Sei sulla pagina 1di 14

Antica Grecia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.


Con il termine antica Grecia (o anche
Grecia antica) s'identifica la civiltà
sviluppatasi nella Grecia continentale, in
Albania, nelle isole del Mar Egeo, sulle
coste del Mar Nero e della Turchia
occidentale, in Sicilia, sulle zone costiere
dell'Italia Meridionale (complessivamente
denominate poi Magna Grecia), in
Nordafrica, in Corsica, sulle coste
orientali della Spagna e quelle meridionali
della Francia.

La cultura greca, nonostante la Il mondo greco intorno al 550 a.C.


conformazione geografica del continente
favorisse l'insorgere di molteplici unità
politiche a sé stanti (le poleis), fu un
fenomeno omogeneo, che interessò tutte
le genti elleniche, accomunate dalla stessa
lingua. La cultura greca attribuiva molta
importanza alla conoscenza e alla ricerca
della verità. Per i greci avvicinarsi alla
verità significava avvicinarsi alla divinità;
pertanto attribuivano un carattere quasi
religioso alla conoscenza e alle scienze. In
questo contesto gli antichi greci avevano
intuito l'importanza della matematica
nella ricerca di una conoscenza più vicina
alla verità. Questo spiegherebbe come la
civiltà greca sia riuscita, nel giro di pochi
secoli e con una popolazione limitata in
La Grecia nel 431 a.C., alla vigilia della guerra del Peloponneso
numero, a raggiungere notevoli traguardi
nella filosofia, nella matematica e nelle
scienze.

Indice
Storia
Età arcaica
Medioevo ellenico
Età classica
Guerre persiane
Egemonia di Atene
Guerra del Peloponneso
Egemonia di Sparta e Tebe
Regno di Macedonia
Grecia ellenistica
La conquista romana
Cultura
Religione
Giochi e festività
Letteratura
Filosofia
Arte
Architettura
Scultura
Ceramica
Musica
Scienza
Politica e società
Il mondo greco intorno al 350 a.C., dopo la colonizzazione
Politica
siracusana del mar Adriatico
Economia
Schiavitù
Diritto
Educazione
Note
Bibliografia
Voci correlate
Altri progetti
Collegamenti esterni

Storia

Età arcaica
Le prime civiltà di cui si ha notizia per la Grecia antica sono la civiltà egea, quella cicladica e quella micenea,
influenzata dalla civiltà minoica, che sorse a Creta nell'età del bronzo.

Successivamente l'espansione acheo-ionica si rivolse alle isole egee, causando il crollo della civiltà cretese, e più tardi
alle coste dell'Anatolia, come testimoniato dall'epopea omerica della Guerra di Troia.

Verso il 1000 a.C., due nuove ondate migratorie, una di incerta origine, i cosiddetti popoli del Mare, e una dai Balcani
di popolazioni indoeuropee, i Dori, posero fine all'egemonia micenea, causando un periodo di decadenza.

Medioevo ellenico
Il periodo successivo all'invasione dorica, designato come medioevo ellenico, fu
caratterizzato da una profonda crisi culturale ed economica.

Verso la fine del IX secolo a.C. il mondo greco fu interessato da una progressiva
trasformazione politica ed economica, caratterizzata dall'incremento
demografico, dal contatto con le popolazioni ricche e progredite delle isole
orientali dell'Egeo e delle coste dell'Asia Minore e da una ripresa degli scambi
commerciali. Lentamente l'istituto monarchico perse il proprio potere a favore
dell'aristocrazia, che nell'VIII secolo a.C. prese il potere in tutta l'area egea.

Sorsero così le poleis, delle città-stato, che divennero veri e propri centri politici, Maschera funeraria in oro,
economici e militari, retti da governi autonomi e indipendenti. Tra l'VIII ed il VII conosciuta come “Maschera
secolo a.C. vi fu un fenomeno migratorio che ebbe notevoli ripercussioni di Agamennone”, trovata nella
Tomba V di Micene da
sull'assetto sociale, politico ed economico della Grecia arcaica.
Heinrich Schliemann (1876),
La colonizzazione greca, causata dai gravi contrasti di classe, dalle guerre tra XVI secolo a.C. (Museo
archeologico nazionale di
città e dall'aumento della popolazione, che fece crescere il fabbisogno di terre e
Atene).
materie prime, interessò sia l'area orientale (Tracia e Mar Nero), sia quella
occidentale (Italia meridionale, Francia e Spagna).

Tra le conseguenze socio-economiche di questa colonizzazione vi furono l'espansione e l'incremento degli scambi
commerciali e delle attività artigianali ed industriali e l'introduzione della moneta, favorendo la formazione di una
nuova classe di commercianti ed industriali, che progressivamente misero in crisi il predominio dell'aristocrazia.

