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Il caso Dolceforno

Parte (A)

In data 20 marzo 2001 viene costituita la società Dolceforno s.r.l.,


operante nel settore della produzione e vendita di biscotti.
Si rilevino le seguenti operazioni tenendo conto che tutti gli
incassi e i pagamenti avvengono sempre mediante conto corrente
bancario.

1. Il capitale iniziale, conferito a titolo di rischio da quattro


soci in parti uguali (“capitale sociale”), ammonta a 800.000
euro, viene versato su un conto corrente intestato alla
società.
2. Si sostengono spese di costituzione (fra imposte di registro,
compenso del notaio, ecc.) per 15.000 euro, ammortizzabili
in cinque anni.
3. In data 31 marzo viene stipulato il contratto di locazione
del capannone nel quale si svolgerà la produzione, con
annessi uffici amministrativi: il costo per la Dolceforno è di
75.000 euro per l’anno in corso, da pagare in un’unica rata
anticipata.
4. In previsione degli investimenti necessari all’avvio
dell’attività, viene stipulato un mutuo bancario per 1
milione di euro, resi disponibili sul conto corrente.
5. Nel corso del mese di aprile vengono acquistate le seguenti
immobilizzazioni (per un totale di 1,350 milioni di euro)
presso un’impresa specializzata nella produzione di
impianti per il settore dolciario: due forni, un impianto di
farcitura; un impianto di confezionamento; altri beni

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ammortizzabili (automezzi, ecc.). Il pagamento avviene
interamente all’atto della consegna dei beni.
6. per quanto riguarda l’organismo personale, si verificano i
seguenti accadimenti nel corso del 2001:
a. vengono assunte 40 persone, che comportano un costo
per l’azienda di 420.000 euro, di cui 400.000 per stipendi
e contributi e 20.000 per T.F.R. (quest’ultimo accantonato
il 31 dicembre);
b. ai membri del consiglio di amministrazione della società e
del collegio dei sindaci viene erogato un compenso
complessivo di 50.000 euro per l’esercizio in corso;
7. Vengono pagati 1.000 euro di tasse varie.
8. Vengono acquistate materie prime (uova, cioccolato, ecc.) e
materiale di confezionamento per 3,575 milioni di euro,
pagamento differito.
9. Delle 2.177.600 scatole di biscotti prodotte nell’esercizio,
ne vengono vendute 1.777.600 ad un prezzo medio unitario
di 2,5 euro, incasso differito. I ricavi di vendita ammontano
quindi a euro 4.444.000.
10.Vengono pagati debiti di regolamento, relativi all’acquisto
delle materie prime, per 1,675 milioni di euro nel corso
dell’esercizio.
11.Vengono incassati crediti di regolamento, relativi alla
vendita dei biscotti, per 2,3 milioni di euro nel corso
dell’esercizio.
12.Vengono pagate provvigioni agli agenti nella misura di
222.000 euro (il 5% circa dei ricavi di vendita).
13.Si effettuano spese di marketing per 250.000 euro
(pubblicità sui giornali e alla televisione; promozione nei
punti vendita, ecc.); tale importo può essere considerato
interamente di competenza del 2001, in quanto si ritiene
che importi analoghi o superiori verranno spesi ogni anno
per sostenere i prodotti della Dolceforno.
14.Si sostengono spese generali (luce, riscaldamento, ecc.) e
premi assicurativi di competenza dell’esercizio per 60.000
euro.
15.Si rilevano interessi attivi su conto corrente per 22.000 euro
e interessi passivi su conto corrente per 27.000 euro.
16.A fine anno viene rimborsata la prima rata del mutuo che si
compone di 80.000 euro di interessi (tutti di competenza
dell’esercizio) e di 57.000 euro di rimborso del capitale.

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Al termine del 2001, devono essere rilevati i valori di fine
esercizio, in modo da rispettare il principio di competenza
economica e quindi determinare il risultato economico. Si ricorda
quindi di tenere conto:

a. degli ammortamenti delle spese di costituzione;


b. degli ammortamenti degli impianti, che, per il primo
esercizio, tenuto conto dell'uso ridotto che ne è stato fatto (gli
impianti sono entrati in funzione a maggio e non sono ancora
a pieno regime), vengono effettuati nella misura del 50%
dell'aliquota normale1;
c. dell'accantonamento al fondo T.F.R., sulla base dei valori di
cui al punto 6a);
d. delle rimanenze finali, tenendo conto che al 31 dicembre si
trovano in magazzino materie prime, materiale di
confezionamento e scatole di biscotti valutate
complessivamente 1,070 milioni di euro;
e. dei debiti verso l'erario, tenendo conto che le imposte di
competenza dell’esercizio ammontano al 50% dell’utile prima
delle imposte e che vengono versate nel corso dell’esercizio
successivo.

Si calcoli e si rilevi il risultato economico netto


dell’esercizio; si redigano il conto economico relativo al
2001 e il capitale di funzionamento al 31 dicembre 2001.

