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E 4,90 GIUGNO 2019

DIMMI
DOVE
SEI
Alcuni dei migranti
che si trovavano
su questo barcone
raccontano
la loro storia

TURISMO
FAU N I ST I C O,
LA SOFFERENZA
N A S C O S TA

I L PA N G O L I N O
VITTIMA
P R E D E S T I N ATA

W H E R E A R E Y O U ? I N O N D A S U N AT I O N A L G E O G R A P H I C I L 2 0 G I U G N O

NATIONAL GEOGRAPHIC IN ITALIANO - MENSILE DEL 1 GIUGNO 2019 - VOL. 43 N.6 • POSTE ITALIANE SPED. IN A.P. - D.L. 353/2003 CONV. L. 46/2004, ART. 1, C. 1, DCB - MILANO
N AT I O N A L G E O G R A P H I C GIUGNO 2019

S O M M A R I O

I R E P O R T A G E Dimmi dove sei Turismo faunistico Pangolini


Nel giugno del 2014 È un aspetto molto Un mammifero
il fotografo Massimo remunerativo straordinario a rischio
Sestini catturava dell’industria del per colpa dell’uomo
un’immagine di un turismo globale, che lo sfrutta per le
barcone sovraccarico alimentato dai social squame e per la carne.
destinata a diventare media e dalla smania DI R AC HAEL BALE
simbolo della di farsi fotografare in FOTOGR AFIE DI

migrazione nel
Mediterraneo. Oggi
alcuni dei protagonisti
compagnia di animali
esotici. Ma spesso
i turisti non sono
BRENT STIRTON

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag.

Sargassi
52
di quella fotografia consapevoli dei L’alga che alimenta
In copertina: possono raccontare maltrattamenti subiti la biodiversità marina.
Un barcone carico la loro storia. dagli animali. DI JA MES PROSEK
di migranti fotografato D I FA B R I Z I O G AT T I D I N A T A S H A D A LY FOTOGR AFIE DI
FOTOGR AFIE FOTOGR AFIE DI D AV I D D O U B I L E T E
dall’elicottero al largo
della costa libica
il 7 giugno del 2014.
LA FOTOGRAFIA
DI MASSIMO SESTINI

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 2 KIRSTEN LUCE

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 18 DAVID LIIT TSC HWAGER

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 76
È DI MASSIMO SESTINI

FOTO: KIRSTEN LUCE


G I U G N O 2 0 1 9 | SOMMARIO

The National Geographic Society


is a global nonprofit organization that pushes the bound-
aries of exploration, furthering understanding
of our planet to empower us all to generate solutions
for a healthier and more sustainable future.

L E R U B R I C H E NATIONAL GEOGRAPHIC SOCIETY


PRESIDENT AND CEO Tracy R. Wolstencroft
E D I TO R I A L E E X P LO R E SENIOR MANAGEMENT
CHIEF SCIENTIST AND SVP:Jonathan Baillie
Il grande viaggio Nel ventre della Terra CHIEF ADMINISTRATIVE OFFICER: Tara Bunch
CHIEF MARKETING OFFICER: Emma Carrasco
D I M A R C O C AT TA N E O DI NINA STROC HLIC GENERAL COUNSEL AND SECRETARY: Angelo Grima
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ANTEPRIMA La potenza SVP PARTNERSHIPS: Leora Hanser
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Don McCullin del popcorn VP MEDIA INNOVATION: Kaitlin Yarnall


D I C AT H E R I N E Z U C K E R M A N
BOARD OF TRUSTEES
IN EDICOLA CHAIRMAN: Jean M. Case
Brendan P. Bechtel, Michael R. Bonsignore,
Le montagne incantate Katherine Bradley, Ángel Cabrera, Elizabeth
(Beth) Comstock, Jack Dangermond, Alexandra
Grosvenor Eller, Jane Lubchenco, Mark C.
Moore, George Muñoz, Nancy E. Pfund,
Peter H. Raven, Lyndon Rive, Edward P. Roski,
Jr., Frederick J. Ryan, Jr., Anthony A. Williams,
Tracy R. Wolstencroft

COMMITTEE FOR RESEARCH AND EXPLORATION


CHAIRMAN: Peter H. Raven
VICE CHAIRMAN: Jonathan Baillie
Kamal Bawa, Justin Brashares, Ruth DeFries,
Margaret Honey, Anthony Jackson, Gary
Knight, Steven R. Palumbi, Andrew Revkin,
Jerry A. Sabloff, Eleanor Sterling
Cina, stop alla plastica EXPLORERS - IN - RESIDENCE
D I S E A N MC N AU G HTO N Sylvia Earle, Enric Sala
E K E L S E Y N O WA KO W K S I
EXPLORERS - AT - LARGE

FOTO D I A R I O Nel regno dei rettili Robert Ballard, Lee R. Berger, James Cameron,
J. Michael Fay, Beverly Joubert, Dereck Joubert,
D I T H O M A S P. P E S C H A K Louise Leakey, Meave Leakey
I cubetti dei vombati FELLOWS

DI TIK ROOT Katy Croff Bell, Jim Bentley, Steve Boyes,


Joe Grabowski, Kavita Gupta, Dan Hammer,
Stephanie Harvey, Charlie Hamilton James,
Corey Jaskolski, Heather Koldewey, David Lang,
Erika Larsen, Tom Lovejoy, Arthur Middleton,
Pete Muller, Alex Oberle, Sarah Parcak, Joe Riis,
Paul Salopek, Joel Sartore, Shah Selbe,
Brian Skerry, Martin Wikelski

NATIONAL GEOGRAPHIC PARTNERS


CEO Gary E. Knell
SENIOR MANAGEMENT

Nuovi pianeti tra la CHIEF MARKETING OFFICER: Jill Cress


EDITORIAL DIRECTOR: Susan Goldberg
polvere cosmica GENERAL MANAGER NG MEDIA: David E. Miller
GLOBAL NETWORKS CEO: Courteney Monroe
D I M I C H A E L G R E S H KO EVP SALES AND PARTNERSHIPS: Brendan Ripp
EVP BUSINESS AND LEGAL AFFAIRS: Jeff Schneider
HEAD OF TRAVEL AND TOUR OPERATIONS: Nancy
Sentinelle di mare Schumacher
D I FA B I O D A L M A S S O CHIEF FINANCIAL OFFICER: Akilesh Sridharan
BOARD OF DIRECTORS
Niente sesso, sono morta Ravi Ahuja, Jean M. Case, Bob Chapek, Nancy
La storia nella sabbia D I PAT R I C I A E D M O N D S Lee, Kevin J. Maroni, Peter Rice, Frederick J.
Ryan, Jr., Tracy R. Wolstencroft
Un fotografo racconta L' O R O LO G I A I O M I O P E INTERNATIONAL PUBLISHING
le spiagge del D-Day, Yulia Petrossian Boyle
SENIOR VICE PRESIDENT:

lo sbarco che cambiò I pesci dal sangue bianco Ariel Deiaco-Lohr, Gordon Fournier, Ross
DI LISA SIGNORILE Goldberg, Kelly Hoover, Jennifer Jones,
le sorti del mondo. Jennifer Liu, Rossana Stella
FOTOG R AFIE DI I N O LT R E La National Geographic Society
D AV I D B U R N E T T è un’organizzazione non profit internazionale
• Nel prossimo numero il cui scopo è l’esplorazione e la salvaguardia
L A M I A FOTO
• National Geographic in tv del pianeta.
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IL GRANDE VIAGGIO Angelo Mojetta


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20139 Milano (italia)
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STAMPA
SONO QUA S I 70 MILIONI nel mondo, secondo i dati Puntoweb - Variante di Cancelliera snc.
dell’Alto Commissariato per i Rifugiati delle Nazioni Ariccia (RM)
Unite, le persone che hanno abbandonato la loro abi- ABBONAMENTI E ARRETRATI
GEDI Distribuzione S.p.A.
tazione. Di queste, 40 milioni sono sfollati nel Paese di Tel. 0864.256266
provenienza. Altri 25,4 milioni sono rifugiati, più 3,1 Fax 02.26681991
email: abbonamenti@somedia.it
milioni di richiedenti asilo. L’85 per cento è ospitato email: arretrati@somedia.it
in Paesi in via di sviluppo. Dei rifugiati, tre su cinque Registrazione del Tribunale di Roma n. 652/97
provengono da Sud Sudan, Afghanistan e Siria. del 2 dicembre 1997
ISSN 2499-0582
Ce n’era una manciata sul barcone che il 7 giugno 2014,
mentre attraversava il Mediterraneo diretto verso l’Eu-
ropa, fu sorvolato da un elicottero della Marina militare GEDI Gruppo Editoriale SpA
italiana con a bordo Massimo Sestini. La foto che ne è PRESIDENTE ONORARIO Carlo De Benedetti

uscita, che vi riproponiamo in apertura del servizio di CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

copertina, ha fatto il giro del mondo, diventando una delle PRESIDENTE Marco De Benedetti
VICE PRESIDENTI John Elkann, Monica Mondardini
testimonianze più intense di questi viaggi della speranza. AMMINISTRATORE DELEGATO Laura Cioli

Ma Sestini ha voluto fare di più. Con il supporto del CONSIGLIERI


Agar Brugiavini, Giacaranda Maria Caracciolo
team Tv di National Geographic, che ha abbracciato di Melito Falck, Elena Ciallie, Alberto Clò,
il progetto con entusiasmo e ostinazione, è andato in Rodolfo De Benedetti, Francesco Dini,
Silvia Merlo, Elisabetta Oliveri, Luca Paravicini Crespi,
cerca dei migranti che si trovavano su quel barcone per Carlo Perrone, Michael Zaoui
raccontarne la storia. E dopo una lunga ricerca, anche DIRETTORI CENTRALI
Pierangelo Calegari (Produzione e Sistemi informativi),
attraverso appelli sui social network e sui media inter- Stefano Mignanego (Relazioni esterne),
nazionali, alcuni di quei volti si sono prestati di nuovo a Roberto Moro (Risorse umane)

farsi ritrarre, nelle loro nuove case, in giro per l’Europa, Divisione Stampa Nazionale

Un gruppo
dall’Italia alla Francia, alla Germania. Via Cristoforo Colombo, 90 - 00147 Roma
DIRETTORE GENERALE Corrado Corradi
di migranti È Fabrizio Gatti, inviato dell’Espresso che ha voluto VICEDIRETTORE Giorgio Martelli
assetati provare in prima persona l’esperienza di migrante, a REDAZIONE NATIONAL GEOGRAPHIC ITALIA
sulla fregata raccontarci le loro storie in queste pagine. E il 20 giugno, Via Cristoforo Colombo 90 - 00147 Roma
tel. (06) 49822736
Bergamini sul canale tv di National Geographic, li troverete protago- e-mail: forum@nationalgeographic.it
dopo un
nisti del documentario di Jesus Garcés Lambert Where Responsabile trattamento dati (d.lgs.30 giugno 2003,
salvataggio nel n.196): MARINA CONTI
Mediterraneo
are you? Dimmi dove sei. Vi diranno del loro viaggio, delle
nel giugno loro paure, della traversata e delle torture. Vi diranno di Accertamento Diffusione Stampa
Certificato N. 8563 del 18.12.2018
2014. quanto sia preziosa e dolce la libertà.

FOTO: MASSIMO SESTINI


A N T E P R I M A

MAESTRI

DI
McCullin, guerra e umanità
FOTO G R A F I A Per molti, Don McCullin è il più grande fotografo di guerra mai vissuto, superiore
persino al mitico Robert Capa non tanto per la tecnica quanto per la profonda
umanità che traspare dalle sue immagini, che si tratti della Guerra del Vietnam
(sul cui fronte si recò ben 15 volte) o del Conflitto nordirlandese (celebri le sue foto
della guerriglia a Londonderry nel 1971, come quella sopra). Un senso di umanità
forse legato al fatto di essere cresciuto in un quartiere difficile, Finsbury Park a
Londra, dove cominciò a scattare quasi per caso immortalando l’uccisione di un
poliziotto da parte di un ragazzo del quartiere. Non a caso, ha sempre tenuto a
non essere etichettato come semplice “fotografo di guerra”, dedicandosi anche a
temi sociali e umanitari come la diffusione dell’AIDS in Africa, la fame nel Biafra
o i senzatetto inglesi. La monografia dedicata a Don McCullin sarà in edicola
a luglio con National Geographic Italia e Repubblica a €11,90 in più.

A N T E P R I M A DV D Come acquistare il DVD Lo in blu-ray, Sei gradi. Allarme


scudo termico sarà in edicola riscaldamento globale, Squa-
Lo scudo termico tutto il mese di luglio al prez- li, la verità sui killer dei mari,
Il Sole ci dà la vita, ma le sue radiazioni e le particelle zo di € 9,90. L’impero dei dinosauri.
che emette rappresentano anche un pericolo letale Inol t re i DVD di N ational A b b on ame nt i e arret rat i
Geographic sono disponibili, Pe r a b b o n a r s i a N ati o n a l
per ogni organismo vivente sulla Terra. Un rapporto distribuiti da Cinehollywood, Geographic Video in DVD o
di amore e odio che viene mediato da una serie di scudi, nei principali punti vendita per ordinare i DVD singolar-
o protezioni, senza i quali saremmo spacciati: uno d e l m e rc ato h o m e v i d e o: mente telefonate al numero:
elettronica di consumo, 0864.256266. Fax 02.26681991
generato dal nostro nucleo planetario, un altro creato
grande distribuzione, vide- (dal lunedì al venerdì ore 9-18).
dall’atmosfera terrestre e un terzo fornito dal nostro oteche, librerie, internet. Tra Oppure collegatevi all’indiriz-
complesso sistema meteorologico globale. i titoli, alcuni dei quali anche zo: www.nationalgeographic.it

FOTO: DON MCCULLIN, CONTACT PRESS IMAGES


VIENI A VEDERE
L’A R T E C H E
H A I C R E AT O .

E DWA R D B U R T Y N S K Y, J E N N I F E R B A I C H WA L E N I C H O L A S D E P E N C I E R

M A S T. B O L O G N A
16.05 / 22.09 –2019

I N G R E S S O G R AT U I T O

Coal Mine #1, North Rhine, Westphalia, Germany 2015


photo © Edward Burtynsky, courtesy Admira Photography, Milan / Nicholas Metivier Gallery, Toronto.
La mostra è organizzata dalla Art Gallery of Ontario e dal Canadian Photography
Institute della National Gallery of Canada, in partnership con la Fondazione MAST.

Con il patrocinio di:

w w w. m a s t . o r g
I N E D I C O L A

Dalla Marmolada allo Stelvio Il Gruppo del Brenta


spunta attraverso
Attraversare il Trentino e l’Alto Adige fino ai confini della Lombardia, a piedi. le nuvole dopo
Un percorso in alcuni tra i paesaggi alpini più suggestivi d’Italia, dove una natura un forte temporale.
prodigiosa incornicia ogni dettaglio di uno skyline superbo.
In questo secondo volume della collana Le montagne incantate, in edicola dal
1 giugno con National Geographic Italia e Repubblica a €12,50 in più, la camminata
attraverso le nostre montagne copre il tratto fra la Marmolada e lo Stelvio, con-
templando piacevoli soste nei rifugi alpini, i santuari laici di chi ha fede nelle
montagne; incursioni nei boschi per spiare uccelli, martore e scoiattoli nello loro
acrobazie; un pellegrinaggio fra i cimeli perenni della Grande Guerra; un dialogo
sui ghiacciai, sentinelle che danno l’allarme di un clima sempre più minaccioso;
i segreti per fotografare al meglio le montagne e molto altro ancora.

Alle origini del Subcontinente


Dagli albori della cultura indiana, rappresentati dalla Civiltà dell’Indo
del 2500 a.C., sino al 1192, quando l’esercito rajput fu sconfitto dalle orde
di Muhammad di Ghur, dando il via alla dominazione islamica di ampie
porzioni del territorio indiano. La conoscenza della storia e della cultura
dell’India antica è uno strumento indispensabile per comprendere
l’essenza di una delle civiltà più antiche del mondo, la cui continuità
e vitalità non cessano mai di stupire. Il nuovo volume della serie Le grandi
civiltà, in edicola con National Geographic e Repubblica a €12,90 in più,
getta luce anche sull’origine, lo sviluppo e il consolidarsi delle tre grandi
tradizioni religiose autoctone antiche, Induismo, Buddhismo e Giainismo.

FOTO: LUCIANO GAUDENZIO, L’ALTRO VERSANTE


G I U G N O 2 0 1 4 I fuochi
d’artificio commemorano
il 70° anniversario del
D-Day e il sanguinoso
sbarco sulle coste
francesi di 156.000
soldati alleati per
combattere i nazisti.

N AT I O N A L G E O G R A P H I C I TA L I A
FOTODIARIO

N AT I O N A L G E O G R A P H I C

LA STORIA
NELLA SABBIA
OSSERVANDO TESTO E FOTOGRAFIE
LA TERRA D I DAV I D B U R N E T T
DA OGNI
PUNTO Un fotografo ritrae da decenni
DI VISTA le spiagge della Normandia per
immortalare un luogo legato
indissolubilmente alla guerra.

GIUGNO 2019
F O T O D I A R I O

GIUGNO 2014 Un’immagine negli infrarossi delle tombe americane in un cimitero di Colleville-sur-Mer (sopra).
G I U G N O 1 9 74 I ranger dell’esercito USA rievocano l’invasione di Omaha Beach nel 30° anniversario del D-Day.

N AT I O N A L G E O G R A P H I C I TA L I A
G I U G N O 1 9 7 4 Un soldato francese a Pointe du Hoc, dove i ranger americani scalarono le scogliere per
neutralizzare l’artiglieria tedesca (sopra). M A G G I O 1 9 9 4 Resti di fortificazioni tedesche a Cap Blanc-Nez.

GIUGNO 2019
F O T O D I A R I O

GIUGNO 2014
Prima dell’alba del
D-Day, circa 13.000
paracadutisti americani
si lanciarono sulla
campagna francese. In
questa immagine negli
infrarossi realizzata 70
anni dopo, si rievoca
l’evento nei pressi di
Sainte-Mère-Église.

N AT I O N A L G E O G R A P H I C I TA L I A
GIUGNO 2019
F O T O D I A R I O

IL RETROSCENA
D AV I D B U R N E T T R I P E R C O R R E I S U O I 4 5 A N N I D I PA S S I O N E P E R
L E S P I A G G E C H E H A N N O C A M B I AT O L E S O R T I D E L M O N D O .

I L M I O P R I M O V I A G G I O in Normandia perché l’invasione alleata della Francia


risale al 1974. Avevo 27 anni, stavo se- occupata dai nazisti ha cambiato le sorti
guendo le elezioni presidenziali francesi del mondo.
come fotografo, e per caso la mia visita Sono sempre stato un ammiratore
coincideva con il trentesimo anniver- di Edward R. Murrow, il giornalista
sario del D-Day. Mi colpì che i francesi americano divenuto famoso durante
accogliessero i reduci americani come la Seconda guerra mondiale per le sue
dei liberatori, un sentimento fraterno corrispondenze radiofoniche notturne
tra i due paesi che resiste ancora oggi. da Londra; quando cammino su Omaha
Sono tornato su quelle spiagge una Beach riascolto sul cellulare le sue tra-
decina di volte negli ultimi 50 anni, con- smissioni e i racconti di ciò che avvenne
statando sempre che il passato rifiutava su quella spiaggia nel giugno del 1944.
di essere cancellato da quelle sabbie. Ho Una delle caratteristiche della Storia
incontrato non so quanti reduci, e con è che tende a svanire. I nostri ricordi
ognuno ho dovuto faticare non poco per diventano di seconda mano, poi di
farmi raccontare la sua storia straordi- terza, poi parole sui libri di Storia. Ma
naria, preziosi ricordi di un momento non credo che questo sia il destino dello
cruciale del nostro passato. Sbarco in Normandia. A Omaha Beach
Come fotografo, sono convinto di non ho mai incontrato nessuno, giovane
avere la responsabilità di aiutare la o vecchio, che non percepisse la Sto-
gente, soprattutto i giovani, a capire ria insita in quel posto. Quando metti
l’importanza di ciò che è avvenuto lì. i piedi su quella sabbia, senti qualcosa
Non solo per i molti caduti, ma anche di molto potente.

G I U G N O 1 9 4 4 Omaha Beach nel D-Day in un celebre scatto di Robert Capa. L’invasione delle
forze alleate nella Francia occupata dai tedeschi mutò le sorti della Seconda guerra mondiale.

FOTOGRAFIE DI DAVID BURNETT VIA CONTACT PRESS IMAGES


L A M I A F O T O
G L I S C AT T I D E I L E T TO R I

V I T TO R I A LO R E N Z E T T I , N OVA R A

Al mattino l’atmosfera è magica nella città di Pushkar, nel Rajasthan, sacra agli induisti. «Mi trovavo sul lago per realizzare
alcuni scatti», dice l’autrice. «All’improvviso tantissimi uccelli si sono alzati in volo, riempiendo silenziosamente il cielo».

