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Roma, Santa Maria ad Martyres, poi La Rotonda

Il busto di Baldassarre Peruzzi apposto sulla tomba dell’artista.

38
La tomba e il monumento di
Baldassarre Peruzzi
nella Rotonda
di Anna Lisa Genovese

Le vite di Baldassarre Peruzzi e di Raf- un luogo simbolo di sepoltura eccellente


faello Sanzio si intrecciano nella Roma di e, nel tempo, una traslazione semantica ha
Leone X, impegnati contemporaneamente trasformato il pantheon, “tempio di tutti gli
nel cantiere della Farnesina, la villa otiorum dei”, in “tempio degli uomini illustri”. Tra i
di Agostino Chigi, perfetta espressione nuovi “dei” gli artisti rivestono un ruolo di
della cultura umanista. Baldassarre, pittore primo piano, in quanto le loro capacità in-
e architetto, autore della celebre residenza tellettuali, unite alle abilità manuali, rappre-
del banchiere senese, era infatti occupato sentano il manifestarsi di un processo simile
nell’esecuzione degli affreschi del salone di all’atto creativo divino.
rappresentanza, mentre Raffaello dipingeva Dopo la morte di Raffaello, nel 1520, il
le logge del piano inferiore. primo artista che ne seguì l’esempio, sce-
Si trattò di un incontro dal singolare de- gliendo di essere tumulato nella chiesa di S.
stino, che unì i due maestri rinascimentali Maria ad Martyres, fu Baldassarre Peruzzi,
durante le loro vite, nella partnership artisti- morto nel 1536.
ca di vari progetti architettonici1, ma anche La notizia è ben documentata dalle anti-
dopo la morte, con le vicende che hanno che fonti; Vasari narra che Baldassarre, alla
caratterizzato i loro sepolcri all’interno del sua morte, «Fu dai figliuoli e dagli amici
Pantheon. molto pianto, e nella Ritonda appresso a
L’antico tempio romano, dedicato nell’e- Raffaello da Urbino, dove fu da tutti i pit-
ra cristiana a S. Maria ad Martyres, viene ri- tori, scultori ed architetti di Roma onore-
cordato fin da tempi remoti semplicemente volmente pianto ed accompagnato, datogli
come la “Rotonda” e il suo impianto archi- onorata sepoltura con questo epitaffio» . Fi-
tettonico ha sempre suscitato un profondo lippo Baldinucci, quale continuatore del Va-
stupore, con la grandiosa cupola emisferica sari, nel secolo successivo ripete: «fu sepolto
che si erge ancora intatta dopo millenni. Gli presso al luogo, ove già al cadavere del gran
architetti rinascimentali, con la riscoperta Raffaello era stata data sepoltura»3.
dell’antico e delle sue tecniche costruttive, Nelle descrizioni sopra citate si potreb-
ne fecero uno dei loro principali oggetti be anche leggere il senso di una generica
d’indagine e, riconoscendo nella perfezione prossimità tra le due tombe, come accadde
del cerchio l’emblema dell’universalità divi- ad esempio con Taddeo Zuccari, morto nel
na della realtà, cercarono di carpirne i segre- 1566. Infatti, anche per lo Zuccari, Vasari
ti e di imitarne le proporzioni. espone un racconto simile: «Fu da Federi-
La scelta operata da Raffaello, che elesse go data sepoltura a Taddeo nella Ritonda di
il Pantheon a proprio luogo di sepoltura, fu Roma, vicino al tabernacolo dove è sepolto
determinata proprio da quel senso di ammi- Raffaello da Urbino del medesimo stato»4,
razione e la presenza della sua tomba all’in- e nell’epitaffio dedicatogli dal fratello Fede-
terno del monumento determinò in segui- rico, si mettono in evidenza le similitudini
to un fenomeno di emulazione da parte di con il Sanzio, compreso il luogo di sepol-
molti altri artisti. La Rotonda divenne così tura. Ma è provato, inconfutabilmente, che

