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3/7/2019

Università degli Studi del Molise

Corso di Microeconomia

Economia Aziendale
Docente: Maria Cipollina
Email: cipollina@unimol.it

Lezioni: Lunedì ore 13-16 Ricevimento: IV piano


Martedì ore 15-18 Lunedì ore 12-13
Mercoledì ore 14-16 Mercoledì ore 11-12

Obiettivi Formativi del corso


Il corso discute modelli microeconomici di analisi dei comportamenti individuali degli
agenti economici (consumatori, imprese, possessori di risorse produttive), delle forme di
mercato nelle quali si trovano a interagire (concorrenza perfetta, monopolio, concorrenza
imperfetta), dell’informazione, del fallimento del mercato e dell’intervento pubblico.
L’obiettivo è di fornire gli strumenti concettuali ed analitici di base per comprendere e
interpretare, sotto l’aspetto microeconomico, il funzionamento del sistema economico e
dei principali fenomeni che in esso si manifestano.
Gli studenti acquisiranno la piena capacità di spiegare ed interpretare i comportamenti dei
singoli operatori economici, i principi che regolano il funzionamento del mercato, nonché
le conseguenze delle interazioni economiche sul benessere degli agenti, e proporre forme
di intervento o correzione.
Il corso mira altresì a fornire le conoscenze di base per una buona formazione in merito
agli aspetti economici e fondamentali per il proficuo svolgimento del percorso di studi.

Prerequisiti

Elementi di algebra lineare a livello di scuola secondaria di secondo grado

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Programma di MICROECONOMIA
Testo di riferimento:
ROBERT H. FRANK, and EDWARD CARTWRIGHT,
Microeconomia, VII ed., McGraw-Hill

• •Parte I - Introduzione
• ◦Capitolo 1 - Pensare da economisti
• ◦Capitolo 2 - Domanda e offerta

• •Parte II - Teoria del consumatore


• ◦Capitolo 3 - La scelta razionale del consumatore
• ◦Capitolo 4 - Domanda individuale e domanda di mercato
• ◦Capitolo 5 - Applicazioni delle teorie della scelta razionale e della domanda
• ◦Capitolo 6 - Economia dell’informazione e scelta in condizioni di incertezza

• •Parte III - Teoria dell’impresa e struttura dei mercati


• ◦Capitolo 9 - La produzione
• ◦Capitolo 10 - Costi
• ◦Capitolo 11 - Concorrenza perfetta
• ◦Capitolo 12 - Il monopolio
• ◦Capitolo 13 - Concorrenza imperfetta: un approccio basato sulla teoria dei
giochi

• •Parte V - Equilibrio generale e benessere
• ◦Capitolo 15 - Equilibrio generale ed efficienza
• ◦Capitolo 16 - Esternalità, diritti di proprietà e teorema di Coase
• ◦Capitolo 17 - Intervento pubblico

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Modalità di verifica dell'apprendimento


• Prova scritta e orale a conclusione del ciclo di lezioni frontali. La prove, scritte e
orali, si svolgono nella stessa giornata.
La prova scritta è volta ad accertare l’acquisizione degli strumenti di base e le
competenze di analisi e rappresentazione dei problemi economici trattati nel
corso. La prova scritta viene corretta dalla commissione d’esame che attribuisce
un voto fino ad un massimo di 24/30.
L’esito della prova scritta viene comunicato in aula prima della prova orale e
pubblicata nel verbale on line.

La prova orale è volta ad accertare le capacità di esporre e spiegare modelli


microeconomici. Alla prova orale viene attribuito un voto da 1/30 a 6/30.

Il voto finale è il risultato della somma dei voti attribuiti alle due prove.

Il superamento dell'esame presuppone il conferimento di un voto non inferiore


ai 18/30 (con eventuale assegnazione della lode) e prevede l'attribuzione dei
corrispondenti CFU. Del suo svolgimento viene redatto apposito verbale on line,
sottoscritto dal Presidente e dai membri della commissione e dallo studente
esaminato

Capitolo 1
Pensare da economisti

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Cosa studia l’economia?


