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La Coccoina è una colla bianca in pasta per la scuola, per l'ufficio e per utilizzo

fotografico, a base di destrina di fecola di patate e acqua, profumata con olio di


mandorla il che la rende quasi commestibile[1], prodotta e commercializzata
dall'azienda Balma, Capoduri & C. s.p.a. di Voghera (PV).[2]
Riconoscibile dal profumo e dall'iconica confezione in alluminio, caratterizzata dalla
presenza di un alloggiamento centrale che accoglie il pennellino utilizzato per stendere la
colla, la linea di prodotti a marchio Coccoina si è sviluppata nel tempo fino a comprendere
diversi formati di colla liquida, stick e vinilica.
L'intero ciclo di produzione delle colle a marchio Coccoina si svolge all'interno della
fabbrica della Balma, Capoduri & C.: l'azienda produce in proprio anche i tipici barattolini in
alluminio della colla in pasta, insieme ai pennellini. Le colle Coccoina vengono prodotte
senza solventi, secondo la politica aziendale che prevede il rigido rispetto dei parametri
posti dalle normative ambientali.[7]

Diffusione all'estero[modifica | modifica wikitesto]


I prodotti a marchio Coccoina, particolarmente la pasta adesiva in barattolo, hanno
conosciuto in tempi recenti un buon successo sui principali mercati esteri, come quello
giapponese e quello americano, riscontrando l'apprezzamento dei consumatori grazie alla
composizione naturale della colla e all'estetica vintage della confezione.
Dolce profumo di mandorla e packaging accattivante (almeno per l’epoca, oggi lo possiamo considerare un
vero e proprio pezzo di storia). Dal 1927 la colla coccoina ha mantenuto la sua confezione praticamente
invariata; ad oggi la possiamo ancora trovare tra gli scaffali delle cartolerie che fa bella mostra di sé, con il
suo barattolino color argento e il logo in blu-violetto che si srotola lungo tutto il barattolino.
Un packaging seducente che evocava, più che un prodotto da ufficio, un vero e proprio prodotto di bellezza,
promosso come tale anche dai manifesti pubblicitari dell’epoca. Molto più di una colla, la coccoina
trasmetteva stile e modernità, con un packaging-design bello e di grande semplicità. Più di settanta anni di
storia veicolati da un prodotto semplice, sostenibile e atossico: la coccoina è infatti prodotta a base di amido
di patate sciolto in acqua; un’aggiunta di olio di mandorla le regala il classico profumo delicato che immagino
in molti ricordate (per me è il classico odore “di quando ero bambina”, che mi fa affiorare una valanga di
ricordi).
Simbolo dell’Italia dei primi anni ’20, la Coccoina fu prodotta da Balma, Capoduri & Co. diventando da subito
la colla per antonomasia.
Coccoina significa anche funzionalità. Immagino che a tutti sia capitato almeno una volta di utilizzarla. Una
volta svitato il coperchio è possibile individuare il piccolo vano circolare, nel quale è presente il pennellino per
stendere il prodotto, attorno al quale si sviluppava tutto il vano che conteneva la colla.
Colla Coccoina, un’icona di storia e di design per piccoli e meno piccoli, nostalgici e nuovi ammiratori.

http://www.animamia.net/lodore-della-colla-coccoina/

Ho detto della mia infanzia ma anche delle precedenti generazioni perchè fu inventata
nel 1927 dall’azienda Balma, Capoduri & C. di Voghera, e da allora è rimasta un pezzo
di storia, per tutti noi.

La Coccoina è una colla bianca atossica in pasta prodotta a base di amido di patate
sciolto in acqua con l’aggiunta di olio di mandorla che le regala il classico profumo
delicato. Quindi in pratica potrebbe essere commestibile.

