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ITALIJANSKI – SKRIPTA TEKSTOVA

Cosa mi metto?
Marta: Ciao Silvia, da quanto tempo non ci vediamo! Come stai?
Silvia: Bene grazie. Che piacere vederti! Sono appena tornata da Londra. Sono stata lì tre
mesi per studiare inglese.
Marta: E come è andata?
Silvia: È stata un’esperienza molto interessante. Ho migliorato il mio inglese e ho conosciuto
tante persone. A proposito ti presento Beth. Ci siamo conosciute in Inghilterra. Beth è qui
per studiare l’italiano.
Marta: Piacere di conoscerti Beth. Benvenuta in Italia.
Silvia: Domani sera pensiamo di andare al cinema. Vuoi venire anche tu?
Marta: Mi piacerebbe, ma domani sera c’è la festa di compleanno di Marco. Perché non
venite anche voi?
Silvia: non so, non siamo state invitate.
Marta: Sicuramente a Marco farà piacere rivederti e conoscere la tua amica.
Silvia: Come devo vestirmi? Non so cosa mettermi. È una festa elegante?
Marta: No! È una festa tra amici! Io metterò una gonna corta nera con un pullover rosso e gli
stivali alti. Se fa freddo metterò il piumino, altrimenti la giacca grigia con la sciarpa.
Silvia: Che dici se metto il vestito verde che abbiamo comprato insieme e le scarpe con il
tacco?
Beth: Io non ho portato molti vestiti. Può andare bene un pantalone nero e la camicia
bianca? Ho anche una collana e gli orecchini.
Marta: Sarete bellissime! Allora a domani.

La camera da letto di Luisa


Mi chiamo Luisa e ho 16 anni. Oggi vorrei parlarvi della mia camera. La mia camera è
davvero molto bella e spaziosa. A destra ci sono il mio letto e un armadio, che è sempre
molto pieno dei miei vestiti! Vicino al letto si trova anche un comò dove tengo i miei libri, che
spesso leggo ogni sera prima di dormire.
Davanti al mio letto si trova la mia televisione e una poltrona su un tappeto. Spesso mi siedo
e guardo la televisione per ore. La mia stanza ha anche una scrivania dove si trova un
computer, che uso quando devo studiare.
Quando faccio i miei compiti scrivo sul tavolo che si trova al centro della mia camera. Amo
la mia camera perché qui posso studiare e divertirmi molto ogni giorno!

La famiglia di Giovanni
Ciao! Sono Giovanni e oggi parlo della mia bella famiglia. Io ho tre fratelli e la mia famiglia è
composta da sei persone. Viviamo a Brescia.
Io frequento le scuole medie, mi piace molto studiare a scuola! Le mie sorelle Laura e
Michela frequentano invece le scuole superiori. Mio fratello Mattia ha 5 anni e frequenta
l'asilo.
Mia mamma si chiama Lucia e ha 45 anni; mio papà si chiama Mario e ne ha 48. Insieme
hanno un negozio di alimentari dove si vende pane, frutta e molte altre cose.
I genitori di mio papà vivono vicini a noi. Vogliono bene a noi e a volte si occupano di Mattia,
il più piccolo di casa. I genitori di mia mamma invece vivono lontani da noi, a Milano. Mi
piace molto andare a trovarli, così a volte andiamo da loro in auto. La prossima settimana
andremo a trovarli: non vedo l'ora!

La giornata di Carlo
Ciao, mi chiamo Carlo e ho 18 anni. Oggi vorrei parlarvi della mia tipica giornata. Mi alzo
sempre alle 7:00 e faccio una buona colazione con tè e biscotti.
Dopo aver incontrato il mio amico Marco prendo alle 7:40 l'autobus che mi porta a scuola.
Mi piace molto la mia scuola perché ho molte materie che riguardano il mondo
dell'informatica! Ogni giorno ho 6 ore di lezione, tranne il sabato in cui ne ho 5.
Quando torno a casa studio e faccio i compiti, ma mi diverto anche giocando al computer e
suonando la mia chitarra. Ceno alle 19:00 con la mia famiglia, composta da mia mamma,
mio papà e i miei tre fratelli. Alle 22:30 circa vado a letto a leggere alcuni libri prima di
dormire.

La mia casa a Roma


Mi chiamo Francesca e abito nel centro di Roma. La mia casa è un po’ piccola ma molto
confortevole. Qui vivo con mio marito e i miei due figli. La porta della casa è di legno,
mentre le pareti sono tutte colorate. La mia stanza preferita è la cucina.
Qui preparo tante cose buone per i miei bambini. Nella cucina ci sono un tavolo rotondo e
quattro sedie. Nel soggiorno ci sono un divano, un mobile per la televisione e un tappeto. La
sera mi rilasso sul divano con la mia famiglia.
La camera matrimoniale ha le pareti beige e un grande comò. Sul comò ci sono uno
specchio, tre cornici con le foto e il mio profumo. La camera dei bambini ha le pareti celesti.
In questa stanza ci sono una scrivania, due sedie, due letti e un grande armadio con quattro
ante.
Il bagno è piccolo ma luminoso.

La mia famiglia
Buongiorno! Oggi vi presento la mia famiglia. Io sono il padre, mi chiamo Gennaro Pirlo, ho
trentasette anni, e lavoro come scrittore e giornalista da quando ne avevo venti.
Mia moglie si chiama Antonella Totti, ha trentacinque anni ed è una splendida attrice di
teatro.
La nostra famiglia è composta anche da altre due persone, i nostri figli, Manuela che ha
diciassette anni anni, e Marco che ha quindici anni, e poi c'è anche Tremendo, il cane che
vive con noi da nove anni, ed è parte della famiglia. Viviamo tutti nella nostra splendida casa
con un grande giardino.
Mio figlio fa il DJ e suona la batteria, mia figlia invece adora dipingere ed è una pittrice.
Frequentano entrambi il liceo Scientifico e hanno ottimi voti a scuola.

La mia famiglia 3
Mi chiamo Alice ho 16 anni e vivo a Roma con la mia famiglia. Mio padre si chiama Andrea
ha 55 anni e lavora in banca. È alto e magro, ha i capelli castani e gli occhi verdi, ama molto
lo sport e ogni sabato va a giocare a tennis.
Mia madre si chiama Franca e insegna matematica in un liceo della mia città. Ha un bel
sorriso, è snella e bruna con i capelli lisci e lunghi, ma non dico quanti anni ha perché non si
chiede mai l’età a una signora.
Mia sorella Sara ha tre anni più di me. Frequenta il primo anno di università e studia
ingegneria. Ha i capelli e gli occhi castani come me. È simpatica, ha molti amici e ama fare
shopping. Il vero re della casa però è Macchia, il nostro piccolo e insostituibile cane.

La mia famiglia II
La mia famiglia è composta da cinque persone: io, mia mamma, mio padre, mio fratello e
mia sorella.
Mia madre è insegnante, mio padre è medico e i miei fratelli sono studenti. Mia mamma si
chiama Lucia e ha quaranta anni; mio padre ha quarantadue anni e si chiama Luca, mio
fratello si chiama Giovanni ha 15 anni e mia sorella invece si chiama Emma e ha 10 anni.
Spesso i nonni ci vengono a trovare. Loro abitano in un'altra città ma, nel weekend,
vengono da noi per trascorrere qualche giorno insieme.
Io e la mia famiglia andiamo molto d'accordo, ci piace tanto guardare insieme la tv e
organizzare gite in spiaggia. Siamo una famiglia molto felice!

La mia settimana
Mi chiamo Sabrina ho 21 anni e studio informatica all’università di Milano. Tutte le mattine
mi sveglio alle 7.00, mi alzo, faccio la doccia, mi asciugo i capelli e mi preparo una bella
colazione con caffè, latte biscotti e marmellata. Dopo mi lavo i denti, rifaccio il letto e alle
8.15 porto il cane al parco per circa 20 minuti, poi vado all’università in autobus.
Frequento le lezioni e molto spesso studio in biblioteca con la mia amica Lucia. Di solito
pranzo alla mensa dell’università. Nel pomeriggio torno a casa a piedi perché mi piace molto
camminare e guardare le vetrine dei negozi. Il mercoledì sera vado a lezione di yoga e
quando torno a casa faccio un bel bagno rilassante prima di andare a dormire.
Il sabato è il mio giorno di riposo così posso svegliarmi più tardi. La mattina faccio le pulizie
nella mia camera e gioco con il cane. La sera mi trucco con cura, mi pettino, mi vesto con i
miei abiti preferiti e alla moda ed esco con i miei amici per andare al cinema, a mangiare
una pizza o qualche volta in discoteca.

Mi chiamo Sofia
Mi chiamo Sofia. Ho 35 anni. Mio marito si chiama Alessandro e ha 36 anni. La mia famiglia
è composta in tutto da cinque persone. Io e mio marito abbiamo tre figli.
Viviamo in un piccolo paese di campagna, in una bella casa con un cortile. I nostri tre figli si
chiamano Andrea, Martina e Giacomo. Andrea frequenta l'asilo, Martina e Giacomo
frequentano le scuole elementari. I miei tre figli amano giocare a tanti giochi diversi nel
cortile.
I genitori di mio marito vivono lontano da qui, in città. I miei genitori invece abitano vicino a
noi, nello stesso paese. Vogliono molto bene ai nostri tre figli e spesso si occupano di loro.
Vicino a noi abita mia sorella Giulia con la sua famiglia. I miei figli giocano spesso con
Marta, la figlia di Giulia.
Io sono una casalinga che lavora inoltre a casa come articolista. Mio marito è invece un
operaio. È una persona molto buona e gioca spesso con i suoi tre figli. Sono molto felice
della mia famiglia!

Come stai?
Leggi il dialogo e rispondi correttamente alle domande. Luca e Giovanni sono due amici che
s'incontrano in strada per caso:
Luca: Ciao Giovanni
Giovanni: Ciao Luca, come stai?
Luca: Bene grazie, anche se ho un po' di mal di schiena. E tu come stai?
Giovanni: Bene. Ah mi dispiace per il tuo mal di schiena. Stai prendendo delle medicine?
Luca: Sì, ma non ne ho tanta voglia, non mi piacciono le medicine.
Giovanni: Però le medicine fanno bene alla salute, non importa se ti piacciono o no. Hanno
un cattivo sapore?
Luca: Sì hanno un cattivo sapore, ma soprattutto non mi piacciono perché assumere troppe
medicine fa male alla salute. Tu che cosa ne pensi?
Giovanni: io penso che se una persona sta male deve prendere le medicine, però deve
anche fare attenzione a non abusare perché altrimenti possono fare male.
Luca: Parli come se non avessi mai preso le medicine. Quando è stata l'ultima volta che hai
preso le medicine?
Giovanni: Tre anni fa.
Luca: ah ah ah. Ecco perché parli così!
Giovanni: Pensa a stare bene e a prendere le medicine.
Luca: va bene Giovanni, seguirò il tuo consiglio
Giovanni: ciao Luca, ci vediamo presto.
Luca: a presto.
I colori del piccolo Mattia
Mattia è un bimbo di 5 anni che passa tutte le sue giornate a disegnare. In realtà Mattia non
si impegna più del necessario per tratteggiare le linee, fare bene le forme o rendere
somiglianti le persone che disegna. Mattia ama soprattutto colorare, e ad ogni persona o
cosa che disegna associa dei colori specifici.
Ogni qual volta disegna suo papà Giuseppe, ad esempio, usa sempre gli stessi colori: i
capelli li fa in nero, la maglia è azzurra e i pantaloni rigorosamente rossi. Il papà di Mattia
non si veste ovviamente con colori così sgargianti, ma a Mattia piace immaginarlo così.
Mamma Adelaide è sicuramente disegnata in maniera più sobria: capelli neri, camicia
bianca e gonnellina gialla.
Mattia ha una sorella più grande, Francesca, che ha 8 anni. Mattia ogni tanto litiga con la
sorella perché lei vorrebbe disegnare insieme a lui, e spesso si mette anche a piangere.
Mattia però le vuole un gran bene, e la ritrae sempre allo stesso modo: capelli neri con
treccine, ed una maglietta gialla con un cuore rosso al centro.

I colori del piccolo Mattia


Mattia è un bimbo di 5 anni che passa tutte le sue giornate a disegnare. In realtà Mattia non
si impegna più del necessario per tratteggiare le linee, fare bene le forme o rendere
somiglianti le persone che disegna. Mattia ama soprattutto colorare, e ad ogni persona o
cosa che disegna associa dei colori specifici.
Ogni qual volta disegna suo papà Giuseppe, ad esempio, usa sempre gli stessi colori: i
capelli li fa in nero, la maglia è azzurra e i pantaloni rigorosamente rossi. Il papà di Mattia
non si veste ovviamente con colori così sgargianti, ma a Mattia piace immaginarlo così.
Mamma Adelaide è sicuramente disegnata in maniera più sobria: capelli neri, camicia
bianca e gonnellina gialla.
Mattia ha una sorella più grande, Francesca, che ha 8 anni. Mattia ogni tanto litiga con la
sorella perché lei vorrebbe disegnare insieme a lui, e spesso si mette anche a piangere.
Mattia però le vuole un gran bene, e la ritrae sempre allo stesso modo: capelli neri con
treccine, ed una maglietta gialla con un cuore rosso al centro.

