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IGNl

_ 1fl{ _

e di Massoneria caratterieea it -suo Rito' e 1o rendc

ridicolo ancora, e rneno sÉduqente'

cose drrvrebbe

Chi volesse riandar;

tisalite almeno frno d

" zioni

" più

"

l-origine di queste

" Pittagora. Li ciarlatani hanrro in ogni teflFo abusato dl

Élosofo per li nrtmer-i fre e setfe

e per il PentagonOr

" quest"r,

" col quale chiudeva Ie sue

" vale".

E' finisce la sna

lettere' e che voleva dire salu'l'

perizia dicendo: " Conviene conf el'

"sarlo: subito che per Sup'**o Comando- fu a noi iÎ-:t:

Roma sulla persona di

Ca'

" quell'arcano

che t"oen"

'o"p*''u

" gliostro, accadc e noi ciò

" ammesso nel Collegio degli

che Cicetone provò allorch'è vennb

Ar'rguri' Égli nelf incontrare li

Jo"tut'**i-dal ridere' nè seppe mul

I'istesso nei suoi colleghi il Contarini in.queste. pa'

Ci eravamo immaginatl

'--""t-.;tt-gÈi non p"ot*""

",comprend*r*.o**

,,mede,rimi ,,.

fn

gine

di

non ne seguìva

altre parole, dice

(nan destìnate alia pubblicità):

lrovare c\i -sa che cosa' ma siamo timasti delusi perchÓ

non è aìtro,

come se1" che un vendítore di fumo'

confessione' e del drrplice-ap.pret'"

Cagtiostro

Prendiam'o atto della

condividc!1l:o pr guanto si riferisce a

all'altra parte bi'sogilitt

riconoscete

zamento. Non possiamo

Cagliostro; me qrlallto

*-it Contarini,

"t

p-rr*" con

Mirrcre conventuale del S' Uffizio' deve avern

cognizîone di caltsat e noi' rrrorlestamcnte cd ancha

dclf irttuale' sfolgorarrte' risveglio

di {rcnte alla corflFctente auto-

ARTTIR' RE'GH'N''

a defcrertza ed esaltazione

religioso, ci inchiniamo

rità {rq)

(re) Abbiamo

s

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"'t',eJ

noturti) 1on5 il nir1t:,:

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che in

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o: ; " ;li;H;;;

giorni, conr-c

l I^ ::'. #,'"îli"li [1i, ;'']

cbtaico-cristiarra

ciato alla

quelle pagant

tigr,,o"""to";';-;;

*a t'*iriit'-!:

tt"ei"io"e

-::

t113do della rigenerazione

Esica

4o

umana ti'

srttirnane

quello della gcne-razìone

certi

chíede 4o

;;tt';ì;";ioÀ--li

sermi si corrpic in

(dieci mcsi lunari).

una quaraltina

di

giorni, naturalmentc,

giorni, dortde le q.ùerantene sirritatie' Questi 4tt

îÓtl

varrno irrttsi alla lettera'

IS

207 I

{3he cosft vilole l' " ilntfop$sofra '

di R. Steiner

il

I

Uno rìei movimenti più diffusi nelia Gerrnania attuale è guello

e,,rto dal crppo della tcosofia anglo-indirina Pcr opera del dr. Ru-

lui chiamatc .x antropasofia<t. Oggi chc pcr cseo,

del suo fondatore, si è destata anche in ltalia ura non,sarà senzfl interessc definire con qualcltc nofa

rl,,tf Steincr e r]a

,,ru',:.r la fiorte

'r'rtit curiosità.,

rriricir Ia

púrtata ed il senso chc esso può avere per chi, corne noi,

nella sua vcrl natura e in distinta giustifica-

r lr:ù di comprèndere,

.,,,rre lògirÈ, la

I,ito qualc

rrrr.r

dubhi4 caòtica materia dell'csotetismo, Diciamo sù-

è In ncstra idra generale sull'antroposofia: si'tratta d.i

rlefortnazione + di una t:onrnrcltsionc imperfetta di elrmenti del'

