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I  SOM MARIO

f e b b r a i o 2018 • vo l . 41 • n o . 2 • r i v i s ta u f f i c i a l e d e l l a n at i o n a l g eo g r a p h i c s o c i e t y

I REPORTAGE

82 C ERV EL LO N I VO L A N TI

Appena un secolo fa gli studiosi erano convinti che gli uccelli non avessero capacità cognitive
comparabili a quelle dei primati o altri mammiferi. Oggi sanno che si sbagliavano di grosso.
di Virginia Morell fotograie di Charlie Hamilton James

2 | CI STANNO 32 | L’OR A 48 | CON I LUPI 58 | SA ZIARE 102 | FALKL AND


OSSERVANDO DEL LUPO ALL A PORTA IL GIGANTE Le isole al largo
Entro breve Dopo secoli di Come conciliare La Cina cambia dell’Argentina
la privacy sarà persecuzione, negli le esigenze di abitudini alimentari, sono state a lungo
solo un ricordo? ultimi 40 anni in Italia allevatori e trasformando contese. Oggi
La tecnologia il canide selvatico animalisti? l’agricoltura globale. sono un paradiso
e la crescente ha avuto un ritorno testo e fotograie di Tracie McMillan di biodiversità.
richiesta di quasi miracoloso: di Francesco Rossi fotograie di George testo e fotograie
sicurezza hanno da poche decine e Matteo Franchi Steinmetz di Paul Nicklen
inito per mettere a quasi 2.000
tutti noi sotto individui. 118 | GENITORI IN TR APPOL A
sorveglianza. testo e fotograie In Colombia si usano i robot per scoraggiare le gravidanze giovanili.
di Robert Draper di Bruno D’Amicis di David Brindley fotograie di Christian Rodriguez
The National Geographic Society
is a global nonproit membership
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Un mese fa, per il mio compleanno, molti amici mi hanno fatto gli
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i quali comunichiamo sono diventati insopportabilmente numerosi. email: arretrati@somedia.it
Registrazione del Tribunale di Roma n. 652/97
Prima di tutti gli altri, però, appena acceso il computer, è stato Goo- del 2 dicembre 1997
gle a farmeli. Il logo del motore di ricerca che uso come home page era ISSN 2499-0582

trasformato in una bella torta con le sue brave candeline. E cliccandoci


sopra appariva la frase “buon compleanno, Marco!”. Ecco, che da
Mountain View si preoccupino (si fa per dire) di farmi gli auguri lo trovo
già un po’ irritante. Per non dire delle pubblicità che sempre Google
GEDI Gruppo Editoriale SpA
mi fa apparire automaticamente sui siti di mezzo mondo dopo che ho PRESIDENTE ONORARIO Carlo De Benedetti
fatto qualche ricerca di natura commerciale. Ho cercato un paio di CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

scarpe? Scarpe ovunque. Ho acquistato un biglietto aereo? Spunta una PRESIDENTE Marco De Benedetti
AMMINISTRATORE DELEGATO Monica Mondardini
pioggia di hotel a prezzi stracciati e auto a noleggio per la destinazione
CONSIGLIERI
dove sono diretto. Peggio ancora quella volta che ho acquistato mate- Massimo Belcredi, Agar Brugiavini, Elena Ciallie,
Alberto Clò, Rodolfo De Benedetti, Francesco Dini,
riale da campeggio in un negozio di una grande catena di articoli John Elkann, Silvia Merlo, Elisabetta Oliveri,
sportivi. Non ho fatto ricerche in rete, ma ho pagato con la carta di Luca Paravicini Crespi, Carlo Perrone, Michael Zaoui
DIRETTORI CENTRALI
credito. E 30 secondi dopo, letteralmente, su un social network, la Pierangelo Calegari (Produzione e Sistemi informativi),
stessa catena mi proponeva l’acquisto di una tenda a igloo. Stefano Mignanego (Relazioni esterne),
Roberto Moro (Risorse umane)
Quello che è davvero inquietante, però, è che i big di Internet abbiano
Divisione Stampa Nazionale
ceduto i dati di milioni di cittadini alle agenzie di intelligence per Via Cristoforo Colombo, 90 - 00147 Roma
programmi di sorveglianza di massa, come ha rivelato Edward Snow- DIRETTORE GENERALE Corrado Corradi
VICEDIRETTORE Giorgio Martelli
den al Guardian. In queste pagine, poi, Robert Draper ci racconta un
REDAZIONE NATIONAL GEOGRAPHIC ITALIA
agghiacciante esperimento sulla fine della privacy, in nome della si- Via Cristoforo Colombo 90 - 00147 Roma
curezza. Siamo sicuri che ne valga la pena? tel. (06) 49822736
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Marco Cattaneo, Direttore

FOTO: PLANET
| ANTEPRIMA

QUANDO
M ANC A L A LUCE
La fotografia viene spesso definita
“l’arte di catturare la luce”, ed è
risaputo che la luce è l’ingrediente
primario per realizzare un buono
scatto. Questo però non significa
che si debba fotografare solo
quando splende il sole. Al contra-
rio, le condizioni di luce difficili
possono regalarci scatti interes-
santi e originali, in grado di rap-
presentare la realtà in maniera
efficace e suggestiva.
Ed è proprio sulla fotografia in
condizioni di luce scarse che si
concentra il nuovo master di fo-
tografia, una guida esaustiva alle
tecniche e ai trucchi per ottenere
il meglio dalle vostre foto, anche
quando l’illuminazione è davvero
scarsa. In edicola con il numero
di marzo di National Geographic
Italia a € 11,90 in più.
Errata corrige: nello scorso
numero abbiamo segnalato erro-
neamente il master sulla fotogra-
fia sportiva, che sarà pubblicato
ad aprile. Il volume in edicola
questo mese è invece Food, che
illustra le tecniche per fotografare
al meglio il cibo.

ANTEPRIMA DVD

GORILLA NELLA NEBBIA Come acquistare il DVD Gorilla nella nebbia, la vera storia sarà in edicola tutto
il mese di marzo al prezzo di d 9,90. Inoltre i DVD di National Geographic sono
Nel 1967 Dian Fossey lasciò la sua casa disponibili, distribuiti da Cinehollywood, nei principali punti vendita del mercato
negli USA per vivere in Africa e studiare home video: elettronica di consumo, grande distribuzione, videoteche, librerie, in-
i primati. Lottò per la salvaguardia dei ternet. Tra i titoli, alcuni dei quali anche in blu-ray, Sei gradi. Allarme riscaldamento
gorilla ma fu uccisa in circostanze globale, Squali, la verità sui killer dei mari, L’impero dei dinosauri.
Abbonamenti e arretrati Per abbonarsi a National Geographic Video in DVD
misteriose; un delitto su cui National o per ordinare i DVD singolarmente telefonate al numero: 0864.256266. Fax
Geographic continua a indagare a 30 02.26681991 (dal lunedì al venerdì ore 9-18). Oppure collegatevi all’indirizzo:
anni di distanza. www.nationalgeographic.it

FOTO: ANTHONY ZACHARIAS


|  33DDOOMMAANNDDEE 
|   | | 
 ANLADSO
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POCHI SECONDI PREZIOSI


Pochi secondi di vantaggio che possono fare la
diferenza. Sono quelli assicurati dai sistemi di allerta
sismica immediata, il cosiddetto early warning, di cui si
occupa il sismologo Aldo Zollo, docente di Geoisica
della terra solida all’Università Federico II di Napoli.

Che cos’è l’early warning?


Quando avviene un terremoto le prime onde che si
propagano, le onde P, sono le più veloci; viaggiano at-
torno ai sei-sette chilometri al secondo nella crosta
terrestre. Di solito le più dannose sono quelle che viag-
giano più lente, a circa la metà della velocità, ma con
ampiezza più grande, le onde S e le onde di superficie.
Se le prime onde vengono captate dagli strumenti in
superficie, con un sistema di trasmissione dati si può
dare l’allerta sull’arrivo delle seconde con un anticipo
che va da qualche secondo a decine di secondi.

Nonostante quanto avvenuto a Fukushima,


nel terremoto giapponese del 2011 il ruolo
dell’early warning è stato importante?
Il Giappone fa un po’ storia a sé. Alla sperimentazione
tecnologica dell’early warning ha affiancato l’adde-
stramento della popolazione e le attività di messa
in sicurezza degli impianti con il miglioramento
della capacità di resilienza delle aziende. Lo scopo
più importante dell’early warning è la possibilità di
proteggere e salvare vite umane. Tuttavia è signifi-
cativo anche l’uso per la messa in sicurezza delle
strutture basato su automatismi che assicura, oltre
a una riduzione dei danni, una maggiore rapidità
nella ripresa delle attività produttive dopo il terre-
moto. Sempre l’esperienza giapponese ci dice che è
possibile utilizzare la rete cellulare per l’allerta. Dato
il breve tempo di preavviso, l’efficacia dell’early war-
ning dipende dalla capacità delle strutture di resistere
al terremoto.

Perché non è possibile prevedere i terremoti?


L’innesco di una frattura sismica è legato a una serie
di parametri fisici, tra cui lo stato delle tensioni all’in-
terno della crosta terrestre, che non sono controllabili.
Ciò nonostante l’analisi del catalogo degli eventi pas-
sati consente di valutare con metodi statistici il tasso
medio di occorrenza dei terremoti e la magnitudo
massima attesa in una data porzione del territorio di
un’area sismica. È il principio su cui si basa la mappa
di pericolosità che viene utilizzata per la classificazione
sismica del nostro paese. —Alessandro Conti

FOTO: ANGELO ANTOLINO


|   L’O R O LO G I A I O M I O P E

IL CONDOMINIO VOLANTE
di Lisa Signorile

La Nuova Zelanda è la terra più remota e tessero predarlo a terra in Nuova Zelanda,
isolata del pianeta, al punto che è stata e lì si sentiva al sicuro.
colonizzata da Homo sapiens solo 700 anni Sfortunatamente questo pipistrello così
fa. Ne consegue che i pochi animali che particolare è a rischio di estinzione per
sono riusciti a raggiungerla hanno dovuto perdita di habitat e per via dell’introduzione
evolversi in solitudine, dando origine a di ratti e gatti. Se dovesse estinguersi, però,
specie insolite. la perdita di biodiversità sarebbe molto più
Ci sono ad esempio solo due specie di grave della perdita di una singola specie.
pipistrelli e di questi il pipistrello minore Gli scienziati continuano infatti a scoprire
dalla coda corta (Mystacina tuberculata) invertebrati parassiti o commensali adat-
è certamente il più strano. Ciò che rende tati a vivere solo su M. tuberculata, perciò
insolita questa creaturina di 20 grammi la sua estinzione porterebbe via un totale
lunga 6-7 cm è che, a differenza di tutti gli di almeno otto specie. C’è ad esempio una
altri pipistrelli al mondo, trascorre moltis- mosca, Mystacinobia zelandica, che si nutre
simo tempo per terra, sul pavimento delle solo del guano del pipistrello e vive nei suoi
foreste, alla ricerca di frutta oltre che di posatoi. Poi ci sono almeno cinque specie
insetti. Ama così tanto stare al suolo che a di acari, ognuno che privilegia una zona
volte, come un coniglio, si scava una tana differente del pipistrello, e una zecca molle,
sotto terra, quando non riesce a trovare una una delle due sole specie di zecche molli
cavità di albero adeguata. Per non danneg- della Nuova Zelanda. E chissà quanti altri
giare le fragili ali quando è a terra le ripiega parassiti interni che non abbiamo ancora
e le protegge sotto una membrana di pelle scoperto.
ispessita e usa gli arti anteriori... come arti La protezione di una singola specie come
anteriori, ossia per camminare e scavare, questo pipistrello non è mai quindi tempo e
anziché come semplice supporto delle ali. danaro perso ma rappresenta la salvaguar-
Del resto, non c’erano mammiferi che po- dia di un microhabitat vivente.

ILLUSTRAZIONE: MICHELANGELO PACE


E X P LO R E
C I T TÀ

A CO S A P U Ò S E R V I R E L I DA R
INTEGRITÀ PIANIFICAZIONE ACCESSIBILITÀ MANUTENZIONE ALBERI
Gli scavi per metropolitane Dove si proietteranno Un cordolo troppo alto o Una mappa completa degli
o fognature possono le ombre? E se una via un gradino in un ristorante alberi di una città aiuta
causare danni agli ediici. fosse troppo ventosa per i possono impedire l’accesso a identiicare quelli che
Valutare lo stato delle pedoni? Da dove potrebbe ai disabili. I dati LIDAR rischiano di interferire con le
facciate durante gli scavi partire un’inondazione? aiutano a costruire con linee elettriche e che vanno
può servire a identiicare Chi costruisce può trarre criterio o si possono usare abbattuti per evitare che
le parti vulnerabili degli vantaggio da una geometria con un’app per smartphone cadano su case o automobili
immobili storici. dettagliata della vita urbana. che suggerisca i percorsi. in caso di maltempo.
L A C I T TÀ A L
MICROSCOPIO
di Daniel Stone

Le immagini satellitari ci permettono di


vedere il mondo dall’alto. Restando più
vicini alla Terra, però, possiamo ottenere
una visione molto più dettagliata.
La tecnologia di telerilevamento LI-
DAR (light detection and ranging) invia
impulsi laser da un aereo, un elicottero
o un drone e ottiene informazioni sulle
superici sottostanti grazie a un disposi-
tivo che riceve il segnale di ritorno. Fino
a poco tempo fa la risoluzione massima
di LIDAR era di circa 50 punti per m2.
Un’équipe di ricercatori della New York
University l’ha portata a 335, ottenendo
una visione dall’alto che, soprattutto
nelle aree urbane, è tanto dettagliata da
mostrare crepe, cordoli dei marciapiedi
e facciate degli ediici.
Ma che cosa ofre in più LIDAR rispetto
alle immagini tradizionali dallo spazio o
ai modelli in scala ridotta? Una rappresen-
tazione geometrica ad alta risoluzione di
una città in movimento. Così, una lieve
pendenza del suolo può aiutare a preve-
dere da che parte scorrerà l’acqua, e le
sacche di particolato possono mostrare
l’inquinamento atmosferico.
«Mettiamo che lavori nella salute pub-
blica e sai che in un quartiere c’è un’alta
concentrazione di casi di asma», dice
Debra Laefer, docente di informatica ur-
bana. «Potresti cominciare a studiare i
punti dove si fermano i camion», continua.
«Dove va quell’inquinamento? Possiamo
cambiare la vegetazione sul tetto, il lusso
d’acqua, le strade usate dai camion?». Rac-
CO S A C A M B I A
cogliere i dati dall’alto non è economico.
I rendering di Google Earth Ma si può installare un LIDAR su velivoli
(a sinistra, Dublino) utilizzano
usati per altri scopi, come gli elicotteri
immagini aeree per creare
un’approssimazione delle della polizia. L’équipe ha iniziato con una
superici sottostanti. LIDAR scansione del centro di Dublino (nella
rileva la topograia da quote foto). In futuro si potranno efettuare voli
più basse, fornendo dati
spaziali e temporali più su altre città, e distribuire i dati a urbanisti
precisi. e a chiunque possa rendersi utile.

IMMAGINE LIDAR (COLORIZZATA): BRITTNEY O’NEILL E DEBRA LAEFER, CLOUDCOMPARE, EUROPEANCREDITSRESEARCH


HERE
COUNCIL . FONTI: SCRIPPS INSTITUTION OF OCEANOGRAPHY; NOA A; U.S. NAV Y; NGA; GEBCO
|   E X P LO R E   |   C I T TÀ

More scrisse di un luogo immaginario


UTOPIE PER L A e perfetto nel suo libro Utopia. «Il bello
S O P R AV V I V E N Z A dell’impulso utopico è che le cose possono
solo cambiare in meglio», dice Marshall.
di Nina Strochlic
Il progetto Ecotopia è nato dalla pre- In questa visione futuristica,
occupazione di Marshall per i terremoti Accra, capitale del Ghana,
è stata devastata dalle
È il 2121. A Phnom Penh le case poggiano che minacciano la sua città natale, Wellin- inondazioni. Nelle foreste
su palaitte piantate su orti urbani innaf- gton, in Nuova Zelanda. Progetti che pre- vicine, la gente ha costruito
iati dal iume Mekong. Atene si è liberata vengano potenziali disastri, ha pensato, case sugli alberi per evitare
il rischio di venire sommersi.
dallo smog bandendo le automobili, men- potrebbero assicurare la sopravvivenza
tre le famiglie di Tokyo vivono in case a della città. Si è chiesto allora che aspetto
prova di radiazioni nucleari. A Green- avrebbe Wellington se la gente vivesse in
ville, nella South Carolina, le case sono abitazioni come quelle degli hobbit anzi-
alimentate a energia solare e usano l’acqua ché in condomini. «Usiamo la fantasia per
piovana che viene iltrata dal tetto (sotto). far pensare le persone in modo diverso»,
Queste città del futuro nascono dice. I suoi paesaggi urbani combinano
dall’immaginazione di Alan Marshall, rustica sostenibilità e un gusto futuristico.
docente di Scienze sociali ambientali alla Dopo anni passati a cercare soluzioni,
Mahidol University in Thailandia. Con oggi Marshall è convinto che la società
Un sistema di aerostati
l’aiuto di studenti universitari di tutto riuscirà a prevenire un futuro distopico. tiene sospesi gli abitanti
il mondo, Marshall ha immaginato che Lui comunque esplorerà gli scenari peg- di Singapore sul mare
aspetto avranno le città che si saranno giori in Frankencities, il suo prossimo che avanza. La città ha un
ecosistema indipendente
adattate alle side ambientali del pros- progetto. «Se non cambiamo stile di vita, che ricicla l’aria e l’acqua e
simo secolo, e ha raccolto queste visioni le nostre città diventeranno invivibili», produce il proprio cibo.
in un libro, Ecotopia 2121, che ha voluto conclude. «È spaventoso, ma non è inciso ILLUSTRAZIONI: ALAN MARSHALL
E GIUSEPPE PARISI (SOTTO); ALAN
pubblicare 500 anni dopo che Thomas nella pietra». MARSHALL (IN ALTO, ENTRAMBE)
N E L L A C I T TÀ D E L regolarmente a -40, dice,e la temperatura
più bassa mai registrata è stata -64 °C.
Quasi 300.000 persone
vivono nella città russa
FREDDO ESTREMO Tra tutte le città estreme, questa è stata
di Jakutsk, ritenuta la più
fredda al mondo. Il pesce
particolarmente diicile da fotografare, che riempie i mercati
di Patricia Edmonds
racconta Iuncker: «Tutto è ghiaccio, neb- proviene dal porto cittadino
sul fiume Lena.
bia e ombre», che celano prospettive e
La città più alta, quella più afollata, la punti di riferimento. E quando, sidando
più inquinata... il fotografo ginevrino il freddo, il fotografo è uscito all’aperto, il
Steeve Iuncker le ha scovate tutte per gelo gli ha subito ricoperto la macchina
il suo progetto Villes Extrêmes (città fotograica, bloccandone i meccanismi.
estreme), nell’ambito del quale fotografa Il progetto città estreme, spiega il fo-
scene di vita ordinaria in città per qual- tografo, vuole rispondere a un interro-
che verso straordinarie. È così che è inito gativo: gli ambienti estremi provocano
a Jakutsk, in Russia. emozioni o comportamenti estremi negli
Capitale della Repubblica di Sacha, abitanti? Non a Jakutsk, si direbbe. Spesso
una vasta regione siberiana (3,1 milioni qui è troppo freddo per fare qualunque
di km2), Jakutsk è generalmente ricono- cosa: scavare il terreno per costruire o
sciuta come la città più fredda al mondo. per seppellire i morti, far volare gli aerei,
«In nessun altro luogo della Terra ci sono coltivare. I mercati come quello della foto,
temperature così estreme», dice Iuncker. dice Iuncker, non avranno ortaggi, ma in
Anche se durante la breve estate si può compenso sono pieni di pesci irrigiditi
arrivare oltre i 29 °C, d’inverno si scende dal gelo e «esposti come mazzi di iori».

FOTO: STEEVE IUNCKER, AGENCE VU/REDUX PICTURES


|   E X P LO R E   |   C I T TÀ

L A C I T TÀ ciale: nel 1982 il comune ha istituito Yiwu Al mercato all’ingrosso


Yiwu International Trade
International Trade City, un enorme mer-
D E L L’ I N G R O S S O cato all’ingrosso in continua espansione
City di Yiwu in Cina,
migliaia di negozi - come
che espone una varietà apparentemente questo pieno di cappelli -
di Catherine Zuckerman
ininita di articoli in circa 70.000 negozi. espongono articoli a basso
costo di ogni genere.
Acquirenti di tutto il mondo vengono
Il peluche che hai appena comprato è qui per esaminare campioni tra milioni di
stato quasi certamente prodotto in Cina. prodotti prima di efettuare ordini all’in-
Ma dove? Molto probabimente a Yiwu, grosso. «Ognuno di questi campioni sarà
circa tre ore a sud di Shanghai. È da lì prodotto, al prezzo concordato, in una fab-
che arrivano molti dei prodotti a basso brica che in genere si trova nei dintorni di
costo che invadono il mondo intero, dalle Yiwu», dice il fotografo Richard Seymour,
decorazioni per le feste agli accessori per che ha documentato il sito nel 2014.
capelli, dalle cinture ai camion giocattolo. La merce viene poi caricata nei con-
Centro relativamente piccolo per gli tainer (se ne riempiono più di 1.500 al
standard cinesi (1,2 milioni di abitanti), giorno) e inviata in tutto il mondo per la
oggi Yiwu è un importante polo commer- vendita al dettaglio.

SCO I AT TO L I , A M AT I E O D I AT I
Gli scoiattoli non sono metropolitani per natura. In America furono
introdotti nelle aree urbane a metà dell’Ottocento per «creare oasi rurali
di pace e tranquillità», spiega la storica Etienne Benson, che ha studiato
per cinque anni il nostro rapporto con i roditori. A un certo punto però
cominciarono a causare problemi, tanto che negli anni ’70 molti parchi
vietarono di cibarli. Oggi, dice Benson, «le esperienze della gente con gli
scoiattoli dipendono dai loro investimenti immobiliari». —Nina Strochlic

FOTO: RICHARD JOHN SEYMOUR, INSTITUTE (IN ALTO); JOEL SARTORE, NATIONAL
GEOGRAPHIC PHOTO ARK , FOTO SCATTATA AL GOOSE CREEK WILDLIFE SANCTUARY
[Ora] sembra che tutto quello che è nuovo Le costruzioni sono
ARTIFICI debba per forza essere meglio». sempre più in contrasto
N EL DES ERTO Questo sviluppo frenetico privo di con-
con il paesaggio naturale
negli stati del Golfo. Il
testo o retaggio storico è stato definito fotografo Roger Grasas
di Nina Strochlic “dubaizzazione” da Yasser Elsheshtawy, si concentra sul «mondo
artiiciale sovrapposto a
ex professore di architettura alla United
quello naturale». In senso
Enormi centri commerciali e hotel torreg- Arab Emirates University. La terra, spiega orario da sinistra in alto: il
gianti hanno ridisegnato lo skyline di città Elsheshtawy, è stata coperta da grattacieli più grande giardino di iori
come Dubai e Abu Dhabi dove, in mezzo al ad alto consumo energetico che «favori- del mondo, Dubai, EAU; un
poster sulla passerella di un
deserto, puoi trovare piste da sci innevate scono disuguaglianza e segregazione» hotel a Manama, Bahrein;
e giardini fioriti. «Stanno costruendo un e mette a rischio i quartieri storici. L’a- un ristorante di pesce a
mondo artificiale completamente slegato spetto positivo è che lo sviluppo urbano Dammam, Arabia Saudita;
una palma artiiciale a
dalla natura», dice Roger Grasas, foto- ha migliorato strade e trasporto pubblico, Duruma, Arabia Saudita.
grafo spagnolo che con il suo progetto a vantaggio di tutti.
Min Turab - che in arabo significa “dalla Le iniziative per conservare «il forte, il
terra” - documenta i paesaggi prodotti dal palazzo o il souk» sono spesso orientate
vorticoso sviluppo della regione del Golfo. al turismo, spiega Elsheshtawy. Anche se
Queste città - come Dubai, Doha e ultimamente, con l’architettura tradizio-
Abu Dhabi - «hanno in un certo senso nale che va scomparendo, gli sembra di
rinnegato il loro passato», dice Grasas. percepire una nuova volontà di preservare
«Prima del petrolio erano paesi poveri. «quel poco che è rimasto».

FOTO: ROGER GRASAS, ZOOM AGENCY


Pino Cipresso Cosa c’è nel miele?
La grande varietà di piante,
Eucalipto Tiglio non solo da iore, delle
città, fa prosperare le api.
Gli insetti che si nutrono
di piante produttrici di
linfa, come le conifere,
secernono la melata, una
sostanza dolce che le api
trasformano in miele.

