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42 Martedì 21 Marzo 2017 Corriere della Sera

Cultura
Oggi a Istanbul Sebastiano Grasso, critico e articolista del scrittore Dogan Hizlan, del quotidiano
«Corriere della Sera» e presidente del Pen «Hürriyet», Seyda Üzer e Muhammed
Sebastiano Grasso Italia, è stato premiato a Istanbul Abdullah per la traduzione di Seamus
premiato e tradotto dall’Accademia internazionale turca per il
suo contributo alla letteratura del Paese
Heaney. La cerimonia al Ckm oggi,
giornata mondiale della poesia, con Enver
in Turchia di Nazim Hikmet e alla sua libertà
d’espressione, avendo pubblicato sul
Ercan. In uscita, da Komsu-Yasakmeyve,
il libro di Sebastiano Grasso
magazine del Pen Italia testi di Yasar Gozbebeklerindeki pusuda, sen, curato da
Kemal, Orhan Pamuk, Zeynep Oral e Tarik Erkut Tokman, con prefazione di Evgenij
Günerse. Riconoscimenti anche allo Evtushenko.

Dalla biografia del sovrano realizzata da Adriano Viarengo (Salerno) emerge


che gli austriaci, dopo aver vinto a Novara, sostennero il nuovo re di Sardegna
con il quale avrebbero dovuto combattere due guerre negli anni successivi

IL MALINTESO
di Paolo Mieli

A DI RADETZKY
gli interlocutori austriaci il ventot-
tenne Vittorio Emanuele — appe-
na asceso al trono dopo l’abdica-
zione del padre, Carlo Alberto,
successiva alla sconfitta di Novara
nel 1849 — parve un sempliciotto.
O anche peggio. Il primo che lo incontrò fu un
generale, il barone Constantin d’Aspre, che così
ne riferì al presidente del Consiglio austriaco
Felix zu Schwarzenberg: «Mi disse dei Lombar-
NEL 1849 IL FELDMARESCIALLO ASBURGICO
di designandoli come canaglie, del generale
Bava qualificandolo come imbecille; senza usa-
re lo stesso epiteto, mi parlò nello stesso senso
FAVORÌ L’ASCESA DI VITTORIO EMANUELE II
del padre. Tutto ciò dà la misura del suo carat-
tere e della sua prudenza». E l’ambasciatore au-
striaco a Torino, il conte ungherese Rudolph messo dalla linea dinastica. Regnava allora Vit- Bibliografia pe lealiste. E quel giorno Carlo Alberto, puntua-
von Nagy-Apponyi, nel 1850 lo descriveva in torio Emanuele I, che non aveva eredi maschi lizza Viarengo, finì «per essere considerato tra-
questo modo: «Gli manca l’interesse per gli af- (così come non li aveva suo fratello, Carlo Felice, ditore tanto dalle forze conservatrici quanto, per
fari di Stato nonché la portata di spirito neces- destinato a succedergli), e il Regno di Sardegna Il monarca la sua fuga, da quelle rivoluzionarie». Ma l’irrita-
saria per giudicare la gravità della situazione, e
rendersi conto della serietà e dell’energia con le
fu terremotato da un pronunciamento militare
in cui erano coinvolti giovani borghesi illumina- di Casa Savoia zione di Carlo Felice nei confronti di Carlo Alber-
to fu tale «da far temere che intendesse esclu-
quali bisognerebbe tenere le redini dello Stato
nella presente congiuntura. Ma, occupato so-
ti, figli di ministri e persino ufficiali dell’esercito.
I cospiratori chiedevano l’adozione della Costi-
diventò padre derlo come traditore dalla linea di successione».
Sicché quel giorno rischiarono di non ereditare
prattutto in intrighi galanti di basso conio, che
nuocciono infinitamente al suo prestigio, il Re
Il padre
Carlo Alberto
tuzione spagnola del 1812, nonché una prova di
forza con l’Austria: l’allora ventitreenne Carlo Al-
della patria la corona né Carlo Alberto né il futuro Vittorio
Emanuele II. La sera del 29 giugno 1821, a Firen-
si mescola poco al governo e lascia fare il mini- di Savoia berto ritenne di farsi interprete di queste istanze ze, il principe meditò il suicidio. Secondo una
stero». Carignano e ne perorò la causa presso il re in carica. Vittorio Esce in libreria giovedì 23 nota della polizia granducale, Carlo Alberto
Eppure il feldmaresciallo Radetzky, che lo (1798-1849) Emanuele I, spaventato, si dimise all’improvvi- marzo il saggio di Adriano «chiese con insistenza e ottenne che gli fossero
aveva incontrato una prima volta al suo matri- fu re di so, cedendo lo scettro al fratello Carlo Felice. Il Viarengo Vittorio Emanuele portate le sue pistole, la moglie e lo scudiero che
monio riportandone l’impressione di un ragaz- Sardegna dal quale però si trovava a Modena, cosicché il co- II (Salerno, pagine 504, € accorsero lo trovarono con lo sguardo fisso su di
zo leale, decise di puntare su di lui, di aiutarlo a 1831. Padre di mando passò, provvisoriamente, nelle mani del- 29). Per la stessa casa editrice esse e in uno stato di quasi delirio».
consolidarsi sul trono. E di consentire che gli Vittorio lo stesso Carlo Alberto. Il quale accettò su due Viarengo ha pubblicato nel