1
S. Ray, Raffaello architetto, Roma-Bari 1974, p. 97. Cimabue in qua, a cura di F. Ranalli, Firenze 1846, p.
2
G. Vasari, Le Vite, a cura di J. Recupero, Milano 146.
4
1996, p. 582. G. Vasari- G. Milanesi, Le vite.., Milano 1881,
3
F. Baldinucci, Notizie de’ professori del disegno da vol. VII, p. 104. 39
Taddeo fu sepolto nella cappella di San della statua della Vergine con il Bambino,
Giuseppe, in quanto membro dell’omoni- dove si trovavano, sui fianchi, le lapidi dei
ma Compagnia di artisti, detta dei Virtuo- due ristauratori.
si al Pantheon, e lo certifica anche il Libro La descrizione non poteva essere più
dei Morti della parrocchia di S. Maria ad circostanziata e non c’è motivo di dubitar-
Martyres5. ne, provenendo da un testimone pressoché
Purtroppo quei registri parrocchiali non contemporaneo ai fatti, che studiò l’antico
erano stati ancora istituiti all’epoca della tempio romano ricavandone preziosi rilievi
morte di Baldassare, il loro uso fu imposto per lo status del monumento nel XVI secolo;
solo con le riforme amministrative del Con- inoltre, va ricordato che egli fece parte del-
cilio di Trento. Sappiamo però che la resi- la Confraternita dei Virtuosi al Pantheon8 e
denza del Senese, all’epoca della sua morte, anche come tale aveva una certa familiarità
era in via della Frezza6, nel rione Campo- con il monumento.
marzio e non nel rione Pigna, cui appartiene Dai rilevanti dati forniti da Ligorio
la chiesa del Pantheon; la diversa giurisdi- emerge anche quello sul restauro dell’altare,
zione parrocchiale conferma che quest’ulti- eseguito dal Senese stesso insieme a Raffa-
ma fu scelta distintamente da Peruzzi. ello; una notizia del tutto trascurata dalla
Oltre a Vasari, però, esiste un’altra auto- letteratura che si è occupata dei rapporti
revole testimonianza, che fornisce precise di collaborazione tra i due artisti e taciuta
indicazioni sul luogo di sepoltura di Peruz- anche da Vasari. Lo storico Aretino afferma
zi, si tratta di una citazione di Pirro Ligorio. genericamente che Raffaello fece restaurare
L’erudito, architetto ed archeologo rinasci- il tabernacolo per destinarlo al proprio se-
mentale, fu autore di una poderosa opera polcro, ma senza citare l’autore dei lavori,
sulle “Antichità di Roma” risalente agli anni mentre non dimentica i nomi di Lorenzo
1567-68, in cui nel Libro XV, a proposito del Lotti e del suo aiutante, Raffaello da Mon-
Pantheon, afferma: «Le colonne del marmo telupo, per l’esecuzione della statua della
lunense, come avevamo più di sopra detto, Madonna del Sasso, inserita nell’edicola
e tutte l’altre parti insino a terra, era pure monumentale.
di diverse varietà di marmo in belle forme Nel commento di Giovanni Gaetano
fodrato, come sono i tabernacoli delle pic- Bottari alle Vite di Vasari troviamo una nota
ciole colonne che servono nell’altari, et uno relativa agli studi di architettura compiuti a
d’essi sendo stato ristaurato da messer Bal- Roma da Peruzzi: «Studiò molto sulla fab-
dassar Peruzzo architetto senese e da Rapha- brica della Rotonda, e lasciò un bellissimo e
ele d’Urbino pittore miraculoso in natura, è vaghissimo disegno per riformare il secondo
stato cagione sì fatta rinnovazione che alcu- ordine di quel tempio meraviglioso, e vene-
ni altri hanno fatto il simile, e nelli fianchi rabile per la sua antichità; il qual disegno si
dell’altare pria ristaurato, dove è la bella fi- trova in Roma anche al presente»9; alcuni
gura di marmo della santissima Vergine col dei disegni sul Pantheon realizzati da Pe-
figliuolo in braccio bambino, sono le intitu- ruzzi sono conservati attualmente a Firenze
lazioni delli sudetti ristauratori quivi appie- (Uffizi, Gabinetto Disegni e Stampe, Archi-
di sepulti, di Raphaele e di Baldassare»7. tettura, vedi figure della pagina a fianco).
L’asserzione di Pirro Ligorio è di primaria L’antico monumento romano fu oggetto
importanza, perché non si limita a descrive- di accurate analisi e rilievi degli interni, in
re il sepolcro di Peruzzi nei pressi di quello primo luogo da Raffaello, che avendo rice-
di Raffaello, ma afferma precisamente che vuto la nomina di magister operis di S. Pie-
entrambi gli artisti fossero sepolti ai piedi tro, sovrintendeva alle indagini e alla ricerca

