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software

Come costruirsi
un archivio digitale
Scattiamo con una Diciamolo: il bello del digitale è dato so- Cosa significa Archiviare?
prattutto dall’estrema gestibilità del mate- Abbiamo, per semplicità, introdotto l’argo-
fotocamera digitale? riale prodotto. Arrivare a casa dopo una gior- mento partendo dall’esempio relativo ai mol-
nata di scatti e poter riversare sull’elabora- ti scatti che ognuno di noi può effettuare ogni
Vogliamo convertire in tore le immagini acquisite, senza doverci giorno utilizzando una compatta digitale di
preoccupare di altro che di connettere il ca- ultima generazione. Gli ingombri scarsi, la
digitale l’archivio di vetto USB alla fotocamera, è una comodità messa in opera semplice delle fotocamere,
negativi e diapositive? che non ha prezzo! Ed inoltre c’è una bella
soddisfazione nel sapere di poter spegnere
il controllo immediato dei risultati, l’au-
mentata autonomia di batterie e schede di
Occorre valutare l’elaboratore in ogni istante senza timore di memoria hanno consentito un forte aumen-
abbandonare caotici cumuli di stampe e dia- to della produzione di immagini.
attentamente come positive sparse in giro per casa. E non dimentichiamo che una grossa mole
procedere per trovare Insomma di vantaggi ce ne sono parecchi; del materiale elettronico oggi presente sui
e vogliamo ricordare poi la semplicità di re- nostri PC è costituito dalle scansioni di im-
il giusto equilibrio tra cuperare gli scatti dei mesi o degli anni (or- magini analogiche, convertite al digitale per
mai si può dire!) precedenti unicamente an- elaborarle, stamparle o archiviarle!
qualità delle immagini, dando ad inserire le date approssimative di Considereremo quindi l’archiviazione come
ripresa, o le parole chiave che avremo dili- il processo che ci permette di disporre di una
spazio disponibile sulle gentemente inserito al momento del salva- copia ordinata (vedremo come) delle im-
unità di memorizzazione, taggio?
L’abitudine di avere a che fare con questo
magini riprese, sia in analogico che in digi-
tale, e di effettuare ricerche mirate, senza
utilizzo delle immagini tipo di problematiche digitali ha mutato no- che le immagini siano necessariamente sul
tevolmente il nostro modo di percepire nostro Hard Disk, anche per questioni di si-
e facilità di ricerca. l’hobby fotografico, portandoci a definire curezza presente e futura.
nuove procedure di lavoro per ottenere ele- Introdurremo quindi i concetti di scansione,
vati standard qualitativi. Non basta più in- di salvataggio differenziato, di elaborazio-
fatti correggere approssimativamente un’im- ne post-produzione, di catalogazione, di con-
magine: oggi bisogna saperlo fare al meglio, divisione, di masterizzazione. Tutto questo
visto che i mezzi adatti ci sono e tutti li pos- ci consentirà di scattare una foto in diaposi-
seggono. tiva, scansionarla, associarvi delle parole
Non è più sufficiente, a monte, scattare im- chiave di riferimento, regolarne le domi-
magini ben esposte: la possibilità di visio- nanti, salvarla in Tiff per la stampa, ridurla
nare l’immagine immediatamente dopo lo e salvarla in Jpeg per la visualizzazione in
scatto ci obbliga moralmente ad ottenere fo- rete o in videoproiezione, stamparne una co-
to perfette già in ripresa. Non possiamo più pia in proprio, archiviare le versioni digita-
abbandonare tonnellate di file Jpeg e Tiff in li su un CD masterizzato e la versione car-
giro per l’hard disk: la disponibilità di pro- tacea altrove, mantenendo una indicizza-
grammi di gestione e visualizzazione dei fi- zione che permetta di risalire al file d’origi-
le rende il disordine binario un elemento ne mediante le parole chiave.
inaccettabile per chi tratta decine o centi- Complesso? Sfruttando gli strumenti hardwa-
naia di file al giorno. re e software in commercio, anche i più co-
Ancora, un malaugurato danno al disco fis- muni, è un’operazione alla portata di chiun-
so non è più un’attenuante per la perdita dei que.
dati da consegnarsi il giorno dopo: il backup
dei file importanti è ormai un dovere. Rias- L’acquisizione con lo scanner
sumendo tutte queste considerazioni, oggi Gli scanner, piani o per pellicola che siano,
la differenza tra un approccio casuale e un e le fotocamere digitali possono essere con-
modo di lavorare serio e professionale sta siderati una fonte di acquisizione simile, al-
nella diversa metodologia di archiviazione meno per quello che riguarda i nostri fini di
del proprio materiale digitale. archiviazione delle immagini. I primi ci con-
L’imminente esaurimento dello spazio disponibile sul nostro Hard
Disk ci suggerisce una migliore gestione del materiale fotografico
digitale: qui siamo veramente al limite!

L’ingombro medio di uno scatto digitale


salvato in formato Jpeg di buona qualità,
per una fotocamera da 3.3 milioni di pixel,
si aggira attorno al Megabyte. Conside-
rando che una digitale tende ad invogliare
l’utente a scattare assai più che con una
fotocamera a pellicola, possiamo facil-
mente intuire come, anche in pochi me-
si di utilizzo, il nostro elaboratore venga
saturato da immagini di ogni tipo. Ipo-
tizzando poi una ripresa di elevata qua-
lità mediante il salvataggio degli scatti in
Tiff non compresso, tale occupazione di
memoria assume un peso non banale nel
momento della gestione.

sentono in genere una maggiore risoluzio- zione delle aree da acquisire. di correzione automatica di dominanti, to-
ne di scansione, qualche bit colore in più Per entrambe sottolineiamo quindi un cri- ni, contrasti o rimozione di sporco e graffi
per ogni canale RGB, oltre a qualche op- terio operativo sempre consigliabile: con- (gli originali vanno tenuti puliti e ‘spolve-
zione in più nella gestione dello spazio co- viene archiviare per utilizzi futuri la ver- rati’ con aria compressa... punto e basta!),
lore associato alle immagini ed alla possi- sione dell’immagine quanto meno elabo- salvare la maggior quantità di informazio-
bilità di salvare in Tiff, formato raramente rata possibile e quanto più ricca delle infor- ne possibile in Tiff associando il profilo co-
disponibile sulle fotocamere per una que- mazioni originali acquisite in ripresa. lore utilizzato.
stione di ingombri. Cosa significa? Per gli scanner significa uti- Vediamo qualche eccezione. Gli scanner pia-
Per il resto le due periferiche sono assai si- lizzare la maggiore risoluzione di scansio- ni cosa scansionano? Stampe. Cos’è una
mili: messa a fuoco manuale ed automatica ne possibile (attenzione: vi sono un paio di stampa? Una copia! Ecco dunque un primo
(parliamo di scanner decenti!), differenti di- eccezioni che vedremo), applicare la mi- motivo per ricorrere unicamente a scanner
mensioni di acquisizione (più rigide nelle gliore qualità colore a disposizione e dun- per pellicola in caso di elevate esigenze qua-
fotocamere, ma presenti), possibilità di ap- que anche uno spazio colore ampio e non lo litative. Le stampe sono un’interpretazione
plicare effetti e correzioni in ripresa, sele- striminzito sRGB, non usare alcuna funzione di un laboratorio, sia per colore che per ni-
Ipotizziamo di voler trasferire in digitale l’archivio di negativi e diapo-
sitive costruito in anni di militanza ‘chimica’; ci rendiamo ben presto
conto di come l’ingombro dei file acquisiti a 12 bit colore per canale
costituisca un problema; un file ottenuto secondo tali modalità di digi-
talizzazione assume una dimensione prossima ai 60 Megabyte se sal-
vato in Tiff non compresso: non irrilevante!

