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Il giornale degli Autori e degli Editori

vivaverdi
ARTE CINEMA LETTERATURA MUSICA TEATRO RADIO TELEVISIONE
PERIODICO ONLINE - ANNO 84 - N° 3 LUGLIO • SETTEMBRE 2012

I mille volti familiari di


Società Italiana degli Autori ed Editori
Neri Marcorè
CINEMA INTERNET SIAE PERSONAGGI MUSICA TEATRO BOLLETTINO
Venezia, Cercare lavoro Il contratto, Roberto Faenza, Il rock gitano Luca Ronconi, SOCIALE
un festival coi social network un passo una filmografia e romanesco geniale maestro Tutte le news
in chiaroscuro musicali per il rilancio cosmopolita di Mannarino del palcoscenico della Siae
NUOVI ORARI

SPORTELLI APERTI ANCHE DI POMERIGGIO QUESTI, DUNQUE, I NUOVI ORARI Con l'occasione si rammenta che i pagamen-
LA SIAE AUMENTA GLI ORARI DI APERTURA AL PUBBLICO: ti possono essere effettuati presso gli Uffici
DI APERTURA AL PUBBLICO tramite Bancomat, Carta di credito e Banco-
Direzione Generale Posta. Il pagamento può avvenire in contanti,
Grazie al nuovo contratto di lavoro dei dipen- Divisione Autori ed Editori: presso lo sportello bancario interno alla D.G.
denti della SIAE, fortemente voluto dalla Ge- da lun. a giov. 9.15 - 13.15 e 15.00 - 16.30 esclusivamente la mattina.
stione commissariale della Società, il Diretto- ven. 9.15 - 13.15
re Generale dott. Gaetano Blandini ha potuto - Biblioteca del Burcardo
ripensare integralmente le aperture al pubbli- SERVIZIO ASSOCIATI E MANDANTI E URP: (ubicata presso la Direzione Generale
co degli uffici. Ufficio Autori, Ufficio Editori, Ufficio in viale della Letteratura 24):
Dal 1° ottobre le ore di apertura al pubbli- Successioni, Ufficio Contabilità e Ufficio da lun. a giov. 9.15 - 16.30;
co passano da 20,30 a 26 in ragione di set- Relazioni con il Pubblico ven. 9.15 - 13.15.
timana.
Ciò consente di aumentare le aperture pome- SEZIONE MUSICA: - Museo Teatrale
ridiane da due a quattro. Gli uffici saranno Sportello Autori ed Editori (via del Sudario 44,
dunque aperti tutti i pomeriggi dal lunedì a pochi passi dal Largo di Torre Argentina):
al giovedì. SEZIONE CINEMA: mar. e giov. 9.15 - 16.30.
Pubblico Registro Cinematografico e
Sportello Autori - Uffici della rete territoriale
SEDI,FILIALI e PRESIDI: (sedi, presidi e filali):
BARI, Lecce; SEZIONE DOR: da lun. a ven. 9.00 - 12.30
BOLOGNA,Forlì; Modena; Parma; Segreteria e Ufficio Documentazione e da lun. a giov. anche 15.00 - 16.15
Rimini; Presidio di Ancona; Pesaro; previo appuntamento
Pescara; SEZIONE LIRICA: (qui i pagamenti potranno essere effettuati
FIRENZE, Livorno; Lucca; Pisa; Siena; Ufficio Documentazione presso gli Uffici tramite Bancomat,
Viareggio; Presidio di Cagliari; Sassari; Carta di credito e BancoPosta).
MILANO, Bergamo; Brescia; Como; SEZIONE OLAF:
Varese; Pubblico Registro Software, Deposito Opere - Ufficio di coordinamento della rete
NAPOLI, Catanzaro; Cosenza; Reggio Inedite e Registrazione presso il Copyright territoriale e Servizio Ispettivo della
Calabria; Office di Washington Direzione Generale:
PALERMO, Catania; Messina; da lun. a giov. 9.00 - 14.00 e 15.00 - 18.00
ROMA, Perugia; Biblioteca Statistica della Divisione Servizi ven. 9.00 - 14.00 e 15.00 - 17.00.
TORINO, Alessandria; Aosta; Novara;
Presidio di Genova; Sanremo; Tutti gli altri Uffici della Divisione saranno a di-
VENEZIA, Bolzano; Padova; Trento; sposizione degli Associati e dell’utenza in ge-
Verona; Venezia-Mestre; Vicenza; nere nei medesimi orari per comunicazioni /in-
Presidio di Trieste; Udine. formazioni e - previo appuntamento - per la
trattazione di pratiche o questioni specifiche.
Foto Attilio Marasco Anno 84 – Nuova serie

4 Numero 3
Luglio - Settembre 2012
Trimestrale
Direzione, redazione
e amministrazione
Viale della Letteratura, 30
00144 Roma
Redazione: 06.5990.2795/2629
Fax: 06.5990.2882
ufficio.editoriale@siae.it
www.siae.it

Direttore responsabile
Flaviano De Luca

Redazione
Antonietta Gargiulo (segr. redaz.
e ricerca fotografica), Massimo
Nardi, Daniela Nicolai, Letizia

30 Pozzo
Foto Sabina Filice

Grafica e impaginazione
Progetto grafico
Sabrina Fioretti e
Marco Taggiasco
Digitalialab S.r.l. - Roma

Registrazione alla Cancelleria

24
del Tribunale di Roma n. 234
del 24.7.1948

Chiusura in redazione:
28 settembre 2012

Hanno collaborato
a questo numero:
Linda Brunetta, Gianfranco
Capitta, Giacomo Ceccarelli,
Daniela d’Isa, Alberto Ferrigolo,

20 35 Maria Cristina Locori, Silvio


Maestranzi,Valerio Magrelli,
Adriana Pollice, Mimmo
Rafele, Monica Scalamogna,
2 VIALE DELLA LETTERATURA 30 27 Napoli Susanna Schimperna
Intervista al Direttore delle Relazioni Industriali, Memus tra marionette e 3D
ISSN 1972-6694
Gianfranco Cerasoli 28 Televisione
4 Personaggi I consigli di Freccero e Mirabella
Neri Marcoré, un camaleonte in scena 30 Teatro
8 99 NOVITÀ Intervista a Luca Ronconi
11 COMPLIMENTI A… 35 Editoria
12 Cinema Teatro San Carlo, tre secoli di storia
Come è triste Venezia 36 Cultura
15 VIVA IN BREVE Il tutto gratis e il copyright
In copertina
16 Cultura VIVA DALL’INTERNO Neri Marcorè in una scena di
Il peso della burocrazia 38 Siae story, l’avvento della televisione Tutti pazzi per amore 2.
18 Musica 40 Emca, il concorso ‘Rispettiamo la creatività’ Foto di Rosa Mariniello
I social network per chi suona 42 Lex Google in Germania
20 Intervista 43 Il vento di Lampedusa
Faenza e il cinema apolide 44 Concorsi
24 Musica 45 L’Ultimo Applauso
Mannarino, cantautore genuino 48 BOLLETTINO SOCIALE

In riferimento alle immagini pubblicate, l’editore e la direzione di Vivaverdi


dichiarano la propria disponibilità all’assolvimento dei diritti di riproduzione per gli
eventuali aventi diritto che non è stato possibile individuare.

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INTERVISTA GIANFRANCO CERASOLI Abbiamo chiesto al Direttore delle
Relazioni Industriali della Siae,
“Col nuovo contratto Gianfranco Cerasoli, di illustrarci il
nuovo contratto di lavoro dei

un passo decisivo dipendenti, firmato a luglio tra la


Società e le organizzazioni
sindacali, ed approvato,
per il rilancio della Siae” a larghissima maggioranza, dal
referendum dei lavoratori.
di Flaviano De Luca

“È stata una svolta adeguata ai tem-


pi, una grande riforma del lavo-
ro per recuperare produttività e
competitività, un investimento sul futuro per pri-
molto positivo, specie considerando che le
condizioni di partenza erano estremamente
distanti con numerose rivendicazioni”.
u IL NUOVO CONTRATTO. La nuo-
ipotesi. Mi spiego meglio con alcuni esempi.
Abbiamo operato una riduzione del lavoro
straordinario pari a circa un milione di euro,
che si somma ad altri risparmi (ad esempio la
vilegiare la difesa dei posti di lavoro, la stabiliz- va regolamentazione del lavoro di- rinuncia del Direttore Generale al 90% del
zazione dei precari e la formazione professio- pendente comporterà, quindi, im- premio di risultato) che vanno a confluire, in-
nale. Abbiamo affrontato una trattativa lunga, sof- portanti risparmi e recuperi d’effi- sieme ad altre risorse, in un budget comples-
ferta, complessa, perché si trattava di imposta- cienza, abolendo una molteplicità di sivo definito “fondo di produttività”.
re un cambiamento radicale rispetto ad una con- istituti obsoleti… Con questo contratto si introduce,per la prima
dizione contrattuale ormai fuori linea, decon- Sì, il contratto introduce un modo diverso di volta, il secondo livello di contrattazione. Ora
testualizzata rispetto ad altri analoghi settori. Ma, intendere il rapporto di lavoro, puntando abbiamo il contratto complessivo dei lavora-
alla fine, c’è stata un’assunzione di responsabi- molto sulla formazione professionale: un dato tori Siae, poi ce ne sarà un secondo, sulla base
lità da parte di tutti, perché le stesse organizza- importante per una società come la Siae. I ri- dei progetti in corso per la rete territoriale e
zioni sindacali hanno compreso che occorre- sparmi operati a regime consentivano due op- per la Direzione generale. Verranno misurate
va compiere uno sforzo per salvaguardare la zioni: inserirli nel bilancio o reinvestirli nella le performance dei lavoratori, sia in termini
struttura dell’Ente. formazione. Abbiamo scelto questa seconda individuali che collettivi. Ci sembra logico e
Dopo la firma del contratto dei Dirigenti e dei giusto premiare il merito laddove venga rile-
Foto G. Ziliotto
Mandatari, abbiamo affrontato gli aspetti ri- vato, e in tale direzione vogliamo utilizzare le
guardanti i lavoratori dipendenti. Per le prime risorse che la Società deciderà di reinvestire.
due categorie esistevano dei contratti di rife- Abbiamo razionalizzato lo straordinario, sop-
rimento, per i dipendenti, invece, non esisteva presso alcuni istituti anacronistici, chiedendo
un vero e proprio contratto collettivo nazio- anche dei sacrifici al personale (sulle ferie, sui
nale di lavoro, ma una serie di accordi che si permessi, sugli scatti, sull’orario di lavoro), che
erano stratificati negli anni. Con la conse- tuttavia, in futuro, permetteranno ai lavoratori
guenza paradossale che non eravamo in grado di avere dei benefici di natura economica.
di rispondere alle sollecitazioni del CNEL,che u MAGGIORE RAZIONALIZZA-
ci aveva più volte richiesto d’inviare una copia ZIONE. È stato dunque raggiunto
del contratto dei dipendenti. Ma un accordo l’obiettivo di recuperare una maggiore
globale non esisteva. efficienza della macchina ammini-
A conclusione del percorso, e dopo aver si- strativa, omologando le condizioni di
glato il protocollo d’intesa del 26 giugno, ra- lavoro a quello di aziende analoghe?
tificato con il contratto del 26 luglio, abbiamo Occorre premettere che il nuovo manage-
avuto la soddisfazione di una approvazione ment ha trovato una situazione preoccupante
quasi plebiscitaria dei lavoratori. Oltre l’80 per dal punto di vista economico, alla quale si è
cento ha votato sì al referendum indetto da aggiunta la crisi generale che ha investito il
tutte le organizzazioni sindacali: un dato Paese. Ci siamo trovati nella necessità di ri-
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durre il costo del lavoro, ridimensionare i costi Abbiamo previsto un nuovo sistema di classi- ramente i migliori, sia con riferimento al cur-
strutturali, dare maggiore efficienza alla mac- ficazione del personale, che sarà organizzato riculum che ai risultati delle prove. Si tratta di
china amministrativa: obiettivi che il Direttore in nuove aree di inquadramento e con man- giovani qualificati che sicuramente contribui-
Generale ha potuto realizzare grazie anche al sioni interscambiabili. ranno a innalzare il target qualitativo di que-
convinto sostegno della gestione commissa- Sono previste due fasi di progressione di car- sta figura chiave della Società. Gli agenti
riale. Tra il valore della produzione e il costo riera, una di tipo economico, con un auto- mandatari costituiscono un elemento indi-
della produzione c’era una differenza ecces- matismo su base quadriennale (mentre spensabile della presenza capillare della Siae
siva: ridurre questo dislivello era indispensa- precedentemente era su base biennale) e sul territorio…
bile ai fini del recupero di efficienza. un’altra di crescita professionale, facendo pas- u UTENZA FACILITATA. E per quan-
Abbiamo operato per ottenere un aumento sare i lavoratori da un’area all’altra, da una pro- to riguarda gli utenti? La nuova piat-
in termini di produttività. Rispetto ad altri fessionalità all’altra, sulla base di competenze taforma contrattuale garantirà anche
settori, il numero dei giorni di ferie era troppo misurate con prove selettive. a loro servizi più efficienti?
elevato: l’abbiamo modificato equiparandolo Questa è un’altra novità di grande rilievo.Tutti Grazie al nuovo accordo contrattuale, gli uf-
a ciò che avviene in tutte le aziende, sia pub- potranno partecipare alle procedure di sele- fici della Società saranno aperti al pubblico di
bliche che private (i giorni di ferie sono stati zione e quindi a tutti i lavoratori sarà data una pomeriggio quattro giorni a settimana, sia in
ridotti da 36 a 32 l’anno ndr). chance. Emergeranno i migliori sulla base dei Direzione generale che nella rete territoriale.
Siamo anche intervenuti su una serie di altri titoli e delle misurazioni sul campo. Noi ab- Tutti coloro che hanno necessità di rivolgersi
istituti, ad esempio i permessi, al fine di recu- biamo il dovere di valorizzare le risorse in- alla Siae, potranno così disporre di una mag-
perare unità lavorative.Abbiamo calcolato che terne: chi lavora all’interno conosce la Società giore flessibilità di rapporto con una struttura
questa razionalizzazione avrà un effetto pari e affina una professionalità specifica nel corso amministrativa disponibile e attenta.
al recupero di 53 unità lavorative, sia per degli anni. Anche questo rappresenta un importante re-
quanto riguarda la Direzione generale che la u I NUOVI AGENTI SUL TERRITO- cupero di efficienza. È una sfida per tutti: dob-
rete territoriale. Inoltre potremo stabilizzare, RIO. La pubblica selezione per l’as- biamo recuperare produttività e competitività,
in via definitiva, 35 lavoratori precari che ave- sunzione di nuovi mandatari, effet- anche alla luce della nuova direttiva europea
vano già in atto un rapporto di lavoro con la tuata di recente, fa parte anch’essa di sulle società di collecting in via di approvazione.
Siae, ai quali si aggiungono 8 tecnici musicali. questo approccio innovativo? Noi, come Siae, ci sentiamo preparati alla
In un momento di crisi, con gli incassi per di- La selezione per l’acquisizione di nuovi man- sfida europea. Il nostro personale ha un
ritto d’autore in fisiologica flessione a causa datari è terminata. Sono 46 quelli selezionati: background culturale e professionale ele-
del calo dei consumi, la Siae opera in contro- prenderanno servizio il primo ottobre. Ab- vato. A ciò si aggiunge l’impegno del ma-
tendenza, investendo sulle risorse umane, sulla biamo introdotto uno spartiacque inedito: ab- nagement per creare una struttura
formazione professionale e puntando sul rin- biamo iniziato con i mandatari ma professionale all’altezza dei risultati che la
novamento generazionale. intendiamo procedere nella stessa direzione Società vuole conseguire. Si tratta, in pratica,
u FLESSIBILITÀ. In relazione al piano anche con altre categorie di dipendenti. di salvaguardare la “casa”. La “casa Siae” che
strategico aziendale, questa profonda La selezione dei mandatari è stata un’espe- appartiene a tutti: agli autori, agli editori, ai
riforma del lavoro è destinata ad ave- rienza straordinaria. In passato tale scelta av- lavoratori e alla collettività intera, per il
re un riflesso anche sulla flessibilità, in veniva per cooptazione, noi abbiamo ruolo che la Siae svolge a favore della cul-
quanto necessità imposta dai tempi? introdotto il criterio della pubblica selezione. tura. Perché dentro c’è il lavoro, ci sono le
Abbiamo ricevuto circa mille domande; opportunità, c’è il consolidamento dei livelli
hanno partecipato alla selezione più di cin- occupazionali, ma anche la possibilità di in-
tempo det. quecento candidati. La scelta ha premiato ve- vestimento e di crescita per il futuro.

impiegati Personale Siae in servizio al 31 dicembre (fonte: Bilancio Siae)


2005 2008 2011
funzionari
dirigenti 64 57 44
dirigenti* funzionari 107 102 96
impiegati 1230 1148 1158
0 500 1000 1500 tempo det. 63 132 31
totale 1464 1439 1329
2011 2008 2005

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PERSONAGGI INTERVISTA È entrato nelle case degli italiani con
un pugno di libri e tante divertenti
Neri Marcorè, imitazioni. Però l’attore marchigiano
- che è anche doppiatore, conduttore

un camaleonte sul palco televisivo e cantante - ha fatto il


pieno di popolarità con le sue brevi
interpretazioni di Garibaldi negli
di Alberto Ferrigolo spot pubblicitari ma tende a
interpretare più ruoli mettendosi
spesso in discussione. E adesso
affronta concerti, fiction e grande
schermo.

Foto Ufficio Stampa Rai u Lei ha dunque una tradizione cano-


ra…
Ho iniziato così. A 12 anni. Nessuna velleità
professionistica. Solo piacere per la musica. I
miei mi avevano regalato una chitarra, sono
autodidatta. Passione sempre coltivata, che ho
cercato di coniugare col resto, attività per al-
tro affini. Nello spettacolo teatrale su Gaber,
ad esempio. Se c’è possibilità, mi piace met-
terci la musica. In diversi spettacoli con Lu-
ca Barbarossa miscelavamo musica e comici-
tà. Per l’occasione ho fatto 15, 16 pezzi, un
vero e proprio primo concerto. Mi sono esi-
bito anche l’anno scorso, a Porto Venere, con
una formazione più piccola ma non è stato
lo stesso impatto. Il concerto di Spilimbergo
verrà trasmesso da Radiouno mentre la Rai
l’ha ripreso per uno speciale su Raitre.
u Lei scrive la musica o anche i testi?

F issare un incontro con Neri Marco-


rè, attore di cinema e teatro, imitato-
re, doppiatore, conduttore televisivo,
comico, cantante e interprete di gran suc-
l’egida di Michele Gammino, voce di Jack
Nicholson. Arriva dal set di Mi rifaccio vivo di
Sergio Rubini con Emilio Solfrizzi, Mar-
gherita Buy,Valentina Cervi, Lillo Petrolo e
In questo caso il titolo è chiaro e inequivo-
cabile: Le mie canzoni altrui. Sono quelle che
amo. Di altri cantautori, De André, Fossati,
De Gregori, Pacifico, le interpreto solamen-
cesso di spot, non è semplice, tanti sono gli altri attori, film al quale sta lavorando da lu- te. Certo, se la cosa dovesse continuare e
impegni. Noi ci abbiamo trascorso l’estate, glio. Dopo il successo di Garibaldi alle pre- prender piede, ho intorno amici che mi sol-
tra “scusi” e “capisco”. Salta da un set all’al- se con la mamma, ora fa Dante Alighieri per lecitano a far cose originali, “cose tue”.Ve-
tro. Da un palcoscenico teatrale a un palco i nuovi spot Tim diretti da Gabriele Mucci- dremo. Con Edoardo De Angelis un pezzo
musicale. Con disinvoltura. Senza fatica. Il no. Non s’è fatto mancare neppure il con- lo abbiamo già scritto, tempo fa, Il silenzio
lavoro della creatività è nel suo Dna. “Lavo- certo, il festival Folkest a Spilimbergo, con degli ulivi. Non è ancora uscito ma è pronto.
rando s’impara” dice. E d’imparare non Edoardo De Angelis, cantautore della “Scuo- Spilimbergo lo ripetiamo il 29 ottobre a Go-
smette mai. Escamotage per continuare a la- la romana”, Schola cantorum, con cui – dice rizia, il 30 a Bologna.
vorare…? – “abbiamo già fatto qualcosetta in questa u Tentativo di cambiare genere o è
Quarantasei anni compiuti il 31 luglio, Ne- direzione”. “Sulla scia di altri concerti fatti parte del suo essere poliedrico?
ri Marcoré calca le scene da ventidue. Non per gioco, De Angelis mi ha proposto Fol- Il mio mestiere resta l’attore. Però facendolo
ha studi specifici alle spalle, se non una scuo- kest. Esperienza giocosa, pur se con musici- per gioco, fino a che qualcuno non mi dice
la di doppiaggio e recitazione, la sera, sotto sti veri”. Poteva tirarsi indietro? lascia perdere o mi fa vergognare, continuo
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a cantare. È sempre spettacolo! Abbiamo ri- che riesco a fare da casa con loro, lo faccio u Meglio far da sé…
cevuto anche il Premio Baglioni e sul palco (tre figli, 13 e 10 anni, due gemelli, ndr). Direi di sì. Subito dopo ho avuto un’espe-
abbiamo scherzato. Ironia e autoironia, per u Neri Marcoré nasce come comico. rienza in un programma con Raffella Car-
fortuna, non mancano mai. Non ci sono vel- Chi scrive i testi? E come avviene? rà, affidato alla direzione autorale di Miche-
leità. Suono per piacere. Davanti alla gente o A parte le esperienze musicali e televisive le Mirabella. Sono stati due anni in cui ho
in uno scantinato mi trasmette forza e gioia con Giancarlo Guardabassi, che m’ha sco- imparato tanto sulla scrittura. Si scriveva in-
interiore, difficilmente sostituibile con altro. perto, il mio debutto è avvenuto nel 1990 sieme, lui coordinava tutti, noi magari im-
u Una vita artistica dai ritmi serrati. con Stasera mi butto, come imitatore. Ho fat- provvisavamo. Anni molto importanti. Di
Una sua giornata-tipo come si svol- to un provino, m’hanno scelto e ho parteci- apprendistato, mentre lavori impari. Una co-
ge, com’è scandita? pato alla prima puntata. Per le eliminatorie sa rara e utilissima. Mai la pappa fatta. Una
Dipende… Quella odierna, compresa que- della gara ho dovuto allestire un repertorio vera e propria palestra, una “bottega” arti-
st’intervista, fa parte delle possibilità. Lega- che non avevo, non essendo professionista. giana. Venticinque domeniche per ogni sta-
te a un evento, una promozione, sia un film, Lì mi sono dovuto scrivere i testi da solo. gione, mediamente più di cento dirette di
un programma o solo per soddisfare le cu- L’esordio è da autore a pieno titolo. Autore testi scritti da noi. Settimana per settimana.
riosità d’un giornalista… A breve farò qual- ed esecutore. Mi sono esibito ed è andata be- u In tv c’è sempre stato?
cosa per La donna della mia vita di Maurizio ne. Dopo tre giorni la seconda puntata. Non C’è stato un momento in cui mi sono anche
Casagrande, opera prima come regista alla avendo testi, me ne sono scritti di nuovi. allontanato, poi sono ritornato con Serena
quale ho partecipato. Esce a fine settembre. L’esordio m’ha portato ad essere autonomo. Dandini nel 1988. Avevo fatto un provino per
In una giornata c’è qualche intervista, la let- All’inizio è difficile trovare qualcuno che Producer, il grande gioco del cinema, con Serena
tura della posta, risposte urgenti, richieste di scriva per te se non sei affermato. A meno e Claudio Masenza, serviva una voce fuori
presenza, cose da organizzare con l’agenzia, che non ci sia una relazione stretta, un so- campo, un ruolo diverso. Dopo due anni ar-
logistica e incastri vari. Se è una giornata di dalizio… Ma io tendo a non delegare, non rivò Pippo Chennedy Show, mi ha chiamato
lavoro sul set, mi vengono a prendere. Oggi perché sia un accentratore o non mi piaccia sempre lei con Corrado Guzzanti e siamo par-
si gira pomeriggio-notte, ma se il set fosse collaborare. Cerco di non affidarmi com- titi dal personaggio di Pierferdinando Casini,
stato la mattina invertivo le cose. Poi c’è la pletamente ad altri. Il risultato deve rispec- che sapevo fare. I testi li scriveva Gabriella
famiglia ogni volta che si può. Tutto quello chiare il tuo modo di sentire, il tuo gusto. Aloisi, scriveva molto bene. Ho lavorato al-

Marco Mazzocca e Neri Marcorè nello spot diretto da Harald Zwart.