Il mio amico Luigi


Il mio migliore amico si chiama Luigi. Luigi ha 24 anni, e frequenta la facoltà di medicina
odontoiatrica all’università di Roma “La Sapienza”. Fin da quando eravamo bambini, infatti, il
suo sogno è sempre stato quello di diventare un dentista, come suo zio.
Luigi per studio vive a Roma, ma la sua famiglia abita in un paesino vicino Napoli. La
famiglia di Luigi è composta da papà Francesco, mamma Carolina, dal fratello Lodovico e
dalla sorellina piccola Maria.
Luigi nel tempo libero ama andare al parco per fare jogging. Ogni giovedì sera invece ci
ritroviamo insieme al campetto per giocare a calcio. Luigi ama tantissimo giocare a calcio,
ma l’unico ruolo che vuole fare è il centrocampista.
Al sabato sera, invece, io, Luigi e gli altri nostri amici ci ritroviamo al pub del quartiere per
bere una birra in compagnia e parlare di calcio e donne. Luigi non è molto alto, ha una
carnagione scura ed i capelli neri.

La mia casa II
Io e la mia famiglia abitiamo in una grande casa poco distante dal centro ma immersa nel
verde.
E' luminosa, spaziosa e, nelle vicinanze, c'è un bellissimo parco dove poter passeggiare. La
mia casa è composta da due piani e ha un grande giardino.
Al piano terra c'è l'ingresso, la cucina, la sala da pranzo e un bagno. Al primo piano, invece,
ci sono tre camere da letto e due bagni.
In una camera da letto ci sono i miei genitori, la loro stanza è la più grande di tutta la casa!
Io condivido la stanza con mia sorella mentre, mio fratello maggiore, ha una stanza più
grande tutta per sé!
La mia stanza è davvero bellissima! Ha un grande balcone che affaccia sul giardino e, se si
guarda bene all'orizzonte durante le giornate più serene, è possibile anche vedere il mare!
Adoro la mia casa!

La mia giornata tipo


Mi chiamo Francesca e lavoro come segretaria nella scuola elementare della mia città. Ogni
mattina, mi sveglio alle 7 e preparo la colazione per tutta la famiglia.
Mentre i miei figli fanno colazione, mi lavo e mi vesto per andare a lavoro. Dopo aver
accompagnato Giada e Marco all’asilo, mi incammino verso l’ufficio. Il mio orario di lavoro è
dalle 9 alle 17 con una pausa pranzo di un’ora. Verso le 13 mi incontro con i colleghi per
pranzare e per fare una passeggiata rilassante.
Quando esco dall’ufficio, vado subito a riprendere i bambini. Se non siamo stanchi e c’è il
sole, trascorriamo un’oretta nel parco dietro casa. Altri giorni, invece, vado a fare spese
mentre i bimbi giocano a casa con il papà. Verso le 19 prepariamo la cena tutti insieme.
Giada e Marco vanno a letto verso le 21, mentre noi amiamo guardare un film prima di
dormire.

La mia stanza
La mia stanza è il luogo dove piace rifugiarmi dopo una giornata intensa. La mia stanza non
è molto grande, ma racchiude tutte le cose a me più care. La mia stanza ha una pianta
quadrata, in cui ogni parete è lunga cinque metri.
La scrivania si trova vicino alla finestra, per avere molta luce quando studio. Il letto si trova
sulla parete opposta, ed è incassato nell’armadio dove sono conservati tutti i miei vestiti. In
un angolo vi è anche una piccola poltrona dove amo sedermi per suonare la chitarra.
Possiedo ben due chitarre: una elettrica ed un’altra acustica. Suono raramente però quella
elettrica, perché il volume alto disturba la mia famiglia ed il vicinato. Sulle pareti della mia
stanza ci sono i poster delle mie band favorite: Nirvana, Queen, Led Zeppelin. Su di un'altra
parete ho ben due poster dei due calciatori più importanti nella storia della mia squadra di
calcio del cuore, il Napoli: Diego Armando Maradona e Marek Hamsik.

La stanza di luigi
Mi chiamo Luigi e oggi parlo della mia camera, che condivido con il mio unico fratello Mario.
Mi piace molto la mia camera da letto, che è bella e abbastanza grande per me e per mio
fratello.
A destra si trova il mio guardaroba e il mio letto. Davanti al mio letto ci sono due poltrone
molto comode, posizionate sopra un tappeto di colore viola. Il mio gatto si addormenta
spesso sopra il tappeto.
Sul tappeto si trova anche un mobile su cui c'è una televisione. La televisione si trova sotto
una piccola finestra. Nell'angolo è presente la mia chitarra rossa, che mi piace suonare ogni
giorno.
A sinistra si trova il letto di mio fratello Mario e un mobile bianco. Sotto il suo letto si trovano
tanti libri e i suoi giocattoli. Nella camera mia e di mio fratello c'è anche una scrivania con un
computer, che io utilizzo per studiare. Al centro della stanza si trovano un tavolo e delle
sedie, che io e mio fratello Mario usiamo quando giochiamo insieme.

Napoli
Maria è in vacanza a Napoli, e ammira il golfo del mare, e gli splendidi monumenti della
città. Maria è in giro per Via Roma, arriva a Piazza Plebiscito, e pensa che è molto bella.
Adesso vorrebbe tornare nella zona centrale, passando per Spaccanapoli, ma non sa come
fare.
Maria chiede indicazioni ad un signore, seduto a bere il caffè e mangiare una pizza - Mi
scusi come posso arrivare in centro, passando per Spaccanapoli? - chiede Maria, il signore
napoletano la guarda e risponde – Deve tornare indietro e percorrere tutta via Roma, e poi
quando vede un vicolo che spacca la città a metà, quello è Spaccanapoli -.
Maria a quel punto capisce che Spaccanapoli, si chiama così perché è una via che taglia
tutta Napoli, come se la spaccasse in due.

Cristoforo Colombo
Cristoforo Colombo nasce vicino a Genova nel 1451 e già da giovane comincia ad
appassionarsi al mare e alla navigazione. All'età di 14 anni diventa marinaio e inizia a
viaggiare in numerosi Paesi europei. Cristoforo Colombo, appassionato di geografia ed
astronomia, sostiene fermamente che la Terra è rotonda. Per dimostrarlo a tutti, alla fine del
XV secolo decide di viaggiare verso l'India navigando in direzione ovest. La spedizione è
molto costosa e Cristoforo Colombo decidere di chiedere un aiuto economico ai sovrani del
Portogallo. Il re del Portogallo gli nega l'appoggio economico, quindi si rivolge alla regina
Isabella di Castiglia.
Ottenuti soldi e navi, salpa da Palos de la Frontera il 3 agosto del 1492 e, dopo mesi di
navigazione, tocca terra il 12 ottobre. Tuttavia, non si tratta dell'India ma di un nuovo
continente: l'America, che viene denominata Nuovo Mondo. Da quel momento prende inizio
la grande colonizzazione spagnola del continente americano.
Lo stesso Cristoforo Colombo organizza altri tre viaggi verso l'America, ma continui problemi
e le grosse difficoltà nel trovare l'oro lo rendono poco amato dai re di Spagna. Muore a
Valladolid nel 1506, povero e dimenticato da tutti.

Il menù
Leggi le informazioni dell'Osteria La Collina di Roma e rispondi alle domande.
Il menù dell'Osteria La Collina di Roma offre molti primi piatti a base di pasta, come penne
al ragù, pasta e fagioli, tortiglioni ai funghi porcini con panna e pasta al forno ripiena di uova,
carote, carne macinata di maiale.
Per quanto riguarda i secondi piatti ci sono molte prelibatezze e il cibo è sempre fresco e di
qualità. Sono presenti nel menu piatti quali merluzzo e salmone. I piatti speciali sono serviti
il mercoledì e il venerdì. Il mercoledì si servono gamberoni arrostiti con pancetta arrotolata,
e il venerdì serviamo in tavola la grande grigliata di pesce misto. Per quanto riguarda la
carne disponiamo solo della salsiccia di maiale e del cotechino. Non è presente nel nostro
menù cucina vegetariana e senza glutine.
La nostra Osteria si trova a Roma, in via Alessandro Pertini numero 13, alle spalle del
Supermercato Conan. Arrivati all'incrocio con la statua di Galileo Galilei, basta girare a
destra e siete sulla strada giusta. Siamo chiusi il lunedì. L'orario di apertura è dalle 12:00
alle 16:00 a pranzo e dalle 19:30 alle 24:00 a cena.

Italia
Mi chiamo Franz Heisterbach. La prima volta che sono andato in Italia, è stato tramite
l'Università, per partecipare al progetto Erasmus.
Questo viaggio universitario è durato sei mesi, ricordo che era tutto così strano, le persone
si agitavano e muovevano le mani quando comunicavano tra di loro. Sono stato ospitato
dall'Università Federico II di Napoli, anche se ho visitato Bologna, Roma e Milano.
Milano non mi è piaciuta tanto, era troppo fredda, Roma è davvero meravigliosa, e
guardando i monumenti ho potuto capire perché la chiamano “La città Eterna”.
Bologna è affascinante, piccola e tranquilla, sono stato davvero bene, è una città che
ricordo per il suo colore rosa. Adesso sono dieci anni che non vado in Italia, e non vedo l'ora
di ritornare.

La lettera
Cara Francesca,
come stai? Ti scrivo questa lettera per dirti che, settimana prossima verrò a trovarti!
La scuola è finita e ho superato gli esami con ottimi voti! L'estate è finalmente arrivata e non
vedo l'ora di poter trascorrere delle giornate in spiaggia insieme a te, Lucia e Stefano.
Penso spesso a tutte le cose che potremmo fare: andare allo zoo, fare shopping, mangiare
gelati, fare lunghe passeggiate e, ovviamente, andare al mare! In realtà ti scrivo per
chiederti una cosa: posso portare con me Billy?
E' il mio gatto ed è molto dolce. Ti piacerà sicuramente! Domani vado a Roma per una gita.
Sono molto emozionata! Ho sempre voluto vedere il Colosseo, Piazza San Pietro.
Mi piacerebbe tu fossi qui con me! Ora vado ad aiutare la mamma con la cena.
Aspetto una tua risposta.
Spero di sentirti presto!
La tua amica Emma

La mia città
Sono nata a Roma e penso che sia la città più bella del mondo. Io vivo in periferia ma tutti i
weekend visito il centro con la mia famiglia.
Il luogo che amo di più è Villa Borghese: potrei trascorrere intere ore a passeggiare lungo i
viali alberati. Per raggiungere il parco, ci fermiamo sul Colle del Pincio: ammirare la Capitale
dall’alto è sempre emozionante, soprattutto nei giorni di sole.
Mi piace osservare i turisti che si guardano intorno con occhi stupiti e anch’io mi sento
sempre un po’ in vacanza. Di tanto in tanto, mi concedo un pomeriggio di shopping tra le vie
del centro.
A volte resto a osservare le vetrine delle boutique di lusso, mentre altre volte faccio acquisti
nelle profumerie e nei negozi di vestiti. Quando ho bisogno di rilassarmi, mi regalo una
passeggiata ai Fori Romani. Mi sembra di viaggiare nel tempo e mi sento felice.

La nuova dieta
Carlo è felice perché comincia a perdere peso grazie alla nuova dieta che sta seguendo.
“Che cosa mangi a colazione?”, chiese il suo amico Daniele. “A colazione mangio uno
yogurt e dei biscotti, la colazione è il pasto più importante della giornata!”.
“Bene!” rispose Daniele, “E cosa mangi invece a pranzo?” chiese Daniele. “Di solito un
piatto di pasta al sugo di pomodoro, seguito da una bistecca” rispose Carlo.
“Molto bene, come fai a non esagerare con il cibo?” chiese Daniele. “Utilizzo una bilancia da
cucina: peso tutto ciò che mangio, in questo modo so di non mangiare mai troppo!”.
“Svolgi anche un'attività fisica?”, chiese Daniele. “Sì, corro due o tre volte alla settimana, è
importante mantenersi in movimento e bruciare calorie!” rispose Carlo.
“Non mangi mai fast food come la pizza e le patate fritte?” chiese Daniele. “Sì, ma solo
poche volte: contengono molti grassi e carboidrati, perciò evito questi cibi”.
“Vorrei anche io stare a dieta: potresti darmi un consiglio importante per perdere peso?”
chiese Daniele a Carlo. “Certamente”, disse Carlo: “Quando consumi un pasto devi alzarti
da tavola con ancora un po' di fame per il pasto successivo!” disse Carlo.