L’archiviazione digitale delle nostre stampe richiede l’acquisizione degli scatti tramite uno scanner piano. Il primo problema risulta la
valutazione delle risoluzioni di acquisizione, dato che le dimensioni dei file crescono rapidamente anche per risoluzioni non elevatissi-
me. Riflettendo, possiamo però constatare come sia inutile appesantire l’elaboratore con file tanto ingombranti nel momento in cui stia-
mo per scansire una copia dell’originale, e non la pellicola vera e propria. Un centinaio di Megabyte per un A4 a 600 dpi possono rive-
larsi un problema in fase di gestione dell’archivio, senza contare che già con una scansione a 2700 dpi si raggiungono spesso i limiti di
pellicole non eccessivamente taglienti.

tidezza e contrasto, non quello che abbiamo della grana potrebbe essere un poco più dif- Stesso discorso per quello che riguarda la
scattato. Inoltre gli scanner piani permetto- ficoltosa. profondità colore di un file. Lo spazio oc-
no spesso risoluzioni attorno ai 2400 dpi. E ricordate di evitare di intasare l’elabora- cupato da un’immagine a 24 bit è la metà di
Una stampa 13x18cm darebbe a questo li- tore con file immensi dei quali magari non quello necessario per il salvataggio di un fi-
vello di performance un file a 24 bit colore ne farete nulla, se non inviare qualche im- le da 48 bit, che mai ci servirà a meno di
di quasi 600 Megabyte! Che ce ne faccia- magine via e-mail ad amici. non voler procedere all’elaborazione del-
mo, visto che altro non è, se non la scan- E’ ovvio che ognuno deve valutare da sé l’immagine con software professionali co-
sione di un ingrandimento? l’impiego che farà delle immagini. In par- me Photoshop di Adobe. Spesso sugli scan-
E se la stessa immagine fosse stata ingran- ticolare valga un principio: un file ad altis- ner possiamo impostare due differenti
dita a 70x100cm? L’unica scansione ogget- sima risoluzione serve unicamente per la profondità colore, una di Input e l’altra di
tivamente ricca dei dettagli originari e sen- stampa delle immagini; per tutti gli altri uti- Output. La seconda è quella di cui abbiamo
za informazioni ridondanti è quella della lizzi è del tutto inutile tenersi copie delle appena accennato e indica la grandezza dei
pellicola utilizzata per effettuare gli in- immagini da decine di MB visto che non ce numeri che descrivono i colori impiegati.
grandimenti. ne faremo mai nulla. Anche le elaborazioni La prima, quella di Input, indica la accura-
Volendo utilizzare uno scanner piano pos- professionali in genere vengono effettuate tezza di lettura dell’originale: per questa
so solo consigliare di rimanere entro i va- con file enormi per disporre di tanto mate- conviene invece impostare le performance
lori di risoluzione ottica , visto che oltre in- riale su cui operare, ma poi le immagini ven- migliori per guadagnare dettaglio nelle om-
terviene l’interpolazione, arrivando ad ac- gono ridotte, anche molto. bre e nelle luci.
quisire distintamente la grana della stampa. Si regoli dunque la risoluzione in funzione Fondamentale è la messa a fuoco manua-
Oltre non c’è nulla in più da vedere ed è inu- dell’utilizzo previsto, ma considerando che le sui particolari di interesse onde evitare
tile andare. La dimensione dei file in tal ca- è preferibile una versione grande dell’im- che incurvature del negativo condizionino
so non dovrebbe superare quella del nega- magine, da cui ricavare eventualmente al- la resa dei particolari dello scatto.
tivo scansionato con un’apposita periferica. tre inferiori, mentre una dimensione picco- Infine, si utilizzi uno spazio colore ampio.
Attenzione ancora: una stampa è più mor- la obbligherà a effettuare di nuovo la scan- Per esempio un WideGamutRGB o un Ado-
bida in genere di una pellicola (si perde qual- sione. Spazio permettendo, è meglio ab- beRGB: questi permettono di descrivere as-
cosina in stampa) pertanto l’individuazione bondare! sai più colori che non il ridotto sRGB. Il
Un modo per snellire le fasi di recupero e manipolazione dei file immagine è quel-
lo di archiviare le fotografie in dimensioni differenti. Un utilizzo come la pubbli-
cazione in Rete o l’invio mediante posta elettronica richiederà scatti assai più ridotti
nelle dimensioni che non la pretenziosa stampa in grande formato. Se, al momen-
to dell’archiviazione, predisporremo file di ingombro variabile ci risparmieremo
noiose sessioni di pre-lavorazione delle immagini. Anche l’utilizzo delle miniature
permette una velocizzazione delle operazioni di recupero dei file più grandi.

E’ importante, al fine di ben calibrare il rapporto ingombro/qua-


lità del nostro archivio fotografico, acquisire dimestichezza coi dif-
ferenti formati di salvataggio ed i livelli di compressione consen-
titi. Spesso le differenti prestazioni dei formati Jpeg, Tiff ed Gif ci
permettono di trovare il giusto compromesso tra carenza di spa-
zio sulle unità di memorizzazione, utilizzo delle immagini e agilità
di gestione. Il formato che offre le maggiori possibilità di perso-
nalizzazione è oggi il Jpeg che, unitamente al Tiff, è lo standard
di salvataggio delle immagini da archiviare digitalmente.

vantaggio di quest’ultimo è che viene im- caratteristiche dell’immagine. disposizione un PC su cui scaricare le foto-
plementato di default, si presume corretta- Anche una cattiva calibrazione delle peri- grafie. Al contrario è quasi scontato l’uti-
mente, da tutte le periferiche cromatiche as- feriche cromatiche viene considerata come lizzo del Jpeg, al massimo livello qualitati-
sicurando una resa accettabile dei file in ogni una elaborazione errata. vo concesso dalla fotocamera, quando è ne-
situazione: effettuando un minimo di cali- Al termine della scansione salveremo l’im- cessario contenere la dimensione dei file im-
brazione però anche gli spazi più estesi rag- magine in formato Tiff, per non perdere i magine.
giungono e superano tali prestazioni. valori cromatici faticosamente acquisiti. L’u- Una considerazione meritano le riprese con
E’ bene anche evitare gli automatismi di nica compressione concessa è quella del Tiff tempi lunghi a mano libera e senza caval-
correzione cromatica, di esposizione, di au- in LZW, in pratica una compressione non letto: la differenza tra una compressione me-
mento della nitidezza, di rimozione dello dispersiva, ma che va soltanto a sostituire dia ed una bassa sarà modesta, visto che la
sporco superficiale. Tutto quanto noi salve- porzioni di file identiche con riferimenti nu- nitidezza dell’immagine verrà comunque
remo ed archivieremo dovrà corrispondere merici: funziona, meno del Jpeg, ma man- compromessa dal micromosso. Il Jpeg in-
il più possibile all’immagine originale, sen- tiene ogni dato al solo costo di un tempo su- fatti ‘taglia’ i dettagli più nitidi, in assenza
za dati inseriti dall’elaboratore in virtù di periore in apertura dal file. Fin qui per gli dei quali nulla viene perduto. Un Tiff si dif-
una “migliore estetica”. Ogni intervento di scanner. ferenzia visivamente da un Jpeg ad alta qua-
‘abbellimento’ lo effettueremo successiva- lità solo in caso di immagini assai detta-
mente al momento dell’utilizzo del file, con L’acquisizione con la fotocamera gliate, nitide e ferme.
strumenti manuali assai più controllabili, sa- Per quello che riguarda le fotocamere digi- Lo spazio colore e la profondità colore non
pendo cosa stiamo facendo e variandoli di tali il discorso è analogo. E’ ovvio che il sal- sono di solito impostabili a piacere sulle
volta in volta secondo le necessità. Il digi- vataggio in Tiff sarà possibile quasi solo per compatte digitali di utilizzo comune e dun-
tale deve ‘conservare’, non modificare le immagini riprese in studio (casa) avendo a que ci accontenteremo di quanto offertoci
I dischi Dvd-R consentono la masterizzazio-
ne di oltre 4 Gigabyte di dati su un medesimo
supporto, assai di più che non i ‘miseri’ 700
Mbyte a disposizione sui ‘cugini’ CD-R, ga-
rantendo le medesime doti di stabilità e velo-
cità di accesso. Il costo è però ancora eleva-
to. Nell’immagine due proposte Dvd-R di HP,
una interna ed una esterna.

