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it

Leòn

Guida al “camino de Santiago”


la via francese - ultimo aggiornamento aprile 2012

itinerario in 31 tappe
(... ma poi sarete voi a decidere se farne di più o di meno)
• Cartina di ogni tappa con profilo altimetrico e distanze
• Descrizione delle tappe e delle cose interessanti da vedere
• Ostelli lungo il percorso con n° di telefono, ubicazione, servizi e altro
• Piccolo spazio per appunti di “Camino” - mini dizionario Italiano/Spagnolo

1^ parte: St.Jean Pied de Port - Leòn


da tappa 1 - a tappa 18

www.pellegrinibelluno.it - il cammino di Santiago ... e oltre


di Oriano Rinaldo - info@pellegrinibelluno.it - ultimo aggiornamento aprile 2012
E’ noto che la maggior parte dei pellegrini non fa il cammino per
intero, chi per ragioni di tempo, chi per scelta, chi perché pensa di
farlo in più riprese. Così ho pensato di dividere la guida in due
opuscoli:
1° - St. Jean Pied de Port - Leòn.
2° - Leòn - Santiago de Compostela.
In questo modo ognuno stampa la parte che interessa ... chi poi
il cammino lo percorrerà per intero, non deve fare altro che stampa-
re entrambi gli opuscoli. Così facendo si riduce l’ingombro, si facili-
ta la composizione dell’opuscolo ... e si rende il tutto più manegge-
vole e pratico durante il cammino.

1^ parte (da tappa 1 a 18)


da St Jean Pied de Port - Leòn >>> km 464,8
KM Km Km note
tappa tappa percorsi mancanti

1 S. JEAN PIED DE PORT - RONCISVALLE 25,7 25,7 439,1 La via Alta

1/a St. JEAN - VALCARLOS - RONCISVALLE 27,0 La via bassa

2 RONCESVALLE - ZUBIRI 21,5 47,2 417,6 Si può proseguire


fino a Larrasoaña

3 ZUBIRI - PAMPLONA 20,4 67,6 397,2

4 PAMPLONA - PUENTE LA REINA 24,0 91,6 373,2

5 PUENTE LA REINA - ESTELLA 22,0 113,6 351,2

6 ESTELLA - TORRES DEL RIO 29,0 142,6 322,2

7 TORRES DEL RIO - LOGROÑO 20,0 162,6 302,2 Ci si pùò fermare a


Los Arcos

8 LOGROÑO - NÁJERA 29,6 192,2 272,6

9 NÁJERA - SANTO DOMINGO DE LA CALZADA 21,0 213,2 251,6

10 SANTO DOMINGO DE CALZADA - BELORADO 22,7 235,9 228,9

11 BELORADO - SAN JUAN DE ORTEGA 24,0 259,9 204,9

12 SAN JUAN DE ORTEGA - BURGOS 26,4 286,3 178,5

13 BURGOS - HONTANAS 31,1 317,4 147,4

14 HONTANAS - BOADILLA DEL CAMINO 28,5 345,9 118,9

15 BOADILLA DEL CAMINO - CARRIÓN de los CONDES 24,6 370,5 94,3

16 CARRIÓN de los C.- TERRADILLO de los Templarios 26,6 397,1 67,7

17 TERRADILLO de los Templarios-EL BURGO RANERO 30,6 427,7 37,1

18 EL BURGO RANERO - LEÓN 37,1 464,8 0 Si può spezzare in 2


tappe

TOTALE >> 464,8

2
... Un po’ di numeri prima di partire!
Lunghezza totale “camino” da S.Jean Pied-de-Port a Santiago 774,4 km
Tappe previste 31 (intero cammino)
Media km giornalieri 25,0 km
Tappa più lunga (la n°18). Arrivo a LEÓN 37,1 km
Tappa più corta (la n°30). Arrivo a O PEDRUOZO 19,1 km
La quota altimetrica più alta raggiunta (tappa n°22) a la “Cruz de ferro” 1504 mt s.l.m..
Ore di marcia previste (alla media di 3,5Km/h) 221 ore
Ore di marcia previste (alla media di 4,0Km/h) 194 ore
n°di passi (media di 66cm a passo) 1.174.243
Ultime tre tappe (da Santiago a Finisterre) Km 90
Totale percorso da S.Jean Pied-de-Port a Finisterre Km 864,4

Il mio peso alla partenza Kg


… e al ritorno Kg
Peso dello zaino Kg
Data partenza
Dati
Data arrivo a Santiago
Personali
Sito della guida originale http://caminodesantiago.consumer.es/
Sito dove trovare informazioni aggiornate sugli http://caminodesantiago.consumer.es/albergues/
albergues del camino http://www.infocamino.com/
Sito italiano per informazioni sul cammino http://www.pellegrinibelluno.it
Sito italiano dove scaricare questa guida http://www.pellegrinibelluno.it

Altimetria del percorso completo

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IMPORTANTE SAPERE CHE ...

Per ogni tappa c’è a fine della sua descrizione, l’elenco degli ostelli dislocati lun-
go il percorso. A pagina 6 troverete l’elenco relativo a questa prima tappa e le
spiegazioni di ciò che in tale elenco viene riportato. Tale spiegazioni, ovviamen-
te, valgono per tutti gli elenchi delle tappe successive .

Buen camino

1/a St. Jean - Valcarlos - Roncisvalle / km 27,0

Questo è considerato il percorso alternativo per arrivare a Roncisvalle, da prendere in considera-


zione nel caso di brutto tempo, oppure qualora si volesse evitare la durezza del percorso "classico"
Pirenaico, dovuto al forte dislivello.
Se qualcuno lamenta una scarsa preparazione fisica, al fine di evitare un bru-
sco impatto con il cammino, la tappa potrebbe essere "spezzata" in due, fa-
cendo sosta a Valcarlos.
Usciamo da St. Jean passando sotto la porta di St. Juan o porta d’Espagne
e superato il ponte sul fiume Nive proseguiamo dritti lungo la Rue d'Espagne.
Quando usciamo dalle mura della cittadella, troviamo alla nostra destra un'are-
a a parcheggio auto. Proseguiamo dritti in salita, seguendo la direzione del
chemin de St. Jaques come indicato da una tabella posta vicino a noi sulla
sinistra.
Dopo un centinaio di metri arriviamo ad un bivio.
Arco de St.Juan Una tabella bianca fissata su un palo alla nostra sinistra indica due itinerari:
il n° 1 che prosegue dritto verso la parte alta del cammino.
il n° 2 che gira a destra per le chemin de Mayorga (direzione Valcarlos).

Prendiamo il n° 2 ; direzione a DESTRA.


Più avanti, si comincia a scendere fino al punto in cui la via si immette nella D-933. Da qui proseguia-
mo sul ciglio della statale per 1 km scarso fino a quando sulla nostra destra troviamo una deviazione
in discesa che come indica un cartello bianco fissato su un palo della luce, fa proseguire il nostro
cammino per vie secondarie e più tranquille verso Arneguy. Al primo paese che incontriamo al con-

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fine tra Francia Spagna in prossimità di Arneguy troviamo anche
un supermercato per eventualmente rifornirci di pane, acqua o altro
(percorsi 6 km). Dopo poco più di 1Km entriamo a Pekotxteta /
Arneguy, da dove proseguiamo sempre per stradine secondarie
verso Luzaide/Valcarlos (percorsi 11,5 km). A Valcarlos vi è un
solo Albergue per pellegrini (ostello) con 24 posti gestito dal muni-
cipio. In alternativa ci sono anche due Hotel privati: l'Hostal Maite-
na o l’Hostal casa Marcelino dove si puo’ anche cenare. Questi
hotel non praticano certo prezzi da "ostello" per pellegrini, ma co-
Piazzetta di Valcarlos
me prima tappa, può andar bene e ci si abitua piano piano ad en-
trare nel clima del cammino.
Dopo Valcarlos si prosegue per circa 7 km sul ciglio della strada statale fino a quando incrociamo
alla nostra sinistra un cartello indicatore del cammino che finalmente ci indirizza per un sentiero in
mezzo la bosco e lontano dal traffico. Il cammino è segnalato
con le frecce gialle, ma bisogna prestare attenzione soprattutto
nel bosco dove si possono facilmente perdere di vista perché oc-
cultate dalla vegetazione stessa. Si arriva al passo di Ibañeta
dove ebbe luogo nell'anno 778 una storica battaglia, quando le
truppe di Carlo Magno guidate da Rolando, uno dei paladini di
Francia, caddero in un’imboscata tesa dai Baschi, o a seconda
delle versioni, dai Saraceni. Una stele è posta a ricordo di tale
avvenimento. Al passo si trova anche l’aguzza chiesa di San Sal-
vador, costruita in luogo di un antico eremo dal quale si faceva Passo de Ibañeta - la stele di Rolando
suonare una campana per guidare e dare riferimento ai pellegrini
(Km 24,8).
Alla tappa manca solo un sospiro e, dopo essere passati accanto al Centro di specie avicole migrato-
rie, il nostro itinerario si interna attraverso il faggeto per giungere a Roncesvalles, caratterizzata
dalla Reale Collegiata gotica (Km 27,0).

Da vedere: St.Jean Pied de Port deve il suo nome alla sua posi-
Chiesa di Santa Maria la Real
zione strategica ai piedi dei Pirenei considerato la “porta” d’acces-
so per la Spagna. Fondata nel XI secolo faceva parte del regno di
Navarra.
Nel XVI secolo passò sotto il dominio Francese ed è parte della
regione di Aquitania. Il centro storico cresciuto sulla altura intorno
alla Rue de la citadelle conserva il suo aspetto di borgo medievale.
Circondata da mura in pietra che ne facevano una città fortificata è
dominata dall’alto dal castello da dove si gode di una splendida
vista panoramica. La rue de la citadelle si sviluppa da Porta de San
Jaques a Porta de Saint Jean.
La chiesa de Notre Dame du Bout du Pont con facciata gotica deve il suo nome al fatto che era
una testata del ponte sul fiume Nive.
Addossata alla chiesa infatti c’è la puerta de Notre dame (arco de St Jean) che da accesso alla rue
de Espagna.
Roncisvalle chiaro esempio di gotico francese in Spagna. La costruzione della chiesa avvenne tra il
1215 e 1221 per volontà del re navarro Sancho VII el Fuerte. Venne poi restaurata causa uno stato
d’abbandono attorno al XVII secolo.
Costituita da una pianta a tre navate. Nel presbiterio si erge la scultura della Virgen de Rocesvalles
scolpita in legno e placata d’argento opera del XIV secolo. Interessante anche il chiostro a pianta
quadrata risalente alla prima metà del secolo XVII. La tomba del Re Sancho detto el fuerte per la
sua stazza fisica. La leggenda dice infatti che la scultura posta sopra la sua tomba, sia a grandezza
naturale mentre la catena faccia parte del bottino di guerra che il re vinse contro l’emiro arabo Mira-
mamolin.
La capilla de Santiago, piccola costruzione gotica del XIII secolo. Il “Silo de Carlomagno o capil-
la del Espiritù Santo la costruzione più antica di Roncisvalle risalente al XII secolo dove
veniva data sepoltura ai pellegrini … ma leggenda dice venne sepolto Carlo Magno. (?!?)
Alla pagina successiva, l’elenco delle accoglienze >>

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Legenda: come leggere la tabella delle accoglienze
località albergue via telefono P letti cucina @ apertura €

località € = costo accoglienza ed


eventuali servizi aggiunti

Nome ostello apertura/chiusura


dal mese/al mese

ubicazione e n° di telefono Servizio di internet


i prefissi internazionali sono: out=fuori albergue
- Spagna è +34 Se c’è l’area cucina per
- Francia +33 prepararsi del cibo, attrezzatura
disponibile e/o eventuale
- Italia +39 fornitura servizio cena, pranzo,
colazione

n° dei posti letto


Spazio per gli appunti di cammino Possibilità di prenotazio-
ne del posto per dormire.-
Ni=a condizioni particolari

località albergue via telefono P letti cucina @ apertura €


Accueil Rue de la Citadella,
+33 559 370509 no 24 mw no 03/11 8
Pelerin 55
L'Esprit du Rue de la Citadelle,
+33(0)559 372468 si 18 si si 03/09 8
St. Jean Pied Chemin 40
de Port Le Chemin
Rue d'Espagne +33(0)559 372071 si 20 si si anno 8
vers l'Etoile
Albergue
Rue de la Citadelle 8 +33 680 88 46 22 si 15 si si 04/10 12/15
Ultreia
Albergue de Plaza de Santiago. +34 646 048 883 10
Valcarlos +3€ lenzuola
Luzaide/ piano terra delle 948 79 01 99 si 24 mw si anno
percorso 1a +3€ teloba-
Valcarlos scuole municipio: gno

Colegiata de +34 948 76 00 00


Albergue de
Roncesvalles Roncesvalles Ni 183 no out anno 10
peregrinos 948 76 00 29
no ciclisti in alta stagione

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1 St. Jean Pied de Port - Roncisvalle / km 25,7

Saint Jean Pied de Port è diventata ormai il punto di partenza classico del cammino francese in
alternativa a Roncesvalles. Il percorso prevede il superamento dei Pirenei per il punto più alto, il
colle di Lepoeder a quota 1430 metri sul livello del mare. Pertanto questa prima tappa presenta un
dislivello di ben 1265 metri che aggiunti alla lunghezza di quasi 26 km ne fanno una tappa piuttosto
dura.
Iniziare in questo modo potrebbe essere controproducente e difficile per chi non ha un po’ di prepa-
razione e pertanto potrebbe essere consigliato il percorso alternativo proposto nella pagina prece-
dente della guida (1/a) che prevede il transito attraverso il fondo valle meno impegnativo oppure
quanto meno spezzare la presente tappa portandosi fino al Refuge Orisson per riprendere il giorno
successivo …. ma questi sono solo dei suggerimenti, poi ognuno farà come meglio crede.
Descrizione
La città di Saint Jean Pied de Port, chiamata in basco Donibane Garazi, è dal secolo XII la porta
d'ingresso che dalla Francia porta al territorio navarrese passando per il passo di Ibañeta. La città
conserva la sua architettura medievale di città fortificata. Il “camino de Santiago”, percorre la “rue de
la cittadele”, tra edifici medievali e storici come la "Prigione dei Vescovi", da porta San Jaques fino
all'Arco di San Juan che immette al pont d'Espagne sulle acque del rio Nive. Da qui, il cammino
prosegue lungo la strada fino a raggiungere una tabella di legno con una conchiglia (il simbolo del
cammino) ed il marchio rosso e bianco GR 65 con l'indicazione “Chemin de Saint Jacques de
Compostelle”. Una dura salita ci attende e va affrontata lentamente per evitare di compromettere il
resto del cammino. Si sale così su strada asfalta tra case e quartieri quali: Iruleya y Erreculus, cir-
condati da verdi prati e dopo circa 5 km si giunge a Honto.
Dopo aver oltrepassato le ultime case, la salita si attenua e prosegue con un
sentiero che sale con una successione di curve a ferro di cavallo. Finito il sen-
tiero si ritorna nuovamente sull’asfalto, passando accanto a una fonte e ad
una tavola di orientamento. E’ un buon punto di osservazione dal quale si
gode una splendida vista su Saint Jean Pied de Port e parte dell’Aquitania
francese (Km 6,4).
Un chilometro più in su arriva all’ostello Orisson, un’ulteriore alternativa per
passare la notte. Soprattutto per il pellegrino che abbia iniziato la tappa a po-
meriggio avanzato. Si continua ad avanzare per una stretta strada di monta-
gna, in compagnia di pecore di razza Manech e di robusti cavalli insensibili ai
rigori del clima. Quattro chilometri circa più avanti e a circa cento metri sulla
Vergine di Biakorri destra si può scorgere su una altura la statua della Vergine di Biakorri, ador-