Roma (lettera)
Leggi la lettera che Luca ha scritto a Leila e rispondi alle domande.
Cara Leila, Sono appena arrivato in Italia ed è un luogo davvero incantevole. Ieri ho visitato
il centro di Roma e devo dire che è davvero una città con molti monumenti antichi, infatti
sono risalenti all'epoca Romana. Ho visto il Colosseo e devo ammettere che pensavo fosse
più piccolo, invece è grande ed è davvero un bel monumento, peccato che non sono riuscito
ad entrare.
Ieri sono andato con dei miei amici a mangiare in un ristorante in cui cucinano dell'ottimo
pesce, ma come tu ben sai, a me il pesce non piace, infatti ho ordinato una pizza ed era
davvero molto buona.
Dopo la cena siamo andati a fare un giro nella parte antica della città, dove ci sono i resti
archeologici dell'antica Roma, sembrano disposti in maniera casuale e invece ricostruiscono
perfettamente la pianta della città di molti anni fa.
Vorrei dirti tante cose, ma non ho molto tempo perché ho molte commissioni da svolgere. Ti
saluto con un bacio. Non vedo l'ora di tornare da te. Sono due giorni che non ci vediamo e
già mi manchi tanto.

L'Italia

L'Italia, ufficialmente Repubblica italiana, è uno


Stato (301.338 km², 60.303.800 abitanti al 31
ottobre 2009) dell'Europa meridionale il cui
territorio coincide in gran parte con l'omonima
regione geografica.

Chiamata anche con le antonomasie di "lo Stivale" per la sua forma a stivale e
"bel paese" in ragione del suo clima e delle sue bellezze naturali ed artistiche,
geograficamente l'Italia è costituita da tre parti: una continentale, delineata
a nord dalle Alpi e a sud dalla linea convenzionale che congiunge La Spezia
con Rimini, una peninsulare, che si allunga nel Mediterraneo in direzione nord
ovest - sud est, ed una insulare, che comprende le due maggiori isole del
Mediterraneo, la Sardegna e la Sicilia presso la quale, in corrispondenza
dell'isola di Pantelleria, si ha la minima distanza dall'Africa, distante circa 70
chilometri. I confini territoriali si estendono complessivamente per 1.800
chilometri, mentre lo sviluppo costiero raggiunge i 7.500 chilometri.
Confina ad ovest con la Francia, a nord con la Svizzera e l'Austria e ad est con
la Slovenia. I microstati San Marino e Città del Vaticano sono enclavi
interamente comprese nel suo territorio, mentre il comune di Campione
d'Italia costituisce una exclave situata nella regione italofona del Canton
Ticino in Svizzera.

L'Italia è una repubblica parlamentare; l'attuale presidente della Repubblica è


Giorgio Napolitano e il presidente del Consiglio è Silvio Berlusconi. La lingua
ufficiale è l'italiano. La Costituzione prevede anche il bilinguismo con altre
lingue in alcune province e tutela alcune minoranze linguistiche presenti nel
territorio nazionale.

Dal 1871 la capitale è la città di Roma, "erede" di Firenze, sede (per cinque
anni) degli organi statutari che sostituì Torino nel 1865; durante la seconda
guerra mondiale, per alcuni mesi (settembre 1943-febbraio 1944) la capitale
fu trasferita a Brindisi e, successivamente, a Salerno.

Lo Stato indipendente ed unitario, nato nel 1861 come Regno d'Italia sotto la
dinastia di casa Savoia, aveva un'estensione territoriale che non comprendeva
ancora Roma e gran parte dell'attuale Lazio, che formavano lo Stato Pontificio
(incorporato il 20 settembre 1870), il Veneto e il Friuli che erano parte
dell'Impero d'Austria (acquisiti nel 1866), la Venezia Giulia ed il Trentino-Alto
Adige anch'essi sotto dominio asburgico (annessi a seguito della prima guerra
mondiale); ha assunto l'attuale forma repubblicana il 18 giugno 1946 a seguito
del risultato del referendum del 2 giugno indetto per stabilire la forma
istituzionale dello Stato dopo la fine della seconda guerra mondiale.
Successivamente, l'Assemblea costituente eletta lo stesso giorno del
referendum elaborò la Costituzione che, entrata in vigore il 1º gennaio 1948,
dà alla Repubblica un carattere parlamentare.

Avendo sottoscritto nel 1951 il Trattato di Parigi che istituiva la Comunità


europea del carbone e dell'acciaio (CECA), l'Italia è uno dei sei membri
fondatori dell'Unione europea ed ha partecipato a tutti i principali trattati di
unificazione europea, compreso l'ingresso nell'area dell'Euro nel 1999. Inoltre
è membro fondatore della NATO, del Consiglio d'Europa, dell'OCSE, aderisce
all'ONU, all'Unione Europea Occidentale e fa parte del G7 e del G8.

Parlamento della Repubblica Italiana


Il Parlamento della Repubblica Italiana è l'Organo
costituzionale titolare della funzione legislativa. Il
Parlamento ha una struttura bicamerale perfetta, poiché
composto da due Camere aventi funzioni identiche: la
Camera dei Deputati ed il Senato della Repubblica.

La prima è formata da 630 Deputati e la seconda da 315


Senatori cui vanno aggiunti i Senatori di diritto e a vita
(Presidenti emeriti della Repubblica) ed i Senatori a vita.
Secondo il disposto dell'art. 59 della Costituzione essi sono
cittadini che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale,
scientifico, artistico e letterario, e sono nominati dal presidente della
Repubblica. Non vi è una diretta correlazione tra il numero dei parlamentari e
la popolazione rappresentata, come era con la precedente formulazione degli
artt. 56 e 57 Costituzione. Si può, tuttavia affermare che in Italia ogni
parlamentare rappresenti circa 60.000 mila abitanti.

Nei casi previsti dalla Costituzione il Parlamento si riunisce in seduta comune.


Come avverte l'articolo 55 comma 2 della carta fondamentale l'ipotesi sancita
da questo articolo è tassativa non suscettibile di modifica o di applicazione
per via analogica.

Questo organo si riunisce presso gli uffici della Camera dei Deputati a Palazzo
Montecitorio ed è presieduto dal presidente della Camera con il proprio
ufficio di presidenza (art. 63 Cost.).

In dottrina ci sono dibattiti circa la possibilità che le camere in seduta


comune possano darsi autonome norme regolamentari. La maggior parte della
dottrina è di opinione favorevole, supportata anche dal regolamento del
Senato (art. 65) che esplicitamente prevede tale ipotesi.

Il Parlamento in seduta comune si riunisce per l'elezione del presidente della


Repubblica, per la quale ai parlamentari si aggiungono i rappresentanti delle
Regioni (art. 83 Cost.); per l'elezione dei cinque membri della Corte
costituzionale di nomina parlamentare, con la maggioranza attualmente
prevista dei due terzi per le prime tre votazioni, e successivamente a
maggioranza dei tre quinti dell'Assemblea (art. 135 Cost.); per l'elezione di un
terzo dei membri del Consiglio Superiore della Magistratura, anche qui con la
maggioranza attualmente prevista dei due terzi per le prime tre votazioni, e
successivamente a maggioranza dei tre quinti dell'Assemblea (art. 104 Cost.);
ogni nove anni per procedere alla compilazione di un elenco di 45 cittadini fra
i quali estrarre a sorte i sedici giudici aggregati ai fini del giudizio d'accusa
contro il presidente della Repubblica (art. 135 Cost.); per assistere al
giuramento di fedeltà alla Repubblica e di osservanza della Costituzione da
parte del presidente della Repubblica (art. 91 Cost.); infine, per la messa in
stato di accusa dello stesso presidente della Repubblica nei casi di alto
tradimento e attentato alla Costituzione (art. 90 Cost.). In tutte le altre
ipotesi, le camere si riuniscono separatamente.

Emblema della Repubblica Italiana

L'emblema della Repubblica Italiana è quello approvato


dall'Assemblea Costituente nella seduta del 31 gennaio
1948 e promulgato dal presidente della Repubblica Enrico
De Nicola il successivo 5 maggio del 1948, con decreto
legislativo n. 535. Il bozzetto iniziale fu realizzato
dall'artista Paolo Paschetto, vincitore dei due concorsi
pubblici indetti nel 1946 e nel 1947, cui parteciparono
complessivamente circa 500 candidati con oltre 800
bozzetti. Sostituì, in qualità di simbolo dello stato, il
precedente stemma del Regno d'Italia.

La stella bianca a cinque punte, detta anche Stellone d'Italia, è stata la


tradizionale rappresentazione simbolica dell'Italia sin dall'epoca
risorgimentale e rimanda alla tradizionale iconografia che vuole l'Italia,
rappresentata come un'avvenente donna, cinta di corona turrita e sovrastata
da un astro luminoso (cfr. Iconologia, di Cesare Ripa, sec. XVI); nell'emblema
repubblicano essa è sovrapposta a una ruota dentata d'acciaio, simbolo del
lavoro su cui si basa la Repubblica (Articolo 1 della Costituzione) e del
progresso. L'insieme è racchiuso da un ramo di quercia, che simboleggia la
forza e la dignità del popolo italiano, e da uno di olivo, che rappresenta la
volontà di pace della nazione.

Pur identificato spesso come stemma della Repubblica Italiana, tecnicamente


non si tratta di uno stemma in quanto è privo dello scudo, che ne costituisce
una parte essenziale secondo la definizione araldica (al contrario di altre
decorazioni quali ad esempio corone, elmi o fronde). Per questo risulta più
corretto riferirvisi con il termine di emblema della Repubblica Italiana.

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Festa della Repubblica Italiana
La Festa della Repubblica italiana è la principale festa
nazionale italiana. Viene celebrata il 2 giugno a ricordo
della nascita della Repubblica.

Il 2 e il 3 giugno 1946 si tenne, infatti, il referendum


istituzionale indetto a suffragio universale con il quale gli
italiani venivano chiamati alle urne per esprimersi su
quale forma di governo, monarchia o repubblica, dare al
Paese, in seguito alla caduta del fascismo. Dopo 85 anni
di regno, con 12.718.641 voti contro 10.718.502 l'Italia
diventava repubblica e i monarchi di casa Savoia venivano esiliati.

Il 2 giugno celebra la nascita della nazione, in maniera simile al 14 luglio


francese (anniversario della Presa della Bastiglia) e al 4 luglio
statunitense (giorno in cui nel 1776 venne firmata la dichiarazione
d'indipendenza).

In tutto il mondo le ambasciate italiane tengono un festeggiamento cui


sono invitati i Capi di Stato del Paese ospitante. Da tutto il mondo
arrivano al Presidente della Repubblica italiana gli auguri degli altri capi
di Stato e speciali cerimonie ufficiali si tengono in Italia.

Prima della fondazione della Repubblica, la festa nazionale italiana era


la prima domenica di giugno, anniversario della concessione dello
Statuto Albertino.

Con la legge 5 marzo 1977, n.54, suprattutto a causa della congiuntura


economica sfavorevole, la Festa della Repubblica fu spostata alla prima
domenica di giugno. Solamente nel 2001 su impulso dell'allora
Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, il secondo governo
Amato, con la legge n. 336 del 20 novembre 2000, riportò le celebrazioni
al 2 giugno che divenne nuovamente festivo.

Bandiera d'Italia

La bandiera italiana è il Tricolore italiano: verde, bianco e


rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni, così come
è definita dall'articolo nº 12 della Costituzione della
Repubblica Italiana del 27 dicembre 1947, pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana nº 298,
edizione straordinaria, del 27 dicembre 1947.

Il 7 gennaio la stessa bandiera è protagonista della giornata nazionale della


bandiera, istituita dalla legge nº 671 del 31 dicembre 1996.

L'articolo nº 292 «Vilipendio o danneggiamento alla bandiera o ad altro


emblema dello Stato» del codice penale tutela la bandiera italiana così:

«1. Chiunque vilipende con espressioni ingiuriose la bandiera nazionale o un


altro emblema dello Stato è punito con la multa da euro 1 000 a euro 5 000.
La pena è aumentata da euro 5 000 a euro 10 000 nel caso in cui il medesimo
fatto sia commesso in occasione di una pubblica ricorrenza o di una cerimonia
ufficiale.
2. Chiunque pubblicamente e intenzionalmente distrugge, disperde,
deteriora, rende inservibile o imbratta la bandiera nazionale o un altro
emblema dello Stato è punito con la reclusione fino a due anni.
3. Agli effetti della legge penale per bandiera nazionale si intende la bandiera
ufficiale dello Stato e ogni altra bandiera portante i colori nazionali.»

Roma

Roma è un comune italiano di 2.736.380 abitanti,


capoluogo della provincia di Roma, della regione
Lazio e capitale della Repubblica Italiana.

È il comune più popoloso e, con una superficie di


1.285 km², il più esteso d'Italia.

Nel corso della sua millenaria storia, è stata la capitale dell'Impero romano e
il cuore della cristianità cattolica. Il suo centro storico, sovrapposizione di
testimonianze di quasi tre millenni, è stato inserito nella lista dei Patrimoni
dell'umanità dell'UNESCO.

Roma ospita al suo interno l'enclave della Città del Vaticano: per tale motivo
è spesso definita capitale di due Stati.

