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Editoriale Sommario

■ di Sandro Coda Luchina Eventi:


Crescendo in Coro . . . 4
Canto Corale il riva al Lago Maggiore . 5-6
llustrissimi Direttori, Di- 2ª edizione festival a Stresa . . 7

I rigenti Coriste e Coristi


Velocemente, forse più
del previsto è trascorso
Cantincoro .
Coralità emergente:
Coro La Rupe . .
.

.
. .

.
8

10
anche quest’anno denso di appuntamenti corali Accademia Corale Guido d’Arezzo . 11-12
evidenziati nei particolari all’interno del nostro Coro Polifonico di Lanzo . . 13-14
semestrale. Cantiamo a...:
Abbiamo mantenuto fede ai programmi proposti 9ª Rassegna regionale . . . 15
a suo tempo, la risposta ai nostri appuntamenti è Territorio:
stata molto positiva altrettanto positive le critiche Verbania... un giardino sul lago . . 16-17
tecniche organizzative sui rispettivi eventi. Degno di nota:
Confortati da questo insperato successo prose- Singtonia D’Altro Canto . . . 18
guiamo sulla strada intrapresa e Vi proporremo Pensieri:
entro fine gennaio i programmi in dettaglio in fase Quando i nostri canti popolari saranno
di delibera che l’A.C.P. proporrà nel corso del 2010. tramandati da cantori multietnici . 19
Grande fermento organizzativo è riservato all’or- Storia del canto:
ganizzazione di Europa Cantat 2012, per la prima La Resistenza cantata . . . 20-22
volta in Italia e con la massima soddisfazione a Approfondimenti:
Torino. Ci attende un enorme lavoro organizzativo Il diritto canto . . . . 23-29
in stretta collaborazione con FENIARCO, Vi terre- Aggiornamento:
mo aggiornati costatemente, richiederemo la colla- Mendelssohn e il Chorlied
borazione di tutti Voi, dovremo dimostrare tedesco dell’Ottocento . . . 30-31
all’Europa e non solo, le capacità organizzative e le La pastora fedele . . . 32-36
collaborazioni sinergiche che la coralità piemonte- Studio:
se ed italiana è in grado di offrire. Blowing in the wind . . . 37-38
A corollario della conferma di questo grande
evento è la fiducia espressa dal BOARD EUROPEO
a Sante Fornasier. Il presidente FENIARCO è stato
eletto all’unanimità all’Assemblea Elettiva svoltasi
a Sofia il 13 Novembre 2009. È un grande ricono-
scimento per il lavoro realizzato in questi anni da
FENIARCO, atto a stimolare e valorizzare la corali-
tà italiana.Ho vissuto e seguito sin dalla Sua prima
nomina a presidente FENIARCO Sante Fornasier,
abbiamo sostenuto con convinzione massima la
candidatura di Torino, sono orgoglioso che final-
mente la nostra amata Italia sia rappresentata con
un incarico presidenziale in Europa Cantat. Ho
sempre personalmente sostenuto i Suoi progetti, la
Sua linea comportamentale e manageriale. Dal Consiglio Direttivo
Formulo felicitazioni a nome di tutta la Coralità
Piemontese,unitamente ad auguri di buon lavoro.
e dalla Commissione Artistica...
In attesa di proporVi il programma relativo al Auguri di Buone Feste
2010 termino questo breve saluto con un grande
augurio per un futuro anno ricco di successi. ■
e Felice Anno 2009
eventi

Crescendo in Coro
■ di Paola Brizio

erbano Cusio Ossola... una provincia in cre- che indispensabili a svolgere un’analisi efficace

V scita. È tanta la voglia dei cori del Verbano


Cusio Ossola di crescere, confrontarsi e
migliorare. Si è concluso con la fine di Novembre il
alla letteratura corale tonale, quali: conformazione
formale, sintassi armonica e architettura tonale,
fraseggio e dimensione ritmico metrica.
progetto “Crescendo in coro”, avviatosi a Giugno Il laboratorio ha visto la partecipazione assidua
nell’ambito del Festival Provinciale “Piemonte In... e molto interessata di 8 iscritti tra direttori e futuri
Canto una provincia in coro”, grazie al contributo direttori.
della Fondazione Comunitaria VCO, Scuola di Il corso di vocalità tenuto dai M° Giulio Monaco
Musica Arturo Toscanini e Provincia del Verbano e M° Silvio Vuillemoz ha offerto un breve percorso
Cusio Ossola. mirato al singolo e a piccoli gruppi. Nel laboratorio
Il progetto a visto la realizzazione di due corsi di vocale è stata trattata la tecnica di fonazione, la
aggioramento: respirazione . Il corso ha voluto fornire un “veicolo”
– Corso di vocalità e tecniche di fonazione di grande rilevanza ai fini di una crescita ed una
docenti M° Giulio Monaco e M° Silvio Vuillemoz maggiore consapevolezza nell’utilizzo della propria
– Corso di direzione e analisi voce.
docenti M° Fausto Fenice e M° Marco Santi Il laboratorio ha visto la partecipazione di n. 50
I corsi si sono tenuti presso la Scuola di Musica iscritti.
A. Toscanini nei mesi di Ottobre e Novembre. Tutti i corsi sono stati seguiti con molta parteci-
Il corso di Direzione tenuto dal M° Fausto Fenice pazione, ed entusiasmo, segno di un reale interes-
non ha esaurito tutte le problematiche della dire- se al miglioramento in tutti i generi corali.
zione corale, ma ha fornito ai direttori e futuri diret- Il progetto “crescendo in coro” ha voluto dare
tori gli elementi di base necessari alla pratica della l’avvio ai futuri corsi di aggiornamento che si ter-
direzione. Gli incontri hanno trattato la tecnica rano nel prossimo anno, atti a fornire uno stru-
della direzione, le misure e gesti relativi; gesti di mento di perfezionamento e crescita corale.Un sin-
attacco e di conclusione; gesti per la variazione e cero ringraziamento ai docenti, che con tanta
l’interruzione del movimento, ampiezza e natura pazienza , maestria e dedizione, ci hanno introdot-
dei gesti. to in un mondo nuovo, ancora tutto da scoprire.
Il corso di analisi tenuto dal M° Marco Santi ha Un personale ringraziamento, và ai coristi che
analizzato i brani studiati nel corso di seguono sempre con tanto interesse le attività che
direzione.Sono state introdotte le principali temati- ACP organizza per promuovere il canto corale. ■

ASSOCIAZIONE
CORI
PIEMONTESI

4 voglia di coro
eventi

Canto Corale in riva al Lago Maggiore


■ di Efisio Blanc

abato 24 ottobre scorso si è svolto a Stresa, to, come prevede il regolamento, il punteggio di

S nella bella cornice della “Cappella del Col-


legio Rosmini”, la seconda edizione del
Concorso Nazionale di Cori Polifonici “Lago Mag-
almeno 90/100), mentre si è aggiudicato il secon-
do premio il Gruppo Corale Licabella di Rovagnate
(Lecco) diretto da Floranna Spreafico (punti
giore”. Il concorso era inserito all’interno di una 81/100), per altro, anche vincitore ex-equo (con il
manifestazione corale più ampia che prevedeva Coro Les Notes Fleuries du Grand Paradis di Ville-
anche l’esibizione di cori popolari e cori gospel / neuve (AO) diretto da Ornella Manella) del Festival
pop: il tutto sotto la direzione dell’Associazione Internazionale di Cori Popolari. Il coro si è distinto,
Cori Piemontesi (A.C.P.). fra l’altro, per una vocalità curata e ben equilibra-
Otto i cori partecipanti al concorso (quattro per ta che ha messo in evidenza le sue qualità, in par-
la categoria voci miste e quattro per la categoria ticolare nel brano rinascimentale di Clément
voci pari) che si sono cimentati in un repertorio che Jannequin. Si potrebbe forse criticare l’eccessiva
prevedeva, fra gli altri, un brano anteriore al severità della giuria nell’assegnare punteggi non
1650, un brano compreso fra il 1650 e il 1900 e particolarmente generosi, ma si sa che è difficile
un brano posteriore al 1900. trovare il giusto equilibrio fra il volere mantenere
La giuria era formata da membri della Commis- un certo livello della competizione e lo stabilire la
sione artistica dell’ACP e precisamente dai maestri: qualità che un coro deve dimostrare in un concor-
Giulio Monaco, Marco Santi, Dario Tabbia e Ales- so nazionale (a sua volta diverso da una competi-
sandro Ruo Rui. zione regionale o internazionale).
Nella categoria cori misti non è stato assegnato Al terzo posto, con punti 78/100, si è classifica-
il primo premio (in quanto nessun coro ha supera- to il Coro Polifonico “Madonna della Consolazione”

Gruppo Corale Licabella di Rovagnate (Lecco)

voglia di coro 5
eventi

di Reggio Calabria diretto da Luigi Miriello. Si trat-


ta di un coro che, presentando lo stesso program- CLASSIFICA CONCORSO NAZIONALE
ma, aveva già ottenuto nel settembre scorso il CATEGORIA POLIFONICI VOCI PARI
terzo posto al Concorso Nazionale di Arezzo. Il 1° La Bottega Musicale Giovanni Cucci
gruppo, pur presentando un organico non molto 2° Coro Femminile Philomela Giorgio Radaelli
ampio (18 coristi) si caratterizza per una certa soli- 3° Coro Giovanile Vivaldi Amedeo Scutiero
dità sonora (talvolta persino eccessiva, come nel 3° I Piccoli Cantori delle colline di Brianza
brano di Palestrina) che ha messo a proprio agio il Flora Anna Sperafico
coro soprattutto nell’esecuzione dei due brani di
Hindemith. CATEGORIA POLIFONICI VOCI MISTE
Le cose sono andate ancora meglio nella sezione
1° Non assegnato
per voci pari, dove tutti e quattro i cori partecipan-
2° Corale Licabella Flora Anna Spreafico
ti sono saliti sul podio, con un punteggio che non si
3° Coro Pol. Madonna della Consolazione
è quindi sceso al disotto dei 70/100. Questa sezio-
Luigi Miriello
ne ha visto la partecipazione di due cori femminili,
un coro giovanile ed un coro di voci bianche.
Con un punteggio di 91/100 La Bottega Mu- Floranna Spreafico. Molto importanti questi rico-
sicale di San Raffaele Cimena (TO) diretta da Gio- noscimenti che segnano il livello di due gruppi che
vanni Cucci ha brillantemente superato la soglia rappresentano, per la giovane età, una promessa
per ottenere il primo posto. Il coro femminile si è per il futuro del canto corale. Il coro giovanile di
distinto in particolare per la qualità timbrica delle Roma è stato forse penalizzato dalla scelta di un
varie sezioni, per la ricerca stilistica (soprattutto repertorio che non sempre si addiceva alle qualità
nel brano rinascimentale) e per la grande musicali- vocali e alla sonorità del coro. I “piccini” della
tà che è riuscito ad esprimere nelle singole esecu- Brianza (erano solamente in 14, tutti al di sotto dei
zioni. Il gruppo ha inoltre ottenuto un riconosci- 15 anni) hanno veramente fatto bene e al meglio
mento per avere presentato il brano Histoire delle loro possibilità, ma sono forse stati penalizza-
d’amour, di Claudia Favaro (una corista del grup- ti dal dover concorrere in una sezione che prevede-
po), vincitore di un’edizione del Concorso va un programma storico e che vedeva anche la
Nazionale di Composizione, promosso dalla stessa partecipazione di cori di adulti, con una resa foni-
A.C.P. ca, naturalmente, non comparabile.
Con un punteggio di 84/100 si è aggiudicata la La manifestazione si è brillantemente conclusa
seconda posizione il Coro Femminile Philomela di con il concerto serale di Gala in cui sono stati con-
Cernusco sul Naviglio (MI) diretto da Giorgio segnati gli attestati di partecipazione a tutti i cori,
Radaelli. Anche in questo caso una robusta vocali- i premi ai cori vincitori e si è assistito all’esibizione
tà ha contraddistinto, in particolare, l’esecuzione di tutti i gruppi che avevano ottenuto qualche rico-
del repertorio contemporaneo. Infine, un terzo noscimento. Un plauso all’ACP per il lavoro orga-
posto ex–equo è stato assegnato al Coro Giovanile nizzativo e l’appuntamento a tutti per la prossima
“Vivaldi” di Roma diretto da Amedeo Scutiero e ai edizione del Concorso Nazionale di Cori Polifonici
Piccoli cantori delle Colline di Brianza diretti da “Lago Maggiore”. ■

