Sei sulla pagina 1di 21

I SEGRETI DEI MONACI GUERRIERI DI SHAOLIN

SHIFU Stefano Dalla Vecchia:


www.shaolinitalia.it
By Di^m^

INTRODUZIONE

Dopo molti anni di ricerca bibliografica sullo Shaolin attraverso testi cinesi e nozioni rilasciatemi
dai Monaci ho cercato di dare una risposta a tutti gli appassionati d'arti marziali, affascinati da quel
mistero che il Tempio di Shaolin per molti secoli si è tenuto segreto.
Le tematiche di questo libro, infatti, racchiudono:
* La storia del Monastero dal 100 a.C. con la costruzione di un Eremo sul monte Song fino ai giorni
nostri;
* Le origini dello Shaolin con l'avvento del Monaco indiano Bodhidharma;
* Le imprese dei Monaci guerrieri che li resero famosi in tutta la Cina;
* Gli stili d'imitazione degli animali per acquisire la forza della natura;
* Lo sviluppo delle diciotto arti marziali di Shaolin;
* Gli allenamenti segreti per avvalersi dell'energia interiore;
* I benefici dello Shaolin per chi lo pratica;
* Infine il Tempio di Shaolin ai giorni nostri.

CAPITOLI

CAP. 1 Il Tempio di Shaolin, origine del Kung Fu: filosofia e Zen.


CAP. 2 La geneologia del tempio di Shaolin.
CAP. 3 Le imprese che li resero famosi.
CAP. 4 Gli stili di imitazione degli animali.
CAP. 5 Le diciotto arti marziali di Shaolin.
CAP. 6 L'uso delle armi.
CAP. 7 Lo Shaolin sconosciuto.
CAP. 8 Gli allenamenti segreti dei Monaci.
CAP. 9 La storia del Tempio Imperiale di Monache di Yongtai.
CAP. 10 Shaolin oggi.

1
CAP. 1

IL TEMPIO DI SHAOLIN, ORIGINE DEL KUNG FU: FILOSOFIA E ZEN

Il monte Song, massiccio centrale delle "cinque montagne" della Cina, è situato nel retroterra del
paese. Il monte Song si divide in due montagne: il monte Taishi e il monte Shaoshi.
Sul monte Song il paesaggio è estremamente affascinante e i resti culturali sono numerosi. Il
Tempio di Shaolin fu così nominato per la sua posizione nella foresta (che nel cinese della
montagna Shaoshi si pronuncia "lin") e tradotto significa "piccola foresta". Fu costruito nel
diciannovesimo anno del regno dell'imperatore Xiaowen della dinastia Wei del nord (495 d.C.) con
il proposito di ospitare un eminente monaco indiano di nome Bada.
Il reverendo Bada seguiva il sutra di Hinayana, ma non si conosce molto a proposito delle sue
realizzazioni.
Nel 520 d.C. arrivò sempre dall'India il monaco Bodhidharma che, in solitudine, entrò nella cava
che sta sotto la cima Wuru e si sedette di fronte alla sua parete per nove anni. Quando l'azione di
"ricerca" , ottenuta sedendosi di fronte alla parete, fu completata la sua immagine risultò impressa
nella pietra; da qui deriva la famosa "pietra del muro cui ci si pone di fronte" e che possiamo vedere
ancora oggi.
E' difficile stabilire se la "pietra impressa con l'ombra" sia genuina o no. Ma una cosa è certa:
quando Bodhidharma uscì dalla grotta, una nuova setta buddista, lo CHAN ( Zen in giapponese ),
vide la luce. Questo è un fatto storico sostenuto da documenti. Da quel momento il Tempio di
Shaolin divenne il luogo di nascita, riconosciuto in tutto il mondo, dello Zen.
Da questa terra ricca di numerose testimonianze culturali, Bodhidharma assimilò ampiamente la
quintessenza delle filosofie tradizionali cinesi che egli integrò con la teoria buddista della
comprensione allegorica della verità. Il risultato fu la creazione della singolare dottrina dello Zen
della Cina, basata sulla ricerca e sulla crescita di se stessi sedendo in meditazione; secondo questa
dottrina, si diventa buddisti nel momento in cui si comprende la filosofia della vita. I principi
fondamentali della cultura Zen sono: "Osservare il muro" e "Sedersi in meditazione". Bodhidharma
eliminò la metodologia che caratterizzava i modi di ricerca di sé sostenuti dai sutra buddisti
tradizionali.
La sua teoria non comporta alcun libro scritto. Egli sostenne che una persona può diventare un
Budda in un "istante di completa comprensione". Inoltre portò riforme piuttosto radicali riguardo il
Mahayana "il veicolo maggiore per raggiungere l'illuminazione".
Quando altre sette buddiste videro il loro apogeo e, subito dopo, il loro tramonto, lo Zen ebbe una
notorietà e una diffusione senza precedenti.
Durante la dinastia Tang, il reverendo Hui Neng, capo spirituale del buddismo Zen di sesta
generazione, realizzò un sommario pregnante della teoria Zen, portando ulteriore splendore allo
Zen, che si sparse rapidamente negli altri paesi dell'est e del sud dell'Asia, gettando così delle
fondamenta molto solide per la sua futura divulgazione nel mondo.
Visto che lo Zen, con la sua silenziosa meditazione come modo principale per la "ricerca" e con la
comprensione buddista come principio cardinale, aveva bisogno di essere appartato dalla vita
mondana, e visto che i seguaci Zen non si interessavano che alla realizzazione di sé, perché dunque
avrebbero dovuto esercitarsi nella spada e nella lancia e sviluppare così il Kung Fu Shaolin, che era
senza dubbio una pratica di combattimento?
L'affermazione di Bodhidharma: "Nessun documento scritto per il buddismo Zen" ha lasciato i
posteri in una scomoda posizione nel tentare di capire questo fenomeno paradossale. Alcuni
considerano il Kung Fu come una forma di stretching dopo un lungo periodo di meditazione in
posizione seduta. Alcuni pensano che i monaci, vivendo sulle montagne, avessero bisogno del Kung
Fu per difendersi dagli animali feroci. Altri lo considerano come il mezzo con cui i monaci
potevano diventare amici, quando cioè si allenavano nelle arti marziali; altri ancora considerano il
Kung Fu come un mezzo per acquistare longevità e buona salute. Queste spiegazioni sembrano

2
abbastanza ragionevoli nei loro rispettivi aspetti, ma falliscono nel giungere a toccare il punto
chiave. Documenti storici hanno provato la verità sul fatto che le quattro mura rosse di Shaolin non
hanno mai separato alcuna generazione di monaci dal mondo esterno. Se i monaci avessero voluto
sedersi in silenzio, in calma meditazione, così da praticare la loro visione del mondo con
"tranquillità" come principio cardinale, era assolutamente necessario avere qualche cosa di
dinamico come supplemento, sostegno o protezione.
Questo riflette chiaramente la filosofia tradizionale cinese secondo cui l'estrema tranquillità genera
dinamicità. In ultima analisi, il Kung Fu è un'arte marziale di combattimento. Nella competizione,
la tranquillità dello Zen, senza la protezione dell'arte marziale sarebbe stata impossibile. Noncurante
dei tempi la cosa essenziale per qualsiasi essere umano è la sopravvivenza. Per avere un dettagliato
esame di ogni posizione del Kung Fu di Shaolin, ogni pugno o calcio costituisce uno sforzo per la
sopravvivenza e una manovra nel corso della competizione. Proteggere la tranquillità con il
dinamico, generare la dinamica con la tranquillità, aiutare la dinamica con la tranquillità e
viceversa... tutto questo indica la profonda comprensione del vero significato di questi fenomeni e
per tutto questo il Reverendo Bodhidharma decise di uscire dalla sua grotta.
Di fatto, prima che Bodhidharma arrivasse in Cina, il Kung Fu era già altamente sviluppato.
Tuttavia, il Kung Fu, prima di lui, risultava essere una necessità a causa delle lotte tra i gruppi
politico-sociali di allora. Quando il Reverendo Bada fondò il Tempio di Shaolin, i suoi discepoli,
come Weigung e Weineng, erano monaci famosi, bravissimi nelle arti marziali. Il punto è che in
quel tempo l'arte marziale non era ancora un sistema indipendente.
Il contributo dato da Bodhidharma e dallo Zen fu che il Kung Fu, combinato con le personalità
individuali, fu gradualmente sistemizzato; ciò permise al Kung Fu di Shaolin di svilupparsi e di
perfezionarsi in modo stabile. Sebbene il Kung Fu di Shaolin non sia necessariamente l'origine
dell'arte marziale cinese, il Tempio di Shaolin merita l'onore di essere il flusso di partenza del Kung
Fu mondiale.
L'era di Bodhidharma è da lungo tempo trascorsa insieme alla leggenda che racconta di averlo visto
ritornare verso l'India a cavallo di una tigre con un solo sandalo ai piedi. Ma la tradizione dell'arte
marziale che egli ha fondato è stata trasmessa dai monaci di Shaolin di generazione in generazione.
Il Kung Fu di Shaolin, al giorno d'oggi, ha uno splendido sistema. Le sue misteriose e affascinanti
arti marziali si sono conquistate l'ammirazione del mondo.

