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Membri del gruppo e rispettive e-mail:

Gabriele Pisacane, Sellitto Lucia, Ciro Samo, Angelo Davide Stabile


E-mail: g.pisacane9@studenti.unisa.it; l.sellitto12@studenti.unisa.it; c.samo@studenti.unisa.it;
a.stabile21@studenti.unisa.it .

Obiettivo: Utilizzo circuiti RC e RL come derivatori ed integratori

Abstracht: tramite un semplice circuito RC, posizionando i rispettivi bipoli appositamente e


scegliendo opportunamente il valore della costante τ del circuito, è possibile realizzare condizioni in
cui misurando l’uscita tramite un oscilloscopio verrà mostrata in output quella che è la derivata o la
primitiva dell’onda inviata in ingresso, compressa o dilatata di un fattore che dipende proprio da 𝛕.

Cenni teorici:

immagine circuito RC CON CAPACITORE-RESISTORE

Indicando con vO la differenza di potenziale ai capi della resistenza e con vi quella in ingresso e
ricordando in seguito la relazione che legano corrente e differenza di potenziale ai capi di un
condensatore possiamo scrivere per il circuito

dvC vO
C = 1)
dt R
poiché la corrente che fluisce attraverso i due bipoli è la stessa in quanto connessi in serie.
Sostituendo poi vC = vi − vO nella 1)
dvi dvO vO dvi dvO vO
C −C = − = dove τ = RC
dt dt R dt dt τ

vO dvO
Se è molto grande allora il contributo di è trascurabile e possiamo riscrivere che
τ dt

dvi vO dvi
= τ = vO
dt τ dt

Dalla quale si evince che in output, nelle condizioni in cui τ sia molto più piccolo rispetto al periodo
dell’onda in ingresso, verrà visualizzata la derivata di vi contratta di un fattore τ. (τ < 1)
Abbiamo realizzato in questa configurazione un derivatore.

Interscambiando i ruoli di resistore e capacitore ossia scambiandone le posizioni e misurando


l’output poi ai capi del condensatore, scegliendo opportunamente τ, possiamo realizzare un
integratore ossia un dispositivo che restituisce la primitiva dell’onda in ingresso vediamone in breve
i passaggi.

immagine circuito RC CON RESISTORE-CAPACITORE

Poiché sono anche in questa situazione i bipoli collegati in serie possiamo imporre la condizione che
la corrente che li attraversa sia la stessa e quindi analogamente al caso precedente scriviamo
dvO vi − vO
C = 2)
dt R

Dove abbiamo esplicitato i valori delle differenze di potenziale ai capi di ciascuno dei due bipoli
“spezzando” adesso la differenza in due contributi

dvO vi − vO dvO vi vO
C = = − dove τ = RC
dt R dt τ τ

vO
Se τ è molto più grande del periodo dell’onda in ingresso allora il termine può essere trascurato
τ
e possiamo riscrivere la 2) come
𝑣𝑂 𝑡
𝑑𝑣𝑂 𝑣𝑖 𝑣𝑖 1
= 𝑑𝑣𝑂 = 𝑑𝑡 ∫ 𝑑𝑣𝑂 = ∫ 𝑣𝑖 𝑑𝑡
𝑑𝑡 𝜏 𝜏 𝜏
0 0

in conclusione
𝑡
1
𝑣𝑂 = ∫ 𝑣𝑖 𝑑𝑡
𝜏
0
1
l’uscita misurata risulta essere la primitiva di 𝑣𝑖 dilatata di un fattore 𝜏
Conclusioni: come si può evincere dai grafici riportati in seguito i dati sperimentali risultano essere
completamente in accordo con le attese teoriche.
Referenze: libro di testo (Circuiti elettrici di Renzo Perfetti), Wikipedia.