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nata di fiori, collane, croci, conchi-
glie ed altri oggetti offerti dai pelle-
grini (km 11,3). Dopo venti minuti di
marcia si oltrepassa la deviazione
alla nostra destra, che scendendo
porterebbe fino alla località france-
se di Arnéguy; due chilometri più
avanti finalmente, si arriva al punto
chiave della giornata. Sulla destra
della strada c’è un cumulo di pietre
... abbandonare la strada asfaltata e continuare per il morbido prato pirenaico
che sorreggono un cartello di le-
gno con incisa l’iscrizione Ron-
cevaux Orreaga (sarebbe Roncisvalle in francese e in Basco)
A questo punto prendere a destra abbandonare la strada asfaltata e continuare per il morbido
del prato pirenaico. Si passa immediatamente accanto a
una croce di pietra circondata da un piccolo recinto e si sale
lungo la collina fino al passo lasciando alla nostra destra un
vecchio rifugio-ricovero in pietra. Mancano solo 1 Km al confi-
ne con la Spagna e giungere al valico di Bentarte, dove si
trova la Fontana di Roldán, che ricorda il paladino di Carlo
Magno sconfitto insieme al suo esercito, nell’anno 778 dai
Baschi (Km 16,5). Poco dopo, un triplo segnale in legno ci
indica, di proseguire a destra verso Roncesvalles. Attraverso
un faggeto e una pista forestale più protetta si raggiunge il
Croce colle di Lepoeder, la quota massima della tappa a 1430 metri
di altitudine. (Km 20,5).
Qui si presentano due possibilità per proseguire, comunque ben segnalate. A sinistra la più corta (3,6
km fino a Roncesvalles), ma con la difficoltà di dover scendere per dei ripidi pendii. A destra 400
metri più lunga però più facile passando per il passo di Ibañeta. E' preferibile la più lunga e scendere
quindi per la strada asfaltata. Le vedute sono grandiose e ci rivelano il paesaggio della tappa di do-
mani: boschi di faggi, Roncesvalles poi Burguete e la valle dell’Er-
ro. Arriviamo così al passo de Ibañeta, dove si trova l’aguzza
chiesa di San Salvador, costruita in ricordo di un antico eremo in
cui si faceva suonare la campana per guidare i pellegrini medie-
vali (Km 24,1) e il cippo che ricorda il paladino Orlando. Alla tappa
manca solo un sospiro e, dopo essere passati accanto al Centro
di specie avicole migratorie, il nostro itinerario si interna attraverso
il faggeto per giungere a Roncesvalles, caratterizzata dalla Reale
Collegiata gotica (Km 25,7).
Principali difficoltà La colleggiata di Roncisvalle
Continua ascesa da Saint Jean Pied de Port fino al Collado Lepo-
eder:
I primi 20,5 chilometri sono una continua ascesa che esige molto sforzo. E’ d’obbligo arrivare in buo-
no stato fisico a questa prima tappa e prendersela con molta calma. Bisogna ricordare che il Cammi-
no di Santiago è una gara di fondo e non di velocità. Non la porta a termine il più forte bensì il più
cauto.
Problemi con la segnaletica?:
La segnaletica è buona però questa tappa ostenta il record di persone che si perdono, soprattutto in
inverno, con neve o con nebbia. D’inverno e in caso di previsione di maltempo la cosa migliore è
optare per la via alternativa che sale per la strada di Valcarlos.
Ricordare che quando si arriva al cumulo di pietre con la tabella Roncevaux -Orreaga (Km 15), si
deve abbandonare la strada asfaltata e prendere a destra per il prato verde e la croce di pietra.

8
località albergue via telefono P letti cucina @ apertura Costo €
Accueil Rue de la Citadella, +33
no 24 Mw no 03/11 8
Pelerin 55 559 370509
L'Esprit du Rue de la Citadelle, +33(0)
si 18 si si 03/09 8
St. Jean Chemin 40 559 372468
Pied de Port Le Chemin +33(0)
Rue d'Espagne si 20 si si anno 8
vers l'Etoile 559 372071
Albergue +33
Rue de la Citadelle, 8 si 15 si si 04/10 12/15
Ultreia 680 88 46 22
Honto Ferme +33(0)
Honto (St Michel) si 20 no no anno 13
percorso 1 Ithurburia 559 371117
Uhart-Cize Refuge A 8 kilómetros da +33(0) 31€ con
si 18 si no 04/10
percorso 1 Orisson St.Jean P.d.P. 559 491303 cena
Colegiata de Ronce- +34
Albergue de
Roncesvalle svalles - no ciclisti in 948 76 00 00, Ni 183 no out anno 10
peregrinos
alta stagione 948 76 00 29

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2 Roncisvalle - Zubiri / km 21,5

Descrizione - Il cammino corre per boschi di faggi, betulle, rovere e pini caratteristici del nord navar-
rese. Si passano il valico di Mezkiritz e l’Alto Erro, antico luogo di banditi ed ora di nebbie e boschi,
attraversando graziosi paesi come: Burguete-Auritz,
antico borgo di Roncisvalle, pieno di “casoni” dove Ernest
Hemingway alloggiava quando si rimetteva dalle fatiche
letterarie andando a pescare nel rio Irati. Espinal-
Auritzberri, fondato da Teobaldo nel 1269. Biscarreta-
Gerediáin, paese del bestiame. Lintzoain, con le sue
case dalle belle facciate, fino a Zubiri.
L'itinerario - Dall'ostello di Roncisvalle ci si immette nella
strada Nazionale N-135 e subito dopo sulla destra, paral-
lelamente alla strada scorre il cammino. Un centinaio di
metri avanti, attraverso i rami, si può notare dall'altra parte
della strada, la croce di pellegrini, una croce gotica di pie-
... si lascia Roncisvalle tra, che venne trasferita in questo luogo nel 1880 dal Prio-
re don Francisco Polite. In prossimità di Burguete il cami-
no ritorna sulla N-135. Qui è possibile fare colazione; ci sono un paio di bar aperti e pronti ad acco-
gliere i pellegrini. Oltrepassata la chiesa di San Nicolàs, si gira a destra in corrispondenza di una
succursale bancaria per attraversare su passerella il rio Urrobi. Si prosegue su strade bianche che
attraversano estese praterie con animali al pascolo. Prima di imboccare la valle dell'Erro si passa il
paesino di Espinal con i suoi tetti di tegole rosse. Si attraversa il centro urbano per riprendere la N-
135 all’altezza della moderna chiesa di San Bartolomè. Si gira a destra continuando per la strada,
rasenti alle facciate bianche delle case. Proprio dopo un attraversamento pedonale svoltare a sini-
stra e per strade con pavimentazione diversa, si sale fino all’Alto de Mezkiritz, dove al lato della
strada c’è una lapide con incisa l’immagine della Vergine di Roncisvalle (km 8,2). Porre attenzione
ai segnali di indicazione del cammino (conchiglie e frecce gialle) per non finire fuori strada.
Proseguire fino a Bizkarreta che un tempo era sede di tappa del cammino perché nel XII secolo
esisteva un Hospital per pellegrini. A Lindzoain si comincia a salire per un ripido selciato in cemen-
to; da quelle parti scende un piccolo ruscello al quale bisogna fare attenzione in inverno, poiché si
può formare del ghiaccio. Proseguire poi su un sentiero di pietrisco fino a raggiungere l'Alto dell'Er-
ro che paradossalmente ci si arriva camminando in leggera discesa. Si riattraversa la strada Nazio-
nale N-135 per rimboccare il sentiero che scende ripidamente e che potrebbe diventare difficoltoso in
caso di fango. Si sale di poco per arrivare alla Venta del Puerto, un’antica taverna che oggi si trova
in stato di semi abbandono e usata come stalla. Poi la discesa ridiventa pronunciata. Ci sono un paio
di portelli da aprire e chiudere e degli scaloni che agevolano la discesa. Tra tratti con più o meno

10
difficoltà si arriva a Zubiri attraversando il bellissimo puen-
te de la Rabia. Il Ponte deve il suo nome alla credenza
popolare secondo la quale facendo fare agli animali tre giri
sotto il pilone centrale, nelle acque del rio Arga, guarivano
dalla "rabbia".
Principali difficoltà - Dal momento che si attraversa varie
volte la N-135 bisogna prestare attenzione come pure
nell'attraversamento di Burguete perché non c’è il marcia-
piede. Percorso "rompepiernas" (spezza gambe): Dopo
Espinal il terreno si indurisce, ma ci sono più discese che
El puente de la Rabia a Zubiri salite. L’ascesa fino ad Alto de Erro non comporta grosse
difficoltà. Passata Lintzoain le prime rampe intimoriscono
un po’ ma in seguito il percorso diventa molto più agibile.
Informazioni - Nei 21,5 km che separano Roncesvalles da Zubiri, alla data, non ci sono ostelli per i
pellegrini, ma a Burguete, Espinal, Bizkarreta e Lintzoain si possono trovare degli alloggi privati. Se
partiamo molto presto da Roncesvalles possiamo fare colazione a Burguete. C’è un bar dopo la
Chiesa ed un panificio/bar/pasticceria in fondo la strada. Ad Espinal e Bizkarreta ci sono pure negozi
(tienda) dove comprare da mangiare. A Zubiri c’è un bar accanto al polisportivo che serve il menù del
pellegrino.
Località Albergue Via Telefono P letti Cucina @ Apertura €
Albergue de
Antiguas escuelas 628 324 186 no 52 si out 03/10 4/6
Peregrinos
Zubiri Albergue Zaldiko Puente la Rabia, 1 609 736 420 si 24 Mw si 03/10 10
Albergue El Palo de Avenida de 948 304 770 /
si 57 no si 03/11 15/17
Avellano Roncesvalles, 16 666 499 175

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3 Zubiri - Pamplona / km 20,4

E' la tappa che ci porta alla prima città del "camino": Pamplona. Si riattra-
versa il "puente de la Rabia". Dopo 1 Km si raggiunge il bordo della strada
proprio di fronte allo stabilimento di magnesite fondato nel 1945 che sfrutta i
giacimenti della zona. Si percorre il perimetro della fabbria scendendo una
rampa di gradoni fino a lasciare la zona industriale. Camminando su un
tratto di strada asfaltata si arriva a Ilarratz e poco più avanti a Eskirotz
(percorsi Km 3,7). Dopo 2Km si arriva a Larrasoaña. Il paese deve le sue
origini alla fondazione nel X secolo di un monastero. Provenendo da Zubiri il
percorso non attraversa il paese perché al di là del fiume Arga, a meno che
non si decida di attraversarlo percorrendo il Puente de los Bandidos. Più
avanti, una breve salita porta ad Akerreta dove nella parte alta del paese si
trova la chiesa de la Transfiguracion che conserva elementi medievali come
la torre, il portale e la fonte battesimale (percorsi km 6,1). Dopo Akerreta si
attraversa uno splendido bosco e il sentiero è interrotto più volte (5 volte) da passaggi sbarrati per la
protezione degli animali al pascolo; bisogna avere l'avvertenza di aprire e soprattutto richiudere i
varchi ad ogni nostro passaggio.
Si arriva a Zuriain con la sua chiesa di San Millán (percorso km 9,2). Dopo un breve tratto sulla sta-
tale N-135 puntiamo verso Irotz riattraversando il rio Arga. Lasciamo la Chiesa de San Pedro prose-
guiamo fino al Puente de Iturgaiz di origine romana e ripristina-
to nel secolo scorso. Da qui parte la pista che segue il parco
fluviale del rio Arga che ci porta fino ad una zona di sosta per
pic-nic con tavoli, barbeque e servizi igenici. Se seguiamo il
percorso fluviale possiamo raggiungere Pamplona egualmente,
mentre il percorso tradizionale ci porta a salire per un sentie-
ro e passare quindi per le rovine del señorío de Arleta fino ad
arrivare al puente del río Ulzama e la antica ermita de Trini-
dad de Arre (percorsi km 15,8). Attraversiamo Villava terra del
famoso ciclista Miguel Indurain percorrendo la calle Mayor.
Proseguendo si passano alcune rotonde fino a entrare a Burla-
da che si percorre lungo la Calle Mayor (percorsi km 17,2).
All'altezza di un garage per auto, si gira a destra per attraversare la strada. Dopo l'incrocio, seguiamo
le indicazioni del cammino sulla pavimentazione stradale per alcuni metri fino ad arrivare all'inizio del
camino de Burlada o paseo de la Magdalena che ci porterà alle porte di Pamplona. Circa 1,5Km più
avanti incrociamo il puente de la Magdalena e dopo averlo attraversato girando a sinistra, c'è la via
che porta all'ostello Casa Paderborn mentre continuando per la destra si entra in città passando
sotto la Porta di Francia e seguendo la calles del Carmen y la Navarrería.
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L'itinerario - Questa è una tappa breve da godere, con conti-
nui su e giù che a metà del percorso e dalla Trinidad de Arre
fino alla capitale navarrese, alterna sentieri a tratti di asfalto.
Principali difficoltà - si può trovare fango a secondo della
zona. Nelle zone più complicate e di pendenza pronunciata si
trovano scale fatte con traversine di legno, che facilitano il
cammino. Bisogna fare attenzione in Zuriain, poichè il sentiero
entra nella strada camminando per 700 metri sull'asfalto.
Informazioni: All'entrata di Pamplona subito dopo aver attra-
versato il ponte de la Maddalena sulla sinistra, c'è la via che
porta all'ostello Casa Paderborn.
località Albergue Via Telefono P letti Cucina @ Apertura €
Albergue de C/ San Nicolás
Larrasoaña 605 505 489 no 58 si si anno 6
Larrasoaña (Edificio municipio)
Albergue de la
Arre Antiguas escuelas. 948 332941 si 41 si out anno 8
Trinidad de Arre
Albergue Municipal Plaza San Juan
Huarte 948 074329 no 60 si si 04/11 6
para Peregrinos s/n
Albergue municipal C/ Pedro de Atar- 948 33 19 71, si
Villava si 48 mw anno 14/21
de Villava rabia, 17-19, trase- 948 58 18 04 WiFi
Playa de Caparro-
Albergue Casa Pa- so, 6 (attraversato il 948 21 17 12 si
no 26 no 03/10 6
derborn ponte della Magdale- WiFi
Pamplona na girare a sinistra)
Albergue de Jesús y Calle Compañía – 948 22 26 44, stagiona-
no 114 si si 7
María junto a la Catedral 648 008 932 le.