L’
fosse cucita addosso la «leggenda di Vignale», Emanuele II, piedi di promulgare la Costituzione spagnola 2010 una biografia di Camillo inchiesta successiva peggiorò le cose, dal
dal nome della località dove i due si incontraro- mosse guerra (fatta salva — tenne a mettere per iscritto — l’ap- Benso conte di Cavour. momento che portò alla luce il tema dei
no dopo la sconfitta dell’esercito sabaudo e il all’Austria nel provazione del legittimo sovrano). La rabbia di Numerosi ovviamente i libri «compromessi»: si scoprì che, a fronte di
giovane sovrano tenne duro resistendo alle pre- 1848, sulla scia Carlo Felice per quell’alzata d’ingegno fu gran- dedicati al primo re d’Italia: una estrema debolezza sul piano tattico e milita-
tese austriache e minacciando il ritorno alle ar- delle Cinque dissima: Carlo Alberto su due piedi fu mandato Francesco Cognasso, Vittorio re, i rivoluzionari avevano avuto successo, un
mi (o, quantomeno, così disse di aver fatto). Vit- giornate di via da Torino assieme alla moglie, l’arciduchessa Emanuele II (Utet, 1942); grande e imprevedibile successo, nel coinvolgi-
torio Emanuele, scriveva Radetzky a Schwarzen- Milano. d’Asburgo Lorena Maria Teresa, secondogenita Denis Mack Smith, Vittorio mento di ampi strati della borghesia torinese. I
berg, «è un uomo enormemente semplice. Se si Sconfitto prima del granduca di Toscana, e al loro bambino, il fu- Emanuele II (traduzione di «compromessi», appunto. Ed erano questi coin-
mettesse in rilievo la sua persona come salvatore a Custoza e poi turo re dell’Italia unita, che durante il viaggio a Jole Bertolazzi, Laterza 1972; volgimenti che avevano spaventato Vittorio
del Paese, se si dicesse cioè chiaramente e netta- a Novara, Nizza, Marsiglia, Livorno per raggiungere Firen- poi Mondadori, 1994); Emanuele I, inducendolo addirittura a dimetter-
mente che soltanto per deferenza nei suoi con- abdicò in ze — racconterà la madre — «gridava come un Gianfranco E. De Paoli, si. Carlo Alberto, forse per giovanile ingenuità, si
fronti… trattiamo con il maggior riguardo possi- favore del figlio disperato finché non lo abbiamo calmato con Vittorio Emanuele II. Il re, era lasciato coinvolgere nelle manovre destabi-
bile il Paese che si è reso così gravemente colpe- il 23 marzo olio e zucchero». l’uomo, l’epoca (Mursia, lizzanti e Carlo Felice non lo dimenticò mai. Fino
vole verso l’Austria… noi agiremmo, secondo la 1849. Morì Uno dei meriti di Adriano Viarengo è quello di 1992); Paolo Pinto, Vittorio a qualche tempo prima, il nuovo sovrano aveva
mia piena convinzione, nel modo migliore». Ed in esilio essersi soffermato con grande attenzione, in Vit- Emanuele II. Il re trattato Carlo Alberto con una certa benevolenza
è quel che gli austriaci, reduci dalla vittoria sul il 28 luglio torio Emanuele II (che sta per essere dato alle avventuriero (Mondadori, — fa rilevare Viarengo — «nonostante qualche
Regno di Sardegna, fecero, ponendo di fatto la successivo stampe da Salerno), sulla vita del futuro re ante- 1995); Pierangelo Gentile, più o meno conscia riserva dovuta al fatto che la
prima pietra per la costruzione del monumento in Portogallo cedente alla sua ascesa al trono. Non per avanza- L’ombra del re. Vittorio sua educazione “giacobina” (da parte della ma-
a Vittorio Emanuele II. Quel Vittorio Emanuele re stravaganti ipotesi su tracce delle vicissitudini Emanuele II e le politiche di dre, delle cui passate simpatie per la rivoluzione
che — forse inconsapevole del «dono» iniziale di Carlo Alberto rimaste nella memoria del fi- corte (Carocci, 2011). Ma si era spesso parlato) non l’avesse messo in con-
di Radetzky o forse soltanto ingrato — li avrebbe glio, bensì per approfondire quanto quel parti- ovviamente tutte le dizione di introiettare sin dai più teneri anni lo
sfidati in altre due guerre. Ma perché gli austria- colare frangente — 1821 e anni successivi — ab- ricostruzioni di argomento “stile” dei Savoia». Ma, dopo quel che accadde
ci nel 1849 puntarono su quel giovane sovrano? bia inciso sulla storia dell’intera famiglia. L’8 risorgimentale si nella primavera del 1821, Carlo Alberto, agli oc-
Aveva appena un anno, nel 1821, Vittorio Ema- aprile del 1821, i rivoluzionari piemontesi furono confrontano con la figura e chi di Carlo Felice, scrive Viarengo, «rimase a
nuele, quando suo padre, Carlo Alberto di Savoia facilmente sconfitti (anche stavolta a Novara) da l’opera del monarca sabaudo. lungo un traditore, per sempre un personaggio
Carignano, rischiò addirittura di essere estro- un corpo militare composto da austriaci e trup- poco affidabile e ancor meno comprensibile».

