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2/2011

RIVISTA DI INFORMAZIONE ED AGGIORNAMENTO

Dario Tabbia intervista Carlo Pavese

Quando cantare è... roba da giovani!

Il VCO riscopre Bartolomeo Franzosini

Canto popolare: tra etnomusicologia e arcaico

Inserto: Teresina

ASSOCIAZIONE CORI PIEMONTESI


Editoriale VOGLIA DI CORO
N. 2 - Anno 2011
oche righe per raccontare e sottolineare

P
Rivista di Informazione ed Aggiornamento della coralità
un universo di eventi, di iniziative, di testi- Piemontese a cura dell’Associazione Cori Piemontesi
Registrazione al Tribunale di Torino n. 3823
monianze e, più ancora, per raccontare di
Direttore Responsabile
“Musica”! Livio Blessent
Attraverso il lavoro dell’Associazione Cori Pie- Capo redattore
Laura Chiara Colombo
montesi, di Feniarco, delle singole realtà corali e
Redazione
di direttori e didatti preparati, in Piemonte è ora Roberto Bertaina, Sandro Coda,
tutto un fiorire di idee nuove: il sano e produttivo Ettore Galvani, Dario Tabbia
Hanno collaborato
dibattito e confronto di idee sul fronte della ri- Gianni Berti, Luca Bonavia, Paola Bonetta, Michela Da Rold,
valutazione del patrimonio popolare o delle Stefano Meroni, Elena Presutti, Riccardo Zoja

fonti orali che dir si voglia, la collaudata pre- Fotocomposizione, Stampa e Legatoria
Tipo-Litografia GRAFICA SANTHIATESE
senza di un Concorso Corale Nazionale, il con- Corso Nuova Italia, 15/b
13048 Santhià (VC)
tributo di produzione di materiali che proviene Tel. +39 0161 94287 - 0161 935814
dalle raccolte pubblicate in seguito alle varie grafica@graficasanthiatese.it
edizioni del Concorso di Composizione, i mate- Progetto grafico di copertina
Enrica Bellino Roci, Marco Nepote
riali didattici e CD del Progetto Cantincoro già
pubblicati e di prossima pubblicazione…
Senza dimenticare, infine, il prestigiosissimo
impegno che ci vede coinvolti e protagonisti a
livello internazionale con “Europa Cantat”.
Sommario
Personaggi:
Una musica che si crea, si esegue, si ascolta…
Dario Tabbia intervista Carlo Pavese . 1-2
e che testimonia, soprattutto attraverso l’in-
dubbia presenza nel panorama corale di for- Questioni corali:
mazioni giovanili e di voci bianche, che quel Quando cantare è... roba da giovani! . 3-9
cammino di rinnovamento, che qualche anno fa Bartolomeo Franzosini,
si intravedeva difficile e confuso, inizia a dare i artista del Verbano . . . 10-12
Per un’analisi consapevole
suoi frutti.
della “nostra” tradizione orale . . 13-14
E su questo intendo soffermarmi. Voci & Tradizioni. Viaggio
A prescindere dalle elencazioni di progressi nell’etnomusicologia italiana - Parte II . 15-19
realizzati, di iniziative messe in atto, di dibattiti
accesi, tra le inevitabili e umane polemiche che Segnalazioni:
anche nel nostro mondo ci costringono a pren- Novità editoriali per coro . . 20
Canti Popolari Piemontesi . . 20
dere spesso posizione pro o contro questo o
quello… io chiedo sempre che mi sia e ci sia Mondo corale:
dato, ancora per molto tempo, di emozionarci Complesso Vocale Musica Laus . . 20
nell’udire dispiegarsi la voce di un bimbo, di una Rassegna Corale
donna e di un uomo, di un coro, una voce “Alta Internazionale Città di Mondovì . . 20
Clara et Suavitatis”, perenne risonanza a ricor- Progetto “Cordata Canora” per festeggiare
i trent’anni delle “Voci Bianche” di Novara 21
darci, insieme, il nostro limite terreno e il nostro
60 anni di attività del
anelare all’infinito. Coro CAI “Città di Novara” . . 22

Giulio Monaco
Presidente della Commissione Artistica
dell’Associazione Cori Piemontesi
personaggi

Dario Tabbia
intervista Carlo Pavese
■ di Dario Tabbia

Un festival per tutti: abbiamo le prove!


Incontriamo Carlo Pavese, torinese, che presiede la com-
missione musicale del festival Europa Cantat XVIII.
L’occasione è la pubblicazione del programma del festi-
val sulla brochure e sul sito www.ectorino2012.it.
Che significato assume questa tappa nel percorso di
avvicinamento a un evento tanto atteso dalla nostra
coralità?
Direi che si tratta di una tappa fondamentale, perché Carlo Pavese
permette di comprendere a fondo che cosa sarà Europa Presidente Commissione Musicale Europa Cantat 2012
Cantat XVIII e fornisce tutti gli strumenti necessari per
iscriversi.
Sono convinto che molti direttori e cantori piemontesi I nostri lettori trovano in queste pagine l’elenco sinteti-
abbiano sentito parlare del festival ma che la gran parte co, per… stimolare l’appetito. Che cosa ci racconta
di loro non sappia ancora esattamente di che cosa si trat- questa lista?
ta. La brochure e il sito illustrano tutto ciò – il programma Racconta un festival per tutti. Per tutte le età, per tutte
per i cori e i singoli cantori, per i direttori, per i composi- le tipologie di coro. Nessuno è escluso, né chi non legge
tori, i concerti e il rapporto con il territorio – e descrivono la musica perché tanti atelier non lo richiedono, né chi la
dettagliatamente i 50 atelier ai quali i partecipanti pos- pratica ad alto livello perché trova pane per i suoi denti,
sono iscriversi, che costituiscono l’ossatura del festival e né chi ama solo uno specifico genere musicale perché vi
sono oggetto dell’iscrizione. Sono fornite inoltre impor- è una grande varietà, né chi ha meno di 9 giorni a dispo-
tanti informazioni pratiche: logistica, date, orari, costi. sizione perché vi sono soluzioni di ogni durata, né chi
Alcuni aspetti naturalmente saranno ampliati e appro- non ha mai cantato in coro perché potrà fare la sua
fonditi nel corso dei prossimi mesi. prima esperienza in un ambiente ideale, né chi non sa
Credo che non ci sia bisogno di dire quanto lavoro stia dove lasciare i bambini perché glieli teniamo noi!
dietro alle pagine della brochure, ma penso che sia Verrebbe da dire che… non ci sono scuse per non par-
importante citare lo staff di Feniarco (Marco Fornasier, tecipare! Ma io credo che il vero stimolo non possa che
Michela Francescutto e Annarita Rigo) che grande ruolo essere questa lista di validissimi direttori che provengono
ha avuto nel definire non solo il contenuto ma anche l’im- da ogni parte del mondo e di titoli che coprono così tante
magine del festival, un fresco e dinamico connubio di possibilità musicali. E se qualche titolo suona (voluta-
forme e persone, tecnologia e umanità, dove il cerchio e mente) misterioso o non conoscete il direttore ricordate
una rete di traiettorie suggeriscono il senso comunitario che sul sito e sulla brochure troverete una breve descri-
del canto e le infinite direzioni in cui può portare. zione dell’atelier e un conciso curriculum del docente.

* Dario Tabbia, docente al Conservatorio di Torino, direttore di Vox Libera, Coro da camera di Torino, Coro
Giovanile Italiano.

voglia di coro 3
personaggi

Aggiungo infine che anche il mondo Continuavano a suonare alla porta e io


della scuola può partecipare diretta- aprivo e riconoscevo colleghi e cantori di
mente, negli atelier F, oppure indiretta- tutta Europa, li facevo entrare e comin-
mente svolgendo dei percorsi di avvici- ciavo a preoccuparmi: questi dove li
namento al festival e al concetto di metto adesso? E quell’atelier ci starà
incontro di culture diverse in armonia nella camera da letto? Non preoccupate-
tra di loro. vi: abbiamo bellissimi luoghi dove svol-
gere le nostre attività! Da questo punto
Cos’altro troveremo sulla brochure? di vista Torino offre spazi davvero splen-
Innanzitutto i programmi speciali per didi e accoglienti. Ma credo che il mio
direttori e compositori. Avrete compreso inconscio abbia ben espresso questa
come il festival attragga a Torino in sensazione: siamo i padroni di casa e
pochi giorni decine di importanti musicisti, ricchi di espe- come tali sono convinto che vorremo tutti dare prova
rienze da trasmettere. Inoltre saranno presentate nume- della nostra proverbiale ospitalità e approfittare dell’oc-
rose prime assolute, composizioni e arrangiamenti, alla casione per essere curiosi e conoscere il resto del mondo
presenza dei loro autori. I nostri programmi speciali corale. E non solo i torinesi: infatti ai cori partecipanti
hanno quindi questa funzione: creare un forum di diretto- verrà offerta la possibilità di cantare sul territorio regio-
ri e di compositori che si conoscano, confrontino, che ven- nale, ospiti dei cori dell’ACP e di quanti vogliano organiz-
gano aggiornati e stimolati da loro esperti colleghi, si zare un evento corale speciale in quei giorni. L’Associa-
interroghino su come si fa musica a casa loro e nel resto zione Cori Piemontesi gestisce questo programma, come
del mondo, tornino a casa arricchiti ed entusiasti di rimet- potete leggere nel box dedicato all’iniziativa. Alla conclu-
tersi al lavoro con i propri gruppi o di rimettersi a scrive- sione del festival gli ospiti torneranno a casa arricchiti
re buona musica corale. dalla conoscenza della nostra splendida terra e noi reste-
Sulla brochure c’è anche posto per chiamare a raccol- remo qui a coltivare il nostro territorio corale e a cresce-
ta chi vuole dare una mano come volontario, chi è gio- re i semi depositati dalla comunità internazionale.
vane e vuole formarsi per diventare un manager di even-
ti corali, chi vuole promuovere la sua attività nel nostro Normalmente la nostra rivista arriva al direttore, o al
Expo (nel campo dell’editoria, dei festival, della registra- presidente del coro, che valuterà come prendere parte a
zione audio e video, della musica in senso lato), chi ha questa grande festa corale. Che tipo di supporto e aiuto
nuove idee e visioni per il futuro. può ricevere di fronte ai dubbi, alle domande che inevi-
E naturalmente c’è la sezione dedicata alle questioni tabilmente sorgeranno? E come può trasmettere a tutti i
pratiche: come e quando iscriversi, quanto costa parte- cantori un’idea del festival, la voglia di farne parte?
cipare. Sull’argomento quote di partecipazione vorrei La brochure e il sito offrono molto: sul web ci sono
dire che il festival favorisce molto i giovani, e i membri anche video, foto, links… ma naturalmente sorgono sem-
diretti della European Choral Association, alla quale per pre nuove domande. Quindi non esitate a contattarci! Il
altro è assai facile ed economico iscriversi. box “contatti” fornisce tutte le coordinate necessarie a
comunicare con il festival.
E sul sito c’è ancora di più, vero? Io e lo staff del festival siamo lieti di rispondere al tele-
Il sito ha il vantaggio di essere dinamico, sempre in fono, via mail, di persona a qualsiasi domanda, dubbio,
movimento. Sul sito vi sono materiali più ampi, e in necessità di chiarimento. In certe situazioni potremmo
aggiornamenti successivi saranno presentati approfon- anche essere in grado di dare qualche consiglio, cono-
dimenti, novità, il calendario delle attività giornaliere, il scendo bene i contenuti del festival. Si sono già svolte
dettaglio dei seminari, la grande collezione di concerti alcune riunioni regionali la scorsa primavera, e abbiamo
corali che si svolgerà ogni pomeriggio e sera, concen- concluso che sarebbe opportuno organizzare degli
trando un centinaio di appuntamenti in 8 giorni. Ci sarà incontri provinciali, che permettano ai cori che vivono
solo l’imbarazzo della scelta, e il desiderio di essere dap- più lontano dal capoluogo di parteciparvi agevolmente.
pertutto! Per fortuna molti concerti saranno registrati, Attendiamo quindi un invito dai vostri consiglieri provin-
per permettervi di continuare ad ascoltare il festival ciali per farvi visita e incontrarvi di persona.
anche dopo.
Grazie e buon lavoro.
Cosa significa averlo a casa nostra? Grazie a voi. Buona preparazione e buona festa a
Vi racconto un sogno che ho fatto alcuni giorni fa: ho tutta la coralità piemontese.
sognato che il festival si svolgeva… a casa mia! Ci vediamo a Torino! ■

