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Trattamenti di preparazione

Trattamenti di preparazione
Pickling and passivation
M . B o n i a r d i °, V. B o n e s c h i *
°D i p a r t i m e n t o d i M e c c a n i c a , P o l i t e c n i c o d i M i l a n o
of stainless steels
*Centro Inox Pickling and passivation operations
are very important for stainless

Decapaggio steel components as they create


the best conditions for
that material to favour

e passivazione the passivation process,


which is the base
of stainlessness

degli acciai
inossidabili
Le operazioni di decapaggio e di passivazione Gli acciai inossidabili e la loro
resistenza alla corrosione
diventano di primaria importanza per un
Gli acciai inossidabili, grazie all’ele-
componente inox in quanto mettono tale materiale vato tenore di cromo contenuto in le-
nelle condizioni migliori per promuovere il ga, si ricoprono spontaneamente di
meccanismo della passivazione che è alla base uno strato di ossido di cromo (nor-
malmente Cr2O3) molto sottile, com-
dell’inossidabilità. patto, trasparente e ben aderente al-
la superficie detto film di passività: ta-
le strato di ossidi preserva gli acciai
Introduzione unicamente sulle proprie caratteri- inossidabili dall’aggressione del-
Parlando di acciai inossidabili è stiche intrinseche di materiali pas- l’ambiente circostante e ne garanti-
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quasi sempre immediato pensare ad sivanti per resistere alle aggressioni sce la resistenza alla corrosione.
un materiale che in qualsiasi condi- dell’ambiente che li circonda e man- La passivazione degli acciai inossi-
zione rimane inalterato, resistendo tenere inalterato il proprio aspetto e dabili dipende in larga misura dal te-
agli “attacchi” delle varie forme di la propria “funzionalità”. nore di cromo presente in lega: se-
corrosione. Nella realtà esistono
una serie di fattori che devono esse-
re presi in considerazione per assi-
curare che queste leghe possano ga-
rantire l’attesa “inossidabilità” che si
aspetta chi decida di farne uso. Fon-
damentale è lo stato della superficie:
tanto più importante se si tiene a
mente che gli acciai inossidabili, nel-
la stragrande maggioranza dei casi,
vanno in esercizio senza protezioni
ulteriori (rivestimenti protettivi, ver-
niciatura ecc), potendo così contare Fig. 1 Schematizzazione del fenomeno di corrosione. Schematization of the corrosion phenomenon

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condo la Euronorm 10088 è neces-
sario un tenore minimo di 10,5% di
cromo per poter garantire la passi-
vazione in aria a temperatura am-
biente di questi materiali. Secondo
altri autori la percentuale di cromo
per permettere la formazione di un
film passivo stabile è leggermente
più elevata e si attesta attorno al 12%.
Si noti, inoltre, come la possibilità o
meno di formare uno strato passivo
dipenda in larga misura anche dal te-
nore di ossigeno dell’ambiente, dal Fig. 2 Caratteristiche anodiche e catodiche in ambiente ossidante: (a) per un generico acciaio al carbonio e (b)
per un generico acciaio inossidabile. (1) rappresenta la caratteristica anodica o del metallo e (2) la
suo grado di acidità/basicità (pH) e caratteristica catodica o dell’ambiente.
dalla temperatura. Anode and cathode characteristics in oxidizing environment: (a) for a generic carbon steel and (b) for a
generic stainless steel. (1) it represents the anode or metal characteristic and (2) the cathode or
Per meglio comprendere i meccani- environmental characteristic.
smi che governano la corrosione di
un materiale metallico inserito in un maggiori saranno gli ioni ferro che si mune acciaio al carbonio le due cur-
determinato ambiente, è opportuno scioglieranno nella soluzione. ve si presentano come mostrate in
riferirsi allo schema tipo dell’accop- La velocità di corrosione, quindi, sa- fig. 2a mentre per un acciaio inossi-
piamento galvanico della corrosione rà direttamente proporzionale alla dabile si verifica la situazione mo-
elettrochimica (fig. 1). corrente circolante: strata in fig. 2b.
velocità di corrosione
Nel caso di una lastrina d’acciaio ac- ∝ icorr = ianodica = icatodica (3) Il punto d’intersezione delle due cur-
coppiata con una di rame, la corro- ve mostrate in fig. 2 rappresenta la
sione dell’acciaio (ossia del materiale Dal punto di vista chimico/elettro- condizione (3) in cui si ha l’equiva-
meno nobile tra i due) può essere vi- chimico, la (1) e la (2) porteranno al- lenza delle correnti circolanti: esso
sta come la somma di due processi la formazione di ossidi e/o idrossidi stabilisce il punto di funzionamento
elettrochimici concomitanti e con- di ferro secondo la relazione: del sistema e permette di stimare la