Età classica
Il periodo classico, a volte chiamato periodo ellenico, si estende grossomodo dalla caduta dell'ultimo tiranno ateniese
nel 510 a.C. alla morte di Alessandro Magno nel 323 a.C. Il periodo classico in questo senso segue l'epoca arcaica ed è
a sua volta seguito dall'epoca ellenistica.

Guerre persiane

All'inizio del V secolo a.C. le guerre persiane opposero i Greci ai Persiani


dell'Impero achemenide. Esse furono caratterizzate dalla rivolta delle
città greche asiatiche contro la dominazione persiana e l'intervento di
Atene in loro favore. Le due spedizioni militari dei sovrani Dario I e Serse
costituirono i due principali episodi militari del conflitto, che si concluse
con la vittoria delle città greche condotte da Atene e Sparta.

Egemonia di Atene

Dopo la vittoria sui Persiani, nel 477, Atene, consolidata la propria


supremazia navale, si fece promotrice dell'istituzione della Lega di Delo o
Lega delio-attica. Intorno al 460 comparve sulla scena ateniese Pericle,
capo del "partito" popolare.

Un guerriero greco.
Guerra del Peloponneso
La crescita della potenza ateniese entrò presto in conflitto con la Lega peloponnesiaca, guidata da Sparta. Un primo
scontro tra le due città si concluse nel 445 con una pace trentennale, di poco posteriore alla pace di Callia, stipulata tra
Atene e la Persia.

La guerra fu combattuta tra il 431 a.C. ed il 404 a.C., con protagoniste Sparta e Atene e le rispettive coalizioni, e fu
caratterizzata da tre fasi: nella prima, la fase Archidamica, Sparta effettuò continui attacchi contro l'Attica, mentre
Atene utilizzava la propria potente flotta per colpire le coste del Peloponneso. Questo periodo di scontri si concluse nel
421 a.C. con la firma della pace di Nicia; al 415 a.C. risale infatti la spedizione ateniese in Sicilia; nel 413 a.C. si apre la
fase Deceleica, caratterizzata dall'intenzione spartana di fomentare moti di ribellione tra le forze sottoposte ad Atene;
questa strategia, unita agli aiuti economici provenienti dalla Persia e all'incapacità ateniese di difendersi, portò nel
404 a.C. alla vittoria della Lega del Peloponneso.

Egemonia di Sparta e Tebe

La guerra del Peloponneso cambiò il volto


della Grecia antica: Atene, che dalle
guerre persiane aveva visto crescere
enormemente il proprio potere, dovette
sopportare alla fine dello scontro con
Sparta un gravissimo crollo in favore della
forza egemone del Peloponneso. Tutta la
Grecia interessata dalla guerra risentì
fortemente del lungo periodo di
devastazione, sia dal punto di vista della
perdita di vite umane sia da quello
economico.
La Grecia nel IV secolo a.C.
Nel 401 Sparta inviò in Asia un corpo di
13.000 mercenari per sostenere Ciro il
Giovane nel suo tentativo di rovesciare il fratello Artaserse II e salire così sul trono dell'impero persiano.

Nell'estate del 395 a.C. scoppiò la guerra in Grecia e Tebe, Atene, Argo e Corinto si allearono in funzione antispartana,
dando vita alla .guerra corinzia. Questa si concluse nel 387, con la "pace del re" o trattato di Antalcida, le cui clausole
sancivano il dominio persiano sulle città dell'Asia minore e l'autonomia delle città greche della madrepatria.
Seguirono altri conflitti tra Sparta e Tebe, fino alla sconfitta spartana nella battaglia di Leuttra (luglio 371).

Il risultato della battaglia sancì la fine della supremazia di Sparta, costretta a sciogliere la Lega peloponnesiaca, e
l'affermazione di Tebe come potenza egemone in Grecia.

