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E 4,90 APRILE 2019

ITALIA

CITTÀ
NUMERO

SOLUZIONI
IDEE PER UN FUTURO MIGLIORE
UGANDA TOKYO, A SPASSO
SPECIALE

RATTI, SARANNO
URBANE NASCITA DI UNA CITTÀ PER UNA MEGALOPOLI SEMPRE CON NOI

B E A R G RY L L S : L A L E G G E D E L P I Ù F O RT E
I N O N D A S U N AT I O N A L G E O G R A P H I C D A L 2 8 A P R I L E

NATIONAL GEOGRAPHIC IN ITALIANO - MENSILE DEL 3 APRILE 2019 - VOL. 43 N. 4 • POSTE ITALIANE SPED. IN A.P. - D.L. 353/2003 CONV. L. 46/2004, ART. 1, C. 1, DCB - MILANO
N AT I O N A L G E O G R A P H I C APRILE 2019

S O M M A R I O

I R E P O R T A G E A spasso per Tokyo Ripensare le città Nascita di una città


Viaggio a piedi Per migliorare la qualità Riuscirà l’Uganda a
nel ricco tessuto della vita urbana trasformare il più
di una megalopoli dovremo innanzitutto grande campo profughi
sbalorditiva, che riesce frenare la nostra dell’Africa in una città?
sempre a reinventarsi. passione per le DI NINA STROC HLIC
Oggi a Tokyo vivono automobili. La città FOTOG R AFIE DI

37 milioni di persone,
eppure è un modello
di efficienza e
ideale del futuro avrà
un’alta densità
abitativa, ma sarà
NOR A LORE S

Vite nell’ombra
62
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag.

In copertina: organizzazione, oltre pensata per facilitare


Dove c’è gente ci sono
Il profilo ad arco del che una delle città più gli spostamenti e
i ratti, che prosperano
Sydney Harbor Bridge, pulite, dinamiche e migliorare la qualità
grazie ai nostri rifiuti.
completato nel 1932, innovative del Pianeta. dell’ambiente.
DI EMMA MARRIS
conduce verso le luci DI NEIL SHEA DI ROBERT KUNZIG FOTOGR AFIE DI
scintillanti del centro FOTOGR AFIE DI FOTOGR AFIE

2 32 84
C H A R L I E H A M I LT O N
D AV I D G U T T E N F E L D E R DI ANDREW MOORE
della città più grande JA MES
d'Australia. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag.

LA FOTOGRAFIA
È DI VINCENT LAFORET

FOTO: CHARLIE HAMILTON JAMES


A P R I L E 2 0 1 9 | SOMMARIO

The National Geographic Society


is a global nonprofit organization that pushes the bound-
aries of exploration, furthering understanding
of our planet to empower us all to generate solutions
for a healthier and more sustainable future.

NATIONAL GEOGRAPHIC SOCIETY


PRESIDENT AND CEO Tracy R. Wolstencroft
SENIOR MANAGEMENT
L E R U B R I C H E CHIEF SCIENTIST AND SVP:Jonathan Baillie
CHIEF ADMINISTRATIVE OFFICER: Tara Bunch
E D I TO R I A L E E M BA R K CHIEF MARKETING OFFICER: Emma Carrasco
GENERAL COUNSEL AND SECRETARY: Angelo Grima
Più città, più natura Vita in città: VP GLOBAL EDUCATION BUSINESS STRATEGY: Lina Gomez
SVP PARTNERSHIPS: Leora Hanser
D I M A R C O C AT TA N E O pro e contro VP EDUCATION PROGRAMS: Kim Hulse
DI JARED DIA MOND VP MEDIA INNOVATION: Kaitlin Yarnall
EVENTI
BOARD OF TRUSTEES
ANTEPRIMA I N FO G R A F I CA CHAIRMAN: Jean M. Case
Brendan P. Bechtel, Michael R. Bonsignore,
Città del futuro Katherine Bradley, Ángel Cabrera, Elizabeth
Come dovrebbe essere (Beth) Comstock, Jack Dangermond, Alexandra
Grosvenor Eller, Jane Lubchenco, Mark C.
la città ideale del 2050? Moore, George Muñoz, Nancy E. Pfund,
Lo abbiamo chiesto allo Peter H. Raven, Lyndon Rive, Edward P. Roski,
Jr., Frederick J. Ryan, Jr., Anthony A. Williams,
studio di progettazione Tracy R. Wolstencroft
urbanistica SOM, che ci
COMMITTEE FOR RESEARCH AND EXPLORATION
ha fornito un modello CHAIRMAN: Peter H. Raven
all’insegna dell'ecologia, VICE CHAIRMAN: Jonathan Baillie
Kamal Bawa, Justin Brashares, Ruth DeFries,
dell’ottimizzazione Margaret Honey, Anthony Jackson, Gary
delle risorse, Knight, Steven R. Palumbi, Andrew Revkin,
Jerry A. Sabloff, Eleanor Sterling
promuovendo
la cultura e la vivibilità. EXPLORERS - IN - RESIDENCE
Sylvia Earle, Enric Sala
Abbas E X P LO R E EXPLORERS - AT - LARGE
Robert Ballard, Lee R. Berger, James Cameron,
FOTO D I A R I O Laguna variabile J. Michael Fay, Beverly Joubert, Dereck Joubert,
DI LISA SIGNORILE Louise Leakey, Meave Leakey
FELLOWS
Tram intelligenti Katy Croff Bell, Jim Bentley, Steve Boyes,
DI LI SA RODRIGUEZ Joe Grabowski, Kavita Gupta, Dan Hammer,
Stephanie Harvey, Charlie Hamilton James,
Una montagna Corey Jaskolski, Heather Koldewey, David Lang,
Erika Larsen, Tom Lovejoy, Arthur Middleton,
di energia Pete Muller, Alex Oberle, Sarah Parcak, Joe Riis,
DI CRISTINA NUNEZ Paul Salopek, Joel Sartore, Shah Selbe,
Brian Skerry, Martin Wikelski
I piccioni e le città
NATIONAL GEOGRAPHIC PARTNERS
D I PAT R I C I A E D M O N D S
CEO Gary E. Knell
SENIOR MANAGEMENT
CHIEF MARKETING OFFICER: Jill Cress
EDITORIAL DIRECTOR: Susan Goldberg
CHIEF ADMINISTRATIVE OFFICER: Marcela Martin
GENERAL MANAGER NG MEDIA: David E. Miller
GLOBAL NETWORKS CEO: Courteney Monroe
EVP SALES AND PARTNERSHIPS: Brendan Ripp
EVP BUSINESS AND LEGAL AFFAIRS: Jeff Schneider
HEAD OF TRAVEL AND TOUR OPERATIONS: Nancy
Schumacher
BOARD OF DIRECTORS

Visioni sovrapposte Jean M. Case, Kevin J. Maroni, James Murdoch,


Lachlan Murdoch, Peter Rice, Frederick J. Ryan,
Una serie di doppie Jr., Brian F. Sullivan
esposizioni per vedere INTERNATIONAL PUBLISHING

le città del mondo Yulia Petrossian Boyle


SENIOR VICE PRESIDENT:
Ariel Deiaco-Lohr, Gordon Fournier, Ross
da un diverso punto Goldberg, Kelly Hoover, Jennifer Jones,
di vista. TRE DOMANDE Jennifer Liu, Rossana Stella
FOTOG R AFIE DI La National Geographic Society
Stefano Boeri è un’organizzazione non profit internazionale
NICOL AS RUEL
DI ALE S SANDRO CONTI il cui scopo è l’esplorazione e la salvaguardia
L A M I A FOTO
del pianeta.
I N O LT R E
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• Nel prossimo numero All rights reserved. National Geographic and
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A R C H I V I O I TA LI A N O
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NATIONAL GEOGRAPHIC MAGAZINE


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PIÙ CITTÀ, PIÙ NATURA


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Francesco Graziosi
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20139 Milano (italia)
Tel. (02) 574941 Fax (02) 57494953
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STAMPA
delle città erano 750 milioni.
N E L 1 9 5 0 G L I A B I TA N T I Puntoweb - Variante di Cancelliera snc.
Oggi sono 4,2 miliardi. E da qui al 2050, secondo le Ariccia (RM)
previsioni del Dipartimento per gli affari economici ABBONAMENTI E ARRETRATI
GEDI Distribuzione S.p.A.
e sociali delle Nazioni Unite, saranno 6,6 miliardi, Tel. 0864.256266
il 68 per cento della popolazione mondiale. Le più Fax 02.26681991
email: abbonamenti@somedia.it
grandi saranno Mumbai e Delhi, in India, con 42 e 36 email: arretrati@somedia.it
milioni di abitanti, seguite da Dhaka, in Bangladesh, Registrazione del Tribunale di Roma n. 652/97
e Kinshasa, nella Repubblica Democratica del Congo, del 2 dicembre 1997
ISSN 2499-0582
con 35 milioni.
A leggere i freddi numeri, suona sinistro immagi-
nare due terzi degli abitanti dell’Italia concentrati in GEDI Gruppo Editoriale SpA
un’unica metropoli, ma non è detto che le città del PRESIDENTE ONORARIO Carlo De Benedetti

futuro saranno necessariamente colate di cemento CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

senza identità. Dipende da come sapremo progettarle, PRESIDENTE Marco De Benedetti


VICE PRESIDENTI John Elkann, Monica Mondardini
ripensarle, renderle umane. AMMINISTRATORE DELEGATO Laura Cioli

Le città, dice Robert Kunzig nell’articolo che apre CONSIGLIERI


Agar Brugiavini, Giacaranda Maria Caracciolo
questo numero, “sono nate per unire le persone”. Ed di Melito Falck, Elena Ciallie, Alberto Clò,
è così dalla notte dei tempi, da quando siamo diven- Rodolfo De Benedetti, Francesco Dini,
Silvia Merlo, Elisabetta Oliveri, Luca Paravicini Crespi,
tati stanziali. Raggrupparci in comunità significava Carlo Perrone, Michael Zaoui

Questa dividersi i compiti e condividerne i prodotti. Ma la DIRETTORI CENTRALI


Pierangelo Calegari (Produzione e Sistemi informativi),
incisione crescita incontrollata degli ultimi secoli ha travolto Stefano Mignanego (Relazioni esterne),
della città quella funzione originaria, al punto che spesso la Roberto Moro (Risorse umane)
di Palmanova
metropoli è paradossalmente diventata sinonimo di Divisione Stampa Nazionale
(UD) con
la sua pianta
solitudine, di isolamento. Via Cristoforo Colombo, 90 - 00147 Roma
DIRETTORE GENERALE Corrado Corradi
poligonale Le metropoli di domani potrebbero essere agghiac- VICEDIRETTORE Giorgio Martelli
con stella cianti alveari in stile Blade Runner (che, vuole il caso, REDAZIONE NATIONAL GEOGRAPHIC ITALIA
a 9 punte è ambientato proprio nel 2019). Oppure, con una pia- Via Cristoforo Colombo 90 - 00147 Roma
tel. (06) 49822736
è apparsa nificazione razionale, potrebbero tornare luoghi dove e-mail: forum@nationalgeographic.it
in Civitates
convivere, nel senso letterale di “vivere insieme”. E, a Responsabile trattamento dati (d.lgs.30 giugno 2003,
Orbis Terrarum, n.196): MARINA CONTI
una raccolta
pensarci bene, sarebbe una buona notizia anche per
di mappe di il Pianeta: meno spazio sapremo usare per le nostre Accertamento Diffusione Stampa
Certificato N. 8563 del 18.12.2018
città del 1572. attività, più ne avremo restituito alla natura.

INCISIONE DA CIVITATES ORBIS TERRARUM, DI GEORG BRAUN E FRANZ HOGENBERG. DEA, A. DAGLI ORTI, DE AGOSTINI, GETTY IMAGES
E V E N T I

A Pisa la nostra mostra FESTIVAL DELLE SCIENZE

L’invenzione
Explore, sulla Luna e oltre in scena a Roma
Va in scena dall’8 al 14
È aperta fino al 21 luglio 2019 a Palazzo BLU di Pisa la mostra Explore,
aprile all’Auditorium
sulla Luna e oltre, in cui National Geographic racconta la storia delle grandi Parco della Musica
missioni che hanno proiettato l’uomo nello spazio: dallo straordinario di Roma la XIV edizione
volo spaziale di Yuri Gagarin al primo passo sulla Luna di Neil Armstrong, del Festival delle Scienze
fino alle missioni più recenti con i “nostri” Luca Parmitano e Samantha National Geographic.
Cristoforetti. Il tema di quest’anno -
in concomitanza con il
La mostra, ricca di immagini, modelli e documenti d’epoca, non si limita
cinquecentenario della
però alle missioni umane, attraversando anche il cammino delle sonde morte di Leonardo da
spaziali inviate verso gli altri pianeti del Sistema Solare come le Voyager, Vinci, il cinquantenario
che oggi viaggiano tuttora nello spazio interstellare, o i rover che studiano del primo allunaggio
il suolo di Marte, fino alla missione Rosetta, atterrata su una cometa. E dell’Apollo 11 e i 150 anni
naturalmente non trascura l’aspetto scientifico, dai telescopi spaziali come dall’introduzione della
tavola periodica degli
Hubble, che ci hanno aperto una finestra nuova sul cosmo, ai satelliti che
elementi - sarà l’invenzione.
scrutano la Terra per studiarne l’incessante mutamento. Infine, Explore Per l’occasione negli spazi
apre una finestra sul futuro, con le missioni che partiranno nei prossimi dell’Auditorium di Roma
anni e le sfide più ambiziose, come costruire colonie sulla Luna o su Marte. verranno organizzati oltre
Fotografie in grande formato, video, modelli di satelliti e strumenti e 40 incontri con esperti di
persino un lanciatore Vega in scala di 10 metri di lunghezza, giornali d’e- fama mondiale e più di 300
attività didattiche per
poca, esperienze immersive e interattive e molto altro ancora per ricostru-
avvicinare i più giovani
ire il grande puzzle dei nostri primi passi nello spazio. Explore, sulla Luna alla scienza. Per
e oltre è un’esposizione inedita di National Geographic con il patrocinio di informazioni collegatevi
ASI ed ESA. Per saperne di più: palazzoblu.it a: auditorium.com

FOTO: NASA APRILE 2019


LA FULL-FRAME È ARRIVATA
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A N T E P R I M A

MONTAGN E INCANTATE

Dal Carso alla


Sardegna, a piedi
Un sentiero lungo
7.000 chilometri che
attraversa tutte le
regioni italiane per
valorizzare il fascino, la
bellezza e le tradizioni
dei loro territori interni.
È questo, in sintesi,
il Sentiero Italia del
Club alpino italiano,
che da maggio verrà
MAESTRI

DI
Abbas, testimone della Storia raccontato e illustrato
FOTO G R A F I A È stato testimone di grandi eventi fin da piccolo, quando, ad in Le montagne
appena otto anni, emigrò con la famiglia dall’Iran all’Algeria, incantate, una nuova
collana in nove volumi.
per trovarsi nel pieno della Guerra franco-algerina. Poi, a
Una raccolta unica che
partire dagli anni Settanta, il fotografo Abbas ha documen- ci porterà attraverso
tato alcuni tra i maggiori conflitti del Pianeta, dal Biafra un’Italia sconosciuta
all’Irlanda del Nord, dal Medio Oriente al Sudafrica. ai più, con percorsi
Il reportage che l’ha reso famoso in tutto il mondo, però, lo escursionistici montani
ha realizzato nel suo paese natale, l’Iran, in occasione della che si snodano lungo
la dorsale appenninica
Rivoluzione islamica, quando mostrò al mondo immagini
e sul versante
straordinarie come quella sopra, scattata davanti all’ambasciata meridionale delle
americana di Teheran nel novembre 1979, poco prima che Alpi, isole incluse.
venissero prese in ostaggio 52 persone al suo interno. Una foto Ricca di indicazioni
simbolo che, come racconta Mario Calabresi nell’intervista in pratiche sui percorsi,
questo volume dei Maestri di fotografia, “fu capace di definire la collana è illustrata
da alcuni tra i
l’immagine dell’Iran rivoluzionario per oltre 30 anni”.
migliori fotografi
Oggi, a oltre 70 anni, Abbas continua a documentare il naturalistici italiani.
nostro mondo, dedicandosi a un grande progetto sul conflitto Il primo volume, Dal
tra religioni iniziato, guarda caso, poco dopo l’attentato alle Carso alle Dolomiti
Torri gemelle di New York del settembre 2001. La monografia d’Ampezzo, sarà in
dedicata ad Abbas, con intervista, galleria fotografica e schede edicola a maggio con
National Geographic
tecniche delle foto, sarà in edicola a maggio con National
Italia e Repubblica
Geographic Italia e Repubblica a €11,90 in più. a €12,50 in più.

A N T E P R I M A DV D
C o m e a c q u i s t a r e i l DV D Allarme riscaldamento glo-
Free Solo, scalata da Oscar Free Solo sarà in edicola tutto b a l e; S q u a l i , l a ve ri t à s u i
il mese di maggio al prezzo di killer dei mari; L’impero dei
Il film ha vinto l’Oscar come miglior documentario, ma € 9,90. dinosauri.
l’impresa raccontata in Free Solo va oltre qualsiasi I no l t re i DV D d i N at ion a l A b b on am e nt i e a rre t rat i
considerazione cinematografica: una scalata senza alcun Geographic sono disponi- Pe r a b b o n a r s i a N a ti o n a l
bili, distribuiti da Cinehol- Geographic Video in DVD
tipo di misura di sicurezza, su un chilometro di parete di o p e r o rdin a re i DVD s in-
lywood, nei principali punti
granito liscia. Ciò nonostante, Free Solo è anche un grande vendita del mercato home golarmente telefonate al
film, che non si limita a documentare un’impresa sportiva video: elettronica di consu- numero: 0864.256266. Fax
02.26681991 (dal lunedì al ve-
senza precedenti con un ritmo degno di un thriller, ma mo, grande distribuzione, vi-
nerdì ore 9-18). Oppure col-
deoteche, librerie, internet.
racconta la storia di un uomo, Alex Honnold, che potrebbe Tra i titoli, alcuni dei quali legatevi all’indirizzo: www.
passare alla storia come il più grande scalatore al mondo. anche in blu-ray, Sei gradi, nationalgeographic.it

FOTO: ABBAS, MAGNUM PHOTOS/CONTRASTO


F O T O D I A R I O

FOTOGRAFIE DI NICOLAS RUEL

N AT I O N A L G E O G R A P H I C O S S E R VA N D O L A T E R R A D A O G N I P U N T O D I V I S TA

Victoria Peak è una


lussureggiante collina
che sovrasta i grattacieli
di Hong Kong. Il
fotografo Nicolas
Ruel ha sovrapposto
i due scenari creando
un’immagine unica.

N AT I O N A L G E O G R A P H I C I TA L I A
VISIONI SOVRAPPOSTE
Otto secondi di esposizione per ottenere immagini strabilianti nei grandi centri urbani.

APRILE 2019
F O T O D I A R I O

N AT I O N A L G E O G R A P H I C I TA L I A
Ruel ha usato la doppia
esposizione sui canali
del celebre quartiere a
luci rosse di Amsterdam
per cogliere diversi
piani visivi, creando così
una metafora di ciò che
accade dietro le porte
chiuse.

APRILE 2019
F O T O D I A R I O

IL RETROSCENA
È P OS SIBILE VEDERE UN LUOGO DA PIÙ ANGOLAZIONI
IN UN SOLO SGUARDO? SÌ, CON UN PO’ DI TECNICA ...

IL FOTOGRAFO Nicolas Ruel impiega effetto mosso, mentre le doppie espo-


otto secondi per realizzare le sue dop- sizioni sovrappongono due immagini
pie esposizioni. Perché non sette o diverse. Unendo le due tecniche si crea
nove? «Otto è il numero dell’infinito», un senso di profondità, e chi guarda
spiega, alludendo agli infiniti dettagli l’immagine ha l’impressione di guar-
che spera si possano scoprire ammi- darsi attorno restando fermo nello
rando una delle sue immagini catturate stesso punto.
nelle città di tutto il mondo. Ruel è più attratto dagli spazi umani
Per prima cosa trova un luogo pieno che da quelli naturali in quanto i primi
di gente, energia e movimento. Le sta- mutano profondamente da un mo-
zioni ferroviarie sono ideali, ma vanno mento all’altro e si trasformano costan-
bene anche chiese, biblioteche, stadi... temente. Times Square o Oxford Cir-
Sistema il suo treppiedi e scatta in una cus, due tra i luoghi più fotografati al
direzione esponendo per quattro se- mondo, diventano posti nuovi e pren-
condi (normalmente il tempo di uno dono vita attraverso il suo obiettivo.
scatto è di una frazione di secondo). Ruel cerca sempre nuovi spazi urbani
Poi, con l’otturatore ancora aperto, gira da fotografare. Questa serie iniziata con
la fotocamera in un’altra direzione e 8 città oggi ne conta 68 e il suo obiettivo
riprende una scena diversa per altri è arrivare a 100. Ma il fotografo cana-
quattro secondi, realizzando un foto- dese lascia aperta la possibilità che,
gramma unico da otto secondi. come le sue foto, anche la serie possa
Le lunghe esposizioni creano un essere infinita. — D A N I E L S T O N E

Da qualunque punto di vista, Oxford Circus a Londra è un luogo pieno di movimento, energia e gente.
L A M I A F O T O
G L I S C AT T I D E I L E T TO R I

F I LI P P O S T E R P O N E , N OV I LI G U R E ( A L )

«Ho atteso il tramonto nella speranza di uno scatto particolare», racconta l’autore. «Pochi minuti dopo le nubi hanno
cambiato colore diventando di un rosso quasi infuocato che ha reso l’atmosfera incredibilmente suggestiva» . La foto è
stata scattata in una garzaia sulle rive del fiume Sesia, tra Casale Monferrato e Vercelli, dove nidificano gli aironi cenerini.

M A S S I M O L A B I A N CA , BA R I

«Il 23 febbraio, mentre bevevo il caffè, ho appreso che una nave mercantile turca era naufragata a pochi metri dalla costa
nel centro della città di Bari», spiega l’autore, che si è subito precipitato sulla spiaggia Pane e pomodoro. «Dopo aver scattato
il mio pensiero è andato a quei serbatoi pieni di carburante; ho pregato che non fosse l’ennesima catastrofe ambientale».

Inviate le vostre immagini a: nationalgeographic.it/lamiafoto

APRILE 2019
E M B A R K

LE SCOPERTE DI OGGI CHE CA MBIER ANNO IL MONDO

N AT I O N A L G E O G R A P H I C

Vita in città:
pro e contro
L I B E RTÀ I N DI V I D UA L E O I N T E R E S S I C OL L E T T I V I ? L E G A M I S O C I A L I
O A NON I M AT O ? È T U T TA U NA Q U E S T ION E DI C OM P ROM E S S I .

DI JARED DIAMOND

ER BUONA PARTE DEI SEI MILIONI di anni di evoluzione

P
della nostra specie, uomini e proto-uomini hanno
vissuto in clan o in piccoli gruppi disseminati su
vasti territori come scimmie un po’ più evolute. È
solo negli ultimi 6.000 anni, un istante in termini di
storia dell’uomo, che alcuni di noi si sono organizzati
in città. Oggi più della metà della popolazione mon-
diale vive in questi nuovi contesti e alcune metropoli
contano decine di milioni di abitanti.
La vita in città implica dei compromessi: grossi
vantaggi in cambio di grosse rinunce. Analizziamone
due: il compromesso tra libertà individuale e interessi
collettivi e quello tra legami sociali e anonimato.
Per capire il concetto di libertà individuale par-
tiamo da Singapore, una delle micro-nazioni più
densamente popolate del mondo. Singapore ha
sei milioni di abitanti compressi in 720 chilometri
quadrati, ovvero 230 volte la densità media della
popolazione statunitense. È un importante centro

APRILE 2019
E M B A R K | IL CASO

massima a Singapore, media in Germania e bassis-


I CIT TA DIN I DI SINGA POR E sima negli Stati Uniti. In Cina, da dove proviene la
popolazione di Singapore, si vive in città da 5.000
H A N NO S T R E T T O U N PAT T O
anni, in Germania da 2.000 anni e negli Stati Uniti
CON IL GOV ERNO: MENO
(California inclusa) solo da pochi secoli. L’agricol-
LIBERTÀ IN DI V IDUA LI IN tura tradizionale cinese è comunitaria, in Germania
CA M BIO DI STA N DA R D DI ci sono regioni agricole con fattorie a conduzione
V I TA E L E VAT I . famigliare mentre negli insediamenti di frontiera
degli Stati Uniti vivevano famiglie autosufficienti e
isolate. Il patrimonio culturale riflette ancora oggi
finanziario, uno dei principali porti di una delle queste differenze.
rotte più trafficate del mondo e un francobollo di
terra con un pregiato patrimonio immobiliare in UN ALTRO COMPROMESSO DELLA VITA IN CITTÀ è quello
mezzo a due potenti giganti: Indonesia e Malaysia. tra legami sociali e anonimato. Nelle zone rurali
Singapore ha fatto parte della Malaysia fino al 1965, della Nuova Guinea, dove lavoro dagli Anni Sessanta,
quando tensioni socioeconomiche hanno portato si continua a vivere come nelle società occidentali
alla separazione. Ma Singapore dipende largamente pre-urbane. Gli abitanti dei villaggi della Nuova
dalla Malaysia per l’acqua e il cibo e deve quindi Guinea trascorrono tutta la vita nel luogo in cui
evitare errori e mantenere buoni rapporti di vicinato. nascono, circondati dagli amici e da una rete so-
Di conseguenza il governo di Singapore controlla ciale di supporto.
i suoi cittadini per assicurarsi che nessuno nuoccia Gli americani che conoscono la solitudine della
alla comunità. Degli ispettori verificano se c’è acqua città potrebbero provare invidia. Quando un pa-
stagnante in casa, dove potrebbero annidarsi le uova puano si trasferisce in città, si trova in mezzo a
di zanzare portatrici di malattie. Sensori high-tech gente sconosciuta e gli amici sono pochi, recenti
misurano (o misureranno) il traffico di ogni strada, o lontani. Spesso la conseguenza è che si prova un
gli spostamenti di ogni auto e la temperatura di ogni triste senso di isolamento, il venir meno della rete
edificio o l’ombra che proietta. Non solo: viene mo- sociale e il proliferare del crimine urbano.
nitorato il consumo di acqua ed energia elettrica E tuttavia non bisogna farsi un’idea troppo ro-
di ogni abitazione e viene registrata l’ora in cui si mantica della vita tradizionale papuana. Molti amici
tira lo sciacquone. Un americano proverebbe orrore mi raccontano quanto sia opprimente questo stile
davanti a queste regole; è l’incubo di George Orwell di vita e quanto limiti le possibilità del singolo di
che diventa realtà. Ma questo è il patto che i cittadini realizzare il proprio potenziale. Nei villaggi della
di Singapore hanno stretto con il loro governo: meno Nuova Guinea tutti sanno tutto di tutti, non esiste
libertà individuali in cambio di standard di vita, privacy e tutto quello che fai viene commentato dal
sanità e sicurezza elevatissimi. resto della popolazione del villaggio.
Ora prendiamo le città tedesche, anch’esse densa- Una mia amica papuana ha vissuto per anni in
mente popolate. Leggi locali disciplinano la forma una città americana e si è trovata bene, perché (sue
e il colore delle tegole da usare sui tetti delle case o parole) poteva leggersi tranquillamente il giornale
stabiliscono la dimensione e l’età degli alberi che è seduta al tavolino di un bar senza che un membro
permesso tagliare sul proprio terreno. Per ottenere del clan la importunasse con richieste di soldi o con
una licenza di pesca, un cittadino tedesco deve fre- le sue lamentele. Hanno imparato ad apprezzare le
quentare svariate ore di corso e superare un quiz invenzioni della vita moderna, come borse o tasche,
con 60 domande. Gli americani si rifiuterebbero di che permettono di nascondere gli oggetti agli occhi
sottostare a tali regole. Ma i vantaggi per i tedeschi degli altri, e quindi di concedersi piccoli lussi senza
includono un’architettura uniforme, spazi verdi in diventare oggetto di critiche. I papuani riconoscono
città e una fauna ittica in buona salute. che la vita di paese ha dei difetti, ma anche degli
All’estremo opposto metterei la mia città natale, innegabili pregi. Capiscono però anche i vantaggi
Los Angeles, dove la proprietà privata è un diritto e non solo i contro dell’anonimato urbano.
inviolabile. Il risultato è un “liberi tutti” che dan-
neggia persone e collettività. Le case possono avere È TUTTA UNA QUESTIONE DI COMPROMESSI. In un mondo
praticamente qualunque forma, non esiste armonia sempre più urbanizzato, dovremmo abituarci tutti
architettonica. Gli spazi verdi stanno sparendo, le a vivere come fano a Singapore? Se vi chiedessero
temperature sono in aumento e sul tuo terreno fi- di registrare tutte le volte che tirate lo sciacquone
niscono i detriti o i pesticidi dei vicini. Per pescare come prezzo da pagare per ottenere sicurezza, sa-
basta comprare una licenza, nessuno fa domande, lute, benessere e bei quartieri, voi cosa scegliereste?
con l’ovvia conseguenza che c’è sempre meno pesce.
Gli esiti dei compromessi della vita in città sono Jared Diamond insegna geografia alla University of California,
ben diversi a Singapore, in Germania e a Los Angeles Los Angeles e ha vinto il premio Pulitzer con il suo libro Armi,
acciaio e malattie. Questo articolo è estratto dal suo ultimo
perché geografie e storie diverse hanno determi- libro, Upheaval: Turning Points for Nations in Crisis, la cui uscita
nato usi e costumi diversi. La densità di abitanti è negli Stati Uniti è prevista per maggio.