Meliloto
bianco
56%
Alberi
da fiore
Rosmarino

SAN FRANCISCO (121 km²) SEATTLE (217 km²) 22% 22%


Clima e abitanti ospitali, e assenza All’avanguardia per agricoltura Fiori, erbe, Conifere
di restrizioni, fanno di questa città urbana, Seattle è stata tra le prime cespugli
un paradiso per le api. città a regolamentare l’apicoltura.

Cedro

Spino Castagno
di Giuda comune

Tiglio

Rosa
Begonia

Trifoglio
Borraccina

Gramigna
egiziana

NEW YORK (784 km²) WASHINGTON, DC (158 km²) PORTLAND, OR (346 km²)
Anche gli hotel hanno i loro alveari: Per un test, sono stati messi 4 La chiamano la Città delle Rose
l’InterContinental utilizza il miele alveari sul tetto dell’impianto per e la rosa è la pianta predominante
che produce sul tetto nei cocktail. il trattamento delle acque relue. nel DNA del suo miele.

Legalizzare l’apicoltura 1875 1880-1965 1970 1975 1980 1985 1990 1995 2000 2005 2010 2015 2017
Proibiti nel 1879 per il Anni di legalizzazione Los Angeles
timore infondato che dell’agricoltura
le api danneggiassero Anno della proibizione Boston
le colture da frutto, nel dell’apicoltura
2015 Los Angeles ha Washington, DC
legalizzato gli alveari
sulla scia di altre città New York
USA. L’apicoltura veniva La regolamen-
tazione risale Seattle
praticata anche prima
della regolamentazione, almeno al 1968
Portland, OR
che oggi prevede una
certa distanza dai San Francisco
conini delle proprietà.
Requisiti attuali Permesso Tassa Registrazione Limite sul numero di alveari

DAISY CHUNG E CLARE TRAINOR, NGM. FONTI: NOAH WILSON-RICH, THE BEST BEES COMPANY; USGS PAD -US; U.S. CENSUS BUREAU; DISTRETTO DI COLUMBIA;
CITTÀ DI BOSTON, LOS ANGELES, NEW YORK , SAN FRANCISCO, SEATTLE, E PORTLAND, OREGON
|   E X P LO R E   |   B A S I C I N S T I N C T

lottizzazioni esistenti e “siti in trasforma-


URBANIZZ A ZIONE zione”, aree verdi in cui è in corso una lot-
O RIPRODUZIONE? tizzazione - i ricercatori hanno inanellato
quasi 3.000 individui per tracciarne gli
di Patricia Edmonds spostamenti e capire se si riproducevano.
In condizioni normali le specie studiate
Quando si lottizza un’area, privandola rimangono nella stessa area con lo stesso
della sua vegetazione nativa, alcune spe- compagno. Ma i ricercatori hanno osser-
cie di uccelli canori riescono ad adattarsi; vato che quando lo sviluppo fa sparire PA R U L A
trovano dove nidiicare e riescono anche la vegetazione bassa in cui nidiicano, DI WILSON
a prosperare, dice il docente di scienze alcune specie se ne vanno e non si riuni-
della fauna selvatica John Marzluf. scono più al compagno. Se la ricerca di HABITAT/AREALE
Predilige bosco e
Altre specie invece abbandonano un nuovo partner e un nuovo territorio sottobosco; si riproduce
l’habitat antropizzato per cercarne uno avviene nel periodo dell’accoppiamento, in Alaska, Canada e nel
più tranquillo, anche a costo di lasciare accade che gli uccelli «non riescano a ri- nord degli Stati Uniti
continentali; sverna tra il
il compagno e perdere un’occasione per prodursi», dice Marzluf. «Per un uccello sud degli USA, Messico
riprodursi, spiega Marzluf. È risaputo che vive cinque, sei anni, è un duro colpo». e America Centrale.
che con l’aumento dell’urbanizzazione Per prosperare e moltiplicarsi, gli uc-
STATUS
queste specie (tra cui la parula di Wilson, celli meno adattabili avranno bisogno di Minor preoccupazione
nella foto) subiscono un declino. riserve con il loro habitat originario. Quelle
Marzluf e colleghi hanno raccolto dati adattabili invece «se la passano bene in- CURIOSITÀ
per 12 anni, realizzando uno dei pochi torno a noi», dice Marzluf. «È importante Femmine e maschi
hanno colori simili, a
studi sull’impatto dell’urbanizzazione però capire che possiamo fare molto nei parte il “berretto” nero,
sulla dispersione degli uccelli canori. In- nostri giardini e nei quartieri per aiutare esclusivo dei maschi.
dividuati tre tipi di siti - riserve forestali, questi uccelli».
FOTO: ALAN MURPHY
I  VISIONS

Altre immagini a: www.nationalgeographic.it/visions/


Hong Kong
Con sette milioni di abitanti
e una supericie di soli 1.103
km2, Hong Kong è tra le città
più densamente popolate al
mondo. Una lunga esposizione
in una giornata piovosa mostra
lo skyline della città rilesso in
un parco allagato da un tifone.
FOTO: SPREEPHOTO/GETT Y IMAGES
|   V I S I O N S   |   L E F O T O D E I L E T T O R I   |   N AT I O N A LG E O G R A P H I C . I T/ L A M I A F O T O

Sergio Luban Locarno (Svizzera)


Questo scatto di un gufo della Lapponia è stato realizzato in Quebec, Canada, nel corso
di un viaggio fotograico. «Le condizioni di scatto erano diicili a causa del freddo
intenso (-20 gradi)», dice l’autore, «che metteva a dura prova anche l’attrezzatura.
La giornata di sessione fotograica durava dalle 6.00 alle 19.00 circa».

Valentina Brancaforte Catania


In Norvegia nel cuore dell’inverno con la speranza di ammirare l’aurora boreale, la nostra lettrice si è imbattuta in un altro
spettacolo della natura: una coppia di lupi. «Il loro lunghissimo ululato ha tagliato un silenzio d’incanto», racconta. E poi,
«Eccoli lì, a pochi metri... Il cuore batte all’impazzata...». Ma non così tanto da impedirle di cogliere questo scatto straordinario.

n at i o n a l g e o g r a p h i c • f e b b r a i o 2 0 1 8
CI STANNO
OSSERVANDO
Una telecamera ad alta deinizione segue i movimenti di un uomo, assunto per l’occasione, a Islington, Londra.
TOBY SMITH, DALLA SALA DI CONTROLLO TVCC DI ISLINGTON

2 n at i o n a l g e o g r a p h i c • F e B B r a i o 2 0 1 8
TUTTI

…e qualsiasi altra cosa sulla superficie della Terra. La tecnologia e la crescente


domanda di sicurezza hanno finito col mettere tutti noi sotto sorveglianza.
Entro breve la privacy sarà solo un ricordo?
DI ROBERT DRAPER

S
ono circa le 10.30 di un sabato mattina a Islington, quar-
tiere della zona nord di Londra. Due uomini in motorino
sfrecciano lungo Upper Street, una delle vie dello shop-
ping. Coperti da caschi, guanti e giubbotti, sembrano più
personaggi di un convulso videogioco che esseri umani.
Silano tra le auto e gli autobus a due piani a velocità folle,
provocando stupore tra gli automobilisti. Impennano gli
scooter e fanno lo slalom tra i veicoli, ma l’impressione è
che abbiano in mente qualcosa che va ben oltre le pro-
dezze sulla moto.
4
Due operatori osservano le immagini
della vasta rete di telecamere a circuito
chiuso (TVCC) installate nel quartiere
londinese di Islington. Grazie al sistema
di videosorveglianza le autorità londinesi
sono riuscite a individuare gli autori degli
attacchi terroristici del 2005, in cui
hanno perso la vita 52 persone.
TOBY SMITH

Tre o quattro minuti dopo, i due motociclisti loro. Quando i due motociclisti ripartono, Sal di-
lasciano Upper Street per immettersi in una tran- gita sulla tastiera del computer inché sul suo mo-
quilla strada alberata residenziale. Salgono sul nitor appaiono le immagini della telecamera 10.
marciapiede, spengono i motorini, scendono e, Eccoli di nuovo, i due, che sfrecciano lungo Upper
senza togliersi il casco, cominciano una lunga Street. Appena scompaiono alla vista di Sal, Eric li
conversazione. Solo loro conoscono il contenuto individua rapidamente sulla telecamera 163. Ma-
della conversazione. Ma probabilmente c’è una novrando il joystick, zooma sulla parte posteriore
cosa che non sanno: a meno di due chilometri di del motorino per leggerne la targa.
distanza, da una stanza priva di inestre, altri due Sal comunica via radio con la stazione di poli-
uomini li stanno osservando. zia. «Abbiamo due individui sospetti che impen-
«Si stanno muovendo», dice Sal a Eric. nano con i motorini in Upper Street».
I due uomini nella stanza siedono a tre metri di Davanti ai due uomini c’è un immenso display
distanza l’uno dall’altro, davanti a una lunga con- con 16 monitor su cui appaiono le riprese in diretta
solle nella sala di controllo di un sistema Tvcc (te- delle 180 telecamere del sistema Tvcc di Islington.
levisione a circuito chiuso). Sal è un uomo di mezza A quanto si vede sugli schermi, è un sabato mattina
età, Eric è decisamente più giovane. Entrambi ve- relativamente tranquillo. Qualche giorno fa un gio-
stono in modo informale. Non chiacchierano tra vane è morto accoltellato in un appartamento e un

s o rv e g l i a nz a 5
V ISTA T E L E SC OPIC A
Per dimostrare le capacità del sistema TVCC
di Islington le autorità hanno accettato di seguire
i movimenti di un uomo ingaggiato da National
Geographic. Come si vede in queste due immagini,
la telecamera HD può inquadrare una strada
e zoomare su un soggetto distante quasi 400 metri.
TOBY SMITH DALLA SALA DI CONTROLLO TVCC DI ISLINGTON

altro si è buttato giù dal cavalcavia di Archway trebbero essere dei criminali, ma il sistema di sor-
Road. Nel pomeriggio di quello stesso sabato, a veglianza non fornisce prove decisive al riguardo.
Finsbury Park, le telecamere inquadreranno per L’unica cosa certa è che noi li vediamo e loro non
ore i 35 mila spettatori di un concerto alla ricerca vedono noi. Come cervi inquadrati nel mirino di
di borseggiatori, ubriachi molesti, vandali e pic- precisione di un fucile da caccia, i due motociclisti
coli criminali. non sembrano rendersi conto della loro vulnera-
Al momento, però, i due in motorino sono l’u- bilità. E perciò sono ancora più esposti.
nico evento degno di nota a Islington. E per quanto Quella stessa sera, a pochi chilometri di di-
Sal ed Eric - che fanno questo lavoro rispettiva- stanza, siedo in una sorta di uicio mobile par-
mente da 15 e 4 anni - seguano le loro prede da una cheggiato nel South West di Londra. Accanto a me
telecamera all’altra con monotona eicienza, mi c’è un ragazzo socievole di nome Haz; insieme
sembra quasi di percepire un aumento del loro bat- osserviamo diversi schermi su cui passano le im-
tito cardiaco. Ritengono infatti che i motociclisti magini di 10 telecamere di sorveglianza puntate
siano membri di una gang che aligge Islington da su due locali notturni delle vicinanze.
più di un anno: scippano gli smartphone ai pedoni Haz viene qui un paio di weekend al mese. I pro-
per rivenderli al mercato nero, reato che in questo prietari dei locali, il Lightbox e il Fire, non vogliono
quartiere di quasi 233 mila abitanti viene com- avere guai con la giustizia per eventuali traici di
messo circa 50 volte a settimana. droga, così hanno incaricato George Tyerman, ad-
Non posso negare che mi afascini seguire que- detto alla videosorveglianza ed ex agente di poli-
ste due persone, che a quanto pare non hanno idea zia, di piazzare un suo uomo, Haz, a controllare la
di essere osservate, in tutti i loro movimenti. Po- folla. Di tanto in tanto qualcuno si accorge delle

s o rv e g l i a nz a 7
OSSERVANDO
telecamere e mostra a Haz un dito medio o un Peter Gold è tornato
nella strada di New
seno scoperto; per il resto, le migliaia di ragazzi
Orleans dove nel
e ragazze che entrano ed escono dai club non 2015 fu ferito
hanno idea di essere osservati. tentando di salvare
«Questo è il lavoro migliore e più eccitante che L A C R I M I NA L I TÀ una donna. Gold era
abbia avuto inora», dice Haz. «Non sai mai cosa intervenuto vedendo
un uomo (poi identiicato come Euric Cain) che
può succedere. Sembra tutto tranquillo e all’im-
trascinava la donna in un veicolo. L’episodio fu ripreso
provviso scoppia una rissa». da una telecamera: le immagini mostravano Cain che
Haz rimane nel furgone con gli occhi puntati sparava a Gold allo stomaco e cercava poi di colpirlo
sui clienti per 10 ore di ila. Se nota movimenti so- alla testa quando era già a terra (la pistola si inceppò).
spetti che preludono a spaccio o risse avvisa gli Come il proprietario del negozio che installò questa
telecamera, un numero sempre più alto di autorità
addetti alla sicurezza dei club via radio. Rimane
pubbliche e privati si aida alla videosorveglianza
sempre stupito davanti all’imprudenza degli spac- delle strade per combattere la criminalità.
ciatori, con i loro scambi palesi di fronte alle guar- FOTO: MAX AGUILERA-HELWEG (IN BASSO); POLIZIA DI NEW ORLEANS

die. «Sembra che siano proprio stupidi», ride, «ma


loro la prendono come una sida».
Stanotte però ci sono solo episodi di casuale
stupidità dovuti all’età e all’abuso di alcol: giovani
che barcollano, tenendosi a braccetto, ino al cen-
tro della strada. Che si palpeggiano. Che vomitano
sul marciapiede. Haz ritiene di aver acquisito
«competenze preziose grazie a questo lavoro», ma
soprattutto sta diventando una sorta di invisibile
antropologo, esperto dei nottambuli di Vauxhall.
«A volte vedi delle scene sui monitor e pensi:
“Ma che comportamenti infantili!”», aggiunge.
«Probabilmente questi si dimenticano chi sono».
Ma sarà proprio così? Oppure questi giovani
tendono semplicemente a dimenticare che qual-
cuno potrebbe tenerli sotto osservazione?

EL 1949, QUANDO LO SPETTRO dell’autoritari-

N
smo aleggiava sull’Europa, il romanziere
britannico George Orwell pubblicò 1984,
capolavoro distopico pubblicizzato con il
monito minaccioso: “Il Grande Fratello ti
osserva”. Per quanto inquietante fosse l’i-
dea, all’epoca la possibilità di “osservare”
qualcuno era ancora piuttosto limitata. Fu
in quell’anno infatti che un’azienda ameri-
cana lanciò sul mercato il primo sistema di riprese
a circuito chiuso. Due anni dopo, nel 1951, la Ko-
dak presentò a un pubblico incredulo la prima ci-
nepresa portatile Brownie.
Oggi più di 2,5 miliardi di immagini vengono
condivise o caricate su Internet ogni anno, per
non parlare dei miliardi di video e fotograie che

8 n at i o n a l g e o g r a p h i c • F e B B r a i o 2 0 1 8
OSSERVANDO
I VO LT I

La tecnologia per la scansione facciale è


in rapida evoluzione ed è sempre più utilizzata
in luoghi a rischio come aeroporti o uici
pubblici. Ne fanno uso persino alcuni negozi
per identiicare clienti abituali o taccheggiatori.

1
Trovare un volto
X4T3 79RT A356
Il sistema ricava i dati
da un’immagine, li
elabora e li confronta
con il modello di un
volto. Quando dati
elaborati e modello Dispositivi personali In dogana Altre telecamere Telecamere TVCC
corrispondono Il riconoscimento I volti vengono fotografati in Webcam dei laptop e Possono individuare e
il sistema segnala facciale è usato da app dogane, uici immigrazione termocamere di alcuni seguire singoli individui
l’avvenuto e blocchi di sicurezza e posti di blocco. Le immagini sistemi di sicurezza in base a volto, andatura
riconoscimento. degli smartphone. vengono archiviate. possono catturare volti. e abbigliamento.

È più facile analizzare l’immagine


di un volto quando una persona
posa davanti alla videocamera, per
esempio in dogana; per le immagini
catturate da telecamere TVCC sono
necessari metodi più soisticati.

2
Creare il template
Gli algoritmi
costruiscono
rappresentazioni
digitali più complete e
accurate (il template)
utilizzando dati
termici, geometrici
e di altro tipo sia
singolarmente sia
in combinazione. Dati geometrici Dati fotometrici Caratteristiche della pelle Sensori termici
Gli algoritmi calcolano Gli algoritmi possono La tecnologia individua Questa tecnologia può
i rapporti spaziali tra ricostruire un volto anche e analizza pori, rughe fornire informazioni
i lineamenti, come se l’immagine è poco e macchie della pelle, anche nel caso in cui
la posizione degli occhi illuminata o distorta arrivando a riconoscere le il volto sia camufato o
o della punta del naso. dall’angolazione. diferenze tra due gemelli. pesantemente truccato.

3
Riconoscere
un volto
Una volta creato il
template di un volto,
lo si può confrontare
con un database per
veriicare l’identità
di una persona
o riconoscere Identità
un individuo in una confermata JASON TREAT E RYAN T.
WILLIAMS, NGM
ripresa TVCC. FOTO: GETTY IMAGES.
FONTI: U.S. GOVERNMENT
ACCOUNTABILITY OFFICE;
ANIL K. JAIN E DEBAYAN DEB,
MICHIGAN STATE UNIVERSITY
la gente tiene per sé. Si calcola che in un solo anno stanza ravvicinata decine di volte al giorno, da
siano vendute 106 milioni di telecamere di sorve- obiettivi che neppure vediamo, e le nostre imma-
glianza, mentre tre milioni di bancomat in tutto il gini inserite in database per scopi che non cono-
mondo registrano puntualmente il passaggio dei sceremo mai. I nostri smartphone, le ricerche che
loro clienti. Decine di migliaia di telecamere per il efettuiamo su internet, i nostri account sui social
riconoscimento automatico delle targhe inqua- network svelano i nostri segreti. Gus Hosein, di-
drano le strade per cogliere sul fatto gli automobi- rettore esecutivo dell’Ong Privacy International,
listi che superano i limiti di velocità o parcheg- osserva: «Se nell’Ottocento la polizia voleva sapere
giano in sosta vietata e, nel Regno Unito, per se- che cosa stessimo pensando, era costretta a usare
guire i movimenti di presunti criminali. la tortura. Oggi può scoprire tutto dai nostri di-
Sono in crescita anche le body camera, o teleca- spositivi elettronici».
mere da divisa, non solo tra gli agenti ma anche È questo il mondo nuovo in cui viviamo, ci-
tra i dipendenti degli ospedali e altre igure che tando il titolo di un altro romanzo distopico bri-
non hanno niente a che fare con le forze dell’or- tannico di Aldous Huxley. Ed essere consapevoli
dine. Proliferano inoltre i dispositivi di controllo della realtà è una magra consolazione visto che,
a uso privato come le dash cam, telecamere da come dice Alessandro Acquisti, docente di infor-
auto, telecamere da casco per registrare eventuali matica della Carnegie Mellon University, «nel
incidenti in bicicletta e in moto, nonché i videoci- gioco del gatto col topo della tutela della privacy,
tofoni. Per non parlare dei miliardi di immagini di il soggetto da cui si raccolgono i dati è sempre il
cittadini ignari catturate dai sistemi di riconosci- più debole». Sottomettersi passivamente al gioco
mento facciale che poi vanno a comporre i data- è avvilente, ma fare di tutto per proteggere la pro-
base delle forze dell’ordine e delle aziende private, pria privacy può essere ancora più frustrante. Nel
su cui non abbiamo praticamente alcun controllo. suo nuovo libro sulla sorveglianza privata negli
E questi sono soltanto i dispositivi di sorve- Stati Uniti Under Surveillance: Being Watched in
glianza che siamo in grado di vedere. Al momento Modern America, Randolph Lewis scrive: “I con-
i nostri cieli sono pieni di droni, 2,5 milioni dei trolli possono essere spossanti per chi li subisce
quali sono stati acquistati nel 2016 da aziende e costantemente; la pressione continua, gli onnipre-
privati negli Stati Uniti. Questa cifra non com- senti segreti e gli ininiti monitoraggi dei movi-
prende la lotta di velivoli a pilotaggio remoto menti, degli acquisti e persino delle intenzioni
usata dal governo degli Stati Uniti non solo per possono soprafare un individuo”.
bombardare presunti terroristi nello Yemen, ma Il desiderio di privacy, sostiene Acquisti, «è un
anche per fermare gli immigrati che entrano ille- tratto comune degli uomini, che prescinde dalla
galmente dal conine messicano, controllare le cultura o dall’epoca a cui si appartiene. Se ne tro-
inondazioni in Texas e catturare i ladri di bestiame vano prove nel mondo classico, nella Bibbia e nel
nel North Dakota. E naturalmente non comprende Corano. L’aspetto più preoccupante è che mentre
neanche le migliaia di dispositivi di videosorve- ognuno di noi sofre a livello individuale per la
glianza aerea utilizzati da altre nazioni. perdita della propria privacy, la società nel suo
Ma siamo osservati anche dallo spazio. Il nostro complesso potrebbe comprenderne il valore solo
pianeta è monitorato da oltre 1.700 satelliti, alcuni quando l’ha perduta per sempre».
dei quali orbitano a una distanza di circa 500 chi- Lo stato di desolante oppressione immaginato
lometri e sono in grado di riconoscere una man- da Orwell è quindi già un fatto compiuto? O pos-
dria di bisonti o le fasi di sviluppo di un incendio siamo concederci una prospettiva più ottimistica
boschivo. In pratica, un perfetto sconosciuto può e pensare che un mondo sotto sorveglianza possa
acquisire l’immagine dettagliata dell’isolato in cui essere per molti versi migliore? Prendiamo in con-
si trova il nostro uicio. siderazione le 463 fototrappole a raggi infrarossi
Contestualmente, camminando per strada in usate dal Wwf in Cina per monitorare i movi-
quell’isolato, potremmo essere fotografati a di- menti del panda gigante a rischio di estinzione, o

s o rv e g l i a nz a 11
OSSERVANDO
Dino Bertolino, tecnico della Planet, società aerospaziale
di San Francisco, tiene in mano un Dove, il satellite dotato
di telecamera di loro produzione. Gli oltre 150 satelliti non più
grandi di una scatola di scarpe lanciati in orbita dalla Planet
scattano due foto al secondo. In condizioni ottimali, l’azienda
LA TERRA può fotografare l’intera supericie terrestre in un solo giorno.
CRAIG CUTLER
23 aprile 2017 26 aprile 2017 27 aprile 2017
OSSERVANDO
LA TERRA
le termocamere usate nella riserva del Masai Mara
Queste immagini mostrano il varo della in Kenya per scovare i cacciatori di frodo. E an-
prima portaerei di fabbricazione cinese cora, il sistema di telecamere subacquee ad attiva-
a Dalian, città portuale sul Mar Giallo. zione sonora sviluppato per tracciare gli sposta-
Riprese dai satelliti Dove della Planet,
mostrano la nave in ormeggio (a sinistra),
menti delle ultime focene del Golfo della Califor-
durante il varo (al centro) e in attracco (qui nia. O le telecamere installate a protezione delle
a ianco). La Planet può riprendere eventi foreste sempre più ridotte dello Sri Lanka.
simili, seguendone lo svolgimento giorno “Se vuoi un simbolo igurato del futuro”, di-
dopo giorno, in tutto il mondo. chiara uno dei personaggi di Orwell, “immagina
uno stivale che calpesta un volto umano... per
sempre”. Questa visione non tiene conto della pos-
sibilità che i governi usino i sistemi di sorve-
glianza per rendere le strade più sicure. Ricor-
diamo, per esempio, le riprese delle telecamere di
sicurezza grazie alle quali sono stati individuati
gli autori degli attentati nella metropolitana di
Londra nel 2005 o alla maratona di Boston nel
2013. Per non parlare di casi meno noti come
quello di Euric Cain, che nel 2015 è stato ripreso
proprio nel momento in cui sparava a uno stu-
dente di medicina di nome Peter Gold, dopo che
questi gli aveva impedito di violentare una donna
in una strada di New Orleans (Gold se l’è cavata;
Cain è stato condannato a 54 anni di carcere).
Nel porto di Boston è stato collaudato uno scan-
ner inventato da due isici del Mit in grado di di-
stinguere la composizione di base dei materiali
trasportati in un container senza doverlo aprire. A
diferenza di una tipica scansione ai raggi X, che
mostra solo forma e densità, il nuovo strumento
riconosce la diferenza tra una bibita normale e
una dietetica, tra i diamanti naturali e quelli arti-
iciali, tra materie plastiche ed esplosivi ad alto
potenziale, tra materiali nucleari e non.
Con ogni probabilità, se negli ultimi 150 anni la
sorveglianza fosse stata maggiore avremmo avuto
un mondo più sicuro. Conosceremmo l’identità di
Jack lo Squartatore, sapremmo se Lee Harvey
Osvald agì da solo e che cosa fece veramente O.J.
Simpson. Ovviamente la sicurezza pubblica è
stata utilizzata come pretesto per intensiicare la
sorveglianza prima e dopo la pubblicazione del
romanzo di Orwell. Ma oggi questa tecnologia può
essere considerata anche uno strumento utile per
salvare vite umane. Grazie alle immagini fornite
dai satelliti, le organizzazioni di soccorso sono riu-
scite a localizzare i profughi fuggiti da Mosul e

s o rv e g l i a nz a 15
accampati nel deserto dell’Iraq settentrionale e gli non solo quelli che violano i limiti di velocità o
scienziati hanno potuto documentare i dramma- sono in uso a noti criminali. Come osserva Allan
tici cambiamenti climatici del nostro pianeta. Burnett, ex coordinatore dell’antiterrorismo della
E se Orwell si fosse sbagliato? È possibile che il polizia scozzese, «oggi sarebbe molto diicile at-
Grande Fratello salvi l’umanità anziché ridurla in traversare la Scozia senza essere inquadrato da
schiavitù? O saranno vere entrambe le ipotesi? una telecamera».
«Sono abbastanza sicuro che oggi Londra sia la
econdo Tony Porter, l’unica persona al città con il maggior numero di telecamere a circuito

