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S A R O

O V V E R O
'PRATICA DELL , UFFIZIO
DELLA SANTA INQUISIZIONG;
CoZP injèrnone di alcirne Regole Jatte dal P. Inqurjtore
T O M M A S O M E N G H I N I D O M E N I C A N Os
E di diverjè Annota<ìoni
DEL DOTTORE GIO: PASQUALONE -
Fifcale della Suprema Generale Inqu-ifizione di Roma.
In puda quarta Impreflonc aggiuntavi da Senima DI-
nuntia fdrtu dal fiddrtro Padre per li fponte Com-
parenti , impre a b Ferr.~rdI 687. e corretta
f
in alcune co e la Parte Decima degli Avvcr-
timcnti, cbc &no pgi in ordine di
Alfabeto con un' I~dicc
a parte.
D E D I C A T O
A L G L O R I O S O INQUISITORE

S A P I E T
MARTIRE.
R O . '

W & 'W
I N R O M A , MDCCXXX.
Nella Stamperia di S. M I C H E L E a ~ i ~ a
- -- .- -
.
Con Iicq de' Superiori.
ALL'INVITTISSIMO
o CAMPIONE, . ,

E FERMISSIMA PI TRA DI
E S. FEDE

IL GRAN MARTIRE,
t

Onore, t gloria della Domenicaniz Re:


ligiune ,e degr ZnquiJitori ApOJtoIici
Capitano egregio .
F R ELISEO MASINI D A BOLOGNA
INQUISITORE.
.o
e.
,

U A N T O di buono, e di ragguar-
devole ho potuto coll'alta ,e felice
fcorta del voftro Divin Lume ,o -
Gloriofo mio Sovrano Duce, dall"me
colto fuolo del mio debole fapere, e
C t ~ c o n ldCampi delle altrui gran Dottrineentro
quelte poche carte in molto tempo, e coi] mezzana
fatica raccorre a pro dell'Uffizio, che Voi gia col
,
roprio Sangue nndelte cosl illultre e celebrato al
,
h o n d o ecco tutto a Voi dono, dedico, e confa.
cro i defiderofo anch' Io tuttavia colla vita ilteffa
palefare a tutti., che non d'altra inarca porto fre=
iato il Cuore, e l'Anima, che di quella onde ,
h c o n tanto iplendor del Nome vofiro portate
fregia-
1-978.37
rfinr-r
Diqi izrd bv L-
'C i
fregtato il Capo c'l Petto. I n tanto, fe l1 dono
per la fua, e mia baffezla invero e mrn degnodi
Voi, celefie Eroe, cui gna corona fanno in Pa-
"a
radilo gli Atigeli Refi, n n dovra però egli da Voi
non eflere in qualche pregio tenuto; pofciaccht or:
~ t delovooRro per tutto il Mondo chiarifimo No-
me efce in luce a giovatnento altrui. E qui tutta
divoto, e riverente adoro que' gran meriti VoRri ,
che ad un' immortale, e fempiterna Gloria, e Fdi-
cit&.vi-furono, e varco, e fcala,
Si videbitur Reverenclifimo Patri
Sacri Palatii Apoitolici Magifiro .
Nuncius E accarius Epì$opus Bo-
.
jan. Vicesgerens

Fr. Joannes BenediBusZuanelli Or-


dinis Przdicatorum Sacri Palatii
Apofiolici Magifier .
Dell'Autorità, Dignità, ed V#cio deZlllnqu$tore;
e delle Perfine, contro alle qzra/i
procede il Santo V ' G o .
f
, - -
,
KuaZflu PAutorità, Dignità ed Ufizio deP Iqu@toorc
---
S S E N D O i' InquiGtore delegato dalla Santa
Sede a conoi'cere ,e terminare le Caufe, che
riguardano la Fede j e foflenendo egli le veci
del Roniano Pontefice per abbattere l' E R G ~, o
correggere chi contamina la Religione Cattoli-
ca , è facile a comprenderlì , quanto diflinta fia
.
la di lui Autorità ,Dignità ~d Uffizio Tutto
refia meglio intefo ogni volta, che ii dà una occhiata a que' de-
Santi Periònaggi regiltrati nelle facre Carte, tanto
k,"d,f;"dkI: Spirito Santo neUBEccleGafiico ,de' quali I' ApoRo-
i o fcrivendo agli Ebrei al cap. I x. come di Uomini iniìgni , ed
illuRri nella Fede ne teffe la Cronologia, che fin dalle prime
età del Mondo moffi dal Zelo della Religione per mantenerla
illibara da ogni macchia, oruga di errore, lontana dalle im-
mondczze ddla Idolatria, col punire rigorofamente 1' empietii
di coloro, chc Idolatravano; col demolire i Tempi dcgl' Ido-
li j col mandare a krro, e fiioco i Simulacri , gli Altari ;ed i
filfi Profeti del fuperfiiziofo culto dc De,monj ,ci diedero la
norma d' un tanto Carico. Come nella Legge naturale tra Pa-
triarchi un Giacobbe Figliodei Padre della noitra Fcde Abra-
m o :Nella Legge fcritta , tra Legislatori un Mosè il più faini-
gliaredi Dio : Tra Capitani Genecali un Giofue ,a cui .'L Onni-
otente ifieffo talora ubbidì ;Tra Sacerdoti un Finees Figlio di
gleazaro , e Nipote di Aronne: Tra Giudici il fortifimo d c
forti Gedeone ; Un Davide Uomo fecondo il cuore di Dio tra
Re d' Ifraclc :Tra Rè di Giuda un Giofafat , uno Ezechia , ed
un Giofia di dolcc memoria , ed immortale ; Tra Profeti i l d i
A letto
2 Pratica del ganto Uffizio
k t t o dalSignore un S;imuclb il z c h n t i f f i o pcraatommah.
uno Elia ;Tra Sommi P o n d un' Hdra fa 'cntiRimo Scri ba ,
(jb C
un Matatla il piti gciofe dclr ewaota & a Mdaica Lrggc ,
.
con due fuoi Figli Giuda ,c Gionata tra Macabei Nella Legge
di Grazia avendo pubblicata h h a Ccleltc Dottrina I'Autor
della Fede Gesù CriRo,c con tanterr ioni,cd invettive avendo
F
cercato di ridurre i Fuifei fupcrRizio.i fimi ,ed i Sadducci gen-
te di mala fede ,chc ncgavaao fpecialmenre la &liirrezione
&' Morti, al vero culto di Dio col riconofcer Sè per di lui Fi-
glio, c per il promero Meffiffir.Coi tuo a t m p i o Divino ,p?fsò-
colio Rtflò fervore un tanto Zelo della purità dclla Fede Criltia-
ni negli Apoitoli, comc negli Atti loro iì ricorrofcc, c p o k i nes ~
loro 1)ifccpali nc' primi fecoli Criltiaiii ,chc furo i primi della
Chicfa mfcenrc vigilantifimiPafioriSirio d che-ifgran I'ndre de'
Predicatori Dornenico prendendo ii gran Car~tterr:d'inqui rito-
te, coll'autorità dalla S. k d e concen'dli j e c o l l ~forza dc.lla Divi-
na parola ; coHa evidenza de' Miracoli ; e col terrore di quclto,
primo Tirolo ad eflo impolto, C coraqiofaincnie aEunto a fa-
vor della Fede, comincidllc contro gli Albigenfì ad c f t r c i t a r ~ ~
1' Inquifizione, & .
caitigo Dopo di cui InquiGtore fu Pietro
il i
il gloriol'o Martire, e degno figlio d' un tanto Padre ;che pri-
oiieramentc col fulminc della predicazionc , e coiia fpada dct
giudizio, e pokia col langue, e colla vita pugad controi
Manichei ,gli confuk, gli atterrò , c gli f enic affatto. In-
quiGtrrre fu Pio V. il folnrno , e i'ovrano Pa i! ore, c Monarca
dclla Chiefa, chc fra le gran cure del fuo Pontificato, oltre a
quello, che prima aveva fatto, volle, chc ia principal fof-
fe I' eltir azione dc' fcelcrati Eretici. In uifitori furono tanti,
P 'E
e tanu a tri ,cosi Domenicani , come ranccfcani ,che do-
p mille eroiche imprefe contra gli Eretici , già nel numc-
so de' Martiri, C Confefiri accolti godono lafstì nel Ciclo
i' ctcrna Beatitudine , e rifplcndono qulgrgiu in terra per
gloriofiilimi Miracoli. Fafi ,oltre a ciò, l' Autoriti deU' In-
quilitorc Apoflolico iIiolto riguardcvoic per l' ampiczza
d c i PYvilcg~ da i Sommi Pontefici in vari rcmpi con-
cciii, c pcr la poceitl del Tribunale , che maneggia nel-
la Chicfa di Dio, lr qualc appuato è t i ~ t ogrande, ch' %li
con difuf~tafoggia proccdc contra ogni forca di pcrfonc , o vi-
, .
li , C plebcc , o grandi, c p+cu ti ch'clic f i a n ~ E non folo
coni
Prima Parte .' 3.
contra i SccoIari gli EcclefiaRiti ,c non ,taw
t o contra i vivi , i morti, ciok loro C o r ~
p i , c memoria gran potcrc; non a
fine alcuno mondano, ma pcr confcrvazionc della Dottri-
na di Crifto , per mantenimento dclla Fede Cattolica, e
per accrcfcimento della gloria di Dio. E cotal poteftà ,co*
me grandfimo terrore a porta agli Uomini cattivi l' in-
f i m a , C virupcrio , coni? icazionc de' beni temporali ; pri-
vazionc d' onori, e dignitl ; pene temporali, anco della
vita, c molti altri mali, che a i coCpcvoli di Eretica Pra-
vità piombano fu1 capo ;&sì a i buoni rendc confoladone inc-
fiimbile pcr 1'cfiirpazione di casi abomincvolc ,C derefiabilc
.
vizio I mezzi poi ,de' quali fi fcrvc 1' Inquifxtorc pcr giunse-
r c a cosi dcgaa, c facrofanto fine ,fono ormai troppo più
noti, cmanifcfli a tuttidiqudlo , che faccia ora mcRicro lo
.
fpicgarli Chi non fa, P L3ìzio dell' Inquifitore ercr di co-
mandare , proibire , citare ,cfaminarc , carccrarc , fco-
rnunicare , tormentare, decretare , fcntcnziarc , affolvcrc ,e
.
condannare? E pcrcfic Divino, e cdeitc è il Carico ch' egli
ticne, deve confegucntèmcnte moitrarii sci proceder iudi-
d
Walmmtc inteeerrimo j ncll'incamminar k c a d e lcgrcri imo j
nel governare i carcerati cari tativo j n d crcdcrc a i dc t ti de'
Tcfiimonj cauto ; nel diknderc i Rei pieghcvolc ;nel decidere
i c3G maturo ; nel ricevere i penitenti benigno ; ~ e fcatcnzia-
l
re i colpevoli grave ; nel punire i pertinaci fcvero ; neli' ere-
guir le fentenze c d a n t c ; e tale allafine, chc in tutte Ic iiic
azioni colla Dignitd del Pcrfonaggio accompagni fempre un'
Angelica purità di Paradifo .
'E per dil'cenderc ormai un poco più a' particolari ,diciamo , che
Uffizio deIl'Inquifitore &,noniblo nel primo fuoingrcrli, a que-
llo nobilinimo Carico h r proinulgarc, ma nel progreilo ancora
Eovenre far leggere 1' Edittogncrdle del Santo tiffizio, ii.tiza
mutazione alcusa della b r m a prcfcritm gil dal Supremo Tri-
bunale dclla Santa, ed Univedale Inquifnionc Romana: efor-
tando per Ce ficflo,e per mezzo d'alrri qncora cficacifirn.~rnen-
te ognuno ad ajurare in rutti li modipofibiii la Santa, ed ooo-
rata irnprefa di cRir are fin dailc radrci,~gli Eretici ,e 1'Ertfie.
P
E ficcomc ,Ce in qua che pcrfona per difavvenrura % fcoprin la
p c h , ognuno corrtria a farlo fapctrc a chi bifognaflc , acciò
A z un
4 Pratica del Santo.Uffizio
un tal male contagiofo n o fcrpendo acgii altrr ;
così femprc, chc fi fa, o fi circ alcuno fia Eretico ,
o fofpetto di Erelia, acciocch pelte non fì dif-
fonda negli altri , ii dee icnza alcuna precedente correzione,
fottoprecetto obliga~tea peccato mortale ,denunziare quanto
prima all' Inquilitore, ovvero all'ordinario del Luogo ; n6
pud chiunque fi fia tralafciarc di ciò efeguire infra lo fpazio d i
dodeci giorni ,termine perentoriamencc alIcgnato a dover f~rc
fimil dcnunziazione, anco rotto pena di Fcomunica lar~jètz;eri:i~1 '
d a incorrerfi ip/ò fallo, ed altre pene ; come chiaramente Ti ve-
d e nik.prccetto emanato dal predetto Sacroi'anto Tribu[ia!c
fotto il di viij. Marzo MDCXXII. Dalla quale fcomiii~ica
non p o f i n o i tmfgreffori ercre: aroluci fuorchè dal Sommo
Ponieficc ,e da e r o Sacro Tribun~le; nè faraniio affoluti , Se
prima giuridicamente rivelaqdo i detti Eretici, c foipetti di Ere-
.
fia non scranno foddisfritto Nè fli~ninogià cfer cliiamati Spie
del Santo Clffizio; sì crche fempre fono tenuti Segreti; sì anche,
h'
perche in calò di pe c corporale non tcnaeririno diquelto no-
me,ovc andare il pericolo del pubblico ; oltrecliè facendolo per
zelo di Dio g i u b riguardatore degli altrui mcriti , nc avranrio
premio in Cielo,fenza punto temere di biaGmo alcuno in terra.
Deve parimente efortare i tuoi Vicari, Confulrori ,Notari , ed
altri chiainati ad ercr preferiti agIi atti del Santo Uffizio ;a vo-
a
ler efler fegretiffirni; erche non vi t cofa, che più rovini le
caufc,qwnto il non o ervare la fcgretczza;~perciò fard avver-
tito di non permettere, che i Norari diano copia degli atti
del Santo Uffizio per qualfivoglia caufa , fuorchè al Reo, c
folamente quando pende il Proceffo, cd egli dee fir le fuc di-
fefe j ed allora fenza il nome dc'Teltimonj ,.e fenza quelle cir-
cr le quali il Reo poteKe venire in cognizione della
=Ofianzete*!i ificantc,cornc a fuo luogo diratX opportunarnentc.
perfona
Indulgcnu ,cbe acqu$ano g2' Inquzxtori , i ficarj ,c mtti gli
altri Ufiv-ali della . S a ~ Inqu#uonc,
a ed anco altre
Prrjenc per r i j e t t o di CJO Santo Trihunak .
Sfendo il Sommo Ponteficc Romano vero , e Iegittimo di-
E fpcnfatorc dcl gran teforo de' mcriti di CriRo , e de' fuoi
Santi ,di cui ticnc egli quaggiù in terra la Ckiavc i ha eg/i
fem-
. ..
Priiiia Parte Z
fcmpre con grazie fpeciali tutti quelli, chc ncIIa Vi-
gna del Signorc faticato ;ma ciò Gngo-
Jrirnrcnte li t viflo per adopcrarc-in varj teiiipi
verfo i Miniltri dclla Santa Inquifizionc, a' quali, Gccome a 1 ~ -
votatoti iiivcro urilifimi ,cd oltremodo ncceff'j al rnantc-
niiiicnto ,c propagazione dclla Santa Fcde Cattolica, tibera-
liiIitno di così fatte grazie fi è dimoltrato ;impctocht egli è co-
fa certa, che agl'lnguifitori, mcntrc nc' facri affari dell' In-.
quifizione coraggidrmcntc ogni opera', ed ogni forza loro
impiegano, per ciai'cun' atropcrfktto da enì contro gli Ere-
tici in favor dclla Fcdc cclcbrato ; come di riconciliazione,
abjurazionc ,cd alfoluzionc ,o d' altra quaifivoglia cfccuzio-
ne, qucll' ampia Iiidulgcnza plenaria fi comunica , 13quale
giA nel Sacro ,c gcncral Concilio 1,atcranenic Cotto Innocen-
zio Tcrzo , a clii~inqucintrcpidatncntc all' alta imprefa di
Tcrra Santa loccorfo avere dato, fii CM larga mano con-
.
ccdiita AppreKo un tanto Teforo ,fc durantc il loro Uffizio
avviene, che dalla prcfenre facciano ali' altra vita pdaggio ,
acquiltano Gmilmentc Indulgenza plcnaria , c rcmi5onc di
rutti i lor peccati, de' quali però filino contriti, c confklrati.
E firnile Iiidulgcnza plcnaria viene pus anco in-cosìfatto cafo
conferita a i Vicarj,, Notari, Fifcaìi, Confultori ,ed altri Uf-
fiziali della Santa Inquifizionc ; oltrc aii' Indulsenza di trc an-
ni, ch' efi ricevono ,qualunque volta in favor della Fede fan-
. n o ( come fit giii detto ) qualche azione ad e r o Santo Uf-
fizio pertincritc, 1a qualc ottengono parimcnte tutti quelli,
che denunziano alcuno Eretico, o diffamato, o fof tta
r
di Erclia; o rendono i~ caufa di Fcdc te.llimonianza nel anto
Tribwalc j o danno aiuto, configlio, o fivorc qgl' Inquifito-
ti, pcr impugnare , ed cfpugnart gli. Erctici ,Fautori, Ri-
'
.
ccttatori , e Difenfori di cfi E tutto ciò G vcdc chiaro, C
manifefio refpettivamcntc nelle BolIc dc' Sommi Pontefici Ur-
bano IV. Grcgorio 1V.ClemcntelV. Alcffandro 1V. Clemcn-
te VIL ,c Pio V.
w o l t c ,c molte 3krc grandi, c notabili Indulgenze anco plcna -
rie , acquiltano i fopraddctti Inquifitori ,Vicarj ,cd altri Uf-
fiziali della Santa In uifiuionc ,come apparifce per Brevc dei-
i!
la Santitl di N. S. a010 Papa V. fotto ildì -29.Luglio 161I.
N%tralaf$icrd di due per nmggiorrncntc animare ciafcuno
. - il
f
6 Pratica del Santo Uffizio l
-j a1 pronto fcrvizio di nto Tribunale , che a i fuddctti
. Padri Inquilicori da i i Pontefici Califio 111. Jnnocen-
zio lV., C Gregorio di poter concedere a tutti
quelli, chc conlffati prima fagramcntalmentc i loro peccati ,
interverrarmo alle prediche , o ragionamenti di Fede, chc da
enì Inquifitori , o d a altri di loro commifionc Iògliono fir6 ,
venti, e quaranta giorni d' Indulgenza.
Dovranno dunque gl' loquilitori ,.ed in luogo d' e f i i Vicarj,
per l'obbligo comune ad ogni buon Criltiano, e fpcciaie a
tutti gli Ecclcfiafiici, di promnovcre la Santa Fcde, per il me-
rito, chc in ciò s' acquilta appreffoa Dio, per il tcforo del-
le Indulgnze ,che loro ii concedono, c per ragione partico-
larc del loro proprio Carico, effer diligenti , c iollcciti in un
tanto Uffizio ,e procedere in cffo ( come fi 6 detto ) con puro
zelo della Santa Fcdc , c dell' onor dì Dio j pofponendo ogni
jntcrem ,e riipetto ,ovvero timore mondano ; e rimcmbran-
e
$ d o , che ncl roccdcre, C giudicate tengono anco vece, c
fembianza de a parte oEefa , ch' è principalmenre Iddio be-
ncdctto ; e che perciò rnenrrc della Cattolica Fede fi chiama-
no, e per opera fohocuitodi, e Difenfori , 1' onore, C la ti-
riputazionc dell' iiteflo Dio hanno per ifcopo di difendere, c
confervarc ; che fmo oltre a ciò 1' occhio del Mondo ,ed un
vivo, C lucente Sole, onde fi fugano le tcncbrc degli errori,
c pura G confcrva, e fenza alcuna macchia la luce della Fede ;
C finalmente le vere fentinelle della Chicfa ,acciocc h6 nel fofco
della notte di quefio prefente Cecolo non ii turbi a chi che fia
la quiete fpirituale dell' anima, e giungano poi tutti al chiaro
giorno dell' eterna fèlicitb nel Cielo.
Contro a quai Perfine procede il Santo Ufiu.0.
Iccome cinque generalmente fono i , ed i delitti appartc-
Sformale
nenti a quclto Santo Tribunale , ciok. Primo . L*Ercfia
c3fi

, o la fofppezione di era. Cecondo . La Fautoria dc-


. ..
gli Eretici, e fofpetti di EreGa Terzo La Negromanzia
Malefizj, Srrcgoncrie, ed Incanti. Qtiarro La Bcitemrnia ere-
,
. .
ticaie Quinto L' OfiSa, e la reiilleiiza al Santo Uffizio.
. .
Xosì contro cinque forti di pcriòne procede il Santo Uffizio.
Prima Contro gli Eretici, o iofpesti di Erefia
Sc-
, . Prima Parte: - 7
5ccond;l. Contro i
Terza. Contro i
QUA .
Contrp
,ed fqcantatori .
W n t a . Conuo wlli,chcfioppongonoadelloSIntoUf-
&io ,e fuoi U8ìziali .
Ed accioccht meglio iiano diltintc, c coaokiutc tali pcrfme ,di-
chiarcremo c o cfcmpj
~ quali liano.
l

Retici feao uclii, cbc dicono, infcgiliuio,predicano ,. o


E icgivong coF coatro la Sacra Scrittura.
Contro gli arcicdi della Santa Fede .
C
,
.. Contro i Santiffmi Sagramenti ,Cerimonie, C Riti, ovvero ufo
di e@.
Corìtro i Decreti de' Santi Concilj ,C DctuminaWoni fdtt c da
i Sommi Pontefici
Cpnv~
.
la Suprema Autoriti4 dcl Sommo Poirtc6cc .
Contro Ic Tradizioni Apobiichc ..
COuCIo il P w ~ a t o r i o, ed Indulgenze
Qyelli ,&C riacgano la Siuica Fcdc ,ficcndolì Turchi, o EWi,
p dl.qlqrc Scttc , c l&ao lc loro d a v a a a c , t vivano con-
forme ad efi .
W l l i , cbe dicono, che Oguuno fi hlva ne& f uF ~ C .
De' $p$pctti di E r c b ,
Ofpctti-di Erclia fono quelli, i guaii dicono alle volte in m-
S tcria di Fede mrc propofitioni , Ic qaJi olbudono 1' orcc-
,&io degli uditori ,e non lc dichiaraqo , a

Quelli , che fcbbcne non dicono Eanno crò fitti &ti-


caii , come abdayc i Santi(limi , a! in particolare
1' Ofiia cosf~grata,ed il 5 bauczrndo cofc
h m i m a t c , comcC.alamua, Carta vagine, Immagini, Fave ,:
Candclc ,cd altre ltnili.
Q U ,chc abufano cofc Sagramcntali ,come Olio Sanm ,Crc-
- lilna, parole della coni'crazioac dcl Corpo, e Sangue di No-
ero Signore, Acqua bencdctta , Candele bcocdettc ,&C.
Quelli , che dileggiano , fcrifcono , fpczzano, imbrattano, O
pacuorono la Santa Crocc ,ed altre Immagini hcre
-
.Qucl-
,
nto Uffizio
8 Pratica- del
Quclli , che tengono, fcrivo
C leggono, o danno ad altri a
.
Icg~erclibri proibiti acll'liidt e, e negli altri Editti particolari
Quelli, che notibilmente ii allontanano dal viver comune de'
Cattolici ; come in non confelirarlì ,e comunicarlì una volta
l' anno ; in mangiare cibi proibiti fenza ncce5tà ne i giorni dc-
terminati dalia Santa Madre Chiefa ;in non andar maiaiis M&
fq , e fimifi,
Quclli , che non dlendo Sacerdoti ardifiono di celebrare la M&\
fa ,ed afcoltarc Ic conkffioni de' Pcnitcati ; che erciò in cafo
venga loro per grazia, dopo di dlir Rati proceifati ,e legitti-
mameate convinti, o coafefi , p e r d a t a la pena ordinaria,
o ipontaneamenta compaiano nel Santo Uffizio, devono in
ogni modo, negando la mali crcdulità, abjurarc come Sofpct=
ti di Erelia.
Quelli , che eifendo Sacerdoti celebrano fenza eonfagcarc ,
Quelli , che fagrilegamente prefu~nonodi reirerare i Santi Sagra-
menti del Bactelìmo , Confermazione , cd Ordine.
Quelli, che avendo Moglie ricevono gli Ordini Sacri , o con.
giunti con una ne prendono un' al tra .
Quelli, ch' crendo coflituiti in detti Ordini Sacri, o con lega-
. .me di Religione afiretti ad offcrvare caltità, pigliano Moglie,
Quelli, che afcoltano, eziamdio una volta iola, le prediche dc-
gli Eretici.
Quclli ,che citati, e chiamati a rifpondcre de Fi& ,non voglio-
na ubbidire, o contumacemente fi affentano, n t fra il termi-
ne competente giuridicamente loro afignato, fi curano di

Ti"
ueiii , ch' cffendo in qualfivoglia modo fcomunicati per caufa
i Fedc , non' fr curano di foddisfare al Santo Tribunale anche
prima che pafi i' anno.
Quelli, che per filai liarità , C convcrfazionc avuta con Ereti-
#
ci notorj, emani eRi, faranno Rati diffamati peri Eretici
Q c l l i , che vifitano , accompagnarlo, e con doni, e prefcnti
.
onorano gli Eretici ,ed impedircono la loro punizione.
Quclli ,chein caufa di Fedc avraiino giudizialmente negato quel-
l o , che prima avevano afirar;ito, o pur detto la bugia, ed m-
co fjergiurato.
Prima Parte 9,
d
D<>
Fautori Eretici. '*

F
Autoti degli Eretici Cono que li, i quali difendono, favorif-
cono, e danno ajuto a quelli, contro dc*quali ~ r o c c d eil
Saato Uffizio. .
Qudli, i ualifapendo alcuno cffcr Eretico, o fuggitivodallc
P
forze de Santo Uffizio, o citato, l'alloggbano , o nafcondo-
# no, lo configliano, o gli danno qualfivoglia altro ajuto , ac-
t

ciò non venga nellc mani del Santo U&io .


Quclii , che aiutano i Carcerati a fuggire , o rompcrc le Carcs-
ri , dando loro qualfìvoglia firumento .
Quelli, che lenza licenza parlano co' Carcerati ,o li configliano,
o I'infiruifcono a tacere la verità, o gli fcrivono.
Quelli , che con fatti, o con parole minaccevoli impcdifcono
i Minifiri dcl Santo Uffizio ncll' efccuzibni commeffe ,c o m e
di citare, o carcerarc ,o punire alcuii Delinquente
Quelli, che fci~nterncnrcporgono conG@io ,ajuto, o favore
.
a' fopraddctti Jmpeditori del Santo Uffiz~o.
Queiii , i quaktrafficano colli Eretici, mandando loro robbe ,
denari, lettere, C limili, o ricevendone da efIì .
Quelli, i quali fubornano i TcA'ionj a taccrc il vcro contro al-
cuno 11clSanto Uffizio .
Quelli, i quali nafcondono, rubbano, abbruciano ProceG,
o altre Scritture pertinenti al Santo Uffizio.
m e l l i ,i quali conofcendo Eretioi, o fofpetti ,come di fopra ,
n o n gli depongono al Santo Uffizio;

De' Magbi ,Sttcgbe , Incantatori ,e Jmili .


Erche iimile forta di perfone abbonda in molti luogbi d' Ita-
. P &a, ed anche fuori , tanto più conviene eFcr diligente ; e
rciò s' ha da fapcrc, che a qudto Capo Ti riducono rutti quel-
f?, che hanno ofattopatto , o irnpli~itamcnte,o efplicitamen-
P.
te er se , o per altri , col Demonio.
QTei i che tengono coflretti ( com' L& pretendono ) Demonj
in Anelli, Spccchi , Medaglie , Ampolle, o in altre cofe -
Quelli, che Te gli fono dati in Anima., cd in Corpo, apofiitan-
. do dalla Santa Fede Cattolica j che hanno giurato d'cKer fuoi s
. o glie nc hano $tm fcritto, anco col proprio fangue .
33 Wel-
Pratica del &nto Wltizio
Quelli , che vanno a1 ballo, >
omc fi f d dire in firiozzo,
Quelli, che maleficiaeo ragionevoli ,o inaS;oncvoli ,
facrificindde al Demonio.
Qelli ,chc P adorano, o +liaioomcnu, o igplicitamante, o€-
fkrendoli ,Salc, Pana ,Allurne, o altre cofe
Qgclli ,che l'invocano, doma
.
dofi ,accendendo candele., o alt4iidurbftm I grazie, ingiriiocchian-
i , chiamanddo h-
gelo Santo, Angelo bianco, o Angdoncgro, per ia tua fn- \
tità ,e parole Gmiii ,e favcndofi ia cib di pcrfònc Vergini ; o
fanno I' Incznto , cinque W pongo ai muro cinque Diavoli
fcongiuro, ed altri runiii .
Qeiii ,che gli domandano cofe ,ch' cgG non può firc , con=
sforzire la vofonta umana, o hpcrc co6 future depcndenti
dal nofiro libero arbitrio.
Quelli, che in qucfti atti diabolici G fervono di cNe facrc, come
Sagramenti, O fkma , e materia loro, e cofe fagranreatali ,
e btnedcttc ,c di parole delh Divina Scrittura,
Quelli, che mettono fopra gli Altari, dove s' ha da celebrare,
Fave, Carta vcrginc ,Calamita, o altre cofe ,accioccht iopra
di cnè fi celebri cmpiamcntc la Sama M&,
@dli ,che tengono, fcrivono , o dicono onzioni non appro-
vate, anzi riprovate dalla Santa Chi&, Ic quaìi Cono delle
,
maniere infiafcrittt ,cioè.
Quelle, che fi rccitnno cr Mamare d'amore difonefto ,come
5
fono 1' orazioni di S. anicic ,di S. Marta ,e di S. Elena.
ucllc ,che li dicono cr kpcrc e d c futurc , o occulte ,come
% P
gii detta, Angc o fanto ,Angelo bianco ,&C. e quella,
Dofcc Vergine, C iimili.
-Quelle, che contengono nomi incogniti, n&fi fa il Ioro figni-
k a t o ,con caratteri, circoli ,triangoli , &C. quali fi portano
addnffo ,o per firfi voler bcnc, o per cLlcr ficuri dalle armi dc:
Nemici , o per non eoafdarc il vero nc' tormenti
Sotto q u d o Capo fi contengono aacon quel&,chc.tengono
.
fctitturc di Nc romanzia ,e fanno Incanti , ed dcrcitano
. fd
AArologh gita h h i a aclk azioni pendati dalla libcm vo-
lonti
Qaclli, che finno ( come li diec ) Maneiii ,O rncttcko al fiioco
~iguattiniper d a r p e u n c , C per impecfirc l'atto matrimoniak.
- fimibsasg il bracciocdk Spanm,
chr@w.lc Eivc,
.. fi-
Prima Parte. ''f
t 1. I
fiano andaec attorno i ica ,guardano,
4

.
o li f h a o guardue.fu
d altri iinUlifwtilcgj
,o @t%

fia degna di gran puitSziom ;


Uffizio non procede fc non contro
BeRcmmK Ereticali, c fono quel-
li, chedicon~parde, &,qualiconuadicoao,a quelle verità ,
chc fi contengono negli Articoli della Santa Pedc ;e quanto
.
pii abbondarioi Mingucnti in qu&i t-pi, tanto più devo-
n o d c r vwlanti i Giudd E per dare aluuic regole pet cono-
sirfi ,.pd ebtmano Brlnmmiatori Ercricali .
fcctc quail Bcitcmn\i Gano Ercticali, c quali no, deve avver-
Quelli, che negano i titoìi dati a Dio nel Simbolo, come f On-
nipotcnza &a, dicendo a! difjxtto ,&C. D. poltrone :Io farò
la tal coh ,mcorchh Dio non voglia ;Tu m'hii fitto tutto il
male, chc hai potuto, C fimili; la GiuKia, dicendo, D. tradito-
re, D. parziale, o partxgiaao: la Provvideaza, dicendo, che Dio
non s'impaccin di queite cok ba&,oc@valenti parole. la Bon-
t3 dandoli nomia' m b i a a con dire, puttanadi D., o Gmili
Quelli, che dicono arolc contro la perpetua Vcrginithdella Bca.
.
L
tifima Madre di io ,come puttana N. D. o contro k Ma-
tcrnitd fm Santa.
@e1ìi ,che dicono prole contro k Santa Chi&, e SantiOiml
S;igrac#cnti di cffi, comc, rincgo il Btttcfimo, Ruicgo h Fc:
de ,&C. c contro la gloria de' Santi canonizati ,

l
'M Olti di quclti tali fono compreff fotwil Capo de' Fautori,
c per ora finoinhano quelti pcr.cfémpi0di rutti gli ahri
conno de' quali afi a procedere, ci&.
WcUì, dK ofisdoao le Pcrfonc del Santo Ufizio., come, In-
quilitori, Vicarj ,Confulrori , Fifcali, Notati , CuRodi ,
ed altri Efccutori mandati dal Su criorc; iiafi 1'offefa ,o nd-
P
h vita ,o nella robbo ,o a e h ama ,o in quallivoglia abro
d o , o puc a c o li cia ano.
B ;P Quct-
Pratica tfcl Santo Uffizio
, che off&dono ,o f i n o offcndereli Dcnubziatori , o
.!
Quclii
T c l t i w n j eiàminati nei San o Ufkio, o con parcoffe ,o
con ingiurie, o con minacce . * . . ..
Quelli. che rubbano Suitturc
., ,o ~ i b r i , o' quallivoglia altra co-
li del Santo Uffizio . - '
Qu~elli,,che fanno in pezzi gli Editti del Santo Uffizio ,acciò .
n o n dano letti j ovvcro gli levano dai luogo dove fono mi.
,afiìifr .\

i Giudei , gl' Idolatri , Maomcttani , gl' In fdeli


BdellaEncht i C
d. altre Sette, non foggiacciano ordinariamente al giudizio
Santa Inquifizione in molti cafi nondimeno, uali i
j
fono anche efpreifi nelle Bolle de' Sommi Pontefici, po o n o
cfferedal Santo Uffizio cafligati . 9
N r h Boiir I Giudeì , k negaffero quelle cofc della Fedc, le quali a noi
diGreg.XIII* Criftiani, ed a loro fono comuni , come, Iddio cffcr UIIO,
,
,,
dnriqsur J l c
; ,
p ~ b i tl ~ ~ Se
Eterno, Onnipotente, Oeatorc deiP Univerfo, ed altre fimili
invocarero , ò confultaffcro i Demonj ,o ficcfiero loro Sa-
crifizj , Suffumigj ,Orazioni, .ed offe uio ,per qualfivoglia
?
finc C Te isfcgnaffero ,o induceKero a tri a fire tali cofe
:p

Se ern irimcntc diccffero ,che il Salvatore noltro Gesù - Crifio


.
foz fiato Uomo puro, e non Dio, peccatore j c che la fua
Santiama Madre non fbffc nata Vergine, ed alrrc b i l i Bè-
A Remmie.
Sc induccffcro in qualf vogiia modo alcun Crutiano a rinegarc la
..
Santa Fedc
Sc impcdilfero alcun Ebrco , o alno InfEdeIc , che fi volcEe far
. CriRiano , o lo configliaf ro ,o inducefiro a non firfi
Se faceffero fuggire Neofiti ,o in crò porgefGao alcuno ajuto ,O
.
favore. -
Nella Bolla Se tenflcro , occultairero ,o divulgaffero Libri Talmudici ,ed
diclem.v'lJ* altri Libri Giudaici dannati, o proibiti; c fimilrncntc Libri
Cuni Hebrr~o-
,, pro*iti a i Crifliani , o Scritture magiche ,ed altri Libri 0
, Scritti continenti, o tacitamente, o efpprcfirnentc, Erefie
o errori contro la Sacra Scrittura del Vccchio TcRamento ; 0
.
conturnelie ,cmpieta ,C beltcnimic contro Dio, la santifima
Trinità, il Salvato! ngfùo
.-
,
.-3 L Criliiana Fcdc !a Beatiffma
4 ~ C E ?
Prirlia Parte -
1 3
Versine mari^ ,.gli Angeli ,Ijitriarchi , Profeti , Apofioli ,
ed altri Santi di Dio; contro la rintifirna Croce, i Sagrarnen-
-ti delh Nuova Legge, le Sacre Immagiiii, la Santa Cattolica
Cbiefa , la Sedia Apofiolica ; contro i Fedeli, ipeciafmente
Vckovi , Saccrdo,ti ,ed altre Perfone Ec.clcfi~ltichc; o contro
i Neofiti , che nuovarnentefono conversiti alla SancaFedc , o
che contendere narrazioni impudiche, cd ofccne
4.-bcff~flkroi Crifiiani , e per difprezzo della Paffione di NoRro Gteg~r.mr
.I.
nella R~~~~ fo
Signore nella Settimana Santa, e fpccialrnente nel Venerdì San- pr4dem,
to , o in altro tempo crocifigeffero Agnelli, Pccorc, o altra
cola.
Se tencffero Nutrici, o Balie Criltiaac .
E firnilmente fonofoggctti al Santo Uffizio in tutte le cafe con*
tenute fotto i Capi de Fautori di Eretici, de' Maghi, ed la
cantarori, c degli O a n l ò r i del Santo Uffiziq .
.
.Gli altri Infedeli ancora poffono elfer cafiigati dal Santo UfTizio
per li medefirni delitti refpettivamente

ANNOTAZIONE.
, ,
.Non parerida fufficiente che folamente li Giudici EcdeGiRici alli qadi fpetta
vstivameate di procedere nellc caufe di Fedc fappiano li cafi, e le pedone riferite di
fopra dal P. Mafini ,nelli quali, 'e contro le quali per tali caufe devrno procedere 9
,
finza che delli medcfimi abbi,- ancora piena notjzia li loro fudditi che di qualun-
r e . flap; e condizione 6 fiana, Tono tenuti a denunziare le pedone, che~ommenono
elitti in quelli comprefi ;gli Ordinarj ,li uali non aveffero altrc volte pubblicato d-
.ano Editto fopri le materie $erranti al ~.%ffirio, ma5rname~tene'luoghi dove.non
fono i'inquilitori,e pcr inezzo degli Editri foliti pubbliclrfi da effi, come diiopra
m i l detto P. Maffini ,li Popoli non fono illuminati pe. idcm irlo, devo^ da cib re-
B
dore motivo di pubblicarlo uanto prima, e quelli, che l'me ero alac volte pubb icato
? F
di più arnpiqnrcnte rinnovar o ; ed aflìnche tali Editti riefcano fiuttuofinon iolo nelle
Citd delle loro Refideazc; ma ancora negli altri luoghi foggettide loro Diocefb d'or-
,
d i n w alli Curati di effi che debba- pubbliarli qualche volca fra 1' Anno iutn, Mi/-
,
firunr filerairin, r @iegarli alli loro Parochiani con chiarezza t d e che anco le perfol
ne piu idiote pon'ano capirc in uali c31j ,e COQUO qualfperfonc fono obbligate ,in virtiì
di gnelli a d u e le dcnundc :. e 1 in o i m incaricare p-imfimente alli l o ~ Vicarj
o Fo-
,
mu',cho Guio vigilanti pcrchc ciò ii ckguifca cm la dovpta attenzione, cd c l i t t c u i ~
Del modo di fomare i ProceJì ed efaminare ,
i Ie~imonj ed i Rei. ,
Due modi di formare i Proccfl.
avrà avvifo, effere ne' ILIO;
alcuno, il quale fia
qualclied~~no de' iòpranominati delit-
ti, o altri ,che però appartengono al San toUf-
tizio, fubito farà obbligato ,per 1'Wzio ,che
a farne giuridico Procero in ifcritto ; e
perche potrà fàperc , ed aver cognizione del de-
li tto, C Dclinquente,~per mezzo del Deponente, ed Accufante,
o per h m a pubblica , però nell' uno, e neil'altro modo gli ià-
r i lecito incominciare il Proceffo: e per chiarezza qui fi rno-
.
itrcrà quello di fare 1' uno, e 1' altro
Primo cnodo di&= il Proccflo per via di d-ia .
il P r o d o nel Santo M
IdLfizio
primo modo, nei guale G h a
,li chiama per via di denunzia alaf'cirndoquel mo-
(
o , ch' per via di accufa , si pcrche rare volte occorre, sì
è
anco pcrchc & quali il medefirno ,che quelioper via di denan-
zia ) ed t quando viene alcuna p a b n a a d e n u d a r e un' a h ,
che abbia commeffoqualche delitto fpettanre al Santo Uffizia
dc i fopranominaci , o altro ,come di aver tenuta qualck
ErcGa , fitto ualchc Incanto ,o prokrito Bcfiemmic Ereti-
!
cali ,e dice, c e ciò fi, ci06 denunzia per i fgravio della pro-
pria Cofcienza, per zelo delli Santa Fede ,per non cadere nella
Scomunica, o perchc il fuo Confèffore gli6 1'ha impofio: non
cfponendofi a voler provare il delitto , che depone, ne' tffer
ijttore ,o parte contro del denunziato. E qucfio t il più coc
quifizionc .
mune ,C più ufìtato modo, che fi offcrva
- ncUc caufc dcll' Iq-
Qu*
Setonda Parte 15
Qyndo Idaaqpe *enl alcuno pei)deponcre, f i b i t ;
~ ICau diG
fcrirc in altro tempo la denunzia, Iì afcoltctA ,e fc il cafo t
pertinente al Santo Uffìwo, chiamato il Notaro fptcialmcntc
inftituito dall' Inquifitore ,fi darà il giuramento al Comparen-
tc di dire il vero, hccnddo toccare gli Evaagdj con le hc
mani ; dappoi iè gli fàr.4 un' ammonizioac pamna, che lia
avvertito a dire folamente il vero, irnpc'ocht facendo dtra-
mcotc orfenderebbe lddio ,il profimo , e fe 0&, C pacca-
rebbe monalmcntc, nè pocrcbbc dfrr affoluto mai fino a tanto,
che non t m a f f ea rivocare tutto qudlo , clic avme detto LI-
.famente , dtrcchk incor~ercbbcin molce d u e pene tcmpora,
li ggaviilìrne ,
Dippoi t fcrwerl il nome, cognome, patria, padre, elércizia ,
c t i , ed abkazionc del Comparente ; alla prctcaza di chi com-
prilce , illuogo, amo, melk, e gfornoquando cornpuiri ;
che Cc gli è dato il giuramento, e ch' egli comparve fponta- .
aramenrc; C fì comincicrd il Proccil'o in qucito modo, o h i l e .
Die d n i
Gmpararit per$naliter&ont2 coram M R. P. P.N. Inquijrora A?fi-
k n t e irr a& Sani3 Oflcii N.in mcique Notwii Qc.
N.de N.piurN.nobilir ,ovvero ,exsruem arte- &C. C ii dcfcriva
l'arte ch'efercita ,babitanr in /oca IV: a r a t i 5 amorum &c.prw di-
&, & e% nfic€Ztz apprlrebut ,qtziperiit audiri pro exo~erationepo-
prid co~fiientia;& ei datu facultate ,ac j u r a m m dc ven'tate di-
c e d a ,quadprmf)itit ,t&s literisJucris &. depofsir ,rrt
E qui k gli farà tpiegare tutto il fàtto, facendolo notare io X C S ~
-
.
to al Motaro
bvura h dcpoiizioae, princi almeun. ficcrchori di fapere, fe
d
P
cglì t teitimnio de w~SI(de dclirto , o de a r r d i t ~ ,e ic ha con-
i ,i quali poifano confermare ucRo fuo detto, o Cc aìmc-
no fa, che altri poiilno dare i n ~ a i a z i o n c d i 4 u ~-io ,
ficandogii uno p r uno ;ponendo in ifmttoi nomi, -nomi.
oafe ,allog~iamcnti,e condlzid de' TJtimopj p che
n=&.
Scgli &t;i ewimcre i'occahna, puo la qoak t Ratol rdirnte a
iP
quel delitto, il hiogo dove fu & n o , le parole prm C ,che f<u-
rono date, il giorno, C i' ora, fe t polnbile , ed il numero
delk r d t e che fù fatto, c ttitte quelle C@, che ponakco il
delitto denunziato , . se
I6 Pratica del Sarito UBizio
Se gli farà anco dire il nome, rgncnnc , padre, patrh, cferci.
zio, abi razione, ed e d del eo denunziato , c fi farà defcri-
vere la pcrfona di lui, cioè, di che natura ,effigie , barba
&C. egli fia
Av~~ertendo
.
a far coltare in Proceffo Ic negative, che dirà, come
.
iaria Non mi ricorda con clie occafione diceflc Ic tali parole.
.
Non fo in che luogo foffc precifamcnte Non mi ricordo il
giorno, ma fu circa al tempo, fo ch'era di Vcrno,e fimil modo*\
Di più farà fcmprc fcrirere tutto uello , che domandi al Te-
\
itimonio , licchè avanti aila rifpo a preceda in ifcritto l'intcr-
-rogazione, nella quale fia poRo tutto uello che G ricerca ;
-
rà I~~terrog.
1
come fc vorrà fapere, in che giorno N. eflemmio , non fi-
.
7Q$pondidit. I1 tale difle qquclle Belleinmie Ma
I-
prinia farA.Interrog. fioGeptacis2 di&r denunciatus protulit bla-
&bemiam &C. E cio i d o v d parhente o8èrvvc negli efami
de' Rei .
Quando poi farà finito 1'efame , c che non refiera altro da intcr-
,
rogare , !e gli faranno gl'Intcrrogatorj generali come ap: '

preffo
.
Interrog. Super generalibus X H ea ,qua dixir ,odio, ve1 arPore
du&s depofierit ;aua ad exonerandam conJientiam, Q ' B e i bono-
.
rem , drglotiam Rcfp. &C.
Interrog. L4n babeat a~iquaminimicitiam, vel odium , v e l a ~ t e ò&a-
.
buerit cum dia0 N. per eum denunciato Refp. &C.
I n terrog. Atr confiteatur , & cohmunicet quolibet anno, faltem ,
.
in Tafibate Refp. &C.
Dopo, fc vorrd i1 Dcnunziantc , gli fi rilegger4 1' efame anco al*
la prefenza di due TcRimonj timorati, e fegreti Te cosl farà
9 i
giudicato e fpcdicnte ) nella ualc tilezione potrà i tefiimonio
acconmodare , dichiarare, evarc , o aggiungere qucllo ,chc
.
-vorrà , e tutto ciò fì d o v d notare nel fine in quelto modo
Et dum dc manhto T . Inqugtoris , & ad iny~ntiamipjus re/tirIc-
.
gereturfibi ejus ,-/epO/itio,dixit Avverti te ,&C.E ti fcriva tutto
quel chedird ,o per aggiungere, o per ifminuire, o per dichia-
.
razione Ma,i~onvolendo aggiungere , o fminuire cofa alcu-
na ,fc gli comanderà Cotto pena cfpreffa ,o arbitraria ,e fot-
-toil medcfirno giuramento, che non parli con alcuno di que-
'fla fua dqofizionc, o efanie. E poi il Notaro termiaerà L
-1 I

L-
depofizionc
- . di. quefio -odo, ci09 . e,
-- ~
\i

s
. . ' < .
.
'.i%..
l
t
&ati@ del Sailte u.ffizio
~itcrm;. Aa eo ,q i i U x i t ,6 tnodofiiipti1 f~er~ivt,WIOJPUI ,e.
.il& pro veritute confimet Ref p
E poi ii ièguiceranno 1'opportune, c neccifaric Interrogazioni ,
comc di fopra s' t accennato.
Ricevuta la denunzia, parti del Giudice .faranno, avanti che 6
prendano i' altre informazioni, diligentemente avvertire, C
maturamente confiderare la qualità, natura, cofiumi ,e con-
.dizioni del Denunziante., colle circohnze non pur della p-
fona di lui , ma 6 ogni altro particolare nricora comprefo nel-
la denunzia, acciocch* fenza caufi non fi generi ad alcuno
odiofa moleltia , e grave Qnno .
- - - -- ---
ANNOTAZIONE.
Benche di fopra dal P.MafIìui s'aflirifca, effer iolito talvolta,fenza dare il giuramentq
P nel principio far notare 1a denunzia, o Lpontanea comprda , e dopo che il Denuziantc
8verì raccontato tutto il fatto, e far3 regifirrto Iiel Procelfo, datogli il giuramento far-
,
gliela riconofcere ed opportunamente imerrogaiylo;nientedimenq perchè il Dcnun-
z h n t nelle
~ caufe di Fedt s'annovara'fraTeItinionj,e per tale Ii reputa, liccome a qilefii,
giulta difpofizionede' Sacri Canoni, e dello leggi comuni (; deve dare il @ralrentq
Denunzianti, Iffinchè la iuniltenza de' loro detti non fi posa mettere in controverh
e le loro Qcnunzie per tai conto non foggiacciano ad aicuna eccezione.
,
nel principio da' loro efami, così è pid licuro netle dette cauie di darlo nel principio alli

Secondo v a o l diformare il ~roctJoper via BI.guvÙonc

ILviaDenunziaiitc
O
fecondo modq nel quale fi pu6 formare il Proceffo per
d'l~quifi~ionc,cd t quando non alcuno Accufatore ,
v'&
, chc venga a far fapere nei Santo Uffizioil
è
de;
litto ,ma corre fama ,e voce pubblica in qualche Città, o Ter-
ra, o Luogo, che alcuna perhna ha fatto, o detto alcuna cofa
contro la Santa Fede, e tal voce, F fama vicne all'orecchic
ddl'Inquifitore , r: mafiìmc per via di pcrfone gravi , onorate ,
c zelanti della Fede ;ed in tal c d o ,no8 preccdendo denunzia,
nè accufa alcuna, ma folo er pubblica fama venendo a noti-,
-- 8
zia del Santo UffiWo ,che a Raro comrneaò alcun delitto,
dovrà d o Inquifitore per debito deU *Ufiziofno formarne In-
quilizione particolare, c cominciare ii Proceao nel icguente ,
Q altro fomigliante modo , cioè
Pie
&mperven$et adaurer
fama dcfrre#t#,pmd
"P
W.R.
&n;
Inprri/itaris &C. publica quadam
gc & &ir a v d f i ~ i t~ P / / u~ ~ f i tFideq
ra
Cat:
Seconda Parte ;- i3
OÌtboZicnm, c fi faiva quello, che sì ha per fama contro d i lui,
come, quod dixetic ,Non efle Pwgatorium, vel tales ,& iales b/a -
fpbemias , cum Scandalo , eY admiratione multarum protulerif.
u4ttendeasprdfatur M.K.<P.Inqugtor ,quod injurias Creatorir
e/f, & illas ma#im2, q#&, adtra Dei ofenfam,
tolerare wlde i m p i ~ m
vergunt ,ve/ vergere pgunt in Sana& Pider"CothoZic4 opprobrium,
& la€i?urom,vol& ex debito oflcii jrrridic2&er bis informati, 8.
pmcest ad ewamiaandum TeJes ,qwr iì fulc dignis accepit ,.pofe
P

aliqualem Sanì3o Oflc?oinformaoionern dare ,Zocir ,8. temporrb#t ,


ut i n f i o .
E dopo quefio principio farà citarc i Tcflimonj, e fi rcgiltrcranno .
i citati ,la citazione, i l giorno, che fàrà data, c le relazioni CM
MeKo,in quella forma,chc più a baro Ti dirà opportunamente,
- -
ANNOTAZIONE.
P e r c h e i l modo di procedere ex Oflcio, e per via d' Inquifizione nelle caufe di Fedr
fcnza far' ap arire per mezzo di chi hano pervenute alli Giudici di e r e le motizie delli
drli<ii,e d e h Delio senti è d a i absairo dal Supremo Tribunale della a n t a , ed Uni-
li
vafale tnquifizione Roma :$!*ci& li Giudici dellomedefirne nell' eauniiativa che
faranno nel principio del Proce o avvertiranno di f i r fempre menzione da chi ,o. per
,
qual ihezzo gli fimo giunte tali notizie ;o pure di commettere alli Miniflrf fubordtnati
d i f2r'elattc dilipenze per averle ; e pofcia farne Zirb da rnedefimi giudizialmente 1.

.
Relazioni ,o J t Denunzie col i u r a m e ~ , o eiufia l o Riio del S. Tribunale, e c m fargli
nominare Ie perfone, dalle quab l' hanno ricavate per otcrle fucceGvarnint~era-=-
re e proleguire c a n o n i c a ~ r n r eil Procello contro li L l i n q u m t i .

~ o d dio rjamìnarr i r ' w o n j del F$o


. .
.
che il ProceiCo'Prd fondato, c cominciato in una delle
Dto Opo
dcrte due maniere, le uali fl ufano nel
comunemente
Uffizio ,dovrA Pinqui?itorc fenza dlaun' indugio proccdcre
San-
piJ avanti, ed &minarequei Tefkimonj , che o fono nomina-
ti dal Denunziante ,o per reladone-particolare kprà potcr da-
re infarmazione al Santo Uffizio de1,delitto, e della pcrfona ,
a n t r o di cui è fiato denunziato , o è .pervenuto a fua notieh
a fima ,come di fopra. E però li farA citarc , e rc iitrare in
!roce~o dal ~ o t a r ilo giorno della data citazioni, e il tenore
d i d a ; acciò non comparendo nel termine Itatuito ,e prefiffo
t
nella citazionc,G poffa procedere più oltre contro quel talqche
fi t citato. E fi avvertirà di airegnare alla perl'ona, che fi cita ,
tcm o comodo per potcr comparire , coniiderata la diltanza
dd &op, dove h.Si pofono anche hr cbiamuc ~ c R i m o n j
C t fen-
20 Pratica del Sanro Uffizio .
fenza citazione in ifcritto, commcttendo folci a quakhe Efccu-
tore ,che vada a dir loroda parte dell'Inquilitore, che compa-
rifcano avanti di lui ;e qucfio fi potrà fitc, uaado i.T e l t h o n j
7
foiio vicini nclla mcdefima Cittii ,Terra, o uogo ,e non vi h
.
dubbio, che n e e debbano ubbidire. Si avra anche non me-,
diocre c~nfidcrazionc~fc alcun Teltimonio foKc pedona di ra-
'
do,o.autoriti, o nobiltd fcgnalata, di mdndare qualche p d ~ a
particolare, e non E f e c u t o r ~a chiamarla, e f ~ c i a l m c n t Don-'
e
. ne nobili ,ìe quali anche ( c d d c r a t a l i qualità loro ) por&
I'lnquifitorc o andare, o mandare ad efamiaarc alle loro care r
avvcrcendo di non ricever mai per faitturaTcRimoniinza alcu-
n a di qu~lfivogliaperfona affentc, ma operi, che i TeRimoni di
prcfenza depongano veramente cid,che fanno, ed h a n o veduto.
Com arfi poi che faranno i Teltimonj ,gli el'arnincrà nelmodo
P
in rafcritto ,o fomigliantc ci00
Die Men-s
. !AnG
Examinatus fuit prr infrmationr Sa#€%0A;cjiper R. P. lnq~i/i-
torem ,qtri fupra ex$eatent,&c. ,e A porrà 11 luogo, dove fi a v d
ad eiàminare, o nel Santo Uffizio, o in Chiei'a ,o in cda di
qualche erSona,&c. i* rmeigue Nota*ii,&.
f
de N./l ius N ovvero, fc 11p a d del ~ citato farà morto, q-
dam N. de IOCO N. babitans adprdjds in Zoco N.in Domo propria ,
ovvero , in Domo N. de N. exercens ~rtem,&c. ovvero, Nobilit ,
rotati$ annorum,&c. prozzt dixit , cui &Zato jurntnearo de vewtate
,
dicenda , quod prkJtitit, taEIis Sacris Citerjs & prmiis debiti8
.
admonitionibur Interrog. Re&. tzt i@à .
p d avanti che fi cominci ad cl'aminarc .potrd, 1' InquiGtote am-
monirlo a dir il vero per f o b onore , e gloria di Dio, per deb-
bito di cofcienza , e per logiuramento prcfo. Avvertendolo,
che fcmpre fard tenuto fcgreto dal Santo Uffizio, ed acquiltcrà
merito appreib a Dio .
Intcrrog. An fiiat,velWem irnagi~eturcaufitnjiua oocationis , &,
.
prefintis examinis Refp. &C. E fi feriva quello chedirb
Se dirà di fapere, o d immaginari la cauia , per la quale Qato
.
chian~ato, e deve a l preferite elIér efaminato, gli fi fàccia
quclta Interrog. >

Interrog. &modo fiiverit ,orrt quare imaginetur ,Jè buj*!ma& dr


CB@ fa@
Ed avuu la riipdta da lui,-- & ~ ~ ~ t i u n ~
.
vocutum ,& adprlt ens @e exani~andrrrn BcSp Src.

a%.
Seconda Parte. iI
EtJbi &€&I, udfiriatinadicar ,& Marrer qnidq~idfiitde b ~ j u - o d i
. f
fai30 Re p. &C.
E raccontato, ch'egli avrd quello che fa, per maggior chiarezza
ii potranno aggiungere quelle Interrogazioni, che I'lnquifitorc
iudichcri neceffaricpcr defcrivcr minutameatc il delitto,ilDe-
Bnqucntc, i com iici ,il iuogo deve C fatto il deiirto, il tempo
?
precifo quando u f a t I'occafione,
~ i1 numero delle volte, alla
prefenza di chi; s'cgli Tcltimonio di villa, o di udito, la fàma
deI Denunziato, C G& circohnzc .
Ma Te il Teltimonio disi di non fiperc, e di non inunaginarri la
a u l a per la quale fia Rato chiamato,^ debba &r efaminato,gli
fi faccino quelte Intetrogazioni .
Interrog. An cognoverit,zrel c o g ~ p o ~aliq~em
at Hareticum ,f& aliquos
reticorrmfartores ,ve1 In-
Hdreticos, vel de b m e jJufieHos, aut
?
cantntores,ar B / a Hpeticaier, e & ~ l e $ è o rSwtilegos,veZ
,
.
non ~iventesficunrkimRitrm San* Gntbolic&Ecclefu Re*. &C.
E lidovrà fcmpre in quelta prima lotetro azione gcncralc ddcfcri-
k.
vere ,o almeno accennare il genere dc delitto, intorno al qua-
. le cffo TeRimonio dovrà elfer cfaminato
E fe rifponderi di sì , gli T1 hccia raccontare i1 tutto, c fi regiltri
puntualmentc quanto dirà, aggiongcndo le f ntcrrogazioni op-
- portune intarno alle circofianze, come di fopra S* b detto. Ma
fe rifpondcra di no, foggiun afi tale Intcrrogazionc, cioè.
Interrag. A. ngn@at N.de N ! cioè quelio , contro del quale C
daro per Tefiimonio ,a quanto tempore n'trà, & q a fuerit cauh
. .
cognitionis Rcfp. &C.
Sc rifponderà bene, dicendo, che lo conofcc ,cd 1x1Tua pratica,fi
potrA interrogare più oltre così.
Interrog. Rr mdierit errndezu iUaliqua~dotra&ntem aiipid dr P+
de ,nut q a o ~ fmodo .
s concersens Religioncm Re@. &G
Se dirh di d , aggiunganfi dal Notaro quelte parole.
EtJdi d a , qaod narret praciri, &firiorZ qridprid àpradjHo N. dici
&v*J
r .
firm ad Religioarr Refp &C.
E fi fcriva i tutto minutamente, ag ~ungcndoqucllc hterroga:
*Woni, che faranno neceiratu, d opportune.
ic rif'ndcd aegativarnente,cioè,chc nsn conofce quel tale,
c che non ha fu3 pratica, o fc pur lo conofce , che non l'ha
iEntito trattare di c d c fpettanti alla Fcdc, c pur tuttavia fia da-
to per TcRimonio ,o C-tcfioj lì ammonil'ca a dirc il vero ia
quefia guiia ,cioè, W
22 Pratica del Santo Uffizio
Monitìsper Dominum ,qrrod veritatiem liber2 dicat ,& caveat rf mea-
h c i o , quia datar in T e b in aEGt San% Ojìcii , quod adjarwerit
prafatìm N. aliquando facientem , ovvero, prgerentenz aliqna
.
contrn Religionem Cbtbolicam Refp. &C.
Se fiarà nella mcdefima negativa, iì difccnda un poco più al par-
ticolare con tale Interrogazione .
Interrog. An unquamf ~ e r i tin tali loco ,e li dcfcriva il luogo ovc fi
ha notizia, chc fìa Rato comnieffo i1 delitto, crrm di& N.quan- '
do però abbia rifpoflo di fopra , che lo conofca , & an ibidm
diFfusN. aliquiddixerit,mtficerit contra W e t n ,@$i Te/Jeprffifi-
te, audiente ,$7 viciente Qc. l.cfp. &C,
Sc diri di sì ,.gli fi ficcia ddcrivere il tutto.
Se ncgherli di effcrc fiato in quel luogo,fi aiamonifca a dir il vero
con rimili parole.
EtJibi di% per D. quornodo ardear boc negare , cum in SanHe OJìcia
contrarium babeatur, videlicet, qaod in tali locof ~ e r i tcrm di130 N.
& quòd in ejasprtejèntia di€ìus N.fecerit, ovvcro ,dixerit t&a ,
e fì defcriva il delitto. Refp. &C.
per ultima ammonizione .
Sc anche Rara ndla medefiuia negativa, fi potra mettere que&
A Iterum soaitu#per D. gucd eaveat d mendacio, 6 liberi! vrritatem di-
catjiirper pramifls j n a m j tra* temporis npparebir ,ipfum non dj-
xiffeveritatem ,jnddet i nprenamfautorum Hfreticorum; imd,aiJ
eeritatemfateatur, jam in excommunicationeminci&,& nonpotefl
.
ab aliquo Confesaria abjòlvi Refp. &C.
Se non aggiungerà altro, ma refiera nella fua pertinace negativa
e non ii avrri mezzo di poterlo convincere, come falfo, fi la-
fcierd, c rimcttcraffiil tutto a Dio, il quale è fcrutatorede'cuo~
ci , ed a cui niuna cofa & occulta, o nafcolta j e fi porri finc
ali' efame così .
&t cum nibii aiiud ab e0 baberj pofet, dimiflusfuit ,injunflo jbiflen.
tiof ì b jrrramento , & quodjèfi~bfiribat .
E iì termini i' dame come di fopra ,con ia fottofcricionc, C
rogito del Nocaro -
Ed avverta il Giudice di fchivar fopra ogni cc& in tutti gli cfami
%fare Intcrrogatorj fuggcfiivi ,per i quali il TeRimofiio s' in-
ducefle ad a&rmare , o a negare ; come fài ebbe a dire In-
terrogat. Non e egli il vero , che N. bekmmiafle !So pure.
.
,
che fapctc voi I che bcltcmmiò due volte ai diipetto &C. ,ed
d:
t Seconda Parte. 23
altri Intcrro~atorjin filiiil m:)do, E ciò dee far6 anche co' Rei.
Qgrindo per più Tcfiimon~degni di fede colta nel S. Uffi~io,che
un Teltimonio, il qual nega, fia csnfapevole del fatto, c nc fia
convinco, o gravemcntc indiziato ; ovvero fi con~i'cadallc
fue riSpoRe, o irnplicaziorii ,o titubazicnii , ch'egli aon voglia
dire la verità, in tal caro fi dovrà procedcre contro ciTo Tc-
itimonio, c m Deponente il falfo nel Santo Uffizio , c come
Fautorcdi &etici ,o foii>ettidi Ercfia ;c fi porri carccrare ,o
vero conltringcrc, o dar ficurtà idonea di rclèntlrfi avaati.al- .

. P
1' Inquifitore ;ed in queflo cafo fi dovrà arae Decrcto parti-
ticolare, come fi diri p i i a baffo
E per dar efempio quando un Tcftirnonio fia indiziato di falfid;
o di non voler manifefiare il vero , di modo, che c o m a di lui
fi poffa procedcrc, poiiiamo il cafoii~quelto modo .
Se due, o più TcRimonj confcreranno in giudizio, che Anto-
nb abbia loro detto, Pompeo avcrc alla rdknza di lui ncga-
8
to il Purgatorio , ed Antonio negherà a olutamentc in giudi:
zio di iipcrc ,che Pompeo abbia negato il Purgatorio ; allora
Antonio ii chianied indiziato. o convinto per conffiionc
cftragiudizi~le,e fi dovrA procedcrc contro ad eiìo Antonio,
.
pcrche allora l'ari4 fofpetto d' elTcr falco Similmente k il Dc-
nunziantc dica , avcr udito Pompco dire, che non vi il Pur-
gatow'o, C nomiai pcr Tefimoaj contcfti Alcfìio, Giovanni,
ed Andrea , affermando, che tutti quelti lo fintirono, per-
che lo riprdcro, o che poterono, C doverono fentirlo ,per-
- che cagionavano tutt' iniìcme ; fe uno dc' Tcltimonj nomina-
ti, come AlePio, convenga col Denunziante, e dica , che
vi craao refcnti Giovanni, ed Andrca , c che riprefero Pom-
R
i o C e Giovanni ,ed Andrca poterono, c doverona udk-
f&gare il Purgatorio, perche ragionavano inlicmc ,fe Gio-
vanni, cd Andrea ifiminati n e g a f f ~ oaver udito Pompeo di-
te , che non vi cra i l Purgatorio, ef?i Giovanili ,cd Andrca
.
fono gravemente indiziati, o convinti di non voler dire h ve-
ritl, e fidcc procedcrc contro dì loro, come di fopra 11rmi-
le anche fi dovrl fare guando il TeAimonio nel .iuo cfame cG
.
prdamen te fi contradiccffe nè fapefi rifpondere alle oppa-
Faioni , o ricufaffe di voler Tefiimoniarc , ed c f i r cfamina to,
oin altri cafi ,dove vf f o r i quakhe manikfio fegno di hllità,
o g p citato~ duc, o tre voltc non voi& comparire.
E4
24 Pratica del Santo Ufizio
Ed avvertati, che allora faranno compiteti' efame , C Ic dcpof
zioni , quando iì fapranno , e faranno scgiltratc in ProceiTo
o
-
l' infiafcritte cofe ,cioC .
Il Delitto, come EreTra ,Bcfkmmia, Incanto, o altro tale.
11Dclinqucnte , ciot qucUo ,che ha detta i'&Ga, Bcacmmi&
to , o fatto 1'Incanto&c.
- I Coinplici, cioè le Pedone, chc ten no Ic medclimc Erelic ,
P
o to ovvcro ajutato,
ed hanno in compagnia c ~ ~ r n e f f ddit
coniigliato,&c.
,
Il luogo, dove fir fitto il delitto
I1 tempo precii'o, quando fu fitto,
.
L' occalionc ,con che fb fatto.
14 numero delle volrc , che fu fitto.
11 modo precifo ,come fù fitto, e gli thumcnti che f fow ,
adoprati , come negllncanti, e Sortilegi.
Ed ulamamcnte i Tcltimonj , alla prefcnza de' guaii fu 6.
E pcrche i TcRimonj fono di due forti ,alcuni, i quali hanno VC-
duro il delitto ,o fentitolo colle proprie orecchie, ed altci ,
clie I' hanno udito narrare, i qaaii comunemente fi chiamano

v@, &de quelti ;eccetto


un*infamia, o voce Quando
ficominccrd f-re prima ad
.
aver Ia vcrith id facilmente.
i TC irnoni, co-
ruggine d'animo
i.
tutto quel 10,
o rifulti in fu0
fivore ,n& CoffrirA giammai, che a partito alcuno fi divida il
detto loro, che dee per ogni maniera elkr f a p r c indivifibilc
ANNOTAZIONE.
Qando fu1 principio dell' efame r' interroga dal Giudice i ~ cop/car
k N' cioè il R m
nominato dal Denunziante,il che maffime ud praticarfi quando 11 tratta di delitto anni

9 r,
prima commefi, hri piii efpediensc di ok&uire con Intmegatorj p i d ~ m l dii quel-
Li di fopn efpoiti per i s h ire o ni 10 p o di fuggeflione V.G. cari dire: d n copfiaa
,
N. N. j i c i f p o n d d o ~ c R i m o n r , che lo conofce iì p o m ~innimgue 4 . .
riifuenSYF diffe N.confw&tw& 4 o c c c o~ n / . b u W ecm di80N.e i r
ak
*
Se codda Parte : 2s
così f u c ~ ~ f f i ~ M&n0
,R
telrdarir t r de M,Jniir~i&c.e t i t ti!le I i ~ r r o ~ a z i a -
ni pid fpedali C e li vedranno diRefe in appreffo
,
Q-ando il TeRimoniq che nega enire informato delle cofe foprr f e quali viene ;m
terrogaco,ed anco ammonito come fo rb il fl,Bt/Fbi difio,Wc. reRi convinto da pid Te-
,
Aimonj di fàperle dopo fattqli la C/' e- ammonizione perfiflendo nella negativa, in
vece di reiter i I'altra ammonizione c o ~ ~ e n unel t a g.lièguente: Iferur mnitur per
D. m.p a r e r g , che pr difporlo i dL. Ia reriti poteBero conteflarfegli le Dcpofiziw
ni degli altri Tefìimmj,& 10 n o m i m o parti opportune;kpprefi per&li loro no-
,
ai, e le eircoltanze ci le ne pde mnire in cognizione con fargliele leggere.
w n h r m e li pratica I
S. T r t b d
di dire il contrario ai depoffn da
Rei ; e rimprovarugfi, come dunque adira
ed cfmmlo di bel nuovo 3 fgravare la ~ U L
&cienza, e dire liberamente la v e n a : m m a d o G di caufa di Fede,qitata nel
,
S. Tribunde in cui non fi ppd preiumcre =h
deporre il Mfo
,gli dai col giurame~toabbnao volata
Ed acciocchè li Giudici delle cade di Fedorcflino meglio inhutti del modo di ricmem
Ic Denunzie ,cfaminare li TeRimonj ,e compilare erknimenre li ProcelTi informati*
, P
vi in raiicaufe v alla regola datano in gensre come opra dal P. Maffini fi aggiu ma ,
uelle che diede aile Stampe fo ra diverii capi articolui er inflruzione de' iioi?ica-
8
Foranei il Padre Fra ?'omrnrL Menghini dcl9(kdine
,
4'
Prodicatori giì In uifiiora
d' Anrona e poi di Ferrara coii' Annotazioni fatteli Cotto aicuna doHc medo ime &l 4.
.feguentc tenera, cioè,

Modo di ricevere la DmunGa, ed cJa;tptinare T&imod


&pro le Bcflmrnie.
I IAvanti diognicoJa/inotaiC' P R I M A DENUNZIA
giorno, m e j , ed asno . DI B E S T E M M I E
x. Die 5. Junij 1682.
2 Sifiriverd k comparfa perjò- Pontk perfonalidr com.
dale del Denunzinnte , la prejn-
za del Girzdice ,i l luogo ,dovej?fa
"S parui t cordm Admodu m
*

I'efame, e laprejènza del Nocaro


0
. Rcv.Patrc Vicario San& Officfi
Auximi , exifknte in propria'
cdla, in meiquc ,&C.
3 a r c a i l Denunziante /i noterd 3 Titius filius quondqm Bc-
il nome ,padri?, cognome ,pa- rcngarii Cedrari dc Neapoli ,
-trin ,età ,efircizio, abitazione, ztatis annorum quadragima
e giuramento ; e q e f l e cojè dmrd circitdr, Mercator, dcgens dc
impnrare a memoria i l Notaro, pracfenti in hac Civitate Auximi
quando non le fa ; e circa ilgiura- fub Parocliia Majori j cui delato
mento auvertird il Vicario difarlo juramento veritatis dicendz ,
pendere tutto ,ci02 taais Sacris guod pr Riti t mais Sacris lite-
iiteris ;eJendo que/30 l' O r d i n e
&la $ocra Cwgregazione . f
ris, expo uit ut intia .
48h ,
:r $6 Pratica del Santo Ufizio
+, Si awert%ddi far dite relcor. + Sarà un'anti& nbn mi
po della detjunzia ,per t x ~ i t n r c l do il giorilo prrtciiò, nC il Mefe,
tante It?teriogazioni , il tempo ,i C era poco avanti, o poco do-
luogo, i /6monj ; I occajia~edel- po Pafqua Rofata,chc riciovan-
/e BeJi:ww:e ,il ngmero delle ~ 0 1 - domi in Piazza, vicino 3116 Por-
t e , cirufi dellafiienzn,lacor- tadellaCittAdcttala PortagrZ-
rezjone , fi pur fu fatta, colla dc , t.erfo la fera , giuocavano
aifioi'fo del Reo, ed il morivo, che dalla bandj fin iRra di detta l'or-
pbn j p i ~ t odi venire al Sorto v&- Meirlo Belloni,e Florido Ga-
rio Sapoi /iScorderà il @#dice A; lanti , con Bcltramo Agoiti ,
farbjegaue qualcb'una delle fud- tut ti Calzolari al giuoco de' Da-
dette civcoJi'at~ze, all'orampplird d i ;E perche Beltramo pcrdeva ,
.o#quelle Interrognztoni , che fa- diKe in collera quattro,o cinque
ranno necefarie . S i ofervjno voltc P u t t a m d i Dio ; e 10 fo
kparole ael principio della derrun. perche ero prefrntc , e i' udii
sia ( Non mi ricordo del gior- col le proprie orccchic Beltra-
no precifo ,n&del Mefc, ma era m o fu riprefo da Marzio ; ma
.
poco avanti, o poco do o Paf- Beltrarno in vece di corregerfi ,
- 1
u3 Rofata ) percbe J eve far diffe , non mi rompcr la Telta ,
%e al DeaunPianre il tempo pib fc non vuoi , che ti dia una pu-
pe~@ , cbe fi può ;p non fi ii gnalata ;e fon wnuto ad ifcarì-
giorno , dica la Settimana , o i) carc la mia cofcienza d' ordine
W g e ,o la Stagione ; e ciò per del mio Confefforc
Jirvir-ne il Giudice ne# epme &
.
Te/timonj ,
5 S i fa quepa Interrogazione per 5 Int. An fciat ,vcl dici aadiè;

rolle Beflemmie .
Japere ,/è Beltrumo#a a b i t ~ a t o rit , diaum Ikltramum ali&
blafphemaffc ?
Refp. Io Padre non fìò, n& h o
intefo d i r e , che Beltramo altrc
volte abbia beltemmiaco .
6 S';rrterroga h quefla rnanjera, 6 Int. Quare tarndlù d i f fuIerit
per farlo auocttito ,accid un'altra denunciare in San& Officio
woftafia pia fillecita ; e fa anco dieum Bcltramum t
per vedere, jèpa caduto nellafio- Refp. Non fono venuto pri-
munica per #on aver denunzioro ma, pcrche non ho pcnfato d'Ci=
.lEditto MS#ntoV'sio .
dentro il termine ,cheprgcrivb faobbligato; ma avendomi poi
aperti gli occhi il mio Confèffo-
re, fon compari0 a hddisfirq
7 be 21 debito LIUo I - 7 . b ~
Seconda Pàrte
7 ,%gli &##n& della fama, per
. 27
7 Int. De filil? di& &]trami,
cgno/Èereil di lrzi/rato, ed unco qer tàm apud fc quàm apud alios ?
il grado deU abjuw ,/i &ve i d - Rdp. fkl ttamo è Uomo col.
mare n1 Reo ;percbefi la fama, krofo ,del relto non ho cola
cartioa /Ird gr? ,fard matare c ~ u i l s circa
alle volte il grado deli ' abjrrar ;
b m a fama .
rendedi Jo/petto dc vehementi
de levi.
cbi per altro farebbe mettof i o
8 e f l a lntermgazione dimas- 8 Iiit An odio, vcl amore, tìd
&,/C que/, cbe ba dep* il Denxu- fuper inimicitia ,difquc gc-
ziairte ,f ba depojfo per odio , cbe neral'bus ,&C.
porti a Beltramo j poicbè i# queh Rcfp. &C&$i
caJo i j f i o detto /i dimixuirtbbe di
credito j #ricever&5e perd con Ja
fua dirninaWo#e,; o /e i'ba depoyo
per amore ,cioè in grazia , oper
.
far femizio B qualcb'uno EJe &a,
oppure ba aatutt~qunlcbe inimici-
zia ;Ed in tal cnfo J;fa eSprimer /a
c aJI~delridimicizia ,e/èSegu>la
recotzciiiazìone,C quado ,e come
flatztzo diprejnte Percbe le altro
coje generaii , s'intende ,cbe ben;
pofiede ;fij? cotzfe$Co,e I; comiv-
P
rica, e da cbe tem o i n qwd non
l b afatto ; j è gli 2 am dato, opro-
'merocofa verunaper quep e@mc ;
fegh è@o derto,o iMgnato quel-
ju ,cbe doveva dire ,e cVee/imili ;
l e quali cflegeneralijfaranno di-
re aduna per u m , quando cifife
qrralcbefo/"pettodifnygà, cbe per
a h 0 non occorre Tante minuzie ;
&a/andodimanda* delf odio ,del-
ramore, e dell'inimicizia ;quanrkr
tutto vada bene, cbe non ciJa oe-
rrrna di qice/Ie tre coj ,/ifajri-
gm. Rdpoadit ReQè .9 4 Dr g Qui-
q 28 Pratica del Santo Uffizio
9 kfquello J cb'avrd denunziato, ,
9 Quibus habitis & accepta:
JF dard il giuramento di norz urla- tis,dimilius fuit,juratus dc filcn-
fio : Ed in
5
ve con alcuno di quello avr depo- ti0 , & ei perletta fua depofi-
gravi j p u ò ag- tionc, fe fubfcripfit .
giungere la fiomunica ,ed anco Io Titio Cedrati affermo
,
fa pena pecuniarin cb' alcunifli- quanto di fopra mano propria.
mano piA delle pene Spirituali . E fi non faprd Scrivere fi
Sempre jè gli fard leggere dalNo.. noterd , proùt dixit , cuin nc-
,
,
saro la Depolizione ,jiccorne s ufi- fcire t fcri bere fecit fignum
r$i-
r d in t u t t i g l i efamijano de' .
Crucis
monj , delk Rei;altrimenrti r e f i - Signum CrucisaTitii Cedrari.
m e non 2 da Dottori J)imato mai
compito.
IO La Legalità , o J a f i t t o j r i - IO A&a funt hzc per me Cur.
zione del Notaro 2 necefiria tal- tium Signanum Officii
W o n efarebbe nulla . ,
mente , cbefinza di efla /a Depo: Notarium. --
Le cofe generali notatejn qul jf
avranno a memoria per le Dennn-
sie&4uenti, per non le replicare
tante volte, quando J? faranno /e
,mede/ime liiterrogazioni .
I Il Decreto J? fa per la conti- D E ~ R E T OPER L' ESAMG
suazione della Denunzia colle al- ,
zre parti del Procefo; acciò i / Pro-
TESTIMONJ
Eadem dic .
.
ueJo mede/imo appajn ben conne/:
So. E per cnmmi~znreconjgretezza A Ttcntis fupradiais, Donii-
nus decrevit,& mandavit
n o s occorre/empre far citare i re- TeRa informatos citari,exami-
.
P m o n j ; ma ordinare al&ìZanda- nari, & Procefim fabricari.
pari0 ,cbe vada a trovare il r e f i - Ità efi Curtius Signanus San:
.monio , e g l i dica, cbe il Padre OfficiiNotarius
Vicario del Santo VjjTziogli ~ u d
,
dire unaparola ed arrivato refa? CITAZIONE.
mini.
2 @#do poi facefe q f ' e n z a ; E mandato Adinodum
' ~ f j o/ir mandi
~ 'D
la Citazione ;e l a Rev.Pa tris Vicarii San-
formaji ~ e d r dqu) dirimpetto. $ &i Otficii Auximi , przripitur
far2p~efintareinproprie mani del Tibi Martio 13ellon0, quatenùs
?'$jnroni~,.- O- ji -lgcgd #ella fu4 fpatio
- -@h
.- unius dici, ab haruni tibi
fa.
Seconda Parte. 29 1
Gfi; e trrro colha figretezza faaa przfentationc p~rfonalii
perìik. Si metterd nella Cita- tèr comparcrc debeas cor4m
zipnz un termine competente aJ eodem P. Vicario pro intere&
Tel)imonio per comparire j con-- Sanai Officil ,&C. & hoc in, &
derata la q.yalitàdellaperjòna, /a fub p e n a aureorum dccem
,
dganza del livogo e l' occajone Locis Piis , in cafu conrraven-
.
del negozio
Avvertirò perd i2 yicario di
tionis ,applicandorum , ad ar-,
bitrium przfàti Yatris Vicarii,
xon venire in niuna maniera al- nec non infuper, & hoc in fub-
Pejame de' T@monj,jèprima non fidium ,fub p-a excommuni..,
merd mandata la Denanzia 01 cationis ,&C.
Padre Znqtrqitore, e non avrd rice- Et in eventum non compari*'
uuto da eflolui I'ordine d'efamina- tionis pro prima die fequenti,ad -
.
r e i rr/firno~ajmedejmi Potrà
per8 , qmndoporm-d i/ c a j , vj-
contradicendum nc condemne.
ris h poenam fpreti przcepti.
jtnre ,e dejrivere il corpo del dea Dat. in nofira madione dic j<
iirto , ncciò nonfacendt$Jtrbito , junii I 682.
,
aon porri il pericolo c,bt? F Ita eR Curtius Signanus San;
&i Officii Notarius .
P@ fur p# Formata cbefarà la Citnzionc
il/ qivejh, ofiilgujJa ,/i ordine-'
rà a2 Mefo , che la pre/enti, e Ji
farà apparire nel Procego que/t:
ordine, e cornmiflone con limili
parole.
Przfitus Admod. R.P. Vica-'
rius cornmifit ,& impohit, ac
mandatis dedit, & dat Bal-
duino de RuRicis Mandatario
przfenti ,quatenìis ex fui parte,
& mandato vadat, portee ,& ia
fcriptis det Martio Belluno co-
piam citationis profata ,& C 0
pcrionalitèr non reperto , di-
mittat ad domuin fuae habita-
tionis, &C.
Ità eR Cuttius Signanus Sani
&i Officii Notarius
,
.
E dopo cbe fard JZato Pre:
3 Sc &i:
30 Pratica.deiSanto Uffizio
fintotu la Citazime ,Jt rrgi/kì
nel Procefi ancora la r g l a z i ~
del Marrdatario cod , .
Dic 5. Junii 168%
I

Balduiaus de Ru-
P RzdiQus
fiicis Mandatarius S.Officii,
, rcdiens ,rctulit przdi-
jcns &
60Adm.Rcv. Patri Vicario, &
mihi Notario infiafcripto ,k.
rzfentare perfonalitèr Martio
iibi traditam .
L l l o n o fupradiao Srhcdulam
Ita cit Curtius Signanus San-
& i Notarius
Officii
E quando non
.
t r w a l e ìa
PerJona ,/i dovrà afiggere , o la.
fciare nella propria a , dice#-
do nella Gtazione : e przfen;
taffe ad Domum habitationis
[
Martii Belloni fùpradid i, Schc-
.
dulam fibi traditam , & eam a 6
fixiffc reliquiffe ,& public ai:
fe, &C.