Da li sono partita alla ricerca di colle sicuramente edibili e perchè no anche dal gusto
piacevole. Si
tratta di una colla bianca, atossica, in
pasta, prodotta a base di amido di patate (Fecola di
patate, l'ingrediente base in questa pasta, proviene
dai tuberi radice della pianta di patata,
i leucoplasts ) sciolto in acqua con l’aggiunta di olio
di mandorla che le regala il classico profumo
delicato. A pensarci potrebbe essere addirittura
commestibile.
La colla bianca solida nella lattina di alluminio, è
stata lanciata negli spot pubblicitari durante il boom
della ricostruzione post-guerra ed il marchio di
questa campagna citava: "Non è un farmaco ma un
solido collante che stupisce e suscita entusiasmo in
tutti coloro che lo usano."
Produzione e design della Coccoina
Una delle sue caratteristiche fondamentali è stata
proprio packaging, infatti la confezione consiste in
un barattolino di alluminio una volta svitato il
coperchio è possibile individuare il piccolo vano
circolare, nel quale è presente il pennellino per
stendere il prodotto, attorno al quale si sviluppa
tutto il vano che
conteneva la colla e il logo Coccoina scritto in un
corsivo elementare ma efficace in blu-violetto che si
srotola lungo tutto il barattolino. Negli anni a seguire
il contenitore ha cominciato ad essere prodotto
in plastica, ma con forma e dimensioni identiche a
quello precedente in alluminio. Oggi possiamo
trovarla ancora in commercio, anche nelle versioni
stick. Gli ingredienti per la colla tutti provengono
dall'Europa. Il contenitore stagno e pennello sono
realizzati in alluminio europeo, e realizzati in Italia
negli stabilimenti di produzione della società in
Voghera. La Colla Coccoina è diventata quindi
un’icona di storia e di design per piccoli e meno
piccoli, nostalgici e nuovi ammiratori.

Quanti ricordi! La colla Coccoina ha accompagnato l’infanzia di moltissime persone anche


se ormai i bambini di oggi raramente la utilizzano. Cosa rendeva unica la Coccoina?
Quell’inconfondibile profumo di mandorla!
La storia della colla Coccoina inizia nel lontano 1927 quando la Balma, Capoduri & C. (già
attiva nel mercato della cancelleria dal 1924 grazie alla vendita di vari articoli tra cui
cucitrici e punti metallici ZENITH) mise in commercio la prima fra tutte le paste adesive
italiane. Un prodotto naturale a base di destrina di fecola di patate in acqua a cui veniva
aggiunta una profumazione alla mandorla.
La Balma, Capoduri & C. mostrò fin da subito una spiccata vocazione industriale con
investimenti importanti in macchinari e strutture. In azienda ogni cosa (anche gli imballi di
cartone) venivano sviluppati internamente e prodotti in maniera autonoma.

Il brand Coccoina si impose sul mercato con il tipico barattolo in alluminio che all’interno
prevedeva un alloggiamento per il pennello indispensabile per stendere la colla sulla
superficie da incollare. Particolarmente apprezzata dagli utenti, oltre alla profumazione,
era la facilità di utilizzo.
La colla ebbe un grande successo non solo negli uffici, ambito per la quale era stata
ideata, ma anche e soprattutto in ambito scolastico e fotografico. Il barattolo inoltre era
stato studiato per assomigliare ad un prodotto di bellezza piuttosto che da ufficio. Il
packaging trasmetteva stile e modernità e forse è stata proprio questa la trovata che ha
dato il via al successo della Coccoina.

Al giorno d’oggi esistono diversi prodotti a marchio Coccoina realizzati per venire incontro
alle esigenze di tutti gli utenti:
•Colla in pasta: la classica Coccoina in barattolo di alluminio e pennello, disponibile in
formati di diverse quantità da 50g a 125g. I formati più grandi, fino a 5kg, sono realizzati in
plastica.
•Colla liquida (prodotta dal 1984): ideale per l’incollaggio di carta, cartoni, foto, tessuti,
etichette e molto altro, i tubetti sono apprezzati per la facilità di utilizzo. Esistono due
versioni, una con spugnetta stendicolla ed una con beccuccio.
•Colla vinilica bianca: a base di acetato di polivinile (senza solventi) si distingue rispetto
alle concorrenti per l’originale tubetto che richiama lo stile del celebre barattolo. Ideale per
la scuola e i lavoretti di bricolage.
•Colla stick (prodotta dal 2006): a base di polivinilpirrolidone (senza solventi) è disponibile
in tre formati e permette di incollare rapidamente carta, cartoni e foto. La colla è compatta
ma semplice da stendere e lavabile.
I prodotti Coccoina in tempi recenti hanno riscosso un buon successo sui mercati esteri
(prevalentemente giapponese e statunitense) proprio grazie alla composizione naturale
della colla e, soprattutto, grazie all’estetica vintage del tipico barattolo d’alluminio.
Solo il tempo potrà dire fino a dove si spingerà la Coccoina!