La descrizione dello stemma del Comune di Roma è contenuta nel primo


articolo dello statuto comunale:

«L'emblema del Comune è costituito da uno scudo di forma appuntata, di


colore porpora, con croce greca d'oro, collocata in capo a destra, seguita
dalle lettere maiuscole d'oro S. P. Q. R. poste in banda e scalinate, cimato di
corona di otto fioroni d'oro, cinque dei quali visibili»

Altri simboli di Roma, oltre allo stemma comunale, sono la lupa capitolina,
statua bronzea raffigurante la leggendaria lupa che allattò i due gemelli
Romolo e Remo, nel 2009 scelta per essere raffigurata nel nuovo marchio
(logotipo) che rappresenterà la città di Roma; il Colosseo, il più grande
anfiteatro del mondo romano, costruito nel I secolo e riconosciuto, nel 2007,
come una delle sette meraviglie del mondo moderno (unica in Europa); il
Cupolone, la cupola della basilica di San Pietro in Vaticano, che domina tutta
la città e simboleggia il mondo cristiano, di cui Roma funge da "capitale".
Simbolo della città durante l'antichità era l'aquila imperiale, effigie militare;
durante l'era medievale era il leone, animale emblema di supremazia.

Il motto della città è SPQR, in latino Senatus PopulusQue Romanus (il Senato
ed il Popolo di Roma), che nell'antichità indicava le due classi che erano a
fondamento dello Stato romano, quelle dei patrizi e dei plebei.

Roma: Curiosità

Proverbi e modi di dire


Esistono un buon numero di proverbi e modi di dire che riguardano o
nominano la città di Roma:

- "Tutte le strade pórteno a Roma" (proverbio derivato dal fatto che i romani
costruirono una fitta ed estesa rete di strade che partivano tutte dalla città,
buona parte delle quali è ancora in funzione).
- "A Roma, comportati come un romano" che ha lo stesso significato del più
comune "Paese che vai, usanza che trovi".
- Roma non fu costruita in un giorno.
- "Un po' ppe' vorta fu ffatta Roma"
- A Roma fai come vedi fare.
- Quando a Roma vai, fai come vedrai.
- Per conoscere Roma non basta una vita
- È come andare a Roma e non vedere il Papa
- Chi va in giro per Roma perde la poltrona.

Appellativi
Roma possiede anche diversi appellativi. È chiamata:

- "Urbs/Urbe". Già in tempi antichi la parola Urbs, scritta con la lettera


maiuscola, stava ad indicare la città di Roma e non una qualsiasi altra città;
- "Caput Fidei", cioè "capitale della fede";
- "Caput Mundi", cioè "capitale del mondo";
- "Urbs Aeterna/Città Eterna";
- "Città Celeste";
- "Città Santa";
- "Città dell'acqua", per via dei suoi numerosi acquedotti;
- "Limen Apostolorum" cioè "soglio apostolico";
- Roma vanta il primato di omonimie: altre 44 città in tutto il mondo si
fregiano di questo nome, dai piccoli villaggi a cittadine con migliaia di
abitanti.

Campionato italiano di calcio


Il Campionato italiano di calcio è un insieme di tornei nazionali istituiti dalla
Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC). I campionati sono suddivisi e
organizzati in 10 livelli, i primi 4 sono inquadrati nell'area del professionismo,
mentre i restanti 6 sono a carattere dilettantistico. La Lega Nazionale
Professionisti organizza e dirige i due maggiori campionati, la Serie A e la
Serie B, mentre la Lega Italiana Calcio Professionistico organizza e dirige la
Prima Divisione e la Seconda Divisione, il terzo e il quarto livello del
professionismo (fino al 2008 chiamate rispettivamente Serie C1 e Serie C2).
L'organico complessivo delle due leghe superiori consta di un totale di 132
società, rendendo il settore professionistico italiano il più grande del mondo. I
diversi campionati a carattere dilettantistico sono organizzati dalla Lega
Nazionale Dilettanti, il cui campionato più importante, la Serie D, rappresenta
il quinto livello del calcio italiano e la porta di entrata verso il professionismo.

Ogni squadra affronta tutte le altre compagini del raggruppamento di


appartenenza due volte, una presso il proprio campo (partita in casa), una
presso il campo avverso (partita in trasferta) con uno svolgimento che è detto
Girone all'italiana. Si assegnano tre punti alla squadra che vince una partita,
un punto a ciascuna squadra in caso di pareggio e zero alla squadra sconfitta.

La classifica finale viene stilata in base ai seguenti criteri, disposti di seguito


in ordine di importanza:

- punti conquistati in classifica generale;


- punti conquistati negli scontri diretti;
- differenza reti negli scontri diretti;
- differenza reti in classifica generale;
- maggior numero di gol segnati in classifica generale;
- sorteggio.

Pizza

La pizza è un prodotto gastronomico che ha per base un


impasto di acqua, farina di frumento, e lievito, lavorato
fino a ottenere una forma piatta, cotto al forno e
variamente condito.

Benché si tratti ormai di un prodotto diffuso in quasi tutto


il mondo, la pizza è generalmente considerata un piatto originario della
cucina italiana ed in particolar modo napoletana. Nel sentire comune, infatti,
ci si riferisce con questo termine alla pizza tonda condita con pomodoro e
mozzarella, ossia la variante più conosciuta della cosiddetta pizza napoletana.

La vera e propria origine della pizza è tuttavia argomento controverso: oltre a


Napoli, altre città ne rivendicano la paternità. Esiste, del resto, anche un
significato più ampio del termine "pizza". Infatti, trattandosi in ultima analisi
di una particolare specie di pane o focaccia, la pizza si presenta in
innumerevoli derivazioni e varianti, cambiando nome e caratteristiche a
seconda delle diverse tradizioni locali. In particolare, in alcune aree dell'Italia
centrale, viene chiamata "pizza" qualsiasi tipo di torta cotta al forno, salata o
dolce e alta o bassa che sia.

Italiano English
Chi fa da sé, fa per tre If you want something
done, do it yourself
Chi trova tiene Finders keepers
Dare a Cesare quel che Give credit where
è di Cesare, dare a Dio credit is due
quel che è di Dio
È meglio un uovo oggi A bird in the hand is
di una gallina domani worth two in the bush
In bocca al lupo Break a leg! (Good
luck!)
La calma è la virtù dei The calm is the virtue
forti of the strong
Meglio tardi che mai Better late than never
Oggi a te, domani a me Every dog has its day
Paesi che vai, usanze When in Rome, do as
che trovi the Romans do
Più facile a dirsi che a Easier said than done
farsi
Quando il gatto non When the cat's away,
c'è, i topi ballano the mice will play
Ride bene chi ride He who laughs last,
ultimo laughs longest
Roma non è stata Rome wasn't built in a
costruita in un giorno day
Tempo al tempo All in good time
Tra il dire e il fare, c'è Easier said than done
di mezzo il mare
Tutte le strade portano All roads lead to Rome
a Roma
Una mela al giorno An apple a day keeps
toglie il medico di the doctor away
torno
Una rondine non fa One swallow does not
primavera make a summer
Vedi Napoli, e poi See Naples, and then
muori! die!
Volere è potere Where there is a will,
there is a way

Fratelli d'Italia (Inno Nazionale Italiano)

Fratelli d'Italia,
L'Italia s'è desta,
Dell'elmo di Scipio
S'è cinta la testa.
Dov'è la Vittoria?
Le porga la chioma,
Ché schiava di Roma
Iddio la creò.

Fratelli d'Italia,
L'Italia s'è desta,
Dell'elmo di Scipio
S'è cinta la testa.
Dov'è la Vittoria?
Le porga la chioma,
Ché schiava di Roma
Iddio la creò.

Stringiamci a coorte,
Siam pronti alla morte,
Siam pronti alla morte,
L'Italia chiamò.

Stringiamci a coorte,
Siam pronti alla morte,
Siam pronti alla morte,
L'Italia chiamò.
Sì!

Noi fummo da secoli


Calpesti, derisi,
Perché non siam popolo,
Perché siam divisi.
Raccolgaci un'unica
Bandiera, una speme
Di fonderci insieme
Già l'ora suonò.

Uniamoci, amiamoci.
L'Unione, e l'amore
Rivelano ai Popoli
Le vie del Signore.
Giuriamo far libero,
Il suolo natìo,
Uniti per Dio,
Chi vincer ci può?

Stringiamci a coorte,
Siam pronti alla morte,
Siam pronti alla morte,
L'Italia chiamò.

Stringiamci a coorte,
Siam pronti alla morte,
Siam pronti alla morte,
L'Italia chiamò.
Sì!

Dall'Alpi a Sicilia,
Dovunque è Legnano,
Ogn'uom di Ferruccio
Ha il core, ha la mano.
I bimbi d'Italia
Si chiaman Balilla,
Il suon d'ogni squilla
I Vespri suonò.

Son giunchi che piegano


Le spade vendute,
Già l'aquila d'Austria
Le penne ha perdute.
Il sangue d'Italia,
Il sangue Polacco,
Bevé, col cosacco,
Ma il cor le bruciò.

Stringiamci a coorte,
Siam pronti alla morte,
Siam pronti alla morte,
L'Italia chiamò.
Sì!

ANDREA BOCELLI - Con te partirò

Quando sono solo


Sogno all’orizzonte
E mancan le parole.
Si lo so che non c’è luce
In una stanza quando manca il sole,
Se non ci sei tu con me, con me.

Su le finestre
Mostra a tutti il mio cuore
Che hai acceso,
Chiudi dentro me la luce che
Hai incontrato per strada.

Con te partirò.
Paesi che non ho mai
Veduto e vissuto con te,
Adesso si li vivrò.
Con te partirò
Su navi per mari
Che, io lo so,
No, no, non esistono più,
Con te io li vivrò.

Quando sei lontana


Sogno all’orizzonte
E mancan le parole.
E io sì lo so che sei con me, con me,
Tu mia luna tu sei qui con me.
Mio sole tu sei qui con me,
Con me, con me, con me.

Con te partirò.
Paesi che non ho mai
Veduto e vissuto con te,
Adesso si li vivrò.
Con te partirò
Su navi per mari
Che, io lo so,
No, no, non esistono più,
Con te io li rivivrò.
Con te partirò
Su navi per mari
Che, io lo so,
No, no, non esistono più,
Con te io li rivivrò.
Con te partirò.
Io con te.

ANDREA BOCELLI - Caruso

Qui dove il mare luccica,


E tira forte il vento,
Sulla vecchia terrazza
Davanti al golfo di Surriento,
Un uomo abbraccia una ragazza
Dopo che aveva pianto.
Poi si schiarisce la voce,
E ricomincia il canto.

Te voglio bene assai


Ma tanto, tanto bene, sai,
È una catena ormai,
Che scioglie il sangue dint’e vene sai.

Vide le luci in mezzo al mare,


Pensò alle notti là in America.
Ma erano solo le lampare
E la bianca scia di un’elica.
Senti il dolore nella musica,
E si alzò dal pianoforte,
Ma quando vide la luna uscire da una nuvola,
Gli sembrò più dolce anche la morte.
Guardò negli occhi la ragazza,
Quegli occhi verdi come il mare.
Poi all’improvviso usci una lacrima
E lui credette di affogare.

Te voglio bene assai


Ma tanto, tanto bene, sai,
È una catena ormai,
Che scioglie il sangue dint’e vene sai.

Potenza della lirica,


Dove ogni dramma è un falso,
Che con un po’ di trucco e con la mimica
Puoi diventare un altro.
Ma due occhi che ti guardano,
Così vicini e veri,
Ti fan scordare le parole,
Confondono i pensieri.
Così diventa tutto piccolo,
Anche le notti là in America,
Ti volti e vedi la tua vita,
Come la bianca scia di un’elica
Ma sì, è la vita che finisce.
Ma lui non ci penso poi tanto
Anzi, si sentiva già felice,
E ricominciò il suo canto.

Te voglio bene assai


ma tanto, tanto bene, sai,
È una catena ormai,
Che scioglie il sangue dint’e vene sai.

Te voglio bene assai


ma tanto, tanto bene, sai,
È una catena ormai,
Che scioglie il sangue dint’e vene sai.

NDREA BOCELLI - Canto della terra

Si lo so, amore, che io e te


Forse stiamo insieme
Solo qualche istante.
Zitti stiamo ad ascoltare
Il cielo alla finestra.
Questo mondo che
Si sveglia e la notte è
Già così lontana,
Già lontana.

Guarda questa terra che,


Che gira insieme a noi,
Anche quando è buio.
Guarda questa terra che,
Che gira anche per noi,
A darci un po’ di sole, sole, sole.

My love, che sei l’amore mio,


Sento la tua voce è ascolto il mare.
Sembra davvero il tuo respiro.
L’amore che mi dai,
Questo amore che sta lì nacosto,
In mezzo alle sue onde,
A tutte le sue onde,
Come una barca che.

Guarda questa terra che,


Che gira insieme a noi,
Anche quando è buio.
Guarda questa terra che,
Che gira anche per noi,
A darci un po’ di sole, sole.

Guarda questa terra che,


Che gira insieme a noi,
A darci un po’ de sole.
Mighty sun, mighty sun.

ANDREA BOCELLI - La voce del silenzio

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Volevo stare un po' da solo


Per pensare, tu lo sai.
Ed ho sentito nel silenzio
Una voce dentro me.
E tornan vive tante cose
Che credevo morte ormai.