N AT I O N A L G E O G R A P H I C I TA L I A
ILLUSTRAZIONE: HUDSON CHRISTIE APRILE 2019
DALLE AI

MEGAREGIONI SINGOLI AMBIENTI


CITTÀ DEL

FUTURO
LA METROPOLI IDEALE? È AL SERVIZIO DEI PROPRI ABITANTI E DELLA NATUR A.
PRINCIPI DI P R O G E T TA Z I O N E URBANA

Si stima che entro il 2050 il pianeta sarà


abitato da 9,8 miliardi di persone. Quasi il 70
per cento - 6,7 miliardi di persone - vivrà nelle
aree urbane. Abbiamo chiesto allo studio di
architettura e progettazione urbanistica
Skidmore, Owings & Merrill (SOM) come
progetterebbe una città del futuro. Nella sua
proposta le linee guida dello sviluppo edilizio
sono basate sull’E C O L O G I A . L’A C Q U A è una
risorsa da proteggere e il suo utilizzo include
sistemi di raccolta, trattamento e riciclaggio.
L’E NE R G I A è rinnovabile e le città diventano
più V I V IBIL I anche se aumenta la
popolazione. Tutti i R IF IU T I sono una risorsa.
GL I A L IME N T I vengono coltivati localmente
e in modo sostenibile. Trasporti su rotaia ad alta
velocità migliorano la M O B IL I TÀ . L A C ULT UR A
E IL PAT R IM O N I O S T O R I C O delle popolazioni
sempre più miste sono sostenuti con fondi
pubblici. Le INF R A S T R U T T UR E sono a
emissioni zero e L’E C O N O MI A è in gran parte
automatizzata e digitale.
PROGETTAZIONE MULTISCALA
POLI URBANI
In un polo urbano ad alta densità edilizia
l’uso sostenibile del suolo contribuisce al
benessere degli abitanti fornendo acqua,
cibo e spazi ricreativi. Il trasporto ad alta
capacità riduce emissioni e tempi di viaggio.
Densità mista
La varietà di tipologie
abitative in ogni zona serve
lavoratori di varie categorie
e riduce l’affollamento.

Bonifiche ambientali
Anziché coprire o seppellire
i rifiuti pericolosi, si
bonificano completamente
i siti e i terreni contaminati.

C I T TÀ S P U G N A
Nel progetto di SOM tutti i parchi e le Tetti Verdi Riciclaggio automatico
infrastrutture consentono all’acqua di Pannelli solari e roof garden La raccolta dei rifiuti e i
percolare nel terreno per alimentare sono diffusi sulla sommità di centri di riciclaggio sono
la falda freatica. Alcuni elementi della molti edifici, favorendo lo completamente
sviluppo di energia automatizzati, per un
“città spugna” sono già in fase di sostenibile e dell’orticoltura riutilizzo dei materiali più
sperimentazione a Shanghai. su piccola scala. rapido e completo.

PRINCIPI DI ECOLOGIA gli habitat e le risorse.


Basata su una visione
PROGETTAZIONE unificata della regione
URBANA La città del futuro in cui si trova, è
è progettata compatta e densa per
attorno a elementi e limitare il suo impatto
forze naturali e tutela sull’ecosistema.
Quartieri compatti Vita familiare Trasporti sociali
Zone a destinazione d’uso Spazi aperti e verdi, luoghi Le stazioni dei treni locali
mista, in cui tutti i servizi d’incontro e appartamenti più ad alta velocità diventano
possono essere raggiunti a grandi fanno crescere famiglie centri di attività commerciali
piedi da casa o dal lavoro. più felici e sane. e sociali.

Giardini e orti urbani


Le nuove comunità e i nuovi
edifici sfruttano la
tecnologia idroponica
avanzata per l’agricoltura
urbana.

Depurazione Irrigazione smart Orti privati e scolastici


Bioswales (elementi I sistemi di irrigazione degli La valorizzazione
paesaggistici per filtrare orti e dei campi urbani dell’agricoltura locale,
l’acqua piovana) e specchi raggiungono la massima biologica e sostenibile
d’acqua raccolgono efficienza grazie al fa parte dei programmi
e filtrano l’acqua piovana, telerilevamento e alle delle scuole della città
consentendone il riuso. tecnologie informatiche. del futuro.

ACQUA migliorano la qualità


dell’acqua. Il ripristino
delle zone umide e le
Protezione dei misure della “città
sistemi idrografici, spugna” reintegrano gli
raccolta e depurazione habitat e proteggono
delle acque piovane dal rischio di alluvioni.
Turbina eolica

PROGETTAZIONE MULTISCALA
E D IF I C I S M A R T
La costruzione di edifici in gran parte
modulari che includono elementi naturali
è più rapida, produce meno scarti e
permette di trasformare rapidamente gli Hotel
spazi per soddisfare diverse esigenze.

Giardini pensili Pareti e finestre solari


Interi piani di spazi verdi Pannelli fotovoltaici
favoriscono la ventilazione incorporati in tutte le superfici
naturale, forniscono ombra e esterne in fase di costruzione
diventano luoghi d’incontro. catturano l’energia solare.

Bioluminescenza Monitoraggio per un


Materiali bioluminescenti consumo intelligente
catturano la luce del sole e Tutti i nuovi edifici sono
illuminano le infrastrutture e dotati di dispositivi per
gli edifici. la raccolta di dati per
monitorare e incrementare
le prestazioni energetiche.

Abitazioni

Strade verdi
Sistemi di filtraggio dell’acqua,
monitoraggio ambientale e
paesaggi con vegetazione
autoctona caratterizzano
la viabilità urbana.

Altezza sostenibile Veicoli autonomi


Edifici più bassi consentono I veicoli del futuro sono in
l’arrivo di maggiori quantità gran parte elettrici e a guida
di aria e di luce al suolo, autonoma, soprattutto
favorendo benessere e salute. quelli commerciali.

Uffici

Onorare il patrimonio
Gli edifici storici vengono
valorizzati modificandone
l’uso per promuovere la
diversità e la continuità
culturale.

ENERGIA localmente consente


l’autosufficienza urbana.
Gli edifici condividono le
Nella città del risorse energetiche,
futuro l’energia generando la stessa
è al 100% rinnovabile. quantità di energia che
L’energia prodotta consumano.
PROGETTARE IN SCALA
INTERNI SOCIALI
Spazi e servizi condivisi favoriscono
le interazioni umane e l’uso di abitazioni
di dimensioni più ridotte. Le attività
collettive possono ispirare un senso di
appartenenza e di uguaglianza sociale.

Respirare meglio Abitazioni intergenerazionali


Con meno auto fuori e più piante Appartamenti più piccoli e
dentro la qualità dell’aria maggiore accessibilità ai servizi
migliora e diminuiscono consentono la convivenza di
le polveri sottili. varie fasce d’età in un edificio.

Consegna on-demand Riciclaggio e riuso Una città per tutti


Frigoriferi e dispense In una comunità più compatta Le città del futuro sono prive
intelligenti sono predisposti è più facile riusare o riciclare di barriere architettoniche e
per ordinare automaticamente oggetti usati non consentono ai disabili il pieno
alimenti e prodotti per la casa. biodegradabili. accesso a beni e servizi.

V I V I B I L I TÀ sempre più alto di


abitanti. L’accesso
più diretto alle aree
La città del futuro verdi, ai servizi
è pensata per e alla tecnologia
essere accessibile e automatizzata consente
sicura per un numero stili di vita più salutari.
PROGETTAZIONE MULTISCALA
QUARTIERI AUTONOMI
I quartieri della città del futuro sono
progettati in modo che gli abitanti possano
soddisfare le esigenze quotidiane senza
percorrere più di 10 minuti a piedi. Diverse
tipologie abitative creano comunità a
reddito misto; cittadini di ogni classe sociale
possono abitare vicino ai luoghi di lavoro.

Aria più pulita


Sistemi di ventilazione verdi
riducono il fabbisogno dei
climatizzatori convenzionali
a uso intensivo di energia.

Energia pulita
Turbine eoliche senza pale,
più leggere ed economiche,
collocate sui tetti forniscono
energia supplementare.

Protezione dalle alluvioni Celebrare la diversità


Vengono costruite barriere In città sempre più popolate e
per bloccare le onde di cosmopolite festival culturali e
tempesta e creare nuovi spazi per ospitarli sono elementi
habitat marini. importanti delle città.

ZONE UMIDE D I ST R E T TO A RT I ST I C O
Utilizzo di acqua marina per
il raffreddamento degli edifici

Ripristino delle zone umide Zero sprechi idrici


Dal 1970 il mondo ha perso il L’acqua piovana viene raccolta
70% delle sue zone umide. Le e utilizzata per rifornire
città del futuro recuperano i sistemi d’irrigazione e
e tutelano ciò che rimane. gli impianti di acqua potabile.

RIFIUTI Discariche e vecchie


aree industriali vengono
bonificate e riconvertite.
I rifiuti diventano Le acque reflue
una risorsa per vengono depurate
produrre energia o per l’irrigazione o
materiali alternativi. il consumo umano.
Agricoltura verticale
La coltivazione in orti verticali
diventa la norma, avvicinando la
gente al cibo e riducendo i costi
di trasporto e le emissioni.

Spostamenti via drone


I droni telecomandati
diventano abbastanza
grandi e potenti da
trasportare passeggeri
da un punto all’altro
della città.

Megaschermi pubblici
Una serie di display trasmette
informazioni in tempo reale e
aggiorna i cittadini sulle misure
TEMPERATURA di risparmio energetico adottate.
ATTUALE
23 °C
ENERGIA PULITA
92%

PROSSIMO HYPERLOOP: 16.20


PROSSIMO METRO 14: 18.22

Centri
dati

Agricoltura sotterranea Comunità di pendolari Spazi vecchi, usi nuovi Distretti compatti
La tecnologia idroponica Con mercati, gallerie ed La ristrutturazione può essere Il trasporto pubblico efficiente
consente la coltivazione con eventi culturali, i nodi più verde della ricostruzione. crea raggruppamenti di attività
luci a LED ad alta efficienza di trasporto diventano Le vecchie stazioni diventano commerciali più accessibili
direttamente sotto gli edifici. poli di aggregazione. spazi multifunzionali. ai lavoratori della zona.

CIBO prodotto (coltivazione,


vendita, smaltimento).
Si stabiliscono criteri globali
Le pratiche di per l’agricoltura biologica
sostenibilità sono e il trattamento degli animali;
obbligatorie per tutto gran parte del cibo è
il ciclo di vita di un prodotto localmente.
Edifici flessibili
Gli interni modulari possono
essere riconfigurati per altri
usi in virtù di nuove condizioni
economiche o innovazioni.

Vie aeree
Gli edifici sono collegati
tra loro ai livelli superiori
per ridurre i tempi di viaggio
e decongestionare le strade.

Città ciclabile
Oggi a Copenaghen il 40%
dei pendolari si sposta in
bicicletta. In questa città
del futuro la userà il 50%.

ICON

Centro ambientale
Un centro di monitoraggio
ambientale segue e controlla
indicatori come la qualità
dell’aria, dell’acqua e del suolo.

Tubi per energia


geotermica
PIANA ALLUVIONALE

Corsi d’acqua potenziati Assorbimento Strade libere Giardinaggio strategico


Corsi d’acqua naturali Le superfici della “città Le città saranno in gran parte La forma di giardinaggio nota
attraversano i quartieri per spugna” sono permeabili, e senza auto e progettate come xeriscaping richiede
mitigare il rischio di alluvioni consentono alle acque piovane per i pedoni, come l’odierna poca irrigazione e prevede
e creare habitat naturali. di filtrare nella falda freatica. Pontevedra in Spagna. solo piante autoctone.

M O B I L I TÀ comodi grazie alle


vetture autonome e ai
treni ad alta velocità.
Nella città del Sulle strade circolano
futuro gli meno auto private e
spostamenti sono più viene dato più spazio
economici, sicuri e ai pedoni.
Progettazione delle strutture
Materiali efficienti come l’acciaio
elastico velocizzano i tempi di
costruzione e riducono l’impronta
di carbonio di un edificio.

Strutture verdi Poli di transito


Sulla sommità degli edifici Treni ad alta velocità, autobus,
più bassi e negli spazi metropolitana leggera, treni
sotterranei si possono creare regionali e servizi di car-sharing
ambienti naturali. fanno capo a una sola stazione.

Altezze diverse
Non ci sono solo grattacieli.
Le pratiche sostenibili possono
essere più efficaci negli edifici
da tre a cinque piani.

Tubi per energia


geotermica

P O LO D I T RA N S I TO
Centri dati

Prodotti e mercati locali Aiuto alle piccole imprese Consegne su rotaie


Supermercati con prodotti I luoghi di lavoro collettivi e Anche i depositi e i centri di
locali e mercati a chilometro condivisi abbondano e sono distribuzione automatizzati
zero sono distribuiti in tutta distribuiti in tutta la città. utilizzano sistemi di trasporto
la città. rapidi per le consegne.

C U LT U R A patrimonio storico.
Attività ricreative,
manifestazioni
La città del futuro, artistiche e spettacoli
densamente possono essere
popolata e multietnica, condivisi grazie a realtà
tutela e celebra il virtuale e aumentata.
P O LO
U R BA N O 7
AREA
NATURALE
PROTETTA

A
O S T I
C E R T
A T
P R O T E
A
E

Pesca sostenibile
R

Le aree marine ecologiche


A

vicine alle città sono protette


e regolamentate per creare
habitat sostenibili.

Coste libere
Visto l’innalzamento del
livello dei mari e il rischio di
P O LO alluvioni è proibito costruire
U R BA N O 6 nelle aree costiere.

Varietà dei mezzi di trasporto


La regione è collegata da treni
locali, autobus e treni ad alta
velocità in grado di viaggiare
a 1.000 km/h.

Ripristino dei corsi d’acqua


Estuari e sistemi idrografici che
erano stati coperti vengono
ripristinati per ricreare habitat
ripariali naturali.

Zone di resilienza Isole protette


Nelle aree a rischio di alluvioni Per tutelare gli habitat
lo sviluppo edilizio è limitato; marini e prevenire
sono consentite solo superfici l’erosione costiera è
permeabili e strutture che proibito costruire sulle
raccolgono le acque. isole protette.

URBANISTICA BIOMORFA
Dalle regioni ai singoli ambienti,
i progetti di SOM nascono da un’unica
idea: sviluppo edilizio e infrastrutture
sono complementari e foggiati
sull’ecologia, per far sì che la natura
si rigeneri e sostenga le popolazioni
urbane in rapida crescita.

ECONOMIA salvaguardia della


sostenibilità ambientale.
Gli orari di lavoro
L’economia della sono più flessibili
città del futuro con la diffusione
deve essere affiancata dell’automazione e
da politiche di dell’intelligenza artificiale.
CONTENUTI

Tram intelligenti
E X P L O R E Sci a Copenaghen
Piccioni in città

G E T T I A M O L U C E S U I M I S T E R I E L E M E R AV I G L I E C H E C I C I R C O N D A N O

N AT I O N A L G E O G R A P H I C

N AT I O N A L G E O G R A P H I C I TA L I A
L A RIC ERC A
La Laguna di Venezia è un sistema vivo
e ad altissima biodiversità, ma l’azione
dell’uomo sta alterando gli equilibri
naturali. Un’équipe dell’Università di
Padova cerca di capire l’entità delle
trasformazioni della laguna salmastra
più grande del Mediterraneo.

AT L A N T E DI LISA SIGNORILE

LAGUNA
VARIABILE
POCHI SANNO CHE la Laguna di Vene-
zia, Patrimonio mondiale dell’Uma-
nità dal 1987, è un ecosistema che si
trasforma e si rimodella in continua-
zione. A variare sono soprattutto il
percorso, l’andamento e la profondità
dei canali, nonché l’estensione delle
aree periodicamente inondate dalle
maree. Non è un caso se le mappe
della Laguna di pochi secoli fa siano
molto diferenti da quelle attuali, ed
è certo che un navigatore del passato
avrebbe diicoltà a orientarsi nei ca-
nali odierni.
A causare queste trasformazioni
sono le correnti di marea e il moto
ondoso, ma negli ultimi secoli si è
aggiunta a questi processi naturali
anche l’azione umana: i cambiamenti
climatici, lo spostamento delle foci
dei iumi, le opere umane e il moto
ondoso causato dai natanti contribui-
scono forse a rendere la laguna più “a
misura d’uomo”, ma non sono sempre
in accordo con l’ecologia.
«I canali», spiega Massimiliano
Ghinassi, sedimentologo del Dipar-
timento di Geoscienze all’Università
di Padova, «hanno un loro ciclo vitale
per via dei sedimenti lasciati dalle
maree, che nel tempo si depositano a
velocità diferenti lungo le due sponde.
Un canale appena formato è tenden-
zialmente diritto, ma nel tempo di-
venta sempre più tortuoso; alla ine si

FOTO: MASSIMO SESTINI


E X P L O R E | AT L A N T E

Vista satellitare della Laguna di Venezia. Oggi ha un’estensione di circa 550 chilometri quadrati, ma la sua trasformazione è costante.

formano delle anse che si richiudono su se stesse, «L’erosione delle barene», spiega Andrea D’Alpaos,
creando un ramo morto. Lo studio del processo di esperto di morfodinamica lagunare dell’Università
sedimentazione ci dice che le anse possono spostarsi di Padova, «è un fenomeno naturale, ma è aumentata
di 10-20 centimetri all’anno e che il sedimento accu- nell’ultimo periodo a causa del moto ondoso gene-
mulato lungo le sponde può ricoprirsi di vegetazione rato dal vento e dalle imbarcazioni e dal mancato
in pochi anni. Di queste dinamiche, tuttavia, si sa apporto di sedimenti. Il dipartimento di Geoscienze
ancora molto poco». Si sa però che i canali nascono, sta cercando di capire l’entità dei processi erosivi e
si sviluppano e muoiono in un tempo che va da deposizionali attraverso lo studio di eventi eccezio-
poche decine a centinaia di anni: anche lo stesso nali, come l’acqua alta da record (156 centimetri)
Canal Grande, se non fosse stato circondato da opere rilevata lo scorso ottobre».
in muratura, oggi sarebbe molto diverso. «L’ambiente lagunare ospita tantissime specie»,
Quella di Venezia, lunga 50 chilometri e larga 10, aggiunge la biologa Carlotta Mazzoldi, responsabile
è la più grande laguna salmastra del Mediterraneo, della Stazione Idrobiologica Umberto D’Ancona a
un piccolo equivalente nostrano delle Everglades Chioggia. «Alcune passano qui tutta la loro vita, altre
della Florida. Infatti, tolti i canali e la terraferma su vengono per accrescersi o riprodursi, utilizzando i
cui sorge Venezia, il rimanente 76 per cento è for- canali e le correnti per spostarsi. C’è una ricchissima
mato da piane di marea e da paludi di acqua salata. biodiversità ittica, che spesso segue l’andamento
Oggi la Laguna è separata dal mare tramite cordoni delle stagioni. Tra seppie, granchi, orate e branzini,
sabbiosi ed è in comunicazione con l’Adriatico in ma talvolta anche barracuda o tartarughe marine,
soli tre punti, ma un tempo vi erano più vie di co- la biodiversità della laguna è davvero sorprendente.
municazione. Storicamente vi sfociavano tre iumi Sfortunatamente, i cambiamenti di origine antro-
principali, il Brenta, il Piave e il Sile, ma tutti e tre pica minano questo ecosistema».
sono stati deviati al di fuori della Laguna per evitare La sopravvivenza della laguna stessa è legata a
che i sedimenti la interrassero. questa biodiversità perché il ciclo vitale dei canali
A causa di queste modiiche oggi le acque della e delle barene dipende anche dalla copertura ve-
Laguna sono molto più limpide di quanto non lo fos- getale, che a sua volta è intrinsecamente collegata
sero ai tempi di Marco Polo, ma il mancato apporto alla presenza di specie animali: un ecosistema di-
di sedimenti accelera la scomparsa delle aree emerse namico e integrato che dipende sia dalla isica che
periodicamente inondate dalle maree, dette barene. dalla biologia.

FOTO: PLANET OBSERVER/UIG/GETTY IMAGES APRILE 2019


E X P L O R E | N OV I TÀ U R B A N E

Droni tuttofare
Entro il 2022, il numero di droni
commerciali nei cieli americani
potrebbe quadruplicare. Nelle
NOTIZIE DALLE PRIME LINEE città possono essere usati
DELLA SCIENZA E per gestire gli habitat urbani,
trasportare merci e ispezionare
D E L L’ I N N O VA Z I O N E gli edifici: esiste però il rischio
che i dati raccolti vengano
hackerati. —RACHEL BROWN

AC Q UA

Ispettore
Robot
Ogni anno, dal 20 al
30% della fornitura
idrica urbana del
mondo è sprecato
a causa di perdite
nella rete. «In molte
città non si sa dove
passano i tubi»,
dice You Wu, della
WatchTower
Robotics. Quando
studiava al MIT,
Wu ha sviluppato
un piccolo volano
robotico che
registra le falle nella TRASPORTI

rete idrica in cui


viene inserito. Il
prossimo passo?
A KANSAS CITY I TRAM
«Un robot che non
si limiti a individuare
SONO INTELLIGENTI
le perdite ma riesca L E N U OV E T E C N O L O G I E S TA N N O R I VO L U Z I O N A N D O
anche a ripararle». L A M O B I L I TÀ U R B A N A D E L L A C I T TÀ S TAT U N I T E N S E .

—KRISTIN ROMEY In passato, il sistema tranviario di Kansas City era tra i migliori negli
Stati Uniti. Nel 2016, 59 anni dopo che ha smesso di funzionare, è
tornato in pista in una nuova veste, in cui la tecnologia smart svolge
un ruolo chiave. I nuovi mezzi hanno già compiuto oltre 5 milioni di
corse gratuite nei primi due anni e mezzo di servizio, e si sta lavorando
su altri 3,5 km di linea. Chioschi digitali lungo il tragitto mostrano
le attrazioni locali, scattano foto ai visitatori e misurano la qualità
dell’aria. I semafori intelligenti hanno ridotto i tempi di transito e
tagliato le emissioni di gas serra, perché le auto aspettano meno per
il verde. I dati raccolti dai sensori sui pali della luce vengono usati per
capire dove si formeranno le buche stradali. Secondo Bob Bennet, a
capo dell’ufficio innovazioni di Kansas City, la città intelligente è
quella in cui le persone non si accorgono della tecnologia: «Le cose
funzionano esattamente come dovrebbero». —LISA RODRIGUEZ

FOTO (DALL’ALTO): MICHAEL SHAKE, ALAMY STOCK PHOTO; KC STREETCAR AUTHORITY; BOB O’CONNOR
IL 22 APRILE È LA
GIORNATA DELLA TERRA.
LA SFIDA È CHIARA.
Oltre nove milioni di tonnellate di rifiuti di plastica
finiscono in mare ogni anno. Questa quantità
potrebbe raddoppiare entro il 2025.

