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LICEO TORRICELLI BALLARDINI FAENZA

INDIRIZZO SCIENTIFICO

CLASSE 2BS

CORSO DI SCIENZE NATURALI

RELAZIONE DI LABORATORIO

EFFETTI DELLE REAZIONI CHIMICHE

INSEGNANTE ALUNNO

ELISA FOGLI TOMMASO ORTOLANI

17/11/16

ANNO SCOLASTICO 2016/2017


INDICE

INTRODUZIONE 1

DESCRIZIONE ARGOMENTO 1.1


SCOPO ESPERIMENTI 1.2

ESPERIMENTI SVOLTI IN LABORATORIO 2

ESPERIMENTO 1 2.1
MATERIALI 2.1.1
METODI 2.1.2

ESPERIMENTO 2 2.2
MATERIALI 2.2.1
METODI 2.2.2

ESPERIMENTO 3 2.3
MATERIALI 2.3.1
METODI 2.3.2

ESPERIMENTO 4 2.4
MATERIALI 2.4.1
METODI 2.4.2

ESPERIMENTO 5 2.5
MATERIALI 2.5.1
METODI 2.5.2

ESPERIMENTO 6 2.6
MATERIALI 2.6.1
METODI 2.6.2

ESPERIMENTO 7 2.7
MATERIALI 2.7.1
METODI 2.7.2

CONCLUSIONI 3

OSSERVAZIONI 3.1
INTRODUZIONE
1.1
Le trasformazioni chimiche o reazioni sono le trasformazioni della materia
che comportano una variazione della composizione chimica delle sostanze
(reagenti) attraverso un processo intensivo e trasformano le sostanze
coinvolte in composti ionici o molecolari chiamati prodotti. Il dato processo è
permesso dalle proprietà chimiche delle sostanze interagenti, tali proprietà,
infatti conferiscono ai reagenti la capacità di combinarsi con altre sostanze
comportandone un cambiamento rispetto alla struttura molecolare iniziale e
descrivono la loro capacità di dar luogo a trasformazioni tramite il dato
processo. La maggior parte delle trasformazioni, inoltre presenta fenomeni
visibili a occhio nudo o percepibili dagli altri sensi umani senza l’ausilio di
speciali strumenti;
 Scomparsa o formazione di un solido,
 Cambiamento di colore e/o aspetto fisico,
 Formazione di gas,
 Sviluppo o assorbimento di calore,
 Emissione di luce;
Sono i principali fenomeni manifestati in una reazione chimica. Inoltre tali
trasformazioni chimiche non si riconoscono solo mediante valutazioni
qualitative e si distinguono dalle trasformazioni fisiche, poiché obbediscono a
precise leggi ponderali come:
 La legge della conservazione della massa,
 La legge delle proporzioni definite,
 La legge delle proporzioni multiple.
NOTA: Va in ultimo luogo tenuto conto che non tutte le reazioni sono
reversibili, infatti, in alcune reazioni chimiche non è possibile far ritornare le
sostanze prodotte allo stato di reagenti.
1.2
Lo scopo dell’esperienza descrittasi è in primo luogo quello di notare e
verificare gli effetti prodotti a seguito delle reazioni chimiche ora presentate e
successivamente distinguerli tra loro riconoscendoli in uno o più tra i
seguenti campi di reazione presentati:
 Formazione di gas e liberazione sotto forma di bollicine,
 Emissione di luce,
 Variazione di colore,
 Formazione di una sostanza solida,
 Scomparsa di una sostanza solida,
 Liberazione di prodotti gassosi profumati o maleodoranti,
 Liberazione di calore nell’ambiente con riscaldamento del recipiente in
cui avviene la reazione,
 Assorbimento di calore nell’ambiente con raffreddamento del recipiente,
in cui avviene la reazione,
 Variazione di PH;

