Sei sulla pagina 1di 124

LaLa dirigenzadirigenza scolasticascolastica

LaLa funzionefunzione dirigenzialedirigenziale datorialedatoriale GliGli attiatti ee ii procedimentiprocedimenti datoriali.datoriali. LeLe differenzedifferenze tratra procedimentiprocedimenti amministrativiamministrativi ee procedimentiprocedimenti datorialidatoriali

AlAl paripari deglidegli altrialtri dipendentidipendenti pubblici,pubblici, ilil loroloro rapportorapporto didi lavorolavoro èè ‘‘contrattualizzatocontrattualizzato’’ ((exex art.art. 22 deldel D.Lgs.D.Lgs. n.n. 165/2001),165/2001), purpur risultandorisultando destinataridestinatari didi unauna peculiarepeculiare disciplinadisciplina legislativa.legislativa. II dirigentidirigenti scolasticiscolastici sonosono inoltreinoltre inquadratiinquadrati inin unauna specificaspecifica areaarea didi contrattazionecontrattazione collettivacollettiva

La l. 15/2009 e il d.lgs attuativo n. 150/2009 ha uniformato (per ora) la disciplina della dirigenza pubblica riaffermando principi già noti e in parte innovando la disciplina sulle funzioni e i poteri dirigenziali nella PA

Il d.lgs 165/2001 afferma ill principioprincipio delladella distinzionedistinzione funzionalefunzionale tratra politicapolitica eded amministrazioneamministrazione

LL’’obiettivoobiettivo perseguitoperseguito deldel legislatorelegislatore èè statostato didi responsabilizzareresponsabilizzare ilil ruoloruolo didi direzionedirezione politicapolitica ee quelloquello didi gestionegestione amministrativa.amministrativa.

DaDa unun lato,lato, ilil compitocompito didi indirizzoindirizzo ee controllocontrollo attribuitoattribuito agliagli organiorgani politicipolitici presupponepresuppone unauna ponderataponderata valutazionevalutazione ee sceltascelta deglidegli obiettivi,obiettivi, delledelle prioritprioritàà e,e, conseguentemente,conseguentemente, deidei dirigentidirigenti deputatideputati aa rendererendere concreticoncreti eded effettivieffettivi gligli indicatiindicati obiettiviobiettivi ee prioritprioritàà

DallDall’’altroaltro latolato peraltro,peraltro, sisi èè miratomirato aa trasformaretrasformare ilil dirigentedirigente pubblicopubblico inin figurafigura analogaanaloga aa quellaquella deldel dirigentedirigente privato,privato, attribuendogliattribuendogli poteripoteri autonomiautonomi didi gestionegestione deglidegli ufficiuffici ee didi organizzazioneorganizzazione deldel lavoro,lavoro, sottrattisottratti allaalla sferasfera politicapolitica e,e, inin parte,parte, allaalla contrattazionecontrattazione collettiva.collettiva.

Art.Art. 4,4, coco

1,1, D.D. LgsLgs

n.n. 165:165:

GliGli organiorgani didi governogoverno esercitanoesercitano ««lele funzionifunzioni didi indirizzoindirizzo politicopolitico-- amministrativo,amministrativo, definendodefinendo gligli obiettiviobiettivi eded ii programmiprogrammi dada attuareattuare eded adottandoadottando gligli altrialtri attiatti rientrantirientranti nellonello svolgimentosvolgimento didi taletale funzionefunzione»» (la(la stessastessa normanorma elencaelenca unauna serieserie didi attiatti cheche spettanospettano ««inin particolareparticolare»» agliagli organiorgani didi governo)governo) ee ««verificanoverificano lala rispondenzarispondenza deidei risultatirisultati delldell’’attivitattivitàà amministrativaamministrativa ee delladella gestionegestione agliagli indirizziindirizzi impartitiimpartiti»»

Segue:Segue:

Art.Art. 4,4, coco

2,2, D.D. LgsLgs

n.n. 165:165:

AiAi dirigentidirigenti spetta,spetta, invece,invece, ««ll’’adozioneadozione deglidegli attiatti ee

Comma riportato nel CCNL dirigenti scolastici
Comma riportato
nel CCNL dirigenti
scolastici

provvedimentiprovvedimenti amministrativi,amministrativi, compresicompresi tuttitutti gligli attiatti

cheche impegnanoimpegnano ll’’amministrazioneamministrazione versoverso ll’’esterno,esterno,

nonchnonchéé lala gestionegestione finanziaria,finanziaria, tecnicatecnica eded

amministrativaamministrativa mediantemediante autonomiautonomi poteripoteri didi spesa,spesa,

didi organizzazioneorganizzazione delledelle risorserisorse umaneumane ee strumentalistrumentali

ee didi controllocontrollo»» DiDi conseguenzaconseguenza ««essiessi sonosono responsabiliresponsabili inin viavia esclusivaesclusiva delldell’’attivitattivitàà amministrativa,amministrativa, delladella gestionegestione ee deidei relativirelativi risultatirisultati»»

LaLa gestionegestione deglidegli ufficiuffici ee quellaquella deldel personalepersonale sonosono ii duedue aspettiaspetti delladella loroloro funzionefunzione dirigenzialedirigenziale,, cheche lala leggelegge imponeimpone vengavenga svolta,svolta, appunto,appunto, secondosecondo canonicanoni delldell’’efficienzaefficienza ee delldell’’efficaciaefficacia deldel settoresettore privato,privato, mama purpur sempresempre nelnel rispettorispetto didi quelliquelli delldell’’imparzialitimparzialitàà ee deldel buonbuon andamentoandamento delldell’’azioneazione amministrativa,amministrativa, comecome impostoimposto dalldall’’art.art. 97,97, coco 1,1, Cost.Cost.

II poteripoteri deldel dirigentedirigente nellanella gestionegestione deldel personalepersonale ee nellanella organizzazioneorganizzazione deglidegli ufficiuffici

PrivatizzazionePrivatizzazione ee contrattualizzazionecontrattualizzazione deldel lavorolavoro pubblicopubblico

LeLe caratteristichecaratteristiche delladella privatizzazioneprivatizzazione ee contrattualizzazionecontrattualizzazione deldel lavorolavoro pubblico,pubblico, qualiquali risultantirisultanti dalledalle tretre fasifasi fasifasi delladella lungalunga riformariforma sonosono essenzialmenteessenzialmente due.due.

II

rapportirapporti didi lavorolavoro deidei dipendentidipendenti pubblicipubblici

perdonoperdono ilil loroloro caratterecarattere pubblicisticopubblicistico ee autoritativoautoritativo perper essereessere ricondottiricondotti sottosotto lala disciplinadisciplina deldel dirittodiritto civilecivile ee regolatiregolati mediantemediante contratticontratti individualiindividuali ee collettivi.collettivi.

CiòCiò implicaimplica altresaltresìì cheche ilil poterepotere didi gestionegestione deldel singolosingolo rapportorapporto didi lavorolavoro (potere(potere direttivo)direttivo) èè esercitatoesercitato daidai dirigentidirigenti sullasulla basebase deldel dirittodiritto privatoprivato (al(al paripari didi quantoquanto avviene,avviene, appunto,appunto, nelnel settoresettore privato).privato).

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

1010

Le disposizioni più importanti a questo riguardo sono le seguenti:

Nel D. Lgs. n. 165/2001 - Art. 2, co. 2 (2. I rapporti di lavoro dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche sono disciplinati dalle disposizioni del capo I, titolo II, del libro V del codice civile e dalle leggi sui rapporti di lavoro subordinato nell'impresa, fatte salve le diverse disposizioni contenute nel presente decreto, che costituiscono disposizioni a carattere imperativo) e 3 (I rapporti individuali di lavoro di cui al comma 2 sono regolati contrattualmente. I contratti collettivi sono stipulati secondo i criteri e le modalità previste nel titolo III del presente decreto; i contratti individuali devono conformarsi ai principi di cui all'articolo 45, comma 2)

- Art. 35, co. 1 (L'assunzione nelle amministrazioni pubbliche avviene con contratto individuale di lavoro)

- Art. 40, co. 1 (La contrattazione collettiva determina i diritti e gli obblighi direttamente pertinenti al rapporto di lavoro)

- Art. 45, co. 2 (Le amministrazioni pubbliche garantiscono ai propri

dipendenti di cui all'articolo 2, comma 2, parità di trattamento contrattuale e comunque trattamenti non inferiori a quelli previsti dai rispettivi contratti

collettivi)

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

1111

Nel Codice Civile

Art.Art. 20862086 (Direzione(Direzione ee gerarchiagerarchia nellnell’’impresa)impresa) LL’’imprenditoreimprenditore èè ilil capocapo delldell’’impresaimpresa ee dada luilui dipendonodipendono gerarchicamentegerarchicamente ii suoisuoi collaboratoricollaboratori

Art.Art. 20942094 (Prestatore(Prestatore didi lavorolavoro subordinato)subordinato) EE’’ prestatoreprestatore didi lavorolavoro subordinatosubordinato chichi sisi obbligaobbliga mediantemediante retribuzioneretribuzione aa collaborarecollaborare nellnell’’impresa,impresa, prestandoprestando ilil proprioproprio lavorolavoro intellettualeintellettuale oo manualemanuale allealle dipendenzedipendenze ee sottosotto lala direzionedirezione delldell’’imprenditore.imprenditore.

