Sei sulla pagina 1di 22

Conoscere il software

01
1.1 - La filosofia di lavoro
Con un CAD tradizionale, il disegno è abbastanza simile a quello realizzato sul tavolo
da disegno. L’uso di linee e archi permette di disegnare piuttosto agevolmente una
planimetria bidimensionale. ArchiCAD consente non solo di disegnare la planimetria
2D, ma di andare oltre e realizzare l’intero modello tridimensionale del progetto.
Con ArchiCAD sono state introdotte le cosiddette primitive architettoniche, che per-
mettono di identificare gli elementi base di un edificio. Il progettista si ritrova all’in-
terno di un ambiente familiare, dove strumenti come Muro, Trave, Pilastro, Finestra,
Porta e Falda si usano proprio come nella realtà. Nell’aprire la finestra dei settaggi
di uno strumento, c’è solo da domandarsi come impostare lo strumento e non come
usarlo. Alla semplicità si affianca il concetto di parametricità.
Ogni elemento costruttivo presente in ArchiCAD può subire infinite variazioni e, sep-
pur mantenendo le sue caratteristiche di base, può rappresentare la totalità delle pos-
sibili variazioni che l’elemento comprende. Prendiamo ad esempio l’elemento Muro.
Agendo sui suoi parametri geometrici (elevazione, spessore e forma), su quelli grafici
(tipo di Penna, tipo di Linea, Retino di campitura) e quelli fisici (Materiale, Attributi),
esso può assumere qualsiasi tipologia di muratura. Identificare il Muro con il muro
di un edificio è quasi banale, ma non dobbiamo dimenticare la parametricità dell’ele-
mento, per cui esso può rappresentare, debitamente impostato, un qualsiasi altro ele-
mento. Faccio un esempio. Se devo costruire una libreria, posso usare il Muro per le
spalle e il Solaio per i vari ripiani.
La facilità d’uso, la parametricità e il linguaggio semplice e intuitivo fanno di Archi-
CAD un ottimo compagno di lavoro per il progettista che non si ferma alla sola rap-
presentazione planimetrica.
ArchiCAD permette di disegnare la planimetria bidimensionale e automaticamente il
modello tridimensionale per ottenere così sezioni e alzati, assonometrie e prospettive,
calcolo di quantità e computazione degli elementi che compongono il progetto.

1
C A P I TO L O 01

Figura 1.1  Il progetto in ArchiCAD

1.1.1 - Multiprocessore e 64 bit


ArchiCAD 12 è la prima versione di ArchiCAD a sfruttare la tecnologia Multi-core.
La versione 13 per Windows e la versione 15 per Mac, invece, sono le prime versioni
integralmente a 64 bit. Questo permette un considerevole aumento delle prestazioni
quando si lavora con immagini bitmap di grandi dimensioni, con i retini immagine,
con il calcolo di sezioni, alzati e modelli tridimensionali complessi. Il calcolo è auto-
maticamente suddiviso in base al numero dei processori presenti nel computer distri-
buendo, per le versioni a 64 bit, l’intero calcolo su tutta la memoria RAM disponibile.
La velocità di elaborazione risulta notevolmente aumentata.

Figura 1.2  Suddivisione dei calcoli con i multiprocessori

2
Conoscere il software

1.2 - Avviare ArchiCAD


Quando si avvia ArchiCAD agendo direttamente sull’icona dell’applicazione, si apre una fi-
nestra che permette di scegliere diverse opzioni di apertura. Le tre principali sono descritte
di seguito:
Crea un nuovo progetto. Permette di creare un nuovo file di lavoro. Selezionando questa
opzione la configurazione del file di lavoro può essere scelta tra altre due opzioni:
•• Usa i settaggi dell’ultimo progetto. Permette di mantenere una continuità di la-
voro tra i file. Le impostazioni dell’ultimo file aperto (penne, materiali, attributi,
libreria, preferiti, ecc.) vengono trasferite al nuovo file.
•• Usa un modello. Permette di aprire un nuovo file contenente le impostazioni regi-
strate all’interno di un file modello (*.tpl) che può essere configurato direttamente
dall’utente.
Apri un progetto. Questa opzione permette di aprire un progetto che è già stato creato
o aperto.
•• Esplora un progetto individuale. Il pulsante Consulta apre un dialogo di Naviga-
zione in cui scegliere il file da aprire.
•• Esplora un progetto TeamWork. Come il comando precedente, ma il file sarà di
tipo “lavoro di gruppo” raccolto nell’elenco del BIM Server.
•• Seleziona un progetto recente. Se la sua apertura è recente, lo si trova nell’elenco
posto sotto a questa opzione. Sarà sufficiente fare clic su esso per aprirlo.
L’ultima opzione che si può scegliere è inerente al profilo di lavoro da usare nel menu pop-up
che si trova in basso nella finestra.

Figura 1.3  Finestra di avvio

3
C A P I TO L O 01

1.3 - L’Ambiente di lavoro


L’Ambiente di lavoro è totalmente personalizzabile dall’utente. Nell’esempio si lavora
con il profilo Standard. Questa impostazione si può definire in menu Opzioni > Am-
biente di lavoro > Profili Ambiente di lavoro.
Fatta questa precisazione, vediamo i componenti dell’Ambiente di lavoro di ArchiCAD.
La finestra di lavoro principale di ArchiCAD è una vista di pianta.

Figura 1.4   La fi nestra di lavoro

Nella parte bassa di ogni finestra prendono posto i comandi di navigazione nella fi-
nestra attiva.
Zoom per ingrandire e Zoom per ridurre. Sono le icone con il segno + (più) e il
segno – (meno). Facendo clic sull’icona si attiva il comando e il cursore assume la for-
ma dell’icona corrispondente. Per utilizzare il comando basta tracciare un rettangolo
intorno alla zona desiderata.
Zoom con la rotella del mouse. Permette di puntare con il cursore in un punto sul
disegno e, facendo ruotare la rotella del mouse, si effettua lo zoom (ingrandimento o
riduzione) immediato.
Panorama. Identificato dal simbolo con la mano. Permette di muovere il foglio di
lavoro. Dopo aver attivato il comando, il cursore assume la forma di una mano. Basta
fare clic, trascinare e poi fare un secondo clic per rilasciare la schermata.
Autoscala. Consente di visualizzare tutto il disegno in un’unica videata. Basta fare clic
sull’icona, e il comando si attiva automaticamente.
Ruota orientamento. Consente di ruotare l’intera vista del progetto in base all’angolo/
orientamento e al centro di rotazione desiderati.