3
CAP. 2

LA GENEALOGIA DEL TEMPIO DI SHAOLIN

PRIMO PERIODO DAL 100 A.C. ALL'ANNO 1000 D.C.

100 a.C. Costruzione di un Eremo sul monte Song.


78 d.C.Istituzione di un ritiro estivo dipendente dal Monastero del Cavallo Bianco (Bai Ma Shi).
260 d.C. Due esperti nell'arte del combattimento sono incaricati di proteggere il tesoro: Kun
Su Wei e Heng Ngai Chan.
440-446 d.C. Persecuzione dei Buddisti dall'imperatore To Pa Tao.
480 L'imperatore To Pa Hong trasferisce la capitale a Lo Yang.
495 Costruzione del Tempio di Shaolin dall'imperatore Xiaowen in onore del Monaco indiano
chiamato Bada (primo antenato).
500 Il Monastero riceve dall'Imperatore il titolo di primo Monastero sotto il cielo (Shi Yi Tien).
510 I due discepoli di Bada erano il "Pugno di Shaolin": Hui Gang "Forza Fluida" crea il "Pugno
Morbido" ; Zeng Zhou "Forza Rigida" crea il "Pugno Duro", creazione del metodo di bastone detto
"Doppia pelle di Tigre".
520 Arrivo di Bodhidharma al Monastero (Da Mo oppure Pu Ti Ta Mo).
529 Creazione del Buddismo Chan (Via della meditazione) da Bodhidharma, dopo nove anni di
meditazione passiva.
535 Morte presunta di Bodhidharma che lascia la "Contemplazione del muro nel Mahayana".
536 Hui Kuo, primo discepolo di Bodhidharma, è nominato secondo Patriarca di Shaolin.
556 Prima catastrofe dei "Tre Wu" sotto l'imperatore Tai Wu Ti (distruzione parziale del
Monastero). Il Monastero è ribattezzato "Zhihu Shi".
606 Tsen Tang diventa il terzo Patriarca del Chan a Shaolin.
612 Durante una rivolta, la pagoda sacra è incendiata.
620 Tao Shin diventa il quarto Patriarca. Costruzione di una speciale guardia armata a Shaolin.
627 Dodici Monaci prendono lo Yang sotto la direzione del Monaco Tan Zhong. Elevazione di una
stele commemorativa.
630 Aiuto di Shaolin all'Imperatore Tai Tsung Zui Djurtchet e gli Euleuthes. L'Imperatore si reca a
Shaolin e mobilita diciassette monaci, conferisce al Monastero il titolo di "Primo Monastero
dell'Impero". Creazione della prima Foresta delle Pagode (epoca Tang).
650 Hung Jen, alias Meng Chan "la volpe Rossa", diventa il quinto Patriarca. E' un monaco su di un
piano finanziario, politico, militare e sviluppa l'arte marziale.
657 Il laico Hui Meng è nominato Venerabile e tenta di rompere la tradizione marziale del
monastero.
692 Seconda catastrofe dei "Tre Wu" sotto l'Imperatore Zu Wu Ti. Il Monastero subisce gravi
danni.
713 Hui Neng, il settimo Patriarca, muore. La stirpe dei successori di Bodhidharma si spegne con
lui.
796 Hui Neng è nominato sesto Patriarca a titolo Postumo.
884 Terza catastrofe dei "Tre Wu" sotto l'Imperatore Tang Wu Tsong. Il Monastero è smantellato.
Due monaci, Lu Zhis Heng e Wu Song, mantengono una resistenza armata sotto lo stendardo di
Shaolin.
875-880 Rivolta contadina che provoca la caduta dell'Impero. Huang Chao, favorevole a Shaolin, si
proclama Imperatore.
890 Abolizione del Buddismo e persecuzione sanguinosa.

4
907 Caduta della dinastia Tang e instaurazione della dinastia dei Leang. Epoca di Guerra. Le cinque
dinastie (907- 960).
960 Creazione dell'Impero di Song. L'Imperatore Tai Tsou autorizza la pratica delle arti marziali in
tutto l'Impero.
960-975 Il Monastero di Shaolin è abbandonato. I monaci disperdono l'arte marziale sotto
l'influenza del Monaco Jinnaivo.

SECONDO PERIODO DALL'ANNO 1000 AI NOSTRI GIORNI

1005 Sun Tai Jo crea la boxe del "Lungo Pugno".


1069 Gravi epidemie devastano la Cina; rivolte contadine.
1127 Dinastie dei Song del Sud.
1138 Il Generale Hao Fei crea la boxe del Yao Shan Shou (antenato del Hsing Hi). Egli afferma il
potere ma, dopo numerose vittorie, è avvelenato nel 1142.
1276 Impero di Yuan e resistenza cinese attraverso società segrete, di cui una creata a Shaolin.
Spedizione disastrosa di Qoublai Khan contro il Giappone.Gravi problemi tra Buddisti e Taoisti.
Nasce la boxe del monte Wu Tang, antenata del Hsing Hi, del Tai Ji e del Ba Kua.Dinastie Ming e
rivolta contadini dei Turbanti Rossi, diretta da Tchou Yuan Tchang.1370 Decreto d'abolizione delle
società segrete (Loto Bianco, Nuvola Bianca). Litigio del potere Imperiale con Shaolin.Chao Wo
percorre la Cina e i paesi stranieri e vi sviluppa l'arte del Pugno (Okinawa, Malesia, Vietnam,
Corea).1403 Il Patriarca di Shaolin Hoven Chi Kouang è invitato dall'Imperatore Yong Le.
Ampliamento del Monastero.1500 Sotto l'influenza di Chan San Feng (1417-1459) la scuola
interna del monte Wu Tang acquista una considerevole importanza.1547 Chueh Yuan aiutato da Le
e da Pai crea il pugno dei cinque elementi a Shaolin (Wu Hsing Quan).Ching Chun Dou (1522-
1587) e Chi Chi Kuan (1518-1590) rinnovano la scuola di Shaolin (aggiunta del Dragone e della
Fenice).Arrivo dei missionari Gesuiti in Cina (Ricci).Hideyoshi invade la Corea che chiede l'aiuto
della Cina. L'invasione è respinta.L'Imperatore Wan Li si reca a Shaolin e ribadisce il sostegno del
potere ai Buddisti.I monaci Niu Zheng e Hei Huli si recano in Corea. Rinnovamento del Hwarang
Do antenato del Tae Kwon Do.Rivolta contadina e guerra civile.
1644 Dinastia Mongola dei Tsing.
1650 Chin Gen Pin, monaco Shaolin si esilia in Giappone e crea una delle prime scuole di Ju Jutsu,
il Kito Ryu antenato del Judo.
1660 Koxinga provoca una ribellione contro i Manciù.
1662 L'Imperatore Khang Hi si reca a Shaolin e fa una donazione importante al monastero.
1670 Chan Wo Ting, monaco Buddista esiliato in Giappone, crea il Yagyu Shingan Jujutsu,
antenato dell'Aiki Jutsu.
1736 L'Imperatore Kien Long fa attaccare il monastero di Shaolin. Cinque sopravvissuti, Hung, Li,
Mo, Liu e Tsai fanno risplendere l'antico stile.
1738 Fondazione del Monastero di Shaolin del Fukien.
1768 Il Monastero di Fukien è attaccato e distrutto. Gli stili di Shaolin si espandono nel Sud e si
disperdono in numerose scuole (Wing Sung, Tang Lang...).
1851 Ribellione dei Tai Ping.
1598-1900 Ribellione dei Yi Ho Tuan e dei Boxeurs. Annientamento delle principali scuole di Wu
Shu.
1928 Incendio del Monastero di Shaolin dell'Henan per mano dei Signori della Guerra.
1984 Il Monastero di Shaolin, ristrutturato, accoglie i turisti.
1989 Costruzione e apertura dell'istituto di Shaolin nelle vicinanze del Tempio, per accogliere e
divulgare praticanti di Kung Fu Shaolin da tutto il mondo il "Wu Shu Guan"
1990 Per la prima volta una scuola italiana (la nostra) si reca al Tempio per studiare lo Shaolin.
1993 Costruzione di uno stadio davanti all'istituto, per le manifestazioni del Tempio.
1995 Anniversario per i 1500 anni del Monastero con un'imponente manifestazione.

5
2001 Distruzione di tutte le abitazioni negozi strutture ecc. tra il Tempio e il Wu Shu Guan.
2002
2003 Nasce in Europa la Federazione Internazionale Chan Wu diretta dal Monaco SHI XING
HONG che darà origine alla più grande organizzazione mondiale per la diffusione dello
Shaolin.

