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LA CROCE ROSSA

ED I
LAGER DELLA
DEMOCRAZIA
Questo opuscolo non è che una raccolta, probabilmente incompleta, di
testimonianze da dentro e fuori i cpt (e poi i cie) di episodi coinvolgenti la croce
rossa.
Non ho idea di quante storie altrettanto agghiaccianti rimarranno per sempre
sepolte tra le quattro mura di quei lager, soffocate dall'omertà di sbirri ed
operatori "umanitari".
Inoltre ho tralasciato molti innumerevoli episodi di violenza e soprusi ad opera
della polizia dei quali la cri è silente ed omertosa testimone giorno dopo giorno.
Certo la cri non è l'unica organizzazione a lucrare sulla pelle dei poveracci che
hanno la sfortuna di finire in questi centri (ogni immigrato internato frutta
intorno ai 60-70 euro a giorno, a seconda del C.I.E.). Molte altre associazioni, tra
l'altro in maggioranza di stampo cattolico (le misericordie, la coop auxilium,
fondazione regina pacis...), non sono più pulite nè più umane della croce rossa.
Tuttavia la cri più delle altre si ammanta di un umanitarismo che è ben lungi dal
rappresentare la realtà. Non va dimenticato che la croce rossa nasce per
affiancare l'esercito (e infatti al suo interno le gerarchie scimmiottano quelle
militaresche, con colonnelli generali e tutto il seguito di buffoni). Così, anche se i
volontari sono generalmente persone in buonafede realmente desiderose di
rendersi utili per il prossimo, i piani alti sono occupati da individui beceramente
autoritari, con idee tutt'altro che umanitarie.

“Il volto umano dei lager”


scultura esposta dagli antirazzisti
all'inaugurazione del “Museo della Croce Rossa”
di Trofarello.
Raffigura un crocerossino mentre adempie ai
propri compiti passando il manganello ad un
alpino intento nel pestaggio di uno degli “ospiti”.

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Come mai nessun’altra amministrazione precedente ha cercato di porre rimedio,
anzi aggravandolo sempre di più? Forse perché c’è rischio che si tocchino delle
persone che operano sotto copertura proprio all’interno del Corpo Militare? Più
chiaramente: i servizi segreti ricoprono un ruolo non dovuto e i loro nomi non
devono essere resi pubblici?

C’è una fonte anonima che dice di possedere una lista con quei nomi. Il
commissario Rocca, riuscirà a far luce?

Abbiamo raggiunto telefonicamente il commissario Rocca ponendogli il


problema rilevato dall’articolo, quest’ultimo afferma:

Negli anni, perchè non è stato fatto un unico provvedimento, sono stati assunti a
tempo determinato gli 877 volontari con varie sanatorie avvenute nel tempo. Gli
errori vanno a ritroso nel tempo, ovvero con Barra, Scelli e la Gravaglia.

Ora c’è il problema dei 300 precari ma io non usufruirò della "Chiamata diretta"
come hanno fatto i precedenti commissari per assumere a tempo pieno i militari,
perchè questa è materia legislativa e si entra solo tramite concorsi pubblici.

Porrà rimedio alla situazione del Corpo Militare?

In quanto pubblico amministratore non posso, anzi devo essere aperto e sotto gli
occhi di tutti. Ma non vorrei che puntando solo sul problema del Corpo Militare
ci si distogliesse da quello Siciliano che a mio avviso si sono spesi troppi soldi.

Come è la situazione attuale in Sicilia?

Da pochi giorni si è insediato il nuovo consiglio di amministrazione, e da poco è


stato nominato un nuovo direttore. Adesso informeremo la Procura della
Repubblica e la Corte dei Conti di cose che abbiamo visto e non ci piacciono.

Io mi occuperò anche del Corpo Militare, ma con uno sguardo sempre presente
alla Sicilia.

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E arriviamo nell’epoca , perché sembra già passata un’era, in cui come
commissario straordinario della Croce Rossa c’era Maurizio Scelli, l’uomo che ha
creato un buco spaventoso di migliaia di euro nel bilancio della CRI, l’uomo che
con “scelleratezza” acquistava auto blu nuove, lussuose , luccicanti, comprate
nonostante le leggi varati dal parlamento che obbligavano un taglio del 50 per
cento alla spesa per l’acquisto delle auto blu.

D’altronde era lo stesso Scelli che varò un inconsistente e fasullo “Progetto flotta
moderna” spendendo inutilmente tanto denaro (e non dimentichiamoci che è
denaro nostro) per una società che presta consulenza proprio per questo
progetto. E sapete chi è il Presidente della Commissione "Progetto Flotta
Moderna"? L’immancabile e onnipresente Presidentessa Maria Teresa Letta!
https://docs.google.com/viewer?
url=http://www.cri.it/flottamoderna/document/OC727.pdf

Maurizio Scelli, con un ordinanza priva di legalità visto che c’era bisogno di una
approvazione dal parlamento del 2005, aveva assunto in tempo indeterminato
gli 877 volontari della Croce Rossa. E nel passare degli anni, sempre secondo le
denunce dell’ispettorato , alcuni di questi militari passati irregolarmente in
servizio permanente hanno avanzato pure di carriera senza avere un titolo di
studio adeguato. E’ l’unica amministrazione pubblica italiana in cui avviene
questo.

Abbiamo una struttura pubblica finanziata con i nostri soldi che si comporta da
privato. Avendo un monopolio su diversi settori: uno Stato nello Stato!

Sono due i dossier, quelli del 2006 e del 2008, inviati alla Corte dei Conti e
ancora c’è un silenzio assordante dalla parte della Magistratura. Eppure non è
così difficile aprire un’ inchiesta visto che l’ufficio della Corte si trova all’interno
della sede centrale della Croce Rossa, no?

L’attuale commissario Rocca di recente ha azzerato i vertici del comitato in Sicilia


per irregolarità denunciate proprio dall’ispettorato Valenza: prenderà in mano la
situazione del Corpo Militare? Addirittura secondo una fonte attendibile in
questi giorni si potrebbe profilare una terza ispezione con una conferma delle
altre due denuncie.