4
Conoscere il software

Questo comando non ruota realmente il progetto, in quanto le coordinate rimarranno


invariate, ma ruota il contenuto della finestra in modo da migliorarne la visualizza-
zione e l’editazione.
Resetta orientamento. Quando si usa Ruota orientamento, l’angolo di rotazione sarà
visibile su questo pulsante. Per riportare a zero l’angolo, fare clic sul pulsante.
Vista precedente e Vista successiva. Quando si usano gli zoom o il panorama, vengo-
no spostate le visualizzazioni nella finestra attiva. Questi due comandi permettono di
tornare a una visualizzazione precedente o a una successiva.
La finestra è corredata da una serie di palette, barre degli strumenti e menu tematici,
come si può vedere nella Figura 1.3.
La schermata successiva mostra i componenti dell’interfaccia di lavoro che viene cari-
cata all’avvio del programma.
I componenti sono descritti di seguito.

1.3.1 - Palette degli strumenti


Contiene gli strumenti di selezione, le primitive architettoniche per il disegno 3D, gli stru-
menti per il disegno e il corredo alfanumerico 2D, e gli elementi per la visualizzazione tri-
dimensionale. La Figura 1.5 rappresenta la palette degli strumenti nella sua completezza.

Figura 1.5   La palette degli strumenti

5
C A P I TO L O 01

1.3.2 - Palette Informazioni


Questa palette visualizza i parametri di default dello strumento attivo. Uno strumento
è attivo quando è selezionato nella palette degli strumenti. Al suo interno trovano
posto i comandi per i settaggi dello strumento e i metodi geometrici per l’inserimento
preciso degli elementi nella finestra di Pianta. Il contenuto della palette può scorrere
se si utilizza lo scrolling del mouse posizionandovi sopra il cursore.

1.3.3 - Navigatore
Il Navigatore è lo strumento principale (con l’Anteprima Navigatore che si attiva, come
anche il Navigatore, dal pulsante in basso a sinistra della finestra attiva) per muoversi
all’interno del file di progetto su cui si sta lavorando. Il Navigatore è diventato indi-
spensabile per le operazioni di gestione e impaginazione dei disegni, oltre che per la
navigazione all’interno del file di lavoro. Il Navigatore si divide in: Mappa progetto,
Mappa vista, Book di layout e Set di pubblicazione.

Figura 1.6   Il Navigatore

•• Mappa progetto è utilizzata per navigare all’interno della struttura di base del file
di lavoro attraverso Piani, Sezioni, Alzati, Dettagli, Alzati interni, Fogli di lavoro,
Documenti 3D, Visualizzazioni 3D (Assonometria e Prospettiva), Liste di computo
e Informazioni.
•• Mappa vista permette di navigare all’interno di liste personalizzate dei disegni ar-
chitettonici, strutturali, prospetti, sezioni, dettagli, viste, legate in modo più specifi-
co all’andamento del progetto.
•• Book di layout permette di gestire e organizzare le tavole dei disegni da impaginare
e stampare.
•• Set di pubblicazione (Publisher) consente di automatizzare e semplificare la pro-
duzione ripetuta dei documenti del progetto per la fase di esportazione.

6
Conoscere il software

L’Anteprima Navigatore mostra un’anteprima dell’elemento selezionato nel navigatore. Se


nessun elemento è selezionato, viene mostrato il contenuto della finestra corrente. Attra-
verso l’Anteprima si può effettuare lo zoom o, ancora più comodo, spostarsi rapidamente
da una parte all’altra del disegno, specialmente se quest’ultimo è di grosse dimensioni.
L’Ispettore è una finestra che visualizza i valori delle coordinate numeriche, segue
i movimenti del mouse ed è disponibile in ogni tipo di finestra editabile. Di default
l’Ispettore è visualizzato solo quando si crea o si edita un elemento. Se desideriamo
visualizzarlo sempre dal menu Opzioni > Ambiente di lavoro > Ispettore e input
coordinate, attivare il check-box Sempre in Aspetto > Mostra Ispettore. L’Ispettore
sostituisce nell’inserimento delle misure la palette Coordinate.

Figura 1.7  L’Ispettore

1.3.4 - Barra degli strumenti


Sono le classiche icone scorciatoia dei principali comandi del programma. La loro
visualizzazione è gestita attraverso il menu Finestre > Barre degli strumenti. Le barre
degli strumenti possono essere personalizzate sia nei contenuti sia nella disposizione.
I contenuti possono essere modificati dall’Ambiente di lavoro.

1.3.5 - Barra dei menu


Appare lungo il lato superiore dello schermo. I contenuti variano in base alla finestra
attiva, alla presenza o meno di add-on e alla personalizzazione eseguita dall’utente. I
comandi non attivi in un dato momento saranno mostrati in grigio. Al suo interno
prendono posto i comandi e le funzioni di ArchiCAD.

1.3.6 - Menu contestuale


Compare facendo clic con il pulsante destro del mouse (Windows e Mac OS dotati di
mouse con due pulsanti) oppure tenendo premuto il tasto CTRL (Mac OS non dota-
ti di mouse a due pulsanti). Il menu contestuale contiene sempre i comandi relativi
all’elemento o alla situazione in cui lo si richiama.
Quanto detto finora riguarda l’interfaccia base che ci si trova davanti quando si apre
ArchiCAD per la prima volta. Oltre alle palette analizzate, vi sono finestre di dialogo
e di visualizzazione che permettono di interfacciarsi con gli strumenti e i comandi a
disposizione. Vediamole.