E S A M E DEL P R I M O
TESTIMONIO.
Die 6. Junii I 6 8 A
Jìrd citato ,/i
j Se i2 Te/,immoll;o Itatus Perfonalittr corni
roterd, citatusperionalitèr com- C paru'it coràm Adm. R.
paruit , &C. fijirrd cbiamato ,/i p. Vicario Sanai Officii Auxi-
dirò :Vocatus &e. fe non farà n2 &i exiflente in Sacrario San&
citato , cbiamnto , ma oer- Marci, in rneiquc ,&C.
r d da d ;firiuerd il Notaro ;NCC Martius filius Arcadii Bello;
citatus, nec vocatus perfonalitèr ni de Piiàuro ,aetatis annorurn
cornparuit , &C. E queJla dot- vigintifex ,exerccns artem Cai-
,
triaa s' intender6 mco del Reo, il ceolarii habitans Auximi ,fub
Puo-
qwale
Seconda Parte. 31 t
gitale pad tonopar~re,o cbiarr~ato, Parochia minori :cui delaio ju-
o citato, oppure da rè ,n2 cbiatua- ramcnio vcriiatisdicenda,quod
10, n2 citato . -
prziti tit taQis Sacris litetis ,fùit
per. D.
+ W n d 0 ~ef7a m i ~ arrx TePimo- 4 Int.' An fciat , vcl imagine-
nro ; sempre per la prima interre tur caufam fuz vocationis ,&
.
gazioneli fa que/a AltriJÒgliono przfentis cxaminis ?
iacominciare con dire ;@omodd Rcfp. I o non io,n& m' imma-
huc acccrcrit ,an citatus , vcl gino la caufa ,per la quale V. R.
vocatus, vcl fpontt j epet lo fe- m' abbia fatto citare, ed ora mi
conda Interrogazione fanno poi voglia cfamiaarc
que/la del numero 4.
.
5 Nella fico& Interrogazione 5 Int. 'An.cognofcat aliqued
J Nrrmerano nlcuai delittifiettanri Hzreticum ,Sortilcgum ,Blaf-
al Sar/to 2rflzi0, e J mette delrtro phcmum, Poligamurn, vcl quo-
quei delitto, cbe J? (un cercnndo 5 modolibct dc Hvcfi fufpe&um$
Rcfp. Io non conofco alcuna
.conrrcfi t? fatto nelfaprejnte Inter-
rogazione , in quella parda Bla- di qucfla forta di Pcrfone
fphcrnum . .
6 Si fa la terza Inferrogndone 6 Int. Ubi fbcrit anno ciapro,
per fapere;/e il Teflimonio ne/ te* quid fccerit , & cum quo, ve1
po del delitto era i n CSttà ;E /i f q qui bns fuerit folitus converiari?
rerzdme ragio~e de' Luogbi , nd Rcfp. I o tutto l'Anno paIr3to
quali L Pato nelle converfazioni , Ai in Citta ,fono Calzolaro, ed
e deile opernzionifatte ;accib ven- ho attcfo a fàrc le Scarpc;Scbbe-
ga a confif~re6 aver gigocato nc non manco di pigliarmi vcrh
.
r e i luogo , e tempo del delitto, ed la fera qualche ora di diverti-
ovwlo fatto colk detti Tefimonj mca to colii mici compagni.
S e confiferd ne' Fddetti lnogo ,o
tempo d'aver ginocato con iyuddet.
ti, I' inoltrerà ad interrogarlo; A n
dieis loco, temporc, & occaiio-
ne perdcndi vidcrit aliquam per-
fonam irafci, Epoi :Andittìs lo-
co,tcmporc, & occaGonc audie-
rir ,aliquarn pcrfonam irafci, &
blafphcmare ,k quatcnùs ,&e.
.
nominet Se dice di S I , /i ordini,
&e rifervca ìa quali~ddella q-
Jem-
C,
32 Pratica del Santo UEzio
jlemmin ,il nsmero dellt volte, e f i
fu corretto: &#do poi dica d i n; ,
/ì vada interrogando colla Interro-
gazione, cbejegue numero 7.
7 Siprende motivo d i f a r quejfa 7 Int In ~ U O ve1
, quibus cxa.
Interrogazione da quelle parole del citiio foleat fe divertere, & qua-
T$imonio, cbenonmanca d i p i . tcnus &c.cum quibus fwiis ,
& in quo , ~ $ 1quibus locis, &
gliarfi ve@ la /era qgalcbe ora di
divertimento colli fioi compagni.
E que/)o 2 il vero modo d' interro-
qua hors .
Re* IOmi foglio divcmitc
gare ;pccome il vero modo (b' ar- nel giuoco della Palla , dcllc
gomentare dpigliare i Imotivo dal. Carte, e qualche volta anche a
kpnrole di quello, cbe r@onde. .
Dadi Si giuoca alla Palla da u q
capo alì'altro della Piazza; ed
alle Cartc,e Dadi fovra una Pi-
tra grande eretta daila banda ii-
nifira della Porta della Città ,
detta la Porta grande, ed i miei
compagni fono divcrfi ,in par-
ticolare Marzio BeIloni ,c FIO-
rido Galanti ; c foglio giaocar
8 &IJdimanda delgiuoco ,cbe 8 Int. An meminioit anno
.
con loro fu Ic vcn titre ore
fu occifione deZZa Bejtemmin, ; prxteri to c i r d Solemnita tem
avendone dato motivo il medemo Pcntecoks ,hora vigelima t=-
Tflimonio con dire, cbe j f i o l tia circitèr, k lufi& fuptr di&
divertire nel giuoco della Palla, Petram Taxillis,& quatcnÙs,&~
delle (Xrrte ,e delli dadi; e s' inter- cum quibus, &C.
,
voga del kogo ck'l uella Pietra 3 Reip. IO non mi ricordo prei
1
r deltempo, ci02 de l' anno, e deC
l a Settimana ,e del/' ora digfuoca.1
cifamente di ucllo , che lei mi
5
dimanda ;ho en memoria, che
re;e tatto que/oJ l fatto per fargli l'anno palfaro giuocando io alli
nominare i compagni ,<fine di Ja- Dadi un gioriio vetfo h fera CQQ
pere,/ejia e& vi 2 j j B$emmjgto- due miei compagni J pafsò una
rc ,g b e j ricerco. - Donna per nome Marfifa c o n
un mazzo di Rofe, e glielo levai
di inano, e ne prefi una, refii-
tuendo l'altre ;e da quclto rica-,
9 L'+ v01
Seconda Parte . 33
vo ,che poteva eFcre , o poca
avanti,~poco do o Pafqua Ro-
B
Sataji;gualipoi fo ero i mici com.
agni , lo non mc ii ticordo
&ne , ma itimo iicuramente ,
chc folliro Florido, e Beltramo,
colli quali foglio giuocar pih
fjxffo, cflendo ancor cffi dcllrat-
te mia.
9 .E fntmogazimi Jfim~ ,co- 9 in t. An di0is loco ,tempo-
minciando dalgenere, e dijicenden- tc ,& occafione rdendi ,ali:
gr
dò n11a /pecie, e poi all'individ~o, qua pcrfona blafp cmavcrit Z
come /i vedrà neile tre Interroga- Rcfp. Io non mi ricordo, che
zionì ,cbejèguono ; e qd ficomirr. ne' fuddetti luogo, tcmpo ,cd
cia dalge~ere,cioèfe nlctznaperfì occafione di perdere alcuna pcri
sa- abbia bejlemmiato ,Senza di- f o abbia ~ beltexnmiato
,
fiendere ,n2 Dio rs2 la vergine,
rr2 i Santi.
IO &i?@ 2 una Znterroga$oora IO Int. An diais IOCO, tempo-
in/pecie, percbe r d$m& aJ& Be- re, & occaiionc perdcndi aliqua
L $r
Jtemmia contro i o , otcnk @ere crfona blafphcmavcrit con tra
corno k V?rgirr, $mi. &um t
Rei .lo non ho fentito ne'fud-
P
detti uogo, tcmpo, ed occa fio-
nc di perdere alcuno di quelli,
che giuocavano, che abbia b+
Remmiato contro Dio.
iI cinr aI~I'ieirogad& I I ,Inc. ALI di& loco , tem-'
#e rireK indioriduoj cidJi &ma&, pore ,k occafione pcrdcndi ,
/e ba detro Puttana di Dio, quacL' abqua pcrfona ira pcrcita bhf-
tro ,o cinqrir wltr ,e p correrto phemavcrit contri Deu m , di-
abbia ~;&Jo, CO.MQII~/&~ cendo quattr ,aUt quinquiksf
Puttana dì 'Dio; & monitus ab
uno, dixcrit ;Non mi romper la
T g a , fi non vtvoi, cbe t r diaz
wna pugnalata .
Rdp. Io non mi ricordo, chc
. nc'fuddctti luogo,tcmpo, ed oc-
,
afione di perdere alcuno in
ra si E colicr
Pratica del Santo UBzio
coìicra dicegc quattro,o cinque '
volte :Puttana di mio , c riprc-
fo,abbia rXpoRo,Non mi romper r
Ja te/a ,jè non V , U O ~cbe
, ti m
.
m a pugnalata
x 2 S!fd q#$# htm~ogaaio~e I a Et ci diQo, in Procclliu ha-
o i n b z a per premere il ?é/fimO= bcri diQis loco, & tcmporc ,&
xio a dir ki veritd ,cbefir- nega occafionc p d e n d i , aliquais
per farfirvizio , opet non aggra- pcrfonam ira pcrcitarn dixiflc
uare ilfio Chmpagno . %
uatèr, aut quinquib; Puttana
Pnrerd ad akuno , cbe a v ~ t i Dio j & monitam , abbia
. aifar l'inranza ,come nel numero rifpofio; Non rni romper la teJu ,
I 2, /idebba venire prima a qwe/ilr /e non vuoi ,cbe ti dia una pugna-
Interrogazione ,nominando Upre- k t u .
t q o Reo; an diais loco ,tempo- Quarc dicat ingcnut verita-
r e , & occaGoac pcrdendi Bel- tcm ?
aamus ira percitus blafphema- Refp. Se nel Proceffo li ha ,
verit contra Deum quatèr ,aut che ne*fuddetii luogo, tempo ,
uinquiks , dicendo, Puttana ed occafiont di perdere alcuna
l i Dio, &C. ma nonfipud d@e#- perfona in collcra diccire quat-
dere a taldirnon& , percbe con tro ,o cinque volte ; Puttana
efa/iverrebbe a ~ ~ J i t uBeltra-
ir di Dio, cd ammonita abbia ri-
mo nei numero delli Rei, eppnre f ORO : Non mi romper Ia te/@,
-
! non vuoi ,cbe ti dio rna pugno
rqn / i p d ancora ;non avrrdo con- J
.
tre di sd #egli atti ,fi non il detto lata
Denunziante,iI puak non vak 10dico, che non y di i niente.
deldette di Beltramo ,#fendo
il detto di Beltramo xgwale aidetto
del Denunziattte ,per efler fi q#)
.
dellafin buonafama E
non b anco udir0
in giidizio , e centro di lrri no*
8; 2 cbe rn Tè,t?imonio, queJ?oJdo
l o p d porre nel rrumero delli
Rei 8 non confifa Illi ;o il&
tondo 2"tJfirnonio da sè mede/mo
colle Interrogazioni non
depone, cbe Beltramo ba beflem. ,
ariate @//orapoi mndB/ì duc,
Te-
. .
Seconda Parte
?+/fimo#ir n i f ì m i , #CM' efimi-
. ' - 35
\ sare il tnmjipud l i b e r a m c ~ t b
alla detta I~terrogazione
; egendo due Tejlj-
tnonj f~fiievxti a porre Beltramo
se/ nnmeto de'Rei .
I 3 Sjafietta a fare quelfi4mm- I 3 Et monitus ad fitcndam
aizione nel fine deltejàme, come writatcm, ut fuprd, ndm fi pro-
la pia eflcace per fare r@l~ereil c d u tcmporis SanQum Offi-
Y'imonio a dire la uerithe qran- ciun1 vcncrit in cognitioncm ,
do nonJ r@va , il Giudice avrà quòd ipfc Examinatus tacuerit
fatte lefueparti , e lafierri il Te- veritatcm , punkt ipfum Exa-
Jjlimonio in-pace. minatum tanquàm perjurum ;
& modd incidit in excommuni-
cationcm, a qua non poterit
abfolvi , nifi ab codcm Sanao
Officio
Refp. Ora mi ricordo, che
l'anno parato, C doveva dfe-
re intorno a Pafqua Rofata, per
la Rofa , che prcfi dalle mani di
quella Donna, giuocando Io
nd fuddctto luo o con Beltra-
B
m o ,c Florido a li Dadi, Beltra-
rno,pcr la gran shrtuna ncl per-
dere, fi pofc a beficmmitre al-
cune volti contro Dio ,c dilfc;
Puttana di Dio ; uantc ~~o
9
lc VOI%, non mc c ticordo : .
1.4Pcrcbe il %j?i~onio rctla 14 Int. An &Itramus d i a h
vi@/ra k /a&iuto di dire que/ra loco, tempore , & occa tonc
p ,I'
mezzo de C Innrrogazione
cìrC@nzll .
&o J fa fiiegare fucrit ab aliqua, ve1 ab aliqui-
bus , pcfinis objurgatus , &
quatenùs, &C. Z
.
Rcf Io fbi quello, che gri-
dai a kltramo, ma lui mag-
iormuitc fi adirò, c minaccio
%
darmi una pugnalata.
I5 p- 'E2 13 rn-
Pratica del Santo Uffizio
W a r z i o , e Florido i5 Intcrrog. De ptzfcntii~s,
farebbero pIP cbe Jnflcientj per uandd Bcltramus protulit di-
provare il delitto ;n a percbepxò %us BlaCphemias , ulul. Flori-
gfer,cbe Fiorido no# anco eJamna- dum ? (3

t o negbi aelì'efame, Jfa nomina- Refp. Ci erano molti, i quali


r e a Marzio qualcbe altro Tefli- h v a n o a vcdcr giuocare, ma
monio da poter! @minare, fèppure non mi ricordo quali foffero
ci era, e J2' ne ricorda 3 e nelle
.
caujè pirlgraluij?proc#ra di accre-
fiere il numero de'
bene impinguare il
aggravare il %o.
16 e t o alle due tlltime 11- 16 Interrog. Dc fama przfati
tewogazroni , /i veda fulprinci- Belnami tàin apud fe , quàm
pio, nelfine della Denrnzh, ciò , apud alios ?
cbe si 2 oflervato ;JI lafiia di ripe- Rcfp. I o tengo BcItramo
t e r e per non tediare, e non con- t buon Crifliano ,C per ta-
. P $
fondere i Vicarj Lo fle o/i dice e t fiimato comunemente ,
d i tutte le C@ genera i toccate Scbbeae la collera Io fece pro -.
nella mede/;ma iuenurrzia , alle rompete in quclle Bcltcmmic
quali fimpre il Vicario s'intende-
r d rimeflo.
17 Int. An adio, ve1amore, &
fupcr Inimicitia?
Refp. R c a t .
rs &nndoJ tratta del D e n u w I 8 Qvibus habitis ,& acccpta-
hinnteli dkcperletta ci fuaDcpo- tis dimirus fuit ,juratusde filcn.
fitione ;ma parlandoJdel Te/limo- tio ;& pcrleQo ci fuo examinc
nio,li/CriverJ;perleéto ci fuo exa- k fubfcripfit .
pJinc, Io Marzio Belloni affermo
quanto fopra di mano propria
AQa fuat hzc per me Cur-
.
.
tium Sigttanum Sanai Officii
NotaNu
Seconda Parte. *

ESAME DEL SECONDO


37 )/
TESTIMONIO
Eadcrn dic
&#do i l j i d o TCl)imoxio,r 1
gli altri /i efaminano nel medemo e
giorno, dirò ;Eadem die in ma-
nc,vel eadem die poR VcQeras ,
.
&condo, &e farà C' ora Se poi /i
efaminerà rno dopo l'altro ,/i no-
tst.8 ;fuccefivè, ovvero incon ti:
nenti, oppre imrnediatè :Voca-
tus,pcr Conalitèr, &c.jèJarS Z'iJfep
fo ardice, e I'i/lefo 11rrogoJfa: C*
r=
ram,k ubi fu a, &C. majèJ va-
via ì'rno ,e 'altra, ed ambedue,
b@gna variare amo leparole .
a 8- 3 relh'mo~i~ fv-
non/ 2 Vocams pafonaìiibr com.
$"e ciraro ,ma chiamato e r -t ,& ubi fupri, in
dicc Y O C ~ ~ W&C. , Raciniic,kc.
Floridw filius quondam.A
cadi i dc G~lmtibusa Patavio ;
ztatis annorum viginti quin:
,
quc cxcrccns atcm Calceola~
,
t i i dcgns fuper Parochia pul-
chra 3 cui dclato juramcnto VC-
ritatis diccndz , quod przflitit
t a a s Sacris litcris , fùit per D.
3 Int. Aa fciat ,vcl ima~inc-
tur caufam fuz vocationis G ,
pracfentis cxaminis Z
Re@.Padrc sì, Io m'immagi-
no ia cada, pcr la quale V. R.
mi ha fàtto chiamare, cd ora 16
vuol'cfaminarc .
4 ?&tele voke,cbe il?kfirno#i@ + Int. De caufa a fc c o p i a
i&d dihpere , o d'immaginarj la hujus vocationis ,& cxawnis i
dellafin cocnziane ,e deip0 & quarc imaginetur ,fc &C v0-
q w e , gli deve fmqrga In- catum roptu cauhrn a fc ad.
I~rbgazioneperfmprire fi ,
Ti?
B
dsfen arn 2
Refp.
Pratica. del Santo Uffizio
)#38.o
B i eb e
zjoae contro i/ enwnziato

b 'AgoRi , c m'immagino ,che fia


pcr ucRa caufa ;pcrchc, quan-
t
do izio Cedrari vennc a de,
nunziarc Beltramo,fÙ fcntito da
Chiodo Beccalupi alio Compa-
re, chc fi trovò a forte fotto la
di Ici Fcneltra,~fcntì tutto I'efa-
me ; e lui t quello ,che me l'ha
..
rifèrito
5 WC fino te c;rq?ame ,rbe
Ji dimandano a' Te/)itnonj ,qrran-
5 Int CY m ipL haminatus
faniis ftcrjt ,fe audiviffe Beltra- ,
do /i @minano contro di quakb' mum blafphemarc , dicat tcm-
unro ,cbe abbia bcJ?emmiato, e cb: pus, locum, occalioncm, quali-
efi dicono di averlo udito, tatem Blafphcmiai ,vice, cau;
fam fcicntiie , Tcfies informa-
. tos,& fifiicrit objutgatus ,ve1 a
qui bus ?
Rcfp. Beltramo bcltcmmid
l'anno parato nel tcm
f r
Rofe ; crche mi ricor o ,che i
Spezia i ficcvano i Zuccari Ro-
1
fati ;il luogo fii vicino alla Por-
ta grande dclla Cittd daila ban-
da iiniitra , dove li trova m a
Pictra S a i lar a , nclia quale
k
iuocavamo a ' Dadi Beltramo,
barzio,cd 1o;e per che Beltramo
pcrdcva,fi levò in collera,c diire
alcune volte, non io, fc tre ,o
quattro volte ;Puttana di Pio ,
,
cd Io lo fo, pcrchc ero prcfate
e i' udii :Fu riprefo da M u z i o ;
ma lui minacciò di dargli deile
~
.
l

pugnalate Oltrc Noi quattro,


erano altri, chc Ravano a Bc-
83
-1

6 der
Seconda Parte . 39'
ma non io dire
.
t
d# iuocare,
chi rero.
S e Florido dirò di nonJapeye, 8
n8 meno 6 imnaginarji la canJa , 3
pet. Za q ~ a l @@o
e cbkmato, e
&bba e f i e efaminato , /i p0h.c)
6 Sifa qnalcbe ~ o ì t 8 h-
intmrogars corine qn) apprefo
6 bt. Aa
.
cognofcat ,ve1 un-
rmogazione per fuggerire a l l u quam cognovcrit Martium Beli
memoria la perjòna del ,e de' lonum ,Sr Beltrmum Ago-
rCJimanj ; accib piirfittu venen- fii , & ua te&, qua tempo-
h f i a nominare il delitto colle fue
cir coJanze.& pga il Te/)imonio ri-
?
re, quo oco ,& qua occafione?
~ c f p Saranno
. cinque anni,
cordare , e del Delinquente, e di che c o n o f a Marzio , c Bclua-
quei, rbe furonoprqenti al deìit- ,e gli ho eonofciuti in
t o ; n8 qu$o modo di fuggerire 2
proibito :percbe no# fi Juggerijlce
fra Città, con occaiionc
no&' arte ,cffendo tutti Cd-
3iZ
il deìitto , ma folo le per-ne nude,
Jontane ,efèparate dal delitto, cbe
z ~ l a t i ,e Compagni .
&a commeflo il a o , e cbe banno da
P
t e $care iTe/h'monj j àpcrb vero,
c e qr/e/la Interrogazione /i farà
f e q w c daprincipio . 7 Int. An cognofcat aliqucm
Hzrcticum ,Sortilegum , Bla -
fphemum , Poligamum, vcl
uomodolibèt dc Hzrefi fdp
Ium I
Refp. Io non coaofco ,n6 ho
mai conofciuto uelte crfòac,
9 l'
n& alcuna di e e, de c quali
V. R. ora mi dimanda.
8 Perfar tCjlf;care ildelitto m- 8 Int. An ab anno c i t d un.
caduto E anno pa aro tzel tempo de- quàm difcclferit ab hac Civita te?
R
k o& alja fini ra della Porte,
%
gran e , 2 necefario covare dal(.
6 m del~ Tc/lirnonio,ca egli in tal
. Rclp.ln rutto l' anno paKat0
non foao mi ufciro da quefia
Cittd p= dimoru fuori i fc
tempo m a i x Città e fa colla qualche volta fono ufcito 1s
dettaj ojmile interrogazione. mattina, fa~britornato
-- __ 9 Si . .
. .
9 Int.
Pratica del Sahto Uffizio
il modo ti' interroga- 9 Int. An Gt folitus fc divcr.
,cbe ba t ~ t t otcre, in aliqua recrcatione ,& .,F
dimanda , j è G quatcnus, &C. t

jÒZito di diverti$, e ri/ponde~do, Rdp. Io verfo la fcra , d d p d


*.' nel giroeo , r'interrogn in qual aver lavorato tutto il giorno,
giroco ; e dicendo h uello de' mi pongo a giuocare con qual-
Dodi , J dimanda di %mPag#i, cuno de' miei Compagni ,ed
dsil~ogo, e quando cominciò a g i u e ollc VOI te con più
cure a' Dadi; e qrefl'~~/ltimu per fa-
.
pcre,fi aveva cominciato avanh il IO h&.@O ludo foltat ludc.
delitto, o quelJa volta, c b e j be- re#& ubi ,& cum quibus ?
Jemmid ;percbejè f$e dopo , no* Refp. Soglio giuocare alla
fire6be Te/?irnonio: a w t o qr@o,J Pana ,alle Carte, ed &i Dadi t
e occajione dibeJernmiare, C hrnpre in Piazza ;ed i miei
v j e ~ alt
1
cbe f r la perdita ,e poij d@ende Compagni fono Mtramo C ,
, ,
aiio Bc/iemrnioPeJa ed a qrello Marzio già noti a V. &
ebejègut . l

t I &ljidimanda diqrrlluogo, I I Int. In quo loco P l a n o iit

@-i@!
~ j t a t o ,e pre fatis fuk faciis .
cbe i 23ottori cbjamrmo locus lo- folitus ludetc Taxillis cum ptg=
ci ,cid il ljqgo I i-.
Req. Solcmo giuocare fopn 1
una Pletra poita dalla banda
f i n i R s della Porta grande dcla
Qttai.
~
l
12 CblF O E C O ~ I I&&
~ 12 1nt.A quo tempore i n c w . l
io quc@ IntmogaziwcJ r#)teran- tit 1udumTaxillorumfuper pr
ao quelle pamk ;bo detto , fiam Petram cii fociis,ut fupr
&C. 2 dctro cor2 per #o# calare Rcfp. SarA un' anno incirca,
qxelZe altre non berr ; N o i che cominciaffimo a giuocare a
, ero
.- @q
pratno <rd ipcendwc, Da* noiquat<ro;&Q d-0 m- ----
cbe &
- 0 '

Seconda Patte. 4.8


ie noi tre; ci06 Beluamo,Ma?-"
.&e ne' Proce~~drvo,ano
fu&girc,
e j p u ò & cafature : e tro-
!vare qgalcbe ripiegoper non ca a-
tio, ed Io.
I 3 Int. An di&s Ioco, tempo.
ie> e a n d ofmivo-nel Sant*
@o di %ma ,zfi era #no di q#ei
d SC 8 & ludo aliquis perdiderit ,
& quatenus, &C.
'

Signori Conceffieridi tasta fili- Rdp. Certo è. che h quel


,
cità, rbc non caflava d mafi- giuoco qual& avrkperfo,
pre in qgakbe m o r e trovava i/ chi poi perdere, non mc lo ri-
. e nonfipop cordo ?
f i o ripiego M e ~ t r poi
fa di meno,/icafi in modo, cbe t ~ p
re Ic parole /I p g n o leggere, pet
no# darfijpetto aifaparte .
14 Ewo d' Iraterrogadone iagc. r4 Int. An di& loco ,tem-
-pere porc ,& ludo aliqua perfona
padidcrit , & occafione per-
dendi blafphemaverit ?
, -- Refp. Io non fo ,che nc'fud-
detti luogo, tcmpo ,e giuoco,
.alcuno perddfe, c con occa-
fione di perdere befiemmiaffe
t Interrogueione ;n s 5 Int. An dieis loco , tem.
.
ficie
1 s Si
. . pore , & occaiione ,aliquis ira
percitus blafphernaverit contra
. . _ , .Dcum?
Rcfp.10 non so niente di q a d
16 Si oferé,i fitmoga2jone ;n

,
zione efua rVp/ia.
'

.
tanto, che V. R. mi dimandq:
I a Int. An diais 10~0,
?n;dividuoqi~antoSllc Bc/etn*ie, ,re & occaflone aliquis ira
'numero &iie volte ;ed alla corr& pcrcinis bldphcmaverit contra
Deum, dicendo quatkr , aut
tempo-

quinquies Puttana di Dio ; &


C o b j u r ~ t u srefponderit ; Non
1 ,nii romper la. teJa ,fe no-
. w o i , cbe ti dia rrnn pugna-
lata ?
Refp. Pud efirc ,che ne' fud-
dctti luogo ', tcmpo , -ed occa-
fion~qualth'unode'miei Com-
e r ,
. . - '7 &CI ' pagni in colicra a b b i benein-
&.. F dato'
-.. Pratica del Santo Uffizio
rniuo contro Dio, dicade i
Pnttana di Dio, e rìprcfo abbia
riipolto ; N o n mi romper h/
,.
Tcfta ,fc non vuqi ,che M i a
una pugnalata ;ma io non mc
71 -
i:
ella fatewogazio#e b i# moria
?quanto al delitto ,e nu-
lo ricordo, c vorrei averne mc-
I ~ q tAD . di&is loto tempo-
:volte, c quanto d a p ~ r - re, & occafwnc Beitramus ira
.
f G .'

.
- h . ,! ~ t l t r a a oW d o qu) percitus blafphcmaveritcontra
>tratta delgenere ,fiec~e,ed in- Dcum, dicendo quatcr , aut
dividuo ,rzonr fi pigliano in quinquies : Pwttara di Dio , dc
hgico , O ntetajfico , no# confde- dobjurgatus, rcfponderit:Noo mi
rando/i q*) le noture a/fratte,comq romper la Teita ,Cc no n vpoi ,
fasno ihogjci ,kiMtpraf;/ici: mali che ti dia una pugnalata.
prende iigenere per una cqa co- Refp. IQ non mi ricordo, che
mune ,e totale ,Za/pecie er una Pcitramo n t i detti lu 0 g 0 ,
/'
parte di quel comune ,e ' indivi- te* o , ed occafione in colc-
E
duoper una parte di quellaSpecie , $a a bia befiemmiato, dicendo
comeJprò vederein qude tre I#- quattro, o cinque volte: Pntta-
terroga~ioni.Jlgenerepi~Ia fpecic, s a di Dio , e r-ip~efoabbia N-
e t' individuocadoao alle vplte fi- fpofio: Non mi romper la Te-
vra il tetnpo,attrefwra ilbogo+l- fia ,fe n o n vuoi, chc ti dia uria
tre fivra i/ Delitto , altrefivr~ pugnalata.
l e pe fotre, ed gìtreJwr a i/ ~uagg-
ro delle volte.
I 8 &ndo pre mc! , cbe
b"
TPlfimonio niegbi i dlr la weritg 18 T u n c ad cxcitandam me-
per fallo di memoria, fe gli fano moriam ipiius examiiuti de
no leggere le depojzioni de' TeJfi mandato D,&C. fuerunt
monj, cbe banno detto in quel temo JMq&c.letta, &C.locis,&c. fup-
p0 efir Pto presente. t44 il prcffis ,&C. %Ibus per i rum ,
d .
nome de' r g i w n j j tacerà, e r &C. bene a~dit13& intc eétis
kggerd p . l . ~ n t e qado , pio ut acruit
9
fard alpropolit:,della cnuJa , o del Refp. Io h o intero qucllo,chc
.
plrnro della cauJn, cbejìcercn Si m'ha letto il Sig. Notaro, ciot,
-
fanno anche Jeggerequando /i dw chc ne i fuddc t ti luogo, tempo,
bitn di molizin , pei. premerlo, ed occaiionc , Bcltramo in col* .
i jarlc r'/oIvrrc di dir /a veritP; Lcra abbia detto, prcl«its me
p ,In - 1
.
con-
1
J ,

-
- Secondo Parte. 43 .-
contro Dio quattro , o cinque
volte ;Pntta~ridi 010,C riprefo '.
da Marzia, abbia rifpolto :Non
mi romper la T c h , fc non
vuoi ,chc ti dia una pugnalata 5
C dico dolutamente, che non
mi ricordo di quelto
hp Et rnonitus ad fitcndam
.
vcrkttm , ut f i r à , &C. pro
honorc Dei, St proexoncratio.
nc propri9 confcientite
Rcf .Io ho detta la vcritd ,che
.
P
non o nicntedi quc1,che Ici ccr-
- ca da rnc; c fcm rc dir6 lo Rao .
P
Etciim nihi aliud poffet ha-
beri dimilSus fuit juratus dc
fìlentio ,& cum nefcirct fcri-
bere fccit Signum Crucis ,per-
le00 ci h o examinc; Signum
Crucis Floridi Galanti
AAa funt hzc per mc Cunium
.
.-- Signanum S. Officii Notarium.
A N N O T A Z I O N E .
Dal modo di ricevere h Denunzie, ed efaminare li TeRirnonj $opta le BeRemmie re-
gifinto & fopra pud facilmente ricavu6 quello di riceverle' , ed eraminare li TeRi-
monj ii>prale ropofizioni Ereticdi, o di Erefia prof rite da qualrh' uno ;deve
p d anenirf!in ordine a tali propofiziwu d ' i a c m q u e diligninmenn il Dniunzian-
,
te, e li TeRimonj fe elle fùrono rofirite dal Deguuziato fniamcnte o , jicbu-
f" p
20, e fe in proprio fen o , o pure di plltrsdo , q-adiid. , o riferendo Epinioni
hlfe delli Eretici ;e A dHe efpdamenu, O col modo di dirle diede a divedere di cre-
derk, e tenerle per ~UOIW, e vere; ed o[tinatamcnte f i n e n d o l e ,benchè awertito del
fio errore dz quaicb' uno
Mido di r i r t v c r Z , ed r/rni~arcli .r'girnonj
hpra (i Sortilegi
SECONDA DENUNZIA
DE' SORTILEGI
. Die q. Julii 1682.
x Zn n,.ran~crc~p~omrofwnr~~- Pontd perfonalittr com-
rc ProccJì, cioèpet,viadi @cc&#
P"
'S
paruit c o r h Admodurn
F 2 %*P.
I

i ,. lagu~zioae
Pratica del Santo U k i o
per R.P. Vicario S a n a Officii
'
,
a
7 r . NeZ Santo,eV@ioviai~di Ai12
ximi ,exifientc in propria cella,
l. fpi non /ifanno i Procefl in mciquc ,&C.
t-' , . . ,e di Fek , non neli& Demetrius FiliusArtimifii &-
riera, elendo queJta /tif viaccto de CaRrovilla , otatis
' i : breve, ta pi&faciZe , annorum quinquaginta,Mcrca-
r ,'* .n ;e erò da tutti Zi Mi. tor,dcgcns fub Parochia magna;
, , . d a r , m fife cui dclato juramcnto veritatis
-aride occidente, che ob- dicendz , guod przftitit t a a 4
4 )
-.la-;rw
I

c a m ~ a a t in
c drt.m& Sacris litcris expofuit ,ut hhl ,
niera
'
.
2 Nel mrpo della Denunzia/i e j i 2 Saranno k i meG in circa
primono otto circO/fanze,cioè, te+ non mi ricordo del giorno prc-
p, i g o i o ,Tgimonj ,rumero ddJL ~ i f oma , eri vedo il finc di C u -
k volte, caxjo deiZafiieneo, comy nevale fu lc ventitreore, ch' io
~ Z i c, i occajone , e iiplomenfijk- f i d o f'ovra d' un Balcone di
peflitiy? :Nelle Interrogazionipoi mia Cafa con Adolfo Pancaldi
difitto /idimanda dcfàma, c f i v r ~ CiruGco della CittA e con Br-
-Pjn#mjCiz ja , c ~ m p t mdd pi3 =
l u d o An tinori ,vedefimo ,i i
balo . - tiro di pietra lontano,dalla ban-
da d c h a di detto Balcone,quat-
~

tro ,o fci Pcrfonc ,che cavava-


V

no attorno ad ur\a muraglia


tica mezza diroccata;efra quci#i
*-
ci era un Prctc Greco,chc fi chia-
ma comunemente il Papaffo ;
ilqualc aveva la cotta,^ Stola,
c teneva in mano un libro in
ottavo, ed una Candela acccfa;
c moitrava di leggere in quel li-
bro ,c di quando in quando
ficeva delle Croci Rravagriti,
cominciando alto affii, c poi
-! - dicendcva a baffo da tutte lc
parti della fora ;cpigliava collc
dita l'acqua da un Bicchiere,
che teneva un Ragazzo ,c la
fpruzzava defitro la Cava, c ci
r
. buttava aac q dei Sale, e delle
-

. - . fogGe -
i -,.
\
- Seconda Parte 4s
foglie ci' olivi ;
,. tò,fc foffero fccc $iali
e,o non
verdi;e
Iòpo;gli 'l

. h o veduti cavare in quella ma-


niera folamcnte quclta volta : - . *

n& mi fon potuto ingannare 5


pcrche ho veduto tutte lc cofe
, narrate colli occhi propri. E
fon venuto avanti di V. R. pct
Xcaricare la mia cofcienza d' or:
dine del inio Padrc S iritualc
f
3 Int.An fciat,vel ici audive
.
rit ,di&s Olivas ,Salcm ,Cani
delam ,& Aquarn fuiKc bene,.
diaas ?
Refp. Io non io veramente, fc
le Olive, il Salc , la Candela, e
1'Ac ua foifero benedcttc; Io
, ?
per6 e Rimai tali, e così Ie tcne-'
vano quclli,ch'crano meco;
che a che fine adoprare una
dela acccfa di giorno?cd a che
fine poteano l'ervire i' Ac aa, il
1
- SaIe, c le Palme non beiie cttc?
Coloro doveano cercare i dena-
ri, ed avranno ad~pratequellc
cofc bcncdettc contro i D e w
nj, acciò non 1'impedifTao di
trovarli.
, 4 Int. De fama didi Prcsbyi
ccri , vulgo , il Papaco i

. E.
Rd Quello PapaKo, dico-'
no, C e Iia CriRiano Greco, t
che fi trovi in ueitc parti per
'i
.; rlconciliarfi co a Chicfa Cat-
tolica ; altri non mancano di
dire ,che fia una Spia del Gran
Turco.
5 Int. Quarc tamdih difiulerit
b f . . ' - - denunciare prckta in S a n b
OfEcio 1 Rcfp.
PSatica &l SantoUffizio
Rctp. Per non riflettere d'cf:
k r obbligato, come ho avverti- ,,
to dopo di aver letti gli Editti,
del Santo Uffizio, per aver m10
detto il ConfefGorc ,
6 Int. Aa odia, ve1 -ore,
& fbpcr Inimicitia ?
Rcf .Re&& d

Quigos habitis, & acceptatis,


dimifliusfuit ,jaratus dc filcn-
tio ;& erleéta ei tua dcpofitio-
P
ne, fe ubtcripfit .
Io Dcmcuro Beviaceto affa-
mo quanto fopra di mano pro-
pria,
A& funt hoc per me Curti-
tarium .
um Signanum Sanai Ofiìcii No-
D E C R E T O .
Succciiivè .
Dominus decrevit , TcRcs
fnfbrmatos citari , cxaminari ,
& Proceffum fabricari .
Ità ett Curtius Sigaanus San-
&i OfficiiNotarius ,
C I T A Z I O N E .
Dc mandato Adm. &Po Vicarii
Sanai Officii ,
ESAME DEL P R I M O
TESTIMONIO
o i c 5. Julii 1682.
-
Itatus pctfotislitèr compa-
C ruit coràm Admodum
Rev. Patre Vicario SanQi OE
ficii Auximi exiltente in pro-
pria manf onc ,in meiquc, &C!
Adulphus filius q. Arcadii
Pancaldi dc Pipetno ,aetatis aa
3 Si ' no-
!
- .*d - -
,
Seconda Parte. 47'r N

notum trigiata qùin uc ,cxm-


ceni hrum ~birur&, dcgcar
Tub I'vochia Solari ;cui delato
, juramcnto vcritatis diccndz, r
quod praeititit taais Sacris iitc-
1 r1s ,fuit cr l ).
, - i bt. R n fcht, ve1 imagine-
, tiu cauiarn fu2 citationis, 6t
praefcatis uam'mis ,
Rcfp. fc V. Snon mi dicc
, caufa ,Io non fo nicntc .
o Int. Aa cognofcac aliqucm
i-I~ccicw,Sorci~cgum,Bia$hc-
mum, Poligunvm, ~ c quo- l
p d o l i b e t dc HgreGfi@&um?
Rcfp. Dio mi guardi, chc b
conofa alcuna di qucfla forta
jntcrfoga .,
di Pcrfgmc ,dcllcguidi V,&
3 int. Dc Tcmporc, quo ma-
3 Si fa q#@@f~tmrogazione,e p ~ in t h ~ Civiratc
c 2
qgeua che /iegue per fioprireh Rdp. Sparino due mni io
nel tempo M delitto fi trovava in &ca ,che 30 k ~ v piC c ~ d c g
Citrd i E di quefiJ avrdfimpre in qucfia CC td,
ne- + ~nt.An Tcmporc Baccanoh
.jium p r o x ~ . ~ r ~ t ~ ug- itor~,
quàin dificEcrir ab haccivitatc?
Rcfp.Divcrfc v d t c fard parti-
: to in tempo di Carntvalc ,
occafionc dell'h te 8:
dalla it.
s i ,ma fa Cera farò ritornato.
j in& Aa cogaofctt Dcme
5 Pcr/.per.efifiirr CzjàWDs- ~riumBEviacctum, & quatc-
metrio, e/i affaccia e al ZaZ~nrc, ,-a Ps , tempore ?.&C.
P
e da qrr) wedege i delitto, &e/ì
QUO
Rcfp Demcrrio &viaceto
cerca ,ottimo mezzo 2 dimandar- .il piìa grande Amico, che mi a b
gli, jè 10 conoJce ;per dimandar- bia in quclb CittB i ed t delle
gli poi, come rreZZa 411intahter- p r i q ami~izie~ch'io ku quan-
rogaw'o ne. : dovcI1Ri.
6 Se '6
Pratica del Santo Uffizio
tffifle a~rndatoi n GJa di 6 Int. An unquaai adivcrit
l c , n2 meno farebbejato cjus Domum ,& quatenùs, &C,,
.. , : ,e non avrebbe vedu-
; !:?t . Refp.
dato in fua Cafasi,
Signor che una,
,non an-
fono ma
cento volte ;sì per 1' amicizia,
chi ho feco ,come per qualche
fervizio, ed in particolare per
:la mivadi ar dicbip
+
curare un fuo Figliuolino
7 Int. An Domus. diai fui
.
d
.
-
A '

.rareJi m e vifu del Amici habat aliquod Podium,


delitto colle circoj?anze del kogo , & quatenh ,&C. An quando-
~ i did quel Balcone, e del t e q o , que ad illud acceffìrit ,& fi io-
cioè di uel giorno fu /e ventrtre lus ,ve1 aiTociatus, & ua hora?
e e a 1 o r e gl
'flimonj, perpoterpoi dopo /#i e
- Rdp. La Caia di &metrio
ha un Poggiolo, o fia Balcone
:minargli, pofto ali' Oriente ,C non fi può
. vedere la più bell' opera ,e ci
t fono h t o ailai volte in com-

8 Si tratta in indjvid#odel Bd-


Pc ore, feconcip ic occorrenze
s Int. An quandoquc ,dùm
.
agnia fua,edi altri,ed in diver-

Cone, e di semetrio ; e! tocca in - effet iii di&o Podio, una cum


i l j è m n h TcP- Demetrio , & quodam alio,
J

' : g m e ~ilghrno,
e
monio non nominato, ed il %e/it- 'circa horam vigeiimam rertiam
-#o ;e queflageneralitd b a k ,acciò viderit aliquid fingulare ?
EIntewoga~iown o ~ j ifau ~ e f i i v a . Refp. Io non nii ricordo in
tempo, ch'ero con Demctrio e
e qualche altro in detto Balco-
a
nc , fu le vcntritrc ore dì aver
mai veduto cofa particolarc.
9 Nel& pncedc~~teIzttmuogrl- g Int. An tempore Baccana-
%ione /Iparlava del giorno i- lium proximt przteritorum ,
genere 5 ciod di iin giorno fina4 quodam-feio, circa horiih vi-
&terminar di qggl settimana , efirnam tertiam , durn ipfc
P di qral mefe , 0 di pia) .n- '&,
uniaitu effet in dia0 Podi@
io 5 /i natm- cum Demetrio,& quodam alio,
'& u n g t o r ~ o, dj c a r n m a L viderit a parte dentera diai Fo-
p@mo *to , fg le penti- dii in dieantia unius jaaus lapi-
. ,
(re ore r di Pernetrio, e del .dis ,aliquid fingulac)
-. ' Rdp. Padre aò IO lat.
-
' sefonda P-arte. 49.' ,
%Icone, e deZZa drjla~zadel %a/. 'J ".i.
ane dal Delitto; ma/i tace il nome 6'

&l Tejlimonio ,e /n qun/ità del da.


litto ; e talfkppre@one di nome, e
di delitto balfa anco per irfuggire
k[uggefione vizio&.
lo Si epiloga in qu$a Inrerrud In?,~n &ac l o m , m-
gazione tutto ciò ,cbe fit? dimun- pm,diflantia, & k k a t e dùm
dito nella nona, e /i viene a di- confabularentw ad invicem vi.,
mandare i n g e m e del DeZinquen- detiiit aliqocm Pccsbgterum
te colli 1u0i a m p a g n i , cioè di u n cum quibufdim aliis ;& quate-
Trete con c f f t i altri, efiapre l# nìis,norninet,& dicat ubi erant,
fioda per fipere in individuo ,cbi quid faciebant ,& quomoda
ma quelfo Prete , efioi Compa- gran t iiiduti ?
gni , dove erarro ,cbe f a c ~ a n o,e Rcfp. Ora mi ricordo , che
corn'wanove/Ziti;edaZZa rypofi Ungiorno diqueito Carilcvalc
ji vede a v ~ quel,
o cbeficercava profimo parato , e potevano
efferc ventitte ore , fiando I o
fu'l Balcone: della Cafa di Dc-
mctrio ,in compagnia f u ,C
di Belardo Antinori,vedeffimo .
dalla banda deitta di detta Bd-
cone , pocdontano ,un Prete
Greco, ,che daun' anno in qua
fi trova in queflc parti , e re gli

r
dice comunemente il Papa[-
fo ; ed in fua compagnia erano.
quattro, o cinque Contadini
.veRiti cogli abiti foliti loro .,
colle pale , e zappe ; I1 Pretc
.
tra veitEto di Cotta, e Stola, 9
nella mano Goqra aveva un I&
hro aperto, poco grande. ;$
colla deitra teneva -ma Can-
&la accefa ,e con eEa ficcva
r ivi molte Croci lotto, e fopra,~
da tutte le bande ; e quei Con-
$ tadini cavavano allegramente
con molta frctta la terra vicino
a .
C
11 E -.,$ L ad
' , & Pratica del Santo Ufaio
ad una muraglia mcrrao diroc-
:b qxr/ln riJPoPa
,
cata c Fcero una bella Foffi
I I Int. An di&h loso, tem-
.
, L , .etto tutto il 'Delitto, ,
porc & occafionc ille Prcsby-
t *,l >.eneai Santo Vfizio; ,
ter ctcl Ruftici projccerinc di-
quid in diaam hveam ,S r q u a ~
J

'- . $ altra Interroga-


7. : , re,ciodj&abbianogit- tcnus ,&C.
, ReCp. I o non vidi ,che li
J +

fJ , ,I C@ in qwila Gv,a
t- . fatta.
I Contadini geualièro cosa vcru-
na in quella Foga ;olTirviii ben-
si, che il Prctc aveva un Libro
ove leggeva; C teneva una Can-
dela acccfa in mano, colla qua-
. le ficeva moltc Croci (Otto, e
fopra; C pigliava colle dita L'
Acqua da ua Bicch;ere, che cc-
ncva un Ragazzo, e la,fpruz-
zava dentro la FoRà ,e ci get-
tava anche dcl Sale, e delle fò-

jz Fi. p
2 nernmmo abbiamo
.
glie di Olive, del rcRo non vi-
di altro
I 2 Int. An fciat ,ve1 dici au-
trutto ildelitto atti~entealsasto dierit , diaam Candelam , &
ttib*naZe ;e però fiviene ad in. Salem ,& Aquarn ,St foiia Oii-
;errogarlo ,jèq#e/Ze C@ erano be- varum fuire bcnedieas
nederre, perck ir q#$o cnfijà- Refp. Coloro ,al vedcre, ECC-
vebbera I' qeraziwe pihfirtifega, cavano i denari ,ed avendo il
r/oggetta ai Foro del S u ~ t Vfizio,
o Prete la Cotta , e la Stola ,bi-
Nè que/ta Interrogazione /i pwd fogna dire, che quelle c o k ,
4bkmnreJìe~ivtz,o vizioJa, per- ciot la Candela , il Salc , 1'Ac-
rbe il Tepamio r d b j i a conr- qua c le foglie di Oliva foffer~
Jaae ba aperta ka/hub di potergZi benedette ,
fure anco quef2a I#twregazione. I j Int. De fama diai Prcsby-
teri ( vulgd i Z PapaJo) càm apud
- fe ,qubm apud aiios ?
R.
Ref Io non conafco q a e b
Papa o, Ce non di vifia ;alcun&
dicono, che iia un va abondo,

a#&-
nk
cd altri, che vada o crvando
' Ita.
14 Int. hn &o, nl a.- .' / -,

ik fupcr Inimicitia 1 &ic. ' 3J

abitis ,& acccptorii


dimiffus fùit juratus dc f lentio;
& perlcou ci ìuo cxaminc, fc
. fubkripiit,
Io Adolfi, Pancddi aflFltrmo
quanto fopra di mano propria.
A&a funt hzc per me Cur-
tium Sigaanum S, O$cii Now.
tium .
ESAME DEL SECONW
TESTIMONIO.
Dic 6. Julji i682.
v, Ocatus perfonaliter com-
paruis coram ,& ubi iu-
prà in meiquc ,&C.
Belardus Filius Ccriani Anti-
nori de Bellovidcri ,attatis an-
. norum viginti o & ~ Miles
, ,de-
gens fub Parochia Palmari ;cui
delato juramento vctitatis di-
cendz ,quod pralticit taais Sa-
cri~literis ,fiiit per D.
I Int. An fciat ,ve1 imaginc-
,
tur caufain fu* vocationis &C
prirfeatis exaininis ,
Refp. Io non fo ,ne m'imma- . .-
gino la caufa ,perche V. S. mi '

2 ce .
abbia chiamato, ed ora mi vo-
glia efiminare
fi q e r v n In %q020 mcn- 2 Int. An cognofcst Demetri-
dj&pr. ,di mettere nvanri ~ i iUm Beviac~tutn, Adolphum
r g t r i /i Tcpmonj,ed i / D r l i n Pancaldum t <lilemdamPrcsbv-
qrenre col> n,~dnmente, acriò ve- terum Grxcum,qul vulgÒ,dici0
nen. . . E. 2 tUS
I --
-I
' Pratica del Santo-Ufizio
. ccare ildelittoin gene tur i j Papngo ,& quatcnùs ,&C.
. , p vengo a ricordare di Rei?. Io conoi'co da qualchc
/tverAvedkto . anno in qui Demetrio Bevia-
ceto, Adolfo Pancaldo ;ed il
Papaffo farà un mele, che co-
minciai a conofcerlo con oc-
cafione , che fi va trattenendo
in qualchc Bottega ,e difcorre
li Io inolto lui diletto
3 Int. An cognofcar aliquem
.
delle cok di Levante, delle qua-

Haereticnm,Sortilegum,Blafphc-
mum ,Poligamum, ve1 quomo-
doiibèt de Hzrelj fufpe&um ?
Refp. lo non conofco alcuna
-.. . di quefla forta di perfone ,dcllc
~ u a imi' interroga .
4 Int. An unqudm acccfferit
- Domum Demetrii Beviaccti :&
an habea t aliquam praaicam dil
Qie Domus .
Refp. Divcdc volte i9no lta-
t o in Cafa di Demetrio Bcviacc-
ro; non ho però altra pratica,
. -chedcli' ingrdo , della Scala,
c della Sala : non elirendo mai
entrato ncllc Stanze.
3 3i i r o r h le I'cewogoeioni ,
5 Int. An fciat ,ve1 dici aadie-
bbefiguono ,le quali sono trrtte or- tic, diaam Domum habcrc ali-
ainate, m a dietro ali' altra ;e quod Podium ?
Ji cercu .
8turalmentepartano -al delitto, che- Rdp. Padre si, chc la Cafa di
Demctrio ha un Poggiolo, che
lui chiama Balcone,cd t in mcz,
z o della Sala vedo I'Orieiite
6 Intcrrog. An ipfc Examina-
.
;
tus quandòquc fuerit fupèr di-
C)um Podium.
.Rdp. Sarò fiato fopra detto
Pog$olo. o Baic~ne,otto, o
- 8 ~ c c ~ . v p lv t c 7 m, -
'
n
- 9

affociatus ; & qua hora ,& qua


- occafionc?
Refp. Mi ricordo, che ci fui
. un giorno di ucito Carnevale,
C fiiaio ,che olfe il Venerdì do.
I

. po il Giovedì graffo ; C mc Io
P
erchc fi ballò tutta la
)i

I ricordo,f
; notte, e a mattina del Veiler-
dì mi levai molto tardi. In mia
com agnia era Dcmetrio ,ed
.- . f
Ado fo Pancaldi Cerufico ,chc
. aveva medicato un Figliuoliao
deli' iReffo Dcmetrio : Non mi
ricordo deli' ora, ma fo ,ch'era
'
tarda : e 1' occafionc di ritirarci
fu1 Poggiolo fu per difcorrcrc
.
I

\
del male gravc del Puttino
8 Int. An diétis loco, tempo-
l re,& occafionc viderint aliquid
iinguiarc ex al'qua parte diai
Podii
s
Rdp.Giacch&
: nominato V.P.hamidi
il Papa&, fonCopra
ve-
nuto a ricordare,chc vedcfimo
lui ficffo in com a nia di alcuni
? - . - . . * Contadini, i qua i ccvano una
.
Foffa vicino ad una muraglia
7. f
mezza diroccata.
g Si dimanda qrreJ?o,
care Pl&nrjrd ,e <li
rre ,dmefaceoanDh pOfrl,
qaefirzdt
9 Int. Ex qua parte diéti Po-
dii fodiebant przh ti RuRici, dr
er quantam di fianriam a dillo
- , .
%a d$!arza del eavarntiiro dpl godi0 : Et quid facjcbar dia&
Pa affus?
--.. kdp.
'Balcone
, - $i Contadini cava-
C.

*- , C
. .
t

..
v a Palla ~ * anda dcltra di dct-
.
' e . . * l0
Pratica del Santo Uffizio
to Poggiolo 9 e kr4 Rata 13 dì-
Ranza di mezzo tiro di PiRela
Il Papaao fiava in iedi ;da una
.
E
mano aveva una andela accc-
fa,chc po tcva cilere di un'onch,
e.dall'alua un Libro, come Ia
Granimatica &l Bonciario ; cd
aveva Cotta, c Stola; C vicino
a lui ci era un Ragazzo , che in
una mano aveva un Bicchiere
di Acqua ,c coli' altra teneva
una Pqlma; ed il PapafKo gi ttava
di quando in quando nella FoRi
dcUc foglie della Palma , e col
lc dit3 pigliava da quel Bicchierc
1' Acqua, e la fpruzzava nella
Fora ; C I'averà fatto cinque ,
. o fci volte ; come aluettantc
glie di quella Palma Colla
Candela kcc un gran numero
.
voltc ci avcrà gettate delle fo-

di Croci, ma con un modo fùa-


vagante ; cominciava di fopra ,
e poi difccndeva, fempre faccn-
d o Croci, e così faceva da t u t
t e lc bande ,c noi ci maravi-
gliavamo in vedere quelta fac-
.
cenda Mi ricordo anco , che
gittò piu voltc del Salc, che un
Contadino gli porgeva in una
Carta .
IO Int. An fciat , ve1 dici atG
,
dietit diBas Palmas , Candc-
lani , Salcm , & Aquam f i i i i
tes bencdiaas ?
Refp. Io ni'imrnagho di sì,
per la Cotta , e Stola ,delle
quali era vcltito il Papafio ; mq
non 1~ di c«to,
12 Pwa ' X4 @F
. --
l

Prima Parte.
,
'

Y Percbe prrd egere cbe ne/ I I Int. Q y n t o tc~iiporc


J
- -
profigrire i'oparazionc ,e ~ & p a r . ravcrit illa oCiio, & quid ~ C C -
t i r e dal luogo del delitto a b b i ~ o rint recedendo ab ills !
fatta qualcb' alma fipetftizione, Rtfp. Durò fino ali'Ave Ma.
/ifa quella dima*& : e non dice#- ria, e poi G partirono loro da
do cofa di nuovo , non occorre ri- quel luogo, e Noi ci levafinio
cercar gli akri Tepjmonj circa di dal Poggiolo , fenz' aver vc-
que/o . duto altro.
I z Int- Dc fama diai PapafE,
tAm a ud Cc, quàm apud alios ?
P
~c p. Io per me non ho n ien-
te i11 con trario circa il RpaCso :
quel che fia prcfso gli altri, non
.- io
I j Tnt. An odio , ve1 amore,
& Supcr Jnirnicitia ?
Refp. Rc&t .
Quibus habitis, & acceptatis,
dimifsus fiit , juratus de filcn-
tio j & perleao ci fu0 examine,
cum ( pro ut dixit ) nefcirct
fcriberc , fkcit fìgnum Cruck
Signum Crucis &lardi An-
.
tinori .
A& funt hacc pct rnccurtht
Signanum S. Officii Nocarium.

ANNOTAZIONE.
Nel p r o c e d ~ 8alla carcerazione de' Rei& f d m o fuffidmemaue indiziati per
ibztilegjdovrì awertidi di firp;li nello kRi,te- la perquilizione non iolrrncan *
@~nde;m;r anco nelle Care& e&tto di ritrovare li f&ai,o libri, che p o d a o ri-
tenere contenenti tali fortilegi ,e prima di coltituirli G ub aqgiugnere uiw 1'W
h o 9 la fuppone htta il P. Me hini ) Oda e
c d o giudiziale ai luogo,dove li fuppone fatta uilche Pol a ( &come nel c d o da
opmaziome, ddl? gode (Tono
e l k e rimailc ~ ( t i g i iad
i d e t t o di k e Ia 'zime per arific1~1oned e r ~ p
del delitto, O del deao desTcflimonj; e t x i g e n z a tanto m a i o n n e y e 6 dm
afm, qnindo fi aveUe indirio,che nel fare il soniregio folfe QUO commello quddic
aaricidios O bRè Airo uccifo q ~ l c h hc 4 8 9 Q feltro 8#e W i u e 4ki~go4-
WceCe, cbeGpdwouovuc.
Pratica del Santo Uffizio

TERZA DENUNZIA.
Di una Donna follecitata ad
.rurpia neiia Conkffione .
Sagramentale .
Dic 7. Julii I 6 8 L
Potite pcriònalitèr c o q a -
S ruit coram Admodum Rev.
Patre Vicario S a n a Officii exi-
aente in Ecclcfia Sanai Marci
Auximi ,in meique ,&C.
. Simpronia Filia quondam Ri-
baldi Kivcllini de Londino, r e
t li&a quondam Berilli Danori ,
aetatis annorum triginta ,exer-
cens artem muliebrem , & de-
ens fu b Parochia Occidcn tali:
g u i delato juramento veritaiis
dicendc ,quod przltitit t a a i s
4
Sacris literis ,expofuit iit infri
ir fnfimendis Denugciationibuz ER ordine del mio Con-
t a l i ~materice ,cautgmè ,& a r
curatb procehe debebit yicariur,
'P fcfforc fono comparfa
avanti V.R.per sa pprcfentar li,
para*do b a k e v Ptznltents come l i Vigi lia di San Tìio:8aaf2
&licitata nomen EcckJa, pojicu- tifia , circa le ore
w m , & qualitatem Gbnjèflonarii, mi andai a confeilare nellachie
nomen, Cognomen ,e9Tatriatn ià di San Bafilio , uffiziata dalli
confeQ°.", aDt faltbm diligen- Padri Greci, e mi pofi inginoc-
@riptionem. Curet chioni inun Conteilionariodi
,rrt Panitenr refcrat prcem Noce, che fia alla deitra di dct-
dya verbo dina o CònfeJario ta Chicfa, quaildo fi entra pet
c~j@unque.obfianitatis illa fue- la Porta maggiore, vicino al-
riflt, & numerum corumdem. Iti- I' Altare di Santo Atanafio : e
dem ,an acciderint $ollicitariones qucflo Confefionario t folo da
imme$atb ante Confflonem, ve2 quella banda, C la di lui rata
C ' < im- f;,
L /' 1:
Seconda l'arte.
~ r ~ a d p g,*e] ' ? h Cbnfiflom ha i buchi gfanuidetti i e $ o#:
,
+fa Sacramentali ve1 qumn= ciafchcduno li vcdc una ella
qns alio pane costrà f8ulZam. Cz- Crocet ta ;non fo crò di che
vebit paritar Vicarius petere a materia fia nt la ara, n& le &
Penitente, un con/enfumpra/jte- Croccttc ,e la Grata fard gran-
.
rit ;&fi ajè ipfi propalaret coa- dc come mczzo fòglio di carta
fenfnm , Ipf~mnonfiribere I d Ed avanti di cominciare la Con-
.
unimadvertexs iphm velle funm kffioncquel Padrc mi diffe quc-
w j ~ f n nperire
m , ,
P t i m Vita- fie prccifc parole perd in Lin-
r i * s impediateEx aZiaparteJJvi. gua Italiana : Tu uMra'cs ,&

. l'
Iderit Perfonamfdlicitatam moro- decora: mibi wal 2 pZacet fncies
fam k fatenda Jol~icitatione3 tna Io non diedi mente a que-
,
confinJum pralfitum ,dicetur illi, fic fuc parole ma feguirai la
guodnon tenetur &re proprium mia Coufefiìonc , c ricevuta la
conjnfm;imùf Ai~erit,nos&rj- Penitenza, c l' Aifolazionc ,me
betur ;/"ed z a ~ t hratenditur , PC partii.
1
quodfoteattw ,qtzi pi dixerit ,Il gjotno poi di San G iovan
welfecerit G$efarirrr. fi bjag ni mi andai pure a confkLTarc da
-
j f f,~C poteviiiio d m c quindici
Wcariur, bac omnia p l ~ r i ~ l f ~lui
s e dirm ordinata ,/ed etidm imul- orc;c fedeva nel medeiimo Con-
rata a Snc. Ca>igre>atione & o~ fenioiiario :e dentro la C o n W
@. , ,
fione cioè avanti ch' ci mi
deffc I' Affoluzione , mi d i a ,
che dovciIi fcmprc andare a
confeKarmi da lui per il genio,
che aveva v d o h mia perfona ;
, c che mi voleva cffw Padre.
Dopo avami data l'Affoluzio-
ne, mi d i f i ;Anda tc :ma ama-
temi,come Io amo Voi. QueRo
i quanto poco dire per Xcarico
- della mia Coicicnza .
2 Int. Dc Nsmine, Co no-
#
mine, & Patria di& Conk arii?
Re@.Ho intefo ,chc guefio
Confkflore ii chiami Padrc Era-
riito ; del Cognomc ,C della
Patria non fo nicntc ;fo bene
4 P&
ch' t Greco
H
. 3 Et
. Pratica del Santo Uffizio
, u t defcrikct
3 Et ci di&
dithim Patrem EvariRum
Refp. Il Padre EvariRo ,6 d i
.
ftaturagrande, e groab ,di bar-
ba bianca, c longa come q u e k
dc' Padri, Cappuccini , c porta
femprc gli occhiali; dcl tefio
non faprei dire aItro.
4 Fercbepud eDre cbe Ia S o t 4 Int. An aliqua crfona ad-
le citata,^ il Sollecitante abbiafat- S
~ ~ r t c r,i tquando jaus Patcr
ro guolebe , per il quale al- Evariflus Secxaminatan~follici.
cmo Ja accorto della SoIIecita- tavit ad turph in ConfdIioac
zione ,percid / f a queja Inter- sa~ramentali
rogazione . Refp. I o non fo t che aIcuno
abbia a v v e r t i t o , q ~ d oil detto
Padre EvariRo mi ha detto lc

..
fuddctcparole nella Cosfeffio-
nc Sagramcntale
5 Int. An fciat vel dici audie-
rit , ditlum Parrem Evariltum

&opta i' alnu . eJere,cbe una follicitallc ad turpia in C o n S


fìonc Sacramcntdi alias perfo v
nas Paniten tes .
1.
Rcf Due Figliuole del Sì-
gnor lippio Mofcati mic vici-
ne, Domenica proffima pairata
do pranzo, avanti la orta
P"
de h loro Cafa ,con occa ione,
che G dxcorrcva de' ConfeKorì ,
P
direro, che quefio era un buon
Padre, pcrchc quando s'andava-
no a confcfiarc li diceva parole
molto affettuofc. Di quefle Ciio-
vanetce , che faranno una di
quattordici , C l' altra di fedici
anni , la prima fi chiama Fraifi-
nella, e l'altra Poligetta,
6 Int. An przfatz Pucllz retu-
h i n t jpfi E;r-atz verba ama-
toria
-
Seconda Parte. 59 "
toria eis dilla a Patrc Evariao &
Confeilione Sacramentali * .
Rcfp. Fraanclla , e Puligetta
non rifkrirono ,che parole aveF ,
fe loro dette il P. Evarifio nclla
ConfiiIionc Sagramentale .
fuper Inimicitia
Rdp. Re&&.
.
7 Int. An odio ,ve1 more ;&

Quibus habi tis , & acceptaris


dimiffa fuit j u r ~ ade filentio; ik
perleéta ei iua depofitionc, cum
( prout dixit ) nei'ciret i'cribere ,
'

fccit Signum Crucis,


Signum Crucis t j j Symproniz '
Revcnini .
A&a fun t h+c per me Curtiii
Signanum Sanai OfficiiNota-
riunì.
DECRETO,
Succcfiv&,& immcdiatt
Attentig fupradiais , Domi-
nus dccrcvit , przfatas Puellas
fccrctd vocari ,examinasi , &
ProceiTum fabricari ,
Ità efi Curtius Signanus SUI-
&i OfEcii Notarius -
ESAMEDELPRIMO'
TESTIMONIO.
Dic 8. Julii 1 6 8 2.

v Ocata pcrfonalidr com-


paruit c o d m Admodum
Rcvcr. P. Vicario Sanei Oficii
cxiltcntc in Sacrario Sanai Mar-
ci Auximi ,in meiquc, &C.
r $i .H2 Eraf'
Pratica del Santo Ufaio
FraiEnclla fiIh D. Alippii
Mofcati ab Auximo virgo, ma-
tis annoram quatuordccim, dc-
gcns fub Parochia Occidentali ;
cui delato jurarnento vcritat is
dic~ndz~quod przrtitit taais sl.
ctis litcrts , fiiit per D.
I Si dimanda ;deW importanza Nt. De importantia jum:
'delgiuramento ,quando /i dubita ,
cbe aon lfappia, conrefino i giova-
I
I
menti t
Req. Io so , che quando lì
ni ,e e giovani ; e mentre fino giura il vero fi fi bene, e pecca
dlve~fiTefiànronjda efimimar-, J
comincia dal pih giovane ,corne
gravemente chi giura il falh .
2 An fcjat,vel imaginetur cau.
quej?a ;eJerdo cbe da eflpir) facie fam fuz vocationis, & prizfentis
-jetzte&pyòrivere verità. examinis i!
Refp. Io non io, ne m'imma
gino 1a cauli ,per la quale V. S.
mi ha fitto chiamare, cd ora mi
voglia efiminare .
3 Interrogata ,an cognofcat
aiiqucm Haxcricurn , bonile-
gum,BIafphcmum, Poligamum,
Abutentcm Confcilione Sacra:
mcntaliad turpia,vcl quomodo-
iibtt dc Wzreii fufpehm ?
Refp. Io non conofco alcuna
di quefic Pedone, delle quali
+ Si potv~bbecornificiaFedaZlla,
V.S. m'interroga .
4 Int. A quo tempore inczpc-
guixta Iate~rog.zàonr;;rnn e$è?do rit confitcri fur ~ i c a i ?a
giovametta ,non L /lato m(,deprzn. Refp,lo fimo , che faranno
cipiare anco di quì. fei,o fette anni, che cominciai a
confkffarmi .
5 Int. Qvotits in anno folcat
confiterifua peccaca ,& quate-
nus, in qua Eccleiia ,& cui, ve1
qiiibus Confelfariis ?
Refp. lo mi folevo confiffa;
t c 41s mia Piurocchia detta Oca
6 Si ciden-
Seconda Parte . 6r..
cidentalc ; ma da rei mclì in
uh vado a S.Bafìlio, dove con-
&=o i Padri Grcci ;C mi con,:
6 Si fa cr imirrave fai S*
=o ogni quindici iorni
f
.
l
~ e k o ,a tro Tefifflpnio,
.- 6 Int. Aa ad Ecc eGam San:
ai BaGiii acccdat ad confitcn-
dum fua peccata fola, vcl alfo:
gata .
Rdp. Vado a confcffami al-
h Chida di S. Bafiiio in com-
p a p i a d i mia Sorella, che f
chiama Puligctta ;e con Noi
viene la Signora Madrc , per
nome Marolla .
7 Int.. QuotConfèilionaria rc-
E. riuntur in Ecclcfia Sanai Ba-
iihi ,& qUatenùs,cujus coloris ?
Refp. Nclla Chiefa di S. Ba-
fili0 fono trc Confiffionarj:uno
poito alla deltra della Chicfi ,
quando s' entra per la Porta
maggiore, ed & di Nocc ,C due
altri alla banda finiltra ,.che
fono di Legno bianco.
s Int. h pracfata Confkilio-
naris fint propè aliquodAltarc?
Rcfp. Padre si. Queiio di No-
cc & attaccato all'AItarc di San-
I

rarc di S. CrifoRomo .
g Int. Inquo ConfcRionario
ipfa Examinata, cju :u Soror,
';i
& Materfolcan t con ceri ?
Refp. I o , e mia Sorella, C la
Si nora Madre ci iolemo con!
Z
i? arc nel Confcfiionario
Nocc,poRo dalia banda dcfira t
IO W- Z Q lat.
10
42 Pratica del Santo Uffizio
Cb//a rypopa a que/a Inter - I o In t. An diBum Conkdio -
rogaziane arlaita aitatte&tode/ia
V e ~ ~ ~ p z i a,nfz tprova
e
&l Cb~fejìoonario: ercbe acl
l' Idsncitd
narium habeat Cratcm, & qua-
t e n h ,&C. eam defcribat
Refp. Il Confefionario di
.
fl
Santo Vfizio il primo enunziam.
t e , tmnfilo tieneil lrrogo di qiuel-
Nocc ha una Graticella,cd i bu-
chi fono fatti in tal maniera,
lo ,&e accu/ò, ma aucbe 2 Te- che ciafchcduno ha unaCrocct-
/limolaio , e con rn altro p r m a ta; c Itimo, che quelta Graticel*
f1~~càenza . la fia non di Ferro,ma dilcgno,
e fard larga , c longa come M
Fazzolctto ordinario ;del refio
non so dire altro .
I I Int. Dc Nomine, Cogno;
mine, k Patria Confiffarii ,q-ui
folet audirc Confeniones in
prgfato ConfkfEonario Nucco
polito ad dex tcram Ecclcfio
.P
Ref I1 Confcfsorc, che fu01
.
confk sarc nel Confeffionario
di Nocc fuddctto ,fi chiama il

uJ pure anitamente ,col


Padre Evariito ; non fo di qual
Cognome ,c P3tria egli fia
xz Et ci dia0 : ut dcfcribat
.
4
detto de k prima Derrrziante p
prwa Z'IdentitJ del Confefore . dieturn Patrcm EvariRum
Refp. Il Padrc Evarilto porta
fcmpre gli occhiali, ha la zazzc-
sa ,c barba bianc ha, c longa ,
cd t grofso ,e grande &i ;dcl
I 3 Si noti i/ tempo in geaere ;
refto non Co altro .
r 3 In t. An dc ifto Patrc Eva-
quandoqud j e k er/one pari- riRo quandoqub habucrit Scr-
f
mente ia geaere ; a iquibus per-
fonis , /?aylontaaP da/IeJbg-
moncm cum aliqua, ve1 cum
aliquibus Perfonis; & quatcnuc,
geJIioni. &C.
Rdp. Può cfscre ,che qud-
che volta abbia arlato con
P
qualche Donna dc Padrc Eva-

