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La tradizione morale cattolica

articolo
sui temi di fine vita
Gonzalo Miranda, L.C.

1. La dignità della vita umana secondo il cristia- per Dio che conserva la loro vita, dà loro lo
nesimo spirito e concede loro la salute»3.
Allo stesso modo, il valore dell’individuo e

C oincidono quasi tutti gli autori –


favorevoli o contrari all’eutanasia
– nel considerare che la diffusione
del cristianesimo ha significato una profonda
“rivoluzione” nel mondo antico, in rela-
della sua vita non dipende più dalla sua uti-
lità per la polis. Come dice G. Iadecola, l’eu-
tanasia nell’età antica si
fondamentalmente su una visione colletti-
vista dell’uomo. «Questa concezione fu
basava
Professore
Ordinario, Facoltà
di Bioetica, Ateneo
zione alla visione della morte, del suicidio e smantellata dalla civiltà cristiana, la quale Pontificio Regina
Apostolorum,
dell’eutanasia1. prevalse, come è stato osservato, non tanto Roma
Potremmo dire che il cristianesimo diffuse in virtù di un riferimento teologico al valore
una nuova antropologia. L’uomo è stato creato della vita come dono di Dio, quanto per la
da Dio, a sua «immagine e somiglianza» (Gn capacità di riscattare l’uomo dal vincolo
1,26). E Dio si è fatto uomo, identificandosi della collettività»4 .
con ogni essere umano ed offrendo il sacri- L’autore si riferisce espressamente all’analisi
ficio della vita per la sua salvezza. Il sacrificio di F. D’Agostino: «Una volta dimostrato che
redentore di Cristo per ogni uomo annulla il fine ultimo dell’uomo è più che politico
le disuguaglianze e le differenze: «Non c’è e che la vita umana ha un’eccedenza rispetto
distinzione tra ebreo e greco, perché uno alla situazione sociale nella quale si trova, si
stesso è il Signore di tutti, ricco per tutti seguiva facilmente la rivendicazione per la
quelli che lo invocano» (Rm 10, 12). Gesù vita stessa di una dignità nuova non cono-
insegnò che tutti sono figli di un stesso sciuta nell’antichità»5 .
Padre (Lc 15) e predicò, con la sua parola ed Per il cristiano, dunque, la persona umana
il suo esempio, l’amore e il servizio ad ogni vivente è sempre degna di rispetto; la sua
uomo, specialmente al più bisognoso: al pec- vita, creata da Dio a sua immagine e somi-
catore innanzi tutto, ma anche al cieco, al glianza, redenta da Cristo, destinata alla vita
Studia Bioethica - vol. 3 (2010) n. 1-2 , pp. 11-20

paralitico, al lebbroso, a chi è stato assalito eterna, è sempre di infinito valore.


per strada... Il cristiano è consapevole che la sua vita è
In questa nuova visione dell’uomo, il valore un dono ricevuto per amore. E che di que-
dell’individuo non dipende dal suo stato di sto dono non è il padrone assoluto, ma un
salute e benessere. «L’etica cristiana non si amministratore libero e responsabile. Gio-
incentra nella cosa “bella e sana”, ma consi- vanni Paolo II, nell’enciclica Evangelium
dera il malato come una persona la cui at- Vitae, afferma che «la vita che Dio offre agli
tenzione deve essere privilegiata per colui uomini è un dono con il quale Dio condivide
che segue Gesù, il quale prende come fatto qualcosa di se stesso con la creatura» (EV n. 34);
a sé quello che viene fatto coi malati»2. e aggiunge che l’uomo è soltanto l’ammi-
Come scrisse l’apologista del quarto secolo, nistratore di un dono del quale deve rendere
Lactantius, parlando dei malati inguaribili: conto (EV n. 52). Il cristiano sa di essere li-
«Sono inutili per gli uomini, ma sono utili bero perché ha ricevuto la libertà come

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dono; ma sa anche che la libertà va sempre neanche si menzionino in essi comporta-


