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Politecnico di Milano

Dipartimento di Energia

Temi d’esame risolti per i corsi di


"MACCHINE"
"SISTEMI ENERGETICI LM"
docente prof. P. Chiesa
Politecnico di Milano − Corso di “Macchine (LM)” – docente: prof. P Chiesa 2 / 71

Quesito A.1 (Emissioni)


Una caldaia alimentata a gas naturale (composizione 100% CH4) presenta le seguenti condizioni di funzio-
namento:
• portata di combustibile: 250 Sm3/h
• eccesso d’aria: 25%
• rendimento: 85%
• concentrazione di NOX nei fumi al camino: 80 ppm
Si chiede di valutare:
• la potenza termica utile resa dalla caldaia
• le emissioni di NO2 in mg/Nm3 normalizzate al 3% di O2 nei fumi secchi
• le emissioni orarie di CO2 e NO2
• le emissioni specifiche di CO2 e NO2 (espresse in massa di inquinante per kWh termico generato)
Dati per la risoluzione del quesito:
Standard m3 (Sm3): 1 m3 alla temperatura di 25°C e pressione di 1.013 bar
Massa molecolare CH4: 16 kg/kmol
Potere calorifico del CH4: 50.01 MJ/kg
Composizione molare aria: N2 = 79%, O2 = 21%
Massa molecolare CO2: 44 kg/kmol
Massa molecolare NO2: 46 kg/kmol

Soluzione
Dai dati del problema è immediatamente possibile valutare la potenza termica utile resa dalla caldaia. Sono in-
fatti assegnate:
• la portata volumetrica di combustibile: V& = 250 Sm3/h (Sm3 sono m3 valutati alle condizioni standard)
C

R⋅T
• la densità del combustibile: ρ = = 0.6540 kg/m3, dato che:
p ⋅ MCH4
R è la costante dei gas, pari a 8314 J/kmol-K,
T è la temperatura standard pari a 25°C = 298.15 K,
p è la pressione standard pari a 1 atm = 101325 Pa,
MCH4 è la massa molecolare del combustibile pari a 16 kg/kmol,
& C ) è calcolabile come:
e quindi la portata di combustibile introdotto in caldaia ( m
& = ρV& = 4.542 x 10−2 kg/s,
m C C
mentre la potenza termica utile (PUT) della caldaia è determinata grazie alla relazione:
PUT = m & C ⋅ PCI ⋅ ηT = 1931 kW
in cui:
− PCI è il potere calorifico inferiore del combustibile pari a 50.01 MJ/kg,
− ηT è il rendimento termico della caldaia pari a 0.85.
Passiamo ora al calcolo delle emissioni. È innanzitutto necessario valutare portata e composizione dei fumi
al camino. Nota la composizione del combustibile e del comburente, la reazione stechiometrica di ossidazio-
ne del combustibile si può scrivere in questo modo:
CH4 + nOX,ST (x O2,OX O2 + x N2,OX N2 ) → CO2 + 2 H2O + nOX,ST ⋅ x N2,OX N2
dove nOX,ST è il rapporto di miscela stechiometrico, cioè il numero di moli di ossidante (aria) necessari a ossidare
stechiometricamente una mole di combustibile e può essere determinato attraverso il bilanciamento della specie
atomica ossigeno fra reagenti e prodotti di reazione:
2
2·nOX,ST·xO2,OX = 4 ⇒ nOX,ST = = 9.524 molOX / molCH4
x O2,OX
essendo xO2,OX = 0.21 e xN2,OX = 0.79 le frazioni molari rispettivamente di O2 e N2 nell’ossidante.
Essendo assegnato un eccesso d’aria (ε) pari a 0.25, il rapporto di miscela effettivo nOX è immediatamente
calcolabile grazie alla relazione:
nOX = nOX,ST·(1+ε) = 11.90 molOX / molCH4
A questo punto è possibile valutare la composizione dei prodotti al camino scrivendo l’effettiva reazione di
combustione, data da:
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CH4 + nOX (x O2,OX O2 + x N2,OX N2 ) → CO 2 + 2 H2O + (nOX ⋅ x O2,OX − 2)O 2 + nOX ⋅ x N2,OX N2
Detto zJ il numero di moli della J-esima specie chimica presenti nei prodotti della reazione di una mole di
CH4, dalla reazione precedente è immediato calcolare:
zCO2 = 1, zH2O = 2, zO2 = nOX·xO2,OX − 2 = 0.5 zN2 = nOX·xN2,OX = 9.405
È poi possibile risalire alla frazione molare della J-esima specie chimica nei prodotti di combustione utiliz-
zJ
zando la relazione: x J,PR = , da cui risulta:
∑J zJ
xCO2,PR = 0.0775, xH2O,PR = 0.1550, xO2,PR = 0.0387, xN2,PR = 0.7288
Si noti che per il calcolo della composizione si è ipotizzato che la presenza di NOX sia tale da non modificare
apprezzabilmente le concentrazioni delle altre specie chimiche. Data la bassa concentrazione di NOX
(xNOX,PR = 80 ppmv = 8 x 10−5), l’assunzione è perfettamente lecita.
Nota l’effettiva composizione dei prodotti di combustione, è immediato valutare la concentrazione di O2 e
NOX nei fumi anidri (cioè secchi, privi di H2O):
x O2,PR x NOX,PR
x O2,FS = = 0.0459, x NOX,FS = = 94.7 x 10−6 = 94.7 ppmv
1 − x H2O,PR 1 − x H2O,PR
È quindi necessario applicare la correzione per riportare la concentrazione di NOX alle specifiche della nor-
mativa (fumi secchi aventi concentrazione di O2 pari al 3%):
x − x O2,NORM
x NOX,NORM = x NOX,FS O2,OX = 103.8 ppmv
x O2,OX − x O2,FS
in cui:
xO2,OX è la frazione di ossigeno nell’aria secca di diluizione (nel nostro caso pari a 0.21)
xO2,NORM è la frazione molare di O2 specificata dalla normativa pari a 0.03.
Per esprimere le emissioni in termini massici, si assume che tutti gli NOX siano presenti nei fumi allo scarico
sotto forma di NO2: di conseguenza le emissioni (eNO2) sono calcolabili dalla relazione:
x ⋅M
eNO2 = NOX,NORM NO2 = 213.1 mg/Nm3
⎡ Nm3 ⎤
22.41⎢ ⎥
⎣⎢ kmol ⎦⎥
in cui MNO2 è la massa molecolare dell’NO2 (pari a 46 kg/kmol) mentre a denominatore il fattore 22.41 rap-
presenta il volume occupato da una kmol di gas (considerato perfetto) alle condizioni normali (temperatura =
0°C, pressione = 1 atm)
Per valutare le emissioni orarie di CO2 e NO2, nota la concentrazione delle due specie chimiche negli effettivi
prodotti di combustione, è necessario innanzitutto calcolare la portata di gas scaricati al camino.
La portata molare di combustibile ( M& ) utilizzato in caldaia è calcolabile nota la sua massa molecolare:
C
&C
& = m
MC = 4.542 x 10−2 kmol/s.
MCH4
Il numero di moli di prodotti generato dalla combustione di 1 mole di CH4 è pari a ΣJzJ = 12.90 e quindi la
& &
portata molare di prodotti di reazione è pari a M PR = MC ⋅ Σ J z J = 0.03663 kmol/s
e quindi le portate massiche orarie di CO2 e NO2 possono essere ricavate dalle relazioni:
&
& CO2 = x CO2,PR ⋅ M ⎡s⎤
m PR ⋅ MCO 2 ⋅ 3600 ⎢ ⎥ = 449.6 kg/h
⎣h⎦
&
& NO2 = x NO2,PR ⋅ M ⎡s⎤
m PR ⋅ MNO 2 ⋅ 3600 ⎢ ⎥ = 0.5064 kg/h
⎣h⎦
dove MCO2 e MNO2 sono le masse molecolari di CO2 e NO2 pari rispettivamente a 44 e 46 kg/kmol.
Infine è possibile calcolare le emissioni specifiche all’energia termica prodotta semplicemente rapportando
l’emissione oraria alla potenza termica utile. Si ha perciò:
&
m
ECO2 = CO2 = 232.9 g/kWh
PUT
& NO2
m
ECO2 = = 262.3 mg/kWh
PUT
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Quesito A.2 (Emissioni)


Valutare le emissioni assolute e relative (riferite cioè al kWh prodotto) di SO2 rilasciate al camino di un ciclo a
vapore a carbone, sapendo che:
– la potenza elettrica netta del ciclo è di 940 MW
– il rendimento elettrico netto del ciclo è pari al 41.5%
– il carbone che alimenta il ciclo ha un potere calorifico inferiore pari a 25.4 MJ/kg e un contenuto di zolfo
in massa pari all’1.8 %
– tutto lo zolfo presente nel carbone viene ossidato a SO2 e il desolforatore ha un’efficienza di abbattimen-
to pari al 96 %
Dati per la risoluzione del quesito:
Massa molecolare S: 32 kg/kmol
Massa molecolare SO2: 64 kg/kmol

Soluzione
Con i dati a disposizione è immediato valutare la portata massica di combustibile che alimenta la centrale:

m& C = PEL = 89.18 kg/s


ηEL ⋅ PCI
in cui:
PEL è la potenza elettrica della centrale pari a 940 MW,
ηEL è il rendimento elettrico netto di centrale pari a 0.415
PCI è il potere calorifico inferiore del combustibile pari a 25.4 MJ/kg.
Dato che il contenuto di zolfo del carbone è pari all’1.8% in massa (yS = 0.018), la portata massica di zolfo ali-
mentata alla centrale con il combustibile è pari a:
&S =m
m & C ⋅ y S = 1.605 kg/s
Siccome nella reazione di ossidazione ad ogni mole zolfo nei reagenti se ne ritrova una di SO2 tra i prodotti e
l’efficienza di abbattimento del desolforatore (ηFGD) è pari a 0.96, la portata di SO2 emessa allo scarico della cen-
trale è data dalla relazione:
& SO2 = m
m & S MSO2 (1 − ηFGD ) = 0.1284 kg/s
MS
In cui MSO2 e MS sono le masse molecolari di SO2 e S pari rispettivamente a 64 e 32 kg/kmol.
L’emissione specifica di SO2 rispetto all’energia prodotta si ricava dal rapporto fra la portata emessa e la po-
tenza generata dall’impianto:
&
m ⎡s⎤
ESO2 = SO2 3600 ⎢ ⎥ = 491.8 mg/kWh
PEL ⎣h⎦
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Quesito A.3 (Emissioni)


Un ciclo a vapore alimentato a gas naturale ha rendimento elettrico netto pari al 39.5% ed emissioni di NOX
in fumi secchi normalizzati al 3% di O2 pari a 160 mg/Nm3. Giunto al termine della sua vita utile, esso viene
sostituito da un ciclo combinato di identica potenza avente un rendimento del 55% ed emissioni di NOX in
fumi secchi normalizzati al 15% di O2 pari a 45 mg/Nm3. Si valuti la riduzione percentuale di emissioni di NOX
derivante dalla sostituzione.

NB: per risolvere il quesito considerare il contenuto di O2 nell’aria secca pari al 21%.

Soluzione
Siccome le emissioni di NOX del ciclo a vapore (eCV, espresse in mg/Nm3) sono riportate secondo un tenore di
ossigeno differente rispetto al ciclo combinato, occorre innanzitutto rendere la prima misura omogenea con la
seconda. È possibile riportare il valore di emissioni del ciclo a vapore dal 3 al 15% di O2 attraverso la seguente
relazione:
x O2,AS − 0.15
e CV,15 = e CV,3 = 53.3 mg/Nm3
x O2,AS − 0.03
in cui xO2,AS è il tenore dell’aria secca di diluizione pari a 0.21.
Detta PEL la potenza elettrica netta generata, la portata di gas naturale fornita ai due impianti vale rispettivamen-
te:

m& C,CC = PEL


ηCC ⋅ PCI

& C,CV = PEL


m
ηCV ⋅ PCI
Detta K la portata massica di gas combusti anidri al 15% di O2 derivanti dall’ossidazione di 1 kg/s di combustibi-
le, la quantità di NOX che viene generata nei due casi è pari rispettivamente a:

ciclo combinato: m & C,CC ⋅ K ⋅ e CC,15 = PEL K ⋅ e CC,15


& NOX,CC = m
ηCC ⋅ PCI

& NOX,CV = m
& C,CV ⋅ K ⋅ e CV,15 = PEL
ciclo a vapore: m K ⋅ e CV,15
ηCV ⋅ PCI
Il rapporto fra le emissioni di NOX rilasciate dai due impianti sarà quindi:
PEL ⋅ K ⋅ e CC,15
m& NOX,CC ηCC ⋅ PCI
= = 0.6060
mNOX,CV PEL ⋅ K ⋅ e CV,15
&
ηCV ⋅ PCI
da cui si deduce che la riduzione di emissioni di NOX derivante dalla sostituzione del ciclo a vapore con il ci-
clo combinato è pari al 39.4%.
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Quesito A.4 (Emissioni)


Un ciclo combinato genera 380 MW elettrici netti conseguendo un rendimento del 55%. Sapendo che:
− il ciclo viene alimentato con metano puro (CH4) avente potere calorifico inferiore pari a 50.01 MJ/kg
− il contenuto di CO2 e H2O nei gas di scarico al camino è rispettivamente pari a 3.6% e 8.2%
− il contenuto di NOX nei gas allo scarico è pari a 22 ppm riportato secondo normativa a fumi secchi al
15% di O2
− è da considerarsi nullo il contenuto di CO2 nell’aria ambiente aspirata dal compressore mentre si assuma
il contenuto di O2 nell’aria secca pari al 21%
Si richiede di valutare:
1) le emissioni di CO2 assolute (espresse in kg/s) e specifiche (espresse in g/kWh),
2) le emissioni di NOX (assunti come NO2) assolute (espresse in g/s) e specifiche (espresse in mg/kWh)
rilasciate al camino della centrale.
Dati per la risoluzione del quesito:
− massa molecolare H: 1 kg/kmol, C: 12 kg/kmol, N: 14 kg/kmol, O: 16 kg/kmol

Soluzione
Per rispondere alla prima domanda posta del problema occorre notare che, siccome l’aria ambiente non
contiene CO2, tutta quella presente nei fumi allo scarico del ciclo proviene dalla combustione del metano se-
condo la reazione CH4 + 2O2 → CO2 + H2O. La portata molare di CO2 nei fumi allo scarico sarà quindi coin-
cidente con la portata molare di metano introdotta nel ciclo. Quest’ultima è facilmente calcolabile con i dati a
disposizione attraverso le relazioni:
& CH4 = PEL
m = 13.82 kg/s
ηEL ⋅ PCICH4
& m& CH4
M CH 4 = = 0.8635 kmol/s
MMCH4
dove:
− m & CH4 è la portata massica di metano introdotto nel ciclo combinato,
− M &
CH 4 è la relativa portata molare di metano introdotto nel ciclo combinato,
− PEL è la potenza elettrica netta del ciclo combinato, pari a 380 MW,
− ηEL è il rendimento elettrico del ciclo combinato, pari a 0.55,
− PCICH4 è il potere calorifico inferiore del metano, pari a 50.01 MJ/kg,
− MMCH4 è la massa molecolare del metano, pari a 16 kg/kmol
Per quanto detto in precedenza M & =M & = 0.8635 kmol/s, e quindi la portata massica di CO2 emessa
CO 2,FS CH 4
al camino della centrale è pari a:
&
& CO2,FS = M
m CO 2,FS ⋅ MMCO 2 = 37.99 kg/s
essendo la massa molecolare della CO2 (MMCO2) è pari a 44 kg/kmol.
L’emissione specifica di CO2 è quindi immediatamente calcolabile grazie alla relazione:
& CO 2,FS
m ⎡s⎤
E CO2 = ⋅ 3600 ⎢ ⎥ = 359.9 g/kWh
PEL ⎣h⎦
Per rispondere alla seconda domanda, è innanzitutto necessario notare che fra i dati assegnati non compare
l’effettiva concentrazione di O2 nei fumi, necessaria a correggere il dato sulle emissioni di NOX riferito alla
percentuale di O2 dettata dalla normativa. Questo dato deve pertanto essere calcolato dai dati disponibili at-
traverso il bilancio della combustione del metano utilizzato nell’impianto. Facendo riferimento alla specie
chimica CO2, e notato che:
− la reazione di combustione non cambia il numero di moli fra reagenti e prodotti,
− la presenza di CO2 nell’aria ambiente è nulla,
&
detto Λ il rapporto molare fra aria aspirata al compressore e combustibile utilizzato ( M /M& ), il bilancio
ARIA CH 4
del processo di combustione porta a scrivere la relazione:
1
x CO2,GAS =
Λ +1
in cui xCO2,GAS è la frazione molare della CO2 nei gas combusti (assegnata pari a 0.036) e che permette di de-
terminare l’incognita Λ = 26.78 kmolARIA/kmolCH4.
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Il bilancio molare per la combustione della specie chimica H2O porta invece a scrivere:
Λ ⋅ x H2O,ARIA + 2
x H2O,GAS =
Λ +1
in cui:
− xH2O,GAS è la concentrazione di H2O nei gas al camino, assegnata pari a 0.082
− xH2O,ARIA è la concentrazione di H2O nell’aria comburente, che rappresenta l’incognita dell’equazione
Risolvendo la precedente equazione nell’incognita evidenziata, si ricava quindi xH2O,ARIA = 0.01037.
A questo punto è possibile scrivere il bilancio molare di combustione della specie chimica O2, per determinarne
la concentrazione nei fumi allo scarico. Si ha dunque:
Λ ⋅ (1 − x H2O,ARIA ) ⋅ x O2,AS − 2
x O2,GAS = = 0.1283
Λ +1
in cui:
− xO2,GAS è la frazione molare di ossigeno nei gas combusti
− xO2,AS è la frazione molare di ossigeno nell’aria secca (nel nostro caso pari a 0.21)
Si osservi che nella precedente equazione il prodotto Λ·(1-xH2O,ARIA) rappresenta il numero di moli di aria secca
per mole di CH4.
Nota le concentrazioni effettive dei fumi al camino per O2, H2O e CO2, (dette genericamente xI,GAS) è immediato
valutare quelle nei fumi secchi (xI,FS) attraverso la relazione:
x I,GAS
x I,FS =
(1 − x H2O,GAS )
in cui xH2O,GAS è la frazione molare del vapor d’acqua nei gas, pari a 0.082, ricavando quindi: xCO2,FS = 0.0392
e xO2,FS = 0.1398.
Nota la xO2,FS è possibile applicare la correzione per riportare la concentrazione di NOX dalle specifiche della
normativa (fumi secchi aventi concentrazione di O2 pari al 15%) alla composizione effettiva di fumi secchi,
ricavando:
x O2,AS − x O2,FS
x NOX,FS = x NOX,NORM = 25.74 ppmv = 2.574x10-5
x O2,AS − x O2,NORM
in cui xO2,NORM è la frazione molare di O2 specificata dalla normativa pari a 0.15.
& & -4
La portata molare di NOX risulta infine: M NOX,FS = MFS ⋅ x NOX,FS = 5.667x10 kmol/s. Nella precedente rela-
& ) calcolabile attraverso una delle se-
zione si è fatto uso della portata molare effettiva di fumi secchi ( M FS
guenti relazioni:
M&
&
M =
CO 2,FS
= 22.02 kmol/s
FS
x CO2,FS

FS = MCH4 ⋅ (1 + Λ ) ⋅ (1 − x H2O,GAS ) = 22.02 kmol/s


&
M &
& NO2,FS = MNOX,FS ⋅ MMNO2 = 26.07 g/s, essendo la massa mo-
L’emissione assoluta di NO2 è quindi pari a: m
lecolare dell’NO2 (MMNO2) pari a 46 kg/kmol.
L’emissione specifica di NO2 è infine immediatamente calcolabile grazie alla relazione:
& NO2,FS
m ⎡s⎤
E CO2 = ⋅ 3600 ⎢ ⎥ = 247.0 mg/kWh
PEL ⎣h⎦
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Quesito A.5 (Emissioni)


Una turbina a gas ha una potenza elettrica di 28 MW e una portata di gas allo scarico di 87 kg/s. Sapendo
che:
− la massa molare dei gas di scarico è 28.4 kg/kmol
− la concentrazione molare di O2 nei gas di scarico è pari al 13%
− la concentrazione molare di H2O nei gas di scarico è pari all’8%
− la concentrazione di NOX è pari a 34 mg/Nm3 nei fumi secchi riportati al 15% di O2
− la concentrazione di O2 nell’aria secca è pari al 21%
− la massa molecolare dell’aria è pari a 18 kg/kmol
Si chiede di valutare le emissioni assolute e specifiche di NOX (espresse rispettivamente in termini kg/h e
g/kWh).