7
C A P I TO L O 01

1.3.7 - Dialogo dei settaggi dello strumento

Figura 1.8  Esempio di finestra dei settaggi

Vi si accede in vari modi:


•• Facendo doppio clic sull’icona dello strumento scelto nella palette degli strumenti.
•• Selezionando lo strumento nella palette degli strumenti e facendo clic sull’icona
dello strumento nella palette Informazioni.
•• Selezionando lo strumento nella palette degli strumenti e richiamando dal menu
Edita la voce Settaggi Elemento > Settaggi default….
•• Selezionando un elemento in pianta e facendo clic con il pulsante destro del mouse
(CTRL + clic per gli utenti Mac OS privi di mouse a due pulsanti) e scegliendo la
voce Settaggi selezione dal menu contestuale che appare.

8
Conoscere il software

La finestra che si apre permette, per ogni Strumento, di gestirne le impostazioni. Se


viene richiamata prima di inserire l’elemento sul foglio di lavoro, i settaggi saran-
no quelli di default, cioè tutti gli elementi che saranno inseriti da quel momento in
poi avranno le caratteristiche assegnate. Se invece si richiama la finestra dei settaggi
dell’elemento quando sono stati selezionati (nella finestra di lavoro) uno o più elemen-
ti dello stesso tipo, le impostazioni saranno definite solo per gli elementi selezionati.
La finestra dei settaggi di uno strumento è organizzata in vari pannelli che variano
in base allo strumento e possono essere aperti o chiusi individualmente, facendo clic
sull’intestazione del pannello.

1.3.8 - La finestra 3D
La finestra 3D permette di visualizzare in 3 dimensioni il progetto o porzioni di esso.
Al suo interno è possibile anche apportare modifiche al progetto. ArchiCAD possiede
due sistemi di visualizzazione 3D. Il primo, definito Motore interno 3D, permette di vi-
sualizzare il progetto nelle modalità Blocchi, Filo di ferro, Rimozione linee e Ombreg-
gia. Il secondo, definito OpenGL, permette di visualizzare il progetto nelle modalità
Filo di ferro e Ombreggia. A differenza del primo, il secondo permette una gestione
molto più veloce dell’intero modello 3D e nella fase Ombreggia sono visualizzate le
texture bitmap associate ai materiali degli elementi. La gestione del tipo di motore da
utilizzare la si effettua dal menu Visualizza > Modalità vista 3D.
Il modello può essere visualizzato attraverso viste di tipo assonometrico, con viste e
assonometrie già impostate, oppure di tipo prospettico, con la possibilità di gestire
una telecamera per definire la vista ottimale. La gestione della visualizzazione nella
finestra 3D può essere effettuata anche attraverso i comandi Orbita e Esplorazione 3D.

Figura 1.9  La finestra 3D

9
C A P I TO L O 01

1.4 - Gli oggetti GDL


Il GDL di Graphisoft è stato sviluppato nel 1982 ed è la tecnologia che opera dietro gli
elementi di costruzione in ArchiCAD.
Il linguaggio GDL (linguaggio di descrizione geometrica) è alla base degli oggetti di
costruzione che si trovano all’interno della libreria di ArchiCAD. Ogni oggetto con-
tiene semplici parametri che permettono la personalizzazione dell’oggetto stesso. I
parametri sono semplici regole impostate all’interno dell’oggetto che ne gestiscono
l’aspetto e il comportamento. Ad esempio, se si prende una Finestra a due ante, se ne
può definire la larghezza, l’altezza, l’altezza del davanzale e quella dell’architrave, il
materiale e il sistema di oscuramento. Questo permette di personalizzare totalmente
l’oggetto e di adattarlo alle esigenze progettuali. In qualunque momento gli oggetti
possono essere modificati in base alle nuove esigenze del progetto.

Figura 1.10   Alcuni oggetti GDL della Libreria

1.5 - La Libreria
La Libreria di ArchiCAD permette di caricare nel file di lavoro una serie di elementi
che saranno poi usati nelle normali operazioni del progetto. Una corretta gestione del-
la Libreria consente una gestione del lavoro molto più fluida, veloce e, di conseguenza,
un rendimento più elevato.
Al primo avvio, il programma è impostato in maniera che sia caricata la Libreria base,
contenuta all’interno della cartella dell’applicazione.

10
Conoscere il software

1.5.1 - Il Gestore della Libreria


Per gestire in maniera autonoma il caricamento della Libreria, si può procedere at-
traverso il comando Gestore della Libreria nel menu Archivio > Librerie e Oggetti.
Tramite il Gestore della Libreria, si possono aggiungere o togliere elementi singoli o
intere cartelle, anche durante il lavoro.

Figura 1.11   Finestra Gestione della Libreria

Il Gestore della Libreria prevede un unico dialogo suddiviso in due schede:


•• Librerie e Oggetti attivi
•• Attributi
Il pannello Attributi permette di conoscere i seguenti aspetti della voce selezionata
nella lista Librerie e Oggetti attivi:
•• percorso della Libreria nell’hard disk
•• numero di oggetti posizionati
•• numero di istanze posizionate nel progetto.
Inutile dire che questo resoconto è fondamentale per comprendere se la libreria sele-

!
zionata possa essere rimossa dall’elenco delle Librerie attive.

NOTA Talvolta, per ottenere questi resoconti, è necessario attivare


il comando Rinnova lo stato degli oggetti posizionati, trat-
tato di seguito.

Il pannello Librerie e Oggetti attivi raccoglie le seguenti opzioni:


Pulsante Aggiungi. Attraverso questo pulsante si aprirà una finestra di navigazione
del proprio hard disk per selezionare la cartella in cui si trovano le librerie ArchiCAD
o il file oggetto desiderato.
A lato del pulsante sopra descritto è presente una freccia. Questo pulsante visualizzerà
un menu pop-up. Le opzioni disponibili sono le seguenti:
•• Esplorare per Oggetti incorporati. Permette di scegliere il tipo di file oggetto da
incorporare nel progetto ArchiCAD. Consigliato per oggetti personalizzati specifici
del progetto.

