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COMUNE DI TARANTO

INTERVENTO DI REALIZZAZIONE DEL M.U.D.I.T. - MUSEO DEGLI ILLUSTRI TARANTINI


E CASA DI CESARE GIULIO VIOLA
INTERVENTO PER IL RESTAURO E VALORIZZAZIONE DELLA MASSERIA SOLITO,
IN TARANTO ALLA VIA PLATEJA

PROGETTO ESECUTIVO

PROGETTAZIONE ESECUTIVA E COORD. DELLA SICUREZZA IN FASE DI PROGETTAZIONE Arch. Ph.D. UBALDO OCCHINEGRO
collaboratori alla progettazione architettonica Ing. ALMA TAFUNI Arch. ILARIA PINTO

CONSULENZE SPECIALISTICHE
Allestimento museale e arredi Arch. MICAELA PIGNATELLI
Calcolo strutture, miglioramento sismico Ing. VINCENZO DI CECCA
Impianti elettrici e speciali Ing. NICOLA CONTURSI
Impianti meccanici e prevenzione incendi Ing. MARIO ROSSIGNOLI

GEOLOGIA Geol. CELESTINA SERENA DE VENERE


Indagini e diagnostica ISPEC PUGLIA

R.U.P. Capo Servizio Direzione Patrimonio Ing. DONATELLO NISTRI

Numero Tavola
DATA

Relazione tecnica illustrativa strutturale e sulla


Giugno 2018
qualità e dosatura dei materiali R.03A
Prel. Def. Esec.
INTERVENTO DI REALIZZAZIONE DEL M.U.D.I.T. - MUSEO DEGLI ILLUSTRI TARANTINI
E CASA DI CESARE GIULIO VIOLA.

RESTAURO E VALORIZZAZIONE DELLA MASSERIA SOLITO,


SITA IN TARANTO ALLA VIA PLATEJA

1 PREMESSA ............................................................................................................................................... 2
2 NORMATIVA DI RIFERIMENTO ............................................................................................................... 2
3 L’ORGANIZZAZIONE STRUTTURALE ..................................................................................................... 2
4 RELAZIONE SUI MATERIALI ................................................................................................................... 4
4.1 CALCESTRUZZO ...............................................................................................................................................................4
4.2 ACCIAIO PER ARMATURA ............................................................................................................................................4
4.3 MATERIALI MURATURA .................................................................................................................................................5
4.4 Rete Fibra ..............................................................................................................................................................................6
4.5 Intonaco Rete Fibra ............................................................................................................................................................6
4.6 ACCIAIO DA CARPENTERIA ........................................................................................................................................7
4.7 BULLONI ...............................................................................................................................................................................8
4.8 DURABILITÀ DEI MATERIALI .......................................................................................................................................8
5 PROCEDURE E PROVE SPERIMENTALI DI ACCETTAZIONE .............................................................. 9
5.1 LINEE GUIDA PER L’IMPRESA ....................................................................................................................................9
5.2 LINEE GUIDA PER LA DIREZIONE LAVORI PER CALCESTRUZZO ............................................................9
5.3 LINEE GUIDA PER LA DIREZIONE LAVORI PER ACCIAI ...............................................................................11
5.4 ACCIAI PER CEMENTO ARMATO ............................................................................................................................11
5.5 ACCIAI PER CARPENTERIE .......................................................................................................................................12
5.6 BULLONI .............................................................................................................................................................................13

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1 PREMESSA
La presente relazione viene prodotta in ottemperanza a quanto esplicitamente indicato, per la redazione del Progetto Esecutivo,
dall'“art. 33. “Documenti componenti il Progetto Esecutivo” del D.P.R 5 ottobre 2010, n. 207 “Regolamento di esecuzione ed
attuazione del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, recante «Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e
forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE” e secondo quanto precisato dall’A.N.A.C., con Comunicato del
Presidente del 11 maggio 2016 “Oggetto: Indicazioni operative alle stazioni appaltanti e agli operatori economici a seguito dell’entrata
in vigore del Codice dei Contratti Pubblici, d.lgs. n. 50 del 18.4.2016”, paragrafo 1.
2 NORMATIVA DI RIFERIMENTO
 D.M. 17.01.2018: “Aggiornament delle norme tecniche per le costruzioni ”, Supplemento ordinario alla “Gazzetta Ufficiale,
n.42 del 20 febbraio 2018.
 D.M. 14.01.2008: “Approvazione delle nuove norme tecniche per le costruzioni ”, Supplemento ordinario alla “Gazzetta
Ufficiale, n.29 del 4 febbraio 2008.
 Circolare 02.02.2009 n.617 del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici: "Istruzioni per l’applicazione delle nuove norme
tecniche per le costruzioni di cui al decreto ministeriale 14 gennaio 2008".
 Direttiva P.C.M. 09.02.2011: “Valutazione e riduzione del rischio sismico del patrimonio culturale con riferimento alle Norme
tecniche per le costruzioni di cui al decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti del 14.01.2008”.
Le norme NTC 2018, precisano che la sicurezza e le prestazioni di una struttura o di una parte di essa devono essere valutate in
relazione all’insieme degli stati limite che verosimilmente si possono verificare durante la vita normale.
Prescrivono inoltre che debba essere assicurata una robustezza nei confronti di azioni eccezionali.
Le prestazioni della struttura e la vita nominale sono riportati nei successivi tabulati di calcolo della struttura. La sicurezza e le
prestazioni saranno garantite verificando gli opportuni stati limite definiti di concerto con il Committente in funzione dell’utilizzo della
struttura, della sua vita nominale e di quanto stabilito dalle norme di cui al D.M. 14.01.2008 e s.m. ed i.
In particolare si è verificata :
- la sicurezza nei riguardi degli stati limite ultimi (SLU) che possono provocare eccessive deformazioni permanenti, crolli
parziali o globali, dissesti, che possono compromettere l’incolumità delle persone e/o la perdita di beni, provocare danni ambientali e
sociali, mettere fuori servizio l’opera. Per le verifiche sono stati utilizzati i coefficienti parziali relativi alle azioni ed alle resistenze dei
materiali in accordo a quando previsto dal D.M. 17.01.2018 per i vari tipi di materiale. I valori utilizzati sono riportati nel fascicolo delle
elaborazioni numeriche allegate.
- la sicurezza nei riguardi degli stati limite di esercizio (SLE) che possono limitare nell’uso e nella durata l’utilizzo della struttura
per le azioni di esercizio. In particolare di concerto con il committente e coerentemente alle norme tecniche si sono definiti i limiti
riportati nell’allegato fascicolo delle calcolazioni.
- la sicurezza nei riguardi dello stato limite del danno (SLD) causato da azioni sismiche con opportuni periodi di ritorno definiti
di concerto al committente ed alle norme vigenti per le costruzioni in zona sismica
- robustezza nei confronti di opportune azioni accidentali in modo da evitare danni sproporzionati in caso di incendi, urti,
esplosioni, errori umani.
- Per quando riguarda le fasi costruttive intermedie la struttura non risulta cimentata in maniera più gravosa della fase finale.
3 L’ORGANIZZAZIONE STRUTTURALE
sono distinte 3 unità strutturali chiamate, in maniera semplificata, CORPO A, CORPO B, CORPO C e CORPO D.
Il corpo B rappresenta il corpo di fabbrica principale della masseria, ad uso storicamente residenziale, si sviluppa su due livelli e
presenta al primo livello tre ampi vani voltati a botte, a cui è successivamente stato annesso un ulteriore ambiente, nella parte
retrostante, caratterizzato da due volte a stella affiancate
È composto da 5 celluce interconnesse numeratate da 1 a 5. Le cellule 1 e 2, rappresentano gli ambienti voltati a stella nella parte
posteriore del corpo. Seppur la successione storica di costruzione, oltre alla tipologia costruttiva differente del sistema di copertura, è
chiaramente leggibile anche in facciata, ed evincibile dall’assenza di legamenti su di essa, la connessione delle “ appese” (elementi
che partono dal muro di piedritto e generalmente sporgono da questo circa 5 centimetri, creando il caratteristico “dente”) della volta e
dei muri di piedritto alla parete esterna delle cellule 3 e 4, ha portato alla condizione di definizione unica dell’unità strutturale.
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Il secondo corpo di fabbrica denominato corpo A, è posto in maniera ortogonale al primo, è costituito da un’unica cellula edilizia in
muratura e si compone di un grande ambiente voltato a botte con nicchie laterali, a cui sono stati successivamente annessi nel tempo
altri edificati in adiacenza con il primo Corpi C e D.
I corpi C e D sono costituiti da volte a stella e presentano tessiture murarie differenti dal corpo A. Il corpo C è costituito da una sola
cellula mentre il corpo D da due strutturalmente interconnesse.
Il collegamento tra i corpi A e B è ottenuto in corrispondenza della volta di ingresso sul prospetto principale Sud, sulla quale insiste
una cellula edilizia costruita in fase differente rispetto alla due unità principali e di chi sono chiaramente leggibili in facciata assenza di
ammorsamenti.