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NON GRADITA A PONTE GALERIA LO SCANDALO C.R.I.
Molte volte gli operatori che lavorano nei vari Cie d’Italia mi chiedono di mantenere segreta L’inchiesta sullo scandalo Croce Rossa continua, e in questo articolo
la loro identità per paura di perdere il posto di lavoro o per il timore di essere perseguitati.
Questa volta, ci sono Nomi e cognomi. “Puoi fare tranquillamente il mio nome e anche il
approfondiremo le irregolarità e anomalie che avvengono nel Corpo Militare,
cognome se vuoi, io dico solo la verità” dice Angela, quando gli chiedo se vuole che la sua una delle sei componenti della CRI. Una componente ai più sconosciuta ma con
identità venga svelata. un ruolo strategico nella vita del nostro Paese perché opera in diversi settori, e
Angela Bernardini, ha lavorato nel Lager romano di Ponte Galeria con la CRI dal 1998 al ultimamente svolge numerosi servizi, tra cui quella della gestione degli ex cpt.
1999, con varie mansioni: segreteria, logistica, ambulatorio. Come un fiume in piena mi ha Suscitando numerose denunce da parte delle associazioni che si occupano della
raccontato ciò che succedeva all’interno di quel centro disumano sempre esaurito e difesa dei diritti umanitari visto il trattamento inumano riservato nei confronti
stracolmo di persone. dei clandestini. Qui potrete visionare un video alquanto terrificante.
“All’epoca – racconta Angela Bernardini – non esistevano nè regole, nè tanto meno diritti,
almeno non codificati da un regolamento. I reclusi andavano a fortuna, secondo chi era di
turno nei vari settori di competenza o delle forze dell’ordine”. Vi era una estrema difficoltà http://www.youtube.com/watch?v=2169g-J1bUU
ad avere colloqui con gli avvocati e con i familiari. Tutto ciò che avevano, quando venivano
portati al centro, era sequestrato e custodito in alcune cassette. “Non so se quando uscivano Il Corpo Militare della Croce Rossa esplica le proprie attività istituzionali sia in
i militari ridavano loro esattamente ciò che avevano all’inizio della detenzione” dice l’ex tempi di guerra e sia in tempi di pace, è un corpo ausiliario delle Forze Armate
operatrice di Ponte Galeria. ed ha la stessa struttura gerarchica e stesso stato giuridico dell’Esercito Italiano.
“Ho sempre cercato la vicinanza umana con i detenuti, volevo conoscere le loro storie, Ricordiamoci bene che non è una struttura privata ma pubblica e la retribuzione
sapere della loro vita, aiutarli a restare persone”, perché spesso come mi hanno raccontato
molti ragazzi reclusi in un Cie, è difficile restare se stessi, quando esci da quell’inferno
dei volontari della CRI proviene direttamente dal Ministero della Difesa, quindi
cambi. “Io voglio restare me stesso, spero di farcela” mi diceva Miguel prima di essere da noi contribuenti.
espulso.
“Mi ero conquistata la loro fiducia ed il loro rispetto”, tanto che in un’occasione, Angela, è Come ogni struttura e organizzazione, il Corpo Militare è regolato da un
riuscita ad impedire una rivolta e in un’altra addirittura volevano fare lo sciopero della fame ordinamento, il 484/Regio Decreto del 1936 che ne determina lo stato giuridico,
per lei. Era accaduto che in mensa un detenuto, “forse impazzito per davvero o forse per il reclutamento, l’avanzamento ed il trattamento economico ed amministrativo
finta, mi ha mollato un cazzotto sulla fronte”, lasciando Angela stordita e dolorante. “Questo del personale.
poveraccio – racconta l’ex volontaria della CRI – successivamente è stato massacrato di botte
dai poliziotti, malgrado i miei tentativi di impedirlo”. Secondo Angela a condurre il pestaggio
fu Massimo Pigozzi, che è uno dei tanti che parteciparono al pestaggio di Bolzaneto, durante Regolamento che in questi anni non è stato rispettato, e in barba ad ogni norma
il g8 del 2001, secondo le indagini condotte avrebbe dilaniato una mano ad una ragazza, giuridica e istituzionale si sono commesse gravi irregolarità. Tutte dimostrate e
divaricando le dita fino a quando la pelle si è lacerata. Secondo le agenzie di stampa, Picozzi denunciate da ben due ispezioni, una del 2006 ed un’altra nel 2008. In parole
è stato accusato anche di aver violentato nel 2005 alcune prostitute romene nella camera di povere i volontari del corpo militare che possono essere richiamati solamente in
sicurezza della Questura di Genova. Per precauzione, il comandante aveva deciso che per un casi particolari dove c’è una vera esigenza di operatività come appunto il
po' Angela non entrasse in contatto con gli “ospiti” e proprio per questo motivo, i detenuti, terremoto, inondazioni oppure nei teatri di guerra come è accaduto in Iraq, sono
“si sono rifiutati di andare alla mensa se non ci fossi stata io”.
passati senza nessuna giustificazione in servizio continuativo. Numerosi
ABUSI E LE VIOLENZE SNERVANTI volontari, ed esattamente 877 militari sono passati illegittimamente da uno stato
di rapporto di lavoro a tempo determinato a quello continuativo.
Era scomoda Angela, troppo umana per il potere che cinicamente deve dettare legge e
impedire che uscissero fuori le vicende. La sua “confidenza” non piaceva nè ai responsabili Allora facciamo un passo indietro di qualche anno.
della CRI, nè a quelli delle forze dell’ordine. “Mi spiavano, mi controllavano, mi seguivano
per vedere se passavo loro droga o facevo favori sessuali”. Forse anche per trovare un
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pretesto e poi chiedere il suo silenzio ricattandola, chissà.
Ma ad abusare sessualmente delle detenute erano altri racconta Angela: “ So che alcuni
militari, e anche qualche volontario, in cambio di sigarette e schede telefoniche avevano
rapporti sessuali con viados e prostitute”. Spesso, all’interno del centro, si trovavano
preservativi usati che certamente i detenuti non potevano avere con se, “come non erano
certo i detenuti a far entrare la droga. Io stessa ho tirato fuori da un bagno un ragazzo in
overdose”. C’era sempre qualcuno che abusava della loro debolezza e chi pagavano erano
sempre le donne, con le “normali” prestazioni sessuali.
Angela comprava le sigarette ai detenuti, ma senza chiedere nulla in cambio. “A volte non
potevo dar loro il cambio della biancheria intima”, entravano e uscivano praticamente
sempre con quello che avevano addosso al momento del fermo. “Chi protestava veniva
sedato, spesso con le botte e messo in isolamento in una stanza priva di tutto”.

Un giorno, Angela accompagna con l’ambulanza all’ospedale San Camillo un ragazzo che
aveva dei gravi problemi di autolesionismo. “Io riuscii a convincerlo ed entrai in ambulanza
con lui, malgrado non fossi di turno in ambulatorio”. Il ragazzo, aveva una lametta nascosta
in bocca e avrebbe potuto fare del male a se stesso e ad Angela, ma con calma l’ex operatrice,
cercò di farsi dare la lametta dal detenuto. Al rientro al CPT, “mi beccai una grande lavata di
testa dal comandante e dopo due giorni, ricevetti una telefonata dal responsabile del mio
gruppo, che mi diceva che non dovevo più presentarmi al Centro, perchè non gradita”. Sono
seguiti giorni da incubo, “ho cercato di parlare con tutti i vertici della CRI, ma non ci sono
riuscita. Mi avevano creato intorno un muro impenetrabile. Alla fine, mi hanno costretto ad
andarmene, in quanto sottoposta ad un mobbing continuo”.
Hanno fatto irruzione nella sede della Croce Rossa di Piombino, imbrattando con la vernice le
ambulanze parcheggiate, i muri e scrivendo con bombolette spray, su uno di essi, la frase '11/9 FACCETTA NERA
Un giorno, uno come tanti, verso l’ora di pranzo, Angela racconta che mentre alcuni internati
Solidarieta' con i ribelli di Corelli, Cri assassinì. La notizia è pubblicata oggi da alcuni giornali locali. Il
uscivano dalla sala mensa, altri invece si erano intrattenuti ai tavoli per scambiare qualche
blitz, ad opera di una quindicina di ragazzi a volto scoperto, è avvenuto ieri intorno alle 20. parola tra loro. Improvvisamente, “dagli altoparlanti presenti nella sala, si sono diffuse ad
A motivare l'azione del gruppo di giovani, come riportato nelle scritte sul muro, sarebbe un episodio alto volume, le note di Faccetta nera”. Tra il poco stupore degli ospiti, “che quasi certamente
accaduto sabato scorso in un centro di identificazione ed espulsione di via Corelli a Milano, gestito non conoscevano quella marcetta” e lo sconcerto tra i volontari in servizio, le note ad alto
dalla Croce Rossa. Cinque extracomunitari, detenuti nel centro, erano stati arrestati dalla polizia dopo
volume continuavano a cantare tra le risate dei militari. Angela, chiese dove fosse la centrale
che governava gli altoparlanti, e “mi è stato risposto che era il posto di polizia, sito al
una sommossa. Gli scontri erano avvenuti dopo che, alcuni giorni prima, un ragazzo si era rotto una secondo cancello di ingresso, quello che conduceva fisicamente dentro il corpo vivo del
gamba e, secondo altri detenuti del centro, era stato picchiato dalla polizia. lager”.
Al momento dell'irruzione nella sede della Cri, su cui stanno indagando carabinieri e polizia, erano Senza pensarci due volte, Angela si è precipitata verso il posto di polizia: “c’era un poliziotto
presenti un medico e tre volontari. L'azione degli uomini, tutti a volto scoperto e non armati, è durata con davanti a sè un mangianastri e la custodia di una cassetta dal titolo inequivocabile: Inni
e canti del Ventennio”. Angela chiese al giovane poliziotto se si rendeva conto di quello che
solo pochi minuti e si è conclusa prima dell'arrivo dei carabinieri e degli uomini della Digos. Il fatto che
stava facendo, “non solo offendeva i reclusi, ma stava commettendo anche il reato di
i protagonisti del blitz fossero a volto scoperto fa pensare che possano non essere del posto. Secondo apologia di fascismo”. Incurante di tutto ciò e del potere conferitogli dallo Stato, sorrise e in
quanto appreso le forze dell'ordine starebbero indagando sullapresenza di alcuni ragazzi a un raduno maniera ironica “ha preso la cassetta dal mangianastri, l’ha riposta e ne ha presa un’altra,
di gruppi politicizzati a Riotorto, che è terminato proprio nel pomeriggio di ieri. dicendomi: ma io stavo mettendo Baglioni”. Con coraggio Angela fece rapporto al
funzionario di PS responsabile e il poliziotto fu successivamente allontanato dal CPT, ma
“per molto tempo sono stata guardata malissimo da tutti i vari addetti delle forze
dell’ordine”.
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11 settembre 10 – milano
Oggi, al Cie di Ponte Galeria non c’è più la CRI, ma la Cooperativa auxilium. “Da quello che
leggo, non mi pare che le cose siano migliorate”. E effettivamente non lo sono davvero. “Stare Quattro giorni fa nel Cie di via Corelli a Milano un ragazzo si rompe la gamba
a Ponte Galeria mi ha cambiato per sempre la vita” parola di Angela.
giocando a calcio. Oggi chiede di essere curato, ma la Croce Rossa (sempre
Andrea onori ( onoriandrea.blogspot.com ) solerte nelle sue mansioni sbirresche), invece di prendersi cura del recluso
decide di chiamare direttamente la polizia, che comincia a picchiarlo. I suoi
compagni cacciano la poliza fuori dalla cella, barricano le porte e cominciano a
bruciare i materassi. Di lì a poco il fuoco della protesta si estende ad altre due
sezioni, mentre la polizia in assetto antisommossa cerca di entrare per spegnere
gli incendi. Dopo qualche ora, a fatica, la polizia riesce a spegnere gli incendi e a
portare via quattro o cinque reclusi, in manette. Tra di loro, anche il ragazzo con
la gamba ingessata.