unita alla responsabilità. Nel racconto sul Pa- menti tanto contrari alla vita cristiana e alle
radiso Dio offre tutto all’uomo e gli da abitudini dei membri delle prime comunità.
anche la possibilità di mangiare dall’albero La stessa cosa bisogna dire dei pochi testi
del bene e del male. Ma gli chiede di non della Chiesa primitiva arrivati fino a noi.
farlo; di scegliere liberamente di non farlo. È significativo, inoltre, che uno dei primi
Non è libero l’uomo di mangiare dell’albero scritti di carattere dottrinale, la Didaché, si-
e fare bene. curamente del I secolo, raccolga il coman-
Per questo, il Quinto Comandamento, “non damento contrario all’omicidio ed
uccidere” è un appello alla sua libertà: deve esplicitamente insegni: «non magica facies, non
scegliere sempre di evitare l’uccisione del- medicamento mala facies; non occides filium in
l’altro o di se stesso. Non è libero l’uomo di abortum, nec natum succides»8 .
procurare la morte dell’altro (o di se stesso) Questo testo riflette sinteticamente l’atteg-
facendo bene. giamento di fondo dei primi cristiani per i
quali semplicemente l’uccisione volontaria
2. La dottrina cristiana sul suicidio e l’eutanasia non è ammissibile. Per quell’atteggiamento
di fondo respinsero e si opposero ad alcune
Sulla base dell’antropologia appena ricor- abitudini dei pagani tra i quali vivevano,
data, i cristiani hanno sempre rifiutato mo- come l’aborto e l’infanticidio, le lotte di gla-
ralmente il suicidio e l’eutanasia6, in quanto diatori, ecc. Questa differenza viene espressa
atti uccisivi, contrari alla dignità della per- molto bene nella Lettera a Diogneto, di autore
sona umana e alla sacralità (indisponibilità) anonimo: «I cristiani non si distinguono
della sua vita. dagli altri uomini né per il luogo in cui vi-
vono, né per il loro linguaggio, né per il loro
a. Dottrina univoca dalle origini modo di vivere. Seguono le abitudini degli
abitanti del paese, tanto nel vestire come in
Alcuni autori sostengono che il rifiuto del tutto il loro stile di vita. Come tutti, si spo-
suicidio e l’eutanasia non sorse dagli inizi del sano e hanno figli, ma non si disfanno dei
cristianesimo ma fu maturando progressiva- figli che concepiscono. Hanno la mensa in
mente, fondamentalmente per influsso di comune, ma non il letto»9.
sant’Agostino. Certamente, sappiamo che ci furono, qua o
Altri autori si esprimono in senso contrario. là, alcuni individui o gruppi che confusero
H.Y. Vanderpool lo dice chiaramente: «Dai il martirio con il suicidio, e cercarono il
suoi inizi, la cristianità si oppose alla morte martirio come una specie di fuga dal mondo
autoindotta a causa della sofferenza o la di- o come un trionfo. È il caso, per esempio, di
sperazione. Contrariamente al mito che alcuni membri della setta dei Donatisti (pre-
molta gente commise suicidio per scappare sente in Africa dal 311 al 411)10. Ma ciò non
dalla vita e stare con Dio, Cristo, e gli esseri significa che tale fosse il vero “atteggiamento
cari che erano partiti già, i primi cristiani si cristiano”, come non lo erano altri errori
opposero ardentemente alla morte autoin- propri di quella o di altre sette.
dotta»7.
È vero che, come alcuni segnalano, non tro- b. Sant’Agostino
viamo nel Nuovo Testamento nessuna chiara
condanna del suicidio o l’eutanasia. Ma la Il Santo nato a Tagaste sottolinea forte-
stessa cosa bisognerebbe dire, per esempio, mente, contro il pensiero dei manichei e dei
dell’aborto o l’infanticidio. Bisogna tener neoplatonici, coi quali era stato assai legato,
conto che si tratta di scritti destinati ad an- il valore della vita e del corpo. Sostiene che
nunciare la Buona Novella e ad incoraggiare l’uomo ha un istinto profondamente radi-
ed orientare i primi seguaci di Gesù, e non cato che lo spinge a difendere la sua vita ed
di trattati di morale. È comprensibile che il suo corpo, ragion per cui non fu necessa-

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rio formularlo in un comandamento. Benché il gesto suicida possa sembrare, in


Quell’istinto, messo da Dio nell’uomo, è certe occasioni, espressione di grandezza
buono11. d’animo, in realtà per Agostino è un segno
Sant’Agostino riconosce che molte volte le di debolezza ed un gesto che non è inspirato
circostanze rendono insopportabile la vita e da un sano giudizio. Questo è ancora più
inducono la persona afflitta dalla sofferenza evidente nel caso di una persona che com-
a farla finita. Ma si oppose radicalmente al- mette suicidio per fuggire da una vita di pri-
l’approvazione morale del suicidio, in pole- vazioni, dolore fisico, o, ancora peggio, dalle
mica coi pagani e coi Donatisti. mormorazioni degli altri15.
Commentando i casi delle donne che si sui- Per il vescovo di Ippona, il suicidio è proi-
cidarono durante il saccheggio di Roma da bito dal comandamento «non uccidere», so-
parte delle truppe di Alarico, per evitare gli prattutto se teniamo presente che non si
stupri, Agostino esprime innanzitutto la sua aggiunge l’addizione «al tuo prossimo»,
comprensione umana: «Alcune donne si sui- come succede invece con la proibizione
cidarono per evitare di soffrire una simile della falsa testimonianza16.
cosa, e senza dubbio qualunque persona Rispetto ai casi di personaggi biblici che
compassionevole sarebbe disposta a com- causarono la propria morte, come Sansone,
prendere le emozioni che portarono loro a Agostino ipotizza che potrebbe trattarsi di
farlo». Ma fa notare immediatamente che gesti di obbedienza ad un’ispirazione divina;
«alcune rifiutarono di uccidersi perché non e se si deve obbedire all’imperatore, con
volevano sfuggire all’atto criminale com- maggiore ragione si deve obbedire al Crea-
messo da altri con un atto peggiore com- tore17.
messo da loro stesse». Successivamente, Come succede con altri temi dottrinali e
ricorrendo alla legge civile, stabilisce un morali, le riflessioni di sant’Agostino segna-
principio generale, valido per ogni tipo di rono profondamente la storia successiva
suicidio: «Perché è chiaro che se nessuno ha della comunità cristiana. Il che non significa,
il diritto privato di uccidere neanche il col- però, che la tradizione cristiana sul suicidio
pevole, e nessuna legge lo permette, allora sia nata con lui.
certamente chiunque uccida se stesso è un
assassino, ed è più colpevole di uccidersi c. Concili e sinodi
quanto più innocente è rispetto al peso per
il quale ha condannato se stesso alla Nei secoli successivi sono pochi i riferi-
morte»12. menti dottrinali relazionati col problema del
Il suicidio non è giustificato dal motivo di suicidio. È interessante, tuttavia, considerare
difendere la modestia personale: la modestia le decisioni prese in alcuni concili, raccolte
è una virtù dell’anima che non può essere da diversi autori18. Il suicidio fu condannato
persa senza il consenso della volontà. Per la nel sinodo di Arles nel 452, sul fondamento
stessa ragione, non è lecito commettere sui- che «chi uccide se stesso uccide una persona
cidio per evitare un’aggressione contro la innocente e commette assassinio». Nel con-
propria virtù. La verginità consacrata non è cilio di Orleans (533) si accordò di rifiutare
innanzitutto un fatto fisico, bensì spirituale, la celebrazione delle funzioni funebri ai sui-
il quale non può essere perso per il contatto cidi per aver commesso un atto criminale19.
fisico, ma solamente attraverso un atto della Anche nel sinodo di Braga (561) si decise
propria volontà13. È assurdo, ugualmente, che non dovrebbe essere celebrata la fun-
dire che qualcuno deve togliersi la vita per zione funebre religiosa dopo un suicidio. Un
evitare di cadere nel peccato: innanzitutto, sistema di restrizioni della condanna del sui-
non è sicuro che debba cadere nel peccato, cidio fu stabilito per la prima volta nel si-
perché il cristiano si fida dell’aiuto di Dio; nodo di Antisidor in 590. Nell’anno 623 il
ma, inoltre, il peccato sicuro del suicidio è XVI concilio di Toledo annunciò che
più grave del possibile adulterio14. chiunque tentasse il suicidio sarebbe stato

