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REDDITI DI IMPRESA e IRES (Imposta sui Redditi delle Società)

L’ art. 55 TUIR dispone che i redditi d’impresa sono quelli che derivano dall’esercizio di imprese commerciali. Ma sono, inoltre,
considerati redditi di tal specie (co. 2 dell’art. 55 del Tuir):
a) i redditi derivanti dall’esercizio di attività organizzate in forma d’impresa dirette alla prestazione di servizi che non
rientrano nell’articolo 2195 c.c.
b) i redditi derivanti dallo sfruttamento di miniere, cave, etc.;
c) i redditi dei terreni, secondo determinate condizioni

Sono, inoltre, redditi d’impresa quelli prodotti dall’attività di allevamento, conservazione, trasformazione e valorizzazione dei
prodotti del fondo. Non è necessario che questi redditi derivino da attività organizzate in forma d’impresa. L’attività è commerciale,
quindi produttiva di reddito d’impresa, quando supera i limiti di cui all’art. 32 TUIR

L’ art 83 TUIR dispone il sistema di determinazione del reddito di impresa:


“Il reddito è determinato apportando all’utile o alla perdita risultante dal conto economico, relativo all’esercizio chiuso nel periodo di
imposta, le variazioni in aumento o in diminuzione conseguenti all’applicazione dei criteri stabiliti nelle successive disposizioni”
Pertanto, il principio ispiratore del legislatore è quello della TASSAZIONE IN BASE AL BILANCIO, la cui ratio è quella di ravvisare
nell’efficacia rappresentativa del risultato economico contenuto in quest’ultimo (utile o perdita) dell’effettiva capacità contributiva
dell’imprenditore.
La dipendenza del reddito d’impresa al conto economico è, però, TENDENZIALE, in quanto poi il meccanismo dev’essere filtrato
attraverso tutta una serie di variazioni necessarie per trasformare in imponibile fiscale il risultato dell’esercizio. Possiamo avere:
 variazioni in aumento  comportano maggior reddito e derivano da proventi non imputati al conto economico che invece
concorrono a formare il reddito d’impresa, o da costi imputati nel conto economico ma non ammessi in deduzione
 variazioni in diminuzione  si risolvono in un minor reddito e derivano da costi non imputati nel conto economico ma
ammessi in deduzione

PRINCIPIO DI COMPETENZA
L’ art. 109, co. 1, TUIR dispone che «I ricavi, le spese e gli altri componenti positivi e negativi, per i quali le precedenti norme della
presente Sezione non dispongono diversamente, concorrono a formare il reddito nell’esercizio di competenza».
Il principio è rilevante per il profilo temporale: le componenti di reddito concorrono alla formazione del reddito d’impresa
nell’esercizio in cui è sorto il diritto alla percezione (diversamente dal principio di cassa).
La norma prevede poi delle eccezioni per alcuni componenti di reddito per i quali, invece, si applica il principio di cassa (ad es.: oneri
fiscali e contributivi; erogazioni liberali).
Le componenti di reddito stimate, per le quali non sussistano i requisiti della certezza e della obiettiva determinabilità, non
concorrono alla determinazione del reddito d’impresa.

PRINCIPIO DI INERENZA
Attiene al rapporto causale che deve sussistere tra le componenti del reddito e l’attività d’impresa. Conseguentemente, risultano
indeducibili gli oneri che non hanno alcun collegamento con l’esercizio di tale attività (ad es.: quelli che soddisfano esigenze
personali).
Non ha un espresso riferimento normativo ma può, comunque, desumersi dalle regole di determinazione del reddito d’impresa, in
particolare dall’art. 55 del Tuir, per il quale «sono redditi d’impresa quelli che derivano dall’esercizio di imprese commerciali». Il
principio è relativo sia ai componenti negativi che a quelli positivi del reddito, ma sono maggiori le questioni sull’applicazione dei
primi.

PRINCIPIO DI IMPUTAZIONE
Disciplina la deducibilità delle componenti negative del reddito (dei costi e degli oneri) solo se ascritte al conto economico
nell’esercizio di competenza. Il co. 4 dell’art. 109 del Tuir statuisce che «Le spese e gli altri componenti negativi non sono ammessi in
deduzione se e nella misura in cui non risultano imputati al conto economico relativo all’esercizio di competenza».

PRINCIPIO DI INDEDUCIBILITA’
La ratio del principio dell’indeducibilità di componenti negativi del reddito, di cui all’art. 109, co. 5, del Tuir, va ravvisata
nell’esigenza (di carattere fiscale) di impedire che un’impresa possa usufruire dell’ulteriore agevolazione, con la deduzione di
componenti negativi del reddito concorrenti alla formazione del reddito già fruente di agevolazioni (al quale sono state già applicate
delle agevolazioni o tassato in via sostitutiva).