13
4 Pamplona - Puente la Reina / km 24,0

L'uscita di Pamplona è un po' complicata per mancanza a volte delle frecce gialle dove servirebbero.
Si esce seguendo le vie della famosa corsa dei tori di San Firmin fino ad arrivare a plaza Consisto-
rial di fronte alla facciata mezzo barocca e neoclassica del palazzo del municipio costruita nel 1752.
Si prosegue per Calle Mayor. Quando s'incrocia la avenida del Ejército si entra nel parco la Vuelta
del Castillo che si trova a sinistra. Si percorre il parco e si esce per attraversare la avenida Sancho
el Fuerte e immettersi nella calle Fuente del Hierro. Proseguire lungo la calle Fuente del Hierro che
dopo aver incrociato l'Avenue de Navarra, costeggia la cittadella universitaria fino al puente de
Acella sopra il río Sadar. Si esce quindi da Pamplona costeggiando la cittadella universitaria e ci si
incammina verso Cizur Menor per affrontare l'ascensione "all'Alto del Perdon".
Si passa per Zariquiegui dove si trova la vecchia chiesa di San Andrés, che conserva una sobria
facciata romanica e dove ci si può rifornire d'acqua alla fontanella. Il sentiero prosegue in salita e
prima di arrivare al valico si trova la "Fuente Reniega" (o fonte fuente de Gambellacos) . La leggen-
da racconta che un pellegrino sfinito ed assetato, fu tentato dal diavolo che si offrì a portarlo fino ad
una fonte se avesse rinnegato la sua fede. Il pellegrino resistette alla tentazione e per ricompensa gli
apparve l'apostolo Santiago vestito da pellegrino che gli mostrò la fonte e gli diede da bere con la
sua conchiglia (vieira).
Sull'Alto del Perdon c'è il monumento al pellegrino ed un grande
Parco Eolico. Una frase riportata in rilievo sul monumento, ricorda il
fascino del luogo divenuto, come altri, simbolo del cammino per aver
visto il passaggio di milioni di pellegrini: "Donde se cruza el camino
del viento con el de las estrellas". Frase che racchiude il sogno e la
magia del cammino”.
Scendendo si trovano: Uterga con la sua chiesa parrocchiale gotica;
Muruzábal ed il suo eremo templare di Eunate che però non sa-
rebbe sul sentiero, ma ci si può arrivare facendo una deviazione di
un paio di Km; Obanos e la storia del "Mistero di Obanos": Racconta
la leggenda che a seguito di un viaggio a Santiago come pellegrina,
Santa Felicia decise di rimanere come eremita in Amocain. Suo fratello Guglielmo, duca di Aquitania,
contrariato davanti a suo rifiuto di ritornare alla corte la uccise. Pentito Guglielmo, tornò pellegrino a
Santiago girovagando in Obanos, piangendo il suo peccato fino alla sua morte. Una stele sull'orlo
dell'eremo di Arnotegui ricorda questo fatto.
Ad Obanos confluisce la via Aragonese che proviene da Somport. Alla fine della “Calle Major” a
Puente la Reina, c'è il famoso ponte che da il nome alla cittadina stessa, altro simbolo del cammino.
Venne fatto costruire dalla regina donna Munia moglie del re Sancho el Mayor de Navarra, nell'XI
14
secolo, per facilitare ai pellegrini l'attraversamento del fiume
Arga.
Principali difficoltà: L'Alto del Perdon. Una volta attraversa-
to Pamplona, il pendio di Cizur fa capire che la tappa sarà
faticosa. È una zona resa difficile dai campi, che possono
essere infangati in caso di pioggia sopratutto nel piano. Fino
al chilometro 10 si alternano sentieri, strade e campi; da que-
sto punto il pellegrino si trova una forte pendenza, ma di solo
500 metri, poiché dopo si ammorbidisce. È la prima dei due
strappi che si trovano in tutta l'ascensione. Dopo un chilome-
tro si trova il secondo strappo, breve ma con la difficoltà in più
data da un sentiero lastricato di pietre. Una volta superati
questi punti, i due chilometri e mezzo che rimangono fino all'alto sono di salita costante e senza diffi-
coltà. La discesa è un tantino complicata nel primo chilometro e mezzo, per la presenza di grosse
pietre e molta pendenza. Il resto è tranquillo, inoltre, in questa discesa ci si può fermare a bere acqua
in Uterga, a 4km dopo il valico dell'Alto del Perdon, alla fontana della quale si dice che "Da Pamplo-
na fino Ponte la Reina a Uterga la migliore fonte."
Località Albergue Via Telefono P letti Cucina @ Apertura €
Albergue de
Encomienda
peregrinos de la 616 65 13 30 no 27 si no 05/09 4
Sanjuanista
Cizur Menor orden de Malta
Albergue Paseo de si
670 323 271 no 51 si anno 10
Familia Roncal Lurbeltzeta Wifi
El albergue de 948 3533 53/ 11 con
Zariquiegui C/ San Andrés, 16 si 16 mw si 03/12
Zariquiegui 679 2306 14 colazione
Albergue Camino 948 344 598/ menù a
Uterga Calle Mayor, 57 Ni 16 si 03/10 10
del Perdón 948 344 661 12€
Albergue de
Al momento non
Eunate peregrinos de a fianco dell'Eremo disponibile no 10 struttura minimale: apertura stagionale
Eunate
San Lorenzo, 6
Obanos Albergue Usda 676 56 09 27 no 36 si/mw si 04/10 7
(Junto a la Iglesia)
Albergue de los Crucifijo 1 948 34 00 50,
no 100 si si anno 4
padres Reparadores (Seminario) 689 447 222
Puente La Albergue Santia- Paraje El Real, dopo 948 3402 20/ no.
Ni 100 si 04/10 8
Reina go Apostol il ponte in salita. 660 7012 46 menù 10€
si + menù si
Hotel Jakue Calle Irunbidea s/n 948 341017 si 92 04/09 9
a 11,5€ Wifi

15
5 Puente la Reina - Estella / km 22,0

Si percorre calle Mayor, a destra troviamo la chiesa de Santiago del XIII secolo. Alla fine della via ci
si trova davanti al magnifico ponte romanico sopra il fiume Arga che da il nome alla città che fu
costruito per facilitare il passaggio dei pellegrini. Attraversato il ponte proseguiamo a sinistra e attra-
versiamo la strada nazionale per entrare in Zubiurrutia, il quartiere delle monache dove esiste il
convento delle "Comendadoras del Espíritu Santo" che
hanno una lunga tradizione ospitale. La via jacobea conti-
nua poi per il fondo valle su strade di terra. Si entra nella
zona della Val de Mañeru e si raggiunge il villaggio che dà
il nome alla valle (percorsi km 5,2). Da vedere la Iglesia
parroquial de San Pedro del XVIII secolo. Si percorre ora
uno stupendo territorio ricco di vigneti e che è diventato una
icona classica dei pellegrini. La pista in terra battuta porta al
villaggio di Cirauqui che si erge su una collina rocciosa e
che conserva numerose vestigia medievali. Interessante la
Iglesia de San Román di stile gotico con un portale romani-
Cirauqui
co del XIII secolo. Si attraversa il paese e passando sotto
un porticato è possibile apporre il sello sulla Credencial. Si
esce quindi dal paese scendendo lungo una antica "calzada romana" molto suggestiva e attraver-
sando un ponte sempre di epoca romana e successivamente ristrutturato nel XVIII secolo. Dopo
un'area di sosta bisogna attraversare il ponte sopra la A-12 proseguendo ancora su tratti della antica
"calzada" fino ad un altro ponte romano ad un solo arco sopra il
rio "Dorrondoa" (percorsi 9,4km). Due km dopo si attraversa la A-
12 passando sotto un viadotto per costeggiare la riva del fiume
"Salado" chiamato così per le acque salate e già citato nell'antico
Codex Calixtinus del XII secolo (la prima guida scritta del cammi-
no) per le sue acque "venefiche e mortali". Sopra un ponte me-
dievale ad archi a sesto acuto si attraversa questo rio entrato
nella leggenda del cammino, per salire fino a Lorca (percorsi
13,3Km). Si prosegue lungo la pista fino ad un sottopassaggio
che ci permette di riattraversare la autostrada e si entra a Villa-
tuerta (percorsi 17,8Km). Si attraversa il paese fino al ponte Strada romana a Cirauqui
romanico sul rio Iranzu che divide la parte nuova dalla parte
antica della cittadella. Prestare molta attenzione più avanti quando nuovamente c'è da attraversare
una strada, la NA-132 che costò la vita ad una pellegrina canadese travolta da un'auto come ricorda
un cippo in pietra. Scendiamo lungo un agevole sentiero fino al ponte curvo sopra il fiume Ega il cui

16
corso ci accompagnerà fino ad arrivare ad Estella. Suggestivo è
l’arrivo nella città lungo la calle de Curtidores passando davanti
alla possente facciata in stile romanico/gotico della chiesa del
Santo Sepolcro del XII secolo. Da vedere, la iglesia San Pedro
de la Rùa in stile romanico del XII secolo con una lunga scalina-
ta che da calles Rúa y San Nicolás sale al bel portale a dieci
archi lavorati con influenze arabe e il Palacio de los reyes de
Navarra con un bella facciata con archi e finestre. In una delle
colonne è scolpita lo scontro tra Rolando e il gigante Ferragut.
chiesa del Santo Sepolcro Oggi il palazzo è sede di mostre di pittura.
Località Albergue Via Telefono P letti Cucina @ Apertura €
Albergue de
C/ Esperanza, 5,
Mañeru peregrinos 619 265 679 si 12 si si 04/10 10
bajo
Lurgorri.
Albergue Calle San Román, no.
Cirauqui 678 635 208 Ni 32 no 03/10 10
Maralotx 30 cena a 10€
Albergue de si
Calle Mayor, 40 948 54 11 90 si 14 si 04/10 7/10€
Lorca WiF
Lorca
Albergue la bode- si + si
C/ Placeta 8 948541162 si 36 anno 8
ga del camino menù a WiF
Albergue de
Villatuerta C/ Rebote, 5 948 53 60 95 si 30 si out 04/11 10/12
Villatuerta
Hospital de Pere- si
C/ La Rúa 50 948 550200 no 96 si 01/12 6
grinos WiF
Albergue de C/ Cordeleros 7, 639 011 688 /
no 34 si si 05/09 7
ANFAS de Estella bajo 948 55 45 51
Estella
Albergue parro- 948 55 04 31, cena
Mercado Viejo, 18 no 36 out 04/10 donativo
quial S.Miguel 630 506 805 comunitaria
Albergue Juvenil C/Monasterio de 948 55 50 22
si 150 si si 04/11 9,5/13
Oncineda. Irache, 11 948 55 39 54

17
6 Estella - Torres del Rio / km 29,0

Prima del monastero de Irache, una fonte di acqua e vino offrono il miglior antidoto contro l’insidio-
so tratto che conduce a Villamayor de Monjardín caratterizzato da
coltivazioni di vigneti e ulivi.
Siamo in un territorio dove le distanze tra un paese e l'altro sono
notevoli e al di fuori dei centri abitati non c'è nulla; la solitudine si fa
sentire. Lasciate le case di Ayegui, cittadina fusa con Estella, il
pellegrino si trova alla fonte del vino installata dalle Cantine di
Irache che sgorga vino in orario di ufficio. Dopo un sorso di rigore il
viaggiatore si trova con l'impressionante mole del Monastero di
Santa María la Real de Irache. Situato alla base di Montejurra,
La fuente del vino
riceveva i pellegrini quando Estella ancora non esisteva. Il mona-
stero di Irache che consta tra gli altri edifici, di una chiesa romanica
ed un chiostro plateresco, ha avuto gran importanza nella storia navarrese, quantunque la sua epoca
di maggiore splendore sia iniziata nella seconda metà del secolo XI, sotto il mandato dell'abate San
Veremundo che ne incrementò i possedimenti ed il suo prestigio. Oggi è disabitato. Proseguendo il
cammino, più avanti si arriva ad un punto dove ci sono due opzioni di tracciato: la prima proprio di
fronte a noi che prosegue per un tratto boscoso e segue le piste per Montejurra e Luquin; La se-
conda sulla destra segue il tracciato tradizionale per Azqueta y Villamayor de Monjardín. Comunque i
due tracciati si riuniscono prima di Los Arcos.
Abbiamo scelto la tradizionale, che ci porta ad attraversare la N-
1110 e passa attraverso una strada di servizio tra il Camping
Iratxe e le abitazioni (percorsi km 4). Attraverso un tunnel si
accede ad una strada in mezzo a campi coltivati e più avanti
procede tra alberi di querce. Il percorso interrotto dall'attraversa-
mento della strada, riprende fino ad Azqueta località dove vive
Pablo Sanz Zudaire detto Pablito dei "bordoni" (i bastoni dei
pellegrini) che fin dal 1986 costruisce e offre i bastoni fatti con il
legno di nocciolo, ai pellegrini che vanno a trovarlo a casa sua
(percorsi 7,4km). Proseguendo il cammino prima di entrare a La fuente del Moro
Villamayor di Monjardín (percorsi 9,2km), dove si racconta ci
furono battaglie di Carlo Magno, si può ammirare la Fuente del Moro del secolo XIII. Si tratta di una
robusta cisterna coperta con volta ad arco di stile romanico. Nella cima alta del monte si osservano i
resti del castello di San Esteban del secolo X che si ergono dominando la regione. Villamayor è
nota per i suoi vigneti e le cantine. Un paio di km dopo si arriva all'incrocio con la strada per Urbio-
la dove si trova una fontana per l'acqua. E bene rifornirsi perché per i successivi 10km non si trovano
abitazioni e altre fonti.

18
Si arriva a Los Arcos cittadina che conserva buona parte del suo centro
storico e dove esistono dei buoni albergues per pellegrini e dove volendo
potremo terminare questa tappa. Interessante la chiesa de Santa Maria
con un bel altare barocco. La piazza antistante la chiesa è un invito ad
una pausa di riposo per affrontare l'ultimo pezzo di cammino (percorsi
21,2km). Usciamo da Los Arcos sotto la Porta de Castilla e incrociamo la
strada NA-129. Si entra così nuovamente in una strada sterrata che pro-
segue parallela alla strada NA-1110 per 3 Km e quindi all'abitato di San-
sol dove c'è un tempio barocco del XVII secolo dedicato a San Zoilo. Si
arriva a Torres del Rio dove troviamo la chiesa del Santo Sepolcro a
pianta ottagonale di probabile origine templare del XII secolo. La torre
addossata alla chiesa un tempo serviva come faro nella notte per guidare
i pellegrini. All'interno un pregevole Cristo crocifisso in legno.
Località Albergue Via Telefono P letti Cucina @ Apertura Costo €
Albergue San C/ Polideportivo, 9€ menù
Ayegui 948 55 43 11 no 80 si anno 6
Cipriano de Ayegui 3 3€ colaz.
Villamayor Di fronte alla
Albergue Hogar 10€ menù
de chiesa de San 948 53 71 36 no 25 out 04/11 5
Monjardín 5€ colaz.
Monjardín Andrés
Albergue de la
Travesía del si
Fuente Casa 948 640797 si 54 si 02/12 8
Estanco, 5 WiFi
de Austria
Albergue Isaac C/ San Lázaro, 948 44 10 91,
no 70 si si 03/10 6
Los Arcos Santiago s/n 948 64 01 72
948 640 764,
Casa Alberdi C/ Hortal 3 si 30 si si anno 10
650 96 52 50
Albergue Casa Plaza de la Fruta, si si
948 64 02 50 ni 36 03/10 8
de la Abuela 8 3,5€ colaz. WiFi
680 679 065
C/Taconera, 10
Albergue Arcadi y (Nines),
Sansol (hospital de ni 14 si no 04/10 4/5
Nines 618 19 75 20
peregrinos)
(Arcadi)
Albergue Casa C/ Casas nuevas, 948 64 84 09 /
si 26 si si anno 7
Mari 13 699 572 950
Torres del Albergue Casa Plaza P. Valeria- 948 64 82 51 / si 10 con
si 50 no anno
Río Mariela no Ordóñez, 6 948 64 84 33 WiFi colazione
Albergue La 948 378 457 si 10 con
C/ Mayor, 5 si 42 no anno
Pata de Oca. 608 250 121 WiFi colazione