S
mondo a potersi fregiare del titolo di “com- chiuso pro capite al mondo», dichiara Nick Clegg,
missario alla videosorveglianza”, «nel Re- ex vice Primo ministro del Regno Unito, quando lo
gno Unito il desiderio di sorveglianza è più incontro nel suo uicio nella capitale. «E in pratica
forte che in qualsiasi altro paese». Sediamo abbiamo raggiunto questo primato senza alcun di-
nella cafetteria di un’agenzia governativa di battito pubblico o politico. In parte è accaduto per-
Londra, osservati da telecamere piazzate in ché non abbiamo un passato di fascismo o di re-
ogni angolo del locale. Ex funzionario di po- gime antidemocratico che negli altri paesi ha gene-
lizia ed esperto di antiterrorismo, Porter è rato una profonda diidenza nei confronti di questi
stato reclutato quattro anni fa dal dicastero degli sistemi. Qui la gente li percepisce come innocui. E,
Afari Interni, responsabile della sicurezza del re- come ci insegna la storia, una cosa è innocua ino a
gno, per supervisionare, per quanto possibile, il quando non si rivela pericolosa».
sistema di sorveglianza sempre più difuso nel pa- La difusione dei sistemi di sorveglianza nel
ese. Potendo contare su un budget relativamente Regno Unito si spiega in parte con la paura e con
modesto, Porter e i suoi tre collaboratori passano una sorta di visione romantica della storia. Dopo
le giornate a sollecitare enti pubblici e aziende pri- tutto questo paese è stato salvato dallo spionag-
vate che usano telecamere di sorveglianza a rispet- gio: il museo di Bletchey Park, a nord-ovest di Lon-
tare le norme e le linee guida che regolano la mate- dra, che celebra i leggendari analisti che decifra-
ria. L’uicio di Porter, tuttavia, non ha altro potere rono i codici dei paesi nemici durante la Seconda
se non quello di segnalare i nomi dei trasgressori guerra mondiale, attrae un gran numero di visita-
in un rapporto al Parlamento. tori ogni anno. Al pari della mostra permanente
La rete di telecamere a circuito chiuso di Londra del London Film Museum su James Bond, l’afa-
fu concepita all’inizio degli anni Novanta, in se- scinante spia nata dalla fantasia di Ian Fleming,
guito a due attentati compiuti nella City dall’Ira. scrittore ed ex uiciale dei servizi segreti della
Da quel momento la tecnologia di controllo si dif- Marina britannica. L’agente 007 è profondamente
fuse in modo quasi frenetico. Come ricorda Wil- legato a un sentimento di orgoglio nazionale, ma
liam Webster, docente di Politica pubblica ed la scomoda verità è che il Regno Unito è stato uno
esperto di sorveglianza: «All’epoca la retorica sulla dei primi paesi a dover fare i conti con la costante
sicurezza pubblica era sintetizzata nello slogan “Se paura di un attacco terroristico. Quando si tratta
non hai niente da nascondere non hai niente da di proteggere i propri cittadini, il governo britan-
temere”. E per quanto il concetto fosse stato coniato nico è visto in una luce più positiva rispetto a
nella Germania nazista, quella frase veniva usata quelli di altre società libere. Anche dopo le rivela-
da tutti e servì ad annullare qualsiasi opposizione zioni dell’ex consulente dell’Agenzia per la sicu-
alle telecamere». rezza nazionale (Nsa) degli Stati Uniti Edward
L’infrastruttura di sicurezza della capitale fu Snowden, secondo cui le agenzie di intelligence
poi estesa e raforzata con l’impiego della tecnolo- statunitensi e britanniche raccoglierebbero grandi
gia per la lettura automatica delle targhe nelle quantità di dati sui propri cittadini - rivelazioni
principali arterie stradali. Oggi nel Regno Unito si che negli Usa hanno scatenato proteste da parte di
contano circa 9.000 di queste camere che fotogra- entrambi gli schieramenti politici - il parlamento
fano dai 30 ai 40 milioni di veicoli ogni giorno, britannico ha sostanzialmente mantenuto quei

16 n at i o n a l g e o g r a p h i c • F e B B r a i o 2 0 1 8
OSSERVANDO
Negli anni Sessanta il Genio militare dell’esercito USA installò
più di 270 croci di cemento, larghe 18 metri, nel deserto
dell’Arizona, per consentire la calibrazione dei primi satelliti
spia. Per comporre questa immagine, due artisti hanno
fotografato una croce, tracciato le traiettorie dei satelliti
I SAT EL L I T I e disegnato archi nel cielo a indicare il percorso seguito.
JULIE ANAND E DAMON SAUER

s o rv e g l i a nz a 17
OSSERVANDO
I L PI A N ETA

Sono più di 1.700 i satelliti in orbita sulla


STATI
UNITI Terra, alcuni a un’altezza di 150.000 km.
814 Raccolgono immagini e altri dati,
trasmettono informazioni, tracciano
la nostra posizione e arrivano a sentire
le nostre conversazioni. La maggior
Planet parte è gestita da istituzioni pubbliche e
202 satelliti aziende USA; i lanci commerciali hanno
La lotta di questa I cerchi più chiari già superato di gran lunga quelli statali.
azienda è cresciuta indicano i satelliti
enormemente dai in comproprietà
4 satelliti del 2013. tra più nazioni. Commerciali Osservazione della Terra
Raccolta di dati per i servizi di
Governativi/
intelligence e monitoraggio ambientale
civici/militari
Telecomunicazioni
Invio di dati da un punto
all’altro e trasmissioni.

Localizzazione e sincronizzazione
Localizzare navi, facilitare la navigazione
CINA e sincronizzare sistemi informatici
205 Sviluppo di tecnologie
COLLABORAZIONE
USA-RUSSIA
Collaudo di nuove tecnologie
e sviluppo di carichi sperimentali
5
Scienze spaziali/ altro
Raccolta di dati sullo spazio
e altre ricerche scientiiche
Esercito
popolare
di liberazione
39 satelliti

Ministero della difesa


81 satelliti

RUSSIA
140
Alcuni satelliti sono
multifunzione, come
questo utilizzato
per l’osservazione
della Terra,
telecomunicazioni
e ricerche scientiiche. ALTRI
578

Altri satelliti
Gli altri satelliti in
JASON TREAT E RYAN T. WILLIAMS, NGM orbita sono gestiti
FONTI: UNION OF CONCERNED SCIENTISTS; PLANET da circa 60 paesi.
poteri approvando l’Investigatory Power Act, di ogni singola telecamera e dunque, sostiene Sto-
senza suscitare proteste degne di nota. remsky, «non si tratta di vera e propria sorve-
David Omand, ex direttore dei Government glianza. La gente non deve pensare di essere sem-
Communications Headquarters - una delle agen- pre osservata». Forse per questa ragione la rete
zie governative britanniche coinvolte nello scan- Tvcc di Houston sarà presto estesa oltre il centro
dalo - conferma: «In generale il governo britan- e, per quanto il Texas non sia noto per la iducia
nico è considerato eiciente e la sua gestione del nelle autorità, ciò non ha destato preoccupazioni.
Servizio sanitario nazionale, dell’istruzione e In maniera analoga, sorprende il silenzio con
della sicurezza sociale è apprezzata. Grazie a Dio, cui i britannici accettano il numero sempre cre-
nessuno di noi ha mai vissuto l’esperienza di un scente di telecamere, la cui presenza non è sempre
uomo con il cappotto di pelle marrone che bussa segnalata, che ormai si confondono con le infra-
alla tua porta alle quattro del mattino, perciò strutture cittadine. Nelle tre settimane che ho
quando si parla di sorveglianza da parte del go- trascorso a Londra, sono andato a passeggiare nei
verno qui la reazione dei cittadini è diversa». quartieri tranquilli in cui vivevano gli scrittori
Ciò non signiica che un paese come gli Stati Orwell e Huxley. La casa di Orwell in Canonbury
Uniti, più diidente nei confronti di uno Stato Square, a Islington, è sotto l’occhio di diverse tele-
troppo invadente, sia del tutto immune alla gra- camere. La residenza di Huxley, distante alcuni
duale e strisciante difusione dei sistemi di sorve- chilometri, è controllata costantemente da una
glianza. Oggi la maggior parte dei dipartimenti di sala di controllo inespugnabile come una fortezza.
polizia statunitensi usa, o ha in programma di Ho anche visitato il Bransley Hospital, un ospe-
farlo, le telecamere da divisa, un’iniziativa che, i- dale nel sud dello Yorkshire, dove alcuni addetti
nora almeno, è stata accolta positivamente dalle alla sicurezza sono dotati di body camera per sco-
associazioni per le libertà civili, che le considerano raggiare comportamenti indisciplinati di pazienti
come uno strumento per limitare gli abusi. I si- e visitatori. A quanto pare, si sta pensando di
stemi per il riconoscimento automatico delle tar- estenderne l’uso anche agli insegnanti britannici.
ghe sono installati nelle principali città degli Stati Considerato che i 150 mila agenti in forza alla poli-
Uniti per controllare il traico e i parcheggi. Dopo zia britannica sono già attrezzati con questi dispo-
gli attacchi dell’11 settembre la rete di telecamere sitivi, non è diicile immaginare che presto li ve-
a circuito chiuso di New York è stata ampliata. An- dremo addosso ad altre igure professionali, come
che Chicago ha investito molto nei sistemi Tvcc; educatori e infermieri. E a chi toccherà dopo? Agli
32 mila telecamere sorvegliano il centro storico per assistenti di volo? Agli impiegati delle poste? Agli
combattere la piaga degli omicidi. psicologi? Ai direttori delle risorse umane?
Gli impianti di videosorveglianza sono presenti «In alcune città le autorità vorrebbero obbli-
anche in città degli Stati Uniti che non sono state gare i tassisti a usare dispositivi di sorveglianza»,
oggetto di attacchi terroristici e hanno un tasso di mi racconta il commissario Porter. «Visti questi
criminalità relativamente basso. Ho voluto verii- sviluppi e considerato che le body cameras sono
care il caso di Houston, capitale del Texas, dove già in uso nelle scuole e negli ospedali, credo sia
ino al 2005 non c’era neppure una telecamera opportuno chiederci in che tipo di società vo-
Tvcc. Poi Dennis Storemski, che era a capo dell’Of- gliamo vivere. È accettabile che tutti noi andiamo
ice of Public Safety and Homeland Security (Ui- in giro riprendendoci a vicenda, solo per poter
cio municipale per la sicurezza), cominciò a visi- disporre di immagini nel caso in cui qualcuno ci
tare altre città. «Sostanzialmente, il mio interesse faccia del male?».
per quel tipo di tecnologia è nato da ciò che ho visto Nei miei ultimi giorni a Londra ho continuato
a Londra», ricorda. Oggi, grazie ai fondi federali, il a rilettere su questo interrogativo. Camminavo
municipio di Houston possiede 900 telecamere per le strade pulite e ordinate cercando di indivi-
Tvcc e ha accesso ad altre 400. Come a Londra, gli duare l’occhio delle telecamere piazzate negli an-
agenti non visionano costantemente le immagini goli o sui lampioni. Quando i miei passi mi hanno

s o rv e g l i a nz a 19
OSSERVANDO
IL CIELO

Tre telescopi
dell’osservatorio Deimos
Sky Survey, in Spagna,
sorvegliano asteroidi
e detriti spaziali che
potrebbero danneggiare
i satelliti. L’ingegnere
aerospaziale Noelia
Sánchez Ortiz e
Jaime Nomen, direttore
dell’osservatorio,
controllano gli strumenti.
LUCA LOCATELLI
BRACCONIERE G UA R DA PA RC O

OSSERVANDO
Il fotogramma di una ripresa efettuata da una termocamera in condizioni
di buio assoluto (sopra) mostra i guardaparco della Riserva del Masai Mara,
in Kenya, mentre inseguono un bracconiere. Questi dispositivi forniti
alla Mara Conservancy dal WWF consentono ai guardaparco (in alto a destra)
di sorvegliare anche di notte. Di giorno (a destra) un gruppo di ranger salva un
I L B R AC C O N AG G I O piccolo elefante che si era allontanato dal branco ed era quindi più vulnerabile.
A DESTRA: PETE MULLER (ENTRAMBE); SOPRA: WWF/MARA CONSERVANCY

inevitabilmente condotto sul celebre ponte di l’autrice di Generation Z: Their Voices, Their Lives,
Westminster, mi sono ritrovato circondato da tu- frutto di centinaia di ore di interviste agli adole-
risti di diverse nazionalità impegnati a immorta- scenti britannici, da cui si evince che oggi i ragazzi
larsi nell’irrinunciabile selfie londinese. Mi sono si fotografano e si riprendono in qualsiasi situa-
chinato, scansato e scusato, ma subito dopo mi zione con assoluta disinvoltura. «I loro cellulari
sono reso conto che i miei erano scrupoli inutili. contengono veri e propri documentari sulla loro
Tanto più che quelle erano solo le fotocamere di vita», spiega Combi. «Viviamo in un mondo in cui
cui ero consapevole. I miei movimenti erano tutti quasi nulla rimane segreto. E forse la privacy di-
documentati in questo modo, seppur per caso? È venterà un lusso che solo chi è davvero ricco e po-
davvero rilevante che il Grande Fratello ci osservi, tente potrà permettersi. Per tutti gli altri il mondo
visto che ci stiamo già osservando a vicenda? sarà davvero un palcoscenico in cui ognuno reci-
Ho parlato della mania dilagante di fotogra- terà suo malgrado una parte».
farsi, come se astenersi dal farlo renda irreale l’e- Lo scenario del futuro immaginato da Combi - in
sperienza, con due attenti osservatori dei compor- cui ciascuno di noi sarà al tempo stesso un voyeur
tamenti sociali. Chloe Combi, ex insegnante, è e un esibizionista 24 ore su 24, sette giorni su sette

22 n at i o n a l g e o g r a p h i c • F e B B r a i o 2 0 1 8
VEICOLO
D I PAT T U G L I A

- mi è sembrato una versione egualitaria, ma non dotti scelti in base al nostro aspetto, e da chiunque
per questo meno distopica, di quelle descritte in conosca qualcuno che ci ha fotografati quel giorno
1984 e Il mondo nuovo. Forse siamo già arrivati a che eravamo certi di essere soli.
quello che nel 2000 William Staples, sociologo della Diicile stabilire se tutto ciò sia sintomo di una
University of Kansas, deinì “uno stato di visibilità società più illuminata o sovrastimolata, o magari
permanente”, solo che ci troviamo in questa condi- entrambe le cose. Chiedo un parere a Susan Gre-
zione per colpa della nostra stessa acquiescenza e enield, esperta di neuroscienze, molto critica nei
non perché ci sia stata imposta con la forza. La no- confronti di chi è ossessionato dai social network,
stra vita è costellata di immagini di adorabili neo- nonché membro della Camera dei Lord britan-
nati, gattini ed elefanti, ma anche di boia dell’Isis, nica. Le sue valutazioni non sono meno scorag-
rapporti carnali tra celebrità, politici disonesti e gianti di quelle di Combi. «Il concetto di privacy fa
poliziotti che sparano a civili disarmati. Nel frat- riferimento al nostro bisogno di spazi privati, lon-
tempo siamo osservati, anche troppo da vicino, da tani da sguardi indiscreti. Oggi tutti pensano che
addetti alla sicurezza degli aeroporti, da cartelloni sia fantastico essere sempre connessi ed esposti.
pubblicitari “intelligenti” su cui compaiono pro- Ma che succederà se tutto sarà letterale e visivo?

s o rv e g l i a nz a 23
OSSERVANDO
I CARICHI

I porti marittimi gestiscono circa l’80%


del volume del commercio mondiale
e svolgono un ruolo importante nella
sicurezza delle frontiere. Nell’ambito di Merce
un programma pilota sperimentato nel sospetta
porto di Boston, scienziati e ingegneri
hanno progettato uno scanner in Merce
grado di identiicare con precisione sospetta
la composizione molecolare delle
sostanze, consentendo di distinguere
in tempi rapidi il sale dalla cocaina.

COME FUNZIONA

1
Creare un modello 3D Densità del materiale
Uno scanner A bombarda un ALTO BASSO
camion e il suo carico di raggi X ad ALTO 30+
alta energia. I sensori B misurano Zinco o più pesante
la retrodifusione (vedi il box sotto) 18-29
per creare un modello 3D. Il camion Numero Dall’argon al rame
e il suo carico vengono identiicati in atomico 9-17
base a quattro categorie (a destra) Dal fluoro al cloro
basate sul numero atomico medio 1-8
(il numero di protoni). BASSO Dall’idrogeno all’ossigeno

2
Contrastare il contrabbando Energia da fluorescenza nucleare SALE COCAINA
Gli algoritmi analizzano il modello 3D PIOMBO
in cerca di numeri atomici e densità 6 Elettron volt
che indichino la presenza di merci CARBONIO
di contrabbando come esplosivi FERRO
o droghe. Il materiale sospetto viene 3
poi analizzato da un rilevatore C
che misura speciiche combinazioni ALLUMINIO
di elementi in base all’energia emessa. 0 NaCl C17H21NO4

OSSERVARE CON I RAGGI X


Fotone Immagini da raggi X Immagini per retrodifusione
raggi X I fotoni di raggi X colpiscono I fotoni di raggi X sono deviati, o
l’oggetto. La sua densità retrodifusi, dagli elettroni e dai nuclei
è determinata dal numero dell’oggetto. I risultati possono essere
di fotoni che riescono utilizzati per determinare la densità
a penetrarlo. Retrodiffusione elettroni e il numero atomico dell’oggetto.
3
Individuare materiale nucleare
Creato il modello 3D, un rilevatore D
scansiona il carico in cerca dei neutroni
prodotti dall’interazione dei raggi X con il
materiale nucleare. Combinando i dati col
modello 3D un operatore può individuare
il materiale nucleare di contrabbando.

,VRWRSR
QXFOHDUH
1HXtroni
Fotone

Quando i fotoni
Materiale nucleare colpiscono il materiale
individuato nucleare, i neutroni si
irraggiano verso l’esterno.

B Per evitare di essere


colpito da radiazioni,
l’autista posiziona
il camion nello
D scanner e scende
C dal mezzo prima
dell’operazione.

JASON TREAT E RYAN T. WILLIAMS,


NGM ILLUSTRAZIONE: MARK
GRASSA
FONTE: PASSPORT SYSTEMS, INC.
Come potremo spiegare un concetto come l’onore Alla luce di tutto ciò, che ci riserva il futuro? È
se non lo potremo trovare su Google Immagini? molto diicile pensare che questi strumenti sa-
L’universo dell’astratto diventa inspiegabile. Le ranno deliberatamente eliminati. Stando a David
sfumature della vita spariscono». Anderson, avvocato londinese che per sei anni è
Così, chiacchierando con Tony Porter nella caf- stato consulente governativo per la revisione della
fetteria ipersorvegliata dell’Home Oice, mi ri- legislazione contro il terrorismo, «abbiamo due
trovo a ripetergli qualcosa che gli avevo già detto possibilità: o decidiamo che il governo debba usare
alcuni mesi prima: «Ma tutta questa paura del i forti poteri forniti dalla tecnologia garantendoci
Grande Fratello non è un po’ fuori moda?». tutele altrettanto forti, oppure scegliamo di igno-
«Anch’io uso questo termine quando ne parlo», rare il problema perché siamo convinti che questa
risponde il commissario alla videosorveglianza tecnologia sia pericolosa. Io sostengo fermamente
con un sorrisetto compiaciuto. Poi assume di la prima posizione, non perché sia convinto della
nuovo un’espressione seria. Porter ha di recente buona fede del governo, ma perché in una demo-
visitato gli Emirati Arabi Uniti, federazione di mo- crazia matura come la nostra dobbiamo avere idu-
narchie che reprime il dissenso e manifesta un cia nella nostra capacità di costruire tutele tali da
grande interesse, a suo parere inquietante, per la far sì che i vantaggi superino gli svantaggi».
tecnologia di sorveglianza. «Capisco il suo punto Per altri versi, tuttavia, consentire a questi pro-
di vista», osserva, «ma la sorveglianza esercitata gressi tecnologici di farsi strada in un mercato in
dallo Stato è invasiva, potente e in grado di fare gran parte non regolamentato sembra altrettanto
connessioni che vanno al di là della più sfrenata imprudente. Secondo Jameel Jafer della Colum-
fantasia. Vanno ben oltre, diciamo, i selfie». bia University, «è indubbio che oggi quasi tutte le
«Il vero pericolo adesso», prosegue, «è rappre- nostre azioni siano seguite e registrate. E credo
sentato dalla sorveglianza integrata. Le grandi che non ne abbiamo ancora aferrato bene tutte le
catene commerciali stanno investendo milioni di implicazioni. Prima di adottare nuove tecnologie
sterline in questo settore. Sono un uomo grasso di o prima di permettere che nuove forme di sorve-
mezza età; entro in un supermercato e subito gli glianza si radichino nella nostra società, do-
altoparlanti trasmettono la pubblicità dei crois- vremmo pensare seriamente alle conseguenze a
sant. Ma se il tutto diventasse più minaccioso e dal lungo termine di questi sviluppi».
mio proilo Facebook potessero risalire a mia iglia Farsi un’opinione al riguardo è diicile, soprat-
e chiedere quali negozi preferisce? Chi potrà rego- tutto quando le scoperte tecnologiche possono
lamentare questo aspetto? O non ce ne sarà biso- rivoluzionare il nostro modo di vedere il mondo.
gno? È già troppo tardi? O è già “fuori moda”?». In realtà la svolta che probabilmente cambierà le
regole del gioco è già avvenuta. Oggi esiste una
GLI OCCHI DEI SOSTENITORI delle libertà civili, tecnologia in grado di monitorare l’intera superi-

A
i progressi frenetici della tecnologia di sorve- cie terrestre ogni singolo giorno, ed è frutto dell’in-
glianza possono apparire come treni ad alta gegno di un’azienda di San Francisco, la Planet,
velocità fuori controllo. Ross Anderson, do- fondata da due ex scienziati idealisti della Nasa di
cente di ingegneria della sicurezza a Cambri- nome Will Marshall e Robbie Schingler.
dge, ammonisce: «Dobbiamo pensare a che La sede della Planet è un anonimo magazzino
cosa accadrà tra vent’anni, quando avremo nel cuore della Silicon Valley: un vasto open space
visori per la realtà aumentata con una riso- in cui oltre 200 tecnici esperti, in gran parte gio-
luzione di almeno 3.000 pixel per centime- vani e con un abbigliamento decisamente infor-
tro. Potremo sedere in fondo a una sala e leggere il male, stanno chini in silenzio sulle tastiere. Siedo
testo della conferenza dal telefono del relatore. Allo in una sala conferenze afacciata sull’elegante
stesso tempo le centinaia di telecamere Tvcc in- cafetteria dei dipendenti. Marshall e Schingler mi
stallate in quella sala saranno in grado di vedere le raggiungono. Il primo è un inglese allampanato;
password che digitiamo sul nostro smartphone». il secondo è un cordiale californiano dalle spalle