La Ocean Plastic Innovation Challenge è un invito e


un appello a tutti per ideare soluzioni che possano
arginare la marea dell’inquinamento da plastica.

Invia la tua proposta concreta


entro l'11 giugno 2019
su oceanplastic-challenge.org
E X P L O R E | N OV I TÀ U R B A N E

RISORSE IDRICHE

Acque
cristalline
Per catturare la
preda, una specie
di anemone di mare
allunga i tentacoli.
In altre occasioni, li
ritira. Cercando un
metodo alternativo
di depurazione, un
team di ricercatori
si è ispirato a questa
abilità di cambiare
forma per creare
un nuovo tipo di
D I V E R T I M E N TO nanocoagulante.
Aggiunto all’acqua,
UNA MONTAGNA il materiale espone
il suo nucleo, che
DI ENERGIA interagisce con le
sostanze chimiche
A C O P E N A G H E N S I S C I A S U L T E R M O VA L O R I Z Z A T O R E indesiderate
Con il suo panorama pianeggiante, Copenaghen è un’insolita meta
come nitrati e
sciistica. Ma un nuovo progetto, battezzato Copenhill, punta a unire altri contaminanti
il divertimento e l’energia a basse emissioni. Copenhill è un’impo- acquatici. Poi il suo
nente struttura affacciata sul mare nella zona industriale della città guscio agglomera
che converte i rifiuti in elettricità, fornendo corrente a 30.000 case e le particelle e le
riscaldamento a più del doppio. Il suo tetto spiovente lungo 380 metri deposita sul fondo.
sembra fatto apposta per sciare, e in effetti è proprio così. La nuova
—DOUGLAS MAIN
struttura comprenderà piste da sci, una parete di arrampicata e un
bar con vista mozzafiato sulla città. L’impianto è del 25% più efficiente
del precedente inceneritore e cattura le sue emissioni di CO2, in
linea con l’ambizioso obiettivo danese di raggiungere la completa
decarbonizzazione entro il 2050. L’idea di bruciare i rifiuti non piace a
tutti, c’è chi sostiene infatti che i termovalorizzatori non facciano che
promuovere il consumismo. Ma nel 2018 Copenhill ha smaltito quasi
450.000 tonnellate di spazzatura che altrimenti sarebbero finite nelle
discariche. E, con le loro emissioni di metano, rischiano di rovinare
qualsiasi prospettiva di una giornata sulla neve. —CHRISTINA NUNEZ

Rifiuti edibili
I ricercatori russi della Samara State Technical University
hanno realizzato dei bicchieri usando frutta e verdura,
con l’aggiunta di un plastificante per la forma. I bicchieri,
naturali al 100%, resistono all’acqua bollente e sono
commestibili (hanno lo stesso sapore dei vegetali e dei
frutti da cui provengono). Il progetto puntava a ridurre gli
imballaggi, e quindi i rifiuti, per il cibo degli astronauti, ma
è un’alternativa utile anche per il Pianeta. —BECKY DAVIS

FOTO (DALL’ALTO): BJARKE INGELS GROUP; HUAZHANG ZHAO; EVGENY NEKTARKIN, SAMARA POLYTECH
E X P L O R E | TUTTO IN UNA FOTO

Questo pulcino di 7-10 giorni


è rimasto orfano due giorni
dopo la schiusa dell’uovo.
Dopo poche settimane di
svezzamento era in grado
di essere rimesso in libertà,
racconta Andrew Garn, autore
del libro The New York Pigeon.

QUESTO PICCIONE un riparo per nidificare


minuscolo è nato a New simile alle scogliere

I PICCIONI York, al contrario dei


suoi antenati. Secondo
la New York Public
dei loro habitat
naturali. A differenza
di altri volatili, i piccioni

E LE CITTÀ
Library, i piccioni sono mangiano praticamente
sbarcati sulle coste di tutto, inclusi rifiuti
americane nel Seicento e avanzi di cibo. Non
con gli europei, che li sorprende quindi che
allevavano per hobby la loro popolazione
o come animali da mondiale sia stimata
FOTOGRAFIA DI cortile. Alcuni individui sui 400 milioni, di cui
ANDREW GARN sono poi scappati e si più di un milione, forse
sono spinti nelle città, addirittura sette, solo
dove nei cornicioni dei a New York.
palazzi hanno trovato —PATRICIA EDMONDS

APRILE 2019
A P R I L E | 3 DOMANDE

STEFANO BOERI
Città verdi contro il
cambiamento climatico
DI ALESSANDRO CONTI

Stefano Boeri, architetto e urbanista, progetti- Può illustrarci i punti principali del manifesto Ur-
sta con il suo studio del primo bosco verticale a ban Forestry, per valorizzare l’ambiente e garan-
Milano - e della Trudo Vertical Forest di Eindho- tire elevati livelli di efficienza delle nostre atti-
ven, nei Paesi Bassi, il primo bosco verticale de- vità in contesti urbani sempre più popolati? 
dicato a un’utenza popolare - crea edifici in grado
di cambiare il volto del mondo. Sostiene che “le Le città consumano il 75% delle risorse naturali e
sfide più importanti che ci attendono, fra loro producono il 70% delle emissioni globali di CO2 pur
intrecciate, sono la questione ambientale e la occupando poco più del 3% della superficie del Pianeta.
povertà, in un mondo urbano che cresce e in- Oggi dobbiamo far sì che le città, da causa prima del
fluisce sui cambiamenti climatici”. cambiamento climatico e loro vittima annunciata
Professore Ordinario al Politecnico di Milano (si pensi alle inondazioni causate dall’innalzamento
e visiting professor in diversi atenei internazio- del livello dei mari) diventino protagoniste di una
nali, dirige il Future City Lab alla Tongji University campagna planetaria per invertire - o almeno rallen-
di Shanghai, un programma di ricerca post-dot- tare - il cambiamento climatico. Il Manifesto della
torato che approfondisce le trasformazioni delle Forestazione Urbana lanciato nel Forum di Mantova
metropoli planetarie in relazione ai temi della ci invita a fare il possibile per aumentare le superfici
biodiversità e della forestazione urbana. verdi e biologiche nelle nostre città, che in fondo è
Dal febbraio 2018 è Presidente della Fondazione un modo efficace per combattere il nemico (la CO2)
La Triennale di Milano. nel luogo dove viene per la maggior parte prodotta. 

ILLUSTRAZIONE: STEFANO BOERI ARCHITETTI


A P R I L E | 3 DOMANDE

Due progetti dello studio di Stefano Boeri:


a sinistra, la Trudo Vertical Forest
di Eindhoven, nei Paesi Bassi. Nella pagina
precedente, un rendering della “città
foresta” di Liuzhou, in Cina, che dovrebbe
essere completata entro il 2020.

Lei propone da tempo un ministero del legno


e dei boschi e sostiene che l’Italia è piena di
luoghi meravigliosi che vanno “ascoltati” e pre-
servati, non necessariamente modificati. Pren-
diamo Roma, per esempio?

Il legno è un materiale prezioso - soprattutto in un


territorio come quello italiano in cui le superfici
boschive crescono parallelamente alla crescita dei
centri urbani - e valorizzarne le filiere nel rispetto
del ciclo di vita delle piante può essere il volano di
nuovi processi di sviluppo, ma anche di crescita
economica e rigenerazione delle foreste. Un mini-
stero servirebbe anche a mettere in rete le aziende
che lo lavorano, negli arredi, nei settori della carta
e soprattutto nel mondo dell’edilizia sostenibile.
Grazie alle sue caratteristiche di flessibilità ed ela-
sticità, il legno può garantire strutture leggere,
economiche ed antisismiche.
Roma è una metropoli planetaria, una sorta di
grande “placenta” dell’umanità, come la definiva
Federico Fellini. Servirebbe uno stile di governo, penso
a Renato Nicolini, che sappia inglobare le imperfezioni
e gli eccessi che una simile metropoli non può che di
continuo provocare, fissando al contempo una serie
di regole invalicabili nel rispetto degli spazi pubblici,
del verde (che a Roma ha dimensioni e varietà uniche
al mondo), dei trasporti pubblici, dei flussi turistici.
In altre parole sarebbe folle imporre un ordine pre-
stabilito a una metropoli che ha il caos nel suo DNA;
servirebbe piuttosto, per orientare il caos verso un’a-
bitabilità ordinata, una politica fortissima nella visione
e agile negli interventi. 
 
Che cosa si progetta a breve, medio e lungo
termine nel Future City Lab della Tongji Uni-
versity di Shanghai, da lei diretto e dedicato
alle città del futuro?

Stiamo studiando gli effetti del cambiamento cli-


matico sui flussi migratori; si parla di 250 milioni
di abitanti del pianeta che fra 40 - 50 anni dovranno
emigrare per sfuggire ai processi di desertifica-
zione. Bisogna dunque sapere che nel lungo termine
il futuro delle nostre metropoli sarà forzatamente
condizionato dalle grandi migrazioni climatiche pla-
netarie. Al punto da immaginare delle nuove rotte
transplanetarie per sfuggire da un pianeta che
potrebbe diventare inabitabile. 
Con il progetto “Seeds on Mars” abbiamo ipo-
tizzato una colonizzazione del Pianeta Rosso gra-
zie ad un arcipelago di microcosmi verdi e abitabili
che inglobano porzioni di boschi e foreste.

N AT I O N A L G E O G R A P H I C I TA L I A ILLUSTRAZIONE: STEFANO BOERI ARCHITETTI


N AT I O N A L
GEOGRAPHIC
F E S T I VA L
DELLE SCIENZE

L’ I N V E N Z I O N E

8 -14 APRILE
AUDITORIUM
PARCO DELLA MUSICA
ROMA
AUDITORIUM.COM
2
DI FOTOGR AFIE DI

NEIL SHEA DAVID GUTTENFELDER


A SPASSO PER TOKYO
V I AG G I O A P I E D I N E L R I C C O T E S S U T O D I U N A M E G A L O P O L I S B A L O R D I T I VA , C H E R I E S C E S E M P R E A R E I N V E N TA R S I .

N AT I O N A L G E O G R A P H I C I TA L I A
TO KYO 3
Oggi Tokyo è un
modello di efficienza
e organizzazione, dove
persino un piccolo
cantiere nel quartiere
di Minowa viene
monitorato da guardie
di sicurezza in tuta
azzurra che indicano
premurosamente
a pedoni e ciclisti
di girarci attorno.
FOTO PRECEDENTE
La folla converge su
Omotesando, frenetica
strada commerciale di
Tokyo, cuore dell’area
metropolitana più
popolosa al mondo.
Tokyo, in cui vivono
37 milioni di persone,
è tra le città più sicure,
pulite, dinamiche e
innovative del Pianeta.
Un sabato mattina
estivo attira giovani
famiglie nel parco di
Yoyogi, una scena che
mette in ombra la vera
sfida che incombe
sul Giappone, dove la
popolazione invecchia
rapidamente. Entro
il 2035, più di un quarto
degli abitanti di Tokyo
avrà più di 65 anni.
I nell’oscu-
N U N F R E D D O M AT T I N O D I G I U G N O ,
rità della sponda occidentale del fiume Sumida,
a Tokyo, osservo i turisti che si infilano sgargianti
gilet di nylon, come se si stessero preparando a una
partita di pallone improvvisata sul greto del fiume.
Mancano un paio d’ore all’alba, e ci stiamo prepa-
rando per una visita allo Tsukiji Shijo, che fino all’anno
scorso era il più grande mercato di pesce al mondo. Un
labirinto di magazzini, celle frigorifere, zone di carico,
podi per banditori e banchi del pesce che per quasi
un secolo ha sfamato la città, diventando, per lo stu-
pore di alcuni suoi addetti, un’attrazione turistica pro-
mossa in innumerevoli articoli e programmi televisivi.
Ma l’anno scorso, quando l’ho visitato, lo storico
mercato era ormai al capolinea. I banchi spartani
e il selciato crepato attiravano i turisti in cerca di
autenticità, ma nella Tokyo ipermoderna erano
visti dalle autorità come il retaggio di un caotico
passato. L’autunno seguente Tsukiji ha chiuso i
battenti per sempre e i suoi venditori si sono tra-
sferiti nel cuore della città, in una nuova, ano-
nima struttura nella zona sudorientale di Tokyo.

8 N AT I O N A L G E O G R A P H I C I TA L I A
1 2 3

4 5 6

7 8 9

1. Un uomo dà da mangiare agli uccelli nel parco di Ueno. 2. Piante nella stazione della metropolitana di Shiodome. 3. Statuette
della mascotte della Tokyo Tower accolgono i visitatori. 4. Impiegati sulla metropolitana della linea Toei Oedo. 5. Davanti a
un negozio di alimentari di Shibuya, la sagoma di un’apprendista geisha in costume tradizionale aspetta che qualcuno infili la
testa nella cornice per farsi una foto. 6. Nella zona occidentale della Prefettura di Tokyo, un agricoltore raccoglie riso per l’anno
seguente. 7. Un uomo riposa accanto ai suoi sandali durante una festa popolare a Negishi. 8. Albicocche sul parapetto nel parco
Shinjuku Gyoen. 9. Offerte a una statua buddhista di Jizo Bosatsu, protettore dell’infanzia, nella zona residenziale di Katsushika.

TO KYO 9
Intanto noi ci mettiamo in fila per entrare. La creatività di Tokyo può essere in parte
Muletti e carrelli del ghiaccio sferraglianti sfrec- ricondotta al fatto che negli ultimi 100 anni è
ciano in ogni direzione, come uccelli in preda al stata rasa al suolo per due volte: prima dal grande
panico. Mi rendo conto che indossiamo i gilet per terremoto del Kanto del 1923, e una generazione
motivi di sicurezza (per non farci schiacciare dai dopo dai bombardamenti americani della Se-
veicoli), ma anche per evitare che ci disperdiamo conda guerra mondiale. Ognuna di queste ca-
nel mercato, ostacolandone il redditizio flusso. tastrofi ha costretto i giapponesi a seppellire la
Ogni giorno, circa 1.500 tonnellate di pesce, storia e ricostruire, a immaginare da capo quar-
piante marine e invertebrati da tutto il mondo tieri, sistemi di trasporto, infrastrutture, persino
si riversavano in questo mercato. Alla fine della dinamiche sociali.
giornata, quell’incredibile quantità di merci, del Negli anni Cinquanta Tokyo ha vissuto una
valore di circa 13 milioni di euro, veniva smistata, rinascita ed è diventata estremamente popolosa.
fatta a pezzi e inviata ai dettaglianti. Un ambiente Secondo Glaeser è questo uno dei motivi del
nebuloso in cui lavoravano centinaia di uomini, suo successo: il tumulto creativo che si produce
tra grida, risate e sigarette strette tra i denti. quando si ammassano persone di diverse età e
Guardie di sicurezza in guanti bianchi ci indi- formazione e si eliminano le barriere al commer-
rizzano oltre un cumulo di scatole di polistirolo. cio e alle idee. In un numero come questo dedi-
In un immenso magazzino, le lame delle seghe cato alle città, era impossibile trascurare Tokyo.
stridono, tranciando pesce congelato. E la scrittrice Jane Jacobs, importante esperta
Alle dieci del mattino mi stacco dal gruppo per di pianificazione urbana, ha detto che il modo
vagare un po’ da solo parlando con i pescivendoli migliore di conoscere una città, di percepire l’e-
che si lamentano per l’incombente chiusura. Di- nergia che contiene, è percorrerla a piedi.
verse ore dopo l’unico suono è quello dei furgoni Così abbiamo fatto io e il fotografo David Gut-
delle consegne e dei muletti che depositano il tenfelder. Per settimane abbiamo solcato Tokyo
pesce nei cassoni. in lungo e in largo, a volte insieme, a volte ognuno
Verso mezzanotte mi reco in un piccolo san- per conto proprio, attraversando lentamente quar-
tuario scintoista, dove una sfilza di monumenti tieri e zone industriali, campus scolastici, stazioni
di pietra onora diverse specie di creature marine ferroviarie, mercati, cimiteri, templi e santuari.
commestibili. La visita allo Tsukiji è stata un’e- Entrambi avevamo già vissuto in Giappone e sape-
sperienza gotica, elettrizzante, oscena, uno dei vamo che Tokyo rischiava di restare sepolta sotto i
rari luoghi in cui la lucida patina di modernità di superlativi usati per descriverla. Abbiamo parlato
Tokyo si sgretola per rivelare la crudezza dell’ap- con quasi tutti coloro che abbiamo incontrato, do-
petito umano, e io mi sento esausto. cumentando frammenti delle loro routine quoti-
Un gatto mi sfiora le gambe. Sulla pietra da- diane e dei loro rituali. Un resoconto completo era
vanti a me c’è scritto sushi-zuka, “monumento al impossibile. Ma potevamo sforzarci di spingere
sushi”. Fra poche ore ricomincerà tutto da capo. in profondità lo sguardo, di collegare la città alle
persone che la alimentano con le loro vite.
con l’economista di Har-
S E S I E T E D ’A C C O R D O
vard Edward Glaeser, secondo cui le città sa-
rebbero la più grande invenzione dell’umanità,
Tokyo potrebbe essere l’esempio perfetto: una
metropoli sbalorditiva che ospita oltre 37 milioni
di persone ed è al tempo stesso tra i centri urbani
più ricchi, sicuri e creativi del Pianeta.
Anche se non siete interessati al modo in cui
SUGAMO
UN VIVACE QUARTIERE PER ANZIANI
le megalopoli plasmano la condotta umana, non
potete ignorare Tokyo, perché vi ha già cambiato
la vita. La capitale giapponese è l’influencer per A L C U N E C O S E N O N S O N O C A M B I AT E A F F AT T O
eccellenza, lo snodo che collega il mondo alla negli ultimi vent'anni. Anche allora la polizia
cultura giapponese. Tokyo è nella ciotola di miso pattugliava i quartieri sulle sue biciclette bianche
che consumate a pranzo, nel sushi che assaporate e bambini poco più grandi dei loro zaini usavano
per cena. La trovate nella passione di vostro figlio la metropolitana da soli senza alcun rischio. La
per Totoro, Gundam, i Pokémon o la PlayStation. maggior parte degli abitanti di Tokyo continua

10 N AT I O N A L G E O G R A P H I C I TA L I A
a vivere seguendo ritmi scanditi con precisione, l’economia. Ma c’è anche un prezzo psicologico
passando da casa al lavoro su linee di treni supe- da pagare, illustrato in modo alquanto dram-
refficienti. Nelle metropolitane di Tokyo si muo- matico dal kodokushi, un fenomeno spesso tra-
vono ogni giorno circa 10 milioni di persone, più dotto come “morte solitaria”, per cui una persona
dell’intera popolazione di New York. muore in casa e per giorni o settimane non viene
In un limpido sabato mattina attraverso scoperta. Nel 2035, più di un quarto degli abitanti
Hachiyamacho, Uguisudanicho e Ebisunishi, di Tokyo avrà più di 65 anni, e molte di queste
prendo un treno della linea Yamanote a Shibuya persone vivranno sole.
e arrivo a Ikebukuro, dove esco all’aperto e con- A Sugamo, però, l’atmosfera non ha niente di
tinuo a camminare. Nel quartiere settentrionale tetro o disperato. La folla che acquista beni per il
di Sugamo, i commessi dispongono bancarelle viale del tramonto e perizomi cremisi sciama per
e appendiabiti sul marciapiede lungo Jizo-dori, Jizo-dori ridendo, litigando, strillando nei telefo-
sperando di attirare clienti dal flusso di pedoni, nini. Davanti a un negozio un uomo e una donna
in gran parte anziani e di sesso femminile. Vedo contemplano una vetrina, parlando di robot. Il
maglioni e collane, stoviglie, strumenti ortope- governo giapponese, che insieme al problema
dici, bastoni, ginocchiere, pannolini per adulti. dell’invecchiamento si troverà ad affrontare una
Ma spicca la biancheria intima: mutande e canot- carenza di manodopera, sta finanziando lo svi-
tiere di un rosso acceso, confezionate con cura e luppo di badanti robot.
divise per taglia. «Non possiamo comprarne uno che si occupi
Nella cultura giapponese il rosso è associato di te?», chiede lui con dolcezza. Al suo fianco c’è
alla fortuna, alla salute, alla longevità. un’elegante anziana che indossa un cappello a
Le signore anziane passeggiano a gruppi di due tesa larga per difendersi dal sole del mattino.
o tre, frugando tra le bancarelle, fermandosi qui e «Tocca che ci pensi tu», risponde la donna. «Quei
là per sondare un elastico, controllare un prezzo, cosi mi mettono troppa paura».
comprare qualche paio di mutande. I più giovani
passano veloci davanti ai negozi o si infilano in
un caffè nei paraggi, ma la folla è composta per lo
più da anziani; ojii-san e obaa-san, nonni e nonne.
Le città spesso vengono descritte in termini di
vitalità, crescita, gioventù, ma esistono la vec-
chiaia e la morte, anche se sono in gran parte
SENDAGAYA
UN PEZZO DI SILICON VALLEY A TOKYO
ignorate o trattate come un’inevitabile scoc-
ciatura. L’antropologo di Harvard Ted Bestor
mi ha mandato a Sugamo perché qui la morte è
praticamente in vetrina. Il quartiere rivela una i ca-
M A S A N O R I M O R I S H I T A È A LT O E M A G R O ,
caratteristica distintiva di Tokyo: la popolazione pelli scuri folti e selvaggi. Sembra in perenne fi-
di anziani, enorme e in rapida crescita. brillazione, come le persone mosse da un orologio
«A Tokyo non cercano di nascondere gli an- interno un po’ più veloce della media. Morishita è
ziani», spiega Bestor. «Non è praticabile. Ce ne un imprenditore seriale del settore tecnologico e
sono troppi, fine della storia. Quindi gli anziani di recente ha venduto la sua start-up, Everforth, a
hanno il loro quartiere; si creano divertimenti una società più grande per una somma considere-
su misura». vole. Dopo la vendita ha continuato a sviluppare
Nella maggior parte delle nazioni industriali il suo prodotto, e il giorno in cui lo incontro nel
il tasso di natalità è in costante declino, ma il quartiere centroccidentale di Sendagaya sta fa-
Giappone è il paese più vecchio di tutti. Quasi il cendo del suo meglio per impersonare un altro
30 per cento dei suoi 126 milioni abitanti è sopra ruolo: quello del visionario amministratore dele-
i 65 anni. Le morti sono più numerose delle na- gato trentenne abbastanza spigliato da organiz-
scite. E anche se Tokyo invecchia un po’ meno zare un barbecue per l’azienda.
rapidamente del resto della nazione, la sua por- Questo si svolge nella nuova abitazione di Mori-
zione del fardello sarà enorme; alla città toccherà shita, uno stretto edificio indipendente di quattro
decidere come curare, mantenere e ospitare le piani nelle vicinanze di un antico cimitero. Mori-
generazioni che l’hanno costruita. shita ha affittato la struttura con l’idea di trasfor-
Si prevede che l’invecchiamento prosciugherà marla in uno spazio di vita e lavoro dove tecnici,

TO KYO 11
Ristoranti di yakitori
e locali izakaya sotto
una linea ferroviaria nel
quartiere di Yurakucho.
Molti quartieri della
vita notturna di Tokyo
dipendono dalle
tradizioni della cultura
aziendale giapponese,
che prevede le nomikai,
serate di bevute tra
colleghi dopo l’ufficio.
Kiryu
Tochigi

TOKYO,
MEGAC Isesaki
Ashikaga
Sano
Oyama
Chikusei

LA MEGA CITTÀ
TOKYO
Ota

Kokai
Ki
To n e

nu
Fukaya Koga
Con oltre
Greater Tokyo’s
37 milioni
more than Kumagaya
37 abitanti,
di million residents
Tokyo è l’area
make Ara Kazo
it the world’s most
metropolitana più populous
popolata Tsukuba
metropolitan
del Pianeta. Milioni
area. Millions
di
Konosu Kuki

Na k
commute through
pendolari attraversano
a dense
urban
il fitto landscape
paesaggio urbano
that hasche LA VECCHIA EDO

a
expanded
si è espanso over
nelthe
corso
centuries,
dei Edo è stata capitale e residenza
Ageo
dello shogun dal 1693 al 1868,
built atop
secoli, costruito
fertile su
plains
pianure quando fu restaurato il governo
Kasukabe
Noda
hemmed
un tempoin fertili
by volcanic
contornate imperiale. Prese il nome di Tokyo
mountains.
da montagne vulcaniche. quando diventò sede imperiale. Toride
Koshigaya

Ed
o
Saitama Kashiwa

Soka
Tokorozawa Kawaguchi
Niiza Kamagaya
Tama
Sugamo Minamisenju
Ichikawa
L A F U S I O N E D I TO K YO
La prefettura di Tokyo e i 23
T O K Y O Asakusa Funabashi

Sendagaya Tsukiji
distretti storici furono uniti nel
1943 per snellire la burocrazia al
culmine della II Guerra mondiale. Tam 23 distretti Chiba
a 9,2 milioni di abitanti
Sagamihara
622 chilometri quadrati
Sa
ga

m
i Kawasaki AEROPORTO INTERNAZ.
DI TOKYO (HANEDA)

Fujiyoshida yo
Yokohama ok
Atsugi T
i
d
a

Monte Fuji
ai

Kisarazu
B

3.776 m Fujisawa
Punto più alto del Giappone Chigasaki
Kamakura
PENISOLA
Odawara Yokosuka
Grande area metropolitana Penisola
a

37,5 milioni di abitanti


ag

di Miura
Quasi 13.470 chilometri quadrati
Ur
di

Fuji
B a i a d i S a g a m i
e
al

Mishima
an
C

Numazu
L’ OM B R A D E L M O N T E F U J I
Il vulcano eruttò l’ultima volta nel
1707 e resta attivo, promemoria
Tateyama
della precaria geografia vulcanica
Izu e sismica di Tokyo.

Baia di
Suruga Capo Nojima
PENISOLA
DI IZU
I S O L E I Z U E O G A S AWA R A
Oshima è la più vicina in un arcipelago
Oshima di decine di isole, amministrate da
Tokyo, che si estendono per più di
1.050 chilometri nell’Oceano Pacifico.
Shimoda
Hitachinaka

Kasama
Mito
A
UNA STORIA DI
S
I
CATASTROFI E RINASCITE

A
GIAPPONE
Tokyo
AREA
INGRANDITA
Ishioka TO K YO D I V E N TA U N A C I T TÀ
Hokota Tokyo viene fondata ufficialmente nel 1889,
con 15 distretti attorno a quello che un
tempo era un piccolo villaggio di pescatori
chiamato Edo, che significa “estuario”.