4 voglia di coro
questioni corali

Quando cantare è... roba da giovani!


iciamocelo. È innegabile che, sovente, parlare di cori e coralità equivale a parlare di una fascia di

D interpreti e di pubblico che… gli “anta” li ha già raggiunti e (abbondantemente) superati. Senza
nulla togliere alla reale importanza dell’apporto culturale, artistico ed esperienziale di chi giovanis-
simo più non è, è tuttavia entusiasmante rendersi conto come il canto possa essere incredibilmente attraen-
te anche per i ragazzi d’oggi, per quanto immersi in una cultura che spesso non premia l’impegno e forni-
sce fin troppi motivi di “distrazione”, di “diseducazione”.
Il canto può essere vissuto come possibilità di esprimersi, come collante sociale, come veicolo di emozio-
ni… canto come risposta a tanti bisogni tipici dell’adolescenza e della giovinezza, come modo per rendersi
conto di essere capaci di produrre bellezza e – cosa fondamentale in un coro – di poterlo fare insieme ad altri.
Se poi l’esperienza canora è condotta a ottimi livelli artistici, ecco che il coinvolgimento diventa totale, al
punto da… creare dipendenza!
Che meraviglia, le testimonianze di questi ragazzi, “ubriachi” di bellezza e di armonia: la coralità italia-
na di oggi e di domani!

Cantare è giovane!
Il successo di un festival in due testimonianze, da sicuramente avrebbe capito, visto che tutti proveni-
Torino e Borgomanero. vano da esperienze simili.
Il 30 giugno l’impressione avuta la sera preceden-
Dal 29 giugno al 3 luglio scorsi, con epicentro a te ha avuto conferma durante le prove a cori riuniti:
Torino e concerti in varie località piemontesi, si è svol- anche quando ormai era stata annunciata la pausa,
to – nell’ambito di “Esperienza Italia 150” – il Festival i ragazzi hanno continuato a cantare insieme improv-
Nazionale per Cori di Voci Bianche e Giovanili “Can- visando totalmente e seguendo chi conosceva meglio
tare è giovane!”, in collaborazione con ACP, Regione il pezzo.
Piemonte, Città di Torino, Conservatorio “Verdi” di To- Il lavoro svolto nei giorni del festival è culminato
rino, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e con il nel concerto tenutosi al Conservatorio di Torino e in
contributo del Ministero del Lavoro e delle Politiche particolare nel concerto a 8 cori, in cui nello stesso
Sociali. momento ogni coro che aveva partecipato alla rasse-
gna doveva svolgere il proprio brano composto da
«Torino, 29 giugno 2011. È sera e al Tempio Valde- Alessandro Cadario. Si è trattata di un’iniziativa
se numerosi cori prendono posto, ognuno con una molto particolare e di non facile realizzazione, ma di
divisa diversa. Il presentatore della serata esordisce grande effetto acustico ed impatto emotivo. In quel
cantando una melodia che insegna subito ai presen- momento infatti si sono annullate tutte le barriere tra
ti e l’edificio si riempie di voci. Voci che si incontrano un coro e l’altro e si è creato un tutt’uno di suoni, di
e si salutano, voci curiose che hanno voglia di cono-
scere realtà corali diverse dalla propria.
È così che ha avuto inizio il festival “Cantare è gio-
vane!”, una manifestazione che ha unito cori prove-
nienti da tutta Italia. Fin dal primo momento, infatti,
si è creata un’atmosfera carica di attenzione e desi-
derosa di scoprire suoni e brani nuovi, ma priva di
competizione. Semplicemente si era determinati a
fare del proprio meglio, a mostrare le proprie capa-
cità per regalare all’ascoltatore un’emozione che

voglia di coro 5
questioni corali

sentimenti, di tensione condiviso da ognuno. Non un pubblico molto vario, dai bambini di pochi anni
emergeva più un coro in particolare, ma solo nell’es- con i propri genitori ai più anziani. Persino le persone
sere tutti insieme una voce sola, il quadro del festival che erano di fretta si arrestavano per un attimo rivol-
si rivelava in tutta la sua bellezza. Ciò che stupisce gendosi con aria interrogativa e divertita a quelle
sempre è il potere che la musica possiede ed esercita persone vestite in modo bizzarro e che cantavano
sulle persone: essa crea forti legami senza aver biso- tutte insieme.
gno di parole e sfruttando semplicemente la passio- Le quattro giornate del festival hanno donato
ne per il canto che si trova all’interno di ogni corista; molto ad ogni partecipante e hanno arricchito l’e-
essa unisce individui con culture diverse e che parla- sperienza fino ad allora svolta. Cantare in un coro
no lingue differenti perché la musica stessa forgia un significa infatti creare un gruppo capace di collabo-
linguaggio universale e semplice che tutti possono rare verso il raggiungimento degli stessi obiettivi.
condividere e comprendere. Quando si è in tanti sembra difficile che possa esser-
All’interno della manifestazione ci sono stati altri ci una sola volontà, eppure il coro forma proprio que-
momenti degni di nota: venerdì 1 luglio i cori sono sto:un’unica mente, un’unica grande voce che rispon-
stati smistati a coppie in giro per il Piemonte tenendo de ad ogni gesto del direttore. E così nasce un’intesa
diversi concerti. Per esempio il Coro Calicanto di comune costruita su sguardi, su sorrisi, su suoni forti
Salerno e il Coro VociInNote di Torino sono andati in e vibranti, ma anche piccoli e simili a sussurri. Un
trasferta a Verbania. Si è trattato di uno dei giorni vis- coro è anche la capacità di essere umile, di non voler
suti con maggiore entusiasmo di tutto il festival per- per forza emergere, ma di riuscire a condividere i pro-
ché l’ambiente era ristretto a due soli cori e quindi pri sentimenti con quelli degli altri. Quando si entra
era più facile collaborare e conoscersi meglio. Si è in completa sintonia si è avvolti da un insieme di voci
creata un’atmosfera molto intima, ricca di voglia di che guidano il singolo corista e non si distingue più la
cantare e di trasmettere le proprie emozioni. Questo voce di un contralto da quella di un soprano perché
è stato evidente fin dalle prove in cui c’era una così si è perfettamente coordinati.
grande attenzione e cura per i particolari che quasi Tutte queste sensazioni si sono moltiplicate nelle
sembrava di essere già al concerto vero e proprio. Si giornate del festival in cui il fare coro insieme ha
percepiva da un lato il desiderio di mostrare il meglio assunto un valore più ampio che ha richiesto una
di se stessi, dall’altro quello di collaborare e cantare notevole capacità di trovare subito un’intesa per
insieme che si è realizzato nell’esecuzione di due riuscire a tirare fuori il meglio da ciascun gruppo. Si
brani a cori riuniti. La conclusione della serata ha è formato un grande coro unico con la stessa voglia
scatenato un’euforia generale tra abbracci e risate di di far bene, con la stessa ansia da pre-concerto e la
sollievo per il successo ottenuto tanto che nessuno medesima incontenibile felicità alla conclusione di
voleva smettere di cantare nonostante la stanchezza. tutto.
Il sabato mattina invece i cori sono stati disposti in Dal 29 giugno al 2 luglio è stato come se la Torino
giro per la città per svolgere un breve concerto di cantante si fosse immersa in un mondo tutto suo
venti minuti circa, un’esperienza assolutamente da costituito solo da musica, un mondo completamente
replicare per poter rivedere la curiosità sui volti dei distante dallo stress e dalla monotonia di tutti i gior-
passanti che si fermavano ad ascoltare. Si è creato ni e in grado di donare momenti di piccola felicità da

6 voglia di coro
questioni corali

conservare nella memoria e da ripescare nei momen-


ti più bui.
“Cantare è giovane!” ci ha ricordato che – per
quante difficoltà si possano incontrare – vale la pena
essere innamorati della vita e delle proprie passioni,
quelle che smuovono l’animo delle persone, lo illumi-
nano e lo scaldano quando il resto del mondo non
sembra più riconoscere il valore dell’accoglienza».

