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10° Congresso Nazionale GIS RASM-AIRM


Il trattamento conservativo
in riabilitazione della mano e
dell’arto superiore

4 ottobre 2013
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Riv Chir Mano - Vol. 50 (2) 2013

L’EFFICACIA DELL’IMMBOLIZZAZIONE CON GESSO


SINTETICO RISPETTO AL TUTORE IN
TERMOPLASTICO NEL TRATTAMENTO
CON DITO A MARTELLO:
STUDIO RANDOMIZZATO CON DOPPIO CIECO
S. TOCCO
Centro Riabilitativo “Dalla Mano alla Schiena” - CRIMAS Srl, Parma, Italia

SESSIONE 1: TRATTAMENTO CONSERVATIVO DI MANO E POLSO

INTRODUZIONE scala modificata di successo secondo Gaberman.


Gli outcome secondari: l’edema, il dolore, il dolore
Il dito a martello è una delle lesioni tendinee più dovuto al tutore, la rigidità articolare delle IIFF, la
frequenti nella mano. Nonostante negli ultimi anni forza di presa e della pinza.
ci sia stata una transizione dal trattamento chirur-
gico verso quello conservativo, che prevede l’immo-
bilizzazione della IFD tramite tutori, vi è poca RISULTATI
chiarezza sulla posologia ideale del tutore e sull’ef-
fetto che può avere la rimozione dello stesso a do- Nei pazienti trattati con LTTP si è notato un
micilio per effettuare ‘la cura della cute. Inoltre, maggiore deficit attivo in estensione della IFD ri-
nessuno studio ha valutato l’impatto che una scor- spetto ai pazienti trattati con QC (x = 5°; p = 0.05)
retta’ rimozione del tutore a domicilio può avere a 12 settimane dal baseline. I fattori che hanno in-
sull’outcome finale. fluito sul recupero del estensione attiva della IFD
Lo scopo dello studio è di valutare l’efficacia del- sono stati l’assenza di edema e l’età dei pazienti.
l’immobilizzazione continua tramite gesso sintetico Non sono state riscontrate altre differenze statisti-
Quickcast® (QC), messo a confronto con il metodo camente significative.
tradizionale di immobilizzazione tramite tutore in
termoplastica a bassa temperatura (LTTP) con au-
to-rimozione da parte del paziente. CONCLUSIONI

L’immobilizzazione continua tramite QC sem-


MATERIALI E METODI bra superiore al trattamento tradizionale in cui il
paziente deve rimuovere il proprio tutore a domici-
E’ stato condotto uno studio randomizzato a lio per la cura della cute. Secondo questo studio, la
doppio cieco con 57 pazienti divisi in 2 gruppi maggiore efficacia del QC sembra essere legata alla
(QC vs. LTTP) presso il Centro di Chirurgia e sua capacità di ridurre l’edema intorno al tendine
Riabilitazione della Mano del Policlinico di Mode- leso piuttosto che alle sue proprietà di aerazione
na. Gli outcome primari considerati per lo studio che non richiedono alcuna rimozione durante la fa-
sono: il deficit attivo in estensione della IFD e la se d’immobilizzazione.

Corrispondence: Dott. Tocco Silvio, Ter. Occ, Centro Riabilitativo “Dalla Mano alla Schiena” - C.Ri.M.A.S. Srl, Via Trento 15/A,
43123 Parma - E-mail: silvio.tocco@libero.it
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Riv Chir Mano - Vol. 50 (2) 2013

PROSPETTIVE NEL TRATTAMENTO CONSERVATIVO


DELLA SINDROME DEL TUNNEL CARPALE
D. GIULIAN
Fisioterapista GIS RASM-AIRM
Studio RIABILITA (Cervarese S.C. - PD)

SESSIONE 1: TRATTAMENTO CONSERVATIVO DI MANO E POLSO

INTRODUZIONE In caso di ricorso al trattamento conservativo ri-


sultano possedere una certa validità scientifica
Esiste una quantità davvero considerevole di stu- l’utilizzo dello splinting personalizzato che man-
di relativi all’argomento del trattamento conserva- tenga a 0° il polso con il massimo miglioramento
tivo della sindrome del tunnel carpale e non è sem- segnalato se mantenuto 24 h su 24. È ancora in fa-
pre facile discriminare i risultati delle ricerche per se di validazione l’efficacia di uno splint che oltre
consistenza del campione, rigore metodologico o alla posizione neutra di polso immobilizza a 0° an-
completezza degli studi. È certamente un argo- che le Metacarpofalangee al fine di diminuire il so-
mento molto “sentito” dalla comunità scientifica e a vraccarico dei mm. lombricali.
volte risulta difficile prendere delle decisioni stabili Gli esercizi di scorrimento tendineo associati a
sul tipo di trattamento conservativo proporre. quelli di scorrimento neurale si rivelano un metodo
di trattamento validato per aumentare l’escursione
longitudinale del nervo mediano il quale risulta es-
MATERIALI E METODI sere un dato altamente correlato con la presenza di
S. del tunnel carpale. Tra gli esercizi di mobilizza-
Non si tratta di una vera e propria revisione si- zione del sistema nervoso vanno preferiti le mano-
stematica ma di una raccolta dei risultati più inte- vre “slider” piuttosto che “tensioner”.
ressanti e recenti inerenti l’approccio conservativo Risulta particolarmente efficace l’associazione di
della sindrome del tunnel carpale di grado lieve e uno splint “cock-up” con esercizi di stretching dei
moderato riferendosi a studi con livelli di prova e di lombricali.
raccomandazione il più alti possibile. Anche l’infiltrazione in loco con corticosteroidi
porta beneficio nel breve periodo specialmente se
associato all’utilizzo di splinting.
RISULTATI Per quanto riguarda la terapia fisica vi sono evi-
denze che supportano solamente l’utilizzo della
Il dato che sicuramente fornisce le maggiori cer- Magnetoterapia, Ultrasuonoterapia e Laserterapia
tezze riguarda gli stadi in cui è consigliato un trat- a bassa potenza.
tamento di tipo conservativo e cioè nella fase ini- Ottengono un buon supporto dalla letteratura
ziale (algico-irritativa) e intermedia (parestesico- internazionale anche la mobilizzazione delle ossa
dolorosa). carpali e la pratica dello Yoga.

Corrispondence: D. Giulian, Fisioterapista GIS RASM-AIRM, Studio RIABILITA (Cervarese S.C. - PD)
E-mail: www.studioriabilita.com
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PROSPETTIVE NEL TRATTAMENTO CONSERVATIVO DELLA SINDROME DEL TUNNEL CARPALE 365

CONCLUSIONI JD. The comparative effectiveness of tendon and nerve gli-


ding exercises in patients with carpal tunnel syndrome: a
randomized trial. Am J Phys Med Rehabil 2011; 90 (6):
Il comportamento clinico del riabilitatore che si
435-42. doi: 10.1097/PHM.0b013e318214eaaf.
appresta a trattare in maniera conservativa la Sin-
6. Coppieters MW, Alshami AM. Longitudinal excursion
drome del Tunnel Carpale dovrebbe inizialmente and strain in the median nerve during novel nerve gliding
fare riferimento alle poche certezze che la pratica exercises for carpal tunnel syndrome. J Orthop Res 2007;
basata sulle evidenze ci propone. Gli approcci tera- 25 (7): 972-80.
peutici sono molti e non tutti sono supportati da 7. Baker NA, Moehling KK, Rubinstein EN, Wollstein R,
risultati soddisfacenti nella pratica clinica e per Gustafson NP, Baratz M. The comparative effectiveness of
questo deve essere il riabilitatore a scegliere e do- combined lumbrical muscle splints and stretches on symp-
toms and function in carpal tunnel syndrome. Arch Phys
tarsi degli strumenti più adeguati per trattare il pa-
Med Rehabil 2012; 93 (1): 1-10.
ziente in base ad una adeguata e precisa valutazione 8. Bardak AN, Alp M, Erhan B, Paker N, Kaya B, Onal AE.
clinica. Evaluation of the clinical efficacy of conservative treatment
in the management of carpal tunnel syndrome. Adv Ther
2009; 26 (1): 107-16. Epub 2009 Jan 22.
BIBLIOGRAFIA 9. Walker WC, Metzler M, Cifu DX, Swartz Z. Neutral wri-
st splinting in carpal tunnel syndrome: a comparison of ni-
1. Monique Muller, Deborah Tsui et al. Effectiveness of hand ght-only versus full-time wear instructions. Arch Phys
therapy interventions in primary management of carpal tun- Med Rehabil 2000; 81 (4): 424-9.
nel syndrome: a systematic review. J Hand Ther 2004; 17: 10. Knygsand-Roenhoej K, Maribo T. A randomized clinical
210-28. controlled study comparing the effect of modified manual
2. Huisstede BM, Hoogvliet P, Randsdorp MS, Glerum S, van edema mobilization treatment with traditional edema te-
Middelkoop, M, Koes BW. Carpal tunnel syndrome. Part I: chnique in patients with a fracture of the distal radius. J
effectiveness of nonsurgical treatments - a systematic review. Hand Ther 2011; 24 (3): 184-94.
Arch Phys Med Rehabil 2010; 91: 981-1004. 11. Janssen RG, Schwartz DA, Velleman PF. A randomized
3. Brininger TL, Rogers JC, Holm MB, Baker NA, Li Z-M, controlled study of contrast baths on patients with carpal
Goitz RJ. Efficacy of a fabricated customized splint and tunnel syndrome. J Hand Ther 2009; 22 (3): 200-8.
tendon and nerve gliding exercises for the treatment of car- 12. De-la-Llave-Rincón et al. Women with carpal tunnel syn-
pal tunnel syndrome: a randomized controlled trial. Arch drome show restricted cervical range of motion. J Orthop
Phys Med Rehabil 2007; 88: 1429-35. Sports Phys Ther 2011; 41: 305-10.
4. Hough AD, Moore AP, Jones MP. Reduced longitudinal 13. Bardak AN, Alp M, Erhan B, Paker N, Kaya B, Onal AE.
excursion of the median nerve in carpal tunnel syndrome. Evaluation of the clinical efficacy of conservative treatment
Arch Phys Med Rehabil 2007; 88 (5): 569-76. in the management of carpal tunnel syndrome. Adv Ther
5. Horng YS, Hsieh SF, Tu YK, Lin MC, Horng YS, Wang 2009; 26 (1): 107-16. Epub 2009 Jan 22.
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Riv Chir Mano - Vol. 50 (2) 2013

INSTABILITÀ DEL POLSO:


ANATOMIA, BIOMECCANICA, INDICAZIONI AL
TRATTAMENTO CONSERVATIVO
A. GHEZZI, G. PAJARDI
Scuola di Specializzazione in Chirurgia Plastica - Università degli Studi di Milano
U.O.C. di Chirurgia della Mano - Ospedale San Giuseppe Milano IRCCS MultiMedica

SESSIONE 1: TRATTAMENTO CONSERVATIVO DI MANO E POLSO

INTRODUZIONE ta interazione tra il motore dei movimenti, rappre-


sentato dai tendini, dalle superfici articolari e dalle
Le instabilità del carpo, siano esse conseguenti a componenti capsulegamentose.
fratture o a lesioni legamentose, hanno da sempre Pertanto l’incapacità di mantenere un adeguato
rappresentato un campo di notevole difficoltà clini- equilibrio tra tutte queste componenti preservando
ca, diagnostica e terapeutica per il chirurgo della una normale cinetica e cinematica, porta ad una in-
mano. Molti aspetti riguardo questo argomento so- stabilità
no stati svelati, molti altri sono ancora completa-
mente sconosciuti. Comprendere l’anatomia del
carpo e la sua meccanica è fondamentale per ese- RISULTATI
guire trattamenti adeguati nel trattamento e nella
risoluzione di queste patologie. Il trattamento conservativo nelle instabilità car-
pali presenta delle indicazioni molto selettive e se-
lezionate, per quei tipi di lesioni prevalentemente
MATERIALI E METODI acute, in cui le indagini strumentali standard e
quelle associate a manovre provocative sono appa-
Dal punto di vista anatomico il polso risulta il rentemente negative o in quei casi di pazienti low-
link tra l’avambraccio e la mano ed è costituito dal- demand o anziani sempre come primo approccio
la articolazione radioulnare distale, da due filiere nel tentativo di evitare la chirurgia. Splint statici o
carpali e dalle articolazioni carpometacarpiche. tutori funzionali possono rappresentare un corretto
Le strutture capsulo legamentose dei legamenti primo approccio cosi come il rinforzo selettivo del-
carpici sono molto complesse e spesso esistono del- la propriocettività di alcuni degli stabilizzatori di-
le varianti anatomiche che possono creare confu- namici tendinei (FRC e FUC) che intervengono, il
sione e difficoltà nell’approccio e nella gestione primo come stabilizzatore del polo distale di
delle lesioni delle stesse. Si distinguono due princi- scafoide alla tendenza del collasso sotto carico, ed il
pali categorie: legamenti intrinseci ed estrinseci. secondo intervenendo durante i movimenti di
La complessità di questo sistema permette di estensione e deviazione radiale.
eseguire movimenti molto articolati sotto forze di Tuttavia questi trattamenti sono spesso non ri-
torsione di trazione, senza cedere e restando stabile solutivi e necessitano un approccio di tipo chirur-
e tutto questo è possibile solo grazie ad una perfet- gico.

