Sei sulla pagina 1di 7

SB

S ezione monografica
Neurodiritto: una riflessione

articolo
neurobioetica introduttiva
Alberto Carrara, L.C.

Il contesto della neuroetica do un’attenzione marginale alle implicazioni

I
etiche e/o sociali di tali ricerche e applica-
n quasi tutti i contesti socio-culturali, il zioni.
suffisso “neuro” sta trovando largo im- Solo a partire dal 1972 la Society for Neuro-
piego e successo per le finalità più sva- science istituì un Comitato di Responsabili-
riate: dal vendere al convincere. Si parla già di tà Sociale, il Commitee on Social Responsability,
Corresponding
neuro-mania, neuro-fobia e di neuro-filia. Le im- che poi divenne il Social Issues Commitee, che Memeber of the
magini di risonanza magnetica fanno già par- aveva lo scopo di informare tutti i membri Pontifical Academy
for Life (PAV).
te della cultura d’ogni giorno: termini come della società scientifica e l’opinione pubblica,
Docente di
PET (tomografia ad emissione di positroni) sulle implicazioni sociali degli studi relativi al filosofia dell’uomo
o risonanza magnetica funzionale (fRMN) sistema nervoso. Questo comitato risultò di e neuroetica,
coordinatore del
sono parte integrante della nostra memoria, capitale importanza nello stabilire le diverse GdN, APRA, Fellow
li abbiamo uditi ed ascoltati ripetutamente regolamentazioni etiche sull’impiego di ani- della Cattedra
UNESCO in
per radio, in televisione, li abbiamo letti su mali da esperimento, nello specifico, primati Bioetica e Diritti
Internet e in migliaia di reti sociali nelle cir- e non primati. Umani di Roma.
costanze più disparate. Nel 1983 questo stesso comitato iniziò una
In questo contesto di applicazione all’uomo serie di tavole rotonde annuali su tematiche
delle tecnologie neuroscientifiche, come già sociali, successivamente si iniziarono a tratta-
dal 1970 con l’oncologo Potter si era costi- re temi come: il miglioramento cognitivo, la
tuita la “bioetica”, così è sorta in questi ul- morte cerebrale, la neurotossicità, etc.
timi anni la pseudo-disciplina denominata Lo scienziato spagnolo José Delgado, grazie
Neuroetica o Neurobioetica che ha “festeggiato” ai suoi studi di neuro-elettrostimolazione, ot-
lo scorso anno 2012, il suo 10° anniversario tenne le prime pagine del New York Times il
dalla “nascita”. 17 maggio 1965.
La narrativa storica delle Neuroetica affon- Delgado aveva infatti impiantato un elettro-
da le sue origini sin dagli anni ’40 del secolo do nel cervello di un toro da corrida, sulla scia
scorso. Bisogna ricordare, infatti che le socie- remota delle torpedini di Scribonio Largo
Studia Bioethica - vol. 11 (2018) n. 1, pp. 5-11

tà scientifiche che si occupano del cervello del primo secolo della nostra era. Lo stimolo
umano si costituirono proprio a partire dalla elettrico prodotto e controllato dal ricerca-
Federation of EEG and Clinical Neurophysiology, tore spagnolo dimostrò, per la prima volta
evento celebrato a Londra nel 1947, dall’o- in modo rigoroso e scientifico, che modifi-
mologo celebrato a Mosca nel 1958, dalla cazioni a livello elettrico cerebrale potevano
fondazione del International Brain Research Or- modificare la condotta animale. Il toro infatti
ganization (IBRO) nel 1961, auspicata e volu- veniva manipolato nella sua corsa giungendo
ta dall’UNESCO, e dalla nascita della Society fino a retrocedere davanti alla famosa ban-
for Neuroscience nel 19691. Queste società si diera rossa2. Questi risultati, insieme alle spe-
focalizzarono inicialmente alla promozione rimentazioni con LSD (dietilammina dell’a-
scientifica della ricerca sul cervello, riservan- cido lisergoco) su elefanti (sempre degli anni

