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MABON 21-23 SETTEMBRE

Quest'anno l'equinozio cade il 23 settembre, ma spesso si usa celebrare i sabbat ( specie se non si
soli) nella domenica più vicina.
Ora partendo da presupposto che nessuno ha la verità in tasca e che il modo di percepire il divino è
strettamente personale, di conseguenza non c'è un unico giusto metodo per celebrare i sabbat,
cerchiamo di conoscere meglio questa festa.
Partiamo dal significato dalla parola equinozio che deriva dal latino e significa "Notte uguale", quindi ci
troviamo davanti ad un giorno di equilibrio e parità tra le ore di luce e quelle di buio.
Mabon è chiamato anche equinozio d'autunno o festa del secondo raccolto; rientra tra i 4 sabbat minori
e naturalmente ha una festa simile anche tra i cristiani ( perchè nulla si distrugge e tutto si trasforma)
ed è la festa dedicata all' Arcangelo Michele celebrata il 29 di settembre, nel nuovo testamento è
interessante notare il pezzo in cui Mchele combatte contro il diavolo:" Scoppiò quindi una guerra nel
cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi
angeli, ma non prevalsero e non ci fù più posto per essi in cielo. Il grande drago, il serpente antico,
colui che chiamiamo il Diavolo e Satana che seduce tutta la terra,fù precipitato sulla terra e con lui
furono precipitati tutti i suoi angeli."
Leggendo questo tratto si può facilmente intuire che il Drago che è il serpente antico simboleggia il
paganesimo, presentato come un inganno del male da cui la gente deve guardarsi affidandosi all'
Arcangelo Michele per questo ricordato in concomitanza con questa antica festa agricola.
Ora esploriamo un po' i miti e le leggente pagane legate a questo periodo

La leggenda di Mabon
Mabon(il giovane) venne rapito dalla culla a soli tre giorni di vita e Modron (madre) sprofondò nella
disperazione e con essa appassì tutta la Terra che sprofondò in un lungo sonno.
Gli animali più antichi (il merlo, il cervo,l'aquila ,il salmone e il gufo) le vennero in aiuto e usando la loro
saggezza e potere riuscirono a ritrovarlo.
Ma per poter tornare indietro Mabon doveva rinascere quindi fù accolto nel ventre materno dove cullato
dal calore e dal potere della madre troverà la forza per tornare alla vita nel giorno di Yule sotto le
sembianze del figlio della luce.

(Ora sappiamo benissimo che i Celti non usavano la scrittura quindi questo mito ci è pervenuta tramite
terzi ed è evidente che ne manca un pezzo e che ci sono delle incongruenze che nel corso dei secoli si
è provato a riempire rielaborando e a volte sconvolgendo del tutto il significato del racconto io mi sono
limitata a riportarvi la parte che coincide in tutti i racconti che ho trovato)

Volevo condivider con voi questi versi che ho composto ispirandomi al mito di Mabon

Le fate vagano su questa terra ,triste e spenta


il sono del loro pianto riempie l'aria di questa gionata,
Modron piangono con te la perdita.
Mobon ti preghiamo torna dalla madre
la tua grandezza è la gioia della madre
il tuo potere è il dono della madre.
Oh madre asciuga le tue lacrime
non abbandonarci tra le ombre
Mabon rinascerà dal tuo ventre
la vita asciugherà le lacrime