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scomunicato. Il sinodo di Nimes (1096) grave, privandosi del tempo necessario per
adottò la risoluzione di negare il funerale in la penitenza. Ugualmente, non è lecito che
suolo consacrato a coloro che avessero com- una donna si uccida per evitare di essere
messo il suicidio20. violentata: non deve commettere il delitto
Pertanto, la tradizione si è andata consoli- più grave verso se stessa, il suicidio, per evi-
dando, ma per un’elaborazione dottrinale di tare il delitto minore, commesso da un altro;
fondo bisognerà aspettare la nascita della in realtà, se la donna è violentata senza il suo
Scolastica, e concretamente la riflessione fi- consenso non commette peccato. Infine, a
losofica e teologica di un altro dei grandi pi- nessuno è lecito uccidersi per paura di con-
lastri del pensiero cristiano: san Tommso sentire al peccato: non si deve fare il male
d’Aquino. affinché venga un bene, o per evitare la
colpa, specialmente se si tratta di colpe mi-
d.Tommaso d’Aquino nori o meno sicure; e bisogna tenere pre-
sente che Dio può liberare l’uomo da
San Tommaso raccolse, in questo come in qualunque tentazione. Alla fine dell’articolo,
altri molti temi, l’eredità agostiniana, e con- raccoglie anche le riflessioni di sant’Ago-
temporaneamente approfondì i suoi ragio- stino sui santi che si tolsero la vita e sull’in-
namenti ed esercitò poi un influsso notevole gannevole apparenza di prodezza in alcuni
sul pensiero della Chiesa Cattolica fino ai gesti suicidi.
nostri giorni21. Il terzo dei tre motivi presentati nel corpo
Nella Summa Theologiae si domanda San dell’articolo, quello che riconosce solo a Dio
Tommaso «se è lecito il suicidio». La rispo- il potere sulla vita e la morte, sarà quello che
sta, chiaramente ispirata nei testi di san- più profondamente segnerà la riflessione po-
t’Agostino, è contundente: «il suicidio è steriore. Secondo A. Autiero22: «La tesi clas-
assolutamente illecito per tre motivi». In- sica della tradizione teologico-morale,
nanzitutto, il suicidio è contrario alla legge affonda le sue radici nella riflessione di san
naturale, in quanto si contraddice la ten- Tommaso. Ripresa dai maggiori umanisti e
denza naturale all’autoconservazione ed è considerata da Kant, Loewith ed altri come
anche contrario alla carità con la quale l’unica in fondo saldamente motivata, si può
ognuno deve amare se stesso. In secondo esprimere così: “Dio creatore è l’unico Si-
luogo chi si suicida commette un’ingiustizia gnore della vita e della morte. L’uomo, per-
contro la società, della quale fa parte. Final- tanto, non è signore assoluto di se stesso. In
mente, il suicidio è un peccato contro Dio, conseguenza, all’uomo corrisponde sola-
in quanto la vita è un dono divino e solo a mente il diritto di usare, ma non il diritto di
Dio appartiene il giudizio di vita o morte. disporre in subtantiam della sua propria vita.
Nella risposta agli argomenti contrari, san Chi si appropria della sua vita usurpa i diritti
Tommaso rafforza alcuni dei ragionamenti della sovranità di Dio”»23 .
presentati e ne offre degli altri. L’uomo, dice, D.A. Cronin spiega così l’influsso di san
può disporre di se stesso per le cose della Tommaso su questo tema: «San Tommaso
vita presente che sono regolate dal libero ar- ebbe una straordinaria comprensione della
bitrio. Ma il passo da questa vita ad un’altra metafisica e per ciò produsse una riflessione
più felice non dipende dalla libera decisione etica altrettanto straordinaria. Col risultato
dell’uomo, bensì da un intervento di Dio. che il suo trattato sul suicidio nella Summa
Non è lecito neanche il suicidio per fuggire Theologiae, è stata la base delle discussioni
da qualunque miseria della vita terrena, per- teologiche susseguenti sul tema attraverso gli
ché la morte è l’ultimo e più tremendo dei anni. I teologi posteriori a san Tommaso fu-
mali della vita presente. Allo stesso modo, rono fortemente influenzati dalla sua argo-
non è lecito suicidarsi per un peccato com- mentazione. Alcuni, in realtà, si
messo, soprattutto perché in quel modo accontentarono nel citarlo direttamente o
l’uomo danneggia se stesso in maniera con una mera parafrasi del suo testo»24.

