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IN COPERTINA

Sommario
Nuove tecniche per la rimozione di lipidi dal
cervello permettono agli scienziati di rivelare
complesse strutture che processano informazioni
sensoriali, formano memorie e sono alla base delle
nostre decisioni. (Illustrazione di Maciej Frolow)
dicembre 2016 numero 580

SCIENZE PLANETARIE
28 Sotto i mari di Encelado 28
di Frank Postberg, Gabriel Tobie e Thorsten Dambeck
Prove sempre più numerose indicano che la gelida luna di
Saturno ha camini idrotermali attivi, che ne fanno uno dei
luoghi più «caldi» per la ricerca di vita oltre la Terra

NEUROSCIENZE
36 Il cervello trasparente
di Karl Deisseroth
Un nuovo approccio sperimentale, in cui si incontrano chi-
mica e biologia, permette di scrutare nei più nascosti meandri
dell’organo che controlla il nostro corpo

LO STATO DELLA SCIENZA NEL MONDO 2016


44 I mediatori della verità
La conoscenza si fa in laboratorio, tuttavia prima di arrivare
alle persone passa attraverso una serie di intermediari – auto-
rità politiche e amministrative, mezzi di comunicazione, esta-
blishment scientifico ed editori – ognuno dei quali ha le sue
priorità

REGOLE DELL’ INFORMAZIONE


46 Manipolare una notizia di scienza
di Charles Seife
Una nostra indagine rivela che un’agenzia federale degli Stati
Uniti ha forzato i giornalisti a rinunciare alla propria autono-
mia professionale. E altri enti ne stanno seguendo l’esempio

54 Qual è la scienza che fa notizia?


SCIENZA E SOCIETÀ
56 Superare l’effetto Sagan
di Susana Martinez-Conde, Devin Powell
e Stephen L. Macknik
Negli ambienti accademici, rivolgersi direttamente al pubbli-
co spesso è malvisto, specialmente se a farlo sono ricercato-
ri giovani e all’inizio della carriera; ma i social media stanno
cominciando a imporre un cambiamento

RICERCA E PUBBLICAZIONI
60 L’accesso al sapere scientifico METEOROLOGIA
di Massimo Sandal 74 Sulle tracce di El Niño
Cortesia NASA/JPL e Space Science Institute (Encelado)

Internet rischia di mettere in crisi il modello tradizionale di Emily Becker


dell’editoria scientifica, ridefinendo sia l’accesso sia la pro- Questo fenomeno climatico capriccioso e influente è spesso
prietà della conoscenza e addirittura il concetto stesso di ar- accusato di causare condizioni meteo estreme. Ma la verità
ticolo scientifico è più sottile

SALUTE CONSERVAZIONE
68 La pillola giusta per te 82 Lontano da casa
di Dina Fine Maron di Richard Conniff
Oggi la medicina genetica personalizzata offre la possibilità Per salvare le specie minacciate dai cambiamenti climatici,
di effettuare test per evitare pericolose reazioni avverse ai far- gli scienziati stanno pensando di spostarle in aree in cui non
maci, tuttavia i medici sono riluttanti a usarli hanno mai vissuto prima, una strategia non priva di rischi

www.lescienze.it Le Scienze 3
Sommario

Rubriche
7 Editoriale
di Marco Cattaneo

8 Anteprima
10 Intervista
Del doman non v’è certezza... di Roberta Villa

12 Made in Italy
Soluzioni intelligenti di Letizia Gabaglio

14 Scienza e filosofia
Tante strade per lo stesso risultato di Telmo Pievani

15 Appunti di laboratorio
14 Progressi sui ricordi di Edoardo Boncinelli

16 Il matematico impertinente
L’arte di sbagliare i calcoli di Piergiorgio Odifreddi

17 La finestra di Keplero
Lunga vita al cosmo accelerato di Amedeo Balbi

18 Homo sapiens
I primi americani di Giorgio Manzi

88 Coordinate
Il picco dei gemelli di Katie Peek

89 Povera scienza
Invisibile e dimenticata di Paolo Attivissimo

90 La ceretta di Occam
17 Un muschio detonante di Beatrice Mautino

91 Pentole & provette


Nel mondo dei cachi di Dario Bressanini

92 Rudi matematici
Un mercoledì da pedoni
di Rodolfo Clerico, Piero Fabbri e Francesca Ortenzio

94 Libri & tempo libero


Larry Keller, Lititz Pa./Getty Images (colibrì); cortesia NASA/ESA/S. Beckwith
(STScI) e HUDF Team (galassie); dblight/Getty Images (Dubai)

89
S C I E N Z A N EWS

19 No ai refrigeranti che riscaldano 21 Il controllo epigenetico 23 Immunità neanderthaliana


20 Buchi neri o gravastar? nei virus a RNA 23 Siamo destrimani
20 Pressione da record per la fusione 22 Lo stato di salute del mondo da milioni di anni?
21 Cellule uovo prodotte in laboratorio 22 I limiti della longevità 28 Brevissime

4 Le Scienze 580 dicembre 2016


Editoriale Comitato scientifico
Leslie C. Aiello M. Granger Morgan
di Marco Cattaneo presidente, Wenner- docente, Carnegie Mellon
Gren Foundation for University
Anthropological Research Miguel Nicolelis
Roberto Battiston condirettore, Center for
professore ordinario di fisica Neuroengineering, Duke
sperimentale, Università University
di Trento Martin Nowak
Roger Bingham direttore, Program for

Un sistema in crisi
docente, Center for Brain Evolutionary Dynamics,
and Cognition, Università Harvard University
della California a San Diego Robert Palazzo
Edoardo Boncinelli docente di biologia,
docente, Università Vita- Rensselaer Polytechnic
Salute San Raffaele, Milano Institute
Arthur Caplan Telmo Pievani
I nodi di peer review, embarghi ristretti, open access docente di bioetica, professore ordinario filosofia

C’
Università della Pennsylvania delle scienze biologiche,
Vinton Cerf Università degli Studi di
Padova
era una volta la peer ta da scienziati non ancora al top della car- Chief Internet Evangelist,
Google Carolyn Porco
review. Poi è arrivato il riera accademica, il rischio di essere pena- George M. Church leader, Cassini Imaging
Science Team, e direttore,
publish or perish, per- lizzati per l’eccessiva «visibilità» è concreto. direttore, Center for
Computational Genetics,
CICLOPS, Space Science
Institute
ché nella scienza mo- Questo sistema va avanti da decenni, Harvard Medical School
Vilayanur S.
Rita Colwell Ramachandran
derna la pubblicazione ma comincia a fare acqua da tutte le par- docente, Università del direttore, Center for Brain
Maryland a College Park e
del proprio lavoro di ricerca è lo strumento ti. Come racconta Charles Seife a p. 46, Johns Hopkins Bloomberg
and Cognition, Università
della California a San Diego
d’eccellenza per giudicare il lavoro di uno agenzie governative come la FDA adotta- School of Public Health
Lisa Randall
Richard Dawkins
scienziato, ma anche – o forse soprattutto no l’«embargo ristretto», in cui contattano fondatore e presidente,
docente di fisica, Harvard
University
– la sua reputazione e il suo accesso ai fi- un piccolo numero di giornalisti delle prin- Richard Dawkins Foundation
Carlo Alberto Redi
Drew Endy
nanziamenti, per i quali si è scatenata una cipali testate a cui impongono condizioni docente di bioingegneria,
docente di zoologia,
Università di Pavia
competizione senza precedenti. inaccettabili per manipolare la copertura Stanford University
Martin Rees
Ed Felten
Ma ai giorni nostri è altrettanto impor- della notizia. Un premio Nobel come Peter direttore, Center for
docente di cosmologia e
astrofisica, Università di
Information Technology
tante guadagnarsi uno spazio sui mezzi di Higgs ha dichiarato che se negli anni ses- Policy, Princeton University
Cambridge
John Reganold
comunicazione, tanto per le riviste scienti- santa fosse stato valutato secondo i ritmi di Kaigham J. Gabriel
docente di scienza del suolo,
presidente e CEO, Charles
fiche, il cui prestigio è determinato anche pubblicazione richiesti oggi non sarebbe ri- Stark Draper Laboratory
Washington State University
Jeffrey D. Sachs
dalla capacità di catturare l’attenzione dei Harold Garner direttore, The Earth Institute,
direttore, divisioni sistemi e
media, quanto per gli scienziati stessi, la informatica medici, docente,
Columbia University
Virginia Bioinformatics Eugenie C. Scott
cui immagine pubblica può essere un ul- Institute, Virginia Tech Founding Executive Director,
teriore volano di credibilità, ma non sem- National Center for Science
Michael S. Gazzaniga Education
direttore, Sage Center for
pre. Così sono arrivati anche gli embarghi, the Study of Mind, Università Terry Sejnowski
docente e direttore del
ovvero la politica secondo la quale le prin- della California a Santa
Barbara Laboratorio di neurobiologia
cipali riviste e agenzie scientifiche conce- David Gross
computazionale, Salk
Institute for Biological
dono ai giornalisti anticipazioni su pubbli- docente di fisica teorica,
Università della California a
Studies
Michael Shermer
cazioni e conferenze stampa a condizione Santa Barbara (premio Nobel
editore, rivista «Skeptic»
per la fisica 2004)
che sia rispettata una data di scadenza pri- Danny Hillis Michael Snyder
docente di genetica,
ma di renderle pubbliche. Per questo a vol- co-presidente, Applied
Stanford University School of
Minds, LLC
te le notizie scientifiche appaiono contem- Daniel M. Kammen
Medicine
Giorgio Vallortigara
poraneamente su giornali e TV di mezzo direttore, Renewable
and Appropriate Energy docente di neuroscienze,
mondo. «I giornalisti scientifici hanno ce- uscito a garantirsi un posto da docente. La Laboratory, Università della direttore associato, Centre
for Mind/Brain Sciences,
California a Berkeley
duto il potere all’establishment scientifico», pressione per la pubblicazione fa aumen- Vinod Khosla
Università di Trento
Lene Vestergaard Hau
sostiene Vincent Kernan, giornalista scien- tare le frodi. I sistemi di valutazione, come Partner, Khosla Ventures
docente di fisica e fisica
Christof Koch
tifico e preside di Facoltà alla George Ma- quello adottato dall’ANVUR, l’Agenzia na- docente di biologia cognitiva
applicata, Harvard University
Michael E. Webber
son University. E a volte grandi enti, per zionale di valutazione del sistema universi- e comportamentale,
direttore associato, Center
California Institute of
esempio la NASA, approfittano della loro tario e della ricerca, finiscono per penaliz- Technology for International Energy
& Environmental Policy,
capacità di catturare l’attenzione per forza- zare realtà già in difficoltà. E scienziati che Lawrence M. Krauss Università del Texas ad
direttore, Origins Initiative, Austin
re la portata di annunci che a posteriori si hanno successo presso il pubblico restano Arizona State University Steven Weinberg
vittima dell’effetto Sagan, dal nome dell’a- Morten L. Kringelbach
rivelano meno rilevanti di quanto appaia. direttore, Hedonia:
direttore, gruppo di ricerca
teorica, Dipartimento di
E d’altra parte negli ultimi decenni si è stronomo Carl Sagan, che proprio a causa TrygFonden Research fisica, University del Texas
Group, Università di Oxford e ad Austin (premio Nobel per
intensificata l’attività di divulgazione da della sua crescente visibilità fu sbeffeggia- Università di Aarhus la fisica 1979)
parte degli scienziati stessi, alcuni dei qua- to dai colleghi e perse importanti opportu- Steven Kyle George M. Whitesides
docente di economia docente di chimica e
li sono letteralmente diventati star dello nità professionali. applicata e management, biochimica, Harvard
Cornell University
show system. Un’attività che spesso è in- La scienza procede a ritmi mai raggiun- Robert S. Langer
University
Nathan Wolfe
coraggiata dagli enti finanziatori, come te- ti in precedenza, ma il sistema è in cri- docente, Massachusetts direttore, Global Viral
Institute of Technology Forecasting Initiative
stimonia l’attenzione alla comunicazione si. E a questa crisi dedichiamo il dossier di Lawrence Lessig Anton Zeilinger
poba/Getty Images

verso il pubblico del programma Horizon quest’anno sullo stato della scienza nel- docente, Harvard Law School docente di ottica quantistica,
John P. Moore Università di Vienna
2020 dell’Unione Europea. E che tuttavia mondo. Con l’auspicio che la comunità docente di microbiologia e Jonathan Zittrain
non è esente da effetti controproducenti, scientifica trovi al suo interno gli anticor- immunologia, Weill Medical docente di legge e computer
College, Cornell University science, Harvard University
perché se l’attività di divulgazione è svol- pi per farvi fronte.

www.lescienze.it Le Scienze 7
Anteprima

Alla scoperta degli uccelli


A richiesta con «Le Scienze» di gennaio il libro Volare di Noah Strycker

I
l gioco degli specchi è sempre divertente e affascinan- te del ballo. Snowball è stato il primo animale, oltre all’uomo, per
te, che sia reale, guardare se stessi riflessi come se si fosse cui gli scienziati hanno dimostrato una coordinazione di movi-
un altro, o immaginario, un artificio per raccontare qual- menti a ritmo di musica: una caratteristica, sottolinea l’autore, in
cuno in modo da saperne di più sulla propria persona. E passato considerata appannaggio esclusivo dell’essere umano.
proprio al gioco degli specchi ricorre Noah Strycker in O ancora, si può fare l’esempio delle gazze comuni europee in
Volare, il suo libro allegato con «Le Scienze» di gennaio 2017 e in cattività, che sanno riconoscersi allo specchio, proprio come fac-
vendita nelle librerie per Codice Edizioni. Ma in questo caso, il ri- ciamo noi umani, grandi primati, orche, delfini ed elefanti, ovvero
flesso non è tra esseri umani, bensì tra noi e gli uccelli. grandi mammiferi con grandi cervelli. O della strabiliante memo-
Naturalista e fotografo, escursionista e scrittore scientifi- ria delle nocciolaie. Grandi uccelli, dal piumaggio bianco e nero,
co, per gran parte degli ultimi con ali bianche e macchie sul-
dieci anni Strycker ha lavora- la coda visibili in volo e il corpo
to sul campo a progetti di ri- color grigio scuro, le nocciolaie
cerca accanto a studiosi di eto- sono in grado di ricordare esat-
logia. Grazie a questi progetti tamente dove hanno sepolto
ha osservato quasi 2500 spe- migliaia di minuscoli mucchiet-
cie di uccelli anche in alcuni ti dei pinoli di cui si nutrono.
dei luoghi più remoti del pia- Ci sono poi comportamen-
neta: Amazzonia ecuadoriana, ti affascinanti che non han-
Antartide, outback australiano, no riscontro nella nostra spe-
giungla dl Costa Rica e di Pa- cie. Forse il più clamoroso è il
nama, isole Galápagos e altri sesto senso magnetico, ovve-
ancora. Questa lunga e profon- ro la capacità di orientarsi rile-
da esperienza lo ha sempre più vando il campo magnetico ter-
convinto che gli uccelli non si- restre, che si accompagna con
ano subalterni alla nostra spe- altre capacità sensoriali per lu-
cie, ma imprevedibili, dotati ce polarizzata e per infrasuoni,
di personalità. Così è nata l’i- anch’esse sconosciute agli es-
dea del libro: raccontare i tan- seri umani e anch’esse sfruttate
ti aspetti straordinari della vita per orientarsi nell’ambiente. O
degli uccelli, per guardare di ri- ancora il curioso magnetismo
flesso agli esseri umani. In altre degli storni. Alcuni scienzia-
parole, secondo Strycker stu- ti, tra i quali ricercatori italia-
diando queste creature che li- ni, hanno scoperto un modello
brano nell’aria o magari camminano sul terreno impariamo a co- in grado di prevedere l’ordine all’interno di uno stormo di storni,
noscere noi stessi. dimostrando che sotto il profilo matematico equivale a un model-
Ciascun capitolo racconta un comportamento interessante e lo che si serve della meccanica quantistica per descrivere sistemi
l’uccello in cui emerge. Possono essere comportamenti simili ai fisici magnetici.
nostri, per esempio ballare al tempo di musica come Snowball, un Le equazioni di magneti dunque riescono a descrivere uno stor-
esemplare di cacatua cresta zolfo, un pappagallo bianco di taglia mo di storni meglio della biologia. Niente male come gioco degli
grande con un’elaborata cresta gialla nativo dell’Australia, aman- specchi, in cui a perderci probabilmente siamo noi esseri umani.

R I S E R VAT O A G L I A B B O N AT I
bikeriderlondon/Shutterstock

Gli abbonati possono acquistare i volumi di La La stessa offerta è valida per richiedere i volumi euro di scatto alla risposta (IVA inclusa). Per
Biblioteca delle Scienze al prezzo di € 8,40 della collana I manga delle scienze al prezzo di chiamate da rete mobile il costo massimo della
incluso il prezzo di spedizione e telefonando al € 9,90 incluse le spese di spedizione. chiamata è di 48,4 cent di euro al minuto più
numero 199.78.72.78 (0864.256266 chi chiama Il costo massimo della telefonata da rete fissa è 15,62 cent di euro di scatto alla risposta (IVA
da telefoni non abilitati). di 14,37 cent di euro al minuto più 6,24 cent di inclusa).

8 Le Scienze 580 dicembre 2016


In edicola

Ancora fumetti per i nostri lettori


In edicola per la collana I manga delle scienze quattro nuovi volumi

P I A N O D E L L’O P E R A

30 SETTEMBRE 2016 11 NOVEMBRE


Fisica Database
La meccanica classica Che cos’è una banca dati,
con oggetti di uso quotidiano. come progettarla e come gestirla.

7 OTTOBRE 18 NOVEMBRE
Analisi matematica Elettromagnetismo
Il calcolo di funzioni e di integrali, La scienza degli elettroni e dei campi
e le applicazioni nel mondo reale. magnetici fino ai superconduttori.

14 OTTOBRE 25 NOVEMBRE
Relatività Biochimica
La teoria di Albert Einstein Il macchinario chimico che permette
che ha rivoluzionato la fisica. al nostro corpo di funzionare

21 OTTOBRE 2 DICEMBRE
Biologia: DNA e genetica Matematica
Un viaggio nel corpo umano Alla scoperta dell’algebra lineare
con la biologia molecolare. e delle sue applicazioni

28 OTTOBRE 9 DICEMBRE
Statistica Regressione
Categorizzare, analizzare Imparare ad analizzare
e capire insiemi di dati. statisticamente i dati

4 NOVEMBRE 16 DICEMBRE
Astronomia Anatomia
Esplorare il sistema solare, la nostra Uno sguardo al corpo umano
e altre galassie, e il cosmo lontano. e alla sua fisiologia

A
grande richiesta, visto il successo, la collana I man- sa. Per fortuna di Reiji, il fratello di Misa è il capitano della squa-
ga delle scienze avrà nuove quattro uscite oltre alle dra di karate dell’università, e propone allo studente un patto: può
otto già previste, e quindi si chiuderà con l’uscita in entrare nella squadra se sarà il tutor di Misa per l’algebra linea-
edicola del 16 dicembre. Come i precedenti, anche i re, spiegandole vettori, operazioni con le matrici e così via, e il-
nuovi volumi potranno essere acquistati ogni setti- lustrandole le applicazioni dell’algebra lineare in campi come la
mana con «Le Scienze» e «la Repubblica» a 9,90 euro in più oltre al crittografia, la computer grafica e l’ingegneria.
prezzo della rivista o del quotidiano. Il penultimo manga della collana è Regressione e sarà in edi-
Il primo dei nuovi quattro manga ha il titolo di Biochimica ed cola dal 9 dicembre. Protagonista del fumetto è Miu, una ragaz-
è uscito in edicola il 25 novembre. Quindi se non l’avete acqui- za che ha problemi con l’analisi della regressione, una tecnica sta-
stato, potete rivolgervi al vostro edicolante di fiducia in modo da tistica usata spesso in scienza ed economia. Ma un nuovo timido
non perdere la storia di Kumi. Amante del cibo, in particolare del cliente darà a Miu una forte motivazione per capire finalmente fi-
junk food, Kumi è preoccupata per le conseguenze sulla sua salute no in fondo questa tecnica, grazie anche all’aiuto della collega del
di un consumo continuo di cibo spazzatura. Così, cerca aiuto dal caffè dove lavora.
suo amico Nemoto e dal bel professore di biochimica Dr. Kurosa- Il 16 dicembre sarà il giorno di Anatomia, ultimo dei quattro
ka. Grazie a un endoscopio robotico del Dr. Kurosaka, Kumi esplo- nuovi manga, che in totale porta a 12 i fumetti della collana. Ku-
rerà gli incredibili macchinari chimici del corpo umano. Osserverà miko studia per diventare infermiera, ma è stata appena bocciata
da vicino biopolimeri come il DNA e le proteine, imparerà a co- all’esame di fisiologia. Per fortuna però il suo nuovo professore di
noscere i processi metabolici che trasformano il cibo in energia. scienze della salute Kaisei cerca un volontario proprio per le sue
Il secondo nuovo manga avrà come titolo Matematica e sarà lezioni di fisiologia. Kumiko non si lascia sfuggire l’occasione e
in edicola il 2 dicembre. Tutto ruota attorno a due passioni. Rei- farà conoscenza con i meccanismi più profondi del corpo umano.
ji desidera due cose nella vita: una cintura nera di karate e Mi- Non resta che augurarvi: buona lettura!

www.lescienze.it Le Scienze 9
Intervista
di Roberta Villa

Del doman non v’è certezza...


In passato molte previsioni sull’esito dello sviluppo tecnologico si sono rivelate
sbagliate, spiega Kenneth Oye: una lezione che deve guidarci ancora oggi

H
a il tono cordiale, il linguaggio semplice e la
capacità comunicativa di una persona abitua-
ta a stare davanti alle telecamere. «Di solito non
mi tiro indietro davanti alle interviste, perfino
quando capita che me lo chiedano canali tele-
visivi che non apprezzo e non guarderei mai», ci dice scherzan-
do Kenneth Oye. «Figuriamoci per Le Scienze». Come direttore del
Program on Emerging Technologies al Massachusetts Institute of
Technology (MIT) di Boston, Oye sa bene quanto sia importante
informare e coinvolgere il pubblico sul suo lavoro, in prima linea
sul fronte dell’innovazione. La disinformazione corre rapida, so-
prattutto sul Web, e un’opinione pubblica ostile rischia di rappre-
sentare il più arduo ostacolo da superare per l’avanzamento della
ricerca. Sebbene provato dal cambiamento di fuso orario, quindi,
e per quanto l’intervista non fosse programmata, accetta volentie-
ri di rispondere alle nostre domande.

Visto il suo ruolo, la prima domanda è d’obbligo: tra tante tec-


nologie emergenti, quale potrà avere maggiore impatto sul no-
stro futuro?
Per rispondere alla sua domanda devo prima fare un passo in-
dietro, al momento in cui si è deciso di dare il via al programma
sulle tecnologie emergenti che dirigo al MIT. Per portarlo avan-
ti abbiamo reclutato ingegneri, scienziati, esperti di politica, ma
anche filosofi e storici. Può sorprendere il fatto che il nostro pro-
gramma sia partito da loro, ma abbiamo ritenuto essenziale pri-
ma di tutto guardare indietro a quel che era successo in passa-
to, quando sono nate nuove tecnologie, per studiare l’effetto che
hanno avuto sull’economia, l’ambiente, la sicurezza. Ancora più
interessante è stato osservare se e quanto si erano realizzate le
previsioni fatte al momento della loro uscita sia in termini di spe-
ranze sia di timori.
Quello che è emerso è che nella maggior parte dei casi le proie- tà quando spesso si trattava semplicemente di chimica. Poi all’im-
zioni sul futuro avevano fallito: le conseguenze più rilevanti delle provviso si è fatto dietrofront, limitando al minimo l’uso di questo
nuove tecnologie non erano state nemmeno immaginate, mentre termine, nel tentativo di eludere i vincoli regolatori quando sono
altre che erano state date per scontate non si sono mai realizza- cominciati a emergere timori di possibili conseguenze.
te. Dunque, sulla base delle esperienze passate, mi viene da sor- Da parte sua, la tecnica CRISPR-Cas9 ha destato tanta attenzio-
ridere quando mi chiedono di fare previsioni sul futuro. Il nostro ne perché è arrivata in un momento particolare, a catalizzare altri
compito piuttosto è valutare giorno per giorno rischi e benefici di fattori che sono maturati in questi anni. Altri metodi di editing del
ogni innovazione, seguendo un mondo in continua evoluzione, genoma sono stati introdotti molto tempo fa, a partire dalle cosid-
continuando a raccogliere informazioni ed eventualmente stando dette zinc-finger nucleasi, ed entro cinque-dieci anni faremo ul-
pronti a correggere la rotta davanti alle novità. teriori passi avanti. CRISPR-Cas9 si distingue per la semplicità e
Spencer Platt/Getty Images

la rapidità con cui consente di modificare il materiale genetico,


Quindi non si sente di prevedere neppure se le nanotecnologie, ma soprattutto per il fatto di essere la tecnica giusta al momen-
o CRISPR-Cas9, la nuova tecnica per l’editing genetico di cui si to giusto. Oltre a riconoscere le mutazioni dannose del DNA, oggi
parla tanto, rappresenteranno vere rivoluzioni? possiamo anche progettarne di ipoteticamente vantaggiose. E sot-
Il termine «nanotecnologie» è stato troppo spesso abusato, co- tolineo «ipoteticamente», perché nessuno ancora sa che cosa fun-
me espediente per reperire fondi governativi od ottenere visibili- zionerà oppure no. In ogni caso, CRISPR-Cas9 è senz’altro uno dei

10 Le Scienze 580 dicembre 2016


CHI È

Kenneth Oye si è laureato in scienze tenzione di Oye si è spostata sulle po- cente al Department of Political Scien-
politiche e con un PhD alla Harvard Uni- litiche in campo energetico, soprattutto ce and the Engineering Systems Divi-
vesity nella stessa materia, si è distinto sulle normative che regolano la sicurez- sion del MIT diventa coerente con quello
soprattutto per i suoi studi sulla politica za delle nuove tecnologie. di direttore del Program on Emerging
internazionale statunitense, in particola- In quest’ottica, il salto dall’ingegne- Technologies, ruolo che ricopre insieme
re della guerra fredda. ria nucleare a quella genetica acquista ad altre cariche nell’ambito del presti-
Dalla metà degli anni novanta, l’at- maggior senso e il suo incarico di do- gioso ateneo di Boston.

metodi che ci permetteranno di fare in maniera più veloce ed effi-


ciente questo salto, dall’analisi o dalla correzione dei geni alla lo-
ro progettazione e sintesi.

Proprio la biologia sintetica, con il Genome Project-Write che


prevede appunto la «scrittura» di nuovi geni, può far pensare
che l’uomo si stia arrogando troppo potere, giocando con le basi
della vita. Che cosa ne pensa?
Anche il termine di «biologia sintetica» si associa a parecchi
equivoci, con alcuni che la osannano come una possibile svol-
ta che solleverà le sorti di tutta l’umanità e altri che la temono co-
me un percorso intrinsecamente perverso. Occorre invece concen-
trarci sulle sue specifiche applicazioni e studiarne nei diversi casi
specifici rischi e benefici. Individuare concreti motivi di preoccu-
pazione e proporre che si conduca ricerca per gettare luce su que-
sti punti particolari, per aprire un dibattito da cui giungere a deci-
sioni informate.
Le cose cambiano così rapidamente, che non possiamo solo
stare a guardare. Nel momento in cui una procedura è fattibile,
ci sarà qualcuno che lo farà. Per questo è importante tenere vivo
il dibattito sul come e il perché, e se non sia meglio in alcuni ca-
si seguire strade alternative. Non credo nelle moratorie che bloc-
cano la ricerca in un determinato settore: qualcuno che aggirerà i
divieti ci sarà sempre, mentre è importante che tutta la conoscen-
za proceda in modo da garantire anche meccanismi di controllo o
difesa da applicazioni potenzialmente pericolose.

Non tocca agli scienziati questa valutazione?


Sempre più spesso sono gli scienziati stessi che si rivolgono a
noi, per sentire un parere, talvolta prima ancora di effettuare i lo-
ro esperimenti, o ai primi risultati positivi, perché si rendono con-
to delle enormi implicazioni e dei potenziali rischi di certe appli-
Circuiti e geni. Il robot giapponese Asimo e una riproduzione cazioni che non riescono a valutare fino in fondo. Non vogliono
al computer del sistema CRISPR-Cas9. Robotica ed editing genomico assumersene la responsabilità da soli né essere accusati di agire di
sono due delle più promettenti tecnologie attuali. nascosto.
In diversi laboratori molto avanzati si cominciano anche ad as-
sumere filosofi che lavorano fianco a fianco con gli scienziati per
capire il senso e il possibile impatto delle nuove tecnologie.
Purtroppo, accanto ai ricercatori convinti dell’importanza di un
confronto con la società, ce ne sono altri che ancora procedono
preoccupandosi solo di raggiungere per primi un risultato e pub-
blicarlo su una rivista prestigiosa prima che altri ne vengano a
conoscenza, indifferenti ai rischi e alle implicazioni etiche o le-
ibreakstock/Shutterstock

gali del loro lavoro. Non necessariamente tutti gli scienziati han-
no il senso di responsabilità o la consapevolezza di tutte le conse-
guenze e le implicazioni del loro lavoro. La società ha quindi tutto
il diritto, e anche il dovere, di chiedere loro un confronto aperto e
trasparente.

Le Scienze 11
Made in Italy
di Letizia Gabaglio

Soluzioni intelligenti
Orobix usa l’intelligenza artificiale per sviluppare programmi da impiegare
nel mondo scientifico, in particolare quello biomedico, digitale e industriale

“S
trumenti con un cervello» (tools with a L A S C H E DA
mind). Sono quelli realizzati grazie all’intel- Orobix
ligenza artificiale, capaci per esempio di in-
dividuare malattie a partire da immagini di Fatturato Investimenti in ricerca
organi, di far collaborare robot e umani per 600.000 euro 25 per cento del fatturato
assicurare migliori controlli di qualità, di costruire una nuova ge-
nerazione di sistemi di visione industriale, e così via. Strumenti Dipendenti/collaboratori Brevetti rilasciati
messi a punto ai piedi delle Alpi Orobie, a Bergamo, da un’azien- 11 di cui oltre il 30 per n.d.
da che nel nome porta il segno della sua collocazione geografica, cento impiegati in R&S
Orobix. «Il nome lo abbiamo deciso davanti a una birra e ci sem-
brava che mettesse insieme locale e globale, il nostro quotidiano
e la tecnologia avanzata, insomma un nome ‘glocal’», spiega Lu-
ca Antiga, uno dei soci fondatori che nel 2009 hanno deciso di in-
traprendere una nuova avventura a partire dalle loro competenze.
Antiga è un ricercatore, un ingegnere che dopo la laurea al Po-
litecnico di Milano, un dottorato e un periodo di studio in Cana-
da, era rientrato in Italia per lavorare sulle immagini biomediche e
all’Istituto di ricerche farmacologiche «Mario Negri» aveva creato
un’unità dedicata proprio all’imaging. «Ma per me era importan-
te provare ad arrivare all’applicazione sul campo delle metodolo-
gie che venivano sviluppate nell’ambito della ricerca», racconta. E
così, insieme ad altri due soci, Antiga decide di fondare una socie-
tà: «Siamo partiti dalle nostre competenze ma non sapevamo che
cosa fosse necessario per sviluppare il business», continua. «Così
all’inizio ci siamo impegnati nella realizzazione di software robu-
sti e grazie a piccoli contratti nel mondo della farmaceutica e della
ricerca clinica abbiamo accumulato esperienze. Ma poi abbiamo
capito che per fare il salto di qualità dovevamo affidarci alle reti
neurali, cioè a sistemi capaci di imparare a gestire situazioni ad al-
ta complessità a partire da grandi moli di dati».

Dentro la diagnostica medica


Per farlo i ragazzi di Orobix devono cambiare prospettiva: fi-
no a quel momento i loro studi si erano concentrati sulla produ- Cortesia Orobix (tutte le foto, in questa pagina e nella pagina a fronte)
zione di programmi per risolvere problemi specifici sottoposti di
volta in volta dai loro clienti; ora si tratta di costruire architet-
ture capaci di vagliare dati e sulla base di questa analisi appren-
dere autonomamente una strategia per risolvere il problema. Per
esempio, istruire una macchina sottoponendole una grande quan-
tità di immagini che si riferiscono alla malattia vascolare della re-
tina così che poi riesca, sulla base di un esame di imaging, a fa-
re una diagnosi accurata di retinopatia diabetica. L’esempio non
è casuale, ovviamente. Orobix fa parte di REVAMMAD, una rete
di eccellenza finanziato dall’Unione Europea per la messa a pun-
to proprio di un sistema di questo genere. «Aver partecipato a que-
sto progetto ci ha permesso di capire che quella del machine lear-
ning era la strada da percorrere», dice l’ingegnere. «E che si tratta
di un’area di studio così tumultuosa e ricca che poteva essere ap-

12 Le Scienze 580 dicembre 2016


Cervelli orobici. Qui sotto Luca Antiga e in basso Pietro Rota, fondatori di Orobix; nella pagina a fronte, giovani ricercatori dell’impresa
bergamasca, la cui origine è riportata nel nome che fa riferimento alle Alpi Orobie, vicine a Bergamo.

programma che apre all’impiego di queste


tecnologie da parte di ricercatori clinici e per-
mette loro di eseguire calcoli in parallelo gra-
zie all’utilizzo di infrastrutture cloud. Le col-
laborazioni internazionali sono il cuore della
ricerca e sviluppo dell’azienda bergamasca –
oltre 20 quelle in corso - che oggi è impegna-
ta anche in un progetto per la pianificazione
della stimolazione cerebrale e neurofeedback;
Orobix inoltre fa parte del progetto europeo
Creactive per la valutazione dei primi gior-
ni di degenza nei reparti di terapia intensi-
va di pazienti con trauma cranico per capi-
re che tipo di evoluzione avrà il soggetto nel
medio termine.
«In ogni caso i nostri sistemi prevedo-
no sempre a valle la presenza di un medico
che può correggere l’esito della valutazio-
ne automatica», spiega Antiga. «Per noi l’uso
dell’intelligenza artificiale non implica la so-
stituzione dell’umano ma la creazione di una
sinergia, al cui interno l’essere umano si con-
centra sulla supervisione e l’interpretazione».

La realtà industriale
E non vale solo per la diagnostica medica.
Orobix ha mutuato la tecnologia sviluppata
per la biomedicina nel campo della cosiddet-
ta industria 4.0 e in quello energetico. D’al-
tronde Pietro Rota, il manager e ingegnere
gestionale co-fondatore di Orobix, ha lavo-
rato per anni nel mondo delle start-up dell’e-
nergia e delle tecnologie pulite. Grazie alle
reti neurali si riesce infatti a realizzare un si-
stema in grado di gestire al meglio l’esercizio
di centrali o di carichi elettrici: sulla base dei
segnali che si ricevono dal mercato, il pro-
plicata trasversalmente, non solo in campo biomedico». A oggi, gramma decide quando spegnere o accendere la generazione di
comunque, le applicazioni mediche sono quelle che pesano di più un tipo o di un altro di fonte di energia. Ma gli algoritmi previsio-
sui conti di Orobix. Gli ingegneri di Bergamo, che possono con- nali sono anche usati per il trading, per decidere quando vendere
tare su un gruppo di 11 persone che comprende anche matemati- o comprare energia o per chi consuma, per l’efficienza energetica.
ci, fisici e informatici, ha messo a punto un sistema per la gestio- L’efficienza deve essere massima anche nel caso dei sistemi di
ne di una malattia genetica renale – che a partire dalle immagini controllo di qualità industriale. È qui che l’intelligenza artificiale
dei pazienti riesce a caratterizzare la malattia e può essere usato può fare la differenza perché sulla base dei dati ottenuti osservan-
anche da specialisti che non sono radiologi - un sistema per la va- do migliaia di pezzi, per esempio, si possono creare sistemi in gra-
lutazione degli aneurismi cerebrali dal punto di vista fluidodina- do di capire se scartare o tenere un pezzo anche in presenza di alta
mico e morfologico – perché è sulla base di questi parametri che variabilità e fattori confondenti.
si può supportare il clinico nel prevedere se e quando l’aneurisma «Nell’industria 4.0 questo tipo di operazioni è appannaggio del-
si romperà e si può quindi pianificare tempestivamente l’interven- le macchine, che possono garantire maggiore efficienza e preci-
to chirurgico. sione», spiega l’ingegnere. «O dei robot collaborativi, automi leg-
D’altronde il vascolare è un campo che Antiga frequenta da geri che possono interagire con gli esseri umani nello spazio di
molti anni. Il primo programma di successo scritto dall’ingegne- produzione aiutandolo nelle mansioni più ripetitive e di precisio-
re è stato VMTK, un programma per la modellistica basato su im- ne ma lasciando a lui l’ultima parola». Una grande opportunità in
magini dei vasi usato ormai da oltre 50 istituti di ricerca in tutto il particolare per le piccole-medie imprese. Perché nessun proble-
mondo. Una soluzione open source per utenti esperti che il grup- ma è troppo piccolo per poter essere affrontato con l’intelligenza.
po di Orobix ha reso accessibile tramite lo sviluppo di VMTKLab, Umana o artificiale che sia.

www.lescienze.it Le Scienze 13
Scienza e filosofia
di Telmo Pievani
è professore ordinario di filosofia delle scienze biologiche
dell’Università degli Studi di Padova

Tante strade per lo stesso risultato


Uno studio ha fatto luce sulla convergenza evolutiva in specie diverse di uccelli

P
rendete 56 specie di uccelli e disponetele in 28 cop- bel per la chimica Max Perutz, difese la prima ipotesi in un famo-
pie di specie strettamente imparentate o di varietà. so articolo del 1983 in cui prevedeva che la convergenza evolu-
In ciascuna coppia, una delle due popolazioni si è tiva in specie diverse avrebbe fatto leva su poche sostituzioni in
adattata all’altitudine, l’altra no. Adesso sequenzia- alcune posizioni chiave, una sorta di percorso obbligato nel geno-
te, esprimete e misurate l’affinità per l’ossigeno nel- tipo. Ora i ricercatori hanno scoperto che questi sentieri paralleli si
le emoglobine delle 28 specie di alta quota, confrontando ciascu- realizzano più che altro a livello dei complessi funzionali, ma che
na con quanto accade nella corrispettiva specie di bassa quota. nella maggior parte dei casi i cambiamenti genetici intervenuti
Noterete che le emoglobine nel sangue degli uccelli che vivono in nelle diverse specie sono collegati ad amminoacidi differenti: tan-
alto saranno modificate in modo da trasportare più ossigeno, un te strade (molecolari) per arrivare allo stesso risultato (fenotipico).
adattamento all’ipossia. Osserverete l’evoluzione di queste protei- Anche quando la mutazione riscontrata è la stessa (nei colibrì e in
ne del sangue in specie anche non strettamente imparentate tra una specie di bucafiori), i suoi effetti dipendono dal background
loro, un fenomeno noto come evoluzione
convergente. Alla stessa pressione selettiva,
cioè alla stessa sfida ecologica (adattarsi alla
carenza di ossigeno), organismi di specie di-
verse rispondono con un adattamento ana-
logo, in questo caso una modificazione fun-
zionale dell’emoglobina che garantisca più
ossigenazione.
Detto così sembra un esperimento idea-
le, il sogno di qualsiasi evoluzionista: esa-
minare cambiamenti evolutivi replicatisi più
volte nella filogenesi. Da ottobre 2016 è un
esperimento reale, portato a compimento e
pubblicato su «Science» da un gruppo di bio-
logi di università statunitensi e danesi coor-
dinati da Jay F. Storz dell’Università del Ne-
braska a Lincoln, i quali, combinando dati
molecolari e test sperimentali, sono riusciti
a definire le basi genetiche dei cambiamenti
funzionali nell’emoglobina che hanno por-
tato a una maggiore affinità con l’ossigeno
nelle specie d’alta quota. Ancora una volta,
l’evoluzione vista in presa diretta, a tutti i li- Piccoli adattamenti. Lo studio di uccelli, tra cui i colibrì, ha permesso di concludere che
velli dai geni agli ecosistemi, in più linee di nell’evoluzione caso e necessità sono modulati diversamente a seconda dei livelli di analisi.
discendenza.
Ma la domanda di ricerca questa volta era ancora più ambizio- genetico della specie, quindi la stessa mutazione produce differen-
sa. L’evoluzione di nuove funzioni nelle proteine è dettata da vin- ti effetti in specie diverse. Domina insomma la contingenza, cioè
coli biofisici potenti, che limitano i cambiamenti genetici a cer- la dipendenza dalla singolare storia genetica pregressa di ciascu-
te parti della struttura delle proteine o a specifici amminoacidi, na specie.
oppure è un percorso ogni volta diverso, fortemente contingente, Secondo gli autori, caso e necessità sono quindi modulati di-
Larry Keller, Lititz Pa./Getty Images

che raramente si ripete due volte nello stesso modo? Nel primo ca- versamente a seconda dei livelli gerarchici di analisi: al livello del
so l’evoluzione avrebbe un certo grado di prevedibilità: a parità di fenotipo biochimico e dei meccanismi funzionali, i cambiamen-
pressioni ecologiche, i cambiamenti genetici alla base della con- ti evolutivi convergenti sono altamente prevedibili e ripetibili; al
vergenza adattativa dovrebbero essere simili. Nel secondo caso in- livello più basso degli amminoacidi, fatta eccezione per alcuni
vece le specie arriverebbero allo stesso risultato adattativo attra- gruppi di specie strettamente imparentate, sono pressoché impre-
verso cambiamenti genetici differenti e imprevedibili. vedibili. Caso, necessità, contingenza, predicibilità: quanti concet-
Colui che svelò la struttura dell’emoglobina nel 1959, il No- ti filosofici trapelano in vesti nuove dalla biologia evoluzionistica.

14 Le Scienze 580 dicembre 2016


Appunti di laboratorio
di Edoardo Boncinelli
Università Vita-Salute San Raffaele, Milano

Progressi sui ricordi


Due importanti novità sui meccanismi di formazione e fissazione della memoria

L
a memoria è una delle nostre facoltà più preziose e no associati nella memoria e nella connessione associativa, e se si
significative, ma i meccanismi della sua promozio- cancella artificialmente il ricordo dell’uno si cancella anche quel-
ne e del suo mantenimento non ci sono troppo no- lo dell’altro. Non sorprendentemente, insomma, un’associazione
ti. È un vero peccato, ma qualcosa si sta muovendo. temporale si trasforma in una spaziale e questa di nuovo in una
Voglio riassumere il punto di ben due articoli usci- temporale, come spesso accade nell’acquisizione dell’informazio-
ti di recente su «Science». Il primo è di Asim J. Rashid, dell’Univer- ne. Quando una cosa si conosce appare sempre semplice e qua-
sità di Toronto e collaboratori, e tratta di un argomento che vanta si ovvia! Ma raggiungere questa conoscenza è un altro discorso.
una grande tradizione: perché certe idee sono associate tra di lo- Il secondo articolo, di Teruhiro Okuyama dell’Università di Tok-
ro molto più spesso e più strettamente di altre? Lo studio di questo yo e collaboratori, riguarda invece l’aspetto sociale della fissazio-
problema prende il nome di associazionismo e dal punto di vista ne dei ricordi. I soggetti, animali o esseri umani, sono in genere
filosofico si presenta come un vero cavallo di battaglia di mol- studiati isolatamente, cioè uno alla volta. Per le specie particolar-
ti empiristi inglesi, invero poco mente sociali, come anche la no-
considerati nel nostro paese per- stra, questo è certo un errore me-
ché si occuperebbero di quisqui- todologico. Molte memorie sono
lie. Il problema delle associazioni memorie comuni e si formano in
di idee è però un problema se- un contesto sociale o addirittu-
rissimo anche per la scienza del ra familiare, in cui le condizio-
cervello di oggi. ni circostanti sono fondamenta-
Una delle spiegazioni più li. Si pensi per esempio a quello
popolari è sempre stata quel- che un bambino o una bambina
la secondo cui due ricordi si imparano «insieme» alla mamma
presentano particolarmente as- o ai fratelli, e magari gli amici.
sociati se sono stati acquisiti nel- L’acquisizione di ricordi del
lo stesso tempo, o quasi. Il lavo- genere riguarda prevalentemen-
ro sperimentale di Rashid sembra te l’ippocampo e la sua relazio-
fornire un appoggio neuroscien- ne con la corteccia prefrontale. È
tifico a questa speculazione, fa- prevalentemente la parte ventra-
cendo vedere che due eventi le dell’ippocampo che stabilisce
emotivamente significativi che queste connessioni, soprattut-
sono avvenuti più o meno nello to quelle proiezioni nervose che
stesso tempo, si presentano asso- dall’ippocampo ventrale vanno
ciati perché c’è una sovrapposi- soprattutto al manto esterno del
zione tra le popolazioni di neu- nucleus accumbens, una regione
roni che hanno risposto quando Reminiscenze. In alcune specie, per esempio la nostra, della corteccia cerebrale anterio-
gli eventi in questione sono ac- molte memorie sono comuni e si formano in contesti sociali. re ventrale da tempo nota per il
caduti o si sono presentati ai no- conferimento di soddisfazione o
stri sensi. La novità è nel fatto che almeno nei topi l’intervallo di di vero e proprio piacere a un evento cerebrale, e per una funzio-
tempo massimo perché questa associazione possa avere luogo è di ne generale di «rinforzo» a molti di questi stimoli. Se si blocca ar-
circa sei ore. tificialmente questa via tra ippocampo ventrale e nucleus accum-
Le metodiche usate per questi esperimenti sono quelle classiche bens, non vengono influenzati molti fenomeni di contorno, ma si
Barbara Ferra Fotografia/Getty Images

usate per lo studio dei meccanismi di condizionamento, con la so- inibisce specificamente l’acquisizione di un ricordo di natura so-
lito scelta della paura come emozione trainante per la relativa fa- ciale, come un’alleanza o un’amicizia.
cilità del suo studio. Con tecnologie sofisticate gli autori hanno Non solo le tecniche d’indagine sono quindi importanti, e in
individuato i singoli neuroni dell’amigdala, la sede principale dei questi esperimenti ce ne sono di avveniristiche, ma anche le con-
fenomeni di memoria emotiva e di situazioni di condizionamen- dizioni in cui si opera. Speriamo che si smetta presto di sentire
to effettivo, implicati nella registrazione del primo e del secon- spiegazioni psicologiche da quattro soldi di questo o quel fenome-
do evento associato temporalmente. Solo se le due popolazioni no del nostro comportamento quotidiano o straordinario. Basta
di neuroni sono largamente coincidenti, i due eventi risulteran- chiacchiere spacciate per dotte spiegazioni!