CORPO B

CORPO D CORPO C CORPO A

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Sarà realizzata una scala in acciaio autoportante e realizzata in carpenteria metallica, costituita da due telai
principali con due colonne in profili HEA 100 e HEA 200 ciascuno in profilati, con struttura di base costituita
da una piastra in c.a. Inoltre saranno costruita una piattaforma elevatrice e un ballatoio per accedere al
piano primo anch’esso giuntato dalla struttura esistente e autoportante.

4 RELAZIONE SUI MATERIALI


Nell’esecuzione delle opere previste in progetto si impiegheranno i seguenti materiali.
4.1 CALCESTRUZZO
Il calcestruzzo, secondo quanto previsto dalle Norme tecniche vigenti, deve essere prodotto da impianti dotati di un sistema di controllo
permanente della produzione, certificato da un organismo terzo indipendente e riconosciuto.
È compito del DL accertarsi che i documenti di trasporto indichino gli estremi della certificazione. Nel caso in cui il calcestruzzo sia
prodotto in cantiere occorre che, sotto la sorveglianza del DL, vengano prequalificate le miscele da parte di un laboratorio ufficiale (di
cui all’art. 59 del DPR 380/2001). Sul calcestruzzo sarà effettuato un controllo di accettazione secondo quanto previsto nel capitolo 11
delle NTC 2018.
La classe di resistenza di ogni singolo elemento di un’opera viene stabilita in base alle esigenze strutturali, in funzione delle azioni
agenti su di essa. La classe di resistenza, utilizzata nelle verifiche di calcolo, deve soddisfare il requisito minimo imposto dalla
prescrizione della durabilità e della classe di esposizione . Le Norme tecniche prescrivono che “le classi di resistenza normalizzate
per calcestruzzo normale sono quelle definite nella UNI EN 206-1 e nella UNI 11104 di recepimento”
Per la realizzazione delle strutture in esame è previsto l'impiego di calcestruzzo classe C12/15 per la sotto-fondazione e C25/30 -
C28/35 per le strutture di fondazione e per le strutture in elevazione, rispettivamente aventi le seguenti caratteristiche tecniche:

Rck: resistenza caratteristica cubica; valore medio nel caso di edificio esistente.
E: modulo di elasticità longitudinale del materiale per edifici o materiali nuovi.
G: modulo di elasticità tangenziale del materiale, viene impiegato nella modellazione di aste e di elementi guscio a comportamento
ortotropo.
Poisson: coefficiente di Poisson.
γ: peso specifico del materiale.
α: coefficiente longitudinale di dilatazione termica.

Descrizione Rck [daN/m²] E [daN/m²] G [daN/m²] Poisson Γ [daN/m³] α [°C-1]


C12/15 1500000 2726658000 1239390000 0.1 2500 0.00001
C25/30 3000000 3144720000 1429416400 0.1 2500 0.00001
C28/35 3500000 3258810000 1481277600 0.1 2500 0.00001

4.2 ACCIAIO PER ARMATURA


Per le armature delle strutture in c.a. è previsto l'impiego di acciaio B450C controllato in stabilimento, sotto forma di barre ad aderenza
migliorata, aventi le caratteristiche meccaniche e tecnologiche richieste dalla normativa; i requisiti richiesti sono riportati nelle seguenti
tabelle.
Per l’ accertamento delle proprietà meccaniche si farà riferimento alle prescrizioni della Norma EN 10002, UNI 564 e UNI 6407. Le
modalità di accettazione ed i controlli saranno effettuati secondo quanto indicato nella normativa citata .
fyk: resistenza caratteristica.
σamm.: tensione ammissibile.
Tipo: tipo di barra.
E: modulo di elasticità longitudinale del materiale per edifici o materiali nuovi.
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γ: peso specifico del materiale.


Poisson: coefficiente di Poisson. Il valore è adimensionale.
α: coefficiente longitudinale di dilatazione termica.
Descrizione Fyk [daN/m²] σamm. Tipo E [daN/m²] Γ [daN/m³] Poisson α [°C-1]
[daN/m²]
Aderenza
B450C 45000000 25500000 20600000000 7850 0.3 0.000012
migliorata

CURVA B450C

4.3 MATERIALI MURATURA


Proprietà muratura base
Descrizione: descrizione o nome assegnato all'elemento.
E: modulo di elasticità longitudinale del materiale per edifici o materiali nuovi. [daN/m²]
G: modulo di elasticità tangenziale del materiale, viene impiegato nella modellazione di aste e di elementi guscio a comportamento ortotropo. [daN/m²]
ν: coefficiente di Poisson. Il valore è adimensionale.
γ: peso specifico del materiale. [daN/m³]
α: coefficiente longitudinale di dilatazione termica. [°C-1]

Descrizione E G ν γ α
(circ.617 C8A.2) Muratura a conci di pietra tenera (tufo, calcarenite, 195000000 Default (75581395) 0.29 1300 0.000006
ecc.) LC3_1
(circ.617 C8A.2) Muratura a conci di pietra tenera (tufo, calcarenite, 243000000 Default (97200000) 0.25 1300 0.000006
ecc.) LC1_malta buona
Proprietà muratura DM87
Descrizione: descrizione o nome assegnato all'elemento.
Tipo di blocchi: tipo di blocchi (D.M. 87).
fbk: resistenza caratteristica a compressione dell'elemento. [daN/m²]
fbk_: resistenza caratteristica a compressione dell'elemento in direzione orizzontale nel piano del muro. Dato da richiedere al produttore. [daN/m²]
Malta: classe della malta.
fk: resistenza caratteristica della muratura a compressione. [daN/m²]
fvk0: resistenza caratteristica a taglio della muratura. [daN/m²]

Descrizione Tipo di blocchi fbk fbk_ Malta fk fvk0


(circ.617 C8A.2) Muratura a conci di pietra tenera (tufo, Altri 300000 60000 M4 190000 10000
calcarenite, ecc.) LC3_1
(circ.617 C8A.2) Muratura a conci di pietra tenera (tufo, Altri 300000 60000 M4 190000 10000
calcarenite, ecc.) LC1_malta buona
Proprietà muratura Circ.81
Descrizione: descrizione o nome assegnato all'elemento.
sigma k: resistenza a compressione σ k per edifici esistenti in muratura. Circ. LL.PP. 30-7-81 n.21745 tabella 1. [daN/m²]
tau k: resistenza tangenziale per edifici esistenti in muratura. Circ. LL.PP 30-7-81 n.21745 tabella 1. [daN/m²]
fkt: resistenza caratteristica a trazione della muratura per edifici nuovi. [daN/m²]
Mu: fattore di duttilità. Circ. LL.PP 30-7-81 n.21745 tabella 2. Il valore è adimensionale.
E plastico: modulo di elasticità longitudinale della muratura per verifiche agli stati limite di plasticizzazione. [daN/m²]
G plastico: modulo di elasticità tangenziale della muratura per verifiche agli stati limite di plasticizzazione. [daN/m²]