14 Si
do, C con chi .
riRo ;ma non mi ricordo q--
14 Tnt.
Seconda Parte. 63
14 Si dycende al tempo in indi- 14 Iat. An de Pa tre E v a r i b m
aidrlo, cbe fY Domenica ;tocca#- Dominica proximt prz teri ta lo-
da/ì il h o g o , l e perfire ,I' occa- cuta fiierit cum aliqua , ve1 ali-
&e, e le parole del difiw/o inge- quibus Pcrfonis , & quatcnus ,
nere ;eperò k Gnfifioone, cbe &l &C.inquo loco ,qua occalio-
, nc ,& quid dixcrit Z
fc no8 iegirtincra .
t e q o di Pomeroica nafie non è
Refp. Mi ricordo adeiro, che
Domenica proffiina parata ita-
vamo avanti la Patta di nofira
Cafa Io, mia Sorclla Paiigettai,
la Signora Madrc ,e Scmpronia
Rivcllini nofira vicina ,c fi dif-
fcode dc' ConiXori ,e li nomi-
nò anchc i1 Padrc Evariilo ; cd
Io, c mia Sorclia diccifimo ,
c h' cra uii buon Padre.
I 5 Int. Q a r e ipfa Examinsta,
cjufque Soror dix«int,cbe il Pa-
dre Evari/o era #n b ~ o Pa:ìre?
s
Refp. l o ,c mia Sorella dicec
fimo , che il Padrc Evarifio era
un buon Padre ; crchc ncl con
P
fkffarcdicc paro c molto a f i t -
-
tuofc .
I 6 Et ci dillo, ut refèrat vcrba
affe&uofa,quz fibi in Confeffio-
ne, ve1 occaiioac Coakilionis
Sacramcntalis folct dicerc diCtus
Pater Evarihs ,quoti& ,&C.
Rcf' L e puolc afittuofe ,
chc mr fu01 dicc il Padre Evari-
fio, fono, chc I o fono bella, C
buona ;e l'iitflo dice di mia So-
rella, e dclla mia Si nora Ma-
6
dre, c che la nofira ìa e una
Cafa di bontA , e di bellezza ;c
che vuol vcnirc qualche volta a
.
vcdcrci Non mi dicc poi altro ;
c qucflc parole mc i'a v e d dette
17 $1 dodi.
. 64 Pratica dei Santo UBlzio
dodici , o quindici volte,
*T
imiJacdiotamcatcavanti la on.
fcffionc , c parte immcdia,

17 ;Si fa q I
.
tatncntc dopo, ma mai entro la
Confèffionc
o i7 I n r An u w u l m acce8Crir
j~erfapgre, e fcoprire & e&& Domum ipfius Examinaa di-
andato in C;iifi h o , aHia &t0 &s Pater Evarifius , & quate:
,q#alcbe/g#o delfio animo i- ,
VO; m d qml cajò k parole detteli
i# anfiflone /i rice'pgre&ro in fefiamo dg ,
Rdp. Do 0 che Noi ci c o q
Padre Evarao t- ,
.
mala parte ' ~Pvcnutoincdanohaquatno,
o cinque volte ;c G tratteneva
1
l
in ridere, c raccontare le cofc
della Grecia i e non diceva, ne
fàccva altro .
1 8 Int. De fama diai Patzis
Evarifii ?
Refp. il Padre Evarifto t di
buoniama fama ;c fi può dire,
della Città .
che confeG tutta la Nobiltà
z p Int. An odio , vd amore ;
. & Cupcr Inimicitia Z
ReCp. Re&&.
Q i b u s habitis ,
"
tis dimira fiit ,jurata dc ii en-
3cc=!ta~~
tio j & ci p e r l c h fuo cxaminc;
fc fubfcripfit .
Io Franindla Mofcati cenh:
mo quanto di fopra mano p r q
pria .
AQa funt hzc r me Curi l
tium Sigaaniim fofficii
tiuium .
t ESAME DEL SECONDQ
TESTIMONIO,
SUccdIìv&.

v (iieata pcrhdittr Capr;


paruit C&
pii, in me' uc , &C
3
,$ nbi fu:
Domina uligctta Filh il
dlippii Moiuti ab A ~ ~ i m viroo
go ,tctatis ;
a
in m qaindccim
ciim dimidio ;coi dclato jiirri..
mento vcritatb diccndtc ,quod
p~~ t& saah IltJi, tlit
pcr D.
t
jnramcnti . De isiptmatir
Re@. Se diròh bugifird un
cato; C fe conkfserò la
V 2 r a i r c r b a p p e Dio.
2 Int. An fciat ,vcl imaginc-
tar caufm f bvoca tionis ,&
pZ1Cntis cxaminis.
Refp. Io'non fo ia caufa di
qpcfto efamc ,n&me I'immagi-
no fc V. S. non mc k dice.
,I 8 ddb;o e h fi,eIk~fib- 3 Inr. An poR prandium fa-
M a de' P r w g , ci wgJio110aE )=t coavuiui rum ali ua ,vcl
cr.c w e germali 3 -a *q nliguibus Pcrfonis, i n ~ e ~ a n u l r n
@
, eyt/ , J prd cavar vkfld ~ LDomur,
x k qur<cnùs, &C. ?
*i li Tflimonj , r dalli jii Refp. Ne'giorniFcltivi folc-

Te/fimoniopafa~oji
.
molte marPiere; p r r c h i d h a #m
p o di girrdiaio Nel1 e m c dd
camn#'~~b ;I XI
1110 itarc in convcrfazionc do-
po nnzo avanti ia Porta di
d'
no ra W a ,la Signora Madrc ,
Q0dO ,C qu1 its YS' &ror Pt;iaincIh mia Sorella, ed alcur
nc altre Donne ddk noltre Vi-
tiac.
4 Int. An Domjnico
m&ptpctetita, pdt p r a froXi'
,-
5 &C k la
..663
t ,
Pratica del SantoU&io
:
in profato loto habuaint hmc
convcrfa tionem , & quatcnus ;
@ . quz materia fiierit converfatio-
_
L nis ;& qui, ve1 quz erant pr2-
fentes ?
,#
a Rcfp. Signor sì, che Dome-
nica proffima pafl'ata fo%o in
convcrfazionc,comc I'altre vol-
3 t e ;e ci fo5mo Noi tutte Don-
ne di Cafa, una tal Sempronia
Rivellini ,e qualche altra; C fi
difcori'e di diverfe c d c , d e h
quali non mi ricordo.
3 @!O fatetrogaziidarFcbia- 5 Int. An die difta hiait alio
ma rn genere ; ercbe /rpurla dc' quis fermo de Confcfsariis 3 &
Cbnfifirj, 6 &d.ij&rJe in 40- quatcnÙs, dc guibus , h quid.
wune i è per8 molto eficase per f~ &C. 7
particola- Refp. Fu difcorfo dc'confcf-
h. ~ W Ofori ,C fùrono biaGmati ueUi
&
che gridano; c Noi loda no
- il noftro , il quale C benigno .
ed arnorofo,e confola tuttc ;cd
, & un Padre di S. Bafilio Greco,
che li chiama il Padre Evarifio ,
.
c,confeffa tutta la Cafa noitra
6 Int. Quiz vcrba benigna, &
m o r d a -folrat dicere in a*
diendis Confeffionibus d i b s
patcr Evariiius ?
Refp. Mi fu01 dire , che fon
bcUa ;che racconto bene i mici
peccati ;che porto bcne la mia
vita; C che femprc gli crdcc
Fama verfo di me.
7 8'~nterrogncorl.pet(Snpere il 7 Int. Qliotits fibi dixetit di;
aumero de' delitti, e in cbe.m t e - ttus Pater Evariftus pmfata vera
r j a j ~caduto nello Bolla uoNtro ba , & uando i an fcilicèt in
SoUiutadtc 1 Conki? ione Sacramentali ,ve1
,
immcdiatè a t è ve1-..
immcdia,~
Nel4 t&p ~ f3i wp.
,
- . - Seoonda Fife. '
6%
-'. . 1
i

, Rcfp. Per IO' ~ pti0


a di fei mo.
. . .. .-
. fi ,che mi confkfio dal Padrc
4

. . , .IEvariRo ,mi avcrd dette queftc


parole da quaranta volte*, e
. . . ièmpre dentro la Confefionc ;
. . ciot, dopo aver cominciata la
-
ConfeGione , ed avanti 1 ' N s e
l - luzionei
.
:t Mko G&oj?t~a ~uepdrntc~t'& 8 Int. i n uo confèiiionario
*&eione,/iprboaper il terzo TeJii- foleae diétus'%ater EvuiRus au-
nonio Pldentità del (Anfiflo~~~~io) dire Confkffioncs Sacramuita-
C &C Confforc? k s ;& defcriba t Confeffarium
: ipfum , & Confcffionarium 1
Refp. I1 P. Evariflo afcolta Ic
Confeaoni in un Confeffiona-
rio pollo alia banda deltra della
Chiefa , quando s' entra per la
- Porta maggiore ;e quello Con-
-
feffionario è di Noce ;ha uno
Graticella poco più grande del-
ia TeRa d' un Uomo, la quale
ha divetii buchi grandetti, ed
i#

in cidcheduno fi vede una Cro-


cctta ;non fo s'è di Ferro, o di
: Legno, o d' altra materia Il
ConfèlTore poi & grande, roffo,
.
. c porta la zazzera, e bar a lone
: ga, e bianca, c tiene Pmpre
i
i @io@@i.r~,.. -
9 Iot. &I fciat ,ve1 dici ~ U Y
. ., dierit , diaum P. Evarifium -
,protuliKc prsfatq ,ve1 fim'lia
C
,yyba amatoria ergd alias per o-
. nas Poedtentes i5 ~ o a f c P o n ~
!
Sacramentali ve1 'occa~onc ,
r Sacramcntalis Confeffionis
Refp. Mia Sorella fuddetta
'

.
! mi ha riferito , d'averle dette
. ,. . anco a lei.
621 I '7 I@ IO Int.
..6%. .P-rrtiu d t l ~IO
toUrni0
Int. Dc fima ditti kttlb

na nomimione.
lnimicitia .
i I int. An odio, V C amore
~ j
. &Ifupcr A

Refp. RcQt. -
ibus habicis, & acccptatisJ
9
dimi a fiit ,jumta dc illenùo;
& p u l c b ci fuo cxaminc, fc
Ef~CTh?~~m Mofcati c b n k i
mo quaoto di topsa di mano
propria.
AQa funt hzc r mc Cur-
E
tium Signanum n& Officii
Notarium
E S A M E DEL TERZO
TESTIMONIO,
Iacontincnti .
v Ocata pufonalidr mai;
paruit corbm ,& \ibi fp.
prl , in mciqucD&c.
-D.Morollo UXMD. AippU
I

AioScati ,rctatis annorum uil


ainta ;cW dchto juramcnto vc-
ritnk diccnciz , quod prettitit
t a a s Saciis litcris , fiit per D.
*oh JIC t Int. An fciat , ve1 imagino-
m,
m, h rcg& tOCctata 4 m ca*m
tii dmim àuUc g i m - P ~ C O
e ~ D?
CXamlnls
y ~ ~ a t i oq e
I ,r ~ O I Ù Y alk@#
C l i b k j n WP* MDimmagho,che VS:
me C& I, g i o v a r i ~ ~ ~ p i ~Qf i cm:
i~i fkto c~~~ ,ed om
dite b'wrird.
,
mi voglia damiaare
r
del mio Padre Conf a e ,pcr
nome EvariRo .
a Et ci dicto ; Quarc imaginei
tur ,fc crTc vocatzm proptct Pa-
trurr Evariariai ejus Conkta-
. - 3 rim? Rclp,
%onda Partc. . - 6%
R d p ' ~ r & n e ~ amia prihg
@l* come Ragazza, m'ha rac-
contato tutto quello, che V. S,
6 ha dimandato, e quel, che
fa ri@ofio j e per6 m' im-
magino, che voglia dimanduc
. k mcdclimecofe anchco mc ;c
.
fc vuole, ch1Iodica q u d o , che
mi OCCOITC lenza ch' e h fi pia,
gli m i d i o di farmi tante Intcr;
rogazioni, io fbofinccramcotc.
3 C.nq w g o %flirnonio # d t o co- 3 'Domiflo a-lilc#te ;ipJ~
gfi &i ne jiiddetti , rova p# fiaaiflata dcpo dt rt irfi ;Sa-
Im. di -t10
bv m m t e , 8
P
h g c Idsntitd -'0
&,,-,$$ conkfhmi
m,
B
fei me a ch.10 vado •
nella Chieh de' Pa-
dri di S.Bafìlio colle mic fi iium
4&4&9t*a cWa*f44Fo#~rk? le i
mi c o n ~ dal B
o
Evarifto ,uomo canuto ,gran-
a*c
. de, C greco ,di barba longa ,c
fempre porta gli occhiali 5 cd a$-
-- - -- colta lc C& ffioni in un Con-
fiffianario di Nocc ,poRo alla
dc&a della Chicfa ,quando C
entra per la Porta maggiore,
vicino all'hltare di Santo Ata-
naiio; e detto Confcflionario ha
una Graticella quadra d'un pd-
m o , e mezzo in circa , non fo
di chc materia fia ;i buchi dd.
.
1a quale hanno infcrita una bel-
1a Crocctn Queflo Padrc
come che k amorevole, e do.
,
mcfiico 4 Cafa noltra , pilglia
,
con mc e collc mie figliuo.
le qualche confidenza, ma fcn-
za malizia imtnaginabilc : Mi
averd detto una dozzina di volo
te, parte avanti la Confefionc
patc nciia- - Codkfionc Adfa e .
Pratica &ìSanto Uftizio
, - - - I

!L. a ) , +.: J,L ualche volta immediatamcntc


.- - , I
l:<.. - L., 'L ;ch' Io fon bella h
J , -. ,
la vita C che ho tte

.
t

<' , belle figliu~le~eancor loro cam-


- ' minano lcggiadramentc d
I I1 Padre e in buon concetto
. .I.) ,, - appreffotuttala Cittd , ed lo lr,
. I .. tcngo,e ramo in luogo di Padrc;
, i ; ,
C queflo C quello che mi occorm
rc dire a V. S.
- Qvibus habitis ,dr acceptatis
, .dirniITa.fuit ,jnrata de Glmtio ;
,
,
1'
. ;SuMcripiit.
.& perleéto ci fu0 cxaminc f i

, la Morolla Mofcati c o n f k m ~
quanto fopra di mano propria m)
Aéta funt h2c per mc Cur-
tium Signanum 5anAi Officii
Notarium.
--
ANNOTAZIONE.
--
Dandoli il cafo, che la Sollecitazione fra Rata commeffa in edonh di qndche M O U ~
s a ;,perche in m01 ti MonzRe ' le M o m b e G conkflano nell'i eRi luoghi che fervo-
n o ancora per Parlatorj , P %ve avvertire d' interrogare e far*efprimcre bene ,
R ,
,
rlupp~ffe Sollecitate fe l i difcorli impuri, o ani importanti la Solleritlrione f
W
i o n o nesgiorni deilnati dla ConfaGone nel loro Monafferio O in occalione di OU-
fefione ; bcnchè pcr altro nel S. Uffiziofi proreda ancora contro li Confeffori ,cbcr
, Fg"'
,commettono td' eccefio nel ConfeGonario fmza occaiìone di Confeffione ;a 1C
,
dalle Sollecitate fi deporri ,iche dalli buchi o forami della Graticolla del Confeffio-
muio fiano fc iti toccamenti di dica., o 8 altro : fe dal Reo ne' tuoi conltiniti 6
P"
qegherison fo amente il delitto ; n~;iancora coitantementc fi rllegherì 1' impoffibi-
11t3di averlo commelio con tale circoffanza, a riguardo dell' an ultia e Rrettezu ,
délli d m i forami : per verituione dei h i delle Denunzianti &VA far6 giudizial-
*menteIsacceIFo,e farne la ricogniziooeper far coffare,fe tali forami filiero così larghi,
, che pcr efi potelho farli fimiii cocca~mi;macon la niag iore circofpezione ,c f c v -

""Tff ibile; mrffiniamente dovendolì ciò efeguire n e Confeffionario di ua che


Mon erio di Monache,con ientirfi per Tcffimonj di perfone Ecclefiaftichedi ta e qua-
p 4
, ,
l i d e condizione che aocorchc non gli li dafle il giuramento d' olfervare il fileozio ,
,
v

Jarlo giammri .
A e gli f dovri dare i ci poteffe &re certezza morde che non M i r o per propa-
E pecche la re u nanza di denunziare nelle Donne .follecitate non folo hole elfere
PP
n a f a t r dall' aver el eno prefiato il confenfo alla Sollecitazione come ha notato il Pa- ,
dreMenghini nel margine della Denunz dando alli Vicari gli avvenimenti op
p r rimoverla; ma m a da Atri u r n a r i @ d 9 ed in particolare dal timore d P e 2 ;
fco-
. SeMMa Parte .:
Lpnc,qaicratnte da Mariti,Geaic t;k Fratelli ,o altri Parenti :in tal
, i loro Vkarj per &&e
m o g P < > r d i ~ed a dcnumiare farle aUìrurare da Con-
4iori,o da aiui,chc gfiè ne daranno notizia,chc faraono tenute regrete ,e gli far2 deRi-
/ o m p o apropdco dame le ben- fmia p à c o l o rrruno d. erire
ma quido c$ioagiovi per far@ri@vere a.compavirc per ial'ebtto Qvan-
D auio di loro a &nunziaie ~iudizialiiie~te nel luogo, e tempo, che gli aversnno fitti
\ morn;domuino rapprefemare quanto gli occorre aila Sac.Conoregarione cc ripor-
IRA. h l t à di h.ricevere taliDciimie dagir1iffi;rho gli; n L n n o dito Pesmr&
=o fe- l'inrervenco del Notuo,acqud~ l'olepgiti elli Ordisarj non hanno jucarità di
dcr per e h ptcrcritta da Sac. cOn tale fonnalitd ;che altrimenti dicbit
"Pi ' ~ U *h-;
O c così cefferi probabilmente la rcpugnanlr per quanto I'efperienza

# Dclitte .
g~~raikoeaco
Si x q i e in&,
dirrroItra,c G cooEcguntì I'inkmo di non Iafciare impunito oa tanto =or-
che C e b b il delitto della Rivelazione della Coafiffione per fe
r e ma"$ a m e n t e non ap 3rten;a a1 Tribunale della S. Inquifizione conforme è Rato
V O ~ rimtuo c i i l l i S. bsregazi<mo del detto Supremo Tribunale ;in
C
rdw-fdan ne P& denunziato, o legittimamente indiziato nell' iRe o tempo F'
contro di lui 6 procede& nel detta S. Tribunale per ddelino della Sollecitazionr 9
*Odo
o Rivehziow fu& congiunta qualche PropoGzione,che inducen'e nel Denuqziato
m e d'Intdletro circa il figiuoSagtmc~llc,intali cafi fi procederebbe contro cito a-
@m per il deiino &da Rivclaziong della Confcffione.

QIJARTA DENUNZXA'
D' un Celebratc ,non pro-
moXo a1 Sacerdozio.
Dic 30. Scptembris 1682.
Ponte pcrfonalittr compa-
S ruit coram Admodum Rcv.
P.Vicario Sanei OfficiiAuximi,
exiltentc in propria manfionc,
in meiquc ,&C.
DominusQujrinus filius q u o b
damlacrtii Piiini dc MontcBcl-
lo Dioecc& Cafalenfis , aetatis
annorum viginti duorum ,Clc-
ricus Diaconus ,degcns dc prac-
fcnti Auximi fu b Parochia Au-
firali ;cui delato juramcnto ve-
,
ritatis diccndr quod pnfiitk
ta-
P& &ti= Utnzio
del' Santo Sacris ,i q o s t
• •

r @errda q+e ~ c l i t tgroi0ìJì-


o
u infri
i Son
.iitcris
rapprdmmc
*o, egravifima la peno ;nc./ò/o V.R. che e uattro Tcrnpora
ricerca rna diljgesaa cfqri&rtapcr proriimc pa tc Gno andato
fabbricare i/ P~oc$o~ma airco $i -Ordinazione a Vcnczia con
aU'
wtc Ordavi, a d fiflì bt*. duc alai, che aqiravano ,ouo
I a1Sacadozio,wot Don Berillo
Berilli, e l' olmo al Diaconara,
, come VOICVOIO, C fi C h i a a
.
Pcrinuccio Maiafa tc Candiot-
to Tutti fofiim'ordinati la
k mattina, e 1' uno vcdcva or-
didarc l'altro :Io ,e Painuccb
iglhffimo il Diaconato, C Don
k r a i o Berilli ssordinb Sacerdo.
te j c tenne ordinazione M o 4 -
gnor Mitridatc ncl luo folica,
#l gkmf ~ ~c*hEcd?i- ~ c c
rno per Ancona, ai arrivammo
- iltcrzo giorno, ch'era Martedì,
cd ivi nu k m a i per i micì afEui
wttro dì . I l fscondo giorno,
%c h ~ i o v c dpro*oì pi~ato,
cffcndo andato per parhrc ai
Curato della Chida de'Mcrcan-
ti, trovai nciia Sagreltil dJLI
mcdcf ma Cbicfa ap arato per
!
dir Mcffi il Diacoilo crinuccib
M U o r t c ,c refi5 fuori di me 3
. e vidi, che ufcì fiori così a
parato , C G portò a dir M&t
211' Nrar maggiore ii vicino ;c
dalla Sagrcltia vcdcndoii molto
bene 1'Altarc ,Io I'olfcrvai colla
viRa ,e coll' orecchie fio al
fine; I1 quale Altare aveva il '

Pallio, ci Cufcini di Saja bianca


C@& trhc di V ~ coiori, J cm
t iAw* C
q'=
Seconda Pmd P .

q ~ t n ~aiiddi&;d
a ilnf&a
. cc di ottone ; ma erano acccrc'
duc folc Candelc di un' oncia,
o poco più L' una. Dire 13 Mcf-
fa dcUa Madonna, che comin-
cia :Sake San&% Parens ;fegui-
td 1' Epifiola ,i' Evangclio ,ed il
prefàzio ;coniagrò il Panc ,ed '

er qlianto parve ;alzà


l'uno, l'
Vinoe, 'altro ;diffc il Pater ;I
comunicd a Cuo tempo ; dicdc
I
la Beiiedizionc in fine della Mef-
fa, c la tcrmind coll' Evangelio
di San Giovanni, che ha per ul-
rime parolc : Et Verbum cara
fium +, &e. E perche ucito
9
C un paviffimo calo del anto
Uffiio ,Cono comparfo a fcari-
care la mia Cofcicnza .
2 Inr. Qua liccntia , fed qua
Dimifforia celcbravcrit Peri-
nuccias MiGm ?
Rcfp.10 non Co dire con qual
licenza, o Dimiroria abbia ce-
lebrato Perinuccio k Santa
Mesa.
3 d v r r l a detta&eAitame~te#r 3 Inr. An dixerit Mfim bc-
brae 2J?gno,cbe ba ce/e&ratoaltre ve1 ma16 ?
.
vojte
.
Re$. La dXc fpeditamcntc
C bcnc
,
4 Si fa qq%? Inlettogmàoae ; 4 Int. An audidt vaba Con.
perche il facrilegio ia tal Sana- kcrationis , ve1 faltcni vidcrit
m~toJperfezionnneìlacOtl-gra- motionem labiorum diai Dh-
zioac del Pnae ,e del m o ; ficco. coni Pcrinuccii ?
/ia
as ir q~.eìhdellà P e n i t e ~ ~ 10 non poffo dkc ccon
- esmp@e #ella forma d& a f i k . Certezza p& i' uno, n& i' altro j
.
.. U'BHC pcrchc la .diRanza, fcbbenc n ~ n
molta, non pcrmctteva di udir
le parole, che fogliono cifer tc-
5 X -. grc-
.fi:, ,.. ..Prat.icadd
I . ~ o P J ~ i o
grete ; e lo har giù colla tcffa
0.
I

ae1 Sacerdote , come fì fuolc


impediva di poter vedere il mo-
.
~ n t e r ~ g a z i o r ie m
, -.
t o dellc labbra.
5 lnt. De famulo , qui infer-
;percbe niumpuò me-, vicbat tali facrilegat MiKz.
fe nno abbia cekbrn- Refp. Serviva la Mdà il Chic-
,
qreih cbe E h richetto della Sagrcflia, che fen-
tivo chiamar Btrtoldino j non
fo di chi fia figliuolo ,nè di che
Pacfe j ma era veflito di color
berrettino i ed avrà avuto do-
dici anni.
6 Si oftrci quanta diligcnzajf 6 Int. de qualitatc MiKalis,
k u c *&re ,pm piovare COI&Z. Calicis , & Paramcntorum ?
defiteme#te que/)Ddelitto ;cbe por?
tafico iopena d e # ~Morte . Rcrp- 11Mefile aveva le co-
pcrtc nere colli icgnacoli roffi ;
Il Calice tutto di Argento, c d
I . Velo di feta bicinca;la Pianeta,&
la Stola, ed il Manipolo di vel-
luto bianco, ma uiato ; il Ca-
. mice, 1'Ammitro, ed il Cor-
done di robba ordinaria bianca,
ficcomc era ordinaria la Bcrret-
ta da Prete.
7 G/; irpaari J#,Jn/r*jdc
-vifu, & de audiru ; e pmòjcb-
ca dilige n;# conto di ?oro .
-
7 Int. Ils adltantibus di&

Reip. A qucfla M c f i erano


molti, ma Io non'gli conofco ;
. i o bene, che D. Bcrillo Berillì
.Aava aUora dicendo 1' Uffizio in
ChieEa ,cd avrà veduto, e fcilti-
J t0 tutto.
8 Avendo Peritzuccia celebra s I n t An fciat ,ve1 dici aridic-
ma ooCta k Mefa irr detta Cbiefa, t it , diourn Pcrinuccium celc-
#pc/ìmr,ckmn abbiu comincio brade albs Millas in prrfata ,re1
2 ,
soli ; c perdjibimrrda c o m j j% alia %ccIcfia?
+rlia J1~tmogaziom. Refp. Di qucflo non i o , n&
9 &N-
ho intelo dir niente . 9 Int,
&conda Patc i 7Y
9 &am&ptrwanotato d i p m - g 1nt.An f&t, Pel dictffl
piu rnarro nLk'bretto/ok'ta & alper dierit ,dictum Pcrinucciurn n o -
~chtbtato/a I l - ,b #n gramdk tare Milfam a iècelebratam i n
urgonrcnto,cbecidob~afi~to;f~~ali uo librosacrarii.
gti altri irrdizj . &fP. Dopo, clic ~ c r h u c e i o
ebbc celebrata la Meai, c rcfc
-
lc grazie, notò la fua McKa ia
u n Libretto lungo , coperto con
una carta turchina, clie fta a
quclto fine i~ellaSagreaia ; cd
lo lo vidi molto bene ; prek il
fuo mantelio ,ch'era corto, e fe
nc ando pcr i fatti Cuoi, non fo
dove.
ro N e i Sa880 ;i Giudice 1, I,, An fciat , vcl dici ;iu.
ed aiP!bi dicrit, di&umPcriauccium ha-
;pmd dewe dimandareper i/Fi/lo, buire aliquod Indultum APO-
*Iaflco i n f a m e d e / S ( - am8 Rolicum ,quo potuerit ordina-
fa in queJo l q g o . a ri in Sacerdotcrn , POR reditum ' -
-, in Civitatem ~ n c o h zut , fupra,
& celebrare.
Refp. Io non fo niente di que-
fio ; a me però pare impofibile
per la brcvitii del tempo.
11 %e& Incerrogoz;cue rende I I In t. Quaiido ipfc Examina-
a correggere i/ TeJimonio ;cb' i* tus vidit prr~fatumPcrinuccium
vedere t a ~ t / peleraggine
t , n w indutum VeRibus Sacerdotali-
+#$Te bocca ir favore del g i ~ f l o . bus ,q u a d ipfum non monuerit
.I nc committerct tantum fcelus ?
Rcfp. Io non d i a niente,p.cc
chc reaai incantato a tanta ini-
quitd ,e no? ebbi animo di dir-
12 Si fs qm& Intcmguzione
gli cofa veruna.
12 Int.De ualitatibus indivi-
%
p r p r o w r e lldesticd AcIla erfa- dualibus prz ti Perinuccii ?
B
=e la p r m a rlew eger evi ente , Rcfp. QueRo Pcrinuccio e di
e p i i rb' evidenteper /a ca@ fu& Ratura piccola ;di peli ,e capelli
&tm j &d pcrcbe qrepI delitto r o s i , ma tutti crcfpi fenza zaz-
i C ; ha un occhio tutto fcar -
parta_Fco zuza p c n a g r a ~ J i ~ ~ c i i i zera
la p&elZa .
Morte x9 pcl-
ja , , . llatoVffzio
pratici del Santo ;i1 vcfiito t nero,loago
' -$o al ginocchio;poru un paro l

di calztttcdi color pavonazzo ,


colle fcarpe bianche. '
. 1 3 1 n t . B fama diQi Pcrinuc-
cii,tàm apud le,quàra apud alios!'
1

t
Rdp. lo fon Poreltiere, e non
. lo conofco; e ne meno fo in
qual concetto Ga apprcflo gli
n

altri .
14 Int. An odio, ve1 amore,
& fupcr Xniinicitia ?
.
Ref Re&.
Q..L
ui us habiris, & acccptatis,
dimiffus hiit ? juratus dc filentioj
& erlttta ei fua depoficionc,
f
fc ubfcripfit .
.Io Quirino Pifini , confermo
quanto foprs di mano propria.
A&ta funt hzc pcr me Cur-
tium Signanum SI Officii NO&
DECRETO.
Succefivè
Attentis praefatis Oominus dc-
crevit ,Tcltcs informatos fecrc-
,
tò vocari ,examinasi & Pro:
.
.
cdum fd bricari
. ,
Itàelt Curtius Signanus Sa*
t& Ofliicii Notarius
e E S A M E D E L PRIMO
TESTIMONIO.
Die prima'oétobris I 682.
v Ocatus perfonalittr cornoe
paruit coràm ,& ubi fu-
pri, in mcique ,&C.
Dominus Berillus filius quon-
hCaìidonU&illi deRagufa,
P#$- Ad*
Seconda Parte. :h
Advena ~utiki,rtatis anntb-•
rum viginti quin ue, Saccrdos
P
fzcularis ; cui dc ato juramcn-
to vcritatis diccnda ,quod p r z -
ititit taais Sacris Iitcris , fuit
per D.
I lat. Ai1 fciat ,ve1 imagine-
tur caufdm fu= vocationis , &
przkiitis cx~iiiinis?
Reip. l o non fo niente, fc
,V.S. non me lo dice.
' 2 Int. An cognofcat Jiquem
Hzreticum ,Sortilcgum , Blaf-
hemurn , Poligamun~, Glc-
Erantem non promotum ad Sa-
,
cerdotium vcl quoniodolibt t
dc Hzrcii fufpc&urn ?
1.
Rcf I o non conofco alcuna
di quc c forti di Pcrfone, delle
guaii m'interroga ; folo tengo,
che uno abbia detta la Santa
Mcffa fenza &cr Saccrdotc; f e p
.
pure non ha qualche Indulto
Apoltoiico
3 T#tfele volte, cbe il Tej?i& j Et ci di&, ut feiiatim nar-
"0 .
nicefipere ildelitto ;fe g/i,a- rct quid fibi occurrit c i r d hoc
dina, comefifi qui ; cbcracconti Rcfp. Deve Qpcre ,che non
w w r e dire, s cbefi .,
%*iam~ntetutto quello cbr gfi tencndofi Ordinazione in queRc
parti, ci rifolvciiirno in tre di
. andare ad ordinarci a Vcnezia,
come ficefimo,le uattro Tem-
i?=
ora roirime pa atc ; Ed cra
P
u n ta Quirino Pitìni, che aa-
: dava a1 Diaconato, ed l o al
Sacerdozio , ed un Candiotto
per nome Perinuccio Malaforte,
- per eKcr ordinato Diacono co-
mc il Pifiai ; fofimo
b - cfamiaati
tUt- /
\?g Pratica del Santo U5zio
tutti C tre, ed arnmcfll; ed il Sa-
bato mattina ,fecondo il folito,
I o hii fattoSacerdote; e gli altri
due fbrono ordinati Diaconi ;
cd I o gli vidi co$li occhi pio-
prj ;t i'Ordinazione fù tenuta
da Monfignor Mitrida tc nella
.
Cappella Solita I1 giorno fc-
guentc C' imbarcafTimo di ri-
tornopcr Ancona tuttie tre ;
cd arrivammo in tre dì ,e i'ar-
rivo fii il Martedì ventiduc del
palratadrrivati al Porto ogniu-
.
no andò per i fitti Cuoi io mi
. firmai in Ancona fino alVcncr-
, di ;ed il Giovcdl anteccdcnte a
buon'ora celebrai la Santa Mcf-
fa nella Chicfa Parrocchiale de'
Mercanti , e poi mi poli nella
xncdcfima Chicfa, avanti 1'Altar
maggiore, a dire 1'Uffizio Divi-
no;e nel rccitarc il Te Derm /a#-
&mm, vidi comparire il Chie-
richctto Bcrroldino con il Mef-
falc, che conduceva a dir Mcfi
it all'Altu maggiore medcGmo
un Saccrdotc ,che non Qpevo:
chifòfT~cdil Saccrdotc comin-
ci& la Mcga della Madonna:
~a'lve Sana4 Parcmrs ,c nel vol-
tarli a dire il primo Dominus
uob@xm, mi avvidi, che quel-
lo, chc diceva la Santa McKa ,
era Pcrinuccio Malafortc ;c re-
itai talmente flordito a qucito
fpcttacoio, clie non potei fcgui-
tarcl' Uffizio Divino; e qucao
b quanto mi occorre dire.
-Seconda Partt
4 Imp7trr @q ~ $ ahterroga-
. 7.9
4 Et ei fubjunQo, u t reccnfcat,
zione ;percbc p d efire, c k ab- putcs primjpales Mi& pcrfolu.
bia detto alcnrre parti &i.#&lefa, t4s a Pcrinuccio Malai'ortc ,dir
c 3 p ltre rò;in particelare lapriu- ais 10co ,tcmpore ,Sr occaficp
.
c*a!c, cioè I4 C1,1Jagraeioric ne.
Rcfp. Pcrinuccio Malaforcc
rccitd i' Introito ,I' EpiRola ,i'
Evan=clio, il Prefazio ,il Cano-
nc ; &ce la Conhgrazionc , ed
Elevazione ;dire il Poter, li co-
nlunico ,dire il P$ Cammuniu;
diede la Benedizione , e dire
1'Evangelia di San Giovanni, c
poi accomodò il Caiicc ,fecon-
d o il folito , c Te ne ritornò in
SagreRh ;C quivi Li fparò ;fece
le fuc divozroni, fcriflè il fuo
Nomenel librctto a quelto fine
deltinato, e rcfo il fuo Mantcl-
4'
10,fcncan d, nonsodove ,e
s o ci6 ', perche dopo la M e f i
g!i andai dictro in SqrcRia ;e
vidi tutto coli' occhi proprj
5 Si avevà ogni awerteaza di 5 Int. Aa audierit verba Con-
.
fare purlfn Inrerrugaziune; percbe leera tionis , vcl faltrrn vidciir
.qaljia la f@aza &l Delitto . Perinuccium moverc labia fuper
Panem , & Vinum tcmpore
Codccra tionis ?
Refp. I o vcramcntc non udii
le parole della Confagrazionc
del Pane ,C dci Vino ;vidi pcro
Perinuccio muover Ic labbra,
erchc lo ero dalla banda del
!vangcfio lontano una picca in-
- , circa, ed apprcfi ,che dicellè Ic
parolc folicc dclk Confagra-
. zionc .
6 Int. A n fcizt , ve1 dici au-
p
6 &undo //spc&o le n - a e
afioftanoh mefa idoverio* dierit aìiquam ,vcl aliquas Per-
YO hnas
80 Pratlca del Santo Uffizio
q gamirrare ; per wsdsrefi qual- fonas audivisc vcrba Codccn:
cbsduno ae>eJe udite Je paroìe del- tionis prolata a pracfato Peri-
I n Cbt#agraz;oioar , o avefe Jnr- nuccio ,ditti$, loco, tcmprc,
no veduto inuever le labbra. & occafìonel; vcl faltèm vidcric
movcre ejus iabia iupcr Pancm,
b
& Vinum .
Rcfp. Molte Pcrfone crano
alla McKa fuddetta di Pcrinuc-
cio;ma Io no n làprci dire ttaii
9
fofIéro,n&so chc alcuna di o r o
abbia udite le parole, o abbia
oiì'ervato i mori della labbra fo-
pra il Panc , cd il Vino fatti dai

7 Sirtrrroga rorlprr conr&re


mcdefimo Pcrinuccio in quel
tempo, luogo, cd occafionc
7 I n t Dc Vcfiibus Sacerdo-
. .
i Paramenti Sacerdotali. talibus, Calice, & Miffali, c u m
uibus cclebravit Migam rz-
9 B
atus Perinuccius , 3t dc ara.
mcntis Altaris ?
Refp. Pcrinuccio dire laMcf-
fa con qucgl' ifieilì Paramcnti ,
colli quali celebrai Io ; colla
Pianeta , Stola , C Manipdo di
Velluto bianco ufato ,e col Ca-
mice, Cordone, ed Ammitto
ordinarj j C nell' andarc, c ri-
tornare dall' Altirc aveva una
.
Berretta nera pure ufata I1 Ca-
lice cra tutto di Argento con un
velo lacero di fcta bianca: I1
McKalc aveva lc coperte negre,
cd i fegnacoii rofi ;11 contr'Al-
tare ,o fia Pallio ,cd i Cufcini
crano di faja bianca, colle tri-
a c di varj colori , C ful'Al tare
crano quattro Candelieri colla
Croce di ottone, nia due folc
Z

8 Se erano acccfe .
Candele ,di un' oncia in circa
s Iat.
Seconda Pake. %i
8 ;fr UVefi etkbrato aitre vdte 8 Int. An fcìat, vd dici audie-
rare& pigrave il delitto ;e no# rit ,dieurn Perinuccium in illh
-.iiuearwc ,wHa -1 dia Ecclcfia, ali& celebraffe?
farebbe fmfitd . d'
@?Q- tgcrta.
.
RcCp. Io non IO,at ho in te
fo dire che Perinuccio abbia
pih cclcbrato, nt in quella, n&
altcc Chicfc .
r
0 0 s Ptrinuccius .,
Int. Ubi modò rcpcriatur di-
Rcfp. Io fiimo che Perinuc-
- cio litrovi iicuramen te in An-
cona ,pcrchc ivi ci fono diverfi
M

fuoi Pacfani , come mi ha dct-


to lui, quali non conofco ;in

fo ldentitb
.
che luogo poi prccifo non lo
poro fapcrc
IO Int. Dc ualitatibus indi-
perjna eoa d a rgimonj ;c;d Bi
vidnaiibus di Diaconi Pcri-
t r ~ @ ,=rba dd **e 0 Tejlimo- "uccii
#io , e con quella, !cI e diede ;i Rdpa Qucft0 P C ~ ~ U C & di
C~O
jmprrnio TèJimonio , d
ii aeaan- fhtura baG ;non ha zazzera ,
eiante : cbe nel S. vfi.0fi && c di capelli ,c peli r o f , ed ha
we a m r ltd per Te/timrWo. un' occhio f a r cilato j vcRe di
P
corto, c porta c calzcttc di co-
. lor pavonazzo , collc f'carpc
'l1 &hroafdd;
.i
bianche .
I I In t. DC h a f'apradiai PC-
ira fama ,pò @re, cbe Santa, " U C C ~ ~ !
Cbiejùficondo la di lejfimma p& Rcf.* 10 non ho conofciuta
M, gli comm*tofi /a pena &lo P m i n ~ c c bfc non in quel ~iag-
jN gUe/~l
arte c;altro; J gìo ;e non ho contro di lui ai-
, , V

tro ,fe non chc non l' ho vcdu-


= to in qucl tempo recitar mai
1'UffiwoDivino.
. 12 1nt.Anodio ,vd amotc,
- & Bipcr lnimicitia
Refp. Re&&.
.
- Quibos habitis ,& acccptatis
dimiffus fuit juratus dc filea-
- . _ v -3N tio

4% Pratica del Santo Uffizio
tio j & pcrl&o ci &O
f*faif .
lit Bcriliì- codfizrn~
Cc10 &i 10
quanto Copra di mano propria
Atta funt hzc per mc Cut-
b
tium Signanum Officii
, Notarium.
ESAME DEL SECONDO
TESTIMONIO.
Dic 2. Oaobris I 68t.
v Ocatus pcrfonalittr com:
paruit coràm ,& abi fu-
prP ,in meiquc ,&C.
Bcrtoldinus Filius Riodonis
. l - Mcruii dc Camerano, aetatis
annorum trcfdcum circitèr ,
degcns Anconz fub Parochia
&krcatorum ,modd Aducnz
Auximi ; cui delato juramenco
vcritatis dicendac , quod prz-
,
fitit ta@ Sacris literis fùir
o*
x Int.Dc importantia jura-
menti ?
Rdp. Io fo ,che fc diccffi Ia
bu ia hrci un gran peccato,
P
dc refio non fo altro.
2 Int. Dc cjus exercitio,& u;r
9.
dc caufa fit in hac Civi tace
Rel'pLa mattina Ito a fcrvidc
M c f i a k Parrocchia dc Mcr-
. canti di Ancons ,c dopo defi-
narc vado alla Scuola ; c mi ri-
trovo quì in Olimo per v e d a ~
un mio Zio, che mi vorrebbe
fcco
Seconda Parte. 13
Ubi f h d t dk Jovis pror
3 Int.
- ~ i m prztcrito
& .
Rc1p:G iovedi proffimo p a f k
t o m i trovavo in Ancona ; la
mattina allahrrocchia ntddcrta
a fervir lc Mdfc ,C dopo &lì-
,
4 Ca* qff@-InterP~@zio~e
narc fÙi alla Scuola .
fi 4 Int. Dc Saccrdotibus , qui -
&prird, Je p e Prete dicefi, cclebrarunt MilTam dic Jovis

detta Cbiefì .P Mercatofum .


o non dicefe Me a qtrelgiorno in proximè prztcrito in Eccklia

Re$ DiHc McFa in detta


Chiefa, e Parrochia , il Signor
Curato, D. &riJlo Berilli Sacer-
dote novcllo, D. Antinoro Pin.
,
cjlE ,ed un' akro che non co-
.
nofco
5 int. @is infervivit Mi&
illius Sacerdotisa fe ignorati; &
.qua Pccntia ipfc celebravit ?
Re*. I1 Signor Curato non
uel Pretc rni dire, che
- 2
ci era ir Meaà ;Io penfando ,
voleva
che hffe uno de 1' invitati dal
B
Signor Curato , o lafcki cele-
brarc ;cd Io fui quello , che
,
i' aju tai ad appuarc C gli fervii
.
la Meiìà
6 GIJarijpfla a su@ Ikterrc 6 Inte m Vefiibw Safcrdota-
gazionc, /i ratifca per la t e r z a libus ;de Mifili, dc Altari ,in
colta Pldcntird di t a t t ~le C O ~ cbg
, qua celebravit 9 cjufque Para-
&D nominate in g a rirpt$a. mentis ,& dc aitantibus tali
Mifxz ?
,
Rcip. Mi diie chc voleva dir
Mcfi della Madonna ;c li vefiì
- dell'Arrimitto ,e Camicc di teli
bianca ; fi cinic col Cordone
ordinario, che in mezzo ha un
gruppo ,e prcfc il Muiipolo J 15
7 Jc L2 Sto.
Pratica del Santo Uffizio
Stola, c la Pianeta di vclI~to
, bianco per6 data, fi fuvì di u n
McWc, chc h3 IC co i t c uc-
con i fcgnacoli r o g c di un
Calicc tutto di Argento colve-
l o di feta bianca :DiRi la McfTa
aii' A l t u maggiore ,il quale
aveva quatuo Canddictt collr
Croce di ottone, col Pallio ,C
Cufciiii bianchi trinati di vari
co1ori;ed erano accdc due Cane
dele groffe come il dita pic-
,
? .
4 colo, c molti fiuono prcfcnti
ma non mi ricordo uali
7 Se avefe detta b WeJa i n , 7 Interrog. An a vertcrit ali.
Viverfa maniera dagli altri ,cioè quam diffcrentiam intcr Miffam
,
mlamente ,/i poteva/o%pettare, praefiti Saccrdotis & MiliTaa

da.
cbe foJe k primu volta, che aveJ aliorum ?
fe celebrtzto;ma avendola A e t t u Rcf Quefio Saccrdotc dilFc
bene, comegZi altri, bijgnia dire. lu g i u h come gli altri.
&e tuobia fatto volte 8 Int. An ille Sacerdos poR
Miffam notaverit in aliquo li-
bro confcrvato in Sacrariop r e
prium nomen 3
Refp. Si nor sì, che quel Sa-
cerdotc ,C cttaf la MelTa notò il
h o Nome in un libro piccolo
lungo ,coperto di carta turchi-
na ,che fi confèrva nella Sagrc-
itia ,c nc ha cura il Sig. Curato.
g Int. An pro tali Mira diaus
Sacerdos habucrit elecmofy~
.. mm7
RcfpsIo non fo nicatc f uc-
P o Sacerdote per qucic&f-
fa avcirc la limofina ; può cfìèr;
che il Sig. Curato gli&I' abbia
data ,o promcffa ,perchc alui-
pa~atinwfi facbbe notato.
C9 zo Ec
Seconda Parte. 85
IO&do Bflirnonid r cortr/o IO Et ;i dillo, quodtlcrcribi( '
.
td dcZIapw-na .
dZi altri d#e inprware E I&n;& di ttum Saccrdotcm ?
Rcfp. Qcfto Saccrdotc ,c di
natura piccola , con un' oc-
C h io offdo ,non porta zazzera,
ma ha i capelli roifi ,C crc(pi, e. 3
così pure t r& la barba; c por-
ta una vdtc ncgra corta, colle
,
bianchc .
calzcttc pavowzc c Ic Scarpe
i I Si dimanda dooefi ritrtma ; I I Int. An fdat ,vcl dici au-
- dierit ,di&um SIcerdotcm alib
perpoter ve&realla di l~ricactwra.
cdcbraffc ln ilk ,vcl alia Ec-
ciclu ,h ubi modò rcpcriatur ?
Rdp. Io non b mcntc ,.lc
quclto Sacerdotealtrc volte ab-
bia celebrato in quella , o in al-
tre Chicfe j SO fo,chc non l'b
piif veduto, nc intero nomina-
dove ora G ritrovi .
re n& avanti, nC dopo ;nt fo
Qyibas habitis ,& acccpta-
tis , dimi& fbit ,juratus de
f
mine, ic io icriplìt .
aentio ; bt r l c b ci fuo cxa-
lo Bertoldioo Meruli a m m o
quanto fopra di mano propria
A& funt hzc per me Cur-
.
.
tium Signanum Sanai Oificii
Notarium
ESAME DEL T E R Z O
TESTIMONIO,
Dic 2. OLfobris I 68 r ;
: V 8.
KCV.
Ocatus pcrfonalittr com-
aruit cordrn Admodum
visuio offi-
. cii &C.? cxiltnitc in loco cxan\i.
1 PQ nugi, in pcique, &e. Rcr. .
86 Pratica del Santo Uffizio
. 6
ilcv.Dominus Sactipante Mi-
rabcllus ,Parochus Mcrcato-
rum Civitatis Ancons ; cui dc-
lato juramento veritatis diccn-
dz ,quod przflitit tattis Sacris
t litcris, fuit pcr D.
I Int. Dc Sacerdotibus , qui
.'

'I Per &pere eJP prqo Pret&


abbia celebrato relgiorno in detta cclebrarunt Minàm in fua Ec-
Uo~e.
P
a i q a , qnrja la vera Interraga- C I C L die Jovis p r o x h t prztc-
rito ?
Rd'NcUa mia Chida GGio-
,vedi proiillno parato furono
' - celebrate quattro Meiile ;ciot
lamia, che fb la prima, una del
Signor D. Bcrillo Berilli Saccr-
dote novcllo,la rcrza dcl Signor
Pincilli ,e dire i'ultima a n tale,
che non fo chi fìa ; il quale in
mia afkiiza dimandb di dir Mef-
fa, ed il Chietichetto lo pcrmifc;
C dopo la McKa notò il fuo no-
me ncl libretto folito, C poi,
per quanto mi riferì il Ra azzo,
!.
ic nc andò, c non fi fa ovc
2 Xve~doaferito die,erJ Te)& r Int. An apud fc habeat libd-
aonj, tbe que/toSacrilego aveva Ium ,in quo notantur Miffz ,
rotato i/ fio nome nel librettof.& u z in dics celebrantur in Ec-,
7
lito d e i h l l l f e , cbe Jconfiwa in C dia Mercatorum ?
.Rcfp. Padrc sì ,che prcffodi
Sagre/ia;~on/ipotcvafar dimena
di non interrogariofipta cid,e non mc ho quel libro ,.nel quale
fargli @ire detto libro , . - qucl Prctc notb la Meffa da lui
'

celebrata ;per avcrmi lei fitto


4 ..
inf nuare ,che lo ortafi
3 Et ci er D. di o, ut cxhi-
P
. . - .

: -
bcat
EtP .libe lum przfatum
Rcf Volcnticri ,cccolo qui;
dc a&o exhibuit quemdarn
' . - libellum, cujus infcri tio; Mif-
P
'

fz celebrandz in Ecc cfia Mer-


4 'I cato-
' Seconda Parte. ! 87..
citorum 168t. Et inc~pitGcn-
.
naro 1682. Fiiis vcrd A dì 2.
Ottobre. Et diffus libcllus CB
. longitudinis unius palmi, &
quatuor digitorum, k laritu-
dinis fcx digitorum ;coopcrtus
quadam chartula t~rchina~char.
tulatus per totum ,contincns
chartas triginta ;& i n pagina
quinta, a tergo, circa mcdium,
tcrtio loco , habcntuc hsc
.
,vcrba, vidclicct
A dì 29 Settenrbrc 1682.
Io Pcrinuccio Malafortc ho ,
hkbrata h Me& ddla Madon-
na.
QuJbus tranfumptis dc mari=
dato Domini ,&C. tùit libel-
lus cidcm Domino Curato re-
iti t u t ~ s .
iI Y@oo; c o m ~ # e ~ e g tcò;
e q Int. @a licentia , vc1 Di-
iiundano ,cbe mifforia cclcbravcrit in fua Ec-
clcfia fu radiaus Perinuccius.
P
Refpp.o non fo dire con q u i
liccnza, o DimilIòria abbia cc-
Icbrato nella mia Chida il Prctc
Pcrinuccio :fc ci foffi fiato Io
averci vduto vcdcrc i fuoi rica-
piti j ma il povero Ragazzo, che
attcndcva alla Sagrcfuz, non
ba avuto tanto cervello.
j Int. An fciat ,vcl dici audic-
rit , fu ranorninatum Pcrinuc-
!
cium a ids cclcbraffein fua , vcl
aliena Etclefia ;& ubi modd re-
pcriatur .
Refp. Io non fo ,nc ho i n t e
fodire, che il Prcte Perinuccio
abbia mai pih cclcbr3to nella
oua
. Pi? 6 Pratica del Santo U&io
mia Chicfa, nein a1troI~aga;
c non i'o dove li trovi ;nc Io di
Lui ho cognizione di alcuna fol-
ta, ic non quella, che ho d m a
Wibus habitis, & acccptatis, .
.
&C. dimiGus tiu't , juratus dc
filcntio ; & pctk&o ci fuocxa-
mine ,fe iubfcripfit .
Io Sacripantc Miraòciii con-
anno quanto fopn di mano -
pro ria .
Rttzninthrc
me~u-
Notarium .
G
tium Signanm& WC&

ANNOTAZIONE.
Alle dd nze dptcfle d d P.Menghiai per arifinre li foddettt r Dcwmzia coa;
'T p $"
tro il Cele rame non romoflo,(da lui l t o ) arerebbe, che fi f0 e arata, uizi dov-
Bi
rggiugnerc quella di mivere di' Iquifimrc Venezia, dove li /&a i p i t a I'ulti-
defimo al Diaconato ,trattandoedi(hdin&ont f i u
7
ma Ordinazrone del pmefoReo, r a v m la partita autentica de I'(>rdiii~ionedel m 6
giorni prima : e 1' ai&
di far fare la prquifizione nelia Cancclluia &li' 0%ar10 wtcc,rc in chiara, che
P S
boa aveffe ri o n a a DimXoria per ordiaarfial Suetddo; tampoco efibiro dchn&a-
dulto APORO ico per potere aliendere a qoello.Qdtc diligenze poi fono oaomamenm
neceiFpeie ,e devono commetterii ad d a i Inquilitori, e Vcfmvi refpettivamente ,dove
uelli non fono; qumdo li reteli Rei di tale delitto ;&rmaniro nc'loro CoRlruti d'@C
R ,
Sacerdoti 3 e nomina ero li Vefrovi da v a l i fono Bui promoul al Preibiirnm ;
pere& fecondo la difpofizionedella Bolla di Paolo IV.coatro li Glebranti Ia MciXa, e
cbe odono le ConfelIioni Sagramentali non e9ndo Sacerdoti ,confermata de Clemente
WI. pare, che in un certo modo Ga imcirmbmzl del Fifco di rovuc la negativa deiil
loro omezioae i t a ~grado i guado i v i k ~ ~ e i r a t oc ,c o < i l c b p
qual& tempo anfìdnbih.

a d ? di riocvcre la De~un& ,ed eJan>inarr li r'@tvonj


jopra il delitto di Poligamia .
tUINT A DENUNZIA
DI POLIGAMIA.
Seionda-p&te.' >
i
P. Vicario San& 066AUX:. '
l
/ mi exilttnte in propria maniio.
- ne, in meique , &C.
Cicero NIU uondam Virgi- ,
-
5
- lii Nardi de Fa sia00 , actatis
: annorum triginta ,Advcna AR-
-
ximi ,Mercator
ramento cui dclato ju-
vctitatisjdiccndtqud
C 4 4

.. .
~ r z f i t i tta&k Saais tcrb
cxpofuit , utinfrà .
,
crmoaao le Derr1~1dde I Saranno dieci anni, che io in
/i amertird difar Fabriano in M a mia, fkci il Pa-
dire aC Denutru'antc il d e i l e rentado ,o tiano Sponfali tra
-
k S ' ,c &Zia S'P,e Belli Mcnelao figlio di FedcIcSzatori,
Gexison' ;cbiflre R Sponfili ; Mucantc di Panni, c Giberta
cbe kogo; di qual tempo i a Z b figlia di CaRorc Maigradi; h o -
fiefinza dr' cbi , e /e fu fatto noprefenti col Padrc dello Spo-
t In/h.umento Dotale, e cbiJ voi fo , li due fuoi fiatclli ,dc'quali
.
gd Cor3pe, quaxldojhrono&b- non fo il nome, ed il Padrc del-
&ti ; da qrurì Curato ; itr g#d la Spofa ,con fua Madre per no-
QIiqa ;i# cbc Altare, ed alla me Arnulfà Ccllari ; fi fccc l
pre/enza Iu q n d Te/timonjj fa- carta Dotale coll'obbl5go di cin-
wnno nontlnare ancbe altre per@- quccento fcudi di Dote ;e fc nc
nc ,cbefuronoprqenti ,per poter- rogo il Notaro Ruggiero Pcla-
.
k epmimzre in mesto , cbe foS. mi , prcknti duc TcRimonj ,
f i o morti i Tepimonj. Tutto c i d j che fi vedraniio nelllnfirurnen-
quep Denrunziunte . .
vede ben praticato nel racconto & to Ed avuta la fkdc dello fiato
libero dalla Curia Vefcovalc di
Camerino, lotto la quale & Fa-
0 briano ,in tre giorni Feflivi fi
fiicro i proclami daf curai2 8 1
Piano D. Lucullo Arnaldi ,dcdt
'

la qual Cura fono Pandcchia-


ni ambedue gli Spofi ,cd il gior-'
no di S.Martino dei 1672. fuso-:
no fpofati nella ficRa Chiefa ..
nclt' Altarc della Madonna ;)

Teitirncmj fÙrono il Capita3


.. . - . , no Filibcrfo Jhccafèrri ,.cd.
- 4 2 - e 4 -M Io >
& 'W L Praticadel Saiito Unizio
Io. Sono viffuti p fei anni in
e figura di Matrimonio,
c ne fono nati due figli mafchj ,
.
A

che non fo come fi chiamino :


2 ,... . : dopo il qual tempo Mcnelao fi
, parti dalla Moglie, e non fi t
mai faputo ovc fbfk : ma tre
. L giorni fono ritrovandomi Io
- L gr
L
,
miei interefi in Mondolfo ,
iocetì di Sin igagl ia ,incontrai
itektm Mcnebo ,e dimandan-
&@ dclfuusifiato, mi di@.,
-
.
L
. che un tal U o m dalh &occa
. CWrad;i , a~adqgrj,&arn
- d a c h llil@ieerap39eiticcìi
w a l a vedu~4eppcllirecolli QC,
&i p s ~ r j ,ng aveva pigìiau
. W' altfa pcg nowe D o r a k q
Talpim :e chc da quello Matrio
ìixmio aveva avuto un fidi4 i
ed urrm figlia :c diceadogli Io',
chc i n Fabriaao cra viva f u
Moglie ,e vivi anca i figli,
pofe a fofjirare, e poi mi d i n e
&i CB è fatto t401fipnPY) disfwe
, E pcrchc quclto t un gran de-
..
litto ,C intendo ,che ipctri ak
Santo Uffizio , Cono compado
avanti di V. R. per ifcaricare la
2 &e/ra
mia Cofcicnza.
Imrrogaziiarc Preb- 2 Int. De Czrcmoniis fàais a
ba fiperflxtz ,qx1~1doJ$Opefledi Parocho rafato ,quando con-
certo, c b e ~ t r m i aiìiibm ,i x cui junrit in Ratrimonium de prz-
fi regipano i Matrimonj ; ma fenti Mcnelauni , & Gibcrtam
percbc p d eflwe, cbe tal / i h o j in Ecclciia, de qur fupra
#a abbruciato , opcrjò ; o cbe 2 - Rcfp. Prima dimandò a Me-
.
&'iruzo/iJa fcordato di regi/h.ar nclao ,fe era contento di piglia-
guepo A2btrirnonio; però2 moltq rc per fi~alegittimaSpofaGibcr-
beafgtto di@#~d~rigk'
&C
,
qn$o ;per- ta ed egli di& di sì ; Poi di&
a Gi-
' 9!..*
m

- ' Skond;i Patte. i


&h C$ &m, &d a Gibcrta, fc era contcnta di pi-
Ye/,imonio, cbs norr.J v & . a a ~ gliar per iuo legittimo Spofo
&a

-
;18pmd WU- Mcnclao , c Iei rifpdc di si ;
twc~~~iorrc
clrkat-utc p ~ìb$ a t ) r p 3 Allora Maiciao pofc nel dito
. folito di Giberta i' Anello ; C
l I t
,
- dopo avcr fitto il Curato alcu- \
- nc Cerimonie, gli diede la &-
nadizionc ; c con cfonarii a
t .
-C .A.
. I . . t

ihi. Q q cgli aiai &khBaRe


' ,
. . 4a Spk h-- d i Mcnclizo r
cc sc d a 5 n o .
I
,
3 &id& gupl, p&+ Y Im. An M d o t l s 4'imk
PW f ì . ~ ~ ~ u M u tao IpTiE~lraki8toaliqaiddc D a
D0t4 &&e ~pn grm& ;#,i& rmcpm P D O r i t k OjtM k n n d r
k S-a J@u+ Uxorc, bt qaatcaùs,tk. an fuc-
C - - . . . rit f i h m diqiiod Infùuarcrc
tuoi, &qui Notarius fc logavirt
Mi dire , che aveva
l # i kudi & Dotc da.
~ ~ !&xqto
-.
Doralice ;ma hcra qi pr18 ah
6 l d'IuArumcnto ,n& dì Notaro .
* 4 S i r s * c a w o m e p ~ ~ e l a / r p4~ ~lnt. An dixerit aliquid dc
u r i c a e oUa pruova &fim& i Parocho ,qui cum cum Dorali-
i # M a h k , e p e r y ~ m em,,ra cc conjunxit in Matrimonium

-m&
p w I. P d r f p d 5
rM e
parrjru dJ me&Jino m& a. dc r zfcn ti, & dc TcRibus ,qui
, c b ~ c r k r ~ t ~ f i iadr ~ rtcrunt
~ eidem Matrimonio;
i2 & quomodo fèccrit, ut haberct
R.
pYib10 J14Ulil~Oni0. fidcm fui Aatus liberi a Curia
A

, , Scnogallientì I
Refp. Non mi dire Mcnelao
%

t f
p

,
, i

I
l a niuna di qucfic cofe
5 Int. An odio, ve1 amorc ,&
.
. . I
fupcr Inimiciria ?
C
Rcip. Reétt
Quibus habitis ,& acceptatis
.
t L dimiffus tuit, juratus dc filen-
,. I &n#- .'M 2 tio ,
9% 4' Praticadel Santo UEzio
• •
, .
- Uoj & pcrlc& Ci hiPDcpGti&
. ac ,fe fu bfcripiit , a

i Io Ciccronq Nardi c o d b n b
rpuanto f q r a d i mam propria.
i .
A& fuat hacc pcr mc Cur-
tium bignanum 3laCti O&ii
Notarium.
* .

Succcf?ìvt
r d r ~ ~ . h r r j ~ Dmodum R P. iiica-
A
~ e ~ u n zk.i e~ o l i g a e ac, d i ~ m I riw miiit per ~ w
materie gravi ,/c devo~piglirrre, cium exprfim fupradidam
.
- @*e fi fOt10 ;ma fnbit4 ~cpoGtioacmad Rcvcrendifi-
a w g a r c l Inqiytore con randor~ mum Paucm Inquilitorcm
gk'/a Deawr~aia,per faper qdb , &C-, ut'kl@pi~t&G~bifì-
cbcr) avri dafate per sw urtarci @ cgetif i u c d u m pra
8 C O S /i
~ vede qwe@ ca& fabr*&m Proafis, & pro,
to ,ebe /ì 2 pr* difirivere al Pa- fCcutio~c cauf'ae ; & c o d a
dre Iaqgi rtore di Cuba0 ,ed d jdcm P. lnquiftor &fpondit #*
Y/ ,
Padre rcario di Sinigaglia q6 fc rogal?icRcvcrcndiiiimum Pa-
@e di a ~ c t a r t t i' ricapiti recg- ucm Inquifitorcm Eu ubii ;ut
N c mandarct hdmodiim P. Vi-
firjpmf a b 6 r i c a r c ~ t r o m c ~
~ r o c g oij$mwir~.
k
cari0 S . Officii Fabriaai cxtra-
hcrc juridick a libro , in quo
. notantur Matrimonia ,quat in
dics conuahuntw in Parochu
dc Phno cjufdcmTctrac Fabrh
ni, partitan Mattimonii con-,
u a a i inrcr Men~laum&Giòer-~
n m .: Et ctiam fcripfiffc M-
R. PI Yicario %n& 065i SC- '
, nogallicnfis, ut Te transfcrrct ad'
, locum Mondulfi ,& a libro
i hlito Matrimoniorum, in quo
Capponitur repcriri notatua
&iatrimonium intcr Mcnelaum;
& Dqraliccm, fumcrct formittr
motulam diai Matrimonii , dr
exuahcrct InltrumcntumDo~is~
1 @i dr fio
t
,
Seconda Parte. \ 93
k fidem fbi htus Ii'bcti j m8G
, ncndo hinc, & indc ,ut m i t t a .
rcnt Scri turai faciuidas, ad
d
rnanus A m. R. P. Viarii Saa-
@iOffi~iiAuximi . 9
\, Ita cfi CurtiusSigninw San- \
4i 05uiNotarius .
Dic n a Oliobis 1682.
Om rucrunt Scri turz
C P mi z a Rcv.Adm. P. ica-
rio San& Ofiìcc Fabriani ,&
p.
incipiunt ,& definunt ut i& j
& fbcrunt rcpofitz in 34is, dt
fignatz litcra Majufcula A.
& Officii Notari~is .
Itd clt Curtius Signanus %a-
Co ia Scripturarum miffa-
*
rum a Adm. %.P.Vicario San-
Ai Officii Fabriani &, quz fc-
quitur.

1 Si rroti tlig~nìtcnnrntek /Or- Dmod. R. P. Vicarius


M@ di ricewre g i ~ t i 6 r c u m ~ r/cre
$ortire de' W a f f i m m j, ne' p a l i
A Sanai Officii Fabriani
Mcnandro Bare110
rttj tno/tiermno :e k Jacrn Cgrr- Rl ccpir
andatati0 cid'dcm SanQiOffi-
p e g m i o n e ~k m m a , 0 correggr. cii ,ut adirct Domum R.D.Ltl-
culii Arnaldi Parochi Ecclcfiar
- dc Piano ;& ci diccrct , w fibi
placcat ftatirn dekrrc ad SanM
t
Officium librum, in quo no-
tantur Matrimonia, g a a in dics
. - contrahuntur in diaa Parochiaò
& fin&mora przfatus Dominus
- LucaWus fiftens corim codcm
Admod Rcv. Patrc Vicario ,ia
i n e j g ~ e ,&C. j Ug delato ci i u r r
... bovitr- . L ma.
e-
44- .
f
Pratica del Santo Uffizio
mentode veritace diccnda,quod
.
przRitit taais Sac. literis ,dixit
I
Havcndomi V. P. M. R or-
dinato per mezzo del fio Man-
i datario, che I o portaffi il li-
bro, ncl quale fì re4iItrano i
Matrimonj ,che alla gtornata fl
vanno fàccndo nella mia Par-
tocchia,l'ho ubbidito, ed ecco-
lo qui j Ita fernpre appreiro di
me , e lo conferro fedelmente .
faoverta alla mnniera D dcewe- . Et dc fiao exhibuit mihi
re sj~tjdji:anrènreL j h j ,o Smjr- 4"md'm librum cooPcrtum
wrc charta Pergamena ,altitudinis
duorum digirorum, & chartu-
latum per totum ,apparet pa-
ginarum 225. & inci~itpri-
mum Matrimonium;Adl primo
Gennaro x 658. & u1timum;Adì
. 12. Ottobre 1682. cum Infcri-
ptionc d t hris 1628.Libcr Ma-
trimonìorum ,qua coatrahua-
tur dc die in diem in Parochia
dc Plano Fabriani: & fub pa-
. ina I 50. per Me, &C. bcat vi-
fius ,a l&w, rcpcritur i n t u
. cztera, notula Matrimonii con;
traai i a m Gibertam fiiiartt
M o r i s Malgradi, & Menc-
laum filium Fidelis Sanaori i
uam ctiam de mandato prac-
l r i Admod. &v. P. Vicarii de
verbo ad vcrbum c d i a 0 .libro
fidclirtr extraxi , & in aQis dc:
fcripG,prod t fcquitur,vidclic&t.
Dic I I. Novcmbris I 672.
Enunciationibus przmiffis
. _ _ ._
D tribus diebus FeRivis,qua-
. rum prima 28. O&obris, Pcun-
i --
. 7
da
&m&Parte* $9
da primi Novcmbia ,B t o r b
kptima eiufdem mcnfis intèt
hiit~arurn~iokmnia habitis, mik
bquc drtetto impcdhcnto+
Ego Lucullus Atnaldys Cura*
,
tus EccleGz de Plano Fabriani , N
Dioecefis Camerini ,Menehuru
filium Fidclis Santori de Fabria-
n o , &Dominam Gibcrtam fi-
liarn Caltoris Malpradi paritèr
de Fabriano,mutuo habito con-
fenib , pcr vaba d c przfenri
Matrimonio conjunxi ;przfen-
tibus ibidem pro Teltibus Do-
mino Capitaneo Filiberto Boc-
cafcrri ,& Cicerone Nardi .
ItA cfi Arcadius Mclitintis
,

Sanai OficiiFabriani No tarius.


\
Si prova la fopravivenza d e l t
prima Moglie , coli'cfame di
fe iteffa ,e di due altri
D i . 16. Oaobris 1682,
E Xaminata fùic per A d e
dum R.P. Vicadum Smtti
Officji Fabriani ,qx3jentcm in
- SacrarioSan& ~ u c i ciui'de&
i
O p idi,in meiquc ,&C.
eibcrta a i a ~ a f l o r iMalgra-
s
di,actatis annorum vigintiquin-
quei cuidelato juramcato ve.
V ritatis diccndae ,quod pr3eRitit
. taltis Sacris litcris, przviis dc-
bitis admonitionibus,fÙit pcr Do
'4 C66P .
#e,et'~t)iiapdl; I Int. De nonìine , cognomi-
tita l pdmo i%tràmonio,/ifur~ ne Parcnribu ,Patria , cxcr-
iap.r negli arti nicdejim' lnfòpra- citio ,ve1 profifi~nc
- ipfius Exa-
V ~ W I Z Odel111
pina Moglie, cda a a t l ~ .
3efp~
~~e
96 / Pratica del SantoUfnzia
ki Pela, e dopo, dro Ref Io mi chiamo Giberta
$
Z'cJ?i~onjd k r n o , rbe di ftC/co figlia ~ d l o r Malgradi,
c C di
r abbiano v e k t a vivere ; e/i ue- A t n a Cdkri da Fabriano ,
drd cbiaramente m , WC *mi, CP *A mlt di anni vcnticin-
j pme Q#;&;#O ,
3uc; il d o dircizio t d a t t a -
a c ai& mia CIG.
2 Int. An fit foluta ,vcl Viio
conjunb, k quatcniis, &C.di-
eat nomcn, cogno~lcn ,parcn-
te,~ r r ~ , x t a t c mac, excrci-
tuim Mariti ipfius Examinatz?
Rdp lo non fo fc fia o~arira-
9, O vedova j pachc dicci an-
ni fono mi spar~tai ,c mio Ma-
rito dopo dfcr vifito mcco al-
+ cuni imniJfc nc zmdò via ,c IKM
ho faputo piiì nuova de' fitti
fuoi ;il Tuo nome t Meacko
6 Iio di Fcdclc Santori ,c di
d a ri n d a ficanri ;il fuo pacfe
t Fabtiano; d'm? vcntXctte;cd
il fu0 cfctcizio ~ r fkc
a il Mcr-
cantc dc' Panni .
3 Senza le cimj?anze &l krgo , 3 Ir Dc qua t C m P e , qua
*

,a r a t o Te/fimo~j2 ##tt in Ecclch J coràm qua h o -


l@raYiwgli. Mntrimonio; e p e d di0 J & quibus Tefiibus pafen-
li lWm4 i~rtrnogoredi 81186. ctibus Matrimoniuni connaxcrit
m di&o Mcaclao ?
Rei .Io mi maritai dicci anni
l
fono; fkcc lo Sp6falizio il gior ,
, no proprio di S. Mutino nella
Chicfa del Piano, alla prcienza
di Don Lucullo Arnaldi Cura-
to ;c Tcltimonj fùrono il Si-
nor Caeitano Fili bcrto Bocca.
Li, ai 11 ~ i gCicaane
. ~ittii.
..+ Int. Pct quantum tcmporis
, i atium ipfa Examinata, & di;
. . &s Mcaclau iipiui, cohbk
;
- PW- . tavc-
Secoda Parte,
, taverint in Bg& ,
: Matrimonii 2
Refp. Io, come ha detto, mi
C maritai dieci anni fono coa Mc-
- ncko;cdopoaverfccoabitat~ q
in figura ,e forma di Matrimo -
nio lo fpatio di fci anni, fe n6
..& .. partì via ,e non io ic lia vivo,
O morto.
5 p n h i figlifinoIifidi];bel 5 Int. An d i a 0 Mendao Filias
&fiimonio pnd do epJprwig c ~ d t &, quatcnk,&c. dicat
il j%fiènronio nedq7mo : conr/i Wrum numerum J a nomina ?
prova dagli cigetti ln c a ~ h , Rcfp. Da Mfnelao ho avuti
due Figli Mafchj , 1' uno averà
. otto anni, c li chiama @erino,
1.
,
.
c I' altro fette, per nome Fel-
letto
, 6 Int. Ubi ad przfcns rcpcria-
tur przfitus Mcnelaus ejus Ma-
: titus, & hoc an fciat ,ve1 LI-
t i m dici audicrit ?
1 Refp. Io non fo di certo ovc
al preicnte ti trovi mio Marito
Mcnelao ; G va però dicendo ,
che Ga ncl territorio di Siniga-
i
. lia ; non io in qual luogo, nr!
. %onde fia nata g u e ~ voce
a -
9 &/ora nece&rio, ponar- 7 Int- V ~ C JD~~~mSufu=i
sofare oltre I#trrrogfZzi0#i, f i r habitationis , quatcnus An
eondo cbeparcrtì d Giudice
I.
. quandoquc ic videant ?
: Rcfp. Dirimpetto alla mia
Cafa ci abita il Signor Fulvio
Gabbiani, ed alta deltra d c b
mia Cafa n~edeGmaci Ra M*
fer Rofw Cam anclla mis
t.
.
P
Compare al Battc imo ,c ci ve,
diamo ogni giorno.
. . Quibus habitis, & acceptati~.~.
. " i dimia @it jurata de filenti?
I
3% .N C *&per-
q8 Pratica &l.&iaatu:Ufìizio.
,
pcrlccto ci fu0 cxaminc fc -
.
,m
.I -.: &
- fubfcripli t
I o Giberta Malgradi confcr-
a rno quanto fopra di mano pz-
-. ' pria.
A&a funt hxc per me Arca-
:: dium Mclithum San& O5cfi

-
'Eadem dic in Vcfperk
Xaminatus pro informati& -
.
E
i= San& O&ii coram ,&
Ubl lupri ,in mciquc , &C.
Dominus Fulvius Gabbianug '
ztatis annorum triginta ; cui
dclato juramcnco vcritatis di-
cendz ,quod przff itit taétis Sa-
cri~ literis ,fuit per D o
x Intcrrog. An cognovcrit ,
k cognolcat Gibtrtam filiam
Cafioris Mclgradi,& Arnulphie
Cdlari , & Uxorcm Mcndai
SanQori ?
Relp, Io condco molto be-
ne Gibcna figlia di Caltorc
Malgradi ,c cti Arnulfa Ccllari ,
c Moglic di Mcnclao Santori .
-eInt. AitpreEtca Gibcrra vi-
.
W, & h i w m m s vitam ducab.
]RefporKiit;,Padre sì, chc dcr ta
Gibcrta di prei'entc vivc d
Mondo.
3 I ! rknr W 45/)~0#;0, filer 3 Int. Dc caufa fcienriz
addurre /C cnttta dejta feienza b Rcfp. l o lo fo ; perchc q u c b
.
.come tmcovpoJenzl a h w ; e qre- martina ho parlato fCco per vc-
j'h mancama d e t e m a Menfig~w derc , fc in Cala fu3 forcre an-
de Rofl allona , cbe io f è ~ ~ vrdo date alcune -mie galline.
@. Vi$up di '7P;ma. 4 Inr. An in hispartibusrepc-
(9 mbe 8 po#bik , cbe ci fid riatur diqw aìia Mulier hoc
no-
.M
Prtr,r: :l';
m' alfrn ?)om~a2eltoJfefo Home,, nomine, &
,
cognome , e nata dagliJÌefl Geni- ta atque
?o;-i, cioè Sorelia ,percitj fa t02 & uatenus , &C.
L
dimantia , ed in qrseJo cnjòfarebbe le$. PPare Rev. in qncfle
necegario togliere Z'equivoc~ziotte, arti non fi trova alcunmaltra 9
e prvvnre la fopru~ivenzadi q&- gonna , che fì cliiami con tal L
j la ,ch'è vera Moglie. Sipsà anche nome ,c cognome ,e nata d a
dar cufi ,che ci fofe .un' altrdl ucRi Genitori ; lo fo bcnif-
l fDonno delP i/f@ nome, cognome, &no, per aver' io intiera noti-
i
e nata degl' $?e@Genitori , r n u WI , P @ f w t Parcnrado
/ morto : ed in tnl cojò b@gnerebbe dieffi.Qik1~
pure levare /' equivocazione ,cogli Quibns habitis ,& acceptatis,
eJami opportuni, dimiffus h i t juratus dcfilentio;.
.. . & perlctlo ci Tuo examine, fc
fubfcripfit
Io Fulvio Gabbiani conter-
. , mo quanto fopra di mano pro-
.. . pria.
Aita funt h c per mc Arca-
.
diwn Melitinum SanAi Officii
Notarium

Xaminatus fuit pro infor-


E matione Saiibi Officii ,&
ubi fuprd, in mcique , &C.
Rofeus Campanella, atatis
annorum quinquaginta; cui dc-
lato juramento veriratis diccn-
dc ,quod preltitit taétis &cris
Iitcris ,fuir per D.
I Int. A n cognd'cat , & co-
gnoveri t Gibettam filiam Ca-
itoris Malgradi, & Arnulphac
Cellari , & Vxorem Menehi
Sanaori
Refp. Io conofco molto bene
Giberta figlia di Caftore Mal-
N2. Sa-
e
* ee . radi ,c di Ai'nulfk Ceilari; e
t

fdoglic di Menclao Santori i ed


?

. .
.,
.. Battcluso .
iùi quello, che la tenni 4

J a. lnt. An prctfàta Gibcrta vi-


- -t,& in humanis viam ducat?
: Reipondit i P;ldrc.si ,che Gi-
busta di e h t e vive, C !la cm
- C"
buona aluie.
,ytqre r;mdO, p eHcbi 3 lnt.Dc cauh fcientir
k f i a cau/R ieda~ c j r n z a p , RcT~. f b ~ ~ c h c
tredu~afedere Copra la Porta di;
J4mmamcn~éreceB;lria
fua Cak ; e mi ha dato il buo9
. a giorno.
. . . 4 Int. An his in partibus a-
pcriatur aliqua alia Mulier hoc
i nomine, & co noiniqc voca
. , , %
ta aquc ex is Parentibus
nata 1
.. Rdp.Padre,dico che in quek
. A parti non G trova altra Donna,
I - che ii chiami col rncdcfimo
. ,
,
nomc cognome, e nata da
quelli Gcnirori ;e lo lo ben i 5
., mo per la aorizia ,che fempft
.
.
.
,
rcntado d'e& Giberta .
ho avuto della Perfona, e P?-
%ibus habi tis, & acccptatis,
dimimis fuit juratus de filentio ;
6 pcrlcéto ci luo examine, k
t I

fubfcripfit .
lo Rofeo Campanella con&
mo quaat o fopra di mano pro:
' pria .
A& fun t hao per me Arca-
dium Mclicinum S. O&ii NQ-
iatium &C.,
.#..