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e. Il Magistero cattolico universale molto forte nella sua lettera enciclica Evan-
gelium vitae: «In conformità con il Magistero
Nella stessa linea della Tradizione e dei teo- dei miei Predecessori e in comunione con i
logi si è pronunciato il Magistero cattolico Vescovi della Chiesa cattolica, confermo che
universale. A partire dalla metà del secolo l’eutanasia è una grave violazione della
XX cominciò ad affermarsi in alcune società Legge di Dio, in quanto uccisione deliberata
il favore anche legale verso l’omicidio per moralmente inaccettabile di una persona
pietà o l’omicidio del consenziente, ormai umana. Tale dottrina è fondata sulla legge
designati con il termine «eutanasia». Per naturale e sulla Parola di Dio scritta, è tra-
tanto, l’attenzione dei pontefici si orientò smessa dalla Tradizione della Chiesa ed in-
verso questa pratica. segnata dal Magistero ordinario e
Prima ci fu una severa e secca condanna universale» (EV, 65).
morale, da parte di papa Pio XII, del pro-
gramma di eutanasia che si stava applicando 3. La questione della “obbligatorietà terapeutica”
in Germania da parte del regime nazista. Si
pronunciò contro l’eutanasia in cinque allo- Meno conosciuta, ma non meno impor-
cuzioni, e il Santo Ufficio si pronunciò, nel tante, è la tradizione della teologia morale
1940, con una chiara allusione al programma cattolica e la dottrina del Magistero sul do-
nazista, dichiarandola «contraria al diritto vere morale di ricorrere ai mezzi necessari
naturale e divino positivo». per la vita e la salute.
Il Concilio Vaticano II menziona l’eutanasia
tra gli attentati contro la vita e le pratiche a. Una lunga e solida tradizione
infami che degradano la civiltà umana (GS
27). Un documento importante è la Dichia- L’impulso iniziale di tutta quella corrente di
razione sull’Eutanasia della Congregazione riflessione partì da Francisco de Vitoria (†
per la Dottrina della fede, del 1980 (Iura et 1546). Nel suo influente trattato di teologia,
bona). In questo testo il edito postumo, il teo-
Magistero ha voluto logo domenicano com-
definire in modo uni- menta la sentenza di san
voco il concetto di eu- Nella Iura et bona il Tommaso d’Aquino sul
tanasia, che viene intesa Magistero ha voluto definire dovere morale di ali-
come «azione o omis- mentarsi. Tommaso
sione che, di natura sua, in modo univoco il concetto aveva insegnato che
o nelle intenzioni, pro- di eutanasia «l’uomo ha l’obbligo di
cura la morte, al fine di utilizzare ciò che dà so-
eliminare ogni dolore» stentamento al proprio
(par. II). Si restringe corpo, altrimenti sa-
pertanto il termine agli atti nei quali il sog- rebbe omicida di se stesso [...] Pertanto con-
getto ha come fine quello di rendere un be- sideriamo che l’uomo abbia il dovere
neficio al paziente («eliminare ogni dolore») morale di nutrire il proprio corpo e di ri-
e come oggetto della volontà (mezzo in correre a tutte quelle cose senza le quali il
vista del fine) causare la morte del paziente. corpo non può vivere»25.
In questo senso, l’atto eutanasico è un atto Francisco de Vitoria si chiede se quest’ob-
strettamente uccisivo: un’uccisione volonta- bligo valga sempre e in qualunque circo-
ria. Pertanto, il Documento lo dichiara sem- stanza. E risponde: «[...] se un malato può
pre moralmente inaccettabile. prendere cibo o alimento con qualche spe-
La stessa dottrina venne proposta da Papa ranza di vita, deve farlo, come dovrebbe es-
Giovanni Paolo II in diversi testi ed è ripro- sere dato al malato [...] Se la depressione di
posta oggi da Papa Benedetto XVI. Gio- coraggio è tanta e la diminuzione della forza
vanni Paolo II si pronunciò in maniera dell’appetito è tale che il malato potrebbe

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prendere alimento solamente con un grande che dedicò ampie riflessioni a questo tema,
sforzo e quasi come una tortura, allora può affermando anch’egli con chiarezza che
essere considerato come un tipo di impos- «l’uomo non è obbligato a conservare la vita
sibilità e pertanto si dà la scusa [...], soprat- con mezzi straordinari e difficilissimi»34,
tutto quando la speranza di vita è esigua o mentre deve ricorrere a quelli ordinari, per-
nulla»26. ché chi li respinge dimostra di volere la sua
Più avanti insiste nel dire che nessuno è ob- morte35. In modo simile si esprimono i Sal-
bligato a ricorrere ad alimenti «delicati e manticenses, come anche sant’Alfonso Maria
preziosi» o a vivere in un posto «più salubre» di Liguori (patrono dei teologi moralisti cat-
per conservare la salute27. Ed in altre opere tolici) e tanti altri.
ritorna sul tema, spiegando che non c’è Questa dottrina costante, presente unanime-
l’obbligo di ricorrere a «tutti i mezzi» per mente in tutti i teologi moralisti dei vari
conservare la vita, ma basta utilizzare i mezzi paesi, arriva fino ai nostri giorni. Negli anni
a ciò di per sé ordinati e congruenti28. cinquanta, quando la stessa posizione era in-
Poco dopo, Domingo Soto, applicò il pen- segnata, per esempio, da Marcelino Zalba,
siero di F. de Vitoria ad alcuni interventi me- teologo morale all’università Gregoriana di
dici: «Nessuno può essere obbligato Roma, papa Pio XII pronunciò un impor-
all’amputazione di un membro o all’inci- tante discorso nel quale raccoglieva e sinte-
sione del corpo che produce un gran do- tizzava tutta quella tradizione. Ma prima di
lore: perché nessuno è obbligato a presentare i testi del Magistero ci soffer-
conservare la vita con tanto tormento, né miamo un momento ad analizzare la strut-
deve essere considerato omicidio di se tura logica che sostiene questa posizione.
stesso»29.
Da quel momento in poi, i principali teologi b. Struttura logica della dottrina cattolica sulla ob-
proporranno riflessioni simili, creandosi una bligatorietà terapeutica
vera corrente di pensiero, o tradizione30.
Con D. Báñez si comincia a parlare di Leggendo i testi dei teologi menzionati
«mezzi straordinari», intendendo come tali sopra possiamo individuare una specie di
quelli che sono eccessivamente dolorosi o «impianto del ragionamento etico», compo-
costosi31. Ricorda il teologo che una cosa è sto sostanzialmente di quattro elementi, gli
non prolungare la vita ed un’altra molto di- stessi intorno ai quali potremo dopo strut-
versa abbreviarla. Il grande Francisco Suárez turare i testi del Magistero attuale.
segnala che, mentre non è mai lecito al- 1 - Ogni persona umana ha l’obbligo morale, in
l’uomo uccidersi, non è obbligato a conser- base alla sua dignità, di ricorrere i mezzi ne-
vare sempre la vita con qualunque mezzo e cessari per la sua vita e la sua salute. Basti qui
in qualsiasi modo, potendo posporla alla vita fare riferimento a quanto espresso prima.
del prossimo o della patria32. È interessante 2 - Quest’obbligo morale non è assoluto, ma
notare che alcuni autori considerano come relativo. Il dovere morale di ricorrere ai
motivo sufficiente del rifiuto di un inter- mezzi necessari per la vita e per la salute
vento medico qualcosa di tanto soggettivo s’impone al soggetto sempre quando non si
come il senso del pudore. L. Lesius men- tratti di interventi che comportano un
ziona il caso di una donna, specialmente una “onere” eccessivo e sproporzionato in vista
vergine consacrata, che sentisse offesa la sua dei benefici prevedibili.
modestia dalla medicazione nelle sue parti Per capire meglio questa affermazione oc-
intime da parte di un uomo. E giustifica il corre tener presente una distinzione fonda-
rifiuto dell’intervento medico dicendo che mentale, molto presente nel pensiero degli
«nessuno è obbligato ad accettare una cura autori citati e molto assente nelle riflessioni
che odia non meno che la stessa malattia o dei moralisti e dei bioeticisti attuali. Si tratta
la morte»33.Un contributo importante fu della distinzione tra i «doveri morali negativi»
quello del prestigioso moralista J. Di Lugo e i «doveri morali positivi».