6 voglia di coro
eventi

Grande successo per la 2ª edizione del festival “Lago


Maggiore” tenutosi a Stresa lo scorso mese di ottobre
a manifestazione è iniziata il 23 ottobre con

L’ 2 concerti serali nella chiesa di S. Pietro a


Gravellona e nell’Aula Magna della Scuola
di Polizia Penitenziaria di Pallanza. Durante i due
concerti, dedicati rispettivamente alla tradizione
corale polifonica e gospel, si sono esibiti un coro
tedesco (Sängerlust Oberndorf 1911), un coro di
Salerno (Coro Armonia) e 3 cori del VCO (Polifonico
di Varzo – Coro Andolla – The Blossomed Voice)
che hanno dato il benvenuto ai cori ospiti.
La manifestazione è continuata i giorni seguenti Coro Gesanverein Sangerlust Oberdorf 1911
a Stresa il giorno 24 con il Concorso Polifonico
Lago Maggiore per cori a voci pari e voci miste Questo spirito è stato anche ben rappresentato
organizzato presso la cappella del S. Crocificisso e nel canto finale: 3 differenti cori di diverse località
Collegio Rosmini e con il Festival dedicato al Canto hanno cantato assieme sul palco regalandoci un
Corale Popolare organizzato nel Palazzo dei momento di grandissima emozione.
Congressi. Durante il pomeriggio alcuni cori si Molto importante anche la partecipazione del
sono anche esibiti nelle piazze di Stresa rendendo territorio alla manifestazione: assieme alla presen-
ancora più partecipe la cittadina alla manifesta- za delle Donne del Parco che ben hanno rappre-
zione. sentato gli antichi mestieri nella hall del Palazzo
Una “Serata di gala” ha concluso questa giorna- dei Congressi c’è stata anche la presenza della
ta con l’esibizione e la premiazione dei cori vincito- scuola di Formazione del VCO che durante le 2
ri del Concorso Polifonico ed i riconoscimenti e l’e- giornate ha offerto dolcetti e specialità preparate
sibizione dei cori popolari (premio commissione da loro.
tecnica e premio simpatia decretato dal pubblico). Da non dimenticare inoltre la gioiosa partecipa-
Il 25 ottobre la manifestazione è continuata con zione di Motty, la mascotte del Mottarone, che ha
il Festival del Canto Corale Gospel organizzato voluto essere presente durante la manifestazione
sempre al Palazzo dei Congressi di Stresa. Una bel- per rappresentare il territorio e per premiare i cori
lissima rassegna di cori che ha mostrato modi di bambini presenti al Festival.
molto diversi di capire e rappresentare la musica. Da sottolineare anche quest’anno la grande par-
Anche questa giornata è terminata con una tecipazione di cori (30) provenienti da tutta Italia
“Serata di gala” che ha visto l’esibizione dei cori (Reggio Calabria, Roma , Sorrento, Trieste, Venezia,
vincitori. Bologna, Torino, etc) che hanno portato anche que-
Ha partecipato alla serata la scuola “Progetto st’anno 1.000 coristi sulle sponde del nostro lago.
Danza di Martina Gagliardi” che con la sua esibi- Il grande successo di questo festival ci incita a
zione colorata e allegra ha ben interpretato lo spi- riproporlo annualmente: nuovo appuntamento
rito di gioia e condivisione che il nostro festival quindiper il mese di ottobre 2010 per il prossimo
vuole avere. festival “Lago Maggiore” con tante novità! ■

voglia di coro 7
eventi

■ di Davide Mallia

i chiamo Davide Mallia, insegno musica

M alla scuola primaria A. Moro di Selvino, un


paesino turistico della val Seriana nella
provincia di Bergamo. Penso che il canto corale sia
una delle forme più belle e stimolanti di educazio-
ne musicale ed è per questo che da diversi anni
cerco di praticarla con i miei bambini. Quest’anno
ho avuto l’occasione di portare due bambine di
quinta elementare alla vacanza studio di Pallanza
organizzata da A.C.P., dove l’obbiettivo era quello
di registrare un nuovo CD contenente brani del
progetto CANTINCORO.
Sia per me che per la bambine è stata un’espe-
rienza molto interessante, costruttiva e divertente. un’educazione musicale precoce, a volte fa fatica
In primo luogo perchè abbiamo avuto modo di a trovare dentro di se. Le conferenze didattiche di
conoscere tanti bambini ed insegnanti che condivi- Giulio Monaco sono state capaci di entrare nel
dono con noi il piacere di cantare in coro e in profondo di una serie di questioni educative secon-
secondo luogo perchè il lavoro durante la settima- do il mio punto di vista molto importanti, una per
na è stato davvero formativo sotto diversi punti di tutte: nell’educazione musicale, cosa trasmettono
vista. A tutti i bambini è stato richiesto un grande davvero gli insegnanti rispetto ai bisogni reali di
impegno sia in termini di orari che di performance chi viene educato?
tuttavia non sono mancati, doverosamente, gli In ultimo con le lezioni di Simona Nicolo siamo
spazi ed il tempo per distrarsi e giocare… Quello stati preparati all’applicazione di un progetto futu-
che mi ha stupito molto è stato il fatto di percepire ro “CANTINCORO” nelle scuole che ne faranno
che tutti ragazzi, chi prima chi dopo, hanno avuto richiesta nelle nostre zone di residenza.
la sensazione che gli sforzi compiuti avrebbero por- Ovviamente una volta tornati alla vita di tutti i
tato ad un ottimo risultato. Cosa c’è di più educa- giorni con la ripresa della scuola, ho proposto il
tivo, al giorno d’oggi, che dare ai ragazzi il senso progetto CANTINCORO, in via sperimentale, ad un
del “faccio fatica per guadagnarmi un ottimo risul- piccolo coro di bambini (soprattutto per evitare di
tato”?. Sono davvero molto contento che le mie fare danni su larga scala) Devo dire che, tolta qual-
bambine abbiano partecipato a questa “vacanza” che difficoltà iniziale, il lavoro sta procedendo
di lavoro intenso, credo che non la dimenticheran- molto bene con grande soddisfazione mia e dei
no tanto facilmente anche perchè hanno fatto bambini. A gennaio proporrò lo stesso progetto a 6
molte nuove amicizie e ancora oggi mi chiedono classi contemporaneamente con l’obiettivo di farli
degli amici conosciuti sul lago. Dall’altro versante, esibire al di fuori del paese.
a noi insegnanti, sono state proposte attività Per chiudere non posso che fare un bilancio posi-
altrettanto coinvolgenti, le lezioni singole di vocali- tivo della vacanza studio a Pallanza (VB) e spero, la
tà con Silvio Vuillermoz sono state rivelatrici di prossima volta, di riuscire portare molti più bambi-
potenziali che, per chi come me non ha avuto ni. Buon lavoro a tutti e auguri di buone feste. ■

8 voglia di coro
coralità emergente

SECONDA RACCOLTA CORI “EMERGENTI”


ISCRITTI A.C.P.,
SEGNALATI NELL’ANNO 2009
voglia di coro 9
coralità emergente

Coro La Rupe
l coro LA RUPE nasce a Il PALMARES del nazionale, dell’o-

I Quincinetto nel 1952 ispiran-


dosi al canto di matrice popo-
lare e in particolar modo alla pro-
coro conta in questi
anni otto vittorie nazio-
nali (Genova, Stresa, Vitto-
pera per coro e
orchestra Pellegrino
dell’assoluto, undici Inni
duzione del coro SAT di Trento. rio Veneto, Adria, Ivrea, Biella, di Padre Maria Turoldo su musi-
Dagli anni ’60 la direzione è cura- Saint Vincent) alle quali si sono che del Maestro Domenico
ta dal maestro DANTE CONRERO aggiunte le ambite affermazioni Clapasson.
che arricchisce il repertorio classi- al 35° concorso internazionale di Da Settembre 2008 la direzio-
co di brani d’autore e di originali Montreux (1999), con il secondo ne del coro passa in mano a
armonizzazioni che danno un posto nella classifica generale e il DOMENICO MONETTA, discepo-
nuovo volto al gruppo e ne affer- primo nella categoria OCTM per lo del Maestro Mussatti e compo-
mano una peculiare linea inter- cori virili, e, nel mese di novembre nente del Coro la Rupe nella
pretativa. 2000, il terzo posto al 1° sezione dei Baritoni dal 1988.
Questo cammino viene prose- “Concorso Europeo di canto Tra le più recenti produzioni de
guito anche dal maestro LUIGI popolare” di Bolzano. LA RUPE vanno ricordate:
VALENZANO, alla direzione dal Nel 2003 il coro partecipa ad • 1994: Emozioni in coro, canzo-
1973 al 1981. una prima rappresentazione ni tradizionali e popolari
Il maestro EDY MUSSATTI mondiale cantando in scena nel- • 1997: il libro Prende l’anima il
guida La Rupe dal 1982 al 2008: l’opera Daphnis et Chloè di Jean- tuo canto, raccolta delle parti-
attraverso un’accurata rivaluta- Jaques Rousseau, ricostruita dal ture dei canti più significativi
zione della produzione locale e maestro Willy Merz e rappresen- del maestro Conrero
un’attenzione particolare alle rea- tata al 2° Festival Internazionale • 1999: Missa Regina Pacis e la
lizzazioni di autori contemporanei di Sarre (AO). Mass of Shepherds, del compo-
porta il Coro a ricercare una L’ultimo progetto in ordine di sitore e organista canavesano
nuova vocalità ottenendo impor- tempo è l’incisione e, nel corso del Pietro Alessandro Yon,
tanti consensi. 2005, la presentazione a livello • 2003: La luce del giorno, inciso
in occasione dei festeggiamenti
per il cinquantennale dalla fon-
dazione.
• Attualmente il Coro è impegna-
to nell’incisione di un nuovo
disco dedicato interamente ai
brani scritti e armonizzati dal
Maestro Dante Conrero. Il
disco verrà presentato nel 2010
nel decennale della morte del
Maestro.
La Rupe è alla ricerca di nuovi
giovani coristi da inserire nel pro-
prio organico: è possibile trovare
maggiori informazioni consultan-
do il sito ufficiale del gruppo
www.larupe.it ■