. . Seconda Parte. . ..
- ..
hcontincnti . a

v Ocatos pcrfonalit tr coni-


paruit coràrn , & ubi fu- 4
pr;l,in meique, &C. \
bominus Ruggerius Pclamus
Notarius Cuiia Laicalis ;'chi
dclato juramei~to vcricatis di+,
cendx ,-od profli tic taQsSa4
cris literis, fuit per D.
. t Prr eenère al dìJcgnd di nver I Int. An cognofcat , vcl un:.
.

J' armento della~Dote,q#slfab uam cognoverit Mcaclrum


b n o ~ .I~terrogazionc;
a percbe vera %n&lori, dr Gibcrurn M d p a -
, rd a dire , cbepno Marito, e ilh- di , k quateaus , dc caufa-
d i e , e cbeJl5i f k e I' Infi~mento fcient iat ? ,L
&Iìa Dòta, Ref. Mendao Santori, c Gi-
, @/f'attoJì p r d fare a v a d bcrta Malgrgdi fono Marito C
b jòprnvivenza delìa &Wog/k , Moglie; febbcnc quel dilgrazia..
,
ed duce dbp~,&cwdo, cbe rjgfiiru r o ha abbandonatoqnelta povc-
.pir3 c ~ o d d o Vlc~rio. ra Giovane ,e Dio fa dove fi
- - ,
trova ;c fo, che fono Marito,
' i
c Moglie, crchc lo feci l'lnflru-
l2 .Z P
mento dc la Do=, e mi trovai
prefcntc allo Sponfalizio,chc fu
fitto nella Cbiefa d d Piano,
.
h a n n o dieci anni, il giorno di
l

S. Martino
i Non F pub peterrdck Origi* t Et ci dillo, u t cxhiùeat Co-
koke del1 In@umento,ma k piam di& Inflrurnenti Dotalis fi
ma perd che Jia informa antenticar hrt* habe3t apud fc
,
s j? r i c q t d #egli mi conire gwl
.
Rdponclh;Effcndomi Rato in-
rpprcg9 ! bnuato quì dal Signor Notaro
del Sarito Ofiizio, che V. P. M.
Reverenda dcfiderava Copia di
u d t o InRrumcnro , io iènza
'
3 ilazionc i' ho fatta, cd cccola
qui ; ed il Signor Notam mi ha
potuto comunicar qucfio 9 pct
ciferc
I 02 ' Piitica del Santo Uffizio
8
eflèrc io Procuratore dclli ave-
ri Rci di quefto ~ m t oRibu-
-
.
mlc
Et dc f i a o cxhibuit quod-
t dam folium txaratum in dua-
/ bus paginis cum dimidia ;&
incipit : In Nomine Domini
.
I Li%rì, o ultre S d t t a t e JpoJ Amcn Cum effcnt in Domo
&o fignore e mili nrumeri I . z. Domini Cicbonb Nardi , &C.
3 . 4 ,e colle lettere ItMujufiole, e Finit vero :Et itd convcnerunt,
queJls è pir) u@ ;quamio poi l e & conveniun t ,&C.
Scrittrrre figiro in gru# numerg @od fblium fuir pct me ;
Jdoprerebbero i nruarwi , oppure, &C.rcccptanr, & xcpa4ÌtunWa
jì r&ppierebbero /e kttm ,cioè & fig~tm l k t a haaju-
P?).EE. $sito cbt-f@e a#aEe- f a l a B.
t o delle lettere jèrnplici ué.23. C Quibe habitìs, briacceputk,
dimiaiis fuit juratus dc fiiurn*
bt ~ o c i f a o a ~ e t r ,
~ibg~fit. h

Io Ruggicro PcIaml C&*


mo quanto Qxa di mano pro-
. . .pria
Alla funt hzc per me Arca-
dium Melitinurn S. Officii Nota
Die 20. Oaobris 168t .
. Ervcnerunt ad rnanus Ad-
P
\

., B
mod. Rcvcr. Patris Vicarii
~ u x i mScripturz
i mifì"~ a b Ad-
irr~duxn-Rcv.Patte'MagMagutto Vi.
cario h Q i Officii Scnogallise ;
qwe incìpiunt ,& definunt ut
i&;& fueryat recepa in a h ,
, & fignatz litcra Majufcpla C.
Ira ett Curtius Signanus Sanai
Officii Auximi Notarius, &C.
Dmodum Rev.Patcr Vica;
A rius Sanai Officii ScnogaI-
liz, ex commifEone Revcrcn-
- . diffimi Patris Inquifitoris An-
r Ve - con=
.Secon& Parte;
con2 , ut patet ex
$03 .
Iiteris ,&o N
nnà mecum accefit Mondul-
phum j & degens in Conventu
San& Auguitini in Cella iibi
aiiigaata ,coram ipfo, in mei.
a que, &C. \
Vocatus pcrfonalitlr campa-
, . ruit Rev. D. Anaflaiius Marri-
nus ;cui delato jurarnento veri-
. - * tatis dicendz, guod prafiitit ta?
&is Sacris lireris ,hiir per D.

r Vedrhqri) il S;'Era* ' I Int. De eius exercitio
cdme dovrd camminare ordina-
.,
Refp. IO h n o I'unico Curate
damentcpet arriva& atfinc del- di quefia Tgrra, ma fotto di inc
&tato ,cioè di o u c e b p a t t i t a del ho divcrfi Cappellani ,,che mi
&htrimonio ; interrogdsdob pr+ ajutano , ed il mio cfercizio &
ma il Curato deZ/uo eJercizio, poi Battezzare ; Conkfire , Co-
della CBiefi Psrroi.cbiah, e/%& municare , fire i Matrimonj ,e .
r n t e &i libro, i r cgi/; mtaro le altre cofe folite desCurati
4 klurrinionj , aflnibl /oprejint?
.
2 int. De nomine Parochia-
~er'cawar~e hpartita , . lis Eccleik 1
. V
Refp. La mia Chiefa Parroc-
chi.il~,6 c4iama la Parrocchia
Comune.
3 lat. An apud Cc habcat lk
burri , in ql\o notantuc Matti-
- pionia, qua: coau;?iunrur &
.
dk indkm
Reip. ApprcBCo di me mmb
S t r o libro de'Matrimoni, k.
. . non da unsannoiii qud a parcko
per gli a m i addietro, c k Ti+
taano feffanta ,>eranorqif?*aci
mrti i Matrimoni in i ) ~ ' & r a
libro ;ma per catr*a:difgo*
, sia tredici mcfi fono e@d&
attaccato il fuoco nella mia Ca-
61 , fi abbrticiò la.kaaza dove
dormivo, e mttc le r& 9 C
4 Pjver- . )i-
1
\

#
.
+:
304 , Pratica del Smto Uffizio
libri, chc ii trovavano in H a ,
c fka quelli fi confumò anco il
libro, dove fl notavano i Ma-
# trimonj ,che di volta in volta
0 - fi ficcvano ;cd a d d o fì notano
C
. in un libro , che fì compro
allora ;C fi confetva fkdclmcn-
tc appreffo di me.
Tunc Adm. Rcv. P.Vicarius,'
nc Fifci intcntio 06 defeiturn
probationum dcltruatur I dc-
. crrvitcrlniinarc Parochum co-l
C ràm Oternitatc fua Admoduq
Rcv. fian tcm , & Tcltes ab eo-
&in adduccndos j T c k s in{
quam ,qui fùerunt przfintcs ,
quando przfitum Matrimo-
nium intcr d'dos Mcnchurn f
& Doralicem fait contraétum ;
i t i ad finem fupradiétum ,'
abfqiic temporis intavallo ,fub
codcm juramcnto , fbit cr D t
4
Dicr~~~~e~tej?c~coxnminerd xcl 4 Int. An cognofcat &me-
prware i. qrtp cnfo , ci02 i* laum Sanaorum, & D o d i c e m
mancanza del lsbm,if~conAo i%- Talpinarn ,& quat@UÙ~, &C.
ftimonio , di q~ejloc b e jfccepc* Re$. Io conofco molto bc-
p'ovare il primo ;picòè alZwaJ nc Mcnelm Santori, c Dorali-
trovòil libro de' Matrimonj ,e/i: cc T a l p i ~Cj faranno circa uc
porè i m r la partita del primo anni, quando venni ad abita-
&tri~~~oaia ,coiia quuk efi fi rc in quclta Terra.
prova& ooncbde~trmeatsj m* 5 Int. An fciat intcr d i d u m
ur'a i2 libro de'Mo;trinrarj nonfi Mcnclaum Sanuorum , & Da-
t r m a ;o#& a@e difar c+re j l rdiccm Talpinam contra&um
fimndo Matrimo~iojfejbinaj& fiiiffc Matrimonium per verba
a r a t o ;A&gJi dimqda c01todJ- dc przfenti , & quatcnhs ,&C.
lafide dei/a/toto &m a w t o dd-L dicat ubi, quando ,coràm quo
h Ctzria Vepwale 3 f i g i i f a s ~ e . Parocho, quibus Tcfiibus prz-
nominare i Tèj?imnj , nbefiros fcnti~ U S
,
PB/ènri qua& J jcptltrafle iL Rdp. 10 fo molto bene c h e
Ne- tra
i\

Seconda Parte. ' 10s.


JMhZrinia>i@,per e@midar ancor ra Menelao Santori, Doralj,
/ora, o a k r i prc/emi ,Se foflers. ce Talpina fu contratto Ma tri-
morti ;e /ì riduce a n c b e monio per v e d a de prdfinti
megli atti l a a p i a e della carta e fùcontratto nella niia Chicfa 0
dotale , e Degli efami fatti ne/ della Parrocchia comune, tre
vefiovado per provare li- anni fono ,il giorno di San Mi- --
ber0 : c que/io, chele : e fùalla mia ptcfenza ,
re in cognizione de' Teflmonj fa& C di duc Teltimon j , cioè del
non eJendo/i potuto fare iljèconda Signor Tar uinio Bellocchio,e
Hl<rrrimonio/enza e#; fa pratica del Signor &fiore Campi.
di quepo documento ,/i vedrà. 6 Int. De modo,quo fuir con-
negli e/ami, cbe q r ) appreflo o/8- traAum di0un1 Matrikonium
rannojottogfi occbi di cbi leggerd. inter MencJaum,& Doraliccm?
Refp. Qucfii due Signori fe-
cero li Sponlàli , ed aggiultaro-
n o la carta Dotale con prornii:
iione di fecento fcudi di Dote ;
e fe ne rogo un tal Notaro, che
fi chiamava Mercorio Ciampa-
nclli, come mi difiero i medc-
.
fimi Tcitiruonj Dopo alcuni

\
f iorni mi refentd la fede dcl
uo fiato li ero fatta da MonG
gnor Vicario Generale di Sini-
-
gaglia c m una lettera a me,
Zhe ficefG i foliti proclami : e
non ifcoprendofi do o efi al-
cuno impedimento i dovefii'
congiungere inMarrimonio per,
ererba deprue/enti ; e tanto efe- ,
guii ,come h o detto , tre ano
ni Cono nel mcfe di Settembre
neU'Altar ma giore della mia
Chiefa ; ciob &i li proclami in
tre giorni FcRivi , C poi il gior
. n o di San Michele gli fpofai s
avuto i'cf reliro confcnfo del-
d
l'uno, e ell' altra di pigliarlì
per Marito, e Moglie.
O 7 Int;
!o6 *' Pratica del Santo Uffizio
7 Int. De Parria, & ~ercirig!
diai Menelai, ejuhue Uroris
Rcfp. Mcnclao Qicc cffct di
Fabriano, ed il iuoefcrcizio t
f a e il Mercante de' Panni , e la
Moglie attende 3113 fYaCda
8 lat. (&ornodo probavcrir ,
.
& habucrit tidem CUI Ratus libc-
si Menclaus profatus?
Rcfp. I o non iàprci dire, in
che maniera Mcnelao abbia
provato, ed avuta la fededel
fuo Rato libcro.
g Iat. Ubi modo reperiatur
fides itatus liberi Mcaelai , Sr
cpiftola fibi Examinato l'cripta a
D. Vicario Generali Senogalliac
pro conrrdhendo diQo Matri-
monio.
Refp. I o non faprèi dire dove
fi trovi la fede dello fiato libero
di Menelao ; mc la moRrò , c
poi fe la porrò via, ed io Rrac-
ciai , fatto il Matrimonio, la
aeralc di Sinisagiia .
lettera del Signor Vicario Gc-
10 Int. An Menelao Dorali-
ces genuerit filios ?
Relp. Doralice ha avuto da
Mcnelao un tigiio, ed una figlia,
C gli ho battezzati ambedue io;
il mai'chio li chiuna Ballarino ,
C la donna Filabella j il primo
avrà due anni in circa ,e la fe-
conda pochi mefi .
I I Int. A quo tempore Me-
nelaus rcperiacur in hoc loco 2

R.
Rcf Non faprci dirlo : 10
fo ,C e trc anni tono, quando
yearu, lo trovai qui. Quia
&mbdaParteu .- J*V
uibus hibitis, & acccptafis,,
%
dimi us fuit juratus dcfilcntio j
& 'petletlo ci fuo cxamine ,Cc
fubfcripfir . O
I o Anafialio Marrini ,coa-
. k m o quanto fopra di manc
~ W i a
A& fum hau: r mc Arca-
. !L
dium Mtliciauar
Uotuium
Qi Officii

ESAMtS DEL P R I M O
TESTIMONIO -
Per provare il Secondo Ma-
trimonio.
Eadcm dic poR Vcfperas
Xaminatus fuit pro infor-
.
E matione Sanai Officii co-
ràm ,& ubi fuprà , in meiquc ,
&C.
Tarquinius BeIlocuIus an- ,
norum 3 8 ;cui delato juramen-
io veritatis dicendz, quod prz-
ftitit tattis Sacris literis ,fiUt
per D.
. - I Int. An fciat ,ve1 imaginc-
tur caufam fu= vocationis , &
przfentis examinis ?
Refp. Podre,dico che non so ,
. nè m'immagino la causa, per la
quale V. P. mi vuolc efamrnarc?--
2 Int. A n cognofcat Menc-
laum Sanaorum ,& Doralicem
Talpinam ,& quatenùs ,a quo
C

temporc citrà ?

3 si
. A.

02
.
Refp. Io conofco Menela0
Santori di Pabriano Mcrcalltc
de'
5o8 Pratlca del Santo Uffizio
de' Panni , da tre anni in qua in
8 , circa, che vcnnc a Itare in que-
fta Terra ;e Doraiice l'ho co-
(1 . nofciuta dopo, ch'e nata ,eKcn-
d o ambedue noi di qaeRa Pa-
3 Si noti qgellaparola, quornol
tria.
3 Int. An fciat inter dittos
.
do la quale cerca , cbeJnarriil Menelaum ,Sr Doralicem con-
corgeenJò dato dagli SpoJ colle ceri- traaum fuire Matrimonium
rnonieJolite dei Slrcerdote ;eflendo per vcrba de przfcnri , & qua-
i l mutuò con/enjÒ degli $p@ lar tenus, &C. dicat u bi ,quando ,
fi/?aazg & l
,WitTinlo#io, corarn quo Paroco ,quomodo ,
& uibus Teltibus przfentibus?
ftefp lo fo molto bene, che
n a Menelao , e Doralice fii
,

contratto il Matrimonio nclla


Chiefa della Parrocchia ,detta
la comune , tre anni fi in cit-
,
ca alla ptcfcnza di D. Anaita,
fio Marrini ,che venne Curato
in quel tcmpo , e fui TeRimo-
nio io ,ed il Signor Quefioré
; e fbfimo preiènti, e
vede imo , e fentiffimo,che il
Signor Carato, dopo aver cele-
brata la Santa Meila , dimandò
a Menelao Santori, fe 'e con-
tentava di pigliare per fua legit!
tima Spofa Doralice Talpina ,
ed egli diffc di si ; e poi fi volt6
a Doralicc Talpina , e li chiefc ,
k fi contentava di pigliar per
fuo legittimo Spoiò Menclao
, Santori ,ed ancor Lci rifpofe di
sì; c ci6 detto ,Menelao pok
l'Anrllo nel dito di Doralice ;C
dopo akcr il Curato dette alcu-
ne Orazioni , li licentiò con
ciortargli a ilare iiiPacc. '
C Qui,
Seconda Parte. 109
Quibus hibitis ,& acceptatis,
.
dimifius fÙirjuratus de Glcntio ;
& pcrlcdo ei fuo examinc fc
fubfcripfit .
Io Tarquinio Bcllocchio con-
i
fermo quanto fopra di mano
propria -
Aèta funt haec per me Arca-
dium Melitinum Sanai Officii
Notarium .
ESAME DEL SECONDO
TESTIMONIO.
Per provare il fecondo Ma-
trimonio .
Incontinenti .
Xaminatus fbit pro i n k -
E matione Sanei Officii c m
ràm, k ubi fuprà,in meique,&c.
D.Quaefior dc Campis, anno-
rum so; cui delato juramcnto
veritatis diccndx ,quod przRi-
tic taais Sacris litcris, fùit pcr D.
I Int. An fciat , ve1 imaginc-
tur caufam fuz vocationis ,4
praefcntis cxaminis ?
Refp. Io non so nicatc affitj
t0
2
.Int. An cognofcat Menei
laum San&torum, 3 Doraliccm
Taipinam ,& quatcnùs ,a q u o
tcmpore, & quo loco ?
ReSp. Io conofco Doralicc
per tutto il tempo di Tua vita 5
pcrche lei, cd io hamo nati, cd
allevati in auelta Terra, e Gamo
uichc vici& i ~ c n c l a to Fa-
&%
Pratica del Santo Uffizio
fiiere , e vendc i Panni di lana ;
c farà qualche, tcmpo che ii
trova qui, non lo, Ce da tre, o
quattro ami.
3 Int. An fciat intcr di&os
Menclaum , & Doralicem con-
traétum fUillc Matrimoniurn
per verba dc przfcnti ,& qua-
tenùs, &C. dicat ubi ,quando,
corirn quo Parocho , quomo-
d o , & quibus Tcltibus przfcn-
ti bus ?
Rcfp. Io fo molto bcnc, che
tra Mcnclao, e Doralicc fud-
detti è fiato contratto Matri-
monio per werba deprkfintj ;C
fu contratto nella Chicià della
Parrocchia comune all' Altar
maggiore, Itimo che fiano tre
anni in circa ,alla prdenzadi
D. Analtdo Marrini Parroco
di detta Chiefa ; e fofirno Tc-
Rimonj il Signor Tarquinio Bel-
locchio, ed io ,c vedeffimo ,cd
udiiIimo tutto quello , che
e c c , c difle il Signor Parroco
a i detti Spofi , che ii fu01 fare,
c dire in tutti gli Sponfalizj; il Si-
nor Curato dimandò a Mene-
&b s?ntori ,s' era contento di
igliarc pcr fua legittima Spofa
Lralicc, e lui rifpofe Signor si:
c poi interrogò Doralice Talpi-
na , fe fi contentava di pigliare
er iiio Iegittimo Spofo Menc-
fa0 ,ed ella diirc di si ;ed allora
McncIao ofe nel dito di Dora-
P
lice 1'Ane Io iolito ;c dopo avdr
il Curato recitate alcune Ora-
I Cbn ' zio-
Seconda Parte. III
zioni ,che non intcfi ,gli licen.
ziò dicendo :Andare, e Bate in -
pace.
,
q i b u s habitis, br acccptaris,
diiiiilfus fuit jurritus dc Glcntio ;
lubfcri Gt .'
k pcrlctlo ei iuo cxamine, i&

IO & c b r c Campi confer-


mo quanto fopra di mano pro-
pria.
A&a funt hatc per me Arca -
.
dium Melitinum Sanai Officii
Nourium

r C ~ I V e J m j J deve cammina-
Eadcm dic in fcro
Dmodum R. P. Vica-
.
r e c o rutte
~ le riuerexzepofibili , A rius unamecum ac-
tanto W ,che t ~ t t/ìi mofiano i#- ccffit ad IiluRrifitnum ,ac Rc-
cJiaati@mi di favorire il Santo verendiiIimum D. Antiltitcm
irribuaale ;/i uò andare col No- Senogalliz , k nomine Kevc-
Senza di eJo .P
#aro colne u' fatto qaÌn ed amo rcndiifrmi Patris Inquilitoris r o
avit iUam Dominarioncm Il-
fultrillimam , ui dignaretur
mandare Canccllario Curiz
Epifcopalis , ut darct , k con-
f p ì r e t in Saneto Officio Co-
piam cxaminum fccutorum in
cadcm Curia pro probando fia-
t u libero diai MencIai Sanaori;
& lllultriniuius bcnignc an-
nuit .
.
Ità cIt Arcadius Mclitinas
Sanai Officij Notarius
Qie 1~5. QCtobtis rasz.
-in, & ubi fuprà,
in wiquc, &C.
Etfonalittr comparuit D6
,3 J V i i
P Ali4orus dc F l o r i b q
-:
I 12 Pratica del Santo Uffizio
CanceUarius Curia Epifcapaiis
Senogallicnfis j & delato ei ju-
I ramento vcritatis diccndz ,
r
4
I No* I > a b, rbe qrcja apiII
.
quod przfiitit taQis Sacris &cc-
ris expofuit, ut infiri
I Monfignor'IlluRri~oVe;
di Scritture ji facci in quol/iuo. fcovo , mio Signore, mi ha
gfia maniera; ma 2 neceflàrio, comandato , che io confcgni
cbea! Cegalizata ;e #arido fa- giuridicamente a V. P. M . R,.
rd legniiznliz.tn ,b a d unirlo nl la Copia dell' dame fatto per
Froce&@~enza comparh del Ca#- rovare lo fiato libero di Mene-
celliere prtjònaie :4 poi campa. , Pao Santori. ed 6 q u d b J che ora

queto, fird meglio .


rird , come ji jENw aver fatm pt'efcnt0.
Et dc fiao cxhibuit quod-
dam folium exaratum duabus
paginis integris, & inci i t , In
.
Dei Nomine, Amcn bie 26.
Maji I 680. Pro Ratu libero Mc-
nelai filii Fidelis Sanaori , &C.
finit verd : Che fe foire il con-
trario al certo lo faprei : quod
folium fuit rcceprum in aCtis, &
iignatum litera Majufcula D.
W b u s habiris ,&acceptatis ,
dimiffus fuit , juratus de filen-
tio , & fe fubcripfìt ,
Io Alidoro Fiori ho prdenta:
to giuridicamente la fuddctta
'
Copia di efarni .
ItA eR Arcadius Mclitinus
. San& Officii Notarius.
:"
' dec~ndiiFbh; . , :! 1 3.
A N N O T A Z I O N E ;

di J c a n o de' fk-

E peuhe oltre la fuddena Poligamia vera,e confumita,che G commette dail' U o m q


,
d e vivendo Ja prima Moglie prende la kconda o pid Mogli, e dilla D o m a , che vi -
rendo il primo piglia il fecondo, o più Mariti nel S. Uffizio fi procede ancora contro
2" i, ~ t e u a q di o commettere t a k delitto, quando fieno venuti a qualche a n o po-
tivq e p d ì m o al contratto Matrimabide; ed anco col titolo di Rei di Poligamia 6-

%L 4 ,
milirodinuia contro gli Eccleliaff ici tanto Secolari, qnaato Re 01ui che dopo ricevati
I Ordini Sacri ; o dopo aver fatta ProfeGone in qualche eligioncapprovata d d i a
e ApoRo1:ca contraono Matrimonio; o dopo avcr connano Matrimonio fi promovo-
'no li Ordini anco minori;ovverof~pno Profcffione in qualche Reli ione lenza di@enb
.
fà d3la Sede bpoRolaa Nel11 kiddmi cafi per provare il co o dcfdelino e come li
7 ,
dire gli e h m i della tentata Poliqaniia vera, dovri far I diligenza per trovare fe
Opra;l fecoedo Matrimonio fieno Aar; fatti Capitoli Matrimoniali colla coltituzione
della Dote: Te fopra lo RIto libero dell' Uomo, o della Donna, che ha tentato di p a n )
r e al fecoado Matrimonio durante i1 primo, avanti 311' Ordinario fieno Rati efaminati
Tef?imonj,oprodone altre ruove fopra il fuo ltato1ibero;fe fieno Rate hrte IeDenunzie,
l
obblicazioni,~proclami e1 fecondo Matrimonio;~fe Geno feguiti li Spontli er vm-
dr f i t ~ > n , O atti firndi ,e procurar6 di ridurre quanto fi trovnl p~ f o d m e n t o
dclrinrenzione del Fifco in forma autentica negli ani colli efami de' TeRimonj che ,
a e iiiffuo i&r a i ; poi&$ p- proYarc l' e h e m o del primo Matrimoaio dovrà pro-
&f n d l ' i f f e ~modo, come Ie tale P o l i g a i a hKe coalumata .
Per provare poi quelli delh Poligamia fimilitudinuia G devono ridurre negli atti le
r i a del Matrimonio contratto avanti, 4 dopo la promozione~liOrdini o dl'emif-
ionedella Profcfione dal pretefio &o , colle artite d li Ordiai ricevuti, odella Pro-
~C&OIX fatta drl m&6mo: [e il Matrimonio $f?'ie prerr?urn al ricevimento degli Ordi-
&o alia Profefione, deve anco ~rovarfila fopravivenza della Moglie nel eempo di effi
*Il' ificfb modo, che fi \lede infégnato dal P. Menghini nel cafo della Poligamia vera;
fiecornc in raB,ehe le partite deli'Ordiaazione,o della Prokfione non trovafira,devo
p . u r d c n e la pruova per mezzo di TeRirnonj,che fi aovarono p n e t i , a t d i atti,e d'd-
t e c h e depongano avcr veduti li prefenri Rei tragarfi come tali efercitando gli ordini, a
~ f f i znella
j Religione non fol iti conferirti ,'ne efercitadi Te noil da Profcaì nella medefi-
ma fonna ,che il dcno P,Menchini infinw dovcrfi provare per Teflimonj il primo O ,
,
&condo Matrimonio aella Poligamia vera quando non fe ne trova repifirato la panira
libro della Chicfa, dove qwello fi fiippone contratto,ed il ridurre in ProcelFo gli e-
Cimi de' Tcff imonj , o altre pruove ,che figtrovafkro fine avanti all' Ordinario fo ra
10 fiato libero del pretero Reo:ih tutti li cafi fìddeni ha da far6 originalmente non %O
pct aqrovare alli Rei la pma in riprardo d'elcrfi ferviri di pNOVe,e Tefiimonj falfi per
iulli&carlo, ma ancara per fare collare il corpodel delitto di tale fallirà contro gl'ifief-
f ~ e f l i m o a o~ ,altri Aurcri ddlc Scritture falfe prodotte ;contro li quali ~ariiiienteli
LP . procc-
*t4 Prato= dei Santo Uffizio
gaede nel S. T r i b p l e J & d e p o critigo, quanto p- tcmpaale ; ma
bfarme- non fi fanno akjerare, r s s i n ~ w g a a fopra
o h loro mdu1.à t+ inauione;
Fr~hcl'efflenza h d i d a t e , che h p r cib s' inducono per umani rif etti ,e ncur
P .
er errore d InmlIetto ;e nella fpcdiriolro ddli fuddero' Poligami veri, e i r n i l i r ~ & ~ ~ r j ,
f deve in o h e a~tertiredi citare iafkromdi Moglie de primi, la Moglie prefà dalli 6-
dx d i & G in SOCT~S, o h a 1a Prokffionc a dedurrelc loro ragioni, &C.Sic-
come ne Sentenza ncddinu, in cui tali &i li con&upnlro nelle paie meritate, di di-
chiarire Itbere le loro Mogtj, e di codanuare li Rei dk refeziont di tutti li d-, uf
interefi da quelle patiti a h o r e delle medc6mc.

Mododi ricevere i% DcnwrGa ed rjlnrinarr li ~@imonj ,


'fipra il f ì &/la P#de ,dov'rrmm Yarricuk Coirjgrate . .
/ SESTA DENUNZIA
Del furto di una Piifìdc ,dove
erano i Comunichini
Conlegrati .
D i e prima.Novembris t 68 2.
Pontt pcrlonalitt r coinpa-
S
ruit coràm Adm. Rcv.Patrc
Vicario S. Officii Auximi, e&
flente in propria d o n e ,in
meiqiie ,&C.
R. D.Polimius Filius qu. La-
zari Roklli dc Caltrovetcri
Diaeccfìs ChienA ,ztatis an-
.norurn trigintdquinque, Saccr-
dos Saecularis ,CappcllanusEc-
cleliz Parochialis Nobilrum ;
cui dehto iura'mento veritatis
dicendz ,.quod pranirit taCtis
Sacris Iìtcrrs ,expalùi t ut mhà ,
/F ruba IB pwa PIP- I Son quì tutro afflitto per
, cioèfenza_, rapprefintare a V. P. M. R. un
Partitole , non appartiene n / calò inolr' orrendo- accaduto 12
Santo Tribunale la G u f i nemme- notte parata ,non fo a che ora,
no qtzan$o piglia la P;&, eJ nella Chicl'aParrocchiale dc'No-
mettono le Sarticole in luogo &- bili ,deiia quale io iòn Cappcl-
Coutc ;come /e/iporre$era /+ra i l lano
Joh-
. Jcri
C-. :paezix;Q &l*,
Jed mattina didi h Santa MeG
fa allDAltar maggiore c confa-
grai durcnro Partìcole ,nume*\
randolc avanti pcr fapcrc fc fòf-
fero h t c fufficknti peri tiodri
Parrocchini : dopo ia mia Co-
munione aprii colla chiavctta ,
chc avevo portata dalla Sa te-
Ria. il Takrnacolo e tirai uo- , B
ri Ir Piffide e confumati alcuni ,
Frammenti, vipofituttifi Co-
. . . ... .. . comunicai munichini conhgrati ; allora
;
quattro Pcrfone, che ..ti

.
'. i

# . . . . . ,. , ! b ~ vollero anticipare la iolenniri


. t
,

T 4' ,"!,T . ; , < , l ? di tutti li Santi, reltando nelia


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. - , . . t " 2 , .: i P i w e cento novanta fei Parti-
1. :

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- ~* . , . , '

, . - *.. ,
-
1

: . - 1 cole e fatta da cili la Comu-


-l ' ,
. .
\.4..-

. . . . l : ..
nione , chìufi la Piilìde in cui
6

,
. - i.:. avevo ripoito i Comuiiichini ;
. n , . . . .

- :-,, , la pori dentro il Tabcrnacolo ,


.. ...* . - J !
-
4 A .i,- . t

;; .
1,
: 5 . . L = k k r r a i b c n e , cpofiahchia-
<.

f
. , L'-*.-- -,.,'l
l -
; i.:;
..
c.::.'
L,' *
vrrta fopra il Calice finii la
;,
,
'

..
.'!.t,
Meffa ,e con e r o me ne ritornai'
. S . . .

. in SagreRia; dove, 'rpogliatodee


. . . - . .: .,. ,. . gli Abiti Sacerdotali, e fatti i fo-
, 6 '

f. . .
-. . , t , . .,>t, >#,

. . . .
' .
.
.r
. . . ., . . A
. .
. .
e

: ,' . .A sn+.U Campanqo, per fiome;


. . ?' - * a . ? CarlippBlanti ,,$qvalc mi Q?
: -) raccontàto, cht opo aver fo-
:t nata I'Ave Maria fohra, enèndo
andato per vifitarc la lampada
. * .
del Santiilimo con una candc-
.. ];l in mano, ha offervato fopra
--
2% i. p 2 la
. .i& Pratica xlel;Santo Uffizio
! i!, - .,:::. la PradeHa ddi' Altarc di uil
.
" ' .

-
8 , . * ;:
,,, :
.
f ' :T
,

I ,,
,
'

.
.

:,
f

-
: C di U moltc Partjcoki a wti
% ha veduto fcnza 7
li occhi verfo il.Ta bern'acolo ;
. . . . l' ufciuolo
, . I <

folito ,c f e n a k ~i'aidc;c fu-.


,., t . , i

-1, . 1 , s ,..
s . bito v ~ n u t oa darmene parte 3
o : #

, . ,l,: :I : . per eliere infermo il Signor Cu-


.
-.
- ! l , . s ,.il

t ! I : : . :.,j?q I; . ... . sato Or .io.veflitomi in fietta l

-tJ... . , --, V-l , , fono andato reco in Chicià, ed ' i

IJ L: . .. , . , h o veduti fparfi i Comunichini,


1 , .l come per dilprezzoo, trovato il
Tabernacolo a aro, c l'ufciuo-
7
A-

- . - .. I < , V '
, l,, . lo di eRo fu l'A rare mezzo rot-
.
, . . , ,

i~ 1 I .,.. ' t o . ViGtata poi la Chiefa ho L -,

L r. , . , $1 , ' , , trovate ferrate tutte Ic Porte, O

- .5 . -
.
m,,
. .
) .
.. . ma alta defira dell' Alt* di Sao
, . . . .,, Gregorio ho fcopcrro un buco, , I

: , , . pct J quale può paKar corno- .


... I , . damente un Uomo, C quet€o ;, ,

. . . !,. , , . . buco, per la pratica che ho dcl-


,
,. .I

., * . . . la Chiefa, prima ficuramentc , f .,


. i )
. . .
P

I
P '
..
.
.
.. - cdo
non ci era : c g c r c b quclto &
facrilcgo elSantoUfizica
>

. , : fon venuto a dargliene parte per


debito mio , C per intendere
. , ,
.. .
, quello, che Gha da fire .
;l d~ 3 LI dc Pcrfonis ,guas com:-
I >

lhfihZim
;l vihm i& municavit hcftcrna die!
del&& Refpmdit k u n i c a i folo .
~o+c/xdetvte- quamo P~~~ s la Sigli*
iapli$p;#nadejta Pird* ra Vioh Mari, C Dolobclla f u
fPwnhl/c,I C kkdef;&aZa & figlia di anni fcdcci ,CarGno
Belduri addetto, che fcrvi la
rfi di bjafi ompjfi ~ ~ ~; t j ~Mefi d ,ed
~ il Sagrcflano della
. . , . IIbII&,~: .
Compagnia della Rotonda per
.
3 '
.,
q . . .. * nome Dorero de i Galli a :

3 Et ei dillo , ur dcfcribat
I

. - Pyxidetn in qua firvabantur


. Particukl
,
* 3 $4 Rcfp.
Seconda Parte. 1x7
Rdp. la Piffidc ,dovc erafio
lc Particolc, era tutta di Argen- t
t o ;aveva la coppa tonda ,e kr% '
ga pcr diametro quattro dita in &
t:r
circa ,cd alta otto, col copcr-
chio a proporzione, in cui nel-
la cima fi vedeva una Crocctta;
cd era veltita la PiRidc di un
Panno bianco ricamato di roic
rofle .'
q int. De quantitatc oRioli
Tabernaculi, & de qualitatc
krae 1
. Refp. L'ufciuolo del Tabcr-
nacolo farà longo due palmi in
, circa, c largo più di un palmo :
la ferratura , e 1x chiavctta
fono a proporzione dcll'ufciuo-
l o , ciok piccola 1' una, e l'altra.
3 Si dimanda in quepo m d p , j. int.Aa p08 Communionem
per vedere ,fi coik P ~ r t i c o kcbc
, profatam fucrit a fc ,ve1 ab ali-
mancano Jeaopate cop~p~nicste aC qua alia Pctfoona aperulm Ta-
.trettantepeif~;
~ eoppgre in quaG bernaculum abiquc violcntia 3
@og/ia altra maniera fieno Jnte Rei'p .Dopo la comunione di
p*+ daperJPna, c b e jfippia', quelle q~nt tro PerConc nomina-.
te da me , non è Raro più a
F"
to il Ta bcrnacolo; n& può C crc
fiato aperto da altri ,fc noii ci
foffe qualche chiavctta falfa ;
*erehc tengo h C hiavebta yofita
del Tabernacolo dcntrollArina-
rio della SagreRia fatto un'altra
chiave, che niuno l:ha le
$0 \ i
. 6 lnt. An habcat inilida COI?-
u& aliguem, v d aliquos , qbi
tucrint fÙrai.i talcm Sacrana
.
-ff xidcm ,& cffiadcrc. Paarticcl:
l a s a utfuprA1
,

8 . RdP.
Prattca deI Santo Uffizlo
.
R e f p n d i t io non ho indizj
contro alcuno, che abbia potu-
to rubare quella Sacra PiGde ,
C gittar l'opra la Pradclla le Par-
ticok hddette .
Quibus habitis, & acccptatis,
dimilfus fuit juratusdc filentio;
& perleaa ci fua depofitionc, fc
fubfcripfìt.
Io Polimio Rofclli confirmo
quanto fopra di nuno propria.
a
AQa funt hac pcr me Cur-
_ tium Siynanum Sanai Q k i i
Ngtariunl.
,
DECRETO

. Ttentis narrar3 ,-Do&

- . .
.

. .
. -'A nus decrevit fieri accd-a
.rum ad Eccleliarn Parochidem'
',

. Nobilium , & ibi juridicè dc- -


.;'cribi vifurn ,& repcrtum .
Ita elt Curtius Signaaus San-
" . , .. . , . , _ . . a i Officii Notarium . . I

8 fl Furto d e k Sacra P i f ì Drnodum R. P. Vicarius


coIie /Lc S m t e P a r t i s d /i fid unb mecum, & duobus
fqre cm qwlcbe fiattup.n, i.,.Bi Teflibus , videlicct Horrentio
nilyng4i~,. o dei Tabm~lrcok;e perio b perito in arte muraria,
per6 dopo ricevuta /n Denup& & Franconio Gallina inItrii&o
.&W ilVicdrio cd Nmro ,.e due in arte lignaria ,acceffit ad Ec-
,TeJiauonj periti in q ~ & ù r f e ,n t
cleiiam Parochialem Nobi-
& dì firatore ,o di LCgfiaj~oZa, lium, Sr ante Altare rnajus p
.P rk' Fer~tvrs,portarJìa fir k vi- ventus vidit cum gravi animi
j t a de/ Corpo del .l l e & o ~ j~a dd fui. - dolore, Particulas effufks
*, . a. vi- hinc ,
hrte. - -,ig
v0&m ,& r c p a w ~ 1 1 0m- hinc, Sr inde fuper PratellG
aura ,cbefi ve&d 'qda p @ , cjufdem Altaris : & poR dr bi- i
oJmile . l tam vcncrationem juff ir p r s h -
: tocappeilano cas ,fecundurn b
Rubricas MiiTaiis , diligehttr ,
& devote colligi, atque in ali-
* quo +ero Calicc reponi, nu-
t I i merando unani poR aliam; q u o
flatim cxecuto, inventum cR
fuiffe centum ,3~ nonnagn ta ,
dcficientibus lkx Rrticulis l
flantc relarione Cappellani, qui
Calix cum iiipradictis Psrticu-
- ro, lis fuit collo~atusin loco fetu-
Sr decenti in Altari San&
.
Balìiii Deindè idem Dominus,
ego ,& Tefics, q u i i'uprà afcen-
dcntes , & filtenrcs propt Alta-
-, rc vidimus Oltioium pofitum
in parte Griiflra cjufdem Altaris
non nimis diltans à Lapide 5a-
crato , longitudinis duorum
palmorum, & Iatitudinis unius
palmi cum dimidio ; rcrprafen-
t tans in medio SanBiiIimumSa-
. cramentum ,ideR Calicis piCtu-
: ram cum Holtia ;quo prz ma-
.; nibus habito ,& à Domino, &
- . > a me, & Teitibus bcnè vilo, k
- confidcrato,& iuo proprio l o
co accommodato, inventum
clt a parte dexter'a ejui'dear
ORioli deeffe Iignum trium di-
gitorum circitèr per longum
deciliim, ut a p ~ a r cat l q u o in-
ftrumrnto inci$ente, & in arte
R
finiitra haberc ferani bcnk xJm
claviculis, & eidem fcrz corre-
fpondere daviculam i'crvatam
4
a h
i20 Pratica del Santo Uffizii~
+
&
a Donaho Capp~liano,va pro-
f gcr-
bata,bcnt aperuit.Deind D.
11,lh3a~totum intcrius T a cr-
aacdum, ubi folct acrvari Sa-
cra Pyxis , uod voluit ctiam r
1
mc,ac TcRi us videri, & obfct-
varianon fiUt inventa Pyxis, nec
ctiam iiia pars oltioli , qua
dccfi ,$ed foliim Corporak or-
dinarium cxtcnfum in Taberna-
culo. Quibus pera&is,idcm Do-
miaus una mecum ,&.TeRibus
uibus fuprd ,Te t ranltulit a d
1 ltarc Sanai Gregorii, & a par-
te dcxtcra M d c m Altaris in-
vcntum f w t quoddam foramcn
iigurac circularis , c o r d p o a -
-dcnscx altera parte in via publi.
ca, qua! vulgò dicitur /a fia&
'Jerga, latum per diametrum fpa-
tio unius ulnz , & duarum ua-
ciarum ad rnenfuram brachif
niurarii 3 Sr cum non invcnia-
t u r fiaaura aliciijus lapidis ,tale
foramcn apparct fuiKe faQum
aliquo inltrumento perforante ,
movente fcilicer unum laterem
poR alterum :& ita hxc omnia
,
vidi , obfcrvivi & adno-
,
tavi &C.
Curtias Signanus San& 081-
cii Notiuiw .
seconda Parte. ' . 1.z.1

ESAME DEL P R I M %
TESTIM ONIO \

Per provare il v@w, &


reperrum.
Incontinenti .

quc, kc.
Vocatus perfonalittr cornpa-
ruit Hortenfius Pcrolius dc Ca-
aiicrino, annoruna . quadragin-
,
ta ,Faber lignarius Teltis ai-
fumptus ;cui dclato'jurarncnto
writatis diccnda: ,quod pnlfii-
tit taais Sacris lireris ,ad oppor-
tunam D. In trrrogat.
1 Si oJerv; il moao di qaminare r Rcfp. V. P. quclta mattina
f Tcflimonj ,i quali furono nfunti ha fatto chiamar Eranconie
per provare C i vifum , & reper- Gallina , C me, c ci ha detto,
. tum; ed irr tale, oI;mile rnatzjerafi chc vcniffimo in compagnia
enmrnincrà Jempre, qrrcla&/i aurd fua ,c del Sig. Notaro ,chc ora
daprovart qralcbe Coyo di Dekt. qul fcrivc ,cd abbiamo ubbidi-
to. tojc Ici ci ha condotti alla Chic-
fa de' Nobili ,dicendo ad am-
. bcduc ,che offcrvaffin~otutto
,
uello chc veduto avrclIimo
I d arrivati ali'bltar mag iorc ,
.
h o vifio fopra la Prade la dei
mdelimo Aitarc di qui, e di l i
f
. fparG molti Comunichini ,che
Ic pcrfone dicevano effcr confa-
grati ;C V.R. dopo aver finita
un poco di orazionc ha fatto VC-
nirc il Cappellano,e gli ha ordi -
nato , che fi v c h di Cotta s C
Q. Sto -
.zza. Pratica del SantoU e i o
Stola, e pigli un Calice, c con
L
O
, .,a ogni riverenza raccolga cuttc
quelle Sante Partitole , e glit le .
metta dentro,numerandolc una
er una, c le riponga in qualche
fuogo onorevoic , come ha efc-
guito ;collocando il Calice con
dette Particole in un Taberna-
, colino polto full' Altare di San

. Bafilio; c le Particole contate


erano cento novanta ,mancan-
done fei , fecondo chc atte.
Ltava il Cappellano. Dopo V.R.
fi t levata in piedi ,e falita la
Pradella , fi t accoflata all' orlo
dellvAltarc,ed ha accennato al
Signor Notaro , ed a noi due, .
che ci avvicinaflimo ,come a b-
biamo fatto ;ed io ho veduto il
Tabernacolo aperto fcnza il f a
Sto ufciudo, gQ alla p ~ t fini-
c
@radeIl'Altarcho vcdrrroI'ufck
wle , che d a v a eger quel*
h, chc chiudeva il Samo Ta,
be-ritacolo.;e pr& in mano da
lui ,e da mc , accoeeodata
all' apertura del Tabernacolo,
ii & trovato, che conveniva ;ma
dalla banda deltra ci mancava il
legno di tre dita per lungo ,C
uella parte , che mediante le
%e fcrnminellc riceve i poli ,o
fieno gsngherctti ;c la diminu-
zionc,pcr quanto appare, t fàtta
con inltrumcnto tagliente , C
dalla banda finiara fi vede la fua
ferratura fcnz'alcuna lefione; la
quale confrontata da V.R. colla
chiavctta folita cfibita dal Cap-
pcl-
&conda Parte. 12'3
pellano ,convicnc, cd apre arai
.
bcnc V. R. poi ha guardato
ligcntcmente dentro il Tabe %
nicolo ,C pcr ordine Tuo dopo a
ci abbiamo guardato bene an-
cor noi , e non Li 8 trovata Pif-
Gdc di forra alcuna ,m3 folo un
Corporale piccolo diltefo dcn-
tro il medelimo Tabernacolo,
fopra il qual Corporale dovca
.
fiat la Pifide Fatto queito,
ha condotto feco il Signor No- .
raro, c noi due Tcltimonj ai.
1' Altar di San Grcgorio, ed h o
vrdnro alla dcfiradel medelilno
Altarc nella muraglia m ~ c l t r a
della Chicfa un buco grande,
t o s d o , che mifurato da Ma-
a r o Franconio Muratore alla
prefcm *noara,ii è trovato,
che pa diametro kirgo un
braccio, C due oncie, c cor-
rifpon4c qucfio buco nella via
pubblica, clx f chiama, la h a -
da larga; r p s h e fi vedono i
mattoni levati uno dopo 1'altro
fenza rottura, Iogiudico, che '

iia fiato f ~ t t o ibuco


l con qual-
che infirumento penetrante ,
col quale fi fia prima i'calcinato
il muro, e poi levati i mattoni
uno dopo 1' altro .
Quibus habitis, & acccptatis,
dimiifils fuir juratus de filentio ;
& cum prout dixit , nelcirct
fcribere, fccit fignum Crucis.
Signum Crucis Hortenfii
Pcro lii,
. .. .. Atta funt hzc per me Cur*
Qf - tiuin
Pratica del Santo Uffizio
tium Signanum S. Officii m a -
rium .
ESAME DEL SECONDO
TESTIMONIO.
Pct provare il v @ m , 6.re.
pertum
Statim.
.
CorPm , & ubi Supri ,in
meiqtie, &C.
v Oca tus perfanali tdr com-
pacuit Franconius Gallina,
a l t a Teltis afìiumptus, ztatis
annorum quinqwginta ,Fabct
murarius ;cui delato juramend
to veritatis d i c c n d ~ quod
, prx-
Ritit t a a s Sacris iitesis ad op-
portunam D. Intcrrogationem.
I Il vifum , & rcpcrtum i-. I Rcfp. Qu.elta mattina V. R.
weJo ca) abbraccio i/ fairto deifa mi ha mandato a chiamare per
%@dear tic Cgnuniebhi; lo fior -, mio figlio Furbonio, chc fu-
gimerto de' rae&$"unifipra kr Pra- bito doveffi p.orcarini da Iei ,
della j lo Fatturo Aelf nfiivoh gomc ho prontamente deguitoj
Br1 Taberrracdo, rd il b#co della; C i' ho trovato avanti la Porta
prrrraglìa della m e f a . della Chieia di San Marco con
il Signor Curtio Notaro ,e con
Ortcniio Perolio , c mi ha det-
to ;vieni con Noi ,che voglio
un fervizio da te;c camminando
tutti e quattro infierne ,mi fon
veduto aUa Chicfa de' Nobili ,
nell' entrare, V. R. fi t voltato
vcrfo di noi tre, c ci ha detto :
OKervatc bene tutte Ic cofc,chc
vcdercre in quclta Chicfa
. f
?Fr-
che bifo ncrt ,che mc Ieri ria-
t c Pre a 1' Acqua Santa, ci ha
me~rti ali' Alta mggiorc do-
ve
Seconda 'Parte. ' 125.
, vc G confava il Sanrillimo Sa:
gramcnto, cd inginocchiati iut-
ri, lo con mia gran maravi-
glia ha veduto iirlh Pradella
dcI1' Altarc f arfi molti Co-
P
munichini ; C cvatofi k i in pic-
di , ha ordinato al Cappclla-
n o della Chicfa , che pigliai-
fc un Calicc confagrato , C
raccoglicifc con ogni rivercn-
za tutte qucllc Particolc, c Ic
contalCc bcnc uantc erano, C
I
poi riponcffe il dicc collc mc-
dcfimc Particolc in qualche
luogo onorcvok, c fìcuro ;c d
il C a p p c l h o prcfa la Cotta, c
la Stola , kce quel tanto, che
V. R. li avcva comandato ;
B
portan o il Calicc colli Comu-
nichini raccolti in un Tabcrna-
colo piccolo, che fcr vc pcr co-
municare i Parrocchiani, poflo
full' Altarc di San Baiilio ; C f i
. trovch ,che i Comunichini arri-
vavano a cento novanta, man-
candone ,al riferire del Ca d-
.
k o o ,fu V. Rcv. dopo f!$ la
Pradella ,cd avvicinata ali' orlo
a
dcll' Altarc diffe al Signor No-
raro, ed a noi ;Venitc q u i , cd
oifervatc, c tutro bcnc: lo vi-
di dalla banda finiltra dcli' Altar
rc una portina dipinta, chc rapd
prcfentava il Santiffimo Sagra4
mcnto ,cd era quella, chc fcr-
lava il Tabernacolo ;cd io lo
fo ,pcrchc fono della mcdclima
Parrocchia, c nc ho ratica da
, B
molti rnpi E prda a lei d c t k
Por'
Pratica dei Stato Uffizio .
portitu, e ben confidcrata ,ed
adattata ali' apertura dcl Tabcr-
nacolo ,e moltrata a tutti noi ;
, I o olrctvai ,che dalla banda d t
itra per lungo vi mancavano tre
dica di legno mifurato da Or-
tenzio , C da lei, e dalla banda
I . finiflra fi vedeva la ferrarura
.
fenz' alcuna otFefa V. R. k c c
anco portare dal Signor Cap-
pellano la chiavctta iolita , e ii
trovò, che corrifpondeva , ed
apriva ienza veruna difficoltà la
ferratura. Fu poi viiitata la par-
tc interiore dei Tabernacolo, C
non fi trovò nC Pfide, n4 al-
t r o ,fe non un piccolo Corpo-
rale diltrio dcntro il rncdelimo
Tabernacolo. Veduto ci6,V.R.
ci condurne all' Altare di S. Grc.
gorio;e dalla banda dcfira di dcr.
to Altare vidi nel muro macfùo
dellachicfa un buco t o n d o ~ u a
le mifuraco da nic aila prcfcnza
loro, trovai, che il diametro
. di larghezza di un braccio, C
Car gn$id' (rJPI'mjmt+ due oncie ,c corrif onde di Id
pi , e /inzs &m m~ctimel;> alla Rrada larga d e la Cit t l EP .
procato e ~ m l ~ ~ d t s r t m ~
c ~ tge uperchc tutti li mattoni levati
mi vifum, h repertufi ;ed iw crano intieri ;I o fecondo la Pe-
- psrticohrekr &f;cictz~a*#a pi)c rizia deii'artc mia giudico, che
Jde. Efibbese re il buco fòffe fatto con qual-
$
@*o mbcd~edea medfma che inhumcnto perforante, col
c e d o xrro ni ana , /' o I ~ quale fenza Itrepito forero le-
!a/tro;ndimerrothtt/e
no abili h' fare ditte *re
vati i mattoni uno per volta.
, 8 Quibus habitis ,& acceptatis,
kdieio c i r n r i l ~ r & ~ v i l ~
A
.
dimiffus fuit, juratusde filen-
tio ,& fe fubfcripfit
Io Franconio Gallina con-
* fer-
hméi$Eàta;. r 'Td
fermo quanto fopra di mino
i
t

.
propria .
Alla funt hzc per mc Cur , s
. tium Signanum Sanai Officii
I Notarium.
,ESA.MLi DEL; P R I M O
TESTIMONIO- \

Per provire la reclift-


&
dclla Pi de.
Die 2. Novcmbris i 682.
v Oca ta perfonalitèr com.
paruit coram Admodum
Rev. P. Vicario exinente in Sa-
crario Sanai Marci , in mei.
que &C.
Domina Viola Uxor D.HeIo.
dori Mari , annorum triginta
quinquc ; cui delato juramcn-
to veritatis diccnda ,quod pra-
Aitit taais Sacris literis fiiit
D.
I In t. An fciat, ve1 imaginc-
tur caufam Tua vocationis , &
przfcntis cxaminis ?
Re@. lo m' immagino, che
fia per caufa del Furto dclk Pii-
fide , fatto nella Chici2 de' No-
.
bili 'la notte, che ~rccedcttcil
giorno delli Santi -. .
2 Et ei diifo ;Quarc ;magine-
tur fe cffè vocatam propter Fur-
rum Pyxidis ut fupraj& an fciat,
ve1 dici audicrit aliquid circa
hoc 2
Rcfp. M immagino che lia
pcr queltoFUK~Q j P C I C ~ C tutta
la
.l28 Pratica del Sànm Uffizio
ia Cittrl fa, che l i f i P r d o ,C
. puo dlcrc ,ch' cnèndo io vicina
a detta Chicfa mi voglia do-
mandar qualche coi3 circa di
qucfio ; Io pcrò non fo , nc ho
intcfo dir nicntc .
3 Sifh qireJa Ihewgatione,pn
aver co.te/ti da p t o w e la prqf-
,
3 Int- DCtempore fu u l t b ~
?
C o m ~ n i o n i s de OCO
dc Saccrdotc 9 de S ~ C & i u m
*
cbiui.
flemma dcììa Piflde coìii Chmtj.
quibus k communicavit .
Rcfp. Io mi comunicai l' uJ,
tima volta Sabato profinio paf
fato fulle fedici ore nclla detta
Chiefa da D. Polimio Cappella-
n o di e r a nclla Mena, che celc-
brò neli' Altar maggiore; c fc- ~
ci la Comunione in compagnia
di Doiabella mia figlia , del
Campanaro della Refi Chicfa,
dl CUI non fo il nome, e del Sa-
grcftano della Rotonda, che
. ncmnlcno fo come fi chiami.
4 Int. A quo D. Polimius ha-
buit Particulas cxhibitas fibi ,
& aliis pcrfonis a Cc nomina-
tis.
Refp. D. Polimio ncll' an-
darc a cclcbrar la detta Mcra, l

dalla SagrcRia portci Sopra il


Calicc un3 fcatola picna di
Comunichini,quali riverfciò fo-
il Corporale, diltcfo S i a
ictra Sagrata, ed a fuo temo 1
po gli conlagrò inlicmc coli'
. ORia 3 C dopo eflcrli comuni-
cato lui rcfe dal Tabcrnaco-
. lo la ~ i i i 8 , c. dentro po* tutti
1 Comu~ichiai,C poi ci c o n ~ u -
. nico t C comunicati, che ci
5 iy cbbc
- Seconda'Partei. ' r.3-
ebbe, collocò la Piffidc di nuof
vo dentro il Tabernacolo,
I

ferrò 1' ufciuolo ,e ofc la chia-%i


vcttafull'Altare; k'n italaMeG
fa , miiè la chiavetta fopra il
a Calicc ,c fc ne ritornò col Ca,
licc fiero in Sagrcitia.
5 Si v e * o j e9 ebe
~e conto!fa f~ >nt. Quomodò ipfa Exami.
' deve fure de*lu cn*P
fiienza.
nata Riat D. Polimium pofuiflc
Pyxidem i n t d Tabernaculum ,
& claufilre clavicula ,& eatu
portaffi fupra Caliccm in Sacra-
rium ?
Refp. Io fo tuttc qucltc cofe,
delle quali mi dimanda, pcrche
lc vidi cogli occhi proprj ;an-
, zi facendo la chiavetta un po-
co di Aridore nel ferrare ,tutti
anco fcntire .
lo potcttcro non iolo vcd«c,ma
Q i b u s habitis, & accc ta-
P
tis ,dimilla fùit jurata de Lì en-
. zio ; & ptrleao ci fuo cxami-
ne ,fe fubfcripfit .
Io Viola Mari confèrmo
quanto fopra di mano propria
A a a h t hzee per mc Curtium
.
Signanum S. OfficiiNotarium.
ESAME DEL SECONDO
TESTIMONIO
Per provare la rccfificnza.
h
della Pi ide
Eadem dic poit Vefperas .
v Ocatus perfonalit5r com-
pacuit cordm Admodum
R Rcv,
• x3* Pratica del Santo Uffizio -
Rcv. Patrc Vicario San& 06.
cii cURcntc in propria manfio.
Y ne ,in mciquc &C.
Carlinus filius quondam Or-
iandini Bellauri dc Tridente ,
annorum quadraginta duorum,
d a t o r campanarum EcJefjs
!arochialis Nobilium; cui &la-
to juramento vcritatis diccnd;~,
uod przltitit t;i&isSacris litcris
R i t pa D.
I lnt. An fciat ,vcl irnaginc-
tur caufarn fu= vocationis, &
p~efcntiscxaniinis ?
Refp. Io m' i h a g i n o , che
Voltra Revcrenw mi voglia
cfaminarc circa il furto della
Sacra Piffide fatto nell' Altar
maggiore dclla Chiefa de',
Nobili .
2 Et ci dillo ; ut rcferat quid
fibi occurrit circà przfatum fur.
tum 2
Refp. Effcndo ammalato il
Si nor Curato ,la fcra dopo
1
l' ve Maria dc' Morti, pqrto le
chiavi dclla Chiefa al Signor
Cappellano pcr nome Don Po-
limio RoWli , C poi la mattina
su I' Aurora lc vado a pigliare ;
,
- c fonata 1'Ave.Maria , vifito la
lampana del ,Santiamo , C
l'accendo, c 19aggiultofecondo
il bifogno.La mattina delli San-
ti mi levai più a buon' ora d d
folito, c fonata ch' ebbi 1'Ave
Maria , mi portai a dirittura
.

. - - - '
all' Altarc maggiore con una
candela in mano , c trovai la
lam-
Secondà Parte .', . !
lampana chc ancora ardcva:
331
e poi data una occhiata nella
Pradella del rncdeGrno Al tarc*;
fopra di rEa vidi una quantitl di
Comunichini {parli chi quLi ,C
chi là, e rcltai attonito, non fa.
pendo, che mi penfare ; alzai
poi gli occhi verfo i[ Tabcrna-
colo, e vidi , ch' era aperto, C
fcnza il fo'olito ufciuolo j cd oi-
tervando bene , trovai detto
ui'cinolo alla finiha deli' Alta-
rc ;e poi alzata la candcIa vcr-
f o il Tabernacolo , mi avvidi ,
che ci mancava la Sacra Piffidc
piena di Comunichini , che la
. mattina antccedentc il Signor
Cappellano aveva configrati ,
c poM nella Pinidc ,che poi mi,
fe dcnuo il Tabernacolo, e lo
ferrò colla folita chiavetta ;
qualc,finita laMellà,che la fervii
io ,pnnd in SagreRia fbpra il
, Calrcc ,c la collocd ncll' arma-
rlo folito fotto un' altra chiave
lo vedendo quello fpcttacolo,
.
ritornai fubito a darne porte al
Signor Cappcllano ; il quale
&at& in un tratta di lwto,
qd andati inlieme nella nlrdeCì
ma Chiefa , trovafimu quel
.
che ho detto di fopra Vifitate
le porte , erano bcii chiufe ; e
girando la Chicfa Òfirvafimo
alla deftra dcll' Altarc di San
Grcgorio nella muraglia prin-
cipale un buco fatto a tondo
tanto largo , che comoda-
- - I .. mcnte ci poteva pagare un Uo-
r 3; JÌ z noi
Pratica del Santo Uffizio
mo ,C corrifpondcva il buco al-
la Itrada lar a j e credo, che
b
pcr qui paga a o i Ladri
3
.
IntAn illud foramcn a n t d
cffct , & quomodd hoc fciat
Rcfp. @cl buco non ci era j
c lo fo pcr la ratica ,che io h o
!'
deiia Chieh a due anni in qui.
q Et ei dia0 ,ut defcribat Py-
xidcrn ablatam ;& fi ante uam
?
ponercntut Particulz con ccra-
ta: ,ut fupra ,przcxifiebant alie
Particulz.
Refp. La PiGde rubata far&
Rata capace di dugcnto cin-
uanta Comunichini, tutta di
Il gento , c dalla p r t c di dea-
tro indorata , larga poccr più ,
o meno di quattro dita, alta
otto dita in circa, cd era veRi-
ta di un Panno bianco ricama-
to di rofe roffe ;cd in cima del
coperchio fi vcdeva una Cro-
cctta pure di Argento : Primi
ci cra qualche ParticoIa co'
Frammenti j ma Don Polimio,

s Si cerca qrugoperf@eru,fi la
le Particole confagratc .
li confumd avanti di mcttcrci
Intcrrog. An in fcro antecc-
PiBde fiu /lata rrbattz per roba denti h i t vifitata di& Ecclc-
loro. fia , antcquslm claudcrcntur
januz ,& quatcnus, &c,a quo
ve1 a guibus ?
Rctp. La f?ra a n t d n t e ,
che fù Sabato dopo i' Avc Ms-
ria, la Chiefa de' Nobili fuddet-
ta fu vifitata diligcn temente da
me, e da Don Polimio ; C non
trovando alcuno , fcrrailimo
. d L
6 B- am.
Seconda Parte .
ambedue L
'3'i
ed ufci rmb
per la porta piccola ,qu?le pab
rimcntc ferrafirno;ed jcri matri-
na nella vilita la trovaffimo pur
- fenata,
6 i k o armo ocnrfiou~di 6 Int. %ornodo fciat Domi-
iwdare la dimanda della ca*
kli@fiientz~e noUe firJpi8 . num Polimium in mant Sab-
bati pofuiiic Pyxidcm plenam
Particulis coniacraris intrd Ta-
bernacdum ,& claufifi oitio-
,
lum clavicula & cam portairc
in Sacrarium ,& c o J l o c i'ub
~~
alia cldvc ?
Refp. Io lo io, pcrche Saba-
to mattina il Signor Don Poli-
mio mi fece preparare dugen-
to Comunichini , e gli portd
dcatro una Scatola fopra il Ca-
licc aU' Altar maggiore, quan-
do ci andd per celebrare la San-
ta Meffa , e li voto rutti fopra
' il Corporalc ,che aveva di fiero
su la Pietra Sagrata , cd a fu0
tem o li confagrò inlieme col-
, che Rava f o p n i Co-
: munichini ;e fitta, che lui c ~ F
bc la comunione ,pofc tuxi li
- Comunichini dentro la Pifide,
c comunicò la Signora Viola
Mari, e Dolobclla fua figliuo-
A -

. la, il Sagreitaao della Kotonda,


C me ;e dopo cogli occhi pro*
pri vidi , che chiuiè la Piffi-
d c con il fuo coperchio, c la
oCc colla mano deltra dentro il
tabernacolo , e di pi" , che
coll'ificfla mano ferro l'ufciuolo
' colla folita chiavctta , e la po-
- - fc fopra i'Altarc ;c finita
Mef-
13'4' Pratica &l santo U@zio
Mesa la ortò in SagrcRia fu'l
0 P
Calicc,a a chiufecon un' altra
chiave, come ho detto di fopra.
7 Int. @ornodo fciat modo a
fc narrata ?
t
. Refp. Io lo so, pcrche Ic v+
. *o, C non potevo f i r di memq
di gon vedere quefie cofc ,pcr-
chc tèrvivo L Mcff~,e flavo ac-
a tentoa t u t t o .
8 Int. An fiaa communionc
a Te, tribufque aliis ,& recluia
Sacra Pyxide in Tabernaculo,
fciat , ve1 dici audicrit ,id cm
Tabcrnaculum fui& ampiius
epcrtum ~ropriacl;ivicula 1
Rcfp. Io non fo ,n&ho intc-
, fo dire, che dopo la Mcra di

Don Polimio, e dopo la nofira


comunione ,alcuno abbia apcr-
to il Tabernacolo c d i a fua pro-
ria chiavetta ; e aiuno quelto
fo può faper meglio di Don Po-
limio, che lo ferrò, e p r t ò via
la chiave ,come ho detto di
fopra .
g Int. An fciat, vcIdiciaudie
rit, vcl fufpicatus fuerit quis po-
tucrit fiirari dittam SIcram Py-
xidcm .
Rcfp. Io non fo ,n&ho in te.
fo dire, nè ho fofpcttato chi ab-
bia potuto firequcfio furto del-
la Sacra Pifidc .
@i bus habitis,& acccptatis ',
dimiKus fuit juratus de iilcntio ;
& pcrletko ei fuo cxaminc, cum

dÈcit Signum Crucis .


( pro ut dixit ) nefcirct icribere,

S.
SecondaParte. . . ?3S
. Signum Crucis Carlini Bei-
., Iwri.
AQa fmt hacc D a mc ~ u r '
Notarium .
rium Signanum h n ~ Officii
i

ESAME DEL T E R Z O
TESTIMONIO.
> Per provare la rccfiflenza
ddk ~ i a i d c .
Ocatw pfonalittr com-
paruit coram, & ubi fu-
pra, in meique, &C.
Ca rcolus filius quondam
PAnfa di Baliini dc Lucerna, zta-
tis annorum viginti fcptcrn, Sa-
criita Eccleli=, vulgd della Ro-
tonda j cui dclato juramcnto vc-
ritatis dicendx , quod przbitit
taais Sacris literis , fiiit p c D.
~
I Int. Dc ultima communio-
ne iplius Examinati ?
Refp# Io feci la mia ultima
comunione fa ba to profimo
affao ,che fu vigilia di tutti li
Lati.
2 @/a Imrragazime abbru& 2 Int. Dc EcclcGa, h dc Alta-
cia tutte quelle coj2, cbeSono ne- ri, in quibus fecit iuam com-
ce arie per comunicar-; ci02 k munionem ;dc Sacerdote, qui
~ r l i r . i a , k C b i e J a , ~ A / t o r e , E porrexit
/ Particulam;& an hlus,
Sacsv&te ,' e j
o accomplgnuco . è fi ~omu#icb/blo, vcl aQbciatus fe communica-
vcrit !
.. Refp. Io mi comunicai nclla
Chiefa de' Nobili j nell' Altar
maggiore, dal Signor D. Poli-
mio Ca pelfano,cd in mia com-
i
paqnif comunicarono la Mo-
glie ,
~36 Pratica del 'Santo Wffizio
.b
glic ,c figlia ckl Signor Mari ,
! cd il campaaaro di detta W-
0
fa Trcntiao ,dc' quaii non so i
': nomi.
3 Int. Qua hora k comrnuai-
cavcrit, & ubi D. Polimius ium-
t - ., * pGHit IJarticuks ad fe, &ad ali-
- os communicandos ?
Rcip- Quando ci comunicai;
: Emo , faranno Ratc Cedici orc
in circa ;li fervì d c k Particok,
che aveva confagratc allora nel ,
- la fua Mcffa,c chcavcva portate
,. in buon numero dalla SagreRia
I
l dentro una Scatola ,chc ri vero
sciò fopra il Corporale, c confa-
;e comunicatofi lui, apri il
abcrnacolo colla chiavctta,chc
urc aveva portata dallo Saprc-
!il ,cavò fùori la Pifidc, l'apri,
confumò alcuncParticole,che vi
crano dentro, c coUa Patcna
vi pofc tutti quei Comunichini,
ch' erano Ra ti confagrati allora,
C poi cornunico noi quattro io-
, li j c dopo chiufc Ia Piffidc , la
rimifc nel Tabcrnacolo ,tore
'Li nò a chiuderlo colla mcdcfima
ehiqvctta ,e cavatda fiori, la
ofc fopra i' Aitarc ; e finita la
h c a i ,ia poi5 fu'l Calice, e la
poi cofa fc ne facNe .
riportò in SagrcBia j non fo
4 1nt.Quomodd fciat ipfc Ex*
minatus ca,quz h o d ò narravit?
Rcfpondit. Io fo tu ttc quelle
cofc, ch'ora ho raccontate, per-
che ero prcfcntc ,C vidi tutto
Che
cogli occhi mici proprj . 1
Seconda Parte. 237a
5 Et ci di&, ut ben& dcfcti-
bat Pyxidcm, in qua dicit ,fÙL
fe Particulas conkcratas ,
& fcrvatas ;& ii anted praxxi-
Bcban t aliquac Particuk
Rdp. La Pinide mi arvc tut:
.
ta di Argcn t o con il uo copcrd
chio, che in cima avcva una
?
Crocctta pure di argcnto;cd era
la Piffide grandctra,ed alta, non
fo,fe un pa1mo;cd avcva un2 v+
fticciuoia bianca collc rofc 'coi,
fc j del re80 non fo dir altro ;
n& Ce avanti, chcci poncllè Don,
Polimio quelli Comunichiai
Con qricfli rjami Pprooa per
cc ne foffero altri .
@ibushabitis. & acccptatis,
1
quattro T'flimon~ lo preej@nea dimiffusfuit iuratus de filentio :
dello P i f ì e colle Particole , cbe & perlcao ei fu0 examine, cum
molto ji deJìderaua ;e Z' Identità prout dixit, miorct fcribcre ,
delle Particole rnedejme ;e non re- fecit fignùm Crucis
/io altro, cbe cercare con ogni di- Signum Crucis &r Capreoli
ligenza ; cbi 2 qt~ello, o q ~ r l lcbe
trnnnofatto ilfurto ,
i Bellini .
Aétafunt hacc per mc Cur-
tium Signanum Sanai Oaicii
Notarium .
ANNOTA.ZIONE.
Se per cagione di morte , o di aRCnza diuturna, o per d r m accidente fopravvenuto
,
non fi fonè potuto n6 fi fperaffe di poter fottoporre all' efanic alcuno de' TeRimonj
,
&ti in conreiti o er informati dagli altri, come fi avrebbe dovuto fare ; C ipediente
li
di f u l o fempre i o are in Proceffo per relazione del Nunzio 9 o Curfore , o per dm
autentiche giiiflificuioni ;acciocche non s'imputi d l a ncgliqcnza dcl Giudice 1' ominio-
ne ;e quclto Supremo Tribunale, uaado li fono riferiti 1; Prorefi ,non abbia moti-
2
vo di ordinare , come fuole, che lo p[& a quelh ~011'efame dc*nominati 5 e di
non rifita 'l impokbilitl di efepirlo .
IopraKedere nella f edizione della o u L in pregiudizio de'pietefi Rei ;perche dagli atti
E fe accader3 di doverti eiaminare nuovamente Ii Reffi TeRimonj fopra Ic materie
medefime da loro depoRe,in rignuda d'eUere eglino la prfrna volta Itati null~mente
ekrninatijo da Giudice Secolare totaimentc incapace di Giurifdizione nelle caufe di Fe-
,
de ;o da qualche Giudice fu ORO delegato da Superiore competente della'cui dele-
gazione non cofli nel Proce$ o da Giudice dele to r t d e arto dagli Ordin(irj con CI-
coitidi ricevere per fc tt&o Ie &kc~unzie, o ~ c ~ o % i o nfenu
i N o r u q qual ficold co-
S mc
.i 38 Pratica del Santo U&io
gm concruia a n i dXpofiSonc de'Slcri Cm&, particolarmente adh a u f e di Fede, riIi
non pollono dueio daiNo t u o T o l ; u i r e n u ~ ~coo c ifjwhle del azione degli Ordioari,
nenmmo offmo ciò fare n la PeRa ragione; o e ~ n r $ t a t ericerutc fenm gia-
mmmto, o cof ~.MI(.LO
fione de' Sacri & IYB. -I, WC.0 I.R~In ~ p t w i ~ , T.= ~ c . ~eijwef-
elj j o col g i r a r n o nel 6ne L l k dmunrie, e drqU efam~aom
ammeffi nel Sacro % i b 4 e ;o per cKke Ih° itmermgati ef refimente, o rackamea-
- te con d o fuggcRivo, o , d'
d t r o motivo che renda info h n t i ed invalide le loro
prime Denruizie, e DepoGziasi. In t d i -6 Ir regole regihate di ioprr devono quf in
,
t u n o varialì I poichè dopo dato aili Denanziuiti ed alli Teftinwni il gmrzmento c ,
fattigli li Coliti Interrqat genqdi ' a h l e regole 1Lddene;k nelle rif' o h a quelti col
"i
far menzione del.primo e m,non %kmo
B
foRanza quanto depofcro io quello ;dovranno interrogri.ii,fe i Cono mar eraminati o
R
apertura di poter li far n rirc almeno in
,
hanno mai fatta Denunzia Verona in alrua T r i b d e , d r che tempo, avanti t chi, fopra
,
di che contro chi, &C. rilponàendo di si* narrando tra gli rlnr I'efime fuddeno;dovri
iniporfègli , che riferikano aimeno in fdtuua, quanto in e h depofcro fenzr ammencr-
gli h femplirc relaziooe a quelb ;e Refine la rifpolta, i 6 dir3 i fe leggendofili detto
erame 10 rimaofcaralop& I'iltdo, e Refane la rif oi&e di I e ~ p r e c, 's i n t e
r o g h ~ n n o i f e1.efa.e ictrogii 1F IRCKO b t t o d a e d ; fe Io fecero p e r h veiir3, ecome
,
tale 'i approvano, e ratificano io tutto e per tutto; e Te ci hanno d'agiugncrc ,o &
fcemare cofa veruna, e Rdane Ir rifpolta ; fe io qualck cofa foltaoziale avcflcro varit-
t o ,o fi folfero cowraddetti , fe gli fari l'opportuna obiezioae per fa ere qusle de lo-
.
r o detti fia i1 vero B'inrcrr hcr-
7 , !
fopra ì' inimicaia c temineri e b n e coi gia-
iamento del filcnzio, e rotto crizioni come foprj: tna Te ali' Interrogatorio fuddetto ri-
fponderanno non e&rG mai eraminati, o netra rifpoffs non firanno menzione del dct-
t o .erame ;I; dovranw ammonire r dire la verità, o fe li fono eriminati avanti alcuno
,
altro Giudice, per J a a cada contro chi, dl che tempo, e Copra ual materia; fe h-
?
80 mai fitta Denunzia ;ilcuna,o le li Cono efiminati fopra materie pettmn al S. T r i h -
naie, dovc,quado, e contro qual perfont: fe conofcaao la perfoiis conao la qiide g i i
I e M r o , o deninzianwio,& quanto tem e con q u d * o c c a f i ~; efe contro la medeG- .
ma hamo mai fanr Denniria,~li f i o &&nati, &C. e p r I l h n d o in ne w 6 am-
%i
& a n o d i u u a o a @arare la loro c o k i m a , c dire la veriti aarrandofi materie gra-
vi, e di Fede, &C. nè-ah g i m d o per convincerli di bug'
, "a' i&G leqgeranm li lo^, era-
mi O Denunzie precedemi; e fuccdIivamcme anco quelli egli altri Teltimonj ,che gli
avelrero dati in contcRi, o per inforinati fopprefi li nomi ,e l'altre circoltaaze come
fupra :il che Nufcendo pur anche lema frutto, Lì chiuderà I'efame col eiriramento del
, ,
Illinzio e fiofcrisior;i come foprr; e G licenzieranno con qualche pr&eno penale di
poi p r e f d t d ogni
ftiinonj carcerati.
- d i o e :non praticando6 nei Sacro T r i b m d e di m e r e li T*,
Doveodoli poi hbbricare alcun P r o c e b c o a m li Direttori, ~ORrUnari,o Profcffori
,
della hlfa e dniaata Orazione di Quiete, o di pura Fededovri in primo laoqo avva-
tirSrhc per c h e le loro Dilcepole, n lo pid da e f i perfiiak, ed imjre(iionrte di .n
-
r L r e tenute a dire I. interno ad alai,cl$ aJ D i r e ~ o r c h interrogate
è giudizial.--
reroo giuramento da legittimi Superiori; c ~ c e h r i o che , da chi le fotropord ali'
me pcrdilporlca dire la verità fi tifi ogai pidiiquikt diligenza per rimovcrlc da tal' e?
rotea opinione ed i -o con qoci mrui,Jie (timer3 pid profintvoli : poi datogli 11
T
giuramento, e fattcg i li bliti 1olerr"p"Mi p n n i l i fecondo k rXi,olle, che d m n m .
, ,
profeguifca ad interrogarle lopra il cor o e fCrK della loro vira da che hanno 1'
della ragione con f q l i dinianmenre ritèrireli Coafiffori, e D i r w r i , &e hanw W-
ti nelle cola dello fpi6to da h p 0 in tempo, le Direzioni , ed Infimzioni a v dalli ~ ~
medeiinli in tal popolito ; k vind ,dirozimi penitenze, buapc opere orazioni v* ,
, ,
cali mentali o di alma F m a ,.nelle qudi ciafitina di e& o u n e li fona dircita- '
te ; e G ikmprc neli' ift~ffe~ ,
o iediva6o; e pcrcbe pni ia ua;r che nelr rlcn ed in
tcm-
' ..Secbn&. P*. .
. . . E 2-9-
Sì, bd d+h& A ~ wlolite di freqneatare li Smt; S w ~ a t i quante
,
t e fieno ffate filite dr comtin~carfio@ Sa)clnana , Mcit o Anno ;k avanti di C o
,
i n n i 4 ihpc fi bcno confcflrte O d;e r r c h e non fempre o fe con licenzi Q
;
-
vbl-

d' oràiae d'altri ,c d i d v : q u d p # m e ieao ftate Colite di premettere alla Santa


e i e n e , e @@di r ~ a b n c abbiano o praticati dopo quella : fe bene
e folite di affiltm al S. &&zio
in c h i t f z ,in che pp.m di r l ~d, i~$%?d:'
&i+an+; L buutsreckato
d*,
,alli Divini Uffiz' ed altre divozioni
,
fe in compagnia altre perfo~e O in
Porazioni folite reritad nelle Chiefe, o in
SZj, +e fatto UiILbl rhr8 orazione, e di che Corta :come G lieno dipanate
e hrcenje -che iècondo lo h o , c gualitì delle loro perbne,e
gaoemmdaieioto c a k ~ ? l e -t, chi *n, e ilando f w e t t e a loro Superiori ;quelle,
che hatmo Padre, Madre,o altri Mi. 'oricon fareli eQrimere d' ordine di chi, o ad in-
f p n i c a t e di chi G h o regolate *% una.aaznmra, che i.un' dm in quelle mau-
,
rie, che I;c e n o k r à c E m i errore O inganno : fé ene bwao comunicati ad altre per-
, ,
fane fimi!i ioiegna~enti cd a quaii :come fi Geno dipomtc e regolate, le R a d o at-.
m a l m e n ~ ainorazime li2 vanuta.qa~lchet c a m i a a q o fiero peccamiuofo :fk n&
B
*re L' orarione G f m o n*kc d& &~l'Anima,&~Figure,ed Immagini, &C.
d a chi gli iia Raro inregnato di regolul; n:] modo, che diranno ;Te fanno, che d'dli
fieffa y c r h o n l i infegnamensi &no Rari dati ad altri, o da altre p d m e qudli fieno
psaid ,e c o l l ' i i e n t o di chi; o $e &.e& li msdefiini infcqnanunti h o Roti
«wnunmti ad &re ;e foprr altre parcicduità,e circdtaaz~c,cherifultennno dagli atti,
41; averi notizia poter li &ere Rata infepate ; o poter' anco elTer ftate praticate cori
f ,
dlè d a Diretruri con h fi dagm,; come rocca^ ed litri atti indecenti di ccmfiva
funisliuit3, o con6denza;coo arare la b r u t a atteoziane nel far li efprimere lilo
t
mm i, occafhti cooteff i e culfa dì fcienza in ciafium rifpo a, che daranno opra
u r L c materia Afian,iais il chc baRi averBaggiunto prrmaggior cautela rifjeno alle
F
gillgenu da u f d neli' efaminare !i Tefimooj .
. . SETTIMA D E N U N Z I A
Toha dalle e ole deZ Padre Fra
%
Tomrnafi fngbini imprefi
in Ferrara /' Anno 1687.
e qul aggiunta.
. Degli fponte comparenti con-
-4
I

tro di le mcdefimi
PRIMA COMPARSA.
.
Die 20. Ofì?obris1684. ,
In Mane.
Pontt pmfonalittr compa-
S ruit coram Admodum Rtr,
P. Vicario Sa nQi Officii Aaco-
l
n* exiltente in loco cx;uninum,
in meique ,&C.
1s)- :. S 2 Jo*
140.
Pratica.dd &nt0 fllffizi0
Jovannolus filius AtducIis Ca;'
0 fà Civitatis Chienfìs ,actatis an-
norum viginti, incola hujus Ci-
vitatis, dcgtso fub Parochia
San& Egidii ,Studens Philofo-
~hiac.;cui delaro j uramento ve-
riti tis d i m d z , quod przlti tic
taais Sacris Literis, cxpofuit uc
s Si C POROilprimo farro & Sor-
uzfià.
I Il primo giorno di Ago Ru
rilegio; pcrcbe qr~eflicaJ pepilen. profimo pdaco ,fu l' ora di cc-
tialijfino d$t$ con tal frequen- na , ritrovandomi io in Scio
z a , e colla ruina di tante Anime avanti la porta di cara colli mici
per tuttoil Crij?iane@o : cbedan- Genitori, accadde di pacate un
no motivo a i Giudici della Santa Turco per nome Bajazzctto Ca-
Fede, cbe gli banno delcontinuo dì ; il qual di f?è ,che andava
,
per Je mni di dcplqrurli amaro- vendendo le Pietre Brlluiue , C
mente . ne tirò &ori quattro, moltran-
dole neUa pianta della mano. In,
- terro ato da mio Padre della
f
virtù oro, diEe d i r buone per
uadagnarfì i' amore delle Per-
Hone, c dimandandogli io co-
me fi accomodavano ; rifpofe;
che fi poncvano per un' ora fot-.
to il letame di Bue , e per un'al-
tra ora fotto il letame del Ca:
vallo, c poi fi facevano fopra
ciafchedwa di eKe tre circoli ,
uno dentro dcli' altro ; e dopo
fi poncvano fotto la foglia dclii
Porta, dove p a a r doveva la
- 1