Art.Art. 21042104 (Diligenza(Diligenza deldel prestatoreprestatore didi lavoro)lavoro)

1.1. IlIl prestatoreprestatore didi lavorolavoro devedeve usareusare lala diligenzadiligenza richiestarichiesta daldallala

naturanatura delladella prestazioneprestazione dovuta,dovuta, dall'interessedall'interesse dell'impresadell'impresa ee ddaa

quelloquello superioresuperiore delladella produzioneproduzione nazionale.nazionale.

2.2. DeveDeve inoltreinoltre osservareosservare lele disposizionidisposizioni perper l'esecuzionel'esecuzione ee perper lala

disciplinadisciplina deldel lavorolavoro impartiteimpartite dall'imprenditoredall'imprenditore ee daidai collaborcollaboratoriatori didi questoquesto daidai qualiquali gerarchicamentegerarchicamente dipende.dipende.

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

1212

ComeCome sisi vede,vede, ancheanche ilil poterepotere direttivodirettivo haha lala funzionefunzione didi disciplinaredisciplinare ilil rapportorapporto didi lavoro,lavoro, purpur sese taletale funzionefunzione èè residuale,residuale, inin quantoquanto taletale poterepotere puòpuò operareoperare solosolo neinei limitilimiti delledelle regoleregole fissatefissate dalladalla leggelegge ee dalladalla contrattazionecontrattazione collettiva.collettiva.

contrattazionecontrattazione collettiva.collettiva. aprileaprile 20112011 • • emanazione emanazione

aprileaprile 20112011

emanazioneemanazione delledelle direttivedirettive interneinterne didi organizzazione;organizzazione; fissazionefissazione deidei regimiregimi didi orario;orario; attribuzioneattribuzione ee modificamodifica delledelle mansioni;mansioni; modificazionemodificazione deldel luogoluogo delladella prestazioneprestazione didi lavoro;lavoro; attribuzioneattribuzione didi riconoscimentiriconoscimenti economici;economici; controllo,controllo, misurazionemisurazione ee valutazionevalutazione delladella prestazione;prestazione;

AnnaAnna ArmoneArmone

1313

Quadro di riferimento per il LAVORO PUBBLICO

aprileaprile 20112011

LEGGE CONTRATTI LAVORO PUBBLICO POTERE ATTI DATORIALE PUBBLICISTICI (potere di gestione del singolo rapporto di
LEGGE
CONTRATTI
LAVORO
PUBBLICO
POTERE
ATTI
DATORIALE
PUBBLICISTICI
(potere di gestione del
singolo rapporto di
lavoro: potere
direttivo)
AnnaAnna ArmoneArmone

1414

lala parteparte ‘‘altaalta’’ delldell’’organizzazioneorganizzazione delladella pubblicapubblica amministrazioneamministrazione èè rimastarimasta restaresta soggettasoggetta alal regimeregime didi dirittodiritto pubblicopubblico

perper ii ramirami ‘‘bassibassi’’ delldell’’organizzazione,organizzazione, sisi èè previstoprevisto ilil passaggiopassaggio alal regimeregime didi dirittodiritto privato.privato. SiSi distinguedistingue coscosìì tratra macromacro--organizzazioneorganizzazione ee micromicro--organizzazioneorganizzazione

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

1515

RestaResta affidataaffidata aiai principiprincipi generaligenerali fissatifissati dalladalla leggelegge (ovvero,(ovvero, sullasulla basebase didi essa,essa, dalladalla fontefonte

secondariasecondaria

didi

naturanatura

pubblicistica),pubblicistica),

lala

c.d.c.d.

macromacro--organizzazioneorganizzazione,,

ciocioèè

llinsiemeinsieme

deglidegli

aspettiaspetti

fondamentalifondamentali

delldellorganizzazioneorganizzazione

delledelle

pubblichepubbliche amministrazioni.amministrazioni.

Invece,Invece, lala c.d.c.d. micromicro--organizzazioneorganizzazione,, ee ciocioèè

ll’’organizzazioneorganizzazione deglidegli ufficiuffici vieneviene riportatariportata inin ambitoambito privatisticoprivatistico (nel(nel sensosenso cheche allealle relativerelative determinazionideterminazioni dirigenzialidirigenziali vieneviene riconosciutariconosciuta unauna naturanatura privatisaticaprivatisatica))

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

1616

Area a regime privatistico

 Area a regime privatistico Le Le aree aree di di intervento intervento dirigenziale dirigenziale micro.-
 Area a regime privatistico Le Le aree aree di di intervento intervento dirigenziale dirigenziale micro.-
 Area a regime privatistico Le Le aree aree di di intervento intervento dirigenziale dirigenziale micro.-

LeLe areearee didi interventointervento dirigenzialedirigenziale

micro.-

organizzazione (potere di organizzazione degli uffici)

Organizzazione e gestione del personale

Gestione del singolo rapporto di lavoro (potere direttivo)

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

1717

Art.Art. 4,4, coco 33 (richiamo)(richiamo)

AiAi dirigentidirigenti spettaspetta ll’’adozioneadozione deglidegli attiatti ee deidei provvedimentiprovvedimenti amministrativi,amministrativi, compresicompresi gligli attiatti cheche impegnanoimpegnano ll’’amministrazioneamministrazione versoverso ll’’esterno,esterno, nonchnonchéé lala gestionegestione finanziaria,finanziaria, tecnicatecnica ee amministrativaamministrativa mediantemediante autonomiautonomi poteripoteri didi spesa,spesa, didi organizzazioneorganizzazione delledelle risorserisorse umaneumane strumentalistrumentali ee didi controllo.controllo. EssiEssi sonosono responsabiliresponsabili inin viavia esclusivaesclusiva delldell’’attivitattivitàà amministrativa,amministrativa, delladella gestionegestione ee deidei relativirelativi risultatirisultati

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

1818

Tipologia degli atti adottati dai dirigenti

AttiAtti oo provvedimentiprovvedimenti didi naturanatura pubblicisticapubblicistica perper ll’’esercizioesercizio didi poteripoteri didi naturanatura pubblicisticapubblicistica (decreti,(decreti, ordinanze,ordinanze, concessioni,concessioni, appalti,appalti, concorsiconcorsi pubblici,pubblici, ecc.).ecc.). RispettoRispetto aa talitali atti:atti:

-- valgonovalgono ii vizivizi tipicitipici deglidegli attiatti pubblicipubblici (eccesso(eccesso didi potere,potere, icompetenzaicompetenza,, violazioneviolazione didi legge);legge); -- lala loroloro impugnazioneimpugnazione èè didi competenzacompetenza deldel giudicegiudice amministrativoamministrativo AttiAtti (determinazioni(determinazioni ee misure)misure) didi dirittodiritto comunecomune (decisioni(decisioni relativerelative allall’’organizzazioneorganizzazione deglidegli ufficiuffici ee deldel lavorolavoro -- -- regolamentiregolamenti aziendali,aziendali, ecc.ecc. -- ee didi gestionegestione deidei singolisingoli rapportirapporti didi lavoro),lavoro), soggettisoggetti allealle regoleregole civilistiche.civilistiche. RispettoRispetto aa talitali atti:atti:

-- valgonovalgono ii vizivizi tipicitipici deglidegli attiatti negoziali;negoziali; -- lala loroloro impugnazioneimpugnazione èè didi competenzacompetenza deldel giudicegiudice deldel lavorolavoro

AnnaAnna ArmoneArmone

1919

aprileaprile 20112011

Art. 17, co. 1:

1. I dirigenti, nell'ambito di quanto stabilito dall'articolo 4 esercitano, fra gli altri, i seguenti compiti e poteri:

a) formulano proposte ed esprimono pareri ai dirigenti degli uffici dirigenziali generali;

b) curano l'attuazione dei progetti e delle gestioni ad essi assegnati dai dirigenti degli uffici dirigenziali generali, adottando i relativi atti e provvedimenti amministrativi ed esercitando i poteri di spesa e di acquisizione delle entrate;

c) svolgono tutti gli altri compiti ad essi delegati dai dirigenti degli uffici dirigenziali generali;

d) dirigono, coordinano e controllano l'attività degli uffici che da essi dipendono e dei responsabili dei procedimenti amministrativi, anche con poteri sostitutivi in caso di inerzia;

d-bis) concorrono all'individuazione delle risorse e dei profili professionali necessari allo svolgimento dei compiti dell'ufficio cui sono preposti anche al fine dell'elaborazione del documento di programmazione triennale del fabbisogno di personale di cui all'articolo 6, comma 4 (1);

e) provvedono alla gestione del personale e delle risorse finanziarie e strumentali

assegnate ai propri uffici, anche ai sensi di quanto previsto all'articolo 16, comma 1, lettera l-bis; e-bis) effettuano la valutazione del personale assegnato ai propri uffici, nel rispetto del principio del merito, ai fini della progressione economica e tra le aree, nonché della corresponsione di indennità e premi incentivanti.

