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UNIVERSITÀ PER STRANIERI “DANTE ALIGHIERI”

Diploma di Perfezionamento Annuale Post Laurea

Teoria e metodo dell’uso delle tecnologie multimediali nella didattica:


indirizzo area disciplinare Linguistica della Scuola Secondaria

Saggio finale
Passato, presente e futuro dell’e-book

Unità didattica 3: L’informatica e i testi Candidato


Lezione 6: Gli ebooks Romeo Alessandro Vona

Anno Accademico 2015/2016


Passato, presente e futuro dell’e-book

La storia del libro elettronico (electronic book o e-book) è iniziata in epoca recente e si sviluppa alla
velocità del rapido progresso tecnologico che le consente di progredire nella scrittura, nella
pubblicazione, nella commercializzazione, nella vendita e nella lettura digitale.
Gli e-book sono file digitali contenenti testo e immagini, sono distribuiti elettronicamente e
visualizzabili su uno schermo in modo simile a un tradizionale libro stampato. Gli e-book permettono
una facile lettura e possono essere scaricati da siti web o da store digitali.
L’industria per l’acquisto e la vendita di e-book sorse alla fine del 1990, quando alcune aziende di
elettronica iniziarono a vendere il contenuto di alcuni libri per la lettura su Personal Digital Assistant
(PDA), dispositivi palmari precursori degli attuali smartphone e tablet.
Tuttavia, in seguito al crollo delle dot-com tra il 2000 e il 2002, l’e-book non riscosse grande successo
nel settore editoriale e sia gli investimenti in dispositivi e-reading che le tecnologie di e-book
calarono. La rinascita del settore si ebbe tra il 2006 e il 2007, quando la Sony Corporation e Amazon
rilasciarono i loro primi dispositivi di e-reading. Da allora le vendite di e-book negli Stati Uniti
crebbero rapidamente.
Gli e-book sono in genere distribuiti su internet, come file scaricabili che possono essere letti online
o come pagine web da leggere online in tempo reale o da memorizzare nella cache da un browser per
la lettura offline.
La fonte del catalogo di un file, conosciuta anche come metadato (ovvero un’informazione che
descrive un insieme di dati) può essere completamente diversa dalla sorgente del file stesso. In altre
parole, i clienti possono trovare, leggere e acquistare e-book sul sito web di un rivenditore, ma,
quando effettuano l’acquisto degli e-book, scaricano i file direttamente dai server dell’editore o del
distributore, che possono trovarsi anche dall’altra parte del mondo (lo stesso vale per gli e-book in
una biblioteca pubblica o istituzionale).
Questa distinzione è irrilevante per il cliente, ma per le imprese è molto significativa. Essa consente
che i file di e-book vengano archiviati e gestiti in un unico o in pochissimi luoghi, anche se i clienti
possono trovarli in vendita o in prestito ovunque. Senza questa distinzione, tutta la distribuzione degli
e-book si sarebbe svolta all’interno di sistemi proprietari chiusi, in cui gli acquirenti di e-book o gli
utenti della biblioteca avrebbero dovuto ottenere i loro libri direttamente da un piccolo numero di
proprietari dei file di e-book.
I sistemi proprietari chiusi si hanno quando una particolare azienda (o un gruppo di aziende) possiede
i file di e-book e controlla tutti i luoghi da cui un cliente o una biblioteca abituale possano accedervi.