Corrispondence: Andrea Ghezzi, Via San Carlo 6, 23878 Verderio Superiore, LC - Tel. 3391949370 - E-mail: doctorgiz@gmail.com
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INSTABILITÀ DEL POLSO: ANATOMIA, BIOMECCANICA, INDICAZIONI AL TRATTAMENTO CONSERVATIVO 367

DISCUSSIONE mentosi che dinamicamente sono coinvolti e che


una volta lesionati non sono ripristinabili se non
Le forze che intervengono sul carpo durante i solo con la riparazione o ricostruzione chirurgica.
vari movimenti nelle attività quotidiane o lavorati-
ve e la complessità dei movimenti che il carpo è in
grado di sostenere, rendono l’idea di quanto siano BIBLIOGRAFIA
complesse non solo da diagnosticare, ma soprattut-
to da inquadrare e trattare le instabilità carpali e 1. Hand Surgery – Berger & Weiss (2004) Cap 24. A Fifty-
come di conseguenza siano spesso poco efficaci i Year Overview of Wrist Instability.
trattamenti conservativi non essendo in grado di 2. Green: Green’s Operative Hand Surgery, 5th ed. Cap 14.
agire direttamente sui quei complessi sistemi lega- Carpal Instability.
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Riv Chir Mano - Vol. 50 (2) 2013

TRATTAMENTO CONSERVATIVO DELLE INSTABILITÀ


DEL CARPO

F. BRAIDOTTI

SESSIONE 1: TRATTAMENTO CONSERVATIVO DI MANO E POLSO

INTRODUZIONE considerato in modo sempre più mirato e ap-


profondito al fine di orientare le idee verso la co-
Recenti studi di cinematica carpale hanno messo struzione reale di nuovi protocolli e/o linee guida
in evidenza come, nella maggior parte delle attività di trattamento conservativo e post-chirurgico. A
funzionali della vita quotidiana, il polso si muova questo proposito focalizzeremo la nostra attenzione
lungo un piano obliquo, dalla estensione e devia- sul trattamento di un’instabilità dissociativa tra le
zione radiale verso la flessione e deviazione ulnare. più comuni (lesione del legamento S-L) e un’insta-
Questo movimento viene definito “dart-throwing bilità non-dissociativa (IMC volare).
motion” (DTM) e permette di esaltare il movimen- A questo proposito è stato sviluppato un proto-
to della medio-carpica, massimizzando il contatto collo riabilitativo per la mobilizzazione selettiva
tra le diverse articolazioni intercarpali (STT, SL, precoce della DTM, che prevede il confeziona-
SC, UP) e riducendo al minimo i contatti di stress mento di uno splint (DART-splint) che aiuti il pa-
tra queste ultime. Di conseguenza, durante lo svi- ziente ad orientare e, quindi, a riprodurre il movi-
luppo della DTM, non si registrano significative mento in DTM, facilitandone anche il reclutamen-
sollecitazioni dei legamenti intercarpici (SL, LP) e to dei principali muscoli coinvolti: l’ERLC-B e del
la prima filiera del carpo rimane praticamente im- FUC.
mobile. Il protocollo è stato applicato, nello specifico, ad
I concetti sopra menzionati assumono una rile- un gruppo di pazienti sottoposti ad intervento di
vanza particolare nella fase di impostazione di un riparazione del legamento SL (6 pazienti), lega-
piano di trattamento conservativo, in caso di insta- mento plastica dorsale artroscopica per instabilità
bilità mediocarpica volare e/o rieducazione post- medio-carpica dorsale (3 pazienti).
chirurgica del polso, come ad esempio in seguito a Il DART-splint è diventato, inoltre, parte inte-
chirurgia riparativa/ricostruttiva delle instabilità in- grante di un nuovo approccio conservativo nel trat-
tercarpica e mediocarpica dorsale. tamento delle instabilità mediocarpiche volari in
abbinamento ad un altro tutore (Ulnar Boots
Splint) e ad un importante lavoro di propriocezio-
MATERIALI E METODI ne e rinforzo della muscolatura stabilizzatrice, sem-
pre necessario nella fase terminare di ogni tratta-
Sulla base di queste nuove teorie di cinematica mento per l’instabilità di polso.
carpale, il trattamento dell’instabilità di polso va
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INSTABILITÀ DEL POLSO: ANATOMIA, BIOMECCANICA, INDICAZIONI AL TRATTAMENTO CONSERVATIVO 369

RISULTATI diografici visibili a seguito del trattamento con tu-


tori e di rinforzo muscolare specifico.
Buona la compliance del paziente al piano di trat-
tamento post-chirurgico e al mantenimento del tu-
tore-guida (DART-splint) per la DTM che gli DISCUSSIONE E CONCLUSIONI
consente una mobilità funzionale sicuramente limi-
tata, ma immediata. Grazie a quest’ultimo è stato Lo sviluppo di protocolli di riabilitazione con-
possibile, inoltre, accorciare la tempistica standard servativi e post-chirurgici per il trattamento delle
di immobilizzazione post-intervento accelerando, instabilità del polso rende il trattamento riabilitati-
così la fase di recupero e reintegrazione funzionale vo ancor più specifico e determinante (IMC volare)
dell’arto superiore e della mano nelle ADL, nell’at- e, nello stesso tempo, affascinate poiché assoluta-
tività lavorativa e/o sportiva. mente vulnerabile alle continue ricerche e teorie di
Buona la compliance del paziente anche in caso di cinematica carpale ancora in corso. Purtroppo, in-
utilizzo del DART-splint e dell’Ulnar Boots Splint fatti, tutti i protocolli e le proposte di trattamento
nell’instabilità mediocarpica volare e molto gratifi- sono da considerarsi solo delle esperienze prelimi-
canti (buona correzione della VISI ) i risultati ra- nari ancora in cerca di conferme e perfezionamenti.
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Riv Chir Mano - Vol. 50 (2) 2013

DOES CORE STABILIZATION APPROACH PREVENT


COMPENSATORY MOVEMENT PATTERNS IN PATIENTS
WITH WRIST DISORDERS?
C. AYHAN, Y. YAKUT, E. UNAL, G. BALTACI
Hacettepe University Faculty of Health Sciences Department of Physiotherapy, Ankara, Turkey

SESSIONE 1: TRATTAMENTO CONSERVATIVO DI MANO E POLSO

INTRODUCTION RESULTS

Injury to a complex joint such as the wrist re- There were significantly greater improvements
quires compensatory changes in the adjacent seg- in the degree of mean change in total compensa-
ments, leading to adaptations in motor control. Al- tion (-18.63±9.56) for the stabilisation group than
tered sensory inputs causes inhibition of inappro- for the control group (p < 0.05). Increase in trunk
priate motor responses, which then results in al- muscle strength was statistically significant in the
tered cortical maps. Preventing compensatory pat- stabilisation group compared with the control
terns provides fine motor coordination, which is group (p < 0.05).
essential for motor skills of the arm. Recently, mul-
ti-segmental rehabilitation approaches gains im- CONCLUSION
portance in optimising movement strategies. Pur-
pose of this study was to examine the effects of Increased activation of the core muscles via core
core stabilisation exercises on the quality of arm stabilisation exercises provides more accurate
movement in patients with wrist injuries. movement patterns. Therefore, avoiding incorrectly
learned movement patterns throughout the reha-
MATERIAL AND METHODS bilitation process and incorporating efficient mus-
cular strategies should be one of the main goals of
Thirteen patients with wrist injuries were ran- wrist rehabilitation.
domised to a stabilization or control group. The
stabilisation group received core stabilisation train- REFERENCES
ing and traditional rehabilitation and the control
group received traditional rehabilitation alone for 3 1. Smeulders MJC, Kreulen M, Bos KE. Fine motor assess-
days/week for 6 weeks. Pre- and post-treatment as- ment in chronic wrist pain: the role of adapted motor con-
sessments comprised a video analysis of compen- trol. Clin Rehabil 2001; 15: 133-41.
2. Kibler WB, Press J, Sciascia A. The role of core stability in
satory movement patterns as well as trunk muscle
athletic function. Sports Med 2006; 36: 189-98.
strength measurement. 3. Hodges PW. Pain and motor control: From the laboratory to
rehabilitation. J Electromyogr Kinesiol 2011; 21(2): 220-8.

Corrispondence: Cigdem Ayhan, Hacettepe University Faculty of Health Sciences Department of Physiotherapy, Ankara, Turkey
E-mail: cayhan@hacettepe.edu.tr
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Riv Chir Mano - Vol. 50 (2) 2013

INDICAZIONI RIABILITATIVE DOPO TRATTAMENTO


CONSERVATIVO DELLE LESIONI TRAUMATICHE
ARTICOLARI DEL GOMITO

G. GUIDI1, M. CERUSO2
Studio Guidi di Riabilitazione della Mano e Arto Superiore, Firenze
1

2
S.O.D.C. Chirurgia della Mano e Microchirurgia, Azienda Ospedaliero - Universitaria Careggi, Firenze

SESSIONE 2: TRATTAMENTO CONSERVATIVO DI GOMITO E SPALLA

INTRODUZIONE e trattamento sono state consultate le seguenti


banche dati: PEDro0, Cochrane Library, PubMed,
L’articolazione del gomito consente di posizio- Med-Line, Journal of Hand Therapy.
nare la mano nello spazio e costituisce con il polso Le parole chiave utilizzate per la ricerca sono
e con le ossa dell’avambraccio l’unità cinetica fun- state: stiffness elbow, elbow injuries, heterotopic
zionale che permette le attività di presa e di appog- ossification, elbow dislocation
gio dell’arto superiore. Il trattamento riabilitativo è basato sulla diffe-
Il gomito è caratterizzato da un elevato grado di renziazione di due diverse fasi successive al tratta-
congruenza articolare che garantisce stabilità alla mento ortopedico della lesione: fase infiammatoria
complessa motilità in flesso-estensione e prono-su- e fase fibroblastica.
pinazione. Per tale sua caratteristica il gomito è Nel primo periodo post-traumatico - fase in-
soggetto a sviluppare rigidità secondaria ad eventi fiammatoria - l’attenzione del fisioterapista si foca-
traumatici che lo interessino. lizza sulla protezione delle strutture in via di guari-
A differenza di quanto avviene per la spalla e per gione, il mantenimento della stabilità, il controllo
il polso, una sua rigidità è poco tollerata in quanto del dolore, la riduzione dell’edema e sull’esecuzione
mancano efficaci movimenti di compensazione del- di esercizi attivi - assistiti in un arco di movimento
le articolazioni adiacenti. stabile. La mobilizzazione attiva, attiva - assistita
Obiettivo del trattamento riabilitativo, dopo precoce e passiva deve sempre essere eseguita senza
trattamento conservativo (e non solo) di lesioni provocare dolore.
traumatiche del gomito è quello di mantenere o re- L’edema viene trattato con sedute di linfodre-
cuperare un arco di movimento funzionale in pre- naggio con l’arto in posizione declive, massaggio
senza di un’articolazione stabile e non dolente (1). retrogrado, l’utilizzo del bendaggio coban e la crio-
Per le esigenze della vita quotidiana è richiesto terapia.
un arco di movimento utile compreso tra 30°e 130° Il dolore può essere un fattore di limitazione im-
di flesso-estensione e una prono-supinazione di portante e può rendere difficile la riabilitazione e
100° (Morrey e coll. 2). deve essere rispettato.
Il paziente dovrebbe iniziare la riabilitazione in
MATERIALI E METODI quinta - ottava giornata; in quei giorni viene rimos-
sa la doccia di posizione e si confeziona su misura
Allo scopo di definire gli standard di valutazione uno splint statico posteriore a 90 gradi di flessione.