E chi ho tanto amato,


Dal mare del silenzio,
Ritorna come un'onda
Nei miei occhi.
E quello che mi manca,
Nel mare del silenzio,
Mi manca sai molto di più.

Ci sono cose in un silenzio


Che non mi aspettavo mai.
Vorrei una voce
Ed improvvisamente,
Ti accorgi che il silenzio
Ha il volto delle cose che hai perduto.

Ed io ti sento, amore,
Ti sento nel mio cuore.
Stai riprendendo il posto che
Tu non avevi perso mai.
Che non avevi perso mai.
Che non avevi perso mai.

Volevo stare un po' da solo


Per pensare, tu lo sai.
Ma ci son' cose in un silenzio
Che non mi aspettavo mai.
Vorrei una voce
Ed improvvisamente,
Ti accorgi che il silenzio
Ha il volto delle cose che hai perduto.

Ed io ti sento, amore,
Ti sento nel mio cuore.
Stai riprendendo il posto che
Tu non avevi perso mai.
Tu non avevi perso mai.
Tu non avevi perso.
Tu non avevi perso mai.

ANDREA BOCELLI - Nessun dorma

Nessun dorma, nessun dorma.


Tu pure, o principessa,
Nella tua fredda stanza,
Guardi le stelle
Che tremano d'amore
E di speranza.

Ma il mio mistero è chiuso in me.


Il nome mio nessun saprà.
No, no, sulla tua bocca lo dirò,
Quando la luce splenderà.
Ed il mio bacio scioglierà il silenzio
Che ti fa mia.

Il nome suo nessun saprà.


E noi dovrem, ahimè, morir, morir.

Dilegua o notte.
Tramontate, stelle.
Tramontate, stelle.
All'alba vincerò.
Vincerò! Vincerò!
ANDREA BOCELLI - Per amore

Io conosco la tua strada,


Ogni passo che farai,
Le tue ansie chiuse e i vuoti,
Sassi che allontanerai
Senza mai pensare che
Come roccia io ritorno in te.
Io conosco i tuoi respiri,
Tutto quello che non vuoi.
Lo sai bene che non vivi,
Riconoscerlo non puoi.
E sarebbe come se
Questo cielo in flamme
Ricadesse in me,
Come scena su un attore.

Per amore, hai mai fatto niente.


Solo per amore, hai sfidato il vento e
Urlato mai, diviso il cuore stesso,
Pagato e riscommesso,
Dietro questa mania
Che resta solo mia?

Per amore, hai mai corso senza fiato.


Per amore, perso e ricominciato?
E devi dirlo adesso
Quanto di te ci hai messo.

Quanto hai creduto tu in questa bugia.


E sarebbe come se
Questo fiume in piena
Risalisse a me,
Come china al suo pittore.

Per amore, hai mai speso tutto quanto,


La ragione, il tuo orgoglio fino al pianto?
Lo sai stasera restò, non ho nessun pretesto,
Soltanto una mania
Che resta forte e mia,
Dentro quest’anima che strappi via.
E te lo dico adesso,
Sincero con me stesso,
Quanto mi costa non saperti mia.
E sarebbe come se
Tutto questo mare
Annegasse in me.
ANDREA BOCELLI - Vivo per lei

Vivo per lei da quando sai


La prima volta l’ho incontrata.
Non mi ricordo come, ma
Mi è entrata dentro e c’è restata.
Vivo per lei perchè mi fa
Vibrare forte l’anima,
Vivo per lei e non è un peso.

Vivo per lei, anch’io lo sai


E tu non esserne geloso,
Lei è di tutti quelli che
Hanno un bisogno sempre acceso,
Come uno stereo in camera,
Di chi è da solo e adesso sa,
Che è anche per lui, per questo
Io vivo per lei.

È una musa che ci invita


a sfiorarla con le dita,
attraverso un pianoforte
la morte è lontana,
io vivo per lei.

Vivo per lei che spesso sa


Essere dolce e sensuale.
A volte picchia in testa ma
È un puguo che non fa mai male.

Vivo per lei lo so, mi fa


Girare di città in città,
Soffrire un po’ma almeno io vivo.

È un dolore quando parte.


Vivo per lei dentro gli hotels.
Con piacere estremo cresce.
Vivo per lei nel vortice.
Attraverso la mia voce
Si espande e amore produce.

Vivo per lei nient’altro ho


E quanti altri incontrerò
Che come me hanno scritto in viso:
Io vivo per lei.

Io vivo per lei.


Sopra un palco o contro ad un muro,
Vivo per lei al limite.
Anche in un domani duro.
Vivo per lei al margine.
Ogni giorno una conquista,
La protagonista sarà sempre lei.

Vivo per lei perchè oramai


Io non ho altra via d’uscita,
Perchè la musica lo sai
Davvero non l’ho mai tradita.

Vivo per lei perchè mi da


Pause e note in libertà.
Ci fosse un’altra vita la vivo,
La vivo per lei.

Vivo per lei la musica.


Io vivo per lei.
Vivo per lei è unica.
Io vivo per lei.
Io vivo per lei.
Io vivo per lei.

EROS RAMAZZOTTI - Cose della vita

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Sono umane situazioni,


Quei momenti fra di noi,
I distacchi e i ritorni,
Da capirci niente poi.
Già, come vedi,
Sto pensando a te.
Come se questo tempo non fosse passato mai.
Dove siamo stati?
Cosa siamo poi?

Confinanti di cuore solo che ognuno sta


Dietro gli steccati degli orgogli suoi.
Sto pensando a te.
Sto pensando a noi.

Sono cose della vita.


Vanno prese un po' così.
È già stata una fatica
Arrivare fino à qui.
Già, come vedi,
Io sto ancora in piedi perché...

Sono umani i sogni miei.


Con le mani io li prenderei.
Sì, perché sono umani questi sogni miei.
Con le mani io li prenderei.

Sono cose della vita.


Ma la vita poi dov'è?
Se da quando è partita
Un inseguimento è.
Già, come vedi,
Sto pensando ancora a te.

Questa notte che passa piano accanto a me,


Cerco di affrontarla, afferrarla.
E se prendo le curve del cuore sbandando un po',
Voglio provocarla anche adesso che
Sto pensando a te.
Sto pensando a noi.
Da un po'.
Già da un po'.

EROS RAMAZZOTTI - Il tempo tra di noi

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Anche se non sento dentro me amore,


Ritorno sempre là,
A quelle immagini
Ai giorni liberi.

Pieno di entusiasmo sembrerò


Solo a chi non saprà comprendere
Il vuoto dentro me.
E rimangono le lacrime in bilico,
Dietro gli angoli degli occhi che sorridono.

Il tempo non ha limiti,


Non passa per dividerci.
È un pretesto, sai che non basta mai per difenderci.
Il tempo cura i lividi,
Difende dai pericoli
Di un amore che mai dimentica
Il tempo tra di noi.
Il ricordo inafferrabile lo so,
Che male più non fa,
Ma se ti incontrerò
Io non mi salverò.

Cresce dentro l'anima


La voglia che ho di te.
Distanze fragili ci uniscono di più.
E non trovo le parole per spiegarmelo.
Perché quelli che si cercano poi si perdono.

Il tempo non ha limiti,


Non basta per dividerci.
È un pretesto sai, che non basta mai per difenderci.
Il tempo cura i lividi,
Difende dai pericoli
Di un amore che mai dimentica noi.

Ci sono attimi che non ritornano più.


Vivrò pensando a te.
Il tempo è un alibi per non amarti più.
Vivrò pensando a te.
Ti sento accanto a me come se fossi qui.

Il tempo non ha limiti,


Non passa per dividerci.
È un pretesto sai che non basta mai per difenderci.
Il tempo cura i lividi,
Difende dai pericoli
Di un amore che mai dimentica
Il tempo tra di noi.
Il tempo tra di noi.
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Canzone - Songs

EROS RAMAZZOTTI - Un'emozione per sempre

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Vorrei poterti ricordare così,


Con quel sorriso acceso d'amore,
Come se fosse uscita di colpo lì
Un'occhiata di sole.

Vorrei poterti ricordare, lo sai,


Come una storia importante davvero.
Anche se ha mosso il sentimento che hai,
Sono un canto leggero.

Sto pensando a parole d'addio,


Dando un dispiacere.
Ma nel deserto che lasciano dietro
Se trovano da bere.

Certi amori regalano


Un'emozione per sempre,
Momenti che restano così,
Impressi nella mente.
Certi amori ti lasciano
Una canzone per sempre,
Parole che restano così,
Nel cuore della gente.

Vorrei poterti dedicare di più,


Più di quel tempo che ti posso dare.
Ma nel mio mondo non ci sei solo tu.
Io perciò devo andare.

Ci sono mari e ci sono colline


Che voglio rivedere.
Ci sono amici che aspettano ancora me
Per giocare insieme.

Certi amori regalano


Un' emozione per sempre,
Momenti che restano così,
Impressi nella mente.
Certi amori ti lasciano
Una canzone per sempre,
Parole che restano così,
Nel cuore della gente.
Nel cuore della gente.

Certi amori regalano


Un'emozione per sempre,
Momenti belli che restano così,
Impressi nella mente.
Di quelle che restano così,
Nel cuore della gente.

EROS RAMAZZOTTI - Più bella cosa

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Com'è cominciata io non saprei,
La storia infinita con te,
Che sei diventata la mia lei,
Di tutta una vita per me.

Ci vuole passione con te


E un briciolo di pazzia.
Ci vuole pensiero perciò,
Lavoro di fantasia.

Ricordi la volta che ti cantai.


Fu subito un brivido, sì.
Ti dico una cosa se non la sai,
Per me vale ancora così.

Ci vuole passione con te,


Non deve mancare mai.
Ci vuole mestiere perché
Lavoro di cuore, lo sai.

Cantare d'amore non basta mai


Ne servirà di più
Per dirtelo ancora, per dirti che
Più bella cosa non c'è
Più bella cosa di te.
Unica come sei,
Immensa quando vuoi,
Grazie d'esistere.

Com'è che non passa con gli anni miei


La voglia infinita di te?
Cos'è quel mistero che ancora sei,
Che porto qui dentro di me?

Saranno i momenti che ho,


Quegli attimi che mi dai.
Saranno parole però,
Lavoro di voce, lo sai.

Cantare d'amore non basta mai


Ne servirà di più
Per dirtelo ancora, per dirti che
Più bella cosa non c'è
Più bella cosa di te.
Unica come sei,
Immensa quando vuoi,
Grazie d'esistere.
Più bella cosa non c'è
Più bella cosa di te.
Unica come sei,
Immensa quando vuoi,
Grazie d'esistere.
Grazie d'esistere.
Più bella cosa non c'è di te.
Grazie d'esistere.

EROS RAMAZZOTTI - Un'altra te

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Un' altra te
Dove la trovo io?
Un'altra che
Sorprenda me.

Un' altra te,


Un guaio simile,
Chissà se c'è
Un'altra te?

Con gli stessi tuoi discorsi,


Quelle tue espressioni
Che in un altro viso
Cogliere non so.

Quegli sguardi sempre attenti


Ai miei spostamenti
Quando dal tuo spazio
Me ne uscivo un po'.

Con la stessa fantasia,


La capacità di tenere
I ritmi indiavolati
Degli umori miei.

Un'altra come te
Ma nemmeno se la invento c'è.
Mi sembra chiaro che
Sono ancora impantanato con te.
Ed è sempre più evidente.

E mi manca ogni sera la tua gelosia


Anche se poi era forse più la mia.
E mi mancano i miei occhi
Che sono rimasti lì,
Dove io li avevo appoggiati,
Quindi su di te.

Mi sembra chiaro
che un'altra come te
Ma nemmeno se la invento c'è.
Mi sembra chiaro che
Sono ancora impantanato con te.
Ed è sempre più preoccupante.
Evidentemente preoccupante.
Ma un'altra te, non credo.

EROS RAMAZZOTTI - Non siamo soli

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È la voglia di cambiare la realtà


Che mi fa sentire ancora vivo.
E cercherò tutti quelli come me
Che hanno ancora un sogno in più.
Un sogno in più.

Dentro un libro che nessuno ha scritto mai


Tengo le istruzioni della vita.
Anche se so che poi non le seguirò,
Farò ciò che sento.

Oltre le distanze noi non siamo soli,


Figli della stessa umanità.
Anime viaggianti in cerca di ideali,
Il coraggio non ci mancherà.
Supera i confini di qualunque ideologia,
L'emozione che ci unisce in una grande idea.
Un altro mondo possibile c'è
E lo cerco anch'io e lo voglio anch'io come te.
Come te.

Nelle pagine lasciate in bianco


Noi diamo spazio a tutti i nostri sogni.
Nessuno mai il futuro ruberà
Dalle nostre mani.

Oltre le distanze noi non siamo soli


Senza più certezze e verità.
Anime confuse, cuori prigionieri,
Con le stesse idea di libertà.
Libertà.

Oltre le distanze noi non siamo soli


L'incertezza non ci fermerà.
Supera i confini,
Non conosce geografia,
L'emozione che ci unisce in una grande idea.