Foto Alberto Guglielmi

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Una scena dalla “Scomparsa di Patò” tratto dal libro di Andrea Camilleri

l’impronta. Ci sono stati momenti alti di im- berto Angela parlasse nella modernità trat- rar fuori tutto quello che può venir fuori…
provvisazione, che poi diventava testo. Prova, tandola come antichità, dunque scambiando andando in una direzione piuttosto che in
scrivi, scarta, lima. Con Serena che diceva: un tavolino per una scultura antica. L’im- un’altra. Un gioco collettivo.
“Questo funziona, questo no”. Un brainstor- pronta era la mia, ma lo sviluppo dei testi era u Invece nel caso degli spot della Tim?
ming continuo, in cui venivano buttate cose, fondamentale farlo insieme a loro due. L’idea di base dei personaggi storici italiani
c’era chi le recuperava e poi magari rientra- u Personaggi nati su commissione? è dell’agenzia argentina Santo, alla quale Tim
vano nel copione…. Accumulando esperien- Ci sono. Ligabue. Ogni tanto chiamavo Se- aveva commissionato delle idee. Evidente-
za s’è arrivati a questo modo di lavorare, qua- rena al telefono e le facevo: “Pronto? Sono mente non solo a loro, poi però hanno vin-
si una “scuola di scrittura”, che evidentemente Luciano…”, così una volta mi chiese di in- to e sono partiti con Leonardo e via via gli
per Serena e Corrado era già sperimentato, terpretarlo. Avevamo già scritto Una vita da altri. Loro propongono e scrivono degli script
mentre per me un po’ meno. Anche se asso- prodiano sulle note di Una vita da mediamo, in che coniugano l’aspetto della brevità – 30 o
migliava ai modi di Mirabella… In quel caso quel caso ho solo dovuto adeguarmi a un te- 15 secondi – l’offerta telefonica e la storia,
semplici imitazioni, qui più satira. Il lavoro era sto che era già pronto, forte e divertente. la più accattivante e divertente possibile. Per
proprio improvvisare, anche grazie ad una u Gasparri com’è nato? gli aspetti tecnici sono in rapporto diretto
spalla come Serena sempre presente in sala Serena non voleva nemmeno farlo Gaspar- con Tim mentre per l’aspetto comico noi in-
autori. E viene sempre fuori una marea di ma- ri. Mi sono fatto truccare e mi sono pre- terveniamo concretamente. Sia io, sia Mar-
teriale e tieni solo ciò che hanno senso. sentato davanti a lei, in studio, e ho improv- zocca, sia il regista Harald Zwart, un norve-
Con Serena Dandini ho iniziato a lavorare visato lo sketch. L’abbiamo inserito subito al- gese molto bravo che vive a Los Angeles da
sempre in questo modo e poi anche con gli la sesta puntata su dieci totali. Sono stato io tanti anni e ha diretto la Pantera rosa 2, Ka-
autori che si sono alternati. Nell’Ottavo na- ad impormi. L’aspetto autorale usa moduli rate Kid, etc. Abbiamo dato corso a un soda-
no, quattro anni dopo, il personaggio di Al- diversi, e non importa chi propone ma se al- lizio per cui, talvolta, le cose cambiano an-
berto Angela l’ho scritto assieme a Paolo Ca- la fine questa proposta viene messa in circo- che all’ultimo. Anche sulla base di idee e sti-
nanzi e Alessandro Rossi. L’idea era che Al- lo. Allora ci si gioca sopra e ci si diverte a ti- moli che la situazione suggerisce. Non è so-
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lo la battuta, ma anche la visione, la mimica, “Con Luca Barbarossa
in diversi spettacoli miscelavamo
usando più il corpo che la battuta. Anche qui musica e comicità”
il lavoro è piuttosto collegiale, ma le media-
zioni non mancano. Può pure capitare che
nostri suggerimenti non vengano accolti o
non vadano in porto. Ed è chiaro che il com-
mittente va rispettato. Noi siamo esecutori,
prestatori d’opera. Tim dà l’ok e ha l’ultima
parola. Il lavoro collegiale è però un gioco
ed è quasi un esercizio di stile riuscire a co-
niugare tutto in poco tempo. Bisogna saper
tradurre e avere rapidità d’esecuzione. In
trenta secondi ci vuole reattività.
u Il ruolo dei comici non si sta dila-
tando? Ci sono comici che hanno
trasmissioni dedicate a loro dispo-
sizione. Cos’è cambiato dai suoi
tempi? O è cambiata la satira?
Qualcosa è forse cambiato nel tempo. Quan-
do facevamo riferimento a Pippo Chennedy
o a L’ottavo nano o pensando ad Arbore e ai
suoi programmi, erano varietà comici nei
quali c’erano vari attori, più l’emergente, pe-
rò era un lavoro corale. Ora ci sono trasmis-
sioni che nascono proprio intorno a un co-
mico, che si circonda di collaboratori più o
meno conosciuti. È più individuale. E non
so se è meglio o peggio, è così. Ciascuno, è
ovvio, ha l’ambizione di fare il suo pro-
gramma, prendendosi le sue responsabilità.
Nelle esperienze che ho avuto, con la Gia-
lappa’s o con Serena, con cui c’è molta co-
ralità, è di sicuro più divertente. Dà un altro
senso al lavoro. Ognuno dà il suo contribu-
to per un programma con tante sfaccettatu-
re, gusti diversi ma coniugati in un’unica li-
nea editoriale. Il difetto di programmi con Antonio Albanese, Neri Marcorè e Katia Ricciarelli
in “La seconda notte di nozze”
un solo comico solo è che vedi lui dall’ini-
zio alla fine. Rischiando di stancare.
u E la satira è cambiata? u Lei dà sempre l’idea di volersi smar- mettersi in discussione, è anche un modo per
La satira vive in ogni condizione. Finché c’è care. Nei ruoli come nell’interpre- reinterpretarsi, la via più longeva della car-
stato Berlusconi al governo il materiale era tazione, si riconosce? riera. Lo dirà il tempo. E la storia. Tutte le
inesauribile, adesso puoi sì ironizzare ma sia- Non è voluto ma di fatto è così. L’omolo- cose che faccio corrispondono a una curio-
mo in una situazione talmente di emergenza gazione mi mette molta paura. Assomigliare sità effettiva, non mi forzo. Ma non ho nem-
che alla fine Monti e i ministri stanno lavo- non è un valore. Non si rischia. Se tu sei tu, meno l’ossessione di cambiare, cambio per-
rando, bene o male, in una direzione che of- proponi te stesso. E poi c’è pure un modo ché sono portato a farlo. Sfida e crescita con-
fre meno appigli. In alternativa, c’è la satira per smarcarsi anche da se stessi… Temo l’in- tinua. Ogni cambiamento nutre tutto il re-
sociale o di costume.Vale sempre la pena. Ma casellamento, le etichette. Che ti portano ad sto. È materia in movimento. Anche se at-
ci sono stagioni più efficaci e altre meno. esaurirti. Interpretare più ruoli, cambiare, tingo sempre dallo stesso serbatoio...
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nel sito Siae all’indirizzo
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Alessandro Portelli
MIRA LA RONDONDELLA
Musica, storie e storia dei castelli romani
Squilibri
Diego Baiardi- Antonio e Guido Crepax Secondo volume della collana “I giorni can-
BONNE NUIT tati” del circolo Gianni Bosio, è l’esito di una
Egea Music Blastema quarantennale ricerca sul campo che ha in-
Un progetto che riunisce tre forme di LO STATO IN CUI SONO STATO teressato Albano, Ariccia, Genzano, Lanuvio,
espressione creativa, la musica, il disegno e la Nuvole Production/Sony Music Lariano, Marino, Rocca di Papa,Velletri, Fra-
scrittura, (Cd, libro, disegni) esplorando un Le radici dei Blastema, band forlivese in cam- scati e Grottaferrata. Il volume e i due Cd ri-
genere musicale poco presente nel panorama mino da più di dieci anni, affondano nel mi- costruiscono una memoria storica e una cul-
discografico italiano, quello della ninna nanna. glior rock. Questo Cd, nuova scommessa di tura musicale forgiate dalla vicinanza con
La raccolta dei brani composti e arrangiati Dori Ghezzi e Luvi De André, porta le illu- Roma e dal rapporto con la terra. Tra salta-
da Diego Baiardi si avvale di un team minazioni recenti verso un fulgore ruvido, relli e canti rituali, stornelli e canzoni narra-
musicale di spicco nel panorama jazzistico diretto, ma non privo di sottigliezze. I versi tive, canzonette e parodie, racconti e aned-
nazionale. Dagli strumentisti, tra gli altri possiedono la forza di una poesia scabra e an- doti, prende forma uno straordinario rac-
Stefano Bagnoli, Francesco D’Auria, Tullio tiretorica. C’è soprattutto una rabbia che ali- conto corale che restituisce il senso profon-
De Piscopo, Andrea Dulbecco, Riccardo menta i suoni e le frasi, ricordandoci quan- do delle trasformazioni che hanno investito
Fioravanti, Paolo Fresu, alle voci, Paola Folli, to l’esistenza possa essere un luogo oscuro. i Castelli Romani negli ultimi decenni. Nel-
Helena Hellwig, Albert Hera, Patrizia L’hard rock rotola verso confini di un folk l’incessante ricerca di significati in cui si muo-
Laquidara, Petra Magoni e Cristina Zavalloni. cupo e inquieto. Non avere frontiere preco- ve la memoria, la narrazione si svolge tra fi-
Nel libro che accompagna il Cd, Guido stituite: quasi un’ossessione per i Blastema. La gure emblematiche della militanza politica,
Crepax con la sua Valentina contribuiscono voce di Matteo Casadei, le chitarre di Alberto da Garibaldi a Gramsci, e immagini di un
a rappresentare questo viaggio dalla veglia al Nanni (che ha curato anche la produzione abusato pittoresco, dal vino alla “gita ai Ca-
sonno e dalla realtà al sogno. Descrivendo i artistica), le tastiere di Michele Gavelli, il bas- stelli”, soffermandosi su episodi di grande
passaggi esistenti tra realtà, fiaba, ninna nanna, so di Luca Marchi e la batteria di Daniele portata simbolica, dalle rivolte anticlericali
dormiveglia e sogno, e analizzando il perché Gambi volutamente non procedono all’uni- di fine Ottocento fino alla Resistenza. Con
vengono utilizzate determinate parole nelle sono, ma approfondiscono assieme un tra- i saggi di Ugo Mancini, Lidia Piccioni e
canzoni, i testi di Antonio Crepax rafforzano gitto denso di pensieri e racconti, rifinendo Omerita Ranalli e un ricco apparato foto-
il legame tra musica e immagini. un album ricchissimo di suggestioni. grafico, a cura di Franco Portelli.
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Massimo Lolli
LE CINQUE REGOLE
DEL CORTEGGIAMENTO
Mondadori
Manager di una grande multinazionale, Mas-
simo Lolli è anche scrittore, sceneggiatore ed
esperto di humanistic management (su You-
tube si trovano delle sue lezioni davvero di-
vertenti). In questo suo nuovo romanzo ab-
bandona però la vita aziendale, l’outsourcing, Leitmotiv Twoas4
l’esternalizzazione della produzione e altri am- A TREMULA TERRA AUDREY IN PAIN ENGLISH
mennicoli da workalcoholic per parlare del Pelagonia Dischi Autoproduzione
Veneto (dove vive e lavora) e riandare alla sua È il terzo album del gruppo pugliese Leit- È il disco di esordio di questo gruppo che van-
adolescenza napoletana, tra legge dello scoz- motiv, una conferma della capacità di in- ta la produzione artistica di Paolo Mauri. Il la-
zetto e perfetti imitatori di Sandro Ciotti, let- trecciare stili e culture provenienti da ogni voro della band toscana è un progetto ambi-
tere d’acchiappo e Società dei Promettenti Fal- parte del mondo in una formula musicale zioso e originale che contiene anche una rac-
liti, beata innocenza e personaggi da night club. eccentrica e unica. In dialetto pugliese “A colta di appunti e illustrazioni, in un proget-
Tutto ruota intorno alle cinque regole del cor- tremula terra” vuol dire “senza tregua” co- to che si unisce alle canzoni, preparando
teggiamento, analizzate e distillate alla stregua me i componenti del gruppo che si sono un’unica narrazione. L’intero disco è stato re-
di un Will Smith in Hitch, con un vero talen- lanciati a capofitto nella composizione dei gistrato in presa diretta fino a dare vita a un
to per il dialogo (inevitabile frutto delle sue brani musicali fino a riuscire a realizzare “live concept album”. Oscar Corsetti, voce e
quotidiane frequentazioni) sbozzando Bertil- questo Cd che evidenzia la vitalità dei mu- chitarra della band, oltre a comporre le can-
la e Maria Cira, boara e professoressa, con una sicisti. Il sound appare rinnovato, senza fron- zoni le ha completate con racconti e illustra-
coorte di incerte mezzecalze, mariti insoddi- zoli, con un piglio folk-rock prevalente e la zioni su tela e carboncino, una per ogni bra-
sfatti, fragili antieroi simboleggiati dal teena- consueta sezione ritmica. All’atmosfera so- no dell’album. Musica e testi sono pensati co-
ger Matteo alla prese con l’inevitabile prima nora del Mediterraneo con influssi africani me diapositive di emozioni e vissuti, legate al-
sfida di un giovane uomo, il primo amore.“Un si mescolano elementi sintetici, elettronici l’idea del flash up o flash back con forti con-
romanzo insieme comico e sentimentale su più europei. Al centro dei testi un’umanità trasti, quasi in bianco e nero. Parole cantate e
come eravamo e su cosa siamo diventati, è un sedotta, sconfitta, a volte illuminata nel con- urlate in un italiano variegato e multiforme
intreccio di rimpianti mai sopiti e di vitalismi troverso profondo sud. Nuda come la terra oppure in un pain english dalla pronuncia e
mai spenti, è una storia di uomini da sempre è la curiosità del gruppo di trovare un mo- sintassi doloranti e zoppe, deformate da un’iro-
morti e di donne per sempre vive”. do per coltivare i sogni. nia che annulla le convenzioni formali.
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Ombretta de Biase
Marco Righetti TEATRO, da ‘Ho amato Oblomov’
SOLE NERO a ‘Le streghe di Dio’ Ada Montellanico
Leone Editore (Editoria&Spettacolo) SUONO DI DONNA
Fin dalle prime pagine questo romanzo Due volumi di testi teatrali mettono in lu- Egea Music
sfugge a definizioni. Forse noir a sfondo ce vent’anni di drammaturgia. L‘autrice è È un album che esprime la forza delle idee
scientifico-sociale, romanzo etnografico con impegnata sul duplice fronte dei sentimen- nell’universo poetico femminile. Ne è pro-
derive sentimentali e implicazioni inquie- ti e della Storia. A partire da “Ho amato tagonista Ada Montellanico, una delle più im-
tanti. È ambientato nel 2022, un futuro Oblomov” in cui i piani della rappresenta- portanti autrici e cantanti del jazz italiano, al-
prossimo e già incardinato nell’oggi con i zione si sdoppiano fra realtà letteraria-reale la guida di una formazione dagli originali im-
suoi problemi di approvvigionamento ener- e realtà attuale-fantasmatica, proseguendo pasti timbrici: tromba, basso tuba, trombone,
getico, gli investimenti nelle centrali solari, con “La principessa Tumistufi” e così via, per clarinetto basso, chitarra, contrabbasso e bat-
gli interessi delle compagnie petrolifere, i quasi venti testi che De Biase ha scritto con teria. È una tessitura trasparente ed ariosa nel-
l’emergenza della fame nel Sahel. La vicen- coerenza tematica e chiarezza linguistica. Il la quale vengono sapientemente disposti i
da si fraziona in due storie parallele; la prin- filo di ironia non abbandona mai la scrittu- molteplici impasti timbrici di un organico di
cipale si sposta nel Sahara ma non è scolle- ra di De Biase, che nel secondo volume rac- valore assoluto. La vocalist affronta in modo
gata dall’altra. Il libro offre paesaggi, passag- coglie i testi di più aperta intonazione sto- obliquo i vari orizzonti espressivi omaggiati
gi lirici, rievocazioni, presagi, fantasmi e nel- rica o di reinterpretazione storica in chiave per svilupparli sia sul piano ritmico che su
lo stesso tempo argomenti di piena attuali- attuale. La raccolta assume anche il valore di quello melodico. È un progetto trasversale,
tà. E l’eversione di un omicidio non è che una volontà saggistica per spiegare razional- che unisce mondi diversi e compositrici del
l’atto breve di una tragedia ben più vasta. La mente e per far rivivere emotivamente mo- calibro di Carla Bley, Joni Mitchell, Bjork,
poesia stende un tappeto alla prosa ma so- menti di epoche trascorse. In questa dimen- Maria Schneider e la stessa Montellanico.
lo per renderla più drammatica. I colpi di sione, che dalla storia va al proprio perso- Emerge così un variegato songbook in cui si
scena contribuiscono a destabilizzare cer- nale sentire, si pongono le due pièces che fondono improvvisazione e interpretazione,
tezze, i protagonisti sono soggetti a muta- completano il volume, “Simone Weil” e “La per porre l’accento su un percorso sonoro av-
zione, vittime consapevoli e no di un cam- guerra di Lina”. Conclude la raccolta con vincente costruito con eleganza e attenzione
biamento epocale. genuina allegria “La mia Argentina”. ai contrasti.
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Complimenti a...
ANNA MARIA TARANTOLA RIZ ORTOLANI MAURIZIO SCAPARRO
È stata nominata presidente della Rai, su Ha festeggiato 50 anni di carriera e di co- Il regista, critico e direttore di festival, ha
indicazione del presidente del Consiglio lonne sonore di prestigio a Berlino, nel me- ricevuto il Premio Speciale Le Maschere
Mario Monti. Ex Vice Direttore Generale se di luglio. Su invito della Karl May Fil- del Teatro Italiano, per la carriera al tea-
della Banca d’Italia. Si è laureata in Eco- me, la società del produttore Artur Braner, tro San Carlo il 6 settembre, nella serata
nomia e Commercio nel 1969 all’Univer- che celebrava La battaglia di Fort Apa- di gala organizzata dal Napoli Teatro Fe-
sità Cattolica del Sacro Cuore di Milano, che, la coproduzione italo/franco/tedesca stival Italia. Un riconoscimento per cele-
due anni dopo è stata assunta nell’istitu- del 1964, uno dei primi western europei, brare le sue ottanta primavere, festeg-
to di Via Nazionale, a Roma, dove ha diretto da Hugo Fregonese con la musica giate portando in giro il suo nuovo spet-
svolto numerosi incarichi sia in Italia che del maestro pesarese. tacolo Viviani Varietà e preparando La
all’estero. coscienza di Zeno, che debutterà a Mila-
no a gennaio.
www.rizortolani.com

Foto Francesco Squeglia/Archivio Ntf

Foto Fabrizio De Blasio


Detlef Holz

GIULIO RAPETTI MOGOL


La giuria del Premio Dessì gli ha asse-
gnato un Premio Speciale per segnalare
“chi per la musica, sua e degli altri, tan-
to ha fatto, con la capacità, l’impegno,
la serietà del grande professionista”. Per- VERDIANA BIXIO
ché “in un paese come l’Italia, dove, di- È stata nominata presidente e ammini-
PIETRO BORAGINA versamente dalla Francia, è sempre sta- stratore delegato della Publispei, la so-
Il suo libro Vita di Giorgio Labò, edito da ta sporadica (praticamente inesistente) cietà televisiva (fondata dal padre Carlo,
Aragno, ha vinto il Premio Giacomo Mat- la collaborazione dei poeti con la musi- scomparso il 2 febbraio 2011) dove ha fat-
teotti 2012. La premiazione avverrà a Ro- ca popolare, Mogol è intervenuto a col- to una lunga gavetta. Nel nuovo consi-
ma il 17 ottobre prossimo, a Palazzo Chi- mare un vuoto con la sua fondamentale glio d’amministrazione è entrato Mauro
gi. Inoltre il libro, finalista al Premio e inconfondibile opera di modernizzazio- Miccio, esperto di comunicazione. Al via
Viareggio, è pure in finale al Premio Gio- ne (..). È riuscito insomma con rara mae- la produzione delll’ottava edizione di Il
vanni Comisso, sezione biografia, la cui stria a realizzare la difficile coesistenza di medico in famiglia mentre l’altro grande
proclamazione avverrà il primo dicem- livello artistico e popolarità, cultura e pos- successo, Tutti pazzi per amore, invece vi-
bre a Treviso. sibilità di comunicazione”. ve una pausa di riflessione.
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CINEMA FESTIVAL DI VENEZIA La 69esima edizione della Mostra
Cinematografica di Venezia si è
Una mostra di sobrietà aperta con The reluctant
fundamentalist di Mira Nair, film
di Mimmo Rafele tragicamente attuale con le tensioni
armate che agitano Pakistan e
Afghanistan. E ha premiato col
Leone d’oro, Pietà, del coreano Kim
Ki-Duk, una storia di sentimenti
estremi in un’atmosfera intrisa di
violenza.