Corrispondence: Dr.ssa Giulia Guidi, Piazza Firenze - Tel. 055 213161 - E-mail guidimano@gmail.com
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372 G. GUIDI, M. CERUSO

Il tutore protegge, stabilizza l’articolazione e ne


garantisce il riposo.
In questa fase, si possono iniziare esercizi attivi -
assistiti facendo attenzione alla protezione della
stabilità articolare (3-4): vengono eseguite contra-
zioni isometriche a vari gradi di flessione e di
estensione (4) consentendo un movimento sicuro
in un arco di movimento controllato.
Il paziente deve eseguire gli esercizi di flesso -
estensione attiva, attiva - assistita e in isometria,
nella posizione supina.
La condizione più comune nella quale si trova ad
operare il terapista, in caso di trattamento ortopedi-
co incruento, è quello della lussazione del gomito.
Se il gomito è stabile dopo riduzione, la mobiliz- Figura 1.
zazione attiva protetta viene iniziata precocemente
(3°/5° giorno post-riduzione). creare dolore, l’aumento o il mantenimento del-
In assenza d’instabilità maggiore o di fratture as- l’ampiezza articolare, mediante tecniche analitiche
sociate, che in genere richiedono il trattamento e globali con finalità diverse e complementari.
chirurgico - ed esulano dunque da quanto trattato La tecnica analitica o segmentaria è diretta a re-
in questo articolo - è consentita la flessione com- cuperare forza e mobilità.
pleta con estensione limitata a 40°-60°. L’estensio- La rieducazione globale è diretta a reintegrare il
ne viene incrementata di 10 gradi a settimana. gomito nel programma motorio dell’arto superiore.
Per mantenere i gradi in estensione ottenuti in Utile per il dolore, l’elettroterapia antalgica (tens,
questa fase, si può confezionare su misura un tuto- tens endorfinico).
re statico anteriore: il tutore deve essere distante 3- Durante questa fase, riscontriamo frequente-
5 centimetri dall’ascella e, 4-5 centimetri dallo sti- mente una contrattura del bicipite che può essere
loide radiale (Fig. 1). ridotta con tecniche di massaggio dell’arto superio-
Un velcro elasticizzato assicura e mantiene a re, oppure utilizzando un elettrostimolatore che
contatto lo splint all’arto. Il velcro non deve com- utilizza correnti decontratturanti (elettroterapia) e
primere, nè stringere. impacchi caldo-umidi (4).
Lo splint per l’estensione impedisce l’uso dell’ar- Da non trascurare inoltre il tricipite che frequen-
to superiore e deve quindi essere indossato esclusi- temente si contrae e che deve essere trattato anche
vamente di notte. questo con tecniche decontratturanti.
Frequentemente in questa fase il paziente tende Il Pompages dell’articolazione del gomito, se-
a mantenere l’articolazione in posizione antalgica e condo la tecnica di Bienfait, lavora simultaneamen-
si osserva la co-contrazione dei muscoli flessori ed te sull’articolazione e sulle fasce muscolari, è carat-
estensori del gomito. Tale condizione favorisce lo terizzato da un movimento ritmico, regolare, che fa
sviluppo della cicatrice fibrosa periarticolare, re- passare la fascia muscolare da uno stato di tensione
sponsabile della stabilizzazione della rigidità (3). ad uno di rilasciamento.
Nella fase fibroblastica (5-12 settimane) vengo- La tecnica è composta da tre tempi: trazione dei
no utilizzati impacchi caldo -umidi e la paraffino due capi articolari, mantenimento e rilassamento.
terapia allo scopo di incrementare la plasticità dei Il paziente non deve partecipare in maniera atti-
tessuti peri-articolari. va, ma solo favorire il rilassamento.
In questa fase, la rieducazione ha come obiettivo Attraverso la decoattazione ritmica articolare e
quello di ottenere senza manovre aggressive e senza la pretensione miofasciale si ottiene così un rila-
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INDICAZIONI RIABILITATIVE DOPO TRATTAMENTO CONSERVATIVO DELLE LESIONI TRAUMATICHE DEL GOMITO 373

sciamento sia articolare sia delle fasce, con conse- sviluppo di ossificazioni eterotopiche, caratterizzate
guente riduzione del dolore. dalla formazione di osso lamellare maturo all’inter-
La tecnica basata sulla Facilitazione Neuromu- no di tessuto non osseo, indotte dalla lesione dei
scolare Propriocettiva (PNF), secondo gli schemi tessuti molli (Hastings H , Graham TJ. 1994).
di Kabat, tecnica di rieducazione globale, è diretta Per le lussazioni di gomito è riportata un’inci-
a reintegrare il gomito nel programma motorio del- denza del 3%, per le fratture-lussazioni un’inciden-
l’arto superiore. za del 15-20% (2).
Nel controllo sequenziale si richiedono al pa- Nella fase fibroblastica, quando il gomito non è
ziente atti motori che non implicano il movimento più doloroso (generalmente dopo 5 - 6 settimane
del gomito fine a se stesso, ma facente parte di un dal trauma) e si ritiene che l’end-feel sia plastico, si
gesto finalizzato secondo schemi precisi. utilizza uno splint statico - progressivo per mante-
Si utilizza anche la tecnica di rafforzamento, le nere l’articolarità acquisita durante il trattamento
contrazioni ripetute tra agonisti e antagonisti, la riabilitativo.
stabilizzazione ritmica e la tenuta - rilassamento. Gli splint vengono confezionati su misura sul-
Durante le sedute riabilitative, devono sempre l’arto del paziente.
essere associati esercizi delle articolazioni adiacenti, Si predilige l’utilizzo di materiali termo-model-
spalla, polso e dita cercando di evitare compensi labili a bassa temperatura che possono essere modi-
(3). ficati nel tempo: sono leggeri e facili da indossare.
Il paziente, per il dolore e per la contrattura an- Generalmente si preferisce un materiale leggero
talgica, tende a non usare in maniera corretta la perforato alto 2,5 mm.
spalla, che spesso antepone durante l’estensione del Gli splint statici - progressivi vengono utilizzati
gomito e a flettere con forza il polso, per incremen- per incrementare l’articolarità, in quanto consento-
tare la flessione del gomito. no di mantenere uno stress prolungato nel tempo,
Il paziente va quindi istruito con spiegazioni, necessario per il raggiungimento dei gradi funzio-
esercizi controllati, esercizi allo specchio, a non uti- nali.
lizzare i compensi che rallentano il processo di re- Il tutore statico-progressivo (turnbuckle) (Fig.
cupero del movimento del gomito, rendendo non 2) è confezionato in due pezzi modellati separata-
efficaci i movimenti richiesti e provocando dolori mente.
alla spalla e al polso. Tenendo sempre presente il centro di rotazione
È utile insegnare al paziente esercizi di stret- del gomito, i due pezzi vengono incernierati con
ching, che dovrà eseguire a casa più volte al giorno due rivetti; ai due estremi mediale e laterale vengo-
(4).
Se si nota che il paziente tende a risparmiare
l’arto nelle attività quotidiane, si propongono eser-
cizi propriocettivi utilizzando la metodica Perfetti
(ad esempio: esercizi di traiettorie da seguire, di ri-
conoscimento di piccoli piani con molle.)
L’articolo scritto da Davila (4) illustra le varie
metodiche riabilitative, la terapia manuale, la mo-
bilizzazione articolare proposta da Kaltenborn e da
Maitland, il P.N.F.
E’ importantissimo che l’articolarità sia recupe-
rata in maniera progressiva e che la mobilizzazione
non provochi dolore. E’infatti documentato come
la mobilizzazione passiva forzata (6) o l’utilizzo i
maniera errata o precoce di uno splint, favorisca lo Figura 2.
6-guidi:guidi 17-09-2013 16:26 Pagina 374

374 G. GUIDI, M. CERUSO

no inserite tramite dei ganci in materiale termopla- Clinic Elbow Evaluation (M.C.E.E.) che analizza
stico due viti senza fine, utilizzate comunemente le varie attività della vita quotidiana , il questionario
come tirafili. di autovalutazione D.A.S.H. (Disabilities of the
Il paziente può girare da solo la vite per poter Arm, Shoulder and Hand Outcome Measure) e la
aumentare o diminuire lo stretching determinato Visual Analogic Scale (V.A.S.) che viene richiesta
dal tutore rispettando sempre la soglia del dolore ad ogni seduta, prima e dopo il trattamento riabili-
(8). tativo, poichè è di fondamentale importanza rispet-
Il tutore è chiuso da strisce di velcro elasticizza- tare il dolore e l’articolarità (R.O.M.).
to. Il controllo goniometrico dell’articolarità residua
Il tutore per la flessione è posteriore, il tutore per in flesso - estensione e in prono - supinazione è
l’estensione può essere posteriore o anteriore (2-5- importante per poter disporre di dati affidabili, per
7). controllare l’evoluzione del processo di recupero
Il paziente indossa i tutori statici progressivi per funzionale.
3/6 ore al giorno (5-7) ma, se tollerato, preferibil- Misurare l’articolarità attiva all’inizio e alla fine
mente durante le ore notturne (5). di ogni seduta è utile per noi fisioterapisti per valu-
In alcuni casi è consigliabile indossare in manie- tare i gradi ottenuti, ma anche molto utile per il
ra alternata lo splint pro-flessione e lo splint pro- paziente, per apprezzare il miglioramento e impe-
estensione. gnarsi nelle sedute successive (4).
Il paziente deve essere avvertito di rimuovere lo Il bilancio funzionale del gomito è indiscindibile
splint, se si presentano segni di parestesia lungo il da un bilancio della spalla, del polso e della colonna
decorso del nervo ulnare. (2) cervicale, per poter valutare eventuali meccanismi
Se sono presenti deficit di prono - supinazione di compenso.
sarà necessario confezionare un tutore statico pro-
gressivo o dinamico per incrementare la pronazione
o la supinazione CONCLUSIONI
Kinetec: controverso in letteratura l’argomento
sull’utilizzo del C.P.M. (Movimento passivo conti- La rigidità rappresenta una delle principali com-
nuo). plicanze del gomito post traumatico.
Nella prevenzione e nel trattamento del gomito
BAMBINI rigido postraumatico, la riabilitazione gioca un ruo-
lo sostanziale. Il difficile compito del fisioterapista
Il trattamento del gomito rigido nei bambini sta nel gestire tempi e modi della riabilitazione
non discosta molto da quello degli adulti, ma devo- adattando continuamente il programma di lavoro, a
no essere utilizzati il gioco e gli esercizi propriocet- seconda delle varie fasi della malattia.
tivi.
Il nuoto e i giochi in piscina sono un valido sup-
porto al trattamento. BIBLIOGRAFIA

1. Evans P, Nandi S. Prevention and treatment of elbow stiff-


RISULTATI ness. J Hand Surg 2009; 34A: 769-78.
2. Morrey BF, Askew RA, An KN ,Chao EY. A biomechani-
cal study of normal functional elbow motion. J Bone Joint
Per la valutazione clinica dei risultati utilizziamo Surg 1981; 63: 872-7.
test soggettivi e oggettivi: il Mayo Elbow Perfor- 3. Evans P, Nandi S. Prevention and treatment of elbow stiff-
mance Index (M.E.P.I.) che valuta in un’unica sche- ness. J Hand Surg 2009; 34A: 769-78.
da a 100 punti, il dolore, l’articolarità attiva R.O.M., 4. Szekeres M, Shrikant J. Chichalkar Optimizing Elbow
la stabilità e le attività della vita quotidiana, la Mayo rehabilitation after instability. Hand clinic 2008; 24: 927-38.
6-guidi:guidi 17-09-2013 16:26 Pagina 375

INDICAZIONI RIABILITATIVE DOPO TRATTAMENTO CONSERVATIVO DELLE LESIONI TRAUMATICHE DEL GOMITO 375

5. Davila SA, Jonston-Jones K. Managing stiff elbow: operati- 8. Gelinas J, Faber KJ, Patterson SD King GJ. The effective-
ve, non operative and postoperative techniques. J Hand ness of turnbuckle splinting for elbow contractures. J Bone
Ther 2006 Apr -jun 268-81. Joint Surg Br 2000; 82 (1): 74-8.
6. Shrikant J, Chinchalkar SJ. Rehabilitation of elbow trauma 9. Szekeres M A biomechanical Analysis of static progressive
Hand clinic 2004; 20: 363-74. elbow flexion splinting. J Hand Ther 2006; 19 (1): 34-8.
7. Casavant A Hastings H. Heteropic ossification about the
elbow:a therapist’s guide to evaluation and management. J
Hand Ther 2006; 19 (2): 255-66.
7-pedron:pedron 17-09-2013 16:27 Pagina 376

Riv Chir Mano - Vol. 50 (2) 2013

EPICONDILITE LATERALE: REVISIONE DELLA


LETTERATURA ED ESPERIENZA DI TRATTAMENTO
CONSERVATIVO CON IL METODO DI RIABILITAZIONE
POSTURALE GLOBALE
K. PEDRON, G. GUIDI
Studio Guidi di Riabilitazione della Mano e Arto Superiore, Firenze