Regno di Macedonia
L'esasperazione dei cittadini nei confronti delle interminabili guerre tra le città portò alla convinzione che la pace e
l'unità potessero essere raggiunte solo attraverso l'intervento di un principe straniero. Così Filippo II di Macedonia, la
cui casa reale si era ellenizzata dai tempi delle guerre persiane, riuscì ad entrare nelle discordie tra i greci e ad imporre
la sua talassocrazia.
Con le imprese del figlio di Filippo, Alessandro Magno, cessarono tutte le libertà delle polis greche. I successi del
principe macedone furono visti però come il coronamento di un sogno: la grande vittoria della Grecia unita contro il
popolo persiano. A rafforzare il sostegno verso
Alessandro, fu l'ambizione stessa del giovane
condottiero, che intendeva varcare l'Ellesponto,
per conquistare il mondo e creare un regno
universale, coeso dalla cultura greca. La spedizione
di Alessandro Magno (334-323 a.C.) può, per
importanza e conseguenze, essere considerata uno
degli eventi epocali nella storia del mondo antico.
La portata di quella che è stata chiamata la
rivoluzione alessandrina fu talmente rilevante, per
le implicazioni politiche e per i mutamenti
culturali che ingenerò, da determinare la fine
dell'era classica e l'inizio dell'era cosiddetta Mappa dell'impero di Alessandro.
ellenistica.

Dopo le vittorie del Granico e di Isso, Alessandro occupò l'Egitto, fondando la città di Alessandria.
Nell'autunno del 331 Alessandro sconfisse Dario III a Gaugamela ed occupò Babilonia, Susa e Persepoli, decretando la
fine dell'impero persiano. Ormai in fuga, Dario III fu assassinato dai suoi stessi generali nel luglio del 330.

Alessandro intraprese la conquista dell'India, ma, dopo aver attraversato l'Indo e vinto il rajah Poro nella battaglia
dell'Idaspe, fece ritorno a Babilonia.
Nel giugno del 323 il grande re macedone morì a Babilonia per una febbre malarica; tramontò così il suo sogno della
realizzazione di un impero universale.

Grazie alle sue conquiste, la civiltà greca si diffuse nel mondo mediterraneo e orientale, ingenerando tali mutamenti
culturali da determinare la fine dell'era classica e l'inizio dell'era cosiddetta ellenistica.

Grecia ellenistica
Dopo la morte di Alessandro, ci fu un'accesa lotta fra i suoi successori, i
Diadochi. Nel 323 a.C. il generale Perdicca regge l'Impero in nome del
figlio di Alessandro; Antipatro ottiene il controllo della Macedonia e della
Grecia, mentre Antigono controlla la Frigia e la Lidia, Tolomeo I l'Egitto e
L'estensione dell'impero macedone
alla morte di Alessandro Magno. Lisimaco la Tracia.

Ma dopo la morte di Antipatro (319 a.C.) e l'assassinio dei familiari di


Alessandro, cominciano le dispute; infatti Antigono condanna a morte Eumene di Cardia e mira a diventare unico
signore ma gli altri non vogliono lasciare i loro domini, si arriva così alla Guerra dei Diadochi (315 a.C.-301 a.C.). La
battaglia di Ipso decreta la sconfitta di Antigono e la creazione di quattro regni:, alla fine della quale, nel 281 a.C., il
suo enorme impero fu smembrato in tre grandi regni.

La conquista romana
A partire dal 215 a.C. Roma intervenne in Grecia più volte in occasione delle guerre macedoniche a causa dell'alleanza
stretta da Annibale con Filippo V di Macedonia. Dopo aver ottenuto l'alleanza di Atene, del regno di Pergamo e della
Lega etolica, i Romani sbarcarono in Grecia e nel 197 a.C. il console Tito Quinzio Flaminino sconfisse Filippo nella
battaglia di Cinocefale. La pace che seguì stabilì l'alleanza tra Roma e la Macedonia ed il ritiro di ogni guarnigione
macedone dalla Grecia. La libertà della Grecia fu proclamata da Flaminino durante i Giochi istmici di Corinto
mandando la folla in delirio. L'anno dopo i Romani evacuarono la Grecia, ma gli Etoli, delusi dalle clausole della pace
che giudicavano penalizzanti per sé stessi, assunsero un atteggiamento ostile verso Roma.

Nel 193 a.C., il re seleucide Antioco III il Grande sbarcò in Grecia deciso a porla sotto la propria egemonia. I Romani
sconfissero Antioco nella battaglia delle Termopili, costringendolo ad evacuare la Grecia e tornare in Asia.

Alla morte di Filippo V, nel 179 a.C., salì sul trono di Macedonia il figlio Perseo, il quale desiderava ripristinare
l'egemonia macedone sulla Grecia. In seguito alla sua sconfitta nella battaglia di Pidna la Macedonia fu suddivisa in
quattro repubbliche che non dovevano avere alcun rapporto tra loro.

Successivamente nel 146 a.C. gli Achei furono sconfitti nella Battaglia di Corinto, la città fu rasa al suolo e la Grecia e
la Macedonia divennero province della Repubblica romana.

Cultura

Religione
La religione greca è l'insieme di credenze, miti, rituali, culti
misterici, teologie e pratiche teurgiche e spirituali professate nella
Grecia antica, sotto forma di religione pubblica, filosofica o
iniziatica.