26 n at i o n a l g e o g r a p h i c • F e B B r a i o 2 0 1 8
larghe. Hanno entrambi 39 anni e sembrano non graici. «Ciò che più ci sorprese», prosegue Mar-
sofrire dei postumi della cena della sera prece- shall, «fu che quasi tutte le immagini trasmesse
dente, organizzata per festeggiare il quinto anni- dai satelliti mostravano cambiamenti in atto sulla
versario del loro lavoro a tempo pieno alla Planet. Terra: terreni con forme diverse, iumi deviati, al-
Quando lavoravano alla Nasa erano afascinati beri abbattuti, ediici costruiti da zero. Vedere
dall’idea di scattare fotograie dallo spazio, in par- tutto ciò cambia la nostra visione del pianeta
ticolare della Terra, e per ragioni più umanitarie come entità statica. E anziché avere soltanto un
che scientiiche. dato statistico sulla percentuale di deforestazione
I primi esperimenti compiuti lanciando in or- di un paese, adesso la gente può essere motivata
bita comuni smartphone confermarono la loro da immagini che documentano l’efettiva scom-
supposizione che una fotocamera relativamente parsa di boschi e foreste».
economica potesse funzionare bene anche nello Oggi la Planet ha più di 200 satelliti in orbita,
spazio. «A quel punto ci siamo chiesti che cosa 150 dei quali sono in grado di fotografare ogni an-
avremmo potuto fare con quelle immagini», rac- golo della Terra ogni giorno se le condizioni lo
conta Schingler. «In particolare pensavamo a come consentono. L’azienda dispone di stazioni a terra
utilizzare questi strumenti a beneicio dell’uma- persino in Islanda e in Antartide, e ha una clien-
nità. Se consideriamo i problemi più pressanti del tela altrettanto variegata. Collabora con l’Amazon
nostro pianeta, come la Conservation Associa-
povertà, la mancanza di tion per monitorare la
alloggi, la malnutri- «I L V E RO P E R IC O L O deforestazione in Perù;
zione o la deforesta- È L A S O RV E GL I A N Z A I N T E GR ATA . ha fornito ad Amnesty
zione, potrebbe essere S O N O U N UOMO GR A S S O International le imma-
molto utile poter di- D I M E Z Z ’ E TÀ ; E N T RO I N U N gini che documentano
sporre di informazioni S U P E R M E RC AT O E S U B I T O gli assalti ai villaggi
sempre aggiornate. Im- GL I A LT O PA R L A N T I T R A S M E T T O N O Rohingya da parte
maginiamo di sve- L A P U B B L IC I TÀ D E I C RO I S S A N T ». delle forze di sicurezza
gliarci tra qualche anno del Myanmar. Le loro
TONY PORTER, COMMISSARIO ALLA
e scoprire che c’è un immagini sempre ag-
VIDEOSORVEGLIANZA DEL REGNO UNITO
buco nella foresta giornate consentono al
amazzonica. Una situa- gruppo di esperti del
zione che potrebbe es- Center for Nonprolife-
sere evitata se il governo brasiliano ricevesse più ration Studies del Middlebury Institute di control-
rapidamente informazioni al riguardo». lare l’eventuale comparsa di un nuovo sito di test
Come in una favola moderna, Marshall e Schin- missilistici in Iran o in Corea del Nord. E quando
gler hanno sviluppato il loro prototipo in un ga- Usa Today e altre testate giornalistiche hanno
rage della Silicon Valley. L’obiettivo era progettare avuto bisogno di immagini aeree della base di
un satellite low-cost non più grande di una scatola Shayrat, in Siria, prima e dopo il bombardamento
di scarpe per poi, come spiega Marshall, «lanciare americano dell’aprile scorso, le agenzie di stampa
la più grande lotta di satelliti della storia». Met- sapevano a chi rivolgersi.
tendo in orbita un certo numero di dispositivi di Questi sono tutti clienti pro bono. Tra quelli
questo tipo, l’azienda sarebbe stata in grado di paganti spiccano la Orbital Insight, un’azienda
osservare i cambiamenti quotidiani su tutta la su- della Silicon Valley che si occupa di analisi geo-
pericie terrestre. spaziale e - disponendo delle immagini trasmesse
La Planet lanciò i primi satelliti nel 2013, otte- dai satelliti - può monitorare la costruzione di
nendo fotograie che fornivano una visione molto una strada o di un ediicio in America del Sud,
più dinamica della vita sul nostro pianeta rispetto l’espansione delle coltivazioni illegali di palme da
alle immagini usate ino ad allora per scopi carto- olio in Africa o la stagione del raccolto in Asia.

s o rv e g l i a nz a 27
OSSERVANDO
Un aereo del Forest Service
degli Stati Uniti (a destra)
sorvola un incendio in California,
e riprende l’area (sotto) con una
termocamera a infrarossi. I dati
GLI INCENDI vengono poi sovrapposti a una
mappa (in basso) per stabilire
il perimetro esatto degli incendi
e consentire ai vigili del fuoco di prevederne il comportamento,
pianiicare gli interventi e identiicare le minacce.
A DESTRA: STUART PALLEY; USDA FOREST SERVICE; SOTTO, NATIONAL INFRARED OPERATIONS
(ENTRAMBE)

Nella sala conferenze dell’azienda, il direttore ge- trascorre le giornate studiando le fotograie alla
nerale James Crawford mi mostra le immagini ricerca di altri potenziali clienti nel mondo. Una
aeree dei serbatoi di stoccaggio del petrolio cinese, società di assicurazioni che vuole veriicare i
i cui tetti lottanti indicano che sono pieni per tre danni alluvionali subiti dalle case del Midwest
quarti. «Fondi speculativi, banche e compagnie degli Stati Uniti; un ricercatore norvegese che
petrolifere sanno che c’è nei loro serbatoi, ma non cerca prove dell’erosione dei ghiacciai... E se in-
in quelli degli altri», spiega con un accenno di sor- vece l’interessato fosse un dittatore che vuole sgo-
riso. «Per questo la risoluzione temporale è estre- minare un esercito di dissidenti?
mamente importante». La Orbital Insight sfrutta È qui che entrano in gioco le linee guida etiche
la potenza ottica della Planet anche a ini caritate- della Planet. L’azienda, infatti, può riiutarsi di la-
voli. Per esempio conduce indagini sulla povertà vorare con un cliente che abbia motivazioni male-
in Messico per la Banca Mondiale utilizzando l’al- vole e inoltre non concede alcun tipo di esclusiva
tezza degli ediici e la densità dei veicoli come pos- sulle immagini acquistate. Un altro limite rile-
sibili indicatori del benessere economico. vante è di natura tecnica: la sorveglianza del
Nel frattempo il team marketing della Planet mondo fornita dalla Planet ha una risoluzione di

28 n at i o n a l g e o g r a p h i c • F e B B r a i o 2 0 1 8
tre metri, suiciente per distinguere la sagoma rendendo la tecnologia più invasiva? Secondo Mar-
sgranata di un camion ma non per individuare i shall un simile sviluppo è quasi impossibile. «Per
tratti di un essere umano. In termini di risolu- identiicare una persona a 500 chilometri di di-
zione, i 30 centimetri oferti da un’altra azienda di stanza la fotocamera dovrebbe essere grande come
immagini satellitari, la DigitalGlobe, rappresen- un autobus», dichiara. E in ogni caso, aggiunge,
tano il massimo attualmente disponibile. Ma al un’azienda americana che si proponesse un simile
momento solo la Planet, con la sua formidabile risultato sarebbe ostacolata da molte leggi federali.
lotta satellitare, è in grado di fornire immagini di Ovviamente le leggi possono essere cambiate e
tutta la supericie terreste su base quotidiana. i limiti tecnologici possono essere superati. Basti
La Planet ha aperto una strada che altri un pensare che uno o due anni fa il proprietario del
giorno percorreranno. Ma quando ci riusciranno, più alto numero di satelliti funzionanti era il go-
in che modo sfrutteranno la possibilità di osservare verno statunitense, che ne possedeva circa 170.
il mondo dall’alto in quel modo? Avranno inten- Oggi la Planet possiede più satelliti della na-
zioni benevole come la Planet? Cercheranno di per- zione più potente del mondo. Chi sarà il prossimo
fezionare la risoluzione delle immagini satellitari, Grande Fratello?

s o rv e g l i a nz a 29
N UNA FREDDA SERA d’autunno a San Francisco

I
torno alla Planet per partecipare all’incontro
con una decina di clienti che mostreranno in
che modo usano le immagini satellitari, per ca-
pire che cosa signiica in sostanza vedere il
mondo che cambia. Mi aggiro tra gruppetti di
persone che issano rapite i monitor. Ovunque
guardi, vedo la Terra.
Vedo la foresta amazzonica dello Stato brasi-
OSSERVANDO
C H I SPA R A
liano del Pará su cui lampeggiava una luce rossa:
a quel segnale i proprietari terrieri ricevono in au-
tomatico un’email che li avvisa del pericolo di de- La Shooter Detection
forestazione in atto. Vedo il porto di Singapore Systems di Boston ha
brulicante di attività. Vedo i terreni coltivati elaborato un dispositivo
dell’Alberta meridionale in uno stato di salute pre- da parete (visibile sul
caria. Vedo un’intera rete di nuove strade costrui- muro a sinistra) capace
di individuare un tiratore
te ad Aleppo, nella Siria lagellata dalla guerra. Ma in azione all’interno di un
vedo anche che una di quelle strade è bloccata, ediicio. Il sistema utilizza
forse a causa di un’esplosione. Vedo i pozzi petro- un software audio e
liferi in Siberia, aumentati del 17 per cento rispetto un rilevatore a infrarossi
all’anno scorso, segno evidente di un incremento che riconoscono
rispettivamente
della produzione di petrolio che con tutta proba- il rumore e il lampo
bilità creerà agitazione sui mercati internazionali. degli spari ed elabora
Un giovane alto di nome John Goolgasian mi automaticamente
mostra in che modo l’azienda che ha creato da una mappa, indicando
meno di un anno in Virginia, la GeoSpark la posizione esatta
della persona armata.
Analytics, confronta i dati sui crimini con le im- ROBERT CLARK
magini della Planet. Dopo qualche clic ci tro-
viamo a osservare immagini di quartieri della
Nigeria occupati dal gruppo estremista Boko
Haram. Ancora qualche clic ed ecco apparire un l’anno prossimo ci ritroveremo qui per dire “Ca-
tratto di litorale dove sono stato nove anni fa: volo, abbiamo cambiato il mondo!”».
Mogadiscio, in Somalia, con i segni evidenti de- Riletto sulle implicazioni di queste parole
gli attentati dinamitardi compiuti quella setti- quando una giovane donna richiama la mia at-
mana da al-Shabaab. L’immagine successiva mi tenzione per mostrarmi qualcosa sul suo porta-
è ancora più familiare: il quartiere di Washin- tile. È Annie Neligh, ex uiciale dell’aeronautica
gton D.C. in cui abito, per l’esattezza una strada oggi a capo della divisione della Planet che si
a qualche isolato da casa mia, dove è appena occupa di studiare soluzioni su misura per i
stata segnalata una rapina. clienti. Una compagnia assicurativa texana, mi
I padroni di casa interrompono la dimostra- spiega, sospettava di alcuni proprietari di case
zione per un breve discorso. Il direttore commer- che nel rinnovare la polizza non avevano dichia-
ciale Andy Wild parla della nuova frontiera rap- rato di aver installato una piscina, che equiva-
presentata dal «lusso quotidiano di immagini leva a una perdita del 40 per cento per ogni po-
di tutta la supericie terrestre». Il direttore ope- lizza. Per questo la società aveva chiesto alla
rativo Tom Barton sottolinea come ora i custodi Planet le immagini satellitari delle case di Plano,
di questa nuova tecnologia debbano «trasfor- in Texas. Neligh mi mostra le immagini del
marla in risultati». E prosegue: «Mi auguro che quartiere, suddiviso in 1.500 proprietà, in cui si

30 n at i o n a l g e o g r a p h i c • F e B B r a i o 2 0 1 8
riconoscono chiaramente le sagome luccicanti Tornando in albergo ripenso ai due uomini in
di 520 piccole piscine, una quantità nettamente motorino a Islington. Chissà se sono stati arre-
superiore rispetto a quella che risulta alla com- stati. E chissà se erano veramente colpevoli di
pagnia. Stringe le spalle e mi ofre un timido qualcosa, oltre al fatto di aver movimentato una
sorriso: «La gente mente, lo sappiamo», dice. mattinata altrimenti noiosa. Forse non sapranno
Adesso il cliente sa come stanno davvero le mai che quel giorno degli sconosciuti li stavano
cose. Che farà con queste informazioni? Un raid osservando, come è possibile che stia accadendo
a sorpresa nella sonnolenta comunità di Plano? a me in questo preciso momento. Chissà se qual-
Aumenterà i premi assicurativi? Ordinerà altre cuno da qualche parte, seduto davanti a un moni-
immagini per scoprire chi ha installato una Ja- tor, sta seguendo i movimenti di quell’uomo solo
cuzzi o un tetto di tegole nuovo di zecca? Il futuro e senza giacca a vento che in una notte gelida cam-
è già arrivato, e in questo scenario la verità è di- mina in fretta in una strada buia e deserta, quasi
ventata un’arma, rivolta contro i ladri di le- stesse fuggendo da qualcosa... j
gname, i criminali, i terroristi e le calamità natu-
rali, ma anche contro le nostre piccole miserie. La Robert Draper è un collaboratore abituale del magazine.
gente mente, lo sappiamo. Benvenuti nell’epoca Il suo servizio sugli imprenditori africani dell’high-tech è
della trasparenza. stato pubblicato nel numero di dicembre 2017.

s o rv e g l i a nz a 31
In un mattino d’inverno lo sguardo
magnetico di un lupo appenninico
del Parco regionale del Sirente-Velino
incontra quello del fotografo. In 40 anni
la popolazione italiana di lupi è passata
da poche decine a quasi 2.000 individui.
Nonostante secoli di persecuzione e un esordio poco
promettente, negli ultimi quarant’anni in Italia è avvenuto un
recupero della specie che sembra avere del miracoloso.

L’ORA DEL LUPO


Nel cuore di un inverno particolarmente rigido
nel Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise,
un lupo appenninico afronta un piccolo gruppo
di cervi rimasti bloccati dalla neve profonda.
36 n at i o n a l g e o g r a p h i c • F e B B r a i o 2 0 1 8
Una ila di impronte di lupo segue con decisione un crinale
montuoso nel Massiccio della Majella, in Abruzzo. Questi
canidi sono in grado di compiere spostamenti di centinaia
di chilometri, riuscendo a raggiungere anche regioni
italiane dove la specie era assente da secoli.

lu p i 37
testo e fotografie
di Bruno D’Amicis

ACCELERO L’ANDATURA, MA GLI SCARPONI AFFONDANO A OGNI


PASSO NEL SUBSTRATO SOFFICE. IL SOLE È PIÙ VELOCE DI ME E
SCOMPARE DIETRO LE NUVOLE ALL’ORIZZONTE. STO SEGUENDO
UNA SERIE DI GROSSE ORME, IMPRESSE AL SUOLO UNA DOPO
L’ALTRA COME PUNTI BATTUTI A MACCHINA LUNGO UNA LINEA.
UNA LINEA TANTO DRITTA CHE SEMBRA QUASI RIVELARE UNO
SCOPO, UN’INTENZIONE BEN PRECISA; UN DETTAGLIO CHE
POTREBBE TRADIRNE LA PATERNITÀ.
Una sensazione inebriante, quella che si prova polazione italiana di lupo per conto del WwF,
sulla traccia di un grande animale, cercando emergeva un quadro piuttosto desolante. Quel
di immedesimarsi nella sua testa: come in un primo censimento denunciava una specie
esercizio di meditazione, la mente lentamente sull’orlo dell’estinzione, con appena un cen-
si focalizza, dimentica il passato e non pensa al tinaio di individui sopravvissuti ai bocconi
futuro. L’ambiente circostante perde i suoi conno- avvelenati e alle tagliole nei recessi più remoti
tati isici e diventa uno spazio della psiche, dove dell’Appennino centro-meridionale. Lupi che,
contano solo pochi, fondamentali dettagli. La in ecosistemi molto depauperati e in assenza
cadenza dei passi e del respiro fanno trascendere di prede selvatiche, vivevano praticamente solo
in uno stato mentale da cacciatore paleolitico. di animali domestici e immondezzai. Nel 1976
Uno stato sensoriale eccitante che ho assaporato il lupo venne inalmente dichiarato specie pro-
molte volte lungo i sentieri dell’Appennino, nel tetta, e da allora è stato protagonista di una pe-
gelido silenzio invernale come nell’insopporta- renne battaglia per la sua conservazione.
bile afa estiva. Tuttavia, nonostante secoli di persecuzione e
Solo che stavolta è diverso: non è la neve fonda un esordio così poco promettente, con il tempo
a rallentare il mio cammino, né il vento tra i faggi la fortuna sembra aver sorriso ai nostri lupi.
la colonna sonora dei miei passi. La traccia si sro- Negli ultimi quarant’anni si è assistito a un re-
tola nella sabbia di una spiaggia tirrenica e il mio cupero della specie che ha del miracoloso: se-
afanno è accompagnato dal fragore di una ma- condo gli esperti, l’attuale popolazione di lupi
reggiata di novembre. Se solo una decina di anni italiani oscilla tra valori pari a 10-20 volte quelli
fa qualcuno mi avesse detto che mi sarei potuto registrati negli anni Settanta. Certo, sarebbe im-
imbattere nei lupi sulle coste del Mediterraneo, portante sapere se nel nostro paese oggi vivano
gli avrei riso in faccia. Ma negli ultimi tempi tante 1.000 o 2.500 lupi, ma osservare questi animali
cose sono cambiate. I lupi stessi sono cambiati e, in natura non è facile, tantomeno riuscire a
con essi, anche un poco della nostra percezione. contarli con precisione utilizzando i metodi di
Quando negli anni Settanta lo zoologo Luigi campo tradizionali. In un lavoro di Marco Gala-
Boitani intraprendeva il primo studio sulla po- verni, Ettore Randi e altri ricercatori dell’Istituto

38 n at i o n a l g e o g r a p h i c • F e B B r a i o 2 0 1 8
Dopo averla sottratta agli altri membri della propria famiglia, un giovane lupo del Parco regionale
del Sirente-Velino trasporta la testa di una cerva predata per consumarla in solitudine.
In gran parte del suo areale, il lupo appenninico è tornato a cacciare soprattutto ungulati selvatici.

Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambien- e i pascoli di un tempo, mentre cervi e cinghiali
tale (Ispra), pubblicato appena due anni fa, ci hanno fatto ritorno, spesso per mano dell’uomo,
si è aidati infatti alla statistica, combinando i lì dove un tempo pascolavano migliaia di capi
dati raccolti nelle diverse aree di studio italiane di bestiame. Oggi ci sono quasi 2 milioni di un-
con valori generalizzati, quali la dimensione me- gulati selvatici e circa il 40 per cento del terri-
dia dei branchi di lupi, l’estensione del territorio torio nazionale è ricoperto da boschi. Cifre da
e la supericie totale delle zone idonee. In questo record per una wilderness che avanza a velocità
modo si è ottenuta una stima approssimativa di costante, come quella del predatore sulle tracce
1.269-1.800 animali; cifra, a detta degli stessi au- delle sue prede. Il lupo, infatti, in molte zone
tori, probabilmente in difetto. dell’areale, è tornato a nutrirsi principalmente
Ma a che cosa si deve questo spettacolare ri- di ungulati selvatici.
torno? Sicuramente lo status di specie protetta, «Sul massiccio della Majella», in Abruzzo,
almeno sulla carta, così come una mutata per- che è un po’ terra tipica del lupo appenninico,
cezione da parte dell’opinione pubblica, hanno «vivono 10-11 branchi, composti ciascuno da 4-8
permesso al lupo di arrivare sino ai giorni nostri. individui», dice il biologo Antonio Antonucci,
Eppure la buona volontà dell’uomo da sola non dell’Uicio Gestione Faunistica del Parco na-
basta a spiegare questa ripresa. A essere mu- zionale. «I lupi studiati mostrano una netta pre-
tato in Italia, infatti, non è solo il rapporto uo- ferenza per il cinghiale, che costituisce circa il
mo-lupo, ma anche il contesto ambientale. 65 per cento della loro dieta, seguito rispettiva-
Da decenni in tutto il paese si assiste a un mente dal capriolo e dal cervo», prosegue Anto-
epocale abbandono delle attività tradizionali. In nucci. «La restante percentuale è suddivisa tra
un’Italia rurale ormai in gran parte rinselvati- animali domestici e camosci.» Alcuni degli 80-
chita, le foreste hanno sostituito i terreni agricoli 90 lupi della Majella, infatti, si sono specializzati

lu p i 39
Al margine di una faggeta appenninica, un
giovane lupo ulula per contattare gli altri membri
del branco. L’ululato è un modo con cui i lupi
comunicano le proprie intenzioni, la loro unità
sociale e la presenza in un determinato territorio.
proprio nella diicile caccia a un alpinista formi- stone, inizia a emergere l’importanza di ciò che
dabile come il camoscio appenninico, un altro gli scienziati hanno deinito l’“ecologia della
“miracolato” della fauna italiana, scampato per paura”. In seguito alla reintroduzione del lupo a
un pelo all’estinzione alla ine del secolo scorso. Yellowstone, alcune specie di ungulati, come il
Ma, come sottolinea il biologo abruzzese, in cervo wapiti, hanno cambiato drasticamente il
Majella così come in gran parte d’Italia è quasi loro comportamento. Dove prima questi rima-
sempre il cinghiale la preda d’elezione: «In un nevano tranquilli a pascolare in gran numero e
anno un branco può arrivare a predare anche nelle stesse zone, ino ad arrivare a limitare o im-
200 cinghiali, con un una frequenza media di pedire la crescita della vegetazione, ora la paura
una predazione ogni 32 ore circa, e l’attività pre- della predazione li costringe a stare in allerta e
datoria è particolarmente intensa nei mesi estivi, a spostarsi di continuo. Diminuita, quindi, la
quando i lupi sono impegnati nell’allevamento pressione dei cervi, a Yellowstone si è assistito a
dei cuccioli». A prima vista, questa predilezione un sorprendente recupero della copertura vege-
nei confronti del suide sel-
vatico sembrerebbe dare
ragione ad alcuni detrattori
L’attuale popolazione di lupi italiani
del lupo, nella fattispecie ap- oscilla tra valori pari a 10-20 volte
partenenti al mondo venato-
rio, i quali sostengono che quelli registrati negli anni Settanta.
l’incidenza della predazione
del lupo sul cinghiale sarebbe insostenibile in tale e, successivamente, all’inaspettato ritorno
alcune aree e tale da causarne una netta dimi- di tante specie che erano scomparse dall’area
nuzione. Ma riuscire a quantiicare l’impatto di protetta a causa della riduzione del loro habitat.
un predatore sulle prede è sempre molto diicile Il contesto di ricerca in Italia, inoltre, è reso
e richiede studi a lungo termine, condotti in eco- ancora più eterogeneo dalla presenza di animali
sistemi stabili e relativamente semplici. originati dall’ibridazione del lupo con il cane. In
Scenari alquanto lontani da quelli complessi una nazione che attualmente conta 16 milioni di
e frammentati in cui si svolge di solito il lavoro cani, di cui 700 mila vaganti, e forse 2.000 lupi,
dei ricercatori italiani. La scienza inoltre sembra è ovvio che l’incontro del carnivoro con il suo
smentire il dogma di un efettivo controllo nu- congenere domestico sia piuttosto frequente.
merico delle popolazioni di erbivori da parte del Nel Parco Nazionale del Gran Sasso - Monti della
lupo, anche se ciò non impedisce che ci possano Laga, sempre nell’Appennino centrale, nell’am-
essere molteplici efetti positivi sull’ambiente bito del progetto Life Mirco - Lupo, inanziato
dovuti alla semplice presenza dei predatori. dall’Unione Europea, si studia il preoccupante
fenomeno dell’ibridazione.
nella natura la paura della morte non è «Con l’analisi genetica di peli ed escrementi
solo un sentimento, è una forza propulsiva che e analizzando le immagini raccolte con le fo-
determina scelte e scatena reazioni. Un animale totrappole, siamo stati in grado di individuare
impaurito può essere messo in fuga o difendersi almeno 29 animali ibridi su una popolazione di
violentemente, oppure può interrompere per 120-140 lupi “in senso lato”. Successivamente,
lungo tempo le normali attività vitali e, ove lo cinque di questi animali sono stati catturati,
stress persiste, sofrire addirittura di un esauri- per essere sterilizzati e muniti di radiocollare,
mento nervoso. Un predatore come il lupo può e poi rilasciati», riferisce il tecnico dell’area
esercitare un’interferenza comportamentale protetta, Federico Striglioni. «Seguendo questi
sulle sue prede, difondendo tra esse il timore animali abbiamo scoperto che utilizzano preva-
di venire uccise. Da ricerche svolte in America lentemente le aree periferiche dei centri abitati,
del Nord, e in particolare nel Parco di Yellow- vicino alle aziende zootecniche, dove trovano

