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Definizione 1.

Un fibrato vettoriale di rango r su una varietà M è un’ap-


plicazione differenziabile surgettiva π : E → M fra una varietà E (detta spa-
zio totale del fibrato) e la varietà M (detta base del fibrato) che soddisfa
le seguenti proprietà:
(i) per ogni p ∈ M l’insieme Ep = π −1 (p), detto fibra di E sopra p, è
dotato di una struttura di spazio vettoriale su R di dimensione r
(ii) per ogni p ∈ M esiste un intorno U di p in M e un diffeomorfismo
χ : π −1 (U ) → U ×Rr , detto banalizzazione locale di E, tale che π1 ◦χ = π,
cioè che il diagramma
χ
π −1 (U ) / U × Rr

π
π1
 y
U
commuti (dove π1 : U × Rr → U la proiezione sulla prima coordinata), e
tale che la restrizione di χ a ciascuna fibra sia un isomorfismo fra gli spazi
vettoriali Ep e p × Rr .

I fibrati vettoriali di rango 1 sono chiamati fibrati in rette. Quando


non c’è rischio di confondersi si utilizzerà lo spazio totale E per identificare
il fibrato vettoriale π : E → M , sottintendendo la proiezione π. Infine, par-
tendo da spazi vettoriali su C invece che da spazi vettoriali su R si ottiene
la nozione di fibrato vettoriale complesso

In altre parole un fibrato vettoriale è un modo differenziabile di associare


uno spazio vettoriale a ciascun punto di una varietà.
Consideriamo un primo esempio banale:

Esempio 1. Se M è una varietà, allora E = M × Rr , considerato con la


proiezione π : M × Rr × M sulla prima coordinata, è un fibrato vettoriale di
rango r, detto fibrato banale.

Per cercare di capire quando una collezione di spazi vettoriali forma un


fibrato vettoriale, introduciamo alcune definizioni:

Definizione 2. Sia π : E → M un fibrato vettoriale. Diremo che una


carta locale (U, ϕ) di M banalizza E se esiste una banalizzazione locale del
fibrato definita su π −1 (U ). Un atlante A di M banalizza il fibrato E se
ogni carta di A lo fa. In tal caso si scriverà A = {(Uα , ϕα , χα )}, dove χα è
la banalizzazione su Uα .

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