CAP. 3
LE IMPRESE CHE LI RESERO FAMOSI

I monaci soldati erano in un primo tempo un gruppo armato, costituito presso il Tempio di Shaolin,
per proteggere il tempio stesso dalle guerre e dalle lotte della società. Alla fine della dinastia Sui e
all'inizio della dinastia Tang, Wang Shichong, un generale Sui, si proclamò imperatore istituendo
delle forze armate. Egli chiamò il suo regno "Zheng" e nominò suo nipote, Wang Renzhe, generale
superiore; costui piazzò ingenti forze e costruì fortezze in un luogo chiamato villaggio Baigu, per
fermare la spinta verso oriente di Li Shimin, principe di Qin. Nel terzo del regno di Wude, durante
la dinastia Tang (620 d.C.) Li Yuan, l'Imperatore Gaozu, ordinò a suo figlio Li Shimin di mettersi al
comando dell'esercito per una spedizione punitiva contro Wang Shichong.
Durante le prime battaglie di tale campagna, Li si trovò in difficoltà. A quel tempo c'erano tredici
monaci armati di Shaolin, stazionati al villaggio Baigu. Essi erano arrabbiati con Wang Shichong
poiché egli aveva invaso il feudo del Tempio di Shaolin. I monaci armati condussero la popolazione
locale in un attacco contro l'esercito di Sui. La loro battaglia si concluse con la vittoria; essi
catturarono Wang Renzhi e mandarono al potere Li Shimin. Questo fu senza dubbio uno splendido
risultato per la causa del principe Qin e l'unificazione della Cina.
Dopo la sua incoronazione, Li Shimin dispensò ricompense e titoli. Diede quaranta qin (circa 266
ettari) di terra al Tempio di Shaolin ed anche un mulino ad acqua. I tredici monaci col bastone
furono, senza eccezione, ricompensati con premi e titoli. Il monaco Tanzong fu nominato generale
superiore.
Dopo tale evento il Tempio di Shaolin fu coinvolto in guerre molte volte e il Kung Fu di Shaolin si
sviluppò gradatamente. Circa a metà della dinastia Ming pirati stranieri furono causa di problemi
lungo la costa della Cina. La corte di Ming impiegò forze massicce per sopprimere i pirati. I monaci
armati di Shaolin erano parte di questi eserciti e, di nuovo, contribuirono alle battaglie con imprese
eccezionali.
Durante il regno dell'Imperatore Zhengde della dinastia Ming, un monaco armato, Biancheng, del
Tempio di Shaolin, combatté contro i pirati stranieri in molte battaglie vittoriose. Una volta, durante
una battaglia contro i pirati, egli ricorse al singolare Kung Fu di Shaolin e, con un sol colpo, abbatté
circa una dozzina di spade e di lance nemiche. Poi mostrò l'azione della "leggerezza del corpo"
saltando fuori dal cerchio dei nemici che lo circondavano e catturandone al tempo stesso due. I
pirati si spaventarono talmente che assunsero una posizione di difesa.
Durante il regno dell'Imperatore Jiaojing della dinastia Ming, Yuekong, un altro monaco armato del
Tempio di Shaolin, obbedendo ad un ordine dato dal governatore locale, condusse più di trenta
monaci soldati a Songjiang, a combattere contro i pirati. Con le loro arti marziali i monaci soldati
condussero Yuekong alla vittoria. I pirati furono presi dal panico. Più tardi, soccorrendo la
popolazione locale, Yuokong e gli altri caddero in un'imboscata preparata dai pirati giapponesi.
Dopo una feroce battaglia i trenta monaci, Yuekong compreso, furono sopraffatti dal nemico troppo
numeroso e sacrificarono così le loro vite. Si crede che durante il regno dell'imperatore Wanli della
dinastia Ming, il Reverendo Xiaoshan abbia condotto per tre volte un esercito contro i pirati
stranieri. Inoltre, Sanqi e Changong, altri due monaci di Shaolin, si portarono per molte volte fino ai
confini, per fare la guardia contro i nemici.

6
CAP. 4

GLI STILI DI IMITAZIONE DEGLI ANIMALI

Nel Kung Fu cinese gli stili di imitazione degli animali risalgono a tempi molto antichi. Non si
esagera quando si dice che lo stile di imitazione è l'origine vera e propria dell'arte del
combattimento. Secondo la tradizione in tempi preistorici si celebrava un rito in cui tre bambini
danzavano, ognuno tenendo in mano una coda di bue. Durante la dinastia Han e la dinastia Wei in
Cina vi era "il gioco dei cinque uccelli". Che la boxe di Shaolin sia un'eredità della tradizione o una
creazione dello Zen costituisce un problema che non trova soluzione. Ma una cosa è certa: gli stili
di imitazione sono la varietà più antica del Kung Fu di Shaolin e ancora al giorno d'oggi giocano un
ruolo molto importante. Gli stili di imitazione sono, in una certa misura, una manifestazione di
come lo Zen abbia assorbito lo spirito della filosofia di Lao Tze e di Zhuangzi, secondo la quale il
Tao dovrebbe prendere esempio dalla natura. Essa riflette anche la visione buddista secondo cui
tutte le specie hanno la stessa origine e tutte le creature viventi hanno la stessa natura originale.
Queste, a turno, costituiscono il motivo fondamentale per cui gli stili di imitazione del Tempio di
Shaolin sono in grado di raggiungere un altissimo livello.
Come dice il nome stesso, gli stili di imitazione sono delle tecniche di combattimento create
imitando gli animali o gli insetti. Dai possenti leopardi o tigri ai piccolissimi grilli, formiche e
mantidi, tutte le creature viventi della natura sono equipaggiate con abilità speciali e uniche per la
loro sopravvivenza. Senza dubbio l'essere umano è la specie più intelligente esistente; tuttavia gli
animali possiedono dei punti di forza che mancano agli uomini. Il monte Song ha fornito allo Zen
uno straordinario ambiente naturale e l'ispirazione di tutte le creature viventi. In questo modo le
vantaggiose qualità degli uccelli, degli animali, dei pesci e degli insetti furono usate per arricchire le
capacità umane e per migliorare l'adattamento degli uomini alle necessità naturali per la
sopravvivenza.
La boxe di imitazione Shaolin si distingue dalle altre arti di combattimento di imitazione per aver
raggiunto i poteri arcani degli animali che imita. E' capace di attaccare quanto di difendere con una
varietà infinita di movimenti. Per esempio, lo stile della scimmia è ingegnosamente caratterizzato
dai numerosi cambiamenti nella sua forma e dalla difesa come mezzo di attacco.
Lo stile della gru è strutturato secondo movimenti agili ed aggraziati, mentre lo stile del drago inizia
di solito con attacchi preventivi. Lo stile del serpente attacca i punti più deboli dell'avversario con
azioni veloci; lo stile della tigre sceglie un attacco aggressivo; lo stile del leopardo è così aggressivo
che le sue maniere possono vincere la volontà di combattere dell'avversario. Altre arti di
combattimento di imitazione includono la forma dell'aquila, del gallo, del cane, della mantide...
Tutte hanno conquistato una grande credibilità per la loro realistica imitazione sia nella forma che
nello spirito. La boxe di imitazione Shaolin è molto particolare per "la trascendenza spirituale e
l'imitazione pittoresca". Per "trascendenza spirituale" si intende che, mentre si sta seduti in
meditazione Zen, si dovrebbe raggiungere uno stato ideale di assenza di Ego. In altre parole, quando
si imita il drago, si pensa a se stessi come a un vero drago; e quando si pratica lo stile della gru si
deve immaginare se stessi soltanto come una vera gru. Nel corso di ogni movimento, offensivo o
difensivo, si dovrebbe raggiungere una profonda comprensione del forte desiderio di sopravvivenza
degli animali che si imitano. Solo in questo modo si può battere il nemico che attacca e si può
fermare l'attacco del nemico adottando una posizione difensiva. Per "imitazione pittoresca" si
intende che bisogna dare importanza anche alla somiglianza dell'aspetto espressivo del volto e dei
movimenti, fondendo mente e corpo con l'animale che si rappresenta; per mezzo di ciò si può
raggiungere l'identità spirituale con ciò che si imita, per esempio un serpente o un cane. In ogni
movimento e in ogni colpo il lottatore impara i punti forti degli animali così da rafforzare la sua
stessa capacità di adattarsi alla natura. Questo speciale bisogno di "imitazione pittoresca" ha
conquistato l'ammirazione della cerchia del Wu Shu. "Questo stato superiore può essere raggiunto
attraverso lo Zen""