19
7 Torres del Rio - Logroño / km 20

Con la tappa di oggi si abbandona la regione della Navarra per entrare nel territorio della Rioja, terra
del pane e del vino come venne descritta nel Codex Calixtinus del
XII secolo (la prima guida scritta del cammino). Lasciato Torres
de Rio il cammino incrocia la strada NA-1110 prima del santuario
della Vergine del Poyo del XVI secolo con successivi rifacimenti
in stile barocco attorno a XIX secolo (percorsi 2,7km). Si ritorna
nuovamente verso la strada NA-1110 e si raggiunge lungo una
strada secondaria Bargota. Da qui scendendo per una comoda
pista con un dislivello di un centinaio di metri arriviamo al
"baranco de Cornavara" (una sorta di avvallamento frutto dell'e- Indicazioni del cammino
rosione dell'acqua). Tra le terre argillose ci sono dei rimboschi-
menti con pini, piante da frutto, ma soprattutto vigneti e ulivi. Il
tracciato segue la strada NA-1110 e dopo un km circa di asfalto proseguiamo per Viana. Prima di
entrare a Viana si riattraversa la Na-1110 e proseguendo per un breve tratto di strada bianca e la
Calle del Cristo si entra a Viana lungo la via "Primo de Rivera"
passando proprio davanti alla grande chiesa di Santa Maria in
stile gotico del XIII secolo dove si trova sepolto Cesare Borgia
(percorsi 10,5km). Usciamo da Viana e scendiamo una pista
sterrata fino ad attraversare la strada NA-7220 e poco più avan-
ti nuovamente la NA-1110. Su strade sterrate di campagna
proseguiamo fino a raggiungere la Ermita de la Virgen de
Cuevas (percorsi Km 13,3) dove sotto gli alberi c'è un area di
sosta con tavoli e fontana per l'acqua. Avanti ancora tra campi
coltivati continuiamo fino ad incontrare dopo 1,5km, una tabella
che indica "Observatorio El Bordón, Laguna de las Cañas".
Giriamo verso destra sempre lungo strade di campagna fino ad
incrociare nuovamente la strada di traffico automobilistico da attra-
versare con molta attenzione. Scendiamo lungo il pendio ed incon-
triamo il cippo che segna il confine tra la provincia della Navar-
ra e la Rioja di cui Logroño è il capoluogo. A partire da questo
punto una pista dipinta di rosso che attraversa la zona industriale
ci guida fino alla città entrando per il ponte di pietra sopra l'Ebro.
Tale ponte fu costruito nell'XI secolo da Santo Domingo de la Cal-
zada e da San Juan de Ortega ben noti per le loro opere lungo il
cammino di Santiago. Nel 1884 venne completamente ristrutturato. Ponte sul fiume Ebro

20
Dopo il ponte una rotonda e alla destra per la Calle Rùa Vieja si entra in città e troviamo l'albergue
de los peregrinos. Interessante da visitare il centro storico con le sue calli caratteristiche (calle Lau-
rel, Mayor, Mercado) ricche di negozietti e ristoranti tipici. Da visitare la Cattedrale di Santa Maria la
Redonda con le torri gemelle stile barocco dedicate a San Paolo e Pietro.
Località Albergue Via Telefono P letti servizio @ Apertura €
Alberguería Andrés Calle Ruinas de 948 64 55 30,
no 54 si si 03/10 6
Muñoz San Pedro 609 141 798
Viana Plaza de los Fue-
Albergue Parroquial 948 64 50 37,
ros (vicino la chie- no 15 si si 06/10 donativo
de Viana 646 666 738
sa di Santa María)
Albergue de Peregri- 7 compreso
Rua Vieja, 32 941 248 686 no 68 mw si anno
nos de Logroño lenzuolo
Albergue de
Plaza Martínez si
Logroño Peregrinos Puerta 629 170 447 si 40 mw anno 10
Flamarique, 4 bajo wifi
del Revellín
Albergue parroquial C/ Barriocepo, 8, cena
941 20 95 01 no xx si 06/09 donativo
de Santiago 1º comunitaria

21
8 Logroño - Nájera / km 29,6

La terra rossa ed i vigneti di " tempranillo e garnacha " (vini rossi), Uscendo da Logroño
accompagnano il viandante in questa tappa. Poco dopo l'uscita da
Logroño si attraversa il bel Parco di La Grajera, per iniziare una
pendenza impegnativa, attenuata da una bella visione verso Lo-
groño. Si scende fino a Navarrete costeggiando una rete metallica
piena di croci poste dai pellegrini mentre la sagoma di un toro di
"Osborne" dall'alto della collina ci controlla. Incrociamo l'autostrada
AP-68 e poco dopo possiamo contemplare i resti dell'antico ho-
spital de San Juan di Acre del 1185 ed arrivare quindi a Navarre-
te, nota per le ceramiche.
Giunti alla cooperativa Vitivinicola de Sotés attraversiamo la strada
per Sotés e proseguiamo lungo una strada asfaltata parallela alla A-12. Se vogliamo sostare a Ven-
tosa prendere la deviazione e proseguire per 1,5 km circa.
Circa tre chilometri prima di Nájera si trova il Poyo (collina) di Rolando una piccola elevazione che
rievoca la mitica vittoria di Rolando sul gigante musulmano Ferragut. Una costruzione a cupola circo-
lare di pietra che serviva come rifugio agli agricoltori è posta sul poyo.
Racconta la leggenda: Rolando arrivò a Nájera per liberare i cavalieri cristiani che Ferragut, gigan-
te Siriano discendente di Golia, teneva prigionieri nel suo ca-
stello. Ferragut, era più forte di Rolando e sconfisse i migliori
guerrieri di Carlo Magno. Un giorno, dalla collina (il Poyo) Ro-
lando vide il gigante seduto sulla porta del castello, prese una
pietra rotonda che pesava più di 20 kg e gliela scagliò contro
colpendolo in fronte, uccidendolo. Da allora il dosso si chiama,
Podium o collina, di Rolando. Un'altra versione della leggenda
dice che Rolando dopo uno scontro con Ferragut, gli conficcò
un pugnale nell'ombelico, l'unico posto vulnerabile del gigante.
In questo modo, le truppe di Carlo Magno poterono liberare
il poyo di Rolando Nájera.

22
Il rio Najerilla chiude la città vecchia, addossata alle rocce di colo-
re rosso e sviluppatasi intorno al monastero e la chiesa di Santa
Maria la Real del 1052.
L'itinerario - a partire da questo punto comincia una fase differen-
te del camino de Santiago. Si lasciano dietro le tappe navarresi
con i continui saliscendi e cominciano i tratti della Rioja più dolci
ma in continua ascesa fino agli altipiani per Burgos.
Principale difficoltà - riscontrate - Quando la strada attraversa
Logroño, il pellegrino può trovarsi con alcuni problemi di segnaleti- entrando a Najera
ca nei parchi della città. Basta stare attenti a questo aspetto ed
eventualmente chiedere.
Alto della Grajera -Due chilometri dopo essere arrivati al bel parco di La Grajera, incomincia una
salita di un chilometro e mezzo i cui primi 700 metri sono ripidi. Il percorso di questo alto si svolge
tutto in asfalto. La discesa verso Navarrete non presenta nessuna difficoltà.
Alto di San Antón - La salita più impegnativa di questo "alto" è lunga meno di 1 km ed è ripida per i
primi 500 metri ma su strada buona ed un tratto finale di circa 200m per un sentiero pietroso e com-
plicato. Nella discesa bisogna prestare attenzione al fondo; ci sono pietre, scale e bisogna attraver-
sare una strada. Fino all'arrivo a Nájera conviene stare attenti a questi aspetti.
Località Albergue Via Telefono P letti Cucina @ Apertura €

Albergue de Peregri- 941 44 07 22


Calle San Juan s/n no 50 si out 03/10 5
nos de Navarrete 941 26 02 34
si
Navarrete El Cántaro C/ Herrerías, 16 941 44 11 80 si 31 mw
wi-fi
anno 10/20/30

Albergue La Casa si
C/ Las Huertas nº3 630 982 928 si 20 si + mw 04/10 8/15/25
del Peregrino wi-fi
Albergue Bodega
C/ Conde de Garay, si
Sotés Fernando 670 053 229 si 18 si 05/10 13
25 + barbeque
J. Rodríguez
Albergue 941 44 18 99 si
Ventosa C/ Medio Derecha, 9 si 42 si anno 8.5
San Saturnino 657 823 740 wi-fi
Albergue de Peregri- En la orilla del Río
941 36 00 41 no 90 si si anno donativo
nos de Nájera Najerilla
Albergue de Peregri-
cenacon
nos Sancho III - C/ San Marcial, 6 941 36 11 38 si 10 si 04/10 8
8,5€ in su
La Judería
8 (Asc.+
sapone)
Nájera Albergue Alberone C/ San Marcial, 8 674 246 826 si 44 si no anno
camere
20/36
Albergue 8
Calle Dicarán, 5 941 36 04 07 si 16 ni si 04/11
Calle Mayor 25 doppia

C/ Carmen, 4. Entra-
Albergue Puerta de 941 36 23 17 si aperto
da por la calle Ribe- si 32 mw 8/10
Nájera 683 616 894 wi-fi nel 03/12
ra del Najerilla, 1

23
9 Nájera - S.to Domingo de la Calzada / km 21,0

Si esce da Najera percorrendo una pista argillosa e dopo breve pas-


siamo sopra l'arroyo de Pozuelos o Valdecañas fino a giungere
nuovamente su una pista asfaltata che porta direttamente fino ad
Azofra. Il paesino fin dalle origini è parte integrante del cammino
come testimonia la presenza di un hospital dal 1168 e di un cimitero
per pellegrini (percorsi 5,7 Km). Si attraversa Azofra lungo la Calle
Mayor dove possiamo trovare la farmacia, dei negozietti per rifornirsi
di cibo e alcuni bar. Conviene rifornirsi perchè la prossima località
(Cirueña) dista a più di 9 km. All'uscita della cittadina percorriamo un
breve tratto della LR-206 e troviamo la fuente de los Romeros. Prose-
guiamo verso sinistra e ci inoltriamo in quello che sarà il nostro per-
corso di tappa. Interessante dopo poco più di 1 km, la picota de me-
diados del XVI secolo (percorsi 7,2 Km) una colonna dove si legava-
La picota ... no i condannati dalla giustizia.
Il paesaggio è un'esplosioni di campi di grano, vigneti di colori della
natura. Lunghi tratti di terra battuta dritti attraversano le coltivazioni e
al termine di uno di questi troviamo un'area di sosta, posto ideale per una pausa ristoratrice. Poco
più avanti entriamo nell'area del Golf Club Cirueña un complesso residenziale alla periferia di Ci-
rueña (percorsi 15 km) con un grande campo da golf.
Attraversiamo l'abitato percorrendo la calle Barrio Bajero e dopo un breve tratto di strada entriamo in
una pista sterrata nuovamente tra i campi di cereali che soavemente ci porta fino a Santo Domingo
de la Calzada da dove come un faro spunta la torre barocca della stupenda Cattedrale. Si giunge al
centro della città dove si trova il rinomato ostello passando per calles 12 de mayo y Mayor.
Santo Domingo de la Calzada una delle città simbolo del cam-
mino, fondata a ricordo di Santo Domingo nel 1044 che costruì ... Dove porta la tua strada ??
un ponte sopra il rio Oja per facilitare il cammino dei pellegrini.
Molto conosciuta la leggenda del gallo e la gallina che ricordano
il famoso miracolo:
Attorno al 1300, una copia marito e moglie di Colonia, in pellegri-
naggio a Santiago con il loro giovane figlio poco più che adole-
scente, ma molto sveglio a quel che pare, presero alloggio nella
locanda del paese. La figlia della locandiera si invaghì del giova-
ne, ma questi per timore dei genitori, resistette alle sue seduzio-
ni. La giovane allora, per vendetta, nascose nel sacco di lui un
24
vaso d’argento e alla sua partenza, lo accusò di furto. Cattura-
to, fu condannato a morte per impiccagione. I genitori distrutti
dal dolore ma pieni di fede continuarono il loro pellegrinaggio.
Di ritorno passarono per la stessa locanda dove trovarono il
figlio vivo e vegeto. Questi raccontò loro che a salvarlo era
stato proprio San Giacomo il quale durante l'esecuzione capi-
tale lo sostenne per i piedi impedendo al capio di serrargli il
collo. Il padre incredulo e convinto di essere stato turlupinato
dal figlio desideroso solo di rimanere con la giovane locandie-
ra, sentenziò che avrebbe prestato fede al suo racconto, solo
Il gallo di S.to Domingo
se i due galletti arrostiti che gli erano stati serviti per la cena, e
messi in bella mostra sulla tavola imbandita, fossero tornati anch'essi in vita. Subito i galletti si alza-
rono, ripresero le piume e si misero a cantare. Da allora un gallo e una gallina bianchi (oggi offerti da
famiglie locali e sostituiti ogni 15 giorni) sono posti in una gabbia all’interno della chiesa. Nel medioe-
vo i pellegrini ne raccoglievano le piume cadute e le esibivano sui loro cappelli. Oggi la gabbia è in
stile tardo gotico, con rete dorata, in linea con lo stile della cattedrale. Quando un pellegrino entrato
in chiesa, sente il canto del gallo è considerato di buon auspicio per il resto del viaggio fino a Santia-
go.
Località Albergue Via Telefono P letti Cucina @ Apertura €

941 37 92 20
Albergue
(Albergue),
Municipal de
Azofra Calle Las Parras, 7 941 37 90 49 no 60 si si anno 7
Peregrinos
607 38 38 11
de Azofra
(Ángel)
No.
Albergue Virgen si
Ciriñuela Calle Real, 90 941 343 290 si 22 cena e anno 8/15
de las Candelas wi-fi
colazione
Albergue Virgen 10 +
Cirueña Calle Barrio Alto, 1 638 92 40 69 si 23 no out 03/10
de Guadalupe 3 x colazione

Casa del Santo C/ Mayor, 38 bajo 941 343390 no 162 si si anno donativo
Santo
Domingo Albergue del
mw
de la Abadía Cisterciense
Calle Mayor, 29 941 34 07 00 no 33 10€ cena si 05/09 5
Calzada Nuestra Sra. de la
Anunciación 4 colazione

25
10 S.to Domingo de la Calzada - Belorado/ km 22,0

Con questa tappa si lasciano le terre della Rioja caratterizza-


te dai campi di granaglie e vigneti e ci si addentra in Casti-
glia-Leon in direzione del capoluogo Burgos. Per buona
parte del cammino si viaggia parallelamente alla strada N-
120 e in tre occasioni la si incrocia: uscendo da S.to Domin-
go, a Redicilla del Camino e all'entrata di Belorado. Da Grañ-
ón ultimo paese della Rioja, per arrivare a Belorado si passa
per Redecilla del Camino dove nella chiesa parrocchiale
Virgen de la Calle si conserva una interessante pila battesi-
Grañón: preghiera della sera male del XII secolo, Castildelgado anticamente Villaypún,
Viloria di Rioja dove nel 1020 naque Santo Domingo e Villa-
mayor del Rio.
All'entrata di Viallamayor troviamo un'area di sosta dove poter fare una breve pausa. Anni prima che
a Santo Domingo fosse costruito il ponte sull'Oja e Sancho el Major di Navarrina facesse passare il
camino de Santiago per Santo Domingo, la via jacobea passava a nord seguendo l'antica carreg-
giata romana che passava per Tricio, Briviesca, Najera, Hormilla, Villalobar, Herramélluri (dove
stanno le rovine dell'antica città romana di Libia), Leiva e Tormantos, per addentrarsi verso Burgos
fino a Belorado per la zona conosciuta come la Riojilla. A Leiva de Rio Tiròn esistevano sette eremi
tutti scomparsi e che si riunificarono nell'eremo dedicato alla Vergine Pellegrina. In tutta la via Fran-
cese solo in Sahagún troviamo un'altra Vergine Pellegrina. La preziosa statua della Vergine col Bam-
bino aggrappato alla sua mano si può ammirare all'eremo o nella chiesa parrocchiale. La leggenda
racconta che la Pellegrina curò con le labbra come pregando, un piccolo bambino giacente ed im-
mobile per il quale la madre chiedeva disperatamente aiuto. In Leiva si può contemplare anche un
castello del secolo XV.
L'itinerario - Questa tappa non presenta nessuna difficoltà rilevante. Continua la pendenza che
porterà a poco a poco il pellegrino fino agli 800 metri sul livello del mare di Burgos, ed il falso piano è
la tendenza generale. La strada attraversa molti paesi “riojanos”, per questo il tragitto diventa molto
divertente. Inoltre, nella strada principale sono stati creati alcuni "andaderos" (piste - corsie) che
facilitano il passaggio dei pellegrini e, soprattutto, proteggono la loro sicurezza.