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

2020

ConCon riferimentoriferimento specificospecifico allealle decisionidecisioni datorialidatoriali cheche riguardanoriguardano ll’’organizzazioneorganizzazione deldel lavoro,lavoro, vava notatonotato comecome esseesse costituiscanocostituiscano lala premessapremessa logicologico--formaleformale delledelle singolesingole prestazioniprestazioni didi lavoro,lavoro, lala cuicui conformazioneconformazione aa quellequelle decisionidecisioni vieneviene normalmentenormalmente ottenutaottenuta perper ilil tramitetramite delldell’’esercizioesercizio deldel c.d.c.d. poterepotere direttivodirettivo,, verovero ee proprioproprio poterepotere didi gestionegestione deldel singolosingolo rapportorapporto didi

aprileaprile 20112011

QuantoQuanto precedeprecede derivaderiva daldal formaleformale datodato normativonormativo codicisticocodicistico CiòCiò nonnon toglietoglie che,che, daldal puntopunto didi vistavista gestionale,gestionale, ilil poterepotere direttivodirettivo possapossa ridursiridursi nellanella suasua intensitintensitàà ee sostanza,sostanza, attraversoattraverso unun intensointenso coinvolgimentocoinvolgimento deidei lavoratorilavoratori alal processoprocesso decisionale.decisionale. EE tuttaviatuttavia vava segnalatosegnalato comecome ilil poterepotere direttivodirettivo nonnon puòpuò maimai mancare,mancare, inin quantoquanto lala decisionedecisione presapresa attraversoattraverso unun processoprocesso decisionaledecisionale largamentelargamente condivisocondiviso devedeve comunquecomunque allaalla finefine tradursitradursi inin formaleformale comandocomando alal lavoratore,lavoratore, cuicui sisi

ricolleganoricollegano lele relativerelative responsabilitresponsabilitàà

AnnaAnna ArmoneArmone

2121

AlcuneAlcune conseguenzeconseguenze delladella applicabilitapplicabilitàà alal lavorolavoro pubblicopubblico delladella disciplinadisciplina codicisticacodicistica sulsul lavorolavoro subordinatosubordinato::

--

naturanatura contrattualecontrattuale deldel rapportorapporto didi lavoro;lavoro; tipicotipico contrattocontratto didi scambioscambio cheche consisteconsiste nelnel sinallagmasinallagma tratra retribuzioneretribuzione ee attivitattivitàà lavorativalavorativa subordinata;subordinata;

--

lala subordinazionesubordinazione èè lleffettoeffetto necessarionecessario deldel contrattocontratto didi lavoro:lavoro: concon ilil contrattocontratto inindividualedividuale ilil lavoratorelavoratore sisi assoggetta,assoggetta, inin cambiocambio delladella retribuzione,retribuzione, alal poterepotere direttivodirettivo delldellimprenditore,imprenditore, cheche includeinclude quelloquello organizzativoorganizzativo didi raccordareraccordare lala prestazioneprestazione deldel singolosingolo lavoratorelavoratore aa quellaquella deglidegli altrialtri lavoratorilavoratori eded agliagli altrialtri mezzimezzi didi produzioneproduzione

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

2222

-- lala subordinazionesubordinazione consisteconsiste dunquedunque nellanella messamessa aa

disposizionedisposizione delledelle energieenergie lavolavorativerative aa favorefavore deldel datoredatore didi lavoro,lavoro, cheche lele indirizzaindirizza sesecondocondo ii suoisuoi scopi;scopi; essaessa sisi esplicaesplica nellnell’’assoggettamentoassoggettamento delladella prestazioneprestazione allealle direttivedirettive datorialidatoriali inin materiamateria didi esecuzioneesecuzione ee disciplinadisciplina deldel lavorolavoro

-- IlIl poterepotere didi gestionegestione deldel rapporto,rapporto, oo poterepotere direttivo,direttivo, spettaspetta alal datoredatore didi lavorolavoro (supremazia(supremazia gerarchica),gerarchica), cheche lolo devedeve esercitareesercitare nelnel rispettorispetto deidei limitilimiti previstiprevisti dalladalla legge,legge, deidei dirittidiritti delladella personapersona deldel lavoratore,lavoratore, deglidegli obblighiobblighi didi buonabuona fedefede ee correttezza;correttezza;

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

2323

--

IlIl poterepotere organizzativoorganizzativo privatisticoprivatistico sisi esprimeesprime attraversoattraverso attiatti didi autonomiaautonomia negozialenegoziale (atti(atti didi gestione).gestione).

--

II poteripoteri datorialidatoriali (nella(nella gestionegestione deldel personalepersonale ee nellanella organizzazioneorganizzazione deidei mezzimezzi didi produzione)produzione) miranomirano aa soddisfare,soddisfare, inin viavia immediataimmediata,, nonnon unun interesseinteresse esternoesterno ee generale,generale, bensbensìì esclusivamenteesclusivamente unun interesseinteresse internointerno eded egoisticoegoistico (l(linteresseinteresse organizzativoorganizzativo deldel soggettosoggetto datoriale)datoriale)

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

2424

Insindacabilità degli atti di gestione del personale e del singolo rapporto di lavoro (quelli, cioè, di esercizio del potere direttivo) adottati dal datore di lavoro privato

NelNel regimeregime privatisticoprivatistico gligli attiatti didi organizzazioneorganizzazione ee didi gestionegestione deldel personale,personale, essendoessendo manifestazionemanifestazione didi autonomiaautonomia negoziale,negoziale, sonosono sindacabilisindacabili solosolo concon rifeririferimentomento aiai vizivizi tipicitipici delldell’’attivitattivitàà didi dirittodiritto privatoprivato ee inin particolareparticolare concon riferimentoriferimento allall’’eventualeeventuale violazioneviolazione deidei dirittidiritti risultantirisultanti dada normenorme didi leggelegge ee dalledalle disposdisposizioniizioni deidei contratticontratti collettivicollettivi ee (eventualmente)(eventualmente) deldel contrattocontratto individualeindividuale didi lavoro,lavoro, nonchnonchéé concon riferimentoriferimento allaalla correttezzacorrettezza ee bubuonaona fedefede nellanella esecuzioneesecuzione deldel ccontrattoontratto didi lavoro.lavoro.

LaLa tendenzialetendenziale irrilevanzairrilevanza giuridica,giuridica, nelnel dirittodiritto privato,privato, deidei mmotiviotivi concreticoncreti deglidegli attiatti negoziali,negoziali, comportacomporta lala impossibilitimpossibilitàà,, oltreoltre ii limitilimiti detti,detti, didi unun sindacatosindacato suisui motivimotivi deglidegli attiatti organizzativiorganizzativi ee didi gestionegestione deldel personalepersonale postiposti inin essereessere daldal datoredatore didi lavorolavoro ee lala impossibilitimpossibilitàà didi configurare,configurare, rispettorispetto adad essi,essi, vizivizi analoghianaloghi aa quelloquello delldell’’eccessoeccesso didi potere.potere.

II poteripoteri deldel datoredatore didi lavorolavoro sosonono assoggettatiassoggettati alal controllocontrollo sinsindacaledacale mama nonnon aa quelloquello giudiziariogiudiziario

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

2525

Conclusione: datore di lavoro privato e pubblico a confronto

IlIl datoredatore didi lavoro,lavoro, nellenelle aziendeaziende private,private, èè ilil titolaretitolare deldel contrattocontratto didi lavoro,lavoro, ee normalmentenormalmente sisi configuraconfigura comecome unun imprenditoreimprenditore aiai senssensii delldell’’art.art. 20822082 c.c.c.c. IlIl dirigentedirigente èè unun lavoratorelavoratore subordinatosubordinato cheche ricoprericopre nellnell’’impresaimpresa unun ruoloruolo caratterizzatocaratterizzato dada unun elevatoelevato gradogrado didi professionalitprofessionalitàà,, autonomiaautonomia ee poterepotere decisionale,decisionale, eded esplicaesplica lele proprieproprie funzionifunzioni –– alal finefine didi promuovere,promuovere, coordinarecoordinare ee gestiregestire lala realizzazionerealizzazione deglidegli obiettiviobiettivi delldell’’impresa.impresa.

IlIl dirigentedirigente privatoprivato esercitaesercita ii propripropri poteripoteri perper delegadelega delldell’’imprenditore,imprenditore, risultandorisultando aa suasua voltavolta soggettosoggetto alal poterepotere direttivodirettivo datorialedatoriale nellnell’’ambitoambito delldell’’organizzazioneorganizzazione gerarchicagerarchica delldell’’impresa.impresa. °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°° LL’’amministrazioneamministrazione èè titolaretitolare deldel contrattocontratto didi lavorolavoro concon ilil pubblicopubblico dipendente.dipendente. IlIl dirigentedirigente pubblicopubblico esercitaesercita ii poteripoteri deldel privatoprivato datoredatore didi lalavorovoro

IlIl

delladella

dirigentedirigente

pubblicopubblico

esercitaesercita

ii

propripropri

poteripoteri

sullasulla

basebase

attribuzioneattribuzione previstaprevista allaalla leggelegge ee nonnon perper delegadelega

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

2626

Gli atti di gestione del dirigente pubblico come espressione del potere datoriale privato

--

GliGli attiatti didi gestionegestione NONNON devonodevono assumereassumere lala formaforma ee ilil contenutocontenuto didi unun attoatto amministrativoamministrativo (deliberazione,(deliberazione, determinazione,determinazione, decreto,decreto, ordinanza)ordinanza)

--

LaLa motivazionemotivazione nonnon èè unun elementoelemento necessarionecessario delladella decisione,decisione, sese nonnon quandoquando èè prescrittaprescritta dalladalla leggelegge oo daldal contrattocontratto collettivocollettivo didi lavorolavoro

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

2727

Responsabilita’ di risultato e tutela dell’interesse pubblico

-- IlIl ““buonbuon andamentoandamento”” nonnon costituiscecostituisce pipiùù unun criteriocriterio didi valutazionevalutazione didi ogniogni singolosingolo attoatto delladella P.A.,P.A., mama ilil risultatorisultato attesoatteso delldell’’azioneazione complessivacomplessiva postaposta inin essereessere dalladalla dirigenzadirigenza ancheanche attraversoattraverso ll’’esercizioesercizio deidei poteripoteri datoriali.datoriali.