7
CAP. 5

LE DICIOTTO ARTI MARZIALI DI SHAOLIN

Il Kung Fu di Shaolin è famoso per la sua varietà e per la sua profonda cultura. Per esempio
possiede centinaia di forme a mani nude. Quando si parla delle "diciotto arti marziali di Shaolin", il
numero diciotto deve essere inteso come un concetto comprensivo di tutte le arti marziali di
Shaolin.
Secondo la tradizione in principio le forme Shaolin avevano soltanto diciotto movimenti, che
furono chiamati "le diciotto tecniche di Arhat". In seguito si sviluppò l'uso del bastone basato sulle
forme. Dopo molti secoli, con la crescita del Kung Fu Shaolin, i movimenti di combattimento si
moltiplicarono notevolmente. Al tempo delle Cinque Dinastie e dei Dieci Regni, un monaco
anziano del Tempio di Shaolin di nome Fujiu, invitò al tempio i maestri di Kung Fu di tutta la Cina,
che appartenevano a diciotto scuole; qui essi studiarono arti marziali per tre anni. Il risultato fu la
raccolta dei punti di forza di tutte le scuole di Kung Fu e la realizzazione di un libro di
combattimenti: la boxe di Shaolin. Durante le dinastie Jin-Yuan, due monaci armati, Bai Yufeng e
Li Shou, giunsero al Tempio di Shaolin dove studiarono l'arte del combattimento assieme ai monaci
del Tempio. I diciotto movimenti di Arhat divennero così settantadue. Inoltre, "cinque stili di
combattimento" furono creati basandosi sui movimenti di cinque animali: il drago, la tigre, il
leopardo, il serpente e la gru.
Il Kung Fu di Shaolin è prezioso compendio del Kung Fu vasto e profondo. In termini di arti del
combattimento, ci sono la boxe tradizionale, vigorosa e profonda, la boxe di imitazione della vita
reale e la boxe del Kung Fu interno che integra forza e flessibilità. Tra le arti di combattimento
tradizionali vigorose e potenti, ci sono la boxe Shaolin di ARHAT: LUOHAN QUAN o la boxe
ARHAT originata dalla boxe di Stile Shaolin. Veniva definita come i 18 giochi di mano di Arhat,
che consistevano di 18 forme e tecniche di combattimento. Insieme con i suoi 24 movimenti
avanzando e indietreggiando, la boxe di Arhat usa 6 tecniche dei giochi di pugno , 2 di mano, 1 di
gomito, 4 di presa e stretta alla gola, ciascuna delle quali ha la sua validità pratica ed effetto nel
miglioramento della salute.
Il Luohan Quan originale era chiamato la forma 18 della boxe di Arhat che si era migliorata e
diffusa attraverso gli anni di pratica. In seguito divenne la forma 27 della piccola boxe di Arhat, la
forma 54 della Grande boxe di Arhat e la forma 108 della boxe di Arhat. Durante la pratica i pugili
di Arhat potevano essere tanto leggeri quanto i ramoscelli di un salice, agili come una piccola
scimmia che salta sopra la gola di una montagna, possenti come leoni, e forti come un drago che
agita il mare. Secondo i partici insegnamenti della boxe di Arhat, la testa del pugile di Arhat è come
un onda, le mani come meteoriti, il corpo come il ramo di un salice, la camminata come quella di un
ubriaco, i colpi sono generati dalla mente e la forza è generata attraverso il corpo. Questo potrebbe
essere difficile da dire se i colpi sono concreti e vuoti. La libera applicazione delle forme della boxe
di Arhat può essere acquisita attraverso anni di pratica ed esercizio.
Luohan Quan era stato creato dai monaci del tempio di Shaolin dall'osservazione ed imitazione
delle diverse forme ed espressioni delle varie statue di Arhat presenti nel tempio, e attraverso la
meditazione. Essi aggiunsero i movimenti delle forme si combattimento. Ci sono pochissimi
maestri della boxe di Arhat tra le generazioni di monaci Shaolin. Il migliore nell'epoca
contemporanea era il Maestro Miao Xing. Il Maestro Miao Xing veniva chiamato l'"Arhat d'oro".
Egli era nativo del Dengfeng nella provincia dell'Henan e conosceva le forme di combattimento
tanto bene quanto le arti letterali, specialmente il Buddismo. Egli era solito lavorare nella sua
fattoria e recitare le scritture Buddiste e praticare le arti marziali dopo il lavoro. In seguito viaggiò
attraverso il paese e conobbe molti maestri di Wushu. In questo viaggio imparò le arti marziali di
diversi stili di boxe. Molti anni più tardi Miao Xing cercò di convincerlo a diventare un monaco del
tempio Shaolin ma egli continuò a praticare le arti marziali che conosceva nel suo tempo libero
facendo ricerche approfondite sulle tecniche di combattimento.

8
Una volta egli fu visto praticare le arti marziali da un abate del tempio che lo lodò ed gli insegnò lo
stile di Shaolin della boxe e della mazza. L'abate insegnò a Miao Xing la boxe di Arhat, per slogare
le articolazioni, per le prese e le strette alla gola, gli esercizi di respirazione ed altre arti marziali di
stile Shaolin.
Tutte le volte che gli sfidanti delle arti marziali del tempio di Shaolin venivano, l'abate avrebbe
nominato Miao Xing per incontrarli e Miao era sempre il vincitore, in questo modo guadagnava il
rispetto di tutti gli altri monaci. Alla fine Miao era destinato ad essere il supervisore del tempio ed
era richiesto per insegnare le arti marziali agli altri monaci. Dopo la morte dell'abate, Miao Xing gli
succedette e divenne capo dei maestri di arti marziali del tempio di Shaolin. Ebbe circa 5000
discepoli monaci e 200 discepoli laici. Nel 1939 il Maestro Miao Xing morì all'età di 58 anni.
Le caratteristiche della boxe di Arhat sono chiare e semplici. Esse si uniscono semplicemente
con la bellezza delle espressioni di Arhat, nascondendo le tecniche combattive per penetrare nelle
azioni di Arhat. I movimenti sono fluidi e pienamente distribuiti con il ritmo e la cooperazione e
coordinazione di attacco e difesa in modo razionale. Dopo la pratica per un lungo periodo, la boxe
di Arhat può rafforzare il fisico, curare le malattie, tonificare il corpo, e insegnare raffinate tecniche
di autodifesa.
Lo stile della forma incatenata, LIAN HUAN QUAN (forma incatenata), la boxe del FIORE di
SUSINO e la boxe del GUERRIERO. Gli stili di imitazione hanno oltre le forme dei cinque
animali principali cioè del leopardo, del serpente, della tigre, del drago, della gru, hanno anche la
forma della scimmia, della mantide religiosa, del cane, dell'anitra, del gallo, della gallina, della
formica, della cicala, dell'orso, dell'ubriaco, della rana, dello scorpione………….
La boxe del Kung Fu interno include invece la boxe dell'INTENZIONE e la boxe delle SETTE
STELLE. Per ciò che riguarda la boxe praticata a coppie, il numero della varietà è ancora più vasto
e include la boxe delle SEI ARMONIE del CALCIO E PUGNO, la boxe delle SEI ARMONIE
DELLE MANI COME L'ARIA, la boxe delle SEI ARMONIE DELLA MANO TAGLIENTE.
C'è un'ampia varietà di armi nel Kung Fu di Shaolin. Si parla infatti di diciotto armi principali e
diciotto armi secondarie. Queste possono essere suddivise in armi lunghe, armi corte, armi
pieghevoli, armi rare e armi nascoste. Le armi lunghe comprendono la lancia lunga, il bastone... le
armi corte includono la sciabola, la mazza e il pugnale. Le sfere di ferro a catena e la catena a nove
sezione sono armi pieghevoli. Il falcetto, l'anello Qian-Kun e il bastone di Bodhidharma sono armi
rare. Il dardo e il punteruolo volante sono armi nascoste. Anche l'esercitazione con armi doppie
prevede numerose armi come la pratica della lancia doppia, bastone contro lancia, e la pratica in
gruppo dei bastoni da pastore.
Nel Kung Fu di Shaolin, a parte l'arte del combattimento e le armi, c'è: la lotta di mano, l'attacco-
difesa e la tecnica di cattura usata nel combattimento; poi c'è il Qi Gong, il Kung Fu dello stare in
equilibrio sui pali, usati nel Kung Fu interno. Riassumendo, le azioni del Kung Fu di Shaolin si
possono definire potenti, semplici, orientate alla lotta, estremamente variabili. Il corpo, quando è a
terra assomiglia ad un arco. Il corpo, quando è seduto, è solido come una campana d'ottone. Quando
è eretto è come se fosse un chiodo conficcato nel terreno. Quando si muove è come un drago. Un
allievo di Kung Fu dovrebbe essere agile e aggraziato come un gatto, feroce come una tigre, veloce
come un lampo.
Lo Shaolin dà molta importanza all'abilità. La sua pratica non è limitata dallo spazio. Il detto dice:
"Un lottatore può esercitarsi nel solo spazio in cui giace un bue". Ciò significa che un lottatore
Shaolin può battere il suo avversario in uno spazio di pochi passi. Un altro detto: "Il combattimento
si svolge lungo una linea" indica che quando si pratica la boxe, l'elevarsi, il cadere, il saltare,
dovrebbero essere svolti lungo una linea retta. Per essere né "assolutamente morbidi né
assolutamente rigidi".
Il piegamento eccessivo porterebbe a mancare il bersaglio, mentre l'essere troppo tesi impedirebbe
l'azione. Quando si attacca, nella boxe, le azioni sia in avanti che all'indietro, sono rivolte in "modo
rotatorio". In altre parole, quando si attacca, è necessaria una rotazione. Così si acquista elasticità.
Per quanto concerne lo sguardo, esso dovrebbe essere rivolto in alto quando ci si alza e più in alto