Pcrfona , di cui T1 defiderava


l'amore 3 c che paffata ,cra cm
fkretta la fua volontà da un tale
Spirito ad amar queUa Pctfona,
.
ch'avcva polto la Picua Io nc
c o q r a i una, -C la portai rneco
quì i n h c o n a j C dclidcrando
2 Il d'cf-
Seconcia Parte. 141
defferc amato dal mio ettot te;
che fi chiama il Dottor Antio-
c o Gomcni j un Mcfc fa refi la
, 'f P
fuddetta Pietra ;la oG otto il
Ictamc del Buc c d Cavallo,
come fopra, c la mattina a
ora di terza la pofi fotto la foglia
della Porta di fu Cafa ; c co-
gli occhi proprj vidi , che c i
pafiò fopra due volte, ma rc-
fiai deluio; pcrchc il mio Let-
- tore fc ne rcitd coll' affetto
comune a tutti fecondo il lo-
Uto : onde dopo due giorni una
fera andai ;i ripigiiarc la dctta
,
Pietra, e la riportai a Cafa do-
vcabito.
2 fl Corpo del Delitto è'ilfPn&- 2 Int. W i d fearit dc illa Pc{
#est0 del Troceflo, e fi ne deve tra Bclluina a fe nominata.
tener c0nto.E trattatzdoj de i&on- Re@. La detta Pietra ap-
a
ze coqareavj, deve dda loro ri-
cercare ~ 0 '~ ~ a rdal o@ , per il L di mc :la prendo ora dal-
mi a facca, c gli&k confcgno .
so, o lo comunichino ad altri .
perico/o, o cbe di nuovo ì'adopria
3 Si deve ricevere il Corpo del 3 Et dc faao exhibuit quem-
Delitto negli atti i n quepa ,o d;lm Lapillum aIbum , ad in-
.
migjiante marriera E quando ci ftar .avi columbini , habentis
Jano Gmplici /i confèrwerà per tres circulos, qui dc mandato
fervirjène conzro quelli; ma in D,fiiit per me, &C. rece tuS ,
Irogo , cbe altri noa cipo@o por- & repof.tus in aBis ,& &a-
,
, re /e mani, accià non imparinoi tus Iitcra majufcula A.
Sortilegj ,e nolli pongbing itrr
sfo; mentre poi non cifieno i Com-
plici /i ab brucierd ,o Jiguaflerà ,
o /igetterà in qralcbe Tozzo ,o
Piume, ficondo le materie .
4 Sjfa quefln Interrogaeion~per~ 4 Int. An ad prefatum finem-
cbeglj Atti fiuperlfiWo/ibannofia aliàs ufus fixerir prxfato Lapil-
di 2ot.a molta conae#one, eper par. lo,vel fdtcm habucr it intenti@ ,
te ncm,
14% Pratica del Santo Uffizio
t# &i/ intdlatts di wdw, ncm,& an ulus fucrit aliis Sorti-
ne gli effetti, e i. v$pur& dd/6 lcgiis ad amorem, ve1 aIios finca
oalontd , dejderoja di arrivare a1 Rcfp. io non mi Cono fervito
fine illecito , e JuperJriziflo ; eco- di detta Pietra, fe non in riguar-
11 ~ n j g r e t ,
o a atto tira I' a l t a . do del mio Lettore; n& ho avu-
t a intenzione di adoperarla k
non quella volta ; n& h o fitto
più altro fcgrcro.
5 $' interqgafucc~amt;lltCr j Int. An di&um -LapilIum
&lla comu~jcu2$one ; percbe j cornmunica\~criraliis , vclquo-
Jattaccano facilmente in q ~ e J l a ,e locutus fucrit
quell' altro; e f i t t o b c i e d i j g r e -
.
Sortilegjfino come il Contagio,ch modocunquc de ipfo cum aliis
Rcfp. lo non ho comunica-
ti leciti, e utili al cmpo , r ufirro ta dctta Picrra ad alcuno ,ut
C Q danno
~ depl~abiledeii Anima , di eilà 110 difcorfo con altri
6 A q u e f i Itzterrogazione egli 6 Iii t. ,411 ~rcdicicrittale Sot-
.
doveva Seguire , la riJPO/fa da- tilegium habirwum effcétiim a
t u ;paicbè no# avefe creduto tP iiitcn t u n i .
nonjè rre firebbe f i w i t o :f è p ~ ~ r e ~Rcfp. 136re sì, clic io ho tre.
non fi nefifle brwita per Semplice du toache il fuddett o Scgrcto fòi-
prrwa.LV2 aver,ciòcredutop& dir, fc per aver 1 cfiktro chc io in- ,
.
W

J.&e/ia ,ron egendo contro la Sa- tcndcvo


.

e
: era Scrittura, o Dogmi Cattolici
7 L'indrujfria del ficario i- 7 Iot. Qtpnodò crcdidcrir ta;
queJti wfr averò da efire , dijiio- Ic Sortil~glumporuiRe habert
prire ,fe i' intenzione del D&#- fuum. eff;c&m ? aut crediderit;
.
quente j d Eretica, o Cattolica S e qu ia tenucrir k m o n c m p d c
frri reillmeate credt ,o ba creduto, cogcrc v o l u n r a ~ mad amorcm;
che ln wlontd dei1 V- frpoJidal aut quia poGt cxcitarc paffio-
Demonio rfireare , /' intenzione ncm cx qua de facili vofuntas
fard Eretica;jèppoi eJPrtflamentcr inclinctur ad acturn amoris.
non ba cid creduto,Jzrd Cattolica
trnndo dico , cive /'
.
intenzione
Re$. Io ho creduta , che il
fuddetto
-
fbgreto poteflè avere il
"3;a Eretica ; non dico per queflo, fuo cffecta ;avendo tenuto che
cbe farebbe Eretico formaie,mefire il Demonio potcfie sforzare fa
gon tenga , ne abbi tenuto quepo ~010ntidcu' Uomo all' amore 'i
errore con pertinacia ;mn farebbe L
Eretico jolwnente materide,
8 S a r t a C b i g a ò 14 Re@ , ,
- s Int. h fciat aut dici a u d h
Te- rit
Seconda Parte . .
Cc/bmplrlre di trtrr k credditd Ht quid tencat vcl crcdat Saa
=43 ,
.
4htmlicbe &//t. cbe crede Lei, &a Mater . Ecclclia circa hoc :
P tuli k ddbfamo credere mcor quod voluiitas humana pomt ,
i e qrejle rifJIta, pur ve1 non pofiìt cogi a Dzmont
iaìi dobbiamo rifiatarle ancor noi. ad amandum , ve1 ad aliquid
,
Eperd f i g l i dimanda Te fap9ia ,o boni aut mali faciendum .
abbia inteso dire cid, cbe tenga ,o Rcfp. lo non fo ,n t ho intefo
creda di q@ la Santa M a d r ~dirc quel che tenga , o creda
Cbiefa ipercb* realmente non sa, la Santa Madre Chiefa circa
d l' brrin* dirc , e pur l' ba te- qucfto: che la volontà umana fi
.
##t0 a e libero dall Erela j b m a k ,o non fi poffi sfbrzarc dai
emonio all' amore ,o a fare
qualche bcac, o male.
9 A@b8 appari@ cbioranreno p Int. AD tcncat , ve1 tcnaerit
te finccneio~e Cattolico di que@ fuam crcdulitatcm pare fcilicet
Giwrane /egI; fa quejta I.terr0gd- umanain voluntatcm cogi a
zione ,cb'2 come la Pietra d i F a - Dzrnonc ad amandum , cffc
ragone ,cbe fard c o n o m e , jè i#contrariarn credulitati , & dc-
ciò /UI veramente Cizttolico , e /i tcrmitiationi San& Matris Ec-
dicbiara Cnttolico con dire di non c l d z
avere oll>sntito, cbe L f i o mcdr*
.
Re*. Quando Io ho crcdu t 6
/jtd fife contraria alja credrrlità chc dai Demonio fi p& sforza-
rdctnminazione rli Santa iWdre re i'uniana volontà ad amare ,
Cibiefi. non ho avvertito , che la mia
crcdulità fbfk .contraria alla
credulitd, e determinazione del-
la Santa Madrc Chicfa ; perchc
non nli C Itato mai detto, quel
che tcnga, o non tcnga circa di
quclto la S. Madrc Chicfa
-.io SiJèèofatti ragionmolrrrente IO Int. Ari crcdat ,vcl credi-
.
&e I~terrtgatorjcirca la credttli-. dcrit liccrc Viro Catholico uti
t d , ci02 An W n i o n pofit coge- Sortilegiis ad fincs illicitos ,\TI
r e noitram voluatatcm ,&C. Et Sortilegos , quz non funr fine
an crcdat liccre uti opcra D=- paao , faltem implicito c m
monk ad fines illìcitos ,ve1 Sor- Dzmonc.
ukjos: Poicbèfwo Erebe dqi#te, Refp. Io non crcdo , n& h o
c pub h$ il cafi ,cbe rno cre& , crcduto , che fia Iccito ad u n
cbe il Drrnonio tloa pud sforzare la Cattolico f'ervirfi dc'fcgrcti Dia-
zlol~n- boli-
<

g 4-4 Pratica del Santo Uffizio


dolontd mjlril, ~ a f o l alterare
o lo boiici a fini ilIcciti, O Sartilcghi,
fantaja ,e le pafloni j &l10 quale che V.R. dice non effcr fenm
nlterasione per lo pih ne e g u u
@a ; e R ogni modo creda, cbr
6
F inclinazione della volont mede- monio .
patto almeno implicito col Dc-

fia lecito valerli delr opera del Da-


monio per avere ilJ?to intento nella
marriera ,cbe può quello c0ntt.i-
bnirgli .
I I S i fa qu#a dima#&=, pm s+ I r Int. Quare tamdiù diRu-
dere /e jprepnta per amore delio krit compucre in S. Officio ad
eir& ,w e r o p e r timone della pe- exoncrandam propriam con:
n a ; nel qual c a j non farebbe del fcien tiam
/ifiedirebbe come t ~ l s.
tatto /ponte comparente ;ma pmd Refp. Non fono venuto pri-
ma ;pcrche non penfavo a coa-
feIfarmi ;m3 ora che fon dcter- l
minato di ftare in graWa di Dio,
fon comparfo . I
12 Se dicege di s i ,jl Wierebbe I z Int. An fciat ,aut dici ani
con precetto di comparire mtte k dicrit de expofitis a fc,hiiKe pre-
wolte,cbejòfle dimatrdBto:ed intan- ventum in aliquo Tribunali Ec-
.tofiprocrrrerehbe da qnello I~lqrri- clcfiafiico
Jctore ,dowe dice eferjl.fo acczzJa.
.
Refp. Io non fo,~ l hoè intero
i o , l copia de gli orti, f'(ppos. dire ,
fiffatc
che
fia
delle
fiato
cofe da me con
prevenuto ,e
- 1
gono fatti contro di lui.
denunziato in alcun Tribunale
Ecclefialtico .
bus ha bitis, & acc tatis ;
'P
dimiirus fuit juntus de fi cntio;
& ci perle& fha fpontanea com.
paritionc ; & fatto ci przccpt-
de redcundo dic fequenti pro
abfolutionc Ce fubfcripiìt.

P . ,
Io Givannello Cafà confèrmo
quanto fopra di mano pro ria
Aaa funt hzc per mc Po ido-
.
rum Codicillum S3aCti Ofiìcii
Notaijum
SE-
-
Seconda Parte
SECONDA COMPARSA.

Enuò perionalitèr compa- . .


D ruit coràrn ,& ubi lui>d ,
in meiquc, Stc.
Joannoius Catì, de quo f ~ p i à j
cui delato juramento de verita te
diccnda , quod przfiuit taRis
Slcris Lkeris, cxpofuit ut infìà ,
I' @ wJ c a j 2 di popoJkìonir; I Sono ritornato da Vofira
Ereticale ;dal qualepotranno im- Ri vorenza per ,confkKare anco-
parare i Yicarj il modo di piglia- m,che faranno vcnriotto giorni,
re le Denunzie de' ipontt Compa- che trattido io nella Scuola con
renti in tal saterin ,ed anco in , Arnaldo Bianchini , Caffandro
rrella di BeJemrnie Ereticali ;e' Rivali , e Diofcoro Monti mici
Pejèguirnnao con fir h o narrare compagni , in occafionk di un
i/ tempo , il luogo , i Tepjmonj, Scrrnonc della Mortc dcl Salva* .
oecII/ionea il nwmero delle volte , torc ,che aveva rccitato un Pa-
,
q#, .
e fi furwo riprej comej b fat~a &c Cappuccino nella Chicfa di.
S. Ciri aco ;trattando, dico ,fra
noi, c dimandando io Cc f3 po-
teva afferire quefia propo6zio-
nc :Ders , ut Deur wzortu#r ejl :
mi dicevano di nò: ma benii;
iimo fi poteva dire quclt' altra :
Dears ,ut Homo ,mortuus kj?;;c mi
ammonivano, che io fillavo in
matcria di Fede ;nondimeiio
tre p l t c crtinaccmentc dikf '
di si. cio!; che G poteva dire :
,
Deus #t Deus, mort#us e/t .E
perche pao efferc ,che in ci&
abbia faiiato ,e detto nude ,ac
dimando perdono.
2 Avedo quep G;owa& detto ; 2 Int. An tcmporc , pr&
8 . - - - . _che:
.-diffipcytinuccme~~te- Dcw, tulit illam propoiitioncrn; D e m
Ut T_ ut
~'45 Pratica del Santo Uffizio
tl[ Deus mortuus CR ,necefirjn- Deus , mortwus e/l , il1amquc
mente dweva jnterrqprfi :/i p-. perfinacitèr defendit,fciret quod
pezia quel cbe voleoe dire qrella di- Cibi vellet difiineio illa :Deut
Jinzione: Deus,ut Dcus mortuus #t Homo, mortuus e : & Derrr
,
cfi :Jr Dcus ut Homo mortuur rr Deus ,morruus
cfi a Rcfp. Io iapevo dalla Dottri.
na CriRiana ,che Crifio c Uo-
mo, e Dio ; ed ho intefo dire
dal mio Lcttorc, chc come Dio
unì alla di lui Perfona la natura
umana , colla quale morì ; e
così elTendo lc azioni de' Sup-
poAi ,.pareva a me , che fì p*
tcKe dire, Deus ,rrt Dews mortriP..
us ej? :del rimanep te non poro.
ben fapere che voglia dire quella
difiinzione: Deus ,ut Dcus ,m-
t ~ u e/)
s :Q Deus, ut Home, =or-
txrs $ ,non avendo itudiato
*eologia.
3 Eprcbe ddla n&pa deta 01- 3 Int. An di& occafione
k amecede~te Interrogazione fcivcrit E ~ ~ l e hCa mtholicam
nonjiScopre qualfia la di lui inten- tenere oppofitum ejus ,quod
zione ,jf fa ,e /idoveva fare qxe/f
uIna inrenogazione;dalfa ri@O/fa pofitionem .
aferui t cirel prrfatam pro-
della qrrale J? cava c b i a r a m e ~ t ~ Refpo IO non fapevo ,che h
quello, cbe J? cerca ;ci02 t inten- Chieh Cattolica tene& l' op-
zio~eCattolica ;mentre dice ,cbe polto di quello, chc aKerivo al-
grrnndo aveJe oprrro , cbe & # t u l o r a , ~fe I'avefi faputo non avrei
CbieJi tiene f ~ ~ p unoil
be d i f c / .
~ o ovreba detta quella propofizione che
4 Maperche facorrezionefatta-
difcG per mia ignoranza .,
4 Int. Cuni dixerit fe fuire ab
gli dafrroi Compngni,j n z a frut- ejus Sociis monitum , uod er-
%-
q~,fa contro di lui una gran pre- rabat contra Fidem in a crtioac
pnziotre ;perd era necefario fog- rahs propolitionis ; quam non
gifipere In preJente Interrogazio- abRinuit ab ejus dekniionc
ne collo rifit$a, alla quaZe#Zeva
.
Rd'p.10 nii bensl avvihto,cht
ogni diflcukd. padavo contro la Fede 9 ma mi
credevp, che li niici Compagnjgai,
I Se CI-
Parte. r47
fapendone meno di me, V&B-
r o con qucfio rifiigio di cffer
contro h Fede. firmi cadcrc.
Per altro fc ave& fapiim ,c 4
veramente Santachicfa infegna
il contrario non l'averci dikfa
i Se 004e pmfirita, e difesa 5 Int. CÙm ipfcfpontè Com-
.
-pertinacementeqnefla propO/iziome parensfaffus h c r i t t2r protulillc,
eel medcfimotemo,nonfolamente - & pertinaci tèr defttndirc Iianc
tre, ma anco cenro ~ o l t e, repx- propolitionem ,Deus ,ut Dcirr ,
tersbbeper un fofo atto morole ;ma mortuus! e ;dicat an hoc fecerit
pe~cbedice efer accaduto in tre codcm tcmporc , ve1 diverfìs
tempi difiinti ,Sono realmente, e temporibus di ftinais
moralmente tre atti, eper con)-
.
Refp. L'h6 profcri ta ,C difda
gmma tre delitti., cbc accrefccono in tre tcmpi difiinti ; una volta
notahiimente I' Ereja ,ed ilfiy'jm- fu la mattina, c i' altra*d ~ p ile
h deU Er@ nel P r g e r i t m . .
detinare, e la terza nel tempo
vefpertino
6 C-lif p ~Cbmparenti/idmo~o
t 6 Int. An alib protulerit , &
irptertwgnre , ed dekndcrit hanc ,vcl alias pro-
induflria ,e
gbino bene le loro cqcienze ,J afo-
poiitiones Hzreticalcs .
Rcfp Io non h o altre voltc
lino nella Fede Cattolica , e vivi- proferita, nè difefa, nè qutlta ,
no da veri CriJfinni; e peròjfa n& altre propofizioni Ereticali ,
quefla Interrogazione. a fe non quelle voltc, che h o con-
fcKate in ordine a quella:Deus,art -
Deus ,mortuus e/).
7 . e J e faranko k parti de' Vi- 7 Et cum D.accurat& declarag
mrj, qtrando averannoper le mani fet , & inltruxiffcc przfitum
pfrfi~eidiote, ed ignornnth cioè di fpontt comparentem de veritate
dicbiavnrlik materie di Fede , ed Catholica circA fupradiaas pro-
inflruirlefecotrdo la kra capacità ; potitioncs.
Ade, comeji Ifatto qu) .
e oiforgi; fare /a confifione delia Rdp. Io per le parole di Vo-
Rra Riverenza adero capifco
Avzrertirnrrno ancora qul i Vica- molto bene, che quefia propo-
rj ,cbe in quefle.mnterie di propefi- iizione : Deus, nt Deus , mw-
tioni, e Beflernmie Ereticali non ba tuus e/), e falfa ,ed Eretica ;per-
luogo quelh Intsrrog~ziorre:- An che Iddio, come Iddio è immu-
,
crcdat vcl aediderit liccre yi- tabile , incorruttibile , ed im-*
ra .'
.T 2 mor-
z 48 ~ r a h udel Santo Uffizio
m C a thdico proikrrc propoli- mortale :e pcr il contiuio q=;
tiones, & Blasphemias Hgretica- A' altra ;Deur ,nt HOm, mortyIys
les ;potcbe quefla Intcrrogazionej3 eJt ,e vera, e Cattolica; perchc
. fnoL fare ordi~ariomentc~lo ne i Dio unì a fe 1a natura umaaa, la
Sortilegj , come Sopra /i è fatto. quale riiultando dall' Anima, c
In quelle materie Ereticali/ifa-' dal Corpo;/' A n h a fi poteva fc-
ranno d~nqtrele jègwntj Itaterro- pararedal Cor ,come vcramé-
gazioni :A 11 tciieat, ve1 tenuerit
przfaras prnpofitiones: an Iciat, B P"
tc iì fe arò nc tempo deih PaG
fione e1 Salvatote. Credo dun-
ve1 dici audicrit q u a tenea t, vcl que krmamcntc. che Iddio, co-
crcdat circà hoc San&&Matcr me Dio non mori, ma morì
Ecclcfi.1: an teneat ,ve1 tenuerit J d d b ,come Uomo.
luam credulitatem c f i contra- Ioc. Quarè tarndiù diltulcrit
riim crcdulitati , & dctcrmina- comparere in Saneo OfEcio ad
tioni Sinaa Matris EccleGa ,
E pì il YicM bu &afirwtjì
.-.. .t .
uroncrandam propriam coa.
fcient iam
Refp. Non fbno vcnuto pri:
ma; pcrc he non penfavo a co&
IèKirrni, ma oca ckfan com
parco fon determinato Itare in
grazia di Dio.
1nt. An fciat , aut dici a u d l e
rit de cxpofitis a fc, effe pratvcu-
tum in aljquo Tribunali Ecclcj
fialtico. .
Refp. Io non io, n&h o in tefb
dire delic cofe da mc conkG
facc e&re fiato accufato inal'
cun Tribunale. Ecclefiafiico
Quibus ,habitis, & accepra-'
.
tis dimiiius fuit , juracus de li--
Icntio; & perle& ei fua Depofi-
rione, renovatoque przccpto ut
fuprà ,fc fubfcripfit .
lo Gioviiaello W confermo
quanto fopra di mano propria.
A& funt hzc per me Polido-
tum C o d i c i l h Sanai Officq
Notarium
i& , ~ a ~
Seconda parti?. 4
T E R Z A C O M P A &SA.
Eadem dic po/i GbmpZetorium .
TerÙtn @ontè prefonalitèr
I comparuit coràm , & ubi
fuprà,in mcique ,&C. Joannolus
Cafa ,qui fupra ; cui delato ju-
ramento veritatis dicendz,quod

i */?o ficceflo firviràper Iu.


' .
przRitit taais Sacris Literis, ex'
pofuit utinfià
1 prego V o h Rlverenli 2
& a v i ~ ~jn~rigaardo a De- COm atirmi fe di nUOV0 gli d o
r j
l i n q ~ e ~ t i , c1&' jager$ono
e col De- 'f
fafii io; per che ho da dire un'&
nronio; cbe gli daano i' Anima ;e tra cofa più grave 1 quale
cbc rinegano la Santa Fede; o che tentato di Per vergogna a
l o faccjnb per timore ,.o per a v c~ per paura del Demonio.
qualfwoglia altro UltrnJc .
b a r i , oper g#/ii / a f ~ ~ a foiper ,
.
Et hzc dicons plurimas &W
deba t lacrymas

.
Tunc D. paterne ipfum ho:.
tatus eit exonerare propriam
confciqntiam & iincere pl*
nam vericatem dicere .
Quibus auditis dixit : Mi ac:
cufo dun uc ,che rffendo io
J
lontano a h Cafa Paterna, C
mancandomi il denaro per qual;
che perdita n J giuoco ; n6 Q.
endo che fare ; ho chiamato il
bernonio, acciò mi piovvedrffc
lui', e 1'hò chiamato cin uc fe,
rc,una voltaperfera; C tRa-9
t o in Cafa, dove io ahito ; C
cominciai a chiamarlo dalli diq
ci di qucfio mcfe ,fino alli quin-
dici ;niuno però mi ha fenrito j
n& ciò ho comunicato con altri.
~ r a t k adel Santo Uffizio
so 1' ultima fcra; dopo hverI6
chiamato ,fecondo il folito, gli
feci uno fcritto col proprio fan-
guc in lingua latina , nel qualc
gli diedi l' Anima mia, e gli pra-
miii il mio fcrvizio ,c rincgai Ia
Fede Cattolica. Conofco ,chq
h o fàtto WI peccato grande , q
nc dimando perdono a Dio, ca
t Pnebe in drre manierej prd
a quelto Santo Uffizio.
2 Int, DCvcrbis przcilis ,qui:
invocare il Demonio per aùer cqe , bus dus cfi in invocationc Dai
cbe non eccedono l a jirapotejiù; ci03 monis
m n modo deprecativo ,eper modo
.
Rdp. Qpando io chiamai i1
6 impero ;ejèbbene l'una, e l'altra Dcmonio mi fcrvii di q u d c pa-
maniera pertano Jeco il jpetto role ; Dcmonio tu vcdi il mio
delf B e l a , perd 2 maggiore quella, bibgno; provvedimi dt'dcnari ;
che va dietro alla prima , cbe aila c poi dimanda da me quel che
Seconda ; percbe pal; m e t t a al vuoi, che prontamente 10 &d
Demonio neJln prima ,cbe nella Se. -
c o d a maniera j e per4 s' interroga
in queflo modo .
3 Si doveva itttmogare del bel- 3 Int. Q i d fcceritdeilh SchG
lettino, come corpo del delitto p dula cxuata in lingua lati?? pro-
er necefario , cbe ritrattale, prio fangu inc ; in qua dicit ua-
%$a$ tzonjUo in voce, m0 anca didiil" Animam fuam Dzmoni ;
- in @irto tutto quello, che aveva romittcndo cidcm Daemoni in-
p@ in carta ,Si vedapoi il modo &rvirc,& negando in ipfà f i d e ~ ~
difm qcrejla ritrattazione i n quflo Catholicam
Sacro Afeenale Parte g. nella
.
Re$. Il bollcttinofcritto COI
firmoln delh rivocazione, o ritrar. mio proprio t n g u e in lingua la.-
t ~ z i o n eavanti
, il &o dj fiedite ; tina , in cui davo 1' Anima mia
Proccfi toll' Abjiltazionr. al Demonio, c promettevo di
fcrvirlo, c rincgavo in effo la Fc-
dc Cattolica 6 qucfto, che ora
.
prcfen to al Signor Notaro
E t de &&o cxhibuit quamdam
Schedulam litcris rubeis cxara-
.. tam, laritudinis quatuor digi-
4 Po- t*
i
Seconda Parte lgl 0
torum , & Ionginidinis fcx : et
incipit:Ego JoannoIus CaH,& C.
fiuit verò ; ità promitto obfer-
vare ufque ad mortcm ; quz
Schedula fuit per me, &C. re-
cepta ,& repofita in aais ,& fi-
gnata litera B.
4 Potendo eflere ,che i e l cabar& + 1nt.E~qua parte fui Corporis
ilfinguc fi fofe j r v L o di qaalcbe haufit fanguineni ad exarandam
vana o f i ~ v a f l z a9 come di luogo , prz fa tam Schedu1am;quo infiru-
tempo ,co/lellazio#e, o akro ;e p00 mento ;& ai1 tunc accidcrir ali-
tendo nncbe eflere , cbe dicefe qual- ua obfervatio particuìaris, VCI
rbr *ardo ,che dinotafi ,oblaeio- Pocurio
W ,oficrifizio , o promefa ;pma
.
Refp. Lo cavai dal dito di
~ 1 xAifiporlo
0 f interroga msl. , mezzo ddla mano finifira con
un'agojperche quel dito paréda,
mi più nobile per eiTer in mez-
zo, credevo, che il Demonio
avcffe gradito quel fangue , pjù
di quello dclli altri diti; n&io
allora mi fono fervito di alcuna
5 Fatta cb' ebbe quella Jrittxra
offcrvanza , o parole .
5 Int. Poflqudm exaravit pra'
6ifÒgna dire, cbe& ne Prvife in diaam Schcdulam proprio fan;
qua kbe nranjera ,e la rjponefe i* guinc , ut fuprà ,quid fècic de
qrralcbe lr/ogo ;e cid ricerca q ~ / r (ca
Jnrtcrrpgazio~c.
.~
Refp. Fatta ch'io ebbi quel14
fcrittura la pofì in un buco dcl
Camino di mia Caia;pcrfuaden-
domi,chc il Demonio i' avrebbe
accettata, e prtfa, e chc ivi avc-
rebbc poiti li denari; e ce la p06
lafcra accid ci klIè tutta la not-
te: ed erendo andato la mattina
la ritrovai dove i' avevo pofta,
fenza denari, e la ripigliai, C mc-
la ri ofi in kcca, nclla quale
6 d v d q#+ Oiocam tcii.to
P
poi empre ho rcnuta .
6 In<. ~d quem finem con-
. li fcr-
- 9 q 3 Pratica del Santo Uflfizio
U 6oìiettino t a ~giorni
i ,ji prftl- fervavit tor dicbris ptgfitim
me, o a k n o f i p u ò dubitare , cbe diabolicam Schedulam.
J' abbiu confirvaro colla medefima Re+. I o ho confavato molti
irtexziotve di o ervare Zapromefla, giorni quel bollettinoJ stza peri-
ed ilpatto al l! emonio ;percbe gli !jre ad altro :e più tolto i'avcr-
d e f i li denari ; onde era necrflaria lo ap reffo di mc ,mi t fiato di
queJa Interrogazione .
7 M a percbe tutto cid ,c b e j con-
i
con fione, che di peccato.
7 Int. An co temporc
tiere aell. Interrogazione ji ptlò
fare colla &la voce, e colha jP- R
dulam prz tam , in qua tradi-
4h"
fcripfit pro rio fanguine Sc C-.
l a p e ~ n,a j n z a cbe vi concorra il dit animani fuam Dzmoni , k
cNore J' animo ,e k vokntd dei;- cidern promiiit infervirc ,& rG
berata , p e d j dimanda cos r a g i e negavit Fidcm Catholicam,hoc
n e , in cbe - --
-. -modoj?a accaduto, feccrit corde , animo, delibc-
t uc voluntate .
%fp. Q a n d o io fcrisi g ~ d
f ,
bollettino col proprio fan uc
in cui diedi 1' Anima mia a Del
monio, e clie gli promifi di fer-
pirlo, c rincgai la Fedc Cattoli-
c a , lo feci di buon cuore , e di
buon' animo, c con deliberata
volontà.
8 Intethgazione pare; s Int.An quado fcripfit propria
cbe dimandi Z' A p / f a f r ~fwnvaZe ;8 fanguinc przfitam Schcdulam ;
l a riJmfla pare cbe parimente con- in qua tradidit Animam fuam
fefi I' ApoJljafirmale r ma real- Demoni ,& cidem promiGt
mente aon P cm) ;t~ttoccbi? cosl di. infervirc , & renegavit Fidcm
r e , cos)fareJa ungranfigno del- Catholicam , bono corde, bo-
/'ApO/fajafO~mnle: la ragione à ; noque animo, ac deliberata vo-
percbe p& rno apopatare da 'Dio luntate apofiataodi a vera Pide
co' Zajèiare Iddùo , lafua S a l t u Catholica , idefi voluerit relin-
nofiere, cbefa male ;credc~do
altro , cbe Indio fia i/ vero Dio, C tum Dzmoai . a
Legge, ed il culto m i v i n o , e co- quere Deum,negare ue illi Cul-
per tum dcbitum , Sr e iberc CUI:
k j h a Legge& la vera Legge, e Refp. e a n d o io fcrifi il fud-'
&e a l u i j deve il culto ,e k vene- detto bollettino col proprio f a -
, razione : e può dar l' A n i m a f i a gue , in cui diedi i' Anima mia
a i Demonio, promettergli
- . di è ,
/. al Demonio c gli promili di
w(r% ' - fa:
&o,
Seconda Parte . f 153'
e d' t@marc k di lni per- virlo j e rinegai la Fede Catroli-
legge , ed ejbjrli quel cnlto, ca d i buon cuore ,di buon' ani-
abe/idme a Dio, edalfaltrapat- m o , c con deliberata volontd ,
w con~cere,e tenere, cbe e& volli apofiararc daUa Fcdc Ca t-
quando cib @gu@a ,fa male, e tolica ; cio&volli Idciarc di da-
pecca. Gnjèwaado-dunquein tali rt il culto a Dio, 9 darlo ai D*
atti Apoflatici quepB cognizione ,e moilio ,
rredf~lìtà; cbe non 2 lscito Apofla-
tare àa Dio, e
@@va &Zl
sale conf;pein qu$o di credete eJ
3 er lecito abbandonar6 Iddio, e k
di ltzi Santa Legge. ed il Culto Di-
&o, c duvj a l Demorrio, e allafu4
pervcrfa legge, e c ~ l t oinfernale.
Et irz tal ~a#ieraj7prferwaso &C
EApoJtuJaformale ordinariame~tc
quelli,cbe rinegano la Pede in Tur-
cbìa ;k Strcgbe, che a perfìajond
dei Dentonio apoflatano & Dio a e
q ~ p f l oGioua~enel CB@ n o ;per-
s"
cbe efi credono di far ma e , ma o il

9 Int. An quando voJu!t


hpofiatarc a Fidc Cathoiica ;
idcR voluit negare cultusi d.6
bbitum Deo , & tribuere illud
Dzemoni , judicavit bcnc ,ve1
fmmak ;/le bn crednto di far male faccre
male, mmc fatti confifi ,J
.
Re$ Quando volli ApoRa-
trova libero dall'ApO/iajinformale. tare dalla Fedc Cattolica i ci&
volli dare il culto, c la venera-
zione al Demonio , e negarlo *
Dio ,io giudicavo di far male s
ma il Demonio fu qwlio , che
. .
mi moffca cid firc .
,154 Pratica del Santo U&io
Jrogo , accib !scopra ,fi fra amo Apoltatarc a vera Fide Cltho;.
libero daM Ereja :perde /t U~CJG 1ica;iddt voluit cxbibctc cultum
creduto, cbe /a ve~eraziorre,6.il h m d ,k negare illum DCO,
CIUCO /i conviene al Pemoaio ,8 u d d c r i t coovcnirc cult~nt.
sair a Dio farebbe ApOpafinfimz-
k:Jèppoi ba crednto>c b e j conven-
g a bensl a Dio , come a S m a m
.
Demoni, & non Dco, ve1 CM-
vaiire quidem Dco fcd ctiam
Daciiloni.
Priacipe , m0 a d e ai Demonio Re*. Quando io fcriffi C O ~
farebbe E r g a formaie ,efendo ci6
contro ia Sacra Jcrittwr~
t
. mprio fanguc i1 fuddctto bel-
L r m o , e volli Apoaatuc dalla
Fede Cattolica ;ciob volli dare
ii culto al Demonio, c negarlo
a Dio ,conoico o molto bcnc ;
che la vcnerazionc non fi con-
viene in aiuna maniera al Dc-
aronio ;ma folo a Dio, & alli

I i AWHO &Zkr 6wca d;


.
Santi ;ma 1' in tcrdc fb pudlo 4
dic mi acciccd
I I Int. AD credat ,vcl credi-
Giovane non o m e , ne derit licere Catholico ,abfquq
jòrraie ,#e k e t i c o @male per gaviB"o r t b tradcsc A&
parte del Crrko Divino ; ora /i *t. mam fio morii , cideq
cerca ,J2 Ja Eretico formale per jl romittere in f a v i rc , rcncgarc
+
c i d jè abbia creduro
!
motivo della gravezza del Peccato; idcm Catholicam .
lecito , Rcfp. lO non credo, n& h~
jkaapeecat~grove,nd Grto- creduto ,dalecito ad un Cittd
fico far i fnddstti Atti a i c j , tolico feny graviffimo peccatO
r p dwp~~ n r o r a p r dar InAnima Tua al h m o o i o ,e
Fedc Cattolica.
romettcre di fervirloacrine6arc
lnt. An aliài pcrpcuavccit
hec ,ve1 fimilia dclidla .
Rcfp.10 non ho mai più com.
. .
mcfi quefli , ne fimili delitti
Int. Q a r c tamdiii diltulerit
comparcre in Santto Officio ad
cxoncrandam propriam Coa-
fcicntiam.
Rtfp. Non fono wnwa pri.
i 0;- ma-,
- ~econdaParte. r3J.
ma. e per t b ~ c che , il Demw
nio no6 mi fpccKequalche male.
e per vergogna di conferare f i
p a v e delitto; ma avendomi far-
t o animo il mio C o n f flore, bo
vinto me k f l o , e fono com-
pari~.
Qibus habitis ,& acccptatis,
dimilfw fÙit,juratus dc filentio;
& pcrlctla ci fua Depofitionc ,
renovat ue przcepto ,ut fu-
+, "b .
ic fu tcriplit
Io Giovaanolo Caa confermo
come Copra di mano propria
A& funt hac per NC P&-
.
.
dorum Codicillum Sanai M-
GG Notarium

Ovitèr fpont&pcrfonali t t r
N comparuit ,corarn, & ubi
Luprà, in meique, &C.
oannolas Cafà ,de quo fu-
Ipr ;cui dclato j uramcnto veri-
tatis dicendo , guod przfiitit
.taAis Sacri s Litcris , expofuit ,
.
ut infra
i Diremo , cbe q~eflaco~S'Uo- I Avanti di ricevere 1'Affolu-
nale ; S e io non bo que/to punto di zionc ho da dire alcune altre
.
a r t e , tinego Dio ,Ja condizio- cofc Sarà un Mcfc , c mezzo
aule de prden ti; epuò efer vera, in circa, che un giorno di Gio-

'r .
g fava ;jè 2 fa&, cbe mron nbbia vcdl , chc non G l e s e dopo il
qrre/?opr/ntodiC3rte i/ Proferitore Vsl o giuocando i o colli
i n virtàr di tdpropoJzione, b$?em- fud etti miei Cornpagni,CaiTan. .
mia Ereticalmente ;percbe quefia dro Rivali, c Difcoro Monti al
propofr~~~one : %lego ' D i o ,/i giuoco delle Carte , che Ce gli
fonda fopra q#@ oltre :Je non bo dicc il giuoco della Prirnicra; ed
queJo pa!to di G r t c ;/è dunque &cndomi toccato un pun o ,.di
i# va cui
s & a -7
353
p,cbr refi Redemre Lpmda i dia'il CaGao & U n o , ~q
&'
.dal f x l t m sparo; e p& i j fitf?tnz- C mokc Piante di Lauro ,che
mia /j t e d e E t e t i d e . E /èb/lene detto Catjno ha attorno Man-
k c o ~ d i l z i ~ a ~ e e d c f i t a r o , a o egiato,
s- cbcvutocheavcmmo ,
do/ida adimpire rre/ f ~ ~ te-r e andaffimo a Caccia colla
Za voio~tdper8 P dempie di pre- Schioppo per la Vilia ;ed aven.
jrente :per* nel tetrpopteJe~tb \do tutti gii altri amazzato qual-
ad&fie olla Behmmia : Nou shq ~ccclletto,ed io acppurc
tengo Cbri/)o per Redentore ,/e uno,, dia Iìoltamcntc : Noi
q a r a d o pid lo Scbioppo HO# mi tcego CriRo per Redenrorc.
cn/figa :e k ragione ,perde a fc fparando , piu lo Schioppo
f.
'jontà /ia di p r e f i t e L) ;jmcbe k non mi caRi a Qucffo accaddc
condizionale dr'futxro codltj#gomte .nel Catino a la preienza di detti
ba quefi di proprio di porrete nel& miei Compagni , e di alcuni
vo/ontà di prqentc t+atto ,@ma Contadini ,o Geno Lavoratori

t
u&ettt.re dipale nelf u t ~ / t otcnspo* di puclk Villa, C fu una volta
Bui riprcfo da tutti Giio da m&
.
d c r i i Lavoratori, i quali reRa-
t tono aflai fcandalezzati. Io non
scplicd C& veruna ;ma mi di&
piacque della Befiemrnia ;c ne
dimandai pndono a Dio, dcn-
tro pcro di mc fieTTo.
9 *e/ta Zefiernmia eondiariona- . 3 E'un pezzo, che il mio Let-
k 2 di fgtwro mifi col preterito totc non mi vede con buon'oc-
perfitto ,e r pxld pren&ra ,ed in c h i a o fia perc hc non fb correr C
f
ordinc a qrJe la condieio~~alc dc fb- il denaro i C O ~ Cfanno i mici
turo: S e norr mjdiJcdperò,edi# W- Cornpagntjo per invidia, e mali
.
dine a prel preterito perftro, di &zi dc' medcfiini miei Com-
ron a v w doto qrrei Memwiak SI pagni, imparando io pid di loro:
j f p r e ~ d epuramente in ordine alla .operche ho detto male di un
detta condizionak dc futuro, l a , ,fu0 fgliuolo, che diventa un
Be/iemmia 2 fireticak ; percbe gran difc010 3 onde il lunedi
y e i k prole :N o r tengo =aria profimo alla dctta Domenica ;
e t f i t g i ~ c,fifo~&no quando alla mattina fi tcncva
perd:ep&
I
f i p a que &o :p lo# mi di/& pubblica udienusitrovandomi
P d,$co@arlf) c o ~ . con alcuni Signori nelhsalr del
t i r p n t e ,potendo/ì, r non potenm P a k w Maggiore ;C ci era an-
_ . - ;
I$di/coJP~t~ _ ~ g j b g n i ;i#
~ viri(! E0 U picdcho kttotr,il quale
di 8 .L tac* '
'158 . Prato= &l -0 Uffizio
& condirr'onaIede faturo , r~cronnnào i Rloi <NW&V~D-
cbe la V e r g k Maria nen Jì i r m m a d u e , che cr;i bto dato un
fallibilmenre Vergine , ma c b o Mcmorialc contro d i lui n4
p08 ;e non pofi e& V i g i a e ;e -MtgiRrato ; come che non at-
percbe il dire, cbe k Vergine M a - tende* ali' Uffizio fuo ,C 1' at-
ria nonpa infìdiibilmente verghe tribuiva a me ;E pcrchc i0 so,
2 Bepemmi~Ereticak ;però que/fo che lui attende molto bcnc 2
Gimnnedicendo , come f ì r a , ba &ggcre , ed a fare le fue fun~io-
beyemmiato Ereticalmente Jlr- ..
oltre, jèbbene la condizionale 2 de
mi i ed cflcndo io coof3pc~oI~
di non aver dato uefio Memo -
furu ro,la volontà erB 2 dt prqfen i
fiale, mc n'adirai ori di modo,
ti ,unita allo A&nimia :e aon ji r d i a : Non tengo la Vcrginc
pnd addurre altra ragione ,j è nox Maria per Vergine, fe non mi
percbej fondajpra tln faturo COM. difcolpero di non aver dato
tingente ,cid jopra il dvcolpar/i, quello Memoriale ; lo replicai
cbepudfiguire, e nonPgtlire. Sep ?iu volte, perch~fapevo 13 mia
poi ji Pglia la Be/)cmmia :No- innocenza ;c pcr c1Tcrc come
tengo l a Vergine Maria per VaY fuori di me, non fapcv0 quei
gine i* ordine R quelpreteritoper; che mi diccffi,e non fii alcunoa
fitto di non aver dato il Mmwia- che mi C O ~ ~ C ~ C ~ C .
le: o 2 vtro realmente, tbe non J'bit
dato, b 2 vero realmente ,cbe /' ba
data Se è vero, che non I'ba &m,
nel proferire tal propofizione ,rròn ,.
beflemmia Ereticalmente ;per&
erede cos?fermamente, cbe la Yer
gine Maria J% Vwginc , cbe irrr -r
virttl di tal parlare 2
rbe noUo creda ;
reterito il non averlo dato,
ed infallibile verità,
ed 2 impoflbile ,cbe non /?a vera ,
Seppoi 2 wero,cbe ba dato, k Be-
/iemmin I Ereticale per ogni partei
percbe/rfonda &ra la conàìziona-
le di futtlro contingente ,e fipa
+e/ preterito perfetto di non aver
dato quel Memoriale ; e frccome
impoflbile, cbej'i dycolpi con wetitd
4veu-
Seconda patte.
I awrdoto &t;a ;ed @ d o anco iato .: ..

i poflbile , che non 1' ablin dato per


a c r e de p r ~ t c r i t o ,E veritd nece/-
Jnrin, vepa La 8eJtemmia fenza al-
: h +

cirno appoggio , che /a fu/Yi dal


non etere Ereticale;per conjgtren-
za è formalmente Ereticale .
4 &eJa condizionale e pnril- Ed acciocchf veda il
menre de p r ~ t e r i t o eprfd
, i&tm cbc mi porta il noltro
$ere, e
rron @ere b g e m m i a Ereticale ; Lattote, fcnta Voitra Riveren-
~e veramente lo vide non è Bejem-
miaEreticale;perche coslparlnndo;
rnlmente crede in virtir rii talpar-
.
:cid,cbe accadde due giorni.
dopo Aveva gial dettata la
lczioocdella mattina ,e Itava--'
lare ,che /;a Omnipotente, che è mo tutti per ufcir di Scuola';
impof&ile , che nollo creda ;ficco- q ~ d CaKatrdro
o Rivali prefc
a taccoptare un' infolcnza ,C hc*
me 2 impofibile ,che nollo nbkia ve,
duto,eJlindo h propojzione di aver. la fefa avanzi era Rata fatta alla
porta d' una Giovane , chi fe
lo veditto di preterito d. infnllibile
. gli dice la Bertoldina : cd io dif-
v e r i t i Seppoi nollo vide, i / di ki
parlare non pu2 dare alcuno nppog- fi ,che cffendo pafiito avanti
gio alla U q e m m i a ; eperd dietta porta , avevo veduto
n e
reJa nudomente Ereticale .
foio lì vicino circa un'ora di
notte Muzio figliuolo di Al-.
drubalc Panetti. 11Lettore Subì;
. .. rifpofe., .cPe non era-poaibi-
Ic, e che non dovefii dire qurfia
.
.
.
. .
cofa , perche crd una bugii la
vedendomi taffato da bugiardo,
.
. piangendo er collera proruppi
P
una volta ola alla prcfenza di
: tutti loro in q u e k parole; Se io
. . L jcti fcra non vidi Muzio Panetti
vicino a quelli p r ~ Iddio
, non
1 t Onnipatenrc Niuno mi cor- .
,, -
rere ,ma tutti fenza dir parola
asdailimo via .
5 e d e ; 5. -Int in primo cafu
vonrpono ia qu#c Brfltmririe coq- d ixit; qrepo punto d i
dlaonaìì ,r #or Jzp~fLa~. . .an vere
wta- @r;e rjtaego.* Iddio; .. adverb
.-, me*
I i
tcrir .
-I 6 0 Pratica d a a h t o Uffizio
merrce , c h k condizionale fo0i tcrir fc-habcred i h pun-.
wera ,oJefo e , v e r 4 non l'avver.
8I
tgero , la jlcmmia firebbe Ere-
ticale per lujirddetta ragione di no#
Altarum.
- Relp. IO avvertii m ~ l r obene
di aver quel punto di Cartc ;
aver nppoggio ,cbe la /&vi dal perche akrinicati non avrei - '
non efirc Ereticale; efindo k CO+ foggilillto ;Rincgo Dio.
dizionale ;o non vera ,o no# av-
eertita per tale. Per ejhppio Sfcr
nno dicefi :Je a&fl non e i'ora no-
aa rinego Iddio ;fe lnì verameme
nonfapeg'c ,cbe f q e t ora noua ,e
fi lo hpefle nollo avvertifi qwarr-
do dice , Rinego Dio, be/krnnrib-
rebbe Ereticalmente ,e per q uth
Ji 2 fatta que/)a Interrogazioue
6 S i I fatta q n e h Interroga&-
. 6 Int.An fciat,vcI dici audicrit
.
ae , per inJxnare ebe eflmdo il
punto di Carte noto filarnerrtc ar
przfatos fuos Condifcipulos ha-
buiffc ccrtam nocitiamfc habcrc
lui ;in rigniardojòlo di lni non era
BeJemmiu Ereticale; era però %e-
Jemmia Ereticale sppefo la Cbic-
d i Q u pun&umAlcarum diétis
loco ,rcmporc ,& occaiionc
Rcfp. Io non, sa ,nè ho intc-
.
Jiz rapprejhtata d a p o i Gnd@e. fo dire ,chc nc fuddctti luogo ;
poli , a' quali non era noto ilpus. tempo,cd occationc i mici Con-
t o ;e erò/iprocederebbe contro dJ difccpoli aveffcro certa notizia
P
Inj da Saato Tribmt~k,
fo$e prevcrnto .
. ,. giluadb di aver io 9uel punto di Carte ;
Io itimo di ad ;pcrchc io nol-
t
IO moRrai ,n& lo diffi ad alcuno
Int. An auas protulnit praeh-
tas ,v d fimilcs Blaiphemias
Rdp. Io non nu ricordo di
.
a v a iù profèrito quckso iimi-
non i ~ m r g b e r e b b be-
e
R
liBe cmmie,
7 Int. @id faitiat dde C X ~ C O -
' 7 SI'

W , an creda t , vcl crcdiderit li- tia Dei.


ccrc Viro Catholko rencgarc
Deum ; ma ia Materia di ??e- Refp. Io rengo, e credo fer-
Jlemmie, e F~opo/irini Ereticali mamuitc ,e'datutti li deve W-
/ideve interrogare il I>rnanziand nere, c credere, che li dialddio.
rejòpra l' atticolo , o articoli u i o bt.An~cedar,&Ccnipcr CC&
1
lati, . . didc-
.
i.

- Secondà-Partc , 16c.
lati, fi lui I; crede, s li bn crg- didcrit k u m cffc Redcmpt0.c
,
ddilti comeJB fatto qd13. rem Mundi .
Refp. Io credo, e femprc h o
creduto, che Iddio iia noftro
I Redcn
- tore.
int. Qnid tcnezt ,. & credat
circà Puritatem San&iGnaa=
- MatrW Dei.
Re@. Io tengo ,c credo, iic-
-
come ho tenuto , e creduto
femprc ,che h Madre di Dio fì2
Purifima,e piu che Vergine;pct
aver colla Vcreinità concepu.
to , e partorito i1 Figlio di Dio,
Int. C&id crcdat ,& crcdi-
derit dc Dei Omnipotentia
Rcfp. Io credo, e fcrupre ho
.
veduto, che Iddio fia Onni
rmtc ;può firc tutto q a e c
che vuole ;ficcome ha creato il
Cielo ,e la Terra ,c tutte Ic col
fc ,che in cso G trovano.
. Int. Q u a c tamdiu difiuIerit
comparere in Sanao Offiuoad
exoncrandam propriam con-
fcientiam ;tanto mags cum lit
f a h m memoriale ob circurn,
Rantias ,que tunc accidcrunt
R c I ' o n o n venni allor;r,per-
.
che ficcmmo la pace,e non e%
P

-
fai ad altro ;ma adeffo vo en-:
d o fire una ConfeiIionc gene-
rale, ho mc lio ricercato i'Ani-
%
Acmmic denunziat c .
ma mia, e ho trovato le &:
Int. An fciat,vel dici audicrit -
de prefatis fc effe preventum
ali uo Tribunali Sanai Officii
ii,c~p.io Pga io, ho inte:
9,Mén- W E fa?
r 6% ' Pratica &l Santo Ufhzio
f ~ d i ~die clferc
, Ram prevenuto ,
di aucfii miei delitti in alcun
~ r i b u n a l del
c Santo Uffizio
. Quibus habitis , & acccptatis
.
dimiffus fuit,juratus de iilciuioj
& pcrkQa ei f i a DepoGtione,
reno va toque przcepto ut fupr&
fc fubkripGt .
Io Giovannolo Caf3 confermo
quanto fopra di mano propria.
AQa funt hzc per riie Polido.
.
rum Codicillurn Sanai Officii
Notariurn
filodo difiediregli fpontè Olmpa-
- renti jè&etti di Ere[.&.

Erchc in quelto Sacro Arfc-


P nale non G refc'ctivcva la
!
maniera di fpe ire li fponta
Comparenti fbfpetri di Ereiìa ; C
er altro queRa formola era de-
L e r a r a d a molti, come a quc-
fio fine fu Rampata dal Padre
Mcnghini;cosi li t Ltirnato bene
nella prcfcnte riltampa aggiu-
gncrla qui,come nclla già accé-
nata Stampa f trova intpreffa .
i H é w t r e ~ a p ~ # I " h p Lr NoiFraRobcrto Antinori
&ore, a ltzi tocca ,jims r r c e m Lettore di Sacra Teoloeia del-
$e/ Ciwgiudice,di fitre que/tnjkn- 1' Ordine de' Predica tori , e Vi-
done ;qunndo E h8q#i/itoreB & cario della Santa Inquifizionc
finte, o impedito, la potrà fweiA di Ancona
Jno Vicario; in c a p poi, cbe i4
.
Colpevole m#potefe cori~pilrireLr.
'A#cona,J?delegnJ'cialmcnw per
fu$' atto i/ Vicario Foraneo.
e
Seconda Parte. I 63
2 Nei& Se~elirem metter) il 2 EKcndo che tu Giovatinolo
Nome ht %o, qretlodel Padre, figlio dlArduele Cafa della Cirtd
I l rogxme, in Patria, /'ad, la d i Scio, della c t i tua di anni die-
r f if .
ionc li CH.esn
e0 dmefire inp*
dice
;m
, cbe i/ ciotto, abitante d i quelta Citd,
z il Sa. Studente di Fiiofofia, fpntanca-
/&r apprwa , c h /)# irr g i ~ w - mente comparilti in quello San-
egno a' umiltò , e di to Uffizio,~contro te Ltcro giu-
$
cbioni in a ?&naprrdJ?gema, ridicamcn te deponclti
penitenrn. .
cbe il %o nei leggevi la Sentenza
Ja in piedi; r nel Irggere l Abjura,
e ricevere I Afoiuzione ,Ja i ngi-
noccbioni.
~igiprno&l M+ xonp deve 3 Che il Mrfe di Ago fio prof-
rfirimcre, quando non qual$cbi,c fm0 pafito r itrosaiidoii tu in
nonaggravi iideiitto: nemmeno& Scio avanr i della Porta della
fa digiorn~~o
11 ~ e / e acciò
, con@ D IO*-
.
di notte. Sjprd dire Cafa da te nominata colli tuoi
Genitori, accadeflè di piirare un
h n ~ n z a o, q,icinanzs &i ma&. Turcoda te dcfcritto il q u d e
11 luogo noa j pnlrjèrd, g a n & dicefle che andava vendendo
aon aggrizn>iil delitto , come jì/.- c ~ rPietre,t ~ C ne mofirdk quat-
re66e j é jÒ@ in lrrogo pubb/ico , o fio Ed interrogato da tu0 Pa.
Sa<rno; ma 6njlo injrrnrarlo con di- dre della virtù loro ,dicere c f i r
re , r e / h Cirrd, r Cl@ rotar# buone Per g u a d a g n ~ f i1' amore
..
nelìn raa eomparja L4 roba sm< delle Perfone : C dimandandogli
tilega in fpecicfi tace k a d d o j f fi a c ~ ~ m ~ d a vaan-
no
*atta di coji nflaj immonde ,/iuj?z, fk'adeffc * e l fi~mcttcvano fot-
per jn/i.fiarIe deceatementC, f o diverfe materie di Romachc-
pgro/a: Difimncbmo/ memwja. V O mmmja,per
~ 10fpazio d'un'
Sortiiegj /i hanno talmente d~ ora; eppoi fi facevano iòpra chG
nartare , cbe quelli, i quali aJooG chcduna alcune figure; e dopo ii

qnl .
tono non imparino, come @ 2fmo ponevano fotto qualche luogo,
dove parar doveva 13 pcrfòna ,
di cui fi dcfidcrava 1'amore;c che
alfata , era congretta la fua vo-
L ntàdaun tale S irito adamar
.R
quella pcrfona , C e aveva poRa
la Pietra fuddctta E che tu ne
compraai una, e la portaiti ccco
in Ancona ;c dcfidcrando tu di
4 Notr X t cffcrc
@
Pratica del Santo Uffizio
cncte amato da una pafona, chc
nominalti ;prendcfii un mefe £k
1a fuddetta Pictra, la ponelti fot-
t o Ic infinuatc immondezze ,ci
facclti lc figure, c la mattina la
mettclti fotto una tal Pietra ;fo-
pra la quale vedelti poi detta per-
fona p a w e iu volte, ma iènza,
chc nc fegu'l&-' c cfitto alcuno pcr
il tuo finc-
4 Nonfiporrd il giorno preciso, 4 Che molti giorni fono 3 tnt-
#e il aumeyo gjorri , qml~do tando tu in una ltanza da te no.
accadde il delitto,nemmeno qixantc mbafa con altri Studenti che
vo/tafi re~ljcato , j l luogo, do- efprimeRi:in occafionc di un tal
vefuccefle ; ma bend P IJPPrimerI) Scrmooc debPafiionc fatto nel'
I.occa/ione; comejpud vedere qul , la Chicfa che fi ha negli Atti
r Ja correziotze ,cbe fu fatta fc G poteva agcrirc quella pro-
pofkionc :Deus ,ut 'Deut ,mor-
tr#s eJ j Efi dicdcro di n ò ; C
t u kbbcne corsettg più volte,pcr.
tinaccmente dikndclti di sì.
5 A7on bawebbe dire d'aver cbiae 5 Che Mancandoti al timamétc
mnto il 'Demonio, ma è nccefurjo il denaro ,a v d chiamato ~ il Dc-
hiegnre ilfine; non fi cfirime il monio , accid ti provvcdeffe lui;
trumero delle volte, ma ba/a il di- C i' avcfIì chiamato piu volte in
r e p i l volte in pih /ne. Gn)/i i piu fesc nclla Cafa da te inli-
mtato ,cbe la G$a notvJinomjna, nuata ; ma che pero non ti avef-
.
ma filo s' inbnrra E recefario fcro fentito altri ,nè avefii ciò
palefire ,fe altri bannaudito; ef- comunicato con alcuno. Che
$#do qixefla qualitd, cbe aggrava cr aver iicuramentc il denaro ,
.
iì tislitto &ve uncbe r/prime- Fuitima cera, dopo averio chia-
ve , cbe fu cd fangixcpro@os mato fecondo il folto, .gli fa.
ma no# di qual mano, ne di qual ceni uno Scrltto col proprio fan-
dito, con infinware l'infiwmento : guc , cavato con un talc inltru-
coslpure/i notanogli atti Apofi- mcnto da LMI dito di una tua ma-
tici, eJÌpaleJir,cbefi ne fatto no, in cui gli defti i ' b i m a tua,
di quello Scritto g.li promettelli il tuo fervizio ; c
sinegaiti la Fede Cattolica, qualc
-se 6
.
Scritto p ~ ~ t a l u n c gAtti
li
E
Seconda Parte, 165
6 tace ~ g ; o r n o p r e c ~,il
o 6 E che un M&, e ,mczzofa
laqo e ieperfineprecve ; e cos) in circa giuocando tu alle Car-
/ideve fare N o n ba/llrua di no- te in un luogo da te nonlinato
minare il luogo in generale i ma con certe perfonc , che Ggnifi-
era seceflario il dire, cbe era il cafiì; ed effendoti toccar0 uii
giuoco delle Carte , ma non &e- tal punto, tu dicclti : Io 110 un
cificarlo i perde il giuoco delie tal punto di Carte, e per6 pen-
fate bene a cad vofiri: ed uno di
.
a r t e ordinariamente 2 occnjone
delle gepemmie Notrfildciapoi
ai di notare k correzione, e ciò,
loro rilpondclfe : queflo non
può erere, e voi dite uiio fpro-
cbe n e j è g d , o di bene; o di molc polito. E tu Cenza penfare ad al-
contro di /ui . i,
tro foggiungefii una volta : Sc
non ho quello punto di Carte,
*- .
Rincgo Iddio; ed efindo ripre-
ib da alcuni ,invece di pentirti,
ti levafii in collera , e sfoderafii
un pugnale , ed era per iucce-
derc del gran male , fe non eri
.;s
7 S i tace parimente il giorno
tu,cogli altri impedito .
7 Che pochi giorni dopo fi-
precijo ;/i tacciotro pare i di /rri ce8i l'accordo con alcuiii alui
compagni,ed il Padrone della yil- di andare il giorno feguente , a
l a , c la Villa mede/mn j eJ e/pri- fare una merenda nella Villa di
me la caccia dello Scbioppo ,come un tale nominato nella tua
@rdina& delle E l l e , e la corre- comparfa ; e che fiito il man-
zionè#7fra1tto cbe nefigu;. . siare andafivo tutti a Caccia
per la Villa ; e gli altri avendo
ciafchcduno animazzato qual-
che Uccellato ,tu no' ne aveffi
colpitoalcuno ;c però diccili
nel Catino da tc nominato una
volta floltamente ; Non tengo
Crifio per Rcdentore ,fe spa
rando più lo Schioppo, non mi
-
cafiiga ;e riprefo, non replicafii
cofa vcruna 5 ma ti difpiaceffe
della Bcfiemmia ,e dentro di te
ne dimandafii perdo110 a Dio
8 8; dovcqa noho Lette ncniaa- t Che il giorno feguente la
t-6 .- m-
I 66 PAC ~mattiuaufizio
del santo
r e il luogo ,ed il tempo ;percbe ,quando G teneva llU-
ambid~oqwliJcano, ejànno mng. dienza pubblica,ritrovandoti t u
giore ii delitto. Il luogo 2 pubblico con altri Sistiori nella Sala del
e endo il Palazzo ,dove r g e h il P~lazzahla~iggiorc,~~ d i loro da
hagvrato;epilpubbljco/i rende te nominato , raccontando li
la m t t ì x a ,qwaxdo/idril'Vdien- Cuoi travagli , veninè a dire ia
za . k artico~arc;cfferc fiato dato un
emorialc contro di lui, che
non faceva i' uffizio ho, e i'at-
tribuifi a te; e chc' tu cKendo
innoccn te te ne adiralti fùor di
modo, c rcplicalti piu volte ;
Non tcngo Ja Vergine Maria
per Vergine ,Se non mi dikol-
erò di non averdato qudto
R c m o r i a ~; e che foRi in ci6
dire, come fuori di te, c non
QpeRi quel che ti dicefli , e che
niuno ti corrcg.gel.
9 Noh JJa ntale coldire :cbe l@ 9 Che alcuni giorni dopo n'-
jèra ovaiti ;percbe nonj?q#alifi- trovandoti tu in un tal luogo
ca q u n l f i r a f i j ficome raemrneno da te nominato con più pcrlo.
ji qual$ca qualgiornofoge ;ji pud ne ,una di loro prendere Lrac-
dire wnafil volta ,come r è fatto contare una inlolcnza , che la
6
quj : e pia volte, qaan oi'atto è Cera avanti era nata fatta aiia
replicato ; e molte volte , qruando porta di una tal Giovane fcritta
l'atto èj?ato ejèrcitato molte &te; acgli Atti, diceiti ;che eflendo
ma nos/re/ptirnerd il ~ ~ ~ mdei'. e t otu parato avanti detta porta ,
le d t e ,fifaranno gc ,pattro, aveffi veduto li vicino in una
r ciaqr/e, talora d i notte un Giovane
che hai nomioats; e uno di 10-
,
IO fubito rifpondeffc cbc non
cra poiIìbilc ,e che non dovcffi
l
dir qucllr cofc ,perche era una
bugia ;e che tu vedendoti trat-
tar da bugiardo, prorompcfki
una volta alla prefenza di tutti
loro : Sc io jerfera non vidi quel
. tak viciao a quella porta Iddio
ro flon non
0

Stconda Parte. '67


. non & Onnipotente , c che
Non p direbbe bene : hter-
niuno ti correggere .
IO i o Ed interrogato fopra la in-
rogato l'intenzione di qaal-
fmoglia 'Delitto da te conjèf'nto;
ma baJta dire ; Interrogato Sopra
fpondebi .
tenzioiic CattoEcamencc ri-

1' intenzione , la qmale /i /.ende


.
fopra tutti i delitti confiflati
I I @#do il Yicario fofeper- I r Per tanto avendo noi viai;
Jonn dotta, e pratica , e cbe non e maturamente coniiderati li
nvefi byogno in quepi cq? di Con- meriti di quelta tua caufa ; c
JUltow', /i potrebbe far di meno d i quanto di ragione G doveva ve-
nomharli :tuttovia è bene ni far- dere ,C concdctrare ,col
Aper *#re laformafilita . gli0 ,c parere dc'NoRri Signori
Confultori Dottori, Teologi, C
Canonifti , fiamo venuti con-
tro di te alI'infi.afcritta diffiniti-
r t in w a nonp nomina Saa
va Sentenza .
I t Invocando dunque il San-
4ietro Murtire j ma i1 GlorioJo t i a m o nome di Noftro Signo-
Santo , m e n h in quek no&a re Gestì CriRo ,della Gloriofi-
Provincia tanto c m del S. V-@ ffima Sua Madre Rmpre Versi-
go , e de' fuoi Mingri dobbiamo ne Maria ,e di San Pietro Mdr-
ragionemlmente riverirlo ,ed i#- tirc ~ o b Protettore.
o
wocarto come Protettore.
I 3 Nelle SenteazeJi a v e r quc
&J ryola di no# nominare& noa
-
I 3 Avendo avanti di Noi )i
Sacrofanti Evanqlj, aecioccht
il Oludier, il %o, fuo Padre , dal Volto di Dto.proceda il
Noko Giudizio , C gli occhi
' l P~jErzJecome promotore d e l l u
Giu/lizia , il Notaro, e li dne nofiri veggano I'cquied : Nella
Teflimonj . caufa, e caule rertcati tra il
S$nor Flavio Auribclli. Fifcrlc
di qucRo Santo JJffizioda una
parte, c te Giovannolo CaA
fuddctto Reo jpont) conkRb
i 4 ~nquetj tempi non p ufam
come di fopra ,dall' altra
i + Per quefia nofin difini-
. -
xoa tre gradi di Abjxra , cìn) tiva a n t m z a , quak fcdcnh
d c bvi, paado k materie &no pro Tri)*t~~~li i proferiamo
le& . qu?
0

I 68 Pratica del Santo UfiEizio


Zeg'qieri j d~ vchemcnti,nelle ma- qucai Scritti, in queilo luogo
teriegrnzii , e dc formali n e l l e ed ora da Noi eletti :Diciamo,
.
EreJe Rzando dunque fi banno Pronunzi;imo, Sentenziamo P
per le mani materie /eggieri,/i di- e Dichiarano , che tu Giovan-
ce :Ti&i re) IeggiermemteJoJPet- nolo CaM fuddctto, per lc cofc-
t o di Erefi ; jè le materie fino da te confeffatc, come fopra ,
gravi J? dice ; veementemente ti fei rcfo veemcntcnacntc fdr
fiSo@ctto
di EreJa formalefi dice :Diciamo,
.
di EreJa ; Seppoijitratta fpetto d i Erclia ; cioC
' &C. cbe t # ,&C. feiJato Eretico.
I 5 Se i Segreti banno per fine I 5 Di aver tenuto ,C creduto
a lcuae cqe di loro natrra bruone , che fia lecito ad u n Cattolico
come la Sanitd ,lfi Pace fra l o fervirfi di Scgret i Diabolici a fi-
per me, e cofijmili ,jidice come ni Sortilcghi ; che non Cono
E
Ji fatto qr) : u f i i jrtilegbi ; fenza patto almno implicito
percbe lifaano con Sortilegj ;Sepl col Demonio .
poi bannoper fine cofe illecite ,ro-
me raworfinf.GaZe, la vendetta ,
.
c coj2 tali ,/r dird : nfini illeciti
i6 ZI fifietto di EreJii non p 16 Chc G; lecito pure ad in
-finda precifimeute jipra l' aver Cattolico invocare per ajuto
invocatoil Demonio , I'aver fatto efprcKamenteil Demonio ; Eir
.gf infingati eccefl; ma fopra di Scritto col proprio Sangue 9 5
q#eJo , cbe abbiapimoto lecito di in ero dargli l'Anima ;promct-
fir quelle ,cbe bafatto , come /i tergli il fcsvieio , e rinegare b
è dicbiarnto fipra; percbe qr>jla Fcdc Cattolica.
J'EreJa formale.
17 Si aggiugne col cuore, cbe I 7 Di aver anco tenuto C
abbraccia l'lntellecto , e la Volon- creduto col cuore ; che iddio 3
t d j cio2, cbe abbia bavuto que- come Dio, iia morto
.
per* ore ne#ZnteUettgI e nella r o -
iontd ci/i~j?atala perthucia
I S Se lj foUero profirite le Sud- I8 Di aver malamentc fcntb
Bette BeJemmie , o Prop0l;ziorri to dell' EliRenza di Dio, d&
Ereticaii aflolgtamente , come Ja- Redenzione di Crifio , della
re66e: Rinego Dio:Non tengo Ci+ Puritd intemerata della Santif-
Joper Rehtore ; n2 la Vergine lima Vergine ; C dcUa Onni-
Ahriaper Vergine ; n2 Zddioper potenza Divina.
.&!nrlipotente ; ajjora /idirebbe is ..
I
g#G I9 E
.i.

Semada Partè* -1a'g


tue@ maniera :E di aver cd C#@-
1I ,
r c rinegato pio, e trnxto c creo
• L

ciicto , che n2 CriJ)oJiaRedentore,


aè Maria Jia Vergine, nè Id&o
Onnipotente ;ma, egendofilo Be- - .
.
Jernmie condizionali ,/ì 2 detto co- .
meJopva .
a 9 @~do$liice,fii incorfi in +rg E c o n f è p t c m c n t c f'i*
ttrttc /C Cenfire, egene , qrceJi'o incorro in tutte le Cenfurc ,e,
s'intende nel foro eJerno ;perche Pene , chc fono da Sacri Ca-
prrd effere, come ordinnriomente noni ,e da altre conflituzioni
nccnde ; cbe ne/ foro interno per generali, e particolari, contro
ignoranza invimibile n o n f i q r ~ d limili Delinquenti impofic, t
gale incor- in niana cenfirn , e promulga te.
peràj7aJolve foio a cautela , cioè
20 -a
.
fe f@ ~ n c o r -
2 r n a gran coritd , 20 E pcrd fei obbliga- abj;.
che njir diinta Chi+ a qrtejti fo. rare avanti di Noi li lopraddet.
/petti di EveJa ;cioè di farli abju- ti ctrori ,ed E r d c ,e generai-
rare non f i l o quelle Erefie ,delle mente ,ogni, C qualunquealtro .
qualipfono refiSoSpetti nel Pro- errore, cd Erciia ,che con tra-
cefo ;mn anche tzctre in genera- dica alla detta Santa, Cattolica,
le ; perche i n qtceprt maniera ri- ed Apoitolica Romana Chiefa,
mnngonoprificati da qua&ogiia come per qucfia noitra diffini-
macchia di Ereja. tiva Sentenza comandiamo,
che facci nel modo, C forma,
, che da Noì ti farà data.
- t r Abricacarr a. i fi@etii dq 2 i Dopo la quale Abjurazio-
Lcvi s'intjmaenr I ' A ò j ~ r adc Le- nc faremo contenti aro1~ e r t i
~ i , f i n z aconpartirgli l'afloI~aione P cautela dalla Scomunica ,
2
W, c j i f o anco adeflo a que/Ii31cbe pote eflcre incorb
Sono Jofittti weemgntemente- di
.
&Ila Scomrnìca ; come /i face- nella uale per lc fuddette cofc

Eref~j ma M# 2 Solito dl af@ve-


re a c a w e k anco i leggiermentq
.
folpctti di Ereja E la ragione b 5
yercbe, /'efino@/Petti eli Erel@,
fono a#cbefifietri di CIInfura;ej?c,
coma Zt~JicdoncddF&re/Ul/i l e ~ o
Per -, y ..
a-
170 ~ r kdeli santo UiIìzio-
per I A b j ~ r a; cor) la fibezione
I

delle Cenfire j deve toglierz per


EAfloI~zione .
22 Lr Peniterze devono e p r e t22 Ed acciocchd pih ficiImcni
inpoco numero , e norr moltogra- tc ottcnghi da Dio Mifcricòr-
ao/e ; nccid pofano facilmentej, dia perdono & f ' e tti cuoi
adempiere,e non abbiano motivo di Errori per penitcnze .fakutari .,
,
IaJcjarle ed irorreiie sci/o 8 ' . T inip~h, o che vait1
girrro . *

qwntY .
h a una vdta a piedi
3a Chi a di S. Ciriaco
- Che pct ue anni p d m i am
, ocnirc digiuni la vi iiia delb
d
j3catii1iaaa Vergine i Agofio
pcr
.Che lo ftdo tonpo reciti
.
bu YO u & kuirwna li fette
Salmi Penitenziali collc litw.
C&,e p c i antreCe ,
l3 che finalmcntc & detto
tempo di tre anni co& Sa-.
ntalmcntc quolttm v&
i moi peccati ad un
ardote c @ d udal Tuo Ordia-
. do, e di nii licenza ti comii-
nicbi pclk qu~ttro
: Solennitd ,cioa dciia
l Rifurrczione di Noho Signot
Gesù Crjlto,c dcllaSacraPen-
tcco(tt, c di tutti livsani; ; M-
Muando a Noi i'autorit;b di ac-
grcfccre ,o fminuirc ,commu-
tate, rimcrerc , o condonare ,
. Q in tutto, o in parte lc fuddet-
$8 aitcnze.
g c o s i diciamo, pronunzia-
ma; fcntcaziamo, dichiarano ,
ordinarno, peniteoziamo ,e ri-
fcrvarno , in qudto, cd m ogni
a l t ~ ~ m i ~ l i o r r n o dCo foima.
,
che di ragio'm~poIliotno,.c dob-.
-a3 e b i ~ r Fra-
a S&~nd;rSarfed ' r 17ira
F r a t e Rupeitus Antinorua
.
Vìcarius SanCti. Officii itl pro:
nunciavi

LAqaCenfupradiaa
fLic
a, &
data, in his icriptis
tentialiter promulgata'
Scntentia per
p r z k u m Admodum Reverea-
dum Patrcm Vicarium ro Tri-
f
bnali ftdeatcm'inAu a Sanai
Oficii Anaoaat; I& verò per
iiie Notarium in ftdcriptum al-
ta, & intelligibiii'vocc ,,prefen-,
tibus pio TeRibus Marino AI-
I catis .,
bano & Oratio Mirabello vo.