N.B: ESSENDO GLI ESPERIMENTI RELATIVAMENTE SEMPLICI E VELOCI


NELLA LORO ESPOSIZIONE NON E’ PRESENTE IL PARAGRAFO DEDICATO
ALLE OSSERVAZIONI; IN QUANTO QUESTE SARANNO CONTENUTE NELLA
SEZIONE METODI.
ESPERIMENTI SVOLTI IN LABORATORIO

ESPERIMENTO 1
2.1.1
MATERIALI:
-Porta provette
-2 provette
-Acido cloridrico HCI in soluzione acquosa
-Idrossido di sodio NaOH in soluzione acquosa
-Occhiali e guanti (facoltativo, ma si consiglia l’utilizzo protezione personale)
2.1.2
METODI:
Si fanno reagire l’acido cloridrico e l’idrossido di sodio versando il contenuto della provetta
già contenente l’acido diluito nella provetta già contenente l’idrossido, dopo pochi secondi si
può notare che la provetta si è riscaldata, causa la reazione esotermica, perché le due sostanze
reagendo oltre ad essersi trasformate in NaCl e H2O hanno emesso calore.

ESPERIMENTO 2
2.2.1
MATERIALI:
-Porta provette
-2 provette
-Tappo per provetta
-Acido acetico NaNCO3 in soluzione acquosa
-Bicarbonato acido di sodio solido CH3COOH
-Occhiali e guanti (facoltativo, ma si consiglia l’utilizzo protezione personale)
2.2.2
METODI:
Si fanno reagire l’acido acetico e il bicarbonato acido di sodio versando il contenuto della
provetta già contenente l’acido diluito nella provetta già contenente il bicarbonato, dopo
pochi secondi si può notare che la provetta si è raffreddata, causa la reazione endotermica,
perché le due sostanze reagendo oltre ad essersi trasformate in CH3COONa e H2O hanno
sottratto calore dall’ambiente esterno (reazione contraria rispetto a quella dell’esperimento
precedente), inoltre è possibile notare il rilascio di gas (CO2) dalla soluzione; possiamo
facilmente notare la sua presenza tappando la provetta contenente le sostanze, infatti il
biossido di carbonio cercherà di fuori uscire dalla provetta facendo saltare il tappo.

ESPERIMENTO 3
2.3.1
MATERIALI:
-Becher da 500 ml
-Capsula
-Cartina tornasole
-Pinzette
-Acqua distillata H2O
-Sodio Na
-Occhiali (facoltativo, ma si consiglia l’utilizzo protezione personale)
2.3.2
METODI:
Si versano 200 ml di acqua distillata nel becher e si controlla il PH del’acqua immergendo una
minima parte di cartina tornasole nell’acqua tramite l’aiuto delle pinzette (il PH dovrebbe
risultare neutro, si verifica che la parte colorata della cartina sia della tintura corrispondente
a 7 sulla scala); dopo di ché si preleva una piccola quantità di sodio già presente nella capsula
e la si fa reagire con l’acqua versando il metallo nel becher. Si verifica che le due sostanze
abbiano reagito(si può facilmente notare se la reazione chimica è avvenuta , poiché la
sostanza oltre ad essere divenuta NaOH ha emesso idrogeno sotto forma di bollicine) per poi
ricontrollare tramite l’ausilio di cartina tornasole e pinzette il PH che è aumentato, infatti il
prodotto risulta alcalino.

ESPERIMENTO 4
2.4.1
MATERIALI:
-Becher da 200 ml
-Acqua distillata H2o
-Magnesia effervescente (bicarbonato acido di sodio NaHCO3 + acido citrico C6H8O7)
-Guanto
2.4.2
METODI:
Si riempie il becher con 150 ml di acqua distillata, si versano 30 g di magnesia nel guanto, poi
si calza il guanto sul bordo del becher facendo attenzione a non rovesciare la magnesia
nell’acqua. Una volta posizionato il guanto ne si rovescia in un colpo solo il contenuto
nell’acqua e si può notare fin da subito (poiché la reazione è immediata) il guanto gonfiarsi,
infatti la magnesia a contatto con l’acqua si trasforma in C6H5Na307 e CO2, in particolare il
biossido di carbonio cerca di occupare tutto lo spazio a sua disposizione andando a dilatare il
guanto.

