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Il testo è tratto da: SILVANO FAUSTI, Il vangelo di Marco, EDB, Roma 2018.

La conversione di Pietro:

[ultimo versetto della scena precedente]


Mc 14,65
E i servi lo presero a Schiaffi

VV66- Primo Piano Sfondo Dialoghi


72

Mc 14,66-72
E mentre Pietro era da basso(?)(!) nel cortile,
viene una delle serve del sommo sacerdote,
e, vedendo Pietro che si scalda,
(!) guardandogli (->) dentro, dice:
Anche tu eri col Nazareno, Gesù.
Ma egli (->) negò dicendo: (!) né so né capisco che tu dici!
E uscì fuori dall’atrio, e un gallo cantò.
E la serva, vedendolo, cominciò a dire ai presenti:
Costui è di quelli!
Ma egli di nuovo negava,
e dopo un po' di nuovo, i presenti dicevano a Pietro:
veramente sei di quelli!
Infatti sei anche galileo.
Ma egli cominciò a imprecare e giurare:
Non conosco quest’uomo di cui dite.
E subito, per la seconda volta, un gallo cantò.
(->)E ricordò Pietro la Parola,
come gli disse Gesù.
Prima che il gallo canti due volte,
tre volte mi rinnegherai.
(->)E si gettò a piangere.

Mc 15,1
E subito all’alba, facendo consiglio.
[primo versetto della scena successiva].
66 E mentre Pietro era da basso nel cortile
66-67 viene Una delle serve del sommo sacerdote e vedendo Pietro che si
scalda,
67 guardandogli dentro,

67 dice: Anche tu eri col


Nazareno, Gesù.
68 Ma egli dicendo: né so né capisco che tu
dici!
68 negò
68 E uscì fuori dall’atrio, e un gallo
69 Cantò E la serva, vedendolo,
cominciò a dire ai presenti: Costui è di quelli! Infatti
sei anche galileo.

70 Ma egli di nuovo negava


e dopo un po' di nuovo, i
presenti dicevano a Pietro: veramente sei di quelli!

71 Ma egli
71 cominciò a imprecare e Non conosco quest’uomo
giurare: di cui dite

72 E subito, per la seconda volta,


un gallo

72 cantò.

72 E ricordò Pietro la Parola, come gli disse


Gesù: Prima che il gallo canti
due volte, tre volte mi
rinnegherai
72 E piangeva

Gli indicatori che secondo me dicono il taglio della unità testuale sono dati sia per
la parte antecedente che conseguente dal cambio dei personaggi e dei luoghi.
Rispetto al capitolo 15 si verifica anche un cambio temporale tra la notte e l’alba.
Nella pericope è presente una ricorrenza di verbi che dice una tematica: vide, negò,
cantò/vide, negò, negò, cantò.

Analisi dei livelli comunicativi dell’unità testuale:


Lettura in sinossi del testo:
Marco14,66-72 Matteo26.,69-75 Luca22,55-62
Mentre Pietro era giù nel Pietro intanto se ne stava Pietro lo seguiva da
cortile, seduto fuori, nel cortile. lontano. 55Avevano acceso un
fuoco in mezzo al cortile e si
erano seduti attorno; anche
Pietro sedette in mezzo a loro. 56