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I doveri morali negativi sono quelli relativi ad sperimentale della terapia, ecc. Piuttosto,
una azione che moralmente non si deve «straordinario» è sinonimo esatto di «troppo
compiere: non si deve uccidere, non si deve oneroso». In questo senso, sarebbe preferibile
rubare, non si deve torturare, ecc. Questi do- – come dice Iura et bona – designare quel
veri, da una parte obbligano sempre, in quanto tipo di intervento come «sproporzionato»36:
sempre dobbiamo evitare di fare ciò che l’intervento suppone degli oneri pesanti che
non dobbiamo fare; dall’altra, possono sempre sono visti come sproporzionati in relazione
essere adempiuti, in quanto sempre possiamo ai benefici attesi dalla sua attuazione. Ragion
astenerci dal fare ciò che non dobbiamo per cui il paziente non ce la fa ad accettarlo,
fare. in quanto gli arreca un danno non giustifi-
I doveri morali positivi sono quelli relativi ad cato dal bene prospettato.
un’azione che si deve compiere, almeno in 3 - Il dovere di discernere se un determinato
principio: si deve aiutare il prossimo, si de- intervento medico è proporzionato o meno,
vono pagare le tasse, si devono educare i accettabile o meno, spetta al paziente stesso.
propri figli, ecc. In questo caso, da una parte Naturalmente, questo vale soltanto nei casi
non sempre si è obbligati a realizzare ogni pos- in cui il paziente è capace di valutare le pro-
sibile bene o tutto il bene di cui si è capaci; poste terapeutiche e di esprimere la propria
dall’altra, non sempre si possono adempiere al- volontà. Non significa questo che il paziente
cuni doveri positivi obbliganti in generale, a debba essere lasciato a decidere da solo. È
causa di un qualche tipo di «impossibilità». importante tenere insieme quella che pos-
Già Francisco de Vitoria, nel primo testo ci- siamo chiamare la «dimensione oggettiva» e
tato, adduceva che prendere alimento la «dimensione soggettiva» della decisione
quando questo richiedesse «un grande terapeutica37.
sforzo che è come una tortura [...] può es- 4 - Finalmente, l’eventuale decisione da
sere considerato come un tipo di impossibi- parte del paziente di non sottomettersi ad
lità». Orbene, come recita la sentenza un intervento medico, in quanto conside-
classica: «ad impossibilem nemo tenetur». Affer- rato sproporzionato e inaccettabile, non ne-
mare che il soggetto sia moralmente obbli- cessariamente equivale ad un comportamento di
gato a realizzare qualcosa che non può tipo suicida. E il rispetto di quella decisione
realizzare sarebbe costringerlo – immoral- da parte del personale medico non necessa-
mente – ad agire in modo immorale. L’im- riamente equivale ad un comportamento di
possibilità di agire può essere di diversi tipi, carattere eutanasico. Dico «non necessaria-
soprattutto di carattere fisico, psicologico ed mente» nel senso che eventualmente un pa-
etico. ziente potrebbe rifiutare un intervento
Una persona malata, dunque, la quale in ge- medico con la volontà di porre fine alla pro-
nerale ha l’obbligo di ricorrere ai mezzi ne- pria esistenza; e un medico potrebbe accet-
cessari per recuperare la salute e mantenere tare il suo rifiuto – forse anche troppo
la vita, può trovarsi in situazioni nelle quali frettolosamente e senza tentare di far riflet-
gli interventi medici disponibili siano tere il paziente – con la volontà di procurare
«troppo onerosi», quasi come «inaccettabili», la sua morte. Ma, salvo situazioni nelle quali
«insopportabili». Il soggetto non necessaria- ci siano motivi per sospettare l’intenzione
mente è tenuto a sottomettersi ad essi. suicida ed eutanasica, dobbiamo attenerci a
La tradizione della teologia morale cattolica ciò che di fatto e oggettivamente il paziente
ed alcuni testi del Magistero cattolico – esprime e rifiuta. Un conto è rifiutare la vita
come vedremo – si riferiscono a quegli in- ed agire con lo scopo di porre fine all’esi-
terventi o mezzi con l’espressione: «mezzi stenza, un conto diverso – dal punto di vista
straordinari». È importante sottolineare che il morale totalmente diverso – è rifiutare un
significato di questa espressione non era ri- intervento medico considerato sproporzio-
ferito alla «straordinarietà» intesa come no- nato. La vita è «un bene indisponibile»; la te-
vità, difficoltà di applicazione, stato rapia invece è «un bene disponibile», ed

