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Acustica

Dispense per il Corso di Acustica


Musicale per gli strumentisti

Docente: N. Monopoli
Indice
• Cenni di Matematica di Base
• Una Definizione di Acustica
• Il Suono
• Il Sistema Uditivo Umano
• Il Suono pt.2
• Suoni Periodici, Quasi Periodici e Aperiodici
• Parziali
• Parziali – Ascolto
• Timbro
• Inviluppo di ampiezza
• Ampiezza
• Equazione Onda
• Propagazione del Suono
• Bibliografia
Cenni di Matematica di Base
Sistema di Riferimento Cartesiano
Cenni di Matematica di Base
• Equazione
• X+3 = 4
• Ci chiediamo quale valore deve assumere
affinchè primo e secondo membro dell’equazione
siano uguali?
• 18x + 3 = 1/x + 2
• Facciamo m.c.m.
• 18x2 + 3x = 1 + 2x
• 18x2 + x – 1 = 0, si applica formula di risoluzione
per equazioni di II grado
Cenni di Matematica di Base
Elevamento a potenza
• Scrivere 22 equivale a scrivere 2*2
• 23 = 2*2*2 = 8
• Mentre 20 = 1
Cenni di Matematica di Base
Logaritmo
• In matematica, il logaritmo di un numero in una data base è
l'esponente al quale la base deve essere elevata per ottenere il
numero stesso.
• Logb[a] -> a è l’argomento, b è la base
• Log2[4] = 2…. Perchè? Perchè prendo la base del logaritmo (2) e mi
chiedo quanto deve valere n se 2n deve essere uguale
all’argomento?
• 2n = 4 se n = 2
• Quindi se dovessimo calcolare quanto vale Log2[4] procederemmo
così:
– Log2[4] = x
– 2x=4
– Quindi x = 2 perciò Log2[4] = 2
Una Definizione di Acustica
• L'acustica è quel ramo della fisica che studia il suono, le
sue cause (le onde di pressione), la sua propagazione e
la sua eventuale ricezione. Non si occupa quindi della
percezione soggettiva del suono, di come esso viene
percepito dall'essere umano (di cui si occupa la
Psicoacustica)
• In un'accezione più generale, l'acustica comprende
anche lo studio degli infrasuoni e degli ultrasuoni, che
non sono percepibili dall'uomo attraverso l'udito, ma si
comportano - da un punto di vista fisico - nello stesso
modo. Più in generale, si intende talvolta con acustica
lo studio delle vibrazioni meccaniche nei mezzi
materiali.
Il Suono
Domanda:
“Se un albero cade nella foresta e non c’è nessuno nel raggio di 100 km si può dire che
quell’albero che cade emette un suono?”

Vediamo quindi due diverse definizioni di suono…

• Vibrazioni trasmesse attraverso un materiale elastico o un solido, un liquido, un


gas con frequenze che si trovano approssimativamente tra I 20 e i 20000 Hz, di
conseguenza I fisici e gli ingegneri usano il termine “suono” per riferirsi a un’onda
di pressione (anzidetta onda sonora) che si propaga nell’aria, qualcosa che si può
immediatamente misurare e analizzare con o senza l’ausilio di tecnologie
informatiche.
• La sensazione stimolata negli organi coinvolti nella percezione uditiva da parte
delle vibrazioni trasmesse dall’aria o da un altro mezzo. Gli psicologi usano la
parola “suono” per riferirsi alla percezione all’interno dell’orecchio stesso,
qualcosa che non si può quantificare.