9
ancora quando si cade. Gli occhi dovrebbero fissare gli occhi dell'avversario così da conoscere la
sua posizione. Per quanto riguarda il movimento del corpo, l'accento va posto sulla velocità e sulla
assoluta padronanza del baricentro così da mantenere un equilibrio perfetto e dinamico. Per quanto
riguarda il movimento dei passi, quando si avanza si usano passi corti, quando si indietreggia, passi
lunghi. Essi dovrebbero essere leggeri, aggraziati e fermi. Per quanto riguarda i calci, si richiede che
quando si alza una gamba essa sia leggera come una piuma, mentre quando si calcia, che essa sia
pesante come il monte Song.
Un vecchio detto di Shaolin dice: "Bisogna essere calmo come una vergine quando si difende,
feroce come una tigre quando si attacca". Nel frattempo tecniche perfette dovrebbero essere
impiegate per prendere vantaggio sulla forza e sulla velocità dell'avversario. Un lottatore Shaolin
deve essere internamente calmo e esternamente feroce. Lo Shaolin, nel suo insieme, pone l'accento
sull'unione dell'interno con l'esterno e della somiglianza della forma con l'identificazione spirituale.
Quando ci si esercita è richiesta una stretta coordinazione degli occhi, delle mani e degli
spostamenti. La formula della boxe dà importanza a sei coordinazioni: "La coordinazione delle
spalle con i fianchi; dei gomiti con le ginocchia; delle mani con i piedi; della mente con
l'intenzione; dell'intenzione con il respiro; del respiro con la forza".

10
CAP. 6

L'USO DELLE ARMI

Al tempo della dinastia Ming il Kung Fu tradizionale fece un notevole balzo in avanti. Il Kung Fu
adottò le armi. C'erano anche dei libri che riguardavano l'uso delle armi. Durante la dinastia Ming, il
Reverendo Hongzhuan, un monaco superiore del Tempio di Shaolin, scrisse un libro: "L'arte della
lancia". Durante il regno dell'imperatore Wanli, Cheng Zongqiu, discepolo laico, studiò l'arte del
bastone nel Tempio di Shaolin per più di dieci anni. Ne risultò la realizzazione del libro: "Sommario
dell'arte del bastone di Shaolin". In secondo luogo, durante la dinastia Ming, le arti marziali usate in
battaglia furono gradualmente combinate con il Kung Fu Shaolin. Durante il regno dell'imperatore
Jiajing, Yu Dayu, un famoso generale che combatteva contro i pirati, fece uso dell'arte marziale del
bastone, che aveva imparato a Shaolin nel corso di vere battaglie. L'arte del bastone fu così
utilizzata. Più tardi, egli tornò al Tempio di Shaolin. Wen Xiangang, un'altra personalità Ming, nel
suo "Viaggio al Monte Song" scrisse: "Nell'antico Tempio ci sono sessanta monaci che praticano la
boxe, la spada, il bastone di ferro". Questo documento indica che in quel tempo, nel Tempio di
Shaolin, non c'erano solo lottatori ma anche spade, bastoni di ferro, e altre armi.
Tra tutte le armi dello Shaolin, la spada è elogiata come "Il maresciallo di tutte le armi". Il detto
riporta: "La spada è come una tigre feroce". La maggior parte delle spade Shaolin vengono
maneggiate molto vicino alla testa di coloro che le usano. Quando si colpisce con la spada, il Qi si
concentra sulle due braccia e scorre lungo la spada. Tra le differenti spade dello Shaolin, la varietà
delle forme implica una varietà delle caratteristiche. Secondo la tradizione, "il movimento di una
singola spada pone l'accento sulle mani, il movimento della spada doppia pone l'accento sui passi e
il movimento della sciabola pone l'accento sulla fermezza delle mani".
La lancia è considerata nel repertorio Shaolin come la "regina delle armi". E' caratterizzata
"dall'avanzare velocemente come un drago, in linea retta". Questo significa che la lancia dovrebbe
essere diretta in alto e in basso velocemente e senza schemi definiti. Il movimento della lancia
dovrebbe seguire una linea retta.
La sciabola Shaolin si è guadagnata la reputazione di "sovrana delle armi". La sciabola Shaolin è
aggraziata e libera durante l'esecuzione; secondo il detto di Henan, la "sciabola si muove come un
drago sinuoso". La formula della sciabola possiede il seguente segreto di insegnamento: "La
sciabola è come un drago blu e dovrebbe essere maneggiata in modo fermo secondo una linea
piana. Il Qi dovrebbe seguire il movimento della sciabola fissando con gli occhi la sua punta. Nel
maneggiare la sciabola si dovrebbe essere veloci come una rondine in volo. Quando colpisce in
avanti, la punta della sciabola è un chiodo d'acciaio".
Il bastone Shaolin è l'arma più antica del tempio. Da qui la definizione di "antenata di tutte le armi".
La leggenda racconta che, una volta, tredici monaci Shaolin usarono il bastone per aiutare il
principe Tang e stabilirono così le sue straordinarie forme marziali. Il bastone Shaolin è
caratterizzato "dall'attaccare con un'ampia serie di tecniche".
Quando si usa il bastone, tutto il corpo è sorgente di velocità; il maneggio del bastone è
accompagnato dal fischio dell'aria; il ritmo deve essere veloce e i movimenti devono essere eseguiti
uno dopo l'altro in modo continuo.

11
CAP. 7

LO SHAOLIN SCONOSCIUTO

Il più antico Kung Fu interno delle arti marziali di Shaolin è il Kung Fu della meditazione in
posizione seduta. Esso fa parte del programma di formazione a cui si devono sottoporre i monaci di
Shaolin ed è inoltre la base da cui altre forme uniche e antiche possono essere apprese. La
meditazione da seduti richiede che il praticante chiuda leggermente gli occhi e che la lingua tocchi
la parte superiore del palato. In questo modo la respirazione è regolare e l'aria può raggiungere gli
organi interni del corpo. Insieme allo sviluppo del Kung Fu della meditazione apparvero le dodici
posizione del "Sutra dell'alternanza del tendine", un Kung Fu che unisce potere e flessibilità.
Cominciando dalla dinastia Ming la scuola di Shaolin ha generato forme sempre più uniche che
comprendono: il Kung Fu interno, il Kung Fu esterno, il Kung Fu duro, il Kung Fu leggero, il Kung
Fu del fanciullo, il Kung Fu del palo di susino, il Kung Fu di Arhat, il Kung Fu acuto, il Kung Fu
per la rimessa a posto delle ossa, il Kung Fu del fuoco, il Kung Fu dell'intenzione su di un palo.
Le forme uniche dello Shaolin danno una speciale importanza all'esplorazione degli istinti
potenziali del corpo umano. Con l'incomparabile saggezza e coraggio dei buddisti Zen i monaci
Shaolin hanno coltivato abilità straordinarie, incredibili agli occhi della gente comune. Non si può
pensare di poter annientare un monaco di Shaolin cercando di soffocarlo prendendolo per la gola;
egli, esercitandosi con un nastro giallo Zen, ha acquisito la forma speciale di saper scappare da una
morte certa. Non si può fermare l'orologio della vita di un monaco Shaolin colpendolo in mezzo alle
gambe, poiché egli, esercitandosi duramente con una pietra, ha acquisito un corpo invulnerabile.
Una lancia puntata alla gola non ferisce il monaco Shaolin. Quando il suo dito può conficcarsi nel
tronco di un albero ad una profondità di tre cm., quando una lastra di pietra viene spaccata sulla
testa di un monaco, quando un bastone si spezza in due allorché colpisce lo stomaco e il petto di un
monaco, quando un monaco sta in verticale sostenendosi su due dita e poi rompe con un calcio un
pilastro di pietra, la mente umana deve riflettere sul potenziale delle capacità umane ancora
inesplorato.
Il Qi Gong (energia interiore) di Shaolin si divide in Qi Gong interno ed esterno. Il Qi Gong interno
si basa soprattutto sulla regolazione dell'inspirazione e dell'espirazione, facilitando così la
circolazione del sangue e l'espulsione delle sostanze nocive dal corpo. Gli organi interni sono più
funzionali e gli arti più agili.
Il Qi Gong interno comprende varietà come il broccato delle otto sezioni, il sutra Yin-Yang Qi
dell'alternanza del tendine, e la meditazione da seduti. Il Qi Gong esterno è chiamato anche Kung
Fu duro. Il Qi si concentra in un certo punto del corpo; così il corpo è in grado di esternare una
forza straordinaria. Le varietà del Kung Fu duro di Shaolin comprendono principalmente il Kung Fu
della testa di ferro, il Kung Fu della camicia di ferro, il Kung Fu del palmo di mano scarlatto, il
Kung Fu dello stomaco duro, il Kung Fu del fuoco, il Kung Fu del palmo di ferro della sabbia...
Il Kung Fu sui pali della scuola Shaolin si divide in due rami: il Kung Fu del palo di susino in fiore
e il Kung Fu del palo dell'intenzione. I pali di susino in fiore sono alti due metri e su di essi i
monaci Shaolin si esercitano nella lotta, nella cattura o con le armi, come se si trovassero sul
terreno.
Il Kung Fu dell'intenzione sul palo è la forma Shaolin più antica per rafforzare le gambe e acquisire
molto equilibrio; questa tecnica appartiene alla categoria del Kung Fu interno, la potenza si
sprigiona unendo il Qi (forza interiore) interno con la forza muscolare; dopo aver sviluppato il
Kung Fu sul palo dell'intenzione, il praticante è in grado di fare una buca nel terreno battendo i
piedi su di esso o può rompere un pilastro di roccia con un calcio. Si può capire la potenza del Kung
Fu intenzionale sul palo guardando le quarantotto buche all'ingresso del padiglione dei Mille
Buddha nel Tempio di Shoalin. Il Kung Fu del fanciullo di Shaolin è uno dei Kung Fu più straordinari.
Il nome "Kung Fu del fanciullo" indica che dopo aver appreso questo Kung Fu, il monaco può
ringiovanire e sembrare giovane come un fanciullo sebbene i suoi capelli siano bianchi come le