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eventualmente, per questo paziente qui, co- È sempre lecito accontentarsi dei mezzi
stituisce «un male da evitare». normali che la medicina può offrire. Non si
può, quindi, imporre a nessuno l’obbligo di
c. L’insegnamento del Magistero cattolico univer- ricorrere ad alcun tipo di cura che, per
sale quanto già in uso, tuttavia non è ancora
esente da pericoli o è troppo oneroso (Iura
Gli insegnamenti magisteriali sul nostro et bona).
tema si trovano sostanzialmente nei seguenti Il termine «straordinario» qualifica dei mezzi
testi: un discorso di papa Pio XII del 24 no- a cui non si ha mai l’obbligo di ricorrere...
vembre 1957 sui problemi religiosi e morali La vita nel tempo è un valore primordiale
della rianimazione38 (citerò il testo come Pio ma non assoluto, per cui è necessario indi-
XII); la già citata Dichiarazione sull’eutanasia viduare i limiti dell’obbligo di mantenersi in
della Congregazione per la Dottrina della vita... I criteri per distinguere i mezzi stra-
Fede, del 198039 (Iura et bona); il documento ordinari da quelli ordinari sono molteplici
del Pontificio Consiglio Cor Unum, Que- [...] Alcuni sono di ordine oggettivo... altri
stioni etiche relative ai malati gravi e ai morenti, sono di ordine soggettivo [...] Si tratterà sem-
del 198140 (Cor Unum); il Catechismo della pre di stabilire la proporzione tra il mezzo e
Chiesa Cattolica 199241 ai numeri 2278-2279 il fine perseguito [...] Il principio è dunque
(Catechismo). che non c’è obbligo morale di ricorrere a
Vediamo dunque la dottrina espressa in que- mezzi straordinari (Cor Unum)43.
sti testi, strutturando i contenuti secondo i L’interruzione di procedure mediche one-
quattro elementi dell’impianto etico consi- rose, pericolose, straordinarie o sproporzio-
derati sopra. nate rispetto ai risultati attesi può essere
1- Dovere morale di ricorrere ai mezzi necessari legittima. In tal caso si ha la rinuncia all’«ac-
per la vita e per la salute:La ragione naturale e canimento terapeutico» (Catechismo).
la morale cristiana insegnano che l’uomo 3 - È il paziente a dover decidere se ricorrere o
[...] ha il diritto e il dovere, in caso di ma- meno ai mezzi terapeutici proposti:
lattia grave, di adottare le cure necessarie per Il medico, infatti, non ha, di fronte al pa-
conservare la vita e la salute (Pio XII). Cia- ziente, un diritto separato o indipendente;
scuno ha il dovere di curarsi e di farsi curare. in generale, non può agire, se il paziente non
Coloro che hanno in cura gli ammalati de- lo autorizza esplicitamente o implicitamente
vono prestare la loro opera con ogni dili- (direttamente o indirettamente) [...] I diritti
genza e somministrare quei rimedi che e i doveri della famiglia dipendono, in ge-
riterranno necessari o utili (Iura et bona). nerale, dalla volontà presunta dell’infermo
2 - Questo dovere morale non è assoluto, ma re- incosciente (Pio XII).
lativo. Non c’è il dovere morale di accettare i Nel prendere una decisione del genere si
mezzi considerati sproporzionati: Ma esso [il dovrà tener conto del giusto desiderio del-
dovere menzionato sopra] non obbliga, ge- l’ammalato e dei suoi familiari, nonché del
neralmente, che all’impiego dei mezzi ordi- parere dei medici veramente competenti
nari (secondo le circostanze di persone, di (Iura et bona).
luoghi, di tempo, di cultura), ossia, di quei 4 - Il rifiuto di una terapia considerata spropor-
mezzi, che non impongono un onere stra- zionata non necessariamente equivale al suicidio:
ordinario per se stessi o per gli altri. Un ob- Il suo rifiuto non equivale al suicidio: signi-
bligo più severo sarebbe troppo pesante per fica piuttosto o semplice accettazione della
la maggior parte degli uomini [...] Siccome condizione umana, o desiderio di evitare la
queste forme di cura42 superano i mezzi or- messa in opera di un dispositivo medico
dinari, che si è obbligati ad usare, non si può sproporzionato rispetto ai risultati che si po-
sostenere che sia obbligatorio ricorrere a tali trebbero sperare, oppure volontà di non im-
forme e quindi autorizzare il medico ad ap- porre oneri troppo gravi alla famiglia o alla
plicarle (Pio XII). collettività (Iura et bona). [...] Non si vuole