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temporanei: 2Fe + O2 + 2H2O → 2Fe(OH)2 velocità di corrosione del materiale in
• il processo anodico di dissoluzio- quel particolare ambiente.
ne (ossidazione) del ferro con con- Per meglio comprendere quanto so- Nel caso degli acciai al carbonio la
seguente liberazione di elettroni: pra enunciato, è possibile ricorrere al curva anodica (curva 1 - fig. 2a) è mo-
2Fe → 2Fe2+ + 4e- (1) tracciamento delle curve che de- notòna crescente: la corrente cresce
• il processo catodico (riduzione) che scrivono le due reazioni (1) e (2) al va- proporzionalmente al crescere della
consuma gli elettroni liberatisi e por- riare delle condizioni di tensione im- tensione applicata e con essa cresce
ta alla riduzione delle specie chimi- poste, ovvero la correlazione esi- quindi la velocità di corrosione.
che presenti nell’ambiente (ad esem- stente tra la tensione imposta E e la Per quanto riguarda gli acciai inos-
pio dell’ossigeno): corrente circolante i. sidabili (curva 1 - fig. 2b) è osserva-
O2 + 2H2O + 4e- → 4 OH- (2) Le curve così ottenute sono mostra- bile, invece, il tipico comportamento
Poiché le due reazioni comportano te in fig. 2 e prendono il nome di cur- attivo-passivo. Dopo un primo pe-
un trasporto ionico ed una circola- ve potenziodinamiche, l’una per la riodo in cui la curva anodica mostra
zione di elettroni ovvero una circo- caratteristica anodica (metallo/lega un comportamento attivo (fino al va-
lazione di corrente nel sistema, ne che si corrode) e l’altra per la carat- lore Epp– icp, tensione di passivazio-
consegue quanto maggiore sarà il teristica catodica (ambiente). ne primaria - corrente di critica di
numero di elettroni circolanti tanto Nel caso molto semplice di un co- passivazione), si manifesta il feno-

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Fig. 3 Schematizzazione caratteristica: il film passivo di ossi-


del meccanismo
della passivazione di di cromo è dinamicamente stabi-
spontanea degli le. Ciò significa che qualora il film
acciai inossidabili. passivo venga danneggiato local-
Schematisation of
the spontaneous mente per effetti meccanici o per
passivation process azioni chimiche, lo strato di ossidi di
of stainless steels.
cromo è in grado di riformarsi spon-
taneamente, purché l’ambiente cir-
costante abbia un sufficiente potere
ossidante. In tal senso, l’atmosfera e
l’acqua costituiscono una sufficien-
te fonte d’ossigeno per il meccani-
smo della passivazione (fig. 3).
Altri elementi chimici, direttamen-
Fig. 4 Andamento del pH in
funzione del tenore di te o indirettamente, influenzano l’a-
molibdeno che desione, la stabilità, lo spessore, la
induce la
depassivazione in
possibilità di formazione e la velo-
acciai inossidabili cità di ricostituzione di tale film e di
contenenti tenori di conseguenza la resistenza alla cor-
Cromo tra il 17% e il
18% in una soluzione rosione dell’acciaio.
2M di NaCl. Questi elementi sono il molibdeno,
pH trend according to
the percentage of
l’azoto, il nichel, il titanio ecc. Esi-
molybdenum which stono pertanto acciai inossidabili
determines the che possono garantire resistenza
depassivation in
stainless steels alla corrosione molto elevata anche
containing proportions in ambienti particolarmente ag-
of Chromium ranging
from 17% to 18% in a
gressivi.
2M solution of NaCl. In fig. 4, a titolo d’esempio, è riportato
l’andamento del valore del pH in fun-
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zione del tenore di molibdeno che pro-