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11 luglio 10 – torino

La cura

Ricordate quando vi dicevamo che dentro ai Centri la Croce Rossa è talmente


indaffarata a tenere chiusi a chiave i prigionieri, a lucrare sui subappalti, a
gestire la vita e i ritmi delle gabbie da non aver più tempo per il servizio di
infermeria? Ebbene, guardate un po’ cosa ci è piovuto dal cielo ieri pomeriggio,
durante un fittissimo scambio di palline da tennis farcite di messaggi tra i reclusi
e un gruppone di partecipanti alla giornata contro al Cie del 10 luglio:

Sì, avete letto bene. Ad un recluso ammalato d’asma Baldacci e la sua banda
stanno somministrando un farmaco scaduto da più di due anni. I nostri lettori
abituali certo non si stupiranno, perché questa non è una roba eccezionale od
isolata dentro ai Centri, e non ce ne stupiamo noi. Ci stupiremmo anzi se i
crocerossini di guardia in corso Brunelleschi ce ne dessero per una volta una
qualche spiegazione plausibile, e siamo abbastanza sicuri che faranno scena
muta come al solito: loro hanno le spalle ben coperte e si possono permettere di
fare un po’ quello che vogliono. Del resto, sono più due anni che ci debbono
spiegare come è morto, esattamente, Hassan.

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13 aprile 10

Una lettera da via Corelli

Cari italiani,
noi siamo dei clandestini
siamo detenuti al CIE di via Corelli a Milano e stiamo facendo un sciopero della
fame dal 03/03/2010 perché i tempi di detenzione per identificare le persone
sono troppo lunghi. Dovete immaginare chiusi e chiuse per 180 giorni, 24 ore su
24, senza aver commesso nessun reato e senza nulla da fare per far passare il
tempo. Ma soprattutto, noi clandestini siamo condannati all’ergastolo senza
appello… Dopo 180 gg di CIE ti danno un foglio di via con 5 giorni di tempo per
lasciare il territorio italiano e se ti beccano per strada, rischi il carcere ordinario
(da 6 mesi a 1 anno).

Ma in 5 giorni come fai a trovare i soldi per lasciare il territorio italiano?

In questo periodo di sciopero il cibo che porta la Sodexo fa veramente schifo; per
le persone malate non ci sono medicine; i bagni sono sempre sporchi e intasati e
l’acqua del cesso esce fino al corridoio. Gli infermieri ci trattano male, allo stesso
modo dei poliziotti e della croce rossa italiana.

E poi ci dicono che siamo clandestini ed è questo che ci spetta… Ci danno


sedativi per stare tranquilli, ma la depressione di chi prende queste gocce é
fortissima; sono tanti che piangono disperati, perché non capiscono perché
devono subire tutto questo. Noi siamo persone, ma loro non pensano questo e ci
umiliano, ridono della nostra situazione, ci picchiano.

Noi rispondiamo continuando a fare lo sciopero della fame. Fino ad ora lo


abbiamo fatto in più di 80 persone. Attualmente ci siamo organizzati con uno
sciopero a staffetta e siamo in 34 a farlo: 14 della sezione maschile, 10 tra le
donne e 10 tra le trans.

Abbiamo già perso ciascuno dei noi da 5 a 9 kili. Stiamo stufi di questa vita da
clandestini. In tutto questo sciopero non hanno fatto nulla…noi stiamo lottando
ma da soli e abbiamo bisogno che la gente sappia quello che lo stato fa con noi.

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09 novembre 09 21 ottobre 07 – modena

Roma - Da Ponte Galeria Cpt Modena


da macerie Domenica 21 Ottobre quasi un centinaio di attivist* del C.A.M. e di altre realtà
modenesi e bolognesi si sono dat* appuntamento sotto al C.P.T. di Modena per
Non fa mica tanto caldo, a Roma, in questi giorni. Eppure dentro a sette delle un'iniziativa di comunicazione e solidarietà alle lotte dei reclusi.
baracche del Cie di Ponte Galeria è una settimana che sono accesi i La settimana precedente, infatti, due morti (uno impiccato nella propria stanza,
condizionatori d’aria. E sparano aria fredda, come avrebbero dovuto fare questa uno rinvenuto all'esterno delle mura) avevano fatto da corollario ad una rivolta
estate. esplosa all'esterno della struttura, conclusasi con danneggiamenti al carcere per
oltre 25.000 euro e con lo smistamento dei detenuti nelle strutture di altre città.
«Non li possiamo spegnere, non dipende da noi», hanno risposto pazientemente Il presidio, oltre a farsi sentire all'interno con musica e interventi al megafono,
crocerossini e poliziotti alle rimostranze dei reclusi. Dipende dai tecnici della ha portato al disvelamento di una realtà tristemente nota da tempo: nella
ditta che li ha istallati, ma la direzione del Cie non ce li ha mica i soldi per pagarli. campana per la raccolta del vetro antistante al C.P.T. sono stati rinvenuti
E così i condizionatori sparano aria gelida sui reclusi, dalla mattina alla sera. E i centinaia e centinaia di flaconi contenenti psicofarmaci di svariata natura
reclusi protestano e strepitano, ma inutilmente: del resto, non dipende da (principalmente Valium e Rivotril), segno evidente di come l'incompatibilità con
nessuno. la segregazione e la deportazione dimostrata dai migranti venga
quotidianamente sedata, oltre che con la pura violenza, anche attraverso
Come se non bastasse la pioggia filtra dai tetti delle baracche. Quando piove l'utilizzo di queste pratiche mascherate.
fuori, piove anche dentro, e i prigionieri sono costretti a passare il proprio tempo Pratiche tristemente note per essere venute all'onor delle cronache già 3 anni fa
ad asciugar pozzanghere e ad evitare le gocce che scendono dal soffitto. in seguito alle denunce degli immigrati nei confronti della Croce Rossa per
L’altroieri uno di loro è scivolato sul pavimento zuppo e si è spaccato la gamba. l'utilizzo di barbiturici nel cibo distribuito nel C.P.T. di via Mattei a Bologna.
Anche lì proteste, e ancora una volta a vuoto: nessuno ci può far nulla, né la Il presidio si è concluso con il blocco simbolico dell'ingresso della struttura con i
polizia, né l’esercito, né la Croce Rossa. Ci vorrebbero dei muratori, e nessuno ha sacchi della spazzatura contenenti i flaconi.
i soldi per pagarli. E poi ha senso ristrutturare un Centro come quello di Ponte
Galeria, che addirittura il Prefetto suggerisce di chiudere al più presto?

E invece i reclusi – ingrati! – protestano e litigano e si arrabbiano. «Spegnete i Le foto dal presidio
condizionatori,» si ostinano a chiedere, «e fate sparire tutta quest’acqua che si
infiltra dappertutto». Hanno insistito tanto che, questo pomeriggio, la Croce
Rossa li ha accontentati: da un’oretta i condizionatori sono spenti e non si vede
neanche più l’acqua che scende dai soffitti.

Ma non si vede proprio niente, in realtà. Già, perché la direzione ha fatto togliere
la corrente: «Stasera tutti al buio, rompicoglioni pretenziosi che non siete altro.»