• Il termine economia deriva dalla parola greca οικονοµία, ovvero le
regole (νόµος) della casa (οικος), o della famiglia
• La nascita dell’economia come scienza viene fatta risalire alla
pubblicazione nel 1776 del libro di Adam Smith La ricchezza delle
nazioni
• La definizione di politica economica data da Adam Smith descrive in
modo ancora assai attuale gli obiettivi della scienza che oggi tutti
conoscono come economia politica:
• “La politica economica, considerato un ramo delle conoscenze di
uno statista o di un legislatore, si propone due obiettivi distinti:
primo, fornire un prodotto o un reddito sufficiente alla popolazione
o, più propriamente, permettere alla popolazione di guadagnarsi il
reddito o i mezzi sufficienti per la propria sussistenza; e secondo,
fornire allo Stato o alle organizzazioni pubbliche i mezzi sufficienti
per fornire i servizi pubblici. Si propone di arricchire sia il popolo
sia i governanti.”

Cosa studia l’economia?

• Sono state date nel tempo molte definizioni di economia.


Certamente l’economia è una scienza sociale, che ha come
oggetto l’analisi del comportamento umano. Secondo il sito
in inglese di Wikipedia, da cui ho tratto parte di queste brevi
note, “l’economia è una scienza sociale che studia la
produzione, la distribuzione e il consumo di beni e servizi”.

• La definizione che a me piace di più è però quella


dell’economista Lionel Robbins, che nel 1932 ha definito
l’economia come:
“la scienza che studia l’allocazione ottimale di risorse
scarse tra usi alternativi”

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Cosa studia l’economia?


• Ogni parola ha un suo importante significato in questa
definizione:
• allocazione tra usi alternativi implica una scelta tra
diversi possibili usi che potremmo fare delle risorse a
nostra disposizione;
• ottimale significa che nell’effettuare le nostre scelte
cercheremo di ottenere il massimo risultato, rispetto a
una determinata scala di valori;
• risorse scarse sottolinea che i beni disponibili non sono
sufficienti a soddisfare tutti i nostri bisogni, perché in
assenza di scarsità non vi sono problemi di natura
economica.

La scarsità e l’individuo
• La scarsità è una situazione in cui qualcosa è disponibile in quantità
insufficiente a soddisfare il desiderio che si ha di essa

• La scarsità della capacità di spesa è una nozione familiare: ognuno di noi ha


desiderato un reddito più alto, o una maggiore ricchezza, per potersi
permettere di comprare ciò che desidera.
• La scarsità di tempo è ugualmente importante: gran parte delle attività che ci
piace fare richiedono tempo, oltre che denaro: abbiamo un numero limitato di
ore al giorno.
• Ognuno di noi è costretto a fare delle scelte.
• Dobbiamo distribuire il nostro reddito tra abitazione, cibo, viaggi, ecc.
• Dobbiamo distribuire il nostro tempo limitato fra diverse attività: lavoro,
studio, shopping, viaggi, sonno.

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La scarsità e la società
• Gli obiettivi della nostra società sono: un tenore di vita più elevato, aria
pulita, strade sicure, buone scuole
• Cosa ci impedisce di realizzare questi obiettivi?
• Risposta: la scarsità delle risorse ossia, di tutto ciò che usiamo per
produrre i beni e i servizi che ci aiutano a conseguire i nostri scopi
• Risorse:
– lavoro
– capitale
– terra
• Come società ci troviamo ad affrontare la scarsità di risorse

Ogni società deve sviluppare un metodo per allocare le sue risorse scarse,
scegliendo quali desideri realizzare e quali no

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La scarsità e l’economia
La scarsità è un concetto che coinvolge tutti gli attori economici
• Le famiglie hanno redditi limitati e devono scegliere come allocare la
spesa fra i diversi beni e servizi
• Le imprese cercano di realizzare profitti, ma devono pagare i fattori
produttivi, quindi scelgono cosa, quanto e come produrre
• Le amministrazioni pubbliche centrali e locali devono lavorare con
budget limitati e scelgono attentamente quali scopi perseguire

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Principi fondamentali
• I principi fondamentali sono un insieme limitato di
concetti fondamentali che vengono continuamente
utilizzati nell’analisi dei problemi economici

• Costituiscono le fondamenta su cui poggia la teoria


economica
• Si distinguono in:
– principi fondamentali delle scelte individuali
– principi dell’interazione tra le scelte individuali

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• I principi fondamentali sono concetti che ricorrono in tutte le


teorie economiche anche se ogni teoria usa le proprie nozioni
tecniche per l’analisi di uno specifico problema.
• La teoria economica è a forma di piramide al rovescio:
pochi principi e molti concetti.
• Le scelte individuali riguardano cosa fare e cosa non fare. Ad
esempio se ci rechiamo all’Ikea ci troviamo di fronte centinaia
di prodotti diversi e non ci possiamo permettere di comprare
tutto quello che vogliamo. Dobbiamo comprare una libreria o
un mini-frigo?