12
piume di una gru. Il suo corpo può diventare morbido come il broccato, leggero come una rondine o
dura come l'acciaio. Di solito i monaci si esercitano nel Kung Fu del fanciullo fin da bambini.
L'apprendimento richiede una speciale perseveranza. Tra le forme di questo Kung Fu le più
sorprendenti sono: il sonno di Buddha e il calcio ascendente.

13
CAP. 8

GLI ALLENAMENTI SEGRETI DEI MONACI

Le straordinarie performance che i monaci eseguono sono il risultato di temperamenti incredibili.


Così come l'affilatura di una spada, la fragranza di un fiore di susino deriva dall'aver saputo
superare un rigido inverno. I monaci del Tempio di Shaolin sono molto meticolosi nell'allenarsi nel
freddo dell'inverno e nel caldo dell'estate. Con qualunque clima essi si allenano duramente
cominciando al mattino presto, quando canta il gallo, e ritornando nelle loro stanze la sera, quando
la luna è già alta nel cielo, dedicando tutte le loro energie al duro allenamento delle tecniche
fondamentali del Kung Fu. Durante l'inverno, anche con la neve, non indossano nulla sulla parte
superiore del corpo, quando si arrampicano sulla montagna. Lungo i 1000 metri del sentiero della
montagna essi saltano in salita e camminano carponi in discesa. Sotto il sole bruciante di
mezz'estate, essi si vestono completamente e saltano sulla cima dei pali; sollevando blocchi di pietra
del peso di 50 kg. per un numero infinito di volte, sudando molto. I monaci possono stendersi
comodamente su pali posti orizzontalmente. A volte sbattono la testa contro pali conficcati nel
terreno per allenarsi nel Kung Fu della testa di ferro. Anche il bordo di un calderone di ferro o di
una cesta di bambù possono divenire luoghi di allenamento del Kung Fu leggero. In una piccola
pozzanghera d'acqua o anche in una pentola d'acqua, i monaci praticano il Kung Fu del palmo di
mano. Essi si allenano del Kung Fu quando mangiano, quando dormono, quando camminano.
Anche quando versano l'acqua o preparano il tè, essi si allenano. Essi praticano il Kung Fu del
rompere una ciotola con un dito. Usano i bastoncini per esercitarsi nel Kung Fu del colpire alla gola
con canne di bambù. Di alzano all'alba e, mentre scopano il cortile, si allenano nel Kung Fu della
scopa di ferro. Quando si fanno vento con il ventaglio per alleviare il caldo, praticano il Kung Fu
del ventaglio di ferro. Il cuoco taglia il cibo sul proprio stomaco. Se hanno delle noci, le rompono
con la testa...
Nelle folte foreste della Montagna Shaoshi nel monte Song, ci sono dei terreni di allenamento
segreti, equipaggiati con pali da Kung Fu, sacchi di sabbia e buche. Ammirare questi luoghi segreti
significa rendersi conto di ciò che può sembrare fantasia e leggenda e che invece è concreta realtà.
Le tecniche uniche dei monaci vengono coltivate in questi luoghi segreti che sono situati lungo un
ruscello, nella foresta, dove il paesaggio è incantevole. Tali luoghi riflettono forse il desiderio dei
monaci di assorbire la quintessenza della natura e l'ispirazione del cielo.

14
CAP. 9

LA STORIA DEL TEMPIO IMPERIALE DI MONACHE DI


YONGTAI E DEL KUNG-FU DI SHAOLIN
Il tempio, per secoli uno dei maggiori poli culturali della Cina, la culla del Buddismo Zen e del
Kung-Fu di Shaolin in versione femminile, era ormai quasi dimenticato e vittima del tempo e
dell’incuria. Recentemente il tempio imperiale di monache di Yongtai è stato restaurato grazie alla
generosa offerta di una mecenate privata ed è così ridivenuto il centro del Kung-Fu di Shaolin
femminile.

All’origine della fondazione del tempio di Yongtai c’erano tre principesse. La prima monaca della
Cina fu la principessa Zhuanyun, che nel 467 d.C. si costruì un modesto eremo dove poter vivere
secondo i principi del Buddismo.

Quando il monaco indiano Boddhidharma, che i cinesi chiamano Tamo, giunse nel 498 d.C. Alla
montagna Songshan e reinterpretò in una grotta le regole del Buddismo, tra i sui 4 adepti c’era
anche la principessa Minglian, che a quel tempo aveva 13 anni e apparteneva alla famiglia imperiale
Liangwu della Dinastia del Sud e del Nord. Tamo la iniziò all’arte del Kung-Fu che non rappresenta
tanto un’attività sportiva, quanto piuttosto un sistema filosofico e di vita che mira ad una vita in
armonia con la natura, all’autocontrollo del corpo e dello spirito ed alla tolleranza verso tutti gli
esseri viventi. Minglian è considerata la prima Maestra del Kung-Fu di Shaolin e trasformò l’eremo
di Zhuanyun in un piccolo tempio.

La terza principessa si chiamava Yongtai ed era la figlia dell’imperatore Xuanwu della Dinastia del
Nord Wie.
Aveva conosciuto la montagna Songshan nel corso dei viaggi fatti con la famiglia che abitava nella
vicina città imperiale di Loyang. Ebbe così modo di entrare in contatto con il Buddismo Zen. Suo
fratello maggiore Xiaoming, che poi divenne imperatore, fece ampliare il modesto tempio Minglian,
trasformandolo in un maestoso tempio e fornendo alla sorella ed alle sue seguaci tutto il necessario
per vivere.

Nel periodo di Yongtai il tempio imperiale conobbe il suo primo periodo di fioritura. Vi vivevano
1000 monache, seguendo le regole di Tamo ed esercitandosi nel Kung- Fu di Shaolin. Esse non
temevano il confronto con gli uomini del tempio di Shaolin né nell’esercizio del combattimento a
corpo libero Shaolin né nella lotta praticata con le armi. Yongtai era inoltre molto caritatevole:
usava distribuire cibo e articoli di lusso ricevuti dalla corte imperiale alla popolazione locale,
insegnava ai contadini a leggere e scrivere, li istruiva sull’arte del Kung-Fu di Shaolin, in modo che
questi potessero difendersi dai banditi che infestavano la zona. E’ per questo motivo che la
popolazione amava molto la principessa Yongtai e la venerava quasi come una santa. Al tempio
infine si diede anche il nome di Yongtai che ha conservato fino ad oggi.

Così come il tempio di Shaolin è considerato il luogo di nascita del Buddismo Zen per gli uomini, il
tempio di Yongtai è la culla dello Zen per le donne.

Tuttavia il tempio di Shaolin gode di una maggiore considerazione rispetto al tempio di Yongtai e
le monache sono state spesso chiamate “monaci di seconda classe”. Le monache di Yongtai hanno
lottato per secoli per raggiungere pari diritti con i monaci del tempio di Shaolin, e infine hanno
avuto successo. Esse hanno così acquisito il diritto di utilizzare gli stessi termini per definire le
diverse generazioni di monache e gli stessi ordini gerarchici che Tamo ha stabilito per i suoi seguaci

15
maschili. Inoltre anch’esse possono seppellire le loro Maestre nel bosco che circonda la Pagoda
accanto al tempio di Shaolin.