11
C A P I TO L O 01

•• Collega Libreria. Permette di scegliere e collegare al progetto librerie raccolte in


cartelle o nei file *.lcf e *.pla residenti sui dischi locali (il proprio hard disk) oppure
su hard disk di altri PC connessi alla propria rete locale.
•• Usa Libreria Server BIM: Attraverso questa scelta è possibile collegare e utilizzare
nel vostro progetto librerie disponibili sul Server BIM. Il Server BIM è un software
tematico per la gestione e la condivisione di progetti e librerie ArchiCAD in un
gruppo di lavoro.
Usando le opzioni di caricamento si potrà selezionare una libreria o un elemento dal
disco o dalla rete locale e facendo clic su Scegli verrà integrato nell’elenco Librerie
e Oggetti attivi. Ripetendo la precedente operazione è possibile aggiungere tutti gli
elementi desiderati all’interno del file di lavoro.
Se, invece, l’intenzione è quella di rimuovere elementi di libreria:
1. Dall’elenco selezionare la voce desiderata.
2. Rimuovere la voce facendo clic sul pulsante, posto in basso a destra, denominato
Rimuovi gli elementi di libreria selezionati.

Figura 1.12   Finestra Gestione della Libreria: Opzioni

Le modifiche eseguite nel Gestore della Libreria avranno effetto quando si farà clic sul
pulsante OK.
È anche possibile ricaricare le librerie senza chiudere il Gestore della Libreria. Nel
pulsante verde Rinnova/Ricarica del Gestore della Libreria, scegliere Ricarica le Li-
brerie ed applica tutte le modifiche. Tutte le librerie saranno ricaricate a condizione
che siano state eseguite modifiche che richiedono il ricaricamento.
Premesso che lo stato delle librerie può variare nel proseguo del progetto, esistono
ulteriori opzioni.
Rinnova lo stato degli oggetti posizionati, presente come opzione del pulsante
Rinnova/Ricarica. È utile per verificare lo stato degli oggetti attraverso il resoconto di
libreria. Si noti che questo resoconto sarà mostrato automaticamente dopo la chiusura
e riapertura del Gestore della Libreria in caso di elementi mancanti, duplicati, ambigui
o altro che non riproduca lo stato delle librerie attive memorizzate nel progetto esi-
stente aperto o di uno di default.
Ricarica le Librerie ed applica tutte le modifiche. Ricarica nuovamente la Libreria
allo scopo di rendere operative eventuali modifiche, ad esempio i codici GDL, appor-
tate agli oggetti.

12
Conoscere il software

La serie di pulsanti trattati di seguito compariranno selezionando una voce presente


nell’elenco Librerie collegate.
Rimuovi gli elementi di libreria selezionati. Il pulsante rimuoverà dalla libreria atti-
va la libreria o gli oggetti selezionati esplicitamente nel Gestore della Libreria.
Informazione sugli elementi selezionati. Sarà visualizzato un dialogo riassuntivo re-
lativo alla voce selezionata indicante:
•• numero degli elementi contenuti nella libreria
•• numero degli elementi posizionati
•• numero degli altri elementi
•• un listato degli oggetti posizionati.
Incorpora la libreria selezionata. Il suo compito è di trasferire, ovvero inglobare, nel
file PLN ArchiCAD gli oggetti di libreria contenuti nella voce di libreria selezionata

!
esplicitamente dal listato Librerie collegate.

Importante Nel caso lo si usasse a seguito dell’apertura di un vecchio


progetto ArchiCAD, limitatamente per le librerie standard
Graphisoft che provengono dalle versioni 13 e/o 14, il co-
mando Incorpora la Libreria ... permette d’inglobare nel file
PLN ArchiCAD gli attributi del progetto. Non ultimo procede
all’automatica sostituzione degli oggetti posizionati con i
corrispondenti di ArchiCAD versione 15.

Figura 1.13  Finestra Gestione della Libreria: Opzioni Libreria Incorporata

Selezionando le voci eventualmente annidate nella Libreria Incorporata, alla base in-
feriore del dialogo appariranno alcuni pulsanti descritti di seguito:
Elementi di libreria incorporati duplicati. Permette di duplicare un oggetto di libre-
ria presente nella libreria incorporata.

13
C A P I TO L O 01

Salva esternamente. Permette di salvare gli oggetti di libreria selezionati esplicita-


mente dall’elenco Libreria Incorporata esternamente al file progetto, PLN, di Archi-
CAD. Sarà richiesta una cartella di destinazione dove esportare il tutto.
Crea/Aggiunti cartella. Permette di definire una gerarchia di cartelle dove posiziona-
re gli oggetti incorporati.

Figura 1.14   Finestra Gestione della Libreria: Consolida Libreria

Consolida Libreria - Libreria di migrazione. Il comando è attivato quando vecchie


versioni e/o più librerie standard ArchiCAD sono caricate nella libreria attiva. Gene-
ralmente Graphisoft è categorica sotto questo aspetto. Non è possibile utilizzare più
librerie standard di diverse versioni in un progetto ArchiCAD.
Per lavorare su progetti iniziati con una versione ArchiCAD precedente sono possibili
due soluzioni:
•• Utilizzare le sole librerie originarie della versione con la quale il progetto è stato
creato, il che vuol dire perdere le novità presenti nella libreria dell’ultima versione.
•• Utilizzare le librerie di migrazione con la libreria dell’ultima versione ArchiCAD.
Il caricamento di più versioni di librerie originali ArchiCAD (ad esempio la libreria
ArchiCAD 12 con la libreria ArchiCAD 15) porterà alla comparsa di un particolare
pulsante, Consolida libreria.
Attivando questo pulsante con un clic, ArchiCAD vi proporrà di consolidare le li-
brerie. Ovvero, la sostituzione delle vecchie versioni di librerie con una particolare
raccolta di librerie, specifiche per questo scopo, denominata Libreria di migrazione
La Libreria di migrazione permette l’uso di più librerie ArchiCAD (versioni 10, 11, 12,
13, 14) senza incorrere in duplicati di macro che porterebbero al malfunzionamento
degli oggetti ArchiCAD.