Soluzione
Dato che la concentrazione di NOX è assegnata con riferimento a fumi secchi al 15% di O2, per calcolare le
emissioni di assolute di NOX occorre valutare la portata (espressa in Nm3/s) di fumi secchi allo scarico e ri-
portare la concentrazione all’effettivo contenuto di O2 nei fumi secchi.
x
La frazione massica yH2O,GAS di H2O nei gas allo scarico è: y H2O,GAS = H2O,GAS = 0.0507, in cui:
MMGAS
• xH2O,GAS è la frazione molare di H2O nei gas effettivi, pari a 0.08
• MMGAS è la massa molare dei gas pari a 28.4 kg/kmol
La portata massica di fumi secchi risulta quindi: m& FS = m& GAS ⋅ (1 − y H2O ) = 82.59 kg/s, dato che m
& GAS è la
portata massica effettiva di gas allo scarico della turbina, pari a 87 kg/s. Per convertire la portata massica in
Nm3/s è sufficiente osservare che:
MMGAS = (1 − x H2O ) ⋅ MMFS + x H2O ⋅ MMH2O
MMGAS − x H2O ⋅ MMH2O
e quindi MMFS = = 29.30 kg/kmol, in quindi MMH2O è la massa molare dell’acqua, pa-
1 − x H 2O
& & FS
m
ri a 18 kg/kmol. La portata molare di gas combusti secchi è quindi M FS = = 2.818 kmol/s. Siccome in
MMFS
condizioni normali (0°C, 1 atm), una kmole di gas perfetto occupa un volume di 22.44 m3, ne segue che la
& FS corrisponde a 63.17 Nm3/s.
portata massica di gas combusti secchi m
La concentrazione di O2 nei gas combusti privi di acqua è calcolabile attraverso la relazione:
x O2,FS = x O2,GAS ⋅ (1 − x H2O,GAS ) = 0.1413
È poi possibile riportare la concentrazione di NOX all’effettivo contenuto di O2 nei fumi secchi attraverso la
relazione:
x O2,AS − 0.1413
e NOX,FS = e NOX,15 = 38.93 mg/Nm3
x O2,AS − 0.15
in cui:
• eNOX,FS è la concentrazione di NOX nei fumi secchi effettivi (cioè con concentrazione molare di O2 pari a
0.1413)
• eNOX,15 è la concentrazione di NOX nei fumi secchi con concentrazione di O2 pari a 0.15, assegnata dal
testo pari a 34 mg/Nm3
• xO2,AS è la frazione di O2 nell’aria secca, pari a 0.21
A questo punto è possibile calcolare l’emissione assoluta di NOX: m & NOX = m
& FS ⋅ e NOX,FS = 2.459 g/s = 8.853
kg/h. Le emissioni specifiche per unità di energia elettrica generata sono infine:
m& ⎡s⎤
ENOX = NOX ⋅ 3600⎢ ⎥ = 0.3162 g/kWh
PEL ⎣h⎦
Essendo PEL la potenza elettrica generata dalla turbina, pari a 28000 kW.
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Quesito B.1 (Analisi economica)


Scegliendo fra le tecnologie (tutte con alimentazione a gas naturale) elencate nella tabella sottostante:

costo Costi di O&M η medio


specifico fissi variabili annuo
Impianto (€/kWNOM) (€/kWNOM-anno) (€/MWh) effettivo
CC: ciclo combinato 530 18 4.0 0.53
HDGT: turbina a gas heavy duty 250 12 2.5 0.33
ADGT: turbina a gas aeroderivata 310 12 2.6 0.39
IC: turbina a gas interrefrigerata 390 16 3.5 0.44
in cui:
– il costo specifico è comprensivo degli interessi durante la costruzione
– i costi fissi di O&M indicati sono già comprensivi di costi di proprietà, spese per assicurazioni e altre spe-
se generali
– il rendimento indicato è quello medio annuo effettivo

valutare qual è la scelta migliore dal punto di vista economico per la generazione di elettricità in corrispon-
denza di un funzionamento annuo pari a 3000 ore equivalenti assumendo:
– la quota di capitale da caricare annualmente (CCR) pari al 15%
– il costo del combustibile pari a 0.18 €/Nm3
– il potere calorifico del combustibile pari a 37 MJ/Nm3

Soluzione
Il costo totale di generazione elettrica (COE) per ciascuna tipologia impiantistica considerata può essere calcola-
ta come la somma di voci differenti:
C ⋅ CCR
• quota derivante dalla ripartizione dell’investimento iniziale: c INV = INV
nEQ
CO & M
• quota derivante dal costo fisso annuo di manutenzione: c O & M,F =
nEQ
• quota derivante dai costi variabili di manutenzione: cO&M,V
p ⎡ MJ ⎤
• quota connessa all’acquisto di combustibile: c CB = ⋅ 3.6 ⎢ ⎥
η ⋅ PCI ⎣ kWh ⎦
in cui:
− CINV è il costo specifico di investimento comprensivo degli interessi durante la costruzione, espresso in
€/kW
− CCR è la quota di capitale annua da caricare sul costo dell’energia per rientrare dell’investimento iniziale
effettuato
− nEQ è il numero di ore equivalenti di funzionamento annuo, espresso in h/anno
− CO&M è il costo specifico fisso annuo di per “operating & maintenance”, espresso in €/kW-anno
− p è il prezzo del combustibile, espresso in €/Nm3
− PCI è il potere calorifico del combustibile, espresso in MJ/Nm3
Applicando le precedenti formule alle quattro tipologie impiantistiche considerate si determinano questi risul-
tati:
CC HDGT ADGT IC
cINV, c€/kWh 2.650 1.250 1.550 1.950
cO&M,F, c€/kWh 0.600 0.400 0.400 0.533
cO&M,V, c€/kWh 0.400 0.250 0.260 0.350
cCB, c€/kWh 3.304 5.307 4.491 3.980
COE, c€/kWh 6.954 7.207 6.701 6.814

da cui si desume che la scelta migliore dal punto di vista economico è la turbina a gas di derivazione aero-
nautica (ADGT) dato che presenta il minor costo del kWh generato in corrispondenza delle condizioni opera-
tive assegnate.
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Quesito B.2 (Analisi economica)


Si considerino le due seguenti tecnologie di generazione di energia elettrica di base:

costo Costi di O&M η medio


specifico disponibilità fissi Variabili annuo
Impianto (€/kWNOM) h/anno (€/kWNOM-anno) (€/MWh) effettivo
CC: ciclo combinato a gas naturale 530 8000 19 2.5 0.54
CV: centrale vapore a carbone 1120 7400 38 4.5 0.39

in cui:
– il costo specifico è comprensivo degli interessi durante la costruzione
– i costi fissi di O&M indicati sono già comprensivi di costi di proprietà, spese per assicurazioni e altre spe-
se generali
– il rendimento indicato è quello medio annuo effettivo

Si determini il costo del gas naturale (espresso in €/Sm3) per cui il ciclo combinato raggiunge la parità eco-
nomica del costo di produzione del kWh con la centrale a carbone assumendo:
– la quota di capitale da caricare annualmente (CCR) pari al 14%,
– il costo del carbone è pari a 1.7 €/GJ
– il potere calorifico del gas naturale pari a 37 MJ/Sm3

Soluzione
Il costo totale di generazione elettrica (COE) per ciascuna tipologia impiantistica considerata può essere calcola-
ta come la somma di voci differenti:
C ⋅ CCR
• quota derivante dalla ripartizione dell’investimento iniziale: c INV = INV
nEQ
CO & M
• quota derivante dal costo fisso annuo di manutenzione: c O & M,F =
nEQ
• quota derivante dai costi variabili di manutenzione: cO&M,V
p ⎡ GJ ⎤
• quota connessa all’acquisto di combustibile: c CB = ⋅ 3.6 x 10 −3 ⎢ ⎥
η ⎣ kWh ⎦
in cui:
− CINV è il costo specifico di investimento comprensivo degli interessi durante la costruzione, espresso in
€/kW
− CCR è la quota di capitale annua da caricare sul costo dell’energia per rientrare dell’investimento iniziale
effettuato
− nEQ è il numero di ore equivalenti di funzionamento annuo (disponibilità), espresso in h/anno
− CO&M è il costo specifico fisso annuo di per “operating & maintenance”, espresso in €/kW-anno
− p è il prezzo del combustibile, espresso in €/GJ
Utilizzando le formule viste in precedenza è possibile valutare il costo di generazione elettrica per la centrale a
carbone. Essendo il costo del gas naturale l’incognita del problema, nel caso del ciclo combinato è possibile cal-
colare solamente cINV, cO&M,F e cO&M,V. I risultati di dettaglio sono presentati nella tabella sottostante.

CV CC
cINV, c€/kWh 2.119 0.928
cO&M,F, c€/kWh 0.514 0.238
cO&M,V, c€/kWh 0.450 0.250
cCB, c€/kWh 1.569
COE, c€/kWh 4.652

La condizione che rende il COE uguale nei due è esprimibile attraverso la relazione:
(c CB )CC = COECV − (cINV − c O&M,F − c O&M,V )CC = 3.237 c€/kWh
È quindi possibile valutare il prezzo del gas naturale che dà luogo alla quota calcolata nell’equazione prece-
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dente attraverso la seguente relazione:

(c CB )CC ⋅ ηCC ⋅ PCI


p= = 0.1796 €/Nm3
⎡ MJ ⎤
3.6 ⎢ ⎥
⎣ kWh ⎦
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Quesito C.1 (Fuori progetto − turbina)


Si consideri una turbina a vapore che alle condizioni di progetto è caratterizzata dalle seguenti condizioni:
• portata di vapore ammesso: 150 tonn/h
• pressione del vapore all’ammissione: 90 bar
• temperatura del vapore all’ammissione: 520 °C
• pressione di condensazione: 0.08 bar
• potenza alle pale: 45 MW
Valutare la portata smaltita dalla macchina e la potenza alle pale nel caso in cui:
• il vapore alle condizioni nominali viene laminato fino a 60 bar
• il rendimento isoentropico di turbina rimane invariato
• in seguito alla regolazione la pressione di condensazione scende a 0.07 bar

Soluzione
La risoluzione del problema presuppone innanzitutto il calcolo del rendimento isoentropico della turbina alle con-
dizioni di progetto. Con riferimento alla figura sottostante, le proprietà termodinamiche al punto 1 (ammissione in
turbina in condizioni nominali) possono essere determinate dal diagramma di Mollier: h1 = 3436.3 kJ/kg,
s1 = 6.723 kJ/kg. Il salto entalpico isoentropico in condizioni nominali è immediatamente calcolabile nota la pres-
sione di condensazione p2 = 0.08 bar. Si ha infatti: s2,IS = s1 = 6.723 kJ/kg e per mezzo del diagramma di Mollier
(o le tabelle delle condizioni di stato alla saturazione) si determina h2,IS = h(p2, s2,IS) = 2103.1 kJ/kg da cui
ΔhIS,NOM = h1 − h2,IS = 1333.2 kJ/kg. Il salto entalpico reale in condizioni nominali è invece calcolato come rappor-
to fra potenza alle pale e portata di vapore ammesso.
P
∆hR,NOM = PALE,NOM = 1080.0 kJ/kg
m& NOM
dove:
PPALE,NOM è la potenza alle pale in condizioni nominali pari a 45000 kW
& NOM è la portata ammessa in turbina in condizioni nominali pari a 150 tonn/h = 41.67 kg/s
m
Il rendimento isoentropico della turbina (calcolato alle condizioni nominali) è perciò dato dal rapporto:
∆hR,NOM
η= = 0.8101
∆hIS,NOM
Per il calcolo della potenza in condizioni di fuori progetto, occorre determinare innanzitutto il valore della portata
che si stabilisce in turbina a causa della laminazione da 90 a 60 bar (trasformazione 1−A nella figura sottostan-
te). Questa portata può essere stimata per mezzo della teoria dell’ellisse supponendo che la turbina operi in
condizioni di blocco sonico tanto in condizioni nominali che in fuori progetto. Essendo costante la geometria del-
la turbina e il fluido di lavoro, si avrà:
& NOM T1 m
m & T
= FP A
p1 pA
dove:
T1 è la temperatura assoluta del vapore all’ammissione in condizioni nominali, pari a 793.2 K
p1 è la pressione del vapore all’ammissione in condizioni nominali, pari a 90 bar
& FP è la portata ammessa in turbina in condizioni di fuori progetto, incognita dell’equazione in esame
m
TA è la temperatura assoluta del vapore all’ammissione in condizioni di fuori progetto
pA è la pressione del vapore all’ammissione in condizioni di fuori progetto, pari a 60 bar
Per risolvere la precedente equazione è prima necessario calcolare la temperatura TA. A questo scopo si può
notare che, essendo la laminazione un processo adiabatico e senza scambi di lavoro con l’esterno, dovrà esse-
re: hA = h1 = 3436.3 kJ/kg. Note due variabili termodinamiche nel punto, utilizzando il diagramma di Mollier risulta
possibile determinare la temperatura TA = T(pA, hA) = 506.0 °C = 779.2 K. Introdotto questo valore nell’equazione
& FP = 28.03 kg/s.
precedente, si può ricavare la portata in condizioni di fuori progetto: m
Per valutare la potenza alle pale della turbina occorre procedere al calcolo dell’espansione in condizioni di fuori
progetto. L’entropia all’ammissione è ricavabile dal diagramma di Mollier note pressione ed entalpia:
sA = s(pA, hA) = 6.900 kJ/kg-K. L’entalpia alla fine dell’espansione isoentropica (punto BIS) è invece ricavabile dal
diagramma di Mollier (o attraverso le tabelle) note pressione di condensazione pB = 0.07 bar ed entropia
sB,IS = sA = 6.900 kJ/kg-K: hB,IS = h(pB, sB,IS) = 2142.8 kJ/kg. La potenza alle pale in condizioni di fuori progetto
risulta perciò:
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& FP ⋅ (h A − hB,IS ) ⋅ η = 29366 kW.


PPALE,FP = m

3750

Isobara a 90 bar
3500 1 A
Isobara a 60 bar

3250
Curva di
Entalpia, kJ/kg

saturazione
3000

2750

2500
Isobara a 0.08 bar 2
B
2250
2IS
BIS Isobara a 0.07 bar
2000
6.50 6.75 7.00 7.25 7.50 7.75
Entropia, kJ/kg-°C
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Quesito C.2 (Fuori progetto − scambiatore)


Il condensatore di un ciclo a vapore è raffreddato da una corrente d’acqua avente portata pari a 3.8 m3/s pre-
levata da un fiume alla temperatura di 16°C. In condizioni nominali la potenza termica smaltita è pari a 120
MW e la temperatura di condensazione è pari a 33°C. Valutare la temperatura di condensazione quando la
potenza termica si riduce a 80 MW, supponendo che il coefficiente di scambio termico globale, la portata e la
temperatura dell’acqua refrigerante rimangano costanti.

Soluzione
Il condensatore del ciclo a vapore in esame è uno scambiatore a superficie sul cui lato caldo condensa vapore a
temperatura costante, mentre sul lato freddo l’acqua refrigerante assorbe calore riscaldandosi progressivamen-
te. Dato che una delle correnti è in cambio di fase, la disposizione dello scambiatore non influenza le caratteristi-
che dello scambio termico. Ipotizzata una disposizione controcorrente, lo scambiatore può essere schematizzato
come nella figura sottostante.

LATO CALDO
1 2

4 3
LATO FREDDO
Nota la potenza termica scambiata nel condensatore in condizioni nominali, è possibile ricavare la temperatura
della corrente fredda all’uscita del condensatore grazie a un bilancio termico sul lato freddo dello scambiatore:
QNOM = m & 3 ⋅ c L,REF (T4,NOM − T3 )
in cui:
• QNOM è la potenza termica scambiata al condensatore in condizioni nominali, pari a 120 MW
• m & 3 = ρ ⋅ V& 3 = 3800 kg/s, dato che:
& 3 è la portata massica di fluido refrigerante calcolabile come m
ρ è la densità del fluido refrigerante (acqua), pari a 1000 kg/m3
V& è la portata volumetrica della corrente di refrigerante, pari a 3.8 m /s
3
3
• cL,REF è il calore specifico del fluido refrigerante (acqua liquida), pari a 4.186 kJ/kg-°C
• T3 è la temperatura del refrigerante entrante nel condensatore, pari a 16°C
• T4,NOM è la temperatura della corrente di refrigerante all’uscita del condensatore in condizioni nominali,
incognita del problema

Sostituendo i valori numerici si ricava T4,NOM = 23.54 °C. Per valutare la temperatura di condensazione
quando la potenza scambiata si riduce a 80 MW, è possibile procedere in due modi alternativi. Nel primo ca-
so la temperatura di condensazione TCOND,FP = T1,FP = T2,FP può essere determinata risolvendo l’equazione
cardinale dello scambio termico, scritta nel caso di fuori progetto:

QFP = U ⋅ A ⋅ ∆TLM,FP = U ⋅ A
(TCOND,FP − T3 ) − (TCOND,FP − T4,FP )
⎛ T − T3 ⎞
ln⎜ COND,FP ⎟
⎜T ⎟
⎝ COND,FP − T4,FP ⎠
dove:
− QFP è la potenza termica scambiata al condensatore in condizioni di fuori progetto, pari a 80 MW
− U è il coefficiente globale di scambio termico
− A è la superficie di scambio del condensatore
− ΔTLM è la differenza di temperatura media logaritmica fra le correnti dello scambiatore
− TCOND,FP è la temperatura di condensazione che si determina in condizioni di fuori progetto, incognita del
problema
− T3 è la temperatura del refrigerante entrante nel condensatore, pari a 16°C
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− T4,FP è la temperatura della corrente di refrigerante all’uscita del condensatore in fuori progetto
Per poter risolvere la precedente equazione e determinare TCOND,FP è necessario valutare preventivamente i
valori del rapporto U·A e della temperatura T4,FP.
Il rapporto U·A, che secondo le indicazioni del testo resta invariato in condizioni di fuori progetto, può essere
facilmente ricavato dall’equazione dello scambio termico scritta per la condizione di funzionamento nomina-
le:
QNOM QNOM
U⋅ A = = = 9330.3 kW/°C
∆TML,NOM (TCOND,NOM − T3 − (TCOND,NOM − T4,NOM )
)
⎛ TCOND,NOM − T3 ⎞
ln⎜ ⎟
⎜T ⎟
⎝ COND,NOM − T4,NOM ⎠
dato che la differenza media logaritmica di temperatura risulta pari a:
(T
∆TML,NOM = COND,NOM
− T3 ) − (TCOND,NOM − T4,NOM )
= 12.86°C
⎛ TCOND,NOM − T3 ⎞
ln⎜ ⎟
⎜T ⎟
⎝ COND,NOM − T4,NOM ⎠
relazione in cui il termine TCOND,NOM = 33°C è la temperatura di condensazione in condizioni nominali.
La temperatura T4,FP è invece calcolabile applicando il principio di conservazione dell’energia alla corrente
fluente su lato freddo dello scambiatore:
Q = ρ ⋅ V& ⋅ c
FP L,REF(T − T )
4,FP 3
che fornisce T4,FP = 21.03 °C. Una volta che sono stati determinati U·A e T4,FP, è possibile risolvere
l’equazione di scambio termico in condizioni di fuori progetto in funzione della temperatura di condensazione
ottenendo:
T3 − K ⋅ T4,FP
TCOND,FP = = 27.33°C
1− K
avendo posto per comodità:
⎛ U ⋅ A ⋅ (T4,FP − T3 ) ⎞
K = exp⎜⎜ ⎟⎟ = 1.798
⎝ QFP ⎠
Per la risoluzione del problema, si può alternativamente ricorrere al metodo ε-NTU per la verifica degli
scambiatori. Questo metodo postula che, assegnata la geometria dello scambiatore, è possibile risalire alla
sua efficacia grazie a una relazione del tipo ε=ƒ(NTU,C) in cui:
• ε è l’efficacia dello scambiatore, rapporto fra la potenza termica effettivamente scambiata e quella scam-
biabile fra le correnti assegnate in uno scambiatore di uguale configurazione ma avente superficie infini-
ta, ossia
Q
ε=
Q∞
• C è il rapporto fra minima e massima capacità termica delle correnti, ossia:
C (m& ⋅ cP )MIN
C = MIN =
CMAX (m & ⋅ c P )MAX
• NTU (number of thermal units) è dato dal rapporto:
U⋅ A
NTU =
CMIN
Nel caso in esame, la corrente calda presenta un cambio di fase e quindi il cP del fluido, valutato come rap-
porto dh/dT, tende a infinito in quanto il fluido è in grado di scambiare calore (dh ≠ 0) senza variare la propria
temperatura (dT = 0). CMAX coincide perciò con il rapporto m & ⋅ c P valutato per la corrente calda, dato che il
suo valore tende a infinito. È invece sicuramente un valore finito CMIN = m & 3 ⋅ c L,REF e quindi il valore del rap-
porto C è nullo (sia in condizioni nominali che in fuori progetto). Si può poi notare che, al passaggio da con-
dizioni nominali al fuori progetto:
• la portata del fluido refrigerante non varia e quindi CMIN rimane costante
• siccome il coefficiente U non varia (è detto nel testo del problema) anche NTU rimane costante
• dato che NTU e C rimangono invariati anche il valore di ε rimarrà costante (affermazione valida indipen-
dentemente dalla conoscenza della relazione ƒ che esprime ε)
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Per calcolare la temperatura di condensazione in condizioni di fuori progetto, basta allora valutare ε in condi-
zioni nominali e applicarlo alle condizioni di fuori progetto. Dato che lo scambiatore presenta una corrente in
cambio di fase, in uno scambiatore di superficie infinita la massima potenza termica che può essere scam-
biata si determina in corrispondenza del riscaldamento della corrente fredda fino alla temperatura di conden-
sazione del fluido caldo. In condizioni nominali si ha quindi:
Q & REF ⋅ c L,REF (T4,NOM − T3 )
m T4,NOM − T3
ε NOM = NOM = = = 0.4438
Q ∞,NOM mREF ⋅ c L,REF (TCOND,NOM − T3 ) TCOND,NOM − T3
&
Per quanto detto in precedenza, εFP = εNOM, ed è quindi possibile risalire immediatamente alla temperatura di
condensazione in condizioni di fuori progetto grazie alla relazione:
Q & REF ⋅ c L,REF (T4,FP − T3 )
m T4,FP − T3
ε FP = FP = = = 0.4438
Q ∞,FP m & REF ⋅ c L,REF (TCOND,FP − T3 ) TCOND,FP − T3
che risolta in funzione dell’incognita TCOND,FP, fornisce:
T − T3
TCOND,FP = T3 + 4,FP = 27.33 °C
ε FP
Il diagramma Temperatura − Potenza termica scambiata (T−Q) per i casi in condizioni nominali e a carico
parziale sono rappresentati nella figura sottostante.

Condizioni nominali Fuori progetto


35 35
1NOM 2NOM

30 30
Temperatura, °C

Temperatura, °C

1FP 2FP

25 25
4NOM

4FP
20 20

3 3
15 15
0 20 40 60 80 100 120 0 10 20 30 40 50 60 70 80
Potenza termica scambiata, MW Potenza termica scambiata, MW

A posteriori si fa notare che εFP poteva anche essere determinato attraverso la relazione ƒ che, nel caso in
cui il una delle due correnti scambi calore a temperatura costante risulta, per qualunque configurazione dello
scambiatore, pari a:
ε = 1 − e −NTU
Nel caso in esame, CMIN = m
& 3 ⋅ c REF = 15907 kW/°C, e quindi NTU = U·A / CMIN = 0.5866 da cui si ricava
εFP = 0.4438 analogamente a quanto calcolato in precedenza.
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Quesito C.3 (Fuori progetto − scambiatore)


Il fluido di un ciclo frigorifero evapora in uno scambiatore alla temperatura costante di −2 °C assorbendo una po-
tenza di 40 kW da una corrente d’aria che si raffredda da 18 a 10 °C. Valutare la potenza termica scambiata e il
raffreddamento dell’aria che si otterrebbero nello scambiatore se venisse raddoppiata la portata dell’aria, suppo-
nendo che rimangano invece invariate la temperatura di evaporazione del fluido frigorifero, quella della corrente
d’aria e il coefficiente globale di scambio termico.

Soluzione
L’evaporatore del ciclo frigorifero in esame è uno scambiatore a superficie sul cui lato caldo una corrente d’aria
si raffredda a contatto con le pareti, mentre sul lato freddo il fluido frigorigeno assorbe calore evaporando a tem-
peratura costante. Dato che una delle correnti è in cambio di fase, la disposizione dello scambiatore non influen-
za le caratteristiche dello scambio termico. Ipotizzata una disposizione controcorrente, lo scambiatore può esse-
re schematizzato come nella figura sottostante.