Anche la masterizzazione convenzionale su


CD-R si rende disponibile sotto differenti for-
me: interne ed esterne. Le veloci interfacce
di collegamento tramite cavo USB 2.0 con-
sentono di raggiungere, anche per le solu-
zioni portatili, prestazioni di tutto rispetto sia
sotto il profilo della stabilità che sotto quel-
lo della velocità di scrittura.
I masterizzatori portatili sono oggi molto ap-
prezzati per la comodità di poter portare ovun-
que con sè la periferica, anche al di fuori del-
la sede di lavoro principale.

di default. Molte fotocamere digitali permettono di as- der’ o ‘Lettori di Schede’ o simili, che per-
Assicuriamoci invece di conoscere lo spa- sociare ad ogni nuovo scatto un nome con- mettono di inserire la scheda di memoria al
zio utilizzato e di possedere i profili cor- tenente indici numerici crescenti o addirit- loro interno per leggerne il contenuto esat-
retti utili a definirlo in sede di elaborazio- tura cronologici, in modo tale da evitare che tamente come se stessimo trattando con un
ne e stampa (sono forniti a corredo coi dri- due foto abbiano la stessa denominazione. disco fisso di piccolo taglio.
ver si spera!) Tale sistema è assai utile e a noi basterà crea- I vantaggi: il cavo al termine del quale si
Anche per le fotocamere vale il discorso fat- re delle cartelle in cui riporre le immagini, trova l’alloggiamento della scheda è sem-
to per gli scanner a riguardo delle correzio- con una denominazione tale da farci capire pre a portata di mano e non ha bisogno di
ni automatiche. Si eviti di impostare un au- almeno il luogo o il soggetto degli scatti, ai essere ricollegato ogni volta alla fotocame-
mento della nitidezza, così come il contra- fini di una ricerca futura. ra, non occorre avere tra le mani la fotoca-
sto automatico o la selezione automatica del- Tutto ciò vale anche per le scansioni, con la mera, non occorre collegare la fotocamera
le sensibilità, per la quale sono preferibili i sola eccezione del nome del file, che in que- alla presa di rete per evitare che nel mezzo
valori nativi del sensore, in genere 100 ISO. sto caso può essere scelto autonomamente dello scaricamento ‘se ne vadano’ le batte-
Oltre avremo una impietosa comparsa di per ogni immagine. La scelta è personale; rie, non occorrono software particolari, se
‘rumore’ elettronico assai deprecabile. consiglio però denominazioni numeriche non i driver forniti a corredo, è facilmente
Vietato l’utilizzo dello zoom digitale, visto crescenti per poi assegnare, in fase di cata- installabile su ogni elaboratore portatile o
che altro non fa se non ingrandire una por- logazione, le parole chiave più adatte ad ogni desktop, permette di trasferire qualunque ti-
zione dell’immagine mediante interpola- singolo file. In tal senso è bene provvedere po di file comportandosi come un Hard Di-
zione: lo potremo fare noi a posteriori e me- all’archiviazione regolarmente, dopo ogni sk esterno e rimovibile! Questa ultima ca-
glio in Photoshop! riversamento o sessione di scansione, per ratteristica risolve nel 50% dei casi la ne-
Per il bilanciamento del bianco conviene, non perdere la cognizione del materiale e cessità di masterizzare dati o di disporre di
potendo, sfruttare la misurazione di un ri- ritrovarci con tonnellate di file dai nomi in- una rete locale per trasferire piccole quan-
ferimento neutro, come il cartoncino grigio. decifrabili. tità di dati da un computer all’altro: basta
Anche gli automatismi in questo caso sono collegare l’adattatore al nuovo PC, instal-
comunque leciti. Un poco di post produzione lare i driver che stanno su un floppy o al
E’ importante, in fase di riversamento del- Abbiamo gli scatti, abbiamo i file, tutto il massimo su un CD-Rom se non già presen-
le immagini sull’elaboratore, trasferire as- materiale è sul nostro elaboratore. Una pa- ti nel sistema operativo e leggere/scrivere il
sieme a queste anche i file di testo conte- rentesi: come ci è finito sull’elaboratore? Le supporto, oggi anche di dimensioni rag-
nenti le informazioni dettagliate di scat- connessioni USB 1.1 e USB 2.0 imple- guardevoli. Non dimentichiamo inoltre che
to, spesso salvati da molte fotocamere di- mentate dalle fotocamere digitali odierne i cavetti in genere forniti con le fotocame-
stintamente. Oggi le tecnologie PIM di consentono buone velocità di trasferimen- re tendono a non durare in eterno!
Epson e Exif II provvedono autonomamen- to. Il secondo standard è ovviamente più Bene, facciamo ora fede al titolo di questo
te a tali procedure, ma è comunque bene as- adatto alle nuove digitali da oltre 4 Mega- paragrafo esaminando il concetto di post-
sicurarci del corretto metodo di conserva- pixel, soprattutto nel caso di scatti salvati in produzione. Si è detto che il frutto del no-
zione delle preziose informazioni. formato Tiff, assai ingombranti. Le fotoca- stro lavoro dovrebbe quanto più possibile
A questo punto abbiamo ampiamente esa- mere professionali dispongono spesso an- essere avulso da contaminazioni dovute a
minato tutti i fattori critici inerenti le ope- che di interfaccia FireWire, assai stabile e ritocchi effettuati più o meno volontaria-
razioni di acquisizione delle nostre imma- veloce. Io preferisco comunque affidarmi a mente in fase di acquisizione. Ciò rimane
gini e ci rimane da considerare solamente dei piccoli accessori da connettere alla por- vero, ma è altrettanto vero che nel 99% dei
un elemento: la denominazione dei file. ta Usb dell’elaboratore, chiamati ‘Card Rea- casi occorre elaborare il materiale digitale
Le funzionalità offerte dalle più moderne I dischi fissi di ultima generazione vengono proposti in ‘tagli’ ormai esuberanti: si parla
periferiche di masterizzazione sul mercato, in media di 80 Gbyte per le unità più comuni, soprattutto nel caso in cui dobbiamo gesti-
CD-R o DVD-R che siano, devono necessa- re numerosi materiali fotografici e grafici. Gli ingombri dei file immagine hanno con-
riamente essere supportate da un adeguato vinto molti a dotarsi, prima ancora di un masterizzatore, di un secondo o un terzo Hard
software che ne consenta la facile organiz- Disk da centinaia di Gigabyte di capacità, magari non velocissimi, ma dai costi assai ap-
zazione e la sicura scrittura. In nessun ca- petitosi. Teniamo in ogni caso presente l’imminente disponibilità a basso costo di dischi
so può essere tollerata una propensione al- dotati della nuova interfaccia SerialATA la quale promette di non far rimpiangere la or-
l’errore nel caso di applicativi software che mai scomparsa soluzione SCSI per ciò che concerne gli ambiti di utilizzo domestici.
vengono chiamati a trasferire su tali archi-
vi rimovibili i nostri dati: la correttezza dei
dati archiviati è il presupposto per la con-
servazione dei dati relativi alle immagini in-
serite in un archivio. Valide soluzioni sono
i software Nero, DVDit! e GearPro.

