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�La Valle delle tombe dei re: basta il nome a evocare uno scenario romantico, e fra

tutte le meraviglie d'Egitto non una, io credo, � capace di stimolare maggiormente


la fantasia.�
(Howard Carter[1])

La cosiddetta Valle dei Re � un'area geografica dell'Egitto, di rilevante


importanza archeologica, situata nei pressi dell'antica Tebe (Waset, o Uaset, per
gli egizi), l'odierna Luxor, il cui accesso � a meno di 3 km dalla riva occidentale
del Nilo[2].

Per circa 500 anni, a partire dalla XVIII sino alla XX dinastia, ovvero dal 1552
a.C. al 1069 a.C.[3], fu scelta quale sede delle sepolture dei sovrani del Nuovo
Regno d'Egitto.[N 1].

La valle, il cui nome originale, in lingua egizia, era Ta-sekhet-ma'at ("il Grande
Campo")[4], era anche indicata come ta-int, semplicemente "la Valle". � oggi anche
conosciuta, in arabo, come wadi Biban al-Muluk (????? ??????) ovvero "la valle
delle porte dei re"[N 2] e nelle sue tombe sono infatti sepolti i sovrani del paese
appartenenti alle dinastie sopra indicate, mentre alle regine, alle consorti reali
e ai principi di casa regnante era destinata un'altra area alquanto prossima: la
cosiddetta Valle delle Regine (Ta-Set-Neferu).

Il nome della necropoli, in caratteri geroglifici, era il seguente:

La valle copre un'estensione di circa 0,7 km� ed � costituita da uno wadi scavato
da antichi fiumi e dalle piogge che erosero il calcare[2][6].

Di fatto � costituita, topograficamente, da due rami separati[7][8][9]: mentre il


ramo principale, orientale, ospita la maggior parte delle tombe reali oggi note, il
ramo occidentale pi� ampio, e noto come west valley[N 3] ("valle ovest"), ospita a
oggi un numero molto ridotto di sepolture.

In origine, l'elezione di questo particolare wadi (vallone), quale luogo di


sepoltura regale deriv�, molto verosimilmente, da differenti fattori di carattere
morfologico-geografico oltre che di sicurezza e religiosi. Una prima motivazione fu
di ordine strettamente pratico: la pietra calcarea di cui � costituita la valle �
infatti facilmente scavabile e lavorabile, il che consentiva anche la possibilit�
altrettanto semplice di ottenere pareti abbastanza lisce su cui poter realizzare
rilievi e dipingere[7].

Dal punto di vista della sicurezza, la Valle presenta un solo accesso, il che ne
consentiva il facile presidio a cura di sentinelle che venivano poste sui crinali
che la sovrastano.

Non � da ritenere di scarsa importanza la relativa vicinanza con il Nilo, il che


consentiva l'agevole approdo e il raggiungimento della localit� da parte delle
processioni funerarie dei re, nonch� il facile trasporto delle molteplici, e spesso
molto pesanti, suppellettili funerarie.
Struttura geologica
Schema degli strati geologici della Valle dei Re

La Valle dei Re � geologicamente strutturata in tre strati principali[10]:

calcare bianco tebano (da 300 m s.l.m. - altezza media delle colline tebane - a
150 m);
scisto, detto di Esna (da 150 a circa 90 m s.l.m.);
gesso di Dakhla (da 90 m).

Un chiaro esempio della differenziazione morfologica del suolo[10] � data dalla


tomba KV17, di Seti I, in cui la parte superiore della camera funeraria fu scavata
nello strato di calcare tebano, mentre la parte inferiore nella roccia scistosa.

Tali differenti formazioni rocciose furono grandemente influenzate, nel tardo


periodo Terziario, dall'erosione causata dal Nilo e dai suoi pi� piccoli affluenti
e tributari durante un periodo di violente piogge agli inizi del Pleistocene[10].
Purtroppo le condizioni che diedero luogo alla nascita della Valle dei Re
potrebbero essere causa anche della sua distruzione giacch� la roccia calcarea,
relativamente tenera da lavorare, � altrettanto facilmente suscettibile di
modificazioni dovute a infiltrazioni d'acqua piovana che, bench� scarsa nella zona,
pu� talvolta divenire a carattere addirittura torrentizio a causa di forti piogge
nelle aree desertiche circostanti.

In origine, con la XVIII dinastia, si incominci� a scavare le tombe nelle "pareti


della valle"[N 4] o sfruttando il "letto" di antiche cascate[N 5]; in questo caso,
proprio tale caratteristica ha fatto s� che le loro entrate siano state ricoperte,
nel corso dei millenni, da detriti trascinati in basso dalle piogge[10].

Dalla fine della XVIII, e poi durante la XIX dinastia, al contrario, le tombe
vennero invece scavate nel letto della valle, insinuandosi nel sottosuolo[N 6]; per
tale caratteristica, di fatto, sono le tombe che hanno maggiormente sofferto nel
corso dei millenni per le infiltrazioni di acqua piovana[11].