I ricordi dell’inviato Nestore Morosini pubblicati da Grandi & Grandi

«Le mando un autista», disse Ferrari. E arrivò Villeneuve a 250 all’ora


di Francesco Cevasco non altro, aiuta a capire: Quando alla guida di una Ferrari arancio- nella vasca con canottiera, boxer e dell’Inter, Ivanoe Fraizzoli, che in
ci divertivamo con il pallone e la ne un poco ammaccata; a 250 chi- calzini viola; il mitico Ayrton Sen- Sport trasferta a Foggia al momento del
Formula 1. Gli aneddoti mai pub- lometri l’ora in corsia d’emergen- na che Nestòr affianca in autostra- brindisi continua a confondere

N
estore Morosini, o meglio blicati di un inviato speciale za arrivò in tempo all’appunta- da, lui Nestòr su una Thema con Foggia con Potenza e alla fine per
Nestòr come lo chiamano i (Grandi & Grandi editore). mento. motore Ferrari 8 cilindri a V da mettere tutti d’accordo dice:
(e gli ex) piloti di Formula 1, Ovviamente, Enzo Ferrari ha Di sciagurate esperienze come 240 cavalli, lui Ayrton su una Hon- «Brindo a Foggia e Potenza, tanto
scrive da cinquant’anni di sport: grande spazio. Da quando tratta queste la memoria di Nestòr è pie- da Civic millesei di cilindrata: ciao sempre terroni sono!».
dell’automobile e del pallone. I con Niki Lauda il rinnovo dell’in- na. Ed ecco che affiorano il Clay ciao gli fa segno Nestòr, ma al ca- Raccontato così sembra quasi
suoi due amori. Anche se ce ne sa- gaggio per il 1976: «Ebreo, non ti Regazzoni gran seduttore; il Luca sello arriva prima Senna che con un libro scritto soltanto per diver-
rebbero un terzo e un quarto: la do una lira in più dell’anno scor- di Montezemolo gran superstizio- garbo dice: «Nestòr, ricorda: el tirsi. E invece c’è dell’altro: ancor-
Lancia Deltona gialla, regina dei so, un pilota dovrebbe essere con- so; il Carlo ingegner Chiti boss campeon del mundo sono yo»;  Quando ci ché collegati ai racconti delle im-
rally, e la bionda Ivana che la Del- tento solo per guidarla una Ferra- dell’Alfa Romeo che fa il bagno Muhammad Ali che riceve Lauda, divertivamo con prese sportive, c’è l’Argentina del-
tona sapeva domare nonostante ri, Sacramento!». A quando il allora campione del mondo di il pallone e la la dittatura militare, il Sudafrica
tutti quei cavalli nascosti sotto il Drake chiama Morosini, con cui Formula 1, e gli dice: «Lauda chi? Formula 1 del dell’apartheid, le illusioni dell’Eu-
cofano. era in lite, dicendogli: tra quaran- Aneddoti L’unico campione del mondo so- giornalista rocomunismo, le storie dei preti
Ora, finalmente, Nestòr s’è de- tacinque minuti vediamoci a Muhammad Ali riceve no io. Vedi che mia moglie mi sta Nestore di strada che hanno salvato tanti
ciso a scrivere un libro. Racconta pranzo al «Cavallino» a Maranel- massaggiando? Vuoi una foto con Morosini, con ragazzi dall’accidia. E magari
quello che in questi ultimi cin- lo; ma è impossibile da Milano Lauda e gli dice: «Lauda me? Sì ma solo una. Ciao». foto e disegni, è qualcuno che in un giorno appa-
quant’anni non ha raccontato sul non ci sono i tempi; non si preoc- chi? L’unico campione Non solo automobilismo in edito da Grandi rentemente inutile ha cominciato
suo giornale, il «Corriere della Se- cupi c’è un mio autista che l’aspet- del mondo sono io» questo Amarcord di Morosini. C’è & Grandi (pagi- a occuparsi di Formula 1.
ra». Il titolo è un po’ lungo ma, se ta; l’autista era Gilles Villeneuve anche il calcio. Tipo il presidente ne 240, e 15) © RIPRODUZIONE RISERVATA