LATO CALDO
1 2

4 3
LATO FREDDO
Nota la potenza scambiata e il salto termico subito dall’aria nel passaggio attraverso lo scambiatore è immedia-
tamente calcolabile la capacità termica (prodotto della portata massica per il calore specifico del fluido) della cor-
rente d’aria fluente nelle condizioni nominali (raffreddamento da 18 a 10 °C), data da:

m& 3,NOM ⋅ c P,ARIA = QNOM = 5 kW/°C


T1 − T2,NOM
in cui:
• QNOM è la potenza termica scambiata nell’evaporatore in condizioni nominali, pari a 40 kW
• T1 è la temperatura dell’aria entrante nello scambiatore, pari a 18°C
• T2,NOM è la temperatura della corrente di aria all’uscita dell’evaporatore in condizioni nominali, pari a
10°C

Dall’equazione cardinale dello scambio termico applicata allo scambiatore operante in condizioni nominali è
immediatamente calcolabile il prodotto U·A dello scambiatore:
QNOM QNOM
U⋅ A = = = 2.554 kW/°C
∆TLM,NOM (T1,NOM − TEVAP ) − (T2,NOM − TEVAP )
⎛T − TEVAP ⎞
ln⎜ 1,NOM ⎟
⎜T ⎟
⎝ 2,NOM − TEVAP ⎠
dato che la differenza media logaritmica di temperatura fra le correnti dello scambiatore è calcolabile come:
(T − TEVAP ) − (T2,NOM − TEVAP ) = 15.66°C
∆TLM,NOM = 1,NOM
⎛T − TEVAP ⎞
ln⎜ 1,NOM ⎟
⎜T ⎟
⎝ 2,NOM − TEVAP ⎠
relazione in cui il termine TEVAP = −2°C è la temperatura di evaporazione del fluido frigorifero.
Per valutare le condizioni operative dello scambiatore in condizioni di fuori progetto è opportuno utilizzare il
metodo di verifica ε-NTU. Per valutare il parametro NTU (number of thermal units) occorre conoscere il valo-
re della capacità termica della corrente fluente sul lato caldo dello scambiatore (la minima fra le due, dato
che sul lato freddo la capacità termica è infinita in quanto il fluido fluente è in cambio di fase). Siccome ope-
rando in fuori progetto la portata d’aria fluente sul lato caldo dello scambiatore raddoppia rispetto alle condi-
zioni nominali, raddoppia conseguentemente anche il valore della relativa capacità termica:
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CMIN = m
& 3,FP ⋅ c P,ARIA = 2 x m
& 3,NOM ⋅ c P,ARIA = 10 kW/°C
da cui è immediato risalire al valore del parametro NTU
U⋅ A U⋅ A
NTU = = = 0.255
CMIN m3,FP ⋅ c P,ARIA
&
Per qualunque disposizione dello scambiatore, se una delle due correnti scambia calore a temperatura co-
stante, è possibile calcolare l’efficacia εFP dello scambiatore attraverso la relazione:
ε FP = 1 − e −NTU = 0.225
Dato che lo scambiatore presenta una corrente in cambio di fase, in uno scambiatore di superficie infinita la
massima potenza termica che può essere scambiata si determina in corrispondenza del raffreddamento del-
la corrente calda fino alla temperatura di evaporazione del fluido freddo. Per definizione, l’efficacia dello
scambiatore è quindi data dalla relazione:
T1 − T2,FP
ε FP =
T1 − TEVAP
da cui si determina la differenza di temperatura della corrente d’aria sul lato caldo dello scambiatore (ΔTC):
∆TC = T1 − T2,FP = ε FP (T1 − TEVAP ) = 4.51 °C
che consente di valutare la potenza termica scambiata in condizioni di fuori progetto:
QFP = m& 3,FP ⋅ c P,ARIA ⋅ ∆TC = 45.08 kW
e la temperatura della corrente di aria uscente dallo scambiatore:
T2,FP = T1 − ∆TC = 13.49 °C
È infine possibile effettuare un controllo dei risultati numerici ottenuti, dovendo risultare identicamente verifi-
cata l’equazione di scambio termico in condizioni di fuori progetto, ossia:
(T − TEVAP ) − (T2,FP − TEVAP )
QFP ≡ U ⋅ A ⋅ ∆TML,FP ≡ U ⋅ A 1 = 45.08 kW
⎛ T1 − TEVAP ⎞
ln⎜ ⎟
⎜T ⎟
⎝ 2,FP − TEVAP ⎠
dato che ΔTLM,FP = 17.65°C. La figura sottostante rappresenta infine il diagramma Temperatura − Potenza
termica scambiata (T−Q) per le due condizioni di funzionamento considerate.

20
1

15
2FP
Temperatura, °C

fuori progetto
10 2NOM

5
condizione nominale

0
4 3

-5
0 20 40 60 80 100
Potenza termica scambiata, %
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Quesito D.1 (Analisi entropica)


Un processo industriale rilascia una portata di gas combusti di 4 kg/s alla temperatura di 190°C e alla pres-
sione di 2.5 bar. Valutare la massima potenza recuperabile dalla corrente attraverso una serie di processi
termo-meccanici reversibili che portino il gas alle condizioni ambiente (15°C, 1 atm), noto che il cP dei gas
(ipotizzato costante) è 1 kJ/kg e la massa molecolare è 35 kg/kmol.

Soluzione
La massima quantità di lavoro recuperabile da un’unità di massa di fluido in condizioni assegnate attraverso una
serie di processi termo-meccanici ideali è pari al lavoro reversibile definito come:
WREV = (h − T0 ⋅ s ) − (h0 − T0 ⋅ s 0 )
dove:
• h e s sono rispettivamente entalpia ed entropia del fluido alle condizioni iniziali assegnate;
• h0, s0 e T0 sono rispettivamente entalpia, entropia e temperatura assoluta del fluido alle condizioni am-
biente (15°C e 1 atm).
Si noti che questo termine è minore rispetto all’exergia del fluido che include anche la quota di lavoro otteni-
bile sfruttando l’eventuale differenza di composizione tra il fluido in oggetto e l’ambiente esterno ed è definita
come:
x
Ex = (h − T0 ⋅ s ) − (h0 − T0 ⋅ s 0 ) + ∑ x J ln J
x J,0
in cui xJ e xJ,0 sono le frazioni molari della J-esima specie chimica rispettivamente nel fluido e nell’ambiente.
Ipotizzate una temperatura di riferimento T0 = 15°C = 288.15 K e una pressione p0 = 1 atm = 1.013 bar (per
comodità assunte pari a quelle ambiente), alle quali vengono assegnate h0 = 0 kJ/kg e s0 = 0 J/kg-K, si pos-
sono determinare le altre variabili necessarie al calcolo di WREV attraverso le seguenti relazioni:
T
• h = h0 + ∫c P ⋅ dT = c P (T − T0 ) = 175 kJ/kg
T0
T p
dT dp T p
• ∫
s = s0 + c P ⋅
T0
T ∫
− RM ⋅
p0
p
= c P ⋅ ln
T0
− R M ⋅ ln
p0
= 260 J/kg-K

dove:
RM è la costante del gas pari al rapporto R/MM dove R è la costante universale dei gas (pari a 8314
J/kmol-K) e MM è la massa molecolare del fluido elaborato (pari in questo caso a 35 kg/kmol),
p è la pressione del fluido all’inizio del processo, pari a 2.5 bar
T è la temperatura del fluido all’inizio del processo, pari a 190°C = 463.15 K
Introducendo infine i valori numerici nella formula che definisce il lavoro reversibile si ottiene WREV = 100.1
kJ/kg e quindi la massima potenza ricavabile da una serie di processi reversibili (PREV) è data da:
PREV = m& ⋅ WREV = 400.3 kW
in cui m& è la portata del flusso elaborato pari a 4 kg/s.
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Quesito D.2 (Analisi entropica)


Un ciclo a fluido organico (ORC) produce 800 kW di potenza recuperando calore da una corrente di acqua calda
avente portata di 120 m3/h, proveniente da un’utenza industriale a temperatura di 130 °C e pressione 12 bar. Si
determinino il rendimento di recupero e quello di secondo principio del ciclo in esame nelle seguenti ipotesi:
• acqua supposta liquido perfetto avente volume specifico costante (pari a 0.001 m3/kg) e calore specifico co-
stante (pari a 4.2 kJ/kg)
• temperatura ambiente pari a 20 °C
• pressione ambiente pari a 1.013 bar

Soluzione
Il rendimento di recupero di un ciclo termodinamico è determinato dal rapporto fra la potenza elettrica prodotta e
quella termica recuperabile raffreddando il fluido della sorgente calda fino a temperatura ambiente. In termini
matematici:
P
ηREC = EL
QREC
dove:
ηREC è il rendimento di recupero del ciclo ORC,
PEL è la potenza elettrica netta del ciclo ORC, assegnata dal testo del quesito pari a 800 kW,
QREC è il calore recuperabile dal raffreddamento del fluido dalla temperatura iniziale T = 130 °C, fino a
quella ambiente T0 = 20 °C
Per la determinazione di QREC, basta osservare che per un liquido perfetto tutti i processi avvengono neces-
sariamente a volume specifico costante, e viene quindi definito un unico calore specifico, che si identifica
con quello a volume costante. Nel nostro caso:
⎛ ∂u ⎞ du
cL = ⎜ ⎟ =
⎝ ∂T ⎠ v dT
in cui:
− cL è il calore specifico (per ipotesi costante e pari a 4.2 kJ/kg-°C)
− u è l’energia interna
− T la temperatura
La potenza termica recuperabile nel raffreddamento della corrente da T a T0 è dunque calcolabile come:
QREC = m & ⋅ (u − u0 ) = m
& ⋅ c L (T − T0 ) = 15400 kW
in cui la portata massica della corrente è calcolabile come:
& = ρ ⋅ V& = 33.33 kg/s
m
dove:
1
− ρ= è la densità del liquido, costante e pari a 1000 kg/m3
v
V& è la portata volumetrica della corrente di acqua calda, assegnata dal testo pari a 120 m /h = 0.03333
3

3
m /s
Ne deriva quindi un rendimento di recupero ηREC = 0.0519.

Per la valutazione del rendimento di secondo principio, va osservato che la massima quantità di lavoro recupe-
rabile da un’unità di massa di fluido in condizioni assegnate attraverso una serie di processi termo-meccanici i-
deali è pari al lavoro reversibile definito come:
WREV = (h − T0 ⋅ s ) − (h0 − T0 ⋅ s 0 )
dove:
• h e s sono rispettivamente entalpia ed entropia del fluido alle condizioni iniziali assegnate;
• h0, s0 e T0 sono rispettivamente entalpia, entropia e temperatura assoluta del fluido alle condizioni am-
biente (20°C e 1.013 bar).

In questo caso l’unica difficoltà insita nel problema consiste nella determinazione dei valori di entalpia ed en-
tropia dell’acqua nelle condizioni iniziali assegnate. Per definizione di entalpia si ha:
h = u + p·v
e differenziando:
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dh = du + p·dv + v·dp = du + v·dp


essendo dv = 0, dato che il volume specifico v è costante.
Ipotizzate una temperatura di riferimento T0 = 20°C = 293.15 K e una pressione p0 = 1 atm = 1.013 bar (per
comodità assunte pari a quelle ambiente), alle quali vengono assunte h0 = 0 kJ/kg e s0 = 0 J/kg-K, l’entalpia
h dell’acqua alle assegnate condizioni di temperatura T = 130 °C e pressione p = 12 bar, può quindi essere
determinata attraverso la relazione:
T p


h = h0 + c L dT + ∫ v ⋅ dp = h 0 + c L (T − T0 ) + v (p − p0 ) = 463.1 kJ/kg
T0 p0

L’entropia del liquido può essere determinata integrando la relazione termodinamica:


T·ds = du + p·dv = du
essendo sempre dv = 0. Dalla precedente relazione si ricava:
T
dT ⎛ T ⎞
s = s0 + ∫c
T0
L
T
= s 0 + c L ln⎜⎜ ⎟⎟ = 1.338 kJ/kg-K
⎝ T0 ⎠
Introducendo infine i valori numerici nella formula che definisce il lavoro reversibile si ottiene WREV = 70.80
kJ/kg e quindi la massima potenza ricavabile dalla corrente di acqua calda per mezzo di una serie di proces-
si reversibili (PREV) è data da:
PREV = m
& ⋅ WREV = 2360 kW
Per la definizione di rendimento di secondo principio, si ricava infine:
P
ηII = EL = 0.3390
PREV
in cui ηII è il rendimento di secondo principio del sistema considerato.
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Quesito E.1 (Ciclo combinato)


Si consideri un ciclo combinato “unfired” caratterizzato da:
• potenza elettrica netta del ciclo a gas: 126 MW
• rendimento elettrico netto del ciclo a gas: 33.8 %
• portata allo scarico del ciclo a gas: 410 kg/s
• temperatura allo scarico del ciclo a gas: 543 °C
• ciclo a vapore sottoposto con caldaia a recupero a un solo livello di pressione avente i seguenti parame-
tri di progetto:
- pressione di evaporazione = 60 bar
- ΔT di pinch point = 12 °C
- ΔT di subcooling = 8 °C
- ΔT di approach al surriscaldatore = 25 °C
- pressione di condensazione = 0.1 bar
- perdite termiche in caldaia = 0.01
- rendimento isoentropico della turbina a vapore = 0.88
- rendimento organico della turbina a vapore = 0.99
- rendimento elettrico dell’alternatore = 0.984
- rendimento idraulico della pompa di alimento = 0.82
- rendimento organico della pompa di alimento = 0.97
- rendimento elettrico del motore della pompa di alimento = 0.92
- perdite di carico economizzatori =15 bar
- perdite di carico surriscaldatori = 5%
- potenza totale assorbita dagli ausiliari (esclusa la pompa di alimento) = 3.2 MW
Assumere il calore specifico dei gas scaricati dalla turbina pari a 1.11 kJ/kg-K (ipotizzato costante).
Si richiede di:
• tracciare lo schema d’impianto del ciclo combinato
• valutare la potenza e il rendimento elettrico netto del ciclo combinato
• tracciare un diagramma realistico di scambio termico (T-Q) della caldaia a recupero
• valutare la temperatura dei fumi al camino

Dati: proprietà termodinamiche dell'acqua alla saturazione


liquido saturo vapore saturo
T p h s v h s v
[°C] [bar] [kJ/kg] [kJ/kg-K] [m3/kg] [kJ/kg] [kJ/kg-K] [m3/kg]
275.5 60 1213.7 3.027 0.00132 2785.0 5.891 0.0324
45.8 0.10 191.8 0.6493 0.00101 2584.8 8.151 14.67

Soluzione
Lo schema d’impianto del ciclo combinato “unfired” a un livello di pressione è presentato nella figura sotto-
stante:
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caldaia a recupero a
un livello di pressione
gas
3 C
4

combustibile
aria gas A
B

~ ~ 2

turbina a gas turbina 6 1


a vapore

condensatore

Per determinare la portata di vapore GV fluente nel ciclo a recupero è necessario impostare un bilancio ter-
mico per le sezioni surriscaldatore ed evaporatore della caldaia a recupero (ossia fra le sezioni A e B, se-
condo la numerazione indicata in figura). Il bilancio termico del volume di controllo così individuato (riquadro
tratteggiato nella figura) risulta il seguente:
GG ⋅ (h A − hB ) ⋅ (1 − ξ T ) = GG ⋅ c P,G ⋅ (TA − TB ) ⋅ (1 − ξ T ) = G V ⋅ (h5 − h3 )
in cui:
– GG è la portata di gas combusti allo scarico della turbina a gas, pari a 410 kg/s;
– cP,G è il calore specifico dei gas scaricati dalla turbina a gas, pari a 1.11 kJ/kg;
– TA è la temperatura dei gas allo scarico della turbina a gas, pari a 543°C;
– TB è la temperatura della corrente all’uscita (lato gas) dei banchi di evaporazione determinata come TB = TEV
+ ΔTPP dove ΔTPP è la differenza di temperatura al pinch point (assegnata pari a 12 °C). In corrispondenza
della pressione di evaporazione di 60 bar, risulta TEV (60 bar) = 275.5 °C e quindi TB = 287.5 °C;
– ξT sono le perdite termiche della caldaia a recupero, pari a 0.01;
– h5 è l’entalpia del vapore surriscaldato all’ingresso in turbina. Le sue condizioni termodinamiche vengono
determinate tramite i dati forniti dal problema. La pressione p5 può essere calcolata conoscendo le perdite di
⎡ ⎛ Δp ⎞ ⎤
carico dei banchi surriscaldatori: p 5 = p EV ⎢1 − ⎜⎜ ⎟⎟ ⎥ = 57 bar, essendo pari al 5% le perdite di carico
⎣⎢ ⎝ p ⎠ SH ⎦⎥
percentuali del surriscaldatore. La temperatura T5 viene invece calcolata imponendo la differenza di tempe-
ratura di approach all’uscita del surriscaldatore (ΔTAPP = 25 °C). Ne consegue T5 = TA− ΔTAPP = 518 °C. Note
pressione e temperatura, dal diagramma di Mollier si ricava h5 = 3467.7 kJ/kg e s5 = 6.963 kJ/kg-K;
– h3 è l’entalpia del liquido all’uscita dell’economizzatore. La pressione p3 del fluido è pari a quella di evapora-
zione, mentre la temperatura si determina imponendo la condizione T3 = TEV − ΔTSC in cui TEV è la tempera-
tura di evaporazione alla pressione del corpo cilindrico (pari a 275.5 °C) e ΔTSC è la differenza di temperatu-
ra di subcooling assegnata (8 °C). Nel punto 3 il fluido risulta perciò liquido compresso (T3= 267.5 °C, p3 =
60 bar) e la sua entalpia può essere calcolata con buona precisione applicando la formula:
h3 = hLS (T3 ) + v LS (T3 ) ⋅ (p3 − pSAT (T3 )) in cui hLS(T3) = 1172.8 kJ/kg, vLS(T3) = 0.00130 m3/kg sono rispet-
tivamente entalpia e volume specifico nelle condizioni di liquido saturo e pSAT(T3) = 52.98 bar è la pres-
sione di saturazione, tutte desumibili dalle tabelle del vapore alla temperatura T3. Sostituendo i valori si
ottiene h3 = 1173.7 kJ/kg. Per riscontro, il valore effettivo dell’entalpia del punto 3 calcolato considerando
anche gli effetti di comprimibilità del fluido è pari a h3 = 1172.6 kJ/kg.
Introducendo i valori numerici nel bilancio termico di caldaia si ricava la portata GV = 50.15 kg/s.
Completiamo il calcolo della caldaia per determinare la temperatura dei fumi al camino (cioè allo scarico della
caldaia a recupero) come richiesto dal testo del problema. Per questo è necessario impostare un bilancio termi-
co fra le sezioni B e C della caldaia a recupero oppure sull’intero componente. Optando per la prima alternativa
si ottiene:
GG ⋅ (hB − hC ) ⋅ (1 − ξ T ) = GG ⋅ c P,G ⋅ (TB − TC ) ⋅ (1 − ξ T ) = G V ⋅ (h3 − h2 )
in cui h2 è l’entalpia del liquido compresso all’uscita della pompa di alimento. L’entalpia h2 è calcolata ag-
giungendo il lavoro della pompa all’entalpia del liquido saturo all’uscita del condensatore ottenendo:
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v 1 (p 2 − p1 )
h 2 = h1 + = 201.1 kJ/kg
ηIDR
dato che:
– h1 è l’entalpia del liquido supposto saturo all’uscita del condensatore. Nota la pressione di condensazio-
ne (p1 = pCOND = 0.1 bar), il valore di h1 è desumibile dalle tabelle del vapore e risulta h1 = 191.8 kJ/kg,
– la pressione all’uscita della pompa di alimento è calcolabile dalla relazione p2 = pEV + ΔpECO = 75 bar,
essendo le perdite di carico nell’economizzatore ΔpECO pari a 15 bar,
– v1 è il volume specifico del liquido saturo alla pressione di condensazione (p1 = pCOND = 0.1 bar). Dalle
tabelle del vapore risulta quindi v1 = v(pCOND) = 0.001 m3/kg,
– ηIDR è il rendimento idraulico della pompa di alimento pari a 0.82.
Risolvendo l’equazione di bilancio termico alla caldaia si determina la temperatura TC = 179.4 °C. Il dia-
gramma di scambio termico risultante è schematizzato nella figura sottostante.

600

ΔTAPP
500

400
Temperatura, °C

ΔTPP
300

ΔTSC
200

100

0
0 20 40 60 80 100
Potenza termica scambiata, %

Per valutare il rendimento del ciclo combinato è necessario innanzitutto determinare la potenza elettrica net-
ta del ciclo a vapore. Per il calcolo della potenza elettrica generata dalla turbina a vapore è prima necessario
calcolare le condizioni del vapore allo scarico della turbina (punto 6). Nota la pressione di condensazione è
possibile individuare il punto 6IS dato che p6 = pCOND = 0.1 bar e s6,IS = s5. Note due grandezze termodinami-
che nel punto, l’entalpia h6,IS = h(p6, s6,IS) è immediatamente valutabile dal diagramma di Mollier, risultando
h6,IS = 2205.7 kJ/kg. Essendo il punto 6IS interno alla curva limite (fluido bifase), note pressione ed entropia risul-
ta possibile calcolarne l’entalpia determinando preventivamente il suo titolo x6,IS dalla relazione:
s 6,IS = x 6,IS ⋅ s VS + (1 − x 6,IS )s LS in cui sVS e sLS sono i valori di entropia del vapore e del liquido saturi alla
pressione di condensazione, valutabili attraverso le tabelle del vapore e pari rispettivamente a 0.6493 e
s 6,IS − s LS
8.151 kJ/kg-K, ricavando infine x 6,IS = = 0.8416. Noto il titolo x6,IS, l’entalpia nel punto è dunque
s VS − s LS
calcolabile dalla relazione:
h6,IS = x 6,IS ⋅ h VS + (1 − x 6,IS )hsLS = 2205.7 kJ/kg
valore coincidente con quello determinato sul diagramma di Mollier. Attraverso la definizione di rendimento
isoentropico dell’espansione è poi immediatamente calcolabile il valore di entalpia allo scarico della turbina.
∆hR h − h6
È infatti: ηIS = = 5 = 0.88 da cui si determina h6 = h5 − ηIS·(h5 − h6,IS) = 2357.1 kJ/kg. La traccia
∆hIS h5 − h6,IS
nel piano entalpia – entropia dell’espansione in turbina è riportata nella figura sottostante.
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3600
5
Isobara a 57 bar
3300
Entalpia, kJ/kg

3000 Curva di
saturazione

2700

2400 6

6IS Isobara a 0.1 bar


2100
6.6 6.8 7.0 7.2 7.4 7.6
Entropia, kJ/kg-°C

La potenza alle pale della turbina a vapore risulta quindi:


PPALE,TV = G V ⋅ (h5 − h6 ) = 55963 kW
La potenza alle pale della pompa di alimento:
PPALE,P = G V ⋅ (h2 − h1 ) = 463 kW
La potenza termica ceduta al condensatore:
QCOND = GV ⋅ (h6 − h1 ) = 108582 kW
Nota la potenza termica ceduta dai gas di scarico al ciclo sottoposto:
QIN,CV = GG ⋅ c P,G ⋅ (TA − TC ) ⋅ (1 − ξ T ) = G V ⋅ (h5 − h2 ) = 163812 kW
è possibile procedere alla verifica del bilancio termico del ciclo allo scopo di controllare i calcoli eseguiti ed
evidenziare gli eventuali errori commessi. Affinché il bilancio termico sia verificato, occorre che la potenza
fornita al fluido di lavoro eguagli quella che il fluido cede all’ambiente esterno. In particolare deve essere:
QIN,CV + PPALE,POMPA ≡ QCOND + PPALE,TV
Introducendo i valori numerici la precedente uguaglianza risulta identicamente verificata, a conferma
dell’esattezza della soluzione proposta.
Procediamo con la risoluzione del problema calcolando la potenza elettrica netta del ciclo a vapore:
PEL,CV = PEL,TV − PEL,P − PAUX = 50535 kW
dato che:
• la potenza elettrica della turbina a vapore (PEL,TV) è calcolabile come: PEL,TV = PPALE,TV·ηORG,TV·ηEL,TV =
54254 kW, dove ηORG,TV e ηEL,TV sono i rendimenti organico ed elettrico del gruppo turboalternatore, pari
rispettivamente a 0.99 e 0.984;
• la potenza elettrica assorbita dal motore elettrico che trascina la pompa di alimento (PEL,P) è data da:
PPALE,P
PEL,P = = 519 kW
ηORG,P ⋅ ηEL,P
dove ηORG,P e ηEL,P sono i rendimenti organico della pompa ed elettrico del motore di trascinamento, pari
rispettivamente a 0.97 e 0.92;
• PAUX è la potenza assorbita dagli ausiliari del ciclo a vapore, pari a 3200 kW.
La potenza del ciclo combinato è data dalla somma algebrica di quelle di turbina a gas e ciclo a vapore:
PEL,CC = PEL,TG + PEL,CV = 176535 kW
essendo PEL,TG = 126 MW assegnata dal testo del problema. Siccome è specificato nel testo che il ciclo
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combinato è “unfired”, cioè non presenta una post-combustione allo scarico della turbina, il combustibile vie-
ne introdotto nel ciclo unicamente nel ciclo a gas. La potenza termica associata al flusso di combustibile uti-
lizzato è calcolabile con i dati a disposizione nel testo. Si ha infatti:
P
QIN,TG = EL,TG = 372781 kW
ηEL,TG
in quanto il rendimento elettrico del ciclo a gas (ηEL,TG) è assegnato pari a 0.338.
Si può infine procedere al calcolo del rendimento del ciclo combinato, dato dalla relazione:
P
ηEL,CC = EL,CC = 0.4736
QIN,TG
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Quesito E.2 (Ciclo combinato)