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così procurare la morte: si accetta di non po- Vernichtung lebensunwerten Lebens. Ihr Mass und ihre
terla impedire (Catechismo)44. Form, Leipzig 1920, 37; J. RACHELS, La fine della vita.
La moralità dell’eutanasia, Edizioni Sonda,Torino 1989
(Orig. The End of Life. Euthanasia and Morality, Ox-
Conclusione ford University Press, New York 1986), 15.
2
J. GAFO, «La Eutanasia y la Iglesia Católica», in IDEM
Abbiamo percorso sinteticamente venti se- (a cura di), La eutanasia y el arte de morir, Publicaciones
coli di storia. La storia di una tradizione di de la Universidad Pontificia de Comillas, Madrid
1990, 115.
pensiero e di dottrina che ha segnato pro- 3
Citato en Ibidem, 115.
fondamente, e continua a farlo, la cultura oc- 4
G. IADECOLA, Eutanasia. Problematiche giuridiche e me-
cidentale. La solida e permanente contrarietà dico-legali, Liviana Editrice, Padova 1991, 3.
5
morale nella tradizione cattolica al suicidio F. D’AGOSTINO, «Eutanasia, diritto e ideologia», in
e all’eutanasia, potrebbe sembrare in contra- Iustitia (1977), 297.
6
Eutanasia in quanto “azione o omissione che [...]
sto con la solida e permanente dottrina sulla procura la morte per evitare ogni dolore” (CONGRE-
proporzionalità terapeutica. Ma non è così. GAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE), «Dichia-
Chi ha imparato a valutare moralmente le razione sull’eutanasia (Iura et bona)», n. 1, in AAS. 72
azioni umane sa bene che il giudizio morale (1980), 542.
7
dipende sempre in primis dall’oggetto inten- H. Y. VANDERPOOL, «Death and Dying: Euthanasia
and Sustaining Life, Historical Aspects», in W. REICH,
zionale voluto dal soggetto. E comprende al- Encyclopedia of Bioethics, Simon & Schuster Macmil-
lora che, dal punto di vista morale, c’è una lan, New York 1995, 556. Cita como fuentes los sigu-
radicale differenza tra causare liberamente la ientes estudios: D. W. AMUNDSEN, «Suicide and Early
morte di un’essere umano (se stesso o un Christian Values», in B. A. BRODY (a cura di), Suicide
altro), eventualmente attraverso una omis- and Euthanasia: Historical and Contemporary Themes,
Kluwer, Dordrecht (Netherlands) 1989, 77-153; T. L.
sione colpevole, e astenersi da compiere BEAUCHAMP, «Suicide in the Age of Reason», in B.
delle azioni che comportano un onere spro- A. BRODY (a cura di), Suicide and Euthanasia: Historical
porzionato. Due oggetti morali del tutto di- and Contemporary Themes, Kluwer, Dordrecht
versi, due comportamenti moralmente (Netherlands) 1989, 183-219.
8
diversi. Cfr. II, 2.
9
Carta a Diogneto, cap. 5-6: Funk 1, 397-401.
Penso anche che la distinzione, spiegata 10
Cfr. N. CIPRIANI, «Life betwen natural instinct and
sopra, tra doveri morali negativi e doveri morali moral duty in St. Augustine», in J. D. D.VIAL CORREA
positivi possa aiutare a focalizzare bene i pro- - E. SGRECCIA (a cura di), The Dignity of the Dying
blemi riguardanti l’eutanasia e l’etica di fine Person, Proceedings of the Fifth Assembly of the Pon-
vita. Una distinzione che faremmo bene a tifical Academy for Life (Vatican City, 24-27 Febru-
ary 1999), Libreria Editrice Vaticana, Città del
recuperare ed applicare a tanti problemi Vaticano 2000, 140.
concreti di bioetica. 11
Cfr. Sermo 108, 5.
12
De civitate Dei, I, XVII.
13
NOTE Cfr. Ibidem, I, XVIII.
14
Cfr. Ibidem, I, XXV.
1 15
Si veda per esempio: J. GAFO, La Eutanasia. El derecho Ibid., I, XXII, 1.
16
a una muerte humana, Ediciones Temas de Hoy, Ma- Ibid., I, XX.
17
drid 1989, 120; G. J. GRUMAN, «Eutanasia e prolun- Cfr. Ibid., I, XXVI.
18
gamento della vita. Prospettive storiche», in S. Cfr. N. RETTERSTOL, Suicide. A European Perspective,
SPINSANTI (a cura di), La morte umana, Antropologia, Cambridge University Press, Cambridge 1993, 16-
diritto, etica, Edizioni Paoline, Milano 1987, 117; J. L. 17; D. HUMPHRY - A. WICKETT, El derecho a morir.
BAUDOUIN - D. BLONDEAU, La ética ante la muerte y el Comprender la eutanasia,Tusquets Editores, Barcellona
derecho a morir, Herder, Barcellona 1995, 76; E. 1989 (Orig. The Right to Die. Understanding Euthana-
SGRECCIA - M. L. DI PIETRO, «Storia del fenomeno sia,The Hemlock Society, Eugene, Oregon 1986), 23.
19
dell’eutanasia dall’antichità ai nostri giorni», in A.TA- Cfr. N. RETTERSTOL, Suicide, op. cit., 23.
20
RANTINO - M. L. TARANTINO (a cura di), Eutanasia e Si tratta di costumi già esistenti nelle civiltà greca
diritto alla vita, Corso di aggiornamento culturale; e romana.
21
Lecce, Novembre-Dicembre 1992 - Atti, Edizioni del Cfr. H.Y.VANDERPOOL, «Death and Dying...», op.
Grifo, Lecce 1994, 20; K. BINDING - A. HOCHE, The cit., 557. Si veda anche T. L. BEAUCHAMP, «Suicide
Release of the destruction of life devoid of value, Sassone, in the Age of Reason», op. cit., 183-219; J. SULLIVAN,
Santa Ana (California) 1975 (Orig. Die Freigabe der «The Inmorality of Euthanasia», in M. KOHL (a cura