Descrizione sigma k tau k fkt Mu E plastico G plastico


(circ.617 C8A.2) Muratura a conci di pietra tenera (tufo, 250000 10000 0 1.5 66000000 11000000
calcarenite, ecc.) LC3_1
(circ.617 C8A.2) Muratura a conci di pietra tenera (tufo, 250000 10000 0 1.5 66000000 11000000
calcarenite, ecc.) LC1_malta buona

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Proprietà muratura NTC2008/NTC2018 1


Descrizione: descrizione o nome assegnato all'elemento.
Tipo blocchi: tipo di blocchi (D.M. 14-01-08 11.10.1, 11.10.V, VI).
Cat.blocchi: categoria blocchi (D.M. 14-01-08 4.5.6.1).
fbk: resistenza caratteristica a compressione dell'elemento dichiarata dal produttore (D.M. 14-01-08 11.10.1.1.1). [daN/m²]
fbk_: resistenza caratteristica a compressione dell'elemento in direzione orizzontale nel piano del muro. Dato da richiedere al produttore (D.M. 14-01-08 11.10.1.1.1).
[daN/m²]
Tipo malta: tipo di malta (D.M. 14-01-08 11.10.2).
Res.compr.malta: resistenza media a compressione della malta (D.M. 14-01-08 11.10.2.1). [daN/m²]
GammaM: coefficiente parziale di sicurezza sulla resistenza a compressione della muratura (D.M. 14-01-08 4.5.6.1, 4.5.II). Il valore è adimensionale.

Descrizione Tipo blocchi Cat.blocchi fbk fbk_ Tipo malta Res.compr.malta GammaM
(circ.617 C8A.2) Muratura a conci di pietra tenera (tufo, Pietra naturale II 300000 60000 Composizione 250000 3
calcarenite, ecc.) LC3_1 squadrata prescritta
(circ.617 C8A.2) Muratura a conci di pietra tenera (tufo, Pietra naturale II 300000 60000 Composizione 250000 3
calcarenite, ecc.) LC1_malta buona squadrata prescritta
Proprietà muratura NTC2008/NTC2018 2
Descrizione: descrizione o nome assegnato all'elemento.
Livello di conoscenza: indica se il materiale è nuovo o esistente, e in tal caso il livello di conoscenza secondo Circ.617 02/02/09 §C8A. Informazione impiegata solo
in analisi D.M. 14-01-08 (N.T.C.) e D.M. 17-01-18 (N.T.C.).
Cl.esec.: classe di esecuzione (D.M. 14-01-08 4.5.6.1).
fk: resistenza caratteristica a compressione della muratura (D.M. 14-01-08 4.5.6.1, 11.10.3.1). [daN/m²]
fvk0: resistenza caratteristica a taglio della muratura in assenza di tensioni normali (D.M. 14-01-08 4.5.6.1, 11.10.3.2). [daN/m²]
fhk: resistenza caratteristica della muratura a compressione in direzione orizzontale (nel piano della parete) D.M. 14-01-08. [daN/m²]
fkt: resistenza caratteristica a trazione (D.M. 14-01-08). [daN/m²]
f medio: resistenza media a compressione della muratura, per materiale esistente. [daN/m²]
tau medio: resistenza media a taglio della muratura, per materiale esistente. [daN/m²]
E medio: valore medio del modulo di elasticità normale utilizzato per materiale esistente in caso di analisi statica non-lineare (pushover). [daN/m²]
G medio: valore medio del modulo di elasticità tangenziale utilizzato per materiale esistente in caso di analisi statica non-lineare (pushover). [daN/m²]

Descrizione Livello di Cl.esec. fk fvk0 fhk fkt f medio tau medio E medio G medio
conoscenza
(circ.617 C8A.2) Muratura a conci di LC3 (FC = 1) 2 200000 10000 40000 0 107000 Default (3500) 195000000 58500000
pietra tenera (tufo, calcarenite, ecc.)
LC3_1
(circ.617 C8A.2) Muratura a conci di LC1 (FC = 1,35) 2 200000 10000 40000 0 Default Default (5250) Default Default
pietra tenera (tufo, calcarenite, ecc.) (315000) (243000000) (81000000)
LC1_malta buona

4.4 RETE FIBRA


Descrizione: descrizione o nome assegnato all'elemento.
Produttore: produttore.
Passo verticale: distanza tra i fili di rete verticali. [m]
Fu verticale: carico di rottura a trazione verticale per unità di lunghezza. [daN/m]
Passo orizzontale: distanza tra i fili di rete orizzontali. [m]
Fu orizzontale: carico di rottura a trazione orizzontale per unità di lunghezza. [daN/m]
E: modulo di elasticità longitudinale del materiale per edifici o materiali nuovi. [daN/m²]
εU: dilatazione a rottura. Il valore è adimensionale.
Area di calcolo verticale: area di calcolo di un filo di rete verticale [(Fu verticale*passo verticale)/(E*εU)]. [m²]
Area di calcolo orizzontale: area di calcolo di un filo di rete orizzontale [(Fu orizzontale*passo orizzontale)/(E*εU)]. [m²]
Tipo: natura della fibra.

Descrizione Produttore Passo Fu Passo Fu E εU


Area di Area di Tipo
verticale verticale orizzontale orizzontale calcolo calcolo
verticale orizzontale
MAPEGRID www.mapei.com 0.008 8000 0.008 8000 8.9E9 0.018 0.0000004 0.0000004 Fibra di
B300 basalto
4.5 INTONACO RETE FIBRA
Descrizione: descrizione o nome assegnato all'elemento.
E: modulo di elasticità longitudinale del materiale per edifici o materiali nuovi. [daN/m²]
γ: peso specifico del materiale. [daN/m³]
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Fc: resistenza a compressione. [daN/m²]


Ft: resistenza a trazione. [daN/m²]
Produttore: produttore.

Descrizione E γ Fc Ft Produttore
PLANITOP HDM RESTAURO 800000000 1900 1500000 80000 www.mapei.com

4.6 ACCIAIO DA CARPENTERIA


L’acciaio costituente le membrature, le saldature ed i bulloni deve essere conforme ai requisiti riportati nelle norme sulle costruzioni in
acciaio. Per le zone dissipative si applicano le seguenti regole addizionali:
- per gli acciai da carpenteria il rapporto fra i valori caratteristici della tensione di rottura ftk (nominale) e la tensione di
snervamento fyk (nominale) deve essere maggiore di 1,20 e l’allungamento a rottura A5, misurato su provino standard, deve
essere non inferiore al 20%;
- la tensione di snervamento massima fy,max deve risultare fy,max ҅1,2 fyk;
Proprietà acciai base
Descrizione: descrizione o nome assegnato all'elemento.
E: modulo di elasticità longitudinale del materiale per edifici o materiali nuovi. [daN/m²]
G: modulo di elasticità tangenziale del materiale, viene impiegato nella modellazione di aste e di elementi guscio a comportamento
ortotropo. [daN/m²]
Poisson: coefficiente di Poisson. Il valore è adimensionale.
γ: peso specifico del materiale. [daN/m³]
α: coefficiente longitudinale di dilatazione termica. [°C-1]

Descrizione E G Poisson γ α
S275 21000000000 Default (8076923077) 0.3 7850 0.000012
Proprietà acciai CNR 10011
Descrizione: descrizione o nome assegnato all'elemento.
Tipo: descrizione per norma.
fy(s<=40 mm): resistenza di snervamento fy per spessori <=40 mm. [daN/m²]
fy(s>40 mm): resistenza di snervamento fy per spessori >40 mm. [daN/m²]
fu(s<=40 mm): resistenza di rottura per trazione fu per spessori <=40 mm. [daN/m²]
fu(s>40 mm): resistenza di rottura per trazione fu per spessori >40 mm. [daN/m²]
Prosp. Omega: prospetto per coefficienti Omega.
σ amm.(s<=40 mm): σ ammissibile per spessori <=40 mm. [daN/m²]
σ amm.(s>40 mm): σ ammissibile per spessori >40 mm. [daN/m²]
fd(s<=40 mm): resistenza di progetto fd per spessori <=40 mm. [daN/m²]
fd(s>40 mm): resistenza di progetto fd per spessori >40 mm. [daN/m²]

Descrizione Tipo fy(s<=40 fy(s>40 fu(s<=40 fu(s>40 Prosp. σ σ fd(s<=40 fd(s>40


mm) mm) mm) mm) Omega amm.(s<=40 amm.(s>40 mm) mm)
mm) mm)
S275 FE430 27500000 25500000 43000000 41000000 III 19000000 17000000 27500000 25000000
Proprietà acciai CNR 10022
Descrizione: descrizione o nome assegnato all'elemento.
Tipo: descrizione per norma.
fy: resistenza di snervamento fy. [daN/m²]
fu: resistenza di rottura fu. [daN/m²]
fd: resistenza di progetto fd. [daN/m²]
Prospetto omega sag.fr.(s<3mm): prospetto coeff. omega per spessori < 3 mm.