Nel corso dei 1500 anni di storia del tempio, Yongtai fu devastato più volte e raso al suolo da
incendi. Fu sempre possibile ricostruire il tempio anche grazie alle generose offerte dei seguaci.
L’ultima ricostruzione è avvenuta grazie alla generosità di un’imprenditrice cinese che ha voluto
lasciare un segno tangibile dell’emancipazione delle donne in Cina, offrendo 1,5 milioni di Euro per
la ricostruzione del tempio e della scuola annessa.

Oggigiorno il tempio di Yongtai è il centro spirituale del Buddismo Zen e la roccaforte del Kung-Fu
femminile in Cina.

Il tempio di Yongtai si trova nella provincia di Henan, tra la città distrettuale di Dengfeng ed il
tempio di Shaolin, lontano dalle principali arterie stradali, alle pendici della montagna sacra di
Songshan.

16
CAP. 10

SHAOLIN OGGI

Il Kung Fu di Shaolin, che ha avuto origine nel Tempio di Shaolin, circolò per molto tempo solo tra
i monaci del Tempio. Solo dopo l'episodio del salvataggio del principe Tang da parte di tredici
monaci soldati, il mondo cominciò a conoscere il Kung Fu di Shaolin: gradatamente un ampio
sistema del Kung Fu di Shaolin prese forma.
Durante le dinastie Tang e Song, e dopo di esse, numerosi laici entrarono nel Tempio di Shaolin per
imparare il Kung Fu e scambiare tecniche di Kung Fu. Durante la dinastia Ming, il Kung Fu di
Shaolin era già conosciuto in Cina.
All'inizio della dinastia Qing c'erano in Cina dieci templi dove si apprendeva lo Shaolin. Nel corso
della sua stessa diffusione, il Kung Fu si arricchì e si sviluppò. Questo portò alla formazione di
molte scuole di Kung Fu Shaolin come lo Shaolin di Emei, lo Shaolin di Guangdong, lo Shaolin di
Fujian, lo Shaolin di Shangong...
La diffusione fu talmente rapida e vasta che nella Cina attuale "la gente non può parlare di arti
marziali senza menzionare lo Shaolin", secondo il detto popolare "tutti gli stili di Kung Fu del
mondo hanno avuto origine nel Tempio di Shaolin".
Nell'era moderna i secoli recenti di guerre e di lotte civili in Cina hanno accelerato la diffusione del
Kung Fu di Shaolin. I discepoli di Shaolin abitano in tutta la Cina. Da quando la Cina ha adottato la
politica delle riforme economiche e si è aperta al mondo esterno, il governo centrale e i governi
locali hanno sostenuto il Kung Fu di Shaolin, considerandolo come un aspetto importante della
prosperità e della cultura nazionale della Cina. Ci sono ora numerosissime organizzazioni
specializzate nell'apprendere e nello studiare il Kung Fu di Shaolin.
Un proverbio cinese dice: "L'atleta marziale non può essere completo se non è mai stato almeno una
volta a Shaolin".
Il Kung Fu di Shaolin ha attratto un numero sempre più ampio di ammiratori sia dalla Cina che
dall'estero. Come rappresentazione straordinaria della cultura cinese il Kung Fu di Shaolin ha messo
radici nei cinque continenti del mondo e si è largamente diffuso nel mondo come esercizio fisico.
La sua diffusione all'estero risale alla dinastia Yuan, un monaco giapponese, di nome Dazhi, arrivò
in Cina per studiare lo Zen. Quando rientrò in Giappone fu il primo a introdurre il Kung Fu di
Shaolin nel suo paese. Durante il regno dell'imperatore Wanli della dinastia Ming Chen Yuanding,
un discepolo laico del Tempio di Shaolin, navigò verso est fino a raggiungere il Giappone, dove
rimase per parecchi anni a insegnare la boxe del Tempio di Shaolin. Negli anni trenta un monaco
giapponese, Zong Daocheng, giunse al Tempio di Shaolin per imparare il Kung Fu. Quando tornò
nella sua terra, fondò la prima organizzazione non cinese specializzata nella pratica del Kung Fu del
Tempio di Shaolin, "L'Associazione Giapponese del Kung Fu del Tempio di Shaolin", che
comprende al momento più di un milione di membri.
Negli ultimi anni, grazie all'apertura della Cina al mondo, il Kung Fu di Shaolin si è diffuso nei
paesi stranieri ad un velocità ancora maggiore. Attualmente sono sorte organizzazioni per
l'insegnamento del Kung Fu di Shaolin in più di dieci paesi, tra i quali la Francia, l'Italia, gli Stati
Uniti, l'Australia, Singapore, la Svizzera, la Polonia.
Tra queste le maggiori sono l'Associazione di Wushu della montagna di Shaolin di Singapore,
l'Associazione Wushu del Tempio di Hualin negli Stati Uniti, l'Associazione della Boxe Taiji in
Polonia e la Scuola dei Monaci Shaolin Italia.
Nel 1991 i monaci sono stati invitati per la prima volta nel nostro paese per una serie di
dimostrazioni in varie città italiane. La continua attività portava i responsabili della scuola a
numerosi viaggi studio al monastero e ad altri inviti di monaci in Italia per aiutare la corretta
diffusione dello stile. Anche le reti televisive nazionali si sono interessate allo Shaolin presentando
documentari sul monastero e facendo partecipare in diverse trasmissioni i monaci in occasione di

17
inviti effettuati dalla scuola. Attualmente la Scuola dei Monaci Shaolin Italia in continua
espansione ha avviato corsi per qualificare istruttori; inoltre ogni 2 anni la scuola organizza viaggi
in Cina al monastero e stage annuali in Italia.
Nel 1997 il Maestro Stefano Dalla Vecchia (responsabile della Scuola dei Monaci Shaolin Italia) si
è classificato al primo posto alla coppa del mondo con una forma Shaolin, nella categoria maestri.
Recentemente persone provenienti da più di trenta paesi e regioni sono arrivate al Tempio di
Shaolin per apprendere il Kung Fu. Delegazioni Shaolin di monaci e laici hanno visitato il
Giappone, Singapore, la Francia, la Tailandia, il Belgio e l'Italia, dove hanno dato dimostrazioni e
dove hanno insegnato il Kung Fu.
Nel 1988, per accelerare la diffusione del Kung Fu di Shaolin, è stato creato nel luogo di nascita del
Kung Fu di Shaolin, l'Istituto di Kung Fu del Tempio di Shaolin del Monte Song. Ospita allievi sia
del luogo che stranieri. Appassionati di Kung Fu da dozzine di paesi sono stati a Shaolin, hanno
studiato il Kung Fu da quando l'istituto ha aperto i suoi corsi nel 1989.
Nel 1991, è stato istituito a Zhengzou, capoluogo della provincia dell'Henan, il festival a cadenza
biennale dell'arte marziale di Shaolin per promuovere lo sviluppo e la crescita del Kung Fu di
Shaolin. Nel 1993 è stato costruito davanti all'istituto di Shaolin uno stadio del Kung Fu per varie
manifestazioni, compreso il festival di Shaolin, dove oltre ai monaci laici, si esibiscono decine di
scuole davanti a migliaia di spettatori provenienti da tutto il mondo.
Molte persone che si avvicinano allo Shaolin per la prima volta entusiaste nel vedere le spettacolari
esibizione dei Monaci guerrieri pensano di seguire anche loro la stessa via, magari recandosi in
Cina credendo di poter allenarsi con i Monaci all’interno del Tempio pagando pochi euro e di poter
diventare anche loro Monaci ecc. ma la realtà di Shaolin è ben diversa da quello che si crede o si
conosce superficialmente, dovete sapere che poche persone hanno potuto studiare all'interno del
Monastero perchè ufficialmente non è permesso. Per capire meglio dobbiamo innanzitutto
distinguere tre tipologie di Monaci, quelli residenti all’interno del Tempio che raramente escono,
quelli laici che praticamente conducono la loro vita all’esterno del Tempio e per ultimo giovani
studenti, che mandati dai loro genitori presso le scuole di Deng Feng o Shaolin arrivano da tutta la
Cina. Prima di tutto voglio specificare che non esistono monaci di Shaolin che non siano cinesi.
I monaci del primo tipo sono chiamati Monaci religiosi vivono all’interno del Tempio non si
possono sposare , conducono una vita Buddista in tutti i sensi praticano e si specializzano in varie
discipline dello Shaolin Kung Fu anche se lo stile e il tipo di insegnamento è leggermente diverso
da quello praticato nelle scuole vicino al Tempio, molto raramente escono dal Tempio, la loro vita è
dedicata ai sutra del Buddismo CHAN fondato dal Monaco indiano Bodhidarma si svegliano alle
4,30 del mattino e dopo un’automassaggio si alzano e si recano in punta di piedi senza parlare nel
bagno all’esterno della loro dimora, ogni monaco ha il proprio alloggiamento di circa 5 metri per 3
con un letto molto duro a destra dell’entrata e un’armadio con delle sedie per gli ospiti a sinistra, la
camera molto spartana e fornita di aria condizionata per i monaci più importanti. La loro fase
giornaliera inizia dalle preghiere e meditazione nella sala dei mille Buddha, per poi andare al loro
primo pasto che è praticamente uguale al pranzo o alla cena, successivamente iniziano con YI JI
JIN o BA TAN JIN (tecniche di QI GONG per l’energia interiore, della durata di 2 ore circa)
proseguono poi con vari allenamenti soggettivi. È difficile incontrarli all’interno del Tempio poiché
usano spesso uscite e corridoi secondari non accessibili ai visitatori del Tempio e per assorbire
meglio l’energia si allenano molto a contatto con la natura in un loro posto segreto sotto i piedi del
monte Song.
Ogni 2 o 3 anni si riuniscono tra di loro per migliorare le varie tecniche di Taolu ed è per questo
motivo che spesso ci sono delle piccole diversità in una forma a seconda del Monaco che le ha
insegnate in base al periodo che le ha imparate senza poi essersi aggiornato, ma questi
miglioramenti che si tramandano da più di 1500 anni hanno portato lo stile Shaolin ad essere in
assoluto una delle migliori espressioni marziali, la raffinatezza e l’eleganza delle tecniche in
simbiosi con la concentrazione ZEN affascinano anche i più esperti marziali che carpendo
l’essenza, la forza interiore e l’efficacia delle tecniche quasi sempre si convertono allo Shaolin.