Michela Da Rold e Elena Presutti,


coriste del Coro VociInNote di Torino

«“Questa sera Borgomanero è uno dei vertici di un


triangolo che dal Nord Ovest, al Nord Est di Trento,
fino al sud di Foggia, abbraccia e unisce l’Italia inte-
ra. Come fu 150 anni fa, oggi questi ragazzi, con l’en-
tusiasmo degli amici novaresi e borgomaneresi che
ho a fianco, ci dicono una sola cosa: come fu giusto
allora, lo è oggi e lo sarà in futuro. La musica, l’im-
pegno e il canto, uniscono rendendo insignificante più belle perle del nostro territorio, cantando brani
ogni presunta divisione. Di questo siamo orgogliosi! del loro repertorio sotto lo storico palazzotto, circon-
Sappiamo, questa sera, di avere fatto qualcosa di dati da tanti turisti entusiasti.
buono! I nostri due cori sono solo una parte dei gio- Grandi emozioni che non potranno che ripetersi, la
vani che, in questi giorni, in Piemonte, hanno vissuto, prossima estate, con il grande appuntamento di
hanno lavorato, hanno cantato e si sono divertiti Europa Cantat 2012, per la prima volta in Italia, a To-
insieme, nell’ambito del Festival ‘Cantare è giovane!’. rino».
Questa è l’Italia che vogliamo! Questa è l’Italia che Stefano Meroni
meritiamo noi e i nostri figli!”.
Con queste toccanti e vibranti parole, il consiglie-
Hanno partecipato al Festival
re ACP della Provincia di Novara, Attilio Sartirani, ha
aperto, al Teatro Rosmini di Borgomanero, la sera di “CANTARE È GIOVANE!”
venerdì 1 luglio 2011, il concerto di cori giovanili pre- Coro Il Calicanto di Salerno
visto nel programma del Festival Nazionale direttore Silvana Noschese
“Cantare è giovane!”, un vero distillato di emozioni e Coro Giovanile “Dauno” di Foggia
di bella musica, che ha coinvolto due compagini direttore Luciano Fiore
corali giovanili di livello internazionale: il Coro
Coro Artemìa di Torviscosa (UD)
“Dauno U. Giordano” di Foggia, diretto da Luciano
direttore Denis Monte
Fiore e “I Minipolifonici” di Trento, diretti da Stefano
Chicco, i quali, in un crescendo di applausi, hanno Coro Artemusica di Valperga (TO)
raggiunto l’apice quando, al termine della serata, a direttore Debora Bria
cori riuniti, hanno intonato l’Inno di Mameli assieme Coro da Camera del Conservatorio di Torino
a tutti i presenti in sala. direttore Dario Tabbia
Il concerto è giunto al termine di una giornata Coro VociInNote di Torino
molto piacevole ed emozionante che i ragazzi hanno direttore Dario Piumatti
potuto trascorrere a Orta: il sindaco del centro cusia- Coro Diapason di Roma
no, Cesare Natale, ha accolto i ragazzi a braccia direttore Fabio De Angelis
aperte, ricevendo il gruppo nella piazza di Orta. Coro I Minipolifonici di Trento
Quasi un doveroso ringraziamento, dunque, le esibi- direttore Stefano Chicco
zioni che i due cori hanno voluto dedicare a una delle

voglia di coro 7
questioni corali

Coro Giovanile Italiano

Il Coro Giovanile Italiano (CGI) nasce nel 2003 Perugia, Pescara, Reggio Calabria, Rimini, Ro-
da un progetto unico e innovativo della FE- ma, Siena, Taranto, Torino, Udine, Venezia,
NIARCO con l’intento di allineare finalmente la Mainz (Germania)…
coralità italiana al contesto europeo, nel quale i Negli anni si sono alternati alla guida del
cori giovanili nazionali sono istituzioni storiche. CGI maestri di fama nazionale e internaziona-
Per iniziativa di FENIARCO, viene promossa le quali Filippo Maria Bressan, Nicola Conci e
l’apertura di un bando biennale con audizioni in Stojan Kuret: con essi il Coro ha eseguito un
varie città per la selezione dei trentadue giova- repertorio che va dalla musica sacra del
ni coristi, in età compresa fra i 18 ed i 28 anni, Novecento italiano alla polifonia rinascimenta-
che per due anni saranno impegnati in attività le, dalla musica della scuola napoletana del
didattiche e concertistiche sul territorio nazio- Settecento a brani popolari di tutte le regioni
nale, sotto la guida di direttori d’eccezione. italiane.
Si tratta di un’occasione formativa privilegia- Nel corrente biennio 2011-2012, in vista
ta per chi vi partecipa, laboratorio di forte della XVIII edizione del Festival “Europa Can-
impatto culturale sul territorio, un Coro espres- tat” che si terrà a Torino nel 2012, il CGI è diret-
sione dell’identità nazionale, per la formazione to dal maestro Dario Tabbia, specialista in
di alto livello, per le scelte del repertorio tese a musica sacra del XVI-XVII, e dal maestro
valorizzare il patrimonio musicale italiano anti- Lorenzo Donati, specialista in musica moder-
co e contemporaneo, stimolo al tempo stesso na-contemporanea.
per la produzione di nuove composizioni com- Sotto la loro guida si è tenuta a Montecatini
missionate ed eseguite, infine per la partecipa- Terme, in occasione del “Festival di Primavera”,
zione a eventi di grande rilievo. la prima sessione di studio del nuovo organico,
Nel corso delle sue tournée, il CGI si è esibi- conclusasi con i concerti di Arezzo e Monteca-
to ad Assisi, Arezzo, Fano, Firenze, Messina, tini Terme.

8 voglia di coro
questioni corali

Straordinario l’arricchimento sul piano


umano e il coinvolgimento personale di ognuno ziato a realizzare che ero per davvero nel
dei componenti del CGI, direttori compresi, Coro solo quando sono arrivata in albergo
un’emozione individuale, ma al tempo stesso e ho fatto la conoscenza dei miei compagni
collettiva, vissuta, respirata da tutti contempo- d’avventura. Un paio d’ore dopo, durante la
raneamente e sinergicamente, un’emozione prima prova con Lorenzo, è iniziato l’incan-
generata dal contesto unico della condivisione to, che è durato per i quattro giorni succes-
di un valore superiore: cantare, respirare, vive- sivi, giorni in cui ci è sembrato che quella
re insieme. fosse la nostra vita reale, vivere assieme e
Quando mi è stato chiesto di raccontare que- cantare assieme, salvo poi al quinto giorno
st’esperienza, ho pensato subito di rendere ridestarsi, subire il trauma della separazio-
partecipi anche gli altri “CGIini” attraverso te- ne e tornare ognuno alla propria quotidia-
stimonianze vive: ecco alcuni dei pensieri che ci nità. La cosa più straordinaria è stato senti-
siamo scritti nelle settimane successive a quel- re fin dai primi momenti in cui abbiamo
le giornate. cantato insieme una totale sintonia nelle
intenzioni, tutti quanti partecipi, attenti alle
indicazioni che ci venivano date e tutti pron-
“Era un’incognita per tutti, due direttori, ti a farci delle belle risate non appena pos-
un progetto fermo da un paio d’anni, solo sibile… Siamo un Gruppo e va inteso che ne
tre giorni di prove per un programma com- fanno parte anche i nostri direttori, per tutti
plesso, coristi che non si conoscevano, con noi è stato un onore e un privilegio poter
vocalità ed esperienze differenti, caratteri lavorare con due musicisti del calibro di
da far amalgamare. Sono felice che questo Lorenzo e Dario, hanno saputo guidarci in
cammino insieme sia partito con il piede questa splendida avventura con entusia-
giusto, in tutti i sensi. Ora potremo pensare smo e ci è piaciuto vedere che una volta
di creare qualcosa di ancor più speciale: finito di dirigere la propria prova entrambi
uno stile, un suono, un segno. Perché chi si fermassero a seguire la prova dell’altro
ascolta, guarda, tocca il nostro Coro possa direttore in veste di corista, cosa che non
comprendere la qualità delle energie e delle tutti i direttori di coro sono disposti a fare.
anime che ognuno di voi porta all’interno di Alle volte non bastano anni e gli sforzi di un
questo gruppo. Voci differenti, esperienze direttore a far diventare un coro un gruppo,
differenti, diversi dialetti, diverse età: per un noi ci siamo riusciti in pochissimi giorni, ma
solo obiettivo” a farci realizzare tutto questo è stato sicu-
…dalla Toscana ramente il desiderio assoluto di ‘fare musi-
ca insieme’. La musica ci ha condotti tutti a
questa splendida esperienza sulla quale
“Eccoci!!! Domenica 10 aprile 2011, sia- tutti abbiamo investito molto: ci siamo arric-
mo al primo raduno del Coro Giovanile Ita- chiti e soprattutto emozionati per tutti i
liano a Montecatini Terme, in occasione del secondi di questi quattro giorni, siamo
Festival di Primavera. I nostri direttori saran- diventati una Famiglia”.
no Lorenzo Donati e Dario Tabbia. Ho ini- …dal Piemonte

voglia di coro 9
questioni corali

“Che dire, è stata veramente una bella davvero contentissimo di aver avuto la pos-
avventura.... ieri sera, penso per la prima sibilità di cantare in mezzo a tutti voi!!! E
volta dopo un concerto, mi sono emoziona- non voglio aggiungere altre parole per sot-
to, non mi capita spesso... sia quando tolineare quanto vi sia grato, perché è
suono o canto.... ma ieri c’era un clima impossibile descrivere. Grazie di Cuore!!!
molto bello sia musicalmente, sia anche Vorrei poter ringraziare ognuno di voi di per-
umanamente (che è alla base di tutto se si sona per tutto quello che mi avete regala-
vuole fare qualcosa di importante)... è stato to... peccato dover aspettare fino ad
un grande onore aver lavorato con direttori Agosto...”.
come Lorenzo e Dario... (siete veramente …dalla Lombardia
immensi....) ed è stata una gioia immensa
aver lavorato con tutti voi...”.
...dalla Lombardia “...che dire... GRAZIE RAGAZZI PER TUTTA
LA VITA CHE MI AVETE REGALATO! Sono
stati 5 giorni di duro lavoro ma anche di
“Grazie a tutti per la bella musica, per le grandi soddisfazioni e vi ringrazio tanto per-
profonde emozioni condivise e per lo stupe- ché ognuno di voi mi ha regalato qualcosa.
facente suono raggiunto, che può sgorgare Mi sento decisamente più ricca e più carica
solo da un reale affiatamento vocale e che mai. Grazie perché abbiamo creato
umano! Che nostalgia!!!”. questo meraviglioso gruppo di persone pre-
…dalla Toscana ziose, ognuno di voi a modo suo ha dato
qualcosa a questo coro e sono fiera di farne
parte. Ci sono poche parole per descrivere
“È stata una delle esperienze più belle, quello che sento, forse dirvi grazie neanche
ricche ed emozionanti della mia vita! È basta, e forse è anche inutile dirvelo perché
stato un onore conoscervi e cantare con voi. tanto parliamo tutti la stessa lingua e sap-
Vi amo tuttiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Un gra- piamo capirci al volo. Vi voglio bene e non
zie di cuore a Lorenzo e Dario per la fidu- credo di essere esagerata nel dirvelo anche
cia... per me significa tantissimo...”. se dopo così pochi giorni...”.
…dal Molise …dal Lazio