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Prospetto omega sag.fr.(s>=3mm): prospetto coeff. omega per spessori >= 3 mm.
Prospetti σ crit. Eulero: prospetti σ critiche euleriane.

Descrizione Tipo fy fu fd Prospetto Prospetto Prospetti σ


omega omega crit. Eulero
sag.fr.(s<3mm) sag.fr.(s>=3mm)
S275 FE430 27500000 43000000 27500000 d e I
Proprietà acciai EC3
Descrizione: descrizione o nome assegnato all'elemento.
Tipo: descrizione per norma.
fy(s<=40 mm): resistenza di snervamento fy per spessori <=40 mm. [daN/m²]
fy(s>40 mm): resistenza di snervamento fy per spessori >40 mm. [daN/m²]
fu(s<=40 mm): resistenza di rottura per trazione fu per spessori <=40 mm. [daN/m²]
fu(s>40 mm): resistenza di rottura per trazione fu per spessori >40 mm. [daN/m²]

Descrizione Tipo fy(s<=40 mm) fy(s>40 mm) fu(s<=40 mm) fu(s>40 mm)
S275 S275 27500000 25500000 43000000 41000000
4.7 BULLONI
I bulloni, conformi per le caratteristiche dimensionali alle norme UNI EN ISO 4016:2002 e UNI 5592:1968, devono appartenere alle
classi indicate nella norma UNI EN ISO 898-1:2001. Gli elementi di collegamento impiegati nelle unioni a taglio devono soddisfare i
requisiti di cui alla norma armonizzata UNI EN 15048-1:2007 “Bulloneria strutturale non a serraggio controllato” e recare la relativa
marcatura CE, con le specificazioni di cui al punto A del §11.1.
BULLONI - HILTI
Profondità di posa effettiva: hef = 47 mm, hnom = 54 mm
Materiale: A4
Certificazione: ETA-98/0001
Classe 8.8
Resistenza ultima a Trazione fuk N/mm2 800
Resistenza ultima a Snervamento fyk N/mm2 640
4.8 DURABILITÀ DEI MATERIALI
Le caratteristiche di durabilità dei calcestruzzi da impiegare nelle opere di progetto sono valutate secondo la Normativa Europea ENV
206 secondo quanto stabilito dal D.M. 17.01.2018. Per quanto riguarda le prescrizioni minime di spessore di copriferro, si fa riferimento
alle indicazioni correlate contenute nell’ Eurocodice 2.
La durabilità del calcestruzzo è la capacità di durare nel tempo, resistendo alle azioni aggressive dell’ambiente, agli attacchi chimici,
all’abrasione o ad ogni altro processo di degrado che coinvolga oltre alla pasta cementizia anche le eventuali armature metalliche.
Classi di esposizione per calcestruzzo strutturale, in funzione delle condizioni ambientali secondo norma UNI 11104:2004 e UNI EN
206-1:2006. Bisogna individuare le caratteristiche minime che deve possedere il calcestruzzo per proteggere l’opera, in base alla
combinazione di classi di esposizione: il rapporto acqua/ cemento massimo, il contenuto minimo di cemento e la classe di resistenza
minima.
CLASSE MINIMO
ESPOSIZIONE DESCRIZIONE CLASSE DI MASSIMO CLASSE DI CONTENUTO DI DIAMETRO MAX
NORMA UNI 11104 DELL’AMBIENTE RESISTENZA RAPPORTO A/C CONSISTENZA CEMENTO INERTI [MM]
UNI EN 206-1 [KG/M3]
Parti di strutture di
contenimento
liquidi,fondazioni.
Calcestruzzo armato
XC2 C25/30 0.60 S3 300 32
ordinario o
precompresso
prevalentemente
immerso in acqua o

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terreno non
aggressivo.
Calcestruzzo armato
ordinario o
precompresso in
esterni con superfici
XC3 C28/35 0.55 S3 300 32
esterne riparate dalla
pioggia, o in interni con
umidità da moderata
ad alta.
Le Norme tecniche del 2008 prescrivono, a proposito dei dettagli costruttivi degli elementi monodimensionali, che ”al fine della
protezione delle armature dalla corrosione, lo strato di ricoprimento di calcestruzzo (copriferro) deve essere dimensionato in funzione
dell’ aggressività dell’ ambiente e della sensibilità delle armature alla corrosione, tenendo anche conto delle tolleranze di posa delle
armature”. Coerentemente a quanto prevede la normativa europea e consigliato dalle Norme tecniche come valido riferimento, è
possibile utilizzare la norma UNI EN 1992-1-1per dimensionare correttamente i copriferri.
5 PROCEDURE E PROVE SPERIMENTALI DI ACCETTAZIONE
5.1 LINEE GUIDA PER L’IMPRESA
- ADOTTARE DISTANZIATORI conformi alla realizzazione di un copriferro con spessore pari a quanto indicato nelle singole tavole
di progetto e nella tavola dei particolari costruttivi .
- STAGIONARE ad umido le superfici del CLS per almeno 3 giorni dal getto con membrane antievaporanti, teli di plastica, acqua
nebulizzata, ecc.).
5.2 LINEE GUIDA PER LA DIREZIONE LAVORI PER CALCESTRUZZO
- VERIFICARE che esista la certificazione del calcestruzzo industrializzato richiesta obbligatoriamente dalle Norme Tecniche per le
Costruzioni emanate con il DM del 17 Gennaio 2018;
- PRELEVARE, o far prelevare alla propria presenza (o in presenza di un tecnico di fiducia esplicitamente delegato), il CLS fornito
per la confezione dei provini da inviare a un Laboratorio Ufficiale con richiesta scritta di eseguire il controllo di accettazione, di tipo A
oppure B, richiesto obbligatoriamente dalle Norme Tecniche per le Costruzioni emanate con il DM del 17.01.2018.
Si richiamano di seguito le procedure e le prove sperimentali di accettazione così come definite nel D.M. 17.01.2018 al Cap. 11. Il
Direttore dei Lavori ha l’obbligo di eseguire controlli sistematici in corso d’opera per verificare la conformità delle caratteristiche del
calcestruzzo messo in opera rispetto a quello stabilito dal progetto e sperimentalmente verificato in sede di valutazione preliminare. Il
controllo di accettazione va eseguito su miscele omogenee e si configura, in funzione del quantitativo di calcestruzzo in accettazione,
nel:
- controllo di tipo A di cui al § 11.2.5.1
- controllo di tipo B di cui al § 11.2.5.2
Il controllo di accettazione è positivo ed il quantitativo di calcestruzzo accettato se risultano verificate le disuguaglianze di cui alla Tab.
11.2.I seguente:

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Controllo di tipo A (il caso in oggetto rientra nel controllo di tipo A)