t,r :;apienza +rientale, aggravata -

,,r,=rrte detta (Blavalsr^;r)

di contro alla teosofia propria-

da Lne parte 'dal prcgiudieio cristiano,

rl ,ll'ultra da ciò cltt vi è di più deteriore in Occiilente" w. d, da $na

grrlt:;rlità positivo-empirìstica

-

e progressìstico-ttmanitaria. Di questa

rr.,i ciò r:lre scguf può

rralere c{rrllÈ un cenno di dimosttaziofre ,

t. l-A CHIAROVEGGEHZA. -"-- Ogni dottrina che voglia ave-

r. ( r.rdito per Io spirito

1,r,r1rlio

lrrrrtc

critcrio tli

occidentale, è anritutto tenuta a mostrate il

tertezea. Chc si affetmi X o Y, ciò è perfetta-

lo stesso: r1uel che importa è invece il fondamenfo secondo

, rrr si aff erma X o Y, la girrstilìcazione del critetio che determina

Lll.clmazìnnc in generale. Ora qui vediam+ I'antrcposofia arrestatgi,

*J utr trtcro dogmatismo dell'trnpiria: il sup critcrio È infatti la sèm-

rl,, c esperienzal

' . /,'r'.q.rrite ri e

se rron Ia sensìbile una sui generis chiamata p chia-

(da chi vuol fatc sapere di che cosa sia lo

{

spirito

(Ina tal+ esperìenza non

,r,'n h;r nrrTlÌilrfio il sospctto) 5 spitituale

',rtt,;r

l,,

jrto e la ragione

, r .lBtatirre. Così

, ,liversa da quclla snnsibile'chc per la sua materia (il suo oggetto

, l'o etòrico+, 1'*'astrale+, ecc.),

per la sua forma le è invtce dcl

idèfitir:a: si tratta nan di un cortrpfèndr11:, di un dare ii *ig'ni-

tcale delle cose, ma riempre di un me ro vedere

di tutt+ ciò che ;rffcrma, lo Striner non dÉ altra

,.,r,iorre fuor che la proptia personale espcritnza, {rror che 1'r fo ho

1

.*

I 11É

visto così.r:- Ma siccome sia il pazzo che il visionasio, cht il sognllg

re e il falso chiarnvÈggente {giacrhò con sÈÈrse prudenza si c,rtrtrd;

che di chiarc'"'eggcnza ve ne è ancìrc una errata, cosa che del rerrtu ll

impone da per sè Iì{r il fr.tto che g]i stessi chiarovef,senti delle vqt*l

Bcuùlc sono ben lungi rlall'andarc d'accordo) pòssano {rfln uguale di,

ritto rivrndicare nn tale criterio, I'afltropcsofia è impotente a rrrltbl

conto di $tÉssa, íi trascÈndcre il cirtolo vizicso rlcll'ingènuo rlrrg:

matismo deJl'rvidcnza irnmediata c dcl sentimÈnto saggettivo. $i può iuttavía ohbiettare, che Steiner dei mÈt.rrli, sÈp,rr"nl|l

i quali ognrflo può anchc 1ui riuscire a vcdcre qu{l clle l'altro vrdl,

Con il

rhe Ia quistiúne è semplic ementÉ spostata: poichó una t nl!

trisionr non è im,mediata e unirrersaic ma per gittngere arl essa ot:ccf,

re rlrt c€rto proccsso, -qon vi sofl{l argomenti dirnostrativi per irf[:t'

trtare che quaîrto {tl essil corrispond non sia crÈato da questcr pte,

cesÉo stessù

e ciò r.anto Fiù Lclru cùrlre condieione lirelì*rinarr, ei

pone che I'iniziando si compenetri r-.on.le de*crizioni date a priorirtal maesrÌo, D'altra parte il mètodo può non riuscire : allcra qufile $írl il rriterio di certezza? La risposta è una sola: la lrofÉnîE onrle ll:

cuni Fòssolo gi!.rngcre a rcalizzare una ,ccrta esptrienza- Ma r;c l1

Éotenza è il criteriq, sr: quhlcosit È certo $olarnente in quanto ìl tcl,

I ierarlo ric.cce, certo non sarà, più dt dirsi un perlicolare e'lenrurlC

in sè, a prcferenzr di rrn altro: tutto grotra èssere c€rto e vero, rlale

a e e al restc ran sufficitrlle

-

che I'Io abbia potenz.l di afferm

rlcr

intcnsità, fn qnanto dunque I'anttoposofia non passa ad uua dùtllii

na della potcnza, rssa resta tlrl Irtiro! ingÈnuo dogrnatismo, qualr:orl

a cui ri può aderire soltnnto 6p1 i!artfl irraziqnale del credcnte. Itt:

fatti Iteltro criterin, di t:r,rerenza íIlterna e di arrnonicità del tutto, t=lll talvolta si invoca, non È suffrcierrtt sia ptrchò esso è snddlsfatto an che da uila costruzione r.ffattc farrtastica, sia perctré hisognert'lrbl prima dìmostrate, e non $oltfinto rrSstrìrcÌ rhe la naturfi dclla re;rlll

sia tutta ar!îoflia e cocrenza, così corne secrlndo ttn ctilssn ottírni*mo

e una totf,lc asscnra di :enstr tràr;i crr della vita qli antrapròsofi t:t'è:

dono.

II. 1,4 r GFISTES\VI$SÉ:NSCI{A}'T r.

Al]'accennata nflrrt

ra della conoÈccrlza rltiarnueggente'si connette la crìiica dnll'assttt'

do tonc+tto di unie :r scit:nza spi ritualc r. Qui \ra Fremesso clle cttntt

scienza lo Steinrr intende la constatazione positiva e la descriziortl

di fatti e di 1r.ggi ariFunti in sÉ:rt';ssir itrdipendenl,cnente dalla rclr.

zione ccn il soggrtto conosccnte: tioù qutl fcticci+ naturaììstico dl

-

- 18? -

Ér r.u;Ì;r del Lruon tcmpo di Camte c di Hacckel, chc dalla maderna

" r,' rcrnologia

ù stato già. rnandato in pòlvere, Ciò posto, è chiaro che

.,,,, " scienza spiritualc + i-n quantq è spiritrrale rron

può èsserr scien-

. ' ,',1 in quanto I sci rrrea non può è sscre sPirituale, Spiritual+ non

. rrl,rtti da dirsi rr,rra clasee particolare di fenòmenj

,,. lali

t,

di n, rneglio àcraflro a quelli fisici,

-

,1 ctèrici q,

di_

bensi una

,,,,;r funÍione di vivere cgni fentrmrno, qualunqu€ esso sia: funzione ,1" r, carattcriezata aplruuto dal super*mento del rnero sperirnentare