.
Ita eit Polidorus Codicillus
SaiiAi Officii Notarius
I < . &razione de Vchcmcnti .
v ue a 2 t4 - Prbfeflonc della
23 , C eFJpdla intimare a tattti
Pede 23 I O Giovannolo figlio
di Arduele Cafd del-
qselli ,. &e abjunno ; cde Levii la-Citta di Scio, dcll'ctà mia di
de Veher~ienti,nel,Yanto;Trib~~- anni dicciotto Studente di Fi-
,
h l e , ed 2' k pirt &/h e Japir) loi'ofia ; ConRituito perfonal-
ddequatu , cbe p@ cancepiro 1 mente in Giudizio ; ed i4inoc-
fi
fercbeper metzodiefa, non fde d i a t o avantidivoi M.R. Pa-
i Col moli pr$efuno Ze ??iéritd dre Fra Rubcrto Antinori Vi-
&tto/,6c O ~ a i hJ o cario dclla Santa Inquilizione di
tonfeflati ,e tutti in gcncre ; Ancona; Avendoavanti gli oc-
&neoa b j a r a n ~ ,le&^^, e &- (hi micili Sacrofanti Evangeli,
t e f i o t ~ t t gE
i Erroti, m af& quali COCCO colc proprie ma-
in fpccic', ma anm in genere; e/% ni j giuro, che femprc h o crc-
poi adcbc per pefidarlf dn ogni dom, crniaadcllo ,e colraiuro
,
/oipezione di Er$a dd ha medici- di Dio crcdcrò f-pre v r l'a"
r a , cbecon/iPc ml@wameh& ucnkc tutto q=@, c k ticsc,
P . Y ? crc-
1.72 Pratica del Santo Uffizio
/eguono j inadme di xonpjb fare,
n) pit dire C@ per la q u d e contro
.
crede, predica ed infepa Ia
Santa, cattolica , ed Apofio-:
d i fuibpogir aver talSoSpetto
24 @uandojòno diverfiazioni ,
. lica Romana Chida.
24 M a pesche da quclto &n-
come qrl di pnrole, e difattijìuni- to Uffizioper ]C kRemmie ,ed
fiono inberne per mezzo di p d l a azioni Ereticali proferite, e ht.
parola ( re/pettiluamnte ) te refpettivanrcnte , come con-
Ra nella mia fpon tane3 compar,
fa fono fiato giudicato vehc-
rncntemcnte fofpetto d' EreGa
cioè
25 Se gli fa ripetetegli Errori, t 5 Di aver tenuto, e creduto,
Ere/e ad umzper una; acciò l. che fia lecito ad un Cattolico
con@a ,cponderi meglio ,epailr fcrvirfi d i fegreti Diabolici , a
,
abjuri maledicbi ,e &ttJi. fini Sortileghi, che non fono
fcnza Patto, almcno implicito
col Demonio.
. ,
.- E che fia lecito pure ad u n
Cattolico invocare dprdamé-
te pr ajuto il Demonio, e fàr
fcrittocol SO rio fanguc, ed
o l'Lima, promct-
in e ~ darg[
e tcrpli il fervizio , c rincgar la
Fede Cattolica.
Ed avere anco tenuto c d
yuore, che Dip ,come Dio fia
morto.
Ed EfiRenza
della aver malamente ientito
di Dio,dclla Re-
denzione di Criflo ,della Puri-
t&intcmerata della Santifima
Vereine, c dclla Onnipotenza
26 @a#do pguc/o GiQVanefice
di Dio .
26 Pcrtantovotendohleva-
il Sortilegioper ramore, ed imo- rc dalla mente de' Fed& di Cri-
d Demonio, efece tilrti gli at- fio qucRa vehementc fofpaio.
- t i ape atjcjfgddetti ,H cifu al- ne contro di me con g i u h
d
cnn cdefeprfixte, e cod nDnpa-
r r r~b e f i p o ?aqéfire, cbecon e ,.
ragioni concetta ,a bjuro , ma-
ledico,
. a dctcfiole dcttc Erefie, -
C#- cd
Secànda Piirte
cogioaafe ttega mente de' Fedeli.
. T 73
ed errori, C generalmente ogni,
quepil eecmenteJ$ekkne ;e pera e qualunque altra Erefia, ea er-
tonfe$tlenza par cbe nonJa neceJ rorc ,che contradica alla detta
faria queJa d b j u r a , per levnr Santa Cattolica ,ed ApoRolica
dalla mente de' Fedeli tale SoJPet-
. .
Romana Chiefa E giuro ,che
p
t o AGndimeno e endo que/te azio-
ni ejlerne, di or tzaturn cadona
fotto In cognizione delh Cbiefa , e
per l'avvenire non farò,nè dirò
mai più cofa, per ]la qiiale fi poi'-
fa di me aver tal foipctto; ueni-
de'Fedeli; ed 2 accidente ,cbe non meno aver0 pratica, o conver-
l i n o refiettivammte vedute , ed fazione di Eretici ; ovvero che
adite ; ficcotne J? dice dell' Erepa ; fieno fofpctti di Erefia , ma ,le
cbe quando /ipone nell'efleriore ce- conofcero alcun tale,lo denun-
defotto la Ctnffira,tuttoccbe niuno zierò aH' Inquifìtore , o all'Or-
.
/inprefente Ed in tal maniera /r dinario dcl Luogo, ovc mi tro-
può dire di aver egli qunntofia dal- verò.
la parte fua cagionnto nella mente Giuro anche, C prometto di
de' Fedeli il lueemente m e t t o ; adempire, di orfervarc*intiera- *

il quaie poi /i k v a coll' Abjura , mente tutte le penitenze, che

..
cbe fa avanti il Giudice rapprejn- mi fono fiate, o rui faranno da
,
tante la Cbiefa ed i Fedeli queflo Santo Uffizio iiupofie.
Djrd in aitr tra maniera Nel- E contravendo io ad alcuna di
l' accufirfl; cbefa quefio Giovane, q u e k mic promeffc ,( che DI9
comefopra, avanti il Giudice, cbe non voglia ) mi fottopongo a
rappreJènta In Cbiefn,fipuò dire , tutte le pene, e cafiighi ,chc
cbe cagioni unfijpetto veemente fono da Sacri Canoni ,ed altre
'di E r e h xel& mente di tutti li ~onfiituzioni cnerali, e parti->
~e&i2$entrepoi ì e Abjura ootan- cokri,contro !l mili Delinquen.
ti il me&[mo Giridice, cbepure ti i m p o k , e promulgate. Così
ropprejènta la Cbiefa,/ipuò ancbe Iddio mi ajuti , e quelli fuoiSa-
dire, cbe levi il Jofpetto vee- crofanri Evangelj ? che tocco
me#te di Erejia dalla mente di colle proprie mani.
tgtti /i Fedel . Io Giovannolo Caf3 fuddct-
to ho abjurato , giurato, pro-
.
meffojmi fono obbli ato c o n ~ c
f
di fopra In fcdc de vero h0
fottofcritto di mia propria ma-
no la preferite Cedola dclla mia
Abjurazione ,e recitatala di pa-
rola ia parola nella Sala dcUa
. San-
J 74 ~rati:a &l Sgnto Uffizio
Smta loquilialonc di Anconq
, - qucao di 26. Ottobrc 1684..
I o Giov;lila~I~ Cafà di nanq
propria,
Finita i'Afilatti~ner d d fir- 27 Succcfivt diétu s Jovanno.
maJòhta del Santa Z($zio,eparfi
a molti, cbe iar vÙt&di @a li
jìpofl~~o fme afikere da qualjko-
lus Cafà enuflexus ubi fu ral
f
coram c cm Adm. Rcv,P. i- e
cari0 fuit a P, S. A. R.a bfolu tur
glia CoafPUqrr le1 Foro della Ce- ad cautelam ab Ezcomwunica.
Juearza ;ancorcbè iCa&/ie~o tione, quzm przrninòrurn cau-
siari; ma la Sacra Gbngregazionr fa ,Ss occaiione quomodolibct
/i 26. Gi#gno 1680. decrer4 ,cbefi forsan incurrcrat j & commu-
debbano rimettere quelfi tali ,&e- nioni Fidclium! participationi-
diticbs&ao dal Sarta V@o, alla: que Ecclcfiafiicomni Sacra-
Penitenzieriaper il Foro della G- mentorum , & San& Mauis
Jciema, fi i Cafifino 7i@firvati, EccleGr unitati, ac gremio re-
flitutus, prrfentibuc pro T@:
. bus ,9ui in Scntentiit .
. Polidorus ~ o d i c i l h sSan+%
Qffiiii Wwarius,
Hods di verìjiccre nel Salito U , ' o il Corpo ~cZDtlitt'o9
di cui &no rima$% vgigj .
E alcuno vcrrd denunziato nel Santo Lffizio di avcf (per efem-
ferita ,fpezzata ,grtata a terra, imbrattata, P p e r c o a
c Sacra Immagine, diciamo quella della Bcatifiìma Vcr-
.gine Madre di Dio ; eflendo il delitto, come dicono, faB
permanenti5 , di cui rimangono ad ogni modo fccgnàli ; dovra
-1' Inquilitore fubitamentc viiitare il Corpo del Delitto ,andan-
dovi cgli in perfona ,fe può, o mandandovi il fuo,Vicario ;
o il Fiscale col Notaro ,oppure i1Notaro folo , quando non vi
fia il comodo di mandar altri; avri cura e f f ~Notaro dfpigliat
in ifcsitto alla prcfenza di due Teltimonj a' ciò fpecialmente
chiamati alla detta ViGta; nella quale con fomnia diligenza, cd
.,
elattezza defcrived e noterà ciò, che farà fiato ritiovato E
tale farà la h r m a
.
Die Menjs Anrri
,&ma Reva P. I/lqzt$torprgfapr, v$ Demtrciatione, &C. tac maturd
Ce#-
C

Secohda Pare. 175


.cbrr/;dcrrt;s &B&ur, &Jngulii il^ ea conts#tis :we tam grav6, id
, ,
tanr atrox 6 enormefacinris delitefiat rtqge Deli#qntì~r,q,vem
precul A d i o Hareticum, rwt Hhetico n01 diJimikm e f i epottet, de-
b i t i ~partir afiiatur, & juxtd menfuram AeliCfi pfagnrum modrzr
adbiirentrw ,rmillrldavit ,al1 efeHnrrm , #t de corpbre del%% cbxr/tt in
,
o%, locunr ~ $ t a r ,& esinds debitas fìmi omni hrbtfJ poppo/ita,
.i~jÒr~utio~èt', &C,
.
N. $e N. S a n a O B i i Notrrht
s ~ r n a f ilo Decreto come di fopra., Gfàrii la viGti, e fi wiRrc-
d nel ProceKo come Ctgue
CDi&di€ia, h a , &a '
\

;&cceffantfuit per enmkm &m. Rw.P. liiqu&twcirr,. ee/ per R. P.


F. N. Ecoriunr JanEfi O cii N.eielper Slfag~ficumD. N.Pro-
t - &N
cwatorem F$alem', &C. f +e ;#fraj2rriptur Notetirm ,cnm M
.fèrsris,eel JX?s nd locfrmin De~anciariemd ~ g n a t u m,ibi-
. p+er me tmdm Ahtmium ,pra@nte dì% M. R. P. faquijitmc ,
ve/ R. P. Yicarib ,~ e Magrrlfieo
l D. Proc~rntereP@ali ,e@ 4 6
L
repsttd fuit l m g o j ~ P ~ PGlori6/;fmile
U U &paa Yirghzis W i -
- *a ngra in vlu ibel wjCO ,ecl in plarsr ,981 in pdte D k x r
- N. nrrhmernddd/pe+Jlr, ac - makulata @e, uel lato, w cccrro'ds-
C m p a t u ,oel bteratu bel ~1nbrn)itM pet?&e thibns ci~i&~i%us
,
&,

glndid ;ad enJt.,JllteJ~ibkt,&l mcbibtrJ;oo'irlfl~'Efis t selFaé?a wel


"

t - digitit, bc.93r
defirmatd ,td bfls ocdh , hrrneatif nrs~ibur9 bslaqrrtbtN
rtc omnia-(aidi,& @notaai ,irtfupra ,p9 veritate,
,
, prafintibut Mqnlio Durante Q@a#ia
J 1 N.dt A?.Su#t% O&kii Pr$o Tefibiut, &C,
Notarirrs -.
C% fitto, amafino da cfam7narfi alquanti dc' vicini 'fqra lo fiato
' di detta Immagine avanti i! ~ommeKoDclitto.E fc ne h ~ r a
il*Decrctoin qxt&&maniCra , -
ribm rri@s,atque.animddeerjii ,ne dflbitoipo0;t drjtntx #&a Sacr4
'&,agi*is amfaÉItm ,e* kfiElunt crimmJutn ,D. m~ndnvir,e x 2
minari vicJnot tamqmmt vcri/imiiiter infòrmator dc lMa S a c ~ a s
-.. lmagine ,&C; 6

t m, .Mtnfis
.
N &N. S a d i O R i i Nòtari~u
hlri
&ar#inatm fah,po ~nfbtmalhneSa* Oflt$, hbi fupra, &C. per
antcdiHum Amd. R. P. Inquptorem ,irr meiqare,&c.
N.de M qztj dclntoji'bi, &C. fiit pcrD. -
Intcrrog. An /"ciat-,~ l S a f c e mprt$wmar currJdm,&c.
.
Rcfp hC. . Intcrroa.
P% ~r&im
del santo ~ f f i z i o
Iti tcrrog. Ar babegt ,notitiam cnjt@am Sacra Imgini~8eatig;nrc
Virginisjt~eitr via,&c.
Refp. Signor sì ,pcrche ci vicina a Ca fa n$a .
Intcrrog. An beflern~die viderit djklarn Sacram Iwgitlrm.
Rcfp. Signor sì ;anzi la vedo ogni giorno, c bcnc fpego anco per
dvozionc io paKo avanti a Ici .
Interrog. In quc &tu viderit belfzrsa Aie diflam Sacram tR'agisen .
Rcfp. Io vidi jcrfcra la detta Immagine della Madonna Santi&
ma ,ch' cra bella, monda , pura. e fènz' alcuna macchia; ma
non 1' ho già vilta tale qucita m3ctina ;pccchc, &q.
&bus babitis,&c. Si fottofcriva il Notaro.
Ed in qucito mcdcfirnomodo dcvc eraminarlì quaichc altro vici-
no, &C.
Srovato a uckì foggia il Corpo dcl Dclitto ,d proccdctà ad $a-
P
minareg i altri Teltimonj nominati nella Denunzia. Egli ~ r b
da avvcrtirc,chc avutafi la Denunzia (come di Copra) contra,al-
cun pariicolarc ,che abbiacornmcffoil giP detto, o altro Gmi-

mentre G at-

!Anni
Cm ad aure~Adm. R. P. Inquj/itori~,&c.pe~veniJe~ex fide dignorum
,
relatione quemadmdum Sacra Imago Beat~JimaYirginis Jita i*
IOCO,W ~ C Ovia
, &C. q / ~ be/erna
a die erat pukberrirna , omniqrre &-
corata nitore, , boc jùmmo w n a viJa fuit atrarnènto aJPerJa,&C.
c m totiur p o p ~ l incomparrrbiii
i fiandolo ob Religionir contemptum ,
, atque I~fletitatisnotabile wepgium ,prafatns M. Rh P. Inqu$tor,
ZNs a~~djtjs, ne taNtwm ,& tam grave fcelus conniventibus oculir
prateriig'e videatur, & #tDelinqnens omnino imeniatur, &C. mar
,
davit $m. E G fapllmo IC mCdc&nc dìligewc di vilitace la detta
Sacra
a

&cWda Parte
rbacrainlmagìne,conefaminarc snco i Vicini nel 'modo chc gih
. 1 '77'

. h t o detto. E fè drilii fopraddetti tfami rifulterà oltre a ciò


qiialche indizio, o conghkrtura contro alcuno in parricolarc :
,
come cr clcn~pio fe Tizio rekrffì indiziato d' c h r c Ltato viRo
P
più vo re palrrir avanti la d e t t ~Sacra Imrna3inc , C con faccL
irriverente, turbata , iracorida, e minriccevole , ecoti atti
o , C dclic M ~ nripardarla,hc.
i iion rrafafcierà
procedere contrd dirlui lècoado che gli dcrte-
e la r~gione;attcra aecora la qualiti, o con&-
ziont della perfona del dctro Tizio ;con= s'egli'fo!lì canolciub
to per pubbiico, c notorio &iaocarore,c per Uomo ficro, bc'itia:
le, ed iracondo, &C.
- - I -

A N N O T A.Z I , O N E.
'Diligenze conGmili alle fiigqerite di fopra da! P.hl&ni por provare il corpo del De-
1kta ne' ca6 di bittura ,potco0a , deturpar io ne,^ Iac~cazioned'irnmagini.Sacre devo-
a o praticarli ne' cali di deturpazio q ,a 1acqq.niqne di Coqeituziqni Ap@oJichc fo-
t qurlfifia materia, o di Editti e!1 S. Tribunale, e di Ccdolohi di Scomunica p u b
%;kauli icauh del mcdclino, o per alve caufe del Foro Ecc,eGIticd ; purche .i
oeko "rimo c a h tali atti lieno Ilari r r r o r n p a p t i c m r I e di difprerzo , 0 altri
&pii d ~ q l crdulitj
a verfo Ir ceniiirr BqclsCaitichg, O oteR1 delle Chiari j poi-
+C altrimenti per eil; ne1 S. Tribunale non li ~ ~ f l u m di aprocedere
K'pcrd da avvenif!i,chc il far Rcnlcrc in iimili C'SR Pac~efTo'~kr
.
insdo di femplict re-
sito del $lotuo d!a prefenza de' Teltiinoni ginkla 6 t m o k del P.Mflni non è total-
, f'
nus@nimrnr pid icc-t~ è quello d'efaminace cceffivame~tegl'ilteffi Telti;noni,
C dittigli rilrire dillintamenra cib che ancor'kg ino hanno veduto iuRa la defcri-
d i h t c a n e dai Nocaro,con far in oltre nomina?in mnteRe a tal' atto f u n o dal ahro ;
perche dtrimcnti fipòtrebbe opporre, chc i1 Notar0 fi è rogato di quello, che ha vc-
duto lui, e w a li altri ,e che il fvo dettq non prova fe non per uno, p non brfta
pr fu r o k d a c o r p o del delin. piernmente ne'crfi fudderti .
Le dili_gen+cpoi, che dcvono firfi per provare il cor O der dclina nelle crufe di
Pr
ApoRaGa ddla wffraSaaa Fede d Giudaifmo , Maomerti ma , o altra falfa f e t t h r ,
o y m o per rrittnu'ontdel Iknefimo, CrCfima ,ed Ordipr Ecciehfiici , e n c l l l r
,
+e di Protectoria, Ricctnzionr ,Fautoria ,Difcfa e Crcdenzr d'Eretici, ( e b b e n e
non convengono colle fuddctte nclla f cie ; niente dimeno, perche convengono nek
titolo, non Ii è (timrto &ori di ro o& di 41 rerirlo in quclto luogo.
p
N i l c caufc dun u di Aoo(*R. &la nonra Fede al Giudaiho ,o al Maometti-
fmo per pruova de?corpo &l delitto bifogna procurare di r i d i n e in primo luoqo negli
atti Ia k d e del Baneiimo dcl pretefo Reo, e dalli TcRimòn'far'efprimerc gli arti Apo-
htici veduti fidi ,ed mbr far riconokne daBPeriti, L i/ !iippoflo Reo fia circonri-
,
fo i in quelli poi ne' quali G t n r u di rciter~ziooedel ì)meiimo, CreGma, o Ordini
E~dcfiuflici,i necdljrio di ridurre negli atti le panitq dclì' uno, C 1' airro Butefi-
, ,
mo Crefima O Ordini ;e ptrche ne' primi due c3fi per ordinario tali atti reitcrzti fi
trovano defcrini ne'liki fotto nomi di&reari,dcve avvertir6 di far deferiwre da ciafrua
P ,
Tcffimonio&le id pncife diqojhaltr*oai,che firJ pociibile la pcrforu del fippoRo
Reo, e di fuglie o fuccenivamente riconofcert quando celi ac hi i l delitto ,e d' cflcro
, d
q a ~ i i o chm fi prctudol' abbia commcfi j t o w anco di de crivcm arl primo conai-
z tnto
178 Pratica del Santa U h i o
tuto la perfoiia drlf' i R d o pretdo ILce perti.comnrsfu le diralbheieaidprra do
,
TeRimonj convengono con quelle ch coocorrono nella di lui perlima O

E nelli cali di Ptotenoria, Ricettuiooe, Fannxia, Dififa, e Credema di E d d p*


qiuRifi&re la kicnza c a r r o il fuppdto Reo, che egiiao CaBrro tali i C wcdhrie r i p ~ -
&irre nogli acri-le Cciweme ,ed abjure firrcdrlli &ari ,
pubbliche, o feqipubbluhe,cd ance di r w r n per mezzo FcO1rnur h- l i
i TeRimonj di provuc
, B
pubbliciti e n6totietl, cbe nelli fo ero tali, e che ii p t o f o Reo fi foRe dichiarato
di faperlo 5 ed in quelli <*h Bolli dr P r i b t ~ gd~S.Pio
~ ~
ti a n i li Pro& fhbb&ur mtro i1 prn& Rea per hr coi?=
V. diripcod-pari-
&C I'o&~o
"Cff
da lui i' a denunziato, fi Pehmiruto, o ha h t t o io
.
qualche =o corno dì
lui come Minibo del S. Uffizio Cma anche di provare per DepoFizimi di T e h o a j 9
che li ItbolTo ad o&ndcrlo per tali ca oni Coa pmaicue & coutirc
ia negativa, che tra I * o h I o r c r e Po&o aom b k mai Ibra per prima, ne tiloporo
,
nel tempo dcll'oftifa alrun'dna a& d'odio o di &Tyiaccrc per la y d e G f0IIL
potuto mio\rcre ad o&ndeclo

Modo di ~Jaminarei Reinel S a ~ t oUfiGo o

, Q ua , 1'Inquifi
Uando torc avra da efaminarcIMJ Reo carccrato,pu-
faccnddo Icvar di Prigione , coadurb al Iwgo
, principiare l'dame
dcll'damc C così.
' Dia Men/is &#i
& ~ X S 1c~rceribas ,b p e r ~ i a ~ i tC+WYI
èr h aùìa S ~ ~ : IOE I ~
cii N c d mfuprodillo A. %P. hq~y$rrne, &C. i. mc1.qrCC ,
de N. Si ponga il Nomc ,e Co porne del Reo,
k quando k pcrfona non è aou ,&ddcrivcrl la fu3 d i g i c , Ih.'
tura , ed abito ,dicendo :pidam bmpOtrura magira, mì pt-
vlo,veZ communis;babenr barbamflaunm,veI nipam; ve1 imberbi$ :
S cnpili~spOvus,vd nigros; loagos ,vei b r a c ocr/oi rnngnm , 02
'parwor,nigros, d c&/?M,&C. , c fc ha alcun regno nel Volto, CD
~icllaTcfia, fi dtfcriva ,come :baberrr cicatricem infacfcex F C
de~tera,wel/iei/rrg,vei ilrfi-onts,d ia cupitn i d t m vejEbur* i
gis,vr/ brmibus,fmiceis,vel iarrdr, &i$ rrigri, viridir, vcl t n k i ,
&C=, ed in foriuna fi dcfcriva ai meglio, che ti pubi & delrrtoJM
jaramento veritatis dicsrrd~t,&per eum f i J i t o , t&is Socris
. .
Eva~geIiis lntewog qcJrrdd ,ar i ~ f i d .
Dopo gli E faccino le fcgucnti Interrogazioni,ciot .
e , parràa, cttatc, emcitio ,&
Inrerrog. 'l)e m i s e , c o g n ~ ~ npme,
babitatione ipfis Gn$?jtrti. Rcf &C. .
E fi faiva tutto qucllo che dird ,!f rendo cvacuarc tutte kcirc-
Ranze ,che f o n o ~ e ~ E I n t e t r ~ i o n e .
Intcrrog. Anfiiat , uelfilrerm ~ P ~ ~ I IcrIrsfWanr~fn(o cmcergtiorrir,
&pra@atir cxamjais ,Rcfp. &C.
sc
Ci

180 PraticadeISantoUffizio
faccino 'i Imrrogatori , chc feguono , o tutti, ed intieri, o
in partqdi effi ,fccondo J i c [ara Rato indicato.
Interrog. .An protuìerit afiqrrar Blafibemiar coatru s e i Omnipo
tentiam ,Bonitatcm ,Sa~~atatern ,PJitiam, (H: Simplicitatera
-.
Refp. &C.
Intcrrog. h bla&bemaverit adsef.Ùs Beatìflm<t Yirgifiis pudici-
tiam , iqegritatem ,prrritatem , Q caJ)itstem. Rci'p. &C.
Interrog. An Deum beneditlum, prItf~tarxrYirgirrem SanEfflmam,
6 SanHos , atque adeò ipfam Fidem Cirtbolicanr ,6 Cbrij)ia~am,
.
item blatbenaandr,, abnegaverit Refp. &C.
E negando egli, s'ioierroghi chiaramente ,C difiintamcnte fopra
ciafcuna Beflcmmia ,nel modo, che ficguc .
Intcrrog. hproruioir bar Bla@&eiki~s.Al difpctto di Dio Dio
poltrone. io farò la tal cola, &nehe Iddio non v o g h Dio
non nij può far pikDio non mi p u ò far peggio. Rcfp. &C.
..
~ n t r r r ' o ~A?I . .
. blafibcrrnr~dodixerit Dio iiigiuito Dio parziale.
Dio partiyiai~o.Rcfp.&c ,
In terrog. An blrljpbemnrro~dob~cczretba p ~ ot-rlerir.
t Madonna puttana.
E iì fpecifichino tutte lc p ~ r o k, ch' egli t indiziato di aver
- 4 d e f tcoiitro
~ la pudicizia, c cafita della Bratiffima Verginc .
Rcfp. &C.
. ..
Intcrrog. An ore blnfiberrio dixcrit Rinego Dio Rincgo Ia Vcr-
.
ginc Rinrgo i Santi. R i n q o il BatteGmo Rincgo la Fede ,
.
ed altre parole finlili Refp. &C.
Separiinente neglicr à ,gli fi faccia i' obiezione a quello modo .
Et $5dia0 , qruodirr Procefu babetur per T&es jrrratos , ipfgiw &h-
jfitutum, dum luderet N e i r , ve1 taxillis, tali loco ,fi ponga il no-
me del luogo, quadam dieprotdjfledzflmBkTpkmias, Al difpct-
. .
t0 di D. &C.quare monetur ad dicendam veritatenn Rel'p. &C.
Se ancora nighcrd avendo pri&a.contkliato di aver duocato in
tal I~IO,PO , 111 t3 1 tempo , e con tali perfone ,conforaio a quan-
io fi ha in ProcelTo ,Ce gli fard l'inftanza in qucffomodo.
E t p i diE?o , qcrod crm ipSe foteatur circumfintiar foci., & temporir,
vinelicet , 11JIfi tnfi ioco , 8. tempore, 6 cum talibrr petjònis,
fiponga corni egli averà contèlfato ,6 t$er deponafir , iphm
a n - t u r u mtunc temporir ,8. tali foro, dum ludcret ,bfa/"pbcmo$e,
& dixife phricr , Al difpctto di D. &C. videtur non pore rzegare ;
- quod llaSphc.rnauetit, & /r neget , apparct , qiuod d i . vcrirutern,
.
fureri I\cfp, &C.

I
Seconda parte i
I Si>pon&aquello che dirà . -
E i'cppurc Ltara nella negativa, ii srnmonirA in quel)o modo.
181 -

l9 monitus ad (ueritatemckrh ,& apertèfatcndam ,Q exotrerandam


propiana cotrJcientiam ;quonìam non (uidetur eierqmile ,quod Tc. rr
. curn jrrranietiio O@-movrrint,jè oirdivife ipJ?m Co~Jitutumd a -
I
/pbemnre , nijj ierè nr<livifent , alioqrlin dir~tibsi n eatceribus dee
tinelitnr , & i n l o ~ p t c ~protrahettrr
r. expedisio ejus caufa, Q acriPir
p~~niet~r,fiflerìt jitnicntus convi~urper ?"Jes,qnhn jì i~femetotri-
I .
tntem neligi pmitens contra fe i p p mfatebitrr Keip. &C.
ScrivaG tutto ciò, chc riipondcrà .
E dovcndofi elminrirc in materia d'Incanti, c Sortilegj oltre a ,
. i fucidetti Iiiterro~aror~ sencrali fi procedcri così.
I n t e r r o ~ .AHi ~ fConJEtictrrs
i dederit operum rebm magicjs ,ve1ne-
.
grovtsnticis i<cCp. &C.
lntcrrog. A n fccerit nlr'qrtod experimenttcm magictmrad amorem ,YCI
ad odirsm , ve1 nd fcientiarccm acq:riJitiorrem, veL ad inveniendos
.
. thefagros Rcf. &C.
Interrog. Anficcrìt experimentrsm ml~gicrcm
l

ad amorem crJm magfle-


t e , W aliqtribus conjurationibrzs , aiiqqrre rebus , & quatenas &e.
,
dicnt qisalitatem m~zgnetis conjrrrationrrm , & aliarum rerarm
- Rci'p. &C.
.
Intcrrog. AR ad di@~cm efefitm rrJirs fircrib mggnete baprizato ,&<
.
conjisrarionibrcs D~monrcm, eofqrce inuocaaeric Rcfp. &C.
E fi v d d ~interrocando in ipecir di tutti i particolari, che contra
di lui T1 depongono con tutte le circoitanze del luogo,
del tcmpo , delle Pcrfonc , &C. dovendo noi iolamen'to, CQ-
me per ckii~pio,accenpare ,non diffufamcnte dichiarare civ,
che Iia da farfi .
Ora fè il Reo dopo le objezioni ,ed ammonizioni, che gli fa'
rrinno i t 4 te fitte ,C O I ~ I Sdi fopra , pcrfificri nclla negativa, s'in~
tcrrogl~crà, s' egli abbia Nimici , e quali, e per qual cada
in q ~ ~ c iiiaodo.
to
.
In tcrrog. Alr bcbent ~!iqtros Inimicos Refp. &C.
L' Iii tcrrog~zioiieAlz habeut Itzinzicos deve farfi al Reo nel princi?
pio Jcli c!iiilc, quando noil p u i Lprre la qualità del tuo dc-
litto, altriil~cnti ii~vcnreràmolte eccezioni contro li Teai-
nioiij .
Se dirà non aver alculi Niinico , fi tcrmineri T eianle, come più,*

c per qual criuf~ .


a bdTo G porrà. Sc dirà averne, Ce gli faccia dire quali. fimo
B
.
I

1 -
D &I

182 C. pratica del Saiito ~ ~ i z i o.


B J b i dEfo , IU eos nomiart .
,6 norrrt cmttas blmicirh Refp.&c.
E fi fcriva tutto ciò, che dita ,faceridoiì fpicgarc il Nomc ,c Co-
gnome dc' Nimici , e la cagione dcll' inimicizia. E fc nomi-
, ncrd alcuno de Tcff imoiir per fuoi Niniici ,e Ic cauiC dcll' ini-
micizia faranno gravi, fi dovra avcrc in ciò confiderazione , c
prendcrnc fc'cgrctamenttinformazione ehagiudizialc E ritrw
vandofi effer vera I*inimicizia ,bifogncd procedere cauta-
.
mente per venire in cognizione, fc per veritl, o filfamentc , C
per malcvolcnza quel tale lia Raro dcpolto al Santo Uffizio
,
Ma ie il Rco dice, non aver Nimici oppute ne nomina alcuni,
ma non arcgna caufa gravc d' inimicizia, ovvcro fia i nomi
nati non vie akunlo de' TcRimonj mentovati nel Proceffo, ne
anco loro intriniichi Parenti ,o DipcBJclrti ,fi po tri di auo-
vo ammohirc a dir la veriti .
&Jbi diad, ut bcd cogitet oeritatem @eri , qarotGam qui depfh-
Ci)~~/litnt~m
61a@bemias,ovvcro,vw-
,magicis experirnrrrtis operarn
dedjse , idpro exonerarione propria co~fiierrtiaf c c e r n ~,6. ne irr
excommuricationcm inciderert ,qrrare cercò credittxr ,eos.usrita-
temfafos f1yife. Rcfp &C.
E fiando nclla negativa, li potrd terminar 'l cfamc in queao
modo.
Tunc D. wj&~s,ippm Ci,#Jtitutm m;rinrb e+ed;/pc$trrmad verita-
, temfntendmn, terminumpflnit ewamICU#i, ovvero exama;
. animo tamerr co#tinutrdi examen , ovvero, arrimo ,&C. & je
Canjiwtsm rodrrci ad J w m fnnm cnm prirrsfi fn6-
fc non fapd faivcrc ,cnm prirs feciflet Jìgnwm
Crucir /oco~criptjonis, cnm refciretfcribere ,
E gli fi firA fottdcrivcn il proprio Nome così Io N. ho dcpo*
fhcome di fopra. Ovvero gli fi Br4 fare w fcgno di Croce
l'otto la Scrittura dell' dame, come, s' t detto nclr cfime
.
de' Teitirnonj Eppoi i1Notaro firrl il fuo rogito così.
'A€?#fwt bacpev me N de N. Notari~mSan@ O&ii N. did ,2 0 ~ ~ .
'
& coràm ,d t / i r a . E farà MCO baftcvok h fsmplicc fott@
zione di C& Notaro così.
N.& N.Sa&i O p NeNotan'c~s
A bbiaG confdc~azioncdi fare Icdvcre le ri fpolte de' Rei, o a&-
.
,
arative, o ncgativc ch' cllc fi fieno , colk loro proprie pa-
role d iitdamcncc, c nonin queftoaaodo. Rdp. &rt.rratkd
4Icpf. negati^. AVVW
?
Secorida Parte* . 3 s ~
Avvatafl parimente, che dali' Intcrrotpioiri, che G faaiie a l .
Reo ,egli non veriga a Sapcrc ,o cornprcndcrc in moda alcu-
qo ,chi fra Ratoil pcnunziante, o quai fieno i.TcRimonj
quali hanno d@o, .
.otcflificato contro di lui E mentre il.
.
lico , o da Te fleifo , o interrogato fòpra i Nimici, noininerà
alcuno de' Tefiirnonj per iuo Nimico , avverrario 1' lnquilito-.
I re, ed il Nota ro di non dir parola alcuna ,ne far' atto, o ge.
fio, per lo quale il Reo p o f i coinprcndere , che quel tale, il
,
quale egli 113 nominato per fuo Nimico fia Baco efàminato
contro di lui ; ma dirnoftrino a K ~ t t onon averne cognizione ;
e 1' Inquilitore fi faccia el'primre dal Rco il nome ,cognome.
Padre, Patria, Efercizio , ed abitazione di quel tale, comc
Se mai ne avere Saputo cofa alcuria .
Arvcrtafi ancora di fcrivere gli accidenti, i gcfli, ed i movimen-
ti del Reo mentre Ti esamina, come Se divenire pallido , iè tre-
m a r e , Se nel riipondcre vacillaffe ,Te diceffE delle parole rotte,
cd incompatte , iè intoppaffe nel rispondere, ed inibrogliaffe
le parole, cd ora affcrmafi , ora nesal?? una n~edemacofa,
fc rifpondeffe Superbamente , e con arrozanza ; e k anco s' in-
ginoccliiaffc, e con parole umili doniaiidaffè perdonanza del
delitto comrneffo ; il tutto fi noti. E ii potra fare fcrivere in
queffo modo.
i3 drtm inrerrogaretrrr ,ovvero, admoneretrrr ,ovvero, refionderet,
widebatar timerr, fa@trs eJ pallidus in facie ,tremebar, videbatur
ignorare qmid diceret , inculcabar , Q ineolvebat vmbn , aefiiebnt
expiicare proprir~mfirmonem;fuperbè ,& arrogonter iracundè , ,
fibridens ,refpondit dicens ,&e. ovvero, procidens genuflexuspe-
t i i t venia*, tlrrmiliter dicens ,&C. E fi farà fcrivere quello , che.
dir3 ,e farà, &C.
Sc il R e o non farà fiato carcerato innanzi che fia efaminato, m i
farà fiato folamentc chiamato, o citato, fi principierà il fuo
dame in quefio modo.
Die SWen-s &n;
Con/i'itntus per&aalit2r in aula Sani3 Oficii N. cwamprafato M. R.
P . 2nquil;tore ,&C. come di iopra
N. de N.,
.
e G ponga il rimanente, pur comc di fopra :e gli Ti fac-
.
cia poi L' interrogazione dei Nome, e Cognomc, Padre, Pa-
tria, &C; E dopo s' interroghi così
Interrog. A n f i a t ,VI/ f ~ l t eI ~~ a g i w wcax$ìr~
t ,&
fk vou~~tiori~
praJcrrti cxaminir ,Kefp: &C.
- q
D I C I ' I Zbv
r f i n r - D
~ ~ L- -
'C'
L
r 84 h Pratica del Santo Uffizio
si ponga qacHo. che rifpondal ,C G prokguilcaao le Interroga.'
zioni ,come di hpca ,mutando lc paroic ,che G devono mu- .
t are ,&C.
E nel fine dcll'damc, fe il Reo non dir4 la verità, fi minacceri di
mettcrlo prigione, in quclta guilà
,
. ,+Jnm i n car-
&t nnonitus ad dicen&m s e r i ~ t m aliquin oportebit
.
cere detineri Rdp. &C.
E pcifificndo ndla nega tiva, fi termioerl i'damc in qucito modo.
Iranc D. videas , ipfum Con-trrtwmno# efle d;/p@tr/mfatcri ~crim-
. d e m , dimi/it examen ,animo tomen ,&C. Q. juJit ,ipjìumfi rccipm
adcarceres ,6 co~jgnatws fuit N d e N Cupodi cilrcerirm ,ovvero,
- 5atellitibrs ,rt drcercw eum ad cnrceres , injunEi'o ipJ Ci,n/fituto ,
s<priurjè fìbj?ri6at, proutfi fubjripjt ,ut injia ,oi&licet, &C.
- ovvero, faEloprir/sper ipfum/igno C~ucis .cum ne&iretjribcre,Qc.
Sc il Rco confèifcrA inticramenrc la verica dc' delitti, de' quali fard
fiato im utato ,quando i delitti fieno tali, che abbiano com.
,
piiciti
- -
prigione.
B'
altic Pcrfone ,o licno gravi , ad ogni modo fì terrà
, .. . .

*arido il Reo s' avràda cfaminarc altcc volte dopo Ia prima ,fì
comincerà i' climc, come quì Cotto. .. .
. Die J#iqG / &i
'BuEfur de Chrceribus, & perjònaliter itcrnm con/itutws w a mf~pr01
. di% M R. P. Inqru'fr~ore,&C.
N.& N. de uofuprà ,&f& delatojnrari~cntode veritate dicendo, iab
.
eqrep&j"to h r d s S(~cris litnir, ~stwrog.Rcjp. #ti n w
Jntcrrog hxnelius cogitaeieritjììer corrrentiamfiarn, &/i
.
di/P.
fierit ad wcritutemfittwdam meLius, qudmfcccrit adbuc izfqwcl i :.
per bis, de quib~~s .
in siio axam'ne intewogatr/sfait Rcfp. &C.
Si fcriva ciò , che dirà. E Ce dice di avcr detto la verità 1 ~ 1 1 altro
'
cfame ,e che non hà commcXo il ddit to , &C. fe gli faccia
.l' objczioqc in tal modo.
EtJbi di&, quod ex*bis ,qub babent~yri n Proce& ,àpperct ,+/.HO
minimk fulurn fuqe veritatem , uoniam in Prwe u babetgr jic ,&
P d
. #' C : c Ti replichi quello, chc i h i in Procc o controdi lui,
c fiando pur egli nella negativa , s' ammonifca a dir la veriti ,
cd a guardarfi dciio fpcrgiuro ,e non volcr aggravare la propria
cofcienza ,così. > .

Et monitus ad dicendam veritatem , & ut cavcot aperjarrio ,Q roljf


rgg ravarepropriam coafiieatiam Rc9.&C. ..
r . i EG
- - . -
7
--*-.r
..
- l
a . L-*
Seconda Parte 18s
E li potrà di nuovo intarogare fopra il delitto, s'egli abbia mai
bcficrnmiato ,o dcttc le tali parolc Ercti a l ì ,o fàtto dpcriincn-
ti magici, &C.dponcndo ucllc BcRcmmic ,o parolc Ereticali
o cfpcrhenti magici,che ;hanno in R o c d o . E negando egli,
li potrà ammonire pih ,.più voltc ,come di fopra, minaccian-
dogli, che la fua fpcdizionc andcrà in lungo, Cc non dirà la
e
verità 5 C LhrA più lungo tempo prigione j c Li roccderà contro
. di lui con i termini di giufiizia ; ed il tutto fira fcrivuc in
ProceKo .
E Cc contro il Rco faranno più TcRimonj contcfli, che Iicno
interi ,e non abbiano cccnione alcuna., .o.dktà o di coltumi
o di ièitÌo, o di condizione , o d' inimcizia ,odi fau toria , C
.
confcgucntcmentc co' loro tcltificato provino il delitto opp9-
- fioii ;oppure, fc ben fingolari , faanno però tanti in namcro
così ben qualificati, che lo gravino &i j potrii l' Inguifitore ad
.
effettodi convincerlo , c difporlo in ogni modo a du la vcritii ,
fargli le erc dal Notato Ic Dcpofizionl dc'fuddctti Tcflinionj ,
trccndofJcro i Nomi, c cognomi di c e , e tutte uclic cirron.
9
itanzc,on c il Rco potcffcvenire in cognizionc di a cuno di ciii.
E ciò fi noterà appunto in quella maniera.
%nc ad ipfum Con/itutum convincendum de mtn&cio , & ad i p f h
di&ponendwm ad dicendam veritntem ,de mandatopradi€ijAdmodum
Rev. P. Inq@turirfiwunt eidem Gbtz/ritutopwme Noturium leEte
Depfitioner Tefliizm in locir opportsrnis, tacitis ~romsrrihr,& cogrro-
mirribrr corumdem ,&C.
B fitto quclto , avendo giò l' Inquifitore dimandato d Rco ,fc
h a bcac udito, cd intcfo cid , che gli d fiato Ictto , c da lui
rifpofio di sì , avraffi da intcrrogarc, comc quì fotto ;c L' atto
fi noterà in quclta guifa . .
&jbur DepO/;tionibusj c , ur fuprd, per me &%s, & per +fum
Conptntum bene auditis ,& ( ur afwait ) iatelleEtir ,fuitper D.
f nt errog. @d modò ad ram c h r t o t TeJ?iurnDepoJtioncs dicere ve-
mims weritatemfatearar Rcfp. &C. .
l;;, cum ndium jamfibi reliqum efe fabterfugi~~rrm videar, quoy

gariva , fc gt-ifàri la fcgucntc objezione .


E fi porrd la faa rifpotla, quale fc incfitm fui pur anco nc;
Et fdi di@o, qvod Te es conrra eum examinati in Sa#% O ci0 n w
/##t illi infin!, J
d o eorum jnamento deponu~t,Jproope-
?ed non c/t ver$niik, iibt veUe in rebm tanti imorne#ti, in Tri-
A a buna-
I 86 pratica del Santo Uffizio
brrnali ram tremendo , & cnm tanto propri& illornmfd1yris detri-
meNto mendncium dicere ;i&ircò tandem fi refdvat veritatemfi-
teri ,crrm videat ,jè jam per Teper comitlnra efc ,ovvero, i#-
.
diciis maximè graeiatum Rcfp. &C.
E fi porrd Gmilmente la fua ri oita , la quale, cffcedo negativa,
t
fi terminerà l' ciàmc in que o modo.
Et cnrm aibil alhd a& eopofet baberi , dimìffnrnf ~ i exaa~en
t ,animo ,
&C. Q jpp GnJlit~trir/B Jnbpripfit, &n& voll~if~s fnit ad Is.
- cumfu#m.
E fi f ~ r d, come di fopra ,fottofcriverc 'i efame.
E qui purc fa di mcikto parricolarmenrc avvertire; c h q i u n -
tunque la mala credenza contra la Fede rificda ncll' animo,
di cui folo Iddio C: Vedente, e Giudice Sapientiffimo , ed in-
cor.rutto, ne poffa perciò dall' uomo vedcrii ,o pcnetrarfi ;
non potendo l'acume dcll occhio mortale tanto avanti tra af-
.
rdumc puranco nclla mente errore, c mala fédc Laondc ,
7
fare in alcun modo : tuttavia dalle parole , e fatti Eretica i G
fe ii Reo avrà giuridicamente confcfiàto , oppure farà do
ne ativa rimafio Icgittirnamcntc convinto, di aver pro rito
8
Be cmmic Ereticali, o commcfi'o fatti parimcntc Ercticali ,
P
dovrà immcdiatamcntc cfaminarfì fopra l' inccnzioac, o crc
dcnza fua ;cioè, fc ha col cuorc tenuto, e crcduou'd, che col
-
la bocca Sacrilcgamcntc ha prokrito ,o coli' o p - i k l f c cm-
piamcntc protchto ;intcrro~aadaio- diltintamdnto hpra cia-
fcuno di guegii articoli, che vengonotocchi dalle fopaddctte
BcRcmmic, C fatti Ereticali. Per eiempio, fc avrà confcCI,
fato ,o rcltcrcl convinto, di aver proferito Ic Beitenunic a c c a -
nate ndla Prima Parte; o percoro Ic Immagini di CriBo ,C
de' Santi ;o fatto cofc di Magìa ,C Ncgrornanzìa ,s' intcrro-
ghcrà nclla feguente hrma .
Intcrrag. Aa tenuerit ,Q cre&Jerit, Deum benedi8nrsr nox eJe Opti-
m~m,Simpliei&m ,pJiifmxm, Sa~~iiì#mnm, ac Potentifimu~~,
Refp. &C. .
Intcr rog. An corde ?)extu BenediEkm, S a d f l r ~ a mYirgi~em,&
.
SanFtor ,ipfampe aded Pi&m CatMicam ab~egaverit Rcfp.3~~.
hterrog. An tenuerir ,Q credikrit ,3eatiflmam Z)ei Marrem
psrpeta~am,ParriJkam atp 6JiE
nron fnife , arrt efle V r g i ~ c m
.
&am Rcfp- &C.
Intcrrog. Am ttmwit, & crcdidcrit [war, Domisi ,GAI-
fio-
1
h ,
-4'
Seconda Parte. . e* 187
rioJiik Yirginir, ac $crwEtwwn Imgiwes aon $e babendos ,nec
.
veneraadas Ret'p. &C=
Intcrrog. An tenuerit , & credihit ,licere nti magicis , ac negro -
manricis experimentir;8.i n eir axercendir ab& verbis Sacra ScrG
ptnra ,tcbwr benedi€lis, ac Sacramentalibur ,& Sacramentir ipfis. '
E fi Earà menzione injjecie di quelle cofc , C h' egli averi abu-
fato, invocare , & conjurare Ddmones ,ilhs colerc , ac ve~erari,
Nrficrificia ofterre 3 cum illjs pogum tacitrm , vel expreg~mba-
bere, ewYmqre opera rti ad q u m i r efe&m &C. Refp. &C.
E confcnàndo di aver creduto tutte le c o k ,dcllc qualì farà Rato
interrogato, o partedi cflc ,.gli fi domanderdquale al prefcn-
te fia h credenza di lui circa 11fuddetti articoli ,così.
Interrog. e d m& credat , vel tenwt ipfi Cirn/tittzt~scircdpra-
m$@-. R cip &c
Se dirP ,che da tantotcmpo in q u i , c colla tale occafione , Ic
quali cofe dovrà egli chiàramente fpicgarc, ed il Notaro diltin-
tamente fctivcre , non crede iù le dcttc'Erefie, c che n'& pen-
P
tito , non mancherà I: Inqui itorc d' interrogarlo inge~ere, fc
ha creduto altre Ereiie , e cosi anco intorno a i compIiti ,o
macltri , o difccepoli in dette kefie, in quelto mo&.
Inurrog. A s prtzjer jam dii3as Hrtrqeer a h r teawerit ,& credici'erit,
.
& qras Rcfp. &C.
Intqrog.. An inpramifir bubuerit aliqros complices, mag@or, aut
.
dif ~ x l o r, & nominet illor Re$. &C.
M a negando di aver malamcntc creduto, gli li fatà queita in-
fiauza. < .
E t j b i di&, quod crm jpfimet, Con/tit~turfafrr Jt , OVVCKO crrn i n
Procefu legititnè per phrm Tefiesconrefler ,ornni eexeptione majo-
.
res , conviHnr ~2, talia & talia dj~jffe,& commi/;@ , C fi ri-
feriranno le Bcltemmie ,c fatti Ereticali da lui conteffati ,o de
quali rcRa convinto, ex qribur ixdncitnr H m e hfufiicio, valde
qaroque pra/itmitr/r , ipfum G n - r t u mcima pramiffa malam cre-
. . .
drditatem bnbujfe Z&ò co#fiientiamfram ben2 excutiat ,& ve-
ritatern l j k 2fateutnr Rei' &C.
P
E non potendofi aver altro, i chiuderà 1' cfamc , o conititrito di
lui , come fi è detto di Copra, cioè
Et cura nibrl aliud, &C.
.
AN-
\
I 88 e ~r
a t
k a
del Santo UWo
ANNOTAZIONE.
Accadedo diC&itaire il Reo nuovrmente dopo che in rlt~na deCditou' gii &ti
,
ti averì in tuno, o in pane confrlirto li Delitti dc' quali vieue inquiGto 9 O aim
dellsillega qoditì, G a v m ~ i rfempro
ì in ciafcuno de' conilituti fufliguenti di premene
rc al giuramento, ed a glS inrerrogatorj Ja proreh d' interrogarlo fcnu pregiudizio
deile cofe da lui conifl~rc,o di qualunque ragioae acquiffata , o competente rl Fifco
,
&l Santo Tribunale contro di lui, C non altrimenti &C. ual protelta G ha fempre por
,
rcptita nei principio mmuo e fìae del ronfiituto ,% i o d o che &C ed .
h O$
miglior modo &c,
Modo di confrontare d u e Rei Complici.
Erche al Proceffo inkmativo li appartiene anco il canfion-
P co di due &ci complici ncl mcdefimo delitto; qualunque vol-
ta isunopertinaccincnte ncga ciò ,che dall' altro viene conzro
dì lui depolto : duvrh 1' LnquiGtore ( avendo p r c a far Gmil
confronto ) firG venir davanti nel luogo deli'efamc il hco
negativo, c proccdcrc nciia fcguencc forma.
Die MenJr Anni
EdrrFfur de carceribjws ,& perfunalit2r confitutnrs , &C. N. de l\r. &
quo Juprà ;8.Muto eidem jiutamento , &C. fiit per D.
Interrog. As adbiucjè rejdverit ingenuif6reri veritatem,quam baFfe-
.
mr rrcgawit Refp. &C.E Ce la rifpolta , quale dovrà notarii ,
farA, che egli ha detta la verità, e ck' t innocente, &C.fi pro-
feguird così.
Et /ibi di% ,quod bkc furrt jhbrerfiugia, 6 flivola exc~~fitio~es ,
.
q ~ ~ i bfer st e g m ina#itcr conatur Et qiuid dice; ,/iaderiunt aliqriri ,
qui aflrmabunt in ejjur faciem ,quod talia ,& talja ,;ditempore ,
& loto Oxerit ,ac fircetit refirl2ìvJ .
E li pongano in foitanza Ic cofe contro di lui dcpoftc, edellc .
quali l' altra volta b fiato iatcrrogato Refp&c.
ScrivaG quello, che dirA . .
E Seppurc ftari faldo ncUa fua oltinazione,gIiG fard nuova infian-
za in q u c k foggia .
Et derruò J% di€%,quod omifls buj~fmddiambafiibus ,Qjiubterfugiis,
eielit jè reJòhercverjtatem &cere, Jprrmifla omda ,&/ingrla
(ut fupra ) dixeric ,8.fecerit ,Rcfp. &C.
feguc .
E fc ad ogni modo perfevcrcrà nclia negativa ,5' interroghi come
lntcrrog. &?n cognovwit ,6 cog#O/CatB. ci05 colui, chc dee Con-
1

fiontufi, & cxm to c ~ r o e ~ t fu~rit


#s .
Rdp. &C.
Sc
. 1

6 I
h
Seconda Parte. 189
Sc rifponderi di sì, gli&fi fxcia queR' altra Yotcrrogaionc
I n t c r r o ~h ipfi ,& dic%s B. snqwam /ìmd lomti fuwiw ,& ci&.
.u
.
- qarib~srebws . Refp. &C.
Se dirà che hanno r 'onato infieme domefiicamentc di divcrfc
T
cofe ,come G iuo farc , s' interroghi più oltre .
Intcrrog. An unquam loq~endocwm di% B. aliq~iddix6Ht concerrrens
.
Rsligionem itefp. &e.
Sc rifpondcri ncgativamentc ,f fcguiti ad interrogarlo in qaeRò
modo.
Interrog. An loqaendo cum diad B.prptwlerit veda Hareticalia contra
SanFIiflmum Errch~rqiia Sacramentwm ,de q~ibrrsjam exami#atus
.
fuit Kcfp. &C.
Se dir4 la medelirna rifpofia negativa , oggicingali queR' altrA
Interrogazione .
Interrog. An rrnqrram fiverit ,fin dici i~ellexerit, d i h m B. fx*
,
HmrJ infdwm , aut de ea diffamatum vel etiam Ji&e€ium,
Rcfp. &C.
E negando egli tuttavia ,fi cforti a dir la vcritrl cosl
Et &i di% , quoti b e ~ advertot
e
.
dicere veritatem , & cavear a me#-
daciir ;qwoniam aderunt, qui co~~trmirrrm omninò irr ejus faciem &-
.
porrent Refp. &C.
E feppurc vorri moftrirli pertinace ncl ncgarc ,allora i' Inquili,
tore comandera , che in faccia di lui venga quell' altro, che li
.
ha da confrontare,cd il Notaro fcrivcrrl cosi .
i?t tunc D. pro verjtate reperiew?a,& iplim Confitrrtum da rnendacio
convincen&, mrdavit ad ejwsfaciem adduci 8.
E venuto ch' egli hrà ,diafi il giuramento all'uno ,cd ali' altro, t
fitti6 viccndcvolrnentc riconofcerc,s' interroghi prima B. come
.. di fotto;ed i1 N o t u o fimilmcntc rcgiltri i' atto in qucfia guik .'
adduRo :& dehto ainbobm jwramerto de verirate Aicenda , prout,
t a i r Sacris Literir, jurarunr i fa&q~~einter eos swtra noninwm ,
&perfinarum recogrrrtione ', fuit prins per D. idem B. nltimò ad-
dn*r. * -
Intcrrog. Au ea, q#& &xir in ejws confit/rtofa% f ì die,&c. ovvero,
con~c1vcirfa€iìr fnb diebus,&c. contra prdjntem C3n itrirtnm ,fue
!
rint & Jnt vera ,ilhqrre pro veritate dixerit , & epofwerit j mo-
-
&qwe intend6t illa eadem ratificare, & comprobare ia facicm fram
featis Con ituti. Rdp. &C.
E f fienda a Tua rifpofia ;fa quale fc k A affamativa ,fcrivcrà il
Notato in quc(to modo. Pr cs.
L1 i'
I 90 Pratica del Santo Uffizio
Prdente N. & dicente, &t. E fi potrd quel che difd N.
Dappoi s' interrogherà B. così.
Intcrrog. DiFfus B. ibiprafens ,l u t modo i#JrrbJantia, funrmatinr ,&
fìccin82 refèrnt bic in faciem di% N.qrra aflerit ali& dixife pro
, ,
veritate aduerfum i ' m N. in aliofuo co~/iituto ovvczo inr aliir
.
fuir c o ~ c u t i s Refp. &C. .
E fc effo B. in foltanza rifcrird quanto l' altra volta, ovvero Ic ai-
tre volte depofe; oppure diral, chc non G ricorda bene di quei
che depofe ,faccia, o non faccia egli infbnza,chc gli fi legga 11
fua prima Depofizionc,~ li fi leggano Icaltrc fue Depofiztoni-,
avrafli a notare cosl. fi
quando f a m n o p iu ,gli dovranno ad ogni modo lcggerc,cd
fi tunc de mandato D.fgit eidem B.Jc irz/tnnti ,bpetenti ( feppurc
ciò avrà richielto)per me Notarium l e h m ejus conjfitrvtrmfat3tzar
in boc SanHo Oflciofd die , &C. ovvcro Ce faranno più conaitu-
ti ,leEia fnerrnt ejws corPitutafUEla in bac San& Oflcio fnb diebrrr,
&C. in parte tamen , bgartibus dit3um N.tangentib~s,pr&nte
etiam ipJò N. audiende ,& intelligente.
E fucccfIivamentc richicRd dali' InquiGtore ciafcuno di eili Rei,&
hanno ben udito, edtiatdò ciò, che loro è h t o letto, e da effi
rifpofio di sì, dovrafi interrogare B, come quì lotto ;e 1' atto
ii icriverà dal Notaro in iidto modo.
ZeRo ,&per ipfir B. 6 Q.&-,6 intelle80 ,O V V ~ Oquib~r
leHis, Q per ipps B. 6 N, mP#r, . & inteZieEfi~( p d tafercre:
rn74t )fuit idem B.per D.
Intcrrog. ea ,qur nfids depo/Yit irr con/itrrto fibi nunc IeEfo ,&
per eum audito , & intelleEfo ,p v ~ e t , o in coa/)itntirjÌÌi snsc ìc-
S s ,&per cum auditi ,& i~telfe&lis(prout ufleruit )j%t vera., il-
kque pro veritote dixerit ,&tamq#amfOwct d z ~ & i ~ p p r o , i&
be~
ratiJicet in faciem Cot~/itruipr&Bi@* &.C: -
Ed affermando B. di aver in detto Tuo conftituto ,ovvcro in detti
fuoi conaituti dcpotla la verici, con approvar$, c ratificare il
tutto s'intcrrogherd N. in qiicfia maniera.
Intcrrog. e d modd diEtur N. rflpondcat ad ea , qua de ipj6 depofiit
in ejsrtfaciem B. bic p r 4 # s .
Scriv~fila rifpo h di N. fott6 cjueRa forar .
Replicmte di% N. &C. con ifpiegarc interamente la fua replica . I

, Subjangente di% B.&t.


Si ponga quello ,clie foggiugncsà B. '
Epc* .
.;
.-
t L. :

Seconda Parte. 7 191


E pctkvcrando N. nel negare c B. nell' affermar- f terniinerA
if confronto in quclto modo
E; cum untirfqìiSque inf ì o dimDperjJeret, D, dirnijZt examen,~nimo,&c.
& ambo/elljrbfcripfer~~~t ; ovvcro fc non iapranao lcrivere , &-
cnm nefirent fcribers ., fecerunt ambo Jgnrum Crucir ; oppure fe
uno di cffi folamente faprd fcriverc, 8. N.jèf.kbfcripJt verd,
tana aefiirrtfiribtre ,fecicj7gaium Crucis locof.kb&riptionir ;deiade
xterque remifus fdad locumfuìm .
E fa*farawo altri Complici da sonfiontarc ,fi procederà con
: cfi nel medeiinio modo.
Oltre alla fuddctta maniera di confrontare pianament; i Compii-
- ci, un' altra vc n' è; che alle volte pur anco pcr giufte cagioni-
.iì a m w t t e q u a n t o T-ribunale,ed è, quando I'uao dc'compli-
ci vicae in faccia dell' altro cfpofio al!a Tortura per confermare
..
in clfa ildktto Tuo contro di lui Ilchc come debba farfi mo-
. RrcrafE appicno nelia Sefta Parte, ovc li trattcri del modo.
- d' iutcrrogarc i Rei aclle Tortura . ... .
- - - 1 7- --. L
- 'ANNOTAZIONE.
Il confronto nella Tortura dclli Complici confefi cogli dai complici,^ principale A
belinqueate iiegativi non praticpnd~fi i n d i k n t e m c n n nel S. Tribiinale J è pcrcib
fpèdicnre, cheli Giudici nollo mettano in efecuzioac ne' cafi 9 che li poIroao M-
e 0011ne ricercano, e ricevono I*Orimiodai Supremo f r i b d e ddit
~ o m r c ~ frima
h t a . e8~uiveda1cInqdìzione di Roma.

M o d o di confrontare i I d h o n j non C o ~ ~ p l i ccol


i Reo a
cbe nega il dc~ictoa&C.

Reo negativo i Tefiìmoni .chc avnnno contro di lui dc:


Ualailquc volta farà giudicato @cd&te il co&oa col
Q
poflo nel Santo Uffizio; tal confronto avrd da firG con t u n c
tue

quelle qualitb ,che fi ricerchercbbono, de i Tcltimoninon fu@-


r o per innanzi mai itaci ciaminati Lcttc adunqw giudiziahcn-
@

ce al Reo nagativo Ic Dcpoiizioni de' TeRimonj nel modo, che


gil fi e detto;G fannuo venl're in ficcia di lui ad uno ad uno,ft-
paratarnenac;c dato a cidcuno di cfiì il giuramento alla rcfenea
di eco Reo, ed anco al mcdelimo Rco,e riconofciutili i R c o , ~ ~
i TcRimonj viccndcvolmcnte ,dovranno i Teitimonj in faccia
P
,
contro di lui dcpoièr~ nella forma, chc feguc .
d c l detto Rco ratificare ,c confermare lc cofc, che i' altra .volta
Dic
1
192
6
Pratica del Santo Uffizio
Die MenJr d u i
Ednélus & carcmibrrr ,&C.
N.& N.dc qrofiprd ;e b b i delato ,&c.f.irpcr D.
Intcrrog. Et mnitrs ad rlicerrdam veritatem ,&C.
Rcfp. Ho dctta la vcritd .
Intcrrog. @d dicet ,E Tdes contra eom examinati krfaciem ejgs af.
fimabrrnt qudd pradi@a, de qiibns jam examinatnsf"&,U x r ri; ,
acfecerit rejpei5d ?
Aefp. Pottanno diie i ~ c f i i m o oqudj ,che vorranno; ma diran-
n o fcmpm la bugia :pcrchc Io non h o mai dctto, nc fitto li-.
mili coic .
Trrac D. ad multò magis comi~cendrrmipfrrrn &p~rrum & menda-
cio,& magir difionendxm ad veritatemfatenrkrm,& omnem alinm
rneliorem firrem ,6 efèEfrrm, nandavit ad facierrr ip/irrs a n f i t u t i
e adduci Titinm ,de quoJuprà
u&u€~!oj & delato tam %
.
/ i ,q1pdrn ipJ a#llir#to juramea;o V#-
rrtatis dicendd ,prow ,t a B s ,&e. jurarunt i f ~ i idenr
t Titins a&
drr€ifurper D.
Intcrrog. An cognofiat prapntem Cbn/titrrtnnr, 6 dicm ,qnonrodo
~romi#etnr,8. cognominretnr .
Rdp. Signor si ,ch' lo conofco qucfi' uomo qui prcfatc che ,
fi chiania Scmpronio , &C.
#.
Ìnterro J4ce ve# pradmi Cbnjitrrtrrs, a# cognoJat ptC/C#t#1*
addn #m , & quomodo vocetur .
Rdp. Signor si, chc Io conofco qucR' uomo, che mi awtc &t<
to adcffovcnir in faccia, che fi chiama Tizio ,. &C.
Et fa#aJcper prafacos Addn#um, 6 ConJitutum mutua r r o m i n ~ ~
& perfinarum recognitione; fiit denuo idrm Addul3is
Intcrrog. An ea ,
.
dept$kit infio examinefa% i# boe San&% Of-.
ficio fub die men-s Anni coatrn pra&s?
tem Conflit~tm fgerint , & jimt vera ,illaqre pro veritate dixe-
rit , 6 depo/ierit ; d q u e intenda; illa ratiificare , & compti:
bare infaciepr&flntir Gbn-titi.
Rerp. Signor s i , che tutto quello, ch' Io d i a negli altri mici
Efami controscmpronio qul prcfenrc , C la veritd ,e per la vc-
riti ho dctto, e dcpoflo ;e ion qui pcr manrenctlo anco in
hccia deII'iRcK0 Sempronio qui prdcntc .
Ovvcro pcr maggior brevità fi potrà firc i'crivcre così.
$& addireo ; & delato ambobrrs juramento - - vetitath dicenda ,pro#fi
taEfit,
J
Seconda Parte. * 191
to%, ,&C. jrrar~nt,fa&que inrer COI m ~ t #~6$#11d111 ,&per.
finarrnr recognirione ,fuit idE~adduSus per D.
Interrog. A n ea ,qud depqìit ,&C. E fi leguc , comc di fopn ,
Dappoi fi fcriva cosi .
Isterrog. Idem addu€ks, nt modd inf#bflsntin ,Jummatim ,& fuc-
cm@ refsrat ea ,>.qua aferit alids dixife pro veritate irt jus Dqo-
Jrione.
Refp. Io ho detto per verità in foflanza , che , &C.
E f i dirà, che non li ricorda cosl bene di rutt' i particolari, che
dcpoSe,e dimandcrl, gliè li legga la fu3 Deyolizionc, dor r i 1'In-
quifitorc farglida leggere : e h r a anche I'ilieUo ,tuttocchc il
Tcltimonio non gli4 Io chiedere. E Iì noterà cosi .
7unc D. maradavitper me Notarium ad claram amborum inteiligen-
Nana legi DepoJtionem ipjiur adduB ,qus kcipjt, &C. uSqrre ibi, &C.
14u lena , &per ambos bene audita , & intelìetìa ,ut interrognti afi
,fuit idern adduEiusper D.
Interrog. h ea ,. qr4a modò icgi audivit ,Jnt iiia eadem , qua ipfi
aiidr dixit , & depofìit contra , ve/ circa perfinam prdjèntis Con
I)itnti ; & sn vera ~7wt, & illa tamquam vera modo approbet , ac
-
ratificet in faciem ejuJdem Confiit~ti.
Re$. Signor sì, che quanto mi avete letto adeko ,a Ratodnto ,
e depofio da me, C tutto i' ho detto per la verità : e comc vero
io confcrmo adcfiro, e ratifico alla prcfcnza ,ed in faccia di
Sempronio .
Tunc D. con(uer$hr erga diE.f#mCOn/tit#t#m i#terrognvit iplum , qrid
aodò rclPpottdeat ad pradiEfa . , ,
Rcip. Io ho intero quanto dice cofiui &c e dico ,chc non di-
.
ce la vcritd
Replicante ipfi add~yéfo,Q dicente; Io dico, ch't vcto quello,
che dico lo.
.
$~bjrngenteip/OConflitìto Pub dir cofiui quello, che vuole :ma
non fi troverà mai , chc Io abbia detto, o fatto Gmili cofc ,
r u m D. c m #nufiui/puc erjperet in jìuo di% ,mandavit , dit311n
adduETurn amoveri, ve/' recedere a ioco examinis , vel licentiavic
ip/Um add~Eluan,injun%jbi/r/entio cum CJllramento
B nel mcdefimo modo Cì confionteranno anco gli altri.
.
E fitto queRo;s'intcrroghcrà, cd ammonirà il Rco a dir la veri t i
lntcrrog. Et monirws ipfi Cbnflitìt~r,#t tasdem oetit ,/ i
rfloivere
~witutumii&Bfit~g. R -- d j &c..
- Bb Ec
deiSanto Uffi#o
fategdann ,CI= jatx videat.,
T$es adefe , qui eorum mediojrrmenco deponrrrt ia ejusfacicm ?
i p f m q ~ ~cwvi~cnnt
e j quos werrfiile don eJffdfrm dwnere ,ex
quo non babent car;rSaam,qrare idfaciant ,autfacere àebco~~t.Rcfp.
&C.
m aUud ab eoMet bderi ,D.djmfiltjllt examen ,animo ,&C.
Et c ~ nibil
---*v--.
N. de N.SanHi O$cii Notaritxs .
A N N O T A Z I O N E .
Il confronto alla fcopern del Reo negativo colli Teltimoni non C pratica N-
golarmente nel Santo Tribiinrle ;ma bensì di fido ricoaofccre daili aiedelimi marche-
,
rari o per rimrhr meiio naduc, o u e a h i ,che abbiano reco qualche fimi lianza ,
g ~ n d lio TeRirnonj non 1. av&ro conofciuto per nome, o per qualche rcciknte po-
toto riconofcere nel tempo del delitto, e ne loro Ehmi ne aveffero fatta la dtcrri-
zione ,ficcome dal Padre Marmi viene infegnato p i i fono : dovraaiao perci6 ii Giu- '
dici altenerti dai procedere d ' a n o di nle confrooto ,e dune arte dla SaprcmaCoo-
t
grcguione di Roma, e ricevere dalla medefiaia l'ordine Ce deb m o praticalo nel caro
che gli occorre ; e nel cafo fuddetto ,che li TeRimonj non abbiano con&iuto per w-
,
me o potuto ricooofiere il Reo nel tcmgo del delitto ,dovranno procurare di farglie-
,
10 defcrivere colle maggiori dirnoitrazioni che gli Zovvsrrrrino

Modo di &re giudizialmnte & i ~CJPimonjricw~ccrew R r o ~


cbc ncga P eJert eJo o, &C.
Ccorrc alle volte, che i1 Reo ncga non folatucare il fatto,
Odepofio
del quale è indiziaeo ,c d i cfir mai Rato m1 luogo,
di aver commcfiio il delitto
t
di e h quel tale ,
;ma aaco
O ~ C

chc 53 i TcRimonj v i a nomina-tonel ProceKo. &onde necef--


fario farlo giuridicamente da i predetti TcRim~njricotiofcccrc ;
unto per crgbne dal N c o ,quanto per difcfa &il' iRcuo
R e o , c h e , non riconofciuto ,potrebbe innoccntemcnte cffcr
punito. E qudta ricognizione &ve fuli ,non giì conelibirc a
i TcRirnonj il Reo ( come (ì dice ) ad oculum ,ma con mcttcrlo
ha due, o tre altri, di e d ,abito, Itatura ,ed c e i c a lui piu
che i i poffibilc
~ fììiglianti : ma in n i u modo conofciuri ctì i
Die
.
TeRhonj E tale far4 la forma.
Meujs . Assi
Edufltxsde carceribrs ,&pJirnw&er cmfitutrrs, &C.
h n i u s , dr po f q r a ;& delatofibi jxrmzuro dc uerirute Bice~da
&C. fsit per D,
I ntcrrog. An v& zx jè aliquid dicere circa fiam cawjìrrn ,
Re$. N o n mi occorre dire a l ~ o =n , cii&&~ i~ gueU' Anni0 ,
del
j . -
Seconda Parte. 19'1
dd guaie voi cetcatc: n5 ercndo caaipaca Itat ai nella Cit
ta di N.
Jhtcrrog. Ec rnonit~~r ,nrt bene acCe,ettat dicerr ocritatm ; qrla
,
defunt plures T ' e s ,qui poterunt recogtzofiere ipf Ì m Gb#$'itutawr
vocnti Annium , & ere illum errmdem ,de ~ U agitar, O W omni,~s
extitife in Civitate N.
/ Re4PIo vi dico, che non fono akrirnenti qocll' Anaio ,del quile
fi fa menzione ; e non fi trovera mai, che io r~altro, thc Bu.
z i o , e che io tia fiato nella Città di N.
T.nc D. ad conlvincendum ipfgm Con/fitatumde mendocio & ad dif- ,
ponendrm ipjzm ad zieritatem fatendam ,&ad omncm uIic1m me/ro-
remjnem , & efeFfnm , mandnvit , nd hcum examinis addrci tret
, ,
alics ,qrrì mngisJmiles atnte ,blrbitu J%lr#rrr e!? eflgie ipl; Con-.
/riraro ieperiri potuertcnt .
@bur addirRh ,idem D. mandmit ,eas in ordhe poni, 6 inter ~ I ~ o E
pot~ietinm ipjilm Gn/fitutum ,& adillortimfaciem fucceflm2 ma#-
dnuit vocari Cnjum Te/tcmjam examìnntrrm
Qcri
.
ad fnriem pr~diRoramadhEfas;&/ibi jrrramento eetitatis djcen-
d e delnto ,piorrt ,taEs &C. j u r d t ,ftrit per D.
4

,
Interrog. An cognoverit ,& cognojat Annium pomdo 6 a qmn- ,
.
ro tempore citra jlhm cognojnt R efp. &C.
Ed i1 Nocaro fcriverà la riipofia interamente
lnterrog. eamdizt /it ,qlrod diHum Annirsm non widic.
.
Rcfp. lo non 110 veduto detto Annio da che nella CittA di N. ci
trovammo infieme ;poffono effcre due meli ,con occafione ,
&C. Esli poi i? partì ,ed Io non I' ho mai piii veduto.
Interrog. eAnJ di&m Annium modo videret ,illrrm recognofceret
Relp. Scnza dubbio riconofcerci detto Annio, fe lo vcdcfi ade&.
.
Et D. dicente, r ~ modot infiiciot ipos qaatuor ,qui /ioi exbibentrrr fic,
,
in ordine, ovvero in cimulo , oppure ,in corona con/titutos ,e9
dicnt pro veritnte, an inter prtefntos adjt, & reperintrn. ilìe Anrtius,
de qrrg modo interrogatus fcrit , & qaem dicitfi vidife i#d. &i-
tnte N.
Refp. Signore ; Io ho veduto beninimo quetli quattro Uomitii,
clie fla tino q u i per fila ,C vi dico, che fra d i loro ci t qucll' An-
nio , del quale ora mi avete dimandato, e che Io ho dctto di
aver ultimamente vifio nella Città di N.
.l3D. fubjungente ,at ti*, & dqgnet ,pinum ex d B s qgataor bo-
ainibxs /it i k L4nnius, 8. mrrna ilim tongnt .
Bb 2
. Refp*
196
e