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I principi fondamentali delle scelte individuali

• Le risorse sono scarse: una risorsa è tutto ciò che può essere
utilizzato per produrre qualcosa; una risorsa è scarsa se la
quantità disponibile non è sufficiente a soddisfare tutti gli usi
produttivi
• Il costo opportunità: è il vero costo di un bene, cioè tutto ciò
a cui si rinuncia per ottenerlo
• Una decisione quantitativa è una decisione al margine: scelta
tra svolgere un po’ di più o un po’ di meno di una certa attività
(trade-off)
• Sfruttare le opportunità per migliorare la propria condizione

• L’interazione parte dal presupposto che le scelte di ognuno


influiscono su quelle degli altri. 15

Costo-opportunità

• Ad esempio (1) pensiamo di dover scegliere tra frequentare il corso di


Matematica finanziaria o quello di Storia del pensiero economico. Se scegliamo
Matematica il costo opportunità è il fatto di non poter seguire Storia, la
soddisfazione che avremmo avuto se avessimo seguito Storia.

• Consideriamo lo stesso caso di prima. In questo esempio (2) però seguire un


corso costa 750 euro (costo monetario diretto). A) anche Storia costa 750 euro. In
questo caso, il costo opportunità è dato solo dalla rinuncia a seguire Storia, visto
che per entrambi devo spendere 750 euro. B) Storia è gratuito. Il costo
opportunità di seguire Matematica è dato dalla soddisfazione che avrei avuto
seguendo Storia più 750 euro.

• Esempio 3. Qual è il costo opportunità di frequentare l’università anziché andare


a lavorare? Andando all’università gli studenti rinunciano al reddito che
avrebbero guadagnato lavorando. Il costo opportunità è la spesa per la retta, più
l’affitto, più il reddito che si sarebbe guadagnato lavorando.

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• Decisione al margine. Alcune decisioni comportano una scelta tra due


alternative. Altre decisioni comportano una scelta quantitativa:
dobbiamo decidere quanto tempo dedicare allo studio di Matematica e
di Economia. Sono decisioni al margine. Dedicare più tempo allo studio
di Matematica presenta un beneficio (voto più alto) e un costo (potrei
dedicare quel tempo allo studio di Economia). La decisione cioè
comporta un trade-off, cioè un confronto tra costi e benefici. Come
scegliamo? In ogni momento la domanda che ci poniamo è se dedicare
un’ora in più a ciascuna materia. Nel decidere se ripassare Matematica
ancora per un’ora, soppesiamo i costi e i benefici. Se il beneficio di
ripassare Matematica per un’altra ora è maggiore del suo costo,
sceglierete di dedicare quell’ora addizionale allo studio.

• Sfruttare opportunità migliori. Ad esempio se il prezzo della benzina


aumenta e rimane elevato per un periodo sufficientemente lungo, ci
possiamo aspettare che la gente compri auto più piccole e che
consumano di meno, in modo da migliorare la propria condizione.

L’APPROCCIO COSTI-BENEFICI
Tutte le scelte implicano una qualche forma di
scarsità
La microeconomia studia i processi decisionali in
condizioni di scarsità
Le scelte vengono effettuate seguendo l’approccio
costi-benefici
Dovrei effettuare l’attività x?
B(x) prezzo massimo che sareste disposti a pagare per x
C(x) valore di tutte le risorse a cui dovete rinunciare
per compiere l’attività x

Se B(x)>C(x), allora fai x, altrimenti no

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L’APPROCCIO COSTI-BENEFICI

B(x) = Prezzo di riserva di un’attività x


ossia prezzo al quale una persona sarebbe
indifferente tra svolgere o meno l’attività x

C(x) = costo-opportunità
ossia il costo di qualcosa che si è scelto, rispetto
all’alternativa per la quale altrimenti si poteva
optare

L’APPROCCIO COSTI-BENEFICI

Dovremmo incrementare il livello con cui ci stiamo


dedicando all’attività x?
Ci concentriamo sui costi e benefici derivanti
dall’effettuazione di un’unità addizionale di attività.

