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486 RIMORSO DI UNA MADRE

Monologo

Una donna sui 40 anni sta riponendo in


una valigia gli abiti della figlia deceduta)

Mi chiamo (mettere puntini è il suo vero


nome) Annet, vengo da un paesino del
nord della Francia, quando sono arrivata
qui, avevo 20 anni. Ero bella, slanciata nel
corpo con i rotondi al posto giusto. Per la
strada agli uomini veniva l’aqquolina in
bocca.
Ho trovato lavoro come babysitter in una
famiglia benestante ma litigiosa per via
che la ‘signora’ era gelosa del marito con
ragione. Almeno, così sembrava. Quando
la moglie l'ha trovato a letto con me, se
n’è andata con la bambina.
Sono restata incinta.
Amavo quel bel signore che soldi non ne
aveva, anzi era pieno di debiti… tanto che
fummo costretti a lasciare il lussuoso
appartamento.
Mia figlia è nata nella miseri, camera
d'affitto e valigie sempre in mano… lui
pieno di donne.
Un ficomane.
M'ha piantata.
Sola con la bambina.
Disperazione, solitudine.
Ho trovato lavoro. Cameriera.
Odio e livore verso il padre di mia figlia
sono stati i sentimenti che mi hanno tenuto
in piedi per tutti gli anni a venire.
E vendicarmi.
E disturbarlo e il desiderio di rovinarlo.
Di farlo impazzire.
Mia figlia è cresciuta tra una scenata e
l'altra che andavo a fargli dove lavorava.
Ogni pretesto era buono: e non te ne
occupi, e i soldi… e sei un mascalzone.
Tesa com’ero nell’ escogitare nuove
tecniche contro di lui, non mi sono
nemmeno accorta che mia figlia stava
crescendo.
Minuta, silenziosa, bellissima.
A 14 anni, s'è fatta il primo buco.
Me ne sono accorta dopo due anni.
Era sempre fuori casa "sono dalla mia
amica, dormo da lei…"
A me faceva anche comodo. Altri uomini,
altre storie.”
Lui, il porco, si era risposato.
Odiarlo era il mio alimento.
Pensavo come ammazzarlo.
La bimba a 18 anni era un Pusher.
Si drogava e smerciava.
Si prostituiva pure.
Figlia cresciuta senza padre.
Avevo bisogno d’aiuto dell’uomo con cui
l’avevo generata.
Nell’ultimo anno lo schifoso si occupava
di sua figlia, ma era tardi.
Troppo tardi. Aids.
21 anni, comunità, una dopo l'altra.
Dalla droga ne è uscita dall'AIDS no.
Quando ho saputo della malattia sono stata
solo capace di scagliarmi ancor più
violentemente contro suo padre… "Colpa
tua, non te ne sei occupato!"
Non solo, aveva lasciato anche la seconda
moglie… stava con un'altra ora.
Cercavo di amare quell’esserino solo, non
sono riuscita a ritrovare l'amore che avevo
per lei… dio mio… quanti anni fa?
La mia bambina… stava morendo… e io
sempre più rabbiosa… odiosa…
egoista… fino all'ultimo.
Ora che non posso fare più niente… mi
rendo conto che tutto l'odio che ho avuto
per l'uomo che "non mi aveva amata", lo
sbattuto addosso a mia figlia.
Guardo le sue fotografie, tocco le sue
cose… e mi chiedo, senza riuscire a
capire, perchè sia successo tutto 'sto
sfacelo.
Mi chiedo: dove è finita la ragazza che
ero?
Chi mi ha mangiato fuori dal cuore tutti i
buoni sentimenti…
L'amore naturale, quello che ogni madre
ha per un figlio che hai fatto da lei… che
gli animali conservano sino alla fine, se
n’era andato… con la comprensione, la
generosità… la pietà.
Niente!, arida una foglia secca.
La guardo bellissima nella sua cassa
bianca. Magra. Tanto smagrita. Persino la
testa… il cranio si era incredibilmente
rimpicciolito.
La guardo e le sussurro Perdonami bimba.
Perdonami. Come ho potuto abbandonarti?
L’accarezzo… e mi maledico… ma
indietro no si può tornare.
Ho la disperazione addosso che non mi
lascerà mai più.
FINE