La risposta alla domanda è Sì, se stiamo alla prima definizione, No, per la seconda.
Il Suono
• La radice del problema sta nel fatto che il termine suono è
utilizzato in due maniere diametralmente opposte.
• Termini come frequenza e ampiezza devono considerarsi
completamente distinti rispetto agli aspetti percettivi come
“altezza” e “loudness”.
• Le prime due sono proprietà del segnale o dell’onda,
mentre le altre sono aspetti percettivi che si creano nella
mente dell’ascoltatore; per chiarire il concetto una
sinusoide a 500 Hz sarà sempre una sinusoide a 500 Hz,
mentre I concetti di altezza e di loudness (intensità
percepita) variano a seconda dell’ascoltatore. Si pensi ad un
delfino che ha un campo uditivo che va da 150 a 150000
Hz, per l’animale un suono a 50 Hz non ha nessuna altezza e
non è percepito.
Il Suono
• Per i fisici il suono è un’onda di pressione che si propaga attraverso un
mezzo elastico (e.g. aria). Le particelle di aria si avvicinano e si allontanano
in una rapidissima oscillazione (c’è quindi una rapida variazione di
pressione) che urta in ultima analisi, contro il timpano. Quando questo
“urto” avviene I segnali sono mandati immediatamente al cervello che
causa il “suono” nel senso inteso dagli psicologi.
Il Suono
• Un’onda sonora può essere quella mostrata nella figura precedente, dove le
regioni caratterizzate da un’alta pressione sonora si trovano al di sopra della linea
orizzontale e quelle di bassa pressione al di sotto.
• Nella fattispecie quella particolare forma d’onda è chiamata sinusoide ed è
caratterizzata da tre principali quantità matematiche: frequenza, ampiezza e fase.
• La frequenza di un’onda è il numero di oscillazioni complete al secondo (una
sinusoide con frequenza a 10 Hz oscilla per 10 volte al secondo e corrisponde a 10
cicli di avvicinamento e allontanamento delle molecole al secondo)
Il Suono
• Il sistema uditivo umano (l’orecchio) percepisce la frequenza della sinusoide come
la sua altezza: a frequenze più alte corrispondono altezze maggiori, suoni più acuti.
• L’ampiezza di un’onda è data dallo Spostamento massimo percorso da una
molecola oscillante attorno alla sua posizione di equilibrio. Poichè l’orecchio
reagisce alle variazioni di pressione, le onde con ampiezza maggiore sono
percepite ad una intensità maggiore.

Frequenza = numero di ripetizioni


In una unità di tempo.

La f è inversamente proporzionale
Al periodo T.
f= 1/T, il periodo è il “tempo”necessario
per avere un’oscillazione completa.
Se f = 2 Hz periodo T = 1/f= 1 / 2 = 0.5 (mezzo secondo
Periodo (compreso tra I due cerchi) Per Avere un’oscillazione completa)

Unità di Tempo
Il sistema uditivo umano
• La funzione dell’orecchio è talmente nota che non sembra nemmeno necessario
precisarne il compito senza cadere in considerazioni banali: l’orecchio è l’organo di
senso che ci permette di sentire. Alcune precisazioni sono però necessarie:
• con il termine orecchio non intendiamo solo la parte visibile (essa si chiama
padiglione auricolare), bensì un complesso di elementi che permettono di
trasformare una variazione della pressione dell’aria provocata da una sorgente
vibrante (una persona che parla, uno strumento musicale, un petardo che
esplode,..), in un impulso elettrico capace di generare, a livello cerebrale, la
sensazione sonora;
• tecnicamente si dice che l’orecchio è un trasduttore, cioè un apparato in grado di
trasportare energia da un punto all’altro dello spazio, eventualmente con
trasformazioni dell’energia stessa nelle sue varie forme;
• meccanismi evolutivi hanno probabilmente giocato per aumentare l’efficienza di
tale trasporto e a determinare una struttura dell’orecchio, globalmente inteso,
molto simile in tutti i mammiferi.
• Passiamo ora alla descrizione dell’anatomia delle varie parti da cui è costituito
l’orecchio e una breve descrizione della loro funzionalità.
Il sistema uditivo umano
E' noto che il suono si propaga in un mezzo per onde di
compressione e rarefazione; limitando il discorso al
mezzo aereo, i mammiferi hanno messo a punto un
sistema atto a captare (orecchio esterno) e a
trasmettere (orecchio medio) tali vibrazioni all'organo
dell'udito vero e proprio, la coclea (orecchio interno),
ove tali segnali vengono trasformati in segnali elettrici
che, tramite le vie acustiche, raggiungono la corteccia
cerebrale uditiva ove vengono percepiti, e quindi
interpretati tali segnali.