Oltre le distanze noi non siamo soli


Sempre in cerca della verità.
Anime viaggianti, cuori prigionieri,
Con le stesse idea di libertà.

Un altro mondo possibile c'è.


Io lo sto cercando insieme a te.
Anch'io con te,
Insieme a me.
E tu con me.

GIANNA NANNINI - Un'estate italiana (Italia '90)

Forse non sarà una canzone


A cambiare le regole del gioco.
Ma voglio viverla così quest’avventura
Senza frontiere, con il cuore in gola.

Il mondo in una giostra di colori


E il vento accarezza le bandiere.
Arriva un brivido e ti trascina via
E sciogle in un abbraccio la follia.

Notti magiche, inseguendo un gol,


Sotto il cielo di un’estate italiana.
E negli occhi tuoi, voglia di vincere
Un’estate, un’avventura in più.

È un sogno che comincia da bambino,


E che ti porta sempre più lontano.
Non e una favola, e dagli spoglatoi
Escono i ragazzi e siamo noi.

Notti magiche, inseguendo un gol,


Sotto il cielo di un’estate italiana.
E negli occhi tuoi, voglia di vincere
Un’estate, un’avventura in più.

Notti magiche, inseguendo un gol,


Sotto il cielo di un’estate italiana.
E negli occhi tuoi, voglia di vincere
Un’estate, un’avventura in più.
Un’avventura,
Un’avventura in più,
Un’avventura,
Gol!

IL DIVO - Come primavera

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L'inverno, sai, finirà


E com'è arrivato se ne andrà.
E scioglierà il dolore,
Come la neve al sole.

E le ferite che hai,


Lo sai, guariranno prima o poi.
Dopo la notte, l'aurora
Ancora verrà, si perchè...

Torna alla vita, più serena,


Che rifiorisce come primavera.
La vita grida a voce piena
Dentro te.

Ritroverai anche tu
La forza che ora non hai più,
E quella voglia di vivere
Che ancor non c'è tornerà.

Torna alla vita, più serena,


Che rifiorisce come primavera.
La vita grida a voce piena
Dentro te.

Torna alla vita, più serena,


Che rifiorisce come primavera.
La vita grida a voce piena
Dentro te.
La vita grida a voce piena
Dentro te,
Come primavera.

IL DIVO - La promessa

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Se non ci sei, un'ombra io diventerò.


Se non ci sei, ti sentirò.
Come vorrei momenti che si sfogliano,
Tu sola con me sarai,
Persa in questa forza che ormai sia vicino.

Nel cielo, nel sole,


Ti offro questa vita e questo cuore.
Sincera, la promessa resterà.
Qui ti aspetterà.

Se non ci sei, la luce delle stelle seguirò.


Dove ci sei, un mare li attraverserò.
C'è ogni movimento che
Soffia quella tua fragilità, sul mio destino.

Nel cielo, nel sole,


Ti porto questa vita e questo cuore.
Sincera, la promessa resterà
E qui ti aspetterà.

Non mi fermerò,
Per sempre cercherò,
Non respirerò.
Musica che ho, un canto ti darò,
Una melodia, sei, sei mia.

Nel cielo, nel sole,


Ho vinto finalmente un vero amore.
Insieme, un sogno,
Sereni i nostri giorni in questo mondo.
Sincera, la promessa resterà
Per l'eternità.

IL DIVO - Nella fantasia

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Nella fantasia io vedo un mondo giusto.
Lì tutti vivono in pace e in onestà.
Io sogno d'anime che sono sempre libere,
Come le nuvole che volano,
Pien d'umanità in fondo all'anima.

Nella fantasia io vedo un mondo chiaro.


Lì anche la notte è meno oscura.
Io sogno d'anime che sono sempre libere,
Come le nuvole che volano,
Pien d'umanità.

Nella fantasia esiste un vento caldo,


Che soffia sulle città, come amico.
Io sogno d'anime che sono sempre libere,
Come le nuvole che volano,
Pien d'umanità in fondo all'anima.

IL DIVO - Notte di luce

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Notte di luce,
Una notte infinita.
Una lettera che
Non sará mai spedita.

Cos'è la realtà?
lo non lo so più.
Ad occhi aperti,
Il mio sogno sei tu.

Io ti amo.
Si, ti amo.
Quanto ti amo.

Guardo la gente,
Mano per mano.
Nessuno capisce
Quello che provo.

Respiro il silencio
Dei tuoi pensieri.
Un giorno sarai
Tutto quello che speri.

Io ti amo.
Si, ti amo.
Quanto ti amo.

IL DIVO - Senza catene (Unchained melody)

Non ho più catene,


Ma solo piangerò
Lontano da te.

E so che un dì ti rivedrò,
Ti stringerò ancor.

Guardo il cielo e so, dove sei, cosa fai,


E dovunque andrai, sentirai.

I sospiri miei che per te, solo per te,


Parlano d'amor, del mio amor.

Non ho più catene


Perchè so che
Il tuo amor è sol per me.

E so che un dì ti rivedrò,
Ti stringerò ancor.

IL DIVO - She

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She, forse sarà la prima che


Io non potrò dimenticar.
La mia fortuna o il prezzo che dovrò pagar.
She, la canzone nata qui,
Che ha gia cantato chissà chi,
L'aria d'estate che ora c'è
Nel primo autunno su di me.

She, la schiavitù, la libertà,


Il dubbio, la serenità,
Preludio a giorni luminosi oppure bui.
She, sarà lo specchio dove io
Rifletterò progetti e idee,
Il fine ultimo che avrò, da ora in poi.

She, così importante, così unica,


Dopo la lunga solitudine,
Intransigente e imprevedibile.
She, forse l'amore troppo atteso che
Dall'ombra del passato torna a me,
Per starmi accanto fino a che vivrò.

She, a cui io non rinuncerei,


Sopravvivendo accanto a lei,
Ad anni combattuti ed avversità.
She, sorrisi e lacrime da cui
Prendono forma i sogni miei,
Ovunque vada arriverei,
A passo a passo accanto a
She.
She.

IL DIVO - Ti amerò

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La notte scivola sul mondo


Che si addormenterà,
E la luna vestirà d'argento
Il mare e le città.
E tu mi mancherai più ancora.
Quanto, non lo sai.

Continuerò a credere che


Siamo un'anima, io e te.
E ti amerò, comunque lo so,
Anche se non sei con me,
Io ti amerò.

Ti porterò con me nel sole,


Nei sogni che farò.
Ruberò i colori del mattino
E un cielo limpido,
Su cui dipingerò il tuo viso,
E sorriderò.

Continuerò a credere che


Siamo un'anima, io e te.
E ti amerò, comunque lo so,
Anche se non sei con me.

Mi manchi più che mai stasera.


Quanto, non lo sai.

Continuerò a credere che


Siamo un'anima, io e te.
E ti amerò, comunque lo so,
Anche se non sei con me.

E ti amerò, comunque lo so,


Anche se non sei con me.

Io ti amerò.

LAURA PAUSINI - Ascolta il tuo cuore

Ehi, adesso come stai?


Tradita da una storia finita
E di fronte a te l'ennesima salita.
Un po' ti senti sola,
Nessuno che ti possa ascoltare,
Che divida con te i tuoi guai.
Mai, tu non molare mai.

Rimani come sei,


Insegui il tuo destino,
Perché tutto il dolore che hai dentro
Non potrà mai cancellare il tuo cammino.
E allora scoprirai
Che la storia di ogni nostro minuto
Appartiene soltanto a noi.
Ma se ancora resterai,
Persa senza una ragione
In un mare di perché.

Dentro te, ascolta il tuo cuore


E nel silenzio troverai le parole.
Chiudi gli occhi e poi tu lasciati andare.
Prova a arrivare dentro il pianeta del cuore.

È difficile capire
Qual è la cosa giusta da fare,
Se ti batte nella testa un'emozione.
L'orgoglio che ti piglia,
Le notti in cui il rimorso ti sveglia
Per la paura di sbagliare.
Ma se ti ritroverai
Senza stelle da seguire,
Tu non rinunciare mai.

Credi in te, ascolta il tuo cuore.


Fai quel che dice anche se fa soffrire.
Chiudi gli occhi e poi tu lasciati andare.
Prova a volare oltre questo dolore.

Non ti ingannerai se ascolti il tuo cuore.


Apri le braccia quasi fino a toccare
Ogni mano, ogni speranza, ogni sogno che vuoi,
Perché poi ti porterà fino al cuore di ognuno di noi.

Ogni volta che non sai cosa fare,


Prova a volare dentro il pianeta del cuore.

Tu, tu prova a volare


Dov'è il pianeta del cuore,
Dentro il pianeta del cuore.

LAURA PAUSINI - Io canto

La nebbia che si posa alla mattina,


Le pietre di un sentiero di collina,
Il falco che s'innalzerà,
Il primo raggio che verrà,
La neve che si scioglierà
Correndo al mare.

L'impronta di una testa sul cuscino,


I passi lenti e incerti di un bambino,
Lo sguardo di serenità,
La mano che si tenderà,
La gioia di chi aspetterà.

Per questo e quello che verrà,


Io canto.
Le mani in tasca e canto,
La voce in festa e canto,
La banda in testa e canto,
Corro nel vento e canto,
La vita intera e canto,
La primavera e canto,
La mia preghiera e canto,
Per chi mi ascolterà.
Voglio cantare, sempre cantare.

L'odore del caffè nella cucina,


La casa tutta piena di mattina,
E l'ascensore che non va,
L'amore per la mia città,
La gente che sorriderà lungo la strada,
I rami che s'intrecciano nel cielo,
Un vecchio che cammina tutto solo,
L'estate che poi passerà,
Il grano che maturerà,
La mano che lo coglierà.

Per questo e quello che verrà,


Io canto.
Le mani in tasca e canto,
La voce in festa e canto,
La banda in testa e canto,
Corro nel vento e canto,
La vita intera e canto,
La primavera e canto,
L'ultima sera e canto io,
Per chi mi ascolterà.
Voglio cantare, sempre cantare.

Canto, io canto.
Le mani in tasca e canto,
La voce in festa e canto,
La vita intera e canto,
Corro nel vento e canto,
Io canto.
La vita intera e canto,
Io canto,
Per chi mi ascolterà.
Per chi mi ascolterà.
Per chi mi ascolterà.

LAURA PAUSINI - Non me lo so spiegare

Un po’ mi manca l’aria che tirava,


O semplicemente la tua bianca schiena,
E quell’orologio non girava,
Stava fermo sempre da mattina a sera.
Come me, lui ti fissava.

Io non piango mai per te


Non farò niente di simile.
Si, lo ammetto, un po’ ti penso,
Ma mi scanso, non mi tocchi più.

Solo che pensavo a quanto è inutile farneticare


E credere di stare bene quando è inverno e te.
Togli le tue mani calde,
Non mi abbracci e mi ripeti che son grande.
Mi ricordi che rivivo in tante cose.

Case, libri, auto, viaggi, fogli di giornale,


Che anche se non valgo niente perlomeno a te
Ti permetto di sognare,
E se hai voglia, di lasciarti camminare.

Scusa, sai, non ti vorrei mai disturbare,


Ma vuoi dirmi come questo può finire?
Non me lo so spiegare.
Io, non me lo so spiegare.

La notte fonda e la luna piena


Ci offrivano da dono solo l’atmosfera.
Ma l’amavo e l’amo ancora.
Ogni dettaglio è aria che mi manca,
E se sto così sarà la primavera.
Ma non regge più la scusa, no.

Solo che pensavo a quanto è inutile farneticare


E credere di stare bene quando è inverno e te.
Togli le tue mani calde,
Non mi abbracci e mi ripeti che son grande.
Mi ricordi che rivivo in tante cose.

Case, libri, auto, viaggi, fogli di giornale,


Che anche se non valgo niente perlomeno a te
Ti permetto di sognare.

Solo che pensavo a quanto è inutile farneticare


E credere di stare bene quando è inverno e te.
Togli le tue mani calde,
Non mi abbracci e mi ripeti che son grande.
Mi ricordi che rivivo in tante cose.

Case, libri, auto, viaggi, fogli di giornale,


Che anche se non valgo niente perlomeno a te
Ti permetto di sognare,
E se hai voglia, di lasciarti camminare.
Scusa, sai, non ti vorrei mai disturbare,
Ma vuoi dirmi come questo può finire?
Ma vuoi dirmi come questo può finire?
Ma vuoi dirmi come questo può finire?
Può finire?

LAURA PAUSINI - La solitudine


Marco se n'è andato e non ritorna più.
E il treno delle 7:30 senza lui
È un cuore di metallo senza l'anima,
Nel freddo del mattino grigio di città.
A scuola il banco è vuoto, Marco è dentro me.
È dolce il suo respiro fra i pensiere miei.
Distanze enormi sembrano dividerci
Ma il cuore batte forte dentro me.

Chissà se tu mi penserai,
Se con i tuoi non parli mai,
Se ti nascondi come me,
Sfuggi gli sguardi e te ne stai
Rinchiuso in camera e non vuoi mangiare,
Stringi forte a te il cuscino,
E piangi e non lo sai quanto altro male ti farà
La solitudine.