V enezia, si cambia. Dopo molti (trop-


pi?) anni di gestione Muller, debutta
(anzi, per la verità, ritorna) a dirigere
la Mostra Alberto Barbera. Cosa è cambiato? A
ben pochi. Il lato positivo da sottolineare è che,
anche in questo, Barbera, dando una sua im-
pronta alla rassegna, ha puntato più sulla quali-
tà che sulla quantità e il divismo. I Festival, al-
dichiarato Ken Loach perché i suoi film “po-
sano lo sguardo sugli ultimi, sui precari della
vita, sull’umanità di serie B”. Più alto, invece,
il livello medio dei film, sia quelli in concorso
prima vista poco o niente. La Mostra è sempre meno i più importanti, sono diventati ormai che quelli delle sezioni collaterali. Qui forse
lì, nel vecchio palazzo del Cinema, ogni anno come le squadre di calcio, i direttori, come gli Barbera non ha avuto abbastanza coraggio: un
impacchettato in modo diverso, ma ogni anno allenatori, vengono ingaggiati in base alla loro film come L’intervallo, di Leonardo Di Costanzo,
un po’ più vecchiotto. Il nuovo grande palazzo abilità nel portare film importanti, registi im- grande documentarista della scuola di Jean
è un bel sogno e tale resterà. Stessa coreografia: portanti, cast importanti. Questo determina il Rouch, meritava il concorso. Definito da Pao-
il tappeto rosso (ostinatamente chiamato red car- ‘valore’ della singola rassegna, la rende più o me- lo Mereghetti “un capolavoro”, questo picco-
pet, ma c’è poco da stupirsi nel paese che chia- no visibile per i media e più o meno appetibi- lo film, su due ragazzini sequestrati in un ma-
ma la differenza ‘spread’ e la revisione dei con- le per gli sponsor. gazzino, dice sui meccanismi profondi della ca-
ti ‘spending review’…), stesse cerimonie ritua- Ma torniamo a Venezia. Sobrietà e qualità, di- morra più di Gomorra libro e film messi insie-
li: il photo call (aridaje, dicono a Roma…), la cevo. Meno iperboliche le conferenze stampa me (e non è solo la mia opinione). Niente di
richiesta di autografi da parte dei fans urlanti di presentazione, meno inutilmente gossip-di- nuovo sul fronte dei film italiani in competi-
assiepati dietro le transenne. C’è da dire che i pendente il parterre degli invitati (quest’anno zione. Anche quest’anno, succede dall’ormai
fans erano parecchi meno degli anni passati (i non si sono visti personaggi come la D’Adda- lontano ’98 in cui Gianni Amelio, Ettore Sco-
maligni hanno detto che a volte c’era più gen- rio o Fabrizio Corona). Perfino un premio po- la presidente della Giuria, vinse il Leone d’Oro
te davanti che dietro le transenne…), forse an- liticamente scorretto, come quello, intitolato al con Così ridevano, si è ripetuto il consueto psi-
che perché di divi riconoscibili da supplicare grande Bresson, consegnato da Monsignor Mo- codramma nazionale: grandi speranze, grandi
per una foto insieme col telefonino ce n’erano raglia, Patriarca di Venezia, al comunista e ateo applausi alle proiezioni, grande delusione al
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momento della premiazione. Insomma, come Una scena di “Pietà” di Kim Ki-duk (Corea del Sud)-leone d’oro per il miglior film.
intitolò la sua trasmissione da Venezia il gran- Nella pagina precedente la famiglia Ciraulo protagonista di “È stato il figlio” di Daniele Ciprì

de Marzullo: è degna l’Italia di vincere un Leo-


ne? Sembra proprio di no, anche se la doman-
da è evidentemente mal posta: i Leoni non si
vincono per ‘dignità nazionale’… Quest’anno
però la delusione è stata particolarmente co-
cente, tanto da scatenare una levata di scudi un
po’ eccessiva: Bellocchio proclama che non par-
teciperà mai più al concorso di un Festival,
Matteo Garrone, giurato italiano accusato di
non essere riuscito a imporlo fra i premiati, che
non farà mai più il giurato in vita sua (!). Nel
merito, la mia opinione è la seguente. Bella ad-
dormentata è un tipico film di Bellocchio: di-
scontinuo, bivalente, con sprazzi di cinema su-
blime alternati a momenti decisamente me-
no felici. Il regista piacentino resta comunque
uno dei pochi autori (l’unico?) capaci di rac-
contare il presente (e il passato prossimo) del
nostro disgraziato paese in modo mai banale
e/o provinciale. È stato il figlio di Daniele Ci-
prì, altro italiano in gara, mostra tutto il ta-
lento, direi il virtuosismo, del suo autore, con
una messa in scena grottesca eppure raffina-
tissima. Il suo limite è, forse, mettere tutto
questo al servizio di un cinema ‘etnico’, che
fatica a diventare metafora universale. Il film
Francesca Riso e Alessio Gallo protagonisti de “L’intervallo” di Leonardo di Costanzo
di Francesca Comencini Un giorno speciale non
sono riuscito a vederlo. Qualcuno (Curzio
Maltese di “Repubblica”) ha detto che sa- mostra a chi è venuto dopo di lui di essere an- Kim Ki-Duk.Anche lui maneggia nei suoi film
rebbe una magnifica fiction, ovvero un pro- cora in gamba. Un po’ come lui, Kitano, che sentimenti estremi (odio, vendetta), messi in sce-
dotto più televisivo che degno di stare in una prova a dimostrare di essere ancora cinemato- na con straordinario rigore visivo e, finora, con
Mostra del cinema. Aspetto l’uscita in sala per graficamente vivo, maneggiando gli ingredien- leggerezza. In Pietà restano il rigore e la bellez-
capire se ha ragione. ti di sempre: sangue a fiumi, mignoli amputati, za visiva (che gli sono valsi il Leone), ma appe-
Veniamo alla rassegna. Barbera ha avuto il me- botte da orbi. Un tempo ne venivano fuori pie- santiti da una sorta di retorica, un po’ mecca-
rito di aggiudicarsi in prima mondiale gli ulti- tanze prelibate, oggi il tutto è piuttosto im- nica, della violenza. C’era di meglio? A mio pa-
mi film di autori ormai consacrati.Anche trop- mangiabile. Dicasi più o meno lo stesso per To rere sì. Almeno altri due film avrebbero meri-
po, forse, nel senso che molti dei film di gran- the wonder di Terrence Malick, mostro sacro, pal- tato di più. Thy Womb, del filippino Brillante
di registi presenti risentono di una certa stan- ma d’oro a Cannes con L’albero della vita, che a Mendoza, che racconta mirabilmente la sua ter-
chezza, di una felicità creativa appannata, este- Venezia ottiene invece lo sgradevole record di ra attraverso una parabola triste e commoven-
nuata. Insomma, hanno detto i soliti cattivi, una fischi e boati. Anche The Master, di P.T. Ander- te. E Après Mai, del francese Olivier Assayas, che
passerella di maestri da mandare in pensione. È son, filmone che adombra le malefatte di ‘Scien- ha la temerarietà di affrontare per l’ennesima
il caso di Takeshi Kitano, Leone d’Oro 1997 col tology’, è nettamente inferiore al resto della fil- volta il ’68 e dintorni, il ‘come eravamo’ di quel-
geniale Hana bi, autore di culto che è andato mografia del suo regista, per non parlare dell’ex la generazione (la mia) che, come dicono i suoi
via spegnendosi.Torna al Lido con Outrage be- (a mio parere) più grande di tutti, Brian De Pal- detrattori, ha fatto la rivoluzione “col culo al
yond, film di ‘yakuza’, la mafia giapponese, il cui ma, che si è presentato con un film, Passion, caldo”. Assayas riesce a raccontarlo, cogliendo-
spunto potrebbe essere autobiografico: un vec- semplicemente esangue. E questo vale anche, ne i chiaroscuri e le sfumature. Peccato che la
chio capo mafia creduto morto ricompare e in parte, per il Leone d’oro, Pietà, del coreano Giuria non se ne sia accorta…
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VENEZIA GIORNATE DEGLI AUTORI Il Premio Siae-Silvio d’Amico a sei
giovani autori e registi. Il film
Chiacchierando collettivo “6 sull’autobus”, risultato
del laboratorio di regia e

sull’autobus sceneggiatura, con le storie dei


passeggeri sul mezzo di trasporto.
di Daniela d’Isa

A ccolto da un caloroso successo in una


sala Volpi gremita, nell’ambito delle
“Giornate degli Autori”, è stato pro-
iettato al Lido il film collettivo 6 sull’autobus.
Il film è il risultato- eccellente- del laborato-
rio di regia cinematografica diretto da Sergio
Rubini e del laboratorio di sceneggiatura a
cura dello stesso Rubini e Ugo Chiti. Scritto umana” di Irene Di Lelio. Solo il pestaggio di detto rivolto ai giovani autori presenti- mi è
e diretto da sei giovani allievi dell’Accademia tre teppisti farà decidere l’uomo, preso da una sembrato ben confezionato, un ottimo lavoro,
Nazionale Silvio d’Amico ha costituito l’edi- crisi umana, all’azione. C’è poi “Unghie”, scrit- ben recitato.Vorrei però dirvi che la scelta dei
zione di quest’anno del “Premio Siae-Silvio to e diretto da Emiliano Russo e “Sagomato- temi non è stata molto originale”. Decisa e
d’Amico”, permettendo così ai sei giovani au- re” di Giacomo Bisordi. appassionata la reazione dei registi, a comin-
tori di presentare al pubblico della Mostra i Giorgio Gosetti delegato generale delle Gior- ciare dal toscano Giacomo Bisordi, (di Lucca,
loro lavori interpretati anche da attori affer- nate e Andrea Purgatori, in rappresentanza de- ventisette anni) che ha in effetti scritto e di-
mati. È una lunga giornata che vede tante sto- gli autori di cinema della Siae, hanno raccon- retto il corto veramente più originale, “Sago-
rie diverse di passeggeri di un vecchio auto- tato il senso dell’iniziativa fortemente voluta da matore”, nel quale ha immaginato un futuro
bus in giro per Roma: c’è la signora (inter- Gaetano Blandini, direttore generale della Siae, dove l’Unione europea non esiste più, le fron-
pretata da Maria Paiato in La busta di Rita De che ha mandato il suo saluto e il suo in bocca tiere sono chiuse e un gruppo di dirottatori
Donato), che accusa ingiustamente una don- al lupo (e quello del commissario straordinario prende in ostaggio tutti i passeggeri dell’au-
na di colore di averle rubato la borsa della spe- Gian Luigi Rondi) ai giovani registi, puntua- tobus con meta Berlino, sogno di ogni ideale
sa, c’è il giovane innamorato (Giorgio Gallo lizzando come la Siae sia vicina alla creatività di libertà: “Io sono in ansia per la situazione
in Matrimonio d’arresto di Antonio Ligas), che degli autori. Un concetto che ha ribadito An- politica ed economica del mio Paese e con il
scende precipitosamente buttando i fiori pre- drea Purgatori:“Investire sulla cultura e sul ci- mio corto ho creduto di esternare questo mio
parati per un incontro, dopo aver ascoltato suo nema è strategico in un Paese come il nostro stato d’animo”.“Siamo allievi di una scuola di
malgrado dialoghi di mogli tradite (Marghe- che ha fortemente tagliato i fondi”: Lorenzo teatro e ci siamo trovati a dirigere dei film- ha
rita Buy e Manuela Mandracchia), di vedove Salveti, direttore dell’accademia, ha ricordato aggiunto Antonio Ligas (32 anni, di Sassari)-
non proprio inconsolabili (Simona Marchini come l’amore per il cinema c’è sempre stato, è stato come correre in formula uno, capisco
e Caterina Sylos Labini) e di un barbone ri- tant’è che la prima allieva diplomata alla Silvio che il mio tema appaia misogino, ma non mi
dotto così da un matrimonio fallito (Pino d’Amico si chiamava proprio Anna Magnani. sembra che le unioni e gli amori vadano poi
Quartullo). Claudio Bigagli è invece un uo- Nel pomeriggio si è svolto un animato wor- così bene”. Ha riportato il sorriso Emiliano
mo disperato che ha perso il lavoro e dall’au- kshop coordinato da Andrea Purgatori, che Russo (ventiseienne di Cori), affermando che
tobus non scende mai nel corto di Simone dopo aver ricordato la “polemica sterile e in- “Per tutti noi essere qui a Venezia, pur fre-
Dante Antonelli dal titolo In buono stato e Lui- giusta” che spesso viene fatta contro il diritto quentato il corso allievi dell’accademia e in-
gi Lo Cascio è un impiegato di banca che, esa- d’autore, uno dei fondamenti che garantisco- vece essere chiamati registi, è già una festa. Io
sperato, sta escogitando un colpo insieme ad no la libertà creativa ed espressiva, ha subito considero questa esperienza un bellissimo ca-
uno scaltro amico (Sergio Rubini) in “Crisi lanciato una provocazione: “Il vostro film- ha pitolo dei mio percorso didattico”.
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VIVA • IN BREVE

DELEGAZIONE AZERA IN VISITA Biagio Antonacci, Claudio Baglioni, Elisa, inizio il ciclo di incontri sui percorsi creati-
Il 18 settembre a Roma, presso la sede della Tiziano Ferro, Giorgia, Lorenzo Jovanotti, vi che, nel corso di quattro appuntamenti,
Direzione generale, si è tenuto l’incontro tra Ligabue, Litfiba, Fiorella Mannoia, i Negra- intende far incontrare e confrontare gli au-
alcuni rappresentanti della Copyright Agen- maro, i Nomadi, Renato Zero e Zucchero tori delle diverse espressioni artistiche: let-
cy della Repubblica di Azerbaijan e la Siae e l’ospite straniero Jeff Beck duettando sui teratura, musica, teatro, cinema, arti figura-
(foto in basso). La delegazione azera era com- rispettivi cavalli di battaglia e proponendo tive. Gli incontri hanno, infatti, l’obiettivo,
posta da Fuad Karimov, leader del Progetto canzoni molto amate dal pubblico come “A di fare interagire le diverse esperienze di ela-
e Capo dell’Apparato della Copyright Agen- muso duro” di Pierangelo Bertoli, eseguita borazione intellettuale, attraverso un reper-
cy; Kaman Abilhasanov, Capo dell’Ufficio in maniera corale da tutti gli interpreti. En- torio di risorse creative il più ampio possi-
Registrazione; Sohran Nurmammadov, Ca- tro Natale uscirà il Dvd del concerto i cui bile, con un notevole riscontro di pubblico,
po del settore informatico; Ioannis Kikkis, proventi si aggiungeranno a quelli già rac- con adesioni del mondo della cultura e con
Consigliere residente del progetto di gemel- colti per la ricostruzione di una o più scuo- la partecipazione di molti autori, tra cui il
laggio Eu/Azerbaijan e dall’assistente lingui- le delle zone terremotate. Anche la Siae ha maestro Roberto De Simone, Francesco
stica Nigar Kirimova, ed è stata ricevuta da partecipato con un proprio contributo alla Paolantoni, Gino Rivieccio, Lucia Cassini,
Paolo Agoglia, direttore dell’Ufficio Legisla- raccolta fondi e riconoscerà uno specifico Francesco Caccavale. Nel primo incontro,
tivo; Luigi Cecere, direttore della Sezione abbuono sugli importi di diritto d’autore Cristina Donadio ha letto un testo di Paola
Olaf; Simona Porzia, direttore dell’Ufficio tu- inerenti il concerto. Alla manifestazione era Riccora, la scrittrice e autrice teatrale, com-
tela repertorio all’estero; Carlo Jurgens dei presente il Vicedirettore generale della Siae, pagna di vita di Capriolo, che donò la Bi-
Servizi Antipirateria della Siae e successiva- Sabina Riccardelli. L’utilizzo dei fondi rac- blioteca alla Siae e per l’occasione erano pre-
mente da Giuseppe Farina, direttore della Se- colti dalla Onlus Italia Loves Emilia appo- senti le figlie di Capriolo.
de Siae di Roma. L’incontro si è tenuto nel- sitamente istituita sarà certificato da un re- L’incontro è stato introdotto dal Direttore
l’ambito di un progetto di studio in coope- visore dei conti e documentato sul sito della Sede Siae di Napoli, Filippo Gagliano
razione con l’Unione Europea riguardante www.italialovesemilia.it ed è, poi, proseguito con gli interventi di Na-
la legislazione in materia di antipirateria e, tale Antonio Rossi, in rappresentanza della
per alcuni aspetti, di reprografia e copia pri- INCONTRI CON L’AUTORE Federazione Unitaria Italiana Scrittori; men-
vata. Sono state esaminate le modalità appli- ALLA SIAE DI NAPOLI tre i lavori sono stati coordinati da Antonio
cative della legislazione italiana, le funzioni Giovedì 20 settembre, nella Biblioteca Ca- Filippetti, responsabile per il Mezzogiorno
della Siae e l’attività di antipirateria con un priolo della Sede Siae di Napoli, ha avuto dell’Unione Nazionale Scrittori e Artisti.
focus particolare sulle attività operative col-
Foto G. Ziliotto
legate al contrassegno per i supporti fisici.

A MUSO DURO PER L’EMILIA


Si è tenuto il 22 settembre di fronte a più
di 150mila spettatori il grande concerto dei
big della musica italiana “Italia Loves Emi-
lia” a sostegno delle popolazioni dell’Emi-
lia devastata dal terremoto. L’evento è stato
trasmesso a reti unificate da un network di
radio che ha preso il nome di “Radio Lo-
ves Emilia” e in diretta televisiva su Sky.
Quattro ore di musica dal vivo durante le
quali si sono avvicendati sul palco di Cam-
povolo (Reggio Emilia) 13 artisti italiani,
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CULTURA POLEMICHE Nella società di massa il cittadino,
contribuente o consumatore che sia,
Un reato di deve sottostare a una serie di
vessazioni, causate da procedure

lesa intelligenza amministrative granitiche e


insensate.
di Valerio Magrelli

D ifficilmente potrò dimenticare il


vertiginoso abisso di idiozia cui
per un certo tempo una grande
azienda pubblica mi espose, insieme a chis-
scherzo, come molti credettero. Si trattava
di una vera autocertificazione, in cui il sog-
getto dichiarava di non essere affiliato ad
alcuna cosca.
mesi. Ogni sei mesi! Così, nelle poste ro-
mane, si cominciò a diffondere una nuova
tipologia di cliente. Apparentemente iden-
tico a tutti quanti gli altri, costui, in realtà,
sà quanti altri, per avviare una semplice col- A coronare un simile delirio, gli uffici com- si accostava agli sportelli niente di meno
laborazione. Da un giorno all’altro, infatti, petenti richiedevano la registrazione del te- che per ottenere regolare certificazione del-
noi sventurati scoprimmo di dover pre- sto. Ma non è tutto: l’acume del demiurgo, la sua totale (ancorché, si badi bene, “tem-
sentare, pena la sospensione del contratto, si spingeva fino ad esigere che la grottesca poranea”) estraneità all’universo del crimi-
un “certificato anti-mafia”. Non era uno liturgia si ripetesse inesorabilmente ogni sei ne organizzato.

