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CLAUDIO MELONI | ENJOY YOUR TRACKS


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INTRODUZIONE
Ci sono troppi fattori che vengono sottovalutati quando si fa una registrazione,
specialmente quando la si fa in un home studio.

Per fare una registrazione audio perfetta, si devono tenere sotto controllo
un’infinità di fattori, primo fra tutti la conoscenza perfetta della propria
attrezzatura: microfoni, preamp, scheda audio, casse monitor e via discorrendo.

Questi sono i presupposti fondamentali.

Ma ciò che può fare la differenza, e che spesso non viene rimarcato a sufficienza,
è seguire alcune regole di buon senso.

Per questo motivo ho deciso di scrivere questa breve guida, dove raccolgo i
principali motivi, spesso trascurati, che sono motivo di frustrazione e fallimento
nelle sessioni di registrazione dell’home recordist.

In queste pagine mi rivolgo principalmente a chi non ha ancora maturato


l’esperienza necessaria a evitare tutta una serie di errori che un fonico esperto,
proprio perché li ha già commessi in passato, non compie più.

Anche se hai fatto tante registrazioni, ma ti sei limitato a registrare te stesso o al


massimo la tua band, e non hai quindi avuto modo di interagire con musicisti
diversi con esigenze diverse, questa guida ti aiuterà senz’altro nel raggiungimento
dei tuoi obiettivi.

Nelle prossime pagine troverai anche diversi link (le parole evidenziate in giallo)
ad articoli del blog nei quali potrai approfondire ulteriormente alcuni aspetti.

Non mi resta che augurati buona lettura!

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1. TIENITI LA GIORNATA
LIBERA
Sembra banale, eppure è la condizione che sta a monte di tutto. Quando devi far
partire una sessione di registrazione è meglio non pensare a “quanto tempo ti
resta”. È una questione prima di tutto psicologica. Lavorare di fretta significa
automaticamente far aumentare in modo esponenziale la probabilità di
compiere errori.

Per questo motivo è indispensabile che ti tenga la giornata libera esclusivamente


per la registrazione, o che comunque ti tenga libero per un lasso di tempo
largamente superiore a quello che immagini ti occorra per portare il tutto a
termine.

Quando si inizia a registrare la principale incognita che si ha davanti è il tempo


necessario a compiere il lavoro. È sufficiente un passaggio particolarmente
difficile da suonare, un non perfetto timing tra i musicisti, e la take di due minuti
diventa la take che richiede due ore.

Non è un’esagerazione. Se sei alle prese con le tue prime registrazioni è plausibile
che anche il musicista che hai di fronte sia pure lui alle prime armi. Anche il
musicista più capace può incorrere in errori “a causa dell’emozione” della
registrazione.

Evita le distrazioni il più possibile. Niente smartphone e niente internet (regola


che vale anche quando devi comporre o produrre).

Stai concentrato sul lavoro che andrai a svolgere. Non dimenticarti però di fare
una cosa importantissima: far riposare le orecchie almeno cinque minuti dopo
ogni ora di lavoro. Il nostro ascolto tende a essere molto falsato quando si
concentra e rimane ripetuto con lo stesso strumento per molto tempo di fila.
Fare delle pause, anche brevi, permette di riprendere il controllo su quello che si
sta sentendo, evitando grossolani errori dovuti alla stanchezza.

Quindi per questi motivi segui il mio consiglio, tieniti la giornata libera.

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2. USA LA GIUSTA DAW


Tutte le DAW sono adatte per registrare.

Solo una è adatta alle TUE registrazioni.

Si, sto estremizzando ovviamente. Questo perché voglio farti capire una cosa.
In base al genere musicale nel quale rientra il brano che stai registrando, può
essere più proficuo usare un software piuttosto che un altro. Se ti stai occupando
di una produzione EDM, molto probabilmente ti verrà comodo registrare con
Ableton Live, magari perché unisci nello stesso progetto tracce audio registrate
con tutta la restante parte MIDI preparata per essere suonata con gli strumenti
virtuali di cui hai bisogno.

Se invece stai registrando una batteria per un brano rock, allora ti troverai
sicuramente meglio con Pro Tools, con Cubase, oppure ancora con Logic Pro,
più adatti a gestire molte tracce audio in registrazione contemporaneamente.