DA N I E L E F R A N Z A , M E U G LI A N O ( TO )

Questa scena di strada è stata catturata a Bagan, nel Myanmar, località turistica nota soprattutto per gli antichi templi. «Nei
miei viaggi cerco di catturare immagini di vita quotidiana in una realtà sempre più turistica», racconta l’autore. «A Bagan ho
potuto assaporare la vera essenza del luogo in un pomeriggio qualsiasi, guardando dei ragazzini che giocavano a palla».

Inviate le vostre immagini a: nationalgeographic.it/lamiafoto

GIUGNO 2019
E X P L O R E

G E T T I A M O L U C E S U I M I S T E R I E L E M E R AV I G L I E C H E C I C I R C O N D A N O

N AT I O N A L G E O G R A P H I C

NEL VENTRE DELLA TERRA


Visitare queste —1 MESE —1 SETTIMANA —0 GIORNI

enormi grotte UN’ESCURSIONE AT T R E Z Z AT U R A S I PA R T E


PER POCHI ESSENZIALE
del Vietnam I membri della spedizione
In queste grotte è Il vero problema? Le si sono incontrati ad
significa ammesso solo un numero scarpe. L’ambiente è umido Hanoi, e dopo qualche
affrontare limitato di visitatori l’anno, e fangoso, ma gli scarponi giorno trascorso lì per
la giungla, e ma Cerè è riuscito a impermeabili non conoscersi meglio hanno
trovare un posto all’ultimo traspiranti possono preso un volo per Dong
le sanguisughe. minuto attraverso un causare infezioni ai piedi. Hoi. Entrando nella
amico di un amico. • Scarpe da trekking giungla Cerè ha spento
Guardando immagini permeabili ad il telefono, felice di
delle grotte sul web ha asciugatura rapida rendersi irraggiungibile
capito che avrebbe avuto • Polvere antibatterica per un po’. Dopo quattro
IL FISICO E FOTOGRAFO
bisogno di un obiettivo per i piedi giorni di saliscendi nella
Alessandro Cerè si è preso in grado di catturare • Borsa impermeabile per giungla, guadando
una pausa dal suo lavoro al i forti contrasti di questo le traversate dei torrenti torrenti con l’acqua
Centro per le tecnologie ambiente sotterraneo, • Pantaloni lunghi e maglie fino alla vita, il gruppo
quantistiche di Singapore così ha deciso di a manica lunga per si è accampato nelle
per un’avventura a Hang acquistare una nuova proteggersi dalle maestose caverne. In
En (nella foto) e Hang Son attrezzatura fotografica. Si sanguisughe fondo a Hang Son Doong
Doong, due tra le grotte è anche allenato, correndo • Integratori elettrolitici si erge il Grande muro
più grandi conosciute al tutti i giorni per essere in compresse del Vietnam, una parete
mondo. Solo il sentiero da in grado di camminare e • Un treppiede per rocciosa di 60 metri che
percorrere per arrivarci e arrampicare nel caldo fotografare in condizioni si può scalare con la scala
l’umidità al 90% mettono soffocante della giungla. di scarsa luce. o con la corda.
alla prova gli escursionisti
più allenati.

N AT I O N A L G E O G R A P H I C I TA L I A
«DENTRO LE GROT TE
IL CELLULARE NON PRENDE.
P UOI PA R L A R E S OL O
CON LE PERSONE
CH E SONO L Ì CON T E ».
—Alessandro Cerè

L’AVVENTURA

I N C I FR E

45
I CHILOMETRI PERCORSI
A P I E D I I N Q U AT T R O G I O R N I

140
I M E T R I D I A LT E Z Z A
D E L L A V O LTA D I H A N G E N

25
I C H I L I D I AT T R E Z Z AT U R A
FOTOGRAFICA NELLO ZAINO

ASIA

VIETNAM

DI NINA STROCHLIC FOTOGRAFIA DI ALESSANDRO CERÈ

NGM MAPS GIUGNO 2019


E X P L O R E | N OV I TÀ

Questo è cerume di balena.


Molti degli esemplari di balena nei musei Foto a
hanno grossi tappi di cerume. Di recente si dimensioni
reali, circa
è scoperto che il cerume cresce di due strati 25 cm di
N OT I Z I E DA L L E P R I M E L I N E E ogni anno e che c’è un nesso tra l’alto lunghezza

DELLA SCIENZA livello di cortisolo di certi strati e i periodi


di stress per la specie, ad esempio la II
E D E L L ’ I N N O VA Z I O N E Guerra mondiale, il picco della caccia alle
balene e l’aumento delle temperature
oceaniche. — C H RI STI E WI LCOX

A N I M A LI

Scoiattoli
volanti... e
fluorescenti
Che planino da un
albero all’altro è di per
sé stupefacente. Ora
sappiamo che gli
scoiattoli volanti
hanno anche il dono
della fluorescenza.
Sotto la luce UV
(sotto), la loro pelliccia
si illumina di rosa,
perché assorbe la
luce in una lunghezza
d’onda e la emette in
R O B OT un’altra. Ciò potrebbe
servire ad aumentare
LA POTENZA le facoltà percettive
e comunicative
DEL POPCORN notturne, suggerisce
l’esperta di
L E G R A N D I P O S S I B I L I TÀ mammiferi Paula
DEI CHICCHI DI MAIS Spaeth Anich. «Il
ALCUNI ROBOT A BAS SA TEC NOLOGIA tratto potrebbe
potrebbero funzionare grazie ai essere più visibile in
popcorn. Esposti al calore, spiega
ambiente innevato,
l’ingegnere Kirstin Petersen della
Cornell University, i chicchi del mais
a causa dell’elevato
subiscono una «transizione indice di riflessione
sorprendente», espandendosi in meno UV della neve».
di un secondo. Ciò li rende ideali per —JAKE BUEHLER
alimentare robot come quelli che
devono passare dallo stato morbido a
quello rigido per eseguire un compito.
Immaginate un robot in silicone pieno
di chicchi di mais che si introduce
nella falla di una diga e la sigilla
facendo “scoppiare” i chicchi. Gli
esperimenti continuano, ma uno dei
vantaggi è già chiaro: i robot sarebbero
biodegradabili.
—C AT H E R I N E Z U C K E R M A N

FOTO (IN SENSO ORARIO DA SINISTRA): BRUCE E GREG DALE, NATIONAL GEOGRAPHIC CREATIVE; STEPHEN J. TRUMBLE, BAYLOR
UNIVERSITY; JONATHAN G. MARTIN, NORTHLAND COLLEGE, IN JOURNAL OF MAMMALOGY, DI ALLISON M. KOHLER E ALTRI, 2019.
E X P L O R E | L A SCHEDA

per trent’anni quasi la metà dei rifiuti plastici rici-


D O P O AV E R A S S O R B I T O

CINA: clabili del mondo, nel 2017 la Cina ha vietato l’importazione di gran parte
degli scarti domestici nell’ambito di un impegno su vasta scala per risa-
nare l’ambiente e migliorare la qualità della vita nel paese. Altre nazioni

STOP ALLA asiatiche hanno incrementato le importazioni di questi rifiuti, ma la loro


capacità di gestire volumi così elevati solleva preoccupazioni di carattere
ambientale. Nel frattempo, nei paesi sviluppati molti programmi di rici-
claggio di rifiuti domestici sono stati abbandonati per via dei costi elevati.

PLASTICA D I S E A N M C N AU G H T O N E K E L S E Y N OWA KOW S K I

ESPORTAZIONI GLOBALI DEI RIFIUTI PLASTICI


Gennaio 2017—Settembre 2018*

ESPORTAZIONE Nel luglio 2017 la Cina


DI RIFIUTI PLASTICI ha dato un giro di vite
VERSO LA CINA
sui reati ambientali.
Prima che entrasse in
vigore il bando si è Il divieto di
TOP 10, 2017 assistito a un calo nelle importare plastica
Giappone importazioni di rifiuti di origine domestica
plastici. è iniziato nel 2018.
Proseguono solo le
USA importazioni di rifiuti
industriali.
Germania
Febbraio 2018
Thailandia 23.900
Indonesia tonnellate
R.U.
Corea del Sud
Belgio
Messico
Hong Kong Gennaio Il numero di paesi Settembre
2018 che esportano rifiuti 2018
plastici in Cina è
sceso da 91 nel 2017
Febbraio 2017 Altri 81 paesi hanno
a poco più di 40 al
581.000 esportato rifiuti plastici
tonnellate in Cina nel 2017 settembre 2018.
Le importazioni di
Thailandia e Malaysia
sono aumentate.

Luglio
2017

Gennaio 100.000
2017 TONNELLATE

15
ESPORTAZIONE DI RIFIUTI
PLASTICI IN TUTTI I PAESI
Milioni di tonnellate
1990–2017
10

Uno dei motivi


del calo del 2017:
meno mercati per 5
i rifiuti plastici

1990 ‘95 2000 ‘05 ‘10 ‘15 ‘17

*ULTIMI DATI DISPONIBILI. I DATI SULLE ESPORTAZIONI FONTI: UN COMTRADE; AGENZIA DELLE DOGANE DELLA THAILANDIA; DIPARTIMENTO CENSO E STATISTICHE DI
DELL’INDONESIA NEL 2018 NON ERANO DISPONIBILI. HONG KONG; AGENZIA DELLE DOGANE DELLA COREA; EUROSTAT; ADINA R. ADLER, INSTITUTE OF SCRAP
RECYCLING INDUSTRIES; AMY BROOKS, JENNA JAMBECK, SHUNLI WANG, UNIVERSITY OF GEORGIA
E X P L O R E | D I E T R O L’ O B I E T T I VO

Nel regno
dei rettili
T E S TO E F OTO G R A F I E D I TH OM A S P. PE SC H A K

A PRI MA VOLTA C H E U NA TE STUGG I N E ha attraversato


la mia capanna a Middle Camp, sull’Atollo di Aldabra,

L
sono rimasto esterrefatto. Ho afferrato la macchina
fotografica e ho cercato l’inquadratura migliore per
catturare questo incredibile incontro con un animale
selvatico. La seconda volta, ho fatto la stessa cosa. La
terza volta mi sono limitato a scattare un’istantanea
con il cellulare. Dalla quarta o quinta volta in poi,
quando sentivo qualcosa che mi urtava nemmeno mi
voltavo più a guardare. Sapevo già cos’era.
Mi trovavo sull’atollo per realizzare un servizio sul
recupero delle Isole Seychelles. Fino alla metà del secolo
scorso questa piccola nazione insulare dell’Oceano
Indiano mostrava i segni di una vera carneficina am-
bientale: la vegetazione indigena era stata spazzata via
per far posto a piantagioni di cocco e cannella, era pieno
di ratti e topi invasivi e venivano cacciate sia le tarta-
rughe marine che le testuggini giganti. La biodiversità
sembrava spacciata.
Con il tempo però alle Seychelles si è sviluppata una
coscienza ambientalista; le testuggini giganti di Alda-
bra sono tra le testimonianze più evidenti di questa
presa di coscienza. Questi enormi rettili vivevano su
gran parte delle isole dell’Oceano Indiano fino a
quando, nel Seicento, i marinai si accorsero che rap-
presentavano un’ottima fonte di cibo fresco per i lun-
SU U N ATOLLO COR A LLINO ghi viaggi in mare perché sono in grado di sopravvivere
per mesi senza acqua né cibo. Le stive delle navi veni-
IN M EZZO A LL’OCE A NO U N
vano riempite con centinaia di testuggini, girate sulla
FO TOGR A FO SCOPR E U N PA R A DISO
schiena per impedir loro di muoversi. A poco a poco lo
PR I MOR DI A LE , DOV E A NCH E LU I sfruttamento portò all’estinzione della specie in tutte
È PA RT E DELL’ECOSIST EM A . le isole dell’Oceano Indiano eccetto Aldabra, dove
sopravvisse qualche migliaio di individui.
Allora come oggi, le testuggini di Aldabra erano
protette dall’ambiente ostile e dalla posizione isolata

N AT I O N A L G E O G R A P H I C I TA L I A
GIUGNO 2019
E X P L O R E | D I E T R O L’ O B I E T T I VO

di questo atollo, situato a più di 1.150 chilometri a ovest squali e tra le mangrovie si annidavano fregate e sule.
di Mahé, l’isola principale delle Seychelles, lontano da Sembrava che le testuggini non facessero distin-
qualsiasi rotta. (Per arrivarci ho dovuto noleggiare un zione tra me, una fregata, un granchio o un rallo. Fa-
aeroplano a elica che mi ha portato all’isola più vicina cevamo tutti parte dell’ecosistema e trattavano gli
con pista di atterraggio, poi prendere una barca). Inol- uomini come qualsiasi altra creatura: ignorandoli.
tre Aldabra, uno degli atolli corallini più grandi al Quando lasciavamo le porte della capanna aperte,
mondo, è un luogo decisamente inospitale. La costa è loro la attraversavano impassibili. Non importava se
fatta di roccia corallina tagliente come un rasoio. Non stessimo cucinando, dormendo o preparando l’attrez-
c’è acqua dolce, ci sono tantissime zanzare e di giorno zatura. Il nostro alloggio era sulla rotta della loro mi-
fa così caldo che se le testuggini non trovano un riparo grazione quotidiana. E quando sedevamo a mangiare
all’ombra finiscono per cuocere nei loro stessi gusci. su un fazzoletto di sabbia dietro la capanna, cercavano
Eppure prosperano perché nessuno ha avuto la di calpestarci, quasi a volerci togliere di mezzo.
forza di andarle a prendere fin laggiù, ma an- Tanta era la mancanza di timore dell’uomo.
che perché una quarantina di anni fa l’atollo ASIA Nel tardo pomeriggio o verso sera, quando
è stato nominato riserva speciale dalle AFRICA finivano di brucare, si addormentavano
autorità delle Seychelles e Patrimonio Atollo con la testa esposta fuori dal carapace.
di Aldabra
naturale UNESCO. Protetta dall’interfe- SEYCHELLES Questo rendeva pericolosi i nostri viaggi
renza umana, la popolazione delle testug- OCEANO notturni al gabinetto esterno. Per arri-
gini si è rapidamente ripresa e oggi conta INDIANO varci, dovevamo camminare per una ses-
quasi 100.000 individui. santina di metri tra le mangrovie, facendo
Per due delle sei settimane che ho trascorso quello che chiamavo lo slalom delle testuggini.
ad Aldabra ho fatto base a Middle Camp, a un giorno Evitarle era importante: inciamparci e cadere di
di cammino - un cammino infernale attraverso paludi faccia sulla dura roccia corallina poteva significare
di mangrovie - dalla stazione di ricerca della Seychel- farsi molto male su un’isola priva di strutture mediche.
les Island Foundation. Alloggiavo in una capanna col Su Aldabra niente era facile. Anzi, era quasi tutto
pavimento di terra battuta e il tetto di lamiera, su cui incredibilmente difficile. Eppure il periodo che ho
di notte sentivo zampettare i granchi del cocco. vissuto tra le testuggini in quel luogo primordiale,
Ogni mattina, quando mi svegliavo ed emergevo uno degli ultimi posti dove regnano ancora i rettili,
dalla baracca, dovevo ricordarmi che non ero tornato è stato uno dei più belli della mia vita.
indietro nel tempo. Intorno a me girovagavano ralli
Il fotografo e biologo marino Thomas Peschak ha realizzato
di Cuvier (grossi uccelli inetti al volo), enormi granchi finora le immagini per nove servizi di National Geographic. Nei
del cocco e testuggini giganti, lunghe circa un metro suoi lavori ama documentare la bellezza e la fragilità di oceani,
e 20 e pesanti fino a 250 chili. La baia pullulava di isole e zone costiere.

Sull’Atollo di Aldabra, dove non hanno predatori da temere, le testuggini giganti possono dormire con la testa e il collo esposti.

NGM MAPS
E X P L O R E | ANIMALI

lasticità relativamente uniforme, che spie- Questo giovane

I CUBETTI gherebbe la forma più tondeggiante degli


escrementi suini. Quello del vombato, invece,
vombato (Vombatus
ursinus tasmaniensis) è
stato fotografato in

SEGRETI è molto più irregolare, e nel tratto in cui è


più elastico Yang ha notato due profondi
solchi che a suo parere concorrono a dare
uno zoo a Healesville,
in Australia. La forma
cubica delle feci della

DEI VOMBATI alle feci del marsupiale quella forma cubica.


«È la prima volta che vedo proporre una
spiegazione biologica e fisiologica valida»,
specie (sotto) è rimasta
a lungo un mistero.

dice Mike Swinbourne, esperto di vombati


dell’Università di Adelaide, in Australia, che
I V O M B AT Isono gli unici animali al mondo ha valutato lo studio di Yang.
che producono escrementi cubici. Fino a poco Ora la ricercatrice vuole capire come sia
tempo fa i ricercatori non riuscivano a capire possibile produrre un cubo con due scana-
il perché. Ora lo sanno, ma trovare la risposta lature anziché quattro. Ma i risultati già ot-
non è stato facile. tenuti possono avere vaste implicazioni per
Quando Patricia Yang, ricercatrice del settori come il manifatturiero. Il cubo, dice
Georgia Institute of Technology specializzata Yang, è una forma rara in natura. «Noi ab-
in fluidi corporei animali, ha ricevuto dall’Au- biamo solo due metodi per produrla», conti-
stralia l’intestino di due esemplari di questi nua, spiegando che l’uomo o li stampa con
marsupiali investiti per strada, non sapeva materiali morbidi o li ricava intagliando
bene cosa aspettarsi. «All’inizio ho pensato materiali più duri. «I vombati evidentemente
che avessero l’ano quadrato, oppure che [il hanno un terzo metodo». —T I K R O O T
cubo] si formasse attorno allo stomaco», dice
la ricercatrice. Ma nessuna di queste ipotesi
si è rivelata esatta. Il fattore determinante,
ha scoperto, è l’elasticità dell’intestino.
Man mano che viene digerito, il cibo passa
attraverso l’intestino, che esercita pressione
contribuendo a formare le feci. La forma
dell’intestino influisce quindi sulla forma
degli escrementi.
Poi Yang e colleghi hanno dilatato con un
palloncino l’intestino di un maiale e quello
del vombato per misurarne e confrontarne
l’elasticità. L’intestino del maiale ha un’e-

FOTO: JOEL SARTORE (IN ALTO); DIANA FLEISCHMAN


E X P L O R E | TUTTO IN UNA FOTO

Nel 2018 l’osservatorio


cileno ALMA ha svelato al

NUOVI PIANETI TRA mondo le immagini di


enormi dischi di polvere
cosmica attorno a 20

LA POLVERE COSMICA giovani sistemi stellari.


Negli spazi neri tra i
dischi potrebbero
trovarsi nuovi pianeti
delle dimensioni di
Saturno o Nettuno.
— M I C HA E L G RE S H KO

FOTO: S. ANDREWS E ALTRI, ALMA (ESO/NAOJ/NRAO); S. DAGNELLO, NRAO/AUI/NSF


E X P L O R E | B I O D I V E R S I TÀ

U N C O I N VO LG IM E NTO attivo dei cittadini per mo-

SENTINELLE nitorare la biodiversità e l’inquinamento del Mar


Mediterraneo: con Sentinelle del Mare, il progetto
di citizen science del Dipartimento di Scienze bio-

DEI NOSTRI MARI logiche, geologiche e ambientali dell’Università di


Bologna, turisti subacquei, snorkelisti e bagnanti
diventano i protagonisti della ricerca scientiica
D I FABIO DALMASSO
e dell’impegno ambientale: sono loro, infatti, a
segnalare, tramite una scheda di rilevamento, la
presenza di speciici organismi e di riiuti.
«L’idea», spiega il responsabile Stefano Gofredo,
docente di ecologia, «nacque nel 1999 con un progetto
triennale in cui si invitava a segnalare, tramite que-
stionari, la presenza del cavalluccio marino lungo le
coste italiane». Vista la sua eicacia, la me-
todologia venne replicata in un secondo
progetto, attivo dal 2002 al 2005 e centrato
sulla biodiversità marina nel Mediterraneo
con il monitoraggio di 61 gruppi di organismi
indicati in una scheda preparata dai ricercatori.
«Sentinelle del Mare, che durerà almeno ino
al 2020 con la pubblicazione dei primi risultati,
rappresenta lo sviluppo di quello studio», spiega
Gofredo. «A distanza di anni intendiamo valu-
tare le eventuali variazioni dello stato della
biodiversità, anche alla luce dei cambia-
menti climatici in grado di modiicare
la distribuzione geograica delle specie,
riproponendo ai cittadini il censimento
degli stessi organismi».
Sentinelle del Mare vanta tra i propri
partners National Geographic Expeditions
che, oltre a inanziare una borsa di studio
all’ateneo bolognese, mette a disposizione
la barca a vela Dream 1 per le immersioni dei
cittadini-scienziati al largo di Santa Marghe-
rita Ligure, Portoino e Cinque Terre.