Rtfp. ~ o v t i $ & eZ
terti~m
i
Pra ica del Santo Uffizio
m gdIcrun,& nanu targenr dinunv tbn~it1yt*ms
in ordine po/itum. Signore, qucito qui ,che è terzo nella
fila , queli' Annio ,del quale mi avctc dimandato, ed io vi h o
rifpolto di fopra .
Praj)nte di% &#io, & dicente. Signore, coitoi non fo chi fi Ga,
non lo conofco ,ed egli non puo conofccr me, ed io non fo
qucìio, che lui dica; pcrche mai fui, nemmeno mi chiamai An-
nio , ma bensì fono , C mi chiamo Buzio , come vi ho detto
di fopra ; C noil fono mai Rato nella Città di N.
Replica~tediHo adduHo, & dicente. 10 dico, che lui G chiama An-
nio ,e così fi faceva chiamare, ed era chiamato da tutti, e lo ri-
conofco bcnifimo per queli' Annio ,che vi ho detto poco fa
Subjungente diE?o Annio, Q dicente. Non & vero niente di quello,
.
chc dice coflui ,&C.
Et cum nterqueperfleret infuo d i a , D. Ziceratiavit diL%nz adAuEkno;
.
impojtoJibijìientio crm juramerrto
Et ficceJiN1 D.ad ma@ convincendtlm ipfìn on/ituram de me~clacio,
& ad magis diJ,po~endnmad veritatemfatendam, ac ad omnem alium
nehorernfiriem ,6 efeEfurn,mandavit, adduci Tirium aìilrm TcPm
jam exnminatum .
&Jaddu@ns;Q de1atoj;bijuramento ~eritatisdicenda ,pruut taEiYs,
&C. juravit ,fuit per D.
I n terrog. A n cognofiat ,&C.
L\efp. Jignor sì ,che io conofco Annio, e lo cominciai a conofcc-
re nella Citti di N. &C.
Jnterrog. &mdir>jìt, quòddiEfum Annir~mnon eidit .
Rcfp. Uacciiè lo lo vidi, come hpra , in detta Città di N. nom
1' ho mai più vcduto .
Interrog. Anjmodò vidrvet di&m Annium , &C. Refp. &C.
E fi farà, e terminerà la ricognizione, come di fopra.
Dopo, fcnza intervallo, se introdurrà Sejo, e nella niedeGnia
forma fi farà la ricognizione, quale dovrà tcrniinarfi così .
Et cum Nterqrre prefifleret infuo diFlo, 59. iicenriavit dinos tres be-
mines , & Sejum ultimo IOCOadduElum ; impoJto ei/'deem&ntio ctzm
juramento &C.
a Et/trcceDi(uèprofiqucndo examen contra i p f h CuatJfitutam .
Interrogavi&i'fìm , quomodo audeat adbuc negare, jè nominari , &
efi Annium , de qno in Procefu trat3at11rj cum videat ,fi de boa
per t o t Tefies cJe convi€hau.
- Rcfp.
- Seconda parte-*l '97
Rdp. Dicati6 i Teflimonj uel che gti afe,
9 e
Buzio ,e non Annio, n t ui giammai n lla detta Citta di N,
chiaino
EtjX di%, qrsare velit ,quMprddiEfiTeps medio eorrzmjrrnmento
dicerent ,ipfìum Cen/)itrstrrn~iominari Annium, 8.frrife in Civita-
te N. utfupra ,/i ver2 ita non efet
Refv. Che 10 Io, perche dicono aueRo coiloro .
lnt&rog. Et mon-it;<rper D. rrt reccdat ab brjrfmodi /r<r obflinatir.
ne, 6-mendaeiir , cr/m videat ,j è e f i r ' b nfuperatum ,& no#
pofe a@lius negare ,/e ege Annirrm ,8.fuife i# Civitate N. qria
etiam qrdd neget ,jam ?).babet i h m p r o convi& .
Reip. Se V, S. miha perconvinto, nonfo, che midire. Ionon
poro eKer convinto di quello, che non è.
Qui è da avvertire, che, Ce il Rco non rcltcrà convinto di efer
quello, contro c u i fi depone nel Proccffo, che abbia com-
meffo nel tal luogo il tal delitto conccrncnte al Santo Uffizio ,
perche non vi fieno TcRimonj in numerofufficienti ma ve n c ,
iis un folo,e nel Proceffo riluttino pure indizj, ed amminicoli,o
da i medcfimi detti del Reo, o d a altra parte, per li quali fi deb-
ba, col cotifiglio ,C parere de' Coniirltori , contro di lui proce-
dere a rigotoro erame, per aver I' identitd, e ricognizione
della periòna : avrafi cidad o[rervare nella forma, che dtro-
.
ve fi dirà Ed in tanto fi cornpir4,i' efamc nella maiiiera pirt'
volte da noidetta di fopra
E fc in cotal ricorofo efame avrd pofcia il Reo confcLTaìo I' idea;
t i r i della pcrlona ; potrà un' altra volta picnaineiitc ehminarG
, nel modo, che fcgue
Die
. Mtnfi h a i
E du€bs' de carceribrrs ,&C.
.&nius , de quofi4pra j & delatofbi , &C' frit per D.
Inrcrrog. An aefit ex jè aliq~id&cere circa fiam ca@m R ~ F ~ .
Intcrrog. A n ndaerfìs SanFi'iflmtrmE~cbarij?iaSacramentrm banc
.
'
propojitionem pioru ferit , i n eo vidrlicet ,nott reperiri ser2 ,reali-
t&, a c / l r L J f a i l t r Corpus ,& Slmgrinem Pomini W r ì rejir
.
Cbrijli Rcfp. &C,
Se ncghcrd , Ci .irnmonil'ca a dire la veritd così.
Monitus pzt. 3. nd dicer.4dnrn veritatem , quam ex iis ,plt in Procefi
fu adveffis40fum Con/ritutum refultant ,notr vjdetur pofe difiterì
Refp. &C.
.
S' q l i con8Ccrà di aver profaha 1a fuddetta propoGzio~c<olIc
CI=-

D I C I ' I Zbv
~ ~ L- -
r f i n r - D
'C'
L
198 - a santo U&io
~ r a 6 del
c i r c ~ n l t a n ' g c h e hanno nel Proceffo ,r' interroghi come
4
icgue,
Intcrrog. hne&t ,ve1 wediderìt , i n SaaSijho Etzcbar@e Sa-
cracsesto noa conrimri ver2, ac rwlirèr , G w p s , & Sanguirrem
Womitzi Nopri pfì B r @ . R ~ f p&C.
.
E negando, gli. taccia qucfta obicaionc .
&,%i di&, qrdd rum ~tn/moJè,&c.hnganli le altre circonfianzc,
prdntamimpiam propoFtioaem uferaerit j vaMèpr~frmitur, hr-
caprddicram artic~lummaìam crednlitotm babriffe: qramobrcm
dicat weritatem , Refp. &C.
E pcrfificndonclh negativa fi ammonifca di nuovo eosl
Iterum monitus ad diecndrrm weritatempro Deiglorla ,& Ani= f#a
.
Jalnte. Refp. &C.
E non potcndofi avcr altro, Ci chiuda I' efamc , comc di f o p .
Ma confeffando ancora la msla crcdalicd, fi prdkguifca d' in-
tcrrogarlo fopra i coiiiplici , &C. comc per aranci fi 6 detto.
E pcrchc avvicnc pur anche tal volta, clic i TeRimonj dcpan-
ganocontra uno, che clfi non conolcono di nome, ma fola-
mente di faccia, o ( come fi dicc ) di ~ e d u t ; a negando pesci6
il Rco di aver commefk il delitto oppoltoli ,di c f l t fiato ncl
luogo ,&C. t ncccffario fimilrncn tc ,per non pregiudicare ailc
,
ra ioai dcl Fifco fido in ogni modo con apcr to confronro da
.
cfI! TeRirnonj riconofccrc 11che fi cfcguiri in qudta m i n k r r
lntcrrog. @d dicer ,/iTepes fide d e i ,ipjhm Con/ticrtum recogno-
fient, exe oomniao i l h m , qri i n Civitate N. dic , &C. bora ,&C.
ii ponga il luogo , il giorno, e 1' ora ,protarlit pnefata uerbcu
Hdreticalia udverfrs SanEu'mblm EucbariJia S a c r m e ~ t u m,&C.
idque etiam in ejus faciem te/tificabuntur. Rcfp. &C.
Tunc TI.ad convincendarm ipJurn Gn/)itutum de menrkrcio , & ad di/:
poarsdum ipfìrn ad oeritntemfatendam , ac ad omnem alinm melio-
remfinem , @r effeeEfum, mandavit accer/iri tres aliosfacie ,babitu,
@tura , & atate ip/;Con/fituto, quoadfieri potrrit , magisjmiles,
& cnm codem Conpitruto in orditae collocari.
&busJc vocatis ,videlicet ,H.8.C. & in ordine cum àpjo GmPituto
diSpolfiEr; itn ut ipfe Gr)Jfitrturprimxm, velficundunj ,vel tertium
/ocum in ordi#e retineret,,D. mandavit , ad eorwm faciem addrrci
Chjum , de q ~ nlias .
o
& adduElzis ; delntojbi juramet/to veritatis dicendd , proBr t&r,
u c . jruravit ,f ~ i per t D. -
In-
Seconda Parte. 5 , *' 4
=99
AaJGoideretbornisem ,advequs qwm ~ J Vf i d
Inturog.
&$ixzt~s Q, illurn recognofieret . examine tr-
Refp. Credo certo, fe vedrò il d. Uomo, di dovcrloriconofccre .
Interros. V t modo ben2 infiiciat i/tos quatuor bornines , quifibi e ~ b i -
betzrur in corona dgp$ti, & dicat , aa inter illos adfit i&, de q ~ o
mentioaemfecit in di80Suo examine ,8.dixit ,fe egm cognqcere de
1 vi/x t n n t h , 6.ror xomiu .
Curn &@or quataor bomines rrrtert2 in$ùexifet, dixit, Signor si, che
l
fka quelli quattro, &C.
Et Jibi diga, tct indicet prdfutum bomimm ,de qao ip/C inteIlexit i#
Ji-o exnmine .
R d p . fifovendofi de loco dd locrrnt , & monibuspropriis tangendo di-
Ezrn Annium ,de quo nlids ,pvimmn ,wcl fecr~ndurn,vel tertium i#
.
ortl:/iz pofium Signore , qucRo C qucll' Uomo, del quale I o
ho depollo nel mio efame , che alla prefenza di Tizio, C
di Sejo , nella Città di N. in piaiza,il giorno di, &C. Cene ii dire,
che nc.1 Sanrifimo Sasrarnenco, &C.
Trdpnte dia0 Antrio ,e 9 v-e&ondente. Coilui dice gran bugh ,&C.
Replicante diffo C~jonddtzEZo, & dicente. Io dico, ch'cgli è quel-
l'Uolllo, &C.
Sgbjmgente diflo Annio ,& dicente. Ed io dico,che non lono,&
E porri anco I'lnquifitore far in prefènza del Reo leggere la Dc-
p ofizione del detto Cajo, e ciò fjnoterd, come di fopra ;e fi no-
teranno anco tutte le riipoffe , che dall'una parte, c dall'alrra
verranno fuccefivnmente date nel modo gil accennato.
E ic il Reo vorrà egli fiero interrogare il TeQirnonio, potrà f i r b
a Suo piacere, non fcrsendb Limi1 confronto ad altro, iha a
Supplire il difetto della citazione ;e dovranno così ie Interroga-
zioni del Reo , come le rifpofie del Tcftimonio difiintsmcnt~
regiitrarfi nel Procero ; che perciò non vi avri luogo altra
repetizione, Suppolto però ,chc il Teliimonio fia fiato dal R m
brillevolmente interro,oaro. E nella mcdclima forma fi con6on-
terJnno gli altri , e fi profeguirii ad efaminare il Reo, come di
iòpra , adattand~, e ccingiando rilpcttivamcnte, &C.
Avvertafi nondiineno , che la preddcrca forma di apertamente
confrontare il Tefiimonio col Keo per la ricosnizione ,&C.
. devefi adoperare folamente in cafo, che il Reo, d a t e le de-
bite dilisenze ,non refii per altre pruoveconvinto; e ddll' altra
parte cefi ogni pericolo ,che il Trltimouio debba per ciò da\
Rco
200
Reo
*t-P ~Pratica del Santo Uffizio
vcnirt in qua14.vogIia modo offefo ,e danncggato ; che
quando fi giudichi cffervi un tal pericolo, Ti debbono detta rico-
gnizione ,c confronto fire in modo, che il Reo non vegga a l
trinicnti il TeRimonio , ma bcnsì dal Tefiimonio Ga veduto i1
Reo ; però facendoli effo TcRimonio mali-hcrare ,cda capo a i
picdi coprire ; ovvero oprandofi , ch'egli per Ic feilure ,o per-
tugio di qualche ufcio riguardi il Reo p d t o fcmpre tra due,
o tre altri, nclla guifa diioyra moltrata.
E fe ncl priiiio modo avrd a firfi la ricognizione, procederà l'In-
quili torc in quefia forma .
T.nc M. R. P. Inqcr$tor ad convinccndum,&c. mandauit, i'bm Con-
Jlitxtum poni in circnlo igter trer,vel quntuor ip/; Gn/fituto atnte ,
fiatxra , cfigie, & babitu, quoad fieri potuit, magi5 jimiler, @T dein-
de in ejur fademjc p o p adduci Titium T i m exaniinatum, &.
perfonntum .
@/ic perjnatrrr add&r ; Q delntojbi jrlrameo d veritate indi-
itrtato geflu dicenda, prout jrrrnvit , tnۓit, &C. f ~ i t p e tD. monitur,
n! videat ,an inter b4s coramfejlanterjlet illc ,dc quo ipjè depofnit
i nfuo examiae ,& dixit ., jè eum cogt.ofcerefilAm de u$ìi , & non
de nomine ,8.J inter cosJat ,quod ip/Unz manx tangar .
Teflir i t d monitarsj?atixrr manu kxtera tetigit Annirum ,
a recognitione itn mamr t& fatta, M.
& W. Inqrrij?tor i p f h Cou-
Jdjtutrm alioJqwr cum co poJi~oslicentiavir 5 $t deiude T6pern dcare
interrogavit ,an ben8 i l h m cognoverit .
Rcfp. Signor sì , t quello ificKo, che io toccai colla mano. Io IO
vedeva beniiiìmo , C I'ho riconofciuto chiaramente.
Tinc M. %P. IirrquiJtor licet~riavjtipfuua Tgem ;iirrjuatfibfdiflcn-
t i o , &C. & coramp mandavit denuo Rexm delacxm addwci
@ d J c adduarrr ; eique jtxramento delaro ,&C. fuit per D.
.
Intcrrog., &C. Reip. &C.
E fc nel fecondo modo, fi camiiicrd colla forma, che fcguc ;
Zkuc M. %P. Inquqtor ad coavjncendum , &C. rnaardavir , i JIIW
'

a>riit#turnponj, &C. & deinde ad talcm canurnn nddivci


Jtem examinetxm ,9x0 CbnJit~to( ut fìptd )p f t o , & relì&/lB
IJ) 2%-
c~/Jodia, i p J r m Setrllitam , Q rcJlefc addwEla i riqxr jnra-
mento deinto da vrritate dicenda ,prout juruvjt ,taFk'r, &c.f#ir
pradiBarr Z%/iir pofitur nd riwnkt ,vrl ad fornmen ojlii ;irrdeque~?bJ
di% C o ~ ~ / r i t ~& o , c m cop$ti$ OjenfirJfXill aprafato M . X P .
~ t uINI
I~qnilfrorr,
In-
Seconda Parte. 4 201
Intcrrog. Aa inter ilhs ,quos per rimuIns ,\ve2 fifohen oj?ij /tanrer
videt ,d't ille, de quo ipfi infuo examine depojuit , & djxit fe co-
gnofcere de vifu tanttrm ,& non de nomine.
Reip. Signor sì, che fra quelli, che h o vitti, e veggo per queltc
fefi~re; ovvero, pet queito bucolino di quelta porta, ivi nella
Stanza ,dove ,&C. è quello, del quale io ho depolto nel mio
dame ;c dico, ch' è quello, che ticne la berretta di velluto ne-
gro con una penna bianca, col collctto biaiico trinciato ,col
giubbone di raio cremifino, colli calzoni di vejluto negro, C
calzette di ièta cremifina ; ed ha la barba caltagnaccia ;ed è un
pocopiu baffetto di quei due altri; ed adeffo ticne la mano drit-
ta meffa nella facca de' calzoni; e Ita col piede manco in-
nanzi; e ,come fi muove un poco, ve lo dirò, &C.
Diceas ; E' quello, che adeifo ha fputato, e fi t voltato in qua :
oJendens , & dcfiribens prcdiHisj7gnis Atmium
&a recognitionefaHa, M. R. P. IRqujljtor eum IicentjRvit ;j t l j ~ x -
.
Ho eidemfleatio ,&C. Reuerfu/4ue ad @fum Contitutum, licentin.
t w e iis ,inter quosfueratpojtus ;injunE34 unic~iqtceeorum/ilen-
tio , &C. & continrando cum eo examen , iaterrogazrzt , &C.
E ,poichè tant' oltre fiamo in qucRa materia prokeduti ; con-
vien fapere, che il confionto aperto de' Tcitimonj col Reo,
fuppofta la lontananza di ogni pericolo, fi rende pcr altra ca-
gione lecito, e neceffario nel delitto di Erefia ; ci06 ,
ue volta fi dubita, che i Teltiriionj abbiano depofto il $ahno
alfo ;e
. l teme, che ,per Ic loro falfe Depofizioni ,l' Innocente rclti a
gFan torto condannato : oppure vi t qualche altra gran caufa
di far detto confronto, ch' egli particolarmente fu01 farfi ,
quando i Teflimoni , ed i &ei , fono viliffime Perfone ; n& per
qualfivoglia bencht fconcio accidente, punto lì curai10 , fe
buona o rea fama loro nc fegua ;avvengnacchè ,potendo pur
anche tra fimili Perfone elrcrvi pericolo 1' ufarc in ciò caute-
h , non debba diiiiicevde itimarfi giammai . L

. A N N O T A Z I O N E .
Ebendofi detto dal P.MaRini, che la ricognizione del Reo fi faccia dal TeRirnon;~,d
cofperro dello RelfoReo, poito fra altri tre più firnili i lui fi avverte, che lo Itile pid CO-
mune fi è, di ful;per Nrndur della porta foechiuh,tantocchè il Reo poflì ellere veduto,
fenzlrchè egli veda il Teflimonio; e baIteri,che due altri fieno collocati iulieme col Reo
,
.-
nella Aaaza contigua ; regiarandoli dal Notaro qual luogo liafi dato ai R e o pcrch! 6
po0a dal T e f i o i o ~ i piudicare, qual iia il Reo, che egli riconofcc
Cc . W
202 . i ~ r a t g adel Santo Uffizio
Q i cadendo tWa6yliofa te in accoacio rche li3 defc lo h d i o ,e dili mzt ,
con cui 6 fabbricano li ~ r o c z n e Superno
l K b u n a l e &lla Santa ed "nire$aie In-
,
quilizioae di Roma, fe ne darà un raggio colla feguente formolr foprr il modo &
tenerli per fire la ricogniziorrc del Reo per nuzzo del fio Ritratto, che compofe il
Reverenddsimo Padre F. Franceko Ottavio de OreRis ddl' Ordine de' Predicatori
gid Compagno del hi Revereadifsimo Padre F. T o m d o Mazza Comrniffario Ge-
m n l e del rnedeGmo , abbaRanza hmofo r la felice condotta della Caufi dell'
,
empio L n f i w a Molinos i in occafimc rff. negando un Reo ci' eKer quegli, di
cui li trattava in una Caula graviama, era quafi impoffibile, per la grande dikanza del
luogo del delitto,di far venire in Roma li TeRimonj, o di mandare colà il pretefo Reo ,
per fame fire la ricognizionex febbenc nel crfo fuddeno non fu meRi in pratica, perche
il relcfo Reo alla fine conkf d' enCr uegli ;ne G fa , che mai pid la rico iziom ia
?
tafmaio li. Rata pratica^, liccome eg i nefio in quella arerilce, e come c o F i n f o i ~ a
,
forG a r o difficilmente farebbe da metterli in ufo; nientedimeno perche oucbbe duG
, E
ualche caro, nel quale, di a f u e tale dili enza in fuGdio per nou poter fare in altra
yorma,fi giudicde pm6ttevole l'averne i f metodo Refo con tanto Rudio, f u i fèm di
h ~ a nvantaggio, e di Gcura f c m r a chi fe ne arell. da fxvirc ; ed i &IlDi&d!&ao
tenore.

Nuouo Modo di farc 14 ricogni~ioncdi un Reo


per v i a del fno Ritratto .
Erchc può occorrere molte volte, che il Reo, ed i Tellimo-
P nj fieno in diverli Pacfi , C lontani, c per qualche accidene,
o d' infermità, o aitro, non fia pofibilc accoppiadi, ad effetto
d' identificare la Pcrfona dei Reo colh ricognitionc pcriònde
oculare ( fupponcndo ,che non I' abbiano i TcRimonj faputo
dimoltrare ii vero Nome, e cognome ) e vedcndofi ,che
la fola dcfcrizione fattane ,o che potdrero farne, non fuol' ef-
fere giudicata baitcvok per venire aUa punizione convcnientc
del Reo, mi fowenuto pcnficro di una nuova Ricopizionc
per via dei Ritratto ; nuova sì, ne più praticata, che Io iap-
pia, ma contuttociò dopo, che avcronne fpiegato il modo,
nalifii .
ed cfaminitoil valore, pcnCo, non fia per &piacere a Crirni-
Primieramente dunque 6 nccdario far &e un Ritratto del Reo
da un Pittore accurato, che lo ritragga da capo a piedi fecondo
k dilui vcra grandezza con quegli abiti, che trova avafi ,maf-
Eine fe fofferoquelli , co' quali fi fup oncva veltito , quando
commife il delitto; C che procuri di ct! giare aggiufiatamente la
corporatura , la faccia , il colore ,e tutti gli accidenti notabi-
li dclla di lui Perfona; in maniera tale , che non vcnghi trafcu..
n t a alcuna particella ,da cui poqa indurfcnc la cognizione
dife-
q 9

-9 a/

Seconda Parte .l 203


1
diregnativa dell' Individuo, e lo ritragg di pro pitto , non di
profilo, e colla luce in faccia ,acciò Ic o brr non poKano co-
prire qualche lègno, chc vi foge.
Secondo; t neceffario, che cofti negli Atti la vera iirniglianza di
quel Ritratto all' Originale ;c perchc il Pittore, che lo k c c ,
non deve effer Giudice dell'opra Tua, nccclIirio il Giudizio di
due Periti, li quali confrontando diligentemente il Ritratto
c~ll'Originale,eraminati poi giuridicamente depongano Cbc --
quel itratto 2 totalmenrc j m i l e a quella P e r - ~;a sbe non d poJ
T%
#bile, c e alcuffo ,conofiendo detta CPerj~a,ed aoendoae memoria
viva, alfilo vedere di quelloRtrntto in nfenza delì' Originale, non
-

dica, eger qre/)o il vero ?ZCtrattodi detta Perfina, e cbe non puà
efer di altri,
Terzo :6 nece8àrio far fare due altri Ritratti, o Ueno Effigie, che
fimiglino alquanto al Reo, ma non in tutto ; perchc, Ce Timi-
glidero in tutto, verrebbero ad cffer tre Ritrarti del medelimo,
a non fervirebbero per la ricognizione ; oltre di che , quando
anche iì fa la ricognizione pedonale oculare, certo t non poter-
fi praticare di mettere il Reo in compagnia di altri, che in tut-
to Cc gli afimigliano ,C quando pure poteffero quelti trovarfi in
t u u o b i l i , come uovo ad uovo, non doverebbero adoprarfi ,
pcr non confondere la fintalia dei TcRimonio , e metterlo in
iflato di non poter certatamcnte deiignare il Reo, iiccorne
duoque in quclto cafo della ricognizione Perfonale non 6 ne-
ceffaria ,anzi farebbe dannofa la troppa iimilitiidinc , cosi non
deve praticarlì nella ricognizione effigiale ;ma per 1' oppoAo ,
come nella Pcrionalc ii ccrca di mettere il Reo in compagnia di
. perione, che abbiano competente timilitudina co, lui , cosi in
quella efigiale è aeceffirio , che le due Effigie, colle quali de-
ve cKer pofio il Ritratto del Rco,abbiano con quello qualche fio
miglianza, ma con qualche varietà. Coniiglierei per tanto, che
aoa Effigie fi faceLTe alquanto piùalta della vera mifura del Reo,
e l' altra alquanto più baffa; una alquanto più grana, l' altra al.
uanto piu magra ; U E )più ~ carica di colore, 1' altra meno; C
?ificlio fi olfervi circa i liqeaincnti del Volto, Nafo , Bocca ,
Ciglia, &C. In [paniera tale, che recedano dalla vera miliira del
Prototipo, o che eraminati li detti Periti depongaao- Cbe que/ie
dne altre Wgie baarno bens) qualcbe bmiglilrnzu coli' Originale &C
Rro;ma cbe afilutame@tenwfim Rurart; dd wdd;mo, e &e
Cc 2 nbz
T- -7.-

i
e-
Praica del Santo Uffizio
coa@ ,beneil Reo, e ne abbia memoria zu'va,zrede~do,
i n di /*i afinza, a f c J a di dette m i e ,prrd drr coa vrrird, cbe aIcr-
na di quef/e/ra Ritrntto del Reo .
Avutofi tuttociò, devono le dcttc tre Pitture enér regnare in qual-
che parcc occulta,coii fegni difiintivi da notarli inProcefTo,e poi
ben iigillate cordm 7'cJibur trafinetterfi al luogo dcila ricognizio-
, ne ,con avvifo a parte al Giudice CommiOario , che ricevendo
-involto cfamini, fe li Sigilli Geno intatti, e fdccia ciò per atto
giuridico nella forma, che fi pratica , quando fi trafi>ortaao
all' Uffizio ic cofe ritrovate in qualche perquifizionc ;e ciò, af-
finchc coRi l'Identità dell' Effigie trafinere ; ed eifcndo quclta
coilata , dcve chiamarea fe fuccefivamentc tutti li Tefiimonj ,
che hanno da riconofccrc ;e prima devc firgli dcfcrivcre quan-
to fanno, e quanto poflono, la Pcrfona del Reo ;cppoi interro-
garli, fe, vedendo qualche di lui Ritratto, lo iaprebbero ricono-
fcere ,ancorchè foire tra altri confimili ;e rifpondendo di sì, fa-
rA ipiqare le dette trc Effigie, collocandole con qudl' ordine,
che piu li piace, m a in Gto di vera luce ;c Ic lafceri contenipla-
re dal Tcfiimonio ,e riccverà in A@s la iua rifpofia ,come Ti fa
nella ricognizione Perfonalc; c coglicnda il Tcfiimonio, alla vi-
ila del vero Ritratto, in alrctrire di certo, che .conofcc , c G r c
t quello il Ritratto vero del Rco ,contro cui ha depofio ,ii dcvc
. interrogare, da che cofa lo conofca ,e perche caufa Ic altre due
Effisic, eriindo anche cllenolìmili alla terza, non poKono ellcrc
Ritratti del Reo; eKo all'ora devc dire la r ~ g i o n cj; pcrche una
v. g. fia piiì alta, l'altra più bafi; una più magra, l' alrm più
r a f i ;una piu colorita , 1' altra mcno ; una abbia il Nafo più
fango, Isaitro meno 5 e cosi delle Ciglia, Omhj , Labbra ,&C.
i n ordine alla mifura del R e o ; e cafo , che non bene fi accor-
.d~ffc ncl rendere qucfie ragioni alla defcrizionc da lui fatta pri-
ma, fegli devono fare le objezioni opportune, ed afpcttarc 13fo-
luzionc ,e finalmente G devc altringere a dire categoricamemc
--
fe può ) Cbe quelloja il vero Ritratto del da liui depgo Reo ,,e
cbe non può efere Ritratto di altri, e cbe le altre d/re Pitture ,fibbe:
rre ne banno qualcbej7miglianza; nonfino perd Ritratti di lui.
.Eattafi quella tunzionc, deve il Giudice CommiKario fi illare di
nuovo, come fi t detto ,le d a t e Pitture , c cosf tra metterle
cogli Atti al Giudice Commettente, il quale, ncl ricevetlc,uferi
P
.la fielfd diligenza, ed atto giuridico nel diffigillarlc ,per aficu-.
. rariì
Seconda Parte. 1 . i - 205
tarlidella Identità dell' Effigie ;e per afii urrirfi f &e il Ricracto
h
non fidi per qualche accidente fniarrito otabilmentc di colo-
re, potrebbe richiamare il Pittore, che lo fcce , o li Periti, che
ne depofcro la Iimiglirinza vera coli' Originale, e fare, che da
queRa venga giuridicamente coiifèrmata 1' Identità, e firni-
glianza lòpraddet ta rifpettivamente .
Senza poi perder tempo ,dovrà conteitarfi al Reo Iri fuddetta rico-
gnizione; e prima intcrrogai.10, Se vedendo il Suo Ritratto, lo
siconofcerebbe ;e rifpondendo di si , iè gli faranno vedere Ic
dettc: tre Effigie, e fe gli farà confeflare, che detto Ritratto ì: la
fua vera Eftìg.ie, e che le altre fono difettofi; e iè gli faranno
a
cf rimcrc li difetti ; e quando dicere il Reo, che non potendo6
e o vedere in volto, non può conofcccrc il fu0 vero Ritratto,
dovrA porgerfegli uno Specchio grande, in cui fpecchiaiidofi , C
dando di occhio alle tre Effigie,vengaa poter confèKare,qual fia
ilfuo vero Ritratto; ma forfe quelt' atto, di fare confellrare al Reo
il fuo vero Ritratto, farebbe bene farlo da principio, fubito che
fono fatte le Pitture ,C devono e f i r trafmeffc; e far, che il me-
defimo Reo fottofcrive~e,chc la tal'Effigie regnata alla fua pre-
fenz~,col tale,o tal regno, enò la riconoi'ce per Suo vero Ritrat-
to, eppoi rimandate che fieno Ie Pitture, fi dovria fare, che il
Reo di nuovo riconoSceffcil fuo vero Ritratto,quanto all'Iden-
titl, ed al non eKer fiato a1terato;ma quando pure non voleffc
il Reo ofiinatamente fare quefia contefione del fuo vero Ri-
tratto(o1trecchè fi aggravercbbc,negando cofa tanto evidente)
ad ogni modo fe gli dovrà contcltarc , che il giudizio de' Periti
riconofce tale Ritratto per fu0 vero Ritratto ; il che dovereb-
- be pure praticarfi con un Reo, che f o f i cieco ; dopo pafiera a
conteitargli , che li TeRimonj ,a' quali fono itate mandate a
mofirare queltc tre Effigie, h3nno beniamo faputo dire, qual
fia il di lui vero Ritratto, e ne hanno refa la ragione chiara ;on-
de,non ea"endolì ingannati nel diiègnarc il vero Ritratto di effo
ConRicuito ,ne effendo poflibilc , che tal Ritratto rappresenti
altri, ch'effo Confiituito, cd avendo ii detti Teaimonj depolto,
che la Pcrfona , rripprefentata al minuto in quelto Ritratto ,è
quelh , ch'efi videro commettere il tal delitto, ne fegue per
. certa e ficura confeguenza , ch' elTo Conitituito fia quella Per-
fona, contro di cui depofero, cd in confeguenza e r o Confiitui:
to lia quello, chc commiiè il tal delitto
Spie-
1 l

\* t(
206 . I Pdtica del Santo Uffizio
Spiegato in qeelta g 'fa il modo di fire tal ricognizione Efiigialc,
rcRa a vederfi ,c g forza poRi avcrc in Giudizio, e fe debba
cCicrcdi tanto valore, quanto la Pcrfonalc, fatta ocularmcntc,
Dia la Perfonalc fatta ocularmcntc, per dctiotarc, chc non intcn-
d o paragonare la Ricognizione Effigiale con quella Perfonale,
chc G fa, non tanto per la villa del Rco in faccia , quanto per
1'udito dclla di lui voce ;d c n d o certo , che ,Te il Tcfiimonio,

Pcrfonalc puramente ocularc .


Ncl qual propolito è certo, che detta ricognizionc Effigialc,maffi-
me congiunta colla reccden te defccrizione della Perfona ,Wta
.E
nella maniera, che a biamo detto ,ha molto più valore, che la
fola dcfcrioione In oltre è ccrro, che pub efiire molto
volc per Rringcre un Reo a coiifedarr la reritd ,quando
nella contcltazione venirfi in ficcia il fuo Ritratto , ed &ecc
.
fiato da TeRimonj riconofciuto per tale Il punto fla ,fc in or-
dine al Giudizio, poP effcrc di tanto valore, quanto ia hfa
naie oculare,
Ed Io per mc (Calvo però ,&cm)dirci ,che uando fiz ben pratica-
$-
t a , come fi è detto di fopra , non dove e cfferc di minor valo-
crche conchiudc tanto ficuramcntc ,
;€'
=,
. ne può dare cccezionc a quella, fe non
E che ne fia il vero, efaminiamolc .Tutto il
zione Perfoiialc oculare G rifolve in quefio difcorfo ,o attuale,
--
o virtuale del Tefiimonio Gli accidenti efiinfeci della p e r f i ~ u ,
e del volto ,rbefino in uno ,non pofono efèr tutti uniramenrte in m'
- altro ,etotalme#tefiili ,come ne dimojba la pratica ;bor' io vedo
a-rinjèci ,cbe UWII
irir qagt vomo , cbe rimiro ,tutti gli accide~~ti
colui,
Seconda Parte
eokll., cbe vidi commettere il t a l delitto,
.4 que
2c7
1 e f i ,rnor
pud e f w e nltri ,e cos~pronunzio/ic~rramente&#e/? vomo è qnello ,
.
cbe ba commeflo il tal delitto E Copra qucfia aflerzione, fatta da
più TeBimoiij contcfii, circa il fatto, forma il Giudice contro il
Reo il fuo difcorfò così ; Quando vi fono più TcRimonj con-
tclti, &C. convincono uno del delitto ; Or contro di te ci fono
iu TeRimonj contelti, li quali, riconofccndoti a pura viRa del-
Pafona,dicono averti veduto commettere il tal delitto :dun-
que tu fci giudizialmente convinto , cd Io ti prendo\ per con.
vinto.
Efriminiamo ora il difcorfo ,o attuale ,o virtuale, che fa il TeRi-
monio nella ricognizione cffigialc, cd ii difcodo dcl Giudice,
che iòpra quello fi fonda, e vedremo, fe anche quefii coltino di
propofizioni ugualmente certe. Dice il TeRimonio I l 'Z&wat- --
$0, e l' Originale, h o n o avere li mrdeyhi accidenti e/rinJci, altri-
menti il Ritratto non furia vero Ritratto ;or qxe/o Ritratto ,cbe
io miro , ba tutti gli accidenti efiin@ci , e linenmenti ,cbe aveva
ella per fina, cbe io vidi commettere i/ tal delitto ; drmque qnrpo
B
vero Ritratto di qnella prrJòua ; o percbe xon pxd e ere, cbe ia
p i i per)ne/ieno t u t t i li me&Jmi acciderrti e/rinjèci, x n r e que/to
Ritratto è talmente proprio di quella
rSow ,C e non pud &re di al-
tri; e cor) dico o everanterxrerrte, cbe p e r - n o rapprefintata in que-
/to Ritratto dii!genteme~te,da me ofervato, G qadlo,cbe ba commeflo
--
il t a l delitto Dopo quclta affcrzionc , fitta da più TeRimonj
conteai circa il fatto, feguc il Giudicc contro il Rco , e dicc r
Più Teitimoaj conte& , &C. convincono ;O r contro di te v i
fono più Teltimonj contciti, &C. quali ti riconofcono In u n
Ritratto ,che non può clIer di altri ,che tuo, e dicono, che la
Perfooa ,rapprefcntata minutamcntc in d o , è quella, che vi-
dcro commrttcrc il tal delitto : dun uc refi convinto , che
Lt
qlrri ,che tu, non puoavcrlo commc o : rcRi dunque convin-
to, che i' abbi commeffo t u ,
In quelti difcorfi &l fecondo cafo I o non vedo, qual fla quella
roporizione , che non reRi ~gualmcntccarta, come le ropo-
izioni del primo cafo; or, Te in quello concludono, pcrc c non
in q u c b ?
E
Mi fi dir4 forfe,non ercr del tutto ccrta quella propofizione Cbe --
rrs R i t r a t t o j a talmente proprio di rrna perfina, cbe non poJa rap-
prefextarac m'alrra, e n o ~ p o f partorire
a --
errore m;r lo dico, che
ci4
46

208 Pvtica del Santo Uffizio


ciò non può effere 1 contrario, fe non in duc maniere, o p a c h c
t
fi fupponga ,che Ritratto non f i ben ~ fatto, e non rapprei'en-
ti bene la perfona , che fi vuole rapprefentare , o perche fi fup-
onga poterfi trovare nel Mondo alrra perfona totalmente timi-
re a quella, come uovo ad uovo ;in maniera tale, che il Ritrar-
.
to'fatto per una, fcrvir oiTa ugualmente per un'altra Al primo
d'
fuppolto giri fi &provi o con pruova concludente dc'Periti,che
attefiano, eflere 11 detto Ritratto non difettoio liella rapprefen-
tazione, ma totalmente fimilc ali' Originale, che fi pretende. Al
iccondo fuppoflo, non vi è altro ,che replicare, fe non che, o
- il cafo non è pofibile, o è tanto raro, che avcrebbe del prodi-
giofo, non il'coprendofi nemmeno ne' Gemelli; ondc non deve
cor~ficierarficome baitevole ad infermare la certczza morale
dell' ordine Giudizìririo ;C fe dovelli: confidcrarli ,converreb-
be metter in dubbio aachc il valore della ricognizione pedona-
le oculare, la quale può avere la medefima eccezione ; e però
d i a , che tanto mi par certa una ricognizione, quanto l' altra j
nè può darfi eccezione all' effigiale , quando fia ben fitta, che
iion militi anche contro la perfonale oculare .
Qurindo d i a di fopra , che It due Effigie , colle quali deve cffer
poRo il Ritratto del R e o , devono clfer una più alta, l'altra me.
n o ; unapiu granà , l' altra meno, C così dclli altri accidenti;
non inte I di aRerire,che tutti gli accrefcirnenti Ti fac&ano in una
effigie, e tutte Ic diminuzioni nell' altra ; ma debbano alterna-
.
tivamente diflribuirfi gli accrcfcimenti e le diminuzioni; altri-
menti concorrerido ,chc fi pcaticaffe quefio modo di ricogni-
zione ,verrebbe il TeRimonio alquanto pratico ad avere una
Regola generale, che la figura mcdiocrc in tutto foffe femprc
il Ritratto del Rco; e quefta Regola farebbe nociva alla ricogni-
zione; ficcome farebbe nocivo, iè ci fare Regola di metter fcm-
prc il Reo nel medefimo ordine, come di primo , fecondo, o
terzo, nelle Ricognizioni oculari.
,
Sia ciò detto ,più per capriccio d' ingegno che per pretcnlionc
d'introdurre novità, &C.
/
Fra Franccfco Ot tavio de Oseflis Compagno, &C.
Come fi debbano efaminare gli Eretici
formali .
sodo di &minare un Reo dgnunuato B EreJc formali,
ippo csj flno Jati ritrov<iri libri Greficdi di
Etcfiarcbi ,e lorojègwaci ,e &ritti
ereticalj, del medc~noReo .
ERCHE fommamcntc importa al negozio delfa
Santa Fede, che li uli ogni diligcaza per ircoprirc
tutti gli crrori,ed Erclic ccltc entro h piii fcgrC.
ta parte del cuore d'un Reo indiziato di così fic-
ra, ed orribilepefiilcnza,abbiamo ftimato dovcr
recar'c non poco piacere, e foddisfizione a i Giu-
dici di violata Religione ilporrcquì apprcfi una
&ma di &dnarc un così fattoReo;coa accennare i principali
motivi di uegl' Intcrro atorj ,che dovranno percid firglifi ;
?
Iafciando i rirnancotc a& molta pnidcM, e grui Iapetc di cUi
Giudici, c la forma c q~cita
Pie &Men/is Anni +
, ,
mu€insde carcetibm &perfinaliter c o n f l i t ~ t ~ &C.
c N. de N . f l i y s
N.cui delato juramento ,&C. fuitper
Jnterrog. h f i a t ,vejJaltem pra@m@t caufamf1/1 ca?'ceYutionis, &
.
prdfiaris e x a n ~ i ~ i s R* &C*
fnterrog. V t reddat rationem v i t a fìcc , 6 qdd a tveritiafeCCrit,
. B
qribd~sin locir flererlt ,q m fwao~tores,q* rru imenta ,& qub-
rum amicitiam ,& canwerfitionem babuerit Rcfp. &C.
hterrog. I& babucrir peaesfi, ac ìegerit Zibros de Religiorne rrrr#ats
.
tes ,& qaor Refp. &C.
-
Sc dirb di si come conviene chc dica ,elfendogliencfiati trovati
>
appreffo e no&eri tutti li detti libri, o parte di cffi ,s' intcr.
roghcra cqsì Dd Intcr-
3.t o P r a t h del Santo Uffizio
P
Intcrrog. AnFt paratr recognoficre o m e s , &/ingulor libros tam ;m-
;$ r e f i , parp n a m . *cripororrepertos iri p e q ~ ~ R i o nàeu ~ ap~qrir
krbitnticn b PJns &nflit~~Pi, ipJÒmet pra&#oe fu& ,
s
&i ojka.
: dantrr . keip. &C.
P diccndo'di elfcr pt6ntd'a ri~onoferii,dmant?odibirfigti ordb
natamcntc i libri , efcritti Ereticali in gucfia fbrma
h j b i $~atyf~fi#~iRkit;n omsibrr , & J s g ~ ~ fl&ris,
it
.
fbEi ;6.pagi-
aisfapcri~ysd$crqtis, ac tegijratis & per Mrn ConJiicutxn etian
. babitis ,.ad. ~pportunzn~
n uljir ., ac prd manibgs
t n ~ i / f a t iben2 m.
$steiowtimew . Refpr &i. .
,

E li porrà tutto u l l o ,chc dita intorno alla ricognizione di tut-


1,
ti iiuddctti li ri e di ciafcuno dZ cfIì .
E fe vi faranno ancora altre Scritture, quantunque non Eretica,
li, n& fofpcttc, quali fi pcetcndono cKer di iùa mano, gli6 G
faranno parimcntc ricanofccre ad tetto di conviiicerlo ovc
. P
bifogni nel modo che G dirà iu abbaro.
Lncaro C4rjrrr Zitwatma rxi at libn hanu/"ct&tm, OW~TO CXL
. &nr fhi rnamijiiipti , <a etiamjilicl, Or pqiweltcm ra~rrfirri-
pttepedr ip/irnr reperta , Or m d o a 4 rccog~itrtr Re$. &C.
Sc dirà non fapcre di mano di cui fieno dctti fcrit ti Eccticali ;
c foggiungcriA &crgli capitati coIli libri Ramp~ti coafufa-
mente alle mani, confkGndo però i' altre Scritture non cat-
tive c h di fua mano ; onde per la Gmiglianza de' caratteri
rcfii tuttavia molto pih indiziato ,di eRCr Itqto egli medcfirno
anco delle altre lo Scrittore : s'iaterrogheri come appreliro
1ntcrrog.An alia qgoqucfiripta faarint m s n i'fim Cb~Jitrcie . r a -
.
ta , e .
9Jncerè proced~tin San& Opio Rcl'p, &C.
Se negherà, cotali fcri tture Erctlcali cfer di fua mano, C tra cf-
fe ,C 1'aluc appaja &vi gran liaaiglianza ;gliC ii quclta
obiezione,
*Brii&ad , qnòd euko rrtrar#nqarefir;Pturar1~1119modd nJè recognita-
rium cara&res valde Jmifes , Q conf9rmes j+t , nom widetnr ipfi
Co~fljtrltlilspge * p r e q& dit7alJwipt~tll oawes , Qfigufas
MMI .
pmpria exarrrwerit Rdp. &C.
E ne ando egli tuttavia, ii duA fine ali' Efamc nel modo più
f
vo tc accennato .
E fucccffivarnente di ordine dcll' Inquifìtore G chiaaicnnnoncl
Santa Uffizio alcuni Periti , cd eccellenti Scrittori , chc con.
frontino Ic fcricturc Ereticali 'colle a k e noor Ereticali dcl Reo,
cppoi
t 4
211
cppoi col proprio loto giudizio , fe la
letteratura , o Irte iia ( comeparc )
fin~iic,e conforme , ad effettodi potcr ia ogni modo coavin,
ccr il Reo :t tutto dovrà rirrsrfi io ifcritto giuridicamente co
Dccrcto dcll' IaquiGtore nella forma, che fcguc.
Die Menrfi Axxi
PradiElus Adm. R. P. I+ui/icar nd magir co~vkccdrrrad i @ , ,N.
quodprkfàtn Hdtticaiia/ctipta manr p o p - a comficerit , manda-
uit ,nccerfii i# Sando Oficio Peritos i#artefwikndi, adtfe&m
/ j ~ cìm aiiis fmiptrrir p&à-
comparasdi pr&fata k k ~ t i c o fìipta
S N. ab iPJP j~diciditertecog~icis,&C.
N.de 2V. $adli O ii Nòtarirrs :
Die MunJs Ami
Yocatus fìit de tnanrbro pM(t3i Adm. R. P. Ixquàjioris in obfirvn-
. tioaemJìpafcripri Drcreti ,&C.
N.de N. Pcritur i n artefm*beadi; eique &loto jìtamento de veri-
tm dicesda ,p r w taffis, &C. jìravit ,f#jt ifiiajrirmr@um, w t
attentd ,ac diligencer iujjicìat ,accarrateque confderet literoti-
ramfiripturararnr,&C. fi difcrivaoo le fcritcurc no0 Ereticali ;
#ecnoaz I$cratarraa aìiarìm fcriptnrarum HmcticJiìm ,de q+-
,
busjirpra , qua ctiam omaes &j?#grJaf n m ~ t / i b iexbibit~sad
.
c,@etfrrmvidendi , a n j t eahm literacrrrn , necrre
&Pnspn eìm vgs, ac diligc~terinfpeE3is, & aecurat2 con/ìdeta-
.
trs , retulit , ut i n -
Io h o vifio, e dilipentcmcntc confiderato, &C. Pon afi iatcra-
8
mente la relazione di cfi N,, C dal Notaro chiuda 1' atto con
quelto fine.
relatione, 6 ~ttGJIatioae bdita , 6 acceptata , &C. pie lice#-
tratìs j i~t$to/ibiJ;ìetltiofubluraraemo ,&jèJiibfir$fir. .
E fi fotcofcrivcra e r o , ed il Notaro nella forma confueta .
E neli' i l t d o modo fi procurerà di avereil giudizio di J t r i Periti
intorno alle detteScrittwc .
Ma Ce per avventura non fi poteUiro avkre altre Scritturedi cnò
Reo , colle qu;ili 6 aveffca fare ilparagane , allora li f z t A vc-
nire il Reo al luogo dell' Efame , C giuridican~cmcs' intcrro-
g h e d fe egli lappia fcrivere; e le dir4 di si, eonvenl ,che di-
prcfente ? gli facciano fkrivuc qurlle p r o k , che a lui faranno
dal Giudice detta tc ;il quale avvertirà di farc ., che il piu dclk
parole da deriarfcgli fieno con tenute n J k Scrittum, ch' ?@i
D d t ha
>

Pr tica del Santo Uffizio


1
21 2
ha da ricanofccrc c fc gli dettino fotto diverfo tenore, che
così dalla finligli za deli' iRcEe intcrc dizioni tanto più agc-
volmcntc fi potrl poi da' Periti fare il paragoac della 4 a n a
.
per la ricognizjonc di cKa E tale farà la forma.
Dic iWen/;s Ans
Bh~Efnsdc carcmibus ,& perfinaliter con-jtnt#s &C. de 2% &.
ci &lato jnrameato , &C. fgitper D.
.
Intcrrog.Anpropria m n n co~ficeritpraJatasjhipturnsfdi jama exbi,
bitas, qfr a f i recognritas , & liberè werirntem fateatnr KcTp.&c.
Sc cgli ncghud ,s' interroghi in qucfia gufi
f . B ..
intcrro An ipSe Cronj?itrztxr f i a t mibere -Rcfp.&C.
Se con flcta di f i p u fcriverc , profeguifca così.
Tnnc ?). mandavit eid& Cbn/liruro ,#taccepto calamofiriht uerbu
per ip/um DIdianrda ;p r w t idcm Cbn$itntrs, accepto cakmo j
per Notorium tradito, ad i p p r Do diHarr~errinfiafiripta werba
fc'ip~7t ,vidclices .
E iè gli faranno fcrivcrc quelle parolc ,che dal Giudice gli farauz
no dcttatc , comc fi t detto di iopra
Ma fc negherà di fapr faivcrc , in tal C&
. procurcd il Giudice
di convinccrlo di bugia , con cfamiaarc TcRimonj , che altre
volte I'hanno viRo fcrivcrc, o in altro modo, come pilidichc-
rà meglio per convinccrlo .I1 chc fegli vara fatto, fesza d u b
bio il Rco rcltcrà molto niaggiormcntc gravato. E così dovrd
1'InquiEitorcproccdcrc in altri Gmigliaati cafi, C particdar-
mcntc fe al Reo folliero Ratc ritrovate Icttcrc da lui rncdcfimo
fcrittc a chi che Ga , toccanti in qualfivoglia modo il delitto
di Ercfia, delqualo viene indiziato; perchc in tal rnanicra mal-
t o più agcvolmcntc ii apre la firada al Giudicc di poter proce.
.
derc coatro i complici aclh C d a E noi ancora Cpicgherc-
mo il modo di ciò convcacvolmcntc Earc ,il quale è queRo,
che feguc .
Intcrrog. HnJ videret a l i p a m f c r i p m a m f~yamanu corrfèSnm , i/-
.lam recognofcerer.
Reip. Mi li moftri la Scrittura, chc fc f a d di mia mano, Ioh
riconofcerò .
T#mc D.m a ~ & u i tper n e f i a r k n i e x b i k r i ipF Onfiitutolicrras,dc
quibnsfupra GProccflufol. regiJlratas ,8.i n domo ipjius Con-
P t n t i reperras . & in prime coqdisatus ,ita ut infwiptio t a m d m ,
iin &C,

.&f ~ i l h uviùercut1vr. .. $p&-


A
ì
1

rum a Intere fgiili


d u s babitis ,
'
ad
, Ter*'ParteJf
Wb1ysjik c~bibitis,&per ipfum Con$tìtut
qunm
opporwnam
a latere
.
D.
i n f ì '
ber2
onir
Interrogatioaem
,ac etiam
Refp Io ho vifio q u e b Soprafcritto di quelta Lcttera ,che dice,
=I3
, & isjpeEs
pre: ma-

&C. e quefio ligi110 ,chc ci Ra imprcfi ,dove ci è,&c. e dico,


che il Soprafcricto non t di mia -no, ed il figillo ,ancorchk
tenga I'impronto dc1.i'Arma mh , non fo però chi ve l'abbia
PORO ,e qucfia fcnz'aiuo farà una maligaitb ordita contro di
me . ,im 1 y tfdafu&
Deinde D. manda& parum explicarj literas predi*
Jcriptio videri poflt, & eidem Cbn/1itutoexbjberi .
uiburjc parrrm explicatis e i h ConJitxto exbibitis , & per ipfurn
n/it~tumin eaparte, in qua excatfk?@r@tjo,berre viis ,6.in:
/P e&, ad opportunnm Do Znterto~utionem .
Io ho vifio qucfia fottofcrnionc di quella Lettera, che
dice, &cm,c dico, chc foctofcrizioae fiifa ,cd Io non nè i0
niente .
JuccefivB &m Do arandmit eidem ConP;ttzto exbibeti torrrr litmas
omni exparte explicatas .
&bur/cexbibitis ,Q per $fum CbtlJritutxm h 2 v@, in&eEtis ;
prd manib~~s Miti5 ,Q l e B r , opportrrn2per D. interrog.
Rcfp. Io ho vifio quella Lettera, che comincia,&c., e finifcc &C.
C vi dico, chc & Lettera filfa ,gittata da i maligni fia le mic
Scritture per rovinarmii perche io non l'ho mai i'critta , nem-
meno mi f ~ a immaginato
o di fcriveria ,C non nè fo niente.
E fe alle objezioni da fdrgliefi,comc di Sopra, peri'cvcrcri tuttavia
nella ne stiva , fi proceder4 più avanti nel modogia ipicgato.
8
Ma confc aiido il Reo le già dette Scritture, e Lettere rifpctti- '
vamente clfer di fu3 mano, ii fcguiterà in quelta fòrmz .
Inrcrrog. A qrro ,ve1 a q~ibnsbabuerir di&r libros W4reticalesim:
.
prefos Refp. &C.
I nterrog. Per qruantnm temporis&atium di&s Jibros p e ~ h s j detirrrre-
i
.
rit Rcfp. &C.
intcrrog. An nliis c~11pmwnic1werit di%s Jibrosgel nliquem eorm, &,
q~ibusRefp. &C.
Interrog. An cMm ilk's, vel aliqtw ewnm,cum qnibus dixit /e cwnrer-
balruerit unquamfmmonem de rebus filici , ve/ il-
fNP.
h#,fin n iquem illrum de &
a~
~ ~ f i r m iRC~P.
t
' &ione loqui mdjverit, & qrr:'A di-
Sc
2x4 del Santa Uffizio
Se n*hni s ' i n t ~ ~ @ cmodo l chckgnc.
Intcrrog. A (Ma n n i s ~ s fcorryk~i i ~ Seundixi,
p c c a t ~/=a 6'
Interrog. V t exprimat a&.
.
Sacram Eucbmi/3iamf i e r e Wcip. &C.
iliorrra Sacndetxm, qdbar f w m e r r -
e!, Q de qrorrm wnibxs f ì a m
q#i)arrpta#rr~brrs.Rcfpo &C.
Interrog. &i Sacerdoti, m qua Rcck/irr ,6 ck q r o te- &ma
ÙCC confiflksfrrirpcccatu/bcra~&er . Rclp.&c.
Et moxritus ad dicendam weritatem ,an de rebus ad ?ie,Iigionernpffti-
m e n t i c a q o , s aEqaibxr fmanem bnlwrit , q ~ i i- a
Soa€ioOficio dtpxitut &i4 h t r s f x d k dog~lotibxs(ì-
tbolice wigionis. Rcfp &C.
E ~ ' c ~ l i ~ ~ c r i a ~nel
e rncprr,c
crd farà indiziato di aver per cfempio
parlato del Digiuno, s'inmroghi così .
I n t t r w rQ111 de Yej~nioEcJejia loc#trts f ~ ~ i & t , qxrd k'xmir.
t ltdp. &C.
Interrog. An Haroticaliter de Sacro $iunio Zocutusfuerit. R c f ' c .
Iatcrrog. An diurmit ,pjnninm de pracepto &ck/ia m1r cgi ob&
.
rfandum Rcfp.&c.
DJ&dNo, quod in SanrEfo 0 f l i o deporrit~r,ipfum Cbrrpi~t1~11 ac#
modo/Errrroxem bnbmife de pjnrrio,ita nt male ds ipfi fiutire videre-
tnr ,fid etiam clarifrnir werbir a f i r i f e ,@$jnxinm ex vi prkctp'j.
Ecclc/;aPicinoa efe obfmvandum ,& ob idpwfirpamquamdom ,cniil
qna loqnebatrrr ,impiìfc ad arguwata~dumin contrarì~~t in d f i
materia pro defceom Fidei G t h o l i c ~; ideo Jncer8 ptoctdst, 6
.
veritaiem Ciberè jateatrrr Rcip. &C.
E li proikguifca ad interrogarlo opportunamente, come fopm ,
per aver da lui I' intera veriti di tutti i particolari , dc'quali è-
.
itdto denunziato E cokffandoa l fine in conformitd degl' Indi
ej, che contra di lui li hanno ;s'intenoghi diflintamcntc, ic ha-
-
tcnuto, e creduto cial'cuiio degli Articoli da lui afferiti, c d i w ;
C così anco ,[ebbene non conkffaffc di aver parlato contro o'
Dogmi del la Santa Fede Cattolica , G avrà da interrogare ,fc
ha c d i i t o 1'Ercfic g x w u a r c ne' libri ,e fcritti apprcCCo di lui
ritrovati :mailimamente efindo li Scritti di fua propria mano;
-ed avvertirà I'InquiGrore di firgli quclle &eeioni,ed argomen L
-ti, chc dalle rifpoltedi lui, c Alla caufs ificffa potranno apcvol-
mente cavarfi ; con rinfacciarli paroicolarmentc , che i detti
,
errori, ed Ercfìc G coutcngono nc' libri C fcruti a lui fltte-
vati. E tale far4 la brina . Intcr-
-TqruParte.
'. ? ' .
zr5
dr a u l i r , ac tewporiI1s
C

W n q . ' w d f i m t f i r i t de E J e j y ~in
o EmZtf Dei iafiitrro, Q bnBc
wiur a Cbrr t#Pidehbrr objèrvato~mdU, a
. &%a SGA, C3tba/icat & 4jw&ok'ua & w ~ EccleJa
.
lica rraditions ordimtis Refp. &C.
a ex .!@~?o-
1pciche a Gmdi Iatcrrogatorj grecraiipcr avventura- il RW rif-
p?ndcrl negativamente , fi vcrrl più al particolare ,non iolo
circa quclto, ma aaco circa tutti @ialtri Articoli, q s l
Jntcrrog.
.
ctedidcrit in EccI$w Dei jejurrngdqm Ziberc ,non ex
impsrio , lege Ecc/$~~Jticipracepti . Kcfp. &C.
Interrog* 5- aid tearerit de Suu@ Qei Eccìeja. Rcfp. &C,
Iatcrrog. r creùìderit, EccleJam ?):i afe inrvjj,ìrdiZem, @ ekEfoi#m
tantrm ,acprade/rixator-~~m Re$. &C. .
Iniqrrog.
Intcrrog.
t e ~ n e r ide .
t SOH&Romma Ecckjià Rdp. &c.
tenrerit E c c k f i Remqnom so# ege Catbdicam, idefl
yrrwerfilsm, jèd dg EccIejiizm Satane ,
t mutrem fornicatio~rm
8. de fai30 errafle, t r m
Re$. &C.
1ntcrrog. 4 s crcdidrrjt weraaii EccJcFam efle SeSaanr Gdvi~i/ticam,
.
w 1 L u t b m a ~ a a Rcfp. &C.
latarog. u& crfdidCrit, B~a/tibemiP&l@t & e r e , I;DIONIINIIIfiriptg-
. .
ram a ?io,maaa ficlefib approbari dekrc Rcfp. &C.
fnterrag. $&d credi&rit de Roma10 Poatifie Rcfp. &C.
Irucrrog. hperperam, 9.Hareticaljterjèiufirit dc Romani T o n r g .-
cis artboritatlta ; Rcfp. &C.
fntcrrog, h cradiderit ,Romarrn~Ponrtifignr( aorr efle v e r m CPri-
fli Domiai flcariwp, ~.im e@ Aaticbriprr, & /OIrm CZ,r'/iu~
.
eJe c z p r t EccZefi~ Rcfp &C. .
htarog. rAI wediderit ,irr R o m a ~ a&ck/ia NOI eJe c k r v e ~a: , m-
aibrr crede~tibrriìlar datar f ~ i f l e . Rcl'p. &C. .
In tcrtog. &$ crcdjakrit $e S a c r a m n t o r ~ mrwa Legis aatnra & ,
#&cita . Kcfp. &C.
,
Inturog. ul[n credjderit Sacramenta IiccJC/.rk #e# continere gra-
gratiam cenfwre ex opere operato ,
esterno a c e p l a g r a t k , ve1jprpitia. Rcfpo &C.
S~~rqme~t~~~~mEccl~u.Refp.&c.
&CI&& Jacramenta pyciora, q r a n
. /tptern RCfp. &C.
,Intcrrog. AAcrediderit ,Sacramenta EccZe/I&t eJìe &O tamrrpr r *l
t ~ i db, qHa . Re@ &C. lntcr-
L
i .i
216 Prqea del Santo Uffiziq
hterrog. %eredidn r ,Buptijmirr, EucbariJiaw, & fitti*&
sirm tantIym 9 Jtìw=meBta. R~P.YC.
Intenog. e d nedidnt de GanRiji.ficBar@l.t Sacrm~lro.Bdp.
&C.
Intcrrog.An Hareticaliterfìfcrit & Diwinifimo Eucbari/uk Sana5
mento. Rcfp. &C.
- h t a r o g . h crediderit ,in aIygn/tifio Encbari/rik Sacramento norr
contiacri vere, realiter ,&fìb$?antialiter C b p s ,& Sanguinemu
atta cum Anima , & Diwiuitate Domini N i r i Yfu Cbti/ii a uc
.
proinde totum ipfum CbriJfnm Rd k c ..
larerrog. Aa crediderir ,Iddntrjam e& adorate SanRflìtirn Eucbirb
rilfia Sacramentum ,i l l u ~ nproce~ronaiiter
e .
defwre Re@. &C.
Iatetrog. An crediderit ,in $awoJìnt% Eacbari/ia Sacramento pofi
conperationem remanerb f~bjlatttinmpanis ,& vini, aua ca-
Corpore ,& Sangnine Domiai N@ ?fu Cbri/fi. Refp. &C.
uid crediderit de continentiafinguiarumfieM'erumSa&&
Re@. &C.
Intcrrog. An credidcrit ,in uencrabili Sacramento &bari/fia fub-
Jpecie panis Corpus tantum f i e Sanguine, 8. fu& Specie vini San-
guinem tantumpe Grpore ,non verofìb unaqnaquefiecie ,&f d
fi~grrlircuju$4aIe~eeieipattibus,Jeparationefa, totrrm Cbr'/Juw
.
contineri Rcfp. &C.
Intctrog. An crediderit ,pera& Conficratiorre,in admirabili Encba:
n'/iia 6acramento non e f i Gbrpus , & Sauguinem Domini IVofld
9fa1 Cbr@ ,fed tantum in uJì dumfumàzur ,norr mtem ante, ueJ
p$ ;& in Ho/iir ,&u Parriculis conficratis ,qua p$ Communioi
, fkperfnnt, rron remanere vrrnm Corpns Donri?
nem r e f i m ~ t u rve2
ni. Kefp. &C.
latcrrog. &d crediderit de aIpIm#wione fub urra tan&m ve1f#B ,
.
utraq#efiecie Refp. &C.
Interrog. An crediderit , m neeefltate I"o(utis, & v i Prmeptj Di.
wini, deberc omnes commu~icare
Interrog. .
arediderjrde Sacra MiJa Refp. &C.
.
fucl utraqueSpeeie Rcfp. &C.
Interrog. An credidcrir , ,
non of8rri verum, propri~m tic
propitiatorium Sacrifci~mpro uivis , 8. deJunSs, pro peccati;,
.
pacnir ,JatisJaFitionibus , & aijis necefltatibur Re fp. &C.
Intcrrog. An teenuerit, Bla4bemiam irrogari SarrEi?i#mo Cbri/i Sa-
crificio in Crucepera% per 4N;ga Sacrifii~/m,ant illiper boe dere -.
g ~ r i .Rcfp. &C.
lntet.
'. -\
t t7
prioatarrrm , in
Sacerdor Sacra-

Iaterrog. e d crediderit de HD;s,qna i n bonorem Sadh-lym cek-


.
brantur Kefp. &C.
.
rem SanFforum Rcfp. &C.
. ,
Interroc. An crediderit impp/lurameffe M f a r ralcbrare in bom-
Intcrrog. e d nediderit de Ritu ,q m utitur Ecckja
.
adminipromio Sacramento Baptifmi Rcfp. &C.
x~nrl~. irr
Jntcrrog. An creniderit ,buju/modi X t a m e f i malanr ,ac wjicie+
.
dum Refp. &C.
Interrog. &ìdcredide~itde Mini/fro Sacramenti B a p t w InfB&.
.
bus confere~di Refp. &C.
In terrog. A# crediderit , Infantcs a q1101ibctcitra delcEfwm, nulIrtr
.
, necefltate jlagitante tingi debere Reip. &C.
Interrog. e d crediderit & invocatione ,SanHornm c m &po
.
&lo regnontium Rei). &L
. .
Incerrog A& cred#icrit,SalrEbor aterua felicitate i n &lo fiuentrr
miniad pro nobir orare, ~9ob id nallo modo a nobis efi i n v o c ~ n d,~ ~
- & eorum ,ur p nobis etiam Jngulis orent , inuocationem+ e
idoktrium ,&pungnate cum zrerbo Dei, adverfarique bonori u ~ i u s
mcdicrtorir Dei , & bomiraum >fu Cbri/ti, ac jirmmopere Dee
.
djyplicere Rdp. &C.
Inrcrrog. &+icrediderit de C.hSacrarum imagintzm ,& de Pxr-
.
- gatorzopc$i anc uitrlm Rcfp. &C.
fnt errog. An credidsrit ,Safra# Imagiges mllibi omnind babendas ,
. nec allo modo e e cole~dàs,i d earum cultum efle b ~ e r e f i ,&
d
idolatriam ; 6 urgatorizm po. prdfintem vitam non extare. '

Refp. &C.
%- .
uid crediderit de Confeflmne Sacramentali Re fp. &C.
Interrog. n crediderit , Sacramentalem Confefioonem peccatorum
Intcrrog-
rron ege necegariam
I nrerrog. Ha crediderit
. . ,Sacrame~~talem onnium ,6..
. /7r.gdwan ptccatowq- a p d Sackdotem faۓam
Ec efi
del Santò Uffizio
con&iencia, Qrannicaa ,& Da
Interrog. . Rcfp. &C.
cnm cnlpa rem'ttijèm-
fiti#&onem , & pro
pcccatis qwwdpamam tcmpwaietn mini& Deo per CbriJZi mcritaJa-
t i r j k i ab eo inJiEb;r ,& paticnter te kratir ,vcl a Sacerdote i m j ~ n .
%r ,jèd neque4ontè fufieptir, rrt ejuniir , orationribur ,clecmo-
. f .
J y i r , ve1 aliis ctiam pietotis operi ri/r Re fp. &C.
In tcrrog A n tenrrmit , ex bujufmodi nojìris fatisf&onibr/r ,hWC-
riti ,b J à t i I f ì n i r Domini NOpri C h v i , oel &&rari,
.
vcl imminui Rcfp. &C.
Intcrrog. Alr creùiderit ,JatitfaEb'onem pemitentilrm non efe a l i a , ~
qnamflcm,qra apprebendunt, CbriJlrrn pro cir jatirficge. K cfpikc.
Intcmg. @d crediderit &fo/em#itatibrr in cckòratione Mktrino-
.
nii adbiberrfilitis Refp. &C.
Btcrrog. An credìùerit, fiicknnitattar ,qra Spon$Ùr c m S'x$a irir
Intcrrog. @-i
.
Ecclt#ir combinatrrr , otiosi adbiberi Kcfp. &C.
credidrrit i n Paiuerfnnr & caremnUr, ritibrrr , ac
Jgnir externir , quibars Sa&a Mater EccIc/;a writrr tam ira Mi/:
Jrarum cekbratione , Q Sacramentmrm admjmfirationc , qram ia
.
aìiir occurrentiir Rcfp, &C.
Intcrrog. %in credidetit ,p r m i f a o m * a ere h n a n a n h , w qnodfi~b
contra Cbr* Domini infiitwtarxn. Refp. &C.
Interrog. e d credidetit, dedfirvalrti. dicrrn f$ornm a RQRW
.
raa E c c k j ~ordiuatorutn Rcfp. &C.
Iatcrrog. h crediderit , diesf'efir jarxra =mana Ecclcjrl pr&$rG
Intcrtog. e d mediderit circa materiarn vetmrm &dp. &C. .
.
ptrm celcbrarifilitor non ere colendor , aut dfifvamdor Re fp. &C.
Interroga An credihrit ,vota Domino Deo , ac Sa~€%rejnr rit4 ,&
re@ n uncupato non g e sb/ervan&. Rcfp. &C.
Interroga e d crediderit , de Peregrinationibars ad loen S w g a ex
Voto , arrt rkwtionc ,Ex ctjaa ob injnn&rprnitertiar ofidehbus
.
aflumptis Refp. &C.
Interrog. L4n crediderir ,anteditlar Peregrinatioucr elc imtjlcs ;
.
wanar , & malar Rcfp. &C.
Interrog. e d crediderit ;dc ccneratione Jacrarr.r Reliqoiar~m .
K c f ~ .&C. ..
~ntexho~. ,
& crediderir S ~ E ? O ~Reliqu II~ ~ ~ ~ ~ a c i o,# t r a
bonr -
..
- Terza Parte. j
h o r e r n non deberi ,ve) eas , aolioqcie P c r f rn&urne&~ a JdeLibss
iautiliter honorari ; atqrce eorum opis;impetrandg cnrlfa SanEIorrtm
nemorias frupra freqrtetrtar . Re$. &C.
liirerrog. w d crediderit ,de Apoj)oiicis traditionibrrr, Malrachorum
inlfitutis,ac bonorrtm opetum merito. Refp. &C.
Interrog. cAn crediderit ,ApoJZolicas traditiones non eJjé credendnr ,
nec tenendar ,Jatrrm 3Won17chorumefe malum ,& nidlum e$e me-
7itum hominis Cbrginni e x opere bono ,immd omnia opera n q / a e r e
crlm peccato,vef nrrllrrrn opus ho* R tlobjsprofcjSCipoJle. Rcl'p.&c.
Interrog. An crediderit, nullrzmopus no/trrrm eBe bonum, n$ ex amore
drrmtaxnt erga Deumprocelirt ,& proinci2 opera ,qua fiunt falrctis
ceterng conj2qrrend&gratia ,e& mala. Reip. &C.
1nterrog.An crediderit, hominem polfquom ad guadrrm perfeFi'ionis per.
venerit ,ad n d h m ap,pus bonum teneri
Jnterrog. An crediderir ,n ~ ~ f l oprrs
. Refp. k c .
r ~ mbonwrm ad v i t a m aternam con.
.
feqftendam necefaritrm eJjè Reip. &C.
Jnterrog. e d crediderit, de legione SacrofnnE?a,ac Divine Scriptu-
P'&;de ca"leJfiSacrarum Indr~lgentiarrrmTtlefouro in EccleJa Dci,
.
& Cidtu Altarium ,a c Temfilorrm Sacrovtrm Refp. &C.
In terrog. &n cvediderit ,Sacram Scriptr.ram ab omnibrrs paJji lìn
s u a vernaculn legendam ege ; Indfdgentias nullius ere valoris ,ac
p r o ~ f i sinutiles ,vel eas corrcedendi in Ecclefia poteJratem non efe ;cjy
cultrtm Alti~rimm,ac Templorrrm a.homiwrzndttm ; Re fp. &C.
lnterrog. @ìd crediderit de conjliis Evangeiicir; de Prceceptis San&
Mntris EccleJd, & de/implicibtls $acerdoribzis i n comparatione Epi-
fioporum . Rcfp. &C.
,
Interrog. An crediderit in ronjliis Evongelicis nullnm e@ Chr@a.
namperfeFfionem ,Ecclcfi~prdceptn effe inrrtilia , itilm; flociva ,&
damnoJn ;&JmpolicesSacerdotes dgtrales efle Epvcopis dignitate ,&
aunoritate
?nterrog. w
. l<eiò. &C.
d crediderit dr Sficrornm Conciliorwm nsF?oritlire .
Refp. &C.
1n terrbg. A n renaerit ,Sacra Concilia Romani Pont@ìs nuRoritatc
conEapo& errare ; e 9 Pnpam cum EpiJcopis in Conciliis noxr reprcc-
jènrare"~cck./iom. Refp.&C.
In rerrog.@d creriinerit de S a n f l e Romance Eccle!& Cnrdi#aIi~mdi-
gflitate ,nc perperrro c(lo/ibotnSncerdotrrm . Reip. &C.
Jnr erroz. Atr perpeunm/C@rjt de Cnrdìnuliria Digr/itate, & credide-
tit licerc SriCcrdotib~sRoma116ficZ@a Dxotes d~ccre. Refp. &t
Ec 2 In- .
220
de auEtoritate Sacerdotarmia remittendis pec-
. Refp. &C.
-
effe potejlatem abfiken
di apeccmir in Chnfefione Sacramentali , & abfilrtionem peccnto-
rrum efe te/tjmoniura ve#ia ,ex gratuita Evangeiii promifione de-
f a q t ~ ~ m Kcfp.
. &C.
interrog. e d crediderit de EccZe/ia/ticiscenfurir. Refp. &C.
Intcrrog. An crcdiderh, excomnrrrricatioaer D. Papc, & Pralatwrm
!
' Eccle& non e e timenhs . Ei. Rcf &C.
htcrrog. ui crediderit de Zihis noraicis Sacrce ,ac Diwinc Scri-
p t ~ r a %tp. &C.
Jntcmog. An crediderit ,afiqnosfibror in Ornone ab EccZeJa Romena
*ece~Jtosaon efe Carro~icos,h .
aparrpbos Rdp. &C.
lntcrrog. An crediderit ,fibrum OJlldirb, Tobia , EJ&a pojicriorer
&O& Snpientiaar Yejiufiiii Siracb,qnj EccIeJì/ricus bicitw; Barucb,
Epiflolam yeremice , Danielis cap. I 3. Q. I q,Ca~ticrrmitem trirm
. Plrerortxmr, potiel) capiti tertio a&um ;reliquua q e r a v e r - j.