26
Località Albergue Via Telefono P letti Cucina @ Apertura €
Grañón Albergue parroquial dietro la Chiesa 941 42 08 18 no 40 cena/colaz. out anno donativo
947 58 02 83.
Redecilla Albergue municipal C/ Mayor, 24. si
Municipio: no 38 si anno donativo
del Camino San Lázaro davanti la Chiesa menù dia
947 58 80 78
Refugio de peregri- 5€ + cena
Viloria 947-585.220 si colazione
nos Calle Nueva, 6 si 12 si 03/10 comunitaria,
de Rioja 679.941.123 wi-fi
Acacio y Orietta donative

Villamayor Albergue San Luis Carretera de NO. 8€ cena


947 58 05 66 no 52 si 03/10 5
del Río de Francia Quintanilla, s/n 3€ colaz.
Albergue A Camino Redoña 677 811 847
si 98 si si anno 5-7-10
Santiago s/n. 947 562 164
Refugio Parroquial Barrio de
947 58 00 85 no 24 si si 05/11 donativo
de Belorado El Corro s/n
Belorado Cuatro Cantones C/ Hipólito López 696 427 707 si. cena 6 (+3€
si 60 si anno
Bernal , 10 947 58 05 91 comunitaria colazione)

Albergue de pere- 947 58 02 31, Mw -menù


Mayor 36 si 26 si 03/10 5
grinos Caminante 656 873 927 10€ .3€ colaz.

27
11 Belorado - San Juan de Ortega / km 24,0

La tappa è dedicata al discepolo di Santo Domingo, San Juan de Ortega. Il percorso procede tra i
Montes de Oca, zone fangose e ripide salite come l’Alto de la "Pedraja". L’Alto de la Pedraja, una
volta luogo di imboscate e di banditi, rappresenta la difficoltà più impegnativa della tappa, prima di
arrivare all'altipiano. Una volta usciti da Belorado attraversando il ponte sul Rio Tiron si arriva a To-
santos, dove richiama l'attenzione l'eremo rupestre di Nostra Sig.ra della Peña. Si prosegue pas-
sando per Villambistia, con un tratto di strada romana ancora conservata, quindi Espinosa del
Camino con le vestigia romaniche di San Indalecio e Villafranca Montes de Oca, sosta abituale dei
pellegrini per riprendere le forze ed affrontare la lunga salita che conduce al valico della Pedraja.
Juan de Ortega nacque nel 1080 a Quintanaortuño, sulle rive dell'Ubierna; ordinato sacerdote lavorò
a Santo Domingo nella costruzione di ponti, ospedali e chiese. Isabella la Cattolica dopo sette anni di
matrimonio senza figli, andò pellegrina fino a San Juan de Ortega attratta dalla fama di San Juan
come protettore contro la sterilità. Per la grazia ricevuta, la regina fece edificare la sontuosa cappella
di San Nicolás di Bari. Il Miracolo della nascita conferisce a questo posto un alone mistico. L'itinerario
- La tappa può dividersi in due parti quasi di uguale lun-
ghezza. La prima parte che va da Belorado a Villafranca
Montes de Oca, si sviluppa per una strada facile e tranquil-
la. La seconda parte è caratterizzata dal passo dell'Alto de
La Pedraja. Il percorso mostra dei monti meravigliosi e la
salita al passo è molto faticosa.
Principali difficoltà - Alto de la Pedraja. L'ascensione
comincia a Villafranca Montes de Oca con 400 metri di un
sentiero molto ripido, 100 metri più dolci ed altri 600 metri
duri. Dopo questo primo tratto duro, la salita è costante,
ma molto più agevole. Dopo due chilometri e mezzo dall'i-
nizio della Pedraja, si arriva ad un pianoro in mezzo al
bosco, un posto ideale per riposare e se è necessario
riprendere le forze. Dopo questa sosta ci aspettano altri
due chilometri e mezzo per raggiungere un monumento dedicato ai caduti della guerra civile (fucilati)
e per percorrere l'ultimo tratto molto duro, formato da una forte discesa seguita di una dura salita
lunga 600 metri e terminare così l'ascesa all'Alto de la Pedraja. La discesa fino a San Juan de Orte-
ga si fa per una strada buona, ma che a seconda delle condizioni dell'anno può avere fango.

28
Località Albergue Via Telefono P letti Cucina @ Apertura €
C/ Santa Marina
Albergue Parroquial
Tosantos (próximo a la carre- 947 58 03 71 no 30 si out 04/11 donativo
de Tosantos
terade Burgos)
no.
Albergue de San 680 501 887 si
Villambistia Plaza Mayor no 14 menù e anno 5/6
Roque 696 833 888 wiFi
colaz al bar

Espinosa Albergue
Espinosa del Camino da metà
La Campana de 678 47 93 61 no 10 no no ?
del Camino s/n 01/12
Espinosa del Camino

Albergue de Villa-
C/ Mayor s/n .En la 947 582 124
franca Montes de no 60 si + mw si anno 6
Villafranca carretera 687 594 296
Oca
Montes de
Oca C/ Hospital, 4 (Junto
Albergue San Antón si
al antiguo hospital de 947 58 21 50 si 32 mw 03/11 8/10
Abad wiFi
peregrinos)

San Juan de Albergue de San si. sopas


San Juan de Ortega 947 56 04 38 no 70 out 03/11 5
Ortega Juan Ortega de ajo

29
12 San Juan de Ortega - Burgos / km 26,4

In questa tappa troviamo i giacimenti del pleistocene di Ata-


puerca che sono aperti al pubblico (con orari molto stretti).
Usciti da San Juan de Ortega si arriva a Santovenia e la sua
bella chiesa, più avanti entriamo a Agés con la sua caratteristi-
ca architettura tradizionale e dove le vacche girano libere per le
strade. Appena entrati in Atapuerca si possono contemplare
vari dolmen ed un menhir. Deviando un po' la via, si trovano i
famosi giacimenti preistorici. Proseguendo sulla via del
"camino", dopo aver superato il punto più alto della tappa indi-
cato con una grande croce di legno, si trovano i paesi di Carde-
ñuela, Orbaneja e Villafría, dove "il Camino" si fondeva con le
rotte provenienti dei Paesi Baschi. Il paesaggio molto rilassante
e aperto fino a questo punto, a mano a mano ci si avvicina alla
grande città cambia completamente.
Entriamo nel pieno del caos delle strade e del traffico di Bur-
gos. Molti pellegrini evitano questo lungo tratto periferico della
città che si snoda tra la zona industriale e commerciale pren-
dendo l'autobus ... uno strappo all'etica del pellegrino, ma che
permette di evitare di camminare nel traffico e di recuperare
tempo da dedicare alla visita della città.
Siamo nelle terre del Cid e della magnifica Cattedrale di Bur-
Olmo de Atapuerca
gos. Il centro storico è ricco di caratteristiche locande e trattorie
con piatti caratteristici e saporiti come l'agnello e la zuppa casti-
gliana.
L'itinerario - Questa è una tappa di contrasti, nella quale il
pellegrino si trova con posti tanto magici ed impressionanti
come Atapuerca o la Cattedrale di Burgos, ed altri tanto poco
significativi come le zone industriali. La cosa più raccomandabi-
le è godere nel primo tratto della vista di Atapuerca e la sua
storia, e soffrire l'asfalto nell'ultima parte della tappa con la
motivazione che alla fine l'aspetta l'impressionante cattedrale di
Burgos.
Principali difficoltà: - A due chilometri dall'uscita di San Juan
de Ortega la strada passa tra pini e con un suolo difficoltoso per

30
il pellegrino che si vede obbligato a passare tra sterpaglia e fango ed a farsi largo tra gli alberi. Que-
sta situazione continua per due chilometri.
- Dopo avere passato Atapuerca il pellegrino si trova con una discreta pendenza costellata di pietre
che mette in difficoltà. Questo pendio continua per due chilometri, e l'ultimo tratto è ancora più duro.
La discesa prosegue con qualche problema sul fondo stradale, ma poi alla fine si trova l'asfalto fino a
Burgos.
Località Albergue Via Telefono P letti Cucina @ Apertura €
Albergue El Pajar C/ Paralela del Me- 947 400 629, No
si 34 si 03/10 8/5
de Agés dio, 12 699 273 856 menù a 9€
Albergue San C/ Camino de San no si
Agés 947 430 392 si 16 anno 10
Rafael Juan deOrtega s/n 8/13€menù wi-fi
Albergue Municipal C/ Calle del Medio, 947 40 06 97 No
no 36 10€ menù si anno 8
de Agés 21 660 044 575 3€ colaz.
Centro turístico El si
C/ Carretera nº 105 661 580 882 no 36 si 03/11 8
Peregrino wi-fi
Atapuerca
si
Albergue La Hutte J C/ De Enmedio, 38 947 430 320 ni 18 si anno 5
wi-fi
Olmos de Albergue de Ol- si
C/ La Iglesia 633 586 876 no 24 wi-fi anno 7
Atapuerca mos de Atapuerca 10€ menù
Albergue Municipal C/ Fernán González,
947 460922 no 150 mw si anno 5
de Burgos 28
C/ de San Pedro de
Casa de Peregri- Cardeña annesso alla
Burgos no telefono no 20 si si 04/10 donativo
nos Emaús parrocchia di San José
Obrero
Albergue Divina
C/ Lain Calvo, 10 947 20 79 52 no 16 no si 04/10 donativo
Pastora

31
13 Burgos - Hontanas / km 31,1

Gli ultimi passi per le vie di Burgos scorrono dietro la meravigliosa cattedrale lungo la Calle de Fer-
nán González e si prosegue fino all'arco o porta di San Martino a ferro di cavallo stile mudéjar e
pesantemente restaurata nel XX secolo. Subito dopo l'arco a sinistra scendiamo una gradinata ed
entriamo nella calle Emperador che percorriamo fino ad incrociare sulla sinistra la calle Villalón che
imbocchiamo e seguiamo fino ad un grande incrocio con il viale Paseo de la Isla che attraversiamo
per prendere il ponte sopra il rio Arlanzón. Superato il ponte proseguiamo a destra sul marcapiede
parallelo alla N-120 di Palencia lungo il viale de José María Villacián Rebollo oppure ci portiamo
dall'altra parte dalla strada e camminiamo all'interno del parco per poi alla fine del parco stesso
ritornare sul lato destro della medesima Avenida. Superato quindi il parco "el Paral" ed essere ritor-
nati sulla Avenida de José María Villacián Rebollo si prosegue dritti, oltre un sottopassaggio ferrovia-
rio e si entra nella "calle de Villadiego". Dopo una rotonda alla quale proseguiamo dritti, si arriva ad
un bivio con indicazioni per "Los Guindales. Vivaio forestale" (km 3) che sta sulla destra. Si prende
a questo punto la calle de Benito Pérez Galdós e si prosegue dritti. Alla fine del vivaio forestale,
termina anche l'asfalto e comincia una strada bianca. Cominciano le tappe delle vaste mesetas fino
a Leòn, nelle quali il sole e le grandi distese saranno compagni di viaggio. Dopo l'arroyo Molinar
entriamo in Villabilla con la sua chiesa dell'Assunzione del XVI secolo, primo paesino dopo Bur-
gos. Attraversiamo il ponte sopra la tangenziale che congiunge la N-120 con la A-231 (autovia del
camino) ed infine superiamo quest'ultima passando sotto un grande viadotto (Km 8,6). Attraversato il
rio Arlanzón proseguiamo per Tardajos lungo una pista paral-
lela alla strada principale. In epoca remota Tardajos era un
insediamento romano. Lasciamo nuovamente l'asfalto per
dirigersi a Rabé de las Calzadas (Km 12,6), che raggiungia-
mo dopo l'attraversamento del rio Urbel un canale lungo una
cinquantina di km, stretto e di scarsa portata che però in certo
occasioni può facilmente esondare e ricoprire di fango l'area
tra i due paesi. Usciti da Rabé entriamo nel vivo dell'alto-
piano castigliano; lunghe distese piatte e solitarie, strade
diritte senza rifugi ed abitati sotto un sole che picchia, soprat-
tutto d'estate, ma soggette anche sferzate di vento e bufera in

32
caso di pioggia. Immense distese di campi di cerali che a
seconda della stagione colorano di verde o di oro il paesag-
gio. Tre km dopo Rabé de las Calzadas troviamo la fuente de
Praotorre una area di sosta e di riposo (15,4km). Hornillos
del Camino che si raggiunge scendendo il fianco di un av-
vallamento sul fondo del quale il paese è adagiato. Attraver-
sando il paese e risalendo l'altro fianco dell'avvallamento si
ritorna sulle grandi distese della meseta rotte qua e la dalle
montagnole di pietre formate dal lavoro degli agricoltori per
rendere più lavorabile la terra. Dopo 5 km da Hornillos incon-
triamo una Croce di Santiago e poco più avanti l'oasi del-
l'Arroyo de San Bol una fonte d'acqua, fresca e abbondante
immersa nell'ombra degli alberi fanno di questo luogo l'ideale per una sosta rigenerante e per dare
conforto nelle fresche acque ai piedi doloranti. Ancora un'ora circa di cammino e arriviamo quindi a
Hontanas che magicamente spunta passo dopo passo dal fondo dell'avvallamento in cui è accovac-
ciata.
Principali difficoltà: Tappa lunga ma piatta. 30 Km con poche zone d'ombra dove riposarsi. Fare
attenzione soprattutto d'estate al caldo del sole. Portare una buona riserva d'acqua e proteggersi con
creme e un copricapo a falde larghe. In caso di pioggia e vento l'unico modo per ripararsi sono un
valido copri zaino, una mantellina e un buon paio di scarpe per tenere i piedi asciutti.
Osservazioni: Hornillos del camino potrebbe essere un altro buon punto di sosta per la tappa. Si
trovano l'Albergue e bar.
Località Albergue Via Telefono P letti Cucina @ Apertura €
Albergue de
Tardajos C/ Asunción, s/n 947 45 11 89 no 18 no si anno(tel.) donativo
Tardajos
no
Rabé de las Albergue Libera- Plaza Francisco
695 11 69 01 si 24 8€ cena no anno 8
Calzadas nos Domine Riberas, 10
2,5€ colaz.
Hornillos Albergue de Plaza anno
947 41 10 50 no 32 si no 5/6
del Camino Hornillos de la Iglesia no feb-
Arroyo de Albergue Arroyo Arroyo de si - cena
628 927 317 Ni 12 no 04/10 5
San Bol de San Bol San Bol comunitaria

9€ menù
Mesón Albergue 947 37 85 97 5 (24 doppia
Calle La Iglesia, 6 si 54 2,10 colaz si 03/10
El Puntido 636 781 387 30 tripla)
2€ panino
Albergue de 947 377 436
Hontanas Calle Real, nº 26 no 55 si no anno 5
Hontanas 947 377 021