La turbina a gas presente in un ciclo combinato presenta le seguenti caratteristiche:
• potenza elettrica netta pari a 122 MW
• rendimento elettrico netto del 34%
• temperatura dei gas allo scarico pari a 556 °C
Determinare la portata massica dei gas di scarico sapendo che:
• la temperatura dell’aria ambiente è pari a 15 °C
• il potere calorifico del combustibile è pari a 45 MJ/kg
• i gas combusti presentano un γ (rapporto cP / cV) costante al variare della temperatura e pari a 1.36; la
loro massa molecolare è uguale a 28.4 kg/kmol
• le dissipazioni termiche, meccaniche ed elettriche presenti nel ciclo a gas ammontano complessivamen-
te a 8800 kW

I gas di scarico quindi sono inviati al ciclo a recupero, la cui caldaia è disposta su 2 livelli di pressione. I gas
vengono raffreddati fino alla temperatura di 96 °C generando una portata vapore di alta pressione pari a 49.3
kg/s alle condizioni 80 bar, 525 °C e una portata di bassa pressione alle condizioni 8 bar, 250 °C. Sono inol-
tre noti i seguenti parametri di progetto:
− pressione di condensazione: 0.08 bar
− titolo del vapore alla fine dell’espansione in turbina: 0.91
− temperatura del liquido all’uscita dal condensatore: 40 °C
− rendimento organico della turbina a vapore: 98.9 %
− rendimento elettrico della turbina a vapore: 98.5 %
− potenza elettrica assorbita dalle pompe di alimento: 750 kW
− rendimento organico delle pompe di alimento: 97 %
− rendimento elettrico del motore delle pompe di alimento: 92 %
− potenza assorbita dagli ausiliari del ciclo a vapore 2200 kW
Supponendo che le perdite termiche della caldaia a recupero siano trascurabili si richiede di:
− tracciare lo schema di impianto del ciclo combinato
− valutare potenza e rendimento di recupero del ciclo a vapore sottoposto
− valutare la potenza e il rendimento elettrico netto del ciclo combinato
− valutare la potenza ceduta al condensatore

Dati: proprietà termodinamiche dell'acqua alla saturazione


liquido saturo vapore saturo
T p h s v h s v
[°C] [bar] [kJ/kg] [kJ/kg-K] [m3/kg] [kJ/kg] [kJ/kg-K] [m3/kg]
41.5 0.08 173.9 0.5925 0.001008 2577.1 8.230 18.10

Soluzione
La portata massica della corrente allo scarico della turbina a gas può essere calcolata attraverso un bilancio
energetico della macchina. Applicando il principio di conservazione dell’energia nella formulazione valida per
i sistemi aperti al volume di controllo delimitato dal tratteggio considerato in figura si ottiene:
G A h A + G C (h C + PCI) = G Gh G + PEL,TG + (WTER,TG + WORG,TG + WEL,TG )
dove:
– GA, GC, GG sono rispettivamente le portate massiche delle correnti di aria all’aspirazione, combustibile e
gas allo scarico
– hA, hC, hG sono le rispettive entalpie specifiche
– PCI è il potere calorifico inferiore del combustibile
– PEL,TG è la potenza elettrica netta della turbina a gas
– WTER,TG, WORG,TG, WEL,TG sono rispettivamente le perdite termiche, organiche ed elettriche della turbina a
gas la cui somma (ΣW) è pari a 8800 kW.
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perdite termiche WTER,TG


aria combustibile gas

Potenza
elettrica PEL,TG

perdite elettriche WEL,TG perdite organiche WORG,TG

Trascurando l’entalpia del combustibile rispetto al potere calorifico e scrivendo le entalpie di aria e combusti-
bile in funzione del calore specifico cP, la precedente equazione può essere riscritta come:
G A ⋅ c P,A (TA − T0 ) + G C ⋅ PCI = G G ⋅ c P,G (TG − T0 ) + PEL,TG + ∑ W
dove:
– TA è la temperatura dell’aria all’aspirazione del compressore
– TG è la temperatura dei gas allo scarico della turbina
– T0 è la temperatura di riferimento che, a rigore, dovrebbe essere assunta pari a 25°C per conformità con
la definizione di potere calorifico. In realtà il calore di reazione cambia poco con la temperatura e quindi
l’equazione mantiene la sua validità anche assegnando a T0 un valore diverso da 25 °C: in questo caso
è dunque utile assumere T0 = 15°C perché così facendo T0 = TA e il primo termine si annulla.
PEL,TG
Dalla definizione di rendimento elettrico del ciclo a gas: ηEL,TG = è immediatamente calcolabile la
G C ⋅ PCI
portata di combustibile utilizzata che risulta pari a GC = 7.843 kg/s
Scrivendo il cP,G del gas in funzione del rapporto cP / cV = γ si ottiene infine:
γ R
G C ⋅ PCI = G G (TG − T0 ) + PEL,TG + ∑ W
γ − 1 MG
dove
R la costante universale dei gas (8314 J/kmol-K)
MG è la massa molecolare dei gas (28.4 kg/kmol)
L’equazione viene quindi risolta in funzione di GG che risulta pari a 381.1 kg/s.

Lo schema d’impianto del ciclo combinato a due livelli di pressione è schematizzato nella figura sottostante:

caldaia a recupero a
due livelli di pressione
gas

combustibile
aria gas

~ ~
turbina a gas turbina
a vapore

condensatore
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Per valutare la potenza del ciclo a vapore sottoposto è necessario impostare il bilancio termico della caldaia
a recupero secondo lo schema sotto riportato.

gas in
uscita

perdite organiche
ed elettriche pompe
gas in
ingresso

Potenza elettrica
pompe
vapore vapore liquido dal
AP BP condensatore

Applicando il primo principio dell’energia al sistema i cui confini sono contrassegnati dalla linea tratteggiata
nella figura precedente risulta:
G Gh G + (G AP + GBP )hLIQ + PEL,P = G G h G,OUT + G AP h AP + GBP h BP + WORG,P + WEL,P
dove:
– hG e hG,OUT rappresentano l’entalpia dei gas rispettivamente all’ingresso e all’uscita della caldaia a recu-
pero
– GAP la portata di vapore generato al livello di alta pressione (pari a 49.3 kg/s)
– GBP la portata di vapore generato al livello di bassa pressione (incognita)
– hLIQ è l’entalpia del liquido proveniente dal condensatore. L’entalpia di un liquido compresso di cui sono
note temperatura TLIQ = 40°C e pressione pLIQ = 0.08 bar può essere calcolata con grande precisione
applicando la formula: hLIQ = hLS (TLIQ ) + v LS (TLIQ ) ⋅ (p LIQ − p SAT (TLIQ )) in cui hLS(TLIQ) = 167.5 kJ/kg e
vLS(TLIQ) = 0.00101 m3/kg sono rispettivamente entalpia e volume specifico nelle condizioni di liquido sa-
turo mentre pSAT(TLIQ) = 0.07375 bar è la pressione di saturazione, tutte grandezze desumibili dalle tabel-
le del vapore alla temperatura TLIQ. Sostituendo i valori si ottiene hLIQ = 167.5 kJ/kg
– PEL,P è la potenza elettrica assorbita dalle pompe di alimento pari a 750 kW
– hAP è l’entalpia del vapore di alta pressione (hAP = 3460 kJ/kg calcolato con il diagramma di Mollier in
corrispondenza di T = 525 °C, p = 80 bar)
– hBP è l’entalpia del vapore di bassa pressione (hBP = 2950 kJ/kg calcolato con il diagramma di Mollier in
corrispondenza di T = 250 °C, p = 8 bar)
– WORG,P e WEL,P sono le perdite organiche ed elettriche delle motopompe

Esprimendo le entalpie del gas per mezzo dei calori specifici e osservando che la potenza ceduta dalle
pompe di alimento al fluido (PPALE,P) è calcolabile come: PPALE,P = PEL,P − WORG,P − WEL,P e inoltre:
PPALE,P
PEL,P = risulta possibile riscrivere l’equazione di conservazione dell’energia come:
η ORG,P ⋅ ηEL,P
γ R
GG (TG − TG,OUT ) + (G AP + GBP )hLIQ + PEL,P ηORG,P ηEL,P = G AP h AP + GBP hBP
γ − 1 MG
dove:
– TG è la temperatura dei gas all’ingresso della caldaia a recupero (ossia allo scarico della turbina a gas),
pari a 556 °C
– TG,OUT è la temperatura dei gas allo scarico della caldaia a recupero, pari a 96 °C
– ηORG,P e ηEL,P sono i rendimenti organico ed elettrico delle motopompe che valgono rispettivamente 97%
e 92%.

Sostituendo i valori numerici la precedente equazione fornisce il valore dell’incognita GBP = 11.59 kg/s. La
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potenza alle pale della turbina a vapore si può infine determinare applicando il principio di conservazione
dell’energia alla turbina secondo lo schema sotto riportato.

vapore vapore
AP BP

Potenza alle
pale della
turbina a vapore

scarico al condensatore

L’equazione risolvente risulta: PPALE,TV = G AP h AP + GBP hBP − (G AP + GBP )h SCA = 60999 kW dove:
– hSCA, entalpia del vapore allo scarico della turbina pari a 2361 kJ/kg è stata calcolata come
h SCA = x ⋅ h VS + (1 − x )h LS dove hVS e hLS sono i valori di entalpia del vapore e del liquido saturo alla
pressione di condensazione (0.08 bar) ricavati dalle tabelle del vapore e pari rispettivamente a 2577.1 e
173.9 kJ/kg.

A questo punto è immediato notare che la potenza elettrica della turbina a vapore risulta pari a:
PEL,TV = PPALE,TV ⋅ η ORG,TV ⋅ ηEL,TV = 59423 kW
in cui:
− ηORG,TV è il rendimento organico turbina a vapore, pari al 98.9 %
− ηEL,TV è il rendimento elettrico dell’alternatore accoppiato alla turbina a vapore, pari al 98.5 %
La potenza elettrica del ciclo a vapore è data da:
PEL,CV = PEL,TV − PEL,P − PAUX = 56473 kW
dove PAUX è la potenza assorbita dagli ausiliari del ciclo, pari a 2200 kW.
Il rendimento del ciclo a vapore a recupero può essere quindi calcolato come:
P PEL,CV PEL,CV
ηCV = EL,CV = = = 29.13 %
QIN,CV GC ⋅ c P,G ⋅ (TG − TG,OUT )
GC
γ R
(TG − TG,OUT )
γ − 1 MG
Potenza e rendimento del ciclo combinato in esame sono quindi date rispettivamente da:
PEL,CC = PEL,TG + PEL,CV = 178473 kW
PEL,CC PEL,CC PEL,CC
η CC = = = = 49.74 %
Q IN,CC QIN,TG G C ⋅ PCI
La potenza ceduta al condensatore del ciclo a vapore è data infine da:
Q COND = (G AP + GBP ) ⋅ (h SCA − hLIQ ) = 133554 kW
Avendo a già a disposizione tutti i dati necessari, è possibile scrivere il bilancio termico del ciclo a vapore al
fine di accertare la presenza di eventuali errori di calcolo. In caso di svolgimento corretto deve infatti risultare
verificata l’identità:
QIN,CV + PPALE,P − QCOND − PPALE,TV ≡ 0
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Quesito F.1 (Cogenerazione)


Si consideri un ciclo a vapore a contropressione progettato per fornire una portata di vapore pari a 90 tonn/h
a un’utenza industriale che ne restituisce l’85% come condense alle condizioni di 6 bar, 85 °C, mentre è pre-
visto il reintegro del rimanente 15% con acqua alle condizioni ambiente di 15 °C, 1 atm
Le altre specifiche dell’impianto sono le seguenti:
• Potenza elettrica ai morsetti dell’alternatore: 9 MW
• Pressione di evaporazione in caldaia: 88 bar
• Perdite di carico nei surriscaldatori: 8 bar
• Contropressione allo scarico: 12 bar
• ΔT di surriscaldamento allo scarico della turbina a vapore: 20 °C
• Rendimento organico della turbina a vapore: 98%
• Rendimento elettrico dell’alternatore: 97%
• Perdite di carico negli economizzatori: 15 bar
• Rendimento idraulico delle pompe: 76%
• Rendimento organico delle pompe: 95%
• Rendimento dei motori elettrici delle pompe: 90%
• Rendimento termico della caldaia: 92%
• Consumo degli ausiliari (escluse le pompe): 80 kW
Si chiede di:
• tracciare lo schema dell’impianto
• determinare la temperatura del vapore all’ingresso della turbina tale da avere allo scarico il surriscalda-
mento assegnato
• calcolare il rendimento della turbina a vapore
• calcolare il rendimento elettrico netto, termico e di primo principio dell’impianto
• calcolare l’indice di risparmio energetico (IRE) rispetto a una soluzione non cogenerativa assumendo
come riferimento per la generazione separata:
rendimento di generazione elettrica: 45%
rendimento di generazione termica: 90%

Dati: proprietà termodinamiche dell'acqua alla saturazione


liquido saturo vapore saturo
T p h s v h s v
3 3
[°C] [bar] [kJ/kg] [kJ/kg-K] [m /kg] [kJ/kg] [kJ/kg-K] [m /kg]
188.0 12 798.4 2.2161 0.001139 2782.7 6.519 0.16320

Soluzione
Lo schema impiantistico dell’impianto cogenerativo descritto nel testo del quesito è riportato nella figura sotto-
stante. Il vapore scaricato dalla turbina viene condensato da un’utenza termica e restituito al ciclo: siccome la
restituzione è parziale (85% della portata prelevata) è previsto un reintegro di acqua che viene miscelata con le
condense di ritorno dall’utenza prima di essere riportate in caldaia.
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1
Turbina

Utenza
termica
Caldaia ~ 3 4
2 Acqua di
reintegro
Ritorno
condense
5 Pompa
reintegro

Miscelatore
7 6

Pompa di alimento

Per rispondere alle due domande successive che richiedono di determinare la temperatura del vapore
all’ingresso della turbina e il suo rendimento, è necessario procedere in questo modo. Le condizioni allo sca-
rico della turbina (punto 2 nella successiva figura) sono note in quanto: p2 = 12 bar, T2 = TSAT(p2) + ΔTSH =
208.0 °C, in quanto:
TSAT(p2) è la temperatura di saturazione alla pressione di scarico pari a 188.0 °C,
ΔTSH è il surriscaldamento assegnato allo scarico pari a 20°C.
Note due variabili di stato, dal diagramma di Mollier è immediatamente calcolabile l’entalpia del punto:
h2 = h(p2,T2) = 2834.7 kJ/kg.
È nota inoltre la pressione del vapore all’ingresso della turbina, pari a p1 = pEV − ΔpSH = 80 bar, dato che:
pEV è la pressione di evaporazione in caldaia, pari a 88 bar,
ΔpSH è la caduta di pressione nei surriscaldatori, pari a 8 bar.
Si può poi valutare il salto entalpico isoentropico reale (ΔhR) lungo l’espansione in turbina grazie alla relazio-
ne:
PPALE,TV
∆hR = h1 − h 2 = = 378.7 kJ/kg
G1
dove:
• h1 è l’entalpia del vapore all’ingresso della turbina, incognita dell’equazione in esame,
PEL,TV
• PPALE,TV è la potenza alle pale della turbina, pari a 9468 kW, calcolata come: PPALE,TV = ,
ηEL,TV ⋅ ηORG,TV
in cui:
PEL,TV è la potenza disponibile ai morsetti dell’alternatore, pari a 9000 kW,
ηEL,TV è il rendimento elettrico dell’alternatore, pari a 0.97
ηORG,TV è il rendimento organico del gruppo turboalternatore, pari a 0.98
• G1 è la portata di vapore fluente in turbina pari a 90 tonn/h = 25 kg/s,
Risulta h1 = h2 + ΔhR = 3213.4 kJ/kg, e quindi, note due variabili di stato, dal diagramma di Mollier è possibile
calcolare T1 = T(p1,h1) = 426.5 °C, s1 = s(p1,h1) = 6.474 kJ/kg-°C.
Il rendimento isoentropico della turbina è poi dato dal rapporto fra i salti entalpici reale (calcolato in prece-
denza) e isoentropico. Quest’ultimo è dato da ΔhIS = h1 − h2,IS = 451.6 kJ/kg, in quanto s2,IS = s1 e dal dia-
gramma di Mollier (o dalle tabelle di stato alla saturazione, dato che il punto 2IS è all’interno della curva di sa-
turazione) è possibile ricavare h2,IS = h(p2, s2,IS) = 2761.9 kJ/kg. Il rendimento isoentropico della turbina risul-
ta quindi:
∆hR
ηIS = = 0.8387
∆hIS
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3300

1
3200
Isobara a 80 bar
3100
ΔhIS
Entalpia, kJ/kg

3000 ΔhR
Curva di
saturazione
2900

2800 2

2IS
2700

Isobara a 12 bar
2600
5.50 5.75 6.00 6.25 6.50 6.75 7.00
Entropia, kJ/kg-°C

La domanda seguente richiede di valutare i parametri globali di ciclo per cui occorre preventivamente valuta-
re le condizioni termodinamiche del fluido di lavoro nei punti caratteristici del circuito.
punto 3 Sono assegnate le condizioni termodinamiche delle condense di ritorno dall’utenza: p3 = 6
bar, T3 = 80 °C. Si tratta di liquido compresso (detto anche sottoraffreddato) la cui entalpia può essere calco-
lata con buona approssimazione applicando la formula:
h3 = hLS (T3 ) + v LS (T3 ) ⋅ (p3 − pSAT (T3 ))
in cui hLS(T3) = 334.9 kJ/kg, vLS(T3) = 0.001 m3/kg sono rispettivamente entalpia e volume specifico nelle
condizioni di liquido saturo e pSAT(T3) = 0.4736 bar la pressione di saturazione, tutte grandezze desumibili
dalle tabelle del vapore alla temperatura T3. Sostituendo i valori si ottiene h3 = 335.5 kJ/kg. Nel seguito fare-
mo tuttavia uso del valore corretto calcolato considerando le equazioni del fluido reale che forniscono h3 =
335.4 kJ/kg.
punto 4 Anche in questo caso sono assegnate temperatura e pressione dell’acqua di reintegro: p4 =
1 atm = 1.013 bar, T4 = 15 °C. Procedendo in modo analogo a quanto visto al punto 3, si determina h3 = 63.0
kJ/kg. Il volume specifico al punto 4, necessario al calcolo del lavoro della pompa di reintegro, è invece as-
similabile a quello del liquido saturo alla temperatura T4, ossia v4 = vLIQ,SAT(T4) ≅ 0.001 m3/kg.
punto 5 È il punto all’uscita della pompa di reintegro. Siccome questa pompa deve riportare la porta-
ta di reintegro alla pressione delle condense di ritorno dall’utenza, deve essere p5 = p3 = 6 bar. L’entalpia del
v (p − p 4 )
punto 5 è calcolata aggiungendo il lavoro della pompa a h4. Risulta perciò: h5 = h4 + 4 5 = 63.7
ηIDR
kJ/kg.
punto 6 Il flusso in questo punto è frutto del miscelamento isobaro e adiabatico fra le correnti 3 e 5.
La pressione al punto 6 è pari a quella dei flussi in ingresso al miscelatore, ossia 6 bar. L’entalpia è invece
calcolabile dal bilancio energetico al miscelatore scritto nella forma:
G 6 ⋅ h 6 = G3 ⋅ h3 + G5 ⋅ h5
in cui:
− G6 è la portata uscente dal miscelatore, pari a quella entrante in turbina, per cui G6 = G1 = 25 kg/s,
− G3 è la portata delle condense di ritorno dall’utenza, pari all’85% della portata di vapore inviata. È di con-
seguenza: G3 = 0.85 · G1 = 21.25 kg/s
− G5 è la portata di reintegro, necessaria a ripristinare il bilancio di massa al miscelatore, determinata
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quindi dalla relazione: G5 = G6 − G3 = 3.75 kg/s


Introducendo le portate nel bilancio entalpico precedente è immediato determinare h6 = 294.6 kJ/kg. Per la
stima del volume specifico v6 necessario al calcolo del lavoro della pompa principale di alimento, si può ini-
zialmente stimare una temperatura del liquido al punto 6, tramite la relazione:
h
T6 = T0 + 6 = 70.4 °C
cL
dove:
− cL è il calore specifico medio del liquido fra T6 e T0, assunto pari a 1 kcal/kg-°C = 4.186 kJ/kg-°C,
− T0 è la temperatura di riferimento per il calcolo delle entalpie del vapore (deve essere la stessa usata nel
diagramma di Mollier), assunta nel caso in esame pari a 0°C.
Il volume specifico v6, è infine assimilabile a quello del liquido saturo alla temperatura T6, ossia v6 =
vLIQ,SAT(T6) = 0.001023 m3/kg.
punto 7 Essendo assegnata la perdita di carico negli economizzatori della caldaia (ΔpECO = 15 bar),
la pressione all’uscita della pompa di alimento deve essere tale che:
p 7 = pEV + ∆pECO = 103 bar
L’entalpia del punto 7 è calcolata aggiungendo il lavoro della pompa a h6. Risulta perciò:
v (p − p 6 )
h7 = h6 + 6 7 = 307.7 kJ/kg
ηIDR
Nella sottostante tabella sono riassunte le proprietà termodinamiche rilevanti e le portate nei punti del ciclo.
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G T, p h s v
punto kg/s °C bar kJ/kg kJ/kg-K x m3/kg
1 25.0 426.5 80 3213.4 6.474 1.0
2 25.0 208.0 12 2834.7 6.630 1.0
3 21.25 80.0 6 335.4 0.0
4 3.75 15.0 1.013 63.0 0.0 0.00100
5 3.75 6 63.7 0.0
6 25.0 70.3 6 294.6 0.0 0.00102
7 25.0 103 307.7 0.0

Siccome una frazione della portata fornita all’utenza non viene ritornata al ciclo, il calcolo della potenza ter-
mica fornita all’utenza (QUT) viene effettuato applicando il principio di conservazione dell’energia al dominio
tratteggiato in figura. Si può così scrivere:
G2 ⋅ h2 = QUT + G3 ⋅ h3 + G 4 ⋅ h 4
che permette di determinare QUT = 63505 kW.
La potenza termica introdotta nel ciclo (QIN) è invece data dalla relazione:
QIN = G1 (h1 − h7 ) = 72644 kW
La potenza alle pale delle due pompe presenti nell’impianto è calcolata attraverso la relazione:
PPALE,P = G 4 (h5 − h4 ) + G6 (h7 − h6 ) = 2.5 + 326.5 kW = 328.8 kW
I dati finora ricavati permettono di controllare il bilancio termico del ciclo, dovendo essere identicamente veri-
ficata la relazione:
QIN + PPALE,P − QUT − PPALE,TV ≡ 0
Per la potenza elettrica netta del ciclo si ha invece:
PPALE,P
PEL,NETTA = PEL,TV − − PAUX = 8535 kW
ηORG,P ⋅ ηEL,P
in cui:
− ηORG,P è il rendimento organico delle pompe, pari a 0.95,
− ηEL,P è il rendimento dei motori elettrici che trascinano le pompe, pari a 0.9.
La potenza del combustibile introdotta in caldaia è calcolabile come:
Q
QCOMB = IN = 78961 kW
ηTER
dove ηTER è il rendimento termico della caldaia pari a 0.92.
Con i risultati ottenuti è poi possibile procedere al calcolo dei parametri di efficienza:
PEL
• Rendimento elettrico dell’impianto: ηEL = = 0.1081
Q COMB
QUT
• Rendimento termico dell’impianto: ηTH = = 0.8043
QCOMB
• Rendimento di I principio: ηI = ηEL + ηTH = 0.9124
L’indice di risparmio energetico (IRE) è invece definito attraverso il seguente rapporto:
Q − QCOMB Q
IRE = COMB,S = 1 − COMB
QCOMB,S QCOMB,S
in cui QCOMB,S è la potenza del combustibile utilizzato per produrre la potenza elettrica e termica dell’impianto
cogenerativo in un sistema di generazione separato, a sua volta data dalla relazione:
P Q
QCOMB,S = EL + UT = 89529 kW
ηEL,S ηTH,S
in cui
− ηEL,S è il rendimento di conversione di un impianto per pura generazione elettrica, assegnato dal testo
pari a 0.45,
− ηTH,P è il rendimento termico di una caldaia industriale, assunto pari a 0.9.
Infine sostituendo si ricava IRE = 0.1180.
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Quesito F.2 (Cogenerazione)