. .
cap. r o. ac aMacbab,eorurn a d o s efi apcrjpbos Refp. &C.
Jnterrog.e d crediderit depeccato originali Rcfp. &C.
lntcrrog. Au crediderit ,primprm lominem Adam ob inobedientia ptc-
. cafum,Jlntim JanRitntem ,& ju/ritiam non ami/;ffe,& Dei iram ,
. 6 i~dignationenv,atqrc odeò mortem ,& ctlm morte captivitatem
frb Damonis potejlate baud incurrifle ,& totrm ipfìm Adam ficua-
. corpus,& atzimam in deterius cotnmtztatum nonfsife.Reip.&c.
Interrog. Alir crediderit ,Ad& pravaricationem Jbi /Oli ,& non ejus
propagirri nocuiffe;8.jujlitiam, qram perdidir, fibi Jdi , 8.non
.#&is etiam perdidife ,aur rnortem , & penar corporis tanthnr i#
a omne gentls bumannm trarJudiffe,~onautem,& pcccaturn. Rei'pStc.
Intcrrog. An credjderit , peccatum in omnibusprop~gatione,non
imitarione tra~sfilJum;perbrmana nntura vires , vcl per alirtd re-
medirm t o f f i , q#dmper mmmtgmCbr+ mediatoris nol)ri; aut Ep/im
Cbr@ YeJ- meritumper Bapti/mi Sacrnmrntum in firmo Eccieru
vitè coIlatum tàm adultis ,qudm paroulis Hon applicati. Re fp. &C.
t a ~ o gAn. ctediderit ,parvulos recentes ab uteris matrzzrrr , etiast$
fuerirrt R baptizatisparentibus orti, rPon efe baptizandos ;aur in re-
:~nifi~nenr quidempeccatorum eos baptizari ,fid nibilex Adam tra-
bere originaZrs peccati ,quod rcgerrerationis lavacro necqssèpt expia-
. .
r i ad vitam aternam conjiqrceadam Rclp. &C.
InteVog. Aa ~rediderit~per "Jefr Cbrgi Domiai N o p i gratiam, q m
in
Terza Parte. 9 22 r
mnfertur ,reatum originnfis eccati #on remitti ;ntrt
inflaptif~nte
non tolli totrrm id, quod veram ,e t
9propriam peccati rationem bnbet,
- fid illrrd tanthm radi ,aut non imputari . Re fp. &C.
#id crediderit , de conc~pifientia,vel fornite in nobis ma -
=tcrrOg- %
rrentepolf apti/mxm. Refp. &C.
Iaterrog. AHtenuerit , eoncupij2centiam , quam aliquando Apo/o/us
pecutum appellat ,sera, 6 propri2 renatis efle peccatam, 6 Deum
.
werè ,Q propri2 ere au%renz mali culpa Reip. &C.
Intcrcog. e d crediderit ,de liberrate EccleJaJicn Rcfp. &C..
httrrog. Ancredikrit , nullam ormrind efe llibertatem Ecclt$uf?i-
cam ,ntj? liberationem a peccato. R e fp. &C.
Intcrrog. e d credjderit de eleEtir , & pradepnatir , quo ad eorum
fidei durationem ,acfn,t falntis certitudirem , ve)incertit~dincm-.
Rcfp. &C.
Wterrog. A n credlderit ,ele%r ,acprddejlinatos non pofi gnqtzatkl o
- Jhac aberra~e+, ?C defna falnte certos @e
btcrr og. An oicqiìiderit ,prlede~i~~atos
. Rcfp. &C.
a Deo, non pore mware volun-
tatem , atque ideò iis neque nocere m a k , negre prodefe bona
: Rcfp. &C.
.
Intcrrog. An crediderit, ele% tantummodofidcm dari, non reprobis.
- Refp. &C.
Intcrrog. e d ckdiderit dc perpetua ,Vìrgi~lrmDeo dicatarum prr-
.
dicisia ,6 oa/titate Refp. &C.
Int errog.- 4 11teauerit , Yirginibus , qua /e Deo dicaverunt , licità
.
conjugium permitti Refp. &C.
.*
Intcrrog. rcid d~cdiderit,de bominir nrbitrio Rcfp. &C.
lnterrog.
Re$. &C.
,% P$PerarnJ & ba'reticaljtrr,entrit hminir arbitrio.
Intmog. u f n crediderit ,libcrtzm bominis nrbitrium poj? Ada pecca-
tum amifim , Q extin€i?um,alrt rem efle de/OZotitulo, immò titu-
Inm&c re ,jìgmentum detrique a ,Satana irrventtzra in Ecclej?a
'-Rdp.&C.
.
Intcrrog. d v teneerit ,peccatofimel imputatis nullum reJ?aredei#.
ceps Ziberum voZ~ntatisar6itrium. Refp. &C.
Intcrrog. c A n crediderit ,bominis arbitrium minimè cowurrere ,aut
.
cooperari nd grstiam percipiendvtz RcSp &C. .
Intcrrog. cAn crediderit ,bominem neceDnrio peccare Refp. &C. .
.
uid crediderit de jujlijcatione impii R ei''. &C.
. .
,
crcdiderit bmvinemjufifi~rifideta~ptz)rn, i&$ remi/:
Jo 9
22% Pr;~icadel Santo Uffizio
Jone p e e c a t w ~ ~j ~p t i a q w eCbrifi impntatione per #m appr&#-
.
fa ,excInJa gratia ,% daritate Rtfp. &C.
In terrog. &crcdiderit ,flem jxj?ifiantem nibil alinà rffe ,
f;dntiam Divisa mi&ericordia peccata renittentir propter
uL.Jeam fid~~eiamjilam .
efle ,qua j~~flijkaanrw Rdp. &C.
Interrog. e d crediderit ,de Regam ,#lior~mqxePrincipwm un&
ritate circa jjbiritnalia . Rdp. &C.
Intcrrog. uén credidcrit ,Reges ,aliojpe Principer d?bn'tarem 6u-
.
bere in Jpiritualibxr admi~~ijfrandis Rcfp. &C.
Intarog. &d crediderit de noritia poJììili a mobis babcti Circo m:
In tcrrog. d .
Jramprade ti~atiosem Rtfp. &C.
c r e d a r i t , W s e m , q n a d in &C m r a k a t e 6
vit prgè certàjYaruers, mxiinò efc in a n m m pr~de/iinatormm,&
gratiarn Dei conjèc~tumfnifle itaxt ampli&speccare non p@ , 8.
/ipeccaverit, certonir fibj re~pijicentmmpromitttre dcbear Refp.&c. .
I n tcrrog. e d crediderit ,de nratrinmsiis cJa~~de/liais a Sacro Chnci-
lio Tridestiso drrm~atisidc dei& c i h , ~ ~ p J r x Ecckfi%pKa~, r a
. Rcfp*&C-
I n rcrrog. & crediderit ,matrimonia clan&/fina cflc valhib ;Ecit110
eflej7ngulis diebur iizdiffmentm carrres comedire, & non $e i n k i s
P B .
Jacrisjè .e/ienda cw ora &fuizé?orwm, awt nwl/i certo loco, a#t/tP~l-
tmu po m r t e m e e traaènrda ~ c f p&C. .
Inttrrog. @uid credidwi de Jibcrrare confiieatk in materia %ligio.
i a Rcip. &C.
Intcrrog. d n credideric , c ~ i q u uberttm e effc irr rebrur ad Qligo*c~r
.
htcrrog ufn credidrrit ,'mni bomini remifm~em
.
pertinerrcibur credere, pront uxlt Rtip. &C.
peccatwain a&
quendarn necefariqrum eflc ,xt credat certò , & abfqqrue nlla baJtatio-
ae propria infimitatis ,& indilpofiFonis ,peccatajibi cJe remifi
Rcfp. &C.
Intcrrog. .An credideric ,peccata omnia , qrrk po/2 73aptijimrrmf;hwr ,
jiZa recordatione ,& P e fufcepti Bapti/ini dimitti ,Q ipfnm Bapt+
WIIIUP e s i t e d a Sacrametitam e f i . R e tp. &cm
In terrog. e d credidcrjt de EpijZccoporam dìgnitate ,& aruEforitatei*
Eccle/a Dei ;8. dejlatu conjngali re&* diornmj?atrPwm ,ncmpb
Interrou.
.
wirginitatir ,& cmiibarur Kefp. &C.
credidttit , Ep@opor ,qrri auEforitate R m a n i POM*
cis a f i m m t u r , HOII e f i OCIOI ,ac lqgitintos Ep;Scopos,fdfiggllent~a
brrmasrm ;& ~ c l i o r c mefiflotarnr c o n j ~ g a l mvirginrit~cc,& crli:
.
l a t a Re fp. &C. In-
L

I1\ Tema Patte. , $33


1 trterrog. rrediderir de n m r e , ac dwo prrfiwerantio rlque i x
finem. l ~ r i ' p . & c ~ a
1 Intcriog. uir crediderit , babitrrrun per-
I
fizieirrnti<edonvm ztJque infinem
n$ hocfpeciuli ievelacione didicerit . Refp. &C.
certitudine,
Inrerrog. e d crediderit de praeptis Esaztgelic;r ,de mhnctzlir a
I Viris Sntz,rrs in EccleJ?a Chtbolica ,Q1 dpo/tolica Romanafa&, &
pro tempore patrntis. Refp. &C.
l Interrog. rAn crediderit ,nibzipracept#m efe irr Evasgelio ,pater
f
fidern , cdtera egè indi erentia , nequepracepta , neque probibita ,
l
jèd libera : & miracu a a SanHis patrata eflef a f i ,& commenti-
l
,
.
.
tin ac demrsm fgmentum, &prce/)igia Gztbolicorum Refp. &C.
lnterrog e d cretiiderit de Sacra Tbeologia Scbola/Iica , & ip fmer
ScholuJticls.DoE7oribrrs ;de CPntrr Sacro ;Gmpanartzmufu ; jìcio
,
parvo Beatiflmc Virginit ,aliiSqe Orationjbus qua latifioidio-
6
1
.
matepnfim n flelibtzs recàtartur Rcfp. &C.
In terrog. Ali credideritJacram TbeologiamflboIaPicam efé rejicien-
dam , Do3ores ip~sj?bola/IicoseJe fa@$ DcEilorer , 6 potiiir
mnni "PontiJicis adufatores; Olntumfimum ,& Campanarunu
r f i m nbolendtrm , & i~lutiZeefe ~lonintelfjgentibnr*linguam lati-
,
.
nam recitare OFciunr Beata Maria Yirginis & alias Orationer
non nij lingrrn'vernacuh Rcfp. &C.
Sc i l Rco avrà confeirato di aver tenuto, e crcdu t o Ic fuddcttc
EreGe , o le più di ere, dovrà apprcffo interrogarli così.
Interrog. An in prddi#ir erroribrrr , & bareJbus babaerit aliquor
.
complices , rnnggror ,ve1djjicipulor Repf. &C.
Interrog. e d modo crednt depr&#arratiz articnlis ? Rcfp &C.
Più cok aff J I dovrebbono in vero foprr tal matcrh addurli, ma
da q u e R ~ancorchè povera difpenia potranno fecondo il b i l e
gno dclle cauk pigltarfi Interrogatorj opportuni, o formatfc-
ne altri fimiglianti fecondo Ic varie Sctte degli Eretici, per com-
piutainente efaminarc cosi fatti Rei. Dagli altri incidenti poi
,
di cxc caufe ,.per quello che infino qui 6 fiato detto, ed
appreffo andr,~dicendofi ,c molto più per la loro gran pru-
dcn za ,. potranno fimilmentc gl' Inquifitori con ogni piccola
loro fatica fvilupparfi , c quelle al dovuto termine dirittamcn-
te incamminare.
I

Digi".zrd bv
/
L- - 'C'-
nnr- D
L
224 Pratica del Santo Uffizio
A N N O T A Z I O N E . . I

provarle , ,
c fomentarle per ocre knchè in vcrit3 fieno fslfe .
Poichè dalli fuddetti Apoihti, e Poli ami col fargli narrare difiintamente li luoghi,
, , ,
ne'quali (0.0 dimorati gli elercizj s a eni fatti le perfone colle quali hanno
,
convcrfato ,. ed abituo, la vita da loro menata in ciakun liiogo e le cagioni del
,
loro pafiggio da un luogo all' J t r o fi poKono ricavare molti lumi ? per Arisprli oi
a confcliire li delitti comrneffi;~ lo ReKo buono cKetto uolc partorire rifpetto J l i
,
rettori, e Profcflori dclia falh Orazione di @iete o A p r i Fede, come fi L dettodi
L-
fopra ,rifpetto alli TeRimonj da efaininarfi contro di loro ;perchd col fargli riferire li
fiudj, ne'juali fi fano impiegati,li MaeRri,Che hanno avuti in ciaknna kimzi, che hanno
, ,
procuratodi apprendere ; li libri che hanno letti gli ufizj; e cariche, le quali Iian-
, ,
no efercitate li Direttori, ed InRnittori che hanno avuto in materie di fpirito 9 gP
, ,
iufcgnarncnti che da nicdcfimi gli iono Rati dati, e quelli che da e f i Sono Rati d a i
,
alle perfone direite da loro o alli loro Pcaitcnti ; fe averanno detto di eKer. R u i Di-
,
rettori d' Anime e Confi@ori, pub acquiQarGgran capitale r indurli a dirporli di
,
dirc l i veritì foprr li capi che rifultano dal hocc(ro coutro loro .
Oltre la ricognizione delle Scritture pretefe di mano , o di carattere del Reo d b
O ~ ~ forma i d e p t a di f o p a drl
farli per mezzo di Scrittori Periti per C O W P < K ~ ~ nella
,
P. MaGiii potendoli ancora le Scritture negate d J Reo per ilcricte di fu0 c u a t t a e
,
far riconofccre da TeRimonj che abbiano di queilo notizia ; acciò l'atto di tdw
izione d i farfenc dalli TeRimonj legua kgittimamente, nondovrì farli con efi-
e mohargli folame~tqIr Scritture prctek di mano , o di carattere d d Reo,
,
conio fi fu01 dire d ocuium ; ma diquello melfe tra due o pid Scritture che abbia- ,
, ,
n o con quelle quaiche fimigliaoza tanto rifpcno al carattere quanto anco rif etto
rd altre circocfianzc ;contraregnate , o contradiltintc con lettere majufia e, o P
numeri abacali differenti d3 uclli del e Scritturo da ticonofccrfi per fcri~tcd d Reo e
dopo aver ricavato da cia?cun Teflimooio col mczzod' Intcrr u o r j oppormi I t
, ,
c o p i z i ~ n e, amicizia e pratica coi Denunziato e la wtiYa%l di lui carattere e

ScriP<wri~fignati~4 a.
q u a t ~
.
hctogli I' 1uterrogatori0,fe vedendo qudche Scrittura di mano del medefimo $ i . d , b
I'aoirno di ricoiiofrerla, avutane la rifpolta afkrmativo li diri T r c ~s.f i
ìì. incip;ri, ? l ; m e ~ . ~zk. nrbw
W C - se-
,
cundri W C .inlrr qual ade0 Scriprrtr/r, de qua agitur W , i p k E. 1i-l;~ bcw,
, ,
inf
,
Eterrogatut, Am inier Scriprarar q u f l 6 i I*& 0 rrfd,
fit diqua Sc9rura rrrirrrrn ma-,
i
ùU;r co@dcrriti~ ac p r r m ~ i b u ~ ~ b a bdi,tpie~r D,
c r 3 1 ' b i t . e ~ ~ rad-
cp. fcrr.è?err d. N. W ,turnru,i?'r. e rifpondcnda
nl
di si, nella rif oR3 gli fi farannodefm~verele Scritturo mohategli nella forma f a t t k
dal ~ o t * o , e f!lcgline tra cKc la Sniitura, che rironoice per fcritta P inano del Dcouu-
ziuo, co' fargli rendoro congur n ione della ricog~iziono dio no fa ;il rho Cesuite
i termincd I'chnie conforme al f o k o «>ilainterrogatorio [apra 1' inimicizia glurrd
,
mento del filenzio , e fottofcrizione o Ogno di %C. +
,
Nel fine dcll'ultimo ConRituto dovrì contcltarfi tanto JReo negativo, uanto i l Re6
, 4
confin9 il rouo do do!icti da lui comaoffi coiic pomo iacorfo por cau a di quelli fa4
con*
. .
. Tema Parte. ' i2y
h a fa &fpòl;zisae dc Sacri Canoni ,Conititazioni ApeRolick ,t l i difpofizione del.*
le Leggi comuni ,con efprimeie mcora ne' cali particoiar~guelleCoiiitituzioni ~ p o f t a .
'liche che n'impongono la ; coine farebbe a dire agl' Inqtiifiti di aver
Rmr
celebrato la iVlella,o ammini rato precie
i l Sa ramento della confefione non ordinati a1 Sacer-
dozio, I* incorro nelle pene della ~ o R di a ~ a o i IV.
o ronbrmata da Clemente VIII-
nella fua Conltituzjone: Erfialiar fer. rrc.Paalui Papa &j+rru! data il.pritno Decem-
bre 16\32. a proceflar! di aver ncgato la Trinita, la Diviniti di Crilto , h ' h a Con-
cezione di Spirito Santo ,la fuahlorte per la n o h Redenzione, e la Verginità della
Beata Vergine ; I' incorfo nelle pene dell'alrra Bolla di Paolo IV. confermata pure da
,
Clemente VIII. n e l l J h a ConRituzione. @minici Gtegir pubblicata dr Fcbruo i6of.
,
a l'imputati di aver o&fo ,o tentato di offendere li Denunzianti e TeRimonj, cho
'

,
6 fono eraminati nel Sacro Tribunale contro di loro o alcun Minimo del medelima
in odio ,o in difptezzo del Santo Uffizio ; 1' incorfo nelle pene della Bolla Si d e p t e -
g e w d i ~ di q. Pio v i n t o ; con avvertire, che alli Rei ne ativi airohtamente aggra-
vati da yruove coor udenti li deve dire nella contdtazione, $e coltando in Proore#o e r
a
d e otizioni di piifTcitimonj conteRi,&i.efìbConff ituito aver fatto,o detto la tal coB, C-
,
e d ConRituito ( iircorfo nell' Brefia , o nel fofpctto di efìi ,e nelle pcne &e. a li
altri cori conchiudeniemente non aggravati fi deve dir6 che rifultando dal Prore80
ConRituto aver detto, o fatto, &C. il Fifco do! S. Uffizio pretende eKo COnRituito eRèr
incorfo nell' Erelia ,o efferlì rcfo fofpetto di e h ,e nelle pene, &C. cd alli Rci confef-
fi in tutro,o in parte fi deve dire, the coltando pienamente in ProcclTq tanto per detto
"B itì TeRimonj,quulto per la confeffione fpontinca di elro ConRituito riipertivpmenco
e o Conltiruito aver fatto ,o detto, &C. viene ad c h r e incorfo nel delitto dell' Ere6ar
o ad eirer refi fobetro di Erelia,ed e f i r anco incorfo nelle peue, &C. e ilelanc la rifpe-
ffa li rermineri i1 Conftitiito~cornefopra.
- Quando perd ii traccade il Reo confcflo di aver proferito, o ridotto in i k i ~ o
,
o ofiuoni ereticdi , fottopoRe ad altre ualifiche e cenfure avanti & iotemogatle
Ed 9 ,
fua credulità ,ed intenzione fo i a c i i cuna di effe e di conteRaglienc il r e n o
,
colle pene inrode dovrmnodalle b e ofizioni de Teflimonj, dalli fcrini da lui r ì c e
,
d c i u t i e dalle lue cosk(lioni el\nr(i , Iw&-
propofizioni da lui eiA confc%tc e
li ad una per una in un ConRiruto puzicolare per fargliele riconofcere ,ed avcrnc' la
%iihiarazione ,che fono bene eRratte ,e contengono a punto il vero fenfo col q"!. ,
,
R
furono da lui alferite, regiilrate ne' fu& fcritti ,e con irate : e dopo riportatane tda
ricogniuone e dichiarazione le ropdzioni ludderte G daranno arivedere, e quali&*
,
re a due , 0 pid Padri Teologi &punti, o da deputar6 per t a k & t t o da* quali ri-
,
portatane la qualifica di cialcuna in particolue (i confiituirà di nuovo il Reo, e fopra
ciifcnna delle dette propofizioni s'interrogherì fepuatamenre della fua credulit3,ed in-
, ,
tanzione., fattane [tendere le rifpoilc o queRe fiano buone e contengano, che egli
non ha credute, ne tenute per vere tali propofizioni , nè ha creduto clfcr lecito ad
,
uomo Cattolico di fare e dire le care op oltegli ,e da lui confclratc; allegando di
,
averle a a r i t e , fatte 9 e d e t n per altro &e enza more d' intelletto nel qual ca-
io dovrannafarfeli le opportune obiezioni, fondare fopra il fatto e detto medefimo ,.
e fopra altre circonllanze rilitlanti dal ProgRò , per le quali li prefume ,che
bia avuta finiltra intenzione, esreduliti nell'afìcrire ,e ridurre in iiifcritto ta ?lgiiiab-
ipro-
pofiztoni ,e nel fare ,O dire le cofe o poitegli 9 e d i lui confeffate ; oppure in q u t l l c
eonfeffi la fua inaia inteiirione, e creiuiitì , rifptt6 alle propofizioni ,g11 conte-
n e r i la ceofura ,colla quale ciafcuaa di e& è Rata qualificata da Padri Qualificatori,
fopra la quale interrogatolo s'egli abbia da dire alcuna cofa ,e fattane regifinre l~
rilpofianegliatti ,li verri contto di lui alla conteltazione del reato ,ed incorro delle,
, ,
p n e come f è aetm di fopra ;ed in caro che egli alla conteitazione della cenfura
,
delle Tue propofizioni rifpondefe che iie vuol copia per rilpondere , ed addur-.
Ff
,
p li fondamenti, che ba avuti neli' aflerirle e mccttrli in il&icto , gli fi fàh3
obica
s16 - Praticadel b t o Uffizio
,
ebjczionc che t&bi a ! b dea ~ deve r i, t Ori-
e W o egli ( f ~ l ~ di
i0 ciò ai giudizio dolla Santa adre i1 tuo io tutto 9 C per totro
&e denmhzioii 4quellafe 6 tmmuwi&im@
il ConRiwo

Modo di ricevere la DcpoJGonc di uno Eretice


/pontaneo Cot~~parcntc.

E Sfendo fa falutc .dc/lc Asimc, oltre la confctvazionc d c l h


,
Fedc ,nobilifimo fioe c fcopo molto principale del Sacro-
L n t o Tribunale ddl' laqsili$onc, per certo chiunque fpon-
tancamcntc comparendo avanti ali' Inquifìtore c ~ n f e ~fi-i i
I bcramcntc gli c r r ~ r , i ed Erefic, nclk quali ipccialmentc da'
proprj Parcati f a d fiato allcvat~,ed igfiruito ,non dovrà rf-
iCcr dal Qiudicc fborcht benignamente ricrvutn ,piacrvolmen-
f r s t a t o , e paternamente f j d i t o , fcnza alcun rigore di
Carceri , c fcnza fpelè , tor-riti , o pcnc di ualliv~gliaforo
. ?
t a E fpontanm Comparente s' intende cffer olarnentc quei.
lo, che non prevrnutg da indbj , ne citato, o ammwiro In'
particolare viene ad accuiirg fc RieiZo, E primieramente a quc-
fio tale fi darà ilgiuramento di dire la vcritii rgfentc il No-
, '8
tato a cui fpcttcrsi il ridurr': in iicritto ]a. i lui fprrulia
comparizione s eppoi stio Comparente dirà iliùo nomc C ro- ,
gnornc ,r così anco il nome del Padre, e della Patria L Sct- ,
ra ,oRcligionc dc' Parenti, .ciot ,fc f i ~ fiati, n ~ o al prefcn-
,
rc iicno Ergtici, o Cattolici ;la fua educaqionc ed i pfirazio-
nc neli' Erejis , quali dovrd i x Becie fpicgare , almcnp le più
,
,di cui ii ricorda, c la cauia ovvgro occafionc dcl-
prfua convcrfiong alla Santa Fcdc Crtrolica , pcl modo ,che
a incipali
fcgue ; sangiandofi però qucllc cofe , chc dovranno sangiarfi,
fecondo la varietà de' cafi , e la qualitd delle peribnc ,
pie HenJs Anni
Colrparritperfinn/it2r@ont2 in A d a Sin% Oflcii p.coram ,&e. e.b
meique, &p. •
L¶.fiiitzs B. de Civitate ,C.ovvcro, de /oco D.DidiceJs E. tstatisf ì
onmrfam ,&.cui d&to jrurameato de veritate dicznda , p r d t ja-
rawit ,t&s ,&C. e fc vi iard bifogno d' Interpetrc mediante R.,
P. N.pro Intrrprate ad &nncai3zm apmpto ;qui~miiirèrjurawit ,
t a S s , &C. defuceiitdr irrtetprctando ,expofnit ,ut inpò ,eidclicer.
.Io foao nato di Padre, s Madrc Eretici-Lutcrani, ovvcro Calvi;
nifli, .
, ~ e t z a ~ a r t e.i . :n27
nifii, c da cni allewta j ed infiruito negli moti, ed E?& dei-
. la fetta di Lutcro, o di Caluina, [c ho tegute ,C crcbutr infina
,
allsanno pro&mo parato chc cilcado nella Citti di N. e
Oedchdo in diverfe Chieiè le Cctimonic ,che ufano i Cattolici
intorno al Culto dclh Religionk, ai'coltaodo le loro Prediche,
c confidcrando 'l unione, C concordia di C@ circa li Dogtni
della Cuddtt ta Religione, rimaB molto. incl inaro alla Santa
Fate Cattolica ,*e mi parve di dcre iacattivo fiato, fe io pur
4idìì pcr durare nclla Setta di Lutero, o di Calvino ; C venuto
alrimamente in quella Città di N.ha rifòluto per I'efortazioni,
C buod documenti dc Padri N. cd N. di lafciarc affatto la det-
ta empia ,e facrilcga Setta, C di cuore abbracciare la detta
Suita Fede Cattolica : e pc<oò mi fono prcfuirato avuiY a
,
Santa Madrc Chiefa .
V. P. M. R., c chiedo umilmcntc di da rccoauliato ella
fnmrog. V texprimat in&eMe m~otet,& Hcerflcs ,qm, & qnat
.
t c n ~ i,t & credidjt inJe€?a Ijrtberi ,loel Cnlvinj
&JPI I o bo tenuto, e creduto, Ce fard fiato L utetano.
Che tre folamentc fieno i Sagramenti della Chiefa, cioè ilBattc-
fimo ,1'Eucarifiia ,ed il Matrimonio.
E fe,iarà Rato CaIviniRz . e

Che due folamentc fieno i Sagramcnti della Chicfa, cioè il Barte-


fimo, e la Lcna.
Chelc Sacre Immagini non fi debbano vcnerarc .
Chc i Santi in Cielo non preghino per noi, c pcrciò non debbano
da noi invocarfì.
Chc nel Stgran~cntoddi' Éucarifiir, re C Lutcrano, dopo le paro-
le della Confagrazionc vi iia folamente in nto il Corpo, ed il
Sangue di Noff ro Signore Gesù Crifio ;cncl Corpo reai il
Pane, e col Sanguc il Vino, cd inoltre coi Pane vi iia folamcn*
te i1 Corpo, c col Vino iolamcntc il Sanguc ;c pcrciò fia nccefi
fario di Precetto Divino, che li Laici iì comunichino Cotto
l'una ,e l'altra fpecic.
E sc è CalviniRa .
Che nel Sagramcnto dena Cena non vi Ga realmente il vero Cor-
po, ed il vero Sangue del Signore, ma folamcnte come in le-
g n o ,cd in figura.
Che il Papa non ti3 vero Vicario di CriRo , nc Capo di tutta 1la
Chicfa di Dio, ootj più tono Anticciao.
Efz Chc
722g pt~tfeadel Sasto Uffizio -.. I
Che dopo l a - t e Vita nonvi fia Purgatorio. .. 1
& inqucita
i orma gli fi hranno fpiegarc tutte Ic aItrc W C da
lui tenute.
E fc per avventura il Couypamte , come rozzo, ed idiota, m a
. t p r i dprimcre gli errori fuoi, fi potrà interrogare come fquc.
.
9ntcrrog. e d tennerit de &l& c i b o r ~ ~ a Rdp. &C.
.
Isucrrog. e d c r e d i w de Confefione SacramentaIi h f p . &C
Interrog. @nidfbnfìitt de Sacra Mila. Rcfp:&c.
E cori ddlc akre ErcGc ,quali pareri ;rIl'InquiGtorc ch'dlo Com-
parente, fecondo la qualitb della pcrfona , poKa aver tenuto ;
ed appreLFo dovrà difiintamcnte interrogarfi , che cofa al prc-
fentc ei a c d a fopra ciakuao de' gii narrati Articoli.
Interrog. @@d modo ctkdat def ~ p r a namacis Articufir ;
f ì a m expbcet cSrca rkrwmquernque illorum .
Rcfp. Io crcdo hora gencralmcnu tutto quello, che c r d c la San-
- ta MsdK Chiefa Cattolica , ed ApoRolica Romana i C
colarmente tengo, e crcdo.
Che fette fieno, e non piu ,ncmmcno i Sagramcnti delk Chick,
ciok il Batcefimo , la Conkrmazione , &C. -
Che lc Sacrc Immagini li debbano onorare, c riverire.
Che nel Santifimo Sagramento dcll' Altare vi lia rcalmcnte il
Corpo, cd il Sangue di Nofiro Signor Gesù Criito ,&C.
E nel medelirno modo dfponded fopra ciafcuno degli altri Arti-
coli , ed il Notaro CcriverA il tutto diligentifiimamente
Ma fe il Comparente non iaprd rifpondcre ,c dirà ,che folameal:
.
t c crcdc i detti Arricoli effcr falli, e che dcfidera effcr infiruito ,
procurerà 1' Inquifitorc dopo 1' Efamc di farloammaeltrarc pri?
ma i chc lo riconcilj , &C.
Si avri pofcia ad interrogare dell'infiafcritte cofc , cioh
latcrrog. An paratusJt ,ornHes Hdrejèi, & errorcs pradjfir, ac
a h q#o/Cunqcre abjurnre , maledicere, ac dcte/lati ; 6 ex corde
ampieai Sa~i&mFidem CStboZicanr ,q ~ a m tenet ,credit,pradicat,
proftetur ,ac docet SanEla Mater EccZeJiù CatboIica , & Apo/toZjc@
~ o m a n a,cufif Capat ad prafinr c/l SnnEliJìmus D. M Papa Ne
& in ea vivere , & mori. e

hefp. Io fon pronto a fare quanto da V.P.M.R. mi faril impa(to;


InterrogoA# de prfdiaisHfrefibur,& erroribusf ~ e r i anqUam
t injg&-
ci0 prcventus ixdicris, vel denunciattzs, ntxt aZiàifig,-jr jrfito exre.
rioripropter prkdi8a reco~ci/iatus. Re$. &c
i
.
Sc
Terza Parte 2-'29-
dlra di sì ,CO' siarire il tempo, il luogo, ,
C la p~ribna dinanii'
a cui farà ilwo bdiziato , o riconciliato, a o n d o v d I' Inquifi-
torc affolvcrlo, ma darnc parte al Sacro, e Suprerno Tribunale
- della Santa ,ed Univedale Inquifizionc Romana ,c di'là xrcn-
der i' ordine di quello avrà a fare.
& r i f p o d e d di nò ,s'interroshi apprefi.
dntcrrog. rsbr in rebus Pidei Catbolicrjtf.ìienter inrrx*. -
lo Cono aEdi bene i d r u i t o nelle c o l è a a Fede, &C. .
E r'e rifpondcfi di n6 ,li faccia inltruire, coruc fi b detto di fopra.
Incgrrog. Anfiiat ,i n partibur Catbdicorum reperiri aliquem Hdru-
tictrm,velipfi Cbmparcns babeat aliquos complircs, & quatrrrrrs &C.
.
nomhet illos Rcfp. &C.
Ed avutafi la fuo rifpolta ,s'egli fapri fcrivcrc, e vi fàrà I'Intcrpre-
.
. t e , fi finird 1' Efamc rosi
e b y s babitisfuir dimiJus ;injun€ib eHlem, & D. Jlllrpvrti ,rt am:
I

60 fe fubjriùant .
lo A. ho depofie comcdi hpra ..
lo N. h o interpretato fedelmenrc
E fc non fapri fcrivere ,c W m e n t e vi fui 1' Interprete fi dir&
cod.
&bus babitis ,fuir dimiffus ,& ,crm acjciretfiribere ,j ~ J k s ' j è c i ~
jrgnum Crucis ,D. verà Interpres jèfubfiripjt .
6 G fdtofcrivcrd parimeore il Notato fecondo il folito .
E pcrchc non hanno aUc voltc nè il Reo,nt i'fntcrprete cognizio-
n e alcuna della Lingua Italiana, e conviene perci6 in fimil caro
ricevere la fpontanea comparizione del Reoin Lingua Latina ,
ii & giudicato bcnc il porne qnl la fòrma, ch't la fegucntc
Dic Menfi
.
Anni
~mpararitperJ"naiiter&ontb,&C. coram ,&C.
N.de N.&ce qrui de&to/ibi juromento , &C. mediante R. D*N.&C.
, pro interprete ,Qc. expojkit ,ut infia ,Iridelic2t.
Ego ex parentibus barcticis Latberanis, vel Colvim$f?is nntus fum ,&
;ab ilhs,prwt etiam a Wni/tris ,kr Prrdicantibus in/)ruSus ,e 9
cducatus in ervoribus , & bdrc rbus Lutberand , ve/ Cnlvini/)iait
t
a'
Se% tenui, & credi& quidqri tenent ,eY credunt baretici Lutbe-
vani ,yei CBlviniJh in patria mea fer8 uhwe ad prafil~temdienr.
Sed modo ad Fidem Cùtbolicam rr'm piorum bominum ndmonitioni
bus ,t i m Cbtbolicorumlibrwumlesone converfus , cupio in Catbo-
licarrum armerrm d f ì i b i , 8. bujr/s rei caga a R. D.N. bic pra-
Pntc direEfcrrfìnr od boc San&m Oflciurrr , Inter- .
3 3~ pratica dei Santo-Ufnzlo
Ioterros vt expriiirar inJjwcie crrdnr 6bare@$ qws, b q 1 9 1 1 8 ~ I
~ n i,tQ crcdidit in&& Lnrberrrrra ;wef Ga/crin@ica
Refp. Ega t e m i , & creddi .
Dno r a n t m e f i Sacramenta fiele&, fiifice?, Baptifium p Q Biik
, ve/ SanEhm Chnram .
vefi-i carnib~sdf'ebarah Ecckefia Romanu pobibitir;
In Sacrare~ìoEncbarif?k, s'egti farà I t a t ~Lutcrano,JiPtbSpeciepam
A ~ contineri
S Cotp1~1tantdmJne Sanguine , &fnbSpccie wigi Sa+
guinerutantkmfine. Corpore C b r f l ; idrirco necefluriivm efle ex P r e
I
cept~Divino, & a d h k t e m atcrnamcotgjiquedrlm, omues UIV-
nicat.4 fub mraq* Specie : Q ia e&m fiacramenta non contrncrr'
Corpus , & Sangpinem C b r F ,n@ dum a& percipitur :&I;mi-
ìiter poJ? Gnficratianem cumf1ybflarrtia Corporirrenroneref~zb/ta~-
.
ti.mpatrir, 6.c m fivbfianzia Sanrgui#ir fnbfì?a#tiam vixi E Cc t
Caivinifia ,
Ix Sacramento &e nox contineri ved, &Y realjtq G p s b&A+ ,
guinem CbriJ?i,j2d tamqwnm ir fgaro.
!ì&naaum Pont$cem non efle Domini Yicarium i n tcrrri ,rre
qrre G p n t 21tzieierfnili1 Eccleja ,imlr&bticibr$um
PoJZbanc vitam noa efe '9urgatorium.
candor.
SnaElo~i n Ciehnon ieercederepra rrobis, Q ;&o n w e f i a #obis i-
Prdter diem Domim*ctzm, acfepu Natjvitatjs ,& AJenJonis Chij?i*
Q Snn€?orum ApoJoierrctn, a r ~ i f ~aEud m j
Sperar irnagines no* effe babe1~dar,n e p cdendas
Yejfinieab Eccf+ Romana ordiunto m a efiJwvaxda.
.
èh n t e$# ce/rbr&m,

COnfc>flonemSacramentakrr omnium peccatorum moriali#nz inr @cn's


coram Sacerdote non e e areceforiam
l .
NO#efle opur a rrt Sacer oter ,ac %ligi$ c@fi6emwitam Icarrt, &e.
Inierrog. Wd modd credat de pranarratis ercicuiis .
Rdp. &C. Modo ego temo ,6credo quidquid tenet , Q nedit SnnBca
CBtbolica ,Q Apji'oiica Roniralan Ecciejfa,& iiapauticukari .
Stptem efi Sacramenta EccZe/l~,qua j u k s bere recitavir, wrlxefiioit
.recitare.
fiM't~/mnon ere cotnedere carracr dicbrus n S. A. E.probibitir.
In Sacramento Eucbarqia poJ? Gbnjècratiorrem /irb rzna aqrre ,ac /Y6
aiinfiecie coqti#eri ver2 ,reaiiter ,acJuhPantialiter t M a r m , & 1s-
tegrum Cbri/rum ,ctiam extra rrtutn ;& fuflceere aà fiìutc'm eam-
municaref ì b altera tautrlirrr ficcie a rreqnc ibi ampli~~rrrperiri fib-
,
flagriam panjr & wjffi , %ma-
t 'Te* Pàrte. 23.1
PO@%W
Olporna~~ry? tfi EccìC/ia,& bo*ixi Yic.rirr'
i n tctrir .
. Purgatmium ex$'crepo b g n c ~ i t a m . a
SanEfosin f i l a intcrce ere pro nobis,& i&ircd a mbis e$# iwvoca~i&r.
Diesfe/ror omner ab Eccleja Ronzana ordiaacor efe celebrandor ..
vejunia item a prrfata Romana EccleJa iirflit~~ta efe obferyanda
CPeccata rnartalio omnia i#/pecie Sacsrhtibus efe confiteuh
N o a pofe licitè Sacerdoter,ac Relighrfir fitrimpnjum co~traberc,&c.
.
Inccrsog. y l t / / i c p a r ~ r rabjgrare ,&e. Refp. &C.
E fi kgua a farligli dtri Interrogatori ,come di fopra
Quclio fi 2 dctto di uno Erctico&ontb Com arentc, dovrafi nffcc
.
R
warc ancora ivzrfo tuttiquclli ,i quali e mdo ,o per fuggcfti+
e c del B m o i i o , o per altrui malignc~rfualìoni,oppure anche
cr loro prop~iamalizia, caduti in qrralch'rrrorc fpettantc alla '

l a t a Inquifizionc, fpontancamcnte compariranno avanti In in-


uifitotc ,o fuoi Vicarj , c fcnza af'prttare di cffer nel Santo Uf-
%zio denunziati, o in quallivoglia alrro modo ioditiari, foddi-
dcranno nel modo fbpraddctto interamcntc ; comc poicia
debbano Cpcdkli,, QC trattcrcm.~ acll' .Otcava Partc,
._I_ .--
ANNOTAZIONE.
,
.Ai odimento dello fiero Privilegio e henefizio di eRer fpedito xoll' Abjnra C&-
fpo&te , ,
alla rigoA* che darlfopra la fui mdulitl ed inteaziwe se00 *le peni.
tonze falorari d d Supremo Tribunale della Santa ed.Unirerfde IaqaiGzione & o m w . ,
col titolo come 6 foce Spoaraneameote comparfo, è benignamente ammeflo chiunque
dopo e f i r Rato prevenuto da qna Deaunzir Iepittimamcntc ricevuta, o da efami di pid
,
Teilimonj cha atiflcro.qualche ecreziorie .di nullità , o il corpo del delitto ne' caG
carcerato neShoi-Rimi
R
dovuti non fadè uo Ynmente q i u l t i h t o ; fe il Ree fpontaneamenre comparfo ,o
ronfcta lincoc~~mctire li ~ J I I , d e quali era nato denuntiam,
e proceKaco rifjettwamerite.~pera IiCiudici. che contro di e& roccdono ,non iolo
hanno da a v v a i r c di non ordinare l i Carrrnziane,Te prima non $no ben giufli6cato
il corpo.del delitto, ed acqni'tate pruove fufficienti p r farlo, some fi è dettodi fopra :
ma insafo,t%g pcr qualche legittima ean6 gli convcniflc di prevenire ncUa ~ u c e r a z i o -
ne , fe iiReo jiklli, dopo carcerato non f? inffmza di affer fenn'to , nel qual caro non
,
pnò farfmedi meno hanno 63 dierire di conltitairlo ,linchè i l corpo del dclitto Ga
ienamente provato, r fisnoaidotri negli atti indizi, e pruwe fi~fficientiper intcrrogar-
,
f o diahl per la loro colpa, del h i r o d atroci non rcrtlno impu.t~.
Al coprraria,fe dopo fatta la fua Gonunea comparfa alcuno dc'fudderri Rei v i n de-
riinzi.aro .da piii pedone , avlco cogli <fami de' TeRimonj dati in cootdti dal
1)caonziante diaon aver detto O = inceramente
F la veriti nella h a fponnnea romparfa , o
rifpetto a !è M o , o rifpetto a' complici, G oflorva nel medcliiiio Supremo Trihnalc
di far procedere contro il Reo col dovuto rigore nell'ifielfa forma, che fe egli non fo&
t ontaneameore comparfo ; ed in ueRo caro dopo avergli hna riconofcerenel primo
&tuta h fu ~ O O W C O compar ? andarfi inrrirogando Lopra lo rir.mRanze ,
.. dello
Pratica del SarRo Uffieio
dimmuito, e connftarfe~lile Denunzie, e le Dcpatu'mi deBTeitI.ii
monj colla ! m r a di e&, la diminuziode ,i1 reato, e le pene j e rocedcrfi nei rima-
,P
nente ancora fecondo le re& , che fi rono regiltrate di fopra ri petto alli Rer catcc-
,
rati negativi o confefi legittimamente prevenuti .
E erche tra gli altri, che f ontancamcnte cornparifcono ad accafarli di fimili errori ,
P
me1 =cm Tribtinale in
,
N~~OL Malta, Ancona ,ed a l m Qt:i vicine al Mare fogliono
capitare'Schiavi li quali col fuppoRo d' en'er nati in paefi de CriRiani , e d' enCr R#i
Battemaci, e d' enèr poi fiati fatti Schiavi da Titrchi, e coltretti con minacce, e timo-
re f~tteglida queiti, ad apoRatare dalla noRraSznta Fede alla loro f d f i E t t a MaomeP.
tana, it prefentano nel Sacro Tribunale ad accutrfene condire qudi tutti d'aver ci&'
,
fatto folo eltrinrecamente ed aver ;ntrinfecamente ritenuta la Cattolica credenza
,
fuorchè quelli li quali alferifcono d' effer Rzti fitti fchiavi7n et3 infantile, ed incapace
,
dell' ufo della ragione , e fanno inltwza non folamente d' effer riconciliati alla Santa
.-
.
Romana Chieh Cattolica; ma ancora dichiarati liberi dalla fchiavitudine, nella aale li
ritrovano come Turchi in o t m di Particolari, o di Mercanti Criltiani Per li ;/ddmi
,
Schiavi, rifpetto ali' ApoRaiii 6 ho1 ordtoare che dicendo d' effer Rati fatti thiavi
, ,
in c t ì infantile e,di non elier fufficientemente initrtiiti nella Fede CriRiana li fpedi-
i c a m colla fola ProfeRione della Fede Cento farli abjurare ,e fi affolvono ad c u n r e l a '
dalle Cenlure, e fi procuri di farli inRruire nella Fede Criltiana ;ma dicendo d'efiir ItaÙ
,
fatti fchiavi in età avanzate fi fanno fpedire coll' abjurs proporzionata alla rifpolta s
,
cheeffi h r n o data in ordine alla lorocredenza ed intcnzione ,C coll' a1;oluzioae deiie
.
Ceufnre Rifptto poi all%flanza d'efir dichiarati liberi per li fatti khiaoi in e d infan-
, ,
tile O minore, provando d'effcr Rari Battezzati e fatti ichiavi in tale e d s'ordina
, f ,
che/cr./cr. colli Padroni er il loro inrerere Geno dichiarati liberi aocorchè avcf-
fero combattuto e fatto i meRiere di Corlaro contro li OiRiani ; puiuhè in quelti ca-
.
6 giultifichino ancora di avere cid fatto
mnggiorc, li da ordine , rr ; ma per gli altri fatti fchiavi in e d
che reltino nel a fchiavitudine.in pena deli' Apofìafia, maf-
,
Cimamente fe fuu0'ero Rari preti combattendo, o in altra eonsiuntura per farza feppu*:
non provalfero d' efferf imbarcati per poter piii facilmente fuggirrene in Pacfe de'CrG
Aiani con aniino di ritornare aUa Reliqione Cattolica ; oichè i n queflo caro dopo
li bcri . , ,
riconciliati coli' abjura come fopra fÌ h b b e m non do ,
rila9re rnt ancora di-
234 pratica del Santa Uffitio
contro il tcnorc della giuftizia 1' Innocente venga punito , cd a
Colpcvolc afbluro $5dovrd Arfi nella f m a ,&C f'gm
Die MenjÌs
.
Anni
&dugrcr de carccribrcr, bperjnaliter conpitutrur, ubifupra, & corhu,
&C. N.de N d e quofipfa :& fuit e i diۓ?nmper prdfatarrn M. R. P.
Inqtrijììorem, an welit* repeti Teper adverfus ipfum inprdjnti cauta
cxaminator,quia dob~atarflf articuli pro firmaadis Inrerr&atoriis,
ac etiamfacultas alloquendi D. Procrrrotorem ,fiu Aduocaturn Re-
orrum SanEli Oficii :an werd illor velit babere pro rit2 ,& reEfè exa:
a minatis ,& repetitis ?
w b u s auditis ,dixit ,&C.
E dicendo il Rco ,di non intenderfi di tal cofa, e non fapere que1-
lo, che fi abbia a f ~ r et, che volentieri parlerà col 51,onorPro-
curatore, o Avvocato, eppoi li rii'olvcrà intorno alla detta ri-
petizione, dovtd cotal Tua rilpofia rcgiitrarlì ied il Notaro ,col
fàr fottol'crivere il Reo, rerminerh l'atto così: Ec ipfi GnJiturnr
jèfubfiripfit t; dei#& rami wz fnit ad loc~mfurum.
Ed avcndo pofck i'lnqui i! corc mandato a chi~marei1 Procutvo-'
re, o l'Avvocato ordimrio de' Rei del Santo Uiii~io,o altro, a
cui tal carico fia commclfo ,g!i dar9 il giuramento, e Gri ci+
aie
.
apparire ncgl i atti in quc8a guifa
Wenfis A rr
i
W.R. 'P. Inqnqcor accerfiificit in Satr% OFcio D. N. de N. Pro-
tnrutorern ,fiu Aduocaturn Reorrcm diEfi SaaFti Oficii ,quem h-
tatrus efl ,ut pro charitate welit bonum & utile con/ilump~cbers
N.Reo, & carcerato in S a d o O f i o,feu-pro ca#jà San&?&Iuqtri-
J;tionis ; &Jbi defatumfuit juramcntum de jicreto jèrvanh qaod
prapitit , t a S s Sacris Euangeliir ; & tane admifur fuir ad colh,
euenduuì cum prddi€lo N. carcerato, &e.
E kkerà tmttare il RCO COI detto Procuratore, 0 ~vvocato'.
h o r i della Prigione nel luogo delli cfami ; ed il Notaro pari-
mente riporrà ciò negli atti, in qucfio modo.
SucceflvP prddiEtus N. eduFfusde carceribus locwtus e/) cum di& D.
Prccrrratore ,ve2 Advocato ,in loco ewaminrrm ,circa rep~titiot~etn
Tepium ,&C.
E volendo il Reo la ripetizione de' TeRimonj , fì fari fcrivcrc il
tutto in Procefio così .
Et frcbinde conpitutils ,r/Bi fupra ,6 coramprfdi% H.R. P. I~qilfl-
$ore, ia meiqpur, &e.pr<cfatus N. dixit & expo/int ,Pvr& ornr;rd,
re.
. Q-rta parte'. 235
TeJer rQeti/blpr Intwrogatoriis a di& D. Precwatere ferb A i v e
. u m fwm~ndir, 6.ex arte jpjus a#/rit~ti exbibeadit , ac dep6
~endisi 6 kindd f i ì ad ìocuuns/*un
E dopo il Notaro ii lortdcrivaà . .
Dovcndofi percio profeguirc la ripctizionc ,G faanno cavare dal
, Signor Fifcale del Santo Uffizio lc poGzioni,ovveto articoli,con-
tro il Reo: quali dovranno contenere i capi di tutte le cofè prin.
cipali, che al detto Rco vengono oppofle ,Cotto quefia forma.
&tic~~losinfrafiriptos dat ,fncit ,exbjbet, ntqrue producit D. N. Pro-
curator Fgcalis Sana&Inquijtionis N. in ce@, quam babet comtro
& adverf~sN. carccratum in carceribus di* Sanece Inquifitionis
e# aàverfoprincipalem , qruos ad probandum recipi & admitti juw-
ta f l ~ mSaaEfi OJìcji ,& fìper illis i~fra/cràptorTcJes diligenter
exqmiwi petit & i n k t ; adfuperfinm tamenprobationem nulla-
. trrrrs/i upringens ,de quo f ì n ~ i t 8 rQ. exprejd proteflatur, o m ~ i
meliori modo ,Qc.
&primi# D.Pvocurbtor l?ì&aìirpra-di8as , quo jìupra nomine ,hlc
loco orticulorum repetit ac reprodrrcit omnia 6./ingula in Procefì
cuuftk batbus deduiia, pr&fertim confefiones diL% Inquijti; i nparte
tamen &parribus, in favorem FìJci ,Q contra di&m N fncierrti-
bus :6 non alids ,alit8r ,nec alio modo ;de qao expre/ihproteJati~r
omni meliori modo.
Ex quibus /ic repetitis clariflmd confire dicit de bono jure F@i ,Q.
molo jure dit?i N. ;& quatenus tron plend conbret, D. Pj'alis pra-
fatus ponit ,@r probnre etult ,& intendit .
I. e a t i d r p r c d a r N. ( e ci6 fi pone per efctnpid ,come negli fc-
guensi art icoIì ) malè fintiens de ingabiili ac prteJ?antiO;nvo Eu-
cbari/rid Sacrameato, pluribars vicibus, 8.diaerfi locis ,ac &empori-
~ I I,S impit?nfleruitJinalmo bec Sacramento aron exyere realiter G r -
us & Sanguinem Domini Noflri "Jefu Cbrqi ; Et alids ,pmrr
$$e5 dejìvper infirmati /pec+abunt
manififlurn, publicum ,& notorium .. &d ftlit ,& t$ veran,

II. Item qualiter prddiETus N. animopror-4s HmeticaE dixit & a@-


mavit pluries , Conftflonem Sncramentalem non $e neoerariam ;Q
,
futcerejòìi Deo peccata confieri ; & alids ,prmt Tej?er &C. &od
fuit ,&C.
111. Item qualiter diE?~sN. fkpiflmi! ,6.coram wiir perfinir, arufus
fuit errunciare, ac pertinaci animo defendere ,non &ri Purgatwium -1
p$ bam vitanr, nei SanEdPr pro nobis orare, & i&id *or efe a IO-
, Gg 2 bis
236 .prati& del Santo U&io
bis imocandor Et aliòs ,prout Tc/fcs,&C. @dfni& &e.
IV.Item quulitm di€i'ufl irrfiafiriptas,in Deum bencdia~m,SanEEF
Jmam Yirginem &riam ,& SanECos cnm Chipo regnantes, bare-
ticaies Blafibernias, ore facrikgo ,frequento, immò ex coafuetd-
, 6.maximo fcanlialo,evomuit, (uidelic2t ,&C. E quì potranno
fpiegarfi Ie bdtrmmie Ercticali, che al Reo vengono oppofic.
Et aiids ,prout Te/les, &C. &od f ~ i , t &C.
V. Item qualiter d i a ~ N.
s diabolico aans Ilpiritr ,SacrofinE&s Cbrqì
Domini /Vo/ri ,Beatifimte Yirginis Hatris ejus , 6.Sa~Fforurir
Cklicolarum imagines,nufus efl gladio percutere ,ceno con&urcore,
.
& faxir impetere Et aliàs,prorrt Telfs ,&e. e d firit ,&C.
VI. Item qualiter diEfus N.fiiitrs fuit vacarejòrtiiegiis ,& rebus 1s-
per-itiofis ;Q iarter olia docuit quoddam expe~imentumad morbw
depcliendos ,cum nominibur incognitis Buiperodir in aaulo ,prowt
Jèuiptn fucrunt, 6ipjè NJabuit #num anuixm taliter injuipturn
Et aliàs ,proat Tepes, &C. e d fuit ,&C.
.
VI I. Item qualiter di8nr N.folitus fuit uti qruodam experimento i n + )
ciendi inSpeculo,mediante puero ,vel puelld virgjne ,*rrdbibendocum
rjrinm benedjEhm , & nominando Davnones, illi/que bonorem ac
reverentiam exbibeardo ; necnonfuffumigia oferendo , tituIiJque 8.
Regis & Domini eos condecwaado ,pro bobendo reSponfi a Dternone ,
fuir ,&C.
.
ad efecETrm conpringendi fiiritrs Et alidr, proat T@es ,&C. e d
E così di mano in mano in diverfi articoli fi inderanno difiinta-
mente ponendo divcriì capidi Erefie ,o di Bcitemmic, o di fatti
Ereticali ,ed Apoflatici, o d'altre materie fpettantì al Santo UB
fizio, conforme a l tenore delle caufc, che avranno a trattarfi ;
oppure anco fi firingeranno in un folo articolo più capi,Secondo
principale, ciot .
che fia giudicato i - ~ d i c n t:e e nel fine fi aggiiignerà 1' articolo
VliI. Item qualiter prcedi@a omnia eY figula f i e r u ~ t&ftnt vsra,
,
publica #otorin ,qfr manif'fla ,&C.
Hos ntrtrrn ,&C.
Salvo jure ,&C.
- Non Jè a/tringens ,&C.
Proteflatur ,&C.
O r n i meliori modo, &C.
A Formati nci modo fuddctto gli articoli,il Sig. Fifcalc gli elibiri nel
Santo UfEzio; e cota18efibizione f i noterà così.
Die
L Quarta parte:'. 237
Die Menlir 'Anni
&bibita fuit in SarRo OJcio N ,&v D. N.~roc#rarmetnFi&Zem
djaj SanEai O@cii,j2bedula articulorum ad~erfisdiatrrm N. careera,
ZUR ,& p ke Not~~rium de mandato ,&C. recepr. ,& in a& re.
pojirta, &C-
N. de N.Sana Ojìcii Notoritrrr.
Succcffivamente t l darà copia di e f i articoli all'Avvocato, o Prg=
curatore del Reo, refentc 1' iReKo Reo j C dai Notaro fi iegi:
Die
B
ficca 1' atto in que a guifà .MenJs Anni
prucedentium articrZorum Fvci tradir<ifrlrprfdiRoD.N.Ade,&
caro f i A Proc#ratori prapti N-carcwati ,&C. ipfi %o pr&fiae,
wbifupra ,ad effeaaifotmondi Ixt~rogatm'a,&C.
N. de N.San% Oflcii Natarj~s
Sopra il tutto awmM i'b wlitorc di non pcrmciterc giammai2
.
1
chc al Reo,ovvcro al fu0 rocuratore, 0 Avvocato, fi dia nota
. de' Nomi dc'TeQimonjdel Fifco ,che fi avranno a ripctcrc ;
fatto gli articoli,in vecc de' Nomi dcSTefiimonj,f facciaiio fola-
mente alcune lcttcrc, che dinotino anca il Aumero di efi TcRi-
monj così . Nomina Te/)iurn.
N. N.
N. N*
N. N.
G1'Interrogatorj poi da fhfi per parte del Reo a' TeRimonj del
Fii'co nella ripctizione,fi formeranno aggiufiatamente fecondo
il tenore degli articoliiin modo, che vengano a fcrirc i detti aro
ticoli, C toccliiiio lc caufe c circonitanze delle cofc depofte da
i fuddeti i TeItirnonj , nella forma che fcgue .
Interrogatoria infrajripta dat ,facjt ,& exbibet Sana& Inqui/ittionis
N.corcerarort4m Procurntor,/el) ~ v o c a t u s&, eo nomine N.car-
crrati ;jkper q~ibr~s , t9 eor~mfigulis,pr&ten/òr Tefieeoinprirnis
& ante omrrin, ideJ) ,antequamjhper articuiisproparte 'D. "Procu-
q

d
ratori~Pgcalis Sat.8i Opcii examinentur, eu repetnntrr,diiinge~*
ter interrogari & exnmirrari petit ;ali s proteflatur expreJ2 de
nullitnte Depo/tiorzis eorutndem, omni meliori modo .
I . tW9neatrrr in primis quiiibet repis de veritatepeiiter diceda,niK-
i o a u t o , ve/ diminuto , & nibilo aflerropro certo , quodpenesfej3
dnbirwn, z~de contra j cum ma~itnèagat#r de fàlwte s &
Pr*
238 ~ r a t f adel Santo U k i o
prajmdàcio tertii , wltrd pmar Fa~ariis& Perjivrls i ~ r t a s .
li. I,vtrrrogetar : D e ~ j x noaine,
s cognodns ,Patre ,patria, atate ,
& exercùio ;& qsando rrltinpd vice confeflur fnetit Sacramentali-
ter ,& S a r F 3 ì 1 ~ mEncbari/ia Sacrsmntrun f#mpf ì i t j &,
a quo ,/èri quibar , & quibrrspr&ntibus ?
111. Interrogetur :An wnqnam fnerit carceratur ,inqrlgtur ,velpro-
cflatrt de aliq~odpUEfo; & un condemnatiolaen, vel ebfollurionek
rqwtaverit 3
IV. Imrrogetur : A qrronto tempore citra, rbi , & qna occaJoas co-
gno&at,wel cognouerit N.; 8.un dih cum ipfofnmiliariter traFfovc-
rlt d
V. I~terrogetnr: An ab ipfi h7., ve1 ejus cnea & occaJone, babnerit
rrnqMam aiiqwam caufam odii vel mulsvolentie, in illum ,.ve4 i# -
wicem co~tentionem,feu oerba injuriofa ?
VI. fwerrogeur :A n unqnam audiverit ditlwm N.loqui Bc San€?i&B
,

EarcBarijik Sacramento ? Si negathè dixerit ; nox iriaterrgetur


rrlteriir3.r. S i verò a@mntiw2 dicat ,quando ,coram q~ibus,qnro i#
loco , qaotier ,& qwa occu/bne , quibnr zierbis ; an afertivè & ab-
jÒlut2 diHus N.tnnc enuncimerit, in SizmatifimG Ho/fi6 nox ode e
realiter Corpus & Snnguinem Cbr* ; wel potifif imprugnati~ P;
aut referendo ea,quk ab H&reticis , J d J a l r ò , dicuntwr ;&fidixe-
rit prout in articlrlo, interrogetrrr : un tunc ipfe TeJir vei ali;
. contrarium ad ipfum corrigendum afernerint ,& qrrare/2atim i/-
Iwm non denunciaverint?
YII. Iiaterrogetur : An ulaquam audiverit di€llrm N,fcrrnonenrr babi
re de Sacramentalipeccatorum confeflmne ? Si negativè : non &tra.
S i verd aflrnzatiu2:interrogetwr de loco ,t e m p e , occafioaz, 6 fin-
tcJlibus:qwisam prior de tali materia locutus fuerit ,quomodo d f i r
N. de tali re loqui cteperit ,& cum quo ,vel q~ibur;qlrd Verbafor-
malia protrrlerit :an omnes bquèper necefle ,autper pofibiie, diffrrk
N.auuherist : aa tacenter approbazierint , wel renuentcs difeerr-
f i t r qribur verbi$ fucrit eidem objeanm ; Q a# ipfe pertirrax
fucrit , velJatim correl3jwijèfubmverit 3
.
.VIII. Interrogetur An unquain nrdiverit, di&m N. tra%re&
Pwrgntorio , & SnnEìor~mintercefione ,ac imocatione?.S i xegati-
.
vè : non ultra S i afirrrativè :referat jòrmalia wrba a dia0 N.
prolata, & explicet locrrm in genere ,locwm loci inbecie , occafib
rrrem, CbnteJer c m exprefione nominum , cognonninlrrrr ,& errcrci-
',

zii; principiwm firmo#- di€hztiurrir motcri~rrra~ 3 ak qnibns TG-


bar
I
- -Qoarta Parte i- 239 .
bas naElatnmfuerit antequam ad diUar materjas deaen;recwr, &a
' quo :uerfar qgem diUur N. direxerit onb.nlii1yrfxr :& an rque
omnes audiwet.int , ve1 ipSe ?'$i$ foks : quantum d i h s N. turpe
diJaret ab afiir :& nn alta & clara voce pronunciawit j ao
anquir contrndixerit ;& cnr nonflatim denrrnciaverir ?
E.Interrogetxr : Anfiiat :qge Blafibemia ve2 f i t bmeticah ,
& qaw minimè: @r illas pronunciet ,ad efeEfumcognoj2endi ,an il-
Iarpercipiat j & quat enur ,&C. dicat: an unquam audiuerit,di@um
N. tnkr.bareticaler BlaJPbenziasprofe*re?Sì negativd : non altra.
Si afirmatiud : recenfiat adamu@ omrper @r qrrafiumqwe Bla&be-
miar a di20 N. prolatar ; & dicnt : quotier, qua occajone ,qrrando
& quiburpre+ntibur, talia nndiverit : & an lacefitnr ,vel ira-
.
cundia calorepeucitur ,ve1nulla d a t ~

f
occafiom, di&s taliter ir,
Deum @r DIvor oblatraverit ì? .
X. Ihtrogetur ;,4n&iat ,veldici andivsrit ,diffumN. liqnnmi#-
jxriam /è# aiiqusr injuriar ,Jbcrir Imaginibrr irroga e ? Si nega^
.
, tiv2 :non ultra Si afimotivd: dicat ,quam irpjrniam, vel qual i#.
juriar, & recenJat foca, tempora, GbnteJer, atqare Imaginerfi~gil-
Iatim; & an eflèt noffurnumtempas, Irel diurnurniqua dc caufa tali-
bwr eas injuriis jiIfecei-it ,& quotier : an di& Imagines efìnt ira io.
co ir-If;mo,autJjlb/i?,ii,vel eminenti$cu/Pt&,ve1 AepiETo; inparietj-
bur, nut iconir tabulir, wef lapidjbus;in Templis,aut domrbur,vet
ujirpublicir;quorum efent SaniZorgm refieSv2 ;quofurore ad&$-
&a adn€Iurfuerit :an a circumflantibsrfuerit monitur , ve1 repre.
benJrr ; @r qtrid dixerit axt fecerit , pol)quam jmilia commvt !r
X[.An ~ I ~ ai,&rit ~ M Mexperimentumj2h, experimenta afiqirnfreri a
.
-diaN..Ui segat.iu2: non dtra Si vtrd aflrmativ2: exprimat, qua-
/iol eiypimenta ,necnon locum ,tempur, Contefler ,& alias circum.
~antioroppertur~ai ?
X ~ I .Interrogttur :An r ~ n q n n m i e r i taudiverit,
, Ai&m N.ali-
qua@per-wam docere moduntfnnandi mo*m ,fer) corporir infirmi-
.
rnres aliqizgr ? Si negariuè :non ultra Si aflrmatid :dicat ,quam
Jpeciem morbi, /èi) j~fimitntis; qsram pedònam docuerit ; quìbrus
die, mwj2 ,anno ,loco ,oerbis ,modo, & Conttjtibas: an; medicinil
uiipa m-diatrre, w l alin"re adbibitk qua p t t e eorpouir, & qlrories?
a I.i Interrogetur :An atzqsnm widerit, A&m N. anrslrtrr alipem
.
.gePaue ,vel apadji babere f Si wgmImv2;non uftrn Si a$rmatizth:
.rxpllcrt an e j i t aaurerri , ve1 alterius metalli; nn purur ,8.jimplex,
vel crrntgemmd ,fifi fapiiiopretioro ,ve1 siiquci imagirre , luci li-
teris,
24 0 ~ràtica santo zio
,
cerir ,& qruibrrs :a# intm ve lj2~n'sfiu/ptis: qun rnaaw & digita
cum jèrret : uade # h m babrrerit :an virtate aliqaa p r a d i ~ sefle;,
& qua ;& a# experimentum de ea fa€i?mfrerit j quale, d i , qua#-'
. do, quoties ,& qrribur prkfintibus ?
XIV. Interrogetrt :An unqluarn vidmit ,feh arudiverit ,di€ì1ym N. llè.
, q#icwrn alàquoparae pncm , ve/ prella , ipJ4rrr wel ipfamin$'r#cn-
.
do q#id agere deberet ? S i negativ2: mn #/tra Si a@mativ2 :re-
@rat werba & ge@s d i a N. &pweri , vel parella : gbi ,qnando ,
qaoties ,8. quib#s pra/t.ntibus, talia diHa ,fihfirna faerint ;6 ad!
qrrcrnfinem ,& cfeEbrm ?
E nel fine & fuddetti Interrogatorj fi porranno quelte parole.
I n reliqris jizppteat Dominrus, cam addendo , qrdm minuendo ,pro(
:d@retio , & pradentiu m~~gir fiadebir .
Detti Interrogatorj , poichi; faranno h t i viRi dall'lnqaifitorc C ,
giudicati pertinenti, e conficcvoli alla caufa ,iì cfibiranao ,o
.deporranno dal Procuratore ,o Avvocato, nel Santo Uffizio;C
dal Motaro s' inkriranno negli Atti ;e qucita efibizione ,o prct
fentazione, t narerà così
Die
.
En4enf~
Dcpo/tafaitfibcd~Zu Interrogatoriorumpro ~epctitione,&C. mmirra
A?.carcerati, &C. per D.H e$s Procruratorern ,Jeb Nvocatrrin,
dicentem , ac inpnrrter Tefir irrterrogar2 requirentem i n omdribws
re/peEfivl,prdt in eis .
@Jwufatus A h . R. P. Inq~i/iMrpradiga a h @ ,p,i#qNaut1pm
&C. pcrratimfi afferetts ad m , qua jrrrhJunt.
I N. k A?Janlli OFcii Notarim
E uelto fatto, dovranno di nuovo con ogni fcgrctczza pdftbid
.
i!
citarfi i Tefiirnonj giiì efaminati,pcr ripeterli; c li avranno da
interrogare,prima fopragl' Interrogatorj delh partc, con aRrin+
gerli a dover dirittamcntc rifponderc a gl' Intcrrogatorj fenzz ,
rapportarii a' loro primi detti ; poi f q r a gli articoli del Fifco ;
con far loro ncll'ultimo luogo Icggcrc dai Notaro la Dcpofkie
I

nc di ciafcuno di e@, acl modo cbc fcguc


Vie Men@
. dnni
E x a m i ~ ~ ofxit s rperitio~ei%h,&c.per prsfatrxa H.R.P
t ~ ~pro .
Inquij?torenr,in meique ,&e.
N de quofipra : delato jiramen40 de verirate diienda,prout
juravit , faitprjhr juxta- b_t m
. -g a t o r-i a -
datirpropar~r:
N, inte~rognlivl,Bprimò ,
W!
\

Quarta Parte. 24 1
.
yuxtdprimwm fu2 monitus, prout in eo E ri@ondendo, che dirà Isr
veriti,e che fa ottimamente ciÒ,che importa cosi fatto negozio,
o cofa firnile,il Notaro fcrcriverà in qucfto modo.Et reFI?r~pon&t.
. .
P x t a ficundum interrogntur Rcfp. &c., E così degli altri Inter-
rogatorj Ed il Notaro Itenderà tutte le rifpoflc ,che daranno
i Teitimon j a cidcuno de' fuddetti Intcrrogatorj .
Compiti che faranno gl'Intcrrogator) , fi continuerà i ' c f a c in
quelio modo.
Deinde exanrinatur fuit fuper articdis Pijicci, &primò
Superprimo examinatus,dixit ,'&C. Ed il Notaro parimente Rende-
rà le loro riiporte ,ovvero, afirmando efi interamente quan-
t o fi contiene negli articoli, porra qucfie parole : dixit nrtic~-
Jum veram ; c dicendo , di non f3 rne nulla, fcriverà : dixit
l=
mJcàte ;o pure dicendo, di nan aper altroa che quello che ha
f
già depo o , norera :dixit tantùmfiire, qruratùnjììra depcpol~it,
,

Finiri gli 3rticoli, profeguiri il Notaro in quelto modo.


T u i c de mandato prafati M. R. P. Inquijtorir lega fuit ipJ Tepi ad
cfaram ejut intellìgenrtiam ejur Dep@tio fiz* i n JanEio Ojìcio N.
<&:& T@em bene aditaa& inte21eEb ( *t afiruit )fuit per

Interros. A n ~ O J %ejils Depofiio ,dequafuprn m e d o fana fuit ,&,


an ea ,qua in prdfinti legi audiuit ,fuerint ab ipSo diga, & dcpok
t a eo quo jacent ,modo ? Refp. &C.
E regiltrata la fua rifpofia ,s'interrogherà così.
Interrog. An prddiEfit intendat aliquid addere , ve2 demere , diflutn;
que examen in toto ,vel in parte revocare, an veròpotiiir ilhd con*
fimnre & ratificare pro veritote, in omnibur &per omuia ? Refp.
&C. E fi porrd interamente quanto avrd riipofia .
E fei TeRimonj avranno per avventura variato nelIa fofianza
dciic cofc da eG già d e p o k , ufird particolar dili enza 1' In-
f.
quifitore nell' interrogarli opportunamente, C far oro qucllc
objczioni , che giudicherà convenienti e neceffaric E pofcia
chiuderà il Notato 1' Efamc in quefia maniera .
runc Dominur , acceptatir , &C. examen dimqt, & iphm T e m Zi-
cmiazrit ; injunflo pri&s iZli JJentio /Ub juramexto , & ut/CP
propria mamJ4bJribat ; ovvero, fe non faprà I'crivere ,ut ne-
fiienr jììibere , faciatpg#um Crucir loco Iubfiriptionis ; e fi f ~ t :
tofcriverA a a c il~
-- Notaro fecondo il foiito
Hh
. E P«-
H
24% Pratica del Santo Ufiiia
A E pcrche uo limilmentc avvenire, che ncll' atto della ricogni-
!
zione e1 Reo. di &i già dicemmo nella Seconda Parte ,con.
venga infieme cr qualche degno rifpctto alla prefenza di lui
R
ripetere gl' ifie i Teltimonj , che avranno a riconofcerlo , il
deve avvertire,che avanti la fuddetta rico nizione deve offerirli
P
a1 Reo la ripetizione, come di fopra ; e ormati dall' Avvoca-
to o Procuratore fuo guegl' Intcrrogatorj, che gli pareranno
opportuni,^ collocnto gia ( come li é d a t o ) il Reo in compt-
gnia di duc,o tre altri fimili a lui,e poi introdotto il Teltirnonig
edatogli il giuramento alla prefcnza di enO Reo cosi polto in
compagnia delli fuddetti,~'interrogherà effo TeRimonio fopra
gl' Interrogatorj , che faranno fiati prefeotati per parte del det-
to Reo, nel modo, che già G 6 detto. E finiti gl' Interroga-
tori fi verra legittimamente all' atto della ricognizione in ,
quefia maniera.
Deinde per antediEfum H.%P. Inquijitoremfuir .
Interrog. A n /it paratus ditfum N. recognoJcere ,/; i l h m viderit ;!
Rcfp. &C.
ma detta di h p r a.
E ti profeguird il fuddetto atto della ricognizionc fecondo la hc-
Ma fe il Reo, dopo d' aver parlato coll' Avvocato o Procura-
tore , come di h p r a , rifiuterà la ripetizione dc' Teltimonj ,fi
flendera ciò nel Proceffo cosi .
PrddiFfus N.conjtitutus cornm ~32.22;P. Inq,@tore Jgpr~diCIo, irr
meique , &C. dixit j2 nolle , repeti Tqles contra fe examinatos,
acprote/fatus eJj2 habere eos pro rit&'& re€?&exanzinatis , ac re,
peritis , Jaluis Jibi exceptionibur contra per-nas ,& di€i?oTepiurn,
e
fnir ad ZocumJurtm . .
9 repetitione , quatenus illos reperere voluerit P g e a rrmifis
Ed il Notaro fimilinente ii fottofcriverà .
B E Ce all' offrtrirfi di detta ripetizione , da fe medefimo, fcnza vo-
ler parlareall' Avvocato, liberamente dirà , di non voler altri-
menti ,che li ripetano i TeRiinoi~j,e di averli per ripetiti, &C.
fi noterà la Tua rifpofla in qucito modo.
.
'

&bus auditir dixit Io non voglio altrimenti, &C. ' c o n di&n.


.
dcr tutte le parole di detta I'ua rifpoita Ed il Notaro a g ~ i u n -
gera quelte parole ; Et& f u b j r i p j t , deinde remgur fuit adlo-
cumJi/umeCon fàrlo attualmente i~ttofcrivere,efi i'~ttofcrive-
s i asco il Notaro.
AN-
Q ~ a r t aParte. 243
ANNOTAZIONE-.
. Se dovranno ripeterli Teltimoiij
8 devono
,
di nuovo nell' iRefli forma farne la ricoqaizio
,
li quali abbiano giì riconofciuto il R e o t r a altri A
ficcarne il P. Mafini rc-6
renna di h p r a , d o n l ii F P a l e avvertire d.efprirnae q i i articoli non folamente ,
,
che il pretefo Reo ha fatto, o detto la tal cofa ; ma ancora che dalli TeRirnonj, è Ra-
, ,
t o Ieginimamcnte rironokiuto per quell'ifieflo che la diffe o fece, e per quell'ilt-C-
,
fi 10 riconokeranw di bel nuovo, uando faccia di biiogno &e. & a f i o luogo G
,
fui l* atto della ricoqnizione del &o %alTeRimonio makherato o per r i n u h ~ fe- ,
condo la formola d e l d m o Padre , mutate le rofe da mutadi
Dovrì ia oltre nel ripeterli li TeRimonj avvertirli di far riferire a ciafciirio di e G al
,
meno in foltanta ciò, che hanno depoffo contro il Reo nella riipona che daranno al-
1' Interrogatorio del Reo , che contiene Ia materia articolata, e depoffa da TeRimooj
contro di lui, fenz' ammetterqli in conto veruno la femplice rimifione all' efamc
,
precedente ;~ e t c h ua l t r i n u n i 1s ripetirione o farebbe maoikAamentenu11a, o al-
meno la GrfIi enza di quella potrebbe eUer lottopolta a gran difcufione
, ,
.
E Te il R e o farà in parte confcflo ed in parre negativo dovrì parimente offerirfegli
l a ripetizione de' TeRimonj, rifpetto aile cofe negate folamentc :ed accettandola,
gli articoli dovranno rUcre pure riltreni a queRc folaniente ,e procederli nel riniinen-
t e coma Copra .
Dippiù, Te il Reo nella ripetizione r e f l a b aggravato da' Tefiimonj di qualche altro
firto ,o detto,in materia Gettante al Sanro Trtbunalc,~di italche circonffanza fofian-
, 1
riale conrorfa nel delitto g i l da lui commelfo e non depo o dalli Tcltimoni negli a-
,
fami precedenti dovrà il R e o foprr tal fatto, detto, o circonltanza confiituirli di nuo-
terie negate la riper*iooe avanti d' anCRrIargli le difefe .
v o , ed elfendo anco rifpetto a queRt ne ativo, offerirfcgli di nuovo intorno a tali ma-
,
Quando dal Procen'o per l'intrepida rfeveranzadel pretefo R~eonel negare il dclit- B ,
, #=
t o e nell' allegare l'inimicizia, o per ecuzione di qualche pedona autorevole del luo-
,
go,e dove fono Itati efamin~tili Tefiimonj o por altre cjrconflanze e motivi ,rifulta
qnalche fofpetto di co-irazione coutro I'iReiTo prerefo R e o , ancorchè e li rinwzj alla
vpetizione, nienndiiueno la Sacra Congregazione Suprema della Santa nqoilìzionu
per accertarlì della verità del depofio da quelli nelk loro Denunzie ;ed cfami receden-
5
,
.
t i offerva di fdrli ripetere ex ojìcio cogli~nterrogrtorjed articoli, come e dai prc-
teio R e o la ripetizione hfie h t a accettata
4
Modo di cfaminarc i TcJimonj a difcSa de' Rei.
Anta, e così fcgnalata , è la p k t i cd integrità del Santo .
T Tribunale dell' Inquilizione , che al R c o non pieiiamentc
convinto ,n& confcffo, non folamcnte non fi ncgano avan-
ti la tortura giammai le difefe , ov' egli le domandi i ma
fpontancamente anche glie li offcril'cono, con affkgnare ad
cRò Conltituito un tcrniine conveniente di cinque, o rei,
o più, o meno giorni, fecondo i,a qualita della caufa, ac-
ciocchi abbia fpazio di poter difenderfi, e con decretargli
la copia del Proccffo, e deputargli anco 1' Avvocato, o Pro-
curatore : ancorchb i1 Rco non dichiari, quali difefe in lpecie
ei voglia fare, C dica folarnente di voler.provare la fdifitd dei$
Hh t m-
244 Pratica del Santo Uffizio
Indirj ,la qull d a dail' Inquifitore fi hrà ncl modo, che fegue.
,
Eduti~sde carceribrr bpcrfinalitcr confltut#s i ~ b i h p r a&, coram
r&fatoM.%P. hqui/;tore ,in rneique ,&C.
quo /apra , &f d ei per antedittrm M. R. P. Inqr@orem ojl
Jgnntus terminrs quinque, velfix, vel 0130 dicrum,ad faciendas fuar
defcn-ones/r qrasfacere intenrdit; 3 ad allegnndum, 8. probandrnà
qridquidprofìa defenjione voherit, fdiq; expedjre videbitur ;&ere-
ta copia Proccflur,fupprefls fupprimendir ;ac deputatrs in ddvoca-
tum, vt'l Procurntorem P. N. ordinarius Advocntus ,vel Procura-
tor Reorum S. O@ii .
E fe il Reo dirA , che non vuol farc altre difcfc ,ma rinunziando
al terniinc per ciò a(fegnarogli,fi rirncttera a quanto prrrcrd giu-
fio al Santo Uffizio,raccomdndandofi alla mil'ericordia di lui ,
c domaiiddndo, chc quanto prima fi venga alla f S ~ d i z i o ndella
e
fua cauSd.li f ~ r regiitrare
a iii Procenò quelta Sua rinunzia così.
audicns praliihr N. dixit ,jè nollr aliquas definJonerficere ,6
renuncinvit termino/&i a#gnato nd easfacienrJas ,dicens ,fe re&-
tere in omnibus & per omnia pietati & benignitnti M. R P. In-
qui,%oris,& San€?i Oficii ;petenhue & rogans, ut djgaetur qrràr~,
citiirs ad expeditionem/ka cawfa devenire.
E dopo il Notaro fi fottofcrivt.rà ,come di fopra .
Ma fe dirà, che vuol farc le difcfè, e che accetta il termine per ciò
affcgnatogli j commetterà I' Inquifitore al Notaro , che faccia
quanto priitiri la copia del Proceffo j avvertendo, che in detta
copia non fieno,n&i nomi, n6 i co nomi dcl Denunziatorc, o
de' Teitimonj; ma in luogo loro i! pongano noini finti ,o let-
tcre dcH' Mdbcto ;c G levino ancora tiittc quelle condizioni, C
tircoriitanzc,pcr le quali il Reo poteffe venire in cognizione dcw
i Teitimonj ,o del Denunziatore :ed in quelto dovranno 1' In-
uifitore, ed il Notaro,cffer molto benc oculati.
E a t t a dal Notaro In copia dcl Proccnò , e deputato gii di! Gio-
dice 1' Avvocaco o Procuratore al Reo, gli fi conlegiierà in
preknza di effo Reo la dctw copia del Procego ;con condizio-
ne, e comrnifione efprclfa,di non moltrarla ad alcun' altra per-
,
fona ,e di reitituirla al Santo Uffizio ,finito che avrà di fire Ic
difese; e di non trattare de' meriti di tal criufa con altra pcrfo-
na, che col Rco ;C di procurare, o avvocare pcr lui fedelmente,
c colli debiti termini di giuftizia ; e sforzarli d' indurre il Reo
( quando pure fia colpevole ) a confcll'ar il vero, e chiederne la
peni-
carta Parte;
penitenza, per agevolar maggiormente Ia $edizione dc la fua 2f5
caufa :fopra le quali cofe tutte gli fidarà il giuramento, e fi re-
g i a e r i in Procelìo ,come di fopra . '
Ed avvenga, che fecondo la varictà delle caufc ,C de' delitti ,va-
rj ancora fieno i modi del difcnderfi, nC fi pofi così agevolmcn-
tedare certa regola de' punti o capi delle difdc del R a ; è
nondimeno da notare, che s' egli per avventura iàra innocen-
t e , come pure alle volte fuolc accadere, dovrà in tal caio co-
Qantiifimamente negare, acciò col dire la bugia non infami ic
fieKo jngiullamentc. E quefio 6 un capo arai principale di di&
fa. Ma perche, colla fola negazione,non può talora 1' Innoce-.
te dalle calunnie de' falli Teltimonj aiIicurarG j procurerà 1'Av-;
vocato, o Procuratore,con più TcRimonj in numero, ( ed aco
di incglior condizione di quelli dcl Fifco ( di far provare ,che il
Reo non ha detto, o fatto ucllo che gli viene oppoflo ,ne1
k
quc modo, n&con
P
luo o , e tempo, chc affcri cono i Tefiinionj :ovvero, non in
, che dicono dì Teitimonj ,
lua con altre ,ed in aquelle
tra guifa; il perche, o fi libera affatto dal-
la calunnia, oppure in ran parte debilita Il delitto oppofioli.
Sogliono anche TeRirnonj , che lodino , ovvero ap.
p.rovino il Rco , e ercio fi chiamano approvatorj ; C ucfii
8
giovano talvolta a ai, mafimamcntc quando rendono tei? imo-
nianza d' atti contrarj a' delitti oppolti , e fanno appunto in
contrario rivolgere ciò, che contro di effi Rci t Rato detto nel
ProceKo ,firbigratia :Se provano ,che il Rco,depofio di aver
parlato Ereticalmente della Sacratifima E~~carillia ,della Con-
fcGone Sagramentalc, e del Purgatorio, accolta ogni iorno ,
f
o alrncno arai iòvcnte ,anco ne i giorni del lavorare, a Santa
McKa; G confcffa , e comunica fpeffe volte, fa Elemofine ed
Orazioni per 1' Anime de' Morti ,e fimili altre cofe. Oltre a ciò
ii rifiutano benc fpellò i TeRimonj,col provare, che fono I~iirni,
ci capitali del Reo, ovvero hanno congiurato, fubornaco altri a
deporre il falfo contro di lui :e qucRi TeRimonj fi chiamano re-
provatori ; alle quali pruove pero non devono i Parciiti , ne i
Domefiici del Reo ,effrr ammefi in modo alcuno Tralafcio .
molti altri capi di difcfa,cio&,quando i Rei fono pazzi, o fceml
di Cervello, agitati dagi' immondi fpiriti , finciulli non ancor
e
caprc.i di ragione , vecch~decrc iti ed infcnfati , ubriachi, lu-
brici di lingua, trabocchevoli n; -'ira, rozzi e villani, e iimili
onde
L.46 Pratica del Santo Uffizio
onde vengano , o del tutto difcfi ,o gran parte fcu