“Appena tornato a casa... non so che “In questi cinque giorni a Montecatini ho
dire... vi amo tutti... mi mancate!!!! Voglio avuto la fortuna e l’onore di conoscere per-
tornare in mezzo a tanta tanta bella musi- sone speciali, con la stessa voglia di canta-
ca... Siete delle persone straordinarie. Un re, fare musica e costruire qualcosa di
abbraccio grande grande”. unico insieme! Sono fiera di far parte di que-
…dal Lazio sto gruppo. Nessun tipo di timore o pregiu-
dizio, donare una piccola parte di noi stessi
per creare un gruppo solido e affiatato. È
“Mi sono appena svegliato (nel vero bello! E mi stupisco ogni volta che mi rendo
senso della parola) dopo un viaggio durato conto di come la musica abbia un potere
non tre ore e mezza, bensì 5 giorni!!! Sono

10 voglia di coro
questioni corali

comunicativo travolgente, far sentire un essere quello di creare qualcosa di bello


gruppo di ragazzi che non si erano mai visti nell’armonia dello stare bene insieme”.
né conosciuti prima, come un’unica grande …dalla Calabria
Famiglia dopo solo 5 giorni! Credo che ci
sia una spiegazione: quando una persona
entra a far parte di un coro le sue emozioni “Ragazzi, davvero, emozioni grandi… È
si fondono insieme a quelle degli altri in molto difficile tornare alla realtà di tutti i
un’unica energia racchiusa nelle mani di giorni…”.
chi le plasma e le guida: il direttore (in que- …dal Lazio
sto caso abbiamo la fortuna di averne due).
Un grazie speciale a loro, hanno saputo
condurci e accompagnarci in quest’avven- “Appena tornato in rete dopo questa lun-
tura appena iniziata con Montecatini”. ga e splendida pausa... ragazzi, quanto è
…dalla Liguria duro tornare alla vita di tutti i giorni... siete
tutti fantastici, sono FELICE di avervi potuti
conoscere e sono sicuro che andando avan-
“Ciao a tutti ragazzi! È tutto il giorno che ti diventerà tutto ancor più speciale... non
cerco di riprendermi ma questa esperienza ho davvero parole per esprimere tutto quel-
mi ha sconvolto oltre ogni aspettativa: lo che ho dentro, tutto quello che mi avete
umana e musicale. Un turbine di emozioni saputo dare in queste poche ore che siamo
che è stato difficile controllare per tutta la stati insieme... sicuramente un ringrazia-
giornata di ieri e che oggi si sono trasfor- mento speciale va a Dario e Lorenzo, per-
mate in tanta nostalgia. È incredibile.... ché hanno saputo prenderci per mano e
dopo cinque giorni di tempo passati insie- portarci con loro in questa splendida avven-
me abbiamo creato un affiatamento musi- tura con un entusiasmo davvero singolare...
cale e di affetto inimmaginabile. La cosa AGOSTO, SBRIGATI A VENIRE!!”.
che mi conforta è che non sono l’unico …dal Lazio
sconvolto, ognuno di noi sta vivendo le stes-
se cose e anche questo è bellissimo”. Negli ultimi mesi il CGI ha tenuto concerti
…dalla Toscana nei più prestigiosi contesti nazionali, a Lignano
e Grado (27-31 agosto 2011) nell’ambito della
Settimana Internazionale di Canto Corale “Al-
“Sento anch’io la necessità di esprimere pe Adria Cantat”; a Fano (8-10 settembre
la mia gratitudine per l’indimenticabile 2011) per il 38° Incontro Internazionale Po-
esperienza umana e musicale che ho avuto lifonico “Città di Fano”; a Torino (10-12 settem-
il piacere di vivere insieme a voi tutti in que- bre 2011) nell’ambito del Festival Internazio-
sta prima sessione del CGI. I giorni passano nale di Musica MITO SettembreMusica 2011;
ma la malinconia non vuole andar via. infine ad Arezzo, all’apertura del LIX Concorso
Devo ammettere che non mi sarei mai a- Polifonico Internazionale (15-16 settembre
spettato di trovare un clima così sereno co- 2011). ■
me quello che si è instaurato a Montecatini Paola Bonetta,
dove l’obiettivo predominante sembrava componente del Coro
Giovanile Italiano 2011-2012

voglia di coro 11
questioni corali

Bartolomeo Franzosini,
artista del Verbano
■ di Riccardo Zoja

artolomeo Franzosini (1768-1853), orga- Il completamento dell’edizione critica della

B nista e compositore di una sterminata


produzione di musica vocale, è stato per
me un terreno di riscoperta fin dal 1994.
sua “Messa Pastorale di canto fermo” per coro
e organo (alternatim) nel 2010, è stato l’occa-
sione per un’iniziativa di grande interesse, otti-
Sino a quel momento si conoscevano solo le mamente sostenuta dalle caratteristiche stili-
sue citazioni dalle cronache dell’epoca che ne stiche dell’opera.
esaltavano le doti di compositore al servizio Nella Basilica di San Vittore a Verbania, 7
della famiglia Borromeo; la sua fama era diffu- cori appartenenti all’Associazione Cori Piemon-
sa nei territori del Verbano, fino alle grandi tesi, si sono riuniti per la sua esecuzione nel
città di Piemonte e Lombardia, come autore di corso della celebrazione eucaristica della So-
musica “per intelligenti” e del Requiem per la lennità di Cristo Re, coincidente con la ricor-
morte di Vittorio Emanuele I di Savoia. Un renza di Santa Cecilia, sotto la direzione di
paziente lavoro di recupero dei manoscritti e di Fausto Fenice (che ha guidato le parti del Pro-
catalogazione ha condotto alla redazione di un prium) e del revisore stesso, chi scrive, che ha
catalogo generale delle opere riscoperte e ha guidato le compagini unite. Al grande organo
consentito di iniziare studi sulla sua vita e la basilicale Dorina Cargnoni e Marco Castoldi.
sua opera. L’esecuzione ha fornito spunti di grande
Messe, Vespri, musica organistica, Sinfonie, meditazione e di soddisfazione sia per il recu-
quartetti, musiche di scena e decine di compo- pero storico sia per la vitalità derivata alla litur-
sizioni corali per varie occasioni rappresentano gia solenne da un’accurata preparazione che
una parte saliente di un itinerario compositivo ha visto le formazioni corali impegnate con
ricco e articolato protrattosi nella celebrità per attenzione in un compito, attraverso l’arte, che
molti decenni. ha fornito ampio esempio di come la vera musi-
Un lavoro di revisione critica ha preso le ca, posta al servizio dell’azione sacra e della
mosse ed è proseguito in modo costante con la Parola, travalichi qualsiasi confine cronologico
fondazione di un Centro Studi a lui dedicato: e viva di una perenne e coinvolgente attualità
alcune sue composizioni sono già entrate in quando vissuta e proposta con autenticità e
repertori concertistici e discografici. fede.

* Riccardo Zoja, direttore del Coro Polifonico San Vittore di Verbania-Intra.

12 voglia di coro
questioni corali

Mi sembra interessante riportare le note ta del secolo scorso. Abbiamo poi prova che
introduttive alla partitura che può essere più volte, anche dopo il suo abbandono della
richiesta da chiunque sia interessato visitando carica di organista, ci si rivolse al Franzosini
il sito: www.coropolifonicosanvittore.it o trami- per richiedergli composizioni per varie circo-
te e-mail: info@coropolifonicosanvittore.it). stanze liturgiche o civili.
Nella Messa Pastorale, l’intento compositivo
“La MESSA PASTORALE di canto fermo ap- dell’Autore è chiaramente quello di un’opera
par tiene, con altissima probabilità, alle opere per uso liturgico, di ispirazione semplice e
che Bartolomeo Franzosini compose successi- atmosfera natalizia, indirizzata all’immediatez-
vamente alle sue dimissioni dalla carica di za di coinvolgimento anche assembleare, che
organista e maestro di cappella della Basilica non trascura riferimenti a temi popolari con
di San Vittore di Intra, ovvero dopo il settem- questo spirito (per esempio “Frére Jacques”),
bre 1839. Questa affermazione si fonda, anzi- pur senza abbandonare mai un’eleganza e una
tutto, su una considerazione stilistica: si tratta, raffinatezza che ne contrassegnarono lo stile.
infatti, di un’opera nella quale risultano La scelta del canto del coro a una voce (che
ampiamente superate le ispirazioni estetiche e viene definito “canto fermo” nella partitura) è
classiche che informarono costantemente la la più indicativa espressione di questa impo-
sua arte e che egli difese, soprattutto in età stazione.
avanzata, contro ogni influenza dell’“odierno L’adozione dell’“alternatim” con l’organo (in
fracasso” con il quale identificò il progressivo Kyrie, Gloria e Sanctus), presente nelle celebra-
affermarsi dello spirito romantico. Questa zioni basilicali a Intra sin dall’antichità, testi-
composizione si avvicina molto più, per stile monia il lungo mantenimento di questa forma
compositivo e concezione armonica, ad altre che, in minima parte, è presente tuttora (Anti-
sue opere che, in realtà, rappresentano un fona conclusiva dei salmi nel vespro domenica-
chiaro avvicinamento ad un’espressività più le). A questo proposito si deve osservare che la
ottocentesca e alla ricerca di soluzioni più partitura presenta, sulla maggior parte di que-
influenzate dallo spirito che si stava afferman- sti interventi dell’organo, l’incollaggio di ritagli
do (come per esempio nel “Tantum ergo” in Mi di carta pentagrammata con melodie differen-
maggiore del 1848, inciso nel CD con la rico- ti rispetto a quelle originarie che sono mante-
struzione della liturgia di San Vittore, Marga- nute sul foglio originario: è risparmiato solo il
roli Ed., Verbania, 2003). primo intervento dell’organo dopo l’intonazio-
L’altro elemento dimostrativo dell’epoca di ne del Gloria; tuttavia si osservano tracce di
composizione attiene la sede di ritrovamento colla ai suoi margini a indicare un probabile
della partitura che avvenne nell’Archivio della distacco nel tempo di un frammento cartaceo
Società di Canto Corale di Intra (acquisito con posto anche in questa sede. È di tutta evidenza
atto legale del 1972 dal Coro Polifonico San che si è trattato di una composizione successi-
Vittore) e non negli archivi musicali capitolari va delle parti organistiche per sostituire gli ori-
della Basilica ove erano conservate la massima ginali, semplicemente per variazione degli stes-
parte delle opere prodotte all’epoca del suo si o per adozione di motivi più confacenti alle
servizio musicale: sia la timbratura della parti- esigenze di epoche diverse, stante il lungo
tura, sia gli appunti sulla stessa e le testimo- periodo di tempo nel corso del quale l’opera fu
nianze orali attestano che questa Messa fu periodicamente eseguita.
regolarmente eseguita nel corso delle celebra- Tutti i frammenti neoposti hanno una strut-
zioni liturgiche almeno sino dagli anni Sessan- tura chiaramente versettistica e imitativa