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Questi sistemi sono tenuti chiusi da una forma di gestione proprietaria dei diritti digitali, detta DRM
(Digital Rights Management): un sistema di crittografia dei file e di controllo degli accessi che limita
gli e-book sia all’identità di un cliente che al software specifico controllato dall’azienda. Esempi di
questo tipo sono Amazon Kindle e Apple iBook.
Nei sistemi aperti, invece, possono esistere file di e-book in un unico luogo, ma chiunque può
accedervi e scaricare i file stessi (sia per l’acquisto che per il download gratuito), perché i loro
metadati sono disponibili e possono essere condivisi senza restrizioni.
Fanno parte di questa tipologia di sistemi i cataloghi creati nella Open Publication Distribution
System (OPDS) e incorporati in applicazioni di e-reading. Il Progetto Gutenberg
(https://www.gutenberg.org/) è un esempio di sistema di distribuzione aperto. Bisogna aggiungere
che un singolo sistema di distribuzione può incorporare entrambi gli elementi, proprietari chiusi ed
elementi aperti.
Gli argomenti a favore e contro il DRM sono altamente controversi. Dal punto di vista etico, il suo
uso è fortemente condannato da coloro che credono che esso limiti i diritti dei consumatori e
criminalizzi le legittime copia e la condivisione. I suoi sostenitori, d’altra parte, sostengono che il
DRM sia uno strumento necessario per la tutela della proprietà intellettuale e per contrastare il
fenomeno della pirateria.
Gli e-book sono fruibili su qualsiasi dispositivo di elaborazione che sia dotato di un software in grado
di leggerne i formati. Mentre i MOBI di Amazon, i PDF (Portable Document Format) aperti, e i
formati EPUB (electronic publication) sono diventati standard, l’uso dei sistemi DRM proprietari non
consente di aprire tutti i file PDF-, gli EPUB- e MOBI-.
I dispositivi di lettura di e-book comprendono oggi computer, tablet, PC, console di gioco, e-reader
dedicati, telefoni cellulari (soprattutto potenti smartphone), e le console collegate a televisori o ad
altri tipi di schermo. I rapidi cambiamenti e progressi riguardo alla tecnologia dello schermo, la
potenza di elaborazione, la miniaturizzazione delle componenti dei computer e la connettività
wireless a internet, stanno modificando continuamente la natura e la gamma dei dispositivi di e-
reading.
La proliferazione e la crescente popolarità degli e-book stanno modificando completamente
l’industria editoriale, anche se la natura e la portata di questi cambiamenti variano molto da azienda
ad azienda. Prima dell’avvento dell’e-book, tutte le case editrici avevano in comune il fatto di
produrre e vendere singole copie di libri stampati (libri scolastici, romanzi rosa, monografie
accademiche o manuali tecnici).
Le reti di distribuzione, i diritti d’autore e i prezzi erano abbastanza stabili rispetto a quanto si è
assistito a partire dal 2007. Da allora, le case editrici non sono più caratterizzate prevalentemente