Le origini di questa religione vanno individuate nella preistoria dei


primi popoli abitanti l'Europa, nelle credenze e nelle tradizioni di
differenti popoli indoeuropei che, a partire dal XXVI secolo a.C.,
migrarono in quelle regioni, nelle civiltà minoica e micenea e nelle
influenze delle civiltà del Vicino Oriente antico occorse lungo i
secoli[1].

La "religione greca" cessò di essere con gli editti promulgati


dall'imperatore romano di fede cristiana Teodosio I, il quale proibì
Zeus in forma di toro rapisce Europa
tutti i culti non cristiani, ivi compresi i misteri eleusini, e con le
(principessa fenicia che verrà poi portata a
devastazioni operate dai Goti lungo il IV e il V secolo d.C. Creta, infatti vi sono teorie che dimostrano
come lo sviluppo di Creta e dei Micenei sia
La mitologia greca è la raccolta di tutti i miti e le leggende
dovuto anche a migrazioni fenice). Statuetta
appartenenti alla cultura degli antichi greci ed elleni che in terracotta dalla Beozia, 470–450 a.C.
riguardano i loro dei ed eroi, la loro concezione del mondo, i loro (Museo del Louvre).
culti e le pratiche religiose. Essa si compone di un vasto repertorio
di racconti (λόγοι) che spiegano l'origine del mondo ed espongono
dettagliatamente la vita e le vicende di un gran numero di divinità, eroi ed eroine, mostri e altre creature mitologiche.
Questi racconti furono inizialmente composti e diffusi in una forma poetica e compositiva orale, mentre sono invece
giunti fino a noi principalmente attraverso i testi scritti della tradizione letteraria greca. La mitologia greca ha avuto
una grandissima influenza sulla cultura, le arti e la letteratura della civiltà occidentale e la sua eredità resta tuttora ben
viva nei linguaggi e nelle culture europee.
Giochi e festività

Ogni aspetto della vita dell'uomo greco aveva sempre e comunque una
valenza religiosa, tanto che è estremamente difficile distinguere nella società
greca l'ambito "sacro" da quello "profano". Esempi di questa commistione
socio-religiosa sono i giochi e le festività greche. Gli agoni e in particolar
modo i giochi olimpici rappresentavano per il mondo greco un'occasione
eccezionale, nel corso della quale le città interrompevano le proprie dispute e
riuscivano a riconoscersi reciprocamente come sorelle. In un certo modo
rappresentarono il punto più alto della cultura ellenica, riuscendo a
rappresentare concretamente gli ideali di aretè (ἀρετή) cui tendevano i
racconti mitici.

Tra le festività greche si ricordano le panatenee, le dionisie e le tesmoforie.

Grande importanza ricoprivano i santuari panellenici, fra cui i più importanti


erano il santuario di Zeus di Olimpia e quello di Apollo a Delfi, sede
dell'oracolo di Delfi.
La Nike di Samotracia, 200 a.C.
(Museo del Louvre).

Letteratura
La letteratura greca, espressione
dell'antica Grecia e della sua
ricchissima cultura, è tra gli
elementi fondanti dell'idea
moderna di Occidente. Elevatasi
fin dalle origini grazie ai
capolavori di Omero ed Esiodo,
L'incipit dell'Iliade.
la letteratura greca ha permeato
la storia della letteratura con
contributi fondamentali in ogni genere letterario, come la poesia, con i versi
di Alceo, Saffo, Anacreonte, Pindaro, Callimaco e Teocrito, la tragedia, con i
Maschera di Dioniso, figurina in drammi di Eschilo, Sofocle ed Euripide, le commedie di Aristofane, l'oratoria
terracotta del 200-201 a.C.
di Isocrate, Lisia e Demostene, e i grandi storici, da Erodoto a Tucidide, a
(Museo del Louvre).
Senofonte, fino a Plutarco.

Importante anche il teatro greco. Gli Ateniesi organizzavano alcuni giorni


l'anno grandi festività durante le quali i maggiori autori teatrali dell'epoca gareggiavano per conquistare la vittoria. Gli
attori, esclusivamente uomini anche nelle parti femminili, indossavano maschere che li rendevano riconoscibili anche
a grande distanza. La recitazione era rigorosamente in versi, e alle parti soliste si accompagnava un coro, gruppo di
attori che assolveva la funzione di collegamento delle scene, commento e narrazione della trama.
La forma d'arte di ispirazione più elevata era considerata la tragedia, i cui temi ricorrenti erano derivati dai miti e dai
racconti eroici. Le commedie, di carattere più leggero e divertente, prendevano spesso di mira la politica, i personaggi
pubblici e gli usi del tempo.