10 voglia di coro
coralità emergente

Accademia Corale
Guido d’Arezzo
L’Accademia Corale

L’ “Guido d’Arezzo” si costi-


tuisce nel 1986 sotto la
guida del chitarrista (titolare dal
1982 della cattedra di chitarra
del Civico Istituto Musicale
“A.Corelli” di Pinerolo) e didatta
M° Mario Bricca, con lo scopo di
contribuire alla conoscenza e alla
diffusione della musica corale.
Fin dalla sua fondazione orga-
nizza corsi triennali di teoria e sol-
feggio e di canto corale finalizzati
a formare chiunque desideri avvi-
cinarsi alla musica polifonica.
Nel 1988 nasce il coro, gruppo
formatosi anche grazie all’ingres-
so dei primi allievi dell’Accade-
mia. una selezione di inni risorgimen- Giovanni Battista” (per l’Aspor
Negli anni 1989-1990 organiz- tali, presso la Reggia di Stupinigi Piemonte), “Meditazioni Musicali”
za i primi corsi strumentali che e il Comune di Spinetta Marengo. (presso la Badia di Dulzago), il
sfoceranno, nei primi anni 90, Nello stesso anno la direzione “Maggio Musicale Villarbassese”,
nella collaborazione con i docenti artistica dell’Accademia passa al la “Rassegna Internazionale di
di strumento della Scuola Media M° Riccardo Naldi, formatosi Canto Sacro” (presso il Comune
“Francesco De Sanctis” di Torino. come corista in diverse formazio- di Olbia), il Festival di Canto
Nello stesso periodo promuove ni e, successivamente, come diret- Corale “Alta Pusteria” (Alto
ed organizza le prime rassegne tore di coro sotto la guida del M° Adige), il Festival Corale “Alpe
corali, piccolo ma prezioso contri- Marco Berrini. Adria” (Lignano Sabbiadoro) e la
buto all’interno del gia’ ricco Nel corso degli anni successivi “Stagione Musicale del Conser-
panorama musicale torinese. l’attivita’ del Coro dell’Accademia vatorio A. Vivaldi” (Alessandria).
Il coro, gruppo appassionato si avvalora di arricchenti collabo- Nell’ottobre del 2006 parteci-
ed eterogeneo di amatori, inizia a razioni (Coro Incontrocanto, diret- pa alla sesta edizione del Con-
formarsi ed esibirsi sotto la guida to dal M° Pietro Mussino; Coro corso Nazionale di Cori “Città e
del M° Bricca, attento studioso dell’Istituto Musicale di Aosta, Provincia di Biella”, organizzata
del repertorio rinascimentale ita- diretto dal M° Luigina Stevenin; dal Coro Monte Mucrone "Pro-
liano. Coro da Camera del Conser- vincia di Biella" e dall’Asso-
Nel 2001 partecipa alla cele- vatorio di Alessandria, diretto dal ciazione Cori Piemontesi, classifi-
brazione del bicentenario della M° Marco Berrini) e partecipa a candosi al 2° posto (1°
battaglia di Marengo, eseguendo diverse rassegne musicali: “Pie- classificato non assegnato) e ag-
il Te Deum di Bernardino Ottani e monte In Musica”, “l’Organo Di S. giudicandosi il premio speciale

voglia di coro 11
coralità emergente

per l’esecuzione di una elabora- Nell’ottobre del 2008 parteci- agli insegnamenti del M° Marco
zione di un canto in dialetto pie- pa alla prima edizione del Con- Berrini, in occasione dei quali il
montese. corso Nazionale Corale “Lago coro svolge il ruolo di “coro labo-
Nel novembre del 2007 parteci- Maggiore” di Stresa, vincendo ratorio”.
pa alla nona edizione del due Diplomi d’Argento (repertorio Il repertorio dell’Accademia
Concorso Regionale di Canto Co- polifonico e popolare). spazia dalla polifonia rinascimen-
rale di Alba, organizzato dall’As- Dal 2003 l’Accademia Corale tale e barocca (C. de Morales, C.
sociazione Cori Piemontesi, vincen- “Guido d’Arezzo” organizza semi- Monteverdi, A. Lotti) alla musica
do due 1° premi (esecuzione di un nari di formazione e approfondi- sacra dell’ottocento (J. Rhein-
brano polifonico antecedente al mento per Direttori di coro e berger e F. Mendelssohn) e del no-
1900 ed uno a partire dal 1900). seminari per Coristi, affidandosi vecento (G. Faurè e B. Bettinelli). ■

12 voglia di coro
coralità emergente

Coro Polifonico di Lanzo


l Coro Polifonico di Lanzo è Il coro ha alcuni punti di forza La proposta del Coro Polifonico

I nato nella Scuola di Musica


“A. Popolani” di Lanzo Tori-
nese nel settembre 1983 da un
che hanno favorito una crescita
omogenea e una buona stabili-
tà: la compattezza della fascia
di Lanzo parte dal principio, vali-
do anche per la musica, che non
si può amare ciò che non si cono-
progetto didattico di Arcangelo d’età, la lettura musicale comu- sce. Nella realtà sociale italiana,
e Mara Popolani che mirava a ne a tutti, lo studio personale del è una proposta controcorrente,
sviluppare la musicalità di bam- canto applicato alle parti corali, dal momento che manca nell’edu-
bini, ragazzi e giovani e ad espri- l’amicizia che unisce i ragazzi cazione di base un vero interesse
merla attraverso il canto corale anche fuori dalle attività corali.Il per la cultura musicale. La pas-
d’autore. progetto educativo intorno al sione per la musica nasce quindi
L’attuale formazione giovanile quale si è formato lo caratteriz- da un lungo cammino fatto di
di Voci Miste proviene da una za anche come gruppo di forma- conoscenza, di fatica, ma anche
lunga permanenza dei coristi zione che nel metodo si riferisce di entusiasmo, che porta via via a
nella sezione di Voci Bianche. allo stile di D.Bosco, e spesso è scoprire e gustare la gioia di can-
Tutt’ora l’attività corale ha il suo seguito da sacerdoti salesiani. tare a più voci, di aprirsi a nuovi
fulcro all’interno della scuola di Per realizzare questi obiettivi autori, di collaborare insieme alla
musica, e ruota intorno al valore ogni anno si organizzano in realizzazione artistica dei lavori
formativo della musica nelle sue montagna soggiorni estivi e corali. Meraviglia l’adesione dei
implicazioni di natura artistica e invernali, giornate di studio, gite giovani ad un progetto così impe-
relazionale. e viaggi. gnativo, ma “i giovani sono capa-

voglia di coro 13
coralità emergente

ci di grandi cose dove le proposte Negro-spirituals e dei canti della rio al seminario di direzione cora-
sono grandi” (Giovanni Paolo II). tradizione natalizia da tutto il le “Fosco Corti”.
Il coro studia ed esegue un mondo. Apprezzate e gratificanti sotto
repertorio variocce, dal canto Numerose sono state negli l’aspetto artistico sono state nello
gregoriano, attraverso la polifo- anni le collaborazioni con cori e scorso settembre le partecipazio-
nia rinascimentale, barocca, orchestre, vissute come occasio- ni al Concerto di Gala organizza-
classica e romantica giunge alla ni qualificanti di confronto e cre- to ad Alba (CN) dell’Associazione
musica contemporanea. scita. Cori Piemontesi e alla rassegna
Una parte cospicua del suo Ultime produzioni artistiche Incontri Corali organizzata
repertorio è costituita da opere sono i Responsori di T.L. de dall’Associazione Corale di Som-
cameristiche e sinfonico-corali Victoria, la Messe Solennelle di J. maria Bosco (CN).
(Monteverdi, Buxtehude, Vivaldi, Langlais e il Requiem di M. In conclusione, l’obiettivo più
Bach, Haendel, Galoppi, Pergo- Duruflé, questi ultimi presentati importante che i responsabili del
lesi, Mo zart, Schubert, Men - in concerto al Tempio Valdese di Coro Polifonico di Lanzo hanno
delssohn, Fauré…). Torino per la Stagione Musicale sempre desiderato per i loro gio-
Un altro aspetto importante dell’Accademia Corale Stefano vani, è che la musica, vista come
sono le elaborazioni della musica Tempia, il 21 marzo 2009. fine artistico e come mezzo edu-
popolare italiana (repertorio Un’esperienza molto importan- cativo, contribuisca a formare in
curatospecialmente dalla sezione te è stata nel 2008 e 2009 la par- senso umano e spirituale delle
di Voci Bianche e Femminili), dei tecipazione come coro laborato- belle persone. ■

14 voglia di coro
cantiamo a...

9ª Rassegna regionale “Cantiamo a...”


■ di Roberto Bertaina

i è conclusa la 9ª Rassegna “Piemonte in… Cerano (No) - Sala Crespi 27/06/09

S canto meglio chiamata “Cantiamo a…”. Gli


obiettivi che l’hanno contraddistinta sono
stati: aggregare, coinvolgere e diffondere.
Coro La Montagna di Orbassano (To)
Cantare la montagna / La vita del soldato
Coro Scricciolo di Cameri (No)
Verbi che sono doverosamente rivolti al signifi- La donna nel canto popolare
cato più profondo di “coralità”. Il primo è il “col- Coro Femminile Torre Alata di Borgo d’Ale (Vc)
lante” su cui si basa l’attività corale, essere gruppo Canti da tutto il mondo
pur non essendo necessariamente amici, magari
essendo più “amichevoli conoscenti” o forse anco- Piatto (Bi) - Chiesa S. Michele 25/07/2009
ra, in maniera differente, essere parte di un’unica Corale S. Michele di Piatto (Bi)
formazione senza mai condividere null’altro se non Cantare la montagna
la passione per la musica.... Corale Accordissonanti di Pinerolo (To)
Il secondo si rivolge all’affetto che deriva da tale Passione e resurrezione di Gesù Cristo
esperienza. Cantare o ascoltare la musica corale nel canto liturgico
“muove” sentimenti talvolta inaspettati. Coro La Gerla di Torino
L’ultimo è sicuramente un obiettivo che è nato Canti da tutto il mondo
con la coralità: Diffondere!
Talvolta abusata trova, attraverso i cori, ragione Mondovì Piazza (Cn) - Sala Ghislieri 26/09/2009
d’essere nella sua più completa accezione rical- Corale Laus Jucunda di Mondovì (Cn)
cando le intenzioni che hanno mosso verso questo Canti da tutto il mondo
genere autori di testi, compositori e musicisti a Corale Gregoriana “Laus Trinitati” di Torino
vario titolo. Questa è stata la 9ª rassegna regiona- Canto gregoriano
le: un momento associativo fortemente condiviso Ensemble Claricantus di Torino
anche dal pubblico che, in ogni provincia l’ha Composizioni e trascrizioni d’autore stranieri
seguita ed applaudita.
Un grazie ai 6 cori organizzatori e con un gran- Rivarolo (To) - Chiesa S. Francesco 26/09/2009
de numero di domande di partecipazione non sod- Corale Rivarolese di Rivarolo T.se (To)
disfatte nell’edizione 2009 un arrivederci al prossi- Canti del folklore italiano
mo anno. Coro CSC Val Rilate di Celle Enomondo (At)
La settimana santa della cristianità “Davanti alla croce”
Programma della Rassegna 2009 ed elenco Biella Gospel Choir di Biella
degli argomenti trattati nei vari concerti Musica gospel tradizionale e contemporanea
dai cori partecipanti
Tortona (Al) - Teatro Civico 25/10/2009
Verbania (Vco) - Salone Scuola di Polizia 13/06/09 Coro Polifonico Tortonese di Tortona (Al)
Coro Alpino “Il Quadrifoglio” di Borgo d’Ale (Vc) La vita e la storia della gente piemontese
Gioia e dolore nei canti di montagna
Badia Corale Val Chisone di Pinerolo (To)
Corale Pol. e Ensemble Giovanile Vianney di Torino Amore, tragedia e burla nel canto piemontese
Canti da tutto il mondo
Corale Carignanese di Carignano (To)
Coro Aironedi S. Germano V.se (Vc) La vita e la storia della gente piemontese attraverso
Fatti, poesie, leggende e… canti i canti,le attività di lavoro,i riti e le tradizioni orali

voglia di coro 15
territorio

Verbania... un giardino sul lago


dagiata sul Golfo Borromeo, Verbania si

A presenta come “...un giardino sul lago”;


giardini e parchi, infatti, sono la principale
attrattiva turistica della zona, da sempre meta
ideale di chi cerca di coniugare al relax della vacan-
za la bellezza e l’armonia del paesaggio.
A partire dall’Ottocento il lago Maggiore è stato
scoperto da viaggiatori colti – pittori, poeti e scrit-
tori – che, con le loro descrizioni, hanno contribui-
to a fare del Verbano la meta privilegiata di un turi-
smo europeo d’élite affascinato dall’ambiente
lacustre nel quale, incastonate come gioielli, face-
vano bella mostra di sé le Isole Borromeo con i loro
palazzi e giardini, oggi facilmente raggiungibili da
Verbania con il battello.
Pallanza vista dal lago

Ai Borromeo si sono aggiunti, in epoca più


recente, esponenti della nobiltà inglese e della
ricca borghesia lombarda determinando quel fio-
rire di residenze estive che doveva modificare pro-
fondamente il paesaggio con ville e giardini che si
sono conservate fino ai giorni nostri.
Alcuni di questi straordinari giardini sono oggi
visitabili.