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24 maggio 08 – torino 05 novembre 09 – torino

Nella notte tra venerdì 23 e sabato 24 maggio 2008, Hassan muore nel C.P.T. di Sei ore di rabbia in corso Brunelleschi. Eccovele, minuto per minuto.
Torino. Il detenuto aveva la polmonite e nonostante le richieste d'aiuto da parte Alle 20,00 di questa sera uno dei reclusi che l’altro giorno era stato trasferito da via Corelli è
dei suoi compagni, la Croce rossa non è intervenuta. Dalle testimonianze raccolte esploso. La lunga detenzione, il trasferimento inatteso, le condizioni di detenzione, la
è emerso che la Croce rossa utilizza psicofarmaci per "curare" sintomatologie lontananza da sua figlia appena nata, lo portano a tagliarsi le mani e le braccia e ad ingoiare un
come il mal di testa. Anche in questo caso aveva somministrato ad Hassan accendino e vari altri ferri. Dice che vuole morire, accusa la polizia di averlo trasferito da Milano
psicofarmaci. Chi era nel suo stesso container, quando si è accorto che Hassan per punirlo di aver denunciato la situazione dei Centri tramite le radio di movimento e tramite il
nostro sito, //Macerie//. I suoi compagni di cella vedono subito che la situazione è abbastanza
ansimava, ha chiesto aiuto ma il medico della Croce rossa ha risposto che non
grave: il sangue è ovunque e la Croce Rossa si rifiuta di intervenire. Così chiamano i solidali che
aveva tempo, che lo avrebbe visitato il suo collega l'indomani. Troppo tardi. conoscono all’esterno e da subito - dai microfoni di Radio Blackout e dai siti di movimento -
Hassan è morto. parte un appello a telefonare al Centro perché i responsabili chiamino l’ambulanza e lo facciano
curare.
Torino - Come in un canile
da www.autistici.org/macerie/ Parte un vasto giro di telefonate di protesta. Da dentro al Centro i responsabili negano,
affermano che “la situazione è sotto controllo”, che provvederanno… alla fine il recluso ferito
viene portato in infermeria e poi riportato subito nelle gabbie.
24 maggio. Nel CPT di corso Brunelleschi un immigrato viene lasciato morire nel
suo letto, forse di polmonite. Nonostante le richieste di aiuto dei suoi compagni Intorno alle 22,30 i prigionieri riferiscono entusiasti di sentire un gran baccano fuori dalle
di cella, le guardie e la Croce Rossa lo lasciano nel letto con la bava alla bocca. mura: “c’è una manifestazione” - dicono. Sono gli antirazzisti, veloci e rumorosi come al solito.
"Qui siamo come in un canile, dove se abbai nessuno risponde", dicono altri Da quel momento in poi la situazione si scalda: i reclusi continuano a protestare
rumorosamente, alle 23,00 inizia una breve sommossa, e i prigionieri delle due aree maschili
reclusi nel CPT. E gli agenti sono tutti in allerta, perché tanti reclusi hanno
danneggiano il danneggiabile. Alle 23,20 il ferito si taglia di nuovo, questa volta alla gola. Dopo
annunciato uno sciopero della fame, per tentare di rompere il silenzio. Nelle un attimo di silenzio sgomento, riparte la protesta. Solo intorno alle 23,40 i responsabili del
stesse ore, un altro straniero ha tentato la fuga: preso dalle guardie è stato Centro chiamano un’ambulanza, che recupera il ferito e lo porta al Pronto Soccorso.
massacrato di botte e ora è ricoverato in ospedale.
Intorno alla mezzanotte la polizia circonda le gabbie e minaccia di caricare, i reclusi si barricano
dentro accumulando le panchine di cemento contro le porte. Dentro ad una delle aree, i reclusi
riescono a buttare giù il muro della saletta interna. La polizia un po’ minaccia un po’ cerca di
calmare la situazione: arrivano i capi dell’ufficio immigrazione e del Centro. “Se non vi
rispondiamo al telefono domani mattina, vuol dire che siamo in carcere o all’ospedale” - dicono
i reclusi.

Alle 0,45 il recluso ferito è in chiurgia all’ospedale Martini. Fuori dall’ospedale due volanti e la
Digos, che ferma e identifica alcuni solidali.

Nello stesso tempo la polizia comincia a provare a sfondare le porte, ma non ci riesce. Arrivano i
vigili del fuoco e altri rinforzi. Ci sono più o meno 50 carabinieri e 100 poliziotti. I capi
dell’ufficio immigrazione parlamentano con i reclusi e intorno all’1.05 trovano un accordo: via
la celere e i poliziotti armati, nelle gabbie potranno entrare soltanto i pompieri a raccogliere le
macerie del muro demolito, scortati da due donne dell’ufficio immigrazione.

Alle 1,15 sembra tornata la calma. Alle 2.10, quando oramai i pompieri hanno terminato di
raccogliere le macerie del muro demolito, due volanti riportano al centro il prigioniero ferito.
Sei ore di rabbia, e il Cie di Torino ha un muro in meno.
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01 novembre 09 – pistoia 27 maggio 08 - torino
Ore 10.00
Pistoia - Sorin Calin, ucciso in caserma dai carabinieri Nel Cpt di corso Brunelleschi la nottata è stata tranquilla. I
da "bello come una prigione che brucia" - trasmissione anticarceraria migranti in lotta sono molto contenti che fuori si ricominci a
abolizionista su radioblackout parlare di "chiudere i Cpt": hanno visto i telegiornali e
abbiamo raccontato loro i titoli dei quotidiani di stamattina.
Lo sciopero della fame prosegue, anche se non compatto
In questi giorni l'uccisione di Stefano Cucchi sta ricordando la potenzialità come ieri: qualcuno ha fatto colazione. La Croce rossa, da
omicida del sistema repressivo e carcerario. brava organizzazione umanitaria quale è, ha posto ai reclusi
l'aut-aut: "o smettete tutti di lottare, oppure non vi
I politici si indignano e invitano la magistratura a procedere nelle indagini senza consegniamo i pacchi che parenti e amici vi stanno lasciando
remore, la notizia trova spazio sui media nazionali: un episodio su mille che al portone".
viene amplificato e stigmatizzato per mostrare l'umanità delle istituzioni, Sempre la Croce rossa ha annunciato che comincerà a
ripulire le sezioni dai resti della rivolta (materassi, letti,
l'imparzialità della giustizia e, soprattutto, l'eccezionalità del fattaccio. La ecc.). In una delle sezioni, però, i reclusi stanno decidendo in
settimana Precedente, presso la caserma di Montecatini Terme, Sorin Calin, un questi minuti se farli entrare o meno a pulire.
ragazzo rumeno di 24 anni veniva massacrato di botte dai carabinieri. La
Ore 12.30
versione ufficiale, pubblicata in un trafiletto insignificante della cronaca locale di Abder e un suo compagno si sono sentiti male e sono a letto
Repubblica ci racconta di come il ragazzo contiuasse "ad opporre resistenza con senza le forze per alzarsi. La Croce Rossa si rifiuta di entrare
urla e atti di autolesionismo, colpendo più volte il pavimento e le pareti con la all'interno della stanza dove risiedono i migranti per portare
assistenza e cure.
testa e altre parti del corpo". Parole il cui significato è evidente quanto l'omicidio
che tentano di celare. Dalla lettura delle cronache sulla morte di Sorin si palesa il Ore 14.00
ruolo corresponsabile di un'altra divisa, di un'altra autorità, quella medica: La polizia minaccia i migranti detenuti all'interno del CPT
dicendo che tra quelli che hanno scioperato, qualcuno lo
alleata partecipe o semplicemente omertosa, di torturatori, mazzulatori, gestori mandano in galera. Il medico in questo momento sta
di gabbie, dalla Croce Rossa nei CIE delle nostre città all'anestesista nelle camere visitando chi tra loro sta male.
della morte statunitensi.
Ore 14.30
Nessuno ha reclamato la livida salma, nessuna sorella ha rilasciato interviste, Sappiamo che alcuni detenuti in sciopero della fame si sono
nessuna famiglia ha schierato avvocati o pagato controperizie. sentiti male questa mattina e che la Croce Rossa si è rifiutata
Molti si indignano, o fingono di farlo, per la morte di Stefano Cucchi, ma quasi di visitarli "finché dura la protesta": un ricatto indegno,
evidentemente.
nessuno sentirà parlare di Sorin Calin e degli altri uccisi dallo stato, soprattutto Ora pare che la situazione si sia sbloccata.
finchè le loro morti resteranno relegate nei trafiletti di cronaca locale o nei In ogni caso è una ottima cosa fare circolare questo numero:
comparti stagni della controinformazione. 011-5588778
è il centralino del Cpt. In tanti hanno telefonato questa
mattina per ricordare ai medici i loro doveri di medici e per
ricordare alla polizia di guardia che le notizie circolano e che
il loro comportamento è sotto gli occhi di tutta l'Italia.
Fate circolare questa mail, la pressione che è stata esercitata
questa mattina è servita ed è importante continuare.
I reclusi si aspettano molto dalla nostra solidarietà.

Stasera ci sarà un presidio lì davanti dalle nove in poi.


Dentro lo sanno, e ci stanno aspettando.