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Il matematico impertinente
di Piergiorgio Odifreddi
professore ordinario di logica matematica all’Università di Torino
e visiting professor alla Cornell University di Ithaca (New York)

L’arte di sbagliare i calcoli


A volte gli errori possono aprire strade impensate alla conoscenza della realtà

N
el 1745 il matematico Paul de Gua de Malves rice- lembert li ripropose nel 1761 nelle Riflessioni sul calcolo delle pro-
vette l’incarico di tradurre dall’inglese al france- babilità. La voce Probabilità dell’Enciclopedia, nel tredicesimo
se la Ciclopedia, o Dizionario universale delle ar- volume del 1765, fu dunque affidata ad altri. Ma in seguito i mar-
ti e delle scienze di Ephraim Chambers, pubblicata chesi Nicolas de Condorcet e Pierre Simon de Laplace presero sul
nel 1728 in Inghilterra con un certo successo. Egli serio alcune delle obiezioni di d’Alembert, che cercava per esem-
reclutò fra gli altri lo scrittore Denis Diderot e il matematico Je- pio di distinguere tipi diversi di probabilità: in particolare, soste-
an Baptiste d’Alembert, che nel 1747 lo sostituirono alla direzio- nendo che un evento può essere fisicamente, filosoficamente o
ne editoriale e trasformarono il progetto in qualcosa di molto più psicologicamente più o meno probabile di un altro, anche se i due
ambizioso: la famosa Enciclopedia delle scienze, delle arti e dei eventi sono equiprobabili dal punto di vista matematico.
mestieri, i cui 35 volumi furono pubblicati tra il 1751 e il 1772. Lo stesso errore di d’Alembert fu ripetuto nel 1924, questa vol-
D’Alembert codiresse il progetto fino al 1759, lasciando da al- ta semplicemente per distrazione, dal fisico Satyendra Bose in una
lora la direzione al solo Diderot, lezione all’Università di Dacca,
ma già dal 1752 egli aveva ri- nell’odierno Bangladesh. L’argo-
stretto la propria collaborazione mento era il comportamento dei
alle sole voci matematiche. Una fotoni in un certo esperimento,
di queste passò alla storia, ma e Bose suppose che la probabili-
per un motivo diverso dal resto tà che esca croce in almeno uno
dell’Enciclopedia. Si trattava di di due tiri consecutivi fosse 2/3,
Testa o croce (analisi delle pro- invece che 3/4. Sorprendente-
babilità), nel quarto volume del mente, però, i risultati dell’espe-
1754, in cui si leggeva: rimento confermarono la pre-
«Il ben noto gioco di “te- dizione effettuata con il calcolo
sta o croce” ci permette le se- sbagliato!
guenti riflessioni. Ci si chie- Nell’articolo La legge di
de qual è la probabilità che esca Planck e l’ipotesi dei quanti di
croce in almeno uno di due tiri luce Bose propose dunque, sulla
consecutivi. Di solito la risposta scia di d’Alembert, di abbando-
che si trova è che ci sono quat- nare la probabilità matematica
tro combinazioni (croce-croce, e adottare una nuova probabi-
croce-testa, testa-croce, testa-te- lità fisica adatta a descrivere i
sta), delle quali una sola è per- fenomeni relativi ai fotoni. Egli
dente e tre vincenti: dunque, la propose l’articolo a una rivista
probabilità è 3/4. Se i tiri fosse- inglese, che lo rifiutò. Bose fe-
ro tre, invece, ci sarebbero otto ce allora appello a Einstein, che
combinazioni, delle quali una prima tradusse l’articolo in tede-
sola è perdente e sette vincenti: Testa o croce? Un errore nel calcolo di probabilità per lanci sco e lo fece pubblicare in Ger-
in questo caso la probabilità sa- di una moneta ha portato a una statistica in fisica delle particelle. mania. E poi si accorse che la
rebbe 7/8. Ma questa risposta è nuova probabilità avrebbe an-
corretta? Perché non ridurre a una sola le due combinazioni in cui che potuto essere usata per descrivere i gas nei quali le molecole si
croce esce al primo colpo? In tal caso il gioco è finito, e il secon- trovano tutte nello stesso stato.
do tiro non conta. Dunque ci sono solo tre combinazioni (croce, Oggi la cosiddetta statistica di Bose e Einstein descrive il com-
testa-croce, testa-testa), e la probabilità è 2/3. Analogamente, nel portamento di un’intera classe di particelle, chiamate «bosoni» in
caso di tre tiri ci sono solo quattro combinazioni (croce, testa-cro- onore di Bose, e permette di spiegare fenomeni che vanno dal la-
ce, testa-testa-croce, testa-testa-testa), e la probabilità è 3/4. Mi ser all’elio superfluido. Bose non ha mai ricevuto il premio No-
HKPNC/Getty Images

sembra che questo richieda l’attenzione dei matematici, e impon- bel, ma l’hanno vinto nel 2001 Eric Cornell, Carl Wieman e Wolf-
ga una correzione alle regole universalmente accettate per i gio- gang Ketterle per la scoperta dei condensati di Bose e Einstein,
chi d’azzardo». previsti dal secondo usando la probabilità di d’Alembert ritrova-
Daniel Bernoulli trovò questi ragionamenti «assurdi», ma d’A- ta dal primo.

16 Le Scienze 580 dicembre 2016


La finestra di Keplero
di Amedeo Balbi
Astrofisico, ricercatore al Dipartimento di fisica
dell’Università di Roma Tor Vergata

Lunga vita al cosmo accelerato


Il recente funerale dell’espansione sempre più veloce dell’universo è un abbaglio

N
egli ultimi giorni di ottobre, su molti siti web e In realtà, un’ipotesi scientifica non è mai accettata sulla base di
mezzi d’informazione internazionali è apparsa un solo tipo di prova, e l’accelerazione dell’universo non fa ecce-
una notizia piuttosto sorprendente: un nuovo stu- zione. Se i cosmologi ritengono estremamente probabile che l’u-
dio avrebbe ribaltato una delle conclusioni più niverso si stia espandendo sempre più rapidamente, non è solo per
importanti della cosmologia degli ultimi vent’an- via dell’osservazione delle supernove Ia. Ci sono molte altre pro-
ni, ovvero il fatto che l’universo si sta espandendo a un ritmo ac- ve indipendenti, per esempio le misurazioni del contenuto di ma-
celerato. Le cose non stanno così, e vale la pena approfondire un teria dell’universo, o il fatto che la curvatura su grande scala dello
po’ la questione, anche perché può servirci a capire meglio come spazio è molto prossima a zero, che convergono nella stessa dire-
funziona il processo di selezione di un’ipotesi scientifica. zione: quando le si considera tutte insieme diventa molto difficile
Prima, un piccolo ripasso. Nel 1998, due diversi gruppi di scien- escludere che la dinamica dell’universo sia governata da qualco-
ziati, osservando una particolare classe di supernove chiamate Ia, sa di molto simile alla costante cosmologica einsteiniana. Il grado
e usando la loro luminosità per dedurre la di-
stanza delle galassie che le ospitano, giungo-
no alla conclusione che l’universo non si com-
porta come si è ritenuto fino a quel momento:
l’espansione dello spazio, anziché frenare con
il passare del tempo – come ci si aspettereb-
be se la gravità facesse il suo lavoro consueto
– sta invece accelerando. Nonostante la cau-
sa dell’accelerazione non possa essere ancora
stabilita con certezza (la spiegazione più pro-
babile del fenomeno tira in ballo la cosiddet-
ta «costante cosmologica», una forma di ener-
gia associata allo spazio vuoto, ipotizzata per
la prima volta da Einstein nel 1917) i cosmolo-
gi ritengono l’osservazione molto solida, tanto
che i leader dei due gruppi autori della scoper-
ta (Saul Perlmutter, Adam Riess e Brian Sch-
midt) ottengono il Nobel per la fisica nel 2011.
E qui torniamo al presente, con lo studio
che alcuni titoli hanno frettolosamente defi-
nito una «sconfessione del Nobel». Il lavoro,
titolato più semplicemente Marginal eviden-
ce for cosmic acceleration from Type Ia super-
novae, e pubblicato su «Scientific Reports», ri-
porta i risultati di una nuova analisi statistica Galassie lontane. Alcune delle galassie più antiche fotografate dal telescopio spaziale
effettuata su un campione più grande di su- Hubble, che si allontanano dalla Terra a una velocità sempre maggiore.
Cortesia NASA/ESA/S. Beckwith (STScI) e HUDF Team

pernove Ia. Gli autori dell’analisi, Jeppe Niel-


sen e Subir Sarkar, entrambi dell’Università di Copenhagen, e Al- di fiducia nell’ipotesi sale in questo caso a valori altissimi: 99,99
berto Guffanti, dell’Università degli Studi di Torino, concludono per cento e più.
che la prova dell’accelerazione è un po’ più bassa rispetto a quan- È presto per fare il funerale alla costante cosmologica e sov-
to ritenuto fino a oggi, e non raggiungerebbe il famoso livello di vertire il quadro cosmologico messo insieme negli ultimi vent’an-
fiducia a «5 sigma» che i fisici solitamente ritengono necessario ni. Allo stesso tempo, è salutare tenere a mente che le conclusio-
per annunciare una scoperta. In soldoni, Sarkar e colleghi ci dico- ni scientifiche non sono verità assolute, a cui crediamo al 100 per
no che in base alla loro analisi possiamo essere sicuri solo al 99,7 cento. È sempre possibile metterle in discussione. Ma per farlo il
per cento che l’universo stia accelerando. peso delle prove contrarie deve essere commisurato al grado di
Questo, di per sé, può servire a mettere nella giusta prospettiva fiducia che riponiamo in una teoria. Nel caso dell’accelerazione
i titoli giornalistici. Ma c’è di più. dell’universo, un unico studio, pur interessante, non è sufficiente.

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Homo sapiens
di Giorgio Manzi
Insegna paleoantropologia presso il Dipartimento di biologia ambientale dell’Università
«La Sapienza» di Roma, dove dirige il Museo di antropologia «Giuseppe Sergi»

I primi americani
Riviste le datazioni dell’arrivo dei primi gruppi umani nelle Americhe

L
a diffusione di popolazioni umane in America Recentemente, uno studio della diversità genetica nelle popola-
è parte del processo di espansione di Homo sa- zioni native americane ha analizzato dati provenienti da 52 grup-
piens. Comparsa in Africa intorno a 200.000 anni pi sia indigeni sia eurasiatici: il più esteso campionamento del
fa, la nostra specie ha iniziato ad affacciarsi fuo- suo genere effettuato a tutt’oggi. I dati indicano che la stragrande
ri dai confini nord-orientali del continente africano maggioranza delle popolazioni native americane discende da un
(Bab el-Mandeb, Sinai) tra 120.000 e 60.000 anni fa, raggiungen- gruppo omogeneo, che avrebbe raggiunto le Americhe dall’Asia,
do progressivamente larga parte delle terre emerse. Il continente attraverso lo Stretto di Bering, presumibilmente prima di 15.000
americano è stato l’ultimo a essere toccato da questo formidabile anni fa; successivamente, le popolazioni delle regioni artiche
processo di espansione planetaria. Eskimo-Aleut avrebbero ereditato quasi metà della loro identità
Tuttavia, uno studio pubblicato di recente su «PLoS ONE» ha genetica da un secondo flusso ancora di provenienza asiatica; in-
dato ragione ai ricercatori che ipotizzavano che la diffusione nelle fine, agli «indiani» di lingua Na-Dene rimarrebbe circa un decimo
Americhe da nord-ovest, cioè dall’attuale
Stretto di Bering, sia avvenuta un po’ pri-
ma di quanto si pensasse. La conclusione si
basa sui dati raccolti in un sito archeolo-
gico che si trova a sud di Buenos Aires, in
Argentina, chiamato Arroyo Seco 2. Sono
stati riportati alla luce strumenti paleoliti-
ci, resti ossei di diverse specie animali, al-
cuni dei quali mostrano fratture prodotte
da manufatti umani, mentre solo parti se-
lezionate erano state trasportate al campo-
base e raccolte in un’area di macellazione.
I resti ossei sono stati datati con il radio-
carbonio tra 14.064 e 13.068 anni fa (cali-
brati); dunque, il passaggio da Bering deve
essere stato di almeno qualche millennio
più antico.
Fin dal XVI secolo, la colonizzazione
primigenia delle Americhe ha attirato l’in-
teresse di umanisti e naturalisti, che ini-
ziavano a ragionare sulle origini delle po-
polazioni native. Nel corso del tempo, e
soprattutto negli ultimi decenni, numerose Da migliaia di anni. Nativo nord-americano con vestiti tradizionali. Diverse prove
ipotesi sono state avanzate per descrivere i indicano una prima colonizzazione dell’America fra 20.000 e 14.000 anni fa.
primi insediamenti e le dinamiche di colo-
nizzazione, combinando fonti ormai tradizionali (geologia, arche- del loro corredo da una terza onda demica sempre di provenien-
ologia, biologia scheletrica) con scoperte più recenti provenienti za asiatica. In questo quadro si inserisce il dato del nuovo sito in
da diversi altri campi di ricerca (paleoecologia, biologia moleco- Argentina. Si aggiunge alla crescente lista delle località america-
lare, genetica). ne che indicano un’occupazione umana più antica di 14.000 an-
Di ipotesi ne sono state proposte davvero tante, tra esse: ipote- ni fa e quindi precedente all’affermarsi della cultura di Clovis, ri-
si della cultura di Clovis, modelli della singola immigrazione, del- tenuta in passato il più antico orizzonte Paleolitico del continente.
la doppia rotta e della triplice onda demica, la fase della cosiddetta Al tempo stesso, tutti i siti noti sono posteriori al temporaneo
Ed Simpson/Getty Images

«incubazione» nella terra emersa di Beringia, il modello del flusso riscaldamento che, intorno a 20.000 anni fa, seguì l’acme dell’ulti-
genico ricorrente e così via. Come si vede, c’è molta carne al fuo- ma glaciazione. Ciò è ragionevole poiché proprio questo fenome-
co e ce n’è un po’ per tutti i gusti. D’altra parte, il buon senso sug- no avrebbe consentito un passaggio tra le grandi masse di calot-
gerisce che il fenomeno possa essere compreso solo combinando il ta glaciale che poggiavano sugli attuali territori di Alaska, Canada
maggior numero di dati disponibili. occidentale e nord-ovest degli Stati Uniti.

18 Le Scienze 580 dicembre 2016


Scienza news
Ricerca, tecnologia e medicina dai laboratori di tutto il mondo

CAMBIAMENTO CLIMATICO

No ai refrigeranti che riscaldano


Un accordo ha messo al bando gli HFC che intrappolano il calore in atmosfera

A Kigali.
I delegati di 150 paesi
alla cerimonia di
apertura dell’incontro
tenutosi a ottobre a
Kigali, in Rwanda.
Al termine, i delegati
hanno sottoscritto
un emendamento
al protocollo di
Montreal, vietando gli
idrofluoroclorocarburi
(HFC), potenti gas serra,
dai cicli di refrigeranti
di frigoriferi, freezer e
condizionatori d’aria.

Ricordate l’allarme degli anni ottanta per il buco dell’ozono che ge porre rimedio a questa situazione. Anche a livello di scelte am-
rischiava di far aumentare i tumori della pelle? Oggi se ne par- bientali globali, le persone che si occupano dello strato di ozono
la poco perché, nonostante oscillazioni da un anno all’altro, quel deve parlarsi con quelle che si occupano di riscaldamento globale.
buco mediamente si sta chiudendo. Questo risultato è stato otte- In questo senso a metà ottobre scorso c’è stato un importan-
nuto soprattutto grazie a un’azione tempestiva della comunità in- te incontro a Kigali, in Rwanda, durante il quale i rappresentanti
ternazionale che, con il protocollo di Montreal del 1987, ha messo di 150 paesi hanno sottoscritto un emendamento al protocollo di
al bando i cosiddetti clorofluorocarburi (CFC) – che interagiva- Montreal, un accordo per la messa al bando degli HFC dai cicli
no negativamente con l’ozono stratosferico – da impianti refrige- refrigeranti di frigoriferi, freezer e condizionatori d’aria. I paesi
ranti e bombolette spray. Questi CFC sono stati sostituiti in gran industrializzati cominceranno a diminuire la presenza di HFC dal
parte dai cosiddetti idrofluorocarburi (HFC), che però hanno un 2019, alcuni paesi in via di sviluppo dal 2024 e altri ancora dal
inconveniente: intrappolano il calore nei bassi strati dell’atmo- 2028. Certo, rispetto alle tempistiche del protocollo di Montreal
sfera. Come l’anidride carbonica, si dirà. Sì, solo che gli HFC han- quelle attuali sembrano un po’ più lente, anche considerando il
no un «potere riscaldante» che è da 1000 a 10.000 volte superiore fatto che all’epoca di Montreal i sostituti dei CFC erano in buona
di quello della CO2. Fortunatamente la loro concentrazione in at- parte ancora da identificare, mentre adesso i composti che posso-
mosfera è ben più bassa, ma comunque si calcola che da qui a fi- no sostituire gli HFC sono già pronti.
Cyril Ndegeya/AFP/Getty Images

ne secolo gli HFC potrebbero contribuire all’aumento di tempera- In ogni caso, questo nuovo accordo rivitalizza i tentativi di ri-
tura per almeno 0,5°C. manere sotto la soglia dei 2°C di aumento di temperatura globale.
Insomma, si è messa una toppa al problema del buco dell’ozo- Si era usciti da Parigi con un accordo di principio ma con misure
no e si è aperta una voragine sul fronte del riscaldamento globa- insufficienti, poiché ridurre la CO2 significa ridiscutere il modello
le? Sembra proprio di sì, ma è logico che questo avvenga quando di sviluppo. Ora dal Rwanda giunge una spinta concreta e più fa-
si adottano soluzioni tecnologiche senza avere una visione siste- cile da realizzare perché coinvolge un unico settore industriale.
mica della realtà. Oggi per fortuna abbiamo più informazioni e ur- Antonello Pasini

www.lescienze.it Le Scienze 19
Scienza news
ASTROFISICA

Buchi neri o gravastar?


Lo studio delle onde gravitazionali rivelerà l’identità degli oggetti più estremi del cosmo

La prima rilevazione diretta di onde lato «gravitazionale» del cosmo.


gravitazionali da parte degli interfe- La teoria dei buchi neri, che deriva
rometri del progetto LIGO ha aperto dalle equazioni della relavitità gene-
una nuova era nello studio dell’uni- rale, porta a curiose proprietà mate-
verso. Sarà un’era in cui studieremo matiche, come l’esistenza dell’oriz-
fenomeni invisibili ai telescopi, come zonte degli eventi o della singolarità
le fusioni fra buchi neri che hanno centrale, che possono condurre a pa-
appunto generato le onde gravitazio- radossi se combinate con la mecca-
nali rilevate da LIGO. Ma sono dav- nica quantistica. Sono state quin-
vero buchi neri quelli visti da LIGO, di proposte teorie alternative, come
o potrebbero essere altri corpi cele- quella delle gravastar, stelle compat-
sti supercompatti e altrettanto strani? te con un nucleo di materia esotica
Secondo Luciano Rezzolla del- capace di arrestare il collasso gravi-
la Goethe-Universität di Francofor- tazionale delle regioni più esterne.
te e Cecilia Chirenti dell’Universi- Per Rezzolla e Chirenti, se due
dade Federal do ABC, in Brasile, la gravastar si fondono, le onde gravi-
risposta sarebbe proprio nelle on- tazionali emesse durante la fase di
de gravitazionali. Come discusso su ringdown hanno un «suono» diver-
«Physical Review D», le onde emesse so da quello di due buchi neri. Do-
nella fase che segue la fusione, det- po aver calcolato le proprietà di que-
ta di ringdown, sarebbero una «fir- ste onde, gli autori hanno analizzato
ma» unica per distinguere i buchi l’evento GW150914, mostrando che
neri da oggetti previsti in teorie al- non è compatibile con la fusione di
ternative, per esempio gravastar. Te- due gravastar. Si tratta però di un
orie che però non sono compatibili campo di studi ancora agli inizi, e
con GW150914, il primo evento rile- serviranno calcoli più dettagliati per
vato da LIGO. Ma il lavoro è un nuo- riuscire a studiare in modo chiaro la
vo esempio di come le onde gravita- «firma gravitazionale» dei buchi neri.
zionali siano importanti per testare il Massimiliano Razzano

Pressione da record per la fusione


Alla Atomic Fusion Energy Conference dell’International Atomic Energy Agency, tenutasi di recente a
Kyoto, scienziati del Plasma Science and Fusion Center del Massachusetts Insitute of Technology (MIT)
hanno annunciato un passo in avanti nella produzione di energia con la fusione nucleare. Il gruppo ha
raggiunto un nuovo record per la pressione del plasma, fattore chiave nella produzione di questo tipo
di energia: poco più di due atmosfere. La fusione nucleare è il processo in cui i nuclei di due atomi
si fondono e formano un singolo nucleo atomico di massa inferiore rispetto alla somma delle masse
nucleari di partenza, liberando energia; è lo stesso processo che avviene nel Sole e riprodurlo in un
reattore vorrebbe dire ottenere energia pulita. La fusione dei nuclei può avvenire solo vincendo la forza
di repulsione elettrostatica tra gli atomi (che si trovano nella forma di plasma, cioè gas ionizzato), quindi
cortesia Robert Mumgaard/wikimedia (Alcator C-Mod)

sono necessarie condizioni di pressione elevata, che equivalgono a temperatura e densità elevate.
Igor Zh./Shutterstock (illustrazione del buco nero);

Gli esperimenti sono stati effettuati con il tokamak Alcator C-Mod, il reattore a fusione termonucleare
a confinamento magnetico, operativo dal 1993, con cui già nel 2005 gli scienziati del MIT avevano
raggiunto 1,77 atmosfere. Ora, con 2,05 atmosfere e i 5,7 tesla (unità di misura del campo magnetico)
del C-Mod è stato possibile arrivare a una temperatura di 35 milioni di gradi Celsius. Purtroppo si è
ancora lontani dal confinare il plasma in modo stabile e controllato in quantità e per tempi sufficienti
affinché questa forma di energia sia utilizzabile nella pratica e la sfida è ancora aperta. In ogni caso,
il risultato ottenuto dal MIT sembra poter ridare ai ricercatori del settore un po’ di quell’ottimismo che
negli ultimi anni sembrava perduto.
Marina Semiglia

20 Le Scienze 580 dicembre 2016


Scienza news
BIOLOGIA

Cellule uovo prodotte in laboratorio


Il ciclo con cui si generano i gameti femminili è stato interamente riprodotto in vitro

Il controllo
epigenetico
nei virus a RNA
Il funzionamento di DNA e
RNA può essere modificato
da molecole che si legano a
specifiche regioni di questi
acidi nucleici senza però
cambiare la sequenza di
nucleotidi. Queste cosiddette
alterazioni epigenetiche
sembrano svolgere un ruolo
anche nell’aggressività dei
virus a RNA e potrebbero
essere sfruttate per
combatterne le infezioni.
Una ricerca, pubblicata
su «Cell Host & Microbe»,
si è concentrata sul virus
dell’epatite C e ha individuato
le regioni del genoma virale
interessate dalle molecole
regolatrici. Studiando la loro
funzione, i ricercatori hanno
osservato che le modifiche
epigenetiche rallentano la
produzione di particelle virali
nelle cellule infettate. Questa
È possibile produrre un ovocita interamente in topolini vivi (contro il 60 per cento abbondante forma di regolazione potrebbe
vitro: l’intero ciclo di eventi con cui si genera il delle normali uova di topo fecondate in vitro). I essere un vantaggio per il
gamete femminile, con la sua capacità unica di topolini nati si sono mostrati sani e fertili, e dai virus stesso, suggeriscono gli
generare un nuovo organismo, è stato riprodot- loro embrioni Hayashi ha ricavato a loro volta autori dello studio: in alcuni
to in laboratorio, per ora nel topo. Lo riferisce staminali embrionali, chiudendo così l’intero ci- casi una replicazione più
su «Nature» il gruppo di Katsuhiko Hayashi, al- clo in laboratorio. lenta può ingannare le difese
la Kyushu University di Fukuoka in Giappone. Se la tecnica funzionasse negli esseri uma- immunitarie dell’ospite, con
Hayashi aveva già ricavato ovociti fertili ni, le applicazioni potrebbero spaziare dalle te- il risultato di un’infezione più
da cellule staminali di topo (sia embrionali sia rapie dell’infertilità alla generazione di bambini duratura. Un simile processo di
staminali pluripotenti indotte, che si ricavano con modificazioni genetiche, ma per ragionare modifica epigenetica sembra
ringiovanendo le cellule differenziate). Ma per sull’etica di questi interventi ci sarà tempo. «Le attivo anche in altri virus della
completare la maturazione, questi ovociti do- applicazioni umane sono ancora lontane», sot- famiglia Flaviviridae, che
vevano comunque essere impiantati nelle ovaie tolineano i ricercatori giapponesi. «Non capia- comprende i virus di Zika,
degli animali. Pochi mesi fa, però, Hayashi è ri- mo ancora perché ci siano tante anomalie delle febbre gialla e dengue. Anche
uscito a far crescere in laboratorio ovaie di topo uova e tanti insuccessi degli embrioni. Oltre- se l’effetto delle alterazioni
funzionanti. Così, mettendo insieme le due pro- tutto, anche uova con anomalie gravi possono potrebbe variare nei diversi
Mauro Fermariello/Getty Images

cedure, ora ha ricavato ovociti maturi a partire svilupparsi fino a generare neonati e, poiché non virus, secondo gli autori è
dalle staminali interamente in vitro. conosciamo bene le conseguenze delle numero- probabile che anche in questi
Le anomalie cromosomiche in questi ovociti se manipolazioni a cui sottoponiamo le cellule, casi abbiano un ruolo nella
erano più frequenti della norma, ma i tre quarti i rischi sarebbero alti. Stiamo appena iniziando capacità di infettare le cellule e
aveva comunque un numero di cromosomi nor- gli studi sui primati e ci vorrà tempo per venir- di riprodursi.
male. Quando sono stati fecondati e impianta- ne a capo». Valentina Daelli
ti in utero, però, solo il tre per cento ha generato Giovanni Sabato

www.lescienze.it Le Scienze 21
Scienza news
SANITÀ PUBBLICA

Lo stato di salute del mondo


Cresce la speranza di vita mentre le cause di morte si spostano da quelle acute a quelle croniche

I limiti
della longevità
Riparte la disputa
sull’esistenza o meno di
limiti intrinseci alla longevità
umana. Jan Vijg, genetista
all’Albert Einstein College
of Medicine di New York,
sostiene su «Nature» che il
limite c’è, e nei paesi ricchi
lo stiamo raggiungendo.
L’analisi di vaste banche dati
demografiche mostrerebbe
infatti che l’aumento delle
età massime fino a cui si vive
registrato negli ultimi decenni
si sta esaurendo. Nella
trentina di paesi considerati,
fin dagli anni ottanta le fasce
di popolazione più anziane
non sono più quelle in crescita
più rapida, e le età massime
toccate dagli ultracentenari
hanno smesso di crescere: è
rarissimo che qualcuno superi
i 115 anni. Per andare oltre
occorrerebbero progressi
Un gigantesco lavoro di raccolta e analisi dei di sostanze stupefacenti. Rispetto al 1990, que- medici rivoluzionari. O forse

Nisian Hughes/Getty Images (ritratti); Markus Matzel/ullstein bild via Getty Images (Neanderthal, a fronte in alto);
dati: è il Global Burden of Disease 2015, coor- sto nuovo scenario della mortalità ha cambiato non basterebbero neanche,
dinato da Christopher Murray, epidemiologo anche quello dei fattori di rischio: mentre sono per un qualche limite
dell’Università di Washington a Seattle, e pub- diminuiti tabacco (meno 25 per cento di fuma- connaturato al corpo umano
blicato da «The Lancet». tori), denutrizione infantile, acqua non potabile a prescindere dalle specifiche
Il Global Burden of Disease, basandosi su e inquinamento nelle case, mentre sono cresciuti malattie, per esempio per i
1860 rapporti provenienti da 127 paesi, ha ana- peso corporeo eccessivo, tossicodipendenza, gli- danni al DNA.
lizzato 249 cause di morte, 315 di malattia e 79 cemia alta ed esposizione lavorativa a cancero- Non tutti però concordano.
fattori di rischio registrati in 195 nazioni fra il geni. Costanti, nonostante gli sforzi per ridurli, i Soprattutto dissente James
1990 e il 2015. I risultati mostrano che la cresci- rischi dovuti a dieta sbilanciata, consumo di al- Vaupel, demografo del tedesco
ta della speranza di vita nel mondo, arrivata ora colici e inquinamento. Max-Planck-Institut di Rostock
a 69 anni per gli uomini e quasi 75 per le donne, Questo spostamento delle cause di morte da che ha definito lo studio
TongRo Images Inc./Getty Images (mano, a fronte in basso)

è dovuta soprattutto a un crollo nelle malattie «acute» a «croniche» ha fatto anche sì che la spe- «una farsa» sia per i metodi
infettive concentrato nella fascia sotto i cinque ranza di vita in salute sia cresciuta solo di sei statistici adoperati sia perché
anni, dove si è passati da 12,1 milioni di decessi anni, quattro anni meno di quella assoluta, con non tutti i dati lo confermano:
nel 1990 agli attuali 5,8 milioni. Fra le malattie un notevole aumento dei malati e un crescente in paesi come il Giappone,
infettive la più mortale resta l’AIDS con 1,2 mi- peso sui sistemi sanitari. per esempio, i grandi anziani
lioni di decessi nel 2015, -33 per cento sul 2005, Le principali cause di perdita della salute nel continuano ad aumentare
seguita dalla malaria, con 730.000, -37 per cen- 2015 sono stati i dolori alla schiena e al collo, in fretta. «Tanti scienziati
to in dieci anni. il deterioramento di vista e udito e la depressio- periodicamente avanzano
Il 70 per cento dei 56 milioni di decessi regi- ne, mentre i disturbi più frequenti registrati sono previsioni simili per poi vederle
strati nel 2015 è stato dovuto invece a cause non stati carie (2,3 miliardi di persone), mal di testa smentite», ha dichiarato.
infettive, con in testa malattie cardiocircolatorie, (1,5 miliardi) e anemia (1,4 miliardi). Giovanni Sabato
tumori, diabete, malattie renali, demenze e uso Alex Saragosa

22 Le Scienze 580 dicembre 2016


Scienza news
GENETICA

Immunità neanderthaliana
L’eredità genetica dei Neanderthal ha plasmato il sistema immunitario degli europei

I geni neanderthaliani hanno pla- rus. Gli esiti sono stati molto simili a
smato profondamente il sistema im- quelli osservati da Barreiro.
munitario degli europei. Due studi su «Mi aspettavo differenze, ma non
«Cell», effettuati su due diversi tipi di una tendenza così chiara e univoca a
cellule immunitarie, convergono sulla una risposta più forte in una popola-
stessa conclusione: gli europei hanno zione», osserva Barreiro. L’incrocio con
un sistema immunitario meno reatti- i neanderthaliani con ogni probabilità
vo degli africani, a causa di alcuni ge- ha fornito ai sapiens europei alleli più
ni che mostrano chiari segni di selezio- adatti a contrastare le infezioni locali;
ne, spesso a favore di alleli ereditati dai ci sono per esempio patogeni, come la
neanderthaliani. tubercolosi, contro cui è vantaggiosa
Luis Barreiro, dell’Università di una reazione infiammatoria più blan-
Montreal in Canada, ha confrontato da. Gli eventi esatti che hanno guidato
in vitro i macrofagi di 80 americani di questa evoluzione restano però oscuri.
ascendenze africane e 95 di origini eu- La diversa reattività genetica può
ropee, alle prese con due specie batte- spiegare la differente suscettibilità ad
riche. Quelli africani uccidono i batteri alcune malattie. Gli afroamericani so-
tre volte più in fretta. Ben un terzo del- no più soggetti a malattie autoimmuni,
le migliaia di geni saggiati è espresso come il lupus, che colpisce le donne di
in quantità diverse nelle due linee, ma origine africana fino a tre volte di più
quelli che cambiano di più in risposta delle europee, anche a parità di con-
all’infezione sono in gran parte di ori- dizioni socioeconomiche e altri fatto-
gine neanderthaliana. ri ambientali. «Approfondendo il ruolo
Lluis Quintana-Murci dell’Institut dei geni in queste differenze, si potran-
Pasteur di Parigi ha fatto una prova si- no individuare e affrontare meglio an-
mile in Belgio però con un altro tipo di che i fattori ambientali che concorrono
cellule immunitarie, i monociti, e sag- alla malattia», dicono i ricercatori.
giando anche la risposta ad alcuni vi- Giovanni Sabato

Siamo destrimani da milioni di anni?


Nove persone su dieci sono destrimani e secondo uno studio pubblicato sul «Journal of Human Evolution»,
già milioni di anni fa i nostri antenati preferivano usare la mano destra per svolgere attività di routine come
manipolare strumenti. David Frayer dell’Università del Kansas e colleghi hanno analizzato i fossili di un
Homo habilis chiamato OH-65 e vissuto in Tanzania circa 1,8 milioni di anni fa, scoprendo 559 segni sulla
superficie esterna dei denti anteriori della mascella. Questo particolare apparentemente insignificante è
un dettaglio rivelatore quando si parla di uso delle mani. Esperimenti recenti hanno dimostrato che questi
graffi si creano quando, tenendo fermo il cibo tra la bocca e una mano, lo si tagliuzza con uno strumento
impugnato nell’altra mano che può colpire accidentalmente i denti. Dal momento che i segni osservati sui
denti di OH-65 si sviluppano da sinistra verso destra, i ricercatori sono certi che questo individuo tenesse
lo strumento con la mano destra.
Certo, un caso non è sufficiente a provare un’ipotesi, ma se i graffi di OH-65 fossero osservati anche sui
denti di altri H. habilis avremo la certezza di esser diventati destrimani ancor prima di H. heidelbergensis
vissuto tra 700.000 e 200.000 anni fa, fino a oggi il primo ominide di cui è stato «certificato» l’uso
preferenziale della mano destra. Ci sono poi altre considerazioni. La presenza di una mano dominante
presuppone una riorganizzazione cerebrale finalizzata al controllo fine dei suoi movimenti e la mano
destra è controllata dall’emisfero sinistro del cervello, allora fu quest’ultimo a essere riorganizzato. Ma
nell’emisfero sinistro si trovano anche i centri del linguaggio, che in parte si sovrappongono a quelli motori
e che quindi potrebbero essere stati interessati dal processo di riorganizzazione. Ciò detto, è possibile che
uso della mano destra e capacità linguistiche siano comparsi assieme fin dalle origini del genere Homo.
Martina Saporiti

www.lescienze.it Le Scienze 23
Scienza news

Il fago che ruba Gli arti dei serpenti


Il pesce zebra e
l’avatar robotico i geni agli animali
Gran parte degli artropodi è contagiata dai
batteri del genere Wolbachia. E gran parte dei
Wolbachia è infettata dai fagi WO, virus che pa-
rassitano batteri. Dopo 15 anni trascorsi a stu-
diare i WO, i coniugi Sarah e Seth Bordenstein
della Vanderbilt University avevano perso ogni
interesse. Poi hanno avuto l’idea di sequenziarne
il genoma, scoprendo così che un terzo del lo- Un’alterazione in una breve sequenza genetica
ro DNA era costituito da geni animali, compreso può avere effetti drastici sulla struttura del corpo.
quello che sintetizza l’alfa latrotossina, proteina È quello che potrebbe essere successo nella storia
Tutti gli acquariofili conoscono neurotossica del veleno della vedova nera. evolutiva dei serpenti, portando alla scomparsa
il danio zebrato (Danio rerio) Come riporta lo studio dei Bordenstein pub- degli arti. La sequenza di DNA responsabile del
o pesce zebra. È un ciprinide blicato su «Nature Communications», si tratta cambiamento è coinvolta nello sviluppo embrio-
lungo 4 o 5 centimetri, con una del primo caso mai scoperto di «furto» di DNA nale, e nei serpenti mostra un tasso di mutazio-
livrea a righe nere e bianche a opera di un fago e a danno di animali. Non è ne più alto rispetto ad altre regioni del genoma.
orizzontali. Ora, una ricerca chiaro se WO catturi i geni animali dai batteri Per confermarne il ruolo nella mancata forma-
effettuata dallo scienziato (che a loro volta li prendono dagli artropodi) o zione degli arti, Axel Visel del Lawrence Berkeley
italiano Maurizio Porfiri, della direttamente dagli artropodi, o se altri microrga- National Laboratory ha usato la tecnica di edi-
Tandon School of Engineering nismi agiscano come intermediari. Ma un’ipote- ting genomico CRISPR per sostituire in topi quel-
dell’Università di New York, ha si sull’utilità di questo trasferimento orizzonta- la porzione di DNA con le sequenze omologhe di
dimostrato che questo pesce le è stata avanzata. Poiché i WO infettano batteri esseri umani, pesci e serpenti.
ama stare in compagnia di che contagiano artropodi, prima di penetrare nei Come riportato su «Cell», lo sviluppo degli
suoi simili robotici. La specie loro ospiti devono superare la barriera delle cel- animali modificati non ha mostrato alterazio-
D. rerio è assai studiata lule animali. E per riuscirci è probabile che usino ni, tranne in un caso: la sequenza dei serpenti
da genetisti e biologi per il «kit genetico» rubato agli artropodi, che inclu- ha impedito la formazione degli arti. Secondo gli
via di embrioni trasparenti, de tra l’altro geni legati alla produzione di tossi- autori, si tratta di un esempio del possibile ruolo
sviluppo rapido e possibilità di ne, al funzionamento del sistema immunitario, degli strumenti di manipolazione del DNA nello
intervenire facilmente sui geni, alla morte programmata. (MaSa) studio dei cambiamenti evolutivi. (VaDa)
che ne fanno un modello ideale
per scoprire i meccanismi delle
malattie genetiche. Poiché Virare a destra per evitare collisioni
in questo tipo di indagine
è importante individuare A chiunque sarà capitato di scorgere sopra la propria testa nugoli scuri di uccelli che volteggiano compatti. Ma
anomalie di comportamento vi siete mai domandati come fanno a evitare di scontrarsi quando si trovano l’uno di fronte all’altro? Semplice, la
dei pesci, i ricercatori li fanno maggior parte delle volte gli uccelli virano verso destra. A scoprirlo è stato un gruppo di ricercatori dell’Università
interagire con i loro simili o con del Queensland, guidato da Ingo Schiffner, dopo aver effettuato 100 test in un tunnel in cui volavano dei
stimoli visivi. Nel primo caso, parrocchetti ondulati (Melopsittacus undulatus). In particolare, lo studio, pubblicato su «PLoS ONE», ha osservato

Smith Mark/Getty Images (pesce zebra); WIN-Initiative/Neleman/Getty Images (serpente);


però, rischiano di stressarli, nel che nell’84 per cento dei casi i parrocchetti esaminati tendevano a virare leggermente verso destra per evitare
secondo di non interessarli. di scontrarsi nel tunnel, mentre nei restanti casi il loro comportamento era variabile. Ma forse questo non è il
I robot, invece, si sono rivelati solo modo per scongiurare il rischio di una collisione: la posizione di volo degli uccelli potrebbe dipendere anche
partner ideali. Porfiri e il suo dalla gerarchia nello stormo. Gli autori dello studio hanno infatti notato che gli esemplari con un ruolo dominante
gruppo hanno sviluppato vari tendevano a volare più in basso degli altri, probabilmente per limitare il dispendio di energie. La ricerca potrebbe
Tier Und Naturfotografie J und C Sohns/Getty Images (stormo)

modelli in grado di simulare aiutare a sviluppare sistemi anticollisione migliori per macchine come i droni, i cui sensori di prossimità finora si
in modo realistico i movimenti sono dimostrati strumenti poco affidabili. (MaMa)
del nuoto: più il robot è simile
al vero pesce zebra, più
quest’ultimo ne viene attratto e
si comporta in modo naturale.
Il vantaggio della soluzione,
spiega lo scienziato, «è che
permette di offrire ai pesci
studiati stimoli efficaci e
perfettamente controllabili dai
ricercatori». (RiOl)

26 Le Scienze
Scienza news

L’idrogeno della galassia Lo strano stato liquido


I misteriosi aloni
quantico dei cristalli dei quasar

Uno studio pubblicato su «Science» da Ali Si estendono per centinaia


Yazdani della Princeton University ha dimostra- di migliaia di anni luce, ma
to per la prima volta che in condizioni di bassis- nessuno li aveva mai notati
sima temperatura gli elettroni sulla superficie di prima. Sono giganteschi aloni
un cristallo tendono a disporsi spontaneamente che brillano attornio ai quasar,
su identici percorsi ellittici, formando una sorta una classe di galassie attive.
di stato fluido quantico. La scoperta è arrivata per caso
Un gruppo di radioastronomi ha prodotto la L’esistenza di questo fenomeno era stata con MUSE, nuovo strumento
mappa a oggi più dettagliata della distribuzione ipotizzata circa vent’anni fa, ma finora nessuno del Very Large Telescope
di idrogeno neutro nella Via Lattea. Per realizzare era riuscito a osservarlo direttamente. Gli scien- dell’European Southern
questa mappa, che copre l’intero cielo, è stato ne- ziati hanno impiegato un microscopio a effetto Observatory che permette di
cessario un milione di singole osservazioni effet- tunnel per visualizzare gli elettroni sulla superfi- ottenere simultaneamente
tuate in dieci anni con due grandi radiotelesco- cie di un cristallo di bismuto immerso in un cam- immagini e spettri di un campo
pi: quello da 100 metri di apertura di Effelsberg, po magnetico a elevata intensità, osservandone stellare. L’analisi di questi
in Germania, e quello da 64 metri di Parkes, in così il nuovo comportamento quantistico. aloni, pubblicata su «The
Australia. La ricerca è stata pubblicata su «Astro- In un cristallo in condizioni ordinarie, gli Astrophysical Journal» da Elena
nomy and Astrophysics». elettroni fluiscono da un atomo all’altro seguen- Borisova dello svizzero ETH di
Il lavoro, svolto nell’ambito della HI4PI sur- do la forma regolare del reticolo: ora, si è osser- Zurigo, sembra contraddire
vey, ha tracciato in maniera molto accurata le vato che un forte campo magnetico applicato
nubi di idrogeno neutro e ne ha scoperte di nuo- perpendicolarmente alla normale direzione del
ve. L’elaborazione dei dati osservativi, resa lunga flusso può curvare le traiettorie degli elettroni
e complessa dalla presenza di innumerevoli di- intorno a zone di microdifetti del cristallo fino
sturbi radio di origine terrestre, ha permesso, gra- a renderle orbitanti. La scoperta, che rientra nel
zie a specifici algoritmi di «pulitura» sviluppati campo di ricerca della cosiddetta «valleytronics»
per l’occasione, di migliorare sia la sensibilità che (che studia cioè il comportamento degli elettroni
la risoluzione angolare della precedente survey quando si muovono tra particolari stati chiamati
Leiden-Argentine-Bonn (LAB), basata su osser- «valli»), apre la strada allo sviluppo di processori
vazioni con telescopi della classe 30 metri. (EmRi) sempre più veloci e capienti. (MaSe)

i modelli teorici, secondo cui


L’Europa ha davvero bisogno di nuove foreste? queste strutture sarebbero
molto più rare e composte da
La riforestazione sembra una politica climatica che accontenta tutti: niente restrizioni e la Terra diventa più verde. gas più caldo.
Ma una ricerca pubblicata su «Biological Conservation» ed effettuata da un gruppo di biologi diretti da Sabina Lavori precedenti avevano
Burrascano, della «Sapienza» Università di Roma, mette in dubbio l’opportunità di continuare a estendere le mostrato che solo il dieci per
foreste, almeno in Europa. Fra il 1990 e il 2015 nell’Unione Europea a 27 le foreste sono passate da 146,5 cento dei quasar è circondato
a 159 milioni di ettari. «Ma l’aumento è avvenuto spesso a discapito di praterie semi-naturali, che hanno una da aloni, mentre Borisova ha
Mark Garlick/Getty Images (Via Lattea); cortesia K. Sharon, Università di Tel Aviv, E. Ofek,

grande importanza ambientale», avverte Burrascano. In effetti le praterie sono passate dal 1990 al 2013 da evidenziato che tutti i 19 quasar
74 a 65 milioni di ettari, riducendo il vantaggio delle riforestazione, visto che un ettaro di prateria sequestra che ha studiato sono immersi
Caltech/ESA/NASA (quasar) ClickAndPray Photography/Getty Images (foresta)

quasi altrettanto carbonio di uno di foresta: 126 tonnellate, contro 175. Inoltre la loro scomparsa minaccia la in queste strutture gassose.
biodiversità, perché le praterie producono ogni anno più biomassa delle foreste, 7,5 tonnellate contro 5,2 per Non è ancora chiaro se la
ettaro, e possono quindi ospitare più specie viventi: non a caso in Europa 89 specie in via di estinzione vivono differenza sia dovuta alla nuova
nelle praterie, contro le 53 che preferiscono le foreste. «Sarebbe il caso, quindi, che nel decidere la destinazione tecnica osservativa o a qualche
dei terreni si considerassero tutti i servizi che i vari ecosistemi offrono», conclude Burrascano. (AlSa) peculiarità dei quasar. Lo studio
ha rivelato anche un’altra
sorpresa: il gas attorno ai
quasar è relativamente freddo,
appena 10.000 °C, mentre i
modelli prevedono temperature
superiori a un milione di gradi.
Nuove osservazioni di MUSE
aiuteranno forse a risolvere la
discrepanza fra osservazioni e
modelli. (MaRa)

Le Scienze 27
SCIENZE PLANETARIE

Prove sempre più numerose


indicano che la gelida
luna di Saturno ha camini
idrotermali attivi,
che ne fanno uno dei luoghi
più «caldi» per la ricerca
di vita oltre la Terra
di Frank Postberg, Gabriel Tobie
e Thorsten Dambeck

Sotto
i mari
di
Encelado
Le Scienze
29
Illustrazioni di Ron Miller
Frank Postberg è responsabile dell’analisi degli spettri di massa del Cosmic Dust
Analyzer di Cassini. A suo agio in astronomia, fisica e chimica, lavora all’Università
di Heidelberg e all’Istituto di scienze spaziali dell’Università di Stoccarda, dove si
occupa di polvere cosmica e satelliti glaciali.