Lago Kasumigaura Area 1889 Popolazione


edificata 1,69 milioni
Edo

O C E A N O

P A C I F I C O Ba i a d i T o k y o
Confine dei
23 distretti

STESSA SCALA DELLA MAPPA PRINCIPALE; LE


COSTE SONO QUELLE ATTUALI
on
T

e
AEROPORTO
INTERNAZIONALE G R A N D E T E R R E M OTO D E L K A N TO
NARITA Choshi
Sakura Nel 1923 un terremoto distrugge circa 300.000
Capo Inubo edifici e uccide più di 100.000 persone. Lo
sviluppo edilizio si espande sulle pianure a ovest.

PENDOL ARI SMO DI M A S SA 1929:


Nell’area metropolitana di Tokyo 5,41 milioni
i pendolari viaggiano su circa
4.800 km di linee ferroviarie. Devastated
Aree distrutte
area
La metropolitana trasporta
10 milioni di persone al giorno.

Mobara
yo
ok
T
i
d
a

DI BOSO Confini di Tokyo


ai
B

Prefettura di Tokyo
Isumi Perimetro dei 23 distretti storici
Grande area metropolitana
I DA N N I D E L L A G U E R R A
Collegamenti regionali e per pendolari
I bombardamenti USA della Seconda guerra
Metropolitana mondiale distruggono molti degli edifici
Ferrovia in legno della zona. Tokyo ricostruisce
e l’urbanizzazione dilaga a sud.
Quartiere citato nel servizio
1954:
Densità abitativa nelle aree edificate 8 milioni
Bassa Alta Aree distrutte
dalle bombe
Abitanti per New York 23 distretti e dagli incendi
chilometro 10.985 14.865
quadrato

0 km 10

MATTHEW W. CHWASTYK, NGM. FONTI: GOVERNO


METROPOLITANO DI TOKYO; E-STAT, CENTRO NAZIONALE DI
STATISTICA, GIAPPONE; UN WORLD URBANIZATION PROSPECTS
2018; ATLAS OF URBAN EXPANSION, NEW YORK UNIVERSITY; yo
LANDSAT 8, NASA E USGS; ARCHIVI NAZIONALI DEL GIAPPONE; ok
DATI SU STRADE E FERROVIE ©OPENSTREETMAP
T
i
CONTRIBUTORS, DISPONIBILE SOTTO LA OPEN DATABASE d
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LICENSE: OPENSTREETMAP.ORG/COPYRIGHT
ai
B
1 2

4 5

7 8

1. Un complesso di case popolari, o danchi, svetta a Itabashi. 2. A Yurakucho turisti vestiti come personaggi di film
o di videogame attraversano la città sui go-kart. 3. Turisti in visita a uno dei più grandi sistemi di controllo per le inondazioni
sotterraneo del mondo, nella periferia di Tokyo. 4. Un gufo appollaiato in un piccolo owl café di Harajuku. 5. Un pendolare
controlla il telefono. 6. Una coppia si rilassa al parco Yoyogi. 7. La folla dello shopping sulla Chuo-dori a Ginza. 8. Un monaco
buddhista prega nel tempio di Koukokuji, un colombario che contiene più di 2000 statue del Buddha illuminate dai LED. 9. Una
donna con scarpe a forma di zampa ad Akihabara Electric Town, quartiere noto per i negozi di elettronica e le librerie di manga.

16 N AT I O N A L G E O G R A P H I C I TA L I A
venditori e altri dipendenti potessero collaborare
gomito a gomito. Ci sono stanze da letto per i di-
pendenti, oltre a una cantina e a una biblioteca.
Sul terrazzo, Morishita rigira un pollo sulle
braci ardenti ed espone il suo programma per
scalzare i tradizionali valori giapponesi sostituen-
doli con quelli ispirati alla tecnologia. «Mi piace la
cultura della Silicon Valley», dice. «Sto cercando
di fare lo stesso qui, anche se è dura».
Agita le pinze in direzione della città.
«La cultura giapponese è molto rigida, sa. Or-
dinata. Strutturata. Le persone amano sentirsi
dire quello che devono fare». La sua casa, spiega,
e i nuovi modi di vivere e lavorare che incarna,
3 sono qualcosa di rivoluzionario.
Osserviamo lo skyline a est, dove le gru svettano
sopra i cantieri della nuova arena nazionale del
Giappone nel vicino quartiere di Kasumigaoka-
machi; è il fulcro dello sforzo di riqualificazione
urbana in vista delle Olimpiadi estive del 2020, e
accoglierà 68 mila spettatori.
Questo tranquillo quartiere potrebbe trovarsi
trasformato dalla vicinanza dell’arena olimpica,
ma Morishita non se ne preoccupa. È troppo
impegnato a scollegare la sua attività dall’infra-
struttura fisica e sociale che ha tenuto insieme
Tokyo per decenni: i treni affollati e le strade con-
gestionate, le bevute obbligatorie dopo il lavoro, le
tradizioni inattaccabili che hanno, a suo modo di
vedere, impedito al Giappone di sviluppare dav-
vero una propria Silicon Valley.
6 «Ciò che voglio più di ogni altra cosa è la li-
bertà», dichiara Morishita.

ASAKUSA
UN NUOVO GENERE DI DESIGN URBANO

QUALCHE SETTIMANA DOPO, in un quartiere


chiamato Asakusa, all’altro capo della città, in-
contro Kengo Kuma, l’architetto che ha progettato
la nuova arena olimpica. Kuma, tra gli uomini di
9 maggior talento del Giappone, è più vecchio di
una generazione rispetto a Morishita, ma i due
condividono il desiderio di ripensare la città.
Sediamo in una stanzetta al terzo piano del
centro informazioni turistiche culturali di Asa-
kusa che, come quasi tutti gli edifici progettati da

TO KYO 17
Kuma, è ipermoderno ma rivestito di materiali «Le persone dicono che sono critico verso le
naturali, in questo caso legno: una combinazione città», dice, scuotendo la testa. «Invece voglio
destinata a infondere calore e intimità, rendendo solo dar loro una nuova forma. Voglio scardinare
omaggio al tradizionale artigianato giapponese. lo spazio e riportare le cose a una scala più pic-
È una giornata calda e afosa, e io vorrei parlare cola». Un tempo questa scala più piccola, spiega,
della densità urbana che ho appena attraversato. era una caratteristica tipica della vita giappo-
Kuma è spesso considerato un anti-urbanista che nese, e lasciava spazio a un numero maggiore di
si oppone alla massa e alla durezza delle città, ma alberi, giardini, parchi, e rapporti umani.
è rapido a rifiutare quell’etichetta. Kuma ha progettato centinaia di strutture in

18 N AT I O N A L G E O G R A P H I C I TA L I A
Giappone e altrove, ma è probabile che sarà l’e-
norme arena ovale di Tokyo a tramandare la sua
fama alle generazioni future. Ma anche questo
nuovo stadio incarna la visione di Kuma: un fu-
turo in cui gli edifici vengono disegnati per usi
molteplici e si inseriscono con leggerezza nel pae-
saggio. Dopo le Olimpiadi la sua arena sarà con-
vertita in stadio calcistico. Sorgerà in un bosco
e i suoi molti livelli saranno costellati di verde,
piantumato attorno alle passerelle scoperte.
«Senza dubbio, abbiamo un problema di den-
sità», dice Kuma. «Finora il nostro concetto di
design urbano consisteva nel trovare terreno e
piazzarci un grosso edificio… Distruggere qual-
siasi cosa per fare spazio ai grattacieli e ai centri
commerciali: questa è stata la prassi in Asia».
La densità si è intensificata dopo il terremoto
del Kanto, spiega, ed è aumentata ancora dopo
la distruzione della Seconda guerra mondiale.
Molte delle grandi città del mondo sono accre-
scimenti di nuclei antichi, cronache tridimen-
sionali della condotta umana accumulate per
secoli. La Tokyo contemporanea, invece, è stata
costruita in fretta e furia, con edifici, arterie e
ferrovie incastrati alla rinfusa nei vuoti lasciati
da bombe e incendi. Le conseguenze, continua
Kuma, si manifestano in alcuni dei problemi più
gravi della Tokyo odierna, come il kodokushi, la
morte solitaria. Allunga una mano per toccare
una colonna di cemento.
«I miei studenti oggi preferiscono vivere in
appartamenti condivisi. È una novità… Quello
stile di vita è stato abbandonato dopo la guerra.
Da allora abbiamo vissuto in spazi isolati, sepa-
rati dal cemento. Ma le persone non vogliono più
questa vita. Sanno che è dannosa».
Kuma si è animato e ora gesticola con le mani
mentre parla di Tokyo. Molte idee che favoreggia,
dalla sostenibilità ambientale ai programmi che
mirano a “riportare la natura in città”, stanno
lentamente prendendo piede. Poco dopo, quando
saliamo sulla terrazza panoramica del centro in-
Nel Golden Gai di formazioni, Kuma mi descrive il Giappone come
Shinjuku, una zona di vita una «società matura»: ricca, tecnologicamente
notturna ad altissima avanzata, cresciuta. Pronta, in altri termini, a
densità i cui vicoletti
ospitano centinaia di una crescita più responsabile.
piccoli bar, gente del «La cosa migliore che possiamo fare», conti-
posto e turisti cantano nua, «è dare l’esempio… Possiamo mostrare come
le loro canzoni preferite
al karaoke fino alle fare le cose in maniera diversa».
ore piccole. Il karaoke, Il tetto è zeppo di turisti che fotografano lo
inventato in un'altra skyline cittadino o ammirano dall’alto il Senso-ji,
città, resta uno dei
passatempi più amati uno sterminato complesso di templi buddhisti
dai giapponesi. che non è meno straordinario della città stessa:

TO KYO 19
Un lavoratore del
mercato di Tsukiji
sistema il tonno
congelato per l’asta
mattutina. Le sezioni
di coda permettono ai
compratori di valutare
la qualità. Prima di
spostarsi in una sede
più grande lo scorso
ottobre, Tsukiji era già
il più grande mercato
di pesce al mondo.
Tokyo ha una carenza
di lavoratori del
terziario e di operai
come questi, che
iniziano la giornata
facendo ginnastica
in un cantiere di
Shibuya. Il Giappone
ha contrastato
l’immigrazione,
ma l’anno scorso
la politica migratoria
si è ammorbidita per
attirare manodopera
straniera.
milioni di pellegrini e turisti lo visitano ogni Tajima regge un megafono con una mano e
anno. Zaffate di crema solare, sudore e incenso tiene l’altra stretta in un pugno. Ha i capelli corti
si diffondono nell’aria languida. e scuri, un paio di baffi ordinati e una bandana
Ossserviamo le folle riversarsi nel tempio at- bianca annodata in testa. Quando finalmente si
traverso il Kaminarimon, la “porta del tuono”, alza, per l’ irrequietezza, noto uno strano rigon-
dall’altra parte della strada. A est un tozzo edificio fiamento sulla sua nuca, che sobbalza. Tajima
scuro fa capolino sulla sponda opposta del fiume intercetta il mio sguardo e dà un colpetto al rigon-
Sumida. Parte del vecchio quartier generale in- fiamento, che rimbalza ulteriormente. «È il mio
ternazionale del birrificio Asahi è sovrastata da mikoshi-dako», dice con visibile orgoglio.
un enorme pennacchio orizzontale dorato che Un uomo più anziano si avvicina per ammi-
dovrebbe rappresentare una fiamma. Molte rarlo. «È bello grosso!», dice. Poi si gira e indica il
persone lo chiamano “lo stronzo d’oro”. Kuma proprio, appena più contenuto. «Solo i più devoti
produce una smorfia. Ogni edificio ha una vita, ce l’hanno».
dice, e dovremmo sforzarci di essere in armonia Non avevo mai sentito parlare del miko-
con essa. «La posizione [di quello] è molto in vista, shi-dako. Tajima mi spiega che la il termine
davanti al Kaminarimon. Nel progettarlo dovrei combina le parole per il santuario portatile e il
mostrare rispetto verso la porta, verso la strada… callo, anche se quelle protuberanze non assomi-
Molti pensano che la storia sia qualcosa che ci gliano per niente a calli che io abbia mai visto.
siamo lasciati alle spalle. Be’, viviamo in un’altra Sono viscosi. Un po’ disgustosi. Mentre cerco di
era, ma continuiamo a parlare del passato». immaginare cosa mai possa causarli, l’uomo più
anziano, Teruhiko Kurihara, scoppia a ridere e
indica quella che sembra una casa di bambole
gigante sostenuta da lunghi, robusti corrimano.
«Quello è il mikoshi», spiega. «Il dako ti viene a

MINAMISENJU
DOVE SI SOFFRE PER LA BUONA SORTE
forza di portarlo», aggiunge rifilando un allegro
colpetto al suo.
Il mikoshi ha le dimensioni di un’utilitaria,
è decorato con intarsi dorati e rivestito di lacca
nera e rossa. Dentro le piccole finestre ci sono
paraventi di carta e i pali intagliati a mano
sui gradini del santua-
T O S H I O TA J I M A S I E D E spuntano sotto a porte ricavate nel legno sotto
rio scintoista di Minamisenju, un quartiere un un aguzzo tetto spiovente. È una copia quasi
po’ sordido nella parte centrorientale di Tokyo, perfetta del vero santuario alle nostre spalle,
aspettando la sua squadra di trasportatori dello ma portatile. Ogni quartiere della zona ha il suo
spirito. È un caldo venerdì di giugno, il periodo mikoshi portatile, e per la festa i sacerdoti scin-
dei festival, e dagli altoparlanti montati sui pali toisti trasferiscono secondo il rituale la divinità
rimbomba musica tradizionale: flauti, archi, di ogni quartiere nel suo mikoshi.
percussioni. Tajima, un uomo grosso e dall’aria Poco dopo arrivano circa 40 uomini, tutti abbi-
seriosa, è contrariato: circa 200 uomini avreb- gliati in modo identico, e Tajima decide che sono
bero dovuto radunarsi sotto gli alti ginkgo nel abbastanza per mettersi in moto. Si radunano
cortile, ma se ne sono presentati solo una decina attorno al mikoshi e avvolgono le mani sui pali.
o poco più, con il risultato che stavano facendo Al comando di Tajima si inginocchiano, si issano
aspettare lo spirito locale, una divinità chiamata il mikoshi sulle spalle e si raddrizzano.
Susanoo, dio della tempesta. I festival di questo tipo sono molto diffusi in
Tajima e gli altri sono vestiti in modo tradizio- Giappone, tanto che nel pomeriggio ho già visto
nale e per il lavoro di squadra, in identiche giac- altre squadre trasportare mikoshi lungo le strade,
che happi fatte di cotone leggero e con jika-tabi bloccando il traffico, fermandosi di tanto in tanto
bianchi, le scarpe dei lavoratori giapponesi con per una birra e uno spuntino. Per diversi giorni
l’alluce separato dalle altre dita. In preparazione i mikoshi verranno trasportati nelle strade dei
a un duro lavoro fisico, la maggior parte indossa rispettivi quartieri in un rituale condiviso teso
calzoncini, anche se alcuni hanno scelto di av- a portare buona fortuna e rinfrescare una fede
volgersi in un fundoshi tradizionale, una specie antica. L’ultimo giorno - il grande giorno - tutti i
di sospensorio incrociato con un perizoma. mikoshi vengono ricondotti al santuario locale,

24 N AT I O N A L G E O G R A P H I C I TA L I A
dove si tiene una grande festa; Susanoo e altri
spiriti vengono restituiti alla loro sede e i porta-
tori tornano a casa, letteralmente zoppicando.
Il mikoshi di Tajima rimbalza sulle spalle dei
suoi devoti e attraversa il cortile con un esperto
passo di marcia. La processione si ferma in cor-
CHUO
VOGLIA DI DIVERSITÀ NEL CUORE DI TOKYO
rispondenza di un punto sacro, Tajima urla delle
istruzioni e il mikoshi comincia a oscillare, prima
in un andirivieni morbido, con gli uomini che di Tokyo
L A G O V E R N AT R I C E D E L L A P R E F E T T U R A
cantano e spingono. Poi, pian piano, il santua- Yuriko Koike ammette che a volte sente la man-
rio acquista velocità e all’improvviso precipita canza del caos.
verso il suolo, rischiando di schiacciare gli uo- La prima governatrice donna di Tokyo ha
mini sotto, finché la catastrofe viene in qualche frequentato l’università in un’altra metropoli
modo evitata e il santuario ribaltato sull’altro sterminata: Il Cairo. È difficile immaginare due
lato. Il mikoshi dondola avanti e indietro, a ri- luoghi più diversi, ma per Koike questo faceva
petizione, mosso come una barca da un mare in parte del fascino. «La cosa bella del Cairo è la
tempesta, martellando colli e spalle. confusione», dice, sorridendo al ricordo delle
Tajima ride a ogni scampato crollo. «Più ve- strade caotiche e dell’antico suq. «Mentre il bello
loce!», strilla. di Tokyo è che tutto è sotto controllo».
Sotto il santuario, gli uomini si contorcono, Stiamo percorrendo un sentiero ghiaioso
gemono e gonfiano il petto; la ghiaia sotto i loro all’ombra nei centrali Giardini di Hama-rikyu,
piedi diventa scura per il sudore. un calmo rifugio di prati e aiuole ordinati con
«Al nostro dio piace essere sballottato!», dice macchie di pini neri, lagerstroemie e ciliegi af-
Kurihara alle mie spalle. Poi chiede: «Vuoi pro- facciati sul fiume Sumida.
vare?». Quando faceva la presentatrice al telegiornale,
Con un colpo sulla spalla, fa cenno a un uomo Koike aveva sfruttato la sua esperienza al Cairo
di uscire; mi infilo. Anche con l’intera squadra per intervistare uomini politici arabi come Ara-
attorno a me, è come se reggessi io l’intero peso: fat o Gheddafi. Negli anni Novanta era passata
il mikoshi mi schiaccia la spina dorsale. Deve alla politica e per 24 anni era stata membro della
essere almeno mezza tonnellata di legno, oro Dieta nazionale, l’organo legislativo giapponese,
e lacca spacca-ossa, e mi spinge verso il basso servendo nei gabinetti di due primi ministri e di-
come se fossi il palo di una recinzione. Dopo ventando, per un breve periodo, il primo ministro
qualche minuto, ho un livido grosso come una della Difesa donna. Nel 2016 è stata eletta gover-
mela sulle vertebre cervicali che mi farà male natrice di Tokyo con una vittoria schiacciante. La
per una settimana. Quando Kurihara mi fa cenno sua percentuale di voti sembrava suggerire che il
di uscire, mi sembra di aver perso qualche cen- monopolio maschile sul potere stava per finire.
timetro di altezza. Koike, spesso definita una conservatrice, ha
«Che c’è dentro quel coso?», domando. passato buona parte del mandato a combattere,
Kurihara alza le spalle. È proprietario di un ne- o almeno a criticare, ciò che chiama il “soffitto di
gozio di fiori del quartiere e condivide con i suoi ferro” del Giappone. Ha abbracciato cause am-
vicini la sofferenza e la gioia di questa tradizione bientali e di sostenibilità urbana e, come l’archi-
da oltre vent'anni. tetto Kuma, sembra pensare che Tokyo sia abba-
«È lo spirito», dice. «È davvero molto pesante». stanza matura da cominciare una seconda vita.
La squadra di Tajima esce a passo di marcia Secondo Koike la città è capace, dal punto di
dal cortile e imbocca le strade di Minamisenju. vista sia tecnologico che finanziario, di diventare
Poliziotti in guanti bianchi bloccano il traffico. più verde e di prepararsi ad affrontare problemi
Presto una folla si raduna attorno al santuario, futuri, come l’innalzamento del livello del mare.
riversandosi fuori da case e negozi: la gente urla Ma i problemi sociali sono più scivolosi.
incoraggiamenti o si unisce alla squadra per un «Ciò che manca oggi a Tokyo è la diversità»,
turno. A intervalli di pochi minuti si fermano e dice. «E uno dei pilastri di una città varia è che an-
fanno oscillare il santuario, aumentando la ve- che le donne possono avere un ruolo importante».
locità finché rischia di cadere e decine di mani A Tokyo vivono grandi comunità coreane
si levano per impedirne la caduta. e cinesi, e molte delle loro famiglie sono lì da

TO KYO 25
generazioni. Anche il numero di “residenti
internazionali” è aumentato con il tempo: nel
2018 un abitante di Tokyo su dieci attorno ai
vent’anni era non-giapponese. Ma in una città
così grande questi gruppi vengono presto di-
luiti, e la diversità, in qualsiasi forma, resta un
tema imbarazzante per Tokyo.
Il rapido rinnovamento nazionale seguito alla
Seconda guerra mondiale è spesso stato attribuito
- sia dagli stranieri, sia dai giapponesi stessi - alla
sua omogeneità percepita, alla convinzione gene-
ralizzata che il Giappone, a livello etnico e lingui-
stico, sia unito, che il suo popolo dia importanza
sopra ogni altra cosa all’armonia, senza dimenti-
care l’obbedienza, la lealtà e il sacrificio personale.
Sono concetti rischiosi, una lista di modelli di
comportamento asiatici forse più attribuibili alla
caricatura di un samurai. Eppure alcuni giappo-
nesi considerano queste qualità sacre e vulnera-
bili, caratteristiche che l’influsso straniero po-
trebbe diluire o addirittura annientare.
La stessa Koike è stata criticata perché parla
della diversità senza fare granché per renderla
possibile. La sua elezione, tuttavia, ha rappresen-
tato una svolta, e potrebbe ancora dimostrarsi
parte di un cambiamento più radicale. I Giochi
Olimpici del 2020 hanno dato a Tokyo la spinta
per accelerare sulla diversità, spiega Koike. In
fondo, in occasione dell’evento sono attese de-
cine di migliaia di stranieri, offrendo una vetrina
in cui mettersi in mostra. E si rende conto che,
in ogni caso, la composizione demografica di
Tokyo è destinata a cambiare. Se non altro per
l’invecchiamento della popolazione.
«La nostra difficoltà più grande è gestire una
popolazione sempre più anziana», dice. «Ma Tokyo
è capace di superare queste grandi sfide». E ag-
giunge: «La resilienza non è un’esclusiva di Tokyo;
è una caratteristica giapponese. Le persone sono
molto serie, e prendono le cose sul serio».
Una brezza fresca si leva dall’acqua, agitando
i pini e spingendo via, per qualche istante, l’aria
umida e pesante. In lontananza sentiamo le si- L’ossessione giapponese
rene delle navi mercantili. per tutto ciò che è kawaii
La governatrice mi racconta che fino a quel (“carino” o “adorabile”)
si manifesta al parco di
momento la sua giornata era stata occupata Ueno, dove i cagnolini
dalla chiusura del mercato di Tsukiji. C’erano vengono disposti in fila
problemi. Era complicato. L’ennesimo progetto per un ritratto. L’estetica
kawaii è tra le “merci”
superlativo in una città superlativa. d'esportazione di maggior
Attraversiamo il parco a ritroso per tornare al successo del Giappone:
suo furgoncino bianco. Koike è politicamente at- stabilisce tendenze
pop nella moda, nella
tiva a Tokyo da quasi quarant'anni e presiede a tecnologia, nei videogiochi
un'immensa trasformazione, meno drammatica e nei fumetti.

26 N AT I O N A L G E O G R A P H I C I TA L I A
della guerra o del fuoco, ma altrettanto profonda. natrice scoppia a ridere. «So che è cambiata, ma a
Le città tendono all’entropia, e in un certo senso il volte non mi sembra», dice. «Quando sei parte della
compito di Koike è ricordare come il caos in tempi storia, può essere difficile rendersene conto». j
tanto recenti abbia consumato Tokyo. Così trova
la forza di passare le giornate a tenerlo a bada. L’autore e giornalista Neil Shea è un assiduo
Le chiedo come pensa che sia cambiata la città collaboratore del magazine e ha vissuto
nel corso della sua vita, una tipica domanda da a Sapporo, in Giappone. Il fotografo David
Guttenfelder ha vissuto a Tokyo per oltre
giornalista, che probabilmente lei stessa ha posto un decennio; questo è il suo dodicesimo
molte volte nella sua prima professione. La gover- servizio per National Geographic.

TO KYO 27
28
LA LUNGA STRADA VERSO CASA
LAVORA A SAN FRANCISCO MA VIVE A 200 CHILOMETRI DI DISTANZA. ECCO ANDY ROSS, IL SUPERPENDOLARE. FOTOGRAFIE DI CAROLYN DRAKE
4:00 PM. SAN FRANCISCO FINANCIAL DISTRICT

16:00. DISTRETTO FINANZIARIO DI SAN FRANCISCO 16:10. IMBARCO PULLMAN AMTRAK THRUWAY 6640

16:20. ARRIVO DEL PULLMAN AMTRAK THRUWAY 16:50. ALLA STAZIONE DI EMERYVILLE

18:46. VERSO IL PULLMAN PER AUBURN 18:50. IMBARCO PULLMAN AMTRAK THRUWAY 3640

19:50. A PIEDI VERSO IL POSTEGGIO DI AUBURN 19:55. IN AUTO VERSO CASA


PENDOLARE
A TEMPO PIENO
Quattro giorni su sette,
Andy Ross percorre
200 chilometri tra auto,
treno e pullman.
Questa è la distanza
che separa casa sua,
nella cittadina
californiana di Auburn,
dalla banca di San
Francisco dove lavora.
16:15. A BORDO DEL PULLMAN AMTRAK THRUWAY La sua giornata inizia
alle sei del mattino.
Arriva in ufficio verso
le 10, ma comincia
a lavorare prima sul
portatile. Finisce di
lavorare alle 16 e torna
a casa verso le 20.
Ross è diventato un
“superpendolare” otto
anni fa. Si è unito a un
esercito di quasi 105
mila persone che
impiegano almeno 90
minuti per andare al
lavoro, nella zona della
baia. Ross e la moglie
hanno preferito restare
nella loro casa di
17:00. A BORDO DEL TRENO AMTRAK 540 Auburn invece di
trasferirsi a San
Francisco, dove le case
costano in media 1,4
milioni di dollari, più
del triplo di Auburn.
«Il lavoro mi piace,
il risultato è che ora
faccio questa vita un
po’ folle», racconta.