SESSIONE 2: TRATTAMENTO CONSERVATIVO DI GOMITO E SPALLA

INTRODUZIONE laterale con il metodo di Riabilitazione Posturale


Globale (R.P.G.) associato all’affidamento di eserci-
Il termine epicondilite indica una diagnosi di zi a casa di riequilibrio muscolare e stretching, mo-
tendinopatia degenerativa dei muscoli estensori del dificazione degli eventuali gesti ripetitivi quotidia-
polso in corrispondenza dell’inserzione sull’epicon- ni,terapia fisica e in alcuni casi l’utilizzo di splint.
dilo laterale, caratterizzata da sintomi quali il dolo- La Rieducazione Posturale Globale è uno speci-
re e la debolezza a carico della regione laterale del fico metodo di fisioterapia sviluppato da Philippe
gomito o intorno ad esso, con conseguente diffi- Emmanuel Souchard e consiste nel riequilibrare le
coltà nell’esecuzione di attività funzionali che ri- tensioni miofasciali che possono essere responsabili
chiedono l’estensione di gomito e polso associate del sovraccarico articolare, agendo sull’allungamen-
alla flessione delle dita. to di muscoli antigravitari contratti o retratti all’in-
L’epicondilite laterale ha un’eziologia multifatto- terno di differenti catene muscolari statiche (8).
riale ed una fisiopatologia non del tutto compresa La Rieducazione Posturale (RPG) è un approc-
(1). cio globale, che ricerca la causa biomeccanica del
In associazione all’epicondilite si riscontrano fre- problema anche in distretti adiacenti e coinvolge il
quentemente: sindrome del tunnel carpale, intrap- paziente attivamente nel cambiamento posturale e
polamento del nervo radiale, tendinosi della cuffia gestuale.
dei rotatori, osteoartrosi cervicale, anomalie intrar- I principi dell’RPG sono la causalità per cui in
ticolari e lassità legamentosa. ogni seduta il terapista ricerca la causa del proble-
Le cause sono legate alla ripetitività del gesto del- ma partendo dal suo effetto, la globalità per cui non
l’arto superiore mentre cause legate alla postura la- si può trattare analiticamente una struttura senza
vorativa non sono state confermate dalla letteratura. tenere conto dell’interdipendenza con i distretti
I trattamenti conservativi risultano ad oggi vari contigui, della globalità dell’individuo e degli
ed in evoluzione (1). aspetti psico-motivazionali e l’individualità per cui
In pochi articoli si trattano più distretti corporei, non si tratta la malattia ma l’individuo (8).
ma in nessuno più distretti contemporaneamente. Lo scopo di questo studio è valutare e confron-
Tuttavia dal momento che l’eziopatogenesi dell’e- tare i dati presenti in letteratura negli ultimi 10 an-
picondilite sembra essere multifattoriale ed i suoi ef- ni riguardo al trattamento conservativo dell’epicon-
fetti o concause multi distrettuali abbiamo scelto di dilite per trovare conferma dell’efficacia del tratta-
trattare i nostri pazienti con diagnosi di epicondilite mento globale da noi scelto.

Corrispondence: Dr.ssa Karin Pedron - E-mail: karinpe@libero.it


7-pedron:pedron 17-09-2013 16:27 Pagina 377

EPICONDILITE LATERALE: REVISIONE DELLA LETTERATURA ED ESPERIENZA DI TRATTAMENTO CONSERVATIVO 377

MATERIALE E METODI DISCUSSIONE

Abbiamo ricercato e confrontato 20 articoli pub- In una recentissima review sistematica di maggio
blicati tra il 2002 ed il 2013. 2013 si evidenzia una moderata efficacia dei tratta-
I motori di ricerca utilizzati sono stati: MEDLI- menti di stretching passivo (gomito in massima
NE, PubMed, Cochrane Library e PEDro (Phy- estensione e polso in flessione con leggera adduzio-
siotherapy Evidence Database). ne) e delle manipolazioni cervico-dorsali a breve e
Le parole chiave introdotte sono state: lateral medio termine(4) .
epicondylitis, Physiotherapy, treatment, effective- Nel trattamento con riabilitazione posturale glo-
ness, reéducation posturale globale. bale l’obiettivo principale è quello di riportare la
Abbiamo trattato 35 pazienti con il metodo muscolatura contratta alla lunghezza fisiologica at-
RPG con diagnosi di epicondilite laterale. traverso il riposizionamento e la de coattazione ar-
La scala di valutazione utilizzata è stata il Pa- ticolare utilizzando specifiche posture e richieden-
tient -Rated Tennis Elbow Evaluation Question- do la partecipazione attiva del paziente.
naire (PRTEE), test soggettivo appositamente stu- L’efficacia di questo metodo ci sembra risieda
diato per valutare il dolore a riposo, durante speci- proprio nella simultaneità dei gesti: terapeutico,
fici movimenti dell’attività quotidiana e durante rieducativo ed educativo sensoriale.
l’attività lavorativa o sportiva.
E’ stata valutata anche la forza di presa e di pin-
za con lo Jamar Test e il Pinch Test. BIBLIOGRAFIA
Nei casi in cui l’infiammazione era acuta e l’im-
potenza funzionale elevata sono state utilizzate 1. Chourasia AO, et al. Relationships between biomechanics,
TECAR terapia (terapia fisica) e splint. tendon pathology, and function in individuals with lateral
epicondylosis. J Orthop Sports Phys Ther 2013; 43(6): 368-
78.
2. Kohia M, et al. Effectiveness of physical therapy treatments
RISULTATI on lateral epicondylitis. Journal of Sport Rehabilitation
2008; 17 (2): 119-36.
Dalla letteratura si evince che dal 2002 al 2013 è 3. Tumilty S, et al. Low level laser treatment of tendinopathy:
cresciuta la necessità di attuare un trattamento in- a systematic review with meta-analysis. Photomedicine and
tegrato e più globale che consideri e tratti le pro- Laser Surgery 2010; 28 (1): 3-16.
blematiche dell’unità biomeccanica del tratto cervi- 4. Hoogvliet P, et al. Does effectiveness of exercise therapy and
mobilisation techniques offer guidance for the treatment of
co-dorsale, della spalla, del gomito e del polso.
lateral and medial epicondylitis? A systematic review. Br J
I tipi di trattamento sono vari e non è possibile Sports Med 2013 May 24.
stabilire l’efficacia di un metodo globale rispetto al 5. Werner RA, et al. Predictors of persistent elbow tendonitis
tradizionale distrettuale, tuttavia è possibile affer- among auto assembly workers. J Occup Rehabilit 2005; 15
mare che i risultati migliori sono dati dal tratta- (3): 393-400.
mento combinato di terapia fisica (3), stretching 6. Derebery VJ, et al. The effects of splinting on outcomes for
(4), splinting (6, 7), ed intervento educativo del epicondylitis. Arch Phys Med Rehabil 2005; 86 (6): 1081-8.
7. Borkholder CD, et al. The efficacy of splinting for lateral
paziente (5).
epicondylitis: a systematic review. J Hand Ther 2004; 17:
Il trattamento con riabilitazione posturale globa- 181-99.
le ci ha permesso di trattare i nostri pazienti nella 8. Vanti C, et al. Reéducation Posturale Globale in muscoske-
loro unità biomeccanica (8) associando terapia fisi- letal diseases: scientific evidence and clinical practice. Reu-
ca, esercizi di stretching globale di mantenimento a matismo 2007; 59 (3): 192-201.
casa con risoluzione o miglioramento della sinto- 9. MacDermid JC, et al. Hand Therapist Management of the
matologia. laterale Epicondylosis: a survey of expert opinion and prac-
tice patterns. J Hand Ther 2010; 23: 18–30.
8-arrigoni:arrigoni 17-09-2013 16:28 Pagina 378

Riv Chir Mano - Vol. 50 (2) 2013

PATOLOGIE DELLA SPALLA: VALUTAZIONE E


INDICAZIONI AL TRATTAMENTO CONSERVATIVO

P. ARRIGONI, C. FOSSATI, P. RANDELLI


Dipartimento di Scienze Medico-Chirurgiche, Università degli Studi di Milano, Irccs, Policlinico San Donato, Milano, Italia

SESSIONE 2: TRATTAMENTO CONSERVATIVO DI GOMITO E SPALLA

La spalla, tra le grandi articolazioni, è quella nel- cuffia irreparabili con atrofia o degenerazione gras-
la quale l’equilibrio dinamico più delicato. Per con- sa dei ventri muscolari, migrazione della testa ome-
sentire, infatti, una “complessità di movimento” sui rale e artrosi; a pazienti con lesioni complete di
tre piani dello spazio, le strutture tendinee ed ossee piccole dimensioni (< a 1 cm); o in pazienti con le-
sviluppano una delicata sinergia. La lesione della sioni parziali (3). Un trattamento chirurgico preco-
cuffia dei rotatori è, probabilmente, l’interruzione ce andrebbe proposto, invece, nelle lesioni acute si-
più frequente di questo equilibrio. gnificative (> di 1-1,5 cm), traumatiche o nei pa-
Il trattamento di queste lesioni è stato, fino a po- zienti giovani con rotture complete che hanno un
chi anni fa, appannaggio esclusivo della chirurgia rischio elevato di sviluppare una lesione di cuffia ir-
aperta. Oggi invece l’approccio artroscopico ha ac- reparabile (3).
quisito un’importanza crescente.
In linea generale l’approccio chirurgico, sia open
che artroscopico, andrebbe proposto dopo un pe- BIBLIOGRAFIA
riodo di 6 mesi senza beneficio di trattamento con-
servativo che consiste in riposo, utilizzo di farmaci 1. Wolfgang GL. Surgical repair of tears of the rotator cuff of
antinfiammatori e riabilitazione adeguata. La per- the shoulder. Factors influencing the result. J Bone Joint
Surg Am 1974; 56: 14-26.
centuale di successo del trattamento conservativo
2. Itoi E, Tabata S. Conservative treatment of rotator cuff
varia in letteratura tra il 33% (1) e l’82% (2). Un
tears. Clin Orthop 1992; 275: 165-73.
trattamento conservativo iniziale può essere sotto- 3. Tashjian RZ. Epidemiology, natural history, and indications
posto con sicurezza a pazienti anziani (> di 70 an- for treatment of rotator cuff tears. Clin Sports Med 2012;
ni) con lesioni croniche; a pazienti con lesioni di 31 (4): 589-604.

Corrispondence: P. Arrigoni, Dipartimento di Scienze Medico-Chirurgiche, Università degli Studi di Milano, Irccs, Policlinico San
Donato, Milano, Italia - E-mail: arrigoni.p@gmail.com
9-tocco workshop:tocco workshop 17-09-2013 16:29 Pagina 379

Riv Chir Mano - Vol. 50 (2) 2013

“DIGITAL DILEMMA”: APPROCCIO PRATICO NEL


TRATTAMENTO CONSERVATIVO CON GESSI SERIALI
PER LESIONI DEI TESSUTI MOLLI DELLE DITA
S. TOCCO
Centro Riabilitativo “Dalla Mano alla Schiena” - CRIMAS Srl, Parma, Italia

WORKSHOP

INTRODUZIONE cipanti avranno l’occasione di provare a manipolare


e creare tutori con un nastro in gesso sintetico
Le esigenze funzionali delle persone sono cre- compressivo di nome Quickcast Finishing Tape®.
sciute di pari passo con i tempi moderni e questo
fenomeno obbliga i professionisti sanitari ad offrire
cure sempre più rapide ed efficaci. Fortunatamente RISULTATI
le tecniche e i materiali riabilitativi vengono in no-
stro soccorso, evolvendo al passo coi tempi e for- Dopo una breve introduzione teorica alle pro-
nendo metodi all’avanguardia, in modo particolare prietà del materiale, i partecipanti realizzeranno fi-
nell’ambito della riabilitazione della mano. no a 3 tutori in gesso sintetico per alcune patologie
Il terapista della mano si trova molto spesso ad delle dita. Seguirà un momento di risposte e ap-
affrontare problematiche che riguardano traumi o profondimento su eventuali domande o dubbi dei
patologie delle dita, problematiche che riducono partecipanti.
drasticamente la funzionalità della mano e, di con-
seguenza, la “funzionalità globale” della persona.
CONCLUSIONI

MATERIALI E METODI Il Quickcast Finishing Tape® risulta essere un


ottimo compromesso tra rigidità, leggerezza, prati-
Durante il workshop, verrà presentato un mate- cità, costo e funzionalità finale della mano; applica-
riale innovativo che permette al terapista di trattare bile a qualsiasi tipo di paziente (anche atleti profes-
efficacemente alcune fratture, lussazioni e lesioni sionisti) per il trattamento di alcuni traumi e pato-
tendinee delle dita e del pollice, senza andare a in- logie molto frequenti delle dita e del pollice.
taccare la funzionalità globale della mano. I parte-

Corrispondence: Dott. Tocco Silvio, Ter. Occ, Centro Riabilitativo “Dalla Mano alla Schiena” - C.Ri.M.A.S. Srl, Via Trento 15/A,
43123 Parma - E-mail: silvio.tocco@libero.it
9-tocco workshop:tocco workshop 17-09-2013 16:29 Pagina 3 0
10-abstracts GIS:abstracts GIS 17-09-2013 16:31 Pagina 381

10° Congresso Nazionale GIS RASM-AIRM


Il trattamento conservativo
in riabilitazione della mano e
dell’arto superiore

Comunicazioni libere
10-abstracts GIS:abstracts GIS 17-09-2013 16:31 Pagina 382
10-abstracts GIS:abstracts GIS 17-09-2013 16:31 Pagina 383

