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Relazione di Fisica

Liceo Statale “L.B. Alberti” Minturno LT


Alunno Russo Giulio
Classe 3^C
Prof. F. Gionta
a.s. 2014/2015

SUNTO
Dimostrazione del principio di conservazione dell’energia meccanica attraverso un
esperimento con la molla
Relazione di Fisica
In data 20 Dicembre 2014 gli alunni della classe 3^C si sono recati nel laboratorio di fisica del
liceo L.B. Alberti per effettuare un esperimento al fine di verificare il principio di
conservazione dell’energia meccanica.

Tale principio afferma che:

In un campo di forze conservative, nel moto di un corpo sotto l'azione delle forze del
campo, si conserva l'energia totale, ovvero la somma dell'energia cinetica e
dell'energia potenziale

L=-∆U=U1-U2 (Per la definizione di Energia potenziale)


L=∆K=K2-K1 (Per il teorema delle Forze Vive)

Quindi: -∆U=∆K
U1-U2 = K2-K1
U1+K1=U2+K2
E=K+U

Nel caso della presenza di forza elastica:


E=K+U+Ue

L’esperimento consisterà nel misurare le energie di una molla appesa ad un gancio con un
corpo di massa m per verificare tale principio.

Strumenti:
 Sensore ad Ultrasuoni: Sensore in grado di rilevare la presenza di oggetti nelle
immediate vicinanze del "lato sensibile" del sensore stesso, senza che vi sia un
effettivo contatto fisico. Emettono impulsi sonori ultrasonici, e rilevano
un'eventuale eco di ritorno generato dalla presenza di un oggetto all'interno
della portata. Ovviamente la maggior parte degli errori sono dati dal
posizionamento del sensore rispetto alla molla. Collegato ad un computer,
esso permette di analizzare il moto armonico della molla appesa ad un gancio
stabile fornendo dati come la posizione iniziale, massima, di equilibrio,
velocità massima etc. La sensibilità di questo strumento è pari a 10-3.
 Gancio a tre piedi: Al quale abbiamo appeso la nostra molla agganciata al
corpo di massa m per posizionarla ad un’altezza h.
 Bilancia: Utilizzata per pesare il corpo e ricavare quindi la sua massa e la sua
forza peso. Sensibilità di 10-3.
 Molla
 Peso: Corpo che agganceremo alla molla per effettuare l’esperimento.

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Procedimento:
Per prima cosa posizioniamo il gancio con la molla ed il corpo in una posizione sicura e
stabile al fine di limitare il più possibile gli errori. Dopo aver stabilizzato la molla a riposo
procediamo con la misurazione grazie al sensore ad ultrasuoni (Prestare particolare
attenzione alla corrispondenza tra la parte sensibile e la molla in modo tale da far
combaciare le due parti) e poi, dopo aver pesato il corpo, misuriamo l’altezza della molla
col corpo.

Massa = 0,112 kg errore = 0,001 kg


Fp = 1,098 N

Altezza molla Media Altezza molla Media


a riposo altezze con peso altezze
0,471 m 0,266 m
0,458 m 0,259 m
0,473 m 0,475 m 0,260 m 0,259 m
0,487 m Errore=0,014 0,244 m Errore=0,012
0,480 m 0,268 m

Ora dobbiamo verificare che l’energia meccanica sia la stessa anche in diversi istanti di
tempo. Quindi:

Tempo Posizione
0,0s 0,332
0,5s 0,212
0,8s 0,259

Vmax=0,383 m/s (Dato fornito dal Sensore)


Pos eq.=0,259 (Dato fornito dal Sensore)

Pos min=0,212m (Dato fornito dal Sensore)


Pos max=0,332m (Dato fornito dal Sensore)

∆x=Pos max – Pos eq.=0,074m


k=2,31 N/m

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Siccome stiamo trattando il moto di una molla dobbiamo considerare non solo
l’energia potenziale gravitazionale e cinetica, ma anche quella elastica. Quindi:
E=K+U+Ue

1)All’istante t=0,0s la molla si trova ad un’altezza di 0,332 m che corrisponde all’altezza


massima raggiunta dalla molla, quindi in questa posizione specifica della molla la velocità
sarà 0 e la forza elastica sarà massima. Di conseguenza l’energia cinetica sarà zero e avremo
solo energia potenziale gravitazionale ed elastica. Quindi:

E=K+U+Ue
E=1/2mv2+mgh+1/2ks2 (In questo caso h e s sono la stessa cosa cioè ∆x)
E=0+0,112kgx9,81m/s2x0,074m+0,5x2,31N/mx(0,074m)2
E=0,081j+0,006j
E=0,087j

2)All’istante t=0,5s la molla si trova ad un’altezza di 0,212 m che corrisponde all’altezza


minima raggiunta dalla molla, quindi, come nel caso precedente, la velocità sarà 0 e la forza
elastica sarà massima. Di conseguenza l’energia cinetica sarà zero e avremo solo energia
potenziale gravitazionale ed elastica. Quindi:

E=K+U+Ue
E=1/2mv2+mgh+1/2ks2 (In questo caso h e s sono la stessa cosa cioè ∆x)
E=0+0,112kgx9,81m/s2x0,074m+0,5x2,31N/mx(0,074m)2
E=0,081j+0,006j
E=0,087j

3)All’istante t=0,8s la molla si trova ad un’altezza di 0,258 m che corrisponde all’istante nel
quale la velocità è massima, e quindi basterà sommare l’energia potenziale gravitazionale ed
elastica per avere l’energia totale e verificare quindi il teorema:

E=K+U+Ue
E=1/2mv2+mgh+1/2ks2 (In questo caso h e s sono la stessa cosa cioè ∆x)
E=0,5x0,112kgx(0,383m/s)2+0,112kgx9,81m/s2x0,074m+0,5x2,31N/mx(0,074m)2
E=0,008j+0,081j+0,006j
E=0,095j

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Quindi da come possiamo osservare anche dai grafici (di energia totale e delle tre energie
separate nell’istogramma), le tre energie sono più o meno uguali e per questo il principio di
conservazione dell’energia meccanica è verificato. L’esperimento si è dimostrato molto
interessante e ha permesso di capire da più vicino il teorema. Per verificare lo stesso
principio potevamo effettuare l’esperimento anche in un altro modo.

Potevamo prendere un corpo di massa m, farlo partire da un’altezza h, e lasciarlo cadere


fino al livello h=0. Cosi conoscendo le altezze, la massa del corpo, il tempo di caduta,
opportunamente calcolato con un cronometro, potevamo calcolare tutte le energie senza
tirare in gioco l’energia elastica (Dopo aver calcolato la velocità del corpo per l’energia
cinetica).

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