5
Lo afferma Giovanni Baglione nelle “Vite” (ed. 1506-1606 S. Pietro, Roma 1977, p. 36.
7
1643, p. 125), ma lo certifica soprattutto il necrologio Archivio di Stato Torino, Libro XV delle antichità
nell’Archivio Storico del Vicariato di Roma (parroc- di Pyrrho Ligorio patrizio neapolitano e cittadino roma-
chia di S. Maria ad Martyres, Libro dei Morti I, anni no…, (Manoscritto, segnatura ms. a.III.15, vol. 13, f.
1562-91, f. 5v. n. 16), nonché tutte le citazioni nell’Ar- 48v.)
8
chivio della Congregazione dei Virtuosi al Pantheon, V. Tiberia, La Compagnia di San Giuseppe da Terra-
oggi “Pontificia Insigne Accademia di Belle Arti e Let- santa nel XVI secolo, Martina Franca 2000, p. 95.
9
tere dei Virtuosi al Pantheon”. G. Vasari-G.G. Bottari, Vite de’ più eccellenti pit-
6
C.L. Frommel, Baldassarre Peruzzi als Maler und tori, scultori e architetti, Roma 1759, vol. II, p. 194,
40 Zeichner, Vienna-Monaco 1968, p. 10; E. Francia, n. 4.
41
di materia prima per la ricostruzione della et parenti, / non sine lachrymis / Simonis, Ho-
basilica Vaticana, avvalendosi degli aiuti di norii, Claudii Æmiliae ac Sulpitiae / minorum
Baldassarre Peruzzi, oltre che di Antonio da filiorum, dolentes posuerunt. / Die IIII Ianuarii
Sangallo il Giovane e di Giovanni da Udi- M.D.XXXVI».
ne10. Fu senz’altro nel corso di quell’incarico La lapide, in seguito scomparsa, riporta-
che maturò in Raffaello l’idea di restaurare va quindi la data di morte di Peruzzi del 4
una delle edicole del Pantheon da utilizzare gennaio 1536, ma nel 1822 questa fu posti-
per la propria tomba, affidandone, come ap- cipata da Carlo Fea di due giorni, in base al
pena verificato, l’esecuzione a Peruzzi. ritrovamento di un pagamento in favore de-
Ma torniamo a Pirro Ligorio e agli epi- gli eredi: «A dì 28 gennaro 1536 scudi 194.6.
taffi dedicati ai due artisti, che dovevano 16 ½ hebbe per lui da M. Bindo Altoviti
trovarsi ai lati dell’edicola architettonica. Da ec. Gio. Salverio, e fratelli suoi figliuoli, per
una descrizione risalente alla Visita Aposto- essere lui morto a dì 6 detto»12.
lica nella chiesa di S. Maria ad Martyres, del Con la pubblicazione di quel documen-
156411, si ricava che l’iscrizione sepolcrale di to, la data del 6 gennaio viene acquisita sen-
Raffaello si trovava sul lato sinistro dell’al- za remore dalla critica, differendo tout court
tare, mentre sul lato opposto era murata la la data presente sulla memoria funebre di
lapide alla memoria della sua fidanzata, la Peruzzi. Ma la notizia contenuta nell’atte-
nipote del cardinale Bernardo Dovizi da stato di pagamento, quindi un atto di na-
Bibbiena. Secondo la testimonianza di Li- tura esclusivamente economica, non sembra
gorio dobbiamo presumere, quindi, che la avere i requisiti di una prova risolutiva. La
targa funebre di Peruzzi si trovasse a destra data del 6 gennaio potrebbe fare riferimen-
dell’altare, contrapposta a Raffaello e in to al giorno del funerale (evento pubblico,
prossimità di quella dedicata alla promessa quindi più noto), che avviene di norma a un
sposa, Maria Francesca Bibbiena. Indivi- paio di giorni dalla morte; la sovrapposizio-
duata la posizione della sepoltura di Baldas- ne delle due date è un fatto molto comune,
sarre Peruzzi e supposto anche il luogo della anche nei documenti ecclesiastici13.
targa funeraria, passiamo ora ad esaminare L’errore si verifica, ad esempio, anche nel
l’epitaffio tramandatoci da Vasari. caso di Raffaello di cui, fino ai primi dell’Ot-
L’iscrizione viene dedicata dalla moglie tocento, si riportava la data di morte del 7
Lucrezia, dal figlio maggiore Giovanni Sal- aprile, giorno della sua sepoltura, ignorando
lustio, architetto come il padre, nonché da il giorno esatto del 6 aprile, chiaramente in-
altri cinque figli minori: «Balthasari Perutio dicato nel suo epitaffio e corrispondente al
senensi, viro et pictura et architectura, / aliisque Venerdì Santo del 152014.
ingeniorum artibus adeo / excellenti, ut si prisco- Non potendo certo escludere la possibi-
rum occubuisset temporibus, / nostra illum feli- lità di un errore sulla lapide, va comunque
cius legerent. / Vixit annos LV. Menses XI. Dies detto che essi sono piuttosto rari15 e posso-
XX. / Lucretia et Io. Salustius optimo coniugi no essere dichiarati tali solo davanti a prove