COMUNICAZIONI LIBERE 383

Ricerca ed applicazione clinica di un mo- - Sambandam S, Priyanka P, Gul A, Ilango B. Critical analysis of
outcome measures used in the assessment of carpal tunnel syn-
dello valutativo per il trattamento conser- drome. International Orthopaedics 2008; 32: 497-504.
vativo delle patologie della mano
Priora L.*[1], Capriotti S.[2], Ghezzi I.[1], Selvetti C.[1], Pajar-
di G.E.[1] Il trattamento conservativo delle distorsio-
~ Milano, [2]~ Roma
[1]

ni-lussazioni delle IFP delle dita lunghe:


Introduzione: L’approccio “evidence based” trova il suo revisione della letteratura
punto di forza nella costante verifica dei risultati, ma Boccolari P.*[1], Nesti A.[1]
~ Modena
[1]
quale strumento risulta più efficace nella valutazione di
un trattamento conservativo? Obiettivo di questo studio
è individuare quali strumenti, validati in lingua italiana, Introduzione: La maggior parte della distorsioni-lussa-
possano rendersi efficaci nella valutazione di un tratta- zioni della IFP possono essere trattate conservativamen-
mento conservativo delle patologie della mano. te permettendo una mobilizzazione precoce dell’artico-
Materiali e metodi: Il lavoro si compone di una parte di lazione interessata (Hand Clinic 2009). In particolare
revisione della letteratura ed una di sperimentazione de- possono essere trattate conservativamente le distorsioni
gli strumenti sul campo. Per la rewiew sono stati presi in di 1° e 2° secondo la classificazione di Bowers e le lesioni
esame alcuni dei principali database in campo biomedico. di tipo 1° e 2° secondo la classificazione di Littler e Ea-
Risultati: I risultati di questa ricerca hanno mostrato la ton.
presenza di due strumenti patologia indipendenti (Quick Materiali e metodi: Abbiamo selezionato diversi articoli
DASH e PRWHE) e tre patologia specifici (Boston riguardanti il trattamento delle distorsioni-lussazioni
Carpal Tunnel Questionnaire, Questionario per la neuro- dell IFP tratti dall’Hunter, Burke, Hand Clinic, Cooper
patia del nervo ulnare al gomito e Functional Index for e altri. Uno dei trattamenti conservativi più recenti, che
Hand Osteoarthritis). La scelta di un unico strumento utilizziamo tuttora presso la nostra struttura, viene ri-
non è stata possibile: Dias e Sambandam nel 2008 evi- portato dall’Hand Clinic del 2009.
denziano la carenza di DASH e PRWHE nella valuta- Risultati: L’ obiettivo primario comune è di ripristinare
zione dei disturbi della sensibilità, da qui l’esigenza di un allineamento articolare, mantenere la stabilità dell’ar-
strumenti specifici per tali patologie. Per stabilire quale ticolazione evitando stress in elongazione del legamento,
strumento tra Quick DASH e PRWHE fosse più proteggere la guarigione del tessuto e permettere una
performante, sono stati presi in esame 10 casi a cui sono mobilizzazione precoce (la cicatrizzazione capsulo-lega-
stati somministrati entrambi i questionari in prima sedu- mentosa si deve adeguare a quella che è la funzione arti-
ta e dopo 30 giorni di trattamento conservativo. È stata colare) per evitare l’instaurarsi di rigidità (Hand Clinics
successivamente messa a confronto la variazione tra il Vol.22 2006). In caso di distorsioni laterali, è sufficiente
punteggio iniziale e finale delle due scale (entrambe asse- un buddy tape per 4 settimane; nei casi di distorsioni vo-
gnano un punteggio da 0 a 100 alla condizione dell’arto). lari si può utilizzzare il buddy tape per 4 settimane an-
La variazione di punteggio media è stata di 9,27 punti che in caso di presenza di avulsioni (<30%), purchè
per la PRWHE (Dev Standard 12,14) e 7,04 punti per la l’articolazione, una volta ridotta, sia stabile. (Hand Cli-
Quick DASH (Dev Standard di 8,46). Il T test per le nic 2009, Burke). In caso di distorsioni dorsali, il tratta-
due matrici è di 0.65, con un Valore P di 0,52. mento prevede la immobilizzazione della IFP in esten-
Discussione: Dall’analisi dei dati possiamo affermare sione per 4-6 settimane per permettere alla bandelletta
che la PRWHE è risultata più sensibile nel misurare i centrale di riparare. (Hand Clinic 2009)
cambiamenti intercorsi nel campione, ma con una mino- Discussione: I traumi della IFP, se non diagnosticati
re stabilità in quello che è il valore atteso rispetto alla correttamente e se non trattati in maniera adeguata,
Quick DASH. Tuttavia il Valore P ottenuto suggerisce comportano importanti retrazioni della placca volare,
la necessità di estendere il campione per ottenere dati dolore articolare cronico e sovraccarichi articolari “une-
statisticamente significativi. ver tracking” con rischi di OA post-traumatica.
Bibliografia
- Dias J, Rajan R., Thompson J. Which questionnaire is best? The
reliability, validity and ease of use of the patient evaluation mea-
sure, the disabilities of the arm, shoulder and hand and the Mi-
chigan hand outcome measure. The Journal of Hand Surgery
(European volume) 2008; 33: 9-17.
10-abstracts GIS:abstracts GIS 17-09-2013 16:31 Pagina 384

384 10° CONGRESSO GIS RASM-AIRM

Accuratezza degli esami diagnostici e delle lità dei singoli test diagnostici, ma poco o nulla che in-
manovre cliniche nella individuazione del- corpori e che dimostri l’accuratezza di questi, combinati
ai fattori di rischio demografici come sesso, meccanismo
le sospette fratture dello scafoide. Revisio- del trauma e età. Pertanto, la proposta per il futuro po-
ne narrativa della letteratura trebbe essere quella di combinare questi dati al fine di
Arcuri P.*[1] sviluppare ulteriori regole di predizione clinica atte ad
Studio rieducazione Funzionale Fairplay-Arcuri ~ Bologna
[1]
aumentare la prevalenza e l’individuazione di reali frattu-
re di scafoide tra quelle sospettate.
Introduzione: Le fratture di scafoide rappresentano
quasi il 90% di tutte le fratture delle ossa carpali e sono
più comuni negli uomini. Una errata diagnosi, un ritar-
do nella sua formulazione, o un trattamento non idoneo
Rieducazione post trapianto bilaterale di
della frattura dello scafoide, possono portare ad una ina- mani
deguata guarigione e al rischio di necrosi avascolare, non Panarese E.*[1]
[1]~ Legnano (MI)
unione della frattura, e precoce osteoartrosi. Data la bas-
sa prevalenza di fratture “vere” dello scafoide tra tutte
quelle sospettate, lo scopo di questa revisione è ricercare Introduzione: Le novità in chirurgia ci consegnano nuo-
evidenze scientifiche a supporto di test e manovre clini- ve responsabilità professionali come questa prima espe-
che per le fratture di scafoide valutandone l’accuratezza rienza rieducativa di cui limiti e successi. La paziente
diagnostica. 52enne aveva precedentemente subito amputazione di
Materiali e metodi: La ricerca bibliografica è stata effet- mani e piedi in seguito a setticemia e tre anni dopo (du-
tuata nel periodo da novembre 2011 a gennaio 2012 rante i quali ha utilizzato una protesi mioelettrica a de-
senza limiti temporali in PUBMED e SCOPUS ricer- stra) segue il trapianto delle mani distalmente alla giun-
cando tutti i tipi di studio pubblicati in lingua inglese, zione mio tendinea zona 7/8 per gli estensori e zona 6
francese o italiano, che coinvolgessero pazienti adulti per i flessori. Durante la delicata prima fase post chirur-
aventi fratture di scafoide isolate. Sono stati presi in gica è necessario il rispetto dei tessuti e delle suture con-
considerazione solo gli studi che approfondivano valescenti ma contemporaneamente c’è bisogno di mo-
l’utilizzo di manovre cliniche, per l’identificazione di so- bilizzare articolazioni tendini e nervi periferici al fine di
spette fratture di scafoide che presentavano misure di ri- limitare la formazione di aderenze troppo importanti tra
producibilità del test quali sensitività, specificità, LR+, strutture adiacenti e l’istaurarsi di rigidità. Per difendere
LR-, PPV, NPV, accuratezza. i flessori estrinseci riparati (paziente) dalla contrazione
Risultati: La selezione degli articoli è stata eseguita sulla degli estensori e viceversa, è stata effettuata contrazione
base dei criteri di inclusione, eliminazione dei duplicati, attiva e concentrica sfruttando il servo meccanismo di
lettura del titolo e relativo abstract. Sono stati selezionati reciproca inibizione agonisti antagonisti, e vicariando
12 articoli che trattano test clinici e manovre cliniche at- con la mobilizzazione passiva l’assenza della muscolatura
te alla conferma o meno delle fratture di scafoide. intrinseca (donatrice) senza tensionare eccessivamente i
Dalla lettura degli articoli, si evince la mancanza di un tessuti da proteggere. Mobilizzazione biofeedback elet-
affidabile GOLD STANDARD (o REFERENCE trostimolazione ed esercizi per il recupero sensitivo sono
STANDARD) di riferimento per la comparazione con stati molto importanti come anche l’ottima motivazione
le varie manovre a scopo diagnostico. Riassumendo, i te- il buon rapporto paziente –operatore.
st in esame in questa revisione, possono essere così rag- Materiali e metodi: PRIMA FASE: valutazioni e mobi-
gruppati: •Test legati all’ispezione locale; •Test legati alla lizzazione nel rispetto delle strutture convalescenti: mo-
palpazione; •Test di forza; •Test di AROM e controresi- bilizzazione precoce e protetta; tutorizzazione, linee gui-
stenza; •Test specifici. da di Brand. SECONDA FASE: monitoraggi, mobiliz-
Discussione: Nelle fratture di scafoide la sola diagnosi zazione attiva e passiva e analitica; FASE TERZA: ini-
clinica risulta essere poco accurata e affidabile. Per quan- zio della rieducazione della sensibilita’ (esercizi/tests di
to riguarda le manovre diagnostiche, quella maggiormen- Moberg pick-up test); tests di Semmes-Weinstein;
te utilizzata è la palpazione della tabacchiera anatomica. rinforzo muscolare e ricerca recupero precision grip;
Sicuramente, la combinazione di più test mantiene alta la contenimento eventuali retrazioni commissurali me-
sensibilità, ma ne migliora la specificità rispetto ai singoli diante tutori dedicati
test così come dimostrato da Parvizi et all. Concludendo, Risultati: Sono stati monitorati i segni sentinella di ri-
in letteratura ritroviamo articoli sulla validità e affidabi- getto e del recupero motorio e sensitivo che hanno dato
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COMUNICAZIONI LIBERE 385