Le tombe della XX dinastia, infine, vennero scavate all'interno delle pareti della
valle, a livello del suolo, sotto speroni di roccia pi� compatta, e sono quelle che
meno hanno sofferto per le infiltrazioni d'acqua[11].

A causa anche di movimenti tellurici intervenuti nei millenni, la valle �


attraversata da fenditure geologiche la pi� larga della quali, nota come "la faglia
della Valle dei Re"[11], corre con andamento nord-sud lungo il lato ovest della
valle e fraziona il terreno in differenti aree una delle quali comprende il rilievo
che sovrasta la tomba di Ramses III. In alcuni punti, nel corso dei millenni, la
faglia ha causato lo spostamento del terreno anche di 30 m[11].
Aspetti religiosi: Mertseger
La piramide naturale

A fattori di ordine pratico per la scelta della Valle, se ne sommarono altri di


carattere religioso; la dea Hathor, connessa all'idea di rinascita dei faraoni
defunti, era infatti la protettrice dell'area montuosa tebana e la Valle era
inoltre sovrastata da una montagna sacra, l'antica Dehenet ("La fronte")[N 7], che
era il regno della dea Meret-Seger[12], ovvero "Colei che ama il silenzio"[N 8]
[13]. Solo dalla Valle, inoltre, e solo da questa prospettiva, la cima richiama
nettamente la forma di una piramide[2][14].

Tuttavia, il termine "Valle", come sopra accennato, potrebbe essere considerato


fuorviante giacch� si tratta in realt� di due vallate confluenti[7], una
occidentale che ospita, a oggi, solo 4 sepolture, e una orientale ove sono state
scoperte altre 61 tombe, per un totale di 65, non considerando altri scavi (i
cosiddetti "pozzi") impiegati nell'antichit� quali sepolture minori, o di animali,
o come depositi di materiale di risulta o di suppellettili utilizzate per le
cerimonie funebri officiate nella Valle[N 9]

Quanto alla sicurezza, che doveva essere garantita dall'unico accesso e dalle
sentinelle disposte sui crinali che sovrastano la valle[N 10][15][16], questa di
fatto venne violata gi� in tempi storici talch� tutte le tombe a oggi note vennero
depredate[N 11]. Alcune di tali intrusioni avvennero, quasi certamente, per opera o
comunque con la complicit�, degli stessi guardiani. In ogni caso, tuttavia, i
responsabili della Valle, e i sacerdoti che curavano il culto dei singoli sovrani
ivi sepolti, provvidero a rimettere in ordine per quanto possibile le tombe
saccheggiate, richiudendole e apponendo nuovamente il sigillo della necropoli[N
12].
Architettura delle tombe

Da un punto di vista strettamente architettonico, � possibile rilevare differenze


tra le tombe, a seconda della dinastia di appartenenza.

La Valle infatti ospita, come detto, sepolture appartenenti alle dinastie XVIII,
XIX, e XX; preliminarmente, a fattor comune, si evidenzia la sequenza secondo uno
schema logico che prevede quattro passaggi architettonici che si sviluppano
indipendentemente dalla struttura planimetrica: a un'entrata segue, infatti, un
"santuario in cui riposano gli dei dell'est e dell'ovest"; poco oltre si apre una
"sala dell'attesa", quindi una prima sala colonnata detta anche "sala del carro"
cui segue la camera funeraria (o "seconda sala colonnata"), detta anche "sala
dell'oro", che ospita il sarcofago[N 13].
XVIII dinastia
Schema di tomba della XVIII dinastia

La tomba si sviluppa verso il basso, mediante il ricorso a scale intagliate della


roccia.

Dal punto di vista planimetrico (vedi rappresentazione schematica), le tombe della


XVIII dinastia si sviluppano secondo un asse "piegato" o "a gomito", riprendendo di
fatto la struttura dei passaggi esistenti nelle precedenti sepolture piramidali del
Medio Regno[17]. Tale andamento faceva riferimento al percorso contorto e
pericoloso che, secondo i testi sacri, il sole deve percorrere con la barca solare
nel suo viaggio notturno per poter risorgere al mattino[N 14][17]; allo stesso modo
il faraone defunto sarebbe risorto nel mondo ultraterreno[N 15][17]. Non � da
escludersi, tuttavia, che le prime tombe di questa dinastia siano state strutturate
in tal modo cos� da adattarsi all'andamento delle rocce in cui erano scavate,
seguendo linee naturali pi� facili da lavorare.

L'entrata � generalmente preceduta da una scala, cui segue un corridoio in discesa


che sfocia nel "Santuario in cui gli d�i dell'est e dell'ovest riposano". Si tratta
sostanzialmente di due nicchie scavate nelle pareti opposte, verosimilmente con una
funzione pratica: dato il peso delle suppellettili e specialmente del sarcofago, in
fase di trasporto all'interno della tomba qui si procedeva a una prima sosta di
effettivo riposo.