10
M. De Paolo, “Opera fatta diligentissimamente” dre, Giovanni Peruzzi, nativo di Volterra.
13
Restauri di sculture classiche a Venezia tra Quattro e Cin- Nei necrologi parrocchiali spesso viene indicato
quecento, Roma 2004, p. 64. solo il giorno della sepoltura, interpretato poi dal let-
11
La Visita Apostolica risaliva al 7 giugno 1564 tore che lo consulta come quello della morte; ma in
e veniva annotata dal Capitolo nel protocollo della alcuni casi è possibile verificare, quando le notizie si
chiesa di S. Maria ad Martyres, parte I, tomo II, f. possono incrociare con altre fonti, dell’errore in cui si
15 (documenti conservati oggi nella Biblioteca Apo- cade inconsapevolmente.
14
stolica Vaticana); riferita da P. Odescalchi, Istoria del La data del 7 aprile è sostenuta anche nella cele-
ritrovamento delle spoglie di Raffaello Sanzio da Urbino del bre biografia sull’Urbinate di Quatremère de Quincy,
Principe Odescalchi, Roma 1833, p. 79; trascritta anche del 1829 (p. 442). Sull’erronea indicazione è lo stesso
nei verbali della Compagnia di San Giuseppe (APAVP, Carlo Fea a lamentarsene nella riedizione della Descri-
Libro delle congregazioni, anni 1818-1834, f. 136v.) in zione delle Immagini di Raffaello da Urbino del Bellori (p.
occasione della ricerca delle spoglie mortali di Raffa- 72). Il differimento della sepoltura al giorno di sabato,
ello, nel 1833. anziché ai consueti due giorni dopo, fu dovuto alla
12
C. Fea, Notizie intorno Raffaello Sanzio da Urbi- necessità di non interferire con i riti pasquali.
15
no… Roma 1822, p. 18; lo studioso ne contesta le Nella ricerca di cui mi sto occupando, inerente
origini senesi e ne pone i natali a Volterra, secondo le sepolture degli artisti nelle chiese di Roma, su cir-
alcuni documenti nella Fabbrica di San Pietro; ma la ca duecento lapidi esaminate ho riscontrato solo una
42 definizione di volterrano discende dalle origini del pa- dozzina di errori, pari ad una percentuale dello 0,6%.
irrefutabili, mentre il documento rinvenu- marzo a Siena, come risulta dalle consuete
to da Carlo Fea non sembra sufficiente a definizioni anagrafiche dell’architetto. Non
smentire un dato fornito dai congiunti del si ravvisa, invece, alcuna contraddizione nel
defunto. porre la sua nascita nel mese di gennaio,
Molto più comuni, nelle iscrizioni fu- con il battesimo nei primi di marzo, consi-
nerarie, si rivelano invece gli errori relativi derando che la sua città natale non fu Siena,
alla data di nascita, in quanto, trattandosi ma il borgo di Ancaiano18, nei suoi pressi. I
di un evento più lontano nel tempo si in- genitori di Baldassarre, che desideravano far
corre facilmente in un lapsus memoriae. Tale celebrare il sacramento nel monumentale
circostanza sembrerebbe riguardare anche il battistero di San Giovanni a Siena, evidente-
caso di Baldassarre Peruzzi; il periodo di vita mente preferirono attendere qualche tempo
vissuta, indicato sull’epitaffio, non collima prima di affrontare le difficoltà di un viaggio
infatti con l’atto di battesimo del 7 marzo lungo 12 km, in inverno, con un neonato.
1481. Effettuando un calcolo a ritroso, basa- L’epitaffio riferito da Giorgio Vasari riac-
to sull’età di 55 anni, 11 mesi e 20 giorni, la quista così vigore e credibilità, convalidan-
nascita risalirebbe al 15 gennaio 1480, con do le dichiarazioni incise sulla lapide, in
una differenza di ben 14 mesi rispetto al cer- base all’effettivo luogo di nascita di Peruzzi
tificato del Battistero di Siena. e al computo del calendario in vigore a Sie-
La data riferita nel documento ecclesia- na. Gli estremi anagrafici, secondo il calen-
stico va però rivista in base al diverso stile dario romano, si possono così riformulare:
di datazione vigente all’epoca, modificato e Baldassarre Peruzzi, nato ad Ancajano – Sie-
uniformato solo con la riforma del calenda- na, il 15 gennaio 1480, battezzato a Siena il 7
rio gregoriano, nel 1582; in precedenza, il marzo 1480, morto a Roma il 4 gennaio 1536,
corso dell’anno legale era calcolato secondo precisando, in ogni modo, che l’anno 1481
due principali eventi religiosi e liturgici, il sia comunque valido, corrispondendo alla
25 marzo, annus ab incarnatione, oppure il cronologia legale senese.
Natale, annus a nativitate, e poteva variare da Fu, infatti, nel 1881 che venne celebrato
luogo a luogo. Inoltre, il computo dell’anno il IV centenario della nascita di Peruzzi e in
legale a Siena era in anticipo di un anno ri- occasione di quelle onoranze si riaccese an-
spetto a quello romano16 e la data del 7 mar- che l’interesse sulla perdita della sua lapide
zo 1481 equivaleva al 1480, rivelandosi così nel Pantheon; le Istituzioni culturali senesi
notevolmente più vicina al giorno di nascita fecero così alcuni tentativi per ricollocare la
del Peruzzi, desumibile dall’epitaffio, del 15 targa nel Tempio romano, ma senza ottene-
gennaio 1480. re, sulle prime, risultati concreti.
Per semplificare, in letteratura si tende a All’Archivio Centrale di Stato si conser-
identificare le date di battesimo e di nascita, va un fascicolo relativo agli anni 1903-1904,
qualora nell’atto ecclesiastico non sia speci- contenente la richiesta del Circolo Artistico
ficato. Nel caso di Peruzzi, il canonico certi- Senese, in cui si rinnovava il desiderio di ap-
fica che «Baldassarre Thomasso figliuolo di porre una targa in bronzo, per realizzare «il
Giovanni di Salvestro da Volterra si battez- voto ripetutamente espresso da questa citta-
zò a di VII di Marzo fu compare Iachomo dinanza di vedere ricollocato nel Pantheon
da Piamonti»17, ma ciò non implica neces- di Roma quel ricordo che mano sacrilega to-
sariamente che Baldassarre fosse nato il 7 glieva dalla tomba di Baldassarre Peruzzi»19.

