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Il Casanova di Federico Fellini

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Il Casanova di Federico Fellini è un film del 1976 diretto da Federico
Il Casanova di Federico Fellini
Fellini.

Indice
Trama
Il film
Produzione
Casanova e la bambola meccanica
Cast
Lingua italiano, francese,
Colonna sonora
originale tedesco, inglese
La critica
Paese di Italia
Riconoscimenti
produzione
Note
Anno 1976
Bibliografia
Durata 170 min
Altri progetti
Rapporto 1,85:1
Collegamenti esterni
Genere grottesco,
drammatico, storico,
Trama fantastico, biografico
Regia Federico Fellini
A Venezia si celebra, in presenza del doge, l’apertura del carnevale con il
volo dell’angelo e il tentativo di far emergere dal Canal Grande una Soggetto Federico Fellini tratto
gigantesca effigie del capo della dea Luna. L’operazione fallisce con la da Histoire de ma vie
caduta del busto nell’acqua, segno di cattivo auspicio. Al di fuori del di Giacomo
tripudio carnevalesco, Giacomo Casanova riceve una lettera con l’invito di Casanova
suor Maddalena a recarsi presso la villetta dell’ambasciatore francese a Sceneggiatura Federico Fellini,
Venezia all’interno della quale i due amanti si esibiscono in una sorta di Bernardino Zapponi
danza rituale caratterizzata da una coreografia abbastanza complessa fino
Produttore Alberto Grimaldi
ad arrivare all’amplesso vero e proprio, molto simile ad un esercizio
Casa di PEA
ginnico. Scandito dal ritmo di un carillon con la forma di un uccello
produzione
meccanico, che Casanova porta sempre con sé, l’incontro avviene sotto lo
sguardo dell’ambasciatore, amante della suora, nascosto dietro una parete.
Distribuzione Titanus
Prima di congedarsi, Casanova si raccomanda al padrone di casa per
in italiano
ottenere un impiego in Francia. Fotografia Giuseppe Rotunno
Montaggio Ruggero Mastroianni
Di ritorno dalla sua avventura con suor Maddalena, Casanova viene
Effetti speciali Adriano Pischiutta
arrestato e processato dal Tribunale dell’Inquisizione con diverse accuse,
tra le quali l’esercizio della Magia nera. Condotto in carcere, rievoca Musiche Nino Rota
Scenografia Danilo Donati,
l’incontro con Annamaria, giovane operaia di una sartoria, anemica, Giorgio Giovannini,
spesso soggetta a svenimenti. Rinaldo Geleng,
Giuliano Geleng,
Una volta evaso dal carcere dei Piombi, Casanova lascia Venezia per
Mario Fallani,
dirigersi a Parigi dove frequenta il salotto della marchesa Durfé ,
Roland Topor,
estimatrice di arti esoteriche. L’attempata marchesa, convinta che
Federico Fellini,
Casanova sia a conoscenza del segreto della pietra filosofale, gli chiede di
Giovanni Gianese
essere fecondata al fine di rinascere in un uomo che vivrà per sempre.
L’ospite veneziano esegue con la marchesa un rito d’iniziazione al sesso
Costumi Danilo Donati
con la complicità di Marcolina, già compagna di suo fratello, un ex abate Trucco Rino Carboni
(rivisto casualmente in seguito a un incidente in carrozza). Interpreti e personaggi