c

! '. irllìre in un cornprÈndere- in un metter le cose in una assoluta re-

l.rLir[.1 con I'Io cortccpiro colne ùrra potenzar nQn cofne un mero

t ' (,i.i r) $petrchio

sptt-

da cui ri può astratrs, bensi come la sostanea *tts-

cgli si vive e si afferma. Invcc dell'antropoao,

,' rlrlla realtà in cui

t,.' rI principio è soltanto I'attfggíamento cstravertito e passi.'.ó dcl

,' rr111,1lic;1.1 : i varî fenotnrni r soprasensìtrili r

la fantasiosa rriccn-

,! , rlr'll'rvoluzione còsmìca snodàntesi in catene planetarir fra ,intrcc-

-

,, rlr ;ingcli, spiriti, rarÈfaeioni c c.'ndetlsa.zioni, Io

r

rr

!o$ti cinematograficamentc

r:he lavòra_no da

sono sem-

dinnanzi al let-

prenc-

-

i",,r i i loro gcrpi prr poi eirtrarvi e divagazioni simili

i.r', r'rrrrntr" raccontafi,

rrcìli de+crittiVa di una scrta di storia naturalr, srnza rnai

,,'1r rrsì di un 1;ercÌrà di drl cfie c dal come, senza maí dare una ra_

r,r,rrr

unir dr-rlrtzi':ne, uila connefisi+ne di nEcessità lirgica e di signi*

1,, rt* flftr[ìsic+ fra enrec(dcntc c consrÈ;uente di là daila mrra sr-

'i,r, rìi,.'ì

trarrativa. [nfatti tutto ciò -

,,,,n è $c ienza ,i,

direbbe un buon positivista -

'[ utt;r la spirgazione della > sclcnca spirituale 4 {ìonsistÈ d,unque "rel cieco asscnso irr nn passivo intuire soggettivn, (r) ovvero nel

(r) Sul quale sono ancora di palpitantc attualità lc

parole ri_

,,,1r* al tersofistrro tlel

. lrir'lrte

suo trmpù da J. W_ SCHIILLINS (Zur Ge-

drtr rruarÉrr Flrr/o5o,p}ie. $. W- t. X, p, r88) L, Nell'in-

é alcun intellìgere,

Attche sc si potesst

cui il tfùîofo dice

i,'r'r in sÉ e ltcr sé non vi

lrr irnerrlare in sÈ qrrel pt'ocesso trascendente da

'1,

,iser

,,rLr vcra sciensa.

, rluto e

biscgna di un òrgalc

,lr, rluesto òrgano

maflca all'intuitivo o è da

ìmrnedìatamente dal

ir'rl'ìinto per parlare

, r'no cofi I'oggttto

. rìrrlc, quanto

sf,ttD Fortato alla sua visione, da ciò non proc*dc ancera

FoichÉ

ogni sperimentare, sentire, intuire è per

mediatore per venilg esprcsso; quan-

esso intcnzionalrnentr

punto,delf intuieione, egli

tanto incornprsq-

signore dell'og.

e, pef ogni altro, qualcosa di

I'oggetto stesso.,. fnvcce di diverrirc

dl

r'.rto'é di andar di là

esso, il tcòsofo piuttosto si fa egli stesso

diviene tgli stesso un fenòmeno, biso-

,,rr oqgetto, anziché spiegare,

' ir.:io di ÈssÉre spitgato-.r $i badi dunqut a non confr:ndcre la chia-

210

-

I trfi

prcsÈntare i problemi Eotto forma di soluzione nella pÈrsone dl

tità sovrasetraibili

Fcrcepite della chiaro'$esgtnzt dictro allc

com? f,ÈGolllilo la crÌtica di

scnus accofÈÉrsi chÈ cosi

alla dÈttrinfl platònica dellt

-

r i:lsg a

-

si fa come chi, dovcndo

$otto qu+sto rigua.rd+ I'nn

tarc, romÌnciesse con it raddoppiatc.

posofia

costitui$cÈ un vcrQ fenorneno teratològico nella culturn

dcrna. Se,rnhra che ln Stc,iner, prirrra d,i passnrÉ all'octultismo,

studiato Eli

chc non vi abbia caplto nulle, o cht li atrbia letti comÉ 5i lcgga

giornale. Come spitgare infatti t:he dei màssimi problemi poctl

ideaìitti tcdeschi, quali Fichte: or* bisogna pensarf

attravcrso cui iI rnondo si è t

quei fcrrrlidàbili pensatori,

spiritualiztatoi ilDn si trova nÉll suÉ dottrint ncmmeno la t

Anzifutto,

dclle

del problema crlti$o c gnostològico? Poi del ptobl

di qutlla storia

catcgorie, poi del ptoblemr- della $toria

-

da1ìo ÉtÉincr è naturaliEticamente asgunta

di contro alla

conre qualcosa di t

rale e di reale in Btpssa

densa -

ea di ideale' rron una sÉqucnza di fatti ma un òrdinc geràrchico

ondc si cristallÍzsa in una btuta tra"g$!

conccetone úìîdctna che invecÉ fa qrral6E:

valoti metàfisici a sè stÉsso traspàrent€?