prima di farne un qualunque utilizzo. La ne- gli stessi interventi, per poi salvare copia rezione di evidenti dominanti cromatiche,
cessità nasce dalla constatazione che le odier- dell’immagine, unitamente a quella origi- spesso tanto evidenti da non lasciare adito
ne periferiche digitali, amatoriali e semipro, nale, in modo da disporre di una minima ba- ad indugi. Mi raccomando: tutte queste pic-
non sono ancora in grado di garantire una se di pre-lavorazione che si presume do- cole lavorazioni non devono sovvertire l’im-
resa delle immagini al livello a cui i mate- vrebbe essere comune ad ogni futura ne- magine, ma solo rimediare a “palesi” in-
riali analogici ci hanno abituati. Interpola- cessità. In genere si inizia con l’associazio- sufficienze non rimediabili con una acqui-
zione RGB, ottiche e sensori di dimensioni ne del corretto spazio colore, per passare al- sizione più attenta!
assai ridotte, scarsa qualità dei materiali, so- la regolazione dei livelli, o valori cromati- Si passa quindi alla spuntinatura in stile BN
no i fattori di rischio in questa avventura. ci, per assicurarci del fatto che l’immagine mediante gli strumenti generalmente deno-
Pertanto poniamoci nell’ottica di dover sem- disponga di una gamma di tonalità comple- minati ‘Timbro’ o ‘Clone’ i quali consento-
pre mettere mano a quanto ripreso onde pro- ta, nella maggioranza dei casi estesa dal bian- no di copiare porzioni di immagine da una
durne un risultato degno di essere diffuso. co fino al nero, eccezioni permettendo. parte all’altra, andando a rimuovere (dopo
In particolare applicheremo quasi sempre La fase successiva viene riservata alla cor- ore di pratica ed esercizio!!!) i graffi, la pol-
Non è quasi mai sufficiente impostare al
meglio i parametri di scansione o di ripre-
sa al fine di garantirci una perfetta resa del-
le immagini acquisite mediante fotocame-
ra digitale o scanner.
Per questo motivo, prima di inserire le im-
magini nell’archivio, dobbiamo porci nel-
l’ottica di considerare indispensabile l’ef-
fettuazione di alcuni interventi di post-pro-
duzione per apportare le necessarie corre-
zioni relative ai livelli cromatici ed al con-
trollo della nitidezza.
Conviene però prevedere l’archiviazione
anche della versione ‘originale’ del file in
questione, onde cautelarci da possibili svi-
ste.

vere ed eventuali pixel corrotti. Qui gli in- lori ai canonici 24 bit (8 bit per canale) e di scatto o giornata possiamo ottenere l’e-
terventi devono essere evitati in caso di un’u- salviamo infine il file così ottenuto in una quivalente di quello che in camera oscura si
tenza alla prime armi poiché tale operazio- seconda versione non compressa: ci ringra- chiama ‘Provino a Contatto’.
ne rischia di minare fortemente l’immagine zieremo in future sessioni di ritocco soffo- Sia Adobe Photoshop, sia ACDSee, sia Ja-
nella sua naturalezza. cate da tempi stringenti. sc Paint Shop Pro che altri software com-
Allo stesso modo possiamo intervenire sul- Non si è detto, ma è bene iniziare le lavo- merciali consentono infatti, indicando i fi-
la nitidezza dell’immagine mediante quel- razioni già su una copia dell’immagine per le di interesse o la cartella che li contiene
la che in Photoshop viene definita Masche- evitare indesiderate sovrascritture all’origi- tutti, di stampare su un singolo foglio di car-
ra di contrasto. Attenzione a non esagerare nale. ta le miniature di tutte le immagini in esa-
in questo caso ed ad operare sempre sul- me corredate dai nomi dei file che le rap-
l’immagine al 100% del suo ingrandimen- Salvataggi differenziati presentano, dai percorsi sul nostro file sy-
to. In tale modo potremo recuperare un po- Uno degli aspetti che normalmente sfuggo- stem, dalle informazioni di scatto. Ogni ri-
co della definizione dei particolari sfuggiti no agli utilizzatori neofiti del digitale in am- cerca futura potrà così essere effettuata an-
al sensore per causa delle interpolazioni cui bito fotografico è la estrema comodità di di- che a computer spento, certi di sapere im-
lo schema RGB lo obbliga a sottostare. sporre immediatamente di copie a differen- mediatamente ove ‘ripescare’ i file alla bi-
A questo punto, ma c’è chi lo fa prima (è lo te risoluzione e compressione dei file ar- sogna. Anche un moderno provino, sempre
stesso), possiamo ritagliare l’immagine da chiviati. Siamo giunti ad avere salvato una generato da funzioni automatiche, sotto for-
eventuali bordi eccedenti il nostro interes- copia originale dell’immagine ed una pre- ma di file Html, potrà fungere allo scopo,
se, nonché eventualmente ruotarla nel caso elaborata negli interventi di routine. Ora pos- magari approfittando di una pubblicazione
di palese errata inclinazione delle linee pre- siamo pensare di predisporre una copia di su di un sito Internet appositamente riser-
senti. Ricordiamo: ogni modifica che sia quest’ultima compressa in un Jpeg di me- vatoci, onde accedere al nostro archivio an-
passibile di valutazione, che dunque non sia dia qualità, facile da aprire anche mediante che a distanza: questo proprio per gli esal-
evidentemente necessaria, va in questa fa- un browser per Internet, nonché mediante tati dell’archiviazione più selvaggia!
se evitata visto che potrebbe in futuro non uno dei molti software di visualizzazione Terremo la copia del tutto su supporti ri-
rendersi necessaria. come ACDSee di ACD Systems. movibili esterni al disco rigido.
Una funzionalità fondamentale di software Il profilo colore utilizzato va sempre abbi-
professionali come il già citato Adobe Pho- nato, mediante apposita opzione ormai sem- L’archivio digitale
toshop riguarda la possibilità di salvare le pre presente, al file in fase di salvataggio. E’ giunta l’ora di organizzare il materiale
modifiche apportate dalle varie funzionalità Consiglio anche una copia di dimensioni ri- raccolto. Le doti che un moderno archivio
presenti sotto forma di file a se stanti. In tal dotte, per esempio un 50% dell’originale o digitale dovrebbe avere coincidono con una
modo anche in futuro potremo andare a rei- pari alle dimensioni del video che stiamo serie di caratteristiche ereditate direttamen-
terare i medesimi singoli interventi sul- utilizzando, sempre compressa in Jpeg per te dalle tecniche di databasing più aggior-
l’immagine originaria, per evitarne anche operazioni di proiezione virtuale mediante nate.
solo qualcuno che si rivelasse ‘di troppo’. appositi software, nonché una ‘da combat- Innanzi tutto occorre che la visualizzazione
Ovviamente i file di correzione andranno timento’, non più grande di un 800x600pixel, delle immagini permetta di accedere al con-
archiviati unitamente ai file immagine così in Jpeg anche assai compresso per gli invii tenuto dell’archivio nella sua completezza,
ottenuti. Non è nemmeno una cattiva idea via e-mail, per la pubblicazione in Internet, anche alle immagini modificate.
il redigere appositi file di testo in cui de- per la visualizzazione ‘lampo’ e per gli uti- E’ inoltre richiesto che le fotografie possa-
scriviamo gli interventi effettuati nei detta- lizzi analoghi. no essere indicizzate, ovvero abbinate a dei
gli dei parametri controllati per ogni singo- Di tutte le versioni ultra-compresse così ot- codici numerici, affinché ognuna sia distin-
lo file. tenute per le immagini facenti capo ad un guibile dalle altre in modo da poter creare
Riduciamo ora eventuali sovrabbondanti co- singolo soggetto o ad una singola sessione ordinamenti crescenti o decrescenti, secon-
Ecco la differenza che intercorre tra un in-
sieme di immagini correttamente archi-
viate, ed un ammasso informe di file sca-
raventati in una qualunque cartella del no-
stro elaboratore. La regola principale per
una buona archiviazione è: l’ordine pri-
ma di tutto! Solo in tal modo ci assicure-
remo la possibilità di ritrovare le immagi-
ni, qualunque cosa possa accadere al re-
sto dei file presenti sul nostro elaboratore.