Marco, nel mio diario ho una fotografia.


Hai gli occhi di bambino un poco timido.
La stringo forte al cuore e sento che ci sei
Fra i compiti d'inglese e matematica.
Tuo padre e i suoi consigli, che monotonia.
Lui con el suo lavoro ti ha portato via.
Di certo il tuo parere non l'ha chiesto mai,
Ha detto "un giorno tu mi capirai".

Chissà se tu mi penserai,
Se con gli amici parlerai.
Per non soffrire più per me
Ma non è facile, lo sai.
A scuola non ne posso più
E i pomeriggi senza te,
Studiare è inutile tutte le idee si affollano su te.
Non è possibile dividere la vita di noi due.
Ti prego aspettami amore mio,
Ma illuderti non so!

La solitudine fra noi,


Questo silenzio dentro me
È l'inquietudine di vivere la vita senza te.
Ti prego aspettami perché
Non posso stare senza te.
Non è possibile dividere la storia di noi due.

La solitudine fra noi,


Questo silenzio dentro me
È l'inquietudine di vivere la vita senza te.
Ti prego aspettami perché
Non posso stare senza te.
Non è possibile dividere la storia di noi due.
La solitudine.

LAURA PAUSINI - Strani amori

Mi dispiace, devo andare via.


Ma sapevo che era una bugia.
Quanto tempo perso dietro a lui,
Che promette e poi non cambia mai.
Strani amori mettono nei guai,
Ma, in realtà, siamo noi.

E lo aspetti ad un telefono,
Litigando che sia libero,
Con il cuore nello stomaco,
Un gomitolo nell’angolo.
Lì da sola, dentro un brivido
Ma perché lui non c’è.

E sono strani amori che


Fanno crescere e sorridere
Fra le lacrime.
Quante pagine lì da scrivere,
Sogni e lividi da dividere.

Sono amori che spesso a questa età


Si confondono dentro a quest’anima,
Che si interroga senza decidere
Se è un amore che va per noi.

E quante notte perse a piangere


Rileggendo quelle lettere,
Che non riesci più a buttare via
Dal labirinto della nostalgia.
Grandi amori che finiscono
Ma perché restano nel cuore.

Strani amori che vanno e vengono


Nei pensieri che lì nascondono.
Storie vere che ci appartengono
Ma si lasciano come noi.

Strani amori fragili,


Prigionieri, liberi.
Strani amori mettono nei guai
Ma, in realtà, siamo noi.

Strani amori fragili,


Prigionieri, liberi.
Strani amori che non sanno vivere
E si perdono dentro noi.

Mi dispiace, devo andare via.


Questa volta l’ho promesso a me,
Perché ho voglia di un amore vero,
Senza te.

LAURA PAUSINI - Uguale a lei

Lei, il viso che non scorderai,


L’orgoglio ed il coraggio lei,
Come un tesoro l’oro dentro gli occhi suoi.
Lei, l'estate che ricanterai,
Il giorno che ricorderai,
E mille cose che non sai,
Che può insegnarti solo lei.

Lei, la tua ragione, il tuo perché,


Il centro del tuo vivere,
La luce di un mattino che,
Che non perderai.
Lei, lo specchio dove tornerai,
Dove ti riconoscerai,
Semplicemente come sei,
Uguale a lei.

Lei, l'estate che ricanterai,


Il giorno che ricorderai,
E mille cose che non sai,
Che può insegnarti solo lei.

Lei, regala i suoi sorrisi senza mai


Svelare al mondo quando non ne ha,
Privando il suo dolore libertà.
Lei, forse è l'amore che non ha pietà,
Che ti arricchisce con la povertà
Di un gesto semplice che eternità.

Lei, la tua ragione, il tuo perché ,


Il centro del tuo vivere,
La luce di un mattino che,
Che non perderai.
Lei, lo specchio dove tornerai,
Dove ti riconoscerai,
Semplicemente come sei,
Esattamente come lei.
Lei, lei, lei.

LAURA PAUSINI - Volevo dirti che ti amo

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Dal rumore del mondo,


Dalla giostra degli attimi,
Dalla pelle e dal profondo,
Dai miei sbagli soliti,
Dal silenzio che ho dentro,
E dal mio orgoglio inutile,
Da questa voglia che ho di vivere,
Volevo dirti che ti amo.
volevo dirti che sei mio,
che non ti cambio con nessuno,
Perché a giurarlo sono io.
Volevo dirti che ti amo,
Perché sei troppo uguale a me,
Quando per niente litighiamo
E poi ti chiudi dentro te.

Da ogni mio fallimento,


Dal bisogno di credere,
Da un telefono del centro,
Dalle mie rivincite,
Dalla gioia che sento,
E dalla febbre che ho di te,
Da quando mi hai insegnato a ridere,
Volevo dirti che ti amo.
volevo dirti sono qui,
Anche se a volte mi allontano,
Dietro ad un vetro di un taxì.
E questo dirti che ti amo
È la mia sola verità.
Tu non lasciarmi mai la mano
Anche se un giorno finirà.

Da ogni angolo dell’anima,


Dalla mia fragilità,
Da un dolore appena spento,
Da questa lettera,
Volevo dirti che ti amo.
volevo dirti che sei mio,
Che non ti cambio con nessuno,
Perché a giurarlo sono io.
Volevo dirti che ti amo.
Volevo dirti sono qui,
Anche se a volte mi allontano,
Dietro ad un vetro di un taxì.
Volevo dirti che ti amo.
Volevo dirti che sei mio,
Che non ti cambio con nessuno,
Perché sei troppo uguale a me.
Volevo dirti che ti amo.
Ti amo.

MINA - Ancora, ancora, ancora

Se vuoi andare, ti capisco.


Se mi lasci, ti tradisco, sì.
Ma se dormo sul tuo petto,
Di amarti io non smetto, no.

Tu, stupendo sei in amore,


Sensuale sul mio cuore, sì.
Se poi strappo un tuo lamento,
È importante questo mio momento, perché
Io ti chiedo ancora,
Il tuo corpo ancora,
Le tue braccia ancora,
Di abbracciarmi ancora,
Di amarmi ancora,
Di pigliarmi ancora.
Farmi morire ancora,
Perché ti amo ancora.

Confusione la tua mente,


Quando ama completamente, sì.
Con le sue percezioni
Mette a punto le mie inclinazioni, perché
Io ti chiedo ancora,
La tua bocca ancora,
Le tue mani ancora,
Sul mio collo ancora,
Di restare ancora,
Consumarmi ancora,
Perchè ti amo ancora,
Ancora, ancora, ancora.

MINA - Oggi sono io

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E non so perché quello che ti voglio dire


Poi lo scrivo dentro una canzone.
Non so neanche se l'ascolterai
O resterà soltanto un'altra fragile illusione.
Se le parole fossero una musica,
Potrei suonare ore ed ore, ancora ore e dirti tutto di me.

Ma quando poi ti vedo c'è qualcosa che mi blocca.


E non riesco a dire neanche 'Come stai?'
Come stai? Bene, con quei pantaloni neri.
Come stai? Bene, oggi.

Come non vorrei cadere in quei discorsi


Già sentiti mille volte e rovinare tutto.
Come vorrei poter parlare senza preoccuparmi,
Senza quella sensazione che non mi fa dire
Che mi piaci per davvero, anche se non te l'ho detto.

Perché è squallido provarci


Solo per portarti a letto.
E non me ne frega niente
Se dovrò aspettare ancora,
Per parlarti finalmente,
Dirti solo una parola.

Ma dolce più che posso,


Come il mare, come il sesso,
Finalmente mi presento.

E così, anche questa notte è già finita


E non so ancora dentro come sei.
Non so neanche se ti rivedrò
O resterà soltanto un'altra inutile occasione.
E domani poi ti rivedo ancora.
E mi piaci per davvero neanche se non te l'ho detto.

Perché è squallido provarci


Solo per portarti a letto.
E non me ne frega niente
Se non è successo ancora.
Aspetterò quand'è il momento.
Non sarà una volta sola.
Ma spero più che posso
Che non sia soltanto sesso
Questa volta lo pretendo,
Preferisco stare qui da solo,
Che con una finta compagnia.

E se davvero prenderò il volo,


Aspetterò l'amore e amore sia,
E non so se sarai tu davvero,
O forse sei solo un'illusione.
Però stasera mi rilasso, penso a te
E scrivo una canzone.
Dolce più che posso,
Come il mare, come il sesso.
Questa volta lo pretendo,
Perché oggi sono io,
Oggi sono io.
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Canzone - Songs

MINA & ALBERTO LUPO - Parole, parole

Parlato: Cara, cosa mi succede stasera? Ti guardo ed è come la prima volta.

Canto: Che cosa sei? Che cosa sei? Che cosa sei?

Parlato: Non vorrei parlare.

Canto: Cosa sei?

Parlato: Ma tu sei la frase d'amore cominciata e mai finita.

Canto: Non cambi mai, non cambi mai, non cambi mai.

Parlato: Tu sei il mio ieri, il mio oggi.

Canto: Proprio mai.

Parlato: Il mio sempre, inquietitudine.

Canto: Adesso ormai ci puoi provare.


Chiamami tormento, dai, già che ci sei.

Parlato: Tu sei come il vento che porta i violini e le rose.


Canto: Caramelle non ne voglio più.

Parlato: Certe volte davvero, non ti capisco.

Canto: Le rose e i violini.


Questa sera raccontali a un'altra.
Violini e rose, li posso sentire.
Quando la cosa mi va, se mi va,
Quando è il momento,
E dopo si vedrà.

Parlato: Una parola ancora.

Canto: Parole, parole, parole.

Parlato: Ascoltami.

Canto: Parole, parole, parole.

Parlato: Ti prego.

Canto: Parole, parole, parole.

Parlato: Io ti giuro.

Canto: Parole, parole, parole, parole, parole.


Soltanto parole, parole tra noi.

Parlato: Ecco il mio destino, parlarti come la prima volta.

Canto: Che cosa sei? Che cosa sei? Che cosa sei?

Parlato: No, non dire nulla. C'è la notte che parla.

Canto: Cosa sei?

Parlato: La romantica notte.

Canto: Non cambi mai, non cambi mai, non cambi mai.

Parlato: Tu sei il mio sogno proibito

Canto: Proprio mai.

Parlato: È vero, speranza.


Canto: Nessuno più ti può fermare.
Chiamami passione, dai, hai visto mai.

Parlato: Si spegne nei tuoi occhi la luna e si accendono i grilli.

Canto: Caramelle non ne voglio più.

Parlato: Se tu non ci fossi bisognerebbe inventarti.

Canto: La luna e i grilli


Normalmente mi tengono sveglia,
Mentre io voglio dormire e sognare.
L'uomo che c'è in te, quando c'è,
Che parla meno
Ma può piacere a me

Parlato: Una parola ancora.

Canto: Parole, parole, parole.

Parlato: Ascoltami.

Canto: Parole, parole, parole.

Parlato: Ti prego.

Canto: Parole, parole, parole.

Parlato: Io ti giuro.

Canto: Parole, parole, parole, parole, parole.


Soltanto parole, parole tra noi.

Parlato: Che cosa sei?

Canto: Parole, parole, parole, parole, parole.


Soltanto parole, parole tra noi.

MINA - Volami nel cuore

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Non è possibile,
Io non ci sto.
È troppo stupido
Quello che fai.
Ti prego,
Non andare via
Per un paio di occhi chiari.
Forse ora lei magari.
Sì, ma poi ti butta via,
Via dalle mie mani.
C'è un deserto senza fine.

Tornami nel cuore


Che si straccia il mondo intorno a me.
Ruggine di vento,
Prigioniero dentro la mia mente.
Volami nel cuore.
Non puoi andartene via, via, via.

Non andare via.


Ma se proprio devi andare,
Sai come si dice,
"Va e sii felice".
Non dovrei, ma ti ringrazio
Per il bene che m'hai dato.

Tornami nel cuore


Che si straccia il mondo intorno a me.
Ruggine di vento,
Prigioniero dentro la mia mente.
Volami nel cuore.
Non puoi andartene via, via, via.
Ti prego, volami nel cuore,
Volami nel cuore.

RINO GAETANO - Aida

Lei sfogliava i suoi ricordi,


Le sue istantanee,
I suoi tabù,
Le sue madonne,
I suoi rosari,
E mille mari
E alalà,
I suoi vestiti di lino e seta,
Le calze a rete
Marlene e Charlot.

E dopo giugno il gran conflitto,


E poi l'Egitto,
Un'altra età.
Marce svastiche e federali,
Sotto i fanali
L'oscurità.
E poi il ritorno in un paese diviso,
Più nero nel viso,
Più rosso d'amore.
Aida, come sei bella.

Aida, le tue battaglie,


I compromessi,
La povertà,
I salari bassi,
La fame bussa,
Il terrore russo,
Cristo e Stalin.

Aida, la costituente,
La democrazia
E chi ce l'ha,
E poi trent'anni di safari
Fra antilopi e giaguari,
Sciacalli e lapin.
Aida, come sei bella.

