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Briciole di storia: Le Indicazioni Nazionali del terzo millennio

Abbandonati i programmi nazionali, a partire dal 2000 le scuole hanno due strumenti per
affermare la propria autonomia: il POF (Piano dell’Offerta Formativa) e il curricolo
didattico.

Ecco le Indicazioni che sono state pubblicate per l’elaborazione del curricolo didattico.

ANNO 2004
A seguito della legge n.53 del 28.03.2003
(delega al governo per la definizione delle norme generali sull’istruzione e i livelli essenziali
delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale …), il Ministero
dell’istruzione, dell’Università e della Ricerca pubblica:

I nuovi ordinamenti scolastici – strumenti e materiali per l’innovazione – Norme,


indicazioni e commenti

In cui troviamo:

 La legge n.53
 Commento alla legge n.53 Decreto Legislativo n.59/2004
 Decreto Legislativo n.59/2004 con commento
 Indicazioni Nazionali per i Piani di Studio Personalizzati delle attività educative
delle scuole dell’infanzia
 Indicazioni Nazionali per i Piani di Studio Personalizzati nella scuola primaria
 Obiettivi specifici di apprendimento per la classe prima
 Obiettivi specifici di apprendimento per la classe seconda e terza (primo biennio)
 Obiettivi specifici di apprendimento per la classe quarta e quinta (secondo biennio)
 Obiettivi specifici di apprendimento per l’educazione alla Convivenza civile
 Obiettivi specifici di apprendimento per la religione cattolica
 Indicazioni Nazionali per i Piani di Studio Personalizzati nella scuola secondaria di
1° grado
 Obiettivi specifici di apprendimento per la classe prima e seconda (primo biennio)
 Obiettivi specifici di apprendimento per la classe terza
 Obiettivi specifici di apprendimento per l’educazione alla Convivenza civile
 Profilo educativo, culturale e professionale dello studente alla fine del Primo Ciclo di
istruzione (6 – 14 anni)

ANNO 2007
Nel settembre 2007 viene pubblicato un nuovo testo:

Indicazioni per il Curricolo per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo d’istruzione

“Obiettivo della scuola è quello di far nascere “il tarlo” della curiosità, lo stupore della
conoscenza, la voglia di declinare il sapere con la fantasia, la creatività, l’ingegno, la
pluralità delle applicazioni delle proprie capacità, abilità e competenze. Tradotto in termini
semplici: ci ostiniamo a pensare a una scuola che non abbia come obiettivo solo l’essere in
funzione della richiesta del mercato”.

Dal sito dell’Indire, da un articolo di Francesco Vettori:

“Per permettere una loro graduale applicazione, raccogliere suggerimenti e migliorarle,


sono in fase di sperimentazione fino al 2009 e entreranno a regime con un
apposito Regolamento dal 2009/2010.

Le indicazioni rappresentano delle proposte culturali (che non contemplano l’orario


degli insegnanti) articolate secondo tre grandi macro-aree in relazione fra loro:

1. area linguistico – artistico espressiva


2. area storico – geografica
3. area matematico – scientifico – tecnologica”.

ANNO 2012

Revisione delle Indicazioni nazionali per il curricolo del 2007

A partire dal 1° maggio 2012 e fino al 31 giugno 2012 è stata avviata una consultazione
pubblica a cui hanno potuto partecipare dirigenti scolastici e docenti, per arrivare entro il
31 agosto 2012 ad un testo definitivo delle Indicazioni Nazionali per il curricolo della
scuola di infanzia e del primo ciclo di istruzione.

Dalla CM n.49 del 31 maggio 2012-08-18

“Come disposto con la Circolare ministeriale n. 31 del 18 aprile 2012, il processo di


revisione delle Indicazioni nazionali è stato avviato, anche sulla base del monitoraggio
effettuato ai sensi della Circolare n. 101/2011, nel rispetto delle seguenti determinazioni:
a) procedere alla revisione delle Indicazioni nazionali per la scuola dell’infanzia e per il
primo ciclo di istruzione per pervenire, entro il termine del 31 agosto 2012, ad un testo
definitivo;
b) assumere il documento “Indicazioni per il curricolo” di cui al D.M. 31 luglio 2007 come
base per un lavoro di revisione e consolidamento;
c) imperniare il processo di revisione su un intenso, anche se necessariamente breve,
processo di consultazione delle scuole”.