FOTO: FRANCESCO SESSO


E X P L O R E | BASIC INSTINCT

NIENTE SESSO,
SONO MORTA
IL RITUALE DI ACCOPPIAME NTO del
dragone alpino - una libellula diffusa
negli stagni e nelle zone umide di Eu-
ropa, Asia e America del Nord - comin-
cia con ciò che il biologo Rassim Khelifa
definisce «una copulazione acrobatica
aerea». La femmina e il maschio si uni-
scono in volo: lei fa una torsione per
portare l’organo riproduttivo che ha
all’estremità del corpo in corrispondenza
con l’apparato genitale di lui, che è vicino
al torace, e mantenendo questa posi-
zione, che forma una specie di cuore
asimmetrico (a destra), i due atterrano
per completare l’accoppiamento. Poi la
femmina vola via per deporre le uova.
Prima che riesca a farlo potrebbero
presentarsi altri pretendenti, ma l’evo-
luzione ha predisposto la femmina a
resistere: ha un numero limitato di uova,
un organo riproduttivo che le ripetute
copulazioni possono danneggiare, ed
è già stata inseminata dal compagno
che ha scelto. Inoltre l’organo sessuale
del maschio è fatto in modo da rimuo-
vere innanzitutto lo sperma dei prece-
denti accoppiamenti. Così, per evitare
ulteriori copulazioni, la femmina a volte
ricorre allo stratagemma di fingersi
morta, lasciandosi cadere sul terreno e
restando immobile.
Khelifa ha condotto uno studio su
questo comportamento all’università di
Zurigo, scoprendo che di solito «la stra-
tegia funziona». La maggior parte dei
maschi, infatti, dopo aver ronzato un
po’ intorno alla femmina apparente-
mente senza vita, vola verso nuove con-
quiste. Appena il maschio se n’è andato,
la simulatrice torna alle sue faccende.
— P AT R I C I A E D M O N D S

Quando fare il morto serve

La simulazione di uno stato SERPENTE MUSO OPOSSUM C I C L I D I P R E DAT O R I


di morte per scoraggiare DI PORCO DELL A V IRGINI A In questa famiglia di pesci
un predatore o tendere un Per rendere la sua “morte” Quando si sente minacciato, almeno due specie attirano le
agguato a una preda è un più convincente, questo questo opossum entra in uno prede fingendosi morte sul
comportamento noto rettile nordamericano del stato di morte apparente che fondo dei fiumi o dei laghi nei
come tanatosi o immobilità genere Heterodon secerne lo fa cadere su un fianco con quali vivono. Se un pesce
tonica, ed è stato osservato un fluido maleodorante la bava alla bocca e la lingua piccolo si avvicina, il ciclide
in molti animali. e vomita sangue. di fuori. con un guizzo lo divora. — P E

FOTO: RASSIM KHELIFA


L ’ O R O L O G I A I O M I O P E

I PESCI DAL SANGUE BIANCO


DI LISA SIGNORILE

DI REGOLA, TUTTI I VERTEBRATI trasportano regolarmente assunta dalle branchie. An-


l’ossigeno nel sangue grazie all’emoglobina, che così l’ossigeno in circolazione è dieci
un pigmento scarlatto contenente ferro pre- volte meno di quel che dovrebbe essere,
sente nei globuli rossi. Ma come tutte le obbligando i pesci ad avere un metabolismo
regole, anche questa ha un’eccezione: una molto lento, una condizione consentita
famiglia di 16 specie di pesci che vivono in solo nell’ambiente freddo in cui vivono.
Antartide, i Channichthyidae. Questi pesci, Gli scienziati si sono a lungo chiesti il
che non hanno un nome comune in italiano motivo di un simile adattamento. L’emo-
ma che gli inglesi chiamano crocodile icefish, globina è formata da due tipi di proteine,
pesci ghiaccio coccodrillo, non possiedono dette catene alfa e catene beta, entrambe
emoglobina, né mioglobina, che trasporta fondamentali. Nella nostra specie una mu-
l’ossigeno ai muscoli, né globuli rossi e di tazione del gene beta porta a una malattia
conseguenza - unici tra i vertebrati - hanno chiamata anemia mediterranea o talasse-
il sangue biancastro o trasparente. mia. In questi pesci il gene beta è del tutto
Per assumere ossigeno hanno subito nel scomparso e di quello alfa è rimasto solo
corso della loro evoluzione una serie di un frammento non funzionante. Secondo
adattamenti. I loro cuori sono più grandi, recenti studi non c’è un motivo per questa
battono più velocemente, pompano un mutazione, e i pesci ghiaccio non sono
volume maggiore di sangue rispetto ad meglio adattati al freddo rispetto ad altri
altri pesci di pari dimensioni, hanno vasi pesci polari. È semplicemente successo,
sanguigni di diametro maggiore, non circa sei milioni di anni fa. Gli antenati
hanno le coronarie, le arterie che irrorano “talassemici” dei Channichthyidae si rifu-
il cuore, e quest’ultimo ha una consistenza giarono quindi nelle acque gelide e quasi
spugnosa per prendere ossigeno diretta- disabitate dell’Antartide in modo da non
mente dai ventricoli. Il sangue inoltre ha avere competitori e sopravvivere con un
una bassa viscosità e una bassa pressione metabolismo lento. Nel tempo si sono ac-
e la pelle ha perso le squame per assorbire cumulate mutazioni che consentono a
ossigeno direttamente dall’acqua, anche questi pesci di sopravvivere bene anche
se la maggior parte dell’ossigeno viene con un sangue povero di ossigeno.

ILLUSTRAZIONE: MICHELANGELO PACE


PASSAPORTO

PER L’AVVENTURA

National Geographic Expeditions è una filosofia di viaggio. In


Italia, National Geographic ha scelto Kel 12, da 40 anni al
fianco del viaggiatore curioso e consapevole che non si
accontenta di un’esperienza qualunque. Luoghi, natura,
culture e popoli: ogni cosa vissuta immergendosi nell’anima di
un paese. Esplorazioni uniche e irripetibili, accompagnati dai
nostri esperti, sempre rispettosi delle identità dei luoghi.

S C O P R I D I P I Ù S U n at i o n a l g e o g ra p h i c ex p e d i t i o n s . i t E N E L L E AG E N Z I E D I V I AG G I O S E L E Z I O N AT E

© 2018 National Geographic Partners, LLC. Ogni viaggio National Geographic Expeditions contribuisce a finanziare la ricerca scientifica e l’esplorazione nel mondo.
N AT I O N A L G E O G R A P H I C GIUGNO 2019

Dimmi dove sei . . . . . . . . . . . . . P. 2


Turismo faunistico . . . . . . P. 18
Sargassi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . P. 76

I R E P O R T A G E

Un pangolino di Temminck scampato ai trafficanti in cerca di termiti in un centro di recupero dello Zimbabwe.

CACCI AT I PER L A CA R N E E PER

52 L E S QUA M E , I PA NG OL I N I S ONO
TRA I MAMMIFERI PIÙ BIZZARRI
AL MONDO. SIA MO ANCOR A
I N T E M P O P E R S A LVA R L I ?

FOTO: BRENT STIRTON


DIMMI DOVE SEI
U N A F O T O C H E H A FAT T O I L G I R O D E L M O N D O . U N A P P E L L O P E R
R I T R O VA R E I P R O TA G O N I S T I E R A C C O N TA R E L E L O R O S T O R I E .

2 N AT I O N A L G E O G R A P H I C I TA L I A
Sabato 7 giugno 2014.
Venti miglia al largo di Tripoli,
un elicottero della Marina
militare italiana sorvola un
barcone carico di migranti.
Il fotografo Massimo Sestini
scatta una foto che diventa
il simbolo dell’emigrazione
nel Mediterraneo e vince
un premio World Press Photo.

R I F U G I AT I 3
D I FA B RIZI O GAT TI

FOTOGRAFIE DI MASSIMO SESTINI

Ventuno minuti
dopo le cinque
del pomeriggio,
nella luce immobile di
una giornata di nuvole
e mare calmo, un
elicottero improvviso
risveglia l’orizzonte.
Si avvicina abbastanza alto e veloce. Centinaia
di volti, ammassati sul barcone in ogni suo
centimetro quadrato, lo scoprono facilmente
nel monotono paesaggio di cielo e acqua. Dalla
notte prima non vedono terra né cibo che pos-
sano calmare la paura e la fame. Del velivolo
stupisce soprattutto quell’uomo appeso fuori. Il barcone fotografato
Quando è proprio lì sopra, tutti guardano simul- dall’alto nell’immagine
precedente viene
taneamente all’insù ed entrano così nella storia avvicinato dagli uomini
della fotograia. della fregata Carlo
Il barcone sta attraversando il Mare Medi- Bergamini nell’ambito
dell’operazione
terraneo, come tanti altri hanno fatto in questi di salvataggio
anni. È carico di profughi partiti dalla Libia per Mare Nostrum.
raggiungere l’Europa. Navigano verso l’Italia e
F O T O S U C C E S S I VA
mancano poche ore al tramonto di sabato 7 giu- Il salvataggio
gno 2014. Quell’uomo sospeso sotto il frastuono di 443 naufraghi
del rotore è il fotografo Massimo Sestini. E la sua siriani trovati a bordo
di un peschereccio
immagine, scattata proprio sopra la verticale del da parte della
grappolo di sguardi che lo osservano dal basso, Bergamini il 5 giugno
non è soltanto tra le vincitrici del World Press del 2014.
Photo Award, il premio mondiale più prestigioso
del fotogiornalismo contemporaneo: quel ri-

4 N AT I O N A L G E O G R A P H I C I TA L I A
tratto collettivo, diretto e nitido nei minimi l’elicottero si ferma in volo sopra il barcone e si ha
particolari, oggi rappresenta ovunque l’icona tutto il tempo che si vuole per scattare. Massimo
umana della nostra epoca di migrazioni. Un Sestini ti guarda di traverso per un istante. Sta
quadro irripetibile, intenso, immediatamente guidando la sua macchina sull’autostrada per
riconoscibile. Come accade per le opere d’arte. Firenze, la città d’arte dove è cresciuto e ancora
«Il merito della foto», rivela Massimo Sestini, vive. Gli scappa un ghigno divertito. «Prova a
«è per il 50 per cento del comandante Sergio mettere la faccia fuori dal inestrino adesso», dice
Prato. È lui il pilota dell’elicottero imbarcato sulla all’improvviso. «Stiamo andando a 130 all’ora
nave Carlo Bergamini della Marina militare ita- e già così puoi capire. Lì sul mare l’elicottero
liana, con cui in quei giorni stavo seguendo le viaggia tra i 200 e i 300 chilometri orari. È un’o-
operazioni di soccorso. La bravura infatti non perazione di avvistamento e soccorso: non puoi
è solo del fotografo ma del pilota che, pur non chiedere al pilota di fermarsi sopra il barcone,
potendo guardare nell’obiettivo, ha centrato la anche perché rischierebbe di farlo rovesciare.
posizione esatta per la mia inquadratura». Non appena esci dal portellone, però, vieni in-
Nell’immaginazione di un profano sembra co- vestito dal vento della velocità e dal lusso vio-
munque una foto piuttosto facile da realizzare: lento che scende dal rotore. Indossavo un paio

R I F U G I AT I 5
6 N AT I O N A L G E O G R A P H I C I TA L I A
R I F U G I AT I 7
8 N AT I O N A L G E O G R A P H I C I TA L I A
«Appeso là fuori non sai cosa
stai scattando. Quando passi
sopra un barcone a 300 all’ora
gli occhi percepiscono solo
un’immagine mossa».

A SINISTRA millimetri di lunghezza focale, diaframma a 4,5


Uno dei 443 profughi e 400 Iso di sensibilità. «La foto la devi prima
siriani salvati
il 5 giugno 2014 immaginare», spiega Sestini, «perché appeso là
dalla fregata fuori, quando scatti, non sai cosa stai scattando.
Bergamini. Quando passi sopra un barcone di pochi metri,
SOT TO ripeto a 300 all’ora, gli occhi percepiscono solo
Un bambino viene un’immagine mossa. La macchina fotograica ha
cullato da un militare un otturatore, uno specchio che si ribalta, la ten-
della fregata Bergamini
sotto l’occhio dina che si apre e si chiude e tu in quegli istanti
vigile della madre vedi nero. Alla ine devi inquadrare alla cieca
nell’ambito prevedendo quello che può succedere: quindi
delle operazioni
di salvataggio inizi a scattare un po’ prima e continui un po’
nel Mediterraneo oltre. Solo così ho ottenuto la foto che cercavo».
del giugno 2014.

F O T O S U C C E S S I VA Qualche tempo dopo, in una scuola del Can-


Lampedusa, veduta ton Ticino, in Svizzera, un professore chiede ai
aerea zenitale suoi studenti di raccontare con un disegno la loro
del cimitero delle
barche dei naufraghi storia personale. Hajar, che ha da poco imparato
nel maggio del 2014. l’italiano, decide di descrivere il lungo viaggio
che l’ha portata in salvo con tutta la sua fami-
glia: dai bombardamenti a Homs, la sua città in
di occhiali da paracadutista, ma gli occhi mi Siria, alla Libia e poi di nuovo in fuga attraverso
lacrimavano ugualmente. Lì fuori l’aria cerca di il Mediterraneo.
strapparti via la macchina fotograica. Non vedi «L’insegnante ci aveva anche chiesto di ag-
nulla. Vibra tutto, ma le mani devono rimanere giungere qualche foto», dice Hajar, che oggi ha
ferme. Ci avevo già provato un anno prima e, per vent’anni e vive in Germania da quando si è spo-
le condizioni meteo, la foto non era venuta come sata ed è diventata mamma. «Stavo lavorando
avrei voluto. Ho chiesto al comandante Prato al computer. Cercavo su Internet immagini
se poteva sorvolare subito i passeggeri, a una dei barconi che dalla Libia andavano in Italia.
quota di sicurezza, esattamente da poppa verso Quando ho trovato quella barca mi sono detta:
prua: perché solo durante il primo sorvolo tutti sarà una foto come un’altra. Ma ho riconosciuto
guardano perfettamente in alto. Quel giorno ci il colore. Allora ho provato a zoomare per capirci
siamo riusciti». di più. Sì, perché mi ricordavo ancora l’ango-
Lo scatto diventato famoso raigura un attimo lino dove ero seduta. Accanto a me c’erano mia
impercettibile nella comune esperienza umana: sorella e mia mamma e tutt’intorno a noi degli
un millesimo di secondo. Questa la durata dell’e- africani. Ho cominciato a ingrandire l’imma-
sposizione, ottenuta con un obiettivo da 100 gine ino a quando... Mi sono riconosciuta! Non

National Geographic ha voluto raccontare con un documentario la storia


di questa foto straordinaria e dei suoi protagonisti. E, con la produzione
di Marco Visalberghi e il patrocinio dell’Alto Commissariato per i Rifugiati delle
Nazioni Unite, ha affidato la regia a Jesus Garcés Lambert, con musiche originali di Massimo Nunzi.
Where are you? Dimmi Dove Sei è il titolo ispirato allo stesso appello che Massimo Sestini ha rivolto
dai social media agli sconosciuti passeggeri del barcone: dopo anni di ricerche e mesi di riprese in
Francia, Germania, Italia e Svizzera, li conosceremo nel documentario in onda su National Geographic
(canale 403 di Sky) il 20 giugno 2019, in occasione della Giornata mondiale del rifugiato.

R I F U G I AT I 9
10 N AT I O N A L G E O G R A P H I C I TA L I A
R I F U G I AT I 11
SOPRA SOT TO
La siriana Hajar, 20 anni, si è riconosciuta nella foto di Bakary Niakate, del Mali, aveva 14 anni quando salì
Sestini che ha trovato in rete e ha risposto all’appello su quel barcone in Libia. Oggi è giardiniere a
del fotografo. Oggi vive a Neuwied, in Germania. Saint’Etienne, in Francia, e sogna di fare il rapper.
SOPRA SOTTO
Ayman, 35 anni, col figlio in una piscina di Neuwied, Amal, madre di Shaza e Hajar, con la nipote in
in Germania. Quando fuggì dalla Siria in fiamme e si un’immagine che replica le condizioni in cui si
imbarcò sul quel barcone suo figlio aveva soli 4 anni. trovavano sul barcone. La bambina aveva 4 mesi.
14 N AT I O N A L G E O G R A P H I C I TA L I A
Il dolore dell’emigrazione,
le violenze dei trafficanti
e il terrore di affondare
trasformano la traversata
in una seconda nascita.

traversata del Mediterraneo, per chi ne esce


vivo, in una seconda nascita. E come accade nel
travaglio che ci ha messi al mondo, i traumi ven-
gono apparentemente rimossi. Per questo molti
non hanno risposto all’appello lanciato dal fo-
tografo per ritrovare i passeggeri. Altri l’hanno
fatto, ma poi hanno preferito rinunciare. Ser-
vono coraggio e grande generosità per aprire
A SINISTRA lo scrigno interiore dentro cui ciascun esiliato
Uno scatto zenitale nasconde i sogni e gli incubi della sua vita. Ed
di Ayman che gioca è questo il dono di Hajar, di sua sorella Shaza in
a calcio con il figlio
a Neuwied, in Germania, viaggio con la iglia di quattro mesi, della loro
nel febbraio del 2019. mamma Amal. E degli altri passeggeri. Come
Ansoumana, partito dal Gambia e sopranno-
SOT TO
Shaza con i due figli minato Bambino perché su quel barcone è salito
a Caslano, in Svizzera. che aveva 15 anni. Come Bakary del Mali che di
Affrontò la traversata anni ne aveva 14. E come Ayman, 35 anni oggi,
dalla Libia con la
madre, la sorella e anche lui scappato dalla Siria in iamme, con
la figlia di soli 4 mesi. suo figlio Mahmood che quel pomeriggio in
mezzo al mare aveva solo quattro anni. Sono
loro i protagonisti di Where are you?.
potevo crederci. Sono andata dal professore e gli
ho chiesto di stampare la foto. Gli ho indicato Gli incubi di Bambino sono ancora rinchiusi
un volto con il dito e gli ho detto: questa sono io. nel sofoco della piccola stiva, impestata dalle
Lui ha guardato meglio e ha cominciato a pian- esalazioni di gasolio e dal battito stanco del
gere. Ho raccontato la mia storia in classe. Poi motore: «Sulla barca mi hanno fatto scendere
l’ho ripetuta ai ragazzi di altre scuole e alla Tv». giù», ricorda Ansoumana, che oggi lavora come
Hajar, che in seguito si è trasferita in Germa- mediatore culturale a Taranto, dove sogna di
nia, ricorda ogni momento e sorride: «Quando prendersi il diploma di scuola superiore per poi
è arrivato l’elicottero, ho alzato gli occhi e ho raggiungere lo zio in Inghilterra. «Lì sotto c’era-
visto che c’era qualcuno afacciato fuori che ci vamo soltanto noi africani, come in un vecchio
stava fotografando. Ma ho abbassato subito la ilm che ogni tanto vedevo in Gambia. Raccon-
testa perché avevo le vertigini. Se chiudo gli occhi tava la famosa storia di Kunta Kinte, un giovane
ora, rivedo la nostra fame, il freddo della notte, il gambiano preso dagli americani e messo nella
bisogno di dormire. Sentivo le donne e i bambini stiva con altri gambiani per essere portato in
piangere. Gli africani litigavano. Volevo sempli- America. Durante la traversata ho pensato a
cemente dell’acqua fresca. Bevevamo solo acqua loro: eravamo come gli schiavi che avevo visto
di mare e il sale mi aveva seccato la gola. Avevo nel ilm. I litigi esplodevano continuamente,
sete, sete, sete». anche prima che arrivasse l’elicottero. Litiga-
vano perché alcuni volevano andare di sopra
Non è stato facile far parlare i passeggeri di a fare pipì in mare. Ma gli altri dicevano che
quella barca. Il dolore dell’emigrazione forzata, non si poteva, perché se tutti fossero saliti la
la guerra o la povertà, le violenze dei traicanti barca si sarebbe ribaltata. Ci hanno buttato giù
in Libia e il terrore di afondare trasformano la un bidone, dove c’era ancora dell’acqua buona

R I F U G I AT I 15
Ansoumana Kassama,
che partì dal Gambia
ad appena 15 anni,
era da solo su quel
barcone, dove
lo soprannominarono
“Bambino”. Oggi,
a vent’anni, fa
il mediatore culturale
a Taranto e studia per
prendere il diploma
di scuola superiore.

da bere. Ma molti ci hanno urinato dentro. Così così sete che nemmeno pensavo alla fame. Non
non ci restava più neanche una goccia. Ricordo c’era abbastanza spazio per sedersi. Mi agitavo,
la sete. Avevamo tutti sete». spingevo tutti per farmi largo. E gli altri intorno
mi hanno detto: piccolo maliano, se continui
Pur nei suoi 14 anni, Bakary supplicava invece ti buttiamo noi in mare. Fatelo, ho risposto io.
Dio perché gli donasse la morte. «Un traicante Erano gambiani. Ci siamo presi a pugni. Era la
libico mi ha chiuso nel bagagliaio di un furgon- seconda volta che facevo a botte a bordo».
cino per un giorno intero», racconta il ragazzo La terza rissa si scatena sulla nave militare che,
del Mali che oggi vive e lavora come giardiniere dopo le operazioni di soccorso, sbarcherà tutti in
vicino a Lione in Francia. «Mi ha lasciato lì per- Italia. Arrivato in Francia, ancora minorenne,
ché, diceva lui, in giro c’era troppa polizia. Io gri- Bakary entra nei giri della microcriminalità di
davo. Non potevo più respirare. Mi sono vomitato Parigi. Poi però cambia vita: «È successo quando
addosso. Ci sono momenti in cui è preferibile ho cominciato ad andare a scuola e a lavorare»,
morire, perché non sai quando inirà il dolore rivela. «Ho incontrato belle persone che mi fanno
che attraversa il tuo corpo. E io pregavo in arabo. sentire un bravo ragazzo. Così ci provo. Cerco
Dicevo: per favore, Allah, prendi la mia anima, di controllarmi. Quando mi arrabbio, respiro.
voglio essere in pace. Pregavo così anche sulla Anche se è dura, perché amo fare a botte. Mi sca-
barca verso l’Italia. I traicanti ci avevano rubato rico scrivendo canzoni sul mio passato e il mio
tutto. L’ultimo giorno in Libia ci hanno dato un presente. Scrivo ogni notte. Sogno di diventare
solo bottiglione d’acqua per 500 persone. Avevo rapper come Lil Wayne, Booba e Kaaris, Niro, Six-

16 N AT I O N A L G E O G R A P H I C I TA L I A
L’immagine corre da sola
sul web. Diventa un’icona.
A quel punto sono
i protagonisti a riconoscersi
e a farsi ritrovare.

