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Plurifase sul valore aggiunto, IVA

• Imposta applicata al solo incremento di valore che


si verifica in ogni stadio del processo produttivo e
distributivo
◦ imposta plurifase non cumulativa
◦ IVA in Italia
• L’IVA è neutrale rispetto alle scelte di integrazione
verticale (da dimostrare)
• L'imposta dovuta può essere calcolata secondo
due criteri: base da base e imposta da imposta.

4/7/2017 Ludovico Carrino 28


IVA: metodo imposta da imposta
• Imposta da versare in ogni fase: differenza tra
l’imposta calcolata sull’intero valore del venduto e
l’imposta già pagata sugli acquisti
• L’agente economico (es. distributore all’ingrosso):
◦ Compra il bene dal produttore (valore=a) e paga un prezzo
comprensivo di IVA = a+t1a
• IVA SU ACQUISTI («IVA a credito») = a t1
◦ Produce valore aggiunto b. Il bene ora vale a+b
◦ Vende il nuovo bene e paga l’IVA sul nuovo valore a+b ma
può detrarre l’IVA pagata sugli acquisti
• IVA SU VENDITE = (a+b) t2
• IVA DA VERSARE = IVA su vendite– IVA su acquisti = (a+b) t2 - a t1
• Prezzo di vendita = a+ a t1 + b + (a+b) t2 - a t1 = (a+b) (1+t2)
• Allo stadio i, il prezzo è: VALOREFINALEi + ti (VALOREFINALEi)
4/7/2017 Ludovico Carrino 29
Valore del IVA su IVA su IVA DA Prezzo del
bene vendite (a acquisti (a VERSARE bene =
debito) credito) valore + IVA
su vendite
Produzione a t1a 0 t1a – 0 a(1+t1)
Ingrosso a+b t2(a+b) t1a t2(a+b) - t1a (a+b)(1+t2)
Dettaglio a+b+c t3(a+b+c) t2(a+b) t3(a+b+c) - (a+b+c)(1+t3)
t2(a+b)
• Gettito totale
◦ T = t1a + t2(a+b) - t1a + t3(a+b+c) - t2(a+b)
◦ T = t3(a+b+c)
• Prezzo finale = (a+b+c)(1+t3)
• Solo t3 concorre alla determinazione del prezzo finale e del gettito
totale (effetto rimborso delle imposte pagate negli stadi precedenti)
PREZZO DI VENDITA = VAL.FINALE + IVA sul valore finale
PREZZO DI VENDITA = VAL.INIZIALE + VAL. AGG. + IVA sul valore finale

PREZZO DI VENDITA = PREZZO ACQUISTO + VAL.AGGIUNTO + IVA da versare


PREZZO DI VENDITA = VAL.INIZIALE + IVA SU ACQ. + VAL. AGG. + IVA da versare
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IVA: metodo base da base
• L’imposta da versare in ogni fase è calcolata
applicando l’aliquota al valore aggiunto generato
(differenza tra il valore dei beni venduti e il valore dei
beni acquistati)
• L’agente economico (es. distributore all’ingrosso):
◦ Compra il bene dal produttore (valore=a) e paga un prezzo
comprensivo di IVA = a+t1a
• Valore degli acquisti = a
◦ Produce valore aggiunto b. Il bene ora vale a+b
◦ Vende il nuovo bene e paga l’IVA sul valore aggiunto
• Valore delle vendite = (a+b)
• IVA DA VERSARE = t (Valore vendite – Valore acquisti) = t b
• Prezzo di vendita = a+ a t1 + b + b t2 = a + b + a t1 + b t2
• Allo stadio i=2, il prezzo = VALOREFINALEi +
+ ti (VALOREAGGIUNTOi) + ti-1 (VALOREAGGIUNTOi-1)
4/7/2017 Ludovico Carrino 31
Valore del Prezzo di IVA da versare = Prezzo del bene = valore
bene acquisto t*(valore finale – + IVA versare e versata
valore iniziale) [=p.di acq. + val.agg.+
IVA da versare]
Produzione a 0 t1 (a-0) = t1 a a(1+t1)
Ingrosso a+b a(1+t1) t2(a+b-a) = t2b a + b + t1a + t2b
Dettaglio a+b+c a + b + t1a + t2b t3(a+b+c-a-b) = t3c a + b + c + t1a + t2b + t3c