IN VIAGGIO
ANCORA…
E ANCORA
TEMPO MEDIO
19:00. SUL PULLMAN AMTRAK THRUWAY 3640 DEL VIAGGIO
AREA PER ANDARE Media USA
METROPOLITANA AL LAVORO, 26,4 minuti
STATISTICA* IN MINUTI,
2013-17
New York 36,3
Washington 34,6
San Francisco 32,8
Riverside, CA 32,1
Chicago 31,6
Atlanta 31,4
Boston 31,0
Baltimore 30,8
Seattle 30,1
Los Angeles 30,0

20:05. ARRIVO A CASA A AUBURN *Con più di 2 milioni di abitanti


FONTE: UFFICIO DEL CENSIMENTO DEGLI STATI UNITI
32
DI FOTOGR AFIE DI

ROB KUNZIG ANDREW MOORE


RIPENSARE LE CITTÀ
P E R M I G L I O R A R E L A Q UA L I TÀ D E L L A V I TA U R B A N A D OV R E M O F R E N A R E L A N O S T R A PA S S I O N E P E R L E AU T O M O B I L I .

N AT I O N A L G E O G R A P H I C I TA L I A
C I T TÀ D E L F U T U R O 33
W E LW Y N G A R D E N
C I T Y, I N G H I LT E R R A

Quando, un secolo fa,


l’urbanista Ebenezer
Howard realizzò
due città giardino
a nord di Londra, la
gente cominciava ad
abbandonare le città
sovraffollate, tanto
in Europa quanto in
America. Alcune delle
idee di Howard sono
valide ancora oggi,
come per esempio il
facile accesso degli
abitanti di Welwyn sia
agli spazi verdi sia alla
vicina metropoli.

SHANGHAI, CINA
(FOTO PR ECEDEN T E)

Non lontano dal centro


della più grande
città della Cina due
tangenziali si incrociano
l’una sotto l’altra.
Dal 1990 nel paese il
numero di persone
che vivono in città è
aumentato di mezzo
miliardo e circolano 190
milioni di auto in più.
B A K U, A Z ER B A I JA N

Questa capitale ricca


di petrolio ha seguito
il modello di sviluppo
urbano di Dubai: prima
gli edifici appariscenti
e di grande
Captiontk pregio,
ipsem lorem
poi il piano
uis vend regolatore
occab ipsam
generale. La forma
res et et larum et lame
delle
ipis eaFlame Towers
que molor pore
fa
proriferimento
blaceribus al diosm
divampare delle isa
quis aspie brndan
fuoriuscite
adipsus cearu di gas
ptatemp
naturale:
ossimil di notte
litatur sin pore
si ha l’impressione
nulpa consequo berro che
le fiamme
quae. guizzino
Ucillori omll auda
sulle facciate
dolorecus coperte
ul volporm
di
orumlampade a LED.
quat gium quiat.
L per unire le persone. Nel corso
E C I T TÀ S O N O N AT E
del Novecento, però, ne abbiamo snaturato la fun-
zione. Lo scorso anno Peter Calthorpe mi ha portato
a fare un giro in auto per osservare da vicino un esem-
pio di questo fallimento. Voleva farmi capire come
intende ricomporre le città.
Calthorpe è un architetto che alla fine degli anni
Settanta partecipò alla progettazione di uno dei primi
edifici pubblici costruiti con i criteri dell’efficienza
energetica nella città di Sacramento, in California.
Presto però i suoi obiettivi si ampliarono. «Se davvero
si vogliono ottenere risultati utili sul piano ambien-
tale e su quello sociale, costruire un solo edificio non
basta», afferma. «L’importante è riuscire a formare
una comunità».
Oggi Calthorpe dirige Calthorpe Associates, uno
RO T T E R DA M ,
PA E S I B A S S I
Situato in un quartiere
storico della città,
il nuovo Markthal
si distingue per
l’originalità della
forma, che genera «uno
spazio vivace e aperto
alla condivisione»,
come ha dichiarato
l’architetto Winy Maas.
L’arco dell’edificio
residenziale fa da
copertura al mercato
alimentare e a una
serie di bar e ristoranti.
studio di progettazione urbana piccolo ma molto in-
fluente. Su una parete del suo ufficio spartano a Berke-
ley è appeso l’atto costitutivo del Congress for the New
Urbanism (Congresso per il neourbanesimo), in cui si
denuncia “l’espansione caotica e priva di identità”. Cal-
thorpe è stato uno dei fondatori del gruppo, nel 1993.

38 N AT I O N A L G E O G R A P H I C I TA L I A
La sua battaglia è lunga, e non conosce soste. Negli anni Novanta Calthorpe ottenne un
Dopo aver aspettato che il traffico si diradasse, sul risultato importante: fu tra coloro che convin-
finire della mattinata siamo saliti sulla Tesla di sero la città di Portland, nell’Oregon, a costru-
Calthorpe e ci siamo diretti verso la Silicon Valley, ire una linea di metropolitana leggera anziché
all’estremità meridionale di San Francisco. «Il pro- l’ennesima autostrada, linea attorno alla quale
blema degli ambienti urbani incentrati sull’uso sono sorti negozi, uffici e case. Lo “sviluppo
delle auto», mi diceva mentre percorrevamo la orientato sul trasporto pubblico” consolidò la
strada sinuosa verso il Bay Bridge, «è nella man- sua reputazione di “visionario dell’urbanistica”.
canza di alternative. Se l’unico modo di spostarsi A Pechino ho conosciuto un esperto di scienze
è prendere l’auto è lapalissiano che la gente ne fac- ambientali che aveva portato molti urbanisti a
cia un uso eccessivo. Eccessivo per il clima, per visitare Portland. Più che un’idea innovativa, ha
le tasche degli automobilisti, per la comunità in spiegato Calthorpe, il suo è stato un richiamo
termini di congestione delle strade, per le persone a «reinventare il vecchio concetto di sobborgo
in termini di tempo. Chi non cammina va incon- attraversato dal tram, con un bel centro e spazi
tro più facilmente all’obesità. Qualità dell’aria e a misura d’uomo, tutti collegati dal trasporto
malattie respiratorie sono strettamente collegate». pubblico».

C I T TÀ D E L F U T U R O 39
SINGAPORE
Una città di grattacieli
può essere anche
una città giardino?
Singapore incentiva la
costruzione di giardini
verticali come questo
dell’Oasia Hotel, alto
191 metri. L’edificio
rimane fresco grazie
a 54 specie di alberi e
piante rampicanti che
attraggono insetti e
uccelli e hanno anche
un effetto distensivo.
42 N AT I O N A L G E O G R A P H I C I TA L I A
DA SI N IST R A I N SE NSO
OR ARIO

SINGAPORE

La rigogliosa flora
tropicale emerge dal
cortile e si riversa dalle
terrazze dell’edificio
che ospita la sede della
Lucasfilm. Singapore,
una città-Stato con
spazio limitato, deve
compiere scelte
urbanistiche accurate
per rimanere legata
al passato e alla natura.

Nel rapido processo


di crescita della città,
le autorità hanno
deciso di preservare
il Kampong Klam,
l’ottocentesco
quartiere musulmano
nato intorno alla
Moschea del Sultano e
oggi ricco di boutique
e ristoranti alla moda.

Le piante ricoprono
la struttura reticolare
rossa dei Supertrees
che adornano i Gardens
by the Bay e coronano
lo SkyPark, che collega
le torri del Marina Bay
Sands Hotel.

L’Helix Bridge, ispirato


alla doppia elica del
DNA, di notte è
illuminato da luci a LED
e completa l’itinerario
pedonale intorno alla
Marina Bay. Singapore
è ricca di architetture
spettacolari, tra cui
l’ArtScience Museum.

C I T TÀ D E L F U T U R O 43
in
N E L L’ U T O P I A I M M A G I N ATA D A C A LT H O R P E , loro genitori potrebbero raggiungere il super-
Cina, in America o altrove, le città accogliereb- mercato o il posto di lavoro a piedi o in bici, op-
bero la natura per farla entrare in contatto con pure spostarsi usando un mezzo di trasporto
la gente. Sarebbero composte da quartieri com- pubblico. La chiave di tutto è il trasporto pub-
patti, con isolati piccoli, percorribili a piedi e blico, che deve essere capillare e veloce. In que-
serviti da una rete di trasporto pubblico rapido. sto caso, precisa Calthorpe, non si tratterebbe
In queste città del futuro gli ambienti sareb- della metropolitana leggera. Un’infrastruttura di
bero di nuovo mescolati: il lavoro non sarebbe questo genere è troppo costosa, e di qui a breve
più separato dalle abitazioni e dai luoghi dello potremo disporre di una tecnologia migliore.
shopping, come invece accade adesso; i ricchi Si tratta di qualcosa di cui molti urbanisti
non sarebbero più separati dai poveri, i giovani hanno paura: i veicoli a guida autonoma, noti
dagli anziani e i bianchi dai neri, come accade anche con l’acronimo Av. Calthorpe è convinto
oggi soprattutto negli Stati Uniti. Usando meno che se l’uso degli Av fosse lasciato ai privati o
automobili e meno asfalto, gli abitanti delle città ad aziende come Uber o Lyft, la situazione peg-
contribuirebbero alla riduzione del riscalda- giorerebbe. La tecnologia deve essere sfruttata
mento dell’aria e del pianeta. E questo a sua volta a vantaggio della collettività. Per questo la sua
rallenterebbe i cambiamenti climatici che già proposta è realizzare corsie delimitate da alberi
ora rischiano di rendere invivibili alcune città. al centro di El Camino, riservate solo a navette a
Secondo Calthorpe, per fare tutto ciò non sono guida autonoma che transiterebbero a intervalli
necessarie architetture appariscenti o tecnolo- di pochi minuti l’una dall’altra.
gie avveniristiche da fantascienza. Questi sono Alla fine degli anni Sessanta per alleggerire
aspetti da tenere in considerazione, in parte, ma il traffico su El Camino Real e sulla Bayshore
in primo luogo è necessario correggere gli errori Freeway le autorità avevano deciso di costruire
e le convinzioni sbagliate del recente passato. un’interstatale che attraversasse l’area pede-
Seguendo El Camino Real, la strada percorsa montana. «A quei tempi tutta la zona era invasa
da colonizzatori e sacerdoti spagnoli, città dallo smog, non si riusciva neppure a vedere la
dopo città superiamo rapidamente rivenditori valle. Era chiaro che c’era qualcosa di profon-
di pneumatici, aziende di noleggio di furgoni e damente sbagliato», ricorda Calthorpe. Oggi c’è
motel economici. Per Calthorpe questa strada meno smog, ma le città non sono migliorate, an-
non è solo un pugno in un occhio, è un’opportu- che se nei giorni in cui si sente più ottimista Cal-
nità. Lungo il tratto di 70 chilometri che unisce thorpe crede che sia possibile correggere il tiro.
San Francisco a San Jose, nel raggio di 800 metri
dalla strada ci sono 3.750 lotti commerciali oc- del Congress
L ’ U LT I M A A S S E M B L E A A N N U A L E
cupati da un insieme assortito di edifici per lo for the New Urbanism si è tenuta l’anno scorso
più a uno o a due piani. Calthorpe è in possesso a Savannah, in Georgia, e ha avuto come ospite
di tutte queste informazioni grazie a UrbanFoot- d’onore l’urbanista danese Jan Gehl. Questo
print, il software che ha sviluppato insieme ad anziano visionario gode di grande considera-
alcuni colleghi che, basandosi su un database zione per le sue idee semplici e incisive: archi-
nazionale della suddivisione in lotti e su una se- tetti e urbanisti dovrebbero costruire “città per
rie di modelli analitici, simula nuove possibilità le persone” (per riprendere il titolo di uno dei
di crescita per le città. Se El Camino Real fosse suoi libri, tradotto in 39 lingue) e non per le auto,
delimitato da edifici di appartamenti di altezza prestando maggiore attenzione alla qualità della
variabile da tre a cinque piani, con negozi e uf- vita in città perché è cruciale per il nostro be-
fici al piano terra, mi ha spiegato, si potrebbero nessere. Gehl ha osservato per decenni il modo
ottenere 250 mila nuove abitazioni. In questo in cui la gente si comporta negli spazi pubblici,
modo si potrebbe risolvere il problema della ca- raccogliendo dati utili per capire quali incorag-
renza di alloggi della Silicon Valley e allo stesso gino l’impegno e il senso di collettività.
tempo abbellire la zona, contribuendo persino «È curioso che nessuno abbia le idee chiare su
a ridurre le emissioni di anidride carbonica, il come rappresentare la città del futuro», mi ha
consumo di acqua e il numero di ore sprecate detto Gehl quando ci siamo seduti a parlare in
rimanendo in auto. un bar. «Tutte le volte che architetti e visionari
In questo “corridoio urbanizzato” i bambini tentano di fornirne un’immagine, raffigurano
potrebbero andare di nuovo a scuola a piedi. I qualcosa in cui nessuno vorrebbe vivere».

44 N AT I O N A L G E O G R A P H I C I TA L I A
A quel punto Gehl ha acceso il suo portatile ma, come sottolinea Moser, «per andare da un
e mi ha mostrato una pagina web del sito della edificio all’altro si deve camminare a lungo».
Ford Motor Company intitolata “Città del fu- L’influenza di Le Corbusier si avverte anche
turo”, in cui è ritratto un paesaggio di grattacieli nei nuovi distretti urbani sorti in Cina negli ul-
e viali alberati con pochi esseri umani che non timi quarant’anni. Nel suo intervento alla confe-
sembrano interagire in alcun modo tra loro. renza di Savannah, Calthorpe ha sostenuto che,
Le soluzioni progettuali di questo genere, che a dispetto delle ovvie differenze, quelle schiere
i sostenitori del neourbanesimo definiscono di grattacieli residenziali tutti uguali, allineati
“Torri nel parco”, sono un lascito dell’architet- lungo “superblocchi” di 400 metri, hanno qual-
tura modernista e del suo maestro Le Corbusier. cosa in comune con i sobborghi americani.
Nel 1925 l’architetto svizzero propose di radere «Hanno tutti lo stesso problema: l’urbanizza-
al suolo alcuni quartieri di Parigi a nord della zione caotica che si traduce in un ambiente di-
Senna per sostituirli con una griglia di 18 torri sconnesso», ha spiegato. Nelle nuove città cinesi
di uffici di vetro identiche, alte 200 metri e co- le strade piccole delimitate da negozi sono state
struite a 400 metri di distanza l’una dall’altra. sostituite da viali a 10 corsie dove transitano più
I pedoni avrebbero camminato su “vasti prati”, auto che biciclette e pedoni. «Il tessuto sociale
e sollevando lo sguardo avrebbero visto “que- ed economico è stato distrutto», ha osservato
sti prismi traslucidi che sembrano galleggiare Calthorpe.

GLI URBANISTI HANNO DAVANTI UNA GRANDE SFIDA:

FERMARE L’ESPANSIONE
URBANA CAOTICA CHE HA DISUNITO LE COMUNITÀ.

nell’aria senza alcun legame con il suolo”. Le degli Stati Uniti


L’ U R B A N I Z Z A Z I O N E C A O T I C A
strade sopraelevate erano riservate alle auto- è dovuta a motivi che all’epoca sembravano va-
mobili che, secondo Le Corbusier, avevano reso lidi. Dopo la Seconda guerra mondiale milioni
obsolete le strade di Parigi. di soldati erano tornati nelle città sovraffollate
Al pari di altri progetti di Le Corbusier, il Plan e malridotte; le nuove famiglie avevano bisogno
Voisin non fu mai realizzato, ma esercitò una di un posto in cui vivere. I sobborghi da raggiun-
forte influenza in tutto il mondo. Lo dimostrano gere in auto sembravano una soluzione moderna
i famigerati progetti di case popolari realizzati e liberatoria. Anche in Cina gli urbanisti hanno
nei centri delle città americane e le sue idee tro- agito in un certo modo per buone ragioni.
vano applicazione nelle decine di città nuove che Quando mi trovavo a Shanghai ho visitato una
vengono progettate e costruite in tutto il mondo, mostra sulla storia della città in compagnia di
specialmente in Asia. Sarah Moser, esperta di Pan Haixiao, ricercatore dell’Università di Tongji
geografia urbana della McGill University, ha stu- specializzato in progettazione dei trasporti pub-
diato questi centri urbani e sostiene che in molti blici. Pan ricorda che quando si trasferì a vivere
casi le promesse di dare priorità alle zone pedo- in questa città per studiare, nel 1979, il traffico
nali e al trasporto pubblico non sono state man- era già un problema. A quei tempi Pan impiegava
tenute. Ne è un buon esempio Puraya, il nuovo due ore per spostarsi dall’università al centro,
centro amministrativo federale della Malaysia: che in linea d’aria distavano sei chilometri.
metà della sua superficie è riservata a spazi verdi «Non sarebbe stato più facile andare a piedi?»,

C I T TÀ D E L F U T U R O 45
L A PA Z , B O L I V I A
Il trasporto pubblico tiene
unita una città: dal 2014 a La
Paz funziona la teleferica che
collega il quartiere povero
di El Alto con il centro, 400
metri più in basso. Nel 2018
sulle linee della rete hanno
viaggiato 250.000 persone
al giorno. Le cabine arrivano
a intervalli di 10-12 secondi
l’una dall’altra.
gli ho chiesto. «In quegli anni non mangiavo a
sufficienza», mi ha spiegato Pan. «Camminare
significava stancarsi molto ed erano tempi in cui
noi studenti soffrivamo un po’ la fame».
A distanza di 40 anni dalle “riforme e dall’a-
pertura” della Cina decretate da Deng Xiaoping,
la popolazione ha raggiunto quota 1,4 miliardi di
persone, centinaia di milioni delle quali non vi-
vono più in povertà. Sostanzialmente il risultato
è stato ottenuto spingendo la gente a lasciare la
campagna per andare a lavorare nelle fabbriche
e a vivere in città.
«Dopo la Rivoluzione Culturale la priorità era
dare a tutti una casa e cibo a sufficienza», ha
raccontato He Dongquan, esperto di scienze am-
bientali di Pechino che dirige la sezione cinese di
Energy Innovation, un think tank con sede negli
Stati Uniti. He è cresciuto negli anni Settanta e
Ottanta a Baotou, nella Mongolia Interna. Oggi
Baotou attraversa una forte crisi economica,
ma all’epoca diede al giovane He una casa con
l’elettricità e l’acqua potabile e la possibilità di
studiare, cose per cui si considera fortunato.
La spinta all’urbanizzazione determinò la ne-
cessità di appartamenti, per soddisfare la quale
la soluzione più rapida fu costruire superblocchi
di grattacieli. Un ruolo decisivo fu svolto dai forti
incentivi economici di cui non beneficiarono
solo i costruttori; la vendita delle concessioni
edilizie copriva metà degli introiti delle ammini-
strazioni locali, se non di più. Non fu dato molto ADDIS ABEBA, ETIOPIA

spazio alle sottigliezze decorative: per quanto Una delle prime linee di
metropolitana leggera
ispirati ai principi del feng shui, i grattacieli dell’Africa subsahariana,
erano generalmente allineati in file ordinate. finanziata e costruita
Come nel caso dei sobborghi statunitensi, che in gran parte dalla
Cina, è stata inaugurata
per molti rappresentarono la realizzazione del nel 2015. I suoi vagoni
sogno americano, i risultati furono per certi versi ospitano ogni giorno
straordinari. La famiglia cinese media oggi può oltre 100 mila
persone. Il servizio
contare su circa 33 metri quadrati di spazio per sta trasformando la
persona, una superficie quadruplicata rispetto capitale, consentendo
a vent’anni fa. Tuttavia, mi ha spiegato He, le agli abitanti di arrivare
nei posti di lavoro
aree tra un edificio e l’altro sono poco invitanti distanti dalle case.
e la gente non le usa. Nelle città c’è sempre meno Nelle città africane
spazio per socializzare e passeggiare. a sviluppo rapido,
l’urbanizzazione caotica
Negli ultimi vent’anni, inoltre, il numero è un grave problema.
delle auto private in Cina è passato da una cifra LAURENCE DUTTON

trascurabile a quasi 190 milioni di vetture. A


Pechino adesso ci sono ben sette circonvalla-
zioni che si propagano dalla Città Proibita verso
l’esterno. Nelle città a sviluppo rapido il 70 per
cento degli investimenti per le infrastrutture
di trasporto è destinato alle auto, dice Wang
Zhigao, direttore del programma per le città a

48 N AT I O N A L G E O G R A P H I C I TA L I A
basse emissioni di carbonio di Energy Foun- tipica città cinese moderna: la strada principale
dation China, un’associazione non-profit con era larga 80 metri da marciapiede a marciapiede,
finanziamenti internazionali. che diventavano circa 180 da edificio a edificio.
In base agli standard americani, il trasporto «Abbiamo contattato Peter e altri esperti: la
pubblico è eccellente, ma non abbastanza per notizia li lasciò di sasso», ricorda Wang. «Tutti
convincere la gente a lasciare l’auto a casa. A Pe- concordavano che non fosse stata pensata per
chino come in altre città il problema è in parte gli esseri umani».
attribuibile alla forma urbana caotica, conse- La Energy Foundation mandò Calthorpe e un
guenza degli anni in cui si è costruito troppo architetto dello studio di Gehl a Kunming per
in fretta. «La configurazione di una città va parlare con i funzionari locali. «Dopo il primo
studiata con attenzione, perché non può essere incontro cominciarono a credere nelle nostre
modificata o corretta in tempi brevi», afferma idee», racconta Wang. Alla fine la Energy Foun-
Wang. «Se continuiamo a costruire infrastrut- dation si fece carico delle spese e pagò Calthorpe
ture per le auto la gente continuerà a usarle». affinché cambiasse il piano regolatore di Cheng-
gong. «Il progetto era stato completato e avevano
Wang e He vennero a
U N A D E C I N A D I A N N I FA già iniziato a costruire le infrastrutture», ricorda
sapere dell’esistenza di un nuovo distretto chia- Calthorpe. «Avevano già predisposto i super-
mato Chenggong, nella città di Kunming, nella blocchi». Dove era ancora possibile intervenire,
Cina sudoccidentale. Destinato ad accogliere 1,5 l’architetto suddivise ogni isolato in nove lotti
milioni di persone, era stato concepito come una quadrati con strade più piccole. Avvicinò gli

C I T TÀ D E L F U T U R O 49
edifici alla strada, prevedendo negozi al piano mercato, spiega Wang Hao, urbanista che per
terra, uffici e appartamenti ai livelli superiori. vent’anni ha lavorato all’Accademia cinese di
Il progetto, ancora in costruzione, è stato il ricerca e progettazione urbanistica. «Metà della
primo di molti che Calthorpe e un giovane col- popolazione si è trasferita in città, l’altra metà
lega, Zhuojian (Nelson) Peng hanno realizzato in non può permetterselo», afferma. Le autorità
Cina. Attirò l’attenzione del ministero dell’edili- dicono di voler progettare città più umane e so-
zia pubblica e rafforzò il cambiamento di menta- stenibili e sgonfiare la bolla immobiliare senza
lità che già serpeggiava tra gli urbanisti cinesi, mettere in crisi l’economia. Nessuno sa bene
un cambiamento che ha poi ricevuto una straor- come riuscirci, conclude Wang.
dinaria ratifica. Nel 2016 il Comitato centrale del
Partito Comunista e il Consiglio di Stato, i prin- UN BANCO DI PROVA INTERESSANTE potrebbe essere
cipali organi della Repubblica Popolare Cinese, quello di Xiongan, una distesa di 1.770 chilo-
hanno emesso un decreto: da quel momento in metri quadrati di terreni paludosi distante 100
poi le città cinesi avrebbero dovuto preservare chilometri da Pechino in direzione sud-ovest.
i terreni agricoli e il patrimonio storico; essere Nell’aprile 2017 il presidente Xi Jinping ha an-
formate da isolati più piccoli e aperti, con strade nunciato, sorprendendo tutti ancora una volta,
più piccole e più adatte ai pedoni; potenziare il di voler costruire lì una nuova città. L’estate
trasporto pubblico e così via. Nel 2017 queste li- scorsa, quando ho visitato il sito con He e un

PER DECONGESTIONARE PECHINO LA CINA PROGETTA

UNA CITTÀ VERDE


CHE POTREBBE DIVENTARE UN MODELLO FUTURO.

nee guida sono state tradotte in un manuale per gruppo di urbanisti, l’unica struttura costrui-
gli urbanisti cinesi intitolato Città di Smeraldo, ta era un municipio temporaneo.
redatto in gran parte da Calthorpe Associates. Xi ha dichiarato che Xiongan sarà il progetto
«Rimanemmo abbastanza sorpresi», afferma del millennio. Il video proiettato nei locali del
Zou Tao, direttore dell’Istituto di progettazione centro informazioni mostra le immagini di
urbanistica Tsinghua Tongheng di Pechino, che una città estremamente verde, con edifici non
ha collaborato alla stesura di Città di Smeraldo. troppo alti e isolati piccoli. I lavori saranno
«Promuoviamo il cambiamento da più di 10 completati solo dopo il 2035 - un’eternità, per gli
anni e non ci siamo ancora abituati all’idea che standard cinesi - ma il piano generale approvato
le autorità ci sostengano. Adesso ci adopereremo a dicembre sembra conforme ai criteri indicati
affinché tutto questo diventi realtà». in Città di Smeraldo. La mattina dopo He mi ha
L’urbanizzazione cinese è a un punto di svolta. portato a visitare un luogo dove è in corso un
Le autorità prevedono di far trasferire in città esperimento più spontaneo: un distretto arti-
altri 300 milioni di persone - quasi l’intera popo- stico alla moda chiamato 798, che si trova nella
lazione degli Stati Uniti - entro il 2030. La Cina zona nordorientale di Pechino, tra la quarta e
deve far fronte alla carenza di alloggi decorosi la quinta circonvallazione.
e accessibili dal punto di vista economico e alla Era una calda giornata di fine estate, con il
bolla immobiliare, causata dal fatto che la gente cielo blu “delle grandi occasioni”: He mi ha spie-
investe in appartamenti ma non li mette sul gato che in previsione della visita di alcuni capi