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dalla natura fisica dei loro prodotti, quanto piuttosto dal lavoro di ricerca, di innovazione e di
promozione dei pacchetti di dati.
Le modalità con cui i dati vengono poi consegnati e venduti sono sempre più diverse, così come lo
sono i prezzi e i modelli. Per esempio, i consumatori si aspettano che gli e-book costino di meno
rispetto ai libri di stampa; gli autori si aspettano che le royalties sugli e-book siano superiori a quelle
sui libri di stampa; e gli editori devono costruire nuovi modelli di business che tengano conto di queste
aspettative.
Questi interessi contrastanti creano tensioni nel settore; tensioni spesso contraddistinte da mosse
aggressive per impostare sul mercato nuovi standard e parametri di riferimento per i prezzi e le
royalties.
Molti rivenditori vendono e-book online. Alcuni hanno anche librerie tradizionali, mentre altri sono
imprese esclusivamente online. In entrambi i casi, di solito ricevono un catalogo di e-book da un
distributore e marcare il prezzo all’ingrosso del distributore per ogni e-book. Alcuni editori
richiedono che i rivenditori vendano i propri e-book a prezzi fissi (secondo quello che nel mondo
anglosassone viene comunemente chiamato agency model), mentre altri consentono al rivenditore di
impostare qualsiasi prezzo al dettaglio fino a quando il prezzo all’ingrosso viene pagato al distributore
per ogni e-book venduto.
Le librerie tradizionali sono sempre più spinte, proprio come i loro clienti, a comprare più e-book,
ma la portata degli effetti legati a questa scelta non è chiara e può variare notevolmente da negozio a
negozio. Per esempio, le librerie che offrono alla loro clientela un luogo di incontro (in particolare
per gli eventi letterari), un eccellente servizio personalizzato e una buona selezione di libri, possono
prosperare come specialiste nella loro zona.
Inoltre, i negozi tradizionali possono offrire servizi legati al mondo dei libri digitali, compresa la
vendita di e-book e dei dispositivi di e-reading, anche in partnership con altre aziende. Alcune librerie
possono anche dotarsi di stampanti in grado di stampare un libro in pochi minuti, aumentando
notevolmente il loro catalogo, a dispetto del limitato spazio sugli scaffali.
Per quanto riguarda gli autori dei libri, il loro lavoro, con la diffusione degli e-book, ha subito pochi
cambiamenti. Gli autori continuano a scrivere e a lavorare con il supporto dei loro editori e a fare
promozione in collaborazione con il reparto di marketing della casa editrice. Tuttavia, i dettagli del
loro contratto diventeranno più complessi se si specificano e frammentano (per esempio, per
territorio) i loro diritti di editoria elettronica.
Allo stesso tempo, dal momento che gli e-book formano una parte sempre più cospicua nelle vendite
dei libri di un autore, l’attività di promozione di un libro si svolge oggi soprattutto su internet. Ciò dà

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luogo non solo alle frequenti attività di social networking e blogging da parte degli autori, ma anche
a modelli di licenza innovativi, destinati ad aumentare la visibilità.
Per esempio gli autori possono distribuire copie digitali gratis o estratti dei libri e pubblicarli sotto
licenze aperte che ne permettano la condivisione e il riutilizzo (per esempio Creative Commons,
un’organizzazione no profit che offre varie opzioni di copyright per autori e artisti). In questo modo
si favorisce il coinvolgimento dei fan nel processo di scrittura di un testo.
L’evoluzione (o la rivoluzione) dell’e-book va di pari passo con fattori economici e commerciali,
culturali e sociali, attraverso cambiamenti radicali nel modo di leggere e scrivere, nel nostro rapporto
con le librerie, nella formazione di gruppi di lettori e nella comunicazione immediata e universale di
questi ultimi attraverso internet; e il cui effetto, secondo il parere di autori come Birkets, farà cambiare
il corso naturale della storia.
A tal proposito, nello studio del libro elettronico si inserisce perfettamente l’opinione dello storico
Robert Darnton, il quale sostiene che i libri non rispettano i confini e che pertanto il loro studio non
può essere confinato all’interno di una singola disciplina, dato che la storia, la letteratura, l’economia,
la sociologia, la bibliografia non possono da sole rendere giustizia a tutti gli aspetti della vita di un
libro. Lo studio degli ebook, quindi, dovrebbe essere multidisciplinare e tener conto anche della
ricerca sulla comunicazione di massa poiché il “mezzo libro” diventa un elemento importante nelle
ricerche dalle nostre facoltà.
La storia del libro elettronico, che è un libro con un particolare formato e adatto alla lettura su un
dispositivo elettronico o sullo schermo di un computer, è ancora breve. Quando i libri si pubblicavano
con il computer, si scrivevano già in formato digitale e si consegnavano in questo stesso formato
all’editore, sebbene ciò servisse solo per facilitarne il lavoro di pubblicazione su carta. L’edizione
digitale iniziò a generalizzarsi tra gli anni Settanta e Ottanta, nonostante a quei tempi leggere lunghi
documenti sullo schermo del computer risultasse molto scomodo per la vista.
Questo primo passo restava una questione privata tra autore ed editore, ma nel 1971 si compì un
importante passo in avanti nella diffusione sociale del libro elettronico: il Progetto Gutenberg. Si
tratta di un’iniziativa avviata dall’informatico Michael Hart con l’obiettivo di costituire una
biblioteca di versioni elettroniche liberamente riproducibili di libri stampati. I testi disponibili in
questa biblioteca libera sono per la maggior parte di pubblico dominio, o in quanto mai coperti
da diritto d’autore o da copyright, o in quanto decaduti questi vincoli. Sono disponibili anche alcuni
testi coperti da copyright ma che hanno ottenuto dagli autori il permesso alla nuova forma di
pubblicazione. Il progetto prende il nome dal pioniere tedesco della stampa a caratteri mobili del XV
secolo Johannes Gutenberg. Negli ultimi anni il Progetto ha potuto avvalersi di internet e nel luglio
2012 vantava nella propria collezione oltre 40.000 libri. Il Progetto Gutenberg si concentra