Filosofia
La filosofia greca rappresenta, nell'ambito della storia della filosofia occidentale, il primo momento dell'evoluzione del
pensiero filosofico. Dal punto di vista cronologico, si identifica questa fase con il periodo che va dal VII secolo a.C. alla
chiusura dell'Accademia di Atene, avvenuta nel 529 d.C. con l'editto di Giustiniano.

Attraverso i secoli i grandi pensatori greci da Talete a Pitagora, dai


Presocratici a Socrate, da Platone ad Aristotele, fino ad arrivare
alle scuole di pensiero del Cinismo, dello Scetticismo,
dell'Epicureismo e dello Stoicismo, hanno costruito i capisaldi del
pensiero della civiltà occidentale.

Arte

La Scuola di Atene, affresco di Raffaello


Sanzio, 1510 (Stanza della Segnatura,
Palazzi apostolici, Città del Vaticano).

Ricostruzione del Partenone di Atene L'arte greca ha esercitato un'enorme influenza culturale in molte
(illustrazione da Joseph Kürschner (a cura di), aree geografiche dal mondo antico fino ai nostri giorni,
Pierers Konversationslexikon, 7ª ed., soprattutto nel campo della scultura e dell'architettura. In
Stoccarda, Deutsche Verlagsgesellschaft,
Occidente ebbe un forte influsso sull'arte romana imperiale, al
1891).
punto che quest'ultima ne fu a volte considerata una mera
derivazione. In Oriente le conquiste di Alessandro Magno
avviarono un lungo periodo di scambi tra le culture della Grecia, dell'Asia centrale e dell'India (arte greco-buddhista
del Gandhāra), con propaggini addirittura in Giappone. A partire dal Rinascimento, in Europa l'estetica e l'alta
capacità tecnica dell'arte greca ispirarono generazioni di artisti e fino al XIX secolo; la tradizione classica derivata
dalla Grecia ha dominato l'arte all'interno della cultura occidentale.

Architettura

L'architettura greca riveste particolare importanza per tutta la storia


dell'architettura occidentale. La codificazione che, in età arcaica, verrà
sviluppata per l'architettura templare nei tre ordini dorico, ionico e
corinzio diventerà con l'ellenismo il linguaggio universale del mondo
mediterraneo.

L'architettura romana rielaborerà questo linguaggio, mantenendolo


invariato nelle sue componenti essenziali grammaticali, e verrà di nuovo
riscoperto (senza in realtà essere mai stato dimenticato) nel rinascimento La loggia con le Cariatidi dell'Eretteo,
Acropoli di Atene.
e nei secoli successivi fino al XIX secolo.

Scultura

La scultura è probabilmente l'aspetto più conosciuto dell'arte greca, quello che per un contemporaneo meglio esprime
il bello ideale e la perfezione plastica.
Solo una piccola parte della produzione scultorea greca è giunta fino a noi. Molti dei capolavori descritti dalla
letteratura antica sono ormai perduti o gravemente mutilati, e la stragrande maggioranza e in particolare le statue in
bronzo, il cui materiale era più facilmente riutilizzabile, ci è conosciuta solo da copie di epoca romana, più o meno
fedelmente riprodotte. Infine la nostra visione della scultura antica è distorta,
poiché ritrovamenti e studi scientifici hanno dimostrato come la policromia di
statue e architetture fosse una caratteristica imprescindibile delle opere, ma solo
in rarissimi casi essa si è preservata fino a noi.

Tradizionalmente si distinguono nella scultura greca cinque periodi: il periodo


dedalico (VII secolo a.C.), il periodo arcaico (VI secolo a.C., fino al 480 a.C.,
distruzione da parte dei Persiani delle mura dell'Acropoli di Atene), il primo
periodo classico (V secolo a.C.), rappresentato da scultori quali Fidia, Mirone e
Policleto, il periodo tardo classico (IV secolo a.C., fino al 323 a.C., morte di
Alessandro Magno), rappresentato da Prassitele, Skopas e Lisippo ed il periodo
ellenistico (dalla morte di Alessandro Magno nel 323 a.C. alla conquista romana
del 146 a.C.).

Ceramica

L'arte della ceramica e della pittura


Hermes con il piccolo Dioniso, vascolare raggiunse nella Grecia
opera di Prassitele (Museo
antica un alto livello di qualità
Archeologico di Olimpia).
artistica ed è anche una
testimonianza privilegiata della vita
e cultura degli antichi Greci.