30
11
03 giugno 08 – torino 26 ottobre 09 – milano

Baldacci in Tv Fuoco e pestaggi in via Corelli

3 giugno - Una strana mattinata, quella di oggi, per i reclusi del Cpt di Corso Questa settimana dentro al Cie di via Corelli è scoppiata un’epidemia di
Brunelleschi. Al risveglio i militari della Croce Rossa che presidiano il Centro influenza, ovviamente aggravata dalla pietosa condizione igienica e sanitaria
sono gentili ed affabili come non mai. Dalla direzione regalano un giornale a nella quale sono costretti a vivere i prigionieri. Alcuni di loro, costretti a letto
ciascun clandestino - addirittura. Non è proprio un Grand Hotel, ma il clima che dalla febbre alta, hanno dovuto essere trasportati in infermeria a braccio dai
si respira è tutt'altro rispetto a quello di tutti i giorni. C'è un perché: a breve propri compagni visto il rifiuto netto dei medici della Croce Rossa di entrare
arriverà una troupe della Rai regionale a fare il suo primo servizio nel "nuovo nelle gabbie. Le cure, come al solito, sono superficiali e per protestare già da
Cpt" e a intervistare qualche recluso. venerdì 28 prigionieri hanno indetto uno sciopero della fame. Sei di loro, che
evidentemente rompevano troppo le scatole, sono stati picchiati dalla polizia
Quando lo scoprono, i prigionieri appallottolano i giornali-omaggio e li lanciano mentre la Croce Rossa ha continuato a minimizzare, somministrando un po’ di
verso le guardie. Nel servizio che andrà poi in onda il Cpt è pulito e ordinato, i tachipirina, un po’ bicarbonato per fare gargarismi e molti psicofarmaci.
crocerossini distribuiscono sigarette e vestiti, tutti tesi a far sembrare il Centro
una colonia estiva e non una galera. Addirittura, l'autore del servizio è costretto Il nervosismo dentro alle gabbie è salito ulteriormente sabato mattina quando è
a specificare che i reclusi non sono né spacciatori né assassini, ma gente che è lì arrivata la notizia che tre dei prigionieri del Centro - un marocchino e due
perché non ha i documenti. Intervistato, il colonnello Baldacci non sorride molto tunisini - erano stati deportati in… Algeria! E così ieri sera la disperazione ha
ma assicura che tutto sarà presto chiarito. Nella prima edizione del Tg lamenta le preso il sopravvento. Prima solo uno, poi anche altri quattro prigionieri della
contestazioni contro di lui del giorno prima, nella seconda edizione no. sezione hanno cominciato a tagliarsi, nella speranza di essere portati al Pronto
soccorso per ricevere le cure necessarie; si sono tagliati il petto, le braccia, uno è
Spente le telecamere, tutto torna come prima. Qualche clandestino prova a arrivato a incidersi un taglio sul collo… I crocerossini, però, non hanno mosso un
recuperare i brandelli di giornale, dopo aver scoperto che raccontano tutti del dito fino al pomeriggio di oggi quando, dopo essersi accorti che i reclusi sono in
presidio sotto casa di Baldacci e di quanto si sia spaventata sua moglie. Due contatto costante con l’esterno, hanno mandano un infermiere dentro alle gabbie
reclusi, intanto, sono liberati: ed è la festa vera, anche per tutti gli altri, per tutti per medicare le ferite più profonde. Poco dopo alcuni poliziotti entrano nelle
quelli che rimangono chiusi nella gabbia. camerate consigliando ai presenti di smetterla di lamentarsi e minacciando
ritorsioni: i prigionieri a questo punto scoppiano davvero e in due sezioni
portano fuori dalle celle i materassi e li incendiano. La polizia entra nelle gabbie
con i manganelli e spegne i fuochi, tre reclusi vengono portati dall’ispettore capo
del Centro ed uno torna nelle camerate con sul viso i segni degli schiaffi e delle
percosse.

In serata sono solo in tre a proseguire lo sciopero della fame e la polizia presidia
i corridoi. In più è tutto il giorno che i riscaldamenti sono spenti. Questo è il
numero del centralino di Corelli 02 70001950. Telefonate per fare pressione
perché i reclusi feriti e malati vengano portati in ospedale e perché il
riscaldamento venga immediatamente riacceso.

12 29
08 ottobre 09 – roma 08 giugno 08 – torino

E sono arrivati, intanto, nuovi dettagli sul pestaggio di Roma dell’altra sera. Al Continua lo sciopero della fame di ***, senza nome recluso nel Cpt. Ieri in infermeria è stato
schiaffeggiato: "per calmarlo". A tutte le difficoltà di uno straniero senza nome e senza volto
pestaggio nella camera di isolamento hanno assistito almeno quattro dipendenti rinchiuso in una gabbia aggiunge quella di non parlare per nulla italiano. In molti hanno chiamato
della Croce Rossa, che non hanno mosso un dito per impedire le violenze. la Croce Rossa per chiedere spiegazioni ma i crocerossini fanno finta di niente e rimandano le
Insieme a loro era presente anche un medico, una dottoressa che - al contrario responsabilità alla questura, o al corpo militare.
dei crocerossini - si è messa ad urlare contro le guardie pregandole di fermarsi.
Continuano, poi, gli episodi di autolesionismo: in due, ieri sera, si sono tagliati. 10 giugno 08 – torino
Uno alla gola. Medicati nell’infermeria del Centro sono stati riportati nelle Fonte: peacereporter
gabbie. Torino, presunte violenze ai danni di un immigrato del Cpt
Tunisino schiaffeggiato perde l'udito da un orecchio
Per finire sulla giornata romana, stanno circolando le dichiarazioni fatte
Nuovo caso di presunte violenze al Cpt di Torino a due settimane dalla morte, per circostanze
all’uscita dal Centro dai quattro Consiglieri ragionali della sinistra - Anna Pizzo, ancora da chiarire, di un tunisino di 38 anni. Questa volta, a fare le spese di quella che gli ospiti
Enrico Fontana, Luisa Laurelli e Ivano Peduzzi - che hanno visitato la struttura della struttura hanno più volte denunciato come la 'mano pesante' del personale di sicurezza,
lunedì. In soldoni hanno raccontato che gli operatori di Ponte Galeria sarebbe un altro tunisino.
smentiscono categoricamente ogni pestaggio e che il vero problema del Centro
sono i Consolati che non collaborano per rendere i rimpatri abbastanza celeri e Immigrati in un CptSalute a rischio. Quattro giorni fa, Mohamed (nome di fantasia) ha cominciato
uno sciopero della fame. Le motivazioni della protesta non sono ben chiare. L'immigrato si
le Asl che si ostinano a fornire i propri servizi con una lentezza incompatibile opporrebbe al decreto di espulsione emesso dalla Questura per aver commesso un piccolo furto, a
con il ritmo delle deportazioni. Insomma, presenteranno una bella mozione seguito del quale è finito in carcere e da lì al Cpt. Mohamed, che ha una compagna romena dalla
perché la Regione Lazio ci metta del suo per oliare un po’ gli ingranaggi della quale ha avuto un bambino, dovrà essere rimpatriato nel suo Paese tra una decina di giorni. Dopo
macchina delle espulsioni e farla andare più veloce. Insieme ai quattro, però, è essere stato visitato da un medico, secondo quanto hanno raccontato alcuni suoi compagni
contattati da PeaceReporter all'interno della struttura, a Mohamed, constatate le precarie
entrata anche una giovane giornalista: ha fatto tutta la visita con i politici e ha condizioni di salute, sarebbe stato consigliato di interrompere lo sciopero, soprattutto a causa delle
visto tutto quello che hanno visto loro. A differenza loro, però, all’uscita non ha pericolose conseguenze cui avrebbe potuto andare incontro. Prima fra tutte quella di una
nascosto niente: oggi i reclusi le hanno telefonato per ringraziarla dell’onestà complicazione cardiovascolare. Non sono state confermate le voci che vorrebbero il tunisino già
che ha dimostrato, ai consiglieri regionali no. affetto da una non meglio precisata patologia cardiaca.

'Sta creando dei casini'. Mohamed avrebbe rifiutato di interrompere lo sciopero, chiedendo di
essere condotto in ospedale. Il personale del Cpt si sarebbe opposto alla richiesta che, qualora
accolta, avrebbe ritardato l'iter di espulsione. Sempre secondo fonti interne, Mohamed sarebbe
stato oggetto di violenza da parte del personale del centro, che lo avrebbe schiaffeggiato più volte,
provocandogli la perdita dell'udito - si spera temporanea - da un orecchio. Quest'ultimo episodio si
sarebbe verificato ieri. La fonte interna al Cpt ha raccontato che Mohamed è stato "portato in
infermeria, dove hanno cominciato a prenderlo a schiaffi, e ora non sente più da un orecchio. Il
maresciallo gli ha detto che con lo sciopero 'sta rompendo i coglioni e creando dei casini'. Lui non
vuole essere espulso, ha suo figlio qui. Non è l'unico a essere stato malmenato. Chi 'rompe i
coglioni' lo prendono, lo ammanettano, lo portano di là, dove non ci sono telecamere, e giù botte".
Nel momento del contatto telefonico con la nostra fonte, Mohamed veniva condotto nuovamente in
infermeria.