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principalmente sulle opere letterarie storicamente più significative e su opere di riferimento. Lo
slogan del progetto è “rompere le barriere dell’ignoranza e dell’analfabetismo”; la sua scelta vuole
manifestare che il progetto spera di continuare l’opera di diffusione pubblica dell’alfabetizzazione e
dell’apprezzamento dell’eredità letteraria che le biblioteche pubbliche hanno svolto nella prima parte
del XX secolo. Quando risulta possibile, i testi sono resi disponibili da Gutenberg nel formato testuale
plain (non formattato) ASCII. Sono resi disponibili anche testi in altri formati, quando sono proposti
dai volontari.
Da anni si discute se usare qualche genere di linguaggio XML, ma in questa direzione i progressi
sono lenti. I formati proprietari che non sono agevolmente editabili, come PDF, in generale non sono
giudicati in piena sintonia con gli scopi del Progetto Gutenberg, anche se alcuni di questi file sono
stati inseriti nella collezione.
La maggior parte dei testi rilasciati dal Progetto Gutenberg sono in lingua inglese, ma ora
sottocollezioni significative riguardano il tedesco, il francese, l’italiano, lo spagnolo, l’olandese,
il finlandese e il cinese; pochi altri riguardano altre lingue. Tutti i testi del Progetto Gutenberg
possono essere ottenuti e ridistribuiti gratuitamente: l’unica restrizione è che il testo rimanga
inalterato, e che comprenda l’intestazione del Progetto Gutenberg; quando viene ridistribuito un testo
modificato non deve essere etichettato come testo Gutenberg.
Il progetto è tuttora attivo e il lavoro di pubblicazione è quasi interamente svolto da volontari.
Chiunque può diventare proofreader apponendo la sua firma al sito di Distributed Proofreaders;
l’attività volontaria si esplica esaminando una pagina per volta.
Nel 1995, la vendita di ebook su internet da parte di Amazon facilitò l’accesso del lettore ai libri
elettronici  questa volta però si trattava di un accesso a pagamento.
Rimanendo ancora nell’ambito del progresso tecnologico, un grande passo in avanti si ebbe con la
creazione di dispositivi mobili e wireless per la lettura di ebook. Questa si rese indipendente dal
computer da quando, nel 1996, comparvero i primi lettori elettronici (e-readers) creati per tale scopo,
i quali sono man mano migliorati in termini di prestazioni, comodità e prezzo. Essi hanno permesso
una lettura dell’ebook migliore rispetto a quella sul computer per il fatto di essere wireless, leggeri di
peso, di dimensioni ridotte e facilmente trasportabili. L’utilizzo dell’inchiostro elettronico (e-ink) per
gli schermi dei lettori elettronici, nel 2002, migliorò notevolmente la lettura degli ebook: evitava la
necessità della retroilluminazione per una migliore visualizzazione, il consumo di energia si riduceva
al minimo e la durata della batteria era maggiore, e tutto ciò consentiva di produrre dispositivi sottili
e e leggeri.
Successivamente Amazon potenziò l’e-reader, mettendo sul mercato, nel 2007, il suo lettore Kindle,
dotato di più funzioni e con un prezzo inferiore, cosicché si incrementarono la vendita di questi
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dispositivi e la lettura di ebook. Il Kindle disponeva di tastiera, connessione Wi-Fi, 256 MB di
memoria, cuffie per ascoltare audiolibri, schermo di carta elettronica, accesso a internet tramite
whispernet (connessione ad alta velocità EVDO che permette di navigare, scaricare e leggere
contenuti durante il viaggio), account di posta elettronica; poteva contenere fino a 200 libri (l’archivio
di libri elettronici di Amazon salì due anni dopo a ben 400.000); consentiva la ricerca e l’acquisto di
libri dallo store di Amazon; dava la possibilità di evidenziare il testo, annotare, e consultare il
dizionario.
La persona che legge un e-book è la stessa che utilizza un computer per leggere e scrivere documenti
digitali, per ricevere informazioni audiovisive via internet e che comunica attraverso uno smartphone
(telefono mobile intelligente). Sebbene è noto che in ogni luogo e momento un dispositivo viene
utilizzato più di un altro, negli ultimi anni la tendenza è quella di offrire tutte le funzioni in un unico
dispositivo che offra mobilità ed autonomia con ampie funzionalità. Per questo motivo stanno
riscuotendo sempre più successo il tablet, lo smartphone e il più recente phablet (una via di mezzo
tra phone e tablet).
Questi dispositivi, con prestazioni sempre migliori, stanno facendo sì che il libro elettronico
progredisca e, allo stesso tempo, stanno determinando la scomparsa dell’ereader. Si usano sempre più
per il tempo libero e il lavoro e permettono l’accesso immediato all’informazione e a servizi e
contenuti di vario tipo. Assumono il ruolo di lettori di libri sebbene i loro schermi si adattino più alle
immagini che ai testi e sebbene i loro riflessi impediscano la corretta lettura dopo un po’ di tempo.
Tuttavia continua il miglioramento del contrasto, l’ampiamento delle dimensioni degli schermi degli
smartphone e il cambiamento delle abitudini di lettura (testi più brevi).
L’iPad, prodotto dalla Apple a partire dal 2010, fu il primo dispositivo multi-touch di distribuzione
di massa. Leggero (600 gr) e schermo LCD (Liquid Crystal Display), era dotato di connessione a
internet, giochi, video, mappe e tastiera virtuale. Un anno dopo arrivarono l’iPad2 e il BlackBerry
Play Book, più leggeri e dotati di USB.
Steve Jobs, fondatore di Apple, si augurava la scomparsa del netbook (piccolo computer portatile),
allora ancora in voga, e dell’e-reader. Il primo è quasi scomparso, mentre le vendite del secondo sono
scese a picco. La varietà di modelli e l’abbassamento dei prezzi del Kindle di Amazon non hanno
impedito il fallimento del lettore di libri elettronici.
La rapida diffusione del tablet si deve ai suoi vantaggi rispetto al computer: batterie che durano più a
lungo, touch-screen (e quindi assenza del mouse), interazione con diverse tastiere, facilità nella
modifica di immagini e realizzazione di disegni. Tuttavia presenta anche degli svantaggi: lentezza
della scrittura, minore capienza di video e prezzi elevati. Steve Jobs puntò moltoo sul tablet, poiché
questo offre un uso ancora più semplice e intuitivo rispetto ai personal computer, e perché i suoi