Campo Uditivo
Il nostro orecchio ha un campo uditivo che va da 20 a
20000 Hz circa.

L’orecchio esterno
L’orecchio esterno è composto dal padiglione
auricolare e dal condotto uditivo esterno (un sottile
tubo che termina in una membrana chiamata
timpano). E’ proprio il padiglione dell’orecchio che
cattura le vibrazioni sonore per incanalarle verso il
timpano, attraverso il condotto uditivo. L’orecchio
esterno serve anche a proteggere la membrana
timpanica e a “localizzare” la sorgente sonora
Il sistema uditivo umano
L’orecchio medio
L’orecchio medio è composto dal timpano, dalla
catena di ossicini dell'udito (martello, incudine e
staffa, cioè le più piccole ossa del corpo umano) e da
una seconda membrana detta finestra ovale.
L’orecchio medio è un una sorta di sistema di
amplificazione che propaga a sua volta le onde
sonore dalla membrana timpanica fino all’orecchio
interno, passando dalla catena degli ossicini.
Consente di trasmettere le vibrazioni del timpano
fino alla finestra ovale, e da questa all'organo
dell'udito propriamente detto (l'organo del Corti)
che risiede su una parte della coclea detta
membrana basilare
Il sistema uditivo umano
Ricordiamo che l'orecchio è un trasduttore: il sistema timpano - catena degli
ossicini, trasporta la vibrazione dell'onda audio dall'aria all'orecchio interno,
trasformando l'onda acustica in una serie di onde nel liquido contenuto nella
coclea. In quest’ultima viene trasformata l'energia meccanica (onde nel
liquido) in impulsi elettrici che vengono inviati al cervello tramite il nervo
acustico.
L’orecchio interno
Dalla finestra ovale le vibrazioni vengono trasmesse all'organo dell'udito
propriamente detto (l'organo del Corti) che risiede su una parte della coclea
detta membrana basilare.
La chiocciola (o coclea) è un condotto osseo avvolto a spirale che descrive
due giri e mezzo di spira. Essa contiene e protegge la parte membranosa cioè
il condotto cocleare. Una particolare differenziazione dell'epitelio di
rivestimento del condotto cocleare dà luogo all'organo del Corti. Tra gli
elementi costitutivi dell'organo del Corti si distinguono le cellule sensoriali
che sono di due tipi: cellule acustiche esterne e cellule acustiche interne. E' a
livello di tali cellule che avviene la trasduzione cioè la trasformazione
dell'energia meccanica vibratoria, trasmessa dalla membrana del timpano,
dalla catena degli ossicini e dai liquidi labirintici, in energia elettrica che si
propaga attraverso i filuzzi nervosi che si dipartono dall'organo del Corti e che
vanno a costituire il nervo acustico che trasporta quindi la sensazione sonora
all'encefalo.
Il sistema uditivo umano
Altre funzioni dell'orecchio
• Vi sono due parti non direttamente coinvolte nel processo di percezione dell'onda sonora. esse
sono:
• la tromba di Eustachio, un condotto che collega la faringe all'orecchio medio. Questo condotto, in