Ma che valc dire ciól L'anttapòsofo

vi dirà che tratta dli astrattc

nclla sua ptcsunzione

sierat;t

prratÈ

non siamo ch[aroveggcnti, tcniamo anchc a tlichiarerc che non slanlt-

però nemmeno goltanto astratti filèsofi; t non dicìamo rtra, si baall

speculazioni' che tgli ha v

r con la chiarovegg*t126, Ora se noi teníamo a ilichiarare

.sappfamp che

ciù chr la vera conosfqnza spirituale rivtla è asrli

roveggrflza

làstici

come materia

rlna

con queìI'infuizÌont infellettlJale o spifituaJe che gli s0o,

c chc I'esoterismo ponl

umene. In tale intuiziLrnt si lta

àssólLtta rieolrrziotre dei fenòmeni nei significatì, tlna F4rfettl

di forma e di materia, tti

cgrncttèva1o alla coscienza angelica

di posslbile rtalizzaziaflc

.GmFÈnelrazi c,nr di unirrersale r particolare,

dare il

singalo

drll'intcra

in funzione drt tutto

come un msmbro in funzionl

invece si riescl

spazÌo-tempor:ali td a percepìtl

si

crca cic'è una nuava

è bisognosa di inttt

non irnpor'

unità del corpo. Con la chiatoveggenza

-

srmplicemente a sunerarr 1e b;rrrirrc

{ìgurativamtnlre

rnrteria

rhe al

tuttn ciò che

pari

È

petraeioni

ta

e chc a

*i"o,

psichicità:

rii orrrlla dci scnsi ordiflarî

clri è verarnEnte volto t'erso lo spiritc

perfettarn*n1.6ulla. D'altro lato nello 5tcs5o

il cnnretto

*Í

scienre,

Oggi

èrdint della !i.

nrralc è presuppo-qto rlallo stciner. è unl

pr,rra srprevr.ìvrnza-

un sistemn dí

dato di fattn,

mcnte trascurato.

1a fìsica si presenta essenzialrntnte tonrf

lògico'm:rternAtica

tJirttta,

net

quale tutts ciò chc à

rapprcsenrflzíone figr-rtàbil* è intera'

r{tlìuzÌone

rvirl rrza

-'

18fì

tiii (.onforfitÈ B quentor Eotto. Ia spinta

=.,rori

rnodÈfni sono stati portati a

::rr r),

della necessità lùgica' i pcn-

postu.lare (sc non ancort a rÉalis-

{)hf non 8J1c mitologic teoeòfiche, le quali in verìtà costituiscono

{,,il nÍ po*t-racionale ma scltafito un Frc-fa,aionale. E la prova di

.,,, i: che ci consta, per perso.nalc

r!,il,r lngica -

chc, comr talí,

i.,i!!1u >s11peîat++

,Irrrri confuse

esper.ienza, che cote$ti sllpÈl.atofi

dovrèbbtro èssere ffiecÉtri in ciò che

rton roflo í4 mas+iha chc degli'in*oltir dc'llc

cofirendate da patemi, incapaci flon dico di rlsàlvete ,

-

e porsi i prohlemi' (e)'

lr,r :urchÈ Bolamcnte di *omprèndere

Respinto dal'la spe'culasionu-

IÙrizLAre

lrr rrrnsufl modo, giacchè qrne$to,

,i,,,rrfluisce invÉce in quelìa.

, rr,.r.rcnÌa; spazio e ternpo

l',lti

r!11

la fatnosa

d'Or'cidentc, forse che Io efrcnato

della Geisteswissenschaft tfova rifugio nell'otientc?