meno della passivazione con forma- vazione, fino ad Et, tensione di trans- voca la depassivazione in acciai inos-
zione del film protettivo di ossido di passivazione), oltre al quale l’acciaio sidabili con tenori di cromo tra il 17%
cromo. La caratteristica elettrochi- inossidabile torna a comportarsi in e il 18% in una soluzione 2M di NaCl.
mica dell’acciaio si modifica bru- modo attivo.
scamente e, al crescere della ten- L’elevata resistenza alla corrosione Tuttavia, affinché il meccanismo
sione applicata E, si osserva una di- uniforme degli acciai inossidabili va della passivazione possa verificarsi e
minuzione della corrente che si sta- dunque collegata con i bassi valori di mantenersi stabile nel tempo, è ne-
bilizza attorno al valore ip (corrente di ip e nell’intervallo Ep-Et; tale feno- cessario che lo stato superficiale del-
passivazione). In corrispondenza del meno si manifesta in modo decisivo, l’acciaio sia esente da qualsiasi ele-
valore della corrente di passivazione giova qui ricordarlo, quando l’am- mento che possa ostacolarne o ri-
la velocità di corrosione è ridottissi- biente ha caratteristiche ossidanti o tardarne l’innesco.
ma e può essere considerata, in pra- debolmente ossidanti (come l’aria, Ci si riferisce, in particolare, a ossi-
tica, nulla. ad esempio). di di saldatura o ossidi dovuti ad al-
Questo valore di corrente (ip) resta L’ottimo comportamento alla corro- terazioni termiche, sostanze conta-
costante per un ampio intervallo di sione degli acciai inossidabili va an- minanti (ad esempio particelle deri-
tensione (da Ep, tensione di passi- che ricercato in un’altra importante vanti da altri materiali metallici, co-

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me l’acciaio al carbonio), sporcizia di sidi resistenti, formatesi in conse- resistente. Nel caso dei decapaggi
varia natura (grassi, olii ecc...), che guenza di riscaldamenti a tempera- per via chimica si utilizzano bagni
possono provenire dal ciclo tecno- tura elevata in presenza di un’atmo- acidi.
logico delle lavorazioni a cui il ma- sfera ossidante. È quanto accade, ad Queste modalità di decapaggio
teriale di base è stato sottoposto per esempio, nei processi di laminazione sono le più diffuse e si basano su
arrivare al componente finito, o più a caldo e di fucinatura, durante i trat- soluzioni di acido solforico (H2SO4)
semplicemente possono dipendere tamenti termici o dopo le operazioni o soluzioni di acido nitrico (HNO3)
da una cattiva movimentazione o di saldatura. più acido fluoridrico (HF), portati a
stoccaggio (ad esempio trasporto I sistemi di decapaggio sono di due temperature superiori a quella am-
con funi di acciaio al carbonio ar- tipi: decapaggio meccanico e deca- biente.
rugginito direttamente in contatto paggio chimico. Il tempo di permanenza richiesto al-
con l’acciaio inossidabile). Il decapaggio meccanico viene ese- la soluzione decapante per rimuo-
In presenza di alterazioni della super- guito con sabbie silicee, corindone, vere l’ossido superficiale è funzio-
ficie l’acciaio inossidabile non può be- sfere di vetro o di acciaio inossida- ne del tipo di scaglia da asportare,
neficiare del fenomeno della passiva- bile, spazzole di acciaio inossidabile dello spessore e della sua aderen-
zione e si manifestano attacchi corro- o di materiali inerti. za al metallo sottostante.
sivi più o meno accentuati con mor- Grande attenzione deve essere posta Dopo il decapaggio, il componente
fologia tipo pitting (fig. 5). per evitare fenomeni di contamina- trattato deve essere rapidamente
Affinché il manufatto in acciaio zione ferrosa dell’acciaio inossida- raffreddato e lavato in acqua; que-
inossidabile possa garantire appieno bile, facendo sempre uso di stru- sto ultimo passaggio consente il
le proprietà anticorrosive, è neces- menti specificamente dedicati; in distacco delle ultime tracce di sca-
sario che la sua superficie sia ade- particolare le attrezzature usate (sfe- glia dalla superficie. Il lavaggio do-
guatamente ripulita e preparata per re, sabbie ecc.) non dovranno mai vrà essere particolarmente accu-
espletare nel miglior modo possibi- aver lavorato, in precedenza, con al- rato per ripulire tutta la superficie
le le proprietà di passivazione: le ope- tri materiali metallici. da ogni possibile traccia della so-
razioni tecnologiche dedicate alla Di solito il decapaggio meccanico luzione corrosiva utilizzata.
messa a punto della superficie del- può precedere quello chimico, so- In fig. 6 sono mostrati due compo-
l’acciaio inossidabile prendono il no- prattutto quando lo strato di ossidi nenti prima e dopo il processo di
me di decapaggio e passivazione. da rimuovere è molto consistente e decapaggio e passivazione.