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software, hardware e applicazioni sono interconnessi in modo ancora più stretto rispetto a quanto
accade nel caso del PC.
La vendita di computer fissi e portatili si è abbassata di gran lunga negli ultimi anni. Prezzo e
prestazioni hanno fatto sì che il tablet diventasse più attraente del computer. Supportati da banda larga
e cloud computing come, sistemi operativi e archivi a cui si può accedere da qualsiasi dispositivo,
tablet e smartphone offrono una migliore connessione a internet, minor peso, maggiore autonomia e
comodità di lettura.
A questi si aggiunge il nuovo phablet, con schermo tattile tra 5 e 7 pollici, che unisce le caratteristiche
e le funzionalità dello smartphone e del tablet, come ad esempio i Samsung Galaxy Note.
Sono le grandi aziende come Amazon, Apple, Google, Microsoft, tra le altre multinazionali già
operanti in Europa e in Italia, che hanno effettuato la maggior parte del commercio editoriale
dell’ebook. Essi coprono tutto o la maggior parte del ciclo del libro elettronico grazie alla loro
grandezza, la diversificazione e l’ingegneria finanziaria atta ad abbassare gli oneri fiscali. Con un
potenziale di questo tipo, è inevitabile che stiano mettendo a rischio la sopravvivenza degli editori
più modesti quanto a possibilità di business.
Stanno digitalizzando immensi fondi, hanno motori di ricerca, librerie online, piattaforme di e-
commerce e sono attive anche in campo tecnologico, e son così in grado di loro creare strategie di
marketing molto competitive. Tenendo conto di questa posizione dominante, i piccoli editori,
distributori e librerie guardano con preoccupazione al proprio futuro; alcuni si impegnano ad
organizzarsi e a convivere con i grandi; altri, invece, vedono la propria sopravvivenza a rischio e
addirittura finiscono in molti casi per scomparire.
I grandi colossi spesso intraprendono strategie di business per competere tra di loro. Amazon, con il
suo Kindle e il suo store online  il più grande esistente e che vende ormai più libri elettronici che
cartacei , ha messo in discussione il commercio tradizionale del libro. Ha giocato un ruolo di primo
piano nella rapida commercializzazione dell’ebook, sempre più economico, facendo sì che vecchi e
importanti protagonisti del settore librario abbandonassero (si pensi ad esempio alla catena di librerie
Border). Amazon, che conta nel suo catalogo diversi milioni di libri, ha monopolizzato tutti i ruoli
della filiera dell’editoria: è redattore, agente, distributore e piattaforma di vendita.
L’azienda controllava, nel 2009, il 90% del mercato dell’elettronica grazie al lettore Kindle e ai bassi
prezzi fissati per tutti gli ebook (9,99 dollari). Fu allora che Apple violò le regole di concorrenza nel
tentativo di concordare con i cinque maggiori editori  Penguin, Hachette, HarperCollins, Simon &
Schuster e MacMillan  l’aumento del prezzo dei libri sull’iBookstore, secondo l’accusa di un
tribunale di New York.

