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CARLO MADERNO

PROGETTO A SAN PIETRO

Il progetto iniziale della chiesa di San Pietro era del Bramante, poi verrà riprese da
Michelangelo e prevedeva una chiesa a pianta centrale ma esso era stato ritenuto
inadatto ad un adeguata celebrazione di qualsiasi funzione sacra.
Molti altri artisti lavorarono in questa chiesa, Michelangelo creò la cupola ma la sua
concezione di chiesa come massa unica non era più sufficiente.

Maderno in linea con le esigenze di una nuova immagine della chiesa controriformista
riprendendo lo schema della croce latina, inoltre inserì nel progetto di Michelangelo la
facciata e la navata aggiungendo alla navata centrale un avancorpo longitudinale.
Riuscì ad ideare una navata centrale con volta a botte riprendendo le articolazioni
interne dal Bramante e il sistema esterno da Michelangelo; quelle laterali sono invece
una sua completa invenzione.

Lui progetta una facciata bassa per non coprire la cupola con un unico ordine di
colonne con sopra un attico che funge da elemento di raccordo.
Per limitare la lunghezza aveva anche previsto la costruzione di due campanili laterali
che però non verranno realizzati.
PIETRO DA CORTONA

Pietro fu figlio di artigiani e Commodi fu il suo maestro che lo accompagnò a Roma


dove studiò diversi pittori Rinascimentali tra cui lo stesso Raffaello e lavorò per le
famiglie più importanti.
Lui fu un pittore e un architetto ma non riuscendo ad affermarsi come architetto
diede avvio alla pittura barocca.
In pittura troviamo una narrazione con l’introduzione di effetti prospettici di
sfondamento della parete.

TRIONFO DELLA DIVINA PROVVIDENZA (P.463)

Questo dipinto lo troviamo sulla volta del palazzo BARBERINI.


-L’affresco celebra la bellezza del palazzo e della corte Barberini, questo dipinto
voleva celebrare il potere temporale e spirituale di questa famiglia, e attraverso il
dipinto si mostra al grandezza di quest’ultima sotto il pontificato di Urbano VIII.
-il dipinto riesce a dare una profondità prospettica molto accentuata e una visione
molto complessa e unitaria
-5 scene suddivise da una grande cornice, ma la visione è unitaria.
-La cornice è monocroma interrotta da 4 medaglioni con decorazioni in finto bronzo.
-La scena principale del riquadro è la divina provvidenza, evidente poiché circondata
da una luce molto aggettante.
-In alto troviamo le 3 virtù (fede speranza e carità) che sorreggono una corona di
Alloro, la quale a sua volta raccoglie 3 API emblema della casata e della Sapienza.
-Sopra di esse la GLORIA mostra le chiavi d’oro simbolo dell’autorità pontificia, e LA
PERSONIFICAZIONE DI ROMA che innalza il cappello tipico del papa Urbano.
-Simbolo del potere spirituale e temporale del pontefice sono quindi le virtù e altre
figure come la Verità e L’eternità.
Nei quattro riquadri laterali vengono rappresentati gli episodi più importanti durante
il pontificato di Urbano VIII.
Nei medaglioni invece troviamo le virtù della temperanza, della giustizia, della
fortezza e della prudenza.
-Qui troviamo una grande ricchezza nei particolari, un grande dinamismo, illusionismo
prospettico, poiché l’osservatore non deve subito comprendere il significato
dell’opera ma deve anzitutto rimanerne stupito.
-Le 3 arti anche qui si fondono.