-- LaLa singolasingola decisionedecisione didi gestionegestione restaresta ricompresaricompresa nellnell’’ambitoambito delldell’’esercizioesercizio deidei poteripoteri deldel privatoprivato datoredatore didi lavorolavoro

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

2828

Segue:Segue:

-- IlIl risultatorisultato delladella gestionegestione (che(che ricomprendericomprende siasia gligli attiatti amministrativiamministrativi siasia gligli attiatti didi dirittodiritto comune)comune) vieneviene valutatovalutato sullasulla basebase delledelle regoleregole inin materiamateria didi controllicontrolli

-- LL’’apprezzamentoapprezzamento

complessivocomplessivo

ee

unitariounitario

delldell’’attivitattivitàà dirigenziale,dirigenziale, aa conclusioneconclusione deldel periodoperiodo didi valutazione,valutazione, ricomprendericomprende ancheanche ilil gradogrado didi conseguimentoconseguimento deldel pubblicopubblico interesseinteresse

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

2929

In questo parere, reso in sede di un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, il Consiglio di Stato ha messo in evidenza come, nel nuovo contesto del

lavoro nelle pubbliche amministrazioni, la maggiore flessibilità organizzativa imposta dal rinvio alla disciplina del lavoro nell'impresa e la natura privatistica del datore di lavoro pubblico si devono conciliare con i principi di trasparenza nello svolgimento del rapporto”.

In particolare, secondo l’organo consultivo, l’attività volta ad assegnare le funzioni del personale amministrativo non deve essere connotata da una discrezionalità talmente ampia da eliminare, o quanto meno drasticamente ridurre, l’obbligo della

motivazione. Al contrario, proprio nelle ipotesi in cui l’amministrazione svolge un’attività discrezionale, si manifesta, con la massima intensità, l’obbligo di rendere chiaro e trasparente il percorso argomentativo compiuto e le ragioni della scelta conclusiva. La maggiore snellezza degli strumenti giuridici offerti dal diritto privato non è incompatibile con la persistente applicazione di essenziali principi garantistici di carattere generale. Senza trascurare, poi, che anche la contrattazione collettiva del settore privato, ed in via interpretativa la giurisprudenza, hanno individuato regole e principi inderogabili, operanti in tutti i rapporti di lavoro, preordinati alla tutela dei dipendenti, che impongono all’imprenditore di adempiere a specifici obblighi di

informazione e di chiarezza. Ne consegue che la regola della motivazione enunciata nell'art. 3 l. n. 241 del 1990 non è immediatamente applicabile agli atti di diritto privato che riguardano la gestione ordinaria del rapporto di lavoro e la "microrganizzazione" delle strutture dell'amministrazione, mentre conserva intatta la sua valenza in relazione agli atti organizzativi che incidono, in maniera stabile e significativa, sul contenuto delle mansioni del dipendente o sull'assegnazione a determinati compiti o funzioni, o a particolari sedi di servizio

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

3030

Limiti del datore di lavoro privato

il divieto di indagini sulle opinioni, il divieto

di atti diretti ad impedire l’esercizio dei

diritti dei lavoratori all’interno dei luoghi di

lavoro, il divieto di atti discriminatori, il divieto di controlli a distanza, gli obblighi

di protezione della persona del lavoratore

desumibili dall’art. 2087 c.c. e dalla legislazione speciale

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

3131

Limiti del datore di lavoro privato

Infine, costituiscono limiti interni al rapporto di lavoro i principi di

correttezza e di buona fede di cui agli articoli 1175 e 1375 cod. civ. secondo cui: “il debitore e il creditore devono comportarsi secondo le regole della correttezza” e “il contratto deve essere eseguito

secondo buona fede. Trattasi di limiti interni al rapporto di lavoro, poiché i principi di correttezza e buona fede costituiscono clausole generali utili “soprattutto in relazione a certe zone franche di esercizio del potere direttivo, tali perché carenti di una disciplina legale (o contrattuale) espressa. Buona fede e correttezza, allora, possono essere invocate come un limite interno all’esercizio dei poteri del datore di lavoro, ovvero come criteri atti a verificare che quei poteri non siano esercitati in maniera arbitraria o irrazionale, bensì in coerenza con la funzione per la quale essi sono riconosciuti dall’ordinamento”.

M. Roccella Manuale di diritto del lavoro Torino 2005, Pag.274. V., altresì, sui diversi aspetti, C. Cass., Sez. Lav.,

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

3232

LaLa funzionefunzione dirigenzialedirigenziale

La gestione degli uffici e quella del personale sono i due aspetti della loro funzione manageriale, che la legge impone venga svolta, appunto, secondo canoni di efficienza e di efficacia del settore privato, ma pur sempre nel rispetto di quelli dell’imparzialità e del buon andamento dell’azione amministrativa, come previsto dall’art. 97 della Costituzione

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

3333

II nuovinuovi poteripoteri dirigenzialidirigenziali sisi applicanoapplicano ancheanche allealle dirigenzedirigenze speciali?speciali?

L’ l’estensione dei nuovo poteri dirigenziali al dirigente scolastico, in particolare, è automatica?

Oppure il dirigente scolastico rimane fuori dal sistema delle nuove prerogative dirigenziali?

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

3434

LaLa figurafigura deldel dirigentedirigente scolasticoscolastico ««sopportasopporta»» lele funzionifunzioni dirigenzialidirigenziali previstepreviste daldal d.lgsd.lgs

165/2001?165/2001?

Il legislatore della Riforma Brunetta non è intervenuto sul profilo dirigenziale in quanto

«dirigenza speciale». Ciononostante il profilo va interpretato alla luce degli artt. 2 e 5 del d.lgs.

16572001

interpretato alla luce degli artt. 2 e 5 del d.lgs. 16572001 aprileaprile 20112011 Inderogabilità delle norme

aprileaprile 20112011

Inderogabilità delle norme primarie

16572001 aprileaprile 20112011 Inderogabilità delle norme primarie Prerogative dirigenziali AnnaAnna ArmoneArmone 3535

Prerogative dirigenziali

AnnaAnna ArmoneArmone

3535

DeclinazioneDeclinazione deidei poteripoteri dirigenzialidirigenziali nellnellartart 2525 d.lgsd.lgs 165/2001165/2001

nell ’ ’ art art 25 25 d.lgs d.lgs 165/2001 165/2001 • La norma viene integrata

La norma viene integrata e modificata dall’art. 5 del d.lgs. 165/2001, in quanto norma generale

GESTIONE DEL PERSONALE

Poteri di direzione

coordinamento

valorizzazione

aprileaprile 20112011

intesa come contenuto del potere gerarchico del datore di lavoro gerarchico del datore di lavoro

inteso come accessorio al potere gerarchico e come gestione delle relazioni paritetiche gerarchico e come gestione delle relazioni paritetiche

gerarchico e come gestione delle relazioni paritetiche Intesa come azione squisitamente manageriale, collegata

Intesa come azione squisitamente manageriale, collegata all’azione valutativa dei dipendenti e dirigenziale

AnnaAnna ArmoneArmone

3636

II richiamirichiami nelnel ccnlccnl 20062006 20092009 allaalla riformariforma brunettabrunetta

Art. 1 “La funzione dirigenziale si esplica con i compiti e le modalità previsti dal d.lgs. N. 165/2001, fatte salve le modifiche e le integrazioni del d.p.r. 132/2003, nonché dal d.lgs. N. 150/2009”

funzione
funzione

Compiti e

modalità

Art. 14 «Il dirigente la cui funzione è definita negli artt. 1 e 2 del CCNL 2006….»

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

3737

problemiproblemi

Profilo dsga

Competenze Consiglio

Competenze collegio

Profilo docente

aprileaprile 20112011

collegio • Profilo docente aprileaprile 20112011 Compatibilità tra l’inte rpretazione dei nuovi poteri

Compatibilità tra l’interpretazione dei nuovi poteri dirigenziali e la previsione normativa relativa a funzioni e poteri degli altri soggetti decisionali dell’istituzione scolastica

AnnaAnna ArmoneArmone

3838

DeclinazioneDeclinazione deidei poteripoteri dirigenzialidirigenziali nellnellart.art. 2525 d.lgsd.lgs 165/2001165/2001

’ ’ art. art. 25 25 d.lgs d.lgs 165/2001 165/2001  La norma viene modificata dall’art.

