Sei sulla pagina 1di 2

Arthur Shopenhauer (1788-1860)

Dopo Kant oltre alla filosofia hegeliana si sviluppa la filosofia di Arthur Shopenhauer che, ispirandosi
al Platonismo, al Kantismo e alle religioni orientali (induismo e buddhismo), grazie agi studi con
Goethe e Mayer, si caratterizza per la visione esistenzialista d’impostazione pessimistica, che
presenta caratteri affini al pensiero leopardiano per quanto concerne la teoria del piacere e della
noia. La filosofia di Shopenhauer riprende il dualismo kantiano tra Fenomeno e Noumeno, tra
scienza e filosofia, tra corpo e coscienza. Le principali opere di Shopenhauer sono “Il mondo come
volontà e rappresentazione” (1819) e “Parerga e Paralipomeni” (1859).

Shopenhauer si cura di definire gli ambiti di studio della scienza e della filosofia: il mondo
fenomenico affidato alla scienza, il mondo noumenico affidato alla filosofia. La scienza si basa su
assiomi indimostrabili che non possono essere dimostrati, e ha come compito la spiegazione del
mondo fenomenico; la filosofia ha lo scopo di studiare il mondo noumenico e i principi di ragione (in
termini kantiani “le categorie a priori”). Shopenhauer eredita soltanto tre delle categorie a priori da
Kant: spazio, tempo, causalità; queste sono attribuite al solo intelletto. I principi di ragione (o
categorie a priori) sono gli elementi che giustificano il principio di ragion sufficiente, secondo il
quale nulla che si verifica senza che sia possibile darne una ragione. Il principio di ragione, basandosi
su le tre categorie a priori, permette la conoscenza del mondo fenomenico e sono applicate a quattro
oggetti del sapere (ovvero presenta una quadruplice radice):

 Essere: studia le relazioni temporali e spaziali


 Agire: studia le relazioni tra movente e azione
 Divenire: studia le relazioni naturali, i fenomeni, basati sul principio di causalità
 Conoscere: studia i concetti nei giudizi

Dopo aver stabilito le categorie dell’intelletto e l’ambito di studi delle scienze, ovvero il mondo
fenomenico, Shopenhauer considera il mondo noumenico. Al contrario di Kant, che nel terzo libro
della Critica della ragion pura afferma l’impossibilità della conoscenza noumenica con la ragione e la
metafisica, il filosofo prussiano afferma la possibilità di conoscere il mondo noumenico. Secondo
Shopenhauer il mondo è in sé è dominato da una forza irrazionale, la Volontà, secondo concezioni
proprie della religione induista (la distinzione tra un mondo illusorio e il mondo in sé) ma proprie
anche delle prime religioni animiste, come il Vùdùismo. La conoscibilità del mondo noumenico è
permessa dal fatto che la Volontà impregna tutte le entità, tra i quali il corpo; pertanto attraverso il
corpo con il quale si manifestano le velleità della Volontà si può cogliere l’essenza della Volontà; le
emozioni e i desideri del corpo non sono altro che le velleità della Volontà che, guidando con i
desideri e le emozioni il corpo, manifesta la propria natura, la propria volontà. La Volontà presente
diversi attributi:

 Una
 Eterna
 Libera
 Indipendente
 Irrazionale
 Cieca
Poiché essa impregna e si manifesta in tutte le entità, e poiché la sua natura è volere eternamente,
per assecondare la propria natura si preoccupa di conservare tutte le entità secondo il genere, non
secondo l’individuo; da qui si riscontra l’analogia con il pensiero leopardiano per cui la natura non si
cura dell’individuo, ma del genere. La Volontà, pertanto, utilizza in maniera spietata e incurante, il
corpo degli uomini, usando desideri ed emozioni, per soddisfare la propria natura, volere
eternamente. Poiché la Volontà aspira al piacere in sé e poiché il piacere in sé non è raggiungibile,
l’uomo è sempre teso verso i piaceri che, una volta soddisfatti, creavano sempre un senso di
mancanza a cui seguiva il dolore; nel caso in cui a piacere conseguito non segua un altro piacere, per
il quale si prova dolore, l’uomo cade nella noia, stadio in cui l’esistenza stessa risulta essere tediosa e
fastidiosa per l’uomo. Per questo Shopenhauer afferma che la vita è un pendolo che oscilla tra il
dolore e la noia. L’uomo, però, al contrario delle altre entità, è caratterizzato da un dualismo: la
coscienza, legata al mondo noumenico, e la volontà, legata al mondo fenomenico (questa è un’altra
peculiarità ereditata dalla filosofia orientale). La coscienza rende l’uomo consapevole di questa forza
che lo guida e lo spinge a seguire i suoi istinti, il più grande dei quali permette la conservazione del
genere ed è l’affermazione massima della Volontà: l’istinto sessuale. L’uomo consapevole di questa
forza e della sofferenza che deriva da essa, secondo Shopenhauer, può divincolarsi da essa attraverso
un percorso con il quali acquieta ed annichilisce la Volontà, raggiungendo così la Noluntas. Il
percorso si articola attraverso l’arte, la giustizia, la compassione e l’ascesi.

 L’arte è l’espressione del genio che riproduce attraverso la sua sensibilità superiore nelle sue
opere d’arte le Idee platoniche (le idee platoniche sono intese da Shopenhauer come forme
definite che caratterizzano le entità). La riproduzione delle Idee platoniche nelle opere d’arte
permette allo spettatore sensibile di contemplare le Idee platoniche e di acquietare la
Volontà. L’arte, però, è soltanto un palliativo, un rimedio temporaneo che stempera l’ardore
della Volontà. Tra le varie arti la musica ha il primato poiché, mentre le altre arti riproducono
le Idee platoniche, la musica è interprete dei sentimenti ed è pertanto manifestazione diretta
della Volontà ed ha linguaggio universale.
 La giustizia comporta con il riconoscimento della dignità dell’altro la negazione dell’istinto
egoistico di cui si serve la Volontà per sopraffare gli altri.
 La compassione è la simpatia verso gli altri, riconoscimento delle sofferenze degli altri i quali
sono anch’essi vittima delle velleità della Volontà. La compassione comporta la presa di
coscienza di tutti gli individui attorno all’uomo il quale matura e si dispera avvertendo
l’infinita sofferenza che affligge l’uomo. In questo modo, temprato dalla sofferenza, l’uomo è
pronto per l’ascesi.
 L’ascesi comporta l’atarassia, una condotta casta, temperante ed umile, una mortificazione
dei desideri e degli impulsi del corpo. Così facendo si raggiunge la Noluntas, l’annichilimento
della Volontà che comporta la consapevolezza della nullità delle cose, portando pace
all’uomo.

La filosofia di Shopenhauer si configura completamente diversa rispetto alle precedenti e alle


contemporanee. Essa è tra le prime che porta in primo piano la dimensione del corpo, affrontata
sempre marginalmente precendentemente, ed offre una visione esistenziale che guidi l’uomo alla
pace e alla coscienza di sé. Non mira come l’Hegelismo al sapere ma alla maturazione esistenziale
che avrà larga fortuna a partire dalla seconda metà dell’Ottocento, anni in cui verrà riscoperto lo
stesso filosofo prussiano.