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DEFINIZIONE

A.A. 2016-2017
5.6.2017

FONDAZIONI
parte di struttura a diretto contatto con il terreno al quale
vincolano stabilmente la struttura stessa

concepite per ripartire le sollecitazioni provenienti dalla


struttura in elevazione su di una superficie sufficientemente
grande da assicurare il rispetto di determinati requisiti
TIPOLOGIE
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Le fondazioni dirette o superficiali sono caratterizzate da un rapporto


D/B<1; per esse si assume che i carichi esercitati dall’elevazione siano
trasmessi al terreno solo attraverso la base della fondazione e
principalmente come tensione normale
In caso di terreni superficiali scadenti o di carichi importanti può essere
necessario trasferire i carichi della sovrastruttura a strati di terreno più
profondi e resistenti
Le fondazioni profonde sono caratterizzate da un rapporto D/B>1; una
parte, anche importante, del carico è trasmesso al terreno attraverso le
tensioni tangenziali sulla superficie laterale della fondazione stessa
REQUISITI PROGETTUALI
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 Sicurezza rispetto ad un fenomeno di rottura per carico


limite del terreno di fondazione
 Limitazione dei cedimenti assoluti e differenziali a valori
compatibili con la statica e la funzionalità della sovrastruttura
(in genere risulta il principale vincolo progettuale)
 Compatibilità dello stato di sforzo della struttura di
fondazione con i requisiti strutturali relativi alla resistenza dei
materiali che la costituiscono, all’insorgere di stati di
fessurazione, alla durabilità dei materiali
 Applicabilità della soluzione progettuale adottata (deve
poter essere realizzata in modo sicuro e, per quanto possibile,
agevole)
 Criteri di economicità (senza derogare però ai precedenti
requisiti)
SCELTA DELLA TIPOLOGIA
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Oltre al rispetto dei requisiti progettuali, la scelta di una data


tipologia di fondazione dipende da numerosi fattori, tra i quali:

 Accessibilità del sito


 Presenza altri edifici o manufatti o servizi vari
 Morfologia del terreno
 Posizione della falda
 Tempo a disposizione
FASI PROGETTUALI
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 Indagini, rilievi e prove volte alla caratterizzazione


geotecnica del sottosuolo

 Determinazione dell’entità e della distribuzione dei carichi


agenti distinguendo tra carichi fissi, sovraccarichi, carichi
dinamici o ciclici

 Scelta del tipo di fondazione e della profondità del piano di


posa (in base alle caratteristiche del terreno e della
sovrastruttura)

 Calcolo del carico limite di rottura del complesso terreno-


fondazione
ESTENSIONE DELLE INDAGINI
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Nella progettazione di una fondazione è necessario


caratterizzare dal punto di vista fisico e meccanico la parte di
sottosuolo che influenza il comportamento dell’opera che si
vuole realizzare, studiando la geologia e la geomorfologia del
sottosuolo, la presenza ed il regime delle eventuali falde
idriche sotterranee, le proprietà chimiche, fisiche e
meccaniche dei terreni, lo stato tensionale attuale e la storia
di carico subita in passato dal terreno
Le indagini geotecniche devono essere estese a tutto il
VOLUME SIGNIFICATIVO = volume di terreno che influenza
il comportamento dell’opera geotecnica, individuabile come il
volume entro il quale l’incremento della tensione efficace
verticale determinata dall’opera eccede una certa aliquota
della tensione efficace preesistente (Δσ’ > 10%)
Il volume significativo dipende da: tipo e dimensioni dell’opera,
carichi applicati, tipo di terreno
VOLUME SIGNIFICATIVO
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VOLUME SIGNIFICATIVO
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FONDAZIONI DIRETTE - TIPOLOGIE
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Fondazioni su plinti isolati

Plinto nervato
FONDAZIONI DIRETTE - TIPOLOGIE
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Fondazioni su plinti isolati

 I plinti di fondazione hanno generalmente pianta quadrata, circolare o


poligonale; possono avere forma rettangolare in presenza di eccentricità
dei carichi significativa
 Un sottoplinto in conglomerato a basso dosaggio di cemento
(calcestruzzo magro) consente un miglior getto del cls del plinto ed
allarga l’area di carico; l’aggetto del sottoplinto (spessore 10-20 cm) non
deve superare il suo spessore, per avere un angolo di diffusione delle
tensioni al massimo di 45°
 Per plinti isolati la forma tronco piramidale è usata solo per opere di
grandi dimensioni, per avere un risparmio di materiale e di peso. In
queste situazioni può essere opportuno ricorrere a plinti nervati
 I plinti in genere sono collegati tra loro nelle due direzione dell’ordito
strutturale da travi di collegamento che hanno il anche compito di
portare i muri perimetrali del piano terra; la norma italiana rende
obbligatorio l’uso di tali travi in zona sismica
FONDAZIONI DIRETTE - TIPOLOGIE
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Fondazioni su plinti isolati