VIVAVERDI 3/2012
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Non ci sono parole per definire una simi-
le richiesta, dannosa (per i suoi costi eco-
nomici e sociali), insensata (dato che nes-
suna mafia ha mai approntato un albo de-
gli iscritti) e inutile (posto che il suo idea-
tore non ne ricavò alcun guadagno). Il ter-
mine più adatto per un fatto del genere, è
quello di reato: un reato di lesa intelligen-
za. Avrei dovuto denunciare quell’ammini-
strazione per molestie. Molestie sono infatti
richieste tanto degradanti da ferire qualsia-
si mente, non dico umana, ma addirittura
animale.
Ebbene, se ho voluto riprendere questa vec-
chia storia (che resi nota a suo tempo senza
che sollevasse alcuna reazione), è perché con-
tinuo ad imbattermi in soprusi del genere, al-
la faccia della cosiddetta “semplificazione bu-
rocratica”. Nel giro di pochi decenni, una
nuova figura è comparsa nelle società avanza-
te, assumendo su di sé il ruolo di vittima, schia-
vo, capro espiatorio. Alla leggendaria imma- Dunque, bisogna arrendersi a questo sac- singolo, in termini di sostanza oltre che di
gine otto-novecentesca del proletario, si è via cheggio di Stato. I numerosi casi di ordina- immagine. Un filo si recide, e da quel filo di-
via sostituita quella sfumata, pallida e post-mo- rio malservizio, continuano a scivolare sot- pende la tenuta del tessuto sociale.
derna del contribuente, certo assai meno eroi- to l’occhio delle autorità senza destare al- Come già dissi ai tempi del famigerato cer-
ca, ma forse non meno asservita. Se i due sog- cuna preoccupazione. Eppure, siamo di tificato antimafia, siamo di fronte a picco-
getti non sono paragonabili quanto a soffe- fronte a vessazioni gravissime, che confer- le mancanze, se paragonate a tante altre che
renze, va detto che anche il secondo, nella sua mano la persistenza di un atteggiamento ci circondano. Ma il vero pericolo che es-
prostrazione e solitudine, tradisce un dolore inaccettabile in una qualsiasi società demo- se nascondono, risiede nella nostra acquie-
reale. Insomma sembra lecito suggerire l’esi- cratica. Perché questa assuefazione alla vio- scenza. Bisognerebbe ripristinare una cor-
stenza di una linea genealogica che unisce lo lenza? Perché questa incapacità di percepi- retta grammatica della coabitazione, basata
sfruttamento nelle miniere di carbone alla de- re lo spudorato spirito predatorio racchiu- sul rispetto dell’individuo. Il contribuente
gradante dipendenza amministrativa in cui so all’interno di anonime procedure am- non può più essere abbandonato alla mer-
giacciono i cittadini delle società di massa. ministrative? Perché la persistente impuni- cé di chi ne offende la dignità. Quanto tem-
Chiunque abbia avuto a che fare con una tà di chi colpisce impunemente tanta par- po servirà perché queste semplici nozioni
contravvenzione ingiusta o una sanzione te della società civile? penetrino fino negli oscuri recessi mentali
legata ai servizi pubblici, conosce bene il Non occorre ricostruire le ragioni storiche dei responsabili?
peso di questa autentica tirannia, davanti a che hanno portato molti cittadini italiani a Forse c’è un’unica strada da seguire: corsi
cui le associazioni in difesa del cittadino o perdere tragicamente il senso stesso dei pro- forzati di riabilitazione civica. A meno di
del consumatore nulla o ben poco posso- pri diritti. Sarebbe sufficiente comprendere, non voler accettare la nera profezia situa-
no. Cosa pensate accada, per esempio, sba- afferrare, tutelare, alcuni elementari princi- zionista pronunciata da Raul Veneigem nel
gliando il codice di pagamento dell’IMU, pi di decenza antropologica. In troppi casi, suo amaro Trattato del saper vivere ad uso del-
così che la somma giunga a un comune di- ad esempio, l’esazione dei tributi è ancora le giovani generazioni, tradotto qualche anno
verso da quello di competenza? Credete concepita come una punizione, e come tale fa, e certo non per caso, dalle edizioni Ma-
forse che, chiarito il caso, l’uno la passi al- esercitata dalle autorità ad essa preposte. Per latempora. Prede di una burocrazia totali-
l’altro? Niente affatto. Starà a voi pagarla questo, appare normale il fatto che, invece di taria e senza più alcun freno, vivremo solo
una seconda volta, per poi avviare una lun- facilitare l’atto del versamento, lo si renda una vita di tempi morti, gesti ripetitivi, in-
ghissima azione per il recupero di quanto complesso, odioso, iniquo. Enorme è il dan- combenze e soprusi: “Un intermondo di
già versato. no così arrecato allo Stato più ancora che al rabbia e di dolore”.
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INTERNET TREND EVOLUTIVO Un mondo effervescente e (per ora)
ancora un po’ sommerso. Pieno di
Suoni? Buttati sul musica ma anche di entusiasmo e
partecipazione. Il mondo della

social network musicale creatività italiana in cerca di un suo


autonomo spazio sul web, meno
subalterno ai grandi provider
di Massimo Nardi d’oltreoceano. Un trend evolutivo
da seguire con attenzione anche
sotto il profilo del diritto d’autore.

Gogoyoko (www.gogoyoko.com), online mu- Cominciamo con Jamyourself (www.ja-


sic store e community di appassionati ed ar- myourself.com), un social network dedica-
tisti; ai fan è offerta la possibilità d’interagi- to esclusivamente alla musica emergente
re con i propri musicisti preferiti; nella ho- italiana. Almeno per ora; perché il proget-
me page vengono mostrati gli artisti più po- to di questa startup, stando alle dichiarazioni
polari, più “scaricati”, più ascoltati in strea- dei suoi fondatori, punta al mercato inter-
ming, e così via… nazionale. In versione beta, Jamyourself ha
Tra i social network a forte vocazione mu- già raccolto più di duemila iscritti (con una
sicale possiamo iscrivere anche una “vec- percentuale attiva del 75%) e punta a rac-
chia gloria” come MySpace.com: fondato nel coglierne 30mila nel giro di un anno.

I “guru” di Internet l’avevano previsto. 2003 da due studenti universitari, ha cono-


Dopo l’esplosione dei social network sciuto un rapido successo ed una altrettan-
generalisti (Facebook e Twitter su tut- to rapida crisi, conseguente alla concorrenza
ti), sarebbe venuto il momento dei social di Facebook. Recentemente è stato acqui-
MyChance (www.mychance.it), un social
network per gli artisti emergenti basato non
solo sulla musica ma sull’arte in generale.
Gestito da una associazione culturale, for-
network tematici. Secondo un trend evo- stato dall’attore Justin Timberlake, inten- nisce una pluralità di servizi, tra cui la pos-
lutivo dei mezzi di comunicazione di mas- zionato a rilanciarlo proprio puntando sul- sibilità di aprire un blog e di apporre una
sa già sperimentato con le televisioni. la musica, che in MySpace ha sempre avu- commento critico alle opere.
A distanza di qualche anno dall’esordio del to un largo seguito: basti dire che, solo in Neetmet (www.neetmet.com), “un nuovo
web interattivo (web 2.0), quella previsio- Italia, il social network conta più di 70mi- social network – come si legge nella home
ne diventa realtà. Una realtà che si rivela la iscritti tra gruppi, complessi e band mu- page del sito – dedicato al mondo della mu-
particolarmente interessante per il mondo sicali. sica dove poter conoscere nuove persone e
della musica. Ma ciò che, in questa sede, fa piacere os- scoprire nuovi gruppi musicali”. Tra i ser-
Il fenomeno, come sempre, è iniziato ol- servare, è che stavolta i creativi e i webma- vizi offerti: band, eventi, locali, giochi mu-
treoceano, con la nascita dei primi social ster italiani non sono stati a guardare. Anzi.
network musicali che hanno riscosso un im- Il panorama dei social network nati in Ita-
mediato successo. Qualche nome? Fandalism lia, specificamente dedicati alla musica, è
(www.fandalism.com), un social network piuttosto vivace e mostra la tendenza a fi-
per i musicisti creato da un batterista heavy delizzare gli utenti con proposte speciali-
metal, che nel giro di pochi mesi ha supe- stiche di nicchia. Proveremo a rendere con-
rato i 350mila iscritti; per partecipare a Fan- to del fenomeno, senza pretendere d’essere
dalism occorre un invito, ma le pagine so- esaustivi (e scusandoci anzi in anticipo per
no visibili anche agli utenti non registrati. qualche mancata citazione), perché la real-
Jamendo (www.jamendo.com), un jukebox tà del web muta continuamente, e le “star-
per l’ascolto di brani musicali che dichiara tup” hanno a volte una travolgente forza
una media di quattro milioni di visitatori al d’urto, a volte la vita effimera di una me-
mese, di cui 200mila nella versione italiana. teora.
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sicali, notizie ed annunci. numero degli utenti. Naturalmente, al mo-
Banca Musica Social Music (www.bancamu- mento, nessuno dei social network citati è
sica.com), un social network dedicato alla in grado di misurarsi con i più blasonati
comunità musicale italiana, che mette a di- “competitor” mondiali; le loro stesse piat-
sposizione degli iscritti un ricco database taforme informatiche sono spesso derivate
di contatti, produttori, major, etichette in- da sistemi “open source” che rivelano qual-
dipendenti ed altre informazioni utili, vol- che limite in termini di flessibilità ed effi-
te a facilitare il contatto con il mondo pro- cienza. Ma ciò che più conta è che, nel lo-
fessionale della musica. È inoltre presente ro insieme, i social network italiani dedica-
una rubrica di news relative ai concerti. ti alla musica rivelano un mondo efferve-
Circuito Musica (www.circuitomusica.it), un scente e ricco di stimoli. Un mondo inte-
portale interamente dedicato al mondo del- rattivo destinato a sviluppare la qualità del-
la musica classica.“Circuito Musica – spie- le relazioni fra il pubblico e gli artisti, in-
ga la home page – è un progetto mediati- fluenzando anche il lavoro di editori e pro-
co di recente costituzione, nato dal deside- moter.
rio di un gruppo di musicisti di rilanciare Con il tempo verranno anche i ritorni eco-
la musica classica in modo efficiente e di- nomici. Qualcosa già si muove. Tra i servi- “no copyright” che svolge una colossale
namico. Un moderno polo di promozione zi emergenti, ad esempio, è presente su In- opera di disinformazione in rete, facendo
culturale, che offre agli utenti un tramite ternet una agenzia professionale che si qua- leva sull’ingenuità degli utenti. E sottraen-
rapido e su larga scala su cui concentrare e lifica come “concessionaria di riferimento do linfa al settore della creatività artistica e
condividere la propria vita artistica”. dei maggiori siti musicali”. La mission del- culturale.
Sonorika (www.sonorika.com), un social l’agenzia è “presidiare l’area tematica mu- L’auspicio è che la presenza di numerosi si-
network dedicato all’intrattenimento con sica ed intrattenimento”. Tra i servizi of- ti autoprodotti e gestiti in prima persona
eventi, concerti, notizie, ristoranti ed al- ferti: raccolta pubblicitaria, web advertising, dagli autori e dagli artisti, o comunque da
berghi. Sulla home page del sito la voca- direct web marketing. persone sinceramente appassionate di mu-
zione pubblicitaria è immediatamente evi- Possiamo concludere questa breve esposi- sica, in grado di raggiungere fasce crescen-
dente, con la promozione di opportunità zione affermando che, ancora una volta, il ti di pubblico, possa anche contribuire alla
turistiche e locali da ballo. web si dimostra uno straordinario propul- diffusione della cultura del diritto d’autore
D’altra parte, sebbene la gestione di questi sore per la diffusione dei repertori musica- su Internet. Facendo comprendere al “po-
siti sia, per lo più, opera di appassionati che li. Una risorsa che, fino ad oggi, è stata per polo della rete” la necessità e l’importanza
v’impegnano le loro energie e il loro tem- lo più sfruttata da gruppi industriali e gran- della tutela patrimoniale e morale delle ope-
po libero, la componente economica non di provider internazionali, che hanno co- re, come espressione della creatività degli
può essere sottovalutata. Perché la manu- struito parte delle loro fortune sui conte- autori, ma anche come espressione dello
tenzione del software, le infrastrutture tec- nuti prodotti dagli autori e dagli editori, la- “spirito del tempo”. Che, esprimendosi in
nologiche e l’occupazione di banda com- sciando a questi ultimi solo le briciole. Ali- un brano musicale, ci regala emozioni de-
portano dei costi crescenti in relazione al mentando, oltretutto, la falsa ideologia del stinate ad accompagnarci per tutta la vita.

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CINEMA INTERVISTA ROBERTO FAENZA Diplomato al Centro Sperimentale,
il regista torinese Roberto Faenza
I miei film apolidi ha trovato difficoltà a lavorare in
Italia, dopo il 1978. E ha iniziato a
di Silvio Maestranzi realizzare una serie di film
ambientati per lo più all’estero e
ispirati a opere letterarie, come il
recente Un giorno tutto questo dolore ti
sarà utile.

D iplomato al Centro Sperimentale di


Cinematografia, laureato in Scien-
ze Politiche, Roberto Faenza, sce-
neggiatore e regista, ha debuttato con H2S e
Escalation nel 1968 ma dieci anni più tardi il
suo film di montaggio Forza Italia, una sati-
ra sulla politica italiana, gli creerà notevoli
problemi con la censura, nonostante un gran-
de successo di pubblico. Professionalità mol-
to singolare nel panorama del cinema italia-
no, è costretto a lavorare fuori dal nostro pae-
se, girando Cop Killer (1983), un thriller su
due poliziotti corrotti, tratto da un romanzo
di Hugh Fleetwood, The Order to Death, e Jo-
na che visse nella balena (1993), sulla tragedia
di un bambino olandese ebreo deportato in
un campo di concentramento, ispirato da An-
ni d’infanzia di Jona Oberski, premiato col
David di Donatello come miglior regista. E
anche tanti suoi lavori successivi - Sostiene
Pereira (1995), dall’omonimo romanzo di An-
tonio Tabucchi, Marianna Ucrìa (1997), dal-
l’opera di Dacia Maraini e L’amante perduto
(1999), girato dopo aver letto L’amante di
Abraham B.Yehoshua fino al recente Un gior-
no questo dolore ti sarà utile, tratto dal roman-
zo di Peter Cameron- sono ispirati dalla let-
teratura. Nel corso degli anni i suoi interes-
si hanno prodotto film assai diversi tra loro,
per tematiche e ambientazioni, che induco-
no a chiedergli il perché di tante differenti
realizzazioni.
u Il motore centrale per un regista è
la scelta. Come scegli le tue storie?
Questa domanda me la pongo anch’io spes-
Foto Jojo Whilden
so. Una volta ho letto una bellissima in-
VIVAVERDI 3/2012
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tervista di Godard a Fritz Lang che pone-
va questa stessa domanda, e Lang rispon-
deva io non le so rispondere. E Godard re-
plicava, anch’io non so perché scelgo un
progetto anziché un altro. E anch’io la pen-
so un po’ così. È come quando ci si inna-
mora, perché ci si innamora di una perso-
na anziché di un’altra? È difficile dare una
risposta. Devo dire che nel mio percorso
c’è una ragione per cui ho scelto non tan-
to singoli progetti ma dei format diversi.
Quando feci anni fa il film Forza Italia che
mi creò tanti problemi, e in sostanza mi im-
pedì di fare film in Italia perché non tro-
vavo più finanziamenti, e la Rai non mi fa-
ceva lavorare, da allora in poi dovendo cer-
care finanziamenti all’estero, ho comincia-
to a cercare storie non italiane e il modo
più semplice era di ricorrere a romanzi
scritti e ambientati altrove. Per cui dal 1978
ho fatto solo film ispirati a romanzi, com-
presi anche due italiani, e non soggetti
scritti da me come prima di Forza Italia.
Sulle singole scelte poi, mi hanno attratto
determinate storie anziché altre e ho cer-
cato di realizzarle.
u Come vanno definite: romanzi tra-
dotti fedelmente per lo schermo op-
pure spunti per un’opera autonoma?
Il rapporto tra cinema e letteratura è que-
stione annosa. Secondo me tra cinema e let-
teratura non esiste consanguineità, perché
la letteratura evoca, mentre il film che è fat-
to dagli obiettivi “mostra”. Sono due lin-
guaggi all’opposto, quindi quando si dice:
“ah! il film è troppo simile al romanzo” op-
pure lo tradisce, in realtà non bisognerebbe
andare a vedere il film avendo letto il libro, Margherita Buy e Luca Zingaretti
protagonisti del film “I giorni dell’abbandono” anno 2005
perché gli spettatori saranno sempre delusi,
perché non vedranno le cose che avevano
immaginato. Questa domanda del film trop- si trasforma in quella che nasce sul set du- C’è stata una consuetudine che ha visto re-
po o poco fedele al romanzo non capisco rante le riprese ( ecco perché lo sceneggia- gisti come Rossellini, Antonioni, Rosi, Leo-
perché non viene posta nei confronti delle tore americano segue il film anche sul set). ne, perfino Pasolini. Quindi c’è stata un po’
sceneggiature. Il critico serio dovrebbe di- La stessa cosa vale per il romanzo, secondo questa vocazione del cinema italiano di pro-
re “fammi un po’ leggere la sceneggiatura”, me il cinema non ha scrittura, il cinema lo iettarsi oltre i propri confini. Per quanto mi
ma anche lì la cosa non avrebbe senso per- scrive la cinepresa. riguarda sono convinto che lo schermo non
ché anche la sceneggiatura originale non sa- u Tra i registi italiani tu sei quello che abbia nazionalità, i film sono apolidi per lo-
rà mai simile al film. ha fatto più film all’estero. Che dif- ro natura. Io non mi sono mai trovato in dif-
E questo perché la sceneggiatura originale ficoltà hai incontrato? ficoltà con le troupe, comprese quella ame-
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Toby Regbo in “Un giorno tutto questo dolore ti sarà utile”
ultimo film di Roberto Faenza dal romanzo omonimo di Peter Cameron

ricane che sono le più dure, forse perché so- vo con gli israeliani. Ciò malgrado mi tro- ne della macchina da presa? La tua
no più elastiche rispetto alle nostre, come di- vavo a mio agio. m.d.p. segue gli attori o piuttosto li
sponibilità, compresi gli orari. u Visto che lavori spessissimo con atto- condiziona?
E per quanto riguarda l’ambito culturale, ho ri stranieri, che valore dai al dialogo? Per quello che ne so ci sono due sistemi: uno
sempre al fianco dei collaboratori del luogo, Il dialogo è il mio cruccio. Penso che i dia- è quello di chiamare sul set gli attori prima
scrittori o artisti, quindi mi sento molto pro- logisti americani sono più bravi di noi, for- di dare le luci, ecc. e decidere insieme i mo-
tetto. Sono film in cui la componente stra- se anche perché la lingua americana (non vimenti e le posizioni e poi mettere la m.d.p.
niera è molto importante. Però siccome io quella degli inglesi) è molto più pragmatica, L’altro di organizzare la scena con tutti gli
nasco come ricercatore, prima di insegnare più vicina alla realtà quotidiana, e noi tutto elementi tecnici essenziali e poi chiamare gli
all’università (è stato docente al Federal Ci- sommato abbiamo ancora una lingua lette- attori. Io sono più per questa seconda mo-
ty College di Washington poi all’università raria. Ma il vero sostegno mi viene dagli at- dalità. Quando poi arriva l’attore un po’ si
di Pisa e attualmente insegna Teoria e tecni- tori, perché l’attore di lingua inglese non modifica insieme, ma la base è già stata da-
che del linguaggio cinematografico all’Universi- metabolizza la lingua letteraria. Se gli dai una ta. Così non si corre il rischio di dare trop-
tà la Sapienza di Roma, ndr) ero ricercatore battuta letteraria, lui non la recita. La fa sua po spago all’attore, che non è mai solo e non
Cnr, ho sempre avuto una certa disponibili- cambiando la forma. Sono attori molto pre- c’è mai uno che la pensa come l’altro. Que-
tà ad ambientarmi in realtà culturali e tec- parati a intervenire sul set. Ad esempio in sta specie di gabbia che io predispongo è un
nologiche diverse. Quando ho fatto il film questo ultimo film (Someday This Pain Will modo per proteggere il film nei suoi tempi
in Israele, L’amante perduto, ho vissuto un rap- Be Useful to You) che ho girato tutto a New di ripresa. Anche perché oggi il vero assillo
porto schizofrenico con quei luoghi: ad es. York, gli attori hanno fatto proprie le battu- che ha il regista è il denaro. E siccome il de-
lunedì giravo in Israele e il giorno dopo a te, le hanno rielaborate prima di andare sul naro è legato al tempo, io non ho mai tem-
Ramallah in Palestina. Quando ero in Israe- set, si provava e si discuteva. Cosa che in Ita- po per fare una giornata come vorrei. Invi-
le ce l’avevo coi palestinesi, quando andavo lia è abbastanza rara. dio registi come Woody Allena che addirit-
in Palestina diventavo palestinese e ce l’ave- u Quale valore attribuisci alla funzio- tura possono rigirarsi un film.
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u Che ruolo ha per te il montaggio? dettare una trasformazione, diventare quasi accadrà: il pubblico giovanile va sempre me-
Oggi è molto cambiato. Ricordo sempre Ni- una seconda immagine. no al cinema e scarica molto. I giovani or-
no Baragli, veramente un genio del montag- u Montaggio a parte, le nuove tecni- mai sono abituati a ritmi frenetici, i ragaz-
gio e che io rimpiango di più. Ha smesso di che multimediali come influenze- zini non vogliono più stare fermi in una pol-
lavorare di colpo quando è arrivato il digita- ranno il cinema nel futuro? trona per due ore, e questo penso che cam-
le. Ha capito che era un’altra tecnica e non Adesso il cinema si trova in un passaggio bierà il modo di fare cinema, i tempi, le du-
gli andava di adottarla. Oggi il montaggio è epocale, dettato dal digitale e dall’avvento rate, e soprattutto la fruizione. Già oggi vo-
molto diverso: arrivi in moviola e il film vie- di internet, io penso che il cinema così co- gliono vedere tutto subito, sul proprio scher-
ne trasformato. Il computer elabora le imma- me lo conosciamo tra un po’ di anni non mo se non sul telefonino. E anche in que-
gini, ne aggiunge, gli effetti li vedi subito. esisterà più. Sarà diverso il formato, il mo- sto gli americani sono più avanti tant’è che
Il montaggio è quasi una seconda ripresa, do di realizzarlo, la fruizione, e in questo gli il cosiddetto film “on demand” da loro sta
non parliamo degli americani che fanno i americani, ahimé, sono molto più avanti di diventando una regola.
film quasi solo in montaggio: Avatar è un noi. E si trasformerà anche il racconto e an- Oggi la tecnologia è individuale; da una par-
film finto, fatto tutto con la tecnologia, con che il fatto dell’interattività del pubblico che te finge di essere sociale (social network), ma
cento cineprese e poi costruito tutto in mon- partecipa, creerà cambiamenti imprevedibi- la realtà è un’altra: la nuova tecnologia è uno
taggio. Noi oggi in Italia siamo ancora le- li. Oggi il vuoto delle sale ci dice che i film che si connette agli altri, ma non insieme agli
gati a un montaggio quasi “tribale”, ma in più belli non vengono visti, il grande pub- altri, bensì singolarmente. Il cinema che for-
futuro ci sarà un secondo modo di fare le ri- blico va a vedere solo i film comici o quel- se non si dovrebbe nemmeno chiamare più
prese. Comunque già quello che succede og- li con grandi effetti spettacolari, non solo da cinema, verrà fruito attraverso questi nuovi
gi col montaggio digitale è molto interes- noi, ma forse qui più che altrove in Europa. strumenti e le poche sale resteranno solo per
sante perché l’immagine che hai girato può Noi siamo una spia luminosa di quello che i grandi eventi.