Costi marginali
Ricavi marginali

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I principi fondamentali dell’interazione tra le scelte


individuali

• Gli scambi generano benefici: attraverso lo scambio gli individui


possono ottenere più cose di quante ne otterrebbero in condizioni di
autosufficienza
• I mercati tendono all’equilibrio: situazione in cui gli individui non
possono migliorare la propria condizione cambiando comportamento
• Le risorse dovrebbero essere utilizzate con la massima efficienza
possibile: si sfruttano appieno tutte le opportunità per migliorare la
condizione di alcune persone, senza peggiorare quella di altre
• I mercati, di solito, sono efficienti: mano invisibile
• Quando i mercati non sono efficienti (fallimenti del mercato),
l’intervento pubblico può migliorare il benessere della società

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LA MANO INVISIBILE

Teoria della scelta razionale: l’individuo è un


soggetto razionale che compie scelte razionali
attribuendo un peso rilevante solo ai costi e ai
benefici che lo toccano direttamente.
Secondo Adam Smith una mano invisibile
guiderebbe tutti gli individui i quali, nel perseguire
i loro interessi individuali, consentono anche il
contemporaneo raggiungimento dell’interesse
collettivo
Tuttavia, lo stesso Smith è consapevole del fatto
che, spesso, questo meccanismo virtuoso non
funziona come previsto

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Le diverse branche dell’economia (1)


• La scienza economica può essere suddivisa in diversi
filoni

• Alcune tra le più importanti distinzioni riguardano:


– l’oggetto dell’analisi
– l’obiettivo che lo studioso si prefigge
– il metodo di analisi

Microeconomia
La microeconomia: Ad esempio:
• osserva l’economia da vicino • spiega come il consumatore
• studia il comportamento dei formula le decisioni d’acquisto
singoli agenti economici • spiega il modo in cui le imprese
– singole famiglie decidono quanti lavoratori
– singole imprese assumere
– singoli mercati • spiega come i lavoratori
decidono quanto lavorare

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Le domande della microeconomia


• Alcune domande alle cerca di rispondere la microeconomia
sono:
– perché i consumatori acquistano certi bei e non altri
– perché all’aumentare del prezzo di alcuni beni si registra una
forte riduzione della domanda, mentre in altri casi la
domanda rimane invariata?
– perché in alcuni mercati molte imprese offrono prodotti
simili o identici e in altri esiste una sola impresa?
– chi beneficia e chi perde dagli scambi commerciali con
l’estero?
• Le variabili microeconomiche sono “vicine” alle nostre scelte
quotidiane, ma spesso l’analisi microeconomica è assai astratta

Macroeconomia
La macroeconomia: Ad esempio
• offre una visione d’insieme • guarda alla produzione totale
(aggregata) del sistema (PIL)
economico, tralasciando i • considera l’occupazione totale
particolari • considera i consumi e i risparmi
aggregati
• si chiede che cosa fa aumentare
o diminuire i tassi di interesse in
generale

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Le domande della macroeconomia

• Perché alcuni paesi sono poveri e altri ricchi?


• Quali politiche possono essere attuate per permettere ai paesi in via di
sviluppo di uscire dalla trappola del sottosviluppo?
• Che cos’è la disoccupazione e come è possibile combatterla?
• Come funziona il sistema finanziario?
• Che cosa determina l’andamento dei prezzi?
• Chi emette moneta e da cosa dipende l’inflazione?
• Perché ci sono boom e recessioni?
• Quali politiche pubbliche possono ridurre le fluttuazioni economiche:
il governo è in grado di migliorare il funzionamento dell’economia?
• Esiste una relazione tra disoccupazione e inflazione?