grande soddisfazione alla paziente e agli operatori mo- Materiali e Metodi: Lo studio è stato svolto presso la
strando una rigenerazione nervosa molto utile alla fun- Fondazione “Salvatore Maugeri” -IRCCS, Clinica del
zione e la re-rappresentazione corticale delle mani nella Lavoro e della Riabilitazione, Istituto Scientifico di Ve-
corteccia. runo (NO), Servizio di Fisiatria Occupazionale ed Er-
Discussione: I risultati raggiunti in questo caso unico al gonomia. Nel periodo di tempo compreso tra settembre
momento nel suo genere, sono frutto di una stretta col- 2010 ed agosto 2011 sono stati reclutati 698 volontari
laborazione tra il team chirurgico, immunologico e ria- sani di età compresa fra i 20 e i 79 anni. I criteri di am-
bilitativo. L’esperienza acquisita ha permesso di tracciare missione comprendevano l’essere clinicamente e funzio-
l’inizio di un protocollo di trattamento rieducativo natu- nalmente asintomatici per patologie legate al tratto della
ralmente passibile di affinamento colonna cervicale, spalle, braccia e mani negli ultimi 12
mesi. Dallo studio sono stati esclusi coloro che soffrono
di disordini del sistema nervoso centrale, neuropatie pe-
Misurare la destrezza nella pratica clinica riferiche, malattie reumatiche, e condizioni traumatiche
Cudazzo A, Bravini E, Sartorio F, Vercelli S, Ferriero G, o post-chirurgiche riguardanti gli arti superiori.
Bargeri S, Ghiggio P L’affidabilità test-retest, primo obiettivo dello studio, è
IRCCS, Fondazione Salvatore Maugeri, Servizio di Fisiatria Oc- stata calcolata con il Coefficiente di Correlazione Intra-
cupazionale ed Ergonomia, Istituto Scientifico di Veruno; ASL classe (ICC) e con l’Errore Standard della Misura
TO4 Ivrea (SEM) in un sub-gruppo di 324 volontari sani. Un cam-
pione ampliato a 698 soggetti, testati almeno una volta,
Introduzione: La riabilitazione della mano, data la com- è stato inoltre utilizzato per ottenere i dati stratificati per
plessità anatomica e funzionale di questo distretto, ri- gruppo di età, sesso e dominanza manuale tramite anali-
chiede un approccio intensivo e qualificato. Ciò compor- si della varianza (ANOVA).
ta la necessità di un’approfondita valutazione iniziale vol- Risultati: L’FDT ha mostrato un’eccellente affidabilità
ta ad identificare i problemi e ad analizzare gli eventi o le (ICC > 0.90; SEM: <2 s per tempi netti; <3 s per pun-
condizioni patologiche in essere. Pertanto, sia la valuta- teggi totali). L’età, il sesso e la dominanza manuale in-
zione iniziale che quella di outcome non possono limitarsi fluenzano significativamente il punteggio (p < 0.05), ma
alla sola misurazione dell’escursione articolare, della for- non è stata trovata alcuna interazione fra le variabili.
za, dell’edema e della sensibilità, ma devono coinvolgere Discussione e Conclusioni: questo studio ha dimostrato
indicatori dell’esecuzione gestuale come, per esempio, la che l’FDT gode di elevata affidabilità test-retest ed ha,
destrezza (Yancosek & Howell, 2009). In letteratura per inoltre, fornito i dati normativi aggiornati su di un am-
destrezza s’intende la capacità della mano di interagire pio range di età della popolazione italiana adulta.
con oggetti di varie forme e misure. Riguardo all’uso del- Bibliografia
la mano, la destrezza può essere classificata come statica 1. Yancosek KE, Howell D. A narrative review of dexterity asses-
o dinamica; e può anche essere suddivisa in manuale e sments. J Hand Ther 2009; 22: 258-70.
digitale. Tra i vari test atti a misurarla, quelli che godono 2. Aaron DH, Stegink-Jansen CW. Development of the Functio-
dei maggiori requisiti clinimetrici sono sicuramente il nal Dexterity Test (FDT): construction, validity, reliability, and
normative data. J Hand Ther 2003; 16: 12-21.
Nine-Hole Pegboard Test (NHPT), il Purdue Pegboard Test 3. Scholleveld K, Wittink H, Takken T. Clinimetric evaluation or
(PPT), il Grooved Pegboard Test ed il Functional Dexterity measurement tools used in hand therapy to assess activity and
Test (FDT) (Yancosek & Howell, 2009). Quest’ultimo participation. J Hand Ther 2009; 22: 22 1-36.
strumento viene apprezzato dalla letteratura per le sue 4. Sartorio F et al, 2012
buone proprietà psicometriche (Scholleveld et al, 2009).
L’FDT è stato proposto nel 1983 da una terapista della
mano americana, per combinare le tre componenti della
destrezza unimanuale: manipolazione (attraverso la pinza
Posologia dello splint nel trattamento con-
tridigitale), velocità e accuratezza (Aaron & Stegink-Jan- servativo della rizoartrosi: revisione della
sen, 2003). Tra le critiche mosse a questo e ad altri test letteratura
sulla destrezza troviamo la mancanza di un campione Cerutti Sola E.*[1]
sufficientemente ampio della popolazione. Scopo di que- ~ Chivasso (TO)
[1]

sto lavoro è di: 1) analizzare l’affidabilità test-retest del-


l’FDT e 2) raccogliere i dati normativi relativi alla popo- Introduzione: L’artrosi dell’articolazione trapezio-meta-
lazione italiana in un ampio campione stratificati per età, carpale (CMC) del pollice è una patologia invalidante
sesso e dominanza manuale. che colpisce dall’11% al 33% della popolazione; i sinto-
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386 10° CONGRESSO GIS RASM-AIRM

mi principali sono il dolore, la debolezza e l’impotenza patologico si riscontra una modificazione del volume, di
funzionale. Basandosi sulla valutazione clinica e radio- tipo nodulare, dei tendini flessori. Il trattamento del dito
grafica della CMC si può optare per il trattamento chi- a scatto prevede, nelle fasi precoci, l’utilizzo di tutori
rurgico o per quello conservativo. Il principale strumen- statici e funzionali. Negli stadi più avanzati si ricorre al-
to riabilitativo della terapia incruenta è lo splint, spesso l’intervento chirurgico di trocleotomia basale che ha lo
associato all’educazione ergonomica, alle infiltrazioni di scopo di eliminare l’impedimento meccanico allo scorri-
cortisone o a farmaci antinfiammatori non steroidei. mento. Scopo di questo studio è valutare l’efficacia di
L’ortesi, mettendo a riposo l’articolazione, riduce il do- un’alternativa applicazione del tape neuromuscolare con
lore, le eventuali deformazioni e diminuisce il rischio di tecnica dello spazio associato al tutore statico notturno
dover ricorrere all’intervento chirurgico. per il trattamento conservativo del dito a scatto.
Materiali e metodi: Questo lavoro propone una revisio- Materiali e metodi: 80 pazienti sono stati allocati in ma-
ne della letteratura riguardo alle tempistiche d’uso dello niera randomizzata in due gruppi di trattamento A e B:
splint indicate nel trattamento conservativo della rizoar- al gruppo A viene confezionato tutore statico notturno,
trosi negli articoli pubblicati dal 2000 al 2013. tutore funzionale e seduta di Terapia Occupazionale; al
Per quante ore al giorno e per quante settimane l’ortesi gruppo B viene confezionato tutore statico notturno e
deve essere indossata? In che momenti della giornata? Il viene applicato il tape neuromuscolare. I pazienti del
suo utilizzo dev’essere limitato alle fasi infiammatorie? gruppo B sono stati rivisti ogni 3 giorni per le prime 2
Risultati: Dall’analisi è emerso che nella comunità settimane di fase acuta per riposizionare il tape neuro-
scientifica non vi è ancora un accordo su quale sia la po- muscolare. Sono stati esclusi dallo studio pazienti che
sologia più corretta: le indicazioni degli autori variano presentavano altra patologia scheletrica o tendinea della
dalle 2 alle 12 settimane, vi è chi prescrive l’ortesi per la mano interessata, il 1° dito a scatto, paziente affetto da
notte e chi invece include anche le ore diurne, chi si li- diabete, scatto su puleggia diversa da A1, iperidrosi pal-
mita alla fase infiammatoria e chi no. mo della mano. Tutti i pazienti sono stati valutati a 0,
Discussione: Pertanto, in assenza di protocolli standard 10, 30 e 90 giorni tramite: PRWHE, grado patologia di
basati sull’evidenza, il terapista deve effettuare la scelta Green, VAS e 6POS.
della posologia dello splint partendo da un’attenta valu- Risultati: Dalla valutazione preliminare dei risultati ot-
tazione del paziente e considerando in particolare se è in tenuti si evince che esiste una differenza statisticamente
una fase infiammatoria; le indicazioni terapeutiche va- significativa tra i 2 gruppi. Il gruppo B dimostra una più
riano inoltre in relazione al tipo di ortesi usata ed alle svelta diminuzione della sintomatologia dolorosa e una
esigenze occupazionali della persona. In ogni caso è fon- maggiore autonomia durante le AVQ misurata tramite
damentale educare il paziente all’economia articolare, di la PRWHE. Il gruppo B dimostra inoltre una maggiore
modo che vengano ridotti al minimo gli stress sull’arti- compliance al trattamento, grazie al minore disturbo del
colazione CMC e, di conseguenza, si possa limitare allo tutore diurno, permettendo un movimento completo
stretto necessario il tempo di utilizzo dello splint. della mano durante le AVQ, eliminando comunque
l’impingement meccanico del tendine. I limiti che pos-
siamo avanzare di questo studio sono la difficoltà di ap-
Applicazione del tape neuromuscolare con plicazione del tape a livello del 5° dito a causa dell’orien-
tecnica dello spazio nel trattamento con- tamento della puleggia, il controllo ogni 3 giorni per le
prime 2 settimane per riposizionare il tape al gruppo B,
servativo del dito a scatto: studio rando- l’inefficacia del tape a seguito di rimozione involontaria.
mizzato Discussione: In base alla nostra esperienza ed ai risultati
Vecchi S.[1], Seppi S.*[1], Pajardi G.[1] ottenuti, possiamo concludere che l’applicazione del ta-
U.O.C. di Chirurgia della Mano Ospedale San Giuseppe
[1]
pe neuromuscolare con tecnica dello spazio per il tratta-
IRCCS MultiMedica ~ Milano
mento conservativo del dito a scatto ha dei buoni risul-
tati in termini di riduzione più repentina della sintoma-
Introduzione: Il dito a scatto è una tra le patologie in-
tologia dolora, maggiore compliance al trattamento dei
fiammatorie croniche più frequenti a carico della mano.
pazienti, comodità e efficacia del tape durante lo svolgi-
Colpisce con maggiore frequenza le donne (6:1) tra la
mento delle AVQ.
quarta e la quinta decade di vita. Interessa il 1° dito nel
40% dei casi, nel 20% sia il 3° che il 4° dito. A tutt’oggi
non sono identificate chiaramente causa e fattori di ri-
schio di questa patologia. Dal punto di vista anatomo-
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COMUNICAZIONI LIBERE 387

Report prospettico degli esiti di fratture di vento di osteotomia in sede di fusione tra omero e radio
metacarpi o falangi nel reparto di riabilita- creando una “neo-articolazione” al gomito, ampliamento
della commissura in oligodattilia. Da gennaio 2013 ini-
zione della mano del Policlinico di Modena zia la fisioterapia la cui programmazione prevede sedute
Lanzoni A.*[1], Boccolari P.[1] con cadenza quotidiana per la mobilizzazione del cingo-
~ Modena
[1]

lo scapolo-omerale sinistro (volta alla stimolazione del-


l’extrarotazione), del neo-gomito e della mano e il trat-
Introduzione: Le fratture di falangi e metacarpi possono
tamento delle cicatrici nel primo periodo per poi giun-
essere trattate chirurgicamente o non chirurgicamente.
gere a sedute settimanali in aprile. In questo periodo si è
Le modalità chirurgiche comprendono osteosintesi sta-
proceduti all’affiancamento del TNPEE a quella del fi-
bili o con fili di Kirschner. Le fratture a minor rischio di
sioterapista per un periodo di osservazione e di cono-
instabilità possono essere trattate conservativamente.
scenza di R. Da marzo 2013 R. è presa in carico neuro-
Con questo studio ci proponiamo di raccogliere ed ana-
psicomotorio con cadenza settimanale. Sono stati prepa-
lizzare i dati dei casi di fratture di metacarpi e falangi
rati il protocollo e il progetto neuropsicomotorio, che ha
trattati recentemente nel reparto di Riabilitazione della
avuto i seguenti obiettivi: favorire un maggiore utilizzo
Mano del Policlinico di Modena.
dell’AS sinistro e l’integrazione in attività bimanuali, an-
Materiali e metodi: 34 pazienti sono stati valutati e gli è
dando a completare la proposta di lavoro impostato dalle
stato misurato il range articolare attivo e passivo.
fisioterapiste; favorire la variabilità posturale e l’acquisi-
Risultati: I pazienti trattati con fili di Kirschner (n=17)
zione di una modalità di spostamento orizzontale; alzare
hanno raggiunto la massima estensione attiva nel 59%
la soglia di tolleranza alla frustrazione.
dei casi e la flessione nel 53% dei casi. Dei pazienti sen-
Risultati: R. integra ora maggiormente la mano nelle at-
za l’intera quota di flessione attiva, il 62,5% possedeva
tività di gioco e dimostra un maggior interesse per
comunque l’intera quota di flessione passiva. I pazienti
l’ambiente e lo spostamento
trattati con sintesi stabile (n=14) hanno raggiunto la
Conclusioni: Alla luce di quanto esposto, si dimostra
massima estensione attiva nel 64% dei casi e la flessione
che l’inserimento della psicomotricità nel trattamento
nell’85%. Dei pazienti privi di flessione attiva, nessuno
delle malformazioni è efficace, in quanto, affiancando e
possedeva quote di flessione passiva. I pazienti trattati
integrando il lavoro svolto dalle fisioterapiste, ha per-
conservativamente (n=3) hanno raggiunto l’intera esten-
messo un maggiore investimento e utilizzo dell’arto
sione e flessione attiva.
malformato e un maggior interesse per l’ambiente in vi-
Discussione: Non ci è consentito un giudizio definitivo,
sta del raggiungimento delle tappe di sviluppo neuropsi-
tuttavia il trattamento conservativo sembra quello con
comotorie fisiologiche per l’età
migliori esiti.