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Il decapaggio e la
passivazione
Esistono diversi metodi per preparare
le superfici secondo le finalità sopra
descritte: tali metodi sono scelti in
funzione del genere di ossido o del ti-
po di contaminazione subita dal-
l’acciaio, tenendo però presente il ti-
po di materiale, la forma e la tipolo-
gia del componente nonché il nu-
mero di pezzi sui quali operare il pro-
cesso.
Fig. 5 Esteso fenomeno corrosivo per pitting innescatosi in presenza di contaminazione superficiale di ferro:
Il decapaggio aspetto macrografico a sinistra e micrografia a destra (tratto da AA.VV. Corrosion Atlas, E.D.D. During
Il procedimento di decapaggio è fi- editor, Elsevier, Amsterdam, 1991).
Wide corrosive pitting phenomenon started by the surface contamination of iron: macrographic aspect on the left
nalizzato a rimuovere le scaglie di os- and macrograph on the right (source: AA.VV. Corrosion Atlas, E.D.D. During editor, Elsevier, Amsterdam, 1991).

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che rappresentino zone non facil-


mente accessibili per il lavaggio fi-
nale con acqua.
Vista la tossicità e l’aggressività
delle sostanze impiegate, ogni ba-
gno di decapaggio deve prevedere
opportuni impianti di captazione
dei fumi, sistemi di controllo e si-
curezza ed impianti di smaltimen-
to o di trattamento delle acque
acide.
A titolo informativo si ricorda che, at-
tualmente, esistono soluzioni deca-
panti cosiddette “ecologiche”, basate
sull’uso di acqua ossigenata addi-
zionata con stabilizzanti, che con-
sentono un più agevole smaltimen-
to dei prodotti finali.
Quando non è possibile eseguire il
trattamento in un bagno decapante
a causa delle dimensioni del pezzo o
qualora si volesse eseguire il deca-
paggio soltanto su una parte del
componente, è necessario ricorrere
alle “paste decapanti”, utilizzate a
freddo sulle zone da trattare. Tali so-
stanze sono molto impiegate, ad
esempio, per il decapaggio dei cor-
doni di saldatura.
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Due tipici esempi dell’impiego di pa-


ste decapanti in cordoni di saldatu-
ra realizzati su grossi componenti,
sono mostrati in fig. 7.

L’efficacia delle differenti tecniche


di decapaggio è mostrata in fig. 8 in
relazione alla temperatura critica di
pitting dell’acciaio inossidabile.
Si osservi come il miglior risultato
Fig. 6 Due manufatti prima e dopo l'operazione di Nei bagni di decapaggio è necessa- sia ottenibile con l’abbinamento del
decapaggio: sono chiaramente visibili i rio evitare tempi di permanenza decapaggio meccanico, mediante
prodotti di ossidazione lungo i cordoni di
saldatura. [per cortesia della società Delmet troppo prolungati per non danneg- sabbiatura, seguito dal decapaggio
S.p.A., Gorgonzola (MI)]. giare la superficie dei componenti; chimico; in tali condizioni si rileva
Two products before and after the pickling inoltre è importante individuare la una maggiore uniformità di com-
operation: the oxidation products along the
lines of welding are clearly visible. [source: presenza di interstizi o di cavità oc- portamento tra cordone di salda-
company Delmet S.p.A., Gorgonzola (MI)]. cluse lungo la superficie dei pezzi tura, zona termicamente alterata e

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Tab. 1 - Indicazioni per il decapaggio degli acciai inossidabili
Instructions for the pickling of stainless steels