Altri locali che forse rivestivano la medesima utilit� pratica (oltre che rituale)
erano la "Sala dell'Attesa" ove peraltro si procedeva a organizzare la volta che il
sarcofago avrebbe dovuto compiere per poter incominciare discesa verso la camera
funeraria, e la "prima sala colonnata".

Nella "sala dell'oro", infine, il sarcofago � posto con andamento ortogonale


rispetto al corridoio di accesso alla camera funeraria.

� interessante rilevare che, almeno per le prime tombe di questa dinastia, la


camera funeraria ha gli spigoli angolari arrotondati, riproducendo cos�, in pianta,
la figura del cartiglio[N 16].
XIX dinastia
Schema di tomba della XIX dinastia

Con le tombe della XIX dinastia si assiste a una rettifica del percorso contorto
precedente, ma ancora entrata e camera funeraria sono disallineate (vedi schema) e
ancora il raggiungimento della camera funeraria avviene mediante scale talvolta
molto ripide[N 17][18].

Al contrario di quanto avveniva con quelli della precedente XVIII dinastia, le cui
entrate erano sigillate con pietrame, gli accessi alle tombe vengono preclusi con
porte in legno per consentire, unitamente al servizio di sicurezza che presidiava
la valle da intrusioni estranee, pi� agevoli e frequenti ispezioni da parte dei
funzionari preposti[18].

In alcuni casi, nella prima sala colonnata si apriva un'ulteriore camera laterale
(non riportata nello schema) che, talvolta rifinita completamente, doveva servire
quale falsa camera sepolcrale nel tentativo di scoraggiare eventuali
saccheggiatori.

Anche in queste sepolture il sarcofago � posizionato ortogonalmente rispetto al


corridoio di entrata.
XX dinastia
Schema di tomba della XX dinastia

Con la XX dinastia si giunge alla definitiva semplificazione della struttura


tombale in chiave prettamente pratica[19]: la sepoltura si apre infatti a livello
del suolo, anche se il percorso � pur sempre in discesa, ma vengono eliminate le
scale e i corridoi vengono allargati[N 18]. Entrata e Camera funeraria sono
posizionate sullo stesso asse e sul medesimo asse viene posizionato anche il
sarcofago.

A riprova della valenza eminentemente pratica delle nicchie esistenti nel


"Santuario in cui gli dei dell'est e dell'ovest riposano" delle precedenti
dinastie, nelle tombe della XX queste spariscono. Compare, tuttavia, un pozzo lungo
il corridoio di accesso il cui scopo, oltre che di garantire un'ulteriore relativa
sicurezza in pi�, era principalmente quello di raccogliere l'acqua piovana evitando
cos� l'allagamento della tomba.

� evidente, nel complesso delle modifiche intervenute con questa dinastia,


l'intento pratico che tendeva a garantire risparmio di risorse vuoi per la
realizzazione materiale del sito, vuoi per le operazioni di sepoltura in senso
stretto.
I testi sacri

Non tutte le tombe della Valle presentano rilievi o dipinti parietali, tuttavia,
quando questi compaiono, si tratta nella maggior parte dei casi di testi sacri che
entrano, dalla XVIII dinastia, a far parte del corredo stesso delle sepolture
regali e che debbono accompagnare il defunto nel suo viaggio nella Duat, l'aldil�,
per consentirgli di vivere ancora nel mondo ultraterreno. I testi si concretizzano,
generalmente, in raccolte di formule, o detti, o racconti incentrati sul viaggio
notturno del Dio sole (nelle sue diverse manifestazioni) e della sua lotta con le
forze del male (tra cui il serpente Apopi) che tentano, nottetempo, di fermarlo per
non farlo risorgere al mattino. Normalmente indicati con il titolo di Libro sono,
di norma, riportati in rilievi parietali, ma anche a decorazione dei sarcofagi o
pi� raramente, per ovvi motivi di fragilit� del supporto, trascritti su papiro.
Tabella "A": distribuzione testi sacri

La tabella "A", a doppia entrata, riporta nella colonna "titolare" il sovrano per
cui la tomba venne realizzata; in corrispondenza di ciascuna tomba, sulle righe,
contrassegnata con una "X", la presenza dei singoli testi sacri (libri), completi o
in capitoli[20], contenuti in ciascuna tomba[21][22][23]. Tale tabella, cronologica
per dinastia e per assunzione del trono da parte dei singoli re, consente,
peraltro, di analizzare l'evoluzione nell'uso dei testi sacri il cui impiego in
ambito funerario ebbe inizio con la XVIII dinastia che si limit�, in gran parte,
alla sola Amduat (noto anche come "Libro di ci� che � nell'aldil�", o "Libro della
Camera Nascosta"), per poi evolversi fino alla XX con la nascita del Libro della
Terra.

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