Gabriel Tobie è un planetologo francese, che ha iniziato a studiare l’interno dei satelliti
glaciali sulla scia dell’entusiasmo provato in giovane età per la missione Galileo della NASA
verso Giove. Attualmente mette a punto modelli per descrivere i meccanismi con cui l’attrito
mareale potrebbe dare origine all’attività di Europa, Encelado e altri satelliti glaciali.

Thorsten Dambeck è un fisico e giornalista tedesco che si occupa soprattutto di


astronomia e planetologia. Osservò per la prima volta Encelado al telescopio
quando era ragazzo, negli anni ottanta; gli anelli di Saturno erano visibili di taglio e la
piccola luna appariva come un debole punto bianco.

I
n un’ipotetica classifica dei luoghi dove sembra meno probabile trovare una città fio-
rente, il fondo dell’Atlantico settentrionale, a metà strada tra le Bermuda e le Canarie,
potrebbe collocarsi ai primi posti. Eppure proprio qui, nell’oscurità che regna quasi un
chilometro al di sotto della superficie illuminata dal Sole, la natura ha costruito una me-
tropoli subacquea, un complesso di torri calcaree alte quanto grattacieli che ospitano una
moltitudine di molluschi, granchi e bivalvi.
Le torri si sono formate per effetto della precipitazione di mi- ti per sempre sotto la crosta di ghiaccio, come potrebbe accadere
nerali dalle calde acque alcaline che escono da camini idroterma- per altri piccoli corpi dotati di oceani, ma per i quali mancano for-
li sul fondo oceanico. Un gruppo di biologi che effettuava ricer- ti indizi di attività idrotermale, come Europa, satellite di Giove.
che usando sommergibili e videocamere automatiche ha scoperto A un livello più fondamentale, la stessa esistenza dei camini
questa esotica «Città Perduta» all’inizio di questo secolo e da allo- idrotermali di Encelado è un enigma affascinante. A parte l’ac-
ra cerca di capire in che modo i camini idrotermali possano sup- qua, l’ingrediente più importante per l’attività idrotermale è ov-
portare un florido ecosistema così lontano dalla luce del Sole. Nel- viamente il calore, ma non è facile spiegare l’irrequietezza interna
lo stesso periodo la sonda Cassini ha permesso ai planetologi di di questo gelido satellite. Il diametro di Encelado è circa l’ampiez-
compiere una serie articolata di scoperte rivoluzionarie nel siste- za dell’Inghilterra: si tratta quindi di un satellite non certo colos-
ma solare esterno, e in particolare di trovare solide prove del fatto sale, e comunque decisamente troppo piccolo per trattenere il ca-
che camini idrotermali molto simili a quelli della Città Perduta esi- lore primordiale residuo della sua formazione. Deve quindi esserci
stono non solo sulla Terra, ma anche nel misterioso oceano situa- qualche altra sorgente di calore interna al satellite. Capire come
to sotto la superficie di una piccola luna glaciale di Saturno, Ence- Encelado riesca a generare e a mantenere calore endogeno po-
lado. Anche qui potrebbe essersi sviluppata la vita? trebbe rivoluzionare le nostre conoscenze sulle lune glaciali e le
La possibilità di vita extraterrestre alimenta l’entusiasmo de- loro prospettive riguardo alla vita.
gli scienziati, ma l’esistenza di camini idrotermali al di fuori della
Terra sarebbe in grado di calamitare il loro interesse anche senza I primi indizi
questa prospettiva. Le stesse prove che fanno ipotizzare un’attività Gli scienziati hanno iniziato nel 2005 a chiedersi se nell’interno
idrotermale su questo remoto satellite forniscono anche informa- di Encelado potesse celarsi un oceano, circa un anno dopo l’arri-
zioni cruciali su composizione e longevità dell’oceano di Encela- vo di Cassini nel sistema di Saturno, quando la sonda ha osservato
do. Altrimenti questi segreti avrebbero rischiato di rimanere cela- un gigantesco pennacchio di vapore acqueo e minuscole particel-

IN BREVE

I dati dell’orbiter di Cassini Gli studi su Encelado e sul suo assicurano il sostentamento di alcuni L’oceano e l’attività idrotermale di
mostrano che Encelado, luna pennacchio hanno permesso ai ecosistemi e potrebbero aver avuto Encelado potranno durare solo fino a
glaciale di Saturno, ha un oceano al ricercatori di stimare temperatura e un ruolo fondamentale nelle origini quando si manterrà il flusso di calore
di sotto della superficie, da cui erutta composizione dell’oceano, e hanno della vita. La possibilità che endogeno. Le future missioni
nello spazio un pennacchio di acqua fornito prove della presenza di organismi viventi si siano sviluppati potranno chiarire l’origine di questa
marina. Il pennacchio ci permette di camini idrotermali sul fondo su Encelado dipende dall’età e dalla fonte di calore, e forse addirittura
gettare uno sguardo nelle profondità oceanico. longevità del suo oceano e scoprire per la prima volta vita al di
della luna. Sulla Terra i camini idrotermali dell’attività idrotermale. fuori della Terra.

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era mai superiore a 20 nanometri e che
tutte avevano una composizione coeren-
te con quella del diossido di silicio puro, o
silice, il principale costituente del quarzo e
della sabbia. Usando simulazioni numeri-
che per tracciare le traiettorie più probabili
delle nanoparticelle di silice, Hsiang-Wen
Hsu, dell’Università del Colorado a Boul-
Encelado (al centro), visto der, ha calcolato che la loro origine era
da una distanza di 2 milioni nella zona più esterna dell’anello E. Sape-
di chilometri, appare incluso vamo che questo anello è generato da En-
nell’anello E di Saturno, che celado, quindi la scoperta suggeriva che le
è formato dal pennacchio di nanoparticelle provenissero dalla luna. La
ghiaccio emesso dal satellite. loro composizione a base di silicio è stata
la «pistola fumante» nella scoperta dell’at-
tività idrotermale di Encelado.
le di ghiaccio che si innalzavano per centinaia di chilometri nel- L’emissione di silice pura da parte di Encelado è stata una sor-
lo spazio da una regione tettonicamente attiva presso il Polo Sud presa perché l’unica possibile fonte di questo composto era il nu-
della luna. In una serie di successivi incontri ravvicinati Cassini ha cleo roccioso della luna, sepolto a grande profondità sotto il ghiac-
ricondotto l’origine del pennacchio a molteplici getti che usciva- cio e l’oceano, dove il silicio esiste soprattutto come componente di
no da quattro fenditure lineari la cui temperatura più alta di quel- minerali, chimicamente legato ad altri elementi come ferro e ma-
la della gelida regione circostante le rendeva luminose nell’infra- gnesio. La frantumazione di questi minerali da parte di collisio-
rosso. Gli scienziati hanno chiamato le fenditure «strisce di tigre» ni in grado di ridurre le rocce in pezzi sempre più piccoli potrebbe
e hanno dimostrato che i relativi getti erano all’origine del vasto verosimilmente produrre nanoparticelle di silice. Queste particelle
e rarefatto anello di particelle di ghiaccio – l'«anello E» – che cir- presenterebbero però un ampio intervallo di dimensioni, non l’in-
conda il classico sistema di anelli di Saturno. La maggior parte del- tervallo ristretto osservato invece da Cassini. La sola possibile spie-
le particelle di ghiaccio dei getti, però, ha una velocità insufficien- gazione era che le nanoparticelle si fossero cristallizzate da una so-
te per raggiungere questo anello, e ricade invece su Encelado sotto luzione sovrasatura di acqua bollente, alcalina, ricca in silice, che
forma di neve finissima. Considerando i cumuli di neve dell’altezza fluiva attraverso la roccia: ossia da camini idrotermali dello stesso
di 100 metri che ricoprono parte dell’emisfero meridionale, i ricer- tipo trovato nella Città Perduta sulla Terra.
catori stimano che l’emissione di acqua nello spazio da parte di En-
celado sia attiva almeno da 10 milioni di anni. Un oceano abitabile?
Sebbene l’«ipotesi oceanica» per l’origine dei getti di Encela- Nella Città Perduta, e presumibilmente anche sul fondo mari-
do fosse in un primo tempo controversa, un’ampia serie di studi no di Encelado, l’acqua calda, scorrendo attraverso le rocce silica-
di Cassini ha ormai confermato irrefutabilmente che nell’interno tiche, ne estrae silice. Quando l’acqua esce nel mare e si raffred-
della luna si cela un profondo oceano globale. Da ultimo, un’ana- da, la sua capacità di trasportare i minerali si riduce e si formano
lisi di campo gravitazionale, topografia superficiale e lieve oscilla- nanoparticelle di silice. In questo stadio altre molecole potrebbero
zione rotazionale di Encelado, effettuata da Ondřej Čadek dell’U- aderire alle nanoparticelle, rendendole più grandi e pesanti, e fa-
niversità «Carlo IV» di Praga e collaboratori, compreso uno di noi cendole precipitare sul fondo; ma questo non accadrebbe se l’ac-
(Tobie), ha stabilito i limiti finora più precisi all’estensione e al vo- qua fosse alcalina e con un tenore salino non molto elevato. Que-
lume dell’oceano. Il loro lavoro suggerisce che lo spessore della sta relazione tra dimensioni e longevità delle nanoparticelle, da
crosta è di circa 35 chilometri all’equatore e minore di 5 chilome- un lato, e temperatura e composizione chimica della loro culla ac-
tri nella zona del Polo Sud. Il fondo oceanico si troverebbe cir- quea, dall’altro, offre una opportunità senza precedenti di indaga-
ca 70 chilometri al di sotto della superficie, da cui si evince che la re le condizioni ambientali dell’oceano di Encelado.
quantità d’acqua nell’oceano di Encelado sarebbe circa un decimo Dopo il primo rilevamento delle nanoparticelle da parte di
di quella dell’Oceano Indiano. Inoltre, sulla base dei dati ottenu- Cassini, Yasuhito Sekine, dell’Università di Tokyo, ha condotto
ti da Cassini nel 2009 e nel 2011, uno di noi (Postberg) ha mostra- esperimenti per confermare come le nanoparticelle si sono forma-
to che l’acqua è alcalina e salata, dato che il pennacchio contie- te e rivelare le condizioni esistenti nelle profondità di Encelado. I
ne cloruro di sodio, il comune sale da cucina. Questo implica che ricercatori hanno scoperto che l’acqua a una temperatura di al-
molto probabilmente l’oceano giace sul nucleo roccioso della lu- meno 90 gradi, con alcalinità superiore e salinità leggermente in-
na, da cui provengono i minerali. feriore rispetto a quelle degli oceani terrestri, è l’ambiente ideale
Cortesia NASA/JPL e Space Science Institute

La prova cruciale della presenza dei camini idrotermali è stata per la formazione di nanoparticelle di silice piccole e di lunga vita.
ottenuta nel 2004 dal Cosmic Dust Analyzer (CDA) di Cassini, an- Secondo i risultati di questi esperimenti, l’alcalinità dell’oceano di
cora prima che la sonda raggiungesse Saturno e scoprisse il pen- Encelado dovrebbe essere intermedia tra quella dell’acqua marina
nacchio di Encelado. Mentre Cassini si avvicinava a Saturno pro- terrestre e quella dei detergenti domestici a base di ammoniaca. Se
venendo dallo spazio interplanetario, inaspettatamente il CDA è l’alcalinità fosse superiore a quella di una soluzione acquosa am-
stato colpito da piogge di particelle veloci e microscopiche, simi- moniacale, l'elevata solubilità in acqua della silice non permet-
li a pallettoni. Anni dopo la scoperta del pennacchio Postberg ha terebbe la formazione di nanoparticelle. Se invece l’acqua fos-
analizzato la distribuzione di dimensioni e frequenza delle nano- se meno alcalina dell’acqua marina terrestre, la sua temperatura
particelle nei dati del CDA e ha trovato che la loro grandezza non dovrebbe essere straordinariamente alta per portare in soluzione

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O C E A N O G R A F I A E X T R AT E R R E S T R E

Un tuffo nelle
profondità di Encelado
Da quando la sonda Cassini, nel 2005, ha osservato getti di vapo-
re acqueo emergere dal sottosuolo in corrispondenza del Polo Sud
di Encelado, una luna di Saturno, gli scienziati ritengono che que-
sto piccolo corpo sia potenzialmente in grado di ospitare vita extra-
terrestre. I successivi studi effettuati con Cassini hanno permesso
di ricondurre l’origine dei getti a un oceano situato al di sotto della Nucleo
superficie (a destra) e hanno rivelato che i getti contengono minera-
li provenienti dal nucleo roccioso del satellite, nonché particelle di sili- Crosta di ghiaccio
ce probabilmente generate da camini idrotermali sul fondo marino (sot- Oceano al di sotto
to). Sulla Terra camini idrotermali di questo tipo potrebbero essere stati tra della superficie
le «culle» della vita, e oggi permettono l’esistenza di floridi ecosistemi nel-
le buie profondità degli oceani del nostro pianeta. Gli scienziati si chiedono se
la stessa cosa possa accadere su Encelado. Ma anche se i camini idroterma- Ingrandito
li di questo piccolo corpo non ospitassero organismi viventi, offrono comunque qui sotto
inedite opportunità per studiare i meccanismi interni del satellite.

L’acqua fluisce
attraverso i pori del Nucleo
nucleo roccioso
Getto

Camino idrotermale

Oceano al di sotto NATE NEL MARE, DESTINATE ALLO SPAZIO


della superficie Gli esperimenti di laboratorio indicano che le particelle di
silice osservate da Cassini si sono formate per
precipitazione da un liquido bollente e ricco di minerali in
soluzione che si riversa in acqua fredda. Le particelle devono
avere origine in un ambiente dalle caratteristiche simili a
quelle degli oceani terrestri: un’acqua molto più salata o più
alcalina impedirebbe infatti la loro risalita in superficie, o
addirittura la loro formazione. Una volta formate, le particelle
devono risalire nell’oceano e poi percolare attraverso
fonte: NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute/Lunar and Planetary Institute (mappa superficie Encelado)

fratture e caverne nella crosta di Encelado. Via via che


l’acqua in risalita si avvicina alla superficie esposta al vuoto
dello spazio, l’abbassamento della pressione fa sì che diventi
effervescente come champagne e generi fontane di grani di
ghiaccio che includono le particelle. Alcuni di questi grani
sfuggono alla gravità del satellite e finiscono in orbita attorno
a Saturno, dove la loro erosione libera le particelle di silice
Illustrazioni Ron Miller (Encelado) e Jen Christiansen (icone sorgente di calore);

nello spazio interplanetario.


Frattura

Crosta di ghiaccio

Getto

Vapore acqueo
e microscopici grani di
roccia che contengono
inclusioni di silicati

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quantità di diossido di silicio sufficienti a formare nanoparticelle
di silice. Le ricerche di Sekine suggeriscono che i ricchi ecosistemi
CARTOGRAFARE L’INTERNO
della Città Perduta e di altri camini idrotermali terrestri potrebbero
DI UNA LUNA
Sulla base dell’ipotizzata attività sopravvivere e anche prosperare se fossero trasferiti nelle profon-
idrotermale, nonché delle osservazioni dità di Encelado. In altri termini, sembra che l’oceano di questa re-
relative a campo gravitazionale, mota luna coperta di ghiaccio possa essere abitabile.
rotazione, morfologia superficiale e Naturalmente è possibile che oggi Encelado sia inospitale per la
composizione dei pennacchi di vita e che le nanoparticelle di silice rilevate da Cassini siano nien-
Encelado, è stato possibile ricostruire te più che i resti di un’antica attività idrotermale estinta da tem-
un quadro notevolmente dettagliato po. Ma le ricerche di Sekine inducono a pensare che non sia così.
dell’interno del satellite. L’oceano al di In esperimenti di laboratorio e simulazioni numeriche le particelle
sotto della superficie ha un’estensione
di silice appena formate hanno un diametro di circa 4 nanometri,
globale ed è racchiuso tra un nucleo di
e per accrescere le proprie dimensioni necessitano di un arco di
roccia porosa e una crosta di ghiaccio di
spessore variabile da 35 chilometri tempo compreso fra alcuni mesi e alcuni anni. I dati del CDA in-
all’equatore a meno di cinque chilometri al dicano che le tipiche nanoparticelle di Encelado misurano 4-16
Polo Sud. In totale contiene probabilmente un nanometri, e nessuna è più grande di 20 nanometri. Quindi le na-
decimo dell’acqua dell’Oceano Indiano. Non è noparticelle intercettate da Cassini dovevano essersi formate po-
ancora stato chiarito come una luna così co tempo prima di essere misurate; in caso contrario sarebbero sta-
piccola riesca a generare abbastanza calore da te più grandi di quanto si è osservato. Allo stato attuale questa è la
preservare questo grande oceano. migliore dimostrazione che possiamo offrire del fatto che camini
idrotermali siano in attività sul fondo marino di Encelado.

Dal fondo marino allo spazio profondo


Sulla base dei meccanismi che abbiamo svelato, ora possiamo
QUANTO DURERÀ L’OCEANO? tracciare il tipico viaggio di una nanoparticella dal fondo del mare
Affinché su Encelado possano esistere forme di vita simili a quelle che sepolto di Encelado fino alle sconfinate distese del sistema solare.
conosciamo, l’oceano dovrebbe essere stabile e longevo. Se invece fosse
Dopo essersi formata nelle zone periferiche in via di raffreddamen-
temporaneo, in grado di durare solo alcune decine di milioni di anni, oppure
soggetto a cicli di congelamento e disgelo, allora è probabile che il satellite
to dei caldi getti di liquido ricchi in silice che erompono nel freddo
sia privo di vita. La longevità dell’oceano è strettamente legata alla misteriosa oceano, la nanoparticella può impiegare fino a qualche anno per
fonte di calore che alimenta l’attività idrotermale. Gli scienziati hanno attraversare i circa 60 chilometri di acqua sovrastante.
individuato tre possibili fonti, ciascuna con implicazioni differenti riguardo alla Quando raggiunge la superficie dell’oceano, la nanoparticella
longevità dell’oceano. risale lungo le fratture piene d’acqua che si sviluppano nella so-
vrastante crosta ghiacciata, spessa alcuni chilometri, nella regione
polare meridionale del satellite. Poiché l’acqua marina è più densa
Decadimento radioattivo
del ghiaccio circostante, l'ascesa della nanoparticella dovrebbe ar-
Il decadimento degli isotopi radioattivi genera
calore. Si ritiene che l’abbondanza di questi isotopi restarsi qualche chilometro al di sotto della superficie di Encelado.
su Encelado sia confrontabile a quella della Terra, Ma a questo punto un’ulteriore spinta le viene data dal cosiddet-
ma la luna è così piccola che questa fonte di calore to «effetto champagne»: via via che l’acqua, che contiene anidride
avrebbe dovuto esaurirsi rapidamente, provocando carbonica in soluzione, risale e la pressione su di essa diminuisce,
il congelamento dell’oceano già molto tempo fa. si formano bolle di anidride carbonica che contribuiscono a solle-
vare l’acqua marina fino a forse qualche centinaio di metri sotto
Attrito mareale
la superficie di Encelado.
L’attrazione gravitazionale di Saturno e delle lune
vicine provoca maree nell’interno di Encelado e le Lì, riteniamo, l’acqua si adagia in pozze all’interno di caver-
conseguenti deformazioni generano calore per ne di ghiaccio. Data la brevissima distanza dal vuoto quasi tota-
effetto dell’attrito; in linea di principio questo le dello spazio, le bolle di anidride carbonica e la pressione ridot-
meccanismo potrebbe riscaldare Encelado per ta fanno sì che le pozze diventino effervescenti e liberino nubi di
miliardi di anni. Le maree, però, alterano l’orbita gocce finissime e di vapore acqueo. Le gocce gelano rapidamen-
del piccolo corpo in maniera da ridurre l’entità del te in grani di ghiaccio di dimensioni micrometriche, che ingloba-
riscaldamento interno. Encelado potrebbe perciò
no le nanoparticelle di silice come chicchi di uvetta in un dolce.
raffreddarsi nel giro di pochi milioni di anni.
Il vapore acqueo risale, come in un camino, attraverso le fenditu-
Serpentinizzazione re del ghiaccio fragile e secco prossimo alla superficie. Una parte
Le reazioni di «serpentinizzazione» tra acqua e del vapore gela sulle pareti di ghiaccio e il calore latente che vie-
rocce possono generare calore, che però anche in ne liberato si manifesta sotto forma delle strisce di tigre, luminose
questo caso, come per il decadimento radioattivo, nell’infrarosso, sulla superficie di Encelado. Il vapore che non ge-
si riduce nel tempo via via che le rocce sono
la trasporta fino alla superficie i grani contenenti le nanoparticel-
alterate dalle reazioni chimiche. Tuttavia l’attrito
mareale potrebbe amplificare e prolungare la
le, scagliandoli nello spazio come in una fontana.
serpentinizzazione esponendo regolarmente La maggior parte dei grani del pennacchio ricade sulla super-
nuova roccia all’acqua che percola attraverso il ficie sotto forma di neve, ma quelli che raggiungono una veloci-
nucleo poroso della luna. tà più elevata sfuggono a Encelado e si accumulano nell’anello E.
Qui il gas ionizzato erode i grani di ghiaccio e libera le nanopar-

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ticelle racchiuse. Le nanoparticelle così liberate accumulano cari- varia periodicamente al variare della posizione lungo l’orbita. Evi-
ca elettrica dal gas ionizzato e restano in balia dei colossali cam- dentemente le fratturazioni simili a camini attraverso cui acqua
pi magnetici di Saturno. Infine alcune nanoparticelle, accelerate nebulizzata e vapore acqueo risalgono nella crosta ghiacciata so-
dal vento solare, raggiungono velocità fino a un milione di chilo- no parzialmente chiuse e poi riaperte dalle forze mareali, che ge-
metri all’ora e sfrecciano via verso le regioni più esterne del siste- nerano anche quantità significative di calore.
ma solare. Una piccola frazione delle particelle fuggitive può ad-
dirittura guadagnare lo spazio interstellare e navigare nel vuoto Il volgere delle maree
tra le stelle. Quello che non sappiamo è se l’oceano attuale sia un fenomeno
transitorio, della durata di alcune decine di milioni di anni, oppure
Problemi caldi una caratteristica permanente della luna, che dura da centinaia di
Per quanto questa narrazione sia dettagliata, bella e, a nostro milioni o addirittura miliardi di anni. La risposta dipende da quan-
parere, reale, non affronta quello che ormai è diventato l’enigma do ha avuto inizio il riscaldamento dell’interno di Encelado dovuto
cruciale di Encelado: qual è la fonte del calore interno necessa- all’azione delle maree, e a sua volta questo dipende dall’influenza
rio per preservare la dinamica dell’oceano? Questo calore, essen- esercitata dal satellite su Saturno, e sul suo «vicino» Dione.
ziale per l’esistenza dell’acqua allo stato liquido e della vita, non Per capire queste interazioni mareali, consideriamo il sistema
può provenire dalla luce solare. Nella regione di Encelado i raggi Terra-Luna, che presenta somiglianze con quello di Saturno ed
del Sole sono del 99 per cento più deboli che all’altezza dell’orbi- Encelado. La Luna genera maree sulla Terra, e lo stesso fa Ence-
ta terrestre, quindi la temperatura superficiale del satellite è circa lado su Saturno. Nell’oceano terrestre i flussi mareali si dissipa-
quella dell’azoto liquido. no a causa dell’attrito con coste e fondo oceanico, che rallenta la
Il calore endogeno della Terra è dovuto, nella misura del 50 rotazione terrestre in maniera misurabile. Fra un secolo la dura-
per cento circa, al decadimento di elementi e isotopi radioattivi, in ta del giorno sarà superiore di due millisecondi rispetto all’attua-
particolare di uranio, torio e potassio. Questo processo mantiene le, e la Terra avrà sottratto abbastanza energia mareale alla Luna
temperature superiori ad alcune migliaia di gradi da allargarne l’orbita di quasi 4 metri. Allo stesso
all’interno del nostro pianeta da miliardi di anni. Appare sempre modo, l’attrito mareale all’interno di Saturno in-
Sebbene Encelado contenga probabilmente con- più probabile fluenza in misura infinitesimale la rotazione del
centrazioni confrontabili di elementi radioattivi, pianeta gigante, e nel contempo aumenta la di-
la piccola luna, con un diametro di soli 500 chi- che la fecondità stanza da Saturno e l’eccentricità orbitale di En-
lometri, perde il proprio calore interno in maniera biologica celado. Un aumento dell’eccentricità si traduce in
molto più efficiente rispetto alla Terra. In assen-
za di un’ulteriore fonte di riscaldamento, l’interno dell'universo effetti mareali più intensi, quindi un maggiore ri-
scaldamento, nell’interno di Encelado. Secondo le
di Encelado dovrebbe essere ghiacciato. Ma pic- sia stata prime stime teoriche, il debolissimo attrito marea-
cole dimensioni e debole gravità della luna fanno
sì che la sua dinamica interna sia diversa da quel-
sottovalutata le provocato da Encelado nell’interno di Saturno
causerebbe una perdita di eccentricità dell’orbita
la di pianeti relativamente massicci come la Terra: pressione mol- della luna e quindi limiterebbe a non più di un milione di anni la
to più ridotta e temperatura meno elevata nell’interno di Encela- vita di un oceano generato dal riscaldamento mareale.
do limitano compattamento e consolidamento della materia del Di recente Valéry Lainey dell’Observatoire de Paris e collabora-
nucleo, permettendo all’acqua di circolare verso il basso attraver- tori (fra i quali Tobie) hanno effettuato analisi dettagliate dei moti
so la roccia porosa e generare processi idrotermali nel centro della delle grandi lune di Saturno, per stabilire limiti più precisi all’en-
luna. Sulla Terra il rapido incremento di pressione e temperatura tità dell’attrito mareale nell’interno del pianeta gigante. Secondo i
all’aumentare della profondità nel sottosuolo limita la circolazio- loro calcoli, l’attrito mareale sarebbe almeno dieci volte maggiore
ne dell’acqua ai chilometri più superficiali della crosta. di quanto previsto dai modelli più semplici. Se questa stima fosse
Ci si potrebbe attendere che la circolazione di acqua nel nucleo confermata, ne conseguirebbe che l’eccentricità orbitale di Encela-
di Encelado ne acceleri il raffreddamento, asportando il calore do- do è stabile e duratura, permettendo la formazione di maree inten-
vuto al decadimento radioattivo e impedendo il raggiungimento se, in grado di preservare un oceano almeno per decine di milio-
delle elevate temperature necessarie per la formazione delle nano- ni di anni, e potenzialmente molto, molto più a lungo. La longevità
particelle di silice. C'è però una possibile fonte alternativa di ener- dell’oceano di Encelado potrebbe essere correlata a una probabilità
gia che potrebbe spiegare l’attuale attività idrotermale del satelli- più elevata di comparsa e sviluppo di forme di vita.
te: il riscaldamento mareale.
Analogamente a come gli effetti gravitazionali della Luna e Novità dal sottosuolo
del Sole sul nostro pianeta generano le maree negli oceani ter- Va inoltre considerata una seconda possibile fonte di riscalda-
restri, il riscaldamento mareale si verifica quando l’interno di un mento, indipendente dagli effetti mareali. L’acqua che attraversa
pianeta o di una luna si deforma periodicamente mentre percor- rocce silicatiche può idratare alcuni minerali e modificarne la strut-
re un’orbita eccentrica, non circolare. La deformazione prodotta tura cristallina, in un processo chiamato serpentinizzazione, che li-
dal variare delle forze gravitazionali produce attrito negli strati bera rilevanti quantità di calore. Amplificato dalla facile circola-
interni del corpo celeste, che a sua volta genera calore. Il riscal- zione dell’acqua nel nucleo ricco di porose rocce silicatiche, questo
damento mareale potrebbe avere effetti intensi nel nucleo poro- processo potrebbe generare diversi gigawatt di potenza e svolge-
so e intriso d’acqua di un corpo come Encelado. E in effetti i dati re un ruolo cruciale nel bilancio termico dell’interno di Encelado.
di Cassini indicano che l’attrazione gravitazionale di Saturno in- Questa fonte di calore durerà fino a quando ci saranno minera-
fluisce profondamente sulla piccola luna: la luminosità dei get- li non alterati in contatto con l’acqua circolante. Ma via via che le
ti eruttati da Encelado, e quindi la quantità di materia espulsa, rocce sono convertite in serpentino nel corso di milioni di anni la

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I liquidi idrotermali
che percolano nel caldo
interno di Encelado potrebbero
formare depositi di minerali sul
fondo marino, come in questa
raffigurazione artistica.

produzione di calore si ridurrà fino a cessare e, in assenza di altre cuni indizi suggeriscono l’esistenza di oceani sotto la superficie di
influenze, come l’attrito mareale, dovrebbe instaurarsi un raffred- lune di Giove (Ganimede e Callisto) e di Saturno (Titano e Mimas)
damento. Sembra quindi che, da sola, difficilmente la serpentiniz- e anche del pianeta nano Plutone. I ricercatori che come noi so-
zazione possa sostenere un oceano globale abbastanza a lungo da no interessati all’esistenza di vita oltre la Terra iniziano ad affron-
consentire l’evoluzione di condizioni chimiche prebiotiche. tare queste possibilità speculative e le loro implicazioni, ma appare
Ma la serpentinizzazione potrebbe comunque favorire lo svilup- sempre più probabile che finora la fecondità biologica dell’univer-
po di una possibile biosfera nelle profondità di Encelado. Sulla Ter- so sia stata drasticamente sottovalutata.
ra si è osservato che i processi di serpentinizzazione alimentano i Per il momento non abbiamo modo di determinare se l’inter-
camini idrotermali della Città Perduta e altri siti sottomarini. Oltre no di lune glaciali abbia realmente tutti gli ingredienti necessari
a generare calore, le reazioni coinvolte in questi processi produco- per costituire un ambiente abitabile. Durata e intensità dell’attività
no idrogeno, metano e composti organici in grado di nutrire i mi- idrotermale di Encelado rimangono un punto di domanda, e le di-
crorganismi alla base della catena alimentare di questi ecosistemi scussioni sulla possibile attività idrotermale di Europa sono per ora
isolati e lontani dalla luce solare. Studiando questi organismi, al- poco più che speculative. NASA e Agenzia spaziale europea stan-
cuni scienziati si sono chiesti se la vita abbia bisogno del Sole. no dando forte priorità alla ricerca di risposte a questi interrogativi
Alla fine degli anni ottanta Michael Russell, allora all’Univer- e, per il 2020 o giù di lì, stanno progettando missioni verso le lune
sità di Strathclyde, in Scozia, e collaboratori ipotizzarono che ca- glaciali di Giove, in cerca di pennacchi simili a quelli di Encelado.
mini idrotermali alcalini potrebbero essere stati la culla dei pri- Cassini proseguirà le sue indagini di Encelado fino al termine del-
mi organismi viventi sulla Terra primordiale. Sebbene all’epoca la missione, nel 2017, quando precipiterà su Saturno per escludere
siti di questo tipo non fossero ancora conosciuti sul nostro piane- qualsiasi possibilità di contaminare Encelado o un'altra luna con
ta, Russell sostenne che avrebbero potuto costituire un ambiente materiale biologico terrestre. Un giorno una nuova generazione di
relativamente mite, ma ricco di energia, in cui reazioni chimiche sonde potrebbe effettuare indagini in situ, atterrando sulla luna e
prebiotiche potrebbero aver dato origine ai precursori delle mem- prelevando campioni da riportare sulla Terra. Per ora simili missio-
brane, dei processi metabolici e delle molecole in grado di autore- ni esistono solo nelle speranze e nei sogni degli astrobiologi: ma
plicarsi. All’epoca pochi diedero sufficiente credito a questa ipote- forse non sarà così a lungo. n
si, che rimase confinata in pochi circoli accademici.
La scoperta della Città Perduta catalizzò nuovo interesse per PER APPROFONDIRE
l’ipotesi di Russell e la catapultò in primo piano nelle discussio-
ni sull’origine della vita. Ora la scoperta di ambienti confrontabili Tidal Heating in Enceladus. Meyer J. e Wisdom J., in «Icarus», Vol. 188, n. 2, pp.
535-539, giugno 2007.
nell’interno di Encelado – e la possibilità che ne esistano anche in
altre lune glaciali come Europa – sta rivoluzionando le precedenti Tidally-Induced Melting Events as the Origin of South-Pole Activity on Enceladus.
Běhounková M. e altri, in «Icarus», Vol. 219, n. 2, pp. 655-664, giugno 2012.
idee sulla possibile esistenza di vita extraterrestre nel sistema sola-
Ongoing Hydrothermal Activities within Enceladus. Hsu H.-W. e altri, in «Nature»,
re. I processi biologici non devono necessariamente essere limitati
Vol. 519, pp. 207-210, 12 marzo 2015.
alla superficie calda e umida dei pianeti rocciosi illuminati dal So-
Keeping Enceladus Warm. Travis B.J. e Schubert G., in «Icarus», Vol. 250, pp.
le, ma potrebbero forse svilupparsi in una gamma molto più ampia 32-42, aprile 2015.
di ambienti, alimentati del tutto o in parte dal calore prodotto da Enceladus’s Internal Ocean and Ice Shell Constrained from Cassini Gravity,
radioisotopi, serpentinizzazione o forze mareali. Encelado ed Euro- Shape, and Libration Data. Čadek O. e altri, in «Geophysical Research Letters», Vol.
pa potrebbero essere le proverbiali punte dell’iceberg, dato che al- 43, n. 11, pp. 5653-5660, 16 giugno 2016.

www.lescienze.it Le Scienze 35
La visione globale delle fibre
che si estendono da cellule nell’area
frontale di un cervello di topo dimostra
i vantaggi della metodica di inclusione
con idrogel, che permette di individuare
le complessità dei circuiti neurali.

36 Le Scienze 580 dicembre 2016


NEUROSCIENZE

Il cervello
trasparente
Un nuovo approccio
sperimentale, in cui si
incontrano chimica e
biologia, permette di
scrutare nei più nascosti
meandri dell’organo che
controlla il nostro corpo

di Karl Deisseroth
Karl Deisseroth è professore di bioingegneria e psichiatria
alla Stanford University. Nel 2015 ha ricevuto il Lurie Prize in

I
Biomedical Sciences per avere sviluppato CLARITY
e l’optogenetica.

l nostro sistema nervoso è come un arazzo, intessuto di fili interconnessi. Questi fili, le
sottili fibre conosciute come assoni che si estendono dai neuroni, trasportano informazione elettrica
da singole cellule nervose ad altri neuroni che ricevono i segnali. Gli assoni che si proiettano a lun-
ga distanza, come fili «d’ordito» strutturali di un tessuto, si intersecano con la versione cerebrale del-
le fibre «di trama», assoni che serpeggiano avanti e indietro a breve distanza, trasmettendo segnali per
eseguire computazioni. Per capire i meccanismi interni del cervello gli scienziati devono decifrare co-
me è organizzato questo arazzo neurale al livello dei suoi singoli elementi, di un singolo assone per
esempio. Ma per capire il ruolo di un assone vorremmo anche una prospettiva globale, che si esten-
desse all’intero cervello, che non perdesse di vista il singolo esile assone né il suo contesto. Per ottene-
re una simile visione è necessario un tipo speciale di strumento, perché il cervello non è piatto come
un abito intessuto né è trasparente. Le molecole di grassi (lipidi) al suo interno causano la dispersio-
ne della luce nei dispositivi di imaging e quindi ostacolano notevolmente la visione delle sue parti più
profonde, oltre lo strato di cellule superficiali.
Oggi una nuova tecnologia ha aperto panorami mozzafiato ai molecolari cervello ricche d’informazione – fra cui proteine e aci-
neuroscienziati, creando un modo per vedere dentro il cervello in- di nucleici (DNA e RNA) – che risultano così protette. A questa fa-
tatto, e quindi per determinare le traiettorie e per definire le pro- se segue la rimozione delle componenti dei tessuti di scarso inte-
prietà molecolari di singole fibre di connessione che percorrono resse o che disperdono la luce, come i lipidi. Infine, introducendo
i suoi intricati meccanismi interni. Questo metodo si fonda sul- molteplici traccianti fluorescenti e altri marcatori all’interno del-
la chimica degli idrogel, polimeri che formano una rete tridimen- la struttura – il gel è concepito per favorire la rapida infusione di Cortesia Deisseroth Lab/Stanford University e Li Ye (pagine precedenti)
sionale di compartimenti connessi, che conservano l’acqua senza queste sonde, oltre a essere trasparente – gli scienziati illuminano
dissolversi. È usato per creare endoscheletri polimerici tridimen- e visualizzano direttamente fibre e molecole di loro interesse nel
sionali dentro il tessuto biologico. In questo processo a tre fasi, un cervello intatto e con una risoluzione molto elevata.
gel trasparente viene prima formato all’interno dell’animale da la- Questa recente capacità di guardare nel profondo dell’orga-
boratorio o nel cervello umano post mortem, e legato alle sue parti no che controlla il corpo è già fonte di numerose conoscenze. Gli

IN BREVE

I meccanismi interni del cervello penetrano l’opacità del tessuto lipidi e li sostituiscono con una Metodiche di inclusione con
si riveleranno solo combinando cerebrale a causa della dispersione sostanza che mantiene in loco le idrogel, come sono chiamate
l’analisi ravvicinata di singole cellule della luce nelle interfacce tra acqua parti del cervello offrono una queste tecniche, permettono di
con indagini su larga scala e molecole di grassi (lipidi) delle finestra per guardare oltre le esaminare il cablaggio di specifici
dell’organo intero. membrane cellulari. barriere che impediscono una circuiti neurali che controllano vari
Le tecniche di imaging ottico non Nuove tecniche che rimuovono i visione dell’interno. comportamenti.

38 Le Scienze 580 dicembre 2016


scienziati usano questa metodica per collegare la forma e la fun- batteri – per controllare con precisione l’attività neurale in cellu-
zione comportamentale di vie neurali coinvolte nell’azione e nei le specifiche in cervelli interi in vivo, mentre gli animali corrono,
processi cognitivi: dal movimento alla memoria. La metodica ha saltano, nuotano, socializzano e mettono in atto comportamen-
inoltre permesso di chiarire i processi che intervengono nel par- ti complessi. Nell’estate 2009, cinque anni dopo la prima dimo-
kinsonismo, nella malattia di Alzheimer, nella sclerosi multipla, strazione sperimentale del luglio 2004 con le opsine di microbi nei
nell’autismo, nell’abuso di sostanze e nei disturbi di paura e d’an- neuroni, le sfide principali dell’optogenetica erano in buona par-
sia. Abbiamo persino contribuito a fondare un’azienda per esplo- te risolte, e la tecnica era facilmente applicabile in modo generale.
rare le applicazioni del tessuto-idrogel nella diagnosi dei tumori. E Sebbene da allora questo metodo abbia permesso di scoprire mi-
la metodica è applicata, oltre che al cervello, a vari organi e tessu- gliaia di nuovi indizi su meccanismi neurali causali del compor-
ti dell’intero organismo. tamento, la sola optogenetica non offre un altro tipo di informa-
zione essenziale, vale a dire un quadro ad alta risoluzione che ci
Vederci chiaro faccia cogliere il cablaggio dell’intero cervello di singole cellule
Creare un cervello trasparente è così complicato che addirit- controllate dalla luce.
tura l’evoluzione, in centinaia di milioni di anni, non è riuscita Collegare il quadro generale di un sistema ai suoi singoli ele-
nell’impresa lungo la linea di discendenza di animali di grossa menti fondamentali è un’aspirazione che accomuna molti cam-
taglia. Certo, l’invisibilità potrebbe creare grandi vantaggi, e al- pi della scienza, sebbene sia spesso (e a ragion veduta) un obiet-
cune specie sono state selezionate evolutivamente con un certo tivo sacrificato. Separare le singole parti di un sistema complesso
grado di trasparenza per adattarsi all’ambiente (per esempio per per analizzarle isolatamente è da sempre essenziale nella scienza.
sfuggire ai predatori). Alcune specie di pesci sono addirittura pri- Rimuovere un elemento dal suo contesto permette di determina-
ve di emoglobina, una proteina di colore rossastro, e riescono so- re quali proprietà sono intrinseche e non dipendono da altri ele-
stanzialmente a fare a meno del menti. Tuttavia, per una strut-
sangue come lo conosciamo in tura ampiamente interconnessa
buona parte dei vertebrati, otte- come il cervello, smantellare un
nendo così un minimo di invi- sistema, così come separare i fi-
sibilità. Eppure nemmeno questi li di un arazzo, non sempre è la
animali sembrano rendere tra- strada migliore per capire e co-
sparente il loro sistema nervo- gliere il quadro generale.
so centrale, nonostante l’inten- Quando si tratta di visualiz-
sa pressione evolutiva. Nei pesci zare e di marcare, la natura opa-
o nei gamberi parzialmente tra- ca del cervello dei mammife-
sparenti il sistema nervoso rima- ri adulti ha imposto per lungo
ne almeno in parte opaco: l’evo- tempo la necessità di demolirlo
luzione può addirittura spingersi – di regola ricavandone fette –
a rinunciare alle cellule del san- trasformando così il volume tri-
gue, ma nulla, pare, permette al- dimensionale di tessuto in centi-
la luce di attraversare indistur- naia o migliaia di fette pressoché
bata un grande cervello in vivo. Il disegno originario abbozzato a inizio 2010 sul quaderno bidimensionali. Questo processo
Questa opacità deriva dal- di laboratorio dell’autore illustra l’idea per includere l’idrogel richiede una quantità proibitiva
la dispersione della luce nel tes- nei tessuti ed eliminare altre componenti. di tempo e di risorse, in partico-
suto neurale: i fotoni rimbalza- lare quando sono necessari mol-
no sulle interfacce tra grasso e acqua (a causa delle differenze di ti cervelli per produrre risultati statisticamente significativi: una
velocità di trasmissione della luce nelle due sostanze) e in direzio- situazione comune nello studio del comportamento dei mammi-
ni apparentemente casuali (per via della complessità strutturale feri. Inoltre, informazioni essenziali sono irrimediabilmente per-
dei circuiti neurali). Questo effetto non può essere eliminato né ar- se. Poiché con l’optogenetica stavamo già costruendo una nuova
tificialmente né con l’evoluzione. Inoltre le barriere lipidiche che funzionalità nel cervello intatto, nel 2009 ho cominciato a consi-
costituiscono le membrane cellulari svolgono un ruolo essenzia- derare che altro ancora potevamo costruire dentro questo organo,
le come materiale isolante per gli ioni che mediano il flusso degli che ci aiutasse a risolvere il problema.
impulsi elettrici lungo assoni intrecciati in modo intricato. Ironi- Il seme dell’idea era stato piantato 15 anni prima. A metà de-
camente, l’organo che i biologi più di ogni altro devono conserva- gli anni novanta mi aveva sedotto l’idea di costruire in laboratorio
re intatto per comprenderlo è anche quello che meno di tutti ab- circuiti simili a quelli del cervello, partendo da singole cellule. Un
biamo reso trasparente. modo per farlo potrebbe essere seminare cellule staminali neura-
Cortesia Karl Deisseroth/Stanford University