16
C. Cantù, Cronologia per servire alla Storia Uni- volta da Ettore Romagnoli in Cenni storico-artistici
versale, Torino 1838, p. 25 : «Milano, Roma e la mag- di Siena e de’ suoi suburbj (Siena presso Onorato Porri,
gior parte delle città lo aprivano col Natale 25 dicem- 1836, p. 110), il quale la data esattamente al 15 genna-
bre. Ma Firenze tardava sino al 25 marzo seguente, io 1480, senza però specificarne la fonte. Il riconosci-
uso che conservò fino al 1750, quando per ordine del mento dei natali di Peruzzi nel piccolo borgo è stato
gran duca Francesco, adottò il computo comune dal unanimemente accettato dalla critica e il Comune di
1° gennajo: il quale ordine vedesi scolpito in rame sul Ancajano-Sociville ha commemorato il V centenario
gran ponte di Firenze. Pisa cominciava pure dal 25 della nascita del suo cittadino con una mostra, dal 20
marzo, ma anticipando d’un anno; e così Lucca, Sie- luglio al 20 agosto 1981.
19
na, Lodi ed altre città». ACS, Ministero Pubblica Istruzione, Antichità
17
S. Borghesi Bichi, L. Banchi, Nuovi documenti e Belle Arti, Divisione Monumenti, III versamento, II
per la storia dell’arte senese, Siena 1898, p. 454. parte, anni 1898-1907, busta 718, fasc. 1170, pos. 3. La
18
La nascita ad Ancajano fu indicata per la prima lettera, del 14 dicembre 1903, è firmata dal presidente 43
Roma, La Rotonda (Pantheon), sezione interna dove è collocata la tomba di Baldassarre Peruzzi,
verso il margine sinistro della fig.

Il Ministero della Pubblica Istruzione si e Belle Arti, acconsentì alle variazioni, vi-
dimostrò favorevole ad accogliere la richie- sta la competenza dei critici che le avevano
sta, esprimendo nel contempo delle riserve evidenziate. Concessa l’autorizzazione, la
sul contenuto dell’epigrafe, basate sui dub- Sovrintendenza richiedeva però un disegno
bi enunciati da Gaetano Milanesi, nella sua della targa, il testo e l’indicazione del luo-
opera di commento al testo del Vasari20. La go preciso dove sarebbe stata apposta, per
nota di Milanesi metteva in evidenza “l’er- sottoporla al parere della Commissione con-
roneità” della data di morte di Peruzzi e del servatrice dei Monumenti, dato l’alto valore
nome del figlio, non Giovan Sallustio, ma artistico del monumento che avrebbe dovu-
Giovan Salverio o Salvestro, sempre in base to accoglierla21.
al documento ritrovato da Carlo Fea.Veniva Dopo questo carteggio epistolare la situa-
valutata quindi la possibilità di modificare zione subì un blocco, che impedì, fortunata-
il testo tramandato da Vasari e l’architetto mente, di cambiare l’epitaffio, alla luce di un
Albrighi, Direttore Generale delle Antichità documento contabile che alcuni funzionari

