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Capitolo 1

Il fibrato tangente

1.1 Definizioni
Definizione 1. Sia M una varietà differenziabile di dimensione n di classe
C ∞ e TP (M ) lo spazio tangente in P a M . Allora denoteremo con
G
T (M ) = TP (M )
P ∈M

il fibrato tangente sulla varietà M .


Sia P̃ ∈ T (M ), allora ∃P ∈ M tale che P̃ ∈ TP (M ). La mappa P̃ 7→ P
è data dalla proiezione π : T (M ) → M tale che π(P̃ ) = P .

L’insieme π −1 (P ) (cioè TP (M )) è detto fibra su P ∈ M e M è detto spazio


base.

Esiste una sezione f : M → T (M ) tale che f (P ) è il vettore zero di TP (M )


∀P ∈ M . f e f (M ) sono detti sezione nulla.

Supponiamo che lo spazio base M sia provvisto di un sistema di coordinate


per ogni intorno (U, xh ) ove (xh ) è un sistema di coordinate locali definite
nell’intorno U .

C’è un omeomorfismo differenziabile che collega l’aperto π −1 (U ) ⊂ T (M )


con il prodotto diretto U × Rn .

Sia P̃ ∈ T (M ), quindi in particolare P̃ ∈ TP (M ) con P ∈ U intorno.


P̃ è rappresentato da una coppia ordinata (P, x) ove P ∈ U, X ∈ Rn , le

1
2 CAPITOLO 1. IL FIBRATO TANGENTE

cui componenti sono date dalle coordinate {y h } di P̃ nello spazio tangente


TP (M ) rispetto alla base naturale ∂h ove ∂h = ∂x∂ h .

Denotando con {xh } le coordinate di P = π(P̃ ) in U e stabilendo la corri-


spondenza (xh , y h ) 7→ P̃ ∈ π −1 (U ), ci può introdurre un sistema di coordi-
nate locali (xh , y h ) nell’aperto π −1 (U ) ⊂ T (M ).

Chiamiamo (xh , y h ) le coordinate in π −1 (U ) indotte da {xh } o le coor-


dinate indotte in π −1 (U ).

Generalizzando queste definizioni: denotiamo con Tsr (M ) l’insieme dei cam-


pi tensoriali di classe C ∞ di tipo (r, s) in M ossia di indice di controvarianza
r e di covarianza s. 1

X
Pongo T(M ) = Tsr (M ), cioè l’insieme dei campi tensoriali in M .
r,s=0

Analogamente denotiamo con Tsr (T (M )) e T(T (M )) rispettivamente gli in-


siemi dei campi tensoriali nel fibrato tangente.

1.2 Verticali
1.2.1 Verticali di funzioni
Definizione 2. Sia f una funzione in M , denoteremo con f V la funzione
in T (M ) ottenuta dalla composizione di π : T (M ) → M e f : M → R:

fV = f ◦ π

f V è detto il verticale della funzione f.

Osserviamo che se P̃ ∈ π −1 (U ) ha coordinate indotte (xh , y h ):

f V (P̃ ) = f v (x, y) = f ◦ π(P̃ ) = f (P ) = f (x)


Quindi il valore di f V (P̃ ) è costante lungo ogni fibra TP (M ) ed è uguale a
f (P ) con P = π(P̃ ) ∈ M .
Y
1
Tsr (M ) = Tsr (p) ove Tsr (p) è lo spazio vettoriale dei tensori di tipo (r, s) su Tp (M )
p∈M
1.2. VERTICALI 3

Vale inoltre la seguente proprietà: (g ◦ f )V = g V ◦ f V ∀f, g : M → R.

C’è una corrispondenza f 7→ f V che determina un isomorfismo lineare tra


T00 (M ) e T00 (T (M )).

Sia ω una 1-forma in M : si può considerare come una funzione ω : T (M ) →


R: la denoto con ιω. Se ω = ωi dxi nelle coordinate locali di un intorno U
di M , allora:
ιω = ωi y i

rispettando le coordinate indotte in π −1 (U ).