Si distinguono:

 FONDAZIONI RIGIDE
v < 2h

 FONDAZIONI FLESSIBILI
v > 2h
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Fondazioni su plinti composti


In presenza di due o più pilastri vicini, si può
ricorrere ad un unico plinto di fondazione,
configurato in modo che il baricentro della sua area
in pianta coincida con il punto di applicazione della
risultante dei carichi agenti

Plinto composto a larghezza B variabile


Per grosse eccentricità dei carichi, è possibile
ricorrere a fondazioni a mensola (strap footing)
costituite da due plinti collegati da una trave
rigida
Il plinto sotto il carico P1, dovuto per esempio ad
un pilastro di confine, è caricato
eccentricamente: il momento è trasmesso tramite
la trave di collegamento all’altro plinto; questo si
Fondazione a mensola traduce in un alleggerimento del primo plinto
FONDAZIONI DIRETTE - TIPOLOGIE
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Fondazioni continue

Esempio di trave rovescia


Quando i pilastri in elevazione hanno interassi relativamente
ridotti o si debbano portare murature continue, si ricorre alla
trave continua di fondazione; essa in genere è costituita da una
soletta a contatto con il terreno e da un’anima su cui poggiano
le strutture dell’elevazione
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Fondazioni continue
Graticcio o reticolo di travi rovesce
Le travi rovesce possono essere collegate
trasversalmente da cordoli o da travi equivalenti a
quelle principali: in questo caso si parla di reticolo di
travi
FONDAZIONI DIRETTE - TIPOLOGIE
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Fondazioni continue: platee


Una fondazione a platea è una piastra che trasmette al terreno i carichi
di numerosi pilastri disposti su file e colonne; può occupare l’intera
impronta di un edificio, una sua parte, o debordare oltre l’area in pianta

A-A) Platea a spessore costante


B-B) platea con spessore incrementato sotto i pilastri (per prevenire
problemi di punzonamento)
C-C) platea nervata inferiormente
FONDAZIONI DIRETTE - TIPOLOGIE
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Fondazioni continue: platee


D-D) piastra nervata superiormente (sorta di evoluzione di un graticcio
di fondazione in cui si aumenta la suola di base per aumentare l’area di
appoggio)
E-E) piastra a fungo
F-F) piastra scatolare (per dare alla platea una rigidezza tale da
prevenire cedimenti differenziali e nel contempo alleggerire la
struttura)
FONDAZIONI DIRETTE - TIPOLOGIE
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SCELTA DEL PIANO DI POSA
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Il piano di posa di una fondazione deve avere profondità tale


da soddisfare i seguenti requisiti:

 superare lo strato superficiale di terreno vegetale, eventuali


riporti di terreno con caratteristiche scadenti, stratificazioni
di detriti

 superare lo strato di terreno soggetto all’azione del gelo e a


variazioni stagionali del contenuto di acqua

 non essere influenzato dall’azione di acque superficiali

 in presenza di falda freatica, non essere influenzato dalla


zona di oscillazione del pelo libero
CARICO UNITARIO NETTO
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carico unitario trasmesso dalla fondazione al terreno in eccesso alla


tensione litostatica esistente alla quota di imposta della fondazione
stessa
La tensione litostatica è v0 = D = p ; il carico unitario netto è:

qnetto = q = q - v0 = q’netto = q’ = (q - u) – (v0 - u)

Fondazione compensata: il carico netto è nullo (q - v0)


DIMENSIONAMENTO FOND. SUP.
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Determinazione della qamm che una fondazione di data


geometria (B, L) può trasmettere ad un terreno di
caratteristiche meccaniche note

REQUISITI
 Sicurezza rispetto ad un fenomeno di rottura per carico
limite del terreno di fondazione (qlim)
 Limitazione dei cedimenti assoluti e differenziali a valori
compatibili con la statica e la funzionalità della sovrastruttura
(in genere risulta il principale vincolo progettuale)
 Compatibilità dello stato di sforzo della struttura di
fondazione con i requisiti strutturali relativi alla resistenza dei
materiali che la costituiscono, all’insorgere di stati di
fessurazione, alla durabilità dei materiali
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ROTTURA DELLE FONDAZIONI SUPERFICIALI 5.6.2017