I migliori software sono per la maggior parte a pagamento ovviamente, ma per


praticamente tutti esistono delle versioni demo o trial che puoi usare
gratuitamente per un periodo limitato, oppure con funzioni limitate, come ad
esempio ridotto numero di tracce o effetti o l’impossibilità di salvare i progetti.

Oppure ancora potresti puntare su una DAW freeware, almeno per iniziare a far
pratica.


Quando si tratta di produzioni elettroniche con maggioranza di synth e


strumenti virtuali prediligo Ableton Live. Quando invece si tratta di registrare
parecchie tracce audio contemporaneamente una delle soluzioni migliori
potrebbe essere Pro Tools.

Personalmente al momento utilizzo Cubase, adatta a qualsiasi fase della


produzione e post produzione audio e musicale.

Questi sono comunque miei giudizi personali, dovuti alle esperienze che ho
maturato e alle esigenze che solitamente mi trovo a soddisfare.

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La scelta di una DAW rispetto a un’altra si deve basare su diversi fattori, alcuni
personali, altri oggettivamente tecnici, come ad esempio:


• Budget a disposizione. Puoi partire con una DAW freeware o con una da 500€.
I risultati in registrazione non cambiano, quello che cambia è il tempo che
impieghi per costruire e gestire la sessione.


• Familiarità col software. Se ad esempio negli ultimi cinque anni hai sempre
usato Audacity per registrare i tuoi brani, passare a Logic Pro presuppone un
minimo di studio del programma.


• Ambiente di lavoro. Alcune DAW funzionano solo su PC Windows, altre solo su


macOS. Ad esempio se stai su Windows non potrai usare la DAW di Apple o
quella di Korg.


• Ecosistema di lavoro. Se usi contemporaneamente software audio e video, ad


esempio perché monti tu stesso i videoclip dei brani che registri, tieni
presente che potrebbe essere conveniente utilizzare software della stessa
software house. Tieni anche presente che sto usando il condizionale,
potrebbe.


• Il progetto dove andrà mixato? Se utilizzerai lo stesso software per la


registrazione e anche poi per i successivi mixaggio e mastering, non dovresti
preoccuparti di nulla. Se invece dovessi decidere di usare in un secondo
momento un programma diverso, assicurati che quello che usi per registrare
consenta l’esportazione della sessione così com’è, ad esempio tramite la
funzione “Export AAF File”. Altrimenti il processo di trasferimento dei file da
una sessione all’altra potrebbe rivelarsi lungo e noioso.


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3. PREPARA UNA SESSIONE


INTELLIGENTE
La sessione, o progetto (il nome cambia da software a software), deve essere
ottimizzata per la registrazione che devi eseguire.

Preoccupati di creare una sessione intelligente che soddisfi i seguenti requisiti:

• Imposta frequenza di campionamento e bitrate di quantizzazione in modo


tale da avere un buon rapporto tra qualità dei file generati e carico di lavoro
sul computer. Registrare a 96KHz è ormai alla portata di tutti, lo puoi fare
anche con una scheda audio entry level. Non tutti i computer però sono in
grado di gestire progetti a 96KHz 24bit con svariate decine di tracce,
specialmente se quelle tracce sarai dopo tu a mixarle nello stesso PC.


• Il numero di tracce create deve essere uguale al numero di microfoni che


prevedi di utilizzare. Avrai quindi ad esempio due microfoni per una chitarra e
uno per una voce. In questo caso nel progetto devono essere presenti tre
tracce, ovviamente con i giusti ingressi della scheda audio già impostati.

• Ogni traccia deve essere nominata in modo intelligente. Dimentica nomi


come “Audio 01” o “Take 1” ecc.. Chiama invece le tue tracce con nomi che
abbiano un maggior significato, come “Chitarra Acustica Ritmica”, o “Voce
Principale”. Personalmente preferisco i nomi in inglese abbreviati. La traccia
della chitarra acustica ritmica diventerebbe quindi ad esempio “AcGtr Rtm”.


• Predisponi almeno una traccia effetto, in modo tale da poter avere in


monitoraggio (in cuffia) un suono meno asciutto. Ovviamente il riverbero
utilizzato non dovrà entrare nella registrazione!


• Predisponi un’uscita ausiliaria per il monitoraggio in cuffia.


• Utilizza dei Marker (dei segnaposto) per visualizzare in un attimo la struttura


del brano e potertici spostare velocemente. Imposta quindi un marker per
l’intro, uno per la prima strofa, uno per il primo ritornello e così via per tutto il
brano.