lu p i 41
Facendo uso dei propri sensi particolarmente
sviluppati, una famiglia di lupi si muove
compatta nell’esplorazione del proprio territorio
tra i monti dell’Appennino abruzzese.
resti di animali non correttamente smaltiti. In rire, ma dietro questo ritorno della specie non
queste condizioni una lupa in estro può entrare c’è mai stata alcuna reintroduzione: i lupi ci
facilmente in contatto con un cane e accop- sono arrivati con i propri piedi, partendo da po-
piarsi, producendo prole feconda». Insieme ad polazioni sorgente e seguendo antichi percorsi,
altri esperti, anche Striglioni nutre il timore che misteriosamente ancora impressi nella loro me-
«un giorno l’introgressione genetica canina nel moria biologica.
lupo possa alterare i tratti evolutivi unici della In particolare, grande interesse suscita la ri-
specie selvatica». colonizzazione dell’arco alpino a partire dalle
regioni occidentali, dove già vent’anni fa erano
rispetto al cane, le lunghe zampe anteriori stati localizzati i primi nuclei familiari e da dove
del lupo sembrano troppo vicine tra loro, quasi i lupi sono poi arrivati in Francia e in Svizzera.
strette nel torace. Sono proprio queste zampe, Di recente l’epopea alpina di questi animali si è
tuttavia, che gli permettono di camminare pog- però spostata sul fronte orientale. Nel 2012 un
giovane maschio nato in Slovenia
e chiamato “Slavc” dagli zoologi
Solo i lupi sanno camminare così, che lo hanno monitorato è arrivato
in ila indiana, poggiando le zampe sui Monti della Lessinia in Veneto,
dopo aver percorso oltre 2.000
nell’impronta di chi li precede. chilometri, attraversando ben
tre nazioni. Lì ha incontrato una
giando i piedi lungo una linea con gran rispar- femmina, “Giulietta”, a sua volta originaria delle
mio di energie. Così esso riesce a percorrere Alpi occidentali, con cui ha fondato la prima fa-
decine di chilometri senza interrompere il suo miglia di lupi osservata nelle Alpi orientali dopo
trotto da maratoneta, armonioso e ritmato. “Il quasi due secoli di assenza, permettendo inoltre
lupo viene nutrito dai suoi piedi”, dice un pro- alla popolazione italiana di tornare nuovamente
verbio russo che ne sottolinea le sorprendenti in contatto con quella balcanica.
capacità di movimento. Se la cronaca ci aggiorna quasi quotidiana-
La tensione al movimento e all’esplorazione mente sulle vicende dei lupi nel Triveneto, gli
tipica di questi animali intelligenti e curiosi è animali che invece hanno scelto di migrare
anche il propellente che scatena la dispersione verso Sud e scendere lungo la Puglia, arrivando
degli individui. Alla ine del primo, ma soprat- persino nel Salento, passano quasi inosservati.
tutto durante il secondo anno di vita, molti gio- Sembrano fare ancora meno notizia i lupi che
vani lupi, spesso maschi, sentono la necessità colonizzano gli ambienti agricoli e semi-urbani
di riprodursi. Ciò però non è attuabile nel loro della Pianura Padana o, più di recente, la cam-
gruppo familiare, in cui di solito si accoppiano pagna alle porte di Roma: laddove trova dispo-
esclusivamente i loro genitori. Perciò i giovani si nibilità di prede e tranquillità, un animale adat-
allontanano dal territorio natìo alla ricerca di un tabile e opportunista come il lupo riesce a vivere
partner e di un proprio spazio. sorprendentemente vicino agli uomini.
In un viaggio pieno di rischi e incertezze, i
lupi coprono distanze enormi, a volte anche di pur consapevole di tutto ciò, mi sembra
centinaia o migliaia di chilometri, attraversando ancora incredibile che su questa spiaggia della
conini, sia di altri lupi che di esseri umani. E Toscana, stretta tra l’azzurro del mare e il verde
così facendo, in quarant’anni i lupi italiani delle dune, possa esserci una famiglia di lupi.
hanno riconquistato gran parte del loro areale Ma i tecnici del progetto Life Medwolf che, in-
storico, arrivando anche in zone dove ormai se sieme ai Carabinieri Forestali, li seguono ormai
n’era perso il ricordo. La vecchia leggenda dei da mesi, non hanno più incertezze. Una di loro,
lupi “paracadutati” dall’elicottero è dura a mo- Paola Fazzi, mi spiega che nell’area «si veriicano

44 n at i o n a l g e o g r a p h i c • F e B B r a i o 2 0 1 8
Nel Parco del Sirente-Velino un cucciolo di lupo di pochi mesi sorpreso poco lontano dal sito di “rendez-
vous” della sua famiglia, dove gli adulti lasciano i piccoli quando si allontanano per cacciare. Nei mesi estivi,
i giovani che crescono prendono conidenza con il territorio natìo esplorando aree sempre maggiori.

condizioni molto favorevoli per il lupo, per l’ab- sulla duna: due orecchie rossicce si muovono
bondanza di daini e cinghiali e la presenza di tra i ginepri. Mi butto in ginocchio, per nascon-
una itta macchia mediterranea che ofre siti di dermi, cercando di controllare il batticuore. Un
rifugio tali da consentire al carnivoro di rima- lupo bellissimo esce allo scoperto e si avvicina
nere invisibile nonostante le migliaia di turisti guardingo alla linea di marea, annusando l’aria
che, nel periodo estivo, afollano le spiagge». portata dal mare. Dietro seguono altri quattro
La luce sta diminuendo e io continuo a se- animali, che iniziano a giocare sulla spiaggia.
guire le impronte che diventano sempre più Dietro al mirino della fotocamera montata
promettenti. In alcuni punti la linea si sfran- sul treppiedi, ho gli occhi ofuscati dal vento e
gia in quattro-cinque tracce indipendenti, per dall’emozione. Il tutto dura una decina di mi-
poi ricongiungersi di nuovo. Solo i lupi sanno nuti, inché non c’è più luce per fotografare né
camminare così, in ila indiana, poggiando le osservare. Mentre torno sui miei passi, riletto
zampe esattamente nell’impronta di chi li pre- su questo spettacolo inatteso e fortunato, che
cede e lasciandosi dietro una singola traccia. stravolge tutti gli stereotipi.
Ancora qualche metro ed ecco un grosso escre- Il tanto vituperato lupo è riuscito ad arrivare
mento pieno di pelo di cinghiale: non ho più ino a oggi, trotterellando negli interstizi della
dubbi. Rallento il passo e con il binocolo seguo tolleranza umana, per annunciare la rinnovata
la linea della battigia per alcune centinaia di me- vitalità dell’ambiente italiano. E il Mediterraneo,
tri, inché questa non svanisce nell’aerosol della nonostante le vicissitudini geopolitiche e i la-
burrasca. In lontananza una vaga igura umana sciti di un eterno e miope sfruttamento, non mi
gioca con un cane. Qua e là ali nere di cornacchie è mai sembrato così selvaggio e imprevedibile.
in cerca di cibo tra i tronchi e i materiali spiag- Un incontro meraviglioso, che schiude nuovi
giati. È un attimo, l’occhio coglie un movimento orizzonti, di rilessione e di opportunità. j

lu p i 45
In una rara immagine scattata su una spiaggia
toscana, un lupo annusa gli odori portati
da una mareggiata. Di recente, i lupi sono tornati
a vivere stabilmente anche negli ambienti costieri
di alcune aree dell’Italia centro-meridionale.
Il gregge di Daniela Zamperini
davanti alla porta di Roccalbegna (GR),
sulle pendici del Monte Amiata.
A causa della crisi del prezzo del latte
e dell’incremento degli eventi
predatori, la sua è una delle poche
aziende che ancora resistono in zona.

CON I
LUPI
ALLA
PORTA
In Toscana, come altrove in Italia,
gli allevatori tollerano a stento la
presenza del lupo e gli animalisti
sono sul piede di guerra.
Ma c’è chi cerca soluzioni per
proteggere sia le pecore che i lupi.
50 n at i o n a l g e o g r a p h i c • F e B B r a i o 2 0 1 8
Una manifestazione del Partito animalista
europeo a Roma nel febbraio 2017
in occasione della conferenza per
l’approvazione del Piano nazionale per
la Gestione del Lupo. In Italia il dibattito
pubblico sul lupo ha messo in forte
contrapposizione allevatori e animalisti.

lu p i 51
testo e fotografie
di Francesco Rossi e Matteo Franchi

MARCO APPOGGIA LA CASSA CON L’ATTREZZATURA SULLA


SOMMITÀ DELLA COLLINA. PAOLA TIRA FUORI L’ALTOPARLANTE
GRIGIO E COLLEGA I CAVI AL LETTORE MP3. DI FRONTE A LORO
SI APRE LA MAREMMA, UN PUZZLE SCONFINATO DI CAMPI,
AREE BOSCHIVE, ULIVETI, PASCOLI E VIGNETI SUL QUALE SI
ARTICOLA UNA STRAORDINARIA VARIETÀ DI ECOSISTEMI.
Qui le grandi monocolture sono rare e resistono procedure di segnalazione delle predazioni - giu-
ancora piccole aziende che garantiscono produ- dicate farraginose dagli allevatori - e dei criteri
zioni variegate, modellando un territorio che con i quali la Regione Toscana eroga i rimborsi,
ospita una grande biodiversità. molto spesso gli attacchi non vengono neanche
Un ruolo cruciale in questo schema è svolto denunciati.
tradizionalmente dall’allevamento brado che, I danni da predazione sono considerati dai
oltre a garantire un’altissima qualità dei pro- piccoli allevatori come il colpo di grazia a un set-
dotti, spesso rappresenta l’ultimo presidio nelle tore già in profonda crisi. Tutto questo ha come
aree rurali più isolate, fondamentale per la con- sfondo un dibattito pubblico drammaticamente
servazione del territorio. polarizzato in cui le istituzioni sono incapaci di
«Le pecore sono i manovali del territorio e la adottare soluzioni eicaci, probabilmente per
collina vuole le pecore, gli unici animali che dor- paura di scontentare gli allevatori più combat-
mono sulla sua cima, in faccia al vento, deposi- tivi o gli animalisti più irriducibili.
tandovi gli escrementi che poi discendono sui Il risultato è una vera e propria guerra, che ha
pascoli a valle, concimandoli», spiega Fernando come estreme conseguenze gli episodi di bracco-
Tizzi, uno dei più agguerriti pastori della zona. naggio con esposizione delle carcasse dei lupi (in
Secondo loro, questo equilibrio sarebbe messo in Toscana negli ultimi tre anni ne sono state rin-
crisi dal ritorno del lupo, che minaccia i piccoli venute 22, di cui 10 uccise con armi da fuoco e 3
allevamenti locali. Fernando è convinto che sia per avvelenamento) e le risposte degli animalisti
giusto tutelare il lupo, ma non qui, dove rappre- con campagne di boicottaggio, spesso indiscrimi-
senta una minaccia per le attività umane. nato, ai danni dei prodotti e del territorio.
Dal 2014 al 2017, nel sud della Toscana, si sono
veriicati 1.238 episodi di predazione ai danni de- tra i due Fuochi ci sono persone come Marco
gli allevamenti locali, che secondo i dati della Asl e Paola, che nel frattempo, in cima alla collina,
Toscana Sud-Est avrebbero causato la perdita di hanno inito di preparare l’attrezzatura e aspet-
3.687 capi. Ma è probabile che il fenomeno sia tano che il sole tramonti per dare inizio alle
ampiamente sottostimato, perché a causa delle emissioni degli ululati registrati. Biologi per il

52 n at i o n a l g e o g r a p h i c • F e B B r a i o 2 0 1 8
Fernando Tizzi mostra i resti di una delle pecore del suo gregge. La carcassa è vecchia di alcuni mesi ed
è impossibile dedurre le cause della morte, ma lui è certo che sia opera dei lupi. Fernando sostiene che ino al
1983 in zona si veriicavano solo attacchi sporadici e che da allora sono molto cresciuti in numero e frequenza.

progetto Life MedWolf, i due si occupano dell’at- Secondo Luisa Vielmi, anima tecnica dell’as-
tività di monitoraggio della popolazione di lupi, sociazione, se ci si radicalizza in opposti schiera-
che viene efettuata tramite il wolf howling (o menti i lupi e le pecore continueranno a morire.
tecnica dell’ululato indotto, che consiste nell’e- Assieme a Francesca e Fabio (entrambi allevatori
missione di ululati registrati nella speranza che e, rispettivamente, presidente e vice presidente
i lupi che si aggirano nei dintorni rivelino la loro di DifesAttiva), Luisa lotta ogni giorno per dif-
presenza), le fototrappole e la raccolta di escre- fondere nuove idee tra persone estremamente
menti per l’analisi genetica. orgogliose delle proprie tradizioni come gli alle-
Il progetto MedWolf, attivo in Italia e in Por- vatori maremmani.
togallo, non si occupa però solo di censire la po- Lorenzo Messana, che lavora assieme alla mo-
polazione locale di predatori; è anche inalizzato glie Francesca Ruladi nell’azienda agricola di
alla tutela del lupo attraverso l’individuazione e famiglia, tiene a sottolineare che gli strumenti
l’adozione di tecniche di prevenzione che ridu- promossi da DifesAttiva sono utili a contenere il
cano il danno per gli allevatori. Il suo lascito sul danno, ma hanno un costo in termini economici
territorio è l’associazione di allevatori DifesAt- di cui i consumatori devono essere consapevoli:
tiva che, oltre a sostenere le aziende - che spesso «Comprare dalla grande distribuzione non aiuta
si sentono isolate e abbandonate dalle istituzioni il lupo», continua. «Lo si aiuta acquistando i pro-
- promuove l’introduzione di cani da guardiania e dotti dei pastori che decidono, nonostante tutto,
ricoveri notturni per le greggi come strumenti di di restare su questi territori a fare presidio».
prevenzione. Gli allevatori aderenti a DifesAttiva Intanto il sole sulla collina continua a scivo-
possono ottenere gratuitamente i cani dalle altre lare verso l’orizzonte.
aziende associate e ricevere sostegno durante la Marco si alza, guarda Paola e dice: «Questa è
complessa fase di inserimento nel gregge. l’ora tra il cane e il lupo». j

lu p i 53
Simona Palmieri, cinoila del nucleo antiveleni dei Carabinieri Forestali, all’opera con Lapa, un pastore belga malinois.
Il cane è addestrato anche alla ricerca dei bocconi avvelenati che spesso vengono impiegati per uccidere i lupi. Sotto:
Paola Fazzi e Marco Lucchesi, biologi per il progetto Life MedWolf, durante una sessione di wolf howling in Maremma.
Luisa Vielmi, tecnico di DifesAttiva, esamina i ilmati ripresi da una fototrappola per veriicare la presenza di lupi nei pressi
di un allevamento. Luisa lavora ianco a ianco con gli allevatori, ascoltandone i problemi e proponendo soluzioni. Sotto:
lo scheletro di un lupo preso al laccio e inito con un coltello nel 1971 conservato nel Museo di Storia Naturale di Grosseto.
Il gregge di Daniela Zamperini nel
ricovero notturno sul Monte Labbro (GR).
I ricoveri notturni possono essere stalle
o aree recintate con reti interrate con la
parte superiore ripiegata verso l’esterno
per impedire ai lupi di scavalcarle.
SA ZIARE IL GIGANTE

I contadini piantano i semenzali nelle


risaie a terrazze di Laohuzui; alcune
vengono ancora preparate con
l’aratro tirato da un bufalo. In Cina
l’agricoltura industrializzata oggi
è più difusa, ma i piccoli agricoltori
restano fondamentali.
L’appetito della Cina sta riconfigurando l’agricoltura del paese e del mondo intero.

59
Una coppia fa merenda in un hotel
davanti al panorama del distretto
inanziario di Shanghai. Con
l’aumento della ricchezza, i gusti dei
cinesi si stanno occidentalizzando:
oggi si consumano più carne,
latticini e cibi confezionati.
Questo stabilimento per la
lavorazione del pollame a nord-ovest
di Shanghai è tra i più grandi della
Cina: impiega circa 1.500 operai e
lavora oltre 10.000 volatili all’ora.
È gestito dalla thailandese CP Group
e rifornisce catene di fast food.
di Tracie McMillan
fotografie di George Steinmetz

V
  edere Jiang Wannian e Ping Cuixiang
raccogliere semi di ravanello su un ettaro e mezzo
di terra nel Gansu centrosettentrionale è un po’
come tornare indietro nel tempo.
Su uno spiazzo mattonato in una valle arida cir-
condata da monti cupi, Jiang passa col trattore
arrugginito sopra un cumulo di piante secche; nel
frattempo Ping, sua moglie, sistema lo strame con
un forcone artigianale. Fisico asciutto e pelle color
cuoio, i due continuano poi ianco a ianco; fa
molto caldo, ma sono entrambi intabarrati per pro-
teggersi dal sole e dalla polvere. Gettando in aria la
pula, volgono verso l’alto i bei visi, tirati e segnati
da anni di lavoro all’aria aperta, e guardano cadere
una pioggia di semi rossastri. Proseguono così per
ore. Ping incoraggia il vento, mormorando con
voce cantilenante: «Soia, soia!». Una macchina
farebbe tutto in pochi minuti, ma Jiang e sua mo-
glie non se la possono permettere e perciò treb-
biano a mano, come si usava qualche secolo fa. Il paese è di fronte a un dilemma: come sfamare
Jiang e Ping rappresentano una delle tante sto- quasi un quinto della popolazione mondiale con
rie della Cina e dei suoi poderi, oltre il 90 per cento meno di un decimo dei terreni coltivabili del pia-
dei quali non arriva a un ettaro; i poderi cinesi sono neta adattandosi al cambiamento dei gusti. Oggi
mediamente fra i più piccoli del mondo. Ma ci sono in Cina si mangia una quantità di carne quasi tri-
anche storie diverse. In quarant’anni la Cina si è pla rispetto al 1990 e il consumo di latte e prodotti
rimessa in pari con i progressi agricoli che il caseari tra il 1995 e il 2010 si è quadruplicato nei
mondo occidentale ha compiuto in 150 anni, e non centri urbani e quasi sestuplicato nelle zone rurali.
solo: ha riconigurato l’intero sistema. Oggi in Cina E si comprano molti più cibi confezionati, le cui
si praticano contemporaneamente tutti i tipi di vendite sono aumentate di circa due terzi nel pe-
agricoltura: a conduzione familiare; industriale, riodo 2008-2016.
nei grandi e scintillanti stabilimenti caseari e per Date le modeste risorse agricole del paese, per
la lavorazione delle carni; sostenibile in fattorie soddisfare le esigenze di questa nuova dieta oc-
high-tech e persino biologica in orti urbani. corre andare all’estero, e il governo incoraggia - e

64 n at i o n a l g e o g r a p h i c • F e B B r a i o 2 0 1 8
Studenti dell’Istituto tecnico superiore Lanxiang, nello Shandong, imparano a
saltare il cibo in un wok. Ai 5.500 futuri cuochi della scuola si insegna a cucinare
sia in maniera tradizionale, sia assecondando i gusti di un palato che cambia.

aiuta - le società cinesi ad acquistare terreni agri- Lo squilibrio tra oferta e domanda nel settore
coli e aziende alimentari in paesi come gli Stati agricolo potrebbe sembrare insormontabile. Il pa-
Uniti, l’Ucraina, la Tanzania e il Cile. Ma per ideo- ese ha 135 milioni di ettari di terreno coltivabile, 15
logia e in risposta all’isolamento politico, la Cina milioni dei quali inquinati o in attesa di risana-
esalta da tempo l’autosuicienza nella produzione mento; la popolazione da sfamare conta 1,4 mi-
dei cereali di base e ciò inluisce anche sulle colti- liardi di anime. Ma in Cina è pressoché impossibile
vazioni. Nel 2013, parlando delle politiche alimen- creare mega aziende agricole simili a quelle occi-
tari con gli amministratori locali di alcune zone dentali, sia perché gran parte del territorio è mon-
rurali, il presidente Xi Jinping ha detto: «Do- tuoso o desertico, sia perché l’insieme dei terreni
vremmo riempire la nostra ciotola di cibo preva- coltivabili è suddiviso fra circa 200 milioni di po-
lentemente cinese». Il che solleva un interrogativo deri e fattorie. Più che a un manto verde, il paesag-
insidioso: se i cinesi mangeranno sempre più come gio agricolo cinese somiglia a un patchwork.
gli statunitensi, che conseguenze avrà sulla loro Gli appezzamenti di Jiang e Ping sono adiacenti
agricoltura? al loro villaggio, una serie di case dai muri di fango

sa z i a r e l a c i na 65
disposte a gruppi lungo strade asfaltate che termi- cinesi, una natura antitetica ai modi della produ-
nano nei campi di granturco. È la cosiddetta area zione alimentare di gran parte del mondo indu-
della Squadra Sette, residuato del periodo colletti- strializzato. Se la Cina è chiamata a soddisfare con
vista della Cina di Mao, quando lo Stato imponeva la produzione nazionale le nuove esigenze alimen-
le colture ai contadini e si prendeva la maggior tari della sua popolazione, «bisognerà cambiare
parte del raccolto. Jiang e Ping hanno vissuto sulla qualcosa», dice Huang Jikun, economista agrario
loro pelle la grande carestia che colpì il paese a ca- dell’Università di Pechino. Occorre migliorare l’ir-
vallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta; Jiang ri- rigazione e ampliare la meccanizzazione e l’uso
corda ancora di aver mangiato corteccia e cinture della tecnologia, spiega Huang. Ma per poter sfa-
di cuoio bollite per sfamarsi. Dopo il 1981, tramon- mare la Cina con ciò che la Cina produce, ag-
tato il sistema collettivista, lo Stato ha mantenuto giunge, occorre anzitutto ampliare le piccole fat-
la proprietà delle terre, distribuendo i diritti di col- torie del paese.
tivazione fra tutti gli abitanti dei villaggi. La soluzione può sembrare semplice: sostituire
A Jiang e Ping è toccato così poco più di un et- al patchwork un grande manto verde da falciare in
taro di terra, suddiviso in quattro appezzamenti. un colpo solo. Ma grande non equivale sempre a
Vado a vedere il podere accompagnata dalla iglia migliore, avverte Huang. Granturco, riso e fru-
trentaseienne della coppia, impiegata in un’agen- mento, le principali colture di base, danno un rac-
zia di viaggi di Kunming, a 1.900 chilometri dal colto più abbondante su estensioni minori: se-
villaggio. Ci incamminiamo verso la ine della condo uno studio, il terreno ideale ha un’area com-
strada sotto un cielo limpido e torrido. Accanto a presa tra i 2 e i 7 ettari. «Se un contadino ha un

UNA SFIDA: RENDERE PIÙ FRUTTUOSO IL PATCHWORK DI PICCOLE

un canale d’irrigazione noto un piccolo casotto di podere molto piccolo, lo cura e lavora molto inten-
fango e le chiedo perché sia stata messa una la- samente», spiega Fred Gale, economista senior del
trina così vicina all’acqua. Lei sgrana gli occhi. ministero dell’Agricoltura statunitense, e questo
«Ma è un tempio di culto», mi dice guardandomi suo impegno si rispecchia nel raccolto, spesso più
con aria scettica. Mi afretto a scusarmi mentre lei abbondante rispetto a quello di chi usa grandi
mi indica i campi di stevia coltivati dai genitori: macchinari. Il piano cinese non è quello di unire
mezzo ettaro scarso di piantine color smeraldo, tra loro i possedimenti dei piccoli agricoltori come
destinate a trasformarsi in dolciicante. Prose- Jiang e Ping in enormi fattorie stile Kansas: logi-
guendo, Yuping mi mostra il minuscolo campo di sticamente sarebbe pressoché impossibile, e il
cotone piantato dai suoi sotto l’afusolata cimi- fatto di sradicare milioni di agricoltori dalla pro-
niera di una fabbrica; e un paio di chilometri più pria terra causerebbe sconvolgimenti notevoli a
avanti, lungo una provinciale a due corsie, ci sono livello sociale. Almeno per ora, l’idea è invece di
i campi di ravanello, lattuga e granturco. Sarebbe raggruppare insieme una serie di campi contigui,
bello se il podere fosse un po’ più simile a una fat- creando poderi grandi più o meno quanto il par-
toria americana, mi dice più tardi parlando dei cheggio di un centro commerciale.
genitori. «In Cina la terra è quasi sempre diicile Dopo aver passato qualche giorno in compagnia
da gestire», spiega. «Si sprecano tanto lavoro di Jiang e Ping potrebbe sembrare incredibile che
umano e tante risorse». in Cina vi siano anche aziende agricole industriali
La grande diferenza con le fattorie occidentali tra le più avanzate del mondo. Esempi se ne tro-
sta nella natura ridotta e frammentaria di quelle vano soprattutto nel settore caseario e della lavo-