21
del Circolo Senese, Luigi Valenti Serme e dal segreta- ACS, ivi, lettera del Ministro Fiorilli, 23 gennaio
rio, Augusto Pacini. 1904; ancora, del 10 febbraio, 20 febbraio e 1° marzo
20
G. Vasari- G. Milanesi, Le vite…, Firenze 1879, 1904.
44 vol. IV, p. 606.
ritenevano sufficiente per variare la data di Per comprendere meglio l’eccezionalità
morte di Baldassarre Peruzzi e del nome di della concessione, basti pensare che nella
suo figlio, riconosciuto poi, unanimemente, stessa epoca si svolgevano identiche pratiche
in Giovanni Sallustio. da parte dell’Accademia di Udine, per porre
Risultati concreti, circa il desiderato ugualmente una memoria nel Pantheon al
progetto, si ottennero solo dopo il primo proprio concittadino, il pittore e architet-
conflitto mondiale, con la costituzione di to Giovanni Recamatore; permesso che fu
un Comitato senese, composto dai soci del sempre inesorabilmente negato24.
Circolo Artistico e dagli Amici dei Monumen- L’avvenimento della posa della targa
ti22, e presieduto dal Sindaco di Siena e dallo marmorea nella Rotonda fu illustrato da Au-
scultore Emilio Gallori. gusto Pacini, Segretario del Comitato, sulla
Nel 1921, il presidente Gallori riuscì ad rivista “Rassegna d’Arte Senese”, nel 192325,
ottenere il rinnovo del permesso, già con- che pubblicò anche i versi funebri, copian-
cesso nel 1904, per apporre «una targa in doli però dalle Vite del Vasari e non dalla
bronzo sulla tomba di Baldassarre Peruzzi nuova lapide.
nel Pantheon», ma «con quella modalità che BALTHASARI . PERVTIO . SENENSI . VIRO
suggerirà la Soprintendenza ai Monumenti . ET . PICTVRA
di Roma»23. ET . ARCHITECTVRA . ALTISQVE .
La Sovrintendenza evidentemente non INGENIORVM . ARTIBVS
approvò il progetto della targa in bronzo, ADEO . EXCELLENTI . VT . SI . PRISCORM
ritenuta poco consona allo stile del monu- . OCCVBVISSET
mento, e l’epitaffio fu inciso su una lastra TEMPORIBVS . NOSTRA . ILLVM .
marmorea, che andò a sostituire un riquadro FELICIVS . LEGERENT
VIX . ANN . LV . MENS . XI . DIES . XX
del rivestimento parietale del Tempio. La LVCRETIA . ET . JO . SALVSTIVS . OPTIMO
posizione accordatagli fu a sinistra dell’alta- . CONJVGI. ET
re di S. Agnese, il secondo tabernacolo ini- PARENTI . NON . SINE . LACHRYMIS .
ziando il giro da sinistra della chiesa di S. SIMONIS . HONORII
Maria della Rotonda. CLAVDII . ÆMILIAE . AC . SVLPITIAE .
Il felice epilogo dell’iniziativa, dopo una MINORVM . FILIORVM
tanto lunga attesa, va riconosciuto senz’al- DOLENTES . POSVERVNT
tro all’incisivo intervento di Emilio Gal- DIE . IIII . JANVARII . MDXXXVI
lori; oltre alla caparbietà con cui affrontò RESTITVITA ALL’ONORE DEL PANTHEON
l’incarico, facendo breccia nella compagine A CVRA DEI SENESI MCMXXI
burocratica del Ministero, vanno eviden- L’antico epitaffio venne rispettato, la-
ziati i suoi meriti artistici e l’influenza che sciando invariata la data di morte e il nome
essi devono aver esercitato per il buon esi- del figlio di Baldassarre, Giovanni Sallu-
to dell’impresa. Lo scultore senese, infatti, stio; al testo originale furono aggiunti due
fu l’autore del monumento a Garibaldi sul versi finali, in lingua italiana, per ricor-
Pincio, a Roma, inaugurato nel 1895, che gli darne la nuova posa. L’incisione moderna
procurò grande fama. Gallori quindi si pre- presenta comunque due piccole varianti,
sentava non solo in veste di rappresentante relative ai termini aliisque, trasformato in
del Comitato senese, ma anche di artista, au- altisque, e priscorum, contratto in priscorm.
tore di una delle opere più significative del La prima variazione fu sicuramente opera-
Risorgimento italiano, in un’epoca in cui la ta per accordarla meglio al contesto, altis,
frattura tra Stato e Chiesa non si era ancora quale ablativo plurale di altus, ben designa
ricomposta e per la quale bisognerà attende- le “eccelse” arti in cui si distinse l’artista. La
re i Patti Lateranensi del 1929. seconda differenza, con la privazione della

22
F. Iacometti, Notizie. Per Baldassarre Peruzzi, in AA., Div. I, anni 1908-12, b. 144, fasc. 2768. Una let-
“Bullettino Senese di Storia Patria”, XXIX, Siena 1923, tera del 16 maggio 1916, scritta dall’Accademia di Udi-
pp. 231-233. ne al Ministro Crestato, fa cenno proprio alle stesse
23
ACS, Ministero Pubblica Istruzione, AA.BB. richieste, da parte della città di Siena, per onorare il
AA., Div. I, anni 1908-1924, busta 1473, lettera del 26 concittadino Baldassarre Peruzzi.
25
febbraio 1921, indirizzata “All’illustre Scultore Emilio A. Pacini, Le onoranze a Baldassarre Peruzzi, in
Gallori Presidente del Circolo Artistico Siena”. ““Rassegna d’Arte Senese”, XVI, 1923, fasc. I-II, p. 53-
24
ACS, Ministero Pubblica Istruzione, AA.BB. 58. 45
Roma, La Rotonda (Pantheon), lapide celebrativa posta sulla tomba di Baldassarre Peruzzi