18
Parliamo ora del secondo tipo di monaci, quelli laici, anche qui c’è una differenza tra di loro poiché
qualcuno di loro ha studiato all’interno del Tempio direttamente dai monaci mentre altri hanno
appreso dalle scuole vicine al Tempio o presso il Wu Shu Guan (centro di addestramento per
stranieri vicino al Tempio), conducono la vita al di fuori dal Tempio, si possono sposare e avere
figli, si allenano presso le scuole di Deng Feng o Shaolin, i migliori hanno scuole proprie dove
dedicano la loro vita a insegnare e sono spesso invitati a dirigere stage o esibizioni in tutto il
mondo. La loro giornata inizia comunque alle 5 del mattino sia per l’insegnamento che per
l’apprendimento e i più giovani si allenano con assiduità fino a sera inoltrata ed è esemplare la
costanza con la quale si allenano, dedicando però più tempo al wushu che al lato interiore
meditazione, preghiera ecc.

I studenti-monaci del terzo tipo sono attualmente circa 20.000 hanno appreso dalle scuole di
Shaolin (Shaolin inteso come località e non come Tempio) o Deng Feng, mandati dai loro genitori,
arrivano da tutta la Cina per studiare e praticare fin da bambini (dai 5 anni circa), spesso con
contratti decennali sperando di diventare bravi vincere gare per poi riuscire ad entrare nel
Monastero divenendo monaci famosi o per far parte dei gruppi dimostrativi che girano il mondo
per esibirsi in vari spettacoli, attualmente nel 2001 i gruppi che si esibiscono sono 2 e nelle loro
esibizioni cercano di enfatizzare lo spettacolo con forme e combattimenti prestabiliti creati
appositamente per stupire il pubblico e ci riescono sicuramente frutto di sacrifici e degli
allenamenti che iniziano alle cinque del mattino fino alle nove di sera………….

Nei 1500 anni della sua storia il tempio di Shaolin conobbe molte vicissitudini. Più volte fu
devastato e ricostruito. I monaci, vista la loro abilità, furono spesso chiamati a difendere l’impero.
Le loro tecniche erano però sempre ispirate al principio dell’autodifesa. La regione intorno a
Shaolin divenne nel corso degli anni il centro spirituale della Cina. Vi si trovano altre 70 templi, di
cui attualmente molti sono in fase di restauro e ricostruzione.
Dopo che, durante la Rivoluzione Culturale, i monasteri si svuotarono e la cultura dei monaci
rischiava di andare persa, il Governo provinciale della Provincia di Henan ha fondato
un’Accademia in cooperazione con il tempio, dove gli allievi possono non solo usufruire di
un’istruzione di elevatissimo livello, ma vengono anche iniziati dai monaci all’arte del WuShu.
Durante questa formazione agli studenti vengono impartiti insegnamenti sempre più approfonditi
sotto la guida di un Maestro. Gli shami (allievi, novizi) si esercitano per 15-20 anni fino a divenire
anch’essi Maestri in grado di formare a loro volta i prossimi praticanti. Al termini della formazione
gli allievi devono dimostrare di essere degni del titolo di Maestro tramite una forma con una delle
18 classiche armi Shaolin o con una forma delle imitazioni di animali.

Dalla pratica personale e dall'esperienza di insegnamento consiglio agli appassionati di arti marziali
di perseverare nella pratica, poiché la macchina umana ha bisogno soprattutto ai giorni nostri di
sfogare il corpo e la mente dai carichi di stress fisici o psicologici, cui la vita d'oggi ci sottopone.
Come i monaci 1500 anni fa eseguivano le prime tecniche Shaolin per sopperire alle lunghe sedute
di meditazione a per difendersi, anche noi possiamo beneficiare di questa sicurezza mentale e salute
fisica per combattere la vita.

19
IL MAESTRO STEFANO DALLA VECCHIA

Nato a Vicenza il 25 dicembre 1962 il Maestro Stefano Dalla Vecchia iniziò la pratica delle arti
marziali cinesi nel 1978 sotto la guida del Maestro Shi Dae Woung e già nei primi anni 80 fu più
volte campione italiano; nel maggio del 1990 si classificò primo al campionato internazionale di
Cesenatico e nello stesso anno iniziò a seguire i Monaci di Shaolin in Cina.
Ogni anno il maestro Dalla Vecchia, da allora, ha contatto con i monaci sia con viaggi studio al
Monastero sia con inviti di Monaci a Vicenza per la corretta diffusione dello stile.
Nell'aprile del 1997 si classificò primo al campionato del mondo svoltosi a Perugia con una forma
Shaolin nella categoria Maestri e nel suo viaggio a Shaolin del 1999 ricevette dai monaci il Saio
nero (considerato una delle onorificenze più importanti del Tempio di Shaolin) clicca qui per
vedere.
Attualmente il Maestro Stefano Dalla Vecchia è 7° grado della Federazione CHAN WU ,
Caposcuola della " Scuola dei Monaci Shaolin Italia " che conta sempre più sedi in Italia e arbitro
internazionale.

SHAOLIN XI JIE YUE


REGOLE GENERALI DI SHAOLIN RILASCIATE DAL TEMPIO DI SHAOLIN

YAO ZUNZHONG SHI ZHANG, JIE JIAO AO ZI MAN


Rispettare il proprio Maestro, non essere presuntuosi

YAO CHIZHI YI HENG, JIE BAN TU ER FEI


Perseverare nella pratica, non abbandonare

YAO TUAN JIE TONG REN, JIE MEN HU ZHI JIAN


Unire tutti gli stili, non rifiutare gli altri stili

YAO YI LI DAI REN, JIE SHI QIANG LING RUO


Accogliere gli altri, non maltrattare i deboli

YAO QING XIN GUA YU, JIE TAN QIU CHAI SE


Purificarsi, non essere lussurioso

YAO SUI CONG SHI FA, JIE ZUO SHI WEN NAN
Aiutare la giustizia, non essere menefreghista

YAO ZEXIAN CHUAN YI, JIE SHOU SHU E REN


Trasmettere le arti ai buoni e non ai cattivi

20
Dottrina del Buddismo

01) Non distruggere la vita, sotto qualsiasi forma si presenti.

02) Non rubare

03) Disdegna la lussuria.

04) Non mentire

05) Non fare uso di bevande inebrianti.

06) Non mangiare fuori delle ore permesse

07) Non lasciarti sedurre da divertimenti o mondanità.

08) Non usare ne' profumi, ne' ornamenti.

09) Dormi su un letto non sollevato da terra

10) Non ricevere doni in denaro.

il Buddismo si basa sulle cosiddette “quattro nobili verità” :


1) ogni esistenza è piena di dolore a motivo della sua instabilità;

2) il desiderio è l'origine di questo dolore;

3) per eliminare il dolore , si deve sopprimere questo desiderio;

4) e per ottenere questo , si deve percorrere “gli otto nobili sentieri “:


• la retta fede,
• la retta volontà,
• la retta parola,
• la retta azione,
• la retta vita,
• il retto impegno,
• il retto pensiero
• la retta concentrazione.

21