condizioni normali è chiuso, ma si apre quando si crea una differenza di pressione tra le due
camere, come, ad esempio, quando si sbadiglia o si deglutisce. Durante questi momenti l'aria può
così giungere attraverso l'orecchio medio in modo da equilibrare i valori della pressione sulle due
facce del timpano. Questo meccanismo risulta molto utile quando si verificano improvvisi e forti
variazioni di pressione atmosferica, quando si percorre un pendio ripido o durante il decollo di un
aereo (tutti abbiamo sperimentato la sensazione di orecchio "che si stappa" in queste condizioni).
Senza questo meccanismo di compensazione, il timpano potrebbe essere danneggiato dalla
differenza di pressione tra il suo interno e l'esterno.
• il labirinto che è una mirabile struttura, connessa alla coclea, formata da tre canali semicircolari
orientati secondo tre direzioni ortogonali e pieni di liquido. Grazie alla disposizione di tali canali
ogni movimento della testa mette in moto, con una certa inerzia, il liquido contenuto nei canali.
Questo, a sua volta determina l'eccitazione di diverse popolazioni neuronali, portando
all'elaborazione dell'informazione sullo stato di movimento del capo. Il sistema nervoso centrale,
integrando queste informazioni con quelle provenienti dagli occhi e dai muscoli del corpo, ci
permetterà di mettere in atto gli aggiustamenti posturali necessari per il mantenimento
dell'equilibrio e la guida del movimento volontario. Esso inoltre ci consente di valutare
consciamente la nostra posizione in un sistema di riferimento geocentrico. È noto che in molte
affezioni dell'orecchio (labirintiti, otiti, Sindrome di Ménière...) si manifestano turbe dell'equilibrio
dovute alla compromissione della corretta funzionalità del labirinto stesso.
Il Suono pt.2
• La fase di un’onda è invece specifica essenzialmente
da che punto parte un’onda. Nella maggior parte
delle circostanze l’orecchio umano non distingue le
differenze di fase, per esempio una sinusoide con
fase 1/2Pigreco è una Cosinusoide
Il Suono pt.2
• La sinusoide è un suono semplice. Ma come
suona una sinusoide?
• Ecco una sinusoide a 1000 Hz (1000
oscillazioni complete al secondo, 1000
avvicinamenti e allontanamenti delle molecole
dell’aria, 1000 compressioni e
decompressioni)
Il Suono pt.2
• Una sinusoide singola ha un valore musicale limitato,
ma la combinazione di diverse sinusoidi può restituire
qualsiasi suoni possibile. La nozione di spettro sonoro
da parte dei fisici ben si sposa alla nozione di
percezione del timbro del suono.
• La differenza che c’è tra un suono di un sinusoide e il
suono di un pianoforte o di un violino è facilmente
percepibile da chiunque ed è da individuarsi nella
presenza o meno di frequenza armoniche e quindi
nella presenza di uno spettro del suono in questione.
Suoni Periodici, Quasi Periodici e
Aperiodici