• Gettito T = t1a + t2b + t3c


• Prezzo finale = a + b + c + t1a + t2b + t3c
• Sia il prezzo che il gettito T dipendono da ogni
aliquota
◦ Scarsa trasparenza: per conoscere T e P occorre
recuperare informazioni su tutto il processo produttivo
• Mostrare che, con aliquote uniformi (t1 = t2 = t3),
IVA “base da base” coincide con IVA “imposta da
imposta”
4/7/2017 Ludovico Carrino 32
Esercizio
• L'impresa Anna produce un bene intermedio A del valore di 1000,
utilizzando il solo fattore lavoro
• L'impresa Boris, utilizzando il bene acquistato da Anna e il fattore lavoro,
produce un bene finale B del valore di 2000
• Imposta plurifase sul valore aggiunto: 10% sui beni intermedi, 20% sui
beni finali.

Base da base Imposta da imposta

• A. versa: 0.1*(1000-0)=100 • A. versa: 0.1*(1000-0)=100


• Prezzo di vendita bene A • Prezzo di vendita bene A
pA=1000+100=1100 pA=1000+100=1100
• B. versa: 0.2*(2000-1000)=200 • B. versa: 0.2*2000 – 0.1*1000 = 300
• Prezzo bene B • Prezzo di vendita bene B
pB=2000+100+200=2300 pB=2000+400=2400
• Gettito T=300 • Gettito T=400
• Aliquota effettiva su B • Aliquota effettiva su B
teff = 300/2000 = 0.15 teff = 400/2000 = 0.20
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Confronto tra «I da I» e «B da B»
• Con il metodo base da base l’impossibilità di recuperare
l’imposta che grava sul bene intermedio porta ad un’aliquota
complessiva effettiva diversa da quella prefissata.
◦ (aliquota effettiva sul bene = gettito totale/valore finale del bene)
◦ L’aliquota effettiva riflette anche l’imposta che grava sul bene
intermedio.
◦ 2 beni per i quali è prevista la stessa aliquota finale, ma che
provengono da filiere produttive diverse, possono avere due
differenti aliquote complessive effettive
• Il metodo «imposta da imposta»
◦ Semplicità di calcolo e trasparenza
◦ «contrasto di interessi» dal meccanismo della detrazione:
interesse per l’acquirente alla corretta certificazione dell’Iva
versata dal venditore per poterla poi vantare come Iva a credito
• Ma il consumatore finale?
◦ È quello adottato in Italia e in tutta l’Unione Europea
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Esercizio 2
• Gianpaolo, viceministro all’industria, valuta l’introduzione di
un’imposta indiretta per la filiera del mobile (al momento, 4 fasi
di produzione)
◦ Imposta A del 5% sul valore pieno in ogni fase
◦ Imposta B del 15% sul valore aggiunto in ogni fase, da calcolare con
«imposta da imposta»
• Quale imposta dovrebbe attuare Gianpaolo per massimizzare il
gettito e la sua stabilità rispetto alle strategie industriali delle
imprese del settore?
Valore finale Valore aggiunto IMPOSTA «A» DA IMPOSTA “B” DA
del bene VERSARE VERSARE
I 100 100 5 15 – 0 = 15
II 120 20 6 18 - 15 = 3
III 180 60 9 27 – 18 = 9
IV 200 20 10 30 – 27 = 3
GETTITO TOTALE: 30 30
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• Verifichiamo la neutralità: se il terzo e il quarto
stadio della filiera si integrano, che succede?
Valore finale Valore aggiunto IMPOSTA «A» (5%) IMPOSTA “B” (15%)
del bene DA VERSARE DA VERSARE
I 100 100 5 15 – 0 = 15
II 120 20 6 18 - 15 = 3
III 200 80 10 30 – 18 = 12
GETTITO TOTALE: 21 30

• L’imposta A (plurifase sul valore pieno) è non-


neutrale: produrrebbe incentivi all’integrazione
verticale!