! Importante Se la libreria da consolidare è la Libreria ArchiCAD 13 o 14, si


avrà un comportamento di sostituzione automatica uguale
a quanto spiegato per il comando Incorpora la Libreria sele-
zionata. Se invece la libreria è precedente la versione 13, nel
progetto si dovrà mantenere la libreria di migrazione.

14
Conoscere il software

Fatte le varie scelte, facendo clic su OK, gli elementi saranno caricati nel file di lavoro.
Quando si apre un file progetto e appare la palette Resoconto caricamento Libreria
con una lista degli elementi mancanti, la Libreria utilizzata, le sue parti, non sono di-
sponibili. Questo può accadere quando si apre un progetto su un computer diverso da
quello utilizzato per la creazione del file di lavoro, oppure quando la Libreria utilizzata
o parti di essa sono stati spostati. ArchiCAD memorizza il percorso alla libreria cari-
cata e, se non la trova in quella posizione, ne richiede il nuovo percorso. La soluzione
può essere quella di registrare il file in formato archivio (menu Archivio > Registra
come > Progetto archivio ArchiCAD) in modo da includere al suo interno gli elementi
di libreria utilizzati.
Altra soluzione è inglobare gli oggetti nel file PLN ArchiCAD; vedi il comando Incor-
pora libreria selezionata.
In alternativa, all’interno dello stesso ufficio, si può condividere un’unica libreria sulla
rete locale e tenerla sempre aggiornata. Questa soluzione può essere adottata se si
dispone di un server di rete o di un computer con funzioni da server, su cui è caricata
la libreria da condividere.

1.5.2 - Libreria: conversione alla precedente versione


ArchiCAD
Tratto qui un aspetto del salvataggio in ArchiCAD che interessa la libreria. Con la
versione ArchiCAD 15, Graphisoft ha previsto la retrocompatibilità per una versione,
ovvero la 14, anche per le librerie. Sarà ora possibile retrosalvare il progetto Archi-
CAD dalla versione 15 alla 14, con la sostituzione automaticamente di tutte le librerie
standard native di ArchiCAD 15 con quelle di ArchiCAD 14. La procedura è molto
semplice.
1. Selezionare Archivio > Registra come.
2. Dal dialogo selezionare il formato Progetto ArchiCAD 14.
3. Fare clic sul pulsante Opzioni.
4. Spuntare la voce Converti libreria oggetti.
5. La funzione Filtro permetterà d’indicare quali elementi del progetto salvare: 01
Esistente, 02 Demolizione, 03 Dopo Demolizione,04 Nuova Costruzione, 05 Pro-
getto.
6. Confermare il tutto con OK.
Aprendo il file ottenuto con la versione ArchiCAD precedente, in questo caso la 14, il
progetto sarà completo anche degli oggetti di libreria standard nativi di ArchiCAD.

1.6 - Il cursore “intelligente”


Il cursore “intelligente” di ArchiCAD fornisce un riscontro continuo sulla situazione
degli elementi che si stanno inserendo o su quelli già inseriti. Il cursore permette di
capire, sulla base delle varie forme che assume, se si stia toccando un vertice o un lato,
se ci si trovi sull’intersezione tra due o più elementi, se l’elemento tracciato sia o meno
perpendicolare a un altro elemento ecc.

15
C A P I TO L O 01

1.6.1 - Tolleranza del cursore


Il cursore di ArchiCAD può essere impostato in modo che abbia una maggiore o mi-
nore sensibilità nel leggere i vari elementi inseriti. Il valore di sensibilità è impostato
in pixel e lo potete gestire dal menu Opzioni > Ambiente di lavoro > Metodi e Forza-
tura del cursore. Il valore può essere impostato tra 1 e 9 pixel. Di default è impostato
a 3 pixel e si adatta alla maggior parte delle situazioni di disegno. Quando si lavora
con livelli di ingrandimento bassi, si può impostare il valore a 1. Questo permetterà di
eliminare molti zoom sull’area di lavoro.

Figura 1.15   Ambiente di lavoro: Metodi e Forzatura del cursore

1.6.2 - Forme del cursore


Il cursore assume varie forme mentre si disegna o si edita un elemento. Si vedano di
seguito le forme del cursore quando è stato selezionato uno strumento.
Croce. Il cursore assume questa forma in un’area vuota del foglio di lavoro, quando un
qualsiasi strumento è attivo nella palette degli strumenti (tranne Freccia di selezione).
Spunto sottile. Il cursore assume questa forma quando si toccano i vertici di un qual-
siasi elemento o gli hot-spot che definiscono un elemento di libreria.
Spunto in grassetto. Il cursore assume questa forma quando si toccano i vertici della
linea di riferimento di un Muro o l’asse di riferimento di una Trave.
Y rovesciata (o Mercedes) sottile. Il cursore assume questa forma quando si tocca un
lato di un qualsiasi elemento.
Y rovesciata (o Mercedes) in grassetto. Il cursore assume questa forma quando si
tocca la linea di riferimento di un Muro o l’asse di riferimento di una Trave.
Intersezione. Il cursore assume questa forma quando si tocca qualsiasi intersezione
tra elementi (muri, travi, solai, linee, ecc.).