Dio, l’ho visto con i miei occhi». Un razzo cancel-


lerà poi il giovane corpo di Duha, una ragazzina
che a Homs è la migliore amica di Hajar e di sua
sorella. L’unica salvezza ormai è seguire la via
di fuga percorsa da migliaia di siriani. Ed è per
questo che anche loro si ritrovano sul barcone.

«Dopo la consegna del premio nel 2015», ri-


prende Massimo Sestini, «son cominciate le
mostre allestite dal World Press Photo in con-
temporanea in tutto il mondo. L’organizzatore
dell’esposizione in Svizzera mi ha chiamato di-
cendo che un visitatore si sarebbe riconosciuto
nella foto. Chiede quindi di poter avere una
copia come ricordo. Io in quel momento sono
impazzito di gioia. Ho risposto: trovami il suo
numero di telefono, avrà tutte le copie che vuole.
Il ragazzo purtroppo non si è più fatto vivo. Ci è
però venuta voglia di incontrare queste persone
e così ci siamo messi a cercarle».
L’appello partito da Firenze viene rilanciato
dalla Bbc, da Time e da altre prestigiose testate.
Arrivano messaggi. Si aprono tante piste. Ma
nessuna porta al barcone fotografato il 7 giugno
man. Succederà, magari quando avrò trent’anni. 2014. Passa qualche anno ancora. Nel frattempo
Nella mia mente è ancora tutto possibile». l’immagine corre da sola sul web. Diventa l’icona
che i social media difondono in ogni angolo del
Il futuro di Hajar è molto più familiare. Ora mondo: a questo punto sono i protagonisti a rico-
che da poco vive in Germania, lungo il Reno tra noscersi e a farsi ritrovare.
Bonn e Coblenza, vuole studiare al più presto te- Lungo la stessa rotta si calcola che durante
desco. E, quando la sua bimba avrà compiuto tre gli ultimi vent’anni siano morte oltre 34 mila
anni e lei potrà cercare lavoro, spera che qual- persone: secondo il rapporto “Viaggi disperati”
cuno le dia iducia come parrucchiera: senza dell’Alto Commissariato per i Rifugiati delle Na-
però chiederle, come è successo in Svizzera, di zioni Unite, soltanto da gennaio 2015 a dicembre
togliersi il velo e rinunciare alla sua identità. Gli 2018 nel Mediterraneo sono annegati 14.281 profu-
incubi di Hajar sono invece gli stessi di tutta la ghi. Ma almeno questa volta, la storia ha un lieto
sua famiglia. «Nel 2011 quando in Siria è scop- ine: «Volevo arrivare a questa foto, tantissime
piata la rivoluzione», racconta Amal, 48 anni, persone che ti guardano in macchina, per rac-
la sua mamma, «le persone hanno preso d’as- contare il dramma delle migrazioni in maniera
salto le strade con le rose in mano. Tutti ave- diversa», risponde Massimo Sestini nel documen-
vano delle rose, ma il nostro governo ha risposto tario di Jesus Garcés Lambert: «Non volevo vedere
con i proiettili. Hanno dovuto usare le ruspe per la violenza, la morte, la tristezza, la disperazione
togliere i cadaveri da terra. Le stesse ruspe che si alla quale siamo stati abituati da tantissime fo-
usano per raccogliere la spazzatura. Lo giuro su tograie. Io in loro volevo vedere la speranza». j

R I F U G I AT I 17
Turismo faunistico, la
D I N ATA S H A D A LY | FOTOGR AFIE DI KIRSTE N LUC E

Per 10 dollari, i turisti possono farsi fotografare con questa tigre dello zoo di Phuket, in Thailandia. La tigre è legata con una catena
sofferenza nascosta

corta e non può stare in piedi. Per proteggere le persone che le avvicinano, le tigri vengono spesso private degli artigli o drogate.
G L I I N C O N T R I R AV V I C I N AT I C O N G L I
ANIM ALI E SOTIC I SONO SEMPRE PIÙ IN
VO G A , A N C H E G R A Z I E A I S O C I A L M E D I A .

I social media come


Instagram sono pieni di
immagini di turisti in posa
con animali selvatici in
cattività. Con un semplice
tocco dello schermo del
cellulare, un viaggiatore
può condividere la propria
foto con un animale esotico.
Spesso però né il turista
né coloro che esprimono
gradimento per la foto sono
consapevoli del trattamento
riservato agli animali.
M A S P E S S O G L I A N I M A L I U S AT I P E R I N T R AT T E N E R E
I TURISTI CONDUCONO UN’ESISTENZA INFELICE.
L’addestratore Grant
Ibragimov fotografato
davanti ai suoi tre
orsi, incatenati e
con la museruola,
dopo l’esibizione al
Circo statale di San
Pietroburgo, in Russia.
Per far abituare i
cuccioli a camminare
su due zampe, gli
addestratori possono
costringerli a stare in
piedi legandoli a un
muro per il collo.

FOTO PRECEDENTE

Gluay Hom, un
elefante di quattro
anni ammaestrato
per esibirsi davanti ai
turisti, è incatenato
a un palo nel Samut
Prakan Crocodile
Farm and Zoo, vicino
a Bangkok. Tiene
sollevata la zampa
anteriore destra,
visibilmente gonfia; ha
una ferita sanguinante
sulla tempia che si è
procurato a furia di
sdraiarsi sul pavimento.
26 N AT I O N A L G E O G R A P H I C I TA L I A
Immersi nelle acque
del Rio Negro, in Brasile,
i turisti circondano
un delfino amazzonico,
o inia, che cerca di
afferrare un’esca.
Molti dei graffi sulla sua
pelle sono causati da
scontri con altri delfini
per prendere l’esca. In
Amazzonia sono molte
le offerte di incontri
ravvicinati con animali.

T U R I SMO FAU N I ST I C O 27
ANIMALI A RISCHIO

Sono tornata
per controllare
un cucciolo.
Ha appena fatto buio, piove e procedo a fatica con
la mia auto lungo una strada fangosa, passando
accanto a file di elefanti incatenati. Cinque ore fa
qui c’era il sole, faceva caldo ed era pieno di turisti
a dorso d’elefante.
Scendo dall’auto e proseguo a piedi; la torcia
del mio cellulare illumina a stento il sentiero. A
un tratto mi trovo di fronte alle assi di legno della
stalla; punto la luce in basso e seguo un rivolo di
pioggia sul pavimento di cemento fino a tre grandi
zampe grigie. La quarta è sollevata a mezz’aria,
stretta in un anello con degli uncini metallici e
legata a una catena corta. Quando l’elefante cerca Turisti in posa con gli
elefanti della Maetaman
di appoggiare la zampa per terra, gli spuntoni pre- Elephant Adventure,
mono con più forza sulla carne. vicino a Chiang Mai,
Meena ha quattro anni e due mesi, è ancora cuc- in Thailandia. In genere
i cuccioli si esibiscono
ciola. Qualche ora fa Khammon Kongkhaw, il suo in numeri di abilità,
mahout, il conduttore, mi ha spiegato che Meena i più anziani portano
porta la catena perché ha la tendenza a dare calci. in giro la gente.
Per farli interagire
Kongkhaw lavora qui alla Maetaman Elephant docilmente con gli
Adventure vicino a Chiang Mai, nel nord della esseri umani, i piccoli
Thailandia, e si occupa dell’elefantina da quando vengono “addestrati”
con pungoli di metallo.
aveva 11 mesi. Mi ha anche detto che le mette la
catena con gli uncini solo di giorno. Invece ce l’ha
ancora, ed è notte. Chiedo a Jin Laoshen, un altro
dipendente della Maetaman che mi ha accompa-
gnato in questa visita notturna, perché Meena sia
incatenata in quel modo. Risponde che non lo sa.
La Maetaman è una delle tante aziende turi-
stiche della zona di Chiang Mai. La gente scende

28 N AT I O N A L G E O G R A P H I C I TA L I A
dai pullman, si arrampica sulla proboscide degli Meena è destinata a seguire la stessa sorte dei
elefanti che, pungolati con un ankus (un lungo 3.800 elefanti tenuti in cattività in Thailandia e
bastone con un uncino metallico in punta), la delle altre migliaia di tutto il Sud-Est Asiatico. Si
sollevano mentre i turisti scattano foto. La gente esibirà negli spettacoli fino all’età di dieci anni,
lancia banane verso le proboscidi e sta a guar- poi porterà in giro i turisti seduti su una panca
dare mentre i mahout spronano i loro elefanti legata alla sua schiena, diverse volte al giorno.
- tra gli animali più intelligenti del pianeta - a Quando sarà troppo vecchia o malata anche per
lanciare freccette o calciare palloni giganti. Gli questo - a 55 o forse a 75 anni - morirà. Se sarà
altoparlanti diffondono musica a tutto volume. fortunata vivrà qualche anno in pensione, rima-
Meena è uno dei dieci elefanti dello show della nendo incatenata in una stalla per gran parte
Maetaman. Per essere precisi è una pittrice. Due del tempo.
volte al giorno, davanti a folle di turisti schiamaz- Le attrazioni turistiche con animali selvatici
zanti, Kongkhaw mette un pennello sulla punta come quella di Maetaman attirano persone da
della sua proboscide e le preme la guancia con un tutto il mondo e costituiscono un settore molto
chiodo d’acciaio per dirigerne le pennellate sulla
carta. Spesso le fa dipingere un elefante selvatico Questo servizio è finanziato in parte dalla
nella savana. E i turisti comprano i suoi quadri. National Geographic Society.

T U R I SMO FAU N I ST I C O 29
30 N AT I O N A L G E O G R A P H I C I TA L I A
Un macaco durante
una pausa dello
spettacolo della
Monkey School, uno
zoo vicino a Chiang
Mai. Le scimmie sono
addestrate a pedalare
su un triciclo, tirare
a canestro o a far
ruotare un parasole.
Dopo l’esibizione
tornano in gabbie
di circa un metro cubo.

T U R I SMO FAU N I ST I C O 31
32 N AT I O N A L G E O G R A P H I C I TA L I A
Nello studio fotografico
del Samut Prakan
Crocodile Farm and Zoo
un dipendente cambia
il pannolino a un piccolo
scimpanzé prima
di incatenarlo di nuovo.
A destra c’è Khai Khem,
una tigre anziana con
la mandibola devastata
da un ascesso dentale.
Qui i visitatori pagano
per farsi fotografare
con gli animali.

T U R I SMO FAU N I ST I C O 33
redditizio della fiorente industria del turismo glo-
bale. Rispetto a 15 anni fa i viaggi all’estero sono
raddoppiati, grazie anche ai “nuovi turisti” cinesi.
Il turismo faunistico non è certo una novità, ma
i social media ne hanno ingigantito il successo,
trasformando gli incontri con gli animali esotici
in una delle massime aspirazioni di chi ama con-
dividere le proprie fotografie in rete. Attività che
in passato erano pubblicizzate solo sulle guide
di viaggio oggi vengono condivise in tempo rea-
le con un pubblico vastissimo da saccopelisti,
partecipanti a viaggi organizzati o influencer di
ogni tipo, con un semplice tocco sullo schermo
del cellulare. Quasi tutti i millennial (persone dai
23 ai 38 anni d’età) usano i social media mentre
viaggiano. I loro selfie - mentre nuotano con i del-
fini, incontrano tigri, montano su un elefante e
così via - sono una pubblicità virale per le aziende
che offrono esperienze di questo genere.
I social media regalano grande visibilità, ma
non rivelano ciò che accade fuori dall’inquadra-
tura. La gente che prova gioia ed emozione nell’av-
vicinarsi agli animali selvatici spesso ignora che
molti di essi vivono come Meena, o peggio.
Io e la fotografa Kirsten Luce abbiamo deciso
di scoprire che cosa succede dietro le quinte di
questa industria e di documentare come ven-
gono trattati gli animali di diverse organizza-
zioni - incluse alcune che si vantano di prendersi
cura di loro in modo umano - quando le folle ar-
mate di cellulari vanno via.

e dopo

L
A S C I A M O L A M A E TA M A N
cinque minuti in auto raggiungiamo
una tenuta sulla sommità di una col-
lina, annunciata da un’insegna di le- Nel Sriracha Tiger
Zoo di Chon Buri, in
gno che recita “Elephant Eco-Valley: Thailandia, i cuccioli
where elephants are in good hands” escono dalle loro
(dove gli elefanti sono in buone mani). Qui non gabbie anguste solo
per le foto con i turisti.
si fanno passeggiate a dorso di elefante, né si as- Sottraendo i cuccioli
siste a esibizioni di pittura o ad altri spettacoli. appena nati alle madri
Camminando in una sorta di museo all’aperto, si inducono le tigri
in cattività a riprodursi
i visitatori scoprono quello che c’è da sapere più rapidamente.
sull’animale nazionale della Thailandia, ven- Così i visitatori trovano
gono coinvolti nella preparazione di dolci alle sempre tigrotti
da coccolare.
erbe per gli elefanti e possono vedere gli elefanti
liberi in un campo erboso circondato da alberi.
Il libro degli ospiti della EcoValley è pieno di
elogi di turisti che si trovano a disagio in posti
come Maetaman. Vedono elefanti senza catene
e vanno via contenti di aver sostenuto quella che
credono sia un’impresa etica. Molti non sanno
però che i pachidermi apparentemente liberi

34 N AT I O N A L G E O G R A P H I C I TA L I A
della EcoValley vengono portati qui per la gior- Kalamapijit spiega che quando gli occidentali
nata dalla vicina Maetaman: le due attrazioni in hanno smesso di visitare Maetaman, ha deciso di
realtà fanno capo alla stessa azienda. eliminare uno degli show quotidiani per permet-
Anche Meena è stata portata in questo centro tere ai turisti di vedere gli elefanti che si fanno il
una volta, ma ha cercato di fuggire nella foresta. bagno nel fiume. «Agli occidentali piace di più,
Un’altra giovane elefantessa, Mei, viene qui ogni pensano che sia un momento naturale e gioioso»,
tanto, ma oggi è impegnata a esibirsi suonando prosegue. «Poi però un tour operator cinese mi
l’armonica alla Maetaman. ha detto che suoi clienti preferivano lo show, che
Meena Kalamapijit è la proprietaria della Mae- a loro il bagno non interessava». Diversificare le
taman e della EcoValley, che ha aperto nel novem- offerte fa bene agli affari, conclude Kalamapijit.
bre del 2017 per soddisfare le esigenze dei turisti Io e Kirsten abbiamo osservato turisti che si av-
occidentali. Sostiene che i suoi 56 elefanti sono vicinavano ad animali in cattività in molte parti
trattati bene e che le passeggiate e le esibizioni del mondo. A Chiang Mai abbiamo visto anche uo-
sono un modo per fare sano esercizio fisico. E, mini statunitensi abbracciare una tigre, in Russia
aggiunge, il comportamento dell’elefantina Mee- orsi polari con la museruola di ferro che ballavano
na è molto migliorato da quando il suo mahout ha sul ghiaccio, nel Rio delle Amazzoni ragazzini che
iniziato a usare la catena con gli uncini. si facevano selfie con i cuccioli di bradipo.

T U R I SMO FAU N I ST I C O 35
La maggior parte di questi turisti però non sa

È
F A C I L E T R OVA R E O L G A B A R A N T S E VA
che le tigri adulte vengono private degli artigli su Instagram. “Fotografando sogni”,
o drogate, o entrambe le cose, né sa che ci sono recita la nota biografica del suo pro-
sempre nuovi cuccioli da coccolare perché i felini filo. In una zona boscosa poco fuori
vengono costretti a riprodursi più velocemente e i Mosca, questa fotografa immortala
piccoli vengono sottratti alle madri pochi giorni i suoi clienti a stretto contatto con
dopo la nascita. Il turista non sa che gli elefanti si animali in cattività.
esibiscono e possono essere montati senza peri- Per il suo diciottesimo compleanno Sasha Be-
colo perché vengono condizionati sin da piccoli lova si è regalata una serie di scatti di Barantseva
ad aver paura del pungolo, né che i bradipi dell’A- in cui compare assieme a un branco di lupi. «È
mazzonia vengono catturati illegalmente e spesso sempre stato il mio sogno», dice la ragazza gio-
sopravvivono in cattività solo poche settimane. cando con i capelli che un parrucchiere le ha
Visitando questo genere di strutture in tre con- messo in piega stamattina. «I lupi sono selvatici e
tinenti diversi, facendo domande sul trattamento pericolosi». Peccato che quando non partecipano
degli animali e ricevendo risposte non sempre a una seduta fotografica quei lupi stiano chiusi in
convincenti, ci siamo rese conto che la sofferenza piccole gabbie in uno zoo didattico. Anche i Krav-
degli animali viene occultata in modo metodico tsov hanno assunto Barantseva per le loro prime
e sistematico. L’industria del turismo faunistico fa foto di famiglia: i cinque sorridono infreddoliti
leva sul nostro amore per gli animali, ma in molti nella foresta con accanto un orso di nome Stepan.
Barantseva fotografa persone e ani-
mali selvatici da sei anni. È «diventata
una star», come dice lei stessa, nel 2015,
L’ I N D U S T R I A D E L T U R I S M O quando è stata notata da un paio di or-
FA U N I S T I C O FA L E VA S U L N O S T R O gani di stampa internazionali. Adesso
AMORE PER GLI ANIMALI, ha più di 80 mila follower da tutto il
M A I N M O LT I C A S I L I S F R U T TA D A L L A mondo. «Voglio mostrare l’armonia tra
N A S C I TA A L L A M O R T E P E R O T T E N E R E gli esseri umani e gli animali», sostiene.
IL M ASSIMO DEI PROFITTI. In una fredda giornata d’autunno il
piccolo Alexander Levin, di due anni
e mezzo, tiene timidamente la zampa
di Stepan. I proprietari dell’orso, Jurij e
casi sfrutta gli animali dalla nascita alla morte per Svetlana Panteleenko, tengono buono il loro divo
ottenere il massimo dei profitti. Il successo del set- dandogli del cibo. Clic. Sembra sia sbocciata una
tore dipende molto dal fatto che la gente è convinta tenera amicizia. I proprietari lanciano chicchi
che gli animali che osserva, su cui monta o a cui dà d’uva a Stepan, che apre la bocca. Clic. L’orso sem-
da mangiare, si stiano divertendo. E dal fatto che bra sorridere. I Panteleenko sono molto attenti a
in genere i turisti non hanno la minima idea che Stepan, gli aggiustano le zampe, lo nutrono e met-
stanno contribuendo a far male a quegli animali. tono Alexander in posizione mentre Barantseva
I social media generano ulteriore confusione: cattura ogni istante. Clic. Una foto viene postata
l’approvazione inconsapevole degli amici e de- sul suo profilo Instagram. Un bambino e un orso
gli influencer legittima queste attrazioni ancora in un bosco dorato della Russia: un quadretto da
prima che il viaggiatore si avvicini all’animale. favola, o la versione contemporanea di una lunga
Il ruolo negativo svolto dai social media in que- tradizione di sfruttamento degli orsi.
sto contesto è stato in parte riconosciuto: nel di- Stesso bosco, altro giorno: io e Kirsten incon-
cembre 2017, dopo un reportage di National Geo- triamo 12 ragazze con profili Instagram pressoché
graphic sui danni del turismo legato agli animali identici, pieni di foto da sogno in cui modelle acca-
selvatici nell’Amazzonia brasiliana e peruviana, rezzano civette, lupi e volpi. Armate di macchine
Instagram ha introdotto una nuova funzione: fotografiche costose, vorrebbero avere lo stesso
gli utenti che cercano o cliccano hashtag come successo di Barantseva. Ciascuna di loro ha pagato
#slothselfie o #tigercubselfie (selfie con animali 760 dollari ai Panteleenko per far posare le modelle
selvatici), adesso vedono comparire un messag- con il trofeo più ambito: un orso nel bosco.
gio che li avverte che il contenuto che stanno per Stepan ha 26 anni, è un orso bruno anziano e
visualizzare può nuocere agli animali. cammina a stento. I suoi proprietari dicono di