5
’60) ad opera del ricercatore statunitense Our brains, ourselves: reflections on neuroethical que-
Louis West3, segnano i primi tentativi seri e stions6. La Churchland ha “creato” una vera
scientifici di valutare, dalla prospettiva etica, i e propria interpretazione della filosofia in
progressi e le scoperte neuroscientifiche. chiave neuroscientifica che ha “battezzato”:
In questo modo “nacque”, ancora in forma Neurofilosofia7.
implicita, la Neuroetica. La seconda pubblicazione d’interesse è quella
Il termine neuroetica appare nella letteratu- della Pontius, professoressa di Medicina cli-
ra scientifica anglosassone sin dal 1973. È nica presso l’Harvard Medical School la quale ha
la professoressa della Scuola di Medicina di per prima coniato il termine “Neuro-Ethics”
Harvard, Anneliese A. Pontius che pubblicò nel suo articolo del 1973 citato in preceden-
per prima un articolo dal titolo: Neuro-ethics za; è lei stessa a ricordarlo in una nota ad un
of “walking” in the newborn dove, oltre al tito- articolo pubblicato sul sito della prestigiosa
lo, il neologismo neuro-ethics appare alla fine DANA Foundation8. Nel 1993 la Pontius pub-
del lavoro, nell’ultimo pa- blicò un interessante arti-
ragrafo, dove, in conclusio- colo sul Psychilogical Report
ne si afferma: «a new and relativo agli aspetti neu-
neglected area of ethical rofisiologici e neuropsi-
Il termine neuroetica
concern-neuro-ethics» . 4
cologici nello sviluppo ed
Il termine neuroetica ritorna appare nella letteratura educazione dei bambini9.
nella letteratura scientifi- scientifica anglosassone La Pontius ha concentrato
ca nel novembre del 1989 le sue ricerche sull’Educa-
in un contesto prettamen- sin dal 1973 tional Neuro-Ethics10.
te bioetico riguardante le Nonostante il concetto
decisioni sul fine vita. È il neuroetica fosse già venti-
neurologo R. E. Cranford lato in diversi ambiti del
che in un articolo scientifico sulla rivista sapere, la “paternità” del neologismo viene
nordamericana Neurologic Clinics, utilizza, per attribuita storicamente alla prima definizio-
la prima volta, l’accezione “neuroeticista” ne “canonica” risalente al maggio 2002. In
(neuroethicist), sancendo l’ingresso dei neuro- questa data (13-14 maggio), a San Francisco
logi all’interno dei comitati etici ospedalieri; (USA), si tenne il primo congresso mondiale
il neurologo, infatti, viene ora considerato di esperti intitolato: “Neuroethics: mapping the
come un vero e proprio “assessore etico” e, field”. In tale contesto in cui parteciparono
perciò, a tutti gli effetti, membro dei comitati oltre 150 esperti in neuroscienze, bioetica,
etici istituzionali. Nell’articolo Cranford so- psichiatria e psicologia, filosofia e diritto,
stiene che, dato l’aumento delle problemati- William Safire, politologo del New York Times
che etiche concernenti la pratica neurologica, recentemente scomparso, suggerì la seguente
la presenza di neurologi esperti, faciliterebbe definizione contemporanea di neuroetica de-
la soluzione adeguata delle tematiche più spi- finendola: «the examination of what is right and
nose5. Si tratta, molto probabilmente, della wrong, good or bad about the treatment of, perfection
prima volta che il termine “neuro” viene ad of, or unwelcome invasion of and worrisome manip-
essere associato a quello di “etica”. ulation of the human brain»11 e, succesivamente
In ambito filosofico, il neologismo entra in chiarendo che «Neuroethics, in my lexicon, is a
scena per la prima volta nella discussione distinct portion of bioethics, which is the consider-
circa le prospettive filosofiche riguardanti il ation of good and bad consequences in medical prac-
sé (Self) e il suo legame-rapporto col cervel- tice and biological research. But the specific ethics of
lo. Due pubblicazioni risultano di estremo the brain science hits home as research on no other or-
interesse per definire le “radici” della Neu- gan does. It deals with our consciousness – our sense
roetica: la prima, è a carico della professo- of self – and as such is central to our being. What
ressa e filosofa Patricia Smith Churchland distinguishes us from each other beyond our looks?
che nel 1991 pubblicò un articolo intitolato: The answer: our personalities and behavior. And