úÈi Éuoi grandi sistemi tradirioneli,

Dcl mondo, csso dice, Ia' sostanza è Ia

nofi sorlo niente di reale in eè; lo +vilup.

revolurione È prog'ressq dcl rnondo t dtl-

è una illlusionc, glecchè ì

1',' lrrnporale -

!,rlrranità q tanto cere all'afitropoeofia

- è divenÌte in senso proprio,

relf441s trapas-qo ideale lungo ilna gerarchia di catcg+rit (tattva)

ccrne tati non eslstorro E fioll vi

rrrrr ;rf isicanúentt sitntrltanee'

IIÎ.REINCARHAZI0NEEHARMA

Ledottrinateosòfi.

I I rn proposito

,,rirntali

è un esempi,: caratteristico di cornc cel-ti coflcctti

vÈ,.ngano fra no,r depotenzi ati c deformati' Comin'ciamo. Csrì

lir r eiÍ carnazionc.

{)uate è il

,rll;{ roscirrra finì:

senso soncr€tfl di una tale ilottrina? r\llo jîva (ossi4

ncn risulta affatto di evcre visgute altre vite c

,lrdovetnevivereancora;nonsolo'mainluìstadifattocheilsens+

,., il srnso del1a proptia individualita

,n'unità specìfica di quclle

o vrvÈfc

di modo che

-

iiv.r, ffla per il

rshi c

è insepÉrabilmente

cotrftesso

concrcta incorporaziorle, iil ctli si trova

dirc c'he la 5u4 5r-Es.sa individualità ha vìs-

,rrlo in un altro corpo non ha evidentcmcnte

,,r0 nti qastta è dctto

sensc alcuno" Pct qut*

È una vefità nol1 pÈr to

il siddha-yoghín; pcr lo jîva diyiene scra sola'

che la reincarnazione

(z) Fin rlove arrivi lr capacità spÈculativa de'llo stesso steiner.

der FreiftÉ.rt 4i. OperÈ repsàdtce

di una tesi universitaria,

di

alla

ti-

,., rruò- scdere dalla sua r, Plrilosop}fe

, l,.iva di originalitÍ, degna a'l

,t,riìle Fertartc egli neIIe

,,,.,ndt'r* il discepolo

, r,',lrui rsi

la dote

ìue

piú

confer+trzt spef,so ha I'audacia

tipo

cotrc ad un modcllo sul

del quale egli pu6

ptÉIìrlrinare di ptnsare lógicaficflte ed orgatrica-

'nentc-

;f

l

212

_ 19+ _

mente qunnilo cgli con una ccrta tÈcnica

{sàdhanf,)

sùpera c r

fa rshi. Frr date il scuso di ur talc trapassoi

dottrina dei tre r corpi + dell'uorno

dinàmico {}iuga)

*

occorrÈ arcrnnerc ;rllr

ceusefitc (kàrana-garîrl),

c ffiatrrialÉ o causato (Èthùle, kary5ra). La gitr

stificaeionr di

c qualr vrolr èsserc. Ora irr kàrana e lirrga-sarira si ha quell'aspetfo

talc veduta sta nel principio, che ogni èsserc È pcrchÉ

seconrlo rui rgli

ò apFunto l'rr individucr ìtrdividuantt r;, Ia causa dr' rr\

ìn sthúla-garíra I'altro, sccondo cui egli è I individuo individuatn ;

$ effetto di sè. lltentre

"l'indiviiluantÉ

è una.{núrion+ infinita, I'indl

vlduato ha inrcce caritt.rre di

soggctta .r genÈrl2iortc

lJna volta

f

contingenza, di particolarità, di t:o:,r

corruzicne.