Raggiunta telefonicamente, la Croce Rossa Italiana di Torino, che gestisce il Cpt, non ha rilasciato
dichiarazioni. Non è stato possibile parlare con il direttore sanitario, Antonio Baldacci, nè con il
numero del Cpt in possesso della Questura di Torino, che risultava 'sempre occupato'.
28 13
27 giugno 08 – torino 02 ottobre 09 – roma

Torino - Ancora racconti dal cpt È arrivata la vendetta della polizia e della Croce Rossa per il duro sciopero della
Riceviamo e pubblichiamo fame messo in campo dai reclusi di Ponte Galeria da lunedì scorso fino a ieri
sera. In dodici tra i presunti animatori della protesta sono stati chiamati questa
Ancora racconti dal Cpt. I detenuti lamentano le condizioni dei bagni e delle mattina con la scusa della scarcerazione. Al contrario, invece, sono stati
docce, che sono disumane. A molti di loro stanno venendo degli strani sfoghi immobilizzati con violenza e preparati per il trasferimanto in altri Centri. Chi li
sulla pelle, chiazze rosse che provocano forti pruriti. Questo può essere dovuto al ha visti passare ha testimoniato che avevano i polsi legati con del nastro isolante.
cibo o alle coperte e ai materassi sporchissimi in cui sono costretti a dormire. Un trasferimento violento e punitivo, dopo quattro giorni di lotta. Non sappiamo
Quelli della croce rossa si limitano a dar loro una crema che sembra peggiorare i dodici dove verranno portati.
lo sfogo. Ieri, un ragazzo si è lamentato molto del forte prurito in tutto il corpo, Anche questa notte, a sciopero oramai finito, ci sono state un paio d’ore di
gli bruciava la pelle e non sapeva più cosa fare. Ha chiesto di poter essere visitato protesta, con una battitura sulle sbarre.
dal medico. Dopo qualche ora, incece, sono venuti quelli della croce rossa e lo
hanno accompagnato in una stanza dove, anzichè esserci il medico, c'era un Rimane immutata, invece, la situazione del recluso che l’altroieri sera si era
funzionario del consolato e tre poliziotti dell'ufficio immigrazione che lo hanno tagliato le vene per protesta.
tenuto un bel pò facendogli mille domande sulla sua vita, sulle sue intenzioni
future, se aveva precedenti, chi frequentava abitualmente, dove dormiva... È Aggiornamento ore 16.00. Non ci sono note, ancora, le destinazioni dei reclusi
tornato nella gabbia confuso e spaventato senza capire il perchè di trasferiti questa mattina. La confusione di questa notte, invece, non era una
quell'interrogatorio e che rapporto avesse con le condizioni della sua pelle. Chi battitura: erano semplici urla. E già, perché un gruppo di reclusi ha dovuto urlare
non ha parenti o amici che possano andarlo a trovare e portare pacchi da casa si dalle due della mattina fino alle cinque e mezza perché uno di loro stava male e
trova costretto a mangiare cibo avariato e (a quanto ancora si sospetta) condito la Croce Rossa faceva finta di non sentire: ma queste sono storie quotidiane,
con psicofarmaci, a dormire su coperte sporche, a non potersi lavare dentro ad un Cie.
decentemente perchè gli viene dato solo ogni tanto un pezzo di sapone (che deve
essere utilizzzato sia per l'igiene personale che per quella del vestiario), poche Aggiornamento ore 22.00. Nel pomeriggio un altro dei protagonisti dello
sigarette e nessun cambio di vestiario... L'esatto contrario, insomma, di ciò che il sciopero viene trasferito da Ponte Galeria verso una destinazione ancora ignota,
colonnello Baldacci ha dichiarato recentemente al Gr regionale: «sigarette, vestiti mentre invece arriva a Roma un gruppone - forse addirittura 30 - di reclusi
e cibo buono per non far sembrare questo posto un carcere». algerini proveniente da Bari-Palese. Dopo una mezz’ora si scoprirà che almeno
due dei reclusi trasferiti questa mattina sono finiti proprio a Bari. Come
07 luglio 08 - torino quest’estate dopo le sommosse di Gradisca e poi di Milano la pratica del
trasferimento punitivo denuncia la natura para-carceraria dei Centri. Intanto, il
Torino - Pestaggio al cpt reclusoche si era tagliato le vene l’altroieri avrebbe ricominciato a camminare
Torino - Ieri mattina (7 luglio '08) intorno alle 9,30 / 10, subito dopo più o meno autonomamente.
l'espulsione di (forse) due immigrati, tre reclusi sono stati picchiati dalla polizia.
Due esponenti della Croce Rossa hanno assistito senza intervenire. I migranti Aggiornamente ore 23.00. Quattro prigionieri riescono a montare sui tetti e
hanno quindi cercato di parlare con un giornalista e minacciato di spaccare tutto. provano a scavalcare le reti del Centro. Tre vengono bloccati subito dalle guardie,
del quarto non si sa ancora nulla: incrociamo le dita, probabilmente è libero.

27
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21 settembre 2009 08 luglio 08 – milano

Assalto alla sede della Cri. Vernice rosso sangue e volantini con la scritta: Milano - Appello dei reclusi nel cpt di via Corelli
"Assassini" Noi detenuti di via Corelli siamo in lotta dal 5 luglio contro la nostra
da la Repubblica di Roma carcerazione nel CPT di Milano.

Una decina di persone con il volto coperto hanno assaltato nella mattina di Il nostro crimine è quello di non avere un documento che lo stato italiano non ci
lunedì il Comitato provinciale di Roma della Croce rossa italiana, in via concede, e quindi rivendichiamo per tutti il diritto alla libertà.
Ramazzini.
Vogliamo contrastare la campagna razzista che attraversa l'Italia, denunciare il
Gli assalitori, giunti a bordo di macchine e moto, hanno fatto irruzione nel carattere fascista del pacchetto sicurezza che discrimina, criminalizza e reprime
comitato gettando volantini contro la presenza della Cri nei Cie (Centri di tutti gli immigrati. Noi non lottiamo per qualche miglioramento qui dentro. Noi
identificazione ed espulsione), imbrattato l'ingresso del comitato ed un mezzo ci battiamo per la chiusura dei CPT.
del Cem (Centro di rieducazione motoria) con vernice rossa e malmenato un
vigilante che aveva tentato di opporsi. Tutti devono sapere la profonda ingiustizia che stiamo subendo qui dentro:
Persone, costrette a lavorare in nero, prelevate direttamente dal posto di lavoro.
Sui volantini lanciati dagli autori del blitz non c’è nessuna sigla. "Nella tua città Persone in possesso di documenti regolari e rinchiuse perché ancora in attesa di
c'è un lager - si legge nel volantino - chiudiamo il Cie di Ponte Galeria. Chi un rinnovo. Persone a cui non è stata convalidata la detenzione, riportate in
gestisce i lager è una carogna: il vostro volontariato vuole dire servizi e torture. questura per un nuovo decreto di espulsione, convalidato poi dal giudice
Cri assassini". Gli agenti della Digos di Roma sono al lavoro per identificare gli successivo.
autori, fuggiti dagli uffici di via Ramazzini a bordo di una Fiat e per individuare il
gruppo a cui appartengono. Tutti devono sapere che qui si subisce un clima costante di razzismo,
intimidazione e violenza. Cibo scarso e di qualità scadente. Condizioni igieniche
inaccettabili. Assistenza sanitaria inesistente, in particolare a malati di Aids a
rischio di vita.

E ogni nostra osservazione su queste cose serve scatena la reazione rabbiosa


della polizia e della Croce Rossa, che non interviene per curare le persone.

Per tutti questi motivi continueremo la nostra agitazione a oltranza e facciamo


appello a tutti gli antirazzisti perché sostengano la nostra lotta in nome dei
principi di giustizia, uguaglianza e dignità umana che devono essere garantiti a
tutti e senza condizioni.