Nel 2009 mi sono dedicato a una questione irrisolta: rende- li su impalcature di polimeri, dove si potrebbero indurre biochimi-
re trasparente il cervello intatto e maturo dei mammiferi, senza camente a trasformarsi in neuroni. Nel dedicarmi a questa impre-
tuttavia rinunciare alla marcatura dettagliata di varie molecole al sa mi sono immerso nella letteratura scientifica e tecnologica sugli
suo interno. Da allora centinaia di laboratori nel mondo hanno idrogel che sembravano particolarmente interessanti come impal-
cominciato a usare una tecnologia – da me sviluppata con i col- cature in virtù della loro biocompatibilità e trasparenza.
leghi tra il 2004 e il 2009 – per attivare e disattivare con la luce In anni successivi avrei svolto alcuni semplici esperimenti pilo-
specifici elementi dei circuiti cerebrali. Questa tecnica, conosciuta ta, seminando cellule staminali su impalcature polimeriche e tra-
come optogenetica, combina laser, fibre ottiche e geni che specifi- sformandole in neuroni, senza mai arrivare però a fabbricare una
cano proteine sensibili alla luce – le opsine ricavate da alghe e da struttura «cerebrale» intatta da singole cellule: un’impresa danna-

www.lescienze.it Le Scienze 39
tamente impegnativa. Eppure ho sempre diligentemente portato va pensato che nel tessuto cerebrale intatto (con i neuroni stabi-
con me la cartellina sempre più sbiadita con l’etichetta «idrogel» lizzati con cheratina e idrogel aggiunto come sostegno esterno) i
e contenente articoli pinzati con cura mentre nei 15 anni succes- lipidi potevano essere lavati via con un detergente, rivelando co-
sivi passavo di laboratorio in laboratorio e di gradino in gradi- sì le strutture cerebrali marcate che interessavano i ricercatori, so-
no nella carriera: nel 1998 avrei ottenuto il PhD in neuroscienze, spese nell’idrogel trasparente.
completando nel 2004 l’internato in psichiatria e la borsa di stu- In quella fase la costruzione dell’idrogel nel cervello intatto era
dio post-dottorato e avviando il mio laboratorio di ingegneria alla una pura idea. Ho deciso di dare una svolta al progetto mettendo-
Stanford University. Tuttavia il disegno era chiaro nella mia men- mi sulle tracce della maggiore esperienza che poteva offrire un in-
te, l’idea aveva messo radici e si era via via evoluta – con il coin- gegnere chimico. Sebbene a parte noi in laboratorio nessuno fos-
volgimento decisivo di alcune persone talentuose del laboratorio se a conoscenza del progetto, avevo cercato nella posta in entrata
– in una strada percorribile per costruire un cervello trasparente e eventuali e-mail di aspiranti borsisti esperti in idrogel. Era saltato
accessibile. fuori il nome di Kwanghun Chung, un ingegnere chimico di note-
Un disegno che avevo abbozzato a febbraio 2010, seduto alla vole talento, all’epoca al Georgia Institute of Technology. Chung
scrivania, dopo un periodo in cui avevo considerato il problema era al corrente dei nostri lavori sull’optogenetica e sulle cellule
della visualizzazione nel cervello intero, illustrava l’idea di base staminali, ed era interessato a unirsi al nostro gruppo.
(si veda l’illustrazione a p. 39). Era l’ipotesi originaria, ma rove- All’inizio del marzo 2010, appena qualche settimana dopo aver
sciata: invece di partire da un idro- abbozzato il disegno originario il-
gel e costruire un cervello all’inter-
no, saremmo partiti da un cervello e
La tecnica tessuto- lustrato a p. 39, abbiamo avuto la
nostra prima breve conversazio-
l’idrogel l’avremmo costruito al suo,
di interno. Sarebbe servito da strut-
idrogel permette agli ne telefonica mentre partecipavo
a un congresso nello Utah. Ho fat-
tura di sostegno e avrebbe conser-
vato la disposizione spaziale degli
scienziati di accedere to poi qualcosa che mai avevo fatto
prima (e nemmeno dopo), convin-
elementi cerebrali che a noi interes-
savano, come proteine e acidi nu-
alle zone più profonde to com’ero della nuova direzione:
ho invitato Chung a far parte del
cleici, ma permetteva di rimuovere
tutto ciò che impediva di vedere in
del cervello e ottenere nostro gruppo, senza nemmeno
una sua visita al nostro laborato-
profondità al suo interno; allo stes-
so tempo avrebbe evitato al cervel-
informazioni sia sulla rio né un colloquio faccia a faccia.
Strani tempi per un laboratorio di
lo di collassare in un brodo informe
quando elementi strutturali, ma me-
biologia di questo neuroscienze: un ingegnere chimi-
co sbucato dal nulla!
no interessanti, fossero stati dissolti
o eliminati per digestione.
organo sia sulle cause Al suo arrivo Chung ha avvia-
to subito un progetto sotto trac-
I primissimi esperimenti, che
hanno unito campi separati e da-
di condizioni cia. Sul finire del 2010 il gruppo a
tre del mio laboratorio aveva pro-
to forma embrionale a quella che
era una mera possibilità, possono
patologiche dotto blocchi trasparenti di cervel-
lo di topo, in cui le cellule conser-
essere meglio compresi a distan-
za di anni, quando il trascorrere del
di origine cerebrale vate, contenenti cheratina e incluse
nell’idrogel, erano visibili chiara-
tempo dilata la prospettiva. Viviana Gradinaru e Charu Ramakri- mente, addirittura a centinaia di micrometri di profondità nel tes-
shnan, due ricercatrici creative e audaci che lavoravano presso di suto, una profondità molto maggiore rispetto a quella possibile
noi, sono state le prime a esprimere il desiderio di avventurarsi con i metodi esistenti (si veda l’illustrazione nella pagina a fron-
in questo progetto titanico. Il rischio di fallimento era così gran- te). Il primo idrogel funzionante prodotto da Chung si basava su
de che avevo deciso di non coinvolgere l’intero gruppo: pensavo acrilammide, usata comunemente in laboratorio per separare acidi
che queste due navigate scienziate, che già avevano concluso con nucleici o proteine. Gli ibridi gel-tessuto prodotti da questo lavoro
successo altri progetti, avrebbero saputo gestire il rischio e la de- creativo erano stati concepiti per introdurre direttamente marca-
lusione qualora il progetto fosse naufragato. tori fluorescenti e altri traccianti per visualizzare proteine e strut-
A inizio 2010 Gradinaru e Ramakrishnan hanno provato a ren- ture conservate, come gli assoni, per molti cicli di marcatura, e
dere i neuroni invulnerabili al danno causato da agenti destina- abbiamo scoperto che la cheratina era ormai superflua per man-
ti a scompaginare la struttura fine dei tessuti e le membrane cel- tenere in loco le strutture cellulari: bastava il solo idrogel. Nono-
lulari. In teoria riempire le cellule cerebrali con un polimero che stante i lavori pionieristici di Hans-Ulrich Dodt e di Atsushi Miya-
dura nel tempo poteva fare al caso nostro: a quel punto i neuro- waki nel cervello di mammifero adulto seguendo altre strade (le
ni sarebbero rimasti intatti, se sostenuti dall’idrogel. I due colleghi metodiche 3DISCO e Scale, rispettivamente), una simile trasparen-
hanno seguito diverse strade. Una di queste era l’introduzione di za e accessibilità non erano mai state ottenute.
geni codificanti per enzimi che permettono ai neuroni di fabbri- Questa particolare variante dell’idea del tessuto-con-idro-
care polimeri durevoli, come chitina e cellulosa. La strada miglio- gel-integrato basata su acrilammide (oggi ce ne sono molte altre
re – un’idea creativa di Gradinaru – si è rivelata un processo per pubblicate) l’abbiamo chiamata CLARITY (da clear lipid-exchan-
produrre un biopolimero diverso dentro le cellule, la cheratina. La ged acrylamide-hybridized rigid imaging/immunostaining/in si-
ricercatrice aveva dimostrato che in neuroni in coltura la cherati- tu hybridization-compatible tissue-hydrogel). Fin dalla nostra
na evitava che la struttura cellulare si scompaginasse. Quindi ave- pubblicazione della tecnica, nel 2013, addirittura questa singola

40 Le Scienze 580 dicembre 2016


1 millimetro 1 millimetro

Un cervello di topo incluso con idrogel trasparente – dopo la versione della tecnica tessuto-idrogel è stata adottata per diver-
rimozione del tessuto disperdente la luce – brilla di verde quando se applicazioni nella scienza di base e in ambito clinico (per esem-
una proteina fluorescente collegata alla cheratina illumina cellule pio nel cervello post mortem di individui affetti da autismo o da
marcate. Zoomando su una panoramica dell’intero cervello (sopra), Alzheimer), oltre che nel midollo spinale e nel cervello di topo (per
appaiono le curve di una sottostruttura, l’ippocampo (sopra a destra), esempio nella scoperta di vie sconosciute implicate nel controllo
seguite da primi piani di singole cellule (pannelli in basso). Prima di del comportamento di paura e di ansia). Usando questa strategia
CLARITY, le cellule a una profondità di oltre 50 micrometri erano generale, spesso combinandola all’optogenetica, sono stati finora
invisibili dalla superficie a causa della dispersione della luce (pannelli pubblicati molti lavori in laboratori sparsi nel mondo per capire la
in basso a sinistra). Una volta completato il processo, come illustra struttura di base del sistema nervoso e ricavare nuove idee per de-
questo esperimento del 2010, le cellule si rivelano a profondità di cifrare i circuiti funzionali e disfunzionali del cervello.
circa 200 micrometri o anche maggiori (pannelli a destra). Proprio come i primi cinque anni di optogenetica con le opsi-
ne microbiche hanno generato numerose innovazioni dimostran-
PRIMA DOPO do ampiamente l’utilità di quel metodo, allo stesso modo le tec-
niche per costruire tessuti-idrogel nel cervello sono progredite in
50 micrometri modo spettacolare nei primi anni di vita del metodo. Per esempio
Profondità 0 micrometri

la prima versione della tecnica con idrogel descriveva un passag-


gio con applicazione di un campo elettrico per accelerare la rapi-
da rimozione di particelle detergenti cariche elettricamente e le-
gate ai lipidi. Questo stadio ha richiesto una certa pratica prima di
riuscire a gestirlo, e il tessuto si poteva danneggiare se la tensione
era troppo elevata. Per affrontare il problema, Raju Tomer, Brian
Hsueh e Li Ye, che lavoravano ancora nel nostro laboratorio, a
inizio 2014 hanno pubblicato due articoli (di cui uno aveva per
coautori alcuni nostri colleghi in Svezia) che illustravano una ver-
sione semplificata di questo stadio. È diventata conosciuta come
Profondità 50,3 micrometri

CLARITY passiva, perché non usa campi elettrici. Inoltre Tomer e


il suo gruppo hanno descritto una tecnica di imaging del cervello-
idrogel usando una forma rapida ad alta risoluzione di microsco-
pia a lamina di luce, adattata ai problemi specifici della rapida ac-
quisizione di immagini da ampi volumi di idrogel tramite piani di
scansione – lamine di luce – invece di punti di luce.
Cortesia Deisseroth Lab Stanford University e Viviana Gradinaru,

A questo punto Gradinaru e Chung dirigevano i propri la-


boratori ben avviati – rispettivamente al California Institute of
Technology e al Massachusetts Institute of Technology – ciascuno
dei quali generava nuove e importanti innovazioni. In effetti, svi-
Profondità 189–201 micrometri

luppi successivi sarebbero presto derivati non solo da loro ma da


Kwanghun Chung e Charu Ramakrishnan

molti altri ricercatori. Gradinaru ha indipendentemente sviluppato


e pubblicato una procedura di CLARITY passiva specifica per or-
gani interi, chiamata PARS; Gradinaru e Chung hanno pubblica-
to nuove formulazioni di idrogel chiamate rispettivamente PACT
e SWITCH, ed è ormai stata descritta una grande varietà di com-
positi tessuto-idrogel in vari laboratori sparsi nel mondo. Eppure,
riguardo all’esplorazione sperimentale di possibili idrogel, abbia-
mo appena scalfito la superficie. Nel 2013 io e Chung abbiamo di-

www.lescienze.it Le Scienze 41
METODI DI RICERCA


1 Un campione di
tessuto è immerso
Come creare
un tessuto-idrogel
Campione di tessuto
in una soluzione (cervello di topo)
di monomeri di
idrogel e reticolanti Disegni improvvisati di una tecnica capace di rendere tra-
sparente un cervello si sono gradualmente evoluti in una
nuova metodica, di natura chimica, per creare un nuovo
Monomeri tipo di materiale, un ibrido tessuto-idrogel che stabilizza
di idrogel neuroni e molecole nel cervello intatto, prima di rimuove-
re i lipidi nelle membrane cellulari, i quali impediscono una
Reticolanti
visione libera. Molte di queste metodiche di inclusione con
idrogel sono state adottate nei laboratori di neuroscienze
sparsi nel mondo per studiare il tessuto intatto con modali-
tà finora impossibili.
Cellula del tessuto

2 Monomeri e
reticolanti si
diffondono nelle ●
5 Se lo si desidera, si può usare
cellule del tessuto una immunocolorazione, o
Proteina legata marcatura, per molti acidi
e si legano a
biomolecole, come nucleici (RNA/DNA) che
proteine e acidi evidenzi strutture specifiche
nucleici, ma non ai nel campione chiarificato
lipidi, molecole che
disperdono la luce

Monomeri di idrogel Membrane lipidiche


3 Completata la Lipide libero
diffusione, la
temperatura viene
alzata a 37 gradi, Polimeri di idrogel
causando la appena formati
polimerizzazione
dei monomeri di ●
6 Il tessuto è collocato in una
idrogel in una soluzione di montaggio per
trama reticolata visualizzarlo con un microscopio
confocale o a lamina di luce o con
un’altra tecnica tridimensionale
Detergenti
Rete di polimeri di idrogel

I lipidi si legano
ai detergenti


4 Viene usato un
detergente per
lavare via dal tessuto
i lipidi e altre
molecole libere. ●
7 Lo stesso processo di chiarificazione
Illustrazione di Emily Cooper

Proteine, acidi mediato dal detergente può essere


nucleici e altre usato per lavare via il marcatore,
biomolecole legate permettendo molteplici cicli
rimangono inclusi di marcatura molecolare
nella trama di idrogel e di visualizzazione

42 Le Scienze 580 dicembre 2016


vulgato una lista molto lunga di possibili composizioni varianti di lavoro lì descritto riguardava la corteccia prefrontale, una regione
idrogel, dagli acrilati agli alginati e altri ancora, e il mio laborato- cerebrale implicata nella regolazione dei processi cognitivi supe-
rio e i miei collaboratori stanno esplorando come i polimeri pos- riori e delle emozioni. Gli scienziati si augurano che capire come
sono addirittura diventare attivi: per esempio modificati con ele- questa struttura controlli comportamenti così diversi faccia luce
menti capaci di generare conduttività elettrica o reattività chimica su disturbi psichiatrici come autismo e schizofrenia.
modulabili, aprendo così nuove possibilità. Con Ye, Allen e Kim Thompson, che all’epoca lavoravano nel
Un’altra sfida riguardava una proprietà di compositi tessuto- mio gruppo, e con colleghi di altri laboratori, fra cui quello di Li-
idrogel che, come descrivevamo negli articoli del 2013 e del 2014, qun Luo e di Jennifer McNab alla Stanford University, nel mio
causa una notevole espansione fisica dei tessuti inglobati nell’i- gruppo abbiamo usato inizialmente l’optogenetica per defini-
drogel. Non sempre questa proprietà del composito è un problema re una popolazione cellulare nella corteccia prefrontale attiva (e
e può essere compatibile con l’imaging ad alta risoluzione sia nel- di controllo di adeguate risposte comportamentali) durante espe-
la formulazione CLARITY originaria sia in formulazioni simili suc- rienze gratificanti, come un cibo molto gustoso o addirittura la
cessive di idrogel-nel-cervello (ciascuna con il suo acronimo iden- cocaina. Abbiamo poi scoperto una popolazione complementa-
tificativo: PACT/ePACT all’inizio del 2014, seguito nel 2015 e nel re di cellule prefrontali per le esperienze negative (avversive). In-
2016 da ExM/proExM e MAP) sviluppati da altri gruppi, che ac- fine, usando le nostre metodiche di tessuto-idrogel più aggiorna-
crescono l’effetto di rigonfiamento di base. Ma per confrontare i te, abbiamo dimostrato che le due differenti popolazioni di cellule
nostri cervelli trasparenti con quel- formano circuiti diversi nel cervel-
li degli atlanti ufficiali di anatomia,
che richiedono una resa precisa, in-
Dopo aver prodotto lo: le positive inviano di preferen-
za connessioni a una struttura del
tonsa, del tessuto originario, abbia-
mo sviluppato un passaggio finale,
un cervello cervello profondo detta nucleo ac-
cumbens (si veda l’illustrazione a
facoltativo, che riporta il tessuto in-
grossato alla sua grandezza iniziale.
trasparente abbiamo pp. 36-37), e le negative sono per-
lopiù connesse a una struttura pro-
Inoltre con Ye e Will Allen, un
membro del suo gruppo, nel mio
potuto osservare la fonda anch’essa, l’abenula latera-
le. In questo modo la strategia del
laboratorio abbiamo sviluppato e
poi pubblicato un programma di
corteccia prefrontale tessuto-idrogel e quella optogeneti-
ca permettono agli scienziati di stu-
imaging e di analisi automatizzato
ad alta velocità scaricabile dalla re-
e vedere come diare tessuti biologici intatti come
mai era stato possibile, e di com-
te e che può essere usato da chiun-
que. È quello che ha fatto il gruppo
popolazioni piere progressi nella comprensio-
ne della biologia di base dello stato
del nostro collega Marc Tessier-La-
vigne, all’epoca alla Rockefeller
di cellule per normale e di quello patologico.
La piena valutazione dei sistemi
University e oggi presidente della
Stanford University, con il suo nuo-
esperienze positive e complessi scaturisce dalla capacità
di scambiare informazioni su scala
vo metodo iDISCO. Questi due arti-
coli complementari sono stati pub-
negative formano locale e globale, che il sistema sia
un cervello intero oppure un arazzo
blicati sullo stesso numero della
rivista «Cell» proprio quest’anno. Il
circuiti diversi tra loro intricato. Nelle neuroscienze si pos-
sono ora raccogliere con ricchezza
mio gruppo di ricerca, che includeva Emily Sylwestrak, Priya Ra- di dettaglio enormi quantità di dati che fanno luce sulla struttura
jasethupathy e Matthew Wright, è riuscito a far funzionare affida- dell’organo intatto, sulle componenti molecolari e sull’attività cel-
bilmente un tipo di marcatura fluorescente di importanza cruciale lulare. Di conseguenza prende forma un’ampia, sebbene sfumata,
di molti RNA simultaneamente nel cervello intatto usando un’ul- prospettiva globale sulla funzione cerebrale.
teriore formulazione di tessuto-idrogel, come abbiamo riportato Realizzarla con una risoluzione locale è complicato, e incon-
in un articolo pubblicato su «Cell» lo scorso marzo. sueto, ma è una sfida importante. Proprietà emergenti di sistemi
La capacità di marcare tanti tipi di molecole, inclusi acidi nu- complessi scaturiscono spesso da interazioni locali, come l’intrec-
cleici come l’RNA, si rivela un vantaggio cruciale nella procedu- cio di un arazzo, e come il procedere della scienza stessa. Solo con
ra con gli idrogel, e spalanca un intero campo di studi per l’analisi questa prospettiva ad ampio raggio diventa chiaro il ruolo di cia-
dell’espressione genica. Risolte queste sfide, molte solo quest’an- scun tipo di filo. n
no, la tecnica è matura per essere usata in ogni laboratorio.
PER APPROFONDIRE
Riannodare i fili
Methods and Compositions for Preparing Biological Specimens for
È quasi straordinario guardarsi indietro e confrontare quel mo-
Microscopic Analysis. Data di registrazione: 13 marzo 2013. https://www.google.
desto abbozzo originario del 2010 con la sua realizzazione e inte- com/patents/US20150144490.
grazione, perfettamente funzionali, appena sei anni dopo (si veda Structural and Molecular Interrogation of Intact Biological Systems. Chung K. e
l’illustrazione a pp. 36 e 37). Un obiettivo essenziale che ha gui- Deisseroth K., in «Nature», Vol. 497, pp. 332-337, 16 maggio 2013.
dato la progressione dalla idea visionaria del tessuto-idrogel è sta- Optogenetics: 10 years of Microbial Opsins in Neuroscience. Deisseroth K., in
to integrare l’optogenetica nel cervello intatto con l’informazione «Nature Neuroscience», Vol. 18, pp. 1213-1225, settembre 2015.
strutturale di quest’ultimo, un obiettivo già realizzato e raccontato Sito web delle risorse CLARITY: clarityresourcecenter.org.
in diversi articoli, come quello su «Cell» dello scorso 16 giugno. Il Lampi di luce sul cervello. Deisseroth K., in «Le Scienze» n. 509, gennaio 2011.

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I mediatori della
VERITÀ
La conoscenza si fa in laboratorio, ma prima
di arrivare alle persone passa attraverso
una serie di intermediari – autorità politiche
e amministrative, mezzi di comunicazione, establishment
scientifico, editori – ognuno dei quali ha le sue priorità.
In questo speciale, raccontiamo un’insidiosa pratica
manipolatoria usata da un ente federale degli Stati Uniti;
una cultura che dissuade gli scienziati dal parlare del
proprio lavoro; la distanza tra quello che fanno
gli scienziati e quello che arriva al grande pubblico;
la sfida dell’accesso e della proprietà del sapere scientifico
nell’era di Internet
La redazione

IN BREVE
Illustrazione di Sébastien Thibault

Alcune agenzie degli Stati Uniti Un confronto dei dati sulle Da tempo gli scienziati sono Internet rischia di mettere in crisi il
applicano un certo tipo di embargo istituzioni che fanno più ricerca di soggetti a pressioni istituzionali che li modello di business tradizionale delle
sulle notizie e altri metodi per tenere alto livello e gli studi che ottengono scoraggiano dal rivolgersi case editrici scientifiche, costringendo
sotto controllo i giornalisti che più spazio sui media rivela forti direttamente al grande pubblico. Ma gli editori a confrontarsi con soluzioni
parlano di loro (si veda Manipolare discrepanze (si veda Qual è la qualcosa sta cambiando (si veda innovative (si veda L’acceso al sapere
una notizia di scienza, a p. 46). scienza che fa notizia?, a p. 54). Superare l’effetto Sagan, p. a 56). scientifico, a p. 60).

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L O S T A T O D E L L A Charles Seife insegna giornalismo alla New
York University e ha scritto Le menzogne del
S C I E N Z A N E L M O N D O Web: Internet e il lato sbagliato
dell’informazione (Bollati Boringhieri, 2015).
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REGOLE DELL’ INFORMAZIONE

Manipolare una

NOTIZIA
di scienza
di Charles Seife

Una nostra È stato un patto con il diavolo, e ha certamente


indagine rivela che
messo in difficoltà i redattori della catena di stazioni
un’agenzia federale
degli Stati Uniti ha indipendenti National Public Radio.
forzato i giornalisti L’accordo era questo: la NPR, con un selezionato
a rinunciare alla gruppo di altre testate, sarebbe stata informata di
propria autonomia un’imminente comunicazione della Food and Drug
professionale. E
Administration con un giorno di anticipo su tutta la
altri enti ne stanno
seguendo l’esempio concorrenza. In cambio dello scoop, però, la testata
avrebbe dovuto rinunciare alla sua indipendenza
informativa: la stessa FDA avrebbe deciso chi il
giornalista avrebbe potuto o non potuto intervistare.

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«La mia redazione è a disagio con «Penso che gli embarghi in cui si dirlo con certezza, perché succede
una condizione che impedisce di cerca di controllare le fonti siano quasi sempre dietro le quinte.
raccogliere reazioni in giro», ha pericolosi perché limitano il ruolo del Sappiamo dell’accordo della FDA
replicato Bob Stein, reporter della giornalista, che deve guardare alle solo grazie a una frasetta inserita
NPR, al funzionario governativo che questioni da tutti i lati», dice Margaret da una redattrice del «New York
aveva proposto l’accordo, chiedendo Sullivan, già public editor [garante dei Times». Se non fosse stato per
un po’ di flessibilità per mantenere un lettori, N.d.T.] del «New York Times». quell’infrazione del segreto, nessuno,
minimo di autonomia professionale; «È del tutto inappropriato che una al di fuori di un ristretto gruppo di
ma la risposta è stata un netto rifiuto. fonte si metta a dire a un giornalista funzionari governativi e reporter
Prendere o lasciare. con chi può parlare e con chi no». di loro fiducia, avrebbe mai saputo
La NPR ha accettato. Più tardi, lo Ivan Oransky, writer in residence del che i giornalisti che seguono la FDA
stesso giorno di aprile del 2014, Journalism Institute dell’Università avevano rinunciato al diritto di fare
Stein – insieme ai reporter di oltre di New York e fondatore del sito informazione indipendente.
una dozzina di altri grandi organi web «Embargo Watch», è d’accordo: I documenti ottenuti da «Scientific
di informazione, fra cui CBS, NBC, «Penso che sia profondamente American» invocando il Freedom
CNN, «Washington Post», «Wall Street sbagliato». Il tipo di accordo proposto of Information Act delineano un
Journal» e «New York Times» – si è dalla FDA – detto close-hold embargo quadro preoccupante delle tattiche
Illustrazioni di Sébastien Thibault

presentato in una sede federale per [grosso modo, «embargo ristretto»] – che vengono usate per controllare
ricevere quanto promesso. Tutti i viene usato sempre più spesso da vari la stampa scientifica. Per esempio
giornalisti presenti avevano accettato enti scientifici e governativi come la FDA assicura in pubblico il suo
di non chiedere opinioni o commenti strumento di controllo della stampa impegno per la trasparenza, ma i
a fonti non approvate dal governo scientifica. documenti mostrano che poi, in
prima della scadenza fissata. O almeno così pare. È impossibile privato, l’agenzia nega l’accesso a

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molti giornalisti – compresi quelli di vengono dai «Proceedings of the solare. L’ufficio stampa del Caltech
testate importanti come Fox News – National Academy of Sciences». Il ha deciso di concedere un accesso
e anzi arriva a fuorviarli con mezze martedì quelli del «Journal of the precoce all’articolo e ai suoi autori
verità per metterli in svantaggio American Medical Association». Il solo a una dozzina di reporter,
nella preparazione dei loro articoli. mercoledì tocca a «Nature» e «New fra i quali Michael Lemonick, di
Allo stesso tempo la FDA coltiva un England Journal Of Medicine». E «Scientific American». Quando
gruppetto di giornalisti che tiene a gli articoli da «Science» escono il è uscita la notizia, il resto dei
bada a suon di minacce. E pretende giovedì. Anche altre istituzioni hanno giornalisti scientifici ha dovuto fare
abitualmente di avere un controllo adottato il sistema. Lo hanno fatto i salti mortali. «Eccetto i 12 prescelti,
assoluto su chi possono o non anche vari enti federali, soprattutto chi aveva dei tempi di chiusura da
possono contattare i reporter prima quelli di cui trattano i giornalisti rispettare non ha avuto la possibilità
di far uscire le notizie, senza curarsi scientifici e medici. È per questo che di parlare con i ricercatori e sentire
delle proteste delle associazioni dei gli articoli in cui si parla di National opinioni indipendenti, e nemmeno il
giornalisti e degli esperti di etica dei Laboratories, National Institutes tempo di digerire a dovere il lavoro
media, e violando le sue stesse norme of Health o altre agenzie tendono pubblicato», ha scritto il reporter
scritte di condotta. sempre a uscire tutti insieme. della BBC Pallab Ghosh in una
I giornalisti scientifici hanno lettera aperta alla World Federation
Rispettare la scadenza cominciato ad accettare l’idea of Science Journalism lamentando
Mediante l’uso di embarghi close- dell’embargo negli anni venti, in «l’inappropriato» favoritismo del
hold e di altri metodi, la FDA e altre parte per non dover lavorare troppo Caltech.
fonti di informazioni scientifiche sotto pressione. Se tutti accettano Alla richiesta di spiegare perché
stanno prendendo il controllo dei di pubblicare simultaneamente, il aveva scelto di dare la notizia solo
giornalisti che avrebbero il compito reporter avrà il tempo di approfondire a un selezionato gruppo di reporter,
di esaminarne le attività. I cani da l’argomento e scrivere il pezzo senza Farnaz Khadem, responsabile per la
guardia diventano cagnolini da temere di essere bruciato dai colleghi. comunicazione del Caltech, ha detto
grembo. «I giornalisti hanno ceduto il «[L’embargo] è nato su richiesta di essere impegnata a essere «equa e
potere all’establishment scientifico», dei giornalisti», dice Kiernan, che trasparente» su come e quando dare le
dice Vincent Kiernan, giornalista ha dedicato all’argomento un libro notizie ai giornalisti. Poi ha rifiutato
scientifico e preside di Facoltà alla intitolato Embargoed Science. «Gli di parlare dell’incidente del Pianeta
George Mason University. «Penso che scienziati hanno dovuto essere Nove, delle strategie di rapporto
sia interessante e in una certa misura convinti che era necessario». Presto con la stampa e degli embarghi; né
inspiegabile, visto quanto i giornalisti però le istituzioni scientifiche si sono ha reso disponibile qualcun altro
in genere tengono al proprio potere». rese conto che potevano servirsene del Caltech che potesse parlarne.
A mettere i giornalisti nelle per regolare la tempistica e anche, Di conseguenza è difficile sapere
condizioni di accettare di essere in misura minore, il trattamento con certezza perché l’istituto abbia
manipolati è una convenzione ormai delle notizie date alla stampa. Il deciso di dare la notizia solo a un
vecchia di decenni: l’embargo. risultato è un sistema in cui le selezionato gruppo di giornalisti.
Si tratta di un accordo «privato» tra i istituzioni scientifiche controllano Ma non è difficile immaginare
giornalisti e coloro di cui si occupano, sempre di più i giornalisti. «Hanno perché siano stati esclusi reporter
le loro fonti: la fonte dà accesso al preso il sopravvento nel rapporto, e come Ghosh. «Non è che non fossero
giornalista a una notizia a condizione i giornalisti non hanno mai reagito», abbastanza bravi o abbastanza
che non la pubblichi prima di una dice Kiernan. graditi», ipotizza Kiernan. «C’è
certa data e ora. stato un vero e proprio tentativo di
Una proporzione sorprendentemente Implicazioni oscure controllare la cosa, di assicurarsi che
ampia degli articoli che trattano Il sistema dell’embargo è ormai a trattarla fosse l’élite dell’élite, e
di scienza e medicina passa per un un’istituzione consolidata, al che lo facesse in modo da orientare
embargo. La maggior parte delle punto che pochi giornalisti se ne poi l’atteggiamento di tutti gli altri
grandi riviste scientifiche offre ai lamentano, o per lo meno riflettono giornalisti. È stato un chiarissimo
giornalisti copie di articoli ancora sulle sue implicazioni più oscure, tentativo di controllo».
in via di pubblicazione – con le almeno finché non ne sono toccati Il Caltech non è la sola istituzione
informazioni di contatto degli autori personalmente. che pilota la copertura giornalistica
– in cambio dell’impegno a non Nel gennaio scorso il California dando informazioni solo a un ristretto
far uscire il servizio prima della Institute of Technology stava per gruppo di reporter. (Mentre scrivevo
scadenza di un embargo. Scadenze dare una notizia di grande impatto: questo pezzo ho ricevuto un avviso
ed embarghi che scandiscono la alcuni suoi ricercatori avevano le da un addetto stampa della U.S. Air
settimana delle notizie di scienza: prove dell’esistenza di un nuovo Force, che mi invitava all’anteprima
il lunedì pomeriggio escono, quasi pianeta gigante – il Pianeta Nove ufficiosa di un video proposto a «un
contemporaneamente, i pezzi che – ai remoti confini del sistema selezionato gruppo di pubblicazioni

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Con vari metodi, fra cui l’embargo
ottengano da essi l’assenso al rispetto
ristretto, la FDA e altre istituzioni dell’embargo stesso». Verifica e
approfondimento delle notizie,
stanno prendendo il controllo almeno da parte della FDA, sarebbero
sempre stati consentiti.

dei giornalisti che avrebbero I giornalisti medici e scientifici


sospirarono di sollievo. L’AHCJ
si disse grata alla FDA per aver
il compito di controllarle cambiato politica, e Oransky si
congratulò con essa per essere
tornata sui suoi passi: «La FDA ha
fatto la cosa giusta e si è guadagnata
digitali».) Sono anni che la FDA «Non puoi verificare l’informazione, un posto nell’Albo d’onore di
coltiva un gruppetto di giornalisti, non puoi farla commentare ad altri. Embargo Watch. Bravi». La FDA
cui affida in anteprima i comunicati Non puoi farla uscire da un piccolo aveva chiarito l’equivoco e affermato
su determinati eventi tagliando fuori gruppo di persone e non la puoi usare di aderire fermamente a «una cultura
gli altri. Ma nel 2011 non fu il gioco altrove. Accettando questa situazione, di apertura nelle sue interazioni
dei favoritismi a far scoppiare una il giornalista si lascia legare le mani, con i mezzi di informazione e con il
piccola tempesta nella comunità professionalmente parlando, fino a pubblico».
giornalistica: fu l’introduzione ridursi, in ultima analisi, a nulla più Ma non c’era stato nessun equivoco.
dell’embargo close-hold. che uno stenografo». L’embargo ristretto era entrato a far
parte della strategia dell’ente verso
Niente fonti esterne La linea ufficiale i media. Ed era destinato a restarci,
Anche questo tipo di embargo, La Association of Health Care quale che fosse la linea ufficiale.
come quello normale, dà accesso in Journalists (AHCJ), di cui faccio
anticipo a una notizia a patto che parte, espresse pubblicamente le sue Un modo marcio
i partecipanti non la pubblichino obiezioni a questo tipo di embargo, È difficile capire quando è in atto
prima di un certo momento. Nel caso dicendo che «pone gravi ostacoli al un embargo ristretto perché, per
specifico si trattava dell’anteprima di buon giornalismo. Per non “bucare” sua natura, si tratta di un segreto
un regolamento su certi dispositivi certe notizie i reporter dovranno che né il reporter cui è stato dato un
medici che stava per essere emesso. sostanzialmente accettare di scrivere accesso privilegiato né l’istituzione
Ma c’era una condizione in più: ai solo quello che la FDA vuole dire al che organizza l’affare desidera
giornalisti era espressamente vietato mondo, senza analisi o commenti vedere svelato. Il pubblico ne viene
cercare commenti da altre fonti. di altra provenienza». Di fronte a a conoscenza solo quando un
Fino alla scadenza dell’embargo, questa opposizione, l’agenzia fece giornalista decide di rivelarlo.
insomma, i reporter dovevano una rapida marcia indietro. Dopo un C’è stato qualche raro caso di
rinunciare a ogni parvenza di incontro con i dirigenti dell’AHCJ, giornalisti che hanno rivelato l’uso di
autonomia in materia. Maghan Scott, allora commissaria embarghi ristretti dopo il 2011.
Perfino i giornalisti che avevano a associata ad interim dell’agenzia per Nel 2012, il biologo Gilles-Eric
che fare con la FDA da anni fecero gli affari esterni, ha scritto: «Prima Séralini e i suoi colleghi hanno
fatica a crederci. Quando uno di della vostra richiesta, la FDA non pubblicato un discutibile articolo –
loro chiese all’ufficio stampa se aveva una propria linea ufficiale sugli poi ritirato e poi ancora ripubblicato
intendevano davvero vietare ogni embarghi sulle notizie». – che sosteneva di aver trovato
comunicazione con fonti esterne, Ora però l’agenzia si sarebbe data un legame tra cibo geneticamente
Karen Riley, della FDA, fugò ogni delle nuove regole che avrebbero reso modificato e cancro nei ratti.
dubbio. «Non c’è bisogno di dire «un miglior servizio sia ai media che Il gruppo diede la notizia in anteprima
che l’embargo significa che NON al pubblico». ad alcuni reporter sotto embargo
POTETE chiedere commenti prima Inizialmente pubblicate on line ristretto, assai probabilmente per
della scadenza fissata», disse in nel giugno 2011, le nuove linee di impedire ai reporter di esplorare le
un’e-mail. «In realtà c’era proprio condotta sui rapporti con i media pesanti deficienze del lavoro; una
bisogno di dirlo, visto che questa è della FDA hanno ufficialmente situazione che il giornalista scientifico
una nuova versione dell’embargo abolito l’embargo ristretto: Carl Zimmer ha definito «un modo
giornalistico», scrisse Oransky «I giornalisti possono condividere marcio e corrotto di dare le notizie di
nel suo blog, «Embargo Watch». materiale soggetto a embargo fornito scienza».
Senza la possibilità di sentire dalla FDA con non giornalisti o Nel 2014 l’ente che si occupa dei
fonti indipendenti, aggiungeva, terzi al fine di ottenere dichiarazioni rischi dei composti chimici, lo
«il giornalista diventa un semplice oppure opinioni prima della U.S. Chemical Safety and Hazard
stenografo». Kiernan gli fa eco: sua scadenza, a condizione che Investigation Board (CBS), ha dato

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un suo rapporto a dei giornalisti dire quando o perché la FDA abbia linea della FDA, senza l’ombra di
sotto embargo ristretto. Alla richiesta cominciato a violare le sue stesse un dubbio sulla possibilità che la
di spiegazioni, l’allora direttore ad regole. Un documento del gennaio campagna di informazione come già
interim del CBS, Daniel Horowitz, 2014, però, descrive la strategia tante altre, si rivelasse inefficace.
ha detto a Embargo Watch, che della FDA per ottenere la copertura Nessuna testata ha fatto parola
l’embargo ristretto era stato adottato dei media sul lancio di una nuova dell’embargo ristretto. Dal punto di
«in base alla teoria che desse luogo campagna di informazione su un vista dell’agenzia, missione compiuta.
a un processo più ordinato»; per tema di pubblica sanità. Si delinea un Due mesi dopo, la FDA aveva di
poi dichiarare che l’ente avrebbe piano per «organizzare un briefing fronte un compito assai più difficile.
«abolito totalmente questa politica per alcuni selezionati reporter dei Stava infatti per rendere pubblica una
per i rapporti futuri». In privato, media di primo piano, che avranno nuova e controversa normativa sulle
però, un addetto alla comunicazione grande influenza sulla copertura sigarette elettroniche.
pubblica del CBS ha scritto via delle campagne e sull’opinione del Era quasi impossibile impedire che
e-mail: «Francamente, vorrei che pubblico in materia… Ai media la cosa trapelasse prima del tempo;
ce ne fossero di più, di stenografi. che partecipano al briefing sarà nell’aprile 2014 le voci correvano
Che le agenzie governative cerchino comunicato che vi è uno stretto già da diversi giorni prima della data
di controllare il flusso delle embargo close-hold che non consente di pubblicazione. In tutto il paese, i
informazioni è una vecchia storia, richieste di commenti sulla campagna reporter avevano annusato la storia e
ma l’altra faccia della medaglia è a gente estranea alla FDA». cominciato a far domande all’ufficio
che le agenzie che fanno un buon Perché? Nel documento un accenno stampa della FDA. Per controllare il
lavoro spesso faticano a far arrivare c’è: «La copertura della campagna flusso dell’informazione ci sarebbe
la propria voce in questi tempi di da parte dei media è garantita; noi voluta tutta l’artiglieria pesante.
scetticismo giornalistico, dispute però vogliamo assicurare al lancio «Da varie parti mi arriva notizia che
partigiane e conflitti fra burocrati». una copertura di qualità», spiega. la FDA renderà note le sue proposte
«Il briefing ci darà l’opportunità di di regolamentazione delle sigarette
Orientare la stampa orientare i servizi informativi, di dare elettroniche lunedì prossimo»,
Sempre nel 2014, l’Harvard interviste coperte da embargo già scriveva venerdì 18 aprile Clara
Smithsonian Center for Astrophysics prima del lancio alle grandi testate, e Ritger, allora reporter del «National
(CfA) ha imposto un embargo di metterle nella condizione di coprire Journal». «Volevo vedere se me lo
ristretto annunciando a una dozzina in modo più approfondito il lancio puoi confermare. E se non è così, hai
di reporter che i suoi ricercatori della campagna». già la data?» Stephanie Yao, allora
avevano trovato sottili segnali di all’ufficio stampa della FDA, ha eluso
onde gravitazionali provenienti dai Missione compiuta la domanda: «La proposta è solo una
primordi dell’universo. «Potevano Dieci giornalisti, di «New York Times», bozza di lavoro, tuttora sotto esame.
parlarne solo con gli altri scienziati «Washington Post», «USA Today», La politica della FDA è di non rivelare
che avevano già visto gli articoli; Associated Press (AP), Reuters, all’esterno le norme ancora in via di
non volevamo che andasse in giro ABC, NBC, CNN e NPR – sono stati elaborazione».
indebitamente», dice Christine invitati a venire a farsi «orientare» gli Lo scambio è continuato in punta
Pulliam, responsabile dei rapporti articoli. Il giorno dopo,il 4 febbraio, di fioretto. «Grazie per la risposta e
con i media del CfA. Sfortunatamente tutti quanti – salvo il «New York la precisazione», ha risposto Ritger.
però nella lista degli scienziati Times» – sono usciti con servizi sulla «Capisco che la proposta è ancora
approvati dal CfA c’erano solo teorici campagna. I commenti indipendenti provvisoria e soggetta a revisione,
e non fisici sperimentali, e solo un brillavano per la loro assenza. Solo ma per ragioni di mia organizzazione
fisico sperimentale, probabilmente, NPR, uscita con la notizia diverse vorrei sapere quando deve uscire».
avrebbe visto l’errore che inficiava ore dopo le altre stazioni, e CNN, in «Sei iscritta alla lista dei giornalisti
lo studio. (Il gruppo aveva visto la un aggiornamento di metà giornata, che ricevono i comunicati stampa
«firma» della polvere cosmica, non erano riuscite a pubblicare qualche della FDA?», ha risposto il lunedì
quella delle onde gravitazionali.) «Mi reazione da gente estranea alla FDA. seguente Jenny Haliski, anche lei
sono sentito un cretino, a ripensarci», La CBS ci aveva infilato una frase, allora all’ufficio stampa dell’agenzia.
dice Lemonick, che era fra la dozzina avulsa dal contesto, del direttore «Il testo vero e proprio sarà
dei giornalisti prescelti e ne ha scritto dei Centers for Disease Control and pubblicato nel Federal Register».
su «Time». Prevention, probabilmente sperando «Grazie della risposta! Sono iscritta»,
Anche la FDA, silenziosamente, ha che i lettori non notassero che era ha replicato Ritger. «L’unica domanda
tenuto riunioni informative sotto vecchia di due mesi. Nessun altro che resta è che vorrei sapere, in via
embargo ristretto, malgrado le sue sembra essersi rivolto a una possibile riservata, quando dovrebbe uscire
linee di condotta ufficiali sui rapporti voce critica. la normativa proposta, per motivi
con i media lo vietino. Senza una Il risultato è stata una serie di articoli organizzativi».
fonte disposta a parlare, è impossibile allineati quasi uniformemente sulla Neppure l’offerta di mantenere la

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provato, trovare un contatto non
sarebbe stato difficile; il caso ha
voluto, però, che si facesse vivo di
sua iniziativa. Il giorno dopo, di
buon mattino, ampiamente in tempo
per il briefing, il corrispondente
nazionale senior della Fox John
Robert si faceva vivo con Haliski per
chiedere accesso alla notizia. «So
che la FDA dovrebbe uscire con la
sua proposta di regolamentazione
delle sigarette elettroniche più o
meno entro la prossima settimana.
Mi piacerebbe avere un servizio
pronto per quel giorno (rispettando
l’eventuale embargo)», scriveva. «Ce
la facciamo?».
«Ciao, John. Sei iscritto ai comunicati
stampa della FDA?». Accesso negato.
«La cosa mi ha dato particolarmente
fastidio perché ero stato il
corrispondente per la medicina del
notiziario “CBS Evening News” per
un paio d’anni, e avevo un ottimo
rapporto con la FDA e con la gente
che ci lavorava», dice Roberts, che
ha capito di essere stato escluso
quando sono usciti i servizi degli altri
corrispondenti. «Queste persone mi
hanno detto che Fox News non era
riservatezza è riuscita a indurre dalla sua ristretta cerchia, come stata invitata a causa di “certe passate
l’agenzia a scoprire le carte. «La Ritger. Non fu ammessa neppure Fox esperienze con la Fox”».
FDA non è in grado di fare ipotesi News. Poco dopo l’una del pomeriggio
sulla tempistica della proposta di di mercoledì 23 aprile il briefing
regolamentazione», è stata la replica No, tu no si è tenuto come previsto. Tutti i
di Haliski. Dentro l’ufficio stampa della FDA, reporter presenti avevano ben chiari
Ma era una solo una mezza verità qualcuno si è chiesto come mai la i termini, così precisati: «Come già
ben confezionata. Non c’era nessuna Fox, contrariamente alle altre grandi detto, in base a questo embargo non
ipotesi. Haliski e gli altri dell’ufficio catene televisive, era stata esclusa. potrete rivolgervi a terzi per chiedere
stampa sapevano già benissimo «Fra l’altro, noto che Fox continua a commenti su questo annuncio. Vi
non solo che la pubblicazione non essere nella lista degli invitati», diamo l’informazione in anteprima
sarebbe avvenuta giovedì 24 aprile, ha detto ad Haliski Raquel Ortiz, con questo patto». Alle 14:30 però
ma anche che ci sarebbe stato allora addetta stampa della FDA. l’embargo ristretto rischiava già
un briefing coperto da embargo «Nessun reporter della Fox nazionale di sfrangiarsi. A quanto pare, ai
ristretto il mercoledì. Solo che Ritger mi ha contattato sulla questione», è funzionari della FDA giunse voce
e il «National Journal» non erano stata la risposta di Haliski. «Tutti i che un giornalista stava cercando di
invitati. reporter invitati al briefing devono parlare delle nuove norme con un
La lista degli invitati era pronta da aver già trattato in passato le membro del Congresso.
giorni, e come al solito comprendeva regolamentazioni in materia di Anche se non era chiaro se l’embargo
solo giornalisti fidati: le stesse testate tabacco». fosse stato realmente violato –
della campagna di febbraio più Ortiz ha capito che non era una l’intervista doveva aver luogo dopo
qualcun altro, fa cui «Wall Street risposta sincera: «Ma hanno fatto la sua scadenza, e presumibilmente
Journal», «Boston Globe», Bloomberg senz’altro dei servizi sul CTP [Center il giornalista non aveva rivelato
News, «Politico», e «Congressional for Tobacco Products] della FDA, li ha anzitempo nessuna informazione
Quarterly». L’agenzia, insomma, con visti [nome di un collega].» importante – le maglie dell’embargo
i giornalisti prescelti parlava del «Non abbiamo un buon contatto alla close-hold stavano cedendo, con
briefing sotto embargo, e intanto Fox», è stata la nuova, zoppicante somma irritazione della FDA. Da
metteva fuori strada quelli esclusi scusa della Haliski. Se solo ci avessero dove, nel giro di mezz’ora, Jefferson