intrso ciò, cornr jiva va de{inito I'individuanbe irr

quento, spinto dal > rlesidcrìo <, si identifica, si sprofonda nell'inrlr

vitluato (ahlrn!,ira) di cui allora assume i caràtttri, cosi che cgli ri

trova disperso

pufltD pcichè

in infinite incorporazisni dísconfinue, discontinue a,1r I'I+ non sl distingue in un principio suptriore il qunle

af)punto {ome slrpericrc a ciascuna in particolare, potreblrt leearlr

insierne, ma si ìdentìfica a ciò che via via pone, Il'pÉr

questo cllf

finchè

si resti al livello dello jiva la reincarnazionr: non ha alcun

senro^ Quandtr ne acquiste rà7 Quando I'uorno c€ssi di gentirsi conrr,

indir.iduato prr realizzarsi invece coile i'ifldividhaLrte. Infatti I'inrli viduante. in quanto è talr, è supeliorc ad rrgni particolare individul- zione: es:;o le comprende tome ìn una più profonda dimcnsiane irr

cui esse pòssono r:omunicare, tssil costitui6cc came Lln punto chc

mantcnindosi Ìdèntico dall'uno all'altro indivìduo, fa sì che si str bilisca una continuita di coscitnta nel trapasso dall'un corpo ell'al,

tro, Allor'r la teoria della teincarnazionc dirriene v+ra. Si noti ptr.

tanto chc atl un talc livtllo I'f+ rnantercbbe la propria idcntitir nort

solo attraverso i molti dispicgati nel îetnpo, mfl anche attravcrso i

molti simultanri nello spazio, cogì

comÈ sccondo una csperitnza, d

e regalc È 1e tr;rccia. D'altra psrt+ quesl.o

punto corrispondcrrhbe anchr a qnello, in cui la necessità di rein,

ruÌ il > nrri. inieiatir:n

carnarsi è superata,

,l'Io

co,me, kàr:ane avend+ ormai d+minata ncllt

riua pofenza lf, causa tlell'incarnazione (3),

{:}

Si tÍcorderà che nella ttadizionc il

punto

Buddh;

quello in cui conqui.

in

cui il

eonohhe le sue infinitc incarnazioni fu altttsí

stò la libcraaione. $i può dire che la reincarnazione si fa vtra sola

mÉnte in colui chc può fstla falsa. avendo potenza ili non piú rein,

càrnarsi, c ciò p+îchè :i possiedc flello stesso r individuo indivi

duantc r.

--. lirl -

l', r' I'Jntropasofia la reitrcarnazicnt È invece qualcosa chc vale

si dcpÈtcnzie in una astraeiont, per rèndcrc

"ì: !',.i lo jiva, onde

iirs,rliile

. tt,rlr funzionc

la qualc si è costretti ad ìpostatizzare ciò che è une

dell'ùrrico Io (la frrnzione dell'> ind'ividuo indivi-

i.r,,r ,) in un nIo superiorcc

,,, r.r'iir cadÉnte fuori dclla

distinto cocsistcÈte con l'Io ufiriulo coscienza; io, chc sarebbe albergo di

,,, , .,rrlieriori ed esttrno

al {orFo {corrfe

5e all'Io potesge veflirc

i:,, ,.r rlualunque Irtogo spazialel) e cosi via in anàlcglre grossolane

','r

t r atlittoric rnaterialiezazioni,

r r,i chr porta da una incarrazinne ad un'altra, è il karrna, Ii

rinàscite. Ed ancora qui apparc

: ., rr r 11 la legge univcrsale tltllr

, ,,,.r I'opposiaìone irrcducíbile fra la napitnaa indiana e l'antro-

, -,,1r,,nlo occidentale. Il karma per I'Oriente è un non-rralofe,' essqr,

,!,' la tnoira e I'anank: dei Greci, rapli'resnta Hna irrazi,]ftalità,

,' rrrlÌiustizia, qualcosa

s,'r,rlri quelle di un

che va'supÈrato' La via dell'iniziazione è

tale superarnento: superaÍleflto ch€ può consì'

irr un completo

distacco dal sarnsàra o rnondo corttingeftl e

,

,

.