Può apparire banale, ma basta assegnare al-


cune parole chiave, per quanto semplici, per
navigare con successo il database del nostro
archivio alla ricerca di un particolare sog-
getto. Quasi tutti i software adibiti all’archi-
viazione delle immagini consentono di sfrut-
tare tali termini di riferimento. La possibilità
di sfruttare anche i dati di salvataggio dei fi-
le, nonchè le informazioni di ripresa incluse
da molte moderne fotocamere digitali, ren-
derà ancora più flessibile la ricerca.

do varie caratteristiche. L’assegnazione di mento informatico, se poi siamo costretti a no spostamento, se non quelli delle minia-
tale codice numerico viene in genere fatta lunghe attese per eseguire le nostre ricer- ture. In questo modo si risparmia tempo pre-
dal software di archiviazione, anche se l’u- che! zioso.
tente non ne è a conoscenza. Tutti i software dedicati alla gestione del- E’ importante imparare a distinguere tra fi-
E’ quindi essenziale la possibilità di inter- l’archivio fotografico si fondano sulla ge- le e riferimenti a questi, soprattutto nel ca-
venire sull’archivio inserendo, modifican- stione e sullo spostamento delle sole ‘mi- so di cancellazioni di elementi: la cancella-
do ed eliminando le singole immagini che niature’ (thumbnail) delle immagini presenti. zione di una miniatura dall’archivio com-
lo compongono. Una miniatura altro non è se non un riferi- porterà unicamente l’impossibilità di rag-
Una delle proprietà più apprezzate dell’ar- mento ai file, un collegamento, che assume giungere il file relativo, ma questo conti-
chivio digitale è la possibilità di associare l’aspetto di una icona contenente l’imma- nuerà ad essere presente, da qualche parte,
alle immagini termini chiave (chiavi di ri- gine assai rimpicciolita contenuta nel file in sul nostro elaboratore. Cancellare il file dal
cerca) specifici, per operare potenti opera- questione. In genere tali ‘thumbnail’ ven- disco fisso causerà invece un errore nell’i-
zioni di analisi dei contenuti dell’archivio; gono resi maggiormente comprensibili as- stante in cui tenteremo di aprire quell’im-
teniamo infatti presente che ben presto la sociando loro informazioni caratteristiche magine cliccando sulla miniatura, rimasta
quantità di immagini contenute dal nostro della foto a cui si riferiscono: nome, per- immutata nell’archivio.
elaboratore acquisterà una dimensione dif- corso, dimensioni, ingombri, colori, etc. Un Spesso i software di archiviazione più evo-
ficilmente controllabile, se non mediante archivio basato su un motore software sta- luti chiedono all’utente se l’operazione che
mezzi informatici. bile permette di gestire tutte le modifiche intende eseguire è solo sul collegamento
Infine la proprietà fondamentale che ri- sui thumbnail e di conservare in ogni istan- (miniatura) o anche sul file originale a cui
chiederemo al motore sottostante l’archivio te i precisi riferimenti alla collocazione del- esso si riferisce. Anche le operazioni di ro-
è la velocità: inutile disporre di uno stru- le immagini sul disco senza effettuare alcu- tazione delle miniature, utili a rendere più
Qualunque software adibito al trattamento
delle immagini sfrutta i cosiddetti ‘thumb-
nail’, ovvero le miniature delle immagini, per
dare un’immediata consapevolezza del con-
tenuto delle cartelle. Nell’immagine vedia-
mo le soluzioni grafiche dei software ACD-
See, ShowMaker, ACDVideoMagic e Win-
dows98.

facile la lettura di un’immagine scattata in spendendo del tempo in ogni sessione di sca- che di questi indici, identificando il supporto
verticale, possono essere in genere applica- ricamento delle immagini per associare al- in modo da condurre le nostre ricerche sen-
te unicamente alle miniature senza intacca- le immagini delle parole chiave che con- za dover alternare disperatamente nel letto-
re il file originale. sentiranno poi efficaci ricerche. re tutti i CD-Rom del nostro archivio. Ov-
Prima di iniziare a collocare le immagini al- E’ vero che anche le ricerche fondate sulle viamente dovremo aver etichettato il CD
l’interno dell’archivio, ritengo opportuno date di salvataggio, sul numero di colori im- con gli indici riferiti dal software.
dare un paio di consigli che renderanno la piegati, sulle dimensioni del file e sul livel- Tutte le informazioni relative alle parole
vita meno complessa. Primo: l’ordine!!! E’ lo di compressione utilizzato possono for- chiave, alle posizioni ed ai dati relativi alle
fondamentale attenersi, nella creazione di nire ottimi risultati, ma sfido chiunque a di- immagini vengono in genere scritte perma-
un archivio digitale, al più scrupoloso ordi- scernere tra migliaia di immagini differen- nentemente in uno o più file che, per una
ne, per non ritrovarci un domani con mi- ti nell’istante in cui volessimo utilizzare so- struttura riferita a migliaia di immagini, pos-
gliaia di scatti salvati selvaggiamente su un lo questi parametri! sono occupare anche decine e decine di Me-
elaboratore, praticamente bloccato nelle più E’ bene dunque impiegare qualche secondo gabyte. Possiamo quindi decidere di au-
elementari operazioni di manutenzione per per catalogare ogni scatto. Anche i soli ter- mentare la compressione dei thumbnail in
l’impossibilità di effettuare spostamenti sen- mini ‘albero’, ‘Sicilia’, ‘rosso’, ‘sole’, ‘per- favore di un risparmio di spazio.
za compromettere la consistenza del data- sone’ o ‘oggetti’ possono costituire una ba- Ove possibile, sarà inoltre opportuno ese-
base. se di ricerca assai ampia: usiamoli. Sfrut- guire periodicamente una verifica dei cor-
Ad esempio si può predisporre un’unica tiamo quindi tutte le possibilità offerteci dal retti abbinamenti tra collegamenti ed im-
cartella, destinata a contenere le ulteriori motore di archiviazione scelto, partendo dai magini.
sottocartelle in cui trasferiremo le nostre fo- diversi stili di presentazione dei risultati, ai Anche se già accennato prima, ricordiamo
to al termine delle singole sessioni/giorna- sempre presenti costrutti utili a raccogliere la possibilità di stampare un provino a con-
te di ripresa. Potrebbe sembrare eccessiva gruppi di miniature in differenti sottogrup- tatto che ci rammenti visivamente, e ad ela-
tale organizzazione quando già il software pi (generalmente come ‘album’, ‘preferiti’ boratore spento, il contenuto del nostro ar-
di archiviazione consente di organizzare in o ‘collezioni’). chivio, almeno nei tratti principali. Si può
singole cartelle i soli collegamenti, senza Un’altra funzionalità che di solito ci viene partire dalla selezione di una serie di mi-
obbligare a spostamenti di alcun genere dei offerta dai software particolarmente perfor- niature o di un gruppo di ‘preferiti’ oppure
file. Vi assicuro però che una disposizione manti consente di esaminare gli interi sup- di un ‘album’ (secondo il software usato).
ordinata e sistematica del materiale risolve porti su cui teniamo le immagini creando un Sia i provini che le eventuali stampe vanno
più di un problema quando si cercano infor- indice completo delle fonti trovate, per re- sempre identificati con un indice numerico
mazioni o immagini disperse o modificate cuperare ad esempio tutto quanto potrebbe o alfanumerico che riconduca ai file origi-
al di fuori degli schemi tradizionali. esserci sfuggito in fase di collocazione nel- nali.
Denominando le singole cartelle con un nu- le ordinate cartelle di cui prima si diceva. Una funzione offerta dai software di archi-
mero, indicante la data di ripresa, seguito Tale funzionalità crea in genere qualche ton- viazione, anche semplici, è quella di realiz-
da poche lettere capaci di descrivere sog- nellata di thumbnail, molti dei quali di cer- zare proiezioni virtuali delle immagini se-
getti o luoghi di scatto, eviteremo di trovarci to inutili, ma spesso rivelatori di capolavo- lezionate o incluse nell’archivio. Senza ad-
in futuro in empasse al momento del biso- ri digitali ritenuti perduti o cancellati. dentrarci eccessivamente nello specifico ri-
gno. Spero che a questo punto sia nata nei più cordiamo la possibilità di impostare com-
Secondo punto su cui insisto: le parole chia- curiosi il desiderio di sapere cosa accade se, menti sonori, transizioni, tempi di alternan-
ve. Visto che una delle più apprezzate pos- al posto di inserire come oggetto di ricerca za ed altro. Uno dei motivi per cui in prin-
sibilità offerte dai software di archiviazio- il disco fisso, poniamo quale obiettivo un cipio avevamo consigliato il salvataggio di
ne è quella di consentire ricerche mirate, mi CD-Rom. Ebbene, alcuni evoluti software una versione ridotta delle immagini, anche
pare logico approfittare della possibilità come ACDSee consentono la creazione an- un Jpeg di bassa qualità, aveva presente pro-
Sebbene la maggior parte dei software per
la gestione dell’archivio consentano di re-
golare la dimensione delle miniature e di
impostare altre preferenze operative, la pos-
sibilità di gestire ed ottimizzare il database
dei thumbnail (utilizzato a fare da ‘indice’
per l’archivio) rimane una prerogativa de-
gli applicativi di un certo livello tecnico.
ACDSee offre appunto la possibilità di ag-
giornare automaticamente il contenuto del
database di miniature e collegamenti onde
‘compattarlo’ al meglio negli ingombri ed
assicurare la coerenza dei dati contenuti ri-
spetto alle immagini originali.