ESPERIMENTO 5
2.5.1
MATERIALI:
-Porta provette
-2 provette
-Solfato ferrico FeSO4 in soluzione acquosa
-Idrossido di sodio NaOH in soluzione acquosa
-Guanti (facoltativo, ma si consiglia l’utilizzo protezione personale)
2.5.2
METODI:

Si fanno reagire il solfato ferrico e l’idrossido di sodio versando il contenuto della provetta già
contenente il solfato diluito nella provetta già contenente l’idrossido, si nota un particolare
cambiamento all’interno della provetta che con il tempo si distingue meglio in 2 sostanze
Na2SO4 e Fe(OH)4 un precipitato ferroso di colore scuro che si deposita sul fondo della
provetta.

ESPERIMENTO 6
2.6.1
MATERIALI:
-Becher da 80 ml
-Bunsen
-Reticella
-Lamina di magnesio Mg
-Acqua distillata H2O
-Pinze grandi
-Cartina tornasole
-Pinze piccole
-Bacchetta di vetro
- Occhiali da sole(facoltativo, ma si consiglia l’utilizzo protezione personale)

2.6.2
METODI:
Si riempie il becher con 10 ml di acqua distillata e si controlla il PH del’acqua immergendo una
minima parte di cartina tornasole nell’acqua tramite l’aiuto delle pinzette (il PH dovrebbe
risultare neutro, si verifica che la parte colorata della cartina sia della tintura corrispondente
a 7 sulla scala). Si prende la lamina di magnesio con le pinze grandi e la si pone sul bunsen si
nota che il magnesio a contatto con l’ ossigeno sprigiona una potente ma breve fonte di luce
formando MgO. Si pone poi l’ossido di magnesio appena formato nel becher già contenente
l’acqua e si mescola delicatamente il contenuto del becher con la bacchetta; una volta che il
magnesio si è disciolto nell’acqua si ricontrolla, tramite l’ausilio di cartina tornasole e pinzette
il PH, che è risulta aumentato, infatti il prodotto finale è alcalino.

ESPERIMENTO 7
2.7.1
MATERIALI:
-12 becher o bicchieri
-Sugo di cavoli rossi
-Acido cloridrico HCI in soluzione acquosa
-Acido acetico CH3COOH in soluzione acquosa
-Vino bianco in soluzione acquosa
-Acqua gassata H2O+CO2 in soluzione acquosa
-Acqua ossigenata H2O2 in soluzione acquosa
-Acqua distillata H2O in soluzione acquosa
-Acqua del rubinetto in soluzione acquosa
-Bicarbonato acido di sodio NaHCO3 in soluzione acquosa
-Ipoclorito di sodio NaClo in soluzione acquosa
-Ammoniaca NH3 in soluzione acquosa
-Idrossido di sodio NaOH in soluzione acquosa
2.7.2
METODI:
Si versano 30 ml di ogni sostanza in un becher diverso, si versano in tutti e 11 i becher
presenti le sostanze dai PH diversi 10 ml di sugo di cavolo rosso già presente in circa 110 ml
nell’ultimo becher; dopo pochi secondi si può notare che tutte le sostanze avendo reagito con
il cavolo hanno cambiato colore assumendo sfumature dal rosso al viola per gli acidi e dal
giallo al blu per gli alcalini. Tutto questo poiché le antocianine presenti nel cavolo assumono
sfumature diverse a contatto con soluzioni dal diverso PH

CONCLUSIONI:
3.1
si sono quindi notate , dopo aver eseguito questi esperimenti, i vari fenomeni che si
manifestano durante una reazione, molti tra i quali descritti nell’introduzione.