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Da parte sua, Google, oggetto di contenziosi per violazione dei diritti d’autore, digitalizzò i fondi
delle biblioteche per metterli a disposizione degli utenti. Nel 2010 lanciò Google eBooks, la più
grande biblioteca digitale esistente, con oltre tre milioni di classici e bestseller leggibili su qualsiasi
dispositivo mobile, la maggior parte dei quali in inglese e gratis.
Un altro colosso, Microsoft, per aumentare le vendite di dispositivi con sistema operativo Windows,
ne migliorò le funzionalità e cercò allo stesso tempo di creare una biblioteca virtuale che potesse
competere con quelle di Apple, Google e Amazon. Per questo motivo offrì un miliardo di dollari per
Nook, la sezione di libri elettronici della catena di librerie Barnes&Noble. Nel 2014 i tablet Nook che
Barnes&Nobles lanciò per competere soprattutto con il Kindle, smisero di funzionare con il sistema
Android per passare a Windows 8.
In Italia la situazione del settore dell’editoria è problematica; il mercato del libro sembra sconcertato
dal nuovo panorama socio-commerciale, a causa soprattutto dei download illegali, del valore dei
diritti d’autore, della tassazione iniqua rispetto ai fornitori esteri e delle nuove richieste di contenuti
da parte del pubblico. Manca uno sforzo per compiere quella trasformazione necessaria per integrarsi
pienamente nello scenario digitale e sono evidenti i limiti tecnologici degli editori rispetto alla
collocazione e alla vendita online, oltre alla mancanza di risorse da investire in un progetto di
riformulazione del modello di buisness.
Gli editori in Italia sono costretti oggi a rinnovare il proprio business. Dovrebbero iniziare ad accettare
la stampa su richiesta che, in modo tale da risparmiare costi ingenti, la vendita in librerie digitali e un
marketing più efficiente sulla rete. Allo stesso modo dovrebbero decidere quale fondo editoriale
digitalizzare, chi assumere per creare nuovo lavoro digitale, fissare i prezzi dei libri affinché siano
competitivi e i diritti d’autore per soddisfare i creatori dei prodotti.
Inoltre, è essenziale la presenza degli editori sui social network per ottenere pubblicità, per fornire
informazioni sui nuovi prodotti in vendita, consigli ai lettori, servizi quali critiche di esperti e
feedback del pubblico lettore, e per stabilire relazioni con forum letterari. Bisogna infatti tener
presente che il web 2.0 sta attivando le abitudini degli utenti, i quali creano forum di incontro tra
autori e lettori in cui ci si scambia infomazioni e opinioni sulla scrittura e altri temi correlati. Inoltre,
la lettura condivisa o sociale permette a diversi lettori di conoscere ciò che gli altri leggono e ciò che
questi pensano di quella lettura attraverso note, sottolineature o commenti.
Accade sempre più spesso che gli editori duplichino l’edizione di un libro cartaceo in formato
elettronico, che si chiamerà anch’esso ebook, proprio come il libro che vive esclusivamente
all’interno del sistema digitale senza avere la sua controparte analogica. Ma questa duplicità può
essere considerata solo come un passo intermedio tra i libri pubblicati solo su carta e quelli digitali,
che non saranno mai fisicamente nelle librerie e che sono ancora pochi.