I vasi greci sono pervenuti ai giorni nostri in gran numero, ma la quantità


dei ritrovamenti ceramici rappresenta probabilmente solo un'infima
parte della produzione dell'epoca, anche in considerazione del fatto che
esistono oggi più di 50.000 vasi provenienti dalla sola Atene.

La ceramica greca è caratterizzata dalla grande varietà di forme vascolari


e dall'evoluzione degli stili decorativi, dallo stile geometrico alla ceramica
a figure nere e a quella a figure rosse. Cratere a calice a figure rosse da
Tebe (c. 400-375 AC) raffigurante
Dioniso, Arianna, satiri e baccanti.
Musica
Nell'antica Grecia la musica
occupava un ruolo di grande rilievo nella vita sociale e religiosa. Per i
greci la musica era un'arte che comprendeva, oltre alla musica stessa,
anche la poesia, la danza, la medicina e le pratiche magiche. L'importanza
della musica nel mondo greco è testimoniata da numerosi miti che la
Lezione di musica; particolare da riguardano, come quello di Orfeo, considerato l'inventore della musica.
un'hydria attica a figure rosse, c. 510
a.C. (Staatliche Antikensammlungen Durante il periodo arcaico (dalle origini al VI secolo a.C.) la musica era
- Inv. 2421). praticata solamente da professionisti: gli aedi e i rapsodi. Questi
declamavano i miti accompagnandosi con uno strumento musicale e
tramandavano la musica oralmente. In seguito nel periodo classico (dal
VI secolo a.C. al IV secolo a.C.) la musica entrò a far parte del sistema educativo e così venne divulgata. A questo
periodo risalgono pochissime fonti di scrittura musicale che erano soltanto di aiuto ai professionisti, perciò la musica
veniva ancora tramandata oralmente. Sempre nel periodo classico si sviluppò la tragedia. I soggetti della tragedia
erano presi dai miti letterari e consistevano in dialoghi tra due o tre personaggi alternati da canti corali. Gli attori
erano tutti uomini, indossavano maschere e recitavano con l'accompagnamento della musica. La struttura
architettonica del teatro era costituita da una gradinata a semicerchio per il pubblico, di fronte c'era il palco dove si
esibivano gli attori e tra gradinata e palco c'era l'orchestra dove si trovava il coro.

I greci usavano diversi strumenti. I più comuni erano la lira o cetra, sacra al dio Apollo, e l'aulos, sacro al dio Dioniso.
Erano in uso anche strumenti a percussione tra cui i tamburi e i cimbali, meglio noti come piatti.

Scienza
Le acquisizioni scientifiche delle civiltà preesistenti, soprattutto egiziane e
babilonesi per le conoscenze matematiche, geometriche e astronomiche,
ma anche mediche, chimiche e relative a varie tecnologie, vennero non
solo elaborate e integrate dalla speculazione scientifica greca in una
organica costruzione sistematica, ma anche ampliate ed arricchite di
nuove teorie. Queste, soprattutto a partire dalla metà del II secolo a.C.,
andarono in gran parte perdute e misconosciute e solo con gli arabi e in
seguito con il Rinascimento furono in parte riprese e diedero impulso alla
rinascita scientifica del mondo occidentale.

Ad un periodo delle origini, contraddistinto dalle speculazioni filosofiche


dei presocratici, come Anassimandro, Anassimene ed Eraclito, seguì
quello caratterizzato da una vasta elaborazione teorica, parzialmente
presentata in alcune opere di Platone ed Aristotele. La vera fioritura
scientifica, caratterizzata dalla distinzione tra filosofia e scienza, avvenne
solamente con l'età ellenistica, grazie all'incontro tra tecnologie delle Schema del Meccanismo di
millenarie civiltà mesopotamica ed egizia con lo spirito critico e le Anticitera
capacità logiche sviluppati nelle città greche. Un ruolo importante ebbe
Alessandria d'Egitto, il più importante centro degli studi scientifici e
dell'elaborazione culturale dell'epoca sviluppatosi anche grazie all'impulso dei primi sovrani della dinastia tolemaica
(v. a. Biblioteca di Alessandria). Questo periodo culturale può vantare lo sviluppo di metodologie di indagine razionali
e rigorose, accurate specializzazioni in varie discipline particolari e realizzazioni tecnologiche che resteranno
ineguagliate per molti secoli.