voglia di coro 13
questioni corali

contrariamente agli originali che prediligono L’intero materiale è contenuto in una cartel-
il mantenimento di un’atmosfera pastorale. letta di analoghe dimensioni, di cartoncino tur-
Nella revisione della partitura si è mantenu- chese, sulla quale è manoscritto “Missa Pa-
ta una VERSIONE A, che prevede gli interventi storale di Canto Fermo del M° Bartolomeo
dell’organo come riportati prima dello scolla- Franzosini. Parti staccate tenore n. 8, Bassi n.
mento dei frammenti, e una VERSIONE B che 8, Totale 16 (oltre la parte d’organo)”. Sui di-
prevede i brani dell’“alternatim” d’organo ori- versi fogli si ritrovano differenti timbrature tra
ginali, riaffiorati dopo il lavoro di rimozione le quali sono ben identificabili: “Società di Can-
della carta sovrapposta. to Corale – Intra” e “Coro Polifonico San Vitto-
La revisione critica è stata operata sull’unico re – Verbania”. La revisione critica è stata con-
esemplare di partitura reperito: fascicolo di n. dotta nel tentativo di mantenere il più possibile
10 fogli di carta pentagrammata a 12 righi di l’assetto originale della partitura che è pove-
32 x 23 cm, scritti in R e V, contenuti in una co- rissima di indicazioni dinamiche e agogiche
per tina di cartoncino azzurro sul frontespizio nonché di indicazioni sull’utilizzo del pedale
della quale è scritto in caratteri gotici “Le dell’organo: tutte le aggiunte, fondate su
Pensionnat. N. 11” e manoscritto in pastello blu opportunità o necessità estetiche, sono indica-
“Missa Pastoralis. Part. N. 18”. te tra parentesi quadre [ ].
A essa sono allegate 15 parti staccate del Nella partitura non sono mai riportate indi-
coro (per tenori e bassi), scritte dalla stessa cazioni o suggerimenti per le registrazioni d’or-
mano della partitura, sulle quali si rinvengono, gano e si è mantenuta questa caratteristica
con diverse scritture e diversi inchiostri, appun- lasciando all’interprete la scelta delle più ido-
ti e nomi, tra i quali quelli di coristi che rimase- nee combinazioni timbriche sulla scorta degli
ro in carica sino al 1966. In una si legge “Notte aspetti strutturali, espressivi, liturgici e delle
di Natale”. caratteristiche dello strumento disponibile”. ■

14 voglia di coro
ϭ
ϰ
questioni corali

Per un’analisi consapevole


della “nostra” tradizione orale
■ di Luca Bonavia

ecenti articoli pubblicati su “Choraliter” musica popolare  musica delle classi subal-
R e “Voglia di Coro” (in ultimo l’intervento
di Roberto Bertaina apparso sul numero
1/2011), stimolano alcune osservazioni e spun-
terne”, intraprendendo dunque ben altri per-
corsi e nuovi spunti interpretativi e di studio. È
come se, imbattendosi in una nave sepolta dal
ti di riflessione sul tema del (cosiddetto) canto mare di sabbia di un deserto, non c’interessas-
popolare. Da molti anni, nell’ambito dello stu- se soltanto analizzarne le qualità del legno,
dio degli esiti musicali tradizionali di fonte l’architettura dell’albero maestro o lo stato di
orale, va emergendo la posizione di chi – disco- conservazione dei remi, ma ci spingessimo ad
standosi dalla corrente etnomusicologica pre- immaginarne le rotte perdute, e il disteso navi-
dominante nel corso dei passati decenni – non gare, quando al posto di quel deserto v’era uno
riconduce la natura della “musica orale” allo sterminato oceano, costellato da innumerevoli
specifico sociale delle classi subalterne, ma ne punti d’approdo.
coglie l’essenza nella dimensione dell’Arcaico. Non avrà più senso allora parlare di “locali-
Parliamo dunque di quei fantasmi ancestrali, smo” di certe melodie, definendone di volta in
brandelli sfumati di umanità, ombre di ricordi volta (quasi ce ne si volesse appropriare,
mai vissuti se non negli abissi insondabili delle seguendo una sorta di “logica del forziere”) la
paure e nel mondo sfumato dei sogni, che ritro- presunta piemontesità, od un’indiscussa ita-
viamo nei perduti anfratti delle favole e tra i lianità... basti pensare a quanto sia frequente
meandri di certe ninnenanne oscure: un vero e ritrovare stretti legami, letterari o melodici,
proprio “magma primordiale”, che appartiene tra canti acquisiti fra i monti dell’Ossola e
all’uomo ed all’umanità sin dalle epoche più tracce d’esiti tribali, intonati secoli fa dai
remote. popoli nomadi che vagavano tra le dune
Un’analisi approfondita e mirata agli ar- dell’Asia, o ancora nelle Ballads raccolte tra le
chaiòi tipòi che pervadono la musica di tradi- nebbie delle brughiere scozzesi. E sarà inevi-
zione orale porta, secondo questa visione, ad tabile sostituire a quell’indagine sociologica e
abbandonare l’equivalenza (che appare in tal folklorica, che appare non priva di suggestio-
modo alquanto ingannevole) tra “musica scrit- ne ma alquanto limitativa, una vera e propria
ta  musica colta  musica delle classi ege- esplorazione storica ed archeologica, che
moni”, e la corrispondente “musica orale  anela al vasto respiro dei millenni e delle ere

* Luca Bonavia, ricercatore di esiti tradizionali e direttore del “Laboratorio Corale Cantar Storie” di Domo-
dossola. Sua è la proposta di “Coralità dell’Arcaico”, legata ad un rinnovato e consapevole ruolo della coralità
di stampo tradizionale.

voglia di coro 13
questioni corali

(pensiamo per un momento a quelle melodie rò il ben noto fenomeno del folk revival), è un
pentatoniche acquisite in area mitteleuropea, approccio alternativo, che si può o meno con-
che in sé conservano intatto il soffio antico dividere, ma di certo non può più essere igno-
della preistoria). rato, e merita un’attenta considerazione nel-
La discussione intorno alla “versione origi- l’ambito di qualsiasi seria analisi mirata al
naria perfetta”, citata da Bertaina, meritereb- mondo della tradizione orale, o – volendo uti-
be poi uno spazio d’analisi ben più approfon- lizzare una forma tanto diffusa quanto fuor-
dito, e andrebbe forse declinata in un ambito viante – del canto popolare. È utile ricordare
più vasto, riferita cioè all’intera umanità ed come la rivista La Cartellina, pur senza prender
alla sua ancestrale memoria, ma di certo v’è parte nel dibattito, ha trasformato il titolo di
che non sembra possibile riconoscere ad un una delle sue rubriche in “Fonti orali”, volendo
canto d’autore, seppur diffuso e conosciuto ai così aprirne lo spazio ad un’aperta discussio-
più, la qualità di “tradizionale”... e se proprio ne. Un chiaro e consapevole confronto, come
lo vogliamo definire “popolare”, non facciamo avvenuto in altre aree europee (in primis
altro che evidenziare l’innata ambiguità del l’Ungheria), permetterà dunque di ampliare la
termine (“popolare” in quanto noto al “popo- portata dell’analisi e della discussione, arric-
lo”... quale “popolo” poi...), ma attenzione, chendo il panorama letterario con preziosi
l’arché è ben’altra cosa!! studi ed interpretazioni, e consentendo ai
La voce dell’Arcaico non conosce paternità e nostri cori che s’ispirano al patrimonio tradi-
maternità, ma è una lingua silenziosa, che zionale orale di acquisire un ruolo interpretati-
accompagna l’evoluzione dell’umanità sin vo ed espressivo ben consapevole ed evoluto,
dalla sua origine, ed anzi non pare avventato dunque non “casuale”, e limitato alla mera ese-
suggerire che ne abbia preceduto l’avvento sul cuzione di un repertorio.
nostro pianeta (...gli archetipi dell’inconscio Si pensi, come ultimo esempio, ai recenti
collettivo definiti e analizzati da Carl Gustav volumi di “Voci e Tradizioni” editi in Toscana,
Jung, ed evidentemente ben noti anche a che proprio da un rigoroso ed attento appara-
Zoltán Kodály, sono sotto i nostri occhi, se li to filologico e da alcune ben motivate “scelte
sappiamo scorgere, celati in buona parte della di base” prendono spunto per la presentazio-
musica di tradizione orale acquisita e conser- ne degli esiti e delle elaborazioni selezionate
vata nei nostri archivi). ed inserite nel progetto, facendone utile e sti-
La “teoria evoluzionistica”, evidentemente molante riferimento per ricercatori, cori e
contrapposta alla “teoria sociologica” (che ispi- direttori. ■

Bibliografia
PAOLO BON - Musica popolare: teoria dell’arcaico in contrapposizione alla teoria del sociale specifico,
apparso sul n. 52 di “Diapason”, periodico dell’Associazione Cori della Toscana.
LUCA BONAVIA - Il cammino degli archaiòi tipòi verso la sala da concerto: spunti e idee per una Coralità
dell’Arcaico, in “La Cartellina”, Edizioni Musicali Europee, nn. 174, 176, 177.

14 voglia di coro
questioni corali

Voci & Tradizioni.