16
Conoscere il software

Ora vediamo le forme del cursore quando si sta per iniziare a disegnare un qualsiasi
elemento il cui inserimento richiede più di un clic del mouse.
Matita bianca. Il cursore assume questa forma quando si sta tracciando un elemento
e il cursore si trova in un’area libera da qualsiasi elemento.
Matita rigata con estremità nera. Il cursore assume questa forma quando, mentre si
sta tracciando, si tocca la linea di riferimento di un Muro o di una Trave.
Matita rigata. Il cursore assume questa forma quando, mentre si sta tracciando, si
tocca un qualsiasi lato (una Linea, il bordo di un Solaio, il bordo di un Retino, ecc.).
Matita nera. Il cursore assume questa forma quando, mentre si sta tracciando, si tocca
uno spigolo sulla linea di riferimento di un Muro o di una Trave.
Matita nera con estremità bianca. Il cursore assume questa forma quando, mentre
si sta tracciando, si tocca un qualsiasi nodo (gli estremi di una Linea, gli spigoli di un
Solaio o di un Retino, ecc.).
Punta di matita con intersezione. Il cursore assume questa forma quando, mentre si
sta tracciando, si tocca una qualsiasi intersezione.
Punta di matita con segno perpendicolare. Il cursore assume questa forma quando,
mentre si sta tracciando, si tocca un lato di un qualsiasi elemento e la direzione del
tracciamento risulta perpendicolare.
Punta di matita con segno tangente. Il cursore assume questa forma quando, mentre
si sta tracciando, si tocca un punto di tangenza a un lato curvo.
Qui di seguito sono descritte le forme che il cursore assume quando lo strumento
Freccia di selezione è attivo.
Freccia. Il cursore assume questa forma quando ci si trova in un’area vuota del foglio
di lavoro.
Selezione veloce. Il cursore assume questa forma quando ci si trova sopra un qualsiasi
elemento selezionabile. Per ottenere questa forma è indispensabile che la funzione
Selezione veloce nella palette Informazioni sia attiva.
Freccia con spunto sottile. Il cursore assume questa forma quando si toccano i vertici
di un qualsiasi elemento o gli hot-spot che definiscono un elemento di libreria.
Freccia con spunto in grassetto. Il cursore assume questa forma quando si toccano i
vertici della linea di riferimento di un Muro o l’asse di riferimento di una Trave.
Freccia con Y rovesciata (o Mercedes) sottile. Il cursore assume questa forma quan-
do si tocca un lato di un qualsiasi elemento.
Freccia con Y rovesciata (o Mercedes) in grassetto. Il cursore assume questa forma
quando si tocca la linea di riferimento di un Muro o l’asse di riferimento di una Trave.
Freccia con intersezione. Il cursore assume questa forma quando si tocca qualsiasi
intersezione tra elementi (muri, travi, solai, linee, ecc.).
Freccia con perpendicolare. Il cursore assume questa forma quando, mentre si trasci-
na un elemento, si tocca un lato di un altro elemento.
Freccia con tangente. Il cursore assume questa forma quando, mentre si trascina un
elemento, si tocca un lato curvo di un altro elemento.
Le seguenti forme del cursore appaiono solo in situazioni particolari.
Bacchetta magica. Il cursore assume questa forma quando si attiva il relativo coman-
do dalla palette Controllo, oppure tenendo premuta la barra spaziatrice sulla tastiera.
Assume tre differenti forme che identificano quando viene toccato un lato, un nodo
oppure uno spazio vuoto (incluse superfici).

17
C A P I TO L O 01

Forbici. Il cursore assume questa forma quando si tiene premuto il tasto CTRL (Win-
dows) o COMMAND (MELA)(Mac). Se ci si trova in uno spazio libero dell’area di
lavoro, le forbici appaiono bianche. Appena si tocca un lato, le forbici diventano nere.
Il comando permette di tagliare gli elementi.
Occhio. Il cursore assume questa forma con diversi comandi: può definire la direzione
della pendenza di una falda; quando si usa il comando Dividi, permette di definire
quale delle due parti deve rimanere selezionata; con lo strumento Sezione/Alzati, per-
mette di stabilire la profondità delle sezioni limitate; con gli strumenti Porte e Fine-
stre, permette di definirne l’orientamento.
Doppio occhio. Il cursore assume questa forma durante l’inserimento di spalletta di
Porte e Finestre e permette di definirne la posizione.
Contagocce. Il cursore assume questa forma quando si tiene premuto il tasto ALT
(Windows e Mac). Il comando permette di copiare i parametri di un elemento e im-
postarli come parametri di default. Il contagocce è bianco quando il cursore si trova in
uno spazio vuoto. Diventa nero se si tocca un vertice di un elemento. Diventa rigato
se si tocca il lato di un elemento.
Siringa. Il cursore assume questa forma quando si tengono premuti contemporanea-
mente i tasti ALT + CTRL (Windows) e ALT + COMMAND (o MELA) (Mac). Per-
mette di trasferire i parametri di default da un elemento ad un altro. La siringa è bian-
ca quando il cursore si trova in uno spazio vuoto. Diventa nera se si tocca un vertice
di un elemento. Diventa rigata se si tocca il lato di un elemento.
Più (+). Il cursore assume questa forma quando, mentre si sta muovendo, ruotando o
specchiando una copia, si preme il tasto ALT. Questo permette di spostare, ruotare o
specchiare un copia.
Doppio più (++). Il cursore assume questa forma quando, mentre stiamo muovendo,
ruotando o specchiando una copia, premiamo il tasto CTRL + ALT (Windows) COM-
MAND (MELA) + ALT (Mac). Ci permette di definire copie multiple.
Maniglia retino. Il cursore assume questa forma quando si deve disegnare il vettore di
orientamento del retino vettoriale. Il retino può essere usato con lo strumento Retino,
come retino coprente per gli strumenti Solaio, Falda, Mesh, Zona. Nella finestra dei
settaggi degli strumenti, deve essere attiva la voce Legato all’origine del retino.
Martello. Il cursore assume questa forma quando si deve bloccare uno specifico co-
mando. Appare se si bloccano le catene di quota, una quota angolare o una quota di
elevazione, e quando si inserisce un Timbro zona o, dopo il tracciamento, si chiude
un poligono.
Tridente. Il cursore assume questa forma quando è attiva un’area di selezione. Serve
per spostare l’area di selezione o quando si usa il comando Copia/Incolla. Nel mo-
mento in cui si incolla, gli elementi incollati sono racchiusi da un’area di selezione. Il
tridente permette di spostarli a piacimento nell’area di lavoro.
Nuvola. Il cursore assume questa forma quando ci si trova nelle viste prospettiche
(finestra 3D) nello spazio vuoto sopra l’orizzonte.
Sole. Il cursore assume questa forma durante l’inserimento di un Curtain Wall per
definire quale lato debba considerarsi esterno.
Magnete con quota. Il cursore assume questa forma quando ci si trova nel Documen-
to 3D. Nell’inserimento delle quote, dopo aver definito i punti da quotare, permette di
scegliere il piano dove posizionare la catena di quota.