Albergue 628 927 317 si + servizio


C/ Real, 15 Ni 14 pranzo, cena, no 03/10 6
Santa Brígida (Albergue) colaz., panini

33
14 Hontanas - Boadilla del Camino / km 28,5

Usciamo da Hontanas lungo calle Real per imboccare la strada BU-P-


4013 che lasciamo subito per prendere sulla destra la via del cammino.
Passiamo dopo circa un paio di km sotto le rovine di una torre e percorsi
altri 2 km si ritorna di nuovo sulla strada. Si cammina sulla strada all'om-
bra di una fila di alberi e in fondo si intravedono le maestose rovine del
convento de San Antón. Sotto i suoi archi passa la strada. Fondato da
Fernando VII nel 1146, il monastero era conosciuto in tutta Europa per la
bravura dei suoi monaci nel trattare la malattia del "fuego de San Antón"
molto diffusa soprattutto nell'Nord Europa a causa di un fungo che alterava la segala con cui in quei
paesi, veniva fatto principalmente il pane. All'epoca, ai pellegrini che transitavano da quelle parti non
veniva data ospitalità per evitare il contagio e affinchè potessero proseguire il cammino, veniva dato
loro solo del cibo, calato dall'alto con un verricello. I resti di questo verricello sono ancora visibili tra le
impressionanti rovine del monastero. Passiamo trionfalmente sotto i maestosi archi del convento e
prendiamo la strada che ci porta direttamente a Castrojeriz ultimo paese della provincia di Burgos.
Di origine romana, il paese si estende a forma di mezza luna alle falde di una collina sulla cui sommi-
ta dominano i resti di un antico castello. Prima di entrare in paese, alla nostra destra troviamo la ex
collegiata gotica-romana de la Virgen del Manzano interessante da visitare. Sul portale d'ingresso
sono inchiodati i ferri del cavallo bianco che, secondo la leggenda, con in groppa San Giacomo fece
un grande balzo finendo sopra ad un albero di melo (manzano) nelle cui cavità venne trovata una
statua della Vergine che da allora si venera nella chiesa. Si sale in paese lungo la calle Real de O-
riente e troviamo la chiesa gotico-romana di Santo Domingo con una elegante facciata in stile
plateresco del XVI secolo. Alla fine della salita ci troviamo nella plaza Mayor dove possiamo sostare
tranquillamente sotto i portici. Interessante la trasformazione della
vecchia chiesa di San Esteban in centro culturale e albergue dei
pellegrini. Proseguendo per la calle ora detta Real de Poniente, si
esce da Castrojeriz per iniziare la salita al Teso de Mostelares.
Questa vista è diventata un'icona del cammino. La dura salita comin-
cia un centinaio di metri dopo la traversata di un ponte di legno sul rio
Odrilla. Si arriva alla sommità dopo aver percorso 1,3 km e un disli-
vello di 140 metri giungendo a quota 917 m. slm. Un panorama moz-

34
zafiato si apre davanti a noi sulle "Tierre de Campos" note come il "granaio
della Spagna". Entriamo nella terra così descritta da Aymeric Picaud "ricca di
cacciagione, di arte e storia, di tesori, oro, argento, tessuti e cavalli forti; terra di
abbondanza di pane, vino, carne, pesce, latte e miele, ma priva di alberi". Una
lunga pista bianca lunga 4 km ci porta dolcemente fino all'area di sosta della
fuente del Piojo. Un km più avanti arriviamo alla antica chiesa di San Nicolas
oggi trasformata in Albergue gestito dalla confraternita italiana di San
Giacomo e nota a tutti pellegrini per la sua splendida e indimenticabile acco-
glienza dove alla sera si svolge il rito della lavanda dei piedi. Superato il ponte
Fitero sopra il rio Pisuerga termina la provincia di Burgos ed entriamo in Palen-
cia. Una strada di campagna che costeggia il rio Pisuerga ci porta a Itero della
Vega dove troviamo la ermita de Nuestra Señora de la Piedad del XIII secolo
che conserva una bella statua di Santiago Peregrino, la chiesa de San Pedro
del XVI secolo e un Rollo jurisdiccional (colonna del tribunale dove venivano
legati i colpevoli prima della sentenza del giudice) Attraversiamo il paese e
proseguiamo per una pista fino ad un canale di irrigazione e un paio di km più
avanti arriviamo a Boadilla del Camino. Una spianata verde in primavera,
dorata e ocra in estate e autunno. Nella piccola piazza troviamo il Rollo juri-
sdiccional del XV secolo considerato il più bello e meglio conservato di Casti-
glia e la chiesa de Nuestra Señora de la Asunción (s. XVI-XVII) con una pila battesimale romanica
e una pala rinascimentale.
Località Albergue Via Telefono P letti Cucina @ Apertura €
Hospital de
Convento de San no tel.-refugio cena co-
Peregrinos de no 12 no 05/09 donativo
Antón. Tra Hontanas e senza elettricità munitaria
San Antón. (3,6km Castrojeriz
prima di Castrojeriz)

Albergue de No -
Calle virgen del 947 37 72 55 si
Castrojeriz Ni 35 10€ menù 03/11 6
manzano s/n 658 96 67 43 wi-fi
(Camping) 3€ colaz.
Castrojeriz
Albergue de peregri- Calle Real si + servizio
947 37 74 93 Ni 26 si 02/12 6,50
nos Casa Nostra. de Oriente, 52 colazione

Refugio Tradicional
C/ Cordón 947 37 74 00 no 28 no out 04/10 donativo
de San Juan.
Albergue de San Junto a la plaza 5
947 37 70 01 no 30 Mw + servizio si anno
Esteban. mayor colazione donativo)
Situato tra Itero
Albergue de San cena
del Castillo e Itero no tel. no 12 comunitaria
no 06/09 donativo
Nicolás.
Itero del de la Vega
Castillo Albergue de Itero No - al
del Castillo (1,5km fuori Plaza del municipio 608 97 74 77 no 7
cena al bar bar
anno 5
cammino)
si +
979 15 17 81, si
Albergue La Mochila C/ Santa Ana, 3 si 20 menù a 8/5€ anno 6/8
609 513 454 panini 2/3€ wi-fi
Itero del la
Vega 605 03 43 47
Albergue Municipal (Pilar), si
Plaza de la Iglesia no 12 si anno 5
de Itero de la Vega 979 15 18 26 wi-fi
(municipio)
Albergue Putzu. Calle las Bodegas 9 no tel. no 16 si si anno 7

Boadilla Albergue de Boadilla Calle escuelas 979 81 03 90 no 12 no no anno 3


del Camino Plaza El Rollo, no -
Albergue En el 979 81 02 84.
entrada por la casa si 48 menù 9€ si 03/11 6
Camino rural
619 105 168 2,7 colaz.

35
36
15 Boadilla del Camino - Carrion de los Condes / km 24,6

Lasciamo Boadilla dando l'ultimo sguardo al lavoro di


"filigrana" con cui è decorato el rolo jurisdiccional e iniziamo
una delle tappe piatte e per certi versi monotone, della lunga
meseta Castillana.Dopo 1,8 km si costeggia il "Canal de Ca-
stilla", una grande opera di ingegneria costruita attorno al
1800 per l'irrigazione dei campi e il trasporto dei cerali su zat-
tere trainate da buoi. Il cammino prosegue parallelo al canale
per quasi 3 km fino alla chiusa in prossimità di Fromista. La-
sciamo quindi il canale ed entriamo in città dove troviamo la
I pilastrini iglesia románica de San Martín che merita proprio una visi-
ta ... se abbiamo la fortuna di trovarla aperta. Sembra un mo-
dellino tali sono la perfezione delle proporzioni e lo stile. E 'stata costruita nel XI secolo sotto il patro-
cinio della signora Mayor de Castilla ed è composta da tre navate, 46 capitelli, una cupola ottagonale
e da due torri cilindriche. Si riprende il cammino superando un paio di rotatorie della strada P-980
collocati una prima e una dopo il ponte della autostrada A-67 e prendiamo una lunga pista bianca
che corre parallela alla P-980. La pista è ad uso e consumo specifico dei pellegrini come testimonia-
no i pilastrini con la piastrella che riproduce la conchiglia di "Santiago" gialla su sfondo blu, che posti
a coppie di due a due la delimitano e impediscono alle macchine
di accedervi. “La mia amica pellegrina Maria Cristina diceva che
bisognava passare in mezzo ai quattro pilastrini perchè porta
bene e soprattutto ci si carica dell'energia del cammino ...”
Lungo questa via passiamo per Población de Campos (percorsi
Km 9,2) dove si possono trovare un bar, un negozietto e anche
un albergue. Prima di attraversare il río Ucieza chi desidera può
prendere la deviazione per Villovieco tanto per rompere la mono-
tonia del percorso oppure continuare sulla dritta via. Attraversia-
mo il paese di Revenga (percorsi 12,6km) percorrendo la calle
General Amor. La sommità della torre della iglesia de San Loren- Santa Maria la Blanca
zo è diventata terra di conquista delle cicogne che hanno piantato
i loro grandi e incredibili nidi. All'uscita dal paese, riprendiamo l'ormai solito cammino che ci porta alla

37
vicina Villarmentero de Campos (percorsi 14,7km. Qui troviamo un
bar all'entrata del paese e un'area di sosta all'ombra di alcuni pini
all'uscita. Procedendo sempre dritti come un tiralinee si arriva a Villal-
cázar de Sirga paese anonimo se non fosse per la mastodontica
chiesa templare de Santa Maria la Blanca del XII secolo. Un misto
tra romanico e gotico che vala la pena visitare ... se abbiamo la fortu-
na di trovarla aperta. Sopra il bellissimo portale d'ingresso ad arco
acuto si trova una rappresentazione scolpita degli evangelisti e dei
dodici apostoli.
Lasciamo questo luogo e ci rituffiamo nell'andadero (via) che nel tratto
finale rompe un po' la monotonia. Senza grossi trambusti arriviamo
quindi a Carrión de los Condes finale di questa tappa. Sorta sugli
argini del río Carrión, un tempo la citta era circondata da mura e strut-
turata in due quartieri separati. Sotto al portico della chiesa di Santa
il portale María del Camino ai lati sopra il
portone d'ingresso, quattro teste i 4 tori della storia
di toro, scolpite nella pietra, ricordano la liberazione dal tributo delle 100 donzelle
delle Cento Donzelle che i cristiani dovevano pagare annualmen-
te ai musulmani occupanti. Carrión rimase libera di questo obbli-
go quando gli islamici giunti in paese per la riscossione, furono
allontanati da quattro feroci tori usciti del vicino eremo.
Note: la tappa è molto semplice e piatta, per cui non richiede
dispendio di energie. La monotonia del paesaggio rotta di tanto in
tanto da piccoli paesi può essere presa come un momento di
pausa per prendere la carica verso le tappe successive.
Località Albergue Via Telefono P letti Cucina @ Apertura €

Albergue Canal C/ La Estación, s/n. no si


All'ingresso dopo il 979 81 01 93 si 48 04/10 7
de Castilla. tunnel sotto la ferrovia
cena 8€ wi-fi

Albergue de Plaza de San 979 81 10 89 no -


Frómista si 56 out 02/12 7
Frómista Martín Carmen: 2,50€ colaz.

Albergue Avenida del ejército 979 81 00 53


Estrella del español (frente centro 653 751 582 si 34 no si 03/11 7
médico)

Albergue de 979 81 10 99 si +
Población de strada per il cimite- si
Población de 685 510 020 si 18 menù 9€ anno 4
Campos ro wi-fi
Campos 625 469 326 colaz. 3€
Villarmentero Albergue si + 6
C/ José Antonio, 2 662 279 102 si 36 si 03/10
de Campos Amanecer servizio cena 3€ in amaca

Albergue
Villalcázar de
Villalcázar de Plaza del Peregrino 979 88 80 41 no 20 Ni si 04/10 donativo
Sirga
Sirga
Monasterio de Calle de Santa
979 88 08 37 si 31 mw out 03/11 5
Santa Clara Clara, 1
Albergue
Carrión de los Parroquial de Junto a la Iglesia 979 88 05 00
no 52 si si 03/10 5
Condes de Santa María 979 88 07 68
Santa María
Albergue Plaza de San Juan,
979 88 00 52 Ni 90 si si anno 5
Espíritu Santo 4

38
39
16 Carrion de los Condes - Terradillos de lo Templarios / km 26,6

Usciamo da Carrión percorrendo la calle de José Antonio


e attraversando il ponte sul río Carrión giungiamo al
monasterio benedictino de San Zoilo oggi hotel e cen-
tro di studio e documentazione sul cammino di Santiago
con una ricca biblioteca Jacobea, aperta al pubblico.
Attraversiamo la statale N-120 e prendiamo la strada per
Villotilla (percorsi 2km) non trafficata e un poco abbando-
nata. Dopo un Km circa troviamo alla nostra destra quella
che era una proprietà dell'abadía de Benevivere. Otto-
cento metro più avanti abbandoniamo questa strada per
prendere la Vía Aquitana. Antica strada romana che
univa la lontana Bordeaux ad Astorga e che qui conserva
ancora parte del suo tracciato originale. Sono 11,5 km
dritti sotto il sole (... se non piove e tira vento), senza possibilità di ombra e con una pavimentazione
ciottolata che mette a dura prova piedi e caviglie. Prima di incrociare la strada per Bustillo a circa un
ora di cammino dall'inizio della "calzada romana", in certi periodi dell'anno si può trovare un bar
"improvvisato" (un container prefabbricato) ... ma meglio non fare affidamento potrebbe essere chiu-
so. Dopo 2,5 km dall'incrocio con la strada per Bustillo, un cippo in pietra informa che di li passa
una delle vie di transumanza (Cañada Real Leonesa)usate dai pastori per portare le greggi dai pa-
scoli estivi delle terre di Leòn a quelli invernali dell'extremadura e viceversa.
Finalmente dopo 4,5 km dal cippo della via della transumanza,
arriviamo a Calzadilla de la Cueza che come un'oasi nel deserto
da finalmente ristoro e sollievo. Qui infatti nello stesso locale tro-
viamo bar, trattoria con possibilità quindi di dissetarsi, riposare,
mangiare un boccone dopo la lunga ed estenuente, ma anche
suggestiva marcia sulla "calzada romana". Dopo il meritato
"decanso" (riposo), riprendiamo la via del cammino che ci porta ad
imboccare la strada statale N-120. Attraversiamo il río Cueza
proseguiamo lungo un "andadero" che corre parallelo sulla sinistra
della della strada. Lungo la strada incrociamo Santa María de las
Tiendas, un antico Hospital. Più avanti riattraversiamo nuovamen-