L’utilità della psicomotricità nel tratta- Effetti del trattamento fisioterapico sui
mento dei bambini affetti da malformazio- pattern di attivazione muscolare in pazien-
ni congenite. Presentazione di un case re- ti con impingement sub-acromiale mono-
port laterale
Santomieri C.*[1], Bagnoli P.[2], Sargenti S.[2], Baccini M.[2]
Maiolino C.*[1], Mancon E.M.[2], Pajardi G.[2] Corso di laurea in Fisioterapia Università di Firenze ~ Firenze,
[1]
[1]
Università degli Studi di Milano Milano,
Azienda Sanitaria di Firenze ~ Firenze
[2]
[2]
Scuola di Specializzazione in Chirurgia Plastica - Università de-
gli Studi di Milano - U.O.C. di Chirurgia della Mano - Ospedale
San Giuseppe Milano IRCCS MultiMedica - Servizio di Riabili- Introduzione: La sindrome da impingement subacro-
tazione della Mano miale (IS), 44-65% dei casi di spalla dolorosa,1 si associa
a modificazioni dell’attività muscolare durante movi-
Scopo dello studio: Valutare l’utilità dell’introduzione menti del braccio.2-4 Scopo dello studio era confrontare
della figura del TNPEE all’interno dell’èquipe pediatrica l’attivazione muscolare fra lato sano e affetto prima e
di Chirurgia della Mano nel trattamento e nel recupero dopo riabilitazione.
della funzione nei bambini affetti da malformazioni con- Materiali e metodi: 18 soggetti con IS monolaterale so-
genite. Case report: R., 13 mesi, bambina affetta da ma- no stati valutati prima e dopo fisioterapia mediante scale
no torta ulnare con oligodattilia ed agenesia di pollice. cliniche (Constant-Murley e Croft) e rilevazione, bilate-
Materiali e metodi: R. ha 13 mesi e ha eseguito inter- ralmente, dell’attività EMGrafica nell’abduzione del
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388 10° CONGRESSO GIS RASM-AIRM

braccio sul piano della scapola da 0 a 120° senza carico per il segmento reimpiantato e per il piede per poter
nei muscoli deltoide anteriore (DA), medio (DM) e po- consentire il carico parziale immediato.
steriore (DP), trapezio superiore (TS), medio (TM) e Il trattamento riabilitativo è iniziato subito con la mobi-
inferiore (TI), sottospinato (SS) e gran dentato (GD). lizzazione attiva in protezione delle suture.
Sono stati calcolati: momento di onset (ON) e di picco Sono state eseguite misurazioni goniometriche per il re-
di attività (TTP) rispetto all’inizio del movimento, atti- cupero articolare. I pazienti sono stati seguiti prima quo-
vità massima (PEAK) e media (MED). Per i confronti è tidianamente e poi con cadenza tri e bi settimanale a
stato usato il t-test per campioni appaiati. seconda degli obiettivi posti in corso del trattamento fi-
Risultati: Al test iniziale vi era nel lato affetto un ON no al raggiungimento della funzionalità nelle AVQ e la-
ritardato dei muscoli DA, DM e TM (p<0.05), un TTP vorative. In ML e in SM è stato necessario eseguire in-
ritardato dei muscoli DA (p<0.05), DM e SS (p<0.005), tervento di tenolisi per ottimizzare il recupero articolare
GD e TM (p<0.01), e un aumento di PEAK e MED e conseguentemente l’utilizzo della mano.
del TM (p<0.05). Dopo il trattamento si osservavano Risultati: Con un follow up a 6 mesi si evidenzia un
miglioramenti significativi ad entrambe le scale cliniche buon recupero nelle AVQ e soddisfacente nelle attività
(p<0.05) e tutte le differenze nell’attivazione EMGrafica lavorative, soprattutto nei 2 pazienti con toe transfer.
fra lato affetto e lato sano erano scomparse, tranne il ri- Discussione: In soggetti giovani e inseriti ancora in am-
tardo del TTP del GD. biente lavorativo tale intervento trova indicazione in
Discussione: I risultati indicano la presenza di numerose quanto, a discapito della perdita di un dito dal piede co-
alterazioni dell’attivazione muscolare nell’arto con IS e munque sacrificabile per il cammino , riescono a rag-
una loro relativa normalizzazione con la fisioterapia. giungere un AROM minore rispetto a quello che
L’analisi EMGrafica è pertanto utile per misurare in avrebbero potuto avere con il posizionamento di una
maniera oggettiva i risultati della riabilitazione, oltre che protesi con una maggiore stabilità e possibilità di carico
per una migliore comprensione della patomeccanica del- lavorativo.
la sindrome e l’ottimizzazione della terapia.
Bibliografia
1. Van der Windt et al. Ann Rheum Dis 1995; 54: 959- La cicatrice nel bambino con malforma-
64. zione congenita:problematiche di tratta-
2. Ludewig, Cook. Phys Ther 2000; 80: 276-91.
3. Cools et al. Scand J Med Sci Sports 2007; 17: 25-33. mento
4. Diederichsen et al. J Electromyogr Kinesiol 2009; 19: Minoia S.*[1], Rossi P.[1], Stissi V.[1], Selvetti C.[1], Novelli
789-99. C.[1], Pajardi G.E.[1]
[1]~ Milano

Introduzione: Dimostrare l’importanza e l’efficacia del


Il transfer di lembo libero articolare o trattamento delle cicatrici dei bambini affetti da malfor-
completo dal piede alla mano dopo trauma mazioni congenite per prevenire le complicanze del pro-
complesso cesso cicatriziale (retrazioni, aderenze, cicatrici ipertrofi-
Paparo S.[1], Pagliaro R.[1], Mancon E.M.[1], Gelatti A.[1], che o cheloidee), che potrebbero portare a peggioramen-
Cortese P.[1], Pajardi G.E.[1], Petrillo V.L.*[1] to dei risultati sia funzionali che estetici.
~ Milano
[1]
Materiali e metodi: Abbiamo inserito nello studio bam-
bini operati c/o la nostra UOC da gennaio 2011 ad oggi
Introduzione: Dimostrare l’efficacia dell’intervento di affetti da malformazioni congenite, con patologie come
lembo libero articolare o completo dal piede alla mano ad esempio: ipoplasia di pollice, polidattilie, sindattilia e
per il salvataggio di segmenti lesionati in traumi com- simbrachidattilia. Il trattamento riabilitativo della cica-
plessi per ridare funzionalità alla mano. trice secondo il nostro protocollo inizia alla guarigione
Materiali e metodi: Il trattamento riabilitativo di 4 pa- delle ferite e prosegue per un periodo di almeno 6 mesi.
zienti operati dal mese di settembre al mese di dicembre La frequenza delle sedute, per le prime 2 settimane, è
2012: M.L. transfer di IFP di 2 dito,B.K. transfer di IFP quotidiana e fino ai 2/3 mesi dall’intervento prosegue
di secondo dito,A.F. transfer di IF di primo dito, S.M. con cadenza bisettimanale o trisettimanale. Il trattamen-
doppio toe transfer pro ricostruzione di 2 e 3 dito,T.O. to impostato viene poi proseguito al domicilio dai geni-
toe transfer alluce pro pollice. Nell’immediato postope- tori, con la supervisione periodica del terapista della ma-
ratorio abbiamo confezionato un tutore di protezione no fino al controllo finale con il chirurgo. Le sedute pre-
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COMUNICAZIONI LIBERE 389

vedono trattamenti pluriquotidiani della cicatrice con Obiettivi. Lo scopo di questo studio e stato quello di
l’ausilio di crema o olio, associati a utilizzo di cerotti di sottoporre a processo di traduzione e adattamento trans-
silicone e tutori notturni, a sella o di posizione. culturale il questionario Upper Limb Functional Index al
Risultati: La nostra valutazione si è basata sull’aspetto fine di produrne una versione italiana validata (ULFI-I).
funzionale ed estetico in quanto le sole scale di valuta- Materiali & Metodi. Ultimato il processo di traduzione,
zione esistenti in età pediatrica sono quelle elaborate per l’ULFI-I è stato somministrato durante la prima visita fi-
gli esiti delle ustioni. I risultati sono stati buoni, soddi- siatrica, ad inizio e a fine ciclo di trattamento, ad un cam-
sfacenti ad eccezione di soli 3 casi che hanno sviluppato pione di 57 pazienti affetti da patologie muscoloscheletri-
cicatrici ipertrofiche (in un unico caso a tratti cheloi- che all’arto superiore. Sono state calcolate: 1) la consisten-
dee). Le complicanze cicatriziali non sono state causate za interna; 2) l’affidabilità test-retest su un campione
da un differente trattamento post-operatorio, uguale in (n=33); e 3) la validità di criterio attraverso la correlazione
tutti i casi esaminati, ma verosimilmente si ritiene pos- dei punteggi dell’ULFI-I con quelli del Disabilities of the
sano dipendere da una predisposizione dei singoli sog- Arm, Shoulder and Hand Questionnaire (DASH).
getti a sviluppare cicatrici esuberanti, scarsamente tratta- Risultati. L’affidabilita test-retest e stata eccellente
bili e molto reattive. In questi 3 casi è stato necessario (ICC2,1=0,94; range: 0,89-0,97), con un valore di Stan-
modificare il trattamento personalizzandolo in base al- dard Error of Measurement (SEM) pari a 5 punti ULFI-I
l’andamento stesso delle cicatrici. e un Minimal Detectable Change con intervallo di confi-
Discussione: Il trattamento della cicatrice in età pedia- denza al 90% (MDC90) stimato in 12 punti ULFI-I. La
trica è determinante perché, a differenza dell’adulto, si consistenza interna (Cronbach’s α =0.90) e l’item-to-to-
trattano tessuti in crescita con cicatrici che tendono a di- tal correlation (range: da 0,453 a 0,731) sono risultati
ventare ipertrofiche e reattive. Il protocollo deve essere buoni. La validità di criterio calcolata correlando i pun-
quindi modificato secondo l’evoluzione della cicatrice teggi dell’ULFI-I con quelli della DASH è risultata ele-
nel singolo soggetto ed in base alla risposta soggettiva vata (r=0.81, p<0.01).
del paziente al trattamento. Conclusioni. In questo studio preliminare l’ULFI-I ha
mostrato soddisfacenti proprietà psicometriche, associa-
te a rapidità e semplicità di somministrazione e di calco-
Traduzione e validazione della versione lo del punteggio. I risultati delle analisi statistiche sono
italiana dell’Upper Limb Functional Index sovrapponibili a quelli ottenuti dagli studi di validazione
della versione originale. Si può affermare pertanto che
(ULFI-I): Studio preliminare l’ULFI-I può essere utilizzato come MO per valutare gli
Cudazzo Andrea1, Francesco Sartorio2, Michela Moroso3, effetti delle cure e dei trattamenti in ambito fisioterapico
Stefano Vercelli2, Elisabetta Bravini4, Renata Spalek5, Gior- ed in terapia occupazionale (sia in regime ambulatoriale
gio Ferriero3 che di ricovero).
1
Laureando presso Corso di Laurea in Terapia Occupazionale,
Università Cattolica del Sacro Cuore, Moncrivello (VC); 2Servizio
di Fisiatria Occupazionale ed Ergonomia, Fondazione Salvatore
Maugeri-IRCCS, Clinica del Lavoro e della Riabilitazione, Istitu- Trattamento conservativo nella rizoartosi:
to Scientifico di Veruno (NO); 3Laureata presso Università degli
Studi del Piemonte Orientale “A. Avogadro”, Corso di Laurea in riflessioni riabilitative
Fisioterapia, Novara; 4Scuola di dottorato in Advanced Sciences Zanin D.*[1], Malvicino A.[1], Susini F.[2], Pegoli L.[2], Pivato
and Technology in Rehabilitation Medicine and Sport, Università G.[2]
degli Studi di Tor Vergata, Roma; 5Coordinatore Corso di Laurea GIS RASM ~ Torino, [2]SICM ~ Milano
[1]

in Terapia Occupazionale, Università Cattolica del Sacro Cuore,


Moncrivello (VC)
Introduzione: La degenerazione artrosica dell’articola-
zione trapezio–metacarpica, comunemente detta rizoar-
Introduzione. Le scale di misura e i questionari autova-
trosi, è caratterizzata da dolore alla base del pollice e im-
lutativi, utilizzati come indici di risultato (o misure di
potenza funzionale, soprattutto nelle prese fini. Con
outcome – MO), sono considerati in ambito riabilitativo
trattamento conservativo intendiamo l’insieme di tutti i
la base scientifica per la documentazione, la verifica e la
gesti non invasivi volti a tentare di ridurre il dolore e mi-
comparazione degli interventi terapeutici. Negli ultimi
gliorare la funzionalità, per permettere al paziente di
decenni sono apparsi in letteratura molti di questi stru-
soddisfare le sue esigenze fisiche, sociali e lavorative. Il
menti per la valutazione dei disturbi muscoloscheletrici
nostro obiettivo è offrire una panoramica sulle possibi-
dell’arto superiore, ma pochi sono quelli tradotti e vali-
lità terapeutiche non chirurgiche facendo emergere le
dati in lingua italiana.
10-abstracts GIS:abstracts GIS 17-09-2013 16:31 Pagina 390