vocale “u” in priscorum, è imputabile inve- vazione, asserendo che l’originario numero
ce ad un errore dei copisti del Novecento, romano “VI” fu anagrammato in “IV”, cifra
derivato forse da una semplice omissione che nella versione proposta dal Vasari diven-
dello scalpellino. ne “IIII” 27.
La traduzione dell’epitaffio può essere Dopo l’apposizione della lapide, la pre-
così proposta:“A Baldassarre Peruzzi Senese senza della sovrastante nicchia vuota deter-
uomo distinto nella pittura, nell’architettu- minò l’avvio di un’ulteriore richiesta al Mi-
ra e nelle arti eccelse dell’ingegneria che, se nistero, da parte del Comitato senese, per
fosse morto ai tempi degli antichi, i nostri ottenere il permesso di esporre anche un
tempi lo avrebbero considerato più favo- ritratto dell’artista28. Le due associazioni se-
revolmente. Visse anni 55, mesi 11, giorni nesi presenti a Roma, l’Arciconfraternita di S.
20, Lucrezia e Giovanni Sallustio all’ottimo Caterina da Siena e la Società di Senesi e Gros-
coniuge e genitore dolenti posero, non sen- setani, costituitesi allo scopo, ottennero l’au-
za le lacrime di Simone, Onorio, Claudio, torizzazione dal Sovrintendente Antonio
Emilia e Sulpizia, figli minori, nel giorno 4 Muñoz29 ed eseguiti i lavori presenziarono
gennaio 1536”. all’inaugurazione del busto bronzeo, il 28
La nuova epigrafe fu pubblicata da Luigi gennaio 1923. Il ritratto è la copia di un’ope-
Huetter nel 1959 e da Tyler Lansford mezzo ra in marmo dello scultore senese Giovanni
secolo più tardi. Allo storico Huetter sfugge Duprè (Siena 1817 – Firenze 1882), gettata
la prima differenza, mentre segnala la secon- in bronzo da Fulvio Corsini30. La scultura
da26; Lansford invece aggiunge una nota in- di Duprè, fatta «per quella città, la cui Ac-
teressante sulla data di morte, che considera cademia ne aveva celebrati solennemente i
errata, come del resto tutta la letteratura dal parentali nel 1842»31, risaliva al 1854, anche
XIX secolo in poi, e tenta di darne una moti- se l’iscrizione incisa alla sua base porta la

26
L. Huetter, Iscrizioni della città di Roma dal 1870 AA., Div. I, anni 1908-1924, busta 1473.
30
al 1920, Roma 1959, vol. III, p. 15. A. Pacini, Le onoranze di Baldassarre Peruzzi, in
27
T. Lansford, The latin inscriptions of Rome, Balti- “Rassegna d’Arte Senese”, XIV, Siena 1923, p. 55.
31
more 2009, pp. 390-391. L. Venturi, Scritti minori e lettere di Giovanni Du-
28
A. Pacini, ivi, p. 55. prè, Firenze 1882, p. 34.
46 29
ACS, Ministero Pubblica Istruzione, AA.BB.
Siena, Palazzo Comunale Rona, La Rotonda (Pantheon)
Il busto in marmo di Baldassarre Peruzzi Copia in bronzo di Emilio Gallori
scolpito da Giovanni Duprè del busto di Baldassarre Peruzzi

data dell’anno precedente: “I SENESI – BAL- a Raffaello Sanzio e ad Annibale Carracci,


DASSARRE PERUZZI – A. MDCCCLIII”32. nel 1674.
Del 1853, infatti, era il progetto di dedicare A quelle prime due ne seguirono altre,
un busto all’artista, destinandolo alla chiesa che furono poi sottoposte ad un interven-
di San Domenico, alla quale si voleva dare to di restauro nei primi anni del Settecento,
il connotato di “Pantheon degli uomini il- quando il cardinale Nicola Del Giudice, pri-
lustri di Siena”33. Il modello utilizzato da mo diacono di S. Maria ad Martyres dispose
Duprè era tratto da un disegno conservato di uniformare la partitura architettonica del
nella Biblioteca Comunale di Siena34, le cui tempio. Fu quindi operata una sistematica
caratteristiche somatiche furono comunque rimozione di tutte le memorie presenti nel
idealizzate dallo scultore, per nobilitare la Pantheon, “Monumenta per ecclesiam in ordi-
fisionomia di Peruzzi. nata sparsa removentur, quod Architecturae or-
Il ritratto fu collocato nella nicchia cor- dinem deformerent”35, con l’intento di ridurle
rispondente alla targa, ma, contrariamente a drasticamente anche nel numero; in corso
quanto ritenuto da Augusto Pacini, l’esposi- d’opera ci si limitò ad adottare una diversa
zione del busto non ha alcuna attinenza con distribuzione delle lapidi, ma molte di esse
la situazione originaria. Le fonti non men- furono comunque eliminate.
zionano affatto la presenza di un ritratto di La perdita della memoria sepolcrale di
Baldassarre Peruzzi sulla sua tomba, il cui Baldassarre Peruzzi viene fatta risalire tra-
deposito era distinto solo dalla lapide e in dizionalmente a quei restauri, in quanto
tutt’altra posizione, come già illustrato. Giovanni Gaetano Bottari la dichiarava di-
Inoltre, nel XVI secolo le nicchie non esi- spersa nei primi anni del XVIII secolo, ana-
stevano, essendo state realizzate per la pri- logamente a Francesco Milizia, che nel 1768
ma volta da Carlo Maratti, per i monumenti asseriva: «[Peruzzi] fu sepolto alla Rotonda