6
these are the characteristics that brain science will Nell’ultima monumentale opera della Sprin-
soon be able to change in significant ways»12. Safire ger Handbook of Neuroethics, dedicata proprio
fondava la sua definizione, oramai “canoni- a questa “nuova” disciplina teoretico-pratica,
ca” di neuroetica, su un dato di fatto: «Let’s gli editori, nella loro introduzione, sottoline-
face it: one person’s liver is pretty much like another’s. ano il fascino e l’urgenza (e la necessità) della
our brains, by contrast, give us our intelligence, in- riflessione neuroetica, sorta quale «risposta al
tegrity, curiosity, compassion, and – here’s the most crescente potere e alla corrispondente per-
mysterious one – conscience. The brain is the organ suasività delle scienze della mente»16.
of individuality»13. Dopo aver ripreso la “classica” bipartizione
I testi delle conferenze esposte in questo in “etica delle neuroscienze” e “neuroscien-
congresso, organizzato dalla DANA Founda- ze dell’etica” operata dalla neuroscienziata e
tion, dallo Stanford Center for Biomedical Ethics filosofa Adina Roskies nel 2002 (anno “ca-
dell’Università di Stanford e dall’Università nonico” di nascita della “neuroetica”), Clau-
della California, sono stati raccolti dall’edito- sen e Levy sostengono un’estensione della
re Steve J. Marcus nel libro omonimo: Neuro- definizione stessa che non dovrebbe soltan-
ethics: mapping the fiel. to includere la mera riflessione sulle neuro-
Il termine neurobioetica, che vuol enfatizzare scienze, ma che dovrebbe espandersi ed in-
la centralità della “persona umana” (unito- cludere tutte le altre scienze della mente. Essi
talità duale costituita da due dimensioni in- definiscono la “neuroetica” caratterizzandola
scindibili: corpo e anima) in ambito di ricerca come «riflessione sistematica ed informata
neuroscientifica, è stato coniato ed utilizzato sulla neuroscienza ed interpretazione del-
per la prima volta nel 2005 dal neuroscien- la stessa neuroscienza», includendone, oltre
ziato James Giordano. Il 20 marzo del 2009, alla neuroscienza, «le correlative scienze della
presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum mente (la psicologia in tutte le sue molteplici
di Roma, sorge il Gruppo di Neurobioetica forme, la psichiatria, l’intelligenza artificiale e
(GdN), una realtà costituita da professionisti così via), allo scopo di capire i loro risvolti per
e studiosi provenienti da diversi ambiti che, l’autocomprensione umana e i pericoli e le
da oltre 6 anni, attraverso una metodologia prospettive delle loro applicazioni»18. Come
di approccio pluri e interdisciplinare, affron- ben si afferma, Clausen e Levy propongono
tano sia le questioni etiche delle neuroscien- di considerare la “neuroetica”, e particolar-
ze, come pure le neuroscienze dell’etica14. mente le “neuroscienze dell’etica”, nella loro
Questa comprensione “duale” della neuro- accezione più estesa possibile, quella che in-
bioetica, tra “Etica delle Neuroscienze” e cluda la riflessione filosofica delle peculiarità
“Neuroscienze dell’Etica”, risulta particolar- umane quali l’intelletto, la coscienza, la liber-
mente feconda per una riflessione interdisci- tà, etc. È questa la prospettiva che viene pre-
plinare sull’argomento. sentata in questo nuovissimo manuale della
La neurobioetica si presenta come una vera Springer19.
e propria “finestra” aperta nell’ambito del-
la neuroscienza come della filosofia stessa.
Quattro furono i grandi blocchi di tematiche Due precisazioni sul “neuro-proibito”
che vennero identificati nelle riunioni di San
Francisco (2002), poi rivisitati e ampliati da Per poter fare una riflessione neurobioetica
Judy Illes15. Secondo questi esperti, i quat- sul “neurodiritto” è utile una contestualizza-
tro grandi obiettivi della Neuroetica posso- zione, un preambolo.
no venir classificati in questi termini: (1º) la Sul fatto che viviamo in un’era neurocentrica,
scienza neurale e la problematica dell’ “io”; cerebrocentrica, nota anche come epoca en-
(2º) la neuroscienza e le politiche social; (3º) cefalocentrica, oramai quasi nessuno lo può
l’etica e la pratica della neuroscienza; (4º) la negare. Basti sfogliare i quatidiani, fare un
neuroscienza, il discorso pubblico e la for- giro in libreria, andare al cinema: le neuro-
mazione. scienze stanno ovunque. Nel 2009 due stu-