66 n at i o n a l g e o g r a p h i c • F e B B r a i o 2 0 1 8
razione delle carni, dove esistono realtà strutturate lo scandalo gravissimo del latte artiiciale alla me-
secondo il modello occidentale. Per vederle di per- lammina, ci sono stati anche il caso dei fagioli
sona sono dovuta andare nella provincia di Anhui, asparago trattati con un pesticida illegale e quello
nella Cina orientale, dove ho visitato un caseiicio della carne adulterata di volpe spacciata per carne
inaugurato quattro anni fa, più grande di tanti d’asino. Il gran numero di piccole aziende agricole
analoghi stabilimenti statunitensi. fa sì che il sistema alimentare cinese sia «quasi del
Per attraversare tutto il capannone di una stalla tutto ingestibile dal punto di vista della sicurezza
della Modern Farming di Bengbu, la più grande dei cibi», dice Scott Rozelle, esperto della Cina ru-
azienda casearia della Cina, ci ho messo quasi cin- rale all’Università di Stanford. I caseiici e i matta-
que minuti. Le vacche - Holstein pezzate bianche toi industriali rendono invece possibile la traccia-
e nere - erano silenziose. L’azienda, che occupa bilità dei prodotti e l’attribuzione di responsabilità
quasi 240 ettari di terreno, ha otto stalle enormi sulla qualità degli stessi. Nella lingua colloquiale,
costruite per ospitare ciascuna 2.880 vacche da i cinesi usano l’espressione “metti giù il cuore” per
latte; contando anche i vitelli e le vacche gravide in invitarti alla tranquillità e durante il mio viaggio
altre stalle e ricoveri, si arriva a una popolazione gli agricoltori mi hanno più volte assicurato che
massima di 40.000 capi, una delle più numerose al potevo mettere giù il cuore riguardo ai loro pro-
mondo. Il fascino dell’agricoltura industriale ri- dotti: in altre parole, erano alimenti sicuri.
siede in parte nelle sue dimensioni; la Cina ne è Nel caseiicio della Modern Farming mi è stato
caduta vittima e ha aumentato la produzione di presentato un dipendente, Zhang Yunjun, che vi-
carne e latticini. Una voce da sempre apprezzata veva con la famiglia dove sorgono attualmente gli
uici dell’azienda. Per realizzare lo stabilimento di
Bengbu si è reso necessario il trasferimento di un
centinaio di persone, alle quali lo Stato ha fornito
FATTORIE DELLA CINA una sistemazione nelle vicinanze, e quando le au-
torità hanno promesso posti di lavoro al caseiicio,
abitazioni nuove e un aumento regolare del canone
d’aitto dei terreni, la gente ha collaborato volen-
nella sua dieta è il maiale, che tradizionalmente tieri. In passato Zhang coltivava arachidi e fru-
veniva allevato - e ammazzato - nell’aia; se prima mento con due parenti su circa due ettari e mezzo
del 2001 le fattorie con oltre 50 maiali coprivano di terreno; oggi, a 55 anni, si occupa della lettiera
appena un quarto del mercato, si stima che nel nelle stalle e rispetto a prima guadagna il doppio.
2015 siano usciti da queste fattorie tre quarti dei «La gente è contentissima», dice. «Fare il contadino
maiali cinesi. Gli allevamenti industriali hanno era veramente faticoso. Ora posso avere entrate
risposto anche alla crescente domanda di pollame ben più consistenti».
e uova. Ma il processo di industrializzazione forse Quasi tutti i sostenitori delle grandi aziende
più sorprendente si è avuto nei caseiici come agricole mi hanno raccontato storie analoghe,
quello che ho visitato a Bengbu. Così come i maiali dicendo che sono una soluzione eicace per con-
allevati nell’aia, anche i latticini sono stati da sem- trastare la povertà rurale. Secondo il ragiona-
pre prodotti in proprio; ma dopo lo scandalo sulla mento, un contadino può raddoppiare le entrate
sicurezza degli alimenti scoppiato nel 2008, lavorando per la grande azienda e aittandole la
quando un latte artiiciale contaminato ha causato sua terra. Ma non sempre la realtà corrisponde a
la morte di alcuni bambini, la Cina ha spinto l’in- questo quadretto idilliaco. «La gente viene as-
dustria a modernizzarsi. Fino al 2008 quasi un al- sunta, è vero, ma in numero molto limitato», af-
levamento di bovini da latte su sei contava 200 e ferma Ye Jingzhong, specialista di sociologia ru-
più capi; nel 2013 erano diventati più di uno su tre. rale dell’Università agraria di Pechino. «Se l’a-
L’importanza che si dà alla sicurezza alimentare zienda vuole guadagnarci, per prima cosa taglierà
non è mai troppa per i consumatori cinesi. A parte i posti di lavoro. (Continua a pag. 74)

sa z i a r e l a c i na 67
Nelle serre che circondano un
quartiere residenziale a nord di
Kunming, nella provincia dello
Yunnan, crescono colture di alto
valore come ortaggi e frutta. Grazie
al clima mite, si coltiva tutto l’anno.
I 10.000 partecipanti alla festa della
contea di Xuyi, a nord-ovest di
Shanghai, cenano con la specialità
della zona: i gamberi d’acqua dolce,
che si pescano nei laghi locali al ritmo
di circa 100.000 tonnellate l’anno.
L’APPETITO VIEN MANGIANDO
Dopo le riforme varate dalla ine degli anni Settanta, da economia isolata e centralizzata qual era,
la Cina si è trasformata in un colosso sempre più orientato verso il mercato. La modernizzazione
economica ha alimentato una migrazione continua verso le città, un aumento dei redditi e una
voglia crescente, nella popolazione di 1,4 miliardi di persone, di una dieta più occidentalizzata.

Più gente, più cibo


Riforme e modernizzazione
hanno aiutato la popolazione
cinese a raddoppiare la propria
quota di calorie giornaliere.

Urumqi

Deserto del
Taklamakan
L’A S PRO OV E S T
Gran parte della Cina
occidentale è occupata da
altipiani e zone desertiche.
Qui vive appena il 6 per
cento della popolazione.

C I

A L T O P I A N O D E L T I B E T

0 km 200

Voglia di proteine
La Cina ha ormai superato gli Kunming
USA nell’approvvigionamento
giornaliero di calorie derivanti T E R R E N I L I M ITATI FO R T E C R E SC ITA Risaie a terrazze
da carne e prodotti ittici. Laohuzui,
Le aree di intersezione Aree urbane con tre Honghe Hani
(in marrone) indicano milioni o più di abitanti (Patrimonio mondiale
dove la popolazione nel 2015. dell’umanità)
(in arancione) sta
invadendo i terreni
coltivabili (in verde). 10 milioni

Combinato Popolazione
Popolazione Terreni 2015
Alta 5 milioni
densità
† LA CINA RIVENDICA TAIWAN,
CHE CONSIDERA UNA SUA
Popolazione PROVINCIA. IL GOVERNO
1960 DI TAIWAN SOSTIENE CHE
Bassa SI TRATTA DI DUE ENTITÀ
densità POLITICHE DIVERSE
(Segue da pag. 67) E potrà impiegare una
quantità ridotta di operai agricoli sottopagati».
Mentre il sole cominciava a tramontare, ho visi-
tato il villaggio traslocato e mi sono resa conto che
la gente era molto meno entusiasta di Zhang ri-
guardo al caseiicio. Queste persone vivono in un
agglomerato regolare di palazzine gialle a due
piani, circondato su tre lati da campi di arachidi e
granturco; al di là della strada, i campi di erba me-
dica del caseiicio si allungano a perdita d’occhio.
In molti sostengono che le assunzioni al caseiicio
non sono state tante, che le loro abitazioni cascano
a pezzi e che da quattro anni gli aitti dei terreni
sono bloccati. Nessuno sembrava contento di es-
sersi trasferito, ma a onor del vero neanche tanto
contrariato. Più che altro imperava un senso di
rassegnazione.
Per la maggior parte della popolazione rurale
cinese questi progetti sono tutt’al più una lama
a doppio taglio, come del resto sono in qualsiasi
altro paese del mondo. I grandi allevamenti pos-
sono ofrire ad alcuni una via d’uscita dalle fati-
che della vita contadina, ma comportano anche
rischi signiicativi per l’ambiente e la salute. Da
un censimento voluto nel 2010 dal governo ci-
nese risulta che la principale causa di inquina-
mento dell’acqua, più ancora dell’industria, è
l’agricoltura. E con tutte le side che la Cina deve
afrontare in materia di inquinamento è diicile
capire come farà la produzione animale indu-
striale a evitare i problemi di inquinamento e
salute pubblica attribuiti, per esempio, ai casei-
ici californiani, che sono più piccoli delle mega
aziende agricole cinesi. tura all’impianto di imbottigliamento, tutto
Il governo aferma di riconoscere i pericoli e sot- quanto, dice Liu Qiang, è «una dimostrazione per
tolinea la necessità di afrontare la questione dei l’intero paese».
riiuti animali in modo sostenibile. Sono preoccu-
pazioni condivise da molte imprese dell’agroindu- Di Fronte a Shanghai, sulla sponda opposta
stria cinese, compresa la Modern Farming. A Beng- della baia di Hangzhou, una conglomerata thai-
bu l’azienda ha installato un digestore per la pro- landese del settore mangimi sta costruendo una
duzione di biogas, che trasforma il letame in una mega azienda a vocazione sostenibile sul limitare
quantità di energia suiciente a soddisfare un di una scintillante distesa fangosa. In cambio di
terzo del suo fabbisogno e ne utilizza i sottopro- condizioni favorevoli di aitto e di un contratto
dotti per concimare i propri campi. «Riiuti presso- ventennale, la Charoen Pokphand, o CP Group,
ché azzerati», dice Liu Qiang, gentile guida occhia- vuol destinare alla produzione alimentare 2.600
luta che mi ha accompagnato nella visita all’a- ettari di pianura rinterrata alle porte della città di
zienda. Dai campi alle stalle, dalle sale di mungi- Cixi; l’obiettivo è «creare valore per la società in

74 n at i o n a l g e o g r a p h i c • F e B B r a i o 2 0 1 8
Nell’allevamento automatizzato del CP Group, tre milioni di galline depongono
giornalmente circa 2,4 milioni di uova. I robot individuano ed eliminano i volatili
morti, consentendo a un singolo operaio di badare a 168.000 polli.

tutte le direzioni», dice Wang Qingjun, vicepresi- di fertilizzanti, uno stabilimento quasi ultimato
dente dell’azienda. per la produzione di ravioli ripieni e un alleva-
E il futuro agricolo della Cina sembra avere gli mento di un milione di galline ovaiole destinato a
stessi connotati: quelli di un’impresa transnazio- triplicarsi, cioè a diventare abbastanza grande da
nale che investe miliardi di yuan in un complesso giustiicare l’utilizzo di un robot termosensibile
agroalimentare costituito da campi, allevamenti, capace di eliminare automaticamente il pollame
stabilimenti, uici amministrativi e, più avanti, morto. Il CP Group prevede anche di raccogliere
addirittura alloggi per i dipendenti, che compren- una quantità tale di pollina da poter produrre ogni
deranno semplici appartamenti così come ville anno 20 mila tonnellate di fertilizzante organico.
sull’acqua. L’estate scorsa le risaie occupavano L’anno scorso l’azienda ha costruito una fatto-
1.450 ettari di terreno; di questi, 47 ettari erano ri- ria verticale: un parallelepipedo trasparente e
servati a coltivazioni biologiche e accoglievano arioso contenente sei torri alte 10 metri, con una
allevamenti di granchi per uso alimentare. Ci sono scafalatura girevole a mo’ di ruota panoramica
serre, campi di broccoli, droni per la distribuzione che alloggia le piante da coltivare; quando l’ho

sa z i a r e l a c i na 75
Alcuni operai di Rongcheng, sul Mar
Giallo, mettono a seccare le alghe
su rastrelliere rotanti. Alimento
tipico della dieta cinese, le alghe
si usano di solito abbinate al maiale
o a un piatto freddo di verdure,
oppure in una zuppa.
visitata io, c’erano piante di cavolo cinese, aglio
cinese e amaranto. L’ambiente controllato per-
mette un’applicazione mirata di fertilizzante,
annulla la necessità di usare la maggior parte dei
pesticidi e dà un raccolto quadruplo rispetto a
un campo della stessa estensione, dice Wang.
Per un paese in cui i terreni coltivabili sono
troppo pochi e gli agricoltori aggravano i pro-
blemi di inquinamento usando il triplo del ferti-
lizzante necessario, si tratta di una prospettiva
promettente, che predispone inoltre il CP Group
ad allinearsi all’obiettivo annunciato dal go-
verno nel 2015 di issare un tetto massimo per
l’uso di fertilizzanti e pesticidi entro il 2020.
Il complesso rappresenta in larga misura il
tentativo di applicare una logica industriale alla
produzione alimentare, e Wang, una igura a
metà tra il sognatore e il pragmatico, lo vede
come un futuro modello di integrazione verti-
cale. «Tra l’essere umano e la terra dovrebbe sta-
bilirsi un rapporto di armonia», dice, e il sistema
che il CP Group sta creando è un modo per arri-
vare alla meta. Per quanto riguarda la produ-
zione delle uova, signiica coltivare granaglie da
mangime, allevare il pollame e, una volta che
questo avrà esaurito la sua capacità produttiva,
macellarlo e lavorarlo. L’azienda produrrà il
grano per la pasta dei ravioli, nonché la carne e
gli ortaggi per il ripieno; in più, potrà contare sui
suoi punti vendita. Il progetto è straordinario,
sempre che vada tutto liscio. Ma se, per esempio,
la sua frutta dovesse essere attaccata dal batterio
della listeria, la contaminazione potrebbe dif-
fondersi molto più estesamente e rapidamente rombando: in 89 secondi ha aspirato l’erba falciata,
che in un sistema decentralizzato, come gli sta- l’ha pressata a cilindro, l’ha chiusa nella plastica e
tunitensi hanno imparato a proprie spese. l’ha riscaricata sul campo.
In Cina quasi tutte le grandi aziende agricole Più tardi Liu ha preso il suo Suv Lexus e l’ha
sono gestite dallo Stato, da cooperative e da im- portato in città all’autolavaggio. Nel rumore
prese; tuttavia ho anche conosciuto Liu Lin, un dell’autolavaggio ho chiesto a Liu quanto guada-
agricoltore della Mongolia Interna che si è arric- gnasse: più di 10 mila yuan - circa 1.300 euro - al
chito coltivando erba medica per i caseiici indu- mese? Non sono riuscita a sentire la risposta, ma
striali. Quando l’ho incontrato, l’estate scorsa, la l’ho visto sorridere. Più tardi l’interprete mi ha
sua azienda aveva ormai vari granai giganteschi, detto che aveva risposto di sì con una certa enfasi,
alloggiamenti per gli operai, uici e posti auto co- aggiungendo che guadagnava molto di più.
perti e una villa di due piani afacciata su un la- Ho ripensato a Liu durante la visita nel parco
ghetto. Ho guardato ammirata un pressaballe e negli uici del CP Group, dove è facile intuire
francese per insilato che attraversava un campo che le mega aziende agricole hanno anche un

78 n at i o n a l g e o g r a p h i c • F e B B r a i o 2 0 1 8
Spaghetti stesi a essiccare in uno stabilimento della COFCO, impresa
statale con sede a Zhengzhou, nella Cina centrorientale. Oggi i cinesi
consumano circa 82 milioni di tonnellate di cibi confezionati all’anno.

altro vantaggio, di cui si discute meno: i soldi. giato i cibi dei 27 piatti schierati sul centrotavola.
Gli esperti potranno anche dibattere delle di- Wang mi ha oferto vino rosso e, fedele all’usanza
mensioni ideali della fattoria che massimizza la cinese, mi ha elogiato calorosamente. È stato il pa-
produzione per ettaro, ma le fattorie industriali sto più luculliano che abbia consumato in Cina.
generano comunque proitto molto più rapida-
mente delle piccole fattorie. MenTre il Paese si iMPeGna per ingrandire le
Quando ho visitato il parco di Cixi era una gior- sue imprese agricole, molti cittadini abbienti,
nata d’agosto particolarmente afosa e Wang mi ha mossi da siducia verso l’agricoltura industriale,
fatto accomodare subito in una freschissima sala hanno fatto una scelta diversa. Un esempio illu-
riunioni con aria condizionata per una presenta- minante in tal senso è quello di Jiang Zhengchao,
zione in PowerPoint. Poi abbiamo pranzato in una iglio di Jiang e Ping, che a nord di Pechino sta con-
sala riservata ai dirigenti, con una vetrata a parete tribuendo allo sviluppo di un ulteriore scenario
che afacciava sul parco e una decina di persone dell’agricoltura cinese: dietro due tozzi ediici di
sedute intorno al tavolo. Insieme agli altri ho assag- cemento, accanto a un’autostrada rombante, cura

sa z i a r e l a c i na 79
Questi bimbi di Qujie, nel sud del Guangdong, fanno un’abbondante colazione
a base di spaghetti, uova e carne davanti alla loro scuola. Oggi in molte famiglie
lavorano entrambi i genitori e c’è meno tempo per preparare da mangiare.

un fazzoletto di terra, suo contributo al patchwork una fatica senza ine. «Non potrò permettermi di
agricolo del paese. vivere nel lusso», dice lui, ma è contento lo stesso.
Sui due ettari del suo appezzamento Jiang col- Jiang fa parte di un fenomeno di cui sono prota-
tiva quasi un centinaio di piante da orto e da frutta, gonisti laureati cinesi nati in ambiente rurale, che
fra cui angurie, melanzane, taro e granturco. Ne dopo gli studi riabbracciano la vita dei campi. Ben-
vende una parte nei mercati all’ingrosso, ma la sua ché ristretto, il fenomeno è comunque abbastanza
attività principale è convincere la media borghesia difuso da aver dato origine alla deinizione di
di Pechino a farsi rifornire settimanalmente a do- fanxiang qingnian, giovani che tornano alla cam-
micilio di derrate sicure appena colte. «Ho un le- pagna. Questi giovani hanno oggi un’organizza-
game afettivo» con l’agricoltura, dice Jiang, che zione che ne promuove gli interessi, il Centro Wotu
ha una laurea in assistenza sociale ed è stato im- per lo sviluppo agricolo sostenibile. In Cina il bio-
piegato tre anni in un uicio. Alla ine è tornato logico ha conosciuto un boom delle vendite, cre-
all’agricoltura, con gran costernazione dei suoi sciute addirittura di 30 volte rispetto al 2006 se-
genitori, che vedono il lavoro del contadino come condo una recente analisi di settore. Dalla ricerca

80 n at i o n a l g e o g r a p h i c • F e B B r a i o 2 0 1 8
lo sa e se ne ricorda, aggiunge. Nel 2008 Wen ha
contribuito alla fondazione di una fattoria biolo-
gica modello a Pechino che l’anno seguente ha ri-
cevuto il sostegno della comunità locale.
Le derrate di questo tipo sono ancora una quota
minuscola del mercato cinese; la realtà, tuttavia,
lascia supporre che molti cinesi non accetteranno
passivamente un futuro di pasti industriali. Jiang
Zhengchao capisce perché i suoi genitori vorreb-
bero abbandonare il podere e non intende tribolare
come è successo a loro. Ma non è convinto che le
fattorie industrializzate siano necessarie.
Quando sono andata a trovarlo, Jiang ha por-
tato me e alcuni colleghi a cena in una griglieria.
Ci siamo seduti intorno a un tavolo di plastica,
mentre una donna badava a una piccola griglia di
metallo piantata su due cavalletti. La donna ci ha
portato bocconcini di maiale e cuori di pollo cara-
mellati, un piatto di funghi enoki annaiati di
salsa e sesamo nero, spicchi d’aglio grigliati, me-
lanzane lucide d’olio e aceto, arachidi lesse con
salsa di soia. C’era più carne di quanta Jiang ne
mangiasse da bambino, ma molta di meno che in
un tipico pasto americano. «Non mi sembra scon-
veniente che una volta la gente riuscisse a mante-
nersi con i frutti della propria terra», dice. «In Cina
se fai il contadino ti guardano dall’alto in basso,
ma io amo questo lavoro».
Jiang ha visto con i propri occhi i beneici de-
rivati dai cambiamenti che hanno interessato le
aziende agricole cinesi negli ultimi qua-
rant’anni; la nostra ricca cena a base di pollo e
maiale, secondo lui, ne era un esempio. Lo stesso
emerge che sono stati avviati almeno 122 progetti vale per la sua vita attuale, una sorta di viaggio
agricoli sostenuti dalla comunità locale sul mo- avanti e indietro nel tempo fra l’ipermoderna
dello di quello di Jiang, ma il movimento aferma Pechino e la provincia rurale del Gansu. Ma
che i progetti sono in realtà centinaia. Jiang non era sicuro di voler portare avanti il suo
La piccola fattoria riveste un fascino duplice per piccolo progetto: in confronto a tutta la fatica
il consumatore, che conida nella sicurezza dei che richiedeva, fruttava pochissimo. E quindi,
suoi alimenti. Ma in essa si rilettono anche le tra- ha detto, forse sarebbe tornato nel Gansu: per
dizioni agricole del paese, dice un importante stu- mettere su, potendo, una grande fattoria. j
dioso della Cina rurale come Wen Tiejun, e questo
aspetto esercita un richiamo notevole tanto sui Tracie McMillan, autrice di The American Way of
Eating, ha parlato della fame negli Stati Uniti nel
cinesi di campagna quanto su quelli di città. «In
numero di agosto 2014 di National Geographic.
Asia l’agricoltura si pratica da 4.000 anni», dice George Steinmetz, che fotografa per la rivista
Wen. «Qui non solo si sfama una grande popola- da trent’anni, sta lavorando a un progetto a lungo
zione, ma l’ambiente è molto favorevole». La gente termine sulle scorte alimentari globali.

sa z i a r e l a c i na 81
Lui è Figaro, un cacatua
delle Tanimbar. Ha
imparato da solo a ricavare
un utensile da un pezzo di
cartone. D’ora in poi, basta
usare “cervello di gallina”
come offesa. Perché
gli uccelli sono dei

Cervelloni
Fabbricare utensili
Figaro con l’utensile che ha creato per prendere un anacardo in un istituto
di ricerca in Austria. Il suo primo utensile è stato un pezzo di bambù
con cui ha recuperato un ciottolo caduto oltre le sbarre della voliera.

82 FOTOGRAFATO AL GOFFIN LAB DELL’ISTITUTO DI RICERCA MESSERLI,


UNIVERSITÀ DI MEDICINA VETERINARIA, VIENNA
Cacciare e navigare
Inghilterra: Ellie, l’astore di Lloyd e Rose Buck,
ripiega le ali e sfreccia ad alta velocità attraverso
una stretta apertura. Secondo gli esperti di
scienza aeronautica, questi eccellenti predatori
sanno valutare la densità degli alberi e intuire
la velocità di volo ottimale per trovare aperture
ed evitare collisioni.