Milano, 8 luglio 2008

26 15
10 agosto 08 – torino e milano 09 settembre 09 -torino

Torino - Milano, dentro una gabbia Avremmo voluto raccontarvi la storia di un tentativo di evasione dal Cie di corso
Il 10 luglio passato, una detenuta transessuale viene pestata dalla polizia dentro Brunelleschi a Torino. Così come avremmo voluto raccontarvi la storia di un
al Cpt di via Corelli a Milano. Un episodio come mille dentro le gabbie, ma l'aria è pugno in faccia sferrato da un fuggiasco a un Alpino di guardia al Centro.
già carica di tensione da settimane ed esplode la rivolta - e insieme alla rivolta la Avremmo voluto, eccome, ma abbiamo chiamato dentro e siamo costretti a
solidarietà da fuori. Il giorno dopo la detenuta verrà liberata, a calci, perché smentire le notizie de La Stampa. Pare proprio che la storia dell’evasione sia una
Croce Rossa e Polizia sono ansiosi di liberarsi di una rompiscatole e sperano che bufala, per quanto versosimile di questi tempi, inventata di sana pianta dai
gli animi di tutti si plachino. Ma lei, da fuori, vuole continuare a lottare e, tra le militari o dalla Questura per giustificare un violento pestaggio da parte degli
altre cose, denuncia le violenze subite dentro. Alpini – ed è il primo caso documentato di violenza alpina all’interno di corso
Brunelleschi – nei confronti di una quindicina di reclusi, esasperati dall’attesa
Un episodio della lunga lotta dei detenuti di via Corelli contro la gabbia che li della “terapia”, dagli insulti e dai maltrattamenti. E, ovviamente, tra militari e
rinchiude e - contemporaneamente - una occasione per noi di fare una lunga poliziotti c’era pure un crocerossino, di sicuro un “operatore precario che,
chiacchierata con l'avvocato che la difende. Il racconto di quella sera, le violenze nell’assolvere il suo compito, lotta per mantenere pubblica e civile l’assistenza a
della polizia, la connivenza della Croce Rossa, l'utilizzo delle telecamere nei Cpt: tutte le persone in difficoltà“: infatti è stato lui a portare i manganelli agli Alpini,
un "modello" di violenza permanente che accomuna, fin nei dettagli, Milano e evidentemente in difficoltà. E inoltre, è sicuramente vero che “lo spirito che
Torino. E poi, ancora, a ruota libera sulla prossima venuta dell'esercito nei Cpt, anima gli operatori Cri non è certo quello dei carcerieri”. Infatti il giorno dopo il
sulla condizione degli apolidi e su altro ancora. pestaggio gli Alpini hanno chiesto scusa, il crocerossino invece no.

23 agosto 08 – torino

Nel primo pomeriggio di oggi, sabato 23 agosto, un recluso del Cpt di Torino ha
tentato il suicidio.
Disperato, per le condizioni in cui il governo italiano lo sta costringendo a vivere,
ha chiesto ripetutamente di ritornare nel suo paese natale in Marocco.
Ha detto a tutti che se non lo mandavano via, avrebbe tentato il suicidio e i
poliziotti ed i volontari della Croce Rossa gli hanno risposto che a loro non
"fregava" niente e che poteva pure ammazzarsi.
Il ragazzo è riuscito a trovare una corda, è andato nel cortile e ha provato ad
impiccarsi.
Per fortuna gli altri detenuti lo hanno subito soccorso e sono riusciti a salvarlo.
Successivamente sono intervenuti anche gli infermieri della Cri.
Nel mentre la polizia ha bloccato i colloqui e ha rimadato a casa i parenti e gli
amici che si erano presentati al Cpt per portare qualcosa ai detenuti.

16
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30 agosto 09 – roma 30 agosto 08

Teoria e pratica della detenzione amministrativa - Una testimonianza da Ponte Galeria Ospiti - Sui CPT
da macerie òspite (agg., s.m. e f.) dal latino "hospitem", colui che riceve il forestiero e gli dà
cibo, non per lucro, ma per sola amicizia, per benevolenza, per umanità; e poi il
«Quando sono entrato qui mi hanno detto che dovevo stare tranquillo, che qui ero Forestiero medesimo, che è alloggiato e protetto.
libero… Ho visto la Croce Rossa e mi sono detto: “meno male, almeno non vedo la
polizia intorno”. Invece mi sono sbagliato tanto, mi sono sbagliato tanto a pensare «Qui i militari mi dicono che sono un ospite. Ma se sono un ospite perchè sono
così…
rinchiuso in una gabbia? Se invito qualcuno a casa mia… è giusto dire che quella
persona è mia ospite?! Beh, a me non è mai successo di avere un ospite in casa, di
La Croce Rossa mi ha dato un paio di ciabatte, un paio di lenzuola di carta di quelle che
si usano sui treni, quelle usa e getta. Mi ha aperto un cancello e… lunghe sbarre,
metterlo dietro a delle sbarre altissime, di sorvegliarlo armato, di costringerlo a
lunghe sbarre alte quattro metri. Tutto a sbarre. Avete presente gli zoo, come sono non uscire, di minacciarlo dopo qualsiasi sua richiesta, di mettergli schifose
divisi gli animali? Una gabbia sono negri, una gabbia sono arabi, una gabbia sono del gocce nel cibo, di umiliarlo con insulti e prese in giro, eccetera…»
Bangladesh, una gabbia sono indiani, una gabbia sono europei… Da lontano ho visto i
militari, e come girano intorno coi mezzi che usano lì in Afghanistan - armati! Subito «È da poco che sono qui, molti miei amici sono stati rinchiusi qui dentro ma
mi sono reso conto che mi hanno detto una bugia, che non ero libero io: una persona ammetto che spesso non credevo ai loro racconti. Credevo che esagerassero.
chiusa in una gabbia 16 per 20 non può essere libera, non può essere libera! Invece ora che sono qui capisco molte cose. Lo sai che la prima volta che ho
mangiato qui sono crollato nel letto? Non riuscivo a stare in piedi! Nel cibo
Qui non c’è la vita, non si può vivere così: ci danno il vitto solo per tenerci in vita. mettono delle gocce per farci dormire. Credimi, mi tremavano le gambe e avevo
Sapete come ci sentiamo, sapete come ci sentiamo noi? Persone sequestrate! Una cosa proprio sonno. Non mi era mai successo! Ma cosa ci mettono dentro?!»
è sentirla - vedete, mi viene la pelle d’oca - e un’altra cosa è trovarsi solo cinque minuti
in una gabbia… e no, due mesi, tre mesi, quattro mesi, cinque mesi, sei mesi… E «Questo significa essere ospiti?»
intorno a noi girono militari che sono tornati dall’Afghanistan. Vigili urbani, Polizia,
Finanza, Carabinieri, Polizia stradale, militari… tutte le divise abbiamo qua. E in più «Poi questa notte avevo freddo. Da mezzanotte alle 4 del mattino attaccano l'aria
abbiamo la Croce Rossa: per me il nome della Croce Rossa è infangato, infamato!,
condizionata invece di giorno la mettono solo per un'ora! Ho chiesto una coperta
perché sotto le divise della Croce Rossa si nascondono gli ex militari. E questo lo posso
confermare davanti a tutti, anche davanti al Presidente della Repubblica.
ad un volontario della Croce Rossa e sai cosa mi ha detto? "è agosto e vuoi la
coperta? vi lamentate sempre, non vi va mai bene niente! non ti do nessuna
Qui non è come fosse Guantanamo: è Guantanamo. È Guantanamo. È Guantanamo del coperta ed in particolare non spengo l'aria condizionata perchè altrimenti poi si
signor Berlusconi, del signor Bossi, del signor Maroni, del signor Fini, del signor Casini sente la vostra puzza!"»
e del signor Calderoli. Noi vogliamo che nostra voce si senta da qua a tutto il mondo
come si è sentita per Guantanamo.Trasmettetela e ve ne saremo molto grati: le nostre «Dimmi un po' tu... questo significa essere ospiti? Ma le parole hanno un
sofferenze qua non si possono descrivere. Non si possono descrivere, non si possono significato o no? scusami forse parlo male l'italiano...»
descrivere…»

Ponte Galeria, Roma, 30 agosto 2009

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24 marzo 08 – roma 14 agosto 09 – torino

SALAH SOUIDANI: ASSASSINATO DALLO STATO ore 20 Poco fa, un ragazzo si e' ferito gravemente sbattendo la testa contro
la porta, c'e' molto sangue per terra e la Croce Rossa non fa nulla,
La mattina di giovedì 19 marzo, all'interno del "Centro di Identificazione ed anzi ride e scherza e manda affanculo i reclusi.
Espulsione" (CIE, ex CPT) di Ponte Galeria a Roma, viene trovato morto l'algerino In più da questa mattina la Croce Rossa nega l'acqua a chi è in
Salah Souidani. Dopo aver accusato un malore gli sono state negate le cure, e sciopero della fame: o mangiate e bevete, dicono, oppure nulla.
Vi invitiamo a continuare a telefonare al centro per protestare. C'è
dopo aver subito un pestaggio, accompagnato dall'ordinaria dose di insulti
un numero nuovo, rispetto al solito: 0115589918.
razzisti, è stato trascinato di peso nella camerata e lì lasciato morire (come
E poi i soliti numeri: 0115588778 0115589815
testimoniato dai suoi compagni di detenzione).
Sappiamo che le consuete menzogne dei comunicati ufficiali vorrebbero ore 22. Dopo una giornata intera di telefonate e di insistenza, la Croce Rossa
nascondere la scomoda realtà della gestione brutale di questi lager, di cui Salah cede e distribuisce l'acqua ai reclusi di brunelleschi: Che ci
purtroppo non è la prima vittima. chiedono di girare a tutti i solidali il loro ringraziamento:
"ragazzi, siete grandi!"
Non crediamo alle presunte "cause naturali" della sua morte, riportate nel
referto medico della Croce Rossa italiana (responsabile della gestione di questo ore 23. Un deternuto di corso Brunelleschi da almeno una mezz'ora si trova sul
centro e di altri in Italia), e la riteniamo non una tragica fatalità, ma la diretta tetto del gabbiotto, per protesta, e non vuole scendere.
conseguenza delle politiche di sterminio del razzismo di stato.
La Croce Rossa, così come nelle cosiddette "guerre umanitarie" gestisce il ore 23.30 Il ragazzo che è salito sul tetto del Centro è stato fatto scendere
business dei profughi e dei feriti, imponendo la pace armata degli eserciti, nei pochi minuti fa: ha una gamba sanguinante, ma non si sa se si è
lager di stato del "Belpaese" rende possibile il lavoro sporco di altri assassini in tagliato o è stato picchiato. In questo momento la polizia marca
divisa (quella della polizia) con un silenzio complice ed accondiscendente. stretto i reclusi, che fanno fatica pure a comunicare tra di loro e
con l'esterno, per cui è difficile avere notizie chiare.
Da giovedì scorso tutti/e i/le reclusi/e di Ponte Galeria sono in sciopero della
fame, mentre in altri CIE italiani (da Torino, a
Bari, a Lampedusa, a Bologna) da settimane si susseguono rivolte e gesti di
disperazione di vario tipo: chi si è tagliato con delle lamette, chi ha ingerito delle
batterie, chi si è cucito le labbra, chi è in sciopero della fame e della sete, chi ha
dato fuoco al lager in cui era rinchiuso. A tutti loro va la nostra solidarietà, nella
convinzione che la loro lotta per la libertà, contro le istituzioni carcerarie che
mostrano il vero volto della democrazia, sia anche la nostra.