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Definizione comunitaria dell’IVA
• L’Iva è un’imposta di derivazione comunitaria (CEE)
◦ principale tassa sui consumi in vista di un mercato unico europeo con
caratteristiche analoghe a quelle di un mercato interno.
• Ultima formulazione: Art. 1 della Direttiva n 2006/112/CE,
descrive il sistema comune dell’Iva:
◦ applicare ai beni e ai servizi un’imposta generale sui consumi
esattamente proporzionale al prezzo dei beni e dei servizi scambiati
◦ fino allo stadio del commercio al minuto incluso
◦ che sia indipendente dal numero delle operazioni intervenute nella
filiera produttiva e distributiva antecedente alla fase d’immissione.
◦ In ciascuno stadio l’Iva, calcolata sul prezzo del bene o del servizio
all’aliquota applicabile al bene o al servizio in questione, è esigibile
previa detrazione dell’ammontare dell’imposta che ha gravato
direttamente sul costo dei diversi elementi costitutivi del prezzo.
• È la definizione di un’imposta plurifase sul valore aggiunto
applicata con il metodo imposta da imposta .

Ludovico Carrino 37
La base imponibile
• Con il metodo imposta da imposta, all’ «IVA sulle
vendite» va detratta l’ «IVA pagata sugli acquisti».
• A seconda di come vengono trattati gli acquisti dei
beni di investimento (es. macchinari), la base
imponibile dell’IVA cambia.
• Base imponibile Reddito lordo: se non è ammessa in
detrazione l'IVA pagata sui beni di investimento
• Base imponibile Reddito netto: se è ammessa in
detrazione l'IVA pagata sui beni di investimento solo
in proporzione alla quota ammortizzata
• Base imponibile Consumo: se è ammessa in
detrazione l'IVA pagata sui beni di investimento
(ammortizzati o meno)
◦ Questa è la modalità vigente in Italia
Ludovico Carrino 38
IVA AL 10% Produttore beni Produttore beni Produttore beni
(imposta da imposta) investimento intermedi consumo
Acq. beni investimento - 100 -
Ammortam. beni investim. - 50 -
Acq. beni intermedi - - 300
Salari 100 250 200
Valore produzione 100 300 500
IVA «consumo»
IVA a credito - 10 30
IVA a debito 10 30 50
IVA da versare 10 20 20
IVA «reddito netto»
IVA a credito - 5 30
IVA a debito 10 30 50
IVA da versare 10 25 20
IVA «reddito lordo»
IVA a credito - - 30
IVA a debito 10 30 50
IVA da versare 10 30 20

Ludovico Carrino
• Quando è consentita la detrazione dell’imposta
pagata sui beni di investimento (su beni cioè che
rimangono localizzati presso l'impresa e non
ulteriormente scambiati), lo Stato restituisce
l'imposta relativa a questi beni che, di fatto,
diventano non imponibili ai fini dell'imposta sul
valore aggiunto
◦ La base imponibile coincide con il valore dei consumi:
imposta di tipo «consumo»