• Premettendo che si dicono periodici quei fenomeni che si ripetono esattamente


allo stesso modo ad intervalli di tempo regolari
• Un suono si dice periodico se esiste un intervallo finito di tempo T tale per cui i
valori istantanei di pressione si ripetono ciclicamente dopo ogni intervallo T.
• In un suono periodico il moto di particelle d’aria si ripete uguale a sè stesso ad
intervalli regolari. Ciò si riflette nella forma d’onda che per I suoni periodici è
caratterizzata dalla ripetizione di un pattern.
• Un suono periodico può essere sia semplice che complesso; nelle immagini
soprastanti troviamo un suono periodico semplice e uno complesso.
• Sommando sinusoidi le cui frequenze sono in rapporto intero si ottengono sempre
suoni periodici
Suoni Periodici, Quasi Periodici e
Aperiodici
• Idealmente un fenomeno periodico potrebbe avere una durata infinita e
ripetersi sempre allo stesso modo ad intervalli regolari.
• Nel mondo reale non esistono suoni definibili strettamente periodici, ma
suoni che si potrebbero definire “quasi periodici”, come ad esempio il
suono di un violino o di un flauto.
• Nel caso della vibrazione regolare di corpi elastici come corde o
membrane, le variazioni di pressione, dopo un momento iniziale di
assestamento (l’attacco del suono), si ripetono in maniera regolare.
L’andamento delle successioni di compressioni e rarefazioni delle
particelle d’aria si ripete periodicamente e la variazione di pressione può
essere descritta da una sequenza di curve aventi un profilo simile.
• Un suono di violino quindi, escludendo le fasi attacco e rilascio del suono,
si avvicina molto ad un suono periodico “ideale” e può essere quindi
definito come suono “quasi periodico”.
• Nel caso di oscillazioni totalmente non regolari nel tempo abbiamo un
suono non periodico.
Suoni Periodici, Quasi Periodici e
Aperiodici
• Esistono inoltre suoni aperiodici o non periodici.
• Nella rappresentazione dell'onda di un suono non periodico non si notano ripetizioni e non è
possibile individuare cicli.
• Esempi di suoni aperiodici sono:
– Un suono che si verifica solo una volta, brevemente (Ad es. un palloncino che scoppia)
– Un rumore nel suo senso più stretto ovvero in suono in cui la pressione è casuale per ciascun istante e non
dipende dal suo stato precedente (ad es. un pneumatico che perde aria o il tv noise)
• Sommando sinusoidi le cui frequenze non sono in rapporto intero tra di loro (e.g. la frequenza della
prima f, la frequenza della seconda f*1.5, della terza f*2.23) si ottengono sempre suono aperiodici.
Parziali
• Sommando più suoni puri si ottiene un suono complesso.
• Un suono di pianoforte ad esempio è un suono complesso
e, a livello frequenziale, consta di una frequenza
fondamentale e delle sue frequenze armoniche.
• Le frequenze armoniche di un suono sono calcolabili
prendendo la frequenza fondamentale e moltiplicandola
per un intero n.
• Fan = Ff * n
• La prima armonica coincide con la fondamentale.
• Prendendo quindi il LA a 440 Hz la seconda frequenza
armonica sarà 440*2 = 880 (il LA un’ottava sopra) la terza
armonica 440*3= 1320 (la quinta sopra l’ottava).
Parziali
• Frequenze Armoniche
Parziali
• Il suono, nel senso fisico è un’onda, esso ha molte proprietà
che sono analoghe a quelle delle onde della luce. Si pensi
ad un prisma attraverso cui passa la luce che viene “divisa”
nei vari colori ad angoli differenti, ogni colore è un “colore
puro”. In modo similare suoni complessi possono essere
scomposti in una famiglia di suoni puri, ognuno dei quali è
caratterizzato dalla sua frequenza, ampiezza e fase. Tali
suoni puri vengono chiamati parziali e la collezione di
queste parziali è chiamata spettro.
• L’effetto ottenuto dal prisma si ottiene applicando un’analisi
dello spettro sonoro, che è solitamente implementata nei
sequencer per mezzo di una implementazione della Fast
Fourier Transform.
Parziali
• FT = FOURIER TRANSFORM su segnali idealmente periodici e infiniti, DFT =
Discrete Fourier Transform FT su segnali finiti, FFT= Algoritmo efficiente
per la computazione della DFT (molto più veloce della DFT), STFT (Short
Time Fourier Transform, che va usata sui segnali reali). La FFT se applicata
su segnali lunghi che variano non funziona bene poichè nel segnale ci
sono variazioni.
• È da notare che la trasformata discreta di Fourier è direttamente
implementabile su un calcolatore, in quanto richiede un numero finito di
operazioni, al contrario della serie o della trasformata di Fourier che
richiedono il calcolo di integrali o di somme di serie. Tuttavia, il calcolo
della DFT non viene comunque mai implementato su calcolatore, ma si
preferisce utilizzare algoritmi ottimizzati che richiedono uno sforzo
computazionale minore. Il tempo di calcolo necessario per la DFT è
estremamente più alto rispetto agli algoritmi ottimizzati (denominati
trasformata veloce di Fourier, o in inglese FFT (da Fast Fourier Transform).
Parziali

