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Il Barocco La parola significa perla irregolare.

Il Seicento è stato il secolo della Controriforma cattolica con


forti e rinnovate certezze spirituali. per la diffusione di massa delle idee contro-riformiste è l’arte ad
assumere il ruolo di maggior importanza. Architetti, pittori e scultori, infatti, diventano il tramite mediante
il quale arrivare a toccare l’animo dei fedeli. Occorreva che questa nuova arte avesse la forza e la
grandiosità necessarie per imporsi e per commuovere grazie alla capacità di suscitare emozioni. (Cristo
rappresentato afflitto, sanguinante). In architettura c’è la ricchezza e la monumentalità delle costruzioni.
Nelle chiese, la navata unica, la pianta centrale e la copertura a cupola, la presenza ornamentale di statue,
fregi, false finestre e altri elementi decorativi per rendere la facciata scenografica. La città al suo interno
sviluppa anche il giardino con elementi botanici e idraulici.

L’Accademia degli Incamminati era formata dal pittore Ludovico Carracci, i cugini Agostino e Annibale. Era
una scuola di pittura dell’età moderna. Essa fu inizialmente chiamata del Naturale, in quanto la sua finalità
era la riproduzione dal vero, poi dei Desiderosi, «per l’ardente desiderio di rendersi gloriosi nell’arte» e
infine Accademia degli Incamminati per sottolineare il percorso di maturazione di ogni artista.

Il mangiafagioli uno dei primi esempi di scena di genere, un tipo di pittura i cui soggetti sono cose della vita
quotidiana, appartengono a un “genere” minore. l’artista raffigura un popolano nell’atto di divorare con
avidità una scodella di fagioli. Sul tavolo sono disposti i poveri oggetti della mensa contadina. Annibale
concentra la propria attenzione pittorica sul personaggio del mangiafagioli, il cui isolamento è accentuato
anche da uno sfondo cupo, appena rischiarato dalla finestrella. L’uomo è colto nell’attimo in cui porta alla
bocca una cucchiaiata di fagioli. I colori appaiono spenti e terrosi.

Galleria di palazzo Farnese Al centro della volta spicca il grande affresco del Trionfo di Bacco e Arianna in
cui è raffigurato il festoso corteo nuziale con vari elementi mitologici. I due personaggi principali, infatti,
avanzano su due carri trainati da un paio di tigri e da due bianchi arieti. Essi sono contornati da satiri e di
menadi che danzano. Su un asino appare anche il vecchio Sileno, il satiro precettore di Bacco. C’è un forte
equilibrio tra una raffigurazione classica (i personaggi di destra e quelli di sinistra si corrispondono per
numero, allineamento e composizione) e le prospettive fantastiche (i finti quadri appesi) (il soffitto aperto
sul cielo). I gesti e gli atteggiamenti degli dei e degli eroi mitologici sono più movimentati e sensuali.
Caravaggio nasce a Milano, la prima formazione è legata soprattutto all’ambiente lombardo e veneto.
Uomo violento e irrequieto, si trasferisce a Roma, dove entra nella bottega del Cavalier d’Arpino
distinguendosi per la straordinaria bravura nel dipingere «nature morte». A causa del suo carattere è
continuamente coinvolto in risse addirittura uccide uno degli avversari. Da allora, dopo la condanna a
morte inizia la fuga da Roma che lo porta a Napoli, Malta, Sicilia e infine a Porto Ercole dove muore, solo e
disperato, stroncato dalla malaria.

Bacco Il giovina, adagiato su una sorta di triclinio realizzato con un materasso arrotolato, è parzialmente
avvolto in un lenzuolo, a imitazione di un’antica veste romana. Ha una ghirlanda sulla testa dai neri capelli
ricciuti. Il volto ruotato di tre quarti e lievemente inclinato in avanti, è leggermente rosso. Tra le mani tiene
un garzone di bottega e una coppa di vetro con del vino rosso. La natura morta in primo piano è simbolo
del tempo che tutto corrompe. L’atmosfera è fosca. Egli alluderebbe allo stesso Salvatore e i colori alla
Passione di Cristo.

Canestra di frutta Si tratta di un olio su tela di piccole dimensioni cui soggetto è una natura morta con una
semplice canestra di frutta in vimini intrecciato. Nonostante l’apparente semplicità, la composizione è
studiatissima in ogni sua parte. Il cesto, infatti, viene rappresentato perfettamente frontale e ciò rendeva
più difficile la rappresentazione della profondità. Caravaggio, risolve il problema facendo sporgere
leggermente la base della canestra proiettando l’ombra e ha uno sfondo di colore neutro, una luce calda.
Alcune foglie di vite appaiono accartocciate, forate e maculate. Anche la mela al centro della composizione
appare intaccata.