Ludovico Carrino 40
Esercizio
• Anna produce, con solo lavoro, un bene di investimento, valore 800
• Davide produce, con solo lavoro, un bene di investimento, valore 200
• Caterina produce, con lavoro e il bene di Davide, un bene intermedio, valore 400
• Boris produce, con lavoro e i beni di Anna e Caterina, un bene finale, valore 2000
• Ammortamento ordinario beni investimento: 40%; IVA 20%
• Imposta versata da Anna e Davide (per qualunque base imponibile, perché?)
◦ IVAA = 0.2*800 = 160
◦ IVAD = 0.2*200 = 40
• Imposta versata da Boris e Caterina se «reddito lordo»
◦ IVAB = 0.2*2000 -0.2*400 = 400-80 = 320
◦ IVAC = 0.2*400 = 80
• Imposta versata da Boris e Caterina se «reddito netto»
◦ IVAB = 0.2*2000 -0.2*400 - 0.2*(800*0.4/2) = 400-80-32 = 288
◦ IVAC = 0.2*400 – 0.2*(200*0.4/2) = 80-8 = 72
• Imposta versata da Boris e Caterina se «reddito consumo»
◦ IVAB = 0.2*2000 -0.2*400 - 0.2*800 = 400-80-160 = 160
◦ IVAC = 0.2*400 – 0.2*200 = 80-40 = 40

4/7/2017 Ludovico Carrino 41


Riferimento dell’imposta
• Finanziario: colpisce solo le operazioni che danno
luogo a transazioni monetarie (vendite e acquisti)
◦ Richiede il metodo imposta da imposta (Iva)
• Reale: si tiene conto della formazione del VA nel corso
del processo produttivo e distributivo, prescindendo
dagli effettivi movimenti monetari
◦ Richiede l’adozione del metodo base da base (Irap)
• La differenza concerne il trattamento delle scorte e dei
prodotti in corso di lavorazione: la variazione positiva
delle scorte entra nella base imponibile di tipo reale,
ma non nella base imponibile di tipo finanziario
Ludovico Carrino 42
La classificazione delle operazioni
• Ai fini IVA, le operazioni di scambio di beni e servizi possono
essere:
• operazioni imponibili: assoggettate a imposta sul loro intero valore
secondo l'aliquota specificamente prevista per legge.
◦ il prezzo è proporzionale all'aliquota applicata nello stadio finale.
• operazioni non imponibili: l’imposta è applicata con aliquota zero,
le imposte afferenti ai precedenti stadi sono rimborsate.
◦ Es.: esportazioni (vengono tassate all'aliquota del paese in cui sono
vendute).
◦ prezzov = valore del bene (come al solito: p=val.finale + iva, che è 0)
• operazioni esenti : non si applica alcuna imposta sul valore
aggiunto creato. ATTENZIONE: Diversa formazione del prezzo!
◦ pv = prezzo di acquisto + val. agg. (=val.finale + IVA pagata su acquisti)
◦ Il prezzo finale incorpora l’IVA generata nello stadio precedente
◦ Es.: prestazioni di servizi creditizi, assicurativi e finanziari, di trasporto
urbano, sanitari, previdenziali e di istruzione.

Ludovico Carrino 43
L’IVA italiana
• L'imposta è dovuta dai soggetti che effettuano le cessioni di beni
e servizi
• Obbligo di rivalsa
◦ il venditore di beni o prestatore di servizi deve aggiungere al prezzo di
vendita l'imposta che viene quindi traslata in avanti o sull'acquirente
imprenditore/professionista o sul consumatore finale, che è il soggetto
formalmente colpito.
• Metodo: Imposta da Imposta
• Base Imponibile: di tipo consumo
• Riferimento: finanziario
• Aliquote:
◦ Normale: 22%
◦ Ridotte: 4%, 10% (per i beni di prima necessità e per quelli giudicati
socialmente meritori)
◦ Aumento IVA dal 2017-2018?
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2017-03-08/nel-def-cuneo-
fiscale-bonus-80-euro-e-iva-230726.shtml?uuid=AETPzQk
Ludovico Carrino 44
• Classificazione delle operazioni:
◦ Operazioni imponibili:
• cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate nel
territorio dello stato nell'esercizio di imprese o nell'esercizio
di arti e professioni;
• importazioni da paesi extra UE da chiunque effettuate
(imprese e consumatori finali);
• acquisti intracomunitari effettuati nell'esercizio di imprese,
oltre che agli acquisti di mezzi di trasporto a titolo oneroso e
agli acquisti per corrispondenza effettuati da consumatori
finali.
◦ Operazioni non imponibili : esportazioni extra UE
◦ Operazioni esenti :
• servizi creditizi, assicurativi e finanziari, trasporti urbani,
servizi sanitari, istruzione