50 N AT I O N A L G E O G R A P H I C I TA L I A
di Stato africani le autorità avevano chiuso le Ne è un esempio la cittadina di Duluth, 40
fabbriche fuori Pechino che producono smog. chilometri a nord-est di Atlanta. Come mi ha
Il distretto 798 si è sviluppato nel sito di vecchie spiegato Chris McGahee, direttore dello sviluppo
fabbriche che in passato si trovavano fuori dalla economico di Duluth, questa era una regione
capitale e ne erano poi state inglobate. Dopo la agricola investita dall’urbanizzazione caotica
chiusura del complesso industriale, negli anni come da uno tsunami. Dal 1970 al 2008 la po-
Novanta, gli artisti cominciarono a occupare gli polazione della contea è aumentata da 72 mila
edifici di mattoni, avviando la trasformazione a 770 mila persone, quella di Duluth da 1.800 a
di quello che nel tempo è diventato un quartiere 25 mila. «Chi va a studiare fuori torna qui e non
di gallerie d’arte, bar e negozi. Qui gli isolati non riconosce più i luoghi in cui ha vissuto», afferma
sono grandi perché erano stati predisposti per McGahee. «Fa eccezione il centro di Duluth, dove
un sito industriale. esistono ancora otto edifici costruiti più di un
Con lui ho parlato del drastico cambiamento secolo fa sopravvissuti ai cambiamenti».
ideologico dell’urbanistica cinese. Annullare McGahee ha assunto l’incarico nell’ottobre
gli effetti di trent’anni di superblocchi non sarà del 2008, in piena crisi economica. I problemi,
facile, conviene He. «Considerate la scala degli tuttavia, hanno generato nuove opportunità.
interventi e le necessità economiche, ci vorranno «La recessione ha ridotto il prezzo del terreno,
dai 20 ai 30 anni. Ma già si intravedono piccoli rendendolo accessibile», spiega. Nel giro di qual-
segnali qua e là. Speriamo che con il tempo tutto che anno la città è riuscita ad acquistare 14 ettari
il paesaggio urbano cambierà». intorno a quegli otto stabili, lungo i binari della
ferrovia. Gli edifici non avevano niente di spe-
A N C H E N E L PA E S A G G I O A M E R I C A N O , nel mare di ciale, erano soltanto piccole costruzioni in late-
espansione caotica, emergono isole di speranza. rizi risalenti alla fine dell’Ottocento, ma avevano
Ellen Dunham-Jones, architetta e urbanista fascino e una certa valenza emotiva.
del Georgia Tech di Atlanta, una delle città più Oggi quegli edifici sono diventati il nucleo di
caotiche del pianeta sotto il profilo urbanistico, un distretto di locali e ristoranti che include una
tiene un database di questi esempi positivi. Nel sala concerti. Inoltre le autorità cittadine stanno
2009, mentre scriveva insieme a June William- completando la realizzazione di 2.500 unità
son del City College of New York il libro intitolato abitative a dieci minuti di distanza a piedi da
Retrofitting Suburbia (Rimodernare i soborghi), Main Street. Le case in città vengono acquistate
ha visionato circa 80 casi di spazi suburbani og- prima ancora che siano completate, aggiunge
getto di una trasformazione in qualcosa di più McGahee, che vive in una di queste e raggiunge
urbano, cioè più compatto e a misura d’uomo. a piedi l’imponente edificio del Municipio, che
Oggi i progetti inseriti nel database sono saliti si affaccia su una grande area verde.
a 1.500. Poiché gli acquisti on line stanno decre- Il processo di riqualificazione urbana più am-
tando la fine di centinaia di centri commerciali, bizioso che interessa l’area di Atlanta è la Belt-
ha aggiunto, circa il 90 per cento di queste strut- Line, il tentativo di infondere nuova vita alla
ture sta per essere sostituito da «aree destinate a linea ferroviaria abbandonata, lunga 35 chilo-
diventare il centro città che i sobborghi periferici metri, che circonda il centro della città come un
non hanno mai avuto». anello. Cinque sezioni, circa un terzo del totale,
La transizione è alimentata dalle forze del mer- sono state trasformate in un percorso per pas-
cato. La famiglia nucleare per la quale erano state seggiare, fare jogging o andare in bici.
concepite le sottodivisioni suburbane non rap- «Il progetto è già un grande successo dal punto
presenta più la norma statistica: solo poco più di di vista economico», afferma Ryan Gravel, che
un quarto delle famiglie statunitensi oggi è com- per primo immaginò la BeltLine nel 1999 per il
posto da adulti con figli. I giovani preferiscono suo master in urbanistica al Georgia Tech. I 500
lo stile di vita metropolitano e di conseguenza milioni di dollari investiti dalla città di Atlanta
sono molti i genitori rimasti da soli a vivere nei hanno generato 4 miliardi in sviluppo, soprat-
sobborghi. Nelle cittadine intorno ad Atlanta, e tutto nella zona est della città. Nel punto in cui
altrove negli Stati Uniti, osserva Dunham-Jo- l’Eastside Trail incrocia Ponce de Leon Avenue,
nes, «il concetto di “strada principale” è stato un vecchio, immenso deposito, appartenuto a
distrutto dal diffondersi dei centri commerciali. una società di vendite per corrispondenza, è di-
Ora assistiamo alla sua rinascita». ventato il Ponce City Market, un complesso che

C I T TÀ D E L F U T U R O 51
S H A N G H A Iipsem
Captiontk , C I N Alorem
Una sopraelevata
uis vend occab ipsam
consente ai pedoni
res et et larum di
et lame
sopravvivere
ipis ea que moloral traffico
pore
della rotonda Mingzhu
pro blaceribus diosm
di Pudong
quis e di arrivare
aspie brndan isa
agli ufficicearu
adipsus e ai centri
ptatemp
ossimil litaturmolto
commerciali, sin pore
distanti tra loro. Quasi
nulpa consequo berro
250.000 cinesiomll
quae. Ucillori muoiono
auda
ogni anno sulle
dolorecus strade;
ul volporm
orumlaquat
oltre metà sonoquiat.
gium
pedoni o ciclisti.
54 N AT I O N A L G E O G R A P H I C I TA L I A
DA S I N I S T R A
IN SENSO OR ARIO

SHANGHAI

Tutti i mezzi di
trasporto si incrociano
nei pressi della stazione
della metro Wenshui,
nella zona nord di
Shanghai. I ciclisti, in
passato padroni delle
strade, ora viaggiano
in corsie riservate.

Le persone di mezz’età
di Shanghai si ricordano
i tempi in cui lo skyline
di Pudong, qui ritratto
dalla città vecchia, non
esisteva nemmeno. I
cinesi sono orgogliosi
dello straordinario
boom edilizio de loro
paese: la pianificazione
affrettata potrebbe
diventare però un
problema in futuro.

SINGAPORE

Sapremo costruire città


a misura d’uomo? Le
città saranno luoghi da
cui fuggire o avranno
spazi accoglienti e
condivisi? In questo
piccolo parco una
famiglia visita il campo
giochi davanti a una
caffetteria all’ombra.

Come ci sposteremo
in città nel futuro?
Una possibilità sono
i minibus a guida
autonoma in fase
di prova nei Gardens
by the Bay.

C I T TÀ D E L F U T U R O 55
ospita locali, ristoranti, negozi e uffici. Uno sta- allungando i loro tentacoli di binari nelle zone
bilimento della Ford è stato riconvertito in loft. di campagna e costruendo villaggi intorno alle
L’idea di Gravel era anche quella di ricucire stazioni. Fino a dopo la Seconda guerra mon-
la città troppo frammentata, e la BeltLine do- diale, la città di Los Angeles possedeva la rete
vrebbe comprendere una rete tranviaria che tranviaria più lunga del mondo, oltre 1.600 chi-
stimoli la crescita economica e la costruzione di lometri di binari.
alloggi accessibili nelle aree che più ne hanno «Queste infrastrutture creano la forma ur-
bisogno, i quartieri afroamericani nelle zone bana», afferma Joe DiStefano, collega di lunga
sud ed est. data di Calthorpe che dirige insieme a lui l’a-
Gravel è cresciuto a Chamblee, un piccolo zienda UrbanFootPrint. «Berkeley è a misura
sobborgo a nord-est di Atlanta, e ricorda che d’uomo perché la sua configurazione è il risul-
«per andare al centro commerciale si rimaneva tato dagli investimenti nel sistema tranviario».
sempre bloccati sulla strada I-285». Poi ha vis- Los Angeles era molto grande, ma la maggior
suto per un anno a Parigi per motivi di studio parte dei luoghi si trovava a breve distanza dalla
e ha scoperto i vantaggi di una metropolitana fermata di un mezzo pubblico. Poi la città e il
funzionante e la gioia di perdersi per le strade, paese cambiarono, osserva DiStefano, «le auto-
vagando senza una meta. «A Parigi ho scoperto mobili ci consentirono di coprire distanze più
il piacere di camminare», afferma. È tornato lunghe in piena autonomia».

IN TUTTI GLI USA IL DESIDERIO DI TORNARE A UNO

STILE DI VITA URBANO


STA RIPORTANDO IN AUGE IL CONCETTO DI “CENTRO”.

quindi ad Atlanta per essere parte attiva del Los Angeles è diventata l’emblema della cultura
cambiamento della città. dell’automobile. Adesso, però, sta cercando di fug-
Dal Ponce City Market ci siamo diretti a sud, gire da quella trappola, immaginando un futuro
in direzione di una vecchia fabbrica dismessa legato al passato. Dal 2008 gli elettori della contea
di telefoni dove, secondo i programmi di Gravel, di Los Angeles hanno approvato per due volte, e
dovrebbero sorgere una caffetteria e uno spazio con un’ampia maggioranza, l’aumento di mezzo
d’incontro in cui gli abitanti di Atlanta possano centesimo dell’imposta su prodotti e servizi per
discutere insieme di ciò che sognano per la loro finanziare l’ampliamento della rete di trasporto
città. Tutt’intorno a noi c’è gente che fa jogging, pubblico. In parte, è vero, sperano che questo
che va in bici, sui pattini, oppure passeggia. La possa decongestionare le autostrade. La Expo
linea ferroviaria è sempre stata una barriera fi- Line fino a Santa Monica è stata completata nel
sica che separava i quartieri, ora al suo posto c’è 2016, la linea Purple della metropolitana sta per
un luogo che unisce. essere estesa di 14,5 chilometri, dal centro fino alla
Ucla; a sud-est sarà realizzata una metro leggera,
quando lo stabilimento Ford di
C E NTO A N N I FA , utilizzando una vecchia linea tranviaria.
Ponce de Leon cominciava a sfornare una Mo- Il trasporto pubblico da solo non può risolvere
del T dopo l’altra, Atlanta iniziò a espandersi i problemi di Los Angeles; in realtà lo scorso
lungo le direttrici delle linee tranviarie. Molte anno il numero dei viaggiatori è diminuito.
città importanti degli Usa facevano lo stesso, «Spostarsi in auto costa poco, le case costano

56 N AT I O N A L G E O G R A P H I C I TA L I A
troppo», sintetizza Michael Manville, urbanista non si limitino a desiderare un progresso simile,
della Ucla. Ma qualcosa sta cambiando: a Santa ma lo ritengano persino necessario». La Kitty
Monica ho avuto modo di conoscere Johannes Hawk ha già dei concorrenti.
Van Tilburg, un architetto che negli ultimi 15 All’inizio Cora sarà lanciato sul mercato come
anni ha progettato 10 mila unità abitative nei un servizio di taxi, mi ha detto Reid. Tu arrivi,
pressi di linee di trasporto pubblico. Ma è dav- diciamo, all’aeroporto di Los Angeles e Cora ti
vero possibile cambiare il tessuto urbano di una trasporta rapidamente 300 metri sopra il traffico
città che è cresciuta in modo caotico? seguendo una rotta predeterminata. Non costerà
«Io sono convinto di sì», risponde DiStefano. molto, ha precisato Reid, il prezzo sarà più vicino
Abbiamo impiegato solo mezzo secolo per di- a quello del servizio Uber Black che a quello di
struggere una forma urbana a misura d’uomo un elicottero. In quanto velivolo elettrico, inol-
che resisteva da millenni, spiega; possiamo cor- tre, sarà silenzioso e relativamente “verde”.
reggere gli errori in altri 50 anni. DiStefano ha In quel momento mi sono reso conto che ne
collaborato con Calthorpe all’esperimento di El prenderei uno senza neanche pensarci.
Camino. «In realtà quel progetto potrebbe essere Ma cosa comporterà avere migliaia di questi
realizzato ovunque negli Stati Uniti», afferma. In velivoli che sfrecciano sopra lo skyline? Avete
tutto il paese esiste la possibilità di creare città a inventato una tecnologia, ho detto a Reid, che
misura d’uomo, collegate e capaci di ospitare una potrebbe essere altrettanto rivoluzionaria delle
popolazione in crescita, senza tagliare nemmeno automobili. Come sarà il mondo in cui vivremo?
un albero né asfaltare un altro chilometro. «A questo penseremo dopo», mi ha risposto.
Prima che l’idea trovi applicazione, tuttavia,
è probabile che debba scontrarsi con la nuova Ma sarebbe saggio
P RO BA B I L M E N T E LO FA R E M O.
tecnologia delle auto a guida autonoma. Sfrec- prevenire eventuali problemi sin da ora. Non
ciando una accanto all’altra, le Av potrebbero avremmo dovuto farci condizionare dalle auto
incrementare la capacità delle strade e ridurre fino a diventarne schiavi. Non avremmo dovuto
lo spazio destinato ai parcheggi. Per la stessa eliminare tutte le linee tranviarie. Non avremmo
logica, potrebbero anche far aumentare in modo dovuto dimenticare che le città sono fatte per le
drastico il totale dei chilometri percorsi da un persone e non dobbiamo scordarlo più.
veicolo, perché i taxi robotici Uber e Lyft potreb- Quando Gehl ha iniziato la sua carriera, negli
bero aggirarsi vuoti per la metropoli in attesa di anni Sessanta, anche le strade di Copenaghen
un cliente e i proprietari di un’auto a guida au- erano soffocata dalle automobili. Gehl ha ini-
tonoma potrebbero lasciarla a girare per strada ziato a lavorare nel solco della tradizione mo-
mentre fanno shopping. dernista, progettando quel genere di edifici che
E se la vostra auto fosse piuttosto un aereo? In adesso definisce con un certo disprezzo «bot-
un hangar a sud di San Jose ho avuto la visione tigliette di profumo», composizioni scultoree
di un futuro che potrebbe non essere molto lon- che non tengono conto delle esigenze umane.
tano. L’hangar, di proprietà dell’azienda Kitty Poi, però, ha cambiato rotta, e lo stesso ha fatto
Hawk, conteneva quattro piccoli velivoli con la sua città. Copenaghen si è impegnata per di-
una vivace fusoliera gialla. Ogni ala era dotata ventare la migliore città del mondo per i pedoni
di sei propulsori a elica elettrici puntati verso e per i ciclisti. E la cosa funziona. Oggi circa due
l’alto. Cora, così è chiamato questo tipo di aereo, quinti degli spostamenti all’interno della città
si alza in volo come un elicottero ed è alimentato avvengono in bicicletta.
a batteria. Ha due sedili, nessuno dei quali è de- Ciò non significa che la bicicletta sia la so-
stinato al pilota: Cora vola da solo. Un pilota a luzione di tutti i problemi; il punto è che do-
terra monitora i suoi spostamenti, prendendone vremmo essere più attenti alla configurazione
il controllo a distanza se necessario. delle nostre città. «Svegliarsi al mattino e sapere
L’ex Ceo di Virgin America, Fred Reid, che ha che la città migliora ogni giorno è bello quando
supervisionato il progetto Cora fino all’inizio di si hanno dei figli», afferma Gehl. «È così che do-
quest’anno, ha voluto spiegarmi le ragioni che vrebbero andare le cose». j
hanno portato alla creazione di un aereo a guida
autonoma, mostrandomi, tanto per cominciare, Il redattore Robert Kunzig si occupa soprattutto
di ambiente. Andrew Moore è noto per le foto
un video sul traffico di Los Angeles. «Sono sicuro documentaristiche in grande formato. Questo
che le donne e gli uomini di queste immagini è il suo primo reportage per il magazine.

C I T TÀ D E L F U T U R O 57
Nei primi anni 2000, le città Santa
di Simi Valley, Thousand Clarita
Oaks e Santa Clarita si sono
sviluppate fino a raggiungere
Los Angeles; oggi fanno
M
O
parte della sua grande area N
T I
metropolitana. S A
N
G A
San B R
Simi Valley Fernando I E L

Canoga Park
Thousand Oaks Van Nuys
Burbank

Calabasas
Hollywood Glendale Pasadena
Hills
MONTI
DI SANTA MONICA
Beverly
Hills El Monte
Downtown

Santa
Monica

Huntington
Inglewood Park Whittier
Con 6.000 abitanti, il centro
di Los Angeles è stato il primo
nucleo urbano della città nel Hawthorne
Compton
1870. Nel 1876 la popolazione
è cresciuta con l’arrivo della Buena
Redondo Park
ferrovia transcontinentale.
Beach
Torrance

Garden
Palos Verdes Long Grove
Estates Beach
O CE A NO
San
Pedro
PA C I F I C O
Huntington
Beach

LOS ANGELES è “19 sobborghi in cerca di una metropoli”, Estensione


urbana per anno
secondo un’affermazione attribuita allo scrittore Aldous
2014
Huxley. Per capire in che modo aree metropolitane
come la Greater Los Angeles siano diventate ciò che 2000
1990
sono oggi, il docente di urbanistica Shlomo Angel e i 1980
suoi colleghi della New York University hanno usato
vecchie mappe e immagini da satellite per dare vita
1950
all’Atlante dell’espansione urbana, un progetto di
mappe online. L’atlante adotta i parametri di extrema
1920
tectorum usati dagli antichi romani, includendo l’intera
area edificata oltre i confini giurisdizionali della città e i
municipi limitrofi. Ferrovie, strade e case contribuiscono a 1890
tracciare la forma delle città, racconta Angel. Lo stesso fa
la geografia: Los Angeles ha l’oceano da un lato e i monti
dall’altro. Città come Londra, che non hanno questi limiti,
tendono a svilupparsi in modo concentrico e uniforme. 0 km 5

58
LOS ANGELES, STATI UNITI
Alla fine del’Ottocento l’imprenditore Henry
Huntington acquistò i terreni alla periferia di Los
Angeles. Fondò poi la Pacific Electric Railway
per collegare i vari sobborghi. La rete tranviaria
interurbana, attiva tra il 1901 e il 1960, ha reso
possibile l’espansione della città. Per un certo
periodo è stata la rete di tram più grande del
mondo. Quando è stata smantellata e sostituita

LA STORIA DI CINQUE CITTÀ E DEL LORO SVILUPPO. DI CLARE TR AINOR, JASON TREAT E KELSEY NOWAKOWSKI
da autobus e macchine, l’urbanizzazione

LA FORMA DELLE CITTÀ


selvaggia è diventata la norma.

Pacific Electric Railway nel 1920

San Bernardino
Fontana

Ontario
Redlands
Pomona

Chino

Riverside
Moreno
Valley

Yorba
Linda Corona

M
O
Santa N
Ana T
I
S
A
Irvine
N
T
A
A
N
A
Mission
Viejo
Subito dopo la fine della
Seconda guerra mondiale,
una nuova rete stradale e la
costruzione di case in serie
hanno accelerato l’esodo
verso i quartieri periferici.

San
Clemente

FONTI: SHLOMO ANGEL E ALEJANDRO BLEI,


ATLAS OF URBAN EXPANSION, NEW YORK
UNIVERSITY; PACIFIC ELECTRIC RAILWAY; LOS
ANGELES RAILROAD HERITAGE FOUNDATION;
COPYRIGHT OPENSTREETMAP, DISPONIBILE
CON LICENZA OPEN DATABASE:
OPENSTREETMAP.ORG/COPYRIGHT
LONDRA, REGNO UNITO
Con l’inaugurazione della metropolitana
di Londra nel 1863, la città ha iniziato
a ingrandirsi. Il Cheap Trains Act del
1883 ha permesso alla classe operaia di
spostarsi dalle grigie case popolari verso
i sobborghi. La popolazione di Londra
è esplosa tra il 1800 e il 1900, quando è
passata da 1,1 a 6,5 milioni di abitanti.

migi
Ta

SHANGHAI, CINA F
Quella che nel 1982 era una città iu
industriale relativamente compatta m
e
di 12 milioni di abitanti oggi è grande A
zz
il doppio. La popolazione è cresciuta ur
ro
negli anni ’80, quando il paese ha
iniziato ad aprirsi agli investimenti
stranieri. Shanghai si è espansa così
rapidamente che a partire dagli anni ’90
la densità della popolazione è scesa.

Estensione urbana
per anno (circa)
2014
2000
1990
1980

pu
ang
1950 Hu

1920

1890
0 km 5

TUTTE LE MAPPE
HANNO LA STESSA
SCALA
MANILA, FILIPPINE LE INNOVAZIONI CHE
Incastonata tra il mare e un lago, la città si
è sviluppata sull’asse nord-sud. Dal 1950 HANNO PLASMATO
quasi metà della crescita demografica
delle Filippine si è concentrata nell’area di
LE CITTÀ
Manila. La tendenza si è intensificata tra
il 1980 e il 2000, quando l’intera crescita
demografica è avvenuta nei sobborghi.

RESISTERE AGLI ATTACCHI


Le mura difendevano
le città dagli invasori.
I cannoni furono una
minaccia fino a quando
vennero erette mura
spesse. Con gli Stati
Ba i a
moderni, le mura
d i Ma n i l a divennero inutili e
le città iniziarono a
espandersi.

Laguna de
Ba y

I N C O R AG G I A R E
I L C OM M E RC I O
Le città portuali erano
fulcri commerciali. Per
trasportare le merci le
ferrovie collegavano le
città con le campagne
in ogni direzione,

LAGOS, NIGERIA portando a modelli di


sviluppo tentacolari.
Dopo l’indipendenza dall’Impero
britannico nel 1960 la produzione
petrolifera della Nigeria si è impennata,
attirando soldi e persone nella capitale.
Le zone paludose della costa sono state
bonificate per gli investitori stranieri e per
chi abbandona la campagna per la città.

S P O S TA R E
LE PERSONE
Con l’ascensore, a
metà Ottocento, le
città hanno iniziato a
crescere in verticale.
Le città hanno potuto
ampliarsi verso le
periferie quando
automobili e autobus
hanno colmato il vuoto
lasciato dalle ferrovie.
Laguna
di Lagos

Golfo di Guinea
62
DI FOTOGR AFIE DI

NINA STROCHLIC NORA LOREK


NASCITA DI UNA CITTÀ
R I U S C I R À L’ U G A N DA A T R A S F O R M A R E I L P I Ù G R A N D E C A M P O P R O F U G H I D E L L’A F R I C A I N U N C E N T R O U R B A N O ?

N AT I O N A L G E O G R A P H I C I TA L I A
BIDIBIDI 63
Le sale televisive di
Bidibidi ospitano un
pubblico in prevalenza
maschile, che paga
15 centesimi per
vedere film o partite
di calcio. I proprietari
di questi luoghi sono
convinti che un giorno
il campo diventerà
autosufficiente.
FO T O PR ECEDEN T E
La sera, i mercati del
campo profughi di
Bidibidi diventano luoghi
di incontro. Grazie a una
legge nazionale che
consente ai rifugiati di
lavorare, il ventiduenne
Kennedy Lemmy, del
Sud Sudan, ha aperto
un piccolo negozio.
Gli abitanti
di Bidibidi sono
quasi tutti bambini.
Man mano che
il campo si trasforma
in un insediamento
permanente, quasi
tutte le sue scuole
vengono ricostruite
in muratura.
A
L R I P A R O D A L S O L E C O C E N T E nella sottile striscia
d’ombra di un lampione stradale, David Kwaje im-
mette dati nel suo smartphone. Nonostante il ba-
gliore accecante di mezzogiorno, riesce a distinguere
la sfilza di magazzini bianchi dove si ritirano le razioni
di cibo in fondo alla discesa e, più in là, le due grandi
cisterne dell’acqua che alimentano i rubinetti sulla
strada, circondati da una raggiera di taniche gialle.
È da una settimana che Kwaje percorre questi sterrati
inserendo su una mappa digitale ogni attività com-
merciale, chiesa, scuola, ambulatorio, rubinetto o lam-
pione che incontra. Al termine del lavoro lui e gli altri
cinque addetti alla mappatura avranno realizzato una
guida open source di un’area grande due volte Parigi.
Con quasi 300 mila rifugiati distribuiti in diversi
villaggi nel nord dell’Uganda, Bidibidi è il secondo
Nel Sud Sudan Rose
Asha Sillah, qui ritratta
con la figlia, era tra i
fondatori di un’azienda
produttrice di
legname che contava
35 dipendenti. A
Bidibidi ha fondato un
centro di formazione
dove si insegnano
attività come il ricamo
o l’agricoltura a circa
400 donne. «Vogliamo
starcene a piangere
per il Sud Sudan
più grande campo profughi al mondo dopo quello per altri dieci anni?»,
domanda. «Bisogna
dei Rohingya in Bangladesh. Kwaje, che ha 26 anni, guardare avanti».
è arrivato due anni fa, e attorno a sé ha visto radere al
suolo una foresta e creare 400 chilometri di strade per Questo reportage di Nina
Strochlic è stato finanziato
accogliere l’ondata di sud sudanesi in fuga dalla guerra dall’International Women’s
che infuriava poco più a nord. Media Foundation.