I giardini di Villa Taranto Uno scorcio del lago

16 voglia di coro
territorio

Il Burchiello, tipica imbarcazione del Lago (Foto Lorenzo Camocardi)

È il caso a Verbania dei Giardini Botanici di Villa del Paesaggio che riflette la cultura artistica e gli
Taranto che si estendono su un’area di circa 16 irripetibili valori paesistici dell’area verbanese.
ettari e il cui patrimonio botanico conta circa In un ambiente naturale che in parte s’è mante-
20.000 specie di piante provenienti da tutto il nuto selvaggio nel corso dei secoli, come testimo-
mondo. È il caso, ancora, di Villa San Remigio, nia il Parco Naturale della Valgrande o la Riserva
adiacente ai giardini di Villa Taranto e circondata Naturale del Fondo Toce, la mano sapiente del-
da un parco di 8 ettari, splendido esempio di giar- l’uomo ha contribuito a conferire alla zona un
dino eclettico. Direttamente sul lago, il giardino di “valore aggiunto” paesaggistico.
Villa Giulia è invece adibito a parco pubblico. Una ricca stagione di appuntamenti completa
Questa vocazione paesaggistica si è espressa l’offerta di Verbania ed invita i visitatori a scoprire
non solo con la realizzazione di giardini e parchi, la città, a viverla pienamente, a serbarne un ricor-
ma anche con la fondazione nel 1909 del Museo do intenso e duraturo. ■

PER INFORMAZIONI
CITTÀ DI VERBANIA - UFFICIO INFORMAZIONI E ACCOGLIENZA TURISTICA (I.A.T.)
Corso Zanitello, 6/8 - 28922 VERBANIA - Tel. 0323/503249 - Fax 0323/507722
www.verbania-turismo.it - turismo@comune.verbania.it

voglia di coro 17
degno di nota

Singtonia D’Altro Canto


■ del prof. Nicola De Concilio

ALTRO CANTO espressione Non mancano i brani letteralmente

D’ emblematica che sintetizza


l’esperienza di SINGTONIA
nei 13 anni della sua storia.
‘scatenati’ nei quali SINGTONIA
riesce, soprattutto nelle esibizioni dal
vivo, ad esprimere al massimo la pro-
Anni di sperimentazione e ricerca pria energia comunicativa: I FEEL
di spazi sonori attraverso l’uso dello GOOD, ROCK AROUND THE
strumento più antico e sofisticato CLOCK*, SH-BOOM, e i ritmatissimi
conosciuto: la voce umana. SIYAHAMBA E THE LION SLEEPS
…Ed è proprio “altro” ciò che canta TONIGHT* di origine africana.
SINGTONIA, continuando il suo per- Molto particolare la scelta delle 3
corso iniziato nel 1996, caratterizzato da un reper- canzoni italiane: dalla raffinata AVE MARIA* tratta
torio decisamente particolare e fuori dai canoni dalla “Buona Novella” di Fabrizio De Andrè, l’ele-
della musica corale. gante e nobilmente a âgéè VECCHIO FRAC* di
SINGTONIA ha dimostrato che non esistono limi- Domenico Modugno e il brano ACCORRETE* che
ti di genere entro i quali contenere la musica “a evoca atmosfere rinascimentali, liberamente tratto
cappella”, incontenibili sono gli effetti che si spri- dalla canzone “La manifestazione dei bambini” di
gionano dalle sue esecuzioni, sempre gioiose, ironi- Angelo Branduardi.
che, singolari, audaci. A chiudere il CD un tango argentino ADIOS, una
Il CD spazia dagli Spiritual più antichi: OLD TIME luminosa coincidenza nei giorni in cui l’UNESCO
RELIGION, GO DOWN MOSES, AMAZING GRA- ha dichiarato il tango “patrimonio culturale, imma-
CE*, per giungere ai più moderni I WILL FOLLOW teriale dell’umanità”.
HIM* (un classico dal film “Sister act”) e WHAT A Seducenti. Coinvolgenti, intriganti i brani propo-
WONDERFUL WORLD, una sorta di preghiera sti in questo CD, ma non c’è da stupirsi, D’ALTRO
laica che esalta le meraviglie della creazione. CANTO, CANTA SINGTONIA. ■

Potete vedere il video del coro al seguente link: http://www.youtube.com/watch?v=MzQOMZv19Qk

* Arrangiamenti a cura di Caterina Capello.

18 voglia di coro
pensieri

Quando i nostri canti popolari saranno


tramandati da cantori multietnici
■ di Attilio Sartirani

iprendendo l’invito del Presidente A.C.P., nonché su tutte le associazioni di cui anche i cori

R Sandro Coda Luchina, “finché abbiamo un


filo di voce CANTIAMO”, è obbligo registrare
una certa disaffezione per il canto corale noto
fanno parte.
In linea di massima la figura del “maestro del
coro”, quello che come i suoi coristi versa la “gabel-
come “alpino” e “popolare” – generalmente defini- la” per il mantenimento del coro stesso, è stata
to di base” –. sostituita da quella del “Direttore” - professionista
L’avvicendarsi generazionale e la mancanza di o semi-professionista- con il quasi naturale trasferi-
continuità della memoria storica fan si che il canto mento dei coristi nei gruppi corali definiti di “eccel-
“alpino” vada a sparire. Analogo assunto può esse- lenza”.
re applicato per il canto popolare che, sorto natu- Man mano che i coristi abbandonano il gruppo
ralmente per “cantare” e tramandare la cultura e vocale, il maestro è costretto a riadattare le armo-
le tradizioni delle genti, va a scemare con l’ evol- nizzazioni in base alle voci rimaste a sua disposi-
versi dei mutamenti sociali (es.:attualmente vi sono zione (voci non selezionate ma accettate per quella
cori formati da una ventina di elementi che solo che è la passione del cantare e vivere il coro).
quindici anni fa ne contavano oltre tenta). Quanto sopra, unitamente alla deresponsabiliz-
In quel periodo in molte altre realtà nazionali, zazione di tutti noi, al condizionamento dei “me-
era presente la “certezza” del posto di lavoro in dia” nonché ad uno scarso interesse politico nel-
ambito locale. Le persone non erano obbligate a l’investire nelle scuole pubbliche in particolar modo
spendere parte del loro tempo in trasferimenti / in quelle d’arte e della musica, contribuisce a pri-
migrazioni per guadagnarsi da vivere; pertanto vi vare le nostre nuove generazione dei valori tradi-
era più tempo per relazionarsi in loco. zionalmente di riferimento tramandati anche tra-
Il concetto del “pubblico” era nel pieno del suo mite il canto popolare (base).
fiorire ed il prossimo viveva il concetto della “par- È simpatico osservare che in alcuni cori di
tecipazione costruttiva”; elementi pregnanti per l’a- “base” si inizia ad incontrare la partecipazione di
malgama sociale. qualche persona straniera che ritrova in queste
Il rapido mutamento dello “status quo” ed il realtà le “radici e la semplicità” della terra di pro-
“moderno modello di società” che privilegia il pri- venienza.
vato e l’apparire a discapito dei criteri di “coinvol- Pertanto, Vi prego: “Non meravigliatevi quando
gimento pubblico”, obbliga i singoli ad operare i nostri canti popolari saranno tramandati da can-
scelte differenti che si ripercuotono sulla società tori multietnici!”. ■

voglia di coro 19
storia del canto

La Resistenza cantata
■ di Roberto Bertaina

a Resistenza cantata costituisce uno dei capi- gappisti di città ed i partigiani di pianura, gomito a

L toli più coerenti e commossi – anche se fram-


mentari e compositi – di quel canzoniere civi-
le che accompagna da oltre un secolo i fatti più
gomito con fascisti e nazisti, non potevano certo
mettersi a cantare.
Nell’estate 1944, al culmine della lotta di
salienti della nostra storia. Liberazione , quasi ogni brigata partigiana di una
Fin dai primi assalti del Fascismo all’assetto certa rilevanza aveva la sua canzone.
democratico della nazione, dalle prime azioni delle
squadracce, dalle prime violenze degli “Arditi” , la Suddivisione:
resistenza spontanea opposta dalle popolazioni ai – canti e inni a diffusione nazionale, di formazione
torturatori neri, ai distributori di manganelli e olio autonoma, derivati dalla Grande Guerra, dalla
di ricino, agli incendiari delle Camere del Lavoro e tradizione anarchica e socialista, da inni interna-
sedi di giornali operai è anche fatta di canti, stro- zionali.
fette allegre e sarcastiche, invettive ripescate nella – Canti e parodie legate alla tradizione regionale,
tradizione o coniate ex-novo per rintuzzare la pre- di osteria e conviviali, osceni, parodie di canzo-
potenza dei nuovi barbari. nette.
Questi canti si ricollegano alla tradizione cultu- – Inni specifici delle singole formazioni militari;
rale popolare pre-fascista, rompendo in modo – Canzoni legate alle diverse ideologie politiche
netto e totale con la cultura del tempo. dei combattenti;
Rigettano i modelli popolareschi egli stornelli – Canti composti ed eseguiti al termine della
inneggianti all’esaltazione del duce, alla superiori- Liberazione.
tà dell’Italia e degli italiani, alle celebrazioni del
colonialismo fascista elaborati dall’apparato della Possiamo anche suddividerli in:
propaganda del regime. – Area geografica: canti nati sui monti, alla mac-
La resistenza non fu solo un’attività cospirativa chia.
di minoranze o di avanguardie politiche ma fu favo- – Area politica: Partito d’azionisti, Giustizia e liber-
rita da un graduale, profondo e crescente movi- tà, repubblicana, socialcomunista, garibaldina,
mento di popolo, da una progressiva presa di democristiana, autonoma; di destra (monarchici,
coscienza antifascista da parte delle masse che badogliani, indipendenti).
sfocio poi nella lotta armata contro il nazifascismo. – Cronologica: vecchi inni politici e militari, com-
I canti della resistenza nati ed intonati tra il 1943 posizioni celebrative. ■
e il1945 li cantavano in alta montagna. Di sicuro i