4/7/2017 Ludovico Carrino 45


• I contribuenti minimi (vedi IRPEF):
◦ Sono imprese individuali e professionisti singoli
residenti che
• nell‘ultimo anno hanno conseguito ricavi≤30.000, senza
dipendenti o collaboratori, senza cessioni all'esportazione,
senza erogare utili agli associati con apporto di solo lavoro
• nel triennio non hanno effettuato acquisti di beni
strumentali ≥ 15.000 euro
• iniziano l'attività e presumono di possedere i requisiti
◦ Hanno obbligo di rivalsa
◦ Non deducono l'IVA pagata sugli acquisti

4/7/2017 Ludovico Carrino 46


Detraibilità IVA su acquisti: casi particolari
• Supponiamo che i beni/servizi acquistati siano utilizzati sia per
operazioni imponibili, per operazioni non imponibili e per
operazioni esenti
◦ la regola del pro rata: si può detrarre l’Iva sugli acquisti nella
percentuale:
• (operaz. Imponibili + operaz non imponibili) / operaz. complessive
• Nell’anno in corso si applica la percentuale dell’anno precedente.
• Per esportazioni e operazioni intracomunitarie vale il regime di
sospensione di imposta – per evitare il formarsi di crediti di
imposta – sulle esportazioni in misura pari alle esportazioni
dell’anno precedente (plafond fisso) o dei 12 mesi
precedenti(plafond mobile)
• Per i beni di uso promiscuo non valgono criteri forfetari
(illuminazione, telefono)
• Esiste una lunga serie di regimi semplificati e forfetari, tra cui
spicca il regime speciale agevolato per l’agricoltura (7,5% della
cessione)
4/7/2017 Ludovico Carrino 47
Esercizio 3
• L'impresa A produce un bene intermedio del valore di 1000, utilizzando il
solo fattore lavoro (valore aggiunto 1000)
• L'impresa B, utilizzando il bene acquistato da A e il fattore lavoro, produce
un bene finale del valore di 2000 (valore aggiunto 1000)
• Imposta plurifase sul valore aggiunto: 10% sui beni intermedi, 20% sui beni
finali.
• IVA imposta da imposta
Vendita finale Vendita finale «non
«esente IVA» imponibile IVA»