La norma viene modificata dall’art. 5 del d.lgs. 165/2001, in quanto norma generale

“La funzione dirigenziale si esplica con i compiti e le modalità previsti dal d.lgs. N. 165/2001, fatte salve le modifiche e le integrazioni del d.p.r. 132/2003, nonché dal d.lgs. N.

150/2009”

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

3939

29.11.2007

CCNL

Art. 25 d.lgs

165/2001

ProfiloProfilo dsgadsga

Svolge attività lavorativa di rilevante complessità ed avente rilevanza esterna. Sovrintende, con autonomia operativa, ai servizi generali amministrativo-contabili e ne cura l'organizzazione svolgendo funzioni di coordinamento, promozione delle attività e verifica dei risultati conseguiti, rispetto agli obiettivi assegnati ed agli indirizzi impartiti, al personale ATA, posto alle sue dirette dipendenze.

Organizza autonomamente l'attività del personale ATA nell'ambito delle direttive del dirigente scolastico. Attribuisce al personale ATA, nell'ambito del piano delle attività, incarichi di natura organizzativa e le prestazioni eccedenti l'orario d'obbligo, quando necessario.

aprileaprile 20112011

Nello svolgimento delle proprie funzioni organizzative e amministrative il dirigente puo' avvalersi di docenti da lui individuati, ai quali possono essere delegati specifici compiti, ed e' coadiuvato dal responsabile amministrativo, che sovrintende, con autonomia operativa, nell'ambito delle direttive di massima impartite e degli obiettivi assegnati, ai servizi amministrativi ed ai servizi generali dell'istituzione scolastica, coordinando il relativo personale

Anna Armone

AnnaAnna ArmoneArmone

4040

Fonte contrattuale

Recede difronte alla fonte primaria

Riorganizzazione della relazione gerarchico- funzionale ds - dsga

LA DIRETTIVA diventa strumento del potere organizzatorio dirigenziale

diventa strumento del potere organizzatorio dirigenziale La La regolazione regolazione della della funzione

LaLa regolazioneregolazione delladella funzionefunzione deldel dsgadsga

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

41

4141

LaLa regolazioneregolazione delladella funzionefunzione deldel dsgadsga

La relazione dirigente – dsga può altresì essere regolata da deleghe specifiche

Fonti della delega al dsga

regolata da deleghe specifiche Fonti della delega al dsga aprileaprile 20112011 d.i. 44/2001 Art. 17 d.lgs

aprileaprile 20112011

d.i. 44/2001 Art. 17 d.lgs 165/2001, comma 1 bis (in particolare gestione del personale e delle risorse finanziarie)

AnnaAnna ArmoneArmone

4242

CompetenzeCompetenze ConsiglioConsiglio CompetenzeCompetenze collegiocollegio

Competenze previste dal Testo Unico

Competenze previste dal CCNL

previste dal Testo Unico Competenze previste dal CCNL Competenze recedono in quanto fonte subordinata alla
previste dal Testo Unico Competenze previste dal CCNL Competenze recedono in quanto fonte subordinata alla

Competenze recedono in quanto fonte subordinata alla norma primaria

Le competenze sono stabilite da norma primaria.

È pertanto, opportuno, mantenere l’attuale ripartizione delle competenze in attesa di un riordino complessivo degli organi collegiali

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

4343

QualeQuale controllocontrollo perper ilil perseguimentoperseguimento delldellinteresseinteresse pubblico?pubblico?

Il perseguimento dell’interesse pubblico (secondo i canoni del buon andamento e dell’imparzialità) è garantito attraverso la verifica della finalizzazione dell’attività amministrativa all’obiettivo, dunque soggetta ad un vincolo di scopo

I controlli devono essere rivolti alla misurazione dei risultati intermedi o finali. In tal modo diventa irrilevante se quell’attività si componga di atti e rapporti governati dal diritto privato, come tali individualmente non funzionalizzati e sottratti anche al controllo del giudice amministrativo

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

4444

Gli strumenti di gestione privatistica

La delega

Le direttive di indirizzo

Le direttive amministrative

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

4545

La delegazione amministrativa

La delegazione amministrativa, DAL PUNTO DI VISTA PUBBLICISTICO, è un

atto amministrativo di natura organizzatoria con il quale un organo investito della competenza in una data materia, detto delegante, trasferisce ad un altro organo, detto delegato, la legittimazione ad adottare uno o più atti che rientrano nella sua sfera di competenza

AnnaAnna ArmoneArmone

4646

aprileaprile 20112011

Il fenomeno della delega dal punto di vista giuridico

I profili

Organizzazione dei pubblici uffici e loro dislocazione o ripartizione delle competenze

Aspetti lavorativi, retributivi e sindacali

Responsabilità giuridiche connesse

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

4747

La delega

Solitamente, trattandosi di un atto discrezionale e non dovuto, ci si avvale della delega nei casi in cui determinati organi si trovano ad essere gravati da unelevata mole di affari, per cui si rende necessario, al fine di garantire un miglior funzionamento della macchina amministrativa, affidare lo svolgimento di alcuni di detti affari ad altri organi, appartenenti allo stesso ente (delega interorganica) o a diverso ente (delega intersoggettiva)

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

4848

delega.intersoggettiva
delega.intersoggettiva
delega.interorganica
delega.interorganica

aprileaprile 20112011

delega.interorganica aprileaprile 20112011 regione Capo dipartimento provincia Dirigente generale
delega.interorganica aprileaprile 20112011 regione Capo dipartimento provincia Dirigente generale
regione
regione

Capo

dipartimento

aprileaprile 20112011 regione Capo dipartimento provincia Dirigente generale AnnaAnna ArmoneArmone 4949
provincia
provincia
Dirigente generale AnnaAnna ArmoneArmone 4949
Dirigente
generale
AnnaAnna ArmoneArmone
4949

La competenza

La competenza nelladozione di un atto o provvedimento amministrativo è requisito essenziale dellatto.

Nullità dell’atto per difetto assoluto di attribuzione

Annullabilità dell’atto per difetto relativo di attribuzione

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

5050

La competenza

La materia della competenza è coperta da riserva di legge e ai sensi dellart. 2 del d.lgs n. 165/2001 è regolata attraverso atti di organizzazione

Ogni ordinamento stabilisce le regole per il riparto delle competenze

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

5151

Caratteristiche del trasferimento di funzioni

Trasferimento dell’esercizio di funzioni amministrative

Trasferimento dell’esercizio di funzioni amministrative temporaneo eccezionale Legittimazione ad adottare uno o più

temporaneo

dell’esercizio di funzioni amministrative temporaneo eccezionale Legittimazione ad adottare uno o più atti, o

eccezionale

Legittimazione ad adottare uno o più atti, o una serie di atti, che rientrano nella sfera di competenza del delegante

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

5252

Il rapporto tra delegante e delegato

Con la delega si instaura un vero e proprio rapporto fra delegante e delegato

un vero e proprio rapporto fra delegante e delegato aprileaprile 20112011 Conserva la sua sfera di

aprileaprile 20112011

Conserva la sua sfera di competenza anche se conferisce al delegato la legittimazione

AnnaAnna ArmoneArmone

5353

La delegazione amministrativa è ammessa nei soli casi previsti dalla legge, atteso che lart.97 Cost. pone al riguardo una espressa riserva di legge, e non comporta alcuna perdita di poteri in capo al delegante, il quale dunque conserva la titolarità della competenza delegata e trasferisce al delegato solo lesercizio, per un tempo determinato, di essa.

“la delegazione è legittima nei casi in cui la norma attributiva della competenza esplicitamente o implicitamente la preveda” /deliberazione n. 2/1993 Corte dei Cinti)

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

5454

I poteri del delegante

Il delegante mantiene determinati poteri, che sarebbe auspicabile specificare nellatto di delega, che possono brevemente riassumersi nei seguenti:

potere di direttiva nei confronti del delegato;

potere di vigilanza sullattività svolta dal delegato;

potere di revoca della delega;

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

5555

Le modalità del conferimento

La delega dovrà necessariamente essere conferita in forma scritta ed il delegato assumerà in proprio la responsabilità degli atti compiuti in forza della delega. Affinché ciò avvenga occorrerà che dall’atto di delega risulti con chiarezza l’oggetto di essa e gli eventuali limiti all’esercizio del potere delegato

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

5656

Delega di firma

Diversa dalla delegazione amministrativa finora esaminata è, per la dottrina pressoché unanime, la delega di firma in quanto con questultima non si procede a delegare funzioni o attribuzioni ma solo la sottoscrizione materiale di atti aventi rilevanza esterna, con la conseguenza che la responsabilità rimarrà in capo al delegante

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

5757

Delega di firma

La sostituzione nellassolvimento del compito avviene tra soggetti che fanno parte dello stesso organo o ufficio.