7
diosi italiani, Paolo Legrenzi e Carlo Umiltà delle neuroscienze nella cultura umana, men-
avvertivano solleciti con il loro libricino: Neu- tre per altri si tratta di un ulteriore sintomo
romania. Il cervello non spiega chi siamo, su alcuni della patologia neuromaniacale»21.
pericoli e sugli estremismi di ciò che defini-
vano “una vera e propria neuromania” quasi
collettiva, quasi virale, quasi da debellare. A Il “neuro-diritto”
bilanciare il tiro, anni più tardi, nel 2013, uscì
l’interessante volume Neurofobia. Chi ha paura Negli ultimi anni sono sempre piu frequenti
del cervello? (Raffaello Cortina) di Salvatore Maria le pubblicazioni, specie in lingua inglese, sulle
Aglioti, neuroscienziato cognitivo e Giovanni Berluc- neuroscienze e il diritto. Aglioti e Berlucchi,
chi, neurofisiologo di fama internazionale. descrivono e definiscono, in ultima battuta,
Gli autori di Neurofobia, quando enunciano proprio il “neurodiritto”. Dopo una serie di
gli ambiti della “neuroma- discipline “neuro+” (come
nia” o della “neurofobia” Esiste una “classica” le definiscono i “neuro-
(a seconda della precom- fobici” Paolo Legrenzi e
prensione soggettiva con bipartizione in “etica Carlo Umiltà nel loro ul-
cui ci si avvicina a questi delle neuroscienze” timo libro Perché abbiamo
settori della conoscenza), bisogno dell’anima, Il Mulino,
vanno presentando il co- e “neuroscienze Bologna 2014), dopo la
siddetto «neuro proibito» dell’etica” operata dalla neuropsicoanalisi (termine
all’interno del capitolo interessantissimo, specie
terzo intitolato, in effetti,
neuroscienziata e filosofa dopo la pubblicazione del
«Il neuro consentito e il Adina Roskies nel 2002 libro dello psichiatra italia-
neuro proibito. Chi decide no Maurilio Orbecchi inti-
quali discipline hanno diritto a neuroprefis- tolato Bilogia dell’anima, Bollati Boringhieri,
sarsi?». Qui chiariscono che: «I termini con 2015), la neuroeconomia, la neuroestetica e
prefisso “neuro” che suscitano irritazione e la neuroetica, ecco profilarsi il nostro argo-
innescano l’accusa di neuromania sono colle- mento di questa giornata di studio, appro-
gati a discipline con una tradizione di ricerca fondimento e riflessione: il neurodiritto.
indipendente che hanno dato vita a una pro- Subito, dalla primissima riga, Aglioti e Ber-
duzione scientifica specializzata, tale da aver lucchi forniscono al lettore il contesto sto-
giustificato la fondazione di riviste e socie- riografico di questo nuovo-concetto: «Il
tà scientifiche dedicate»20. Mi sembra questa neologismo, - affermano - coniato nel 1991
una prima precisazione molto importante da da J. Sherrod Taylor e dai suoi collaboratori,
tener presente prima di commettere l’errore indica un campo di studi fortemente inter-
di giudicare in modo temerario quest’ambito disciplinare che utilizza concetti della filoso-
di ricerca. fia, della psicologia e della criminologia, e si
Una seconda precisazione ci viene offer- occupa dell’impatto che le conoscenze delle
ta all’inizio del terzo e ultimo paragrafo di neuroscienze dei sistemi complessi hanno o
«Non tutti i prefissi “neuro” sono uguali (ma potranno avere sui sistemi legali e giuridici»22.
tutti sarebbero pericolosi)» dello stesso ca- In primo luogo, una data importante, quel-
pitolo terzo del volume in cui gli autori di la del 1991 e un nome, quello di J. Sherrod
Neurofobia sottolineano che: «Fra i molti ne- Taylor.
ologismi con prefisso “neuro”, alcuni fanno In secondo luogo, il concetto di “interdisci-
riferimento a contesti molto ristretti dai quali plinarietà” caro a tutta la riflessione neuroeti-
non è prevedibile che nascano campi di stu- ca contemporanea.
dio con caratteristiche di indipendenza. Il Nella riflessione sul neurodiritto, «tra i temi
dilagare di questi neologismi non associati a di indagine, tutti particolarmente sensibili,
neurodiscipline in via di sviluppo pare ai più spicca per complessità e pericolosità quello
solo una testimonianza del crescente peso dell’uso dell’ “oggettività” neuroscientifica