• A versa: 0.1(1000-0)=100 • A versa: 0.1(1000-0)=100


• B non applica l’IVA • B versa: 0*2000 – 0.1*1000 = -100
• Gettito T=0
• Gettito T=100
• pA = 1100
• pA = 1100 • pB = 2000 + 0
pB = 1100 + 1000 =2100 val.fin + IVA su vendite
pr.acq+val.agg. • pB = 1100 + 1000 -100 =2000
• Aliquota effettiva su bene B pr.acq+val.agg.+iva da versare
teff = 100/2000 = 0.05 • Aliquota effettiva su B  teff = 0/2000 = 0
4/7/2017 Ludovico Carrino 48
Frodi IVA e reverse charge 2015
• Tipica frode:
◦ Impresa A, grossista, emette fattura con IVA a impresa B, negozio al
dettaglio
◦ A incassa l'IVA da B, è debitore di imposta. Deve pagarla allo Stato,
portando in detrazione l’eventuale IVA su acquisti.
◦ A si volatilizza e non versa l‘IVA
◦ B, in buona o mala-fede, vende il bene e chiede il rimborso dell'IVA a
credito
• Lo Stato
◦ non ha incassato l’IVA sul valore aggiunto di A
◦ rimborsa a B l’IVA mai pagata da A
• Possibile soluzione: lo Stato sceglie B come debitore dell'imposta
perché lo ritiene più affidabile (il commerciante al dettaglio è
rintracciabile ed ha un mercato reale).
• Meccanismo del Reverse Charge o Split payment: gli obblighi di A
vengono 'spostati' in capo a B, che diverrà, dopo la vendita dei
prodotti acquistati, il debitore dell’lVA.
4/7/2017 Ludovico Carrino 49
• Pubblica amministrazione acquista un servizio di valore 2000 da un’azienda
(esempio: servizi pulizie Lindo), che a sua volta acquista le materie prime da
un fornitore (Unilever) a valore 1000.
• Se c’è split-payment per la vendita da Lindo a PA, con IVA 20%:
◦ il fornitore Unilever vende un bene che vale 1000 a Lindo aggiungendo l’Iva
(quindi a 1200 euro).
◦ Lindo compra quindi a 1200 (IVA a credito =200) e lo utilizza per offrire servizi
alla PA.
◦ Il valore aggiunto di Lindo è 1000, il servizio finale vale 2000 e viene venduto a
2000, senza caricare IVA.
◦ La sua IVA da versare è 0-200 = -200 . Lindo è in credito IVA verso lo Stato.
◦ La PA compra a 2000, versa 2000 a Lindo e 400 (IVA) direttamente allo Stato.
• Senza split-payment
◦ Lindo venderebbe a 2000+IVA = 2400 e verserebbe allo stato IVA pari a:
IVA da versare = 200 = 400 (a debito) – 200 (a credito)
• Lindo nel breve periodo perde liquidità (pari a 400) e aspetta (!) il rimborso
dell’IVA acquisti da parte dell’Erario.
• Gli agenti economici soggetti a split-payment hanno protestato
◦ http://www.linkiesta.it/reverse-charge-inversione-iva-conseguenze-su-
supermercati; http://www.cgiamestre.com/2016/01/iva-nel-2015-le-imprese-
hanno-anticipato-58-miliardi/

4/7/2017 Ludovico Carrino 50


• Il reverse charge o split-payment:
◦ il debitore di imposta è l’acquirente o il committente
◦ il cedente emette la fattura senza addebitare l’imposta.
◦ il cedente/prestatore diviene cronicamente creditore di Iva nei confronti
dell’erario.
• In Italia la reverse charge (DPR n. 633/72)
◦ vale nel commercio con l’estero
◦ Nel 2012 e nel 2015 è stata estesa ad altri settori:
◦ Some measures have been enacted with Legge di stabilità 2015 to improve VAT
collection: reverse charge in four sectors provided for in EU legislation
(construction, cleaning, green certificates, and gas), as well as to the purchases
made by the public administration (the so-called split payment)
• Solo per vendite a soggetti passivi di imposta o Pubblica Amministrazione
(NON per vendite ai consumatori finali).
◦ Per la grande distribuzione organizzata, a differenza degli altri ambiti,
l’applicazione del reverse charge è stata BOCCIATA dall’UE nel maggio 2015
• Problemi con il reverse charge o lo split-payment
◦ tempi lunghi di pagamento dei crediti IVA da parte dello Stato
• Lievi miglioramenti. Rimborsi IVA «prioritari» entro 3 mesi (DM 29/04/2016) anche per
operazioni di pulizia, demolizione, installazione impianti e completamento degli edifici.
◦ Incassare l’IVA vendite era una fonte di liquidità di breve periodo che ora verrà a
mancare
4/7/2017 Ludovico Carrino 51
• Lo split payment e le entrate fiscali 2014 vs 2015
◦ Relazione su Entrate fiscali 2015 (Moodle2)
2014 2015 2015-2014 Diff %

• Fu vera gloria?