20 voglia di coro
storia del canto

ALCUNI CANTI DELLA RESISTENZA

FISCHIA IL VENTO ATTRAVERSO VALLI E MONTI


È il canto che conobbe maggiore diffusione e Anche in questo caso come per “Fischia il vento”
notorietà durante la guerra di Liberazione ed la musica è la canzone russa “Per colline e per
ancora oggi è il più conosciuto. montagne” probabilmente imparata da alpini
La musica è il canto russo Katiuscia, certamente nella campagna di Russia. Veniva cantata dalla
imparato dagli alpini durante la campagna di Brigate Garibaldi nella regione di Udine e Gorizia.
Russia ed importato in Italia al loro rientro. Tale
canzone fermentò segretamente nel ricordo, FIGLI DI NESSUNO
divenne un modo non solo di dire a se stessi che Deriva dal canto anarchico “Figli dell’officina”
gli altri (i russi) avevano ragione. nato nel 1921 nella zona di Massa Carrara e can-
In Katiuscia era espressa la ribellione all’invasore tato in Toscana, Liguria e Piemonte.
italo-tedesco che prima aveva ispirato i soldati
sovietici ed adesso ispirava la guerra di liberazio- O BELLA CIAO
ne in Italia. Le parole provengono dal canto ottocentesco
L’autore dei versi risulta il colonnello medico “Fior di tomba”.
Felice Cascione divenuto comandante di una La musica fu scritta da un fisarmonicista zingaro
banda garibaldina ad Oneglia e medaglia d’oro ebreo vissuto dapprima nell’Est europeo e trasfe-
al valor militare. Fu scritta alla fine del 1943 e già ritosi ad inizio 900 negli Stati Uniti.
nel febbraio 1944 viene citata nei diari di parti- Lo stile musicale è tipico delle ballate yiddish e
giani nel Nord Italia. musica klezmer.
Venne cantata dalla truppe partigiane quando Tale musica arriva in Italia nel dopoguerra e
entrarono a Milano nell’aprile 1945. diventa con le parole del canto “Fior di tomba”
viene adottata dalle mondariso. Infatti la canzone
E QUEI BRIGANTI NERI delle mondine non parla di invasori o partigiani
Canto che viene dall’Ossola, che ha delle ascen- ma di una giornata di lavoro in risaia.
denze da un testo di un cantastorie dedicato all’a- La versione attuale che conosciamo come canto
narchico lombardo Sante Caserio il quale nel della resistenza è stato composta e presentata a
1894 a Lione, uccise il Presidente della Berlino nel 1949 in un concorso studentesco. In
Repubblica Francese Sadi Carnot con una pugna- Italia viene cantato la prima volta a Spoleto nel
lata al petto. 1964.

FESTA GRANDE D’APRILE DOVE VOLA L’AVVOLTOIO


Testo di Franco Antonicelli, musica di Sergio Testo di Italo Calvino.
Liberovici scritta nel 1964. Chi è l’avvoltoio? Lui è contro le guerre e contro
tutti coloro che le fomentano.
PIETÀ L’È MORTA
Si rifà alla canzone degli alpini: “Sul ponte di AL COMANDO DEI NOSTRI UFFICIALI
Perati”- località della Grecia. E tu Austria che sei la più forte fatti avanti se hai
del coraggio ma se qualcuno ti lascia il passaggio
VALSESIA noialtri alpini fermar ti saprem.
Inno garibaldino della Valsesia: nella 2° strofa O Germania che sei la più forte, fatti avanti se hai
viene citato il comandante Cino Moscatelli ope- del coraggio, ma se qualcuno ti lascia il passag-
rante appunto in quella zona. gio noi partigiani fermar ti saprem.

voglia di coro 21
aggiornamento

BERSAGLIERE HA CENTO PENNE strofe adattandole ad una canzone toscana


Bersagliere ha cento penne, ma l’alpino ne ha goliardica. Questa canzone narra le vicende di
una sola. Torino e dell’Italia. Il canto cita il Maresciallo
Un po’ più lunga un po’ più mora, sol l’alpin la sa Badoglio che firmò in Sicilia a Cassibile l’armisti-
portar. zio con le truppe alleate e generando dopo l’8 set-
Bersagliere ha cento penne, ma l’alpin ne ha una tembre 1943 una confusione per le truppe nel
sola, il partigiano ne ha nessuna e sta sui monti a Centro e nel Nord Italia.
guerreggiar. In alcuni casi fu anche cantata dai fascisti della
Repubblica di Salò per il suo contenuto anti-
VINASSA monarchico e per la satira a Pietro Badoglio. Alle
Là nella valle c’è un’osteria l’è l’allegria di noi numerose strofe in italiano viene aggiunto un
alpin. ritornello in piemontese.
Là su quei monti stanno sparando là c’è il coman-
do dei partigian. MONTE CANINO
Non ti ricordi quel mese d’aprile, quel lungo treno
LA PASTORA che andava al confine, che trasportava migliaia
E lassù sulle montagne gh’era su na pastorella, di alpini, su su correte che l’ora di partir.
pascolava i suoi caprin su l’erba fresca e bella. Son lunghi mesi che sono banditi da lungo tempo
E lassù sul monte Grappa, son trecento i parti- si senton fratelli, la brava gente li chiama ribelli
giani, tutti giovani italiani la lor vita non torna sono volontari della Libertà
più.
LA VIEN GIU DALLE MONTAGNE
LA CUCARACHA La vien giù dalle montagne, l’è vestita a partigia-
Qui comincia la strofetta degli allegri di Scaletta na,ha di fiamma la sottana ed al collo il tricolor.
(Cn) che la tira a tutti quanti partigiani e coman-
danti. Viva la banda,viva la banda, viva la banda NOI DELLAVAL CAMONICA
del Monte Bram. Discenderemo al piano non più la fisarmonica,
ma il mitra fra leman.
LA BADOGLIEIDE
In una brevissima pausa del grosso rastrellamen- SU E GIÙ PER LE MONTAGNE
to dell’aprile 1944 in una baita nel cuneese vicino Di qua di la si sente cantare allegramente dei fieri
a Barbona, tra le valli Grana e Maira, 8 o 9 par- partigian.
tigiani della 4° banda Giustizia e Libertà fra cui Ci chiamano ribelli, ma noi cene freghiamo, per
Livio Bianco e Nuto Revelli inventarono queste liberar l’Italia teniamo l’armi in man.

22 voglia di coro
approfondimenti

Il diritto al canto
■ di Mauro Uberti

o sempre creduto nel diritto al canto. È un L’aspirante a fare il cantante classico si avvicina

H diritto del quale la Dichiarazione Universale


dei Diritti dell’Uomo1 non parla, ma che a
me pare possa rientrare a pieno titolo in quel
agli studi vocali sulla base del presupposto di cui
sopra, di essere cioè dotato per natura di buona voce
e di avere bisogno soltanto di imparare una tecnica
comma dell’articolo 27 nel quale si dice che «Ogni che gli consenta di avviarsi alla carriera musicale tea-
individuo ha diritto di prendere parte liberamente trale; la nostra cultura dotta, infatti, ha circoscritto la
alla vita culturale della comunità, di godere delle pratica del canto all’ambito della musica lirica un po’
arti e di partecipare al progresso scientifico ed ai come la nostra cultura sportiva ha circoscritto lo
suoi benefici». Godere delle arti, nel caso della musi- sport al gioco del calcio. Non è vero che l’unico sport
ca, non significa che se ne debba godere soltanto sia il calcio così come non è vero che l’unico genere
come ascoltatori; anzi, una delle maggiori fonti di vocale sia la lirica e coltivare un genere vocale sol-
felicità per chi la ama è proprio quella di praticarla tanto — e purtroppo accade — è nefasto per la musi-
attivamente. Il modo più agevole di farlo sarebbe ca così come è nefasto per lo sport — e purtroppo
quello di cantare, ma a questo punto ci si scontra accade — coltivare soltanto il calcio.
con una difficoltà oggettiva: non tutti sono dotati di Il fatto che per cantare professionalmente musica
mezzi vocali sufficienti e pare anzi che, per quanto lirica occorrano doti fisiche particolari — esattamente,
riguarda la voce, Mamma Natura con qualcuno sia peraltro, come ne occorrono per fare dello sport pro-
stata madre e con altri matrigna; qualcuno apre fessionale — ha condizionato anche la didattica del
bocca e canta come un uccello sul ramo mentre altri canto. Insegna giustamente canto lirico chi ha canta-
hanno voci sgraziate, deboli e di poca estensione to musica lirica — cioè, appunto, chi aveva le doti fisi-
quando non sono stonati. L’opinione corrente è che che per farlo — e quindi il rapporto didattico fra mae-
la voce sia una sorta di carattere anatomico come le stro ed allievo si svolge fra persone le cui costituzioni
gambe dritte o le gambe storte e che chi ce l’ha ce fisiche hanno in comune la predisposizione al canto.
l’ha mentre chi non ce l’ha non ce l’ha. E non c’è Prescindendo dal fatto che le tecniche di canto liriche
niente da fare. La voce, invece, un carattere anato- — perché di una molteplicità di tecniche si tratta — non
mico non è; la voce è il prodotto di una funzione sono le sole richieste dalla musica classica, questo
fisiologica, la fonazione, che coinvolge tutto il corpo tipo di didattica esclude i comuni mortali dagli studi
e non soltanto la laringe. vocali. A me interessa invece che la possibilità di fare
Quando il coordinamento necessario a produrla è uso musicale della propria voce — ad esercitare, cioè
buono, la voce è buona; quando il coordinamento è il diritto al canto — si estenda al maggior numero pos-
insufficiente la voce è insufficiente per qualità, poten- sibile di persone, indipendentemente dal fatto che si
za, estensione ed intonazione o per più insufficienze intenda fare del canto una professione.
insieme. Da questo fatto discende una conseguenza Come arrivarci è un problema di didattica. Il can-
ovvia: i caratteri anatomici non sono modificabili tante classico ha costruito la propria tecnica su un
mentre i coordinamenti lo sono e quindi, a condizio- sistema di sensazioni percettive del proprio corpo, le
ne di desiderarlo e di essere disposti ad impegnarsi cosiddette sensazioni propriocettive; si è formato cioè
quanto è necessario, chiunque è in grado di dotarsi di uno schema corporeo vocale, consolidato con l’espe-
una voce utile ad esprimersi musicalmente, ad eser- rienza, il cui significato anatomico e fisiologico gli è
citare, cioè, il proprio diritto al canto. Come arrivarci ignoto, ma che gli serve egregiamente per gestire il
è un discorso che investe la concezione dello studio proprio corpo nell’emissione della voce. Quando
del canto. diventa insegnante, egli, che conosce e controlla il

1
Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 Dicembre 1948.