Politica e società

Politica
Le città greche sono le prime di cui abbiamo notizia ad aver concentrato l'attenzione sul processo decisionale, invece
che sui requisiti di un governo efficiente e sulle modalità di attuazione delle delibere. Essi crearono e perfezionarono
le tecniche per l'esercizio del potere deliberativo in ambito pubblico, il cui principale strumento era la persuasione
ottenuta con argomentazioni razionali. I Greci svilupparono anche quel particolare metodo di affrontare i problemi e
le procedure politiche per cui, partendo dalla situazione particolare, si arriva ai principi generali: in questo senso
possiamo dire che i Greci inventarono la politica e il pensiero politico. Il loro primato nella storia del pensiero politico
e sociale occidentale si evince dal fatto che tutte le parole e i concetti più importanti della teoria politica derivano dal
linguaggio greco.

Tuttavia parole di origine greca come "politica", "democrazia" e "tirannide" avevano per loro significati assai diversi da
quelli attuali: per i Greci le questioni del potere e del controllo erano marginali, lo scopo della politica era far emergere
la volontà generale dell'azione, non elaborando una teoria della sovranità. La comunità (koinonia) era tutto, i sistemi
politici greci avevano il compito di subordinare il gruppo alla comunità, con il risultato che i gruppi che riuscivano ad
acquisire importanza politica non erano gruppi marginali.

Lo scopo ultimo della politica era di conseguire "il bel vivere", che aveva a che fare con il riposo o l'attività. È proprio
questo il salto di qualità che è attribuibile
tutt'oggi ai Greci: sperimentarono di rado quel
conflitto fra società ed individuo che è causato
dalla distanza fra chi governa e chi è governato,
ed era evidente che l'interessi dell'individuo
fossero quelli della comunità.

Nella polis i diritti e i doveri del cittadino


comprendevano l'attività politica, il servizio
militare e la partecipazione alla vita religiosa
della comunità. Il godimento dei pieni diritti
politici spettava solo ai figli maschi adulti di
status libero che erano considerati politai, ossia
Idealistica ricostruzione dell'Acropoli e dell'Areopago di Atene: in possesso del diritto di cittadinanza in base a
dipinto di Leo von Klenze, 1846 (Neue Pinakothek, Monaco di diversi criteri. Dal godimento dei pieni diritti
Baviera). erano escluse le donne, gli stranieri residenti
liberi e gli schiavi.

Sul piano politico i diritti fondamentali consistevano nell'esercitare la sovranità e le magistrature (archein), praticare
l'attività giudiziaria (dikazein), partecipare alle assemblee (ekklesiazein). Essere cittadini comportava una serie di
vantaggi di carattere puramente economico, dalla retribuzione delle cariche pubbliche, al possesso di beni immobili,
all'accesso ai sussidi statali e alle distribuzioni di denaro, grano e carne.

Per quanto riguarda il ruolo militare, la guerra costituisce una delle attività principali del mestiere di cittadino. Ad
Atene si era tenuti a prestare il servizio militare dai 20 ai 40 anni di età, mentre fino al compimento dei 59 anni si
entrava a far parte della riserva, e dopo i 60 anni si usciva definitivamente dalle liste agli abili.

L'inquadramento del cittadino nelle strutture della città era regolato da strumenti quali le tribù, un tipo di
organizzazione della popolazione ampiamente diffuso nelle città greche. Tutti i cittadini al compimento dei 18 anni
giuravano sulla Costituzione, impegnandosi a difendere la patria ed a obbedire alle leggi. I cittadini erano inseriti in
strutture preesistenti alla realtà delle polis e risalenti alle antiche tradizioni di carattere genetico, organismi paralleli a
quelli statali.

Economia
L'economia della Grecia antica era caratterizzata da una forte predominanza del settore agricolo, mentre le materie
prime venivano fornite soprattutto mediante la creazione di colonie. Più di una fonte di sostentamento, l'agricoltura
era alla base dei rapporti sociali: la maggioranza della popolazione del mondo greco era rurale e la proprietà fondiaria
rappresentava un ideale.

L'artigianato e il commercio (principalmente marittimo) si svilupparono


a partire dal VI secolo a.C. In ogni caso i greci provavano una certa
ripugnanza per il lavoro retribuito, in particolare il lavoro manuale: la
politica era l'unica attività considerata degna per un cittadino, il resto del
lavoro era svolto principalmente da schiavi.

Schiavitù
La schiavitù nell'antica Grecia si espanse, nel corso dei secoli, dai pochi
schiavi di proprietà dei sovrani ad un vero e proprio mercato.