ROTTURA GENERALE

Con formazione di superfici di scorrimento ben definite, che dalla


fondazione si sviluppano fino al piano campagna
 il terreno sottostante la fondazione è spinto verso il basso e
lateralmente e quello posto ai lati si solleva (rotazione della
fondazione)
 si verifica nei terreni poco compressibili (sabbie addensate, argille
consistenti)
 il valore del carico limite risulta chiaramente individuato come punto
di massimo della curva carichi-cedimenti

Legame sforzi-deformazioni
rigido perfettamente plastico
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ROTTURA DELLE FONDAZIONI SUPERFICIALI 5.6.2017

PUNZONAMENTO

La fondazione affonda per effetto della formazione di piani di taglio


verticali
 si verifica nei terreni molto compressibili (sabbie poco addensate e
argille tenere)
 è caratterizzata dall'assenza di superfici di scorrimento ben definite
 sulla curva carichi-cedimenti i cedimenti crescono con gradualità
all'aumentare del carico senza consentire una precisa individuazione
del carico limite

Legame sforzi-deformazioni
incrudente
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ROTTURA DELLE FONDAZIONI SUPERFICIALI 5.6.2017

ROTTURA LOCALE

Meccanismo intermedio governato sia dalla compressibilità del terreno


sia dalla formazione di superfici di scorrimento, che però non
raggiungono la superficie

Legame sforzi-deformazioni
intermedio
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ROTTURA DELLE FONDAZIONI SUPERFICIALI 5.6.2017

In sabbia
CALCOLO q limite
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LE SOLUZIONI SONO BASATE SULL’ASSUNZIONE DI


COMPORTAMENTO RIGIDO-PLASTICO DEL TERRENO
Valgono solo per il meccanismo di rottura generale
Modello semplificato

Equilibrio Equilibrio
limite
attivo
limite B/2 = H tg(45 –φ’/2) H = B/2*1/(KA)0.5
passivo

Spinta su ST: Pa = ½ γ’H2KA + HqlimKA - 2c’H(KA)0.5


Valore max di Pa = spinta passiva su ST: Pp = 1/2γ’H2KP + Hq’KP + 2c’H(KP)0.5
½ γ’H2KA + HqlimKA - 2c’H(KA)0.5 = ½ γ’H2KP + Hq’KP + 2c’H(KP)0.5
qlim = ½ γ’H (KP/KA -1) +2c’ [(KP)0.5+(KA)0.5]/KA + q’ KP/KA
qlim = ½ γ’B Nγ + c’ Nc + q’ Nq
CALCOLO q limite
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Modello semplificato

Equilibrio Equilibrio
limite
attivo
limite B/2 = H tg(45 –φ’/2) H = B/2*1/(KA)0.5
passivo
contributo dovuto alla coesione lungo la sup.. di
rottura (nullo se il terreno non è cementato)

qlim = ½ γ’B Nγ + c’ Nc + q’ Nq
contributo delle forze di attrito dovuto contributo dovuto al sovraccarico
al peso del terreno dentro la sup. di agente ai lati della fondazione
scorrimento

Nγ = ½ (KP/KA -1)*1/(KA)0.5 = f1(φ’)


Nc = 2 [(KP)0.5+(KA)0.5]/KA = f2(φ’)
FATTORI DI CAPACITÀ
PORTANTE
Nq = KP/KA= f3(φ’)
SOLUZIONE DI TERZAGHI
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- ROTTURA GENERALE
- fondazione nastriforme
- lungo MA c’è attrito e il cuneo MAB è in
equilibrio elastico
- criterio rottura Mohr-Coulomb
- il carico è verticale e centrato
- piano campagna e piano di posa delle
fondazioni sono orizzontali
- BC = spirale logaritmica da determinare
per tentativi
Dall’equilibrio alla traslazione verticale del cuneo MAB:
qlim B= 2 PP + 2c’ABsenφ’ -1/4 B2 γ’tanφ’
Con il metodo dell’equilibrio limite globale si ricava PP:
qlim = ½ γ’B Nγ + c’ Nc + q’ Nq
N.B. la soluzione non è esatta: i contributi di peso, coesione e sovraccarico
sono determinati separatamente considerando superfici di scorrimento
diverse, ma è cautelativa
Nγ, Nc, Nq = fattori di capacità portante tabulati in funzione di φ’
N.B. Il secondo termine è nullo in assenza di legami di cementazione
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SOLUZIONE GENERALE DI BRINCH HANSEN 5.6.2017

qlim = ½ γ’B Nγ sγ iγ bγ gγ + c’ Nc sc dc ic bc gc + q’ Nq sq dq iq bq gq

Nγ, Nc, Nq = fattori di capacità portante dipendenti da φ’


sγ, sc, sq =fattori di forma della fondazione
iγ, ic, iq = fattori correttivi che tengono conto dell’inclinazione
del carico
bγ, bc, bq = fattori correttivi che tengono conto dell’inclinazione
della base della fondazione
gγ, gc, gq = fattori correttivi che tengono conto dell’inclinazione
del piano campagna
dc, dq = fattori dipendenti dalla profondità del piano di posa