32 35
E. Spalletti, Giovanni Duprè, Milano 2002, p. S. Pasquali, Il Pantheon, Roma 1996, pp. 39, 47;
45, fig. 51. S. Pasquali, From the pantheon of artists to the pantheon of
33
E. Spalletti, op. cit., p. 44. illustrious men, in AA.VV., Pantheon. Transformation of a
34
Biblioteca Comunale di Siena, ms. S. III. 2, c. Monumental Idea, 2004, p. 41.
10v. 47
delle ossa di Raffaello, di Pietro
Odescalchi (1833): «Nella stessa
cappella del sagramento posta era
(e fu pur levata via) la memoria
sepolcrale di Baldassarre Peruz-
zi, del quale pur lasciò scritto il
Vasari che sepolto nella Rotonda
appresso a Raffaello da Urbino»37.
La vicenda a cui si riferisce Ode-
scalchi risale al decreto pontificio
del 1820, con il quale papa Pio VII
ordinava la rimozione di tutti i bu-
sti onorari che affollavano la Ro-
tonda; ordine che coinvolse in una
affrettata e sommaria esecuzione
anche tutte le lapidi. Prima di es-
sere definitivamente eliminata nel
1820, la memoria del Senese era
quindi situata nella cappella del
Sacramento, ossia la cappella che
precede l’edicola della Madonna
del Sasso e che in seguito fu de-
stinata alle tombe dei Re d’Italia.
Una posizione defilata, magari na-
scosta da qualche suppellettile po-
trebbe averne impedito la vista ai
testimoni del XVIII secolo, in un
luogo dove giunse, probabilmen-
te, con i lavori del 1674, quando
Siena, Biblioteca Comunale fu semplicemente trasferita dall’adiacente
Probabile autoritratto di Baldassarre Peruzzi edicola della Vergine.
in una pagina di prove di disegno
(ms. S. III.2, c.)
Il ritratto di Peruzzi, dopo la radica-
le decisione di Pio VII (1820), fu quindi
esposto in una nicchia originariamente de-
a canto a Raffaello, ma della sua iscrizione stinata ad un altro personaggio che, grazie
non vi è più alcun vestigio»36. Ma furono ad alcune fonti settecentesche, possiamo
almeno due le principali circostanze in cui identificare nel busto che il conte Seroux
potrebbe essersi verificata la rimozione. Ol- d’Agincourt dedicò al pittore francese Ni-
tre ai restauri eseguiti tra il 1705 e il 1713, colas Poussin38.
non va dimenticato che, circa tre decenni La memoria sepolcrale del Senese, dopo
prima, Maratti eresse i monumenti a Raf- una così lunga e sofferta gestazione, rischiò
faello e ad Annibale Carracci; nel corso di comunque di avere vita breve quando, ap-
quei lavori la lapide di Peruzzi potrebbe es- pena nove anni dopo la sua conclusione, nel
sere stata spostata, in quanto considerata un 1934, la Sovrintendenza intervenne con ul-
elemento di disturbo nel contesto celebrati- teriori restauri nel Pantheon, che presentava
vo dei due pittori. gravi lesioni nella volta. Il progetto include-
Va rilevato, poi, che la memoria sepol- va una semplificazione della decorazione in-
crale di Peruzzi in realtà non scomparve terna, per riportarla possibilmente all’aspet-
nel Settecento; l’iscrizione riappare ino- to originario; furono così eliminate tutte le
pinatamente nella storia del ritrovamento nicchie di concezione barocca39, salvaguar-

36
F. Milizia, Le vite de’ più celebri architetti d’ogni derna, Roma 1791, vol. I, p. 408; K. Scott, Commemo-
nazione e d’ogni tempo…, Roma 1768, p. 196. rating Poussin, Cambridge 1999, p. 6.
37 39
P. Odescalchi, Istoria del ritrovamento delle spoglie R. Pacini, Il restauro del Pantheon, in “Empo-
mortali di Raffaello da Urbino, Roma 1833, p. 34. rium”, 1834, vol. LXXX, n. 475, p. 46.
48 38
M. Vasi, Itinerario istruttivo di Roma antica e mo-
dando però quelle degli altari della Madon- logo destino, che partendo dall’incontro a
na del Sasso e di S. Agnese, contenenti l’una Villa Farnesina li ha condotti, al termine del-
il busto di Raffaello e l’altra quella di Peruz- le loro vite, alla sepoltura nella chiesa della
zi, che rappresentano attualmente gli unici Rotonda, concludendosi con la presenza dei
ritratti superstiti nel Pantheon. loro ritratti nel prestigioso Tempio romano,
I due grandi artisti rinascimentali conti- unici tra gli “uomini illustri” a poter vantare
nuano così ad essere accomunati da un ana- ancora questo privilegio.

Il fascicolo della Rassegna d’Arte Senese dedicato alle celebrazioni dell’artista nel 1923
La fig. al frontespizio della rivista riporta la targa scolpita da Emilio Gallori in occasione delle celebrazioni peruzziane,
tutt’oggi visibile in via Camollia davanti alla chiesa di S. Pietro alla Magione. 49

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