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di), Beneficient Euthanasia, Prometheus, Buffalo (N.Y.) ed. I Bierbaum (Paderbomae, 1891-1892), II, n. 25
1975, 12-33. and n. 27; C. BILLUART, Summa S.Theologiae (Parisiis,
22
A. AUTIERO, «L’Argomentazione teologica nella di- 1852), Tom. VI, Dissert. X, Art. Ili, Consect. n. 3; V.
scussione sull’eutanasia», in AA.VV., Eutanasia. Il senso PATUZZI, Ethica Christiana sive Theologia Moralis,Tom.
del vivere e del morire, Atti del XII congr. nazionale dei III, Traci.V, Pars V, Gap. X, Consect. sept.; P. SCAVINI,
teologi moralisti italiani (Firenze, 1-4 aprile 1986), Theologia Moralis, II, n. 649; J. GURY, Compendium The-
Ed. Dehoniane, Bologna 1987, 124. ologiae Moralis (ed. 17; Romae, 1866), I, n. 391.
23 31
A. HOLDEREGGER, «Si ha diritto a scegliersi libe- D. BAÑEZ, in II:II, q. 65, art. 1. Si potrebbe ipotiz-
ramente la propria morte? Riflessioni teologiche», in zare che il suo ricorso a questa terminologia derivi
Concilium 3 (1985), 133-134. dalle espressioni utilizzate da Francisco de Vitoria,
24
D. A. CRONIN, «The Moral Law in regard to the quando parlava dei mezzi di per sé «ordinati» alla vita.
Ordinary and Extraordinary Means of Conserving Difatti, poco prima di parlare di mezzi straordinari,
Life», in AA.VV., Conserving Human Life, The Pope Bañez si riferisce ai mezzi «ordinati e proporzionati»
John XXIII Center, Boston 1989, 7-8. («ordinata et proportionata»).
25 32
S.TOMMASO D’ACQUINO, Super epistolas S. Pauli, II Cfr. F. SUAREZ, op. cit., Tom. XII, Tract. Ili, Disp. 9,
Thess., lec. 11, n. 7. Sect. 3, condii. 3.
26 33
F. DE VITORIA, Relectiones Theologiae. Relectio de Tem- L. LESSIUS, De Justitia et Jure, Lib. IV, Cap. 3, dub. 8,
perantia, P. Landry, Lugduni 1587, 1. n. 60.
27 34
Ivi, n. 12. J. DE LUGO, De Justitia et Jure, Disp. 10, Sect. I, n.
28
Relectiones de Homicidio n. 35. Gli stessi concetti si 21.
35
trovano nel suo Comentarium Secunda Secundae de Ibid., n. 29.
36
Sante Tomae, in II:II, q. 147, art. 1. CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE,
29
D. SOTO, Theologia Moralis,Tractatus de Justitia et Jure, «Dichiarazione sull’Eutanasia» (Iura et bona), in AAS
Lib.V, q. 2, art. 1. 72 (1980), 542-552., n. 15.
30 37
Ecco un elenco di alcuni tra i più importanti, fino G. MIRANDA, «Riflessioni etiche intorno alla fine
al secolo XIX: L. Molina, De Justitia, Tom. IV, Tract. della vita», in A. MAZZONI (a cura di), A sua immagine
IH, disp. I, col. 514; G. SAYRUS, Clavis Regia Casuum e somiglianza?, Il volto dell’uomo alle soglie del 2000; un
Conscientiae. Lib.VII, Cap. IX, n. 28; D. BAÑEZ, in II:II, approccio bioetico, Città Nuova Editrice, Roma 1997,
q. 65, art. 1; SÁNCHEZ, Consilia,Tom. II, Lib.V, Cap. 1, 180-202.
38
dub. 33; F. SUÁREZ, Opera Omnia (Paris, ed. Berton, PIO XII, «Problemi religiosi e morali della riani-
Vives, 1858), Tom. XII, disp. 9, sect. 3; L. LESSIUS, De mazione. 24 novembre 1957», in AAS 49 (1957),
Justitia et Jure, II, Cap. 9, dub. 14. n. 96; M. 1027-1033.
39
BONACINA, Moralis Theologica,Tom. II, Disp. 2, Quaest. CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE,
Ultim., Sect. 1, Punct. 6, n. 2; P. LAYMANN, Theologia «Dichiarazione sull’eutanasia (Iura et bona)», in AAS
Moralis, Lib. Ili, Tract. 3, p. 3, cap. 1, n. 4; GABRIELIS A 72 (1980), 542-552.
40
S. VINCENTIO, De justitia et Jure, Disp. 6, de restitu- PONTIFICIO CONSIGLIO «COR UNUM», «Questioni
tione, q. 6, n. 86; J. DE LUGO, De Justitia et Jure, Disp. etiche relative ai malati gravi e ai morenti, 1981», in
10, Sect. I, n. 21; A. DIANA, Coordinatus, per R. P. S. SPISANTI, Documenti di deontologia ed etica medica,
Martinun de Alcolea (Lugduni, 1667) Tom. VIII, Edizioni Paoline, Roma 1985, 91-110.
41
Tract. V, Resol. 53., (ex Diana, p. 5, tr. 4, res. 33); H. Catechismo della Chiesa Cattolica, Libreria Editrice
TOUMELY, Theologia Moralis (Venetiis, 1756),Tom. III, Vaticana, Città del Vaticano 1992.
42
Tract. de Decalogo, cap. 2, de Quinto Praec., Alt. I, Si riferisce esplicitamente al respiratore artificiale,
conc. 2; SALMANTICENSES, Cursus Theologiae Moralis, introdotto negli anni Cinquanta.
43
Tom III, Tract. XIII, de restii., Cap. II, Punct. 2, Sect. Corsivomio.
44
2, n. 26; S. ALPHONSUS, Theologia Moralis, Lib. III, Benedetto XVI, Discorso ai partecipanti al congresso
Tract. IV, cap. 1, n. 371; A. DE ESCOBAR, Universae The- internazionale sul tema: «Un dono per la vita. Considera-
ologiae Moralis (Lugduni, 1663), IV, Lib. 32, Sect. Cap. zione sulla donazione di organi», promosso dalla Pontificia
V, Prob. XXIV, n. 128; T. TAMBURINI, Explicatio Accademia per a Vita, 7 novembre 2008.
Decalogi (Venctus, 1719), Lib. Vi, Cap. II, Sect. II, n.
11; A. HOLZMANN, Theologia Moralis (Benevento,
1743),Vol. I, Pars II, Traci. II, Disp.V, Cap. III, Cas. II;
P. SPORER, Theologia Moralis, Tom. I, Tract.V, Cap. III,
Sect. I, n. 13; A. REIFLENSTUEL, Theologia Moralis
(Mutinac, 1740), Tract. IX, Distinc. III, Quaes II, n.
14; C. LA CROIX, Theologia Moralis (Ravennie, 1761),
Vol. I, Lib. III, Parsi, Tract. IV, Cap. I, dub. I; C. Ron-
caglia, Thelogia Moralis (Lucae, 1730),VoI. I,Tract. XI,
Cap. I, Q. III; N. MAZZOTTA, Theologia Moralis (Ve-
netiis, 1760),Tbm. I,Tract. II, Disp. II, Quaest. I, Cap.
I; B. ELBEL, Theologia Moalis per modum Conferentiarum,

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