Quello che fa la
FFT
Quello che fa la
STFT
Parziali
• In (f) è mostrato
un grafico
frequenza,
ampiezza
risultante
dall’applicazione
di una fft. Negli
altri grafici sono
mostrate onde
sonore e
sommatorie di
esse. Il grafico (f)
mostra come è
fatto lo spettro, le
componenti dello
spettro e le loro
ampiezze.
Parziali - Ascolto
• Quest’idea di dividere un suono complesso nelle sue
componenti semplici è importante poichè l’orecchio stesso
funziona come una sorta di analizzatore di spettro naturale.
• La matematica dimostra che ogni segnale periodico può
essere diviso in una somma di suoni puri con frequenze
multiple di una qualche frequenza fondamentale. Lo
spettro quindi è l’ideale per la rappresentazione di forme
d’onda periodiche. Ma nessun suono reale è davvero
periodico, ma quasi periodico. In egual modo lo spettro può
approssimarsi a una veritiera rappresentazione di un suono,
ma non può rappresentarlo correttamente al 100%.
• Quasi tutti i suoni consistono di una grande varietà di
parziali, che possono avere o non avere relazioni armoniche
tra loro.
Parziali - Ascolto
• Un suono, con un ascolto attento in alcuni casi o con l’aiuto di tecnologie e
di filtraggi può essere ascoltato in maniera analitica, che si oppone
all’ascolto olistico. Quando si ascolta analiticamente i suoni vengono
“frammentati” nelle loro singole componenti. Quando si ascolta
olisticamente ogni suono viene percepito come una singola unità, un unico
tono, colore o timbro.
• Quando si presenta una massa sonora l’orecchio deve decidere quante
note, toni o strumenti sono presenti. Consideriamo l’accordo finale di una
composizione per quartetto d’archi. Ad un estremo c’è un orecchio iper-
analitico che sente un larghissimo numero di parziali. Ogni parziale ha I
suoi attributi come altezza e intensità. Dall’altra parte c’è un ascoltatore
inesperto, che attua un ascolto completamente olistico, che sente solo
una grande tessitura armonica con tutti gli strumenti che suonano. Di
solito l’ascoltatore tipico sta nel mezzo e riesce a sentire che ci sono diversi
strumenti ognuno col proprio suono che però risultano quasi fusi, ma lo
strumento rimane comunque percepibile, ognuno con la sua altezza,
intensità, vibrato, ecc.
Parziali - Ascolto
• La fusione dei vari toni è senz’altro favorita da diversi aspetti come:
– Sincronia d’attacco
– Inviluppi Simili
– Relazioni Armoniche
– Stessa tipologia di vibrato
• Praticamente tutte le caratteristiche in comune in un gruppo di suoni
favorisce la percezione di una fusion degli stessi in un suono unico.
• Se per esempio il quartetto fosse composto da strumentisti che non hanno
provato abbastanza e attaccasse in maniera leggermente asincrona o con
colpi d’arco non ben organizzati e sincronizzati, questo favorirebbe
senz’altro una percezione “separata” delle varie altezze.
• Come un accordo può essere descritto come un timbro unico o un insieme
di note, lo stesso accade con qualsiasi tipologia di segnale audio.
Parziali - Ascolto
• Essere capaci di indurre l’ascoltatore ad ascoltare
in maniera analitica o olistica può essere una
grande capacità per un compositore che può
“maneggiare” la reazione dell’ascoltatore e
spingerlo a percepire un’insieme di suoni come
una somma di parziali o come un unico timbro.
• In verità oggigiorno le persone ascoltano sempre
più in maniera olistica, motivo per cui negli ultimi
due secoli si è sempre più ampliato il vocabolario
“timbrico” e si sono sviluppate discipline come il
sound design.
Timbro
• “Se un albero cade nella foresta, esso ha un timbro?”
• Secondo l’American National Standards Institute la risposta dovrebbe
essere NO! poichè la loro definizione di timbro è la seguente: “Il timbro è