.,,,r nell'ideale

",,r:rìì

dell'ahrat), ovvero in un viverlo come dominato-

di esso (chakravartin) *

ma chc

r.rott vi è che fiisÉfia: giacchè

,,,rrrc I'incondizionato signore

ceso costitui$ce una

direzionÈ perFerrdicolate a quella di to-

.i , ttt. va di rsisten.ca in esisbrnza schiavo della legge, Sotto katma

,, ,letto ncl Vairàgya-shatal<s

i

,,

riÌmiriare il luogq ed il ttrnpo, ma il modo fche è quello di un

-

!,',rrrrlq;'e da leggil è idèntico, sia nell'ùltirno degli animali chc nel

,!,!r rrni) dei dcva (.

t,"L,tuc pa$sare da

AssÈtato di assoluto, YalorÉ per I'indiarro non è

ufla forma di Ésist€nza ad una altfa- b infcriore c o

rlel karrna, benei eltvarsi al punto di tolui

nrliriore {r, soffo la legge

1'. fuffe lc forme di

esistenea, qualunque esec tiano, è inttrior-

.:,, illc sUFeriorÈ.

I'crcin: da una parte l4 vie della natura e del desidcrio, rlomi

r, rr.1 11.1 karma, priva di Ecopo e di ragione, giacchè lo stesso progrcs-

, 'r lL]rrnf, più alte è illusorio, il tutto tssenalo ripreBo in un cter-

,,'

ricorrentc ritorno;

dall'altra, in assoluta fterogÉneità, la via

dalla fiatura e dalla ltgg+, chc non più brama

.i , rrlui the si strappa

. ,lrlrcndÈ, ma E',

.,.,,r,,: divinità si

,! uil scnso tràgico ed eròico.

consistÉ in sè stccso c in ciò di ogni coea e dtllc

fa signore. Alt+rnativa, quÈsta, chc esalta la vitl

r irrr

Quanto

diversa, invsc+, c piccolo, il concctto dell'antroposofia!

il karilta si traÉforma. ad un dipresso, nclla ptovvidenza dci cri-

-tr.rrri: e$sf, è la ltggt dtll'a evoluziont a, del ! progrÈssÓ dell'uma'

214

-* l9? *

nita r, Ieggc trascendtnte

glio,

male r

chc volge

1n modo fatale rutto.rerso il nrr

regolato e preveduro, persino tl

Atimane.r, nella loro fermjnolrr

Ín cui tufto h* jJ suo posto

Ia rniseria (+. Lucif ero s ed Í

gia) sccondo un volgaFe ottil$isrno

chc toglie à rcsponsabilità^, scclta

la :rrq

r libcrtà ogni significato. Non più I'individuo è l':,: èsserc solo a rrrc

da sè, da quella rnorte chc è Ia

flatura e la lcgge, deve farsi

fuori di -

vita; ma egli è invece un episodio che

ralìsticamente a,

se si preferisce,

mito di

Ia

di

plùrirne rntità sovrasensibili

nel tutto natrr

religioeam+ntc ínteso, nrl

che lo agisccno

corpo in

lro

corfrr,,

+pposi:ione: le

Mcn.

esso, in tale dpttri:r,r

<, rèndersi se,

prs

Frov

sua ragionc e in procÈderr indetìnito di

pìaneta in pianete la sua legge. Nessrua

natura è un valore r la totale compÉfletfaziOne in essa I'ideale.

resta titànico, farsi signore di

più rrhiavo di

tre, sccondo I'oriente, iniziazicne signìfica strapparsi dal mondo r.

f,oE un colpo ilÍ cssa signìfica

conformarsi alle u leggi ecolutivc

esse e dipendente

sia poi 1a ragione

senÍa nernmeflo pÈr un istirnrr

- c il scnso di tu$o riò, perchè alla

pÉrlsare a' qualc

fine vi sia una l cvolttzionc.r, perchè, itato che si arnmettc uila

videnea, cÌò che è stato voluto dall'assoluto non si sia fatto carne

irnmediatatncntcl ma per realirzarsi

nito processo, sparso di miseria, di morte e di oseurità.

abhia bisogno d! quctto indelr,

Che forse vi sarebbe

Dio? P*cisarrcnre. ftra il

-

a limitarlo

un altro Dio di contro :r

rapporto è inversol il Dio degli antropo

-

eofi È il " Dio