voglia di coro 23
approfondimenti

suo corpo per sensazioni, tende a comunicarle all’al- che fa, è in grado di capire da solo se la sua mano è
lievo descrivendole come meglio sa e guidandolo alla allineata con la tastiera, se le dita sono contratte,
costruzione di un suo personale sistema propriocetti- ecc. La comunicazione fra maestro ed allievo è di con-
vo, che gli consenta di orientarsi a sua volta nell’e- seguenza agevole. Nel caso del canto le cose non
missione della voce. Il metodo sarebbe sempre valido sono altrettanto semplici. Gli organi della fonazione
se tutti i cantanti avessero la stessa costituzione fisi- sono nascosti dentro al corpo e dall’esterno si vede
ca. In realtà la variabilità anatomo-fisiologica dei soltanto il tipo di respirazione e di articolazione. Non
comuni mortali vale anche per loro e, di conseguen- sarebbe poco se si sapesse con sicurezza quale com-
za, accade con frequenza superiore al desiderabile portamento pneumo-fonico corrisponde alla voce che
che maestro ed allievo non si capiscano perché i loro si intende ottenere, ma questo è proprio ciò che non
schemi corporei non sono abbastanza simili; le cose, accade quasi mai.
cioè, si svolgono come se i due si sforzassero di comu- È necessario fare ancora un altro discorso: quello
nicare parlando lingue diverse. A parità di capacità della molteplicità delle tecniche vocali. Chi si ponga,
didattiche degli insegnanti, uno dei motivi per i quali per esempio, ad ascoltare la registrazione video di un
è caso frequente che gli studenti di canto vadano concerto dei Tre Tenori — José Carreras, Placido
peregrinando da un maestro all’altro fino a trovare Domingo e Luciano Pavarotti — ha modo di mettere a
quello che poi considerano il maestro per eccellenza confronto immediato tre voci della stessa classe voca-
— ma anche fino a non trovarlo mai — è proprio l’ec- le, di apprezzarne le differenze e, anche se non è un
cessiva diversità fra gli schemi corporei del maestro e esperto in materia, intuire almeno quanto di queste
dell’allievo. Giungere a comprendersi fra persone differenze sia dovuto al fatto che le voci appartengo-
parlanti lingue diverse sarebbe anche possibile, a no a tre diversi individui e quanto invece al fatto che
patto però di essere disposti a costituire un «vocabo- ognuno dei tre tenori canta in modo diverso. Ho detto
lario» che consenta di tradurre le sensazioni del mae- «registrazione video» perché da questa si possono
stro ad uso dell’allievo. Fatto che raramente accade vedere molto bene i diversi modi di aprire la bocca, di
anche perché nella maggior parte dei casi il cantan- articolare e di respirare nonché tutti i diversi com-
te-maestro — e non ci addentreremo qui nella psico- portamenti corporei, che non è il caso di enumerare
logia dei cantanti — è persona istintiva e restia ad qui e che però, essendo sistematici, costituiscono la
affrontare razionalmente i problemi così come, peral- tecnica vocale di ognuno di loro. Si può inoltre capire
tro, il suo allievo. La razionalizzazione del processo quanto la tecnica vocale sia inscindibile dall’espressi-
psico-somatico attraverso il quale si giunge ad espri- vità, quanto essa sia funzionale a realizzarla e,
mersi musicalmente con la voce, dai cantanti è con- soprattutto, che a monte delle tre tecniche vocali ci
siderata aridità; viene così a mancare quella consa- sono tre scelte estetiche diverse. Ma per fare delle
pevolezza della materia da insegnare, che è scelte occorre essere in condizione di farle. Il poten-
presupposto imprescindibile di ogni didattica che ziale cantore alla conquista della propria voce deve
abbia dignità di disciplina pedagogica (Rachele prima conquistarsi una tecnica vocale di base che gli
Maragliano Mori, che si poneva fra i maestri di canto consenta di esprimersi vocalmente nel modo più sem-
come segno di contraddizione, chiamava questa con- plice; deve, cioè, conquistarsi un coordinamento
sapevolezza «Coscienza della voce»2). Non sarà quin- pneumo-fonico efficiente.
di la didattica tradizionale quella da cui il comune Ho già parlato più volte di coordinamento e non ho
mortale, desideroso di conquistare il proprio diritto al detto che cosa intenda con questa parola; per farlo
canto, potrà aspettarsi aiuto. sono costretto a fare una deviazione nel campo della
La via sicura, anche se a prima vista tortuosa, per fisiologia. A differenza di quanto solitamente si ritie-
chi voglia acquisire la propria voce è invece quella di ne, la voce non dipende soltanto dalla laringe; la
avvalersi delle conoscenze anatomiche e fisiologiche fonazione è una funzione globale come la deambula-
che la scienza mette a nostra disposizione. Mi spiego. zione. Per intenderci: che per camminare servano
Il maestro di pianoforte, tanto per fare un esempio, anche le mani è dimostrato dal fatto che quando si
vede dall’esterno il comportamento fisico dell’allievo vuole impedire ad una persona di fuggire gli si lega-
così come questo, se è abbastanza consapevole di ciò no appunto le mani. E ancora: che per camminare

2
RACHELE MARAGLIANO MORI, Coscienza della voce nella scuola italiana di canto, Milano, Curci, 1970.

24 voglia di coro
approfondimenti

usiamo anche la testa ce ne accorgiamo quando visceri interposti; ogni cambiamento nella postura,
abbiamo il torcicollo e ad ogni passo ci fanno male i nella meccanica respiratoria, nell’articolazione della
muscoli del collo che la tengono in equilibrio. Non è bocca, ecc. determina cambiamenti nella geometria
questa la sede per una trattazione della genesi evo- della laringe e quindi nella trazione sulle corde voca-
lutiva del sistema fonatorio, che spiegherebbe le li. Intervenendo opportunamente sulla geometria di
ragioni di questa affermazione, ma che la fonazione tutto il sistema si riesce a determinare un coordina-
sia anch’essa una funzione globale come la deambu- mento pneumo-fonico sufficiente alla produzione di
lazione lo si può verificare immediatamente con un una voce altrettanto sufficiente ad esprimersi musi-
semplice esperimento: se proviamo a parlare, prima calmente. Ho detto «esprimersi musicalmente» e non
in piedi, ascoltando la nostra voce — se non si sa che «cantare professionalmente» perché il mio interesse
cosa dire basta mettersi a contare — e poi seduti, con non è rivolto a formare cantanti professionali —
le braccia ed il capo appoggiati ad un tavolo come anche se posso dire per esperienza che i procedi-
per dormire e con le gambe divaricate in modo che menti di cui sto parlando, come vedremo, servono
l’addome sia libero di espandersi verso il basso, oltre pure a formare i cantanti professionali — ma a forni-
a verificare che la nostra respirazione si è fatta addo- re a chiunque lo desideri i mezzi per esprimersi musi-
minale sentiamo che la nostra voce si è fatta più mor- calmente col canto.
bida e profonda. Modificando la postura, cioè l’at- Per dire la verità, a questo risultato si può giunge-
teggiamento di tutto il corpo, la voce cambia. La re anche senza fornire al soggetto interessato infor-
spiegazione è nel fatto che le corde vocali — il cui fun- mazioni scientifiche. Se costui ha fiducia nell’inse-
zionamento sarebbe più chiaro se fossero chiamate gnante e voglia di conquistarsi una voce, è possibile
labbri vocali, ma alle quali è ormai impensabile cam- portarlo a buoni risultati senza chiedergli di ragiona-
biare nome3 — funzionano in modo molto simile a re molto. Io, per esempio, che dirigo due cori amato-
quello delle labbra quando si fanno pernacchie o si riali senza nessuna mia ambizione musicale e con
suona la tromba. Nel primo caso le labbra, che l’intento dichiarato, invece, di fare socializzazione ed
hanno struttura prevalentemente muscolare, entrano educazione permanente, mi ritrovo il problema di
in tensione per contrazione attiva, nel secondo per- ottenere dai miei coristi una vocalità sufficiente a
ché la pressione dei margini del bocchino le distende conseguire risultati musicali almeno decorosi; quindi,
passivamente. Ovviamente, quando si suona la trom- dato che la velocità di rotta di un convoglio navale è
ba i due meccanismi sono attivi contemporaneamen- data da quella della nave più lenta — in questo caso
te ed in proporzioni variabili. La laringe è fatta in da persone che dalla musica desiderano ottenere la
modo diverso dalla bocca, tuttavia in modo analogo massima soddisfazione senza troppo sforzo — sono
le corde vocali possono contrarsi attivamente così costretto a ridurre lo studio della tecnica vocale
come possono essere distese passivamente perché le all’essenziale. Risolvo almeno in parte il mio proble-
loro inserzioni sulle cartilagini di questa possono ma facendoli «rotacizzare» anziché vocalizzare, cioè
allontanarsi fra loro per un gioco di leve. Quando le facendo loro eseguire i comuni vocalizzi su una [r]
usiamo in contrazione attiva concentriamo lo sforzo anteriore (apicale) prolungata anziché su di una
su di esse affaticandole; quando riusciamo a disten- vocale. La [r] è l’ultimo fonema che il bambino impa-
derle passivamente intervenendo sui movimenti delle ra perché è quello che richiede il maggior grado di
cartilagini della laringe scarichiamo invece il lavoro coordinamento pneumo-fonico oltre che la maggiore
sui muscoli del corpo. Non è il caso qui di addentrar- energia respiratoria ed articolatoria; non solo, è
si oltre nella fisiologia della fonazione, ma almeno un anche quello il cui coordinamento è modello ottimale
concetto fondamentale va esposto: la laringe è posta per la produzione delle vocali4. I risultati sono accet-
al sommo della trachea in equilibrio instabile fra la tabili e non vado oltre. Se però gli stessi coristi desi-
sospensione al cranio tramite una catena di ossa e derano fare di più, devo fare loro lezione a parte e in
muscoli e l’appoggio ai muscoli addominali tramite i questo caso fornisco loro alcune nozioni di anatomia

3
Il nome delle corde vocali è dovuto al medico francese Antoine Ferrein (1693-1769) il quale fu il primo a studiare sperimental-
mente la fonazione sulla laringe isolata. Egli identificò l’elemento vibrante nelle pieghe vocali anziché nell’aria e le paragonò alle
corde di uno strumento ad arco ponendo sullo stesso piano l’azione dell’aria sulle «corde vocali» e l’azione dell’arco sulle corde
del violino. Di qui il nome.
4
Ai coristi che hanno la [r] posteriore (uvulare) alla francese faccio invece eseguire gli stessi esercizi su una [s] sonora.

voglia di coro 25
approfondimenti

e fisiologia, necessarie a comprendere il perché del- stanchezza, malesseri, ecc. — rendono l’uso della
l’efficacia di questa consonante e a svilupparne le voce meno sicuro.
componenti fisiologiche. Le sole nozioni teoriche, Sempre a proposito di respirazione e tornando
però, servirebbero a ben poco; ciò che serve è pren- all’argomento della fonazione come funzione globale
dere coscienza del proprio corpo incominciando col — o, se si vuole usare un aggettivo alla moda, olistica
dare un senso alle sensazioni che si provano o sco- — può essere interessante fare un altro piccolo espe-
prendone di nuove con procedimenti opportuni. rimento. Nell’opinione comune la respirazione è con-
Fermiamoci all’esempio della respirazione addomi- cepita soltanto come quella parte della fonazione
nale che abbiamo visto prima. È nozione comune che destinata alla produzione del fiato; in realtà ciò che
una respirazione ottimale deve essere completa delle più conta non è la quantità di fiato, ma la meccanica
sue componenti costale e addominale. Chi è dotato respiratoria. Poniamoci questa volta in piedi e cer-
per natura di questo tipo di respirazione è già in pos- chiamo di individuare con chiarezza la sensazione del
sesso dei mezzi fondamentali per una buona vocaliz- punto della parete addominale dal quale si sente par-
zazione; chi invece ha una respirazione tendenzial- tire il respiro. A seconda della costituzione individua-
mente costale deve anzitutto scoprire quella le, esso può trovarsi ad altezze che, da un punto inter-
addominale. La postura seduta che ho descritto è il medio fra l’ombelico e il pube, possono giungere fino
modo ottimale per ottenerla perché in questa posi- all’inserzione dei muscoli retti dell’addome sulle
zione la forza di gravità lavora a nostro vantaggio coste inferiori. Si provi di nuovo a parlare ascoltando
facendo distendere i muscoli addominali sotto il peso la nostra voce come si era fatto prima di ricercare la
dei visceri ed obbligandoli a lavorare poi attivamente respirazione addominale seduti ed appoggiati ad un
nell’espirazione. È vero che quando ci si rialza tutto tavolo, poi si esegua una decina di volte l’esercizio
ritorna come prima, ma quell’esperienza ci ha fornito rappresentato in figura.
un buon modello per cercare anche in postura eretta
la sensazione di riferimento per una respirazione
addominale corretta. Per correggere una respirazio-
ne non abbastanza efficiente ai fini del canto sono
necessari gli esercizi di ginnastica respiratoria che si
praticano in fisioterapia toraco-polmonare e che Si parta cioè dalla posizione a piedi uniti come nel
potremmo eseguire diligentemente fino ad ottenere il disegno a sinistra, poi, a tempo, si aprano le punte
risultato desiderato senza preoccuparci d’altro. Chi dei piedi senza piegare le ginocchia, si richiudano, si
però fa un uso musicale della voce dovrebbe saper aprano i talloni sempre senza piegare le ginocchia, si
gestire il proprio respiro in modo raffinato e in questo tornino a riunire i piedi e si ricominci da capo. Non è
caso avere coscienza fisica del proprio diaframma il caso di preoccuparsi delle fasi di inspirazione ed
(che, fra l’altro, funziona in modo diametralmente espirazione perché sarà il corpo a prendersi da solo
opposto a quello che di solito i musicisti credono) e di il ritmo opportuno. Al termine dell’esercizio si scopri-
tutti i muscoli respiratori sarebbe utile. Con procedi- rà che il punto di partenza della respirazione si sarà
menti del tipo descritto per la respirazione addomi- abbassato, che la respirazione stessa si sarà fatta più
nale e col sussidio di tavole anatomiche che permet- completa e che la voce, come già era avvenuto nella
tano di dare un nome ed una collocazione precisa postura seduta, si sarà fatta più morbida e sonante.
alle sensazioni che si provano, la topografia del pro- Sarà pure il caso di osservare che al termine dell’e-
prio corpo si chiarisce e la consapevolezza ottenuta sercizio si avverte in particolare nella propria respi-
consente di gestire il proprio corpo con sicurezza razione un incremento di quella componente addo-
anche quando condizioni di minore efficienza fisica — minale che si era già scoperta nella postura seduta5.