36 N AT I O N A L G E O G R A P H I C I TA L I A
averlo comprato in un piccolo zoo quando aveva in natura. Aggiunge che la Dolphin Quest ha ot-
tre mesi. A sentir loro, il denaro guadagnato con il tenuto la certificazione di American Humane,
suo lavoro - un flusso continuo di sedute fotogra- un’organizzazione non profit che si occupa di
fiche e video - serve per mantenerlo. Sul profilo sicurezza e benessere animale. (La Walt Disney
Instagram di Svetlana Panteleenko c’è un video Company, socio di maggioranza di National Ge-
presentato con le parole “Un po’ d’amore e del ographic, offre incontri con i delfini in alcune
buon cibo rendono chiunque un orsetto :-)”. escursioni organizzate e a Epcot, uno dei suoi par-
E così, grazie ai social media, un singolo esem- chi a Orlando. La Disney dichiara di rispettare gli
pio di sfruttamento animale nel turismo locale standard di benessere della Association of Zoos &
viene condiviso con il resto del mondo. Aquariums, un’altra associazione non profit che
accredita più di 230 strutture in tutto il mondo).
uscito Il tema centrale dell’acceso dibattito è capire

I
L D O C U M E N TA R I O B L A C K F I S H ,
nel 2013, ha suscitato forti reazioni nel se anche i luoghi che osservano criteri di qualità
pubblico americano. Attraverso la storia elevati, che includono veterinari nel personale e
di un’orca del parco acquatico SeaWorld, sono attrezzati con piscine di acqua di mare fil-
in Florida, il film racconta nei particolari trata, trattino in modo effettivamente umano i
la triste vita di questi mammiferi marini mammiferi marini. Stone è convinta che sia così.
in cattività. Centinaia di migliaia di spettatori in- Ma i detrattori, inclusa la Humane Society of
dignati hanno firmato petizioni; diverse aziende the United States, che non riconosce le strutture
hanno rescisso i loro accordi commerciali con Sea- che tengono i delfini in cattività, non sono d’ac-
World. Il numero dei visitatori di SeaWorld è calato cordo, e ribattono che i cetacei si sono evoluti per
drammaticamente; le sue azioni sono crollate. percorrere lunghe distanze e vivere in gruppi
L’inglese James Regan sostiene di essere rima- sociali complessi, condizioni che non possono
sto turbato dalle immagini di Blackfish. Lo incon- essere riprodotte entro confini di una piscina.
tro con la moglie Katie alla Dolphin Quest Oahu, Poiché gli Stati Uniti hanno imposto restrizioni
un’attrazione di lusso del Kahala Hotel & Resort di alla pesca dei delfini in natura già nel 1972, alcune
Honolulu, nelle Hawaii. I Regan hanno pagato 225 attrazioni statunitensi fanno riprodurre in cat-
dollari ciascuno per far parte di un piccolo gruppo tività i loro delfini. Ma altrove i cetacei vengono
che nuoterà per mezz’ora insieme a un tursiope. ancora catturati in natura e addestrati per esibirsi.
La struttura, una delle due Dolphin Quest delle In Cina, dove non esistono leggi nazionali sul
Hawaii, ne ospita sei. benessere degli animali tenuti in cattività, i del-
I delfini sono la colonna portante di un’indu- finari con individui catturati in natura sono in
stria diffusa in tutto il mondo. Queste offerte tu- pieno boom: il paese conta 68 parchi di mammi-
ristiche hanno per protagonisti animali nati in feri marini e altri 26 sono in fase di costruzione.
cattività o catturati in natura che vivono - e intera-
giscono con i turisti - all’interno di piscine. La loro
popolarità rispecchia una contraddizione: gli oc- di

P
E R A V E R E L A R A R A O P P O R T U N I TÀ
cidentali sono sempre più propensi a boicottare gli vedere un tursiope la gente di Kaluga,
spettacoli con animali ammaestrati, ma in genere una città senza sbocco sul mare a circa
considerano una nuotata con i delfini in cattività 160 chilometri da Mosca, non deve
una tappa obbligata della loro vacanza esotica. andare lontano. Nell’area di parcheg-
Katie Regan voleva nuotare con i delfini da gio del centro commerciale Torgovyi
quando era piccola. Suo marito ride. «Dipingono Kvartal, accanto a un negozio di ferramenta, è
un quadro idilliaco», dice della Dolphin Quest. È stata collocata una struttura pressostatica bianca
contento che la struttura faccia parte dell’hotel, simile a un gonfiabile per bambini che ospita un
così può osservare come vengono trattati i del- acquario: il Delfinario itinerante di Mosca.
fini. Poi cita di nuovo Blackfish. Katie protesta: All’interno, gli adulti comprano ai loro figli
«Smettila di rovinare il mio sogno!». gingilli di ogni tipo a forma di delfino: pupaz-
Rae Stone, amministratrice della Dolphin Quest zetti, palloncini, berretti di carta e bicchieri di
nonché veterinaria esperta di mammiferi marini, plastica. Le famiglie si siedono attorno a una
mi spiega che l’azienda fa donazioni a progetti di piccola piscina. Lo spazio è talmente ridotto che
conservazione e istruisce i visitatori sui pericoli anche i posti meno cari, quelli da nove dollari,
che i cetacei devono affrontare quando vivono sono comunque molto vicini alla scena.

T U R I SMO FAU N I ST I C O 37
I TURISTI
VEDONO
E L E FA N T I C H E
L I P O R TA N O
IN GIRO E SI
ESIBISCONO.
NON VEDONO
ANIMALI
M A LT R AT TAT I
CHE HANNO
I M PA R AT O A D
AV E R PA U R A
DEL PUNGOLO.

Una famiglia si fa
fotografare con due
elefantini a Lucky Beach,
sull’isola di Phuket, in
Thailandia. Molti turisti,
ignari del trattamento
riservato agli animali,
sono affascinati da
questi incontri esotici.
In Thailandia ci sono
circa 3.800 elefanti
in cattività, più della
metà dei quali lavora
nell’industria del
turismo.

38 N AT I O N A L G E O G R A P H I C I TA L I A
T U R I SMO FAU N I ST I C O 39
«I miei bambini non stanno più in sé dalla vace commercio globale di delfini e piccole ba-
gioia», dice Anya, indicandomi i due figli che, lene che fa capo alla Russia. Per catturare un tur-
elettrizzati, saltano sui sedili. siope è necessaria una speciale autorizzazione,
Circondati da quest’atmosfera festante, in ma i pescatori russi possono prendere beluga e
una vasca che sembra troppo bassa e piena orche in nome della ricerca scientifica. Alcuni
d’acqua non proprio trasparente, due delfini beluga vengono venduti legalmente agli acquari
nuotano svogliatamente in tondo. marini del paese. Le autorità russe adesso auto-
La Russia è uno dei pochi paesi (l’Indonesia rizzano la cattura a fini scientifici e didattici di
è un altro) in cui esistono gli acquari itineranti. una dozzina di orche l’anno e da aprile 2018 è vie-
Delfini e beluga, che devono rimanere immersi tato esportarle. Gli ispettori del governo, tuttavia,
nell’acqua, vengono trasportati di città in città ritengono che le orche russe - che valgono milioni
all’interno di vasche caricate su camion, in di dollari - raggiungano illegalmente la Cina.
un ciclo continuo che di solito si interrompe Le orche tenute in cattività, che possono ar-
quando muoiono. Questi spettacoli itineranti rivare a sei metri e mezzo di lunghezza e oltre
sono legali: in Russia non esistono norme sul cinque tonnellate di peso, sono troppo grandi per
trattamento dei mammiferi marini in cattività. essere incluse negli spettacoli in cui di solito si
Gli show sono la ramificazione locale di un vi- esibiscono delfini e beluga. Ho contattato sia il

40 N AT I O N A L G E O G R A P H I C I TA L I A
proprietario del Delfinario itinerante di Mosca,
sia quello del White Whale Show, per chiedere
loro da dove provengono gli animali dei loro
spettacoli. Sergej Kuznetsov e Oleg Belesikov
hanno interrotto la comunicazione telefonica.
In Russia gli acquari marini itineranti vengono
reclamizzati come opportunità che consentono
a chi non ha mai visto il mare di ammirare da
vicino gli animali selvatici.
«E se non ci pensassimo noi?», mi chiede Mi-
chail Olyoshin, che lavora in una di queste strut-
ture. A Katluga, mentre i delfini eseguono i loro
numeri a ritmo di musica e rimangono qualche
minuto sulla piattaforma per essere fotografati,
adulti e bambini esprimono la stessa emozione:
che bello! I delfini proprio qui nella mia città! Il
mare consegnato a domicilio.

roprietari e operatori delle attrazioni

P turistiche con animali selvatici, da


quelle di lusso come Dolphin Quest
ai modesti spettacolini con le scim-
mie della Thailandia, sostengono
che i loro animali vivono più a lungo
in cattività perché non entrano in contatto con
predatori e rischi ambientali. Gli animali di cui
si prendono cura stanno sempre con loro, sono
come una famiglia.
Alla Azovtseva, addestratrice di delfini in
Russia, scuote la testa. «Questo lavoro non ha
senso. Mi sento in colpa. Guardo i miei animali
e mi viene da piangere», dice. In questo periodo
la donna addestra i globicefali che si esibiscono
al Moskvarium, l’acquario della capitale russa,
che è tra i più grandi d’Europa (e non è collegato
I turisti fanno a turno con gli spettacoli itineranti). Ci incontriamo nel
per farsi fotografare con
un lori lento pigmeo suo giorno libero in una caffetteria vicino alla
in un mercato fluviale Piazza Rossa. Azovtseva mi racconta di essersi
vicino a Bangkok. innamorata dei delfini alla fine degli anni Ot-
La maggior parte di
questi piccoli primati tanta, e che da trent’anni addestra i mammiferi
notturni viene catturata marini per gli spettacoli. Ma più passa il tempo,
in natura dai bracconieri. dice, più si sente triste per queste creature molto
Vengono privati dei
denti aguzzi per intelligenti e sociali costrette a vivere isolate in
proteggere i turisti dal piccole cisterne piene d’acqua.
loro morso velenoso. «È come usare un laureato in fisica per pulire
le strade», osserva. «Quando non sono impe-
gnati con l’allenamento o con lo spettacolo, i
delfini se ne stanno lì nell’acqua a guardare il
fondo. Sono molto depressi».
Ciò che la gente non sa degli spettacoli con ani-
mali marini in Russia, spiega Azovtseva, è che
spesso gli animali in cattività, soprattutto quelli
che vengono sfruttati per gli spettacoli itineranti,

T U R I SMO FAU N I ST I C O 41
SEMPRE PIÙ
RICHIESTI PER
FA R D I V E RT I R E
I TURISTI, GLI
ANIM ALI ESOTICI
VENGONO
SPESSO
C AT T U R AT I
ILLEGALMENTE
I N N AT U R A .
ALCUNI, COME
I BRADIPI
A M AZZONICI,
S O P R AV V I V O N O
I N C AT T I V I TÀ
SOLO POCHE
SETTIMANE
O POCHI MESI.

A Puerto Alegría, una


cittadina peruviana
sulle rive del Rio delle
Amazzoni, i turisti
possono visitare un
piccolo serraglio di
animali selvatici. Questo
formichiere è tra le
decine di animali che
vengono catturati
illegalmente nella
giungla per posare
con i turisti. Lo scorso
dicembre le autorità
hanno portato in salvo
22 animali in questa
città, ma il formichiere
non c’era più.

42 N AT I O N A L G E O G R A P H I C I TA L I A
T U R I SMO FAU N I ST I C O 43
44 N AT I O N A L G E O G R A P H I C I TA L I A
Due beluga si
esibiscono a Saratov,
in Russia. Per ammirare
gli animali selvatici
non serve raggiungere
una località esotica:
in Russia gli spettacoli
itineranti portano
gli animali anche nelle
piccole città. I beluga,
catturati in acque
russe, non vivono
a lungo in queste
condizioni.

T U R I SMO FAU N I ST I C O 45
Un orso polare danza
dietro una rete metallica
in uno spettacolo
sul ghiaccio a Kazan,
in Russia. Gli orsi polari
ammaestrati sono
una rarità. I quattro
individui di questo circo
sul ghiaccio portano
museruole di ferro e
la loro addestratrice,
Julia Denisenko,
ha sempre con sé
un bastone di metallo.

46 N AT I O N A L G E O G R A P H I C I TA L I A
T U R I SMO FAU N I ST I C O 47
muoiono presto. Secondo la donna - che tiene a
precisare che si sta riferendo all’industria in ge-
nerale e non al Moskvarium - molti acquari so-
stituiscono illegalmente e senza troppo clamore
i cetacei deceduti.
La cattura dei tursiopi del Mar Nero a scopo
di lucro è vietata dal 2003 ma, stando ad Azov-
tseva, i proprietari degli acquari non si fanno
scrupoli a comprare a prezzi stracciati esem-
plari cacciati illegalmente in quelle acque. Vista
la provenienza illecita, questi delfini non sono
dotati dei microchip identificativi previsti per
legge per tutti i cetacei tenuti in cattività. Un
problema che viene aggirato asportando i mi-
crochip dei delfini deceduti e impiantandoli in
quelli che li sostituiranno.
«Gli uomini non cambiano mai», afferma Azov-
tseva. «Se vedono un’opportunità non se la la-
sciano sfuggire». La donna sostiene di non essere
più grado di lavorare in questo settore e di aver de-
ciso di parlare perché vuole che tutti sappiano la
verità sulla provenienza e il trattamento di molti
dei mammiferi marini che si ammirano nelle
strutture turistiche. I nostri sguardi si incrociano:
sappiamo entrambe che molto probabilmente le
sue parole le costeranno il posto di lavoro.
«Non mi interessa se sarò licenziata», ag-
giunge con tono di sfida. «Quando una persona
non ha più niente da perdere tira fuori un corag-
gio inaspettato».

di una piscina sul

S
IEDO SUL BORDO
collinoso versante thailandese del
confine con il Myanmar, in un re-
sort con camere da 1.000 dollari a
notte. Oltre il bordo della piscina si In un bosco fuori Mosca
l’orso bruno Stepan,
vedono alcuni elefanti che vagano 26 anni, diventato star
in una valle verdeggiante. dei social media suo
Accanto a me c’è Stephanie van Houten, una malgrado, siede tra
una modella vestita
ventenne di origini franco-olandesi nata e cre- da angelo e la sua
sciuta a Tokyo che studia alla University of Mi- proprietaria Svetlana
chigan. Cosmopolita, colta e carina, ha tutte le Panteleenko. Sullo
sfondo le fotografe
carte in regola per avere successo come influen- di Mosca che
cer su Instagram. Vale a dire che si è guadagnata hanno pagato 760
un numero di follower sufficiente ad attirare gli dollari ciascuna per
immortalare la scena
sponsor che finanziano i suoi post e di conse- e postare lo scatto su
guenza i viaggi, gli abiti e il conto in banca. Nel Instagram.
2018 i marchi noti della moda, del turismo, della
tecnologia e di altri settori hanno speso circa 1,6
miliardi di dollari per farsi pubblicità sui social
attraverso gli influencer.
Van Houten è già stata qui all’Anantara Gol-
den Triangle Elephant Camp & Resort. Stavolta,

48 N AT I O N A L G E O G R A P H I C I TA L I A
per uno dei soliti accordi con un marchio da game particolare con Bo, e crede che in questa
reclamizzare, farà un picnic con gli elefanti e foto si capisca bene. La posta alle nove e mezzo
lo racconterà alla sua legione di oltre 25 mila di sera, l’ora in cui ritiene che la maggior parte
followers su Instagram. In cambio, riceverà an- dei suoi follower siano online. Aggiunge una
che centinaia di dollari di sconto sulla tariffa lunga didascalia che si conclude con le parole
giornaliera dell’hotel. “la mia storia d’amore con questa incredibile
L’Anantara è circondato di campi verdissimi creatura” e l’hashtag #stopelephantriding (ba-
e almeno durante il giorno molti dei 22 elefanti sta cavalcare gli elefanti). Immediatamente arri-
della struttura sono legati con funi lunghe più vano i like dei suoi fan, più di 1.000, e commenti
di 30 metri, così possono andarsene in giro e con gli emoji con gli occhi a cuoricino.
socializzare. Tuttavia, devono essere disponi- Qui all’Anantara possono venire solo i ricchi,
bili a farsi toccare dai turisti e restare tranquilli o gli influencer di maggior successo. Chiunque
quando i clienti praticano yoga accanto a loro. altro voglia vivere un’esperienza simile può fare
Finito il picnic, van Houten passa in rasse - una ricerca su Google digitando, per esempio, le
gna le centinaia di foto scattate per l’occasione. parole “Thailandia santuario elefanti”.
Ne sceglie una che la ritrae insieme a Bo, il suo Sempre più spesso i turisti chiedono espe-
elefante preferito. Mi spiega che ha avuto un le- rienze etiche con gli animali e di conseguenza

T U R I SMO FAU N I ST I C O 49
sono aumentate le strutture a prezzo accessi- entrambi 33 anni e sono amici da quando erano
bile, che molte volte si autodefiniscono “san- bambini. Circa la metà di coloro che a Ban
tuari” e dichiarano di offrire incontri ravvici- Ta Klang si occupano degli elefanti, incluso
nati e “umani” con gli elefanti. Oggi va di moda Homhual, non possiedono gli animali. Ricevono
fare il bagno con gli elefanti, in pratica coprirli un modesto salario da un ricco proprietario per
di fango e schizzargli l’acqua addosso. Molte farli riprodurre e poi addestrare i cuccioli. È scesa
strutture la descrivono come un’alternativa la notte e migliaia di termiti ci sciamano intorno,
innocua alle passeggiate a dorso di elefante e attirate dall’unica lampadina appesa sopra la
agli spettacoli. Ma anche questi animali appa- veranda. La nostra conversazione si sposta sul
rentemente docili devono essere stati in qualche tema dell’addestramento degli elefanti.
modo condizionati. E fino a quando questa at- Il phajaan è un brutale procedimento tradi-
tività rimarrà popolare, i luoghi che la propon- zionale che può durare giorni o settimane, in cui
gono avranno bisogno di elefanti obbedienti. si piega e si condiziona il carattere di un giovane
elefante. Viene usato da molto tempo in Thai-
una cittadina della landia e in tutto il Sud-Est Asiatico per domare

A
B A N TA K L A N G ,
Thailandia orientale, decine di ca- gli elefanti catturati in natura, che ancora oggi
sette sorgono sulla terra color cremisi. rappresentano una percentuale elevata delle
Davanti a ognuna c’è un’ampia ve- bestie tenute in cattività nel paese. Nel corso
randa di bambù, dove la gente siede, del phajaan gli elefanti rimangono legati con
dorme e guarda la Tv. funi, sono confinati dentro anguste strutture
La cosa che più salta agli occhi, però, sono gli di legno, affamati e picchiati ripetutamente
elefanti. Alcune case ne hanno uno solo, altre con pungoli, chiodi e martelli fino a quando la
addirittura cinque. Li vedi sotto gli alberi, op- loro volontà non è spezzata. Attualmente non
pure sotto teloni o tettoie di metallo. Alcuni, è chiaro fino a che punto siano ancora in uso le
mamme e cuccioli, stanno insieme, ma per la forme più violente di phajaan. Dal 2012 le auto-
maggior parte sono soli. Quasi tutti hanno una rità hanno imposto un giro di vite alle impor-
o entrambe le zampe anteriori incatenate. tazioni illegali di elefanti presi nelle foreste del
Noto come il “villaggio degli elefanti”, Ban Ta vicino Myanmar, la fonte principale di animali
Klang è il centro nevralgico dell’addestramento catturati allo stato selvatico della Thailandia.
e del commercio degli elefanti della Thailandia. Chiedo ai due uomini come vengono addo-
«Elefanti di casa», dice Sri Somboon. Accanto mesticati e addestrati i cuccioli nati in cattività.
alla sua veranda un elefantino di due mesi corre Mi raccontano che quando il piccolo ha rag-
intorno alla madre. Somboon mi indica un terzo giunto i due anni di età i mahout legano la madre
elefante di cui si occupa, un maschio di tre anni a un albero e lentamente allontanano il cucciolo
legato a un albero dall’altra parte della strada. che poi viene confinato in uno spazio chiuso. Col-
Muove la testa avanti e indietro, sbattendo la pendogli l’orecchio con l’ankus lo addestrano a
proboscide per terra. Sembra impazzito. muoversi: a sinistra, a destra, gira, fermati. Per
Somboon dice che lo sta addestrando, e sta di- insegnargli a stare seduto, spiega Sala-ngam,
ventando bravo a dipingere. È già stato venduto e «gli leghiamo le zampe anteriori. Un mahout lo
quando l’addestramento sarà completato comin- pungola sulla schiena, un altro tira la corda da-
cerà a lavorare in una struttura per turisti a sud. vanti». E aggiunge: «Per addestrare un elefante
Più della metà dei 3.800 elefanti tenuti in cat- devi usare il pungolo, così poi lui se lo ricorda».
tività in Thailandia proviene da Ban Ta Klang Gli esseri umani riconoscono la sofferenza
e dalla zona circostante. Questo era il centro attraverso segnali universali: la gente piange a
thailandese del commercio degli elefanti già dirotto, fa smorfie, urla, dà voce al proprio do-
molto prima del boom turistico; gli animali ve- lore. Gli animali non possiedono un linguaggio
nivano catturati in natura e addomesticati per altrettanto universale per esprimere la soffe-
trasportare il legname. Adesso, a novembre di renza. Molti non hanno i dotti lacrimali e sono
ogni anno, centinaia di elefanti provenienti da ancora più numerosi quelli - come per esempio
qui vengono esposti, comprati e venduti alla le prede - che mascherano istintivamente i sin-
fiera di Surin, il capoluogo della provincia. tomi del dolore per non apparire deboli davanti
Una sera mi ritrovo a chiacchierare con Ja- ai predatori. Capire se un animale stia soffrendo
kkrawan Homhual e Wanchai Sala-ngam. Hanno può essere difficile, a volte impossibile.