Una portata d’acqua pari a 1600 m3/h circolante in un circuito di teleriscaldamento viene riscaldata da 80 a
110 °C grazie al calore fornito da un impianto cogenerativo con turbina a vapore ad estrazione e condensa-
zione configurato secondo il disegno assegnato e caratterizzato dai seguenti parametri di progetto:
• pressione del vapore all’ammissione in turbina: 70 bar
• temperatura del vapore all’ammissione in turbina: 570 °C
• portata del vapore all’ammissione in turbina: 300 tonn/h
• pressione allo scarico della turbina AP: 4 bar
• pressione di condensazione: 0.08 bar
• pressione delle condense di ritorno dall’utenza: 3 bar
• temperatura delle condense di ritorno dall’utenza: 95 °C
• pressione di funzionamento del degasatore: 3 bar
• rendimento isoentropico della turbina AP: 0.85
• rendimento isoentropico della turbina BP: 0.88
• rendimento organico del gruppo turboalternatore: 0.985
• rendimento elettrico dell’alternatore: 0.98
• rendimento idraulico delle pompe di alimento: 0.78
• rendimento organico delle pompe di alimento: 0.96
• rendimento del motore elettrico delle pompe: 0.90
• perdita di carico in caldaia (lato acqua/vapore): 0.25
• rendimento termico della caldaia: 0.94
Supponendo di trascurare tutte le perdite di carico tranne quelle esplicitamente citate, si chiede di:
• valutare la portata di vapore condensata per riscaldare l’acqua del teleriscaldamento e la potenza termi-
ca ceduta all’utenza
• calcolare la potenza elettrica netta del ciclo
• calcolare i rendimenti elettrico, termico e di I principio
• tracciare il diagramma h-s del ciclo
• tracciare il diagramma T-Q dello scambiatore che serve l’utenza termica

Turbina AP
Turbina BP
1 Condensatore
Pompa
estrazione
Caldaia ~ condensato

4 5 6
2

3
9
UTENZA
12 11 10 TERMICA

Degasatore

8 7
Pompa di alimento
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Dati: proprietà termodinamiche dell'acqua alla saturazione


liquido saturo vapore saturo
T p h s v h s v
[°C] [bar] [kJ/kg] [kJ/kg-K] [m3/kg] [kJ/kg] [kJ/kg-K] [m3/kg]
41.5 0.08 173.9 0.593 0.001008 2577.1 8.230 18.1046
133.5 3.0 561.4 1.672 0.001074 2724.7 6.991 0.6056
143.6 4.0 604.7 1.776 0.001084 2737.6 6.894 0.4622

Soluzione
Per la risoluzione del problema occorre determinare l’entalpia e la portata nei punti significativi dell’impianto.
Per quanto riguarda i valori di entalpia, con riferimento ai punti indicati nella figura allegata al testo del pro-
blema si ha:
punto 1 T1 = 570 °C, p1 = 70 bar. Dal diagramma di Mollier è possibile ricavare i valori di entalpia e
entropia h1 = 3577 kJ/kg, s1 = 7.005 kJ/kg-K.
punto 2 Noto il rendimento isoentropico della turbina AP e la pressione di scarico (p2 = 4 bar), è pos-
sibile valutare l’entalpia del punto. Sul diagramma di Mollier, incrociando l’isoentropica passante per il punto
1 (linea tratteggiata in figura) con l’isobara a 4 bar, è possibile determinare l’entalpia del punto 2IS (h2,IS =
ΔhREALE h − h2
2785 kJ/kg). Dalla definizione di rendimento isoentropico della turbina: ηIS,AP = = 1 = 0.85
ΔhIS h1 − h 2,IS
è possibile determinare h2 = 2904 kJ/kg e s2 = 7.261 kJ/kg-K.

3900

3600 1
Isobara a 70 bar

Isobara a 4 bar
3300
Entalpia, kJ/kg

3000
2≡3

2700 2IS
Curva di
saturazione
2400 Isobara a 0.08 bar
4
4IS
2100
6.80 7.00 7.20 7.40 7.60
Entropia, kJ/kg-°C

punto 3 Pressione, entalpia ed entropia del punto 3 sono identiche a quelle del punto 2.
punto 4 Noto il rendimento isoentropico della turbina BP e la pressione di condensazione (p4 = 0.08
bar), è possibile valutare l’entalpia del punto. Trovandosi all’interno della curva critica, il punto può essere
determinato in due modi differenti. Procedendo analogamente alla turbina AP, sul diagramma di Mollier, in-
crociando l’isoentropica passante per il punto 3 con l’isobara a 0.08 bar, è possibile determinare l’entalpia
del punto 4IS (h4,IS = 2272 kJ/kg). Alternativamente è possibile determinare il titolo del punto 4IS dalla relazio-
ne: s 4,IS = s 3 = x 4,IS ⋅ s VS + (1 − x 4,IS ) s LS in cui sVS e sLS sono i valori di entropia del vapore e del liquido satu-
ri alla pressione di condensazione, valutabili attraverso le tabelle del vapore e pari rispettivamente a 0.593 e
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8.230 kJ/kg-K. Una volta determinato x4,IS (pari a 0.8731), è possibile valutare l’entalpia del punto 4IS dalla
relazione: h 4,IS = x 4,IS ⋅ h VS + (1 − x 4,IS )hLS in cui hVS e hLS sono i valori di entropia del vapore e del liquido
saturi alla pressione di condensazione, valutabili attraverso le tabelle del vapore e pari rispettivamente a
173.9 e 2577.1 kJ/kg-K. Operando in questo modo si perviene allo stesso risultato trovato utilizzando il dia-
gramma di Mollier (h4,IS = 2272 kJ/kg). Dalla definizione di rendimento isoentropico della turbina:
ΔhREALE h − h4
ηIS,BP = = 3 = 0.88 è possibile determinare h4 = 2348 kJ/kg.
ΔhIS h 3 − h 4,IS

punto 5 È il punto all’uscita del condensatore. La pressione è quella di condensazione: p5 = 0.08 bar.
Non essendo specificata la temperatura, si assume che il liquido sia saturo e quindi h5 = hLS(0.08 bar) =
173.9 kJ/kg valutata attraverso le tabelle del vapore. Sempre dalle tabelle si può desumere il volume specifi-
co del fluido (utile per il calcolo del lavoro della pompa): v5 = vLS(0.08 bar) = 0.0010 m3/kg
punto 6 Essendo nulla la perdita di carico lungo il ramo che va dalla pompa di estrazione condensato
al degasatore, la pressione all’uscita della pompa di estrazione condensato deve eguagliare quella del de-
gasatore stesso e dunque p6 = 3 bar. L’entalpia del punto 6 è calcolata aggiungendo il lavoro della pompa a
h5. Risulta perciò:
v (p − p 5 )
h6 = h5 + 6 6 = 174.2 kJ/kg
ηIDR

punto7 È il punto all’uscita del degasatore. Essendovi equilibrio di fasi all’interno del componente, il
liquido uscente si trova in condizioni di saturazione. Dato che la pressione di funzionamento del degasatore
è p7 = 3 bar, dalle tabelle del vapore si ha: h7 = hLS(p7) = 561.4 kJ/kg. Sempre dalle tabelle si può desumere
il volume specifico del fluido (utile per il calcolo del lavoro della pompa): v7 = vLS(p7) = 0.0011 m3/kg
punto 8 Essendo assegnata pari al 25% la perdita di carico in caldaia, la pressione all’uscita della
⎡ ⎛ Δp ⎞ ⎤
pompa di alimento deve essere tale che: p1 = p 8 ⎢1 − ⎜⎜ ⎟⎟ ⎥ = p 8 [1 − 0.25] . Essendo la pressione di
⎣⎢ ⎝ p ⎠ CALDAIA ⎦⎥
ammissione in turbina (p1) pari a 70 bar, risulta p8 = 93.33 bar. L’entalpia del punto 8 è calcolata aggiungen-
v (p − p 7 )
do il lavoro della pompa a h7. Risulta perciò: h 8 = h 7 + 7 8 = 573.9 kJ/kg
ηIDR

punto 9 L’entalpia del punto 9 è identica a quella del punto 2.


punto 10 Sono assegnate le condizioni termodinamiche del ritorno di condensato dall’utenza p10 = 3
bar, T10 = 95°C. Si tratta di liquido compresso (detto anche sottoraffreddato) la cui entalpia può essere calco-
lata con buona approssimazione applicando la formula: h10 = h LS (T10 ) + v LS (T10 ) ⋅ (p10 − p SAT (T10 )) in cui
hLS(T10) = 398.0 kJ/kg, vLS(T10) = 0.001 m3/kg sono rispettivamente entalpia e volume specifico nelle condi-
zioni di liquido saturo e pSAT(T10) = 0.8453 bar la pressione di saturazione, tutte grandezze desumibili dalle
tabelle del vapore alla temperatura T10. Sostituendo i valori si ottiene h10 = 398.2 kJ/kg.
punto 11 Questo punto è privo di interesse per la risoluzione del problema e quindi non viene calcola-
to
punto 12 L’entalpia del punto 12 è identica a quella del punto 2.
Passando al calcolo delle portate massiche nei punti precedentemente menzionati, risulta assegnata la por-
tata all’ammissione in turbina e dunque G1 = G7 = G8 = 300 t/h = 83.33 kg/s. Dal bilancio entalpico all’utenza
termica si può invece risalire alla portata di vapore G9 che alimenta l’utenza stessa. Si ha infatti:
G (h − h ) = ρ V& c (T − T ) = Q
9 9 10 L L L EX IN UT
dove:
– V& L è la portata volumetrica dell’acqua circolante nel circuito di teleriscaldamento (1600 m3/h)
– ρL è la densità dell’acqua circolante nel circuito di teleriscaldamento (assunta pari a 1000 kg/m3)
– cL è il calore specifico dell’acqua circolante nel circuito di teleriscaldamento (assunto costante e pari a
4.1868 kJ/kg-K)
– TIN è la temperatura dell’acqua all’ingresso dello scambiatore (pari a 80 °C)
– TEX è la temperatura dell’acqua all’uscita dello scambiatore (pari a 110 °C)
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– QUT è la potenza termica utile fornita dall’impianto che risulta pari a 55824 kW (questo dato sarà utilizza-
to successivamente nel calcolo delle prestazioni)
Risolvendo l’equazione si determina G9 = G10 = 22.28 kg/s.
La portata di vapore inviata al degasatore può invece essere calcolata attraverso il seguente bilancio ental-
pico al componente stesso: G12 h12 + G 6 h 6 + G10 h10 = G 7 h 7 . Si noti che in tale equazione la portata G6 può
essere espressa in funzione di G12 scrivendo il principio di conservazione della massa per il degasatore (G12
+ G6 + G10 = G7). Risolvendo si ricava infine G12 = 9.99 kg/s. Nella sottostante tabella sono riassunte le pro-
prietà termodinamiche rilevanti e le portate nei punti menzionati.

G p T h s v
punto kg/s bar °C kJ/kg kJ/kg-K x m3/kg
1 83.33 70.00 570.0 3576.9 7.005 1.0
2 83.33 4.00 220.7 2903.8 7.261 1.0
3 51.06 4.00 220.7 2903.8 7.261 1.0
4 51.06 0.08 41.5 2348.0 7.501 0.9047
5 51.06 0.08 173.9 0.0 0.0010
6 51.06 3.00 174.2 0.0
7 83.33 3.00 561.4 0.0 0.0011
8 83.33 93.33 573.9 0.0
9 22.28 4.00 2903.8 1.0
10 22.28 3.00 95.0 398.2 0.0
12 9.99 4.00 2903.8 1.0

A questo punto è possibile calcolare la potenza elettrica generata dal ciclo. Essa è la differenza fra la poten-
za elettrica generata dalla turbina e quella assorbita dalle pompe:
G (h − h 5 ) G (h − h 7 )
PEL,NETTA = [G1 (h1 − h 2 ) + G 3 (h 3 − h 4 )] ⋅ η ORG,TV ⋅ ηEL,TV − 5 6 − 7 8 = 80319 kW
ηORG,P ⋅ ηEL,P ηORG,P ⋅ ηEL,P
in cui:
− ηORG,TV è il rendimento organico del gruppo turboalternatore, pari a 0.985
− ηEL,TV è il rendimento elettrico dell’alternatore, pari a 0.98
Il calore introdotto nel ciclo è dato da: QIN = G 8 (h1 − h 8 ) pari a 250255 kW. La potenza termica del combu-
QIN
stibile necessaria al calcolo degli indici di rendimento è data a sua volta da Q COMB = pari a 266228
η CALDAIA
kW, in cui ηCALDAIA è il rendimento termico della caldaia, assegnato pari a 0.94 dal testo del problema.
A questo punto sono immediatamente calcolabili gli indici di prestazione richiesti:
PEL,NETTA
Rendimento elettrico: ηEL = = 30.17 %
Q COMB
Q UT
Rendimento termico: η TER = = 20.97 %
Q COMB
Rendimento di I principio: ηI = ηEL + ηTER = 51.14 %

Nella figura sottostante è riportato il diagramma h-s del ciclo. Si noti che, essendo rispettata la scala, i punti
rappresentativi del liquido siano praticamente coincidenti con la curva limite indipendentemente dalla loro
pressione e che i punti all’uscita delle pompe (6 e 8) non sono segnati perché combaciano con quelli
all’ingresso (5 e 7).
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4000
1
3500

3000 2
Entalpia, kJ/kg

2500 punto critico


4
2000

1500

1000
7
500 10
4
0
0 1 2 3 4 5 6 7 8
Entropia, kJ/kg-°C

La figura sottostante riporta invece in diagramma T-Q dello scambiatore che riscalda l’acqua del circuito di
teleriscaldamento.

225

200
Temperatura, °C

175

150 vapore condensante

125

100
acqua teleriscaldamento
75
0 20 40 60 80 100
Potenza termica scambiata, %
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Quesito F.3 (Cogenerazione)


Un impianto cogenerativo è basato su una turbina a gas avente le seguenti caratteristiche:
− portata d’aria all’aspirazione del compressore, kg/s: 90
− rendimento elettrico netto: 33 %
− temperatura dei gas allo scarico della turbina, °C: 530
Sapendo che:
− la temperatura dell’aria ambiente è pari a 25 °C
− il potere calorifico inferiore del combustibile è pari a 44 MJ/kg
− i gas combusti presentano un γ (costante al variare della temperatura) pari a 1.35 e massa molecolare ugua-
le a 28.5 kg/kmol
− le dissipazioni termiche, meccaniche ed elettriche presenti nel ciclo a gas ammontano complessivamen-
te a 2.8 MW
Si chiede di determinare la potenza elettrica raccolta ai morsetti dell’alternatore della turbina a gas.

Allo scarico della turbina i gas combusti vengono poi portati alla temperatura di 650°C mediante una post-
combustione effettuata con il medesimo combustibile che alimenta la turbina a gas. I gas vengono quindi in-
viati a una caldaia a recupero dove si genera vapore alla pressione di 10 bar e alla temperatura di 200°C uti-
lizzato da un’utenza industriale che ritorna il 100% della portata come condense alle condizioni di 3 bar e
120 °C.
Sono dati i seguenti parametri di progetto della caldaia a recupero:
− ΔT di subcooling, °C: 20
− ΔT di pinch point, °C: 25
− Perdite termiche della caldaia a recupero: 1%
− Rendimento idraulico della pompa di alimento: 72 %
− Rendimento organico della pompa di alimento : 95 %
− Rendimento del motore elettrico che muove la pompa di alimento: 90 %
Assumendo nulle tutte le perdite di carico nel circuito vapore (tranne quelle subite dal vapore nella fase di
condensazione) si chiede di:
− disegnare lo schema d’impianto del ciclo cogenerativo
− calcolare la potenza termica utile fornita dall’impianto
− calcolare il rendimento elettrico, termico e di primo principio dell’impianto
− valutare la temperatura dei fumi al camino
− tracciare il diagramma T-Q della caldaia a recupero

Dati: proprietà termodinamiche dell'acqua alla saturazione


liquido saturo vapore saturo
T p h s v h s v
3 3
[°C] [bar] [kJ/kg] [kJ/kg-K] [m /kg] [kJ/kg] [kJ/kg-K] [m /kg]
179.9 10.0 762.6 2.138 0.001127 2776.2 6.583 0.1943

Soluzione
La potenza elettrica sviluppata della turbina a gas può essere calcolata attraverso un bilancio energetico del-
la macchina. Applicando il principio di conservazione dell’energia al sistema aperto delimitato dal rettangolo
tratteggiato nella figura successiva, si ottiene:
G1h1 + GF1 (hF1 + PCI) = G 2 h 2 + PEL,TG + (WTER,TG + WORG,TG + WEL,TG )
dove:
– G1 è la portata massica della corrente d’aria all’aspirazione del compressore, pari a 90 kg/s
– GF1 è la portata massica di combustibile
– G2 è la portata allo scarico della turbina a gas, che può essere posta in relazione alle due precedenti
scrivendo il principio di conservazione della massa all’intera turbina a gas: G2 = G1 + GF1
– h1, hF1, h2 sono le rispettive entalpie specifiche
– PCI è il potere calorifico inferiore del combustibile
– PEL,TG è la potenza elettrica netta della turbina a gas, incognita dell’equazione
– WTER,TG, WORG,TG, WEL,TG sono rispettivamente le perdite termiche, organiche ed elettriche della turbina a
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gas la cui somma (ΣW) è pari a 2800 kW.

perdite termiche WTER,TG


aria combustibile gas
1 F1 2

Potenza
elettrica PEL,TG

perdite elettriche WEL,TG perdite organiche WORG,TG

Trascurando l’entalpia del combustibile rispetto al potere calorifico e scrivendo le entalpie di aria e combusti-
bile in funzione del calore specifico (dell’aria e del gas per le correnti 1 e 2 rispettivamente), la precedente
equazione può essere riscritta come:
G1 ⋅ c P,A (T1 − T0 ) + GF1 ⋅ PCI = G 2 ⋅ c P,G (T2 − T0 ) + PEL,TG + ∑ W
dove:
– T1 è la temperatura dell’aria all’aspirazione del compressore
– T2 è la temperatura dei gas allo scarico della turbina
– T0 è la temperatura di riferimento che, a rigore, deve essere assunta pari a 25°C per conformità con la
definizione di potere calorifico (in realtà il calore di reazione cambia poco con la temperatura e quindi
l’equazione mantiene la sua validità anche assumendo T0 diverso da 25 °C). L’utilità di assumere T0 =
25°C deriva in questo caso dal fatto che così facendo risulta T0 = T1 e il primo termine si annulla.
PEL,TG
Dalla definizione di rendimento elettrico del ciclo a gas: ηEL,TG = è possibile esprimere l’incognita
GF1 ⋅ PCI
GF1 in funzione della potenza elettrica e scrivendo infine il cP del gas in funzione del rapporto cP / cV = γ (os-
γ R
sia, c P,G = ) si ottiene infine:
γ − 1 MG
PEL,TG ⎛ PEL,TG ⎞ γ R
= ⎜ G1 +



(T2 − T0 ) + PEL,TG + ∑ W
ηEL,TG ⎝ ηEL,TG ⋅ PCI ⎠ γ − 1 MG

dove:
− MG è la massa molecolare dei gas (28.5 kg/kmol)
− R la costante universale dei gas (8314 J/kmol-K)
L’equazione viene risolta in funzione di PEL,TG che risulta pari a 27090 kW. Nota PEL,TG, è possibile determi-
nare:
PEL,TG
la portata di combustibile GF1 = = 1.866 kg/s
ηEL,TG ⋅ PCI
la portata allo scarico della turbina G2 = G1 + GF1 = 91.87 kg/s

La successiva domanda richiede di disegnare lo schema impiantistico del sistema cogenerativo in esame, raffi-
gurato nella figura sottostante.
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caldaia a recupero
gas
postcombustore
5
combustibile C

F2
aria F1 gas
1 2 3
4 B
~ D
utenza
turbina a gas
termica A

Per rispondere alle successive domande è necessario valutare la portata di combustibile introdotta nel postcom-
bustore. Dal bilancio entalpico al componente si ricava: G 2 h 2 + GF2 (h F2 + PCI) = G 3 h 3 , relazione che, combina-
ta con il bilancio di massa (G3 = G2 + GF2) e introdotte le semplificazioni del caso diventa:
γ R
G2 (T2 − T0 ) + GF2 ⋅ PCI = (G 2 + GF2 ) γ R (T3 − T0 )
γ − 1 MG γ − 1 MG
dove:
– T3 è la temperatura dei gas allo scarico del postcombustore assegnata pari a 650 °C
– GF2 è la portata massica del flusso di combustibile al postcombustore (incognita dell’equazione)
Risolvendo l’equazione si determina l’incognita GF2 pari a 0.286 kg/s. La portata di gas all’ingresso della caldaia
a recupero è infine pari a G3 = G1 + GF1 + GF2 = 92.15 kg/s.