40
te la statale N-120 per entrare in Ledigos un piccolo paese
con bar e albergue (percorsi km23,4). Un ultimo strappo ci
porta fino a Terradillos de los Templarios paese che pren-
de il nome dai cavalieri templari che presidiavano in questo
luogo, l'ormai scomparso hospital de San Juan.
Difficoltà: da Carrión de los Condes a Calzadilla de la Cue-
za 17 km senza alcun insediamento umano. Vari attraversa-
menti della statale N-120.
Da vedere:
- Calzadilla de la Cueza piccolo paese di 55 abitanti con
numerose testimonianze di età romana come la "via Aquita-
nia". Nella chiesa parrocchiale di San Martin si conserva
una bella pala d'altare XVI secolo che proviene dall'antico monastero di Santa María de la Tiendas il
cui nome (tiendas) deriva dal mantello di tela che i pellegrini usavano per coprirsi.
- Ledigos piccolo paese di 80 abitanti. La chiesa parrocchiale consacrata a Santiago, conserva al
suo interno tre immagini differenti del santo: Matamoros, Apostolo e pellegrino. Come in altre località
della zona si possono vedere le "palomars" (piccionaie) Di forma quadrata o circolare costruite in
mattoni per allevare i piccioni che costituiscono una "prelibatezza" culinaria dei luoghi. - Terradillos
de los Templarios nella chiesa parrocchiale di San Pedro si conserva un crocefisso del XIV secolo.
Località Albergue Via Telefono P letti cucina @ Apertura €
Calzadilla Albergue de peregri- al termmine e dietro 979 88 31 87 No - servizio si
no 80 menù e anno 7
de la Cueza nos de Calzadilla. la calle mayor 616 483 517 colaz. al bar bar
979 88 36 05
Lédigos El Palomar C/ Ronda de Abajo Ni 52 si si 02/11 7/8
979 88 36 14
Albergue Los Verso la fine del No - servizio
667 25 22 79 si 52 ristorante si 04/10 7/9/10
Templarios paese e bar
Terradillos de
Templarios Albergue de Terra- no
979 88 36 79
dillos de los Templa- C/ Iglesia si 49 menù a 9€ si anno 8/10
657 16 50 11 al bar
rios (Jacques de Molay)

Villada (deviazione
Albergue Jacobeo
x Calzada de los Julián Campo y Calle Ferial Nuevo, 979 84 40
no 20 si si anno 5
Molinos, San Román José Santino s/n 05
de la Cuba, Sahagún)
Manzano

41
17 Terradillos de los Templarios - El Burgo Ranero / km 30,6

Lasciamo Terradillos de los Templarios percorrendo una pista in ghiaiosa che dopo circa 1,5km si
butta nell'asfatlo della provinciale P-905 (siglata anche co-
me P-973). Dopo un breve tratto di questa strada si ritorna
nuovamente in "pista" su un tracciato che attraversa campi
di cereali costeggiato da una fila di pioppi disposti lungo
l'arroyo de San Juan y de la Huelga. A Moratinos penultimo
paese della provincia di Palencia incontriamo le prime
"bodegas" (cantine) scavate nella terra e le case costruite
con mattoni impastati con di argilla e paglia. Spero ci sia
ancora a Moratinos il simpatico tavolo preparato sopra una
botte con un bel contenitore termico di caffè e biscotti, per i
pellegrini. Un cartello diceva:" Prendi un sorso se vuoi,
lascia un'offerta se puoi, prendi quello che ti serve se hai
bisogno." Uno dei tanti bei esempi della filosofia del cammi-
no. Sempre a Moratinos nella chiesa de Santo Tomás de Aquino del XVI secolo c'è una scultura
della Vergine con Gesù bambino dello stesso periodo. Dopo 2,5 km giungiamo a San Nicolás del
Real Camino, ultimo paese della provincia di Palencia. Questo piccolo borgo dove tra l'altro troviamo
bar, ristorante e un albergue, è citato nella storia del cammino già a partire dal XII secolo come ripor-
ta José María Lacarra nel secondo capitolo de Las Peregrinaciones a Santiago de Compostela: "... in
San Nicolas del Real Camino nel secolo XII c'era un lebrosario gestito da canonici di San Agosti-
no ..." Usciamo da San Nicolas del Real Camino, superiamo il río Sequillo e prendiamo il percorso
per i pellegrini che corre parallelo alla statale N-120. Un centinaio di metri più a nord corre l'Autostra-
da A-231 detta del camino de Santiago. Lungo questa via, passiamo il confine che ci porta nella
provincia di León. Il cammino prosegue parallelamente alla statale N-120. Ad un certo punto ci por-
tiamo dall'altra parte della strada e dopo aver superato il río Valderabuey sopra un ponte di pietra
entriamo in un'area verde con alberi e tavoli per la sosta dove si trova la ermita de la Virgen del
Puente in stile romanico/mudéjar (percorsi 10,3km). Il cammino prosegue verso la vicina Sahagún.

42
Si evita l'attraversamento della N-120 con un sotopasso ed
entriamo in città lungo la calle Ronda de Estación transitando
in prosimità dell'albergue Municipal. Sahagún è la città dei
santi Facundo e Primitivo, legionari romani convertiti al cristia-
nesimo che furono martirizzati ed annegati nel fiume Cea ai
tempi di Diocleziano. Nel medioevo, Sahagún era sotto l'influs-
so totale del monastero di San Benito, detto il Cluny spagnolo
(dal notissimo monastero francese di Cluny da cui i frati clau-
niacensi). La dominazione del monastero sulla popolazione di
Sahagùn era tale che arrivò ad imporre penitenze come la
proibizione di mangiare carne, obbligando la gente a comprare
il pesce dai monaci stessi che praticavano la pescicoltura. Dice la leggenda che davanti a questa
imposizione la gente cominciò a gettare i maiali nel fiume per poterli pescare e mangiarli come pesce
senza rompere la penitenza. Da vedere sono la Iglesia de San Lorenzo del XIII secolo, in perfetto
stile mudéjar cioè con l'utilizzo del mattone anzichè della pietra di cui la zona era povera. La Iglesia
de San Tirso delle stesse caratteristiche di quella di San Lorenzo e in fine l' Arco de San Benito in
stile barocco del XVII secolo che sostitui una porta romanica del monstero di San Benito ormai in
rovina.
Percorriamo le vie Herrería e Antonio Nicolás fino all'uscita dalla città che abbandoniamo completa-
mente con l'attraversamento del río Cea per il ponte in pietra
" p u e n t e C a n t o " ( p e r c o r s i
13,7km). Si prosegue lungo un cammino parallelo alla Statale
N-120 fino ad incrociare un cippo di pietra che segnala una
direzione alternativa del cammino che porta a Calzadilla
de los Hermanillos.
Noi proseguiamo verso El Burgo Ranero, ma nessuno ci
vieterebbe l'alternativa, anche perchè il giorno dopo le vie si
ricongiungerebbero a Mansilla de las Mulas. Da questo cippo
in pietra quindi, proseguiamo in direzione El Burgo Ranero su
di un lungo tratto di strada appositamente strutturata per il
passaggio dei pellegrini con un filare di alberi impiantati per
creare un po' d'ombra che ci accompagnerà per oltre 30 km. Dopo un'ora di cammino alla nostra
sinistra vediamo in una radura la ermita de Nuestra Señora de Perales. Più avanti, dopo aver attra-
versato un torrente, sul lato della strada troviamo una croce che ricorda un pellegrino tedesco, Man-
fred Kress morto sul cammino. Si entra cosi nel paesino di Bercianos del Real Camino interessante
e curioso per le case fatte con mattoni di argilla e paglia (percorsi 23km). Lungo la via del paese
troviamo dei negozi di generi alimentari e un bar. Si ritorna sulla "via alberata". All'altezza del arroyo
del Olmo troviamo un'area di "descanso" (riposo). La pista
alberata prosegue passando sotto il viadotto dell'autostrada A-
231 e quindi fino a El Burgo Ranero conclusione della nostra
odierna e lunga tappa.

Nota: Chi volesse percorrere il cammino verso Calzadilla de


los Hermanillos deve stare attento al bivio dove il cippo se-
gnala tale deviazione a girare appunto verso destra e attraver-
sare il ponte sopra la autostrada A-231. Entrati a Calzada de
Coto è bene informarsi sullo stato di segnatura del tracciato
che non è molto evidente. Uscendo dal paese il cammino pro-
cede lungo un tracciato fino ad incrociare la ferrovia e da qui si
continua attraverso macchie di arbusti, piccoli boschi in totale solitudine fino alla fattoria agroturistica
di monte Valdelocajos. Ancora tre km e poi si arriva a Calzadilla de los Hermanillos dove troviamo un
bar, una "tienda" (piccolo negozio di alimentari) e un albergue per los peregrinos (percorsi km 26,5).
Il giorno dopo si procederà fino a Mansilla de las Mulas per riprendere il tracciato del cammino
francese.

Elenco accoglienze, alla pagina successiva >>

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Località Albergue Via Telefono P letti Cucina @ Apertura €

Albergue de Calle Ontanón, 979 06 14 65 no - bar


Moratinos si 18 servizio si 01/11 8
peregrinos San Bruno 9 672 629 658 menù
San Nicolás
Alberguería Plaza de la 979 18 81 42 No - 9€ 8
del Real si 22 si 03/11
Laganares iglesia 629 181 536 servizio menù (doppia 30€)
Camino
Albergue de Iglesia de la 987 78 21 17
no 64 si si anno 4
Peregrinos Cluny Trinidad 987 78 00 01
Sahagun
Calle Arco 987 78 09 75 si
Albergue Viatoris si 50 si 03/10 7
Travesía, 25 679 977 828 wi-fi
Calzada del Albergue de Calzada
C/ Real, s/n 987 78 12 33 si 24 No no anno donativo
Coto del Coto
Albergue de Calzadil- 987 33 00 23
Calzadilla C/ Mayor, 28 no 22 si si anno donativo
la de los Hermanillos 987 33 00 13
de los no. servizio
Hermanillos 987 33 76 10
Albergue Vía Trajana C/ Mayor, 57 si 20 pranzo, cena, si 03/11 15/35
600 220 104 colazione.

C/ Santa Rita, Si
Albergue Bercianos 987 78 40 08 no 46 cena e colaz. no 04/11 donativo
Bercianos del 11 comunitaria
Real Camino 605 839 993 cena e colaz. si
Albergue Santa Clara C/ Iglesia, 3 no 24 comunitaria anno donativo
987 78 43 14 wi-fi
Albergue hospedería C/ Fray Pedro,
627 22 93 31 Ni 30 si si 04/11 7/10
jacobea El Nogal 42
Albergue del Burgo
987 33 00 23
Ranero, Domenico Plaza Mayor no 28 si si anno donativo
El Burgo 987 33 00 47
Laffi
Ranero
al
Albergue La Laguna C/ La Laguna, 987 33 00 94 no 18 si bar
03/11 8
Albergue Ebalo C/ La Estación,
679 490 521 si 16 si wi-fi 04/11 10
Tamaú 37

44
18 El Burgo Ranero - León / km 37,1

Potrebbe essere saggio dividere questa tappa in


due parti facendo sosta a Mansillas de las Mulas
(19,0 Km) e riservare la seconda parte (18,1 Km)
fino a León per il giorno dopo (come proposto nella
mappa). In questo modo ci stancheremo meno e
avremo più tempo per ammirare le bellezze della città
di León e in particolare la stupenda cattedrale gotica.
Alba sulla zona paludosa La tappa è molto semplice e necessità di poca descri-
zione. Uscendo da El Burgo Ranero attraversiamo
una zona paludosa habitat ideale per anfibi, rapaci e anatre. Ritroviamo la pista alberata e un pae-
saggio del tutto simile a ieri. Dopo un'ora e mezza di cammino affianchiamo alla nostra sinistra una
pista di scuola di volo per aerei ultraleggeri e un km più avanti arriviamo al bivio di Villamarco
(percorsi 8 km). La monotonia della linea retta del cammino è interrotta quando il tracciato devia per
il sottopasso della ferrovia e poco dopo per il passaggio dell'arroyo de Valdearcos. Si giunge quin-
di a Reliegos che ci appare all'ultimo momento. Antico insediamento romano dove confluivano di-
verse strade, Reliegos è conosciuto anche per un meteorite del peso di quasi 9 kg che cadde il
28 dicembre del 1947 in piena calle Real.
Entrando in paese troviamo una caratteristica "bodegas" (cantina) di
mattoni e scavata nella terra, usata per la conservazione del vino e oggi
recuperata sia come luogo per l'assaggio di vini, sia per incontri. Uscendo
dal paese, lungo calle Real, ci ritroviamo tra le vaste estensione dei cam-
pi di cereali dai quali spuntano le grandi strutture di irrigazione. Da qui
inizia la misurazione delle distanze in "leghe" (circa 5,6 km) una caratteri-
stica di questi territori. Dopo aver passato un traliccio della line elettrica
entriamo in un'area di "descanso" (riposo) e termina la ormai familiare “bodegas”
pista alberata. Superiamo la statale N-601 per un viadotto e attraversan-
do un canale di irrigazione entriamo in Mansilla de las Mulas antica città murata.
Sede di ben sette chiese, due conventi e tre hospitales quando era un importante centro commercia-
le per il grano, oggi conserva in uso solamente due chiese; Santa Maria del 1220 ma ricostruita nel
XVIII secolo e la ermita de Nuestra Señora de Gracia.
Il cammino passa sotto la Puerta del Castillo costruita in pietra calcarea. Percorriamo la calle de

45
Santa María da cui spunta la torre della chiesa e la calle del Puente dove
troviamo un albergue per i pellegrini e qui potremo terminare la prima
parte di questa tappa da dove ripartire domani.
Usciamo da Mansilla, passiamo sopra il ponte del río Esla e prendiamo
una strada che si dirama a sinistra parallelamente alla statale N-601 e
dopo un'ora giungiamo a Villamoros de Mansilla (percorsi 23,5 km).
Dopo Villamoros arriviamo a Puente Villarente dove superiamo il río
Porma sopra un lungo ponte di origine medievale. Per il 2010 è prevista
la costruzione di una passerella per facilitare il transito dei pellegrini ...
chi passerà vedrà! La vicinanza con la grossa città si fa sentire, per il
traffico, il trambusto, la gente. Il cammino diventa molto più variabile.
Dopo una salitella raggiungiamo un area coperta di sosta con due fonti
Mansillas de las Mulas d'acqua e siamo a Arcahueja (percorsi 29,5 km). Ci avviciniamo alla
zona industriale dell'alto del Portillo alla
porte di León. Anche qui è prevista per il 2010 una passerella per favori-
re il passaggio del nodo stradale della trafficatissima N-601 (... chi pas-
serà vedrà) che ci porta a Puente Castro, quartiere periferico di León
separato dalla città dal río Torío.
Si entra a Puente Castro lungo calle Simón Arias incrociamo la avenida
de Madrid e proseguiamo a destra per calle Victoriano Martínez y plaza
Tomás Mallo fino ad arrivare ad una passerella che attraversa il río
Torío (sulla destra c'è il ponte di pietra del XVIII seolo). “ a la comida ... “
Proseguiamo dritti lungo calle del Alcalde Miguel Castaño fino ad arriva-
re alla grande rotatoria con una strada a doppie corsie. A partire da qui ci sono due possibilità: a
sinistra dopo aver raggiunto la calle Campos Góticos troviamo l'albergue Municipal mentre prose-
guendo dritti verso il centro storico, andiamo all'Abergue de Santa María de Carbajal delle suore
Benedettine. Il mio consiglio è di andare ad alloggiare presso le suore benedettine perchè in centro
città, a 5 minuti dalla stupenda cattedrale, mentre l'albergue municipale è piuttosto periferico. Dalla
Avenida de Fernández Ladreda proseguiamo dritti in fronte a noi lungo Avenida del Alcalde Miguel
Castaño fino ad una piazza con una grande fontana. Ci teniamo sulla sinistra e procediamo avanti
sempre per Avenida del Alcalde Miguel Castaño. Superata la piazza con la fontana, un centinaio di
metri più avanti, troviamo alla nostra destra dopo un
piccolo parco alberato, un incrocio di più strade. Pas-
siamo dall'altra parte della strada e imbocchiamo
calle de Barahona. Procedendo dritti lungo questa
calle incrociamo all'altezza con la Calle Prado de los
Judios i resti delle mura romane. Noi comunque pro-
seguiamo dritti nella calle de la puerta Moneda e al
termine di essa giriamo a destra per calle de Escurial
e arriviamo in Plaza Santa María del Camino dove
si trova il monastero delle benedettine e qui termina
questa nostra tappa.
Una visita alla cattedrale è d'obbligo.
Alla sera dalle benedettine alle 21.30 si pùò parteci-
La splendida catterdale di Leòn pare alla "compieta" l'ultima preghiera delle monache
prima di andare a letto.