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ha sparato ai giornalisti ammessi una mentre gli attivisti anti-tabacco me, che sono rimasta un po’ sorpresa
e-mail livida di rabbia. tendevano a sostenere che le nuove dal tono del tuo articolo e dal tuo
«È giunto alla nostra attenzione norme erano di gran lunga troppo attacco all’embargo sul giornale –
che c’è già stata una rottura deboli e tardive. quando poi, vista tutta la rassegna
dell’embargo… Rivolgersi a terzi, E non si diceva da nessuna parte, stampa, nessun altro sembra aver
in qualunque modo, non era e non almeno nell’articolo di Felberbaum, sentito il bisogno di fare una cosa
è consentito per questo annuncio. che l’agenzia aveva già provato del genere»; così Jefferson, della
Tutti quelli che hanno partecipato a regolamentare le sigarette FDA, ha redarguito Tavernise in
avevano acconsentito», scriveva. elettroniche diversi anni prima ma una e-mail. «Tanto per chiarezza, e
«Per il futuro, non prenderemo più in era stata pesantemente respinta la metto sul personale anche se lo
considerazione la possibilità di tenere e rimproverata dal Tribunale del so che non dovrei, pensavo che il
briefing coperti da embargo per le Distretto Federale. (A una domanda nostro rapporto professionale fosse
testate informative se i reporter non sul suo lavoro per la AP, Felberbaum migliore… Non mi aspetto mai un
sono disposti a osservarne i termini… – che nel frattempo è passato alla trattamento totalmente positivo
Questa per noi è una questione della FDA come addetto stampa – ha detto: perché so che le nostre normative
massima serietà, e di conseguenza «non direi proprio che me la sento di sono complesse e controverse, ma
chiunque abbia violato l’embargo parlarne in questo momento».) almeno un po’ più neutro e meno
sarà escluso dai futuri briefing sotto Malgrado le restrizioni, qualcuno tendenzioso. Insomma, accidenti! E
embargo dell’agenzia». Chi viola degli altri organi di informazione, adesso vado, ho un giornalista di Fox
anche solo lo spirito delle regole, come NPR, è uscito con pezzi News inferocito».
insomma, può accomodarsi fuori, al un po’ più sfumati, raccogliendo Pronte scuse di Tavernise. «Guarda,
freddo, con la massa. altri elementi dopo la scadenza mi spiace proprio per la questione
Pioggia di messaggi a discolpa. «È dell’embargo. (NPR ha dichiarato dell’embargo. In redazione mi hanno
proprio frustrante, per me che ho che accettare le condizioni della chiesto perché non potevano vedere
sempre rispettato le regole e mi FDA non è stata una violazione delle il materiale anche loro, e quindi
occupo di CTP/FDA da anni, finire nel proprie linee guida etiche e «non ha mi hanno fatto mettere una riga di
gruppo dei reporter che non riescono influito in alcun modo su quali altre spiegazioni», ha scritto. (Tavernise
a rispettare la vostra richiesta di voci o idee siano state incluse nel non ha voluto commentare l’articolo
non rivolgersi a terzi», perorava trattamento della notizia».) Anche che state leggendo; Celia Dugger, una
Michael Felberbaum, allora alla questi, però, non si allontanavano redattrice del «New York Times» che
AP. «Sono sempre stato favorevole, granché dai messaggi chiave che si è occupata del pezzo, ha dichiarato
ovviamente, a che voi collaboraste voleva far passare l’agenzia. La FDA via e-mail: «Quanto alla decisione di
più strettamente con i giornalisti aveva poco da lamentarsi anche parlare delle condizioni dell’embargo
come me che conoscono bene e in questo caso. A parte un piccolo nel pezzo, Sabrina e io ne abbiamo
coprono regolarmente questo campo dettaglio. discusso e ci siamo trovate d’accordo
piuttosto che con reporter a cui viene che era meglio mettercele».)
assegnato a caso». Il NYT «parla» La FDA non ha gradito che il segreto
Malgrado lo spavento, la Di tutti gli organi di stampa, il dell’embargo ristretto fosse caduto,
segretezza ha tenuto. Alla scadenza «New York Times» è stato il solo e i giornalisti esclusi hanno espresso
dell’embargo, quando sono usciti i a menzionare l’embargo ristretto: sconcerto e irritazione. «In questo
primi servizi, la FDA ha avuto ben «I funzionari della FDA hanno particolare caso, mi è sembrato
poco da lamentarsi; ancora una volta presentato una sintesi delle nuove molto strano», dice Roberts, della
era riuscita a orientare la copertura regole ad alcuni giornalisti già Fox. «C’è un ente pubblico che si
giornalistica. Il pezzo di Felberbaum, mercoledì, ma con la richiesta di non mette a scegliere con chi parlare o
per esempio, citava dichiarazioni di parlarne con l’industria o gli attivisti meno a proposito di una questione
Margareth Hamburg, allora a capo fino all’uscita formale del documento, di pubblico interesse, e poi c’è il fatto
della FDA, e di Mitch Zeller, a capo il giorno dopo». («Mi è parso di dover che io avevo un consolidato rapporto
del CTP; e nessun altro. Anche dopo fare chiarezza con i lettori», ha poi con la FDA che però, con la nuova
l’aggiornamento del pezzo di qualche detto a Sullivan, allora garante amministrazione, sembra non conti
ora più tardi, che includeva qualche redazionale del «New York Times» più niente».
commento esterno, sarebbe stato Sabrina Tavernise, la giornalista che Di nuovo, Oransky ha lamentato
difficile trovarvi più che un accenno ha scritto il pezzo. «In un articolo su Embargo Watch i tentativi della
a quanto le nuove regole fossero del genere, di solito, si riportano FDA di trasformare i giornalisti «in
controverse. le reazioni, ma in questo caso non stenografi». Sullivan ha posto alcune
L’industria del settore era c’erano».) incisive domande a Jefferson, che
generalmente contraria La FDA non ha gradito la violazione ha replicato insistendo, secondo
al rafforzamento della dell’omertà. «Devo dire, anche se di Sullivan, che «l’intento della FDA
regolamentazione federale, solito certi commenti li tengo per non era di manipolare la notizia ma

52 Le Scienze 580 dicembre 2016


Valutare la frequenza con cui si ricorre
documentali che è successo più volte,
all’embargo ristretto è difficile per ovvi e in tutti i casi successivi al 2011
si tratta di violazioni delle norme
motivi, ma molti osservatori concordano ufficiali della FDA sui rapporti con i
media, che mettono esplicitamente

che sembra in ascesa, anche in campi al bando l’embargo ristretto. Queste


norme sono ancora in vigore, e lo
erano anche prima dell’ultimo caso di
diversi da quello scientifico embargo ristretto. C’è da scommettere
che sia rimasta la stessa anche
la linea di condotta non ufficiale
dell’agenzia, e che favoritismi ed
di consentire ai reporter di accedere ho una causa legale tuttora aperta embarghi restrittivi proseguano. È
anticipatamente a un complicato con la FDA per avere accesso ai troppo comodo per la FDA, si direbbe,
nuovo sviluppo giornalistico», e documenti sul suo uso dell’embargo, per rinunciarvi e basta.
notando, di passaggio, che Tavernise l’ufficio stampa dell’agenzia, in una Malgrado la difficoltà di valutarne la
non aveva mosso obiezioni ai termini dichiarazione che non rispondeva frequenza, Oransky, Kiernan e altri
dell’embargo ristretto. Il danno, a nessuna specifica domanda, ha osservatori specializzati concordano
comunque, è durato poco. Sullivan detto che l’embargo sulle notizie «dà sul fatto che questa forma di embargo
ha detto che avrebbe «voluto vedere il il tempo ai reporter di sviluppare i – insieme ad altre varianti usate per
“Times” reagire – e con forza – contro propri articoli su questioni complesse rafforzare il controllo sulla stampa
questo tipo di restrizioni in tutti i in modo informato e accurato», e – sembra essere in ascesa. E se ne
casi, se necessario disposto anche a che il suo uso da parte della FDA è sono riscontrati dei casi anche in
rinunciare all’anteprima», ma reazioni conforme alle linee guida governative altri campi del giornalismo, come
serie non risultano esserne venute, da e alle migliori pratiche. L’ufficio quello economico. «Sono sempre più
nessuna parte. stampa ha rinviato per ogni domanda numerose le fonti, quelle governative
all’ufficio legale, che non ha dato ma anche le grandi aziende, che sono
Dentro o fuori risposte. interessate a controllare il messaggio,
Anche la sistematica distinzione Dopo lo svarione del «New York e questo è uno dei modi in cui
tra giornalisti «inseriti» ed Times», nessuno dei giornalisti che cercano di farlo», dice Sullivan, del
«esclusi», che sta alla base della seguono la FDA ha apertamente «New York Times». «Io penso che si
politica di restrizione delle fonti, menzionato di aver dovuto sottostare debba resistere».
è tuttora applicata. Grandi testate a simili restrizioni. «Scientific Per gravi che siano i tentativi del
giornalistiche come «Scientific American» ha fatto un serio tentativo governo e di altri di controllare la
American» e l’agenzia France-Presse di prendere contatto con molti stampa attraverso questi mezzi,
hanno scritto alla FDA lamentando dei reporter che si ritiene abbiano la responsabilità principale spetta
di essere escluse, ma senza ottenere aderito a qualche embargo ristretto ai giornalisti stessi. Neanche un
soddisfazione. Qualche mese dopo della FDA – fra cui Felberbaum, embargo ristretto può vincolare un
la storia delle sigarette elettroniche, della AP, Tavernise, del «New York reporter senza il suo assenso; si può
e in seguito a un’altra notizia della Times», Stein, della NPR, e altri benissimo aspettare la scadenza
FDA relativa all’etichettatura dei giornalisti di Reuters, «USA Today» dell’embargo, e parlare con l’esterno,
cibi passata in anticipo ai giornalisti e «Los Angeles Times». Nessuno ha anche se a prezzo di dare il servizio
«inseriti», la rivista «Time» ha potuto chiarire la cosa. Qualcuno ha un po’ più tardi.
lamentato di non aver avuto accesso esplicitamente rifiutato di parlarne Dice Oransky: «Noi, come giornalisti,
a una telefonata riservata solo ad con «Scientific American»; qualcuno dobbiamo guardarci dentro e farci
alcuni reporter. «“Time” non era in non ha risposto alle domande; due di delle domande: come mai sentiamo
lista (onestamente, non ci avevo loro non ricordavano proprio di aver di dover pubblicare qualcosa appena
nemmeno pensato), ma abbiamo mai accettato un embargo ristretto; scade l’embargo anche se pensiamo
risposto a tutte le loro richieste», ha fra essi, Tom Burton del «Wall Street di non aver finito di raccogliere le
scritto il giorno dopo l’allora addetta Journal», premio Pulitzer, l’unico informazioni?». Ahimè, dice Kiernan,
stampa della FDA Jennifer Corbett disposto a rispondere a qualche nessuno nella comunità giornalistica
Dooren. domanda. «Non me ne ricordavo si muove per cambiare questi
In mancanza di indicazioni da parte affatto, e anche dopo che me ne hai atteggiamenti. «Non mi risulta che i
dell’agenzia, si può solo tirare a parlato tu continuo a non ricordarlo», giornalisti in genere abbiano fatto un
indovinare per sapere se l’embargo ha detto. A quanto gli risulta, ha passo indietro per dare uno sguardo
ristretto sia ancora usato dalla FDA, aggiunto Burton, questo genere di complessivo al modo in cui il loro
e quanto spesso. Purtroppo l’agenzia embargo è raro. lavoro viene orientato e controllato
ha rifiutato di rispondere. Dato che Sarà anche raro, ma ci sono prove dal sistema dell’embargo». n

www.lescienze.it Le Scienze 53
L O S T A T O D E L L A
Qual è la scienza S C I E N Z A N E L M O N D O
2 0 1 6

54 Le Scienze
che fa notizia?
Le riviste scientifiche pubblicano decine di migliaia di studi all’anno, ma il grande pubblico sente parlare so- coprono i vari argomenti scientifici in proporzione all’attenzione che gli scienziati danno a quegli stessi ar-
lo di una piccola frazione. Nulla di male, in teoria: la maggior parte della ricerca scientifica è estremamen- gomenti? Per scoprirlo abbiamo confrontato la classifica delle istituzioni scientifiche in ordine di produttivi-
te specializzata. Ma è naturale chiedersi quali siano gli studi che fanno il salto, e come. I più grandi produt- tà elaborata da Nature Index, con dati di Altmetric, un’azienda che tiene traccia della presenza sui media.
tori di ricerca peer reviewed ottengono la maggior parte dello spazio sulla stampa? I mezzi di comunicazione La redazione

CHI HA FATTO PIÙ RICERCA… …E CHI HA SOLLECITATO I MEZZI DI COMUNICAZIONE E I SOCIAL MEDIA
Le 25 istituzioni più prolifiche in campo scientifico nel 2015, secondo l’indice Nature Index. I 25 studi di cui si è parlato di più nel 2015, secondo la classifica di Altmetric.

Grafica di Jen Christiansen

ISTITUZIONE IST. AUTORE PRINCIPALE Le notizie di medicina TITOLO ARTICOLO


Numero istituzioni affiliate – qui, un promettente
Accesso aperto
sviluppo nella lotta
contro le resistenze
Chimica agli antibiotici – sono Medicina A New Antibiotic Kills Pathogens
5 e salute
1
Accademia cinese sempre popolari. without detectable resistance
1
delle scienze Punteggio Altmetric **: 2782
Uno studio importante
Terra e ambiente che non ha trovato
Conteggio frazionale Scienze della vita legami tra vaccinazione Autism Occurrence by MMR Vaccine Status
pesato (WFC)* 3 Medicina 2 among U.S. Children with Older Siblings
Fisica trivalente MMR e
degli articoli: autismo si è inserito e salute with and without Autism
1357,82 Prima affiliazione autore principale (azzurro) nella controversia sul Sfondo rigato: non presente
movimento antivaccini. nella banca dati Nature Index 2015***
Altre affiliazioni autore principale (punti)
Terra Accelerated Modern-Human Induced Species
Harvard 1 I dati apocalittici e ambiente
3 Losses: Entering the Sixth Mass Extinction
2 University sull’ambiente, sebbene
Prima affiliazione altri autori (grigio) deprimenti, spesso sono
ampiamente coperti.
Altre affiliazioni altri autori (punti) Cancer Etiology: Variation in Cancer Risk
Comité National
Français 2 Medicina 4 Among Tissues Can Be Explained by the Number
3
de la Recherche e salute of Stem Cell Divisions
Scientifique

Ricerca e Estimating the Reproducibility


123 riproducibilità 5
Tutti gli affiliati of Psychological Science
Max-Planck- ricadono in un gruppo
4 Gesellschaft di collaborazione
Terra Plastic Pollution in the World Oceans:
12 e ambiente 6 More Than 5 Trillion Plastic Pieces Weighing
La preoccupazione
pubblica per il over 250.000 Tons Afloat at Sea
riscaldamento globale
Stanford è evidente nella
5
University Terra The Geographic Distribution of Fossil Fuels Unused
1 sproporzionata presenza e ambiente 7
When Limiting Global Warming to 2°C
di studi sul clima nei
primi 25 posti della

580 dicembre 2016


Università classifica. An Efficiency Comparison
6 Ricerca
di Tokyo 1 e riproducibilità 8 of Document Preparation Systems Used
in Academic Research and Development
Massachusetts
7 Informazione
Institute 3 9 A Neural Algorithm of Artistic Style
e computer
of Technology
Oltre 70 organi
Helmholtz, d’informazione nel
associazione di mondo hanno dato The Negative Association between Religiousness
8 7 Società 10 and Children’s Altruism across the World
centri di ricerca notizia del nuovo e più
tedeschi preciso conteggio degli
alberi esistenti al mondo. Terra

www.lescienze.it
Università 25 Gli scienziati ne hanno 11 Mapping Tree Density at a Global Scale
9
di Oxford e ambiente
contati circa 3040
miliardi, “un ordine di Long Working Hours and Risk of Coronary
grandezza in più rispetto Medicina Disease and Stroke: a Systematic Review
Università 28 alle precedenti stime”, 12 and Meta-Analysis of Published and Unpublished
10 e salute
di Cambridge scrivono gli autori. Data for 608,838 Individuals
Università Structural and Functional Features of Central
11 della California 1 Biologia 13
Nervous System Lymphatic Vessels
a Berkeley
National Institutes Ricerca National Hiring Experiments Reveal 2:1 Faculty
12 1 e riproducibilità 14 Preference for Women on STEM Tenure Track
of Health

13 ETH, Zurigo Evening Use of Light-Emitting Ereaders


Medicina
3 15 Negatively Affects Sleep, Circadian Timing
e salute
and Next-Morning Alertness
Università
14 della California Scienziati cinesi hanno Medicina
a San Diego 3 attraversato una linea 16 Shaping the Oral Microbiota through Intimate Kissing
e salute
rossa etica usando
Università la tecnica di editing
15
del Michigan genomico CRISPR/Cas9 Biologia
2 17 CRISPR/Cas9-Mediated Gene Editing in Human
per modificare il genoma Tripronuclear zygotes
Università di un embrione umano.
16
di Pechino
Terra Climate Change in the Fertile Crescent and
2 e ambiente 18 Implications of the Recent Syrian Drought
17 Nella sezione dei
riconoscimenti di uno
studio sulla scoperta Terra Spectral Evidence for Hydrated Salts
Università 5 19
di un nuovo dinosauro e ambiente in Recurring Slope Lineae on Mars
18
di Toronto cornuto chiamato
Università «Hellboy», pubblicata A New Horned Dinosaur Reveals Convergent
19 1 Biologia 20
di Kyoto su «Current Biology», Evolution in Cranial Ornamentation in Ceratopsidae
l’autore principale ha
Università chiesto la mano della Whole-Body Endothermy in a Mesopelagic Fish,
20 della California 2 sua fidanzata. (Lei ha Biologia 21
the Opah, Lampris guttatus
a Los Angeles detto sì.)
Columbia
21
University Informazione Computer-Based Personality Judgements
2 e computer 22 Are More Accurate Than Those Made by Humans
Northwestern Uno studio sul sessismo
22
University dei videogiochi e
16 Fisica 23 Planet Hunters X. Kic 8462852: Where’s the Flux?
Università dei giocatori non ha
23 avuto molto spazio
di Washington Sexist Games = Sexist Gamers? A Longitudinal
sulla stampa, ma
Università della 3 naturalmente ha Società 24 Study on the Relationship between Video Game
24
Pennsylvania impazzato su Twitter. Use and Sexist Attitudes
Università Informazione
25 Human-Level Control through Deep Reinforcement

Le Scienze
25 di Nanchino 1 e computer Punteggio Altmetric: 1319
Learning
WFC: 253,62

55
* Classifica di Nature Index delle istituzioni in base alla produttività, elaborata analizzando i gli articoli pubblicati nel 2015 su 68 riviste scientifiche di alto profilo. Il conteggio frazionale pesato degli articoli fornisce un modo con cui misurare il contributo
delle singole istituzioni evitando di sopravvalutare il contributo delle riviste di astronomia e astrofisica. È compilata da Nature Research che, come «Scientific American», fa parte del gruppo Springer Nature.
** Altmetric assegna ai lavori pubblicati su riviste accademiche un punteggio in base alla misura in cui arrivano al pubblico, valutata mediante dati come le menzioni nelle notizie dei mezzi di comunicazione e sui social media. Come «Scientific
American», è in parte posseduta da Holzbrink Publishing Group.
*** Alcuni degli articoli classificati da Altmetric fra i primi 25 non erano presenti nel Nature Index, perché pubblicati o prima del 2015 o su riviste non comprese fra le 68 seguite da Nature Index.
L O S T A T O D E L L A
S C I E N Z A N E L M O N D O
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Susana Martinez-Conde e Stephen L. Macknik sono professori Devin Powell è un giornalista


di oftalmologia, neurologia e fisiologia e farmacia presso il SUNY scientifico indipendente di
Downstate Medical Center di Brooklyn, a New York. Curano la New York. I suoi articoli sono
rubrica dedicata alle illusioni ottiche di «Scientific American Mind» apparsi tra l’altro su «New
e sono autori con Sandra Blakeslee del libro I trucchi della mente: York Times», «Washington
scienziati e illusionisti a confronto, Codice Edizioni, 2012. Post», «Nature» e «National
Geographic».

SCIENZA E SOCIETÀ

Superare l’effetto
SAGAN
di Susana Martinez-Conde, Devin Powell e Stephen L. Macknik

Negli ambienti Roger Smith (nome di fantasia) non intendeva


accademici,
diventare una celebrità scientifica. Ma quando,
rivolgersi
direttamente al anni fa, pubblicò un’importante scoperta sulla
pubblico spesso rivista scientifica «Science», non vide motivo per
è malvisto, evitare i giornalisti. Di colpo, del suo lavoro si
specialmente se a parlò dappertutto, anche sul «New York Times». Fu
farlo sono ricercatori
invitato a parlare in prestigiose conferenze dedicate
giovani e all’inizio
della carriera; alla «diffusione delle idee» e scoprì di avere un certo
ma i social media talento per spiegare questioni scientifiche a un
stanno cominciando pubblico di non specialisti. Il suo «TED talk» on line fu
a imporre un guardato centinaia di migliaia di volte.
cambiamento

56 Le Scienze 580 dicembre 2016


ma l’effetto che ha preso il nome
da lui resiste ancora. Diversi studi
degli ultimi anni indicano che gli
scienziati, come gruppo, continuano
a scoraggiare i singoli ricercatori
dal rivolgersi alla massa – a
meno che non siano scienziati già
affermati e saldamente collocati
nella carriera accademica. Questa
mentalità fa mancare alla società
almeno una parte delle competenze
di cui ha bisogno per prendere
decisioni informate su alcune delle
questioni più complesse all’ordine
del giorno, dall’ingegneria genetica
al cambiamento climatico alle
energie alternative. In più, il silenzio
imposto a tante voci della comunità
scientifica lascia molte importanti
scelte politiche ed economiche ancora
più esposte all’azione di manipolatori
incuranti dei fatti di ogni parte e
colore politico. Se mancano le voci
degli scienziati, per esempio, saranno
in pochi a contrastare i discorsi
antiscientifici o pseudoscientifici.
Limitando la presenza pubblica ai
ricercatori più affermati, inoltre,
l’effetto Sagan perpetua l’impressione
che la scienza sia appannaggio
di maschi bianchi e anziani, che
dominano le posizioni di vertice.
È vero che la proporzione delle
donne tra i docenti di prima fascia è
costantemente cresciuta nell’ultima
Ma la crescente notorietà portò subito da Smith viene spesso ventina d’anni, e lo stesso vale (più
con sé problemi inattesi. Benché chiamato «effetto Sagan», dal lentamente) anche per il numero
Smith avesse continuato a produrre nome dell’astronomo e superstar di esponenti delle minoranze; ma
ricerche di alto livello e a pubblicare della divulgazione scientifica Carl escludere questi gruppi dalla scena
regolarmente i suoi risultati su Sagan, che proprio a causa della pubblica può allontanare donne
prestigiose riviste scientifiche, sua crescente visibilità pubblica fu e minoranze poco rappresentate
parecchi suoi colleghi nella comunità sbeffeggiato dai colleghi e perse dall’idea stessa di dedicarsi alla
scientifica gli presentarono il conto importanti opportunità professionali, scienza.
della celebrità. Le sue richieste di fra cui la stabilizzazione in cattedra Di recente abbiamo contattato circa
finanziamento per nuovi esperimenti alla Harvard University negli anni 200 scienziati che intervengono
cominciarono a essere respinte. I sessanta e l’ammissione alla National in pubblico con regolarità, con
revisori anonimi che valutavano le Academy of Sciences degli Stati Uniti conferenze, blog o libri di successo.
sue proposte facevano «commenti negli anni novanta. «Tanti dicevano Volevamo capire quanti di questi
terribili», ricorda, sottolineando per che si dedicava più alla divulgazione divulgatori di alto livello avevano
esempio che il suo lavoro era «molto che alla ricerca scientifica seria», affrontato ricadute negative sulla
ben pubblicizzato» o «sempre sotto i spiega Joel S. Levine, oggi professore loro attività professionale a causa
riflettori». Il contraccolpo fu tale da al College of William & Mary, che di questo impegno, e in quali
Illustrazione di Sébastien Thibault

indurlo a declinare l’invito a fare un negli anni settanta lavorò con Sagan circostanze. Il nostro sondaggio
secondo TED talk e a chiudere il suo al programma Viking e disapprovò informale rivela, in linea con
laboratorio alla stampa. «Basta così», quei pettegolezzi. precedenti ricerche, che potremmo
ricorda di aver pensato. «Da ora in poi È passato un quarto di secolo essere finalmente vicini a un positivo
[con il grande pubblico] ho chiuso». dall’esclusione di Sagan dalla cambiamento culturale. Sembra che
Il tipo di rappresaglia professionale National Academy of Sciences, l’uso sempre maggiore degli spazi

www.lescienze.it Le Scienze 57
L O S T A T O D E L L A
S C I E N Z A N E L M O N D O
2 0 1 6

offerti da social media come Twitter, indirettamente, da qualche amico. se si comincia a guardare ai dati.
Facebook e blog personali, più altri Anche due di noi (Martinez-Conde Numerosi studi, a oggi, suggeriscono
cambiamenti in atto da qualche e Macknik) hanno subito critiche che, lungi dall’essere di basso livello, i
anno nel mondo scientifico, stia analoghe a proposito delle proprie ricercatori che svolgono regolarmente
cominciando ad abbattere qualcuna attività di divulgazione. In occasione attività di divulgazione sono anche
delle vecchie e consolidate barriere della valutazione annuale del suo più produttivi in laboratorio.
che ostacolano il dialogo tra i lavoro, il capo del Dipartimento in Uno studio del 2008 su 3500
ricercatori e il resto della comunità. cui allora lavorava Martinez-Conde ricercatori del CNRS francese, per
(in un’istituzione diversa da quella esempio, ha trovato che chi era attivo
Lo scienziato: celibe attuale), lamentò che la sua «stellare» nella diffusione della scienza aveva al
e senza prole produttività scientifica quell’anno suo attivo più pubblicazioni passate
In qualche misura, l’effetto Sagan fosse stata messa in ombra dai suoi al vaglio della peer review rispetto a
affonda le sue radici in una scritti di popolarizzazione della chi non lo era; e i loro lavori erano
concezione del lavoro scientifico che scienza. E la risposta ufficiale a una citati più spesso da altri studiosi.
risale a diversi secoli fa. Al culmine delle richieste di fondi presentate Un altro studio ha determinato
della rivoluzione scientifica del da Macknik ai National Institutes il numero di articoli, scientifici e
Seicento, per esempio, molti studiosi of Health lo avvertiva che stava divulgativi, pubblicati dal 2005 al
seguirono l’esempio di Sir Isaac esagerando con la divulgazione. 2007 da scienziati in Argentina,
Newton, intensamente dedito allo Benché le nostre carriere nel Australia, Brasile, Canada, Finlandia,
sviluppo e all’indagine della fisica complesso non ne abbiano sofferto, Germania, Hong Kong, Italia,
e della matematica, che non si è ci è venuta la curiosità di conoscere Malaysia, Messico, Norvegia, Regno
mai sposato. Questi scienziati celibi le esperienze di altri scienziati. Unito e Stati Uniti.
(quasi tutti maschi) erano visti come Insieme al terzo autore, Devin Powell, I risultati indicano che gli scienziati
disinteressati cercatori della verità, ci siamo rivolti a 190 ricercatori, con articoli divulgativi al proprio
liberi dalle profane distrazioni di una per posta elettronica, telefono o di attivo erano più prolifici in campo
famiglia. persona, ricevendo 81 risposte. E accademico, e lavoravano di più,
Qualcosa di questo spirito è tuttora mentre molti di loro hanno riferito della maggior parte dei colleghi
presente. Oggi succede molto più che l’impegno verso un pubblico più (in media 49,3 ore alla settimana
spesso che gli scienziati si sposino – e vasto aveva giovato alla loro carriera, contro 47,8). Il profilo corrisponde
hanno pure figli – ma si continua altri avevano vissuto effetti sia a quello dello stesso Carl Sagan, che
a pensare che debbano passare la positivi che negativi. E per qualcuno, tenne una media di oltre un lavoro
vita in laboratorio, almeno secondo come «Smith», le conseguenze erano scientifico al mese anche negli anni
molti consiglieri e mentori dei corsi state ampiamente negative. di massima celebrità, dal 1983 alla
di dottorato. Qualunque attività li Qualche ricercatore ha trovato morte, nel 1996.
distolga dalla ricerca, quindi – da una soluzione creativa al dilemma Ci aspettavamo che i divulgatori
un hobby all’intervento nel dibattito conducendo, in sostanza, una scientifici di successo che hanno
pubblico – può essere considerata doppia vita. Uno studioso di robotica risposto al nostro sondaggio
un fattore che ne mina la credibilità dell’Università della California a avrebbero appoggiato i giovani
come ricercatore. Benché gli Los Angeles, Dennis Hong, racconta ricercatori che intendessero seguirne
studi dedicati alle conseguenze per esempio di essere una celebrità l’esempio. Ma persino loro, in qualche
professionali del fare divulgazione in Corea del Sud, il paese in cui è caso, hanno detto che la maggior
scientifica nel mondo siano pochi, cresciuto, ma negli Stati Uniti non parte dei ricercatori che aspirano a
quelli che ci sono suggeriscono che parla mai di questa sua fama. «In una cattedra permanente dovrebbero
l’effetto Sagan è ancora un problema. Corea la gente mi riconosce e mi probabilmente rinviare l’interazione
L’esistenza di aspettative irrealistiche, fotografa», dice. «Attualmente, vivo con il grande pubblico a dopo la
però, spiega questo comportamento in due modalità: divulgazione in stabilizzazione della loro posizione
solo in parte. Molti dei ricercatori Corea e nessuna attività esterna universitaria solida.
con cui abbiamo parlato per questo negli Stati Uniti. Nella comunità Daniel Kahneman, premio Nobel
articolo sospettano che dietro almeno accademica, se uno è troppo esposto, per l’economia nel 2002, che ha
ad alcuni dei colpi ricevuti ci fosse se sta sempre in tv o in copertina, pubblicato il best seller Pensieri lenti
anche la gelosia professionale. «Molte la percezione è che non sia un vero e veloci, dice che divenire una figura
di queste cose succedono alle tue ricercatore». pubblica troppo presto è una sfida
spalle», dice Frans de Waal, noto alle norme della comunità scientifica.
primatologo della Emory University Sorprendenti evidenze La notorietà dovrebbe venire dalle
e autore di libri di grande successo. L’assunto ampiamente diffuso nella pubblicazioni scientifiche, sostiene,
E aggiunge che in genere viene a comunità dei ricercatori secondo non dal rapporto diretto con il
conoscenza delle critiche dei colleghi cui un divulgatore non può essere pubblico. «Se ti metti a scrivere libri
sulle sue attività di divulgazione uno scienziato serio va in pezzi per tutti mentre sei ancora assistant

58 Le Scienze 580 dicembre 2016


Un piccolo gruppo di istituzioni più
figura pubblica. In più, visto che le
lungimiranti ha cominciato a tradizionali fonti di finanziamento
continuano a ristagnare, a volte
considerare la divulgazione come «andare al popolo» porta nuove fonti
di entrate per buoni progetti.

una delle aree centrali di un impegno L’esplosione dei social media


dell’ultimo decennio, tuttavia,
ha portato alla luce una frattura
accademico efficace generazionale tra nativi digitali e
studiosi più anziani. «Mi sono sentita
dire: “Ma che ci fai su Twitter?
professor, probabilmente in cattedra presso l’Adler Planetarium. È tutto tempo perso”», dice Chris
non ci andrai, perché non sei una «Se sai parlare e non sfiguri troppo Gunter, docente della Emory School
persona seria», dice Kahneman. davanti a una telecamera, ti chiedono of Medicine, che usa l’identificativo
«Nelle università di ricerca, la regola di farlo», dice J. Marshall Shepherd, @girlscientist. «Ma nel 2014 ho
è questa. Si presume che tu faccia che è afro-americano, dirige il pubblicato, su “Nature”, un lavoro
ricerca finché non vai in cattedra, e programma di scienze dell’atmosfera nato da una discussione su Twitter».
poi ancora per un bel po’». dell’Università della Georgia e A ogni modo la nostra indagine
Daniel Gilbert, professore di conduce un proprio programma fa pensare che un piccolo numero
psicologia a Harvard e autore di televisivo. di istituzioni più lungimiranti
Stumbling on Happiness, concorda. Raychelle Burks, assistant professor (come la Emory University e
«Io ho cominciato [a scrivere per il di chimica alla St. Edward’s il Massachusetts Institute of
grande pubblico] nel 2000, quando University di Austin, in Texas, dice Technology) abbia forse cominciato
ero ordinario a Harvard», dice. «Non scherzando che a volte le sembra a considerare la divulgazione come
consiglierei di farlo a un professore che i giornalisti la trovino cercando una delle aree centrali di un efficace
giovane e non stabilizzato». su Google scienziata e minoranza. impegno accademico, in aggiunta
Spesso il risultato netto involontario «Sono donna e sono nera, e quindi ai tradizionali ruoli di ricerca,
di questo prudente consiglio – che mi diano delle opportunità mi va insegnamento e gestione.
«aspetta di arrivare in cattedra» benissimo», dice. «Ma c’è differenza «Al momento della valutazione
– danneggia donne e minoranze, tra essere la persona giusta per fare di metà contratto, alla Emory, ho
che non sono ben rappresentate nei una certa cosa e star lì tanto per spiegato molto bene al mio istituto
ranghi accademici di vertice. Forse riempire una casella, solo perché ciò che stavo facendo», dice Jaap de
anche a causa dell’insufficienza qualcuno ha detto: “Qui ci serve una Roode, parassitologo. «E loro hanno
della loro rappresentanza, poi, alcuni persona di colore”». detto che era una cosa molto positiva,
accademici provenienti da minoranze per me e per l’università; dà molta
subiscono intense pressioni dalle Le norme cambiano visibilità».
istituzioni perché comunichino Alcune delle risposte alle nostre La National Science Foundation
con il pubblico, che ne abbiano domande fanno pensare che fa eccezione tra le agenzie di
l’inclinazione o no. rivolgersi al resto della società sta finanziamento federali per aver
«In sostanza diventa un lavoro in diventando meno pericoloso per adottato una posizione ufficiale
più, che ci si aspetta che svolgano la carriera degli scienziati. Anzi, favorevole alla divulgazione. Oltre
a causa delle loro origini (e non per può favorirla. Semplicemente, con che per il loro valore intellettuale,
un loro desiderio di prendere parte al tanta gente che frequenta i social le richieste di sovvenzione vengono
dibattito pubblico)», scrive in un’e- media, non è più così insolito infatti valutate anche per il loro
mail Lucianne Walkowicz, astronoma che uno scienziato diventi una «più ampio impatto» sulla società,
compresa l’ampia diffusione al grande
pubblico dei risultati delle ricerche.
PER APPROFONDIRE
Organizzazioni meno aperte e
ricercatori senior dovrebbero seguire
The Measure of a Life: Carl Sagan and the Science of Biography. Shermer M., in «Skeptic», Vol. 7, n. 4, pp. questi esempi. È solo comunicando le
32-39, 1999. nostre scoperte a un vasto pubblico
Scientists Who Engage with Society Perform Better Academically. Jensen P. e altri, in «Science and Public che possiamo, noi scienziati, scendere
Policy, Vol. 35, n. 7, pp. 527-541, agosto 2008.
dalla torre d’avorio e contare di più,
Academic Staff and Public Communication: A Survey of Popular Science Publishing across 13 Countries. contribuendo a dar vita al tipo di
Bentley P. e Kyvik S., in «Public Understanding of Science», Vol. 20, n. 1, pp. 48-63, gennaio 2011.
società in cui vorremmo vivere: una
Gap between Science and Media Revisited: Scientists as Public Communicators. Peters H.P., in
«Proceedings of the National Academy of Sciences», Vol. 110, Supplemento n. 3, pp. 14.102-14.109, 20 agosto
società che vuole attenersi ai fatti,
2013. sostenere le imprese scientifiche e
Has Contemporary Academia Outgrown the Carl Sagan Effect? Martinez-Conde S., in «Journal of crescere ancora. n

Neuroscience», Vol. 36, n. 7, pp. 2077-2082, 17 febbraio 2016.

www.lescienze.it Le Scienze 59
L O S T A T O D E L L A Massimo Sandal è biologo computazionale e scrive
di scienza come freelance. Suoi articoli sono apparsi su
S C I E N Z A N E L M O N D O «Le Scienze», «Wired», «Il Tascabile» e altre testate.
Ha lavorato per Elsevier in qualità di redattore per
2 0 1 6 un numero speciale della rivista «International Review
of Cellular and Molecular Biology».

RICERCA E PUBBLICAZIONI

L’accesso al
SAPERE
scientifico
Internet rischia di mettere in crisi il modello tradizionale dell’editoria
scientifica, ridefinendo sia l’accesso sia la proprietà della conoscenza
e addirittura il concetto stesso di articolo scientifico

di Massimo Sandal
Qualche anno fa un collega mi chiese via e-mail
una copia di un articolo che avevo appena pubblicato
su una famiglia di enzimi. Ero in ferie ma – mi dissi
– nessun problema: scarico l’articolo dalla rivista
con l’account universitario. Impossibile. L’università
non era più abbonata. Sul monitor, l’editore mi
informava che potevo acquistare di tasca mia una
copia elettronica, per la modica cifra di 63 dollari:
Illustrazioni di Stefano Fabbri

sessantatrè dollari. Per un file di poche pagine, che


avevo scritto io.

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Perché io - o un cittadino qualunque scientifica ha plasmato l’evoluzione media altamente citati in bibliografia
- dovevo pagare 63 dollari per un della ricerca stessa: per esempio, come da altri articoli, una misura imperfetta
articolo? A chi appartiene davvero hanno ricordato Vincent Larivière, ma consolidata dell’autorevolezza di
la «mia» ricerca, finanziata dai dell’Università di Montreal, e una rivista o di una pubblicazione)
contribuenti? Come comunica la colleghi su «PLoS ONE», catalizzando come «Nature», «Science» o «Cell» può
scienza, al suo interno? specializzazione e moltiplicazione dei fare spesso la differenza tra successo e
L’avvento della stampa gettò le basi settori disciplinari. Ha consolidato fallimento di una carriera. Le decisioni
della moderna comunità scientifica quella che oggi chiamiamo la dei gruppi editoriali sono quindi un
tramite la nascita, 350 anni fa, della comunità scientifica, dandole regole fattore cruciale del sistema scientifico
rivista scientifica accademica. A fine e standard condivisi. Per esempio, contemporaneo.
2014 il Catalogo Ulrich, una banca tra XIX e XX secolo l’avvento della
dati bibliografica standard della peer review, o revisione tra pari, in cui Il costo della conoscenza
stampa periodica internazionale, un articolo è vagliato da altri esperti Quanto pagano i cittadini per
fondata dalla biblioteca pubblica di prima della pubblicazione, ha definito accedere a ricerche che hanno
New York nel 1932, conteneva più uno standard minimo di affidabilità finanziato con le proprie tasse? I
di 34.600 riviste accademiche attive della ricerca. In cambio, gli editori contratti sono quasi sempre riservati,
(28.000 se si contano solo quelle in acquisiscono il copyright sull’articolo, ma recentemente è stato reso
lingua inglese), il cui scopo dovrebbe lo sfruttano commercialmente e ne pubblico l’accordo tra Elsevier e il
essere comunicare la ricerca in modo controllano la diffusione. Ministero della ricerca francese: 172
efficiente e affidabile. L’avvento di Da strumento di comunicazione milioni di euro per accedere a 2000
Internet ha messo in crisi questo la pubblicazione è però diventata, riviste per cinque anni: 17.200 euro
modello, sempre più percepito come negli ultimi decenni, questione di all’anno per rivista, quasi 100.000
una barriera. È ora in corso una sopravvivenza. Publish or perish, euro al giorno. Perché queste cifre?
partita giocata in tutto il mondo «pubblica o muori». Dato che sono L’editoria scientifica è un settore
con mezzi legali e illegali, con l’output tangibile della produttività in cui le regole del mercato non
protagonisti hacker e premi Nobel, di un ricercatore, numero e prestigio funzionano: una biblioteca non può
in cui giovanissimi studenti sfidano delle pubblicazioni decidono carriere decidere che «Nature» è meglio di
multinazionali miliardarie. La posta e fondi accademici. Per i quali vige «Cell» e abbonarsi solo alla prima:
in gioco è altissima: l’accesso alla una competizione spietata: secondo i ricercatori devono poter accedere
conoscenza scientifica. un’analisi dei dati della National a tutta la letteratura per rimanere
Science Foundation, pubblicata da aggiornati. L’«Economist» rileva
Pubblicare o morire Jordan Weissmann su «The Atlantic», che i principali editori scientifici
La comunità scientifica deve su 100 studenti di dottorato meno di – Springer-Nature, Elsevier, Wiley
comunicare risultati e metodi del 20 raggiungeranno una posizione – si permettono margini di profitto
proprio lavoro affinché possa accademica stabile (e meno di dieci enormi, del 30-40 per cento. Il giro
vagliarli, studiarli e costruirvi se guardiamo a biologia, fisica o d’affari complessivo è stimato dagli
sopra. In passato gli scienziati ingegneria). Si pubblica quindi a analisti di Outsell Inc., agenzia di
comunicavano tramite lettere, ritmi esorbitanti: l’International consulenza californiana specializzata
trattati, seminari o riunioni private. Association of Scientific, Technical in mezzi di comunicazione e
Il modello attuale di pubblicazione and Medical Publishers (STM) stimava informazione, in 10 miliardi di
scientifica ha inizio ufficialmente a nel suo rapporto 2015 che ogni anno dollari. I prezzi dei singoli articoli,
Londra nel 1665, con la nascita delle nel mondo escono circa 2,5 milioni di come i famosi 63 dollari citati
«Philosophical Transactions of the pubblicazioni scientifiche – quattro all’inizio, costringono le università
Royal Society», ma è nel XIX secolo al minuto – con una crescita del 3 per ad abbonamenti in blocco, dai costi
che nascono molte riviste ancora oggi cento all’anno. spesso insostenibili. Si parla di crisi
dominanti, come «Nature», «Science» Questo ritmo ha stravolto la pratica dei prezzi editoriale.
(generaliste), «The Lancet» (medicina), della ricerca: il fisico premio Nobel I costi dell’accesso mettono a
«Physical Review» (fisica). Non sono Peter Higgs (quello del celebre bosone) rischio la ricerca nei paesi in via di
riviste «da edicola» come quella che ha dichiarato a «The Guardian» sviluppo. All’inizio di questo secolo
state leggendo: sono contenitori che se negli anni sessanta fosse l’Organizzazione mondiale della
per resoconti tecnici che riportano stato valutato secondo i ritmi di Sanità riferiva che in 75 paesi con un
il necessario a comprendere e pubblicazione richiesti oggi non prodotto interno lordo (PIL) pro capite
riprodurre uno studio. Gli autori degli sarebbe riuscito a garantirsi un annuo sotto i 1000 dollari, il 56 per
articoli non ricevono compensi. posto da docente. In questa gara è cento degli istituti medici non aveva
Tramite le pubblicazioni i ricercatori chiave tanto la quantità quanto il accesso alla letteratura scientifica;
possono stabilire la priorità sulle prestigio. Meritarsi un articolo su una nei paesi con un PIL pro capite annuo
proprie scoperte e aggiornare rivista, come si dice in gergo, ad alto tra 1000 e 3000 dollari, il 34 per
la propria comunità. L’editoria «impatto» (cioè i cui articoli sono in cento non aveva abbonamenti e un

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La via italiana all’open access
In Italia i contratti con le case editrici sono negoziati dal consorzio scienza aperta (AISA), associazione senza fini di lucro costituita a Trento
Coordinamento per l’accesso alle risorse elettroniche (CARE), che fa capo nel 2015, che ha come fine «incoraggiare i valori dell’accesso aperto
alla Conferenza dei Rettori, ovvero l’associazione delle università italiane alla conoscenza»: «Già nel 2004, con la Dichiarazione di Messina, la
statali e non. I dati aggregati sono pubblicati on line dalla Conferenza dei Rettori. Conferenza dei Rettori impegnò i firmatari, quasi tutti gli atenei italiani, a
La somma complessiva liquidata annualmente per le risorse bibliografiche, dotarsi di un proprio archivio ad accesso aperto».
aggiornata a maggio 2016, è di circa 57,6 milioni di euro. Per confronto, il Finora solo 36 atenei statali (su 68) hanno inserito clausole sull’accesso
bando 2016 dei finanziamenti statali alla ricerca, tramite i Progetti di ricerca aperto nel loro statuto; di queste, a loro volta, 18 hanno poi approvato
di interesse nazionale (PRIN), ammonta a 92 milioni di euro. Più del 50 per regolamenti in merito. Intanto la Legge 112/2013 (art. 4, commi 2,3,4)
cento del budget è speso solo per le risorse del gruppo Elsevier; seguono obbligherebbe le istituzioni accademiche italiane a pubblicare su riviste
Wiley (13 per cento), Springer (9 per cento) e Nature (4 per cento). Il cronico open access o a depositare in archivi pubblici (per esempio l’archivio IRIS
calo dei fondi (il Fondo di finanziamento ordinario per le università è calato di pubblicazioni, brevetti e dataset) i lavori finanziati per più del 50 per
del 22 per cento dal 2008 al 2013, e dopo una debole ripresa nel 2014 cento con fondi pubblici. È un requisito morbido: è ammesso un ritardo
è sceso ulteriormente) costringe sempre più a tagliare o mettere a rischio di 18 mesi dalla pubblicazione per le discipline scientifiche e di 24 mesi
contratti con i maggiori editori scientifici. Le biblioteche degli atenei italiani per quelle umanistiche. Inoltre, a detta dei bibliotecari – che negli atenei
confermano, informalmente, che l’uso di metodi «alternativi» è diffuso, italiani sostengono in gran parte lo sforzo a favore dell’open access – la
anche tra i docenti. normativa del 2013 è «ampiamente disattesa, se non completamente
E l’open access? Risponde Maria Chiara Pievatolo, professore di filosofia ignorata e sconosciuta ai più, visto anche che non sono previsti sistemi di
politica e cofondatrice dell’Associazione Italiana per la promozione della controllo e sanzioni per chi non adempie».