In epoca omerica, infatti, i pochi schiavi a servizio del re e dei nobili erano
soprattutto donne impiegate come domestiche, ma anche come
concubine. Gli uomini si occupavano del pascolo e dell'agricoltura. Tra
l'800 e il 600 a.C con la colonizzazione dalle sponde del Mar Nero a
quelle del Mediterraneo, il commercio di schiavi si sviluppò
notevolmente. Nei secoli seguenti con lo sviluppo dell'industria l'utilizzo
degli schiavi si estese anche in questo settore, prevalendo sull'impiego di
Raccolta delle olive; lato B di
uomini liberi e estendendosi anche alle miniere, ai lavori pubblici e alle un'anfora a collo distinto in ceramica
case private. a figure nere del Pittore di Antimene,
c. 520 AC (British Museum).

Diritto

Educazione
L'educazione svolse un ruolo significativo nella vita greca dalla fondazione delle poleis fino al periodo ellenistico e
romano. Dalle sue origini nell'età omerica nella tradizione aristocratica, la formazione greca si è gradualmente
"democratizzata" nel V secolo a.C., grazie anche all'influenza dei sofisti, di Platone e di Isocrate. Nel periodo
ellenistico, l'istruzione in una palestra era considerata un presupposto imprenscindibile per la partecipazione alla vita
greca.

C'erano due forme di educazione nella Grecia antica: quella formale, attraverso la frequenza di una scuola pubblica o
fornita da un precettore assunto, e quella informale, fornita da un insegnante non pagato in un contesto privato.
L'istruzione era una componente essenziale dell'identità di un cittadino greco e il tipo di educazione impartita era
basata sulla classe sociale di appartenenza e sulla cultura della propria polis.

Note
1. ^ Walter Burkert. La religione greca. Milano, Jaca Book 2003, ma anche Mircea Eliade. Storia delle credenze e
delle idee religiose, vol. 1. Milano, Rizzoli, 2006, p. 154: "Non si può dubitare che le tradizioni religiose greche
siano stato modificate dalla simbiosi con gli autoctoni, a Creta come altrove nel mondo egeo."
Bibliografia
Fonti secondarie

Bianchi Bandinelli, R., (a cura di), Storia e civiltà dei greci, Bompiani, Milano 1979.
Burckhardt, J., Storia della civiltà greca, Sansoni, Firenze 1992
Daverio Rocchi, G., Città-stato e stati federali della Grecia classica. Lineamenti di storia delle istituzioni politiche,
LED Edizioni Universitarie, Milano, 1993, ISBN 88-7916-030-3.
Davies, J.K., La Grecia classica, Il Mulino, Bologna 1983.
De Sanctis, G., Storia dei greci. Dalle origini alla fine del secolo V, La Nuova Italia, Firenze 1980.
Ehrenberg, V., Lo stato dei greci, La Nuova Italia, Firenze 1980.
Finley, M., La Grecia. Dalla preistoria all'età arcaica, Laterza, Bari 1972.
Flacelière, R., La vita quotidiana in Grecia nel secolo di Pericle, Rizzoli, Milano 1983.
Giannelli, G., Trattato di storia greca, Patron, Bologna 1976.
(FR) Glotz, Gustave, Le travail dans la Grèce ancienne, 1920.
(FR) Glotz, Gustave, Cité Grecque, 1928.
Gschnitzer, F., Storia sociale dell'antica Grecia, Il Mulino, Bologna 1988.
Maffre, Jean-Jacques, La vita nella Grecia classica, Xenia edizioni, Milano 1998.
Murray, O., La Grecia delle origini, Il Mulino, Bologna 1983.
Musti, D., Storia greca, Laterza, Roma-Bari 2006.
(DE) Pasek, Steve, Griechenland und Ägypten im Kontexte der vorderorientalischen Großmächte. Die Kontakte
zwischen dem Pharaonenreich und der Ägäis vom 7. bis zum 4. Jahrhundert vor Christus. München 2011, ISBN
978-3-89975-744-6.
Vernant, J.P., Mito e società nell'antica Grecia, Einaudi, Torino 1981.
Welwei, K. W., La polis greca, Il Mulino, Bologna 1988.

Voci correlate
Abbigliamento dell'antica Grecia
Donne nell'antica Grecia
Igiene personale nell'antica Grecia
Lista di divinità della mitologia greca
Magna Grecia
Regioni dell'antica Grecia

Altri progetti
Wikimedia Commons (https://commons.wikimedia.org/wiki/?uselang=it) contiene immagini o altri file su
antica Grecia (https://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Ancient_Greece?uselang=it)

Collegamenti esterni

Antica Grecia, su thes.bncf.firenze.sbn.it, Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.


(EN) Antica Grecia, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
(EN) Ancient Greece, su The British Museum.

Estratto da "https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Antica_Grecia&oldid=104153018"
Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 20 apr 2019 alle 18:41.

Il testo è disponibile secondo la licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo; possono
applicarsi condizioni ulteriori. Vedi le condizioni d'uso per i dettagli.