Lega Condizione Trattamento


Soluzione, Volume, % Temperatura, °C Tempo, minuti
Acciai della serie 300 e 400 e indurenti ricotto H2SO4 66 - 82 5 - 45 max
per precipitazione (eccetto quelli 8-11%
a lavorabilità migliorata)
Acciai della serie 300; della serie 400 HNO3
contenenti almeno il 16 % di Cr; 15-25%
indurenti per precipitazione ricotto + 21 - 60 5 - 30
(eccetto quelli a lavorabilità HF
migliorata) 1-8 %
Acciai inossidabili a lavorabilità HNO3
migliorata e della serie 400 con 10-15% 21
meno del 16 % di Cr ricotto + (fino a 60 con cautela) 5 - 30
HF
0,5-1,5 %
Nota: la tab. 1 è un estratto della “Table A 1.1 Acid descaling (pickling) of stainless steel” contenuta nella norma ASTM A-380: pertanto essa è mancante di alcune note. Si rimanda al testo ufficiale della norma stessa per la
versione integrale del prospetto.

metallo base e temperature critiche possono creare le premesse per at- tratta di soluzioni diluite di acido ni-
di pitting, unitamente ad una tem- tacchi corrosivi superficiali, anche in trico, HNO3.
peratura critica di pitting dell’ordi- ambienti non molto aggressivi: in Scopo di questo trattamento, come
ne dei 65-70 °C. questi casi si osservano fenomeni di già accennato, è quello di “scio-
macchiatura della superficie (di co- gliere” gli eventuali contaminanti
La passivazione lore ruggine nel caso di contamina- presenti in superficie e ripristinare
Il trattamento di passivazione vie- zione ferrosa, biancastra nel caso di lo strato di protezione (film passi-

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ne eseguito per ripristinare rapi- contaminazione da alluminio o zinco) vo), accelerando il processo di
damente ed in modo controllato il conseguenza della rapida ossida- passivazione naturale dell’acciaio
naturale strato passivo degli acciai zione del contaminante (acciaio, al- inossidabile.
inossidabili eliminando, nel con- luminio o zinco) e non, come erro- Anche per gli impianti ove si esegue
tempo, le eventuali tracce di con- neamente si crede, dell’acciaio inos- la passivazione è necessario avere
taminazioni superficiali: tale trat- sidabile. adeguati sistemi di smaltimento e di
tamento, infatti, dovrebbe essere Nei casi più estremi, il deposito di os- sicurezza opportuni.
propriamente chiamato “decon- sido può essere causa di danni an- Come nel caso del decapaggio pos-
taminazione”. che per l’acciaio inossidabile, in sono essere utilizzate paste passi-
La passivazione, come regola gene- quanto può ostacolare il fenomeno di vanti per il trattamento localizzato di
rale, segue sempre il processo di de- passivazione, oltre che costituire zone limitate dei componenti.
capaggio. una zona preferenziale di innesco per
La passivazione è molto utile, ad la corrosione. Decapaggio e passivazione:
esempio, nei casi in cui la superficie Il processo è normalmente condotto le norme di riferimento
di acciaio inossidabile risulti conta- con bagni passivanti, utilizzando Le operazioni di decapaggio e di pas-
minata da ferro. soluzioni meno aggressive rispetto a sivazione per via chimica richiedono
Le particelle di metalli poco nobili, quelle del decapaggio: in genere si particolare cura.

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Tab. 2 - Indicazioni per la passivazione degli acciai inossidabili