8
(per esempio la presenza di un tumore ce- A tal proposito, vorrei soltanto accenna-
rebrale) al fine di decidere su colpa e dolo e re all’intero volume monografico intitolato
sulle conseguenti pene»23. Interpreting Neuroimages: An Introduction to the
Technology and Its Limits, su questa problema-
tica che il The Hastings Center, con il finanzia-
Cosa si intende per “oggettività” neuroscientifica? mento della stessa DANA Foundation, ha
pubblicato a marzo-aprile 201426.
Subito viene alla mente e correliamo al ter- «Qui ci limitiamo a ricordare che l’evidenza
mine “oggettività” in ambito “neuro”, quello neuroscientifica di lesioni organiche o fun-
di “neuroimmaging”, le famigerate immagini zionali della corteccia prefrontale, - come è
di risonanza magnetica, non tutte funzionali, stato illustrato in questo pomeriggio - che
che abbondano nella cultura odierna. Torne- riducono il controllo volontario e la capacità
rò su questo verso la fine del mio intervento di inibizione, potrebbe costituire un criterio
conclusivo. aggiuntivo per definire l’infermità mentale»27.
Ora seguiamo il percorso storico di sviluppo È interessante che sul numero di febbraio 2015
del neurodiritto per comprenderlo un pochi- della rivista Nature, un articolo firmato da Sara
no meglio. Reardon, titoli: Neuroscience in court: The pain-
«Nonostante alcune evidenti sovrapposizioni ful truth, (Nature 518, 474-476; 26 February
con la neuroetica, - precisano Aglioti e Ber- 2015, doi:10.1038/518474a).
lucchi - il progetto diritto e neuroscienze ha Come ben precisano ed illustrano nella loro
rivendicato una sua autonomia catalizzando sintesi all’argomento Amedeo Santosuosso
a partire dal 2007 energie intellettuali ed eco- e Barbara Bottalico nel volume collettaneo
nomiche allo scopo ambizioso, e per alcuni Neuroetica. Tra neuroscienze, etica e società
aspetti preoccupante, di far sì che la cono- del 200928, «Il rapporto tra neuroscienze e di-
scenza scientifica aiuti a riscrivere e a miglio- ritto sembra così – ad un’analisi storiografica
rare molti sistemi legislativi (Goodenough, relativa alle pubblicazioni apparse prevalente-
Tucker, 2010)»24. mente dopo la conferenza Neuroethics: Map-
«Una delle controversie di base nel campo ping the Field svoltasi il 13-14 giugno 2002 a
riguarda le evidenze scientifiche ammissibili San Francisco – sembra essere così passato,
durante il processo penale, e quale importan- nel giro di pochi anni, dallo stato di accosta-
za e valore attribuire a ciascuna di esse. In mento esotico o controverso (innovativo so-
teoria, lo sviluppo di modelli concettuali ap- prattutto per la novità delle neuroscienze, una
propriati e le prove fornite dai dati oggettivi disciplina nuova e ancora un po’ misteriosa
delle neuroscienze dovrebbero portare a no- per il grande pubblico) a quello di argomento
tevoli progressi nella capacità di discriminare di cui è gioco forza parlare, visto che investe
meglio i colpevoli, predire quelli ad alta pro- concetti come il libero arbitrio e la (visione)
babilità di recidiva e, cosa assai complessa, monista o dualista dell’individuo, che inevita-
decidere che tipo di pena assegnare (domici- bilmente hanno a che fare con il mondo delle
liari, carcere, programma riabilitativo). Sem- norme sociali che regolano azioni e responsa-
pre in teoria, tutto questo potrebbe aiutare bilità umane, il diritto, appunto»29.
a generare sistemi giudiziari equi per quanto Analizzando una folta bibliografia che va
possibile. Uno dei temi più caldi nell’ambito dall’articolo storico di Sherrod del 1991
del neurodiritto ha a che vedere con l’uso di intitolato Neuropsychologists and neuro-
dati neuroscientifici per dimostrare l’infer- lawyers30, sin alle ultimissime opere di David
mità mentale di individui incolpati di reati. Eagleman31, emerge un quadro che potrebbe
Anche in questo caso le evidenze fornite del- dare l’impressione che possediamo un’idea
le neuroimmagini hanno un posto di rilievo, precisa dell’oggetto della nostra indagine, il
e i rischi del loro uso in varie circostanze....»25 neurodiritto, appunto, o almeno che i suoi
sono un ambito importante della riflessione contorni temporali siano abbastanza delinea-
neuroscientifica. ti con precisione.