E’ da oltre 90 anni che, con il suo dolce profumo di mandorla e la sua elegante confezione, la Coccoina fa bella
mostra di se sugli scaffali delle cartolerie di tutto il mondo! Fu inventata e immessa sul mercato da Aldo Balma nel
1927 e da allora non ha mai cambiato ne ricetta ne confezione! Pubblicizzata come colla per ufficio, diventò molto
presto la prediletta di segretarie e bibliotecari che ne colsero immediatamente l’aspetto innovativo e la superba
cura nel design. In effetti, rispetto alle concorrenti dell’epoca, la Coccoina aveva l’aspetto ed il profumo da prodotto
di alta profumeria. All’interno, unica a fornirlo, ricavato in uno spazio privo di pasta collante, si trovava un piccolo
pennello per la sua corretta applicazione. Anche le mamme la adottarono presto perché la Coccoina, prodotta a
base di amido di patate, era assolutamente atossica e quindi perfetta per lasciarci giocare i propri figli! Oggi,
accanto all’immutato vasetto di metallo con pasta solida ne esiste una variante in tubetto liquido che presenta
caratteristiche simili ma senza il sapore della sua storia! La Coccoina è ancora così amata che migliaia di
collezionisti sono alla continua ricerca di gadget che la rappresentano e dei celebri manifesti pubblicitari. Immutata
da 90 anni, anche il suo produttore è rimasto sempre lo stesso: la Balma, Capoduri & C, dal 1927 fino ad oggi.

La ricetta iniziale del 1927, ideata da Aldo Balma, era molto semplice:
cuocete a bagnomaria della destrina di fecola di patate assieme a
dell’acqua. Quando l’impasto avrà una consistenza morbida,
aggiungete glicerina ed essenza di mandorla. Versate infine la pasta
dentro dei barattoli di alluminio e lasciate raffreddare per un mese.
Otterrete quella che commercialmente è stata chiamata Coccoina, una
colla a pasta bianca tra le più famose d’Italia, ancora oggi
commercializzata con la tipica confezione originale.

Il successo della Coccoina è in parte dovuto al suo caratteristico


profumo da dolciume che stimola a distanza di decenni ricordi feticisti in
chi ha avuto modo di usarla sia da bambino che da adulto negli uffici o nei
seggi elettorali (ricordo che che nel kit di seggio ce n’era sempre un
barattolino in plastica). Dobbiamo inoltre considerare l’apporto del
suo packaging, costituito da un barattolino di alluminio con una parte
centrale cava ospitante il pennellino per spalmarla. Questa confezione è
diventata iconica, simbolo di un’epoca, di un modo di lavorare e di una
realtà industriale italiana che forse ancor oggi è in grado di fare.

https://web.spaggiari.eu/shop/prodotti-categoria/colle

Agli inizi del '900, la coll a in baratt ol o di vetro è molto popolare in Francia. Così, per sbaragliare la
concorrenza, l'imprenditore Aldo Balma fa di più: inventa una confenzione infrangibile in alluminio, la dota di
un portapennello centrale e le conferisce un aroma squisito, capace di imprimersi stabilmente nell'immaginario
colletti vo .
Per produrla, fa cuocere a bagnomaria destrina di fecola di patate e acqua. Una volta ott enuta una consistenza
morbida, aggiunge gl icerina ed essenza di mandorla. Quando è pronta, la pasta si versa nei baratt oli e si lascia
decantare per un mese. Dopo questo periodo di stagionatura, è pronta per essere usata.
L'aroma di marz apane la rende irresisti bile per i bambini, ma niente paura, essendo atossica può essere ingerita
senza pericolo.