Instructions for the passivation of stainless steels

Lega Condizione Trattamento


Soluzione, Volume, % Temperatura, °C Tempo, min.
Scopo: rimozione di sali solubili, prodotti di corrosione e particelle ferrose o altre particelle metalliche contaminanti derivanti dalla movimentazione,
dalle lavorazioni o dall’esposizione ad atmosfere contaminate
Acciai della serie 300, serie 400 Ricotti, laminati a freddo, induriti 49-71 10-30
e indurenti per precipitazione contenenti termicamente, incruditi, con superfici HNO3 20-50 %
almeno il 16% di Cr (eccetto quelli a opache o non riflettenti 21-38 30-60
lavorabilità migliorata)
Come sopra Ricotti, laminati a freddo, induriti HNO3 20-40% 49-69 10-30
termicamente, incruditi, con +
superfici brillanti derivanti da Na2Cr2O72H2O, 2-6 % in peso 21-38 30-60
lavorazioni meccaniche o lucidate
Acciai della serie 400 e indurenti Ricotti o temprati con superfici 43-54 20-30
per precipitazione contenenti meno opache o non riflettenti HNO3 20-50 %
del 16% di Cr (eccetto quelli a 21-38 60
lavorabilità migliorata)
Come sopra Ricotti o temprati con superfici brillanti HNO3 20-25% 49-54 15-30
derivanti da lavorazioni meccaniche +
o lucidate Na2Cr2O72H2O, 2-6 % in peso 21-38 30-60
Acciai della serie 300 e 400 Ricotti o temprati con superfici brillanti HNO3 20-50%
a lavorabilità migliorata derivanti da lavorazioni meccaniche + 21-49 25-40
o lucidate Na2Cr2O72H2O, 2-6 % in peso
Come sopra Come sopra HNO3 1-2%
+ 49-60 10
Na2Cr2O72H2O, 1-5 % in peso
Come sopra Come sopra HNO3 12%
+ 49-60 10
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CuSO45H2O, 4 % in peso
Acciai speciali della serie 400 Ricotti o temprati con superfici brillanti HNO3 40-60%
contenenti più di 1,25 % di Mn derivanti da lavorazioni meccaniche + 49-71 20-30
o più di 0,40% di S o lucidate Na2Cr2O72H2O, 2-6 % in peso
Nota: La tab. 2 è un estratto della “Table A 2.1 Acid cleaning of stainless steel – PART II Cleaning and passivation with nitric acid solution” contenuta nella norma ASTM A-380: pertanto essa è mancante di alcune note. Si
rimanda al testo ufficiale della norma stessa per la versione integrale del prospetto.

Svariati sono i parametri che hanno delle condizioni in cui esso si trova. acide ed elevata temperatura di la-
incidenza su questi processi di pre- Per inquadrare il problema è op- voro);
parazione della superficie degli ac- portuno segnalare che: • quanto più consistente e resisten-
ciai inossidabili: la differente tipo- • quanto più l’acciaio inossidabile te è la scaglia di ossido, tanto più i
logia delle sostanze impiegate, le è legato (ovvero quanto più è resi- tempi di azione della soluzione de-
diverse formulazioni, le tempistiche stente alla corrosione), tanto più le capante saranno lunghi, a parità di
di applicazione e le pratiche ope- sostanze impiegate dovranno avere materiale trattato.
rative da rispettare in relazione al ti- un elevato potere decapante (eleva- Al fine di fornire alcune valide indi-
po di acciaio inossidabile trattato e ta concentrazione delle sostanze cazioni sui processi di decapaggio e

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passivazione, si segnalano le due
norme americane che costituiscono
un valido riferimento per affrontare le
tematiche descritte:

• ASTM A-380 “Standard practice


for cleaning, descaling and passiva-
tion of stainless steel parts, equip-
ment and systems”;
• ASTM A-967 “Standard specifi-
cation for chemical passivation treat-
ments of stainless steel parts”.

In tali norme sono riportate le for-


mulazioni, le temperature, le tem-
pistiche e le pratiche operative per Fig. 8 Effetto della diversa metodologia di decapaggio sulla temperatura critica di pitting nelle diverse zone di
un giunto saldato in acciaio inossidabile.
il decapaggio e la passivazione Effect of the different picking method on the critical pitting temperature in the different areas of a stainless
delle varie tipologie di acciaio steel soldered joint ,
inossidabile; a titolo esemplifica-
tivo si riporta un estratto delle ta- Bibliografia rigi, 10-13 giugno 2002.
belle relative al decapaggio ed al- - B. Baroux, About stainless steel passi- - M. Boniardi, V. Boneschi, Generalità su-
la passivazione contenute nella vity, Proceedings of the 4th Stainless gli acciai inossidabili bifasici ed aspetti me-
norma ASTM-A 380. ■ Steel Science and Market Congress, Pa- tallurgici della loro saldatura, Atti del Con-
vegno “La saldatura degli acciai inossida-
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- P. J. Cunat, The Euro Inox Handbook of
Fig. 7 Effetto dell’impiego di paste decapanti su cordoni di saldatura: una scatolatura metallica (in alto) e un Stainless Steel, Materials and Applica-
serbatoio di stoccaggio (in basso). [per cortesia della società Azzini S.p.A., Soresina (CR)].
tions Series –Vol. 1, Euro Inox, Luxem-
Effect of the use of pickling pastes on lines of welding: a metal box (top) and a stocking tank (low). [Source:
company Azzini S.p.A., Soresina (CR)]. bourg, 2002.

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