50 N AT I O N A L G E O G R A P H I C I TA L I A
Ma noi sappiamo che gli animali provano
dolore. Tutti i mammiferi hanno un sistema
nervoso simile; uccelli, rettili e anfibi sono
Le linee guida per
dotati di nocicettori, o recettori del dolore. Un
bambino di quattro anni che si punge con un osservare gli
chiodo esprime il proprio dolore piangendo.
Un’elefantina della stessa età rimane sotto la
pioggia con la zampa sospesa a mezz’aria.
animali selvatici
che ho visto Ammirare gli animali esotici in

T
RA TUTTI GLI ANIMALI
maniera etica e responsabile non
soffrire silenziosamente nelle piscine
è semplice. Secondo gli animalisti, è
e nei recinti di tutto il mondo, due mi meglio osservarli in natura a distanza
hanno particolarmente turbato: un di sicurezza. Per valutare come le
elefante e una tigre. strutture turistiche trattano gli animali
Vivevano nella stessa struttura, il in cattività si può fare riferimento agli
standard internazionali derivati da un
Samut Prakan Crocodile Farm and Zoo, circa
rapporto del governo britannico del
25 chilometri a sud di Bangkok. L’elefante di 1965. Le cosiddette “cinque libertà”
quattro anni, Gluay Hom, veniva tenuto nel sono usate dai gruppi animalisti in
sotterraneo di uno stadio. Khai Khem, una ti- tutto il mondo e dalle associazioni dei
gre anziana di 22 anni, passava le sue giornate medici veterinari europei, statunitensi
e canadesi.
legata con una catena corta in uno studio foto-
grafico. Entrambi mostravano segni inequivo-
cabili di sofferenza: l’emaciato elefante teneva Libertà dalla fame
una zampa gonfia e piegata sollevata e aveva
una ferita sanguinante alla tempia. I suoi oc-
chi erano rivoltati all’indietro. La tigre aveva
1 e dalla sete
Cercate strutture in cui gli animali
appaiano ben nutriti e abbiano libero
accesso ad acqua pulita.
un ascesso dentale così grave che l’infezione le
Libertà di vivere in un
stava distruggendo la mandibola.
Quando ho contattato il proprietario della
struttura, Uthen Youngprapakorn, per avere
chiarimenti sulle condizioni di questi animali,
2 ambiente adeguato
Accertatevi che gli animali vivano in
un ambiente che non arrechi disagio,
con rifugi coperti, spazi ampi, un’area
di riposo confortevole e una zona
mi ha risposto che il fatto che non fossero morti isolata non accessibile al pubblico.
era la dimostrazione che venivano trattati nel
modo giusto. Poi ha minacciato di farmi causa.

3
Libertà dal dolore, dalle
Sei mesi dopo essere tornate dalla Thailandia ferite, dalle malattie
Evitate le strutture con animali feriti o
io e Kirsten abbiamo chiesto a Ryn Jirenuwat, costretti a partecipare ad attività che
la nostra interprete di Bangkok, di controllare potrebbero farli soffrire. Controllate
che i recinti siano puliti.
come stessero Gluay Hom e Khai Khem. Ryn
è andata al Samut Prakan e li ha osservati
Libertà di manifestare
per ore, mandandoci foto e video. Gluay Hom
era ancora vivo, sempre nella stessa stalla, la
zampa sempre piegata in modo innaturale. Gli
4 le caratteristiche
comportamentali
specie-specifiche
elefanti accanto a lui erano ridotti pelle e ossa. Essere incatenati, esibirsi e interagire
con i turisti non sono comportamenti
Khai Khem era ancora incatenata per il collo normali per un animale selvatico,
a un gancio fissato sul pavimento. Sta ferma anche nato in cattività.

nel suo angolo buio, ci ha scritto Jirenuwat, e


Libertà dalla paura
quando sente arrivare qualcuno tira la catena
e si volta di schiena.
“Come se volesse essere inghiottita dal muro”. j
5 e dal disagio
Tenete sempre presente che
l’addestramento basato sulla paura,
la separazione dei cuccioli dalla
madre, i rumori innaturali e le grandi
Natasha Daly è redattrice di National Geographic. folle sono tutte fonti di stress.
Kirsten Luce è una fotografa freelance che vive a
New York. Per questo reportage hanno visitato Per saperne di più, visitate
insieme sei paesi diversi. natgeo.com/wildlifetourism

T U R I SMO FAU N I ST I C O 51
Il pangolino,
The Bravepredestinata
vittima Ones
THESE WOMEN RANGERS REPRESENT
A N TE R
WA TIA M
C TA I M
C MI N
IFE
G RE IT P
TI Ù
N GC O
CNO TMRMA UB N
BAI TNI D
ESATI A L MO N D O,
Q UHEESLTP E F TI G
TO IMH ITD E
W ICLRDELAI T
F EU RP EO A
RCI CHOI N
P EGR. T E D I S Q U A M E S O N O
RICHIESTE PER LA MEDICINA TRADIZIONALE CINESE.

D I R AC HAE L BALE FOTOGR AFIE DI BRENT STIRTON

52
S T O RY B Y L I N D S AY N . S M I T H

In un centro
di recupero dello
Zimbabwe, Tamuda,
un pangolino
di Temminck, va
in cerca di formiche
e termiti. Tamuda
è stato sottratto
a trafficanti di animali
che probabilmente
avrebbero rivenduto
le sue squame in Asia,
dove vengono usate
come ingrediente
di rimedi tradizionali.
I pangolini sono
contrabbandati
per le squame, ma
anche per la carne,
considerata da molti
una prelibatezza. In
Indonesia, nell’aprile
del 2015, sono state
scoperte più di 4.000
carcasse congelate di
pangolino, squame e
quasi 100 animali vivi,
in un container per
il trasporto di pesce
congelato.
PAUL HILTON

54
Coperti da maschere
per proteggere
la loro identità,
gli agenti dei reparti
anticrimine della Costa
d’Avorio siedono su
3.600 kg di squame
di pangolino confiscate
nel 2017 e nel 2018,
probabilmente
destinate alla Cina
o al Vietnam.
In seguito al calo
delle popolazioni
delle quattro specie
asiatiche di pangolino,
i trafficanti si sono
concentrati sulle
specie africane.
WILDLIFE W AT C H

È grande come
un cucciolo di
golden retriever,
ma è ricoperto
di squame. Con la coda orizzontale per mantenere l’equi-
librio, Tamuda protende le zampe anteriori di
fronte a sé come un piccolo tirannosauro. Il gio-
vane pangolino viene guidato delicatamente verso
un cumulo di terra dal suo custode, che inizia a
rompere il formicaio con un piccone. Guarda, dice
a Tamuda per incoraggiarlo: formiche. Tamuda
afferra il messaggio e inizia a mangiare, frugando Nel centro di recupero
nelle fessure con una lingua lunga quasi quanto il della Tikki Hywood
suo corpo e aprendo ulteriori varchi con gli artigli. Foundation, nello
Zimbabwe, ogni
Dopo essersi nutrito per qualche minuto, Ta- pangolino (nella foto,
muda si sposta più in là. Il custode gli mostra un Tamuda, che è stato
nuovo formicaio, ma il pangolino non sembra in- salvato quando era
cucciolo) ha un suo
teressato. Si accascia su un fianco come un bam- custode. I pangolini
bino che fa i capricci. Si aggrappa allo stivale del stringono forti legami
custode, che si china e tenta di staccarlo con deli- con gli esseri umani,
che li aiutano a imparare
catezza. Ma Tamuda pretende la sua attenzione. Si a nutrirsi di formiche
protende col muso alzato verso il volto dell’uomo, e termiti.
implorando di essere preso in braccio. Il custode
vorrebbe essere severo (il suo compito è insegnare
a Tamuda a cavarsela da solo) ma quella supplica
è irresistibile. Come farebbe ogni brava mamma
pangolino, solleva Tamuda e lo culla fra le braccia.
La lezione di Tamuda si tiene alla Tikki Hywood
Foundation, un centro di recupero vicino a Ha-
rare, nello Zimbabwe, dove Lisa Hywood e la sua

58 N AT I O N A L G E O G R A P H I C I TA L I A
squadra curano i pangolini sottratti al commercio un leone, ma forse la cosa peggiore che si possa
illegale di animali. A partire dal 2012, Hywood ha fare quando il predatore è umano e può sempli-
salvato più di 180 pangolini. cemente raccoglierti a mani nude.
Ai giovani pangolini piace stare in alto. Nei Tamuda e sua madre sono arrivati al centro di
primi mesi di vita le madri li portano sulla recupero agli inizi del 2017. Una guardia fronta-
schiena perché osservino i comportamenti da liera dello Zimbabwe ha sorpreso un uomo del
imparare. Probabilmente è in groppa alla madre Mozambico che tentava di entrare nel paese por-
che Tamuda passava buona parte del suo tempo tandoli dentro un sacco. Secondo Traffic, un’or-
quando i bracconieri hanno strappato i due ani- ganizzazione di monitoraggio del contrabbando
mali alla natura. Quando una mamma pango- animale, dal 2000 al 2013 sarebbero stati catturati
lino si spaventa si arrotola a palla, proteggendo un milione di pangolini, principalmente per le
il ventre molle e setoso - e il piccolo - con la sua loro squame, usate nella medicina tradizionale. Si
armatura di squame. Un’ottima difesa contro ritiene che i pangolini siano i mammiferi (umani
esclusi) più contrabbandati al mondo.
Questo servizio è finanziato in parte dalla National Ogni volta che le autorità dello Zimbabwe con-
Geographic Society. fiscano un pangolino lo portano da Hywood, che

PA N G O L I N I 59
In genere i pangolini sono
solitari, ma qui Tamuda
e Luleko bevono insieme
da una pozzanghera.
I pangolini di Temminck
camminano sulle zampe
posteriori, usando
la coda e le zampe
anteriori per bilanciarsi.
La lingua appiccicosa,
lunga quasi quanto
il corpo, è ancorata alla
base della cavità toracica.
In Camerun, una donna
che gestisce una tavola
calda si prepara a
macellare un pangolino
arboreo. I camerunesi
mangiano da tempo
questi animali, benché
il commercio sia stato
di recente vietato.
Oggi le squame, che
in passato venivano
gettate, vengono
vendute ai trafficanti
di animali nelle città.
è una delle poche persone al mondo capaci di ma, stando a un’analisi condotta da Traffic, il
far sopravvivere questi animali in cattività. I grosso delle spedizioni di squame di pangolino
pangolini sono creature sensibili e schizzinose proviene da Camerun, Nigeria, Sierra Leone e
in fatto di cibo; si nutrono solo di alcune specie Uganda. E sono quasi tutte dirette verso la Cina.
di formiche e termiti, una dieta difficilissima da «Nell’ultimo decennio c’è stato un forte au-
riprodurre in cattività. Ma lasciandoli vagare per mento nel commercio intercontinentale di
qualche ora al giorno nella tenuta, sorvegliati pangolini, soprattutto di squame», afferma
dalle loro “madri” adottive, Tikki Hywood ha Dan Challender del gruppo di specialisti in
aiutato molti pangolini, fra cui Tamuda e sua pangolini dell’Unione mondiale per la conser-
madre, a recuperare quanto basta per tornare a vazione della Natura (Iucn), l’autorità globale
vivere in natura. sullo status delle specie minacciate. In passato
«Ogni volta che ci portano un pangolino mi il bracconaggio e contrabbando di pangolini
chiedo se è l’ultimo rimasto nello Zimbabwe», avveniva perlopiù in Asia, spiega Challender.
afferma Hywood, che ha fondato il centro di re- Questo cambiamento indica che sta diventando
cupero nel 1994. più difficile trovare i pangolini asiatici, ma che
Tutte le otto specie di pangolino (quattro vi- il valore delle squame resta comunque superiore
vono in Africa e quattro in Asia) sono a rischio ai costi aggiuntivi del contrabbando da un con-
di estinzione per via del commercio illegale. tinente all’altro.
Ecco perché non facciamo il nome del custode I pangolini vengono considerati selvaggina e
mangiati nell’Africa centrale e occiden-
tale, nonché da alcuni gruppi indigeni
del Sud e del Sud-Est astiatico. Parti
di pangolino vengono usate anche in
IN CINA, PIÙ DI
Ghana, Nigeria, Sudafrica e altri paesi
2 0 0 C A S E FA R M AC E U T I C H E P RO D U C O N O
dell’Africa subsahariana come rimedi
CIRCA 60 TIPI DI MEDICINALI tradizionali. E presso alcuni popoli del
TRADIZIONALI CHE CONTENGONO Vietnam e della Cina la carne di pan-
S Q UA M E D I PA N G O L I N O. golino è considerata una prelibatezza.
Ma è la richiesta di squame che sta de-
cimando le popolazioni.
Le squame di pangolino, in genere
di Tamuda. Lui e Hywood temono che, se i con- essiccate, ridotte in polvere e confezionate in
trabbandieri sapessero i nomi dei custodi, que- pillole, sono utilizzate in vari rimedi tradizio-
sti ultimi potrebbero essere presi di mira dai nali cinesi, dai trattamenti per aiutare le madri
criminali che vogliono mettere le mani sugli durante l’allattamento ai lenitivi per l’artrite e i
animali salvati. reumatismi. Si possono trovare nei mercati di
I pangolini assomigliano ad armadilli coperti medicinali di tutta l’Asia, compresi Vietnam,
di squame, ma sono imparentati più stretta- Thailandia, Laos e Myanmar.
mente a orsi e cani. Costituiscono un ordine In Cina, dove questi trattamenti sono tuttora
tassonomico a sé stante e, se dovessero estin- approvati dallo Stato, più di 200 case farma-
guersi, sulla Terra non esisterebbe più niente ceutiche producono circa 60 tipi di medicinali
di simile a loro. tradizionali che contengono squame di pango-
Il commercio internazionale delle quattro spe- lino, stando a un rapporto del 2016 della China
cie asiatiche di pangolino è vietato dal 2000. Nel Biodiversity Conservation and Green Develop-
2017 è entrato in vigore il divieto di commercio ment. Ogni anno le province cinesi rilasciano
di tutte e otto le specie, grazie a una votazione collettivamente autorizzazioni per l’uso di 26,6
dei 183 governi che fanno parte della Conven- tonnellate di squame in media, che equivalgono
zione sul commercio internazionale delle specie pressappoco a 73 mila esemplari di pangolino.
minacciate di estinzione (Cites), il trattato che Stando ad alcuni rapporti, i pangolini cinesi
regola il commercio transfrontaliero di animali hanno iniziato a scarseggiare visibilmente a metà
selvatici e loro parti. degli anni Novanta per via della caccia eccessiva.
Nel commercio di pangolini sono coinvolte Con il persistere della domanda, le aziende cinesi
almeno 67 nazioni o territori di sei continenti, hanno continuato a sfornare prodotti a base di

64 N AT I O N A L G E O G R A P H I C I TA L I A
pangolino, rivolgendosi ufficialmente a due fonti centri di recupero a società d’investimento. Nel
legali di squame: le scorte accumulate dai caccia- 2014 altre 20 case farmaceutiche, oltre a imprese
tori di pangolini in Cina prima che il loro numero in Uganda, Laos e Cambogia, hanno costituito
crollasse, e le importazioni effettuate prima che una “coalizione per l’allevamento”.
entrasse in vigore il divieto. Il problema è che nessuno ha ancora capito
I documenti Cites relativi al commercio di come allevare i pangolini su scala commerciale.
pangolini mostrano che la Cina ha importato «È semplicemente impossibile; non si può sod-
quasi 15 tonnellate di squame nei 21 anni com- disfare la domanda con l’allevamento», afferma
presi fra il 1994 e il 2014, una quantità insuffi- Paul Thomson, biologo della conservazione e
ciente a soddisfare la domanda delle case far- cofondatore dell’associazione non profit Save
maceutiche. Spesso, inoltre, le amministrazioni Pangolins. «I pangolini soffrono molto lo stress.
provinciali non si accertano che le aziende uti- E le popolazioni non si riprendono in fretta». La
lizzino squame provenienti dalle scorte anziché maggior parte dei pangolini non sopravvive più
da pangolini catturati di recente e illegalmente, di 200 giorni in cattività, spiega, tantomeno si
afferma Zhou Jinfeng, direttore del gruppo riproduce e mette al mondo piccoli.
China Biodiversity Conservation che indaga sul Ciò non ha impedito agli imprenditori cinesi
commercio di pangolini. Jinfeng si dice scettico di provarci. Nel 2013 una donna cinese di nome
sul fatto che le scorte esistenti in Cina possano Ma Jin Ru ha avviato un centro di riproduzione
bastare a soddisfare il fabbisogno delle aziende, dei pangolini chiamato Olsen East Africa In-
quando i pangolini in Cina sono praticamente ternational Investment Co. Ltd. a Kampala,
scomparsi da più di vent’anni. in Uganda, con licenza provvisoria rilasciata
«Io non me la bevo», afferma. «Dopo tutti questi dall’Uganda Wildlife Authority e in seguito con
anni ne hanno ancora così tanti nei magazzini?». l’appoggio di una fondazione cinese parasta-
tale. Non molto tempo dopo a Kampala è stata
del mercato fondata e autorizzata un’altra società di nome

C
O N S I D E R ATA L A N AT U R A
nero, nessuno sa con esattezza quante Asia-Africa Pangolin Breeding Research Centre.
tonnellate di squame di pangolino Le autorità ugandesi hanno fatto irruzione in
vengano contrabbandate ogni anno. entrambe le aziende, rispettivamente nel 2016
Sappiamo però che sono tantissime, e e nel 2017, sospettate di fare da copertura per il
che i carichi più grossi vengono spediti traffico di pangolini prelevati in natura. L’au-
in Cina. Nel 2017, per esempio, le autorità doga- torizzazione concessa a Olsen East Africa, per
nali cinesi hanno confiscato 11,9 tonnellate di esempio, permetteva l’allevamento in cattività,
squame di pangolino provenienti da quasi 30 ma gli inquirenti sospettavano che le società
mila animali; un sequestro da record. Lo scorso stessero catturando e commerciando i pangolini
anno le autorità di Hong Kong hanno sequestrato illegalmente, senza un permesso.
7 tonnellate di squame in un solo carico diretto Un altro Asia-Africa Pangolin Breeding Re-
verso la Cina. search Centre è stato fondato in Mozambico
Secondo Traffic, i sequestri di squame in Cina nel 2017, e anche questo ha destato i sospetti
rappresentano quasi il 30 per cento del totale di delle autorità competenti del paese per gli stessi
quelli effettuati nel mondo fra il 2010 e il 2015. motivi. In Cina gli investigatori della non profit
Considerando che i sequestri corrispondono, di Zhou hanno tentato di visitare molte delle
stimando per difetto, a circa un quarto del com- strutture autorizzate, che però hanno invaria-
mercio illegale effettivo, queste cifre indicano bilmente negato l’accesso.
che ogni anno vengono massacrati centinaia di Tenere in vita i pangolini in cattività è un’im-
migliaia di pangolini. (National Geographic ha presa titanica. Oltre ad avere una dieta unica,
chiesto un commento in proposito a varie agen- richiedono cure speciali perché vanno soggetti
zie statali cinesi, senza ottenere risposta). a ulcere gastriche e a polmoniti, in genere cau-
Si dice che le aziende cinesi si stiano attrez- sate dallo stress. Nel 2016 sei zoo e un’associa-
zando per l’allevamento su larga scala dei pan- zione non profit statunitensi hanno importato
golini in modo da avere un fornitura costante. 46 pangolini dal Togo allo scopo di studiare gli
Secondo il gruppo China Biodiversity Conserva- animali in condizioni controllate e creare una
tion, al 2016 lo Stato aveva rilasciato 10 permessi popolazione autosufficiente. Ai primi di marzo
a strutture per l’allevamento dei pangolini, da di quest’anno ne erano morti già 16.