altro 34 per cento aveva solo due Eppure appena un quarto di secolo fisici in paesi in via di sviluppo
abbonamenti annui. Da questo dato fa una crisi del sistema editoriale ottennero un accesso istantaneo alla
sono partite iniziative delle Nazioni scientifico sarebbe stata impensabile. ricerca dei colleghi nei paesi ricchi.
Unite raccolte in Research4Life, Finché non è entrata in scena Internet. Anche se arXiv scavalcava i modelli
che oggi provvedono all’accesso di pubblicazione tradizionali,
ad alcune riviste – i cui editori vi Dall’archivio digitale non intaccava profondamente il
partecipano volontariamente – in alla biblioteca aperta ruolo degli editori. Quasi sempre
paesi in via di sviluppo, ma è una A volte una rivoluzione nasce i preprint sono in seguito inviati
situazione a macchia di leopardo. Per senza volerlo. Molti fisici avevano alle riviste, per essere considerati
esempio Stati come India, Pakistan, l’abitudine di scambiare con i una pubblicazione a tutti gli effetti.
Iran e Indonesia ne sono esclusi. propri colleghi i preprint – versioni Oggi comunque arXiv riceve più
I sintomi di disagio crescono. preliminari degli articoli, ancora di 100.000 preprint all’anno, ed è
Come ha dichiarato Robert non passate alla revisione dei pari diventato imprescindibile per restare
Darnton, direttore della biblioteca né pubblicate – prima su fotocopia e aggiornati in fisica e matematica.
della Harvard University, al «The poi, agli albori della rete, via e-mail. Scoperte importanti sono state
Guardian»: «Gli accademici fanno Nel 1991 l’allora giovane fisico Paul pubblicate esclusivamente su arXiv,
la ricerca, scrivono gli articoli, li Ginsparg, del Los Alamos National come la storica dimostrazione della
revisionano per altri ricercatori, Laboratory, decide di semplificare la congettura di Poincaré formulata
servono nei comitati editoriali: vita ai propri colleghi: mette su un nel 2002 dal matematico russo
tutto gratis. E noi poi riacquistiamo piccolo server – che diventerà poi il Grigorij J. Perel’man. Altre discipline
i risultati del nostro lavoro a sito arXiv.org – su cui raccogliere i stanno imitando l’esempio: bioRxiv
prezzi esorbitanti». Nel 2012 preprint, in modo che tutti potessero è un archivio analogo per le scienze
Harvard – non certo un’università accedervi. biomediche, fondato nel 2013.
povera – è stata costretta a tagliare ArXiv esplode oltre ogni Nel 1997 un seminario di Ginsparg
abbonamenti. Nello stesso anno immaginazione, prevede 100 preprint cattura l’attenzione di Harold
il matematico Timothy Gowers all’anno, ma nei primi sei mesi ne Varmus, premio Nobel per la
dell’Università di Cambridge ha riceve 400. I fisici si rendono conto medicina e direttore dei National
dato il via al boicottaggio chiamato subito come e quanto Internet possa Institutes of Health (NIH). Varmus
The Cost of Knowledge (il costo liberare lo scambio di informazioni vuole adattare arXiv alla comunità
della conoscenza), per protesta scientifiche, non a caso al CERN biomedica – più vasta, conservatrice
contro i prezzi imposti dalla casa di Ginevra nasceva nello stesso e competitiva – e nel 1999 stila una
editrice Elsevier. Interi consigli di periodo il World Wide Web. Un proposta per un archivio di articoli
redazione, come quello della rivista server amatoriale poteva scavalcare revisionati, PubMed Central (da
di matematica «Topology», si sono le barriere – economiche e temporali non confondersi con la banca dati
dimessi in massa per protesta. – dell’editoria. Di colpo, per esempio, biomedica PubMed): «La caratteristica

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principale del progetto è l’accesso tra i tanti esempi, vedasi «Nature Scopus, di proprietà di Elsevier, citati
semplificato, istantaneo e gratuito Communications» o «Science da Butler su «Nature» confermano
[…] Tutto il contenuto scientifico sarà Advances», affiliati rispettivamente che nel 2014 più dell’80 per cento
disponibile senza barriere a qualsiasi al gruppo editoriale Springer-Nature della letteratura era ancora fuori
utente Internet». e all’American Association for the dall’accesso aperto. In particolare ne
PubMed Central non decolla, gli Advancement of Science (AAAS), sono escluse molte delle riviste più
editori non vogliono saperne di editrice di «Science». Heather prestigiose. Secondo Michael Eisen,
regalare articoli. Ma nella sua Morrison, professoressa di studi co-fondatore di PLoS, il principale
proposta Varmus usa un’espressione dell’informazione all’Università di ostacolo è proprio la struttura politica
rivoluzionaria: open access, accesso Ottawa, ha reso noto che Elsevier della ricerca: «Gli scienziati non
aperto. La possibilità per l’utente di nel 2016 è diventato il primo editore possono sempre rendere disponibile
copiare, usare, distribuire e riusare il open access per numero di testate apertamente il loro lavoro perché
materiale pubblicato, liberamente e pubblicate: 511. costretti dai sistemi di valutazione
gratuitamente. Una filosofia con cui Questo successo ha un lato oscuro: che usiamo per posti di lavoro,
nel 2003 Varmus lancia una sfida. un’esplosione di editori «predoni», finanziamenti, promozioni. […] I
Insieme al biologo Michael Eisen, che con il pretesto dell’open access governi potrebbero e dovrebbero
professore di genetica all’Università pubblicano on line qualsiasi cosa imporre che la scienza funzioni
della California a Berkeley, fonda dietro pagamento, senza nessuna diversamente, iniziando dal requisito
una casa editrice no profit, con lo revisione: come ha mostrato John per cui tutta la ricerca prodotta
stesso rigore e prestigio degli editori Bohannon su «Science», è possibile con fondi pubblici sia liberamente
tradizionali, ma che pubblica articoli farsi pubblicare un articolo privo accessibile al pubblico». È vero che
accessibili gratuitamente a chiunque. di senso generato al computer. Una oggi gli studi finanziati da NIH,
Si chiama Public Library of Science, truffa dal giro d’affari, riportato Unione Europea o afferenti al CERN,
«biblioteca pubblica delle scienze», sempre da «Science», di 75 milioni tra gli altri, devono essere accessibili
PLoS. Per far fronte ai costi, gli autori di dollari all’anno. Ma anche per le apertamente: ma il cambiamento
PLoS pagano una cifra forfettaria – di riviste open access serie e oneste – e è lento. Solo nel 2014 i NIH hanno
norma tra 1000 e 3000 dollari – che sono la maggioranza, come viceversa iniziato a ritardare o calare i fondi ai
è condonata a ricercatori in paesi vi sono riviste ad accesso chiuso gruppi di ricerca che non adempiono,
in via di sviluppo o con difficoltà dalle politiche discutibili- alcuni sono circa il 20 per cento secondo Richard
economiche. perplessi da un modello che incentiva Van Noorden su «Nature».
Sulla scia di PLoS l’open access è economicamente ad accettare articoli. Servirà tempo. Un lusso che molti
cresciuto molto più velocemente Secondo un rapporto dei Cambridge ricercatori, specie in paesi in via di
dell’editoria «chiusa». Nel 2014 il Economic Policy Associates (citato sviluppo, non possono permettersi.
giornalista Declan Butler su «Nature» dal rapporto STM), nel 2010 la C’è chi pensa a un’azione di rottura.
riferiva che il 17 per cento dei pubblicazione di un articolo costava Con conseguenze irreversibili.
nuovi articoli scientifici pubblicati in media circa 3500 euro, su cui
nel mondo era immediatamente esigenze di stampa e distribuzione Pirati della conoscenza
accessibile apertamente. Secondo influiscono per meno del 20 per L’11 gennaio 2013 Aaron
un’inchiesta di Mark Ware pubblicata cento. La forbice va però da poche Swartz, celebre enfant prodige
su «Nature», nel 2015 il 59 per cento centinaia di euro a decine di migliaia dell’informatica, hacker etico e
dei ricercatori aveva pubblicato per le riviste più prestigiose e attivista, viene trovato impiccato nel
almeno un articolo ad accesso aperto selettive. Non è chiaro se per queste suo appartamento di Brooklyn, a New
nei tre anni precedenti. Quarantasei l’open access sia sostenibile. Un York. Aveva 26 anni.
studi su 70, raccolti dalla Scholarly redattore del gruppo Springer-Nature Tre anni prima Swartz aveva
Publishing and Academic Resources ci ha comunicato che «in molte delle nascosto un computer portatile in
Coalition (SPARC), mostrano che nostre riviste il lavoro degli editor uno sgabuzzino del Massachusetts
gli articoli liberamente accessibili porta un sostanziale valore aggiunto, Institute of Technology (MIT). Da
sono citati più spesso e ricevono e costa. “Nature” permette agli lì Swartz aveva scaricato milioni
più attenzione dai mezzi di autori, in alcuni casi, di pubblicare di articoli accademici da JSTOR,
comunicazione. ad accesso aperto, dietro pagamento: una biblioteca digitale di articoli
PLoS ha dimostrato che l’accesso ma se lo si convertisse in un giornale scientifici a pagamento a cui il MIT
aperto è anche un business: nel 2014 completamente aperto, il costo che era abbonato. JSTOR aveva chiesto
ha avuto ricavi per 48,5 milioni bisognerebbe caricare sugli autori un’indagine, nel timore che gli
di dollari, con un attivo di quasi sarebbe proibitivo, dalle 30.000 a articoli sarebbero stati rilasciati on
5 milioni. Il giro d’affari dell’open 50.000 sterline per articolo». line illegalmente. Swartz era stato
access è stimato da Outsell Inc. in Siamo ancora lontani da una ricerca scoperto e arrestato. Dopo l’arresto
300-400 milioni di dollari, e ha completamente aperta. I dati della JSTOR lasciò cadere la questione;
sedotto tutti i gruppi editoriali: banca dati di letteratura scientifica il MIT invece proseguì la causa,

64 Le Scienze 580 dicembre 2016


da esigenze concrete. Per Elbakyan,
come per molti ricercatori del suo
paese, in cui l’accesso alle riviste è
scarso, lo scambio clandestino di
articoli era naturale. Al magazine on
line «Vox», Elbakyan ha raccontato:
«Dopo aver scambiato centinaia di
articoli scientifici a mano, ho pensato
di scrivere un programma che
automatizzasse il mio lavoro».
Così nel 2011, a soli 22 anni,
Elbakyan fonda Sci-Hub: un motore
di ricerca che scarica e archivia gli
articoli delle riviste sfruttando le
credenziali di accesso di qualche
università o istituto con un
abbonamento regolare. Una soluzione
pragmatica, come fu arXiv negli anni
novanta, ma assai più devastante.
Oggi Sci-Hub accede a più di 51
milioni di articoli accademici. È di
gran lunga la biblioteca scientifica
gratuita più vasta mai esistita, ed è
allo stesso tempo illegale.
Un’inchiesta di «Chronicle of Higher
Education» fa sospettare che Sci-Hub
usi anche metodi poco puliti come
il phishing, e-mail che inducono
a dare le credenziali di accesso
con l’inganno; Elbakyan è sempre
stata ambigua su questo punto.
Finora solo Elsevier ha intentato
una causa, ma la situazione è in
stallo: la Russia non collabora
con i giudici statunitensi, dando
rifugio ai server di Sci-Hub. Alla
richiesta di informazioni, Elsevier
ci ha risposto: «Anche se Elsevier
è il contendente ufficiale, questo è
uno sforzo ampiamente supportato
dal resto del settore», rinviando
per il resto alla dichiarazione
ufficiale dell’associazione editori
statunitense. Elbakyan comunque
non può muoversi in Occidente, o
rischia l’estradizione; intanto ha
abbandonato la biochimica e studia
montando capi d’accusa fino a d’élite dei paesi sviluppati, ma non ai storia e comunicazione della scienza,
trent’anni di carcere. Una prospettiva figli del sud del mondo? Oltraggioso e in una località che non rivela.
che Swartz non riuscì a sopportare. inaccettabile […] Dobbiamo scaricare A livello pratico, il motore di ricerca
Che cosa intendesse fare si può gli articoli scientifici e caricarli sui pirata è una manna per i paesi in via
intuire da una lettera aperta che network di condivisione dei file. di sviluppo. In un’inchiesta sempre
scrisse nel 2008, intitolata Guerilla Dobbiamo combattere una guerriglia di Bohannon, «Science» ha narrato
Open Access Manifesto, reperibile per l’accesso aperto». l’esempio di uno studente iraniano
su archive.org: «L’informazione è A raccogliere l’eredità di Swartz è per il quale Sci-Hub è stata l’unica
potere. Come tutto il potere, c’è chi stata una dottoranda in biochimica soluzione per proseguire il dottorato.
vuole averlo tutto per sé. […] Dare del Kazakhstan, Alexandra Elbakyan. Gli editori rispondono che ci sono
gli articoli scientifici alle università Idealista e allo stesso tempo spinta numerose iniziative legali, finanziate

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dalle Nazioni Unite, per dare accesso rialzando i prezzi o rinunciando a software Mendeley, concepita per
agevolato alla letteratura in paesi con formati come i PDF, costringendo condividere e commentare on line la
difficoltà economiche. Ma nessuna all’uso di programmi proprietari delle letteratura scientifica.
copre l’intero campo della letteratura case editrici. Ciò nonostante, pionieri Oggi algoritmi di text mining
scientifica o tutti i paesi. L’inchiesta dell’accesso aperto legale come Eisen possono estrarre informazioni dal
di «Science» ha inoltre rivelato che supportano Elbakyan: «Che qualcuno testo di milioni di articoli e dedurre,
anche i paesi occidentali fanno un la tratti come una criminale anziché per esempio, possibili interazioni
uso considerevole di Sci-Hub. Del come un’eroina mostra solo quanto tra proteine e farmaci, o relazioni
resto secondo un’inchiesta della sia marcio il sistema». E comunque tra geni e malattie. Secondo il
Commissione Europea l’84 per cento la si pensi ormai fermare Sci-Hub è rapporto dell’STM, sono poche
dei bibliotecari dell’Unione Europea impossibile: «Questo cambiamento è le case editrici che permettono
percepisce problemi all’accesso alla per sempre», ha scritto Elbakyan sul facilmente di sfruttare questo tipo di
letteratura scientifica. Inoltre, come suo blog. algoritmi: ma un piano dell’Unione
fa notare «Scholarly Kitchen», blog Europea annunciato a settembre
collettivo sull’editoria scientifica, Dalla biblioteca alla rete 2016 dovrebbe riformare le norme
alcune piccole aziende e start-up che Celebrando su «Nature» i vent’anni sul copyright per facilitarne l’uso.
non possono permettersi abbonamenti di arXiv, Ginsparg ha scritto: «Spero Integrare negli articoli in formato
iniziano a usare Sci-Hub. che […] la rivoluzione che verrà elettronico dati che permettano di
Sci-Hub è per l’editoria scientifica possa condurre a una struttura più inserirli nel contesto della letteratura
quello che Napster è stato per la potente per la conoscenza, cambiando esistente (i metadati) e usare il Web
musica: ha rotto una diga, e messo in dalle fondamenta il modo in cui semantico (una rappresentazione
crisi un modello di business. Di più: elaboriamo e organizziamo i dati leggibile da un computer della
ha portato alla luce le tensioni etiche, scientifici». La rete non ha messo struttura logica dell’articolo e
filosofiche, politiche, economiche in crisi solo il modello editoriale, affermazioni contenute) permetterà
nel rapporto tra comunità scientifica ma lo stesso concetto di articolo alla letteratura scientifica di integrarsi
ed editoria. Da un lato Alexandra scientifico, fossilizzato su un formato in un tessuto unitario di conoscenza,
Elbakyan rivendica esplicitamente poco flessibile, che richiede una interpretabile allo stesso modo da
all’articolo 27 della Dichiarazione «storia» autoconclusiva. Ora riviste esseri umani e calcolatori.
universale dei diritti umani, in cui si come «Matters», «PLoS Currents», La trasformazione dell’editoria
dice che «Ogni individuo ha diritto «Figshare» pubblicano – con accesso scientifica non è più solo una
di [...] partecipare al progresso aperto ovviamente – brevissimi questione interna alle accademie. Se
scientifico ed ai suoi benefici». Per rapporti di singoli esperimenti, singole la nascita delle riviste accademiche
lei l’oligopolio dell’editoria, come immagini o set di dati o addirittura tra XVI e XIX secolo ha definito la
dichiarato a Vox, «esclude molte semplici idee, registrandole come una moderna comunità scientifica, ora
persone dal partecipare alla cultura pubblicazione ufficiale. l’open access, la ridefinizione di cosa
e al progresso scientifico». Dall’altro Su forum come Pubpeer la comunità sia una pubblicazione, l’esplorazione
l’Associazione editori statunitense discute apertamente gli studi di formati nuovi, sta creando – sia pur
scrive ufficialmente che «Sci-Hub (scovando a volte casi sorprendenti tra incertezze e resistenze - un nuovo
non va messa sullo stesso piano di di frode scientifica), cambiando tipo di ricerca. Più fluida, dinamica,
un editore open access legale, e i il concetto di peer review. Le case consapevole, aperta. In un’epoca in cui
suoi sforzi non hanno niente a che editrici non stanno a guardare. sfiducia e incomprensione tra mondo
fare con la vera innovazione per Elsevier, interpellata, ci ha risposto: della ricerca e pubblico diventa critica,
migliorare l’accesso». «Ci stiamo muovendo dall’essere la costruzione di nuovo modello di
«Science» sostiene che si mette a un editore tradizionale a una comunicazione accademica, meno
repentaglio il ruolo di garanzia di azienda tecnologica», riferendosi insulare e più dinamico, potrebbe
qualità e integrità scientifica che probabilmente a mosse come gettare le basi di una relazione più
il sistema editoriale ha sempre l’acquisizione della piattaforma stretta tra scienza e società. n
rappresentato. Molti giornali
a pagamento sono fonte di
finanziamento per associazioni PER APPROFONDIRE
scientifiche professionali, che
The STM Report – An Overview of Scientific and Scholarly Journal Publishing. Ware M. e MabeM., IV
reinvestono in borse di studio, edizione, marzo 2015. http://www.stm-assoc.org/2015_02_20_STM_Report_2015.pdf.
convegni o altre iniziative. Joseph Open Access. Suber P., MIT Press, 2012. Disponibile gratis on line: http://bit.ly/oa-book.
Esposito, consulente sull’editoria Who’s Downloading Pirated Papers? Everyone. Bohannon J., in «Science». Vol. 352, pp 508-512, 28 aprile
digitale ed ex CEO dell’Encyclopaedia 2016. http://www.sciencemag.org/news/2016/04/whos-downloading-pirated-papers-everyone.
Britannica, ammonisce su «Scholarly The Past, Present and Future of Scholarly Publishing. Eisen M., http://www.michaeleisen.org/blog/?p=1346.
Kitchen» che le case editrici Requiem for a Dream. MacFarquhar L., in «The New Yorker», 11 marzo 2013. http://www.newyorker.com/
potrebbero reagire a Sci-Hub magazine/2013/03/11/requiem-for-a-dream.
Scholarship: Beyond the Paper. Priem J., in «Nature», Vol. 495, pp 437-440, 28 marzo 2013.

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SALUTE

LA
PILLOLA
GIUSTA
PER TE
Oggi la medicina genetica personalizzata offre la possibilità di
effettuare test per evitare pericolose reazioni avverse ai farmaci,
tuttavia i medici sono riluttanti a usarli

di Dina Fine Maron

IN BREVE
Illustrazione di Sam Falconer

Ogni anno circa la metà dei pazienti collaterali gravi. potenzialmente letali. quando e come modificare le
assume un farmaco che potrebbe Test genetici economici, per ora Tuttavia la mancanza di un prescrizioni farmacologiche
interagire con i loro geni e di disponibili solo in pochi ospedali, rimborso da parte delle assicurazioni impedisce un uso più ampio di
conseguenza causare effetti potrebbero evitare questi problemi e il disorientamento dei medici su questi nuovi test.

www.lescienze.it Le Scienze 69
Dina Fine Maron è associate editor
a «Scientific American».

K
orei Parker è una vivace bambina di sette anni con un sorriso contagioso, che
improvvisa canzoncine e ama condividerle a voce alta con gli altri. Un giorno
di aprile di due anni fa a Memphis, in Tennessee, dove Korei vive, la bambi-
na era tornata da scuola con strani lividi. Aveva detto di aver sbattuto contro
qualcosa, forse un banco, ma non abbastanza forte da provocare lividi tanto
marcati. Sua madre Rhonda aveva chiamato il pediatra di famiglia e fissato un appuntamento per la
fine di quella settimana. Ma il mattino dopo Korei si era svegliata con nuove chiazze lungo il braccio
e la fronte, e quando si era lavata i denti le gengive avevano iniziato a sanguinare.
Madre e figlia si erano quindi precipitate al vicino St. Jude nere risultati per l’abbinamento tra farmaci e geni su poche centi-
Children’s Research Hospital. Lì i medici avevano stabilito che Ko- naia di geni al St. Jude costa circa la metà per ogni paziente. «L’e-
rei non produceva abbastanza nuove cellule del sangue, un even- poca della medicina di precisione è alle porte», dice Dan Roden,
to che provoca sanguinamento incontrollato, ematomi e infezioni. prorettore vicario al Vanderbilt University Medical Center. «Il frut-
La malattia è chiamata anemia aplastica acquisita grave. to a portata di mano qui è la farmacogenomica».
Alla bambina erano stati subito prescritti diversi farmaci per Sfortunatamente pochi ospedali stanno cogliendo questo frutto.
stimolare le cellule del sangue e combattere le infezioni. Inoltre i La mancanza di una copertura assicurativa per i test assieme alla
medici avevano fatto anche qualcosa di insolito: avevano testato confusione che regna fra i medici su che cosa fare con i dati gene-
Korei per qualcosa come 230 geni che influiscono su tipo e dosag- tici, sta impedendo un ampio uso di questo tipo di indagini.
gio dei farmaci che avrebbero funzionato al meglio nel corpo del- Il triste risultato, affermano i sostenitori, è che le persone si am-
la bambina. Alcune varianti geniche possono stimolare il corpo a malano senza bisogno. Si stima per esempio che fra il 5 e il 30
metabolizzare i farmaci molto rapidamente: in simili casi, anche per cento della popolazione globale abbia la stessa variante geni-
dosaggi elevati potrebbero fallire. ca problematica di Korei, e che questo influisca sulla capacità del-
A causa del suo particolare assetto genetico, come poi hanno le persone di rispondere adeguatamente a molteplici farmaci, non
rivelato i test, Korei metabolizzava troppo rapidamente il vorico- solo al voriconazolo. In base alle analisi effettuate al St. Jude e al
nazolo, un farmaco che i medici le avevano inizialmente prescrit- Vanderbilt, circa il 50 per cento dei pazienti seguiti da ospedali ri-
to per scongiurare le infezioni micotiche. «La bambina prende- ceve in un periodo di un anno un farmaco che potrebbe causa-
va dosaggi da adulto, e questo sembrava non avere alcun effetto re seri effetti collaterali a causa dell’assetto genetico di quella per-
su di lei», dice Rhonda. La figlia non aveva contratto ancora alcu- sona. Uno studio effettuato al Vanderbilt, che ha esaminato solo
na micosi pericolosa ma era vulnerabile, e il suo organismo non sei farmaci, ha calcolato che i test sulla compatibilità tra farma-
sarebbe stato in grado di reagire. Così i medici erano passati a un co e gene potrebbero eliminare 400 effetti avversi su una popola-
altro farmaco che interagisce con enzimi dell’organismo prodot- zione di 52.942 individui. Se i test fossero stati effettuati per più di
ti da geni diversi. L’organismo di Korei metabolizzava quel far- sei farmaci sulla popolazione degli Stati Uniti, il numero di malan-
maco normalmente, e così la bambina non aveva sviluppato al- ni evitati probabilmente avrebbe toccato le centinaia di migliaia.
cuna infezione.
Modulare i trattamenti medici sul patrimonio genetico fa parte Spari nel buio
dell’idea futuristica di medicina personalizzata, in cui l’assistenza I medici non sono abituati a fare scelte terapeutiche usando la
è fatta su misura del DNA di un individuo. Parte di questa visione genetica. Per decenni non hanno fatto altro che limitarsi a consi-
– la corrispondenza tra farmaco e genetica chiamata farmacoge- derare fattori facilmente osservabili, come per esempio l’età del
nomica – è già qui. Korei Parker ne ha tratto beneficio. Sebbene il paziente, il peso e la funzionalità renale oppure quella epatica. Nel
sequenziamento totale del genoma umano costi 1000 dollari, otte- fare una scelta terapeutica i medici hanno anche considerato qua-

70 Le Scienze 580 dicembre 2016


G E N I E FA R M A C I


A Quantità giusta
Un gene chiamato CYP2D6 produce
Evitare il dolore
l’enzima che aiuta a convertire la codeina
Le differenze genetiche fanno sì che la codeina, un comune analgesico, non abbia gli stessi effetti su
in morfina. Quando un paziente ha due
copie normali di questo gene produce ciascun individuo. Normalmente un enzima nel fegato trasforma la codeina in morfina, molecola che,
abbastanza enzima da generare la quantità ●
di fatto, è il reale analgesico ( A ).
corretta di morfina. La morfina si lega ai ●
Ma alcune persone hanno una versione deficitaria dell’enzima ( B ) o addirittura non lo producono
recettori cellulari nel cervello e nel midollo
spinale, impedendo ai segnali dolorifici di ●
affatto; altre persone, invece, ne producono in quantità eccessive ( C ).
diffondersi. I test del DNA possono rivelare chi ha quale versione, permettendo ai medici di adeguare la dose del
farmaco modulandola sul singolo paziente.


B Enzima ●
C Troppo
in quantità insufficiente enzima
Circa il 10 per cento della popolazione ha Fino al 2 per cento della popolazione ha
una versione del gene CYP2D6 che copie extra del gene CYP2D6, che produce
funziona in modo insufficiente, o è del tutto enzima in eccesso e che sintetizza troppa
assente. Questi individui non producono morfina a partire da una dose di codeina.
quantità sufficienti di enzima che converte
la codeina.

1 Il gene produce 1 Produzione


l’enzima responsabile 1 Il gene produce eccessiva di enzima
della conversione troppo poco enzima di conversione

2 L’enzima
trasforma 2 Troppa
la codeina codeina è
in morfina trasformata
in morfina
2 La maggior
parte della
codeina non
è convertita
a morfina

3 La morfina 3 Ai recettori 3 Un eccesso


si lega si lega di morfina
ai recettori una quantità si lega
insufficiente ai recettori
di morfina

4 Il segnale del dolore 4 I segnali algici 4 Compaiono effetti tossici, come


è bloccato a livello cerebrale rimangono intensi nausea o arresto respiratorio

li altri farmaci un paziente sta assumendo e qualsiasi altra prefe- no poco o addirittura nessun giovamento per il loro dolore. Circa
renza personale. il 2 per cento della popolazione ha invece il problema opposto.
Se i medici considerassero la genetica, ecco che cosa potrebbe- Si tratta di persone che hanno troppe copie del gene che produ-
ro imparare sul fatto di prescrivere un analgesico comune come ce l’enzima, eventualità che porta alla sua produzione eccessiva.
la codeina. Tipicamente il nostro organismo produce un enzima Per costoro anche una dose minima di codeina può rapidamen-
Ilustrazione di Tami Tolpa

chiamato CYP2D6, che metabolizza la codeina nel suo compo- te trasformarsi in troppa morfina, il che può provocare un’over-
nente attivo, la morfina, che agisce da analgesico. Tuttavia, il 10 dose fatale.
per cento dei pazienti ha varianti geniche che producono quan- Questi tipi di interazioni fra farmaco e gene spiegano alcuni
tità insufficienti di enzima: di conseguenza quasi nessuna mole- antichi misteri medici. Già nel 510 a.C. il matematico greco Pita-
cola di codeina è trasformata in morfina. Queste persone traggo- gora aveva scoperto che quando alcune persone mangiavano un

www.lescienze.it Le Scienze 71
particolare tipo di fagioli soffrivano di anemia emolitica, una con- della vita. Uno di questi farmaci è la simvastatina, usato per con-
dizione potenzialmente mortale in cui i globuli rossi sono distrut- trollare livelli elevati di colesterolo. Eden, come è emerso, ha una
ti e rimossi dal flusso ematico. Circa 2500 anni dopo i ricercato- variante di un gene, conosciuto come SLC01B1, che potrebbe im-
ri hanno scoperto perché avviene questa reazione: queste persone pedire al suo organismo di metabolizzare in modo efficace questo
ereditano varianti geniche che portano a una produzione insuf- farmaco. Per ragioni che non sono ancora del tutto comprese, a
ficiente di un enzima chiamato glucosio-6-fosfato deidrogena- volte questo problema porta a un danno muscolare potenzialmen-
si (G6PD). Di norma questa sostanza previene la distruzione dei te mortale. La simvastatina è un farmaco prescritto di frequente,
globuli rossi. Proprio la stessa variante genica – che può essere però Eden deve starne alla larga.
individuata con i test oggi disponibili – predispone anche i pa- «È entusiasmante avere questo tipo di conoscenze», dice la ma-
zienti all’anemia emolitica se assumono molti farmaci oggi pre- dre della ragazzina, Nicole Brewer. «Abbiamo questa nuova frec-
senti sul mercato, fra cui il rasburicase, spesso prescritto ai mala- cia al nostro arco non solo per il tempo in cui siamo qui al St.
ti di leucemia. Jude, ma per l’intera vita di Eden: per sem-
Molte di queste interazioni tra farmaco 1 pre». Se mai un medico al St. Jude cercasse
e gene sia gravi sia lievi potrebbero essere di prescrivere questo farmaco a Eden, sul-
evitate assumendo dosi differenti dei far- la sua cartella elettronica comparirebbe un
maci o passando a sostituti. In un articolo messaggio di allarme.
pubblicato su «Nature» nell’ottobre 2015,
alcuni ricercatori hanno concluso che ci Allarmi ragionevoli
sono 80 farmaci il cui metabolismo è in- Il Vanderbilt University Medical Center è
fluenzato da due dozzine di geni, con trat- uno dei pochi altri istituti negli Stati Uni-
tamenti alternativi noti. ti a usare la farmacogenomica per aiutare
Alcune delle principali pietre miliari i suoi pazienti. A Roden, responsabile del-
nella ricerca su farmaci e geni sono sta- la sezione di medicina personalizzata, pia-
te raggiunte al St. Jude da Mary Relling, ce raccontare la storia del primo pazien-
direttore del Dipartimento di scienze far- te del centro che ha beneficiato di questa
maceutiche. Il St. Jude accoglie molti pa- strategia, nel lontano 2010. Una donna di
zienti pediatrici malati di tumore, e poiché 68 anni andava al Vanderbilt per sottopor-
2
molti farmaci potenzialmente problemati- si a terapia in seguito a trapianto cardia-
ci sono chemioterapici, l’ospedale temeva co, e il suo medico le aveva inserito uno
che questi bambini potessero essere dan- stent per mantenere aperto uno dei suoi va-
neggiati da interazioni genetiche. Sul rap- si sanguigni. In seguito Roden aveva cerca-
porto tra farmaci e geni, Relling e colle- to di prescrivere alla donna il clopidogrel,
ghi hanno effettuato anni di test su scala farmaco che di solito è usato per preveni-
ridotta. Quindi, nel maggio 2011, Relling re la formazione di coaguli nello stent. Ma
ha guidato uno studio il cui obiettivo era quando aveva inserito il nome del farmaco
iniziare a testare tutti i nuovi pazienti del nella cartella elettronica della donna sullo
St. Jude. schermo era comparsa una nota di allarme
Questo ospedale ha anche un conside- che segnalava che in base ai test genici la
revole vantaggio rispetto agli altri: non donna avrebbe metabolizzato il farmaco in
deve preoccuparsi del fatto che le com- modo non efficiente. L’allerta faceva parte
pagnie assicurative rimborsino l’istituto degli sforzi del Vanderbilt, all’epoca recenti,
per questi test genetici, o che respingano di sperimentare l’approccio farmacogeno-
le richieste costringendo i pazienti a pa- I risultati del test genetico mico. Suggeriva anche di scegliere un al-
gare da sé. L’assistenza ai pazienti è pa- hanno aiutato i medici a decidere quale tro farmaco, il prasugrel, che non sarebbe
gata principalmente da donazioni e asse- farmaco somministrare a Korei Parker entrato in conflitto con questi geni.
gni di ricerca. Grazie a questa sicurezza (1), presso il St. Jude Children’s Research Sei anni dopo, il Vanderbilt continua
finanziaria, ogni volta che un nuovo pa- Hospital. Anche Eden Brewer, una paziente a focalizzarsi sui pazienti con problemi
ziente inizia una cura il St. Jude analizza del St. Jude e il suo medico, Raul Ribeiro, cardiaci, perché è riuscito a documenta-
un campione di sangue per esaminare ol- hanno beneficiato dei test (2). re diversi effetti genetici sui farmaci per il
tre 200 geni. cuore. Grazie a un’analisi effettuata dall’o-
A marzo di quest’anno l’ospedale aveva un archivio di circa spedale su oltre 9500 dei suoi pazienti, si è scoperto che il 91 per
3000 cartelle elettroniche per altrettanti pazienti, con dati relati- cento di essi aveva almeno una variante genica che avrebbe do-
vi a sette geni e a 23 farmaci che sono ben caratterizzati e che in- vuto indurre i medici a raccomandare un cambiamento nel dosag-
cidono sulle terapie dei suoi pazienti. Una delle cartelle è di Eden gio o nella prescrizione dei farmaci. Un sottogruppo di questi pa-
Fotografie di Dina Fine Maron

Brewer, una bambina di cinque anni con una diagnosi di leucemia zienti, circa il 5 per cento, aveva due copie dei geni che avrebbero
linfoblastica acuta fatta al St. Jude lo scorso anno. Per fortuna i ri- incrementato notevolmente la possibilità di sviluppare condizioni
sultati del suo test genetico non hanno rivelato alcuna mutazio- come ictus o un infarto miocardico causato da un coagulo, se quei
ne che potrebbe richiedere un cambiamento di piano terapeutico pazienti avessero assunto quei farmaci a dosaggi standard.
da parte dei medici. Tuttavia i test hanno rivelato che la bambina Il Vanderbilt, come il St. Jude, si è fatto carico della maggior
potrebbe avere problemi con altri farmaci più in avanti, nel corso parte dei costi di questi esami, a causa del problema con le assi-

72 Le Scienze 580 dicembre 2016


curazioni. Le compagnie assicurative si dicono disposte a copri- si in particolare sulla farmacogenomica. La società DNA4Life, per
re solo alcuni test, dal momento che non tutti hanno dimostrato esempio, ha iniziato a offrire un test del DNA a 249 dollari idea-
in modo inequivocabile di migliorare gli esiti clinici. «La copertu- to per prevedere la risposta ai farmaci. Lo scorso novembre, pe-
ra per questi test varia proprio per la carenza di prove cliniche sul- rò, la FDA ha inviato a DNA4Life una dura lettera in cui affer-
la loro efficacia per i pazienti», afferma Clare Krusing, portavoce mava che per continuare a essere venduto il test avrebbe dovuto
della America’s Health Insurance Plans, l’associazione nazionale ottenere l’approvazione alla messa in commercio oppure in alter-
di categoria per il settore assicurativo sanitario. nativa l’azienda avrebbe dovuto convincere l’agenzia del perché il
Tuttavia ci sono segnali che suggeriscono che questo scettici- test avrebbe dovuto essere esentato. La FDA afferma di non poter
smo stia iniziando ad affievolirsi. Funzionari del Vanderbilt af- rilasciare dichiarazioni sulle discussioni attualmente in corso con
fermano che negli ultimi anni le politiche di rimborso di alcune DNA4Life. In generale, però, l’agenzia statunitense sostiene di te-
compagnie assicurative sono cambiate e che le compagnie han- nere sotto stretto controllo i test perché le persone potrebbero esse-
no iniziato a coprire una piccola per- re raggirate oppure, addirittura peggio,
centuale dei costi. Altri ospedali stan-
no prendendone atto. Diversi anni dopo
Un medico ha provato ricevere informazioni sbagliate che po-
trebbero danneggiarle.
che il Vanderbilt aveva iniziato a offri- a prescrivere a una donna Quel che la FDA non controlla so-
re i test, lo University of Maryland Me- no i test effettuati negli ospedali, come
dical Center (UMMC) aveva comincia- un farmaco che previene quelli al St. Jude. Negli anni settanta,
to a fare altrettanto sebbene, come il
Vanderbilt, di solito solo su pazienti con
i coaguli. Ma quando ha quando furono stilate per la prima vol-
ta le normative per i test messi a pun-
problemi cardiovascolari. Lo UMMC era inserito il farmaco nella to negli ospedali, questi strumenti dia-
ricorso ad assegni di ricerca dal gover- gnostici erano relativamente semplici, e
no federale per coprire i costi dei test di cartella medica elettronica, il fatto che i test fossero sviluppati pres-
oltre 600 pazienti. Ma secondo Amber un allarme ha segnalato so laboratori federali certificati sem-
Beitelshees, una delle persone che gui- brava adeguato. Ora che sono coinvol-
dano questa nuova strategia del Mary- che in base a test genetici te questioni genetiche complesse e che i
land, l’istituto spera presto di cambiare
la procedura e di addebitare i costi alle la donna avrebbe test sono usati più spesso, la FDA ha in-
tenzione di incrementare le proprie pro-
compagnie assicurative. metabolizzato il farmaco cedure di controllo. Finora comunque
Tuttavia meno di dieci ospedali in non si è data alcuna scadenza per tra-
tutto il paese, fra cui Maryland, Van- in modo non efficiente durre i cambiamenti in fatti concreti.
derbilt e St. Jude stanno offrendo test di La situazione, come del resto l’accet-
farmacogenomica a certi pazienti. Oltre al rimborso, l’altro princi- tazione da parte delle assicurazioni, potrebbe cambiare lentamen-
pale ostacolo che impedisce un più ampio uso della farmacogeno- te. Al momento Relling è condirettore di un gruppo di ricerca, so-
mica è la mancanza di linee guida sulla prescrizione. Molti medici stenuto con finanziamenti provenienti dai National Institutes of
si sono formati in un’epoca precedente alla disponibilità di que- Healths, per documentare attentamente qualunque nuova relazio-
sti test, e dunque non pensano nemmeno di ordinarli. E un gran ne tra farmaci e geni con nuove ricerche. Con queste informazio-
numero di medici finirebbe probabilmente per scoprire di non es- ni gli scienziati stabiliranno standard su quali geni dovrebbero ti-
sere sufficientemente formato per capirne i risultati. «Serve mol- picamente essere testati, e spiegheranno in modo accurato quali
to più di una semplice informazione approssimativa: bisogna co- cambiamenti dovrebbero essere fatti in base ai risultati dei test.
struire gli strumenti informatici, i sistemi di supporto decisionale», Nelle loro intenzioni, gli standard che sviluppano saranno forniti
dice Roden. Un medico impegnato ha bisogno di essere informato ad altri laboratori in altri ospedali.
del fatto che il paziente ha fatto un test genetico per certe varianti, Via via che questi test saranno effettuati in numero sempre più
deve conoscere i risultati del test e ricevere un orientamento facile consistente e mostreranno reali benefici per i pazienti, gli esperti
da capire su quali potrebbero essere i cambiamenti nella prescri- sperano che ostacoli e resistenze possano affievolirsi fino a scom-
zione farmacologica, osserva Roden. parire. Quando più medici saranno consapevoli dei problemi cau-
I farmacisti del St. Jude lavorano per allertare i medici della sati dalle interazioni con la genetica, ritiene Relling, saranno restii
possibilità di ricorrere a farmaci alternativi. L’ospedale ha anche a prescrivere farmaci senza test, e questo forzerà più offerte da più
creato schede che riportano il significato di particolari varianti istituzioni. «Chiunque fosse a conoscenza di queste informazioni
genetiche e sono fornite ai pazienti insieme ai risultati di qualun- genetiche e non le usasse – dice Relling – non starebbe praticando
que test. una buona medicina». n
L’accuratezza di questi test è un altro aspetto importante. La
Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti ha avvia- PER APPROFONDIRE
to iniziative per regolare i test genetici quando sono offerti diret-
tamente al consumatore. Nel 2013, per esempio, la FDA ha intima- Optimizing Drug Outcomes through Pharmacogenetics: A Case for Preemptive
Genotyping. Schildcrout J.S. e altri, in «Clinical Pharmacology & Therapeutics»,
to a 23andMe, azienda produttrice di test genetici, di sospendere Vol. 92, n. 2, pp. 235-242, agosto 2012.
la vendita del suo kit più importante, chiamato Personal Genome
Preemptive Clinical Pharmacogenetics Implementation: Current Programs in
Service, sostenendo che 23andMe non era stata in grado di forni- Five US Medical Centers. Dunnenberger H.M. e altri, in «Annual Review of
re prove adeguate sul fatto che il prodotto dava risultati accurati. Pharmacology and Toxicology», Vol. 55, pp. 89-106, gennaio 2015.
Da quando quella versione del prodotto è stata ritirata dal mercato Pharmacogenomics in the Clinic. Relling M.V. e Evans W.E., in «Nature», Vol. 526,
sono emerse altre offerte per riempire quella nicchia, focalizzando- pp. 343-350, 15 ottobre 2015.

www.lescienze.it Le Scienze 73
METEOROLOGIA

Sulle tracce di
El Niño
Questo fenomeno
climatico capriccioso
e influente è spesso
accusato di causare
condizioni meteo estreme.
Ma la verità è più sottile

di Emily Becker
Le Scienze 75
I
Emily Becker è ricercatrice a contratto presso il Climate Prediction Center della National
Oceanic and Atmospheric Administration a College Park, nel Maryland, dove si occupa
di previsioni e diagnosi climatiche. Scrive anche un blog mensile per la NOAA, su cui segue
El Niño, La Niña e altri fenomeni meteorologici.

n California si coltiva più del 90 per cento dei re l’inverno in arrivo negli Stati Uniti nord-orientali, come era suc-
pomodori, dei broccoli e delle mandorle che si consumano negli cesso a volte in passato? C’era modo di saperlo in anticipo?
Stati Uniti, come pure molti altri prodotti alimentari. Sono coltiva- Rispondere a queste domande aiuterebbe agricoltori, meteoro-
zioni che richiedono una grande quantità d’acqua. Nella primave- logi, addetti alla gestione delle emergenze e il pubblico in genere
ra 2015, dopo quattro anni in cui le piogge invernali erano state li- a prepararsi agli eventi climatici estremi, quindi i ricercatori sono
mitate, lo Stato stava attraversando una grave siccità: l’acqua nelle impegnati a raccogliere i dati necessari. Ma, come dimostra la sto-
riserve idriche era ben al di sotto del livello massimo e si attingeva ria dell’ultimo ciclo estremo di El Niño, la scienza è ancora incerta.
pesantemente alle falde sotterranee. In montagna il manto nevoso,
fonte d’acqua importante per tutta la primavera e l’estate grazie al Marzo 2015: arriva El Niño
disgelo, era quasi sparito in molte zone. I primi segnali dell’instaurarsi di El Niño si verificano sotto la
Quando la National Oceanic and Atmospheric Administration superficie dell’oceano. Nel Pacifico tropicale in genere i venti sof-
(NOAA) ha annunciato che sull’Oceano Pacifico si stava formando fiano da est a ovest: sono gli alisei che da sempre permettono alle
El Niño, nessuno si è sorpreso che i coltivatori di California e din- navi a vela di attraversare l’oceano. Questi venti fanno sì che l’ac-
torni hanno preso nota. Secondo l’opinione corrente si tratta di un qua superficiale sia un po’ più fredda nel Pacifico orientale e cen-
fenomeno che porta pioggia abbondante su tutto lo Stato. trale, mentre quella calda si concentra a ovest, verso l’Indonesia. A
El Niño è la fase calda di un ciclo di riscaldamento e raffredda- volte si indeboliscono, permettendo a ondate lente di acqua calda
mento delle acque superficiali nella regione tropicale dell’Ocea- di tornare indietro da ovest verso est lungo l’equatore in direzione
no Pacifico, che si verifica con un periodo variabile dai tre ai set- del Sud America durante diversi mesi. Questo fenomeno può inne-
te anni circa e la cui fase fredda è detta La Niña. Ciascuno dei due scare un episodio del Niño o alimentarne uno già iniziato.
fenomeni, quando emerge, dura in genere da sei mesi a un an- A me e ad altri meteorologi sembrava che El Niño che si sta-
no. Con El Niño l’acqua surriscaldata fa aumentare la tempera- va sviluppando nel 2015 sarebbe stato un episodio forte. Per me-
tura dell’aria sovrastante, provocando cambiamenti nella circola- si avevamo registrato temperature più alte della media sulla super-
zione atmosferica con effetti in tutto il mondo. Di solito la NOAA ficie del Pacifico tropicale, compresa la Regione Niño 3.4 nel Paci-
è in grado di prevedere un episodio del Niño o della Niña prima fico centrale, che monitoriamo come indicatore principale. Ma El
del momento di maggior influenza sul clima globale. Niño fa parte di un fenomeno che accoppia cambiamenti oceanici
In California si sperava nel Niño, eppure gli effetti normalmente e cambiamenti atmosferici, la El Niño-Southern Oscillation (ENSO),
collegati a questo fenomeno sulla costa statunitense e altrove non quindi monitoravamo anche l’atmosfera, in cerca di segnali che in-
si verificano sempre. Da quando la NOAA iniziò a tenerne trac- dicassero una reazione all’aumento delle temperature oceaniche.
cia, nel 1950, abbiamo avuto 20 stagioni con El Niño, e solo cir- Un aumento di pochi gradi della temperatura dell’acqua ocea-
ca la metà delle volte ha portato precipitazioni superiori alla media nica significa già un’enorme quantità di calore immagazzinato,
in California durante la stagione piovosa (dicembre, gennaio e feb- che riscalda l’aria sovrastante, in un accoppiamento atmosfera-
braio). In alcuni casi gli effetti sono opposti a quelli attesi. I meteo- oceano dei cambiamenti. Nel corso di El Niño, la zona centro-
rologi sono diventati esperti a prevedere l’instaurarsi di El Niño o orientale del Pacifico, più calda, diventa il motore che alimenta un
La Niña, ma fanno ancora fatica a capire che effetti avrà in termini fenomeno atmosferico detto Circolazione di Walker (si veda il box
di cambiamenti meteorologici a livello locale. nella pagina a fronte). Con una grossa fonte di aria umida che si
A inizio 2015, mentre la California aveva sempre più sete, era- alza molto più a est, i venti superficiali si indeboliscono, a volte fi-
no molte le domande pressanti a cui i meteorologi cercavano di ri- no a invertire la direzione e a soffiare così da ovest a est. Questa
spondere: El Niño in arrivo sarebbe stato forte? Avrebbe salvato la reazione dell’atmosfera è l’oscillazione meridionale, ed è essenzia-
California? Avrebbe aumentato la potenza degli uragani nel Paci- le per El Niño, dato che lo sostiene e lo rinforza.
fico e ridotto quelli nell’Atlantico, avrebbe prosciugato l’Australia, A marzo gli effetti dell’aumento di temperatura nel Pacifico
avrebbe alimentato gli incendi in Indonesia, avrebbe fatto spari- tropicale si erano ormai affermati. La Circolazione di Walker si in-

IN BREVE

I mezzi di comunicazione, e anche regolare. Per esempio, nel 2015- 2016 è stato tra i tre più forti mai polare piuttosto forte.
alcuni meteorologi, tendono ad 2016 El Niño non ha portato le registrati. Ha favorito la probabilità di I meteorologi prevedono che La
affermare che alcuni eventi pesanti piogge previste per il sud un inverno caldo negli Stati Uniti Niña dominerà l’inverno 2016-2017,
meteorologici estremi sono causati della California, che ne aveva nord-orientali, ma a questo effetto come succede spesso dopo un
da El Niño o La Niña, ma bisogno per ridurre la siccità. possono aver contribuito anche il episodio forte di El Niño, ma non è
l’andamento dei fenomeni non è L’episodio di El Niño del 2015- riscaldamento globale e un vortice sicuro che ci saranno eventi estremi.