Il delegante può legittimamente firmare egli stesso, in qualsiasi momento, gli atti per i quali ha delegato un altro soggetto

momento, gli atti per i quali ha delegato un altro soggetto aprileaprile 20112011 Alla delega di

aprileaprile 20112011

Alla delega di firma si ricorre per le attività meramente strumentali e serventi all’attività provvedimentale

AnnaAnna ArmoneArmone

5858

La responsabilità degli atti compiuti

Il delegato assume in proprio la responsabilità degli atti che compie anche nei confronti di terzi

Nel caso di atti dovuti per i quali il delegato non può che adeguarsi all’obbligo giuridico di adottarli così come predisposti dal delegante

giuridico di adottarli così come predisposti dal delegante aprileaprile 20112011 C’è anche una responsabilità

aprileaprile 20112011

C’è anche una responsabilità diretta del delegante poiché il delegato è mero esecutore

AnnaAnna ArmoneArmone

5959

Invalidità dellatto di delega

In linea di massima poiché la delega conferisce la legittimazione, qualora essa sia illegittima latto adottato dal delegato sul suo presupposto dovrebbe essere viziato da incompetenza

L’illegittimità dell’atto di delega comporterebbe un profilo di invalidità derivata dall’atto del delegato, in quanto inciderebbe sulla legittimazione e quindi sulla competenza ad adottare lo stesso.

La soluzione sta nel sistema di impugnativa degli atti

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

lo stesso. La soluzione sta nel sistema di impugnativa degli atti aprileaprile 20112011 AnnaAnna ArmoneArmone 6060

6060

Invalidità dellatto di delega

Se l’atto produce effetti favorevoli nella sfera giuridica dei terzi

produce effetti favorevoli nella sfera giuridica dei terzi Si utilizza il principio di conservazione analogamente a

Si utilizza il principio di conservazione analogamente a quanto avviene per gli atti adottati dal funzionario di fatto.-

Se l’atto produce effetti sfavorevoli nella sfera giuridica dei terzi

effetti sfavorevoli nella sfera giuridica dei terzi aprileaprile 20112011 per far valere il vizio di

aprileaprile 20112011

per far valere il vizio di legittimazione occorrere che l’atto di delega sia già stato annullato o che comunque siano ancora aperti i termini per la sua impugnativa

AnnaAnna ArmoneArmone

6161

Invalidità dellatto di delega

Nel caso di atto di delega nullo perché emesso in carenza di potere da parte del delegante, la nullità è determinata da un vizio dellatto per mancanza del presupposto soggettivo

aprileaprile 20112011

mancanza del presupposto soggettivo aprileaprile 20112011 Caso di carenza di potere in concreto AnnaAnna ArmoneArmone

Caso di carenza di potere in concreto

AnnaAnna ArmoneArmone

6262

Invalidità dellatto di delega

Invalidit à dell ’ atto di delega • Non è configurabile il vizio di incompetenza nel

Non è configurabile il vizio di incompetenza nel caso della delega di firma che, senza alterare lordine delle competenze, attribuisca al soggetto delegato il potere di sottoscrivere atti che continuano ad essere atti del delegante e non del delegato.

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

6363

Non costituiscono atti di delega

Lindividuazione del responsabile del procedimento

Lindividuazione del responsabile del procedimento di accesso

Lindividuazione del responsabile del trattamento dei dati personali

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

6464

Il profilo lavoristico della delega

Art. 5 d.lgs n. 165/2001

Le amministrazioni pubbliche assumono ogni determinazione organizzativa al fine di assicurare l'attuazione dei princìpi di cui all'articolo 2, comma 1, e la rispondenza al pubblico interesse dell'azione amministrativa.

2. Nell'ambito delle leggi e degli atti organizzativi di cui all'articolo 2, comma 1, le determinazioni per l'organizzazione degli uffici e le misure inerenti alla gestione dei rapporti di lavoro sono assunte in via esclusiva dagli organi preposti alla gestione con la capacità e i poteri del privato datore di lavoro

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

6565

Le norme civilistiche di riferimento

Art. 2086. Direzione e gerarchia nell'impresa. L'imprenditore è il capo dell'impresa e da lui dipendono gerarchicamente i suoi collaboratori

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

6666

Le norme civilistiche di riferimento

Art. 2104. Diligenza del prestatore di lavoro.

Il prestatore di lavoro deve usare la diligenza

richiesta dalla natura della prestazione dovuta, dall'interesse dell'impresa e da quello superiore della produzione nazionale.

Deve inoltre osservare le disposizioni per l'esecuzione e per la disciplina del lavoro

impartite dall'imprenditore e dai collaboratori

di questo dai quali gerarchicamente dipende.

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

6767

La natura dellatto di delega

Atto di organizzazione poiché procede alla dislocazione della competenza amministrativa?

procede alla dislocazione della competenza amministrativa? Doppia veste dell’atto di delega È un atto datoriale
Doppia veste dell’atto di delega

Doppia veste dell’atto di delega

Doppia veste dell’atto di delega
Doppia veste dell’atto di delega
Doppia veste dell’atto di delega

È un atto datoriale perché incide sul rapporto di lavoro

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

6868

Le fonti normative della scuola sulla delega

Testo unico n. 297/1994

D.lgs n. 165/2001

D.p.r. n. 275/1999

D.i. n. 44/2001

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

6969

Lart. 32, 2° co. D.I. 44/2001

Lart. 32, 2° co. D.I. 44/2001 prevede che il Dirigente scolastico possa delegare lo svolgimento di singole attività negoziali al

Direttore dei ss.gg.aa

La delega di cui sopra

potrà in alternativa essere conferita ai docenti collaboratori di cui allart. 25, 5° co.

del D. Lgs. 29/1993 e, qualora non vi fossero figure idonee al compimento delle attività negoziali ci si potrà avvalere di esperti esterni, compatibilmente con le risorse finanziarie a disposizione.

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

7070

Responsabile procedimento di accesso

Il Direttore può essere designato responsabile del procedimento per le istanze di accesso agli atti inerenti allattività negoziale. Tale designazione si può ammettere sulla base di quanto disposto dallart. 4,co.7 D.P.R.352/1992.

Responsabile del procedimento di accesso è infatti il Dirigente scolastico. Ma egli può designare altro dipendente addetto allunità organizzativa competente a formare latto o a detenerlo stabilmente.

(Il Direttore dei servizi generali ed amministrativi provvede alla tenuta della documentazione concernente lattività negoziale e alla tenuta degli atti amministrativi e contabili).

Indipendentemente dalla designazione del Direttore ss.gg.aa. come responsabile del procedimento, spetterà comunque il compito al Direttore stesso, con lausilio del restante personale amministrativo, occuparsi della predisposizione della modulistica per le richieste di accesso secondo quanto previsto dallart. 6, 1° co. lett.a) del D.P.R. 27 Giugno 1992, n. 352

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

7171

la regolarità delle forniture

Art. 36, 2° comma D.I. 44/2001.

Si tratta della possibilità che il certificato attestante la regolarità delle forniture di valore inferiore a 2000 euro, con il quale si può sostituire latto formale di collaudo, venga rilasciato anziché dal Dirigente, dal Direttore, previa delega del primo.

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

7272

Modalità del conferimento

Il Dirigente, pur mantenendo la responsabilità dellintero procedimento, in termini di efficienza del servizio, può delegare listruttoria del procedimento (se lassegnazione della responsabilità dellistruttoria non è stata già disposta dalle disposizioni) riservando a se la firma dellatto finale, ovvero oltre allistruttoria del procedimento può delegare la firma dellatto finale e ogni ulteriore adempimento inerente il singolo procedimento.

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

7373

Art. 17 d.lgs n. 165/2001

1-bis. I dirigenti, per specifiche e comprovate ragioni di servizio, possono delegare per un periodo di tempo determinato, con atto scritto e motivato, alcune delle competenze comprese nelle funzioni di cui alle lettere b), d) ed e) del comma 1 a dipendenti che ricoprano le posizioni funzionali più elevate nell'ambito degli uffici ad essi affidati. Non si applica in ogni caso l'articolo 2103 del codice civile anche ai sensi di quanto previsto allarticolo 16, comma 1, lettera l-bis.

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

7474

b) curano l'attuazione dei progetti e delle gestioni ad essi assegnati dai dirigenti degli uffici dirigenziali generali, adottando i relativi atti e provvedimenti amministrativi ed esercitando i poteri di spesa e di acquisizione delle entrate

d) dirigono, coordinano e controllano l'attività degli uffici che da essi dipendono e dei responsabili dei procedimenti amministrativi, anche con poteri sostitutivi in caso di inerzia

e) provvedono alla gestione del personale e delle risorse finanziarie e strumentali assegnate ai propri uffici

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

7575

A chi delegare

Ai soggetti che nella scuola ricoprono le funzioni apicali
Ai soggetti che nella scuola
ricoprono le funzioni
apicali

Direttore

sga

che nella scuola ricoprono le funzioni apicali Direttore sga docenti aprileaprile 20112011 AnnaAnna ArmoneArmone 7676

docenti

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

7676

Le determine dirigenziali

DETERMINAZIONE A CONTRARRE

Art. 11 D. Lgs 163/2006 Lart. 11 del D. Lgs 163/2006 stabilisce al II comma

che prima dellavvio delle procedure di affidamento dei contratti pubblici, le amministrazioni pubbliche decretano o determinano di contrarre, in conformità

ai propri ordinamenti …”.

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

7777

DETERMINAZIONE A CONTRARRE

Ratio dellistituto:la stipulazione di qualsiasi contratto da parte della P.A. deve essere sempre preceduta da un provvedimento amministrativo (o da analoga manifestazione di volontà ) con cui si dichiari lo scopo da perseguire ed il modo con cui si intende realizzarlo.