Demetra e Persefone
Ora esploriamo quest'altro mito di origine greco- romana più recente del precedente che ci è arrivato
inalterato fino ai nostri giorni (ne ho fatto un brese riassunto tralasciando le parentele superflue tra le
varie divinità che da sole occiupavano una pagina) e che forse è più legato al nostro immaginario
collettivo.
Demetra (Dea del raccolto e della fertilità) aveva una figli di nome Persefone che venne rapita da Ade
(Dio degli inferi) e condotta negli inferi come sua sposa. Demetra si mise alla ricerca della figlia e vagò
per nove giorni fino a che non incontrò Elio (Dio onniveggente) che le riferì del rapimento. Infuriata con
Zeus per aver permesso il rapimento si travestì da vecchia e lasciò l'Olimpo per cercare di salvare
Persefone. Giunta a Eulisi fù ben accolta dalla regina Metanira e dal re Celeo e ne accudì il figlio
Demofonte. Una notte mentre teneva il piccolo sopra al fuoco per donargli l'immortalità venne scoperta
dal re , allora fù costretta a rivelare la sua vera identità ed ordinò che venisse costruito un tempio in suo
onore.
Nel frattempo Zeus inviò Ermes negli inferi per salvare Persefone; ma essa aveva già mangiato quattro
chicchi di melograno (frutto dell'aldilà) per cui gli furono concesso solo otto mesi sulla terra e per
quattro mesi doveva tornare negli inferi con suo marito Ade.
Prima di lasciare Eleusi Demetra lasciò in dono la conoscenza per coltivare il grano e il segreto dei
grandi misteri. Ella poi mandò un suo emissario in giro per il mondo per diffondere tra gli uomini la
conoscenza dell'agricoltura e del culto.
Ma durante i quattro mesi che Persefone deve trascorrere agli inferi il dolore di Demetra è tanto grande
che lascia appassire le piante in segno di lutto.

La discesa agli inferi di Ishtar-Inanna


L'opera è nota in numerose versioni in tutta la letteratura del Vicino Oriente e il nome della Dea spesso
è cambiato con quello di Inanna.
Si narra che un giorno Ishtar guardò nel profondo abisso degli inferi e decise di scendere giù; chiamò il
suo ministro Ninshubar e gli raccomandò di "battere il tamburo per salvarla" dicendo agli Dei Enlil.
Nanna ed Enki che era discesa nell'oltretomba. Ishtar quindi scese e si presentò alla porta degli inferi .
Il portiere Neti le chiese il motivo della sua venuta; ella mentì dicendo che era in visita per presenziare
ai riti funebri di Guagalanna, sposo di Ereshkigal, sua sorella, Signora degli inferi. Neti andò da
Ereshkigal per riferirle che la sorella era alla porta, ella gli disse di lasciarla passare ma di accertarsi
che la Dea seguisse i riti di passaggio attraverso le sette porte degli inferi.Ishtar passò quindi di porta in
porta ed ogni volta veniva privata da un simbolo del suo potere, all'ultima porta cadde nuda in ginoccho
dinanzi a sua sorella; la Regina con l'aiuto di sette giudici pronunciò una sentenza di morte e Ishtar perì
all'istante e il suo corpo fù appeso ad una picca. Passarono tre notti e Ninshubar fece come gli era
stato chiesto e chiamò in aiuto gli Dei ma solo Enki rispose all'appello e creò due esseri per liberarla, al
primo diete il cibo della vita e al secondo l'acqua della vita; i due scesero negli inferi e spruzzarono il
corpo della Dea con le magiche vivande ed essa ritornò alla vita. Restava però il problema di
rimpiazzare il corpo della Dea con un altro corpo morto. La crudele Dea ofrì il suo giovane sposo
Tammuz che fù quindi afferrato da sette demoni, ucciso e portato nell'oltretomba per sostituire quello
risorto della Dea.
In una versione successiva composta da Vincent d'indy la Dea discende agli inferi non per capriccio ma
per liberare Tammuz e riportarlo in superfice , perchè la terra senza di lui è sterile.

Cosa si celebra ai giorni nostri


Mabon è un sabbat di raccolta sia fisica che spirituale, è un periodo di ringraziamento e di comunione,
ci si prepara ad affrontare l'inverno rendendo grazie per il sostentamento ricevuto e dividendolo con chi
ci circonda.
Il periodo invernale che si prospetta nel prossimo futuro è un periodo di riflessione, meditazione e
accrescimento spirituale, ci si addentra nel nostro IO per individuare cosa coltivare o cosa è meglio
eliminare per preparare i semi spirituali che verranno messi a dimora al prossimo equinozio di
primavera.