un attributo di una sensazione uditiva per cui può giudicare due suoni che
abbiano stessa altezza e intensità come differenti (e.g. un pianoforte e un
oboe)”
• Questa definizione crea confusione in parte perchè il timbro non c’entra
nulla con l’altezza e l’intensità percepita, inoltre se un suono non ha
un’altezza definita come un pezzo di legno che si spezza o cade (l’albero) o
il rombo di un motore allora non dovrebbe avere alcun timbro!?
• Pratt e Doak suggeriscono: “Il timbro è quell’attributo uditivo per cui un
ascoltatore può giudicare due suoni come dissimili, usando criteri altri
rispesso all’intensità, all’altezza e alla durata”.
• Ora l’albero che cade ha un suo timbro, ma nessuna definizione di timbro
è stata ancora data, quindi cos’è il timbro???
Timbro
• In ultima analisi, la differenza nel timbro degli strumenti è da
ricercarsi nella differente corrispondenza delle componenti
armoniche presenti nel suono.
• Ciò è esemplificativo fino al punto di una errata rappresentazione.
Ogni suono (anche una pietra che cade) che non ha componenti
armoniche (parziali che sono multipli interi di una fondamentale)
secondo questa definizione non dovrebbe avere alcun timbro, ma
sappiamo che non è così. Bisognerebbe sostituire il termin
“componenti o frequenze armoniche” con “parziali” eguagliando il
concetto di timbro a quello di spettro, come stabilito dalla Columbia
Encyclopedia.
• La Qualità sonora è determinata dalle parziali, il timbro che
distingue ogni strumento dipende dal numero, dalla posizione e
dall’ampiezza di tali parziali.
Timbro
• Altri elementi fondamentali che caratterizzano il timbro sono il
transitorio d’attacco e il transitorio d’estinzione.
• Nella generazione del suono vi è sempre un tempo di transizione
necessario per vincere l’inerzia della sorgente sonora e portarla
dallo stato di riposo al suo regime normale di vibrazione (transitorio
d’attacco) e viceversa (transitorio d’estinzione).
• Gestendo quindi in maniera differente questi momenti si cambia
radicalmente il timbro.
• La dimostrazione più evidente di ciò è suonare un suono all’indietro
(in reverse), altezza, intensità e parziali rimangono le stesse, ma la
percezione è completamente diversa… Attacco e rilascio del suono
sono elementi fondamentali!
Inviluppo d’ampiezza
• Con il termine inviluppo di ampiezza si intende l'andamento dell'ampiezza di un suono dal momento in cui viene generato a
quando si estingue. Per introdurre questo concetto conviene considerare un esempio pratico. Il più eloquente è quello di
uno strumento a corda, per esempio una chitarra.
• QUINDI la variazione dinamica di un suono nel tempo è detta inviluppo di ampiezza.
• Quando un chitarrista esegue una nota, percepiamo un primo impatto sonoro, poi piano piano la nota si estingue.
L'andamento dell'ampiezza della nota suonata viene chiamato inviluppo ADSR (acronimo delle parole:Attack, Decay, Sustain,
Release, in italiano attacco, decadimento, sostegno, rilascio) e ha uno schema che può essere applicato a qualsiasi suono e
strumento.
• Descriviamo le quattro fasi nel dettaglio
• Attack (transitorio d’attacco): l'ampiezza raggiunge,a partire da zero, il suo valore di picco
• Decay: dopo l'attacco, parte dell'energia iniziale viene persa e l'ampiezza diminuisce.
• Sustain: l'ampiezza mantiene un livello quasi costante per un certo tempo.
• Release (transitorio d’estinzione): l'ampiezza decresce fine ad estinguersi completamente
• L’inviluppo può essere riassunto come: “L’andamento nel tempo dell’ampiezza di un segnale” o meglio ancora “la variazione
della dinamica di un suono nel tempo”
• Ecco qui di seguito un esempio di inviluppo di ampiezza:
Si noti il
“doppio attacco”
Della Tromba.