76 Le Scienze 580 dicembre 2016


LE BASI

Circolazione Stratosfera
Causa ed effetto
di Walker (q
15 chilomet uota:
ri)
A Neutro
Venti
Un episodio di El Niño o La Niña si verifica quando le temperatu-
re dell’Oceano Pacifico cambiano rispetto alle condizioni neutre
(figure). Nell’inverno 2016 un El Niño forte ha alterato la corrente
a getto negli Stati Uniti e ha fatto aumentare o diminuire la pro-
Oceano P
babilità di precipitazioni in diverse regioni del mondo (mappa). acifico

Termoc Caldo
lino
El Niño o La Niña? 50 m

Superfic
Normalmente ( A ) l’acqua calda dal Pacifico ie dell’a
cqua più
fredda d Freddo
occidentale riscalda l’aria che si solleva, provoca el norm
pioggia e circola verso est quando raggiunge la ale Su Profond
perficie ità: 100
dell’acq 0 metri
stratosfera. Poi scende e si sposta verso ovest, B El Niñ ua più c
contribuendo a bloccare l’acqua calda in quella zona.
o alda del
normale
Se i venti di superficie si indeboliscono per diversi mesi,
l’acqua più calda può tornare verso est, modificando la
circolazione di Walker e raggiungendo una profondità

maggiore, il che innesca El Niño ( B ). Se invece i
venti di superficie da est a ovest diventano più forti,
l’acqua calda si sposta ancora più a ovest e raggiunge
profondità maggiori in quella zona, innescando La

Niña ( C ). La reazione atmosferica a questi flussi
d’acqua, che cambia in continuazione nel corso dei
mesi, si chiama «oscillazione meridionale» (ENSO).

Che cosa è successo nel 2016 C La Niña


All’inizio del 2016, El Niño ha contribuito a
deviare verso sud il percorso della corrente a
getto subtropicale che attraversa gli Stati
Uniti. Lo spostamento della corrente e un
rapporto mutevole tra le quantità di acqua
FATTORE DI
calda e fredda nel mare (aree gialle e blu)
COMPLICAZIONE:
hanno portato a precipitazioni più forti o più
Oscillazione artica
deboli in certe regioni (segni blu e rossi). Ma
Questo fenomeno atmosferico
anche altri fattori hanno influenzato il clima
nell’Atlantico settentrionale ha cambiato
globale, come tutti gli anni.
stato a inizio 2016 e ha permesso all’aria
fredda dell’Artide di scendere negli Stati
FATTORE DI Uniti nord-orientali, facendo
COMPLICAZIONE: abbassare le temperature di quello
Cambiamento climatico che era iniziato come un
L’aumento delle temperature in inverno caldo.
atmosfera e oceani potrebbe
modificare la natura di El Niño e La
Niña e cambiarne l’effetto sul meteo
a livello locale, ma i meteorologi
non sanno ancora dire in che
modo.
fonte: National Oceanic and Atmospheric Administration (mappa)
Illustrazioni di George Retseck, mappa di Jen Christiansen;

FATTORE DI
COMPLICAZIONE:
Oscillazione
di Madden-Julian
Quest’area temporalesca si sposta verso
est lungo l’equatore e di solito attraversa
il Pacifico in poche settimane.
Nell’inverno 2016 ha avuto un effetto
temporaneo che è andato a
rinforzare o a ridurre
www.lescienze.it l’impatto di El Niño. Le Scienze 77
deboliva e si registravano anche raffiche di venti da ovest sul Pa- ture di superficie, non si erano indeboliti quanto negli altri episo-
cifico tropicale, che aiutano le acque superficiali a spostarsi ver- di intensi di El Niño in passato. Nel 1997-1998 si erano indeboliti
so est. Anche più in profondità nelle acque dell’Oceano Pacifico le al punto da cambiare direzione e soffiare da ovest a est in ottobre e
temperature erano alte, cosa che avrebbe potuto prolungare l’ac- novembre, spostando ancora più acqua calda dal Pacifico occiden-
coppiamento atmosfera-oceano. Dopo 12 mesi di osservazione, la tale a quello centrale e alimentando il sistema del Niño.
NOAA diramava un «avviso El Niño». Iniziavano i giochi. Noi umani abbiamo la tendenza a credere che un certo insieme
di condizioni dia sempre lo stesso risultato, ma in natura c’è sem-
Maggio 2015: aumentano le probabilità pre variabilità. Sulla costa settentrionale della California, un an-
A maggio la NOAA aveva determinato una probabilità del 90 no con El Niño forte ha una media di circa 40 giorni di pioggia in
per cento che El Niño in corso si mantenesse attivo tutta l’estate un inverno, contro i circa 26 giorni di un inverno in cui il fenome-
e una probabilità dell’80 per cento che continuasse fino alla fine no non si presenta, eppure l’inverno del 1965, uno dei sei episodi
del 2015. L’agenzia era convinta della previsione perché per tut- più forti in assoluto, contò meno giorni di pioggia della media de-
to aprile le temperature di superficie nel Pacifico equatoriale era- gli anni senza El Niño. Ora dovevamo chiederci se anche il riscal-
no molto al di sopra della media. Altrettanto si poteva dire delle damento globale avesse qualche rilievo; in caso affermativo, pre-
temperature sotto la superficie nei primi 300 metri di profondità, e vedere gli effetti di El Niño sarebbe stato ancora più difficile.
anche la risposta atmosferica era diventata più forte.
Ma quali sarebbero stati gli effetti sulle condizioni meteoro- Gennaio 2016: succedono tante cose
logiche? E che cosa sarebbe successo in California? Normalmen- A gennaio El Niño aveva già registrato cifre notevoli. A dicem-
te gli effetti più forti di El Niño sulla temperatura e sulle precipita- bre l’Indice El Niño 3.4 aveva superato il record per quel mese con
zioni si sentono all’inizio dell’inverno, cioè solo sei mesi più tardi, 2,32 gradi sopra la media, battendo dicembre 1997 che era a 2,24.
ma alcuni segnali indicavano che questo El Niño sarebbe stato si- Ma El Niño è un evento che va misurato in termini stagionali: il
mile ad altri episodi forti del passato. In Australia, dove l’autunno dato a cui facciamo più attenzione è la media sui tre mesi dell’a-
stava cedendo il posto all’inverno, stavano aumentando brusca- nomalia (la differenza rispetto alla media sul lungo periodo) del-
mente siccità e ondate di calore, mentre la stagione dei cicloni nel le temperature superficiali dell’acqua. Da ottobre a dicembre 2015,
Pacifico occidentale era iniziata col botto: a maggio sette eventi l’anomalia era di 2,3 gradi, la più alta assieme a quella del 1997.
avevano già ricevuto un nome, quando la media è di due. Al di fuori della California, gli effetti del Niño erano per la
maggior parte quelli previsti. L’Africa orientale aveva registrato
Luglio 2015: a tutta forza molta più pioggia del normale nella stagione delle «brevi piogge»
A inizio luglio quasi tutti i modelli concordavano, e oceano e (da ottobre a dicembre), mentre in Sudafrica si protraeva il perio-
atmosfera continuavano a comportarsi secondo i piani. El Niño si do di siccità. Anche in Uruguay, Paraguay e nel sud del Brasile si
era consolidato, e i meteorologi erano convinti che sarebbe diven- era verificata pioggia abbondante, a fronte di un clima secco nella
tato molto forte. Ci si aspettava che la media su tre mesi delle tem- zona settentrionale del Sud America.
perature di superficie nella Regione Niño 3.4 raggiungesse un pic- In Australia l’effetto tipico è un periodo di siccità su quasi tut-
co vicino ai massimi storici, allo stesso livello dei due episodi più to il continente da luglio a dicembre, ma nel 2015 non era stata re-
forti di cui si abbiano dati, quelli del 1997-1998 e del 1982-1983. gistrata una netta riduzione delle precipitazioni, se non in alcune
Gli abitanti della California meridionale che ancora ricordavano regioni orientali. È possibile che le temperature straordinariamen-
l’inverno del 1997-1998 si aspettavano temporali e onde forti. Ne- te alte dell’Oceano Indiano avessero un forte effetto contrario; non
gli episodi di El Niño del 1982-1983 e 1997-1998 le condizioni in- dobbiamo dimenticare, infatti, che il clima è composto da molte
vernali avevano deviato la corrente a getto subtropicale del Paci- parti mobili, perciò gli effetti attesi di El Niño non sono garantiti.
fico (una corrente d’aria che soffia verso est sugli Stati Uniti ad al- In America, gli Stati Uniti nord-orientali registravano tempera-
titudini elevate e che spesso influisce sul clima) facendola spostare ture molto calde, come previsto. Michelle L’Heureux, una meteo-
verso sud, verso la California meridionale. Forti temporali, alimen- rologa che lavora con me alla NOAA, ha scritto sul suo blog: «Per
tati dall’umidità proveniente dall’acqua più calda, avevano portato la prima volta in assoluto nella mia famiglia ci siamo scambiati i
piogge abbondanti che avevano riempito i bacini idrici e avevano doni di Natale all’aperto, nel patio della casa di mia zia nella zona
causato smottamenti lungo la costa inzuppata d’acqua. di Washington. […] Abbiamo sostituito il sidro caldo con bevan-
Agricoltori e abitanti della zona speravano che il nuovo El Niño de tropicali. Qualcuno era in sandali e T-shirt. Abbiamo giocato a
avrebbe portato precipitazioni abbondanti entro dicembre. I meteo- lanciare la palla ai cani».
rologi stimavano una probabilità del 60 per cento che nel succes- Come per l’Australia, El Niño non era l’unico responsabile del
sivo inverno 2015-2016 i livelli di pioggia nelle regioni della Ca- clima insolito a Washington. Era entrato in una fase forte un fe-
lifornia meridionale e negli Stati sulla costa del golfo si sarebbe- nomeno atmosferico chiamato Oscillazione artica, il cui esempio
ro assestati nella parte alta (primo terzo) del registro storico. Que- perfetto è il «vortice polare» dei venti che passano attorno all’Ar-
sta previsione era stata ottenuta partendo dai dati di diversi indica- tico. Al contrario di altri inverni recenti, in cui il vortice era debo-
tori, compreso El Niño, e paragonandoli alle tendenze passate, per le e permetteva all’aria fredda di filtrare a sud verso gli Stati Uni-
verificare se cambiassero le probabilità di un determinato risultato. ti, negli scorsi mesi di dicembre e gennaio era forte e intrappola-
va l’aria fredda a nord, permettendo così all’aria calda dal sud de-
Ottobre 2015: venti inattesi gli Stati Uniti di spostarsi verso nord.
A ottobre le speranze per la California erano molte. Ci avvicina- Anche diversi altri fenomeni oceanici e atmosferici non col-
vamo al picco del Niño 2015-2016 ed era ancora uno dei più for- legati a El Niño potevano aver influito sul clima locale in diver-
ti registrati. Ma vedevamo qualcosa di inatteso: i venti di superficie se parti del pianeta. Uno è l’Oscillazione di Madden-Julian (MJO),
sul Pacifico equatoriale, importanti per mantenere alte le tempera- un’area temporalesca che si muove verso est attorno all’equatore e

78 Le Scienze 580 dicembre 2016


1 2

Gli effetti di El Niño possono essere contraddittori. Nell’inverno 2016 non ha portato l’auspicata pioggia in California centrale,
prolungando la siccità (1). Ma con El Niño si sono verificate pesanti nevicate negli Stati del versante Atlantico, come a gennaio 2016 (2).

dura settimane, che per qualche tempo può intensificare gli effetti della California hanno registrato precipitazioni superiori alla me-
di El Niño, ma può anche ridurli. Come scrivevo a gennaio: «È evi- dia, le regioni meridionali, incluso il corridoio costiero molto po-
dente che non sia ancora stato chiarito il modo in cui la MJO ed El poloso che va da Santa Barbara a San Diego, hanno visto precipi-
Niño agiscano per rinforzarsi o indebolirsi a vicenda». tazioni del 75 per cento inferiori alla norma». I temporali, conclu-
Poi c’è l’Oscillazione pacifica decadale, una relazione tra le deva, avrebbero dovuto «presentarsi più spesso affinché quest’an-
temperature di superficie nella regione orientale e in quella oc- no torni alla normalità», e non c’era speranza di recuperare le ca-
cidentale del Pacifico settentrionale che spesso resta fissa per 15 renze idriche accumulate dal 2011 in dighe e falde acquifere.
anni o più prima di passare a un altro stato. Tutti questi fenome- Perfino un El Niño forte non garantisce piogge abbondanti in
ni interagiscono gli uni con gli altri. E naturalmente c’è anche il California, si limita ad aumentare la probabilità di un inverno più
cambiamento climatico, un jolly che potrebbe influire su ciascuno umido del solito.
di essi in modi ancora non prevedibili. Nella regione atlantica centrale degli Stati Uniti, dopo il caldo
Sembra che il caldo a Natale raccontato da L’Heureux e quel- di Natale a gennaio arrivava la neve, che causava la chiusura degli
lo registrato a novembre e dicembre nella parte orientale del Nord uffici per due giorni: era un altro caso di condizioni meteorologi-
America fossero dovuti a una combinazione di El Niño, aria fred- che strane. L’opinione pubblica era pronta ad ascoltare chi desse la
da intrappolata nella zona artica e un’Oscillazione di Madden-Ju- colpa a El Niño ma, ancora una volta, non si può attribuire un epi-
lian attiva, più una grossa componente che non può essere spie- sodio specifico a un singolo influsso climatico, specie quando l’e-
gata neanche da questi fattori. Nonostante i titoloni dei giorna- pisodio è uno di quegli eventi climatici complessi che colpiscono
li e le dichiarazioni audaci dei meteorologi in tv, tutti d’accordo gli Stati Uniti nord-orientali. Anche se almeno sei delle dieci tem-
ad affermare che El Niño fosse la causa di quel clima estremo, peste di neve più grandi registrate a Washington si sono verifica-
non è possibile indicare un singolo temporale, un inverno freddo te durante un episodio di El Niño, erano molti i fattori che avevano
o un’ondata di caldo e dire: «È colpa di El Niño». Si tratta di un fe- contribuito a creare la bufera del 2016, tra cui un’ondata di freddo,
nomeno climatico che influisce sullo stato di base, quindi gli pos- l’umidità fornita dall’acqua fredda dell’Atlantico e un forte sistema
siamo in parte attribuire un insieme di eventi meteorologici, ma frontale. El Niño poteva anche aver lasciato il segno su alcuni fat-
non un singolo episodio. tori, ma è difficile determinarlo con precisione. Durante El Niño, la
Justin Sullivan Getty Images (1); Matt McClain Getty Images (2)

In California la speranza che El Niño fosse d’aiuto contro la sic- corrente a getto subtropicale spinge i temporali verso gli Stati sul-
cità scemava in fretta. Le precipitazioni erano state sopra la me- la costa del golfo, Georgia e North e South Carolina, ma di solito
dia in dicembre e all’inizio di gennaio nel nord dello Stato, ma at- i fenomeni escono sull’Atlantico prima di raggiungere Maryland e
torno alla media nella parte meridionale. Finalmente negli ultimi Virginia. Nel temporale di febbraio la corrente a getto deviava an-
tre giorni di gennaio è arrivata dal Pacifico una breve serie di tem- cora più a nord, verso Washington, il che in corrispondenza di El
porali, trasportata da un cosiddetto fiume atmosferico di aria umi- Niño è insolito, ma non inaudito.
da che arrivava dai tropici e si dirigeva verso la costa occidentale
degli Stati Uniti. Con la serie di temporali è arrivata sulle monta- Marzo 2016: i tre grandi
gne della Sierra Nevada una quantità considerevole di neve, che si A marzo avevamo abbastanza informazioni per affrontare le
sperava potesse aiutare in primavera, con il disgelo. affermazioni diffuse sui mass media per cui gli Stati Uniti e il
«Un mese di umidità non basta ad annullare la siccità della Ca- mondo stessero attraversando il Niño più intenso di sempre. Ave-
lifornia», scriveva un altro mio collega alla NOAA, Tom Di Liberto, vamo tutti i dati per il 2015-2016 e potevamo confrontarli con
sul suo blog dedicato al clima. «Se alcune regioni interne e il nord quelli dei due episodi più intensi della storia, quelli del 1982-1983

www.lescienze.it Le Scienze 79
EPISODI ESTREMI

È colpa El Niño e La Niña influiscono di più sul tempo


invernale. I numeri nei cerchi sono le variazioni

di El Niño?
rispetto alla media a lungo termine per
dicembre-febbraio. Nel 1958, per esempio, le
2,5

EL NIÑO
precipitazioni in California (in blu) furono di 11,6
A volte gli episodi di El Niño (in rosso) e centimetri al di sopra della media stagionale.
La Niña (in blu) non danno origine agli 2,0
eventi meteorologici estremi attesi, co-
me per esempio un inverno umido in
California (valori indicati nei cerchi), 1,5
sebbene alcuni meteorologi e titolisti
siano tentati di dare la colpa a questi
fenomeni. 1,0

Debole
0,5
(Grigio = nessun effetto né
per El Niño né per La Niña) 1958 1964 1966 1973

1950 1955 1960 1965 1970 1975

1956 1971 1974


Temperatura 3,6
negli Stati Uniti –0,5
Debole

nordorientali (°C)

–1,0
Quando la Niña è forte, le precipitazioni
in California tendono a rimanere sotto
Energia combinata degli uragani –1,5
la media (1971, 1985, 1989), ma nel
LA NIÑA

1956 ci fu un 24,1 centimetri sopra la


media. La Niña tende a durare di più di
–2,0
El Niño (larghezza curve blu e rosse).

* Differenza della temperatura marina di superficie nella Regione Niño 3.4 dalla media su lungo termine, dicembre-febbraio.

e del 1997-1998. L’attuale era uno dei tre più forti dal 1950 a oggi, Arriva La Niña?
ma fare una classifica tra gli episodi di El Niño è difficile, perché Un anno dopo il primo annuncio della NOAA, l’episodio di El
la forza si può misurare in vari modi. Il dato principale che usia- Niño giungeva al termine. A febbraio 2016 le anomalie delle tem-
mo alla NOAA è l’Oceanic Niño Index, che indica quanto la me- perature superficiali dell’acqua in gran parte del Pacifico equato-
dia sui tre mesi delle temperature di superficie nella Regione Niño riale erano scese, ed era diminuita anche la massa d’acqua più cal-
3.4 differisca dalla temperatura media sul lungo periodo. Da no- da della media sotto la superficie.
vembre 2015 a gennaio 2016 il valore era di 2,3 gradi, alla pari A marzo sembrava probabile che per l’inizio dell’estate le con-
con quello del 1997-1998. Consideravamo anche altre zone ocea- dizioni sarebbero tornate a uno stato neutro, con circa un 50 per
niche, come il Pacifico orientale (più caldo nel 1997-1998) e quel- cento di probabilità che insorgesse un episodio della Niña in au-

fonti: NOAA (dati temperature e precipitazioni); Philip Klotzbach (dati uragani)


lo occidentale (più caldo nel 2015-2016). Inoltre guardavamo al- tunno. La Niña si è verificata dopo sei dei dieci episodi da mode-
la seconda parte dell’ENSO, l’importante risposta atmosferica alle rati a forti di El Niño dal 1950, ma si tratta di un campione troppo
temperature degli oceani, che nell’insieme era stata più forte nel piccolo per una previsione affidabile.
1997-1998 che nel 2015-2016. I nostri modelli climatici computerizzati si trovano in difficoltà
Riguardo alle condizioni meteorologiche e climatiche inverna- a fornire previsioni accurate anche in primavera (in particolare da
li, si erano verificati diversi risultati simili in tutti tre i casi, ma an- marzo a maggio), quando spesso El Niño e La Niña stanno perden-
che alcune eccezioni notevoli (si veda il box in alto), compreso il do forza e passando a uno stato neutro. Durante questo periodo di
fatto che la maggior parte della pioggia in California era caduta transizione il tempo in Nord America è estremamente variabile, il
a nord invece che a sud. Capire il perché di questo comportamen- che spesso nasconde gli indizi di questi due fenomeni.
to diverso rispetto agli altri inverni con episodi forti di El Niño sarà Eppure la maggior parte dei modelli concordava nel prevede-
Grafico di Jen Christiansen;

un problema che terrà occupati i ricercatori per anni. Sono molti i re lo sviluppo della Niña entro l’autunno di quest’anno. In aprile
fattori potenzialmente in gioco, compreso il fatto che oggi le acque la NOAA diramava un’allerta La Niña e in agosto avevamo deter-
degli oceani sono molto più calde che negli ultimi due El Niño for- minato una possibilità del 50 per cento che il fenomeno si verifi-
ti. Inoltre nei sistemi meteorologici ci sono sempre effetti caotici a casse entro l’autunno. Analizzando i dati, i computer prevedevano
breve termine, dunque anche quando due El Niño sembrano iden- che le temperature di superficie nel Pacifico avrebbero continua-
tici non hanno necessariamente gli stessi effetti sul clima. to a scendere, forse fino a superare il limite per La Niña (0,5 gra-

80 Le Scienze 580 dicembre 2016


Nei tre inverni in cui El Niño è stato A volte gli effetti sul tempo sono opposti a quelli
più forte (1983, 1998, 2016), le attesi. Durante El Niño del 2003, le temperature
temperature negli Stati Uniti nord- invernali negli Stati nord-orientali erano di 1,6
orientali sono state più alte della gradi sotto la norma. Durante la Niña del 2008
media (in rosa), ma potrebbe essere (sotto), la California ha ricevuto a sorpresa 3,3
coinvolto il riscaldamento globale. centimetri di pioggia invernale sopra la media.

1983 1988 1992 1998 2003 2010 2016

1980 1985 1990 1995 2000 2005 2010 2015

1985 1989 2000 2008 2011

Episodi estremi possono


essere meno comuni in anni
neutri, come il 1980
e il 2013, ma possono
verificarsi (non mostrato).

di sotto la media). Inoltre sotto la superficie si accumulava acqua no che le temperature mediamente più alte degli oceani causeran-
più fredda della media in tutto il Pacifico lungo l’equatore. È inte- no episodi El Niño più intensi, altri ipotizzano che il riscaldamen-
ressante notare che l’acqua sotto la superficie nella Regione Niño to globale possa ridurne la forza. Dato che il sistema a livello glo-
3.4 aveva raggiunto temperature fredde da record nel 1998, subito bale include enormi fenomeni atmosferici e oceanici che alternano
dopo il forte El Niño del 1997-1998. naturalmente tra diversi stati, come l’Oscillazione pacifica decada-
Negli Stati Uniti, gli effetti della Niña sono grosso modo il con- le, è difficile capire quali effetti abbia avuto finora il riscaldamento
trario di quelli di El Niño, ma la corrispondenza non è precisa. La globale su El Niño o come andranno le cose in futuro. I ricercatori
Niña modifica i venti occidentali e la corrente a getto in modi di- continueranno a decifrare i collegamenti possibili.
versi, e tra le altre cose crea un ambiente adatto allo sviluppo di Una cosa di cui possiamo essere quasi sicuri è che El Niño e La
uragani nell’Atlantico. Il bollettino ufficiale della NOAA per la sta- Niña continueranno a verificarsi, a volte con più forza e a volte
gione degli uragani, l’Hurricane Season Outlook, pubblicato ad con meno. I resti fossili dei coralli dimostrano che il ciclo si ripe-
agosto, prevede una stagione tipica con più uragani della media te da migliaia di anni. Imparando a capire meglio le dinamiche del
nell’Atlantico settentrionale, perché sono in gioco anche altri fat- clima, possiamo anticipare meglio gli effetti di questo fenomeno
tori. Gli inverni della Niña in California tendono a essere secchi. di rilievo sulle condizioni meteorologiche mondiali e sugli abitan-
ti di tutto il mondo. n
Oscillazione
Nonostante la sua reputazione terribile, di solito El Niño non PER APPROFONDIRE
innesca un numero maggiore di disastri meteorologici rispetto
Pagina web su El Niño/Oscillazione Meridionale dell’International Research Institute
agli altri anni, ma quelli che innesca sono più prevedibili. Se go- for Climate and Society: http://iri.columbia.edu/our-expertise/climate/enso.
verno e addetti alla gestione delle emergenze dessero ascolto alle Pagina web NOAA con informazioni sull’ENSO: www.climate.gov/enso.
previsioni stagionali relative a El Niño, potrebbero assegnare le ri- Blog NOAA sull’ENSO: www.climate.gov/news-features/department/enso-blog.
sorse a determinate zone in anticipo, per ridurre i costi umani nel Pagina web dedicata all’ENSO del Pacific Marine Environmental Laboratory: www.
caso il fenomeno produca effetti tipici. pmel.noaa.gov/elnino/what-is-el-nino.
I ricercatori non hanno ancora chiarito come interagirà il riscal- Gli strani percorsi della corrente a getto. Masters J., in «Le Scienze» n. 558,
damento globale con il ciclo El Niño/La Niña. Alcuni studi indica- febbraio 2015.

www.lescienze.it Le Scienze 81
I tuatara, rettili simili a lucertole dell’isola
neozelandese di North Island, sono minacciati
di estinzione a causa del cambiamento climatico.
CONSERVAZIONE

Lontano
da casa Per salvare
le specie minacciate
dai cambiamenti
climatici, gli scienziati
stanno pensando
di spostarle in aree
in cui non hanno
mai vissuto prima,
una strategia
non priva di rischi

di Richard Conniff

Le Scienze 83
Richard Conniff è un giornalista scientifico freelance.
I suoi articoli sono stati pubblicati su periodici come «New
York Times», «The Atlantic» e «National Geographic», per
citarne alcuni. Il suo libro più recente è House of Lost
Worlds (Yale University Press, 2016).

S
u un pezzetto di scoglio nello Stretto di Cook noto come North Brother Island,
una popolazione di un animale simile a una lucertola chiamato tuatara sta ra-
pidamente diventando tutta maschile. Quando alla fine degli anni novanta gli
scienziati hanno notato per la prima volta questo sbilanciamento, il rapporto tra
i sessi mostrava già un 62,4 per cento di maschi, e da allora è rapidamente peg-
giorato, superando il 70 per cento.
I ricercatori dicono che la causa è il cambiamento climatico: la potenzialmente devastanti sia sulle specie trasferite sia sull’habi-
temperatura del suolo determina il sesso degli embrioni di tuata- tat di destinazione. Molti esperti di conservazione, inoltre, hanno
ra, con temperature più basse che favoriscono le femmine e quelle dedicato la loro vita a riportare le specie dove vivevano 100 o 200
più alte che favoriscono i maschi. Quando il clima porterà il rap- anni fa: i lupi grigi di Yellowstone, per esempio, o i bisonti del-
porto all’85 per cento di maschi, i tuatara di North Brother saran- le Grandi Pianure, entrambi negli Stati Uniti. Immaginare nuo-
no finiti inesorabilmente in quello che i biologi chiamano un vor- vi luoghi dove potrebbero vivere in un futuro ignoto può sembra-
tice di estinzione. re un’eresia.
Per i tuatara e per molte altre specie minacciate dal cambia- Ma via via che le possibili devastazioni da cambiamento cli-
mento climatico, il trasferimento in luoghi dove non hanno mai matico sono diventate più evidenti, le critiche hanno fatto posto
vissuto prima, una pratica nota come colonizzazione assistita, co- a linee guida su come e quando spostare le specie, e a una cre-
mincia a sembrare l’unica opzione che i conservazionisti hanno scente accettazione, pur con un certo disagio, della colonizzazione
per salvarli. «Preferiremmo fare qualcosa di un po’ più naturale», assistita. Da un sondaggio recente tra 2300 esperti di biodiversità
dice Jessica Hellman, un’ecologa dell’Università del Minnesota per la rivista «Elementa: Science of the Anthropocene» è emer-
che è stata tra i primi ricercatori ad avanzare l’idea della coloniz- so che la maggior parte di loro era a favore dell’idea in condizio-
zazione assistita. Sarebbe meglio, cioè, che le specie spostassero ni specifiche e limitate, in particolare quando la tecnica può pre-
da sole i loro areali, usando corridoi naturali per trovare nuove venire l’estinzione e quando il rischio per l’habitat di destinazione
dimore via via che le vecchie diventano meno abitabile. Ma per è piccolo o nullo.
molte specie insulari e montane gli spostamenti a lunga distan-
za semplicemente non sono possibili, spiega Hellman. In altri ca- Fuori dai margini
si i vecchi corridoi non esistono più perché lo sviluppo umano li La necessità di pianificare quella che in sostanza potrebbe es-
ha frammentati. sere un’evacuazione di emergenza di una specie è diventata do-
Pagine precedenti: Frans Lanting/Getty Images

L’idea della colonizzazione assistita come tattica di conserva- lorosamente evidente a novembre 2015, quando un incendio ha
zione ha tuttavia sollevato dure critiche, per gli effetti ecologici devastato l’habitat di uno dei mammiferi più minacciati al mon-

IN BREVE

Il cambiamento climatico sta Per salvare questi organismi luoghi che gli organismi in questione trasferite sia per gli habitat
trasformando gli habitat naturali di dall’estinzione, gli esperti di non avevano mai occupato prima. di destinazione, ma potrebbe offrire
molte specie in modi che ne conservazione stanno considerando Una simile colonizzazione assistita la migliore speranza per prevenire
minacciano la sopravvivenza. sempre più l’idea di spostarli in porta rischi sia per le specie l’estinzione.

84 Le Scienze 580 dicembre 2016


Opossum pigmeo di montagna Hihi Cervo delle Keys
PROBLEMA: L’habitat alpino di questo marsupiale PROBLEMA: Lo hihi vive nell’area dell’isola PROBLEMA: L’innalzamento dei mari porterà
australiano in pericolo critico si sta riscaldando così neozelandese di North Island. I cambiamenti all’allagamento di gran parte delle Florida Keys,
rapidamente che la specie non può semplicemente climatici dei prossimi anni renderanno la regione in isole pianeggianti dove sopravvivono meno di
spostare il proprio areale a quote più elevate. gran parte inadatta a questo uccello. 1000 di questi piccoli cervi.
SOLUZIONE: I conservazionisti stanno chiedendosi SOLUZIONE: Gli stessi cambiamenti climatici SOLUZIONE: I ricercatori hanno spostato
dove spostare l’opossum notturno. creeranno condizioni adatte alcune popolazioni di cervi delle Keys,
La decisione è complicata dal fatto che oltre allo hihi nell’isola di South Island, al di fuori una sottospecie di cervo dalla coda bianca,
a trasferire l’opossium dovrebbero riuscire a dell’areale originario della specie. nelle aree più elevate dell’arcipelago,
ricollocare anche la preda principale dell’opossum, È lì che i conservazionisti stanno considerando per provare a guadagnare almeno qualche
la falena bogong. di stabilire una nuova popolazione. decennio.

do, un piccolo marsupiale simile a un canguro chiamato potoroo tutta la regione. I successivi studi in campo hanno ridotto la lista
di Gilbert, in un’area siccitosa dell’Australia occidentale. Il fuoco a diversi siti a sud della città, a qualche ora di distanza, con idro-
ha ucciso 15 della ventina di potoroo presenti nella riserva in cui logia e altre condizioni che dovrebbero rimanere adatte nel clima
la specie era stata riscoperta nel 1994, dopo essere stata in prece- più arido dei prossimi 30-50 anni. Dopo aver ottenuto le neces-
denza ritenuta estinta da più di un secolo. La perdita dell’habitat sarie autorizzazioni da parte delle autorità della fauna selvatica e
sarebbe stata un’automatica condanna all’estinzione, se non fos- dell’ambiente, i ricercatori partiranno per il sud con un carico di
se che a seguito della riscoperta i biologi avevano fondato un’altra tartarughe allevate in cattività lo scorso agosto, per cominciare a
colonia della specie nelle vicinanze. introdurle nella loro nuova dimora.
Il potoroo è stato spostato rimanendo all’interno del suo area- Altri ricercatori stanno decidendo dove spostare l’opossum pig-
le originario, decisione assai meno controversa rispetto a uno spo- meo di montagna, un mammifero australiano in pericolo critico.
stamento in una nuova area. Anche altri esperti di conservazione Per avere un’idea della complessità di queste azioni, basti pensare
hanno cominciato a prendere tempo in questo modo. Nelle Flori- che probabilmente dovranno introdurre anche il suo cibo preferi-
da Keys, per esempio, alcuni ricercatori hanno già trasferito alcu- to, la falena bogong. Per entrambe le specie l’habitat alpino si sta
ne popolazioni di cervi delle Keys e un cactus arborescente in aree riscaldando in modo così rapido che un semplice spostamento al-
più a monte, per dare loro qualche altro decennio di habitat adat- titudinale non sarà più possibile.
to ora che i livelli del mare stanno salendo. Per Melomys rubicola, L’uso della colonizzazione assistita come strumento per affron-
un piccolo roditore esclusivo dell’isola australiana di Bramble Cay, tare il cambiamento climatico non è del tutto nuovo. Stephen G.
è già troppo tardi per questa tattica di rinvio. A giugno, ricercato- Willis, ecologo dell’Università di Durham, e Jane K. Hill, ora all’U-
ri dell’Università del Queensland hanno annunciato che la specie è niversità di York, l’avevano provata sperimentalmente a parti-
scomparsa in seguito alle ripetute inondazioni dell’isola in cui vi- re dal 1999. «Studiavamo gli impatti dei cambiamenti climatici»,
Robin Bush/Getty Images (uccello); Getty Images (cervo)

veva. Gli scienziati hanno descritto l’evento come probabilmente spiega Hill, su alcune specie di farfalle britanniche, tra cui due
«il primo caso documentato di estinzione di un mammifero a cau- relativamente comuni, l’atteone lineato maggiore e un’altra spe-
sa dei cambiamenti climatici di origine antropica». cie chiamata Galatea, «e abbiamo visto che c’erano zone con cli-
Jason Edwards/Getty Images (opossum);

Quindi la speranza più grande per altre specie potrebbe trovarsi ma adatto, a nord del loro areale normale, che non avevano an-
oltre il loro areale originario. Per esempio, le paludi vicino a Perth, cora raggiunto».
in Australia, dove vive la tartaruga dal collo corto (Pseudemydu- L’assenza di farfalle in quella zona è dovuto a un fenomeno
ra umbrina, in pericolo critico), sono esposte alla triplice minaccia chiamato ritardo di migrazione. Anche quando i corridoi natura-
dei cambiamenti climatici, dell’espansione urbana e dell’incessan- li sono intatti, le specie tendono a restare un passo indietro rispet-
te attingere della città alla falda acquifera sottostante. Tracy Rout, to al tasso dei cambiamenti climatici. Forse ci si può aspettare un
dell’Università del Queensland, e colleghi hanno usato un super- simile ritardo per gli alberi. Ma si è scoperto che anche molte spe-
computer per schedare 13.000 potenziali siti di trasferimento in cie di uccelli e mammiferi restano indietro rispetto al clima, forse

www.lescienze.it Le Scienze 85
Tartaruga dal collo corto Dendrobates leucomelas Galatea
PROBLEMA: I cambiamenti climatici e la PROBLEMA: Si stima che via via che il suo habitat PROBLEMA: Il cambiamento climatico sta
distruzione dell’habitat costituiscono gravi minacce di foresta pluviale si farà più caldo e arido questa spostando l’habitat della farfalla verso nord, ma la
per questo animale, un rettile australiano in rana sudamericana dovrà spostarsi di centinaia di specie non ha fatto lo stesso.
pericolo critico che vive nelle zone umide nelle chilometri a sud-ovest. SOLUZIONE: Gli ecologi hanno preso le farfalle dal
vicinanze di Perth. SOLUZIONE: Non è in corso nessun piano di North Yorkshire, in Inghilterra, e le hanno liberate
SOLUZIONE: colonizzazione assistita per questa rana. 65 chilometri a nord dell’areale naturale della
Gli scienziati hanno usato un supercomputer per specie. Gli animali nel nuovo ambiente sembrano
identificare siti di trasferimento che probabilmente essere in buona salute.
rimarranno adatti per alcuni decenni da ora.

perché i tipi di vegetazione e habitat da cui dipendono si muovono re scoiattoli rossi nelle foreste di pecci neri (Picea mariana) a Ter-
più lentamente. Il divario tra «velocità climatica» e «velocità bioti- ranova, in Canada, con l’idea che avrebbero rappresentato una
ca» può essere incolmabile. Joshua J. Lawler, dell’Università di Wa- nuova fonte di cibo per le martore dei pini che vivono sull’isola.
shington, prevede per esempio che la rana sudamericana Dendro- Le martore, creature simili alle donnole a quel tempo in declino,
bates leucomelas, via via che il suo ambiente di foresta pluviale si non mostrarono però interesse per gli scoiattoli. Le pigne dell’abe-
farà più caldo e arido, dovrà spostarsi di centinaia di chilometri a te, invece, che si era evoluto per 9000 anni senza scoiattoli, non
sud-ovest per trovare un habitat adatto nel corso del secolo. avevano mezzi per proteggersi dai nuovi arrivati. E le popolazio-
Quando hanno notato che le due farfalle erano in ritardo sul ni di crociere di Terranova, una sottospecie di uccello crociere che
clima, Willis e Hill si sono attivati per aiutarle a rimettersi al pas- si era evoluta in associazione a quelle stesse pigne, sono crolla-
so. «Lo abbiamo fatto a scopo dimostrativo, come caso di studio», te di fronte alla nuova concorrenza. Ora l’uccello è in via di estin-
dice Hill. Sono riusciti a ottenere le autorizzazioni necessarie per- zione ed è diventato un caso emblematico di come le migliori in-
ché gli habitat di trasferimento proposti erano relativamente limi- tenzioni possano finire male quando si sposta una specie fuori dal
tati e in cave e aree urbanizzate, e perché già si sapeva che le altre suo areale storico.
specie presenti nell’area erano compatibili. Hanno liberato le Me- Tuttavia ci possono essere modi per ridurre al minimo la proba-

Rune Midtgaard (tartaruga); Buddy Mais/Lee Getty Images (rana); Getty Images (farfalla)
lanargia galathea 65 chilometri a nord e gli atteoni 35 chilometri bilità di esiti disastrosi come questo. Nathalie Pettorelli, della Zo-
a nord dei loro areali originari. Entrambe le popolazioni sembra- ological Society di Londra, e colleghi hanno lavorato con questo
no passarsela bene nella loro nuova dimora, dichiara Willis. Ma preciso obiettivo in uno studio del 2013 sullo hihi della Nuova Ze-
aggiunge che le linee guida in via di sviluppo per la migrazione landa, un bell’uccello dal piumaggio giallo e nero, separato da 34
assistita «concordano tutte su un punto: è necessario adottare un milioni di anni di evoluzione dal suo più vicino parente viven-
approccio prudente e conservativo. Non si deve finire per intro- te. Lo hihi sopravvive in soli cinque habitat isolati nelle vicinanze
durre il prossimo coniglio in Australia». di North Island, dove i conservazionisti gli danno una mano con
mangiatoie a zucchero come quelle che in Nord America si usano
Risoluzione dei problemi solitamente per i colibrì. Pettorelli e i coautori hanno scoperto che
Trasferire qualsiasi specie comporta inevitabilmente dei ri- i cambiamenti climatici dei prossimi decenni renderanno la parte
schi. In una critica del 2009, Anthony Ricciardi, della McGill nord dell’habitat in gran parte inadatta per lo hihi. D’altra parte, lo
University, e Daniel Simberloff, dell’Università del Tennessee a spostamento ecologico creerà habitat adeguati a South Island, al
Knoxville, hanno esortato i conservazionisti a non giocare «alla di fuori dell’areale storico dello hihi.
roulette con l’ecologia», dichiarando che i sostenitori hanno «sot- «Non l’abbiamo fatto con l’idea di dire quando o come o do-
tovalutato grossolanamente» quanto sia difficile prevedere l’im- ve spostare gli hihi», ricorda Pettorelli. Questo è compito degli enti
patto dell’introduzione di una specie in un habitat, anche con l’a- locali. Ma i ricercatori hanno pensato di fornire una metodologia
nalisi più prudente e dettagliata. per prendere queste decisioni con cura. Hanno cominciato analiz-
I due autori ricordano quando nel 1960 si decise di introdur- zando una manciata di modi diversi in cui le cose possono anda-

86 Le Scienze 580 dicembre 2016


re male per un habitat di trasferimento: per esempio gli effetti ne- ze per una specie come il tuatara? I maschi si possono accoppiare
gativi su altre specie (rischio ecologico), l’introduzione di nuovi ogni anno, mentre le femmine di North Brother riescono a portare
patogeni (rischio sanitario), la possibilità che le specie si diffonda- avanti una covata solo una volta ogni nove anni. Significa che le
no oltre l’areale previsto e che abbiano la meglio sulle specie nati- femmine subiscono continue pressioni per accoppiarsi, il che ero-
ve (rischio di invasione), l’ibridazione con specie affini (rischio di de rapidamente la loro capacità di restare in salute. È un problema
fuga genica) e i costi per i residenti umani (rischio socio-economi- che continua a peggiorare via via che il rapporto tra i sessi della
co). Poi hanno considerato una serie di fattori climatici, come il li- specie si sposta a favore dei maschi. North Brother Island non ha
vello di siccità a cui si arriva nella stagione arida e il variare della zone in ombra e non ci sono nicchie né fessure per ridurre l’effet-
pioggia nel corso dell’anno, negli habitat vecchi e in quelli poten- to di sbilanciamento tra i sessi dovuto al riscaldamento, per cui i
ziali, per rendere i loro modelli più precisi possibile. circa 500 tuatara dell’isola sono diventati un indicatore di come
«Dobbiamo far crescere le collaborazioni tra le persone che un pianeta in rapido riscaldamento interesserà l’intera specie. Tra-
prendono le decisioni sul campo e gli scienziati», spiega Petto- scinati già da tempo lontano dalla terraferma su un mucchietto di
relli. «Molti vogliono lavorare insieme ma non sanno come far- isole, i 100.000 tuatara rimasti sono gli ultimi sopravvissuti di 200
lo, non hanno i contatti per lavorare insieme». Ancora oggi «mol- milioni di anni di evoluzione.
te scelte gestionali si prendono senza tenere conto di che cosa dice Nicola Mitchell, della University of Western Australia, è coau-
la scienza e di come farne uso». Il punto dell’esperimento era mo- trice di un recente articolo che elenca le varie opzioni di gestione
strare il come. Il risultato è stato che ora gli su North Brother. Tutte le parti interessate
scienziati hanno fondato una nuova popo- Le linee guida in via di al tuatara – scienziati, responsabili del go-
lazione di hihi su South Island. sviluppo per la verno e maori, per i quali è un animale tote-
mico – potrebbero fare squadra per rimuo-
Esiti incerti migrazione assistita vere gli edifici non necessari e aprire siti di
Ma anche i proponenti della coloniz- «concordano tutte su nidificazione sui lati più freschi delle isole.
re troppo. A volte l’opzione meno rischio- un punto: è necessario che trovino le uova per incubarle in cattivi-
zazione assistita hanno il timore di corre- Oppure potrebbero fare arrivare ricercatori

sa, lasciare che le specie si adattino da sole, adottare un approccio tà a temperature adatte a garantire il giusto
può funzionare più che bene. Nelle Monta-
gne Rocciose a ovest di Denver, per esem-
prudente e mix tra i sessi. In alternativa potrebbero ri-
pristinare l’equilibrio tra i sessi proteggen-
pio, alcuni fiori alpini sono diventati più conservativo. Non si do le femmine neonate e aggiungendole al-
rari con l’aumentare delle temperature. I ca-
labroni che avevano evoluto lingue lunghe
deve finire per la popolazione e rimuovere invece i maschi
adulti di troppo.
per nutrirsi specificamente su fiori con tu- introdurre il prossimo «Ma sono tutte cose molto complica-
bi pollinici profondi sono quindi diventati coniglio in Australia». te», dice Mitchell, che ha passato due esta-
meno selettivi. Questo sta invertendo il pro- ti sull’isola alla ricerca di nidi. «Le femmine
cesso evolutivo, e gli insetti hanno perso un Stephen G. Willis che nidificano ogni anno sono poche, e so-
quarto della lunghezza della lingua negli ul- no molto timide e difficili da trovare». Tra-
Università di Durham
timi quarant’anni per alimentarsi sui fiori sferire il tuatara in un sito più fresco po-
che ancora ci sono. trebbe in realtà essere una soluzione più semplice, ma costa: ogni
Altre specie si rivelano flessibili in modi che gli scienziati non viaggio a North Brother Island implica prendere un elicottero dal
si aspettavano. Nel 2010 un gruppo di ricercatori che lavorava su centro di Wellington, proibitivo per qualunque budget. Inoltre, ci
un’attività commerciale di pesca ha trasferito 10.000 aragoste au- sono già popolazioni di riserva della stessa sottospecie (anche se
strali (Jasus edwardsii) di acque profonde. Ma invece che spostar- di un diverso ceppo genetico) su altre isole vicine. La soluzione
le verso il polo per creare popolazioni d’avamposto in acque più più pragmatica, quindi, potrebbe essere considerare la popolazio-
fredde, le hanno portate più vicino all’equatore e verso la costa, ne di tuatara di North Brother Island sacrificabile. Gli scienzia-
per vedere in che modo avrebbero gestito le condizioni più cal- ti potrebbero semplicemente aspettare per vedere come si metto-
de previste nel prossimo futuro. Contro le aspettative, le arago- no le cose per conto proprio, e se la popolazione di North Brother
ste hanno cominciato a crescere a un tasso quattro volte maggiore Island collassa, così sia.
rispetto al sito originario e sono arrivate a produrre 35.000 uova In definitiva, queste decisioni si ridurranno a una questione di
all’anno. Erano più adattabili del previsto alle variazioni di tem- quanto biologi della conservazione e società se la sentiranno di
peratura, e c’era più da mangiare. immischiarsi negli affari della natura per decidere quali specie deb-
Prevedere un’elasticità del genere è una vera sfida. In uno stu- bano sopravvivere e quali morire. «Dov’è che finisci di aiutare i
dio sullo stato di 155 specie di farfalle e falene britanniche in ol- processi naturali e cominci a fare giardinaggio?», si chiede l’ecolo-
tre quarant’anni di cambiamenti climatici, gli scienziati hanno sco- ga Hellman. «Non puoi fare un orto di tutta la biodiversità». n
perto che a circa la metà delle specie è andata meglio, all’altra metà
peggio. I fattori importanti cambiavano da specie a specie: alcune PER APPROFONDIRE
erano sensibili alle temperature estive, altre a quelle invernali, altre
Saving a Million Species: Extinction Risk from Climate Change. Hannah L. (a
ancora alle piogge primaverili e così via, quasi all’infinito. «Queste cura), Island Press, Washington, 2011.
155 specie diverse sembrano quasi avere 155 opinioni diverse su Biodiversity in a Changing Climate: Linking Science and Management in
quanto sia cambiato il clima e se lo abbia fatto in meglio o in peg- conservation. Root T.L. e altri (a cura), University of California Press, Oakland,
gio», dice Chris D. Thomas, dell’Università di York. 2015.
E allora che cosa possiamo concludere da tutte queste incertez- Quali specie vivranno? Nijhuis M., in «Le Scienze» n. 530, ottobre 2012.

www.lescienze.it Le Scienze 87
Coordinate
Prima guerra
mondiale:
I tassi dei parti gemellari Genetica:
toccano un massimo per un tempo La probabilità di Ordini
breve, in parte perché era più concepire gemelli di grandezza:
probabile che donne particolarmente eterozigoti è doppia in Europa
Danimarca feconde – che più spesso hanno Dei 545.493 parti
rispetto all’Asia orientale, in registrati in Italia nel
gemelli – concepissero durante
Paesi bassi Africa subshariana è il doppio
25 le fugaci visite degli sposi in 2010 quelli plurimi
Francia licenza dalla guerra dell’Europa. Quella degli Primo sono 8550
omozigoti è uguale bambino FIV
Svezia ovunque Louise Brown
Gravidanze per 1000 da cui nascono gemelli

Italia Inghilterra e Galles nasce nel 1978 in


20
Regno Unito
Stati Uniti Polonia

Irlanda Grecia
Singapore
15
Hong Kong

10
Motivo
per il cambiamento
nel tasso tra il 1970
e il 2005
Età della Trattamenti Giappone
5 madre fertilità

Entrambi uguali

Grafica di Katie Peek; fonti: Twinning Rates In Developed Countries: Trends And Explanations, di Gilles Pison e altri, in «Population And Development Review»,

Journal Of Medicine, vol. 369, No. 23; 5 dicembre, 2013 (struttura grafici piccoli); National Center For Health Statistics, 1971–2014 (dati nei grafici piccoli)
1900 1910 1920 1930 1940 1950 1960 1970 1980 1990 2000 2010

Vol. 41, n. 4; dicembre 2015 (grafico grande); Fertility Treatments And Multiple Births In The United States, di Aniket D. Kulkarni e altri, in «New England
1910-1960 I tassi dei gemelli sono stabili 1960-1980 Il declino dei gemelli 1980-2013 Il ritorno dei gemelli
In questo periodo nei paesi sviluppati, L’uso diffuso di tecniche per il controllo delle nascite Le donne hanno bambini in età più avanzata
le nascite di gemelli per 1000 gravidanze implica che le donne più feconde, che avrebbero (i gemelli sono più probabili per madri più
non cambiano molto. potuto avere multipli parti gemellari, possono grandi), e si espande il ricorso a trattamenti per
fermarsi dopo una coppia. la fertilità, che tendono a dare nascite multiple.