La possibilità di incrociare criteri di ricer-


ca diversi, come i nomi dei file, le date di
salvataggio, gli ingombri, le parole chiave,
ci permette una ampia libertà di azione.
Non dimentichiamo l’utilità della provina-
tura, in modo da avere una stampa di for-
mato standard delle immagini contenute in
una cartella. Esattamente come avveniva
nel caso dei provini a contatto effettuati in
camera oscura, a riferimento dei negativi
archiviati nei plasticoni a tasche.

prio questo tipo di utilizzazione: un file ve- browser per la navigazione in Rete, e dun- floppy disk, CD-Rom, DVD, unità a nastro
loce da aprire perché poco pesante, di di- que posseduto da chiunque. Si presti però e le stesse schede di memoria utilizzate per
mensioni non superiori alla risoluzione del- attenzione, a copiare sul CD-Rom nella cor- il salvataggio delle immagini. Perché que-
lo schermo poiché sarebbe inutile ecceder- retta posizione i file immagine di dimen- sta generalizzazione? Perché ogni utente po-
la, obbligando il software a ritagliare l’im- sioni estese, quelli a cui le miniature clic- trà scegliere il supporto di archiviazione pre-
magine o a rimpicciolirla perdendo tempo cabili fanno riferimento. Altrimenti clic- ferito, senza escludere ovviamente la pos-
e risorse preziosi. cando sulla miniatura, l’immagine non si sibilità di mantenere il tutto sul proprio uni-
Un software apprezzato come ‘proiettore’ apre ed esce un segnale di errore. co disco fisso... a proprio rischio e perico-
virtuale, è D.Magic ShowMaker. lo. Tenendo presente che una rottura del di-
Diversi gestori di archivio offrono all’uten- La procedura d’archiviazione sco, un malfunzionamento, una cancella-
te un’altra piacevole possibilità espressiva: Si è dato fino ad ora per scontato che il no- zione da parte di terzi non autorizzati, il fur-
la creazione di semplici pagine Html con- stro archivio digitale debba risiedere essen- to del portatile sono tutti fattori che in tale
tenenti le miniature cliccabili delle imma- zialmente sul medesimo elaboratore utiliz- eventualità ci porterebbero alla totale per-
gini selezionate, a partire dal contenuto del- zato per la sua organizzazione o, meglio, dita dei dati faticosamente raccolti.
l’archivio. Questo rende semplice l’orga- sull’unico Hard Disk posseduto. In realtà E’ quindi meglio prevedere un secondo sup-
nizzazione del materiale che si intende pub- gli odierni software di archiviazione per- porto di salvataggio, che ci permetterà an-
blicare su un sito Internet, come abbiamo mettono di sfruttare altri supporti di me- che di alleggerire il disco fisso da una rile-
spiegato in un precedente articolo. morizzazione, anche non riscrivibili, dato vante mole di dati. La soluzione oggi meno
Le stesse pagine Html possono anche esse- che l’archivio vive essenzialmente di ope- costosa è rappresentata dal regolare river-
re utilizzate quale presentazione virtuale del- razioni effettuate sulle miniature mantenu- samento del materiale scattato su un CD-R
le nostre immagini salvandole su di un CD- te sul disco fisso. mediante masterizzatore. Io stesso utilizzo
Rom, proprio perché basate sul noto lin- Potremo utilizzare dunque tutti i supporti questa tecnica, operando come segue.
guaggio ipertestuale, leggibile da qualsiasi che consentano di essere letti: dischi fissi, Innanzitutto possiedo un secondo Hard Di-
E’ bene imparare approfonditamente le tec-
niche di masterizzazione in modo da non ri-
trovarci poi con supporti illeggibili o solo par-
zialmente scritti. In questo esempio vediamo
il valido software NeroBurningRom, capo-
stipite degli applicativi di scrittura su CD-R.