5
La spiegazione fisiologica del fatto è la seguente: aprendo le punte dei piedi il bacino ruota in avanti, le curvature dorsali ten-
dono ad appiattirsi mentre i muscoli addominali sono indotti a rilassarsi come nell’inspirazione; aprendo i talloni, invece, il baci-
no ruota all’indietro, le curvature dorsali tendono ad accentuarsi ed i muscoli addominali sono indotti a contrarsi come nell’e-
spirazione. L’esercizio è quindi una manovra fatta apparentemente coi piedi — in realtà con i muscoli delle gambe e del bacino
— e rivolta ad aumentare la flessibilità della colonna vertebrale. Il comportamento dei muscoli addominali descritto spiega per-
ché non sia il caso di occuparsi della respirazione dato che le manovre dei piedi inducono automaticamente la giusta sincronia
delle fasi respiratorie col movimento dei piedi.

26 voglia di coro
approfondimenti

La conclusione logica è che, se con un semplice eser- ponente vocalica, il timbro, cioè, delle vocali che
cizio eseguito una volta sola si può ottenere un risul- imprime un colore proprio a quello del suono origi-
tato immediato e sensibile, anche se passeggero, è nale della laringe. I rapporti esistenti tra la forma
ragionevole prevedere che con un lavoro sistematico del canale vocale nella pronuncia delle diverse voca-
e continuativo, composto da una serie di esercizi li ed il timbro delle stesse, invece, sono perfettamen-
opportuni si possa ottenere un risultato più accen- te noti dalla fonetica. Anche chi non si sia mai occu-
tuato e più duraturo6. pato di questa disciplina può farsi un’idea del
Ho detto prima dell’influenza dell’articolazione rapporto esistente fra atteggiamenti articolatori e
della mandibola sulla geometria della laringe e sulla timbro della voce confrontando allo specchio i suoni
tensione delle corde vocali. L’influenza del comporta- emessi con i diversi gradi di apertura della bocca,
mento della mandibola non si limita a questo, ma è con i diversi atteggiamenti delle labbra e della lin-
fondamentale nel determinare la postura del cantore gua ecc.; non solo, ma come si riottenga lo stesso
e quindi la sua meccanica respiratoria. Per sciogliere timbro quando si riportino gli organi articolatori in
ogni possibile dubbio ricordo l’uso in ambito sportivo una stessa posizione. Tutto questo significa che, a
del cosiddetto byte. Si tratta di una specie di morso in condizione di sapere quale timbro si intenda ottene-
materiale plastico, simile ai paradenti dei pugili e rea- re e in che modo si può produrre, è possibile sceglie-
lizzato in base all’impronta delle due arcate dentarie, re a piacere il proprio sistema vocalico e, anche se
che, portato durante l’attività sportiva, modifica la non si ha un timbro laringeo splendido, rendere la
postura dell’atleta aumentandone le prestazioni. propria voce almeno gradevole. Chi ha visto il film
L’atteggiamento della mandibola, cioè, influisce su Cantando sotto la pioggia (1952), ricorda certamen-
tutto il corpo. Anche il canto, benché non ci si pensi te il caso della bionda e svampita Lina Lamont (Jean
mai, è un’attività atletica nella quale la bocca svolge Hagen), diva del muto che all’avvento del sonoro
un’attività ben più raffinata che nello sport7. Che una deve fare i conti con la sua voce sgraziata e farsi
buona apertura della bocca serva a far sfogare doppiare. Sugli schermi, di splendide bionde dalla
meglio il suono è una leggenda metropolitana; una voce sgraziata ne appaiono anche oggi, ma almeno
buona apertura della bocca contribuisce invece a loro che vivono nella realtà dovrebbero sapere che,
determinare un comportamento fonatorio efficiente e mentre il suono prodotto dalla laringe è quello che
la consapevolezza di ciò che si fa e di ciò che si Mamma Natura ci ha dato (e che tuttavia può esse-
dovrebbe fare aiuta a realizzarlo. Si tratterà anche in re migliorato lavorando sul coordinamento pneumo-
questo caso di sviluppare le sensibilità opportune con fonico), sulle vocali si può ampiamente intervenire.
opportuni esercizi e di costruire, se necessario, quel È il caso ora di fare una puntata sul problema
buon accordo pneumo-fonico che Mamma Natura della stonazione. Per comodità possiamo dividere il
può non aver dato al cantore. problema in due parti. La stonazione che potremmo
La complessità del comportamento della bocca definire «vera» è quella che possiamo ricondurre
nel canto non si limita al coinvolgimento di questa all’amusia (dal greco ¶mousàa: essere straniero alle
nella meccanica respiratoria e in quella delle corde Muse, non avere il senso del bello artistico) che è la
vocali; la bocca, volendo usare questo solo termine sordità all’altezza tonale e quindi l’incapacità biolo-
per indicare il complesso degli organi articolatori, è gica di comprendere la musica8. A titolo di esempio
la principale responsabile della modulazione del posso citare il caso di una mia conoscente portatrice
suono prodotto dalla laringe. È fatto poco noto che appunto di amusia, la quale mi raccontava di come,
parte importante della qualità della voce è la com- assistendo una sera in famiglia alla trasmissione

6
A questo proposito mi permetto di suggerire la lettura della tesi di diploma di una mia allieva all’I.S.E.F. di Torino, Adelina
Bottero, svolta in Antropologia ed antropometria nell’anno accademico 1980/81: La rieducazione della voce attraverso la gin-
nastica respiratoria. La tesi, per quanto datatissima, conserva tutta la sua attualità. L’indirizzo Internet è: <http://www.maurou-
berti.it/vocalita/bottero/bottero.html>.
7
L’aveva già ben capito, però, Gerolamo Mercuriale (1530-1606) che nel 1569 aveva dedicato alla voce come attività atletica
due capitoli dei suoi De Arte gymnastica libri sex (Lib. III, De vociferatione et aliis vocis exercitationibus, cap. 7; Lib. VI, De vocis
exercitationum facultatibus, et primo de vociferatione, et cantu, cap. 5).
8
Una descrizione sufficientemente ampia della patologia, sia pure a livello divulgativo, è disponibile su Internet alla versione ita-
liana di Wikipedia: <http://it.wikipedia.org/wiki/Amusia>.

voglia di coro 27
approfondimenti

televisiva La Corrida, non riuscisse a capire perché i ciò che l’orecchio le suggerisce. I procedimenti
suoi familiari ridessero tanto di un concorrente che descritti danno, come detto, un risultato solo
cantava — stonando, come le spiegarono poi — e momentaneo. Per ottenere un effetto duraturo occor-
nella cui esibizione, tuttavia, lei non trovava nulla di re un ciclo di esercizi come quelli che si usano in
anormale. È ovvio che la mia conoscente non prova fisioterapia toraco-polmonare, capaci di correggere
alcun desiderio di cantare e che quindi non si pone radicalmente il comportamento respiratorio. Posso
neppure il problema della stonazione. L’amusia ha dirlo con sicurezza perché nel circuito teatrale inter-
diversi gradi di gravità ed è evidente che comporta nazionale è ormai molto noto un cantante, del quale
l’incapacità di intonare da parte del portatore il per discrezione non dico neppure la classe vocale e
quale non sarebbe comunque in grado di avvertire le che era approdato stonato alla mia classe di Pre-
proprie stonature. La stonazione più comune è dovu- canto9 nel Conservatorio di Parma provenendo da
ta invece ad insufficiente coordinamento pneumo- una classe di strumento. La sua fortuna, ma anche
fonico. Un famoso pianista italiano mi confessava di la mia, fu quella di trovarsi come insegnante di gin-
essere stonato e di aver faticato, quand’era al con- nastica il mio compianto collega ed amico Angelo
servatorio, per superare l’esame di solfeggio che, Morandi — che, tra parentesi, una volta si era preso
come si sa, comprende una prova di solfeggio can- pure una laurea in medicina — il quale capì perfetta-
tato. Egli era perfettamente conscio della sua stona- mente la portata di quanto ho appena descritto10.
zione, ma non sapeva che farci. L’esperienza mi ha Per parte sua l’allievo si impegnò fino allo spasimo e
insegnato invece che, intervenendo nei modi oppor- il risultato è quello che ho detto.
tuni sulla meccanica respiratoria, è possibile correg- A questo punto del discorso è il caso che io dica
gere le voci stonate; momentaneamente o in modo perché mi sento di affermare con tanta sicurezza la
duraturo, ma, nel secondo caso, a condizione, che la possibilità, per chiunque veramente lo voglia, di con-
persona stonata desideri prendersi cura assidua quistarsi una voce. La mia sicurezza nasce dall’espe-
della propria voce. Quando lo scoordinamento e la rienza personale. Sono sempre stato intonatissimo,
stonazione sono lievi può bastare mettersi in posi- ma per quanto riguarda la respirazione, come ho
zione supina e provare cantare. In questa postura la capito poi, sono stato fondamentalmente uno scoor-
forza di gravità lavora a nostro vantaggio scarican- dinato. Ricordo, per esempio, di aver acquistato da
do il peso dei visceri verso il capo e determinando ragazzo un flauto dolce e di averlo poi regalato per
automaticamente un buon accordo pneumo-fonico. disperazione perché non riuscivo ad intonare: il mio
Dopo un certo numero di tentativi, necessari per sostegno respiratorio era talmente instabile — lo so
superare il disagio di cantare nell’insolita posizione, adesso — da non riuscire a sostenere i suoni tanto da
il cantore lievemente stonato riesce ad intonare. Lo realizzare una melodia. Gli effetti di quello scoordi-
stesso accade ponendosi nella postura seduta che namento sulla voce si manifestarono quando comin-
ho suggerito per scoprire la respirazione addomina- ciai ad insegnare ed in capo a pochi giorni mi ritrovai
le. Ovviamente, quando si ritorna in posizione eretta afono. Nessun foniatra riuscì a risolvere il mio pro-
la stonazione ricompare. Nei casi meno lievi un blema. Escogitai una soluzione provvisoria per l’inse-
metodo drastico è quello di aiutare il cantore stona- gnamento facendomi costruire un piccolo sistema di
to ponendosi inginocchiati accanto a lui e compri- amplificazione terminante in un piccolo altoparlante
mendogli l’addome mentre canta: al momento in cui che collocavo a metà della classe fra i banchi; con-
si riesce a vincere la resistenza del soggetto, che temporaneamente, mettendo a frutto la mia prepa-
peraltro cerca di respirare nel modo errato abituale, razione biologica — del resto allora insegnavo
di colpo egli intona. Con voce sgraziata, ma intona- Matematica e Osservazioni scientifiche — incominciai
ta. La laringe, cioè, si comporta come se, al di sotto a chiedermi di quali sottoproblemi potesse essere
di una certa soglia di coordinamento intoni per ten- composto il problema voce e a cercare di risolverli
tativi mentre, superata quella soglia, riesca a fare separatamente cercando intanto di capire quale

9
Cfr. <http://www.maurouberti.it/bequadro.html>.
10
Chi fosse interessato all’applicazione della ginnastica respiratoria in Conservatorio può leggere la relazione di Angelo Morandi
al convegno Foniatria e Canto del 4-5 ottobre 1985 a Salsomaggiore Terme all’indirizzo:
<http://www.maurouberti.it/vocalita/morandi/morandi1.html>.

