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L’Archeologia del Movimento:

Il Medioevo
Col crollo dell’impero romano d’oriente e l’influenza del pensiero
cristiano, l’attenzione alle attivitaà ricreative del corpo passo in
secondo piano, anche se le attivitaà militari (basilari in questo periodo
di scontri) richiedevano un ottimo esercizio fisico. In generale, il
codice comportamentale che inizia a diffondersi eà piuà regolamentato,
dove le virtuà che si esaltano sono quelle della prodezza. I cavalieri che
andavano in guerra, per mantenersi allenati, si sfidavano ad alcuni
giochi e/o tornei (detti anche giostre) che prevedevano scontri a
cavallo, duelli fra cavalieri e combattimenti corpo a corpo. Ottimo
esercizio per allenarsi era la Quintana: il cavaliere a cavallo cercava di
colpire un bersaglio rotante a forma di guerriero, equipaggiato di
scudo e lancia.

Dall’Umanesimo al XVIII secolo


A partire dal 1400, in Italia ed in Europa inizia a svilupparsi un
movimento culturale di notevole importanza: l’Umanesimo
(successivamente definito come “Rinascimento”). Esso riprende i
concetti dell’antichitaà greca, come il sinolo tra sviluppo spirituale e
corporeo visto soprattutto nel gioco. Infatti gli umanisti, dopo i greci,
sono stati i primi a riesumare l’importanza dell’educazione fisica come
strumento per affermare l’uomo nella sua totalitaà . Inoltre il gioco
veniva visto come espressione del grado di maturitaà e temperamento
raggiunto dai partecipanti. Nella geografia del periodo due sono i
centri di notevole importanza, Firenze e il “Nuevo Mundo”, che hanno
portato alla scoperta di notevoli attivitaà fisiche.
Calcio Storico di Firenze:
Ogni anno a Firenze si scontravano 4 squadre (rappresentanti i 4
quartieri principali della cittaà : S. Croce, S. Spirito, S. Maria Novella e S.
Giovanni) nel Calcio Fiorentino.

 Le due squadre si sfidano su un campo di 100m x 50m di sabbia.


Sul lato piuà corto corre un drappo rosso con una rete di 80cm.
Quando la palla entra in questo spazio si assegna una “caccia”
(segnalato con una bandierina rettangolare e con un colpo di
colubrina). In caso di tiro errato o deviato fuori, la squadra che ha
sbagliato cede mezza caccia a quella avversaria.
 Una partita dura 50 minuti, ma non puoà finire pari, quindi in
questo caso la partita continua fino a quando non viene segnata
una o mezza caccia.
 Il pallone puoà essere colpito con qualsiasi parte del corpo a patto
che rimanga sempre in movimento.
 Le squadre sono composte da 27 giocatori: 4 portieri, 3 terzini, 5
mediani, 15 attaccanti.
 Il premio eà una vitella servita alla cena dei trionfatori.

Giochi con la palla Maya e Aztechi


Con la conquista spagnola del Messico avvenuta nel XVI secolo e con la
distruzione parziale di molte civiltaà come quelle dei Maya e degli
Aztechi, si scoprìà quanto i giochi con la palla fossero diffusi.
I Maya facevano sfidare due volte l’anno due squadre che potevano
toccare la palla con fianchi, glutei, gomiti e ginocchia tranne che con le
mani ed i piedi. Il gioco aveva un profondo valore religioso (ogni
giocatore rappresentava una divinitaà solare o degli inferi e se vinceva
la squadra del Sole, si sarebbe garantito un anno di prosperitaà e
feconditaà ).
Gli Aztechi modificarono questo gioco obbligando i giocatori a lanciare
la palla dentro anelli di pietra collocati sulle pareti laterali del campo
(anche questa veniva vista come una lotta tra divinitaà , infatti alla fine
di ogni partita veniva eseguito un sacrificio umano).