Alessandro Preziosi e Lando Buzzanca in una scena di “I vicerè” del 2007


ambientato negli ultimi anni della dominazione borbonica in Sicilia, dal romanzo di Federico De Roberto.
Foto Claudio Iannone

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MUSICA INTERVISTA Premiato al festival di Spoleto dalla
Siae, Alessandro Mannarino,
Lupo Mannarino, baffi,cappello e chitarra
d’ordinanza, è un picaro sfrontato,

cantautore genuino imbevuto di romanesco, armonie


gitane e tradizione popolare.
di Giacomo Ceccarelli

S e s’appoggia uno stornello in equili-


brio su una melodia gitana e lo si fa
cantare a Trilussa con la chitarretta di
Gabriella Ferri in un campo Rom, si ascol-
terebbe un che di simile a ciò che canta il
baffuto Alessandro Mannarino. Nato 33 an-
ni fa nella romanissima San Basilio (detta
Samba), con soli due dischi all’attivo (Bar del-
la Rabbia e Supersantos), è già un curioso fe-
nomeno musicale. Molto apprezzato dalla cri-
tica e appena premiato dalla Siae come mi-
gliore compositore emergente, seduce per i
suoi strani impasti musicali. La sua voce graf-
fiata rosseggia sulle precise armonie del ro-
manesco. Canta favole, snocciolando poesia:
”Er buco nero der dente cascato ar soriso del-
la fortuna”, è ”Una lacrima di ghiaccio so-
pra una vecchia Bibbia”, è “lo spirito santo
der vino d’annata”.
Affetto da allergia ecclesiastica, punge col
suo sguardo: Suore che hanno la “felicità se-
polta sotto le sottane”. Cristi miracolano
“vecchiette per un po’ di vino rosso e siga-
rette”. I Vescovi “vorebbero una cosa sola-
mente/ che se seccassero tutte le donne/che
fa’ l’amore fosse un incidente” e Giuda,“che
amava più d’ogni sermone/ le urla dolci del-
la Maddalena”, usa i trenta denari “per set-
te amari e un Marsala”.
E così, questo zingaresco guerriero dalla vo-
ce stropicciata che è Mannarino, ormeggia
sulle sponde della notorietà col suo peren-
ne cappello.
u La Tv ti ha lanciato, come mai allo-
ra in Radio ti passano così poco?
Foto Gabriella Caponigro
Ciò che ho fatto in televisione è poco ri-
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spetto ai concerti. E penso che mia forza e “I supersanti sono quelli che hanno
più coraggio, forza e santità.”
mia indole sia quella di non inseguire il suc-
cesso. Quindi non vado nelle trasmissioni
pur di esserci e non faccio il pezzo paracu-
lo, quello da opportunista, di due minuti e
mezzo, facile, che va in radio. E poi quello
che dico, non può passare nelle stazioni com-
merciali. È un pensiero non tanto blasfemo,
quanto libero. Ci sono molte più persone ai
miei live di quante vanno da chi fa i tor-
mentoni dell’ estate. Il passaparola è lento, ma
alla fine arriva.
u Il tuo ultimo album è Supersantos.
Tutti pensano al pallone arancio, ma
chi sono questi Supersanti?
Sono quelli che vivono la propria vita solo
con la certezza della Terra. Quelli che ce la
fanno anche senza l’aiuto dei santi. Quelli
che hanno più coraggio, più forza e santità.
u La società che canti è spesso popola-
ta di inetti. Essendo tu laureato in An-
tropologia, questo mondo lo guardi
da lontano o te ne senti parte?
Nel primo disco canto di un piccolo eserci-
to di barboni, zingari, ‘mbriaconi e mignot-
te che ridono o piangono dei propri mali in
I premiati Siae del Festival di Spoleto 2012. Agf foto
un bar. Questo perché rispecchiava quello
che vivevo. La frustrazione sociale ed artisti-
ca di quegli anni dove lottavo per campare.
Nel secondo invece, si esce dalla taverna e si
va per strada. Protagonisti sempre picareschi
lottano contro le forze che Religione e Sta-
to esercitano sulla struttura sociale.
u Maligni ti reputano il secondo Ca-
possela.
Ma guarda m’hanno detto sei il secondo Ca-
possela, il secondo Califano, il terzo Tom
Waits. Me l’hanno dette tutte. Pure er quar-
to Manu Chao, m’hanno detto.
u Cosa non riesci ad amare del tuo
successo?
Assenza di anonimato. Io sono contento del-
l’affetto che ricevo, mi dà forza e realizzo che
ciò che faccio è una piccola cosa importante.
Ma con la fama vieni avvicinato anche da gen- cellulare in faccia per una foto. Lotto l’idea- hai pensato che non ce l’avresti fat-
te a cui non frega di te. Così, magari incontri lizzazione del mio personaggio stando molto ta a sfondare?
tua sorella che non vedi da mesi. O cammini solo e ripetendomi che se non mi scavo den- Era il 2008. Un anno prima l’uscita del Bar
da solo e pensi alle cose tue. In ogni caso spun- tro, il successo sarebbe una trappola. della Rabbia. Era notte. Dopo uno di quei
ta uno euforico che dice:”Aho!”e ti punta un u Quale è stata l’ultima volta in cui concerti sbagliati, dove non ti pagano e ti
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chiedono quanta gente hai portato. Piange- Sociologicamente sono solo persone che si credere nel sogno di vivere quest’esistenza al
vo disperato in un cesso, anzi attaccato al ces- scambiano passioni. Ho amici disoccupati, ma massimo e di emanciparti dall’ignoranza.
so. E una donna mi consolava mentre io giu- laureati, che rinunciano a molte cose. Ma all’ u Allora credi in un Dio?
ravo che non avrei più suonato: “Devi con- arte no, non dovrebbero. Quindi è impor- Io non l’ho mai visto Dio. Già Feuerbach
tinuare, non gliela dare vinta. O tieni il pun- tante che possano scaricarla gratis. E se que- disse che è un umana invenzione per legit-
to o ti mollo”. sto va contro la legge qualche volta mi sem- timare ciò che c’è qua in Terra. Un perfetto
u Nelle tue canzoni è pieno di donne. bra assurdo. mondo platonico delle Idee idealizzato e re-
Muse d’ispirazione o canti la libertà di u Ascoltando al contrario una tua so Dio. Non sono né New Age, né credo al-
fare l’amore? traccia si sente recitare una specie di le energie o agli spiriti. Io credo nelle per-
Io dico grazie alle donne. M’hanno costret- maledizione. Perché l’hai nascosta? sone. Negli uomini, nelle donne, nella gran-
to ad andare avanti. Sono fulcro della mia In realtà è stata una cosa molto postmoder- dezza della Natura. La vita è una cosa breve.
storia con l’arte, sempre. Senza l’aiuto di due na. L’ha detto il personaggio da me imma- E invece di pensare a ciò che ci aspetta mi
o tre di loro mi sarei demoralizzato. Poi can- ginato: un ragazzo che vive in quest’infer- vivo al meglio quello che ho ora. Dopo la
to perché mi piace la vita. Mi è venuta la no tra discoteche, tangenziali e pasticche che morte non so. Di sicuro qua rimane quello
pazzia di lottare contro ciò che è contro l’uo- augura morte a chi crea il Nulla culturale. che uno ha seminato. Se poi sarò fulmine o
mo. Canto la bellezza delle persone. Dai tg a Vespa, Costanzo, De Filippi, mafio- farfalla, chemmefrega, tanto non lo saprò e
u I tuoi testi sono pieni di vino. Parli si e piduisti. Bisogna esse bravi ragazzi. Ma non ne avrò coscienza.
d’alcol per non bere troppo o perché poi se uno se va a ‘mpasticca’ perché lo fa?
ti piace e basta? Chi è? Da dove viene? Forse non ha avuto
Va bene una sana sbronza con gli amici, quan- la possibilità di trovare altre strade e di ave-
do sto a cantà coi minatori di Santa Fiora o re un rapporto più profondo con se stesso.
in vacanza. Quella è la parte bella. Ma io non Magari perché viene rincoglionito notte e
faccio lo spot del vino: l’alcol, come la pasta, giorno dalla televisione.

Foto Gabriella Caponigro


quando diventa malattia fa male. E sono com- u Cos’è per te Roma?
battuto perché, più giovane di adesso, mi ci Mah, ogni volta che m’allontano,
so’ appoggiato. Devo dire che ne sono abba- pure dall’Italia, vedo che ci sen-
stanza uscito. Cioè mo’ me lo godo. tiamo al centro del mondo, ma
u Apparentemente sembri venuto al siamo diventati un paesotto
mondo con baffi e cappello. Com’è di periferia. Se vai dove il
questa dedizione? più ricco del villaggio
È una maschera, i miei abiti di scena. Attrezzi c’ha un piatto di riso al
di lavoro: come un giudice si mette la toga giorno, comunque
o un medico il camice, io metto il cappello quello s’alza la mat-
e mi lascio i baffi. tina con l’occhi
u Scrivi tutta la tua musica, ma cam- puliti e il sorriso.
bi sempre arrangiamenti facendo indi- A Roma so tutti
spettire i tuoi strumentisti. Perché que- ‘ncazzati, pensano
sto bisogno di cambiare? solo ai soldi e je
Dopo un tour non ce la faccio a rifa’ le stes- rode ...
se cose. M’annoio. Non mi sembra una co- u Quanto l’odore
sa sana. Né sarebbe sincero per il pubblico. papale della Capitale in-
Sono pignolo e talvolta i musicisti impazzi- fluisce sui tuoi testi così anti-
scono. Gira questa leggenda che gli ho fat- clericali?
to suonare lo stesso pezzo per sei ore. Beh, tanto. Io penso che la Chiesa cattoli-
u Come giudichi il rapporto tra pira- ca voglia l’uomo come essere meno libe-
teria e diritti d’autore oggi? ro, meno bello di quanto sia. Nasce col pec-
Con Internet sicuramente il problema è nuo- cato originale, ha pensieri sporchi sul ses-
vo e manca una legislazione. Il file sharing è so, la vita è una valle di lacrime e deve sof-
una pratica ormai comune ed intelligente. frire per nostro Signore morto. Non ti fa
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NAPOLI PALAZZO REALE Da alcuni mesi ha riaperto MeMus,
acronimo di Memoria Museo, il
Memus tra nuovo spazio museale del Lirico di
Napoli che si configura come un
marionette e 3d centro polifunzionale, dotato delle
più moderne tecnologie, diviso in
di Adriana Pollice un’area espositiva, galleria virtuale,
sala per eventi e centro
documentazione sulla prestigiosa
storia del San Carlo.

A ttraversando il cortile del Palazzo


Reale di Napoli lo sguardo viene
catturato da un monumentale Ga-
ribaldi a cavallo in carta pesta, opera di
Luigi Ontani, realizzato nel 2004 per l’al-
lestimento di Garibaldi in Sicilia. L’eroe dei
due mondi marca uno dei due ingressi del
MeMus: il museo del teatro San Carlo che
coniuga musica e memoria. Lo spazio ar-
ticolato su tre piani, ricavato dalle ex men-
se della reggia, presenta fino a fine anno
“Opera ad arte, arte all’opera” a cura di
Laura Valente, Giusi Giustino, Nicola Ru-
bertelli e Giulia Minoli. La mostra rac-
conta il connubio tra il lirico partenopeo
e l’arte contemporanea.
Ingranaggi di orologi marcano i bozzet- fatto di container di cemento ricoperti la sua personale visione di Parsifal, il Kie-
ti realizzati da Enrico Prampolini per di gesso bianco. Abiti di scena disegnati fer dell’Elektra e il Kentridge del Flauto
L’heure espagnole di Maurice Ravel, regia da Pablo Picasso accanto ai rifiuti recu- magico. Animazioni sospese nell’aria, do-
di Max De Rieux, messo in scena nella perati da Robert Rauschenberg nelle di- ve i richiami ancestrali di Paladino si tra-
stagione 1951-52. La grafica sognante di scariche napoletane, in sostituzione del- sformano in fiori purpurei per poi cede-
Emanuele Luzzati per La damnation de le scene bloccate alla dogana statuniten- re il passo a marionette, gelide lamiere abi-
Faust di Hector Berlioz cede il passo al- se: i suoi ‘gluts’, tubi, plastiche, serrande tate da statue classiche precipitano nelle
le linee classiche di Giacomo Manzù per sconnesse e pezzi contorti, sospesi nel- traiettorie magiche di Mozart. Ed è an-
le scene del Macbeth di Giuseppe Verdi. l’aria tra ori e velluti, furono il contesto cora il Flauto magico che ritroviamo nella
In rapporto dialogico Jean Pierre Pon- della coreografia di Trisha Brown in La- sala superiore, questa volta racchiuso nel-
nelle e William Kentridge, entrambi alle teral Pass nella stagione 1986-87. la forma del teatrino dei burattini ideato
prese con il Flauto Magico di Mozart. E Scendendo di un piano, si arriva alla sala dall’artista sudafricano, in prestito dal Max-
poi gli allestimenti di Tancredi di Rossini multimediale dove Studio Azzurro pre- xi di Roma, dove scorrono le immagini
e Fidelio di Beethoven curati da Mimmo senta “sei parafrasi video”, giocando a sull’aria della Regina della notte. Accan-
Paladino, con i suoi elmi e corpi stilizza- scomporre e ricomporre in 3D i temi ri- to i costumi frutto della sartoria del tea-
ti di cavalli, si misurano con le scenogra- correnti degli allestimenti di sei autori. tro, una sala proiezioni e poi l’archivio
fie di Die Walkure e Parsifal di Wagner af- Così la narrazione mixa Mimmo Palladi- multimediale, dove trovare memorabilia e
fidate alle traiettorie geometriche di Giu- no con il suo Tancredi con Arnaldo Po- recensioni che ripercorrono la storia del-
lio Paolini, con l’Elektra di Strauss am- modoro e il suo Capriccio, Brice Marden lo stabile.
bientata da Anselm Kiefer in un mondo di Orfeo ed Euridice con Giulio Paolini nel-
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LEZIONI D’AUTORE FRECCERO E MIRABELLA All’ultimo Premio Ideona i due
importanti contributi sul modo di
Televisione culturale? fare i programmi tv
d’intrattenimento rispettando

Si può regole, libertà espressiva e


intelligenza degli spettatori.
di Linda Brunetta

N ell’ambito del Premio Ideona che


si è tenuto a Savona nei giorni 28
giugno-1 luglio 2012 e che ha vi-
sto una vastissima partecipazione degli autori
ra, Cenerentola dei palinsesti e dei program-
mi di intrattenimento, in una visione antiqua-
ta e perdente, che vede la televisione come an-
titetica ad essa, è invece un aspetto fonda-
tori, che in quanto Associazione Nazionale
degli Autori Radiotelevisivi, sottoscriviamo
pienamente.
Carlo Freccero con la sua consueta irresistibi-
radiotelevisivi italiani, si sono svolte lezioni- mentale che deve rientrare dalla porta princi- le verve di profondo conoscitore della migliore
incontro con gli studenti dell’Università e con pale per conferire un senso ad una program- produzione internazionale ha riassunto in “Set-
tutti gli operatori interessati. mazione sfinita e moribonda che ha visto una te regole d’oro” il vademecum dell’Autore di
Pur partendo da due diversi punti di vista le continua emorragia di ascolti, soprattutto nel- un programma di intrattenimento.
lezioni di Carlo Freccero e Michele Mirabel- le reti così dette generaliste, avvitate nella ri- Premettendo che la libertà espressiva è sem-
la hanno affrontato il medesimo tema e sono petizione di programmi sempre uguali e pri- pre perimetrata e l’Autore deve sapere per chi
giunti alle medesime conclusioni: in sintesi la vi di contenuti e di appeal in particolare per sta ideando e dove verrà inserito il suo pro-
necessità di inserire un forte elemento cultu- il pubblico dei giovani. Le lezioni hanno trac- getto, Freccero ha dettato la prima regola: La
rale nel lavoro dell’autore televisivo. La cultu- ciato una carta dei diritti e dei doveri degli au- Linea Editoriale. La linea editoriale di una re-

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te deve essere conosciuta e condivisa dagli au- non solo nella figura del conduttore, che è la si assume il ruolo di committente, dato che ra-
tori di un programma, ma, aggiungiamo noi, prima e unica idea che viene). dio e tv sono agenzie di cultura. È vero che il
deve essere espressa e meditata da chi ne ha Settima regola d’oro: Il Palinsesto. È determi- mercato impone le sue regole e la società og-
facoltà, cioè i dirigenti della rete stessa. L’as- nante sapere prima in quale punto del palin- gi risponde alle regole del mercato, ma me-
senza di linee editoriali precise, ha prodotto sesto viene collocato il programma. glio sarebbe che fosse il contrario. Il Servizio
reti senza riconoscibilità e programmi che van- L’ottava regola è il colpo d’ala di Freccero: bi- Pubblico nato sotto l’egida dello Stato, inteso
no bene per tutti senza andare bene per nes- sogna avere il coraggio di rompere almeno una nella sua eccezione migliore, come società, non
suno, a differenza delle reti digitali tematiche. regola. “Il coraggio, uno non se lo può dare”, può e non deve abbandonare al mercato la re-
La seconda regola Lo spirito del tempo, asser- risponderebbe Don Abbondio e la maggior sponsabilità delle sue scelte editoriali. Nel-
zione kennedyana, secondo il Freccero-pen- parte dei nostri referenti (Freccero escluso na- l’ambito della sua lezione Mirabella ha mo-
siero, suggerisce che l’Autore deve seguire le turalmente). strato uno straordinario documentario dei pri-
tendenze del momento o almeno non si de-
ve opporre ad esse per presupposto ideologi-
co. Ogni epoca ha la sua tv. Oggi siamo in pie-
no liberismo e il genere reality è frutto di que-
sto momento storico.
La terza regola è riassunta in una parola: Sto-
rytelling. Temi e contenuti vanno narrati, non
semplicemente esposti o giustapposti. Ripor-
to da wikipedia una definizione di storytel-
ling: È una metodologia che usa la narrazione per
inquadrare gli eventi della realtà e spiegarli secondo
una logica di senso. Lo storytelling è utilizzato
in pubblicità, nelle aziende, in pedagogia, chis-
sà perché viene scarsamente applicato nei pro-
grammi tv di intrattenimento. Forse perché la
maggior parte dei committenti non ne ha mai
sentito parlare?
Quarta regola: La Sceneggiatura. Figlia dello sto-
rytelling, è l’applicazione dello stesso attra- L’incontro con Mirabella ha avuto luogo in missimi anni ’60, pescato nella miniera delle
verso i personaggi dello show. I conduttori, una sede insolita: una sala della nave Costa Teche-Rai, sulla comunità contadina di un
considerati come personaggi, potrebbero per- Crociere ancorata al porto. Ed è stato simbo- paese agricolo, dove arriva la televisione per
sino acquistare un po’ di spessore. licamente un viaggio partendo da molto lon- la prima volta.Vengono intervistati due anzia-
La quinta regola è L’Estetica. Non si può pre- tano per arrivare molto vicino alle medesime ni, la donna indossa il costume tradizionale. I
scindere dal fattore estetico: l’occhio vuole la tesi di Freccero (senza naturalmente essersi due, muniti di sedie impagliate, si stanno re-
sua parte e la televisione non deve essere per messi d’accordo!). Conclusione naturale dato cando nella sala comunale dove assisteranno
forza brutta, banale, insignificante. che si tratta di personalità che conoscono, ama- alla celebrazione della tv, che trasmette il bal-
La sesta regola di un programma televisivo è no e vivono la televisione. Mirabella ha ini- letto delle Folies Bergère. L’impatto con una
La Promozione, che non significa solo un co- ziato il suo viaggio dalle muse, figlie di Zeus realtà così abissalmente lontana da quel pic-
municato stampa, un promo, un giro dei con- e Mnemosine, invocate dal poeta come de- colo mondo ancora non alfabetizzato, ha co-
duttori in altri programmi tv, ma l’agilità di un positarie dei concetti, della memoria, dei mi- me conseguenza non di avvicinare due uni-
programma di potersi dispiegare su altri me- ti, da raccontare all’uditorio. Insomma il poe- versi lontani, ma di dare la sensazione di estre-
dia, come ovviamente la rete e i social network. ta, oggi l’Autore, fa echeggiare la voce collet- ma lontananza. Un altro mondo esiste, non è
Questo comporta una ideazione non mono- tiva. Si deve fare interprete di essa, dello spi- né meglio né peggio, ma è in televisione, quin-
litica del programma in oggetto: per andare in- rito del tempo. Una missione importante, che di assume una importanza che il proprio mon-
contro alla frammentazione del pubblico, il pro- presuppone la conoscenza delle regole della do non ha. Questo esempio, ci riporta all’im-
gramma deve potersi frammentare a sua volta, narrazione, ovviamente ciascun mezzo ha le portanza di sottoporre alle sette regole di Frec-
senza perdere la sua indentità, quindi avere sem- sue e un forte senso di responsabilità per chi cero una produzione televisiva che sembra in-
pre un elemento forte di riconoscimento (e si assume il ruolo di Autore, ma anche per chi vece seguire il caso, arrivando al caos.
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TEATRO INTERVISTA LUCA RONCONI Riconosciuto in tutto il mondo
come uno dei massimi
“Il mio rispetto assoluto rappresentanti del teatro di regia,
Luca Ronconi, è (ed è stato)

per il testo e per l’autore” protagonista di una ricerca


ininterrotta di rinnovamento del
linguaggio scenico puntando su
di Gianfranco Capitta grandi narrazioni, dall’Orlando
Furioso a Gli ultimi giorni
dell’umanità e Infinities, da Gadda a
Dostoevskij e Nabokov.