venne una delle giovani Una giovane serva gli si Una giovane serva lo vide
serve del sommo avvicinò e disse: seduto vicino al fuoco e,
sacerdote 67e, vedendo Pietro guardandolo attentamente, disse:
che stava a scaldarsi, lo
guardò in faccia e gli disse
«Anche tu eri con il «Anche tu eri con Gesù, il «Anche questi era con lui».
Nazareno, con Gesù». 6 Galileo!».
8 70 57
Ma egli negò, dicendo: Ma egli negò davanti a tutti Ma egli negò dicendo: «O
«Non so e non capisco che dicendo: «Non capisco che donna, non lo conosco!».
cosa dici». cosa dici».
71
Poi uscì fuori verso Mentre usciva verso l'atrio,
l'ingresso e un gallo cantò.
69 58
E la serva, vedendolo, lo vide un'altra serva e disse Poco dopo un altro lo vide e
ricominciò a dire ai presenti: ai presenti: disse:
«Costui è uno di loro». «Costui era con Gesù, il «Anche tu sei uno di loro!».
Nazareno ».
70 72
Ma egli di nuovo negava. Ma egli negò di nuovo, Ma Pietro rispose: «O uomo,
giurando: «Non conosco non lo sono!».
quell'uomo!».
73 59
Poco dopo i presenti Dopo un poco, i presenti si Passata circa un'ora, un altro
dicevano di nuovo a Pietro: avvicinarono e dissero a Pietro: insisteva: «In verità, anche
«È vero, tu certo sei uno di «È vero, anche tu sei uno di questi era con lui; infatti è
loro; infatti sei Galileo». loro: infatti il tuo accento ti Galileo».
tradisce!». (galileo in Mc compare qualche
battuta prima)
71 74 60
Ma egli cominciò a Allora egli cominciò a Ma Pietro disse: «O uomo, non
imprecare e a giurare: «Non imprecare e a giurare: «Non so quello che dici».
conosco quest'uomo di cui conosco quell'uomo!». E E in quell'istante, mentre
parlate». 72E subito, per la subito un gallo cantò. ancora parlava, un gallo cantò.
seconda volta, un gallo
cantò.
61
Allora il Signore si voltò e
fissò lo sguardo su Pietro,
75
E Pietro si ricordò della E Pietro si ricordò della e Pietro si ricordò della parola
parola che Gesù gli aveva parola di Gesù, che aveva che il Signore gli aveva detto:
detto: «Prima che due volte detto: «Prima che il gallo «Prima che il gallo canti, oggi
il gallo canti, tre volte mi canti, tu mi rinnegherai tre mi rinnegherai tre volte».
rinnegherai». volte».
62
E scoppiò in pianto. E, uscito fuori, pianse E, uscito fuori, pianse
amaramente. amaramente.
Ad un livello immediato possiamo cogliere
- Mc sottolinea che Pietro si scaldava, era notte, faceva freddo, ma il particolare
potrebbe richiamare anche l’idea dei brividi della paura-
- Mc attribuisce a Gesù il titolo di Nazareno, non è un titolo suo proprio, ma in questo
brano è l’unico che lo riporta,
- Le parole el riconoscimento di Pietro vengono messe dapprima sulla bocca di una
serva, della quale si sottolinea che è serva del sommo sacerdote. e poi sulla bocca della
folla indistinta, che in realtà sembra aver già parlato in quanto MC sottolinea che ha
parlato di nuovo. Questo riconoscimento duplice è in contrapposizione al non sapere di
Pietro, se tutti lo riconoscono come “uno di loro” potrebbe significare che essi hanno
visto Pietro e Gesù più volte assieme. Forse sono persone alle quali hanno anche
predicato. Quindi il riconoscimento potrebbe essere un riconoscimento fondato?
- In risposta a un riconoscimento della folla vi è un disconoscimento di Pietro. Mc
sottolinea che esce da lì da dove è entrato. Questo potrebbe significare che Pietro sta
tornando sui suoi passi? Non è un semplice allontanarsi?
- Solo in Mc il gallo canta due volte (per annunziare il Giorno?). Potrebbe essere una
sottolineatura di Mc per dire che Pietro già al primo monito avrebbe potuto convertire
la sua condotta, ma che allo stesso tempo gli viene dato ancora una possibilità di
conversione?
- In Mc è chiara la sottolineatura del tradimento triplice che si oppone all’affermazione
di qualche riga prima, ai versetti 29 e 31, nei quali Pietro per due volte, eppoi anche gli
altri discepoli, diranno di difendere Gesù fino a dare la propria vita. Cosi come è
evidente il richiamo della profezia che è ricalcata di pari passo.
- Quando il ricordo di Gesù diventa un ricordo vivo, Pietro si pente, al punto che
immediatamente scoppia in piantr, un pianto di pentimento che non riesce a trattenere.
Il particolare di Pietro infreddolito, forse un Pietro che ha paura e per questo rinnega la sua
fede- Questo insistere sul ritornare indietro, alla vecchia vita, alla vecchia fede, e la
possibilità di conversione data più di una volta, purchè il pentimento sia autentico.
Potrebbero aiutare a farci pensare che la comunità di Mc si sta trovando ad affrontare il
problema nuovo di coloro che peccando rinnegano la fede (o la rinnegano tout court) e la
possibilità di riammetterli. Ai tempi dei vangeli non era ancora delineato il sacramento
della confessione e quindi è possibile che la comunità non sapesse come reagire, ecco che
nel pianto di Pietro si può trovare la chiave di volta che è quella del pentimento. il
richiamo alla profezia alla quale è legato il pianto di Pietro potrebbe far supporre che in
quel momento è chiaro anche che Gesù è qualcosa in più di un semplice uomo, egli è
profeta, e se quanto detto è tutto profezia, cioè annuncio attendibile della parol di Dio,
sembra chiaro poter afferma re a questo punto che egli è il figlio di Dio. la domanda infatti
che ripercorre tutto il vangelo di Mc è legata alla semplice domanda: chi è costui? E se le
parole del riconoscimento saranno esplicitate solo sulla bocca del centurione, qui con
Pietro il lettore è portato già implicitamente a riconoscere la divinità del Cristo,
rispondendosi con le parole del centurione.
VV66-72 Primo Piano Sfondo Dialoghi
L’attesa di Pietro
66 E mentre Pietro era da basso nel cortile
66-67 viene Una delle serve del sommo sacerdote e vedendo Pietro che si
scalda, guardandogli dentro,
67 dice: Anche tu eri col Nazareno,
Gesù.
Primo rinnegamento di Pietro
68 Ma egli dicendo: né so né capisco che tu
dici!
68 negò
68 E uscì fuori dall’atrio, e un gallo
69 Cantò E la serva, vedendolo,
cominciò a dire ai presenti: Costui è di quelli! Infatti
sei anche galileo.