Viaggio nell’etnomusicologia italiana - Parte II
■ di Ettore Galvani

opo l’avvento delle idee del Berchet, sup- verde; e l’amato viso

D portate e amplificate da un lungo scritto


di Cesare Cantù, Della poesia popolare e
specialmente delle romanze spagnuole, compar-
veduto in una ghirlanda
di fiori.
Le esclamazioni rade;
so nel 1839 sulla Rivista Europea e poi rifuso nel in ciascun verso un’ima-
suo Della Letteratura del 1841, il panorama cul- gine; l’ultimo sovente
turale e l’attenzione sull’argomento cambiano: balzar dal cuore con pili
nasce ora una reale continuità di ricerche che che lirico volo.
porta a inserire in modo metodico e costante nel E la facilità è qui,
quadro della cultura italiana gli interessi per il come altrove, condizio-
canto popolare. ne e indizio di potenza. Niccolò Tommaseo
Nell’arco temporale di un decennio, iniziato Non fiutano la grazia, la
significativamente dal Saggio di canti popolari veggono: non si provano al canto, cantano.
delle provincie di Marittima e Campagna di Taluna ce n’è di balzana, che sul primo non sai
Pietro Ercole Visconti del 1830 e la sua recensio- bene a che alluda, o come le idee si colleghino:
ne a firma di Niccolò Tommaseo nell’Antologia, ma a meglio guardare, lo vedi.
si arriva a un’opera che si potrebbe definire col- Le canzoni di donna più belle e più meste: le
lettiva in quanto esplicita in contenuti e in meto- civettine, men delicate e delle imagini e del lin-
dologie, le linee guida dei pensieri filosofici fino guaggio: gli stornelli brevi, più leggieri, ma che
ad allora espressi sulla poesia popolare: i Canti ce n’è che valgono per molti terzetti di lunghe
popolari toscani corsi, illirici e greci ordinati su elegie.Il cuore tocco nel profondo, risponde con
quattro volumi dal Tommaseo. armonia di gemito, e tace. L’arte guaisce; l’affet-
Nell’articolata opera l’autore, dalmata di to sospira.
nascita e italiano d’adozione, dedica una acco-
rata introduzione a ogni etnia scandagliata dalla (Tratto dall’introduzione ai Canti toscani.
sua raccolta, storica-letterale, sentimentale e Venezia 1841)
poetica tralasciando formalismi e metodologie.
A una lettura più attenta si evince come i palin-
Molte le (canzoni) nate sul mare; o che accen- sesti delle opere pubblicate fino ad allora, com-
nano al mare; ma sempre coll’acqua la terra ed presa quella tommaseiana, fossero inclini a man-
il cielo; e alle spume sovrastare una ciocca di tenere vive le tradizioni letterarie di impronta

* Ettore Galvani, direttore dell’Associazione Corale Carignanese, Premio Nazionale Mario Fontanesi
2009 per la ricerca etnomusicale, autore di pubblicazioni sul canto popolare.

voglia di coro 15
questioni corali

dotta, pur tendendo la visione verso forme inno- tempo inosservati accenti innovatori fluttuavano
vative nel contesto globale. Tale inclinazione nel mondo colto.
stava nel fatto che nelle varie opere fin qui citate I Canti popolari inediti umbri, liguri, piceni, pie-
si scorgevano componimenti attribuiti al volgo montesi, latini di Oreste Marcoaldi del 1855, i
mentre avevano, per struttura metrica e delica- Canti popolari toscani di Giuseppe Tigri del 1856
tezza di esposizione, origini letterarie o, perlome- e i Canti popolari siciliani di Lionardo Vigo del
no, vicine al mondo colto. 1857 seguono come già precedentemente espo-
L’opera dell’autore dalmata, per l’autorevolez- sto la continuità dell’opera tommaseiana ma
za intrinseca degli scritti e per il continuo e assi- altresì in essi si scorge
duo apporto di attenzioni verso le tradizioni la staticità delle idee a
popolari, lo portò a essere ispiratore e mentore scapito della spontanei-
di un’intera generazione di ricercatori ottocente- tà dell’opera ispiratrice
schi che rimasero legati ai suoi indirizzi poetico- contrastando le innova-
romantici. zioni metodologiche con
Contemporaneamente a ciò però si muoveva- atteggiamenti maturi e
no gli studi innovatori condotti da moderni e qua- severi.
lificati studiosi quali il Nigra e il D’Ancona che Tralasciando le cor-
volgevano l’attenzione ad analisi metodologiche renti di pensiero dell’e-
comparte e storico-filologiche. poca sulle varie opere
Incominciavano a stabilirsi contatti precisi e appena citate non si
Lionardo Vigo Calanna
delineati con le esperienze culturali d’oltre alpe può non affermare che, Marchese di Gallodoro
aprendo scenari fino ad allora considerati utopie nonostante la visione
per lo studio del folklore e più precisamente della con cui furono concepite le selezioni documenta-
poesia popolare. li di tali raccolte, segnarono comunque un’epoca
In antitesi a strutture conservatrici cominciano all’interno del variegato mondo culturale della
ad affermarsi posizioni più vicine e realistiche al poesia popolare. Tra tutte emerge sicuramente
mondo rurale e alla positività del pensiero ro- quella del Vigo, ristampata nel 1874 con la defi-
mantico, a enunciazioni di carattere metodologi- nizione di Raccolta Amplissima come compare
co si faceva strada una nuova disciplina basata nel titolo della seconda edizione della monumen-
su realtà documentarie e sull’oggettività filologi- tale opera.
ca riferita al concetto di poesia popolare. Criticato ed elogiato nello stesso tempo, il
Si viene dunque a delineare in questo periodo nobiluomo siciliano riprese in mano il suo lavoro,
un interesse policromo per la poesia popolare già notevole, per attualizzarlo al diverso contesto
inserito nella cultura italiana e finalizzato da una politico-sociale in cui si trovò a operare, e inoltre
parte a motivazioni politico-culturali e dall’altra cogliere l’opportunità ovvia di integrare la sua
al mero studio accademico del folklore e della raccolta con nuovi ritrovamenti. Le due edizioni,
salvaguardia delle tradizioni contadine. Tali studi infatti, nacquero a cavallo di quello spartiacque
assumeranno sfumature e indirizzi che mature- che fu il 1860, cardine temporale dei processi e
ranno da un punto di vista etnomusicale e del degli sconvolgimenti che portarono all’Unità
quale le linee guida si porranno in contrasto tra d’Italia e indubbiamente il valore letterale dell’o-
loro a partire dal ventennio successivo. pera alberga nel fatto che fu in assoluto la prima
I primi Anni 50 vengono caratterizzati da alcu- opera pubblicata in Sicilia su tale disciplina.
ne pubblicazioni che, sulla scia delle considera-
zioni del Tommaseo, non riescono ad allontanar- L’articolo di Costantino Nigra che appare nel
si dalla stabilità romantica delle stesse anche se, 1854 sulla rivista di scienze, lettere e arti Ci-
come vedremo più avanti, deboli e in un primo mento apre gli orizzonti allo studio del folklore

16 voglia di coro
questioni corali

sotto una nuova chiave di lettura antesignana no implementati negli scritti della Rivista Con-
per metodo e approccio: con il titolo Canti temporanea dal ’58 al ’62 e che saranno il cor-
popolari del Piemonte, icona letterale che pus centrale della sua opera finale.
accompagnerà tutti i suoi scritti fino alla pub- Dal pensiero del Nigra si evince la nascita di
blicazione del 1888, in 14 pagine (897-910) un nuovo ordinamento di studi volti ad analisi
traccia le basi dello studio comparato della poe- approfondite e i quali necessitavano una mag-
sia popolare in Europa. giore responsabilità nella ricerca nel confronto e
nella critica.
Pochi finora notarono l’esistenza d’una poesia Nel 1857 Carlo Tenca e Raffaele Andreoli e
popolare in Piemonte. Nessuno, ch’io mi sappia, nel ’59 Cesare Correnti fecero da anello di col-
ne scrisse. […] Semplici di forma e rozze, come il legamento tra gli studi dello statista piemonte-
loro dialetto, le canzoni del Piemonte esprimono se e la pubblicazione nel 1859 del saggio su La
non di rado affetti profondi e pensieri delicati, poesia popolare italiana a opera di Alessandro
che invano si desiderano nelle più lodate produ- D’Ancona.
zioni dell’arte.
Non vi trovi né le grazie né la classica veste de’ Ed ecco perché la
canti toscani, non la cupa fantasia corsa, né l’e- ricerca di questa poesia,
pica sublimità degl’illirici. Schietta e passionata che presso alcuni popoli
è la canzone piemontese. La musica lenta, è richiamo di forze vive
soave, malinconica. ed efficaci e quasi culto
Rapida la narrazione; più dramma, che lirica superstizioso dei proprii
poesia. Diversa per concerto e per forma dal destini, in Italia è poco
rispetto toscano, non deve però confondersi con più di curiosità erudita,
la poesia dei popoli settentrionali, nella quale e studio di semplicità e
predomina troppo spesso all’affetto l’elemento di naturalezza in un’ar-
fantastico e tradizionale. Segna, dirò cosi, la gra- te rimasta spontanea e
Carlo Tenca
dazione per cui passò il sentimento popolare dal- salva dall’affettazione e
l’elegante rima fiorentina al ritmo semplice e dis- dal corrompimento. Nondimeno, se nei canti del
adorno dei canti germanici e scandinavi. nostro popolo non troviamo espressa in concetti
imaginosi l’arcana sapienza antica o la leggen-
(Tratto dall’introduzione ai “Canti popolari del da della fortuna nazionale, v’ha in essi più d’un
Piemonte”, Cimento, pag. 897 – Torino 1854) lato per cui diventano preziosi, non solo alla sto-
ria dell’arte, ma a quella eziandio del costume,
Dopo una precisa dissertazione sulla tipologia delle idee, delle tradizioni domestiche e civili
della canzone piemontese, ambientandola per della nazione. E il metterle in luce, mentre giova
modi e toni, con ulteriori scritti e analisi sempre per una parte a farci meglio comprendere quella
circonstanziati passa oltre e va a prendere in classe verso cui si volgono adesso gli sforzi gene-
esame alcune tra le più note “lezioni” (cfr VDC rosi delle menti concorre dall’altra a schiarire i
2/2010, pag 12) dell’area piemontese: Son contatti e le relazioni esistenti nel pensiero dei
andait a Roma, Fior di tomba, Il gentil galante varii popoli italiani, e ad aggiunger prova agli
nel bosco. Va a confrontare le varie versioni con indizii di remote comunioni di vita.
dovizia di particolari, comparazioni oggettive e Carlo Tenca
di riscontri con altrettante redazioni veneziane,
toscane, spagnole, greche, tracciando così il via- (Tratto da “Canti popolari toscani”, in
tico di quegli studi documentali storico-filologici Crepuscolo, aprile/maggio 1857)
dei canti piemontesi che continueranno e verran-