Foto Luigi Laselva

L uca Ronconi è la punta di diaman-


te del teatro italiano, premiato a Ve-
nezia nell’agosto scorso (per il setto-
re Teatro della Biennale) col Leone d’oro
alla carriera. È il nostro regista più noto al-
l’estero, e una storia straordinaria di spet-
tacoli che hanno influenzato, sconvolto, me-
ravigliato, affascinato e talvolta “irritato” la
critica e le abitudini italiane. Una storia lun-
ga, che l’ha visto attore uscito dall’Accade-
mia nazionale d’arte drammatica negli an-
ni ’50, e dai ’60 diventare regista di spetta-
coli subito perturbanti, che fossero gli eli-
sabettiani Lunatici o il Candelaio di Giorda-
no Bruno o l’esplosivo Orlando Furioso che
costringeva gli spettatori a muoversi nello
spazio di una piazza o di un palasport, tra i
carrelli mobili dove gli attori recitavano l’ar-
mi e gli amori ariosteschi. Una storia che
ha cambiato gusti e attitudini del pubblico,
e che ha portato il regista alla responsabili-
tà delle più importanti istituzioni culturali
italiane: dalla Biennale di Venezia dove di-
resse teatro e musica dal 1974 al 1976, al
Laboratorio di Prato, alla direzione degli
stabili di Torino e Roma e poi al Piccolo
di Milano, dove è tuttora consulente arti-
stico. È una storia che ancora oggi conti-
nua, sorprendendo ogni volta per la capa-
cità di invenzione e la sorpresa che posso-
no suscitare testi notissimi o assolutamen-
te sconosciuti che Ronconi sembra ripe-
scare da personali cassetti della memoria.
Del resto, assieme agli attori (e alla loro for-
mazione) e allo spazio (anche una partitu-
ra musicale per quanto riguarda le opere)
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“Infinities” - Foto Marcello Norberth/Piccolo Teatro di Milano

sono stati proprio i testi, le loro parole, uno venuti testi teatrali. C’è qualche romanzo, mai fatto veri e e propri “adattamenti” tea-
dei capisaldi della sua ricerca ininterrotta. qualche saggio, un epistolario. Naturalmen- trali. Non ho mai cercato di trasformare un
Una ricerca che l’ha portato a mettere in te ognuna di queste opere presuppone un romanzo in commedia, ma ho fatto in mo-
scena più di centoventi opere teatrali, e ol- processo di trasformazione diversa: quando do che fosse il teatro a modificare le proprie
tre cento tra quelle musicali. Una fertilità ho letto lo scambio di lettere tra Vittorio Foa, strutture, in rapporto a quelle narrative.
artistica che gli ha fatto portare in palco- Alfredo Reichlin e Miriam Mafai raccolte u Un rispetto assoluto dell’autore e
scenico testi drammatici classici e contem- nel Silenzio dei comunisti, non c’è stato biso- dei suoi diritti….
poranei, sceneggiature cinematografiche gno di nessun particolare adattamento. Poi- Sì, perché se anche ci sono stati minimi ac-
(quella di Nabokov su Lolita per Kubrick, ché sono tre persone che parlano, ognuno col corgimenti di lettura, non li ho mai pre-
che non la usò), testi scientifici (i parados- proprio tipo di scrittura trattandosi di lette- sentati come “adattamenti”. Sulla locandi-
si sull’infinito di Barrow e i saggi scientifi- re, è stata una trasposizione che non ha ri- na dello spettacolo il Pasticciaccio risultava
ci di Giorgio Ruffolo), e perfino grandi te- chiesto alcun adattamento del testo, ma piut- “di Carlo Emilio Gadda” senza nessun ti-
sti letterari. tosto l’adattamento dello spazio teatrale al te- po di indicazione di riscrittura. Altre volte,
u Parliamo su Vivaverdi dei testi nati sto. Per questo sono ricorso a una platea mo- al contrario, l’intervento è stato più sostan-
non per essere rappresentati, e che bile, soluzione tecnica che permetteva al pub- ziale, e solo in quel caso abbiamo dovuto
tu hai fatto vivere, spesso anche in blico di spostarsi da una parte all’altra dello parlare di adattamento. Ad esempio, quan-
maniera grandiosa e perfino “na- spazio, da uno scrivente all’altro.Altre volte si do abbiamo realizzato Quel che sapeva Mai-
turale” sulla scena. è trattato di romanzi, come il Pasticciaccio di sie di Henry James, abbiamo indicato la rie-
Parliamo di opere letterarie, ovvero nate in Gadda o i Fratelli Karamazov di Dostoevskij. laborazione del romanzo originario. Ed era
volume per essere destinate alla lettura, e di- Ma anche in quei casi posso dire di non aver un adattamento notevole anche quello dei
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“Orlando Furioso” - Adattamento televisivo 1975
Foto Rai Teche

saggi scientifici di John Barrow in Infinities, nia o in Francia. niente che le ravvivi, grazie a Dio. E co-
anche se poi lo spettacolo è stato presenta- Certo se leggi un’opera, narrativa o saggi- munque prima di morire ci mettono un bel
to come “Infinities, di John Barrow”. stica che sia, e ti immagini uno spettacolo, po’ di tempo…
u Due osservazioni vengono da fare: contestualmente ti immagini anche quali sia- u È vero del resto che hai quasi tenu-
la prima è che gli eventuali “adat- no le sue possibilità di rappresentazione, ed to a battesimo sulle scene italiane i
tamenti” li hai sempre compiuti tu è in quella direzione che lavori. testi di Jean Luc Lagarce e di Rafa-
stesso… u Ma si potrebbe anche pensare, se si el Spregelburd…
Non è vero. L’avvenimento più clamoroso fa un rapporto quantitativo con i E Pasolini? Ho messo in scena praticamen-
proveniente da un’opera letteraria è stato nel classici, che tu non abbia avuto trop- te tutti i suoi testi teatrali, e non solo: non
1969 l’ Orlando furioso, ed era un’operazio- pa fiducia nella nuova drammatur- ho avuto il permesso, pur avendone fatto ri-
ne letterariamente importante, non a caso gia, e nei nuovi drammaturghi… chiesta esplicita, di mettere in scena l’ultimo
firmata da Edoardo Sanguineti. Non è vero. Nella nuova drammaturgia ho romanzo di Pasolini, Petrolio. Pochi anni fa
u Tanti anni fa appunto. Nel corso del fiducia, tanto è vero che la metto in scena, l’intero programma del Piccolo Teatro di Mi-
tuo lavoro poi, probabilmente hai come in questi ultimi anni è capitato più di lano, articolato nei suoi tre spazi, avrebbe do-
anche scelto ed amato il fatto di fa- una volta. Non nutro una passione sviscera- vuto essere riservato alla integrale di quel ro-
re tu stesso l’adattamento di quei te- ta per il concetto di drammaturgia fatta “su manzo. La direzione del Piccolo ha chiesto
sti originari da cui nascevano i tuoi misura”. I testi mi piace che siano costruiti il permesso agli aventi diritto, e gli eredi ce
spettacoli. Ed è anche vero che in come una sfida, preferisco un corpo a cor- l’hanno negato.
Italia la figura del drammaturgo non po con il testo di un autore che non certe u Quindi il diritto d’autore a volte pe-
ha mai avuto ruolo e fortuna, come cose “confezionate”. Ci sono cose che sono sa…
invece capita da tempo in Germa- vive o sono morte: se sono morte non c’è In questo caso pesa anche agli autori. Del re-
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sto ha un suo peso, si chiama diritto, ed è “Santa Giovanna dei Macelli”.
Da sinistra Fausto Russo Alesi, Paolo Pierobon,
giusto che venga esercitato. Maria Paiato e Roberto Ciufoli
Foto Luigi Laselva - Piccolo Teatro di Milano
u A proposito di autori, l’altra cosa che
volevo chiarire, è una tua ricorrente
definizione del tuo lavoro: ti defini-
sci regista, mentre non accetti che ti
si pensi regista/autore, quello che ro-
manticamente viene considerato un
demiurgo del palcoscenico.
Io credo di avere una buona capacità di let-
tura: finché questa mi è sufficiente, finché
l’opera che leggo, o a cui mi sto applicando,
contiene tanti spunti e tanti motivi che mi
interessano (anche se non sempre condivisi
da alcuni critici o da altri lettori) mi accon-
tento di quello. È lontano da me il voler ap-
plicare qualcosa di mio a una cosa che non
mi appartiene. Mi basta dare quel tipo di at-
tenzione che un lettore attento può avere, e
quel tipo di esperienza in materia teatrale
che un regista può avere.

Una conversazione
All’ultimo Festival della Mente, a Sarzana, il gior- al Piccolo di Milano, dove è tuttora consulente
nalista e critico Gianfranco Capitta (autore di que- artistico. Le capitali europee gli hanno chiesto
sto articolo) ha lungamente conversato, in pub- di realizzare presso di loro le sue regie, qualcu-
blico, con Luca Ronconi. Prima però aveva af- na anche per diversi anni di seguito. Ha diretto
frontato alcuni temi importanti (la teatralità del tea- le istituzioni più prestigiose, a cominciare dalla
tro, le attrici e gli attori e il rapporto sulla scena Biennale teatro a Venezia, che trasformò da fe-
con loro, lo spazio del teatro, la formazione di nuo- stival in un laboratorio, invitando i più grandi ar-
ve generazioni di artisti, il laboratorio come pro- tisti del mondo: da Grotowski, che vi rappre-
cesso e rappresentazione in progress) nel libro, sentò su un’isola deserta il suo ultimo e defini-
scritto insieme, Teatro della conoscenza, edito da tivo Apocalypsis cum figuris, a Eugenio Barba,
Laterza (un’appendice finale ripropone, in ordine Ariane Mnouchkine, Peter Brook, e Andrei Ser-
cronologico, tutte le sue regie teatrali e quelle liri- ban col Cafè La Mama. Di Bob Wilson fu pro-
che. Le regie teatrali sono accompagnate cia- dotta per l’occasione Einstein on the beach,
scuna da una breve descrizione che tenta di re- un’opera teatrale e musicale composta con Phi-
stituire loro la novità e le sorprese). lip Glass, che ha fatto epoca, fissando l’oriz-
Nella sua storia d’artista, lunga quasi ses- zonte nuovo dell’opera musicale contempora-
sant’anni, prima attore e poi regista, Ronconi ha nea. Artista instancabile, ancora oggi continua
dato vita a circa 120 titoli teatrali e a più di cen- a pensare e inventare teatro di grandissimo
to opere liriche. Titoli famosi e testi semiscono- spessore. Nel mese di ottobre porterà in scena
sciuti, classici ma anche saggi di scienza e di al Piccolo In cerca d’autore. Studio su sei per-
economia, divenuti nelle sue mani occasioni di sonaggi (già presentato al festival di Spoleto),
pensiero e di conoscenza. È stato direttore dei puntando al Pirandello più celebre, con una
teatri pubblici più importanti, da Torino a Roma compagnia di giovani.

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CULTURA EDITORIA Uno sfavillante libro di Laura
Valente ripercorre i 275 anni di uno
Il Teatro San Carlo, di quei bellissimi luoghi dedicati al
piacere d’ascoltare musica, voluto

da Mozart a Eduardo da Carlo III, primo Borbone di


Napoli.
di Adriana Pollice

“V uoi tu sapere se qualche scin-


tilla di vero fuoco brucia in te?
Corri, vola a Napoli ad ascol-
tare i capolavori di Leo, Durante, Jommelli,
sauribile la Scuola napoletana. Lo stesso Mo-
zart nel 1778 subisce il fascino di Napoli, co-
me ricorda Laura Valente, al punto da “voler
ambientare il primo atto del suo Così fan tut-
Pergolesi”. È con una citazione di Jean-Jac- te fra le ridenti atmosfere di una storica ‘bot-
ques Rousseau che comincia il viaggio nella tega di caffè’ della città”. L’epoca dei castrati
storia dello Stabile lirico partenopeo ne Il tea- cede il posto ai grandi solisti. Gilbert Duprez,
tro di San Carlo a cura di Laura Valente (art’m, inventore del do di petto, fa impazzire il pub-
144 pag, 15euro), un racconto che procede blico. Ma il libro ripercorre anche le vicende
lungo parole e immagini, documentando un legate agli impresari e ai rifacimenti che han-
percorso iniziato nel 1737, 41 anni prima del- no modificato nel tempo la facciata. Nell’ot- arazzi, decorazioni e dallo sfavillare delle lu-
la Scala di Milano. Il nome del teatro è un tocento la trasformazione è affidata all’archi- ci. Rossini, Donizetti,Verdi, i grandi tenori
omaggio a Carlo III, primo Borbone di Na- tetto e scenografo Antonio Niccolini, a so- e le soprano famose come dive, i direttori e
poli, e sarà inaugurato proprio in occasione printendere i lavori un ex garzone di taverna, i solisti da tutto esaurito, la scena musicale
dell’onomastico del sovrano, dopo solo otto Domenico Barbaja, che, come scrive Giam- mondiale attraversa la storia del San Carlo
mesi di lavoro, 75mila ducati spesi per la ‘re- piero Tintori, “tenendo banco per il gioco fino ad approdare al novecento, dove la con-
al fabrica’. A tenere a battesimo il palcosceni- d’azzardo alla Scala di Milano, per una sola sta- taminazione fra cinema, teatro di prosa e li-
co l’Achille in Sciro di Pietro Metastasio, con gione, riuscì a spennare così bene i nobili mi- rico fornirà spunti innovativi. Così, Eduar-
musica di Domenico Sarro. lanesi da ricostruire il Teatro di San Carlo”. do De Filippo firma la regia del Don Pasquale
Il lirico conquista da subito un posto impor- Il palco reale cosparso di gigli d’oro, una co- di Donizetti, Roberto Rossellini dirige la
tante nel sistema musicale grazie anche ai quat- rona e due vittorie alate, cinque lumi a cera moglie Ingrid Bergman nella versione del
tro Conservatori, che alimentano in modo ine- per ogni palco, il pubblico è affascinato da 1953 di Giovanna d’Arco al rogo. Quarantot-
to anni dopo la figlia Isabella Rossellini sa-
“Boheme”. Stagione 1963-64
rà la protagonista di Perséphone su musica di
Igor Stravinskij. E ancora la Carmen di Bizet
affidata a Lina Wertmuller con le coreogra-
fie contemporanee di Trisha Brown e lo Sta-
bat mater di Pergolesi con Roberto De Si-
mone che dirige Irene Papas. Una magia
riassunta nelle parole di Giulio Paolini che,
da artista, si è cimentato nel 2008 con le sce-
ne del Parsifal di Wagner: “Credo di aver pro-
vato sul palcoscenico del San Carlo il con-
tatto e la misura di quel prodigio, impossi-
bile da tradurre in parole, che è la rappre-
sentazione teatrale”.
VIVAVERDI 3/2012
35
DIRITTO D’AUTORE LA POLEMICA Susanna Schimperna, scrittrice e
giornalista, ha sviluppato, a partire da
Copyright o no copyright? un convegno su “nocopyright” e
diritto d’autore svoltosi a maggio a
di Susanna Schimperna Cosenza, una efficace riflessione sul
problema della “musica gratis” in
Rete, che si è tradotta in interventi
ed articoli pubblicati sul settimanale
“Gli Altri” (e sul sito glialtrionline.it),
da cui il presente contributo per
“Vivaverdi”.

cere di diffondere ciò che


si è creato e anche, natu-
ralmente, nella visibilità,
che come indotto com-
porterebbe un aumento
delle richieste di perfor-
mances o altro. I musicisti
avrebbero maggiori possibi-
lità di fare concerti, per esem-
pio. E gli altri? Uno scrittore il
cui romanzo circolasse in rete for-
se potrebbe aspirare a fare qualche
ospitata in tv, un saggista a tenere qualche
conferenza (ma quante ospitate e conferen-

G iù le mani dalla rete. E siamo


d’accordo sul principio: stiamo at-
tenti a chi è animato da brama di
possesso e controllo, e vuole censurare le
ze vengono remunerate, e quanto? se il per-
sonaggio non è su tutti i giornali per qual-
che scandalo, difficile che ottenga persino un
gettone di presenza).
idee, sfruttare il lavoro altrui, manipolare le Una dimenticanza non irrilevante, nella po-
informazioni. Ma stiamo anche attenti a sizione “nocopyright”: il ruolo dei portali,
non cadere in trappole populiste e dimen- cioè di quei siti web che permettono di ac-
ticarci che “libertà” e “gratuità” in questo cedere alle risorse di Internet. Nessun
sistema sociale non coincidono, per cui, al- esborso a carico dell’utente, nessuna remu-
la fine, battaglie che idealmente potrebbe- nerazione per i produttori di contenuti, ma
ro sembrarci giuste rischiano di fare il gio- guadagni enormi per i portali grazie alla
co dei potenti e rendere ancora più debo- pubblicità. Si fa fatica a considerare tutto
li quelli che sempre nella storia sono stati questo come equo. I produttori strillano, Susanna Schimperna

deboli, cioè i produttori di contenuti, gli dicono che continuando così si ammazze-
autori, gli artisti. rà l’industria dello spettacolo e l’editoria, Parliamo degli scrittori. Recentemente
con una perdita di posti di lavoro spaven- ho letto quasi integralmente su Internet il
Copyright. Parola che ormai a molti risul- tosa. Ma pensando ai momenti di crisi cau- saggio appena uscito di un mio amico. L’ho
ta fastidiosa. I “nocopyright” non vogliono sati dalle rivoluzioni tecnologiche è per- comprato lo stesso, ma io sono una specie di
per gli autori altro riconoscimento che quel- messo ipotizzare vie d’uscita, riassetti, nuo- feticista del libro, non rappresento che una
lo morale (paternità dell’opera), e un file- ve strutture: è sempre stato così. Il futuro e risibile minoranza (non equivochiamo: risi-
sharing (condivisione digitale) del tutto gra- la stessa dignità degli autori, invece, sono bile in senso numerico, non perché la nostra
tuito. La ricompensa consisterebbe nel pia- più incerti. passione faccia ridere).
VIVAVERDI 3/2012
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Parliamo dei musicisti. Qui il discorso è ta” di 5 euro. “È tempo di cambiare” affer- La rete può essere davvero una fantastica pa-
delicato, complesso e tutt’altro che risibile ma Rocchi. “Anche l’accordo con Itunes va lestra di scambio, confronto, arricchimento.
(sempre in senso numerico), dato che l’80 rinegoziato: dei 99 centesimi che costa un Soltanto se non penalizziamo chi, con i suoi
per cento di quello che si fa attraverso la re- pezzo singolo, tra rivenditore, editore, casa contributi che nascono dall’applicazione e
te è ascoltare o scaricare musica, così come discografica e autore, è quest’ultimo a pren- dal talento, questa rete la fa vivere. Accettia-
i proventi della SIAE (Società Italiana degli dere meno”. Su chi dovrebbe pagare gli au- mo di pagare tutto, anche ciò che la natura
Autori ed Editori) derivano soprattutto dal- tori, Rocchi pensa soprattutto a una ridi- ci regala, dall’acqua al diritto di accedere a
la musica. L’orientamento “nocopyright” in- stribuzione dei ricavi dalla pubblicità. “Goo- una spiaggia, ma poi curiosamente non vo-
siste sul farsi conoscere per avere più occa- gle vale infinitamente, guadagna infinita- gliamo pagare le persone che producono
sioni di esibirsi, pagati. Ma gli autori? Com- mente con la pubblicità. Basta solo ridistri- quello che contribuisce a rendere più bella,
positori e parolieri non vanno in giro a fare buire la ricchezza. Non è possibile che gli intensa, significante o magari solo diverten-
concerti. Uno dei più grandi interpreti di autori, su cui si basa tutto, guadagnino pra- te (solo?) la nostra vita.
musica classica del Novecento, Glenn Gould, ticamente nulla”. “Rete libera” è un bellissimo slogan. Ma non
a un certo punto decise di incidere solo di- Nel suo blog, Cristiano Godano dei Marle- si risolve nel poter ascoltare, guardare e leg-
schi. Vita quasi da eremita, molte letture teo- ne Kuntz smonta altri luoghi comuni: “Si di- gere gratis tutto quello che ci troviamo den-
logiche e filosofiche, molto esercizio al pia- ce che se i dischi costassero meno la gente tro. Forse, anzi, questa gratuità rischiamo di
noforte. Le sue esecuzioni di Haydn e Bach ne comprerebbe di più. Credo sia illusorio pagarla cara.
sono uniche, così come quelle di Beetho- e falso. Perché, se una cosa è gratis, anche a

Claudio Rocchi
ven. Avesse dovuto sottostare a regole “no- spendere 10 euro per avere un cd nuovo di
copyright”, non avrebbe potuto nemmeno zecca si resisterebbe poco. Troppo anche 10
mangiare, né avrebbe avuto il tempo, do- euro? Bah. Io penso che neanche 20 siano
vendo fare un altro lavoro, di studiare. Lo stu- troppe. Provate a trovarmi un solo oggetto
dio, la preparazione: altra dimenticanza dav- o attività che alla stessa cifra rappresenti un
vero curiosa di chi sostiene che l’arte attra- investimento di analogo valore di ricompensa
versa l’artista, non gli appartiene, è patrimo- nel tempo: una pizza con gli amici? Una ri-
nio comune, e l’artista per sostenersi do- carica telefonica? Una t-shirt comprata al
vrebbe fare una qualche altra attività. Noi mercato? Due biglietti del cinema? No: un
che amiamo Gould saremmo stati felici se disco che abbiamo amato lo abbiamo ascol-
avesse dovuto sottrarre energie alla sua arte tato centinaia di volte, al costo di soli venti
per occuparsi d’altro? Proprio no, perché non euro. Neanche un libro dona così tanto in
avrebbe raggiunto quei livelli. E quanto sa- termini di emozioni rinnovate. Non credo
rebbe stato meglio per il povero Beethoven di dover andare oltre, se non sostenendo che,
e tanti altri non dipendere dal capriccio di se l’opportunità di avere gratis la musica non
mecenati, da gratifiche e pensioni ottenute esistesse ancora, il problema non si porreb-
come favori dei potenti. be. Semplicemente la musica ha subìto que-
sto attacco del progresso (che sicuramente la
Recentemente le Società degli autori, tra le porterà in qualche luogo appropriato e di
quali anche la SIAE (occorre ricordare, in- nuova concezione, come è stato per tutte le
fatti, che il problema non può essere risolto innovazioni dell’affascinante percorso del-
a livello locale, ma solo con una iniziativa in- l’umanità, ma che per ora la danneggia), e
ternazionale congiunta), hanno sottoscritto in conseguenza di ciò ha perso carisma. Cer-
un accordo con YouTube che rappresenta un to, non morrà, e ci sarà sempre qualcuno che
primo passo per una più equa regolamenta- la suonerà”.
zione del settore. Ma i proventi sono anco-
ra assai esigui, come spiega Claudio Rocchi, Parole che dovrebbero far riflettere quelli
noto musicista ultimamente molto attivo nel- che gridano alla “musica gratis” sempre e co-
le battaglie per il diritto d’autore, che ha ap- munque. Il pericolo che corriamo è quello
pena ricevuto, per 5.600 ascolti di un suo di “svalutare” il lavoro creativo favorendo so- Cristiano Godano.
Foto Nicola Garzetti
singolo degli anni Settanta, la cifra “esagera- lo il mercato pubblicitario.
VIVAVERDI 3/2012
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CULTURA STORIA DELLA SIAE Quanto lavoro, quanti tecnici,
quanta energia per portare nelle
Emozioni in bianco e nero, case la televisione di Mike
Bongiorno e Mario Riva,

l’Italia scopre la tv l’elettrodomestico del benessere.