Quindi se f è una funzione in M , allora ι(df ) ha espressione:

ι(df ) = (∂i f )y i

Proposizione 3. Siano X̃, Ỹ campi vettoriali in T (M ). Se X̃(ι(df )) =


Ỹ (ι(df )) con f : M → R arbitraria, allora X̃ = Ỹ .

Dimostrazione. E’ sufficiente provare che se X̃(ι(df )) = 0 ∀f : M → R,


allora X̃  =h0. 

Se sono le componenti di X̃ rispetto alle coordinate indotte
X̃ h̄
(xh , y h ) in π −1 (U ), allora dall’ipotesi X̃(ι(df )) = 0 :

X̃ j (∂j ∂i f )y i + X̃ j̄ ∂j f = 0

Se è vero ∀f ∈ T00 (M ), allora sarà vero in particolare:

X̃ j y i + X̃ i y j = 0, X̃ j̄ = 0

Supponiamo che y i 6= 0 e in particolare y 1 6= 0. Sia i = 1 nelle equazioni


scritte sopra: X̃ j y 1 + X̃ 1 y j = 0, da cui X̃ j = αy j per una certa funzione α.
Sostituendo allora: 2αy j y i = 0 e se i = j = 1 =⇒ α = 0 =⇒ X̃ i = 0.
Ma il campo vettoriale ˜(X) è continuo in ogni punto di T (M ) =⇒ X̃ = 0
in T (M ).

Osservazione 4. La proposizione precedente è vera anche se sostituiamo a


df una arbitraria 1-forma ω.
4 CAPITOLO 1. IL FIBRATO TANGENTE

1.2.2 Verticali di campi vettoriali


Definizione 5. Sia X̃ ∈ T01 (T (M )) tale che X̃f V = 0 ∀f ∈ T.00 (M ). In tal
caso X̃ è detto campo vettoriale verticale.
 h

Siano le componenti di ˜(X) rispetto alle coordinate indotte. Da
X̃ h̄
X̃f V = 0 =⇒ X̃ h ∂h f = 0 ∀f ∈ T00 (M ) =⇒ X̃ h = 0, cioè
 h  
X̃ 0
= (1.1)
X̃ h̄ X̃ h̄

Allora X̃ è verticale se e solo se le sue componenti in π −1 (U ) soddisfano


1.1.

Supponiamo X ∈ T01 (M ) campo vettoriale in M . Definiamo X V campo


vettoriale in T (M ) tale che

X V (ιω) = (ω(X))V (1.2)

con ω 1-forma in M . Chiamiamo X V il verticale di X in M a T (M ).

Se X i e ωi sono  rispettivamente le componenti di X e ω nelle coordina-


X̃ h

te locali in U e le componenti di X V rispetto alle coordinate indotte
X̃ h̄
in π −1 (U ), si ha da 1.2 :

X̃ j (∂j ωi )y i + X̃ j̄ ωj = ωi X i ∀ωi

da cui
X̃ h = 0 , X̃ h̄ = X h
Allora il verticale V h
  X di X con componenti X in M a T (M ) ha com-
0
ponenti X V : rispetto alle coordinate indotte in T (M ). Quindi il
Xh
verticale X V di X a T (M ) è un campo vettoriale verticale in T (M ).

Di conseguenza per definizione: X V f V = 0 ∀X ∈ T01 (M ) , ∀f ∈ T00 (M ).

Valgono inoltre le seguenti due proprietà:


Proposizione 6. (X + Y )V = X V + Y V , (f X)V = f V X V
∀X, Y ∈ T01 (M ) , ∀f ∈ T00 (M ).
1.3. COMPLETAMENTI 5

Proposizione 7. [X V , Y V ] = 0 ∀X, Y ∈ T01 (M ).

Dimostrazione. Sia ω 1-forma arbitraria in M . Si ha:

[X V , Y V ](ιω) = X V Y V (ιω) − Y V X V (ιω) = X v (ω(Y ))V − Y V (ω(X))V = 0

La corrispondenza X 7→ X V determina un isomorfismo lineare da T01 (M )


in T01 (T (M )).