RINO GAETANO - Ma il cielo è sempre più blu

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Chi vive in baracca, chi suda il salario,


Chi ama l'amore e i sogni di gloria,
Chi ruba pensioni, chi ha scarsa memoria,
Chi mangia una volta, chi tira al bersaglio,
Chi vuole l'aumento, chi gioca a Sanremo,
Chi porta gli occhiali, chi va sotto un treno,
Chi ama la zia, chi va a Porta Pia,
Chi trova scontato, chi come ha trovato,
Na, na, na, na, na.

Ma il cielo è sempre più blu, uh, uh, uh.


Ma il cielo è sempre più blu, uh, uh, uh.

Chi sogna i milioni, chi gioca d'azzardo,


Chi gioca coi fili, chi ha fatto l'indiano,
Chi fa il contadino, chi spazza i cortili,
Chi ruba, chi lotta, chi ha fatto la spia,
Na, na, na, na, na.
Ma il cielo è sempre più blu, uh, uh, uh.
Ma il cielo è sempre più blu, uh, uh, uh.

Chi è assunto alla Zecca, chi ha fatto cilecca,


Chi ha crisi interiori, chi scava nei cuori,
Chi legge la mano, chi regna sovrano,
Chi suda, chi lotta, chi mangia una volta,
Chi gli manca la casa, chi vive da solo,
Chi prende assai poco, chi gioca col fuoco,
Chi vive in Calabria, Chi vive d'amore,
Chi ha fatto la guerra, chi prende i sessanta,
Chi arriva agli ottanta, chi muore al lavoro,
Na, na, na, na, na.

Ma il cielo è sempre più blu, uh, uh, uh.


Ma il cielo è sempre più blu, uh, uh, uh.
Ma il cielo è sempre più blu.

Chi è assicurato, chi è stato multato,


Chi possiede ed è avuto, chi va in farmacia,
Chi è morto di invidia o di gelosia,
Chi ha torto o ragione, chi è Napoleone,
Chi grida "al ladro!", chi ha l'antifurto,
Chi ha fatto un bel quadro, chi scrive sui muri,
Chi reagisce d'istinto, chi ha perso, chi ha vinto,
Chi mangia una volta, chi vuole l'aumento,
Chi cambia la barca felice e contento,
Chi come ha trovato, chi tutto sommato,
Chi sogna i milioni, chi gioca d'azzardo,
Chi parte per Beirut e ha in tasca un miliardo,
Chi è stato multato, chi odia i terroni,
Chi canta Prévert, chi copia Baglioni,
Chi fa il contadino, chi ha fatto la spia,
Chi è morto d'invidia o di gelosia,
Chi legge la mano, chi vende amuleti,
Chi scrive poesie, chi tira le reti,
Chi mangia patate, chi beve un bicchiere,
Chi solo ogni tanto, chi tutte le sere,
Na, na, na, na, na.
Ma il cielo è sempre più blu, uh, uh, uh.
Ma il cielo è sempre più blu, uh, uh, u

ZUCCHERO - Donne

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Donne, in cerca di guai.
Donne, a un telefono che non suona mai.
Donne, in mezzo a una via.
Donne, allo sbando senza compagnia.

Negli occhi hanno dei consigli


E tanta voglia di avventure.
E se hanno fatto molti sbagli,
Sono piene di paura.

Le vedi camminare insieme


Nella pioggia o sotto il sole.
Dentro pomeriggi opachi,
Senza gioia né dolore.

Donne, pianeti dispersi


Per tutti gli uomini così diversi.
Donne, amiche di sempre.
Donne alla moda, donne contro corrente.

Negli occhi hanno gli aeroplani


Per volare ad alta quota,
Dove si respira l'aria
E la vita non è vuota.

Le vedi camminare insieme


Nella pioggia o sotto il sole.
Dentro pomeriggi opachi,
Senza gioie né dolore.
Donne.

Donne, in cerca di guai.


Donne, a un telefono che non suona mai.
Donne, in mezzo a una via.
Donne, allo sbando senza compagnia.
Donne.

ZUCCHERO - Senza una donna

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Non è così che passo i giorni, baby, come stai?


Sei stata lì e adesso torni, lady, hey, con chi stai?
Io sto qui e guardo il mare.
Sto con me, mi faccio anche da mangiare.
Sì, è così, ridi pure, ma non ho più paure di restare
Senza una donna.
Come siamo lontani.
Senza una donna.
Sto bene anche domani
Senza una donna
Che m'ha fatto morire.
Senza una donna.
È meglio così.

Non è così che puoi comprarmi, baby, tu lo sai.


È un po' più giù che devi andare, lady, yes, se ce l'hai.
Io ce l'ho vuoi da bere.
Guardami, sono un fiore
Bè non proprio così, ridi pure, ma non ho più paura di restare

Senza una donna.


Come siamo lontani.
Senza una donna.
Sto bene anche domani
Senza una donna
Che m'ha fatto morire.

Io sto qui e guardo il mare.


Ma perché continuo a parlare?
Non lo so, ridi pure, ma non ho più paura di restare

Senza una donna.


Come siamo lontani.
Senza una donna.
Sto bene anche domani
Senza una donna
Che m'ha fatto morire.
Senza una donna.
Vieni qui, come on here.
Senza una donna.
Ora siamo vicini.
Senza una donna.
Sto bene anche domani
Senza una donna
Che m'ha fatto morire.

ZUCCHERO - Pane e sale

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E mangio pane, pane e sale.


E il cielo piove giù
Con lacrime d'altomare,
Acqua che non si ferma più.

Ma salgo ancora nuove scale


E vedo ancora più in lì
La luce chiara di domani
Precipitando, esplode già.

E il mattino sembra tutto aria serena


E il dolore si confonde già.
Nel mattino sembra un fiume dopo la piena,
Nella pace rifluisce già.

Guarda i miei occhi come piove.


Guarda i miei occhi per te.
Fa che ritorni presto il sole
E che si posi in fronte a me.

E il mattino sarà tutto aria serena


E la luce ci confonderà.
Nel mattino come un fiume dopo la piena,
Nella pace rifluisce già.

E il mattino sarà tutto aria serena


E la luce ci confonderà.
Nel mattino come un fiume dopo la piena,
Nella pace rifluisce già.

E mangio ancora pane e sale


E il cielo piove giù
Con lacrime d'altomare,
Acqua che non si ferma più.
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IL RE LEONE (The Lion King) - Hakuna Matata

Ripete con me:


Hakuna Matata.
Cosa?
Hakuna Matata.
Vuol dire senza pensieri.

Hakuna Matata.
Ma che dolce poesia.
Hakuna Matata.
Tutta frenesia.
Senza pensieri,
La tua vita sarà.
Chi vorrà, vivrà
In libertà.
Hakuna Matata.

Hakuna Matata?
È il nostro motto.
Che cos'è un motto?
Niente... è un matto col botto!
Sai ragazzo? Due magiche parole contro tutti i problemi.
Esatto, prendi Pumbaa per esempio: da piccolo...

Lui era una gran beltà.


Ma proprio una rarità.
Molto bene.
Grazie!

Ma dopo ogni pranzo lui puzzava di più,


Tutti quanti svenivano e cadevano giù.
Io ho l'animo sensibile.
Sembro tutto d'un pezzo.
Ma ero affranto
Proprio a causa di quel mio puzzo.

Oh, che vergogna!


Sì, vergognava.
E volevo cambiar nome!
Perchè soffrivi?
Mi sentivo sbeffeggiare.
E allora che facevi?
Cominciavo a scor...
No, Pumbaa, non davanti ai bambini!
Oh, scusa!

Hakuna Matata.
Sembra quasi poesia.
Hakuna Matata.
Tutta frenesia.
Senza pensieri,
La tua vita sarà.
Dai, canta, ragazzo.
Chi vorrà, vivrà
In libertà.
Hakuna Matata.
Hakuna Matata.
Senza pensieri,
La tua vita sarà.
Chi vorrà, vivrà
In libertà.
Hakuna Matata.

IL RE LEONE (The Lion King) - Il cerchio della vita

E un bel giorno ti accorgi che esisti,


Che sei parte del mondo anche tu.
Non per tua volontà,
E ti chiedi chissà,
Siamo qui per volere di chi?

Poi un raggio di sole ti abbraccia.


I tuoi occhi si tingon di blu.
E ti basta così.
Ogni dubbio va via.
E i perché non esistono più.

È una giostra che và,


Questa vita che
Gira insieme a noi
E non si ferma mai.
E ogni vita lo sa
Che rinascerà
In un fiore
Che fine non ha.

È una giostra che và,


Questa vita che
Gira insieme a noi
E non si ferma mai.
E ogni vita lo sa
Che rinascerà
In un fiore
Che fine non ha.

IL RE LEONE (The Lion King) - L'amore è nell'aria stasera

Io l'ho già capito,


Ma loro ancora no.
Si stanno innamorando
E il nostro trio diventerà un duo.

Fra stelle e pleniluni,


C'è un'aria di magia.
È un attimo così romantico,
Vedrai, lo porta via.

E l'amore avvolgerà i sogni e la realtà,


Fra tutti c'è perfetta armonia e ognuno incanterà.

Per dirle che io l'amo


Dovrei spiegar perché.
Fantasmi e luci del passato
Ritornano da me.

Qualcosa mi nasconde,
Ma io non so cos'è.
Perché non vuole rivelare
Che in lui c'è un vero re?

E l'amore avvolgerà i sogni e la realtà,


Fra tutti c'è perfetta armonia e ognuno incanterà.

E tra noi si forzerà un mondo di magia


E il giorno poi le ombre dissolverà, spalancherà la via.

E lui non ha che lei ormai


Nei pensieri suoi.
Il nostro trio è un'altra storia.
Non tornerà con noi!

IL RE LEONE (The Lion King) - Sarò re

Scar:
Da ciò che vi leggo negli occhi,
Io so già che il terrore vi squaglia.
Non siate però così sciocchi,
Trovate l'orgoglio marmaglia.

Son vaghe le vostre espressioni,


Riflesso di stupidità.
Parliamo di re e successioni.
Ritrovate la lucidità.

Il mio sogno si sta realizzando,


È la cosa che bramo di più.
È giunto il momento
Del mio insediamento.

Shenzi:
Ma noi che faremo?

Scar:
Seguite il maestro.
E voi, smidollati,
Verrete premiati.
L'ingiustizia è una mia gran virtù.
Avrà gli occhi di Scar, sai perché?
Sarò re!

Shenzi:
Sì, siamo pronti! Saremo pronti. Ma per cosa?

Scar:
Per la morte del re.

Shenzi:
Perché, il è malato?

Scar:
Idiota! Lo uccideremo noi, e Simba con lui.

Shenzi:
Sì, buona idea, a che serve un re?
Niente re, niente re, lalalalalala.

Scar:
Idioti! Un re ci sarà.

Shenzi:
Ehi, ma tu hai detto...

Scar:
Io sarò il re!
Seguitemi!
E non soffrirete
Più la fame!

Shenzi:
Evviva! Lunga vita al re!
Lunga vita al re!

Avremo la sua compiacenza.


Sarà un re adorato da noi.

Scar:
Ma in cambio di questa indulgenza,
Qualcosa mi aspetto da voi.
La strada è cosparsa di omaggi
Per me e anche per voi lacchè.
Ma è chiaro che questi vantaggi
Li avrete soltanto con me.

E sarà un gran colpo di stato.


La savana per me tremerà.
Il piano è preciso,
(Cibo a noi!)
Perfetto e conciso.
(Sempre a noi!)
Decenni di attesa.
(Non dovrà!)
Vedrai che sorpresa.
(Finir mai!)
Sarò un re stimato,
Temuto ed amato.
Nessuno è meglio di me.
Affiliamo le zanne perché
Sarò re.

Affiliamo le zanne perché


Sarò re!

IL RE LEONE (The Lion King) - Voglio diventar' presto un re

Simba:
Ma io sarò un grande re,
Nemici attenti a voi!

Zazu:
Non ho visto mai un re così,
Spelacchiato come sei.

Simba:
Sarò lo scoop del secolo,
Un nuovo re sarò.
E con un look fantastico,
Più forte ruggirò.

Zazu:
Adesso non sei proprio un granché.

Simba:
Voglio diventar' presto un re!
Simba and Nala:
Niente più "Stai qui".
Niente più "Vai lì".
Niente più "Fermo".
Niente più "Ascolta".

Simba:
Correre in libertà!
Fare sempre ciò che mi va.

Zazu:
Mi sembra proprio l'ora che
Si parli un po', io e te.

Simba:
Non è il caso che un pennuto
Dia consigli a un re.

Zazu:
Se questa è la monarchia
Io proprio non ci sto!
Non rimango neanche in Africa,
E mi dimetterò.
Mi sta sfuggendo dalle ali, ahimè.

Simba:
Voglio diventar' presto un re!

Simba:
Corri alla mia destra,
Girati a sinistra,
È la mia ribalta,
Sono sempre in vista.

Chorus:
Ed ogni uccello, zebra e scimpanzé
Racconti in cielo, in terra, a tutti
Che si sentono felici come me.
Voglio diventar' presto un re!
Voglio diventar' presto un re!
Voglio diventar' presto un re!

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