E la Siae vigilava sul nuovo
fenomeno, al passo con i tempi.
di Maria Cristina Lòcori

N el 1925 l’ingegnere scozzese John


Logie Baird sperimentava a Lon-
dra quella che sarebbe stata defi-
nita “televisione elettromeccanica”; due an-
ni dopo l’inventore Philo Farnsworth rea-
lizzava a San Francisco la prima “televisione
elettronica”. L’era del tubo catodico era co-
minciata.
Il primo documento dell’Archivio Storico
Siae che riporta notizia della diffusione in
America di un nuovo apparecchio per la te-
levisione risale al 1935 (vedi anche Vivaver-

Alberto Sordi e Mike Bongiorno in “Arrivi e partenze”


Foto Rai Teche

VIVAVERDI 3/2012
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di n.5/2010): la Consulta legale dell’epoca loro mitizzati stili di vita. La scelta dello stan- re il gusto del pubblico. Indubbiamente il te-
prendeva atto di questo sistema con certa dard avrebbe anche condizionato le trasmis- legiornale, che darà la possibilità di avere no-
qual prudenza e concludeva che comunque sioni internazionali, basati sull’omogeneità tizie visive degli avvenimenti del giorno, non
sul piano normativo l’Italia sarebbe stata dei sistemi adottati: in quegli anni gli inglesi potrà mancare nei futuri programmi. Note-
pronta ad accoglierlo perché il diritto d’au- avevano 440 lineette sulle quali si scompo- vole interesse susciteranno anche gli spetta-
tore, salvo eventuali esigenze di speciale re- neva e ricomponeva l’immagine, gli ameri- coli sportivi, (…). Ma le possibilità della te-
golamentazione, prevedeva già compiuta- cani 625, i francesi ne stavano sperimentan- levisione, specialmente in un paese di gran-
mente sia la tutela dei suoni sia quella delle do due diversi tipi. L’Italia optò per 625. di riserve spirituali e di grandi tradizioni cul-
immagini fotografiche e cinematografiche. I problemi tecnici da affrontare erano nu- turali quale l’Italia, sono immense, ed è, per
Già nel 1939 l’Eiar (Ente italiano per le au- merosi e la soluzione si prospettava necessa- ora, molto difficile fare previsioni su quello
dizioni radiofoniche) aveva attivato, dopo un riamente graduale. Contrariamente alla dif- che sarà l’assetto futuro dei programmi; chiu-
lustro di prove sperimentali a Torino, un im- fusione delle onde radio - per la cui tra- diamo con l’augurio e la speranza che anche
pianto televisivo completo a Roma (Monte smissione era relativamente semplice assicu- nel campo dei programmi televisivi l’Italia
Mario), che ebbe però vita assai breve per- rarsi una certa frequenza che avrebbe per- potrà dire una nuova e originale parola”.
ché nel 1940 interruppe le trasmissioni, poi corso chilometri e chilometri, perché l’on- La Rai, intanto, si autoregolamentava impe-
fu in parte asportato e in parte distrutto du- da radio supera la curvatura terrestre – il se- gnandosi alla non accettazione di scene tur-
rante l’occupazione tedesca. Dieci anni do- gnale televisivo, propagandosi in linea retta, banti la pace sociale ed incitanti all’odio di
po lo stesso soggetto, con il nuovo nome Rai necessitava infatti di numerosissimi ponti ra- classe, nel rispetto dei valori familiari e reli-
e un impegno finanziario di tuttoDidascaliarispetto, dio in ragione della conformazione orogra- giosi e della moralità dei costumi (si ispira-
Sotto didascalia
riprendeva gli studi e gli esperimenti per rea- fica del Paese o, in alternativa, di cavi coas- va alla “santità matrimoniale” e rifiutava sce-
lizzare impianti televisivi in Italia e guar- siali. Escludendo la Pianura Padana, la diffu- ne erotiche). I politici non sarebbero com-
dando alle esperienze dei Paesi più evoluti sione della televisione in Italia si presentava parsi in televisione fino al 1960.
ospitava anche due dimostrazioni di televi- dunque difficile e costosa. Ponti radio sor- Nell’imminenza della prevista rapida diffu-
sione organizzate in collaborazione con la sero per lo più nel nord e nel centro Italia, sione, intuendone l’efficacia comunicativa
Radio diffusion e télévision française: i numero- mentre al sud furono inizialmente adottati i veloce e semplice e le immense potenziali-
si invitati ebbero modo di apprezzare la ni- cavi coassiali. tà, la Siae intavolava nuove trattative con la
tidezza delle immagini e l’accurata sincro- Valutazioni economiche riguardavano anche Rai (già interlocutore monopolista per la ra-
nizzazione del sonoro con il nuovo standard il mercato degli apparecchi riceventi: costi diofonia) e, prima ancora dell’inizio delle tra-
francese a 819 linee. Sempre nel 1949 era elevati, pur garantendo un più alto livello di smissioni televisive, siglava un contratto a ti-
nata anche una Commissione per lo studio resa, ne avrebbero arginato la diffusione (co- tolo di prova per il primo periodo di attua-
dei problemi relativi allo sviluppo e alla dif- me già era accaduto in Francia). D’altronde zione del servizio, stipulato sotto la presi-
fusione della televisione in Italia: era presie- i televisori inglesi, a prezzi popolari, erano denza di Mario Vinciguerra dal Direttore ge-
duta da un giovane Giulio Andreotti (allora insoddisfacenti. nerale Antonio Ciampi supportato dal Con-
sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Mentre si affrontavano le problematiche tec- sigliere giuridico Valerio De Sanctis.
V governo De Gasperi) e coinvolgeva esper- niche, altre teste erano impegnate sui conte- Il “Programma nazionale” esordiva alle ore
ti di diversi Ministeri, del Cnr, della Rai, di nuti e sulle modalità. Su Lo Spettacolo del 11 del 3 gennaio 1954 su 80.000 televisori
diverse associazioni di categoria (Agis, Ani- 1952, interessante rivista di approfondimen- (con 20.000 abbonati) e il prezzo di ciascun
ca, Stampa, etc.) e, per la Siae, l’avv.Valerio to edita dalla Siae, Antonio Carrelli rassicura apparecchio era stimabile in circa 12 men-
De Sanctis, storico studioso del diritto d’au- i propri lettori sulla bontà di quanto sarà tra- silità di un reddito medio. Tre anni dopo gli
tore. smesso: “La Rai ha in primo luogo raccolto abbonati erano saliti a 360.000 e grazie alla
Fino a quel momento contributi significati- tutti gli elementi possibili sui tipi di pro- diffusione del segnale andavano distribuen-
vi della scienza all’industria dello spettacolo grammi che si proiettano attualmente in dosi su tutto il territorio nazionale.
erano stati il cinema e la radio, ma l’afferma- America, Inghilterra e Francia. I generi sono Una curiosità: dal 1° gennaio 1955 anche la
zione all’estero di quel nuovo ritrovato tec- diversi: film di durata limitata e pochi attori, comunità italiana di New York disponeva di
nico suscitava un grande interesse con la rin- commedie, opere liriche, spettacoli di varie- un canale televisivo nella propria lingua
corsa ad acquisirne gli impianti. In Italia era tà, manifestazioni sportive e attualità varie. d’origine. Quella televisione nasceva “com-
uno dei tanti rivoli della ricostruzione che Questi tipi sono ora accuratamente vagliati merciale” e infarcita di pubblicità di prodotti
vedeva il nostro Paese impegnato ad imitare e molti sono stati proiettati durante il perio- alimentari (più o meno) italiani: ma questa
l’Inghilterra, la Francia e gli Stati Uniti nei do di prova dalla Fiera di Milano per saggia- è un’altra storia.
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CULTURA PROGETTO EMCA Un concorso, realizzato da Siae,
Nuovo Imaie e Afi, per gli studenti
La via della creatività delle scuole medie. Ecco i lavori
che sono stati premiati al termine

nei disegni dei ragazzi della campagna educativa che ha


coinvolto oltre settantamila alunni.
di Vivaverdi

Vincitore del primo premio, il lavoro di gruppo firmato da Chiara Ippolito, Karen Marra, Simone Luscarelli e
Simone Vetere della classe III B, Istituto Comprensivo Marconi-Antonelli di Torino.

N ell’anno scolastico 2011-2012, ol-


tre 400 studenti hanno inviato i
loro disegni, divertenti e pieni di
ironia, per partecipare al concorso rivolto
liance. Lanciato nel 2005, a partire dal 2008,
diventa un progetto didattico adottato nel-
le scuole, grazie alla collaborazione di El-
lesse Edu - società specializzata nella pro-
rifica con interviste per gli insegnanti e ge-
nitori. Oltre 4000 questionari per le fami-
glie saranno utilizzati per la pubblicazione
di un’indagine.
alle classi secondarie di primo grado dal ti- mozione e attuazione di progetti educatio- “Nell’anno scolastico 2011-2012, il pro-
tolo “Disegna la locandina di rispettiamo la nal – e al Patrocinio del Ministero del- getto si è, inoltre, arricchito con l’introdu-
creatività”. l’Istruzione. L’iniziativa prevede oltre 60 zione di un concorso creativo per le classi
Il concorso rientra nella campagna di sen- MusicaQuiz (un istruttivo gioco a premi dal titolo ‘Disegna la locandina di rispettiamo
sibilizzazione sul valore della creatività e dei propedeutico alla conoscenza dei principi la creatività’, un grande successo – spiega Isa-
diritti dei suoi protagonisti “Rispettiamo la che regolano il mondo della musica) e, a bella Longo, coordinatrice del progetto –
Creatività” che Siae promuove e sostiene in- partire dall’anno scolastico 2009 – 2010, Sono oltre 400 i disegni su 700 kit spediti.
sieme a Afi, Associazione dei Fonografici l’invio gratuito alle scuole di 11 regioni del Un dato che testimonia la grande parteci-
Italiani e Nuovo Imaie, Nuovo Istituto per kit didattico “Rispettiamo la Creatività” per pazione delle scuole e dei ragazzi rispetto
la tutela dei diritti degli Artisti, Interpreti un totale di 73.858 studenti e 3.239 kit di- a temi che li riguardano non solo in quali-
ed Esecutori, in qualità di partner italiani dattici. A differenza di altre campagne edu- tà di consumatori di opere musicali e au-
di Emca, European Music Copyright Al- cative in Europa, è prevista un’azione di ve- diovisive ma anche di autori essi stessi di
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contenuti creativi. Dai disegni ricevuti è
emerso che moltissimi giovani sono stati
capaci di illustrare e interpretare con gran-
de sensibilità, fantasia e, in alcuni casi con
vero e proprio talento, l’importanza della
tutela della creatività e le conseguenze dan-
nose della pirateria”.
Il primo premio è stato attribuito alla classe
III B dell’ Istituto Comprensivo “Marconi
– Antonelli” di Torino con un lavoro di
gruppo degli alunni Chiara Ippolito, Karen
Matta, Simone Luscarelli e Simone Vetere
con la seguente motivazione: “Il lavoro degli
alunni, anche grazie all’impegno dell’in-
segnante, entra nel cuore della materia con
squisita immediatezza e con un messaggio
semplice, diretto ai coetanei, i due musicisti
derubati rappresentati, uno classico e uno
rock, rappresentano la creatività e il ladro
con il sacco del bottino dal quale fuori-
escono le note rappresenta invece la sua pa-
tologia, ovvero l’illecito. L’elaborato, ripren-
dendo lo slogan ‘rispettiamo la creatività’,
risulta essere perfettamente riconducibile
allo scopo dell’iniziativa ed è inoltre bilan-
ciato verso tutte le forme espressive del-
l’arte, oltre alla musica”. Il disegno sarà
riprodotto nella locandina destinata alle
scuole nel corso di quest’anno scolastico e In alto il disegno di Antonia De Bellis, classe II C,
i giovani autori sono premiati nel corso di Scuola Media Statale Losapio di Gioia del Colle (Ba).
Al centro, a sinistra, il lavoro di Christian Fusco,
un evento a Torino nel mese di ottobre. I classe III A, Scuola Calamandrei di Torino; il rafforzamento e la promozione delle ini-
a destra il disegno di Elena De Palma, classe I E,
partner del progetto hanno inoltre asseg- Scuola Media Statale Losapio di Gioia del Colle (Ba) ziative di educazione e sensibilizzazione. ‘Ri-
nato delle menzioni speciali ad altri diseg- spettiamo la Creatività’ rappresenta quindi
ni particolarmente originali e significativi. l’uso legale delle nuove tecnologie, è già una risposta concreta dell’Italia agli obietti-
“Sappiamo che un progetto come il nostro motivo di grande soddisfazione. vi educativi auspicati dalle Istituzioni Euro-
– conclude Isabella Longo - richiede un La valenza didattica e culturale del progetto pee; oltre alle attività per contrastare la pi-
impegno enorme per un obiettivo a lungo ‘Rispettiamo la Creatività’ è stata ricono- rateria previste dalla legge, è necessario pro-
termine. Ma i risultati ci confermano che sciuta dalla Commissione Europea che ci ha muovere la crescita di una ‘cultura’ del ri-
siamo nella giusta direzione e sapere che, invitato a collaborare con l’Osservatorio Eu- spetto della creatività in tutte le sue forme e
grazie al nostro progetto, molti giovani stan- ropeo sulla Contraffazione e la Pirateria, or- una maggiore consapevolezza sul valore dei
no sostenendo, o addirittura promuovendo, ganismo che ha come obiettivo prioritario nostri contenuti artistici e culturali”.
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CULTURA GERMANIA Nuovi sviluppi nella lotta tra
motori di ricerca e editori di
Un canone giornali. Una proposta del governo
Merkel, già ribattezzata Lex

per le notizie di Big G Google, chiede il pagamento di una


quota minima per poter utilizzare
gli articoli dei giornali quotidiani in
di Monica Scalamogna* rassegne stampa o indicizzati nelle
ricerche via internet.

U na recente proposta di legge del go-


verno tedesco, ora in discussione al
Parlamento, prevede di far pagare il
diritto d’autore sulla raccolta sistematica di par- rico pareggio con Mediaset, che potrebbe
stessi le quote di ripartizione dei ricavi che de-
terminano la remunerazione degli spazi pub-
blicitari e rimuovendo il divieto di rilevazione
dei click da parte delle imprese che veicolano
ti di notizie rintracciabili poi in rassegne stam- scendere in tre anni a quota due miliardi ri- pubblicità con la sua piattaforma. Secondo gli
pa o motori di ricerca come Google News. spetto agli attuali 2 miliardi e quattrocento. esperti, il sistema degli accordi ha tuttavia pro-
L’idea è quella di far pagare un canone ai mo- La proposta di legge tedesca, come prevedibi- dotto una tregua temporanea, in attesa che si
tori di ricerca per mostrare i titoli e le ante- le, ha provocato forti reazioni sia sul fronte dei realizzi una riforma più organica del diritto
prime dei giornali online consentendo così difensori della libertà della rete quale fonte in- d’autore in relazione ai nuovi diritti digitali.
agli editori di rilasciare una sorta di licenza per dispensabile per la comunicazione e l’infor- A seguito dell’iniziativa tedesca anche in Fran-
l’utilizzo delle “news headlines” dei loro mez- mazione, che da parte dei responsabili di Goo- cia gli editori della stampa si sono mobilitati
zi di informazione. gle, i quali hanno replicato sostenendo che una per chiedere al governo provvedimenti urgenti
Storico conflitto tra imprese editoriali e il bu- simile riforma finirebbe per ostacolare l’evo- affinché venga stabilita un’equa retribuzione
siness legato ai nuovi media in particolare quel- luzione della Rete, incrementando i costi e per i contenuti giornalistici utilizzati dai por-
lo realizzato dal gigante di Mountain View, producendo una generale inefficienza del ser- tali web di informazione, attraverso l’obbligo
“Big G” per gli addetti ai lavori, Google News vizio; d’altra parte togliere questi siti dal mo- di versare un compenso per i contenuti utiliz-
(news.google.it) per molti è diventato un mo- tore di ricerca, significa ridurne enormemen- zati. Francis Morel, CEO di Echos, ha spiega-
do agevole e gratuito di accedere a notizie ag- te il traffico e questo condurrebbe a gravi per- to che Google pur essendo una delle più gros-
giornate e specializzate su qualunque argo- dite per gli editori stessi. se società di raccolta pubblicitaria in Francia,
mento sia per fini di ricerca individuali che Le polemiche suscitate dal provvedimento avendo sede in Irlanda, dichiara in Francia so-
per fini commerciali. Gli editori di vari Paesi hanno dunque costretto il portavoce del go- lo 41 milioni di Euro. “È inaccettabile – ha
europei sostengono che spesso gli utenti non verno tedesco ad intervenire precisando che continuato Morel - che Google utilizzi gli ar-
vanno sui loro siti (e quindi non generano la legge, se approvata, riguarderebbe solo i por- ticoli gratuitamente per penetrare il mercato
pubblicità) limitandosi a leggere titoli o fram- tali con finalità commerciali: resterebbero dun- francese della pubblicità senza prevedere alcu-
menti di notizie su Google News. que esclusi dalla sua applicazione i blog e tut- na remunerazione per chi crea i contenuti”.
D’altra parte, come riportato da “Il Sole ti i gruppi e le associazioni no-profit. I rappresentanti di SPQN (Syndicat de la Pres-
24ore”, pur non esistendo dati ufficiali in quan- Il governo di Berlino si propone dunque di se Quotidienne Nationale) sottoporranno al
to il gigante americano non è presente nei pa- fare da apripista rispetto alla possibilità di esten- governo delle proposte che garantiscano agli
nel di monitoraggio Nielsen e Audiweb, le ci- dere questa legge a livello europeo. editori una partecipazione ai guadagni realiz-
fre raccolte dalla pubblicità per Google e You- Per quanto riguarda l’Italia la FIEG (Federa- zati dai motori di ricerca e dagli aggregatori
Tube, secondo gli esperti del settore, ad oggi zione italiana editori giornali), dopo aver de- di notizie: tra le proposte anche quella di tas-
raggiungono oltre il 50% della pubblicità di- nunciato Google all’Antitrust, sembra aver rag- sare tutti i dispositivi connessi (pc, smatphone
gitale, arrivando ad ipotizzare per il 2015 di giunto un accordo che prevede che il potente e tablet).
conquistare in Italia il 20% del mercato tota- motore di ricerca consenta agli editori di sele-
le della pubblicità, 2 miliardi circa di euro, il zionare e nel caso di rimuovere contenuti pre- * Divisione Attività Internazionale e
doppio dell’attuale raccolta della Rai e in teo- senti su Google News Italia, rendendo note agli Accordi Broadcasting e New Media
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CINEMA IL VENTO DEL NORD Sette serate di cinema nell’isola del
Mediterraneo senza una sala stabile.
Il Gattopardo E gran finale con la versione
restaurata del film di Luchino

a Lampedusa Visconti, tratto dal romanzo di


Giuseppe Tomasi di Lampedusa.
di Vivaverdi

O ltre 5.000 spettatori, sette serate


di cinema sotto le stelle, ben do-
dici titoli dell’ultima stagione, e
un evento speciale con la proiezione in
stauro. Una serata omaggio a Giuseppe To-
masi di Lampedusa, autore del romanzo dal
quale fu tratta la preziosa sceneggiatura di
Suso Cecchi d’Amico, Pasquale Festa Cam-
dal sindaco dell’isola, Giusi Nicolini, parti-
colarmente sensibile ai temi della cultura e
dell’ambiente.
Sono stati ringraziati coloro che hanno con-
piazza del film “Il Gattopardo”, nella più panile, Massimo Franciosa, Enrico Medio- diviso quest’edizione, dal professor Giovan-
recente versione restaurata. Questi i nume- li e dello stesso Visconti. ni Spagnoletti, autorevole docente e saggi-
ri della quarta edizione de Il Vento del “È stato più di sempre un piccolo miraco- sta di cinema a Laura Delli Colli, presiden-
Nord, la rassegna ideata e organizzata da lo, un’iniziativa e una vera e propria cam- te dei Giornalisti Cinematografici. “Ma de-
Massimo Ciavarro, ormai un supporter di pagna di solidarietà per i lampedusani” di- vo dire grazie soprattutto al prezioso soste-
Lampedusa, che anche quest’anno ha riac- ce Ciavarro che ancora una volta ha tra- gno della Siae - ha dichiarato Ciavarro - che,
ceso uno schermo sull’isola senza sale ci- sformato Piazza Castello in una suggestiva nonostante le difficoltà economiche, ci ha
nematografiche. Migliaia di spettatori par- arena estiva sostenendo in prima persona il permesso di realizzare questa quarta edizio-
ticolarmente conquistati dal fascino, cin- progetto di un “vero” cinema che funzioni ne garantendo la continuità necessaria ad un
quant’anni dopo, di una pellicola immor- tutto l’anno e diventi anche polo culturale progetto che personalmente già sono pron-
tale come il capolavoro di Luchino Viscon- per gli abitanti di Lampedusa. Un progetto, to a rinnovare l’impegno, preso con un pub-
ti nei colori ritrovati grazie all’ultimo re- quello di Massimo Ciavarro, condiviso ora blico caldo e affezionato”.

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Concorsi e Premi a cura di Daniela Nicolai

In questa pagina sono segnalati alcuni concorsi per la creazione di opere dell’ingegno
i cui termini di partecipazione scadono nel trimestre ottobre-dicembre 2012.
Altri concorsi sono segnalati nella rubrica “Concorsi e premi” del sito www.siae.it.
Tutte le segnalazioni riportate in queste pagine sono fatte a scopo puramente
informativo e senza nessuna responsabilità da parte della Siae. Per i testi
integrali dei bandi e per conoscere le modalità di partecipazione è necessario
rivolgersi agli organizzatori delle singole manifestazioni.