sk, più lento e meno costoso di quello su cui fatto che è maggiore la probabilità di dover di essere ‘vissuta’: ADSL, 10/100 Mbps, Fa-
tengo i programmi ed il sistema operativo, accedere alle immagini più recenti. Essen- stWeb o simili. Molti software di archivia-
ma di grandezza quadrupla. Anche le im- do più veloce l’accesso all’Hard-Disk prin- zione permettono di gestire anche le unità
magini appena scaricate vanno a finire su cipale rispetto al secondo, per non parlare remote in rete locale o Internet: ACDSee,
quest’ultimo. dei CD-R, tale metodo consente l’ottimiz- Portfolio di Extensis, ovviamente Access di
Predispongo in genere una cartella di ap- zazione dei tempi di ricerca e di elabora- Microsoft ed altri.
poggio in cui trasferisco, dopo ogni sessio- zione del materiale. Ricordo l’utilità dei provini a contatto, da
ne di ripresa, le immagini acquisite mediante Non dico che chiunque dovrebbe operare in tenere in prossimità dell’archivio su CD,
fotocamera, o anche tramite scanner, tutte tal modo, ma questa è una procedura col- DVD, nastri, o Hard Disk rimovibili: per-
organizzate in ordinate sottocartelle come laudata. Un’alternativa è quella di sfruttare mettono una facile ricerca visiva, lo consi-
si diceva. Regolarmente archivio il mate- il disco fisso principale come unità provvi- glio vivamente!
riale così scaricato sul primo disco inseren- soria per lo scaricamento e le prime opera- Anche una copia delle immagini archivia-
do le chiavi di ricerca, effettuando le copie zioni di correzione, trasferendo regolarmente te, ridotta nelle dimensioni e salvata in Jpeg
di sicurezza e pre-elaborate, etc. le immagini su altre unità meno veloci, più ‘scarso’ per avere ingombri nulli, è uno stru-
Settimanalmente procedo ad una semplice capienti, meno costose. Che poi ci si orien- mento in più per effettuare facili indagini
verifica: se la grandezza della cartella ha ti verso un masterizzatore di CD-R, verso nell’archivio, residente altrove. Le possibi-
raggiunto i 700 MByte circa necessari a col- un DVD-Ram, verso uno o più dischi sup- lità sono molteplici: ognuno deve trovare la
mare di dati un CD-R, allora sposto il tutto plementari, beh, questo ha poca importan- soluzione più adatta al proprio caso.
sul secondo Hard Disk più lento, effettuan- za.
do una copia dei dati su CD-R mediante ma- I CD-Rom sono meno costosi, indipenden- ACDSee, Studio Line, ShowMaker
sterizzatore. Mi ritrovo così con due copie ti gli uni dagli altri in caso di rotture, ma ri- Prima di concludere vediamo di prendere in
della cartella: una sul secondo disco ed una chiedono una procedura più lenta (devono esame un paio tra i più recenti e diffusi
su CD-Rom. essere cercati e inseriti nel lettore) e impe- software di archiviazione ed uno di supporto
A questo punto indico al mio software di ar- discono la modifica delle informazioni iscrit- alla gestione delle immagini. Abbiamo scel-
chiviazione di andare a ‘ripescare’ sul se- tevi. Gli Hard Disk sono di certo veloci ma to ACDSee di ACD Systems, StudioLine
condo disco i dati che lui ritiene siano an- più costosi e drammaticamente “mono- PhotoEdition di H&M e il ‘collaterale’
cora sul primo. In tal modo il tutto torna a blocco” in caso di furto, incendio e rotture. ShowMaker di D.Magic. Non è una recen-
funzionare. I DVD-Ram consentono la scrittura di enor- sione completa, che abbiamo fatto nei me-
Lo scopo del salvataggio su CD-Rom è du- mi quantità di dati, ma sono costosi e sof- si scorsi, ma un esame per evidenziare i co-
plice: mi garantisce contro le distruzioni/fur- frono della stessa lenta gestione dei CD- strutti più utili ai fini della gestione dell’ar-
ti del secondo disco, comunque usato solo Rom. chivio.
per tale procedura e dunque meno soggetto Ognuno deve valutare qual è la soluzione Partendo da ACDSee 4.0 notiamo che il
a usura, e funge da copia ‘ultima ed unica’ più adatta alle proprie necessità; nel caso di software, pur presentandosi come un vi-
dei dati (magari ne faccio una seconda) nel uno studio fotografico potrebbe convenire sualizzatore di immagini, dispone di tutte le
momento in cui cancello le copie dei file sul dirottare tutta la mole dei dati di backup (co- caratteristiche per essere un valido suppor-
secondo disco per fare posto alle nuove pro- pia di sicurezza ed archivio) verso un com- to sia alla archiviazione delle fotografie, che
duzioni. puter in Rete, sia nella propria eventuale re- alla proiezione virtuale o alla stampa evo-
L’utilità di mantenere una copia tempora- te locale che in Internet, come ormai diver- luta dei contenuti.
nea dei file sul primo disco e poi sul secon- si server permettono di fare. Obbligatoria in In primo luogo occorre fare la scelta di una
do prima di trasferirli su CD, dipende dal questo caso è una velocità della rete degna o più cartelle del file system da cui trarre le
Un software che si sta imponendo all’atten-
zione del pubblico in fatto di semplicità di uti-
lizzo e completezza delle funzioni offerte è
StudioLine di H&M. Alle classiche funzio-
nalità di creazione degli archivi a cartelle
multiple fanno da contorno utili funzioni per
la definizione dei dati da associare alle mi-
niature, per l’impostazione delle parole chia-
ve utili nelle fasi di ricerca, per la proiezio-
ne delle immagini in slideshow multimedia-
li, per l’invio delle immagini tramite e-mail
e la creazione di pagine web. Il software se-
gue le linee grafiche dei nuovi sistemi ope-
rativi di Microsoft.

immagini da “miniaturizzare” per la cata- descrizioni dei file, nonché secondo i dati formato proprietario dotata di player, il CD-
logazione in ‘Album’, ‘Preferiti’ o ‘Dischi tecnici di ripresa. Rom ad avvio automatico.
di Foto’ (per la gestione delle fotografie su Ovvia la possibilità di inserire a piacere chia- Le doti di ShowMaker nella gestione del
CD-Rom). vi di ricerca e descrizioni per le singole im- materiale da proiettarsi sono davvero ele-
Il comodo software di correzione minima- magini, nonché di leggere i metadati asso- vate. Vi è la possibilità di impostare transi-
le FotoCanvasLite viene fornito gratuita- ciati agli scatti dalle moderne fotocamere zioni, tempi, commenti audio, sfondi e te-
mente assieme ad ACDSee per eseguire sem- digitali. sti personalizzati in modo differente per ogni
plici operazioni di pre-elaborazione: ovvio Ottima e chiara l’interfaccia utente, suddi- (!!!) slide inserita nello show virtuale. Ov-
che nelle emergenze tale software potrà svol- visa in quattro aree fondamentali: la pul- viamente è sempre possibile definire crite-
gere alcune operazioni che normalmente santiera in alto, l’area di visualizzazione dei ri standard per tutte le diapositive digitali
preferiamo eseguire con Photoshop. E’ in dati caratteristici e delle miniature a destra, che dovranno seguire, per andare ad inter-
ogni caso possibile impostare anche que- l’anteprima in basso a sinistra e l’albero di venire solo là dove vorremo dare un mag-
st’ultimo come editor predefinito delle im- navigazione del file system in alto a sini- giore risalto.
magini. stra. Una volta definito il progetto di visualizza-
Alcuni pulsanti posti in alto (Acquisisci, Ge- Tra tutte le funzioni espletate dal software zione sarà possibile effettuare descrizione e
stisci, Modifica, Stampa, Crea, Condividi di ACD Systems direi che la sezione meno commenti per tutti i file, nonché appronta-
ed Extra) permettono di accedere a nume- performante è quella relativa alla proiezio- re le diapositive che dovranno fungere da
rose funzionalità di gestione inglobate in ne virtuale delle immagini, comunque so- indice cliccabile delle immagini (Index), op-
ACDSee. Tra queste notiamo le sempre pre- pra la media di altri software ‘tuttofare’. Una pure le composizioni di immagini che si de-
ziose: acquisizione da scanner e fotocame- dote di ACDSee è invece quella di poter con- vono alternare all’interno di una unica sli-
re, ri-denominazione in serie di immagini, tare su numerosi moduli aggiuntivi integra- de (Complex).
compressione dell’archivio, recupero dei fi- ti che consentono di adempire a numerosi Mi pare sensato quindi proporre ShowMaker
le duplicati, conversione, ridimensionamento compiti, tra cui la giunzione panoramica del- quale partner di un eventuale programma di
e rotazione dei file, stampe dei provini a le immagini con PhotoStitcher, la creazio- archiviazione. Consiglio vivamente la crea-
contatto, composizione di provini cartacei ne di video partendo da immagini e filmati zione di un indice d’archivio in formato
e Html, creazione di pagine web, invio del- con VideoMagic, la gestione avanzata di Html, sia da pubblicare in rete, sia da tene-
le immagini alla banca dati online SendPix, stampe e presentazioni con FotoSlate e Fo- re con sé in un CD-Rom a portata di mano.
proiezione virtuale del materiale. toAngelo. Per tornare a software maggiormente dedi-
Se non fosse sufficiente tutto ciò ad alletta- L’approccio fornito da ShowMaker di cati alla funzione di archiviazione citiamo
re il futuro archivista più accanito non di- D.Magic è del tutto differente. Trattiamo di anche StudioLine di H&M, anch’esso una
mentichiamo che apposite funzioni con- questo software poiché spesso vi è la ne- sorta di tuttofare elettronico: le capacità di
sentono di ordinare in ordine crescente e de- cessità di assemblare il materiale archivia- gestire l’archivio sono tutto sommato mo-
crescente le immagini secondo qualsiasi at- to, di includerlo in una o più pagine web, di deste, ma StudioLine offre funzioni che ri-
tributo, di visualizzare i file partendo dalle crearne un indice su CD-Rom, di eseguirlo spondono alle necessità di un’utenza varia
icone piccole fino alle miniature, le cui di- senza ulteriori supporti software. Show- e vasta: elaborazione preliminare, creazio-
mensioni possono essere impostate a pia- Maker pone infatti le maggiori attenzioni ne di pagine Html ed archivi, ricerca dei
cere corredandole degli attributi del file. Si alla proiezione delle immagini e alla loro contenuti, stampa multicopia, invio tramite
possono filtrare le immagini secondo vari esportazione sotto forma di una presenta- e-mail delle immagini e quant’altro.
criteri, ottenere in tempi assai ridotti ante- zione eseguibile ovunque attraverso l’ado- Tutto parte dalla barra inferiore con le fun-
prime di immagini di grandi dimensioni, ef- zione di formati standard come la pagina zionalità appena citate. Scegliamo di cari-
fettuare ricerche mediante parole chiave e Html, il file eseguibile, la presentazione in care le immagini e ci ritroveremo di fronte
GLI INDIRIZZI DEL SOFTWARE