Relativamente all’obiettivo dell’analisi è fondamentale la distinzione


tra economia positiva ed economia normativa

Economia positiva

• L’economia positiva:
– mira a spiegare il funzionamento del sistema economico
– si occupa di che cosa è e come funziona l’economia
– Esempi: Se l’anno prossimo si ridurranno le aliquote dell’imposta
sul reddito, diminuirà anche l’avanzo di bilancio? Quale effetto si
avrà sull’occupazione totale?

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Economia normativa
• L’economia normativa:
– studia le conseguenze sul benessere degli agenti delle interazioni
economiche e propone, quando ciò è possibile, forme di intervento
– si occupa di ciò che dovrebbe essere e si usa per formulare giudizi
di valore
– Esempi: Un economista consiglia di ridurre la spesa pubblica

L’economia normativa si basa su quella positiva, mentre


l’economia positiva può prescindere da giudizi di valore.

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Relativamente al metodo di analisi, i fenomeni economici vengono


studiati utilizzando gli approcci più diversi.

• Tra i principali metodi utilizzati nell’analisi economica vi sono


quello storico, quello quantitativa, quello sperimentale,
l’econometria.
• L’economia quantitativa segue un approccio deduttivo,
utilizzando modelli matematico formali per derivare leggi o
proposizioni che sono implicite nelle ipotesi iniziali.
• La più recente evoluzione dell’analisi economica si è però
spostata verso approcci maggiormente fondati sull’induzione, o
quantomeno sull’interazione tra approccio induttivo e deduttivo.
Un esempio classico di analisi economica deduttiva è quello della
storia economica, che, basa la previsione e l’interpretazione degli
eventi economi futuri sull’analisi e la comprensione di quelli
passati.

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• Più diffusi, nella recente analisi economica, sono l’econometria,


che utilizza tecniche statistiche, anche molto sofisticate, per
identificare e analizzare delle regolarità empiriche nei
comportamenti degli agenti e degli aggregati economici.

• Recentemente si sta diffondendo anche l’economia


sperimentale, che costruisce degli esperimenti scientifici,
replicabili come quelli delle scienze naturali, attraverso i quali
analizzare il comportamento degli individui, visti come agenti
economici.

L’economia è una scienza?


• Il confronto tra la teoria economica e la realtà è importante.
• Volendo semplificare fortemente il metodo dell’analisi economica,
individuerei quattro passaggi, che dovrebbero essere a garanzia di
un approccio scientifico:
• la descrizione del fenomeno economico oggetto dell’analisi;
• la comprensione dei meccanismi di interazione tra gli agenti
economici nell’ambito analizzato e delle determinanti dei loro
comportamenti;
• la previsione della futura evoluzione del sistema economico
analizzato;
• l’indicazione di possibili interventi per modificare l’evoluzione del
sistema economico in modo da raggiungere obiettivi preferibili per
tutti gli agenti economici (interventi di correzione).

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1) La descrizione degli eventi


• Una corretta descrizione è importante per capire il fenomeno oggetto
dell’analisi:

2) Le spiegazioni di fenomeni economici


• Le spiegazioni dei fenomeni economici sono spesso controverse,
raramente univoche; perché?
• Le scienze naturali possono utilizzare nella formulazione delle
loro spiegazioni esperimenti di laboratorio replicabili
innumerevoli volte
• In medicina si conducono esperimenti controllati su 2 gruppi di
pazienti ai quali vengono somministrati, rispettivamente, il
farmaco studiato e un placebo
• In economia si possono generalmente soltanto confrontare
situazioni simili (anche se l’economia sperimentale è in forte
crescita)
• I dati economici sono talora di scarsa qualità (si pensi al prodotto
dell’economia sommersa)
• L’economia sta affinando la sua capacità di confrontare con la
realtà la veridicità delle proprie affermazioni

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3) La formulazione di previsioni

• Perché alcuni prezzi diminuiscono nei periodi di


maggior consumo (mele) e altri aumentano (affitti
di una casa al mare)? Perché in alcuni casi è
l’effetto di un aumento della domanda, in altri di
quello dell’offerta

4) Le indicazioni di intervento
• Se voglio modificare l’andamento delle variabili endogene
posso intervenire sulle variabili esogene che sono in grado di
controllare

• Ad esempio:
– se la domanda di case al mare è troppo alta, posso aumentare
la tassazione sulle seconde case
– se la produzione di mele è troppo bassa, posso fornire dei
sussidi alla produzione

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