Per valutare la potenza ceduta all’utenza termica è necessario calcolare la portata di vapore che la caldaia forni-
sce all’utenza stessa. Ciò viene fatto applicando il principio di conservazione dell’energia al tratto di caldaia a re-
cupero compreso fra l’ingresso (lato gas) e l’uscita dei banchi dell’evaporatore (tratto 3-4). Con riferimento al vo-
lume di controllo tratteggiato nella figura precedente si ha:
γ R
G 3 (h 3 − h 4 )(1 − ξ T ) = G 3 (T4 − T3 )(1 − ξ T ) = GD (hD − h C )
γ − 1 MG
dove:
– GD è la portata di vapore generata nella caldaia, incognita dell’equazione
– hD è l’entalpia del vapore surriscaldato fornito all’utenza. Note dal testo le sue condizioni: TD = 200 °C, pD =
10 bar, dal diagramma di Mollier si ricava hD = 2827 kJ/kg
– hC è l’entalpia del liquido all’uscita dell’economizzatore. Data l’assenza di perdite di carico pC = 10 bar. La
temperatura si determina imponendo la condizione TC = TEV − ΔTSC in cui:
TEV è la temperatura di evaporazione alla pressione del corpo cilindrico: TEV(10 bar) = 179.9°C, desumibi-
le dalle tabelle del vapore;
ΔTSC è la differenza di temperatura di subcooling assegnata (20°C).
Nel punto C il fluido risulta perciò liquido compresso (TC = 159.9, pC = 10 bar). La sua entalpia può esse-
re calcolata con grande precisione applicando la formula: h C = hLS (TC ) + v LS (TC ) ⋅ (p C − p SAT (TC )) in cui
hLS(TC) = 675.0 kJ/kg, vLS(TC) = 0.0011 m3/kg, sono rispettivamente entalpia e volume specifico nelle
condizioni di liquido saturo mentre pSAT(TC) = 6.162 bar è la pressione di saturazione, tutte grandezze
desumibili dalle tabelle del vapore alla temperatura TC. Sostituendo i valori si ottiene hC = 675.4 kJ/kg ma
nel seguito faremo tuttavia uso del valore corretto calcolato considerando le equazioni del fluido reale
che forniscono hC= 675.2 kJ/kg.
– T4 è la temperatura della corrente di gas all’uscita dei banchi di evaporazione determinata come T4 = TEV +
ΔTPP dove ΔTPP è la differenza di temperatura al pinch point (assegnata pari a 25 °C). Risulta quindi T4 =
204.9 °C.
– ξT sono le perdite termiche della caldaia a recupero, pari a 0.01.
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Risolvendo l’equazione è possibile calcolare la portata di vapore inviata all’utenza GD = 21.17 kg/s.
Per il calcolo della potenza termica ceduta all’utenza è necessario valutare l’entalpia del ritorno delle condense
(punto A) di cui sono assegnate le condizioni: TA = 120 °C, pA = 3 bar. Trattasi anche in questo caso di liquido
compresso la cui entalpia può essere calcolata applicando la formula:
h A = hLS (TA ) + v LS (TA ) ⋅ (p A − p SAT (TA ))
in cui hLS(TA) = 503.7 kJ/kg, vLS(TA) = 0.00106 m3/kg sono rispettivamente entalpia e volume specifico nelle
condizioni di liquido saturo mentre pSAT(TA) = 1.985 bar è la pressione di saturazione, tutte grandezze desu-
mibili dalle tabelle del vapore alla temperatura TA. Sostituendo i valori si ottiene hA = 503.8 kJ/kg.
La potenza termica ceduta all’utenza risulta quindi: Q UT = GD (h D − h A ) = 49179 kW.
Per valutare la temperatura T5 a cui i fumi vengono scaricati al camino, è necessario fare un bilancio termico
γ R
all’economizzatore della caldaia a recupero definito da: G 3 (T4 − T5 )(1 − ξ T ) = GD (h C − hB ) in cui hB è
γ −1M
l’entalpia dell’acqua all’uscita della pompa di alimento. Essendo nulla la perdita di carico in caldaia, la pressio-
ne all’uscita della pompa di alimento deve essere pB = pEV = 10 bar mentre il volume specifico vA è appros-
simabile con quello del liquido saturo alla temperatura TA: vA ≅ vLS(TA) = 0.00106 m3/kg. L’entalpia del punto
v (p − p A )
B è calcolata aggiungendo il lavoro della pompa a hA: hB = h A + A B = 504.8 kJ/kg. Risolvendo il
ηIDR
bilancio all’economizzatore si determina T5 = 169.7 °C.
Se si trascura il riscaldamento subito dal fluido nella compressione attraverso la pompa (ossia supponendo TB ≅
TA = 120 °C), a questo punto è possibile tracciare il diagramma T−Q della caldaia a recupero in cui per chiarezza
è stata riportata anche la rappresentazione di ΔTPP e ΔTSC.

700

600
Temperatura, °C

500

400
ΔTPP
300

200

ΔTSC
100
0 20 40 60 80 100
Potenza termica scambiata, %

Occorre infine valutare gli indici di prestazione propri dell’impianto:


PEL,NETTA PEL,TG − PEL,P
Rendimento elettrico: ηEL = = = 0.286 dato che la potenza elettrica assorbita dalla
Q COMB (GF1 + GF2 ) ⋅ PCI
GD (hB − h A )
pompa risulta PEL,P = = 25.5 kW
ηORG,P ⋅ ηEL,P
in cui:
ηORG,P è il rendimento organico della pompa, pari a 0.95
ηEL,P è il rendimento elettrico del motore che trascina la pompa, pari a 0.9
Q UT
Rendimento termico: η TER = = 0.519
(GF1 + GF2 ) ⋅ PCI
Rendimento di primo principio ηI = ηEL + ηTER = 0.805
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Quesito F.4 (Cogenerazione)


Si consideri un impianto cogenerativo composto da una turbina a gas operante in ciclo semplice e dalla cal-
daia a recupero configurata secondo lo schema sottostante.

gas

UTENZA
TERMICA

Il ciclo esporta calore all’utenza su due livelli di pressione: vapore surriscaldato in alta pressione (30 bar) e
vapore saturo in bassa pressione (4 bar).
I principali parametri operativi e progettuali del sistema sono i seguenti:
• potenza elettrica netta del ciclo a gas: 24 MW
• rendimento elettrico netto del ciclo a gas: 39.3%
• portata di aria all’aspirazione del ciclo a gas: 74 kg/s
• potere calorifico inferiore del combustibile: 44 MJ/kg
• temperatura allo scarico del ciclo a gas: 446 °C
• caldaia a recupero a due livelli di pressione con le seguenti caratteristiche:
- pressione di evaporazione AP = 30 bar
- pressione di evaporazione BP = 4 bar
- ΔT di pinch point del livello di alta pressione = 30 °C
- ΔT di pinch point del livello di bassa pressione = 10 °C
- ΔT di subcooling (entrambi i livelli) = 8 °C
- ΔT di surriscaldamento vapore AP = 20 °C
- perdite termiche in caldaia = 0.01
- temperatura di ritorno condense AP = 100 °C
- temperatura di ritorno condense BP = 60 °C
Assumere il calore specifico dei gas scaricati dalla turbina pari a 1.11 kJ/kg-K (ipotizzato costante) e trascu-
rare tutte le perdite di carico sul lato vapore della caldaia.
Si richiede di:
• valutare la potenza termica utile (suddivisa per vapore di alta e bassa pressione) resa dall’impianto
• calcolare il rendimento termico dell’impianto, quello di primo principio e l’indice di risparmio energetico
rispetto a una soluzione con produzione separata di energia elettrica e calore caratterizzata da rendi-
menti di generazione elettrica e termica pari rispettivamente a ηEL,S = 53% e ηTH,S = 90%
• tracciare un diagramma realistico di scambio termico (T-Q) della caldaia a recupero
• valutare la temperatura dei fumi al camino
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Dati: proprietà termodinamiche dell'acqua alla saturazione


liquido saturo vapore saturo
T p h s v h s v
[°C] [bar] [kJ/kg] [kJ/kg-K] [m3/kg] [kJ/kg] [kJ/kg-K] [m3/kg]
143.6 4 604.7 1.776 0.00108 2737.6 6.894 0.4622
233.8 30 1008.4 2.645 0.00122 2802.3 6.184 0.0666

Soluzione
Per la risoluzione del problema, è innanzitutto necessario valutare la portata di gas uscente dalla turbina. Dalla
definizione di rendimento risulta possibile calcolare la potenza termica introdotta nel ciclo a gas attraverso il
combustibile (QCOMB):
P
QCOMB = EL = 61069 kW
ηEL
da cui si risale alla portata di combustibile (GC) attraverso la relazione:
Q
GC = COMB = 1.388 kg/s
PCI
in cui:
− PEL è la potenza elettrica netta erogata dal ciclo (pari a 24 MW)
− ηEL è il rendimento elettrico netto (pari a 0.393)
− PCI è il potere calorifico inferiore del combustibile (pari a 44 MJ/kg)
La portata di gas combusti entranti nella caldaia a recupero (GG) è pari a quella presente allo scarico della turbi-
na a gas, calcolabile come somma della portata di aria aspirata dal ciclo più quella di combustibile. In definitiva si
ottiene:
GG = GA + GC = 75.39 kg/s
dove GA è la portata di aria aspirata dal compressore del ciclo a gas, pari a 74 kg/s

Per il calcolo delle portate di vapore inviate all’utenza è necessario impostare due successivi bilanci termici
sul generatore di vapore a recupero. Per determinare la portata di vapore surriscaldato inviata all’utenza dal
ramo di alta pressione (GAP) occorre applicare il principio di conservazione dell’energia al dominio tratteggia-
to nella figura sottostante, comprendente le sezioni di surriscaldamento ed evaporazione del livello di alta
pressione.

7
3
2 6

A B

4
1
UTENZA
TERMICA
5

Esso si esprime attraverso la seguente relazione:


GG ⋅ (h A − hB ) ⋅ (1 − ξ T ) = GG ⋅ c P,G ⋅ (TA − TB ) ⋅ (1 − ξ T ) = G AP ⋅ (h 4 − h2 )
in cui:
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– cP,G è il calore specifico dei gas scaricati dalla turbina a gas, pari a 1.11 kJ/kg;
– TA è la temperatura dei gas allo scarico della turbina a gas, pari a 446°C;
– TB è la temperatura della corrente sulla sezione individuata dalla lettera B nel precedente schema, cioè
all’uscita (lato gas) dei banchi di evaporazione del livello di alta pressione. Essa viene determinata dalla re-
lazione TB = TEV,AP + ΔTPP dove ΔTPP è la differenza di temperatura al pinch point (assegnata pari a 30 °C).
In corrispondenza della pressione di evaporazione di 30 bar, risulta TEV,AP = 233.8 °C e quindi TB = 263.8 °C;
– ξT sono le perdite termiche della caldaia a recupero, pari a 0.01;
– h4 è l’entalpia del vapore surriscaldato inviato all’utenza termica, le cui condizioni termodinamiche possono
essere determinate tramite i dati forniti dal problema. La pressione p4 è anch’essa pari a 30 bar dato che il
testo del problema impone di trascurare tutte le perdite di carico in caldaia. La temperatura T4 viene invece
calcolata grazie al dato sul ΔT di surriscaldamento (ΔTSH = 20 °C), ottenendo T4 = TEV,AP + ΔTSH = 253.8 °C.
Note pressione e temperatura, dal diagramma di Mollier si ricava h4 = 2866.6 kJ/kg
– h2 è l’entalpia del liquido all’uscita dell’economizzatore. La pressione p2 del fluido è pari a quella di evapora-
zione, mentre la temperatura del liquido in 2 si determina imponendo la condizione T2 = TEV,AP − ΔTSC in cui
ΔTSC è la differenza di temperatura di subcooling, assegnata pari a 8 °C. Nel punto 2 il fluido risulta perciò
liquido compresso (T2 = 225.8 °C, p2 = 30 bar) e la sua entalpia può essere calcolata con buona preci-
sione applicando la formula: h2 = hLS (T2 ) + v LS (T2 ) ⋅ (p 2 − p SAT (T2 )) in cui hLS(T2) = 970.8 kJ/kg, vLS(T3) =
0.00120 m3/kg sono rispettivamente entalpia e volume specifico nelle condizioni di liquido saturo alla
temperatura T2 e pSAT(T2) = 25.90 bar è la pressione di saturazione, tutte desumibili dalle tabelle del va-
pore alla temperatura T2. Sostituendo i valori si ottiene h2 = 971.3 kJ/kg. Per riscontro, il valore effettivo
dell’entalpia del punto 2 calcolato considerando anche gli effetti di comprimibilità del fluido è pari a h2 =
970.9 kJ/kg.
Introducendo i valori numerici nel bilancio termico di caldaia si ricava la portata GAP = 7.960 kg/s.

La portata di vapore GBP generata nel ramo di bassa pressione della caldaia è calcolabile attraverso il bilan-
cio termico fra le sezioni B e C della caldaia, indicate nella figura sottostante. La sezione C si trova sul lato
gas all’uscita dei banchi evaporatori del livello di bassa pressione.

3
2 6

B C D

4
1
UTENZA
TERMICA
5

Attraverso il dominio tratteggiato in figura compreso fra le sezioni B e C, la corrente di gas si raffredda ce-
dendo calore rispettivamente a:
− il flusso di alta pressione che si riscalda fra l’ingresso (punto 1) e l’uscita (punto 2) dell’economizzatore
AP;
− il flusso di bassa pressione che entra nel dominio alle condizioni 6 (uscita dell’economizzatore BP) ed
esce in condizioni di vapore saturo (punto 7).
Il relativo bilancio termico si scrive secondo questa espressione:
GG ⋅ (hB − hC ) ⋅ (1 − ξ T ) = GG ⋅ c P,G ⋅ (TB − TC ) ⋅ (1 − ξ T ) = G AP ⋅ (h2 − h1 ) + GBP ⋅ (h7 − h6 )
in cui:
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– TC è la temperatura della corrente all’uscita (lato gas) dei banchi di evaporazione del livello di bassa pres-
sione, determinata come TC = TEV,BP + ΔTPP dove ΔTPP è la differenza di temperatura al pinch point (asse-
gnata pari a 10 °C). In corrispondenza della pressione di evaporazione di 4 bar, risulta TEV,BP = 143.6 °C e
quindi TB = 153.6 °C;
– h1 è l’entalpia del liquido all’ingresso dell’economizzatore AP. La pressione p1 del fluido è pari a quella di e-
vaporazione dato che il problema precisa di trascurare tutte le perdite di carico in caldaia, mentre la tempe-
ratura del liquido in 1 è assegnata pari a 100 °C. Nel punto 1 il fluido risulta perciò liquido compresso (T1 =
100 °C, p1 = 30 bar) e la sua entalpia può essere calcolata con buona precisione applicando la formula:
h1 = hLS (T1 ) + v LS (T1 ) ⋅ (p1 − p SAT (T1 )) in cui hLS(T1) = 419.1 kJ/kg, vLS(T1) = 0.00104 m3/kg sono rispetti-
vamente entalpia e volume specifico nelle condizioni di liquido saturo alla temperatura T1 e pSAT(T1) =
1.013 bar è la pressione di saturazione, tutte desumibili dalle tabelle del vapore alla temperatura T1. So-
stituendo i valori si ottiene h1 = 422.1 kJ/kg. Per riscontro, il valore effettivo dell’entalpia del punto 1 cal-
colato considerando anche gli effetti di comprimibilità del fluido è pari a h1 = 421.2 kJ/kg;
– h7 è l’entalpia del vapore saturo generato nell’evaporatore BP. Il suo valore è dunque ricavabile dalle tabelle
del vapore e risulta h7 = hVS(T4) = 2737.6 kJ/kg;
– h6 è l’entalpia del liquido all’uscita dell’economizzatore BP. La pressione p6 del fluido è pari a quella di eva-
porazione, mentre la temperatura del liquido in 6 si determina imponendo la condizione T6 = TEV,BP − ΔTSC in
cui ΔTSC è la differenza di temperatura di subcooling, assegnata pari a 8 °C. Nel punto 6 il fluido risulta per-
ciò liquido compresso (T2 = 135.6 °C, p2 = 4 bar) e la sua entalpia può essere calcolata seguendo il me-
todo già illustrato a proposito dei punti 1 e 2. Il valore di entalpia del punto 6 calcolato considerando an-
che gli effetti di comprimibilità del fluido è pari a h6 = 570.4 kJ/kg.
La relazione precedente può quindi essere risolta nell’incognita GBP, determinando il suo valore pari a 2.194
kg/s.

Calcolata anche la portata del ramo di bassa pressione, è conveniente innanzitutto completare il bilancio
termico del generatore di vapore a recupero, cosa che permette di rispondere alle ultime due domande po-
ste dal problema. Si scrive per prima cosa il bilancio termico a cavallo dell’economizzatore BP al fine di de-
terminare la temperatura dei fumi al camino. Il principio di conservazione dell’energia sul dominio compreso
fra le sezioni C e D tratteggiato nella figura precedente si esprime attraverso la seguente equazione:
GG ⋅ (hC − hD ) ⋅ (1 − ξ T ) = GG ⋅ c P,G ⋅ (TC − TD ) ⋅ (1 − ξ T ) = GBP ⋅ (h6 − h5 )
dove:
– h5 è l’entalpia del liquido all’ingresso dell’economizzatore BP. La pressione p5 del fluido è pari a quella di e-
vaporazione dato che il problema precisa di trascurare tutte le perdite di carico in caldaia, mentre la tempe-
ratura del liquido in 1 è assegnata pari a 60 °C. Nel punto 5 il fluido risulta perciò liquido compresso (T5 =
60 °C, p5 = 4 bar) e la sua entalpia può essere calcolata seguendo il metodo già illustrato a proposito dei
punti 1 e 2. Il valore di entalpia del punto 5 calcolato considerando anche gli effetti di comprimibilità del
fluido è pari a h6 = 251.4 kJ/kg.
Risolvendo la precedente equazione nell’incognita TD, è possibile determinare la temperatura dei fumi al
camino ricavando TD = 145.2 °C. A questo punto è altresì possibile tracciare il diagramma di scambio termi-
co nella caldaia a recupero, come mostrato nella figura sottostante.
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500

400

ΔTSH

Temperatura, °C
300

200

Livello AP
100
Livello BP

0
0 20 40 60 80 100
Potenza termica scambiata, %

È infine possibile effettuare il bilancio termico del sistema per la valutazione della potenza termica resa
dall’impianto all’utenza:
− potenza termica utile in alta pressione: QUT, AP = G AP ⋅ (h 4 − h1 ) = 19466 kW
− potenza termica utile in bassa pressione: QUT,BP = GBP ⋅ (h7 − h5 ) = 5455 kW
− potenza termica utile complessiva: QUT = QUT,AP + QUT,BP = 24922 kW
Con questi risultati si procede al calcolo dei parametri di efficienza:
QUT
• Rendimento termico dell’impianto: ηTH = = 0.4081
QCOMB
• Rendimento di I principio: ηI = ηEL + ηTH = 0.8011

L’indice di risparmio energetico (IRE) è invece definito attraverso il seguente rapporto:


Q − QCOMB Q
IRE = COMB,S = 1 − COMB
QCOMB,S QCOMB,S
in cui QCOMB,S è la potenza del combustibile utilizzato per produrre la potenza elettrica e termica dell’impianto
cogenerativo in un sistema di generazione separato. QCOMB,S è a sua volta calcolabile attraverso la relazione:
P Q
QCOMB,S = EL + UT
ηEL,S ηTH,S
Sostituendo quest’ultima relazione nella definizione di IRE si ottiene:
Q 1 1
IRE = 1 − COMB = 1 − = = 0.1631
Q COMB,S P 1 Q UT 1 ηEL η
EL
⋅ + ⋅ + TH
Q COMB ηEL,S Q COMB ηTH,S ηEL,S ηTH,S
in cui:
ηEL,S è il rendimento di conversione di un impianto per pura generazione elettrica, assegnato dal testo pari
a 0.53,
ηTH,S è il rendimento termico di una caldaia industriale, assunto pari a 0.9.
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Quesito G.1 (Ciclo frigorifero)


Il compressore di un ciclo frigorifero a semplice laminazione aspira 40 m3/h di fluido refrigerante R134a alla tem-
peratura di 0°C. Noto che:
– la pressione di condensazione è pari a 10 bar,
– la temperatura di evaporazione è pari a –10 °C,
– il titolo del fluido all’ingresso dell’evaporatore è pari a 0.29;
– il rendimento isoentropico, volumetrico, organico ed elettrico del compressore sono rispettivamente pari
a 0.72, 0.90, 0.93 e 0.88;
è richiesto di:
– disegnare lo schema di impianto e il diagramma T-s del ciclo frigorifero
– valutare il ΔT di sottoraffreddamento all’uscita del condensatore
– determinare la potenza elettrica assorbita dal compressore
– valutare la potenza frigorifera dell’impianto e il suo C.O.P.
Sapendo infine che il compressore volumetrico a semplice effetto ruota alla velocità di 7500 giri/min, determinar-
ne la cilindrata.

Dati: proprietà termodinamiche dell'R134a alla saturazione


liquido saturo vapore saturo
T p h s ρ h s ρ
[°C] [bar] [kJ/kg] [kJ/kg-K] [kg/m3] [kJ/kg] [kJ/kg-K] [kg/m3]
39.39 10.0 255.5 1.188 1149 419.2 1.711 49.22

Soluzione
Lo schema di impianto del ciclo frigorifero in oggetto è riportato nella figura sottostante.

condensatore

valvola di 2

~
laminazione

1
evaporatore compressore

Il ΔT di sottoraffreddamento (ΔTSC) è per definizione uguale alla differenza fra la temperatura di condensa-
zione (TCOND) e la temperatura del fluido all’uscita del condensatore (punto 3). Il testo assegna la pressione
di condensazione pCOND = 10 bar, per cui è immediato determinare TCOND = TSAT(pCOND) = 39.39°C. Per valu-
tare la temperatura del punto 3, si può partire dalla constatazione che l’entalpia del fluido nel punto è pari a
quella all’ingresso del successivo evaporatore (punto 4), il cui valore può essere calcolato note la temperatu-
ra (T4 è la temperatura di evaporazione TEVAP = −10°C) e il titolo della miscela bifase (x4 = 0.29). Si ha poi
che h4 = x4·hVS + (1−x4)·hLS, dove hVS e hLS sono i valori di entalpia del vapore e del liquido saturi alla tempe-
ratura di evaporazione, valutabili attraverso le tabelle delle proprietà termodinamiche dell’R134a alla satura-
zione e pari rispettivamente a 186.7 e 392.7 kJ/kg, che permette di ricavare h4 = 246.4 kJ/kg. Dal diagramma
p-h dell’R134a è poi possibile determinare la temperatura nel punto 3 note due grandezze termodinamiche:
entalpia (h3 = h4) e pressione (quella di condensazione pari a 10 bar). Si ha quindi T3 = T (p3, h3) = 33.25 °C
da cui si può infine calcolare ΔTSC = TCOND − T3 = 6.14 °C.
Ai fini del calcolo della potenza elettrica del compressore e di quella frigorifera è necessario innanzitutto de-
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terminare le condizioni termodinamiche del fluido all’uscita dell’evaporatore (punto 1) e del compressore
(punto 2). Le condizioni del punto 1 sono calcolabili in quanto sono note due variabili termodinamiche. La
pressione è pari a quella di evaporazione, e quindi p1 = pEVAP = pSAT(TEVAP) = 2.01 bar, mentre la temperatura
è assegnata dal testo del problema T1 = 0 °C. Per mezzo del diagramma p-h è possibile ricavare l’entalpia
del fluido h1 = h(p1, T1) = 401.2 kJ/kg, e la densità ρ1 = ρ(p1,T1) = 9.572 kg/m3.
Le condizioni del fluido all’uscita del compressore (punto 2) vengono determinate attraverso il calcolo della
compressione 1-2. Il rendimento isoentropico della compressione è infatti definito come:
ΔhIS h − h1
ηIS = = 2,IS
ΔhREALE h2 − h1
e sapendo che ηIS = 0.7, è possibile ricavare h2. Il punto 2IS giace infatti sull’incrocio fra l’isobara di conden-
sazione e la linea isoentropica passante per il punto 1. La sua entalpia è perciò immediatamente valutabile
sul diagramma p-h in quanto di esso sono note la pressione (p2 = pCOND = 10 bar) e l’entropia, dato che s2,IS
= s1 = 1.765 kJ/kg-K. Dal diagramma p-h si ricava dunque h2,IS = h(p2, s2,IS) = 436.4 kJ/kg, da cui si determi-
h − h1
na h2 = h1 + 2,IS = 450.1 kJ/kg. A questo punto sono note le proprietà termodinamiche di tutti i punti si-
ηIS
gnificativi del ciclo (riassunti per comodità nella tabella sottostante) ed è quindi possibile disegnarne la trac-
cia sul diagramma temperatura−entropia, come visualizzato nella successiva figura.

punto p, bar T,°C h, kJ/kg s, kJ/kg-K x


1 2.01 0.00 401.2 1.765 1.000
2 10.00 68.18 450.1 1.806 1.000
3 10.00 33.25 246.4 1.158 0.000
4 2.01 -10.00 246.4 1.178 0.290

120 FLUIDO R134a


punto critico

90

2
Temperatura, °C

60 isobara di 2IS
condensazione

3
30

isobara di
evaporazione
0 1

4
-30
0.8 1.0 1.2 1.4 1.6 1.8 2.0
Entropia, kJ/kg-°C

La portata massica fluente nel circuito ( m& ) è calcolabile nota la portata volumetrica all’aspirazione del com-
pressore V1 = 40 m /s, da cui risulta m = ρ1 ⋅ V& 1 = 0.1064 kg/s. A questo punto è possibile valutare le se-
& 3
&
guenti grandezze:
& ⋅ (h2 − h1 )
m
– potenza elettrica richiesta dal compressore: PEL = = 6.36 kW
ηORG ⋅ ηEL
in cui ηORG e ηEL sono i rendimento organico del compressore e quello elettrico del motore che lo trasci-
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na pari rispettivamente a 0.93 e 0.88.