N.B. Il secondo termine è nullo in assenza di legami di cementazione


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FATTORI CAPACITÀ PORTANTE 5.6.2017

Nq = tan2 45° + φ′ /2 eπtanφ′

Nc = Nq − 1 cotφ′
Nγ = 2 Nq + 1 tanφ′
CARICHI ECCENTRICI
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Meyerhof (1953)
area equivalente = minima
superficie ridotta rispetto
alla quale la risultante dei
carichi risulta centrata
FATTORI DI FORMA
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FONDAZIONE QUADRATA B < L (Meyerhof 1963)

𝐵 1 + 𝑠𝑒𝑛𝜑′
𝑠𝑐 = 1 + 0.2
𝐿 1 − 𝑠𝑒𝑛𝜑′
𝑠𝑞 = 𝑠𝛾
𝐵 1 + 𝑠𝑒𝑛𝜑′
𝑠𝛾 = 1 + 0.1
𝐿 1 − 𝑠𝑒𝑛𝜑′
FATTORI DI APPROFONDIMENTO
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Nei casi reali la fondazione ha sempre un certo


approfondimento:
- effetto stabilizzante dovuto al sovraccarico (q’Nq)
- effetto stabilizzante dovuto alla resistenza al taglio lungo le
pareti verticali (trascurabile visto che il terreno è
rimaneggiato)

Brinch-Hansen (1970), Vesic (1973)


CARICHI INCLINATI
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Vesic (1970)

La presenza di uno sforzo tangenziale comporta una riduzione della capacità


portante (i coefficienti sono minori dell’unità)
In questo caso occorre verificare anche la resistenza a scorrimento oltre
alla capacità portante
FONDAZIONE CON BASE INCLINATA
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Brinch-Hansen (1970)

La base inclinata permette di assorbire forti azioni orizzontali


PIANO CAMPAGNA INCLINATO
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Brinch-Hansen (1970)

La presenza di uno sforzo tangenziale comporta una riduzione della capacità


portante (i coefficienti sono minori dell’unità)
qlim IN TERRENI A GRANA FINE
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Le condizioni critiche sono quelle subito dopo l’applicazione del


carico, a breve termine ->
ANALISI DI STABILITÀ IN CONDIZIONI NON DRENATE
Poiché non è possibile prevedere lo sviluppo delle pressioni
interstiziali il problema è affrontato in termini di tensioni
totali (terreno come mezzo puramente coesivo)
φ=0 τ = cu
qlim = cu Nc s0c d0c i0c b0c g0c + q

Nc = 2 + π = 5.14 Nγ = 0 Nq = 1
s0c = 1 + 0.2 B/L
d0c = 1 + 0.4 D/B D<B
d0c = 1 + 0.4 tan-1D/B D>B
i0c = 1 – mH/(BLcuNc) m = (2 + B/L)/(1 + B/L)
b0c = 1 – 2α /(2 + π )
qlim IN TERRENI A GRANA GROSSA
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In terreni non cementati:


qlim = ½ γ’B Nγ sγ iγ bγ gγ + q’ Nq sq dq iq bq gq

Nelle sabbie dense l’angolo di resistenza al taglio è > φ’cv, ma la


scelta del valore da usare, per tener conto della dipendenza di
φ dallo stato tensionale e della rottura progressiva, non è un
grosso problema perché la qlim risulta comunque tanto elevata
da non essere il criterio di dimensionamento determinante
(prevale il criterio di funzionalità)
Nelle sabbie sciolte φ = φ’cv
VERIFICHE DI SICUREZZA
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Coefficiente di sicurezza F = rapporto tra il carico limite che


determina la rottura nel terreno e la somma dei carichi agenti

QS = carico strutturale
PF = peso della fondazione
PR = peso del rinterro
SW = sottospinta idraulica
B, L = dimensioni della fondazione
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γ o γ’ 5.6.2017