Foto Daniele D’Ari PSAE e per il Polo Museale della Città entro il 5 novembre 2012. È prevista
di Napoli, Castel Sant’Elmo,Via Tito An- una quota di partecipazione. Al primo
gelini, 22 – 80129 Napoli. Per informa- classificato andrà un premio di 20mila eu-
zioni, sspsae-na.santelmo@benicultura- ro. Per ulteriori informazioni: www.mu-
li.it, tel. 081 2294434. sicultura.it, musicultura@musicultura.it.

Musicultura Premio Letterario


L’Associazione Musicultura bandisce la I Fiumi e Festival del Piave
XXIV edizione del Concorso “Musicul- La Città di San Donà di Piave, in colla-
tura: Festival della Canzone Popolare e borazione con gli assessorati alla cultura
Un'Opera per il Castello d’Autore”. Sono ammessi a partecipare di 11 Comuni della Provincia di Venezia
La seconda edizione del concorso tutti gli artisti maggiorenni, singoli o co- bandisce il Premio Letterario I Fiumi, ri-
Un’Opera per il Castello ha per tema stituiti in gruppo, i quali inviino due can- servato agli autori iscritti alla Siae e sud-
"Lo spazio della memoria - La memoria zoni interpretate da loro stessi, purché sia- diviso nelle sezioni Poesia, Narrativa,Tea-
dello spazio". Possono partecipare alla se- no autori o coautori delle canzoni. I bra- tro e Musica Leggera. Gli elaborati, con
lezione, con un'opera o un progetto ine- ni devono essere inediti, in lingua italia- le modalità previste dal bando, dovran-
dito gli artisti di nazionalità italiana o stra- na o in dialetto e di durata non superio- no pervenire entro il 31 dicembre 2012
niera che operano stabilmente sul terri- re a 4.30 minuti. Le domande di iscri- alla Segreteria del concorso, casella po-
torio italiano, di età compresa tra i 21 an- zione dovranno essere spedite, con il ma- stale n.4, 30020 La Salute di Livenza (Ve).
ni e i 36 anni. Al vincitore sarà assegna- teriale richiesto dal bando, all’Associa- Per informazioni: tel. 0421.311677,
to un premio di 10mila euro. I parteci- zione Musicultura, Corso Persiani 36 - www.sandonadipiave.net.
panti potranno iscriversi, fino al 31 ot- 62019 Recanati (Mc) - tel. 071.7574320 La Città di San Donà di Piave patrocina
tobre 2012, tramite il sito web del con- inoltre il Festival del Piave, rassegna di
corso http://www.polonapoli-pro- musica leggera riservata agli autori ita-
jects.beniculturali.it, con le modalità pre- liani. Ogni autore potrà inviare non più
viste dal bando. Gli eventuali video a cor- di due canzoni inedite. Gli elaborati, con
redo dell’iscrizione on-line dovranno es- le modalità previste dal bando, dovran-
sere inviati su supporto cd/dvd in busta no pervenire entro il 31 dicembre 2012
chiusa, allegando copia della scheda di alla Segreteria del concorso, casella po-
partecipazione, al seguente indirizzo: Se- stale n.4, 30020 La Salute di Livenza (Ve).
greteria Concorso "un'Opera per il Ca- Per informazioni: tel. 0421.311677,
stello", Soprintendenza Speciale per il www.sandonadipiave.net.
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L’ultimo applauso

tamente più noto al grande pubblico per


la sua collaborazione con Lucio Dalla in-
sieme al quale scrisse l’album Il giorno ave-
va cinque teste (1973) a cui fa seguito Ani-
dride solforosa (1975) e lo spettacolo tea-
trale Il futuro dell’automobile e altre storie,
Foto Basso Cannarsa

che comprendeva il celebre brano Nu-


volari. Roversi è anche autore del testo
di Chiedi chi erano i Beatles interpretata
dagli Stadio. Il Presidente della Repub-
blica, Giorgio Napolitano, ha espresso la
sua “commossa partecipazione al lutto
del mondo della cultura e della città di
Bologna per la perdita di un poeta, scrit-
tore e intellettuale profondamente lega-
L’UMANA POESIA to alla sua terra, sensibile interprete del- MARIO FERRERO
DI ROBERTO ROVERSI le inquietudini e delle trasformazioni del- È deceduto all’età di 90 anni il regista tea-
È morto a Bologna, città dove era nato la nostra società”. Altri messaggi di cor- trale Mario Ferrero. Nato a Firenze nel
89 anni fa, il poeta Roberto Roversi. Au- doglio sono giunti da personaggi della 1922, si era diplomato all’Accademia Na-
tore di numerose raccolte, fra cui Dopo politica, della cultura e dello spettacolo zionale d’arte drammatica Silvio d’Ami-
Campoformio, Le descrizioni in atto, I dieci- che ne hanno ricordato l’impegno civi- co iniziando la sua carriera come assistente
mila cavalli, L’Italia sepolta sotto la neve, ne- le e culturale. di Orazio Costa Giovangigli e poi colla-
gli anni Sessanta prese la decisione di far borando con le maggiori compagnie tea-
circolare le proprie opere in forma au- GASPARE GABRIELE ABBATE trali del Novecento. Scelse di valorizzare
tonoma, distribuendole in fogli ciclosti- È deceduto, il 10 settembre scorso, Ga- il repertorio contemporaneo italiano e
lati o attraverso riviste di nicchia. Anti- spare Gabriele Abbate, autore e compo- straniero portando in scena autori diffici-
conformista, ex combattente nella Re- sitore, nato a Palermo nel 1923. È stato li e controversi come Anouilh, Fassbinder,
sistenza piemontese, da sempre impe- autore di molte canzoni di successo in- Eliot, Natalia Ginzburg e tanti altri. Ha
gnato nell’azione culturale, Roversi ha terpretate da artisti celebri come Mina, lavorato anche in televisione firmando la
fondato con Pier Paolo Pasolini e Fran- Betty Curtis, Equipe 84, Peppino di Ca- regia di importanti sceneggiati interpre-
cesco Leonetti la rivista Officina ed ha ge- pri, Iva Zanicchi, Tony Dallara, Giorgio tati dai migliori attori di teatro prestati al
stito per molti anni la Libreria Palma- Gaber, Marino Marini e tanti altri. Fra i piccolo schermo, fra cui Le sorelle Mate-
verde, a Bologna, attività con le quali in- numerosi titoli della sua discografia ri- rassi con Sarah Ferrati, Rina Morelli, No-
tendeva promuovere l’idea che la cultu- cordiamo Chariot, È l’uomo per me, Se ba- ra Ricci e Giuseppe Pambieri. È stato
ra potesse incidere nel rinnovamento del- cio la tua bocca, Grazie tante, Caldo è l’amo- inoltre docente di recitazione presso l’Ac-
l’uomo e della società. Ma Roversi è cer- re, Sogno d’amore twist. cademia Nazionale Silvio d’Amico.
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RICCARDO PRADELLA universitario e presidente della Fonda-
Riccardo Pradella è scomparso il 24 agosto zione Palazzo Ducale a Genova. Nato a
scorso. Attore, autore, insegnante di recita- Dernice, nell’alessandrino, nel 1936, Ba-
zione lascerà al teatro e alla musica un gran- gnasco aveva esordito nel teatro come
de vuoto. Nato a Dobbiaco (BZ) nel 1943 attore e regista per poi passare al cine-
si è diplomato a 23 anni presso l’Accademia ma e alla televisione. In Rai ha lavorato
dei Filodrammatici di Milano, sotto la gui- come autore e sceneggiatore firmando
da di Esperia Sperani, a pieni voti e con me- sceneggiati come L’Eneide, Vita di Mus-
daglia d’oro. Scritturato dal Teatro Stabile di solini e Ligabue; come conduttore colla-
Torino dove partecipa allo spettacolo Se que- borando con Gianni Minoli a Mixer Cul-
sto è un uomo di Primo Levi per la regia di tura e con Dario Vergassola a Tenera è la
Gianfranco De Bosio, dal 1967 fa esperien- LUCIO QUARANTOTTO notte e infine come Capostruttura della
za di teatro di ricerca presso il centro cultu- È deceduto il 31 luglio scorso, l’autore e Liguria.
rale di Milano Il Trebbo partecipando al- compositore Lucio Quarantotto. Nato a
l’Estate d’arte milanese con lo spettacolo An- Mestre nel 1957, incide il suo primo disco,
tigone diVittorio Alfieri interpretando la par- dal titolo Di mattina molto presto, nel 1982
te di Emone. Scritturato poi dal Teatro San e vince il Premio Tenco come migliore
Babila di Milano fa assistenza alla regia per opera prima nel 1984; dopo un secondo
Fantasio Piccoli, Ernesto Calindri,Vittorio disco del 1986, Ehi là, inizia a collaborare
Cottafavi. Contemporaneamente alla sua car- con Franco Battiato e Caterina Caselli per
riera teatrale compone, nello stesso periodo, vari progetti discografici. Al Premio Tenco
i testi di una cinquantina di canzoni, e nel del 1990 presenta il suo L’ultima nuvola sui
’68 partecipa al Festival di Sanremo con la cieli d’Italia che ottiene un grande consen-
canzone Da bambino interpretata da Massi- so di critica e di pubblico. A partire dagli
mo Ranieri e dal complesso I Giganti. anni Novanta continua la sua attività di au-
Nel 1970 riapre con l’amico attore Paride tore scrivendo per molti interpreti della
Calonghi lo storico Teatro dei Filodramma- scuderia Sugar. Fra i brani più conosciuti,
tici di Milano distrutto dai bombardamenti Con te partirò portato al successo da Andrea
del ’43 e fonda una Compagnia Stabile di Bocelli, per il quale Lucio Quarantotto ha
ex-allievi dell’Accademia.Viene eletto Pre- scritto anche Canto della Terra. Suo il bra- FRANCO REITANO
sidente della Cooperativa nel 1979, carica no presentato a Sanremo da Filippa Gior- È morto a Milano Franco Reitano, fra-
che ha mantenuto per quindici anni fino al dano. In autunno sarebbe dovuto uscire un tello di Mino, autore di molti brani mu-
giugno del 1994. Dal ’70 al ’94 partecipa co- suo nuovo lavoro, dal titolo provvisorio Al- sicali e manager del cantante reggino
me attore, con parti rilevanti, a quasi tutti gli la fine di un concerto rock. scomparso nel 2009. Il presidente della
spettacoli del gruppo e firma alcune regie Regione Calabria Giuseppe Scopelliti
riscuotendo lusinghieri consensi dalla criti- ha espresso il proprio cordoglio alla fa-
ca nazionale e dal pubblico. Nel 1985 suc- miglia: ‘’Sono commosso, Franco infat-
cede ad Ernesto Calindri alla guida del Cor- ti, oltre ad aver composto, assieme al fra-
so di Recitazione presso l’Accademia dei Fi- tello Mino, tante canzoni di successo, è
lodrammatici di Milano. All’attività teatrale stato portatore di grande valori umani.
ha sempre alternato attività televisiva e ra- Il maestro, come del resto lo sono tutti
diofonica presso la RAI e la Radiotelevisio- i calabresi, era attaccato in maniera vi-
ne Svizzera di Lugano. Intensa inoltre l’atti- scerale alla sua terra. La Calabria perde
vità nel campo della pubblicità televisiva, del con lui - ha concluso il Governatore -
doppiaggio e dei filmati per la formazione uno dei suoi figli migliori’’. Fra i suoi
professionale e l’informazione. In campo ci- ARNALDO BAGNASCO maggiori successi ricordiamo Avevo un
nematografico è stato protagonista del film È deceduto a luglio nella sua casa di cuore che ti amava tanto, Una chitarra cento
di Francesco Canova: Marino, il mare trasmesso campagna del cuneese Arnaldo Bagna- illusioni, Italia e La piazza del mio paese
più volte in varie televisioni europee. sco, regista e autore televisivo, docente (con Leo Ceroni).
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l’Estate Romana, la kermesse culturale che ria della musica e dello spettacolo in Si-
ha riportato la gente nelle piazze dopo glicilia. Nato nel 1950, è già presente negli
anni di piombo. Fautore dell’incontro tra appuntamenti musicali più significativi dei
primi anni ’70 con la sua inseparabile chi-
intellettuali e cultura popolare, ha diffuso
in Italia e nel mondo un nuovo modo di tarra e la sua voce capace di veicolare in-
fare intrattenimento che è stato oggetto tense emozioni. Artista a tutto tondo, pur
di studio in Francia e negli Stati Uniti. Èdedicando gran parte del suo tempo alla
musica, non abbandonerà mai i suoi inte-
stato, poi, anche assessore alla cultura a Na-
poli, durante la giunta Bassolino. ressi nell’ambito delle arti figurative che
Nato nel 1942 a Roma, si era laureato in gli permetteranno di firmare per 30 anni
LAURA GRIMALDI architettura con Ludovico Quaroni nel le scenografie della più prestigiosa com-
È deceduta all’inizio di luglio a Milano pagnia di teatro cabaret dell’Italia Meri-
1969 e all’architettura si è dedicato proget-
la scrittrice Laura Grimaldi, nota gialli- tando, come ha affermato dalle pagine web dionale. Nelle pause, si dedica anche alla
sta e direttrice delle più popolari colla- pittura e, oggi, a ragione si considerano
del suo sito ufficiale “una bella casa popo-
ne di narrativa Mondadori. Nata a Ru- privilegiati i possessori di alcune sue tele
lare ad Aprilia, costruita nel 1978, di sessanta
fina (Firenze), si trasferì nel capoluogo appartamenti i cui abitanti non si sono an-di singolare bellezza.Tra gli anni ‘80 e gli
lombardo alla fine degli anni Cinquanta cora lamentati” e partecipando al gruppo anni ’90 la sua vena multiforme si mette
per lavorare nel mondo dell’editoria. Dal- che ha vinto nel 2006 il primo premio al in gioco componendo le musiche e le
la collaborazione con Mondadori come Concorso per la riqualificazione di Largo canzoni della commedia musicale Grazie
editor, traduttrice e critico letterario e Augusto Imperatore a Roma; ha inoltre fat- Mille, le canzoni degli album Buela e Me-
infine autrice di romanzi e reportage, ri- to parte del Consiglio dei Docenti della lodia Mediterranea, l’inno ufficiale della Pa-
sulta una immensa produzione letteraria Scuola di Alta Formazione in Architettura lermo Calcio, Un fiore rosanero, le musiche
nell’ambito di una narrativa di genere, il ed Archeologia della Città Classica del- della commedia musicale Nemiciamici. Il
giallo, che la Grimaldi è riuscita a nobi- l’Università Mediterranea di Reggio Ca- suo estro gli consente di trasformare le
litare e a far assurgere a livello di eccel- musiche originali per il cabaret da moti-
labria. I suoi interessi poliedrici lo hanno
lenza letteraria, curandone, inoltre, la tra- portato ad occuparsi di cinema e di teatro vetti orecchiabili in composizioni capaci
sposizione per il teatro e la radiofonia. Il di imprimere ritmo e verve alle gag degli
sia in veste di organizzatore che di autore:
suo ultimo romanzo Faccia un bel respiro è stato sceneggiatore nonché protagonista attori. La produzione, a partire dal 2000,
(Mondadori) racconta con ironia ed acu- di Utopia, Utopia di Azio Cascavilla e di Adiventa sempre più variegata e compren-
tezza la storia della patologia polmona- proposito di Roma di Egidio Eronico, e con de: la colonna sonora del film L’uomo ca-
re che l’ha portata alla morte e descrive Marilù Prati ha condotto il Laboratorio ne, le musiche per Il malato immaginario di
le vicende dei personaggi che ha incon- Teatrale dell’Università Mediterranea di Molière, per la commedia musicale Pane
trato nel corso della sua esperienza. Reggio Calabria. Ha scritto numerosi sag- amore e …, le canzoni dell’album Terra e
gi su cinema, architettura, teatro. mare, la ballata ironica e pittoresca L’im-
presa dei Mille. Tra le sue canzoni rimane
impressa nella memoria dei Siciliani A
Vucciria, adottata come sigla di trasmissio-
ni televisive in più parti del mondo, de-
dicata al noto mercato palermitano che,
l’anno successivo alla composizione del
brano, viene immortalato dalla famosa
omonima tela di Renato Guttuso. Il suo
amore per la sua terra è stato e continua
RENATO NICOLINI, ad essere ricambiato da tutti gli estimato-
SOGNATORE METROPOLITANO MELODIA MEDITERRANEA ri di questo poliedrico artista che ha sa-
È morto a Roma il 7 agosto Renato Ni- IN PARADISO puto coniugare, con gusto, più tendenze
colini, architetto, autore, promotore cul- Il 21 marzo si è spento Massimo Melo- musicali facendole convergere in uno sti-
turale, ex parlamentare, ex assessore alla dia, cantautore e musicista raffinato, che le originale che è senza dubbio un mo-
cultura della Capitale e inventore del- ha lasciato un segno indelebile nella sto- dello per i giovani musicisti dell’Isola.
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BOLLETTINO SOCIALE
Per consultare gli atti e i comunicati pubblicati nel Bollettino Sociale on-line
del sito Siae, cliccare sul testo del documento desiderato.

◗ ATTI GENERALI
Approvazione del bilancio consuntivo 2011
Riunione della Commissione dei ricorsi

◗ SEZIONE MUSICA
Riunione della Commissione della Sezione Musica del 14 giugno 2012
Variazioni di repertori registrate nel 2° semestre 2011

◗ SEZIONE LIRICA
Proroga Comitato Tecnico della Sezione Lirica

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ORGANI SOCIALI

COMMISSARIO STRAORDINARIO SEZIONE CINEMA Editori


Gian Luigi Rondi Autori Giunti Editore Spa – Samantha Raugei
SUB-COMMISSARI Antonino Biocca detto Tony Giulio Einaudi Editore – Laura Piccarolo
Mario Stella Richter Laura Ippoliti Principato Giuseppe Casa Editrice Spa – Girolamo
Domenico Luca Scordino Domenico Mezzatesta (Pres.) Potestà (Vice Pres.)
Serafino Murri RCS Libri Spa – Alberta Locati
(Nominati con DPR del 9 marzo 2011) Massimo Sani
Vittorio Benito Sindoni SEZIONE LIRICA
Produttori Autori
COMMISSIONI DI SEZIONE Warner Bros Italia Spa – Paolo Ferrari Marco Betta (Vice Pres.)
SEZIONE MUSICA Racing Pictures Srl – Alessandro Fracassi (Vice Carlo Boccadoro
Autori Pres.) Dario Oliveri
Giuseppe Amendola Editori
Giuseppe Andreetto SEZIONE DOR Fonit Cetra Music Pub. Srl – Teresita Beretta (Pres.)
Vincenzo Barbalarga Autori Sonzogno Casa Musicale Sas – Piero Ostali
Gianfranco Borgatti Valentina Amurri Sugarmusic Spa – Alessandro Savasta
Bruno Mario Lavezzi Flavio Andreini
Ezio Leoni Linda Brunetta Caprini (Vice Pres.) COLLEGIO DEI REVISORI
Franco Micalizzi (Pres.) Roberto Cavosi Presidente Benito di Troia
Carlo Pedini Michele Mirabella Giovanni Fiori
Cristiano Minellono Biagio Proietti (Pres.) Massimiliano Nova
Giuseppe Vessicchio Concessionari Supplenti
Editori D’Arborio Sirovich Paola – Paola Perilli Romana Sciuto
Bideri Cevel Spa – Silvia Bideri Villevieille (Vice Pres.) Antonia Brancati Srl – Antonia Brancati Giampiero Riccardi
Curci Edizioni Musicali – Alfredo Gramitto Ricci
Di Più Srl – Pier Angelo Mauri SEZIONE OLAF
Emergency Music Italy Srl – Pietro Colasanti Autori CONTROLLO INTERNO Raffaella Gambini
Galletti-Boston Srl – Anna Galletti Alessandro Occhipinti (Pres.) DIRETTORE GENERALE Gaetano Blandini
Montefeltro Edizioni – Giorgio Giacomi Franco Pallotta
Novalis Edizioni Mus. e Discografiche – Roberto Ri- Natale Antonio Rossi
naldi
Sym-Music Srl – Anna Lombardoni
Mascheroni – Andrea Cotromano
Universal Music Italia Srl – Claudio Buja

AVVISO AGLI ASSOCIATI

Si informano gli associati che nei giorni 2 novembre, 24-31 dicembre 2012 gli uffici della Direzione Generale, delle Sedi,
dei Presidi e delle Filiali Siae resteranno chiusi con l’eccezione dei seguenti servizi:

· Pubblico Registro Cinematografico


· Pubblico Registro Software

Si invitano in ogni caso gli associati a consultare preventivamente gli avvisi pubblicati sul sito internet della Società
(www.siae.it) o a prendere contatto con gli uffici desiderati per verificarne l’operatività nei giorni indicati.
Believe
B ievee è il di
distributo
distributore
tribut re digitale
igitale llead
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Europa,
opa, con sede a
Parigi e divisioni in Italia e nei m maggiori
aggiori mer
mercati
ca
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mondo. La maggior parte delle etichette, artisti, distributori
indipendenti
indipen ndenti italiani ssii af
affidano
fffidano a Be Believe
elieve Italia ed è grazie ad
essi ch
che
he Believe distdistribuisce
tribuisce il me meglio
glio della musica
mussica italiana
ed inte
internazionale
ernazionale ne nel
el mondo: Po Pooh,
ooh, Modà, Alice,
A Mina,
Mondo o Mar
Marcio,
cio,, Rob
Roberto
berto Angelin
Angelini,
g i,, MarMarco
co Sabiu,
Sabbiu,, Angelo
g
Brandu uardi, Fabio Concato, Ch
Branduardi, hecco Zalone
Checco e, Eugenio
Zalone,
Finardi,
Finar di,, Amii Stewart,
Stewarrt, T Tiromancino,
iromancino, Prince Roy Royce,
yce, Gabry
Ponte, Cristian Mar rchi, Paolo Benvegnù,
Marchi, B Pa
aolo Fr
Paolo esu,
Fresu,
Dolcenera,
Dolcen nera, Stefano Di D Battista ed i grandi della a musica di
tutti i tempi, Mod Modugno,
dugno, Carus Caruso,
so, Miles Da Davis,
avis, Louis
Armstrong,
Armstr o
ong, Ella Fitzg
Fitzgerald,
erald, Elvis Pr Presley
e
esley e molti altri.
a

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