68 N AT I O N A L G E O G R A P H I C I TA L I A
BIDIBIDI 69
Nilo
AFRICA
Nel frattempo Kwaje e la sua famiglia hanno UGANDA
costruito alcune casette di mattoni di fango su SUD SUDAN AREA
INGRANDITA
un piccolo terreno, lui si è sposato e ha avuto
un figlio, e adesso sta documentando la trasfor- Bidibidi Ko Palorinya
c
mazione di Bidibidi da campo profughi a città IMMAGINE

hi
REP. DEM. A DESTRA Nyumanzi
permanente per l’organizzazione non-profit DEL
U G A N D A
Humanitarian OpenStreetMap Team. CONGO
Imvepi
Maaji
Kwaje attraversa la strada, diretto verso una

co
Insediamenti

an
delle cinque scuole secondarie di Bidibidi, una Arua di rifugiati

Bi
Rhino
Camp

lo
sorta di tenda fatta di teloni di plastica appesi A Bidibidi e negli

Ni
insediamenti vicini vivono
a pali di legno grezzi con le finestre ritagliate. circa 700.000 rifugiati sud
0 km 20
Kwaje è un ragazzo pieno di energia, ma la gior- sudanesi.

nata è stata lunga, e mentre attraversa il cortile


della scuola comincia a provare una certa fatica, popolazioni in fuga dalle invasioni barbariche e
finché scorge un giovane con la camicia grigia. che i campi profughi palestinesi aperti 50 anni
«Il mio insegnante in Sud Sudan!», esclama. fa in diverse città del Medio Oriente ormai non
Corre ad abbracciarlo, poi si accomoda su si distinguono più dagli altri quartieri, l’idea che
una sedia, tira fuori il telefono e comincia a possa nascere una città - magari anche bella - da
tempestare Soko Khamis, suo professore alle una crisi di rifugiati non appare poi così assurda.
superiori e attuale direttore accademico della In genere i campi profughi vengono concepiti
scuola di Bidibidi, con una raffica di domande: come luoghi di sosta temporanei in cui la priorità
quando è stata aperta la scuola? (Febbraio 2017). è la sopravvivenza; le organizzazioni umanita-
È una struttura temporanea? (Sì). Che problemi rie, i paesi ospitanti e gli stessi rifugiati si augu-
ci sono? (I bagni cadono a pezzi, gli studenti sof- rano di restarci il minor tempo possibile. Ma la
frono la fame, i libri scarseggiano). realtà è ben diversa: in media i rifugiati restano
«Quando tornerai nella nostra scuola?», in esilio per dieci anni. E oggi che il mondo deve
chiede Kwaje. fare i conti con un numero senza precedenti di
«Eh», sospira Khamis. «Lì c’è ancora la guerra». persone in fuga, mantenere i campi temporanei
costa centinaia di milioni di dollari l’anno e tiene
UN GR ANDE ESPERIMENTO è in atto in Uganda. in sospeso le vite di milioni di persone.
Uno skyline industriale di torri idriche e ripe- Nel dicembre 2013, due anni dopo la procla-
titori per cellulari si erge su solide capanne di mazione d’indipendenza del Sud Sudan, il con-
fango e piccoli lotti coltivati. Le scuole e i centri flitto tra i leader rivali del governo del neonato
sanitari sono strutture in mattoni ricoperte di paese è degenerato in una guerra civile. Nel
cemento, dotate di finestre. Dai rubinetti esce luglio 2016, quando l’accordo di pace che aveva
acqua dolce e piccoli pannelli solari alimentano tenuto in stallo i combattimenti è venuto meno,
lampioni stradali, radio che diffondono musica il paese è stato travolto da un’ondata di uccisioni
nelle botteghe dei barbieri, televisori che tra- indiscriminate e decine di migliaia di persone
smettono partite di calcio negli spazi comuni e si sono riversate in Uganda in cerca di rifugio.
cellulari lasciati a caricare nei negozi. Il campo di Bidibidi è stato aperto nell’agosto
Nel resto del mondo i rifugiati vivono stipati di quell’anno, con un afflusso pressoché imme-
in tende, ripari di fortuna o baracche di lamiera, diato di 6.000 persone al giorno.
e gli abitanti non possono lavorare o uscire dai Un mese dopo, con la Dichiarazione di New
campi. In Uganda, grazie a una politica sui rifu- York, i 193 Stati membri delle Nazioni Unite si
giati tra le più progressiste al mondo, chi fugge sono assunti l’impegno di favorire una maggiore
dalla guerra civile del Sud Sudan può vivere, integrazione dei rifugiati nelle loro comunità.
coltivare la terra e lavorare liberamente. Qui il Una strategia messa subito in atto da 13 paesi,
futuro di Bidibidi viene discusso tra le alte sfere tra cui l’Uganda. Per l’Uganda non si trattava
governative e nella comunità internazionale, con di una novità, visto che già da dieci anni ai ri-
l’obiettivo di trasformare il campo profughi in fugiati veniva data la possibilità di vivere e la-
una città vivibile che possa continuare a esistere vorare nel paese. Nel 2017 l’Uganda ha lanciato
anche se un giorno i rifugiati torneranno a casa. un’iniziativa per incoraggiare lo sviluppo nelle
Se consideriamo che Venezia è stata fondata da zone di accoglienza dei rifugiati.

70 N AT I O N A L G E O G R A P H I C I TA L I A
$
Pompa a motore
Carbone
BIDIBIDI SULLA
Farmacia
MAPPA
Moschea Fino a tre anni fa l’area nel nord-ovest
dell’Uganda in cui sorge il campo di
$ Alimentari Bidibidi era solo foresta. Oggi, come
24 ore
Pompa evidenzia l’immagine satellitare, ci
Pompa a mano vivono quasi 300.000 rifugiati sud
a motore sudanesi. Alcuni di loro, armati di
smartphone, stanno realizzando una
mappa online con scuole, ambulatori,
esercizi commerciali e fonti d’acqua
Bidibidi del campo. L’iniziativa di Humanitarian
OpenStreetMap Team ha lo scopo di
Pompa a mano ZONA 2 aiutare i rifugiati a orientarsi nel luogo
in cui vivono e dar loro la possibilità
di cambiarlo. Gli operatori umanitari
Pompa a motore utilizzano i dati per gestire questo
Chiesa campo in rapida trasformazione.
Chiesa

Spesso la gente Le case sono fatte


si raduna qui all’ombra perlopiù di fango o
di grandi alberi. teloni di plastica.

AREA
Scuola secondaria INGRANDITA
I pannelli solari servono
SOTTO
anche per ricaricare gli
smartphone.

Clinica Serbatoio
privata dell’acqua
Prima dell’agosto 2016 Chiesa
questa struttura lungo I campi vengono
un sentiero era l’unico bruciati per prepararli
Scuola materna
edificio di tutta l’area. alla nuova semina.
0 feet 300

0 meters 100 N

LEGENDA
Pompa a motore Fonte d’acqua
I dati raccolti dai rifugiati indicano se i rubinetti
$ funzionano e se sono illuminati di notte, dato
Gommista importante per valutarne la sicurezza.

Struttura medica
Ambulatori e centri sanitari sono
Ambulatorio descritti in base a come sono costruiti e
$ a quanti medici e infermieri ci lavorano.
Supermercato
Ristorante Scuola
Quando si crea una Le informazioni includono data di
mappa digitale, apertura, se la struttura è permanente
strade ed edifici e quanti insegnanti ci lavorano.
vengono ricalcati
dalle immagini Luogo di culto
satellitari. A Bidibidi sono state aperte - e
mappate - molte chiese cristiane e
diverse moschee.
Farmacia
$
$ Attività commerciale*
Sala TV Farmacie, ristoranti, alimentari, casalinghi
e altre attività vengono aggiunte man
mano che aprono, con orari d’apertura.
0 metri 50
*I puntini rappresentano negozi non identificati.

RILEY D. CHAMPINE, NGM. IMMAGINE SATELLITARE: PLANET LABS, INC. FONTI: RUPERT ALLAN, UGANDA HUMANITARIAN OPENSTREETMAP TEAM; COPYRIGHT DEI
CONTRIBUTOR DI OPENSTREETMAP, DISPONIBILE SU OPEN DATABASE LICENSE: OPENSTREETMAP.ORG/COPYRIGHT
Le sud sudanesi
Knight Mai (a sinistra)
e Florence Stima (a
destra) lavorano in un
salone di bellezza a
Bidibidi per meno di 5
dollari a settimana. Nel
campo ci sono molti
esercizi commerciali,
ma poche aziende ne
sfruttano il potenziale
di forza lavoro.
L’IDEA CHE
POSSA
NASCERE
UNA CITTÀ
- MAGARI
ANCHE
BELLA - DA
UNA CRISI DI
RIFUGIATI
NON APPARE
POI COSÌ
ASSURDA.

IN SENSO OR ARIO
D A L L’A LT O A S I N I S T R A

All’inizio le lezioni della


Scuola primaria Twajiji si
tenevano nelle tende.
Oggi si svolgono in
aule in muratura con un
cortile esterno. «Il
sistema scolastico si sta
sviluppando», dice la
vicepreside Akena
Baptist Lotard.

Una cerimonia nuziale in


una delle più grandi
chiese di Bidibidi è
durata più di sei ore.

Nel campo c’è poco


lavoro e poco
intrattenimento. Gli
uomini passano il
tempo giocando a
biliardo o a domino.

Lily Ipayi viene sepolta


nel nuovo cimitero di
Bidibidi. Il marito spera
di poterne riportare la
salma in Sud Sudan
quando nel paese
tornerà la pace.

74 N AT I O N A L G E O G R A P H I C I TA L I A
BIDIBIDI 75
Mentre Esther Minella
prepara le verdure
coltivate nel suo orto
per cucinarle, la vicina
Ronah Halima le tiene il
nipotino. Halima nutre
e veste 11 bambini, tra
i quali alcuni orfani,
vendendo i pasti che
cucina agli operai che
stanno costruendo una
chiesa.
Quasi tutte le scuole e gli ambulatori medici
di Bidibidi sono stati trasformati in strutture
permanenti e il campo è stato dotato di una rete
idrica. Inoltre, a differenza di tanti altri campi
profughi, Bidibidi non è recintato. Le abitazioni
dei rifugiati sono quasi del tutto identiche a
quelle dei villaggi che si trovano tra le cinque
aree in cui è diviso il campo. Quando, e se, i sud
sudanesi torneranno a casa, le nuove scuole, i
nuovi ambulatori e le nuove condutture idriche
saranno utilizzate dagli ugandesi.

SONO LE 4 DEL POMERIGGIO DI MERCOLEDÌ e al


Ministero degli Affari Inutili, una baracca sul
ciglio di una lunga strada sterrata, è in corso una
riunione. Henry Anguyo presiede un’assemblea
di circa 30 membri da una sedia di plastica.
Intorno a loro sta sorgendo una città e, come
ogni cittadino che si rispetti, vogliono avere voce
in capitolo. Il ministero è una sorta di circolo ci-
vico fondato da un gruppo di profughi frustrati
che cercano di migliorare le proprie condizioni
di vita. Molti di loro si sentono ignorati dalla
burocrazia del campo e non possono permet-
tersi beni di prima necessità come il sapone o le
scarpe. Il ministero cerca di affrontare questioni
come la disoccupazione, i rubinetti dell’acqua
guasti e la tutela delle donne incinte durante le
distribuzioni mensili delle razioni alimentari e pressioni sui governi dei paesi che ospitano i
spera di potersi meritare un giorno l’appellativo rifugiati perché realizzino aree di sviluppo che
di “Ministero degli Affari Utili”. possano attrarre investimenti stranieri. «Se crei
Gli operatori umanitari si sono resi conto sin uno spazio di legalità per l’attività economica
dall’inizio delle potenzialità a lungo termine e dai alla gente la stabilità legale necessaria,
di Bidibidi. Miji Park, per esempio, che orga- apri la strada a un grande dinamismo che alla
nizzava i programmi all’interno del campo per fine crea prosperità», dice il fondatore Michael
conto dell’Ong Mercy Corps, è rimasta colpita Castle Miller. «Non solo per chi vive lì, ma per
dalla rapidità con cui è spuntato un mercato tutto il paese».
vicino alla zona di accoglienza. «Abbiamo vi- Diverse organizzazioni umanitarie hanno svi-
sto un futuro fin dall’inizio», racconta. «Era luppato progetti e piani economici per favorire
chiaro che ci sarebbe stata un’enorme crescita lo sviluppo economico di Bidibidi: zone Wi-Fi,
economica». minireti elettriche, impianti di produzione su
A Bidibidi un tecnico sanitario può ritrovarsi larga scala. Per ora il business è su piccola scala
a vendere frutta per strada, e un’infermiera a e le aziende private cominciano solo adesso a
realizzare orecchini con la plastica delle bot- pensare a come sfruttare la forza lavoro poten-
tiglie. Gli abitanti del campo profughi vivono ziale di Bidibidi.
nel limbo della sussistenza. Se l’economia non In un laboratorio con una tela cerata per tetto,
parte, torneranno nel Sud Sudan o lasceranno il due profughi pressano un impasto molle di
campo per cercare lavoro in qualche altra città. biomassa per ricavarne piccole mattonelle che
Per raggiungere una stabilità a lungo termine mettono a seccare in una serra adiacente. Ogni
il campo profughi deve cambiare paradigma, mattina, operai in tuta girano per le abitazioni
passando dagli aiuti umanitari all’iniziativa pri- vicine vendendo le mattonelle a 25 centesimi di
vata. Gli esperti di Refugee Cities, un’organiz- dollaro l’una. I clienti le usano per alimentare
zazione con sede in California, stanno facendo un fornello speciale nei piccoli capanni adibiti a

78 N AT I O N A L G E O G R A P H I C I TA L I A
COME AIUTARE
Per una lista di
organizzazioni che
lavorano con i rifugiati
di Bidibidi, consultate:
ngm.com/apr2019

Un disc jockey diffonde


la sua musica dal
tetto di un camion.
Nel campo si sono
svolti festival, sfilate
di moda, persino un
concorso di bellezza,
Miss Bidi Bidi. «Quando
abbiamo iniziato non
c’erano né strade, né
scuole, né pozzi», dice il
responsabile del campo
Robert Baryamwesiga.
Secondo lui qui sorgerà
una città di prim’ordine:
«L’unico limite è il cielo».

cucine dove per tutta la giornata ribollono pen- stiro realizza magliette con i loghi delle chiese
toloni di riso o di fagioli, una soluzione ecolo- o i nomi delle squadre e che gestiva un’attività
gica alternativa alla legna. simile in Sud Sudan. Mentre costruiva il suo ne-
Con uno zuccotto rosso calato sulle trecce, Pa- gozio in cemento, i vicini gli dicevano che stava
mela Komuhendo parla delle sfide che deve af- sprecando soldi perché l’anno dopo sarebbero
frontare Raising Gabdho, l’azienda produttrice tornati in Sud Sudan. Oggi stanno smantellando
di mattonelle di biomassa che ha fondato tre le loro cerate per comprare mattoni.
anni fa a Kampala assieme ad altre persone. L’a- Si sta facendo buio. Aleko esce e va ad appol-
zienda ha avuto una crescita così rapida che ora laiarsi su uno sgabello di legno. «Sarò l’ultimo
accetta nuovi clienti solo se vengono presentati ad andarsene da qui», dice, mentre il mercato
da altri già consolidati. Bidibidi, spiega, pone si svuota. «Chiuderò bottega e saluterò Bidibidi
un nuovo ostacolo: la scarsità di infrastrutture quando per strada saranno rimasti soltanto i cani,
a sostegno delle nuove attività commerciali. quando non ci sarà più nemmeno un cliente».
Nonostante questo, Raising Gabdho ha deciso Che ne sarà del campo, si domanda, se nel
di costruire un impianto e una minirete solare Sud Sudan tornerà la pace? Il governo ugandese
da 11 chilowatt che potrebbe servire a lanciare saprà conservare tutto ciò che è stato costruito
circa 50 nuove imprese. o milioni di dollari di infrastrutture finiranno
«C’è gente che pensa di stabilirsi qui», dice a marcire nella foresta? Lui sa quale dovrebbe
Komuhendo. «Se fanno soldi rimarranno qui essere la risposta a questa domanda. «Bidibidi
anche se in Sud Sudan tornerà la pace». diventerà un modello», esclama. «Facciamolo
In una trafficata strada di mercato dove diventare un insediamento permanente». j
la gente viene per tagliarsi i capelli, bere una
birra calda o seguire una partita di calcio c’è una Nina Strochlic è una redattrice di National
Geographic. L’ultimo progetto pubblicato su NG
bottega di design e grafica alimentata a energia della fotografa Nora Lorek riguardava le lenzuola
solare. È di Patrick Aleko, che con un ferro da decorate dalle donne di Bidibidi (maggio 2018).

BIDIBIDI 79
80
NON POSSONO PERMETTERSI DI VIVERE DOVE LAVORANO E L’AUTO DIVENTA LA LORO CASA. DI CHRIS BORRELLI
LAVORATORI SENZATETTO
Lola Cheatham tiene
in braccio la figlia
Winry mentre Darrick
Alexander è con la
figlia più grande
Maybel, nel minivan
Nissan in cui vivevano
nel posteggio sicuro
di Golden Hill, a San
Diego. A dicembre
2018 la famiglia ha
trovato casa.
JOHN GASTALDO
Da Portland, in Oregon,
Thomas Lindley (49
anni) si è trasferito a San
Diego per occuparsi del
padre malato. Ogni sera
dorme in auto con Kiya,
un pitbull di 14 anni, in
un posteggio sicuro.
Lindley ha venduto la
casa di Portland e si è
comprato una barca, ma
dopo il pignoramento
non è più riuscito a
riprenderla. Lavora
come autista
e tuttofare.
DINA LITOVSKY

È
un giorno come un altro a San Diego: 2002 sono già reclinati per dormire. Le figlie di
cielo blu, temperature miti, palme, pul- 4, 6 e 14 anni dormono con la madre nel furgone,
mini scolastici, traffico in tilt, catene posteggiato lì accanto.
di fast food e supermercati... Molte delle persone che incontro hanno un la-
Allontanatevi dall’oceano e dirige- voro a tempo pieno ma non possono permettersi
tevi verso i quartieri della classe media una casa a San Diego, uno dei mercati immobi-
e gli anonimi centri commerciali. Ora guardate liari più cari degli Stati Uniti. Qui un’abitazione
da vicino dentro quell’auto ferma al semaforo o costa sui 633 mila dollari e un affitto medio è di
nel minivan posteggiato lungo il marciapiede: 2.000 dollari al mese.
dai sedili posteriori vedrete spuntare cataste di Il solo modo per vivere vicino a dove lavorano
magliette, asciugamani, lenzuola e tutto quello è dormire in auto. Senza l’auto, perderebbero il
che si può accumulare in una vita. lavoro.
Percorrete i 14 chilometri che separano la Sono consapevoli che l’esigenza di stare a
spiaggia dal quartiere di Golden Hill fino a un una distanza ragionevole dal posto di lavoro e
posteggio davanti alla chiesa pentecostale New l’impossibilità di permettersi una casa in zona
Life Assembly of God. Il piazzale è stato affit- sono problemi strettamente interconnessi. Si ri-
tato dall’organizzazione non-profit Dreams for trovano intrappolati in un groviglio di problemi
Change. Ogni sera, verso le sei, nella luce del cre- personali, affitti in aumento, stipendi fermi, pen-
puscolo si materializzano altre auto con lo stesso dolarismo e difficoltà a trovare casa nelle aree
carico di vita, occupate da persone con lo stesso metropolitane.
aspetto abbattuto. Il progetto posteggi sicuri è nato a Santa Bar-
Per due anni Darrick Alexander ha vissuto in bara più di 10 anni fa per poi diffondersi in tutta
questo posteggio con la compagna Lola e le loro la costa occidentale. Molti residenti non sono
tre figlie. Il posteggio fa parte del Safe Parking senzatetto, provengono dalla classe media, da
Program, uno dei 35 posteggi sicuri della Cali- famiglie che hanno vissuto qui per generazioni
fornia meridionale gestiti da istituti benefici e che si sono trovate in affanno dopo un licen-
e non-profit e riservati alle oltre 1.500 persone ziamento, un aumento dell’affitto, un divorzio,
costrette a vivere in auto. un problema di salute, un pignoramento o una
Alexander è appena tornato dal lavoro come dipendenza. Vengono da zone dove le case sono
responsabile di una struttura sanitaria, dopo 40 care, che poi è un problema comune a quasi tutta
minuti di auto. Ha una trentina d’anni e, a di- la California. La gentrificazione dei quartieri im-
spetto della situazione in cui si trova, è un uomo pedisce loro di vivere dove lavorano.
tranquillo e pacato. I sedili della sua Passat del Alexander, come altri qui, ha fatto due conti e

82 N AT I O N A L G E O G R A P H I C I TA L I A
ha deciso che se non poteva permettersi una casa
dignitosa e un’auto per andare al lavoro, allora si
sarebbe tenuto l’auto. LE PIÙ CARE
Le figlie di Alexander giocano a rincorrersi
usando dei sacchetti di plastica come paraca-
Le case dell’area
dute. La figlia più piccola, Winry, corre incontro metropolitana della
al papà: «Papà, bagno?». California sono tra le
L’accompagna in chiesa. Come tutti, hanno di- più care degli USA.
ritto a usare il bagno per cinque minuti. Quando INDICE DI ACCESSIBILITÀ
AREA FINANAZIARIA
tornano, Alexander guarda le figlie correre via e METROPOLITANA AGLI IMMOBILI

mormora: «Vogliono un posto dove vivere. Noi San Jose, CA 66,1


continuiamo a promettere che ce ne andremo Anaheim 67,1
da qui». I sacchetti, dice, sono per il cibo che un San Francisco 69,5
gruppo di volontari porta la sera. Honolulu 70,1

Quando alle sei del mattino il posteggio Los Angeles 73,2

chiude, Alexander va a lavorare e Lola porta le San Diego 77,5

ragazze al parco. Pagano due dollari per farsi la Naples, FL 95,6


Il valore 100
doccia in un centro diurno. Poi vanno in biblio- indica che una Miami 108,3
famiglia con
teca, dove la madre fa lezione alle figlie maggiori. reddito medio Riverside, CA 112,3
nel 2016 aveva il
Winry ha trascorso praticamente tutta la vita in reddito appena Boulder, CO 113,6
sufficiente per
un posteggio sicuro. Alle sei di sera, quando il New York 119,6
ottenere un
mutuo su una Portland, OR 124,0
posteggio riapre, la famiglia ritorna e si rimette casa di prezzo
medio. (Un Seattle 124,0
nei soliti posti. I bambini devono essere in auto indice di 120
indica che una Denver 125,3
alle nove. famiglia con
Barnstable Town, MA 125,4
Quando le ragazze e la moglie si ritirano in fur- reddito medio
ha il 120% del
Reno, NV 128,6
gone, Alexander si sistema un cuscino dietro la reddito
necessario). Boston 133,8
testa, tira su la coperta e si accoccola sul sedile.
Sacramento, CA 134,5
Confessa che la notte continua a svegliarsi al
PIÙ ACCESSIBILE

Eugene, OR 143,1
minimo rumore.
Las Vegas 145,8
Oggi, grazie all’aiuto di un programma abi-
Cape Coral, FL 149,9
tativo di San Diego, la famiglia di Alexander ha
Orlando, FL 150,3
finalmente trovato un appartamento dopo anni
Salem, OR 152,0
trascorsi in posteggi sicuri.
Yakima, WA 155,3
Ava Blackwell ha iniziato a lavorare come re-
Salt Lake City 156,6
sponsabile dei dossier del Safe Parking Program
cinque anni fa. Racconta che i primi tempi pian- FONTE: ASSOCIAZIONE
NAZIONALE AGENTI IMMOBILIARI
geva spesso. Ora mi guida nel posteggio New Life
con fare disinvolto ed efficiente: in quest’auto
vive un’intera famiglia, in quella nessuno parla
inglese ma lavorano tutti, il proprietario di que-
sta vettura fa l’imbianchino, il proprietario di
quell’auto con le bici impiega due ore per andare
e tornare dal lavoro…
Il mattino dopo, i residenti del posteggio pian
piano si svegliano. Sono proprietari di Jeep e
Lexus, Volkswagen e Toyota. Un uomo toglie
la cerata dai vetri dell’auto, infila la cintura nei
pantaloni e indossa la divisa da lavoro. Si chiama
John McCarthy e guida pulmini per disabili.
Un ragazzo si stiracchia e si sgranchisce dal
retro dell’auto del padre. Una donna porta a
passeggio il suo cane. Il sole sorge a San Diego e
inizia un’altra bella giornata. j

83
84
DI FOTOGR AFIE DI

EMMA MARIS CHARLIE HAMILTON JAMES


VITE NELL’OMBRA
D OV E C ’ È G E N T E , C I S O N O A N C H E I R AT T I , E P R O S P E R A N O G R A Z I E A I N O S T R I R I F I U T I .

N AT I O N A L G E O G R A P H I C I TA L I A
R AT T I 85
N E W YO R K

Ratti in cerca di cibo.


Secondo l’esperto Bobby
Corrigan, nell’ultimo
decennio la popolazione
urbana di ratti è cresciuta
del 15-20 per cento a
livello globale: più scarti
alimentari si gettano,
più ratti ci saranno a
consumarli.

FOTO PRECEDENTE

Intelligenti e adattabili,
i ratti si sono evoluti
per prosperare nelle
grandi città, ma un ratto
che zampetta su West
Broadway fa sobbalzare
tutti i newyorkesi. Molti
li trovano spaventosi e
ributtanti, benché uomini e
ratti condividano gli stessi
spazi di vita da migliaia di
anni. Quelli di New York
sono principalmente ratti
grigi (o pantegane). I loro
antenati selvatici vivevano
nella Mongolia e nella
Cina settentrionale, poi
si sono stabiliti in Europa
intorno al Cinquecento e
da lì hanno attraversato
l’Oceano Atlantico sulle
navi europee a metà del
Settecento.
N E W YO R K

Alcuni ratti
saccheggiano un bidone
dei rifiuti nel quartiere
di Tribeca. A nord e
a sud di Manhattan, i
newyorkesi gettano
per strada abbastanza
rifiuti da permettere
ai ratti di trascorrere
l’intera vita a meno di
45 metri da dove sono
I
RATTI SONO IL NOSTRO LATO OSCURO. Noi viviamo sulla
superficie delle città, loro sotto. Noi lavoriamo perlo-
più di giorno; loro sono attivi di notte. Ma ovunque
ci siano esseri umani, ci sono anche i ratti. A Seattle,
dove sono cresciuta, sono abilissimi nel risalire i tubi
di scarico, dall’interno. Anche in questo momento,
da qualche parte nella mia città natale, un grande
ratto grigio sta facendo capolino, fradicio, dalla
tazza di un Wc. Seattle vanta anche un’altra specie,
il ratto nero, che nidifica negli alberi e corre lungo i
cavi telefonici sospesi. A quanto pare, sarebbe stata
questa specie a trasmettere la peste nel Medio Evo.
Da Seattle a Buenos Aires, le popolazioni urbane
di ratti stanno crescendo, fino al 15-20 per cento
negli ultimi dieci anni, a detta di un esperto. Le
popolazioni di specie simbolo come elefanti, orsi
nati. Anche nella parte
centrale dell’isola gli polari o leoni sono in calo, eppure nelle nostre città,
abitanti, i pendolari e i nonostante gli sforzi, fatichiamo a tenere a bada
frequentatori di teatri,
ristoranti e di Times quelle dei ratti. Tra tutte le specie che prosperano
Square forniscono alle nel nostro ambiente - piccioni, topi, passeri, ragni
popolazioni di ratti
scarti alimentari in
- i ratti scatenano le reazioni più forti, e hanno la
abbondanza. reputazione di creature subdole e schifose.