Il controllo di tipo A è riferito ad un quantitativo di miscela omogenea non maggiore di 300 m 3. Ogni controllo di accettazione di tipo A
è rappresentato da tre prelievi, ciascuno dei quali eseguito su un massimo di 100 m3 di getto di miscela omogenea. Risulta quindi un
controllo di accettazione ogni 300 m3 massimo di getto. Per ogni giorno di getto va comunque effettuato almeno un prelievo. Nelle
costruzioni con meno di 100 m3 di getto di miscela omogenea, fermo restando l’obbligo di almeno 3 prelievi e del rispetto delle
limitazioni di cui sopra, è consentito derogare dall’obbligo di prelievo giornaliero. Il prelievo dei provini per il controllo di accettazione
va eseguito alla presenza del Direttore dei Lavori o di un tecnico di sua fiducia che provvede alla redazione di apposito verbale di
prelievo e dispone l’identificazione dei provini mediante sigle, etichettature indelebili, ecc.; la certificazione effettuata dal laboratorio
prove materiali deve riportare riferimento a tale verbale. La domanda di prove al laboratorio deve essere sottoscritta dal Direttore dei
Lavori e deve contenere precise indicazioni sulla posizione delle strutture interessate da ciascun prelievo. Le prove non richieste dal
Direttore dei Lavori non possono fare parte dell’insieme statistico che serve per la determinazione della resistenza caratteristica del
materiale. Le prove a compressione vanno eseguite conformemente alle norme UNI EN 12390-3:2003. I certificati di prova emessi dai
laboratori devono contenere almeno:
- l’identificazione del laboratorio che rilascia il certificato;
- una identificazione univoca del certificato (numero di serie e data di emissione) e di ciascuna sua pagina, oltre al numero totale di
pagine;
- l’identificazione del committente dei lavori in esecuzione e del cantiere di riferimento;
- il nominativo del Direttore dei Lavori che richiede la prova; - la descrizione, l’identificazione e la data di prelievo dei campioni da
provare;
- la data di ricevimento dei campioni e la data di esecuzione delle prove; - l’identificazione delle specifiche di prova o la descrizione
del metodo o procedura adottata, con l’indicazione delle norme di riferimento per l’esecuzione della stessa;
- le dimensioni effettivamente misurate dei campioni provati, dopo eventuale rettifica;
- le modalità di rottura dei campioni; - la massa volumica del campione;
- i valori di resistenza misurati. I “controlli di accettazione” sono obbligatori ed il collaudatore è tenuto a controllarne la validità,
qualitativa e quantitativa; ove ciò non fosse, il collaudatore è tenuto a far eseguire delle prove che attestino le caratteristiche del
calcestruzzo, seguendo la medesima procedura che si applica quando non risultino rispettati i limiti fissati dai “controlli di accettazione”.
Nel caso in cui le resistenze a compressione dei provini prelevati durante il getto non soddisfino i criteri di accettazione della classe di
resistenza caratteristica prevista nel progetto, oppure sorgano dubbi sulla qualità e rispondenza del calcestruzzo ai valori di resistenza
determinati nel corso della qualificazione della miscela, oppure si renda necessario valutare a posteriori le proprietà di un calcestruzzo
precedentemente messo in opera, si può procedere ad una valutazione delle caratteristiche di resistenza attraverso una serie di prove
sia distruttive che non distruttive. Tali prove non devono, in ogni caso, intendersi sostitutive dei controlli di accettazione. Il valor medio
della resistenza del calcestruzzo in opera (definita come resistenza strutturale) è in genere inferiore al valor medio della resistenza dei
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prelievi in fase di getto maturati in condizioni di laboratorio (definita come resistenza potenziale). È accettabile un valore medio della
resistenza strutturale, misurata con tecniche opportune (distruttive e non distruttive) e debitamente trasformata in resistenza cilindrica
o cubica, non inferiore all’85% del valore medio definito in fase di progetto. Per la modalità di determinazione della resistenza strutturale
si potrà fare utile riferimento alle norme UNI EN 12504-1:2002, UNI EN 12504-2:2001, UNI EN 12504-3:2005, UNI EN 12504- 4:2005
nonché alle Linee Guida per la messa in opera del calcestruzzo strutturale e per la valutazione delle caratteristiche meccaniche del
calcestruzzo pubblicate dal Servizio Tecnico Centrale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.

5.3 LINEE GUIDA PER LA DIREZIONE LAVORI PER ACCIAI


Le NTC 2018 prevedono tre forme di controllo obbligatorie:
- in stabilimento di produzione, da eseguirsi sui lotti di produzione;
- nei centri di trasformazione, da eseguirsi sulle forniture;
- di accettazione in cantiere, da eseguirsi sui lotti di spedizione.
A tale riguardo si definiscono:
Lotti di produzione: si riferiscono a produzione continua, ordinata cronologicamente mediante apposizione di contrassegni al prodotto
finito (rotolo finito, bobina di trefolo, fascio di barre, ecc.). Un lotto di produzione deve avere valori delle grandezze nominali omogenee
(dimensionali, meccaniche, di formazione) e può essere compreso tra 30 e 120 tonnellate.
Forniture: sono lotti formati da massimo 90 t, costituiti da prodotti aventi valori delle grandezze nominali omogenee.
Lotti di spedizione: sono lotti formati da massimo 30 t, spediti in un’unica volta, costituiti da prodotti aventi valori delle grandezze
nominali omogenee.
Ogni fornitura in cantiere di elementi presaldati, presagomati o preassemblati deve essere accompagnata:
a) da dichiarazione, su documento di trasporto, degli estremi dell’attestato di avvenuta dichiarazione di
attività, rilasciato dal Servizio Tecnico Centrale, recante il logo o il marchio del centro di trasformazione;
b) dall’attestazione inerente l’esecuzione delle prove di controllo interno fatte eseguire dal Direttore Tecnico
del centro di trasformazione, con l’indicazione dei giorni nei quali la fornitura è stata lavorata. Qualora il
Direttore dei Lavori lo richieda, all’attestazione di cui sopra potrà seguire copia dei certificati relativi alle
prove effettuate nei giorni in cui la lavorazione è stata effettuata.
Il Direttore dei Lavori è tenuto a verificare quanto sopra indicato ed a rifiutare le eventuali forniture non conformi, ferme restando le
responsabilità del centro di trasformazione. Della documentazione di cui sopra dovrà prendere atto il collaudatore, che riporterà, nel
Certificato di collaudo, gli estremi del centro di trasformazione che ha fornito l’eventuale materiale lavorato.

5.4 ACCIAI PER CEMENTO ARMATO


Al fine di garantire la necessaria lavorabilità agli acciai da c.a. la norma stabilisce quindi che le barre debbano essere piegate a 90° e
poi raddrizzate, con opportuni raggi di curvatura fissati in base al diametro della barra stessa, senza presentare rotture, cricche o altre
alterazioni.
 Controlli nei centri di trasformazione
I controlli sono obbligatori e devono essere effettuati:
a) in caso di utilizzo di barre, su ciascuna fornitura, o comunque ogni 90 t;
b) in caso di utilizzo di rotoli, ogni dieci rotoli impiegati.
Qualora non si raggiungano le quantità sopra riportate, in ogni caso deve essere effettuato almeno un controllo per ogni giorno di
lavorazione. Ciascun controllo è costituito da 3 spezzoni di uno stesso diametro per ciascuna fornitura, sempre che il marchio e la
documentazione di accompagnamento dimostrino la provenienza del materiale da uno stesso stabilimento. In caso contrario i controlli
devono essere estesi alle eventuali forniture provenienti da altri stabilimenti. I controlli devono consistere in prove di trazione e
piegamento e devono essere eseguiti dopo il raddrizzamento.
 Controlli di accettazione in cantiere
I controlli di accettazione in cantiere sono obbligatori, devono essere effettuati entro 30 giorni dalla data di consegna del materiale e
devono essere campionati, nell’ambito di ciascun lotto di spedizione, con le medesime modalità contemplate nelle prove a carattere
statistico di cui al punto 11.3.2.10.1.2, in ragione di 3 spezzoni, marchiati, di uno stesso diametro, scelto entro ciascun lotto, sempre
che il marchio e la documentazione di accompagnamento dimostrino la provenienza del materiale da uno stesso stabilimento. In caso
contrario i controlli devono essere estesi ai lotti provenienti da altri stabilimenti.