– & ⋅ (h1 − h4 ) = 16.46 kW
potenza frigorifera resa dal ciclo: QFRIG = m
QFRIG
– resa del ciclo frigorifero: C.O.P. = = 2.589
PEL
L’ultima domanda posta dal problema riguarda la cilindrata V del compressore, che può essere determinata
V&
attraverso la relazione: V = , in cui:
n
ηV ⋅ ⋅ nE
60
ηV è il rendimento volumetrico del compressore, assunto pari a 0.9,
n è la velocità di rotazione del compressore, espressa in giri/min, assegnata pari a 7500,
nE è il numero di effetti del compressore, pari a 1.
Introducendo i valori numerici, si determina infine V = 98.8 cm3.
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Quesito G.2 (Ciclo frigorifero)


La potenza frigorifera di un ciclo a semplice laminazione funzionante con R134a è pari a 19 kW. Noto che:
la temperatura di condensazione è pari a 46 °C,
– il ΔT di sottoraffreddamento è pari a 6 °C,
– la temperatura di evaporazione è pari a −2 °C,
– il ΔT di surriscaldamento all’uscita dell’evaporatore è nullo (cioè il compressore aspira vapore saturo
secco)
– il C.O.P. del ciclo è pari a 2.4,
è richiesto di:
– disegnare lo schema del ciclo frigorifero e la sua traccia nel piano p-h;
– determinare il rendimento globale del compressore (cioè il prodotto dei diversi rendimenti isoentropico,
organico ed elettrico).

Soluzione
Lo schema d’impianto del gruppo frigorifero in oggetto e la traccia indicativa del ciclo termodinamico nel pia-
no p-h sono riportati nelle figure sottostanti.

condensatore

valvola di 2

~
laminazione

1
evaporatore compressore
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100

punto critico
50

isobara di
20
Pressione, bar
condensazione
2IS
10
3 2

5 isobara di
evaporazione

4
2 1

1
200 250 300 350 400 450
Entalpia, kJ/kg

Il rendimento globale del compressore può essere determinato dalla relazione:


& ⋅ (h2,IS − h1 )
m
ηGLOB = ηIS ⋅ ηORG ⋅ ηEL =
PEL
dove:
− ηIS è il rendimento isoentropico del compressore,
− ηORG è il rendimento organico,
− ηEL è il rendimento del motore elettrico che trascina il compressore,
− m & è la portata massica di fluido refrigerante circolante nel sistema,
− h1 è l’entalpia del fluido all’ingresso del compressore (punto 1),
− h2,IS è l’entalpia del punto di fine compressione isoentropica da 1 a 2IS,
− PEL è la potenza assorbita dal motore elettrico che trascina il compressore.
Q
La potenza elettrica PEL è a sua volta calcolabile come PEL = FRIG = 7.92 kW, dato che:
C.O.P.
− QFRIG è potenza frigorifera resa dal ciclo, assegnata dal testo pari a 19 kW,
− C.O.P. è resa del ciclo frigorifero, ipotizzata pari a 2.4.

La valutazione della portata massica del refrigerante fluente nel circuito risulta possibile attraverso la rela-
& = QFRIG . Nota la potenza frigorifera, per determinare la portata massica è necessario conoscere
zione: m
h1 − h 4
le entalpie dei punti 1 e 4. In particolare:
− all’uscita dell’evaporatore (punto 1) il fluido si trova in condizioni di vapore saturo alla temperatura di eva-
porazione TEVAP = −2 °C. La sua entalpia è calcolabile per mezzo delle tabelle delle proprietà termodina-
miche dell’R134a alla saturazione e risulta h1 = hVS(TEVAP) = 397.4 kJ/kg. La sua entropia, necessaria al
calcolo della compressione, è s1 = sVS(TEVAP) = 1.728 kJ/kg-K,
− l’entalpia del fluido all’ingresso dell’evaporatore (punto 4) è pari a quella uscente dal condensatore (punto
3) dato che la trasformazione che separa i due punti è una laminazione isoentalpica. Per il calcolo dell’en-
talpia nel punto 3 si può poi notare che:
o la pressione del punto 3 è pari a quella di condensazione (pCOND), valutabile sulle tabelle delle proprie-
tà alla saturazione essendo nota la temperatura di condensazione (TCOND = 46 °C). Si ha quindi: p3 =
pCOND = pSAT(TCOND) = 11.90 bar,
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o la temperatura del punto 3 è calcolabile come T3 = TCOND − ΔTSC = 40 °C, dove ΔTSC è il sottoraffred-
damento del fluido impartito da condensatore, assegnato pari a 6 °C.
Note pressione e temperatura nel punto, l’entalpia può essere quindi valutata sul diagramma p-h, fornen-
do: h4 = h3 = h(T3, p3) = 256.4 kJ/kg.
A questo punto risulta possibile determinare la portata massica nel ciclo frigorifero che risulta pari a 0.1347
kg/s.

A questo punto, l’unica grandezza ancora incognita necessaria a determinare ηGLOB è h2,IS. Siccome il punto
2IS giace sull’incrocio fra l’isobara di condensazione e la linea isoentropica passante per il punto 1, la sua en-
talpia è immediatamente valutabile sul diagramma p-h in quanto di esso sono note la pressione, p2 = pCOND =
11.90 bar, e l’entropia, s2,IS = s1 = 1.728 kJ/kg-K. Dal diagramma p-h si ricava dunque h2,IS = h(p2, s2,IS) =
428.2 kJ/kg che permette infine di calcolare ηGLOB = 0.523.
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Quesito H.1 (Ciclo a vapore)


Un ciclo a vapore presenta le seguenti caratteristiche:
– pressione dell’acqua all’ingresso in caldaia: 110 bar
– temperatura dell’acqua all’ingresso in caldaia: 210°C
– perdita di carico in caldaia (lato acqua / vapore): 20%
– temperatura del vapore all’uscita della caldaia: 540°C
– rendimento termico della caldaia: 0.94
Si chiede di:
1) determinare l’entalpia del fluido all’ingresso e all’uscita della caldaia;
2) determinare la portata massica di vapore generato in caldaia sapendo che la centrale ha rendimento e-
lettrico netto del 29% e potenza elettrica netta 30 MW.

Noto inoltre che la turbina è caratterizzata da una sezione di alta e una di bassa pressione inframmezzate da
uno spillamento di vapore, ed essendo:
– rendimento isoentropico di espansione nel tratto di alta pressione: 0.78
– pressione di spillamento: 25 bar
– temperatura di condensazione: 40°C
– potenza consumata da pompe ed ausiliari: 3 MW
– portata spillata pari al 25% della portata all’ingresso della turbina
– rendimento organico ed elettrico del gruppo turboalternatore pari rispettivamente a 0.96 e 0.97
Si chiede di determinare:
3) le condizioni di entalpia, entropia e temperatura allo spillamento intermedio;
4) il rendimento isoentropico di espansione nel tratto di bassa pressione.

Soluzione
Per meglio illustrare la risoluzione di questo problema, è utile evidenziare la porzione di impianto considerata
come schematizzato nella figura sottostante:

Sezione AP
Sezione BP
2

~
Caldaia 3 4 5

1 6

Quesito 1)
L’entalpia del liquido all’ingresso della caldaia (h1) alla pressione di 110 bar e alla temperatura di 210°C può
essere calcolata come:
h1 = hLIQ(110 bar, 210°C) = hLS(210°C) + vLS(210°C)·[110 bar − pSAT(210°C)], §
che fornisce h1 = 908.4 kJ/kg.
In alternativa, ma con minor precisione in quanto la stima risente della non perfetta conoscenza del calore
specifico del liquido (cL), è possibile calcolare l’entalpia del liquido all’ingresso come:
h1 = hLIQ(110 bar, 210°C) = hLS(110 bar) − cL·[TSAT(110 bar) − 210°C]
che (assumendo cL = 4.187 kJ/kg-K) porta a h1 = 998.2 kJ/kg. Per riscontro, il valore effettivo dell’entalpia
calcolato considerando anche gli effetti di comprimibilità del fluido è pari a h1 = 901.0 kJ/kg.
Note le perdite di carico relative in caldaia (Δp/p)CALD, la pressione del fluido all’uscita è calcolabile come:
p2 = p1·[1 − (Δp/p)CALD] = 88.0 bar
Nota la temperatura nel punto T2 = 540°C, sul diagramma di Mollier si possono determinare h2 = 3487 kJ/kg
e s2 = 6.797 kJ/kg-K

Quesito 2)

§
I pedici LS e VS si riferiscono rispettivamente alle condizioni di liquido saturo e vapore saturo.
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La potenza termica del combustibile consumato nella caldaia (QCOMB), essendo noto il rendimento del ciclo
(ηEL) e la potenza elettrica netta (PEL), si trova dalla definizione di rendimento elettrico netto:
PEL 30
ηEL = da cui Q COMB = = 103.4 MW
Q COMB 0.29
A questo punto la potenza termica effettivamente trasferita al vapore (QVAP) si ricava tramite il rendimento di
caldaia (ηCALD):
Q VAP
η CALD = da cui QVAP = QCOMB·0.94 = 97.2 MW
Q COMB
Si può quindi ricavare la portata massica di vapore generata in caldaia (G1 = G2) essendo:
Q VAP
G1 = = 37.70 kg/s
h 2 − h1

Quesito 3)
Le condizioni all’ingresso della turbina di alta pressione (punto 2) corrispondono alle condizioni di uscita dalla
caldaia già ricavate nel quesito 1. Come rappresentato sul diagramma h-s dell’espansione, le condizioni nel
punto di spillamento (punto 3) possono essere determinate perché è noto il valore del rendimento isoentro-
pico della turbina di alta pressione (ηAP) definito come:
ΔhREALE h − h3
η AP = = 2 = 0.78
ΔhIS h 2 − h 3,IS
in cui h3,IS è ricavata dal diagramma di Mollier note p3,IS = p3 = 25 bar e s3,IS = s2 = 6.797 kJ/kg-K che forniscono
h3,IS = 3099 kJ/kg. Dall’espressione del rendimento isoentropico di espansione si ricava h3 = 3184 kJ/kg. Dal
diagramma di Mollier alle condizioni di spillamento p3 = 25 bar, h3 = 3184 kJ/kg si desume s3 = 6.933 kJ/kg-K e
una temperatura T3 = 374.8 °C.

Quesito 4)
La potenza elettrica generata dal turboalternatore è pari alla potenza alle pale moltiplicata per il rendimento
organico della turbina (ηORG) ed elettrico dell’alternatore (ηALT). La potenza elettrica netta del ciclo (PEL) è da-
ta dalla differenza fra potenza elettrica generata dal turboalternatore e la potenza assorbita dalle pompe e
dagli ausiliari (PASS). Si può quindi scrivere la relazione:
PEL = PPALE·ηORG·ηALT − PASS
che può essere riscritta esplicitando il termine PPALE ottenendo:
P + PASS
PPALE = EL = 35.44 MW
ηORG ⋅ ηALT
La potenza totale alle pale della macchina è la somma dei contributi dei due tratti:
PPALE = PPALE,AP + PPALE,BP = G1·(h2 − h3) + G4·(h4 − h5)
dove: G4 = G3 − G6 = 28.28 kg/s in quanto la portata spillata è G6 = 0.25·G1 = 9.43 kg/s,
h4 = h3 = 3184 kJ/kg,
Risultando perciò PPALE,AP = 11.43 MW si ha quindi PPALE,BP = PPALE − PPALE,AP = 24.01 MW.
Dall’uguaglianza PPALE,BP = G4·(h4 − h5) è quindi possibile determinare l’entalpia allo scarico della turbina di
bassa pressione h5 = 2335 kJ/kg (cui corrisponde un titolo del vapore allo scarico della turbina BP pari a x5 =
0.9007). Data la definizione di rendimento isoentropico della turbina BP (ηBP):
Δh REALE h − h5
ηBP = = 4
ΔhIS h 4 − h 5,IS
è possibile calcolarne il valore a patto di conoscere h5,IS.
Le condizioni allo scarico della turbina prevedono una temperatura di condensazione di 40°C, ovvero una
pressione di uscita pari a p5 = pSAT(40°C) = 0.0738 bar ricavabile dalle tabelle del vapore saturo. L’entalpia
h5,IS è ricavabile dal diagramma di Mollier note p5,IS = p5 = 0.0738 bar e s5,IS = s4 = s3 = 6.933 kJ/kg-K risultando
h5,IS = 2159 kJ/kg. Essendo il punto 5IS interno alla curva limite (fluido bifase), note pressione ed entropia, la sua
entalpia può alternativamente essere calcolata determinando preventivamente il titolo. È infatti possibile cono-
scere il titolo (x5,IS) del punto 5IS dalla relazione: s 5,IS = s 4 = x 5,IS ⋅ s VS + (1 − x 5,IS )s LS in cui sVS e sLS sono i
valori di entropia del vapore e del liquido saturi alla temperatura di condensazione, valutabili attraverso le ta-
belle del vapore e pari rispettivamente a 0.572 e 8.258 kJ/kg-K. Una volta determinato il titolo x5,IS (pari a
0.8275), è possibile valutare l’entalpia del punto 5IS dalla relazione: h 5,IS = x 5,IS ⋅ h VS + (1 − x 5,IS )h LS in cui hVS
e hLS sono i valori di entalpia del vapore e del liquido saturi alla temperatura di condensazione, valutabili at-
traverso le tabelle del vapore e pari rispettivamente a 167.5 e 2574.4 kJ/kg-K. Operando in questo modo si
perviene allo stesso risultato trovato in precedenza (h5,IS = 2159 kJ/kg). Introducendo i valori di entalpia nel-
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l’espressione del rendimento risulta ηBP = 0.8283.


Le altre proprietà termodinamiche del vapore allo scarico della turbina si trovano a partire dalle condizioni
del punto 4 (che sono le medesime del punto 3) attraverso la definizione del rendimento = 0.83
La figura sottostante visualizza l’andamento dell’espansione nel piano entalpia-entropia per entrambe le se-
zioni della turbina.

Entalpia
3≡4

3,IS

25 bar

5
5,IS
0.074 bar

Entropia
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Quesito H.2 (Ciclo a vapore)


Un ciclo a vapore con risurriscaldamento è caratterizzato dai seguenti parametri di progetto:
– portata di vapore all’ammissione: 500 tonn/h
– pressione del vapore all’ammissione della turbina AP: 100 bar
– temperatura del vapore all’ammissione della turbina AP: 540 °C
– pressione allo scarico della turbina AP: 40 bar
– temperatura del vapore all’ammissione della turbina BP: 520 °C
– pressione di condensazione: 0.05 bar
– perdite di carico nei banchi risurriscaldatori: 0.08
– perdite di carico in caldaia: 0.333
– rendimento isoentropico della turbina a vapore AP (prima del risurriscaldamento): 82%
– rendimento isoentropico della turbina a vapore BP (dopo il risurriscaldamento): 89%
– rendimento organico turboalternatore: 99%
– rendimento elettrico turboalternatore 98.5%
– rendimento idraulico pompe: 80%
– rendimento organico pompe: 98%
– rendimento elettrico pompe: 94%
– rendimento di caldaia: 94%
– perdite per ausiliari: 3.5 MW
Nel ciclo è presente un rigeneratore a superficie dove l’acqua proveniente dalla pompa di alimento viene ri-
scaldata fino alla temperatura di 160 °C a spese del calore fornito da una portata di vapore spillato dalla tur-
bina alla pressione di 6 bar che viene raffreddata fino alla condizione di liquido saturo. Il condensato
all’uscita del rigeneratore (drenaggio) viene inviato a una pompa che lo comprime fino alla pressione della
corrente principale di alimento e miscelato ad esso. Si trascurino tutte le perdite di carico tranne quelle spe-
cificamente assegnate in precedenza.
Si chiede di:
– tracciare lo schema dell’impianto
– tracciare il diagramma T-s del ciclo
– calcolare la potenza elettrica netta e il rendimento dell’impianto
Tracciare infine il diagramma di scambio termico del rigeneratore e valutarne la superficie di scambio ipotiz-
zando che il coefficiente globale medio di scambio termico sia pari a 2000 W/m2-°C.

Dati: proprietà termodinamiche dell'acqua alla saturazione


liquido saturo vapore saturo
T p h s v h s v
3 3
[°C] [bar] [kJ/kg] [kJ/kg-K] [m /kg] [kJ/kg] [kJ/kg-K] [m /kg]
32.9 0.05 137.77 0.47626 0.0010052 2561.6 8.3960 28.19
158.8 6.00 670.42 1.93084 0.0011009 2755.5 6.7575 0.315
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Soluzione
In questo caso lo schema d’impianto del ciclo non è fornito dal testo e quindi va determinato prima di ogni
altra cosa.

1 Turbina AP Turbina BP
3

~ Condensatore

2 8 4 5
Caldaia
Pompa di
11 alimento
Rigeneratore 6
7

10 9
Pompa ricircolo drenaggio

Per la risoluzione del problema occorre determinare l’entalpia e la portata nei punti significativi dell’impianto.
Per quanto riguarda i valori di entalpia, con riferimento ai punti indicati in figura si ha:
punto 1 T1 = 540 °C, p1 = 100 bar. Dal diagramma di Mollier è possibile ricavare i valori di entalpia e
entropia h1 = 3475 kJ/kg, s1 = 6.726 kJ/kg-K.
punto 2 Noto il rendimento isoentropico della turbina AP e la pressione di scarico (p2 = 40 bar), è
possibile valutare l’entalpia del punto. Sul diagramma di Mollier, incrociando l’isoentropica passante per il
punto 1 (linea tratteggiata in figura) con l’isobara a 40 bar, è possibile determinare l’entalpia del punto 2IS
ΔhREALE h − h2
(h2,IS = 3184 kJ/kg). Dalla definizione di rendimento isoentropico della turbina: ηIS,AP = = 1
ΔhIS h1 − h 2,IS
= 0.82 è possibile determinare h2 = 3237 kJ/kg e s2 = 6.804 kJ/kg-K.

1
Entalpia

2
2IS isobara 40 bar

Entropia

punto 3 La pressione del punto 3 è calcolabile a partire dalla pressione nel punto 2 conoscendo le
⎡ ⎛ Δp ⎞ ⎤
perdite di carico dei banchi del risurriscaldamento come: p 3 = p 2 ⎢1 − ⎜⎜ ⎟⎟ ⎥ = p 2 [1 − 0.08] =36.8 bar. Noto
⎢⎣ ⎝ p ⎠ RH ⎥⎦
T3 = 520 °C dal diagramma di Mollier è possibile calcolare h3 = 3494 kJ/kg e s3 = 7.191 kJ/kg.
punto 4 Noto il rendimento isoentropico della turbina BP e la pressione di condensazione (p4 = 0.05
bar), è possibile valutare l’entalpia del punto. Trovandosi all’interno della curva critica, il punto può essere
determinato in due modi differenti. Procedendo analogamente alla turbina AP, sul diagramma di Mollier, in-
crociando l’isoentropica passante per il punto 3 con l’isobara a 0.05 bar, è possibile determinare l’entalpia
del punto 4IS (h4,IS = 2193 kJ/kg). Alternativamente è possibile determinare il titolo del punto 4IS dalla relazio-
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ne: s 4,IS = s 3 = x 4,IS ⋅ s VS + (1 − x 4,IS ) s LS in cui sVS e sLS sono i valori di entropia del vapore e del liquido satu-
ri alla pressione di condensazione, valutabili attraverso le tabelle del vapore e pari rispettivamente a 0.476 e
8.396 kJ/kg-K. Una volta determinato x4,IS (pari a 0.8478), è possibile valutare l’entalpia del punto 4IS dalla
relazione: h 4,IS = x 4,IS ⋅ h VS + (1 − x 4,IS )hLS in cui hVS e hLS sono i valori di entropia del vapore e del liquido
saturi alla pressione di condensazione, valutabili attraverso le tabelle del vapore e pari rispettivamente a
137.8 e 2561.6 kJ/kg-K. Operando in questo modo si perviene allo stesso risultato trovato in precedenza
Δh REALE h − h4
(h4,IS = 2193 kJ/kg). Dalla definizione di rendimento isoentropico della turbina: ηIS,BP = = 3
ΔhIS h 3 − h 4,IS
= 0.89 è possibile determinare h4 = 2336 kJ/kg.
punto 5 È il punto all’uscita del condensatore. La pressione è quella di condensazione: p5 = 0.05 bar.
Non essendo specificata la temperatura, si assume che il liquido sia saturo e quindi h5 = hLS(0.05 bar) =
137.8 kJ/kg valutata attraverso le tabelle del vapore. Sempre dalle tabelle si può desumere il volume specifi-
co del fluido (utile per il calcolo del lavoro della pompa): v5 = vLS(0.05 bar) = 0.0010 m3/kg
punto 6 Essendo nulle le perdite di carico nel rigeneratore e assegnata pari al 33.33% la perdita di
carico in caldaia, la pressione all’uscita della pompa di alimento deve essere tale che:
⎡ ⎛ Δp ⎞ ⎤
p 6 = p11 = p1 ⎢1 − ⎜⎜ ⎟⎟ ⎥ = p1 [1 − 0.3333 ] .
⎢⎣ ⎝ p ⎠ CALDAIA ⎥⎦
Essendo la pressione di ammissione in turbina (p1) pari a 100 bar, risulta p6 = 150 bar. L’entalpia del punto 6
v (p − p 5 )
è calcolata aggiungendo il lavoro della pompa a h5. Risulta perciò: h 6 = h 5 + 5 6 = 156.6 kJ/kg
ηIDR

punto 7 Sono assegnate le condizioni termodinamiche dell’acqua di alimento all’uscita del rigenera-
tore a superficie: p7 = p6 = 150 bar, T6 = 160 °C. Si tratta di liquido compresso (detto anche sottoraffreddato)
la cui entalpia può essere calcolata con buona approssimazione applicando la formula:
h 7 = hLS (T7 ) + v LS (T7 ) ⋅ (p 7 − p SAT (T7 ))
in cui hLS(T7), vLS(T7) sono rispettivamente entalpia e volume specifico nelle condizioni di liquido saturo e
pSAT(T7) la pressione di saturazione tutte desumibili dalle tabelle del vapore alla temperatura T7. Sostituendo
i valori si ottiene h7 = 691.3 kJ/kg. Nel seguito faremo tuttavia uso del valore corretto calcolato considerando
le equazioni del fluido reale che forniscono h7 = 684.0 kJ/kg.
punto 8 È il punto relativo allo spillamento del vapore dalla turbina alla pressione p8 = 6 bar. Sul dia-
gramma di Mollier è possibile individuare rapidamente il punto 8 intersecando la retta di espansione 3-4 con
l’isobara a 6 bar come evidenziato nella figura sottostante. Seguendo tale procedimento si ricava h8 = 3058
kJ/kg.