390 10° CONGRESSO GIS RASM-AIRM

potenzialità, ed eventualmente le criticità, di ogni stru- ca in cui “la mano è in funzione della spalla” e non il
mento a disposizione. contrario. Un case report illustrerà la valutazione ed il
Materiali e metodi: È stata effettuata una review della trattamento utilizzati.
letteratura inerente l’argomento tentando di definire gli Materiali e metodi: Motori di ricerca: PUB MED, Co-
strumenti più utilizzati e le loro indicazioni. Alla luce chrane, JHT, JOSPT. V.R di 20 anni,donna, tennista
della nostra esperienza clinica abbiamo delineato una professionista , si è presentata in studio con una epicon-
proposta riabilitativa da offrire ai pazienti affetti da ri- dilite laterale cronicizzata e con un’iniziale epicondilite
zoartrosi. mediale: risultata positiva al Lift-off test (per il sottosca-
Risultati: L’utilizzo di splint, sia funzionali che polare), Test di Yucum (sovraspinato) Test di Jobe (sovra
d’immobilizzazione notturni, e l’adozione delle princi- spinato), ai Test di Donatelli per il trapezio medio e in-
pali normedi economia articolare sono le opzioni più feriore, e per il gran dentato, ed all’esame obiettivo della
adottate nei lavori consultati. Particolare attenzione vie- scapola. Il trattamento si è basato su un recupero funzio-
ne posta al mantenimento dell’ampiezza della prima nale dei muscoli deficitari o retratti, sullo scollamento
commissura e alla prevenzionedella deformità dell’arti- della scapola ed uno stretching del sottoscapolare. Non
colazione metacarpofalangea. Recentemente si è discus- abbiamo mai trattato il gomito.
so su come il rinforzo di alcuni muscoli intrinseci (oppo- Risultati: La paziente dopo 4 mesi di trattamento e 3
nente e primo interosseo dorsale) potrebbe in parte re- mesi di fermo assoluto del gioco e dell’allenamento , è
stituire la stabilità del pollice nello svolgimento delle le tornata in campo in assenza totale di dolore e con un
attività quotidiane. corretto movimento di lancio.
Discussione: Un corretto posizionamento notturno e Discussione: Sarebbe interessante proseguire lo studio
l’utilizzo di adattamenti e strategie alternative per non- per valutare percentualmente quante quante epicondiliti
sovraccaricare il segmento durante la giornata sono es- laterali e mediali richiedono un trattamento più prossi-
senziali per un trattamento conservativo vincente. La male rispetto alla localizzazione della sintomatologia
termoterapia unita alla distrazione articolare danno un dolorosa.
sollievo provvisorio dal dolore. E’ necessario che il pa-
ziente si impegni in un programma di esercizi specifici
per mantenere gli effetti positividel trattamento oltre a Nostra esperienza nel trattamento conser-
dover osservare semplici accorgimenti di ergonomia ar- vativo della sindrome del tunnel carpale
ticolare. con approccio neurodinamico
Botta M.T*[1], Novarese E.[1], Zoccolan A.[2], Lazzari C.[3],
Prato V.[4], Cairo M.[4]
Epicondilite laterale e mediale in rapporto RRF-Ospedale S. Paolo di Savona ~ Savona, [2]Centro regionale
[1]

di chirurgia della mano ~ Savona, [3]Università degli Studi di Pa-


a deficit muscolare della spalla: revisione via, [4]Libera Professionista
della letteratura e proposta di nuovi tratta-
menti. Presentazione di un case report Introduzione: Il lavoro intende presentare l’esperienza
Saroglia I.*[1], Baldassarri A.[1] di trattamento conservativo nella sindrome del tunnel
Clinica Salus ~ Grosseto
[1]
carpale attraverso l’introduzione di tecniche neuro dina-
miche associate ai tradizionali strumenti quali tutore di
Introduzione: In questo lavoro abbiamo cercato di indi- polso e terapie fisiche.
viduare un trattamento “globale” per le sindromi epi- Materiali e metodi: Sono stati seguiti due gruppi il più
condiloidee laterali e mediali del gomito tramite una re- possibile omogenei, di 32 pazienti, individuati per età,
visione della letteratura. Il trattamento più comunemen- sesso insorgenza della sindrome, negativi o in fase ini-
te proposto prevede l’utilizzo di terapie fisiche e manuali ziale all’esame elettromiografico, assegnati random. È
in sede inserzionale (dei tt. est di polso e dita e dei tt. stato ottenuto il cieco dei soggetti e dei valutatori e non
flex di polso, dita e pronatore rotondo) al gomito e stret- dei terapisti. Un paziente che non ha terminato lo studio
ching dell’avambraccio, le quali curano i sintomi ma non è stato valutato col criterio dell’intention to treat. Il pri-
la causa scatenate. Rivisitando la letteratura riabilitativa mo gruppo è stato trattato con tecniche di neurodinami-
sportiva e le tecniche proposte dalla Terapia Manuale, ca e il gruppo di controllo con tutore statico notturno
abbiamo proposto un piano di trattamento mirato al re- per 4 settimane. I risultati sono stati valutati esclusiva-
cupero muscolare della spalla, avvalendoci del principio mente attraverso il Boston Tunnel Carpal Questionnaire
secondo cui l’arto superiore fa parte di una catena cineti- con somministrazione del test a 0, 2, 4, 8, 12 settimane.
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COMUNICAZIONI LIBERE 391

Veniva eseguita quindi validazione dei risultati con revi- te bassa. Per il Pinch Test con VAS i valori più bassi si
sione statistica. Il trattamento consiste nella tecnica di sono riscontrati, anche in questo caso, indossando il tu-
mobilizzazione del nervo con Upper Limb Tension Test tore in neoprene. Dalle valutazioni RX eseguite in diver-
secondo Butler specifico per il nervo mediano in ambu- se proiezioni non abbiamo evidenziato differenze so-
latorio e nell’eseguire esercizi domiciliari afferenti alla stanziali.
tecnica due volte al giorno per quattro settimane. Dopo Discussione: Dall’analisi dei dati possiamo trarre che nei
valutazione a 4 settimane il pz. è indirizzato, in relazione pazienti inclusi in questo studio non abbiamo riscontra-
ai risultati a proseguire iI programma e monitorando ul- to dei cambiamenti oggettivi in merito all’allineamento
teriormente i risultati. articolare del trapezio sul metacarpo. Si puo’ affermare
Risultati: I risultati sono incoraggianti con un migliora- che il tutore in neoprene è migliore del tutore corto di
mento medio del 42% e tre casi di remissione completa opposizione per quanto riguarda la destrezza della
della sintomatologia valutata con il Boston Q. Il lavoro performance ed è più facilmente tollerato dai pazienti.
si intende come preliminare per confermare i dati della
letteratura circa l’efficacia degli interventi neuro dinami-
ci nelle patologie dei nervi periferici in continuità e in
particolare da intrappolamento.
L’efficacia del gesso sintetico seriale nelle
Discussione: Visti i risultati e il tipo di terapia: non in- patologie tendinee e capsulo -legamentose
vasiva e ripetibile è auspicabile proseguire nella metodica della mano
e sorvegliarne i risultati con crescente follow up. Il per- Centaro S.*[1], Di Paolo E.[1], Pellizzaro F.[1], Tardiolo D.[1]
corso clinico di ciascun paziente non viene attualmente
[1]
~ Roma
modificato: esami neurofisiologici e controlli specialistici
sono previsti comunque in relazione allo stadio della pa- Introduzione: Lo scopo di questo lavoro è di dimostrare
tologia l’efficacia del trattamento riabilitativo mediante l’uso del
gesso sintetico seriale nelle patologie tendinee e lega-
mentose della mano come la boutonniere, le lesioni ca-
Valutazione funzionale e radiografica dei psulo-legamentose e lesioni dei legamenti collaterali
tutori per rizoartrosi delle dita lunghe e del pollice.
Valente C.2; Brozzini E.3; Gallo C.1; Zibetti S.1; Pajardi G.1 Materiali e metodi: Lo studio è stato effettuato su diver-
1
Multimedica; 2Centro Medica s.r.l./Biofarma – Campobasso; se tipologie di pazienti, sportive e non, con diverse ezio-
3
Columbus – Roma logie. Vista l’efficacia di questo metodo sono state rac-
colte tutte le informazioni per poter costatare la diffe-
Introduzione: Questo lavoro nasce dalle capacità di renza con le precedenti metodologie praticate fino a quel
“critica” riguardo le modalità di approccio al trattamento momento. I pazienti sono stati sottoposti alla valutazio-
conservativo della rizoartrosi con splinting. Gli autori si ne del ROM attraverso la misurazione dei gradi se ne-
sono chiesti come l’utilizzo di alcuni tutori nella rizoar- cessario. I tempi di recupero e la differenza della com-
trosi possa incidere sulla stabilità dell’articolazione TM pliance rispetto ad un gesso o una stecca hanno creato la
e sulla destrezza di una prestazione, valutandone il scala di valutazione che fornisce l’obiettività della riusci-
comfort. Gli obiettivi dello studio sono stati quelli di va- ta di tale metodo. In 2 anni di valutazioni abbiamo avu-
lutare l’efficacia dei tutori rispetto all’allineamento arti- to i seguenti pazienti: 32 distrazioni o lesioni legamen-
colare e la definizione del miglior tutore funzionale ri- tose delle dita lunghe; 13 lesione parziali di Stener; 7 le-
spetto al livello di destrezza, forza, dolore e comfort. sioni di boutonniere traumatiche. Sono stati trattati tutti
Materiali e metodi: Lo studio è stato svolto presso la con gesso sintetico seriale e con una immobilità sogget-
“MultiMedica” di Castellanza, tra aprile e dicembre ‘12, tiva a seconda della prescrizione del medico e controllati
ed ha coinvolto 4 soggetti. Sono stati confezionati un periodicamente. Risultati: I risultati sono stati decisa-
tutore statico,un tutore corto di opposizione e una fa- mente positivi. Su 32 lesioni legamentose 29 hanno por-
scetta in neoprene. In seguito i pazienti sono stati sotto- tato a termine il protocollo con la guarigione. Su 13 le-
posti alle seguenti valutazioni: Pinch test, somministran- sioni parziali di Stener 8 hanno portato a termine il pro-
do contemporaneamente la VAS; Functional Dextery te- tocollo 2 non abbiamo avuto riscontro e 3 hanno prefe-
st (FDT); Valutazione RX. rito operarsi. Su 7 boutonniere 5 hanno avuto la restitui-
Risultati: Per la prova sulla destrezza tutti i pazienti to ad integrum e 2 hanno subito l’intervento.
hanno eseguito il test nel minor tempo possibile indos- Discussione: Oltre all’evidenza dei risultati che hanno
sando la fascetta in neoprene con una VAS notevolmen- portato a raggiungere lo scopo finale devo sottolinerare
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la compliance del paziente nel gestire questo tutore e ne del sistema nervoso sfruttandone la sua plasticità. La
l’assoluta soddisfazione da parte dello stesso. tecnica riabilitativa adottata è il Sensory Motor Retur-
ning inventata dal dott. Victor Candia e successivamen-
te sviluppata e adattata alla riabilitazione del musicista
Distonia focale del musicista: stage presso insieme al dott. Jaume Rosset dal 2005. Dal 1999 al
l’Istitut de l’Art di Terrassa (Spagna) 2013 abbiamo valutato e trattato (presso lo Studio Guidi
di riabilitazione della mano e dei musicisti) 65 pazienti
Monnanni I., Guidi G.
Studio Guidi - Riabilitazione della Mano e dell’Arto Superiore, affetti da distonia focale e riabilitati mediante un ap-
Firenze proccio basato su principi terapeutici simili ma che si
differenzia nel setting riabilitativo e nel tipo di attività
Introduzione: La distonia focale del musicista è un di- proposta.
sordine del movimento compito-specifico (task-specific) Risultati: Presso l’Institut de l’Art di Terrassa ho potuto
caratterizzata da uno scoordinamento indolore di una o prendere visione delle modalità di trattamento adottate
più dita durante l’attività musicale. Si manifesta con la dall’equipe che si occupa, quasi esclusivamente di musi-
difficoltà e la riduzione del controllo motorio volontario cisti ed è specializzata nella distonia focale del musicista.
con errori di velocità, precisione, forza, direzione di mo- Discussione: Durante lo stage mi è stato possibile indi-
vimento e talvolta solo durante l’esecuzione di alcune viduare i punti principali del trattamento della distonia
parti della performance. focale adoperato a Terrassa mettendo in evidenza alcune
Materiali e metodi: Al fine di valutare l’efficacia del differenze rispetto al trattamento che viene da noi appli-
trattamento riabilitativo della distonia focale del musici- cato. Le differenze principali si riscontrano nel setting
sta, ed evidenziare la differente metodologia riabilitativa, riabilitativo in termini di frequenza e durata dei tratta-
ho effettuato tirocinio di una settimana, presso l’Institut menti e in alcune varianti nel tipo di lavoro proposto.
de l’Art di Terrassa (Spagna) dove viene effettuato trat- Viene data inoltre notevole importanza alla componente
tamento specifico per la distonia focale basato su proce- psicoemozionale e relazionale attraverso un approccio
dure di neurorabilitazione finalizzate alla riorganizzazio- basato su specifiche tecniche di comunicazione.