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• Verifica che la timeline del tuo progetto sia impostata in misure e non in
tempo. In alternativa puoi avere la visualizzazione duplice con entrambi
contemporaneamente.

Facendo così potrai far iniziare e terminare la registrazione delle diverse take in
un istante che abbia un “senso musicale”. Se dici al batterista “riprendiamo
dal secondo 48”, bene che vada ti guarda in modo strano. Se invece dici al
batterista “riprendiamo da battuta 21”, molto probabilmente saprà di cosa stai
parlando e sarà subito pronto a suonare.


• Verifica che il metronomo sia impostato correttamente; trovi il parametro BPM


in qualsiasi software decida di utilizzare.


• Predisponi sul progetto gli eventuali cambi di tempo e/o di metrica. Sarebbe
piuttosto fastidioso accorgersi a metà registrazione che un rallentando
improvviso alla fine del primo ritornello manda fuori sync tutte le tracce in
registrazione.

Finito con le procedure appena elencate, nel caso debba registrare più brani con
gli stessi musicisti, buona norma è creare un template a partire dal progetto in
questione.

Se usi Pro Tools, ho scritto al riguardo una guida sul blog. Se non usi Pro Tools
ma un altro software, ti consiglio di leggerla ugualmente, anche se i termini nei
menù possono variare, il procedimento e le sequenze di base sono i medesimi.
Puoi creare un template praticamente su ogni software di registrazione audio.
Questo ti permette, nel caso utilizzi setup simili nella ripresa di diversi brani, di
risparmiare ore di lavoro che altrimenti sprecheresti inutilmente.

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4. NON ASPETTARE I
MUSICISTI
La sala di ripresa, o comunque l’ambiente dove effettuerai la registrazione, deve
esse pronta e funzionale allo scopo. Specialmente se il musicista non sei tu ma
ospiti dei musicisti esterni.

Quando registri devi mantenere il focus su quello che stai facendo, non puoi
permetterti di perdere tempo e soprattutto la concentrazione provvedendo a
operazioni che non hai pensato di compiere prima di iniziare la sessione di
registrazione. Quando il musicista entra nel tuo Home Studio, deve essere
potenzialmente pronto a registrare in pochi minuti, non piace a nessuno perdere
tempo.


A tale scopo, tieni presente queste linee guida:

• Il computer deve essere già acceso, il software che utilizzerai per la


registrazione deve essere già aperto, la connessione internet disattivata così
come tutti i processi non necessari (antivirus o altri programmi che funzionano
in background).


• La sessione di registrazione deve essere già stata creata (vedi il punto 3).


• I microfoni devono essere già posizionati e cablati al mixer e/o alla scheda
audio.


• Le cuffie devono già essere cablate e poste nelle vicinanze della postazione in
cui starà il musicista.


• Verifica che il percorso del segnale audio sia corretto. Controlla se dai
microfoni il segnale arriva ai preamplificatori, alla scheda audio e quindi al
software. Esegui la prova inversa con le cuffie, invia un suono di test dal
software e senti se sulla cuffia arriva l’audio.

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5. SPERIMENTA
Le regole sono fatte per essere infrante, dice qualcuno.

Nelle registrazioni le regole sono fatte per essere seguite, punto.

Anzi, punto e virgola, perché se è vero quello che hai appena letto, è vero anche il
contrario, ovvero non esistono regole precise.

Non puoi registrare una voce con un microfono dinamico posto a un metro di
distanza e aspettarti un risultato minimamente decente, è vero, ma è vero anche
che se quella voce dovrà essere inserita nel brano come una voce secondaria,
magari una microfonazione non standard potrebbe rivelarsi molto interessante.

Attenzione però, non ti sto dicendo di registrare le voci con un microfono


dinamico a un metro dalla bocca! Questo era solo un esempio per farti capire che
non necessariamente quello che è ritenuto assolutamente non fattibile dai
classici libri di testo, non possa invece rivelarsi una valida soluzione in casi
particolari, per strumenti non tradizionali o ambientazioni sonore che si vuole
ottenere non standard.

Quindi il mio consiglio è questo: inizia seguendo le regole, e da lì parti per


sperimentare le tue microfonature.

Chi ti dice che la tecnica di ripresa che hai sempre utilizzato per la chitarra
acustica non sia magicamente perfetta anche per la ripresa di una coppia di
percussioni?