18
Conoscere il software

Y rovesciata con quota parallela. Il cursore assume questa forma durante un’opera-
zione di quotatura lineare con qualsiasi direzione. Consente di posizionare la catena
di quota parallelamente alla linea o ad un bordo selezionato.
Pugno. Il cursore assume questa forma durante l’immissione di un qualsiasi elemento
usando una particolare procedura per interrompere momentaneamente l’immissione
al fine d’inserire, ovvero visualizzare, una linea guida sul punto di stato di un elemento
esistente.

Figura 1.16   Forme del cursore

1.7 - Tipi di file in ArchiCAD


In questo paragrafo si tratteranno tutte le tipologie di file che ArchiCAD gestisce e
genera. Questo permetterà di capire le possibilità di dialogare con altri software, cosa
che consente di visualizzare il lavoro anche a utenti che non possiedono ArchiCAD.
Progetto individuale ArchiCAD (.pln). Questo tipo di file è generato da ArchiCAD
attraverso il comando di menu Archivio > Nuovo, ed è il principale tipo di documen-
to che l’utente usa per il proprio lavoro. Un file Progetto individuale ArchiCAD può
essere aperto attraverso il comando Apri del menu Archivio.
Progetto backup ArchiCAD (.pbn). Questo tipo di file è generato se risulta attiva
l’opzione Copia di sicurezza in Opzioni > Ambiente di lavoro > Sicurezza ed in-
tegrità dei dati. Viene utilizzato per recuperare l’ultima versione salvata di un file
progetto danneggiato attraverso il comando di menu Archivio > Apri.
Progetto archivio ArchiCAD (.pla). È simile al file Progetto individuale ArchiCAD
ma in più contiene tutti gli elementi di libreria, le immagini di sfondo e i collegamenti
alle texture utilizzate. Il file archivio è generato dal comando Registra come, e in fase
di registrazione si possono scegliere opzioni di registrazione facendo clic sul pulsante
Opzioni nella finestra di registrazione. Quando si attivano una o più delle opzioni di

19
C A P I TO L O 01

registrazione, si includono tutti gli elementi specificati dalla voce. Ad esempio, se si


attiva la voce Includi tutti gli elementi delle librerie attive, significa che tutti gli ele-
menti di libreria caricati verranno inseriti nel file (che siano o meno utilizzati nel file).
L’attivazione delle voci può essere necessaria nel caso in cui il file Progetto archivio
ArchiCAD viene generato per l’archiviazione del lavoro. Un file archivio può essere
caricato come libreria dalla finestra Gestore della Libreria. Un file archivio può es-
sere molto utile anche per passare il file da un computer ad un altro. Quando si apre
un documento di tipo archivio, appare il dialogo Apri progetto archivio, dove si può
scegliere una delle tre opzioni di apertura presenti.
•• Leggi elementi direttamente dall’archivio. Questa voce permette di non estrarre
gli elementi di libreria inseriti nel file archivio. Aprendo con questo metodo, non
si può accedere a nessun elemento di libreria al di fuori della finestra dei settaggi
dell’elemento.
•• Estrai gli elementi in una cartella. Questa voce permette di estrarre gli elementi
contenuti nel file archivio in una cartella. Questa scelta permette di accedere ai file
degli oggetti GDL.
•• Seleziona una libreria. Questa voce permette di indicare una cartella che ospita gli
oggetti GDL necessari e di non estrarre o usare gli elementi inclusi nel file archivio.
Per generare un file archivio: menu Archivio > Registra come… > Formato: Progetto
archivio ArchiCAD.
Per aprire un file archivio: menu Archivio > Apri… > Attiva: Progetto archivio Ar-
chiCAD.
Formati file: .plp, .plc, .pca e .bpc. Sono vecchi formati ArchiCAD di tipo TeamWork
non più utilizzati ed accorpati nelle estensioni .pln, .pla e .pbn già viste. Per aprire
questi vecchi formati: menu Archivio > Apri.
Modello progetto ArchiCAD (.tpl). Questo tipo di file è di sola lettura. Risulta utile
creare un file modello quando si vogliono salvare in un unico file tutte le impostazioni
preferite per il lavoro, come ad esempio gli spessori delle Penne, i Materiali, i Lucidi e
le loro Combinazioni, i tipi di Retino, le Linee, i Preferiti e le Librerie. Creare un file
modello permette di iniziare un nuovo lavoro con già tutte le impostazioni di base
pronte, per un notevole risparmio di tempo.
Per generare un file modello: menu Archivio > Registra come… > Formato: Modello
progetto ArchiCAD.
Per aprire un file Archivio: menu Archivio > Apri… > Attiva: Modello progetto Ar-
chiCAD.
Linee 2D ArchiCAD (.2dl). Questo tipo di file viene generato da ArchiCAD solo con
la finestra 3D attiva o con attiva una finestra Sezione/Alzato. È un tipo di file vettoriale
che non contiene informazioni sul modello 3D. Può essere aperto e ritoccato nella
finestra di Pianta con gli strumenti 2D di ArchiCAD.
Per generare un file Linee 2D: con attiva la finestra 3D o una finestra Sezione/Alzato,
menu Archivio > Registra come… > Formato: Linee 2D ArchiCAD.
Documento modulo (.mod). Questo tipo di file riguarda documenti semplificati e
contiene i riferimenti ai soli attributi utilizzati dagli elementi contenuti.
Per generare un file modulo: menu Archivio > Registra come… > Formato: Docu-
mento modulo.
Per aprire un file modulo: menu Archivio > Apri… > Attiva: Documento modulo.