Due anni dopo, a Forlì, Casanova accetta di fare da protettore ad Donald Sutherland: Giacomo
Enrichetta, una ragazza francese che solitamente si traveste con abiti Casanova
maschili, amante di un capitano ungherese più anziano di lei. Entrambi Mario Cencelli: Dott. Moebius
ospiti nella lussuosa residenza del marchese Du Bois, definito “un Tina Aumont: Henriette
eccentrico galantuomo dagli incerti confini sessuali”, assistono a
Cicely Browne: Marchesa Durfé
un’operina in cui si esibisce lo stesso Du Bois. La partenza improvvisa di
Carmen Scarpitta: Sig.ra Charpillon
Enrichetta lascia Casanova in uno stato di totale disperazione.
Clara Algranti: Marcolina
A Londra, dopo un furioso litigio avvenuto all’ interno di una carrozza Daniela Gatti: Giselda
con la sua giovane sposa Charpillion e la relativa madre , Casanova si
Margareth Clementi: Suor
ritrova abbandonato per strada e tenta il suicidio immergendosi nelle
Maddalena
acque del fiume Tamigi, fin quando non gli appare la figura di una donna
enorme accompagnata da due nani che desta la sua curiosità. Quindi
Olimpia Carlisi: Sorella di Isabella
scopre l'esistenza di un circo itinerante di cui la gigantessa è un’attrazione. Silvana Fusacchia: Isabella
Chesty Morgan: Barberina
Dopo aver reso visita al papa, Casanova si reca alla festa organizzata a
Leda Lojodice: Bambola meccanica
Roma dall’ambasciatore inglese Lord Talou che propone una sfida tra lo
stesso Casanova e il cocchiere del principe Del Brando, Righetto, anche Alessandra Belloni: Zemini, la
lui noto per le non consuete prodezze amatorie . Dapprima riluttante, principessa turca
Casanova, persuaso dagli elogi di una nobildonna inglese, accetta la sfida Sandy Allen: Gigantessa
che si trasforma in un confronto tra due esibizioni ginniche in cui ciascuno Clarissa Maryè Roll: Annamaria
degli sfidanti è impegnato a possedere due partner scelte tra gli ospiti della
Daniel Emilfork-Berenstein: Du Bois
festa. La scelta di Casanova cade su Romana, definita “la più bella delle
Luigi Zerbinati: Papa
modelle di Roma”, mentre la nobildonna si offre spontaneamente a fare da
partner per Righetto. La sfida si svolge alla presenza di una folla esultante Hans van de Hoek: Principe Del
e pronta a scommettere. Alla fine Casanova, fortemente stremato, viene Brando
dichiarato vincitore e portato in trionfo dalla folla. Dudley Sutton: Duca di
Wuertemberg
A Berna, in Svizzera, Casanova s’invaghisce di Isabella, figlia
John Karlsen: Lord Talou
dell’entomologo Moebius, alla quale chiede di seguirlo nel suo viaggio
verso Dresda. All’indomani, Casanova si ritrova ad aspettare invano
Reggie Nalder: Faulkircher
l’arrivo di Isabella all’interno di una locanda di Dresda dove è coinvolto in Doppiatori italiani
una movimentata e iperbolica orgia con la cantante Astrodi e la gobba Gigi Proietti: Giacomo Casanova
Susanna a cui si uniscono gli altri ospiti
Oreste Lionello: Dott. Moebius, Du
Bois
Lilla Brignone: Marchesà Durfé
Al Teatro dell’Opera di Dresda, Casanova assiste all’esibizione di una Solvejg D'Assunta: Sorella di
compagnia di cui fa parte la cantante Astrodi. Alla fine dello spettacolo, in Isabella
un teatro ormai vuoto, scorge nei loggioni una figura familiare che lo
Solvi Stübing: Isabella
chiama sussurrandone il nome; così Casanova incontra, dopo diversi anni,
Solvejg D'Assunta: Gigantessa
sua madre che vive a Dresda con una pensione di 480 talleri, grazie
all’interessamento del Principe. Casanova le promette di andare a farle Gianni Bonagura: Lord Talou
visita ma, al momento del congedo, si accorge di non averle chiesto
nemmeno l'indirizzo della sua attuale abitazione.

Nel castello del duca di Württemberg, dove si reca in cerca di un impiego diplomatico, Casanova è attratto da Rosalba, una
bambola meccanica con le fattezze di una giovane donna. Al termine di una danza rituale, Casanova adagia la bambola su un letto
a baldacchino e ha con questa un rapporto amoroso dove l’estasi e la soddisfazione dell'avventuriero veneziano si
contrappongono alla freddezza della gestualità della sua partner meccanica.