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B i r d B r a i n i ac s <$$Pn>
L’ANNO DEGLI UCCELLI

DI VIRGINIA MORELL
FOTOGRAFIE DI CHARLIE HAMILTON JAMES

Le cornacchie americane del quartiere di


Seattle in cui vive Gabriella Mann le vogliono bene, e
lei ne ha le prove. La bambina di otto anni posa un
portagioie di plastica sul piano della cucina e solleva
il coperchio. Ogni scompartimento contiene un «Non sono i miei preferiti». Oggi pomeriggio
tesoro, un dono portato dalle cornacchie: un pen- Gabi è corsa in giardino con suo fratello a rifornire
dente d’oro, un orecchino di perla, una vite, un le mangiatoie. Riempie un vassoio di arachidi in-
blocchetto di Lego rosso, pezzetti di vetro traspa- tere e un altro di cibo per cani. Due cornacchie si
renti e colorati, un osso di pollo, un ciottolo, un posano sulle conifere. Una è Babyface, con un og-
cristallo di quarzo e molto altro. getto arancione nel becco. Si sposta su un cavo so-
I doni sono conservati, datati e classificati come pra di lei e lo lascia cadere dritto ai suoi piedi.
fossero oggetti rari. Gabi ne sceglie due, che «Guarda! È un gioco!», esclama la bambina, racco-
chiama i suoi “preferitissimi”, e me li fa ammirare. gliendo un calamaro di gomma in miniatura e gi-
Uno è un ciondolo a forma di cuore rosa perla, l’al- rando su se stessa per l’allegria, in una danza os-
tro un minuscolo rettangolo d’argento con incisa servata da Babyface. «Visto? Sa cosa mi piace».
la parola “MIGLIORE”. «È perché mi vogliono Le cornacchie stanno forse facendo qualcosa di
bene», dice di questi regali apparentemente scelti umano, cioè portando regali a un’amica che è stata
con cura, e aggiunge che spera un giorno di rice- gentile con loro? Può una cornacchia, o qualunque
vere un altro ciondolo con la parola “AMICA”. altro uccello, prendere questo tipo di decisione?
«Sanno tutto quello che mi piace, i giochi e le cose
luccicanti, perché mi guardano. Sono come spie».
Già stamattina una cornacchia (probabilmente Offrire doni
quella che il fratello di Gabi chiama Babyface) le ha La giovane Gabi Mann ha fatto amicizia con
le cornacchie del suo quartiere di Seattle,
portato uno spinarello morto, lasciandolo sui gra- lasciando loro noci e cibo per cani. In cambio,
dini che portano al giardino. «È il secondo pescio- le cornacchie le hanno portato dei doni: tra i suoi
lino morto che mi lascia. Non so perché», dice Gabi. preferiti c’è un cuoricino di plastica color perla.

86 IN ALTO: CORNACCHIA FOTOGRAFATA DA JOEL SARTORE AL GEORGE MIKSCH


SUTTON AVIAN RESEARCH CENTER DI BARTLESVILLE, OKLAHOMA
I ricercatori che studiano i corvidi dicono di sì. E le cervello dei mammiferi responsabile di molte delle
somiglianze fra gli umani, altri primati e questi funzioni cognitive superiori quali la memoria di
uccelli stanno appassionando gli scienziati che stu- lavoro, la pianiicazione e la soluzione di problemi.
diano l’origine delle capacità intellettive umane e Malgrado questo presunto deicit mentale, per
animali. «Gli uccelli hanno intrapreso un percorso tutto il Novecento gli uccelli furono usati dagli
evolutivo diverso da quello dei mammiferi, ma esperti di psicologia comparata nei loro studi sulla
sono approdati a soluzioni cognitive apparente- cognizione animale. Fra le specie preferite c’erano
mente simili», dice Nathan Emery, biologo cogni- i piccioni, il cui cervello è grande appena quanto
tivo dell’Università Queen Mary di Londra, «e un’arachide sgusciata, i canarini e i diamanti man-
quindi ci ofrono l’opportunità rara di capire quali darini, dal cervello ancora più piccolo. Gli scien-
spinte evolutive conducono a certe abilità mentali». ziati scoprirono che i piccioni hanno una memoria
Eppure, ino agli inizi di questo secolo, la mag- impressionante, e un’abilità sconcertante nel di-
gior parte degli scienziati avrebbe riso all’idea di stinguere i volti e le espressioni umane, le lettere
una cornacchia generosa e pignola, perché gli uc- dell’alfabeto e persino i dipinti di Monet e Picasso.
celli (e quasi tutti i mammiferi) erano considerati Altri studiosi hanno rivelato la memoria eccezio-
automi sciocchi, capaci di reagire solo in maniera nale delle nocciolaie di Clark, delle ghiandaie ame-
istintiva. Gli uccelli erano liquidati come “cervelli ricane e delle cince capinere. Le nocciolaie, per
di gallina” già prima che lo scienziato Ludwig esempio, raccolgono e nascondono ogni autunno
Edinger interpretasse erroneamente la loro anato- più di 30 mila semi di pino, distribuendoli in vari
mia neurale, verso il 1900. Edinger credeva che gli depositi segreti che dovranno poi ricordare per
uccelli fossero privi della neocorteccia, l’area del tutto l’inverno.

88 n at i o n a l g e o g r a p h i c • F e B B r a i o 2 0 1 8
Riconoscere i volti quando, costretto nello studio del veterinario da
Nel 2006, a Seattle, il biologo una malattia, provava nostalgia di casa. E augu-
John Marzluf e un suo studente rava sempre a Pepperberg la buona notte, come
dell’Università di Washington fece poco prima di morire. «Tu fai la brava. A do-
hanno catturato e inanellato mani. Ti voglio bene».
sette cornacchie indossando
maschere come questa.
La capacità di Alex di imitare il linguaggio - e
Oggi, se Marzluf o un’altra apparentemente di usare vocaboli inglesi nel con-
persona indossa la maschera, testo adatto - diede l’impulso ad altri studi sui
le cornacchie della zona - non pappagalli per comprendere meglio l’origine
solo i sette individui catturati - dell’apprendimento vocale, cioè la capacità di imi-
si radunano per gridargli contro e
seguirlo. Non importunano invece
tare suoni dotati di uno scopo. È un’abilità che i
chi porta maschere diverse. pappagalli hanno in comune con i passeriformi, i
colibrì, gli umani, i cetacei e poche altre specie.
Alla ine queste scoperte portarono un gruppo
internazionale di ricercatori a riesaminare il mo-
dello di Edinger, ino ad allora mai messo in di-
scussione. Gli esiti della revisione sono stati pub-
blicati nel 2005, e hanno rivelato che in efetti il
cervello degli uccelli è provvisto di una struttura
neurale, chiamata pallium, assimilabile alla neo-
corteccia dei mammiferi e ad altre aree collegate al
pensiero complesso. Il gruppo ha raccomandato
l’adozione di una nomenclatura e di una conce-
zione nuove per l’anatomia neurale degli uccelli.
«Le parti del cervello degli uccelli sono disposte
in maniera diversa rispetto ai mammiferi», spiega
Negli anni Cinquanta i ricercatori iniziarono Nicola Clayton, psicologa dell’Università di Cam-
a studiare il modo in cui i passeriformi come ca- bridge, nel Regno Unito, che studia le capacità co-
narini, passeri e diamanti mandarini imparano gnitive dei corvidi. «Il cervello dei mammiferi è
a cantare. Scoprirono somiglianze sorprendenti fatto a strati, come un tramezzino, mentre quello
fra i canti degli uccelli e il linguaggio umano. degli uccelli è più come una pizza. Ci sono tutti i
E poi arrivò Alex, il pappagallo cenerino a cui componenti, ma non sono impilati uno sull’altro».
la psicologa comparata Irene Pepperberg inse- Più di recente, altri studiosi hanno scoperto che le
gnò a riprodurre i suoni dell’inglese (la scien- reti neurali che governano la memoria a lungo ter-
ziata fa notare che Alex non imparò la lingua mine e i processi decisionali degli uccelli sono
inglese). Quando morì all’età di 31 anni, nel 2007, molto simili a quelle dei mammiferi.
Alex aveva imparato alla perfezione un centi- Da allora una serie continua di studi condotti in
naio di suoni inglesi che indicano colori, oggetti, laboratorio e in natura ha rivelato la grande intel-
numeri e forme. Sapeva pronunciare chiara- ligenza degli uccelli: le cinciallegre del Giappone,
mente “verde”, “giallo”, “lana”, “legno”, “noce” e piccoli passeriformi dell’Asia orientale, usano i
“banana”, e usava questi suoni per comunicare loro acuti pì-pì d’allarme per segnalare la presenza
con le persone. Sapeva contare ino a otto, capiva di predatori, e hanno una sorta di grammatica, con
i concetti di “uguale” e “diverso” e addirittura regole sintattiche in cui le note pì si uniscono ad
quello di zero, che lui chiamava “nessuno”. Alex altre note di-di-di per chiamare a raccolta lo stormo
usava i suoi talenti anche in modo impertinente, e allontanare un predatore. In America del Sud, i
dicendo a Pepperberg di “calmarsi” quando lei pappagallini groppaverde hanno richiami che fun-
era di cattivo umore, e chiedendo di “tornare” gono da nomi. (Continua a pag. 94)

l’ i n t e l l ige n z a de gl i uc c e l l i 89
Capacità mentali
Gli uccelli sono molto più intelligenti di quanto si credesse un tempo, ma
Nome comune
Nome scientifico
non sono tutti uguali. I pappagalli, insieme alla famiglia dei corvidi (ghiandaie, MASSA CEREBRALE
corvi e cornacchie), sono fra le specie più dotate, grazie a un prosencefalo
assai sviluppato e ad alta densità di neuroni. Sono anche fra le specie più
socievoli, ed esibiscono interazioni degne dei primati.
PROSENCEFALO

I pensatori complessi
Molte delle strutture cerebrali coinvolte nella
cognizione complessa si trovano nel prosencefalo.
Gli uccelli più intelligenti avrebbero il prosencefalo
più grande in rapporto all’intero cervello.

PORZIONE DEL
PROSENCEFALO
RISPETTO ALL’INTERO
CERVELLO

Corvo imperiale
Corvus corax
90% Pappagallo cenerino
14,5 g Psittacus erithacus
Picchio pileato
9,2 g Dryocopus pileatus
7g

80% 80%
79%
77%
Germano reale Poiana codarossa
Anas platyrhynchos
Buteo jamaicensis
CO M P O RTA M E N T I 5,7 g
70% OS S E RVAT I I N G R U P P O 9,6 g

65%
63%
60%
Il più innovativo

Le anatre e gli altri


Ingegnosi innovatori uccelli che nascono già
I corvidi spiccano fra gli uccelli indipendenti sono meno
per la capacità di adottare innovativi. Non devono
comportamenti nuovi nello imparare molto dai genitori
svolgimento di un compito. o tramite tentativi ed errori.

SC A L A D I I N N OVA Z I O N E
1° 2° 3°

Comportamenti
Molte delle abilità esibite
dagli uccelli sono istintive, SOLUZIONE DI PROBLEMI USO DI UTENSILI STUDIO DEI SIMILI
ma alcuni sono capaci di Alcuni uccelli hanno la Alcuni sanno usare Alcune specie imparano
imparare adattandosi al loro capacità di ragionare e oggetti trovati o fabbricati dal comportamento
ambiente durante la crescita. compiere deduzioni logiche. per risolvere problemi. di altri uccelli.

TUTTI I VALORI SI RIFERISCONO A INDIVIDUI IN NATURA, ECCETTO IL POLLO LIVORNESE. GLI UCCELLI NON SONO RAFFIGURATI IN SCALA.
Neocorteccia
(Pallium)
Pesi massimi dell’intelletto
Nel prosencefalo degli uccelli, le regioni del pallium
e del subpallium, deputate alle funzioni di ordine Subpallium
superiore, si sono evolute in maniera diversa rispetto
ai mammiferi. I cervelli degli uccelli sono più piccoli Cerebellum
ma hanno una più alta concentrazione di neuroni,
le cellule responsabili della cognizione.
Cerebellum
Cervelletto
FUNZIONI
Funzioni mentali di ordine superiore; cognizione
Cognizione e orientamento spaziale; Pallium
controllo dei movimenti volontari
Processi cardiaci e respiratori
Subpallium

DENSITÀ DI NEURONI Tronco cerebrale


Neuroni del pallium per grammo di cervello

Pappagallo cenerino
Corvo imperiale
Piccione
Cebo cappuccino

0 40 80 120

Airone azzurro maggiore


Ardea herodias
9,3 g

Cuculo
63% Cuculus canorus
Pollo
1,6 g Gallus gallus domesticus
2,5 g
Piccione
Columba livia
53% 2,2 g
Colibrì
di Anna
Calypte anna

Nei polli non è possibile 0,2 g


valutare l’innovazione:
la domesticazione altera
i comportamenti.


6° 7°

APPRENDIMENTO VOC ALE SOCIALIZZ A ZIONE MEMORIA GIOCO


Alcune specie imparano a Alcune specie instaurano Alcuni uccelli sanno Alcuni uccelli si dedicano
emettere suoni che useranno complessi rapporti sociali perino ricordare episodi a combattimenti simulati e
nelle interazioni sociali. all’interno di gruppi. di esperienze passate. altre forme di gioco sociale.

MONICA SERRANO, NGM; MESA SCHUMACHER


FONTI: ANDREW IWANIUK, UNIVERSITY OF LETHBRIDGE, ALBERTA; PAVEL NEMEC, UNIVERSITÀ CAROLINA DI PRAGA;
CHET SHERWOOD, GEORGE WASHINGTON UNIVERSITY; LOUIS LEFEBVRE, MCGILL UNIVERSITY
Lavoro di squadra
I kea, pappagalli di montagna neozelandesi,
sono noti per la loro curiosità, che è sintomo
di intelligenza. In un istituto di ricerca in Austria,
quattro kea (tre visibili) hanno capito che,
per raggiungere i bocconcini nascosti nel
box di legno, devono collaborare tirando
contemporaneamente le catene sui lati opposti.
FOTOGRAFATI AL KEA LAB DELL’ISTITUTO DI RICERCA MESSERLI, UNIVERSITÀ DI
MEDICINA VETERINARIA, VIENNA
(Segue da pag. 89) A quanto pare i genitori as- biato e a iniziare dalla terza serratura, il bullone?
segnano dei nomi ai loro pulcini, proprio come i «Vogliamo scoprire se risolvono il problema in
genitori umani fanno con i loro bambini. maniera meccanica o se fanno caso al funziona-
In Nuova Guinea, i maschi di cacatua delle mento delle serrature».
palme corteggiano le femmine con i richiami e Muppet studia le serrature per un istante, poi
usando rami e baccelli come bacchette con cui ese- attacca direttamente il bullone, usando il becco
guono assoli di batteria sui tronchi cavi; sono i per spingerlo attraverso l’anello. Dopodiché sgan-
primi animali conosciuti a costruire uno stru- cia la rotella e sila la barra scorrevole. Lo sportello
mento musicale. Curiosamente, i cacatua delle si apre, e Muppet si impadronisce della noce.
Tanimbar, pappagalli bianchi difusi in Indonesia, «Di solito, dopo aver risolto un problema, ricor-
fabbricano e adoperano utensili in cattività, ma dano come si fa», spiega Auersperg. «Sanno come
non risulta che lo facciano in natura. «Amano funziona ciascuna serratura, anche se si cambia la
molto le cose nuove e gli oggetti che possono ma- sequenza. Credo che capiscano davvero l’efetto di
nipolare, come le cerniere, le serrature e i bottoni», ogni serratura sulle altre; in questo senso hanno
racconta Alice Auersperg nella sua enorme voliera una mente abbastanza lessibile».
in Austria, circondata da 14 cacatua allevati in cat- Oggi gli uccelli, specialmente i corvidi e i pappa-
tività che le volteggiano intorno. «Sono come pic- galli, sono celebrati come “scimmie piumate”, os-
coli ingegneri tutti presi dal loro compito». serva il biologo Emery. Ha coniato l’espressione in
Auersperg, biologa cognitiva dell’Università di un articolo scritto insieme alla moglie Clayton. In
Medicina Veterinaria di Vienna, chiama a raccolta precedenza avevano lavorato a uno studio in cui si
i suoi cacatua per mostrarmi quanto sono abili ad dimostrava che le ghiandaie americane non tor-
aprire le serrature e a inventare utensili. Ne vuole nano istintivamente a nascondere le noci alle altre
uno in particolare, Muppet, ma tutti si precipitano ghiandaie che le spiano; lo fanno solo dopo aver
nella stanza dei test. rubato le noci alle loro simili. «È stata l’esperienza
«Ah», sospira Auersperg. «Certa gente fatica a del furto a cambiare il comportamento delle
fare entrare gli uccelli. Io invece faccio fatica a te- ghiandaie», spiega Emery. «Ci vuole un ladro per
nerli fuori. Vogliono tutti cimentarsi con i test». riconoscerne un altro, come si dice». Il loro studio
Alla ine Auersperg riesce a mandare fuori tutti gli indica che le ghiandaie sono in grado di capire che
uccelli tranne Muppet. Poi gli ordina a gesti di an- cosa sta pensando (e tramando) un altro individuo,
dare a posarsi sulla piattaforma per i test, spie- un tipo di ragionamento estremamente diicile da
gando che gli uccelli sono in grado di imparare co- studiare e dimostrare in altri animali.
mandi come «vieni qui», «vai» e «resta qui» facil- Emery e Clayton sostengono che i corvidi e le
mente. Posa sulla piattaforma la scatola di un puz- scimmie hanno sviluppato capacità cognitive no-
zle contenente un anacardo, ben visibile da una tevolmente simili pur essendo imparentati solo
inestra sullo sportello, che però non si può aprire alla lontana (si sono divisi più di 300 milioni di
senza aver prima sbloccato cinque serrature: un anni fa), perché sottoposti a spinte evolutive simili.
perno, una vite, un bullone, una rotella e una Entrambi vivono in gruppi sociali, cosa che ri-
sbarra. Vanno aperte in un ordine preciso. Dieci dei chiede la comprensione dei desideri e delle moti-
cacatua ne hanno aperte più di una, e tra questi vazioni altrui, ed entrambi ricercano una varietà
solo Muppet e altri quattro hanno raggiunto la di alimenti, alcuni dei quali si possono ottenere
noce. Tutti si sono impegnati accanitamente, e al- solo fabbricando utensili. In questo compito, allo
cuni hanno risolto il rompicapo nel giro di due ore, stato selvatico, si distinguono gli scimpanzé, gli
a riprova delle loro rainate capacità cognitive. orangutan e una specie di uccello: il corvo della
Per questo test, studiato per valutare la lessi- Nuova Caledonia.
bilità della loro mente, Auersperg ha eliminato Questi uccelli di un nero lucente, imparentati
la seconda serratura della sequenza, quella con con le cornacchie americane, vivono solo in due
la vite. Riuscirà Muppet a capire che cosa è cam- isole della Nuova Caledonia, nel Paciico sudocci-

94 n at i o n a l g e o g r a p h i c • F e B B r a i o 2 0 1 8
dentale. Lì, un giorno, l’ecologo neozelandese Ga- shington, Seattle. «Ciò signiica che questo tipo
vin Hunt ha avvistato un corvo che nascondeva di intelligenza si è evoluta almeno due volte in
qualcosa di insolito su un albero, e lo ha scosso per cervelli totalmente diversi».
far cadere a terra l’oggetto. I corvidi sono simili ai primati (umani com-
«Era quello che oggi deiniamo un utensile presi) anche in un altro senso. Hanno un cervello
seghettato», dice Hunt, prendendolo da una sca- grande in rapporto alle dimensioni del corpo. Seb-
tola di cartone. «Ho capito che era un utensile bene ciò non sia di per sé una misura dell’intelli-
appena l’ho visto: un oggetto progettato da qual- genza, noi umani tendiamo a pensare di sì. Le di-
cuno per uno scopo preciso. Se lo avessi trovato mensioni del cervello di corvi e cornacchie sono
in uno scavo archeologico, avrei detto che era ancora più impressionanti se si considerano le
opera di umani. Invece l’ho trovato nella foresta, necessità del volo. «È il motivo per cui gli uccelli
ed è stato un corvo a fabbricarlo». hanno le ossa cave», spiega Alex Taylor, biologo
Hunt mi porge l’utensile, che è lungo circa 15 evoluzionista dell’Università di Auckland, che stu-
centimetri, con un’estremità più larga, l’altra af- dia i corvi della Nuova Caledonia. «Per poter vo-
fusolata e due seghettature al centro. È verde, lare, gli uccelli subiscono una spinta evolutiva
sottile e lessibile; è stato ricavato da una foglia verso un corpo piccolo, eppure hanno un cervello
di pandano, pianta simile a una palma comune grande. Perciò, rispetto ai mammiferi, il loro caso
in molte isole tropicali. Per fabbricarlo, un uomo è più straordinario». E anche se il loro cervello ha
avrebbe usato un paio di forbici. Il corvo ha ado- le dimensioni di una noce gli uccelli compensano
perato il suo becco. lo spazio ridotto con alte densità di neuroni. Studi
«Li ritagliano nel senso della lunghezza, par- recenti dimostrano infatti che i corvidi, insieme ad
tendo dall’estremità più stretta», osserva Hunt. altri passeriformi e ai pappagalli, hanno concen-
Terminata l’opera, il corvo vola con l’utensile nel trazioni di neuroni che superano di gran lunga
becco sulla chioma di un albero o un arbusto di quelle dei mammiferi.
pandano, alla ricerca di prede come blatte e ragni. Eppure in un certo senso un cervello grande è un
I corvi fabbricano anche utensili uncinati per lo handicap per gli uccelli. Allora perché evolverlo?
stesso scopo, e utensili dritti per sondare i tronchi Molti ricercatori credono che, come nel caso dei
ed estrarne le larve di coleottero. «Hanno delle tra- primati, il vero stimolo alla cognizione superiore
dizioni e le conservano, proprio come noi umani», sia dato dalle società complesse. Per testare questa
spiega Hunt. «Perciò gli utensili ricavati da foglie ipotesi sui corvi Thomas Bugnyar, biologo cogni-
di pandano e quelli uncinati hanno forma e di- tivo dell’Università di Vienna, si reca ogni mese al
mensioni standardizzate». Centro di Ricerca Konrad Lorenz, sulle Alpi au-
Sono pochissimi gli animali che fabbricano striache, per studiare il comportamento e la cogni-
utensili, tantomeno secondo un modello in vista di zione animali. Qui, insieme ai suoi colleghi, ha
uno scopo particolare. Finché Jane Goodall non esaminato le dinamiche sociali di uno stormo di
scoprì che gli scimpanzé fabbricano arnesi, gli qualche centinaio di corvi imperiali selvatici. Bu-
scienziati credevano che questa capacità fosse gnyar sottolinea che le società degli uccelli diferi-
esclusiva degli umani, e ipotizzavano che avesse scono da quelle dei mammiferi per un aspetto fon-
dato l’impulso all’evoluzione della loro intelligenza. damentale. «Nei mammiferi il legame sociale fon-
«La scoperta che i corvi della Nuova Caledonia damentale è quello fra madre e neonato, mentre
fanno come i primati, e si trasmettono l’arte di negli uccelli è quello di coppia. È un legame che si
fabbricare utensili, è importante innanzitutto sviluppa tramite l’apprendimento».
perché si tratta di un fenomeno che avviene allo I corvi cercano di instaurare questi legami so-
stato selvatico, e poi perché dimostra che questa ciali già a sei mesi di età, prima della maturità ses-
capacità si è evoluta in animali non strettamente suale. Quasi tutte le coppie adulte sono eteroses-
imparentati fra loro», spiega John Marzluf, bio- suali, e i due adulti collaborano per difendere il
logo della fauna selvatica all’Università di Wa- territorio in cui riprodursi e mettere su famiglia.

l’ i n t e l l ige n z a de gl i uc c e l l i 95
Amanti della musica
Lo storno Arnie vive nel Somerset, in Inghilterra,
con Lloyd e Rose Buck. Parlotta in inglese ed
è felicissimo quando Lloyd suona il pianoforte.
La musica classica sembra esercitare un fascino
particolare sugli storni: Mozart ne aveva uno che
cantava alcune delle sue melodie. Arnie predilige
Mozart, Beethoven, Schubert e Bach.
Inoltre stringono alleanze con uccelli diversi dai Allora perché le cornacchie di Seattle si pren-
loro partner per creare reti di supporto sociale. I dono la briga di fare regali a una piccola umana?
corvi imparano a conoscere i loro simili - cosa «Non lo so», confessa Bugnyar. «Ofrire doni fa
piace o non piace agli altri, il loro carattere, chi è parte del loro repertorio naturale. Perciò è proba-
coraggioso e chi è un vigliacco - osservandosi men- bile che le portino regali perché hanno imparato
tre accumulano, donano e rubano. che lei gli dà del cibo».
Altri corvi tengono d’occhio i nuovi rapporti fra «È una comunicazione bilaterale», conferma
conspeciici, e se possibile li stroncano sul nascere. John Marzluf. «Gabi fornisce regolarmente del
Delle circa 180 «interazioni ailiative» fra 90 corvi cibo, e le cornacchie lo considerano come un dono.
osservate da Bugnyar e colleghi, «un quarto è stato In cambio, le portano dei regali».
interrotto da un terzo». Questo accade perché «le Con l’eccezione di corvi e cornacchie, è raro
alleanze sono preziose. Non appena formano un che gli uccelli ofrano degli oggetti alle persone.
legame sociale, gli uccelli salgono di grado nella «Quando lo fanno, la gente ci fa caso», aferma
gerarchia. Ciascuno vuole impedire agli altri di Marzluf, «e gli uccelli notano la nostra reazione»,
conquistare quel potere». I corvi con numerosi al- proprio come Babyface ha osservato la reazione
leati hanno la precedenza sulle risorse limitate, di Gabi di fronte al calamaretto di gomma. «È uno
come il cibo e i siti di nidiicazione. scambio reciproco; alcuni direbbero che è un
A complicare ulteriormente il quadro, i corvi modo per ringraziare Gabi». E sempre secondo
(come gli umani, gli scimpanzé, gli elefanti e i del- Marzluf, le cornacchie riconoscono la bambina.
ini) vivono in una società «a issione-fusione»: lo Insieme ai suoi studenti ha condotto una serie di
stormo, cioè, si divide ogni giorno in gruppi di in- esperimenti nel campus dell’università, che
dividui che volano in altre vallate alla ricerca di hanno dimostrato che le cornacchie non dimen-
cibo, compagni o nuovi territori. Nel gruppo di ticano mai un volto.
studio alpino di Bugnyar ci sono soltanto fra le 7 e Riconoscono quelli che le hanno infastidite
le 10 coppie stabili. Di sera gli altri individui si ra- anni prima nei loro siti di nidiicazione, e sanno
dunano a centinaia sui posatoi per pulirsi a vi- addirittura trasmettere questa informazione alla
cenda, giocare, battibeccare e scambiarsi informa- loro prole e ad altri individui.
zioni. «In genere si allontanano di poco, per verii- Gabi e la sua famiglia si sono trasferiti da poco
care la presenza di cibo e, secondo noi, di opportu- tempo a Ithaca, nello Stato di New York. Fa an-
nità sociali», precisa Bugnyar. Le coppie cora avanti e indietro fra le due città, proprio
riproduttrici, invece, si allontanano di rado. Si in- come un corvo in migrazione, mentre i suoi ge-
teressano tutte ai rapporti fra gli altri individui, nitori completano il trasloco. Ogni volta che
cercando di cogliere i momenti più vantaggiosi per torna a Seattle, Gabi mette fuori il cibo per le
aiutarli o intervenire. «Per riprodursi con successo, cornacchie, ma a casa di un vicino. Vede ancora
i corvi devono imparare a instaurare legami sociali Babyface e i suoi amici, che si accorgono del suo
e a usarli come strumenti», spiega Bugnyar. «È una rientro: «Riconoscono la nostra auto», dice.
spinta potente, che credo li abbia portati a evolvere Quando riparte, non manca mai di salutarli.
cervelli grandi e abilità cognitive, e penso che i Crede che Babyface si preoccupi per lei, proprio
miei dati iniranno per confermarlo». come lei fa per lui. E gli augura quel che crede lui
auguri a lei: una bella vita con tanti amici, e te-
sori di noci e oggetti scintillanti nel suo nuovo
Tieni il tempo territorio. j
Nel 2007 Snowball, un cacatua dal ciufo giallo, ha
strabiliato i suoi fan su YouTube - e i neuroscienziati
- ballando al ritmo di Everybody dei Backstreet Virginia Morell è l’autrice del bestseller Animal Wise:
Boys. Vive al Bird Lovers Only Rescue Service, How We Know Animals Think and Feel. Il fotografo
un centro della South Carolina, dove la direttrice Charlie Hamilton James collabora regolarmente
Irena Schulz si occupa di lui e ilma le sue danze. con National Geographic.

