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Prova

Fig. 290 – Disposizione Tesla per ottenere l’alta frequenza

R è un rocchetto di induzione il quale carica i condensatori a e b producendo delle


scariche oscillanti n.
La corrente oscillatoria che si produce nel circuito passa nel primario di un
trasformatore T, il cui secondario S è formato di un filo sottilissimo e
scrupolosamente isolato.
La tensione al secondario del trasformatore, risulta perciò molto elevata, ed ha una
frequenza eguale a quella che viene prodotta nell'oscillatore n.
Gli effetti sono sorprendenti : nonostante l'elevatissima tensione si può chiudere il
circuito secondario con le mani senza risentirne alcuna scossa: dai reofori partono
effluvi luminosi azzurri di bellissimo effetto; un tubo a vuoto situato a qualche
distanza dall'apparecchio, si illumina : un filo nudo in contatto con uno dei poli del
secondario, ed isolato, getta effluvi di luce, ecc.
Si può inoltre provare l'importanza che assume la resistenza apparente nel caso di
correnti ad alta frequenza; basta far passare la corrente in un grosso filo piegato ad
U collocando poi in derivazione fra i suoi due rami una lampadina ad
incandescenza (fig. 291). Se si trattasse di una corrente continua, od anche di una
corrente alternata a bassa frequenza, si avrebbe il passaggio del flusso elettrico,
quasi tutto nel grosso filo di rame piegato ad U, il quale ha una resistenza
trascurabile in confronto di quella della lampada, quindi si scalderebbe, forse, il
filo di rame, ma la lampada rimarrebbe spenta; nel caso della scarica oscillante ad
altissima frequenza accade il contrario : quasi tutta la corrente percorre il circuito
più resistente invece di attraversare il filo di rame, e ciò perché il campo magnetico
che viene generato intorno a detto conduttore, induce in esso una forza elettro
motrice sufficiente per ostacolare un ulteriore passaggio d'intensità ; il conduttore
stesso acquista resistenza apparente elevatissima, ed il fenomeno segue
perfettamente la legge che abbiamo presa in esame al § 153.
Fig.291 – Esperienza colle correnti ad alta frequenza
Da questa esperienza, e da altre simili che si potrebbero facilmente eseguire colle
scariche oscillanti, si deducono alcune considerazioni utili per spiegare i fenomeni
delle scariche atmosferiche. In alcuni casi dette scariche sono oscillanti, quindi
incontrano resistenze apparenti grandissime per attraversare dei circuiti buoni
conduttori, specialmente se detti circuiti hanno forma ripiegata o anche soltanto
leggermente elicoidale ; avviene, in questi casi, che la scarica colpisce a preferenza
i cattivi conduttori, talché anche il migliore dei parafulmini rimane senza efficacia.
Si è cercato di modificare tale stato di cose, inserendo dei condensatori nei
conduttori di terra dei parafulmini, ma il problema non si presta ad una soluzione
generale, perché il periodo di oscillazione delle varie scariche è variabilissimo e
dovrebbero variare caso per caso le costanti della condotta per renderla atta a
portare le diverse correnti oscillanti.
La proprietà dei circuiti a spirale è però bene utilizzata negli impianti elettrici, per
proteggere le centrali dalle scariche che potrebbero esser guidate ad esse dalle linee
esterne : a questo scopo vengono inserite sulla linea, prima del loro ingresso nei
fabbricati, le così dette spirali di impedenza, costituite da un breve filo dì rame
piegato ad elica, il quale, mentre non ostacola affatto il passaggio della corrente
normale, rappresenta un impedimento insormontabile per le scariche atmosferiche
di carattere oscillatorio. Prima di dette spirali è inserito uno speciale scaricatore a
corna, attraverso il quale si trasmettono alla terra le eventuali scariche
atmosferiche; la forma particolare di tali scaricatori favorisce l'estinzione dell'arco
che tende a sollevarsi verso la parte più larga dello scaricatori ed a spegnersi per
l'aumento di resistenza dovuto alla crescente distanza fra i due rami di esso.
Fig. 292-293 Disposizioni per ottenere delle scariche oscillanti ad elevata
frequenza
Le fig. 292 e 293, rappresentano le disposizioni più semplici per ottenere delle
scariche oscillanti a frequenza elevata, per mezzo di un rocchetto di induzione, sul
circuito secondario del quale è combinata una capacità ed un filo avvolto a spirale
che ha una grande autoinduzione.
§177- Nelle scariche normali che si ottengono colle macchine elettrostatiche o coi
rocchetti di induzione, la scintilla nell'aria libera ha un aspetto brillante e si
produce con uno scoppio caratteristico, che è molto intenso quando si muove nella
scarica una grande quantità di elettricità. Nelle scariche atmosferiche fra nube e
nube, o fra le nubi e la terra, tale scoppio è fortissimo e si ripercuote nei numerosi
echi prodotti dalle nubi stesse, dando origine a quelle serie, talvolta lunghissime, di
tuoni, che caratterizzano le grandi tempeste.
La lunghezza della scintilla nell'aria dipende dalla differenza di potenziale ; con
3000 volta si ottiene una scintillina di appena mezzo millimetro, ed occorrono circa
1oo.ooo volta per avere una scintilla di 10 centimetri.
Però, per i potenziali elevati, la distanza esplosiva, ossia quella distanza che
nell'aria libera è la minima sufficiente per provocare la scarica sotto forma di
scintilla, aumenta molto più del l'incremento del potenziale. Così, se per produrre
una scintilla di 1 mm. occorrono circa 5.000 volta, per una di 100 mm. non importa
disporre di una differenza di potenziale di 500.000 volta, ma bastano circa 100000.
Ciò fa ritenere che la differenza di potenziale agente nelle grandi scariche
atmosferiche, le quali provocano delle scintille lunghissime, non sia elevata quanto
risulterebbe da un rapporto semplice calcolato in base alle distanze esplosive che si
verificano nelle esperienze di laboratorio. Questa questione è però complicata,
dipendendo la distanza esplosiva, non solo dallo stato dell'atmosfera, ma anche
dalla forma dei conduttori, e, come appresso vedremo, dalle influenze estranee che
possono essere provocate da vibrazioni luminose ed elettro magnetiche,
Le fig. 294 e 295 rappresentano gli aspetti più comuni delle scintille che si
ottengono colle comuni macchine elettrostatiche , quando la distanza esplosiva è
grande, si ottengono delle ramificazioni oppure degli effluvi accompagnati da un
forte soffio di aria.
Fig. 294-295 – Aspetto della scintilla elettrica nell’aria
Le scintille date dai rocchetti di Ruhmkorff sono in generale più forti ed assumono
l'aspetto di fuochi luminosi scoppiettanti, e di grande lunghezza. (fig. 296). Ma un
interesse particolare offrono le scariche nel vuoto o nei gas molto rarefatti, perciò
ne indicheremo le caratteristiche principali nel capitolo seguente.
Fig. 296 – Scintilla ottenuta con un grande rocchetto di Ruhmkorff