Un Casanova oramai anziano ricopre la carica di bibliotecario in Boemia presso il castello Dux, di proprietà del conte Waldstein,
lamentandosi quotidianamente del trattamento subito dal personale del castello, in particolare dal maggiordomo Faulkircher e dal
suo intimo amico Vidarol. Alla fine ciò che gli resta è ritirarsi nella sua stanza a sognare di rincorrere i fantasmi del passato e a
immaginare un ultimo ballo con Rosalba, la bambola meccanica.

Il film
Il film è stato totalmente girato all'interno del teatro di posa numero 5 di Cinecittà, in cui furono ricreate l'atmosfera e le luci del
XVIII secolo. Un'operazione opposta a quella fatta nel coevo Barry Lyndon di Stanley Kubrick, che invece fu girato totalmente in
esterno. Fellini dichiarò: "Kubrick ha dilatato il Settecento in inquadrature vastissime, io invece ho fatto l'operazione inversa: l'ho
compresso in ambienti piccoli"[1].

L'accurata fattura dei costumi dell'epoca, sontuosi e realisti, valsero il Premio Oscar nel 1977 a Danilo Donati.

Il film si basa su Histoire de ma vie[2] del Casanova e su Storia della mia fuga dai Piombi. Molti passaggi sono riportati tali e
quali dai racconti autobiografici del Casanova, e il film ne rispetta lo spirito e i dati storici. Ce ne dà la conferma il personaggio di
Casanova, per il quale Fellini, dopo una lunga ricerca, scelse Donald Sutherland. Infatti, il viso dell'attore è stato rifatto per intero,
per farlo assomigliare il più possibile al famoso ritratto del vero Casanova, un disegno del suo profilo fatto a matita, eseguito dal
fratello Francesco, che rimane sicuramente il ritratto più attendibile di Giacomo.

«Mi sono messo in testa di raccontare la storia di un uomo che non è mai nato, una funebre marionetta
senza idee personali, sentimenti, punti di vista; un “ italiano” imprigionato nel ventre della madre, sepolto là
dentro a fantasticare di una vita che non ha mai veramente vissuto, in un mondo privo di emozioni, abitato
solo da forme che si considerano in volumi, prospettive scandite con raggelante, ipnotica iterazione. Vuote
forme che si compongono e si scompongono, un fascino da acquario, uno smemoramento da profondità
marina, dove tutto è completamente appiattito, sconosciuto, perché non c’è penetrazione, dimestichezza
umana.»

(q:Federico Fellini, Fare un film, p. 176)

Produzione
Il film ebbe una gestazione lunghissima, molto di più dei classici nove mesi usuali per Fellini.
Il film si sarebbe dovuto girare nell'estate 1973 sotto la produzione di Dino De Laurentiis, ma Fellini si prese un anno di tempo
per studiare nei dettagli come girare quello che nelle sue intenzioni doveva essere il suo capolavoro. Nel maggio 1974 Fellini
ammise all'Ansa che con De Laurentiis c'erano dei problemi. In particolare pare che Fellini rifiutasse di affidare a Robert Redford
il ruolo di protagonista e di girare il film in lingua inglese. Il 31 luglio De Laurentiis scaricò il progetto ufficialmente per
mancanza di tempo, ma da più parti si ritenne che il problema fossero gli elevati costi di produzione.

Ad agosto il progetto fu quindi fatto proprio dalla Cineriz di Angelo Rizzoli che tuttavia il 10 gennaio 1975 vi rinunciò per i costi
eccessivi dell'opera: 9 milioni di dollari americani. Nel febbraio 1975, infine, subentrò alla produzione la PEA - Produzioni
Europee Associate di Alberto Grimaldi, che chiese a Fellini di girare il film a Londra e in inglese. Fellini ottenne di poter girare a
Cinecittà, ma dovette cedere sulla lingua delle riprese.