StudioLine: www.studioline.biz/it/
ACDSee: www.acdsystems.com
ShowMaker: www.dmagic.dk/

E’ innegabile che la “raggiungibilità” dei fi-


le originali dipenderà in larga parte dalla fa-
cilità con cui potremo muoverci all’interno
del database, anche se molto grande. In ta-
le ottica è importante la possibilità di impo-
stare le dimensioni dei thumbnail, in modo
da raggiungere il corretto equilibrio tra
comfort di visione e numero delle miniatu-
re per schermata.

ad una finestra di navigazione dalla quale metodi di applicazione di Correzioni ed Ef- gestione dell’archivio. Infine possiamo ci-
potremo scegliere i file da inserire nell’ar- fetti, sempre semplici da applicare e nean- tare il semplice pacchetto di Jasc, incluso
chivio mediante semplice trascinamento. che troppo ridotti nei parametri operativi, è nel bundle di Paint Shop Pro, Media Cen-
Un clic destro su una qualunque immagine apprezzabile l’elenco degli interventi effet- ter Plus. In pratica si tratta di una versione
ci consente di dare al file una ‘Descrizione’ tuati sulle singole immagini; un clic ci dà ‘in piccolo’ del valido ACDSee ma che po-
assai dettagliata per ognuno dei molti attri- modo di riprendere le correzioni da dove le trebbe rivelarsi una soluzione adatta per l’ar-
buti, raggruppati per dati della fotocamera, avevamo smesse. chiviazione senza troppi fronzoli delle no-
di sistema e dell’autore. Gli stessi attributi La sezione di ricerca delle parole chiave in- stre immagini: la semplicità operativa è la
potranno poi essere utilizzati, cliccando col cluse nell’archivio pare ben realizzata, pur sua forza ed è assai flessibile lo spostamento
pulsante destro su un’area vuota della fine- se non al livello di software specifici. Que- dei file in seguito a collocazione in un al-
stra dell’archivio, sia per definire un ordi- sta viene attivata da una piccola lente di in- bum.
namento delle immagini (Ordinare) sia per grandimento posta sulla sinistra: si consi-
arricchire le miniature coi dati testuali pre- glia ovviamente di scegliere l’opzione per Conclusione
scelti (Sottotitoli). la Ricerca Avanzata, ben più completa nei Molto di quanto detto è frutto dell’espe-
Cliccando due volte sulle miniature si apre metodi applicativi. rienza acquisita negli anni; sono procedure
un’ampia anteprima delle immagini; dalla Apprezziamo infine il bel layout delle gal- che riflettono l’esigenza di garantire alle no-
barra in basso si può anche attivare uno sli- lerie web generabili col software di H&M stre immagini la durata nel tempo, e di muo-
deshow. ed in ogni istante aggiornabili con nuove versi con rapidità all’interno di archivi an-
StudioLine gestisce gli archivi mediante car- immagini: basta richiamare le preesistenti e che vasti. Vediamo di ricapitolare breve-
telle, visibili e navigabili nella porzione si- trascinarvi dentro i nuovi file. mente i concetti base.
nistra dello schermo, così come le eventua- Mi pare a questo punto che di materiale su La tecnologia digitale, traducendo le infor-
li ‘Gallerie Web’ create premendo il pulsante cui fondare le proprie scelte ce ne sia a suf- mazioni in numeri, consente di trasmettere
presente in basso. Il vantaggio di tale me- ficienza. Per completare l’analisi, segnalo nello spazio e nel tempo senza alcun dete-
todo risiede nel disporre di tutto il materia- ancora alcuni prodotti che sono dei punti di rioramento le nostre immagini, che altri-
le archiviato organizzato all’interno di una riferimento imprescindibili in ambito di ar- menti sarebbero destinate a subire le altera-
macrocartella in genere collocata alla radi- chiviazione. Prima di tutto il noto Portfolio zioni, proprie dei materiali analogici, cau-
ce del disco fisso principale e denominata di Extensis, assai completo in tutte le sue sate dal tempo e dalle condizioni di conser-
‘StudioLine’. funzioni di ricerca e gestione dell’archivio; vazione. Sfruttiamo tale proprietà per assi-
La sensazione che trasmette StudioLine è l’abbiamo provato tempo fa sulle pagine di curare una durata eterna alle nostre imma-
di un prodotto di ottima fattura, grazie an- Progresso Fotografico. gini.
che alla bella grafica dei menu e dell’inter- In secondo luogo un software che soddisferà Dobbiamo però essere consapevoli che una
faccia. Nello stesso tempo si ha l’impres- di certo chi ama ‘fare sul serio’, ovvero il archiviazione caotica permetterà di supera-
sione di una forte costrizione ad operare se- database Access di Microsoft: non è speci- re i secoli, ma non di ritrovare le immagini
condo i canoni decisi dai progettisti del ficatamente progettato per la gestione delle quando ci servono. Occorre quindi adotta-
software, ovvero sfruttando sempre le fine- immagini ed è una scelta altamente profes- re procedure estremamente ordinate per la
stre, a volte lente, per comunicare col pro- sionale che in genere viene attuata rivol- conservazione dell’archivio, indipendente-
gramma; poco è concesso all’intuitività di gendosi a programmatori esperti. mente dall’hardware e dal software scelto.
‘fare come ci pare’. Meglio per i neofiti, me- Segnaliamo anche il noto, per chi se lo è ri- I risultati ci ripagheranno ampiamente del
no per i più esperti. trovato in omaggio con le fotocamere di tempo che avremo dedicato a questo lavo-
Una nota merita la sezione di elaborazione Nikon, Fotostation: è sicuramente da pro- ro.
delle immagini. A parte l’ottima fattura dei vare in quanto dedicato espressamente alla Eugenio Tursi