20
Conoscere il software

Documento oggetto GDL. ArchiCAD permette di generare e gestire documenti


GSM. Per generare un oggetto GDL, è possibile registrare in formato oggetto Archi-
CAD (menu Archivio > Oggetti GDL > Salva progetto come…) dalla Pianta oppure
dalla finestra 3D (menu Archivio > Oggetti GDL > Salva modello 3D come…).
DXF e DWG. Permette di creare, attraverso un traduttore completamente personalizza-
bile, documenti in formato DXF e DWG compatibili fino alla versione AutoCAD 2008.
Per generare un file DXF o DWG: menu Archivio > Registra come… > Formato:
DXF o DWG. Facendo clic su Settaggi si definisce il traduttore.
Per aprire un file DXF o DWG: menu Archivio > Apri… > Attiva: Documento DXF
o DWG.
Documento in formato DGN. Permette di salvare nel formato MicroStation dalla fi-
nestra di Pianta.
Menu Archivio > Registra come… > Formato: Documento progetto MicroStation.
Per aprire un file DGN: menu Archivio > Apri… > Attiva: Documento progetto
MicroStation.
DWF. Salvare in formato DWF (Drawing Web Format) da ArchiCAD permette di
creare file 2D in formato vettoriale da utilizzare sul Web. Questo formato, creato da
Autodesk, permette di salvare planimetrie e sezioni con informazioni su lucidi e viste.
Per generare un file DWF: menu Archivio > Registra come… > Formato: Documen-
to DWF.
Per aprire un file DWF: menu Archivio > Apri… > Attiva: Documento DWF.
Formato Artlantis. ArchiCAD permette, dalla finestra 3D in prospettiva, di salvare in
formato Artlantis R o versione Studio. Questo formato di registrazione è utilizzabile
dopo che si è effettuato il download gratuito dal sito di Abvent (www.artlantis.com) e
aver completato correttamente l’installazione.
Per esportare, dalla finestra 3D in prospettiva, Archivio > Registra come… > Forma-
to: Artlantis Render Studio File 3.0(.atl)
Formato 3DS. È possibile salvare il modello 3D nel formato per 3D Studio.
Per registrare, dalla finestra 3D in prospettiva, Archivio > Registra come… > Forma-
to: 3DStudio.
ArchiCAD permette anche di importare i file 3DS e registrarli come oggetti di libreria.
Dal menu Archivio > Gestione File Importa file 3DStudio, richiamare la voce Converti
3DS in Oggetto GDL. Tale comando appartiene ai ‘Goodies’. Per maggiori info, consul-
tare i paragrafi 7.17.1 e 7.17.2.
Formato ElectricImage. Il modello 3D può essere salvato in formato FACT per il
programma di renderizzazione ElectricImage Animation System (EIAS).
Per registrare, dalla finestra 3D in prospettiva, Archivio > Registra come… > Forma-
to: Documento ElectricImage.
VRML. Il Modello 3D può essere salvato in formato VRML (Virtual Reality Modeling
Language) per il Web.
Per registrare, dalla finestra 3D in prospettiva, Archivio > Registra come… > Forma-
to: Documento VRML.
PMK. Questo formato, introdotto nuovamente in ArchiCAD 12, permette di salvare
le viste dal Publisher. Il salvataggio in questo formato può essere un buon metodo di
lavoro se il progetto è suddiviso tra diversi file.

21
C A P I TO L O 01

LBK. Vecchio formato d’impaginazione ArchiCAD soppresso. Questo file, genera-


to da un programma tematico, PlotMaker (anch’esso soppresso), conteneva l’attuale
Book di layout.
Per aprire questo tipo di formato: menu Archivio > Apri.
Formati tipo immagine: .bmp, .psd, .jpg, .jpeg, .jfi, .sgi, .png, .tif, .tga, .jp2 e .qtif .
Questi tipi di formato immagine possono essere aperti con il comando Apri del menu
Archivio. Questi tipi di documenti saranno aperti in finestre separate, non in quella
principale di ArchiCAD.
Per generare formati immagine con ArchiCAD: comando di menu Archivio > Regi-
stra come. Dal dialogo selezionare il tipo di formato immagine desiderato, definire
una posizione sul vostro hard disk, assegnare un nome al file e confermare il tutto con
il pulsante Registra.
IFC 2x2, 2x3 (.ifc), IFCXML (.ifcxml), IFCzip. IFC è l’abbreviazione di Industry Founda-
tion Classes, e il formato è ideato appositamente per l’interscambio di dati 2D e 3D.
Per salvare nel formato ifc: menu Archivio > Registra come e selezionare il formato

!
ifc impostando le opzioni presenti.

NOTA Si raccomanda il formato ifc 2x3 poiché sarà possibile defini-


re configurazioni di traduzione, che tratteremo in seguito.

Per leggere un file ifc: menu Archivio > Apri. Selezionare il formato IFC corrispon-
dente: IFC, IFCxml, o file compresso IFCzip)

! IMPORTANTE Formati nativi di ArchiCAD


ArchiCAD può aprire i progetti nativi di ArchiCAD 8.1, 9, 10, 11,
12, 13, 14 e 15. Versioni precedenti dovranno essere aperte e
salvate da una versione ArchiCAD intermedia.
Ad esempio, un progetto ArchiCAD definito con la versione
7 dovrà essere aperto e salvato con una versione intermedia
8.1 - 10.
Solo così il file progetto potrà essere aperto con l’ultima ver-
sione ArchiCAD disponibile. Per tale operazione consigliamo
la versione ArchiCAD 10 che permette l’apertura di file pro-
getto dalla versione 6.5 compresa. ArchiCAD 15, inoltre, per-
mette di aprire progetti nativi di ArchiCAD SE* 2009, 2010,
2011 e 2012. Ricordiamo che l’apertura di un file versione Stu-
dente convertirà la vostra versione ArchiCAD Full in versione
Studente.

* SE, acronimo si Start Edition

22