PA N G O L I N I 65
Pangolini a rischio
SPECIE AFRICANE

Pangolino di Temminck
Smutsia temminckii
Questo pangolino terricolo è l’unico
che si sposta sulle zampe posteriori,
usando la coda come contrappeso. Timidi, sensibili e ricoperti di squame, i pangolini sono ritenuti i
In questo modo mantiene affilati mammiferi non umani più contrabbandati al mondo. Le loro squame,
gli artigli delle zampe anteriori.
fatte di cheratina (la stessa sostanza delle unghie), non hanno alcuna
proprietà curativa dimostrata scientificamente, ma sono richieste
nella medicina tradizionale cinese. Tutte le otto specie sono a rischio
di estinzione, sebbene il loro commercio internazionale sia vietato
dal 2017. Secondo le stime degli esperti, dal 2000 al 2013 sono stati
uccisi dall’uomo oltre un milione di pangolini.

L’Europa è diventata
Pangolino dalla coda lunga un importante snodo
nel traffico di squame
Phataginus tetradactyla di pangolini africani
La più piccola delle otto verso l’Asia.
specie, l’unica dalla pelle nera,
ha 47 vertebre nella coda, più
di qualsiasi altro mammifero.

Pangolino arboreo Pangolino


Phataginus tricuspis gigante
Il più comune dei pangolini
arboricoli, nonché il più SIERRA
soggetto al bracconaggio
in Africa, vive nelle foreste
LEONE
LIBERIA
Nuovi territori di caccia
tropicali e nei boschi fitti. In passato il principale fornitore
COSTA di pangolini per i mercati cinesi
D’AVORIO
NIGERIA era il Sud-Est asiatico. Oggi,
GHANA
con il calo delle popolazioni
asiatiche, i trafficanti si
Douala concentrano sull’Africa.
CAMERUN
Yaoundé
Pangolino
dalla coda lunga
GABON

CONGO
Pangolino
di Temminck
Pangolino gigante
Smutsia gigantea UGANDA
Kampala
È il più grande, e può pesare più di
34 kg. I pangolini non hanno denti KENYA
Pangolino
e usano la lingua appiccicosa (quella
arboreo
del pangolino gigante è lunga
quasi 60 cm) per cibarsi di termiti. TANZANIA

ZIMBABWE
Fondazione
Tikki Hywood

MOZAMBICO
S P E C I E A S I AT I C H E

Sequestri di pangolini Stato di conservazione Trafficanti di pangolini Pangolino cinese


Cifre stimate di pangolini Vulnerabile Paesi principali Manis pentadactyla
confiscati, basate sui In pericolo coinvolti nel traffico L’unico pangolino che d’inverno
sequestri documentati va in letargo è stato oggetto
di corpi, parti e squame, In pericolo Rotte principali di bracconaggio intenso, tanto
tra il 2000 e il 2018 critico di commercio che a metà degli anni Novanta
era già quasi estinto in Cina.
Più di 20.000
5.000–20.000
1.500–4.999
500–1.499
Meno di 500

Lotta a un mercato mortale


Fra il 2000 e il 2018 le autorità hanno
effettuato 1.500 sequestri, pari a circa
700.000 pangolini. Tuttavia, la
maggior parte dei pangolini Pangolino Indiano
contrabbandati non viene Manis crassicaudata
scoperta o segnalata. La più grande delle specie
asiatiche è diffusa fino
al Pakistan. Come altre specie,
le madri trasportano sul dorso
i cuccioli sotto i sei mesi.

Le dubbie fonti della Cina


Le case farmaceutiche cinesi sono
state autorizzate a ottenere circa 26,6
tonnellate di squame di pangolino
all’anno. Ufficialmente utilizzano scorte
vecchie di decenni, ma la provenienza
delle squame non è ben documentata.
Pangolino del Borneo
Prodotti illegali a base Manis javanica
di pangolino vengono Si crede che questa specie
esportati dall’Asia agli terricola e arboricola sia oggi la
Stati Uniti. più contrabbandata. Le squame
servono a proteggersi dai morsi
delle formiche di cui si cibano.
Pangolino
indiano

PAKISTAN CINA Pangolino


cinese
NEPAL

INDIA TAIWAN

MYANMAR Shenzhen
Hong Kong
Pangolino delle Filippine
LAOS
VIETNAM Manis culionensis
FILIPPINE Questo pangolino arboricolo
THAILANDIA è endemico di Palawan
e delle isole circostanti.
A volte i bracconieri usano
Pangolino i cani per stanarli.
delle Filippine

Nel 2019 a Singapore è stato M A L A Y S I A


sequestrato un carico record
di 12,9 tonnellate di squame,
pari a circa 36.000 pangolini, I N D O N E S I A
proveniente dalla Nigeria CLARE TRAINOR, TAYLOR MAGGIACOMO E
e diretto in Vietnam. KAYA BERNE, NGM. FONTI: DAN CHALLENDER,
Nel 2017 la Cina ha intercettato Surabaya IUCN SSC PANGOLIN SPECIALIST GROUP;
11,9 tonnellate di squame ENVIRONMENTAL INVESTIGATION AGENCY;
LISTA ROSSA IUCN; SARAH HEINRICH,
provenienti dall’Africa. UNIVERSITY OF ADELAIDE; SCOTT TRAGESER,
Pangolino CREATIVE CONSERVATION ALLIANCE; KATIE
del Borneo SCHULER, CORAL & OAK STUDIOS
Un bracconiere di un
villaggio indonesiano
dice che effettua
consegne settimanali
di pangolini nella città
di Surabaya.
I pangolini sono protetti
da leggi nazionali nei
paesi d’origine e ne è
vietato il commercio
internazionale. Eppure
la maggior minaccia
alla la loro sopravvivenza
sono bracconaggio
e contrabbando.
trovare

I
N CAMERUN NON È DIFFICILE
pangolini. Sono in vendita nei mercati
alimentari all’aperto, dove i loro corpi
sono esposti su tavolini pieghevoli ac-
canto a quelli di scimmie e pitoni. Sono
in vendita ai bordi delle strade, dove i
commercianti li mostrano alle auto di passag-
gio reggendoli per la coda, a testa in giù. Queste
scene sono talmente comuni da far sorgere una
domanda: se per questa gente è così semplice
trovare i pangolini, com’è possibile che siano
sull’orlo dell’estinzione?
La risposta è che non abbiamo neppure un’idea
chiara di quanti pangolini esistano in natura.
I pangolini sono difficili da censire, in quanto
notturni, solitari e timorosi. Ma grazie ai dati
compilati da Traffic e altre Ong, è evidente che
vengono consumati e preparati per l’esporta-
zione in Camerun e altre zone dell’Africa centrale
e occidentale, a un ritmo allarmante.
L’estate scorsa, appena arrivati in Camerun, io e
il fotografo Brent Stirton abbiamo subito chiamato
Angelia Young, una sudafricana che vive nella
capitale Yaoundé con il marito e i tre figli. Young
stava lavorando all’apertura del primo centro di
recupero per pangolini del paese. Ci ha portati
in un ristorante del quartiere Bastos, sede di am-
basciate, popolato da stranieri. Ha distribuito i
menù. Prima del couscous, delle banane e dei fa-
giolini erano elencati istrice, antilope e pangolino.
I piatti di quel menù sono comuni in qualsiasi
ristorante della città, ci ha spiegato Young. La
selvaggina è molto apprezzata in Camerun, dove
molti la preferiscono alla carne di bestiame di alle-
vamento. Poco prima, visitando il mercato di una
cittadina rurale, avevo incontrato una ragazza che
preparava un piatto a base di pangolino destinato
alla vendita e le avevo chiesto perché lo cucinasse. d’occhio l’animaletto. Avvicinandoci mi sono
«Perché no?», ha risposto lei. «È buono». accorta che non si trattava di un cagnetto ma di
Non abbiamo ordinato pangolino (in Camerun un pangolino. La creaturina fiutava, sbuffava e
è illegale cacciarli, venderli o comprarli), ma era- raspava il terreno in cerca di formiche. Un custode
vamo curiosi di vedere se il ristorante ne avesse. li seguiva da vicino, sorvegliando sia l’animale
Il cuoco è stato felicissimo di accontentarci, por- che il bambino. Il pangolino era uno dei pochi che
tando un vassoio di corpicini grigi congelati. Fin- Young aveva salvato e stava curando a casa sua.
gendoci turisti curiosi, abbiamo sgranato gli occhi «Passo tutto il tempo a salvare creature. Gatti,
e scattato fotografie. cani, uccelli, eccetera. Mi sono ritrovata a salvare
Young ci ha portati a casa sua, che come tutte le quattro pangolini senza sapere come accudirli»,
altre del vicinato è cinta da un muro di sicurezza ha detto ricordando la sua prima esperienza,
alto e spesso. Mentre parcheggiavamo ho visto un alla fine del 2016. «L’unica da cui sono riuscita
bambino in divisa scolastica. Era Nathan, il figlio a farmi rispondere al telefono è stata Lisa, nello
di Young, e portava a passeggio un animale che Zimbabwe». Hywood ha cominciato a spedire a
sembrava un cane. Puntava la torcia sullo spazio Young pacchi di medicinali e coperte per la cura
fra il marciapiede e il muro dei vicini, tenendo dei pangolini, assieme a consigli per salvaguar-

70 N AT I O N A L G E O G R A P H I C I TA L I A
In Vietnam, un medico
tradizionale di sesta
generazione mostra
la preparazione delle
erbe da mescolare
alle squame
di pangolino essiccate
che sua moglie sta
macinando. Si ritiene
che le squame
siano utili a curare
una serie di malanni,
ma non esistono prove
scientifiche a sostegno.

dare la salute degli animali. Le loro conversa- per dare un’occhiata alle squame. Non è stato
zioni hanno poi portato alla nascita del centro difficile. Non erano certo nascoste.
di riabilitazione che Young si apprestava a inau- «Certo, è sconvolgente da vedere, ce le hai pro-
gurare, la Tikki Hywood Foundation Cameroon. prio sotto il naso», ha commentato poi Young. «Ma
Young ci ha chiesto di accompagnarla a un per loro non è nulla. Le vedrete dappertutto».
banco di alimentari dietro l’angolo per comprare
dei cipollotti. Accanto al banco c’era un gruppo un

S
TA V A P E R A R R I V A R E I N C A M E R U N
di uomini e donne cinesi che cenava. Ci hanno grosso carico di squame di contrab-
salutati in francese, sfoderando sorrisi. Mentre bando. Ci informano dell’arrivo gli
sceglievamo le verdure, Young ha indicato a si- investigatori della Ong Last Great Ape
nistra con il mento. Accanto alla porta laterale Organization. L’associazione, che aiuta
dell’edificio, dietro a una staccionata di legno i governi a far rispettare le leggi per la
bassa, c’era un congelatore. Sopra c’erano decine protezione della natura, era sulle tracce dei con-
e decine di squame di pangolino messe a sec- trabbandieri da oltre un anno e gli investigatori
care. Young e Nathan hanno comprato cipollotti avevano l’occasione di intercettare la fornitura al
e altre verdure, mentre io mi sono allontanata suo arrivo nella città portuale di Douala.

PA N G O L I N I 71
Un pangolino sbircia da
una cassa diretta a una
remota zona montuosa
del Vietnam, dove
25 pangolini salvati
dal commercio illegale
verranno reintrodotti
in natura. L’associazione
Save Vietnam’s Wildlife,
che ha sede nel Parco
Nazionale Cuc Phuong,
ha contribuito a formare
la prima squadra
antibracconaggio
del paese, e a salvare
più di 1.000 pangolini.
Save Vietnam’s Wildlife
sta accudendo questo
cucciolo finché non sarà
abbastanza forte da
poter essere liberato.
Benché in Vietnam vi
sia richiesta di carne e
squame, molti pangolini
salvati qui erano
destinati alla Cina, dove
le case farmaceutiche
vendono medicinali
a base di squame.
Gli esperti sostengono
che i professionisti
e i clienti devono
essere informati sulle
alternative esistenti
nella farmacopea cinese
per ridurre la richiesta
di questi animali
a rischio di estinzione.

Poco dopo che ho lasciato il paese, la polizia e merun alla Nigeria, dove secondo i trafficanti
gli agenti preposti alla salvaguardia ambientale c’è meno severità da parte delle forze dell’or-
hanno intercettato il carico e arrestato sei per- dine», ha spiegato Tah.
sone. Le squame di pangolino erano arrivate in I trafficanti sono favoriti dal fatto che esistono
camion dalla Repubblica Centrafricana, dove è già rotte di contrabbando dall’Africa all’Asia per
probabile che i trafficanti le avessero raccolte da altri prodotti animali. Le squame di pangolino
piccoli commercianti del luogo e da altri nel Ca- sono state trovate assieme a carichi di avorio,
merun e nella Repubblica Democratica del Congo. zanne di ippopotamo e altre parti di animali vie-
Il loro piano, mi ha spiegato Eric Kaba Tah, di Last tate. I gruppi criminali che trafficano in avorio
Great Ape, era portare il carico a Douala, dove i trattano anche squame di pangolino, secondo il
contrabbandieri lo avrebbero rivenduto a prezzi Center for Advanced Defense Studies, un gruppo
maggiorati. Di solito la destinazione successiva di ricerca con sede a Washington che si dedica
era la Nigeria, ha aggiunto Tah; le squame prose- alle reti illegali, compreso il contrabbando di
guivano poi per la Cina, la Malaysia o il Vietnam. animali. In genere questi crimini sono associati
«Vediamo sempre più spesso prodotti animali a riciclaggio di denaro sporco, frode fiscale, pos-
che lasciano l’Africa centrale, passando dal Ca- sesso illegale di armi e altri reati.

74 N AT I O N A L G E O G R A P H I C I TA L I A
ronte) abbiano effetti fisiologici sugli umani. I testi
di medicina tradizionale sostengono però che le
squame siano efficaci nel trattare certi squilibri
del corpo, come il “ristagno di sangue”, una con-
dizione che può causare fitte o dolori acuti e che
può essere legata a disturbi mestruali, problemi
di allattamento e artrite.
Finché milioni di persone si rivolgeranno alla
medicina tradizionale (numeri destinati ad au-
mentare ora che l’Organizzazione Mondiale della
Sanità sta per inserire la medicina tradizionale
cinese nel suo compendio medico), informare i
fornitori di servizi sanitari e i pazienti sulle al-
ternative sarà un passo importante per salvare i
pangolini dall’estinzione, afferma Given.
Nel frattempo, in Camerun, Young stava pro-
grammando il rilascio in natura di tre pangolini
e ha invitato me e Stirton a partecipare. Due pan-
golini erano stati trovati in un garage, e uno era
stato ceduto da una donna che lo aveva ricevuto
in regalo. Procedendo su una strada sterrata, pen-
savo ai pangolini raggomitolati nelle loro casse
sul retro dell’auto. Chissà che colpi stavano pren-
dendo. Le piogge recenti avevano danneggiato
la strada che portava al sito di rilascio abituale,
perciò ci siamo fermati in un campo.
Quando ci siamo inoltrati fra l’erba, Young ci ha
avvertiti di fare attenzione ai morsi di una mosca
che trasmette un parassita capace di trasformarsi
in un verme all’interno dell’occhio umano. Mentre
mi guardavo intorno timorosa, Young ha messo a
terra il primo pangolino. Si è avventurato nell’erba
alta ed è sparito. Abbiamo visto agitarsi un po’ le
cime degli steli, e nient’altro. Nel giro di 15 minuti
sono stati liberati anche gli altri due pangolini. È
stata una cerimonia tutt’altro che solenne.
Durante il ritorno ho chiesto a Young del mer-
A C I N A È I L M A G G I O R C O N S U M AT O R E di cato di selvaggina che avevamo incrociato nel

L squame di pangolino, ma non è detto che


debba restarlo per sempre. Lo afferma
Steve Given, già vice rettore dell’Ameri-
can College of Traditional Chinese Medi-
cine di San Francisco, che ha individuato
almeno 125 componenti vegetali, minerali e ani-
tragitto all’andata. Aveva degli istrici in vendita,
e un mucchietto di squame di pangolino messe
a seccare. Non era probabile che i pangolini ap-
pena liberati venissero cacciati di nuovo?
Sì, ha risposto lei, è decisamente possibile. «C’è
sempre un po’ di amarezza, nel liberarli. Non c’è
mali alternativi nella farmacopea medica cinese, a nessuna garanzia». Ma è pur sempre una seconda
seconda delle esigenze terapeutiche del paziente. possibilità, ha aggiunto. Magari si riprodurranno
«In pratica non c’è nessun motivo per l’impiego prima di essere catturati di nuovo, aggiungendo
clinico delle chuan shan jia», ha spiegato, usando un po’ di cuccioli alla popolazione in calo. «Ogni
il nome tradizionale delle squame di pangolino. singolo pangolino è importante». j
Finora la medicina occidentale non ha trovato
alcuna prova del fatto che le squame di pangolino Il servizio di Rachael Bale sul traffico di buceri è
stato pubblicato nel settembre 2018. Brent Stirton
(composte di cheratina, lo stesso materiale di cui è stato proclamato Wildlife Photographer of the
sono fatte le unghie, i capelli e il corno del rinoce- year 2017 per il suo servizio sui rinoceronti del 2016.

PA N G O L I N I 75
I S A R G A S S I , A L G H E A L L A D E R I VA ,
SONO ALLA BASE DI UNA COMPLESSA
E S O R P R E N D E N T E VA R I E TÀ
D I F O R M E D I V I TA M A R I N A .

DI JAMES PROSEK

F O T O G R A F I E D I DAV I D D O U B I L E T

E DAV I D L I I T T S C H WAG E R
L’alga che sostiene
l’Oceano Atlantico

77
78 N AT I O N A L G E O G R A P H I C I TA L I A
Subito dopo la schiusa,
le tartarughe marine
come questa giovane
caretta lasciano le
spiagge sabbiose che
le hanno viste nascere
e si dirigono verso
le distese dei sargassi,
dove troveranno cibo
e riparo dai predatori
durante i loro primi
anni di vita.

FOTO PRECEDENTE
Un ciuffo di sargassi
delle dimensioni
di un pallone da calcio
va alla deriva vicino
a Bermuda nel lento
giro di correnti del Mar
dei Sargassi, parte del
vortice North Atlantic
Gyre. Una massa
di alghe così piccola
può ospitare migliaia
di organismi, dal
plancton ai pesci.
DAVID DOUBILET (ENTRAMBE)

MAR DEI SARGASSI 79


«Non esiste nulla di
simile in nessun altro
oceano», dice il biologo
marino Brian Lapointe.
«In nessun altro luogo
del pianeta è possibile
trovare una simile
concentrazione di
biodiversità, e dipende
tutto da un’alga».
LAPOINTE SI RIFERISCE alle alghe galleggianti
chiamate sargassi che si trovano in una regione
dell’Atlantico conosciuta come Mar dei Sargassi.
I confini di questo mare sono vaghi, non sono
formati da terre emerse ma da cinque grandi
correnti che scorrono in senso orario attorno
alle Bermude. Lontane da tutto, le sue acque
sono povere di nutrienti e, per questo, eccezio-
nalmente limpide e di un blu straordinario.
Parte della complessa circolazione di correnti
a vortice che gli oceanografi chiamano North
Atlantic Gyre, il Mar dei Sargassi è stato spesso
descritto come un deserto oceanico e così ap-
parirebbe se non fosse per gli agglomerati di
sargassi galleggianti.
Semplici ammassi di materia vegetale alla
deriva, queste alghe possono apparire insigni-
ficanti ma, come Lapointe ha contribuito a sve- Un subacqueo nuota
lare con le sue ricerche, sono alla base di un sotto un ammasso
di sargassi nei pressi
complesso ecosistema che nutre una stupefa- di Cozumel, in Messico.
cente varietà di organismi marini; sono allo Insoliti cumuli di
stesso tempo un rifugio mobile e una tavola sargassi sono stati
riversati dalle onde
imbandita in perenne movimento. sulle coste del Golfo
Da 36 anni Lapointe, biologo presso il Florida del Messico, dei Caraibi
Atlantic University’s Harbor Branch Oceano- e di altre località,
sporcando le spiagge
graphic Institute di Fort Pierce, indaga sul Mar frequentate dai turisti.
dei Sargassi e osserva queste strane alghe con i DAVID DOUBILET

Questo servizio è stato realizzato con il contributo


della National Geographic Society.