voglia di coro 17
questioni corali

La poesia popolare adunque, cessato quel suo tico. E cosi avviene che non dall’artificio e dalla
primitivo stadio di esistenza universale nella riflessione, ma dalla prima e sincera vena della
nazione, esiste a due modi: direttamente nel natura derivano, cristallizzati spesso e sovrappo-
popolo, indirettamente in que’ poeti che il popo- sti goccia a goccia come le stalattiti, quei poe-
lo inspira. E già da quanto è detto si può facil- metti di graziosa o terribile ispirazione, di tessi-
mente inferire che, di questi due modi, in alcuni tura sobria, trasparente, e direi quasi
generi di poesia deve naturalmente prevalere il adamantina, che si ammirano nelle raccolte,
primo, in altri il secondo. […] In quelle brevi com- ormai numerosissime, dei canti popolari.
posizioni (del popolo) invece, dove le immagini e Cesare Correnti
gli affetti son tutto, in tutte quante cioè le specie
della lirica, il popolo sta nell’elemento suo pro- (Tratto da “Della letteratura popolare”,
prio; e la sua poesia è tanto superiore a quella di in Scritti scelti, Roma 1891/94
qualsivoglia piu artifizioso poeta, quanto la crea- Vesta-Verde, 1858, a. X e XI)
zione all’imitazione, l’originale alla copia.
Raffaele Andreoli Gli scritti dei tre stu-
diosi apportarono un
(Tratto da Canti popolari toscani, tassello importante in
Napoli 1857, pp. 6-7) quello scenario di inno-
vazione che si andava a
Due aspetti può e delineare nella seconda
deve avere, per chi vuoi metà dell’Ottocento:
giungere al popolo, lo visioni chiare e di gran-
studio della letteratura de respiro supportate
popolare. Prima si da una nascente meto-
hanno a considerare i dologia critica e di com-
Alessandro D’Ancona
libri che il popolo ha parazione.
adottato, e le forme che, Il saggio La poesia popolare italiana del 1959
sebbene trovate da di Alessandro D’Ancona apre in questo senso e
un’arte riflessiva, ei integra un nuovo sistema di studio pur mante-
mostra di prediligere e nendo vivi tutti quei fondamenti romantici e pro-
Cesare Correnti
di comprendere; poi si pri del periodo storico che, investiti dalle nuove
devono cercar le creazioni natie e spontanee del teorie sul folklore, raggiungevano enunciati strut-
genio popolare; le immagini, le frasi, i proverbi turali precisi e intenzioni manifeste sulle metodo-
che corrono nelle lingue plebee; le tradizioni e le logie di ricerca.
leggende che si conservano e si trasfigurano L’impegno filologico presente negli scritti del
nelle memorie delle moltitudini; e infine le can- Nigra e in buona sostanza ripreso e presente nel
zoni che accompagnate da melodie semplici e quadro generale del saggio del D’Ancona era più
per lo più commoventi e profonde, servono. avanti, almeno per ambizione di completezza e
come le preghiere rituali, a prestar la voce e il di organicità, rispetto alle concezioni dei racco-
pensiero alle anime mute le quali ajutate da un glitori che tali opere avevano preceduto.
primo embrione di poesia e d’armonia, spesso Il saggista toscano del resto introdurrà discor-
v’aggiungono, senza pur saperlo, inflessioni più si tecnici ed eruditi e si intratterrà a lungo in
passionate, parole più scolpite, immagini più cal- attente valutazioni generali per le quali e nelle
zanti, e credendo di restaurare le labili e confuse quali la poesia popolare viene generata dal
memorie, sviluppano, continuano e alcuna volta popolo e viene identificata come lo spirito vivifi-
compiono mirabilmente il concetto e il ritmo poe- catore di un popolo, come l’intima sostanza che

18 voglia di coro
questioni corali

lo costituisce. La poesia popolare nel contesto ne qualche resultato utile alla scienza e alla sto-
strutturato del saggio diventa allora documento ria. […]
di storia imprescindibile di una nazione, da Se non che, come dicevamo, e’ ci pare che
librarsi tanto in alto che le stesse testimonianze dopo le ammirazioni, eque od esagerate, sia
degli scrittori al confronto non avrebbero rap- venuto il momento di trattare di questa partico-
presentato dottrina. Insomma non esisterebbe lare forma di poesia, non rispetto alla estetica ed
Nazione se non vi fosse la poliedricità di cultura alla filologia soltanto, ma anche considerandone
rappresentata dai valori dell’intimo e della mora- l’origine e gli svolgimenti, e le relazioni colla poe-
lità della gente che la compone. sia dell’arte. Del che si è pur dato qualche rile-
Una nota di attenzione è da porre alla teoria vante accenno in recenti studj; ma essendoci
monogenetica del canto popolare che il sembrato che ancora restasse qualche cosa da
D’Ancona approfondisce con dovizia di partico- dire, da chiarir meglio qualche punto oscuro o
lari e imponente trattazione documentale. La sua controverso, da correggere qualche erroneo con-
dissertazione si concentrò principalmente sul cetto, ci siamo posti in animo di trattare l’argo-
quesito della forma originaria e del luogo di mento con qualche larghezza.
nascita dello strambotto: sostenitore accanito L’esamineremo, adunque, rispetto all’antichità
che la struttura primordiale dovesse essere la dei canti, alla origine e alla forma loro primitiva,
strofa di quattro versi, ritmicamente e concet- e ai mutui imprestiti, che insieme vennero facen-
tualmente conchiusa e autosufficiente, osservò dosi l’umile Musa del popolo e quella dei dotti.
che tale prodotto del popolo avesse avuto origini Invochiamo da bel principio l’attenzione dei letto-
nella terra siciliana, successivamente migrato in ri per le minute ricerche, le faticose analisi, le fre-
Toscana e ancora, da questa patria adottiva, si quenti comparazioni che dovremo istituire, paren-
fosse diffuso in tutte le altre regioni. doci tuttavia che qualche resultato, ottenuto dallo
Lasciando la curiosità all’improvvisato lettore studio assiduo e dal molto esercizio di memoria,
o etnomusicologo esperto di godersi nei tempi e non sia al tutto indegno dell’altrui considerazio-
nei modi a lui cari la lettura un po’ impegnativa ne. E senz’altro, cominceremo dal ricercare quan-
del tomo e delle varie teorie in esso ascritte mi ta sia l’antichità di questi canti, ai quali nessuno
pregio di riportare il proemio del saggio in cui si disconosce indole tradizionale; e se, cioè, essa
evincono le idee dell’autore. debba affermarsi soltanto come probabile, o se
soccorrano documenti che la facciano risalire
Le molte pubblicazioni di canti popolari delle ben addietro; e in tal caso, quanti secoli sarebbe-
diverse provincia d’Italia, che sonosi andate ro scorsi dacché primamente furono trovati, tra-
facendo in questi ultimi anni, hanno reso final- smettendosi quindi di generazione in generazio-
mente possibile, per ricchezza di documenti e ne, colle necessarie modificazioni apportate
per saggi di comparazione, di studiare la mate- dalla labilità della memoria, nonché dal variare
ria secondo i dettami della critica odierna e trar- del costume, del sentimento, del linguaggio. ■

voglia di coro 19
segnalazioni /
mondo corale

NOVITÀ EDITORIALI PER CORO 2010/2011


RAINER: DOST WELT MUSIK FUR CHOR – ed. Bosse Verlag N ato nel 1966 sotto la guida di padre Luigi
Mulatero, il Complesso Vocale MUSICA
LAUS di Torino, oggi diretto da Marcella Tes-
VIVALDI: GLORIA RV 589 – ed. Barenreiter
AA.VV: SONG. POP A CAPPELLA, VOL 1 – ed. Novello sarin, compie 45 anni: 9 lustri di trasformazione
AA.VV: SONG. POP A CAPPELLA, VOL 2 – ed. Novello e crescita che hanno visto cantare, nelle quattro
BUCKLAND: CHRISTMAS FOR FEMALE VOICE – ed.
sezioni, oltre centocinquanta coristi e dirigere,
Barenreiter. nel tempo, cinque maestri.
Fare buona musica divertendosi: è questa la
In collaborazione con: formula che il Musica Laus propone ancora
Beethoven Haus - Via Mazzini 12, Torino - 011.887750
libreria@beethovenhaus.com
oggi.
Il 5 novembre 2011 un concerto per quattro
Cori celebrerà l’evento nella chiesa di San Do-
menico a Chieri, città dove il Complesso tenne il
P resentato il 4 dicembre
2010 e recensito su La
Stampa, in TuttoLibri, e su
suo primo concerto.
MUSICA LAUS intende farsi promotore anche
Torinosette con una ricca di un Concorso di composizione corale, che sarà
presentazione a cura di Al- bandito nella stessa serata del 5 novembre.
bina Ma ler ba, di rettrice Il vincitore del concorso ascolterà l’esecuzio-
della Ca’ de studi piemon- ne della propria composizione durante il
téis, il IV volume della col-
lana Canti popolari pie-
Concerto di Primavera, che ogni anno il MUSI-
montesi, dal Piemonte CA LAUS propone presso la chiesa della Gran
all’Europa, dal titolo Vestì Madre a Torino.
da melitar 1821-1918. Dal I Cori invitati al Concerto-evento del 45enna-
Risor gi mento alla Prima le Complesso Vocale MUSICA LAUS, 5 Novem-
Guerra Mondiale offre un panorama di canti dell’epo- bre 2011, ore 21, Chiesa SAN DOMENICO,
ca, popolari e non, accompagnati dalla ricerca etno-
Chieri sono: CORO ALPINO di Saint-Vincet di-
musicale comparata su uno scorcio di storia quanto
mai di attualità. L’autore, Ettore Galvani, aggiunge
retto da Corrado Margutti; CANTUS FIRMUS di
così un nuovo tassello alla sua produzione letterale Torino diretto da Massimo Nosetti; IMAGO VO-
che trova fin dal 1999 una stretta collaborazione con CIS di Volpiano diretto da Marcella Tessarin.
l’Editrice torinese Daniela Piazza. MUSICA LAUS concluderà la serata.
Nelle 15 armonizzazioni per coro maschile si snoda
la storia dell’Italia pre- e post-unitaria proponendo brani
che riportano a viva memoria il patrimonio culturale
dell’epoca: a partire dal 1821 con il Canto degli esuli
piemontesi, 1843 Hymnu Sardu Nationale, 1860 Oh
piemontesi, 1871 Vestì da melitar, 1890 Il canto del sol-
G iunge alla XIII edizione la “Rassegna Corale
Internazionale Città di Mondovì”, organiz-
zata da Ottetto Vocale Cantus Firmus.
dato, 1898 La marcia dij coscrit piemontèis, 1906 Ad- Protagonisti assoluti della Rassegna saranno
dio, madre, fratelli ed amici, 1910 Oh Gorizia, 1913 gli Stouxingers (www.stouxingers.de),  uno dei
Fuoco e mitragliatrici, 1915 Da Milano a Genova, 1916 migliori gruppi vocali a livello internazionale.
Ticinesi, 1918 Son qui di sentinella, 1918 S’a j’ero tre al-
pin, concludendo con Ël tëstament dël Marchèis ëd Sa-
Sarà loro compito condurre uno stage ed esi-
lusse e Tre jolì tambor, due ballate epico-liriche tipiche birsi, a complemento di quanto proposto duran-
della tradizione piemontese riprese in più versioni nel te le lezioni, in un concerto finale.
corso degli anni. Queste le date: Stage: Sabato 5 e Domenica
Un libro da leggere, cantare e ascoltare: è infatti 6 Novembre 2011.
nella tradizione editoriale dell’autore che ogni pubblica- Concerto: Sabato 5 Novembre 2011.
zione venga accompagnata da un CD che racchiude i
Per chi risiede fuori Mondovì sono previste
brani oggetto dello studio registrato dall’Associazione
Corale Carignanese della quale Galvani è direttore. convenzioni con hotel a prezzi agevolati.
Gianni Berti
Tutte le info su www.cantusfirmus.it o scriven-
Presidente Associazione Corale Carignanese do a: info@cantusfirmus.it.