Il 21 luglio iniziarono le riprese che avrebbero dovuto concludersi 26 settimane dopo. Ma intorno a Ferragosto la gran parte dei
negativi già girati vengono rubati dagli stabilimenti Technicolor di Cinecittà, insieme a delle pizze di Salò o le 120 giornate di
Sodoma di Pier Paolo Pasolini e Un genio, due compari, un pollo di Damiano Damiani. Fellini si disse "rovinato" dal furto anche
per la ragione che le scene trafugate comprendevano i master girati con la gigantessa americana Sandy Allen, per la quale un
ulteriore ritorno in Italia avrebbe causato non pochi problemi organizzativi, tra i quali anche lo smontaggio e l'adattamento dei
sedili dell'aereo di linea. L'episodio, piuttosto misterioso, si risolse da solo nel maggio 1976, quando quasi tutto il materiale fu
ritrovato a Cinecittà[3].

Intanto il film conobbe un nuovo stop il 16 dicembre quando la produzione sospese le riprese licenziando il 21 tutta la troupe. Per
Grimaldi la decisione era motivata dal fatto che il film invece di essere già stato completato con una spesa di 4,2 miliardi di Lire,
era già costato 4,8 miliardi e completato solo al 60%. A quel punto Grimaldi si disse disposto ad investire un ulteriore miliardo a
patto di ridurre i costi. Fellini dal canto suo si sentì diffamato dal produttore e sostenne che l'accordo era di terminare le riprese il
21 gennaio 1976, ricordando che quattro settimane di lavoro erano sfumate a causa di scioperi, di una malattia del protagonista e
di deficienze attribuibili alla produzione. Quanto ai costi dell'opera Fellini in qualità di autore, e non di produttore associato, si
dichiarò estraneo. La polemica a distanza fra regista e produttore proseguì nei giorni seguenti sui media, quindi Fellini si decise a
trascinare Grimaldi in tribunale.

Il 28 gennaio 1976 fu trovato un accordo: Grimaldi avrebbe investito un ulteriore 1,2 miliardi di Lire e gli attori riconvocati a fine
febbraio per terminare la lavorazione del film entro otto-nove settimane. Il film venne ripreso dunque il 23 marzo.

Il 1º dicembre il film ebbe il nulla osta della censura e il 10 arrivò nelle sale di Roma e Milano.

Cast
Per il ruolo di protagonista, per il quale Fellini era in cerca di un «vitellone invecchiato»[4], la scelta fu lunga ed elaborata; i
giornali dell'epoca riportarono numerosi nomi, tra cui Michael Caine (sul quale sembrava essersi appuntata la scelta[4]), Tom Deal
(un attore di cabaret), Michel Piccoli, Jack Nicholson. Alberto Sordi si autocandidò alla parte, mentre Fellini tenne a lungo in
considerazione l'idea di affidare il ruolo a Gian Maria Volonté[4]. Alla fine fu scelto Sutherland, che Fellini incontrò a Parma sul
set di Novecento[5]. I due si erano già incontrati nel 1970 sul set di Alex In Wonderland (Il mondo di Alex) di Paul Mazursky, nel
quale Sutherland interpretava la figura di un giovane regista statunitense che si reca a Roma per incontrare il suo idolo artistico,
appunto Fellini. La gustosa scena dell'incontro tra i due si svolge all'interno di una sala di montaggio di Cinecittà, dove Fellini sta
montando il suo ultimo film (I clowns). L'attore si scioglie in mille complimenti esternando la sua ammirazione.

«(...) Ho scelto per interpretarlo Donald Sutherland, un attore dalla faccia cancellata, vaga, acquatica, che
fa venire in mente Venezia. Con quegli occhi celestini da neonato, Sutherland esprime bene l'idea di un
Casanova incapace di riconoscere il valore delle cose e che esiste soltanto nelle immagini di sé riflesse
nelle varie circostanze»

(Federico Fellini[6])
Colonna sonora
La colonna sonora originale fu composta da Nino Rota. Questo l'elenco dei brani:

1. O Venezia, Venaga, Venusia


2. L'uccello magico
3. A pranzo dalla marchesa Durfé
4. The Great Mouna
5. Canto della Buranella (Andrea Zanzotto, N. Rota)
6. L'uccello magico a Parigi
7. "L'intermezzo" della mantide religiosa (Antonio Amurri, N.Rota)
8. Pin Penin
9. L'uccello magico a Dresda (K.A. Wolken, N. Rota)
10. Ricordo di Henriette
11. L'uccello magico a Roma
12. Il Duca di Wurtenberg (K.A. Wolken)
13. La Poupèe automate