Secondo rinnegamento di Pietro


70 Ma egli di nuovo negava
e dopo un po' di nuovo, i presenti
dicevano a Pietro: veramente sei di quelli!
Terzo rinnegamento di Pietro
71 Ma egli
71 cominciò a imprecare e Non conosco quest’uomo
giurare: di cui dite

72 E subito, per la seconda volta, un


gallo
72 cantò.
Il ricordo della profezia di Gesù
72a E ricordò Pietro la Parola, come gli disse
Gesù: Prima che il gallo canti
due volte, tre volte mi
rinnegherai
Il pentimento di Pietro
72b E si gettò a piangere
Campo semantico del dire
Campo semantico del rinnegare
Campo semantico del canto (del gallo)
Ripetizione tematica (ma egli…)

La prima e l’ultima scena fungono da cornice a un testo, l’una con funzione introduttiva e
l’altra con funzione di chiusura ma anche come punto di massimo pathos del testo. Il testo
può essere suddiviso secondo vari criteri. Il criterio adottato qui è quello della ripetizione.
Ad un primo colpo d’occhio sarebbe utile dividere il testo con la ripetizione tematica “ma
egli”, ma all’interno di questa suddivisione ho ravvisato una ulteriore suddivisione
tematica che opera un ulteriore distinguo. Infatti la sequenza rosso, arancio, verde, rende
visibile che il ritmo delle scene è dato dal dire, dal negare e dal cantare (eccetto per la
seconda scena alla quale manca il verbo cantare). Ma che sia quello il senso delle scene
sembra confermato che tutti e tre i verbi siano alla fine sintetizzati in una piccolissima
frase che li unisce tutti insieme, tutti in così poco spazio. Questa ripetizione contribuisce a
raggiungere il climax che sarà proprio dell’ultima scena, dove i verbi non si ripeteranno
più ma troveranno il loro senso compiuto nel pianto di Pietro.
La relazione tra sequenze è lineare con un climax finale. Tuttavia ogni scena racchiude in
se dei parallelismi (presenti allo stesso modo in quasi tutte le scene) che fungono da spinta
allo sviluppo lineare dell’organizzazione delle sequenze.

Leggere un testo:
-la precomprensione del lettore:
Circa il testo mi sembra importante sottolineare il punto di vista con il quale la storia viene
trasmessa, cioè il punto di vista interno del personaggio Pietro. Questo fa in modo che
l’unico personaggio con il quale il lettore può identificarsi sia Pietro e nessun altro.
I due personaggi che il testo ha già presentati qui son Pietro e Gesù. Il Primo è presentato
come un personaggio intuitivo, molto istintivo dai grandi slanci e dalle molteplici cadute.
Indicare citazioni di quanto si sta asserendo. Per questa sua irruenza colleziona una serie di
richiami e di promesse disattese. Egli era spesso nella cerchia più intima degli amici di
Gesù (spesso il racconto ci racconta che Gesù prende con se tre discepoli e tra questo vi è
sempre Pietro, a lui affida un compito particolare e gli cambia il nome). Indicare citazioni
di quanto si sta asserendo. Il secondo viene presentato come pedagogo paziente,
taumaturgo, autorevole, severo. Indicare citazioni di quanto si sta asserendo. Io come
lettore mi aspetterei l’intervento di Pietro da una parte o che Gesù si divincoli in qualche
modo come aveva già fatto precedentemente.

-Lo sviluppo narrativo:


Nello sviluppo del racconto invece Gesù resta muto, ma continua ad insegnare col suo
sguardo, potremmo dire che opera la sua ultima guarigione e la compie proprio verso
Pietro. Usa per l’ultima volta prima di morire il suo potere taumaturgico guarendo Pietro,
lo decostruisce da ogni sua sicurezza e gliene lascia una sola, che l’amore del Figlio
dell’uomo è un amore senza condizioni e senza limiti. Spiritualizzazione priva di
fondamento oggettivo nel testo.
Così il Pietro sicuro, forte dei suoi progetti e delle sue convinzioni, che aveva avuto
l’imprudenza di dire a Gesù come comportarsi e di vantarsi di difenderlo fino alla fine, si
trova a fare i conti con tutte le sue debolezze. Non per questo, a conti fatti si sente
condannato, anzi quello sguardo gli dice già un perdono che precede il suo pentimento, un
amore che lo precede e lo accompagna senza alcuna misura.