20 voglia di coro
mondo corale

Progetto “Cordata Canora”: oltre venti giorni di grandi


eventi corali, formativi e di comunicazione per
festeggiare i trent’anni delle “Voci Bianche” di Novara
ato nel 1981, compie trent’anni il Coro “Le Voci pria città, con una serie di interessanti iniziative, rac-

N Bianche di Novara”: esperienza canora di con-


divisione, vera e propria scuola di formazione
corale, crescita e divertimento, vissuto da moltissimi
chiuse nel Progetto “Cordata Canora”.
L’iniziativa va vista come un invito ad avvicinarsi e a
lasciarsi coinvolgere in tutti quegli eventi che andranno
bambini, adolescenti e giovani, sotto la guida di Paolo dal 19 novembre al 10 dicembre 2011 a Novara:
Beretta che, da tre decenni, accompagna i suoi ragazzi – Laboratori di vocalità per adulti e Laboratori musica-
in un fantastico viaggio di arricchimento (non solo musi- li per bambini
cale), segnato da molte tappe di successo, tanto da – Lezione-concerto per i bambini delle scuole
meritarsi da pubblico e critica l’attestazione di “uno dei – I Concorso Internazionale “Ciro Cucciniello-Città di
cori di voci bianche più interessanti e versatili del pano- Novara” per Cori di Voci Bianche
rama italiano”. Anche grazie ai suoi collaboratori e – Concerti di Cori di Voci Bianche ospiti, di importanza
all’esperienza maturata, il momento corale è trasfor- internazionale
mato in programma didattico-pedagogico, approfondi- – Incontro di amicizia e musica tra tutti i bambini can-
mento, sperimentazione fondata sul gioco e sulla sere- tori della città e i calciatori del “Novara Calcio”
nità dei bimbi, in un ambiente stimolante e gioioso. – Convegno “La voce e dintorni”, giornata di studi e
Il Coro partecipa frequentemente a concerti e mani- interventi di logopedisti, foniatri, musicoterapeuti,
festazioni in tutto il Paese. Il suo repertorio spazia tra la musicisti, doppiatori e docenti di tecniche vocali.
musica classica e la musica popolare, con frequenta- Altre attività saranno di complemento, come momen-
zioni del repertorio lirico e polifonico, cercando princi- ti di spiritualità, la produzione di un CD del Coro e il
palmente di promuovere e valorizzare la predisposizio- libro fotografico “Canta la foto”.
ne di ogni piccolo cantore e indirizzandolo a un corretto Nella Serata di Gala conclusiva, “Le Voci Bianche di
utilizzo e potenziamento dei propri mezzi vocali. Novara” ripercorreranno la loro storia e ritroveranno
Ma il Coro vuole essere soprattutto un’attuale realtà artisti del mondo dello spettacolo con cui hanno canta-
propositiva che, in occasione dei festeggiamenti per i to nonché tutti i cantori, ormai cresciuti, che hanno pre-
suoi 30 anni di vita, si propone all’attenzione della pro- stato la loro voce al Coro. ■

Laboratorio di formazione corale


Il laboratorio è rivolto a tutti coloro che vogliono conoscere o approfondire la loro conoscenza del
linguaggio musicale attraverso lʼesperienza corale. Lʼattività corale è uno dei modi più consoni e
diretti di fare e di educare alla musica. Le più moderne metodologie didattiche riconoscono nel
canto e nella voce uno dei mezzi primari per una corretta educazione musicale. La pratica corale,
oltre ad essere un modo estremamente diretto e pratico per far musica, sviluppa le capacità di
ascolto sia melodico che polifonico potenziando la sensibilità musicale. Saranno utilizzate meto-
dologie allʼavanguardia con particolare riferimento al metodo Kodály, considerato uno dei capisal-
di della moderna didattica musicale. Il percorso riguarderà i fondamentali aspetti della musica,
dallo sviluppo delle capacità di lettura attraverso la solmisazione relativa, allʼeducazione ritmica,
dallʼanalisi allo sviluppo delle capacità di ascolto melodico e polifonico. In questo contesto la capa-
cità di lettura della musica non viene raggiunta attraverso la mera acquisizione di regole, ma attra-
verso la concreta esperienza sonora. Il laboratorio è organizzato con il sostegno dellʼAIKEM,
Associazione Italiana Kodály per lʼEducazione Musicale ed ha inoltre la finalità di fornire le com-
petenze per entrare a far parte dellʼEnsemble vocale Claricantus. Non sono richiesti prerequisiti di
tipo musicale. Limiti dʼetà (indicativi): 18/45 anni.

Associazione corale Claricantus


Sede operativa: Via Brione 40, Torino
Tel. 328.1827387 / 346.3877748
E-mail: teresa.sappa@fastwebnet.it - contact@claricantus.net
Sito web: www.claricantus.net

voglia di coro 21
mondo corale

Un partecipato concerto ha inaugurato i festeggiamenti


per i 60 anni di attività del Coro CAI “Città di Novara”,
riassunti in un CD “live-storico”
■ di Stefano Meroni

abato 14 maggio 2011, chiesa di San Francesco

S alla Rizzottaglia, Novara. Il Coro CAI “Città di


Novara” ha festeggiato qui i suoi 60 anni di atti-
vità! Navate gremite e risposta compatta delle autorità
cittadine che hanno voluto essere presenti per condivi-
dere la gioia del prestigioso traguardo raggiunto dalla
compagine novarese.
Erano presenti, tra gli altri, il Viceprefetto di Novara,
Marco Baldino, l’Assessore Provinciale alla Cultura,
Alessandro Canelli, il sindaco di Novara, Silvana Mo-
scatelli, con gli assessori alla Cultura, Giancarlo Pes-
sarelli, e alla Sicurezza, Mauro Franzinelli, i rappresen-
tanti dell’autorità militari, il presidente della Sezione rettore Sergio Ferrara una pergamena a ricordo – ha
ANA di Novara, Antonio Palombo, e tanti rappresen- visto anche la partecipazione, in omaggio al 150°
tanti della “Novaresità”, quali il maestro Lino Abele An- Anniversario dell’Unità d’Italia, dell’Associazione Amici
tonione, Antonio Ferrari, Giorgio Ravizzotti e tanti altri. del Parco della Battaglia, Gruppo Storico Risorgimenta-
Una formula, quella adottata dal coro per la serata, le 23 marzo 1849, in uniforme storica.
di alternare i canti della tradizione popolare e di mon- “Il Coro Cai, per i suoi 60 anni in cammino, ha rea-
tagna con poesie e racconti in dialetto novarese pre- lizzato un CD contenente una serie di registrazioni dal
sentati da un arguto e poliedrico Paolo Nissotti, che ha vivo. Una iniziativa per presentare il canto popolare con
suscitato emozione e coinvolgimento. i suoi pregi e i suoi difetti. Registrazioni ‘storiche’, spes-
La serata, che è iniziata con un gesto simbolico da so effettuate con il registratorino sulle ginocchia, con gli
parte del Consigliere Provinciale dell’Associazione Cori applausi e il fruscio ma, per questo, sicuramente non
Piemontesi, Attilio Sartirani – che ha consegnato al di- meno entusiasmanti”. ■

Vox libera - Feniarco - Associazione Cori Piemontesi


Il respiro è già canto Associazione Regionale Cori dell’Umbria
laboratorio di direzione corale
“Fosco Corti”
Associazione per lo Sviluppo delle Attività Corali del Veneto
Il laboratorio nasce dall’idea di continuare nella direzione tracciata da Fosco Corti in base
ai suoi preziosi e ancora innovativi insegnamenti. Il volume “Il respiro è già canto”, che
raccoglie i suoi appunti sulla direzione di coro, rappresenta il punto di riferimento di questa
attività. Dal punto di vista didattico il corso si propone di realizzare, in un percorso trien-
nale, una pratica direttoriale che vada oltre il semplice livello tecnico, esplorandone anche
gli aspetti musicali ed espressivi. Partendo dall’analisi e dalla comprensione totale del brano
musicale, il direttore giunge a una idea interpretativa che ne determinerà la realizzazione,
grazie a un preciso piano di lavoro evitando i rischi di una concertazione improvvisata. La
docenti ricerca del “giusto suono”, la vocalità, la gestualità stessa saranno semplici conseguenze
Anna Seggi Corti, Alessandro Ruo Rui, dell’idea iniziale. Nel laboratorio gli allievi saranno pertanto aiutati a migliorare le loro
Dario Tabbia
direttore artistico
capacità di concertazione, esplorando in modo coerente gli aspetti tecnici e musicali che
Dario Tabbia implica la direzione di coro.
ottobre 2011, maggio 2012
Sede dei corsi: Via della Consolata 20, Torino - Informazioni: 333 160753 - voxlibera@hotmail.it

22 voglia di coro
www.ectorino2012.it
Sped. in Abb. Post. art. 2 comma 20/c Legge 662/96
N. 2 - Anno 2011