Se non provi, se non sbagli provandoci, otterrai troppe volte un suono scialbo,
piatto. In fin dei conti, chi ascolterà poi il brano saprà mai com’è stato registrato?

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6. REGISTRA UNA TAKE IN PIÙ


Un altro dei madornali errori che si possono commettere quando si registra, è
registrare un numero di take insufficiente.

È normale acquisire più take fin quando non si arriva a quella che convince per
performance del musicista, volumi, qualità timbrica e quant’altro.

Quando invece accade il tanto desiderato “buona la prima”, fermarsi alla prima
take è uno degli errori più grandi che potresti commettere.

Questo è vero per un motivo molto semplice. Quando si affrontano lunghe


sessioni di registrazione, le variabili in gioco nella buona riuscita di una ripresa
audio, come puoi aver già ben inteso da te, sono innumerevoli. Specialmente
quando non si ha modo di riascoltare in maniera obiettiva quanto appena
registrato, succederà inesorabilmente che a posteriori, quando il musicista sarà
già andato via dal tuo studio e sarai sul computer pronto a mixare il brano, ti
accorgerai che:

• il cantato nella battuta X è leggermente stonato. La voce va ri-registrata.


• nelle tracce di batteria è stato registrato a un volume non accettabile anche il


click (metronomo). La batteria va ri-registrata.


• il chitarrista nella seconda strofa ha suonato una nota che, mixata poi con le
altre chitarre, crea un’armonia sbagliata. La chitarra va ri-registrata.

Potrei andare avanti con un’infinità di esempi come questi. Fin quando queste
cose non ti capitano non ci farai caso. Ora che le sai, stai attento e risparmierai
giorni di lavoro e tante inutili frustrazioni!

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7. FAI UN BACKUP SUBITO!


Eccoci all’ultima regola, l’ultimo errore che non puoi permetterti di commettere.
MAI.

La frase che un musicista non dovrebbe mai sentirsi dire da te è: “mi dispiace ma
ho perso le registrazioni che abbiamo fatto…”.

Puoi cancellare la cartella sbagliata, ti può cadere l’hard disk dalle scale, ti può
andare a fuoco la casa, ma LE REGISTRAZIONI DEVONO SALVARSI!

Esagerazioni a parte, questa è una questione veramente molto importante.

Per evitare di doverti scusare con i musicisti per qualsiasi cosa possa mai
succedere, prevedibile o no, dal gesto sbadato allo sbalzo di tensione che
compromette l’hardware del tuo computer, segui questi accorgimenti:

• Appena hai terminato la registrazione, fai subito una copia della sessione e
copiala in una directory sicura. Questa copia sarà la tua copia di sicurezza
primaria che non userai mai più, ti servirà solo come eventuale punto di
ripartenza nel malaugurato caso succeda qualcosa ai file che hai acquisito.


• Copia questa sessione di sicurezza e tienine almeno tre copie in totale in


supporti diversi. Devi crearti un sistema ridondante. L’ideale sarebbe avere una
copia su HD, una sul cloud e una su DVD.

A questo punto la tua registrazione sarà a prova di apocalisse! 😉

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RECAP

Queste sono le 7 regole che devi assolutamente non trascurare.

Ce ne sono ovviamente anche delle altre, anzi a pensarci bene le regole da


seguire durante la fase di registrazione sono veramente un’infinità, dall’utilizzo
dei microfoni al rapporto umano coi musicisti.

Ognuno impara e segue quelle che ritiene più corrette o più utili alle sue
esigenze. Quelle che ti ho proposto in queste pagine sono quelle che secondo la
mia esperienza tutti dovrebbero imparare e rispettare. Sono d’altronde regole di
buon senso, nulla di più.

Ricapitolando quindi, ricorda:

1 - Tieniti la giornata libera


2 - Usa il software giusto
3 - Prepara una sessione intelligente
4 - Non aspettare i musicisti
5 - Sperimenta
6 - Registra una take in più
7 - Fai un backup subito!

Se questa guida ti è stata utile e ti piacerebbe conoscere ancora dell’altro sul


mondo della registrazione, dell’home recording e della produzione musicale,
continua a seguire il blog, trovi un nuovo articolo ogni lunedì, più qualche
contenuto extra di tanto in tanto.
Ricorda inoltre che i contenuti extra e in anteprima sono riservati agli iscritti alla
newsletter.

Non mi resta che salutarti e invitarti a leggere tutti i contenuti già online sul blog!

Un abbraccio,
Claudio

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