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Alcuni parlano di “evoluzione” del libro elettronico, mentre altri preferiscono usare il termine
“rivoluzione” nel campo dell’editoria. Infatti, si assiste ormai a un’inversione dei ruoli dei
protagonisti dell’ebook: l’autore a volte diventa editore con il self publishing e venditore diretto della
sua opera su internet; al contrario, l’editore diventa un autore, pianificando e posibilitando contenuti,
funzione che prima apparteneva esclusivamente al creatore. Questi cambiamenti nei settori della
pubblicazione, della distribuzione e della vendita di libri, faranno soccombere coloro che non
riusciranno a cogliere le novità e a stare al passo coi tempi.
Il lettore ritiene importante che l’accesso al libro digitale sia facile, veloce, senza fili, economico,
possibile da qualsiasi dispositivo, e che il libro stesso si possa eventualmente stampare, preferisce la
possibilità di conservarlo nel cloud o nella biblioteca digitale piuttosto che memorizzarlo da sé sui
dispositivi.
Inoltre, si deve riconoscere che stiamo vivendo una nuova alfabetizzazione, segnata dal progresso
tecnologico, per la quale stiamo iniziando a leggere e scrivere in modo diverso. L’ebook diventa
ipermedia, vale a dire multimediale, in quanto combina testo, audio (parola, musica) e immagini
(disegni e fotografie, video, animazioni); e ipertestuale, poiché utilizza collegamenti con altre parti
del testo e altri contenuti al di fuori dell’ebook, rompendo la linearità del discorso.
Alcuni autori nelle loro classificazioni includono anche i cosiddetti “libri intelligenti”, basati su
tecniche di intelligenza artificiale, e i “libri telematici”, in grado di partecipare a teleconferenze, e-
mail e accesso a risorse quali le biblioteche digitali.
Il lettore, nel percorrere il proprio itinerario di lettura, attiva determinati collegamenti tra tutti quelli
messi a dispozione dall’autore, e in questo modo diventa anch’egli creatore dell’opera. La lettura di
un ebook dipenderà quindi dal singolo lettore, dai propri interesse, tempo, intelligenza e cultura. Con
l’aumento delle capacità tecniche digitali, si incrementano quelle delle persone in grado di raccogliere
più informazioni nel minor tempo possibile. Tuttavia il mero accumulo di dati non è sufficiente: è
necessario trasformare le informazioni in conoscenza.
Con il libro ipermedia (di tipo letterario, accademico, tecnico o specializzato) siamo in grado di
leggere e studiare in maniera più approfondita, accedendo dalla stessa schermata ad altri titoli, a
documenti nuovi o vecchi, a musica e video per completare la nostra lettura e il nostro apprendimento.
Potremmo parlare quindi di “lettura audiovisiva”.
Il lettore di ebook abbandona il suo ruolo passivo per intervenire nella formulazione finale del
contenuto attraverso la propria scelta di collegamenti; e lo fa nell’ordine e nel modo che desidera,
tracciando da sé il proprio percorso.