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I valori di resistenza ed allungamento di ciascun campione, accertati in accordo con il punto 11.3.2.3, da eseguirsi comunque prima
della messa in opera del prodotto riferiti ad uno stesso diametro, devono essere compresi fra i valori massimi e minimi riportati nella
tabella seguente:

Nel caso di campionamento e prova in cantiere, che deve essere effettuata entro 30 giorni dalla data di consegna del materiale in
cantiere, qualora la determinazione del valore di una quantità fissata non sia conforme al valore di accettazione, il valore dovrà essere
verificato prelevando e provando tre provini da prodotti diversi nel lotto consegnato. Il prelievo dei campioni va effettuato a cura del
Direttore dei Lavori o di tecnico di sua fiducia che deve assicurare, mediante sigle, etichettature indelebili, ecc., che i campioni inviati
per le prove al laboratorio incaricato siano effettivamente quelli da lui prelevati. Qualora la fornitura, di elementi sagomati o assemblati,
provenga da un Centro di trasformazione, il Direttore dei Lavori, dopo essersi accertato preliminarmente che il suddetto Centro di
trasformazione sia in possesso di tutti i requisiti previsti al § 11.3.1.7, può recarsi presso il medesimo Centro di trasformazione ed
effettuare in stabilimento tutti i controlli di cui sopra. In tal caso il prelievo dei campioni viene effettuato dal Direttore tecnico del centro
di trasformazione secondo le disposizioni del Direttore dei Lavori; quest’ultimo deve assicurare, mediante sigle, etichettature indelebili,
ecc., che i campioni inviati per le prove al laboratorio incaricato siano effettivamente quelli da lui prelevati, nonché sottoscrivere la
relativa richiesta di prove. La domanda di prove al Laboratorio autorizzato deve essere sottoscritta dal Direttore dei Lavori e deve
contenere indicazioni sulle strutture interessate da ciascun prelievo. In caso di mancata sottoscrizione della richiesta di prove da parte
del Direttore dei Lavori, le certificazioni emesse dal laboratorio non possono assumere valenza ai sensi del presente decreto e di ciò
ne deve essere fatta esplicita menzione sul certificato stesso.

5.5 ACCIAI PER CARPENTERIE


Per la realizzazione di strutture metalliche e di strutture composte si dovranno utilizzare acciai conformi alle norme armonizzate della
serie UNI EN 10025 (per i laminati), UNI EN 10210 (per i tubi senza saldatura) e UNI EN 10219-1 (per i tubi saldati), recanti la
Marcatura CE, cui si applica il sistema di attestazione della conformità 2+. Per gli acciai di cui alle norme armonizzate UNI EN 10025,
UNI EN 10210 ed UNI EN 10219-1, in assenza di specifici studi statistici di documentata affidabilità, ed in favore di sicurezza, per i
valori delle tensioni caratteristiche di snervamento fyk e di rottura ftk da utilizzare nei calcoli si assumono i valori nominali fy= ReH e ft
= Rm riportati nelle relative norme di prodotto. Per i prodotti per cui non sia applicabile la marcatura CE, si rimanda a quanto specificato
al punto B del §11.1 e si applica laprocedura di cui al § 11.3.4.11.
 Controlli in stabilimento di produzione:
o Suddivisione dei prodotti
o Prove di qualificazione - Ai fini della qualificazione, il produttore deve predisporre una idonea documentazione
sulle caratteristiche chimiche, ove pertinenti, e meccaniche riscontrate per quelle qualità e per quei prodotti che
intende qualificare. La documentazione deve essere riferita ad una produzione consecutiva relativa ad un periodo
di tempo di al meno sei mesi e ad un quantitativo di prodotti tale da fornire un quadro statisticamente significativo
della produzione stessa e comunque o ³ 2.000 t oppure ad un numero di colate o di lotti ³ 25. Tale documentazione
di prova deve basarsi sui dati sperimentali rilevati dal produttore, integrati dai risultati delle prove di qualificazione
effettuate a cura di un laboratorio di cui all’art. 59, comma 1, del DPR n. 380/2001, incaricato dal produttore stesso.
o Controllo continuo della qualità della produzione È cura e responsabilità del produttore individuare, a livello di
colata o di lotto di produzione, gli eventuali risultati anomali che portano fuori limiti la produzione e di provvedere
ad ovviarne le cause.
o Controllo periodico: il laboratorio incaricato effettua periodicamente a sua discrezione e senza preavviso, almeno
ogni sei mesi, una visita presso lo stabilimento produttore nel corso della quale su tre tipi di prodotto, scelti di volta
in volta tra qualità di acciaio, gamma merceologica e classe di spessore, effettuerà per ciascun tipo non meno di

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30 prove a trazione su provette ricavate sia da saggi prelevati direttamente dai prodotti sia da saggi appositamente
accantonati dal produttore in numero di almeno 2 per colata o lotto di produzione, relativa alla produzione
intercorsa dalla visita precedente.
 Controlli nei centri di trasformazione
Devono essere effettuate per ogni fornitura minimo 3 prove, di cui almeno una sullo spessore massimo ed una sullo spessore minimo.
Il prelievo dei campioni va effettuato a cura del Direttore Tecnico dell’officina che deve assicurare, mediante sigle, etichettature
indelebili, ecc., che i campioni inviati per le prove al laboratorio incaricato siano effettivamente quelli da lui prelevati.
 Controlli di accettazione in cantiere
I controlli in cantiere, demandati al Direttore dei Lavori, sono obbligatori e devono essere eseguiti secondo le medesime indicazioni di
cui al precedente § 11.3.3.5.3, effettuando un prelievo di almeno 3 saggi per ogni lotto di spedizione, di massimo 30 t.

CONTROLLO DI ACCETTAZIONE IN CANTIERE (RESPONSABILE IL DL)


Controlli di accettazione in cantiere dell’acciaio N.T.C.11.3.4.11.3
I controlli di accettazione in cantiere sono obbligatori,
- deve essere effettuato un prelievo di almeno 3 saggi per ogni lotto di spedizione, di massimo 30 t;
- se la fornitura proviene da un Centro di Trasformazione, il Direttore dei Lavori deve accertarsi che esso sia in possesso di tutti i
requisiti previsti al § 11.3.1.7 e può recarsi presso il medesimo Centro di trasformazione ed effettuare in stabilimento tutti i controlli
di cui sopra. Il Direttore dei Lavori deve assicurare, mediante sigle, etichettature indelebili, ecc., che i campioni inviati per le prove
al laboratorio incaricato siano effettivamente quelli da lui prelevati, nonché sottoscrivere la relativa richiesta di prove.
In caso di mancata sottoscrizione della richiesta di prove da parte del Direttore dei Lavori, le certificazioni emesse dal laboratorio
non possono assumere valenza ai sensi dell N.T.C. 2008 e di ciò ne deve essere fatta esplicita menzione sul certificato stesso.
Certificazioni che devono essere fornite dal Certificazioni di laboratorio che devono essere richieste dal
costruttore al D.L. D.L.
- certificati di origine dell’acciaio - Prove sulle provette estratte dai profilati
- Marcatura CE dei prodotti - certificati di origine dell’acciaio e prove delle ferriere;
- Dichiarazioni di Conformità Qualora l’acciaio venga fornito preassemblato in un centro di
Qualora l’acciaio venga fornito presagomato in un centro di trasformazione,
trasformazione, ogni fornitura in cantiere deve essere - copia dei certificati relativi alle prove effettuate nei giorni in cui
accompagnata: la lavorazione è stata effettuata.
a) da dichiarazione, su documento di trasporto, degli
estremi dell’attestato rilasciato dal Servizio Tecnico Centrale,
recante il logo o il marchio del centro di trasformazione;
b) dall’attestazione inerente l’esecuzione delle prove di controllo
interno fatte eseguire dal Direttore Tecnico del centro di
trasformazione, con l’indicazione dei giorni nei quali la fornitura
è stata lavorata.