46
Località Albergue Via Telefono P letti Cucina @ Apertura €
Albergue de Reliegos
Reliegos C/ Escuela 987 31 78 01 no 45 si si anno 5
de las Matas
Reliegos de 7
Albergue La Parada C/ La Escuela, 7 987 31 78 80 si 40 Si mw si anno
las Matas (doppia
Albergue El Jardín del C/ Camino de 987 31 02 32 No-servizio si
si 32 anno 8/10
Mansilla de Camino Santiago, 1 600 471 597 menù 9/10€ wi-fi
las Mulas Albergue de Mansilla 987 31 18 si
C/ del Puente, 5 no 76 si anno 5
de las Mulas 00 wi-fi
Puente 650 918 281 si + servizio
Albergue San Pelayo C/ El Romero 9 si 56 si anno 8
Villarente 987 312 677 cena e colaz.

669 66 09 14 mw si 7/8. (18€


Arcahueja Albergue La Torre C/ La Torre, 1 si 22 anno con cena
987 20 58 96 menù a 9€ wi-fi
e colaz.)

Albergue del Monaste- no


Plaza Santa 987 25 28 66 si
rio de las Benedictinas no 132 servono 02/12 5
María del Camino 680 64 92 89 wi-fi
(S. María de Carbajal) la colaz.
León Campos Góticos,
s/n (Edificio CHF,
Albergue Ciudad de 987 08 18 32 62/ No - solo si
vicinoalla policía anno 5
León 987 08 18 33 90 mw wi-fi
local e plaza de
Toros)

47
48
49
ITALIANO SPAGNOLO arrosto asado
0 cero aspettare esperar
1 uno auto coche
2 dos autobus bus
3 tres autostrada autovia, autopista
4 cuatro autunno otoño
5 cinco avere haber
6 seis baccalà bacalao
7 siete banana platano
8 ocho banca banco
9 nueve belvedere mirador
10 diez Bibita bibida
11 once bicchiere vaso
12 doce biglietto billete
13 trece birra cerveza
14 catorce birra alla spina caña
15 quince biscotto galleta
16 dieciseis bocca boca
20 viente bosco bosque
30 treinta braccio brazo
40 quarenta brodo caldo
50 cinquenta budino flan
60 sesenta buonanotte buenas noches
70 setenta buonasera buenas tardes
80 ochenta buongiorno buenos dias
90 noventa burro mantequilla
100 cien caccia caza
1000 mil caffè café
a che ora parte… a qué ora sale… caffelatte café con leche
acciuga anchoa calamaretti chiprrones
aceto vinagre calamari calamares
acqua agua calcio (gioco) futbòl
addio hasta luego, adiòs caldo caliente
aeroporto auropuero calore calor
aglio ajo camera cama
agnello cordero camminare andar
agosto agosto capelli cabellos
albergo di lusso parador capisco entiendo
albero arbol cappella capilla
altopiano meseta capra cabra
amico amigo carciofo alcachofa
aperto abierto carne ternera
approfittarsi aprovechar Carta papel
aprile abril Carta di credito tarjeta
arancia naranja casale caserio
arrivare llegar castello castillo
catena montuosa sierra
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cavolo col estuario ria
cena cena fagioli judias
centro storico casco antigo farmacia farmacia
cercare buscar fava haba
che ora è? que hora es? febbraio febrero
chiesa iglesia fegato hìgado
chiuso cerrado ferrovia ferrocaril
ci vediamo … nos vemos … festa fiesta
ciao hola fidanzata novia
ciliegia cereza fiera feria
cipolla cebolla figlio hijo
colazione desayuno filetto fileta
come si chiama… come se llama.. fino a hasta
come stai? que tal? fiume rio
confraternita cofradia formaggio queso
conto cuenta freccia gialla flecha amarilla
coperta colcha freddo frio
cosa spendo? qué lew debo? frittata tortilla
costa cuesta fritto frito
costoletta chuleta frutta fruta
cotto cocido fungo champiñon
crema natilla gabinetto aseo
crocefisso agli incroci cruceiro galiziano gallego
culo culo gambe piernas
cuscino almohada gambero gamba
custode dell'albergue hospitalero gelato helado
data fecha gennaio enero
davanti delante ginocchia rodillas
decimo decimo giovedì jueves
dente diente giugno junio
dessert postres granaio horreo
destra derecha grazie gracias
dicembre diciembre grotta cueva
dietro detràs hamburger hamburguesa
dito dedo hotel hotel, hostal
doccia ducha ieri ayer
dolce postre insalata ensalada
domani mañana inverno invierno
domenica domingo io yo
donna mujer latte leche
dormire dormir lavare i panni lavar los paños
dove è … donde està … lavatoio lavadero
dove trovo un … donde hay un … lavatrice lavadora
dritto al frente lei ella
essere sèr lentamente despacio
estate verano Letto cama

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limone limón orata dorada
lingua lengua ore piccole madrugada
lombata lomo ospedale hospital
lontano lejos osteria bodega
loro ellos ottavo pctavo
luce luz ottobre octubre
luglio julio padre padre
lui el paese pueblo
lunedì lunes pane pan
macchina fotografica camara panino bocadillo
madre madre panna nata
madrileni gatos parco parque
maggio mayo parlare hablar
maionese mayonesa parli italiano? hablas italiano?
mais maiz partenza salida
mancare (quanto manca?) faltar (cuanto falta?) passaggio pasaye
manzo vaca passo, valico collado
martedì martes pasta (dolce) pastela
marzo marzo patata patata, papa
mela manjana pelle piel
menu carta pentola olla
menu a prezzo fisso menu del dia peperoni pimientos
mercoledì miercoles per favore por favor
mezzo medio pesca melocoton
mezzogiorno mediodia pesce pescado
mi dispiace disculpeme petto di pollo pechuga
mi sembra … me parece … piastra (cottura) plancha
miele miel piatto unico plato combinado
mio mi piazza plaza
molto mucho piedi pie
municipio ayuntamiento pioggia lluvia
mura cittadine muralla piselli guisantes
nasello merluza polizia guardia civil
naso nariz pollo pollo
nebbia niebla polpo pulpo
negozio tienda pomodoro tomate
neve nieve ponte puente
noi nosotros pranzo comida
nono novenpo prego de nada
nostro nuestro primavera primavera
notte noche primo primer
novembre noviembre processione romeria
nulla nada prosciutto jamon
oggi hoy prossimo proximo
olio aceite può indicarmi.. me puede indicar
oliva acetuina può scriverlo puede escribir?

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quanto costa cuanto cuesta tonno atùn
quartiere barrio torrone trurròn
quarto cuarto torta pastel, tarta
quinto quinto treno tren
rifugio albergue trota trucha
riposarsi descansar tu tu
riso arroz tuo tuyo
ruscello arroyo uccello pajaro
russare roncar ufficio postale correos
sabato sàbado ufficio turistico oficina de turismo
sale sal ultimo ultimo
salire subir uomo hombre
salmone salmon uovo huevo
salsiccia fresca salchicha uscire salir
salsiccia rossa chorizo uscita salida
salsiccia stagionata salchichon uva uva
salumi charcuterìa velocemente rapido
scendere bajar venerdì viernes
schiena espalda verso hacia
scusi perdòn verso il basso abajo
secco seco verso l'alto arriba
secolo siglo vescica ampolla
secondo segundo viale avenida
sempre dritto todo recto vicino cerca
sentiero senda vietato prohibido
sesto sexto vino vino
settembre setiembre vino bianco vino blanco
settimo septimo vino rosso vino tinto
sindaco alcalde voi vosotros
sinistra izquerda vorrei un biglietto quisiera un billete
sole sol vostro vuestro
spiaggia playa yogourt yogùr
spinaci espinacas zaino mochila
spuntino da bar tapa zucchero azucar
stanco cansado
stazione estaciòn
carretera, ruta, camino Brevi info sulla pronuncia:
strada LL - si pronuncia come la i
strada di campagna pista, carreterita es. ampolla si pronuncia ampoia
strada di città calle amarilla >> amaria
succo di frutta zumo H - la H iniziale non si pronuncia
su es. hola si pronuncia “_ola”
suo CH - si pronuncia ci
tenere tenèr Mucho si pronuncia “mucio”
terzo tercero V - la V si pronuncia quasi una “B”
testa cabeza es. Ventana si pronuncia “Bentana”
sello Vaso >> baso
timbro J - si pronuncia come un H espirata
toilette servicio Roja si pronuncia roha

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La storia di Santiago de Compostela
(….una delle tante versioni)

Giacomo, figlio di Zebedeo, pescatore, era uno dei 12 apostoli, come il fratello Giovanni
l'Evangelista. Dopo la resurrezione di Cristo per molti anni girò la penisola iberica per
compiere l'opera di evangelizzazione. Tornato in Palestina fu fatto decapitare dal re Erode
Agrippa, che temeva che l'apostolo acquisisse un eccessivo potere; i suoi discepoli Atta-
nasio e Teodoro ne raccolsero il corpo e lo trasportarono segretamente con una nave nei
luoghi della predicazione. Sbarcati nei pressi di Finisterre si addentrarono in Galicia e gli
diedero sepoltura.Nei secoli successivi si perse traccia del sepolcro. Nell'anno 813 l'ere-
mita Pelayo vide, per molti giorni successivi, una pioggia di stelle cadere sopra un colle.
Una notte gli apparve in sogno San Giacomo che gli svelò che il luogo delle luci indicava
la sua tomba. L'abate rimosse la terra che nei secoli si era depositata e scoprì il sepol-
cro. Ne diede notizia al Vescovo locale Teodomiro che confermò la veridicità dell'acca-
duto. La notizia giunse presto al papa ed ai principali sovrani cattolici dell'epoca. Di qui
iniziò il culto di Santiago (il nome è la contrazione di San Giacomo). Fu costruita una
piccola chiesa sul luogo del sepolcro; ben presto sorse intorno una città che fu denomina-
ta Santiago de Compostela (da campus stellae)

I Pellegrini

Lungo i diversi itinerari che portano a Santiago di Compostela sono transitate persone di
qualsiasi indole e condizioni: pellegrini di buona fede, per condanna giudiziaria o canoni-
ca, giullari, mendicanti, vagabondi, avventurieri, profughi, banditi...

I penitenti religiosi realizzavano il cammino mossi da una necessità personale, sentivano


un desiderio incontenibile di visitare il luogo nel quale riposavano i resti dell'Apostolo San-
tiago per ottenere una relazione personale con lui.

Il pellegrino alla partenza si spogliava degli averi e spesso doveva vendere o ipotecare i
beni per potersi finanziare il viaggio. Faceva testamento e dava disposizioni per il gover-
no del patrimonio in sua assenza. Spesso la Chiesa interveniva attivamente in questa
funzione di tutela. Questo stato particolare conferiva al pellegrino un particolare presti-
gio.
La scelta di fare un pellegrinaggio era generalmente una libera decisione personale:
- per chiedere una grazia
- per adempiere ad un voto
- per una ricerca religiosa personale
Tuttavia in molti casi era imposto come pena dal giudice o come penitenza dal confessore
per colpe o peccati di particolare gravità. Chi era ricco poteva mandare una persona a
fare il pellegrinaggio per proprio conto.
I pellegrini viaggiavano solitamente in gruppo, per sostentarsi e proteggersi reciproca-
mente: i pericoli erano rappresentati dallo stato spesso precario delle strade, dalle cata-
strofi naturali e soprattutto dai banditi che infestavano le strade.
Lungo il percorso si sviluppò una rete di servizi per il sostentamento dei pellegrini: chiese,
monasteri, alloggi, ospizi, ospedali, locande, molti dei quali ancora visibili ai nostri giorni.
Lungo il cammino nacquero paesi e città, furono costruite strade, ponti. Della protezione
dei pellegrini dagli assalti dei briganti si occuparono per un lungo periodo molti ordini ospi-

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taleri: tra essi principalmente i Templari (fino al loro scioglimento - secolo XIII). Molti re e
personaggi noti effettuarono il pellegrinaggio: San Francesco fu uno di questi.

Il pellegrinaggio a Santiago de Compostela ebbe una rapida diffusione nel mondo cristia-
no, nel quadro del rifiorire della spiritualità che caratterizzò l'inizio del secondo millennio.
Dante Alighieri (Vita Nova, XL, XXIV) parla di tre grandi vie di pellegrinaggio:
- una diretta a Gerusalemme - i pellegrini erano detti "palmieri" (le palme d'oltremare); la
palma era anche il simbolo del pellegrinaggio.
- una diretta a Roma - i pellegrini erano detti "romei" (da Roma); il simbolo era la croce.
- una diretta a Santiago - erano i "pellegrini" propriamente detti (il luogo più lontano, più
peregrino); il simbolo era la conchiglia.
Le grandi direttrici dei tre grandi pellegrinaggi del mondo cristiano erano costituite da:
- un insieme di vie che, attraversando la Francia su più tracciati, confluivano a Roncesval-
les e a Puente la Reina, per dirigersi a Santiago de Compostela
- un altro insieme di vie che, provenendo da diverse località europee, confluiva nella Via
Francigena fino a Roma; chi andava in Terrasanta proseguiva lungo l'antica via Appia fino
ai porti pugliesi. Questa stessa via era utilizzata, in direzione opposta, dai pellegrini che,
partiti dall'Italia diretti a Santiago, valicavano le Alpi e si immettevano nella Via Tolosana.
Il pellegrinaggio verso Santiago ebbe periodi di maggiore o minore partecipazione. Fu
sostenuto e promosso soprattutto dalla componente più illuminata ed evangelica della
Chiesa. Nel secolo XVIII iniziò un progressivo declino. La maggior parte delle strutture di
accoglienza cadde in abbandono; altre cambiarono destinazione d'uso. Una ripresa è
iniziata negli anni '80. Un decisivo contributo è stato dato dalla visita del papa Giovanni
Paolo II a Santiago nell'anno 1989, in concomitanza con l'incontro mondiale della gioven-
tù: mezzo milioni di giovani convennero a Santiago da ogni parte del mondo, e fu la mag-
gior concentrazione di pellegrini mai registrata. Da allora il flusso dei pellegrini è aumen-
tato progressivamente e in modo inarrestabile, tanto che, nei mesi estivi, si creano spesso
situazioni di eccessivo affollamento negli albergue esistenti, nonostante le strutture tem-
poranee aggiuntive che vengono allestite dai Comuni, dalle Parrocchie, dalle Associazio-
ni.
Il 23 ottobre 1987 il Consiglio d'Europa ha dichiarato i percorsi che portano a San-
tiago "itinerario culturale europeo", mettendo a disposizione risorse economiche per
segnalare convenientemente il cammino, ristrutturare e costruire i rifugi per alloggiare i
pellegrini; nel 1993 l'UNESCO li ha dichiarati "patrimonio dell'Umanità".

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1 www.caminodesantiago.consumer.es

Buen camino ... siempre


Ricorda che le migliori guide per
il cammino di Santiago
sono: flecha amarilla y concha

Freccia gialla e Conchiglia

www.pellegrinibelluno.it

Stampa l’elenco delle accoglienze aggiornato


http://www.pellegrinibelluno.it/ElencoAccoglienze1.asp
Gui1 - 03 maggio 2012 - realizzazione Oriano Rinaldo
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