1.3 Completamenti
1.3.1 Completamenti di funzioni
Sia f una funzione in M : scriveremo F C per indicare la funzione in T (M )
definita come F C = ι(df )

Definizione 8. Si dice che f C è il completamento della funzione f in M


al fibrato tangente T (M ).

Possiamo scrivere
f C = y i ∂i f = ∂f
rispetto alle coordinate indotte in T (M ).

Si ripete una proprietà vista in precedenza:

Proposizione 9. Siano X̃, Ỹ campi vettoriali in T (M ). Se X̃f C = Ỹ C ∀f


in M , allora X̃ = Ỹ .

Proposizione 10. X V f C = (Xf )V

Dimostrazione. X V f C = X V (ι(df )) = ((df )(X))V = (Xf )V

Proposizione 11. (gf )C = g C f V + g V f C ∀f, g ∈ T00 (M )

1.3.2 Completamenti di campi vettoriali


Sia X ∈ T01 (M ). Definiamo

X C f C = (XC)C (1.3)

con f arbitraria funzione in M . E chiamiamo X C il completamento di X


a T (M ).
6 CAPITOLO 1. IL FIBRATO TANGENTE

X̃ h
 
Se Xh sono le componenti di X in U e sono le componenti di X C
X̃ h̄
rispetto alle coordinate indotte in 1pi−1 (U ), si ha da 1.3 :

X̃ j (∂j ∂i f )y i + X̃ j̄ ∂j f = ∂i (X j ∂j f )y i = X j (∂i ∂j f )y i + (y i ∂i X j )∂j f

∀f ∈ T00 (M )da cui X̃ h = X h , X̃ h̄ = y i ∂i X h . Quindi le componenti sono


Xh
XC : rispetto alle coordinate indotte in T (M ).
∂X h
Quindi X C è nullo se X C è verticale o se e solo se X è nullo.

Definizione 12. Se X̃ ∈ T01 (T (M )) e se esiste un elemento X ∈ T01 (M ) tale


che X̃ − X C è verticale, allora di dice che X̃ è proiettabile con proiezione
X.

Condizione necessaria e sufficiente per X̃ per essere proiettabile con pro-


iezione X è che le componenti X̃ h di X̃ sono legate alle componenti X h di
X da:
X̃ h = X h
rispetto alle coordinate indotte in π −1 (U ), dove X̃ h sono le prime n compo-
nenti di X̃ in un punto (xh , y h ) in π −1 (U ) e X h quelle di X nel punto (xh )
in U .

Quindi se X̃ è proiettabile, le componenti X̃ h di X̃ sono costanti lungo


ogni fibra rispetto alle coordinate indotte.

Seguono le seguenti proprietà:

Proposizione 13. ∀f ∈ T00 (T (M )), X, Y ∈ T01 (T (M )):

(X + Y )C = X C + Y C

(f X)C = f C X V + f V X C
X C f V = (Xf )V

Proposizione 14. ∀f ∈ T00 (T (M )), X, Y ∈ T01 (T (M )) :

X V f V = 0 , X V f C = (Xf )V ,

X C f V = (Xf )V , X C f C = (Xf )C
1.3. COMPLETAMENTI 7

Proposizione 15. ∀X, Y ∈ T01 (T (M )) :

[X V , Y V ] = 0 , [X V , Y C ] = [X, Y ]V , [X C , Y C ] = [X, Y ]C

Dimostrazione. La prima è stata già provata in precedenza.


Proviamo le seconda:

[X V , Y C ]f C = X V Y C f C − Y C X V f C = X V (Y f )C − Y C (Xf )V =

= (XY f )V − (Y Xf )V = ([X, Y ]f )V = [X, Y ]V f C


con f ∈ T00 (T (M )) arbitrario. Quindi dalla proposizione 9 abbiamo: [X V , Y C ] =
[X, Y ]V .
Proviamo la terza:

[X C , Y C ]f C = X C Y C f C −Y C X C f C = X C (Y f )C −Y C (Xf )C = (XY f )C −(Y Xf )C =

= ([X, Y ]f )C = [X, Y ]C f C
con f ∈ T00 (T (M )) arbitrario. Quindi dalla proposizione 9 abbiamo: [X C , Y C ] =
[X, Y ]C .