La critica
Morando Morandini nel Giorno dell'11 dicembre 1976: «Il Casanova è il miglior film di Fellini dopo 8½, probabilmente il più
svincolato dal fellinismo, certamente il più unitario e compatto, per ricchezza e genialità di invenzioni figurative, tenuta narrativa,
sapienza nel contemperare l'orribile col tenero e il favoloso con l'ironico, capacità di passare dal caricaturale al visionario. È
sempre stata una delle peculiarità del suo talento, ma qui, pur con qualche ripetizione, si mantiene a un alto livello di omogeneità,
appoggiata a un tessuto fonico che, nel raffinato multilinguismo, è ammirevole quanto la stupenda tavolozza cromatica della
fotografia di Rotunno».

Riconoscimenti
1977 - Premio Oscar

Migliori costumi a Danilo Donati


Candidato a Migliore sceneggiatura non originale a Federico Fellini e Bernardino Zapponi
1977 - David di Donatello

Migliore colonna sonora a Nino Rota


1977 - Nastro d'argento

Miglior scenografia a Danilo Donati


Migliori costumi a Danilo Donati
Candidato a Migliore sceneggiatura a Federico Fellini e Bernardino Zapponi
1978 - British Academy Film Award

Migliore scenografia a Danilo Donati e Federico Fellini


Migliori costumi a Danilo Donati
Candidato a Migliore fotografia a Giuseppe Rotunno

Note
1. ^ Il Casanova di Fellini, Edizioni Cappelli, Bologna.
2. ^ vedi la voce di en.wiki
3. ^ Claudio G. Fava, I film di Federico Fellini, 1995 (p. 44)
4. Claudio G. Fava, I film di Federico Fellini, 1995 (p. 43)
5. ^ Tullio Kezich, Fellini, Bur Rizzoli, 1988, pagg. 445-447
6. ^ Set in Venice, a cura di L. Damiani, Electa, Milano, 2009, p. 211

Bibliografia
Federico Fellini, Bernardino Zapponi, Il Casanova di Fellini. Sceneggiatura originale, Torino, Einaudi, 1976.
Claudio G. Fava, I film di Federico Fellini, Gremese Editore, 1995
Fabrizio Borin, Casanova, L'Epos, Palermo, 2007. ISBN 9788883023446
Federico Castigliano (Université Paris-Sorbonne), «Il rituale amoroso nel Casanova di Fellini» (http://babel.revue
s.org/144), Babel [in linea], 24 (2011), pp. 27–41 (url consultato il 27 ottobre 2013).
Rosita Copioli, Gerald Morin, Il Casanova di Fellini ieri e oggi 1976-2016, Gangemi editore (2017). Contiene gli
atti del Convegno tenuto in occasione del 40º anniversario del film, con diversi saggi e illustrazioni spesso
inedite.

Altri progetti
Wikiquote contiene citazioni di o su Il Casanova di Federico Fellini

Collegamenti esterni

(EN) Il Casanova di Federico Fellini, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.


Il Casanova di Federico Fellini, su CineDataBase, Rivista del cinematografo.
Il Casanova di Federico Fellini, su Il mondo dei doppiatori, AntonioGenna.net.
Il Casanova di Federico Fellini, su ANICA, Archiviodelcinemaitaliano.it.
(EN) Il Casanova di Federico Fellini, su Internet Movie Database, IMDb.com.
(EN) Il Casanova di Federico Fellini, su AllMovie, All Media Network.
(EN) Il Casanova di Federico Fellini, su Rotten Tomatoes, Flixster Inc.
(EN, ES) Il Casanova di Federico Fellini, su FilmAffinity.
(EN) Il Casanova di Federico Fellini, su TV.com, CBS Interactive Inc.
(EN) Il Casanova di Federico Fellini, su BFI Film & TV Database, British Film Institute.
VIAF (EN) 858144783064149744363
(https://viaf.org/viaf/858144783064149744363) · LCCN (EN) n82149801 (http://id.loc.
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