80 N AT I O N A L G E O G R A P H I C I TA L I A
MAR DEI SARGASSI 81
satelliti e anche di persona, immergendosi in
mezzo a esse. Il suo scopo è scoprire da dove
vengono, come si spostano, che cosa nascon-
dono e come sopravvivono, oltre a mettere in
luce le complesse relazioni che collegano i sar-
gassi alle altre forme di vita marina, dai caval-
lucci di mare allo squalo bianco. Solo cono-
scendo questa vitale risorsa, sostiene, possiamo
proteggerla da minacce come l’acidificazione
degli oceani e l’inquinamento. Questo finché
hanno bisogno di essere protette.
Da quando, negli ultimi anni, enormi cumuli di
questa alga hanno iniziato a invadere le spiagge
di Caraibi e Messico, i sargassi sono saliti alla ri-
balta della cronaca non come una manna per la
vita marina, ma come un flagello. Nessuno parla
più di proteggere il sargasso, dice Lapointe. «Per
lo più ci si chiede come possiamo farlo sparire».
I marinai a bordo della Santa Maria, una delle
caravelle di Colombo, erano della stessa opi-
nione. In alcuni punti le alghe erano “così fitte
da impedire l’avanzata delle navi”, si legge in
un diario di bordo del 20 settembre 1492. I primi
esploratori notarono che le vescicole piene d’a-
ria che mantenevano a galla le alghe ricorda-
vano i grappoli di un’uva chiamata sargazo.
Il sargasso ha origine in aree ricche di nu-
trienti prossime alle coste americane, in parti-
colare nel Golfo del Messico. Le correnti le tra-
sportano lungo la Penisola della Florida, dove
la Corrente del Golfo se ne impadronisce e le
trascina verso nord, dove finiscono per concen-
trarsi nel Mar dei Sargassi.

50°N
Correnti Spostamenti
oceaniche dei sargassi

EUROPA
40° Azzorre
AMERICA DEL NORD nte del Golfo
C orre Az
i

zo
ipp

rre
Mississ

Bermuda Madeira

30° Ma r d e i S a r g a s s i Canarie
Co

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te TROPICO DEL CANCRO


de
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Guadalupa
Corren AFRICA
te Equatoriale nord Isole
Martinica di Capo Verde

Trinidad Con
10°N tro
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0 km 1.000
AMERICA DEL SUD
EQUATORE
100°0 90° 80° 70° 60° 50° 40° 30° 20° 10°0 0°
RILEY D. CHAMPINE, NGM
FONTE: BRIAN LAPOINTE, FLORIDA ATLANTIC UNIVERSITY
Piccole vescicole
gonfie di gas, chiamate
pneumatocisti,
permettono ai sargassi
di galleggiare e di
trasformarsi in zattere
per questo gamberetto
dei sargassi il cui colore
imita quello dell’alga
che lo ospita.
DAVID LIITTSCHWAGER

L’oceanografa Sylvia Earle, tra i primi ad ap- adulte, trovano abbondanza di cibo tra i sargassi
poggiare l’iniziativa di farne la prima area ma- e, a loro volta, attirano predatori più grossi: pe-
rina protetta d’alto mare, paragona il sargasso sci balestra, pesci foglia, monacantidi, lampu-
a una dorata foresta pluviale (si legga il suo ghe e carangidi, per poi salire nella catena ali-
breve saggio a pag. 90). È una metafora appro- mentare fino agli squali. Fetonti, berte, petrelli,
priata, perché le alghe formano una sorta di sterne e altri uccelli di mare aperto si posano e
volta sulla superficie dell’oceano che mi ricorda si alimentano tra queste zattere di alghe.
un reef galleggiante o una prateria marina. Le due specie di sargasso predominanti nel
L’intreccio delle sue fronde, simili a lunghi Mar dei Sargassi (Sargassum natans e S. flui-
cordoni, ospita un’incredibile varietà di orga- tans) sono le uniche alghe marine al mondo a
nismi che qui ottengono rifugio e nutrimento; non crescere fissate al fondo. Come conse-
qui si trovano, secondo uno studio, larve e forme guenza di questa vita libera, i loro traslucidi
giovanili di 122 specie di pesci, senza contare ammassi, dal colore dorato e ambrato, sono in
tartarughe neonate, nudibranchi, cavallucci di balia dei capricci di venti e correnti, dispersi
mare, granchi, gamberetti e molluschi gastero- dalle tempeste e ammassati quando il mare è
podi. A sua volta l’alga sfrutta gli escrementi di calmo e le loro fronde si uniscono le une alle
questi organismi per crescere. altre come un velcro. Le dimensioni della massa
Creature più grandi, come pesci e tartarughe di alghe variano così da alcuni chilometri di

MAR DEI SARGASSI 83


Il serraglio
dei sargassi 1

David Liittschwager
ha fotografato
un’incredibile varietà
di animali in mezzo
ai sargassi nel Golfo
del Messico e al largo
di Bermuda. Ecco un
piccolo campionario.

1. Arlecchino dei sargassi


2. Polpo
3. Priacantide occhio
di vetro
4. Copepode
5. Sergente maggiore
6. Pesce palla
7. Nudibranco dei sargassi
8. Pesce scoiattolo
(giovanile)
9. Damigella codagialla
10. Lampuga (giovanile)
11. Pesce palla (giovanile)
12. Lampuga
13. Pesce volante
14. Granchio corridore
DAVID LIITTSCHWAGER
(INGRANDIMENTI DIFFERENTI)
2

10 9

11

14

12
13
Un capodoglio nuota
tra i sargassi color oro.
L’alga è alla base di una
ricca catena alimentare
che comprende tanto
organismi unicellulari
quanto i più grandi
tra i mammiferi.
Gli escrementi di tutte
queste creature aiutano
a mantenere in vita
le alghe.
BRIAN SKERRY

86 N AT I O N A L G E O G R A P H I C I TA L I A
MAR DEI SARGASSI 87
I sargassi intrecciati
nei cordoni offrono
ombra e riparo ai
pesci balestra. I nostri
rifiuti, dai pallet alle
casse di plastica,
possono dare origine a
piattaforme alla deriva
su cui può svilupparsi
la vita, ma la plastica
è particolarmente
dannosa per molte
specie.
DAVID DOUBILET

lunghezza a frammenti non più grandi della scorte di acqua dolce avessero iniziato a scarseg-
vostra mano. giare le avrebbero costrette a gettare in mare i
«Anche questi piccoli pezzi ospitano una loro cavalli imbarcati. E l’area si sovrappone al mitico
fauna», racconta Jim Franks, ricercatore ed Triangolo delle Bermude, dove navi e aerei sono
esperto di sargassi presso lo University of scomparsi senza lasciare traccia.
Southern Mississippi’s Gulf Coast Research La- Una notte, al largo di Bermuda, David Doubilet
boratory di Ocean Springs. L’esuberante vita si è immerso per fotografare i pesci attratti dalle
associata ai sargassi deve costantemente adat- luci della barca quando ai margini della zona il-
tarsi ai cambiamenti di dimensioni degli aggre- luminata è stato avvistato un grosso squalo tigre.
gati di alghe da cui dipende. Il sargasso, dice Doubilet è stato quindi issato a bordo in un lampo.
Franks, «è uno degli habitat marini più dina- Malgrado le tante missioni in cerca di grandi
mici che si possano immaginare». ammassi da studiare, i sargassi a volte sembrano
introvabili. «Certi giorni non ne vedrete nemmeno
IL M AR DEI SARGASSI è da sempre associato al uno», ci ha detto un pescatore. «Poi vi svegliate
mistero. Nel XVIII secolo i marinai si riferivano a una mattina e la baia rigurgita di alghe».
questa parte dell’oceano come alle horse latitudes Altre volte siamo stati più fortunati, racco-
(latitudini dei cavalli) perché qui le navi avrebbero gliendo ciuffi di sargasso e suddividendoli in sec-
trovato zone di calma senza vento che quando le chi alla ricerca degli organismi che David Liitt-

88 N AT I O N A L G E O G R A P H I C I TA L I A
GLI SFORZI DI L APOINTE per far conoscere le virtù
del sargasso si sono arrestati davanti alla massic-
cia proliferazione dell’alga nel Golfo del Messico,
nei Caraibi, in Brasile e persino in Africa occiden-
tale, dove ha soffocato mangrovieti, invaso baie,
seppellito spiagge e messo in crisi il turismo.
«È troppo anche per una cosa buona», osserva
Lapointe a proposito di questa fioritura algale che
rende l’acqua «anossica e putrida».
Negli ultimi anni il sargasso ha invaso le
spiagge di Martinica e Guadalupa con ammassi
alti più di tre metri. «Ho incontrato persone che
mi dicevano che, se il fenomeno non fosse ces-
sato, avrebbero dovuto chiudere i loro resort»,
racconta Lapointe. Gli abitanti di Trinidad e di
altre isole caraibiche sono stati costretti a la-
sciare casa a causa delle emanazioni di acido
solfidrico tossico prodotto dalle alghe in decom-
posizione.
Nessuno sa con precisione la causa di una
simile proliferazione. Lapointe ritiene che i
cambiamenti climatici possano aver alterato le
correnti oceaniche trasportando i sargassi in
zone dove si vedevano raramente, come l’Africa
occidentale o le coste del Brasile. Un’altra ipo-
tesi è che le polveri del Sahara trasportate dal
vento e ricche di fosforo, che un tempo attraver-
savano l’Atlantico, siano finite in mezzo all’o-
ceano favorendone la moltiplicazione. Il prin-
cipale imputato è però l’azoto che proviene dalle
coltivazioni agricole intensive dell’interno degli
Stati Uniti, trasportato dal Mississippi fino al
Golfo del Messico.
«Il sistema è troppo complesso per essere chia-
rito del tutto», dice Lapointe, «ma è quello che
schwager, il fotografo, avrebbe poi documentato. sembra stia accadendo. Stiamo ricostruendo il
Rovesciando un ciuffo, ho notato una creatura percorso dell’azoto e tutto comincia dall’interno».
dall’aspetto di rana con una grande bocca e ap- Non devo guardare troppo lontano dalla mia
pendici simili ad alghe; un arlecchino dei sargassi, finestra nel Connecticut per ricordarmi che le
una delle molte specie che si sono evolute per imi- interconnessioni in natura non sono un’idea New
tare le alghe. Stretto al sargasso con le pinne pet- Age. Nessuna creatura esemplifica meglio delle
torali, era completamente invisibile. anguille il principio olistico della natura. Vivono
Di notte sono rimasto con Liittschwager mentre nello stagno a fianco della strada davanti a casa
fotografava il bottino. In un ciuffo di sargassi c’e- mia, ma sapete dove sono nate, così come tutte le
rano 900 minuscole larve di pesci, 30 anfipodi, altre anguille d’America? In un caldo bacino lon-
50 molluschi gasteropodi, quattro anemoni, due tano alcune migliaia di chilometri chiamato Mar
vermi piatti, sei granchi, 20 gamberetti, sette nu- dei Sargassi. j
dibranchi, oltre a un centinaio di vermi incro-
stanti e una gran quantità di briozoi, senza con- James Prosek sta lavorando a un libro sulla
tare i piccoli copepodi e altri animali planctonici. nomenclatura e la catalogazione del mondo
Dopo aver completato l’inventario, un attonito naturale. David Doubilet ha illustrato con le sue
foto oltre 70 servizi di National Geographic. Le
Liittschwager ha commentato: «Il conto approssi- foto di plancton e plastica di David Liittschwager
mativo è di 3.000 creature visibili a occhio nudo». sono apparse sul numero di maggio 2019.

MAR DEI SARGASSI 89


Un laboratorio vivo
per cambiare le cose
D I S Y LV I A A . E A R L E

M E N T R E VA D O A L L A D E R I VA tra i veli dorati dei


sargassi al largo di Bermuda posso quasi
percepire lo scorrere dell’energia quando luce,
anidride carbonica e acqua si uniscono nella
magia della fotosintesi. Mi diverte questa
sensazione, e sono elettrizzata nel vedere
minuscole bolle di ossigeno, il sottoprodotto della
fotosintesi, salire verso la superficie e mescolarsi
a quelle prodotte da triliardi di diatomee,
cianobatteri e altro fitoplancton.
Il Mar dei Sargassi è un laboratorio vivente; nel
1986 vi fu scoperto Prochlorococcus, il più piccolo e
più abbondante organismo fotosintetico della Terra.
Oggi sappiamo che è diffuso ovunque e produce
quasi il 20 per cento dell’ossigeno dell’atmosfera. Le
alghe e i microscopici organismi fotosintetici
forniscono l’ossigeno necessario alla vita marina e
più della metà di quello che respiriamo. L’anidride
carbonica che assorbono è trasformata in acqua e
zucchero e contribuisce a sostentare le complesse
reti alimentari degli oceani che culminano in tonni,
squali, balene e noi stessi.
Lo zoologo William Beebe e l’ingegnere Otis
Barton, a bordo di una batisfera, scesero nelle
profondità del Mar dei Sargassi vicino a Bermuda nel
1930, osservando forme di vita che di giorno si
trovano a quasi un chilometro di profondità e che di
notte risalgono verso la superficie per cibarsi di
fitoplancton, alghe alla deriva e altro ancora. Questi
sciami di migratori, composti da piccoli pesci e documentata. La scoperta ha gettato luce sul ruolo
invertebrati, costituiscono la più grande degli oceani nel regolare clima e condizioni meteo.
concentrazione di animali sulla Terra e oggi sono Questo mare è anche la prova del terribile impatto
abitualmente citati negli studi sul clima come antropico che colpisce l’intero pianeta, dallo scarico
“carbonio blu” per indicare l’anidride carbonica dei rifiuti alla pesca illegale. Nel 2010 una coalizione
accumulata nei tessuti di creature a volte più piccole tra scienziati, associazioni e governo di Bermuda ha
di un punto di questa pagina e a volte gigantesche dato vita alla Sargasso Sea Alliance, sostituita nel
come la balenottera azzurra. 2014 dalla Sargasso Sea Commission. La sua
Anche le foreste assorbono l’anidride carbonica missione: proteggere il Mar dei Sargassi e farne un
che contribuisce al riscaldamento del pianeta, ma lo modello per quanto può essere fatto regionalmente,
spazio occupato dalle terre emerse è molto più mentre le Nazioni Unite sono impegnate a
ridotto rispetto a quello degli oceani. Nel Mar dei proteggere l’oceano globalmente. j
Sargassi troviamo i rappresentanti di almeno 14 tra i
maggiori gruppi animali che vivono o nuotano in
mezzo alle foreste galleggianti di alghe. Vicino a L’oceanografa Sylvia Earle è National
Bermuda, il biologo Laurence Madin ne ha trovati Geographic explorer-in-residence e co-
direttrice del comitato direttivo della Sargasso
molti in una sola pescata di plancton.
Sea Alliance. Fondatrice dell’organizzazione
Per decenni le correnti del Mar dei Sargassi sono non-profit Mission Blue and Deep Ocean
state studiate, la temperatura e la chimica delle sue Exploration and Research, è stata scienziato
acque sono state misurate e la sua vita migratoria capo della NOAA.

90 N AT I O N A L G E O G R A P H I C I TA L I A
SOPRA

Un banco di carangidi
caccia sotto una
coltre dorata di alghe
galleggianti. Giulio
Verne nel suo romanzo
del 1870 Ventimila
leghe sotto i mari
paragonò i sargassi
a un “tappeto di alghe”.
DAVID DOUBILET

A SINISTRA

Sylvia Earle studia i


sargassi al largo di
Bermuda durante
una spedizione del
2010 nell’ambito del
suo progetto Mission
Blue per esplorare e
proteggere l’oceano.
HAUL SCHWARZ, GETTY IMAGES

MAR DEI SARGASSI 91


N E L P R O S S I M O N U M E R O | LUGLIO 2019

Dalla Terra
alla Luna
Cinquant’anni fa l’uomo
mise piede sulla Luna.
Oggi è in atto una
nuova corsa allo spazio,
ma le motivazioni sono
cambiate.

La saga dei Borgia


A 500 anni dalla morte
di Lucrezia Borgia,
National Geographic
ripercorre la storia di
una tra le famiglie più
importanti e influenti
del Rinascimento.

Niger, sul filo


del rasoio
La nazione resta
aggrappata alla sua
precaria stabilità, ma
quanto potrà resistere
nel caos dell’Africa
Occidentale?

I tesori marini
dell’Argentina
I mari alla “fine del
mondo” sono
ricchissimi di vita.
Ma vanno tutelati.

FOTO: DAN WINTERS


CREATURE DEGLI OCEANI

IL DOCUMENTARIO SULLE INCREDIBILI MERAVIGLIE DEI NOSTRI ABISSI


L’80 per cento degli animali del Pianeta vive sotto la superficie dei nostri
mari. Un universo a sé stante, pieno di meraviglie e di diversità e tutto da
scoprire in cui milioni di organismi e alcune tra le più affascinanti creature
marine interagiscono e lottano quotidianamente per la sopravvivenza.

I N E D I CO L A
G I U G N O | N AT I O N A L G E O G R A P H I C C H A N N E L

WHERE ARE YOU? DIMMI DOVE SEI


A N TA R T I D E :
G I O V E D Ì 2 0 G I U G N O A L L E 2 0 . 5 5 MISTERI
DEGLI ABISSI
VENERDÌ 7 GIUGNO
nelle acque in-
E S TAT E 2 0 1 4 , ALLE 21.00

ternazionali tra Libia e Sicilia,


il fotografo Massimo Sestini
scatta un’immagine a un bar-
cone carico di migranti da un elicottero della Marina militare italiana. La foto
fa il giro del mondo e diventa il simbolo della crisi migratoria nel Mediterraneo,
un dramma umano che continua ancora oggi a cinque anni di distanza. Qual-
che tempo dopo, Sestini decide di andare in cerca dei protagonisti di quella
famosa immagine; vuole capire dove siano finiti quegli uomini, donne e bam-
bini, se siano ancora in Europa, se siano sani e salvi e se abbiano cominciato In occasione della
una nuova vita. Il tutto parte da un appello sul web - Where are you? - lanciato Giornata mondiale degli
oceani, NatGeo Wild
nel 2016. Appello che è stato raccolto da National Geographic, che ha scelto di
dedica un intero mese
raccontare con un documentario questa storia di disperazione e di speranza di programmazione a
in occasione della Giornata mondiale del rifugiato. quella fondamentale
risorsa che è il mare.
L’appuntamento è tutti
i venerdì alle 21.00 a
INGEGNERIA ESTREM A partire dal 7 giugno,
DAL 3 GIUGNO, TUTTI I LUNEDÌ ALLE 21. 55 quando andrà in onda
Alla scoperta dei veicoli più grandi e incredibili il primo documentario,
e dei principi ingegneristici che li hanno resi dedicato all’Antartide, un
possibili. L’ex ingegnere della NASA Chad Zdenek ambiente sottomarino
lavora insieme alla sua squadra per scomporre affascinante popolato
queste gigantesche macchine pezzo dopo pezzo. da enormi creature,
Dal Jumbo 747 alla piattaforma petrolifera, dalla che scopriremo
centrale elettrica a carbone all’hovercraft, Chad con sommergibili e
ci svela tutti i segreti dell’ingegneria estrema. telecamere subacquee.

FOTO: MASSIMO SESTINI (IN ALTO); NHK (SOPRA); NATIONAL GEOGRAPHIC (A SINISTRA)
G I U G N O | A RC H I V I O I TA L I A N O

SORRIDI, BESTIA!
DA I R I T R AT T I A I S E L F I E , U N A F OTO E S OT I C A N O N S I N E G A A N E S S U N O .

OGGI UNA FOTO COME QUESTA sarebbe vezzo che oggi ha preso forme diverse,
probabilmente oggetto di polemiche, come si legge nel servizio in questo
e non solo da parte dei gruppi anima- numero, tra selfie, “incontri” in paesi
listi. Scattata in occasione della tappa tropicali e delfinari dove si può entrare
Brescia-Venezia del 34esimo Giro d’Italia in contatto con questi animali e avere
nel giugno del 1951, ritrae il vincitore di l’illusione di “interagire” con essi, re-
tappa con la miss e altri personaggi. stando del tutto ignari dell’effetto reale
Tutti sembrano felici e sorridenti, tranne delle nostre attenzioni e del trattamento
forse lo scimpanzé, che naturalmente che viene loro riservato in cattività.
non ha alcun interesse nel ciclismo e Seppur lentamente, oggi però si sta
che probabilmente preferirebbe trovarsi facendo strada una maggiore consa-
in una giungla tropicale. pevolezza, a volte recepita anche dalle
Negli anni Cinquanta andava di autorità, come nel caso recente dei
moda posare con le “bestie selvatiche”; delfinari italiani, a cui il TAR del Lazio,
attori e attrici del momento, bambini, annullando parte di un decreto del 2017,
sportivi, persino personaggi politici, ha vietato di proporre al pubblico il ba-
amavano farsi ritrarre con tigri, leon- gno con i delfini, pratica accertata come
cini, scimmie e altri animali esotici. Un dannosa per i cetacei. —MARCO PINNA

FOTO: FEDELE TOSCANI, ARCHIVIO TOSCANI/GESTIONE ARCHIVI ALINARI, FIRENZE

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