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

7878

Contenuto obbligatorio della determinazione a contrarre

In base al combinato disposto dellart. 11 del D. Lgs n. 163/2006 e dellart. 192 del D. Lgs. N. 267/2000 deriva che la determinazione a contrarre deve obbligatoriamente indicare:

a) il fine di pubblico interesse che con il contratto si intende perseguire;

b) loggetto del contratto;

c) la sua forma;

d) le clausole ritenute essenziali;

Con la determinazione a contrarre, infatti, di solito, si approvano anche il capitolato speciale dappalto e lo schema di contratto che contengono le clausole essenziali del contratto.

e) le modalità di scelta del contraente (procedura aperta, ristretta,

negoziata ecc

offerte (prezzo più basso, offerta economicamente più vantaggiosa ecc )

Con la determinazione a contrarre vengono pertanto approvati anche il bando, o lettera dinvito e leventuale disciplinare di gara.

f) la somma limite a disposizione della stazione appaltante che viene

stanziata, a monte, negli atti di programmazione (Programma annuale).

)

e le ragioni che ne sono alla base, le modalità di selezione delle

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

7979

Definizione di determinazione a contrarre: la determinazione a contrattare è latto con il quale la Pubblica Ammnistrazione

manifesta la propria volontà di addivenire al contratto.

Costituisce il primo atto del procedimento ad evidenza pubblica, come tale regolato dalle norme di diritto pubblico, con il quale lAmministrazione, tramite il Dirigente, manifesta la propria volontà negoziale. Ha pertanto natura di provvedimento amministrativo, soggetto alle regole proprie di questa categoria di atti, ed ha una rilevanza esclusivamente interna , essendo priva sia di effetti allesterno della stazione appaltante (tranne il caso di possibili danni a terzi per la scelta derivante dal tipo di affidamento individuato, es. trattativa anziché asta), sia di una valenza negoziale che configuri posizioni giuridiche tutelabili in capo a privati. Si contrappone al bando di gara che è atto amministrativo di natura generale a rilevanza esterna con il quale la stazione appaltante rende conoscibile la propria determinazione di addivenire alla conclusione del contratto.

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

8080

Contenuto obbligatorio aggiuntivo per la determinazione a contrarre in materia di lavori pubblici:

Ai sensi delle disposizioni del codice, la determinazione a contrarre in materia di lavori pubblici deve inoltre:

a)

stabilire se il contratto ha ad oggetto

1-

la sola esecuzione di lavori;

2-

oppure la progettazione esecutiva e lesecuzione di lavori (sulla base del

progetto definitivo dellAmministrazione aggiudicatrice);

3- previa acquisizione del progetto definitivo in sede di offerta, la

progettazione esecutiva e lesecuzione dei lavori sulla base del progetto preliminare dellamministrazione aggiudicatrice; Negli ultimi due casi la determinazione a contrarre deve contenere anche la

motivazione della scelta (art. 53, II comma norma attualmente sospesa nei ll.pp. dalla l. 228/2006).

b) stabilire sulla base dellesigenze dellAmministrazione aggiudicatrice, se il

contratto sarà stipulato a corpo o a misura, o parte a corpo e parte a misura, (art. 53, IV comma);

c) motivare il ricorso alla procedura negoziata o al dialogo competitivo,

qualora si prescelgano tali modalità di scelta del contraente (art. 55, comma 1,

art. 57, comma 1);

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

8181

Contenuto facoltativo della determinazione a contrarre. La determinazione a contrarre può, a discrezione delle Amministrazioni, contenere le seguenti previsioni:

a) prenotazione dimpegno di spesa;

b) nomina e composizione della commissione di gara (tranne il

caso di gara con offerta economicamente più vantaggiosa, perché in tal caso la commissione di gara deve essere nominata

dopo la ricezione delle offerte art. 84, comma 1 del D. Lgs. n.

163/2006);

c) indicazione del nominativo del Responsabile del

Procedimento (tale indicazione è facoltativa nella determinazione a contrarre, mentre è obbligatoria nel bando o lettera dinvito secondo quanto prevede lart. 10, comma VIII del D. Lgs. n. 163/2006, art. 4 legge n. 241/1990).

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

8282

Conseguenze della mancata adozione della determinazione a contrarre o di vizi di questultima La determinazione a contrarre costituisce un passaggio obbligato nelliter di formazione della stessa volontà contrattuale del soggetto pubblico, tanto da costituire il presupposto necessario del futuro contratto che la Pubblica Amministrazione intende stipulare, che quindi si pone in rapporto di strumentalità con il provvedimento di aggiudicazione e con il successivo contratto da stipulare.

Ne deriva che la mancata adozione (inesistenza) della determinazione a contrarre, la sua nullità o la presenza di un vizio di legittimità che la renda annullabile, determinando un vizio delliter procedimentale che riguarda la formazione della volontà contrattuale del soggetto pubblico, si riflette inevitabilmente su tutti gli atti del procedimento di gara compreso il provvedimento di aggiudicazione ed il successivo contratto comportandone un suo vizio derivato ( secondo alcuni il vizio del contratto è di annullabilità, secondo altri di nullità o inesistenza), seconda la teoria degli effetti c.d a cascata, o della c.d. invalidità derivata.

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

8383

LALA PROCEDURAPROCEDURA DELLADELLA CONTESTAZIONECONTESTAZIONE DIDI ADDEBITIADDEBITI

valutazionevalutazione tempestivatempestiva deglidegli elementielementi didi cuicui sisi vieneviene aa conoscenzaconoscenza

notizia

aprileaprile 20112011

Analisi tempestiva

AnnaAnna ArmoneArmone

8484

LaLa conoscenzaconoscenza deidei fattifatti

Una conoscenza dei fatti che possa definirsi piena :

deve trattarsi di una conoscenza sufficiente alla qualificazione del fatto come illecito disciplinare (elementi oggettivi del fatto) ed alla valutazione della sua gravità, condizionante la tipologia delle sanzioni astrattamente irrogabili e la competenza sanzionatoria

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

8585

LaLa contestazionecontestazione didi addebitoaddebito

DeveDeve individuareindividuare concon precisioneprecisione::

ilil luogoluogo delldell’’episodioepisodio oggettooggetto delladella contestazionecontestazione;; ilil giornogiorno e,e, possibilmentepossibilmente,, ll’’oraora inin cuicui ll’’episodioepisodio sisi èè verificatoverificato;; ii soggettisoggetti coinvolticoinvolti,, siasia comecome ““protagonistiprotagonisti””delldell’’episodioepisodio,, siasia comecome eventualieventuali ““testimonitestimoni””;; lala tipologiatipologia delldell’’infrazioneinfrazione ((ascrivibilitascrivibilitàà allaalla violazioneviolazione didi unouno oo pipiùù ““obblighiobblighi””).). DeveDeve essereessere ““neutraneutra””,, concon unauna descrizionedescrizione deidei fattifatti senzasenza commenticommenti nnéé valutazionivalutazioni ““anticipatorieanticipatorie”” cheche possanopossano configurarsiconfigurarsi qualiquali giudizigiudizi didi colpevolezzacolpevolezza

L’immediata L’immediata contestazione contestazione del del fatto fatto al al lavoratore lavoratore deve deve anche
L’immediata L’immediata contestazione contestazione del del fatto fatto al al lavoratore lavoratore deve deve anche anche contenere contenere le le specificazioni specificazioni del del caso caso in in
modo modo tale tale da da consentire consentire il il corretto corretto esercizio esercizio del del diritto diritto di di difesa difesa di di cui cui all’art. all’art. 7, 7, L. L. n. n. 300/1970. 300/1970.
(Cass. (Cass. 21/4/2005 21/4/2005 n. n. 8303, 8303, Pres. Pres. Senese Senese Rel. Rel. Balletti, Balletti, in in Lav. Lav. nella nella giur. giur. 2005, 2005, 792) 792)

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

8686

LaLa contestazionecontestazione didi addebitoaddebito

--DeveDeve essereessere definitadefinita concon precisioneprecisione perper quelloquello cheche èè:: unauna contestazionecontestazione didi addebitoaddebitocheche vieneviene formulataformulata qualequale avvioavvio didi procedimentoprocedimento disciplinaredisciplinareaiai sensisensi didi ……………… ; ;

DeveDeve contenerecontenere tuttetutte lele notizienotizie utiliutili perper garantiregarantire ilil dirittodiritto allaalla difesadifesa::

convocazioneconvocazione adad audizioneaudizione didi difesadifesa;; facoltfacoltàà didi farsifarsi assistereassistere;; facoltfacoltàà didi presentarepresentare memoriamemoria scrittascritta;; facoltfacoltàà didi accessoaccesso agliagli attiatti NonNon devedeve ““ripescareripescare”” eventieventi deldel passatopassato,, salvosalvo necessitnecessitàà didi dimostraredimostrare lala ““recidivitrecidivitàà””,, cheche devedeve essereessere comunquecomunque contestatacontestata

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

8787

LaLa contestazionecontestazione didi addebitoaddebito

LaLa contestazionecontestazione didi addebitoaddebito devedeve essereessere fattafatta perper iscritto.iscritto. IlIl contenutocontenuto devedeve essereessere chiarochiaro ee devedeve comunicarecomunicare lala naturanatura delldell’’attoatto (contestazione(contestazione didi addebitoaddebito disciplinare)disciplinare) DeveDeve essereessere portataportata aa conoscenzaconoscenza deldel destinatariodestinatario attraversoattraverso Raccomandata,Raccomandata, consegnaconsegna aa mano,mano, PEC,PEC, notificanotifica tramitetramite ufficialeufficiale giudiziariogiudiziario

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

8888

IlIl contraddittoriocontraddittorio

Diritto dell’incolpato di potersi difendere, venendo sentito o producendo prove e documenti, prima che l’organo titolare del potere disciplinare adotti le misure sanzionatorie

È prevista la possibilità di essere assistito da un procuratore o rappresentante sindacale

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

8989

LaLa proporzionalitproporzionalitàà ee gradualitgradualitàà sanzionatoriasanzionatoria

Per applicare una sanzione occorre rifarsi ad un quadro descrittivo, basato sul sistema progressivo della gravità.