3500 3

3250

8
3000
Entalpia, kJ/kg

isobara a 6 bar

2750 punto critico

2500
isobara di
condensazione 4
2250

2000
4 4.5 5 5.5 6 6.5 7 7.5
Entropia, kJ/kg-°C
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punto 9 È il punto del drenaggio all’uscita del rigeneratore a superficie. Essendo il componente ide-
almente isobaro, la pressione p9 = p8. Siccome nel testo è dichiarato che il vapore spillato viene portato fino
alle condizioni di liquido saturo, dalle tabelle del vapore si ha: h9 = hLS(6 bar) = 670.4 kJ/kg. Sempre dalle ta-
belle si può desumere il volume specifico del fluido (utile per il calcolo del lavoro della pompa): v9 = vLS(6
bar) = 0.0011 m3/kg
punto 10 È il punto all’uscita della pompa di ricircolo del drenaggio. Siccome questa pompa deve ri-
portare il fluido alla pressione della corrente principale, deve essere p10 = p11 =150 bar. L’entalpia del punto
v (p − p 9 )
10 è calcolata aggiungendo il lavoro della pompa a h9. Risulta perciò: h10 = h 9 + 9 10 = 690.2 kJ/kg
ηIDR

punto 11 L’entalpia in questo punto è determinata dal miscelamento isobaro delle correnti G7 e G10 le
cui portate sono ancora incognite.
Passando al calcolo delle portate massiche nei punti precedentemente menzionati, risulta assegnata la por-
tata all’ammissione in turbina e dunque G1 = G2 = G3 = G11 = 500 t/h = 138.9 kg/s. Dal bilancio entalpico al
rigeneratore si può invece risalire alla portata di vapore G8 spillata dalla turbina. Si ha infatti:
G 8 (h 8 − h 9 ) = G 6 (h 7 − h 6 )
in cui, ponendo G6 = G11 − G8, resta determinato G8 = 25.1 kg/s. A questo punto è possibile determinare
l’entalpia del punto 11 (in verità non indispensabile per la risoluzione del problema) applicando il seguente
bilancio entalpico al nodo: G11h11 = G7h7 + G10h10 . Risulta h11 = 685.2 J/kg. Nella sottostante tabella sono
riassunte le proprietà termodinamiche rilevanti e le portate nei punti menzionati.

G p T h s v
punto kg/s bar °C kJ/kg kJ/kg-K x m3/kg
1 138.9 100.0 540.0 3475.1 6.726 1.0
2 138.9 40.0 409.0 3236.6 6.804 1.0
3 138.9 36.8 520.0 3493.8 7.191 1.0
4 113.8 0.050 32.9 2335.8 7.658 0.9068
5 113.8 0.050 32.9 137.8 0.0 0.0010
6 113.8 150.0 156.6 0.0
7 113.8 150.0 160.0 684.0 0.0
8 25.1 6.0 297.9 3058.0 1.0
9 25.1 6.0 158.8 670.4 0.0 0.0011
10 25.1 150.0 690.2
11 138.9 150.0 685.2

Nella figura sottostante è riportato il diagramma T-s del ciclo. Si noti che, essendo rispettata la scala, i punti
rappresentativi del liquido siano praticamente coincidenti con la curva limite indipendentemente dalla loro
pressione e che i punti all’uscita delle pompe (6 e 10) sono pressoché coincidenti con quelli all’ingresso (5 e
9). Inoltre data la prossimità delle temperature anche i punti 7 e 11 sono sovrapposti al punto 9.
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600

1
3
500

punto critico
Temperatura, °C
400 2

300 8

200

9≅10
100 5≅6
4
0
0 1 2 3 4 5 6 7 8
Entropia, kJ/kg-°C

A questo punto è possibile calcolare la potenza elettrica generata dal ciclo come:
PEL,NETTA = PEL,TV − PEL,P − PAUX in cui:
− La potenza elettrica generata dalla turbina a vapore è data da:
PEL,TV = [G1 (h1 − h2 ) + G3 (h3 − h8 ) + (G3 − G8 )(h8 − h 4 )] ⋅ ηORG,TV ⋅ ηEL,TV = 171424 kW
in cui sono stati utilizzati i rendimenti organico ed elettrico della turbina a vapore assegnati nel testo
− La potenza elettrica assorbita dalle pompe è data da:
G (h − h5 ) G (h − h9 )
PEL,P = 5 6 + 9 10 = 2327 + 541 kW
ηORG,P ⋅ ηEL,P ηORG,P ⋅ ηEL,P
− PAUX è la potenza assorbita dagli ausiliari pari a 3500 kW.
Facendo la differenza risulta PEL,NETTA = 165056 kW

Il calore introdotto nel ciclo è dato da: QIN = (G1h1 − G7h7 − G10h10 ) + G3 (h3 − h2 ) pari a 423196 kW. La po-
tenza termica del combustibile necessaria al calcolo degli indici di rendimento è data a sua volta da
QIN
Q COMB = pari a 450209 kW. A questo punto è immediatamente calcolabile il rendimento elettrico
η CALDAIA
PEL,NETTA
dato da: ηEL = = 36.66 %
Q COMB

L’ultimo punto riguarda il diagramma T-Q dello scambiatore a superficie inserito nell’impianto. Dallo schema
di impianto si desume che la corrente fluente sul lato caldo dello scambiatore passa dal punto 8 a punto 9
cambiando di fase mentre la corrente sul lato freddo passa dalle condizioni 6 a 7. Dalla tabella precedente
sono note le temperature dei punti 7, 8 e 9 mentre non è nota la temperatura del punto 6. La valutazione
precisa di quest’ultima temperatura richiede la conoscenza del riscaldamento subito dal fluido a causa di:
− lavoro meccanico dissipato (lavoro delle irreversibilità) conseguenti al fatto che la compressione avviene
con rendimento non unitario. Questo incremento di temperatura può essere calcolato con ottima appros-
simazione come:
⎛ 1 ⎞
⎜⎜ − 1⎟⎟ v 5 (p 6 − p 5 )
L η
ΔT = W = ⎝ IDR ⎠ =0.9 °C
cL cL
dove cL è il calore specifico del liquido (~ 4.1868 kJ/kg-K)
− riscaldamento dovuto alla non perfetta incomprimibilità dell’acqua. Questo secondo contributo è di valu-
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tazione piuttosto complicata in quanto implica la conoscenza dei fattori di comprimibilità del fluido e,
nell’ambito della risoluzione dei problemi viene solitamente trascurato. Applicando le opportune equa-
zioni si può comunque determinare un ΔT dovuto alla compressione pari a 0.4 °C.
Considerati entrambi gli effetti, la temperatura all’uscita della pompa risulta perciò T6 = 34.2 °C
Note le temperature, per tracciare il diagramma di scambio termico occorre preventivamente considerare
che:
− essendo la temperatura di uscita del fluido freddo maggiore di quella di uscita del fluido caldo, lo scam-
biatore deve avere necessariamente una disposizione controcorrente (come è stato disegnato nella figu-
ra dello schema di impianto)
− siccome sulla corrente calda il fluido prima si desurriscalda e poi cambia fase, occorre determinare il cor-
rispondente punto di discontinuità nel profilo di temperatura
La potenza globalmente scambiata nello scambiatore è pari a: Q TOT = G8 (h8 − h9 ) = G 6 (h7 − h6 ) = 60000
kW. Detto A il punto interno allo scambiatore in cui il vapore è saturo, l’entalpia nel punto pari a hA = hVS(6
bar) = 2755 kJ/kg (TA = 158.8 °C), mentre la potenza scambiata nel tratto di desurriscaldamento è pari a
QDSH = G8 (h8 − h A ) = 7603 kW (12.7 % della potenza globale scambiata). Il diagramma di scambio termico
risulta perciò:

10
300

ΔT1
250
A
ΔT2
Temperatura, °C

200
9
spillamento rigenerativo
150
7
100 B ΔT3
acqua di alimento
50

6
0
0 12.7 20 40 60 80 100
Potenza termica scambiata, %

Per il calcolo della superficie di scambio del rigeneratore occorre perciò suddividere lo scambiatore in due
parti, in ognuna delle quali il profilo di scambio termico è regolare. Il problema è ora quello di determinare la
temperatura della corrente di acqua di alimento in corrispondenza del punto angoloso della corrente calda
(pinch point dello scambiatore). Detta TB questa temperatura, supposto costante il calore specifico della cor-
rente fredda è possibile calcolarne il valore come:
QDSH
TB = T7 − = 144.1 °C
⎛ Q TOT ⎞
⎜⎜ ⎟⎟
⎝ T7 − T6 ⎠
È ora possibile valutare le superfici di scambio termico delle due parti di scambiatore come:
QDSH QDSH
− tratto di desurriscaldamento: SI = = = 69 m2
U ⋅ ΔTLM,I Δ T1 − ΔT2
U
ΔT
ln 1
ΔT2
in cui ΔT1 = T8 − T7 = 137.9 °C e ΔT2 = TA − TB = 14.8 °C.
Q − QDSH Q TOT − QDSH
− tratto di condensazione: SII = TOT = = 508 m2
U ⋅ ΔTLM,II ΔT2 − ΔT3
U
ΔT
ln 2
ΔT3
in cui ΔT3 = T9 − T6 = 124.6.
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La superficie totale S = SI + SII risulta pari a 577 m2.


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Quesito I.1 (Cicli a gas)


L’impianto di raffreddamento di un aereo di linea è costituito dal circuito disegnato in calce in cui viene intro-
dotta (punto 1) una portata di aria prelevata dal compressore del motore turbofan alla pressione di 2.4 bar e
alla temperatura di 125°C. L’aria viene portata alla pressione di 4.3 bar (punto 2) dal compressore C che ha
rendimento isoentropico pari al 70% e rendimento organico pari a 0.99. L’aria uscente dal compressore è
quindi raffreddata fino a 110 °C (punto 3) nel radiatore R (che introduce perdite di carico pari al 5%) e im-
messa nella turbina turbina T. Sapendo che l’albero di calettamento fra turbina e compressore è equilibrato
(ossia non vi è applicata una coppia frenante esterna), che il rendimento organico della turbina è 0.99 e che
la pressione allo scarico (punto 4) è quella atmosferica, si chiede di calcolare la temperatura dell’aria
all’uscita della turbina e il rendimento della stessa.

Dati: rapporto cP/cV aria: γ=1.40

R
1 3
2

C T

4
Soluzione
Note le condizioni all’ingresso della macchina (T1 = 125 °C, p1 = 2.5 bar) occorre dapprima valutare la tem-
peratura dell’aria all’uscita del compressore di cui è data la pressione p2 = 4.3 bar. Applicando la relazione
γ −1
T2,IS ⎛p ⎞ γ
che lega temperatura e pressione lungo una isoentropica si ha: = ⎜⎜ 2 ⎟⎟ , relazione che permette di
T1 ⎝ p1 ⎠
determinare T2,IS = 470.33 K = 197.2 °C. Dalla definizione di rendimento isoentropico del compressore si ha:
ΔhIS c P,A (T2,IS − T1 )
ηIS,C = = = 0.7 che permette di ricavare T2 = 228.1 °C.
ΔhREALE c P,A (T2 − T1 )
La temperatura al punto 3 è assegnata (T3 = 110 °C) mentre la pressione è determinata imponendo le perdi-
⎡ ⎛ Δp ⎞ ⎤
te di carico nello scambiatore S: p 3 = p 2 ⎢1 − ⎜⎜ ⎟⎟ ⎥ = p 2 [1 − 0.05] = 4.085 bar. Dal bilancio meccanico
⎢⎣ ⎝ p ⎠ S ⎥⎦
all’albero del turbocompressore è possibile calcolare la temperatura del punto 4: a causa del fatto che
l’albero è equilibrato deve risultare che LT = LC che si traduce nella relazione:
c P,A (T2 − T1 )
c P,A (T4 − T3 ) ⋅ η ORG,T =
η ORG,C
da cui è possibile ricava T4 = 4.8 °C.
Per valutare il rendimento della turbina è necessario calcolare preventivamente la temperatura finale
γ −1
T4,IS ⎛p ⎞ γ
dell’espansione isoentropica (T4,IS) fornita dalla relazione: = ⎜⎜ 4 ⎟⎟ dove p4 è la pressione atmosferica
T3 ⎝ p3 ⎠
pari a 1.013 bar. Determinata T4,IS = 257.3 K = -15.9 °C, il rendimento isoentropico della turbina è immediata-
ΔhREALE c P,A (T3 − T4 )
mente calcolabile come: ηIS,T = = = 0.836.
ΔhIS c P,A (T3 − T4,IS )
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Quesito I.2 (Cicli a gas)


Si consideri un ciclo a gas rigenerativo con compressione interrefrigerata avente le seguenti caratteristiche:
– Potenza elettrica netta, MW: 100
– Rendimento elettrico netto del ciclo, %: 48
– Rendimento elettrico alternatore: 0.985
– Rendimento organico: 0.99
– Perdite termiche complessive MW: 3.4
– PCI combustibile, MJ/kg: 45
– Temperatura aria all’aspirazione, °C: 15
– Temperatura dei gas al camino, °C: 295
– Potenza termica ceduta nell’interrefrigeratore, MW: 26
– Temperatura aria uscita interrefrigeratore, °C: 45
– Rapporto di compressione del compressore BP: 3.5
Si chiede di:
– disegnare lo schema di impianto del ciclo in esame;
– tracciare il diagramma T-s indicativo del ciclo;
– determinare la portata dei gas al camino;
– sapendo che non ci sono spillamenti di aria per il raffreddamento della turbina prima dell’interrefrigerato-
re (cioè tutta la portata di aria aspirata dal compressore BP è convogliata all’interrefrigeratore stesso),
stimare il rendimento del compressore di bassa pressione.

Dati: aria: rapporto cP / cV = 1.39 massa molecolare: 28.8 kg/kmol


gas combusti: rapporto cP / cV = 1.35 massa molecolare: 28.6 kg/kmol

Soluzione
Lo schema di impianto di un ciclo a gas rigenerativo con compressione interrefrigerata è schematizzato nella
figura qui sotto.

Compressore BP Compressore AP Turbina


1

~
4
2
Combustore Combustibile 7
C
5 6

3
Interrefrigeratore Rigeneratore
8

Il diagramma temperatura − entropia è riportato nella figura sottostante. Non essendo possibile ricavare dai
dati del problema i valori di tutti i punti termodinamici significativi, il diagramma è soltanto indicativo.
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Temperatura

5 7

4
8
2
3
1
Entropia

Per determinare la portata di gas combusti allo scarico della turbina è invece necessario istituire un bilancio
termico del ciclo a gas. Con riferimento alla figura sottostante applicando il principio di conservazione
dell’energia nella formulazione valida per i sistemi aperti al volume di controllo delimitato dal tratteggio con-
siderato in figura si ottiene:
G1h1 + G C (h C + PCI) = G 8 h 8 + PEL + Q IR + (W TER + WORG + WEL )
dove:
– GA, GC, GG sono rispettivamente le portate massiche delle correnti di aria all’aspirazione, combustibile e
gas allo scarico
– hA, hC, hG sono le rispettive entalpie specifiche
– PCI è il potere calorifico inferiore del combustibile (pari a 45 MJ/kg)
– PEL è la potenza elettrica netta della turbina a gas (pari a 100 MW)
– QIR è la potenza termica ceduta all’ambiente nell’interrefrigerazione (pari a 26 MW)
– WTER, WORG, WEL sono rispettivamente le perdite termiche (pari a 3.4 MW), organiche ed elettriche della
turbina a gas.

perdite orga- perdite elet-


1 aria niche WORG C combustibile triche WEL

Potenza
elettrica PEL

~
Potenza
termica QIR

8 gas perdite ter-


miche WTER
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Con i dati a disposizione è possibile determinare alcune grandezze incognite. Ad esempio dalla definizione
PEL
di rendimento elettrico netto del ciclo ηEL = = 0.48 è possibile determinare la portata di combustibi-
G C ⋅ PCI
PALB PALB
le GC pari a 4.63 kg/s. Noti inoltre rendimenti organico: η ORG = = , ed elettrico:
PPALE PALB + WORG
PEL PEL
ηEL = = (in cui PPALE e PALB sono rispettivamente le potenze alle pale e all’albero della
PALB PEL + WEL
macchina), combinando le due espressioni risulta:
PEL
ηEL PEL
η ORG = e quindi PEL + WEL + WORG =
PEL + WEL + WORG η ORG ⋅ ηEL
Trascurando l’entalpia del combustibile rispetto al potere calorifico e scrivendo le entalpie di aria e combusti-
bile in funzione del calore specifico, la precedente equazione può essere riscritta come:
PEL
G1 ⋅ c P,A (T1 − T0 ) + G C ⋅ PCI = (G1 + G C ) ⋅ c P,G (T8 − T0 ) + + QIR + WTER
ηORG ⋅ ηEL
in cui la portata di gas è stata sostituita dalla somma di portata di aria e combustibile (G8 = G1 + GC), e dove:
– T1 è la temperatura dell’aria all’aspirazione del compressore
– T8 è la temperatura dei gas all’uscita del rigeneratore
– T0 è la temperatura di riferimento che, a rigore, deve essere assunta pari a 25°C per conformità con la
definizione di potere calorifico. In realtà il calore di reazione cambia poco con la temperatura e quindi
l’equazione mantiene la sua validità anche assumendo T0 diverso da 25 °C. In questo caso, ponendo T0
= 15°C l’espressione si semplifica dato che il primo termine si annulla essendo T0 = TA.
Scrivendo il cP del gas in funzione del rapporto cP / cV = γ si ottiene infine:
G1
γA R
(T1 − T0 ) + G C ⋅ PCI = (G1 + G C ) γ G R (T8 − T0 ) + PEL + QIR + WTER
γ A − 1 MA γ G − 1 MG η ORG ⋅ ηEL
che può essere risolta in funzione dell’unica incognita presente fornendo G1 = 239.5 kg/s. La portata di gas
combusti G8 = G1 + GC risulta quindi pari a 244.2 kg/s.

Per rispondere all’ultima domanda basta scrivere il bilancio termico all’interrefrigeratore:


γA R
QIR = G 2 (T2 − T3 ) = 26 MW, in cui:
γ A − 1 MA
– G2 è la portata di aria, pari a quella presente all’aspirazione del compressore BP (G1 = 239.5 kg/s);
– T3 è la temperatura dell’aria allo scarico dell’interrefrigeratore (pari a 45 °C);
– T2 è la temperatura all’ingresso dell’interrefrigeratore (pari a quella di scarico del compressore BP) che
risolvendo l’equazione precedente risulta pari a 150.5 °C.
ΔhIS c P,A (T2,IS − T1 )
La definizione di rendimento isoentropico di un compressore è data da: ηIS = = . Per
ΔhREALE c P,A (T2 − T1 )
trovarne il valore numerico, occorre determinare la temperatura di fine espansione isoentropica T2,IS. Sapen-
γ A −1
γA
do che il rapporto di compressione β del compressore in questione è pari a 3.5, risulta T2,IS = T1 ⋅ β =
136.4 °C. Sostituendo nell’espressione del rendimento, risulta ηIS = 0.896.
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Quesito J.1 (Motori a combustione interna)


Un motore Diesel 4 tempi sovralimentato presenta un rendimento globale pari al 38% e aspira 4200 litri/min di
aria ambiente alla temperatura di 15°C. Sapendo che il rapporto di miscela (definito come rapporto fra le quanti-
tà massiche di aria e di gasolio presenti nella carica) è pari a 26 e che il potere calorifico del combustibile è pari
a 43 MJ/kg, valutare la potenza erogata dal propulsore.

Dati: massa molecolare dell’aria: M =28.8 kg/kmol

Soluzione
La potenza di un motore a combustione interna è calcolabile dalla definizione di rendimento in quanto:
PEFF
ηG = ⇒ PEFF = η G ⋅ G C ⋅ PCI
G C ⋅ PCI
dove:
– ηG è il rendimento globale del motore (pari a 0.38)
– PEFF è la potenza effettiva netta all’albero del motore
– GC è la portata massica di combustibile introdotto
– PCI è il potere calorifico inferiore del combustibile (pari a 43 MJ/kg)

Per valutare la potenza è necessario quindi determinare la portata di combustibile GC. Ciò può essere fatto at-
traverso la conoscenza del rapporto di miscela:
G G
α= A ⇒ GC = A
GC α
dove:
– α è il rapporto di miscela definito come il rapporto fra le portate massiche di aria e di gasolio (pari a 26)
– GA è la portata massica di aria aspirata dal motore. Questa può essere calcolata come G A = ρ A V& A in cui
V& è la portata volumetrica di aria (4200 litri/min = 0.07 m /s) mentre la densità dell’aria è calcolata dalla
3
A
p AMA
legge del gas ideale come: ρ A = = 1.218 kg/m3 assumendo: pA, la pressione atmosferica (101325
TA R
Pa), TA la temperatura ambiente espressa in K (288.15, pari a 15 °C), MA la massa molecolare dell’aria
(28.8 kg/kmol).

Procedendo a ritroso è dunque possibile calcolare: GA = 8.53 x 10-2 kg/s, GC = 3.28 x 10-3 kg/s, PEFF = 53.6 kW.
Politecnico di Milano − Corso di “Macchine (LM)” – docente: prof. P Chiesa 71 / 71

Quesito J.2 (Motori a combustione interna)


Un motore a combustione interna funzionante secondo un ciclo Otto a 4 tempi è caratterizzato dai seguenti pa-
rametri di funzionamento:
– Numero di cilindri 4
– Alesaggio (diametro) dei cilindri, mm 85
– Corsa del pistone, mm 88
– Potenza effettiva, kW 100
– Consumo di combustibile, litri/h 33
– Potere calorifico inferiore benzina, MJ/kg 44
– Densità benzina, kg/m3 750
– Rapporto di miscela 14.6
– Coefficiente di riempimento 0.92
Si chiede di valutare il regime di rotazione del motore e il rendimento del motore.

Dati: temperatura ambiente: T = 30 °C


massa molecolare dell’aria: M =28.8 kg/kmol

Soluzione
La definizione di coefficiente di riempimento (rapporto fra la portata massica effettivamente aspirata dal moto-
re e quella aspirata da un motore ideale) si può esprimere come:
GA GA
λV = = = 0.92
G A,IDEALE n
ρA V
ε
dove:
– GA è la portata massica effettiva di aspirata dal motore
p M
– ρA è la densità dell’aria calcolata dalla legge del gas ideale come: ρ A = A A = 1.158 kg/m3 assumendo:
TA R
pA, la pressione atmosferica (101325 Pa), TA la temperatura ambiente espressa in K (303.15, pari a 30 °C),
MA la massa molecolare dell’aria (28.8 kg/kmol).
π ⋅ d2
– V è la cilindrata del motore data da: V = n C c = 1997.4 cm3 in cui: nC è il numero di cilindri (4), d è
4
l’alesaggio del cilindro (85 mm), c la corsa del pistone (88 mm).
– n è la velocità di rotazione del motore (l’incognita del problema)
– ε è il numero di cicli effettuati per ogni giro di rotazione dell’albero motore (ε = 2 per motori a 4 tempi − come
nel nostro caso − mentre ε = 1 per motori a 2 tempi)

Per determinare la velocità di rotazione del motore è quindi necessario ricavare GA dagli altri dati a disposizione.
In particolare dalla definizione di rapporto di miscela:
G
α= A ⇒ G A = α ⋅ GC
GC
è possibile risalire a GA noto che:
– α è il rapporto di miscela definito come il rapporto fra le portate massiche di aria e di benzina (pari a 14.6)
– GC è la portata massica di benzina G C = ρ C V& C = 6.875 x 10-3 kg/s dove ρC è la densità della benzina (750
kg/m3) e V& la portata volumetrica di combustibile consumato (33 litri/h = 9.167 x 10-6 m3/s).
C
ε ⋅ GA
Sostituendo i valori numerici si ricava GA = 0.1004 kg/s e calcolando a ritroso: n = = 94.35 giri/s = 5661
λ VρA V
giri/min.
PEFF
Dalla definizione di rendimento si desume infine: η G = = 33.06 % dove:
G C ⋅ PCI
– PEFF è la potenza effettiva del motore pari a 100 kW
– PCI è il potere calorifico inferiore del combustibile pari a 44 MJ/kg