28 voglia di coro
approfondimenti

branca della medicina, oltre la foniatria, avrebbe dichiarassero apertamente di non capire come e per-
potuto darmi delle risposte. Trovai finalmente un ché le loro conoscenze potessero essere utili per la
aiuto nelle conoscenze della fisioterapia toraco-pol- voce.
monare e, integrando queste con i miei tentativi, L’altra considerazione è che, se si capisse la rela-
riuscii a reimpadronirmi della mia voce. Quale sia zione tra l’attività fisica e la voce, ne gioverebbe l’e-
stato in pratica il mio percorso è facilmente intuibile ducazione musicale in senso lato. Chi ha esperienza
da quanto ho detto precedentemente. In seguito cam- di vita rurale sa che i contadini, a differenza dei cit-
biai mestiere e, ad un certo punto della mia carriera tadini, sono — o erano — quasi tutti intonati (gli sto-
scolastica, il corso sperimentale di Pre-canto che ad nati rientrano — o rientravano — nella categoria degli
un certo momento mi fu affidato al Conservatorio di affetti da amusia). Ho usato la formula dubitativa
Parma mi permise di trasferire sugli allievi la mia perché non so se i discendenti dei contadini della mia
esperienza personale; non solo, ma, in collaborazione generazione, che aiutati dalle macchine non sono più
con loro, che erano perfettamente consapevoli di par- soggetti all’impegno fisico dei loro maggiori, abbiano
tecipare ad un esperimento, di perfezionarla. È evi- ancora il coordinamento pneumo-fonico spontaneo di
dente che ciò che è stato possibile per me e per i miei quelli con cui andavo a scuola io. È certo però che se
allievi è possibile per chiunque. nella scuola d’oggi si tendesse a costituire questo
Una delle conclusioni alle quali sono arrivato in coordinamento realizzando un’alleanza fra l’inse-
questo travagliato percorso personale è che le diver- gnante di educazione musicale e quello di educazio-
se branche della medicina non comunicano fra di ne fisica, noi avremmo un maggior numero di perso-
loro e che se invece le diverse discipline mediche ne in grado di fare musica attiva con la voce.
avessero una visione più interdisciplinare dei proble- Concludendo: il diritto al canto, oggetto di questo
mi, la medicina ne sarebbe avvantaggiata. Mi tengo scritto, non è un’utopia. Non ho detto, però, che il
piuttosto informato sugli sviluppi della foniatria e percorso per ottenerlo sia comodo ed agevole. Può
sono sempre più stupito nel constatare che le cose non essere comodo imporsi di fare attività fisica se
che ho detto, che pure stanno sotto gli occhi di tutti e per indole o per impegni si ha difficoltà ad impe-
che sono di una semplicità offensiva, passano inos- gnarvicisi; può non essere agevole se non si sa da che
servate. Non solo: è accaduto pure che operatori nel parte incominciare e non si trova chi, pur essendo in
campo della fisioterapia toraco-polmonare, dell’o- grado di aiutarci, non è pronto a farlo perché nem-
steopatia, della medicina dello sport, ecc., i quali meno sospetta il rapporto fra corpo e voce. Ma que-
pure mi aiutavano generosamente nelle mie ricerche, sto è un altro discorso. ■

voglia di coro 29
aggiornamento

Mendelssohn
e il Chorlied tedesco dell’Ottocento
■ di Fausto Fenice

n questo anno si celebra il secondo centena- e successivamente nacquero le associazioni gio-


I rio della nascita di Felix Mendelssohn-
Bartholdy avvenuta ad Amburgo nel 1809.
Nella produzione di Mendelssohn si incontrano
vanili.
Nello stesso periodo Nägeli fondava in
Svizzera diverse associazioni di cori maschili, la
anche diversi Chorlieder, canti per coro su testi prima delle quali nacque a Zurigo nel 1810.
poetici in lingua tedesca di carattere lirico o nar- Successivamente ne sorsero altre nel sud della
rativo. Germania ed anche a Vienna, mentre associa-
L’origine del Chorlied romantico si deve far zioni con analoghi intendimenti esistevano in
risalire alla grande rinascita delle attività corali Inghilterra già dal XVIII secolo.
amatoriali in Germania, avvalorata dal pensiero Diversi furono i compositori che scrissero musi-
filosofico di Fichte sulla validità dell’attività cora- che per queste associazioni, anche se esse non
le come forza motrice dell’unità nazionale unita- esprimevano ancora il livello artistico che rag-
mente al pensiero di Pestalozzi, che considerava giunsero in seguito con Schubert in Austria e
il canto corale quale elemento fondamentale nel- Mendelssohn in Germania.
l’educazione del popolo. Il pensiero e l’insegna- Le caratteristiche che contraddistinsero questi
mento di Pestalozzi sono stati ripresi e teorizzati primi Chorlieder erano: struttura formale legata
da H. G. Nägeli (musicista e pedagogo) che così al corale quindi strofica; tipico attacco all’uniso-
si esprime nella sua opera del 1821 no e all’ottava con salto ascendente di quarta
Choralgesangschule: “L’epoca della musica caratteristico del canti popolari; scarso interesse
comincerà nel tempo in cui non i soli professioni- per l’interpretazione musicale del testo.
sti rappresenteranno l’arte elettta… ciò sarà pos- Nella realtà degli intendimenti dei loro compo-
sibile solo con il diffondersi del canto corale… sitori (Nägeli, Zelter, Silcher, Reichert, Klein, Abt,
dove ogni individuo esercita la sua personalità Kreutzer, Weber, tanto per citare i principali),
tanto mediante l’espressione del sentimento questi Chorlieder erano semplicemente canti
quanto mediante l’espressione della parola, dove patriottici, canti popolari (Volkslieder), oppure
egli diventa conscio, nel più intuitivo e molteplice canzoni religiose (Geistlichelieder).
dei modi, della sua umana indipendenza e coesi- Gli autori non si ponevano il problema di ele-
stenza con gli altri”. vare a dignità artistica un genere che, almeno
Con questi intendimenti nasce la “Liedertafel” per loro, doveva servire solo a scopi di carattere
(associazione liederistica maschile), una sorta di sociale.
associazione di cantori. Inizialmente queste asso- All’interno di questo panorama musicale
ciazioni erano riservate solo alle voci maschili e Mendelssohn fu il primo compositore che portò
la prima fu fondata da Zelter nel 1809 (anno di la produzione corale popolare a livelli artistici di
nascita di Mendelssohn) a Berlino, con fini esclu- valore nella Germania dell’ottocento, così come
sivamente artistici e non di lucro. Ad essa ne Schubert fece in Austria. Come afferma E. Mealli
seguirono altre nel 1815 a Lipsia e a Francoforte in un articolo pubblicato sulla rivista di musica

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corale “La Cartellina”: “Il pensiero musicale di gnamento di strumenti e composizioni corali pro-
Mendelssohn è frutto di una scelta aristocratica fane a cappella. Al primo gruppo appartengono
dinnanzi all’arte, è l’omaggio per una istituzione l’op. 60 per coro e orchestra e l’op. 68 per coro
corale attiva, la Liedertafel di Berlino, fondata da maschile e ottoni più altre composizioni senza
Zelter. Ciò testimonia come in Germania il coro numero d’opera.
divenga una istituzione sociale, una sorta di Più corposo è il secondo gruppo, quello dei
coscienza spirituale della nazione. In tal senso Chorlieder propriamente detti, che annovera le
alcuni Chorlieder di Mendelssohn sono diventati opere 41, 48, 50, 59, 75, 76, 88, 100 e 120.
dei modelli permanenti per piccoli compositori A queste opere, che raccolgono ognuna un
che si sono cimentati in questo genere per deter- numero variabile di composizioni da 4 a 6, si
minate commissioni”. aggiunge un piccolo gruppo senza numero d’o-
Fra le caratteristiche dei Chorlieder di pera.
Mendelssohn è possibile individuare una grande Fra gli autori dei testi figurano poeti quali
capacità di ispirazione dal canto popolare Goethe, Schiller, Heine, Uhland, Eichendorrf,
(Volkslied). Il compositore è stato in grado di Hebbel,Scott, Platen, Lenau ed altri.
valorizzare gli stilemi del canto popolare attra- Riguardo gli organici vocali bisogna precisare
verso una nuova interpretazione artistica che, che le opere 41, 48, 59, 88 e 100 sono per coro
anche se non dotta, si dimostra sempre ricca di misto, mentre le opere 50,75, 76, 120 e quelle
freschezza. senza numero d’opera sono invece per coro
Altra caratteristica di non poco valore è la soli- maschile.
dità della forma che traspare attraverso un Il periodo di composizione copre un arco di
grande equilibrio nella costruzione, nella fluidità tempo che va dal 1828, con i primi lavori, fino al
della condotta delle parti e nella morbidezza dei 1847 anno della sua morte.
colori timbrici. Quasi tutti i Chorlieder di Mendelssohn furono
I Chorlieder di Mendelssohn si distinguono pubblicati a Lipsia da Breitkopf & Hartel quando
anche per il maggior interesse nelle concatena- egli era ancora in vita. Le opere 50 e 60 furono
zioni armoniche che, rispetto ai primi autori del pubblicate sempre a Lipsia da Kistner e l’opera
genere, risultano essere più originali e mirano ad 68 a Bonn da Simrock.
evidenziare le particolarità del testo. I Chorlieder delle opere 75, 76, 88, 100 e 120
Nel catalogo delle opere di Mendelssohn si tro- furono pubblicate da Breitkopf & Hartel a Lipsia
vano composizioni corali profane con accompa- ma postume nel 1848. ■

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Pubblichiamo l’errata corrige relativo all’articolo del M° Marco Santi presente nella scorsa edizione della rivista, cui
faceva riferimento all’elaborazione di Leone Sinigaglia.

LEONE SINIGAGLIA
Diciotto vecchie canzoni popolari del Piemonte
a cura di Luigi Rognoni
LA PASTORA FEDELE

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