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Ai fini della determinazione delle aliquote di ammortamento, si tenga conto che la vita utile
residua di tutte le immobilizzazioni materiali (v. punto 5) è di cinque anni e che l’ammortamento
avviene a quote annue costanti (eccetto il primo anno).

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Parte (B)

Nel corso del 2002, secondo anno di vita della Dolceforno s.r.l.,
dopo aver riaperto i conti all’inizio dell’esercizio, si verificano i
seguenti accadimenti.

1. Si effettuano tutti i pagamenti relativi alle operazioni che,


pur avendo dato luogo a componenti negativi di reddito nel
corso del 2001, non hanno avuto manifestazione numeraria
in tale esercizio. Pertanto:
a. si pagano i debiti verso i fornitori per 1,900 milioni di euro;
b. si pagano le imposte sul reddito del 2001 (319.000 euro);
2. Si incassano i crediti verso i clienti per 2,120 milioni di
euro; 24.000 euro possono invece considerarsi persi.
3. Si paga la rata annuale di affitto del capannone (75.000).
4. Nel corso dell'assemblea ordinaria del 30 aprile 2002, i soci
approvano il bilancio dell'esercizio 2001 e deliberano di
destinare l'utile di esercizio (319.000) per il 5% (circa) a
riserva legale (16.000 euro), per 60.000 euro come
dividendi ai soci stessi (si trascura, per semplicità, la
ritenuta fiscale) e per i restanti 243.000 euro a riserva
straordinaria.
5. Per quanto riguarda il lavoro, si verificano i seguenti
accadimenti:
a. all’inizio dell’esercizio, in previsione dell’incremento delle
vendite e della produzione nel corso dell’anno, vengono
assunte altre 14 persone. Il costo complessivo del lavoro
per il 2002 ammonta a 1,400 milioni di euro, di cui
930.000 per salari e stipendi, 400.000 per contributi,
70.000 per il T.F.R. (quest’ultimo accantonato il 31
dicembre);
b. si paga agli amministratori e ai sindaci un compenso di
63.000 euro.
6. Si effettuano acquisti di materie prime e di materiale di
confezionamento per 6,750 milioni di euro, pagamento
differito.
7. Vengono vendute 3.800.000 scatole di biscotti delle
4.068.000 complessivamente prodotte nel 2002, incasso
differito. Tenendo conto che il prezzo medio unitario di una
scatola di biscotti è stato di 2,5 euro anche nel 2002, i
ricavi di vendita sono stati di 9,500 milioni di euro.

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8. Nel corso dell’esercizio si pagano debiti di regolamento,
relativi all’acquisto di materie prime, per 3,750 milioni di
euro.
9. Nel corso dell’esercizio si incassano crediti di regolamento,
relativi alla vendita di biscotti, per 6,000 milioni di euro.
10.Si pagano provvigioni agli agenti nella misura del 5% dei
ricavi di vendita.
11.Nel corso del 2002 si sostengono i seguenti altri costi di
gestione caratteristica:
– di marketing (pubblicità, promozione, ecc.) per 390.000
euro (interamente di competenza del 2002);
– spese generali (consulenze, manutenzione impianti,
acqua, riscaldamento, tasse varie, ecc.) e premi
assicurativi per un totale di 70.000 euro.
12.In previsione di nuovi investimenti di ampliamento della
capacità produttiva, la società ottiene un secondo mutuo
bancario dell’importo di 750.000 euro. Il denaro viene reso
immediatamente disponibile sul conto corrente. Il capitale
inizierà a essere rimborsato a partire dall’esercizio
successivo.
13.In attesa di effettuare gli investimenti, si decide di
impiegare una parte del denaro per acquistare titoli di Stato
del valore nominale di 400.000 euro.
14.Viene rimborsata una rata annuale, pari a 180.000 euro, del
mutuo stipulato nel 2001: essa si compone di una quota
interessi pari a 116.000 (tutti di competenza dell’esercizio
in corso) e di una quota capitale di 64.000.
15.Si rilevano interessi attivi su conto corrente per 1.000 euro
e interessi passivi su conto corrente per 198.000 euro.
16.Si incassano interessi attivi su titoli di stato per 8.000 euro.

Al termine del 2002, devono essere rilevati i valori di fine


esercizio, in modo da rispettare il principio di competenza
economica e quindi determinare il risultato economico. Si ricorda
quindi che bisogna tenere conto:

a. degli ammortamenti delle spese di costituzione (3.000 euro);


b. degli ammortamenti degli impianti, effettuati nel 2002 ad
aliquota piena (per un totale di 270.000 euro);
c. dell'accantonamento al fondo T.F.R., sulla base dei valori di
cui al punto 5a);

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d. delle rimanenze finali, valutate complessivamente in 1,360
milioni di euro;
e. dei debiti verso l’erario, tenendo conto che le imposte di
competenza dell’esercizio sono determinate nella misura del
50% dell’utile al lordo delle imposte stesse e che vengono
versate nel corso dell’esercizio successivo.

Si calcoli e si rilevi il risultato economico netto


dell’esercizio; si redigano il conto economico relativo al
2002 e il capitale di funzionamento al 31 dicembre 2002.