Il tipo e l’entità della sanzione viene individuato sulla base di criteri generali fissati dal Codice disciplinare (art. 95 CCNL vigente per il personale ATA e art. 16 CCNL vigente per i dirigenti)

Per gradualità della sanzione si intende progressiva e graduale crescita delle sanzioni comminabili a fronte di comportamenti sempre più gravi

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

9090

AutonomiaAutonomia ee coorcoordinamentodinamento ffrara proceprocedimentodimento disciplinaredisciplinare ee procedimentoprocedimento penalepenale

La sospensione del procedimento
La sospensione del procedimento

Questa sospensione è possibile solo se si tratta di fatti punibili con sanzioni superiori alla sospensione dal servizio fino a 10 giorni.

In caso di sospensione può essere applicata al dipendente la sospensione cautelare

essere applicata al dipendente la sospensione cautelare Art. Art. 97 97 CCNL CCNL 2007-2009 2007-2009 per
essere applicata al dipendente la sospensione cautelare Art. Art. 97 97 CCNL CCNL 2007-2009 2007-2009 per

Art. Art. 97 97 CCNL CCNL 2007-2009 2007-2009 per per

il il personale personale ATA ATA

2007-2009 per per il il personale personale ATA ATA Art. Art. 18 18 CCNL CCNL 2006-2009

Art. Art. 18 18 CCNL CCNL 2006-2009 2006-2009

Dirigenti Dirigenti

aprileaprile 20112011

2006-2009 Dirigenti Dirigenti aprileaprile 20112011 Artt Artt 494-497 494-497 testo testo Unico Unico AnnaAnna

Artt Artt 494-497 494-497 testo testo Unico Unico

AnnaAnna ArmoneArmone

1994 1994

9191

SospensioneSospensione cautelarecautelare

LL’’istitutoistituto nonnon èè statostato ““toccatotoccato”” daldal DlgsDlgs,, cheche nene confermaconferma comunquecomunque lala sopravvivenzasopravvivenza ((sisi vedaveda art.art. 5555 terter primoprimo comma:comma: ““PerPer lele infrazioniinfrazioni didi maggioremaggiore gravitgravitàà,, didi cuicui allall’’articoloarticolo 5555--bisbis,, commacomma 1,1, secondosecondo periodoperiodo,, ll’’UfficioUfficio competentecompetente,, neinei casicasi didi particolareparticolare complessitcomplessitàà delldell’’accertamentoaccertamento deldel fattofatto addebitatoaddebitato alal dipendentedipendente,, ee quandoquando allall’’esitoesito delldell’’istruttoriaistruttoria nonnon disponedispone didi elementielementi sufficientisufficienti aa motivaremotivare ll’’irrogazioneirrogazione delladella sanzionesanzione,, puòpuò sospenderesospendere ilil procedimentoprocedimento disciplinaredisciplinare finofino alal terminetermine didi quelloquello penalepenale,, salvasalva lala possibilitpossibilitàà didi adottareadottare lala sospensionesospensione oo altrialtri strumentistrumenti cautelaricautelari neinei confronticonfronti deldel dipendentedipendente””).).

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

9292

AutonomiaAutonomia ee coordinamentocoordinamento frafra procedimentoprocedimento

disciplinaredisciplinare ee procedimentoprocedimento penalepenale

4 -21

ilil procedimentoprocedimento disciplinaredisciplinare,, cheche nonnon siasia statostato sospesosospeso,, devedeve essereessere riapertoriaperto sese vivi èè incompatibilitincompatibilitàà concon ilil sopravvenutosopravvenuto giudicatogiudicato penalepenale

Se Se il il procedimento procedimento disciplinare, disciplinare, non non sospeso, sospeso, si si conclude
Se Se il il procedimento procedimento disciplinare, disciplinare, non non
sospeso, sospeso, si si conclude conclude con con una una
sanzione sanzione e e successivamente successivamente il il
procedimento procedimento penale penale si si chiude chiude con con
l’assoluzione l’assoluzione

la parte può chiedere, entro sei mesi, la riapertura del procedimento disciplinare per conformare la sanzione disciplinare allo stesso

Se Se il il procedimento procedimento disciplinare, disciplinare, non non sospeso, sospeso, si si conclude
Se Se il il procedimento procedimento disciplinare, disciplinare, non non
sospeso, sospeso, si si conclude conclude con con
l’archiviazione l’archiviazione e e successivamente successivamente il il
procedimento procedimento penale penale si si chiude chiude con con
una una condanna condanna

l’autorità competente riapre il procedimento disciplinare per adeguarlo alle conclusioni del procedimento penale

I termini: 60 per la riapertura e 180 per la conclusione

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

9393

IlIl versanteversante pubblicisticopubblicistico deidei procedimentiprocedimenti amministrativiamministrativi nellanella scuolascuola

Procedimenti deliberativi degli organi collegiali

Il procedimento disciplinare a carico degli studenti

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

9494

Per gli studenti

ResponsabilitResponsabilitàà

Sanzioni disciplinariPer gli studenti Responsabilit Responsabilit à à Per il personale scolastico Sanzioni disciplinari Per le famiglie

Per il personale scolastico

Sanzioni disciplinarià à Sanzioni disciplinari Per il personale scolastico Per le famiglie Responsabilità civile aprileaprile 20112011

Per le famiglie

Responsabilità civilePer il personale scolastico Sanzioni disciplinari Per le famiglie aprileaprile 20112011 AnnaAnna ArmoneArmone 9595

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

9595

Le Le motivazioni motivazioni Fatti di gravità eccezionale Previsione di sanzioni più rigide Impegni e

LeLe motivazionimotivazioni

Fatti di gravità eccezionale
Fatti di gravità eccezionale
Le Le motivazioni motivazioni Fatti di gravità eccezionale Previsione di sanzioni più rigide Impegni e responsabilità
Le Le motivazioni motivazioni Fatti di gravità eccezionale Previsione di sanzioni più rigide Impegni e responsabilità

Previsione di sanzioni più rigide

Impegni e responsabilità

di sanzioni più rigide Impegni e responsabilità Alleanza educativa tra famiglie studenti e operatori

Alleanza educativa tra famiglie studenti e operatori scolastici

Condivisione delle regole e dei percorsi di crescita

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

9696

LoLo strumentostrumento normativonormativo

Decreto del Presidente della Repubblica n. 235 del 21 novembre 2007 ha modificato e integrato Lo Statuto delle studentesse e degli studenti

Art. 4 sanzioni disciplinari
Art. 4 sanzioni
disciplinari

Art. 5 bis Patto corresponsabilità

Art. 5 impugnazioni

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

9797

LaLa naturanatura giuridicagiuridica deldel RegolamentoRegolamento didi disciplinadisciplina

Il Regolamento ha natura di atto di organizzazione interna

Il soggetto che lo emana (Consiglio) è individuato dalla norma

Vincola i soggetti interni alla scuola e coloro che entrano in relazione con la scuola

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

9898

GliGli elementielementi didi legittimitlegittimitàà ee didi efficaciaefficacia deldel RegolamentoRegolamento didi disciplinadisciplina

Delibera del Consiglio di Istituto

Consultazione di studenti e genitori

Pubblicazione all’albo

Dovere di vigilanza del DS sugli adempimenti degli OO.CC.

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

9999

ContenutoContenuto deldel RegolamentoRegolamento didi disciplinadisciplina

1. Le mancanze disciplinari

2. Le sanzioni da correlare alle mancanze disciplinari

3. Gli organi competenti a comminare le sanzioni

4. Il procedimento di irrogazione delle sanzioni disciplinari

5. Procedure di elaborazione condivisa e sottoscrizione del Patto educativo di corresponsabilità

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

100100

IlIl RegolamentoRegolamento inin materiamateria disciplinaredisciplinare coordinatocoordinato concon lala nuovanuova normativanormativa

Le “mancanze disciplinari”

Dalla previsione delle “macro-aree dell’art. 3 del d.p.r. 249/98

delle “macro-aree dell’art. 3 del d.p.r. 249/98 alla specificazione dei doveri e/o divieti comportamentali

alla specificazione dei doveri e/o divieti comportamentali

aprileaprile 20112011

AnnaAnna ArmoneArmone

101101

Art.Art.