R AT T I 89
TUTTO IN
FAMIGLIA
Prendete una colonia
urbana di ratti e contateli
per un anno. È proprio
quel che hanno fatto
i ricercatori. Da nove
cuccioli a 10 settimane
si è passati a 270 cuccioli
alla trentesima settimana,
per concludere con ben
11.970 ratti alla fine
dell’anno. In genere i ratti
raggiungono la maturità
sessuale fra le 10 e le 12
settimane di vita, e una
cucciolata può contare
da uno a 14 piccoli. I tassi
riproduttivi dipendono
però anche dall’ambiente.
Più numerosi sono i ripari,
il cibo e i rifiuti, più alto
sarà il numero di individui.

30 settimane 41 settimane
270 ratti 1.818 ratti

I ratti sono considerati segno di degrado urbano mante di ratti che spuntano dai Wc di Seattle. Ci
e portatori di malattie mortali. Più di ogni altro incontriamo in una tiepida giornata di aprile in un
animale di città, suscitano paura e disgusto. La parco a sud di Manhattan, una della capitali mon-
gente, sostanzialmente, odia i ratti. diali dei ratti. Corrigan si presenta con elmetto, gi-
Ma lo meritano davvero? Alcune delle caratte- let arancione catarifrangente e cartellina in mano.
ristiche che più detestiamo nei ratti - la sporcizia, Con questi autorevoli panni potrà accompagnarmi
la prolificità, l’innegabile tenacia e la capacità di in mezzo alle aiuole pubbliche e nei tunnel della
sopravvivenza - si applicano perfettamente anche metropolitana senza che nessuno ci disturbi.
agli esseri umani. La loro sporcizia è in realtà la Ai newyorkesi piace raccontare storie di avvi-
nostra: quasi ovunque i ratti prosperano grazie stamenti di ratti grossi come cani. Ma il ratto più
all’immondizia e agli avanzi che gettiamo con grande di cui Corrigan abbia mai sentito è una crea-
noncuranza. «La colpa è di noi umani», afferma tura di 816 grammi, proveniente dall’Iraq. Ora l’e-
l’esperto newyorkese di roditori Bobby Corrigan. sperto ha messo in palio 500 dollari per chiunque
«Siamo noi che non teniamo pulito l’ambiente». gli porti un ratto del peso di un chilo. Dubita che
qualcuno verrà mai a riscuoterli.
corrigan è un’autorità sui ratti di città. Li La specie più diffusa a New York è il ratto gri-
studia fin dal 1981 e lavora in tutto il mondo come gio, la classica pantegana, nome scientifico Rattus
consulente per aziende e città che hanno problemi norvegicus. I ratti grigi sono grandi scavatori la cui
di ratti. È stato lui a informarmi del numero allar- circonferenza massima è quella del cranio, carat-

90 N AT I O N A L G E O G R A P H I C I TA L I A
46 settimane 48 settimane 52 settimane
5.922 ratti 10.593 ratti 11.907 ratti

teristica che permette loro di entrare in qualsiasi tano, sbuca una sagoma bruno-grigia che sfrec-
spazio in cui possano infilare la testa, comprese cia via in preda al panico. Mi sento vagamente in
le tubature dei water. Corrigan mi indica una pic- colpa. La maggior parte dei newyorkesi, invece,
cola cavità dietro la panchina su cui sono seduta: vorrebbe vederli tutti morti.
è l’ingresso della tana di un ratto. Quasi tutte le Appena una settimana prima del mio incontro
tane, spiega, hanno tre ingressi, uno principale e con Corrigan, il sindaco Bill de Blasio aveva an-
due secondari per le fughe d’emergenza. nunciato “un nuovo programma di disinfestazione
I ratti grigi vivono in gruppi familiari. Produ- aggressiva” per i quartieri di edilizia popolare della
cono da 2 a 14 piccoli per cucciolata, tengono i nidi città, nell’ambito di un piano da 32 milioni di dol-
(spesso situati nelle aiuole dei parchi pubblici) re- lari per eliminare fino al 70 per cento dei ratti nelle
lativamente puliti e controllano territori piuttosto zone più infestate.
limitati. Quando i cuccioli raggiungono la pubertà, Molte città cercano di tenere sotto controllo
anche a sole 10 settimane di vita, lasciano il gruppo i ratti usando i veleni. Ma sfortunatamente per
e vanno alla ricerca di partner. i roditori i veleni ad azione rapida sono poco
Diamo inizio al nostro piccolo safari. Corrigan efficaci: dopo un paio di bocconi i ratti si sen-
perlustra con passi misurati un’aiuola, saggiando tono male e smettono di mangiare l’esca. Perciò
il terreno sotto le suole degli stivali. Quando sente l’industria della disinfestazione usa gli anticoa-
un vuoto, salta ripetutamente sul posto con i due gulanti, che agiscono solo dopo diverse ore e uc-
piedi. Un attimo dopo, da un cunicolo poco lon- cidono solo dopo alcuni giorni. I ratti muoiono

GRAFICA: ALBERTO LUCAS LÓPEZ, NGM; MEG ROOSEVELT. FONTE: BOBBY CORRIGAN, RMC PEST MANAGEMENT CONSULTING
WA S H I N G T O N, D.C .
Nel quartiere Adams
Morgan della capitale
americana, alcuni
Patterdale terrier sono
usati per eliminare i
ratti in alternativa ai
veleni, pericolosi per gli
uccelli. Scott Mullaney,
della Unique Pest
Management,
commenta: «Non
pensano ad altro che
ad ammazzare i ratti».
WA S H I N GT O N , D . C .

Costretti dai cani


a rifugiarsi sotto un
pezzo di moquette
abbandonato in un
vicolo, i ratti vengono
accerchiati e stanati
dagli operatori armati
di pale e di mazze da
hockey e lacrosse.
Alcuni dei fuggiaschi
sfrecciano sui piedi della
giornalista Emma Marris
nel tentativo di sottrarsi
ai cani.

Un mucchio di ratti
eliminati dai terrier
Raptor, Hula, Derby e
Minx; in una sera i cani
ne hanno uccisi 31. Il
record personale di
Minx è di 17 ratti uccisi
in 10 minuti. I cani sono
molto richiesti, e
lavorano parecchie sere
alla settimana in varie
parti della città. Spesso
vengono incitati dai
passanti che si fermano
a guardare.

94 N AT I O N A L G E O G R A P H I C I TA L I A
i ratti grigi sono probabilmente originari
delle steppe asiatiche, dove appresero per la
prima volta i vantaggi alimentari della prossi-
mità all’uomo. Si diffusero assieme al commercio
lungo la Via della Seta, e si stabilirono in alcune
parti d’Europa intorno al 1500. (È possibile che
la denominazione norvegicus derivi da una
nave infestata proveniente dalla Norvegia, che
approdò in un porto inglese). Colonizzarono poi
gli odierni Stati Uniti prima che si chiamassero
così, intorno alla metà del Settecento.
Un’altra specie diffusa in tutto il mondo è il
ratto nero, o ratto comune, nome scientifico Rat-
tus rattus. Forse originaria del subcontinente in-
diano, si adattò agli insediamenti umani millenni
fa, con l’invenzione dell’agricoltura. Raggiunse
l’Europa intorno al 300, appena in tempo per as-
sistere al declino dell’Impero Romano.
Ratti neri e grigi viaggiarono insieme a esplora-
tori e mercanti, poi si stabilizzarono per specializ-
zarsi come divoratori di rifiuti e ladri di derrate.
Oggi in Africa le fattorie perdono in media il 15
per cento del proprio raccolto a causa dei ratti. In
Asia, insieme ad altri roditori, i ratti mangiano
ogni anno una quantità di riso sufficiente a sfa-
mare 200 milioni di persone.
Un discorso a parte merita il ratto del Pacifico,
una terza specie del genere Rattus. Gli esploratori
lentamente per emorragia interna. Corrigan polinesiani provenienti da Tahiti e da altre isole li
è contrario a infliggere una morte simile, ma trasportarono nelle loro canoe deliberatamente,
teme i rischi per la salute pubblica, quindi con- come cibo. Li cuocevano nel loro grasso per farne
tinua a prestare la propria consulenza ai clienti. confit di ratto, e dalle pellicce ricavavano splendidi
Procediamo verso Tribeca Park, dove a detta mantelli. Con la colonizzazione delle isole del Pa-
di Corrigan i ratti hanno imparato a dare la cac- cifico da parte dei polinesiani, arrivarono anche i
cia ai piccioni. «Gli balzano in groppa come i primi roditori. Lo studio filogenetico di questi ratti
leopardi del Serengeti», racconta. Stasera però il è stato addirittura usato per stabilire l’ordine in cui
parco è deserto. Forse, spiega Corrigan, gli ope- sono state scoperte le varie isole.
rai del Comune hanno da poco pompato ghiac- Fra il 1200 e il 1300 i polinesiani raggiunsero in-
cio secco (anidride carbonica allo stato solido) sieme ai loro compagni pelosi la Nuova Zelanda,
nelle tane, una misura meno crudele. La CO2 fino ad allora priva di mammiferi a parte i pipi-
torna allo stato gassoso, satura i cunicoli e i ratti strelli. In alcune delle isole minori più remote i ratti
si addormentano per non svegliarsi mai più. hanno causato danni paragonabili a quelli umani.
Chi uccide i ratti per mestiere sa che il suc- Sull’isola di Pasqua, si sospetta che abbiano fatto
cesso è sempre limitato, nel tempo e nello spa- estinguere le palme divorandone tutti i semi. Su
zio. Dopo essere stati avvelenati in una zona, altre isole mettono a rischio la sopravvivenza degli
spiega Corrigan, i superstiti semplicemente si uccelli marini predandone le uova e i pulcini. Le
riproducono fino a riempire di nuovo le tane. E conseguenze a livello ecologico possono essere di
ogni notte le nuove generazioni troveranno cu- una portata sorprendente. Uno studio ha rilevato
muli di spazzatura abbandonati sui marciapiedi che, dopo un drastico calo del numero di uccelli
di New York. Finché le città non cambieranno in alcune delle isole Chagos, nell’Oceano Indiano,
drasticamente approccio alla gestione dei ri- si è interrotto anche il flusso di guano nel mare,
fiuti, conclude Corrigan, «i ratti continueranno che fungeva da concime per la flora oceanica. Si
ad averla vinta». è quindi osservata una riduzione della crescita di

R AT T I 95
R A JA S T H A N , I N D I A

Non tutti odiano i ratti.


Karni Mata è forse
l’unico tempio al mondo
a loro dedicato. Questi
ratti neri discendono
probabilmente da ratti
selvatici originari del
subcontinente indiano
e poi adattati alla vita in
città. Qui sono ritenuti
cantastorie reincarnati,
e gli vengono offerti
cibo e latte.
R A JA S T H A N, I N D I A
Nel tempio Karni
Mata, due ratti si
sfidano per decidere
chi dominerà. Si tratta
di animali sociali, che
si prendono cura della
prole. In alcuni studi
hanno liberato altri
individui chiusi
in gabbia, anche
a costo di rinunciare
a un bocconcino.
Ciò suggerisce ai
ricercatori che
i ratti siano dotati
di empatia.
CO DUNG, V IETNA M
Ratti affumicati venduti
per strada come cibo.
Nelle risaie del Vietnam
sono considerati
infestanti, ma con una
popolazione mondiale
di 7,5 miliardi di umani e
un numero incalcolabile
di ratti, questi ultimi
possono essere
considerati tanto
disgustosi quanto
appetitosi, sacri come
ripugnanti.
un pesce locale, la castagnola punteggiata, intorno per intrappolare i ratti e altri predatori nei parchi
alle isole abitate dai ratti rispetto a quelle che ne intorno a Zealandia. Lo scopo è quello di formare
erano prive. una “cintura” di habitat in cui gli uccelli si pos-
Per tutta risposta i responsabili dei progetti di sano espandere. Oggi le famiglie di Wellington
conservazione hanno tentato di eliminare i ratti passano i pomeriggi del fine settimana a stermi-
con massicce campagne a base di veleni, inter- nare i roditori, piazzando e ripulendo trappole per
venendo su isole sempre più grandi. Il record ratti. Per la prima volta da generazioni, nel centro
attuale è detenuto dalla Georgia Australe, con i della città si sentono echeggiare i dolci richiami
suoi 3.900 chilometri quadrati di terra brulla. È di uccelli come il sellarossa dell’Isola del Nord.
stata dichiarata libera dai ratti nel maggio del 2018, Alcuni neozelandesi, però, hanno riserve sulla
dopo essere stata bombardata con 300 tonnellate campagna Predator Free 2050, che si prefigge di
di veleno nell’arco di cinque anni, per un costo di sterminare anche ermellini e tricosuri volpini. Il
13 milioni di dollari. Ora si spera in un boom delle biologo Wayne Linklater, della Victoria University
popolazioni di albatri, stercorari, sterne, procel- di Wellington, definisce il piano «inattuabile» e
laridi, pispole endemiche e codoni beccogiallo. sostiene che i veleni usati siano troppo crudeli. È
soltanto un diversivo, afferma: molte specie native
la nuova zelanda ha progetti ancora più ambi- sono più minacciate dal pascolo eccessivo e dalla
ziosi. Il piano è di sterminare tutti i ratti del paese, distruzione dell’habitat che dalla predazione.

I RATTI SONO INTELLIGENTI, FORSE SONO IN GRADO DI

PROVARE EMPATIA.
PER LIBERARE I COMPAGNI, RINUNCIANO AL CIOCCOLATO.

spargendo trappole ed esche avvelenate su una Non sono mancate critiche anche da parte degli
superficie di circa 260 mila chilometri quadrati Ngatiwai, una tribù maori dell’Isola Nord. I loro
nel tentativo di salvare le sue rare specie di uccelli antenati polinesiani portarono in Nuova Zelanda
nativi, tra cui il kiwi, simbolo nazionale. i kiore (il nome che danno al ratto del Pacifico), di
Nella capitale Wellington visito una delle prime cui si considerano custodi e che ancora mangiano
oasi liberate dai ratti, un rifugio di 225 ettari di di tanto in tanto.
nome Zealandia. Circondato da una rete metal- Al largo della costa nordorientale dell’isola, la
lica alta due metri dalle maglie troppo fitte per- tribù gestisce un luogo che è l’inverso di Zealan-
sino per un ratto, l’oasi ospita uccelli curiosi come dia: un’isoletta rocciosa, tanto splendida quanto
il massiccio takahe, inetto al volo, e il frenetico impervia, di nome Mauitaha, forse l’unica oasi per
uccello chirurgo. Nel panorama urbano globale, ratti al mondo, che un domani potrebbe essere
Zealandia è un’anomalia vincente, «un ribalta- l’unico luogo del paese in cui sopravvivono i kiore.
mento dell’idea di città come deserto della biodi- Hori Parata, il manager delle risorse ambientali
versità», osserva Danielle Shanahan, responsabile ngatiwai che mi fa da guida a Mauitaha, racconta
della conservazione dell’oasi. di aver portato un giorno un kiore in gabbia a un
Con l’aumento delle loro popolazioni all’in- ritrovo sociale. Si avvicinò un uomo anziano e
terno dell’oasi, gli uccelli nativi hanno oltrepas- si mise a parlare al ratto, con il volto bagnato di
sato le recinzioni. A quel punto i neozelandesi lacrime. Credeva che i kiore fossero tutti scom-
più solleciti hanno formato gruppi di volontari parsi. Una sera d’estate, a Washington, D.C., con

102 N AT I O N A L G E O G R A P H I C I TA L I A
il fotografo Charlie Hamilton James, vado a caccia ricordo di una zuffa di gioventù. Si chiama Dexter.
di ratti con la Unique Pest Management, una ditta «È il mio ratto del cuore», mi informa Williams.
che si avvale di cani, per l’esattezza Patterdale ter- «Con loro si crea un legame profondo».
rier, addestrati a eliminare i roditori molesti. Provo a tenere per un po’ Dexter, che mi giron-
Nel quartiere Adams Morgan, pieno di risto- zola sulle mani. Mi stupisco di quanto tremi.
ranti, osserviamo i cani che lavorano in squadra,
uccidendo 31 ratti in un solo vicolo; certamente corrigan, l’esperto di roditori, non ha un
una piccola parte della popolazione locale, ma la ratto del cuore, ma ne ha allevati in passato.
ditta dichiara di poter convincere i superstiti a mi- Dopo aver trascorso decenni a tentare di vin-
grare altrove nel giro di poche incursioni. Mentre cerli in astuzia, prova per loro un vero e proprio
i terrier si danno da fare, gli addetti bloccano i affetto, non solo rispetto.
ratti con le mazze da hockey, impedendo loro di «Sono animali che ammiro. Sono animali che
sottrarsi al massacro. Gli abitanti della zona li in- amo. È il paradosso della mia vita», dichiara.
citano affacciati alle finestre. Corrigan approva l’uso del ghiaccio secco al
Nonostante la pessima reputazione, i ratti posto degli anticoagulanti a New York, benché
hanno notevoli qualità. Sono intelligenti, forse non sia stato adottato solo per ridurre le sofferenze
addirittura in grado di provare empatia. Durante dei ratti. La città è sempre più popolata da falchi,
uno studio alcuni ratti hanno liberato dei com- gufi e altri rapaci, e i newyorkesi non vogliono che
pagni chiusi in gabbia, anche senza ricompensa muoiano per aver mangiato ratti avvelenati. I ratti
e rinunciando persino ad abbuffarsi di cioccolata. sono considerati bestiacce nocive, mentre i rapaci
La neurobiologa Peggy Mason, dell’Università di vengono salutati come un segno incoraggiante
Chicago, autrice dello studio, spiega che in genere, che la natura sta tornando in città.
una volta soccorso il compagno, il ratto «segue l’in- Oggi i ricercatori lavorano a quella che potrebbe
dividuo liberato, gli salta addosso e lo lecca», come essere l’arma definitiva per il controllo dei ratti:
per consolarlo della sofferenza patita. una tecnica di ingegneria genetica che diffonde-
Eppure la maggior parte di noi non sopporta i rebbe i geni dell’infertilità nelle popolazioni di
ratti. Sarà per le loro abitudini notturne e furtive, ratti selvatici. Timori di conseguenze impreviste
come se avessero qualcosa da nascondere, a diffe- a parte, in futuro questo metodo potrebbe per-
renza degli scoiattoli, per esempio? «È per la coda», metterci di annientare i ratti su una scala senza
sostiene Laurinda Williams, che a Long Island al- precedenti, evitando il ricorso ai veleni.
leva e vende ratti come animali da compagnia. «Se E se sparissero, ci mancherebbero? Senza i
non fosse per la coda, terremmo tutti dei ratti». ratti New York e altre città avrebbero meno falchi
Val Curtis, direttore del Gruppo salute am- e gufi. Tonnellate di cibo resterebbero a marcire
bientale (Ehg) alla London School of Hygiene lì dove le abbiamo gettate, anziché essere smal-
& Tropical Medicine, sostiene che i ratti sono tite da squadre di roditori spazzini. Su YouTube
considerati disgustosi in quasi tutte le culture impazza il video di un ratto di New York con un
umane. «Siamo programmati per imparare a trancio di pizza sulle scale di una stazione della
evitare ciò che può farci ammalare», spiega. metropolitana. I ratti ci aiutano a non finire
Nel corso dell’evoluzione umana, chi non era sommersi dal nostro stesso sudiciume: se non
infastidito dalla convivenza con i ratti aveva più riusciamo a volergli bene per questo, sarebbe
probabilità di morire per malattie da loro tra- giusto accordar loro un minimo di rispetto e tol-
smesse e quindi meno probabilità di lasciare di- leranza. Dopo il tramonto, fuori da una mensa
scendenti. Perciò la maggior parte dell’umanità dei poveri, incontro Jonathan Hincapie, un ad-
ha ereditato una repulsione innata, aggiunge detto alla manutenzione, che fuma una sigaretta
Curtis, «così come siamo programmati per avere mentre osserva i ratti che se la spassano su un
paura delle tigri dai denti a sciabola». mucchio di sacchi della spazzatura.
Nell’allevamento a Long Island, una stanza in Gli chiedo se non gli diano fastidio. «Non faccio
casa dei suoi genitori, Williams mi mostra ratti di caso ai ratti», risponde. «Siamo a New York». j
varie colorazioni. Mi parla di quanto sia complesso
tenerli in buona salute e selezionare individui dal Emma Marris è l’autrice di Rambunctious Garden,
carattere docile e gestibile. È un lavoro impegna- un libro sul nostro rapporto con la natura. Per il
magazine ha collaborato con il fotografo
tivo. Williams si dirige verso una gabbia e ne tira naturalistico Charlie Hamilton James al servizio
fuori un grosso ratto grigio con un orecchio ferito, del giugno 2016 sul Parco nazionale Manú, in Perù.

R AT T I 103
IL FARAONE DEI SEGRETI

LA STORIA E I MISTERI DI TUTANKHAMON, SIMBOLO DELLA CIVILTÀ EGIZIA


Nuove scoperte hanno permesso agli archeologi di gettare nuova luce su
alcuni degli enigmi che da sempre accompagnano la figura di Tutankhamon.
Il documentario segue inoltre il lavoro di un team di ricercatori sulle tracce
delle miniere da cui proviene l’oro usato per realizzare il tesoro del faraone.

I N E D I CO L A
N E L P R O S S I M O N U M E R O | MAGGIO 2019

Leonardo Un mare Nuovo giorno Italia a mano


non è morto di plastica in Mozambico armata
A 500 anni dalla sua I pesci mangiano Il Parco nazionale Nuove leggi facilitano il
morte, il genio di sempre più mozambicano di possesso e l’uso di armi
Leonardo da Vinci microplastiche, e la Gorongosa è in forte da fuoco. Ma chi sono
continua a influenzare catena alimentare ripresa dopo anni di gli italiani innamorati
il nostro mondo. marina è a rischio. guerra civile. di pistole e fucili?

FOTO: PAOLO WOODS E GABRIELE GALIMBERTI


A P R I L E | N AT I O N A L G E O G R A P H I C C H A N N E L

FREE SOLO – SFIDA ESTREMA


MARTEDÌ 2 APRILE ALLE 20.55

Vincitore dell’Oscar come


miglior documentario, arriva
su National Geographic (Sky,
403), Free solo-sfida estrema,
la storia di un’impresa che ha conquistato gli spettatori di tutto il mondo.
TI PORTO IO
Con la regia della pluripremiata documentarista Elizabeth Chai Vasarhelyi
IN EGITTO CON
e del fotografo e alpinista Jimmy Chin, Free Solo è un sorprendente e co- RANULPH FIENNES
raggioso ritratto intimo del climber Alex Honnold mentre si prepara a rea- E JOSEPH FIENNES
lizzare il sogno di una vita: scalare senza corde di sicurezza la parete rocciosa DAL 1 3 APRILE , OGNI
più famosa al mondo, i quasi mille metri di El Capitan, nel parco nazionale S A B AT O A L L E 2 1 . 5 5

statunitense di Yosemite. Sir Ranulph Fiennes e


Joseph Fiennes, il più
grande esploratore
B E A R G RY L L S : vivente e un attore
LA LEGGE DEL PIÙ FORTE di fama mondiale: due
cugini in viaggio per
DA L 2 8 A PRI LE , OG N I DOME N IC A A LLE 2 0. 5 5
ripercorrere insieme una
Dalle profondità più estreme alle regioni più grande avventura.
fredde della Terra. Bear Grylls ci accompagna Ranulph Fiennes, 74 anni,
alla scoperta dei luoghi più impervi e ostili torna sul Nilo con Joseph
presenti in natura. La serie in 6 episodi, nella Grande Piramide
ci porterà nei luoghi più estremi del nostro di Giza, per ripercorrere
pianeta, mostrandoci gli straordinari modi i tunnel scavati dai
in cui gli animali si sono adattati alle avversità tombaroli alla ricerca
per sopravvivere. La loro sfida è una sola: di mummie, tra mille
adattarsi o morire. pericoli e imprevisti.

FOTO: NATIONAL GEOGRAPHIC/JIMMY CHIN (IN ALTO); NATIONAL GEOGRAPHIC (SOPRA); NATIONAL GEOGRAPHIC/RUSS MALKIN (SOPRA A DESTRA).
A P R I L E | A RC H I V I O I TA L I A N O

NEL POSTO SBAGLIATO


U N I S TA N T E N E L L A V I TA D I U N B A M B I N O D E L L A P E R I F E R I A
D I M I L A N O , L A C I T TÀ L AT T I G I N O S A D E L L A N E B B I A

LA MAGIA ENIGMATICA dello sguardo di lontananza, svettano come fantasmi


un bambino, colto dall’obiettivo di cementiicati i grattacieli di una città
Ferdinando Scianna mentre torna a sfavillante che produce e non dorme.
casa forse immaginando mondi fan- Il malessere che trapela dallo scatto
tastici, riesce a illuminare persino la somiglia al senso di frustrazione e
desolazione sgangherata di una peri- insofferenza dei protagonisti di La
feria tetra come tante periferie delle nebbiosa, la sceneggiatura cinemato-
città italiane. graica scritta - pochi anni prima - da
Siamo a Milano, la città lattiginosa Pier Paolo Pasolini, popolata da ragazzi
della scighera. Una scighera che la se di vita, teppisti dal ciufo ribelle con
taia cul curtell, come dicevano una vite senza meta, sospesi tra distruzione
volta le sciure: «Una nebbia che si taglia e sopravvivenza. La storia si conclude
con il coltello». con un morto. Colpito da un colpo di
È il 1966 e Milano corre tra miracolo pistola accidentale, sparato senza un
economico e alienazione. Stanno per perché da un bambino, nato nel quar-
arrivare il Sessantotto, le stragi neofa- tiere sbagliato che per caso si trovava al
sciste, il terrorismo rosso, gli anni di momento sbagliato nel posto sbagliato.
piombo, e poi la Milano da bere... In —MARINA CONTI

FOTO: FERDINANDO SCIANNA, MAGNUM PHOTOS/CONTRASTO

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