5.6 BULLONI
 Controlli nei centri di trasformazione
I produttori di bulloni e chiodi per carpenteria metallica devono dotarsi di un sistema di gestione della qualità del processo produttivo
per assicurare che il prodotto abbia i requisiti previsti dalle presenti norme e che tali requisiti siano costantemente mantenuti fino alla
posa in opera.
Il sistema di gestione della qualità del prodotto che sovrintende al processo di fabbricazione deve essere predisposto in coerenza con
la norma UNI EN ISO 9001:2000 e certificato da parte di un organismo terzo indipendente, di adeguata competenza ed organizzazione,
che opera in coerenza con le norme UNI CEI EN ISO/IEC 17021:2006. I documenti che accompagnano ogni fornitura in cantiere di
bulloni o chiodi da carpenteria devono indicare gli estremi della certificazione del sistema di gestione della qualità.

13
M
EN 998-1 EN 998-2

D
CONFORME ALLA NORMA CONFORME ALLA NORMA
EUROPEA EUROPEA

EN 998-1 EN 998-2

GP-CS IV

p H ro
MALTA PER INTONACI
INTERNI ED ESTERNI
G-M15
MALTA DA MURATURA

ito ta u
lan es
P R
Malta premiscelata, fibrorinforzata,
bicomponente ad elevata
duttilità a base di calce idraulica
naturale (NHL) ed Eco-Pozzolana,
di colore chiaro, particolarmente
indicata per il rinforzo strutturale
“armato” di supporti in muratura in
abbinamento a Mapegrid G 120 e
Mapegrid G 220 o Mapegrid B 250,
e per la regolarizzazione di
superfici in pietra, mattoni e tufo

CAMPI DI APPLICAZIONE di adesione ed, inoltre, dopo l’indurimento si ottiene


Rasatura di regolarizzazione di superfici in pietra, uno strato compatto e tenace, impermeabile all’acqua
mattoni e tufo. ed ai gas aggressivi dell’atmosfera ma permeabile al
Posa di rete in fibra di vetro Mapegrid G 120, vapore.
Mapegrid G 220 e in fibra di basalto Mapegrid B 250 Planitop HDM Restauro è classificabile, secondo
per il rinforzo strutturale “armato” di paramenti, volte la normativa europea EN 998-2, come malta da
ed elementi in muratura. muratura di tipo M15 ed in base alla norma EN 998-1
come intonaco tipo GP categoria CS IV, in quanto
Alcuni esempi tipici di applicazione raggiunge una resistenza meccanica a compressione
• Rinforzo di paramenti murari, volte ed elementi in > 15 N/mm² (UNI EN 1015-11), pur essendo una malta
muratura in genere. composta da calce ed Eco-Pozzolana.
• Regolarizzazione e rinforzo di elementi strutturali
in pietra, mattone e tufo. AVVISI IMPORTANTI
• Posa e rasatura di Mapegrid G 120, sistema per il • Non applicare Planitop HDM Restauro con
rinforzo strutturale “locale” in casi di sollecitazioni
temperatura inferiore a +5°C.
indotte per effetto della disomogeneità del supporto.
• Non aggiungere cemento, inerti o acqua a
• Posa e rasatura di Mapegrid G 220 o Mapegrid B 250,
Planitop HDM Restauro.
sistema per il rinforzo strutturale “armato” in casi di
sollecitazioni indotte da eventi sismici.
MODALITÀ DI APPLICAZIONE
CARATTERISTICHE TECNICHE Preparazione del sottofondo
Planitop HDM Restauro è una malta bicomponente Per assicurare al sistema una buona adesione,
premiscelata, fibrorinforzata, di colore chiaro, composta particolare cura deve essere dedicata alla preparazione
da calce idraulica naturale (NHL) ed Eco-Pozzolana, del supporto che deve essere perfettamente pulito,
sabbie naturali, additivi speciali e polimeri sintetici in solido ed esente da parti friabili, polvere, oli e vecchie
dispersione acquosa secondo una formula sviluppata pitture. A questo proposito può essere molto adatta
nei Laboratori di Ricerca MAPEI. Miscelando i la sabbiatura o un energico lavaggio con acqua in
due componenti (polvere componente A e liquido pressione al fine di eliminare eventuali efflorescenze
componente B), si ottiene un impasto scorrevole che è e sali solubili presenti sulla muratura. Procedere,
possibile applicare su superfici verticali in uno spessore quindi, al lavaggio della struttura con acqua.
non superiore a 10 mm per mano. Qualora l’applicazione dovesse essere fatta su superfici
Planitop HDM Restauro, grazie al contenuto di resine in muratura, pietra o tufo da riparare, si consiglia
sintetiche in dispersione acquosa, ha un elevato valore l’impiego di Mape-Antique Strutturale NHL.
H DM Preparazione della malta
La preparazione di Planitop HDM
Tutti i rivestimenti sono disponibili in
un’ampia gamma di colori ottenibili con

itop auro Restauro deve essere eseguita, a seconda il sistema tintometrico ColorMap®.
n t
Pla Res
dell’applicazione prescelta, con agitatore
o in betoniera a bicchiere (applicazione NORME DA OSSERVARE DURANTE
manuale) nel caso di grossi quantitativi, E DOPO LA MESSA IN OPERA
o nel miscelatore dell’intonacatrice (per • Nessun accorgimento deve essere preso
l’applicazione a macchina). con temperatura intorno a +20°C.
Nel caso di applicazione manuale, versare il
componente B (liquido) in idoneo recipiente • Dopo l’applicazione, Planitop HDM
pulito, aggiungere quindi lentamente, sotto Restauro, in condizioni di clima
agitazione meccanica, il componente A particolarmente secco, caldo o ventilato
(polvere). Mescolare accuratamente Planitop deve essere stagionato con cura ed è
HDM Restauro per qualche minuto, avendo consigliabile proteggere la superficie
cura di asportare dalle pareti e dal fondo dall’evaporazione rapida della parte liquida.
del recipiente la polvere non perfettamente
dispersa. La miscelazione dovrà protrarsi fino Pulizia
a completa omogeneità dell’impasto (totale A causa dell’alta adesione di Planitop HDM
assenza di grumi); per questa operazione Restauro anche sul metallo, si consiglia di
è molto utile l’impiego di un agitatore lavare gli attrezzi da lavoro con acqua
meccanico a basso numero di giri per evitare prima che la malta faccia presa. Dopo
un eccessivo inglobamento di aria. la presa la pulizia può essere fatta solo
Nel caso in cui, invece, la malta sia applicata meccanicamente.
a spruzzo, è necessario utilizzare macchine
Posa del primo intonacatrici a miscelazione separata. CONSUMO
strato a spatola di
Planitop HDM Restauro 1,9 kg/m² per mm di spessore.
all’estradosso di Applicazione della malta
una volta Utilizzata per la posa di CONFEZIONI
Mapegrid G 120, Mapegrid G 220 Unità da 30 kg:
o Mapegrid B 250
componente A: sacchi da 25 kg;
1. Applicazione con spatola metallica piana
componente B: taniche da 5 kg.
(o con intonacatrice) di uno strato uniforme
di ca. 4-5 mm di Planitop HDM Restauro.
IMMAGAZZINAGGIO
2. Sul prodotto ancora “fresco” inserire
Planitop HDM Restauro componente A,
Mapegrid G 120, Mapegrid G 220 o
conservato negli imballi originali in luogo
Mapegrid B 250 comprimendola con una
asciutto ha un tempo di conservazione di
spatola piana in modo da farla aderire
12 mesi.
perfettamente alla malta applicata.
Planitop HDM Restauro componente B
3. Applicazione di un secondo strato uniforme
ha un tempo di conservazione di 24 mesi.
di ca. 4 mm di Planitop HDM Restauro
Conservare entrambi i componenti ad una
in modo tale da coprire completamente la
rete. temperatura non inferiore a +5°C.
4. Lisciatura della superficie “fresca” con
spatola piana. ISTRUZIONI DI SICUREZZA
Teli adiacenti di Mapegrid G 120, PER LA PREPARAZIONE E LA
Posizionamento della Mapegrid G 220 o Mapegrid B 250 nei MESSA IN OPERA
rete di rinforzo in
punti di giunzione, sia longitudinalmente che Planitop HDM Restauro comp. A contiene
fibra di vetro leganti idraulici speciali che a contatto
alcali-resistente trasversalmente, dovranno essere sormontati
Mapegrid G 220 per uno spessore di almeno 5 cm. con sudore o altri fluidi del corpo possono
provocare corrosione e danni oculari.
Eventuale finitura della malta Planitop HDM Restauro comp. B non è
Dopo l’applicazione di Planitop HDM considerato pericoloso ai sensi delle attuali
Restauro, nel caso si desideri una finitura normative sulla classificazione delle miscele.
più fine utilizzare uno dei prodotti da rasatura Durante l’uso indossare guanti e occhiali
della gamma MAPEI tipo Mape-Antique FC protettivi ed utilizzare le consuete precauzioni
Ultrafine o Mape-Antique FC Civile o per la manipolazione dei prodotti chimici.
Mape-Antique FC Grosso (malte da rasatura In caso di contatto con gli occhi o la pelle
di diversa granulometria, a base di calce ed lavare immediatamente e abbondantemente
Eco-Pozzolana, esenti da cemento). con acqua e consultare il medico.
L’eventuale rivestimento protettivo può Per ulteriori e complete informazioni riguardo
essere eseguito, dopo l’indurimento completo l’utilizzo sicuro del prodotto si raccomanda di
della finitura utilizzata con Elastocolor consultare l’ultima versione della Scheda Dati
Pittura (vernice elastica protettiva e Sicurezza.
decorativa a base di resine acriliche in
dispersione acquosa) previa applicazione PRODOTTO PER USO PROFESSIONALE.
di Elastocolor Primer (fondo fissativo a
Posa del secondo solvente ad alta penetrazione) AVVERTENZA
strato a spatola di o mediante l’utilizzo di prodotti della linea Le informazioni e le prescrizioni sopra
Planitop HDM Restauro Silexcolor, a base di silicati o Silancolor, riportate, pur corrispondendo alla nostra
all’estradosso di una
volta in modo da a base di resina siliconica. migliore esperienza, sono da ritenersi, in
coprire in maniera
omogenea la rete
Mapegrid G 220
DATI TECNICI (valori tipici)