Testa di Medusa Si tratta di un olio su tela incollato sopra uno scudo di legno di forma leggermente
convessa. Esso rappresenta la testa mozzata e sanguinante di Medusa, con l’intrico di serpenti
aggrovigliati. L’espressione è colta nell’istante preciso in cui la testa le viene recisa, la bocca, infatti, è
spalancata.

Cappella Contarelli per la decorazione Caravaggio realizza tre tele, la Vocazione di San Matteo, il San
Matteo e l’angelo e il Martirio di San Matteo.

Vocazione di San Matteo Il dipinto raffigura il momento in cui Gesù sceglie Matteo come suo Apostolo. La
scena è ambientata in un locale oscuro. All’estrema destra della tela vi sono Cristo, che tende il braccio
destro in direzione del futuro Apostolo, e San Pietro, che lo accompagna. Matteo, seduto al tavolo è
stupito dall’inaspettato invito, punta se stesso con l’indice della mano sinistra, come per sincerarsi che il
Signore stesse rivolgendosi proprio a lui. Solo Matteo e i due giovani di destra si accorgono della presenza
di Cristo, gli altri sono troppo intenti a contare i propri denari. La simbologia è chiarissima: la chiamata di
Dio è sempre rivolta a tutti gli uomini, ma ciascuno è libero, di aderirvi o di respingerla. La luce proviene
da una porta che dà sull’esterno ed è giallastra, grazie a essa le figure assumono risalto. Nello stesso
tempo, però, quella luce assume anche una funzione simbolica, in quanto si irradia dalle spalle di Cristo.

Crocifissione di San Pietro fu Tiberio Cerasi, a commissionare a Caravaggio due grandi tele per la propria
cappella, all’interno della chiesa romana di Santa Maria del Popolo. La Crocifissione rappresenta il
drammatico momento in cui San Pietro ebbe dichiarato di non sentirsi degno di essere condannato allo
stesso supplizio di Gesù, venne egualmente crocifisso, ma a testa in giù. La scena è in un’atmosfera cupa e
drammatica, cogliendo il momento in cui i tre carnefici stanno lavorando per innalzare la croce. La figura
grandiosa del vecchio Pietro, è l’unica in piena luce, tenta di raddrizzarsi, il possente torso, è
significativamente inclinato in direzione opposta a quella dei carnefici. La luce proviene dall’alto, a sinistra.
La Morte della Vergine una grande tela conservata al Louvre commissionata da Cherubini. La scena
raffigura la Madonna subito dopo la morte, mentre la Maddalena e gli Apostoli le si stringono intorno
piangendone disperati la scomparsa. Per la figura della Vergine, l’artista ha utilizzato il volto di Anna
Bianchini, una nota cortigiana romana, se non addirittura il cadavere di un’altra giovane prostituta affogata
nel Tevere. Il corpo di Maria, adagiato diagonalmente su una semplice panca di legno, appare pallido e già
irrigidito dalla morte, tutto in una dimensione quotidiana e umanissima. La giovane Maddalena come gli
Apostoli, è colta nell’espressione del proprio dolore. L’ambientazione del dipinto appare spoglia. La
composizione risulta comunque asimmetrica. La luce proviene dal retro, probabilmente da un’alta finestra,
e rappresenta anche il simbolo della grazia divina.

David con la testa di Golia Dal buio dello sfondo, appena in alto a sinistra, emerge David, con il torace
parzialmente coperto da una leggera camicia bianca, che regge per i capelli la testa mozzata di Golia.
L’espressione del gigante sconfitto, è angosciosa e inquietante. Gli occhi sbarrati mentre la bocca,
semiaperta sembra aver appena voluto pronunciare l’ultimo grido. Il tutto è rappresentato come il trionfo
di Cristo (il giovane David, appunto) sul Male (Golia).

La Decollazione di San Giovanni Battista è un dipinto realizzato in olio su tela. Compaiono nella tela il
carceriere imperterrito, il boia che s'appresta a vibrare il colpo finale, una giovane che porta un bacile su cui
raccoglierà la testa del Battista e una vecchia con le mani al volto per l'orrore; sulla destra due carcerati
assistono da una grata alla scena. In questo quadro il rapporto figure-spazio è rovesciato a vantaggio di
quest'ultimo, tanto da creare ampie zone di vuoto, mentre attenuando i contrasti luministici, l'artista
immerge la scena nella penombra. Il Santo è colto negli ultimi spasmi di vita, con le mani legate dietro le
spalle ed una tunica rossa. Al centro della composizione è il corto pugnale, detto "misericordia", col quale il
boia s'appresta a staccare la testa dal busto. Il muro vuoto della prigione interrotto dalle inferriate, i due
prigionieri che osservano la scena ed il tono cupo dell'opera rimandano ad una spietata esecuzione,
eseguita alle prime luci dell'alba.

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