9
Il contesto del neurodiritto diviene oggi un 5
Cf. R.E. Cranford, «The Neurologist as Ethics
settore specializzato della riflessione neuroe- Consultant and as a Member of the Institutional Eth-
tica interessante per approfondire ed integra- ics Committee. The Neuroethicist», Neurol Clin 7 (4),
re diverse dimensioni antropologiche. Esso 1989, 697-713.
si configura quale vero e proprio ‘ponte’ che 6
Cf. P.S. Churchland, «Our Brains, Ourselves: Re-
collega le discipline scientifiche (neuroscien- flections on Neuroethical Questions», in: D.J. Roy

ze, psichiatria) e scienze umanistiche (psico- – B.E. Winne – R.W. Old (a cura di), Bioscience and
logia, filosofia, diritto). Questo numero mo- Society (Report of the Schering Workshop, Berlin
nografico nel suo congiunto ne è un piccolo 1990, November 25-30), Wiley and Sons, New York
assaggio. 1991, 77-96.
7
Cf. P.S. Churchland, Neurophilosophy: Toward a
Unified Science of the Mind-Brain, The MIT Press,
NOTE Cambridge, Massachusetts 1989; Brain-Wise: Studies
in Neurophilosophy, The MIT Press, Cambridge, Mas-
1
Cf. J. M. Giménez Amaya – S. Sánchez-Migallón, sachusetts 2002; Braintrust. What Neuroscience Tells Us
De la Neurociencia a la Neuroética. Narrativa about Morality, Princeton University Press, 2011 (tra-
científica y reflexión filosófica, EUNSA, Navar- dotto in italiano: Neurobiologia della morale, Raffaello Cor-
ra 2010, 64-65. tina, Milano 2012).
2
Per ulteriori approfondimenti sulle ricerche del pro- 8
L’articolo firmato da Aalok Mehta del 15 giugno
fessor José Delgado si possono consultare i seguenti 2009 si intitola: «“Neuroeducation” Emerges as Insight
articoli scientifici posti in ordine cronologico: Cf. J. into Brain Development, Learning Abilities Grow» e si
M. R. Delgado – R. B. Livingston, «Some respirato- può consultare al sito: http://www.dana.org/news/
ry, vascular and thermal responses to stimulation of brainwork/detail.aspx?id=22372 dove, alla fine, si in-
orbital surface of frontal lobe», J. Neurophysiol. 11 (1), contrerà la nota della professoressa Pontius.
1948, 39-55; Yale J Biol Med. 28 (3-4), Dec-Feb 1955- 9
Cf. A. A. Pontius, «Neuro-ethics vs. Neurophys-
6, 245-252; J. M. R. Delgado, «Hidden motor cortex iologically and neuropsychologically uninformed
of the cat», Amer. J. Physiol. 170 (3), 1952, 673-681; J. influence in child rearing, education, emerging hunt-
M. R. Delgado, «Permanent implantations of mul- er-gatherers, and artificial intelligence models of
tilead electrodes in the brain», Yale J. Biol. Med. 24 (5), the brain», Psychological Reports 72 (2), 1993, 451-458;
1952, 351-358; P. D. MacLean – J. M. R. Delgado, http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/8488227.
«Electrical and chemical stimulation of frontotempo- 10
Cf. A. A. Pontius, «Educational Neuro-
ral portion of limbic system in the waking animal», Ethics», Medicine, Health Care and Philosophy 3 (3), 2000,
Electroencephalogr Clin Neurophysiol. 5(1), Feb 1953, 91- 368; questa citazione si riferisce ad un abstract all’in-
100; V. H. Mark – F. R. Ervin – W. H. Sweet – J. terno del volume 3° di ottobre 2000 della medesima
M. R. Delgado, «Remote telemeter stimulation and rivista intitolato: ESPMH Conference, Krakow 2000
recording from implanted temporal lobe electrodes», – Abstracts (pp. 352-384), consultabile a pagamento
Confin Neurol. 31(1), 1969, 86-93. al sito: http://link.springer.com/article/10.1023/
3
Cf. L. J. West – C. M. Pierce – W. D. Thomas, «Ly- A%3A1026543725164.
sergic acid diethylamide: its effects on a male Asiatic 11
W. Safire, «Visions for a New Field of “Neuro-
elephant», Science 138 (7), 1962, 1100-1104. ethics”», in: S.J. Marcus (ed.), Neuroethics: Mapping The
4
Cf. A. A. Pontius, «Neuro-ethics of “walking” Field. Conference Proceedings, The Dana Press, New York
in the newborn», Perceptual and Motor Skills 37 (1), 2002, 5.
1973, 235-245; la frase citata è tratta dalla pagi- 12
W. Safire, «Visions for a..., 6-7.
na 244; quest’articolo appare nella lista delle pub- 13
Ibid., 7.
blicazioni della Pontius consultate al seguente 14
Sito ufficiale del Gruppo di Neurobioetica (GdN):
sito: http://hsl.med.nyu.edu/facbib-results/au- http://www.neurobioetica.it/.
thor/pontia01?page=2&src=medical e può esse- 15
Cf. J. Illes – B.J. Sahakian (ed.), The Oxford Hand-
re interamente scaricato in formato PDF al sito: book of Neuroethics, Oxford University Press, Oxford 2011.
http://www.amsciepub.com/doi/pdf/10.2466/ 16
J. Clausen – N. Levy (ed.), Handbook of Neuroeth-
pms.1973.37.1.235. ics…, p. vi. Il testo originale afferma: «Neuroethics has