SOLIDARIETA' CON I MIGRANTI E I RECLUSI IN LOTTA


PER LA LIBERTA' DALLO STATO E DALLE SUE GALERE
CHIUDERE I CIE CHIUDERE I LAGER
TUTTI E TUTTE LIBERI/E

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23
05 agosto 09 – roma 06 maggio 09 – roma

Roma - Cie, Violento pestaggio di recluso malato di cuore Nella notte, nel Cie di Ponte Galeria è morta una detenuta tunisina. Si chiamava
Un racconto tremendo, e un appello, dal Cie di Ponte Galeria. Nabruka Mimuni e aveva 44 anni. Ieri sera le hanno comunicato che sarebbe
Nella serata di lunedì arriva nel Centro un gruppetto di algerini, appena trasferiti da stata espulsa e questa mattina le sue compagne di cella l’hanno trovata impiccata
Bari Palese. Tra di loro c’è anche un ragazzo gravemente malato di cuore, che si in bagno. Da quel momento le recluse e i reclusi di Ponte Galeria sono in sciopero
lamenta e protesta: la polizia non ha provveduto a portare da Bari le medicine che della fame per protestare contro questa morte, contro le condizioni disumane di
deve prendere ogni giorno. Invece di procurare i farmaci, i poliziotti lo portano in detenzione, contro i maltrattamenti e contro i rimpatri. Nabruka lascia un
infermeria e poi nella cella di sicurezza. Lì lo massacrano di botte, stufi di tutti questi
marito, e un figlio. Era in italia da più di 20 anni. È stata catturata due settimane
stranieri sempre pronti a lamentarsi.
fa dalla polizia mentre era in coda in Questura per rinnovare il permesso di
Quando lo riportano in sezione è pieno di lividi e sangue. Lui è malato di cuore per
soggiorno.
davvero e durante la notte si sente malissimo: i suoi compagni danno l’allarme, e il Se dobbiamo dare un nome a chi l’ha uccisa, non basterebbero le poche righe che
malato lascia il Centro a bordo di una ambulanza. La mattina dopo i suoi compaesani, abbiamo a disposizione. Del resto, almeno qualche nome di questa lista lo
che stanno raccontando in giro gli avvenimenti della notte, vengono raggruppati e conoscete già: intanto il ministro Maroni, che questa mattina si vantava della
portati via. Tutti pensano ad un rimpatrio, e solo la sera si scoprirà che in realtà il gente deportata in Libia senza neanche passare dai porti italiani; poi il partito
gruppo è stato messo in “isolamento” nel reparto delle donne. Intanto, durante tutto il del Ministro, e tutto il suo governo, che si apprestano a portare di nuovo a sei
giorno, del ragazzo malato di cuore non si ha più alcuna notizia. mesi il tempo di reclusione nei Centri di identificazione ed espulsione; e ancora
Passano le ore, e i reclusi del Centro si ricordano di Salah Soudami, morto soltanto la Croce rossa italiana, che gestisce il centro di Roma Ponte Galeria e diversi altri
cinque mesi fa in circostanze pressoché identiche, e pensano al peggio. lager in Italia; e giù giù, tutte le brave persone che applaudono alle retate, che si
Così chiedono aiuto ai solidali che stanno fuori dai Centri e lanciano un appello dai radunano nelle strade ad urlare "espulsioni, espulsioni!" e che sputano rancore
nostri microfoni: vogliono avere notizie del loro compagno. Vogliono sapere come sta, ad ogni passo.
se è vivo o morto, e dov’è. Lo hanno chiesto alla Croce Rossa e non hanno avuto Ascolta l’intervista ad una sua compagna di cella raccolta da Radio Blackout di
risposta. Lo hanno chiesto pure agli agenti, e anche loro sono stati zitti: del resto, si sa, Torino: http://piemonte.indymedia.org/article/4879
i poliziotti sono buoni solo a massacrare di botte i malati di cuore.

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16 maggio 09 – monza
NABRUKA MIMUNI SUICIDATA DALLO STATO, CROCE ROSSA COMPLICE DEI
LAGER Monza - Il vero volto della Croce Rossa
Monza, 16 maggio. Un gruppo di compagni e compagne del Comitato
Nel pomeriggio di sabato 9 maggio 2009 circa 300 persone si sono concentrate Antirazzista di Milano stanno volantinando a una festa della Croce rossa, per
nel piazzale antistante alla fermata della metro Piramide, a due giorni denunciare il vero volto dei crocerossini “aguzzini nei moderni lager” (questo il
dall’ennesima atrocità partorita dal lager per migranti di Ponte Galeria. A meno testo dello striscione esposto), quando all’improvviso vengono raggiunti e
di due mesi dalla morte dell’algerino Salah Souidani, pestato a morte dalla aggrediti dalla Polizia municipale monzese.
polizia, stavolta a perdervi la vita è una donna tunisina di 44 anni, Nabruka Intervenendo durissimamente come vera e propria squadraccia, con una
Mimuni, suicidata dallo stato che dopo 30 anni di permanenza in Italia le ha violenza talmente inaudita da provocare lo schieramento dei passanti contro la
rifiutato il rinnovo del permesso di soggiorno perché aveva perso il lavoro, sbirraglia locale, i vigili sono passati dall’identificazione alla violenza aperta
internandola e condannandola ad essere espulsa. I compagni e le compagne sia contro il presidio fino al fermo di quattro compagni, che sono stati pestati,
autoctoni/e che migranti avevano scelto il giorno prima di autoconvocare una portati in Questura e rilasciati solo dopo qualche ora con una denuncia per
manifestazione che puntasse verso la sede della Croce Rossa Italiana, resistenza aggravata e lesioni.
responsabile assieme alle forze dell’ordine e all’intera classe politica della
gestione dei C.I.E. e delle politiche di discriminazione e sterminio applicate
all’interno e all’esterno di essi. Interrompendo il traffico lungo via ostiense e via
del porto fluviale, ancora una volta in barba al protocollo comunale sulla
regolamentazione dei percorsi dei cortei, la manifestazione ha trovato ad
attenderla di fronte all’edificio della C.R.I. uno spropositato spiegamento di
manichini in assetto antisommossa. Di fronte ai loro piedi, una colata di vernice
rossa ha ricordato il colore del sangue di cui sono sporche le loro mani, come
quelle di chi, con un complice silenzio, partecipa a questa macabra mattanza.
Durante tutto il corteo un fitto volantinaggio e numerosi interventi al microfono
hanno dato voce ai reclusi e alle recluse di Ponte Galeria, in sciopero della fame
dal giorno della morte di Nabruka e con una telefonata ad una sua compagna di
reclusione, la rabbia e la solidarietà dei partecipanti è giunta anche all’interno
delle mura del C.I.E.Finché la repressione di stato e lo sfruttamento capitalista
continueranno ad opprimere le vite di tutti e tutte, continueremo ad opporvi
l’antiautoritarismo e la solidarietà tra gli sfruttati al di là di ogni barriera o
frontiera imposta.
NESSUNA GALERA,
NESSUNA FRONTIERA!
SOLIDARIETÀ CON I/LE RECLUSI/E IN LOTTA
CHIUDERE I C.I.E.
SUBITO!

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