FOTOGRAFATO DA VINCENT J. MUSI AL BIRD LOVERS ONLY DI DUNCAN, SOUTH CAROLINA 99


Risolvere problemi
Bran, il corvo imperiale dei Buck, ha impiegato
circa 30 secondi a capire che, per raggiungere
la carne a un capo del ilo, deve tirarlo con
il becco e insieme trattenerlo con la zampa.
Secondo gli studiosi di corvidi Bernd Heinrich
e Thomas Bugnyar, «i corvi imperiali hanno
la capacità di testare mentalmente le azioni
per prevederne i risultati».
Qui comanda
la natura selvaggia
Il solitario arcipelago delle Falkland, noto soprattutto
per i pinguini e per il breve conflitto che vi ebbe luogo,
ci dà una lezione sul potere della conservazione.

102
Steeple Jason, una delle isole più appartate
dell’arcipelago delle Falkland, ospita la colonia di
albatro dai sopraccigli neri più grande che esista.
Un tempo utilizzata come pascolo per centinaia di
ovini e bovini, oggi l’isola è una riserva naturale.
Alle Falkland nidiica circa il 70% della
popolazione di albatro dai sopraccigli neri.
I pinguini Papua nuotano alla velocità più elevata
cronometrata tra gli uccelli nuotatori: 35 chilometri
orari. Passano tutto il giorno in acqua a cacciare, di
solito vicino alla riva, e a cercare di sfuggire a otarie,
leoni marini e orche. Le Falkland ospitano il maggior
numero di coppie nidiicanti di pinguino Papua.
Nell’Atlantico meridionale, al largo della costa di
Bird Island, una stella marina della famiglia dei
solastèridi si aggrappa a un albero di kelp.
Le creste che formano le Falkland spingono in alto
le sostanze nutritive creando un ambiente marino
ricco, che attrae pesci, mammiferi e uccelli.
testo e fotografie di Paul Nicklen

L
ungo la costa rocciosa di Steeple Jason, una
delle isole più appartate dell’arcipelago delle
Falkland, vengo abbacinato dal magniico
spettacolo che mi trovo davanti. Sulle sco-
gliere nidiica una colonia di più di 440 mila
albatri dai sopraccigli neri, la più grande che esista. Più
giù, sulla spiaggia, i pinguini saltarocce lanciano forte i
loro richiami, mentre gli implacabili caracara striati - che
qui vengono chiamati Johnny-Rook - vanno in cerca di
giovani pinguini o carogne.
Le acque gelide ospitano otarie ursine sudamericane,
orche, cefalorinchi di Commerson, lagenorinchi australi
e balenottere boreali. Mi immergo e nuoto in mezzo a
una maestosa foresta di alghe che luttua dolcemente.
Sopra di me sfrecciano alcuni pinguini Papua inseguiti
da un gruppo di leoni marini sudamericani, e sul fondo,
schierato con le chele alzate, come pronto a una batta-
glia, un esercito di krill.
La metafora guerresca è appropriata. Dopotutto mi
trovo alle Falkland, dove la guerra è un tema comune.
Situato a circa 400 chilometri dalla costa argentina, que-
sto possedimento britannico è formato da più di 700
isole e isolotti, popolati da appena 3.200 abitanti. Noto
soprattutto per la lunga storia di dispute territoriali che
hanno coinvolto Francia, Spagna, Argentina e Regno
Unito, l’arcipelago mostra i segni evidenti della guerra.
L’ultimo conlitto scoppiò nel 1982, quando l’Argentina
invase le isole, che rivendica con il nome di Malvinas, e
si concluse dopo uno scontro con il Regno Unito breve
ma intenso. Il conlitto ha lasciato sul terreno circa 20
mine antiuomo e scheletri bruciati di elicotteri che de-
turpano il paesaggio, e la Royal Air Force ha ancora un
campo d’aviazione attivo nelle Falkland orientali.
Malgrado il conlitto - e l’allevamento ovino esten-
sivo - queste isole hanno uno stato di conservazione
sorprendente. In quasi trent’anni di carriera mi è capi-
tato poche volte di trovare un ecosistema così intatto,
dal mare ricco di sostanze nutritive ino ai monti ben
irrorati dalle piogge.
Steeple Jason e la vicina Grand Jason, due isole che
non sono state toccate dalla guerra, potrebbero essere le
più grandi storie di successo delle Falkland. Usate per
quasi un secolo come pascolo di ovini e bovini, queste
due isole, altrimenti disabitate, furono acquistate nel

108 n at i o n a l g e o g r a p h i c • F e B B r a i o 2 0 1 8
Sull’isola Stick-in-the-Mud, un leone marino sudamericano, 2,5 metri di lunghezza e
350 chili di peso, sovrasta una femmina con due cuccioli. A metà del XX secolo la
caccia e la scarsità di cibo dovuta a un aumento delle temperature oceaniche ne
avevano ridotto la popolazione. Oggi sono i mammiferi marini più numerosi della parte
meridionale dell’America del Sud (circa 7.500 solo nelle Falkland).

fa l k l a n d 109
Un rifugio appartato
L’arcipelago è un rifugio per
più di 100 specie di uccelli,
molti dei quali sono uccelli
marini. Qui, per esempio, vive il
36 per cento della popolazione
globale di pinguini saltarocce.

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Santuario marino
Gli abitanti delle Isole Falkland, Colonia di riproduzione (specie)
possedimento britannico a lungo conteso, Albatro sopracciglio nero
Pinguino Papua (pigoscelide comune)
sono circa 3.200. Per alcune specie di uccelli Pinguino saltarocce
marini questo habitat è così importante che
il suo danneggiamento potrebbe ripercuotersi Numero di coppie*
sulle popolazioni di tutto il mondo. Più di 50.000
10.001-50.000
1.000-10.000
Meno di 1.000

*  I DATI SULLA LOCALIZZAZIONE SONO DEL 2015. LE STIME SULLE COPPIE 
NIDIFICANTI SI BASANO SUL PIÙ RECENTE CENSIMENTO EFFETTUATO 
NELL’ARCIPELAGO, CHE RISALE AL 2010. 0 km 10
LAUREN C. TIERNEY E IRENE BERMAN-VAPORIS, NGM. 
FONTI: FALKLANDS CONSERVATION; FALKLAND ISLANDS GOVERNMENT 
MINERAL RESOURCES DEPARTMENT; IBRU, DURHAM UNIVERSITY, U.K.; 
INSTITUTO GEOGRÁFICO NACIONAL, REPÚBLICA ARGENTINA; ESRI

110 n at i o n a l g e o g r a p h i c • F e B B r a i o 2 0 1 8
AMERICA
DEL SUD
MAP
AREA
AREA
INGRANDITA 1970 da un inglese appassionato di uccelli, che le tra-
sformò in una riserva privata. Negli anni Novanta le ac-
ANTARTIDE quistò Michael Steinhardt, pioniere degli hedge fund di
New York, che nel 2001 decise con la moglie Judy di do-
narle alla Wildlife Conservation Society, che a tutt’oggi
le possiede e gestisce. Ricercatori e turisti sono ammessi
solo con visite controllate.
Ovunque, intorno a me, è evidente la resilienza della
natura, e c’è una grande diversità, come se il Paciico
nord-occidentale, le Indie occidentali e l’Antartide fos-
sero conluiti tutti qui. Sugli otto chilometri quadrati di
Stretto di Berk
ley supericie di Steeple Jason sono state osservate 48 specie
di uccelli. Ma la straordinaria profusione di vita delle
Falkland continua a essere esposta ai pericoli creati
dall’uomo: inquinamento, degrado ambientale, chiazze
di petrolio, pesca con i palangari e, soprattutto, il cam-
biamento climatico, che potrebbe sconvolgere la catena
alimentare che tiene in vita uccelli e mammiferi marini.
Preoccupa anche l’aumento delle indagini petrolifere nei
Un delicato equilibrio dintorni delle isole. Gli abitanti delle Falkland, però,
La biodiversità è anche sono sempre più incentivati a scegliere la via della con-
minacciata dallo sfruttamento
intensivo dei pascoli servazione. Con più di 60 mila visitatori all’anno, infatti,
e dall’introduzione di specie l’ecoturismo è diventato la seconda fonte di reddito, dopo
non autoctone.
la pesca e prima dell’allevamento ovino. Da biologo mi
ossessiona la diferenza tra le isole rimaste intatte e
quelle dove la nostra mano ha lasciato un segno pesante.
Ma dall’abbondanza di vita di Steeple Jason possiamo
imparare che se lasciamo che la natura faccia il suo corso
c’è speranza, e guarigione. Esplorare le verdi praterie
dell’isola e le montagne che le sovrastano è come tornare
RIVENDICAZIONI CONTRASTANTI
Nel 1982 Gran Bretagna e Argentina si sono indietro di mille anni. L’ecosistema è incontaminato. La
scontrate per il possesso delle isole, rivendicate
natura rigogliosa. E gli animali non hanno paura di noi.
da entrambe. Le tensioni rimangono e aumenta
l’interesse per lo sfruttamento del petrolio e del gas. I caracara tentano di rubare qualcosa dalla mia borsa.
Gli albatri si librano sopra di me, sfruttando le correnti
Sovranità rivendicata dall’Argentina
Sovranità rivendicata dal Regno Unito ascensionali dell’Atlantico. Uno mi siora, dandomi un
Aree di indagini per petrolio e gas del Regno Unito colpetto sulla testa con le zampe. Credo che lo faccia ap-
posta. In quale altro luogo gli animali possono sentirsi
così liberi da voler giocare con noi? E come possiamo fare
ARGENTINA
in modo che rimangano così? Se continuiamo a trattare
il pianeta solo come un posto da cui estrarre risorse, con-
ISOLE FALKLAND
(ISOLE MALVINE)
tinuerà a sofrire. Abbiamo bisogno di più luoghi come
(REGNO UNITO)
questo, dove si smetta di fare la guerra all’ambiente e si
Terra dia alla natura il tempo che le serve per riiorire. j
del Fuoco
CILE

Paul Nicklen, fotografo e biologo marino cresciuto nell’Artide


0 km 200
canadese, ha viaggiato in tutto il mondo documentando la
bellezza della natura per National Geographic.

fa l k l a n d 111
Questi gusci d’uovo sono i resti dei pasti di predatori
come lo stercorario antartico, che si ciba perlopiù di
altri uccelli. A Steeple Jason, la principale minaccia
per albatros e pinguini sono altre specie di uccelli.
Gli adulti di albatros e pinguini proteggono i loro nidi
inché i pulcini non sono in grado di difendersi da soli.
Nei pressi di New Island, due lagenorinchi australi
nuotano ai bordi del kelp che cresce non lontano
dalla riva, dove vanno spesso in cerca di cibo.
Originari delle Falkland e della parte meridionale
dell’America del Sud, di solito si muovono in
gruppi da due a venti individui.
Pinguini reali a passeggio sulla sabbia bianca di
Volunteer Point, sull’isola di East Falkland. Negli
anni Settanta del Novecento la popolazione ha
cominciato ad aumentare con regolarità. Oggi sono
un migliaio le coppie nidiicanti che frequentano la
spiaggia, che 50 anni fa è diventata riserva privata.
| D I S PACC I | CO LO M B I A

Genitori in trappola
Nei licei colombiani, un neonato robot aiuta
a prevenire le gravidanze tra adolescenti.
Alle tre del mattino Sara Gómez, 13 anni,
si prende cura del bimbo robot a Guamal,
Colombia. I robot simulano le esigenze
dei neonati e aiutano gli studenti a capire
che cosa signiica essere genitori.

119
D I DAV I D B R I N D L E Y bale, in America del Sud scende più lentamente che
FOTOGR AFIE DI CHRISTI A N RODRIGU EZ in altre regioni. In Colombia, una madre su cinque
ha tra i 15 e i 19 anni e le ragazze che vivono nelle
ono solo le sei del mattino ma Jefrin zone rurali più povere sono più vulnerabili.

S Bayona, 15 anni, è già in ritardo per la Questi dati ci portano nelle aule in cemento
scuola. «Questa notte non ho quasi grezzo della scuola pubblica nella cittadina colom-
chiuso occhio», spiega. «Il neonato mi biana di Tame. Il programma che Jefrin, Alexan-
ha svegliato alle dieci, a mezzanotte e dra e 100 dei loro compagni, tutti dai 14 ai 16 anni,
alle quattro del mattino». Le lezioni iniziano presto stanno seguendo con il consenso dei genitori mira
nelle pianure rurali della Colombia nordorientale. a prevenire le gravidanze precoci. Oltre ai due
In piedi al buio nella cucina di casa, Jefrin si passa giorni di simulazione con il neonato, gli studenti
una mano sul viso assonnato mentre beve un sorso seguono 30 ore di lezioni, dall’educazione sessuale
di cioccolata calda. Estiven, suo iglio di pochi di base all’uso dei contraccettivi ino alle discus-
mesi, è tranquillo nel suo trasportino. sioni su stereotipi e ruoli di genere, violenza dome-
Fortunatamente per Jefrin, l’esperienza di pa- stica e budget famigliare. Gli studenti devono poi
ternità termina oggi. Sta infatti partecipando a un superare un esame inale che comprende la realiz-
programma scolastico immersivo zazione di una tesina o un video in
inalizzato a prevenire le gravidanze cui raccontano la loro esperienza
in età adolescenziale. “Estiven” è un AMERICA con i bimbi.
DEL NORD
bimbo robot progettato per simulare «L’educazione sessuale e la simu-
le necessità di un bambino di un COLOMBIA lazione con il bambino sono due
mese: piange giorno e notte a inter- OCEANO AMERICA
componenti fondamentali, una raf-
valli programmati, in modo che gli PACIFICO DEL SUD forza l’altra», spiega Camila Guzmán,
studenti debbano nutrirlo, fargli fare direttrice del programma ¿Bebé?
il ruttino e cambiargli il pannolino. ¡Piénsalo Bien! (Bambino? Pensaci
Le risposte vengono monitorate e re- bene!), in Colombia. «Lo scopo non è
gistrate e gli studenti sono valutati in base alla ra- spaventare gli studenti ma piuttosto creare consa-
pidità di reazione. Se il “neonato” viene lasciato da pevolezza sul sesso e la gravidanza. Va benissimo
solo troppo a lungo si spegne, con conseguenze sul avere igli, quando si è pronti».
voto dello studente. Jefrin, in genere allegro ed I neonati robot sono stati sviluppati negli Stati
estroverso, è esausto dopo 48 ore dietro a Estiven. Uniti più di 20 anni fa e il programma è stato adot-
Arriva a scuola cinque minuti dopo il suono della tato in tutto il mondo. È relativamente caro, infatti
campanella e consegna il bambino ad Alexandra costa più di 80€ a studente in Colombia e coinvolge
Guerrero, 15 anni, la compagna che farà da madre diversi insegnanti. Ciò spinge a domandarsi quanto
per i prossimi due giorni. sia applicabile nei Paesi in via di sviluppo, dove
Nel mondo, ogni anno partoriscono quasi 17 mi- scarseggiano le risorse. Il programma si è però di-
lioni di adolescenti, le quali si trovano a dover fron- mostrato eicace. Da uno studio condotto su oltre
teggiare un rischio più alto di complicanze medi- 1.400 partecipanti è emerso come il programma
che nel corso della gravidanza e un futuro di dii- abbia ridotto del 40 per cento la gravidanza in età
coltà economiche, per loro e per le loro famiglie. adolescenziale. Dopo la settimana di corso Alexan-
Per queste ragazze diventare madri spesso signi- dra, che progetta di iscriversi a ingegneria, intende
ica dover rinunciare ai sogni e all’istruzione. L’A- aspettare per diventare madre. «Non voglio avere
merica del Sud è al terzo posto nel mondo per nu- un bambino ora, non sono in grado di occupar-
mero di gravidanze in età adolescenziale. E se negli mene», conida. «Magari quando avrò 25 o 26 anni,
ultimi 10 anni il tasso si è abbassato a livello glo- una volta terminati gli studi».

120 n at i o n a l g e o g r a p h i c • F e B B r a i o 2 0 1 8 NGM MAPS


Studenti del liceo Santo Domingo Savio ad Acacías, Colombia, partecipano a un programma di una settimana
sull’educazione sessuale e la prevenzione delle gravidanze in età adolescenziale chiamato ¿Bebé? ¡Piénsalo
Bien! Sopra: Martin Reina, 14 anni, Danna Álvarez, 13 anni e Andrés Felipe Rondón, 13 anni, cercano di imparare
a usare i proilattici. Sotto: Julián David Velázquez, 13 anni, culla un neonato robot durante la lezione.
Sopra: Danna e sua madre, Olga Alfonso, si prendono cura di due neonati robot assegnati a Danna perché Olga
ha avuto due gemelli. Sotto: Alexandra Guerrero, 15 anni, si addormenta mentre dà da mangiare a “Estiven”.
Destra: il co-genitore Jefrin Bayona, 15 anni, si occupa di Estiven mentre cena nella sua casa a Tame, in
Colombia. «È una grande responsabilità», dice. «Voglio avere igli, ma solo quando potrò prendermi cura di loro».
| N E L P R O S S I M O N U M E R O   |   M A R ZO 2 0 1 8

LA SCOMPARSA DEI LAGHI


Alcuni tra i maggiori laghi del mondo si stanno
prosciugando per colpa delle attività umane.

UCCELLI: LE GR ANDI ALLE ORIGINI GLI EROI L’ANTIC A ROMA


MIGR A ZIONI DELL A VITA DELLO SPA ZIO DELLE ALPI
Gli uccelli migratori I segreti dell’evoluzione degli Hanno il privilegio di Ponti, acquedotti, aniteatri,
compiono viaggi epici, organismi viventi terrestri in vedere la Terra dall’alto. strade... Aosta, fondata dai
anche se gli uomini fanno di nuovi reperti fossili risalenti Gli astronauti di tutto il Romani nel 25 a.C., serba
tutto per renderli più diicili. a 600 milioni di anni fa. mondo si raccontano. inaspettati tesori.

FOTO: MICHAEL CHRISTOPHER BROWN


|   N AT I O N A L G E O G R A P H I C I N T V

INDAGINI AD ALTA QUOTA


Da lunedì 19 febbraio alle 20.55
PORTO IL VELO,
Una serie tv per rico- ADORO I QUEEN
struire e cercare di Domenica 25 febbraio alle 21.00
comprendere le cause
Sumaya, blogger e consigliere
di disastri aerei più o comunale a Milano, Takoua,
meno famosi, avvenuti nei cieli di tutto il mondo. Con simulazioni e disegnatrice romana, e Batul,
interviste a esperti del settore, testimoni oculari e superstiti, Indagini psichiatra di Trento, sono tre
ad alta quota analizza gli eventi nei minimi dettagli nel tentativo di donne musulmane emancipate,
capire, caso per caso, che cosa sia andato storto. ambiziose e osservanti che vivono
in Italia. In Porto il velo, adoro i
Queen, ci racconteranno in prima
persona la loro esperienza di
integrazione in Italia e le diicoltà
che hanno dovuto afrontare,
svelando come le opinioni comuni
degli italiani sul ruolo della donna
BIG CAT MONTH nella cultura islamica possano
Dal 5 febbraio, avere ben poco a che fare con
ogni lunedì alle 21.00 la realtà dei fatti.
Un intero mese di
programmazione dedicato ai
grandi felini. Big Cat Month, il
mese dei grandi felini, è una serie
di documentari legata all’impegno
della National Geographic
Society a sostegno di progetti
di conservazione dei grandi felini e nasce con lo scopo di sensibilizzare
l’opinione pubblica sui problemi delle specie a maggior rischio. Si comincia
il 5 febbraio con il documentario La tigre leggendaria: conosciuta come
la regina del parco nazionale indiano del Ranthambore, Machli potrebbe
essere considerata la tigre più famosa al mondo, diventata una vera
celebrità dopo aver afrontato un coccodrillo di oltre quattro metri.

FOTO: CINEFLIX 2017/PANAGIOTIS PANTAZIDIS (IN ALTO); NATURAL HISTORY UNIT INDIA/
DINESH CHAND VERMA (SOPRA A SINISTRA); FARGO ENTERTAINMENT (SOPRA)
|   A R C H I V I O I TA L I A N O

IN BOCC A A L LU PO
di Marina Conti

Meglio un giorno da pecora? Nella Roma Per sfuggire alle baracche, molti
splendida e stracciona del 1952, anno in compravano un piccolo lotto nell’agro e
cui fu scattata questa foto, Fellini girava I costruivano una casetta per la famiglia,
vitelloni e De Sica realizzava Umberto D; si passando dall’abusivismo precario - og-
cominciava a respirare profumo di dolce getto di una politica di non intervento
vita e di boom, e la popolazione cresceva a - all’abusivismo consolidato, oggetto di
dismisura (600 mila abitanti in più dal ’40 programmi di urbanizzazione a poste-
al ’59). Migliaia di persone però vivevano riori, con il consenso, interessato, della
lontane anni luce dalle malìe barocche proprietà fondaria e dei palazzinari. E così
e dai tavolini di via Veneto: abitavano i semi della Roma invivibile e ingiusta, in
baracche, concentrate in una cinquantina balìa dei signori del mattone e dell’am-
di agglomerati, tra la Nomentata e l’Appia, ministrazione pubblica, erano gettati. In
grotte - anche le grotte del Campidoglio, quegli anni, solo le pecore pascolavano
a pochi passi dalla lupa capitolina, e dei tranquille. I lupi cattivi, come sempre,
Parioli - e case fatiscenti. indossavano perlopiù giacca e cravatta.

FOTO: HENRY CARTIER-BRESSON, MAGNUM/CONTRASTO

PER SOTTOSCRIVERE UN ABBONAMENTO A NATIONAL GEOGRAPHIC ITALIA, PER ORDINARE I COFANETTI RACCOGLITORI E I NUMERI ARRETRATI DELLA RIVISTA, COLLEGATEVI AL SITO WWW.NATIONAL-
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