10
developed as a response to the increasing power and tre consiglio la lettura dell’intero volume, sottolineo e
pervasiveness of the sciences of the mind». riporto due testi del terzo capitolo intitolato «Il neuro
17
Cf. Ibid., p. vii. Il testo originale afferma: «Above, consentito e il neuro proibito. Chi decide quali disci-
we suggested that neuroethics should not be identi- pline hanno diritto a neuroprefissarsi?» (pagine 65-
fied with reflection on neuroscience alone, but be ex- 102).
panded to include reflection on the other sciences of 21
Ibid., 88.
the mind». 22
Ibid., 85.
18
Ibid., p. vi. Il testo originale afferma: «Neuroethics 23
Ibid., 85.
is systematic and informed reflection on and interpre- 24
Ibid., 85-86.
tation of neuroscience, and related sciences of the 25
Ibid., p. 86.
mind (psychology in all its many forms, psychiatry, ar- 26
Cf. J. Johnston – E. Parens (ed.), «Interpreting
tificial intelligence, and so on), in order to understand Neuroimages: An Introduction to the Technology
its implications for human selfunderstanding and the and Its Limits», Hastings Center Report 45, n. 2 (March-
perils and prospects of its applications». April 2014), S2-S49.
19
Ibid., p. vii. Il testo originale afferma: «Correlative- 27
M. Aglioti – G. Berlucchi, Neurofobia…, 86.
ly, we suggest that the neuroscience of ethics should 28
A. Santosuosso – B. Bottalico, «Neuroscienze e
also be understood broadly, encompassing not only categorie giuridiche: quale impatto?», in: A. Cerroni –
the ways in which the science of the mind can help us F. Rufo (a cura di), Neuroetica. Tra neuroscienze, etica e
to understand moral reasoning, but also the ways in società, UTET, Novara 2009, 45-68.
which it might help us to understand other perenni- 29
Ibid., 46.
al philosophical issues (the nature of knowledge, the 30
T. J. Sherrod – J. A. Harp – T. Elliott, «Neurop-
ways in which self-control is exercised and how it may sychologists and neurolawyers», Neuropsychology 5 (4),
be lost, free will and the mind/brain, and so on). This (1991), 293-305.
is, in practice, how neuroethics has been conducted in 31
D. Eagleman, http://www.eagleman.com/re-
the past, and it is this broad range of issues that are search/neurolaw; http://www.eagleman.com/re-
canvassed in this handbook». search/113-the-brain-pbs; http://www.neulaw.org/
20
M. Aglioti – G. Berlucchi, Neurofobia. Chi ha paura research.
del cervello?, Raffaello Cortina, Milano 2013, 68; men-

11