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Nell’ebook si oppongono l’unità di senso e il polivalente; il lineare e l’aperto. Esso presenta una
narrazione che favorisce la pluralità di discorsi piuttosto che un’espressione definitiva, e libera il
lettore dal dominio dell’autore.
Dal punto di vista dell’autore, per la complessità tecnica e il contenuto del nuovo libro che si sta
creando, egli avrà bisogno del sostegno di vari professionisti dell’immagine e del suono, illustratori,
progettisti ed editori responsabili della modifica dell’ebook. All’autore potrà essere richiesto di
migliorare il suo libro elettronico laddove possa crescere o laddove si riscontrino carenze. In altre
parole, si può parlare di un “libro aperto”, sia per il continuo arricchimento dell’opera o delle edizioni
rinnovate del testo originale, sia per per il continuo processo di ricreare l’opera attraverso la lettura
individuale di ciascun lettore.
La velocità e l’intensità dei cambiamenti in campo digitale fanno prevedere un gran futuro per il libro
elettronico. La tecnica ha molto da dire in questo sviluppo, specialmente se si tiene conto che i
dispositivi elettronici di nuova generazione sono fatti di grafene, un materiale ad elevata conduttività
termica ed elettrica, trasparente, estremamente sottile, resistente al punto da essere duro quasi come
il diamante; o di nanocellulosa, estratta da qualsiasi fibra di cellulosa, con proprietà di leggerezza,
trasparenza, resistenza ed eccellente conduttività elettrica. Questi materiali sono ideali per la
fabbricazione di dispositivi di lettura multimediale leggeri, con buona visibilità sui loro schermi, con
la possibilità di essere a costi bassissimi e che permetteranno una comunicazione di qualità e
istantanea.
In questo terzo momento culturale in cui viviamo, quello elettronico, dopo quello orale e quello
scritto, non sono solo i dispositivi a cambiare: secondo Birkets la storia intesa nell’accezione
tradizionale non esisterà più, dal momento che il modo in cui riceviamo informazioni determina i
nostri modi di vivere e interpretare la realtà, e poiché, a suo avviso, gran parte degli eventi rilevanti
si svolgeranno al di fuori dell’asse spazio-tempo, nel cyberspazio.
La breve storia dell’ebook cammina di pari passo con l’evoluzione (o la rivoluzione) tecnologica dei
dispositivi di scrittura e lettura digitale; con l’edizione e la commercializzazione del libro elettronico
sul web; con i progressi per raggiungere una lettura e una scrittura ipertestuale sempre più diffuse; e
con lo sviluppo delle multinazionali che si occupano di tutto il ciclo del libro.
La breve storia del libro elettronico non ha ancora mostrato i suoi effetti sulla società, ma scrivere,
leggere e ricevere informazioni in modo diverso determineranno un cambiamento nella nostra
interpretazione della realtà.

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Bibliografia

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