DATI IDENTIFICATIVI DEL PRODOTTO

Comp. A

Aspetto: polvere

Colore: chiaro

Massa volumica apparente (kg/m³): 1.400

Diametro massimo aggregato (mm) (UNI EN 1015-1): 1,5

Contenuti di cloruri (EN 1015-17) (%): < 0,05

Comp. B

Miscelazione conclusa di
Aspetto: liquido fluido Planitop HDM Restauro

Colore: bianco

Massa volumica apparente (g/cm³): 1,02

Residuo solido (%): 10

Contenuti di cloruri (EN 1015-17) (%): < 0,05

DATI APPLICATIVI

Rapporto dell’impasto: 1 sacco da 25 kg di componente A con 1 tanica di


componente B

Consistenza dell’impasto: fluida-spatolabile

Massa volumica dell’impasto (UNI EN 1015-6) (kg/m³): 1.900

Spessore di applicazione (mm): da 3 a 10 mm per mano

Temperatura di applicazione permessa: da +5°C a +35°C

Applicazione a spruzzo
Durata dell’impasto: ca. 1 h di Planitop HDM
Restauro su parete
Tempo di presa (inizio-fine): 10 h / 20 h in muratura

PRESTAZIONI FINALI

Metodo Requisiti in accordo Requisiti in accordo Prestazione


Caratteristica prestazionale
di prova alla EN 998-1 alla EN 998-2 prodotto

CS I (da 0,4 a 2,5)

CS II (da 1,5 a 5,0) da Classe M 1


> 15
Resistenza a compressione (> 1 N/mm²)
EN 1015-11 (Categoria CS IV)
a 28 gg (N/mm²): a Classe M d
CS III (da 3,5 a 7,5) (Classe M 15)
(> 25 N/mm²)
CS IV (≥ 6)

≥ 0,8
Adesione al supporto (laterizio) valore dichiarato e
EN 1015-12 non richiesto Modo di rottura
(N/mm²): modo di rottura (FP)
(FP) = B

Resistenza iniziale a taglio


EN 1052-3 non richiesto valore tabulato 0,15
(fvok) (N/mm²):

Modulo elastico a
UN EN 13412 non richiesto non richiesto 8,000
compressione (GPa):

Assorbimento d’acqua per da Categoria W 0 Categoria W 2 Applicazione del


EN 1015-18 valore dichiarato
capillarità [kg/(m²·min·0,5)]: a Categoria W 2 ≤ 0,2 sistema Planitop
HDM Restauro e
Coefficiente di permeabilità al Mapegrid G 220 su
EN 1015-19 valore dichiarato valore tabulato ≤ 60
vapore acqueo (μ) parete in muratura
Conducibilità termica (λ10,dry)
EN 1745 valore tabulato 0,75 P - 50°C
(W/m·K):

valore dichiarato valore dichiarato


Reazione al fuoco (Euroclasse): EN 13501-1 Classe E
dal produttore dal produttore
H DM ogni caso, puramente indicative e dovranno
essere confermate da esaurienti applicazioni
sostituire o integrare la Scheda Tecnica
in vigore al momento dell’applicazione del

itop auro pratiche; pertanto, prima di adoperare il prodotto MAPEI.


n t La Scheda Tecnica più aggiornata
Pla Res
prodotto, chi intenda farne uso è tenuto a
stabilire se esso sia o meno adatto all’impiego è disponibile sul nostro sito
previsto e, comunque, si assume ogni www.mapei.com.
QUALSIASI ALTERAZIONE DEL TESTO

(I) A.G. BETA


responsabilità che possa derivare dal suo uso.
O DELLE CONDIZIONI PRESENTI
Fare sempre riferimento all’ultima IN QUESTA SCHEDA TECNICA O
versione aggiornata della scheda tecnica, DA ESSA DERIVANTI ESCLUDE LA
disponibile sul sito www.mapei.com RESPONSABILITÀ DI MAPEI.

INFORMATIVA LEGALE Le referenze relative a questo


I contenuti della presente Scheda prodotto sono disponibili
Tecnica possono essere riprodotti in altro su richiesta e sul sito Mapei
documento progettuale, ma il documento www.mapei.it e www.mapei.com
così risultante non potrà in alcun modo

La riproduzione di testi, foto e illustrazioni di questa pubblicazione


è vietata e viene perseguita ai sensi di legge
VOCE DI PRODOTTO

Ripianatura di irregolarità di superfici in pietra, mattoni e tufo e realizzazione di rinforzo


strutturale “armato” di paramenti, volte ed elementi in muratura, mediante applicazione di
una malta premiscelata bicomponente ad elevata duttilità di colore chiaro, composta da
calce idraulica naturale (NHL) ed Eco-Pozzolana, additivata con lattice, fibrorinforzata (tipo
Planitop HDM Restauro della MAPEI S.p.A.) in uno spessore di 3-10 mm per strato.
Nel caso in cui il Planitop HDM Restauro venga impiegato nel rinforzo strutturale applicare
la malta in abbinamento ad una speciale rete in fibra di vetro alcali resistente (A.R)
pre-apprettata (tipo Mapegrid G 120 della MAPEI S.p.A., o in fibra di basalto pre-apprettata
tipo Mapegrid B 250 della MAPEI S.p.A. o Mapegrid G 220 della MAPEI S.p.A.).
Classificazione materiale:
– malta da muratura tipo G categoria M15;
– malta da intonaco tipo GP categoria CS IV.
Caratteristiche materiale:
Massa volumica dell’impasto (UNI EN 1015-6) (kg/m³): 1.900
Spessore di applicazione (mm): da 3 a 10 mm per mano
Temperatura di applicazione permessa: da +5°C a +35°C
Durata dell’impasto: ca. 1 h (a +20°C)
1071-4-2018 (I)

Resistenza a compressione 28 gg (UNI EN 1015-11) (N/mm²): > 15


Resistenza a taglio iniziale (N/mm²): 0,15 (valore tabulato)
Modulo elastico a compressione (UNI EN 13412) (GPa): 8,000
Adesione al supporto in muratura 28 gg
(UNI EN 1015-12) (N/mm²): ≥ 0,8

IL PARTNER MONDIALE DEI COSTRUTTORI