Il picco dei gemelli


Le autorità sanitarie cercano di fermare il tasso crescente di parti multipli
Dagli anni settanta nei paesi sviluppati è stato registrato un nu- vorrebbero invertire l’andamento. Svezia, Danimarca e poche al-
mero sempre più grande di gemelli. Le donne hanno figli a età tre nazioni stanno invertendo i propri tassi di parti gemellari con
sempre più avanzate, così rimangono incinta all’età naturale per il linee guida o regolamenti che limitano il numero di embrioni im-
picco dei gemelli: circa 35 anni. E i trattamenti per la fertilità so- piantati durante la maggior parte delle procedure di fecondazione
no diventati più comuni, incrementando notevolmente le possi- in vitro. Questi cambiamenti hanno anche ridotto in modo signifi-
bilità di avere gemelli. Poiché i parti multipli sono pericolosi sia cativo il tasso dei parti trigemini.
per la madri sia per i bambini, i responsabili della salute pubblica Katie Peek

Trattamenti o età materna? Gemelli negli Stati Uniti Trigemini e più numerosi
Negli Stati Uniti le nascite multiple negli Stati Uniti
15
da cui nascono due gemelli

Probabilmente da 0,5
da cui nascono tre gemelli

aumentano leggermente con l’aumento


trattamenti fertilità
Gravidanze per 1000

dell’età della madre (linea sottile), ma i


Gravidanze per 1000

trattamenti per la fertilità spingono il 0,4


tasso ancora più in alto (linea spessa). 10
0,3
Tuttavia, dal 2000 a oggi i tassi elevati
per parti trigemini sono precipitati, in Cambio probabilmente 0,2
larga parte perché sempre meno dottori 5 dovuto all’aumento
impiantano tre o più embrioni durante dell’età materna 0,1
procedure di fecondazione in vitro (FIV).
L’impianto di un solo embrione potrebbe 0 0
diminuire anche il tasso dei gemelli. 1970 1980 1990 2000 2010 1970 1980 1990 2000 2010

88 Le Scienze 580 dicembre 2016


Povera scienza
di Paolo Attivissimo
Giornalista informatico e studioso
della disinformazione nei media

Invisibile e dimenticata
Oggetti e strutture creati dall’uomo nascondono tanta scienza spesso trascurata

C
he cos’hanno in comune l’antenna radio esterna mandati da computer in modo da smorzare le oscillazioni indot-
della vostra automobile e il grattacielo più alto del te dai vortici alternati. Di solito queste masse vengono nascoste
mondo, il Burj Khalifa? Nulla, a prima vista, ma in nei piani tecnici degli edifici, occupando volume utile e richie-
realtà devono risolvere lo stesso problema di base: dendo risorse strutturali notevoli: lo smorzatore sferico del grat-
il vento, anche se su scale ben diverse. È abbastan- tacielo Taipei 101, per esempio, pesa poco meno di 700 tonnellate
za evidente che entrambi devono resistere alla pressione del ven- e deve essere collocato quasi in cima al grattacielo, all’ottantaset-
to relativo senza flettersi eccessivamente, ma è meno intuitivo che tesimo piano.
devono in qualche modo proteggersi da un pericolo più subdolo, Tuttavia il Burj Khalifa è troppo snello e alto per poter ospitare
che è la risonanza indotta dal flusso vorticoso dell’aria. uno smorzatore di questo tipo. I suoi progettisti hanno scelto una
Quando una struttura sottile e cilindrica è colpita da un flus- soluzione ancora più elegante e discreta: è la forma stessa dell’e-
so uniforme di fluido, si possono formare due vortici in corrispon- dificio, con i suoi tre lobi e i suoi piani sfalsati e asimmetrici, a
denza della faccia opposta a quella che fende il flusso. Oltre una creare una sorta di enorme scala elicoidale a gradoni, che impedi-
certa velocità del fluido, i vortici di-
ventano asimmetrici e si distaccano
alternativamente (sono i cosiddet-
ti vortici di von Kármán), generando
spinte opposte e alterne che fanno
oscillare la struttura trasversalmen-
te rispetto alla direzione del ven-
to. Se la frequenza dei distacchi dei
vortici corrisponde alla frequenza
di risonanza della struttura, le oscil-
lazioni aumentano progressivamen-
te di ampiezza invece di smorzarsi.
Per un’antenna d’automobile, il ri-
sultato può essere una vibrazione o
un fischio fastidioso ma sopportabi-
le; per gli inquilini dei piani alti di
un grattacielo può essere un don-
dolio invivibile. E per le ciminiere
in acciaio c’è il rischio di cedimen-
to strutturale.
I progettisti di antenne risolvo-
no il problema in modo elegante, in-
corporando nella struttura un rilievo Altezza record. Con i suoi 829,8 metri di altezza il grattacielo Burj Khalifa di Dubai,
elicoidale che altera la sezione cilin- negli Emirati Arabi Uniti, è la struttura più alta mai costruita dall’uomo.
drica e impedisce che il distacco dei
vortici avvenga in modo uniforme e sincronizzato su tutta la lun- sce ai vortici di organizzarsi e applicare la propria spinta in un’u-
ghezza dell’antenna. Lo stesso avviene per le ciminiere metalli- nica direzione su tutta l’altezza della struttura per farla oscillare.
che e anche nelle colonne sommerse delle piattaforme petrolifere: Esattamente come un’antenna per auto.
queste spirali tridimensionali non sono ornamenti o parti elettri- C’è insomma tanta scienza anche nelle forme stesse degli og-
che, ma sofisticati riduttori di vortici. Se vi eravate sempre chiesti getti che usiamo quotidianamente, dissimulata con così tanta di-
il perché di questi rilievi, ora lo sapete e forse guarderete la vostra screzione ed eleganza da finire per essere ignorata e per questo
antenna con più rispetto. spesso poco apprezzata, come un bravo prestigiatore che tutta-
dblight/Getty Images

Ma allora come mai i grattacieli non hanno analoghi filetti eli- via fa sembrare troppo facile la propria arte e finisce per suscita-
coidali all’esterno? Architetti e ingegneri usano solitamente un’al- re indifferenza nello spettatore. Povera scienza, ironicamente vit-
tra soluzione meno vistosa: includono nell’edificio una grande tima del proprio successo: proviamo a cercarla più spesso intorno
massa oscillante, che viene spostata con potenti martinetti co- a noi.

www.lescienze.it Le Scienze 89
La ceretta di Occam
di Beatrice Mautino
Biotecnologa, giornalista e comunicatrice scientifica. Tra i suoi libri più recenti, l’e-book
Stamina. Una storia sbagliata (2014) e Contro natura, con Dario Bressanini (Rizzoli, 2015)

Un muschio detonante
Il profumo che associamo al pulito proviene da esperimenti su esplosivi

S
iamo nel 1889, alla National Chemistry School di ha poi preso il nome di nitro-muschio o di muschio toluene o,
Mulhouse in Alsazia, dove il chimico francese Albert semplicemente muschio Baur. Ne ha così brevettato il metodo di
Bauer armeggia in laboratorio per cercare di ottene- produzione definendolo «un metodo per produrre un sostituto a
re un esplosivo più efficace del trinitrotoluene, quel- basso costo del muschio». Alla sua immissione sul mercato ha ri-
lo che comunemente chiamiamo tritolo o TNT. Baur scosso un successo notevole e inaspettato, era venduto a metà del
condensa del toluene con bromuro di isobutile in presenza di clo- prezzo del muschio naturale e, come spesso accade, da una sco-
ruro di alluminio e prova a nitrare il prodotto, ovvero ad aggiun- perta ne nascono altre fino a formare un vero e proprio filone di
gere i cosiddetti gruppi nitro (-NO2). Qualcosa va storto nel cor- ricerca nuovo. Lo sviluppo dell’industria petrolchimica ha permes-
so della reazione, l’esperimento fallisce, ma più che lo sconforto, so la produzione dei muschi policiclici simili ai musconi prodot-
a travolgere Baur è un profumo intenso, una fragranza che ne ri- ti nelle ghiandole dell’animale e, parallelamente, si sviluppavano
corda un’altra, molto usata, anzi, una fra le fragranze più usate quelli macrociclici, più simili ad alcune molecole, i lattoni, presen-
nella produzione di profumi: il muschio.
Con il suo «profumo di pulito» lo troviamo
sia in creme e deodoranti con il nome di
«muschio bianco», sia come componente
di fondo di profumi famosissimi, compre-
se le «cinque gocce» di Chanel n°5.
Questa fragranza, però, non ha niente a
che vedere con il muschio vero, ma si ri-
ferisce alla secrezione di Moschus moschi-
ferus, un cervo muschiato che vive nelle
vallate di Himalaya, Tibet, Siberia e nella
regione del Tongkin nel nord del Vietnam.
Probabilmente, il fraintendimento de-
riva dalla traduzione errata della parola
muşk che in sanscrito significa «testicolo».
Sì, avete capito bene. Il muschio che noi
associamo a quel profumo di pulito è in
realtà prodotto durante la stagione degli
accoppiamenti dai cervi maschi e liberato
nell’ambiente sotto forma di pallette den-
se e ricche di feromoni.
Queste pallette sono prodotte da un pa-
io di ghiandole odorifere che si trovano Prima della sintesi. Un esemplare di cervo muschiato che vive in Siberia, specie
nelle vicinanze degli organi sessuali. Le da cui per lungo tempo sono state ricavate molecole dall’importante valore commerciale.
ghiandole del cervo asiatico sono state per
secoli l’oggetto del desiderio di santoni e trafficanti che attribui- ti nelle piante. Via via, i muschi sintetici hanno sostituito quello
vano loro proprietà curative e afrodisiache. Il muschio fresco, ap- naturale e a partire dal 1979, con la Convenzione sul commercio
pena estratto dalle ghiandole, ha un sentore intenso, acre e non internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche minaccia-
piacevolissimo, che ricorda quello dell’urina, ma se diluito svilup- te di estinzione sottoscritta a Washington, il commercio di specie
pa toni floreali. Per ottenerlo, è necessario uccidere i cervi, rimuo- protette e loro derivati, come il muschio del cervo asiatico, è vie-
vere le ghiandole, farle seccare al Sole e, alla fine, diluire il con- tato, anche se c’è sempre qualcuno che abusivamente continua a
Auscape/UIG via Getty Images

tenuto in alcol. Per un chilogrammo di muschio sono necessari cacciare i cervi per vendere le ghiandole a prezzi stratosferici.
dai 30 ai 50 cervi, rendendo il muschio uno dei prodotti animali Negli ultimi anni, molte molecole prodotte per via sintetica, co-
più costosi ed eticamente controversi della storia. Questo fino alla me il primo nitro-muschio di Baur, sono state ritirate dal commer-
scoperta accidentale di Baur. cio perché tossiche o dannose per l’ambiente; ma quella del mu-
Il chimico francese ha avuto l’intuizione di non gettare via tut- schio che in realtà non lo è, sostituito da quello che doveva essere
to l’esperimento, ma di lavorare su quel prodotto profumato che un esplosivo, rimane una bella storia.

90 Le Scienze 580 dicembre 2016


Pentole & provette
di Dario Bressanini
chimico, divulgatore interessato all’esplorazione scientifica del cibo.
Autore di Pane e Bugie, OGM tra leggende e realtà e Le bugie nel carrello.

Nel mondo dei cachi


Questi frutti originari della Cina sono stati introdotti in Italia cent’anni fa

D
a bambino, uno dei frutti che più mi piaceva rac- non sono, come alcuni pensano, un incrocio tra cachi e mela ma
cogliere e gustare dal giardino di mia nonna Lu- semplicemente una varietà di cachi di tipo non astringente.
cia erano i cachi. Aspettavo con ansia l’autunno Vi sono varietà come la Kaki Tipo, la più diffusa in Italia, con
per poter vedere quei frutti, simili a grossi pomo- una biologia complessa: se il fiore viene fecondato, il frutto perde
dori, tingersi via via di un colore arancione sem- l’astringenza e ha semi. Se invece non viene fecondato non pro-
pre più intenso. Ricordo ancora come, tra cugini, si giocasse ad duce semi, ma il frutto rimane astringente fino al rammollimen-
aprire i semi trovati nei frutti perché all’interno il piccolo germe to. Poiché il consumatore pare prediligere varietà senza semi ma a
poteva assumere una forma che a noi sembrava simile a posate: polpa compatta, facili da sbucciare e mangiare, è possibile ridur-
forchetta, coltello o cucchiaio. Nei cachi che ora acquisto al super- re o eliminare la sensazione di astringenza nei frutti sodi renden-
mercato di semi non ce n’è più l’ombra. Nonostante ciò, i cachi ri- do insolubili i tannini, in modo che non possano più legarsi alle
mangono tra i miei frutti preferiti. proteine della saliva.
I cachi, o kaki, sono originari della Cina
centro-meridionale dove già 2000 an-
ni fa erano coltivati e apprezzati. Si dif-
fusero poi diventando popolari anche in
altri paesi asiatici come Giappone e Co-
rea. Vennero introdotti in America e Euro-
pa tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del
Novecento. In Italia i cachi sono prodotti
principalmente in Emilia-Romagna, in Si-
cilia ma soprattutto in Campania, special-
mente nel salernitano dove sono stati in-
trodotti per la prima volta nel 1916.
Le varietà di piante di cachi (Dio-
spyros kaki) sono di solito classificate
in due gruppi, quelle astringenti e quel-
le non astringenti, a seconda della sensa-
zione che proviamo in bocca mangiando
frutti non perfettamente maturi. Il sapo-
re astringente del cachi – da piccolo dice-
vo erroneamente caco pensando che cachi
fosse solo il plurale – è dovuto a moleco-
le chiamate tannini presenti in molti frut-
ti acerbi, ma anche nel tè, nei carciofi, e in Due identità. Le varietà delle piante di cachi sono classificate in due gruppi, astringenti
altri vegetali. e non astringenti, in funzione di quello che si prova mangiando frutti non maturi.
I tannini sono solubili in acqua e quan-
do vengono a contatto con le proteine presenti nella saliva si le- Il processo di rimozione dell’astringenza si chiama ammezzi-
gano ai recettori del nostro apparato gustativo dando la tipica mento e si effettua lasciando il frutto in un’atmosfera satura di
sensazione di bocca legata. Con la maturazione dei frutti i tanni- anidride carbonica per 24 ore. Visto che a casa non abbiamo una
ni gradualmente scompaiono lasciando il posto a un sapore dol- stanza satura di anidride carbonica, se avete una pianta di cachi
ce e delicato. Il frutto maturo è particolarmente molle, tanto che astringenti in giardino e volete provare ad assaggiarli un po’ più
di solito se ne scava la polpa con un cucchiaino svuotandolo co- sodi, potete provare con una tecnica alternativa. Scienziati giap-
Dario Vuksanovic/Shutterstock

me un sacco. Adoro la sua consistenza ma non a tutti piace. In più ponesi dell’Università di Yamagata hanno scoperto che congelan-
trasporto e commercializzazione pongono evidenti ostacoli, data do i frutti e lasciandoli poi scongelare lentamente la sensazione di
la delicatezza del frutto. astringenza scompare. In questa maniera è possibile consumare il
I cachi non astringenti invece hanno un basso contenuto di frutto anche con la polpa soda senza aspettare che si trasformi in
tannini anche quando la polpa è ancora soda e si possono sbuc- un gel morbido e dolciastro: anche se vi confesso che questo è tut-
ciare, tagliare a fette e consumare senza problemi. I «cachi mela» tora il modo in cui preferisco consumare i miei amati cachi.

www.lescienze.it Le Scienze 91
Rudi matematici
di Rodolfo Clerico, Piero Fabbri e Francesca Ortenzio

Un mercoledì da pedoni

«O
h! Oh! Oh!»
Pur con tutta la buona volontà e an-
che a voler, molto magnanimamente,
considerare passabile l’imitazione della
risata baritonale di Babbo Natale, è pa-
lese che Piotr non può sperare di spacciarsi per Santa Claus nep-
pure tra gli aborigeni delle giungle della Melanesia. Piuttosto di-
magrito, abbastanza abbronzato, vagamente emaciato e vestito
come un qualunque viaggiatore stropicciato dalle fatiche del jet-
lag, non ricorda nulla di natalizio.
«Sono tornato», ribadisce dopo qualche istante, visto che le due
umane paia d’occhi rivaleggiano con il paio felino nel mostrare
indifferenza.
«Allora deciditi», sancisce infine Rudy: «Vuoi che commentia-
mo il tuo mediocre tentativo di suonare natalizio, oppure la possi-
bile citazione di Sam in Il Signore degli Anelli? Un ritardo di me-
no del 15 per cento su quanto previsto, venendo da te, è quasi un
record positivo. E poi ci avevi avvertito… comunque, bentorna-
to alla civiltà.»
«Non sa quanto hai ben detto. Civiltà: Europa, Italia, densità di
popolazione bella alta. Se poi fosse disponibile una conferma di
cotanto splendore civico ed etico sotto la forma sostanziata di una
lattina di birra nel frigo, potrei perfino ricondurre la mia persona-
lissima DEFCON al valore 5.»
«Doc, non tirartela troppo», è l’amabile Alice a ricondurre in
termini umani la conversazione: «Avrai anche passato una set-
timana nel deserto americano, ma sappiamo benissimo che il ri-
schio maggiore che hai corso è stato quello di scheggiarti un’un-
ghia mentre regolavi il termostato degli alberghi.»
«Vero, Treccia, ho passato una settimana a divertirmi al caldo o
a rinfrescarmi nell’aria condizionata. Ma, come faceva notare Ru-
dy, rispetto al previsto ho un ritardo di quasi il 15 per cento. E il
15 per cento fa un giorno: e un giorno come quello che ho passato
non lo augurerei neanche al mio peggior nemico.»
Tre paia di sopracciglia (sempre che anche le gatte abbiano so-
pracciglia) si alzano dubbiose. Infine, l’inevitabile domanda «Che
cos’è successo?», arriva da Alice. un passaggio fino al distributore più vicino, e lui mi ha detto che il
«È successo che ho finito il carburante nel mezzo del nulla. La miglior distributore della zona era lui. Stava giusto facendo un gi-
stazione di servizio che la cartina mi raccomandava era chiusa da ro di consegne, aveva taniche di carburante nel vano di carico del
qualche lustro, e il serbatoio era vuoto. Nullarbor, in Australia, è camioncino, e forse poteva vendermene una.»
un nome eloquente: se i californiani fossero altrettanto onesti, do- «E hai la faccia tosta di raccontare la storia come una disgra-
vrebbero chiamare quel posto Nihilnullius. E zero copertura del zia?», sbotta Alice: «Rimani come un allocco appiedato nella sola
telefono, visto che scorpioni e serpenti a sonagli sono ancora pes- zona disabitata della nazione con il maggior numero di automo-
simi clienti per le compagnie telefoniche.» bili del mondo, non hai il fegato di muoverti per paura di qual-
«Davvero? Appiedato e circondato da rettili e aracnidi?» che bestiola, e invece di finire sul tavolo delle autopsie di qualche
«Beh, quasi. O meglio non lo so: quelli sono pessimi clienti an- serie televisiva trovi qualcuno che ti porta a domicilio la salvez-
Illustrazione di Stefano Fabbri

che perché sono pochi e scarsamente comunicativi. Non è che ne za. Ci manca solo che a guidare il camioncino fosse uno schian-
abbia visti a frotte, anzi a dire il vero non ne ho visto nessuno: ma to di fanciulla in shorts e che sia caduta ai tuoi piedi non appe-
è notorio che ce ne sono, no? E insomma, sono rimasto in mac- na ti ha visto.»
china ad aspettare, centellinando l’aria condizionata. Dopo un po’ «Aspetta, Treccia. In un racconto come si deve, fortuna e sfor-
ho visto arrivare un camioncino, mi sono sbracciato per implora- tuna devono oscillare per bene, come se cavalcassero una funzio-
re soccorso, e si è fermato; ho chiesto all’autista se poteva darmi ne trigonometrica; infatti, ecco come ci si butta in fretta sotto l’as-

92 Le Scienze 580 dicembre 2016


La soluzione del problema esposto in queste pagine sarà pubblicata in forma
breve sul numero di gennaio e in forma estesa sul nostro sito: www.lescienze.it.
Potete mandare le vostre risposte all’indirizzo e-mail: rudi@lescienze.it.

Rimasto senza gasolio nel deserto degli Stati Uniti


Piotr riceve aiuto da un uomo che consegna carburanti
I L P R O B L E M A D I N OV E M B R E

Il mese scorso si concionava su strani esseri come i vampiri «lineari» e re ne esce con forza 2, pari a quella di A, e quindi la probabilità di A di vin-
quelli «quadratici», così chiamati in riferimento alle loro caratteristiche di cere è ancora 1/2. È quindi indifferente lasciare che combattano tra di lo-
succhiar via, in un ipotetico gioco di fantasia, la forza dell’avversario in ma- ro o attaccare per primi.
niera appunto lineare o quadratica; si presentavano un paio di casi ipote- Nel caso dei «vampiri quadratici», se A combatte con B ha probabilità di vit-
tici di duelli. toria 4/5, e acquisisce forza 3; se poi combatte con C, ha probabilità di vit-
Ebbene, nel caso dei «vampiri lineari», se A combatte contro B ha una pro- toria 9/10. La probabilità totale di sopravvivenza è quindi (4/5) × (9/10) =
babilità 2/3 di vincere e acquista una forza 3; se poi combatte contro C, ha 18/25. Se invece B e C combattono per primi tra di loro, il vincitore avrà
una probabilità 3/4 di vincere, quindi la probabilità totale di vittoria è (2/3) forza 2; avendo A forza pari, la probabilità di vittoria di A sarà pari a 1/2.
× (3/4) = 1/2. Se invece si lasciano combattere tra di loro B e C, il vincito- Quindi in questo caso è conveniente essere aggressivi.

taniche era piena di benzina, e io avevo una macchina a gasolio.


Il tipo del camioncino non sapeva quali fossero quelle con il gaso-
lio e quale quella con la benzina, ripeteva solo come un disco rot-
to che al secondo cliente del giro doveva consegnare il doppio del
gasolio che doveva lasciare al primo, mentre la restante tanica era
benzina ed era tutta per il terzo “vicino” destinatario.»
«Ma dai, è ridicolo», fa Rudy: «Come poteva non sapere il con-
tenuto delle taniche? Se doveva frazionare il carico doveva pu-
re versare il contenuto… per non parlare del fatto che perfino una
persona normale sa distinguere la benzina e il gasolio dall’odore,
figuriamoci un professionista.»
«Tzè, Capo: dici così perché sei abituato alla civiltà, tu… Il ti-
po era nuovo del lavoro, non riconosceva nessun odore; le tani-
che era tenuto rigorosamente a consegnarle sigillate, non poteva
aprirle, pena licenziamento e forse anche guai con la legge loca-
le; e non era tanto facile discuterci. Se avessi saputo con certezza
come prendere una tanica di gasolio, probabilmente me l’avreb-
be venduta, accordandosi poi con gli altri clienti. Ma in mancanza
di questa certezza, l’unica era accompagnarlo a fare tutto il giro, e
provare a convincere uno dei due che prendeva le taniche di ga-
solio a rivendermene un po’. Bontà sua, mi avrebbe poi riaccom-
pagnato alla macchina, anche perché gli sarebbe stato di strada.»
«Vuoi dirmi che hai perso un giorno in giro per il deserto per
consegnare carburante?»
se delle ascisse: il tizio (e sottolineo tizio) era stato appena assunto «Già… siamo partiti su una serie di stradine talmente sconnes-
al distributore di un paese vicino, e...» se da farmi ritrovare le otturazioni nei calzini. È andata avanti co-
«… ed è stato lui a cadere in deliquio ai tuoi piedi?», ridacchia sì per tutto il giorno, con un fucile da caccia puntato con non-
Rudy. chalance contro il carico di carburante e le trombe di Eustachio
«Ma volete piantarla con queste scemenze sessiste? No, nien- riempite per tutto il tempo da ululati spacciati per musica che
te deliqui: l’uomo stava consegnando carburante a dei “vicini”, avrebbero fatto piangere una mandria di bisonti.»
che da quelle parti significa “raggiungibili in giornata se guidi ve- «Ma non potevi...»
loce”, e aveva sei taniche da consegnare, da 15, 16, 18, 19, 20 e «...chiedergli di spostare il fucile? No, lo avrebbe girato verso
31 galloni, con le loro capacità scritte chiaramente sopra. E pri- di me.»
ma che qualcuno mi interrompa di nuovo, no, non è comparsa la «No, volevo dire: non potevi spiegargli quali fossero le taniche
Fata Turchina e mi ha regalato una tanica. E no, non ne ho nep- cob il gasolio e quale quella con la benzina, e comprarne una?»
pure comprata una qualsiasi per tornare alla civiltà sano e salvo. «Ma mi ascolti? T’ho detto che il tizio non sapeva quali…»
Non potevo.» «Ma tu ragioni? Il cowboy poteva pure non saperlo, ma se non
Sguardi perplessi reciproci tra i componenti dell’uditorio: «E sei stato in grado di dedurlo tu, ti sei meritato il viaggio sul ca-
perché? Scusa, ma...» mioncino. E forse ti saresti meritato anche una punzecchiata da
«Treccia, non potevo per il semplice motivo che una di quelle uno scorpioncino.»

www.lescienze.it Le Scienze 93
Libri & tempo libero

Come tutto è iniziato


Breve storia della creazione
di Bill Mesler e H. James Cleaves II
Bollati Boringhieri, Torino, 2016, pp. 374 (euro 24,00)

D
a Talete e Anassimandro agli acceleratori di par-
ticelle e al mondo a RNA. Dai miti antichi sui pri-
mi vegetali e animali emersi dai fanghi là dove il
mare incontrava la terraferma, alle rilevazioni dei
composti organici nel sistema solare e alle esplo-
razioni dei camini idrotermali delle profondità oceaniche, dove
sgorgano acque calde e ricche di minerali che molti vedono come
plausibile culla della vita.
Passando per Aristotele, Redi, Spallanzani e Pasteur, Alexan-
der Oparin e Stanley Miller, fino a Watson e Crick e al ritratto
dell’ultimo antenato comune a tutti i viventi tracciato da Carl Wo-
ese, «uno dei pensatori più creativi, rivoluzionari e sottostimati nel
campo della biologia del XX secolo». Ovvero per le decine di stu-
diosi che dall’antichità a oggi hanno messo in campo le idee e i
metodi più vari per cercare risposta a una domanda secolare: co-
me è nata la vita sul nostro pianeta?
Sono loro i protagonisti del racconto messo insieme da un
giornalista, Mesler, e uno scienziato, il geochimico organico Cle-
aves II, vicepresidente della International Society for the Study of
the Origin of Life. Una ricca narrazione in cui gli aspetti umani si
intrecciano di continuo con le vicende scientifiche: la timidezza di
Woese, che ha forse contribuito al suo inadeguato riconoscimen-
to; l’insicurezza e la permalosità di Antoni van Leeuwenhoek, ar-
tigiano che continuava a sentirsi un pesce fuor d’acqua fra i veri
scienziati anche quando il valore ormai conclamato dei suoi mi-
croscopi e delle sue osservazioni gli aveva dato fama e successo; o
l’eccentricità di Jack Haldane, amante del fuoco fino alla piroma-
nia e incallito bastian contrario, che, quando le sue idee sull’origi-
ne della vita nei mari primordiali divennero mainstream, si chie- venire le prevedibili critiche. Analogamente, il libro presenta in
deva ironico cosa avesse sbagliato. modo articolato dibattiti e ricerche con cui Lazzaro Spallanzani
Non si tratta di aneddoti fini a se stessi. Oltre a dare brio al- smentisce John Needham e il Comte de Buffon – che nel Sette-
la narrazione, i racconti delle contese fra le idee e fra le visioni cento cercavano ancora di dimostrare la realtà della generazione
del mondo che le ispirano, di rivalità e piccole gelosie, di attacca- spontanea – facendo emergere anche l’utilità scientifica di questi
mento ostinato a idee superate e di slanci verso nuovi orizzonti, studi, nonostante la tesi fallace, e il contesto culturale e religioso
di passi avanti e passi falsi, rivelazioni e marce indietro, rendono in cui la contesa si svolgeva e assumeva significato.
bene il contesto in cui maturavano idee e scoperte, tratteggiando E ancora, in tempi più recenti, si coglie il nesso fra la filosofia
man mano tanto l’evolversi delle conoscenze sull’origine della vi- marxista e la visione delle origini della vita dello scienziato sovie-
ta quanto il modo di procedere delle indagini scientifiche. tico Oparin (nonché le remore occidentali ad accettarla negli an-
Ne è esempio il districarsi di Francesco Redi fra i servizi al ni della guerra fredda e del maccartismo, con tanto di visite del-
granduca Ferdinando II, grande estimatore della filosofia naturale la statunitense CIA a Stanley Miller per indagare sui suoi legami
e promotore delle sue ricerche, e le remore della moglie del gran- con Oparin).
duca Vittoria Della Rovere, che nella sua rigida religiosità vede Così si procede esplorando via via idee e conoscenze più ag-
con sospetto queste attività. E trasmette questa mentalità chiusa al giornate e più solide, ma che restano ancora lontane dall’aver
figlio, succeduto presto – purtroppo – a Ferdinando II. chiarito il mistero. Nell’attesa dei futuri sviluppi, ci si può diverti-
Redi prende tanto sul serio il motto dell’Accademia del cimen- re con le ricette proposte: chi voglia provare a fabbricare topi da
to, «provando e riprovando», da bere il veleno di un serpente per grano e panni sporchi sulla scia di Johannes van Helmont, o mi-
dimostrare che era letale se iniettato nel sangue ma innocuo se in- crosfere proteinoidi come Sidney Fox, non ha che da consulta-
gerito. E applica la stessa mentalità sperimentale ai suoi famo- re l’appendice.
si studi sulla generazione spontanea, ideando varie prove per pre- Giovanni Sabato

94 Le Scienze 580 dicembre 2016


Il punto delle ricerche
sui buchi neri
Parlare di Stephen Hawking o di un suo libro è sempre pre, sulla base delle fisica quantistica, che il vuoto del-
complicato, perché si ha sempre l’impressione che prima lo spazio profondo non è proprio vuoto come sembra e
dello scienziato arrivi l’icona pop, quella dell’unico scien- c’è una probabilità non nulla che una coppia di particel-
ziato che riesce forse a gareggiare con Albert Einstein e la e antiparticella possa formarsi vicino all’orizzonte degli
Charles Darwin in termini di popolarità. Merito della sua eventi di un buco nero: una può essere inghiottita, mentre
storia personale, diventata un film, La teoria del tutto, che l’altra potrebbe sfuggire. È la radiazione di Hawking, per
ha fruttato all’attore Eddie Redmayne, che interpretava cui alla lunga tutti i buchi neri evaporeranno.
proprio lo scienziato inglese, un premio Oscar. Ma anche Da questa scoperta, nasce un problema che riguarda
dell’essere autore di best seller e della sua indole ironica l’informazione. Secondo gli studi di Hawking, qualsiasi
e divertente, che per esempio gli ha fatto accettare di es- sia l’oggetto che «gettiamo» oltre l’orizzonte degli even-
sere preso in giro in una puntata dei Simpson. ti, qualsiasi siano le sue proprietà materiali, non hanno ef-
Hawking è anche uno scienziato che non si tira indietro fetto sulle particelle che sfuggono. Si tratta di un parados-
Dove il tempo si ferma dalle occasioni di divulgazione delle sue ricerche. Lo ha so che contraddice l’idea deterministica dell’universo. Ed
di Stephen W. Hawking fatto addirittura in uno show televisivo, in cui lui stesso era è qui che nascono scommesse che Hawking ha fatto con
Rizzoli, Milano, 2016, il presentatore, ed è il caso anche di questo piccolo libro, diversi colleghi (pagando, per esempio, un abbonamento
pp. 92 (euro 14,00)
in realtà la trascrizione di due Reith Lectures che BBC4 ha a Penthouse la sconfitta con Kip Thorne), perché il para-
registrato all’inizio dell’anno e che sono servite a Hawking dosso dell’informazione non ha ancora trovato una spie-
per fare il punto sulle ricerche sui buchi neri. Quando ne- gazione che metta tutti d’accordo. Questo è solo uno de-
gli anni sessanta arriva a Oxford, Stephen Hawking è uno gli aspetti di una disputa scientifica pluridecennale di cui
studente «pigro» (parole sue), perché i corsi sono «ridico- Hawking ci dà conto citando Interstellar e Breaking Bad
lemente semplici». Ma la sua mente è vivace e curiosa in questo agile volume: una rara occasione di poter dare
come poche della sua generazione, attirata da un campo un’occhiata nella buca dell’orchestra della scienza.
di ricerca effervescente come quello sui buchi neri. Sco- Marco Boscolo

Potere e limiti
della conoscenza umana
Nel 1880 un celebre fisiologo, Emil Du Bois-Reymond, grossarsi. Ne viene fuori un notevole affresco dello stato
tenne una conferenza all’Accademia di Berlino per pre- dell’arte ai confini del sapere. Teoria del caos e possibilità
sentare i sette misteri sulla natura – tra cui l’origine del- di fare previsioni, meccanica quantistica e natura intima
la vita, la natura della materia, la nascita del linguaggio della materia, natura del tempo e interrogativi su che cosa
– concludendo che su questi misteri ignoramus et igno- c’era prima del big bang, carattere finito o infinito dell’u-
rabimus, non conosciamo né mai conosceremo. Anche in niverso, coscienza umana, libero arbitrio e intelligenza ar-
reazione a questo atteggiamento, vent’anni dopo David tificiale. Una ricognizione condotta raccogliendo pareri di
Hilbert presentò, in uno storico discorso al congresso in- scienziati di primo piano, da Melissa Franklin a Richard
ternazionale di matematica, i 23 grandi problemi irrisolti, Penrose fino a Giulio Tononi, cercando di esplorare in pri-
sottolineando che «se c’è il problema, dobbiamo cercare ma persona i confini delle conoscenze, come quando si
la sua soluzione. Possiamo trovarla per mezzo della ragio- sottopone alla stimolazione magnetica transcranica per
Ciò che non ne, perché in matematica non c’è nessun ignorabimus.» capire come si va alla ricerca della coscienza.
possiamo sapere Nel 1930 il suo collega Kurt Gödel però avrebbe assesta- Con il suo lungo e dettagliato resoconto Du Sautoy da un
di Marcus Du Sautoy
to col teorema di incompletezza un colpo mortale a que- lato celebra l’evoluzione imprevedibile della conoscenza
Rizzoli, Milano, 2016,
pp. 520 (euro 22,00) sta visione ottimista. Il dibattito su potere e limiti della co- umana che smentisce stolide previsioni – celebre il ca-
noscenza umana va avanti almeno dall’alba della filosofia, so di Auguste Comte che sentenziò «non saremo mai
ma gli ultimi due secoli almeno hanno visto una straordi- in grado di studiare la composizione chimica delle stel-
naria crescita della conoscenza scientifica fornendo nuo- le» - e dall’altro ci mostra i limiti strutturali del nostro sa-
va linfa agli interrogativi epistemologici. pere («non potremo mai indagare oggetti più piccoli della
Marcus Du Sautoy, anche lui matematico, scrittore di lunghezza di Planck»), esortando ad abbracciare l’incer-
popular science tra i più apprezzati, erede di Richard tezza del futuro di un lancio di dadi come spirito guida
Dawkins sulla cattedra di Public Understanding of Scien- nell’esplorazione del mondo. Insomma, magari non cono-
ce all’Università di Oxford, fa un quadro della questione in sceremo tutto, ma ci divertiremo ancora a scoprire.
tempi in cui le fila dei «conosceremo tutto» sembrano in- Marco Motta

www.lescienze.it Le Scienze 95
Libri & tempo libero

Ritratto di famiglia
Al Museo delle culture di Milano una mostra racconta la storia della specie umana
e dei suoi antenati con un approccio che coinvolge discipline differenti

P
rima della Storia, prima di quel-
la narrazione che la scuola fa tradi-
zionalmente partire dalle civiltà del-
la scrittura, noi - intesi come specie
- avevamo già vissuto mille storie,
viaggiato per lunghissime distanze, esplorato ter-
re lontane dal nostro luogo di origine, combattuto
per il territorio o semplicemente per la nostra vita,
imparato a «fare delle cose» che ci hanno permesso
di sopravvivere e di avere lo straordinario succes-
so planetario che ancora oggi possiamo vedere at-
torno a noi. Parafrasando un famoso film di guerra
che racconta un episodio di questa Storia, potrem-
mo dire che «noi siamo Homo sapiens», e come ta-
li quelle mille storie le portiamo nel nostro baga-
glio genetico.
Tutto iniziò due milioni di anni fa, quando per
la prima volta i nostri remoti antenati uscirono
dall’Africa. È una storia che la mostra Homo sa-
piens racconta grazie anche ai primi strumenti litici
ritrovati fuori dal continente nero e datati 1,6 mi-
Rivisitare lioni di anni fa, ma anche attraverso i chopper tro-
il nostro passato. vati in Israele e i resti dei nostri parenti più pros-
Sopra l’exhibit simi: da Homo naledi, venuto alla luce nel 2013
immersivo sulle in una grotta sudafricana, alla ricostruzione del-
impronte di Laetoli, lo scheletro di Lucy in posizione eretta, dal fossi-
tracce fossili attribuite le del cranio trovato nella grotta di Qafzeh in Isra-
a ominidi di milioni ele all’uomo di Altamura, il fossile di Neanderthal
di anni fa. Accanto un scoperto in una grotta pugliese, alle orme di Homo
modello della specie ergaster scoperte nel corso di giugno 2016. Sono
umana estinta Homo arricchimenti della mostra che rendono merito al-
floresiensis elaborato la vivacità di questo settore di ricerca e giustifica-
da Lorenzo Possenti. no una nuova visita anche per coloro che dovesse-
ro aver visto la mostra in una delle sedi precedenti
(Novara, Roma e Trento).
Oltre che di reperti, la mostra Homo sapiens si
avvale di exhibit interattivi, per esempio quello del
«test della razza», e usa conoscenze differenti tra
loro per raccontare nel dettaglio una storia unica:
genetica, archeologia, paleoantropologia. L’appro-
Dove & do di questo tipo di percorso espositivo al Museo
quando: delle culture di Milano, quindi fuori dai luoghi vo-
© Photo Sveva Bellucci (tutte le foto, 2)

Homo sapiens. cati esclusivamente alla scienza, può avere effet-


Le nuove storie ti importanti in tempi in cui le divisioni tra etnie
dell’evoluzione umana e popolazioni si stanno inasprendo. Siamo tutti fi-
fino al 26 febbraio 2017 gli dell’Africa, condividiamo un’identità biologica e
Museo delle culture la varietà di espressioni culturali che la nostra spe-
via Tortona 56, cie ha sviluppato è una ricchezza, non un ostaco-
Milano lo, per l’umanità.
www.mudec.it Marco Boscolo

96 Le Scienze 580 dicembre 2016


Prossimo numero a gennaio

Le nuove frontiere della fusione


di W. Wyat Gibbs

I grandi progetti per la fusione nucleare, come ITER in Francia e


NIF negli Stati Uniti, hanno consumato miliardi di dollari e sono
ancora lontani dal loro obiettivo. Adesso si sta lavorando a pro-
getti più semplici, in alcuni casi da parte di aziende private. I ri-
sultati preliminari fanno sperare in soluzioni più pratiche e meno
costose verso questa nuova forma di energia pulita.

Organi umani da corpi animali


di Juan Carlo Izpisúa Belmonte

I progressi nella tecnologia delle cellule staminali aprono la stra-


da alla possibilità di sopperire alla drammatica carenza di organi
destinati ai trapianti inserendo staminali umane in embrioni suini
appositamente preparati, in modo che ne risulti una chimera: un
animale con pancreas, reni o altri organi umani.

Il vulcano alle porte di Roma


di Fabrizio Marra
L’area vulcanica a una ventina di chilometri a sud-est della capi-
tale è rimasta in stato di quiete per circa 36.000 anni, ma non è
inattiva e sta mostrando qualche segno di risveglio. Ma i recenti
allarmismi mediatici sono infondati: ci vorranno secoli, o più pro-
babilmente millenni, prima che il magma trovi una via di risalita.

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Stampa Niño; Paolo Cocco: Lontano da casa; Silvio Ferraresi: copia arretrata € 9,00
Il cervello trasparente; Cristina Serra: La pillola giu- Estero
Puntoweb, Via Variante di Cancelliera, snc, abb. annuale Europa € 52,00
00040 Ariccia (RM). sta per te; Alfredo Tutino: I mediatori della verità, abb annuale Resto del Mondo € 79,00
Manipolare una notizia di scienza, Qual è la scienza
Consiglio di amministrazione che fa notizia?, Superare l’effetto Sagan. Accertamento
Corrado Corradi (presidente), Michael Keith Florek diffusione stampa
Notizie, manoscritti, fotografie, e altri materiali reda-
(vice presidente), Gabriele Acquistapace, zionali inviati spontaneamente al giornale non ver- certificato
Markus Bossle, Stefano Mignanego ranno restituiti. n. 8099 del 6/4/2016

98 Le Scienze 580 dicembre 2016


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Novità

Come l’evoluzione A caccia di extraterrestri,


ci ha indotto a definire cosa tra scienza e letteratura
è giusto e cosa è sbagliato

Non pensare Elefanti e corvi


a niente può risultare non capiscono?
straordinariamente utile Siamo noi a non capire loro