4/7/2017 Ludovico Carrino 52


IVA IN GENERICO CONTESTO INTERNAZIONALE
• Due principi fondamentali:
◦ Principio di destinazione: un bene è tassato nel
paese dove è consumato a prescindere dal luogo in
cui è stato prodotto
◦ Principio di origine: un bene è tassato nel paese
dove viene prodotto a prescindere dal luogo dove
viene consumato.
• Valutiamo i due principi attraverso due criteri:
◦ Neutralità
◦ Ripartizione del gettito

4/7/2017 Ludovico Carrino 53


• Il principio di neutralità nei confronti dei flussi
commerciali internazionali:
◦ i prezzi relativi di due beni (uno prodotto internamente
e uno importato) non devono mutare a causa della
presenza di un’imposta sulle vendite
• Ripartizione del gettito:
◦ si ritiene generalmente corretto che il gettito
dell’imposta sulla vendita di un bene vada al paese in
cui esso e consumato (poiché le imposte sulle vendite
hanno in generale natura di imposta sui consumi)

4/7/2017 Ludovico Carrino 54


Principio di destinazione
• Bene prodotto da A in Italia, valore vA. In Italia l’imposta sulle
vendite è tI
• Bene prodotto da B in Germania e venduto in Italia, valore vB. In
Germania l’imposta sulle vendite è tDE
• Senza tasse sulle vendite
◦ Prezzi relativi = vA/vB
• Con IVA sulle vendite e principio di destinazione:
◦ Prezzi relativi in Italia= vA(1+tI)/vB(1+tI) = vA/vB
• Il principio di destinazione
◦ non modica i prezzi relativi. Non ha rilevanza se le imposte differiscono
tra paesi.
◦ attribuisce tutto il gettito al paese dove il bene è consumato, ovunque
sia collocata la produzione
◦ Fa sì che per l’esportatore l’operazione di vendita sia NON IMPONIBILE
◦ E’ di difficile applicazione perché richiede le dogane. Senza dogane,
incentivi per le imprese a dichiarare che il bene prodotto è esportato
(op. non imponibile) anche se in realtà è consumato internamente
4/7/2017 Ludovico Carrino 55
Principio di origine
• Bene A prodotto in Italia, valore vA
◦ In Italia grava un'imposta sulle vendite pari a tI
• Bene B prodotto in Germania, valore vB
◦ In Germania grava un’imposta sulle vendite tDE
• Senza tasse sulle vendite
◦ Prezzi relativi = vA/vB
• Con tasse sulle vendite e principio di origine:
◦ Prezzi relativi = vA(1+tI)/vB(1+tDE) ≠ vA/vB
• Il principio di origine
◦ Distorce i prezzi relativi (inefficienza) se l'aliquota d'imposta è
diversa tra paesi
◦ Ripartisce il gettito in ragione della localizzazione della
produzione e non del consumo
◦ Non richiede dogane

4/7/2017 Ludovico Carrino 56


Esempio
• 2 paesi: A, B
• l'impresa α produce in A
• l'impresa β produce in B
• Valore del bene intermedio (oggetto di scambio
internazionale) venduto dall'impresa α = 200
• Valore aggiunto dall'impresa β = 100

Assenza di Imposte:
PIniz =200
PFin =200+100=300

4/7/2017 Ludovico Carrino 57


Principio di destinazione

Paese A Impresa α (vende a β un bene di valore 200):


- IVA a credito=0
- IVA a debito=0
- IVA da versare=TA=0; PVendita = 200
Paese B Impresa β:
- Riceve alla dogana il bene intermedio lasciato da α:
β versa 40 alla dogana; Pacquisto = 200 (1+tB) = 240
- Scambio del bene finale (da β ad altra impresa in B): valore=300
IVA a credito=40; IVA a debito=60; IVA da versare=20;
PFinale = 360
TB=40(dogana)+20(bene finale)=60
4/7/2017 Ludovico Carrino 58
Principio di origine

Paese A Impresa α (vende a β un bene di valore 200)


- IVA a credito=0
- IVA a debito α =20
- IVA da versare =TA=20; Pvendita = 220
Paese B, Impresa β (riceve da α, rivende ad altra impresa in B, valore 300)
- IVA a credito=20
- IVA a debito=60
- IVA da versare β =TB=40; PF = 360
TB = 40(bene finale)
4/7/2017 Ludovico Carrino 59